Poste Italiane Spa - Spedizione in a.p. D.L. 353/2003 (conv in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1, DCB Modena e 4,00
.it www.circo
017
.4 APRILE 2 ANNO XLIX N
ANIMALI NEL CIRCO UN DIRITTO ANTICO E INALIENABILE
Roberto Fazzini / Italiana Produzioni Srl insieme alla Fédération Mondiale du Cirque è lieto di annunciare la pubblicazione del nuovo libro per bambini dal titolo
È un volume illustrato a colori di 24 pagine con copertina rigida, ricco di immagini accattivanti del mondo circense accompagnate da un testo esplicativo in inglese, tedesco, italiano, francese, polacco e svedese. Dopo aver acquisito i diritti per le immagini, Roberto Fazzini ha chiesto alla Fédération Mondiale du Cirque di redigere testi basati sul lavoro della Federazione stessa sulla terminologia circense come parte della suo "Preservation Project”. Il libro offre una panoramica della storia del circo moderno, sui tipi di spettacolo connessi, come ad esempio il circo di strada, spiegazioni su moderni circhi itineranti, e informazioni dettagliate riguardanti la terminologia corretta per i vari numeri. Pagine aggiuntive sono dedicate agli animali dello spettacolo, al circo in America, e al circo contemporaneo (circo dei giovani e circo sociale). Ideale come souvenir o come strumento di divulgazione dell’arte circense nelle scuole. Questa nuova pubblicazione è disponibile per circhi, musei del circo, e per chiunque sia interessato alla storia e al futuro di Circo. Una parte dei proventi di ogni libro andranno a beneficio della Fédération Mondiale du Cirque per sostenere il suo importante lavoro di preservazione e promozione delle arti circensi e della cultura.
per informazioni e ordini: roberto@robertofazzini.it - Tel. 059 928934
SOMMARIO
APRILE 2017
ACHILLE
CARLOS
4 8 12 16 18 22 Ciao 26 JESSICA
L’ENC SUL CAMPO DI BATTAGLIA di Claudio Monti
IL CIRCO MEDRANO VERSO L’EUROPA di Francesco Mocellin
DAVID LARIBLE JUNIOR NEXT GENERATION di Alessandro Serena
NOTIZIE SPARSE di Flavio Michi
GLI OLIMECHA MADRE E FIGLIO IN VOLO di Nicola Campostori
DAVID CAVEDO IL SORRISO È IL CIRCO di Nicola Campostori
ILVANA
Achille Perris, Jessica Mavilla, Carlos De Jesus Peres e Ilvana Miletti Fogrione, scomparsi di recente.
CIRCO
ISSN 1825-5787
androserena@circo.it Web Site: www.circo.it - E-mail: aless 2017 Nuova serie - Anno XLVIX - N. 4 Aprileioni Direttore responsabile Antonio Buccio Monti Redazione Alessandro Serena, Claudia Bolgan, Roberto Fazzini, Alberta Froldi, Collaboratori: Roberta Battistin, Valer , Ruggero Leonardi, Massimo Malagoli, Antonio Giarola, Massimo Locuratolo andra Litta Modignani, Ettore Paladino, Flavio Michi, Francesco Mocellin, Aless Vittoria Vittori, Gilberto Zavatta. Arianna Pianesi, Marco Ternullo, Maria
L’ULTIMA MARCIA DEI FRATELLI ZAVATTA di Gilberto Zavatta
In copertina una stampa antica di un ammaestratore di animali. Disciplina che oggi rischia la sopravvivenza (pag. 4).
inistrazione Direzione, redazione, pubblicità, amm zi, 10 – 00161 Roma Ente Nazionale Circhi - Via di Villa Patri .it Tel. 328-3921250- redazione@circo 344 del 25.5.1980 Registrazione Tribunale di Livorno n. Pubblicità Inferiore al 45% - Modena Progetto grafico La Cage aux Folles i - Castelfranco Emilia Fotolito e Stampa Italiana Produzion Europa: 45 euro; Mondo: 80 euro. Abbonamento 2017: Italia: 30 euro; Tutti i diritti di proprietà sono riservati.non saranno restituiti. Fotografie e manoscritti non richiesti
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IL CIRCO ITALIANO SCENDE IN PIAZZA
Il circo italiano scende in piazza il 2 maggio a Roma. E lo fa con due eventi promossi dall'Ente Nazionale Circhi: una manifestazione in piazza della Rotonda (dove si trova il Pantheon) e un convegno al Senato nel quale sarà fornito il quadro reale della situazione del circo nel nostro Paese, che non è quella raccontata dal rapporto del Censis commissionato dalla Lav (quale obiettività potrebbe avere?).
PIAZZA ITALIA
di Claudio Monti
In questa pagina, il nuovo consiglio direttivo dell'Ente Nazionale Circhi col presidente Agis Carlo Fontana.
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Dopo le audizioni davanti alla 7° Commissione del Senato, il Ddl 2287-bis è entrato nella fase calda e decisiva. Com'è stato più volte ripetuto, questo disegno di legge è destinato a disegnare il futuro dell’attività circense in Italia ed ha mosso i suoi passi da un pregiudizio ideologico nei confronti dei circhi con animali. Il 5 aprile è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti al testo originario. Fra questi si segnalano quelli presentati dai senatori Carlo Giovanardi, del Gal, di Paolo Tosato e Valerio Calzolaio della Lega Nord, e di Raffaele Ranucci del Partito democratico, gli unici che vanno nella direzione di tutelare il circo e assecondare le giuste aspirazioni del settore. Sull'esito finale domina l'incertezza. “Buona parte della 7° Commissione sembra guardare al settore con malcelata indifferenza e latente fastidio; non sembra minimamente disponibile a riparare i danni conseguenti al tradimento della legge 337/1968 perpetrato dalla Repubblica e, più concretamente, allo stato, non appare disponibile ad apportare modifiche sostanziali al principio della progressiva eliminazione degli animali dagli spettacoli, sia pure da rimettere nel concreto a successivi decreti, probabilmente da emanare da parte del governo nella prossima legislatura e quindi in un quadro politico quasi sicuramente diverso ed altrettanto incerto”, spiega il presidente ENC Antonio Buccioni. In questo contesto assume una importanza decisiva la mobilitazione del circo. Solo una categoria unita e agguerrita potrà fronteggiare l'attacco di chi vorrebbe annientare il circo e la sua secolare storia. Un attacco, va sottolineato, senza esclusione di colpi e che utilizza tutti i mezzi. Anche il tentativo di forzare la lettura dei numeri, che dovrebbero essere oggettivi, ad esempio decontestaulizzando il circo dallo spettacolo e omettendo di evidenziare le performance positive. Il riferimento è al rapporto confezionato dal Censis su committenza della Lav, che cerca di accreditare la tesi secondo cui il circo in Italia sarebbe in crisi perché troppo legato alla tradizione classica e poco contemporaneo. Per la presenza degli animali, insomma. E dunque solo la eliminazione degli animali potrebbe salvare il settore. Una rappresentazione fantasiosa e faziosa, smentita anche dal contesto internazionale, dove il circo classico
PIAZZA ITALIA
CIRCO aprile 2017 con animali gode di ottima salute. Qual è la differenza con l'Italia? Semplice: nel nostro Paese il circo non è messo nella condizione di poter lavorare, a causa delle numerose amministrazioni che non concedono più le aree pubbliche, e quando le concedono sono terreni periferici, a volte discariche. E' clamoroso che un istituto di ricerca come il Censis abbia ignorato quelle che sono le reali cause che zavorrano un settore nonostante tutto ancora vitalissimo. Lo vedremo a breve entrando nel merito del primo dei due aspetti affrontati (la seconda parte, il tema degli animali, la sviscereremo sul prossimo numero della rivista) in un documento organico col quale l'Ente Nazionale Circhi risponde punto per punto ai rilievi della Lav e che sarà presentato il 2 maggio al Senato. Cominciamo quindi dalla presunta crisi e dalle cause che ostacolano l'attività dei circhi nel nostro Paese. I dati che il Censis ha messo insieme per fotografare la crisi del circo forniscono una immagine parecchio sfuocata, perché parziali e decontestualizzati rispetto agli altri settori dello spettacolo. Anzi, diciamolo chiaramente: il circo che esce dal ritratto Censis-Lav risulta irriconoscibile. Sembra che tutti i problemi del circo italiano siano legati alla sua identità “tradizionale”, ovvero ad una offerta artistica che vede la presenza determinante degli animali negli spettacoli. Vengono raffrontati i dati del 2010 e del 2015 ma solo quelli relativi a “numero degli spettacoli” e “partecipanti”, e senza un completo confronto con l'insieme dei settori nei quali l'Osservatorio dello spettacolo inserisce il circo. invece le tabelle (la prima si Capitolo 3.Ecco Attività teatrale riferisce al 2015 e la seconda al 2010) integrali deAggregato
Numero di Spettacoli
Ingressi
sunte dall'Osservatorio dello spettacolo. . Lo studio del Censis evidenzia, relativamente al numero di spettacoli, un confronto (guarda caso), solo con teatro (+5,1%) e lirica (+18,4%), che insieme al balletto sono gli unici settori in crescita, mentre calano rivista e commedia musicale (-18,5%), arte varia (-26,8%), e burattini e marionette rimane pressoché invariato (0,7%). Ma dove i confronti sono molto istruttivi – e però il Censis ha evitato di rilevarli – è alla voce partecipanti (ingressi + presenze). L'unico segno più di tutto l'aggregato “attività teatrale” è quello della lirica (7,7%), mentre teatro (-4,2%), rivista e commedia musicale (-30,6%), balletto (-4,3%), burattini e marionette (-14,1%), arte varia (-8,2%) hanno il segno meno e le migliori performance in questa graduatoria si avvicinano molto al – 5% del circo, che si classifica al quarto posto. Per il circo sono in crescita la spesa al botteghino (+29,3%), la spesa del pubblico (+24,1%) e il volume d'affari (+22,8%), ma anche questo il Censis non lo dice. Lo stesso non si può affermare per teatro (tutti e tre i parametri hanno il segno meno), lirica (botteghino in calo e spesa del pubblico e volume d'affari in leggero aumento), rivista e commedia musicale (tutti e tre i parametri hanno un marcato segno meno), balletto (tutti e tre i parametri hanno il segno meno), burattini e marionette (due parametri su tre in leggera crescita), arte varia (tutti e tre i parametri hanno il segno meno). Se invece il confronto avviene con lo spettacolo viaggiante, settore più affine a quello del circo tanto da essere ricompreso nella stessa legge di riferimento (n.337/68), il risultato è il seguente: numero di spettacoli nel 2010 pari a 15.252, scesi a Presenze
Spesa Spesa al botteghino del pubblico
Volume d’affari
B1. Teatro
85.511
14.071.175
287.496
183.789.437,32
207.672.905,17
214.103.551,30
B2. Lirica
3.673
2.228.181
2.246
92.666.703,34
100.942.774,76
105.605.658,87
B3. Rivista e Commedia Musicale
2.872
1.265.223
9.482
26.241.714,62
29.502.429,31
29.905.014,08
B4. Balletto
8.366
2.094.667
37.923
32.228.161,05
34.822.554,66
36.773.005,61
B5. Burattini e Marionette
2.693
191.649
7.103
1.012.244,26
1.123.067,33
1.141.395,13
B6. Arte Varia
19.339
1.061.527
439.847
12.262.921,69
32.282.938,99
33.229.354,19
B7. Circo
15.242
1.083.575
13.120
14.157.824,70
14.491.358,75
14.727.754,53
137.696
21.995.997
797.217
362.359.006,98
420.838.028,97
435.485.733,71
Totale complessivo
Nell’Attività teatrale, l’aggregato B1–Teatro identifica, principalmente, lo spettacolo di prosa. In termini di Volume d’affari, la prosa esprime il 49,16% del valore dell’intero macroaggregato (Tavola 3). 5 La Tavola 41 espone l’andamento territoriale del Numero di spettacoli, Ingressi, Presenze, Spesa al
PIAZZA ITALIA3. Attività teatrale Capitolo Aggregato
Numero di Spettacoli
Ingressi
Presenze
Spesa Spesa al botteghino del pubblico
Volume d’affari
B1. Teatro
81.331
14.604.764
397.552
192.667.742,13
226.468.027,77
235.542.091,34
B2. Lirica
3.102
2.063.736
6.015
94.233.431,06
97.294.210,07
100.997.843,97
B3. Rivista e Commedia Musicale
3.525
1.829.141
7.656
45.574.615,42
50.899.071,78
52.204.895,40
B4. Balletto
6.768
2.059.693
169.638
33.063.905,10
35.917.209,97
38.334.945,84
B5. Burattini e Marionette
2.691
199.225
32.272
916.146,21
1.153.782,41
1.223.073,64
B6. Arte Varia
26.428
995.405
641.096
15.253.448,46
34.627.581,98
41.866.119,96
B7. Circo
17.100
1.094.865
60.317
10.948.039,80
11.670.269,41
11.991.577,43
140.945
22.846.829
1.314.546
392.657.328,18
458.030.153,39
482.160.547,58
Totale complessivo
26
CIRCO aprile 2017
6.005 nel 2015 (-60,6%); partecipanti 2010: 676.159, circhi, delle attività dello spettacolo viaggiante e dei Nel macroaggregato teatrale, una parte consistente della Spesa del pubblico, il 14,27%, viene destiscesi nel 2015 a 497.916 (-26,3%). Ma il raffronto è parchi di divertimento. L’elenco delle aree disponibili nata all’acquisto di beni e servizi accessori alla fruizione dello spettacolo. abbastanza impietoso anche con altri settori. L'at- deve essere aggiornato almeno una volta all’anno”) la La Tavola 39 espone l’andamento territoriale del Numero di spettacoli, Ingressi, Presenze, Spesa al tività cinematografica ha aumentato il numero degli stragrande maggioranza dei Comuni italiani (comprebotteghino, Spesa del pubblico e Volume d’affari nel comparto del Teatro. si i ordine principali capoluoghi:diRoma, Milano, Firenze, Bari, spettacoli (da 2.558.481 3.096.351)i valori nel quinquennio La tabella che segueasintetizza più rilevanti (in decrescente Volume d’affari), riferiti a ecc.) è priva delle aree (e men che meno attrezzate e preso in esame, ma i partecipanti rilevano un – 12,8%. ciascuna macroarea ed alle prime tre regioni. Lo spettacolo cinematografico in Italia è passato dagli dotate di allacci per energia elettrica, acqua, sistema oltre 800 milioni di biglietti del 1955 agli oltre 540 mi- fognario), elemento basilare indispensabile e condiNumero di Spesa Spesa Volume Macroarea Presenze sine quaal non per esercitare l'attività d’affari circense. In lioni del 1975 ai quasi 91 milioni del 1995, perIngressi attestar- cio Spettacoli botteghino del pubblico questo mezzo secolo di attività le imprese circensi sia.agli oltre 120 milioni del 2010 e ai 106.734.556 del Nord-Ovest 33.852 6.621.176 287.198 134.748.686,71 162.926.049,09 169.876.806,53 2015. Come può il Censis analizzare il settore del circo sono state costrette ad allestire i loro chapiteaux in b. Nord-Est 36.175 5.559.401 439.542 94.578.360,21 112.840.626,63 119.451.706,38 zone periferiche, su terreni impraticabili che spesso senza tenere presente questa elementare “cornice”? c. Centro 5.619.520 227.262 109.568.489,67 116.334.079,32 necessitano di96.738.573,15 essere resi agibili, di conseguenza sobUn tracollo, quello dello spettacolo37.898 cinematografico, d. Sud 3.111.492 150.028 anche 44.405.275,11 48.053.627,60 50.836.917,51 barcandosi costi ingenti, a partire dalle spese di verificatosi nonostante un enorme21.481 salto di qualità affitto210.516 delle aree private. Ad aggravare la situazione, dei “contenitori”, all'insegna delle11.539 grandi e confore. Isole 1.935.240 22.186.433,00 24.641.360,40 25.661.037,84 la campagna di violenta (spesso a livello fisico) avvertevoli multisale sorte negli ultimi anni, e di enormi Totale complessivo 140.945 22.846.829 1.314.546 392.657.328,18 458.030.153,39 482.160.547,58 contributi e sconti fiscali (tax credit). Non solo. I set- sione scatenata da un animalismo fanatico e irragiodi Spesa Spesa Volume tori coi quali il Censis metteNumero a confronto il Ingressi circo, ov- nevole, Regione Presenzeche dagli anni '80 ostacola l'attività dei circhi Spettacoli al botteghino del pubblico d’affari vero teatro e lirica, beneficiano di stanziamenti del su tutto il territorio nazionale e svolge attività di presLombardia 21.267 4.023.136 176.116 97.469.634,88 122.310.783,70 127.394.464,23 Fus (dati 2015) rispettivamente di € 67.027.785,00 ed sione verso le pubbliche amministrazioni per ottenere 21.548 82.961 o regolamenti 56.379.045,08 ostativi 63.017.246,17 65.807.466,67 alla attività dei circhi €Lazio 181.990.592,00, ovvero del 16,50% e del 60%3.301.919 dello ordinanze Veneto 14.552 2.202.768 188.546 ovvero 50.129.349,23 con animali, al 99% 55.631.520,36 dei complessi59.270.442,61 in attività in stanziamento complessivo del Fus, contro l',1,10% Italia.447.623 Le stesse anime belle che oggi si252.472.373,51 stracciano le del circocomplessivo e dello spettacolo viaggiante. Totale 57.367 9.527.823 203.978.029,19 240.959.550,23 Il circo, però, rispetto ai settori dello spettacolo qui ri- vesti per la “crisi” del circo tradizionale, hanno fatto di chiamati, paga da oltre 20 anni una marginalizzazione tutto per affossarlo con ogni mezzo, potendo contare I valori esposti offrono alcuni spunti di riflessione. crescente da parte dello Stato e degli Enti locali, e una su appoggi politici e risorse economiche milionarie Il Volume d’affari realizzato nell’area di Nord-ovest è oltre sei volte il valore rilevato nelle Isole. inaudita criminalizzazione da parte del mondo anima- di cui, a differenza dei circhi, le lobby animaliste dilista. A quasi 50 anni di distanza dalla entrata in vigore spongono. Sono decine e decine i ricorsi che i circhi della L. 337/68 (che all'art. 9 stabilisce che “Le ammi- hanno dovuto presentare ai diversi Tar per vedere nistrazioni comunali devono compilare entro sei mesi salvaguardato il diritto al lavoro, tutti accolti favoredalla pubblicazione della presente legge un elenco volmente, risorse che i complessi italiani avrebbero delle aree comunali disponibili per le installazioni dei volentieri investito nel miglioramento tecnico e arti-
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CIRCO aprile 2017 stico delle loro imprese e nel mantenimento dei loro animali. Se questo è il quadro generale nel quale i circhi operano ormai da alcuni decenni, ben si comprende che la loro sopravvivenza non sia figlia dei contributi statali al settore (come hanno falsamente sostenuto per anni le associazioni animaliste, mentre il rapporto Censis ora ridimensiona questo aspetto, sia dal punto di vista del numero dei circhi
PIAZZA ITALIA finanziati sia degli importi distribuiti) ma di non indifferenti capacità imprenditoriali e del forte radicamento popolare di un'arte che continua a suscitare enorme fascino, soprattutto perché, come scrisse Enzo Biagi, il circo “non può essere solo uno spettacolo di acrobati o di pagliacci: ci vogliono anche i bei cavalli e i leoni, e poi la sfilata finale con una rappresentazione dell’arca di Noè”.
ASSEMBLEA ENC. Buccioni confermato alla presidenza Si è tenuta il 22 marzo presso la sede Agis di Roma, con una nutrita partecipazione, l’Assemblea generale dell’Ente Nazionale Circhi, che ha anche provveduto al rinnovo delle cariche sociali. Era ovviamente inevitabile che una parte preponderante dei lavori venisse occupata dal tema all'ordine del giorno da mesi, ovvero quello del Ddl 2287-bis. Sia il presidente Buccioni sia Lorenzo Scarpellini (che ha anche presieduto l'Assemblea) dell'Agis si sono soffermati più volte sull'argomento, anche per ripercorrere le varie tappe dell'iter legislativo del provvedimento. In particolare Scarpellini ha spiegato che “la relatrice Rosa Maria Di Giorgi ha condiviso la preoccupazione dell’Ente Nazionale Circhi e ha garantito che si troverà la giusta soluzione”. Significative anche le parole del presidente dell'Agis, Carlo Fontana, che ha portato il suo saluto all'Assemblea. Ha detto di essersi occupato in maniera attenta (“e spero efficace”, ha aggiunto) del settore circense nei confronti del parlamento. “Appartengo alla corrente dei conservatori, per i quali non esiste il circo senza animali”, ha aggiunto Fontana “e pur apprezzando il circo innovativo” ha chiarito senza mezzi termini di amare gli animali nei circhi anche per la grande importanza nello stimolare l’immaginario dei bambini. A fronte di una posizione fondamentalista degli animalisti, ci sono posizioni molto più sfumate e articolate – ha proseguito Fontana – il quale ha anche sostenuto che la lettera dell'ENC al presidente del Senato Pietro Grasso sia stato un elemento importante: “Avendo parlato (alla vigilia dell’Assemblea, ndr) con chi sta lavorando alla legge che comprende anche questo ambito, credo che le soluzioni che andranno a trovarsi non saranno nel senso di un divieto”, ha assicurato Fontana. Che ha anche sottolineato come la rielezione unanime di Buccioni dia forza al presidente nella contrattazione con il mondo politico. Per concludere con la promessa finale di “sorveglia-
re che tutto si concluda con una soddisfazione per la categoria, senza snaturare l’identità del circo, un valore che porta con sé un patrimonio identitario che non può essere buttato via”. Non è mancato il dibattito sui temi cruciali, sollevati sia nella relazione del presidente che nell'intervento di Scarpellini. L'Assemblea ha quindi approvato i bilanci ed eletto gli organi sociali per i prossimi due anni. Riconfermato all’unanimità il presidente Antonio Buccioni, che nella sua relazione ha passato in rassegna le sfide che traguardano l’azione dell’ENC e che toccano da vicino il presente e il futuro del settore. Una Associazione di categoria, quella delineata dal presidente Buccioni, compatta e impegnata sulla scena pubblica, ma allo stesso tempo in grado di offrire servizi sempre più mirati e diretti ai circhi associati, presente con forza nella società italiana per valorizzare e far crescere l’appeal del circo sia nei confronti del pubblico che delle istituzioni centrali e periferiche. Nell'annunciare il convegno e la manifestazione del Circo italiano in merito al Ddl 2287-bis, il presidente Buccioni ha detto che “la nuova legge è chiamata a riconoscere i valori espressi dalla tradizione e dalla cultura del Circo nel nostro Paese – un patrimonio imprenditoriale e artistico di primaria importanza – sia per quanto riguarda il Circo di tradizione sia per le nuove espressioni artistiche di Circo contemporaneo”. Insieme al presidente Buccioni, il nuovo consiglio direttivo è così composto: Flavio Togni (vice presidente), Elio Casartelli, Vinicio Canestrelli, Derek Coda Prin, Loris dell’Acqua, Paride Orfei, Stefano Orfei Nones, Vanes Rossante, Livio Togni, Alberto Vassallo, Eusanio Martino e Armando Canestrelli. Una nuova figura assume l’importante ruolo di rappresentanza e coordinamento delle donne del Circo: si tratta di Desirée Rossi. Infine, riconfermati i revisori dei conti: Gianni Mennuni (presidente), Francesco Cavallo e Angelo Novellino. 7
MEDRANO
TEMPO DI MIGRARE di Francesco Mocellin
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Seguendo una sorta di richiamo – prima ancora che le pressanti necessità del mercato – appena la stagione invernale si chiude il Circo Medrano si prepara a varcare i confini nazionali, spesso visitando paesi mai toccati dai complessi italiani – com’è capitato in passato – o comunque poco battuti, aprendo o riaprendo strade per i tour anche di altri complessi. In effetti, come abbiamo scritto in passato, la famiglia Casartelli coltiva con profonda dedizione sin dal secondo dopoguerra una sorta di affascinante, vitalissima contraddizione: da un canto ha costantemente attinto energie ed ispirazione sia creative che organizzative dal suo carattere che potremmo definire profondamente italiano nel senso migliore del termine mentre dall’altro ha sempre assecondato la sua fortissima vocazione internazionale. Tanto è forte ed energica la struttura familiare su cui questo circo si è sempre basato, quanto appare vasta l’apertura alla dimensione internazionale. Il leggendario Leonida divenne celebre negli anni ’60 e ’70, infatti, principalmente come impresario abile nell’organizzare audaci tournée anche con diverse unità in paesi fino a quel punto considerati assolutamente impensabili come quelli dell’Est europeo ai tempi della “cortina di ferro”, la Turchia, Israele e molti altri. Oggi, nell’epoca dell’Unione Europea tutto è divenuto paradossalmente più complicato, in particolare per un circo che debba spostarsi con gli animali al seguito come nel caso di Medrano. Sembra quasi che la famigerata macchina burocratica nazionale abbia stretto una letale join venture con quella della UE che si giustappone e rischia di seppel-
POLTRONISSIMA
I Casartelli si dimostrano ancora una volta fedeli alla loro vocazione che li chiama a realizzare importanti e lunghe tournée in terra straniera con costante regolarità nel corso degli anni. Quest’estate toccherà a Slovenia e Croazia, con un programma di una qualità davvero notevole per la stagione estiva.
A corredo di questo articolo delle foto di Andrea Giachi che ritraggono alcuni momenti dello spettacolo del Circo Medrano.
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POLTRONISSIMA
lire ogni iniziativa. Questa situazione non ha mai fermato i Casartelli che negli ultimi anni si stanno dedicando ai mercati dell’Europa Orientale e della ex Jugoslavia: dopo Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia tocca ora alla Slovenia. Trascorse le festività a Napoli-Licola e l’inverno in Campania, il circo è rapidamente risalito fino a Castelfranco Veneto da dove è ripartito il 3 aprile verso la Slovenia appunto, paese da cui manca dal 2012 ed in cui dovrebbe fermarsi fino al termine dell’estate con una possibile successiva puntata in Croazia. Come noto, si tratta di due nazioni in cui vigono divieti molto restrittivi circa l’impiego degli animali (ammessi solo cavalli e cani, praticamente), circostanza che non ha scoraggiato la direzione del Medrano dal fare ritorno in terra slovena dopo cinque anni dall’ultima apparizione. Già a Castelfranco Veneto si poteva assistere a quello che – salvo qualche variazione – sarà lo spettacolo riservato al pubblico sloveno. La rinuncia al grande numero esotico, agli elefanti, a quello dei pappagalli e alle tigri di Giordano Caveagna ha messo alla prova la fantasia dei Casartelli che coltivano sempre l’orgoglio di presentare uno spettacolo all’altezza della loro fama. Unici numeri di animali il gruppo di stalloni arabi - presentati da Braian ed inserito nel quadro di Aladin che chiude lo spettacolo – e la sarabanda canina diretta da Paolo Folco. Come sempre, punto di forza di ogni produzione l’energia comica dell’assistente di pista Jacob, alias
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Stiv Bello, sempre più maturo nella costruzione del suo personaggio che costella tutto lo spettacolo in combinazione con la naturale simpatia del padre Luciano e con la figura più marcatamente clownesca di Otto Simili; insieme danno vita anche ad una versione di Ape dammi il miele. Stiv Bello apre lo spettacolo col fratello Roni al trapezio comico - le cui trovate si dimostrano efficaci e ben ritagliate sui due protagonisti - e si cimenta da circa un anno, dismessi per una volta i panni del comico, anche in un efficace numero di tiri con le balestre i cui “fondamentali” gli sono stati trasmessi da Guy Tell. Per la Slovenia, invece, Roni si esibirà anche in un nuovo numero di magia. La parte aerea è riservata alla fantasia ai tessuti e al trapezino di Stephany mentre completano il programma la jonglerie di Willy Colombaioni dalla tecnica in costante miglioramento ed i motociclisti al “globo della morte”; verranno riprese l’alta scuola ed il “passo a due”. Coinvolgente, come sempre, il finale che mette artisti e spettatori in simbiosi. Il Circo italiano (e non solo quello) ha sicuramente conosciuto tempi migliori e l’aria che tira sembra essere foriera di ulteriori tempeste. Ma in questo clima i Casartelli dimostrano di non aver smarrito l’entusiasmo e la voglia di combattere: un esempio del giusto atteggiamento per affrontare il pessimo frangente perché, come abbiamo già detto in diverse occasioni, il tempo del Circo è sempre il domani.
Accademia d’Arte Circense di Verona anno 2016 - 2017
Corso professionale di quattro anni a convitto EtĂ di entrata dagli 8 ai 15 anni
Corsi modulabili
secondo le richieste degli allievi, anche adulti
Aperta ad allievi di tutto il mondo lingue parlate: italiano, francese, inglese, tedesco, russo Info iscrizioni: info@accademiadartecircense.it - www.accademiadartecircense.it 11 tel. +39.340.6987149 - +39.340.6991480
DAVID JR LARIBLE
NEXT GENERATION di Alessandro Serena
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La principale forma di trasmissione delle tecniche nella storia del circo è di certo quella che avviene di generazione in generazione con i giovani e giovanissimi che apprendono grazie agli insegnamenti dei genitori, dei nonni, ma anche di “maestri” che sono ingaggiati con i nuovi virgulti per una stagione o due. In David Larible Junior, detto “Dede”, si sommano tutti questi aspetti ed anche altri che concorrono a farne uno dei giocolieri più promettenti della sua generazione. Il sangue circense internazionale scorre puro nelle sue vene. Il padre, David Larible, è considerato il più grande clown classico dei nostri tempi e in generale fra i personaggi di maggior spicco del settore. Uno dei nomignoli che gli sono stati dati è “il giocoliere di emozioni”,sembra quasi che il futuro del suo secondogenito fosse scritto, perché il giovane ha scelto di essere proprio un giocoliere. Il nonno di Dede, Eugenio Larible, ha un record particolare e invidiabile. Oltre ad essere stato un grande artista polivalente e in particolare stella del trapezio Washington, attrezzo col quale ha presentato esercizi mai più neppure pensati da altri artisti, Eugenio ha anche
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Un altro successo italiano nella fresca scorsa edizione di New Generation, quello di David Larible Junior, giocoliere classico già reduce da stagioni importanti come quelle di Knie o di Brazil Jack. Un giovane cresciuto grazie agli insegnamenti del padre David e del nonno Eugenio. Ma soprattutto della mamma America “Mery” Jimenez, suo principale faro e punto di riferimento nelle lunghe ore di prove reiterate per anni. I sogni di un ragazzo raccontati da Las Vegas, dove è ingaggiato in un prestigioso show.
Nella pagina precedente, David Jr Larible al Circo Knie; qui accanto il giovane artista al Cirkus Brazil Jack; nelle pagine seguenti al Festival New Generation di Monte Carlo (dove è stato premiato) e di nuovo al Knie.
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avuto una brillante carriera come istruttore, prima del figlio David, appunto, che come noto ha conquistato il Clown d’Argento e quello d’Oro a Monte Carlo. E poi in seno all’Accademia d’Arte Circense fondata da Egidio Palmiri e diretta da Andrea Togni ha avuto modo di far parte fondamentale della formazione delle sorelle equilibriste Azzario, anch’esse Argento in principato, e prima ancora dei fratelli Errani, fra i più giovani vincitori dell’Oro. Quindi un palmares da istruttore con pochi o nessun eguale al mondo. E non ha risparmiato preziosi consigli al nipote. Ma un proverbio popolare dice: “dietro ad ogni grande uomo c’è una grande donna”. Ebbene nel caso di Dede non c’è dubbio. Questa donna straordinaria è, per il momento, la madre America “Mery” Jimenez. Grande trapezista, anch’essa già Clown d’Argento a Monte Carlo e da anni consorte del Clown dei Clown. È stata lei, negli anni, il motorino delle passioni di Dede. Lei a seguirlo ogni singolo giorno nelle prove, nei lenti ma progressivi miglioramenti, nella scelta di musiche, costumi, movimenti, con l’amore di una mamma e la meticolosità di una grande artista. Certo, come accade a molti figli d’arte (nel cinema pensiamo a Christian De Sica, nel teatro ad Alessandro Gassman) la grande fortuna dei virgulti è quella di potere crescere in luoghi dove il mestiere si pratica e si respira. È proprio quello che capita al giovane Dede che nasce nientepopodimeno che da Ringling Bros. and Barnum & Bailey e passa i primi anni della sua vita nel colosso statunitense. Sono ancora anni
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gloriosi per la grande impresa a stelle e strisce, quelli, per intenderci che vedono anche l’arrivo in America dell’altra grande stella italiana Flavio Togni e delle grandi produzioni a tema che ogni anno invadono gli stati del grande continente. Una struttura super organizzata anche per i piccoli in età scolastica e prescolastica con una sorta di asilo nido viaggiante e la possibilità di seguire dei corsi telematici per non perdere preziosi anni di istruzione. Allo stesso tempo la grande opportunità di venire su in mezzo ai più grandi artisti di ogni genere. È quello il momento in cui il bambino Dede capisce qual è la sua passione: la giocoleria. In quel periodo può godere dei primi preziosi consigli del grande giocoliere ungherese “Fudi” (alias Zsilak Gyorgy) che da Ringling ha un ruolo di coordinatore artistico. Il rientro in patria per la famiglia Larible è significativo, in quanto il primo lungo contratto è con Roncalli, uno dei più importanti complessi europei e mondiali, dove per altro Dede ritrova la zia Eliana. È qui che il ragazzo comincia a respirare l’aria della pista, inserito dapprima negli spettacoli per bambini, poi nelle pomeridiane e in generale nei delicati e suggestivi tableaux creati dallo zio Bernhard Paul. Tutta esperienza per il giovane artista, che intanto sta migliorando la propria tecnica e man mano che cresce individuando il proprio stile: classico, essenziale, senza fronzoli, ma elegante, sicuro, dinamico, in una parola: all’italiana. Sono di questi anni le prime apparizioni da giocolie-
CIRCO aprile 2017 re solista in contesti importanti come il programma televisivo Circo Massimo, vari festival dedicati ai giovani come quello di Wiesbaden e alcuni gala che gli permettono di farsi notare anche quando lontano dal papà, monumento nazionale del circo. Ma ancora più significative sono le recenti esperienze da Knie dove ha potuto presentare la sua performance classica, ormai cesellata e accolta dal pubblico in maniera calorosa. E farlo in un circo che è forse il più importante circo classico del mondo, con il suo nucleo famigliare (ormai italo-svizzero) e con un cast di primissimo livello. Crescere accanto ai giovani Knie, Errani, Gruss e altri ancora non può che fare del bene ad un ragazzo ancora sotto ai 20 anni, che però presenta ormai routine di una tecnica sopraffina, con una padronanza delle cinque clave davvero notevole. Infine la partecipazione al Festival New Generation al principato di Monaco, preparata allenandosi all’Accademia d’Arte Circense di Verona, conclusa con un Bronzo conquistato proprio nella capitale mondiale del circo. Ma i sogni non sono finiti qui. Dede, insieme alla sorella Shirley, ottima arealista, è stato ingaggiato a V – The Ultimate Variety Show, una produzione in classico stile Las Vegas, al Miracle Mile della celebre città
PROFILI del Nevada. Il suo viaggio internazionale riprende da una delle capitali internazionali dello show business, e c’è da scommettere che sarà ancora lungo e ricco di soddisfazioni.
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CIRCO aprile 2017 Arturo Brachetti da David Larible Il più grande trasformista del mondo, Arturo Brachetti, ha fatto visita al più grande clown del mondo, David Larible. Entrambi italiani. È accaduto a Grugliasco dove David ha presentato il suo spettacolo teatrale Destino di Clown al Teatro le Serre. Arturo è un grande appassionato di circo e quando può non si perde lo spettacolo. La disinformazione sul circo Giorni fa è stata pubblicata una notizia sull'attacco di un leone ad un domatore in Ucraina, al Circo Stabile di Lviv: si tratta di un episodio che risale ai primi di ottobre del 2010! Chi l'ha pubblicata così recentemente ignora quella data oppure, molto più gravemente, vuol far credere che si tratti di un fatto di questi giorni per rafforzare la tesi che vorrebbe un circo senza animali, alla faccia della storia, della tradizione e anche del welfare, dato che le regole esistono e sarebbe sufficiente che venissero rispettate, dando però la possibilità di rispettarle, concedendo le aree che dovrebbero essere disponibili nei Comuni, ma che non lo sono da anni e anni! E' letteralmente incredibile che certe notizie vengano date per news del giorno. Dov'è l'informazione corretta? Dove sono la professionalità, le verifiche, il mestiere? Ci dispiace che testate come Il Messaggero, Giornale di Sicilia, Corriere e blitzquotidiano abbiano diffuso una notizia ormai vecchia.
NOTIZIE SPARSE DAL MONDO DEL CIRCO di Flavio Michi
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È scomparso Carlos De Jesus Peres “Charlie Carletto” purtroppo non ce l'ha fatta, anche lui ci ha lasciato. Carlos ha lottato tra la vita e la morte per quasi due mesi. Era contentissimo per la scrittura al Circus Krone-Bau, dove avrebbe dovuto essere il clown dello spettacolo di febbraio a Monaco di Baviera. Purtroppo però ebbe un malore, un infarto e fu immediatamente ricoverato in ospedale. La sua famiglia gli è stata vicina, ha fatto tutto il possibile affinché si riprendesse ma sfortunatamente Carlos non ha superato le difficoltà in cui si trovava. Lo ricordiamo al Festival Internazionale del Circo "Città di Latina" del 2015, dove riscosse un grande successo di pubblico; poi fu ad Heilbronn per lo spettacolo natalizio organizzato da Sasha Melnjak: anche qui gli spettatori gli tributavano una vera ovazione ad ogni spettacolo. Tra gli altri momenti da ricordare, quello al Circo Medrano, molto giovane, nelle vesti di clown bianco con la sua famiglia. Successivamente sviluppò una propria clownerie. La bella mimica l'aiutava molto nel suo lavoro. Insomma, era bravo! Tra i tantissimi incoraggiamenti che sono stati fatti sui social in questo periodo citiamo quello della compagnia del Circus Charles Knie che l'aspettava per la tournée. Picasso a Napoli: il quadro Sipario per Parade Dall’8 aprile al 10 luglio 2017 il Museo Nazionale di Capodimonte ospiterà Sipario per Parade, il noto dipinto di Picasso. Il quadro arriva dal Centro nazionale d’arte e di cultura Georges Pompidou di Parigi. Si tratta di una tela dalle dimensioni non ordinarie (10,60 x 17,25 metri), il più grande quadro del pittore spagnolo realizzato nel 1917. Raffigura un circo con pagliacci, ballerine ed animali. Sipario per Parade verrà esposto nella Sala da Ballo del museo napoletano che, per l’allestimento della mostra stessa, rende nota la chiusura delle sale dell’Appartamento Reale.
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NEWS
Il Parlamento della Lettonia a favore del circo con gli animali Francesco Mocellin, che oltre ad essere il Presidente del Club Amici del Circo è anche Board member dell’European Circus Association, ci mette a conoscenza di una importantissima decisione giunta dalla Lettonia: lo scorso 21 marzo il Parlamento (Saeima) – per la precisione il Comitato per l’Economia, l’Agricoltura, l’Ambiente e le Politiche Regionali – ha rigettato la proposta di legge relativa al divieto di utilizzo dei c.d. “animali esotici” da parte dei circhi in quel Paese. Si tratta di un’ottima notizia che è stata comunicata da Lolita Lipinska, fondatrice e presidente della “CMA” (Cirka makslinieku asociacija), l’associazione dei circhi e degli artisti lettoni. Il risultato, ottenuto anche grazie all’intervento di supporto da parte dell’E.C.A., è molto importante per la salvaguardia della cultura e della tradizione del circo classico con gli animali. Il Circo Italiano Bonaccini Terminata la stagione invernale col Circo Armando Orfei, Jurgen Bonaccini, che conosciamo per il suo bel numero di coccodrilli e negli anni più recenti anche per la “ruota della morte”, si trova attualmente in Romania con un proprio circo. Una nuova avventura per lui e per la sua famiglia e un'altra esperienza all'estero per gli artisti italiani. È morto Henri Beautour È morto durante uno spettacolo del Cirque Maximum a Villefranche de Rouergue, non lontano da Tolosa, il giovanissimo Henri Beautour. Aveva solo 18 anni. Durante il suo numero alle cinghie aeree sembra che il sostegno abbia ceduto o si sia spezzato. Henri è caduto a terra da circa 6 metri; è stato subito soccorso e trasportato in ospedale, ma non ce l'ha fatta. Una vera tragedia. Entra in pista Mister Universo Seconda opera cinematrografica per Tizza Covi e Rainer Frimmel: dopo La Pivellina anche Mister Universo è ambientato nel mondo del circo e come il film precedente segue la vita di un giovane domatore. Avevamo lasciato Tairo tredicenne nella famiglia di circensi di San Basilio a Roma, dove insegnava alla piccolina lasciata dalla mamma (che prima o poi sarebbe tornata a riprenderla) le prime lezioni fondamentali (“Dì forza Juve”. “No”). Caroli ritorna ora appena ventenne nel nuovo lungometraggio, che affronta ancora il mondo del circo, racconta il fuori scena, incanta anche senza spettacolo, mostrando il fango da attraversare, le impeccabili mise da indossare, il forte tessuto familiare. Ma anche i drammi, come il furto del ferro portafortuna donato a Tairo quando aveva cinque anni dal famoso Mister Universo del 1957. Nel film si avverte la grande distanza tra i valori contemporanei e quelli espressi dalla società del Circo, chiusa come un eccentrico paese. Lavoro durante la permanenza a Roma del Cirque du Soleil In occasione della tappa italiana del Cirque du Soleil con Amaluna, scritto e diretto dalla regista vincitrice del Tony Award Diane Paulus, si sono aperte le selezioni per trecento addetti da impiegare durante tutto il periodo dello spettacolo romano. Per candidarsi sono certamente necessarie un’ottima conoscenza dell’inglese, disponibilità ad orari flessibili ed esperienza pregressa. Il Cirque du Soleil cerca anche cantanti per performance live nei suoi show futuri in tutto il mondo e ha fissato le date delle audizioni che si svolgeranno al Phonotype di Napoli dal 19 al 21 maggio. Non sono richiesti una timbrica o uno stile canoro in particolare.
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I FLYING OLIMECHA
MADRE E FIGLIO AL TRAPEZIO
I Flying Olimecha sono una troupe di trapezisti composta dal porteur Janio Carvalho Matos e da Cristina e Raul. Questa coppia di artisti sono madre e figlio e in questa intervista, fatta durante la loro permanenza al Circo di Moira Orfei, raccontano la loro carriera che li ha portati, dopo l'esperienza col trampolino, a volteggiare sotto i tendoni.
PROFILI
di Nicola Campostori
In questa pagina e nelle prossime, i Flying Olimecha al Circo di Moira Orfei.
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Le coppie nel circo sono tutt'altro che infrequenti: il Rosso e l'Augusto, la cavallerizza e l'ammaestratore, i due artisti (spesso fratelli) impegnati nel classico “mano a mano”... Il nucleo dei Flying Olimecha, trapezisti del Circo di Moira Orfei, non fa eccezione, ma con una particolarità: Cristina e Raul sono madre e figlio. La famiglia ha origini giapponesi: il bisnonno di Raul arrivò in Sudamerica dalla terra del Sol Levante a bordo di una nave francese assieme ad una troupe di bascula e acrobatica che lo aveva “ribattezzato” perché l'originale nome nipponico era tremendamente difficile. Dopo l'Argentina (dove incontra sua moglie) e l'Uruguay, arriva in Brasile. Suo nipote Luiz crea la Scuola Nazionale di Circo; lì vicino abita Cristina, che racconta: “Ho visto che stavano montando un circo, non c'ero mai stata e sono andata lì a vedere, a fare qualche esercizio per perdere un po' la pancia. Avevo quindici, sedici anni. Mi è piaciuto, sono entrata e non sono mai più uscita”. Dopo qualche anno nella scuola, la ragazza mette su famiglia col direttore Luiz. Come da programma, inizialmente si esercita in tutte le discipline: pattini, acrobatica a terra, trapezio singolo. “I volanti è stata l'ultima cosa che ho provato perché sinceramente avevo paura”; una volta cominciato, però, prosegue con entusiasmo fino a ventitré anni, quando decide di smettere. Il suo mito, all'inizio della carriera, era Gilberto Alves: “Volevo essere come lui, lui faceva tutto ed anche io lo volevo. Sono arrivata a fare il doppio all'indietro e il doppio in avanti, poi mi sono fermata perché a quell'epoca in Brasile una donna di ventitré anni che faceva il doppio era troppo! Gli uomini non facevano il doppio e allora io non trova-
CIRCO aprile 2017 vo lavoro! Ho smesso di fare il volante per questo, mi sono disillusa. Raul non lo so se si è ispirato a qualcuno. Alla mamma?” chiede ridendo; il figlio spiega che la persona che lo ha convinto a fare il volante è stato Nikolaev, che ha incontrato in Spagna. “Non è uno dei più bravi, però è il tipo di trapezista che aveva classe quando faceva i salti, era pulito; aveva una postura che non ho mai visto in nessun altro”. Interviene Cristina: “Era russo e non beveva! Beveva latte”. Raul, da buon figlio di circensi, sin da piccolo pratica le discipline del tendone, a partire dal trampolino: “Ho iniziato per gioco, mi è piaciuto ed ho cominciato a prenderlo più sul serio. Il mio primo contratto professionale è stato a cinque anni coi Thiany a Porto Rico”. Con quel numero sono stati ovunque: America, Ungheria, Egitto, Spagna, Cina; tra i posti migliori in cui hanno lavorato ricordano il Teatro Circo Price di Madrid e il Beau Rivage, un resort casinò di Biloxi, Mississippi; hanno avuto anche un ingaggio in Brasile per uno spettacolo della Disney. Poi l'incontro con Nikolaev e la decisione di passare al trapezio, grazie anche ai consigli dell'artista russo. “Sono dimagrito dieci chili in un mese, mi faceva fare esercizi dalla mattina alla sera” dice Raul e subito Cristina, a bassa voce, commenta: “I dieci chili persi sono stati per la fidanzata...” ma lui non raccoglie la provocazione
PROFILI e lei ride di gusto, dimostrando la complicità che c'è tra madre e figlio anche al di fuori della pista. “E' stato lui” dice la donna riferendosi a Raul, “a farmi tornare”: quando la ragazza con cui si esibiva se ne è andata, infatti, il figlio ha chiesto alla madre di ricominciare; oggi Cristina ha quarantasette anni ed è giustamente fiera di essere riuscita a rimettersi in pista (letteralmente) dopo un periodo lontana dall'arena di segatura. Com'è stato il ritorno? “Terribile! Terribile! Sembravo...” “Un sacco di patate” suggerisce ridendo Raul. Cristina ammette che oggi fa più fatica. “Ma sinceramente non sono pentita”. Sono ormai circa tre anni che volano sotto i tendoni di tutto il mondo. Il primo ingaggio è stato al Monte Carlo - Nicolay della famiglia Ferrandino. Raul racconta che gli è sempre piaciuta questa disciplina e alla lunga si era un po' stancato del trampolino: “Non c'era più quella scarica di adrenalina, mentre coi volanti c'è. Poi la reazione del pubblico è molto più grande, ed era una cosa che mi attirava”. In effetti il trapezio resiste nell'immaginario collettivo come uno dei numeri più apprezzati per la sua imponenza. Anche da Moira è uno dei momenti che sono piaciuti maggiormente. I Flying Olimecha entrano in scena con dei costumi rossi, leggermente fluo quello di Cristina che, ab-
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bandonato un boa bianco, sale sull'attrezzo assieme al figlio. Dopo qualche giro per scaldarsi passano alle evoluzioni vere fino a giungere al triplo salto mortale, preceduto dall'immancabile rullo di tamburi. Raul descrive l'applauso degli spettatori come la cosa più bella e cita un episodio successo qualche giorno prima quando al termine del numero hanno visto le persone alzarsi in piedi e battere le mani: un'emozione unica. A volte capita di sbagliare il primo tentativo di salto triplo, intenzionalmente per allungare lo show o involontariamente, ed allora la tensione sugli spalti è percepibile. “A noi non piace sbagliare” dice Cristina “Quindi lo ripetiamo”; ma è spossante tentare di nuovo, il salto diventa ancora più difficile. Raul racconta che in un'occasione nella quale aveva fallito anche la seconda prova faceva fatica a sentire Cristina da quanto rumore faceva il pubblico in attesa del terzo slancio. Alla domanda su quale sia la platea migliore, le opinioni divergono: “Il pubblico più caldo senz'altro è in Brasile” dice Raul, ma sua madre ribatte: “No, in Spagna”. In effetti il figlio concorda che gli iberici si sono dimostrati simili per entusiasmo agli omologhi carioca, forse per i loro tratti latini: “Gente calda, festaiola, poi Madrid è una città notturna. Anche qui in Italia abbiamo trova-
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to dei bei posti, come a Napoli e a Roma”. La troupe che lavora da Moira è composta, oltre che da questa coppia, anche da un allievo della Scuola Brasiliana, Janio Carvalho Matos, che fa il porteur. È stato un incontro casuale, ricorda Raul: “Due anni fa dovevamo fare Firenze per Natale, una tappa importante per il circo. Noi volevamo scegliere un professionista, uno che sapeva già fare le cose, visto che all'epoca io non avevo ancora molta esperienza”; la ricerca è stata però infruttuosa e l'unico disponibile era proprio Janio, che non aveva mai lavorato in un numero di trapezio doppio, ma Cristina ha capito subito che faceva per loro e che poteva essere inserito nella compagnia; Raul dice che sono stati fortunati a trovarlo ma la madre rivendica il suo sguardo da insegnante che ha saputo cogliere le potenzialità. Il figlio ammette: “E' andato molto bene, non ce l'aspettavamo perché non siamo riusciti a provare prima dello spettacolo quindi è stata proprio una cosa al momento”; persino Stefano Orfei, direttore del circo, si è stupito nel vedere il successo di tre artisti che quasi non si conoscevano prima di debuttare. Chi decide come costruire il numero? Risponde Cristina: “All'inizio ero io, adesso che lui capisce un po' meglio io gli chiedo sempre un'opinione. La verità è
CIRCO aprile 2017 che il capo della troupe sono io, sono io che devo risolvere i problemi, però un giorno io dovrò fermarmi e lui dovrà continuare da solo”. A tal proposito, Raul ha già detto alla madre che invece non proseguirà senza di lei, perché pensa che avrà voglia di cambiare e provare qualcos'altro. “Però non voglio smettere di fare il circense prima di riuscire a indirizzare le cose che voglio fare fuori dal circo”. Qualche progetto c'è già e si tratterà sicuramente di qualcosa legato all'intrattenimento, ma è ancora presto per approfondire, tanto più che Cristina è intenzionata a stare in pista il più possibile: “Sono d'accordo con Moira quando ha detto che non si vedeva in una casa. Neanche io. In una casa inizio a essere nervosa, voglio andare in giro, uscire a fare qualcosa. Non riesco a non far niente: mi metto a sistemare il muro, il garage... Hai messo a posto il mobile? Ok, torniamo al circo! Io qui ho tutti i comfort: aria condizionata, stampante, computer, frigo, doccia... tutto quello che ho a casa ce l'ho anche qui. Un po' meno spazio, ma abbastanza. Io ero gaggia, non vengo da una famiglia circense, e per questo mi dicevano che non sarei rimasta; mio figlio invece è di famiglia circense perché suo padre lo era: adesso lui vuole andare via dal circo ed io voglio rimanere!”. Come vi preparate per l'esibizione? Raul spiega: “L'allenamento per i volanti è più che altro sulla forza, devi avere una preparazione fisica molto buona. Sul trapezio è come quando prima impari a camminare e poi a correre: devi prima slanciare bene, dopo che slanci inizi a pensare di fare qualcosa per il porteur, per passare... Però ci vogliono mesi”. L'allenamento di Raul è stato particolare, perché la lunga esperienza al trampolino (che ha approcciato a tre anni) da una parte è servita come base per i volteggi ma dall'altra ha costituito una struttura mentale da scardinare per impararne una nuova. “Abbiamo dovuto provare altre cose, cose che nemmeno io sapevo” ricorda Cristina, e spunta l'orgoglio materno: “E' andata benissimo. In pochissimo tempo lui ha fatto numeri che di solito si preparano in anni”. Il fatto di essere parenti aiuta l'intesa? Per Raul dipende: “Se lavori con un allievo riesci a pensare più freddamente. Se devi dirgli di fare qualcosa, anche se sai che non si farà male perché noi diciamo di fare una cosa ad un allievo solo se siamo sicuri al 100% che non si farà male, ragioni più freddamente; se invece c'è tua
PROFILI madre...” Cristina conferma: “Con sua mamma lui è impaurito! Gli ho detto: Calma, lo so cosa faccio”. Ribatte il figlio: “L'ansia è perché non dice le cose: ogni tanto fa e io non me lo aspetto! Siamo là sopra e mi viene il cuore in gola!”. Per Cristina è diverso perché, giura, essendo stata lei ad insegnare al figlio la tecnica sa perfettamente cosa è in grado di fare e quindi non si preoccupa, tranne nei casi in cui lui vuol fare di testa sua senza ascoltare i consigli. Insomma: il rapporto tra madre e figlio è sempre lo stesso, anche fra trapezisti!
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DAVID CAVEDO
IL SORRISO È IL CUORE DEL CIRCO
I Cavedo sono nella clownerie da generazioni. Il rappresentante attuale più attivo è David, il quale vanta una carriera eterogena che lo ha portato dai “piccoli circhi antichi”, ad importanti parchi di divertimento, fino ad uno dei più prestigiosi complessi italiani, il Moira Orfei. I racconti suoi e del padre Walter ricordano l’essenza stessa dell’arte del pagliaccio.
PROFILI
di Nicola Campostori
Mentre aspettiamo David Cavedo nella roulotte di famiglia, parcheggiata assieme alle altre vicine al tendone del Circo di Moira Orfei dove il pagliaccio si esibisce, ci intratteniamo con suo padre Walter, dal quale il figlio ha ereditato il mestiere di clown. Du-
A corredo di questo articolo, foto di David Cavedo ad Aqualandia e in pista.
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rante la chiacchierata preliminare è subito chiaro quanto i Cavedo siano legati strettamente alla dinastia della Regina del Circo: “Paolo Orfei, il nonno di Moira, era nipote di mia nonna, che era sorella di sua mamma e sorellastra di suo padre”. Basandosi un po' sui ricordi e un po' sul libro scritto dal fratello Giancarlo, La mia vita sotto un tendone, Cavedo senior ricostruisce il tempo passato ed è un susseguirsi talmente fitto di circhi che si rischia di perdersi tra nomi, date e aneddoti: attorno al 1950, dopo che la famiglia aveva aperto un piccolo circo, Walter torna dal militare e lavora da Orlando Orfei, al Circo España e al Circo Cipriano di Athos Folco. In quel periodo e negli anni a seguire i Cavedo componevano da soli metà dello spettacolo circense: i genitori di Walter facevano trapezio, numero delle scale e duetti, suo padre faceva il clown. Gli anni Sessanta iniziano coi Casartelli, continuano col Circo di Cesare ed Oscar Togni e con un breve passaggio dai Medini. Successivamente, per cinque anni, la famiglia si muove in proprio con una pista con cupola per poi passare al Circo con Carola Williams, dove Giancarlo è scelto come annunciatore. Durante una tappa a Parigi Walter incontra sua moglie, poi col Medrano va in Turchia, a Manchester e in Norvegia.
CIRCO aprile 2017 Il tempo di tornare in Italia e nasce David, ma si riparte subito per la Spagna. Infine la decisione di concentrarsi su un proprio circo, portato avanti nel corso degli anni con qualche piccola parentesi nei night, il tentativo non riuscito di aprire un ristorante e la decisione di lavorare al Sarrasani in Germania per stare vicino alla sposa di Walter che era ricoverata lì in ospedale. Al successivo ritorno in terra iberica corrisponde un breve ritorno al Circo España, seguito dall'ingaggio al Circo Apollo in Sicilia. A quel punto a lavorare coi genitori nelle entrate comiche c'è anche David. L'istinto girovago della famiglia resta: di nuovo Spagna, poi il Festival di Verona di Giarola e gli Orfei: Miranda, Nando e successivamente Ambra, nelle produzioni La Principessa delle Stelle (spettacolo di danza, musica e circo) e Re Squalo e la sua Corte, dove
PROFILI David impersona un pescatore attorniato da buffi personaggi in abiti ittici. Forse l'elemento liquido è nel suo destino: da tanti anni infatti Cavedo junior si esibisce anche ad Aqualandia. “Lavorando nei parchi mi sono un po' bruciato le stagioni all'estero” riflette David, che nel frattempo ci ha raggiunto, ma se da una parte c'è il desiderio di andare a lavorare in altre nazioni dall'altra c'è la volontà di proseguire la collaborazione col parco acquatico, dove si trova molto bene. Il figlio riprende il filo interrotto da Walter e comincia a parlare delle sue esperienze: “Ho fatto due inverni con l'Americano, uno con Eleonora Orfei e adesso sono qua”. Dopo un excursus così lungo nella storia del circo, viene naturale chiedere come sia mutata l'arte del tendone in tutti questi anni. Walter risponde lapidario: “E' cam-
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CIRCO aprile 2017
biato male. O si fa un circo alla Soleil o si smette di fare circo”. David è di parere diverso: “La gente viene al circo per divertirsi; metti quattro numeri seri e tutto il resto comicità. Perché Roncalli funziona? Perché ha quattro numeri e tre gruppi di clown. Per me il Cirque du Soleil è bello, ma dopo che l'hai visto la seconda volta ti stanca e soprattutto non è uno spettacolo per bambini. Per me il circo classico con gli animali ancora attira”. David elenca i problemi attuali, primo su tutti la burocrazia; ammette che un tempo poteva esserci della verità nelle accuse degli animalisti, ma oggi la situazione è notevolmente migliorata e se que-
di veri. Variazioni sullo stesso tema, normali in questo mestiere. “Anche io ho copiato” ammette infatti il clown “però il 70% del materiale l'ho modificato. Si può copiare, ma l'importante poi è personalizzare il repertorio”. Cavedo parla anche di alcuni momenti dello show al Circo di Moira: la routine consueta vorrebbe che il clown dia un calcio al cane di peluche per farlo saltare nel cerchio. “Per me è volgarissimo, dà un senso di maltrattamento”. Ha trovato quindi una soluzione alternativa: appoggia il pupazzo sulla bascula, gli dà la spinta e lo riprende al volo. “Una cosa elegante” commenta. “A me come clown non piac-
sto non basta a fermare le polemiche è perché il mondo del circo non ha sponde politiche. Passiamo a parlare della sua disciplina. “C'è da imparare da tutti, anche dal clown di strada”. Com'è nato il tuo personaggio? “Mio padre mi ha fatto guardare un filmato di quando ero piccolino e mi avevano vestito da clown: già lì avevo un atteggiamento, un modo goffo... avevo già la camminata da clown. E poi c'è la passione”. Quel sentimento che ti spinge sempre avanti, a dispetto di tutto. Due giorni dopo la morte della madre, David era già di nuovo in pista. “Quando entri in quel cerchio magico, i pensieri vanno via. Ho lavorato anche con 42 di febbre, mi girava la testa! È stata una medicina quel cerchio, non avevo più niente. Ho fatto una sudata incredibile, però mi era passato tutto”. Cavedo conferma un motto condiviso da molti suoi colleghi: clown non si diventa, si nasce. “La comicità che va adesso è far partecipare il pubblico, e questa è la mia formula”, spiega David, che non nasconde che c'è anche un po' di malizia nel coinvolgere i bambini: l'entusiasmo dei genitori è assicurato. Cita la gag dell'orchestra, ormai un classico della clownerie ripreso da tantissimi pagliacci, tra i quali distingue chi si limita a ripetere gli sketch visti dai colleghi e chi invece
ciono i botti; una volta c'erano le famose entrate musicali dei Rastelli, dei Colombaioni e usavano i botti: scoppiava di qua, scoppiava di là... a me non è mai piaciuto. Io faccio la parodia di un fiore: lo dò a una signora e le lascio il gambo, faccio per andare via e trovo un pacco regalo; lo guardo, dentro c'è una bomba, rotonda, di quelle antiche; la accendo, la porto alla signora. No no no no!,
sa interpretarli a suo modo, facendoli propri. Un esempio di quest'ultima categoria è David Larible, che a differenza dell'intervistato, il quale utilizza strumenti “immaginari”, ne porta in scena
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la porto a destra, a sinistra, la metto per terra. Via tutti!, i bambini: Spegnila! Spegnila!, devi interagire, Spegnila! No, scappa!; mi abbasso e a un certo punto, tuc, si apre e c'è la rosa”. Un finale senza bisogno di fuochi d'artificio, che riporta alla semplice poesia del clown. Come si inventano i numeri? Walter dice che nascono in tanti modi e che può succedere a chiunque di pensare alla trovata giusta: “La cosa dev'essere spontanea. Il clown deve giocare”. “Deve essere bambino”, conferma il figlio. “Puoi stare giorni ad un tavolo a pensare, ma solo quando sei dentro la pista ti viene l'idea e ti vengono gli spunti”. La sua ultima nuova entrata, quella coi piattini, è nata proprio lavorando a contatto coi più piccoli, al parco acquatico: David faceva passare gli oggetti da un bambino all'altro come esercizio, ed ha cominciato a riflettere sulle potenzialità di quel numero, fino a che lo ha testato nello spettacolo. Cavedo ha una carriera variegata alle spalle, dall'animazione al cabaret, passando per alcune apparizioni televisive a Carràmba! che sorpresa
CIRCO aprile 2017 e Ci vediamo alle due (con Paolo Limiti) e per le collaborazioni con Cino Tortorella, alias Mago Zurlì. Come maestri cita Dario Fo, col quale ha fatto uno stage, Nani Colombaioni e Roberto Coda Prin, che lo ha “buttato” in pista. Ma anche suo padre: “Non viene mai al circo a vedermi, ogni dieci giorni passa a controllare e quando torno a casa mi dice cosa ho sbagliato. Il clown è l'unico mestiere in cui non si finisce mai di imparare”. L'esperienza è fondamentale e si coltiva in anni di professione, che servono a maturare coscienza su se stessi e su cosa funziona nelle proprie gag; quando David deve scegliere dal pubblico i musicisti per i suoi strumenti immaginari sa già quali profili sono più adatti per far scaturire la
PROFILI comicità: “Il batterista deve essere uno giovane, chi deve fare il contrabbasso sarà uno stangone, il sassofonista dev'essere uno grosso, possibilmente coi baffi, per il piano devi prendere una bella ragazza, possibilmente bionda, quelle che attirano di più”. Dettagli che si acquisiscono ripetendo il numero infinite volte, pescando da platee differenti e annotandosi mentalmente le reazioni della gente. In conclusione di questa intervista, David riflette con onestà sul suo lavoro: “Fino a sette, otto anni fa la voglia di inventiva ce l'avevo, adesso punto molto sul repertorio consolidato. E mio padre infatti sta brontolando. Però la passione per il circo rimane”. Ed è quella la fiamma che tiene vivo il clown.
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L’ULTIMA MARCIA DEI FRATELLI ZAVATTA
TRACCE
di Gilberto Zavatta
Immagini d'epoca, che raccontano del periodo narrato in questo articolo e del tendone degli Zavatta, "antico circo veneto". (Archivio CEDAC - Verona).
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Un altro suggestivo racconto di Gilberto Zavatta, il veterano dei memorialisti della nostra rivista. Ricordi, nostalgia, riflessioni si mescolano nel resoconto di un momento chiave della dinastia Zavatta. Un ritratto perfetto e malinconico di un mondo che non esiste più, pennellato con la consueta maestria da colui che fu anche fra i protagonisti della vicenda.
Erano stati due anni duri e penosi il 1948 e il 1949. Duri perché gli “affari”, come noi usiamo definire la buona o cattiva affluenza di pubblico nel circo, erano risultati appena sufficienti a farci galleggiare, complice il fatto che il Paese si dibatteva ancora nella miseria derivata dalla catastrofica guerra; mentre “penosi” lo erano stati quei due anni, a causa di Schistolz. Vi domanderete, chi era costui? Ebbene tale Schistolz era un agente. Ora vi spiego perché l’azione di detto agente fu l’involontaria causa di grave disagio morale per parte della mia famiglia. Nel novembre del ’47, la famiglia Zavatta e la famiglia Caveagna si erano unite in società per le “piazze” di Udine e Trieste. Qui il comando americano di occupazione aveva concesso l’uso dell’ex idroscalo civile affinché gli spettacoli avessero luogo dentro a quel grande Hangar (pertanto senza la necessità di erigere il circo) senza alcun compenso in moneta ma solo con la possibilità di usufruire di una tribuna riservata ai soldati, ed eventuali loro famiglie, di stanza a Trieste. Durante la permanenza della compagnia in questa città, un giorno era comparso un personaggio, un certo Schistolz, il quale era alla ricerca di artisti da ingaggiare e portare negli U.S.A. per lavorare da Ringling. Per farla breve, l’agente aveva proposto ai miei due zii, Emilio e Pietro (detto Pierino) un contratto di due anni per il famoso circo americano. Il tenten-
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namento degli zii era durato ben poco. La proposta era stata vagliata ed accettata a danno, purtroppo, del bene famigliare comune. Ovviamente tale decisione non era affatto piaciuta agli altri due fratelli ed erano pertanto avvenute discussioni animate, ma infine era subentrata la rassegnazione. L’agente Schistolz aveva fatto una bella retata di artisti italiani poiché, oltre ai miei zii, si portò in America due famiglie Bogino, i giocolieri fratelli Chiesa, la troupe di cavallerizzi di Alberto Zoppè, i Bertolaccini ed altri ancora che non ricordo. Conclusa la serie di spettacoli a Trieste, la società tra i Zavatta e i Caveagna si era sciolta e la mia famiglia era rimasta in quella città a svernare in Riva Traiana. Verso la fine di febbraio i miei zii e rispettive famiglie avevano raggiunto Genova dove si erano imbarcati sul Queen Elizabeth che li avrebbe portati a New York. I fratelli rimasti in Italia si erano quindi rimboccate
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le maniche e, in qualche modo, erano seguite due stagioni claudicanti. Poi, un giorno… «…stiamo tornando…». Il telegramma ci aveva raggiunti a Udine dove stavamo trascorrendo l’inverno inattivi. Finalmente la famiglia si sarebbe riunita con grande gioia di tutti. Il giorno successivo al loro arrivo i miei zii si erano riuniti agli altri due fratelli a colloquio onde stabilire tutti i lavori da farsi nell’imminenza della “stagione” 1950. Gli zii sembravano molto determinati e volonterosi, orientati verso un parziale rinnovamento del materiale del circo. In America avevano guadagnato benino ed essi erano ben propensi ad investire i loro risparmi. Trascorso il Natale, ai primi di gennaio eravamo “partiti in quarta” ognuno di noi con un diverso compito: chi verso una fabbrica di sedie (intorno a Udine ce ne sono tante) chi dal tappezziere, altri per andare dal sellaio, dal maniscalco, dal falegname, dalla ferramenta, dai demolitori, dal co-
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lorificio etc. etc. A sera ci si riuniva per analizzare i risultati ottenuti e per preordinare le mosse per il giorno successivo. C’era molto entusiasmo in tutti noi. La prima sorpresa l’aveva procurata zio Emilio il quale, partito per chissà dove, aveva combinato l’acquisto di due FORD 8W e di un 38SPA, camion che avrebbero sostituito i gloriosi ma ormai decrepiti Bussing 18BL e 18P. Papà a sua volta portò a casa una bellissima cavalla da “volteggio” e un cavallino nano. Pian piano, dunque, il mosaico prendeva forma. La “piazza” iniziale era già stata ottenuta e gli artisti già contattati e contrattati ovvero: la famiglia Sabino, i Dalla Porta-Cristiani, i Mancantoni e il Duo Cellini danzatori acrobatici austriaci. A metà marzo finalmente il debutto, avvenuto a Ciridale del Friuli con ottimo esito. Erano seguite altre località della zona finché lo zio che aveva l’incarico di “andare per piazza”, era tornato da Trieste con una bellissima notizia. Le autorità avevano dato la concessione di erigere il circo in ogni rione della città, ovviamente previo reperimento di aree idonee
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ma tali aree non mancavano per un circo di 28 metri con pochi reticoli e animali e fortunatamente non era ancora subentrata la fobia verso il circo oggi sempre più allontanato dalle aree urbane. Eravamo dunque entrati in Trieste e il primo rione toccato fu il Sant’Anna nei pressi dello Stadio Valmanza. Permanenza lunga e buon successo di pubblico. Io ero semplicemente raggiante. Al mattino mi alzavo dal letto felice e alla sera mi coricavo felice. Mi sembrava di possedere tutto: gli affetti familiari completi, la mia bicicletta da corsa, una città che amavo. Il papà mi dava 100 lire al giorno (ma qualcosa cuccavo anche dalla nonna). La Gazzetta dello sport costava 25 lire e così il caffè al bar, 20 lire il tram che mi portava al centro o al mare. Ero in preda alla frenesia della pista nella quale entravo sette volte a spettacolo. Attenzione: sia ben inteso, niente d’eccezionale. Diciamo in parole povere che me la cavavo. Proviamo ad analizzare con obiettività le mie prestazioni nello spettacolo. Volteggia. Beh non ero proprio un cosacco! Facevo volteggi normali con qualche inforcata alla rovescia.
CIRCO aprile 2017 Trampolino (battute basse). Ero discreto ma papà e zio Emilio mi surclassavano. Lo zio per la potenza e papà per la polivalenza essendo in grado di eseguire arabe, twist, piroette rompicollo e cerchietto. Giocoliere con papà. Eh, ragazzi, qui ero un brocco! Volendo essere generosi diciamo che ero un “brocchetto”. Nessuno vedendomi all’opera avrebbe scommesso una lira sulla possibilità ch’io potessi diventare un buon giocoliere. Trapezio a due (con Sabino). Normali evoluzioni con un paio di tourbillon diversi. Entrata musicale. Ecco, qui forse posso dire che con il saxofono e altri strumenti potevo anche essere considerato bravino. Nelle altre “entrate” a farsa si può dire che non ero male come dizione e recitazione. Ma io mi sentivo realizzato. E in più ero abbastanza popolare, a livello rionale ben inteso. I bambini mi riconoscevano per le strade e così avveniva nei bar, nei negozi ecc. Il mio amico Luciano Marcantoni di 17 anni (io ne avevo 18), biondo, bel ragazzo veramente, dal fisico atletico, tecnicamente era molto più bravo di me. Eseguiva un “vasinton” di prima classe concludendolo con delle “strappate” a un braccio non di slancio ma
TRACCE plastiche, di forza, poi faceva l’agile sulla pertica sostenuta dal padre Vittorio. Però egli si esibiva solo due volte nello spettacolo contro le mie sette. Io ero quindi più riconoscibile. Questo accadeva nel circo ma nello stabilimento balneare Ausonia dove io e Luciano andavamo spesso a fare il bagno la musica era diversa: con il suo fisico da palestrato destava ammirazione. Io vedevo le occhiate di approvazione delle donne e dovevo ingoiare il rospo… Passando da un rione all’altro l’estate stava trascorrendo e io mi sentivo sempre ai sette cieli. Avevo fatto amicizia con il campione europeo Tiberio Mitri e la moglie Fulvia Franco i quali venivano spesso a trovarci e, a mia volta, ero andato alcune volte a casa loro invitato a pranzo. Intanto, in zona Montebello, era giunto il grande circo dei Fratelli Togni. Con la mia bicicletta da corsa ero andato a curiosare e, con sorpresa, avevo trovato due amici, Ruggero Casartelli e Daviso Martini i quali facevano parte della compagnia. Una sera, i giovani Togni, avevano invitato gli altri ragazzi del loro circo e anche me a passare alcune gradevoli ore nella nota birreria Dreher.
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La mia giornata “tipo” era più o meno sempre uguale: al mattino aiutavo papà a ricomporre i cartelloni pubblicitari da esporre davanti la facciata e nelle piazze della chiesa del rione, poi facevo da segretario allo zio che curava ogni tipo di corrispondenza, quindi passavo all’altro zio che teneva i “conti” il quale mi faceva controllare ogni somma e rilevare eventuali errori. Nel pomeriggio mi esercitavo per una oretta con il sax poi finalmente ero libero o di andare al cinema con mio cugino o al mare con Luciano. Verso sera papà, i suoi fratelli, io e mio cugino andavamo a fare “l’invito”.
ciò che veniva detto in carovana. Continuavano a parlare… parlare… Ero stato preso da una certa inquietudine… Ma cosa staranno dicendo? Avevo una strana sensazione: il timore che si stesse verificando un nuovo “caso Schistolz” sia pure in forma diversa. Infine tutti erano usciti dalle carovane. Michele ci aveva salutato dicendo che sarebbe ritornato l’indomani. Mi ero avvicinato a mio padre… «…papà… dimmi cosa succede…» E lui me lo disse: Michele assieme al fratello Luigi era socio di Pierre Lamy, direttore dell’omonimo circo francese da due anni in Italia. La proposta del cugino era questa: il circo
Per gli amici del circo eventuali lettori, chiarisco che “l’invito” era il fratello maggiore della “cavalcata”. Ognuno con il proprio strumento andavamo a piedi (talvolta con una carrozza o su di un camion pianale) nei tre o quattro punti principali del rione dove veniva suonata una breve marcia. Dopo la quale, con il megafono, venivano annunciate le novità che alle ore venti e trenta lo spettacolo avrebbe offerto. Ed era proprio nello spettacolo che mi sentivo veramente appagato. Entravo in pista sette volte solo perché non sapevo fare altro di più ma se ne avessi avuto la capacità mi sarei certamente intrufolato in altri numeri. Dopo una breve uscita da Trieste per toccare paesi limitrofi come Aurisina, Prosecco e Sistiana, eravamo rientrati in città nel rione San Giovanni. La mia soddisfazione e il mio entusiasmo non stavano venendo meno. L’autunno era iniziato con le relative giornate più corte, le serate freddine, l’aumento della famigerata bora ma il lavoro era sempre gratificante. Ai primi di novembre avevamo montato il circo nel rione Roiano dove era stato stabilito che avvenisse la chiusura della stagione. Il giorno successivo aveva visto la comparsa di un personaggio a noi familiare. Si trattava del cugino francese Michele il quale dieci anni prima mi aveva dato le prime
Lamy avrebbe scritturato i quattro fratelli Zavatta per l’ultima stagione italiana, il 1951. Debutto a Ventimiglia il 7 marzo. Dopo lo spettacolo i fratelli si erano riuniti per discutere sulla proposta e la decisione era stata questa: accettare l’offerta. Una stagione con un circo che effettuava “un giorno per piazza” avrebbe costituito una esperienza utile per l’avvenire. Il proprio circo lo si sarebbe riaperto nel 1952. Il cugino Michele era dunque ripartito con il contratto firmato in tasca… e io ero angosciato, con il presentimento che non ci sarebbe stata nessuna riapertura nel 1952. Una tremenda burrasca marina aveva assalito Trieste con folate di vento impressionanti. Lo chapiteau era stato non solo abbassato ma staccato dal “giro” e ben impacchettato sotto le antenne. Per tre giorni interi eravamo stati completamente bloccati. La burrasca era poi cessata proprio il giorno stabilito alla chiusura della stagione. C’era il sole che ci aveva dato morale e in tutta fretta avevamo ricomposto il circo. Papà aveva approntato i cartelloni da collocare davanti la facciata e nei pressi della chiesa ma ovviamente bisognava fare “l’invito”. La marcia era stata suonata vicino alla chiesa all’uscita dei fedeli verso mezzogiorno e mentre suonavo, con in
lezioni di musica. Era stato accolto con affetto e, ad un certo punto, lui, papà e i fratelli erano saliti sulla carovana della nonna Paolina. Io guardavo attraverso la finestra ma non udivo
gola un magone grosso come una casa, sapevo… sapevo, che nell’aria stavano andando le note dell’ultima marcia. L’ultima marcia del circo Fratelli Zavatta.
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CEDAC Un enorme archivio di oltre 20.000 documenti a disposizione di studenti e ricercatori. Con una ricca biblioteca, un’ampia videoteca di artisti attuali e del recente passato, una raccolta di oltre 2.000 programmi di sala, una collezione di articoli e di documenti antichi, fra i quali stampe, lettere ed editti risalenti al diciottesimo secolo. Un’intensa attività di conservazione della memoria e di diffusione della cultura che permette una rivalutazione dell’arte circense e di strada italiana.
20 PER 500
PER SCANDICCI Sosteniamo la Casa di Riposo
L’Ente Nazionale Circhi lancia la campagna “20 per 500” a sostegno dell’attività della Casa di Riposo di Scandicci, istituzione storica che accoglie gli anziani del circo e dello spettacolo viaggiante, ammirata ed invidiata all’Ente Nazionale Circhi e all’Italia da ogni parte d’Europa. Dallo scorso anno, con l’applicazione del nuovo decreto per l’erogazione dei contributi alle attività di spettacolo tratti dal FUS, il sostegno agli anziani della categoria non è stato confermato. Obbiettivo della campagna pubblica denominata “20 per 500 euro per Scandicci” è, appunto, raccogliere da parte di venti complessi di ogni dimensione una erogazione liberale di 500 euro fino al raggiungimento di 10 mila euro da consegnare al direttore della Casa di Riposo. Ma sono ben accetti contributi di qualsiasi entità inferiore o superiore. Contiamo sulla generosità dei circensi e di dover così presto cambiare il nome della nostra campagna.
ALBO D’ORO SOSTENITORI Ecco i primi circhi che hanno aderito in maniera entusiasta American Circus Medrano Piccolo Circo dei Sogni Rony Roller Florilegio di Darix Togni Martini Mamma Mia Circo e dintorni
È possibile inviare il proprio contributo con le seguenti modalità, indicando nella casuale “Pro Scandicci”: BONIFICO BANCARIO
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