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ALBERTO BERTINI - La costa che cambia

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La costa che cambia

Il quadro generale

Perché parliamo di emergenza, non di episodi isolati 19

53%

100 km

episodi erosivi rilevanti in Puglia (2024–2026)

delle coste pugliesi è a rischio erosione

di litorale sabbioso perso (38% del totale regionale)

L'Ordine dei Geologi di Puglia segnala inoltre 839 frane censite sul territorio regionale, con

circa 63.000 persone residenti in aree colpite da fenomeni franosi.

La cronologia dei crolli

Dal Salento adriatico alla costa ionica, 2019–2026

mag 2019

Scogliera, zona Due Sorelle

nov 2023

Arco Magno, San Foca

ott 2024

Sperone roccioso, San Foca

Panoramica cronologica

ago 2025

Santa Lucia, Ostuni

ott 2025

Punta dei Tuffi, S. Maria al Bagno

9 dic 2025

Costone, Torre Sant'Andrea

gen 2026

Marina Serra e Tricase Porto

feb 2026

Torre Pozzelle, Ostuni / Arco degli Innamorati

mar–apr 2026

Torre dell'Orso, crepe alla torre

Il meccanismo

Perché un mare più alto produce più crolli

+3 mm/anno

innalzamento medio globale negli ultimi 30 anni +21 cm

innalzamento in Italia, 1900–2020 — le proiezioni EEA indicano fino a +63/102 cm entro il 2100

Il Mediterraneo si scalda più in fretta degli oceani aperti: è un bacino semichiuso, con scarso ricambio d'acqua, e la sua temperatura è già quasi 2°C sopra le medie del secolo scorso.

01 Le onde attaccano la falesia più in alto, su roccia meno resistente

02 Le mareggiate raggiungono punti prima risparmiati dal mare

03 L'acqua salata infiltra più a fondo le fratture del calcare

04 Le spiagge perdono sabbia: le falesie diventano l'unica fonte di sedimento

MELENDUGNO — ZONA DUE SORELLE

La scogliera accanto ai faraglioni

MAGGIO 2019

Crolla lo scoglio minore a poche decine di metri dai due celebri faraglioni. Le Due

Sorelle restano in piedi, ma l'episodio segna un precedente diretto.

Nella stessa settimana franano anche un tratto tra Roca e Torre dell'Orso, la scogliera di Sant'Andrea e la falesia di Cerra-Grotta Monaca, a Otranto.

«Il mare dà, il mare toglie» — titolava la stampa locale: un intero fronte costiero che si sgretola in pochi giorni, non un episodio isolato.

MELENDUGNO — SAN FOCA

L'Arco Magno

NOVEMBRE 2023 · OTTOBRE 2024

Uno dei simboli della costa salentina crolla per erosione, aggravata da mareggiate e piogge intense.

Il fotografo Pino Tommasi documenta il crollo sui social; pochi giorni dopo un secondo cedimento a poca distanza. Nell'ottobre 2024 un nuovo sperone roccioso si stacca a 500 metri dal centro abitato di San Foca.

Fonte: Antennasud.com

OSTUNI — ALTO SALENTO

Santa Lucia e Torre Pozzelle

10 AGOSTO 2025 · 27–28 FEBBRAIO 2026

Santa Lucia: primo crollo reale dopo un anno di sola sorveglianza preventiva, avviata nel maggio 2024.

Torre Pozzelle: cede il costone a pochi metri da un'area già interdetta pochi giorni prima.

La Regione sblocca 16 milioni di euro per le coste rocciose, dopo le proteste del Comitato locale.

Torre Pozzelle

Oltre l'Adriatico

OTTOBRE 2025 · DAL 2020

Sul versante ionico crolla la «Punta dei Tuffi» a Santa Maria al Bagno, un simbolo per la comunità locale.

A nord di Brindisi, tra Torre Testa e Case Bianche, i crolli si ripetono dal 2020, con episodi anche nel 2025 e nel 2026. Diana Marina, Monticelli e Gorgognolo restano sotto sorveglianza dal 2024, senza crolli puntuali finora.

Un fronte costiero di centinaia di chilometri, dove ogni crollo racconta la stessa storia.

MELENDUGNO — TORRE DELL'ORSO

La torre cinquecentesca in crisi

MARZO–APRILE 2026

Compaiono crepe alla base della torre di guardia, costruita su una falesia sempre più fragile.

Progetto comunale da 2 milioni di euro; il 2 aprile partono i primi lavori, per un valore di 115 mila euro.

I faraglioni gemelli «Le Due Sorelle» restano finora più resistenti, protetti da una roccia calcarea compatta.

La risposta istituzionale

Fondi disponibili, ma applicazione a rilento

16 mln €

26

mln €

17 / 69

stanziati per le coste basse (arenili e litorali misti)

stanziati per le coste alte e rocciose

Comuni pugliesi hanno partecipato al bando sulle coste basse

Per le coste alte i fondi non passano da bandi pubblici ma da procedure negoziali tramite la piattaforma nazionale ReNDiS (ISPRA) — più tecnica, ma anche più lenta.

Uno sguardo al futuro

Le proiezioni scientifiche al 2050 e al 2100

20%

45%

10–20 m

delle spiagge italiane potenzialmente sommerse entro il 2050

la stessa percentuale, proiettata entro fine secolo

di arretramento della linea costiera per decennio, in molte aree del Mediterraneo

Quattro strategie di adattamento: protezione (dighe o soluzioni naturali come dune e zone umide), avanzamento (nuove aree costiere), adattamento delle infrastrutture, ritirata pianificata nei casi estremi.

CAPITOLO 06 — CONCLUSIONE

Il mare che sale non si vede.
Il crollo di un arco naturale sì.

Ma il secondo è, sempre più spesso, la conseguenza differita e visibile del primo. Dall'Arco degli Innamorati a Torre dell'Orso, da Marina Serra a Santa Lucia: non sono coincidenze meteorologiche, ma un processo fisico globale che si scarica su una costa fragile.

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