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71. Jahrgang|Anno 2020|Nr. 1
Glaube in unterschiedlichen Lebensaltern La fede nelle diverse età della vita
MITEINANDER
INSIEME
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PFARRERSWORT Glaube und glauben
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GLAUBE IN UNTERSCHIEDLICHEN LEBENSALTERN
4 Einer, der Viele ist 7 Vom lieben Gott zu Gott 10 Altersstruktur im Wandel
LA FEDE NELLE DIVERSE ETÀ DELLA VITA
DER THEOLOGE ANTWORTET
IL TEOLOGO RISPONDE
12 Fede in età avanzata?
ZEUGNISSE Ein Glaube auf dem Weg Mein Glaube durch die Zeit Erfahrungen eines Sonntagschullehrers Gläubig Ja. Aber… Glaube im Seniorenalter Seelsorge im Krankenhaus
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AUS DER ELKI
26 Sostenibilità nella CELI
TERMINE ELKI-Reise 2020 nach Österreich Weltgebetstag Einberufung zur Synode 2020 Seminar des Frauennetzwerkes
Miteinander ist das Organ der «Evangelisch-Lutherischen Kirche in Italien»
TESTIMONIANZE Una fede in cammino La mia fede nel corso del tempo Le esperienze di un monitore Credente sì. Ma… La fede in età avanzata L’accompagnamento pastorale in ospedale DALLA CELI
26 Nachhaltigkeit in der ELKI 28 29 30 31
SALUTO DEL PASTORE Fede e aver fede
4 Uno che è molti 7 Da buon Dio a Dio 10 La struttura per età sta cambiando
12 Glaube im Alter? 13 16 19 21 23 25
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Indice
Inhalt 3
p. 21
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Via Aurelia Antica, 391 - 00165 Roma Tel. 06 66 03 01 04 - Fax 06 66 01 79 93 E-Mail: decanato@chiesaluterana.it Herausgeber • Editore: Konsistorium/Concistoro (Cordelia Vitiello)
Insieme è l’organo della «Chiesa Evangelica Luterana in Italia»
Verantwortlicher Direktor • Direttore responsabile: Christiane Schröder-Werth
mit Geschäftssitz im Dekanat in Rom • con sede legale a Roma nel Decanato
Chefredakteurin • Capo redattrice: Christiane Groeben
APPUNTAMENTI Viaggio CELI 2020 in Austria Giornata mondiale di preghiera Convocazione Sinodo 2020 Seminario della rete delle donne
Redaktion • Redazione: Pfarrer/Pastore Michael Jäger (Theologe/teologo), Caroline von der Tann, Nicole Dominique Steiner, Roberto Tresoldi, Margherita Groeben, Dekanat/decanato (Layout), Cecilia Bazzini (Graphik/grafica)
Auflage • Tiratura: 2.600 - n. 1 2020 Autor. Trib. Bolzano 26/11/1968, n° 39/49
Spenden für die Zeitschrift •Offerte per la rivista: «ELKI / CELI – Miteinander / Insieme» c/c bancario in Italia: Banca Prossima IBAN IT 96 A 03359 01600 100000061391 E-mail: miteinander@chiesaluterana.it / BIC: BCITITMX insieme@chiesaluterana.it Verwendungszweck/causale: Druck • Stampa: A. Weger, Bressanone – Brixen Miteinander/Insieme.
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Pfarrerswort | Saluto del Pastore 3
Glaube und glauben
Fede e aver fede
Das Leben der Menschen hat drei große Phasen: die erste gehört ihm/ihr selber, die zweite den Mitmenschen, die dritte Gott. (Quelle unbekannt)
La vita dell’uomo ha tre grandi fasi: la prima appartiene a se stesso, la seconda agli altri e la terza a Dio. (Fonte sconosciuta)
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as verstehen Sie liebe Leserin, lieber Leser, unter Glaube und glauben? Ich habe das Wort bewusst einmal als Hauptwort und einmal als Verbum verwendet; darin liegt meines Erachtens ein wichtiger Unterschied für das Verständnis dessen, was wir unter Glaube/glauben in den verschiedenen Phasen unseres Lebens verstehen. Glaube ist mehr das, was wir gemeinsam als Kirche(n) vom Wort Gottes ableiten und als unverzichtbaren Bezugspunkt, als das, was uns gemeinsam ist und zusammenhält, annehmen; glauben ist mehr der Glaube des/r Einzelnen, der Glaubensakt. Die Protestantische Tradition und Theologie beschäftigt sich vor allem mit dem Glauben des Einzelnen und mit dem Akt des Glaubens. Diese in den verschiedenen Lebensphasen zu betrachten finde ich sehr spannend: Glaube als Orientierung im Leben, als Horizont auf den wir uns hinbewegen, als Platzhalter für ein ‚mehr als alles‘ (D. Sölle) wird in modernen Zeiten immer wichtiger. Wir werden heute mehr und mehr von der Wirtschaft, vom Machbaren und vom Materiellen bestimmt. Glauben an etwas, was über diese Grundeinstellungen der Gesellschaft hinausragt, wird immer wichtiger; nicht nur, weil dieser Akt eine unersetzbar kostbare Strategie der Lebensgestaltung und der Lebensbewältigung darstellt, sondern vor allem, weil er uns zu Menschen macht. Glauben heißt also das, was an Glaubenswissen und Glaubenserfahrung da ist, auf unser konkretes Leben zu übertragen oder besser noch mit unserem Erleben zu deuten und zu verstehen. Wie wichtig glauben als menschliche Fähigkeit für die Entwicklung eines guten und reifen Lebensverlaufes ist, ist lange bekannt: glauben hilft leben. Natürlich muss und kann der Anreger für befreiendes Glauben nur ein offener, menschenfreundlicher und positiver Impuls sein. Leider gibt es in allen christlichen Kirchen und wohl in allen Religionen die Erinnerung daran, dass Glaube als Steuerung von außen und oben, als Moralfinger, missbraucht wurde. Befreiendes und entlastendes Glauben hilft leben. Wer in den verschiedenen Phasen und Herausforderungen des Lebens um ein ‚mehr als alles‘ weiß, hat eine wichtige Quelle, Leben gut zu gestalten, Krisen zu bewältigen und seinem Leben einen Sinn und eine Richtung zu geben. Dr. Georg Reider, Pfarrer Verona-Gardone
ara lettrice, caro lettore, cosa intende per fede/avere fede? Ho utilizzato apposta il termine una volta come sostantivo e l’altra come verbo; perché a mio avviso vi è un’importante differenza nel come interpretiamo la fede/avere fede nelle diverse fasi della nostra vita. La fede è più ciò che insieme facciamo derivare come Chiesa(e) dalla Parola di Dio e prendiamo come punto di riferimento irrinunciabile, piuttosto che ciò che ci accomuna e ci tiene uniti; avere fede significa più la fede del singolo, l’atto di fede. La tradizione e la teologia protestante si occupano soprattutto della fede del singolo e dell’atto della fede. Osservare la fede nelle diverse fasi della vita lo trovo molto avvincente: la fede come orientamento nella vita, come orizzonte verso il quale ci dirigiamo, come segnaposto per qualcosa che è ‘più di tutto’ (D. Sölle) diventa sempre più importante nei tempi moderni. Oggi veniamo sempre più definiti dall’economia, dal fattibile e dal materiale. Avere fede in qualcosa che vada al di là di questi atteggiamenti di base della società, diventa sempre più importante; non solo perché questo atto rappresenta un’insostituibile e preziosa strategia nel gestire e far fronte alla nostra vita ma soprattutto perché ci rende umani. Avere fede significa quindi trasmettere le nostre conoscenze ed esperienze di fede nella vita concreta o ancora meglio interpretarle e capirle attraverso la nostra esperienza. Quanto sia importante avere fede come capacità umana di sviluppare un percorso di vita buono e maturo è noto da tempo: avere fede aiuta a vivere. Naturalmente lo stimolo per una fede liberatrice deve e può essere solo un impulso aperto, umanitario e positivo. Purtroppo in tutte le Chiese cristiane e in tutte le religioni resta il ricordo di una fede abusata, imposta dall’esterno e dall’alto, come un indice puntato moralizzante. Una fede liberatrice e che alleggerisce aiuta a vivere. Chi nelle diverse fasi e sfide della vita sa un po’‚più di tutto‘, ha una fonte importante per gestirsi bene la vita, superare le crisi e dare un senso e un orientamento alla sua vita. Dr. Georg Reider, pastore di Verona-Gardone Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
Einer, der viele ist Uno che è molti Über das Göttliche in der Theorie des Yoga Sul divino nella teoria dello yoga
I
n den Gassen der Quartieri Spagnoli, im Herzen von Neapel, bin ich auf dem Weg zum Unterricht der Yoga Theorie. Rechts wohnen in einem kleinen Basso mehrere Sri Lankesen, ihre Schlafstätten übereinandergestapelt in Stockwerkbetten. Daneben ein kleiner katholischer Männerverein; unter einem Bildnis der Madonna dell’Arco spielen sie Karten, der Qualm der abgelegten Zigaretten steigt aus dem vollen Aschenbecher. Gegenüber an der Hauswand prangt ein großer Madonnen Altar mit Marmor Intarsien, geschmückt mit ölig verstaubten Plastikblumen. Ein Moped rast vorbei. Bunte Mülltonnen stehen auf dem schwarzen Lavasteinpflaster. Aus einer geöffneten Türe blickt eine Frau in ihrem Frottee Hausanzug auf die Straße und raucht. „Gott ist Einer, aber auch Viele. Warum macht er das, dass das Eine als Vieles erscheint? Es ist sein kosmisches Spiel, ein Spiel der Beziehungen. Wenn Du das Absolute bist, das Ganze, Alles, was für ein Spiel spielst Du dann? Das wäre doch langweilig! Also wirst Du Einer und Viele. Es geht um Beziehung.“ Das würde Rosaria sagen im Angesicht dieser verstörenden und wunderbaren Vielfalt des Lebens. Rosaria ist meine Yogalehrerin. Neben den regelmäßigen physischen Übungen, den Asanas, treffen wir uns alle paar Wochen zum Studium grundlegender Texte des Yoga. Ich klingele. „Bist Du es?“ Rosaria findet es blöd zu fragen „Wer bist Du?“, weil man auf diese
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ei vicoli dei Quartieri Spagnoli, nel cuore di Napoli, mi sto incamminando per andare alla lezione teorica sullo yoga. A destra in un piccolo basso vive una comunità dello Sri Lanka, con i loro dormitori accatastati uno sopra l’altro in letti a castello. Accanto c’è una piccola associazione maschile cattolica dove giocano a carte sotto un’immagine della Madonna dell’Arco; il fumo denso delle sigarette sale dal portacenere pieno. Di fronte alla parete della casa campeggia un grande altare della Madonna decorato con intarsi di marmo e fiori di plastica unti e impolverati. Un motorino vi sfreccia davanti. Bidoni delle immondizie colorati risaltano sul selciato nero in pietra lavica. Da una porta aperta una donna nel suo vestito da casa in spugna guarda verso la strada e fuma. “Dio è uno, ma anche molti. Perché fa apparire l’uno come molti? Il suo è un gioco cosmico, un gioco delle relazioni. Quando sei l’assoluto, il tutto, a che gioco giochi allora? Sarebbe noioso! Quindi diventi uno e molti. Si tratta di relazioni”. Questo direbbe Rosaria in considerazione di questa inquietante e meravigliosa molteplicità della vita. Rosaria è la mia insegnante di yoga. Oltre ai regolari esercizi fisici, le cosiddette asana, ci incontriamo ogni qualche settimana per studiare dei testi fondamentali dello yoga. Suono al suo citofono. “Sei tu?” Rosaria trova che sia stupido chiedere “Chi sei?” Perché a questa domanda difficile – chi sei? – a suo avviso non si può rispondere in ma-
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schwierige Frage – wer bist Du? – ihrer Meinung nach nicht ernsthaft antworten kann. Ich klettere die engen Marmortreppen hoch in den zweiten oder dritten Stock. Es ist immer ein Stockwerk länger, als ich denke. Heute sprechen wir über Spiritualität in den verschiedenen Altersstufen. Rosaria ist etwas über 60, klein und drahtig, Großmutter, Anarchistin, Mick Jagger Fan. Neben mir sitzen Laura, Mitte Dreißig, als Statistikerin mit Gott über das in jeder Statistikformel einzukalkulierende, aber gleichzeitig unkalkulierbare Element Epsilon „“ bestens vertraut, und Filiberto, der eigentlich Claudio heißt, sich aber Filiberto nennt, seit die Eltern den unerträglichen Sohn im Institut Filiberto zu einem anständigen jungen Mann erziehen lassen wollten. Bei den Theoriestunden sind wir selten mehr. Zu den Asanas aber haben wir uns schon zu 17 gestapelt, davon zwei in der Küche neben den Töpfen, zwei im Entree. Plus drei große Katzen. „Mit den Jahren wird Dir irgendwann klar, dass Du sterben musst. Also mit 60 stellst Du Dir Fragen. Wenn Du ein junger Mensch bist, geht der Tod Dich ja normaler Weise nichts an, aber irgendwann musst Du Dich mit diesen Fragen dann doch auseinandersetzen.“ Rosaria blickt uns mit ihren blauen Augen unter der ergrauten Löwenmähne durchdringend an. Sie ist sehr ernsthaft und sehr witzig. Sehr streng und sehr anarchistisch. Eine, aber Viele. Wie werden die verschiedenen Lebensstufen im Yoga gesehen? Vereinfacht gesagt geht man davon aus, dass es 4 Lebensphasen gibt, die jeweils etwa 25 Jahre dauern. Der junge Mensch bildet sich aus, gründet und lebt dann in einer Familie, zieht sich in der zweiten Lebenshälfte als gereifter Mensch von der Welt zurück und widmet sich in der vierten Phase ganz der Spiritualität. Yoga ist im Westen hauptsächlich als eine Art Gymnastik bekannt. Dabei ist die Gymnastik, die Asanas also, nur ein kleiner Teil des spirituellen Weges, der dem Menschen ermöglichen soll, mit sich und seiner Umwelt und dem Göttlichen in Einklang zu leben. Dabei spielt es keine Rolle, ob oder welche Religion der Yoga Student praktiziert. Der Begriff Yoga kommt aus einem Sanskrit Wort, das „vereinigen“ bedeutet. Alles ist Eines im ewigen kosmischen Spiel: Die Sri Lankesen im Basso, die Männer im katholischen Männerverein, die anarchistische Großmutter Rosaria und Claudio aus dem Institut Filiberto. Viele Mensch gewordenen Gedanken des Einen Gottes.
niera seria. Mi arrampico su per le strette scale di marmo fino al secondo o al terzo piano. È sempre un piano più su di quanto pensi. Oggi parliamo di spiritualità nelle diverse fasce d’età. Rosaria ha poco più di 60 anni, minuta e muscolosa, nonna, anarchica, fan di Mick Jagger. Accanto a me fra gli altri allievi c’è anche Laura, sulla trentina, come esperta di statistica ha grande familiarità con Dio attraverso l’elemento epsilon “” che deve essere calcolato in ogni formula di statistica ma che è allo stesso tempo elemento incalcolabile. E Filiberto, che in realtà si chiama Claudio, ma si fa chiamare Filiberto da quando i suoi genitori hanno deciso di mandare il loro figlio insopportabile nell’Istituto Filiberto per farlo educare come un giovane ammodo. Durante le ore di teoria non siamo spesso più di tre persone. Per le asana invece ci siamo già ammucchiati anche in 17, di cui due in cucina vicino alle pentole, due in ingresso. Più tre grandi gatti. “Con gli anni prima o poi ti risulta chiaro, che devi morire. Quindi a 60 ti poni delle domande. Quando sei giovane la morte normalmente non ti riguarda, ma prima o poi devi affrontare queste domande”. Rosaria ci osserva in maniera penetrante con i suoi occhi blu sotto la capigliatura incanutita. È molto seria e molto spiritosa. Molto rigida e molto anarchica. Una, ma molte. Come vengono viste le diverse fasi della vita nello yoga? Spiegato in maniera semplice si presuppone che esistano 4 fasi della vita che durano all’incirca 25 anni. Il giovane si forma, fonda e vive in una famiglia, nella seconda metà della vita come persona matura si ritira dal mondo e nella quarta fase si dedica completamente alla spiritualità. Lo yoga in occidente è conosciuto soprattutto come un tipo di ginnastica. La ginnastica tuttavia, le asana quindi, sono solo una piccola parte della via spirituale, che deve permettere all’uomo di vivere in armonia con il suo ambiente e con il divino. Non ha nessuna importanza se o quale religione pratichi lo studente di yoga. Il termine yoga viene dal termine sanscrito che significa “unire”. Tutto è uno nell’eterno gioco cosmico: le persone dello Sri Lanka nel basso napoletano, gli uomini nell’associazione maschile cattolica, la nonna anarchica Rosaria e Claudio dell’istituto Filiberto. Molti pensieri del Dio unico divenuti persone. “Ashtanga Yoga” è sanscrito e significa l’ottuplice via del-
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Rosaria Salvagno
Nicht zufälliger Weise spiegeln diese Stufen des „achtfachen Weges“ des Yoga die natürlichen Entwicklungsstadien des Menschen Non è un caso che questi livelli dell’“ottuplice via” dello yoga riflettono gli stadi evolutivi naturali delle persone
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Glaube in unterschiedlichen Lebensaltern | La fede nelle diverse età della vita
Textstudium bei Rosaria Studio dei testi da Rosaria
„Vor allem der Schmerz bringt die Menschen der Spiritualität näher“ “Soprattutto il dolore avvicina le persone alla spiritualità”
„Ashtanga Yoga“ ist Sanskrit und bedeutet der achtfache Weg des Yoga. Was heißt das? Es gibt acht Stufen auf denen sich der Yoga Praktizierende immer mehr dem Ziel der maximalen inneren Freiheit und spirituellen Vollkommenheit annähert. Am Anfang des Weges stehen das Befolgen ethischer und moralischer Prinzipien, Yama und Niyama genannt, in etwa den 10 Geboten des Christentums vergleichbar. Dann kommen die Asanas, das ist das in der westlichen Kultur bekannte „Yoga“. Die nächsten Stufen sind Atemübungen, Konzentrations- und Mediationsübungen, um am Ende „Samadhi“ zu erreichen, das Stadium der vollkommenen Einheit und Gnade. Auch hier wieder: Nicht zufälliger Weise spiegeln diese Stufen des „achtfachen Weges“ des Yoga die natürlichen Entwicklungsstadien des Menschen. Während der erste Lebensabschnitt materiell und physisch geprägt ist, in der Mitte des Lebens geistige Interessen mehr in den Vordergrund treten, werden Spiritualität und Präsenz des ätherischen Körpers stärker, während der physische Körper beginnt zu verfallen. Im Tod trennen sich endgültig Materie und Geist. Der physische Körper verfällt, während der Geist wieder in das große Ganze eingeht. „Vor allem der Schmerz bringt die Menschen der Spiritualität näher,“ sagt Laura, „Diese gibt Dir Werkzeuge, mit Leid besser umzugehen.“ Eine schwarz-weiß gefleckte Katze huscht mit einem Satz an uns vorbei. „Ich dagegen lebe Spiritualität mehr in der Realität,“ sagt Filiberto. „Also in dem Sinne, mir ist klar, dass ich eines Tages meinen Körper verlassen muss, also versuche ich über die Spiritualität heute und jetzt besser zu leben.“ Zum Ende der Stunde erklärt uns Rosaria noch mal das Wesen der Spiritualität. „Als Deine Seele Körper geworden ist, hat sie ihre göttliche Seele vergessen und sich mit dem Körper, dem Geist und dem Leben identifiziert, in dem Glauben, dass das alles wäre. Diese einseitige Identifizierung aber ist illusorisch, denn Du bist nicht nur Körper, Geist und Leben. Diese sind zwar real, es sind keine leeren Formeln, aber sie sind in Wirklichkeit Ausdruck des Göttlichen, welches als Viele erscheint, obwohl es Eines ist. Das geschieht aus Freude am kosmischen Spiel, ein Spiel der Beziehungen. Deswegen versuche, Dein göttliches Ich zu verwirklichen und es in allen anderen Lebewesen wahrzunehmen. Denn Leben und Lebensfreude sind ein und dieselbe Sache.“ Caroline von der Tann
lo yoga. Cosa vuol dire? Ci sono otto livelli, otto passi per così dire in cui il praticante dello yoga si avvicina sempre più all’obiettivo della massima libertà interiore e perfezione spirituale. All’inizio della via vanno seguiti i principi etici e morali, chiamati yama e niyama, paragonabili in qualche modo ai 10 comandamenti del Cristianesimo. Poi vengono le asana, lo “yoga” conosciuto nella cultura occidentale. I prossimi livelli sono esercizi di respirazione, esercizi di concentrazione e meditazione, per raggiungere alla fine “samadhi”, lo stadio dell’unità e della grazia. Anche qui nuovamente: non è un caso che questi livelli dell’“ottuplice via” dello yoga riflettono gli stadi evolutivi naturali delle persone. Mentre la prima fase della vita è caratterizzata dalla materialità e dalla fisicità, verso la metà della vita passano in primo piano gli interessi spirituali, la spiritualità e la presenza del corpo eterico diventano più forti, mentre il corpo fisico inizia a decadere. Nella morte la materia e lo spirito si dividono definitivamente. Il corpo fisico decade, mentre lo spirito ritorna nel grande tutto. “Soprattutto il dolore avvicina le persone alla spiritualità,” dice Laura, “questa ti da gli strumenti per affrontare meglio il dolore”. Un gatto a macchie bianche e nere fa un balzo vicino a noi. “Io invece vivo la spiritualità più nella realtà”, dice Filiberto.“Quindi nel senso che mi è chiaro che un giorno dovrò lasciare il mio corpo, pertanto attraverso la spiritualità cerco di vivere meglio oggi e ora”. Al termine della lezione Rosaria ci spiega ancora una volta l’essenza della spiritualità a cui ci avviciniamo sempre più nel corso della nostra vita. “Quando la tua anima è diventata corpo; ha scordato la sua anima divina e l’ha identificata con il corpo, lo spirito e la vita credendo che questo fosse tutto. Questa identificazione unilaterale tuttavia è illusoria, perché tu non sei solo corpo, spirito e vita. Questi sono certamente reali e non sono delle formule vuote, ma in verità sono l’espressione del divino che appare come molti, anche se è uno. Questo accade per il piacere del gioco cosmico, un gioco di relazioni. Per questo cerca di realizzare il tuo Io divino e percepirlo in tutti gli altri esseri viventi. Perché la vita e la gioia di vivere sono una cosa sola”. Caroline von der Tann Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
Glaube in unterschiedlichen Lebensaltern | La fede nelle diverse età della vita
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Vom lieben Gott zu Gott Erwachsenwerdung
Dal buon Dio a Dio Diventare adulti
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laube ist nicht gleich Glaube. Er verändert sich im Laufe des Lebens, geht verloren. Wird gesucht oder verworfen. Wieder gefunden. Wächst und reift mit uns. Und riskiert in allen Lebensmomenten. Er kann kindlich naiv sein, tief und reflektiert, oberflächlich, zweckgebunden. Er kann ganz unterschiedlich gelebt werden. Im Rahmen einer Konfession und Kirche, aber auch unabhängig davon als ethische oder auch politische Überzeugung. Als Mitglied einer Gemeinschaft oder als aktiver Part, als Freiwilliger oder mit Verantwortung im pastoralen Amt. Es gibt den Gewohnheits-Glauben, den Volksglauben, den individuellen Glauben. Glaube an Gott oder Glaube an Werte, die letztendlich Gott bedeuten, Glaube, der von Menschen und ihrem Beispiel beeinflusst ist und eben den Kinderglauben. Kinder haben einen naiven und zauberhaften Zugang zu Religion und Gott. Kinder, jedenfalls die Mehrzahl der Kinder, die getauft sind und in einer christlich orientierten Familie aufwachsen, leben den Glauben in einer fast märchenhaften, magischen Sphäre. Sie glauben an einen lieben Gott, der im Himmel wohnt und auf uns aufpasst, uns behütet. Einen lieben alten Mann, der ein wenig aussieht wie der Weihnachtsmann, den ich um alles bitten kann. Dass die Schularbeit gut geht. Dass das Christkind auch wirklich die Puppe bringt, die ich mir schon so lange wünsche. Dass ich beim Malwettbewerb gewinne. Dass Mama und Papa nicht so viel streiten. Dass er mich wieder gesund macht. Dass Anna mich zu ihrem Geburtstagsfest einlädt. Dass es Opa im Himmel gut geht.
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gni fede è diversa. Cambia nel corso della vita, viene perduta. Viene cercata o ripudiata. Ritrovata. Cresce e matura con noi. Rischia in tutti i momenti della vita. Può essere ingenuamente infantile, profonda e riflessiva, superficiale, legata a un obiettivo specifico. Può essere vissuta in modo molto diverso. Nel contesto di una confessione e di una Chiesa, ma anche indipendentemente come una convinzione etica o anche politica. Come membro di una comunità o come parte attiva, come volontario o con la responsabilità del ministero pastorale. Esiste la fede di abitudine, la fede popolare, la fede individuale. La fede in Dio o la fede in valori che in ultima analisi significano Dio, la fede che viene influenzata dalle persone e dal loro esempio e appunto la fede infantile. I bambini hanno un accesso ingenuo e magico a Dio e alla religione. I bambini, o perlomeno la maggioranza di loro che sono battezzati e crescono in una famiglia di orientamento cristiano, vivono la fede in una sfera quasi fiabesca, magica. Credono nel buon Dio che vive in cielo, che si prende cura di noi e ci protegge. Un vecchio signore amorevole, che assomiglia un po‘ a Babbo Natale, e a cui posso chiedere tutto. Che il compito in classe vada bene. Che il Bambino Gesù mi porti quella bambola che desidero da tanto tempo. Che vinca alla gara di disegno. Che mamma e papà litighino meno. Che mi guarisca. Che Anna mi inviti alla sua festa di com-
Der „liebe Gott“ mit Rauschebart. Michelangelo, Die Erschaffung Adams (Detail), um 1511. Sixtinische Kapelle, Rom Il “buon Dio” con la folta barba. Michelangelo, La creazione di Adamo (particolare), intorno al 1511. Cappella Sistina, Roma
Kinder haben einen naiven und zauberhaften Zugang zu Gott I bambini hanno un accesso ingenuo e magico a Dio
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Glaube in unterschiedlichen Lebensaltern | La fede nelle diverse età della vita
Auch die Kirche muss sich auf den Zugang der Kinder einstellen
Anche la Chiesa deve adeguarsi all’approccio dei bambini
Gleichzeitig bin ich mir als Kind auch sicher, dass der liebe Gott mich nicht nur beschützt, sondern dass er mich auch kontrolliert. Nichts entgeht ihm, keine Lüge, kein Schubsen auf dem Schulhof. Kein Petzen. Wenn ich also möchte, dass er etwas für mich tut, muss ich mich gut benehmen. Die Geschichten der Bibel haben für viele Kinder einen ähnlichen Stellenwert wie Märchen, stimulieren ihre Phantasie. Gleichzeitig ist der Glaube mit Ritualen verbunden, die sich immer wiederholen. Jeden Abend die gleiche Sequenz an Gebeten vor dem Einschlafen zu beten, ist ein Ritual, das Sicherheit gibt und gegen Ängste wirkt. Auf Du und Du mit meinem Gott. Ein Vaterunser, ein auswendig gelerntes, „Lieber Gott mach mich fromm, dass ich in den Himmel komm“ und dann ein persönliches Gebet, in dem ich den lieben Gott um alles bitten kann, ihm alles anvertrauen kann, was mir auf dem Herzen liegt. Der liebe Gott freut sich, wenn ich brav bin, wenn ich schön singe, wenn ich im Kindergottesdienst oder in meinem Religionsheft schöne Bilder male. Auch die Kirche muss sich auf den Zugang der Kinder einstellen und tut dies heute ja auch. Wenn Kinder während der Predigt den Kirchenraum verlassen können, um sich spielerisch mit den Bibeltexten des jeweiligen Sonntags auseinanderzusetzen, werden sie ein positiveres Bild mit nachhause nehmen, als wenn sie sich während der Predigt langweilen, weil sie nichts verstehen. Viele Eltern fördern diese magische Komponente und gestalten die religiösen Anlässe im Jahr dementsprechend, vor allem den Advent und Weihnachten. Der Brief an das Christkind oder an den Weihnachtsmann wird am Abend auf die Fensterbank gelegt und fehlt am nächsten Morgen… Der Nikolaus und das Christkind bzw. der Weihnachtsmann bringen auf wundersame Weise Geschenke und bleiben dabei aber (meist) unsichtbar. Ebenso wie der liebe Gott oder der Schutzengel. Auch wenn viele Kinder eine sehr bildliche Vorstellung von beiden haben. Wiederkehrende Rituale vermitteln Kindern Sicherheit und (Vor)Freude, so auch der Heiligabend, der in den meisten Familien seinen vorbestimmten Ablauf hat. Auch das ein Ritual, das mit Sicherheit und (Vor)Freude verbunden ist, ebenso wie mit einer “zauberhaften” Komponente. Ein Ritual, das positive Erinnerungen schafft. Früher war es selbstverständlich, dass Kindern Religion und Glaube auf diese Weise nähergebracht wurden. Heu-
pleanno. Che il nonno che sta in cielo stia bene. Allo stesso tempo da bambino sono anche sicuro che il buon Dio non solo mi protegga ma che mi controlli anche. Non gli sfugge niente, nessuna bugia, nessuna spinta nel cortile della scuola. Nessuna spiata. Se voglio quindi che faccia qualcosa per me, mi devo comportare bene. Le storie della Bibbia per molti bambini hanno un valore simile a quello delle favole, stimolano la loro fantasia. Allo stesso tempo la fede è legata a rituali che si ripetono sempre. Recitare ogni sera la stessa sequenza di preghiere prima di addormentarsi è un rituale che ci da sicurezza ed è efficace contro le nostre paure. A tu per tu con il tuo Dio. Un Padre nostro, un “Buon Dio, fammi diventare devoto, in modo che tu possa un giorno accogliermi nel tuo Regno celeste” imparato a memoria e poi una preghiera personale, in cui posso chiedere tutto al buon Dio, posso affidargli tutto ciò che mi sta a cuore. Il buon Dio è contento quando faccio il bravo, quando canto bene, quando faccio dei bei disegni durante il culto per i bambini o nei miei quaderni di religione. Anche la Chiesa deve adeguarsi all’approccio dei bambini e infatti oggi lo fa. Se i bambini possono lasciare la chiesa durante la predica, per confrontarsi in maniera giocosa con i testi della Bibbia di quella domenica, porteranno a casa un’immagine più positiva, che restando a seguire la predica annoiandosi, perché non capiscono niente. Molti genitori promuovono questa componente magica e organizzano gli eventi religiosi dell’anno in tal modo, soprattutto l’Avvento e il Natale. La lettera al Bambino Gesù o a Babbo Natale viene messa la sera sul davanzale e la mattina dopo è scomparsa… San Nicola e il Bambino Gesù o Babbo Natale portano i doni in maniera miracolosa e rimangono (il più delle volte) invisibili. Così come il buon Dio o l’Angelo custode. Anche se molti bambini si sono fatti un’idea piuttosto figurata di entrambi. Rituali ricorrenti trasmettono sicurezza e la gioia (dell’attesa) ai bambini, così anche la Vigilia, che nella maggior parte delle famiglie ha il suo svolgimento predeterminato. Anche questo è un rituale che è legato alla sicurezza e alla gioia (dell’attesa), così come a una componente “magica”. Un rituale che crea dei ricordi positivi. Prima era scontato che la religione e la fede venissero rese accessibili in questo modo ai bambini. Oggi questa fede infantile “ingenua” viene spesso criticata. Se i bambini cre-
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te wird dieser „naive“ Kinderglaube oft kritisiert. Wenn Kinder heranwüchsen und feststellten, dass es kein Christkind gäbe, dass der liebe Gott eben kein gutmütiger alter Mann sei, dass die Welt und was auf ihr passiert, nicht so Gott gelenkt seien, wie sich das ein Kind vorstellt, bzw. wie ihm erzählt wird, sei das ein gravierender Vertrauensbruch. Die Kinder fühlten sich betrogen und verlören dadurch nicht nur das Vertrauen in die Eltern, sondern auch den Zugang zum Glauben. Aber die Welt der Kinder ist in vielen Bereichen von „Wunderbarem“ durchzogen, auch der Glaube. Immer noch. Auch wenn moderne Technik,Tablet und Smartphone oft viel zu früh der Phantasie von Kindern Grenzen setzen, ihren Alltag bestimmen und aus ihnen Erwachsene en miniature machen. Vorstellungen, die außerhalb der Realität, außerhalb der nüchternen Erwachsenenwelt liegen, helfen Kindern, mit Sachverhalten klar zu kommen, die sie sich noch nicht rational erklären oder erarbeiten können. Naivität im positiven Sinne ist eine Charakteristik des Kindseins. Der Glaube in der Kindheit ist mehr noch als im Erwachsenenalter personengebunden. Wenn ich als Kind Menschen, die in Bezug zur Religion stehen, als positiv und authentisch erlebe, wird dies auch meinen eigenen Zugang zu Religion und religiösen Thematiken beeinflussen. Das gleiche gilt umgekehrt für negative Erfahrungen. Wichtig ist, dass die kindliche, naive Gläubigkeit mit dem Erwachsenwerden Schritt hält, dass mit zunehmendem Alter und zunehmender Reife ein Perspektivenwechsel eintritt. Dass der Heranwachsende beginnt, sich Glaubensinhalten auf erwachsene Weise anzunähern. Nur wer seinen Kinderglauben relativieren und durch eine intellektuelle Auseinandersetzung mit den Inhalten des Glaubens, der Bibel ersetzen kann, kann eine erwachsene Beziehung zu Gott und zu religiösen Inhalten aufbauen. Beim Übergang vom Kind zum Erwachsenen kann der Glauben verloren gehen, oder auch nur auf Zeit “auf Eis gelegt werden”. Wenn das Gottesbild der Kindheit durch ein anderes, individuelles, erarbeitetes oder erfahrenes Gottesbild ersetzt werden kann, kann Glaube intensiv gelebt werden. Lebensumstände, Begegnungen, Erfahrungen bewirken Glauben oder auch eine Abkehr davon. Glauben kann durch ethische Werte ersetzt werden oder auch durch Leere… Und hier kommt die Gnade ins Spiel. Nicole Dominique Steiner
scendo constatassero che non esiste il Bambino Gesù, che il buon Dio non è un vecchio signore benevolo, che il mondo e ciò che vi accade non sono così manovrati da Dio, come se lo immagina un bambino o come gli è stato raccontato, sarebbe un grave abuso della loro fiducia. I bambini si sentirebbero traditi e perderebbero così non solo la fiducia nei loro genitori, ma anche l’accesso alla fede. Tuttavia il mondo dei bambini è pervaso dal “meraviglioso” in molti campi, anche in quello della fede. Ancora adesso. Anche se la tecnologia moderna, i tablet e gli smartphone spesso pongono troppo presto dei limiti alla fantasia, determinano la loro vita quotidiana e fanno di loro degli adulti in miniatura. L’immaginazione di cose che sono al di fuori della realtà, al di fuori del mondo concreto degli adulti, aiutano i bambini a venire a capo di circostanze, che non riescono ancora a spiegare o ad elaborare razionalmente. L’ingenuità in senso positivo è una caratteristica dell’essere bambini. La fede nell’infanzia ancora di più che in età adulta è legata alle persone. Se come bambino vedo le persone legate alla religione come positive e autentiche, questo influenzerà anche il mio stesso approccio alla religione e alle tematiche religiose. Lo stesso vale al contrario per le esperienze negative. È importante che la fede infantile e ingenua stia al passo con il diventare adulto, che con il passare degli anni e una maggiore maturità subentri un cambio di prospettiva. Che gli adolescenti inizino ad avvicinarsi ai contenuti della fede in maniera adulta. Solo chi relativizza la sua fede infantile e la sostituisce attraverso un confronto intellettuale con i contenuti della fede e della Bibbia, può costruire una relazione adulta con Dio e con i contenuti religiosi. Nel passaggio dal bambino all’adulto la fede può andare persa o può essere anche solo temporaneamente “congelata”. Se l’immagine del Dio dell’infanzia può essere sostituita con l’immagine individuale, elaborata o conosciuta di un altro Dio, la fede può essere vissuta intensamente. Le circostanze della vita, gli incontri, le esperienze conducono alla fede o a un allontanamento dalla fede. La fede può essere rimpiazzata da valori etici o anche dal vuoto … E qui entra in gioco la grazia. Nicole Dominique Steiner Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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Naivität im positiven Sinne ist eine Charakteristik des Kindseins
L’ingenuità in senso positivo è una caratteristica dell’essere bambini
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Glaube in unterschiedlichen Lebensaltern | La fede nelle diverse età della vita
Altersstruktur im Wandel La struttura per età sta cambiando
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Stefani Scherer
Intergenerationale Solidarität ist, war schon immer und bleibt auch weiterhin ein Stützpfeiler der Gesellschaften La solidarietà intergenerazionale è sempre stata e rimane ancora un pilastro di sostegno per le società
ie sogenannten „entwickelten“ Gesellschaften altern zusehends. Das ist einerseits eine erfreuliche Entwicklung, liegt sie doch auch daran, dass wir zunehmend länger leben. Und darüber hinaus auch zunehmend „gute Jahre“ in Gesundheit und - zumindest bislang noch - relativem Wohlstand gewinnen. Andererseits stellt uns diese Entwicklung aber auch zunehmend vor Herausforderungen. Bevor wir uns diesen zuwenden, soll ein oftmals nicht bedachter Grund für die zunehmende Alterung und auch Überalterung beleuchtet werden: die mangelnde junge Generation. Die Geburtenraten liegen weit unter dem, was für eine stabile Altersstruktur der Gesellschaften nötig wäre, nämlich 2,1 Kinder pro Frau. In manchen Ländern, etwa in Italien, sogar so weit darunter, dass sich die Gesellschaft ohne Zuzug von außen innerhalb der nächsten 50 Jahre halbieren könnte (1,3). Manche schreiben dies der zunehmenden „Individualisierung“ und einem generellen Wertewandel zu Gunsten von selbst-bezogenen und vielleicht auch egoistischen Werten zu. Einem Lebensmodell also, in dem Familie und Kinder mit ihren langfristigen Verbindlichkeiten eher keinen Platz haben. Dieses einfache Bild, ist so aber nicht richtig. Denn Familie und Kinder stehen nach wie vor ganz oben auf der Liste der im Leben wichtigen Dinge. Tatsächlich möchten die Menschen Kinder haben (so um die 2)! Woran liegt es dann, dass diese Kinder nicht geboren werden? Eine Erklärung besteht darin, dass es der jungen Generation an Möglichkeiten und vielleicht auch an Zuversicht fehlt, das „Risiko“ einer so unwiderrufbaren Entscheidung wie die Geburt eines (weiteren) Kindes einzugehen. Vor allem in einem Kontext, in dem diese Geburt mit erhöhten Armutsrisiken und erheblichen Schwierigkeiten für die Erwerbstätigkeit der Frau einhergeht. Es ist das Zusammenkommen dieser beiden Faktoren: höhere Lebenserwartung und sinkende Geburtenzahlen,
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e cosiddette società “sviluppate” invecchiano velocemente. Questo da un lato è uno sviluppo positivo, dato che dipende anche dal fatto che viviamo sempre più a lungo. E inoltre acquisendo anche sempre più “anni buoni” in salute e, almeno finora, godendo di un relativo benessere. Dall’altro tuttavia questo sviluppo ci pone in maniera crescente di fronte a nuove sfide. Prima di dedicarci a queste è necessario illustrare un motivo che spesso non viene considerato per il crescente invecchiamento: la mancanza di una generazione giovane. Il tasso di natalità è molto al di sotto di quello che sarebbe necessario per una struttura per età delle società stabile, vale a dire 2,1 figli per donna. In alcuni paesi, come in Italia, è persino tanto al di sotto, che la società senza un’immigrazione dall’esterno potrebbe dimezzarsi nel corso dei prossimi 50 anni (1,3). Alcuni scrivono che dipende dalla crescente “individualizzazione” e da un cambiamento generale dei valori a favore di valori autoreferenziali e forse anche egoistici. Un modello di vita quindi in cui non c’è più posto per la famiglia e i figli con l’impegno a lungo termine che rappresentano. Quest’immagine così semplice tuttavia non è corretta. Perché la famiglia e i figli continuano a essere molto in alto nella lista delle cose importanti nella vita. In effetti le persone vogliono avere figli (2 all’incirca)! Da cosa dipende allora che non nascano questi figli? Una spiegazione risiede nel fatto che alle giovani generazioni mancano le possibilità e forse anche la fiducia di correre il “rischio” di prendere una decisione così irrevocabile come la nascita di un (ulteriore) bambino. Soprattutto in un contesto in cui questa nascita comporta rischi di povertà maggiori e notevoli difficoltà per l’attività lavorativa della donna. Si tratta del coincidere di questi due fattori: aspettativa di vita maggiore e tassi di natalità in calo, che ren-
Glaube in unterschiedlichen Lebensaltern | La fede nelle diverse età della vita
welche die Gesellschaftssituation so außergewöhnlich macht. Das kann in einer simplen Zahl zusammengefasst werden: dem „Abhängigenquotienten“ bzw. einer seiner Komponenten, dem „Altenquotienten“, der die Anzahl der Älteren (64+) zur Bevölkerung im erwerbsfähigen Alter ins Verhältnis setzt. Nur vordergründig geht es hier nur um wirtschaftliche Abhängigkeit. Im Moment der Abhängigkeit besinnt sich so Mancher zurück auf scheinbar vergessene Werte – auch in unserer säkularisierten Welt. Und: man setzt auf die Solidarität der Familie - zumeist in Form der (Schwieger-)Tochter, und der Gemeinschaft - nicht selten kirchlich organisiert. Intergenerationale Solidarität ist, war schon immer und bleibt auch weiterhin ein Stützpfeiler der Gesellschaften. Nur wird sie mit dem demografischen Wandel strukturell vor eine schwierige Aufgabe gestellt: die immer weniger Jungen müssen sich in den nächsten Jahrzehnten um immer mehr Alte kümmern. Da ist auch Unterstützung von den Institutionen gefragt. Denn die katholische Soziallehre hatte eben nicht Recht mit der Idee, dass ein Wohlfahrtsstaat nur dann einspringen darf, wenn es die Familie nicht mehr alleine schafft, um diese Familien- und Intergenerationale Solidarität nicht zunichte zu machen. Ganz im Gegenteil! Und so bietet sich auch gerade in dieser demografischen Herausforderung Raum für Kirche, als Institution und als Gemeinschaft. Und warum nicht: vielleicht sogar als Quelle der Zuversicht. Stefani Scherer, Trient
dono la situazione sociale così eccezionale. Questo può essere riassunto con una semplice cifra: il “quoziente di dipendenza” o uno dei suoi componenti, il “quoziente di età”, che mette in relazione il numero delle persone più anziane (64+) con la popolazione in età attiva. Soltanto in apparenza si tratta solo di dipendenza economica. Nel momento della dipendenza alcuni si ricordano di valori apparentemente dimenticati, anche nel nostro mondo secolarizzato. Si punta alla solidarietà della famiglia, perlopiù sotto forma della figlia o della nuora, e della comunità, non di rado organizzata dalla Chiesa. La solidarietà intergenerazionale è sempre stata e rimane ancora un pilastro di sostegno per le società. Soltanto che con il cambiamento demografico viene posta strutturalmente davanti a un compito difficile: un numero sempre più esiguo di giovani nei prossimi decenni deve prendersi cura di un numero sempre maggiore di anziani. C’è bisogno anche del sostegno da parte delle istituzioni. Perché la dottrina sociale cattolica non aveva ragione con l’idea che il Welfare State può intervenire soltanto quando la famiglia non ce la fa più da sola, per non distruggere questa solidarietà familiare e intergenerazionale. Tutto il contrario! Pertanto proprio in presenza di questa sfida demografica c’è spazio per la Chiesa, come istituzione e come comunità. E perché no: forse persino come fonte di fiducia. Stefani Scherer, Trento Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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So bietet sich auch gerade in dieser demografischen Herausforderung Raum für Kirche, als Institution und als Gemeinschaft Proprio in presenza di questa sfida demografica c’è spazio per la Chiesa, come istituzione e come comunità
PYRAMIDE DER IN ITALIEN LEBENDEN BEVÖLKERUNG 2017 / 2025 PIRAMIDE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE IN ITALIA 2017 / 2025 “Il futuro demografico del paese”. Report ISTAT, 2018, p. 9 (www.istat.it)
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Der Theologe anwtortet | Il teologo risponde
Glaube im Alter? Gedanken aus der Schnittmenge von „Hans im Glück“ und Margot Käßmann La fede in età avanzata? Riflessioni sulle sovrapposizioni fra “La fortuna di Gianni” e Margot Käßmann
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ein, Glück hatte sie wirklich nicht. Sie war sicher nicht die einzige Autofahrerin, die in dieser Nacht in Hannover oder sonst wo unter Alkoholeinfluss eine rote Ampel überfahren hat, aber sie, Margot Käßmann, wurde erwischt. Zuerst einmal aber zu dem, dessen Glück sprichwörtlich geworden ist, Hans. An was für Ganoven ist der nur geraten? Lässt sich von einem Klumpen Gold, der als Lohn für sieben Jahre Arbeit verständlicherweise beachtlich schwer gewesen sein muss, herunterhandeln auf einen Feldstein! Und ist noch glücklich dabei. Ist das zu fassen? Wie ihm wohl die Mutter erst die Augen hat öffnen müssen. Die Mutter, zur Mutter heimkommen. Sterbenden Menschen ist sie oft sehr präsent. Wenn sie also auch für das Lebensende steht, kann man das Märchen „Hans im Glück“ ebenso als die Beschreibung einer Lebenswanderung lesen. Ein Mensch gewinnt in den verschiedenen Begegnungen, die ihm das Leben bereitet, an Reife, bevor er nach Hause kommt, stirbt. Aber wie kann Hans als gereift oder im Glück gelten, wenn er sich doch nur ein ums andere Mal hat ausnützen lassen? Weil er stets das loslassen konnte, was ihm einst wichtig, aber zwischenzeitlich zur Last geworden war. Beweglich stellt er sich auf die wechselnden Erfordernisse des Lebens ein und hat eine klare Vorstellung von dem, was ihm jetzt, und gerade jetzt hilfreich sein könnte. So kann er „mit leichtem Herzen und frei von aller Last“ schließlich zur Mutter heim „springen“. Man stelle sich das nur einmal vor, am Lebensende sich nicht dem Tod ergeben, sondern in ihn förmlich hinein springen. Es wäre übertrieben, diese völlige Unbeschwertheit genau so Margot Käßmann unterstellen zu wollen. Aber als sie in Bozen ihr neuestes Buch „Schöne Aussichten auf die besten Jahre“ vorgestellt hat, schien sie mir von einer inneren Leichtigkeit durchwebt. Eine Leichtigkeit, mit der sie nun die zahlreichen Zuhörer zu nehmen wusste, die aber erst wohl mit dem ein oder anderen Schicksalsschlag herangereift ist. Jetzt, im Ruhestand, möchte sie „abschiedlich“ leben. In innerer Freiheit das eigene Älter-werden und den bevorstehenden Tod annehmen, dafür auch Vorbereitungen treffen und sich ansonsten gelassen im Vertrauen auf Gottes Treue, dem Leben öffnen. Für diese Lebenskunst könnte man wohl getrost jeden Klumpen Gold einsetzen und mit ihr vermutlich sogar Berge versetzen.
Michael Jäger
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o, proprio non ha avuto fortuna. Non era stata sicuramente l’unica al volante con tasso alcolemico elevato in quella notte a Hannover o da un’altra parte ad aver attraversato il semaforo con il rosso, ma lei, Margot Käßmann, è stata beccata. Prima parliamo però di colui che è diventato sinonimo di fortuna: Gianni. Che tipo di furfanti ha incontrato? Partendo da una pepita d’oro, che aveva ricevuto come premio per i suoi sette anni di lavoro e che doveva essere comprensibilmente molto pesante, ha contrattato fino a ottenere una semplice pietra di campo! Ed è anche felice facendolo. È da non credersi! La madre ha dovuto sicuramente innanzitutto aprirgli gli occhi. La madre, tornare a casa dalla madre. Per le persone che stanno morendo è spesso molto presente. Se la madre rappresenta anche la fine della vita, la favola “La fortuna di Gianni” si può leggere anche come la descrizione del viaggio della vita. Un uomo si arricchisce di maturità grazie ai diversi incontri che la vita gli propone, prima di tornare a casa e morire. Ma come si può ritenere che Gianni sia maturato o fortunato, se si è fatto solo sfruttare ogni volta? Perché ogni volta è riuscito a lasciare andare ciò che prima era importante ma che nel frattempo gli era diventato un peso. Si adatta in maniera mutevole alle diverse necessità della vita e ha una chiara idea di ciò che ora e proprio ora potrebbe essergli d’aiuto. Così “a cuor leggero e libero da ogni carico” può infine “correre saltando” a casa da sua madre. Provate ad immaginarvi al termine della vita di non arrendervi alla morte, ma di correrle incontro saltandoci letteralmente dentro. Sarebbe esagerato voler attribuire questa sua totale spensieratezza a Margot Käßmann. Ma quando ha presentato a Bolzano il suo ultimo libro “Belle prospettive per gli anni migliori” mi è sembrata pervasa da una leggerezza interiore. Una leggerezza con cui ora sapeva coinvolgere i numerosi ascoltatori che sicuramente era maturata attraverso l’uno o l’altro colpo del destino. Ora, in pensione, vuole vivere “congedandosi”, vivere con libertà interiore il proprio invecchiare e accettare la morte, prendere anche dei provvedimenti a riguardo e per il resto aprirsi alla vita in maniera rilassata, confidando nella fedeltà di Dio. Per quest’arte di vivere si potrebbe tranquillamente impegnare qualsiasi pepita d’oro e probabilmente persino spostare delle montagne insieme a lei. Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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Ein Glaube auf dem Weg Una fede in cammino M
eine ersten Glaubenserfahrungen sind mit Licht verbunden. Einem Licht mit immer neuen Schattierungen, das durch Quarzkristalle gebrochen wurde, die auf dem Tisch eines Missionspaters herumlagen. Dieser Missionar verkaufte in einem Bergdorf im Sommer Quarzkristalle, die aus den Tälern von Bergamo oder direkt aus den Missionen kamen. In meiner Vorstellung beleuchtete das Licht der Kristalle die Erlebnisse der Missionare in Afrika oder Lateinamerika, die der ältere Priester mit vielen Details ausgeschmückt erzählte: Das Leben von Männern, die mir Helden schienen, die zu unglaublichen Taten fähig waren, um Krankheiten, Armut, Hunger und Unwissenheit zu bekämpfen. Im Namen Christi. Der Pater hatte mir auch ein Comic-Buch für Kinder gegeben. Darin wurde eine Vision des Christentums dargestellt, bei der der Dienst an den Anderen und der Aufopferungsgeist im Mittelpunkt standen. Deshalb waren auch die Nonnen im Kindergarten nicht überrascht, als ich ihnen mit fünf Jahren sagte, dass ich Priester werden wollte. Die Jahre vergingen und mit ihnen änderten sich meine Ansichten. Erst besuchte ich die Mittelschule, dann das Gymnasium, wo ich von den Lehrern der naturwissenschaftlichen Fächer und Geschichte beeinflusst wurde. Sie führten mich an eine positivistische und darwinistische Denkweise heran. Das Interesse an Religion kühlte immer mehr ab. Fragen über Gott waren weniger religiösen Themen gewichen. Ich wurde agnostisch und lebte eigentlich so, als gäbe es Gott nicht. Dennoch habe ich mich für die katholische Universität Mailand entschieden, wo ich die Gelegenheit hatte, mich mit den (Pflicht-)Fächern Theologie und verwandten Fächern wie Hebräisch und vergleichende semitische Sprachen, Einführung in die Bibel und Fundamentalmoral zu beschäftigen. Der direkte Kontakt mit der Heiligen Schrift ließ mein Interesse an Gott und dem Christentum blitzartig wiederaufleben. Dann geschah etwas völlig Unerwartetes: Ich verliebte mich in Gott und vor allem in das Bild von ihm, das uns Jesus Christus hinterlassen hat. Das geschah ganz plötzlich: Am Tag zuvor noch glaubte ich nicht wirklich an Gott und einen Tag
Dies ist die Geschichte eines jungen Katholiken, der im Laufe seines Lebens Agnostiker, orthodoxer Priester und schließlich lutherischer Prädikant wird Questa è la storia di un giovane cattolico che, col passar del tempo, diventa agnostico, presbitero ortodosso e, alla fine, predicatore laico luterano
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Mit den Kindern des Katechismus. Orthodoxe Kirche, Cárdenas (Cuba), 2009 Con i bambini del catechismo. Chiesetta ortodossa, Cárdenas (Cuba), 2009
e mie prime esperienze di fede sono associate alla luce. Una luce con sfumature sempre diverse, rifratta dai cristalli di quarzo disposti disordinatamente sul tavolino di un padre missionario che, durante l’estate, vendeva, in una località montana, cristalli di quarzo ialino trovati nelle valli bergamasche o portati direttamente dalle missioni. La luce dei cristalli illuminava nella mia fantasia le vicende dei missionari in Africa o in America latina che l’anziano sacerdote raccontava con dovizia di particolari: vite che mi sembravano di uomini eroici, capaci di azioni incredibili per combattere le malattie, la povertà, la fame, l’ignoranza. Nel nome di Cristo. Il padre mi aveva dato anche un fumetto (di cui ora non ricordo il nome), scritto per i bambini e che alimentava questa visione del cristianesimo incentrata sul servizio agli altri e sullo spirito di sacrificio. Così, non fu motivo di stupore tra le suore dell’asilo infantile che frequentavo quando, sui cinque anni, dissi loro che, da grande, avrei voluto fare il sacerdote. Gli anni passavano e, con essi, le idee cambiavano e si trasformavano. Mi trovai così a frequentare la scuola media e poi il liceo, influenzato dagli insegnamenti delle scienze naturali e della storia che mi aveva portato ad un approccio al mondo di tipo positivista e darwiniano. L’interesse per la religione cominciò a intiepidirsi sempre più.
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später war ich total von ihm eingenommen und es war mir alles klar und verständlich... Ich glaube nicht, dass das an mir lag: Es waren zwei zu unterschiedliche Zustände. Eine so mächtige Veränderung, so schien es mir, konnte nur von außen kommen: von Gott. Es war eine Zeit des Studiums der Theologie, des Gebets und der Kirchengeschichte. Aber es gab da etwas, was mich nicht überzeugte: die (katholische) Kirche als Organisation, das Priesterzölibat, das Primat des Petrus, einige Dogmen, der Unterschied zwischen der Lebensweise des Evangeliums und der der ranghohen Prälaten... Als ich Gelegenheit, hatte, mich mit einem orthodoxen Bischof, dem Leiter einer kleinen, von anderen orthodoxen Kirchen verfolgten Kirche, über diese Themen auszutauschen, fand ich mich in einer Dimension wieder, die meiner christlichen Sensibilität sehr viel eher entsprach. Dazu gehörten die Bedeutung der Laien und des Klosterlebens, der Nächstenliebe und der Hilfsbereitschaft (insbesondere Ausländern gegenüber, was mich an das Heldentum der Missionsväter erinnerte), das Nichtvorhandensein einiger Dogmen, wie das der unbefleckten Empfängnis, die Existenz von Diakonen und verheirateten Priestern, eine stärkere Orientierung an der Bibel, eine stärkere Dimension des Heiligen im liturgischen Leben. So beschritt ich einen neuen Weg, auf dem ich nach einigen Jahren zum Mönch, zum Priester und schließlich zum Archimandriten (Klostervorsteher) und zum Bischof ordiniert wurde. Es waren Jahre voller Engagements vor allem für die Menschen: Es galt hunderten von hilfsbedürftigen Menschen spirituelle und materielle Hilfestellung zu leisten, neue Gemeinden zu gründen und zu betreuen, Das alles unter schwierigen wirtschaftlichen Bedingungen, ohne Unterstützung und Hilfe anderer Kirchen. Die Jahre hatten mich reifen lassen. Nach mehr als fünfzehn Jahren Orthodoxie und mehr als einem Jahrzehnt als Priester und Bischof wurde ich erneut von Zweifeln heimgesucht. Der orthodoxe Bischof fungiert auch als Richter: Da ich gegen verschiedene Mitbrüder ermitteln musste, stellte ich mir stets von neuem die Fragen: „Wer bin ich, um über andere zu urteilen?“, „Was unterscheidet mich von den anderen?“ Je länger ich mich mit der Bibel beschäftigte, umso klarer wurde mir, wie sehr die Überlieferung nicht auf ihr beruhte, sondern das Ergebnis einer Reihe menschlicher Verarbeitungen war, die oft mit
Ich wurde agnostisch und lebte eigentlich so, als gäbe es Gott nicht Diventai agnostico, vivendo, in realtà, come se Dio non esistesse
Orthodoxe Gemeinde von Bovisio Masciago (MB), Schlusssegen Comunità ortodossa di Bovisio Masciago (MB), benedizione finale
Le domande su Dio avevano lasciato il posto a questioni di tipo meno religioso. Diventai agnostico, vivendo, in realtà, come se Dio non esistesse. Cionostante decisi di frequentare l’Università Cattolica di Milano, dove ebbi modo di venire a contatto con l’insegnamento (obbligatorio) della teologia e di materie a essa collegate, come Ebraico e lingue semitiche comparate, Introduzione alla Bibbia, Morale fondamentale. Il contatto diretto con la Sacra Scrittura (anche in una delle lingue originali) risvegliò di colpo il mio interesse per Dio e per il cristianesimo. Poi, del tutto inaspettatamente, accadde qualcosa: mi innamorai di Dio e, soprattutto, dell’immagine di lui che ci aveva lasciato Gesù Cristo. Questo avvenne all’improvviso: il giorno prima non credevo più di tanto, il giorno dopo ero totalmente rapito, tutto mi era diventato chiaro e comprensibile... Non credo che fosse opera mia: erano due stati troppo diversi. Un cambiamento così forte, mi parve, poteva venire solo dall’esterno. Da Dio, appunto. Quello fu un periodo di approfondimento teologico, di preghiera, di studio della storia della Chiesa. Qualcosa, tuttavia, non mi convinceva: la Chiesa (cattolica) come struttura, il celibato dei sacerdoti, il primato di Pietro, alcuni dogmi, la differenza tra il modo di vita presentato dal Vangelo e quello degli alti prelati... Così, quando ebbi l’occasione di confrontarmi su questi temi con un vescovo ortodosso, a capo di una piccola Chiesa, tra l’altro perseguitata da altre Chiese ortodosse, mi ritrovai in una dimensione molto più vicina alla mia sensibilità cristiana: importanza dei laici, importanza della vita monastica, carità e disponibilità verso i tanti bisognosi (soprattutto stranieri, qualcosa che mi ricordava l’eroismo dei padri missionari), alcuni dogmi non presenti, come quello dell’immacolata concezione, l’esistenza di diaconi e sacerdoti sposati, una maggior aderenza al testo biblico, una maggiore presenza del sacro nella vita liturgica. Così intrapresi un nuovo cammino che, in alcuni anni, mi avrebbe portato a essere ordinato monaco, presbitero, infine archimandrita (responsabile dei monasteri) e vescovo. Furono anni di grande impegno, non solo ecclesiastico, ma anche, e soprattutto, umano: centinaia e centinaia di persone in difficoltà da aiutare, non solo spiritualmente, ma anche materialmente, nuove comunità da fondare e da servire, il tutto in difficili condizioni economiche, senza supporto ed aiuto da altre Chiese.
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historischen Ereignissen in der Kirchengeschichte verknüpft waren. Ich begann Zweifel am Wert der Priesterweihe als Zustandsänderung der ordinierten Amtsperson, an der Vermittlerrolle der Kirche, an der Rolle Marias und der Heiligen, an der Gültigkeit einiger Sakramente, an bestimmten Verhaltensweisen, die manchmal hart an Aberglauben grenzten sowie an der Einstellung der Kirche gegenüber Frauen zu hegen. Es wurde immer schwieriger, die Sonntagsliturgie zu feiern. Eines Tages beschloss ich, herauszufinden, woran ich wirklich glaubte. Am Ende wurde mir klar, dass ich zu den gleichen Ergebnissen gekommen war wie schon fünf Jahrhunderte vor mir ein anderer Mönch: Martin Luther. Ohne es zu merken, war ich Protestant geworden. Es war ein sehr schwerer Moment, nicht nur für meine Beziehungen zur Hierarchie meiner Kirche (die in Wirklichkeit verständnisvoller als erwartet war), sondern auch für die zu den Gläubigen, Bekannten und Freunden aus anderen Kirchen. Ich krempelte mir die Ärmel hoch und besuchte den Katechismus der Waldenserkirche und den der Lutherischen Kirche in Mailand. Ich bat um Aufnahme in die CCPM (Evangelische Kirche Mailand). Ich schrieb mich an der Waldenser Fakultät für Theologie in Rom ein, wo ich die zweijährige biblisch-theologische Ausbildung absolvierte. Ich besuchte die dreijährige Ausbildung für Laienprediger der ELKI und wurde Laienprediger. Das ist meine Geschichte, die vor 56 Jahren begann, als ich das Licht einiger Kristalle betrachtete, die heute noch vom Licht des Glaubens an Christus, unseren Herrn, erhellt werden. Roberto Tresoldi Übersetzung: Kerstin Gros
Roberto Tresoldi (vierter von rechts), Eintritt in die Chiesa Cristiana Protestante in Mailand (und in die Evangelisch Lutherische Kirche in Italien) Roberto Tresoldi (quarto da destra), ingresso nella Chiesa Cristiana Protestante in Milano (e nella Chiesa Evangelica Luterana in Italia)
Ohne es zu merken, war ich Protestant geworden Ero diventato protestante senza essermene reso conto
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Gli anni passavano, ormai ero un uomo maturo. Dopo oltre un quindicennio di Ortodossia e oltre un decennio di vita come presbitero e vescovo, mi trovai di nuovo assalito da alcuni dubbi. Il vescovo funge anche da giudice: dovetti indagare su alcuni confratelli, ma sempre più spesso mi ponevo le domande: “chi sono io per giudicare?” “Cosa mi differenzia dagli altri?”. Ricominciai ad approfondire sempre più lo studio sia della Tradizione, sia delle Scritture. Man mano che procedevo nell’analisi della Bibbia mi rendevo conto di quanto della Tradizione non fosse basato su di esse ma fosse frutto di una serie di elaborazioni umane, legate spesso a vicende storiche della storia della Chiesa. Cominciai ad avere dubbi sul valore dell’ordinazione sacerdotale come cambiamento di stato della persona ordinata, del ruolo di intermediazione della Chiesa, del ruolo di Maria e dei santi, della validità di alcuni sacramenti, di certi comportamenti che cadevano a volte nella superstizione, dell’atteggiamento della Chiesa nei confronti delle donne. Diventava difficile celebrare la Liturgia domenicale con tutti questi dubbi in testa... Un giorno decisi di fare chiarezza e di capire in cosa veramente credessi. Alla fine di questa profonda disamina capii di essere giunto alle stesse conclusioni di un altro monaco, vissuto cinque secoli prima di me: Martin Lutero. Ero diventato protestante senza essermene reso conto. Questo fu un momento di grande difficoltà, non solo per i miei rapporti con la gerarchia della mia Chiesa (che fu, in realtà, più comprensiva del previsto), ma anche per quelli con i fedeli, i conoscenti, gli amici di altre Chiese. Mi rimboccai le maniche: frequentai il catechismo della Chiesa Valdese e quello della Chiesa Luterana a Milano. Chiesi di essere accettato nella CCPM (Chiesa cristiana protestante di Milano). Mi iscrissi alla Facoltà Valdese di Teologia di Roma, dove conseguii il certificato di Formazione biennale Biblico Teologica. Frequentai il corso triennale di formazione per Predicatori laici della CELI (con seminari organizzati anche in Germania) e divenni predicatore laico. Ecco, questa è la mia storia, cominciata cinquantasei anni fa guardando la luce di alcuni cristalli, illuminata ancora oggi dalla luce della fede in Cristo, nostro Signore. Roberto Tresoldi
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Mein Glaube durch die Zeit La mia fede nel corso del tempo
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ls mein Vater alt und dement wurde, blieb ihm etwas erhalten, was meine Mutter beeindruckt und so sehr berührt hat, dass sie es meiner Schwester und mir als entfernt lebenden Kindern mehrfach erzählt hat, nämlich dass unser Vater in diesen Jahren die Gebete seiner Kindheit mit erhalten gebliebener Einfalt, Schlichtheit und Gläubigkeit gesprochen hat. Deren Wert und Wahrheit hatten für ihn anscheinend Bestand. Mein Vater wurde in den letzten Kriegsjahren jugendlicher Flakhelfer, 18-jährig freiwillig Soldat, kam in Gefangenschaft ins berüchtigte Hungerlager Remagen und dann in einen französischen Steinbruch, aus dem er im Winter 1947/1948 heimkehrte. Meine Mutter wurde 8-jährig Halbwaise, kam aus dem Luftschutzbunker und fand ihr Zuhause als Trümmerhaufen vor; mit der Schule war in der Obersekunda Schluss, weil erst ihr eigenes Lyzeum zerbombt wurde und dann auch die Behelfsschule, zu der sie über zerstörte Brücken zwei Stunden zu Fuß unterwegs gewesen war. Im Herbst/Winter 1944/45 waren die Alliierten am Rhein und setzten deutsche Schülerinnen mit Fremdsprachen- und Bürokenntnissen ein, um sich mit örtlichen Handwerks-, Industrie- und Verwaltungsfachleuten zu verständigen, die wichtige Wasserstraße von Wracks, Bomben, zerstörten Brücken zu räumen, die Leichen zu bergen und eine zivile Binnenstruktur aufzubauen. Die zwei jungen Leute mit dieser Vorgeschichte trafen sich und wurden ein Paar. Die streng protestantischen Eltern meines Vaters bestanden auf einer evangelischen Hochzeit, sonst wäre ihr Sohn nicht mehr ihr Sohn; die katholische Mutter meiner Mutter sagte, das sei dem Lieben Gott wohl egal, ihren mütterlichen Segen hätte die Tochter, wenn sie evangelisch heiraten würde. So kam es dazu, dass ich als Erstgeborener evangelisch getauft wurde. Meine Kindheit im Ruhrgebiet der Wirtschaftswunder-
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Verlobung der Eltern Weihnachten 1953 Il fidanzamento dei genitori, Natale 1953
Nicht nur der Glaube nährt sich von Erinnerungen, Geschichten und Traditionen, die von Generation zu Generation weitererzählt und eingeträufelt werden
uando mio padre divenne vecchio e demente, gli restò intatto qualcosa, che colpì e commosse mia madre in tal modo da raccontarlo più volte a mia sorella e me che vivevamo altrove, cioè che mio padre in quegli anni recitava le preghiere della sua infanzia con un candore, una semplicità e una fede rimasti intatti. Il loro valore e la loro verità a quanto pare funzionavano ancora per lui. Mio padre faceva parte del personale giovanile di supporto alla Luftwaffe, era entrato in guerra come soldato volontario a 18 anni, venne fatto prigioniero durante gli ultimi giorni di guerra, spedito nel lager di Remagen e poi in una miniera francese. Ritornò a casa nell’inverno 1947/1948. Mia madre a 8 anni era orfana di un genitore e uscendo dal bunker antiaereo trovò la sua casa in macerie; la scuola aveva dovuta abbandonarla dopo la terza classe del liceo, perché prima era stato bombardato il suo liceo e poi anche la scuola provvisoria lontana due ore di cammino. I due giovani con questi antecedenti si incontrarono e divennero una coppia. I genitori rigidamente protestanti di mio padre insistettero per celebrare un matrimonio evangelico, altrimenti avrebbero ripudiato il loro figlio; la madre cattolica di mia madre acconsentì dicendo che per il Buon Dio era uguale se sua figlia si sposava con un matrimonio evangelico e le dette la sua benedizione. Così avvenne che io come primogenito venni battezzato evangelico. La mia infanzia nel bacino della Ruhr all’epoca del miracolo economico la ricordo come organizzata “normalmente” dal punto di vista religioso: imparavo preghiere da recitare a pranzo o prima di andare a dormire, venivo mandato al culto per i bambini e seguivo le lezioni tradizionali di religione e di catechismo per i confermandi. Al liceo prevalsero i toni critici emancipatori, e da giovane adulto uscii dalla Chiesa. I miei genitori non si immischiarono in modo particolare. Tuttavia ricordo molto bene come mio padre con il suo atteggiamento convinto di tol-
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zeit erinnere ich als „normal“ religiös gestaltet: Ich lernte Gebete zum Essen und zum Schlafen, wurde zum Kindergottesdienst geschickt und besuchte traditionell geprägte Religions- und Konfirmandenunterrichte. In der Oberschule kamen dann kritisch-emanzipatorische Töne auf, als junger Erwachsener trat ich aus der Kirche aus. Meine Eltern redeten mir nicht sonderlich rein. Ich erinnere mich aber gut, wie mein evangelischer Vater mich mit einer überzeugten tolerant-respektvollen Haltung sehr ernst zurechtwies, wenn ich über den Papst spottete. Während ich mich verselbständigte, immer religionsinteressierter und zugleich kirchenferner wurde, begannen meine Eltern nach dem Auszug meiner jüngeren Schwester an einem neuen Wohnort ein engagiertes Gemeindeleben: Mein Vater wurde Presbyter/KV-Mitglied, besuchte die alten Leute; meine Mutter trat zum Protestantismus über. Dann kam pensionsbedingt ein lutherischer Pfarrer in die reformierte Gemeinde, stellte Kerzen und Blumensträuße auf den Altar und löste damit eine Mobbingdynamik gegen sich und die Anhänger seiner Linie im KV aus, denn der „strenge“ Altpfarrer war am Ort wohnen geblieben. Die Gemeinde spaltete sich, die Superintendenz musste einschreiten. Meine Eltern gehörten damals zu den gemobbten Leuten, die sich nicht an den Boykottaktionen gegen den neuen Pfarrer beteiligen wollten. Heute lebt meine 92-jährige Mutter in einem katholischen Wallfahrtsort, nimmt rege am Leben der protestantischen Diaspora-Gemeinde teil und mag kritische Anti-Lehrmeinungen. Sie hat die gemeinsam verfasste Patientenverfügung nach dem Tod ihres Mannes redigiert und kämpft sich an ihrem einsamen, aber immer noch autonomen Leben ab, während ihre zwei Kinder auf eigenen Glaubenswegen unterwegs sind: Die Glaubensbiographien unserer Eltern leben salutogenetisch virulent in meiner Schwester und mir fort. Ich bin dafür dankbar. Die intensivsten Gedanken unserer Mutter gelten im Übrigen den zwei - bisher religiös wenig profilierten - studierenden Enkelinnen, in deren zukunftsorientiertem Leben sie ihren eigenen Diesseitstraum weitergehen sieht. Die Kehrseite der Medaille: Mein Vater war 7 Jahre alt bei Hitlers Machtübernahme, meine Mutter 6 Jahre. Machtübernahme bedeutete seinerzeit, besonders die junge Generation medial und in allen Lebensbereichen zu indoktrinieren mit allen Mitteln, die Kinder gut und gern an-
Non solo la fede si nutre di ricordi, storie e tradizioni che vengono raccontate e instillate generazione dopo generazione
Konfirmation 1970 La confermazione 1970
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leranza e rispetto mi riprendeva molto severamente quando mi prendevo gioco del Papa. Mentre diventavo indipendente, sempre più interessato alla religione e allontanandomi allo stesso tempo dalla Chiesa, i miei genitori iniziarono una vita comunitaria impegnata nel loro nuovo luogo di residenza: mio padre divenne presbitero/membro del Consiglio di Chiesa, visitava le persone anziane; mia madre si convertì al protestantesimo. Poi arrivò un pastore luterano nella comunità riformata, mise candele e mazzi di fiori sull’altare scatenando una dinamica di mobbing contro di sé e contro i sostenitori della sua linea nel Consiglio di Chiesa, perché il “rigido” vecchio pastore era rimasto ancora a vivere in quello stesso posto. La comunità si divise, dovette intervenire la sovrintendenza. I miei genitori appartenevano al gruppo delle persone mobbizzate, che non volevano partecipare alle azioni di boicottaggio contro il nuovo pastore. Oggi mia madre novantaduenne vive in un luogo di pellegrinaggio cattolico, partecipa attivamente alla vita della comunità della diaspora protestante e le piacciono le opinioni critiche antidottrinali. Dopo la morte di suo marito ha redatto la dichiarazione anticipata di trattamento da noi realizzata e conduce la sua vita solitaria, ma ancora autonoma, mentre i due suoi figli stanno percorrendo il proprio cammino di fede: le biografie della fede dei nostri genitori sopravvivono per salutogenesi in maniera virulenta in mia sorella e in me. Sono riconoscente per questo. I pensieri più intensi di nostra madre sono inoltre rivolti alle due nipoti studentesse, finora poco profilate dal punto di vista religioso, nella cui vita rivolta al futuro vede continuare la propria vita terrena. Il rovescio della medaglia: mio padre aveva 7 anni quando Hitler prese il potere, mia madre 6 anni. La presa di potere significava allora indottrinare soprattutto la giovane generazione a livello mediale e in tutti i settori della vita con
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nehmen. Politisch sehe ich meine Eltern als die geformten Kinder dieser Zeit, die trotz allen selbst wie miterlebten Unglücks keine wirkliche Einsicht in und innere Abkehr von den Schuld- und Unrechtsdimensionen des Regimes erreicht haben, das ihnen in ihrer empfänglichsten Zeit nationale, rassische und ethische Ideale einverleibt hat. Bis heute ist dies Zusammenkommen christlicher und nationalsozialistischer Elemente in meiner Familiengeschichte etwas, woran ich mich in mir selber abkämpfe. Und als Kinder- und Jugendpsychiater weiß ich Einiges über die generationen-übergreifenden und durchdringenden Dynamiken von „völkischen“ Idealen, verführerischen Opfergloriolen und Schuldzuweisungen an Andere: Nicht nur der Glaube nährt sich von Erinnerungen, Geschichten und Traditionen, die von Generation zu Generation weitererzählt und eingeträufelt werden. Ein Buch in den Regalen meines Vaters trug den Titel: „Der Glaube an Deutschland“. Einen Meter weiter links die 200 Jahre alte Familienbibel, auf der anderen Seite ein Symbolgegenstand der Freimaurerloge, der er einige Jahre angehörte, im selben Blickbereich Wilhelm Busch. Dazu die Goethe- und Hesse-Bände meiner Mutter. Das war viel vom geistigen Horizont meiner jungen Jahre. Als 63-jähriger Psychiater, Psychotherapeut und Arzt im öffentlichen Dienst erlebe ich mich selber als arg versplittert: als manchmal gut und oft böse gesonnen, als dankbar für die haltgebende Stärke meines beruflichen Ehrenkodex, wenn es in mir kocht und ich nicht daran denke, ein Christenmensch zu sein, sondern ein Beamter, der am besten dem Gesetz gehorcht, denn sonst kanns übel enden. Moralische Appelle der staatlichen und kirchlichen Medien machen mich oft unerträglich zynisch, und ich mag weder dem Staat noch der Kirche gern angehören; ich sehe mich formal als Deutscher, herzlich als halber Italiener und religiös als kaum noch identifikationsfähiges Kirchenmitglied an. Was ich dennoch hoffe: „DER Glaube“ mag ein theologisches Thema sein, aber „DAS Glauben“ ist in jedem einzelnen Menschen eigen und anders: MEIN Glaube ist individuell und vollendet sich erst und einzigartig in meinem Sterben. Als Lutheraner hoffe ich auf meines Gottes Gnade. Ingo Stermann, Brixen
Spuren der Familiengeschichte im Bücherregal Tracce della storia familiare nello scaffale dei libri
„DAS Glauben“ ist in jedem einzelnen Menschen eigen und anders “L’avere fede” è personale e diverso per ogni singolo uomo
tutti i mezzi che i bambini accettano ben volentieri. Politicamente vedo i miei genitori come i bambini che sono stati formati in quell’epoca e che nonostante tutte le sciagure che hanno vissuto non hanno raggiunto nessuna reale comprensione e distacco interiore dalle dimensioni di colpa e ingiustizia del regime, che nell’epoca in cui erano più ricettivi gli ha inculcato ideali nazionali, di razza ed etici. Fino ad oggi questo coincidere di elementi cristiani e nazionalsocialisti nella mia storia familiare è qualcosa contro la quale mi sforzo di combattere in me stesso. E come psichiatra infantile e giovanile so alcune cose sulle dinamiche penetranti degli ideali “di razza e popolo” che si tramandano da generazioni e con l’aureola seducente delle vittime attribuiscono la colpa agli altri: non solo la fede si nutre di ricordi, storie e tradizioni che vengono raccontate e instillate generazione dopo generazione. Un libro fra gli scaffali di mio padre era intitolato:“La fede nella Germania”. Un metro più a sinistra si trovava la Bibbia di famiglia vecchia di 200 anni, dall’altra parte un oggetto simbolico legato alla loggia massonica, di cui aveva fatto parte per alcuni anni, e nello stesso campo visivo Wilhelm Busch. Poi c’erano i volumi di Goethe e Hesse di mia madre. Questo era molto dell’orizzonte spirituale dei miei anni giovanili. Come 63enne psichiatra, psicoterapista e medico nel servizio pubblico vedo me stesso come molto frammentato: a volte bendisposto e spesso maldisposto, riconoscente per la forza del mio codice etico professionale che mi sostiene, quando mi ribolle il sangue nelle vene e non penso al fatto di essere un cristiano, ma un impiegato che ubbidisce nel migliore dei modi alla legge, perché altrimenti può finire male. Appelli morali dei media statali o ecclesiastici spesso mi rendono cinico e non mi piace far parte né dello stato né della Chiesa; mi vedo formalmente come un tedesco, dal punto di vista degli affetti come un mezzo italiano e religiosamente come un membro della Chiesa che riesce a fatica a indentificarsi. Ciò che tuttavia spero: “LA fede” può essere un tema teologico, ma “L’avere fede” è personale e diverso per ogni singolo uomo: LA MIA fede è individuale e si conclude solo e unicamente con la mia morte. Come luterano spero nella grazia divina. Ingo Stermann, Bressanone Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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Die Sonntagsschule Erfahrungen eines Sonntagschullehrers
La Scuola domenicale Roberto Mellone
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Le esperienze di un monitore
ls Sonntagsschullehrer tätig zu sein, ist eine interessante Aufgabe für einen Diakon, es ist ein Anreiz sich in Frage zu stellen und Überzeugungen zu überprüfen, die sich im Laufe der Zeit festgefahren haben. Dieser Anreiz ist sicherlich die Belohnung für den großen Aufwand, den dieser Dienst voraussetzt. Wenn ich in drei Worten zusammenfassen sollte, was mich an den Mädchen und Jungen meiner Sonntagsschule beeindruckt, würde ich sagen: Unschuld, Erstaunen und Neugier. Unschuld wegen der Natürlichkeit und auch der Naivität, die sie in ihre Fragen und Geschichten einfließen lassen, die sie über ihre Erlebnisse in der Schule, in der Familie oder mit Freunden erzählen. Oft sind sie ungeduldig, weil sie ganz dringend etwas erzählen wollen, auch wenn sie in einem von drei Fällen über Dinge sprechen wollen, die scheinbar nichts mit dem behandelten Thema zu tun haben. Erstaunen, weil sie, wenn sie von Neuem und Unerwartetem erfahren, nachfragen und den Dingen auf den Grund gehen wollen. Und ihre Neugierde äußert sich stets, wenn man neue Geschichten und neue biblische Themen zur Sprache bringt. Ich denke nicht, dass die Kinder unserer Sonntagsschulen sehr viel anders sind als wir es in ihrem Alter waren. Vielmehr sollten wir uns fragen, ob das Mehr an Informationen, über die sie heute verfügen, eine zusätzliche Ressource oder ein Problem für ihr Aufwachsen im Glauben darstellt. Religion nimmt in der Informationsgesellschaft einen immer begrenzteren Raum ein und unsere Kinder spüren die große Kluft zwischen der Bedeutung des Glaubens, den sie in der Familie und in der Kirche lernen, und dem Platz, den er in der Außen-
Was mich an den Mädchen und Jungen meiner Sonntagsschule beeindruckt: Unschuld, Erstaunen und Neugier Se dovessi sintetizzare in tre parole quello che mi colpisce dei ragazzi della mia scuola domenicale direi: candore, stupore, curiosità
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are il monitore è uno dei servizi più stimolanti per un diacono perché aiuta a rimetterti in discussione e rivedere alcune convinzioni sedimentate nel tempo. Con le bambine e i bambini della scuola domenicale questo stimolo è sicuramente il premio della grossa fatica che questo servizio comporta. Se dovessi sintetizzare in tre parole quello che mi colpisce dei ragazzi della mia scuola domenicale direi: candore, stupore, curiosità. Candore per la semplicità e anche l’ingenuità che mettono nelle loro continue domande e nei racconti che fanno di episodi delle loro giornate a scuola, in famiglia o con gli amici; spesso sono impazienti perché sentono urgenza in ciò che devono raccontare anche se una volta su tre vogliono parlare di cose che apparentemente non c’entrano nulla con la discussione in corso. Stupore perché quando ascoltano di cose nuove e inaspettate chiedono spiegazioni e approfondimenti. Curiosità che manifestano di continuo quando proponi nuove storie e nuovi temi biblici. Non credo che i bambini delle nostre scuole domenicali siano tanto diversi da come eravamo noi alla loro età, semmai c’è da chiedersi se le maggiori informazioni di cui dispongono oggi siano una risorsa aggiuntiva o qualche volta un problema nella loro crescita nella fede. Il fatto religioso nella società dell’informazione ha uno spazio sempre più ristretto e i nostri ragazzi avvertono un grande divario tra l’importanza della fede che imparano in famiglia e in chiesa ed il posto che invece questa occupa nel mondo esterno; non sempre siamo in grado di far comprendere il motivo di questa differenza. Penso perciò che qualche volta si sentano frustrati nella pra-
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welt einnimmt. Nicht immer sind wir in der Lage, den Grund für diesen Gegensatz zu vermitteln. Manchmal sind sie sicher im Familienleben oder in der Sonntagsschule frustriert, wenn sie ihren Glauben mit Methode leben wollen, während draußen die Sonne scheint und man Ball spielen könnte (zumindest am Sonntag, wenn keine Schule ist). Das stellt für die Eltern und die Lehrerinnen und Lehrer der Sonntagsschulen eine Herausforderung dar. Sie müssen sich noch mehr engagieren, um mit der Didaktik auf dem neuesten Stand zu bleiben und neue Wörter für alte Lehren zu finden. Die Verkündigung des Evangeliums lebendig zu gestalten, ist nicht nur eine Frage der Sprache, sondern auch des Ansatzes bei der Kommunikation. Das gelingt mit Spielen, Bildern und den täglichen Erlebnissen. Außerdem sind die Kinder unserer heutigen Schulen im Vergleich zu Erinnerungen aus meiner Jugend besser mit Glaubensfragen vertraut. Allerdings ist meine Erfahrung da eher begrenzt. Heute unterrichte ich hauptsächlich Mädchen und Jungen aus methodistischen Familien, die aus Ghana stammen und es gewohnt sind, ihren Glauben zuhause regelmäßiger zu leben als es in italienischen Familien geschieht. Zum Schluss eine Sorge und eine Hoffnung. Die Sorge über die verminderte Aufmerksamkeit in der Gemeinde in Bezug auf die Bedeutung der Sonntagsschule: Berufungen sind rar geworden (es wird immer schwieriger, neue Sonntagsschullehrer zu finden). Ferner wird die pünktliche und regelmäßige Teilnahme an unseren Treffen etwas vernachlässigt und auch die Eltern zeigen weniger Interesse an unserer Arbeit. Und die Hoffnung, dass die Energie und die Begeisterung der Kinder uns zu einem wachsenden Engagement anregen, sodass immer wieder neue Generationen im Glauben aufwachsen. Roberto Mellone, Verona Übersetzung: Kerstin Gros
Vielmehr sollten wir uns fragen, ob das Mehr an Informationen, über die sie heute verfügen, eine zusätzliche Ressource oder ein Problem für ihr Aufwachsen im Glauben darstellt
tica familiare o nella frequenza della scuola domenicale a seguire con metodo percorsi di fede mentre fuori c’è il sole e si può giocare a palla (almeno la domenica che non c’è scuola). Questa è una sfida ai genitori ed ai monitori che devono ancora di più impegnarsi per aggiornare la didattica e imparare parole nuove per insegnamenti antichi. Non si tratta solo di linguaggio ma anche di approccio nella comunicazione per far diventare vivo l’annuncio evangelico. Usare il gioco, le immagini, le esperienze quotidiane in modo trasparente e onesto cercando di non banalizzare le cose che vogliamo trasmettere ma neppure appesantire di dati, nozioni (qualche volta anche luoghi comuni) il tempo che si passa assieme. Vorrei anche dire che i bambini delle nostre scuole di oggi manifestano una maggiore dimestichezza con le questioni di fede rispetto ai miei remoti ricordi giovanili, ma qui confesso il limite della mia esperienza nel senso che da molti anni le classi che si sono alternate nella mia comunità e che cerco di seguire sono costituite da ragazze e ragazzi di famiglie metodiste ghanesi abituate a vivere l’esperienza di fede in casa in maniera più assidua di quanto non si faccia nelle famiglie indigene. Vorrei concludere con una preoccupazione ed una speranza. La preoccupazione riguarda l’abbassamento di attenzione nella comunità sull’importanza della scuola domenicale: scarseggiano le vocazioni (è sempre più difficile trovare nuovi monitori); è un po’ trascurata la puntualità e l’assiduità ai nostri incontri, i genitori mostrano meno interesse su ciò che facciamo. La speranza è che l’energia e l’entusiasmo delle ragazze e dei ragazzi ci spinga ad un sempre maggiore impegno per far crescere nella fede sempre nuove generazioni. Roberto Mellone, Verona
C’è da chiedersi se le maggiori informazioni di cui dispongono oggi siano una risorsa aggiuntiva o qualche volta un problema nella loro crescita nella fede
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„Gläubig ja. Aber …“ Was und wie Jugendliche heute glauben
“Credente si, ` ma…” In cosa e in che modo credono i giovani d’oggi
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erne sagt man Jugendlichen heute nach, sie wären religiös uninteressiert oder gleichgültig. Ich erlebe das Gegenteil. Freilich darf man Religion nicht mit Kirchegleichsetzen. Religiös ist auch nicht nur, wer in einen Gottesdienst geht oder sich mit den Aussagen von Kirche identifizieren kann. Religion und Glaube der Jugendlichen sind in hohem Maße individualisiert, hängen stark mit persönlichen Fragen und eigenen Formen zusammen. Oft geht es um ihre Sinnfragen, um ihr Verhältnis zu Gott. Es geht auch darum, dass sie so etwas wie einen letzten Halt im Leben suchen. Dabei spielt die Frage nach dem Leben nach dem Tod für viele eine ganz wichtige Rolle. Im Konfirmandenunterricht sind „Tod und Sterben“ oder „Wie kann Gott das zulassen“ die spannenden Themen. Und natürlich, wenn es ums Beten geht. Ein Großteil der Jugendlichen sagt, dass ihnen in bestimmten Lebenssituationen und Lebenserfahrungen das Beten wichtig ist. Ob sie eher unter Druck und in Not beten oder in glücklichen Situationen aus Dankbarkeit, kann ich nicht sagen. Sicher gilt auch bei Jugendlichen „Not lehrt beten“. So oder so bewundere ich Jugendliche in ihrer versuchenden und ausprobierenden Haltung, übri-
Soziale Beziehungen in der Gruppe und Geselligkeit werden zum Kern des Glaubens Vedo che le relazioni sociali nel gruppo e la socialità diventano il fulcro della fede
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In Mailand vor der Kirchentür. A Milano davanti al portone della chiesa
facile che i giovani vengano accusati di non essere interessati alla religione o di restarne indifferenti. Io ho avuto l’esperienza contraria. Essere religiosi non è soltanto partecipare al culto o identificarsi con le affermazioni della Chiesa. La religione e la fede nei giovani sono individualizzate, dipendono in grande misura da questioni personali e da proprie forme espressive. Spesso si tratta dei loro quesiti esistenziali, della loro relazione con Dio. Si tratta anche del fatto che cercano qualcosa come un ultimo sostegno nella vita. La questione della vita dopo la morte per molti di loro svolge un ruolo molto importante. Nel catechismo per i confermandi “la morte e il morire” o “come ha potuto permetterlo Dio” sono i temi più avvincenti. E naturalmente anche quando si tratta di pregare. Gran parte dei giovani dice che la preghiera è importante in determinate situazioni della loro vita. Se pregano quando sono sotto pressione e in stato di ne-
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gens auch in ihrer interessierten und dialogbereiten Einstellung gegenüber anderen Religionen. Die Jugendlichen, mit denen wir es in der ELKI zu tun haben, durchlaufen überwiegend noch die klassischen kirchlichen Stationen ab der Taufe. Aber auch bei ihnen treten immer mehr Gemeinschaft und Gemeinschaftszusammenhänge statt Auseinandersetzung mit Glaubensinhalten in den Vordergrund. Ich erlebe: Soziale Beziehungen in der Gruppe und Geselligkeit werden zum Kern des Glaubens. Bei Freizeiten und Gruppenstunden versuchen wir genau dieses zu ermöglichen. Dazu braucht es in vielen Gemeinden mehr Angebote für Jugendliche nach der Konfirmation; oder eben, wenn es an Jugendlichen fehlt, dezentrale Projekte. Wir müssen den jungen Menschen mehr Verantwortung übertragen, ihnen ihre eigenen kirchlichen Handlungsfelder überlassen und mehr Gestaltungsfreiheit in der Kirche ermöglichen. Und sie selbst hören, d.h. mit ihnen reden statt über sie. Wie bei Erwachsenen ist auch für Jugendliche viel Vertrauen in die Kirchen verloren gegangen. Wenn junge Leute sagen, die Kirche müsse sich ändern, denken sie weniger an Mißbrauch oder Glaubenskriege in der Vergangenheit, sie fordern vielmehr, dass Kirchen zeitgemäßer sein müssen, offener für die Glaubensweisen und Ausdrucksformen junger Menschen. Tradierte religiöse Formen und auch konfessionelle Bindungen spielen unter Jugendlichen nur selten eine Rolle. Oft reden Kirchen an den Bedürfnissen der Jugendlichen vorbei und sie finden keine gemeinsame Sprache, um miteinander in Kontakt zu treten. Wenn Kirchen nicht dort sind, wo Jugendliche sind, d.h. vor allem in den sozialen Medien, wie soll Kommunikation dann funktionieren? Seit Luther wissen wir Protestanten, dass eine kirchenkritische Haltung eine Kirche verändern und voranbringen möchte. Solche Jugendliche sind ein Schatz der Kirche, den wir nicht bannen, sondern nutzen müssen. Mir hat eine Jugendliche aus dem Herzen gesprochen als sie sagte: „Kirche ist so schwerfällig und läuft immer hinterher, statt mal selbst vorneweg zu gehen. Sie macht sich ständig klein. Kirche tut so viel Gutes, das darf man doch auch laut sagen!“ Johannes de Fallois, Mailand
Masken zur Konfirmandenfreizeit «So wie ich bin» mit Teilnehmern aus Mailand, Turin, Ispra-Varese und Genua Maschere durante il programma per i confermandi «Così come sono» con partecipanti da Milano, Torino, Ispra-Varese e Genova
„Kirche ist so schwerfällig und läuft immer hinterher, statt mal selbst vorneweg zu gehen“ “La Chiesa è così lenta e rincorre sempre, invece di essere lei stessa in testa”
cessità o piuttosto quando sono felici e vogliono esprimere il loro ringraziamento, non saprei dirlo. Comunque sia ammiro i giovani per il loro atteggiamento di ricerca e di sperimentazione, e anche per la loro mentalità aperta e interessata al dialogo con le altre religioni. I giovani nella CELI percorrono ancora le classiche tappe religiose a partire dal battesimo. Ma anche tra loro la comunione e il contesto comunitario sono sempre più in primo piano rispetto al confronto con i contenuti della fede. Vedo che le relazioni sociali nel gruppo e la socialità diventano il fulcro della fede. Durante le attività ricreative e i lavori di gruppo cerchiamo proprio di renderlo possibile. Per realizzarlo in molte comunità c’è bisogno di maggiori offerte per i giovani dopo la confermazione, o quando mancano i giovani, di progetti decentralizzati. Dobbiamo dare maggiore responsabilità ai giovani, lasciare loro i propri campi d’azione all’interno della Chiesa e permettere loro una maggiore libertà progettuale nella Chiesa. Ed ascoltarli, cioè parlare con loro invece che di loro. Come è accaduto agli adulti anche i giovani hanno perso gran parte della fiducia nelle Chiese. Quando i giovani dicono che la Chiesa dovrebbe cambiare non pensano agli abusi o alle guerre di religione del passato, ma richiedono piuttosto che le Chiese siano più adeguate ai tempi, più aperte nei confronti delle modalità di fede e delle forme espressive dei giovani. Le forme religiose tramandate e anche i vincoli confessionali svolgono raramente un ruolo importante fra i giovani. Spesso le Chiese non centrano le necessità dei giovani e non trovano una lingua comune per entrare in contatto reciproco. Se le Chiese non sono là dove sono i giovani, vale a dire soprattutto sui social media, come può funzionare la comunicazione? Dai tempi di Lutero noi protestanti sappiamo che un atteggiamento critico nei confronti della Chiesa vuole cambiare e far progredire la Chiesa. Tali giovani sono un tesoro per la Chiesa, che non dobbiamo allontanare bensì utilizzare. Una giovane ha espresso il mio stesso pensiero quando ha detto: “La Chiesa è così lenta e rincorre sempre, invece di essere lei stessa in testa. Si sminuisce continuamente. La Chiesa fa tante buone cose, lo si può dire anche ad alta voce!” Johannes de Fallois, Milano Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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Glaube im Seniorenalter La fede in età avanzata
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ie Gottesdienste im Seniorenwohnheim Bethanien in Meran werden gerne und viel von den Bewohnern besucht (durchschnittliche Teilnahme von 65%), auch Ehrenamtliche nehmen daran teil. Sie werden dreimal monatlich vom evangelischen Pfarrer und einmal monatlich vom katholischen Priester abgehalten. Dazu wurden einige Bewohner interviewt und eine teilweise rege Diskussion fand statt. Auf die Frage: „Wieso nehmen Sie regelmäßig am Gottesdienst teil, was motiviert Sie?“ wurde folgend geantwortet: „Ich möchte einfach nur gerne dabei sein, in Gemeinschaft leben, und die Treffen nach dem Gottesdienst im Garten gefallen mir...“ „Die Gottesdienste bilden einen festen Punkt in der Woche, sie sind abwechslungsreich und ich freue mich über das Singen und das Gemeinschaftliche. Der Weg in die Kirche an der Promenade ist zu beschwerlich.“ „Ich glaube fest an Schicksal, es scheint manchmal ungerecht, ja. Aber wir brauchen keine Angst zu haben, ich glaube fest daran.“ „Wir wurden von klein auf so erzogen – der Gottesdienstbesuch musste sein. Heute bin ich es gewohnt und ich mag gerne den katholischen Gottesdienst, aber sie sind
Die Treffen nach dem Gottesdienst im Garten gefallen mir... Gli incontri dopo il culto in giardino mi piacciono...
Evangelischer Gottesdienst im Seniorenheim Bethanien in Meran Culto evangelico nella Residenza per anziani Bethanien a Merano
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culti nella Residenza per anziani Bethanien a Merano vengono seguiti volentieri e con grande partecipazione dagli ospiti (partecipazione media del 65%), anche i volontari vi partecipano. Vengono celebrati tre volte al mese da un pastore evangelico e una volta al mese da un prete cattolico. Su questo argomento sono stati intervistati alcuni ospiti e ne è nata una discussione in parte vivace. Alla domanda: “Come mai partecipa regolarmente ai culti, cosa la motiva?“ hanno risposto come segue: “Voglio semplicemente partecipare, vivere in comunità, e gli incontri dopo il culto in giardino mi piacciono...”. “I culti rappresentano un punto fisso della settimana, sono variati e mi piace cantare e stare insieme. La strada che porta alla chiesa dalla passeggiata è troppo disagevole”. “Credo fermamente nel destino, a volte sembra ingiusto. Ma non dobbiamo avere paura, ci credo fermamente”. “Fin da piccoli siamo stati educati così, partecipare al culto era un dovere. Oggi ci sono abituato e mi piace molto il culto cattolico, ma sono tutti interessanti. Prego ogni giorno, e ora non ho più tempo per lei...”. “Mi piacciono le prediche, sono molto belle. E trovo fantastico l’alternarsi dei culti, evangelico, cattolico, sostituti... Ognuno lo rende a suo modo piacevole e avvincente. Quel-
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alle interessant. Ich bete auch täglich, und nun habe ich für Sie keine Zeit mehr...“ „Mir gefallen die Predigten, die sind ganz gut. Und ganz toll ist die Abwechslung, evangelisch, katholisch, Aushilfe... Jeder macht es auf seine Art angenehm und spannend. Ich mag am liebsten den Bezug vom Wort Gottes zum Alltag, der vom Pfarrer hergestellt wird. Mit reinen Bibeltexten und Bibelsprüchen kann ich wenig anfangen.“ Jeder Pfarrer ist bemüht, sich auf die Hör- und Konzentrationsfähigkeit der Bewohner einzustellen. Fällt der Gottesdienst aus akuten Gründen aus, so werden besinnliche Texte gelesen, gemeinsam gesungen oder/und ein Vater Unser gebetet. „Wo zwei oder drei in meinem Namen versammelt sind, da bin ich mitten unter ihnen“ (MT 18,20). In Bethanien verabschieden sich im Jahr durchschnittlich 3 - 4 Bewohner. Allen Beteiligten, die in diesem Lebensabschnitt „Heimleben“ eine Zeit lang Weggefährten sind, schien es ein Anliegen, nochmal die Gelegenheit zu erhalten, im Hause dem Leib und der Seele des Verstorbenen „Lebe wohl“ zu sagen. So ist das Angebot der hausinternen Verabschiedung entstanden. Mit Unterstützung von Pfarrer Martin Krautwurst wird eine kurze Andacht gehalten, gemeinsame Erinnerungen an lustige und nette Begebenheiten werden ausgetauscht, manchmal sich auch schweigend vom Verstorbenen verabschiedet, ganz individuell und an die jeweilige Situation angepasst. Dabei rücken die religiösen Rituale, ob katholisch oder evangelisch oder andere, in den Hintergrund und doch:„wo zwei, oder drei in meinem Namen versammelt sind…“ Und in diesem Sinne wird auch der Karfreitag Nachmittag einem besinnlichen Thema gewidmet, sodass die Bewohner sich aktiv daran beteiligen können. Es wird gebetet, gelesen, diskutiert, gesungen und die Bewohner leisten nach ihren Möglichkeiten ihren eigenen Beitrag. So gelingt es ein Angebot zu schaffen, Spiritualität zuzulassen und Glauben zu leben, für jeden Bewohner, wie er kann und möchte und wenn der Bedarf auch noch so unterschiedlich und individuell scheint, gelingt es doch diesem Rechnung zu tragen. Seniorenheim Bethanien, Meran
Ganz toll ist die Abwechslung, evangelisch, katholisch, Aushilfe... Jeder macht es auf seine Art angenehm und spannend Trovo fantastico l’alternarsi dei culti, evangelico, cattolico, sostituti... Ognuno lo rende a suo modo piacevole e avvincente
Miteinander im Alter Lo stare insieme in età avanzata
lo che mi piace di più è la relazione che il pastore crea fra la parola di Dio e la vita quotidiana. Dei meri testi biblici e versetti biblici non so molto che farmene”. Ogni pastore si sforza di adeguarsi alla capacità di ascolto e di concentrazione degli ospiti. In caso il culto salti per gravi motivi, vengono letti dei testi su cui riflettere, si canta insieme o si recita insieme un Padre nostro. “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Matteo 18,20). A Bethanien ogni anno in media muoiono 3 - 4 ospiti. Tutti gli ospiti che hanno percorso un pezzo di strada insieme in questo periodo nella residenza per anziani, hanno espresso il desiderio di potere avere ancora una volta l’occasione di dire addio all’interno della residenza al corpo e all’anima del deceduto. Così è nata l’offerta del congedo all’interno della residenza. Con il sostegno del pastore Martin Krautwurst si celebra una breve funzione, ci si scambiano ricordi comuni di eventi piacevoli e divertenti, a volte ci si congeda anche dal deceduto in maniera individuale e in conformità con la situazione. In questo caso i riti religiosi, sia cattolici che evangelici, o di altro genere passano in secondo piano e ciononostante:“Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro…”. In questo senso il venerdì pomeriggio viene dedicato a un tema di riflessione affinché gli ospiti vi possano partecipare attivamente. Si prega, si legge, si discute, si canta e ognuno dà il suo contributo a seconda delle sue possibilità. Così si riesce a creare un’offerta per ammettere la spiritualità e vivere la fede, per ogni ospite come può e desidera, e anche se le necessità sembrano così diverse e individuali si riesce a tenere conto di tutte. Residenza per anziani Bethanien, Merano Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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Seelsorge im Krankenhaus L’accompagnamento pastorale in ospedale Vincenzo Polverino
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ie Arbeit eines Krankenhaus-Kaplans ist ein Dienst der Anwesenheit, des Einfühlungsvermögens, des Zuhörens, aber auch des Evangeliums und des Gebetes, weil Kranke lebende menschliche Biografien bleiben. Der Besuch bei R. ist sofort sehr herzlich, besonders als wir feststellen, dass wir im selben Ort wohnen. R. muss sich wegen Dickdarmkrebs operieren lassen. Ich überlasse es ihm, wie unser Gespräch verlaufen soll. Zuerst stellt er mir Fragen über Gott, die Heiligen, die Ewigkeit, den «Glauben» usw. und erklärt, in einer katholischen Familie aufgewachsen zu sein. Erst dann kommt er auf das zu sprechen, was ihn besonders plagt: Es ist nicht etwa die Operation selbst, sondern die Möglichkeit, dass ihm ein künstlicher Darmausgang gelegt wird. Er sagt: „Pater, ich habe Angst, dass ich diesen Zustand nicht aushalte und gebe zu, dass ich ernsthaft darüber nachdenke, mir das Leben zu nehmen. Ich kann das alles nicht akzeptieren, weder für mich noch für meine Familie.“ Weinend sagt er: „Warum hat Gott das alles zugelassen? Ich war immer gut zu meiner Frau, meinen Kindern, Kollegen und Freunden. Nein, ich akzeptiere das nicht. Gott vergebe mir, was ich gesagt habe.“ An einem Nachmittag lerne ich eine 80-jährige Frau kennen, die seit 60 Jahren verheiratet ist und Kinder hat. Sie erzählt mir gleich von ihrer Leidenschaft für das Tanzen, die sie mit ihrem Ehemann teilt. Allerdings wird sie wegen einer dringenden Hüftoperation nicht länger tanzen können. Zwei tage später bittet mich ihr Mann, sie zu besuchen. Sie sagt: „Ich habe eine Bitte, Pater, ich muss mich einer Operation unterziehen, aber der Arzt hat mir gesagt, dass diese aus kardiologischen Gründen schwerwiegende unvorhersehbare Folgen haben könnte. Ich muss mich entscheiden, aber ich habe große Angst. Bei Ihnen habe ich das Gefühl, dass ich Ihnen vertrauen kann, also frage ich Sie als Mann Gottes, was ich tun soll. Helfen Sie mir. Wenn Sie dem Eingriff zustimmen, werde ich mich ohne zu zögern operieren lassen. Bitte beten Sie für mich.“ Ich spreche mit den Kardiologen und Anästhesisten. Informiert und beruhigt ermutige ich die alte Dame, sich der Operation zu unterziehen und versichere ihr, dass mit Gottes Hilfe und der Professionalität der Ärzte alles gut verlaufen wird. Groß war der Seufzer der Erleichterung, als ich sah, dass sie aus der Klinik entlassen wurde. Auch das gehört zur Seelsorge, freute ich mich. Vincenzo Polverino, Krankenhaus-Kaplan, Evangelisches Krankenhaus Betania, Neapel - Übersetzung: Kerstin Gros
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l ministerio di un cappellano clinico è un servizio di presenza, empatia, ascolto ma anche di Evangelo e preghiera perchè i malati rimangono delle biografie umane viventi. La visita a R. è da subito molto cordiale, soprattutto quando scopriamo di vivere nello stesso paese. R. doveva sottoporsi ad un intervento chirurgico per cancro al colon. Lascio a lui la decisione quale taglio dare al nostro dialogo. Dapprima mi fa qualche domanda biricchina su Dio, i santi, l’eternità, “la fede”, etc, dichiarandosi cattolico di nascita, per poi arrivare a quello che particolarmente lo affliggeva: non era tanto l’intervento chirurgico in sé, ma la serissima possibiltà di essere stomizzato. Mi dice: “Padre, ho paura che non resisterò a questa strana condizione, vi confesso che sto seriamente meditando di uccidermi, non ce la faccio proprio ad accettare tutto questo, né per me, né per la mia famiglia che dovrà dividere con me le pene dell’inferno”. Piangendo dice: “Perché Dio ha permesso tutto questo? Sono sempre stato un uomo buono, con moglie, figli, colleghi, amici. No, non l’accetto. Mi perdoni Dio per quel che ho detto”. Un pomeriggio conosco una signora ottantenne, sposata da sessant’anni con figli, appassionatissima di ballo, passione condivisa col marito. Da subito sente il bisogno di raccontarmi della sua sorprendente passione per il ballo che non potrà più praticare a motivo di un urgente intervento chirurgico all’anca. Passano due giorni e suo marito mi chiede se posso farle visita perché vuole parlarmi. Mi dice: “Ho una richiesta, padre, devo operarmi, ma il medico ha detto che per motivi cardiaci potrebbero esserci delle serie imprevedibili conseguenze; devo decidermi, ma ho tanta paura; di lei sento che mi posso fidare, perciò le chiedo e lo chiedo all’uomo di Dio, cosa devo fare, mi aiuti. Se lei è d’accordo per il sì, affronterò l’intervento senza esitazione; vi chiedo di pregare per me”. Tutto questo col parere favorevole del marito. Decido di non sottrarmi a questo grido d’aiuto e mi presento ai cardiologi ed anestesisti. Informato, tranquillizzato, incoraggio la nostra amica a sottoporsi all’intervento, rassicurandola che con l’aiuto di Dio e la professionalità dei medici tutto andrà bene. Grande fu il sospiro di sollievo quando la vidi tornarsene a casa. Anche questa è parte della cura d’anime, dissi a me stesso per incoraggiarmi. Vincenzo Polverino, capellano clinico, Ospedale Evangelico Betania, Napoli
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Aus der ELKI | Dalla CELI
Nachhaltigkeit in der ELKI Verena Heck stellt sich vor Verena Heck
Sostenibilità nella CELI Verena Heck si presenta
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allo! Hier stellt sich die Koordinierende der Nachhaltigkeitsprojekte der ELKI vor. Ich bin Verena Heck, gerade frisch mit meinem Studium Sviluppo economico, cooperazione internazionale, sociosanitaria e gestione dei conflitti [Wirtschaftsentwicklung und internationale, sozial-sanitäre Kooperationen und Konfliktmanagement] an der Universität in Florenz fertig geworden und gemeinsam mit unserem Sohn wohnen mein Partner und ich noch bei Siena. Noch, weil nun meine berufliche Zukunft beginnt und diese auch einen Umzug mit sich bringen könnte. Wir werden sehen. Das wichtige und weite Thema der Nachhaltigkeit hat mich mein gesamtes Studium begleitet und begeistert. Das sehr breitgefächerte Studium hat mir mit vielen Wahlmöglichkeiten und mit einem Erasmus in Schweden ein weites Feld geöffnet. Meine Thesis habe ich daher zum Thema Politiche per lo smaltimento dei rifiuti: una comparazione Italia-Svezia [Richtlinien zur Abfallentsorgung: Ein italienisch-schwedischer Vergleich] geschrieben. Ich mag es, mich sowohl theoretisch als auch praktisch einem Thema zu nähern. In beiden Ländern lebend, durfte ich die Realitäten kennenlernen und diese Erfahrungen nun mit Theorie und Statistiken zu einer Thesis formen. Es war eine schöne, aber auch anstrengende Zeit. Nun bin ich froh, es geschafft zu haben und mich anderen Dingen bzw. Menschen widmen zu können und eben auch meiner Aufgabe in der ELKI. Das letzte Synodenthema habe ich persönlich sehr geschätzt und die Anfrage von Dekan Bludau, ob ich die Koordinierung der Nachhaltigkeitsprojekte übernehmen möchte, hat mich sehr gefreut. Ich hoffe ich kann nützlich sein, im Verknüpfen von Vorhandenem, im Anregen von Neuem, im Lösen von Fragen und Problemen.
Ich hoffe ich kann nützlich sein, im Verknüpfen von Vorhandenem, im Anregen von Neuem, im Lösen von Fragen und Problemen Spero di poter essere utile nel collegare ciò che abbiamo a disposizione, nello stimolare cose nuove, nella risoluzione di questioni e problemi
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alve! Mi presento, sono la coordinatrice dei progetti sulla sostenibilità della CELI. Mi chiamo Verena Heck, mi sono appena laureata in “Sviluppo economico, cooperazione internazionale, socio-sanitaria e gestione dei conflitti” all’Università di Firenze, e vivo ancora a Siena insieme al mio partner e a nostro figlio. Dico ancora perché ora inizia la mia carriera professionale e questa potrebbe comportare anche un trasferimento. Vedremo. Il tema della sostenibilità, così ampio e interessante, mi ha accompagnato ed entusiasmato durante il mio intero corso di studi. Questo studio estremamente diversificato mi ha dato ampie possibilità di scelta e grazie a un Erasmus in Svezia mi ha aperto un vasto campo. Per questo ho scritto la mia tesi sul tema “Politiche per lo smaltimento dei rifiuti: una comparazione Italia-Svezia”. Mi piace avvicinarmi a un tema sia dal punto di vista teorico che da quello pratico. Avendo vissuto in entrambi i paesi ho potuto conoscere le loro realtà e combinare queste esperienze con la teoria e con le statistiche per crea-
Aus der ELKI | Dalla CELI
Niemand ist zu klein, um einen Unterschied zu machen Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza Begonnen habe ich im September mit einem ersten Brief an die Pfarrer*innen und Präsidenten*innen, in welchem ich mich vorstellte und um eine*n Ansprechpartner*in aus jeder Gemeinde bat. In der Zwischenzeit hat sich die Hälfte der Gemeinden gemeldet und mit einigen bin ich in Kontakt. Es ist schön, die jeweiligen Rückmeldungen zu bekommen, da die jeweiligen Ansprechpersonen so herzlich, motiviert und interessiert sind. Auch über den Kontakt mit dem Frauennetzwerk habe ich mich sehr gefreut. Im Moment bereite ich das Vorhandene vor, um es für alle Gemeinden auf einer Plattform zur Verfügung zu stellen. Ich werde mich bald wieder bei den Gemeinden und Ansprechpartner*innen melden, um auf dem neuesten Stand zu sein und die restlichen Gemeinden zu motivieren, eine Ansprechperson zu benennen. Vielleicht an dieser Stelle ein bisschen Werbung: Es ist kein großer Job, es geht nur darum, mir von bereits Angefangenem, Angedachtem oder auch sonstigen Ideen und Problemen zu berichten. Außer den einzelnen Initiativen aus den Gemeinden möchte ich auch gerne Impulse geben, Impulse von anderen Institutionen und Organisationen. Auch hier gerne her mit Ideen und Informationen! Denn ich bin zwar die Koordinierende aber keine Allwissende und daher dankbar für jegliche Form von Unterstützung. Ich bin überzeugt, dass das Thema Nachhaltigkeit uns alle angeht, wir alle etwas tun können und es wichtig ist zu sensibilisieren, denn um es mit den Worten der schwedischen Klimaaktivistin Greta Thunberg zu sagen, niemand ist zu klein, um einen Unterschied zu machen. Daher können wir sowohl als Einzelne als auch gemeinsam, als Gemeinden der ELKI was verändern und erreichen, um Gottes Schöpfung zu bewahren und weiterzugeben. Verena Heck, Siena
Holzzahnbürste, nach Entfernen der Borsten reif für den Biomüll Spazzolino in legno: dopo la rimozione delle setole sarà pronto per il biodegradabile
Nachhaltig, nicht kurzfristig Sostenibile, non a breve scadenza Photo-K / Fotolia.com
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re una tesi. È stato un bel periodo anche se impegnativo. Ora sono felice di avercela fatta e di potermi dedicare ad altre cose e persone e anche al mio nuovo compito all’interno della CELI. Personalmente ho molto apprezzato il tema dell’ultimo Sinodo e la proposta fattami dal Decano Bludau di diventare coordinatrice dei progetti sulla sostenibilità mi ha fatto molto piacere. Spero di poter essere utile nel collegare ciò che abbiamo a disposizione, nello stimolare cose nuove, nella risoluzione di questioni e problemi. Ho iniziato a settembre con la prima lettera ai pastori/alle pastore e ai/alle presidenti in cui mi presentavo e cercavo una persona di riferimento in ogni comunità. Nel frattempo si è fatta viva la metà delle comunità e sono entrata in contatto con alcuni di loro. È bello ricevere i relativi feedback, dato che le relative persone di riferimento sono così cordiali, motivate e interessate. Mi ha fatto molto piacere anche prendere contatto con la Rete delle donne. Momentaneamente sto preparando il materiale che abbiamo per metterlo a disposizione di tutte le comunità su di una piattaforma. Mi farò presto viva con le comunità e le persone di riferimento, per essere messa al corrente delle novità e per motivare le comunità restanti a nominare una persona di riferimento. Forse a questo punto vorrei tirare un po’ d’acqua al mio mulino: non è un lavoro impegnativo, si tratta solo di raccontarmi ciò che è stato già intrapreso e pensato o farmi partecipe anche di altre idee e problemi. Oltre alle singole iniziative delle comunità vorrei dare volentieri anche degli impulsi che provengono da altre istituzioni e organizzazioni. Anche in questo caso sono ben accette idee e informazioni. Perché sono la coordinatrice ma non sono onnisciente e sono pertanto riconoscente per qualsiasi forma di sostegno. Sono convinta che il tema sostenibilità tocchi ognuno di noi, che tutti noi possiamo fare qualcosa e che la sensibilizzazione sia importante perché per dirlo con le parole dell’attivista per il clima svedese Greta Thunberg, nessuno è troppo piccolo per fare la differenza. Per questo sia come singoli che anche insieme come comunità della CELI possiamo cambiare e raggiungere qualcosa per mantenere e trasmettere a chi ci succederà la creazione di Dio. Verena Heck, Siena Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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TERMINE
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APPUNTAMENTII
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01.-08. JULI 2020 ELKI-REISE 2020: ÖSTERREICH UND DIE „CHRISTLICHEN BEGEGNUNGSTAGE“
✔Vom 1. - 8. Juli organisiert die ELKI eine ökumenische Reise nach Österreich (Reisesprache ist Italienisch). Teilnehmen können alle, die an der Reise interessiert sind. Auf dem Programm steht zunächst eine Etappe in Wien, wo wir die Stadt besichtigen und den Amtssitz der Evangelischen Kirche Österreich (geplant ist auch ein Treffen mit Bischof Michael Chalupka) und die Gemeinschaft Evangelischer Kirchen in Europa (GEKE) in Begleitung des Generalsekretärs Mario Fischer besuchen werden. Vom 3. - 5. Juli folgt die Teilnahme an der ökumenischen Veranstaltung “Christliche Begegnungstage - Giornate Cristiane d’incontro” (www.face2face2020.at/de/) in Graz, an der auch die Protestantischen Kirchen Osteuropas teilnehmen. Danach geht es weiter nach Villach, wo wir uns auf den Spuren der Protestanten die Umgebung (Fresach, Klagenfurt, Burg Hochosterwitz, …) anschauen werden. Im katholischen Burg / Castello Hochosterwitz
Kärnten, in dem die Gegenreformation sich mit großer Energie durchgesetzt hatte, lebten die Protestanten unter schwersten Bedingungen. Die Reise hat einerseits das Ziel, unsere österreichische Partnerkirche und ihre Vergangenheit besser kennenzulernen. Die „Christlichen Begegnungstage“, an deren Vorbereitung die ELKI mitwirkt, bieten dazu eine ausgezeichnete Gelegenheit. Andererseits wollen wir auch die Beziehungen zu unseren protestantischen Partnerkirchen in Italien vertiefen, deren Mitglieder herzlich einladen sind, an dieser Reise teilzunehmen. Natürlich wird auch das Vergnügen nicht zu kurz kommen… ANMELDEFRIST: 14. Mai Weitere Informationen über Reiseprogramm und Teilnahmebedingungen finden Sie auf www.chiesaluterana.it Übersetzung: Kerstin Gros
01-08 LUGLIO 2020 VIAGGIO DELLA CELI 2020: AUSTRIA E LE «GIORNATE CRISTIANE D’INCONTRO»
✔Nel periodo dal 1 all’8 luglio la CELI organizza un viaggio ecumenico in Austria in lingua italiana aperta a tutti coloro che siano interessati. Il programma prevede una prima tappa a Vienna dove visiteremo la città e la sede della Chiesa evangelica d’Austria (è previsto anche un incontro col vescovo Michael Chalupka) e della Comunione delle
chiese evangeliche in Europa (GEKE) accompagnati dal segretario generale Mario Fischer. Segue poi la partecipazione dal 3 al 5 luglio all’evento ecumenico “Christliche Begegnungstage - Giornate Cristiane d’incontro” (www.face2face2020.at/de/) nella cittadina di Graz, al quale partecipano le chiese protestanti dell’Europa dell’Est. Ci si sposterà poi a Villach di cui visiteremo i dintorni (Fresach, Klagenfurt, Burg Hochosterwitz, …) ripercorrendo le vicende dei protestanti che con difficoltà sono vissuti nella cattolica Carinzia, dove la Controriforma si è imposta con energia. Il viaggio ha un duplice obiettivo: da un lato conoscere meglio la nostra chiesa partner in Austria e il suo passato. “Le giornate cristiane d’incontro”, alla cui preparazione la CELI collabora, sono un’ottima occasione per farlo. Dall’altro lato desideriamo approfondire i rapporti anche con le nostre chiese partner protestanti in Italia, i cui membri invitiamo caldamente a partecipare. Naturalmente l’aspetto del viaggio di piacere non verrà meno… ISCRIZIONI entro il 14 maggio
Per informazioni sul programma del viaggio e sulle modalità di partecipazione: www.chiesaluterana.it
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6. MÄRZ 2020 WELTGEBETSTAG - SIMBABWE THEMA: „STEH AUF UND GEH” Den Gottesdienst für den kommenden Weltgebetstag haben Frauen aus Simbabwe vorbereitet. Die Geschichte der Heilung des Gelähmten am Teich Betesda (Joh.5,19) ist die zentrale Bibelstelle. Jesu Aufforderung „Steh auf und geh“ sehen die Frauen als Anstoß, neue Wege zu gesellschaftlicher und persönlicher Veränderung zu erkennen und zu gehen. Simbabwe stand in den letzten Jahren häufig in den Schlagzeilen, im Herbst 2017 nach dem Sturz des langjährigen Machthabers Robert Mugabe, dann während der Auseinandersetzungen im Sommer 2018 bei den Wahlen und nicht zuletzt wegen des tropischen Wirbelsturms Idai im März 2019. Teile des Landes wurden schwer getroffen und Hunderte von Menschen verloren ihr Leben. Hunger und Krankheiten sind die unmittelbaren Folgen der Katastrophe. Am 6. März verbinden wir uns im Gebet und im Handeln mit der ganzen Welt, gemäß dem Motto des WGT „informiert beten, betend handeln“. Zweisprachige Gottesdienstordnungen sowie Arbeitshefte in deutscher und italienischer Sprache mit Landesinformationen, Rezepten, Gestaltungsvorschlägen und Bibelarbeit sowie Vorlagen für Pressetexte und Einladungen sind erhältlich über den Ökumenischen Arbeitskreis Bozen, e-mail :info@kfb.it oder über Anne Rose Lier E-mail :
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Zimbabwe negli ultimi anni è stato spesso nelle prime pagine dei giornali, nell’autunno del 2017 per il crollo del dittatore Robert Mugabe, al potere per molti anni, poi per gli scontri nell’estate del 2018 durante le elezioni e non per ultimo a causa del ciclone tropicale Idai nel marzo 2019 che ha colpito molte parti del paese e in cui centinaia di persone hanno perso la vita. Carestia e malattie sono state le dirette conseguenze della catastrofe. Il 6 marzo ci uniremo nella preghiera e nell’azione insieme a tutto il mondo, in conformità con il motto della GMP “pregare informati, agire pregando.” Das Bild stammt von der Künstlerin Nonhlanhla Mathe aus Simbabwe. Die rechte Seite des Bildes zeigt in dunklen Farben die Vergangenheit, die antiken Steinhäuser, die dem Land den Namen gaben, und links eine strahlende Zukunft, wo Frauen aufstehen in Solidarität Il quadro è opera dell’artista Nonhlanhla Mathe dello Zimbabwe. La parte destra del quadro mostra il passato con i suoi colori scuri, le vecchie case in pietra che hanno dato il nome al paese, mentre la parte sinistra il futuro dove le donne si alzano in solidarietà
annerose-lier@gmx.net Gottesdienstordnungen sowie Poster, Infos über das Land und die Künstlerin in italienischer Sprache sind erhältlich über die Präsidentin des It. WGT Komitees Maria Luisa Cameriero E-Mail: gmpitaliana@gmail.com Anne Rose Lier, Bozen
6 MARZO 2020 GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA - ZIMBABWE TEMA: “ALZATI E CAMMINA” Il culto per la prossima Giornata mondiale di preghiera lo hanno preparato le donne dello Zimbabwe. La storia della guarigione di un infermo alla piscina di Betzatà (Giovanni 5,1-9) è il passo biblico centrale. L’esortazione di Gesù “Alzati e cammina” viene vista dalle donne come uno stimolo per riconoscere e percorrere nuove vie di un cambiamento sociale e personale. Lo
Suggerimenti bilingui per la celebrazione del culto così come libretti in lingua tedesca e italiana con informazioni sul paese, ricette, proposte d’impostazione e lavori sulla Bibbia così come modelli per comunicati stampa e inviti sono disponibili tramite il Circolo del lavoro ecumenico di Bolzano, e-mail: info@kfb.it o attraverso Anne Rose Lier, e-mail : annerose-lier@gmx.net Suggerimenti per il culto così come poster, informazioni sul paese e l’artista in lingua italiana sono disponibili tramite la presidente del Comitato italiano della GMP Maria Luisa Cameriero, e-mail: gmpitaliana@gmail.com Anne Rose Lier, Bolzano
Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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1. ordentliche Sitzung der XXIII. Synode der ELKI Convocazione I seduta ordinaria del XXIII Sinodo della CELI Liebe Synodale, Hiermit berufe ich die 1. ordentliche Sitzung der XXIII. Synode der ELKI ein. Sie dauert von Donnerstagmittag 30. April bis Sonntagmittag 3. Mai 2020. Diesmal tagen wir in Castellammare di Stabia/NA (www.stabiae.org), wo wir auch untergebracht sind (www.vesuvianinn.com), in Sichtweite des Vesuvs und in nächster Nähe von zwei antiken Villen, die wir am Samstagnachmittag besichtigen wollen; am selben Abend soll auch musikalisches Lokalkolorit zur Geltung kommen. Als Gesandte der 15 ELKI-Gemeinden in der neu bestellten Synode erfahren wir von den anderen Organen der Kirchenleitung Wesentliches und Neues, z.B. zu den ELKI-Finanzen, tauschen uns aus, formulieren Beschlussanträge (bitte rechtzeitig und korrekt zweisprachig) und stimmen ab - letztinstanzlich. Schon vorab können die Synodalen mitteilen, inwieweit ihre Beschlüsse bei der Synode 2019 zu konkreten Klimaschutz-, Diakonie- und Digitalisierungs-Initiativen auf Gemeindeebene umgesetzt werden. Nicht zuletzt sind in dieser ersten Session der neuen Amtsperiode des obersten ELKI-Organs auch in personeller Hinsicht mindestens 18 Weichen zu stellen, statutengemäß (Art.18/19) immer beginnend mit der Wahl von Synodalpräsident/in und Vizepräsident/in für diese und die drei folgenden Sessionen. Entscheidender für Geschäftsführung und Verwaltung ist dann die Wahl von 3 Nicht-Geistlichen ins Konsistorium, wo sie kollegial mit Dekan/in und Vizedekan/in ihre Verantwortung für die ELKI ausüben (Art.22). Ebenfalls für 4 Jahre zu wählen sind die 3 Rechnungsprüfer/innen und 2 Ersatzleute (Art.28), die 6 Mitglieder des Schlichtungsausschusses (Art.30) und 2 Mitglieder des 4-köpfigen Ausschusses für allenfalls strittige Glaubensfragen (Art.32). Der Arbeitstitel für diese Synode, erneut zweisprachig, ohne doppelt zu moppeln, lautet: WIR WÄHLEN. FEDE FA FUTURO. Eine gute Wahl! Ihnen allen ein gesegnetes, gesundes, friedliches 2020! Meran, den 17. Dezember 2019
✔ ✔ ✔ ✔ Cari Sinodali, con questa lettera convoco la I seduta ordinaria del XXIII Sinodo della CELI. Durerà dal giovedì pomeriggio del 30 aprile fino alla domenica a ora di pranzo del 3 maggio 2020. Questa volta ci riuniremo a Castellammare di Stabia/NA (www.stabiae.org), dove saremo anche alloggiati (www.vesuvianinn.com), con vista sul Vesuvio e nelle immediate vicinanze di due antiche ville, che visiteremo il sabato pomeriggio; la stessa sera verremo anche allietati da un complesso musicale locale. Come inviati delle 15 comunità della CELI nel nuovo Sinodo verremo informati dell’essenziale e delle novità dagli altri organi della Conduzione della Chiesa, ad es., riguardo le finanze della CELI, ci scambieremo idee, formuleremo delibere (vi prego consegnatele in tempo e nelle due lingue in forma corretta) e in ultima istanza voteremo. I sinodali possono comunicare già anticipatamente in che misura le delibere del Sinodo 2019 siano state realizzate a livello delle comunità attraverso iniziative concrete riguardanti la tutela dell’ambiente, la diaconia e la digitalizzazione. Non per ultimo in questa prima sessione del nuovo mandato dell’organo sovrano della CELI verranno sostituite per lo meno 18 persone in conformità con lo statuto (art.18/19) sempre iniziando con l’elezione del Presidente del Sinodo e del Vicepresidente per questa sessione e le prossime tre. Decisiva per la conduzione degli affari correnti e dell’amministrazione è l’elezione di 3 consiglieri laici nel Concistoro, dove collegialmente con il/la Decano/a e il/la Vicedecano/a esercitano la loro responsabilità nei confronti della CELI (art.22). Sempre per 4 anni devono essere eletti 3 revisori dei conti e 2 sostituti (art.28), i 6 membri del Collegio dei Conciliatori (art.30) e 2 dei 4 membri del Collegio in materia di fede e di dottrina (art.32). Il titolo dei lavori di questo Sinodo, di nuovo espresso nelle due lingue, ma senza ripetere due volte la stessa cosa, è il seguente: WIR WÄHLEN. FEDE FA FUTURO. Una buona scelta! Auguro a tutti voi un 2020 benedetto, sano e sereno! Merano, 17 dicembre 2019
Georg Schedereit Synodalpräsident | Presidente del Sinodo
Traduzione: MariaClara Palazzini Finetti
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✔ Die lutherischen Kirchen setzen sich mehr denn je für die Verwirklichung von Menschenrechten ein. Das Frauennetzwerk bietet am Samstag, 28. März ein Seminar zu diesem Thema an. Inhalt des Seminares ist das Übereinkommen der UNO zur Beseitigung jeder Diskriminierung der Frau (CEDAW); die Vertragsstaaten werden darin zur rechtlichen und faktischen Gleichstellung von Frauen verpflichtet. Ist unsere Kirche ein aktiver und inklusiver Ort zur Verwirklichung der Frauenund Menschenrechte? Es erwartet uns ein interessantes Programm mit qualifizierten Frauen. Maria Cristina Rendòn, Genf, vormals Programmassistentin für Geschlechtergerechtigkeit und die Stärkung der Frauen beim Lutherischen Weltbund. Claudia Signoretti (PartecipArte), Rom, langjährige Erfahrung bei der Anleitung zu interaktiven Workshops zu CEDAW nach dem Vorbild des «Theater der Unterdrückten». Vertreterinnen des “Osservatorio interreligioso sulla violenza contro le donne” werden von dieser Initiative berichten. Das Seminar wird in Deutsch und Italienisch stattfinden, interessierte Frauen und Männer sind herzlich eingeladen. WO: BOZEN. Unterbringung: Hotel Post Gries, Corso della Libertà, 117, tel.04471.29000. SEMINAR: Gemeindesaal der Ev. Luth. Gemeinde Bozen, via Col di Lana, 10. WANN: Samstag, 28. März, 9:30 bis 17:30. Teilnehmer*innen, die
übernachten, reisen am Freitag, dem 27. März bis 18:00 Uhr an, Abreise ist am Sonntag nach dem Gottesdienst. KOSTEN: Unterbringung und Verpflegung DZ 70 Euro, EZ 90 Euro pro Person. Teilnehmer*innen, die nicht übernachten, zahlen einen Beitrag von 10 Euro für den workshop mit Claudia Signoretti. Das Seminar wird aus Otto per Mille Mitteln der ELKI bezuschusst.
La nostra chiesa è un luogo attivo e inclusivo per realizzare i diritti delle donne e i diritti umani? Ci aspetta un programma interessante, con donne qualificate. Maria Cristina Rendòn, Ginevra, già Assistente al Programma per la giustizia di genere e l’empowerment delle donne presso la Federazione Luterana Mondiale. Claudia Signoretti PartecipArte, Roma, promotrice e animatrice con lunga esperienza nella gestioni di laboratori interattivi CEDAW sul modello del “Teatro dell’Oppresso”. Saranno presenti membri dell’“Osservatorio interreligioso sulla violenza contro le donne”, fondato nel 2019. Il seminario si svolgerà in italiano e tedesco e sono invitati donne e uomini.
INFORMATION U. ANMELDUNG:
Renate Zwick 329.315.6630 renate.zwick@libero.it. ANMELDUNG: bis 25.02.2020 www.chiesaluterana.it
27-29 MARZO 2020 DIRITTI DELLE DONNE = DIRITTI UMANI Sulla disparità di diritti nella vita quotidiana
✔Le chiese luterane si impegnano più che mai per la realizzazione dei Diritti umani. La Rete delle Donne della CELI organizza, sabato 28 marzo, un seminario su questo tema. Il seminario si occuperà della Convenzione dell’ONU per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW, 1979). Gli stati che ratificano la CEDAW si impegnano a eliminare ogni forma di discriminazione in tutti gli ambiti della vita.
DOVE: BOLZANO. Alloggio: Hotel Post Gries, Corso della Libertà, 117, Tel.04471.29000. LUOGO DEL SEMINARIO: saletta comunitaria della Chiesa Ev. Luterana di Bolzano, via Col di Lana n°10. QUANDO: Sabato, 28 marzo, ore 9:3017:30. Arrivo dei partecipanti che pernottano, venerdì 27 marzo entro le ore 18; partenza domenica 29 marzo dopo il culto. COSTI: Vitto e alloggio: 70 Euro a persona in camera doppia, 90 Euro in camera singola. Ai partecipanti che non pernottano è chiesto un contributo di 10 Euro per il laboratorio con Claudia Signoretti. Il seminario viene sovvenzionato dai fondi dell’otto-per-mille della CELI. INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: Renate Zwick, renate.zwick@libero.it, 329.315.6630. ISCRIZIONE: entro il 25.02.2020 www.chiesaluterana.it
✔ ✔ ✔ ✔
APPUNTAMENTII
27.-29. MÄRZ 2020 FRAUENRECHTE = MENSCHENRECHTE Von der Ungleichheit der Rechte im täglichen Leben
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TERMINE
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Jahreslosung 2020 Il versetto dell’anno 2020
CELI|ELKI Chiesa Evangelica Luterana in Italia | Evangelisch-Lutherische Kirche in Italien www.chiesaluterana.it decanato@chiesaluterana.it Facebook: www.facebook.com/ChiesaEvangelicaLuteranaInItalia Instagram: www.instagram.com/chiesaevangelicaluterana Pressereferentin | Referente di stampa Nicole Dominique Steiner press@chiesaluterana.it
Ich glaube, hilf meinem Unglauben
Radio Culto evangelico | Evangelische Andacht (in italiano | in Italienisch) RAI RaiUno, la domenica mattina alle 6.35 | Sonntag Morgen um 6.35 Per riascoltare le trasmissioni | Zum Wiederabhören: www.fedevangelica.it/servizi/ssrtvo31.asp
Markus 9, 24
Credo! Aiuta la mia incredulità Marco 9, 24
TV | Fernsehen Protestantesimo (in italiano | in Italienisch) RAI TV RaiDue, in onda quindicinalmente, la domenica mattina attorno alle 8.00. Prima replica, nella notte tra il martedì e il mercoledì dopo l’1; seconda replica, la domenica successiva, dopo “la domenica sportiva” attorno all’1.30. | Alle zwei Wochen, Sonntagmorgen ungefähr um 8 Uhr. Erste Wiederholung in der Nacht von Dienstag auf Mittwoch nach 1 Uhr; zweite Wiederholung am darauffolgenden Sonntag nach der Sendung “La domenica sportiva” ungefähr um 1.30 Uhr. www.protestantesimo.rai.it
APPUNTAMENTI | TERMINE 06.03.2020 Giornata mondiale di preghiera | Weltgebetstag “Alzati e cammina” | “Steh auf und geh!” 27-29.03.2020 Bolzano | Bozen Seminario Rete delle donne „Diritti delle donne = Diritti umani” Seminar des Frauennetzwerkes “Frauenrechte = Menschenrechte” Iscrizioni entro il 25 febbraio | Anmeldefrist: 25. Februar www.chiesaluterana.it 30.04-03.05.2020 Castellammare di Stabia Sinodo della CELI | Synode der ELKI 01-08.07.2020 Austria | Österreich Viaggio CELI | Elki Reise Iscrizioni entro il 14 maggio | Anmeldefrist: 14. Mai www.chiesaluterana.it