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Martedì 25 giugno 2013 il Giornale

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Franco «censore» di Hollywood. Il Lector»diMadrid,lostoricostatunitenseDouCON I SUOI «AGENTI» A HOLLYWOOD Francisco dittatore spagnolo odiava Ernest Hemin- glas LaPrade, autore dei saggi «Hemingway

Francisco Franco censurò due film tratti da Hemingway

gway a tal punto da adoperarsi per far «correggere»icopioni di«Per chisuona lacampana?»e«LenevidelKilimangiaro».Lohaspiegato, durante una conferenza alla «Casa del

proibitoinSpagna», «Hemingwaye Franco» e «LacensuradiHemingwayinSpagna».Tramitel’interessamento di diplomatici iberici, dai duefilmfuronoespuntiiriferimentiscomodi.

SFONDONI D’AUTORE Un saggio (impietoso) contro i bestselleristi

Quei grotteschi errori da Top ten Grammatica incerta, prosa traballante, idee confuse: ecco il campionario da Piperno a Faletti Luigi Mascheroni

I «PANETTONISTI»

GLI IMPROVVISATI

I PREMIATI

SCRITTURE AMERICANE E INFANTILI Giorgio Faletti e (sotto) Fabio Volo

TRAME ASSURDE E PARAFILOSOFICHE Enzo Ghinazzi in arte Pupo e (sotto) Giuliano Sangiorgi

OSSESSIONI SESSUALI E SOCIOLOGICHE Alessandro Piperno e (sotto) Antonio Scurati

A

lessandroPiperno?Inventore di una lingua neo-geroglifica, fatta di arrotolamenti verbali,labirintisintattici,aggettivazioni compulsive («cartacea ruvidezza», «tremebonda inadeguatezza»,«superstiziosasoggezione»,«inertecelebrità»),petulanticitazionipseudo-colte(dagli Wham! all’onnipresente Proust),unasfiancantepropensione per scene di masturbazione(almeno30performanceonanistiche nel solo Con le peggiori intenzioni)eun’insistitaricerca, al riparo della sua sbandierata ebraicità, della political uncorrectness che prende di mira soprattuttogliomosessuali(12tirateanti-froceschenelsuoromanzo più famoso). Antonio Scurati? Autore di libriilleggibili, dalla prosa caricatissima («Doveva invece fiutare il momento singolare e fatidico, l’istantedecisivoefatalenelquale il concepimento del crimine era misteriosamente avvenuto nellacopulatraleloroduementi»), azzoppati da marchiani errori storici (ne Il rumore sordo dellabattagliasicitailtabaccoin Europaprimadellascopertadell’America, si fa iniziare l’anno il 1ºgennaioquandoall’epocaera il25marzo,s’anticipadiunsecolo la nascita del Granducato di Toscana),infarcitidipipponisociologici(retaggiodellacattedra di Linguaggi dei nuovi media), appesantitidasciatteria,banalità, luoghi comuni narrativi. Esiamosoloagliscrittorilaureati, (pluri)premiati dal mercato e dalla critica, la punta di diamante della narrativa italiana contemporanea. Immaginiamoci gli altri. Ma quale è lo stato di salute del romanzo, oggi? Se loèchiestoloscrittorePippoRusso nel ferocissimo pamphlet L’importo della ferita e altre sto-

rie(Clichy)chesulla basedi una maniacale analisi dei testi - stilistica,linguistica,narrativa-passa ai raggi X, raschiando la pelle fino alla carne viva degli autori, le opere di un gruppo di personaggi di «chiara fama» del mondo delle Lettere, mettendo impietosamente in luce, con citazionipuntuali,ilpeggiodei«migliori»,daPipernoaMoccia:strafalcionigrammaticali(néFaletti néisuoieditorconosconolaconsecutio temporum), nonsense (quelli di Fabio Volo riempiono

un capitolo), eccesso di enfasi (la pesantissima magniloquenzadiScurati),incongruenzenarrative, noiosissime tirate retoriche e insopportabili luoghi comuni (Piperno, Volo e Scurati esconoconleossarottedall’analisi delle scene di sesso), perfino spotpubblicitari«occulti»(ilnumero dei product placement nei libridiFalettieMocciaèincredibile). Ispirato nel titolo da una celebre americanata linguistica di Niente di vero tranne gli occhi,

quando il protagonista «con un gesto istintivo sollevò la manica della tuta per controllare l’importo della ferita» - non l’entità, propriol’«importo»-ilsaggioriporta una campionatura irresistibile di «Frasi veramente scrittedagliautoriitalianicontemporanei»(questoèilsottotitolo),attenendosiaun’unicaregola,peraltro condivisibilissima: stroncare solo i giganti, cioè i bestseller, ai quali, come scrive Pippo Russo nell’introduzione, «toccherebbeunsupplementodire-

sponsabilità sociale, perché in questepagineunosfondonelinguistico ha ricadute di massa». Ecosì,sottolamacchinatrituratricefinisconotuttiipiù«grandi», a partire dal «più grande scrittore italiano», come lo definìsuSettenel2002AntonioD’Orrico (e qui ce n’è anche per lui): Giorgio Faletti. Del quale si dimostra il tormentato rapporto con la lingua italiana, oppure l’uso di un gosth writer americano. Altrimenti come si potrebbe scrivere«latestadiAprilriemer-

seinunmovimentodicapellivivieiniziòainfilarsilacamicia»,o «Anche se la sua vittima avesse chiestoaiuto,cosadicuidubitava, di solito nessuno si immischia in certe faccende» (!?!) oppureusareespressioniinesistenticome:«parolegracchiateattraversoilmicrofonopocoattendibile dell’apparecchio», «la voce organizzata di Mary la sorprese a mezza strada», «Oddio, non che non gli piacessero le donne. Era un fior di regolare...» (regular guy in americano indica uno normale, a posto, con appetiti sessuali «regolari»). Insomma, una scrittura da rivedere «da cima a piedi» come scrive Faletti con una curiosa crasi fra «da cima a fondo» e «da capo a piedi». Tutto sommato però dalla radiografialetteraria di Russo, ancora più dei narratori improvvisaticomePupo(l’esamedelthrillerLaconfessione,fralinguabrada e psicologie «tagliate con la motosegae rifinite colnapalm», è stracult) e Giuliano Sangiorgi (delqualesisegnalal’uso“metrico”delle virgoleela “filosofiada canzonetta” tipo «ma se il mondoèsoltantosolitudineearia,soloilnullaalloraliattraversaesoloilnienteincambiopuòdare»), a uscirne peggio sono Fabio Volo e Federico Moccia. Volo,dall’altodeimilionidicopievendutedaisuoisei«romanzi», sprofonda nei tormentoni (divertente l’auto copia-incolla da un libro all’altro delle stesse battute su: carta igienica, seghe, donne,frigovuoto,ilcoito,ibisognicorporalie«ilveroamore»)e nelle frasi profonde sul sensodella-vita(uncapitolodevastante). Moccia, invece, è schiacciatodallastessaleggerezzanarrativadeisuoilibri-mattone(450pagine in media). Senza contare che dal micidiale pamphlet di Russo sono rimasti fuori Mazzantini, Bignardi, Murgia, Jovanotti e Ligabue. Per ora.

Milanesiana Una mostra sul poeta

Lo sguardo vergine di Tonino Guerra Eccoiltesto cheVittorioSgarbileggerà questasera a Torinoin occasionedellaprimaseratatorinesedeLaMilanesiana,direttaeideatadaElisabetta Sgarbi. L’evento è l’inaugurazione, al Circolo dei Lettori di via Bogino 9, della mostra «Tonino Guerra. I colori delle parole». di Vittorio Sgarbi

P ARTE Due disegni di Guerra in mostra

rimaa Santarcangelodi Romagna, poi a Pennabilli, Tonino Guerra ha compiuto miracoli semplicementevivendodapoeta.Comeviveunpoeta?Inchecosasidistingue da chi non lo è? Nel sentire che le cosechecicircondano,ifiumi,lecolline, l’aria, le case, hanno una vita, un’anima, le cose esistono come noi, respirano,ciparlano.Ilpoeta,inparticolare Tonino Guerra, vede il mondo

comeFrancesconelCanticodelleCreature, mantiene la stessa verginità dello sguardo. Le parole di Francesco sembrano pronunciate per la prima volta, e così continua a dirle Tonino Guerra,senzacheesseappaianoconsumate. Prima di Carlo Petrini, Tonino Guerra ha perseguito una slow life, unavita lenta, dovetutto potevaessere sentito e percepito con una necessariaconcentrazione. Tonino Guerra cihadimostratocheilcompitodeipo-

eti non è esaurito, essi aggiungono quello che ci manca, rendono unico e assoluto anche il gesto più insignificante. I luoghi dove egli è vissuto sono letteralmente benedetti, senz’altro essereche quello che sono. Egli ne insegue l’essenza segreta, senza mistero, senza simbolismo, in un realismo magico, in un sogno senza fine. Tonino Guerra ci ha insegnato a guardare il mondo con gli occhi di un bambino,conlasemplicitàdiun’anima direttamente collegata al mondo esteriore, senza mediazioni. E questo sguardo nuovo sulle cose è ciò che nel bene contagia chi si avvicina alla sua opera in un continuo passaggio di testimone dal bambino che era Francesco, al bambino che era Tonino, al bambino che siamo noi. O che tuttinonpossiamononessereleggendo e ascoltando la poesia di Tonino Guerra.

Il giornale 25 giugno la milanesiana al circolo dei lettori  
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