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numero1_2017

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68. Jahrgang|Anno 2017|Nr. 1

Von der Lust am Verstehen Theologie heute

Il piacere di capire Teologia oggi

MITEINANDER

INSIEME


p. 4

p. 7

p. 14

Inhalt

Indice

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PFARRERSWORT Soli Deo Gloria

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THEOLOGIE UND...

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SALUTO DEL PASTORE TEOLOGIA E... Arte Canto Letteratura Ecumenismo

16 PERSONEN

16 PERSONE

Dorothee Sölle Die Melantonini

Dorothee Sölle I Melantonini

21 ORTE

21 LUOGHI

La Facoltà valdese

La Facoltà Valdese

23 DER THEOLOGE ANTWORTET

23 IL TEOLOGO RISPONDE

Wir sind alle Theologen

Siamo tutti teologi

24 ZUM 500.

24 VERSO IL 500°

Die 95 Thesen

Le 95 tesi

25 ERINNERUNGEN

25 RICORDI

WICAS in Neapel Ökumene in Trient

WICAS a Napoli Ecumene a Trento

27 LEKTÜRE

27 LETTURA

Spiritualität Gott denken

Spiritualità Pensare Dio

29 EVENTS

29 EVENTI

Familienfreizeit Stellenausschreibung in Florenz Synode

Campo famiglia Bando di concorso a Firenze Sinodo

POST SCRIPTUM

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Fundamentaltheologie

POST SCRIPTUM Teologia fondamentale

32 TERMINE Miteinander ist das Organ der «Evangelisch-Lutherischen Kirche in Italien»

p. 31

Soli Deo Gloria

Kunst Gesang Literatur Ökumene

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p. 21

32 APPUNTAMENTI Via Aurelia Antica, 391 - 00165 Roma Tel. 06 66 03 01 04 - Fax 06 66 01 79 93 E-Mail: decanato@chiesaluterana.it Herausgeber • Editore: Konsistorium/Concistoro (Cordelia Vitiello)

Insieme è l’organo della «Chiesa Evangelica Luterana in Italia»

Verantwortlicher Direktor • Direttore responsabile: Paolo Poggioli

mit Geschäftssitz im Dekanat in Rom • con sede legale a Roma nel Decanato

Chefredakteurin • Capo redattrice: Christiane Groeben

Redaktion • Redazione: Pfarrer/Pastore Uwe Habenicht (Theologe/teologo), BMP Comunicazione (Pietro Barrile, Michela Mantegazza, Francesco Petrella), Caroline von der Tann, Roberto Tresoldi, Margherita Groeben, Dekanat/decanato (Layout), Cecilia Bazzini (Graphik/grafica) E-mail: miteinander@chiesaluterana.it / insieme@chiesaluterana.it

Druck • Stampa: A. Weger, Bressanone – Brixen Auflage • Tiratura: 2.563 - n. 1 2017 Autor. Trib. Bolzano 26/11/1968, n° 39/49 Spenden für die Zeitschrift • Offerte per la rivista: «ELKI / CELI – Miteinander / Insieme» c/c bancario in Italia: Banca Prossima IBAN IT 96 A 03359 01600 100000061391 BIC: BCITITMX - Verwendungszweck/causale: Miteinander/Insieme.


Pfarrerswort | Saluto del Pastore 3

Soli Deo Gloria

Soli Deo Gloria

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sempre avvincente parlare di “Teologia”, perché con essa ci avviciniamo, o ci vorremmo avvicinare quanto più possibile, a Dio. In effetti questa fu, in parte, anche l’idea coinvolgente e implicante che mi spinse allo studio teologico e che con il tempo scoprii essere un puzzle di più materie, che, nel loro insieme, permettevano di addentrarsi nell’affascinante viaggio in tale disciplina. La teologia non serve tanto a far “aumentare” la fede, così come una volta i discepoli chiesero al loro Maestro, e come si potrebbe presupporre; ma serve a conoscere, ad approfondire e anche a guardare in modo “storico-critico”, quanto trasmessoci dalle Sacre Scritture a riguardo del rapporto con Dio e con Gesù, che sono alla base della nostra vita spirituale. Con la teologia non siamo quindi tanto di fronte ad un “parlare su Dio,” ma su come questo Dio entra nella nostra vita e ci invita a riflettere su come noi, uomini e donne, possiamo entrare in relazione anche gli uni con gli altri facendo convergere il nostro comune pensiero verso il nostro Dio e Signore. Elencare i cardini dello studio teologico protestante sarebbe lungo e difficoltoso, per questo, proiettandoci oggi nel 500° anniversario della Riforma è bene sottolineare che i principali concetti teologici della dottrina luterana, li ritroviamo soprattutto nelle concezioni dei 5 “sola”, che hanno contraddistinto l’azione riformatrice protestante di fronte a quella cattolica nella sua epoca: Sola Scrittura; Sola Fide; Sola Gratia; Solus Christus; Soli Deo Gloria. Queste espressioni possono essere raggruppate e definite nel seguente modo: “basandoci sulla sola scrittura (biblica) è possibile affermare che la giustificazione è per sola grazia, attraverso la fede, fondata in Cristo soltanto e tutto alla sola Gloria di Dio.” Questi principi e concetti, diventati basilari e importanti, abbisognano di essere approfonditi e fatti propri. Di per sé sono chiari e di facile visione, ma cosa effettivamente essi siano e come questi abbiano a che fare con la nostra vita, deve poi diventare oggetto di studio di ogni singola persona per essere condivisi e posti in dialogo per essere alla base del nostro essere e sentirci “in Cristo” – come dice l’apostolo Paolo. Auguro a tutti noi di “teologizzare” nei modi che più riteniamo opportuni, in quanto tutti sono utili se ci arricchiscono e se annunciano la Gloria di Dio. Pastore Paolo Poggioli, Torre Annunziata

ie „Theologie“ ist ein spannendes Thema, weil wir durch sie Gott näher kommen oder zumindest kommen möchten. Und es war tatsächlich zum Teil auch diese fesselnde und mitreißende Idee, die mich zum Studium der Theologie bewegt hat. Mit der Zeit habe ich dann festgestellt, dass die Theologie sich aus verschiedenen Fächern zusammensetzt, die in ihrer Gesamtheit ein faszinierendes Studienfach ergeben. Die Theologie dient nicht unbedingt dazu, den Glauben zu „vergrößern”, wie man annehmen könnte, da ja schon die Jünger ihrem Meister diese Frage stellten. Sie dient vielmehr dazu, die uns durch die Heilige Schrift überlieferte Botschaft über die Beziehung zu Gott und zu Jesus, die die Grundlage für unsere Spiritualität darstellen, besser kennen zu lernen, zu vertiefen und von einem geschichtskritischen Gesichtspunkt aus zu betrachten. Mit der Theologie sprechen wir nicht so sehr von Gott, als vielmehr darüber, wie dieser Gott in unser Leben tritt und uns auffordert, darüber nachzudenken, wie wir, Männer und Frauen, miteinander in Beziehung treten können und dabei unser gemeinsames Denken auf unseren Gott und Herrn ausrichten. Da die Aufzählung der Kernpunkte des Studiums der evangelischen Theologie eine langwierige und schwierige Aufgabe ist, konzentriere ich mich angesichts des 500-jährigen Reformationsjubiläums hier lieber auf die theologischen Kernkonzepte der lutherischen Lehre, die auch die Grundsätze der Reformation waren. Es sind die fünf „Solas“, die das reformatorische Handeln der Protestanten im Unterschied zu dem der Katholiken zur damaligen Zeit prägten: Sola Scriptura; Sola Fide; Sola Gratia; Solus Christus; Soli Deo Gloria. Diese können wie folgt ausgelegt werden: „Indem wir uns auf den Grundsatz sola scriptura (allein aufgrund der Schrift) stützen, können wir sagen, dass die Rechtfertigung durch sola gratia (allein aus Gnade) ist, durch den in Christus allein gegründeten Glauben (sola fide) und alles dem alleinigen Gott zu Ehre (Soli Deo Gloria).“ Diese Kerngedanken müssen vertieft und sich zu Eigen gemacht werden. Sie sind an sich leicht verständlich, aber ihre tiefergehende Bedeutung und was sie mit unserem Leben zu tun haben, sollte Gegenstand des Studiums eines jeden Einzelnen werden. Wir müssen sie teilen und gemeinsam über sie sprechen, damit sie Grundlage unseres „in Christus“ Seins und eins Fühlens werden – so wie es der Apostel Paulus sagt. Ich wünsche uns allen, dass wir „theologisieren“, und zwar jeder auf seine Art, weil jede und jeder wichtig ist, solange er oder sie uns bereichert und das Lob Gottes verkündet. Pfarrer Paolo Poggioli, Torre Annunziata

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Übersetzung: Kerstin Gros


4 Theologie und Kunst | Teologia e arte

Du sollst dir kein Bildnis machen...

Non farti immagine alcuna...

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Ein Blau, welches dem Betrachter durch die Augen direkt in die Seele fließt. Im Gewölbe darüber ist der Funken des Schöpfungsaktes geradezu spürbar, die Hände sind kurz davor, sich zu berühren. Adam liegt dahingestreckt, leblos und schlaff, ein viriler und mächtiger Gottvater streckt sich ihm zu und will ihn zum Leben erwecken. Die Sixtinische Kapelle im Vatikan ist ein weltberühmtes Gesamtkunstwerk, „die Erschaffung Adams“ von Michelangelo Buonarroti eines der berühmtesten Bilder der Kunstgeschichte. Ab 1508 malte Michelangelo vier Jahre an dem insgesamt 520 m² großen Deckenfresko. Anfangs hatte er sich nur widerwillig dem Auftrag Papst Julius II. gefügt. Er sah sich als Bildhauer und nicht als Maler. Auch inhaltlich konnten sich der Papst und der Künstler lange nicht einigen, bis der Papst dem damals schon berühmten Universalgenie komplett freie Hand ließ. Was am 1. November 1512 der Öffentlichkeit präsentiert wurde, war eine Sensation und ein Skandal zugleich. Sensationell die offensichtliche Meisterschaft des Künstlers. Skandalös die Darstellung des entblößten Fleisches. Später wurden eigens Maler engagiert, die exponierten Geschlechtsteile zu übermalen. Kunst und Theologie, ein kapriziöses Liebespaar.

Un blu che attraverso gli occhi fluisce direttamente nell’anima di chi osserva. Nella volta sovrastante la scintilla dell’atto della creazione è addirittura avvertibile, le mani sono in procinto di sfiorarsi. Adamo è sdraiato, immobile e fiacco, mentre un virile e potente Padre eterno si allunga verso di lui e lo vuole risvegliare alla vita. La Cappella Sistina in Vaticano è un’opera d’arte famosa in tutto il mondo. “La creazione di Adamo” di Michelangelo Buonarroti è una delle immagini più famose della storia dell’arte. A partire dal 1508 Michelangelo in quattro anni ha dipinto i 520 m² totali di affreschi della volta. Inizialmente aveva accettato di malavoglia la commissione di Papa Giulio II. Si considerava uno scultore e non un pittore. Anche per quanto riguarda i contenuti il Papa e l’artista per lungo tempo non riuscirono a mettersi d’accordo, finché il Papa non lasciò completamente carta bianca al genio universale già famoso a quell’epoca. Ciò che venne presentato al pubblico il 1 novembre 1512 era allo stesso tempo qualcosa di sensazionale e scandaloso. Sensazionale era l’evidente maestria dell’artista. Scandalosa la rappresentazione dei corpi nudi. Più tardi vennero ingaggiati dei pittori per ricoprire le parti intime esposte. Arte e teologia, un’accoppiata capricciosa.

hne die Sixtinische Kapelle gesehen zu haben, kann man sich keinen anschauenden Begriff machen, was ein Mensch vermag.“ (Johann Wolfgang von Goethe)

enza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formarsi un'idea di cosa un solo uomo sia in grado di ottenere.“ (Johann Wolfgang von Goethe)


Theologie und Kunst | Teologia e arte 5

Nicht die Macht der Kirche, sondern Gottes Schöpfung steht im ZenNon è il potere della Chiesa, ma è la creazione di Dio che si trova al centrum des Deckenfreskos. „ Im Anfang war das Wort, und das Wort war tro della volta affrescata. “In principio era il Verbo, il Verbo era presso bei Gott, und Gott war das Wort.“ Indem sich das Deckenfresko auf den Dio e il Verbo era Dio.” L’affresco della volta, facendo riferimento all’inizio Anfang des Johannesevangeliums bezog, stellte es Christus in das Zendel Vangelo di Giovanni, pone Cristo al centro del passato, presente e trum von Vergangenheit, Gegenwart und Zukunft. Durch das Wort, den futuro. Attraverso il Verbo, il Logos, attraverso Cristo, la Parola di Dio diLogos, durch Christus, das fleischgewordene Wort Gottes, ist alles geventata carne, è stato creato tutto. Al centro della Cristianità, nella Capworden. Im Zentrum der Christenheit, in der Sixtinischen Kapelle, rief pella Sistina, Michelangelo incitava in questo modo all’adesione delMichelangelo so zur Hinwendung der Kirche zu Christus auf. Gemalla Chiesa a Cristo. È teologia dipinta. Il contesto storico era eccezionate Theologie. Der kirchengeschichtliche Kontext war einle, in tutt’Europa si avvertiva un clima di rinnovamento. Solo Michelangelo, Die Erschaffung Adams. zigartig, in ganz Europa war eine Aufbruchstimmung pochi anni dopo Martin Lutero pubblicò le sue 95 tesi. Sixtinische Kapelle, spürbar. Nur wenige Jahre später veröffentlichte Martin Lu1508 - 1512. ther seine 95 Thesen. “Allora Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal Paese d’Egitto, dalla casa La creazione di Adamo. Cappella Sistina, „ Und Gott redete alle diese Worte: Ich bin der HERR, dein Gott, di schiavitù. Non avere altri dei oltre a me. Non farti scultura, 1508 - 1512. der ich dich aus Ägyptenland, aus der Knechtschaft, geführt né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o habe. Du sollst keine anderen Götter haben neben mir. Du sollst dir kein quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra” (Esodo 20, 1-6). Come Bildnis noch irgendein Gleichnis machen, weder von dem, was oben im si concilia l’arte cristiana con la proibizione delle immagini di Mosè? Himmel, noch von dem, was unten auf Erden, noch von dem was im WasFin dall’inizio l’arte figurativa e la Chiesa sono un’accoppiata difficile. ser unter der Erde ist“ (Ex 20, 1-4). Wie geht christliche Kunst mit dem Ci si può o ci si deve fare un’immagine di Dio? I primi dottori della ChieBilderverbot des Mose zusammen? Von Anfang an bilden Kunst und Kirsa erano contrari alla raffigurazione di Gesù, perché non si poteva rapche ein schwieriges Paar. Kann, soll und darf man sich ein Bild von Gott presentarlo in maniera adeguata. Altri teologi invece erano favorevomachen? Frühe Kirchenlehrer waren gegen eine Abbildung Jesu, weil li a una rappresentazione figurativa di contenuti religiosi. In che modo dieser nicht angemessen dargestellt werden könne. Andere Theologen altrimenti si poteva trasmettere ai fedeli, che non sapevano leggere, wiederum befürworteten eine bildliche Darstellung religiöser Inhalte. la teologia, la dottrina della parola di Dio (logos theou)? Le risposte forWie sonst sollte den Gläubigen, der Schrift nicht kundig, die Theologie, nite dalla Chiesa orientale e da quella occidentale differivano. I dottori die Lehre vom Wort Gottes (logos theou) vermittelt werden? Die Antdella Chiesa bizantina motivavano la loro raffigurazione iconica atworten fielen in der Ost- und Westkirche unterschiedlich aus. Byzantraverso l’incarnazione. Dio stesso si era rivelato agli uomini attravertinische Kirchenlehrer begründeten die Ikonendarstellung durch die Inso l’incarnazione di Gesù Cristo permettendo così una rappresentazione. karnation. Gott selbst habe sich ja durch die Menschwerdung Christi La rappresentazione di Cristo e dei santi venne rigidamente codificaden Menschen offenbart und damit eine bildliche Darstellung erta nelle icone, ma per il Padre eterno stesso continuò a valere la proimöglicht. Die Darstellung von Christus und den Heiligen wurde in den bizione delle immagini. Ikonen stark kodifiziert, aber das Bilderverbot für Gottvater selbst bestand weiterhin. Nella Chiesa occidentale invece si era imposto il punto di vista secondo cui all’arte veniva attribuito un ruolo chiave nell’annuncio (KerygIn der Westkirche dagegen hatte sich der Standpunkt durchgesetzt, woma) e nell’insegnamento (Didache) della dottrina cristiana. Per seconach der Kunst in der Verkündigung (Kerygma) und Bildung (Didache) li la teologia venne trasmessa al popolo non alfabetizzato attraverso der christlichen Lehre eine Schlüsselrolle zukam. Die Theologie wurde le immagini e l’arte. Era nata pertanto una complessa iconografia cridem nicht alphabetisierten Volk über Jahrhunderte durch Bilder und stiana, che parlava ai fedeli attraverso allegorie per immagini, in maKunst vermittelt. Dadurch war eine komplexe christliche Ikonografie niera simile a come le aveva utilizzate Gesù Cristo. Le persone nel Meentstanden, welche zu den Gläubigen in ähnlicher Form in bildhaften dioevo avevano sviluppato una vera maestria nel leggere le immagiGleichnissen sprach, wie sie Christus verwendet hatte. Die Menschen ni e i simboli. Sapevano senza alcuna fatica che il drago significava la im Mittelalter hatten so eine Meisterschaft im Lesen von Bildern und vittoria sul male, il giglio era il simbolo della verginità e che il ramo di Symbolen entwickelt. Sie wussten mühelos, dass ein Drache den Sieg palma rappresentava il superamento del mondo e della carne attraüber das Böse bedeutete, die Lilie Jungfräulichkeit symbolisierte und verso il martirio. Teologicamente la rappresentazione delle immagini


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Theologie und Kunst | Teologia e arte

ein Palmzweig die Überwindung der Welt und des Fleisches durch das Martyrium darstellte. Theologisch wurde die Darstellung religiöser Bilder dadurch gerechtfertigt, dass die Verehrung des Bildes nicht dem materiellen Bild, sondern der dargestellten Person gelte. Jahrhunderte lang war dabei die Westkirche der wichtigste Auftraggeber für fast alle künstlerische Produktion – Malerei, Bildhauerei, Musik und Theater – gewesen. Der feudale Adel spielte eine vergleichbar geringe Rolle. Mit der Renaissance änderte sich das. Die „Wiedergeburt“ in Anknüpfung an die klassische Antike bringt nach Jahrhunderten des Mittelalters, in welchem vorwiegend geistige und religiöse Inhalte dargestellt wurden, wieder Profanes zur Blüte. Der Mensch mit all seinen Schwächen und Leidenschaften wird zum Mittelpunkt, das Individuum wird geboren. Das Zeitalter der Renaissance ist auch die Bühne, auf welcher entscheidende Konflikte innerhalb der Christenheit ausgetragen werden. Während nach katholischem Verständnis neben der Heiligen Schrift auch die Tradition der Kirche für die Lehre ausschlaggebend ist, konzentriert sich die emanzipierende evangelische Theologie ganz auf die Bibel und das Leben Jesu: sola scriptura, solus Christus. Die Reduzierung auf das Wesentliche trifft auch das Verständnis von Kunst und Theologie. Durch den Buchdruck wird die bildliche Darstellung rein theologischer Inhalte weniger wichtig. Viele Reformatoren lehnten die Anfertigungen christlicher Bildwerke ganz ab. Das Himmelreich sei allein durch die Gnade Gottes und nicht durch die Stiftung von Kunstwerken zu erlangen. Während Luther eine gemäßigte Position vertrat, setzten sich Ulrich Zwingli und Johannes Calvin für ein völliges Bilderverbot ein. In ganzen Landstrichen fielen in Folge Kunstwerke dem protestantischen Bildersturm zu Opfer, figürliche religiöse Darstellungen gingen unwiederbringlich verloren. Der Vatikan entfachte ein Gegenfeuerwerk. Die Explosion des Barock ist das künstlerische Programm der Gegenreformation, in welchem die katholische Kirche Gott und seine irdischen Stellvertreter mit Pomp und Gloria feiern lässt. Im Zeitalter der Aufklärung und mit beginnender Säkularisation wurde die Rolle der Kirche für die Schaffung von Kunstwerken immer unbedeutender. Säkulare Auftraggeber wie der Adel und das erstarkende Bürgertum erlangten zunehmend Einfluss und bestimmten die Wahl neuer Themen und Inhalte. Auch das Selbstverständnis der Kunstschaffenden wandte sich vom Handwerker hin zum Künstler. Jahrhunderte lang hatten der Pomp und die Selbstinszenierung der katholischen Kirche zur Schaffung weltberühmter Kunstwerke geführt. Diese Rolle begann langsam zu verblassen. Caroline von der Tann, Neapel

cristiane veniva giustificata dal fatto che la venerazione dell’immagine non era rivolta all’immagine materiale, ma alla persona rappresentata. Per secoli la Chiesa occidentale era stata il committente più importante di quasi l’intera produzione artistica: pittura, scultura, musica e teatro. La nobiltà feudale a confronto svolgeva un ruolo marginale. Con il Rinascimento cambia tutto. La “rinascita” che si riallaccia all’antichità classica dopo secoli di Medioevo in cui erano stati rappresentati soprattutto contenuti spirituali e religiosi fa rifiorire il profano. L’uomo con tutte le sue debolezze e passioni diventa il centro, nasce l’individuo. L’epoca del Rinascimento è anche lo scenario in cui si svolgono conflitti decisivi all’interno della Cristianità. Mentre secondo la comprensione cattolica accanto alla Sacra Scrittura anche la tradizione della Chiesa è decisiva per la dottrina, la teologia evangelica emancipatrice si concentra esclusivamente sulla Bibbia e sulla vita di Gesù: sola scriptura, solus Christus. La riduzione all’essenziale interessa anche la comprensione dell’arte e della teologia. Attraverso la stampa la rappresentazione figurata dei contenuti puramente teologici diventa meno importante. Molti riformatori rifiutavano le realizzazioni cristiane di opere d’arte. Per loro il regno di Dio si otteneva soltanto attraverso la misericordia di Dio e non attraverso la creazione di opere d’arte. Mentre Lutero sosteneva una posizione moderata Ulrich Zwingli e Giovanni Calvino si adoperavano per una totale proibizione delle immagini. Di conseguenza in regioni intere le opere d’arte divennero vittime dell’iconoclastia protestante, le rappresentazioni figurative religiose andarono irrimediabilmente perdute. Il Vaticano scatenò una controffensiva. L’esplosione del Barocco è il programma artistico della Controriforma, con cui la Chiesa cattolica celebra Dio e i suoi rappresentanti terreni in pompa magna e gloria. Durante l’epoca dell’Illuminismo con l’inizio della secolarizzazione il ruolo della Chiesa nella creazione di opere d’arte divenne sempre più insignificante. Committenti laici come la nobiltà e la borghesia in ascesa acquisivano un’influenza crescente e determinavano la scelta di nuove tematiche e contenuti. Anche l’immagine che il creatore d’arte ha di se stesso cambia da quella dell’artigiano a quella dell’artista. Per secoli la pompa magna e l’autorappresentazione della Chiesa cattolica avevano portato alla creazione di opere d’arte di fama mondiale. Questo ruolo iniziava lentamente a impallidire. Caroline von der Tann, Napoli Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


Theologie im Gesang | Teologia nel canto 7

„...davon ich singn und sagen will“

“...di cui voglio cantare e parlare”

Musik als Weg der Verkündigung

La musica come via dell‘annuncio

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artin Luther übersetzte nicht nur die Bibel ins Deutsche, er artin Lutero non ha tradotto soltanto la Bibbia in tedesco, ma fasste seine biblisch-theologischen Erkenntnisse auch in Lieha espresso anche le sue conoscenze bibliche teologiche in der. In seiner Predigt zur Einweihung der Torgauer Schlossalcuni inni. Nella sua predica per la consacrazione della Capkapelle 1544 hat er die Aufgabe des Gottesdienstes so beschrieben: „dass pella del castello di Torgau nel 1544 ha così descritto il compito del culnichts anders darin geschehe, denn dass unser lieber Herr selbst mit to: “non succede nient’altro che il nostro amato Signore parla con noi uns rede durch sein heiliges Wort, und wir wiederum attraverso la sua sacra parola e che noi parliamo con mit ihm reden durch Gebet und Lobgesang.“ Und in eilui attraverso la preghiera e il canto di lode.” In un eloner Lobrede auf die Musik stellt Luther die Kraft der Mugio della musica Lutero pone la forza della musica disik pointiert direkt neben die Verkündigung: „Denn was rettamente accanto a quella dell’annuncio: “Cosa trofindest du wirksamer als die Musik, die Traurigen zu trövi di più efficace della musica per consolare le persosten, die Fröhlichen zu erschrecken, die Verzweifelnden ne tristi, impressionare quelle allegre, incoraggiare quelzu ermutigen, die Überheblichen zu demütigen, die Leile disperate, umiliare gli arroganti, calmare gli apdenschaftlichen zu beschwichtigen?“ Der Gemeindepassionati?”. Il canto corale sotto la guida di Lutero digesang wird unter Luthers Führung fester Bestandteil venta parte integrante del culto. Nella Messa tedesca des Gottesdienstes. In der Deutschen Messe aus dem del 1526 Lutero spiega anche il canto liturgico. La coJahr 1526 klärt Luther auch das liturgische Singen. Ein munità all’inizio canta “un inno tedesco”, dopo la let„deutsches Lied“ singt die Gemeinde zu Beginn, nach tura delle epistole e dopo il Vangelo il canto religioso der Epistellesung und nach dem Evangelium Luthers di Lutero “Crediamo tutti in un Dio” (Innario evangeGlaubenslied „Wir glauben all an einen Gott“ (EG 183). lico - EG 183). Grazie a Lutero l’inno della comunità nel Seit Luther hat das Lied der Gemeinde neben dem ver- [Achtliederbuch]. Etlich Christlich lider | culto assume una funzione equiparata alla parola an[...] || wittenberg. || M. D. Xiiij kündigten Wort eine gleichberechtigte Funktion im Gotnunciata. La strategia di portare il Vangelo tra la [recte: M.D.XXiiij]. tesdienst. Die Strategie, mit Liedern das Evangelium ungente attraverso i canti iniziò con il “Libro degli otto canter die Leute zu bringen, begann mit dem „Achtlieti”, il primo innario evangelico (1524) in cui si trovano [Libro di otto canti]. Alcuni canti derbuch“, dem ersten evangelischen Gesangbuch cristiani. Canti di lode e salmi, conformi inni come “Rallegrati, cristianità” (Innario CELI 249) e (1524). Darin finden sich Lieder wie „Nun freut euch, lie- alla pura parola di Dio, tratti dalla Sacra “Nel mio sconforto grido a te” (Innario CELI 223). Per LuScrittura da alcuni eruditi, per essere ben Christen gmein“ (ELKI Gesangbuch 249) und „Aus cantati in chiesa, come accade in parte tero era il testo giusto che faceva della musica una mutiefer Not schrei ich zu dir“ (ELKI Gesangbuch 223). Der già a Wittenberg. Wittenberg, M.D.Xiiij sica sacra, degna di questo nome. Come professore di [recte: M.D.XXiiij]. richtige Text erst machte für Luther Musik zu einer Kirteologia interpretava gli “amati salmi” che come chenmusik, die diesen Namen verdient. Als Theolomonaco agostiniano aveva già da tempo interiorizgieprofessor legte er die „lieben Psalmen“ aus, die er als Augustinerzato; questo gli fece venire l’idea di inventare il canto dei salmi tedeschi. mönch längst verinnerlicht hatte; das brachte ihn auf die Idee, das deutSono giunti fino a noi sette suoi canti dei salmi. Il canto riformato ansche Psalmlied zu erfinden. Sieben Psalmlieder sind von ihm überlienuncia Gesù Cristo ed è il messaggio cantato della Pasqua. fert. Das reformatorische Lied verkündigt Christus und ist gesungeIl fatto che la parola e la musica si accordino e si intonino tra loro lo ne Botschaft von Ostern. dobbiamo in epoca successiva alla Riforma soprattutto a Heinrich Dass Wort und Musik zusammenstimmen und zusammen klingen, verSchütz e Johann Sebastian Bach. Schütz (1585-1672), allievo di Giovanni danken wir in der Folgezeit der Reformation besonders Heinrich Gabrieli a Venezia, ha tradotto in maniera magistrale dei testi bibliSchütz und Johann Sebastian Bach. Schütz (1585-1672), Schüler von Gioci tedeschi in musica. I suoi mottetti e la sua “musica corale spirituale“


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Theologie im Gesang | Teologia nel canto

vanni Gabrieli in Venedig, übersetzte deutsche Bibeltexte meisterhaft in Musik. Seine Motetten und seine „Geistliche Chormusik“ faszinieren noch immer dadurch, dass seine Kompositionen Bibeltexte überzeugend zum Klingen bringen. J.S. Bach (1685-1750) boten seine deutsche Bibel und das Gesangbuch überaus reichhaltigen Stoff für seine kirchenmusikalischen Werke. Seine Evangelienmotetten und Kantaten vertiefen noch immer die biblische Botschaft durch das Kirchenjahr. Bei der Auswahl geeigneter Liedstrophen beschränkte er sich hauptsächlich auf die Eckpunkte Martin Luther und Paul Gerhardt. Was mit dem gesprochenen Wort allein kaum adäquat beschrieben werden kann, gelingt Bach besonders mit seinem Weihnachtsoratorium und mit der Johannespassion, denn seine Musik geht „unter die Haut“. Er selbst bemerkte in einer Randnotiz seiner Bibel: „Bey einer andächtigen Musique ist allezeit Gott mit seiner Gnadengegenwart.“ Ergriffen vom Wüten der Welt fanden Jochen Klepper (1903-1942) und Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) Worte für das, was sie erlebten. Beide sind mit 39 Jahren an den widerwärtigen Untaten der NS-Herrschaft zugrunde gegangen. Jochen Kleppers geistliche Lieder (1938) wurden in evangelischen Kreisen schnell zu einer geheimen Sensation. In den Liedern „Die Nacht ist vorgedrungen“ (ELKI Gesangbuch 110), „Der du die Zeit in Händen hast“ (ELKI Gesangbuch 127) und „Er weckt mich alle Morgen“ (ELKI Gesangbuch 301) zeigt sich, was in einem guten geistlichen Text steckt. Angesichts der wirren Weltlage vermögen sie Singende auch heute zu trösten und Glaubensmut zu vermitteln. Dietrich Bonhoeffers Lied „Von guten Mächten”: (ELKI Gesangbuch 128) steht in unseren Gesangbüchern neben Kleppers Neujahrslied. Dies so bekannte und beliebte Lied, zu dem es zwei völlig gegensätzliche Kompositionen gibt, eine ernste und eine weiche, beschwingte, kann sich nicht dagegen wehren, von einer Religiosität beansprucht zu werden, die Bonhoeffer völlig fremd ist. Wir werden unsere Zukunft kaum so erfahren wie Dietrich Bonhoeffer, denn Gott geht mit jedem von uns seinen besonderen Weg. Aber wir können einander trösten und zusingen, dass Gott bei uns bleibt. Das ist das Ziel des ganzen Lieds. Im 20. Jahrhundert sind unendlich viele Kirchenlieder entstanden; auch heute und morgen werden neue Lieder geschrieben und vertont werden. Das Gesangbuch/Innario der ELKI, 2010 erschienen, ist ein gutes Beispiel dafür, dass wir als lutherische Kirche unsere Freude haben am Schatz unserer alten und neuen Lieder - gerade auch in ihrer Mehrsprachigkeit. Wer könnte sich Schöneres vorstellen, als schon hier und jetzt durch Klang und Gesang einen Vorgeschmack des Himmels zu erleben und damit Gott das zurückzugeben, was er uns durch die Musik geschenkt hat? Pfarrer Jakob Betz, Genua und San Remo

continuano ad affascinarci perché nelle sue composizioni è riuscito a musicare testi biblici in maniera convincente. J.S. Bach (1685-1750) ha tratto ampio materiale per le sue opere di musica sacra dalla Bibbia tedesca e dal suo innario. I suoi mottetti e le sue cantate approfondiscono il messaggio biblico nel corso dell’anno liturgico. Nella scelta di strofe adatte si limitava sostanzialmente ai punti cardine di Martin Lutero e Paul Gerhardt. Ciò che non può essere descritto in maniera adeguata solo attraverso la parola Bach riesce a trasmetterlo soprattutto con il suo Oratorio di Natale e con la Passione di Giovanni, perché la sua musica ci “tocca profondamente”. Egli stesso scrive in una nota a margine nella sua bibbia: “In una musica devota troviamo sempre Dio con la sua presenza misericordiosa.” Colpiti dal furore del mondo Jochen Klepper (1903-1942) e Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) hanno trovato le parole per esprimere quello che vivevano. Entrambi sono morti a 39 anni a causa dei misfatti efferati del regime nazionalsocialista. I canti spirituali di Jochen Klepper (1938) divennero presto un fenomeno segreto nelle cerchie evangeliche. Negli inni “La notte è inoltrata” (Innario CELI 110), “Tu tieni in mano ogni età” (Innario CELI 127) e “Mi desta ogni mattino” (Innario CELI 301) mostrano ciò che contiene un buon testo spirituale. In considerazione della confusa situazione mondiale riescono ancora oggi a consolare e infondere il coraggio della fede a chi canta. L’inno di Dietrich Bonhoeffer “Da buone forze” : (Innario CELI 128) nei nostri innari si trova vicino all’inno per l’anno nuovo di Klepper. Questo inno così amato e così conosciuto di cui esistono due composizioni totalmente opposte, una seria e una leggera e allegra, non può esimersi dal vedersi attribuita una religiosità che è totalmente estranea a Bonhoeffer. Il nostro futuro non sarà simile a quello di Dietrich Bonhoeffer, perché Dio percorre con ognuno di noi un cammino diverso. Ma possiamo consolarci l’un l’altro e cantare che Dio resti con noi. Questo è lo scopo dell’intero inno. Nel XX secolo sono nati innumerevoli canti liturgici; anche oggi e domani vengono scritti e musicati nuovi inni. L‘Innario della CELI, pubblicato in due lingue nel 2010, è un buon esempio del fatto che come Chiesa Luterana ci rallegriamo del nostro patrimonio di vecchi e nuovi inni, soprattutto anche perché è bilingue. Potremmo immaginarci qualcosa di più bello di poter godere fin da ora, attraverso il suono e il canto, di un assaggio del cielo, ridando quindi a Dio ciò che ci ha donato attraverso la musica? Pastore Jakob Betz, Genova e Sanremo Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


Theologie und Literatur | Teologia e Letteratura 9

Zum Lesen, Lernen und Lachen...

Per leggere, imparare e ridere...

Was Pfarrerinnen und Pfarrer der ELKI auf die Frage nach ihrem theologischen Lieblingsbuch geantwortet haben

Le risposte delle Pastore e dei Pastori della CELI alla domanda su quale fosse il loro libro teologico preferito

Franziska Müller, Pfarrerin in Florenz

Franziska Müller, Pastora a Firenze

Hektik! Und nun auch noch die Frage nach meinem Lieblingsbuch: Ganz Periodo frenetico! E ora anche la domanda su quale sia il mio libro preautomatisch greife ich zu meiner Zuflucht in Stresszeiten: Anferito: automaticamente in tempi di stress mi aggrappo alla thony de Mello, Priester, Psychotherapeut und geistlicher Lehmia ancora di salvezza: Anthony De Mello, prete, psicoterapeuta rer lädt in seinen Schriften in humorvoller Weise dazu ein, in e maestro spirituale, nei suoi scritti ci invita in modo spiritoalltäglichen Erfahrungen die Weite des Kind-Gottes-Seins zu so a sperimentare nelle esperienze quotidiane la grandezza erfahren. In seinem Buch Mit Leib und Seele meditieren sind viedell’essere figlio di Dio. Il suo libro Sàdhana contiene molti stilerlei Anregungen für Meditationen zusammengetragen, die moli per meditazioni, che possono essere praticate facilleicht praktiziert werden können. So beschreibt de Mello beimente. De Mello descrive ad esempio come una passeggiata Franziska Müller Pfarrerin in Florenz spielsweise, wie ein Spaziergang, in dem wir uns ganz auf das in cui ci concentriamo completamente sulla percezione dei ruPastora a Firenze Wahrnehmen der Geräusche konzentrieren, zum Gebet wermori possa trasformarsi in una preghiera, così come attraverso den kann, ebenso wie wir beim Erinnern schmerzhafter Erfahrungen il ricordo di esperienze dolorose possiamo trovare la pace interiore. Il liinneren Frieden finden können. Das Büchlein muss und kann nicht am bretto non deve e non può essere letto tutto d’un fiato. Così anche in Stück gelesen werden. So eröffnet es auch in Zeiten, in denen Muße selperiodi in cui non abbiamo molto tempo libero, ci offre l’opportunità ten ist, die Chance, Wesentliches zu erleben, nämlich, „dass Beten so eindi sperimentare qualcosa d’ importante, cioè “che pregare può essere fach sein kann wie Einatmen und Ausatmen.“ Da kehrt dann wieder Ruhe così semplice come inspirare e espirare”. Allora torna di nuovo la calma ein … … Anthony de Mello, Mit Leib und Seele meditieren. Herder Verlag GmbH, Freiburg i. Br., 2000.

Bernd Prigge, Pfarrer in Venedig

Anthony De Mello, Sàdhana, un cammino verso Dio. Paoline Editoriale Libri, Roma, 1991.

Bernd Prigge, Pastore a Venezia

Ich möchte Ihnen ein umfangreiches und trotzdem kurzweiliges Buch Voglio raccomandarvi un libro voluminoso e ciononostante divertenals mein (aktuelles) theologisches Lieblingsbuch empfehlen: te come mio (attuale) libro teologico preferito: Die VerzauDie Verzauberung der Welt. Eine Kulturgeschichte des Chriberung der Welt. Eine Kulturgeschichte des Christentums stentums von Jörg Lauster, Professor an der Ludwig-Maximi(L’incantesimo del mondo. Una storia della civiltà del Crilians-Universität München und auch Gastdozent in Venedig stianesimo) di Jörg Lauster, professore all‘Università Maxiam Istituto ecumenico “San Bernardino”. Wunderbar lesbar milian di Monaco e anche docente ospite a Venezia all‘Istituto und theologisch/theologiegeschichtlich fundiert. Lauster ecumenico San Bernardino. Si legge magnificamente ed è fongelingt es, den Leser auf eine Reise zu dem mitzunehmen, was dato dal punto di vista teologico e della storia della teologia. Bernd Prigge Pfarrer in Venedig die Welt seit Beginn des Christentums „verzaubert“ hat; naLauster riesce a condurre il lettore con sé in un viaggio che Pastore a Venezia türlich wissenschaftlich, fachübergreifend, anekdotenreich und ha “incantato” il mondo dall’inizio del cristianesimo; natuspannend. In seinem Schlusswort fasst Lauster zusammen: „Das Chriralmente lo fa in maniera scientifica, multidisciplinare, ricca di anedstentum ist mehr als sein Dogma, und es ist auch mehr als die Instidoti e avvincente. Nelle sue conclusioni Lauster riassume dicendo: “Il


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Theologie und Literatur | Teologia e Letteratura

tutionen, die es hervorgebracht hat. (…) Das Christentum ist die Fülle seiner Erscheinungsformen – und es ist noch viel mehr als das.“

Cristianesimo è più del suo dogma ed è anche più delle istituzioni che ha prodotto. (…) Il Cristianesimo è l’abbondanza delle sue forme ed è ancora molto di più di questo”.

Jörg Lauster, Die Verzauberung der Welt. Eine Kulturgeschichte des Christentums. C. H. Beck, München, 2016.

Jörg Lauster, Die Verzauberung der Welt. Eine Kulturgeschichte des Christentums. C. H. Beck, Monaco, 2016.

Friedemann Glaser, Pfarrer in Florenz

Friedemann Glaser, Pastore a Firenze

„Was ist Wahrheit?“ (Johannes 18,38) – Anregungen für ein tastendes “Che cos’è verità?” (Giovanni 18,38) Ho trovato degli stimoli per una riSuchen nach der Wahrheit finde ich im Buch des emeritierten Heicerca a tastoni della verità nel libro dell’emerito Professore di Heideldelberger Professors für Neues Testament Gerd Theißen, berg per il Nuovo Testamento Gerd Theißen, Glaubenssätze. Glaubenssätze. Ein kritischer Katechismus. 450 Jahre nach ErEin kritischer Katechismus (Articoli di fede. Un Catechismo crischeinen des „Heidelberger Katechismus“ von Zacharias Urtico). 450 anni dopo la pubblicazione del “Catechismo di Heisinius, der ähnlich wie Luthers „Kleiner Katechismus“ viele Gedelberg” di Zaccaria Ursino, che similmente al “Piccolo Catenerationen protestantischer Christen geprägt hat, versucht chismo” di Lutero ha influenzato molte generazioni di cristiani Theißen, den Grundlagen unseres Glaubens neu nachzuprotestanti, Theißen cerca di riscoprire i principi della nostra spüren. Meditativ, bildhaft, lyrisch, reflektierend – so umkreist fede. In maniera meditativa, metaforica, lirica e riflessiva, l’auder Autor die drei Grundartikel unseres Glaubens, Gott, Chritore ruota intorno ai tre articoli fondamentali della nostra fede: Friedemann Glaser Pfarrer in Florenz stus und Heiliger Geist. Nie einseitig behauptend, sondern imDio, Gesù Cristo e lo Spirito Santo. Mai affermando qualcosa Pastore a Firenze mer im Dialog mit der Bibel, mit den Wissenschaften, mit anin maniera unilaterale, ma sempre dialogando con la Bibbia, deren Religionen, mit der Kunst. Heraus kommt ein zwar dickes (443 con le scienze, con le altre religioni, con l’arte. Ne risulta un libro voluSeiten), aber lese- und verstehfreudig gesetztes Buch, das sowohl zu eiminoso (443 pagine), ma di piacevole lettura e facile comprensione, che genem Nachdenken als auch zum Diskutieren mit anderen ermutigt. incoraggia sia alla riflessione personale che alla discussione con gli alEin spannender Ansatz für das interreligiöse Gespräch, das die eigene tri. Un approccio avvincente per il dialogo interreligioso, che prende sul Wahrheit ernstnimmt, ohne andere abzuwerten. serio la propria verità senza svalutarne altre. Gerd Theißen, Glaubenssätze. Ein kritischer Katechismus. Gütersloher Verlagshaus, Gütersloh, 2012.

Ulrike Hesse, Pfarrerin in Ispra-Varese Seit diesem Jahr beschäftige ich mich in unterschiedlichsten Gruppen mit der Methode des Bibliologs. Diese Art der Bibelauslegung ermöglicht es Menschen, sich in einen biblischen Text hineinzubegeben, statt nur von außen über ihn zu reden. Uta Pohl-Patalong hat diese Methode von dem amerikanischen Literaturwissenschaftler Peter Pitzele übernommen und für den deutschsprachigen Raum fruchtbar gemacht. Ihr Buch Bibliolog ist eine ideale Einführung, um sich darüber zu informieren. Besonders anregend sind die vielen Praxisbeispiele, die die spontane und intensive Auseinandersetzung mit der Bibel zeigen.

Gerd Theißen, Glaubenssätze. Ein kritischer Katechismus. Gütersloher Verlagshaus, Gütersloh, 2012.

Ulrike Hesse, Pastora a Ispra-Varese

Ulrike Hesse Pfarrerin in / Pastora a Ispra - Varese

Uta Pohl-Patalong, Bibliolog: Impulse für Gottesdienst, Gemeinde und Schule. Band 1: Grundformen. Kohlhammer, Stuttgart, 2013.

Da quest’anno mi sto occupando con gruppi più disparati del metodo Bibliolog. Questo tipo di interpretazione della Bibbia permette alle persone di scoprire dall’interno un testo biblico invece di parlarne solo dall’esterno. Uta Pohl-Patalong ha ripreso questo metodo dallo studioso di letteratura americano Peter Pitzele e lo ha adattato al mondo germanofono. Il suo libro Bibliolog è un’introduzione ideale per informarsi su questo metodo. Particolarmente stimolanti sono i molti esempi pratici che mostrano come confrontarsi in maniera spontanea e intensa con la Bibbia. Uta Pohl-Patalong, Bibliolog: Impulse für Gottesdienst, Gemeinde und Schule. Band 1: Grundformen. Kohlhammer, Stuttgart, 2013.


Theologie und Literatur | Teologia e Letteratura 11

Martin Krautwurst, Pfarrer in Meran

Martin Krautwurst, Pastore a Merano

Luther – Mensch zwischen Gott und Teufel. Theologische Erkenntnisse Lutero – Un uomo tra Dio e il diavolo. Preferisco le conoscenze teoeingewoben in berührende Lebensgeschichten liegen mir mehr als ablogiche intrecciate a emozionanti storie di vita che le riflessioni astratstrakte Überlegungen in Philosophie und Theologie. Heiko A. te filosofiche e teologiche. Heiko A. Obermann ci riesce in maObermann gelingt dies mit seinem Buch Luther – Mensch zwiniera eccezionale con il suo libro Lutero – Un uomo tra Dio schen Gott und Teufel ganz hervorragend. Hierbei werden Poe il diavolo. La politica e la Chiesa vengono inserite in un conlitik und Kirche in ein historisches Umfeld gestellt. Luthers testo storico e gli scritti di Lutero in un contesto facilmenSchriften stehen in einem nachvollziehbaren Kontext der Erte ricostruibile degli eventi della sua epoca. Esperienze bioeignisse seiner Zeit. Biographische Erlebnisse, geografische Gegrafiche, condizioni geografiche, fenomeni di politiche di pogebenheiten, machtpolitische Phänomene und theologische tere e conoscenze teologiche trasportano il lettore nell’epoca Erkenntnisse nehmen den Leser hinein in die Zeit der Refordella Riforma e all’interno delle riflessioni dei suoi teologi. Martin Krautwurst Pfarrer in Meran mation und die Überlegungen seiner Theologen. Das Werk ist Questo libro non è la mia opera teologica preferita, perché Pastore a Merano nicht unbedingt mein theologisches Lieblingswerk, das ist und quella è e rimane la Sacra Scrittura, ma in vista del Giubibleibt die Heilige Schrift, aber es schenkt uns im Blick auf das Reforleo della Riforma ci regala un interessante accesso al traduttore delmationsjubiläum einen interessanten Zugang zu dem Übersetzer der la Bibbia, di cui ho imparato ad amare la sua forma di espressione e Bibel, dessen Ausdrucksform und Bildersprache ich lieben gelernt il suo linguaggio metaforico. habe. Heiko A. Obermann, Luther – Mensch zwischen Gott und Teufel. Siedler, München (1982), verbesserte Auflage 1987.

Robert Maier, Pfarrer in Mailand

Heiko A. Obermann, Lutero – Un uomo tra Dio e il diavolo. Laterza, Bari, 1987.

Robert Maier, Pastore a Milano

Ich muss gestehen, es fällt mir schwer bzw. mag mir nicht gelingen, ein Devo ammettere che mi risulta difficile e forse non riuscirò nemmeno Buch, geschrieben von einem/r Fachgelehrten,„mein theologisches Lieba indicare un libro scritto da un/una esperto/a come “mio libro teolingsbuch“ zu nennen. Zu bunt und facettenreich ist nach meilogico preferito”. A mio avviso questo mondo è troppo vanem Empfinden diese Welt und zu reich an Wendungen das riegato e ricco di sfaccettature e la vita è così costellata di Leben, als dass ich mich hier festlegen könnte. Das einzige Buch, svolte da non potermi fissare su una scelta. L’unico libro che das ich im christlichen Vollsinn – ohne schlechtes Gewissen davorrei definire come teologico, nel vero senso cristiano, senbei zu haben – als theologisch bezeichnen möchte, ist, so simza avere la coscienza sporca, per quanto semplice possa sempel es klingen mag, die Bibel. Denn unter allen Schriften, die brare è la Bibbia. Perché fra tutti gli scritti che vengono deals „heilig“ bezeichnet werden, schafft sie es in einzigartiger finiti “sacri”, riesce in maniera eccezionale, anche se non semWeise, wenn auch nicht immer, sich dogmatischer Belehrung pre, ad astenersi da un indottrinamento dogmatico. Racconta Robert Maier Pfarrer in Mailand zu enthalten. Stattdessen erzählt sie Beispielgeschichten, invece storie esemplari, parabole, in cui gli uomini incontrano Pastore a Milano Gleichnisse, in denen Menschen Gott begegnen und durch ihn Dio e vivono accompagnati da lui. Ci insegna a conoscere Dio begleitet leben. Sie lehrt uns in unvergleichlicher Offenheit und Weite, con un’apertura e una vastità incomparabili. Questo è Vangelo. Gott kennenzulernen. Das ist Evangelium. Das ist „Lehre von Gott“ im Questa è la “dottrina di Dio” nel senso migliore. Questo è teologico. bestmöglichen Sinne. Das ist theologisch. Also, hab ich doch ein theoQuindi ho un mio libro teologico preferito: la Bibbia. logisches Lieblingsbuch. Die Bibel. Die Bibel

La Bibbia


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Theologie und Literatur | Teologia e Letteratura

Urs Michalke, Pfarrer in Verona-Gardone

Urs Michalke, Pastore a Verona-Gardone

Der Frage, wer und wie der historische Jesus wirklich war, gehen die MenFin dai tempi dell’Illuminismo gli uomini si pongono la questione schen seit dem Zeitalter der Aufklärung nach. Sie überprüfen neben su chi e come fosse veramente il Gesù storico. Oltre ai Vangeli del den Evangelien des Neuen Testamentes auch außerbiblische Nuovo Testamento analizzano anche le fonti al di fuori delTextquellen und bedienen sich wissenschaftlich-kritischer Mela Bibbia e utilizzano metodi critico-scientifici. Con il suo thoden. Mit seinem Buch Der Schatten des Galiläers unterlibro L'ombra del Nazareno Gerd Theißen compie il tentanimmt Gerd Theißen den Versuch der Vermittlung wissentivo di trasmettere conoscenze scientifiche in forma narschaftlicher Erkenntnisse in narrativer Form und macht darativa rendendo così comprensibili le conclusioni della rimit die Erkenntnisse der historischen Jesusforschung auch für cerca del Gesù storico anche ai non teologi. La cornice del Nicht-Theologen verständlich. Die Rahmenerzählung des libro parla di un giovane ebreo ricattato da Pilato che deve Buches handelt von einem jungen Juden, der von Pilatus erraccogliere materiale sui nuovi movimenti religiosi in PaUrs Michalke Pfarrer in / Pastore a presst wird, Material über neue religiöse Bewegungen in Palestina. Nelle sue ricerche Andrea sente parlare dell’esiVerona - Gardone lästina zu sammeln. Bei seinen Nachforschungen hört Andreas stenza del carismatico ebreo itinerante Gesù di Nazaret, von der Existenz des jüdischen Wandercharismatikers Jesus von Nainizia a seguirlo e a raccogliere più informazioni possibili su di lui. zareth, dem er hinterherreist und über den er möglichst viele InforHo potuto conoscere e apprezzare Gerd Theißen (*1943) durante i miei mationen sammelt. Gerd Theißen (*1943) habe ich während meines Theostudi di teologia. È considerato uno dei più importanti neotestalogiestudiums kennen- und schätzen gelernt. Er zählt zu den bedeumentari del presente. tendsten Neutestamentlern der Gegenwart. Gerd Theißen, Der Schatten des Galiläers. Gütersloher Verlagshaus, Gütersloh, 2004.

Dr. Jens-Martin Kruse, Pfarrer in Rom

Gerd Theissen, L'ombra del Nazareno. Claudiana, Torino, 2014.

Dr. Jens-Martin Kruse, Pastore a Roma

Die Fülle an neuen Büchern zu Martin Luther ist kaum mehr zu überL’abbondanza di nuovi libri su Martin Lutero è ormai difficilmente blicken. Das ist zunächst einmal eine positive Entwicklung, weil so ganz quantificabile. Questo è in primo luogo uno sviluppo positivo, che ci verschiedene Möglichkeiten eröffnet werden, sich mit Luther offre possibilità molto diverse per confrontarci con Lutero und der Reformation auseinanderzusetzen. Und dann gibt es e la Riforma. Inoltre fra le nuove pubblicazioni ci sono semunter den Neuerscheinungen immer wieder auch kleine, wunpre anche delle piccole perle meravigliose. Di queste fa parderbare Perlen. Dazu gehört für mich das Buch: Papa Francesco te a mio avviso il libro: Papa Francesco – Martin Lutero, Dia– Martin Lutero, Dialogo sulla fede. In ihm werden zu verlogo sulla fede. In questo libro vengono accostati testi di Marschiedenen Themen Texte von Martin Luther und Papst tin Lutero e Papa Francesco su diversi temi. I loro commenti Franziskus zusammengestellt. Ihre Kommentare wechseln sich si alternano. In tal modo il lettore non solo acquisisce inab. Auf diese Weise gewinnt der Leser des Buches nicht nur teressanti conoscenze su questi due teologi, ma risulta afJens-Martin Kruse Pfarrer in Rom interessante Einblicke in die Gedanken dieser beiden Theofascinante e stupefacente soprattutto il fatto che questo diaPastore a Roma logen. Faszinierend und erstaunlich ist es vor allem, dass durch logo evidenzi quanto siano vicini Lutero e Papa Francesco diesen Dialog deutlich wird, wie nah sich Luther und Papst Franziskus sui temi fondamentali della fede e quanto ampia sia la loro concorin den Grundthemen des Glaubens sind und wie weitreichend die Überdanza di vedute. einstimmung ist. Martin Lutero, Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), Dialogo sulla fede – Un colloquio atteso da cinquecento anni. San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo (MI), 2016.

Martin Lutero, Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), Dialogo sulla fede – Un colloquio atteso da cinquecento anni. San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo (MI), 2016.


Theologie und Literatur | Teologia e Letteratura

Ulrike Eichler, Pfarrerin in Triest

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lrike Eichler, Pastora a Trieste

David und Batseba. Tausend Mal gemalt der Moment, in dem die Gier Davide e Betsabea. Il momento in cui si accende la bramosia del re è des Königs sich entzündet. In Szene gesetzt immer Batseba, während stato dipinto migliaia di volte. Nella scena viene riprodotta sempre Betsie sich wäscht. So werden alle, die sie ansehen – Männer und sabea mentre si lava. Tutti quelli che la guardano, sia uomiFrauen – in den macht- und gewaltvollen Blick hineingeni che donne, vengono forzati dentro a quello sguardo piezwungen, der Batseba zum Opfer macht. Zum Opfer dieses no di potere e violenza, che rende vittima Betsabea, vittima Blicks. Und dann ein einziges anderes Bild. Das Bild der grodi questo sguardo. E poi un quadro totalmente diverso. Il quaßen italienischen Malerin der Barockzeit Artemisia Gentiledro della grande artista italiana del Barocco Artemisia Genschi, in dem ihre eigene irre Gewaltgeschichte zum Ausdruck tileschi, in cui esprime la sua terribile storia di violenza e in kommt und die Gewalt sichtbar wird, die der biblische Text cui diventa visibile la violenza che il testo biblico identifica beim Namen nennt. Artemisia Gentileschi hat als Malerin ihr chiaramente. Artemisia Gentileschi come pittrice ha reinUlrike Eichler Pfarrerin in Triest Leben lang biblische Motive vollständig neu interpretiert und terpretato in maniera totalmente nuova per tutta la sua vita Pastora a Trieste so in atemberaubender Weise Theologie geschrieben. Nicht motivi biblici, scrivendo teologia in un modo da lasciare senweniger aufregend ist der Roman der italienischen Schriftstellerin Anna za fiato. Non meno appassionante è il romanzo della scrittrice italiaBanti, der das wahrhaftig einzigartige Leben der Künstlerin Artemisia na Anna Banti, che racconta la vita veramente unica dell’artista ArteGentileschi eindrücklich erzählt. Von Rom über Florenz nach Neapel führt misia Gentileschi. Da Roma attraverso Firenze ci porta a Napoli e ci coner tief in das Italien des 17. Jahrhunderts und eröffnet über die Bilder duce in profondità nell’Italia del ‘600 mentre i quadri di Artemisia GenArtemisia Gentileschis zugleich einen neuen Zugang zu den alten Textileschi ci forniscono al tempo stesso un nuovo approccio ai vecchi teten der Bibel. sti della Bibbia. Anna Banti, Artemisia. Paul List Verlag, München, 1992.

Kirsten Thiele, Pfarrerin in Neapel

Anna Banti, Artemisia. RCS Rizzoli Libri S.p.A., Milano, 1989.

Kirsten Thiele, Pastora a Napoli

Kein theologisches Buch, wohl aber eins, das mich zum Schmunzeln geNon è un libro teologico, ma sicuramente un libro che mi ha fatto sorbracht hat und nebenbei unseren Rummel um das Reformationsjuridere e che inoltre prende in giro il nostro bailamme intorno al Giubileo biläum auf den Arm nimmt. Es heißt Als Luther vom Kirschdella Riforma. Si intitola Als Luther vom Kirschbaum fiel und baum fiel und in der Gegenwart landete und ist von Albrecht in der Gegenwart landete (Quando Lutero cadde dall‘albero di Gralle. Da sich Käthe weigert, die reifen Kirschen zu pflücken, ciliegie e si ritrovò nel presente) di Albrecht Gralle. Dato che muss Luther wohl oder übel selbst auf den Baum steigen, obKäthe si rifiuta di cogliere le ciliegie mature, Lutero volente o wohl er doch eigentlich so viel Besseres zu tun hätte. Und da nolente deve salire lui sull’albero anche se in realtà avrebbe er mit seinen Gedanken ganz woanders ist, fällt er, natürlich, molto di meglio da fare. Visto che con i suoi pensieri si trova prompt vom Baum. Er wacht in einer ihm fremden Gegend da tutt’un’altra parte naturalmente cade immediatamente auf, einem kleinen Provinzdorf, ausgerechnet im Pfarrgarten dall’albero. Si risveglia in un posto a lui sconosciuto, in un picKirsten Thiele Pfarrerin in Neapel eines, inzwischen eher zweifelnden, lutherischen Pfarrers, der colo paese di provincia, proprio nel giardino di un pastore luPastora a Napoli ihn erst mal badet und neu einkleidet – die Kutte und der ganterano, ormai piuttosto scettico, che per prima cosa lo lava e ze Luther stinken gewaltig! Nach und nach entdecken sie, wen sie da lo riveste, perché sia la tonaca che Lutero stesso puzzano da morire! A vor sich haben und in welcher Zeit und damit beginnt die abenteuerpoco a poco loro scoprono con chi hanno a che fare e lui in che epoca liche und witzige Reise. Und Luther staunt nicht schlecht, was aus seisi trova e così inizia un viaggio avventuroso e divertente. Lutero si stunen Entdeckungen und Gedanken vor 500 Jahren geworden ist. pisce non poco di come si sono trasformati le sue scoperte e i suoi pensieri 500 anni dopo. Albrecht Gralle, Als Luther vom Kirschbaum fiel und in der Gegenwart landete. Joh. Brendow & Sohn, Moers, 2015.

Albrecht Gralle, Als Luther vom Kirschbaum fiel und in der Gegenwart landete. Joh. Brendow & Sohn, Moers, 2015.

Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


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Theolgie und Ökumene | Teologia ed Ecumenismo

Theologische Aspekte der Ökumene

Aspetti teologici dell’ecumenismo

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ahrhundertelang bekämpften sich die christlichen Konfessionen, um den jeweils eigenen Standpunkt, den sie für den einzig wahren hielten, durchzusetzen. Die religiösen Ideen der anderen betrachteten sie als auszurottende Häresien. Viele Jahrhunderte Krieg, der nicht nur auf dem Papier oder als verbale Auseinandersetzung geführt wurde, sondern auch auf den Schlachtfeldern, mit viel Trauer und Leid auf beiden Seiten. Zu diesen Kontroversen trugen sehr häufig gerade die unterschiedlichen theologischen Auffassungen bei. Stellen wir uns nun die Frage: Stellt die Arbeit der Theologen eine Hilfe oder eher ein Hindernis für die ökumenischen Diskussionen und ihre Ziele dar? In anderen Worten: Ist der ökumenische Dialog ein Vor- oder ein Nachteil für die theologische Diskussion zwischen den verschiedenen Konfessionen? Ich bin überzeugt, dass die theologische Diskussion allein nicht in der Lage ist, die noch existierenden, ökumenischen Probleme zu lösen. Diesbezüglich schreibt Peter Neuner: „Die Ökumene ist nicht eine allein den Theologen vorbehaltene Frage. Sie wendet sich auch an alle Gemeinden und Verantwortlichen der Kirchen. Häufig werden bei den Ergebnissen der ökumenischen Theologie gerade diese zwei Realitäten vernachlässigt; aus diesem Grund folgt der Einigungsprozess des Christentums – oder der Prozess seiner neuen Abgrenzung – manchmal anderen Gesetzen als die der theologischen Diskussion“ (Peter Neuner, Ökumenische Theologie, WGB, 1997³). Dennoch war die theologische Diskussion verschiedentlich eine wichtige Voraussetzung für den ökumenischen Dialog, den sie stichhaltiger und plausibler gestaltet hat. In anderen Beiträgen habe ich wichtige Dokumente, wie die Gemeinsame Erklärung zur Rechtfertigungslehre (1999) oder das vor kurzem herausgegebene Buch von Walter Kardinal Kasper, Martin Luther - Eine ökumenische Perspektive, behandelt. Hier möchte ich an einen Moment in der Geschichte der Theologie des 20. Jahrhunderts erinnern, der meiner Ansicht nach verdeutlicht, wie diese Disziplin positiv zum ökumenischen Dialog beitragen kann. Im Januar 1957 gab es zwei bedeutende Ereignisse: die Veröffentlichung von Hans Küngs Werk Die Rechtfertigung und der Brief dazu von Karl Barth an Küng. In seinem Buch analysiert der deutsche Theologe das von Barth in seinem Werk Kirchliche Dogmatik behandelte Thema der Rechtfertigung. Seine Darstellung von Barths Gedanken wurde von Barth

er secoli le diverse confessioni cristiane si sono combattute per imporre la propria visione, ritenuta l'unica vera, considerando le idee religiose altrui come eresie da estirpare. Secoli e secoli di guerre non solo sulla carta o nelle dispute orali, ma anche sui campi di battaglia, con lutti e sofferenze da entrambe le parti. Assai spesso contribuivano a queste controversie proprie le differenti concezioni teologiche. Poniamoci ora la domanda: il lavoro dei teologi può essere d'aiuto oppure è d'impedimento alle discussioni ecumeniche e ai loro obiettivi? In altre parole, il dialogo ecumenico trae vantaggio o svantaggio dalla discussione teologica tra le varie confessioni? Sono convinto che la discussione teologica da sola non sia in grado di risolvere i problemi ecumenici ancora esistenti. Scrive, a questo proposito, Peter Neuner: “L'ecumenismo non è una questione riservata solo ai teologi, ma anche alle comunità e ai responsabili delle chiese. Spesso i risultati della teologia ecumenica trascurano proprio queste ultime due realtà; per questo il processo dell'unificazione della cristianità – o di una sua nuova delimitazione – segue a volte altre leggi che non quelle della discussione teologica” (Peter Neuner, Teologia ecumenica. Queriniana, Brescia, 1997). Karl Barth Ciononostante, la discussione teologica ha costituito in più di un'occasione una premessa importante del dialogo ecumenico, rendendo quest'ultimo sempre più fondato e plausibile. In altre occasioni abbiamo trattato di documenti significativi come la Dichiarazione congiunta sulla giustificazione per fede (1999) o il libretto del cardinale Walter Kasper, Martin Lutero. Una prospettiva ecumenica, di recente pubblicazione. In quest'articolo si vorrebbe ricordare un momento della storia della teologia del XX secolo che ritengo significativo per chiarire in che modo questa disciplina possa contribuire positivamente al dialogo ecumenico. Nel gennaio del 1957 si verificarono due eventi di primo piano: la pubblicazione dell'opera La giu-


Theologie und Ökumene | Teologia ed Ecumenismo

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selbst als vollkommen übereinstimmend mit seinen Gedanken bestificazione, di Hans Küng, e la lettera inviata da Karl Barth a Küng in schrieben. Er schrieb sogar: „Ihre Leser (…) sollten daher folgendes bemerito al suo libro. Il testo del teologo tedesco analizzava il tema delrücksichtigen: Dass Sie mich sprechen lassen so wie ich spreche, und la giustificazione trattato da Barth nella sua opera, la Kirchliche Dogdass ich denke, so wie sie mich sprechen lassen.“ Im zweiten Teil des matik. Questa sua presentazione del pensiero di Barth fu ritenuta da Buchs wird die Darstellung Küngs von der kaBarth stesso del tutto fedele al suo pensiero, al tholischen Antwort auf Barths Fragen entfaltet, punto di scrivere: “i suoi lettori (...), dunque, tensowie seine Behauptung, dass die Lehre der rögano presente questo: che lei mi fa parlare come misch-katholischen Kirche in Wirklichkeit mit der io parlo, e che io penso come lei mi fa parlare”. NelDarstellung Barths von der Rechtfertigung überla seconda parte, Küng presentava la risposta cateinstimmt. tolica alle questioni di Barth, sostenendo che la Die Verwunderung von Barth und vieler anderer dottrina della chiesa cattolica romana fosse, in reProtestanten war so groß, dass sie sogar zu dem altà, in accordo con ciò che affermava Barth sulSchluss kamen, dass die dargelegte Stellungla giustificazione. nahme in Wirklichkeit nicht die offizielle PositiGrande fu la meraviglia di Barth e di molti altri on der katholischen Kirche sei, sondern die perprotestanti, al punto di far loro ritenere che sönliche Meinung des deutschen Theologen, die quella esposta non fosse in realtà la posizione ufvielleicht gerade durch die Lektüre von Kirchliche ficiale della Chiesa cattolica ma quella personaDogmatik beeinflusst worden war. Dazu schreibt le del teologo tedesco, forse proprio dopo aver letBarth: „Wenn das, was Sie in Ihrem zweiten Teil to la Kirchliche Dogmatik. Scrive, a questo proals Lehre der römisch-katholischen Kirche entposito, Barth: “Se quello che lei sviluppa nella sefalten, ihre Lehre tatsächlich ist, dann muss ich conda parte del suo libro come dottrina della chiegewiss zugeben, dass meine Rechtfertigungslehre sa cattolica romana è veramente la sua dottrina, mit der ihrigen übereinstimmt. Und ich muss es io devo ammettere che la mia dottrina sulla giusogleich zugeben, denn in diesem Fall und auf gestificazione concorda con quella. E devo già amHans Küng wiss überaus überraschende Weise ist die römetterlo, perché in tal caso, e in modo certo del misch-katholische Lehre in Einklang mit meiner!“. tutto sorprendente, la dottrina cattolica romana è in accordo con la mia!”. In diesem Fall führte die theologische Diskussion zwischen zwei groIn questo caso, la discussione teologica tra due grandi teologi, uno catßen Theologen, einem katholischen und einem protestantischen, zur tolico ed uno protestante, ebbe come conseguenza un avvicinamenAnnäherung zwischen Personen mit scheinbar unvereinbaren Aufto tra persone che sembravano rappresentare visioni inavvicinabili, pofassungen. Auf diese Weise wurde die Grundlage für weitere, ähnliche nendo le basi per altri simili tentativi. Si riportano, in conclusione, le Versuche geschaffen. Abschließen möchte ich mit den Worten Barths: parole di Barth: “Separati in quanto alla fede, ma all'interno di „Getrennt im Glauben, innerhalb des gleichen Glaubens, nämlich, weil un'identica fede, poiché di fatto ci è dato credere, da una parte e dalund indem wir hüben und drüben an denselben Herrn glauben dürl'altra, ad un medesimo Signore. Quelli che, infine, intravvedono quefen. Die, denen das einleuchtet, können und müssen miteinander resto, possono e devono dialogare, in maniera diversa da quella di una den, anders als früher, über das, was sie eint, jenseits dessen, was sie volta, su ciò che li unisce, al di là di ciò che li separa, tenuto conto di ciò unterscheidet und unter Berücksichtigung dessen, was sie eint.“ che li unisce”. Roberto Tresoldi, Mailand Übersetzung: Kerstin Gros

Roberto Tresoldi, Milano


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Personen | Persone

Dorothee Sölle – Theologin des stummen Geschreis Gottes

Dorothee Sölle – Teologa del grido muto di Dio

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a prima cosa era la sua voce. Ero arrivata troppo tardi a una manifestazione con Dorothee Sölle durante la Giornata delle Chiese evangeliche nel 1989 a Berlino e non potevo vederla dato che ero seduta per terra dietro l’ultima fila di sedie. Ma poi la sentii parlare. E improvvisamente mi ritrovai in piedi perché volevo vedere la teologa a cui apparteneva questa voce. Perché la voce della teologa tedesca più importante dei suoi tempi a livello internazionale suonava così agitata, come se si esprimesse per la prima volta in pubblico. Questo mi colpì profondamente come giovane teologa, che aveva appena concluso i suoi studi, perché la sua voce risuonava come avrebbe risuonato la mia se avessi osato parlare in quel luogo. La voce di Dorothee Sölle non mascherava nulla. Si mostrava, era indifesa, rischiava, non prendeva parte ai giochi di potere di una superiorità assoluta. La sua teologia corrispondeva all’impressione che faceva la sua voce, perché preferiva mille volte rischiare pubblicamente, piuttosto che continuare a parlare di una teologia che minaccia di ridursi a formule a buon mercato che funzionano soltanto perché ci siamo abituati da sempre e questo significa che funzionano solo in una ristretta cerchia religiosa. Dorothee Sölle invece si interroga sui tòpoi teologici classici: sull’onnipotenza di Dio, sul Dio impotente sulla croce. La necessità dell’azione umana per il mondo così come per il Dio impotente. Il senso e l’assurdità della sofferenza. Essendo nata nel 1929, provenendo quindi dall’orrore del crimine perpetuato nel cuore della Germania cristiana protestante e con l’assenso della maggior parte della Chiesa evangelica, continuare a parlare in maniera indisturbata della tradizione teologica sarebbe equivalso a un tradimento nei confronti di Gesù Cristo. Dorothee Sölle, appassionata e come elettrizzata per tutta la sua vita da ciò che entrambi i Testamenti della Bibbia e infine Gesù avevano portato sulla terra, voleva parlare in questo mondo in cui era arrivato Gesù, e non solo in una cerchia religiosa ristretta. Credere in Dio ateisticamente (1968) si intitola uno dei suoi primi libri, che si ricollegava a un altro libro che aveva scritto riallacciandosi alle famose parole di Friedrich Nietzsche Rappresentanza. Un capitolo di teologia dopo la ‘morte di Dio’ (1965). La morte di Dio per lei significa due cose: da un lato che Dio è veramente morto nel momento in cui Gesù Cristo è morto sulla croce, una realtà inafferrabile, che la Sölle non voleva saltare troppo rapidamente con

as erste war ihre Stimme. Zu spät gekommen zu einer Veranstaltung mit Dorothee Sölle während des Evangelischen Kirchentages 1989 in Berlin konnte ich sie von einem Platz am Boden hinter der letzten Sitzreihe nicht sehen. Aber dann hörte ich sie sprechen. Und plötzlich fand ich mich auf meinen Füßen, weil ich die Theologin sehen wollte, der diese Stimme gehörte. Denn die Stimme der international bekanntesten deutschen Theologin ihrer Zeit klang so aufgeregt, als würde sie sich zum ersten Mal öffentlich äußern. Das hat mich als junge Theologin, die gerade ihr Studium abgeschlossen hatte, tief beeindruckt, denn ihre Stimme klang, wie meine geklungen hätte, hätte ich es gewagt, dort zu sprechen. Die Stimme Dorothe Sölles tarnte nichts. Sie zeigte sich, ungeschützt, riskierte etwas, machte die Machtspiele souveräner Überlegenheit nicht mit. Ihre Theologie entspricht diesem Eindruck ihrer Stimme, denn tausend Mal lieber riskierte sie sich öffentlich, als eine Theologie weiter zu sprechen, die zu wohlfeilen Formeln zu verkommen droht, die nur funktionieren, weil man an sie schon immer gewöhnt ist – und das bedeutet, sie funktionieren nur im innersten kirchlichen Zirkel. Dorothee Sölle hat dagegen die klassischen theologischen Topoi befragt: Die Allmacht Gottes, des ohnmächtigen Gottes am Kreuz. Die Notwendigkeit menschlichen Handelns für die Welt wie für den ohnmächtigen Gott. Den Sinn und die Sinnlosigkeit von Leiden. 1929 geboren und das heißt, von dem Entsetzen über das Verbrechen herkommend, das im Herzen des christlichen, ja des protestantischen Deutschland und mit der Zustimmung des allergrößten Teils der evangelischen Kirche geschehen war, wäre ihr ein ungestörtes Weitersprechen der theologischen Tradition einem Verrat an Jesus Christus gleichgekommen. Dorothee Sölle, ihr Leben lang leidenschaftlich elektrisiert von dem, was durch beide Testamente der Bibel und schließlich durch Jesus in die Welt gekommen ist, wollte in dieser Welt sprechen, in die Jesus gekommen war und nicht nur in vertrauten, kirchlichen Zirkeln. Atheistisch an Gott glauben (1968) heißt deshalb eines ihrer frühen Bücher, das an ein früheres anschloss, das sie in Anlehnung an die berühmten Worte Friedrich Nietzsches Stellvertretung. Ein Kapitel Theologie nach dem ‚Tode Gottes (1965) genannt hat. Der Tod Gottes bedeutete für sie zweierlei: Zum einen, dass Gott wirklich tot ist, wenn Christus am Kreuz gestorben ist

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– eine unfassbare Realität, die Sölle nicht zu schnell mit der Rede von il discorso della Resurrezione. Dall’altro il fatto che in un mondo cader Auferstehung überspringen wollte. Und zum anderen, dass wir in ratterizzato in profondità, fino alla nostra parte più intima, dall’illueiner Welt, die tief bis in uns selbst hinein von der Aufklärung geprägt minismo, in quanto cristiani non possiamo più continuare a parlare, ist, als Christen nicht mehr weitersprechen können, als würden wir nicht come se non vivessimo in un mondo in cui Dio è scomparso. Dorothee in einer Welt leben, der Gott abhanden gekommen ist. Dorothee SölSölle era alla ricerca di una lingua teologica proprio per questo monle war auf der Suche nach einer theologischen Sprache für genau diedo, il nostro mondo. se Welt – unsere Welt. Perché nella Bibbia, in Gesù Cristo, aveva scoperto qualcosa che lei riDenn in der Bibel, in Jesus Christus, hatte sie etwas entdeckt, das sie für teneva d’importanza vitale proprio per questo mondo: la promessa di lebensnotwendig hielt für genau diese Welt: Das Verspechen einer Geuna giustizia, attraverso la quale gli umiliati, gli emarginati e i direchtigkeit, in der diejenigen, die erniedrigt, marginalisiert und vergessen, menticati, che vengono impoveriti, a cui vengono tolti i diritti e vendie verarmt, entrechtet und von Gewalt überwältigt werden, zu ihrem gono sopraffatti dalla violenza ottengono ciò che spetta loro, e vengono Recht, ja zu Ehren kommen. Ein Versprepersino onorati. Una promessa, che per essere chen, für dessen Bewahrheitung die Vermantenuta, necessita di un cambiamento rahältnisse dieser Welt, in der ein Prozent der dicale delle condizioni di questo mondo, in Weltbevölkerung mehr besitzt als alle ancui l’un percento della popolazione mondiale deren, grundlegend andere werden müssen. possiede più di tutti gli altri. Una promessa Ein Versprechen, das in der Weise, in der Jeche si è già realizzata nel modo in cui Gesù sus gelebt hat, bereits wahr geworden ist. Im ha vissuto. Nel Magnificat, il canto profetico Magnifikat, dem prophetischen Lied Marias, di Maria, Dorothee Sölle ha trovato il testo bifand Dorothe Sölle dafür den entscheidenden blico decisivo. Un testo che celebra la venubiblischen Text. Ein Text, der die Ankunft ta di Gesù sulla terra come il ribaltamento di Jesu in der Welt als den Sturz dieser Verqueste condizioni, a favore di chi è stato spinDorothee Sölle hältnisse besingt – um der an den Rand Geto al margine. “Ogni frase teologica deve esdrängten willen. „Jeder theologische Satz sere anche politica”, se non vuole diventare muss auch ein politischer sein,“ wenn er nicht zu Heuchelei werden will, ipocrita, sostiene pertanto come teologa e poetessa e si lega alla Teovertritt sie von daher als Theologin und Dichterin und verbindet sich logia della liberazione e ai movimenti politici di liberazione del monmit der Theologie der Befreiung und mit den politischen Befreiungsdo con cui ha collaborato fino all’ultimo giorno della sua vita nel 2003. bewegungen der Welt, mit denen sie bis zum letzten Tag ihres Lebens Oggi, nel 2017, l’anno del Giubileo della Riforma, in cui il protestanteim Jahr 2003 zusammengearbeitet hat. Heute, im Jahr 2017, dem Jahr simo celebra se stesso in tutto il mondo, Dorothee Sölle con la sua voce des Reformationsjubiläums, in dem sich der Protestantismus weltweit profetica agitata ci chiederebbe se ne abbiamo veramente il diritto, se selbst feiert, würde Dorothee Sölle uns mit ihrer aufgeregten prophenon alziamo allo stesso tempo la nostra voce contro una situazione in tischen Stimme fragen, ob wir dazu wirklich das Recht haben, wenn wir cui ad esempio l‘America bianca protestante presenta entrambi i cannicht gleichzeitig unsere Stimme erheben zu einer Situation, in der beididati alla Presidenza, di cui una come rappresentante del capitale fispielsweise das weiße protestantische Amerika beide Präsidentnanziario, mentre l’altro è stato spinto da un fondamentalismo proschaftskandidaten stellt, deren eine als Vertreterin des Finanzkapitals testante aggressivo verso la carica di presidente degli USA. Una siangetreten ist, während der andere von einem aggressiven protetuazione, in cui una cospicua maggioranza della popolazione di colostantischen Fundamentalismus in das Amt des Präsidenten der USA re americana non è andata a votare avendo la sensazione disperata di gespült wurde. Eine Situation, in der eine namhafte Mehrheit der farnon avere scelta. Veramente un grido muto. Ascoltarlo e farlo ascoltabigen Bevölkerung Amerikas nicht zur Wahl gegangen ist in dem verre sarebbe sicuramente un compito irrinunciabile del protestantesizweifelten Gefühl, keine Wahl zu haben. Wahrhaft ein stummes Geschrei. mo attuale per Dorothee Sölle, la teologa del grido muto di Dio. Es zu hören und ihm Gehör zu verschaffen, wäre sicher eine unverPastora Ulrike Eichler, Trieste zichtbare Aufgabe des gegenwärtigen Protestantismus für Dorothee Sölle, der Theologin des stummen Geschreis Gottes. Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti Pfarrerin Ulrike Eichler, Triest


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Das Melanchthon Zentrum: Studium und persönliches Wachstum

Il Centro Melantone: occasione di studio e crescita

Ein Gespräch mit zwei Studentinnen der Theologie

Incontro con due studentesse di teologia

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m Melanchthon Zentrum trifft man auf evangelische Theologinnen l Centro Melantone s’incontrano teologi evangelici provenienti und Theologen aus ganz Europa, die die christliche Metropole Rom da tutta l’Europa per studiare da vicino la metropoli cristiain ihren zahlreichen Facetten genauer studieren möchten. Die na di Roma nelle sue numerose sfaccettature. Le sue attiviHauptaktivität des Instituts sind die Studiengänge für Studierende tà più importanti sono i corsi per studenti di teologia di nazionalider Theologie aus anderen Ländern. Äußerst geschätzt sind aber auch tà non italiana, ma l’Istituto è apprezzato anche per l’organizzaziodie Tagungen und Fortbildungen für Theologinnen und Theologen in ne di convegni e corsi di aggiornamento per teologi attivi in ambito Wissenschaft, Lehramt und Pfarramt. Das Melanchthon Zentrum wurscientifico-accademico o pastorale. Fondato nel 2002 dalla Chiesa Evande 2002 von der Evangelisch-Lutherigelica Luterana in Italia (CELI) e dalla Faschen Kirche in Italien (ELKI) und der coltà Valdese di Teologia, il Centro MeWaldenserfakultät für Theologie gelantone è sostenuto finanziariamente, gründet. Finanziert wird es außer von oltre che da queste, anche dalla Chieden zwei Gründerorganisationen auch sa Evangelica in Germania (EKD), dalvon der Evangelischen Kirche in la Comunità evangelica luterana di Deutschland (EKD), der EvangelischRoma e dalla Chiesa evangelica del Lutherischen Gemeinde Rom und der Württemberg. Per conoscere meglio Evangelischen Landeskirche in Würtquali opportunità l’Istituto offre ai temberg. Um mehr über das Angebot giovani, incontriamo Anna Elisabeth Aldes Studienzentrums zu erfahren, trefbers e Rahel Reichelt, due studentesse fen wir uns mit Anna Elisabeth Albers del corso iniziato lo scorso settembre e und Rahel Reichelt, zwei Studentinche si concluderà a giugno: lo frenen des laufenden Studienjahrs, das im quentano, insieme ad altri undici gioSeptember 2016 begonnen hat und vani, tutte donne tranne un solo stubis Juni 2017 geht. Sie studieren zudente maschio e tutte tedesche ad ecRahel Reichelt sammen mit elf anderen jungen Stucezione di una studentessa svizzera e di dierenden, bis auf einen Studenten alles Frauen und alles Deutsche, una ungherese ma residente in Olanda. Anna e Rahel, entrambe 25enni, außer einer Schweizerin und einer ungarischen Studentin, die in Holrispettivamente di Amburgo e Lipsia, hanno già studiato teologia per land lebt. Anna und Rahel sind 25 Jahre alt und kommen aus Hamcinque anni all’Università in Germania. “Studiare teologia è una scelburg und Leipzig. Beide haben schon ein fünfjähriges Theologiestuta che matura nel tempo”, ci spiegano. dium an deutschen Universitäten abgelegt. “Theologie zu studieren “Io vengo da una famiglia molto religiosa e mia madre lavora in un ist eine Entscheidung, die mit der Zeit reift”, erklären sie uns. asilo in Germania gestito dalla Chiesa. Anche per questo, la mia scel“Ich komme aus einer sehr religiösen Familie und meine Mutter arta di studi è stata ben accolta. Casomai i miei si preoccupano un po’ beitet in einem kirchlichen Kindergarten in Deutschland. Auch desperché sanno che vorrei diventare una pastora e talvolta temono che wegen ist meine Entscheidung gut aufgenommen worden. Wenn übersia una vita troppo dedicata agli altri e con poco tempo per sé. Ma san-


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haupt, sind meine Eltern ein wenig besorgt, weil ich Pfarrerin werden möchte und sie befürchten, dass ich mich zu sehr nur um andere kümmere und mir nur wenig Zeit für mich bleibt. Ihnen ist aber klar, dass es meine Entscheidung ist, und die respektieren sie voll und ganz“, sagt Anna. “Auch ich wollte anfangs Pfarrerin werden. Vielleicht weil ich Tochter eines Pfarrers bin. Aber dann ist mir bewusst geworden, dass ich lieber Lehrerin werden möchte: Ich bin gerne mit Kindern und Jugendlichen zusammen. Und weil ich an einem Gymnasium unterrichten möchte, studiere ich auch Latein. In der Zukunft sehe ich mich auch als aktives Mitglied meiner Gemeinde, in der ich mich als Katechetin für kleine Kinder engagieren möchte“, fügt Rahel hinzu. Aber kommen wir zum Melanchthon Zentrum. „Durch ein Plakat an der Uni bin ich auf das Melanchthon Zentrum aufmerksam geworden. Nachdem ich mich dann näher informiert hatte, habe ich mein Bewerbungsschreiben vorbereitet. Die Antwort ließ lange auf sich warten, aber als meine Bewerbung endlich angenommen wurde, habe ich mich riesig gefreut“, erzählt Rahel. So ist es auch Anna ergangen, die von einem Freund und ehemaligen Studierenden des Studienzentrums von diesem Studienjahr erfahren hatte. Beide sind sich einig, dass diese ersten Monate des Studienjahrs ihre Erwartungen sogar übertroffen haben. „Hier können wir am ‚Geburtsort‘ der Kirche studieren, ihre Geschichte aus nächster Nähe erleben und persönlich die ökumenischen Gespräche mit dem römischen Katholizismus intensiv miterleben. Außerdem setzen wir uns mit für uns ungewohnten Gesichtspunkten auseinander: Zum Beispiel im Gespräch mit den katholischen Seminaristen, die wie wir Deutsche sind, aber andere religiöse Überzeugungen haben, oder mit afrikanischen und asiatischen Studierenden, die den christlichen Glauben anders leben als wir. Wir reden miteinander und öffnen uns so gegenüber der Religiosität des anderen. Das ist nicht immer einfach, aber man kann dabei sehr viel lernen. Und es ist wunderschön“, sagen sie begeistert. Außerdem besuchen sie gleichzeitig verschiedene angesehene Universitäten: Anna studiert an der Waldenserfakultät für Theologie und an der Päpstlichen Universität Gregoriana, während Rahel am päpstlichen Athenäum Sant‘Anselmo und der Päpstlichen Universität vom Heiligen Kreuz studiert. Die Vorlesungen nehmen etwa 16 Stunden pro Woche in Anspruch. Natürlich müssen sie auch viele Stunden „zuhause“ lernen, d.h. im Konvikt der Waldenserfakultät oder wie im Fall von Anna und Rahel - im Studentenwohnheim, das im Gebäude der ELKI untergebracht ist. Dort stehen den Studierenden je ein Zimmer mit eigenem Bad und eine Gemeinschaftsküche zur Verfügung.

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no pure che la scelta è mia e la rispettano totalmente”, dice Anna. “Anch’io inizialmente – forse perché figlia di un pastore – desideravo diventare tale. Ma poi mi sono resa conto che avrei preferito dedicarmi all’insegnamento: mi piace stare tra i bambini e i ragazzi. Così studio anche il latino e vorrei lavorare come professoressa di liceo. E in futuro mi vedo anche attiva all’interno della mia comunità religiosa dedicandomi alla catechesi dei più piccoli”, aggiunge Rahel. Ma veniamo al Centro Melantone. “Ne scoprii l’esistenza leggendo una locandina affissa ai muri della mia Università. Presi informazioni e decisi di presentare la domanda d’iscrizione. Attesi poi tanto, ma quando finalmente la mia risposta venne accolta ne fui felice”, continua Rahel. Le stesse sensazioni provate da Anna che aveva saputo di questa opportunità da un amico ed ex studente dell’Istituto. Anzi, per entrambe, questi primi mesi di corso hanno addirittura superato le aspettative. “Qui abbiamo l’opportunità di studiare nel luogo di ‘nascita’ della Chiesa, viverne da vicino la storia e sperimentare intensamente e in prima persona il colloquio ecumenico con il cattolicesimo romano. E ci confrontiamo con punti di vista per noi inusuali: ad esempio con i seminaristi cattolici, tedeschi come noi ma con convinzioni religiose diverse, o con studenti africani o asiatici che vivono la fede cristiana in modo differente dal nostro. Parliamo insieme, spinti ad aprirci personalmente verso l’altrui religiosità. Non sempre è facile, ma si può imparare tanto. Ed è bellissimo” affermano entusiaste. Inoltre, frequentano contemporaneamente diverse università prestigiose: Anna studia alla Facoltà Valdese di Teologia e alla Pontificia Università Gregoriana, mentre Rahel presso gli Atenei pontifici di Sant’Anselmo e della Santa Croce. L’aula impegna gli studenti per circa 16 ore a settimana, cui devono aggiungere molto altro tempo per i necessari approfondimenti “a casa”, cioè presso il convitto della Facoltà Valdese o – come nel caso di Anna e Rahel – presso lo studentato che la CELI offre loro nel proprio edificio e in cui gli ospiti dispongono di una propria stanza e di una cucina in condivisione. Ma secondo Anna e Rahel, “il Centro Melantone offre ben di più. Il programma didattico prevede visite a Roma e ai suoi luoghi della cristianità e anche escursioni verso mete ben più distanti quali Assisi, Torre Pellice (TO) o la Sicilia. E la cosa più bella è che, nella definizione delle attività, veniamo molto coinvolte dal pastore Tobias Küenzlen, il direttore degli studi del Centro Melantone”. Sono queste “gite” in giro per Roma e l’Italia l’unico modo in cui gli studenti possono conoscere gli italiani? “No, dipende dalle scelte individuali, da cosa ognuno di noi vuole fare”, ci spiegano. Ad esempio, Anna ha deciso di frequentare i corsi in italiano alla Gregoriana, pur essendo disponibili anche in tedesco, per-


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Aber Anna und Rahel sind der Meinung, dass „das Melanchthon Zentrum sehr viel mehr als nur das Studium bietet. Das Studienprogramm umfasst auch Besichtigungen von Baudenkmälern und christlichen Bauten in Rom sowie Ausflüge nach Assisi, Torre Pellice (Turin) und Sizilien. Das Schönste daran ist, dass wir bei der Auswahl der Initiativen vom Studienleiter des Melanchthon Zentrums, Pfarrer Tobias Küenzlen, stets einbezogen werden.“ Sind diese „Ausflüge“ in Rom und in ganz Italien die einzige Art und Weise, durch die die jungen Menschen die Italiener kennen lernen können? „Nein, es hängt von jedem selbst ab, von dem, was man machen möchte“, erklären sie uns. Anna zum Beispiel hat sich dafür entschieden, die Vorlesungen an der gregorianischen Universität in italienischer Sprache zu belegen, obgleich diese auch auf Deutsch gehalten werden, weil sie sie für eine einzigartige Gelegenheit hält, italienische Studienkolleginnen und -kollegen zu treffen und kennen zu lernen. Rahel hingegen geht jeden Donnerstag in die Sant’Egidio-Gemeinschaft und hilft bei der Zubereitung und Austeilung von belegten Brötchen für Obdachlose, wobei sie nicht nur Essen verteilt, sondern vor allem tröstende Worte. Dass sie mit ihrer Erfahrung im Melanchthon Zentrum sehr zufrieden sind, ist deutlich zu spüren. „Hier studieren wir, was uns wirklich interessiert. Dazu kommt, dass wir auch persönlich wachsen können, indem wir uns darüber klar werden, wer wir sind“, sagt Anna. Und Rahel fügt hinzu: „Wenn wir wieder in Deutschland sind, werden wir diese Erfahrung allen, die uns danach fragen, wärmstens weiter empfehlen!“ Aber es gibt doch sicherlich etwas, das ihnen nicht gefällt… „Ja! Der Verkehr in Rom ist fürchterlich! Aber die Leute sind fantastisch: sie lächeln immer, nicht wie wir Deutschen…“. Dabei scheinen sie sich selbst zu widersprechen. Während unseres Gesprächs erschienen sie uns nämlich immer bestens gelaunt und mit einem fröhlichen Lächeln im Gesicht. Aber vielleicht sind Anna und Rahel durch das Melanchthon Zentrum schon vom römischen „Virus“ des Lächelns angesteckt worden.

sa che non starà piacendo loro... “Beh, sì! Il traffico di Roma fa paura! Però la gente è fantastica: sempre sorridente, non come noi tedeschi…”. Quest’ultima affermazione sembra venire smentita da loro stesse che, durante questo incontro, ci sono apparse sempre solari e sorridenti. O forse Anna e Rahel, grazie al Centro Melantone, sono già state contagiate dal “virus” romano del sorriso.

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Übersetzung: Kerstin Gros

Anna Elisabeth Albers

ché li reputa un’occasione d’incontro e conoscenza. Mentre Rahel, ogni giovedì, si reca alla comunità di S. Egidio per aiutare a preparare i panini e distribuirli ai senzatetto, offrendo non solo un piccolo boccone ma soprattutto una parola di conforto. La loro soddisfazione per l’esperienza al Centro Melantone è tangibile. “Qui studiamo quello che ci interessa davvero e possiamo crescere anche a livello personale capendo meglio chi siamo”, dice Anna. E Rahel aggiunge: “Una volta tornate in Germania, consiglieremo questa esperienza a chiunque ci chiederà!” Ma ci sarà pure qualco-


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Die Waldenser Fakultät für Theologie

La Facoltà Valdese di Teologia

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l 17 (anzi, XVII, come usa scrivere nell'ambiente della chiesa) febbraio 1848 il Re di Sardegna, Carlo Alberto, concede i diritti civili ai valdesi e agli ebrei: non si tratta di vera e propria libertà religiosa ma, se non altro, della piena cittadinanza, che include la libertà di muoversi all'interno del regno. Il piccolo Stato regionale, poi, sarà anche, nei decenni successivi, il motore dell'unità d'Italia. In questa situazione, la Chiesa valdese si trova di fronte a una scelta: utilizzare la tanto agognata tolleranza e i diritti acquisiti per costituire una libera «Ginevra d'Italia» nelle valli del Piemonte, oppure diventare una chiesa «italiana»: imparare la lingua (i valdesi parlavano patois e francese), inserirsi nella cultura, conoscere il Paese. A torto o a ragione, venne scelta la seconda possibilità. La nascita della Scuola Teologica valdese (nel 1855 a Torre Pellice, con due professori e due studenti) va collocata in questo contesto: una Chiesa italiana ha bisogno di pastori formati in Italia e in grado di misurarsi con la realtà nazionale. Sarebbe certamente stato più semplice e più economico (forse anche più ragionevole...) continuare a inviare i candidati al ministero nelle diverse facoltà europee, come era avvenuto nei secoli precedenti, ma il progetto di «inculturazione» richiedeva una scelta più audace. Dopo pochi anni, la Scuola Teologica si trasferisce a Firenze, capitale del neonato Regno d'Italia e grande centro culturale. I professori conoscono le lingue europee e seguono i grandi dibattiti del tempo: quello sull'evoluzionismo, ad esempio o, nell'ambito degli studi anticotestamentari, quello sulla formazione del Pentateuco. La Rivista cristiana, espressione della Scuola, è un organo di riflessione serio e vivace. I decenni a cavallo tra il secolo XIX e il XX sono probabilmente tra i periodi più fecondi dell'istituto di formazione valdese. Nel 1921, la Facoltà Valdese di Teologia (FVT) si trasferisce a Roma, via Pietro Cossa 42, nel quartiere umbertino di Prati. Brillanti iniziative di fund raising, negli USA, da parte di Giovanni Luzzi, il grigionese traduttore della Bibbia, consentono la costruzione di un elegante edificio liberty, accanto alla chiesa valdese di Piazza Cavour, inaugurata nel 1914. Nella prima metà del secolo prevalgono teologi liberali, non dissimili da Luzzi stesso. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, irrompe in via Pietro Cossa 42 la teologia ispirata da Karl Barth. Uno dei nuovi professori, Valdo Vinay, ha studiato con Barth a Bonn negli anni Trenta, in pieno Kirchenkampf; un altro, Vittorio Subilia, è famoso per un documento sinodale da lui redatto (peraltro mai votato dal Sinodo), nel quale la Chie-

m 17. (oder XVII., wie man in kirchlichen Kreisen üblicherweise schreibt) Februar 1848 erteilte der König von Piemont Karl Albert den Waldensern und Juden die bürgerlichen Rechte: Zwar war es keine wirkliche Religionsfreiheit, aber zumindest eine volle Bürgerschaft, zu der auch die Freizügigkeit innerhalb des Reichs zählte. Der kleine regionale Staat war in den nachfolgenden Jahrzehnten der Motor der italienischen Einheit. In dieser Situation stand die Waldenserkirche vor folgender Entscheidung: Entweder die ach so ersehnte Toleranz und die erworbenen Rechte dazu zu benutzen, um in den Tälern des Piemonts ein freies «Genf in Italien» zu gründen, oder eine «italienische» Kirche zu werden, d.h. die Sprache (die Waldenser sprachen nur Arpitanisch und Französisch) zu erlernen, sich an die Kultur anzupassen und das Land kennenzulernen. Zu Recht oder zu Unrecht wurde letztere Alternative gewählt. Die Gründung der Waldenser Schule für Theologie (1855 in Torre Pellice, mit zwei Professoren und zwei Studenten) ist in diesem Kontext zu sehen: Eine italienische Kirche benötigt in Italien ausgebildete Pfarrer, die in der Lage sind, sich mit der italienischen Realität auseinanderzusetzen. Gewiss wäre es einfacher und wirtschaftlich günstiger (vielleicht auch vernünftiger…) gewesen, wie schon in den vorherigen Jahrhunderten auch weiterhin die Pfarrkandidaten an die verschiedenen europäischen Fakultäten zu entsenden. Für das Projekt der «Enkulturation» aber war eine beherztere Entscheidung gefragt. Nach einigen Jahren zog die Schule für Theologie nach Florenz, Hauptstadt des neugegründeten Königreichs Italien und bedeutendes kulturelles Zentrum. Die Dozenten beherrschten die europäischen Sprachen und verfolgten die großen Debatten der Zeit: Die über den Evolutionismus etwa oder die im Rahmen der alttestamentlichen Studien geführte Diskussion über die Entstehung des Pentateuch. Die Zeitschrift der Waldenser Schule Rivista cristiana war ein lebendiges Organ der Reflexion. Die Jahrzehnte um die vorletzte Jahrhundertwende waren wahrscheinlich die fruchtbarsten Jahre des Waldenser Ausbildungsinstituts. 1921 wurde die Waldenserfakultät für Theologie (Facoltà Valdese di Teologia - FVT) nach Rom verlegt, in die Via Pietro Cossa 42 im Viertel Prati. Mit den vom Bündner Bibelübersetzer Giovanni Luzzi in den USA initiierten brillanten Fundraising-Initiativen wurde der Bau eines eleganten Liberty-Gebäudes neben der 1914 eingeweihten Waldenser Kirche an der Piazza Cavour finanziert. In der ersten Hälfte des Jahrhunderts überwogen die liberalen Theologen, so wie

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Luzzi selbst einer war. Nach dem zweiten Weltkrieg hielt die von Karl Barth geprägte Theologie in der Via Cossa 42 ihren Einzug. Professor Valdo Vinay, einer der neuen Dozenten, hatte in den dreißiger Jahren, mitten im Kirchenkampf, zusammen mit Barth in Bonn studiert; Professor Vittorio Subilia hingegen war bekannt für eine von ihm auf einer Synode verfasste Stellungnahme (die allerdings von der Synode nie angenommen wurde), in der die Waldenserkirche ihre Unterlassungen während des Faschismus in Italien hätte bekennen sollen. Für die Fakultät begann nun eine lange Phase enger Beziehungen mit der deutschsprachigen europäischen Theologie. In dieser Zeit beschäftigte sich Vinay auch mit der Planung einer umfangreichen Bibliothek, die heute noch das Aushängeschild des Instituts ist. Das wissenschaftliche Niveau war beachtlich: Hervorzuheben sind in diesem Zusammenhang der Professor für Altes Testament, Jan Alberto Soggin, der Weltruf genoss, und mehrere Dozenten (der Dogmatiker Sergio Rostagno, der Ökumenist Paolo Ricca und der Exeget Bruno Corsani), denen von ausländischen Universitäten Ehrendoktorwürden verliehen wurden. Heute bildet die Fakultät die zukünftigen Pfarrerinnen und Pfarrer der Waldenser-Methodisten Kirche, der Baptistenkirche, einige Lutheraner italienischer Staatsangehörigkeit sowie gelegentlich auch Studierende aus anderen Kirchen aus. Ein staatlich anerkannter, dreijähriger Fernstudiengang umfasst etwa 240 Studierende. An der Fakultät lehren fünf Dozenten. Davon ist einer - der Professor für Kirchengeschichte Lothar Vogel - Deutscher und Lutheraner. Die von dem Professor für Altes Testament, Daniele Garrone, geleitete Bibliothek ist insbesondere dank der 8 per mille Gelder der Waldenserkirche auch weiterhin eine bedeutende kulturelle Lunge. Der intensive internationale Austausch von Studierenden und Professoren gehört zur Tradition des Instituts: Die FVT ist ein Ort, an dem man auf die europäische Theologie trifft. Bei gewissen Aspekten gilt heute noch, was auch 1855 galt: Es wäre einfacher, kostengünstiger und vielleicht vernünftiger unsere Studentinnen und Studenten an ausländische Fakultäten zu senden. Unsere Hoffnung ist jedoch, dass Via Pietro Cossa 42 bereits Teil der kleinen protestantischen Geschichte Italiens und vielleicht auch der theologischen Kultur dieses Landes ist. Fulvio Ferrario, Professor für Systematische Theologie und Dekan der Waldenser Fakultät für Theologie in Rom

sa Valdese avrebbe dovuto confessare le proprie omissioni nel corso del ventennio fascista. Inizia, per la Facoltà, una lunga fase di stretti rapporti con la teologia europea di lingua tedesca, legata anche alla progettazione, da parte di Vinay, di una biblioteca di tutto rispetto, oggi ancora fiore all'occhiello dell'istituto. Il livello scientifico è piuttosto elevato: il professore di Antico Testamento, in particolare, Jan Alberto Soggin, può essere considerato un erudito di fama mondiale e diversi docenti (il dogmatico Sergio Rostagno, l'ecumenista Paolo Ricca, l'esegeta Bruno Corsani) ricevono dottorati h.c. da università straniere. Attualmente, la Facoltà forma i futuri pastori e pastore valdesi, metodisti, battisti, alcuni luterani di nazionalità italiana e, occasionalmente, studenti provenienti da altre chiese. Un corso di laurea triennale a distanza, riconosciuto dallo Stato, conta circa 240 iscritti. I professori sono cinque, tra i quali uno di nazionalità tedesca e di confessione luterana (lo storico della chiesa Lothar Vogel). Grazie in particolare ai fondi 8 per mille della Chiesa Valdese, la biblioteca (diretta dal professore di Antico Testamento, Daniele Garrone) continua ad essere un polmone Fulvio Ferrario culturale di notevole importanza. L'intenso scambio internazionale di studenti e professori è parte della tradizione dell'istituto: la FVT è un luogo adatto per incontrare la teologia europea. Per alcuni aspetti, vale oggi ancora quanto valeva nel 1855: sarebbe più facile, più economico e forse più ragionevole inviare i nostri studenti e le nostre studentesse a facoltà straniere. La nostra speranza, tuttavia, è che via Pietro Cossa 42 faccia ormai parte della piccola storia protestante in Italia e, forse, anche di quella della cultura teologica di questo paese. Fulvio Ferrario, Ordinario di Teologia sistematica e Decano della Facoltà Valdese di Teologia, Roma Übersetzung: Kerstin Gros


Der Theologe anwtortet | Il teologo risponde

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Jeder ein Theologe! Jede eine Theologin! Uwe Habenicht

Ognuno è un teologo! Ognuna è una teologa!

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ieses Schweigen kenne ich schon. Es begleitet mich schon viele Jahre. Als ich begann Theologie zu studieren und auf andere Studierende traf und die mich fragten, was ich denn studiere, erntete ich mit meiner Antwort: „Ich studiere Theologie“ fast immer dieses Schweigen, das zwischen peinlich berührt und einer Art Erstaunen „Ach, das gibt’s noch“ hin und her wandert. Und nun, mehr als zwei Jahrzehnte später, wieder dieses Schweigen: Telefonkonferenz für das Miteinander. Mit den Mitgliedern der Redaktion planen wir den Inhalt für dieses Heft über Theologie - und am Anfang schweigen alle verlegen. Die Theologie scheint einen schlechten Ruf zu haben. Viele scheinen Theologie mit Dogmatismus zu verwechseln, der mit der Buntheit des Lebens nichts zu tun hat. Dabei ist das Theologietreiben ein wunderbares Abenteuer, das in die Tiefe der Phänomene führt. Und das Beste daran: Jeder kann es und ich behaupte sogar: Jeder und jede tut es. Denn Theologie ist nichts anderes als das Suchen nach grundlegenden Prinzipien und Sätzen, die unser Sprechen und Denken über Gott und Religion steuern. In der Bibel lesen wir zum Beispiel die Geschichte, in der Jesus einen Blinden heilt. Diese Geschichte ist selbst noch keine Theologie. Sobald wir aber beginnen, darüber nachzudenken, was Jesus da eigentlich tut, entstehen theologische Sätze, die Jesu Tun in seiner Tiefenstruktur erfassen möchten: Jesus befreit Menschen aus ihrer „Umnachtung“ und Dunkelheit und macht sie sehend. Theologietreiben besteht also in dem Versuch aus Erzähltem, Überliefertem und selbst Erlebtem Grundlegendes und Grundsätzliches abzuleiten, dessen Reichweite über das Konkrete hinaus führt. Wenn diese grundlegenden Erkenntnisse dann zusammengefasst und zusammengestellt werden, entsteht so etwas wie eine Systematik, ein zusammenhängendes Ganzes. Konkrete Erfahrungen mit solchen grundlegenden Sätzen immer wieder ins Gespräch zu bringen, ist Aufgabe des Theologen. In diesem Sinne behauptet Luther: Die Erfahrung formt den Theologen. Unsere vielfältigen Erlebnisse, Begegnungen und Widerfahrnisse sind es, die uns nach Gott fragen lassen. Gotteserfahrungen (Ich sehe wieder klar!) sprachlich fassen zu können und über unseren Glauben Anderen Rechenschaft gegeben zu können, macht Sie alle zu Theologinnen und Theologen. Jeder und jede ein Theologe!

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onosco già questo silenzio. Mi accompagna già da tanti anni. Da quando ho iniziato a studiare teologia e incontravo altri studenti che mi chiedevano cosa studiassi, ogni volta che rispondevo “studio teologia” mi imbattevo quasi sempre in questo silenzio, che spaziava dall’imbarazzato allo stupefatto come a dire “ah, esiste ancora”. E ora, più di due decenni dopo, ritorna questo silenzio: durante la conferenza telefonica per la rivista Insieme in cui stiamo progettando con i membri della redazione il contenuto di questo numero sulla teologia all’inizio tacciono tutti imbarazzati. La teologia sembra avere una cattiva reputazione! Molti sembrano confondere la teologia con il dogmatismo, che non ha niente a che fare con la varietà della vita. Fare teologia invece è un’avventura magnifica, che conduce alla profondità dei fenomeni. La cosa migliore è che ognuno può farlo e affermo persino che ognuno di noi lo fa. Perché la teologia non è nient’altro che la ricerca dei principi fondamentali che guidano il nostro parlare e riflettere su Dio e la religione. Nella Bibbia ad esempio leggiamo la storia in cui Gesù guarisce un cieco. Questa storia non è di per sé teologia. Ma appena iniziamo a riflettere su cosa fa veramente Gesù, allora creiamo dei principi teologici che vogliono comprendere in profondità le azioni di Gesù: Gesù libera le persone dal loro “ottenebramento” e dall’oscurità e le rende vedenti. Fare teologia consiste quindi nel tentativo di ricavare qualcosa di fondamentale e sostanziale, la cui portata va al di là del concreto, da ciò che ci è stato raccontato e trasmesso e da ciò che abbiamo vissuto noi stessi. Se queste conoscenze fondamentali vengono sintetizzate e raggruppate, nasce qualcosa come una sistematicità, un tutto connesso. Mettere continuamente in comunicazione le esperienze concrete con tali principi fondamentali è compito del teologo. In questo senso Lutero afferma che l‘esperienza forma il teologo. Sono le nostre molteplici esperienze e gli incontri che ci portano a interrogarci su Dio. Poter esprimere con le parole le esperienze con Dio (vedo di nuovo chiaramente!) e rendere conto agli altri della nostra fede, fa di tutti voi teologhe e teologi. Ognuno di voi è un/a teologo/a! Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


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Zum 500. | Verso il 500°

Die 95 Thesen von Martin Luther Le 95 tesi di Martin Lutero

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ie Erinnerungen an den Beginn der Reformation verdichten ricordi dell’inizio della Riforma si condensano simbolicamente nelsich in symbolischer Weise in dem Datum 31. Oktober 1517 – la data del 31 ottobre 1517, che nella memoria collettiva è legata jenem Tag, der im kollektiven Gedächtnis damit verbunden all’affissione da parte di Martin Lutero delle sue 95 tesi sull’inist, dass Martin Luther seine 95 Thesen über den Ablass an das Pordulgenza al portale della chiesa del castello di Wittenberg mettental der Schlosskirche zu Wittenberg geschlagen und damit eine relido così in moto una rivoluzione religiosa. Per quanto famose siano giöse Revolution in Gang gesetzt habe. So berühmt Luthers Thesen le tesi di Lutero ben poco si sa in generale delle loro intenzioni e del sind so wenig ist im Allgemeinen über ihre Intention und ihren Inloro contenuto. È importante considerare che Lutero nell’autunno del halt bekannt. Wichtig wahrzunehmen ist, dass Luther im 1517 era un monaco completamente sconosciuto e che con Herbst 1517 ein vollkommen unbekannter Mönch war und le sue tesi non intendeva scatenare un conflitto. Dal suo mit seinen Thesen nicht vorhatte, einen Streit auszulösen. punto di vista le tesi erano un testo accademico, redatIn seiner Sicht waren die Thesen ein akademischer Text, to in lingua latina, che trattava una questione tecnica teoder in lateinischer Sprache verfasst war, sich mit einer logica, non pensata per l’opinione pubblica, ma per una theologischen Fachfrage beschäftigte und nicht für die disputa scientifica all’Università di Wittenberg. Si tratallgemeine Öffentlichkeit, sondern für eine wissenta piuttosto di tesi che hanno un nesso remoto fra loro schaftliche Disputation an der Universität Wittenberg gee che trattano con affermazioni concise alcuni temi ledacht war. Es handelt sich vielmehr um Thesen, die in eigati al sistema delle indulgenze. Di particolare impornem eher lockeren Zusammenhang stehen und sich in tanza è la tesi iniziale in cui Lutero esprime la seguenknappen Behauptungen mit einigen Themen auseinante convinzione teologica per lui decisiva: “Il Signore e maedersetzen, die mit dem Ablasswesen verbunden sind. Von stro Gesù Cristo, dicendo: «Fate penitenza, ecc.», (Matteo besonderer Bedeutung ist die Eingangsthese, in der Lu4,17) volle che tutta la vita dei fedeli fosse un sacro penLucas Cranach d. Ä., Martin ther die für ihn entscheidende theologische Einsicht timento”. Questa prima tesi che si fonda sulla Bibbia è Luther als Augustinermönch. benennt: „Da unser Herr und Meister Jesus Christus come un segnale per tutte le tesi successive e ci fa capire 1520. spricht: 'Tut Buße' usw. (Mt. 4,17) hat er gewollt, dass das Lucas Cranach il Vecchio, Martin che l’argomentazione di Lutero mirava al recupero delganze Leben der Gläubigen Buße sei.“ Diese biblisch be- Lutero da monaco agostiniano. la concezione della penitenza presentata nel Nuovo Te1520. gründete erste These steht wie ein Vorzeichen vor allen stamento. Per Lutero non si tratta di un atto unico, ma Thesen und macht deutlich, dass Luthers Argumentation auf die Wiedell’esercizio della penitenza quotidiana nell’ascolto della parola di dergewinnung des vom Neuen Testament gebotenen BußverständDio, come un’adesione permanente e continuamente necessaria a nisses zielte. Sie ist für ihn kein einmaliger Akt, sondern die Übung Gesù Cristo. Chi non dava credito all’intenzione di Lutero poteva legder täglichen Buße im Hören auf das Wort Gottes als der lebenslang gere e interpretare le 95 tesi in un senso molto critico nei confronti immer wieder neu notwendigen Hinwendung zu Jesus Christus. Wer della Chiesa. Secondo lo studioso di Lutero, Bernhard Lohse, “sullo sfonLuthers Intention nicht Glauben schenkte, konnte die 95 Thesen in eido delle 95 tesi si percepisce una scossa, le cui conseguenze allora eranem sehr kirchenkritischen Sinn lesen und verstehen. Man spürt, so no completamente imprevedibili”. urteilt der Lutherforscher Bernhard Lohse, „im Hintergrund der 95 Thesen ein Beben, dessen Folgen damals ganz unabsehbar waren.“ Pastore Jens-Martin Kruse, Roma Pfarrer Jens-Martin Kruse, Rom

Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


Erinnerungen | Ricordi

WICAS in Neapel

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WICAS a Napoli

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om 26.-29. September trafen al 26 al 29 settembre noi sich die Liaison-Frauen des rappresentanti della Rete Frauennetzwerks des Ludelle donne dell’associaziotherischen Weltbundes (Women in ne luterana mondiale (Women in Church and Society – WICAS) aus der Church and Society – WICAS) della reRegion Westeuropa zu ihrem jährlichen Arbeitstreffen in Neapel. Sie gione dell’Europa occidentale ci siamo riunite a Napoli per il nostro inkamen aus Deutschland, den Niederlanden, Österreich, Italien und Slocontro di lavoro annuale. Venivamo dalla Germania, dall’Austria, wenien. Wir durften Neapel und ein Stück der ELKI lebendig erleben. dall‘Italia e dalla Slovenia. Abbiamo potuto così conoscere da vicino NaEs begann mit der Unterbringung im Kloster der Vincenziani im quirpoli e una parte della CELI. Dopo essere state accolte nel convento dei ligen Stadtviertel Sanità. Ein Besuch bei der Heilsarmee folgte, die in Vincenziani nel vivace quartiere Sanità dove avremo alloggiato abbiamo ökumenischer Zusammenarbeit auch das Sozialprojekt Rose Rosa visitato l’Esercito della Salvezza che sostiene in collaborazione ecumenica mit betreut. Mit der Circumvesuviana auf dem Weg nach Torre del Greanche il progetto sociale Rose Rosa. Prendendo la Circumvesuviana per co konnten wir einen Blick in die Villa di Poppea werfen. In der evanandare a Torre del Greco abbiamo potuto gettare uno sguardo alla Vilgelischen Grundschule mit Kindergarten „Gesù di Nazareth“ stellte uns la di Poppea. Nella scuola evangelica elementare e materna “Gesù di der Direktor Pfarrer Paolo Poggioli stolz seine Lehrerinnen und über 100 Nazareth” il direttore, il pastore Paolo Poggioli, ci ha presentato con orKinder in dem gepflegten goglio le maestre e i più di 100 alSchulgebäude vor. Dekan lievi nell’edificio scolastico molto Heiner Bludau kam zu Ancurato. Il Decano Heiner Bludau è dacht und Gespräch extra venuto appositamente da Torino aus Turin. Nach einer Fühper il culto e per dialogare con noi. rung durch die Altstadt bilDopo una visita guidata attradete das Abendgebet in der verso la città vecchia il culmine lutherischen Kirche begleitet della giornata è stata la preghievon dem ausgezeichneten ra serale nella chiesa luterana acChor den absoluten Höhecompagnata dallo straordinario punkt. Keine Frage, dass es coro. Ovvio quindi che si sia creaMit Dekan Bludau im Innenhof des Konvents der Vincenziani, Neapel. gute Stimmung bei der anta anche una bella atmosfera Con il decano Bludau nel cortile del convento dei Vincenziani, Napoli. schließenden Pizza gab. alla successiva pizza. Oltre a tutFoto Simona Prosicˇ Dennoch blieb genug Zeit, to questo ci è rimasto anche il aus den Europäischen Kirchen zu hören. Das bevorstehende Refortempo sufficiente per ascoltare le Chiese Europee. L’imminente Giubileo mationsjubiläum stand im Mittelpunkt. Mit der WICAS Beauftragten della Riforma è stato al centro del dibattito. Con l’incaricata WICAS deldes Lutherischen Weltbundes, Pfarrerin Dr. Elaine Neuenfeldt, wurden la Federazione Luterana Mondiale, la pastora dr. Elaine Neuenfeldt, si die Präsenz von WICAS auf der Weltausstellung (12. - 14. Juni 2017) und è parlato della presenza di WICAS all’esposizione mondiale (12 - 14 giuder Frauenfesttag am 12. August 2017 in Wittenberg besprochen. Julia gno 2017) e alla festa delle donne del 12 agosto 2017 a Wittenberg. JuLersch (Nordkirche) stellte eine Wanderausstellung zu Frauen aus der lia Lersch (Chiesa del nord) ha presentato un’esposizione itinerante sulKirchengeschichte vor. In Österreich hat die Evangelische Frauenarbeit le donne della storia della Chiesa. In Austria il lavoro delle donne evaneine Arbeitsmappe mit Biografien von Frauen der Reformationszeit und geliche ha pubblicato un documento con le biografie di donne dell’epoca Anregungen für Gruppen herausgegeben. Besonders beschäftigt hat della Riforma e stimoli per gruppi. Ci siamo occupate in particolar modo uns der Synodenbeschluss der Lutherischen Kirche in Lettland, keine della delibera sinodale della Chiesa Luterana in Lettonia che ha sanciFrauen zu ordinieren. Es war eine gute Mischung von Kennenlernen, to la non-ordinazione delle donne. È stata una bella mescolanza di moaufeinander Hören, miteinander Planen und zusammen unterwegs sein, menti di scambio, di ascolto reciproco, per pianificare e muoverci insieme; besser kann eine Konferenz kaum gelingen. una conferenza che non avrebbe potuto riuscire meglio. Evelyn Martin, Vienna Evelyn Martin, Wien Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


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Erinnerungen | Ricordi

Katholiken und Protestanten im Dialog in Trient

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as Büro für Ökumene und interreligiösen Dialog der italienischen Bischofskonferenz hatte zusammen mit dem Bund evangelischer Kirchen in Italien vom 16.-18. November 2016 nach Trient zum Thema “Katholiken und Protestanten 500 Jahre nach der Reformation: ein gemeinsamer Blick auf das Heute und das Morgen“ eingeladen. 10 Prozent der um die 400 Teilnehmer waren Protestanten, aus der ELKI waren wir immerhin 5 aus Bozen, Genua, Turin und Neapel und auch gut präsent: Dekan Bludau in der ersten Podiumsdiskussion, der Pfarrer von Bozen und Trient, Dr. Friedrich hielt die erste Morgenandacht und gestaltete die letzte Abendandacht mit, und Pfarrerin Thiele aus Neapel leitete die letzte Gesprächsrunde. Herausforderungen, Zukunftsperspektiven und theologische Stolpersteine der Ökumene wurden immer von katholischer wie evangelischer Seiten beleuchtet, nüchtern und klar, ohne Polemik. Auch hier war präsent, was wir in Lund deutlich gehört haben: was wir gemeinsam haben ist unendlich viel mehr als das, was uns (noch) trennt. Das spürte man in Trient. Am ersten Abend in der Basilika von Santa Maria Maggiore meinte Kardinal Walter Kasper in seiner Einführung zu einer Reise durch die Traditionen katholischer und evangelischer Kirchenmusik, „die Kakophonie der Vergangenheit“ könne im Nachhinein nicht in eine harmonische Symphonie verwandelt werden, aber immerhin hätten wir inzwischen gelernt, miteinander Musik zu machen. Bewegend war der zweite Abend in der Kathedrale von Trient, neben dem Kreuz, das damals die Beschlussfassungen des Konzils von Trient begleitet hat. Am Ende des ökumenischen Gebetes haben alle miteinander ein Brot geteilt, „zwar nur ein Zeichen, aber immerhin doch ein Zeichen“ (Don Bettega). Noch zu Luthers Lebzeiten wurde in Trient begonnen, das Trennende festzuschreiben. Nach 471 Jahren ist, so mein Eindruck, nun genau in Trient ein wesentlicher Schritt auf die versöhnte Gemeinschaft hin gemacht worden. Die verknoteten Steinsäulen am Eingang zur Apsis der Kathedrale und Logo der Tagung scheinen mir wie ein Symbol: verschlungen, auf einander angewiesen und doch eigenständig. Christiane Groeben, Neapel

Dialogo fra cattolici e protestanti a Trento

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ufficio per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza episcopale italiana e la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia hanno invitato a partecipare dal 16 al 18 novembre 2016 a Trento a uno scambio su “Cattolici e protestanti a 500 anni dalla Riforma: uno sguardo comune sull’oggi e sul domani”. Il 10 percento dei circa 400 partecipanti erano protestanti, da parte della CELI eravamo presenti in 5 da Bolzano, Genova, Torino e Napoli e anche ben rappresentati, il Decano Bludau nella prima tavola rotonda, il pastore di Bolzano e Trento, il dr. Friedrich ha celebrato il primo mattutino e l’ultimo vespro e la pastora Thiele da Napoli ha fatto da moderatrice all’ultima tavola rotonda. Sfide, prospettive per il futuro e ostacoli teologici all’ecumenismo sono stati analizzati sempre da entrambe le parti, quella cattolica e quella evangelica, in maniera semplice e chiara, senza polemiche. Anche in questo caso avevamo presente quanto avevamo ascoltato chiaramente a Lund: quello che abbiamo in comune è infinitamente di più di quello che ci divide (ancora). Questo è quello che si avvertiva a Trento. Durante la prima serata nella Basilica di Santa Maria Maggiore il Cardinale Walter Kasper nella sua introduzione a un viaggio attraverso le tradizioni della musica sacra cattolica ed evangelica, ha affermato che “la cacofonia del passato” non può essere trasformata a posteriori in una sinfonia armonica, tuttavia perlomeno nel frattempo abbiamo imparato a fare musica insieme. Emozionante è stata la seconda serata nella Cattedrale di Trento, accanto alla croce che allora accompagnò le decisioni prese dal Concilio di Trento. Al termine della preghiera ecumenica abbiamo spezzato insieme il pane “soltanto un segnale, ma pur sempre un segnale” (Don Bettega). All’epoca di Lutero a Trento si iniziò a mettere per iscritto ciò che ci divideva. Dopo 471 anni, questa è la mia impressione, proprio a Trento è stato fatto un passo importante verso una maggiore comunione. Le colonne di pietra annodate all’ingresso dell’abside della Cattedrale, logo dell’incontro mi sono sembrate come un simbolo: intrecciate, dipendenti l’una dall’altra anche se indipendenti. Christiane Groeben, Napoli Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti Foto: Die Schlangensäulen am Eingang zur Apsis der Kathedrale von Trient Le colonne ofitiche all’ingresso dell’abside della Cattedrale di Trento Foto: G. Boato


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Minimalistische Spiritualität. Der Glaube und die Religionen o der Titel des kleinen Buchs von Pfarrer Uwe Habenicht, das mir von meiner Pfarrerin Kirsten Thiele geschenkt wurde.Nachdem ich die Einleitung gelesen hatte, musste ich daran denken, wie oft sich im Leben Zufälle und unerwartete Begebenheiten ereignen, die sich wunderbar in die besonderen Momente, die man gerade erlebt, einfügen oder zu den Zweifeln und Fragen passen, auf die wir Lösungen und Antworten suchen. Ich selber bin in einer katholischen Familie aufgewachsen und habe ein von Nonnen geführtes Gymnasium besucht. Dort habe ich mich gegen das „System von Übungen“ aufgelehnt, die einem empfohlen, ja fast vorgeschrieben wurden, um der Herkunftsreligion angehören zu können. Als ich meinen Mann kennengelernt habe, bin ich zum Luthertum übergetreten. Ich war neugierig und habe mich intensiv mit seiner Religion beschäftigt, denn ich war auf der Suche nach Antworten auf mein Verlangen nach Freiheit, um darin mein Bedürfnis nach Glauben zum Ausdruck zu bringen. Eine Entscheidung, die ich nie bereut habe, die aber ein wenig ins Wanken geraten ist, weil ich in all diesen Jahren – angesichts der Veränderungen der Welt und der Gesellschaft – das Bedürfnis verspürte, meine Beziehung zu Gott zu erneuern und dabei die Grenzen einer religiösen Zugehörigkeit zu überwinden. Ich wollte mich nicht mit den Regeln und Bräuchen der Tradition identifizieren, sondern wollte meinen eigenen, freien Glaubensweg gehen, meine eigene Spiritualität finden, immer in tiefempfundener Achtung vor den persönlichen Bedürfnissen des Anderen nach Glauben. Die Gründe, die Pfarrer Habenicht zum Schreiben bewegt haben, und vor allem die Schlussfolgerungen, zu denen er nach einer detaillierten, synthetischen und effizienten Analyse kommt, waren für mich eine unverhoffte und überraschende Hilfestellung bei meiner Suche nach Antworten auf Fragen, die mich seit einiger Zeit schon quälen. Hätte ich dieses kleine Buch schon früher gelesen, dann hätte ich es dem Publikum, das ich am 10. November zu einem Gespräch über das Thema „Ist es noch Zeit für einen organisierten Glauben?“ eingeladen hatte, unbedingt weiterempfohlen. Dieser Satz aus einer Ansprache des Dalai Lama schien mir geeignet für eine kollektive und auch individuelle Reflexion über das Bedürfnis nach einer „zeitgenössischen“ Spiritualität, die der Sensibilität eines jeden Einzelnen eher entspricht und den endlichen Menschen mit dem unendlichen Transzendenten einfacher verbindet. Das große Verdienst dieses Buches sind meiner Ansicht nach vor allem die vielen nützlichen Hinweise dazu. Luciana Renzetti, Koordinatorin der Kulturinitiativen der Lutherischen Gemeinde Neapel Übersetzung: Kerstin Gros

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Spiritualita` minimalista. La fede e le religioni uesto è il titolo del volumetto scritto dal pastore Uwe Habenicht che mi è stato regalato dalla mia pastora Kirsten Thiele. Dopo aver letto la prefazione, ho pensato come nella vita si verifichino coincidenze e fatti inattesi che si inseriscono in modo perfetto nei momenti particolari che si vivono o nelle incertezze e domande alle quali cerchiamo risposte e soluzioni. Sono una persona nata in una famiglia cattolica, ho compiuto gli studi superiori in un Istituto di suore, ho contestato il “sistema di esercizi” indicati o quasi obbligati per appartenere alla religione di origine. Sono diventata luterana quando ho conosciuto mio marito. Mi è nata la curiosità di approfondire la sua religione per trovare risposte al mio anelito di libertà per esprimere il mio bisogno di fede. Scelta che non rinnego ma che vacilla perché ho avvertito, in tutti questi anni, l’evoluzione del mondo, il cambiamento della società, il bisogno di rinnovare il proprio rapporto con Dio superando il limite di un’appartenenza religiosa e quindi non riconoscersi nelle regole e nelle abitudini della tradizione, ma realizzare la propria spiritualità in un percorso libero e profondamente legato al rispetto del personale e altrui bisogno di fede. Leggere i motivi ispiratori dello scritto del pastore Habenicht e soprattutto le conclusioni alle quali giunge attraverso un’analisi approfondita, sintetica ed efficace è stato per me un aiuto insperato e Uwe Habenicht, Spiritualità sorprendente nel sentirmi “compresa” minimalista. La fede e le negli interrogativi che da tempo mi religioni (Spiritualità, 15). assillano. Se lo avessi conosciuto prima Claudiana, Torino, 2016. lo avrei indicato come lettura indispensabile ed efficace al pubblico che ho coinvolto il 10 novembre scorso nella conversazione sul tema “E’ ancora tempo di una fede organizzata?”. La frase, estrapolata da una dichiarazione del Dalai Lama, l’avevo ritenuta idonea a procurare un momento di riflessione collettiva, ma anche individuale sul bisogno di una spiritualità “contemporanea” più conforme alla sensibilità di ciascuno, più semplice per collegare l’uomo finito con il Trascendente Infinito. Molte indicazioni utili al riguardo sono proprio, a mio avviso, il grande merito di questo libro.

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Luciana Renzetti, Coordinatrice culturale della Comunità luterana di Napoli


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Holm Tetens, Gott denken: Ein Versuch über rationale Theologie

Holm Tetens, Gott denken: Ein Versuch über rationale Theologie

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as Reclam-Bändchen von Holm Tetens Gott denken: Ein Versuch l breve saggio di Holm Tetens Gott denken: Ein Versuch über ratioüber rationale Theologie (Reclam, Stuttgart, 2016) stellt einen nale Theologie [Pensare Dio. Saggio di teologia razionale] (Reclam, interessanten Versuch dar, eine Verbindung herzustellen zwiStuttgart, 2016) costituisce un interessante tentativo di mettere in schen dem Hauptargument des gegenwärtigen Naturalismus, demrelazione la principale convinzione del naturalismo contemporaneo, zufolge es unvernünftig ist, Hoffnungen in einen Gott zu setzen, dessecondo la quale sarebbe irragionevole voler riporre speranze in un Dio sen Existenz in der von der Wissenschaft untersuchten Welt auf keinerlei la cui esistenza non può essere dimostrata in nessun modo nel monWeise bewiesen werden kann, und der Behauptung, dass diese Hoffdo esaminato dalla scienza, e quella secondo la quale tali speranze posnung rational gerechtfertigt werden kann. Die Frage ist also: Ist es mögsono essere giustificate razionalmente. In pratica: è possibile fondare lich, die Theologie rational zu begründen und die in der razionalmente la teologia, scalzando le posizioni doheutigen Welt dominierenden Standpunkte, die abminanti del mondo di oggi, che negano che essa si basi streiten, dass die Theologie sich auf rational begründete su assiomi fondati razionalmente? L'autore ci prende per Axiome stützt, in Frage zu stellen? Der Autor nimmt uns mano e ci accompagna lungo un percorso non sempre an die Hand und begleitet uns auf einem nicht immer facile, ma ben delineato, razionalmente fondato, paseinfachen, aber klar skizzierten Weg, auf dem er die sando in rassegna gli aspetti principali della tematica. Hauptaspekte der Thematik zur Sprache bringt. TeIn particolare, Tetens sostiene come anche alcune contens behauptet insbesondere, dass einige wesentliche vinzioni fondamentali dell'approccio scientifico alla Überzeugungen des wissenschaftlichen Realitätsanrealtà non siano poi così 'fondate scientificamente', ma satzes gar nicht so 'wissenschaftlich begründet' sind, sonabbiano una propria dimensione 'metafisica', che va, cioè, dern eine eigene 'metaphysische' Dimension besitzen, al di là della fisica. Egli individua questi aspetti meno die über die der Physik hinausgeht. Diese weniger 'wis'scientifici' soprattutto nell'analisi del pensiero e della senschaftlichen' Aspekte sind für ihn in der Analyse der dimensione psicologica dell'individuo. Il lavoro di Tetens Gedanken und der psychologischen Dimension des solleva non pochi interrogativi e spinge ciascuno di noi Einzelnen zu finden. Tetens Werk wirft nicht wenige Fraad interrogarsi sul senso e il significato della nostra espegen auf und bringt jeden von uns dazu, sich nach dem rienza di fede, portando a rivalutare la nostra esperienza Holm Tetens, Gott denken: Ein Sinn und der Bedeutung unserer Glaubenserfahrung zu personale e a relativizzare (almeno in parte) il tentatiVersuch über rationale Theologie. Reclam, Stuttgart, 2016. befragen, unserer persönlichen Erfahrung neuen Wert vo di spiegare ogni cosa in modo meccanicistico. zu verleihen und (zumindest teilweise) den Versuch, alHolm Tetens, nato nel 1948, professore di filosofia teoretica les mechanistisch zu erklären, zu relativieren. Holm Tetens, Jahrgang presso la Libera Università di Berlino, ha pubblicato numerose opere, 1948, ist Professor für Theoretische Philosophie an der Freien Univertra cui: Experimentelle Erfahrung (1987); Geist, Gehirn, Maschine (1994); sität Berlin und Verfasser zahlreicher Werke, darunter auch: ExperiPhilosophisches Argumentieren (2010); Kants Kritik der reinen Vermentelle Erfahrung (1987); Geist, Gehirn, Maschine (1994); Philosophisches nunft. Ein systematischer Kommentar (2006); Wissenschaftstheorie. Eine Argumentieren (2010); Kants Kritik der reinen Vernunft. Ein systematiEinführung (2013). scher Kommentar (2006); Wissenschaftstheorie. Eine Einführung (2013). Roberto Tresoldi, Milano Roberto Tresoldi, Mailand Übersetzung: Kerstin Gros


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Familienfreizeit 2017

Campo estivo per famiglie 2017

uf Entdeckertour nach Elba: Schätze heben, Strände erobern Geschichten erleben. Vom 26.August – 2. September ist auf der Familienfreizeit der ELKI so manche Neuentdeckung zu machen. Rund um Festgeschichten aus der Bibel soll es gehen. Auf der Freizeit, die offen ist für große und kleine Familien, Alleinerziehende, aber auch Großeltern mit Enkeln und weitere Reiselustige, gibt es neben vielen gemeinsamen Aktionen in der Gruppe auch Zeit für eigene Erkundungen. Auch Jugendliche sind herzlich willkommen!

lla scoperta dell’isola d’Elba: dissotterrare tesori, conquistare spiagge, vivere delle storie. Dal 26 agosto al 2 settembre al campo estivo per famiglie della CELI si possono fare alcune nuove scoperte. Ci occuperemo delle storie legate alle festività nella Bibbia. Il campo estivo per famiglie, che è aperto a ogni tipo di famiglia, grande e piccola, a genitori single, ma anche a nonni e nipotini e altri amanti dei viaggi, oltre a offrire molte iniziative da svolgere insieme in gruppo lascia anche del tempo per le scoperte personali. Anche gli adolescenti sono i benvenuti!

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Wir werden in Meeresnähe in dem Gästehaus der Waldenserkirche in dem kleinen Dörfchen Rio Marina zu Gast sein (www.casariomarina.it). Die Anfahrt wird selbst organisiert. Für Unterkunft und Halbpension in Familienzimmern bezahlen Erwachsene 380 euro , Kinder ab 5 Jahren 175 euro, Kinder von 3-5 Jahren 150 euro, ab dem 3. Kind 130 euro. Die Freizeit wird von der ELKI bezuschusst.

Saremo ospitati vicino al mare nella foresteria della Chiesa valdese nel piccolo paese di Rio Marina (www.casariomarina.it). Il viaggio è organizzato autonomamente. Per l’alloggio e la mezza pensione gli adulti pagano 380 euro, i bambini a partire dai 5 anni 175 euro, i bambini dai 3 ai 5 anni 150 euro, a partire dal terzo bambino 130 euro. Il campo viene sovvenzionato dalla CELI. Rio Marina

Weitere Infos: Pfarramt Venedig: venezia@chiesaluterana.it — Tel. 049/8668929

Ulteriori informazioni: Ufficio Pastorale di Venezia: venezia@chiesaluterana.it — Tel. 049/8668929

STELLENAUSSCHREIBUNG • AVVISO DI POSTO VACANTE Die Evangelisch-Lutherische Kirchengemeinde Florenz sucht zum 01. Juli 2017 eine Küsterin / einen Küster mit Hausmeister- und Reinigungstätigkeiten. Bewerbungsschluss ist der 28. Februar 2017 (Posteingang).

La Comunità Evangelica Luterana di Firenze cerca dal 1 luglio 2017 un/una custode con funzioni di portierato e pulizie. Il termine di presentazione delle candidature è il 28 febbraio 2017 (fa fede il timbro postale).

Einzelheiten und weitere Informationen: Tel. (+39) 055 234 2775 (Dienstag – Freitag 10.00 – 12.00 Uhr) Mail: firenze@chiesaluterana.it www.chiesaluterana-firenze.org

Dettagli e ulteriori informazioni: Tel. (+39) 055 234 2775 (Martedì – venerdì 10:00 – 12:00) Mail: firenze@chiesaluterana.it www.chiesaluterana-firenze.org


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Events | Eventi

Einberufung Synode 2017

Riforma 500 Reformation

Convocazione Sinodo 2017

Liebe Synodale,

Cari sinodali della CELI,

hiermit berufe ich die 2. Sitzung der XXII. Synode der ELKI ein. Sie findet im Reformationsjubiläumsjahr 2017 vom 22. bis 25. April in Venedig statt. Untergebracht sind wir auf der zentrumsnahen Insel S. Servolo: sanservolo.servizimetropolitani.ve.it

con la presente convoco la 2a Seduta del XXII Sinodo della CELI dal 22 al 25 aprile 2017 presso l’isola di San Servolo a Venezia, l’unica città d‘Italia ufficialmente nominata „Città Europea della Riforma”. Alloggeremo al Centro Congressi (sanservolo.servizimetropolitani.ve.it) fino al culto delle ore 9:30 di martedì 25, ed alla susseguente partenza (individuale).

Dort tagen wir von Samstagmittag bis Sonntagabend. Am Montag begeben wir uns für den öffentlicheren Teil per Boot und zu Fuß durch Venedig zu unserer ältesten Gemeinde am Campo SS. Apostoli und am Abend zum Fondaco dei Tedeschi, dem historischen Bezugspunkt der ersten Lutheraner in Italien. Die Synode beginnt am Samstag, 22. April, nach einer um 13:30 Uhr angebotenen fakultativen Führung durch S. Servolo (früher „Irrenanstalt“, heute Kongresszentrum), dortselbst um 15 Uhr mit der Einschreibung und Feststellung der anwesenden Stimmberechtigten, gefolgt vom Eröffnungsgottesdienst mit der feierlichen Verpflichtung der Synodalen. Sie endet am Dienstag, dem 25. April, mit dem Abschlussgottesdienst um 9:30 Uhr und der individuellen Abfahrt von S. Servolo. Näheres aktuell per Email.

Si inizierà sabato 22 aprile, dopo una visita guidata facoltativa alla piccola isola, ex-manicomio di Venezia, prevista alle ore 13:30 (da prenotare in anticipo!) con la registrazione dei sinodali alle ore 15:00, il culto d’apertura e il solenne impegno dei sinodali. I lavori proseguiranno a S. Servolo fino a domenica sera. Lunedì 24 invece ci sposteremo, in vaporetto e a piedi, alla nostra Comunità più antica in campo SS. Apostoli e poi anche al Fondaco dei Tedeschi - storico punto di riferimento dei luterani in Italia - per commemorare con relatori ed ospiti i 500 anni della Riforma e la sua perdurante valenza internazionale. Ulteriori informazioni e la documentazione vi giungeranno per posta elettronica.

Der Präsident der Synode / Il presidente del Sinodo Georg Schedereit


Post Scriptum

Fundamentaltheologie

Teologia fondamentale

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m Kontext des späten 19. und des 20. Jahrhunderts war es für die el contesto del tardo XIX secolo e del XX secolo non era più sconTheologie nicht mehr selbstverständlich, als Wissenschaft angesehen tato considerare la teologia una scienza. Il concentrarsi sul camzu werden. Die Konzentration auf den naturwissenschaftlichen Bepo delle scienze naturali e sui suoi metodi estremamente efreich und seine höchst erfolgreichen Methoden des Messens, Zählens ficaci per misurare, conteggiare e soppesare portò a una crisi nell’idea und Wägens führte zu einer Krise in ihrem Selbstverständnis, die bis che la teologia aveva di se stessa, che è avvertibile ancora oggi (alcuheute spürbar ist (einige TheologInnen halten nur das für „eigentlich“ ni teologi e teologhe considerano “veramente” scientifico solo ciò che wissenschaftlich, was sich der o.a. Methodik am ehesten nähert, also si avvicina di più alla metodica di cui sopra, quindi un lavoro linguilinguistische, textkritische und historische Arbeit). Am Ende des 20. Jahrstico, di critica del testo e storico). Al termine del XX secolo si è tuttahunderts hat sich aber deutlich gezeigt, dass ein Umdenken erfordervia dimostrato chiaramente che è necessario rivedere questa impolich ist, weil letztlich auch die sogenannten „harten“ Disziplinen auf der stazione mentale perché in fin dei conti anche le cosiddette discipliBasis von Vereinbarungen und Wahrscheinlichkeiten ne “forti” lavorano sulla base di accordi e probabiliarbeiten. Die Herausforderung für wissenschaftliche tà. La sfida del lavoro scientifico oggi a un più attento Arbeit heute ist doch genau besehen dies: Ein (Wieesame è questa: permettere una (ri)scoperta delle der-)Entdecken der metaphysischen Grundfragen unquestioni metafisiche fondamentali del nostro essere, seres Seins zu ermöglichen, die in letzter Konsequenz che in ultima analisi rappresentano l’orizzonte di ogni den Horizont jeder Wissenschaft bilden; eine neue Rescienza; inaugurare una nuova rilevanza della tralevanz der Transzendenz zu eröffnen, insofern der scendenza, in quanto l’uomo viene interpretato Mensch als Wesen verstanden wird, das notwendig come un essere che necessariamente guarda al di là über sich hinausschaut; und ein neues Begreifen der di se stesso; e trasmettere una nuova interpretazione Existenzdimension „Sinn“ zu vermitteln. Das tut die della dimensione esistenziale dell’ “essere”. Questo Theologie seit ihren Anfängen und hat daher einen è ciò che fa la teologia dai suoi inizi e per questo ha reichen Erfahrungsschatz (auch an Irrtümern) anaccumulato un ricco tesoro di esperienze (anche di gesammelt. Dass sie sich nicht als einzige Antworterrori). È evidente che non può ritenersi l’unica posChristian Wessely möglichkeit verstehen darf, ist in unserer Multiopsibilità di risposta nella nostra società multi-opziotionsgesellschaft klar. Doch sie kann selbstbewusst nale. Tuttavia può affermare con sicurezza la sua prebehaupten, in ihrem wissenschaftstheoretischen Anspruch mit jeder tesa epistemologica di essere confrontabile con qualsiasi altra discianderen Disziplin vergleichbar zu sein. Erstaunlicherweise verdankt das plina. Sorprendentemente proprio la teologia cattolica lo deve non per gerade die katholische Theologie nicht zuletzt dem großen Reformaultimo al grande riformatore Martin Lutero. Il livello della sua argotor Martin Luther. Das Niveau seiner Argumentation und sein pragmentazione e il suo successo pragmatico costrinsero la Chiesa cattomatischer Erfolg zwangen die römische Kirche zu einer völligen Neulica a una concezione totalmente nuova dell’apologetica, la cui discikonzeption der Apologetik, deren Nachfolgedisziplin – die Fundaplina successiva, la teologia fondamentale, forma oggi il mio campo mentaltheologie – heute mein eigenes Arbeitsfeld bildet und in deren di lavoro e nel cui ambito da molto tempo si può portare avanti un diaRahmen seit geraumer Zeit ein höchst niveauvoller ökumenischer Dislogo ecumenico di livello elevato. Per affrontare le grandi sfide del prekurs stattfinden kann. Es liegt in der Verantwortung der großartigen sente l’eccezionale generazione di giovani ricercatori e ricercatrici è reGeneration junger Forscherinnen und Forscher, diese sprießende sponsabile del prendersi cura e del far maturare questa pianta che sta Pflanze angesichts der großen Herausforderungen der Gegenwart zu germogliando. Esistono i presupposti per farlo (anche al livello politihegen und zur Reife zu bringen. Die Voraussetzungen dafür (auch auf co ecclesiastico più elevato). der kirchenpolitisch höchsten Ebene) sind gegeben. Christian Wessely, Professore di Teologia fondamentale, Christian Wessely, Professor für Fundamentaltheologie, Università Karl Franzens di Graz Karl-Franzens-Universität Graz Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


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Die italienischen Protestanten feiern | Protestanti italiani in festa www.chiesaluterana.it Das Kruzifix des Konzils von Trient. Holzkreuz von Sixtus Frey aus Nürnberg, um 1505. Kathedrale von San Vigilio, Trient. / S. Crocifisso del Concilio di Trento. Crocifisso ligneo di Sixtus Frey di Norimberga, circa 1505. Cattedrale di San Vigilio, Trento. / Foto: G. Boato

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