Vers. im P.A. It. Art. 2 ABS 20/C, Gesetz 662/96 - Poste Italiane - Zweigstelle Bozen
Spedizione in a. p. art. 2 comma 20/C, legge 662/96 - Filiale di Bolzano
67. Jahrgang | Anno 2016 | Nr. 3
Im Inneren, Focus Synode 2016 All’ interno, il Focus Sinodo 2016
“Ich laufe nicht ins Ungewisse...” (1. Kor. 4, 26) Religion und Sport
“Io corro non in modo incerto” (1. Cor. 4,26) Religione e sport
MITEINANDER
INSIEME
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Inhalt
Indice
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PFARRERSWORT - Lauf dich nicht tot, lauf dich lebendig
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SALUTO DEL PASTORE - Non correre fino a esaurirti, corri per vivere
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FOKUS SYNODE - Blick nach vorn Alles Gute für Ihre neue Aufgabe, Herr Schedereit! Ein Meer von Leid und Hoffnung
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FOCUS SINODO - Verso il futuro Buon lavoro, Presidente Schedereit! Un mare di dolore e speranza
12 ERFAHRUNGEN - Wenn Werte siegen
12 ESPERIENZE - Quando vincono i valori
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GESCHICHTEN - Meister in Sport und Glauben
18 DER THEOLOGE DER SPORTLER ANTWORTET - Laufen oder
18 IL TEOLOGO LO SPORTIVO RISPONDE - Correre o meditare?
meditieren? Oder laufend meditieren?
20 ZEUGNISSE - Die Pallottinis
STORIE - Campioni di sport e di fede
O meditare correndo?
20 TESTIMONIANZE - I Pallottini
Erziehung durch Sport
Educare con lo sport
24 EREIGNISSE - Konferenz des Frauennetzwerks in Florenz
24 AVVENIMENTI - Conferenza della Rete delle Donne a Firenze
Ein Portrait von Schwester Adelina Die Gemeindepräsidentenkonferenz
Ritratto di Suor Adelina Conferenza annuale dei Presidenti
28 AUS DEN GEMEINDEN - Selfie von Gott
28 DALLE COMUNITÀ - Selfie di Dio
29 PERSONEN - Die Triester Gemeinde verliert ein langjähriges Mitglied
29 PERSONE - La Comunità di Trieste perde un suo membro storico
30 ZUM 500. - Turiner Vorgeschmack auf 2017
30 VERSO IL 500°- Torino verso il 2017
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POST SCRIPTUM - Sport und soziale Integration
MITEINANDER ist das Organ der »Evangelisch-Lutherischen Kirche in Italien«
INSIEME è l’organo della «Chiesa Evangelica Luterana in Italia» mit Sitz im Dekanat in Rom • con sede a Roma nel Decanato Via Aurelia Antica, 391 - 00165 Roma Tel. 06 66 03 01 04 - Fax 06 66 01 79 93 E-Mail: decanato@chiesaluterana.it
HERAUSGEBER • EDITORE: Konsistorium/Concistoro (Zuständige/Referente: Cordelia Vitiello) VERANTWORTLICHER DIREKTOR • DIRETTORE RESPONSABILE: Paolo Poggioli REDAKTIONELLE KOORDINATION • COORDINAMENTO REDAZIONALE: BMP Comunicazione THEOLOGISCHER VERANTWORTLICHER/ RESPONSABILE TEOLOGICO: Pfarrer/Pastore Uwe Habenicht IN DER REDAKTION/IN REDAZIONE: BMP Comunicazione (Roma: Pietro Barrile e Michela Mantegazza; Milano: Francesco Petrella), Uwe Habenicht (Cocquio Trevisago)
POST SCRIPTUM - Sport e integrazione sociale
MITARBEITER/COLLABORATORI: Caroline von der Tann (Napoli), Roberto Tresoldi (Milano) LAYOUT/IMPAGINAZIONE: Decanato GRAFIKERIN/GRAFICA: Cecilia Bazzini SPENDEN FÜR DIE ZEITSCHRIFT• CONTRIBUTI PER IL GIORNALE: «ELKI / CELI – Miteinander / Insieme» c/c bancario in Italia: Banca Prossima IBAN IT 96 A 03359 01600 100000061391 BIC: BCITITMX - Verwendungszweck/causale: Miteinander/Insieme. Oder in Deutschland auf: Evangelische Bank e.G., IBAN DE 92 5206 0410 0004 1090 15 BIC GENODEF1EK1
Verwendungszweck/causale: Miteinander/Insieme Autor. Trib. Bolzano 26/11/1968, n° 39/49 Stampa • Druck: A. Weger, Bressanone – Brixen Tiratura • Auflage: 2.500 n. 3 2016
Foto auf der Titelseite : Marathon - Martin Zemlickis Foto di copertina: Marathon - Martin Zemlickis
Pfarrerswort| Saluto del Pastore 3
Lauf dich nicht tot, lauf dich lebendig
Non correre fino a esaurirti, corri per vivere
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er Schuß knallt, die Menge setzt sich in Bewegung. Gemeinsam laufen alle los. Schnell jedoch setzt sich eine Spitzengruppe zusammen, andere ordnen sich mittig oder hinten in der Läufergruppe ein. Der Anfang ist leichtfüßig, der Asphalt trägt. Auf der Hälfte werden die Füße schwer. Laufen, immer nur laufen. Nicht denken. Die roten, erhitzten Gesichter mit zielstrebigen Mienen. Manche verzerrt vor Anstrengung. Am Ende ist es ein Kampf, die letzten Kilometer auch noch zu schaffen. Durchbeißen, nicht aufgeben. Und dann das Ziel. Der Blick auf die Zeit. Der Marathon ist geschafft. Sie sind überall. Sie schweben über weiche Waldböden. Sie kreuzen die Wege in den Parks, sie laufen auf Straßen und Fahrradpisten. Manche ziehen verbissen ihre Bahnen, keuchen, schwitzen, hecheln. Andere gleiten leicht und locker vorbei. Die Zahl der Läufer wächst ständig. Irgendwas muss dran sein am Laufen. Laufen ist mehr als ein Sport. Es ist ein Lebensentwurf, ein Lebensstil, nicht um des Laufens willen, sondern um glücklich zu werden, um sich selbst zu finden. Sport allgemein ist eine der flow-Aktivitäten, bei der Menschen in einen Zustand versetzt werden, bei dem nichts anderes mehr eine Rolle spielt. Die Freude und Intensität ist so groß, dass man es selbst um einen hohen Preis tut, um flow zu erreichen. Auch der Apostel Paulus zeigt sich ganz ungewohnt als Läufer im 1. Korintherbrief 9, 24: „Wißt ihr nicht, dass die, die in der Kampfbahn laufen, die laufen alle, aber einer empfängt den Siegespreis? Lauft so, dass ihr ihn erlangt.“ Und später schreibt er noch: „Ich aber laufe nicht wie aufs Ungewisse,…“ (V. 26a). Paulus läuft nicht den Lorbeeren hinterher, er versucht auch nicht, seine eigene Identität zu erlaufen. Paulus will etwas von der Güte und Freundlichkeit Gottes weitergeben, die Menschen den Druck nach Ansehen und Applaus nimmt. Dieser Siegespreis, von dem er spricht, ist das Ende des Kampfes um Erfolg, Reichtum und Leistung. Die Nähe Gottes und seine Güte lassen Menschen nicht wie im Hamsterrad sich tot laufen, sondern lassen sie lebendig werden, ohne Druck. Diese flowErfahrung einer neuen Lebendigkeit wünsche ich Ihnen beim Sport und vielleicht ein paar neue Einsichten dazu beim Lesen dieser Ausgabe des „Miteinander“ Pfarrerin Ulrike Hesse, Ispra-Varese
opo il botto dello sparo la folla si mette in movimento. Partono tutti insieme. Presto però si forma un gruppo di testa, mentre altri prendono una posizione di mezzo o più distanziata all’interno del gruppo di corridori. L’inizio è facile, l’asfalto ti sostiene. A metà strada i piedi diventano pesanti. Correre, sempre solo correre. Non pensare. I volti rossi e accaldati hanno espressioni risolute. Alcuni sono contratti dallo sforzo. Alla fine è una lotta riuscire a percorrere gli ultimi chilometri. Tenere duro, non mollare. Ecco il traguardo. Un’occhiata al tempo. La maratona è fatta. Sono dappertutto. Fluttuano su morbidi terreni boschivi. Attraversano sentieri nei parchi, corrono su strade e piste ciclabili. Alcuni seguono il proprio percorso in maniera ostinata, ansimando, sudando, respirando affannosamente. Altri scivolano leggeri e rilassati. Il numero dei corridori aumenta di continuo. Ci deve essere qualcosa di speciale nella corsa. La corsa è più di uno sport. È un progetto di vita, uno stile di vita, non si corre per amore della corsa in sé, ma per diventare felici, per trovare se stessi. Lo sport in generale è una della attività di flusso in cui le persone vengono trasportate in uno stato in cui non c’è nient’altro che conti. La gioia e l’intensità sono così grandi che lo si fa anche a un prezzo molto elevato, pur di raggiungere questo stato. Anche l’apostolo Paolo si presenta in maniera molto inconsueta come corridore nella 1a Lettera ai Corinzi 9, 24: “Non sapete che coloro i quali corrono nello stadio corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte in modo da riportarlo.” Più avanti scrive: “Io quindi corro così; non in modo incerto…” (26a). Paolo non rincorre gli allori, non cerca nemmeno di conquistarsi la propria identità correndo. Paolo vuole dare qualcosa della bontà e della benevolenza di Dio agli altri, togliendo loro la pressione del riconoscimento e dell’applauso a tutti i costi. Questo premio, di cui parla, è la fine della lotta per il successo, la ricchezza e la prestazione. La vicinanza di Dio e la sua bontà non fanno correre le persone nella ruota del criceto fino a esaurirsi, ma le fanno diventare vivi, senza nessuna pressione. Vi auguro di sperimentare nello sport questa esperienza di flusso di una nuova vitalità e forse di apprendere anche alcune nuove idee a riguardo leggendo questa edizione di “Insieme”. Pastora Ulrike Hesse, Ispra-Varese Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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Focus Synode | Focus Sinodo
Am Ende des Abschlussgottesdienst der Synode /Alla fine del culto di chiusura del Sinodo: von oben / dall’alto: Syondalpräsident - Presidente del Sinodo Georg Schedereit, Vizedekan - Vicedecano Jakob Betz, Pfarrer Meran - Pastore di Merano Martin Krautwurst, Synodalvizepräsident - Vicepresidente del Sinodo Wolfgang Prader, Konsistoriumsmitglied - membro concitoriale Angelo Ruggieri, Pfarrer Bozen - Pastore di Bolzano Marcus Friedrich, Schatzmeisterin der ELKI - tesoriera della CELI Ingrid Pfrommer, Vizepräsidentin des Konsistoriums - vicepresidente del Concistoro Cordelia Vitiello, Bischof der Evangelischen Kirche A.B. in Slowenien - Vescovo della Chiesa Evangelica di Confessione Augustan in Slovenia Geza Filo, Dekan - Decano Heiner Bludau
Blick nach vorn
Verso il futuro
Die Versammlung Ende April in Südtirol in Berichten und Eindrücken von zwei Synodalen: Elke Köhler und Mariella Menga
L’Assemblea di fine aprile in Alto Adige nelle cronache e nelle impressioni di due Sinodali: Elke Köhler e Mariella Menga.
Geschwisterliche Konfrontation
Confronto in un clima fraterno
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l mio primo Sinodo risale ormai a molti anni fa e per questo, nell’assemblea di quest’anno, ci sono state molte cose nuove per me. L’inaugurazione del Sinodo si è svolta con un culto solenne nella Chiesa di Cristo di Merano il venerdì pomeriggio. La sera stessa sono iniziati subito i lavori a Nalles, luogo della riunione: ci aspettavano le elezioni del Presidente e del Vicepresidente del Sinodo, così come dei membri laici del Concistoro. Sabato e domenica abbiamo lavorato duramente: relazione del Decano, della Tesoriera, della Commissione tecnico-finanziaria e relative discussioni. Sono state presentate, discusse e votate delle mozioni. Naturalmente inframmezzate da pause caffè, perché cibi e bevande, come è noto, tengono uniti anima e corpo! Non sono mancate le meditazioni mattutine e serali e la preghiera di mezzogiorno la domenica. Lunedì mattina abbiamo celebrato il culto finale nella Chiesa evangelica di Cristo di Bolzano, durante il quale sono
eine erste Synode liegt schon mehrere Jahre zurück, und so war dieses Mal vieles neu für mich. Die Eröffnung der Synode fand in einem feierlichen Gottesdienst in der Christuskirche in Meran am Freitagnachmittag statt. Noch am selben Abend ging es im Tagungsort Nals sofort zügig weiter: Synodalpräsident und Vizepräsident mussten neu gewählt werden, ebenso die Laienmitglieder des Konsistoriums. Samstag und Sonntag wurde streng gearbeitet: Bericht des Dekans, der Schatzmeisterin, des Finanzausschusses mit anschließenden Diskussionen. Anträge wurden gestellt, diskutiert und verabschiedet. Natürlich mit Kaffee- und Kuchenpausen zwischendurch – denn, Essen und Trinken halten ja bekanntlich Leib und Seele zusammen! Selbstverständlich durften Morgen- und Abendandachten und ein Mittagsgebet am Sonntag nicht fehlen. Am Montagmorgen feierten wir in der Evangelischen Christuskirche Bozen den Abschluss-
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Fokus Synode | Focus Sinodo 5
gottesdienst, in dessen Verlauf die neugewählten Laienmitglieder des Konsistoriums durch Dekan Bludau feierlich vereidigt wurden. Dankesworte wurden ausgesprochen der scheidenden Synodalpräsidentin Frau Dr. Groeben, ihrem Vize, Herrn Talenti, und der Schatzmeisterin Frau von Hohenbühel für ihre langjährige ehrenamtliche Tätigkeit in der ELKI. Gestärkt an einem großzügigen Buffet ging es dann wieder Richtung Heimat - Mailand. Es waren vier Tage geprägt von wertvollen Diskussionen und sachkundigen Denkanstößen, die ihren Beschluss in geschwisterlichem Einverständnis fanden. Ich habe eine Synode erlebt, die mich beeindruckt hat, auch ab und zu ermüdet, und warum nicht, mich beschwingt in die Zukunft blicken lässt. Elke Köhler, Gemeinde Mailand
stati insediati solennemente i nuovi membri laici del Concistoro dal Decano Bludau. Sono state espresse parole di ringraziamento nei confronti della Presidente uscente del Sinodo, la signora Groeben, del suo “Vice”, il signor Talenti e della Tesoriera, la signora von Hohenbühel, per i loro lunghi anni di attività a titolo onorifico all’interno della CELI. Dopo esserci ristorati con un generoso buffet, il viaggio è proseguito in direzione di casa – Milano, per me. Sono state giornate caratterizzate da importanti discussioni e interessanti spunti di riflessione, su cui sono state prese delle decisioni in accordo fraterno. Ho vissuto un Sinodo che mi ha colpito, a volte anche stancato, ma è riuscito a invogliarmi a guardare verso il futuro. Elke Köhler, Comunità di Milano Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
Eine unvergessliche Erfahrung
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as für eine Überraschung, der Brief mit der Einberufung zur diesjährigen Synodentagung! Ich war fast sprachlos, wie ein kleines Kind, das ganz unerwartet ein wunderschönes Geschenk erhält. Von der Synode, denke ich, habe ich drei wichtige Dinge mit nach Hause genommen: die Themen, über die beraten wurde, die Arbeiten der Synode und viele Fragen, die Italien und das Mittelmeer anbelangen. Drei Tage lang war ich intensiv mit Diskussionen, Anträgen und Abstimmungen beschäftigt: mit ständig gespitzten Ohren und gelegentlich ermüdeten Augen. Die Synode ist ein Symbol für die perfekte Demokratie in protestantischen Kirchen. Die Synode, die Wiege der Reformation, die sich per Handzeichen reformiert und erneuert. Zur Debatte standen äußerst aktuelle Themen wie die „Patientenverfügung” und die Migrationsproblematik. Durch die Arbeit der Synode habe ich den Eindruck erhalten, dass unsere Kirche eine starke und lebendige Institution ist, die sich nachdrücklich mit sozialen Thematiken beschäftigt und in diesem Zusammenhang klare und prompte Stellungnahmen abgibt. Als Reaktion auf das Verlangen von uns Glaubenden nach Antworten und Gewissheiten. Besonders wichtig erschien mir der theologische Aspekt auf der Synode: Der Tod als wesentliches Element im Glauben an Jesus Christus. Bei diesem Thema hat mich folgender Bibelvers sehr zum Nachdenken angeregt: „ … lehre uns bedenken, dass wir sterben müssen.“ (Ps 90:12). Das Leben und auch das Lebensende, das Ende unserer irdischen Wegstrecke, als Gabe Gottes zu leben bedeutet, unser Leben ganz in Gottes Hände zu geben. Warum sollte ich mich vor dem Sterben fürchten, wenn ich an Gott glaube? Schließlich glaube ich ja an die Auferstehung und an das ewige Leben. Es mag sein, dass ich Angst vor dem Sterben habe, aber nicht vor dem Tod. Ja, ich habe Angst davor, die Menschen zurückzulassen, die um mich trauern. Ihren Schmerz, ihren Verlust und ihre Neuorientierung
Un’esperienza indimenticabile
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a sorpresa di essere convocata al Sinodo, da parte della mia Chiesa, mi ha letteralmente lasciata quasi senza parole, come un bambino che riceve un bellissimo ed inaspettato regalo. Credo che tre siano le cose importanti che ho messo in valigia al mio rientro a casa: gli argomenti trattati, il lavoro sinodale e molte domande di sapore mediterraneo. Sono stata immersa in dibattiti, petizioni e votazioni per tre giorni: orecchie sempre aperte e, a volte, occhi pesanti per la stanchezza. Il Sinodo, simbolo della perfetta democrazia di una Chiesa protestante. Il Sinodo, culla della Riforma che si riforma e si rinnova per alzata di mano. Gli argomenti trattati di attualissima importanza, come la “dichiarazione di fine vita” e le problematiche legate all’immigrazione, mi hanno fatto vivere la Chiesa come una struttura forte e vitale immersa nel sociale che vuole esprimere una sua posizione chiara e tempestiva, in tempo reale, in risposta ai bisogni di indicazioni e certezze di noi credenti. Al Sinodo ho scelto di approfondire l’aspetto teologico della faccenda, la morte come punto di forza del credere in Gesù Cristo. Questo il versetto chiave che mi ha fatto riflettere: ...facci capire che abbiamo i giorni contati (Sl 90:12). Vivere la vita come dono di Dio e anche il fine vita, la fine della nostra strada terrena, è come la vita sempre nelle mani di Dio. Perché dovrei aver paura di morire se sono credente? In fin dei conti credo nella resurrezione e nella vita eterna, no? Allora forse ho paura di morire, non della morte. Si, è questo, è la mia paura del lasciare indietro chi resta a piangere per me, la loro sofferenza e anche il loro vuoto, il loro smarrimento e il loro reimpostarsi una nuova vita senza di me che mi fa paura, non la morte in sé, che è normale come nascere e crescere. Guardo i fiori che semino in primavera, li vedo appassire in autunno e credo che anche la mia vita sia così, un divenire con una
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Fokus Synode | Focus Sinodo
in einem neuen Leben ohne mich. Es ist nicht der Tod an sich, der so normal wie das Geborenwerden und Aufwachsen ist. Ich sehe die im Frühling ausgesäten Blumen im Herbst verwelken und denke, dass auch mein Leben so ist: ein Neuwerden mit einem Ende. Und nun komme ich zu den Fragen, die in meinem Herzen unbeantwortet zurückgeblieben sind. Mit großer Aufmerksamkeit habe ich dem Antrag einer Schwester aus Bari zugehört. Die dortige Gemeinde riskiert ohne Pfarrer auskommen zu müssen, da die Zahl der Gemeindemitglieder stark zurückgegangen ist. Das hat mir einen kritischen Punkt unserer Kirche bewusst gemacht: der Mangel an italienischen PfarrernInnen in der ELKI. Ein Schwachpunkt ist meiner Ansicht nach die Tatsache, dass ein Pfarrer oder eine Pfarrerin, die aus Deutschland für eine befristete Zeit entsandt wird, und der/die danach genau in dem Moment zurückgeht, wenn er/sie eigentlich noch seine/ihre italienischen Sprachkenntnisse vertiefen und Sitten und Bräuche unseres herrlichen und einzigartigen Landes besser kennenlernen sollten. Die Synodentagung hat mir den Eindruck vermittelt, dass die ELKI eine Kirche von Deutschen für Deutsche in Italien ist, die dank der freundlichen Gewährung der Zweisprachigkeit auch den Italienern offensteht. Dass Bari sich in einer schwierigen Situation befindet, liegt vielleicht auch daran, dass nicht auf Italienisch evangelisiert wurde. Wollten die Missionare, die im neunzehnten Jahrhundert in ganz Italien unterwegs waren, etwa nur englischsprachige Baptistenund Methodistenkirche gründen? Ganz bestimmt nicht, denn diese aus England und den Vereinigten Staaten stammenden Missionare betrieben zu Beginn ihre Missionsarbeit auf Englisch. Die von ihnen gegründeten Kirchen entwickelten sich später allerdings mit Hilfe italienischer Prädikanten weiter und integrierten sich in das italienische Umfeld. Ihre Gottesdienste wurden von italienischen Pfarrern auf italienisch gehalten. Warum spreche ich hier von einem Schwachpunkt? Die deutsche Sprache, Luthers Sprache, sollte italienisch zu den Italienern sprechen. Das heißt, es sollte mehr italienischsprachige Gottesdienste geben, mit Liturgien, Predigten und Liedern auf Italienisch, und mit italienischen Ortsgemeinden. Wünschenswert ist meiner Ansicht nach auch eine lutherische Fakultät in Italien. Das öffentlichkeitswirksame Auftreten anderer italienischer, reformierter Kirchen hat dazu geführt, dass jeder an einem Gottesdienst teilnehmen und frei entscheiden kann, wiederzukommen und zu bleiben. Für Bari halte ich diesen Vers in meinem Herzen: „Denn wo zwei oder drei versammelt sind in meinem Namen, da bin ich mitten unter ihnen.“ (Mt 18:20). Und nicht zuletzt habe ich mit meiner Vereidigung zu Synodenbeginn abermals den entscheidenden Moment meiner Konfirmation erlebt: ein erneutes “für Christus und in Christus”, mit seiner Hilfe, Amen. Ich danke allen für diese unvergessliche Erfahrung. Übersetzung: Kerstin Gros
Ein Arbeitensmoment / Un momento dei lavori
fine. E ora vorrei passare alle domande che sono rimaste taciute nel mio cuore e, ovviamente, senza risposte. Ho ascoltato con molta attenzione la petizione di una sorella della Chiesa di Bari, Comunità che rischia la chiusura per mancanza di membri. Mi sono resa conto di alcune cose critiche, come ad esempio la mancanza assoluta (o quasi) di pastori italiani all’interno della Celi. Credo che un pastore che viene mandato dalla Germania per un breve periodo e che poi deve rientrare proprio quando ancora deve appropriarsi della nostra lingua italiana, oltre che degli usi e costumi tipici della nostra incantevole e particolare penisola, sia un punto debole. L’impressione che ho avuto al Sinodo è che la Celi sia una Chiesa di tedeschi per tedeschi in Italia che è aperta anche agli italiani per gentile concessione del bilinguismo. Se Bari soffre questa situazione è forse anche perché non si è evangelizzato in italiano. Possibile che i missionari che hanno percorso tutta la penisola italiana nell’ottocento volessero solo fare Chiese battiste e metodiste inglesi? Non credo proprio, tant’è che questi missionari partiti dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti hanno iniziato la loro missione in inglese e, con l’aiuto di predicatori italiani, le Chiese, da loro fondate, si sono poi sviluppate ed inserite nel nostro contesto in Italia, offrendo un culto in italiano con pastori italiani, fedeli alle loro chiese di origine. Perché credo sia un punto debole? La lingua tedesca di Lutero dovrebbe parlare italiano agli italiani, questo è quanto, con maggiori culti e canti in italiano, con liturgie e sermoni in italiano, con presenza nelle città in italiano. Auspicabile sia, credo, la creazione di una facoltà di teologia luterana in Italia. La visibilità di altre Chiese riformate italiane fa sì che tutti possano entrare liberamente al culto e decidere di tornare e restare. Il versetto chiave per Bari, nel mio cuore, è stato questo: Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro. ( Matteo 18:20). Per ultimo, ma non ultimo, con il giuramento di inizio Sinodo, ho rivissuto il momento decisivo della mia confermazione, un altro “per Cristo e in Cristo”, con il suo aiuto, Amen. Grazie a tutti per questa esperienza indimenticabile. Mariella Menga, Comunità di Verona
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Ein Gespräch mit dem neuen Synodalpräsidenten
A colloquio con il nuovo Presidente del Sinodo
Alles Gute für Ihre neue Aufgabe, Herr Schedereit!
Buon lavoro, Presidente Schedereit!
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uf der Synodentagung 2016 wurden im April einige Mitglieder der Kirchenleitung neu gewählt. Für das Amt des Synodalpräsidenten wurde ein Mitglied der Gemeinde Meran gewählt: Georg Schedereit, 66 Jahre alt, italienischer und deutscher Staatsbürger, verheiratet und Vater von drei Kindern. Der neue Vorsitzende der Synode ist Journalist im Ruhestand und hat für BBC, Radio London und lange Jahre für RAI Südtirol gearbeitet. Als Vizepräsident der Synode wurde Wolfgang Prader gewählt (siehe Box unten).
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d aprile, l’assemblea sinodale 2016 ha eletto diverse cariche di vertice della Chiesa, tra cui il nuovo Presidente del Sinodo, Georg Schedereit: membro della Comunità di Merano, 66 anni, cittadino italiano e tedesco, coniugato e padre di tre figli, è un giornalista in pensione che ha lavorato per BBC, Radio Londra e, a lungo, per l’attuale RAI Südtirol. Ad affiancarlo, il neoeletto Vicepresidente Wolfgang Prader (cfr. box a seguire).
Presidente Schedereit, com’è nata la sua candidatura? Pochi mesi fa, mi telefonò inaspettatamente il pastore Friedrich di Bolzano, membro della Commissione delle candidature: dopo essersi conHerr Schedereit, wie ist es zu Ihrer Kandidatur gekommen? sultato con il Pastore Krautwurst della mia comunità, Vor einigen Monaten rief mich ganz unerwartet Pfar- Christiane Groeben mi propose di candidarmi alla guida del Sinodo. Non esrer Friedrich aus Bozen an, der Mitglied der Findungs- und/e Georg Schedereit sendo molto addentro ai meccanismi della CELI, penkommission ist. Er hatte sich mit Pfarrer Krautwurst aus sai che mi chiedesse di fare da “giornalista-moderatomeiner Gemeinde beraten und wollte mir nun vorre” di dibattiti. Poi capii e rimasi stupito: “Perché proschlagen, mich für den Synodenvorsitz aufstellen zu lasprio io?”. sen. Da ich mich noch nicht so gut mit den Organismen und Ämtern in der ELKI auskannte, dachte ich erst, er wolE poi? le mich bitten, als „journalistischer Moderator“ der Debatten zu fungieren. Als ich dann begriff, was er meinQualcuno disse che avevo tre “M” a mio favore, utili per te, war ich sehr überrascht: „Warum gerade ich?“. il ruolo: Multilinguismo (parlo tedesco, italiano, inglese e francese), un tratto distintivo della nostra Chiesa; Und dann? Mediazione, per facilitare il dialogo e il consenso tra le Mir wurde gesagt, ich würde mit meinen drei „M“s opcomunità; Moderazione, per comprendere e gestire sfitimale Voraussetzungen für die Rolle des Synodalpräsidenten mitde e temi complessi. bringen: die Mehrsprachigkeit (ich spreche deutsch, italienisch, englisch Confortato, proseguii il confronto con i pastori Friedrich e Krautwurst und französisch), die ja ein Unterscheidungsmerkmal unserer Kirche e con il Decano Bludau. Riflettendo, ho compreso quanto la mia idenist; die Mediation, um den Dialog und den Konsens unter den Ortsgetità protestante fosse davvero profonda. Forse anche per la storia delmeinden zu erleichtern; und die Moderation, um Herausforderungen la mia famiglia, una famiglia di rifugiati. und komplexe Themen zu erkennen und handzuhaben. Erleichtert führte ich das Gespräch mit Pfarrer Friedrich, Pfarrer KrautIn che senso? wurst und Dekan Bludau weiter. Ich habe natürlich lange nachgedacht Mia madre era originaria di Gorizia e mio padre della vecchia Prussia und dabei ist mir klar geworden, wie tiefverwurzelt meine protestandell’Est, mentre la nostra “patria” divenne poi l’Alto Adige, la regione tische Identität tatsächlich ist. Wahrscheinlich auch aufgrund meiner di mia nonna. Tutte zone di frontiera e conflitti storici. Alcuni loro tra-
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Fokus Synode | Focus Sinodo
Familiengeschichte, die die Geschichte einer Flüchtlingsfamilie ist. Wie meinen Sie das? Meine Mutter stammte aus Görz und mein Vater aus Ostpreußen. Unsere „Heimat“ wurde dann Südtirol, die Heimatregion meiner Großmutter. Drei konfliktbeladene Grenzgebiete. Einige ihrer Umsiedlungen beruhten auf dem Willen, dem protestantischen Glauben nicht abschwören zu müssen. Das hat allerdings nicht ihre Fähigkeit zum respektvollen Zusammenleben beeinträchtigt: Meine Großmutter, zum Beispiel, war Katholikin, was aber nie zu Streitigkeiten geführt hat. An all das noch mal zurückzudenken, hat meine protestantische Identität gestärkt und mich ermutigt, die Kandidatur anzunehmen. Eine Familie mit einer internationalen Geschichte. Aber in welcher Nationalität fühlen sie sich eher zuhause? Ich bin sowohl deutscher als auch italienischer Staatsbürger, aber die Identität wird nicht durch die Staatsangehörigkeit bestimmt. Ich fühle mich zutiefst europäisch. Aber bei einem Aspekt bin ich besonders stolz Italiener zu sein. Eins meiner Kinder ist behindert und in Italien ist die Inklusion von Behinderten ein großes Anliegen. Im Ausland wird Italien diesbezüglich als Modell genommen. Das betone gerne immer wieder. Und wie haben Sie die Synode erlebt? Christiane Groeben, deren Nachfolger ich bin und deren Genauigkeit, Unvoreingenommenheit, Gewissenhaftigkeit und konstruktive Art ich sofort schätzen gelernt habe, hat mir viele wertvolle Ratschläge mit auf den Weg gegeben. Aber obwohl ich mich gründlich vorbereitet hatte, war die Aufregung groß: von wegen meine Livesendungen im Fernsehen! Zum Glück gelang Vizepräsident Prader und mir dann schnell schon ein angenehmer und produktiver Austausch mit den Synodalen. Wie sehen Sie die Zusammenarbeit mit Wolfgang Prader? Wir werden uns wunderbar ergänzen. Er, als IT-Experte, wird sich wohl mehr um die Organisation und ich, als ehemaliger Journalist, eher um die Kommunikation kümmern. Er ist jünger und wird gewiss einige neue Ideen und ich ein wenig Lebenserfahrung mit einbringen.
sferimenti furono dovuti alla volontà di non ripudiare la fede protestante, ma questo non ne minò la capacità di convivenza e rispetto: ad esempio, mia nonna era cattolica e mai questo fu causa di contrasto. Ripercorrere queste vicende ha rafforzato la mia identità protestante e stimolato ad accettare la candidatura. Una famiglia con una storia internazionale. Ma lei quale nazionalità sente più sua? Sono cittadino tedesco e italiano, ma l’identità non è data da un passaporto. Io mi sento profondamente europeo. Su un aspetto, però, sono particolarmente fiero della mia parte italiana. Uno dei miei figli è diversamente abile. Ebbene, l’Italia ha una capacità davvero unica d’inclusione delle persone in condizione di disabilità. All’estero ci ritengono un modello. Mi piace sottolinearlo. Torniamo al Sinodo: come lo ha vissuto? Christiane Groeben – di cui ho raccolto il testimone e che ho subito apprezzato per precisione, equidistanza, rigore e capacità costruttiva - è stata prodiga di consigli. Ma, nonostante mi fossi preparato, le emozioni sono state forti: altro che le mie dirette TV! Fortunatamente, però, io e il Vicepresidente Prader abbiamo instaurato subito un confronto piacevole e proficuo con i Sinodali. Cosa caratterizzerà la collaborazione con Wolfgang Prader? La complementarietà. Lui è più “organizzatore”, io più “istrionico”. Lui esperto di tecnologie, io di comunicazione. Lui porterà freschezza d’idee grazie alla sua gioventù, mentre io un po’ d’esperienza. Come pensa che affronterà il suo mandato? Con lo spirito di uomo libero e responsabile, che mi ha sempre caratterizzato e che mi porta a rifiutare apparenza e appartenenza, due fattori spesso caratteristici della nostra epoca, soprattutto in Italia. Perché chi è libero veramente, agisce solo secondo etica e coscienza. BMP Comunicazione Übersetzung: Kerstin Gros
Wie werden Sie Ihre neue Aufgabe angehen? Mit dem Geist eines freien und verantwortungsbewussten Menschen. Wie auch sonst in meinem Leben. Schein und Zugehörigkeit habe ich stets verweigert. Das sind zwei häufig typische Merkmale unseres Zeitalters, besonders in Italien. Denn wer wirklich frei ist, lässt sich allein von ethischen Prinzipien und seinem Gewissen leiten.
Fokus Synode | Focus Sinodo
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Vizepräsident Prader
Il Vicepresidente Prader
Wolfgang Prader, 40 Jahre alt, verheiratet und Vater von zwei Töchtern, ist Informatiker (Programmierer und Project Manager). Er ist erst seit 2014 Mitglied der Lutherischen Kirche, nachdem er vom katholischen zum protestantischen Glauben übergetreten war. In seiner Freizeit geht er einem ganz besonderen Hobby nach: er züchtet Orchideen und kennt sich mit den verschiedenen Anbautechniken und ihrer Pflege bestens aus. Er organisiert auch Konferenzen und Ausstellungen für Orchideenliebhaber in ganz Italien. So hat Wolfgang Prader seine Wahl kommentiert: „Ich freue mich über das Vertrauen, das die Synode mir entgegengebracht hat. Auf unserer Agenda stehen einige sehr wichtige sozio-kulturelle Projekte, an deren Umsetzung ich mich mit besonderer Freude aktiv beteiligen werde.“
Wolfgang Prader, 40 anni, sposato e padre di due figlie, è un professionista in ambito informatico (Programmatore e Project Manager), che è entrato a far parte della Chiesa luterana solo nel 2014 dopo la sua conversione dalla fede cattolica. Nel tempo libero, ha un hobby davvero speciale: è un orchidofilo, cioè un grande appassionato delle orchidee di cui conosce le varie tecniche di coltivazione e i segreti per la loro cura. Egli organizza conferenze e mostre per divulgare questa sapienza sul territorio nazionale. Wolfgang Prader ha così commentato la sua elezione: “Sono contento di aver ricevuto la fiducia da parte del Sinodo per questo incarico. Ci sono vari progetti socio-culturali molto importanti sulla nostra agenda e mi fa piacere poter partecipare attivamenWolfgang Prader te alla loro realizzazione.”
Das neue Konsistorium
Il nuovo Concistoro
Auf der Synodentagung wurden auch die drei Laienmitglieder des Konsistoriums neu gewählt. In ihrem Amt bestätigt wurden Angelo Ruggieri (in seiner zweiten Amtsperiode), erheiratet und Vater eines Sohnes und Cordelia Vitiello (in ihrer zweiten Amtsperiode). Herr Ruggieri, 49 Jahre alt, ist Musiklehrer, Mitglied des Gemeinderats der Gemeinde Torre Annunziata, künstlerischer Leiter für den musikalischen Bereich im CLIP (Centro Italiano Luterano Poggioli) und als Konsistoriumsmitglied auch dessen Referent. Cordelia Vitiello, 50 Jahre alt, verheiratet und Mutter eines Sohnes, Mitglied des Gemeinderats der Gemeinde Neapel, Referentin des Frauennetzwerks der ELKI, Vizepräsidentin des evangelischen Krankenhauses „Villa Betania“ in Neapel und Vorsitzende der Rechnungsprüfer der FCEI (Federazione delle chiese evangeliche in Italia). Frau Vitiello wurde auch in ihrer Rolle als Vizepräsidentin des Konsistoriums und damit als gesetzliche Vertreterin der ELKI bestätigt. Neu ins Konsistorium gewählt wurde Ingrid Pfrommer, die als Personalleiterin in einer Sozialgenossenschaft arbeitet. Sie ist 55 Jahre alt, verheiratet und Mutter einer Tochter, Vorsitzende des Gemeinderats der Gemeinde Turin und Mitglied im Verwaltungsrat des Claudiana Verlags. Frau Pfrommer ist die neue Schatzmeisterin der ELKI. Das Konsistorium setzt sich aus den neu gewählten Laienmitgliedern, Dekan Heiner Bludau (Vorsitzender) und Vizedekan Jakob Betz zusammen.
L’ assemblea Sinodale ha anche designato i tre membri laici del Concistoro. Conferma in carica, rinnovando il mandato assegnato loro nel 2012, per Angelo Ruggieri (insegnante, 49 anni, coniugato con un figlio, consigliere di Chiesa a Torre Annunziata , referente del CLIP Centro Luterano Italiano Poggioli, direttore artistico musicale) nel ruolo di Consigliere del Concistoro e per Cordelia Vitiello (50 anni, sposata con un figlio, membro del Consiglio di Chiesa a Napoli, delegata della Rete delle Donne della CELI, vicepresidente dell'Ospedale "Villa Betania" di Napoli e presidente dei revisori dei conti della FCEI) in quello di Vicepresidente del Concistoro e di rappresentante legale della CELI. Nuovo ingresso nel Concistoro, invece, per Ingrid Pfrommer – responsabile Risorse Umane di una cooperativa sociale, 55 anni, coniugata con una figlia, Presidente del Consiglio di Chiesa a Torino e Membro del consiglio di amministrazione della casa editrice Claudiana – che assume la responsabilità di tesoriera della CELI. Oltre ai membri laici, fanno parte del Concistoro anche il Decano Heiner Bludau (in qualità di Presidente) e il Vicedecano Jakob Betz. Angelo Ruggieri Cordelia Vitiello Ingrid Pfrommer
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Fokus Synode | Focus Sinodo
Ein Meer von Leid und Hoffnung
Un mare di dolore e di speranza
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a recente Conferenza pastorale ha avuto al centro il tema “Fuga e migrazione in Sicilia” (cfr. Insieme 2/2016) e il Sinodo, appena concluso, ha approvato le mozioni con cui la CELI sostiene il progetto della Comunità di Sicilia per l’accoglienza e l’accompagnamento di profughi spesso in condizioni fisiche e psicologiche drammatiche. In questo scenario, ci sembra pertanto significativo pubblicare una sintesi del Sermone che il pastore Latz ha pronunciato durante il culto che si è tenuto a Scicli il 24 aprile e in onda su Protestantesimo RAI2 il 15 maggio.
Das Thema der letzten Pfarrkonferenz war “Flucht und Migration auf Sizilien” (vgl. Miteinander 2/2016) und die vor Kurzem zu Ende gegangene Synode hat beschlossen, dass die ELKI das Projekt der Gemeinde Sizilien für die Aufnahme und Betreuung von häufig gesundheitlich angeschlagenen und traumatisierten Flüchtlingen unterstützt. Vor diesem Hintergrund scheint es uns wichtig, eine Kurzfassung der Predigt abzudrucken, die Pfarrer Latz am 24. April im Fernsehgottesdienst Protestantesimo gehalten hat, und die am 15. Mai von RAI due ausgestrahlt wurde.
Wer schon mal an der Küste unterwegs war, der weiß: Das Leben im Hafen hat etwas Faszinierendes. Aus unsichtbarer Ferne kommend tauchen die Schiffe plötzlich am Horizont auf, nähern sich, legen am Ufer an und entladen ihre Fracht. Das Bild des Schiffes löst etwas in uns aus, das viel mit Sehnsucht zu tun hat. An Bord ist lang erwartete Fracht. In früheren Zeiten auch Briefe mit Nachrichten von fernen Angehörigen. Unter der Besatzung vielleicht der Freund, der Geliebte, der Ehemann. Ein Schiff verbindet, was getrennt war, weckt Fernweh, Gedanken an Exotisches, Abenteuer, Urlaub. Das Schiff verbindet weit voneinander gelegene Küsten – aber auch Menschen. Der Anblick des Schiffes hat viel mit Erwartung, viel mit Sehnsucht, viel mit Hoffnung zu tun. Hier auf Sizilien ist das so. Die Schiffe, die im Hafen von Augusta oder Pozzallo anlegen, meist militärische Schiffe der italienischen Marine oder anderer europäischer Seestreitkräfte, bringen Menschen, Leben! Auf dem offenen Meer haben sie Leben gerettet. Aber nicht alle Flüchtende können gerettet werden, viele ertrinken, manchmal sogar in Sichtnähe zur Küste, weil die Kräfte nicht mehr ausreichen und der Platz auf den wackeligen Schlauchbooten zu knapp bemessen war. […] Aus der leidvollen, fast dreitausendjährigen Geschichte der Okkupation und Unterdrückung haben die Sizilianer aber eben nicht eine Menta-
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Chiunque abbia passeggiato lungo la riva del mare sa che la vita nel porto ha qualcosa di affascinante; si scorgono all'orizzonte navi che si avvicinano rapidamente e vuotano il loro carico. L'immagine della nave fa scattare qualcosa dentro di noi che ha a che fare con la trepidazione. Si attendono merci ma anche lettere con notizie di parenti lontani, di un amico, di una persona amata o del marito. Una nave unisce ciò che è stato separato, risveglia pensieri nostalgici e pensieri di avventure esotiche. La nave unisce coste lontane, ma anche persone. La vista della nave ha molto a che fare con le aspettative, molto con il desiderare, molto con la speranza. In Sicilia è così. Le navi che attraccano al porto di Augusta o di Pozzallo, navi della Marina Militare Italiana e di altre forze navali europee, portano persone, portano vita! In mare aperto, hanno salvato vite umane. Non tutti i migranti, però, vengono salvati: molti annegano, talvolta anche in vista della costa, perché le loro forze non sono state più sufficienti e non hanno trovato posto nelle piccole scialuppe. (…) Quasi tremila anni d'occupazione in Sicilia non hanno indotto i siciliani a sviluppare una mentalità xenofoba, ma al contrario una mentalità di forte ospitalità. Nel libro del profeta Geremia leggiamo: "Ricerca la giustizia e il diritto nel paese". Diritto e giustizia nella bibbia sono inseparabili. Dio sta
Fokus Synode | Focus Sinodo
lität der Fremdenfeindlichkeit, sondern eine Mentalität der Gastfreundschaft entwickelt. Bei dem Propheten Jeremia heißt es: „Sorgt für Recht und Gerechtigkeit im Land.“ Recht und Gerechtigkeit sind für die Bibel untrennbar! Gott steht auf der Seite der Armen und Schwachen, der an den Rand gedrängten und der Ausgeschlossenen. Sie haben einen Anspruch auf Hilfe, Teilhabe und Gerechtigkeit. Auch wir leben in einer Zeit, in der uns die kleinen oder größeren Ungerechtigkeiten unseres Lebens quälen. Ungerecht ist die Ausbeutung unserer Umwelt, die sich nicht wehren kann; ungerecht ist das komfortable Leben der Starken auf Kosten der unterdrückten Schwachen; ungerecht ist die Benachteiligung von Menschen. […] Die immer weiter auseinandergehende Schere zwischen Arm und Reich sorgt dafür, dass schon Kinder faktisch an den Rand der Gesellschaft gedrückt werden, während andere so viel Geld verdienen, dass sie es nie werden ausgeben können. Gerechtigkeit im biblischen Sinne besteht darin, jedem und jeder das Lebensnotwendige zu geben. Die Gerechtigkeit des Menschen betrifft die Beziehung zu anderen Menschen, die soziale Struktur der Gesellschaft und das Verhältnis der Staaten untereinander. Sie leitet sich von der Gerechtigkeit Gottes ab. „Gott ist Gerechtigkeit!“ so sagt der Prophet. […] Die Gerechtigkeit, von der die Bibel spricht, lenkt unseren Blick zunächst weg von dieser Welt, auf Gott hin, in die Vertikale. Aber genauso ist auch die horizontale Ausrichtung auf die anderen Menschen und die ganze Menschheitsfamilie darin enthalten. Diese Spannung zwischen Himmel und Erde kann uns gut tun als Christinnen und Christen, und fordert uns heraus, damit wir etwas tun und unserer Erwartung an uns selbst als Christen gerecht werden. Wenn die Schiffe hier in den vielen Häfen von Sizilien voll mit Flüchtlingen einlaufen, so weiß ich nach drei Jahren als lutherischer Pfarrer auf ganz Sizilien, dass die Flüchtlinge in uns die für sie lebensnotwendige, menschliche Wärme finden. […] So spricht der HERR: Sorgt für Recht und Gerechtigkeit und befreit die Beraubten aus der Hand ihrer Unterdrücker! Ihr sollt die Fremden, die bei euch wohnen, nicht ausbeuten und die Schutzlosigkeit der Waisen oder Witwen nicht ausnutzen! Hört auf, in diesem Land das Blut unschuldiger Menschen zu vergießen!
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accanto ai poveri e ai deboli, agli emarginati e agli ultimi, che hanno il diritto di ricevere aiuto e di ottenere giustizia. Viviamo in un tempo in cui piccole o grandi ingiustizie affliggono la nostra vita. Ingiusto è lo sfruttamento dell'ambiente, che non può difendersi; ingiusta è la vita comoda dei forti a spese dei deboli; ingiusta è la discriminazione delle persone. (…) Il divario sempre più ampio tra ricchi e poveri fa sì che alcuni siano costretti ai margini della società, mentre altri guadagnano così tanto denaro che non saranno mai in grado di spenderlo. La giustizia in senso biblico consiste nel dare a ciascuno il necessario per la vita. Questa giustizia ha a che fare col rapporto tra persone, con la struttura della società e col rapporto tra gli Stati. Deriva dalla giustizia di Dio. "Dio è giustizia!" Dice il profeta. (…) La giustizia di cui parla la Bibbia orienta il nostro sguardo lontano da questo mondo, verso Dio, nella direzione verticale. Ma allo stesso modo dirigiamo il nostro sguardo in maniera orizzontale, verso altre persone e verso tutta la famiglia umana. Questa tensione tra cielo e terra ci sfida come cristiani, ci spinge all'azione e alla trasformazione di noi stessi. Da tre anni sono pastore in Sicilia, e ho imparato che quando le navi arrivano nei porti siciliani, i rifugiati trovano in noi quella carica umana necessaria a nutrire le loro vite. (…) Perché così dice il Signore: Esercitate il diritto e la giustizia; liberate dalla mano dell'oppressore colui al quale è tolto il suo; non fate torto né violenza allo straniero, all'orfano e alla vedova; non spargete sangue innocente, in questo luogo. Andreas Latz, pastore della Comunità evangelica luterana in Sicilia
Amdreas Latz, Pfarrer der Evangelischen lutherischen Gemeinde Sizilien Übersetzung: Kerstin Gros
Foto Seite 10 / Foto pag. 10: Gemeindezentrum der Evangelisch - Lutherischen Gemeinde Sizilien in Catania / Centro della Comunità Evangelica Luterana in Sicilia a Catania
Teilnehmer am KonfiCup 2015/ Partecipanti alla KonfiCup2015
Lutheraner und Sport
I luterani e lo sport
Wenn Werte siegen
Quando vincono i valori
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ella società odierna, lo sport ha assunto un ruolo sempre più centrale. E non solo perché viene praticato dalla maggioranza delle persone a livello occasionale, amatoriale o agonistico, ma perché lo spazio ormai straripante, occupato da atleti e competizioni sui media, gli ha conferito un’influenza sociale senza precedenti. Anche in termini di valori e modelli di comportamento, soprattutto per i più giovani. Neanche una Chiesa può sottrarsi al confronto con un fenomeno sociale così rilevante. E anzi può ritagliarsi un ruolo di “mediazione” tra società e sport. Anche per contrastare la tendenza dello sport ad allontanarsi dai propri sani valori originari: dedizione, uguaglianza e integrazione, pari opportunità, rispetto, lealtà e solidarietà di squadra hanno molto in comune con i valori del cristianesimo. Spesso invece si assiste a un circolo vizioso fatto da prestazioni, successi e interessi economici e in cui qualsiasi scelta e qualsiasi comportamento sembrano diventare legittimi pur di raggiungere determinati obiettivi sportivi o scopi illeciti: pensiamo al doping per superare i natura-
n der heutigen Gesellschaft nimmt der Sport eine zentrale Rolle ein. Da sind auf der einen Seite die vielen Menschen die Freizeit-, Amateur- oder Leistungssport treiben, und auf der anderen die Medien, die Sportlern, Spielen und Wettkämpfen einen Großteil ihrer Aufmerksamkeit widmen. Das hat dazu geführt, dass in der heutigen Zeit Sport einen nie dagewesenen, sozialen Einfluss hat. Gerade auf die jüngere Generation in Bezug auf Wertebildung und Verhaltensmodelle. Auch eine Kirche kann nicht umhin, sich mit einem derart signifikanten, sozialen Phänomen auseinanderzusetzen. Sie kann sogar eine „Vermittlerrolle“ zwischen Gesellschaft und Sport übernehmen. Auch um der Tendenz im Sport entgegenzuwirken, sich von seinen ursprünglich gesunden Werten immer weiter zu entfernen: Engagement, Gleichheit und Integration, Chancengleichheit, Respekt, Loyalität und Teamsolidarität haben viel mit christlichen Werten gemein. Häufig allerdings erlebt man einen Teufelskreis aus Leistung, Erfolg und finanziellen Interessen, in dem jede Verhaltensweise legitim erscheint, um ganz bestimmte sportliche Ziele oder unlautere Zwecke zu errei-
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Erfahrungen | Esperienze
chen. Wir denken an Doping, um unsere natürlichen körperlichen Grenzen zu überwinden, oder an Bestechung von Leistungssportlern, um durch Fälschung von Wettkampfergebnissen Sportwettenbetreiber zu betrügen. Vor diesem Hintergrund besitzen das Interesse und das Engagement der Evangelischen Kirche in Deutschland eine noch größere Bedeutung. Bezeugt wird dies auch durch die Webseite der EKD „Kirche und Sport“ (http://www.ekd.de/kirche-und-sport), auf der von einer schon seit 1964 bestehenden Arbeitsgruppe, die sich mit Sport beschäftigt, berichtet wird. Diese für ökumenische Zusammenarbeit offene Arbeitsgruppe plant und organisiert Initiativen auf bundesdeutscher Ebene und koordiniert sie mit denen der landeskirchlichen Arbeitsgruppen. Ihr Ziel ist es, christliches Leben im Sport zu fördern, Christen zu sportlichem Leben anzuregen und zu begleiten und daran zu erinnern, dass wir Menschen ein Ganzes aus Leib und Seele sind. Zu den zahlreichen Initiativen gehört die spirituelle Betreuung der deutschen Athletinnen und Athleten bei sportliche Großveranstaltungen, wie den olympischen und paraolympischen Spielen sowie bei Europaund Weltmeisterschaften der verschiedensten Sportarten. Ferner stehen Pfarrerinnen und Pfarrer Gläubigen aus aller Herren Ländern, die in Deutschland an Wettkämpfen teilnehmen, bei seelsorgerischen Fragen als Ansprechpartner zur Verfügung. Die EKD bietet schließlich auch die Möglichkeit, sich in dem Fußballstadion der eigenen Mannschaft trauen oder seine Kinder dort taufen zu lassen (in den Stadionkapellen in Anlagen wie der Schalke Arena in Gelsenkirchen, dem Olympiastadion in Berlin und der Commerzbank Arena in Frankfurt am Main). Die Kirche will damit deutlich machen, dass sie dorthin geht, wo Menschen sind, auch an den Ort ihrer sportlichen Leidenschaft, um mit ihnen das Leben zu teilen. Und dann gibt es noch den KonfiCup, der dieses Jahr schon zum fünften Mal veranstaltet wird und dessen Endturnier im Mai in Köln abgehalten wird. Es handelt sich um ein von der EKD organisiertes Fußballturnier, das vom Deutschen Fußball-Bund unterstützt wird. Dabei treten Konfirmandinnen und Konfirmanden in gemischten Mannschaften erst in lokalen, dann in regionalen Ausscheidungsturnieren gegeneinander in einen sportlichen Wettkampf im Fußballspiel an. Die Sieger fahren dann zu dem landeskirchlichen Endturnier. Kirchengemeinden und Sportvereine kommen in diesem Projekt zusammen und
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li limiti fisici o alla corruzione degli atleti per alterare i risultati delle gare e frodare i gestori di scommesse sportive. E’ in questa prospettiva che assumono ancor più valore l’attenzione e l’impegno della Chiesa Evangelica di Germania testimoniati, tra le altre cose, dall’esistenza di un sito web della EKD interamente dedicato allo sport (http://www.ekd.de/kirche-und-sport) nonché dalla presenza al suo interno, addirittura dal 1964, di uno specifico Gruppo di Lavoro che si occupa di sport. Tale Gruppo, aperto alla cooperazione ecumenica e in collaborazione con le istituzioni, pianifica e realizza azioni a livello nazionale e le coordina con quelle dei gruppi regionali, al fine di promuovere la vita cristiana nello sport, incoraggiare e sostenere i cristiani nella pratica sportiva e ricordare che gli esseri umani sono un insieme di corpo e anima. Le iniziative della EKD sono numerose: dall’accompagnamento spirituale per gli atleti tedeschi impegnati in grandi eventi quali Olimpiadi, Paralimpiadi o Mondiali ed Europei di singole discipline all’accoglienza pastorale di credenti di qualsiasi nazione che si trovino in Germania in occasione di competizioni sportive, fino alla possibilità offerta alle Taufe in einer Kapelle des Stadions coppie di celebrare il proprio matriBattesimo in una Cappella dello Stadio monio o di battezzare il proprio figlio nello stadio della squadra calcistica del cuore (opportunità offerta dall’iniziativa Cappelle dello Stadio, in impianti quali la Schalke Arena di Gelsenkirchen, lo Stadio Olimpico di Berlino o la Commerzbank Arena di Francoforte sul Meno) nel pieno spirito di una Chiesa capace di stare al fianco delle persone in ogni momento e luogo, anche in quelli della loro passione sportiva. E poi c’è la KonfiCup, giunta alla quinta edizione e la cui fase finale si svolgerà a Colonia a maggio: è un torneo calcistico, organizzato dalla EKD e sostenuto dalla Federcalcio tedesca, cui partecipano i confermandi e le confermande delle Chiese locali in squadre miste che si confrontano in eliminatorie prima a livello locale, poi regionale e infine nazionale. Si tratta di una competizione realizzata in collaborazione con le società sportive e che consente di “promuovere” le comunità ed educare i ragazzi ai veri valori dello sport. Anche in Italia esistono piccole ma apprezzabili iniziative in cui lo sport ha un ruolo di rilievo. Ad esempio, quella della Comunità di Sicilia a favore dei bambini di Librino, uno dei quartieri più degradati di Catania: progettato dal famoso architetto Kenzo Tange come sistema urbano avveniristico, dotato di strutture sociali, scolastiche, religiose ed amministrative e in grado di
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Erfahrungen | Esperienze
unterstützen sich in der Arbeit mit Jugendlichen vor Ort Auch in Italien gibt es kleine aber wertvolle Initiativen, bei denen der Sport eine maßgebliche Rolle spielt. Ein Beispiel ist ein Projekt der Gemeinde Sizilien für die Kinder aus dem Librino-Viertel, einem der heruntergekommensten Stadtviertel von Catania. Dieses Viertel wurde von dem berühmten Architekten Kenzo Tange als zukunftsweisendes Konzept für die Vorstadtgegend geplant. Vorgesehen waren soziale, schulische, religiöse und administrative Infrastrukturen für 60.000 Einwohner. Aufgrund bedauerlicher Fehler bei der Standortauswahl, struktureller Mängel und politischer Machenschaften hat sich Librino allerdings langsam in ein stark vernachlässigtes Viertel mit hoher Kriminalitätsrate verwandelt. Hier, in einem von sozialen Spannungen geprägten Umfeld betreuen 13 Freiwillige Dutzende Kinder und Jugendliche und unterstützen sie zum Beispiel bei schulischen Aktivitäten. Viele kommen aus Problemfamilien, häufig auch mit Alkoholismus und Prostitution. Auch können die Kinder und Jugendlichen im nahen San Teodoro-Stadion Rugby trainieren. Ein scheinbar grober und brutaler Sport, der aber in Wirklichkeit eine wertvolle Schule für das Leben ist. Werte wie Solidarität, gegenseitige Hilfe und ein gesundes Zugehörigkeitsgefühl werden in dieser Sportart groß geschrieben. Und auf dem Spielfeld wird zu Disziplin und Einhalten der Spielregeln erzogen. Die Gemeinde Ispra-Varese hingegen beteiligt sich an einem Projekt für in Comeria untergekommene Flüchtlinge, dessen Bürgermeister, Silvio Aimetti, in einer seiner Wohnungen fünf Migranten aus Bangladesch aufgenommen hat. Im Rahmen der Koordinierungsgruppe organisiert die Gemeinde auch einmal die Woche in einer Turnhalle der Gemeinde Cocquio ein Treffen, bei dem Sport getrieben wird, und an dem die Migranten aus Bangladesch und zwei weitere junge Männer aus Afrika teilnehmen. Dass auch Kinder aus der Gemeinde, wie etwa die drei Kinder des Pfarrehepaares Habenicht/Hesse mit dabei sind, hat zu Beginn dazu beigetragen, das Eis zu brechen. Der gemeinsame Sport ist zu einer Gelegenheit geworden, miteinander zu sprechen, von sich zu erzählen und vor allem, um eine gute Zeit miteinander zu verbringen.
ospitare 60.000 persone, per alcune scelte infelici nella sua ubicazione, carenze strutturali e malapolitica si è lentamente trasformato in una zona di abbandono ad alta concentrazione di criminalità. Qui, in un contesto di forte disagio sociale, tredici volontari assistono decine di bambini e ragazzi, ad esempio nelle attività scolastiche. Tanti provengono da famiglie con gravi problematiche, anche con genitori dediti all’alcolismo o alla prostituzione. Nel vicino stadio di San Teodoro, i ragazzi hanno l’opportunità di allenarsi a rugby, uno sport apparentemente rozzo e violento ma, invece, vera e propria scuola di vita. Perché esalta concetti quali solidarietà, aiuto reciproco e sano senso di appartenenza ed educa alla disciplina in campo e al rispetto delle regole. La Comunità di Ispra-Varese, invece, partecipa a un progetto per i profughi accolti nella cittadina di Comerio e, in particolare, dal suo Sindaco, Silvio Aimetti, che in un suo appartamento ospita cinque migranti del Bangladesh. E, nell’ambito degli incontri del tavolo di coordinamento, organizza anche un incontro sportivo settimanale in una palestra del comune di Cocquio: oltre ai profughi bengalesi partecipano anche un paio di ragazzi africani. La presenza di alcuni bambini della comunità – a iniziare dai tre figli del Pastore Habenicht e della Pastora Hesse – ha aiutato a rompere il ghiaccio iniziale. E l’appuntamento sportivo è così divenuto un’occasione per dialogare, raccontare la propria storia e, soprattutto, stare bene insieme. BMP Comunicazione
BMP Comunicazione Übersetzung: Kerstin Gros
Ein KonfiCupmoment 2015 /Un momento del KonfiCup 2015hrend
Meister in Sport und Glauben
Campioni di sport e fede
Baseball und Glaube / Baseball e fede Foto kelseyannvere
Die Geschichte von Eric Liddell und Grant Desme
La storia di Eric Liddell e Grant Desme
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port und Religion, zwei Welten, die scheinbar wenig miteinander zu tun haben, deren Wege sich aber häufiger kreuzen, als man meinen könnte. Es gibt Leistungssportler, die ihren Glauben vor oder während des Wettkampfs zum Ausdruck bringen: Die Fußballer christlichen Glaubens zum Beispiel bekreuzigen sich, etwa wenn sie ein Tor geschossen haben, und ihre muslimischen Kollegen breiten ihre Arme aus und wenden sich vor Spielanpfiff an Allah. Andere SportlerInnen stehen mutig zu ihrer Überzeugung, dass Glaube und Sport sich nicht widersprechen, und stellen angeblich religiöse Regeln in Frage: An den letzten olympischen Spielen nahmen einige muslimische Athletinnen trotz der Proteste der Fundamentalisten (die in vielen Fällen mit Drohungen verbunden waren) ohne Kopftuch an den Wettkämpfen teil. Und was soll man erst zu dem Glasgower Fußball-Derby „Old Firm“ sagen, dass als das älteste der Welt gilt? In diesem Fall sind es zwei Mannschaften und nicht einzelne Sportler: Auf der einen Seite die katholischen Unabhängigkeitskämpfer von Celtic und auf der anderen die protestantischen Unionisten der Ranger. Die Rivalität zwischen den beiden Vereinen ist nicht rein sportlicher Art,
port e religione, mondi apparentemente lontani ma le cui storie si incrociano più spesso di quanto si immagini. Ci sono atleti che manifestano la propria fede prima o durante una gara: ad esempio, i calciatori cristiani che si fanno il segno della croce, magari dopo aver segnato un gol, o i loro colleghi di fede musulmana che allargano le mani e si rivolgono ad Allah prima del fischio di inizio partita. Altri che mostrano il proprio coraggio, convinti che non si possano contrapporre fede e sport e decisi a sfidare presunti principi religiosi: come le atlete musulmane che, alle scorse Olimpiadi, gareggiarono senza velo nonostante le polemiche (e spesso le minacce) dei fondamentalisti. E cosa dire dell’Old Firm, il derby calcistico di Glasgow, il più antico del mondo? Due squadre e non singoli atleti: i cattolici e indipendentisti del Celtic contro i protestanti e unionisti dei Rangers. Non una rivalità semplicemente sportiva ma una questione di identità in cui la religione è tratto di distinzione ma, talvolta e purtroppo, anche pretesto per affermare una irragionevole supremazia sui tifosi avversari (che in passato ha dato vita addirittura a episodi di violenza settaria e a scontri mortali).
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Geschichten | Storie
sondern bezieht sich vor allem auf die Identität. Und dabei ist die Religion das Unterscheidungsmerkmal. Nur leider ist sie bisweilen auch ein Vorwand, um eine vermeintliche Vormachtstellung gegenüber den gegnerischen Fußballfans zur Show zu stellen (was in der Vergangenheit sogar zu gewalttätigen Auseinandersetzungen führte, in manchen Fällen gab es auch Tote). Auf der anderen Seite gibt es aber auch Sportler, die sich sowohl als Sportchampions und auch als „Champions des Glaubens“ erwiesen haben: wie Eric Liddell und Grant Desme. Eric Liddell wurde 1920 in China geboren. Seine Eltern waren Schotten und tiefgläubige protestantische Missionare. Im Alter von sechs Jahren schickte ihn die Familie zusammen mit seinem älteren Bruder auf ein Internat in Großbritannien. Während seiner restlichen Kindheit und Jugend sah er seine Eltern und seine jüngeren Geschwister nur zwei Mal. Trotz der großen Entfernung von der Erziehung der Familie wurde sein Glaube nicht schwächer. Er besaß ein ausgeprägtes sportliches Talent und wurde ein vielseitig begabter Athlet. Eric Liddell war nicht nur ein ausgezeichneter Cricketspieler, sondern spielte auch in der schottischen Rugbynationalmannschaft mit. Bei den Olympischen Spielen 1924 in Paris gewann er eine Bronzemedaille im 200-Meter-Lauf und eine Goldmedaille im 400-Meter-Lauf. Dieser außergewöhnliche Sieg kam überraschend, da seine Spezialdisziplin eigentlich die 100 Meter-Strecke war. Als tiefgläubiger Christ weigerte Eric sich, zum Vorlauf des 100-MeterRennens anzutreten, da dieser an einem Sonntag stattfand, und nahm stattdessen an Rennen auf längeren Strecken teil. Nach den Olympischen Spielen schloss er 1925 sein Studium ab und kehrte als Missionar und Lehrer nach China zurück. Seine Liebe für den Sport verließ ihn auch in China nicht, wo er sich für Sportunterricht und die Errichtung von Sportanlagen einsetzte. 1932 wurde er zum Pfarrer ordiniert und zwei Jahre später heiratete er eine kanadische Missionarin, mit der er drei Töchter hatte. 1941 wurde die Lage für Ausländer in China so gefährlich, dass seine Frau und seine drei Töchter nach Kanada zogen, während er in China blieb. Wenige Jahre später wurde Liddell von den Japanern interniert. Auch die harten Bedingungen seiner Gefangenschaft ließen ihn nicht an seinem Glauben zweifeln. Ganz im Gegenteil: Zugunsten einer schwangeren Frau verzichtete er auf seine Teilnahme an einem Gefangenenaustausch, der für ihn die Freiheit bedeutet hätte. Wenig später verschlechterte sich sein Gesundheitszustand. 1945 starb er im Alter von 43 Jahren. Begraben wurde Eric Liddell im Mausoleum der Märtyrer in Shijiazhuang – eine seltene Ehre für Ausländer.
E ci sono infine le storie di atleti rivelatisi campioni di sport ma anche di fede: come Eric Liddell e Grant Desme. Eric Liddell nacque in Cina nel 1902 da genitori scozzesi e ferventi missionari protestanti. All’età di 6 anni, la famiglia lo inviò, insieme al fratello maggiore, nel Regno Unito per fargli compiere gli studi: durante il resto dell’infanzia e per l’intera adolescenza, Eric riuscì a incontrare i genitori e i fratelli minori sono un paio di volte. Nonostante la lontananza dall’educazione familiare, il suo sentimento religioso non diminuì e, anzi, si rafforzò. Così come esplose il suo talento nello sport: atleta poliedrico, giocò molto bene a cricket, divenne nazionale scozzese di rugby, ma soprattutto vinse la medaglia di bronzo nei 200 metri e quella d’oro nei 400 metri durante le Olimpiadi di Parigi del 1924. Successi di incredibile valore, visto che Eric era sì un campione riconosciuto ma sui 100 metri. La finale su quella distanza sarebbe stata però in programma di domenica ed Eric, in ossequio alle sue convinzioni religiose, preferì rinunciare “ripiegando” sulle altre. Dopo le Olimpiadi, nel 1925, si laureò, abbandonò l’agonismo e tornò - come missionario ed insegnante - in Cina. Senza dimenticare il suo amore, perché lì sostenne l’educazione fisica e la creazione di infrastrutture per l’attività sportiva. Divenne Ministro di Culto nel ’32 e, due anni dopo, sposò una missionaria canadese da cui poi ebbe tre figlie. Nel 1941, preoccupato dall’evoluzione della situazione politica locale, decise di trasferire la famiglia in Canada e di restare da solo in Cina. Presto i giapponesi lo catturarono e internarono. Pur sottoposto a durissime condizioni di prigionia, restò saldo nelle sue convinzioni religiose ed ebbe anche occasione di mostrare la sua grande generosità: rinunciò infatti a far parte di uno scambio di prigionieri, e quindi alla libertà, preferendo lasciare il suo posto a una donna incinta. Di lì a poco, le sue condizioni peggiorarono rapidamente ed Eric si spense nel 1945: Liddell è oggi sepolto – trattamento rarissimo per gli stranieri - nel Mausoleo dei Martiri di Shijiazhuang in Cina. Quasi un secolo dopo, e in modo decisamente meno drammatico, anche Grant Desme si è dimostrato un campione di fede. Stella designata del baseball americano, nel 2010, a soli 23 anni e alla vigilia della firma di un ricchissimo contratto professionistico, decise di cambiare radicalmente vita: un improvviso stop alla sua quotidianità fatta di allenamenti, feste e shopping e un cambiamento che scioccò migliaia di fan, colleghi e addetti ai lavori. Così Grant annunciò allora la sua scelta: “Pensavo che la felicità si trovasse dietro l’angolo… Ho ottenuto tutto quello che volevo, ma non mi basta. Abbandono per qualcosa di più, vado in monastero.”
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Unter weniger dramatischen Umständen bezeugte fast 100 Jahre später auch Grant Desme mit einer einschneidenden Entscheidung seinen Glauben. Im Alter von 23 Jahren beschloss der kommende Baseball-Megastar, kurz vor Abschluss eines Profivertrags sein Leben radikal zu ändern: Kein tägliches Training, keine Partys und kein Shopping mehr und eine Veränderung, die tausende Fans, Kollegen und Menschen aus seinem Umfeld schockierte. Mit folgenden Worten teilte Grant Desme seine Entscheidung mit: „Ich dachte, dem Glück ganz nah zu sein… Ich habe alles, aber das ist nicht genug. Ich gebe den Sport für etwas Größeres auf und gehe ins Kloster.“ Eine Bekehrung zum Glauben auf dem Höhepunkt seiner Sportkarriere. Eine große Entscheidung, deren Wurzeln aber schon einige Jahre zurückreichten. Als er 2007 wegen einer schweren Verletzung aussetzen musste und eine Zeitlang nicht im Rampenlicht stand, fing Grant an, über Gott nachzudenken. In dieser Zeit lernte er die Mönche kennen, in deren Kloster in Kalifornien, der St. Michael-Abtei, er als Pater Matthäus wenige Jahre später eintreten würde. „Und an diesem Ort“, so Bruder Matthäus,“habe ich die Lust am Sport wiederentdeckt: Als Baseball mein Idol war, füllte er mein Herz nicht aus. Jetzt, wo Baseball einfach nur ein Spiel ist, macht er mir wieder Spaß.“ Liddell und Desme, zwei Sportler mit sehr unterschiedlichen Lebensgeschichten, geprägt von Sport und Religion. Wie bei vielen anderen Sportlern, in deren Leben der Glaube eine große Rolle spielt: der Dreispringer Jonathan Edwards, die Tennisspieler Mario Ancic und Mara Santangelo, die Fußballer Kakà oder Roberto Baggio, der Boxweltmeister Mohammed Alì und viele andere Champions. BMP Comunicazione Übersetzung: Kerstin Gros
Foto rechts / a destra: Gedenkgrabstein für Eric Liddel a Weifang in China Lapide commemorativa per Eric Liddel a Weifang in Cina - Foto Rolfmueller
Una conversione all’apice della fama, le cui radici risalivano però a qualche anno prima. Nel 2007, lontano dal “diamante” e dall’attenzione dei media, perché impegnato nel recupero da un brutto infortunio, Grant iniziò a interrogarsi su Dio e a frequentare quei frati che, pochi anni dopo, l’avrebbero accolto nel monastero di San Michael in California con il nuovo nome di Fratel Matteo. E proprio qui, come risulta da una delle sue ormai rare dichiarazioni, Fra Matteo ha “riscoperto il vero gusto del baseball: quando era il mio idolo non mi riempiva il cuore, ora che è semplicemente un gioco, ne godo”. Liddell e Desme, protagonisti di due storie molto diverse ma fortemente caratterizzate dal binomio sport e religione. Come quelle di molti altri sportivi, in cui la Fede – più o meno profondamente, più o meno definitivamente – ha avuto un ruolo primario: il triplista Jonathan Edwards, i tennisti Mario Ancic e Mara Santangelo, i calciatori Kakà o Roberto Baggio, il re della boxe Mohammed Alì e tanti altri campioni ancora. BMP Comunicazione
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Der Theologe Der Sportler antwortet | Il teologo Lo sportivo risponde
Laufen oder meditieren? Oder laufend meditieren? Eine morgendliche Spurensuche Uwe Habenicht
Correre o meditare? O meditare correndo? Una ricerca di tracce mattutina
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amstag. Das gibt es doch nicht. Ich blicke auf den Wecker und bin entsetzt: 7.15 zeigt er an und ich bin schon wach, dabei könnte ich doch heute mal ausschlafen. Die Woche war anstrengend und kräftezehrend. Jetzt wäre die Gelegenheit gewesen, mal richtig lange zu schlafen. Ich drehe mich um und versuche, die Tür zum Schlaf zu finden. Doch sie öffnet sich nicht. Gedanken schießen mir duch den Kopf. Unerledigte Dinge fallen wir ein. Ich merke förmlich, wie meine Laune in den Keller sinkt. Ich könnte aufstehen und den Tag meditierend beginnen. Ich ziehe mir die Decke über den Kopf. Vielleicht schlafe ich ja doch nochmal ein. 2 Minuten später stehe ich auf, leise, denn alle anderen schlafen noch. Das Haus ist ganz ruhig. Ich suche nach meinen Laufschuhen. Mir ist nach Bewegung. Meditieren kann ich auch später noch. Freunde erzählen ständig davon, wie toll das morgendliche Laufen ist. Heute probiere ich es selbst mal wieder. Es muss ja nicht immer gleich ein Halbmarathon sein so wie bei den anderen. Langsam hat man den Eindruck, die Welt bestünde nur noch aus Wettkämpfen. Ständig erzählen Kollegen und Freunde von ihrem Training und worauf sie sich garde sportlich vorbereiten. Nein, das habe ich nicht nötig. Mich freiwillig so zu schinden. Aber etwas Bewegung könnte mir tatsächlich nicht schaden. Anderen beim Sporttreiben im Fernsehen immer nur zuzuschauen, ist auf Dauer ja auch merkwürdig. Leise schließe ich die Haustür und bin bereit. Die ersten Laufschritte fühlen sich gut an. Schon wieder schießen mir unangenheme Gedanken durch den Kopf. Ich müsste noch ein paar Dinge unbedingt heute erledigen. Aber es läuft sich ganz gut, finde ich, dafür, dass ich lange nicht so unterwegs war. Die erste Steigung kommt. Etwas besorgt blicke ich die Straße hinauf, die in den Wald führt. Hatte ich eigentlich die Email von gestern Abend schon beantwortet? Ganz schön steil, denke ich, während ich spüre wie mein Atem immer schneller geht. Nimmt denn diese Steigung gar kein Ende? Ich spüre meine Beine immer mehr. Wie lange ist es her, dass ich sie so deutlich wahrgenommen habe? Endlich, der Wald beginnt und der Weg wird eben. Hoffentlich sieht mich niemand, ich keuche ja wie ein 90 jähriger. Wann kam nochmal diese Sitzbank mitten im Wald. Die müßte doch hier irgendwo stehen. Da ist sie. Gott sei Dank. Ich blicke auf die Uhr. Naja, lange bin ich noch nicht unterwegs, aber ein kleiner Stopp könnte mir gut tun, schließlich will ich ja nichts gewinnen. Ich setze mich
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sabato. Non è possibile: guardo la sveglia e vedo che segna le 7.15. Sono già sveglio, mentre oggi avrei potuto dormire a lungo. La settimana è stata pesante, impegnativa e sfibrante. Proprio oggi che avrei avuto la possibilità di dormire fino a tardi… Mi rigiro e cerco di riaddormentarmi, ma non ci riesco. I pensieri si affollano. Mi vengono in mente tutte le cose che non ho portato a termine. Sento il mio umore letteralmente scendere in cantina. Potrei alzarmi e iniziare la giornata meditando. Mi tiro la coperta fin sopra la testa. Forse riesco a riaddormentarmi. Due minuti dopo mi alzo, faccio piano perché tutti gli altri dormono ancora. La casa è completamente in silenzio. Cerco le mie scarpe da corsa. Ho voglia di muovermi. Posso meditare anche più tardi. Gli amici non fanno altro che dirmi quanto sia fantastico correre la mattina: oggi voglio riprovarci anch’io. Non deve essere per forza una mezza maratona come fanno gli altri. Ho l’impressione che il mondo ormai sia fatto solo da competizioni: i colleghi e gli amici raccontano continuamente di come si allenano e dell’evento sportivo per cui si stanno preparando. No, non ho bisogno di sfinirmi volontariamente. Ma un po’ di movimento in effetti non mi farebbe male: guardare sempre solo gli altri che praticano sport alla televisione alla lunga è strano. Chiudo piano la porta di casa e sono pronto. I primi passi di corsa sono piacevoli. Di nuovo mi passano per la testa pensieri fastidiosi: oggi dovrei ancora assolutamente sbrigare due cose. Ma sto correndo bene, penso, nonostante abbia ripreso dopo molto tempo. Arriva la prima salita. Guardo un po’ preoccupato il sentiero che sale e porta nel bosco. Avevo poi risposto alla mail di ieri sera? Parecchio ripido, penso, mentre sento il respiro che diventa sempre più veloce. Ma questa salita non finisce mai? Sento sempre di più le gambe pesanti. Quanto tempo è passato da quando le ho sentite così l’ultima volta? Finalmente inizia il bosco e il sentiero diventa pianeggiante. Speriamo che non mi veda nessuno: sto ansimando come un novantenne! Ma quando arriva quella panchina in mezzo al bosco? Dovrebbe essere da queste parti. Eccola. Grazie a Dio! Guardo l’orologio: beh, anche se non sono in giro da tanto, una piccola sosta potrebbe farmi bene, in fondo non voglio vincere niente. Mi siedo e respiro profondamente. Che silenzio che c’è. Sento il mio cuore che batte e respiro profondamente ancora un paio di volte. Che pace. Ci sono solo alcuni uccellini che
Der Theologe Der Sportler antwortet | Il teologo Lo sportivo risponde 19
und atme kräftig durch. Wie ruhig es hier ist. Ich höre mein Herz schlagen und atme nochmals ein paarmal kräftig durch. Diese Stille. Nur einige Vögel begrüßen den Tag. Ich lausche ihrem Gesang. Mit der Zeit gelingt es mir, die verschiedenen Gesänge zu unterscheiden und zu orten. Zwitschern und trällern die sonst eigentlich auch so schön und kräftig? Oder ist das nur jetzt so? Darauf sollte ich mal achten. Ich lehne mich zurück, schließe die Augen und bin ganz Ohr. Tue nichts anderes als zu lauschen, lasse all die quälenden Gedankensplitter, die in meinem Kopf ein Wettrennen veranstalten, vorbeiziehen und lausche einfach nur. Ein Psalmwort fällt mir ein: “Herr, wie sind deine Werke so wunderbar”. Ich merke, wie anders sich mein Körper nach der Anstrengung anfühlt. Mein ganzer Leib scheint sich dem Vogelgesang zu öffnen und in leichte Schwingung zu geraten. Ist doch etwas dran an der Sportbegeisterung der anderen? Ist Sport doch ein Vorhof zum Heiligen? Können wir im Sport - trotz der ganzen Skandale, Korruptionsvorwürfe, politischer Instrumentalisierung und Dopingfälle - doch so etwas wie erfüllte Gegenwart erleben? Endlich ganz in sich ankommen, sich spüren und dem ganzen Verplant- und Eingespanntsein davonlaufen und einer Dimension begegnen, die ich im Alltag oft aus den Augen verliere. Ich fange schon wieder mit dem Nachdenken an, dabei wollte ich doch einfach nur hier sitzen. Ein Blick auf die Uhr. O, jetzt sitze ich hier schon wieder eine halbe Ewigkeit. Ich laufe langsam zurück nach Hause, die anderen sind inzwischen aufgewacht und schauen mich mit großen Augen an. Was hast du denn gemacht? Ich war meditieren, antworte ich so bestimmt, dass sie nur erstaunt schauen, aber nichts erwidern. Ich war meditieren, mit dem Körper meditieren, wiederhole ich unter der Dusche halblaut. Den Körper mal wieder zum Leib werden lassen. Ihn nicht einsetzen, um etwas zu erreichen, sondern einfach in ihm sein – und warten, ob darüber hinaus noch etwas geschieht ... Uwe Habenicht
mi danno il buongiorno. Ascolto il loro canto. Dopo un po’ riesco a distinguere i diversi canti e a localizzarli. Cinguettano e trillano così bene e così forte di solito? O è così solo adesso? Dovrei farci attenzione. Mi appoggio comodamente, chiudo gli occhi e sono tutto orecchi. Non faccio altro che ascoltare, lascio passare tutti i pensieri assillanti che mi frullano in testa e ascolto semplicemente. Mi viene in mente un Salmo: Signore, meravigliose sono le tue opere. Mi accorgo di come sento in maniera diversa il mio corpo dopo lo sforzo. Il mio corpo intero sembra aprirsi al canto degli uccelli e vibrare leggermente. C’è qualcosa di speciale allora nell’entusiasmo sportivo degli altri? Forse lo sport è come un’anticamera del sacro? Possiamo sperimentare una sorta di gratificazione, attraverso lo sport, nonostante tutti gli scandali, le accuse di corruzione, strumentalizzazione politica e casi di doping? Raggiungere finalmente se stessi, sentirsi, scappare da tutto ciò che ci fa essere sempre impegnati, trovando una dimensione che spesso ci sfugge nella vita quotidiana. Ho iniziato di nuovo a pensare, mentre volevo solo stare seduto qui. Un’occhiata all’orologio. Oh, è già un bel pezzo che sono fermo! Ritorno correndo lentamente verso casa, gli altri nel frattempo si sono svegliati e mi guardano stupiti. Dove sei stato? Sono andato a meditare. Rispondo con tale determinazione che gli altri restano sorpresi ma senza controbattere. Sono stato a meditare con il corpo, ripeto a mezza voce sotto la doccia. Far ritornare carne il corpo. Non usarlo solo per raggiungere qualcosa, ma esserci semplicemente dentro e aspettare per vedere se accade qualcos’altro ... Uwe Habenicht Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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Zeugnisse | Testimonianze
Die Pallottini
I Pallottini
„Wir haben nach einem Weg gesucht, Sport und Glauben unter einen Hut zu bringen.“
“Abbiamo cercato un modo per conciliare lo sport con la fede.”
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e montagne intorno a Napoli sono come un’ombra scura incollata nel cielo strisciato di blu e rosso della sera. L’aria, nel campo di calcio del quartiere collinare del Vomero, è fresca e tersa. Il profilo di un pino si staglia contro il sole che tramonta. Della musica classica proviene dagli altoparlanti e si mescola con le grida dei bambini. Su ordine dell’allenatore, una ventina di ragazzini si fionda nel campo con indosso la maglietta azzurra della squadra. I Pallottini si allenano due volte alla settimana, e poi, sabato o domenica, c’è la partita. “È bello l’allenamento?” chiedo a Stefano, un vivacissimo biondino che scorrazza con i suoi coetanei nel campo. “La mia vita è bella!” mi risponde felice senza fiato.
ie Berge Neapels kleben als dunkle Scheibe gegen einen blau roten Abendhimmel. Die Luft auf dem Fußballfeld auf dem Bergrücken des Stadtteils Vomero ist frisch und klar. Der Scherenschnitt einer Pinie leuchtet gegen die untergehende Sonne. Klassische Musik aus Lautsprechern mischt sich in Kindergeschrei. Etwa 20 Buben stürzen sich in ihrer hellblauen Mannschaftskleidung auf Kommando des Trainers auf die Bahn. Zwei Mal die Woche haben die Pallottini Training, einmal die Woche am Samstag oder Sonntag ist Wettkampf. „Und, ist das Training schön?“, frage ich Stefano, einen quicklebendigen Blondschopf, der mit Gleichaltrigen über das Feld tollt. „Mein Leben ist schön!“ schleudert er mir glücklich außer Atem entgegen. Pallottini heißen die Ordensbrüder, welche nach der Regel des Heiligen Vincenzo Pallotti leben. Hier am Corso Europa steht eine nach ihm benannte Kirche, aber auch die Kinder der Fußballinitiative der Gemeinde San Vincenzo Pallotti heißen so: Pallottini. 2001 fing eine kleine Fußballgruppe an. Ein Familienvater wollte seinen Sohn aus den Hinterhöfen holen und sah ihn lieber auf einem echten Fußballfeld kicken. Das war der Anfang. Mit der Renovierung des Fußballfeldes 2009 dann ging es richtig los. „Wir haben nach einem Weg gesucht, Sport und Glauben unter einen Hut zu bringen. Um mit Kindern arbeiten zu können, muss man mit ihnen etwas machen, das ihnen Spaß macht.“ Sandro Delpesce ist der Trainer der Pallottini und Vizepräsient der Schiedsrichter von Neapel. Ihm liegt es besonders am Herzen, den Kindern Regeln und Werte beizubringen, von klein an. Es gibt sieben Altersgruppen: Mini Babys, Babys, Flöhe, Debütanten,
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I confratelli che vivono secondo la regola di San Vincenzo Pallotti si chiamano Pallottini. Qui in Corso Europa si trova la chiesa intitolata a Pallottini suo nome, ma anche i bambini della squadra di calcio della comunità di San Vincenzo Pallotti si chiamano così: i Pallottini. Tutto è nato nel 2001 con una piccola squadra di calcio. Un padre di famiglia non voleva che suo figlio giocasse nei cortili, preferendo vederlo tirare colpi al pallone in un vero campo di calcio. Questo è stato solo l’inizio. Nel 2009 è stato rimesso in sesto il campo di calcio e allora è incominciato tutto veramente. “Abbiamo cercato un modo per conciliare sport e fede. Per poter lavorare con i bambini bisogna far insieme a loro qualcosa che li diverta.” Sandro Delpesce è l’allenatore dei Pallottini e vicepresidente degli arbitri di Napoli. A lui sta particolarmente a cuore insegnare regole e valori ai bambini, fin da piccoli.
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Youngsters, Schüler und Junioren. Von 3-15 Jahren etwa spannt sich der Bogen. Riccardo de Martino war als junger Bub auch in der Gemeinde von San Vicenzo Pallotti. Jetzt ist er aus Ibiza nach Neapel zurückgekehrt, er wollte, dass sein Sohn Carmine mit Wurzeln aufwächst. Heute betreut Riccardo die Basketball Gruppe der Gemeinde. Auch Carmine, neun Jahr alt, gehört seit bereits 3 Jahren zu den Pallottini. Er hat sogar das entscheidende Tor geschossen, mit welchem die Pallottini den Scudetto, den Pokal gewonnen haben!
Ci sono sette fasce d’età: mini piccoli amici, piccoli amici, pulcini, esordienti, giovanissimi, allievi e juniores. Il ventaglio va dai 3 ai 15 anni. Riccardo de Martino da ragazzino faceva parte della Comunità di San Vicenzo Pallotti. Viveva a Ibiza ma adesso è ritornato a Napoli perché vuole che suo figlio Carmine cresca avendo delle radici. Ora Riccardo allena la squadra di pallacanestro della comunità. Anche Carmine, nove anni, fa parte dei Pallottini già da 3 anni. Ha persino segnato il gol decisivo con cui hanno vinto la coppa dello scudetto!
Das besondere der Pallottini ist, daß die Kinder spielend etwas über das Leben lernen. Sandro Delpesce erzählt von den Grundprinzipien ihrer Vereinigung. „Sie lernen zusammen zu sein, sie lernen Regeln zu befolgen, sie lernen Fußball. Es ist ganz egal, ob die Kinder tolle Fußballspieler sind oder nicht. Es ist wichtig, daß sie Respekt lernen. Oft werden Kinder von ihren ehrgeizigen Eltern ruiniert, die glauben, einen kleinen Maradona hervorgebracht zu haben und wir müssen dann als Feuerlöscher agieren. Wir haben sogar schon Fußballspiele verloren, weil der beste Spieler wegen Platzverweis nicht mitkonnte, weil er sich schlecht benommen hatte. Aber für uns ist der Respekt den Regeln gegenüber wichtiger als alles andere und da geben wir auch nicht klein bei.“
La particolarità dei Pallottini è che i bambini, giocando, imparano le cose della vita. Sandro Delpesce racconta i principi fondamentali della loro associazione. “Imparano a stare insieme, imparano a seguire le regole e imparano a giocare a calcio. È assolutamente irrilevante se i bambini sono dei bravi calciatori o no. È importante che imparino il rispetto. Spesso i bambini vengono rovinati dai loro genitori ambiziosi che credono di avere messo al mondo un piccolo Maradona e allora dobbiamo smorzare gli entusiasmi eccessivi. Abbiamo persino perso delle partite perché il giocatore migliore non poteva partecipare essendo stato escluso per cattivo comportamento. Ma per noi il rispetto delle regole è più importante di tutto il resto e in questo non molliamo.”
Dabei haben die Pallottini große Talente aufzuweisen. Einer der jungen Fußballer wurde sogar beim SSC Neapel aufgenommen und es gibt sieben weitere, die beobachtet werden. Aber auch hier ist die Nicht Kommerzialisierung die erste Regel. Niemals würden die Pallottini ein Talent „verkaufen“. Von den vier bis maximal fünf Gemeinde Fußballplätzen, die es in Neapel gibt, sind die Pallottini schon etwas besonderes.
I Pallottini possono vantare grandi talenti. Uno dei giovani calciatori è stato preso dalla SSC Napoli e ce ne sono altri sette che sono sotto osservazione. Ma anche in questo caso la prima regola è la non commercializzazione. I Pallottini non cederebbero mai un “talento”. Fra le quattro fino al massimo cinque squadre di calcio comunali che ci sono a Napoli, i Pallottini sono sicuramente qualcosa di particolare.
Der Clou ist, dass die Kinder von klein auf betreut werden: dadurch entsteht eine sehr starke Bindung. In einem Hinterhof neben einem Parkplatz liegt ein etwas rauerer Fußballplatz. Hier spielen die Halbstarken, die jetzt fast schon zu groß für die Gruppe sind. Aber sie hängen an dem Ort. Und dadurch dass sie nahe an der Gemeinde bleiben, ist es auch leichter auf sie ein Auge zu haben, falls mal etwas nicht so gut läuft. „Eigentlich sind sie schon zu alt für die Pallottini.“, lacht Riccardo. „Aber sie kommen einfach gerne hier her. Und das ja auch gut so.“
I bambini vengono seguiti fin da piccoli: in questo modo si crea con loro un legame molto forte. In un cortile vicino a un parcheggio c’è un campo di pallone un po’ più malandato. Qui giocano i bulletti, che sono quasi troppo grandi per il gruppo. Ma sono legati a questo posto. Restando vicino alla comunità è anche più facile tenerli d’occhio, in caso qualcosa non andasse per il verso giusto. “In effetti sono troppo grandi per far parte dei Pallottini”, ride Riccardo. “Ma qui ci vengono volentieri e questo è un bene.” Caroline von der Tann
Caroline von der Tann Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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Ein Beispiel aus Mailand
Un esempio a Milano
Erziehung durch Sport
Educare con lo sport
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una bella giornata primaverile e l’area sportiva della parrocchia cattolica Gesù a Nazaret (G.A.N.), a Milano, è popolata da giovani atleti che si allenano o da ragazzi che ne sfruttano gli spazi per giocare in autonomia. La parrocchia si trova nel Quartiere Adriano, nell’immediata periferia a nord-est della città. È nata nel 1990 in concomitanza con lo sviluppo residenziale del quartiere, che attualmente ospita oltre 4.000 famiglie. Ad accoglierci, cordiale e sorridente, c’è don Fiorenzo Mina, l’attuale parroco. “Sono qui dal 2011” - ci racconta - “e al mio arrivo l’area dedicata allo sport già esisteva, essendo nata insieme alla parrocchia. Da subito ho cercato di legare ancora di più lo sport al progetto pastorale della parrocchia, perché non risultasse un’attività a se stante”. Le discipline sportive praticate sono il calcio (sono preSpiel am Oratorium G.A.N. senti tre campi), pallavolo e Un momento di gioco all’oratorio G.A.N. tennis da tavolo. Le attività sono rivolte prevalentemente a bambini e ragazzi e l’oratorio è aperto a tutti, anche a chi non è credente o a fedeli di altre confessioni. “L’obiettivo principale è educativo: attraverso lo sport cerchiamo di mettere insieme le persone, soprattutto i più giovani, per trasmettere valori di amicizia, accoglienza, integrazione, lealtà e rispetto per se stessi e per gli altri. È un impegno che fa anche emergere il volto vero dello sport, che non deve essere violento, razzista o dopato come quello che spesso, purtroppo, esce dalle TV”. Attualmente si contano circa 170 atleti iscritti, prevalentemente nel calcio, di età compresa fra 4 e 16 anni. “Le discipline sportive vedono la presenza di squadre organizzate per fasce di età, ognuna con il proprio allenatore e il supporto operativo
er Sportplatz der katholischen Gemeinde Gesù a Nazaret (G.A.N.) in Mailand ist an einem sonnigen Frühlingstag gefüllt mit jungen Sportlern und Sportlerinnen, die trainieren, und mit Kindern und Jugendlichen, die zum Spielen hergekommen sind. Diese Pfarrgemeinde befindet sich im Adriano-Viertel, im Nordosten der Stadt. Sie wurde 1990 gegründet, als das Wohngebiet erschlossen wurde. Heute leben hier über 4.000 Familien. Wir werden sehr freundlich von Priester Fiorenzo Mina empfangen. „Seit 2011 bin ich hier Gemeindepriester“, erzählt er uns, „den Sportplatz habe ich schon vorgefunden, er gehört seit der Gründung zur Gemeinde. Von Anfang an habe ich versucht, den Sport mit der Gemeindeseelsorge zu verknüpfen, denn er sollte keine eigenständige, separate Initiative sein.“ Das Sportangebot reicht von Fussball (es gibt drei Fussballfelder) und Volleyball bis hin zu Tischtennis. Am Training nehmen hauptsächlich Kinder und Jugendliche teil, aber das Gemeindehaus und die Sportplätze stehen allen offen, auch denen, die keinem Glauben anhängen oder von anderen Konfessionen kommen. “Unser Hauptziel ist die Erziehung: Durch Sport versuchen wir Menschen zusammenzubringen, vor allem die ganz Jungen. Auf diese Weise wollen wir ihnen die Werte der Freunschaft, Akzeptanz, Integration, Loyalität und Achtung für sich selbst und für die Anderen vermitteln. Es ist ein Engagement für das wahre Gesicht des Sports, der nichts mit Gewalt, Rassismus oder Doping zu tun haben darf, wie der Sport, über den leider sehr häufig im Fernsehen berichtet wird.“ Zur Zeit kommen 170 Kinder (ab 4) und Jugendliche (bis 16), die vor allem Fussball spielen.
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“Gespielt wird in Mannschaften, die in Altersgruppen unterteilt sind, und jede Mannschaft hat einen Trainer und wird, was das Organisatorische betrifft, von der Vereinsleitung betreut.“ Man hat wirklich den Eindruck, dass es sich um eine für Sportvereine typische Organisation handelt. „Nur dem Anschein nach“, erklärt uns Priester Fiorenzo. „Hier arbeiten alle ehrenamtlich mit. Trainer und Betreuer sind fast immer Eltern unserer jungen Fussball- und VolleyballspielerInnen. Der Sport steht vor allem im Dienste der Gemeindeseelsorge. Wir legen bei der Betreung der Kinder und Jugendlichen besonderen Wert auf den persönlichen Umgang miteinander und erziehen zu einem ethisch korrekten Lebensstil. Und darin besteht der Unterschied zu einem Sportverein, bei dem der Wettkampf im Mittelpunkt steht.“ Der Sport kann aber auch ein Mittel sein, durch das man Menschen der Kirche näher bringt. “Das Sportangebot bietet die Möglichkeit, Menschen den Glauben näher zu bringen, weil sie dadurch mit Menschen in Verbindung treten, die den Glauben leben. Auf diese Weise wird christliches Engagement erlebt, und das ist sehr wichtig für die Jugendseelsorge. Gewiss sind viele ausschließlich am spielerischen Aspekt interessiert, aber auch das ist in Ordnung, es ist zumindest ein Ausgangspunkt.“ Indirekt werden durch den Sport in der Gemeinde auch die Familien der jungen SportlerInnen miteinbezogen. „Sie begleiten ihre Kinder bei den Spielen und dadurch entstehen neue Freundschaften, die verbinden. In diesem Sinne bietet der Sport zusammen mit allen anderen Gemeindeaktivitäten die Gelegenheit, neue Freundschaften zu knüpfen und die Gemeinschaft zu leben. Da es an anderen Freizeitangeboten mangelt, würde unser Viertel sonst Gefahr laufen als Trabantenviertel zu enden.“ Und daher werden im kommenden Sommer die Sanierungs- und Umbauarbeiten der Fussball- und Volleyballfelder und Sportanlagen starten, was mit einem großen Aufwand für die Gemeinde verbunden ist. “Es handelt sich um eine erhebliche Investition von grundlegender Bedeutung,“ schließt Priester Fiorenzo ab, „nicht nur, weil wir an den Erziehungswert von Sport glauben, sondern auch weil ein gesunder Zusammenschluß hilfreich ist, um Individualismus und Phänomene, wie Drogen und Bullying, vorzubeugen.“ BMP Comunicazione Übersetzung: Kerstin Gros
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di dirigenti accompagnatori.” Sembra a tutti gli effetti la tipica organizzazione di ogni società sportiva. “Solo in apparenza” – spiega don Fiorenzo. “Qui naturalmente si basa tutto sul volontariato. Allenatori e dirigenti quasi sempre sono genitori di atleti. Ma, soprattutto, lo sport è un’attività al servizio del progetto pastorale perché viene interpretato ponendo l’attenzione sulla cura delle persone e sull’insegnamento di uno stile di vita etico. Questo segna una netta differenza con l’attività di una società sportiva, dove ovviamente prevale l’aspetto agonistico”. Ma lo sport può essere anche un tramite per avvicinare alla Chiesa. “L’offerta sportiva è utile Der Anfang eines Spieles am Oratorium anche per portare le perL’inizio di una partita all’oratorio sone a contatto con la Fede, semplicemente perché entrano in relazione con chi ne vive l’esperienza. È una modalità di sperimentare l’impegno cristiano e, da questo punto di vista, è molto importante per la Pastorale Giovanile. Certamente ci sono molti che ne usufruiscono esclusivamente per l’aspetto ludico, ma va bene lo stesso, è comunque un punto di partenza”. Indirettamente lo sport praticato in oratorio coinvolge anche le famiglie degli atleti. “Seguendo le attività dei figli, molti stringono amicizia e fanno gruppo. In tal senso, unitamente alle altre attività parrocchiali, lo sport offre opportunità di incontro e aggregazione in quello che rischierebbe di essere un quartiere dormitorio, vista la carenza di alternative di intrattenimento”. Anche per questa ragione, con un significativo sforzo della parrocchia, entro l’estate partiranno i lavori di riqualificazione, ampliamento e ammodernamento dell’area sportiva e delle strutture esistenti. “Si tratta di un investimento gravoso ma fondamentale – conclude don Fiorenzo – non solo perché crediamo nel valore educativo dello sport, ma anche perché una sana aggregazione è utile per arginare il rischio dell’individualismo e per prevenire fenomeni sempre in agguato tra i giovani, come droga o bullismo”. BMP Comunicazione
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Ereignisse | Avvenimenti
Die Konferenz des Frauennetzwerks in Florenz: “Spiritualität leben”
Conferenza della Rete delle Donne a Firenze: “Vivere la spiritualità”
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ccoci qui! Come ogni anno il pimpante gruppo della Rete delle Donne Luterane è partito per Firenze per la consueta assemblea annuale. Approdiamo alla storica Foresteria Valdese Oltrarno a due passi da Ponte Vecchio. Dopo un goloso e dolce tè di benvenuto, iniziamo il nostro incontro con gioia e curiosità. Il grande cerchio composto dalle nostre seggiole ci aiuta a guardarci tutte in faccia e, una dopo l’altra, ci raccontiamo chi siamo e da dove arriviamo. L’atmosfera si riscalda positivamente: tutte abbiamo voglia di comunicare alle altre che cosa sia per ciascuna di noi la “spiritualità”. Una bella atmosfera che ci ha dolcemente traghettate verso la relazione della pastora valdese Letizia Tomassone. L’abitudine alla docenza ha permesso alla simpatica pastora di spiegarci con semplicità e professionalità la complessità della diversità di genere. Argomento complesso, ma necessariamente da affrontare per vivere in una società che sta cambiando velocemente e nella quale non è più posGruppenbild sibile chiudere gli occhi di fronte alla Foto di gruppo giusta richiesta e rivendicazione di diritti per “tutti”. Chiudiamo la nostra lunga giornata aiutate dalla pastora Franziska Müller, che ci introduce in un’antica e bella preghiera usata da S.Francesco d’Assisi, seguita da una meditazione biblica tenuta da Maria Antonietta Caggiano. Il giorno seguente veniamo accolte con affetto dalla Comunità luterana di Firenze dove, dopo una breve introduzione della pastora, ci dividiamo in gruppi per discutere insieme su 4 punti fondamentali per la Chiesa luterana: Solus Christus – Sola Gratia – Sola Scriptura – Sola Fide. Il pomeriggio viene dedicato all’arte. Un super appassionato Mons. Verdon Timothy ci aiuta a scoprire le bellezze del nuovo museo del Batti-
a sind wir wieder! Die fröhlichen Frauen der Evangelisch-Lutherischen Kirche auf dem Weg zur Jahresversammlung, die dieses Jahr in Florenz stattfindet. Nur wenige Schritte vom Ponte Vecchio entfernt kommen wir in der Foresteria oltr’Arno bei den Waldensern unter. Nachdem wir mit einem heißen Tee und süßen Leckereien willkommen geheißen wurden, beginnen wir freudig und gespannt das Treffen. Unsere Stühle sind im Kreis aufgestellt, sodass wir uns alle anschauen können. Wir stellen uns der Reihe nach vor und erzählen, wer wir sind und woher wir kommen. Die Stimmung ist sehr entspannt und jede von uns kann es kaum erwarten, den anderen Frauen zu erzählen, was für sie „Spiritualität“ ist. In dieser positiven Atmosphäre kommen wir dann zu dem Beitrag der Waldenser Pfarrerin Letizia Tomassone, die uns dank ihrer langjährigen Lehrerfahrung mit einfachen Worten und mit großer Fachkenntnis das komplexe Thema der Gender Diversity erläutert. Ein Thema, mit dem man sich auseinandersetzen muss, wenn man sich in der sich rasch wandelnden Gesellschaft der heutigen Zeit zurechtfinden will. Eine Gesellschaft, in der man seine Augen nicht länger vor der legitimen Forderung nach Rechten für „Alle“ verschließen darf. Mit einem Beitrag von Pfarrerin Franziska Müller über ein schönes, altes Gebet des Heiligen Franziskus von Assisi und einer Bibelmeditation mit Maria Antonietta Caggiano schließen wir den langen Tag ab. Am nächsten Morgen werden wir von der lutherischen Gemeinde in Florenz freundlich empfangen. Nach einer kurzen Einführung der Pfarrerin teilen wir uns in Gruppen auf, um über die vier wesentlichen Punkte der lutherischen Kirche zu diskutieren: Solus Christus – Sola Gratia – Sola Scriptura – Sola Fide. Am Nachmittag widmen wir uns ganz der Kunst. Monsignore Timothy Verdon führt uns durch das neue Museum des Florentiner Baptisteriums und erläutert uns begeistert und mit großer Leidenschaft die darin ausgestellten Kunstwerke. Ein neues Museum, dessen Eröffnung der Diözese Florenz und Monsignore Verdon zu verdanken ist. Zurück in der lutherischen Kirche endet der offizielle Teil des
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Tages mit einer besonderen Meditation mit Schwester Adelina, einer Nonne der Comboni-Missionare, die von der Gemeinde Verona eingeladen wurde. Nun sind wir wirklich müde und gehen eine gute Pizza essen, die allen ausgezeichnet schmeckt! Und nach dem Abendessen erwartet uns noch ein klassisches Konzert mit Stücken diverser Komponisten, eine weitere Veranstaltung der lebhaften Florentiner Gemeinde. Am Sonntagvormittag rufen uns die unvermeidlichen Florentiner Kirchglocken zum Gebet. Das Glockengeläut lädt die katholischen und evangelischen Gemeinden zum Sonntagsgottesdienst ein. Unser Gottesdienst ist schlicht, aber intensiv und bewegend, viele von uns haben Tränen in den Augen. Danach verabschieden wir uns ganz herzlich voneinander. Und in der Hoffnung, uns bald wiederzusehen, machen wir uns auch schon wieder auf die Heimreise. Wir hätten uns gewünscht, dass alle Frauen unserer Gemeinden dabei gewesen wären. Unsere Aufgabe ist es nun, die wunderbaren Erlebnisse dieser Tage weiterzugeben. Auf Wiedersehen bis nächstes Jahr! Donatella Alfarano, Frauennetzwerk
stero di Firenze, un museo incredibile, voluto strenuamente da lui e dalla diocesi di Firenze. Tornate alla chiesa luterana, concludiamo con una meditazione molto particolare, guidata da una suora comboniana, suor Adelina, invitata dalla comunità di Verona. Siamo davvero stanche ma ci aspetta una pizza buona e fumante! E, pensate un po’, non è finita qui: il dopocena prevede anche un concerto di musica classica di vari autori, sempre organizzato dalla vivace comunità luterana. Domenica mattina, le immancabili campane fiorentine ci richiamano e ci dicono che è l’ora della preghiera: le comunità cristiane cattoliche e protestanti vengono invitate ai vari culti domenicali. Il nostro è stato un culto semplice ma intenso ed emozionante e molte di noi si sono ritrovate con le lacrime agli occhi. E così si torna a casa: abbracci e baci, la voglia di risentirci presto e già nelle tasche un po’ di nostalgia! Avremmo voluto che tutte le donne delle nostre comunità avessero potuto essere presenti. Ora sta a noi la trasmissione di tutte le meraviglie che abbiamo sperimentato. Arrivederci all’anno prossimo!
Übersetzung: Kerstin Gros
Donatella Alfarano, Rete delle Donne
Ein Portrait von Schwester Adelina
Ritratto di Suor Adelina
“H
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allo Karin!” Schwester Adelina erinnert mich nicht so sehr an eine Nonne, sondern vielmehr an eine der neolithischen Statuen der Magna Mater (lateinisch für Große Mutter), die in Europa von der Türkei bis nach Sibirien gefunden wurden. Die kleine Nonne trägt keinen Schleier über ihrem grauen, kurz geschnittenen Haar und ihr Blick strahlt jene Nächstenliebe aus, von der Jesus spricht. Als einziges Symbol trägt sie ein großes Kruzifix um den Hals. Bestimmt, aber liebeswürdig, sagt sie zu mir: „Reden Sie mich nicht mit Schwester an. Ich weiß, dass ich eine Nonne bin, aber Adelina reicht!“ Adelina ist in der ganzen Provinz von Verona für ihre Seminare bekannt, die verschiedenste Themenbereiche abdecken: „Die Kraft des Geistes“ und „Der Kodex der Genesung“. Nach 12 Jahren in Uganda und 27 Jahren in Brasilien lebt sie heute in einem Seniorenheim der Kongregation der Comboni-Missionare. „Ich habe dort alleine unter den Ärmsten in den Slums von São Paolo gelebt“, erzählt sie. „Ich spürte,
iao Karin!” La suora, piccola di statura, più che ad una monaca mi fa pensare ad una delle statue neolitiche della Magna Mater, o Grande Madre, trovate in Europa, in Turchia fino alla Siberia. Non porta un velo, i suoi capelli grigi sono tagliati corti, il suo sguardo emana quell'amore per il prossimo del quale parla Gesù. L'unico simbolo che porta è una grande croce al collo. Con fermezza e dolcezza mi dice: “Non chiamarmi suora, lo so che lo sono, ma Adelina è sufficiente!” Adelina è nota nella provincia di Verona per i corsi che tiene in vari ambiti: “Il potere della mente” e “ Il codice della guarigione”. Vive in una casa di riposo comboniana, dopo essere stata 12 anni in Uganda e 27 in Brasile. “Vivevo da sola con la gente più povera, nelle bidonville alla periferia di Sao Paolo”, mi spiega: “ sentivo che il mio posto era lì.” Suor Adelina è laureata in lingue straniere e in teologia, ed è stata re-
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Ereignisse | Avvenimenti
dass ich dort am richtigen Ort war.“ Schwester Adelina hat Fremdsprachen und Theologie studiert, und war Referentin auf unserer Tagung in Florenz. Ich frage sie, wie sie sich in diesem „protestantischen“ Umfeld gefühlt hat. “Ich habe es nicht als feindselig, sondern als geschwisterlich erlebt. Ich habe es als Gabe empfunden, die Werte anderer Frauen, die ich noch nicht kannte, entdecken zu dürfen. Das Frausein zu teilen, ist eine universelle Grundlage, durch die kulturelle Differenzen überwunden werden können. 1975 habe ich ein Buch geschrieben, das nie veröffentlich wurde, weil es wahrscheinlich zu gewagt „unkonventionell“ ist. Darin schreibe ich, dass sowohl in der Politik als auch in der Wirtschaft etwas Wesentliches fehlt: und zwar das Prinzip der Gebärmutter. Denn es ist die Kraft der Frauen, die die Welt voranbringt, und die meist unentgeltlich handeln. Wenn eine Frau heiratet, stellt sie nach den Flitterwochen, in denen sie noch träumt und hofft, rasch fest, dass die Ehe eine Versklavung im Gegenzug für Rechtmäßigkeit ist: Sie bringt Kinder zur Welt und zieht sie auf, wäscht, kocht, bügelt, kümmert sich Tag und Nacht, ist jahrelang, ja ihr ganzes Leben lang Krankenschwester und Pflegerin. Jeder Mensch auf der Erde sollte den Frauen dankbar sein, oder zumindest einer Frau: Der Mutter, weil sie es war, die mit uns schwanger gegangen ist und uns zur Welt gebracht hat. Ein Kind großziehen: Was für eine Mühe! Aber jede Frau trägt ein Projekt im Herzen, an dem sie arbeitet.“ Ich frage sie, wie sie die Rolle der Frauen heute sieht. “Ich habe immer gespürt, dass die Zukunft weiblich sein muss, denn es ist die Frau, die das Fortbestehen des Lebens und den wahren menschlichen Reichtum garantiert. Die Frauen der ganzen Welt sind wie unterirdische Wasserläufe, die oberirdisch unsichtbar sind, aber die Erde am Leben erhalten. Gelegentlich steigen sie in Form von Quellen an die Oberfläche, und werden dann erkannt. Die Kraft der Frauen durchzieht die ganze Menschheit und bewahrt ihren Zusammenhalt. Wir müssen den Mut haben, nicht länger unsere Augen davor zu verschließen, sondern die Kraft und die Freude spüren, als Frauen vereint zu sein, sodass wir unsere Kraft bündeln.“ Ich bin gespannt, zu hören, welche Projekte sie für die Zukunft hat… „Falls noch Interesse besteht, würde ich gerne mein Buch rausbringen und weiter mit meinen Mitmenschen all das teilen, was ich in meinem Leben zusammengetragen habe“, sagt sie voller Begeisterung. Ich bedanke mich bei Adelina, dass sie uns mit ihrer großzügigen Art an ihren Lebenserfahrungen hat teilhaben lassen. Karin Peschau, Referentin des Frauennetzwerks
ferente alla conferenza nazionale a Firenze. Le chiedo come si è sentita in quell'ambiente “protestante”. “Non l'ho vissuto come ostile, ma come di sorellanza. E' stato un dono poter scoprire i valori di altre donne che non conoscevo. Condividere la femminilità costituisce una base universale che permette di superare le differenze culturali. Nel 1975 scrissi un libro, mai pubblicato perché probabilmente troppo “trasgressivo”, in cui spiegavo che in politica, in economia, nella società, manca una cosa fondamentale: il principio dell'utero, poiché è la forza femminile che porta avanti il mondo. E il suo agire è basato sulle gratuità. Quando una donna si sposa, finita la luna di miele, tra sogno e speranza, si accorge che il matrimonio è una schiavitù in cambio della legalità: fa nascere i figli e li alleva, lava, pulisce, cucina, stira, è al servizio giorno e notte, è infermiera e badante per anni, per tutta la vita. Ogni persona sulla terra dovrebbe essere grata alle donne, o almeno ad una: la mamma, perché è stata lei a portare avanti la gravidanza, a farci nascere… Allevare un figlio: che fatica! Comunque, ogni donna ha un progetto nel cuore che porta avanti.” Le chiedo come veda il ruolo delle don Schwester / Suor Adelina ne oggi. “Ho sempre sentito che il futuro debba essere femminile, poiché è lei, la donna, che garantisce la continuità della vita e la vera ricchezza umana. Le donne in tutto il mondo sono come delle correnti d'acqua sotterranee, invisibili in superficie, ma mantengono viva la terra. Ogni tanto emergono come sorgenti e vengono riconosciute. La forza delle donne attraversa tutta l'umanità, la mantiene coesa. Dobbiamo avere il coraggio di dircelo, ritrovare la forza e la gioia di stare insieme come donne, per unire la forza che siamo.” Sono curiosa di sapere quali sono i suoi progetti per il futuro… “Se dovesse essere ancora di interesse, mi piacerebbe pubblicare il mio libro e continuare a condividere con le persone tutto quello che ho accumulato in una vita”, dice con entusiasmo. Quello con Adelina è stato un incontro pieno di generosità e condivisione. Karin Peschau, Rete delle Donne
Übersetzung: Kerstin Gros
Ereignisse | Avvenimenti
Die Gemeindepräsidentenkonferenz: Eine Gelegenheit zu Austausch und Dialog
Conferenza annuale dei Presidenti: occasione di confronto e dialogo
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m Februar dieses Jahres fand in Florenz die ELKI-Gemeindepräsio scorso febbraio, a Firenze, si è tenuta la Conferenza dei Presidentenkonferenz statt. Das Treffen, das seit zwei Jahren jedes Jahr denti delle Comunità della CELI. L’incontro – a frequenza annuale abgehalten wird, und an dem auf Einladung auch das Konsistorie, da due anni circa, con partecipazione del Concistoro su invium teilnimmt, ist für die Gemeinden der ELKI eine Gelegenheit zum Austo – è per le Comunità un’occasione sia di confronto reciproco sia di contausch über Fragen, die sich an das Konsistorium richten. Mit dem Diadivisione di questioni e domande da rivolgere al Concistoro. Con il dialog wurde die Grundlage für eine gemeinsame Arbeit geschaffen, die logo si sono poste le basi di un lavoro comune, ancor più importante gerade in der Vorbereitungsphase der Feierlichkeiten des Reformatinel momento in cui ci prepariamo a celebrare l’anniversario della Rionsjubiläums besonders wichtig ist. Was heißt es heute, Lutheraner zu forma. Un’occasione anche per una profonda riflessione: cosa signifisein? Wie stellen wir uns für die Zukunft auf? Das waren die Fragen, über ca essere luterani oggi in Italia? Come si affronterà il futuro? Alla Condie gemeinsam nachgedacht wurde. Aus dieser Reflexion ist auf der ferenza di Firenze è emerso lo spirito della Chiesa Evangelica LuteraKonferenz in Florenz der Geist der Evangelisch-Lutherischen Kirche in na in Italia, che prende forza e sostegno dai rapporti intensi e diretti Italien hervorgegangen, der durch die intensiven, direkten con la Germania e che deve trovare Beziehungen mit Deutschland gestärkt und gestützt wird, maggiore slancio anche nell’unione und der auch in der FCEI mit mehr Energie zum Ausdruck con la FCEI. kommen sollte. Ein weiteres Thema der GemeindepräsiInoltre si è condivisa la scelta della CELI dentenkonferenz war der ELKI-Beschluss, in der gegenwärdi istituire, nell’attuale e drammatitig dramatischen Situation eine Ausschreibung zu veröfco momento storico, un bando di fentlichen, mit der ein/eine professioneller Diakoniemitarconcorso finalizzato alla ricerca di beiter/in für den Bereich ‚Flüchtlinge und Migranten‘ geuna figura professionale diaconale da funden werden soll. Das derzeit wichtigste Flüchtlingsprodedicare alle iniziative in tema di rijekt, das vom Lutherischen Weltbund und der Landeskirche fugiati e migranti: in quest’area, il proWaldenser Gästehaus in Florenz, Ort der Konferenz / getto più importante - sostenuto Württemberg unterstützt wird, soll in Sizilien umgesetzt werForesteria Valdese di Firenze, luogo della conferenza den. ELKI und Ortsgemeinden organisieren aber auch andere dalla Federazione Luterana MondiaHilfsprojekte auf Gemeindeebene. (Auf unserer Webseite www.chiele (FLM) attraverso la Chiesa del Württemberg - si terrà in Sicilia e, al saluterana.it findet man auch Infos über kulturelle Events, die im Rahcontempo, altre iniziative d’intervento in Italia sono promosse dalla CELI men des Reformationsjubiläums stattfinden werden). Zur Sprache kae dalle sue comunità (consultabili sul sito www.chiesaluterana.it, dove men ferner die intensive Projektzusammenarbeit der Gemeinden ci si può informare anche sulle iniziative culturali relative all’anniversario (GAW-geförderte Projekte) für die Restaurierung von Denkmälern, die della Riforma). Durante la Conferenza, si è ribadita la forte interazioAcht-Pro-Mille-Gelder sowie die Sonderförderung zugunsten der Rene tra le Comunità rispetto ai progetti (sostenuti dal GAW) per il restauro novierung der Notaufnahme des Evangelischen Krankenhauses in Gedei propri monumenti cosi come si è parlato dei fondi 8xMille e del parnua. Schließlich wurden auch die Gemeindepräsidenten um Unterticolare sostegno deciso a favore della ristrutturazione del Pronto Socstützung der ELKI-Findungskommission der ELKI gebeten, die die Aufcorso dell’Ospedale di Genova. Infine, è stato ricordato il prezioso ruogabe hat, Kandidaten/innen für die Laienmitglieder des Konsistoriums lo di supporto dei Presidenti di Comunità alla specifica Commissione und für das Synodalpräsidium ausfindig zu machen. della CELI che si occupa dell’individuazione dei possibili candidati ai Cordelia Vitiello ruoli di membri laici del Concistoro e della Presidenza del Sinodo. Übersetzung: Kerstin Gros Cordelia Vitiello
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Aus den Gemeinden | Dalle comunità
Selfie von Gott
Selfie di Dio
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vendo come modello un concorso organizzato dalla regione della Renania Settentrionale-Vestfalia, gli studenti della 10a classe (1° Liceo) della Scuola Europea di Varese si sono occupati dell’immagine di Dio e alla fine hanno prodotto un “selfie” di Dio. Ne sono risultate delle rappresentazioni che possono essere lo specchio delle riflessioni religiose dei giovani dei nostri giorni. Le immagini mostrano Dio “in blu” come una forma- Luca zione nuvolosa, come un uomo inserito nella natura, come una porta verso la vastità, come elemento che collega la terra al cielo o semplicemente come nuvola sullo sfondo di un arcobaleno. Il largo ventaglio delle loro rappresentazioni di Dio ci stimola a riflettere su quanto siano spesso limitate le nostre immagini di Dio. I disegni verranno esposti fino all’estate nella chiesa di Ispra-Varese. Uwe Habenicht
n Anlehnung an einen Wettbewerb in Nordrhein-Westfalen haben Schüler der 10. Klasse der Europaschule Varese sich mit Gottesbildern beschäftigt und am Ende selber ein Gottesbild, ihr eigenes Selfie von Gott gestaltet. Herausgekommen sind Gottesdarstellungen, die ein Spiegel für religiöses Nachdenken unter heutigen Jugendlichen sein können. Die Bilder zeigen Gott „in blau“ als Wolkenerscheinung, als Mann, eingebettet in die Natur, als Tor ins Weite, als verbindendes Element zwischen Himmel und Erde oder schlicht als Wolke auf dem Hintergrund eines Regenbogens. Die Weite der jugendlichen Gottesdarstellungen regt zum Nachdenken darüber an, wie eng nicht selten unsere eigenen Bilder von Gott sind. Die Bilder der 15 - und 16-Jährigen werden in der Kirche von Ispra-Varese bis zum Sommer ausgestellt. Uwe Habenicht Übersetzung: Kerstin Gros
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Niklas
Nicholas Elektra
Sven
Luise
Sabrina
Henrik
Personen | Persone
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Die Triester Gemeinde verlierti ein langjähriges Mitglied
La comunità di Trieste perde un suo membro storico
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esù disse: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Giov. 11, 25). Il 19 marzo 2016 ci telefonarono dalla Germania comunicandoci che il nostro ing. Manfred Rocktäschel se n'era andato verso un “mondo migliore”. Il giorno precedente gli avevamo fatto affettuosi auguri di cuore per il suo compleanno. Da tempo sapevamo che non stava bene, che la sua salute stava peggiorando. Mai una lamentela da parte sua, sempre un cordiale sorriso sulle sue labbra. Apparteneva alla Comunità di Trieste dall'anno 1971 partecipando vivacemente alla vita comunitaria con tutta la famiglia. Sua moglie Hildegard, già membro del Presbiterio da più di trent'anni, è stata anche per lungo tempo sinodale. La sua attività non si fermò qui: infatti quando nel 1976 vi fu il devastante terremoto in Friuli e la Comunità evangelica luterana di Trieste chiese aiuto ai Giovanniti in Germania, avviando così la presenManfed Rocktäschel za della S.O.G.IT (Soccorso dell’ Ordine di S. Giovanni in Italia) , l'ing. Rocktäschel ne divenne Presidente, prima della sede di Trieste e poi di quella nazionale. Gli fu conferita anche la croce di merito federale dal Console tedesco del Consolato Generale di Milano per le sue opere straordinarie con i Giovanniti in Italia. Fu anche presidente del consiglio d′amministrazione della sede del Goethe-Zentrum di Trieste. Nella nostra comunità la famiglia Rocktäschel è sempre stata una presenza importante, sentita calorosamente da tutti i membri. Ciò continuerà anche in futuro: l'ing. Manfred Rocktäschel vivrà nelle nostre tradizioni, così importanti per lui. Suo figlio Ralph, il nostro Curatore, le continuerà, seguendo il suo esempio e con il sostegno di sua sorella Marion e della madre Hildegard.
hristus spricht: “Ich bin die Auferstehung und das Leben. Wer an mich glaubt, wird leben, auch wenn er stirbt. “ (Joh. 11, 25). Am 19. März 2016 erhielten wir die traurige Nachricht, dass Ing. Manfred Rocktäschel nicht mehr unter uns weilt. Am Tage zuvor war noch sein Geburtstag und wir hatten ihm von Herzen alles Gute gewünscht. Man wusste, dass es ihm in letzter Zeit nicht gut ging und sich sein gesundheitlicher Zustand verschlechterte! Trotzdem hörte man von ihm keine Klage und er hatte immer ein Lächeln auf den Lippen. Zur Triester Gemeinde gehörte er schon seit 1971 und hat mit seiner gesamten Familie stets rege am Gemeindeleben teilgenommen. Seine Frau Hildegard war über 30 Jahre lang Presbiterin und später auch Synodale. Aber damit nicht genug. 1976 war in Friaul ein schweres Erdbeben und von der ev. lutherischen Gemeinde Triest wurde Verstärkung vom Johanniterorden in Deutschland angefordert. Das war der Beginn der S.O.G.IT in Triest. Zuerst war Ing. Manfred Rocktäschel für den Sitz in Triest zuständig, mit den Jahren wuchs die S.O.G.IT (Soccorso dell’ Ordine di S. Giovanni - Italia)in Norditalien und ing. Rocktäschel wurde der Präsident der Johanniter in Italien. Ihm ist auch das Bundesverdienstkreuz am Bande für seinen außerordentlichen Einsatz für den Johanniterorden in Italien vom Konsul des Deutschen Generalkonsulats in Mailand verliehen worden. Aber auch das reichte noch nicht! Ing. Rocktäschel kümmerte sich um das Goethe-Zentrum in Triest, und war dort Vorstandsvorsitzender. Die Familie Rocktäschel ist bekannt bei allen Mitgliedern unserer Gemeinde, auch wenn unser Senior sich letztendlich zurückgezogen hatte. Seine Präsenz ist weiterhin spürbar gewesen und wird es auch in Zukunft sein! Ing. Manfred Rocktäschel lebt in den Traditionen bei uns weiter, auf die er immer so grossen Wert legte und die er seinem Sohn – Ralph – vertrauensvoll in die Hände gelegt hat. Dieser führt sie in seiner Rolle als derzeitiger Kurator unserer Gemeinde in Ehren weiter und wird dabei von seiner Schwester Marion und seiner Mutter Hildegard unterstützt.
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Marina Maraspin, Christine Fettig e Gudrun Martini
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Zum 500. | Verso il 500°
Turiner Vorgeschmack auf 2017 Torino verso il 2017
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ehrerinnen und Lehrer unterrichten, damit endlich informiert nsegnare agli insegnanti per finalmente parlare della Riforma anüber die Reformation gesprochen werden kann – darum ging es ziché sparlarne – ecco una possibile lezione che si è potuta trarre in den 5 Seminaren zur Aktualität der Reformation, die im Fedai 5 Seminari sull’Attualità della Riforma proposti da varie Chiebruar/März 2016 von evangelischen Kirchen unter der Leitung des Cense protestanti sotto la guida del Centro Evangelico di Cultura Arturo tro Evangelico di Cultura Arturo Pascal in Turin angeboten wurden. GePascal tra febbraio e marzo 2016 a Torino. In cinque pomeriggi sono stadacht war die Initiative, deren Vorbereitung vor gut zwei Jahren begann, te offerte al pubblico interessato, ma soprattutto agli insegnanti für Lehrpersonal der Fächer Italienisch, Geschichte und Philosophie aus d’italiano, storia e filosofia di scuole medie e superiori, 4 x 2 relazioni der Mittel- und Oberstufe, sie stand aber auch einem breiteren Publie una tavola rotonda in tema. L’iniziativa era stata preparata con cura kum offen. Bei den 4 Nachmittagen mit jeweils 2 Vorträgen sowie der da oltre due anni e così siamo stati testimoni di una sinergia riuscita abschließenden Podiumsdiskussion wurde die tra diverse discipline di studi, le gute Zusammenarbeit zwischen den diversen Chiese coinvolte, il patrocinio del Fachrichtungen, den beteiligten Kirchen und InMinistero dell’Istruzione, della stitutionen sowie des Claudiana Verlages deutRegione Piemonte, della Città di lich, die über die äußerst effiziente Verwaltung Torino e la Claudiana che oltre ad der Einschreibungen und Teilnahmebescheiniuna gestione molto efficace delgungen hinaus auch stets eine passende Büle iscrizioni e certificazioni ha cherauswahl anbot. fornito anche un banco di libri al„Hintergedanke“ im besten Wortsinne war die lestito di volta in volta in linea con Bekanntmachung einer Ausschreibung für Mitgli interventi proposti. tel- und Oberstufenschulen zum Seminarthema, «Secondo fine» in senso buono bei dem es nicht nur drei interessante Hauptdell’iniziativa è stata la pubbliMartin Wallraff, Università di Basilea preise zu gewinnen gibt, sondern auch eine akcazione di un bando di concorso Uni Basel, 23 Februar, febbraio 2016 Turin, Torino tive Teilnahme am Turiner Büchersalon 2017. Mit per le scuole medie e superiori che Hilfe der exzellenten internationalen Dozenten begaben wir uns auf per i vincitori prevede oltre ai premi veri e propri anche la partecipaeine Zeitreise vom 16. Jahrhundert bis heute, konnten dabei historische, zione attiva al Salone del Libro di Torino nel 2017. Con l’aiuto di relatoaber auch theologische Kenntnisse vertiefen, und wurden zum Nachri eccellenti di provenienza internazionale, abbiamo intrapreso un viagdenken angeregt, inwieweit Luther und seine Reformationskollegen mit gio nel tempo dal ‘500 fino ad oggi, approfondendo nozioni storiche, heutigen Kenntnissen und Erwartungen gemessen werden dürften. Erma anche teologiche e qualche spunto di riflessione sull’opportunità leuchtend waren die geschichtliche und geopolitische Einordnung der di misurare Lutero e gli altri riformatori con le nostre conoscenze e aspetReformation, der Vergleich zwischen Wittenberger Schule, Erasmus und tative di oggi. Molto valida è stata la collocazione storica e geopolitider schwierigen Lage in Italien sowie der Hinweis auf die radikaleren ca della Riforma, il confronto tra la Scuola di Wittenberg, Erasmo e la Ansätze der Reformation, die im Erfolgsfall – vielleicht – früher zu mehr situazione più complessa in Italia, nonché il riconoscimento verso le Demokratie in den Kirchen geführt hätten. Nun ist die Jugend an der correnti più radicali che in caso di vittoria avrebbero anticipato – forReihe, die Reformation aktuell auszulegen. se – una maggiore democratizzazione nelle Chiese. Ora toccherà ai giovani aggiornarci sulla Riforma. Sabine Wolters, Gemeinde Turin Sabine Wolters, Comunità di Torino
Post Scriptum
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Sport und soziale Eingliederung
Sport e integrazione sociale
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a Fondazione Sacra Famiglia ONLUS, che nasce a Cesano Boscone nel 1896 per opera di Don Domenico Pogliani, opera nel campo dell’assistenza, riabilitazione e cura di persone fragili con numerose sedi diverse in Lombardia, Piemonte e Liguria. Presso le Sedi Varesine, avvalendosi della collaborazione di 220 dipendenti e circa 100 preziosi volontari, eroga prestazioni in forma diversa a favore di disabili, anziani e minori. Nei nostri progetti di vita per gli ospiti, una grande importanza è rivestita dalle attività sportive. Presso le nostre sedi, vengono con esperienza ventennale svolte attività di atletica, canottaggio, bocce, attività fisica adattata, piscina ... Lo sport è utilizzato come strumento educativo per chi riesce ad attivare le proprie capacità e di animazione per gli ospiti che non possono essere protagonisti attivi. L’attività sportiva diventa strumento di inclusione sociale, di incontro tra esperienze di vita diverse, che permette a ciascuno di cogliere il senso delle cose tra fatica e gioia, che educa a mettere in dialogo spiritualità e fisicità. Evento più rappresentativo nelle attività sportive è la “Camminiamo Insieme”, quest’anno giunta alla 13a edizione. Giornata sportiva con evento podistico presso la nostra sede di Cocquio, che assume carattere particolare perché permette ai nostri ospiti di accogliere in una giornata di sport e solidarietà circa mille persone. Con i nostri ospiti ci sono atleti, studenti, famiglie e volontari, gli amici della Comunità luterana di Ispra-Varese. Al fine di offrire alle persone fragili presenti presso tutte le nostre sedi la possibilità di svolgere attività sportive, lo scorso anno la Fondazione ha costituito l’Associazione sportiva dilettantistica “GioCare”, che nasce dalla necessità di promuovere e organizzare l’attività per ospiti e dipendenti. L’attività sportiva è uno dei tanti tasselli con cui Fondazione Sacra Famiglia esercita la propria responsabilità sociale, promuovendo lo sport come strumento educativo e di inclusione sociale.
ie Stiftung Sacra Famiglia ONLUS wurde 1896 in Cesano Boscone von Don Domenico Pogliani gegründet und ist im Bereich Betreuung, Rehabilitation und Pflege von gebrechlichen Menschen tätig. Zu diesem Zweck unterhält sie verschiedene Zentren in Lombardei, Piemont und Ligurien, in denen 220 MitarbeiterInnen und ca. 100 unersetzliche Freiwillige diverse Dienstleistungen für Behinderte, alte Menschen und Kinder anbieten. Bei den Lebensprojekten für unsere Gäste spielt die sportliche Betätigung eine große Rolle. Seit zwanzig Jahren bieten wir in unseren Zentren Leichtathletik, Rudersport, Boccia, Behinderten- Angelo Chessa sport und Schwimmen an. Bei Gästen, die dazu in der Lage sind, wird der Sport zu erzieherischen Zwecken eingesetzt. Und zur Animation für diejenige, die sich nicht aktiv beteiligen können. Sportliche Betätigung fördert die soziale Inklusion und den Austausch unterschiedlicher Lebenserfahrungen, was eine Sinnfindung erleichtert, während teils schweißgebadet teils freudig Sport getrieben wird. Außerdem erzieht Sport auch dazu, Spiritualität und Körperlichkeit in Dialog treten zu lassen. Ein großes Ereignis ist jedes Jahr der Lauf “Camminiamo Insieme”, der nun schon zum 13ten Mal stattfindet. An diesem Tag veranstalten wir in unserem Zentrum in Cocquio verschiedene Wettläufe. Das Besondere daran ist, dass unsere Gäste an einem Tag, bei dem Sport und Solidarität im Mittelpunkt stehen, sich über fast tausend BesucherInnen freuen dürfen. Es kommen SportlerInnen, SchülerInnen, Familien und Freiwillige sowie die Freunde der lutherischen Gemeinde Ispra-Varese. Um den gebrechlichen Menschen in unseren Zentren die Möglichkeit zu bieten, Sport zu treiben, hat unsere Stiftung letztes Jahr den Sportverein “GioCare” gegründet. Mit diesem Verein sollen sportliche Aktivitäten für Gäste und MitarbeiterInnen gefördert und organisiert werden. Durch Sport übt die Stiftung Sacra Famiglia ihre soziale Verantwortung aus und setzt ihn zu erzieherischen Zwecken und für soziale Inklusion ein. Angelo Chessa – Leiter der Varesine-Zentren Fondazione Sacra Famiglia ONLUS Übersetzung: Kerstin Gros
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Angelo Chessa - Direttore Sedi Varesine Fondazione Sacra Famiglia ONLUS
INFO - INTERNET
8xMille alla Chiesa Luterana
CELI|ELKI Chiesa Evangelica Luterana in Italia | Evangelisch-Lutherische Kirche in Italien www.chiesaluterana.it - decanato@chiesaluterana.it www.facebook.com/ChiesaEvangelicaLuteranaInItalia Sinodo | Synode presidente.sinodo@chiesaluterana.it
Centro studi | Studienzentrum Centro Filippo Melantone a Roma | Melanchthon Zentrum in Rom www.centromelantone.org segreteria@melantone.org
Altri siti | Andere Webseiten Per saperne di più | Um mehr darüber zu wissen www.bollunet.org www.luterani.it
Radio (in italiano / in italienischer Sprache) Rai Radiouno “Culto Evangelico” la domenica mattina alle 7.30 Per riascoltare le trasmissioni: www.fedevangelica.it/servizi/ssrtvo31.asp
Anmerkung der Redaktion
Il tuo 8xMille aiuta! Negli ultimi anni le firme che destinano l’8xMille alla CELI sono aumentate di oltre il 50%: dalle 43.000 del 2009 alle 61.200 del 2014, e cioè 9 volte il numero di luterani in Italia. Un premio dei contribuenti al rigore e alla trasparenza con cui sono state gestite le risorse ricevute. E alle tante iniziative realizzate in ambiti quali cultura, sanità, scuola, assistenza a poveri e migranti, pari opportunità uomo-donna, ecumenismo e dialogo interreligioso, difesa delle diversità. Ma anche alla sua capacità di essere chiesa che evolve con la società.
Firme di valore per opere di valore Chiesa Evangelica Luterana in Italia Evangelisch-Lutherische Kirche in Italien
www.chiesaluterana.it
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