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Miteinander/Insieme 5 - 2019

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70. Jahrgang|Anno 2019|Nr. 5

Männer Uomini

MITEINANDER

INSIEME


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PFARRERSWORT

SALUTO DEL PASTORE

“Wir beten abwechselnd zwischen Männern und Frauen...”

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MÄNNER

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Männer in der Bibel “Sei ein Mann”: Ja und?! Halbbrüder Die Rolle des Vaters im Romani-Volk

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DER THEOLOGE ANTWORTET

Uomini nella Bibbia “Sii uomo: cioè?!” Fratellastri Il ruolo del padre nel popolo romanì IL TEOLOGO RISPONDE

TESTIMONIANZE

Chancengleichheit - Ein neues Miteinander? Die Zersplitterung der Familie und der Vaterrolle Auf der Suche nach einer neuen Identität Von Maria aus Magdala bis Maria Jepsen Der ideale Mann gestern und heute...?

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AUS DER ELKI

Pari opportunità - Un nuovo modo di stare insieme?! Lo sgretolamento della famiglia e del ruolo del padre Ri-comporre l’identità Da Maria Maddalena fino a Maria Jepsen L’ uomo ideale ieri ed oggi...? DALLA CELI

“Downhill mit Ötzi” “Eine Geschichte zu erzählen, ein Aufruf zum Handeln” Otto per Mille 2018 Termine

Miteinander ist das Organ der «Evangelisch-Lutherischen Kirche in Italien»

Tipicamente maschile - tipicamente femminile

19 Dio “in relazione”

ZEUGNISSE

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“Preghiamo a turno fra uomini e donne...” UOMINI

Typisch Mann - Typisch Frau

19 Gott “beziehungsweise” 20 22 24 25 27

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Indice

Inhalt 3

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Via Aurelia Antica, 391 - 00165 Roma Tel. 06 66 03 01 04 - Fax 06 66 01 79 93 E-Mail: decanato@chiesaluterana.it Herausgeber • Editore: Konsistorium/Concistoro (Cordelia Vitiello)

Insieme è l’organo della «Chiesa Evangelica Luterana in Italia»

Verantwortlicher Direktor • Direttore responsabile: Christiane Schröder-Werth

mit Geschäftssitz im Dekanat in Rom • con sede legale a Roma nel Decanato

Chefredakteurin • Capo redattrice: Christiane Groeben

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“Downhill con Ötzi” “Una storia da raccontare, una chiamata all’azione” Otto per Mille 2018 Appuntamenti

Redaktion • Redazione: Pfarrer/Pastore Friedemann Glaser (Theologe/teologo), Nicole Dominique Steiner, Caroline von der Tann, Roberto Tresoldi, Margherita Groeben, Dekanat/decanato (Layout), Cecilia Bazzini (Graphik/grafica) E-mail: miteinander@chiesaluterana.it / insieme@chiesaluterana.it

Druck • Stampa: A. Weger, Bressanone – Brixen Auflage • Tiratura: 2.500 - n. 5 2019 Autor. Trib. Bolzano 26/11/1968, n° 39/49 Spenden für die Zeitschrift • Offerte per la rivista: «ELKI / CELI – Miteinander / Insieme» c/c bancario in Italia: Banca Prossima IBAN IT 96 A 03359 01600 100000061391 BIC: BCITITMX - Verwendungszweck/causale: Miteinander/Insieme..


Pfarrerswort | Saluto del Pastore 3

„Wir beten abwechselnd zwischen Männern und Frauen …“

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iese vertraute Form des Psalmbetens hatte einst etwas sehr Emanzipatorisches: Der Pfarrer ließ die Frauen zu Wort kommen. Um aber allen im Gottesdienst gerecht zu werden, ist heute Vorsicht geboten: Nicht nur, dass die – oft wenigen – Männer sich ein wenig verloren vorkommen, sondern auch, weil dabei eine Gruppe von Menschen ausgeschlossen wird. Nur langsam hält in der westlichen Welt die Erkenntnis Einzug, dass unsere geschlechtliche Identität und Orientierung weit differenzierter als ein einfaches „Entweder – Oder“ sind. In Deutschland gibt es seit Kurzem ein gesetzliches Anrecht, ‚divers‘ zu sein. In Italien ist die Diskussion noch in den Anfängen. Betroffene klagen darüber, dass sie als Kinder zwangsoperiert wurden und damit ein Stück ihres Personseins eingebüßt haben. Man wollte ihnen das ‚Anderssein‘ nehmen, damit sie nicht anecken oder gar ausgeschlossen werden. Anderssein macht angreifbar und das Miteinander komplizierter: „Schwestern, Brüder und …“? Doch wesentlicher als politische Korrektheiten in der Sprache scheint mir unsere gesellschaftliche Bereitschaft, Andersartigkeit zu akzeptieren, so dass eben niemand mehr einen Teil seiner Person verleugnen muss, niemand mehr in seinem Recht beschnitten wird, dazuzugehören. Wir merken: Es geht um alle Menschen, die aufgrund einer ihrer Eigenschaften ausgeschlossen werden: aus dem Land, in dem wir leben, aus der Gemeinde, in der wir uns zuhause fühlen, aus dem Freundeskreis, der uns umgibt. Jesus kennt beides: Abgrenzung und Entgrenzung. Wo es darum geht, ihm zu vertrauen, sagt er (Mt 12,30): "Wer nicht mit mir ist, ist gegen mich.” Bloße Neutralität reicht nicht, wo Jesus in Gottes Namen Dämonen austreibt, Menschen Zukunft in Freiheit eröffnet. Den gegensätzlichen Satz allerdings sagt er zu seinen engherzigen Jüngern: Diese wollten einen Mann bekämpfen, der in Jesu Name böse Geister austrieb, ohne mit ihnen gemeinsam Jesus nachzufolgen: "Wer nicht gegen uns ist, ist für uns“ (Mk 9,40). Und wir? Wir sind immer dann auf Jesu Seite, wenn wir dafür eintreten, dass allen Menschen Leben in Würde und Freiheit ermöglicht wird, sie Respekt und Annahme erleben – unabhängig von den vielfältigen Eigenschaften, die sie wie jeder von uns mitbringen und die uns alle zu ganz einzigartigen Kindern Gottes machen. Pfarrerin Franziska Müller, Florenz

“Preghiamo a turno fra uomini e donne…”

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uesta forma consueta di pregare un salmo aveva qualcosa di molto emancipatore: il pastore lasciava che le donne prendessero la parola. Tuttavia per rendere giustizia a tutti nel culto oggi bisogna essere prudenti: non solo perché gli uomini, spesso pochi, possono sentirsi un po’ persi, ma anche perché in tal modo si esclude un gruppo di persone. Soltanto lentamente si è fatta strada nel mondo occidentale la consapevolezza che la nostra identità e il nostro orientamento sessuale sono molto più differenziati di un semplice “o – o”. In Germania da poco esiste il diritto giuridico ad essere “diversi”. In Italia il dibattito è ancora agli inizi. Le parti in causa si lamentano del fatto di essere stati operati a forza da bambini e di averci rimesso una parte del loro essere persona. Si voleva togliere loro “l’ essere diversi” affinché non venissero offesi o venissero persino esclusi. Essere diversi rende attaccabili e rende più complicato lo stare insieme agli altri: “Sorelle, fratelli e…”? Tuttavia più importante che il politically correct nella lingua mi sembra essere la nostra disponibilità sociale ad accettare la diversità, così che nessuno debba più rinnegare una parte della propria persona e non gli venga limitato il suo diritto di essere incluso. Rendiamoci conto che si tratta di tutte le persone che vengono escluse a causa di una loro caratteristica: dal Paese in cui viviamo, dalla comunità in cui ci sentiamo a casa, dal giro di amicizie che ci circonda. Gesù conosce entrambe le cose: la delimitazione e il venir meno dei confini. Quando si tratta di avere fiducia in lui afferma (Matteo 12,30): “Chi non è con me è contro di me”. La sola neutralità non basta, laddove Gesù scaccia i demoni in nome di Dio e apre un futuro di libertà agli uomini. Tuttavia dice la frase opposta ai suoi discepoli quando questi volevano vietare a un uomo di scacciare i demoni in nome di Gesù, senza che fosse un seguace di Gesù: “Chi non è contro di noi, è per noi” (Marco 9,40). E noi? Stiamo sempre dalla parte di Gesù, quando ci impegniamo affinché venga permesso a tutti gli uomini di vivere in dignità e libertà ed essere rispettati e accettati, indipendentemente dalle molteplici caratteristiche che ognuno di noi ha e che rendono noi tutti figli di Dio unici. Pastora Franziska Müller, Firenze Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


Typisch Mann – Typisch Frau Tipicamente maschile o femminile Zu einem „Typisch Mann“ gehört immer auch ein „Typisch Frau“ A un “tipicamente maschile” corrisponde sempre anche un “tipicamente femminile”

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ypisch Mann. Wie oft haben wir (und damit meine ich nicht nur Frauen, sondern auch Männer) das gedacht. Aber gibt es das überhaupt noch? Oder besser, entspricht das „Typisch Mann“ von heute dem „Typisch Mann“ vor fünfzig Jahren? Und was heißt das überhaupt? Stark, beschützend, überlegen, karrieregeil, rücksichtslos, männlich, unsensibel, verantwortungsvoll, unsentimental, romantisch, bestimmend, technisch und praktisch veranlagt, abenteuerlich, ängstlich, streng, zu wenig streng, nachsichtig, stur, von Hormonen gelenkt, berechnend, uneinsichtig, sportlich, faul, fleißig, unermüdlich, elegant, unzuverlässig, verlässlich, mutig, langweilig, autoritär, nachgiebig, gewalttätig, vorhersehbar, unberechenbar, machtgierig, dominant, zärtlich, brutal, schwach, wehleidig, eitel, unflexibel, naiv, kalkulierend, leidenschaftlich, kühl, väterlich… Das sind fünfzig Eigenschaften und die Liste ließe sich endlos fortsetzen. Jeder Mann ist - wie Frauen auch - das Ergebnis seiner Erziehung, seiner Sozialisierung, seiner Gesellschaft, seiner Lebensumstände, seiner Bildung, seines Charakters usw. Theoretisch sollten Männer und Frauen, Jungen und Mädchen gleich erzogen werden. Dann sieht man aber doch immer wieder geschlechtsstereotype Bilder. Jungen, die mit Autos und (Spielzeug-)Waffen Krieg spielen, Mädchen,

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ipicamente maschile. Quante volte lo abbiamo pensato (e non solo noi donne, ma anche gli uomini). Ma esiste ancora? O per meglio dire il “tipicamente maschile” di oggi corrisponde al “tipicamente maschile” di cinquant’anni fa? E cosa significa comunque? Forte, protettivo, superiore, carrierista, spietato, virile, insensibile, responsabile, non sentimentale, romantico, dominante, portato per la tecnica e con senso pratico, avventuroso, pauroso, severo, troppo poco severo, indulgente, testardo, in balia degli ormoni, interessato, irragionevole, sportivo, pigro, operoso, instancabile, elegante, inaffidabile, affidabile, coraggioso, noioso, autoritario, indulgente, violento, prevedibile, imprevedibile, assetato di potere, dominante, tenero, brutale, debole, lamentoso, vanitoso, inflessibile, ingenuo, calcolatore, passionale, freddo, paterno… Queste sono cinquanta caratteristiche e la lista potrebbe continuare all’infinito. Ogni uomo è così com’è, vale anche per le donne, perché è il risultato della sua educazione, della sua socializzazione, della sua società, delle circostanze della sua vita, della sua cultura, del suo carattere ecc. In teoria uomini e donne, bambini e bambine dovrebbero essere educati allo stesso modo. Tuttavia si continuano a vedere immagini di stereotipi sessuali. Bambini che giocano con le macchinine o alla guerra con armi giocatto-


Männer | Uomini

die mit Puppen und Stofftieren Mama spielen. Mädchen, die der Mutter in der Küche und mit der Wäsche mit einer Selbstverständlichkeit zur Hand gehen, die Jungens eher (noch) nicht an den Tag legen. Viele Frauen, denen ein negativ inspiriertes „Typisch Mann“ über die Lippen kommt, sind sich dabei oft nicht bewusst, dass das Exemplar Mann, mit dem sie es gerade zu tun haben, mit größter Wahrscheinlichkeit durch die Erziehung seiner Mutter geprägt worden ist. Bis vor Kurzem oblag die Erziehung der Kinder zumindest unter der Woche und tagsüber den Frauen, die Väter nahmen oft nur eine marginale Rolle ein oder wurden als Angstpotential genutzt („warte nur, wenn der Papi nachhause kommt…“). Zu einem „Typisch Mann“ gehört immer auch ein „Typisch Frau“. Wobei wir wieder bei den Stereotypen wären. Für die Eigenschaften siehe die Aufzählung oben, minus väterlich und männlich und plus weiblich, sexy und mütterlich. Dieselben Eigenschaften, vielleicht anders kombiniert und anders ausgefüllt. In den westlichen Gesellschaften ist der Rollenzwang theoretisch abgeschafft. Mann und Frau haben die gleichen Rechte und Pflichten. Die Realität ist aber (meist noch) eine andere. Nicht nur weil mit den neuen Rechten und Pflichten auch Nachteile verbunden sind. Männer sind heute aufgerufen, Elternzeit zu nehmen und sich auch aktiv um den Nachwuchs zu kümmern. Immer mehr Männer nutzen das auch – und gerne. Sie müssen lernen, es auf ihre Weise zu tun und sich dessen bewusst sein, dass dies der Karriere nicht unbedingt förderlich ist (wie Frauen aus jahrzehntelanger Erfahrung längst wissen). (Ehe-)Frauen hingegen sind nicht mehr auf Lebenszeit geschützt. Wenn eine Beziehung auseinandergeht, muss der Partner seinen Beitrag für die Kinder leisten, nicht aber für die Ex-Frau, wenn die Kinder älter als drei Jahre sind. In der Übergangszeit bedingt diese Neuregelung des Scheidungsrechts für viele (ältere) Frauen, die sich ganz der Kindererziehung gewidmet haben, unter Umständen bittere Armut. Wenn es um Rollen, um Kompetenzen und um das Verhältnis der Geschlechter untereinander geht, ist es nicht leicht, Theorie und Praxis auf eine Ebene zu bringen, in einer Gesellschaft, die den Anspruch nach Gender-Gerechtigkeit praktiziert, aber noch nicht hundertprozentig garantieren kann. Beide Geschlechter haben durch-

lo, bambine che giocano a fare la mamma con le bambole e con i peluche. Ragazze che danno una mano alla mamma in cucina o con il bucato con una spontaneità che i ragazzi (ancora) non dimostrano. Molte donne che interpretano qualcosa in maniera negativa come “tipicamente maschile” non sono spesso consapevoli che l’esemplare di uomo con cui hanno momentaneamente a che fare con molta probabilità è stato influenzato dall’educazione di sua madre. Fino a pochi anni fa l’educazione dei bambini era compito delle donne per lo meno durante la settimana e di giorno, i padri avevano spesso solo un ruolo marginale o venivano utilizzati come minaccia (“aspetta che papà torni a casa…”). A un “tipicamente maschile” corrisponde sempre anche un “tipicamente femminile”. E siamo ritornati agli stereotipi. Per quanto riguarda le caratteristiche vedi la lista sopra, togliendo paterno e virile e aggiungendo femminile, sexy e materna. Le stesse caratteristiche forse combinate e presentate in maniera diversa. Nelle società occidentali l’imposizione di ruoli per lo meno sulla carta è stata abolita. Gli uomini e le donne sono uguali, hanno gli stessi diritti e doveri. La realtà tuttavia è (per lo più ancora) un’altra. Non solo perché ai nuovi diritti e doveri sono legati anche degli svantaggi. Gli uomini oggi sono invitati a prendersi il congedo parentale e a prendersi cura anche attivamente dei figli. Sempre più uomini ne approfittano e lo fanno anche volentieri. Devono imparare a farlo a modo loro e ad essere consapevoli che questo non sarà necessariamente vantaggioso per la carriera (come lo sanno già le donne per esperienza decennale). Le donne (mogli) invece non sono più tutelate a vita. Quando si rompe una relazione il partner deve dare il proprio contributo ai figli, ma non all’ex moglie, se i bambini hanno più di tre anni. Nella fase di transizione questa riforma della legge sul divorzio comporta che molte donne (più anziane) che si erano dedicate totalmente all’educazione dei figli, si ritrovino in estrema povertà. Quando si tratta di ruoli, di competenze e del rapporto fra i sessi non è facile mettere sullo stesso piano la teoria e la prassi in una società che mette in pratica l’esigenza dell’equità di genere, ma che non può ancora garantirla al cento per cento. Entrambi i sessi hanno assolutamente ancora i loro problemi a realizzare le nuove condizioni nella vita quotidiana. Alcune donne si sentono spodestate

Männer haben Probleme sich gegenüber einer ihnen in allem ebenbürtigen Partnerin zu definieren Gli uomini hanno problemi a definirsi nei confronti di una partner che è pari a loro in tutto

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Männer | Uomini

Gleichberechtigung und GenderGerechtigkeit beginnen in den Köpfen der Menschen Le pari opportunità e la giustizia di genere iniziano nelle teste delle persone

aus noch ihre Probleme damit, im Alltag die neuen Verhältnisse umzusetzen. Manche Frauen fühlen sich von den plötzlich immer präsenten Vätern verdrängt und in ihrem Muttersein in Frage gestellt, tun sich schwer loszulassen. Männer haben Probleme, sich gegenüber einer ihnen in allem ebenbürtigen Partnerin zu definieren. Vielleicht auch weil Mann aus jahrhundertelanger Gewohnheit ein größeres Bedürfnis nach einer definierten Rolle hat? Frauen mussten schon von jeher in den unterschiedlichsten Situationen fähig sein, ihren Mann zu stehen, aus ihrer Rolle schlüpfen, auch wenn ihnen das dann als unweiblich ausgelegt wurde. Dass ein Mann seine Frau steht, ist noch längst nicht an der Tagesordnung und stößt immer noch auf Befremden. Es scheint tatsächlich schwieriger zu sein, einem Mann Kompetenzen zuzugestehen, die als weiblich angesehen waren, als umgekehrt. Auch weil dies in der Vergangenheit negativ belegt war (weibisch). Gleichberechtigung ist nicht, den Frauen zuzugestehen, wie ein Mann zu sein. Es geht nicht darum, alle Unterschiede aufzuheben, sondern die damit verbundenen Grenzen und Einschränkungen. Frauen, die alleine ihre Kinder großziehen, sind in dieser Doppelrolle nie in Frage gestellt worden, auch weil dieser Bereich in der Vergangenheit ohnehin den Frauen überlassen blieb. Einem Mann, der sich alleine um sein(e) Kind(er) kümmert, vor allem wenn diese noch klein sind, wird diese Kompetenz nicht so selbstverständlich zuerkannt. Wenn ein Männer-Paar einen Kinderwunsch äußert, wird in Frage gestellt, ob sie in der Lage sind, auch die Mutterrolle zu bernehmen. Warum kann eine Frau den Vater ersetzen, ein Mann aber keine Mutter? Gleichberechtigung und Gender-Gerechtigkeit beginnt in den Köpfen der Menschen, beginnt mit dem ersten Atemzug. Gesetze alleine tun es nicht. Eine wichtige Voraussetzung dafür ist die Freiheit, die aufgehobenen Rollen nicht mit neuen Stereotypen zu belegen, sondern nach bestmöglichem menschlichem Vermögen. Nur wenn die Rollen auch in den Köpfen keinen Bestand und keine Berechtigung mehr haben, können Männer und Frauen in aller Freiheit Mann und Frau sein und dabei traditionell sowohl als „typisch männlich“ bzw. „typisch weiblich“ angesehene Attribute ausleben, ohne sich deshalb gegenseitig einzuschränken oder zu verletzen, ohne sich Kompetenzen oder Freiheit streitig zu machen.

dai padri improvvisamente sempre presenti e messe in discussione nel loro ruolo di madri, e fanno fatica a mollare la presa. Gli uomini hanno problemi a definirsi nei confronti di una partner che è pari a loro in tutto. Forse anche perché l’uomo per consuetudine secolare ha un bisogno maggiore di avere un ruolo definito? Le donne da sempre hanno dovuto essere capaci di adattarsi alle situazioni più diverse ed essere solidali con il proprio uomo, uscire dal loro ruolo, anche se per questo venivano accusate di non essere femminili. Il fatto che un uomo sia solidale con la sua donna non è di gran lunga ancora all’ordine del giorno e continua a lasciare sconcertati. Sembra effettivamente più difficile riconoscere a un uomo delle competenze che venivano viste come femminili, piuttosto che il contrario. Anche perché questo in passato veniva connotato negativamente (effeminato). Pari opportunità non significa concedere alle donne di essere come un uomo. Non si tratta di eliminare tutte le differenze ma i limiti e le restrizioni ad esse collegate. Donne che hanno tirato su da sole i loro figli non sono mai state messe in discussione nel loro doppio ruolo anche perché nel passato questo compito veniva comunque assegnato alle donne. A un uomo che si occupa da solo di suo figlio, o dei suoi figli, soprattutto quando questi sono ancora piccoli, non viene riconosciuta in maniera ovvia questa competenza. Quando una coppia di uomini esprime il desiderio di avere un figlio, viene messo in discussione il fatto che siano in grado di assumersi anche il ruolo di madre. Perché una donna può sostituire un padre mentre al contrario un uomo non può sostituire una madre? Le pari opportunità e la giustizia di genere iniziano nelle teste delle persone, iniziano con il primo respiro. Le leggi da sole non bastano. Un presupposto importante è la libertà di non rimpiazzare i ruoli abdicati con nuovi stereotipi ma facendo umanamente del proprio meglio. Soltanto quando i ruoli non avranno più consistenza né giustificazione anche nelle teste, gli uomini e le donne potranno essere in tutta libertà uomini e donne sviluppando attributi considerati tradizionalmente sia “tipicamente maschili” che “tipicamente femminili”, senza limitarsi o ferirsi a vicenda per questo, senza contendersi le competenze o la libertà. Nicole Dominique Steiner Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


Männer in der Bibel Uomini nella Bibbia

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ie Protagonisten in der Geschichte Gottes mit uns Menschen, wie wir sie aus der Bibel kennen, waren weder überdurchschnittlich fromm, noch makellos in ihrer Lebensführung.

Josef – Liebhaber und Beschützer Josef steht im Matthäus Evangelium in der Ahnenreihe der Nachkommen Davids – und durch Josef steht Jesus ebenfalls in dieser Ahnenreihe aus königlichem Geblüt. Josef ist zunächst verlobt mit Maria, man kann ihn sich also durchaus als verliebten Liebhaber vorstellen. Dass er alt und auch nach der Hochzeit, nach der Geburt Jesu keusch gewesen sein soll, ist nirgends verbürgt, sondern eine viel jüngere Tradition der Kirche. Es widerspricht vielmehr dem jüdischen Eheverständnis, nach dem Enthaltsamkeit als Sünde verstanden wird. Im Evangelium werden denn auch Brüder (vier sogar namentlich) und Schwestern Jesu erwähnt. Josef ist also ein verliebter Mann, der eine eigene Familie gründen will. Darum schockiert ihn auch, womit Maria ihn konfrontiert: Aufgrund einer Gotteserfahrung und nach der Begegnung mit dem Engel ist sie schwanger – und Josef ist nicht der Vater! Er hadert mit sich, mit der Situation, mit Maria. Er spielt nicht nur mit dem Gedanken, Maria zu verlassen, sondern überlegt ganz konkret, wie er es anstellen kann, ohne Maria dabei zu schaden. Spätestens hier wird mir Josef unheimlich sympathisch. Trotz dieser verzwickten, für ihn un-

Trotz dieser verzwickten, für ihn unverständlichen Situation, denkt er zunächst an Maria Nonostante questa situazione ingarbugliata, per lui incomprensibile, pensa in primo luogo a Maria

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protagonisti nella storia di Dio con noi uomini, come la conosciamo dalla Bibbia, non erano né straordinariamente religiosi né ineccepibili nella condotta della loro vita.

Giuseppe – amante e protettore Giuseppe nel Vangelo di Matteo si trova nella linea di antenati dei discendenti di Davide e attraverso Giuseppe anche Gesù fa parte di questa stirpe di sangue reale. Giuseppe è innanzitutto fidanzato con Maria, lo si può quindi senz’altro presentare come un amante innamorato. Il fatto che fosse anziano e che fosse casto anche dopo il matrimonio e la nascita di Gesù non è testimoniato da nessuna parte, ma appartiene a una tradizione molto più recente della Chiesa. È in contraddizione piuttosto con la concezione ebraica del matrimonio, per cui l’astinenza viene considerata un peccato. Nel Vangelo si parla di fratelli (esattamente quattro) e di sorelle di Gesù. Giuseppe è quindi un uomo innamorato che vuole fondare una propria famiglia. Per questo rimane scioccato da ciò con cui Maria lo confronta: per via di un’esperienza di Dio e dopo l’incontro con l’angelo è rimasta incinta e Giuseppe non è il padre! Si arrovella per se stesso, per la situazione, per Maria. Non solo valuta l’idea di lasciare Maria, ma riflette molto concretamente su come può agire senza danneggiare Maria. Al più tardi qui Giuseppe mi diventa incredibilmente sim-


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Männer | Uomini

verständlichen Situation, denkt er zunächst an Maria. Und wer rechnet denn schon leibhaftig mit dem Eingriff von Engeln im täglichen Leben, selbst wenn sie einem aus den Schriften bekannt sind. Dann aber macht Josef selbst die Bekanntschaft mit einem dieser göttlichen Boten – und lässt sich anrühren, verändern. Josef hört, was Gott ihm sagt. Er hört auf die leisen Stimmen des Traums und des Engels Gottes, obwohl es sicherlich auch ganz andere Stimmen gab, ungleich lauter: Die Stimme der Angst, des Selbstmitleids, der Verletztheit und der Wut. All diese Stimmen hätten ihn wohl veranlasst, Maria nicht zur Frau zu nehmen, nicht aufzustehen zu Flucht und Rückkehr, sondern liegen zu bleiben. Aber er hat auf die Stimme Gottes gehört und hat dieser Stimme gehorcht – und dadurch das Kind, Maria und sich selbst gerettet! Viele andere Männer (und Frauen) haben diese Erfahrung gemacht, die Bibel ist im Grunde eine große Sammlung von solchen Erfahrungen mit Gott.

Abraham – Vertrauen und Zweifel Nehmen wir zum Beispiel Abraham, der als Stammvater ganz Israels gilt, Vorbild im Glauben, wie Paulus ihn nennt. Als Gott ihn rief, alles zu verlassen und aufzubrechen, da geht er, vorbildlich, sofort los. Als sich aber die Verheißung Gottes auf einen Sohn mit der Zeit immer noch nicht erfüllt, da ergreift er selbst die Initiative und zeugt mit seiner Magd einen Sohn, Ismael, was zu einem Familiendrama ungehörten Ausmaßes führt und mit Vertreibung und Nichtanerkennung dieses Sohnes endet. Unterwegs in Ägypten gibt er seine Frau Sarah als seine Schwester aus, aus Angst um sein Leben, und bringt damit großes Unheil über den Pharao, der zu Unrecht von Gott dafür bestraft wird, Sarah zu sich geholt zu haben – in gutem Glauben. Trotzdem hält Gott an ihm fest und erfüllt alle Verheißungen, eben weil Abraham immer wieder, trotz anderer Stimmen der Angst und der Selbstverwirklichung, auf die leise Stimme Gottes gehört hat, im Traum oder unter dem Sternenzelt. Abraham hat sich immer wieder von Gott auf den richtigen Weg bringen lassen. Das macht seinen Glauben aus, nicht etwa vorbildliches Leben, sondern sich immer wieder von Gott zurechtbringen zu lassen, sich auf ihn einzulassen.

Abraham hat sich immer wieder von Gott auf den richtigen Weg bringen lassen Abramo si è sempre fatto riportare sulla via giusta da Dio Fig. 1 Josef bewacht Maria und das Kind Giuseppe protegge Maria e il bambino Fig. 2 Orazio Gentileschi, David, den Kopf von Goliath betrachtend (1615-1620) Davide, contemplando la testa di Golia (1615-1620) Rom / Roma, Biffi Collection

patico. Nonostante questa situazione ingarbugliata, per lui incomprensibile, pensa in primo luogo a Maria. E chi si aspetta poi l’intervento degli angeli in carne ed ossa nella nostra vita quotidiana, anche se li conosciamo dalle Scritture? Poi però Giuseppe stesso fa la conoscenza con uno di questi messaggeri divini e si fa coinvolgere e cambiare. Giuseppe ascolta ciò che Dio gli dice. Ascolta le voci sommesse del sogno e dell’angelo di Dio, anche se sicuramente c‘erano anche voci del tutto diverse, infinitamente più forti: la voce della paura, dell’autocommiserazione, della vulnerabilità e dell’ira. Tutte queste voci lo avrebbero indotto a non prendere Maria come moglie, a non alzarsi per fuggire e ritornare, ma a restare sdraiato. Tuttavia ha ascoltato la voce di Dio e ha obbedito a questa voce, salvando in questo modo il bambino, Maria e se stesso! Molti altri uomini (e donne) hanno fatto questa esperienza: la Bibbia in fondo è una grande raccolta di tali esperienze con Dio.

Abramo – fiducia e dubbio Prendiamo ad esempio Abramo, che viene considerato il progenitore dell’intero Israele, e inoltre modello di fede, come lo chiama Paolo. Quando Dio lo chiama e gli chiede di lasciare tutto e partire, egli parte immediatamente. Quando tuttavia la promessa di Dio di dargli un figlio non si realizza dopo molto tempo prende egli stesso l’iniziativa e concepisce un figlio, Ismaele, con la sua serva, cosa che scatena un dramma familiare di dimensioni inaudite e termina con l’espulsione e il non riconoscimento di questo figlio. In viaggio in Egitto pretende che sua moglie Sara sia sua sorella, perché ha paura per la propria vita e così facendo causa un bel guaio al faraone, che viene punito ingiustamente da Dio, per aver preso con sé Sara in buona fede. Ciononostante Dio lo sostiene e soddisfa tutte le sue promesse, proprio perché Abramo, nonostante le altre voci della paura e della realizzazione di se stesso, ha continuamente ascoltato la voce sommessa di Dio. La voce sommessa in sogno o sotto la volta stellata. Abramo si è sempre fatto riportare sulla via giusta da Dio. È questo che costituisce la sua fede, non una vita esemplare, ma il fatto di farsi continuamente rimettere sulla buona strada e farsi coinvolgere da Dio.


Männer | Uomini

David – Hirte, Mörder, Ehebrecher, begnadeter Musiker, Poet und König, der Gesalbte Gottes All dies ist David, so begegnet uns dieser große König in den Schriften. Bekannt als Dichter unzähliger Psalmen, der mit seiner Musik die Depressionen Sauls vertrieb, als Schafhirte, der den Riesen Goliath besiegt – und als Mann ungezügelter Leidenschaft, der einer Frau, Bathseba, nicht widerstehen kann, sie schwängert und ihren Ehemann umbringen lässt. Auch David hört verschiedene Stimmen – seine eigenen der Begierde, der Macht, der Überheblichkeit; und daneben immer wieder die leise Stimme Gottes, die ihn auf den richtigen Weg zurück ruft. Reue und Vergebung zeichnen das Leben Davids, bis zum Ende.

Paulus – Verfechter der Gerechtigkeit Es gibt gute Gründe anzunehmen, dass Paulus gar nicht der Frauenfeind und ehelos war. Bei ebenso möglicher Übersetzung von Philipper 4,2 grüßt Paulus nämlich seine „liebe Ehefrau“, und nicht seine „treuen Gefährten“! Damit bekommen auch andere Stellen in den Paulusbriefen ganz andere Schattierungen – er hat große Achtung vor den Frauen in seiner Umgebung, die aktiv an der Mission beteiligt sind und in seinen Briefen namentlich aufgeführt werden. Daneben arbeitet er an einer nicht hierarchischen geschwisterlichen Gemeindestruktur (Gal.3,28), neu für seine Zeit und nicht ohne Gegenwehr. Er kämpfte Zeit seines Lebens um die Anerkennung als Apostel, neben den Augenzeugen, und er beruft sich dabei immer wieder auf die Stimme Gottes, die ihn berufen hat. Die er in ganz besonderer Weise sogar gespürt hat, bei seinem Erlebnis auf dem Weg nach Damaskus, das ihn vom erbitterten Christenverfolger zum unermüdlichen Missionar hat werden lassen. Obwohl er unscheinbar und krank war, noch nicht einmal redegewandt. Es sind keine besonders fromme Lebensführung oder besondere Merkmale, wonach Gott sie sich ausgesucht und erwählt hat. Es sind ganz normale Ehemänner, eifersüchtig, kriegerisch, gewalttätig, ängstlich, selbstherrlich, krank – und auch musikalisch, romantisch, verliebt. Eins haben sie alle gemeinsam: sie haben immer wieder, trotz allem, auf die leise Stimme Gottes gehört und sich auf den richtigen Weg bringen lassen. Schuld und Versagen war schon immer an der Tagesordnung – aber eben auch Gnade und Vergebung von Seiten Gottes.

Daneben arbeitet er an einer nicht hierarchischen, geschwisterlichen Gemeindestruktur, neu für seine Zeit Inoltre lavora a una struttura comunitaria non gerarchica e fraterna, nuova per il suo tempo

Fig. 3 Valentin de Boulogne, Paulus beim Schreiben seiner Episteln (1618-1620 circa) Paolo scrivendo le sue epistole (1618-1620 circa) Museum of Fine Arts, Houston, Tx

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Davide – pastore, assassino, adultero, musicista talentuoso, poeta e re, unto di Dio Davide è tutto questo, così ci viene presentato questo grande re nelle Scritture. Conosciuto come poeta di innumerevoli salmi, che con la sua musica allevia le depressioni di Saulo, come pastore, che sconfigge il gigante Golia, come uomo di passioni sfrenate, che non riesce a resistere a una donna, Betsabea, la mette incinta dopodiché fa uccidere suo marito. Anche Davide ascolta diverse voci, le sue voci della cupidigia, del potere, della superiorità; ma accanto, continuamente, anche la voce sommessa di Dio che lo richiama sulla via giusta. Pentimento e perdono caratterizzano la vita di Davide, fino alla fine.

Paolo – paladino della giustizia Ci sono buoni motivi per assumere che Paolo non fosse misogino e celibe. In una traduzione ugualmente possibile di Filippi 4,2 Paolo saluta la sua “cara moglie” e non i suoi “fedeli compagni”! In questo modo anche altre parti delle lettere di Paolo assumono delle sfumature molto diverse, ha grande rispetto per le donne intorno a lui che partecipano attivamente alla missione e che vengono citate per nome nelle sue lettere. Inoltre lavora a una struttura comunitaria non gerarchica e fraterna (Galati 3,28), nuova per il suo tempo e non senza incontrare resistenze. Ha lottato per parte della sua vita per il riconoscimento di apostolo, accanto ai testimoni oculari, e fa continuamente riferimento alla voce di Dio che lo ha chiamato. Un’esperienza che ha persino vissuto in maniera particolare sulla propria pelle sulla via di Damasco, e che da accanito perseguitore dei cristiani lo ha trasformato in missionario instancabile. Nonostante fosse anonimo, malato e nemmeno eloquente. Non è a causa di una condotta di vita particolarmente religiosa o di caratteristiche particolari che sono stati eletti da Dio. Sono mariti molto normali, gelosi, bellicosi, violenti, paurosi, autoritari, malati, e anche portati per la musica, romantici, innamorati. Una cosa hanno tutti in comune: hanno continuamente, nonostante tutto, ascoltato la voce sommessa di Dio e si sono fatti portare sulla via giusta. La colpa e il fallimento sono sempre stati all’ordine del giorno, ma anche la grazia e il perdono da parte di Dio. Kirsten Thiele Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


“Sei ein Mann”: Ja und?! “Sii uomo”: cioè?! Quando il “sesso forte” si riscopre debole

Wenn das “starke Geschlecht” seine Schwäche entdeckt

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ie Dynamik um die Emanzipation der Frau, die eine ganze Reihe von wünschenswerten Errungenschaften seitens des sogenannten “schwachen Geschlechts” mit sich gebracht hat, ist zugleich die Quelle einiger Mechanismen, welche in Männern eine Art “neuer Impotenz” ausgelöst hat (Ginsberg et al., 1972). In diesem Sinne schrieb der österreichische Psychiater und Philosoph Viktor Emil Frankl in einem seiner Texte aus dem Jahre 1978: „Es gibt eine Fischart, bei der die Weibchen üblicherweise ‘kokett’ vor den nach Paarung strebenden Männchen umherschwänzeln. Konrad Lorenz gelang es jedoch, ein Fischweibchen so abzurichten, dass es sich völlig gegensätzlich verhielt, also sich dem Männchen auf ungestüme Weise näherte. Wie reagierte dieses darauf? Genau wie man es sich von einem Collegestudenten erwarten würde: mit einer totalen Unfähigkeit, den Geschlechtsakt zu vollziehen“ (V. E. Frankl, Un significato per l’esistenza. Psicoterapia e umanismo [1978]. Roma, Città Nuova, 1990, pp. 85-86). Man kann sagen, dass das stärkere Bewusstsein der Frauen um ihre Rechte diese dazu gebracht hat, eine ganze Reihe von Forderungen an die Männer zu stellen, die sich nicht nur auf die "sexuelle Leistung", sondern auf die verschiedensten Lebensbereiche beziehen. Vor einigen Jahren hörte ich zum Beispiel zufällig ein Gespräch zwischen zwei etwa 18-jährigen Freundinnen, wobei eines der Mädchen dem anderen über eine Erfahrung

Heute weiß die Frau, was sie will, ja sie fordert es fast ein Oggi, la donna sa cosa vuole e, quasi, lo pretende

Domenico Bellantoni

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a dinamica per l’emancipazione femminile, che ha prodotto tutta una serie di auspicate conquiste da parte del cosiddetto “sesso debole”, ha anche ingenerato alcuni meccanismi che sembrano aver procurato nei maschi una sorta di “nuova impotenza” (Ginsberg et al., 1972). In tal senso, lo psichiatra e filosofo austriaco Viktor Emil Frankl, in un suo testo del 1978, così scriveva: “C’è una specie di pesci le cui femmine abitualmente nuotano «con civetteria», guizzando davanti ai maschi che cercano l’accoppiamento. Tuttavia Konrad Lorenz riuscì ad addestrare una femmina a comportarsi in maniera del tutto opposta e, cioè, ad accostarsi al maschio in modo violento. La reazione di quest’ultimo? Proprio quella che ci saremmo aspettati da uno studente di college: una totale incapacità di compiere l’atto sessuale” (V. E. Frankl, Un significato per l’esistenza. Psicoterapia e umanismo [1978]. Roma, Città Nuova, 1990, pp. 85-86). Possiamo dire che la maggiore consapevolezza circa i propri diritti da parte delle donne ha portato queste ultime ad avanzare una serie di richieste nei confronti degli uomini, legate non solo all’ambito della prestazione sessuale, ma comprendenti gli ambiti più disparati. Ad esempio, qualche anno fa, mi capitò di ascoltare una conversazione tra due amiche, di circa 18 anni, nella quale, facendo riferimento a un’esperienza vissuta in una discoteca, una diceva all’altra: “Non mi ha staccato gli occhi da dosso tutta la serata; poi, quando ha finalmente trovato il coraggio di avvicinarsi, cosa mi dice? ‘Ciao’?! Solo


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in einer Diskothek erzählte: “Den ganzen Abend lang hat er mich angestarrt; dann, als er endlich den Mut gefasst hat sich mir zu nähern, was sagt er mir da? `Ciao´?! Einfach nur Ciao! Natürlich habe ich ihn total abblitzen lassen!” Wir leben offensichtlich nicht mehr in einer – gar nicht allzu weit entfernten – Vergangenheit, in der es der Frau kaum gestattet war, ihren Partner frei zu wählen, so sehr hing man an gesellschaftlichen und familiären Konventionen und Stereotypen, aufgrund derer die Heirat sogar von den jeweiligen Familien vereinbart wurde, der Vater seine Tochter “vor den Altar führte” und dort “dem Schutz des Bräutigams anvertraute” (sic), eine Zeremonie, die eine ziemlich offensichtliche Symbolik aufwies und Ausdruck einer von Unterwerfung und geringer Wertschätzung geprägten Rolle der Frau war. Heute weiß die Frau, was sie will, ja sie fordert es fast ein. Dies ruft schlussendlich in vielen (glücklicherweise nicht allen!) Männern eine Art “Leistungsdruck” hervor, der – abgesehen davon, dass er der Auslöser von nicht unbeträchtlichen Sexualstörungen beim Mann ist – sich auch auf weitere Bereiche des Gesellschafts- und Beziehungslebens auswirkt und zu Flucht- bzw. Vermeidungsverhalten gegenüber dem anderen Geschlecht führt. Wenn nämlich die Frau, neben ihrem Weg zu mehr Bewusstheit und Gleichberechtigung, auf gewisse Weise von Natur her einige Merkmale ihrer Rolle als Mutter, Ehefrau und Familienmitglied “gesichert” sieht, fühlt sich der Mann vom derzeitigen soziokulturellen Umfeld dazu “aufgerufen”, seine Art, sich in obigen Rollen zu bewegen, neu zu definieren oder gar neu zu erfinden, wobei er oft nicht in der Lage ist, den Sinn seiner Existenz auf kreative Weise zu “entdecken”, wenn er sich “gezwungen” sieht, die traditionellen und “natürlichen” Muster der vergangenen Weltanschauungen loszulassen. Dies weckt bei Männern nicht selten eine Angstdynamik, die, im Zusammenhang mit dem persönlichen Wachstum und dem Erwachsenwerden, zu Vermeidungsstrategien führen kann – wie zum Beispiel beim “Peter-Pan-Syndrom”, einer Flucht in eine ewige Jugend, die jegliche Verantwortung von sich weist -, aber auch zu Kontrollverhalten – wie bei besitzergreifender Eifersucht und entfremdenden Beziehungen – oder Kompensationsstrategien – die in einer ganzen Reihe von Abhängigkeitsverhalten ih-

Dies weckt bei Männern nicht selten eine Angstdynamik, die zu Vermeidungsstrategien führen kann, aber auch zu Kontrollverhalten oder Kompensationsstrategien Ciò innesca negli uomini una dinamica ansiogena, che può condurre a strategie di evitamento, di controllo o compensative

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ciao! Chiaramente non l’ho proprio considerato!”. E’ evidente che non siamo più in un passato, neppure così tanto lontano, in cui alla donna non era quasi neppure permesso di scegliere il proprio partner, legati come si era a convenzioni e stereotipi sociali e familiari per i quali, addirittura, il matrimonio veniva definito dalle rispettive famiglie, con il padre che “accompagnava all’altare” la propria figlia, “affidandola alla protezione” (sic) del marito, secondo un cerimoniale che aveva anche delle valenze simboliche abbastanza evidenti e che dicevano di un ruolo femminile caratterizzato da sottomissione e scarsa considerazione. Oggi, la donna sa cosa vuole e, quasi, lo pretende. Ciò finisce con l’ingenerare in diversi uomini (non tutti per fortuna!) una sorta di “ansia da prestazione” che ‒ oltre a rappresentare il fattore scatenante di non pochi disturbi sessuali maschili ‒ si diffonde anche nel più ampio ambito sociale e relazionale, provocando atteggiamenti di fuga ed evitamento nei confronti dell’altro sesso. La verità è che se la donna, accanto al suo percorso di consapevolezza ed emancipazione, vede, in qualche modo,“assicurato” dalla natura, alcuni requisiti dei suoi ruoli genitoriali, coniugali e familiari, l’uomo si avverte come “interpellato” dall’attuale contesto socio-culturale a ridefinire e, quasi, ad inventare un suo modo di porsi negli ambiti su menzionati, mostrandosi spesso incapace di “scoprire” creativamente il senso della propria stessa esistenza, una volta vistosi “costretto” ad abbandonare i modelli tradizionali e “naturali” legati alle visioni storiche precedenti. Ciò, non di rado, innesca negli uomini una dinamica ansiogena, che può condurre, in relazione alla crescita personale e all’assunzione di un ruolo adulto, a strategie di evitamento ‒ ad esempio, come capita nella “Sindrome di Peter Pan”, caratterizzata dal rifugio deresponsabilizzante in una eterna adolescenza, di controllo, come nel caso di gelosie possessive e relazioni alienanti ‒ o compensative ‒ che si manifestano in tutta una serie di condotte dipendenti. In realtà, nel reciproco rispetto dei ruoli di genere, tale condizione di incertezza e confusione può anche essere vissuta come il “luogo” per una salutare messa in discussione di quelli che erano i modelli tradizionali, dove all’uomo sembrava garantito un ruolo di preminenza e guida, che dovrà essere oggi creativamente re-inventato, liberandolo


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ren Ausdruck finden. Grundsätzlich kann dieses Klima der Unsicherheit und Verwirrung, bei gegenseitigem Respekt vor den Geschlechterrollen, auch als “Raum” erlebt werden, in dem die traditionellen Muster auf gesunde Art und Weise in Frage gestellt werden, Muster, die dem Mann die Rolle des Oberhauptes und Anführers zu garantieren schienen und die heute auf kreative Art neu erfunden werden und ihn vom Blendwerk und Ballast der Vergangenheit befreien müssen, es ihm ermöglichen, sich als autonomes, freies und verantwortungsvolles, ich wage fast zu sagen “meisterhaftes” Individuum neu zu erschaffen. So wird es ihm auch möglich sein, die Präsenz (und Liebe) der Partnerin zu genießen, ohne dass diese als Notwendigkeit empfunden wird, als Anspruch aufgrund eines Mangels, einer Zerbrechlichkeit, einer Unfähigkeit das Leben als eigenständiger Mensch zu meistern. Nur unter diesen Rahmenbedingungen wird es möglich sein, Liebesbeziehungen authentisch als Bereicherung und nicht als Bedürfnis zu leben; wie auch das Akzeptieren jener Krisen erleichtert wird, die zu Trennung und Verlassen werden führen, ohne dass es zu Groll und Racheakten kommt. Wie bei jeder zwischenmenschlichen, systemischen Dynamik kann die Veränderung einer Seite durch die Haltung der anderen Komponenten des Gesellschafts- wie auch Familiensystems gefördert oder behindert werden. In diesem Sinne ist auch die Frau aufgerufen, diese positive Entwicklung zu unterstützen, indem sie die Logik des Machtmissbrauchs und der Überwältigung aufgibt – welche – auch wenn sie in der Vergangenheit von Männern auf sie ausgeübt wurde – nicht gerechtfertigt und konstruktiv ist, wenn sie als Revanche und Vergeltung eingesetzt wird. Wenn also eine Umkehrung der Machtmissbrauchs-Dynamik das Problem verdoppeln wird, kann es nur durch den Übergang zu einer Logik der Komplementarität und Partnerschaft wirklich gelingen, zur Erschaffung einer neuen, auf Zusammenarbeit begründeten Welt beizutragen, die den jungen Generationen als Hoffnung und Chance für eine bessere Zukunft weitergegeben werden kann. Domenico Bellantoni, Psychologe und Psychotherapeut, Università Salesiana Roma Übersetzung: Ilse Kratochvil

Es kann nur durch den Übergang zu einer Logik der Komplementarität und Partnerschaft wirklich gelingen, zur Erschaffung einer neuen, auf Zusammenar beit begründeten Welt beizutragen Solo il passaggio ad una logica di complementarietà e di partnership sarà realmente in grado di contribuire alla costruzione di un mondo nuovo

dagli orpelli e dalle zavorre del passato, per aprirsi a una costruzione di sé come individuo autonomo, libero e responsabile, oserei dire “virtuoso”. In tal senso, egli sarà anche capace di godere della presenza (e dell’amore) del partner, senza che ciò debba rappresentare una necessità, un’esigenza legata alla percezione di una carenza, di una fragilità, di una impossibilità ad affrontare la vita come soggetto autosufficiente. Solo tale posizione permetterà di vivere autenticamente, ad esempio, le relazioni d’amore come valore e non come bisogno; come pure faciliterà l’accettazione di quelle crisi che potranno produrre separazioni e abbandoni, senza che ciò ingeneri condotte vendicative e rappresaglie rancorose. Chiaramente, come ogni dinamismo interpersonale, sistemico, il cambiamento di una parte potrà essere favorito oppure ostacolato dalla posizione delle altre componenti del sistema, quello sociale così come quella familiare. In tal senso, anche la donna è chiamata a favorire tale sviluppo positivo abbandonando logiche di prevaricazione e sopraffazione che ‒ sebbene subite in passato dagli uomini ‒ non trovano una loro giustificazione e fecondità laddove esercitate come rivendicazione e contrappasso. In tal senso, se rovesciare la dinamica prevaricatrice raddoppierà il problema, solo il passaggio ad una logica di complementarietà e di partnership sarà realmente in grado di contribuire alla costruzione di un mondo nuovo, fondato sulla cooperazione, da consegnare alle nuove generazioni come speranza e opportunità per un futuro migliore. Domenico Bellantoni, psicologo e psicoterapeuta, Università Salesiana Roma


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ie Teilung Deutschlands in zwei getrennte Staaten mit unterschiedlichen politischen, gesellschaftlichen und sozialen Modellen war Grundlage für ein einzigartiges soziales Experiment. Gab es so etwas wie „der Mann an sich“, also männerspezifische Eigenarten, die sich unabhängig vom Umfeld durchsetzen würden? Oder würden sich Männer in unterschiedlichen Systemen unterschiedlich entwickeln? Was würde das für das Verständnis von Männlichkeit bedeuten? Und hätte dieses auch einen Einfluss auf das Verhältnis der Geschlechter und ihre jeweiligen Rollen untereinander? Historisch gesehen hatte das gesellschaftlich strukturierte Konzept von Männlichkeit im Wesentlichen drei Aufgaben. In der größeren Gemeinschaft fiel dem Mann die Rolle zu, diese nach außen hin durch männliche Verteidigung abzusichern. Innerhalb der engeren Gemeinschaft der Familie in ihren verschiedensten Ausprägungen hatte er das Privateigentum zu vermehren und zu schützen. Zu guter Letzt war das Privateigentum an den Nachwuchs zu übergeben. In Folge dessen mussten die Frauen kontrolliert werden, da allein sie über die biologische Nachkommenschaft verfügten, an welche das angesammelte Privateigentum weitergegeben wurde. Die untergeordnete Stellung der Frau hängt also eng mit dem Privateigentum zusammen. Im Falle der DDR konnte nun beobachtet werden, was in einer Gesellschaft geschieht, in der es kaum noch Privateigentum gibt. Zwangsläufig muss-

In der DDR sind die Frauen von Anfang an auf Augenhöhe vollständig integriert Nella RDT le donne fin dall’inizio hanno avuto un rapporto paritario

a divisione della Germania in due Stati separati con modelli politici e sociali diversi è stata la base per un esperimento sociale unico. Esiste qualcosa come “l’uomo in sé”, con caratteristiche maschili specifiche che si esprimono e affermano indipendentemente dall’ambiente? Oppure gli uomini in sistemi diversi si sviluppano in maniera diversa? Cosa significherebbe per la comprensione della mascolinità? Avrebbe anche un’influenza sul rapporto fra i sessi e i loro ruoli? Dal punto di vista storico il concetto strutturato socialmente della mascolinità aveva essenzialmente tre compiti. Nella comunità più grande all’uomo spettava il ruolo di difesa maschile per proteggerla verso l’esterno. All’interno della comunità più ristretta della famiglia nelle sue espressioni più diverse aveva il compito di incrementare e difendere la proprietà privata. Alla fin fine la proprietà privata doveva essere trasferita ai figli. Di conseguenza le donne dovevano essere controllate dato che erano le sole a occuparsi della progenie biologica a cui doveva essere trasmessa la proprietà privata accumulata. La posizione subordinata della donna dipende quindi strettamente dalla proprietà privata. Nel caso della RDT [Repubblica democratica tedesca] si poteva quindi osservare cosa succedeva in una società in cui non esisteva quasi più la proprietà privata. Per forza di cose l’abolizione di questa si doveva riflettere anche sul rapporto fra uomo e donna, sulla posizione della donna e sul-


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te sich der Wegfall desselben auch auf das Verhältnis zwischen Mann und Frau, die Stellung der Frau und das männliche Selbstverständnis auswirken. „Muss man dran erinnern, dass west- und ostdeutsche Männer nicht von Natur aus sind, wie sie heute sind. Noch unsere Großväter wurden im selben Staat geboren. Unterschiedliche Verhaltensweisen sind noch nicht alt,“ schreibt der Politologe Karl Scheithauer, in dem von Katrin Rohnstock herausgegebenen Buch Stiefbrüder – was Westmänner und Ostmänner voneinander denken (1995). Aber diese Generation ist vom Krieg gezeichnet, viele sind tot, im Zweiten Weltkrieg gefallen oder vermisst. Und wo es sie als Väter noch gibt, sind sie oft schwer gezeichnet von dem Trauma des Krieges, von den unbeschreiblichen Erfahrungen und Grausamkeiten, von dem Leiden, was sie gesehen haben. Ein Schweigen und ein Vorwurf legen sich zwischen die Generationen mit der meist unbeantworteten Frage:„Warum habt Ihr das zugelassen? Warum hast Du nichts getan?“ Eine vaterlose Generation wächst auf, die auf der Suche nach neuen Rollenbildern ist. Während in Westdeutschland die Studentenbewegung der 68er Jahre und die Auseinandersetzung mit dem Feminismus das nach wie vor traditionelle Männerselbstverständnis erschüttern, gehen die Deutschen in der DDR ganz andere Wege. Hier war die Reflexion über die Rollenbilder der Geschlechter weniger ausgeprägt, da die 1968er Studentenrevolte und Feminismus Debatten im Osten Deutschlands nicht stattgefunden hatten. In der DDR sind die Frauen von Anfang an aus politischen, ideologischen und ökonomischen Gründen im Arbeitsleben auf Augenhöhe vollständig integriert. Dadurch werden im Osten auch die strukturellen Voraussetzungen für die Vereinbarung von Beruf und Familie geschaffen. Weibliche Berufstätigkeit ist normal und auch von der Männerwelt vollkommen akzeptiert, beide Eltern teilen sich den Haushalt und die Kindererziehung. Damit ändert sich auch das männliche Selbstverständnis. Männer und Frauen haben ein mehr partnerschaftliches Verhältnis als im Westen, wo die Beziehung zwischen Mann und Frau eher von der vorherrschenden wirtschaftlichen Dominanz der Männer bestimmt wird. Mitte der 90er Jahre wünschen sich nur 6% der Ostväter eine Hausfrau als Partnerin, aber ganze 40% der Westväter wollen, dass ihre Frau zuhause bleibt. 73% der Ostväter mei-

Fig. 1 Studentenbewegung und Feminismus prägten das Männerbild in Westdeutschland Il movimento studentesco e il femminismo hanno coniato l’immagine dell’uomo nella Germania dell’Ovest Fig. 2 Im Arbeiter und Bauernstaat wird Männlichkeit anders idealisiert. ABI-Kontrolle in Leipzig 1971 Nello stato dei lavoratori e dei contadini la mascolinità viene idealizzata in modo diverso. Ispezione dei lavoratori e contadini a Lipsia, 1971

l’immagine che l’uomo aveva di se stesso. “Bisogna ricordare che gli uomini dell’ovest e quelli dell’est non sono per natura come sono ora. Ancora i nostri nonni sono nati nello stesso Stato. I comportamenti diversi non sono ancora vecchi”, scrive il politologo Karl Scheithauer nel libro pubblicato da Katrin Rohnstock “Fratellastri: ciò che gli uomini dell’ovest e gli uomini dell’est pensano gli uni degli altri” (Stiefbrüder, was Westmänner und Ostmänner voneinander denken, 1995). Ma questa generazione è segnata dalla guerra, molti sono caduti nella Seconda Guerra mondiale o dispersi. Dove ci sono ancora dei padri sono spesso gravemente segnati dal trauma della guerra, dalle indescrivibili esperienze e crudeltà, dalla sofferenza che hanno visto. Il silenzio e il rimprovero si interpongono fra le generazioni con la domanda spesso senza risposta: “Perché lo avete permesso? Perché non hai fatto niente?“ Cresce una generazione senza padri, che è alla ricerca di nuovi ruoli. Mentre nella Germania occidentale il movimento studentesco del ’68 e il dibattito femminista hanno scosso le immagini ancora tradizionali che avevano di sè gli uomini, i tedeschi della RDT percorrono strade molto diverse. Qui la riflessione sui ruoli dei sessi è minore, dato che la rivolta studentesca del ’68 e i dibattiti sul femminismo non ci sono stati nella Germania dell’est. Nella RDT le donne fin dall’inizio per motivi politici, ideologici e economici hanno avuto un rapporto paritario e sono state completamente integrate sul posto di lavoro. In questo modo all’est vengono creati anche i presupposti strutturali per conciliare il lavoro con la famiglia. L’attività professionale delle donne è normale e viene completamente accettata dal mondo maschile, entrambi i genitori si suddividono i lavori di casa e l’educazione dei figli. In questo modo cambia anche l’immagine che l’uomo ha di se stesso. Gli uomini e le donne hanno un rapporto più paritario che in Occidente, dove la relazione fra uomo e donna è caratterizzata dalla prevalente dominanza economica degli uomini. A metà degli anni ’90 solo il 6% dei padri dell’est desidera una casalinga come partner, mentre il 40% dei padri dell’ovest preferisce che la moglie resti a casa. Il 73% dei padri dell’est pensa che i lavori di casa dovrebbero essere suddivisi in maniera paritaria e che la donna dovrebbe avere le stesse chance professionali. In Occidente è d’ac-


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nen, die Hausarbeit solle gleich verteilt sein und die Frau sollte die gleichen beruflichen Chancen haben. Im Westen finden das nur 46% der Väter. Während im Westen fast 40% der Männer sich wünschen, dass die Partnerin zu Hause bleibt, wenn sie selber genug Geld verdienen, sind es im Osten nur 11%. Hier finden die Männer, dass dies für die Frauen „keine attraktive Lebensperspektive sei“. Fast die Hälfte der westdeutschen Frauen dagegen sagen aus, sie blieben zuhause beim Kind, denn der Partner wäre dagegen, wenn sie arbeiten gingen. Tatsächlich finden Dreiviertel der Männer in Westdeutschland, die Frau solle in den ersten Lebensjahren des Kindes zu Hause beim Nachwuchs bleiben. Genauso viele ostdeutsche Männer finden genau das Gegenteil und sagen, dass die Kinder in den ersten Jahren in die Krippe sollen. Meist werden die Ostdeutschen jünger Vater als im Westen, wo man nur im Arbeitermilieu früh Kinder bekommt, und die Kinder werden eher im öffentlichen Leben mitgenommen. Die Männer sind nicht besonders besorgt um Aussehen und Styling und müssen sich weniger als erfolgreiche Ernährer und aggressive Durchsetzer familiärer Interessen profilieren. Der Westler dagegen ist emotional mehr auf Sparflamme, unterkühlt, allgegenwärtig distanziert, sich seiner optimierten, von der Werbung beeinflussten Selbstdarstellung bewusst und jugend- sowie Image fixiert. Er muss sich im gesellschaftlichen Konkurrenzkampf bewähren. Mit der Wende und dem wirtschaftlichen Zusammenbruch der DDR endet auch in Ostdeutschland die ökonomische Sorglosigkeit, der Konkurrenzkampf hält Einzug ins Alltags- und Familienleben. Arbeits- und Perspektivlosigkeit erschüttern die ostdeutsche Identität. Was früher kostbares soziales Kapital war ist jetzt wertlos. Bis heute schrumpft die Bevölkerungsentwicklung im Osten, es gehen vor allem Frauen weg. Ehen zwischen Ostfrauen und Westmännern sind weit verbreitet, zwischen Ostmännern und Westfrauen kommen sie dagegen kaum vor. Land fort, Job weg, Frau weg: auf der Suche nach Identität und Abgrenzung profilieren sich viele Männer aggressiv, rechts und populistisch fremdenfeindlich. Mit dem Einzug der Marktwirtschaft hat sich auch das männliche Rollenbild in den östlichen Bundesländern verändert. Männlichkeit wird vorwiegend vom politisch-sozialen Kontext bestimmt.

Mitte der 90er Jahre wünschen sich nur 6% der Ostväter eine Hausfrau als Partnerin A metà degli anni ’90 solo il 6% dei padri dell’est desidera una casalinga come partner

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cordo solo il 46% dei padri. Mentre all’ovest quasi il 40% degli uomini desidera che la propria partner resti a casa se loro guadagnano abbastanza, all’est lo desidera solo l’11%. All’est gli uomini pensano che questa non sia “una prospettiva di vita attraente” per le donne. Quasi la metà delle donne della Germania occidentale invece afferma che resta a casa con il bambino perché il partner è contrario che vada a lavorare. Effettivamente tre quarti degli uomini in Germania occidentale crede che la donna nei primi anni di vita del bambino dovrebbe restare a casa. La stessa percentuale di uomini dell’est è convinta dell’esatto contrario e pensa che i bambini nei loro primi anni di vita dovrebbero andare all’asilo. Spesso i tedeschi dell’est diventano prima padri rispetto agli uomini dell’ovest dove si fanno figli presto soltanto nell’ambiente operaio, e i bambini vengono portati prima nella vita pubblica. Gli uomini non sono particolarmente preoccupati del loro aspetto e pertanto non devono distinguersi come sostentatori di successo della famiglia e affermare in maniera aggressiva gli interessi famigliari. L’uomo occidentale invece riduce la sua emotività al minimo indispensabile, è distaccato, prende le distanze ed è consapevole dell’immagine di se stesso influenzata dalla pubblicità e fissato con la giovinezza e l’immagine. Deve affermarsi nella competizione sociale. Con la svolta dopo la caduta del regime comunista e il crollo economico della RDT termina anche la spensieratezza economica nella Germania dell’est, la concorrenza fa il proprio ingresso nella vita quotidiana e familiare. La disoccupazione e la mancanza di prospettive sconvolgono l’identità tedesca dell’est. Ciò che prima era prezioso capitale sociale è ora privo di valore. Fino ad oggi lo sviluppo demografico è calato nell’est, se ne vanno soprattutto le donne. I matrimoni fra le donne dell’est e gli uomini dell’ovest sono molto diffusi, mentre sono molto rari fra uomini dell’est e donne dell’ovest. Via il paese, via il lavoro, via la donna: alla ricerca di una propria identità e definizione molti uomini diventano aggressivi, di destra, populisti e xenofobi. Con l’arrivo dell’economia di mercato è cambiato anche il ruolo maschile nei Länder federali dell’est. La mascolinità è determinata principalmente dal contesto socio-politico. Caroline von der Tann Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


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Die Rolle des Vaters in nicht sesshaften Gesellschaften Il ruolo del padre nelle società non sedentarie

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as Romani-Volk umfasst zirka zwanzig Millionen Menschen, die über den ganzen Erdball verstreut leben. Meist unter der negativ besetzten Bezeichnung Zigeuner bekannt, stammen die Mitglieder dieses Volkes ursprünglich aus dem Nordwesten Indiens. Von dort haben sie sich in mehreren Migrationsbewegungen zuerst nach Persien und ab dem 14. Jahrhundert auch nach Europa ausgebreitet. Die genauen Gründe ihrer Abwanderung aus Indien sind nicht bekannt. Noch heute ist die von den fünf Hauptgruppen (Roma, Sinti, Kalé, Manusch und Romanichals) gesprochene Sprache, die sich mittlerweile in zahlreiche verschiedene Dialekte verzweigt hat, eine indische Sprache, die mit den im Nordwesten Indiens gesprochenen verwandt ist. In Italien umfasst das Romani-Volk zirka 140.000-180.000 Menschen, die in mehreren Einwanderungsphasen ins Land gekommen sind: Im 14. - 15. Jahrhundert (erste Ansiedlung), in der ersten Hälfte des 20. Jahrhunderts und ab den 60er Jahren. Die schon am längsten im Land lebenden Familien gehören zwei Gruppen an: Den Roma (die vor allem in Mittel- und Süditalien leben) und den Sinti (vor allem in Mittel- und Norditalien verbreitet). Die Roma waren ursprünglich vor allem Eisenschmiede, Hufschmiede, Bauern wie auch Soldaten; es handelt sich um italienische Staatsbürger, die in Häusern leben und das Nomadentum bereits vor langer Zeit aufgegeben haben. Die Sinti sind hingegen für ihre Wandervorstellungen bekannt: Zirkuskünstler, wie die Familien Togni und Orfei, Puppenspieler, Seiltänzer, Schausteller. Andere Roma-Gruppen wurden nach dem 1. Weltkrieg in Italien aufgenommen: Sie leben in Häusern und gehen üblichen Tätigkeiten nach. Bei ausländischen Roma, die erst kürzlich eingewandert sind, handelt es sich vor allem um rumänische Roma (also EU-Bürger) sowie Roma aus dem

Das Denken der Romani ist von einigen bedeutungsvollen Gegensätzen geprägt: Glück / Unglück; Gott / Teufel; Ehre / Schande; rein / unrein Troviamo tra i concetti chiave del pensiero romanì alcune coppie di contrari significativi: felicità / infelicità; Dio / diavolo; onore / vergogna; puro / impuro

l popolo romanì è costituito da circa venti milioni di persone sparse ovunque nel mondo. Conosciuti perlopiù con nomi peggiorativi come gitani o zingari, gli appartenenti a questo popolo hanno avuto origine nell'India nord-occidentale, da dove, a più riprese, si sono diffusi prima in Persia e, a partire dal XIV secolo, anche in Europa, dove sono presenti ormai da moltissimo tempo. Non sono noti i motivi precisi della loro migrazione dall'India ma è probabile che siano legati alle guerre dei primi decenni dell'XI secolo, che portarono alla deportazione di intere popolazioni da parte dei Persiani invasori, e ad alluvioni continue e carestie che colpivano soprattutto le fasce più deboli della popolazione. Ancora oggi, la lingua parlata dai cinque gruppi principali (Rom/Roma, Sinti, Kalé, Manouches e Romanichals), suddivisa in un numero elevato di dialetti diversi, è una lingua indiana, imparentata con le lingue dell'India nord-occidentale. In Italia il popolo romanì comprende circa 140.000180.000 persone giunte nei territori dell'attuale Repubblica a più riprese: nel XIV-XV secolo (antico insediamento), nella prima metà del XX secolo e molto più di recente, dopo gli anni '60. Le famiglie di più antico insediamento si dividono in due gruppi: i Rom (che vivono soprattutto nell'Italia centro-meridionale) e i Sinti (diffusi soprattutto nell'Italia centro-settentrionale). I Rom erano soprattutto fabbri ferrai, maniscalchi, contadini, anche soldati; si tratta di cittadini italiani che vivono nelle case e che hanno abbandonato il nomadismo da molto tempo. I Sinti sono invece noti per gli spettacoli viaggianti: circensi, come le famiglie Togni e Orfei, burattinai, saltimbanchi, giostrai. Altri gruppi Rom sono stati inclusi in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale: questi vivono nelle case e sono dediti ad attività comuni. I Rom stranieri di recentissima immigrazione sono prevalentemente Rom rumeni (ora

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ehemaligen Jugoslawien, die in der Regel nicht über die italienische Staatsbürgerschaft verfügen, in Nomadenlagern leben und je nach Bedarf weiterziehen. Trotz dieser großen Unterschiede sind gewisse Schlüsselwerte nach wie vor Teil des gemeinsamen Erbes des Romani-Volkes. Gesetze und Werte werden nicht schriftlich festgehalten, sondern von Generation zu Generation, vom Vater zum Sohn, mündlich überliefert. “Die Romani-Gesellschaft (romanò them) ist eine einfache, präkapitalistische Gesellschaft, die im wesentlichen auf einem sozialen System der Gleichberechtigung (romanì kris) beruht, im Rahmen dessen zwischenmenschliche Beziehungen gemäß den grundlegenden Begriffen von `geben, haben, vergelten´ stattfinden und durch die Moral der Ehre geregelt werden" (Santino Spinelli, Rom, questi sconosciuti. Mimesis, Mailand 2016, S. 249). Extreme Gegensätze bilden dabei "Ehre" (in Verbindung mit dem Begriff der Reinheit, einem alten Erbe aus der indischen Welt) und "Schande" (verbunden mit dem Begriff der Unreinheit); ein wichtiger Schlüsselbegriff ist kuntari (der Zusammenbruch des universellen Gleichgewichts und die Notwendigkeit, dieses wiederherzustellen, auch dies ein indisches Prinzip). Die Eckpfeiler der kulturellen und sozialen Werte des gesamten Romani-Volkes sind: die Familie, Solidarität, Respekt vor älteren Menschen und Patriarchen, Freiheit, Einhaltung der Traditionen und Beteiligung an gesellschaftlichen Ereignissen, Schutz der eigenen Kinder und von Kindern ganz allgemein, Anpassungsfähigkeit. Das Denken der Romani ist von einigen bedeutungsvollen Gegensätzen geprägt: Glück / Unglück; Gott / Teufel; Ehre / Schande; rein / unrein. Was ist nun die Rolle des Vaters in diesem soziokulturellen Kontext? Aufgrund des ständigen Weiterziehens der nicht sesshaften Gruppen und der damit verbundenen, objektiven Schwierigkeiten, hatten die Männer keine feste Arbeit, einige waren Saisonarbeiter, und ein guter Teil der Last der täglichen Versorgung der Familie kam den Frauen zu. Die Hauptrolle des Mannes war (und ist) jene, die Werte der traditionellen Romani-Gesellschaft zu wahren: "Der Vater war das Oberhaupt der Familie und deren Vertreter auf lokaler Ebene. Er war für deren Ehre verantwortlich und überwachte sie strikt, denn verwerfliches Verhalten wäre für ihn ein Grund für Schan-

Die Hauptrolle des Mannes war (und ist) jene, die Werte der traditionellen RomaniGesellschaft zu wahren Il ruolo principale consisteva (e consiste) nel difendere i valori della società tradizionale Fig. 1 Traditionelle indische Frauengewänder, wie sie seit Jahrhunderten von den RomaniFrauen getragen werden Abiti tradizionali femminili indiani, identici a quelli utilizzati per secoli dalle donne romanì Fig. 2 Traditionelle Handwerksberufe: Kesselschmied, Hufschmied, Zinnhandwerker, Vergolder Attività artigianali tradizionali: il fabbro - calderaro, il maniscalco, lo stagnino, l’indoratore...

cittadini comunitari) e Rom dell'ex Jugoslavia che non hanno in genere cittadinanza italiana, vivono nei campi nomadi e si spostano a seconda delle necessità. Nonostante queste grandi differenze, alcuni valori chiave rimangono patrimonio comune del popolo romanì. Privi di codici scritti di leggi e valori, essi continuano a trasmetterli oralmente, da padre in figlio, generazione dopo generazione. “La società romanì (romanò them) è una società semplice, pre-capitalistica, che si basa essenzialmente su un sistema sociale egualitario (romanì kris) in cui i rapporti personali fra gli individui vertono sugli elementari concetti di ‘dare, avere, ricambiare’, regolati dalla morale dell'onore” (Santino Spinelli, Rom, questi sconosciuti. Mimesis, Milano 2016, p. 249). Agli estremi opposti abbiamo l'onore (legato al concetto di purezza, antico retaggio del mondo indiano) e la vergogna (legato al concetto di impurità); concetto chiave importante è kuntari (la rottura dell'equilibrio universale e la necessità del suo ripristino, altro concetto indiano). I cardini dei valori culturali e sociali di tutto il popolo romanì sono: la famiglia, la solidarietà, il rispetto per gli anziani e i patriarchi, la libertà, il rispetto per le tradizioni e gli eventi sociali, la protezione dei figli e dei bambini, lo spirito di adattamento. Troviamo tra i concetti chiave del pensiero romanì alcune coppie di contrari significativi: felicità / infelicità; Dio / diavolo; onore / vergogna; puro / impuro. Qual è il ruolo del padre in questo contesto socio-culturale? A causa dei continui trasferimenti dei gruppi non sedentari, e delle difficoltà oggettive ad essi collegate, gli uomini non avevano lavori stabili, alcuni di questi erano stagionali, e buona parte del peso del mantenimento quotidiano della famiglia ricadeva sulle donne. Il ruo-


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de gewesen.” In der Praxis war es die Aufgabe des Familienoberhauptes, die Ehre und das Ansehen seiner Familie gegenüber der Außenwelt zu wahren, während die Mutter moralisches Verhalten innerhalb der Familie zu verkörpern hatte. "Die Frau war stets einem Mann untergeordnet, sei es dem Vater, dem Bruder oder dem Ehemann, und dessen Rolle war es, die Ehre der Frau zu beschützen" (Zitate aus: The Story of the Roma, A permanent exhibition at the Museum of Romani Culture, Museumskatalog, Brünn, Tschechische Republik, undatiert). Der Forscher Santino Spinelli beschreibt die Bedeutung des Mannes nicht nur innerhalb seiner Familie, sondern auch gegenüber der Gesellschaft wie folgt: "Die Romanifamilie beruht auf einem patrilinearen System, in welchem das Recht auf Nachfolge, Erbe, Anerkennung der sozialen Gruppe über das männliche Geschlecht läuft. Es sind die männlichen Familienmitglieder, welche die Abstammung bzw. die gesellschaftliche Regel weitergeben, die die Zugehörigkeit eines Individuums zu einer gewissen ethnischen Gruppe bestimmt. Die Töchter gehören von Geburt an der Gruppe des Vaters an, aber die Söhne werden diesen vorgezogen, eben weil sie die Abstammung weitergeben. Diese verläuft daher über ein einziges Geschlecht und geht vom Großvater (papu) über den Vater (dat) auf den Sohn (chavo) und in der Folge auf den Enkel (nispió) über, wobei sich dies Generation für Generation wiederholt" (S. Spinelli, op. cit., S. 251). Das bedeutet, dass Söhne innerhalb der Familie und der Gesellschaft eine große Bedeutung innehaben: Sie tragen entscheidend zum ´Prestige´ bei und gewährleisten den Stolz der Familie im Inneren derselben sowie innerhalb der Gemeinschaft. Dem Familienvater wird demnach in den Romani-Gemeinschaften die Rolle des Beschützers der Familie und des Bewahrers des traditionellen Gleichgewichts zugeschrieben (eine Rolle, die noch gewichtiger wird, wenn der jeweilige Mann zu den Älteren der Gemeinschaft zählt). Er hat für die Wahrung der Ehre und das Abstellen jeglichen Verhaltens zu sorgen, das Schande hervorrufen könnte, Unreinheit zu vermeiden und die romanì kris, das für das Romani-Volk typische moralische Wertesystem anzuwenden. Roberto Tresoldi Übersetzung: Ilse Kratochvil

Fig. 3 Der Wagen, über Jahrhunderte das typische Transportmittel der nomadischen RomaniGruppen Il carro, per secoli il mezzo di trasporto per eccellenza dei gruppi roamanì nomadi Fig. 4 Puppen, die mit der Welt der Magie und Wahrsagerei in Verbindung stehen Pupazzi legati al mondo della magia e della divinazione

lo principale consisteva (e consiste) nel difendere i valori della società tradizionale romanì: “Il padre era il capo della famiglia e la rappresentava a livello locale. Era responsabile dell'onore di questa e la teneva sotto stretto controllo perché una cattiva condotta sarebbe stata per lui motivo di vergogna”. In pratica, il capo famiglia aveva il compito di mantenere l'onore e la rispettabilità del suo nucleo familiare nei confronti del mondo esterno, mentre la madre doveva incarnare la moralità all'interno della famiglia. “La donna era sempre subordinata ad un uomo, che fosse il padre, il fratello o il marito, e il ruolo di questi era quello di proteggere l'onore della donna” (testi virgolettati da: The Story of the Roma, A permanent exhibition at the Museum of Romani Culture, catalogo del museo, Brno, Repubblica Ceca, senza data). Lo studioso della cultura romani, Santino Spinelli ben descrive il peso dell'uomo non solo all'interno del nucleo familiare, ma anche di quello sociale: “La famìlje romanì ha un sistema patrilineare in cui i diritti di successione, eredità, riconoscimento del gruppo sociale passano attraverso il genere maschile. Sono i maschi a trasmettere la filiazione, ovvero la regola sociale che definisce l'appartenenza di un individuo a un dato gruppo etnico. Le figlie appartengono per nascita al gruppo del padre, ma sono soprattutto i figli maschi ad essere prediletti proprio perché trasmettono la genia. La filiazione passa perciò per un solo sesso e va dal nonno (papu) al padre (dat) al figlio (ćhavo) al nipote (nispió) per poi ricominciare e continuare per generazioni” (S. Spinelli, op. cit., p. 251). Questo significa che i figli maschi rivestono un valore importante all'interno della famiglia e della società: essi contribuiscono in modo determinante al sistema del 'prestigio', garantiscono l'orgoglio della famiglia al suo interno e quello di questa all'interno della comunità. Al padre di famiglia delle comunità romanì è demandato pertanto il ruolo di protettore della famiglia e di conservatore dell'equilibrio tradizionale (un ruolo anche più importante se l'uomo appartiene agli anziani della comunità), attraverso il mantenimento dell'onore e l'allontanamento di qualsiasi forma di comportamento che possa portare alla 'vergogna', rifuggendo l'impurità e applicando la romanì kris, il sistema di norme morali tipiche del popolo romanì. Roberto Tresoldi


Der Theologe antwortet | Il teologo risponde 19

Xxxxxxxxx Gott „beziehungsweise“ Dio “in relazione”

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ie kann ich mir Gott vorstellen – doch nicht etwa als alten Mann mit Bart!?“ Wir können gar nicht anders, als uns Bilder von ihm zu machen, wenn unser Glaube mehr als eine rein intellektuelle Spekulation sein soll. Freilich sind die Gottesbilder der Bibel oft sehr männlich geprägt: Gott wird uns als Vater, als König, als Richter oder als Hirte vorgestellt. Nicht nur Frauen tun sich mit diesen einseitig patriarchal geprägten Gottesbildern manchmal schwer. „Ich habe Gott gesehen: Sie war schwarz.“ Diesen provozierenden Satz habe ich vor Jahren auf einer Hauswand in Berlin als Graffiti gesehen. Er stellt unser überkommenes Gottesbild von einem weißen, männlichen Gott zu Recht in Frage. Gott ist immer größer als unsere kulturell geprägten Vorstellungen von ihm. Das ist auch der Sinn des 2. Gebots, das leider anders als in der jüdischen und reformierten Überlieferung in der lutherischen Zählung nicht vorkommt: „Du sollst dir kein Bildnis (von Gott) machen“ (2. Mose 20,4-6). Und dieses gesprayte Statement könnte uns an die Stellen in der Bibel erinnern, die Gott mütterlich und weiblich beschreiben: Als liebevolle Mama, die ihre Kinder tröstet (Jesaja 66,13), oder als Frau, die sich mit ihren Freundinnen über den wiedergefundenen Groschen aus ihrem Brautschatz freut (Lukas 15,810). Es ist gut, sich immer wieder einmal bewusst zu machen, dass die Bücher der Bibel in einer patriarchal geprägten Gesellschaft entstanden sind – auch wenn Jesus diese Strukturen zum Teil in Frage gestellt hat, indem er z. B. neben Jüngern auch Jüngerinnen hatte (Lukas 8,1-3). Wenn Gott uns nun mit männlichen Bildern vorgestellt wird, so kann man das auch kritisch lesen: Väter und politisch Verantwortliche sollten sich daran orientieren, wie Gott als liebender Vater oder als gerechter Herrscher handelt. Was hätte unser Zusammenleben in Familie und Gesellschaft dann für ein Gesicht? Vor allem aber beschreiben diese männlichen (wie auch die wenigen weiblichen) Gottesbilder Beziehungen: Gott genügt sich nicht selbst, sondern er will mit uns im Kontakt sein und für uns sorgen wie ein guter Vater bzw. eine gute Mutter oder wie ein mutiger Hirte, der seine Herde behütet und beschützt. Gott so „in Beziehung“ zu denken, bewahrt uns sowohl vor einer kritiklosen Absolutierung als auch vor einem vorschnellen Verzicht auf männlich geprägte Bilder von ihm.

Friedemann Glaser

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ome posso immaginarmi Dio? Non certo come un uomo anziano con la barba!” Non possiamo far altro che crearci delle immagini di Dio se la nostra fede deve essere più di una mera speculazione intellettuale. Certamente le immagini di Dio della Bibbia sono spesso prettamente maschili: Dio ci viene presentato come padre, re, giudice o pastore. Non solo le donne hanno a volte delle difficoltà con queste immagini di Dio caratterizzate unicamente in maniera patriarcale. “Ho visto Dio: era una nera”. Ho letto questa frase provocatoria alcuni anni fa sul muro di una casa a Berlino. Mette giustamente in discussione la nostra immagine di un Dio bianco e maschio che ci hanno tramandato. Dio è sempre più grande dell’idea che ci facciamo di lui, influenzati dalla cultura. Questo è anche il significato del 2° Comandamento che purtroppo non compare nell’elenco luterano diversamente dalla tradizione giudaica e riformata: “Non farti immagine alcuna (di Dio)” (Esodo 20,4-6). Quell’affermazione scritta con lo spray sul muro potrebbe ricordarci quei passi della Bibbia che descrivono Dio in maniera materna e femminile: come mamma amorevole che consola i suoi figli (Isaia 66,13), o come donna che si rallegra con le sue amiche per aver ritrovato i soldi della sua dote che aveva perduto (Luca 15,810). È sempre un bene essere continuamente consapevoli del fatto che i testi della Bibbia sono nati in una società a carattere patriarcale, anche se Gesù ha in parte messo in discussione queste strutture, avendo ad esempio anche delle apostole accanto agli apostoli (Luca 8,1-3). Se Dio ci viene presentato con immagini maschili questo si può leggere anche criticamente: i padri e i responsabili politici dovrebbero orientarsi a come agisce Dio come padre amorevole o Signore giusto. Che volto avrebbe allora la nostra convivenza in famiglia e nella società? Queste immagini maschili (così come le poche femminili) descrivono soprattutto delle relazioni: Dio non basta a se stesso, ma vuole entrare in contatto con noi e prendersi cura di noi come un buon padre o una buona madre o come un pastore coraggioso che si prende cura e protegge il suo gregge. Pensare Dio così “in relazione”, ci preserva sia da un’assolutizzazione acritica che da una precipitosa rinuncia a sue immagini a carattere maschile.


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Chancengleichheit für Frauen und Männer. Ein neues Miteinander!? Pari opportunità per uomini e donne. Un nuovo modo di stare insieme?

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rüher waren Geschlechterklischees eine einfache Sache. Es gab klare Vorstellungen davon, was männlich ist und was weiblich. Diesen Vorstellungen konnte man bestmöglich entsprechen, um ein guter Mann oder eine gute Frau zu sein – oder man konnte dagegen rebellieren. Die alten Rollenbilder sind seitdem nicht nur massiv infrage gestellt worden, sie wurden in diesem Prozess auch ein Stück weit tabuisiert.An der Spitze der evangelischen Kirche sind Männer stark vertreten. Männer leiten die Kirche - Frauen tragen sie. Den Weg in die Gemeinde finden Männer dagegen eher selten. Studien belegen, dass für ein Fünftel der Männer Kirche so etwas wie Heimat ist; und dass sie vermehrt nach religiösen Erfahrungen suchen. Allerdings nicht im Gotteshaus. Männer zieht es eher nach draußen. Ich stelle fest, es gibt eine große Sehnsucht bei den Männern letztlich nach Heil, ihr Leben zu verstehen und in den vielfältigen Beziehungen auch das eigene zu finden. Was macht mich aus? Wo sind für mich Grenzen, wo möchte ich anders handeln und nicht dem Rollendiktat unterliegen, immer alles können zu müssen und immer der beste sein zu müssen. Da geht es darum, neue Formen von Männlichkeit zu entwickeln. Schwierigkeiten haben die Männer mit der #MeToo“-Debatte über die sexuellen Belästigungen und Übergriffe auf Frauen. Das ist nicht das Thema des normalen Mannes, so versichern mir Kollegen. Und dennoch, viele Männer sind eher verunsichert, beleidigt oder schotten sich irritiert ab. In der Württembergischen Landeskirche sind wir 2007 den Weg gegangen, die Akzentuierung einer Frauenbeauftragten weiter zu entwickeln und veränderte

U Urusla Kress

Männer leiten die Kirche Frauen tragen sie Gli uomini dirigono la Chiesa, le donne la sostengono

n tempo i pregiudizi di genere erano una cosa semplice. Esistevano chiare idee su ciò che era maschile e ciò che era femminile. Si poteva corrispondere il meglio possibile a queste idee, per essere un uomo bravo o una donna brava, oppure ci si poteva ribellare a questo. I vecchi ruoli non sono solo stati massicciamente messi in discussione da allora, ma sono stati anche in un certo senso tabuizzati. Ai vertici della Chiesa evangelica gli uomini sono fortemente rappresentati. Gli uomini dirigono la Chiesa, le donne la sostengono. Degli studi dimostrano che per un quinto degli uomini la Chiesa è qualcosa come la propria patria e che sono sempre più spesso alla ricerca di esperienze religiose. Tuttavia non nella casa di Dio. Gli uomini sono più portati verso l’esterno. Constato che gli uomini hanno un grande desiderio di salvezza, di capire la loro vita e di trovare se stessi anche nella molteplicità delle relazioni. Cosa mi definisce? Dove sono i miei limiti, quando vorrei agire diversamente e non sottostare all’imposizione dei ruoli e dover sempre saper fare tutto e dover essere sempre il migliore? Si tratta di sviluppare nuove forme di mascolinità. Gli uomini hanno difficoltà con il dibattito “#metoo” sulle molestie sessuali e le aggressioni alle donne. Non è una questione in cui l’uomo normale si sente coinvolto, così mi assicurano i colleghi. Ciononostante molti uomini si sentono disorientati, offesi oppure si chiudono irritati. Nella Chiesa regionale del Württemberg nel 2007 abbiamo intrapreso una strada per continuare a sviluppare l’importanza di una delegata per la tutela dei diritti della donna e prendere in considerazione la trasformazione dei compiti come fra l’altro la comprensione dei ruo-


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Aufgaben in den Blick zu nehmen wie u.A. das Rollenverständnis von Frauen und Männern in allen Führungspositionen, die Umsetzung der work-life-balance und die Mitwirkung an der Schaffung von Rahmenbedingungen zur Vereinbarkeit von Familie und Beruf. Immer wieder berate ich z.B. auch Männer bei Problemen mit Vorgesetzten, wenn sie eine Elternzeit nehmen wollen oder als pflegende Angehörige Unterstützung suchen. Wenn Kirchen unattraktiv werden für Männer, weil eine sog. „Feminisierung der Arbeit“ eintritt, bin ich als Beauftragte für Chancengleichheit auf den Plan gerufen. Dann muss ich wie aktuell bei der Wahl der neuen Kirchengemeinderäte und -rätinnen um Männer werben und für ein ausgewogenes Verhältnis der Geschlechter miteinander sorgen: milieusensible Kirche werden und Geschlechterparität in den Gremien! Aus Studien wissen wir, dass Männer und Frauen beides, Beruf und Familie, realisieren wollen. Im Pfarrdienst haben wir bereits darauf reagiert und untersucht, ob wir demnächst mehr Teildienststellen zur Verfügung stellen müssen. Das Pfarramt plural und geschlechtergerecht gestalten stellt auch größere Anforderungen an die Mobilität und Flexibilität. Insbesondere Doppelkarrieren führen zu Spannungen in Bezug auf die Präsenz-, Residenz- und Dienstwohnungspflicht im Gemeindepfarramt. In der Literatur waren Männer immer das normgebende Geschlecht. Heute sehen sie sich zunehmend als das „andere“, das verunsicherte Geschlecht. Für viele Männer ist es ein Problem, dass ihnen niemand mehr sagt, wie ein Mann zu sein hat. In dieser Gemengelage können sich daher auch populistische Parolen entfalten. Angriffe gegen Geschlechtergerechtigkeit und Vielfalt, gegen Einwanderung und Homosexuelle stehen jetzt auf der Tagesordnung. Populismus und extremistische Tendenzen haben keinen Platz! Ursula Kress, Beauftragte für Chancengleichheit für Männer und Frauen der Evangelischen Landeskirche in Württemberg

In dieser Gemengelage können sich daher auch populistische Parolen entfalten In questa situazione complessa si possono pertanto manifestare anche slogan populistici

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li di donne e uomini in tutte le posizioni dirigenziali, l’attuazione del work-life-balance e la partecipazione alla creazione di condizioni quadro per conciliare famiglia e lavoro. Faccio continuamente consulenza ad esempio anche a uomini che hanno problemi con i loro superiori quando vogliono prendersi un congedo parentale o quando vogliono prendersi cura di parenti. Se le Chiese diventano poco attraenti per gli uomini perché è subentrata una cosiddetta “femminilizzazione del lavoro“ vengo chiamata in causa come consigliera per le pari opportunità. Allora devo procacciare uomini come è accaduto ultimamente alle elezioni dei nuovi consigli ecclesiastici e garantire un rapporto equilibrato fra i generi: diventare una Chiesa sensibile all’ambiente e con equità di genere nelle commissioni! Studi ci confermano che gli uomini e le donne vogliono realizzarsi sia nella professione che in famiglia. Per quanto riguarda l’ufficio pastorale abbiamo già reagito e analizzato se dobbiamo mettere a disposizione un maggior numero di lavori part-time. Soprattutto le carriere doppie portano a delle tensioni per quanto riguarda l’obbligo di presenza, di residenza e di alloggio di servizio nell’ufficio pastorale della comunità. Nella letteratura gli uomini sono sempre stati il genere normativo. Oggi si vedono sempre più come l’ “altro”, il genere disorientato. Per molti uomini è un problema il fatto che nessuno dica più loro come deve essere un uomo. In questa situazione complessa si possono pertanto manifestare anche slogan populistici. Attacchi contro l’equità di genere e la molteplicità, contro gli immigrati e gli omosessuali sono ora all’ordine del giorno. Non c’è posto per il populismo e le tendenze estremiste! Ursula Kress, Consigliera per le pari opportunità presso la Chiesa Evangelica regionale del Württemberg Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti


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Die Zersplitterung der Familie und der Vaterrolle Lo sgretolamento della famiglia e del ruolo del padre

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uigi Zoja, Psychoanalyst und Essayist, legt in seinem Essay "Die Geste Hektors" (Bollato Boringhieri, 2016) dar, dass die Beziehung zwischen Mutter und Kindern eine natürliche ist und zwischen ihnen von Geburt an eine tiefe, fast untrennbare Verbindung besteht. Dagegen muss die Beziehung zum Vater aufgebaut und gepflegt werden. Sie hat die spezifische Funktion, dem Kind sowohl im familiären wie im gesellschaftlichen Umfeld Erziehung und Unternehmungsgeist zu vermitteln. Im 20. und 21. Jahrhundert haben die vielen Ehescheidungen in der westlichen Welt dazu geführt, dass sich die Familie wie auch die Rolle des Vaters zersplittert, denn bei den meisten Trennungen werden die Kinder ausschließlich der Obsorge der Mutter anvertraut. Wir leben heute in einer post-patriarchalen Zeit. Was sind die wichtigsten Folgen des Fehlens der Vaterfigur? Gegen Ende des 20. Jahrhunderts wurden weltweit zahlreiche Studien über die Unterschiede der Lebensqualität von Kindern, die mit beiden Eltern aufgewachsen sind und solchen, die nur mit einem Elternteil groß wurden, durchgeführt. Das Statistische Amt der EU Eurostat informiert, dass in Familien mit beiden Elternteilen die Gefahr der Verarmung der Kinder 19,3% beträgt, während bei Fehlen eines Elternteils (zumeist des Vaters) dieser Wert bei 49,8% liegt. Ferner wurde das mangelnde Interesse beider Elternteile festgestellt, wenn diese zu sehr von ihren Beziehungskonflikten vereinnahmt sind. Kinder von getrennten und zerstrittenen Eltern weisen häufig psychosomatische Störungen oder Depression auf, weil sie unter einem Loyalitätsdilemma oder Schuldgefühlen leiden. Die Debatte, die derzeit in Italien, Deutschland und an-

Wir leben heute in einer postpatriarchalen Zeit Oggi, quindi, si può dire che viviamo in un’epoca post patriarcale

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uigi Zoja, psicanalista e saggista, nel suo saggio ‘’il gesto di Ettore“ (Bollato Boringhieri, 2016) sostiene che la relazione tra madre e figli è naturale e il loro legame profondo e quasi indissolubile sin dalla nascita, mentre la relazione con il padre va costruita e curata ed ha la funzione specifica di trasmettere educazione e progettualità al figlio, sia nel contesto familiare che nel contesto sociale. Tra il XX e il XXI sec. i numerosissimi divorzi del mondo occidentale hanno favorito lo sgretolamento della famiglia e del ruolo del padre, poiché, nella maggioranza delle separazioni, si applica l’affido esclusivo alla madre. Oggi, quindi, si può dire che viviamo in una epoca postpatriarcale. Ma quale è la maggiore ripercussione dell’assenza della figura paterna? Alla fine del XX sec. sono stati fatti numerosi studi negli Stati Uniti, in Europa e nel resto del mondo sulle differenze di qualità della vita tra i bambini vissuti con entrambi i genitori e quelli vissuti con un solo genitore. L’agenzia ufficiale Eurostat informava che nelle famiglie con entrambi i genitori, il rischio che i figli possano cadere nella povertà è del 19,3%; in quelle in cui ne manca uno (quasi sempre il padre) è del 49,8%. Si è inoltre evidenziato il disinteresse di entrambi i genitori, troppo presi dai loro personali contrasti, nel rispondere adeguatamente ai bisogni del bambino; i figli di genitori separati e in conflitto tra loro spesso soffrono di disturbi psicosomatici o depressioni perché sottoposti a conflitti di lealtà o sensi di colpa. Il dibattito attuale in Italia, Germania e nella UE tra le associazioni dei padri separati e le istituzioni verte sull’applicazione dell’affidamento congiunto, ovvero dividere in


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deren Ländern der EU zwischen Vereinigungen von getrennt lebenden Vätern und Institutionen in Gange ist, dreht sich um die Anwendung des gemeinsamen Sorgerechts und darum, Verantwortung, Zusammenleben mit jedem der Elternteile und Familienbeihilfe ausgewogen aufzuteilen, ein sogenanntes Wechselmodell, wie es in Belgien, Frankreich, Schweden und Norwegen bereits gesetzlich verankert ist. Hier einige Aussagen von getrennt lebenden Vätern aus den Recherchen der Autorin für das Projekt eines Dokumentarfilmes mit dem Arbeitstitel "Getrennt zusammen / separati insieme". Tobias (43), Deutscher, lebt in München, sein 13-jähriger Sohn lebt mit der Mutter in Österreich: "Für mich fühlt es sich an, als hätte ich schon drei Mal die Erde umrundet: Seit sechs Jahren muss ich jedes Mal 1000 km fahren, um meinen Sohn jedes zweite Wochenende zu sehen!" Giorgio (45), Italiener, lebt in Neapel, sein 7-jähriger Sohn lebt mit der Mutter in der Toskana: "Mein größtes Problem ist, dass ich kein Zuhause habe, in dem ich mit meinem Sohn wohnen könnte; wenn ich ihn sehe und dann am Abend zu seiner Mutter bringe, weint er, weil er möchte, dass ich ihn ins Bett bringe." Diego (48), Italiener, lebt in Deutschland, während seine Töchter, 10 und 8 Jahre alt, mit der Mutter in Belgien leben: "Ich fürchte, dass meine Töchter mich mit der Zeit nicht mehr sehen wollen." Es bleibt heute den Vätern nur zu wünschen, dass sich die Institutionen den Gegebenheiten der Zeit anpassen, damit den Kindern nicht mehr das widerfahren kann, was Linden, der Hauptfigur des Romans Sentinella della pioggia ([Regenwache],Tatiana De Rosnay, 2019) geschah: "Über allem hatte immer die Stimme der Mutter geherrscht, wie sie von den Stiegen her oder im Garten sprach. Die Stimme des Vaters hat ihm ein Leben lang gefehlt." . Carmen Tè, Filmemacherin/Journalistin, Neapel und München Übersetzung: Ilse Kratochvil

“Seit sechs Jahren muss ich jedes Mal 1000 km fahren, um meinen Sohn jedes zweite Wochenende zu sehen!" “Sono sei anni che per raggiungere mio figlio ogni secondo week end del mese devo farmi 1000 km!” Fig. 1 Carmen Tè Fig. 2 Getrennter Vater mit seinen Kindern Padre separato con i suoi figli Fig. 3 Tobias und Elias Tobias ed Elias

modo equilibrato responsabilità, permanenza presso ciascun genitore e assegno familiare che in Belgio, Francia, Svezia e Norvegia è già legge. Si vogliono riportare qui di seguito le testimonianze di alcuni padri separati tratte dalle ricerche di chi scrive per il progetto di un film documentario dal titolo provvisorio “Getrennt Zusammen / separati insieme”. Tobias (43), tedesco, vive a Monaco di Baviera, suo figlio di 13 anni vive con la madre in Austria, e dice: ‘’Per me è come aver già fatto il giro del mondo tre volte: sono sei anni che per raggiungere mio figlio ogni secondo week end del mese devo farmi 1000 km!”. Giorgio (45), italiano, vive a Napoli, suo figlio di 7 anni vive con la madre in Toscana, mi rivela: “Il mio più grande problema è quello di non avere una casa dove stare con mio figlio; quando lo vedo, e poi la sera lo riaccompagno dalla madre, lui piange perché vorrebbe che lo mettessi a letto”. Diego (48), italiano, vive in Germania, mentre le sue figlie di 10 e 8 anni vivono con la madre in Belgio: ‘’Temo che con il tempo le mie figlie non vorranno più vedermi”. L’augurio da fare oggi ai padri è che le istituzioni si mettano al passo con i tempi affinché ai bambini non succederà più ciò che succede a Linden, protagonista del romanzo Sentinella della pioggia (Tatiana De Rosnay, 2019) di cui riportiamo la citazione:“A regnare suprema era sempre stata la voce della madre, mentre parlava dalle scale o in giro per il giardino. La voce del padre gli è mancata per tutta la vita”. Carmen Tè, Filmmaker/giornalista, Napoli e Monaco


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Auf der Suche nach einer neuen Identität

Ri-comporre l’identità

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as Verhalten der Jugendlichen ist der Spiegel einer Gesellschaft, l comportamento degli adolescenti è specchio di una società in cui in der die Vereinfachung und Selbstverständlichkeit Menschen zu semplificazione e ovvietà riducono le persone a oggetti. La relazioObjekten reduziert. In den Beziehungen zwischen Jungen und Mädchen ne tra ragazzi e ragazze mostra che, invece di scoprire l’uno nell’altro geht es nicht darum, im Gegenüber die menschliche und emotionale la dimensione umana ed emotiva, si tracciano le coordinate di stereotipi Dimension zu entdecken, es werden vielmehr engstirnige und trügeottusi e mistificatori. La percezione reciproca non è libera, ma condirische Stereotype bedient, aufgrund derer sich eine Seite im Recht sieht, zionata dagli stereotipi che originano giudizi di genere per i quali una der anderen überlegen zu sein. Die Verhaltensweisen der Jungen und parte presume il diritto di superiorità sull’altra. Le modalità di comMädchen beruhen auf von den Medien vermittelten Trends oder auf portamento assunte dai ragazzi e dalle ragazze dipendono dalle dem im Familienkreis Erlebten, das nicht als positives Vorbild dient. mode apprese dai media o vissute in un ambito familiare che non sia Die Beziehungen zwischen Jugendlichen gestalten sich je nach Alter, modello positivo. Umfeld und Erfahrungen unterschiedlich; statt zu gegenseitiger AchLa relazione tra adolescenti si modifica in base a età, ambiente, espetung führen sie oft zu Macht- und Herrschaftsansprüchen. rienze; spesso i cambiamenti occorsi non inducono a vinDie Jungen lernen zu befehlen und zu besitzen und die Mädcoli di rispetto reciproco, quanto a relazioni di prepotenza chen so zu sein, wie er es wünscht, wobei sie versäumen, e dominio. I ragazzi apprendono a comandare e possedesich selbst kennen zu lernen. Nicht selten kommt es zu eire e le ragazze a essere come vuole lui, dimenticando di conem Rollentausch: die Mädchen wollen sich frei fühlen, wonoscere se stesse. Non è rara un’inversione dei ruoli per il bei sie dann aber oft genau jenen Stil verkörpern, den sie desiderio delle ragazze di sentirsi libere, sebbene spesso inan den Jungen kritisieren. carnino lo stile che criticano nei ragazzi. Oft kann man Mädchen beobachten, die genauso besitzÈ facile osservare ragazze possessive e prepotenti quanto ergreifend und herrschsüchtig sind wie die Jungen; was i ragazzi; il che, se da una parte impressiona i ragazzi, daldann die Jungen zwar beeindruckt, sie aber noch präpol’altra li rende più prepotenti in quanto provocati. Eppure, Loredana De Vita tenter macht, weil sie sich provoziert fühlen. Es geht hier jenon si tratta di provocazione né di consapevole assunziodoch weder um Provokation noch um bewusste Machtne di potere, ma del fenomeno del capovolgimento dei ruoausübung, sondern um das Phänomen der Rollenumkehr: die Juli: gli adolescenti assumono stili più femminei o maschili a secondo del gendlichen nehmen, je nach Geschlecht, weiblichere oder männlichere genere. Un capovolgimento non è mai un superamento, ma un pegVerhaltensweisen an. Eine Umkehr ist nie eine positive Bewältigung, gioramento nella capacità di riconoscere il sé e l’altro che non è consondern eine Verschlechterung der Fähigkeit, sich selbst und das Gesiderato come presenza, ma come surrogato senza valore in sé che è genüber zu erkennen; der Andere wird nicht als Präsenz, sondern als strumento della propria auto affermazione. Surrogat ohne Eigenwert, als reines Mittel zur Selbstbestätigung beAnche la sessualità, sempre più anticipata, è puro atto fisico che antrachtet. Auch die zunehmend früher erlebte Sexualität wird zum rein nienta la dimensione della profondità della conoscenza di se stessi e physischen Akt, der ein Sich-Verlieren in der Gruppengewalt bewirkt. dell’altro/a e che provoca dispersione e perdita nella violenza del branDer Einzelne kann seine Emotionen nicht ergründen, kann mit ihnen co. Il singolo, infatti, non riesce a conoscere e gestire le proprie emonicht umgehen, er braucht die Unterstützung von Anderen, Gleichzioni e ha bisogno dell’appoggio dell’altro pari a sé per non sentirsi ingestellten, um sich nicht unterlegen zu fühlen. feriore. (Vor-)Urteile zu beseitigen bedeutet, die Verschiedenheit des Anderen Abbattere i (pre-)giudizi è riconoscere la differenza dell’altro. Le persone anzuerkennen. Menschen sind keine Dinge, es geht um Beziehungen; non sono cose ma relazioni; le cose si usano, le relazioni si modificaDinge verwendet man, Beziehungen verändert man. Die Unterschieno. Le differenze devono esistere poiché fonte di pensiero e creatività de müssen als Denkanstoß und Quelle der Kreativität gegeben sein, die che consente di ri-comporre ciascuna identità. jedem ermöglicht, sich eine neue Identität zu erschaffen. Loredana De Vita, docente e formatrice, Napoli Übersetzung: Ilse Kratochvil


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Von Maria aus Magdala bis Maria Jepsen Da Maria Maddalena fino a Maria Jepsen

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enschen – Mann und Frau – sind Ebenbilder Gottes: Sie sind unterschiedlich, aber gleichwertig. Frauen und Männer haben gemeinsam Anteil an dem Privileg und der Verantwortung, für die ganze Schöpfung Gottes Sorge zu tragen“ (Gendergerechtigkeit im LWB, 2014, S. 21). Ein weiter Bogen spannt sich von Maria Magdalena, der Apostolin der Apostel, Führerin in der Jesusbewegung, zu Maria Jepsen, die 1992 als erste Frau zur Bischöfin in einer lutherischen Kirche gewählt wurde. Fast zweitausend Jahre hat es gebraucht, bis sich die Rolle der Frau in der schon immer von Männern beherrschten Gesellschaft und auch in ihrem Selbstverständnis langsam wandelte. Frauen waren seit den Anfängen der Jesusbewegung und der ersten christlichen Gemeinden stets aktiv am Geschehen beteiligt. Mission und Ausbreitung des Christentums in den ersten drei Jahrhunderten geschah vielerorts durch wandernde Apostel und Apostelinnen, Prophetinnen und Propheten, Lehrer und Lehrerinnen. Die Wirksamkeit von Prophetinnen und Lehrerinnen lässt sich bis ins 4./5. Jh. nachweisen. Aufgrund zentraler reformatorischer Grundüberzeugungen, wie dem durch die Taufe begründeten Priestertum aller Getauften und dem reformatorischen Schriftprinzip, haben sich Frauen in der Reformation vermehrt in die theologischen und kirchenpolitischen Auseinandersetzungen ihrer Zeit eingemischt. Luther wollte die Predigttätigkeit oder Taufe durch Frauen allerdings nur in Notfällen angewandt wissen. Dabei barg gerade die Erkenntnis vom Priestertum aller Getauften das Potential für ein „Priesteramt“ von Frauen, das allerdings erst im 20. Jh. Einzug in die evangelischen Kirchen hielt. Bis heute kämpfen Frauen weltweit auch noch in manchen lutherischen Kirchen um die Durchsetzung der Ordination für Frauen und die Gleichstellung im geistlichen Amt. Anstöße zur Eingliederung der theologisch gebildeten

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e persone, uomini e donne, sono immagini di Dio: sono diversi, ma equivalenti. Le donne e gli uomini partecipano insieme al privilegio e alla responsabilità di prendersi cura dell’intero creato di Dio” (Gendergerechtigkeit im LWB [equità di genere nella FLM], 2014, pag. 21). Un lungo arco si estende da Maria Maddalena, l’apostola degli apostoli, guida nel movimento di Gesù, fino a Maria Jepsen, che nel 1992 è stata eletta prima donna vescovo di una Chiesa luterana. Ci sono voluti quasi duemila anni affinché il ruolo delle donne e anche l’immagine di loro stesse cambiasse in una società dominata da sempre dagli uomini. Le donne fin dagli inizi del movimento di Gesù e delle prime comunità cristiane erano sempre presenti attivamente. La missione e la diffusione del Cristianesimo nei primi tre secoli è avvenuta in molti luoghi grazie ad apostoli e apostole, profetesse e profeti, insegnanti uomini e donne. L’attività delle profetesse e delle insegnanti è documentata fino al IV-V secolo. A causa di convinzioni fondamentali della Riforma, come il sacerdozio comune dei battezzati giustificato dal battesimo e il principio riformato di sola scriptura, le donne nella Riforma hanno partecipato sempre più spesso alle discussioni teologiche e politico-ecclesiastiche del loro tempo. Lutero tuttavia voleva che l’attività di predicazione o il battesimo venissero realizzati dalle donne solo in casi di emergenza. Mentre proprio il riconoscimento del sacerdozio comune dei battezzati racchiudeva il potenziale per un “sacerdozio” delle donne, che tuttavia venne introdotto nelle Chiese evangeliche soltanto nel XX secolo. Fino ad oggi le donne in tutto il mondo, anche ancora in alcune Chiese luterane, lottano per imporre l’ordinazione delle donne e l’equiparazione nel ministero spirituale. Gli impulsi per l’inserimento delle donne con un’istru-


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Frau in die kirchliche Arbeitswelt und ins geistliche Amt gingen nach dem 1. Weltkrieg von einzelnen Theologinnen oder Theologinnengruppen aus. Die kirchliche Gesetzgebung folgte der Praxis und schuf ab 1926/27 die ersten Bestimmungen, die kirchliche Prüfungen, Aufgaben und Anstellung der Theologinnen regelten. Richtungweisend wurde das „Vikarinnengesetz“ der Ev. Kirche der Altpreußischen Union vom Mai 1927: Festlegung auf ein besonderes Frauenamt mit Sonderaufgaben an Frauen und Kindern, Einsegnung statt Ordination, unterordnende Titulatur, Zölibatsverpflichtung, niedrigeres Gehalt (80% des Pfarrergehalts) sowie Einzelfallentscheidungen über eine Weiterbeschäftigung nach der Heirat oder eine Berufung ins Gemeindepfarramt, jedoch ohne eigene, alleinige Gemeindeleitung. Während und nach dem zweiten Weltkrieg hatten sich dann etliche Theologinnen gerade auch im Pfarramt und in der Gemeindeleitung bewährt, und im Vergleich zu den Anfängen war bei vielen ein neues Selbstbewusstsein gewachsen. Das berufliche und theologische Selbstbild begann sich zu wandeln. So begann auch die sukzessive Aufhebung aller Einschränkungen. Der gesamtgesellschaftliche Wandel in den 1950er und 1960er Jahren, das sich ändernde Rollenbild und die politische Gleichstellungsentwicklung seit 1958 blieben auch im kirchlichen Raum nicht ohne fermentierende Wirkung. In der ELKI sind derzeit (August 2019) von den 17 Pfarrern 6 Frauen – und schon im Jahr 2003 wurde mit Almut Kramm die erste Frau zur Vizedekanin gewählt. Kirsten Thiele, Pfarrerin in Neapel

Frauen waren seit den Anfängen der Jesusbewegung und der ersten christlichen Gemeinden stets aktiv am Geschehen beteiligt Le donne fin dagli inizi del movimento di Gesù e delle prime comunità cristiane erano sempre presenti attivamente

zione teologica nel mondo del lavoro ecclesiastico e nel ministero sono partiti dalle singole teologhe o gruppi di teologhe dopo la Prima Guerra Mondiale. La legislazione ecclesiastica seguì la prassi e a partire dal 1926/27 istituì le prime disposizioni che regolavano gli esami ecclesiastici, i compiti e l’assunzione delle teologhe. Determinante fu la “legge delle vicarie” delle Chiese evangeliche dell’Unione prussiana del 1927 che stabiliva un ministero particolare per le donne con compiti particolari per donne e bambini, la benedizione invece dell’ordinazione, dei titoli subordinati, l’obbligo di celibato, uno stipendio inferiore (80% dello stipendio dei pastori) così come decisioni individuali per il mantenimento del posto di lavoro dopo il matrimonio o un incarico di ministero pastorale della comunità, tuttavia senza una propria ed esclusiva direzione della comunità. Durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale diverse teologhe si erano distinte proprio anche nel ministero pastorale e nella direzione della comunità e in confronto agli inizi era cresciuta in molte una nuova autoconsapevolezza. L’immagine professionale e teologica di sé iniziò a cambiare. Così iniziò anche il successivo annullamento di tutte le limitazioni. Il cambiamento dell’intera società negli anni ’50 e ‘60, il ruolo della donna che stava cambiando e lo sviluppo politico delle pari opportunità dal 1958 suscitarono fermento anche nell’ambiente ecclesiastico. Nella CELI attualmente (agosto 2019) dei 17 pastori 6 sono donne e già nel 2003 Almut Kramm era stata eletta come prima vicedecana. Kirsten Thiele, pastora a Napoli Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti

Fig. 1 Bischöfin i. R. / Vescovo emerito Maria Jepsen. Foto: Nordkirche Fig. 2 Kirsten Thiele am Tag ihrer Ordination in die ELKI. Cagliari, 04.09.2011 Kirsten Thiele il giorno della sua ordinazione nella CELI. Cagliari, 04.09.2011


Zeugnisse | Testimonianze

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Der ideale Mann gestern und heute... ? L’uomo ideale ieri ed oggi .... ?

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ehmen wir es gleich vorweg: Das Bild des Mannes, das die Bibel zeichnet, ist keine Ansammlung von Tugenden. Wenn wir den Text vollständig lesen und dabei "Tageslosungen" und ähnliche "Instrumente" beiseitelassen, die immer aus dem Ganzen herausgegriffen sind, um "politisch korrekt" zu sein, erleben wir einige Überraschungen. Das Modell, das die christliche Tradition uns liefert, unterscheidet sich stark von jenem der biblischen Texte, das Neue Testament inbegriffen. Das tägliche Handeln dieser Männer und ihre Lebensgeschichten unterscheiden sich in der Tat stark vom Vorbild der Heiligkeit, das uns überliefert wird, und weichen (relativ betrachtet) gar nicht so sehr vom Verhalten reeller Menschen ab. Gleich am Anfang sehen wir, dass Adam Evas Komplize ist und nicht der beeinflussbare Naive, der gewissermaßen zum Opfer einer zu unternehmungslustigen Ehefrau wird, wie es die volkstümliche Kultur darstellt, sodass die gesamte Schmach auf sie, und in keinster Weise auf ihn, fällt... Auch ist Jakob kein Musterbeispiel geschwisterlicher Liebe, wenn er dem Bruder das Erstgeburtsrecht entzieht, indem er den greisen, blinden Vater täuscht. Auch Moses und Jonas sind nicht sonderlich davon begeistert, Gott gehorchen zu müssen, und David und sein Sohn Salomon sind keine Meister der ehelichen Treue – letzterer, vom Herrn großzügigst mit Weisheit und Reichtum gesegnet, legt sich noch zehn Mal mehr Ehefrauen und Konkubinen als sein Vater zu. Die Geschichte dieser beiden biblischen Gestalten ist insofern besonders interessant, als ihr Tun dem Herrn zwar nicht gleichgültig ist, seine Strafe sie aber nicht im Sinne des Klerikalismus aller Zeiten trifft. Gott straft David nicht aufgrund seiner Beziehung zu Batseba, sondern wegen der von ihm angeordneten Ermordung von Urija, dem Hethiter und er bestraft Salomon nicht wegen seiner zahlreichen außerehelichen Beziehungen, sondern aufgrund des durch einige seiner

Das Bild des Mannes, das die Bibel zeichnet, ist keine Ansammlung von Tugenden L’immagine dell’uomo che la Bibbia ci consegna in genere non è un concentrato di virtù Die Versuchung von Adam und Eva, 13. Jh. La tentazione di Adamo e Eva, XIII sec., Chapelle de la Vierge, Cathédrale Saint-Julien, Le Mans (Sarthe)

D

iciamolo subito, l’immagine dell’uomo che la Bibbia ci consegna in genere non è un concentrato di virtù. Se leggiamo sinotticamente il testo in maniera integrale, lasciando perdere “versetti quotidiani” ed armamentari del genere, sempre scelti dal mazzo per essere “politically correct”, quello che andiamo a scoprire è quantomeno sorprendente. Il modello che la tradizione cristiana ci consegna è molto diverso da quello dei testi biblici, neotestamentari compresi. L’agire quotidiano di questi uomini e la loro storia di vita sono infatti diversi dal modello di santità che ci viene indicato, mentre sono meno diversi dal comportamento reale della persone (fatte le dovute proporzioni). Partendo dalle prime pagine a seguire, vediamo che Adamo è complice di Eva, e non quel sempliciotto suggestionabile un po’ vittima di una moglie troppo intraprendente che la cultura popolare ci racconta, tanto da consegnare a lei e non a lui la totalità delle esclamazioni ingiuriose… Così non è un campione di fraterno amore familiare Gia-


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Zeugnisse | Testimonianze

Ehefrauen verbreiteten Götzendienstes. Gibt es also eine Doppelmoral in der Bibel? Gelten gewisse Regeln nur für uns und sind Andere davon befreit? In Wahrheit ist dem nicht so: Gott ist wenig interessiert an den Seitensprüngen und Vermögensstreitigkeiten der Menschen ("Es sprach aber einer aus dem Volk zu ihm: `Meister, sage meinem Bruder, dass er mit mir das Erbe teile´. Jesus aber sprach zu ihm: `Mensch, wer hat mich zum Richter oder Schlichter über euch gesetzt?´" Lukas 12:13-14), vielmehr interessiert ihn die Treue ihm gegenüber und die Liebe für den Nächsten. Verstöße gegen letztere erregen seinen Zorn. Die jahrhundertelang vermittelte Moral zielt hingegen darauf ab, die soziale Ordnung auf der Grundlage von wirtschaftsorientierten Kriterien aufrecht zu erhalten, sodass die eindeutige Zuschreibung eines "Vermögens" ( "patrimonio" von "pater + munus", also "Pflicht des Vaters" – die Übertragung durch Erbschaft) an eine genau feststellbare und klar identifizierte Person möglich wird. Damit werden die eigentlich theologisch nebensächlichen Aspekte in den Vordergrund gerückt und die primären, der herrschenden Macht nicht förderlich erscheinenden, in den Hintergrund gedrängt. Wenn wir das Wesentliche über die Form stellen, entdecken wir einen Gott, der viel humaner gegenüber den Menschen agiert, als die Menschen untereinander es tun. Und wenn wir die Heilige Schrift mit offenem Geist lesen, werden wir entdecken, dass der ideale Mann (und die ideale Frau) niemals existiert haben, dass sie (den Umständen entsprechend) immer dieselben geblieben sind. Paolo Musso, Genua Übersetzung: Ilse Kratochvil

Paolo Musso

Wenn wir die Heilige Schrift mit offenem Geist lesen, werden wir entdecken, dass der ideale Mann (und die ideale Frau) niemals existiert haben E scopriremo anche leggendo la Scrittura con mente aperta, che l’uomo (e la donna) ideale non sono mai esistiti

cobbe, che sottrae al fratello la primogenitura ingannando il vecchio padre cieco. Né sono troppi entusiasti di obbedire a Dio Mosè o Giona, né sono dei campioni di fedeltà coniugale Davide o suo figlio Salomone, il più grande beneficiato dal Signore per saggezza e ricchezza, che però moltiplica per dieci il numero di mogli e concubine di suo padre. La storia di questi ultimi due è particolarmente interessante, perché non è che il loro operato sia proprio indifferente agli occhi di Dio, il cui intervento sanzionatorio però non asseconda le aspettative del clericalismo di ogni tempo: Dio non punisce Davide per la relazione con Betsabea, ma la preordinata uccisione di Uria l’Hittita, e non punisce le numerose relazioni extraconiugali di Salomone, ma la contaminazione idolatrica che deriverà dalla frequentazione di alcune sue mogli. Ma allora, c’è una doppia morale nella Bibbia? Regole che valgono per noi, e dalle quali altri sono sciolti? In realtà no: Dio mostra di essere molto poco interessato alle scappatelle coniugali o alle questioni patrimonialistiche (“Or uno della folla gli disse: «Maestro, dì a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma Gesù gli rispose: «Uomo, chi mi ha costituito su di voi giudice o spartitore?” Luca 12:13-14), ma molto interessato alla fedeltà nei Suoi confronti ed all’amore nei confronti del prossimo. Venir meno a questo provoca l’ira di Dio. La morale mediata dall’interpretazione clericale prodotta nei secoli invece, mira a conservare l’ordine sociale basato su rapporti economicistici che consentano senza ombra di dubbio l’imputazione di un “patrimonio” (da “pater + munus”, cioè “dovere del padre” – la trasmissione ereditaria) ad un soggetto ben determinabile e compiutamente identificato, esaltando aspetti in realtà teologicamente secondari, ed obliterando quelli primari non confacenti al potere costituito. Se consentiamo alla sostanza di prevalere sulla forma, scopriremo un Dio così umano nei confronti degli esseri umani, da essere molto più umano degli esseri umani nei confronti dei loro simili. E scopriremo anche leggendo la Scrittura con mente aperta, che l’uomo (e la donna) ideale non sono mai esistiti, e sono sempre uguali a loro stessi/e (fatte le dovute proporzioni). Paolo Musso, Genova


Aus der ELKI | Dalla CELI

„Downhill mit Ötzi“. ELKI Jugendfreizeit in Bozen

“Downhill con Ötzi”. Campo giovanile CELI a Bolzano

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ine heterogene Gruppe zwischen 13 und 18 Jahren, insgesamt 19 Jugendliche mit zum Teil italienisch-, zum Teil deutschsprachigem Background und drei gut harmonisierende Betreuer, die evangelisch-lutherischen Pfarrer Michael Jäger (Bozen), Johannes De Fallois (Mailand) und Elisa Schneider (Neapel), eine improvisierte Unterkunft, eine interessante Stadt und die wohl schönsten Berge Europas – das waren die Zutaten der diesjährigen ELKI-Jugend-Freizeit. Die Jugendlichen aus den ELKI-Gemeinden Neapel, Mailand, Turin, IspraVarese und Bozen haben sich nach dem „ersten Fremdeln“ nicht nur ausgezeichnet vertragen, sie haben sich ergänzt, sie haben Beziehungen geknüpft und sie haben aufeinander geachtet. Die Unterkunft im Haus der evangelisch-lutherischen Gemeinde in Bozen war zwar nur improvisiert, zur Verfügung standen der Gemeindesaal, der Jugendraum, zwei Toiletten, zwei Duschen sowie Zelte im Garten. Laut Hausordnung (es wohnen auch Mietparteien im Haus) musste ab 22 Uhr Ruhe herrschen, aber die Jugendlichen haben nicht nur alle Regeln respektiert und sich „arrangiert“, sie fanden es wundervoll! Nach dem Frühstück ging es mit zwei VW-Bussen und dem Dienstwagen los: Latemar-Labyrinthsteig, der große Montiggler See, die Plose (im Nebel) und Mountain-Carts – das waren wohl die Höhepunkte der aufregenden und auch (physisch) fordernden Woche. Eine Stadtführung hatte der der Gemeinde sehr verbundene Hausmitbewohner Wolfgang Rigott übernommen. Zum Erstaunen der Gruppenleiter lockte der Besuch des Ötzi-Museums nur sehr wenige Teilnehmer, umso interessierter waren die ELKI Jugendlichen dafür an allem, was die jüngere Geschichte Bozens betraf: Faschismus, Nazi-Besetzung, Option, Siegesdenkmal, Zusammenleben der ethnischen Gruppen und Autonomie. Jeden Tag gab es einen kurzen Moment der Andacht. Es ist nicht immer leicht, Jugendliche zum Stillehalten und zur Andacht zu motivieren, aber in Bozen wurden diese Momente mit großer Beteiligung und Gemeinschaftssinn erlebt. Auch ein kleiner Notfall konnte perfekt gemeistert werden. „Wir waren wirklich vollbelegt, in unserer Kirche und Sakristei leben ja auch eine syrische Familie und eine weitere Migrantin, die die Gemeinschaftsräume Küche und Bad benutzen“, so Pfarrer Michael Jäger.„Aber dennoch war es uns möglich, ohne Probleme für zwei Tage zusätzlich noch einen weiteren Flüchtling aufzunehmen.“ Auch das ist Kirche! Nicole Dominique Steiner

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n gruppo eterogeneo tra i 13 e i 18 anni, in totale 19 giovani con background italiano o tedesco, e tre accompagnatori, i pastori evangelici luterani Michael Jäger (Bolzano), Johannes De Fallois (Milano) ed Elisa Schneider (Napoli), un alloggio improvvisato, una città interessante e probabilmente le montagne più belle d'Europa – questi gli ingredienti del campo giovanile CELI, "Downhill con Ötzi” a Bolzano. I ragazzi delle comunità CELI di Napoli, Milano, Torino, Ispra-Varese e Bolzano non solo si sono trovati molto bene dopo una breve timidezza iniziale, ma si sono anche perfettamente completati a vicenda, hanno stretto amicizie e sono stati anche attenti l’uno all’altro. L'alloggio nella sede della comunità di Bolzano era un po’ improvvisato. A disposizione c'erano la sala, la sala giovani, due toilette, due docce e qualche tenda piantata in giardino. Anche il severo regolamento del condominio – perché nella casa della comunità ci sono anche degli appartamenti affittati – che prevede il silenzio nel giroscale dopo le 22, non ha potuto spegnere l’entusiasmo dei ragazzi che si sono adattati senza problemi, trovando tutto meraviglioso. Dopo la prima colazione, il gruppo partiva con due pulmini e la macchina di servizio. Il Labirinto del Latemar, il grande lago di Monticolo, la Plose (nella nebbia) da scendere con i Mountain-Carts – questi sono stati i punti salienti della settimana emozionante quanto fisicamente impegnativa. Una visita guidata di Bolzano era stata offerta da Wolfgang Rigott, un condomino della casa della comunità. Con grande stupore degli organizzatori, la visita al Museo dell’iceman Ötzi ha attirato solo pochissimi partecipanti, mentre i ragazzi si sono mostrati molto interessati a tutto ciò che riguardava la storia recente di Bolzano: fascismo, occupazione nazista, opzioni, monumento della vittoria, convivenza dei gruppi etnici e autonomia. Ogni giorno era previsto anche un breve momento di preghiera. Non è sempre facile motivare i giovani a raccogliersi in preghiera, ma a Bolzano questi brevi momenti sono stati vissuti con grande partecipazione e spirito comunitario. Anche una piccola emergenza è stata gestita in modo perfetto. "La nostra sede comunitaria è davvero sfruttata anche nei minimi spazi, nella chiesa e sagrestia vivono anche una famiglia siriana e un’altra migrante che utilizzano gli spazi comuni di cucina e bagni”, spiega il pastore Michael Jäger. "Ma ciononostante ci è stato possibile accogliere un altro rifugiato per due giorni e senza problemi”. Anche questo significa essere chiesa!


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Aus der ELKI | Dalla CELI

Europakonferenz des Weltgebettages

Conferenza Europea della Giornata Mondiale di Preghiera

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ir sind zusammengekommen, um die Geschichte des Weltgei siamo incontrati per ascoltare la storia della Giornata Mondiabettages zu hören, um uns inspirieren zu lassen von den Grünle di preghiera, facendoci ispirare dalle donne fondatrici, per conderinnen der Bewegung, um die Zukunft miteinander zu gestalten und dividere e plasmare il futuro e vivere secondo il motto in cui crediamo unter dem Motto zu leben, “informiert beten – betend handeln”. “informarsi per pregare - pregare per agire”. Die Europakonferenz des WGT, einberufen von den Europadelegierten La conferenza Europea indetta dalle rappresentanti Europee della GMP, Emmanuelle Bauer/Luxemburg und Senka Sestak/Kroatien, bestens Emmanuelle Bauer/Lussemburgo e da Senka Sestak/Croazia, abilmente organisiert vom WGT Komitee der Niederlande, vereinte für eine Woorganizzata dal Comitato Olandese nel Centro Conferenze De Wereld che 85 Frauen aus 28 europäischen Ländern. Als Delegierte des Fraua Lunteren, riuniva per una settimana 85 donne da 28 paesi europei. ennetzwerks im Italienischen WGT-Komitee durfte ich daran teilnehHo partecipato in veste di delegata del Comitato Italiano per la GMP. men. Erano presenti la Presidente GMP Internazionale, Laurence GanAnwesend waren auch die Präsidentin des Internationalen WGT, Laugloff/Francia, la direttrice esecutiva dell’ufficio GMP di New York, Rorence Gangloff /Frankreich, die Generalsekretärin des New Yorker Büsangela Oliveira/Brasile e la relatrice, la pastora Helga Hiller/Germaros des WGT, Rosangela Oliveira/Brasilien und die nia, autrice del libro Ecumenismo delle Donne. Hauptreferentin, die 80 jährige Pastorin Helga HilIn cinque giorni di lavoro intenso abbiamo toccato ler, Autorin des Buches Ökumene der Frauen, erdiversi argomenti. La relazione principale sulle orischienen 1999. gini storiche e lo sviluppo della GMP negli Stati UniIn fünf intensiven Arbeitstagen wurden viele Theti era tenuta dalla pastora Helga Hiller. Nel 1997 famen angesprochen. Das Hauptreferat über den Urceva approfonditi studi in USA sui movimenti femsprung der Weltgebettagsbewegung in den USA, seiminili delle varie denominazioni che si formavano ne Ausbreitung und Entwicklung hielt Pastorin e riunivano in un movimento di preghiera per la misHelga Hiller. Sie betrieb 1997 während ihres einsione estera e interna. La pastora Hiller ci illustrajährigen Aufenthalts in den USA Hintergrundstuva come lo studio dell’origine storica è una risorsa Die Teilnehmerinnen an der Europakonferenz dien über die Frauenmissionsbewegungen der verper il futuro e come una raccolta e un’esatta docuLe partecipanti alla Conferenza Europea schiedenen christlichen Kirchen, welche sich zur Gementazione del lavoro delle donne sia importante bettagsbewegung zusammengeschlossen hatten. per rendere visibile il loro operato. Un esemplare del libro della sig.ra Frau Hiller erinnerte uns an die Wichtigkeit einer genauen DokuHiller, tradotto in Italiano da parte della rete delle donne luterane con mentation der Frauenarbeit, um sichtbar zu werden und zu bleiben. il titolo Ecumenismo delle donne, è stato donato alla sig.ra Oliveira, diEin Exemplar des Buches von Frau Hiller, welches vom Frauennetzwerk rettrice esecutiva dell’ufficio GMP Internazionale di New York, per la der ELKI ins Italienische übersetzt worden war mit dem Titel Ecumenismo traduzione in inglese in vista di una futura diffusione più ampia. delle Donne, wurde der Generalsekretärin des Int. WGT Büros Rosangela Vari studi biblici, di cui uno studio biblico in movimento, uno studio Oliveira überreicht. Es soll ins Englische übersetzt werden mit dem Ziel biblico sul tema della prossima GMP Zimbabwe: “Alzati e cammieiner weiteren Verbreitung. Verschiedene Bibelarbeiten, darunter eine na”(Giovanni 5,1-9), una lezione sui principi fondamentali della GMP Bibelarbeit in Bewegung, eine Bibelarbeit mit dem Thema aus Zime sul gemellaggio di preghiera riempivano le giornate. babwe: Steh auf und geh (Johannes 5, 1-9), ein Referat über die GrundCon i Workshops sullo sviluppo della GMP orientati all’azione termiprinzipien des WGT und zur Gebetspartnerschaft füllten die Tage. navano i lavori, che si concludevano con il culto di chiusura sul tema Workshops über Aktionen zur Entwicklung des WGT ( Medienarbeit,, del 2020 “Alzati e cammina” scritto dalle donne dello Zimbabwe. Fundraising) beendeten die Arbeitswoche, welche mit einem Gottesdienst zum Thema 2020 aus Zimbabwe „Steh auf und geh” abschloss. AnneRose Lier, Bolzano AnneRose Lier, Bozen


Aus der ELKI | Dalla CELI

8XMILLE

Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Grazie per le firme a sostegno delle attività della Chiesa Evangelica Luterana in Italia Esigenze di culto e di evangelizzazione

48,13%

Ministri di culto

24,99%

Interventi sociali

13,11%

Interventi umanitari e missione

8XMille alla CELI: il sostegno a una Chiesa che evolve con la società.

6,10%

Firme dichiarazioni redditi 2015

64.882

Percentuale scelte espresse

0,36%

5,69%

Cultura Formazione

1,90%

Quota 8XMille 2018 per il gettito IRPEF 2014

0,08%

Immobili Gestione e pubblicità

8XMILLE DELL'IRPEF 2014 LIQUIDATO NEL 2018 SECONDO LE DICHIARAZIONI REDDITI 2015

Residui 8XMille anno precedente

0%

€ 4.456.845,42 € 48.354,83

Concistoro livello nazionale 33%

Comunità locali 67%

Somma

Percentuale

INTERVENTI SOCIALI

€ 112.603,04

€375.000,60

€ 487.603,64

13,11%

ESIGENZE DI CULTO E DI EVANGELIZZAZIONE

€ 123.458,70

€ 1.667.234,37

€ 1.790.693,07

48,13%

€ 28.741,06

€ 183.000,00

€ 211.741,06

5,69%

€ 203.991,67

€ 23.000,00

€ 226.991,67

6,10%

€ 0.00

€ 0,00

0,00%

€ 70.528,96

€ 70.528,96

1,90%

CULTURA INTERVENTI UMANITARI e MISSIONE GESTIONE E PUBBLICITÀ FORMAZIONE - Progetti Sinodali IMMOBILI - Progetti Sinodali MINISTRI DI CULTO di cui ritenute fiscali

€ 216.033,51

TOTALE SPESO

€ 3.012,78

€ 3.012,78

0,08%

€ 929.791,47

€ 929.791,47

24,99%

100%

€ 1.472.127,68

€ 2.248.234,97

€ 3.720.362,65

Totale progettato Concistoro e Comunità

€ 1.114.111,49

€ 2.261.983,93

€ 3.376.095,42

+ Totale progettato Ministri di Culto e Sinodo

€ 1.080.750,00

€ 1.080.750,00 € 4.456.845,42

TOTALE A DISPOSIZIONE Riporti per anni futuri Fondi Concistoro Fondi Sinodo Fondi Immobili Fondi Ministri di Culto TOTALE RESIDUO 2018

€ 13.748,96 € 663.362,08 € 9.425,98 € 46.987,22 € 2.958,53

Pubblicazione: http://www.ottopermilleluterana.org/resoconti/ e rivista “Miteinander/Insieme”

TOTALI DEI PROGETTI 2018

€ 736.482,77

Totale 8XMille Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Via Aurelia Antica, 391 – 00165 Roma | decanato@chiesaluterana.it | www.chiesaluterana.it

€ 4.456.845,42 Per info: www.ottopermilleluterana.it

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Eröffnung der Ausstellung „70 Jahre ELKI“ anlässlich der CapriWoche „Kirche und Kultur“ in der EvangelischLutherischen Kirche Capri, 2. September 2019 Inaugurazione della Mostra “70 anni CELI” in occasione della settimana caprense “Chiesa e cultura” nella chiesa evangelica luterana di Capri, 2 settembre 2019

CELI|ELKI Chiesa Evangelica Luterana in Italia | Evangelisch-Lutherische Kirche in Italien www.chiesaluterana.it - decanato@chiesaluterana.it Facebook:www.facebook.com/ChiesaEvangelicaLuteranaInItalia Instagram: www.instagram.com/chiesaevangelicaluterana Pressebeauftragte | Responsabile stampa Nicole Dominique Steiner press@chiesaluterana.it Radio Culto evangelico | Evangelische Andacht (in italiano / in Italienisch) RAI RaiUno la domenica mattina alle 6.35 | Sonntag Morgen um 6.35 Per riascoltare le trasmissioni | Zum Wiederabhören: www.fedevangelica.it/servizi/ssrtvo31.asp TV | Fernsehen Protestantesimo (in italiano / in Italienisch) RAI TV RaiDue, ogni 15 giorni, la domenica alle ore 8.00 circa con repliche il lunedì alle ore 01.10 circa e la domenica successiva alle ore 00.30 circa | Jeden zweiten Sonntag um 8.00 Uhr circa mit Wiederholung am Montag um 01.10 Uhr circa und am darauffolgenden Sonntag um 00.30 Uhr circa www.protestantesimo.rai.it

APPUNTAMENTI | TERMINE 25.-27.10.2019 Napoli | Neapel Seminario Rete delle Donne | Seminar Frauennetzwerk www.chiesaluterana.it

Von links: Riccardo Bachrach, Präsident der lutherischen Gemeinde Neapel; Marino Lembo, Bürgermeister von Capri; Wolfgang Prader, Vizepräsident der Synode der ELKI Da sinistra: Riccardo Bachrach, presidente della Comunità luterana di Napoli; Marino Lembo, sindaco di Capri; Wolfgang Prader, vicepresidente del Sinodo della CELI

30.04.-03.05.2020 Castellammare di Stabia Sinodo della CELI | Synode der ELKI


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