Poste Italiane Spa - Spedizione in a.p. D.L. 353/2003 (conv in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1, DCB Modena e 4,00
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LE CUGINE TOGNI AL KRONE BAU
Roberto Fazzini / Italiana Produzioni Srl insieme alla Fédération Mondiale du Cirque è lieto di annunciare la pubblicazione del nuovo libro per bambini dal titolo
È un volume illustrato a colori di 24 pagine con copertina rigida, ricco di immagini accattivanti del mondo circense accompagnate da un testo esplicativo in inglese, tedesco, italiano, francese, polacco e svedese. Dopo aver acquisito i diritti per le immagini, Roberto Fazzini ha chiesto alla Fédération Mondiale du Cirque di redigere testi basati sul lavoro della Federazione stessa sulla terminologia circense come parte della suo "Preservation Project”. Il libro offre una panoramica della storia del circo moderno, sui tipi di spettacolo connessi, come ad esempio il circo di strada, spiegazioni su moderni circhi itineranti, e informazioni dettagliate riguardanti la terminologia corretta per i vari numeri. Pagine aggiuntive sono dedicate agli animali dello spettacolo, al circo in America, e al circo contemporaneo (circo dei giovani e circo sociale). Ideale come souvenir o come strumento di divulgazione dell’arte circense nelle scuole. Questa nuova pubblicazione è disponibile per circhi, musei del circo, e per chiunque sia interessato alla storia e al futuro di Circo. Una parte dei proventi di ogni libro andranno a beneficio della Fédération Mondiale du Cirque per sostenere il suo importante lavoro di preservazione e promozione delle arti circensi e della cultura.
per informazioni e ordini: roberto@robertofazzini.it - Tel. 059 928934
SOMMARIO
Edda Monti Bracaloni, Salvino Magli, Evelina Palmiri e Oscar Togni, scomparsi di recente.
MARZO 2017
OSCAR SALVINO
EVELINA
EDDA
CIRCO
Ciao
ISSN 1825-5787
androserena@circo.it Web Site: www.circo.it - E-mail: aless o 2017 Nuova serie - Anno XLVIX - N. 3 Marzioni Direttore responsabile Antonio Buccio Monti Redazione Alessandro Serena, Claudia Bolgan, Roberto Fazzini, Alberta Froldi, Collaboratori: Roberta Battistin, Valer , Ruggero Leonardi, Massimo Malagoli, Antonio Giarola, Massimo Locuratolo andra Litta Modignani, Ettore Paladino, Flavio Michi, Francesco Mocellin, Aless Vittoria Vittori, Gilberto Zavatta. Arianna Pianesi, Marco Ternullo, Maria
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L’ENC E GLI ANIMALI LOTTA E PRESENZA di Claudio Monti
NEW GENERATION IL FUTURO DEI GIOVANI di Francesco Mocellin
NOTIZIE SPARSE di Flavio Michi
KIMBERLY E HOLLER ZAVATTA ROTELLE PER TERRA di Silvia Rizzini
WORLD CIRCUS DAY 15 APRILE 2017 di Francesco Mocellin
FESTIVAL DI BUCAREST STELLE ANIMALI di Alessandro Serena
LE CUGINE TOGNI UN DESTINO RESPONSABILE di Alessandro Serena
In copertina Adriana e Sara Togni al Krone Bau di Monaco di Baviera (pag. 28) foto di Rob van Houdt.
inistrazione Direzione, redazione, pubblicità, amm zi, 10 – 00161 Roma Ente Nazionale Circhi - Via di Villa Patri .it Tel. 328-3921250- redazione@circo 344 del 25.5.1980 Registrazione Tribunale di Livorno n. Pubblicità Inferiore al 45% - Modena Progetto grafico La Cage aux Folles i - Castelfranco Emilia Fotolito e Stampa Italiana Produzion Europa: 45 euro; Mondo: 80 euro. Abbonamento 2017: Italia: 30 euro; Tutti i diritti di proprietà sono riservati.non saranno restituiti. Fotografie e manoscritti non richiesti
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LOTTA E PRESENZA PER GLI ANIMALI NEI CIRCHI
La 7a Commissione cultura del Senato ha incontrato di recente la delegazione dell’Ente Nazionale Circhi e quella del Club Amici del Circo, nonché ricevuto il prezioso materiale informativo dell’ECA e della Federation Mondiale du Cirque. Importanti le relazioni di Livio Togni (già Senatore della Repubblica) e di Francesco Mocellin. Tutte volte a chiarire l’importanza del ruolo degli animali nei circhi.
MEGAFONO
di Claudio Monti
In queste pagine alcune foto degli interventi in difesa del circo alla 7a Commissione cultura del Senato. Il presidente dell'ENC Antonio Buccioni, Livio Togni e Maurizio Crisanti, segretario generale dell'Anesv. Inoltre, in due immagini che testimoniano la centralità degli spazi dedicati ai circhi all'estero, il Circo Roncalli a Vienne e il Conelly a Zurigo.
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Con una lettera del presidente Antonio Buccioni inviata all'indomani della audizione in Senato al ministro Franceschini e ad altri rappresentanti del governo e del parlamento, si è chiusa una prima importante fase legata al Ddl 2287-bis che, nel contesto della delega al governo per il Codice dello Spettacolo, contempla “la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi, specificatamente finalizzate alla graduale eliminazione degli animali nello svolgimento delle stesse”. La lettera mette un punto sulla archiviata “tappa” della audizione, nel senso che riepiloga tutta la voluminosa mole di documenti consegnati alla 7^ Commissione cultura del Senato, che è comunque bene ricordare perché lascia anche intravedere l'impegnativo e approfondito lavoro che l'Ente Nazionale Circhi ha svolto fra lo scorso anno e i primi mesi del 2017, non solo redigendo e inviando materiale in forma scritta ad una serie di referenti istituzionali, ma anche attraverso numerosi incontri personali, relazioni politiche e partecipando a convegni pubblici per ribadire le ragioni della categoria. Documenti, si diceva, elaborati e consegnati, fra i quali: - il primo, a firma dell’Ente Nazionale Circhi e della Federazione da questo costituita unitamente allo Spettacolo di Piazza e di Strada, che investe anche il problema della riforma del Fondo Unico per lo Spettacolo e delle norme che ne regolano la fruizione; - un mini-dossier Enc sul rapporto Circo-Animali; - il già noto “Regolamento per l’educazione e l’esibizione di animali nei circhi” redatto nel 2013;
CIRCO marzo 2017 - un dossier fotografico inerente la concessione di spazi attrezzati per l’attività circense in ambito europeo, per dimostrare come il circo sulla scena internazionale goda di attenzione e grande considerazione, tanto che i circhi possono installarsi in piazze storiche centralissime, nei pressi di monumenti tutelati, mentre in Italia combattono ogni giorno contro gigantesche difficoltà a reperire spazi idonei e spesso vengono relegati dai Comuni in avvilenti e degradate zone periferiche, in aperta violazione degli obblighi sanciti della legge n. 337 del 1968. Come ha più volte ribadito il presidente Buccioni, anche nel corso della recente riunione dei direttori dei circhi svoltasi all'Agis, pur partendo da una situazione sfavorevole, con un Ddl che ai nastri di partenza ha dato per acquisita la morte del circo di tradizione con la presenza degli animali, e con la lobby animalista - sostenuta e amplificata dalla stampa nazionale – impegnata sullo stesso versante, l'Ente Nazionale Circhi è riuscito a riaprire la partita e, per dirla con linguaggio calcistico, ad assestare clamorose palle a rete. Oggi la gara si è fatta contendibile ed anzi nel governo è aumentata l'attenzione verso la “piattaforma sindacale”
MEGAFONO rivendicata dalla nostra Associazione di categoria. Non è appena un risultato lodevole, è una conquista ottenuta lavorando pancia a terra per mesi e mesi. Torniamo alla audizione e alle ragioni del circo italiano che sono state integrate da altre autorevoli voci. Cominciamo da quella di Livio Togni, che partecipando alla delegazione Enc in Senato ha avuto un po' la ventura di “tornare a casa”, ovvero nei palazzi istituzionali romani che ha frequentato durante la sua esperienza parlamentare. Rivolgendosi al presidente della 7^ Commissione e ai senatori presenti, Livio Togni ha fra l'altro sottolineato due temi basilari. Il primo è stato un vero e proprio aut-aut: “Siamo arrivati al punto in cui l'alternativa è questa: finire l’esercizio in Italia e sparire completamente dal panorama circense mondiale, oppure un impegno maggiore dello Stato per mantenere i patti costituzionali”. E perché il circo italiano stia vivendo la minaccia di un tentativo di forzata cancellazione, Livio Togni l'ha spiegato senza peli sulla lingua: perché si trova “sotto attacco da decenni dall’estremismo animalista, che utilizza mezzi calunniatori e diffamatori per promuovere un’ideologia che mira a
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reprimere la libertà di fare impresa legalmente e la libertà degli individui di scegliere lo spettacolo dove intrattenersi con tutta la famiglia”. Lo Stato, ha aggiunto Livio Togni, “ha il dovere di fornire garanzie, sia di ordine pubblico sia nel dare voce a visioni diverse dalle ideologie estremiste, visioni più consone al pensiero della maggioranza delle persone”. Perché in gioco c'è il futuro di un'arte, di una cultura, di una tradizione, di una identità, di una comunità multietnica, multireligiosa e multirazziale. “Il circo è uno spettacolo che racchiude un mix di arti che attingono e riuniscono le più svariate forme di spettacolo dal vivo, ed è una vera riserva di creatività da cui qualunque arte, pittura, teatro, scrittura, danza, cinema, ed ora anche format televisivi, attinge per ricrearsi. Il circo italiano è oggi un’impresa che non ha solo fini lucrativi ma
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CIRCO marzo 2017 anche culturali, e per questo continua a resistere e a richiamare pubblico, al di là delle mode e del moltiplicarsi delle possibilità di intrattenimento. Esiste ancora una grossa fetta di pubblico che non rinuncia al circo, e questo grazie alle dinastie circensi che hanno saputo creare e poi fortificare una tradizione, riuscendo a mantenere, ad ogni passaggio generazionale, non solo la formazione, ma anche la passione per la continua creazione di un mondo che non esiste se non all’interno del circo, e che è ciò che la gente va a cercare quando paga il biglietto”. Parole chiare anche sul tema degli animali: “I circensi non vogliono assolutamente che venga ridotta l’attenzione al problema del benessere animale. La “punizione” deve essere severa per chi non rispetta le cinque regole del benessere animale. Libertà dalla sete, libertà dalla fame, libertà da un ricovero non adeguato, libertà dalla malattia, ed io aggiungo libertà dalla noia, libertà dal dolore, libertà dalla paura. Un animale che viene addestrato scambia con il suo addestratore emozioni che fanno sì che l’animale diventi unico per l’umano che lo addestra, così come l’umano diventa unico per quell’animale e questa è la migliore garanzia del suo benessere”. Con un appello finale rivolto allo Stato affinché comprenda “l’importanza di non disperdere questo patrimonio che è stato per tantissimi anni leader a tal punto che tutte le produzioni di spettacolo circense mondiali si ispirano alla tradizione italiana e le attrezzature vengono prodotte quasi integralmente in Italia da un comparto che dà lavoro a migliaia di persone”. Ma attenzione, ha concluso Livio Togni: “Se credete che l’animalismo sia l’altare su cui sacrificare questo mondo, vi sbagliate. Gli animalisti sono pochi in confronto a chi ama il circo in tutto il mondo. Sono pochi, ma vogliono imporre da minoranza la loro ideologia, hanno risorse economiche ingenti e fanno baccano, ma sono destinati a perdere come nella storia è stato per altri movimenti estremisti. Se pensate solo alle elezioni di domani sbagliate perché priverete le generazioni future di un mondo arcaico e fan-
CIRCO marzo 2017 tastico che una volta scomparso non ci sarà più, i ricordi in comune con le generazioni passate dei nonni e dei bisnonni, le tradizioni... tutto sparirà con esso”. Molto argomentata ed amplia anche l'analisi svolta dal Cadec. Ovviamente impossibile darne conto compiutamente (tutti i documenti si trovano comunque sul sito internet della 7^ Commissione cultura del Senato). Ne riferiamo in poche battute. “La pretesa di occuparsi delle arti circensi nel nostro paese partendo da un intento volto a vietarne una delle espressioni peculiari è viziata sotto il profilo logico, giuridico ed etico. Il Circo – nella sua accezione più ampia – merita un esame complessivo di ben altro spessore, una valutazione organica del valore estetico e sociale di cui è portatore e, quindi, necessita di un progetto normativo che potenzi effettivamente l’attuale legislazione del settore senza incrostazioni di natura ideologica. Anche le discipline circensi – tutte, nessuna esclusa – rappresentano un campo sul quale va misurata la libertà di espressione e la capacità delle nostre Istituzioni di tutelarla”, ha esordito Francesco Mocellin. Sul nucleo centrale della discussione, quello della presenza degli animali, il Cadec è andato al cuore della questione: “Il legislatore deve decidere se limitarsi a “fiutare l’aria” e seguire il vento che pare spirare nella direzione del pensiero unico “politicamente corretto”, con ciò abdicando di fatto al proprio ruolo istituzionale, oppure scegliere di esercitare la funzione che gli compete di guida dei cittadini sulla scorta dei principi costituzionali e delle conclamate conoscenze scientifiche al fine di permettere il libero esercizio dell’attività circense in tutte le sue espressioni, senza discriminazione alcuna”. Perché al fondo del problema, “non vi sono argomentazioni logiche, giuridiche ed etiche per bandire gli animali dal circo, siano essi domestici o si tratti delle cosiddette specie esotiche. Mentre noi parliamo vi sono milioni di animali adoperati letteralmente in ogni modo, in attività di ogni genere dall’uomo. Molte di queste forme di impiego sono tali da prevedere di per
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sé la soppressione o lo sfruttamento industriale dell’animale-macchina, senza alcuna relazione tra specie che non sia - appunto - di mero sfruttamento. L’addestramento è un fattore necessario nell’interazione tra specie, diventa imprescindibile nel momento stesso in cui specie diverse entrano in contatto e consiste nella modifica graduale di alcuni comportamenti in base a rinforzi positivi sulla scorta di richieste ambientali o, comunque, di stimoli esterni”. “Nessun animale presente nei circhi italiani - ha ricordato Mocellin - è stato prelevato dallo stato di libertà non solo perché è vietato da diversi lustri, ma anche perché non è assolutamente necessario farlo visto che pressoché tutte le specie che compaiono sulle piste dei circhi sono frutto della riproduzione in cattività, sovente nate all’interno del medesimo circo”. “Il welfare degli animali non può certo essere giudicato sulla scorta di impressioni ma è una condizione misurabile in base a criteri scientifici: basti pensare agli stress test attraverso prelievi ematici e di tessuto, all’esame comparato del comportamento (non semplicemente quello contestualizzato in un arco temporale ristretto), alle capacità riproduttive, all’aspetto fisico esteriore, alla socialità. Non si può affrontare una simile tematica in base ad opinioni o pregiudizi basati su spinte ideologiche”, ha sostenuto Mocellin.
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CIRCO marzo 2017 animali da parte di predatori, malattie, scarsità di cibo ecc., vengono eliminate e la valutazione sull’esibizione degli animali nei circhi dovrebbe basarsi sugli stessi parametri che vengono utilizzati nelle discussioni circa la conservazione e l'utilizzo di milioni di animali in fattorie, stalle, ippodromi, zoo, parchi e case private. Terzo. Un divieto degli animali nei circhi presuppone che questi animali dovrebbero vivere solo in natura. In realtà, la natura significa lotta, contraddizioni e stress per gli animali; tutti questi concetti non devono essere dimenticati quando si valutano gli animali presenti nel circo, che ricevono stimo-
Da segnalare anche la documentazione consegnata al Senato dall’European Circus Association (Helmut Grosscurth), che ha spiegato i quattro capisaldi che argomentano la contrarietà dell'Eca alla introduzione del divieto all'impiego degli animali nel circo in Italia. Anzitutto perché privo di prova scientifica. “Diversi studi, come il 'Rapporto Radford' (Inghilterra 2007) hanno rilevato che "sembrano esserci poche prove per dimostrare che il benessere degli animali detenuti nei circhi itineranti sia migliore o peggiore di quello degli animali negli in altri ambienti in cattività".” Ergo, non si può introdurre un divieto fondato su una semplice opinione. Secondo. Nei circhi le minacce al benessere degli
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li e rinforzo positivo nell’allenamento quotidiano così come nella performance. Quarto. Portare via gli animali dai circhi significherebbe causare un grave disagio non solo per le persone del circo, ma anche per gli animali stessi. Il caloroso e pressante invito dell'Eca al parlamento italiano è quindi quello di “basarsi sul sistema di successo per le licenze e la regolamentazione di Germania, Francia o Inghilterra”. Regolamentare, non vietare. Da ultimo, la Federazione Mondiale del Circo, attraverso la presa di posizione del direttore esecutivo, Zsuzsanna Mata: “L’arte del circo svolge un importante ruolo nell’ambito dello spettacolo dal vivo sia dal punto di vista artistico che economico offrendo numerosi posti di lavoro ed anche come attrazione dal punto di vista turistico”. Ha poi ricordato che “il Parlamento Europeo ha già dichiarato il circo tradizionale con la presenza degli animali parte dell’eredità culturale europea” e che “le arti del circo si basano su tre pilastri: l’acrobatica, la comicità e l’addestramento degli animali. Noi crediamo nella libertà artistica di fare la propria scelta se lavorare o meno con gli animali, ovviamente nel pieno rispetto delle regole stabilite. La Federazione è fermamente contraria ad ogni forma di divieto che escluda gli animali dal circo. Chiediamo il vostro sostegno per garantire che le prossime generazioni possano godere della bellezza delle arti circensi nella sua complessità”. Più chiaro di così non si potrebbe.
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NEW GENERATION IL FUTURO IN MANO AI GIOVANI di Francesco Mocellin 10
È davvero diverso il clima che si respira a Monte Carlo solo pochi giorni dopo il termine del festival principale. Due week-end dopo il galà de cloture, durante il quale vengono consegnati i premi della giuria alla presenza della famiglia Grimaldi, è infatti riservato alla celebrazione di New Generation, appuntamento per i giovani artisti che ormai sta diventando una piacevole abitudine, soprattutto per le famiglie del Principato e della Costa Azzurra anche se non mancano gli spettatori italiani e dove si respira un’atmosfera certamente più rilassata. I tre spettacoli della manifestazione hanno coronato la 41° edizione della competizione maggiore nelle giornate del 4 e 5 febbraio con un buon successo di pubblico ma va detto che si sono visti anche diversi operatori del settore. Questa sesta edizione si è mossa sulla falsariga del modello disegnato dal direttore artistico Urs Pilz sin dall’esordio: uno spettacolo di selezione unico, ripetuto due volte nella giornata del sabato prima che assuma le vesti del galà di premiazione nello spettacolo della domenica pomeriggio. La presidente della giuria, Pauline Ducruet, non manca mai così come la madre, Principessa Stephanie, che presenzia alle rappresentazioni come alla consegna dei premi. Ci piace rimarcare ancora una volta come questa sia, di fatto, l’unica manifestazione
FESTIVAL
Questa volta sono le nuove generazioni a tenere alto il vessillo tricolore. Nella sesta edizione del Festival New Generation si sono infatti affermati tre giovani artisti italiani. Si tratta del giocoliere David Larible Junior, detto Dede, e dei pattinatori acrobatici Kimberly e Holler Zavatta/Bogino. In una kermesse di ottimo livello che dimostra l’amore della famiglia reale per il Circo.
Nella pagina precedente, Kimberly e Holler Zavatta Bogino, premiati al Festival New Generation di Monte Carlo. Qui accanto, SAS Stephanie e sua figlia Pauline Ducruet premiano la Troupe di Shanghai. Nelle pagine seguenti, Marlon Frankello e il suo elefante, Flavio Michi che premia Dede Larible e la locandina del Festival (foto Ufficio Stampa Festival International du Cirque de Monte Carlo).
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RITRATTI
circense giovanile che – per scelta precisa – non fa mai mancare la presenza degli animali: considerati i tempi grami che stiamo attraversando in tema di addestramento si tratta di una scelta di campo coraggiosa e difficile da portare avanti tenendo conto che, nei limiti del possibile, anche i dresseur che prendono parte a New Generation dovrebbero essere degli under 20 quando questo è un mestiere che si affina soprattutto col tempo e con la maturità. Quest’anno, per non venir meno al principio, sono stati invitati a fermarsi – come spe-
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cial guest fuori concorso, direttamente dal festival principale – Erwin e Marlon Frankello che hanno presentato i numeri di otarie californiane – il primo – e il divertissement dell’elefante che ruba la colazione – il secondo. Il gradimento del pubblico, com’era scontato, è stato elevato grazie alla leggerezza e alla qualità del training. Quanto ai premi maggiori, non ci sono state sorprese sull’attribuzione dell’unico Junior d’Oro che è andato alla Troupe di Shanghai con un’acrobatica alla barra russa che verosimilmente sarebbe salita su qualche gradino del podio pure al festival dei grandi. Eccellente la routine, eseguita sempre con sicurezza e maturità, con un salto mortale in doppia colonna ripetuto in sequenza nel finale. Ben cinque gli argenti: alle due verticaliste, la russa Anastasiia Trushina con un delizioso numero ben strutturato coreograficamente e la cilena Catalina Palma dall’impostazione classica e dagli ottimi fondamentali; ai funamboli bielorussi Kuz-
RITRATTI
CIRCO marzo 2017 netsov con una presentazione da perestroika sovietica ma abbastanza fallosi; ai tedeschi 3 Funky Monkeys con una moderna versione della performance al palo fisso molto gradita dagli spettatori (ma sicuramente da sforbiciare qua e là) e, infine, ai 3J Juggling dall’Ucraina con un jonglage tipico del nouveau cirque anni ’90. Tra i bronzi ricordiamo i nostri artisti che non hanno mancato di farsi valere: David Larible jr., giocoliere classico, reduce da un’importante stagione da Knie che ne ha accresciuto la padronanza di sé in pista e i pattinatori Kimberly e Holler Zavatta, già in possesso di tutto il repertorio della specialità. Un altro bronzo è stato assegnato all’ungherese Sophia che si è cimentata in una sequenza di sospensioni e contorsioni al palo aereo. La creazione di Kristian Kristof è stata forse la più intrigante dell’intero programma e ci sarebbe piaciuto vederla su un gradino più alto del podio. Confermato il Mini-Monsieur Loyal Baptiste Raffy affiancato quest’anno dall’altro Mini Thomas Judit: insieme all’abile Tonito Alexis hanno animato lo spettacolo anche con gli intermezzi comici. Il fatto che tutta la manifestazione – dai partecipanti alla giuria, dall’orchestra ai conduttori per non dimenticare la presidenza di Pauline Ducruet – sia affidata ai Junior rende New Generation ef-
fettivamente unica. Speriamo che diventi sempre più una piacevole abitudine per circofili e addetti ai lavori in coda al Festival di Monte Carlo.
New Generation 2017 - Palmares JUNIOR D'ORO Troupe di Shanghai – Barra russa – Cina
JUNIOR D'ARGENTO 3 Funky Monkeys – Acrobati alla pertica - Germania 3 J Juggling – Giocolieri - Ucraina Troupe Kuznetsov– Funamboli - Bielorussia Anastasiia Trushin – Verticalista - Russia Catalina Palma – Verticalista - Cile
JUNIOR DI BRONZO Sophia – Acrobata alla pertica aerea - Ungheria David Larible Junior – Giocoliere - Italia Kimberly e Holler Zavatta/Bogino – Acrobati su pattini a rotelle - Italia Duo Kazan – Trapezio - Russia
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NEWS
CIRCO marzo 2017 Il premio speciale Nando Orfei a Monte Carlo Un bel premio per ricordare il nostro grande “Nandino”. Oltre al premio del Club Amici del Circo e a quello di Moira Orfei, si è aggiunto quest'anno quello di Nando Orfei. La famiglia di Nando, rappresentata da Ambra e Paride, lo ha assegnato alle acrobate alla doppia altalena russa della Troupe Skokov. Il quadruplo di Ammed Tuniziani Maltese Venerdi 3 marzo a Brooklyn, al Ringring Bros. and Barnum & Bailey Circus, Ammed Tuniziani Maltese ha eseguito un magnifico quadruplo salto mortale. Sicuramente grazie anche al bravissimo porteur Adriano de Quadra. Una presentazione straordinaria da parte del grande ringmaster Johnathan Lee Iverson ha sottolineato questo grande evento. Il Big Apple Circus passa di proprietà e scongiura la chiusura Era quasi certa la chiusura per bancarotta del Big Apple Circus, ma per fortuna qualcosa è successo. Un giudice ha approvato un accordo che salva il circo vendendo la sua tenda, attrezzature e la proprietà intellettuale a Big Top Works, una filiale di una società di investimento con sede in Florida. Il no-profit Big Apple Circus probabilmente potrà festeggiare il suo 40 ° compleanno, dato che la sua apertura risale al 1977. Il circo aveva dichiarato di avere debiti per oltre 8 milioni di dollari. A questo punto si spera di rivederlo in autunno al Lincoln Center di New York.
NOTIZIE SPARSE DAL MONDO DEL CIRCO di Flavio Michi
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Que Calor! El Circo Sensual Il 3 marzo ha debuttato all’Atlantico Live di Roma lo spettacolo Que Calor! El Circo Sensual, un mix di acrobazie, cabaret e burlesque. Un viaggio nella fantasia, in uno spettacolo diretto dal regista spagnolo Abel Martin de La Fiesta Escenica. Que Calor! è la risposta della compagnia spagnola a Zumanity, lo spettacolo che il Cirque du Soleil mette in scena da anni a Las Vegas: pensato come i grandi show, dove i numeri artistici rompono le classiche barriere tra il palco e la platea e gli spettatori lasciano fuori del teatro le proprie inibizioni per divertirsi con le esibizioni cariche di giocose allusioni e ardito erotismo. Clown, drag queen in tutù e scarpette che si esibiscono sulle punte in un improbabile Lago dei Cigni, giocolieri, trapezisti, striptease al maschile, contorsioniste: uno spettacolo per un pubblico maggiore di 14 anni. Sarà in scena a Roma fino al 19 marzo. Tra i numeri in programma la pole dance di Sharah Lecter, la danza degli asciugamani di Matthias Tempette e Steven Castillo Aguilar, le “strappate” di Luis Morales e Xavo Jimsa, la contorsionista Sue Ellen Sforzi, la ruota cyr di Jonathan Moller, Leilani Franco, che si esibisce in una vasca piena d'acqua, il trapezio triplo del Trio Fresh, il Palo Cinese di Aris Zavatta, lo spogliarello di Tony Aguilera, gli icariani Cedenos Bros. Tre Festival contemporaneamente Il 2017 sarà ricordato anche per la contemporaneità di tre festival internazionali del circo. Sono iniziati tutti e tre il 16 febbraio. Due in Spagna, ad Albacete e Figueres, e l'altro in Romania, a Bucarest. Pubblici diversi, tanti artisti “smistati” nelle tre manifestazioni, non certo concorrenza di pubblico. Sicuramente ad essere penalizzati sono stati gli addetti ai lavori, i direttori, gli agenti, e non solo. Nel giro di quattro giorni è molto difficile spostarsi da un festival all'altro, anche volendolo fare. Gli spettacoli sono stati di buon e anche ottimo livello, ma forse sarebbe auspicabile una ripartizione più logica delle date.
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NEWS
Antonio Giarola direttore artistico di Gardaland Antonio Giarola è il nuovo direttore artistico di Gardaland. Il regista e autore veronese prende il posto di Paolo Carta, molto stimato dallo stesso Giarola. Il nome di Giarola a Verona è legato soprattutto a Fieracavalli, di cui ha diretto il Gala d’Oro fin dal 1985 (e che dirigerà anche quest’anno), l mondo circense, con le sue molte regie di spettacoli, eventi e mostre e alla fondazione del Cedac, Centro di documentazione delle arti circensi, di cui è direttore. Ma il suo lavoro spazia in tutta Italia (ha diretto diversi anni il Carnevale di Venezia) e in tutto il mondo dall’America alla Cina alla Russia, e porterà tutta la sua grande esperienza nel parco divertimenti di Castelnuovo. “Darò un cambio stilistico”, spiega Giarola, “portando a Gardaland la mia esperienza in grandi spettacoli circensi, equestri e di carnevale. Inoltre conosco Gardaland perché vi ho già realizzato lo scorso anno il Magic Circus. Colgo l'occasione per ringraziare l'amministratore delegato Aldo Maria Vigevani e il direttore generale Danilo Santi per la fiducia che mi hanno dimostrato”. E molto circo ci sarà in uno dei due nuovi main show che avranno la firma di Giarola: Perla d’Oriente, favola visiva sul teatro acrobatico cinese. Alla Cina Giarola è molto legato e vi ha lavorato in diverse occasioni, solo lo scorso anno ha realizzando ben due spettacoli circensi e vi tornerà nel 2018 per una grossa produzione equestre. L’altro grande spettacolo per Gardaland sarà invece dedicato al varietà, incentrato su Kevin Huesca, il celebre ventriloquo e acrobata aereo, dal titolo Romeo le formidable. Inoltre, ci anticipa Giarola, potenzierà il teatro di marionette di Gardaland per i bambini ribattezzato Fantasy Kingdom e le animazioni nel parco con piccoli spettacoli a tema, come pirati o western. Il Cirque Reckless ad Alba La città di Alba ha ospitato un nuovo, interessante spettacolo, anche se solo per pochi giorni. Si tratta del Cirque Reckless con Imagine - King of Performances. Lo spettacolo è stato prodotto da Carlo Triberti, con la collaborazione di Massimiliano Sblattero per la regia. Le attrezzature della famiglia Triberti si sono presentate al meglio con una sala degna di un teatro. Un ottimo service luci e un altrettanto valido impianto audio hanno valorizzato lo spettacolo, che ha visto in scena tanti bravi artisti: il comico Barto, i motociclisti Free Style, Oleg Izossimov, Yves e Ambra col loro Golden Dream, Sharyn Monni contorsionista alla sfera aerea ed Erik Niemen al filo basso, tra gli altri. Un'esperienza coraggiosa con un buon esito artistico e, soprattutto, molto apprezzata dal pubblico. Maurizio Zavatta fa 90 anni. Montoro in festa Gli Zavatta sono tra le dinastie circensi più ramificate nel mondo e in Italia esistono ancora due o tre circhi con questo nome. Proprio Maurizio Zavatta, nato da padre lombardo e madre francese, lo scorso 22 febbraio, ha compiuto 90 anni. Il Signor Maurizio al momento vive nella frazione Torchiati della Città dei due Principati, insieme all’ultima figlia Ketty (i primi due sono Rosa e Ferdinando). Per l’occasione, presso il Coffee & Drink Castiello, è stata organizzata una bellissima festa per celebrare le novanta “primavere” di uno degli interpreti più importanti del panorama circense italiano. Presente, in occasione dei festeggiamenti, anche il Sindaco della Città di Montoro, Mario Bianchino, che ha portato gli auguri a Maurizio Zavatta, a nome di tutta l’Amministrazione Comunale.
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KIMBERLY E HOLLER ZAVATTA PIEDI PER TERRA, CON ROTELLE di Silvia Rizzini
Tempo di festeggiamenti all’Accademia d’Arte Circense di Verona. A New Generation, il Festival di Monte Carlo dedicato ai giovani artisti di talento, protagonisti anche i fratelli Zavatta/Bogino, giovani promettenti allievi della Fondazione scaligera e vincitori del Junior de Bronze. Kimberly racconta i propri sogni e il grande lavoro dietro ad un risultato tanto prestigioso.
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Di certo il suo aspetto dolce e aggraziato, complici gli occhi grandi di un azzurro intenso, non tradisce la personalità di Kimberly Zavatta, 15 anni, sicura di sè e talento da vendere. La sua è una famiglia circense di antica tradizione: “Il mio papà oggi dirige il Circo di famiglia assieme alla mamma e grazie ai loro sacrifici, primo fra tutti la
In queste pagine, Kimberly e Holler Zavatta Bogino, premiati al Festival New Generation di Monte Carlo, in scena, con Andrea Togni e in due ritratti da piccoli (foto Ufficio Stampa Festival International du Cirque de Monte Carlo e archivio famiglia Zavatta / Bogino).
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lontananza perché sono in Spagna, mi fanno studiare qui all’Accademia”. Queste le semplici parole di una giovane ragazza, figlia, prima di ogni altra cosa, lontana dalla famiglia di origine per motivi di studio. Infatti il Circo della Famiglia Zavatta si trova ora in Catalogna ed è una di quelle realtà in cui il mestiere si tramanda di generazione in generazione come succede per Alessandro Zavatta e Patrizia Zavatta Bogino, uniti per amore e sul lavoro alla direzione degli spettacoli sotto il loro chapiteau. Kimberly è nata nel circo, all’età di tre anni già faceva delle piccole apparizioni in pista e a soli sette debutta con un numero di tessuti e hula hoop ma ci racconta che il suo desiderio è da sempre stato quello di allenarsi all’Accademia di Verona. “Dopo aver fatto il provino con Andrea Togni (sorride divertita - ndr) l’anno scorso quando mi ha richiamata per dirmi che potevo trasferirmi ero felicissima perché il mio sogno stava
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PROFILI
per realizzarsi” ed è davvero commossa mentre lo ricorda e aggiunge: “Qua ho trovato una nuova famiglia, ragazzi che come me si impegnano tutti i giorni con la scuola e gli allenamenti”. Il primo anno di Accademia è il più duro perché il ritmo delle giornate è frenetico. I ragazzi frequentano le scuole veronesi il mattino, proseguono con gli allenamenti in palestra tutto il pomeriggio e la sera, giusto il tempo di cenare e sentire le famiglie che si crolla nei letti nelle camerette. Non è sfuggito il sorrisino al solo nominare Andrea Togni e con una espressione a metà tra il perplesso e il divertito rivela: “Andrea è severo! Ma è solo grazie a lui se con un anno di allenamento ci siamo presentati a Monte Carlo e abbiamo portato a casa una vittoria”. In pista Kimberly lavora con Holler, il fratello maggiore; lui ha diciassette anni ma l’impressione è che i pantaloni, fra i due, li porti lei. Il numero di pattini presentato a New Generation è il frutto del lavoro dei due fratelli Zavatta sotto la guida dell’instancabile direttore dell’Accademia d’Arte Circense di Verona che fin da subito aveva voluto per i ragazzi il numero dei pattini e
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non sbagliava. La figura di Andrea è stata una costante nella preparazione assicura Kimberly “non solo come insegnante ma anche come riferimento dal punto di vista emotivo perché nei momenti più difficili, quando ci prendeva lo sconforto o la stanchezza, è sempre riuscito a motivarci e far uscire il meglio di noi, come se avesse visto prima di tutti che saremo arrivati a un grande successo”. Ma partiamo dall’inizio di questa avventura monegasca. Come ti sei sentita alla telefonata di Andrea Togni con la conferma della partecipazione? “Beh, eravamo in circo da noi nel mese di agosto e hai presente quando ascolti ma pensi, forse il caldo mi sta facendo un brutto scherzo? Invece no! Andrea mi confermava che il signor Urs Pilz ci aveva scelti per New Generation. Ancora adesso mi batte forte il cuore ed è grazie ai miei genitori
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che ho trasformato la paura in voglia di fare bene e in concentrazione perché avevamo davanti a noi tanti mesi difficili”. E’ cambiata la tua routine in preparazione al Festival? “Gli allenamenti si sono intensificati per curare i dettagli tecnici del numero e la coreografia. Questa esperienza mi ha insegnato a tenere sotto controllo le emozioni”. Come è stato avere al tuo fianco tuo fratello? “Holler ed io ci capiamo abbastanza bene ma a volte litighiamo perché a me piace essere sicura, in pista mentre lui a volte si prende qualche rischio e se poi sbagliamo sa già che dovrà sentire le mie sfuriate”. L’allenamento in accademia per Kimberly non è solo nella disciplina dei pattini: da quando è arrivata prova anche le verticali e le cinghie aeree perché, afferma sicura “quando mi sarò diplomata vorrei viaggiare, mi piacerebbe tantissimo lavorare con il numero dei pattini ma voglio sentirmi un’artista completa e per questo mi alleno con altre discipline”. “Mi piacciono molto gli Skating Pilar” se pensa a un punto di riferimento artistico “per il loro modo di stare in scena, per l’originalità del numero che è un insieme di forza, equilibri ed energia e poi chissà un giorno magari saremo bravi anche noi come loro”. È impaziente di rientrare in palestra, si sta preparando con la divisa dell’accademia per gli allenamenti e resta giusto il tempo per un’ultima domanda, quella sul suo futuro. La risposta arriva precisa e piena di entusiasmo: “Esibirmi a Monte Carlo e quindi a volte mi pizzico da sola perché mi sembra ancora impossibile che si sia già realizzato. Di certo continuerò gli allenamenti in accademia e ad esibirmi nel circo di famiglia”. C’è da augurare a Kimberly un futuro luminoso e pieno di successi, la strada è iniziata con il migliore dei riconoscimenti e si potrebbe azzardare un pronostico, ma è meglio attendere di vederla sulle piste più importanti per poterla accompagnare sia come addetti ai lavori che come supporter.
CEDAC Un enorme archivio di oltre 20.000 documenti a disposizione di studenti e ricercatori. Con una ricca biblioteca, un’ampia videoteca di artisti attuali e del recente passato, una raccolta di oltre 2.000 programmi di sala, una collezione di articoli e di documenti antichi, fra i quali stampe, lettere ed editti risalenti al diciottesimo secolo. Un’intensa attività di conservazione della memoria e di diffusione della cultura che permette una rivalutazione dell’arte circense e di strada italiana.
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ECA E FMC
GIORNATA MONDIALE DEL CIRCO IL 15 APRILE
Le principali associazioni di categoria del mondo del circo hanno profittato del Festival di Monte Carlo per un importante tavolo di confronti. È emersa la data del prossimo World Circus Day e la stesura del Manifesto del circo da parte dall’Europarlamentare ungherese István Újhelyi
MAPPAMONDO
di Francesco Mocellin
In questa pagina, i politici ungheresi István Újhelyi e Tibor Navracsics presentano il Manifesto per il Circo. Nella pagina seguente i loghi della campagna per firmare il Manifesto e del World Circus Day.
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Come sempre, il Festival International du Cirque de Monte-Carlo, catalizza l’attenzione degli addetti ai lavori non solo grazie alla forza dei suoi spettacoli ma anche per l’occasione pressoché unica che viene offerta agli interessati di fare il punto della situazione sui problemi della categoria a livello sovranazionale incontrando colleghi, appassionati ed esperti dai diversi angoli del mondo. L’assemblea generale della Federation Mondiale du Cirque guidata dalla valente Direttrice Esecutiva Zsuzsanna Mata ha visto innanzitutto la presentazione dell’ottava Giornata Mondiale del Circo, un evento nato per promuovere il circo (ed i circhi) in ogni parte del pianeta, in un clima di festa, cercando di trasmettere al pubblico un
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MAPPAMONDO
messaggio positivo. La prossima scadenza sarà quella del 15 aprile. Inutile sottolineare quanto importante sia utilizzare ogni strumento che possa divulgare la cultura e l’immagine del circo. Soprattutto, sembra che molti addetti ai lavori non abbiano colto a tutt’oggi la valenza promozionale di questo appuntamento in primis per le loro stesse aziende che hanno l’occasione di richiamare l’attenzione dei media attraverso il World Circus
Day, come dimostrano gli esempi passati. Contiamo che quest’anno molte imprese italiane festeggeranno la Giornata come si merita: ogni iniziativa sarà la benvenuta. Nel corso del meeting è stato presentato l’incontro al Parlamento Europeo dello scorso ottobre e, soprattutto, il 2018 come anno “dell’Eredità Culturale Europea” che coinciderà con la celebrazione per i 250 anni della nascita del Circo moderno: sarebbe davvero un errore capitale se l’universo circense non sapesse trarre vantaggio da tali appuntamenti. Di seguito all’assemblea della FMC ha avuto luogo quella dell’European Circus Association. Dopo i saluti del presidente Urs Pilz - che ha evidenziato la particolare complessità del momento – e l’esaurimento delle formalità assembleari (tra le quali la rielezione nell’ambito del consiglio dello stesso Pilz e di Fabio Montico) – si è tenuto il simposio che ha visto una vivace partecipazione di soci e non solo. Davvero intrigante l’iniziativa presentata da Elisa van der Meijden che ha dato vita ad una sorta di tavolo di confronto social tra le componenti necessarie di uno spettacolo circense, ovvero i produttori, gli artisti ed il pubblico stesso in modo che le differenti prospettive ed esigenze si incontrino. Di grande spessore l’intervento del direttore della MA.CI.VA. Peter Fekete – neoconsigliere dell`E.C.A. – che ha illustrato il suo progetto di creare un polo di attrazione artistico, culturale e professionale per le esperienze circensi dell’area dell’Est e della Mitteleuropa. Un altro passaggio di rilievo dell’assemblea della Federation è stato quello relativo alla presentazione del Manifesto per il circo, ideato e voluto dall’Europarlamentare ungherese István Újhelyi
che è apparso un vero appassionato del tema. L’obiettivo di questo Manifesto è quello di evidenziare i valori e le potenzialità culturali, economiche, sociali e financo turistiche dell’arte circense. A margine ricordiamo la riuscita iniziativa dell’Open Door di sabato pomeriggio con una session dedicata quest`anno al training in versione didattica con spiegazioni al pubblico accorso, ancora una volta numeroso, da parte degli addestratori e di una veterinaria che assiste gli animali del festival.
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FESTIVAL DI BUCAREST
GLI ANIMALI FRA LE STELLE DEL CIRCO
Nasce a Bucarest un nuovo Festival internazionale. Lo splendido stabile della capitale rumena ospita una manifestazione che presta particolare attenzione ai numeri con animali. Ma essi rischiano di esibirsi per l’ultima volta in questo contesto. Il racconto del nostro inviato Alessandro Serena.
FESTIVAL
di Alessandro Serena
Alcune immagini dal Festival di Bucarest, svoltosi al Circ & Variete Globus dove sono andati in scena, forse per l'ultima volta, molti numeri con gli animali (foto di Ahara Bischoff).
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Il trofeo scelto per la prima edizione del Festival di Bucarest è la Stella, d’Oro, d’Argento e di Bronzo. Ma non si può dire che la manifestazione sia nata col favore degli astri. Poco più di un mese prima dell’inizio dell’evento, infatti, il 12 gennaio scorso, un incendio ha colpito una sede fuori città del Globus (così si chiama il circo stabile) dove vengono conservati animali e beni materiali. Due tigri sono morte per asfissia. La tragica fine dei due poveri felini rischia ora di provocarne una ancora più grave e triste, quella di tutto il complesso circense municipale. Infatti il sindaco di Bucarest, la signora Gabriella Firea, ha chiesto le dimissioni del direttore del circo, Victor Coman, e emanato un’ordinanza con la quale si dispone di togliere gli animali dalla pista del glorioso stabile della capitale. Unica deroga proprio la kermesse, la cui serata finale, quindi, potrebbe essere stata l’ultima occasione per assistere a performance di animali. Il Globus è una struttura municipale consolidata con oltre 150 impiegati fra artisti, amministrativi, tecnici che produce un fatturato di oltre un milione di euro l’anno, dei quali, di recente, una buona parte (quasi il 60%) viene di fatto restituito all’ente pubblico di competenza, proprio grazie al prezioso lavoro del citato Victor Coman. Come ogni circo stabile che ha l’ambizione di restare aperto per tutto l’anno dedicandosi in assoluta prevalenza alle arti circensi, il Globus deve presentare quattro programmi differenti con un notevole lavoro di tesaurizzazione del pubblico. L’ultimo anno è stato quasi trionfale: 170 spettacoli presentati nella capitale e circa 70 in tour per la nazione con un record di incassi e spettatori. Inoltre una ristrutturazione pressoché totale dell’edificio. Il timore degli operatori del settore ora è che senza animali
CIRCO marzo 2017 non si possano ripetere certi risultati. Facile capire come gli occhi di tutti fossero puntati sulla prima edizione del Festival. E non solo quelli degli operatori rumeni. Pur se offuscato dalla preoccupazione generale e in considerazione di tali difficoltà, si può dire che sia stato un ottimo esordio. Con due caratteristiche peculiari. Una è l’ampia presenza di numeri indigeni (ben 16 su 30 partecipanti), che ha permesso di apprezzare sia le solide tradizioni del circo dei Carpazi che lo spirito di innovazione. L’altra è la scelta di creare due concorsi paralleli, il primo dedicato proprio all’ammaestramento di animali e il secondo a tutte le altre discipline (comici, virtuosi del corpo, etc.). Anche per questo motivo il medagliere emerso è stato ricco e felice. Una Stella d’Oro è andata alla troupe di Josef Richter. La tipica performance che mette d’accordo tutti. Un gruppo di acrobati a cavallo in stile magiaro, con musiche ritmate e a volte struggenti, come la ciarda di Monti (in realtà un compositore italiano), bellissimi costumi di derivazione folkloristico-militare, con alamari e decorazioni dorate luccicanti su fondo bianco. Sei bellissimi cavalli ben piantati, adatti per la disciplina e sei stupen-
FESTIVAL di acrobati fra i quali spiccano Josef Richter e la moglie Merrylu Casselly (protagonisti anche di un ottimo pas de deux). Si tratta di due artisti davvero superiori alla norma per stile, postura, eleganza e tecnica. Il repertorio mostrato era completo e ben eseguito. Doppia colonna con salto mortale a scendere sullo stesso cavallo o su di uno dietro. Serie di salti mortali a tempo da un cavallo al secondo, al terzo, testa a testa, una festa di flic flac a cavallo e a terra. E le bellissime infilate di cinque acrobati in groppa allo stesso cavallo lanciato al galoppo. La famiglia Richter, del resto, ci ha abituato a simili exploit con i numerosi premi conquistati in giro per il mondo e in particolare a Monte Carlo (due Argenti e un Oro). Oro anche alla Troupe Alexandros di acrobati alla bascula. Un classico dell’Europa dell’Est. Un tempo tutti i gruppi migliori arrivavano infatti da Bulgaria, Ungheria e Romania. Una tradizione che rischia di perdersi ma che al Globus ha vita facile anche grazie all’ottima agile Maria Neagu Fatu, capace di arrivi in terza, quarta e quinta colonna con doppi salti mortali e salti attraverso il cerchio. Anche qui musiche e costumi classici e ritmo trascinante.
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Oro al Trio Angelis alla stanga russa. Qui la scelta della regista Almas è stata di virare su uno stile quasi jazz per musica (canzoni di Michael Bublè), costumi e movenze. Ed esercizi presentati in maniera impeccabile, con doppi salti mortali di ogni tipo ed un perfetto triplo salto mortale. Argento al Duo Costache, in gara con un originale numero di pertica. Una coppia di punk impegnati in esercizi inediti per questa disciplina, come le cinghie attaccate al lungo palo sostenuto dal porteur ben robusto. Un tipico caso di un genere rinnovato nello stile e nel repertorio. Argento al funambolo russo Evgheni Vasilenko. Forse il numero più organico in concorso. Un artista con ottima tecnica che ha indovinato un personaggio scanzonato con una leggerezza che ha conquistato pubblico e giuria. Argento al giocoliere spagnolo Michael Ferreri, il giovane figlio dell’ex funambolo Miguel, che ha composto una performance nella quale giocola solo palline, ma con una velocità, un ritmo e una tale quantità da aver già nel proprio destino le case
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CIRCO marzo 2017 migliori d’Europa (come Knie). Notevoli le sette, otto e nove palline. O il finale con una pallina in fronte e sette palline luminose giocolate al buio, camminando per la pista. Il tutto con ottima empatia con il pubblico. Bronzo al numero di pole dance aerea di gruppo della troupe Almas. Un numero che inizia con un omaggio al linguaggio dei segni dei sordomuti e che, sulle note di Missing you cantata da Tina Turner presentava una serie di virtuosismi alle pertiche sospese di grande effetto. Bronzo al trampolino elastico di Costin Bellu. L’artista forse più simpatico del cast con un numero piuttosto classico del finto inserviente impacciato, interpretato però con tale malizia e ritmo da mantenere grande spontaneità. Bronzo al numero di scala libera del Duo Badea. Una coppia rumena che ha presentato una versione tanguera della disciplina con passaggi difficili come l’utilizzo finale di un attrezzo che portava l’artista a circa otto metri di altezza. Bronzo agli acrobati in banchina del quartetto ucraino Crazy Flight, punto di riferimento dell’acrosport adattato allo spettacolo con una coreografia che regge all’usura dei lustri, visto che da 15 anni questi atleti frequentano le migliori case d’Europa.
FESTIVAL Argento ai cosacchi della Troupe Filimon. Un'altra esibizione dinamica e molto classica, con musiche e costumi in stile gitano e con passaggi ben eseguiti. Bronzo ai pappagalli di Juan Guiterrez, animali ben curati impegnati in esercizi tipici della disciplina, fra i quali molto apprezzati gli ampi voli sulle teste degli spettatori. Bronzo all’ammaestratore di cani Leonid Beliakov, anche lui professionista e già protagonista di un’ottima carriera. Cani ben ammaestrati e senso autoironico ben sviluppato. Premio del Festival di Latina al Duo Endless Love. Un adagio alla corda aerea che prende l’aspetto di tessuto o cinghia a seconda dei momenti con ottime prese ai denti e ai piedi. E una evocazione vampiresca con un grande telo sullo sfondo a ricordare il castello di Dracula. C’è da segnalare la presenza di Fabio Montico come giurato in pressoché ogni manifestazione che conta in giro per il mondo. Ottime occasioni per rappresentare la nostra nazione e allo stesso tempo realizzare casting di alto livello. Premio Originalità all’illusionista Vincent Vignaud che ha mostrato un repertorio davvero vasto di grandi illusioni. L’idea di suddividere le sue esibizioni nel corso dei due spettacoli invece che concentrarle, come di solito si fa, in una o due lunghe
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FESTIVAL performance è risultata vincente. Gli organizzatori hanno inoltre attribuito un premio eccellenza a tutti i clown in gara, che pur non arrivando a premi importanti, hanno dato di certo un contributo essenziale per il ritmo dello spettacolo. Erano il trio Bolo, Armando e Johny (capitanati dal veterano Bogdan Lazarescu), oltre all’ucraino Kostantin Herasimenko.
CIRCO marzo 2017 Per ultimo è importante segnalare il premio del pubblico. È andato agli elefanti di Franz Renz. Un numero presentato in maniera piuttosto abituale ma che ha dimostrato una volta di più, se ce ne fosse bisogno, l’affetto degli spettatori per questi straordinari animali. C’è da sperare che le autorità comunali ne tengano in buon conto quando dovranno decidere del futuro del circo stabile.
Festival Internazionale del Circo di Bucarest PALMARES ANIMALI AMMAESTRATI Stella d’Oro Troupe Josef Richter – Acrobati a cavallo – Ungheria Stella d’Argento Troupe Filimon – Cosacchi - Romania Stella di Bronzo Juan Gutierrez – Ammaestratore di pappagalli – Spagna Leonid Belyakov – Ammaestratore di cani - Russia
PALMARES ACROBATI Stella d’Oro Troupe Alexandros – Acrobati alla bascula – Romania Trio Angelis – Acrobati alla stanga russa – Romania Stella d’Argento Michael Ferreri – Giocoliere – Spagna Eugheny Vasilenko – Funambolo – Russia Duo Costache – Pertica – Romania Stella di Bronzo Crazy Flight – Acrobati in banchina – Ucraina Duo Badea – Equilibristi alla scala libera - Romania Troupe Almas – Acrobate alle pertiche aeree – Romania Costin Bellu – Acrobata al trampolino - Svizzera
PREMIO ORIGINALITÀ
Vincent Vignaud – Illusionista - Francia
PREMIO ECCELLENZA ARTISTICA All’equipe di clown del festival
PREMIO DEL PUBBLICO
Franz Renz – Ammaestratore di elefanti – Germania
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA (per lo sviluppo del Circo rumeno) Victor Coman – Direttore Globus Circus – Romania GIURIA
Presidente Dimitry Ivanov – Rosgoscirk – Russia Membri Fabio Montico – Festival del circo di Latina – Italia Thierry Outrilla – Moulin Rouge - Francia Carmen Rodhin – Brazil Jack Circus - Svezia Alessandro Serena – Ente Nazionale Circhi – Italia
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ANNO
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ANNO XLV n. 5 MAGGIO 2013
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il circo in festa
il circo al Voto italiano
ANNO XLV n. 4
APRILE 2013
LA VOCE DEL CIRCO
CI R CO
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animali di mosca
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LE CUGINE TOGNI UN DESTINO RESPONSABILE
È un periodo d’oro per le giovani leve italiane. Oltre ai successi nei festival anche la partecipazione a spettacoli di assoluta importanza. Adriana e Sara Togni sono state invitate in una delle ben note produzioni post natalizie del Krone Bau, lo stabile di Monaco di Baviera. L’occasione migliore per fare il punto della situazione su questo giovane duo dalla tecnica e dalla freschezza che preannunciano una carriera significativa.
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di Alessandro Serena
Qui accanto Adriana e Sara Togni al doppio trapezio. Nella pagina seguente premiate da SAS Stephanie di Monaco al festival New Generation. Poi Adriana nell’alta scuola di White, in coppia in una delle loro "prime prove" e Sara durante un saggio dell’Accademia d’Arte Circense (foto Andrea Giachi).
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La storia del circo classico italiano è una storia di legami famigliari stretti, incroci di parentele, relazioni di sangue che fortificano la sintonia fra le persone, che creano racconti umani unici e di fatto diventano una parte del grande fascino di questo mondo. I fratelli Marcantoni, le sorelle Tartaglia, le cugine Orfei. Sono solo alcuni dei nomi che sono entrati nella mitologia del circo italiano e a volte di quello mondiale. Non si tratta solo di slogan, bensì di un manifesto di intenti che spesso anticipa importanti risultati. È anche il caso delle “cugine Togni”, le giovani Adriana e Sara, figlie rispettivamente di Flavio Togni e Dela Dos Santos e di Marco Togni e Milena Bono. Nate nel 1996 e nel 1999 le due ragazze stanno riscuotendo successo in tutta Europa in particolare con il loro numero in coppia al trapezio fisso. Una performance già di per sé stessa rara a vedersi, ancora di più se eseguita da due ragazze fresche d’età e di entusiasmo con un repertorio ampio e ben mostrato di prese alle mani e ai piedi. L’occasione per tornare a parlare di loro è ghiotta: il contratto in uno dei più importanti circhi stabili d’Europa, il Krone Bau di Monaco di Baviera, che, terminati i festival più importanti e i grandi spettacoli di natale, diventa il centro dell’attenzione per gli operatori del settore per la capacità di proporre in tre mesi tre produzioni comple-
CIRCO marzo 2017 tamente differenti una dall’altra. Essere parte del programma dello stabile bavarese è di per sé fonte di soddisfazione e un ottimo biglietto da visita per tutta la carriera. Del resto, il numero, nonostante si tratti di una creazione piuttosto recente, ha già avuto un esito davvero notevole. Ma al circo le performance ben riuscite non capitano per caso. Il loro numero è stato coltivato come per talune preziose piante fiorite la cui crescita è dapprima lenta e delicata, da proteggere, e poi, una volta che le radici sono ben piantate, rigogliosa e quasi selvaggia nell’impeto. Le radici erano in realtà già ottime, solo da ricordare, quelle di una famiglia che ha dato lustro all’arte circense italiana e mondiale. L’acqua con cui innaffiare i virgulti è stata la voglia di provare, il sacrificio, le tante ore passate ad esercitarsi.
PROFILI Questo è stato reso possibile anche grazie all’Accademia d’Arte Circense di Verona, che per lungo tempo è stata la sede principale delle ripetizioni delle due giovani talentuose trapeziste che si sono diplomate in quella scuola nel 2014. Da lì sono arrivate anche le prime affermazioni, sempre in territorio veronese, come quelle al Ve-
rona Talent Show, un’iniziativa promossa dall’assessorato al Decentramento del Comune scaligero a sostegno della Lega italiana per la lotta contro i tumori, organizzato da Adami Eventi e svoltosi nella suggestiva cornice del Palazzo della Gran Guardia, proprio di fronte all’Arena. Evento che le ha viste vincitrici. Sono poi arrivate le esibizioni all’American Circus che, pur essendo il complesso di “casa”, è pur sempre uno dei marchi più significativi al mondo. Così come in White, la produzione
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lirica di teatro acrobatico equestre sempre di produzione Togni, diretta da Antonio Giarola. L’affermazione più prestigiosa è avvenuta l’anno scorso quando sono state invitate a New Generation, il “festival dei giovani”, la manifestazione monegasca dove non sono junior solo i concorrenti, ma tutti. La presidentessa della giuria, Pauline Ducruet e gli altri giurati spesso giovani artisti o figli di direttori ed impresari (fra i quali in quell’edizione Anastasia Makeeva, Maxim Nikulin jr., Lisa van der Meijden), e persino i presentatori Eric Nondsen e Baptiste Raffy. È vero che le giovani Togni, in particolare Adriana, erano abituate a calcare la pista di Fointvielle come parte delle coreografie della stella Flavio Togni (anche in occasione della conquista del Clown d’Oro), ma non era tanto scontato fare bella figura. Invece la performance ha convinto pubblico e giurati, conqui-
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stando un Bronzo che ad alcuni è parso addirittura un po' strettino. Del resto le due cugine sono artiste poliedriche. Adriana presenta anche una bella versione della pole dance con tutta l’eleganza che possiede. Già presentata in numerose occasioni e ben incastonata ad esempio nella serata speciale dedicata al circo durante il festival del cinema a La Biennale di Venezia del 2014. Così come non disdegna l’alta scuola di equitazione, pallino di famiglia, sia nello stile classico che in quello poetico del citato White. È anche un’ottima saltatrice a terra con un doppio salto mortale assai raro a vedersi performato da una ragazza. Sara è anche una virtuosa della ruota Cyr, fra le poche artiste femmine italiane a cimentarsi in questa disciplina di origine relativamente recente. Si tratta del classico uovo di Colombo, l’attrezzo
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più semplice del mondo, un cerchio di metallo, inventato, per modo di dire, dal canadese Daniel Cyr (da cui ha preso il nome). Con questa disciplina Sara si è subito distinta e ha anche partecipato ad una versione circense di Romeo e Giulietta, nella quale interpretava proprio la leggendaria innamorata veronese sulla soglia fra romanticismo e tragedia. Con La rosa e la spina ha visitato anche il festival Out There di Great Yarmouth. Insomma le due giovani ragazze rappresentano l’evoluzione perfetta della tradizione circense. Da una parte la segatura nel sangue, l’abitudine al tendone, al rumore della pioggia che batte sul tetto del “campino”, dei ruggiti dei felini e dei barriti degli elefanti che provengono dalle scuderie poco lontane come se ci si trovasse in pieno Masai Mara. La consapevolezza che l’impresa circense è fatta di fatiche quotidiane, che bisogna essere ballerine, “munturate”, segretarie, costumiste, se necessario. Con la fortuna di avere avuto come primi maestri il grande Willy Togni e il papà di Sara, Marco. Dall’altra parte la frequentazione dell’Accademia d’Arte Circense di Verona fondata da Egidio Palmiri e diretta dallo zio Andrea Togni, dove si sono entrambe diplomate nel giugno del 2014, che ha permesso loro non solo di avere a che fare con docenti di primissimo ordine, ma anche di poter esercitarsi in numerose discipline con la frequenza e la costanza necessarie per raggiungere certi livelli. Un estraneo potrebbe pensare che le due fanciulle possano sentire il peso del nome, il senso della responsabilità di far parte di una delle maggiori dinastie circensi d’Italia e del mondo. In realtà questa è forse la cosa che sentono di meno. Vivono l’appartenenza ad una grande famiglia come una cosa normale, come del resto è giusto che sia. La stella del circo mondiale Flavio Togni per loro è “solo” il papà e lo zio, con tutte le responsabilità che questi ruoli implicano. Si tratta di uno “straordinario quotidiano” che pare anomalo alle persone normali, ma più consueto a chi è abituato a vivere in un mondo fuori dell’ordinario. Due “normali” straordinarie ragazze.
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20 PER 500
PER SCANDICCI Sosteniamo la Casa di Riposo
L’Ente Nazionale Circhi lancia la campagna “20 per 500” a sostegno dell’attività della Casa di Riposo di Scandicci, istituzione storica che accoglie gli anziani del circo e dello spettacolo viaggiante, ammirata ed invidiata all’Ente Nazionale Circhi e all’Italia da ogni parte d’Europa. Dallo scorso anno, con l’applicazione del nuovo decreto per l’erogazione dei contributi alle attività di spettacolo tratti dal FUS, il sostegno agli anziani della categoria non è stato confermato. Obbiettivo della campagna pubblica denominata “20 per 500 euro per Scandicci” è, appunto, raccogliere da parte di venti complessi di ogni dimensione una erogazione liberale di 500 euro fino al raggiungimento di 10 mila euro da consegnare al direttore della Casa di Riposo. Ma sono ben accetti contributi di qualsiasi entità inferiore o superiore. Contiamo sulla generosità dei circensi e di dover così presto cambiare il nome della nostra campagna.
ALBO D’ORO SOSTENITORI Ecco i primi circhi che hanno aderito in maniera entusiasta American Circus Medrano Piccolo Circo dei Sogni Rony Roller Florilegio di Darix Togni Martini Mamma Mia Circo e dintorni
È possibile inviare il proprio contributo con le seguenti modalità, indicando nella casuale “Pro Scandicci”: BONIFICO BANCARIO
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