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IN CITTÀ 11 2

TORINOSETTE

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«Viva Verdi» è la pièce scritta da Sandro Cappelletto e interpretata da Piero Nuti e Adriana Innocenti

IL 18 CON LA AGNELLO HORNBY

VELENI DI FAMIGLIA INTRIGHI E AMORI iovedì 18 luglio, alle ore 18,30, nella sede estiva del Circolo dei Lettori, al Cortile della Farmacia, in via Giolitti 36, Simonetta Agnello Hornby presenta il suo ultimo romanzo «Il veleno dell’oleandro» (Feltrinelli). Nelle storie di un’antica casa di famiglia si nascondono mille segreti, velenosi come i regali oleandri. Di drammi e intrighi, amori e rovine è piena la villa di Anna Carpentieri, a Pedrara, una città siciliana immaginaria. Lì si riunisce la famiglia Carpinteri, sono tutti lì per zia Anna, la reale padrona di casa affetta da demenza senile. Il vagheggiare della donna crea molti dubbi tra i familiari, che cercano di comprendere se ciò che Anna dice sia reale o meno. Esistono davvero le pietre preziose di cui parla l’anziana? E se esistono dove sono state nascoste? La scrittrice Simonetta Agnello Horny continua a raccontare delle relazioni familiari, della complessità dei rapporti tra gli uomini e di una terra bella quanto misteriosa.

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2 La scrittrice Simonetta Agnello Hornby

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SPETTACOLO IL 12 CON INNOCENTI E NUTI

UN VERDI ANZIANO E INTIMO A PALAZZO CHIABLESE l Festival di Piazza San Giovanni, oltre a una sezione di cultura classica che si tiene nel Teatro Romano, dedica ampio spazio al teatro musicale e la sede prescelta è Palazzo Chiablese, appunto in piazza San Giovanni, con inizio alle 21,15. Venerdì 12 luglio i riflettori sono puntati su Giuseppe Verdi: a celebrarne il bicentenario della nascita e il mezzo è

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uno spettacolo di prosa, che ovviamente si avvale degli interventi musicali a cura di Gabriele Bolletta e delle coreografie a cura di Gianni Mancini. Ma sulla scena ci sono due attori della tempra di Adriana Innocenti e Piero Nuti, che è anche regista. Sono loro a reggere le fila di «Viva Verdi», un lavoro che Sandro Cappelletto ha ideato pensando a Giuseppe e alla moglie Giuseppina in età avanzata, nella Villa Verdi di Sant’Agata, a rimuginare sul passato ma anche a guardare comunque avanti.

LUNEDÌ 15 NELLA CHIESA DI SANTA RITA

CLASSICA IN BREVE

UN GRANDE ORGANISTA DALLA NUOVA ZELANDA

a cura di LEONARDO OSELLA

LEONARDO OSELLA

assimo Nosetti, titolare dell’organo di Santa Rita e direttore artistico delle iniziative musicali del santuario, ha riservato una bella sorpresa per gli amanti di questo strumento: ha infatti invitato un esecutore di prima categoria come Martin Setchell. Inglese di nascita, Setchell è «organ curator» della Town Hall di Christchurch, in Nuova Zelanda, ed è lì che Nosetti lo ha scovato per invitarlo a Torino: d’altro canto lui gira il mondo a tenere concerti. Qui lunedì 15 alle 21, in Santa Rita troverà uno strumento eccezionale, progettato dallo stesso Nosetti e costruito dalla ditta Zanin di Codroipo, e avrà modo di esibirsi da par suo. E alla fine della serata ha già fatto sapere che sarà a disposizione del pubblico per autografare e dedicare i propri cd registrati all’organo Rieger di cui è titolare, come pure le copie del libro di cui è autore con la moglie Jenny, «Organ-ism», ricco di interessanti aneddoti legati appunto alla musica organistica. Ha annunciato un programma molto vario che va dal romantico al contemporaneo, con un’unica «sforatura» di antecedenza con l’irrinunciabile Bach («Concerto in sol maggiore BWV 592», dal «Concerto Principe Johann Ernst di Sassonia). Poi ecco un bel po’ di Francia: Guilmant («Grand Choeur in re alla Händel, op. 18»),

Un mix di stili Il 15 all’Educatorio folk, rock, tango e blues Per gli organizzatori è «un viaggio musicale e umano alla ricerca di quel mix di stili e tradizioni che caratterizza le culture e le città nell’èra della globalizzazione». Un fritto misto? In un certo senso sì, dato che impasta insieme folk, rock, tango, jazz, blues, metal. Ma ciò che offre unità alla ricetta è l’armonizzazione di tipo classico. Così lunedì 15 alle 20,45, all’Educatorio di corso Govone 16/a, tanto bendidìo è eseguito da Armea Ensemble diretto da Enrico De Palmas (chitarra): Leonardo Enrici Baion clarinetto, Margherita De Palmas violino, Alessandra Gervasio viola, Giorgio Bevilacqua contrabbasso, Marco Biancone percussioni. [L. O.]

Vierne («Clair de lune, op. 55/2») e Saint-Saëns («Preludio e Fuga in mi bemolle op. 99/3»). C’è anche Schumann, la cui letteratura organistica andrebbe proposta più spesso, con il «Canone in si minore op. 56/5»). Infine due autori d’oggi: Stefano Bertuletti, rappresentato dalla intrigante «Fuga supra un soggetto» (che sarebbe il tema di «Michelle» dei Beatles) e Mons Leidvin Takle, con la tumultuosa «Blues Toccata», impegnativa sia alla tastiera sia alla pedaliera.

ALL’ORTO BOTANICO TRA API E FIORI ESTIVI ioriture estive e api nell’Orto Botanico. Anche in questo fine settimana l’Orto Botanico dell’Università, al fondo di corso Marconi, in viale Mattioli 25, apre per i visitatori. Sabato 13 dalle 15 alle 19 e domenica 14 luglio dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, con visite guidate in partenza ogni ora. In particolare domenica pomeriggio gli apicoltori Lorenzo Domenis e Marco Cucco mostreranno come vivono le api nell’Orto, come si nutrono e come producono il miele. Sarà anche possibile vedere come si fa la smielatura e assaggiare il miele prodotto nell’anno scorso e in questa primavera. In questo momento stanno iniziando le fioriture estive, come quella profumatissima del tiglio, e quella delle salvie, delle lavande, delle rose tardive e delle ortensie.Inoltre stanno iniziando a fiorire molte composite come le dalie e la camomilla,con le loro infiorescenze variopinte e profumate. Per ulteriori informazioni www.ortobotanico.unito.it.

sono eseguite domenica 14 alle 17,15 in piazza Foroni dal Dejavu Ensemble formato da Antonio D’Attellis clarinetto, Doc Robyfolk fisarmonica cromatica, Marco Fella violoncello. SENZA CONFINI. Stili misti e un viaggio nel folclore di tutto il mondo caratterizzano il concerto di lunedì 15 alle 20,45 per le Aurore Musicali, all’Educatorio della Provvidenza di corso Generale Govone 16/A. È di scena l’Armea Ensemble diretto dal chitarrista Enrico De Palmas , con Leonardo Enrici Baion clarinetto, Margherita De Palmas violino, Alessandra Gervasio viola, Giorgio Bevilacqua contrabbasso e Marco Biancone percussioni. I brani svariano dalla musica turca a quella kletzmer, dalla milonga al tango. CHITARRA. Michele Di Filippo ha ottenuto vari prestigiosi riconoscimenti in concorsi per chitarra. Martedì 16 alle 21,15 suona per la rassegna Six Ways alla Basilica di Superga.

Un quartetto d’archi tutto giovane in San Dalmazzo Sabato 13 luglio eseguirà brani di due grandi: Mozart e Haydn

2 Martin Setchell , «organ curator» di Christchurch

SABATO 13 E DOMENICA 14

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OMAGGIO A BODONI. Il Conservatorio dedica a Giovanni Battista Bodoni, il tipografo saluzzese al quale è intitolata la piazza in cui si trova l’istituto e di cui ricorrono i 200 anni dalla morte, l’ultimo dei tre concerti previsti all’aperto nella piazza stessa. L’Orchestra di Fiati del Conservatorio suona perciò venerdì 12 alle 21,30 in un concerto diretto da Pietro Marchetti. CONCERTI A PALAZZO. La scuola di musica jazz del Conservatorio propone sabato 13 alle 11 l’ultimo dei quattro Concerti a Palazzo che si svolgono gratuitamente nel cortile d’onore del Palazzo Civico, in piazza Palazzo di Città 1. TRADIZIONE. Musiche e danze tradizionali occitane, provenzali e del Mediterraneo

Come spesso accade a coppie di lunghissima consuetudine, non mancano battibecchi e battute acidule. Verdi ha dato molto, ma intanto è sopravvenuto un certo Wagner che ha buttato tutto all’aria. Eppure Giuseppe da Busseto ha in serbo una sorpresa inaspettata. Infatti è proprio in età senile che si produrrà non solo nel rifacimento di «Simon Boccanegra» e nel magnifico «Otello», ma soprattutto in quella bomba di buonumore (sia pure velato di malinconia) che è l’incredibile «Falstaff». [L. O.]

Un giovane quartetto d’archi è atteso come ospite, sabato 13 luglio alle ore 21, nella chiesa di San Dalmazzo, in via Garibaldi angolo via delle Orfane. Lo formano Salvatore Luca Palumbo e Chiara Carrer ai violini, Arbera Rubolino alla viola e Leonard Plumbini al violoncello. L’appuntamento, inserito nella fortunata rassegna San Dalmazzo in Musica, è a ingresso libero e prevede due soli autori, ma di quelli grossi: Mozart e Haydn. Si comincia con «Quartetto in sol maggiore K 80», il primo scritto da Mozart alla verde età di 14 anni. È anche detto «Quartetto di Lodi» poiché venne composto nel 1770, secondo quanto scrisse il ragazzo in una lettera, «di sera, in un albergo» della cittadina lombarda durante il primo dei tre viaggi in Italia. Anche il quartetto di Haydn, «op. 76 n. 3 in do maggiore», del 1797, ha un appellativo, «Kaiserquartett»: infatti il secondo movimento in Andante consiste in una serie di variazioni sul tema di «Dio salvi l’Imperatore Francesco», ossia l’inno tedesco che il musicista scrisse in quello stesso anno. [L. O.]

UN UOMO ALL’ANGOLO l parco del Valentino cambia con il cambiare delle stagioni, delle ore della giornata o del livello di acqua nel Po. Nella mia esplorazione ho imboccato la scaletta seminascosta che si trova esattamente all’altezza del Castello e scende giù costeggiando lo storico locale «L’imbarco del Re - da Perosino». Dopo pochi metri raggiungo un piccolo spiazzo con una scalinata che finisce direttamente in acqua. Il limo depositatosi durante l’ultima piena è ormai asciugato e si è creata una sorta di spiaggetta, morbida e accogliente, che ha quasi sepolto le sedute in cemento. A poche centinaia di metri il Monte dei Cappuccini emerge da un tripudio di verde in un silenzio rotto solo dalle voci dei canoisti e dagli uccelli in volo. Una volta la signora Perosino mi raccontò con un po’ di nostalgia di

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LUCA MORINO

quante barche per il noleggio avessero all’imbarcadero: ora costerebbe troppo comprarne di nuove e mantenerle. Nel tempo la città ha perso ogni attitudine fluviale, ha smesso cioè di considerare il fiume come un mezzo per spostarsi o per trasportare mercanzie. Pare che la famosa Madama Cristina facesse le sue uscite notturne sfruttando una darsena proprio in questi paraggi, dove l’odore del fiume è intenso e sa vagamente di marcio. Mi dà la stessa euforia perversa che si prova annusando la benzina. Il rapporto di Torino con il Grande Fiume è ambivalente, poco chiaro: siamo tutti abituati a guardare il Po ma molto meno a galleggiarci sopra. Se si riuscisse a navigare fino all’Adriatico, a Venezia, il solo saperlo cambierebbe completamente la percezione del flusso d’acqua e l’immaginario arriverebbe lontano, ben oltre le canalizzazioni metalliche di San Mauro Torinese.


Torinosette 12 luglio veleni di famiglia, intrighi e amori