SCHUTZHÜTTE B1 RIFUGIO
REPORT 2018/2019
Progetto schutzhütte b1 rifugio
PREPARED AND PRESENTED BY SCHUTZHÜTTE B1 RIFUGIO
indice SCHUTZHÜTTE B1 rifugio ABOUT SCHUTZHÜTTE B1 RIFUGIO
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SCHUTZHÜTTE B1 RIFUGIO CHI SIAMO
OBIETTIVI
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ABOUT THE PEOPLE
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LA TUTELA DEI DIRITTI L'ANALISI DEL BISOGNO DEL TERRITORIO
HANNO LASCIATO TRACCIA NELLA CASA E NEI NOSTRI CUORI PAESI D'ORIGINE UNA DELLE VITE CHE ABBIAMO INCONTRATO
SERVIZI EROGATI
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ATTIVITÀ
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LAVORO DI RETE
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ACCOMPAGNAMENTO SOSTEGNO
AIUTO RICERCA LAVORO E RICERCA CASA CORSI DI LINGUA E SOSTEGNO ALLO STUDIO WORK - ATTIVITÀ ORE DI VOLOTARIATO SENSIBILIZZAZIONE
LAVORARE IN RETE PER SOSTENERE LE PERSONE IL MEGLIO POSSIBILE
SFIDE QUOTIDIANE
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PER I RICHIEDENTI D'ASILO E I RIFUGIATI
CONCLUSIONI
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128 PERSONE PER UN TOTALE DI 3587 NOTTI
FINANZIAMENTI
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TU LO RENDI POSSIBILE
RINGRAZIAMENTI
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ALTRO
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RINGRAZIAMENTI PARTICOLARI
HANNO DETTO DI NOI | FONTI & DA LEGGERE | IMPRESSUM APPENDIX ACRONOMI
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L'UNICA NAZIONE È L'UMANITÀ
About SCHUTZHÜTTE B1 rifugio
A LITTLE BIT ABOUT WHO WE ARE
Binario 1 | Bahngleis 1 è un gruppo di volontari che si sono riuniti in maniera spontanea nella primavera 2015 in occasione dell’aumento del flusso di cittadini richiedenti asilo che giungevano in maniera autonoma alla stazione di Bolzano. Nasce quindi come un movimento spontaneo di volontari della società civile, cittadine e cittadini che si sono impegnati in forma totalmente volontaria, per fornire una risposta ai bisogni immediati delle tante persone stremate che si sono trovate in città. Parliamo del flusso dei migranti in transito verso il nord, ma anche di persone che avevano espresso la volontà di rimanere in Italia.
Ci siamo accorti di come le politiche di accoglienza a livello locale si siano sempre contraddistinte per un approccio emergenziale. Da qui è partito il nostro impegno fuori dalla stazione, sia per i richiedenti asilo nei centri di accoglienza, che per coloro che sono rimasti sulla strada. Le pratiche di accoglienza finora non hanno permesso a tutti i richiedenti asilo l’accesso alle misure di accoglienza come previsto dalla normativa nazionale ed europea. Sulla base delle ultime disposizioni provinciali sono rimasti in strada soggetti vulnerabili, che solo grazie all’impegno dei volontari hanno in parte potuto trovare un rifugio provvisorio nella chiesa evangelica e/o presso privati.
Il progetto Schutzhütte B1 Rifugio vuole essere un esempio concreto di risposta sociale e contestualmente una denuncia delle carenze sistemiche locali in materia di tutela dei richiedenti asilo.
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Nasce la Schutzhütte B1 Rifugio – come luogo di ospitalità, ma anche come associazione. L’idea della casa nasce dunque dopo un lungo lavoro di monitoraggio svolto da noi personalmente e approfondito grazie al lavoro di rete con gli altri gruppi di volontari presenti sul territorio. Negli anni di attività in strada abbiamo cercato di fare un’analisi del bisogno sul territorio considerando le particolarità dovute alla posizione geografica della nostra provincia, situata in una zona di confine. In particolare, abbiamo notato che tra il 2014 e il 2015 c’è stato un notevole aumento di arrivi di persone richiedenti asilo (appendix i) in maniera autonoma (appendix ii). Queste persone, infatti, non arrivavano nel nostro territorio tramite i flussi gestiti direttamente dal Commissariato del Governo, ma vi giungevano spontaneamente (rotta balcanica, Nord Europa, etc) e, per questo motivo, venivano esclusi dal sistema di accoglienza (appendix iii). Molte delle persone in strada avevano fatto richiesta di protezione internazionale a Bolzano e si trovavano nella cosiddetta lista di attesa per un posto in una struttura di accoglienza. Queste persone avrebbero e hanno diritto all’accoglienza in un centro. È un diritto che proviene da una direttiva Europea (Direttiva 2013/33/UE) convertita nel decreto-legge 142 del 2015. Per la legge italiana e le direttive europee non esistono richiedenti asilo “in quota” e “fuori quota”. Tutti, indistintamente, hanno il diritto all’accoglienza, qualsiasi sia il modo in cui essi sono arrivati in Italia (via mare, via terra), una volta che hanno ivi presentato richiesta d'asilo. Abbiamo constatato come, di conseguenza, diverse persone richiedenti asilo si siano trovate a doversi arrangiare, affidati all’accoglienza volontaria o molto più spesso vivendo sotto i ponti cittadini anche per tutta la durata del processo di richiesta asilo, la quale mediamente dura dai 2 ai 3 anni (appendix iv). Tra queste persone ce ne sono state diverse che versavano in particolare situazione di vulnerabilità. La situazione è andata peggiorando soprattutto da ottobre 2016 (appendix v), culminando con la tragica morte del piccolo Adan (appendix vi).
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Non potendo accettare che i richiedenti asilo, in particolar modo vulnerabili, fossero costretti a passare notti all’addiaccio aspettando che la burocrazia assegnasse loro un posto abbiamo deciso di offrire a queste persone ospitalità a breve termine. La nostra, infatti, è da considerare ospitalità emergenziale, perché è sempre stato molto importante per noi, tanto proteggere i richiedenti asilo nella difesa di un loro diritto di base di avere un tetto sulla testa, quanto il non volerci in alcun modo sostituire alle istituzioni. Il nostro obiettivo è da sempre quello di segnalare le situazioni precarie alle autorità competenti, auspicando una risposta istituzionale che rispetti le normative in vigore e la dignità delle persone.
QUANDO INTERVIENE LA SCHUTZHÜTTE B1 RIFUGIO Schutzhütte B1 Rifugio interviene soprattutto per le persone in fuga appartenenti alle categorie vulnerabili. Le categorie rientranti in questa definizione secondo il d.lgs. 142/2015 sono gli adulti disabili, i minori non accompagnati, gli anziani, le donne in stato di gravidanza, i genitori singoli con figli minori, le vittime di tratta di esseri umani, le persone affette da gravi malattie o da disturbi mentali; le persone per le quali è accertato che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale e vittime di mutilazioni genitali. Rivolgiamo l’attenzione anche ad altre categorie non menzionate dal d.lgs. 142/2015, come le donne sole e le famiglie con figli minori, dal momento che, in considerazione delle condizioni sociali di senza fissa dimora in cui si trovano, sono fortemente esposte a fattori di rischio e vulnerabilità. Ci sono persone appartenenti alle categorie sopra menzionate che rimangono sprovviste di un tetto e di mezzi per la sopravvivenza, nonostante la normativa preveda una tutela maggiore e un intervento prioritario per loro. Schutzhütte B1 Rifugio si propone come una misura di segnalazione e di supporto a breve termine. Abbiamo dunque ospitato Persone Richiedenti Protezione Internazionale Vulnerabili. (appendix vii). Al criterio di vulnerabilità riconosciuto anche dalla provincia abbiamo aggiunto la categoria delle donne sole. L’ospitalità per le persone richiedenti asilo presso la nostra casa è di 3 giorni (prolungabili a 5 se la persona viene ospitata nei giorni immediatamente precedenti al fine settimana).
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In questi giorni le persone hanno la possibilità di riposarsi mentre svolgano i colloqui necessari con le istituzioni preposte a valutare il loro inserimento alloggiativo (appendix viii). Oltre a questa tipologia di accoglienza breve abbiamo proposto una secondo tipo di ospitalità, la cosiddetta “terza accoglienza”. Nel nostro progetto di terza accoglienza, per il quale abbiamo riservato 4/5 posti sui 23 disponibili, ospitiamo persone che hanno visto riconosciuta una forma di protezione da parte della commissione territoriale e che dovevano, per regolamento, uscire dalle strutture di accoglienza. (appendix ix) Abbiamo offerto alle persone in terza accoglienza ospitalità per un periodo massimo di tre mesi. Poco dopo aver aperto abbiamo rilevato sul territorio una terza categoria bisognosa di ospitalità. Si tratta di persone ospitate presso i dormitori notturni (appendix x) e che hanno contratto malattie certificate dall’ambulatorio STP (Ambulatorio Stranieri Temporaneamente Presenti sul territorio: ambulatorio per i cittadini stranieri che non sono ancora in possesso dei requisiti necessari per l’accesso al Sistema Sanitario Nazionale). In caso di malattie non gravi, ma che richiedono comunque un periodo di convalescenza (es. influenza, infezioni varie etc) ospitiamo le persone per il periodo previsto dal certificato medico. Da qui è nata un’ottima collaborazione con i medici volontari e dell’ambulatorio STP, tanto che gli stessi medici si sono resi disponibili a venire di persona in struttura per visitare le persone entro 24 ore dal loro inserimento. In questo periodo (dai 5 ai 7 giorni) comunichiamo ai responsabili dell’Emergenza Freddo che le persone non hanno rinunciato al loro posto letto. In questo modo, alla fine del periodo di convalescenza prescritto dai medici le persone possono fare ritorno al dormitorio notturno. La struttura ha aperto l’8 gennaio 2018 e come previsto fin dall'inizio ha chiuso il 15 marzo 2019.
CONVALESCENZA 13%
TERZA ACCOGLIENZA 18%
EMERGENZA 69%
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obiettivi
Il nostro primo obiettivo era, ed è tuttora, la tutela dei diritti dei richiedenti protezione internazionale, tra l’altro quello di non dover dormire all’addiaccio. Come già menzionato in precedenza, non potendo rispondere alle esigenze, legittime, di tutte le persone, abbiamo deciso di ospitare le persone vulnerabili, aggiungendo a questa definizione la categoria delle donne sole. Il diritto all'accoglienza per chi fa domanda di protezione internazionale è previsto dal Decreto legislativo n. 142 del 2015, che ha recepito la Direttiva europea 2013/33/UE. xii tale decreto legislativo prevede che le misure di accoglienza "si applicano dal momento della manifestazione di volontà di chiedere la pprotezione internazionale " (Art 1 co.2); dunque non viene richiesta la fomralizzazione già avvenuta della richiesta per la protezione internazionale. Per quanto riguarda i rifugiato ovvero i titolari di protezione internazionale la legge italiana prevede una trattamento pari ai cittadini italiani: “ I rifugiati hanno diritto di accedere, in condizioni di parità con i cittadini italiani, agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e ai servizi di interme-diazione delle agenzie sociali eventualmente predisposte da ogni Regione o dagli enti locali per agevolare l’accesso alle locazioni abitative e al cre-dito agevolato in materia di edilizia, recupero, acquisto e locazione della prima casa di abitazione (articolo 29, comma 3, del D Lgs 251/2007).” Il secondo obiettivo era quello di fare un’analisi del bisogno del territorio. C’era però la difficoltà, dato che le persone venivano ospitate in un circuito di accoglienza, per così dire, informale (da volontari o da conoscenti), di determinare una stima del bisogno. Allo stesso modo diventava complicato poter fare le dovute segnalazioni alle istituzioni responsabili di fornire adeguata accoglienza. Per questo motivo abbiamo deciso di avviare un progetto-pilota della durata di 14 mesi in cui registrare tale bisogno attraverso una struttura di “transito” in cui queste persone venissero ospitate/accolte. La speranza era che alla scadenza del progetto tale struttura venisse presa in gestione da parte delle istituzioni preposte (come Comune e Provincia), alla luce delle necessità emerse durante questi 14 mesi. In 14 mesi di attività abbiamo ospitato 128 persone per un totale di 3587 notti. I dati parlano chiaramente: nella nostra città per 3587 notti una persona richiedente asilo sarebbe rimasta in strada durante la notte.
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ABOUT THE PEOPLE HANNO LASCIATO TRACCIA NELLA CASA E NEI NOSTRI CUORI
ABBIAMO DATO OSPITALITÀ A 128 PERSONE PER UN TOTALE DI 3587 NOTTI
30 DONNE SOLE DI CUI 4 IN TERZA ACCOGLIENZA E 26 IN EMERGENZA
44 UOMINI DI CUI 11 UOMINI SOLI CON UN CERTIFICATO MEDICO, 12 IN TERZA ACCOGLIENZA E 21 IN EMERGENZA
6 FAMIGLIE 11 COPPIE
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ABBIAMO OSPITATO PERSONE DA 21 PAESI DI ORIGINE
MAROCCO
ARMENIA GEORGIA TURCHIA SIRIA AFGHANISTAN TUNISIA IRAQ PALESTINA IRAN
PAKISTAN
MALI NIGER GUINEA
GAMBIA
JEMEN
NIGERIA
GUINEA-BISSAU SOMALIA
COSTA D'IVORIO
SRI LANKA
Donne terza accoglienza 3.9% uomini con certificato medico 11.8%
Uomini terza accoglienza 11.8%
Accoglienza persone
famiglie 17.6%
donne in emergenza 30.4%
uomini in emergenza 22.5%
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UNA DELLE VITE CHE ABBIAMO INCONTRATO
Febbraio 2018. Bolzano. Parco di fronte alla stazione dei treni. Una ragazza gira da un po' nella città di Bolzano. Sta scrivendo la tesi del suo dottorato ed è venuta qui perché interessata alle dinamiche che si creano vicino al confine. Impara a conoscere i luoghi di aggregazione (due mense) e di ritrovo (il parco di fronte alla stazione) e pian piano anche a riconoscere le persone. La ragazza da un paio di giorni nota A. È febbraio (2017) e fa parecchio freddo. A differenza delle altre persone che si trovano a passare le giornate al parco, A. rimane sempre in disparte, da solo in un angolo con lo sguardo perso. S., la volontaria si avvicina e si fa raccontare. A. è giunto in Italia con i barconi a dicembre 2017. Una volta sbarcato, da solo, si è diretto verso Nord. Voleva raggiungere la Germania. Al Brennero è stato rimandato indietro e come tanti altri è rimasto a Bolzano non sapendo più dove andare. Ha molto male alla mano destra. Si reca, con l’aiuto della volontaria, all’ambulatorio STP. I medici dell’ambulatorio ci segnalano il caso e decidiamo di ospitarlo per alcuni giorni. Non parla italiano, è tutto ricurvo e molto silenzioso. Non riusciamo a dire se la sua sia timidezza perchè a volte sembra quasi impaurito.
I primi tre giorni rimane rintanato in stanza. Quando entriamo per chiedergli se desidera una tazza di tè caldo lo troviamo sempre seduto, spalle al muro e in silenzio. Dovrà passare quasi un mese prima che A. inizi ad alzare le spalle. In questo mese abbiamo visto che le mascelle sanguinavano e ci ha raccontato che in Libia, nei centri di detenzione, lo avevano ripetutamente picchiato in bocca col calcio del fucile. Anche alla mano presenta diverse fratture frutto delle torture subite.Dopo qualche giorno, ci racconta che non riesce a mangiare.In ospedale scopriamo che soffre di diverse patologie. Racconta di essere dovuto scappare di casa perché il padre della sua ragazza, un militare, lo voleva uccidere. Mentre fuggiva i soldati hanno ucciso uno dei suoi fratelli mentre cercava di indicargli la strada per scappare. A quel punto ha portato via con sé la madre e il fratellino. Lungo il deserto. Sono giunti in Libia assieme. In Libia sono stati separati. Donne e bambini in un carcere. Gli uomini in un altro carcere. Lui non sa più niente della madre e del fratellino. Ma conosce bene le angherie che sono costrette a subire le persone in Libia. Sa cosa succede alle donne. Non riesce a dormire. A. non è accolto in uno dei centri di accoglienza cittadini, perché sì, è arrivato con un gommone, ma poi si è mosso da solo. È giunto qui in maniera autonoma e quindi, dopo aver formalizzato la richiesta di asilo (procedura che dura da 1 giorno a due settimane), può accedere solamente al dormitorio notturno. Decidiamo che A. sarà un’eccezione, che cercheremo di aiutarlo ad entrare in accoglienza, come da suo diritto e nel frattempo faremo il possibile per aiutarlo a stare meglio. Prolunghiamo l’ospitalità per lui oltre i 5 giorni.
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CONTINUA LA STORIA DI A.T. Contattiamo un professionista, un etnopsichiatra il quale coglie la nostra urgenza e lo prende in carico in emergenza.
Inizia così un percorso di accompagnamento per A. Fa una visita dermatologica che certifica i gravi segni delle torture subite. Non deve essere facile spogliarsi di fronte ad uno sconosciuto e farsi fotografare le cicatrici, ma per fortuna nostra il medico del reparto è una persona in gamba e sensibile. Piano piano A. inizia a dormire meglio. Frequenta da subito i corsi di italiano offerti da una nostra volontaria. Frequenta con entusiasmo. Come spesso capita si instaura un rapporto di amicizia e di fiducia. A volte sorride. Quando sorride vediamo un nuovo volto, come se il sorriso facesse riemergere l'uomo che era, l'uomo che potrà essere. Lo accompagniamo in questura per presentare richiesta d’asilo. Lo aiutiamo a districarsi e orientarsi tra i servizi presenti sul territorio. Viene seguito, molto bene, da una ragazza che lavora presso la Consulenza Profughi. Prepara con il suo aiuto e con fatica la sua “memoria di vita" . Segnaliamo il suo caso agli assistenti sociali del Sis. Fa dei colloqui con l’assistente sociale la quale segnala il suo caso al Commissariato del Governo perché venga inserito in una struttura di accoglienza. Passano diversi mesi, passano sette lunghi mesi, mesi in cui A. non avrebbe ricevuto quasi nessun tipo di aiuto, se non quello legale offerto dalla Consulenza Profughi. In otto mesi da quando ha raggiunto l’agognata Europa non ha mai ricevuto pocket money. Finalmente, il 6 di ottobre (è arrivato a Bolzano a gennaio) entra in un centro di accoglienza straordinaria della Provincia.
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servizi erogati PERCHÈ SONO IMPORTANTI QUESTI ACCOMPAGNAMENTI: LE PERSONE NON VENGONO ASCOLTATE DIALOGO ALLA PARI L'AUTO AIUTO
ACCOMPAGNAMENTO PRESSO L’UFFICIO IMMIGRAZIONE DELLA QUESTURA DI BOLZANO PRESENTARE RICHIESTA DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE CHIEDERE INFORMAZIONI SULLA PROCEDURA DELLA RICHIESTA PROTEZIONE INTERNAZIONALE PRENDERE APPUNTAMENTO PER IL DISBRIGO DELLE PRATICHE
ACCOMPAGNAMENTO PRESSO GLI UFFICI DEL SIS E NEI COLLOQUI CON GLI/LE ASSISTENTI SOCIALI ACCOMPAGNAMENTO PRESSO GLI UFFICI DELLA CONSULENZA PROFUGHI
AIUTO VERSO UNA VITA AUTONOMA AIUTO NELLA RICERCA LAVORO: REDIGERE IL CURRICULUM VITAE, ISCRIZIONE ALLE AGENZIE INTERINALI, CORSI DI PREPARAZIONE E EMPOWERMENT (FIT2WORK) SOSTEGNO NELLA RICERCA CASA: CREAZIONE DI RETE E MEDIAZIONE CON I PRIVATI NEL RAGGIUNGERE QUESTO OBIETTIVO SOSTEGNO PER L'ISCRIZIONE ANAGRAFICA COLLOQUI DI ORIENTAMENTO SUL TERRITORIO AIUTO ISCRIZIONE SCUOLA/CORSI SERVIZIO DOPOSCUOLA CON AIUTO COMPITI CORSI DI LINGUA ITALIANA E DI LINGUA TEDESCA
ACCOMPAGNAMENTI VERSO ALTRI SERVIZI ACCOMPAGNAMENTO E SERVIZIO DI MEDIAZIONE IN OSPEDALE COLLOQUI DI PREPARAZIONE PER LA PRESENTAZIONE RICHIESTA DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE E DI PREPARAZIONE PER L’AUDIZIONE PRESSO LA COMMISSIONE TERRITORIALE SOSTEGNO E MEDIAZIONE CON GLI AVVOCATI CONTATTI E ACCOMPAGNAMENTI CON SERVIZI COME HANDS E MIGRANTES COLLOQUIO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI BOLZANO CONTATTI E ACCOMPAGNAMENTI PRESSO I CENTRO DI SALUTE MENTALE ORGANIZZAZIONE E PREPARAZIONE DEI DOCUMENTI NECESSARI, COLLOQUI PER ATTIVAZIONE STAGE PRESSO LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
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attività
PER NOI È SEMPRE STATO IMPORTANTE NON SOLO DARE UN TETTO SOPRA LA TESTA ALLE PERSONE MA DARE QUALCOSA IN PIÙ E FAR CONOSCERE ANCHE "FUORI" LE DIFFICOLTÀ QUOTIDIANE DELLE PERSONE CHE ABBIAMO POTUTO OSPITARE E SEGUIRE PER UN BREVE PERIODO
AIUTO RICERCA LAVORO E RICERCA CASA Alcuni dei nostri volontari hanno offerto il servizio di ricerca lavoro e ricerca casa Il servizio era strutturato come uno sportello con orario fisso: due ore alla settimana per ciascun volontario. Gli ospiti e gli ex ospiti della struttura hanno potuto accedere al servizio per: - redigere il curriculum vitae - scrivere una lettera di presentazione - iscrizione presso le agenzie del lavoro - iscrizione presso l’ufficio di mediazione al lavoro della provincia - preparazione e simulazione di un colloquio di lavoro - ricevere informazioni e auito per cercare casa
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CORSI DI LINGUA E SOSTEGNO ALLO STUDIO
L’aspetto della comunicazione è di particolare importanza e la conoscenza della lingua rappresenta un passo indispensabile verso l’inclusione. I richiedenti asilo devono spesso cercarsi autonomamente un corso di lingua e molti non hanno il denaro necessario per pagarlo. Per i corsi gratuti ci sono spesso lunghissime liste d'attesa. Al Rifugio Schutzhütte B1 abbiamo predisposto alcune offerte e organizzato diversi corsi di lingua. Il nostro obiettivo è quello di aiutare a comunicare il più rapidamente possibile in lingua italiana e tedesca fornendo le competenze linguistiche di base che facilitino i processi di inclusione. In considerazione delle esigenze dei partecipanti, le/gli insegnanti volontari offrono una formazione linguistica a diversi livelli. Per quanto ci è stato dato di verificare fino ad oggi i risultati finali sono in linea con gli obiettivi prefissati contribuendo senz’altro al miglioramento degli aspetti relazionali, delle persone coinvolte nel progetto. A lato di questa attività principale se ne è svolta una in qualche misura complementare ossia quella di sostegno allo studio. Persone che hanno intrapreso un percorso scolastico o formativo che necessitano di aiuto nello studio ricevono un supporto.
ITALIANO
TEDESCO
SOSTEGNO ALLO STUDIO
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300
400
DISTRIBUZIONE ORE SVOLTE DI LINGUA E SOSTEGNO ALLO STUDIO
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WORK JOB FAIR- FAIR JOB In collaborazione con l’Asso Imprenditori abbiamo organizzato una giornata di "Job Speed-Dating" con l’obiettivo di creare un reale momento di incontro per le aziende del territorio e le persone richiedenti e titolari di protezione presenti nella nostra provincia. Abbiamo scelto quindi di adottare la formula dello speed dating per questo incontro che ha avuto luogo il 28 novembre 2018. Hanno partecipato 8 grandi aziende del territorio e 45 persone. Ci sono stati in tutto 130 colloqui dei quali le aziende si sono dette molto soddisfatte e hanno richiesto di poter replicare quest’esperienza nel futuro.
Per partecipare al Job Fair abbiamo contattato le persone interessate e svolto dei colloqui preliminari con ciascuna di esse. Durante questi colloqui abbiamo approfondito l’area di interesse e quella di maggiore esperienza in modo da poter fare un matching adeguato con le richieste pervenute da parte delle aziende.
Riteniamo sia di vitale importanza creare momenti del genere in un territorio dove non manca il lavoro, ma sembrano mancare tali momenti di incontro basati sulla professionalità delle persone.
CONFLICT KITCHEN WORK (collaborazione con blufink) Il 03 ottobre 2018, dalle 18.30 alle 21:30 abbiamo organizzato in cooperazione con blufink un workshop sul tema "LAVORO". Lo scopo era di informare imprenditori ed interessati e di scambiare esperienze, riflettere e creare sinergie. Il workshop era organizzato in 4 diversi tavoli di lavoro: 1. Tavolo Legale i relatori erano un avvocato specializzato e una sindacalista
2. Tavolo Aziende In questo tavolo i relatori erano due persone del mondo dell’imprenditoria che hanno sviluppato esperienze con il mondo dei richiedenti asilo/migranti 3. Tavolo Provincia e incentivi Come relatori due impiegati della Provincia Autonoma di Bolzano – Ufficio Fondo Sociale Europeo 4. Tavolo Richiedenti d'asilo Come relatori: un ragazzo giunto in Italia da solo nel 2014 e una ragazza giunta 20 anni fa con la famiglia.
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FIT2WORK Fit2Work è un programma di formazione per la ricerca lavoro ideato da noi con il prezioso aiuto di 4 nostri volontari. Il programma è strutturato nella forma di un corso di 4 incontri che hanno avuto luogo per 4 giovedì di fila nelle ore serali. Il programma è strutturato come sotto descritto: stesura del curriculum vitae e della lettera di presentazione;
ORE DI VOLONTARIATO
lavoro sulle risorse individuali dei partecipanti al corso; panoramica sulle offerte di lavoro del territorio; misure da intraprendere per una ricerca lavoro attiva e di successo; preparazione e simulazione dei colloqui di lavoro; diritti e doveri dei lavoratori, valutazione finale. Il programma è stato strutturato in due corsi diversi per offrire la possibilità a più persone di svolgere un lavoro approfondito in questo ambito. Al corso hanno partecipato 16 persone che hanno ricevuto un attestato di presenza. Altro 6.3%
Riunione team 5.3%
IL PROGETTO È STATO REALIZZATO CON TANTE ORE DI VOLONTARIATO Corsi di lingua 21.3%
NEL PERIODO TRA IL 8.01.2018 E IL 15.03.2019 LE ORE DI VOLONTARIAT SONO STATE PIÙ DI 4.000
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Presenza in casa 63.9%
SENSIBILIZZAZIONE Mini- Bolzano Con l’intenzione di proseguire con la nostra attività di sensibilizzazione abbiamo organizzato una visita presso la nostra struttura coinvolgendo le varie realtà presenti sul territorio. Dal comunicato stampa di Marzo 2018 di Casa Gioco VKE BZ2 – SpielHaus VKE BZ2 “In data 23.3.2018 abbiamo visitato la Casa-Rifugio/Schutzhütte dell’Associazione Binario 1 con la collaboratrice di Casa Gioco VKE BZ 1, Elena Pugno, e con il Consiglio Comunale di Mini Bolzano – La città dei Ragazzi e le mamme di Casa Gioco VKE BZ 2. Insieme ai rappresentanti dell’associazione Binario 1 abbiamo ragionato sul tipo di sostegno che sia le Case Gioco VKE a Bolzano, che la Città dei Ragazzi desidererebbe offrire al rifugio e chiarire bene i bisogni di quest’ultimo.”
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PROGETTO GIARDINAGGIO
L’edificio di via Carducci che ha ospitato il rifugiob1Schutzhuette è rimasto per anni disabitato, sia il verde adiacente all’entrata principale che il bellissimo giardino interno erano in stato di evidente abbandono. Alla richiesta di consulenza per il suo rispristino ha immediatamente risposto la "Scuola professionale provinciale per la frutti-viticoltura ed il giardinaggio" che ha sede a Laives. L’insegnante Emanuele Grandis con i suoi alunni ha risistemato il giardino creando uno spazio importante per la sua peculiarità di oasi di verde. Il giardino si è trasformato in un importante punto di incontro vissuto pienamente dalle persone che sono passate dal rifugio. Come si è svolto il progetto? Ecco una breve relazione del signor Grandis: “L' attività di manutenzione del giardino attiguo alla Schutzhuette si è svolta tra l'autunno del 2017 e la primavera del 2018. Il lavoro effettuato dai ragazzi delle classi II e III della scuola consisteva nel ripulire il giardino da vegetazione infestante sviluppatasi negli anni. Il problema maggiore, trattandosi di giardino interno, più che l'eliminazione è stato lo smaltimento dei residui vegetali, visto che non vi era un accesso diretto con l'esterno. Disponendo fortunatamente di un biotrituratore, siamo riusciti a ridurre notevolmente la massa di materiale e ad interrarlo tramite fresatura, dotando quindi il terreno di una cospicua quantità di sostanza organica. Abbiamo infine rastrellato e livellato il terreno predisponendo il terreno alla successiva semina e trapianto di piante ortive eseguite dagli ospiti della casa. Purtroppo l'esposizione non ottimale e l'elevata ombra dovuta agli edifici vicini e alla presenza di piante ad alto fusto, non hanno consentito una produzione di ortaggi ottimale. Per coloro che nel futuro pensano di ripetere l'esperienza, sconsiglio la coltivazione di piante orticole e da frutto e l'utilizzo di piante ornamentali da ombra quali ortensie ed acidofile in generale.” Un grande grazie anche a Monika che la primavera scorsa ha coinvolto diversi ospiti della casa nell'attività di giardinaggio. Da parte di tutto il rifugiob1Schutzhütte una grandissimo ringraziamento a tutti Voi per averci rististemato questo prezioso spazio!
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PROGETTO SCUOLA La casa messaci a disposizione è stata disabitata da diversi anni. Per farla più accogliente è stata coinvolta la “Scuola professionale provinciale per l`industria e l`artigianato” tramite un progetto creato ad hoc da due insegnanti. Hanno partecipato studenti e studentesse di due classi che hanno visitato la Schutzhütte B1 Rifugio come due ditte d’imbianchini fittizi. Hanno preso le misure dell’entrata e del nostro ufficio, chiesto quali fossero le nostre richieste e poi inviato due proposte di lavoro, entrambe bellissime, dalle quali potevamo scegliere. Ci hanno abbellito l’entrata e l’ufficio della Schutzhütte B1 Rifugio e inoltre hanno preparato una cartina del mondo secondo Peter, che dimostra la reale grandezza dei continenti. Mentre erano nella Schutzhütte B1 Rifugio è stato descritto loro il nostro progetto e la situazione nella nostra Provincia ed in Italia. Alla fine del lavoro hanno portato il resto dei loro compagni di classe in visita. È stato davvero bello vedere che erano gli stessi ragazzi a spiegare ai propri compagni sia il lavoro fatto che il progetto della Schutzhütte B1 Rifugio. Un sentito GRAZIE per il meraviglioso lavoro fatto!
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PROGETTO 72 ORE SENZA COMPROMESSI 72 ore di tempo per fare qualcosa di buono e mettere in piedi un vero e proprio progetto in un gruppo di giovani. Spingersi al limite, provare cose nuove, incontrare nuove persone e mettersi in gioco per smantellare i pregiudizi e le paure e stringere così nuove amicizie: le attività da svolgere saranno un segreto fino a pochi minuti prima dell’inizio, una sfida nei confronti di se stessi. Con un impegno costante di 72 ore esatte, si proverà a migliorare la vita di persone che vivono spesso ai margini della società: senza tetto, profughi... Il gruppo "Die Sportlichen", un gruppo di quattro ragazze di Bressanone, ci ha accompagnato per 72 ore nella Schutzhuette: "Durante il progetto ci siamo fatte un' idea della vita di un immigrato. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere Kamel della Palestina e Karam della Siria. Grazie ai loro racconti abbiamo capito quanto è diffiile dover lasciare il proprio paese e perdere tutto. È stata un' esperienza davvero indimenticabile e ringraziamo tutti dell' opportunita data." Grazie a voi ragazze!!!! Ci ha fatto molto piacere!
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lavoro di rete LAVORARE IN QUESTO AMBITO VUOL DIRE ANCHE LAVORARE IN RETE PER SOSTENERE LE PERSONE IL MEGLIO POSSIBILE
ALI Accoglienza Legalità Integrazione Aufnahme Legalität Integration Ambulatorio Mobile Ambulatorio STP Antenne Migranti Asso Imprenditori Avvocati Bozen Accoglie (rete di diversi associazioni) Bozen Solidale (Associazione di Volontariato) Centro di ascolto – Caritas Centro di Salute Mentale Centro Lemayer (Volontarius) Chiesa Evangelica Consulenza Profughi – Caritas Bolzano Formazione Professionale tedesca e italiana Freinademetz (Caritas Bolzano) Gea (L'Associazione- per la solidarietà femminile contro la violenza) Hands -Onlus (Centro Ricerca e Interventi per Problemi di Alcol e Farmacodipendenza)
Infopoint – Volontarius Kolping Haus Medici ambulatorio STP & Ambulatorio mobile Migrantes – Caritas Bolzano Odòs (Servizio di Caritas per le persone detenute ed ex-detenute ) OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) SIS (Servizio Integrazione Sociale) Sos Bozen (Associazione di Volontariato) Ufficio Mediazione Lavoro UNHCR Vinzenzverein - San Vincenzo Volontarius- River Equipe
....e tutte le persone private... la lista è in ordine alfabetico... sperando di non aver dimenticato nessuno...
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SFIDE QUOTIDIANe PER I RICHIEDENTI D'ASILO E i RiFUGIATI
1. Accesso alla questura & accesso alla richiesta di protezione internazionale: Per accedere all'ufficio immigrazione le persone devono attendere in fila fuori dall'edificio. Se le persone non sono accolte nelle strutture di accoglienza statali i tempi di attesa possono essere molto lunghi, di fatto sono sempre gli ultimi della fila e spesso capita che siano mandate via. Quando riescono ad accedere agli uffici ci sono scoprono che i tempi di attesa per accedere alla procedura di richiesta di protezione internazionale possono essere anche di due mesi. 2. Accesso alle strutture di accoglienza: Come nel caso di A. le persone che giungono sul nostro territorio in maniera autonoma si devono mettere in lista di attesa per poter accedere all'accoglienza la quale è immediata solamente per gli sbarchi gestititi direttamente dallo stato. La lista di attesa per i richiedenti asilo viene gestita dal Commissariato del Governo in concerto con la Provincia Autonoma che assegna i posti. Ci sono richiedenti asilo che hanno passato tutto il periodo della procedura (anche due anni) senza essere mai entrati in accoglienza. 3. Accesso ai dormitori notturni: per accedere ai dormitori notturni serve un documento di riconoscimento: per i richiedenti protezione internazionale spesso l'unico documento è quello che viene loro rilasciato al momento della formalizzazione della richiesta di protezione. Come visto nel primo punto capita sovente che bisogna attendere anche mesi per avere quel documento. Una volta ottenuto il documento della questura le persone sono sottoposte a una visita medica che prevede l'rx toracico per certificare l'idoneità della vita in comunità. Oltre alla validità di tale test e le spese per la comunità ci preme sottolineare che i tempi di attesa, per quanto brevi, portano le persone a dormire fuori anche dai dormitori notturni. 4. Accesso ai servizi igienici: i dormitori notturni cittadini sono aperti dalle 20:00 alle 8:00 quello per gli uomini e dalle 18:30 alle 8:30 quello per le donne. Fuori da questi orari le persone sono costrette a stare in strada con conseguente mancato accesso ai servizi igienici.
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5. Isccrizione anagrafica: La legge 132/2018 (nota come "Decreto Salvini" 113/2018) prevede nell'articolo 13 «1-bis. Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 non costituisce titolo per l'iscrizione anagrafica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e dell'articolo 6, comma 7, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.» La mancata iscrizione anagrafica comporta una serie di problematiche legate all'accesso alla sanità, accesso a diversi servizi pubblici come per esempio l'ufficio di mediazione al lavoro, apertura di un conto corrente, accesso a servizi accessori quali iscrizione scolastica e alle mense. Il Tribunale di Firenze con una ordinanza del 18 marzo 2019 invece riconosce la mancata iscrizione anagrafica come gravemente lesivo dei diritti della persona. (https://www.asgi.it/wpcontent/uploads/2019/03/2019_tribunale_FI_residenza_ Asilo.pdf6.MSNA 6. Corsi di Lingua: come accennato in precedenza i richiedenti asilo e i migranti non hanno facile accesso ai corsi di lingua offerti in Provincia per via delle lunghe liste d'attesa. 7. Alloggi: una delle maggiori difficoltà riscontrate nel nostro territorio è quella di trovare un alloggio. Questa difficoltà diventa sicuramente maggiore per le persone straniere. Abbiamo potuto constatare che anche quando le persone sono in possesso di regolare contratto di lavoro spesso la loro provenienza diventa un ostacolo nel trovare un alloggio. Riteniamo sia molto importante un continuo lavoro di sensibilizzazione e mediazione in questo ambito.
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conclusioni
IN 14 MESI DI ATTIVITÀ ABBIAMO OSPITATO 128 PERSONE PER UN TOTALE DI 3587 NOTTI. I DATI PARLANO CHIARAMENTE: NELLA NOSTRA CITTÀ PER 3587 NOTTI UNA PERSONA RICHIEDENTE ASILO SAREBBE RIMASTA IN STRADA DURANTE LA NOTTE.
Non è mai stata nostra intenzione puntare il dito contro qualcuno. Quello che abbiamo fatto è stato operare laddove non c’era nessuno. Abbiamo sempre operato per e rispettando i diritti, che consideriamo e che cono certamente inalienabili e uguali per tutti. Il nostro lavoro avremmo tanto voluto fosse inutile, nel senso che quello a cui miriamo è che non ci debba essere il bisogno che i volontari sopperiscano a questi vuoti amministrativi. La società civile di Bolzano si è dimostrata forte, solidale, organizzata e generosa. Ha dimostrato che si possono fare grandi cose, come ospitare persone vulnerabili per 3587 notti senza finanziamenti pubblici. Passare le notti e le giornate all’addiaccio comporta una serie di problematiche e effetti negativi sulle persone in primis e nella società tutta. Prima di tutto trovarsi a vivere le giornate fuori lede la dignità delle persone che si trovano a girovagare senza meta dopo mesi e anni di viaggio. I nostri volontari medici ci riportano dati inquietanti su conseguenze mediche, un esempio su tanti: vi sono state persone che sono state ricoverate per stipsi come conseguenza del mancato accesso ai servizi igienici. Il mancato o non sufficiente accesso ai servizi igienici comporta conseguenze non indifferenti che non possiamo ignorare. Abbiamo inoltre osservato come alcuni servizi specialistici sono difficilmente accessibili alle persone richiedenti asilo. Le persone richiedenti asilo e/o migranti hanno difficilmente accesso al servizio psicologico e ad altri servizi alla persona. Abbiamo sempre pensato che i movimenti migratori non possono e non debbano essere considerati e gestiti sotto un'ottica emergenziale. Abbiamo sempre chiesto alle autorità di strutturare dei progetti che possano rispondere ai bisogni delle persone in arrivo rispettando i loro diritti come sanciti dalle leggi internazionale e dalla nostra costituzione. Crediamo sia molto importante il lavoro di rete, per questo motivo, assieme ad altre associazioni di volontariato abbiamo più volte richiesto un coordinamento delle diverse realtà che operano sul territorio. Riteniamo il ruolo del volontariato fondamentale e nello stesso tempo riteniamo importante che il volontariato non venga utilizzato per coprire le mancanze del sistema. Riteniamo sia indispensabile, umano e un dovere della nostra società che nessuna persona debba rimanere in strada. Riteniamo altrettanto importante fornire alle persone richiedenti asilo gli strumenti necessari per poter affrontare la loro nuova vita nel nostro paese.
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Da quando abbiamo aperto è anche cambiato qualcosa: per esempio i posti a disposizione per le „donne sole“ presso il centro "Conte Forni". 2018 c'erano 6 posti ora sono 22. I numeri delle „donne sole“ ospitate dalla Schutzhütte B1 Rifugio parlano da sole. Spesso „donne sole” sono vittime di violenza di genere, per noi era molto importante fare vedere il bisogno di mettere a disposizione più posti. Durante quest’anno la Provincia ha aperto il centro “Lemayer” come centro di transito per richiedenti asilo vulnerabili. Al “Lemayer” di fatti vengono accolti i "fuori quota", e anche altri vulnerabili che non hanno diritto all'accoglienza - visto che uno dei nostri gruppi target erano le persone vulnerabili, è stato un grande passo in avanti che la Provincia ha dato una risposta a questo bisogno del territorio. Nello stesso modo anche l’apertura di “Lemayer salute”: il centro per le persone con certificato medico - gestito in collaborazione con l'ambulatorio STP. In più è da dire che funziona tendenzialmente molto meglio il servizio minori MSNA (minori non accompagnati)vengono inseriti nel circuiti accoglienza quasi da subito. Uno dei punti deboli che abbiamo osservato è quella della coollaborazione e riconoscimento tra la rete formale e quella informale. A nostro avviso questa parte si potrebbe migliorare rafforzando e moltiplicando i momenti di conoscenza reciproca. Portate l'attenzione verso quello che è l'obiettivo comune e defindendo di passo in passo protocolli che possano e debbano definire ruoli e responsabilità. Un ulteriore punto da migliorare sarebbe quello delle relazioni con i media. I media dovrebbe essere coinvolti anche in programmi di formazione e sensibilizzazione in modo che vi sia una collaborazione reale e proficua. Infine, ci teniamo a portare l'attenzione sull'importanza di una programmazione accurata a breve, medio e lungo termine. Uscendo dallo stato di emergenza, ormai oltrepassato da un bel pò e con una attenzione particolare sulla programmazione si possono evitare problematiche come quella della terza accoglienza e/o sistemazione alloggiativa.
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Finanziamenti TU LO RENDI POSSIBILE
l progetto è finanziato da donazioni private e con altri contributi e stato reso possibile da due grandi sostenitori: OberAlp, grazie al suo proprietario, Heiner Oberrauch ha messo a disposizione la casa e una parte delle spese di manituazione, La Chiesa evangelica in Germania che sostiene il progetto con un fondo limitato che copre fino al 50% delle spese. Fondamentali sono state le numerose donazioni private a favore del Schutzhütte B1 Rifugio da parte di molti cittadini e molte cittadine ricevute sia in occasione di eventi sul tema migrazione che in occasione di matrimoni o concerti. Un ringraziamento speciale va anche alla Fondazione Cassa di Risparmio, all'associazione Rete Radiè Resch (Comunità San Francesco Saverio di Trento) e alla Chiesa Luterana e alle sue diverse comunità sparse sul territorio. In fine, il progetto non sarebbe stato possibile senza tutte le donazioni di mobili, con quali abbiamo arredato le stanze, il thè, la biancheria, la cancelleria e tante altre cose. Fino a marzo 2019 ci sono state entrate per 76.000 euro e spese per 76.000 euro. Le spese sono costituite da costi per il personale (un dipendente a tempo pieno, un dipendente a tempo parziale, due custodi notturni) (60.000 euro), e per la manutenzione della casa (14.000 euro). Il resto è suddiviso tra spese amministrative e altre spese. I costi per l'affitto, le ore di volontariato e le donazioni non sono incluse. Ogni contributo finanziario è importante e sarà utilizzato in modo sensato: IBAN IT 55 O 08081 11601 0003010101015923 - BIC: RZSBIT21103
Siamo spiacenti ma, al momento, le tue contribuzioni alla nostra associazione, non possono essere oggetto di deducibilità fiscale, siamo in attesa dei decreti attuativi per la nuova legislazione sul Terzo Settore per poter ultimare le procedure burocratiche a conclusione delle quali la deducibilità fiscale delle stesse sarà possibile.
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ringraziamenti speciali SONO TANTE LE PERSONE CHE HANNO MESSO A DISPOSIZIONE IL LORO TEMPO, UN AIUTO ECONOMICO, SOSTEGNO MORALE MA VOGLIAMO RINGRAZIARE PERSONALMENTE ALMENO ALCUNE (IN ORDINE ALFABETICO): Alessio Alexander Annamaria Elisabeth Elsa Emanuele Federica Federica Florian Giorgio Heiner Inge Ingrid Jürgen Katharina Klaus Lucia Ludwig Manfred
Manuel Martina Marzia Max Monika Nadja Patrizia Priska Raimund Robert Serena Stefan Stephanie Thomas Thomas Uli
Un ringraziamento particolare va a due donne eccezionali: GRESA che è sempre stata d’ispirazione e che ha contribuito alla stesura del progetto e a MIRA che ha avuto il coraggio di buttarsi con noi in quest’avventura. Senza di loro il progetto Schutzhütte B1 Rifugio non sarebbe stato lo stesso.
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ALTRO
UNA SCELTA DEGLI ARTICOLI CHE SONO USCITI SU DI NOI Comune-info: Binario 1. Refugees Welcome ff Das Suedtiroler Wochenmagazin: Gut mit Wut https://www.ffbz.com/kultur-leben/leben/2018-51/gut-mit-wut.html Salto.bz: Conflict kitchen WORK Il giornale di strada Zebra: Coming home https://issuu.com/oewbrixen/docs/zebra_43_kl/1?ff Alto Adige: Migranti, chiude la casa di via Carducci | 5. http://www.altoadige.it/foto/locale/migranti-chiude-la-casa-divia-carducci-1.1927513
FONTI | DA LEGGERE
LUNGO LA ROTTA DEL BRENNERO | Rapporto di monitoraggio sulla situazione dei migranti a Bolzano e al Brennero 2017 (Fondazione Alexander Langer | Antenne migranti | ASGI) Vulnerabilità | Corriere della migrazione (www.corrieredellemigrazioni.it) Diritti fondamentali, soggetti vulnerabili: tappe e obiettivi di un articolato “cammino” interno Roma, 24 gennaio 2014 | http://www.questionegiustizia.it/doc/conti_diritti_fondamentali_sog getti_deboli.pdf DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2015, n. 142: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/09/15/15G00158/sg Decreto Salvini su sicurezza e immigrazione: il testo coordinato in Gazzetta Decreto Legge, 04/10/2018 n° 113, G.U. 03/12/2018 | https://www.altalex.com/documents/leggi/2018/09/25/decretosalvini-sicurezza-e-immigrazione weforum.org: 10 ways countries can help refugees integrate Along the Brenner route | Il nuovo rapporto sulla situazione dei migranti, frutto di una collaborazione di Antenne Migranti e Fondazione Alexander Langer con un progetto di ricerca di GCEurope, GCHumanRights e Deusto. | https://antennemigranti.it/along-the-brenner-route-report/
Per approfondire
IMPRESSUM Testo Schutzhütte B1 Rifugio Foto: Ludwig Thalheimer - Gregor Khuen-BelasiSchutzhütte B1 Rifugio - VKE -OEW
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ACRONIMI
1. STP Ambulatori STP / ENI. Questi ambulatori assicurano prestazioni sanitarie ai cittadini che non possono accedere al SSN e che sono in possesso dei tesserini STP (Stranieri Temporaneamente Presenti) o ENI (per i cittadini comunitari). (Ambulatorio STP per stranieri, ospedale Lorenz Böhler Via Lorenz Böhler 5, 39100 Bolzano) 2. CIE: Centri di Identificazione ed Espulsione Istituiti nel 1998 dalla legge sull’immigrazione Turco Napolitano (art. 12 della legge 40/1998), i Centri di Permanenza Temporanea, poi denominati CIE (Centri di identificazione ed espulsione) dalla legge Bossi Fini (L 189/2002), e infine rinominati C.P.R. (Centri di Permanenza per i Rimpatri) dalla legge Minniti-Orlando (L 46/2017), sono strutture detentive dove vengono reclusi i cittadini stranieri sprovvisti di regolare titolo di soggiorno. 3.SPRAR: Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. https://www.sprar.it/ Con la legge (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2018-10-04;113!vig= La rete SPRAR viene riservata solo ai minori e rifugiati. Per i richiedenti asilo la sistemazione possibile è solo quella dei CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo). Il decreto sicurezza prevede quindi che il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati venga sostituito dal Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati (SIPROIMI). Vengono quindi esclusi i richiedenti asilo e il sistema di accoglienza diffuso viene dedicato esclusivamente ai titolari di protezione internazionale. I richiedenti asilo rimangono in accoglienza fino alla scadenza del progetto in corso, già finanziato e dopo l’entrata in vigore del decreto troveranno accoglienza solo nei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo). Nel sistema SPRAR, occorre ribadirlo, non è possibile fare lucro e ogni spesa dev’essere giustificata e rendicontata al Ministero. Il sistema CAS invece funziona sul massimo ribasso e non sulla valutazione della qualità del servizio offerto. La base d’asta dei 35 Euro al giorno ora passa, con l’approvazione del decreto, a 19 euro al giorno, incidendo notevolmente sulla possibilità di offerta che ovviamente dovrà tagliare servizi non essenziali, tra cui anche i corsi di lingua ed altre attività come ad esempio il supporto psicologico. 4.CARA: Centri di accoglienza per richiedenti asilo 5.CAS: Centri di Accoglienza Straordinaria 6.SIS: Servizio di Integrazione Sociale
Quanti sono i centri di accoglienza nella nostra provincia? Chi vi lavora? Quante sono le persone ospitate? In provincia risultano attive 29 strutture CAS : Bolzano, Merano, Ortisei, Appiano, Riffiano, Funes, San Candido, Laives, Silandro, Ora, Chiusa, Lana, Barbiano, Nova Levante, Bressanone, Castelrotto, Vandoies, Brunico, Vizze, Prissiano, Renon e Malles. In questi CAS lavorano circa 165 operatori sociali. Le diverse strutture sono gestite da : Caritas Diocesi Bolzano Bressanone, Volontarius con River Equipe e dalla Croce Rossa. Le strutture SPRAR sono gestite direttamente dai Comuni e dalle Comunità Comprensoriali. Sono stati attivati circa 200 posti. Questi posti comprendono al momento anche titiolari di protezione umanitaria perchè attivati prima dell'entrata in vigore del Decreto 113/2018. In TRENTINO ALTO ADIGE sono attivi in tutto 9 progetti (di cui 7 sono in Alto Adige ) Sprar/SIPROIMI dove sono accolte complessivamente 392 persone delle quali 37 sono Minori Non Accompagnati. (https://www.sprar.it/progettiterritoriali-3) https://www.sprar.it/progetti-territoriali?_sft_regione=trentino-alto-adige&_sft_provincia=bolzano
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iv Tempi della procedura di richiesta asilo: la durata della procedura della richiesta asilo dipende da diversi fattori ed è del tutto indipendente dalla volontà della persona richiedente. La persona formalizza la richiesta presso la questura la quale invia la documentazione alla Commissione Territoriale (CT) di competenza (nel nostro caso è quella di Verona.) La CT raccoglie le domande e calendarizza le audizioni anche in base alla disponibilità dei mediatori interculturali. Dopo l’audizione la CT trasmette la decisione alla questura la quale ha il compito di notificare l’esito alla persona richiedente asilo. v Circolare Critelli: https://www.salto.bz/sites/default/files/atoms/files/accoglienza_vulnerabili_3_10_2016.pdf vi Caso Adan: https://www.meltingpot.org/Bolzano-La-morte-di-Adan-minore-curdo-iracheno-lasciatoin.html#.XGFTSqBCfIU https://www.huffingtonpost.it/giuseppe-musmarra/il-piccolo-adan-ucciso-a-bolzano-dal-rispetto-delleregole_a_23238170/ xi Persone vulnerabili: Nel contesto delle migrazioni forzate il concetto viene introdotto dalla normativa europea che vi fa esplicito riferimento nel Capitolo IV della Direttiva Accoglienza – 2oo3/9/Ce – la quale rimanda alle “situazioni di persone portatrici di esigenze particolari”, in particolare, come indicato all’art. 17, quelle riguardanti i minori, minori non accompagnati, disabili, anziani, donne in stato di gravidanza, genitori soli con figli e coloro che hanno subito esperienze di torture, stupri o ogni altra forma di violenza fisica, psichica o sessuale. “A seguito delle due proposte di rifusione della Direttiva presentate nel 2008 e nel 2011, è stata pubblicata in data 26 giugno 2013 la nuova “Direttiva 2013/33/Ue del Parlamento Europeo e del Consiglio, recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale (rifusione)”. Essa riporta, Capo IV all’art. 21, la seguente definizione riguardante le categorie vulnerabili, secondo cui “gli Stati membri tengono conto della specifica situazione di persone vulnerabili quali i minori, i minori non accompagnati, i disabili, gli anziani, le donne in stato di gravidanza, i genitori singoli con figli minori, le vittime della tratta degli esseri umani, le persone affette da gravi malattie o da disturbi mentali e le persone che hanno subìto torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale, quali le vittime di mutilazioni genitali femminili”. È evidente, e qui indicate con il corsivo, la presenza di ulteriori specifiche situazioni relative a potenziali condizioni di vulnerabilità.” xii Colloqui per inserimento svolti https://www.aziendasociale.bz.it/it/Servizio_Integrazione_Sociale_SIS_ : gli assistenti sociali xiii Dopo il riconoscimento di uno degli status le persone hanno 6 mesi per lasciare la struttura in caso di riconoscimento di asilo politico e protezione sussidiaria e 30 giorni in caso di riconoscimento della protezione umanitaria. xiv Dormitorio notturno o Emergenza Freddo: strutture programmate dal Comune e l’ASSB e gestite dall’associazione Volontarius: il 30.11.18 ha aperto la struttura in via Comini 16 con una capienza di 95 posti letto da aggiungere alla struttura di via Macello 19 con 50 posti letto. Nel dormitorio si accede dalle 20:00 alle 08:00 della mattina dopo. xv “memoria” o “storia di vita” xvi La dichiarazione di non possedere mezzi adeguati di sostentamento deve essere rilasciata dall'interessato alla polizia all'atto della presentazione della domanda di protezione internazionale. Tale situazione viene segnalata alla Prefettura competente per territorio che, una volta valutata l'insufficienza dei mezzi di sussistenza, verifica la disponibilità di posti all'interno del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e dei Rifugiati (SPRAR). Se non c'è un'immediata disponibilità di un posto in accoglienza il richiedente protezione internazionale viene ospitato in un Centro governativo di prima accoglienza per il tempo strettamente necessario al trasferimento. Infine, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti che possono esaurire le disponibilità ordinarie dei Centri Governativi di Prima Accoglienza o del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati, vi è la possibilità di essere ospitati nei Centri d'Accoglienza Straordinaria (CAS). L'accoglienza in tali strutture temporanee deve soddisfare le esigenze essenziali dei richiedenti protezione internazionale ed è limitata al tempo necessario al trasferimento nei centri governativi o in un progetto SPRAR
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APPENDIX i Richiedenti asilo chi sono e che cosa prevede la normativa in materia (http://www.asgi.it/wpcontent/uploads/2014/04/1_013_scheda_rifugiato_asgidocumenti.pdf) Disciplinato dal d.lgs 25/2008 art. 6 e seg., d.lgs 159/08, d.lgs 251/2007 artt. 3 e seg. La richiesta di protezione internazionale è presentata presso l’ufficio di polizia di frontiera al momento dell’ingresso o presso l’ufficio della Questura competente in base alla dimora del richiedente. Non è previsto un termine perentorio per la presentazione della domanda e una domanda non può essere respinta per il solo fatto di non essere stata presentata tempestivamente. Al momento della ricezione della domanda l’ufficio di polizia informa i richiedenti sulla procedura da seguire, redige il verbale delle dichiarazioni e avvia la procedura per determinare lo Stato competente per l’esame della domanda di asilo come previsto dal regolamento Dublino. Il richiedente con la protezione internazionale è autorizzato a permanere nel territorio dello Stato fino alla decisione della Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale e il Prefetto può stabilire un luogo di residenza o un’area geografica dove i richiedenti possono circolare. Il richiedente asilo ha l’obbligo di consegnare tutti i documenti in suo possesso pertinenti ai fini della domanda, incluso il passaporto, ed è tenuto a presentare tutti i documenti e gli elementi necessari a motivare la domanda di protezione internazionale, comprese le dichiarazioni e la documentazione relativa alla sua età, condizione sociale, identità, cittadinanza, paesi e luoghi dove ha soggiornato, domande d’asilo pregresse e i motivi della sua richiesta di protezione internazionale. Il richiedente ha l’obbligo di comparire personalmente innanzi alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale competente all’esame della sua domanda di protezione. Ai richiedenti asilo, per i quali non è stato necessario predisporre misure di accoglienza o trattenimento, verrà rilasciato, fin da subito, un permesso di soggiorno per richiesta di protezione internazionale di tre/sei mesi. Tale permesso di soggiorno è un per-messo temporaneo valido fino alla definizione dello status del richiedente in Italia. Il permesso di soggiorno per richiesta di protezione internazionale è rinnovabile fino al termine della procedura di riconoscimento della protezione internazionale e non consente l’allontanamento dal territorio nazionale. Sia nel caso di primo rilascio del permesso di soggiorno sia di rinnovo, l’istanza deve essere presentata sempre presso la Questura territorialmente competente ed è esente dal pagamento della marca da bollo. Qualora la decisione sulla richiesta di protezione internazionale non venga adottata entro 6 mesi dalla presentazione della domanda e il ritardo non possa essere attribuito al richiedente, il permesso di soggiorno viene rinnovato per 6 mesi e consente alla persona di svolgere attività lavorativa fino alla conclusione della procedura. Il permesso per richiesta di protezione non può essere convertito in altro tipo di permesso e non consente il ricongiungimento familiare. Il richiedente la protezione internazionale per i quali non ricorrono le ipotesi di accoglienza in un CARA o trattenimento in un CIE può chiedere di accedere alle misure di accoglienza per richiedenti asilo gestite dallo SPRAR – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Se non ci sono posti all’interno del sistema SPRAR, oppure come nel caso della Provincia Autonoma non ci sono strutture Sprar le persone vengono collocate nei CAS (Centri di accoglienza straordinaria). http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/16/0728_vademecum_richiedenti_asilo.pdf https://www.unhcr.it/wp-content/uploads/2016/01/GUIDA_PRATICA_richiedenti_asilo.pdf ii Arrivi autonomi e arrivi gestiti dallo Stato: per arrivi gestiti dallo Stato si intendono gli arrivi ufficiali gestiti direttamente dal Commissariato del Governo. È il Commissariato che assegna le persone sul territorio in stretta collaborazione con la Provincia che ha la gestione locale. Per arrivi autonomi invece si intendono le persone che giungono sul territorio in maniera indipendente dal Commissariato del Governo. https://www.meltingpot.org/IMG/pdf/doc01397420160418112101_1_.pdf v iii Sistema di accoglienza in Italia e nella Provincia Autonoma di Bolzano (https://www.lenius.it/sistema-di-accoglienzadei-migranti-in-italia/) https://www.pressreader.com/ https://www.comune.bolzano.it/UploadDocs/21198_RELAZIONE_REFERENTE_per_CONSIGLIO_pdf.pdf
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Grazie a tutte e a tutti
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