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Giovedì 9 maggio 2013

LA NOSTRA STORIA, 50 ANNI FA IL VOTO DELLA PRIMAVERA 1963 PENALIZZÒ LA DC, TRANNE CHE NEL COLLEGIO BARI-FOGGIA

Con i voti pugliesi Quegli affreschi Aldo Moro dette il via di Brindisi con il «blasone» al centro-sinistra LA RICERCA GIULIA PERRINO INDAGA SU SANTA MARIA DEL CASALE

di GIACOMO ANNIBALDIS

sale, fastosamente rivestito «di affreschi con insistita ostentazione tappezzata dalle insegne i occhieggiano da ogni parte i blasoni nobilia- araldiche» della coppia principesca: resti degli affreschi, infatri e gli stemmi civici. Raccontano una storia ti, restituiscono gigli angioini su campo azzurro, nonché framdi clan famigliari e di signorie, menti del blasone della sedicendi emblemi cittadini e provinte principessa bizantina, con i ciali, che spesso non siamo più bisanti. in grado di decifrare. E invece, Ma le pareti dell’intera chiesa se compresi, sarebbero segni casono invase da santi e cavalieri; paci ancora di svelare elementi e questi ultimi quasi sempre adinteressanti del nostro passato. dobbati con le proprie insegne È ciò che ha intuito Giulia araldiche; quindi desiderosi di Perrino, iconografa pugliese, essere riconosciuti dai fedeli. che ha inteso investigare le nuEppure finora ignorati. Ecco almerose emergenze araldiche lora l’investigatrice Perrino apnella chiesa di Santa Maria del puntare la sua lente su scudi e Casale a Brindisi. Già con un su bandiere, gualdrappe ed elmi, saggio sulla «committenza aririconoscendo - e in alcuni casi stocratica» del celebre tempio si individuando «per la prima volera aggiudicata il primo premio ta» - gli stemmi delle casate dei del concorso «Puglia In/Difesa» Tocco delle Bande e dei Tocco nel 2010: quell’indagine è divendelle Onde, dei Della Marra e dei tata ora un volumetto intitolato Gattola, dei Del Balzo e dei SanAffari pubblici e devozione priseverino. La ricercatrice si avvata. Santa Maria del Casale a vale, per la complicata indagine Brindisi (edito da CaratteriModi questi segni bili, pp. 125, perduti, euro 20, con ildell’ausilio lustrazioni). del volume di S. Maria del Carlo Torelli, Casale, grazie edito nel 1678, al suo notevointitolato Lo le apparato splendore delpittorico, è tra la nobiltà nale chiese più poletana belle e più ricascritta ne’ che di Puglia; cinque seggi. «che eccelle Giuoco d’arsintetizza Mame. ria Stella Calò In quelle inMariani, che segne araldifirma la prefache si dispiezione al voluga un procesme - per l’arso di «nobilimonia delle litizzazione» da nee architettoSabato 11 maggio a parte di faminiche, superBari alle 19, nella libreria glie emergenti ba sintesi di Zaum/Interno4 (Via Carnel confuso un gotico midassi 85/87) si presentepanorama del surato di serà il volume «Affari pubregno angioigno angioino blici e devozione privano tra Roberto ed eleganze di ta. Santa Maria del Cail Saggio e estrazione sale a Brindisi» di Giulia Giovanna (la islamica». SulPerrino (Caratteri Mobili quale sposerà la rotta delle editore). Interviene Giuanche Luigi, seppe Ceddia. vie dei pellefiglio di Filipgrinaggi verso po e Caterina i luoghi santi, di Taranto). il tempio fu Ripetuti fino al parossismo i bla«subito annoverato fra i più cesoni «manifestano ulteriormenlebri santuari costieri». Per quete la funzione di legittimazione sto esso meritò di essere eletto sociale e politica di interi clan quasi come una sainte chapelle familiari affidata a questa tipoper il principe angioino Filippo logia di immagini». Di certo, gli (1277-1331), figlio di Carlo II e stemmi sono numerosi e di alprincipe di Taranto, proiettato cuni di essi non si è ancora idencon le sue mire di potere verso tificata l’origine nobiliare (ripel’Oriente: in quest’ottica egli tutamente la ricercatrice sarà aveva sposato principesse oriencostretta ad ammetterlo): la intali, dapprima Tamara d’Epiro e teressante ricerca dovrà dunque poi - ripudiatala - nel 1313 la gioproseguire. Come ci si auspica vanissima (lei appena dodicenche l’autrice continui il suo stune, lui trentaseienne) Caterina dio di interpretazione iconogradi Valois-Courtenay, erede nomifica di questo ricchissimo palinnale dell’impero di Bisanzio, e sesto, per alcune parti ancora perciò denominata nei documisterioso. menti e nella corte napoletana come l’«imperatrice». Difatti, col Nelle foto, un affresco e la me «cappella imperiale» fu semfacciata di Santa Maria del Capre indicato il transetto sinistro sale a Brindisi. della chiesa di S. Maria del Ca-

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Sabato a Bari

di VITO ANTONIO LEUZZI

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ella storia dell’Italia repubblicana le elezioni alla Camera e al Senato della primavera del 1963 rappresentarono una svolta epocale ed aprirono la strada ad una definiva affermazione del centro-sinistra con a capo del governo un esponente politico pugliese, Aldo Moro, da alcuni anni alla guida della Democrazia Cristiana, il partito di maggioranza relativa. Docente di diritto nell’Ateneo barese, ma originario di Maglie, Moro ottenne, nelle elezioni per la quarta legislatura, una forte affermazione personale e fu il primo eletto in Italia rispetto a tutti i partiti, con 227.570 voti di preferenza nel collegio Bari-Foggia. Il prestigio personale del professore pugliese coincideva anche con un forte balzo in avanti della società regionale, avviata sulla strada dell’industrializzazione, con i poli

di sviluppo di Bari, Brindisi e Taranto e con forti cambiamenti sociali e nei livelli di vita. I reportage degli inviati speciali descrivevano il Sud con accenti diversi dal passato. Così si pronunciava Giorgio Bocca: «Il Sud non è più un mondo autonomo, fermo sotto il sole. Il Sud, oggi, è l’altra parte, l’altra faccia di un paese moderno, europeo ed altamente industrializzato» (La scoperta dell’Italia, Laterza 1964). L’ondata di ottimismo nella vita economica, che aveva caratterizzato il quinquennio precedente, spinse in avanti il sistema politico, in un quadro, però, di forti contraddizioni. La quarta legislatura, infatti, si caratterizzò per l’arretramento della Democrazia

Cristiana, per il crollo dei monarchici e per l’avanzamento dei comunisti. Tra i partiti di governo solo i socialdemocratici di Saragat ebbero un incremento dei voti. Il calo dei consensi investì socialisti e repubblicani, questi ultimi divisi tra La Malfa e Pacciardi; mentre nell’opposizione di destra liberali e missini assorbirono le perdite dei monarchici. Solo in Puglia, in controtendenza rispetto al resto d’Italia, la Dc registrò in tutte le città capoluogo un lieve aumento dei voti che consentì a Moro di portare avanti la proposta di un governo organico di centro-sinistra, in un contesto nazionale, però, carico di turbolenze. Le oscillazioni della politica,

UNA SVOLTA EPOCALE

La forte affermazione personale gli consentì di proporre e formare il governo di cambiamento col Psi

UN CENTRO STUDI PER IL GRANDE POETA NASCE A LECCE PRESIEDUTO DALLA FIGLIA

L’omaggio del Salento ai «suoi» Bodini e Verri E biografia di Astremo sull’autore anni ’70

È

nato il Centro studi Vittorio Bodini, l’associazione che d’ora in poi gestirà in via esclusiva tutte le iniziative legate al nome dello straordinario poeta, traduttore e cantore del Sud e delle sue contraddizioni, di cui il prossimo 6 gennaio 2014 ricorrerà il centenario della nascita. Presieduto dalla figlia e unica erede, Valentina Bodini, il Centro studi si pone come obiettivo la realizzazione di manifestazioni culturali, iniziative editoriali, concorsi e, più in generale, eventi nel settore letterario e dello spettacolo. Ne è esempio il premio letterario «La Luna dei Borboni», tenutosi a settembre 2012 a Cocumola, settima edizione, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Minervino di Lecce. E a Cocumola c’è la sede del Centro studi (info: www.vittoriobodini.it, centrostudi@vittoriobodini.it, fax 0832.1831739,347.3361053). Del consiglio direttivo dell’associazione, presieduto da Valentina Bodini, fanno parte Antonio Lucio Giannone, Francesco Caroppo, Leda Cesari, Stefano Murciano, Antonio Leomanni e Renato Spedicato. Del comitato scientifico, designato dal consiglio e presieduto dal professor Giannone, fanno invece parte Patrizia Guida, Carla Guido e Mariapia Autorino, Antonio Minelli, Fabio Lorenzi, Giuliano Capani, Mario Matera e Aurelio Gatti. L’associazione si presenterà, a Lecce, sabato, alle 11.30 all’Open space di

Palazzo Carafa (piazza Sant’Oronzo), dove . Sempre attenzione alla cultura salentina: lo scrittore Rossano Astremo ha pubblicato Con gli occhi al cielo aspetto la neve. Antonio Verri. La vita e le opere (Manni, pagg. 112, euro 13). Vent’anni fa, il 9 maggio 1993, quarantaquattrenne, morì in un incidente stradale Antonio Verri, scrittore e animatore della scena letteraria salentina dalla fine degli anni Settanta. In quel periodo, Verri si dedicò a innumerevoli progetti editoriali, da «Caffè Greco» al «Pensionante de’ saraceni», passando per il «Quotidiano dei poeti», giornale stampato a Maglie e diffuso, attraverso vari collaboratori, nelle più importanti città italiane. In Con gli occhi al cielo aspetto la neve Rossano Astremo ricostruisce l’esistenza del poeta, dell’editore e dell’uomo Verri, attraverso un dialogo fitto con le figure che lo hanno accompagnato nel suo percorso creativo e di vita. E ancora, in questo viaggio, le collane, gli incontri e le polemiche, i libri di poesia (Il pane sotto la neve, La Betissa) e di narrativa (Il fabbricante di armonia: Antonio Galateo, I trofei della città di Guisnes, Il naviglio innocente, il postumo Bucherer l’orologiaio), in cui la scrittura lirica e barocca si fa canto trasognato di una terra amata, mai abbandonata, ma che lascia sulla pelle ferite profonde. [r. c.]

aspetto distintivo della realtà italiana, si manifestarono a pieno. Infatti l’azione dello statista pugliese incontrò vari ostacoli, nonostante l’abile mediazione interna al suo partito per vincere le forti resistenze all’apertura nei confronti del Psi. Dopo il risultato elettorale s’impiegarono alcuni mesi per la realizzazione del primo governo organico di centro-sinistra. Nella Democrazia cristiana un solido fronte conservatore condizionava l’evoluzione del quadro politico in direzione dell’accordo con i socialisti. Solo un anno prima, nel maggio ‘62, con i voti dell’estrema destra monarchica e missina, fu eletto capo dello Stato, il democristiano Antonio Segni. Altri e non secondarie difficoltà scaturirono dal Psi per le divergenze tra Riccardo Lombardi e Pietro Nenni che militavano nella stessa corrente «autonomista», senza considerare l’opposizione, all’accordo con la DC, di Lelio Bas-

Vetrina PER IL 350MO ANNIVERSARIO DELLA MORTE

Domani ad Assisi le reliquie di San Giuseppe da Copertino n Assisi accoglieràdomani le sacre reliquie di San Giuseppe da Copertino. L’accoglienza dell’urna con le spoglie mortali del Santo è il momento centrale di una serie di funzioni religiose e iniziative organizzatedal Comune e dalla Diocesidi Assisi, e dalle famiglie francescane - da domani al 14 maggio - nel 350° anniversario della morte del santo, nato a Copertino (Lecce) nel 1603 e morto ad Osimo (Ancona) nel 1663.Protettore degli studenti, chiamato anchenelladevozione cattolica«Santo dei voli», San Giuseppe da Copertino passò 14 anni ad Assisi, segregato nel Sacroconvento. Della città di San Francesco venne nominato cittadino onorario nel 1644.L’urna verrà esposta nella Cattedrale di San Rufino, quindi nella Basilica inferiore di San Francesco, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. LA BARESE ROSELLA SANTORO NELLA GIURIA

Oggi a Torino cerimonia inaugurale del «Premio Giorgio De Rienzo» n A Torino oggi, alle 21, nella sala grande del Circolo dei lettori (via Bogino, 9) cerimonia inaugurale del premio «Giorgio De Rienzo fuori dal coro» (www.giorgioderienzo.it). Il Premio è stato istituito da Vittoria Haziel in memoria del marito, critico e romanziere, scomparso nel 2011. Collabora il Circolo dei lettori. Presidente e sponsor Vittoria Haziel, scrittrice e giornalista. La giuria è composta da Maria Rosa Masoero e Alessandro Perissinotto, docenti all’Università di Torino, e da Rosella Santoro e Silvia Spandre, docenti nei licei di Bari e di Torino. E amici e colleghi di De Rienzo. Premi per l’alto valore di autori e opere a Monica Longobardi e al suo saggio di ludolinguistica («Vanvere», Carocci 2011), a Roberto Innocenti e alle sue illustrazioni («Cappuccetto rosso», la Margherita 2012), a Daniele Bresciani e al suo romanzo d’esordio («Ti volevo dire», Rizzoli 2013). Contributo donato dal Premio per l’apertura del portale di Guido Gozzano nel Centro «Guido Gozzano - Cesare Pavese», Università di Torino, dove sono digitalizzate le opere di Pavese.


La Gazzetta del Mezzogiorno 9 Maggio - Premio Giorgio De Rienzo