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INDUSTRIE ALIMENTARI Ott 2026

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anno 65 - n. 682 ottobre 2026

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anno 65 - n. 682 ottobre 2026

CON IL PATROCINIO DI

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Macchine accessori - Efficienza energetica e digitalizzazione al centro della produzione alimentare - Soluzioni complete per la movimentazione delle polveri - Taglio industriale del formaggio: resa, qualità e controllo del processo - Nuovo laminatoio per la lavorazione dei semi oleosi - Nuovo impianto pilota per lo sviluppo dei prodotti istantanei - Pinsa romana e pizza: quando il processo termico diventa parte della qualità - Soluzioni integrate per il confezionamento - Integrazione digitale per il flow wrapping - Tecnologie per la movimentazione igienica dei fluidi

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Fine linea - FoodTech Village: l’ecosistema digitale che connette innovazione, tecnologia e industria alimentare - Pesatura e confezionamento - Nuova tecnologia di rivelazione di metalli - Soluzioni per il confezionamento

40

Imballaggi confezioni - Packaging alimentare in cartoncino, premiate due soluzioni italiane - Carte barriera, mercato globale in crescita fino al 2031 - Per soddisfare le crescenti esigenze del packaging alimentare - Etichette autoadesive compostabili - Irplast avvia ad Atessa una nuova linea per film BOPP ad alte prestazioni - Poliolefine riciclate per il confezionamento alimentare commercialmente sostenibili

46

Prodotti - Fonzies amplia la gamma con Paprika e Barbecue - Balocco lancia i nuovi Triangolosi - Guanciale a fette - Delverde amplia l’offerta snack con Krokkis - Mozzarella Fiodilatte a cubetti - Stock monodose e confezione rinnovata per Nesquik - Contornissimi freschi e surgelati - Dado carne bio - Bruschette in vaso Lindor amplia la gamma con Golden Caramel e Nocciola

50 52

Energia sostenibilità - Soluzioni per l’efficienza energetica

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Mercati consumi - Consumi 2025: crescono free from, prodotti funzionali e legati a nuovi stili alimentari - La crisi delle catene di approvvigionamento alimentari diventa strutturale - La produzione mondiale di caffè verso un nuovo record Export agroalimentare italiano: crescita contenuta nel primo semestre 2026 Lattiero-caseario Ue, produzione stabile ma margini sotto pressione - Surgelati, consumi in crescita: oltre un milione di tonnellate nel 2025 - Olio d’oliva, i dazi statunitensi frenano l’export italiano - Agroalimentare italiano primo in Europa per valore aggiunto agricolo - Bresaola della Valtellina IGP: in crescita valore ed export

80

Notizie dal mondo - Riparte il Foodtech Incubator - Next-Gen Food, 118 startup italiane per innovare la filiera alimentare - Pro Carton ha un nuovo presidente - Ferrarini torna alla redditività e punta su export e innovazione - Fileni chiude il 2025 con ricavi in crescita e ottiene la certificazione per la parità di genere Gruppo Turatti passa in mano statunitense - EFSA: sicuro il sale di aspartameacesulfame - Fatturato e internazionalizzazione in crescita per la Linea Verde

84 88 90 96

Ricerca applicata - Congelamento e liofilizzazione per conservare la microflora dei formaggi - Ottimizzazione della maturazione della crema per burro ad alto contenuto di grasso - Mozzarella da miscela di latte omogeneizzato e non - Effetto del congelamento sulla qualità della carne suina macinata - Latte UHT più stabile e con migliori caratteristiche qualitative - Influenza dei metodi di formatura sulla qualità degli hamburger - Cottura innovativa a getto d’aria: più qualità, sicurezza ed efficienza per la carne - Campi elettrici pulsati per migliorare la produzione dello yogurt

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RUBRICHE

OTTOBRE 2026 - anno 65 - n. 682

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ARTICOLI 5. Dallo scarto alla risorsa: valorizzazione delle proteine del siero di latte attraverso la fermentazione A. Rossi - N. Nocente G. Di Filippo - N. Renoldi - M. Marino

CONTENTS 5. From waste to value: valorization of whey proteins through fermentation A. Rossi - N. Nocente G. Di Filippo - N. Renoldi - M. Marino

DEPARTMENTS 14 MACHINES 30 DOWNSTREAM 40 PACKAGING

Agenda - Gulfood Manufacturing 2026 punta su innovazione e sicurezza alimentare - Riposizionamento per l’ISM di Colonia - Fruit Logistica concentra l’innovazione - Macfrut 2027 amplia la piattaforma dedicata all’ortofrutta Calendario

46 PRODUCTS

Recensione libri

62 MARKETING

50 ENERGY & SUSTAINABILITY 52 APPLIED RESARCH 80 NEWS

AITA - La pagina del Presidente - Prossime attività - Ottimizzare i sistemi CIP attraverso il controllo del flusso - Da rifiuto indifferenziato a imbottitura ecologica - Soci sostenitori

84 DIARY

Le aziende

90 AITA

88 BOOKS 96 COMPANY DIRECTORY


A. ROSSI*1 - N. INNOCENTE1 - G. DI FILIPPO1 - N. RENOLDI1 - M. MARINO1 Department of Agricultural, Food, Environmental, and Animal Sciences - University of Udine Via Sondrio, 2/A - 33100 Udine

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Dallo scarto alla risorsa: valorizzazione delle proteine del siero di latte attraverso la fermentazione ■ PAROLE CHIAVE concentrato di proteine del siero, fermentazione, batteri lattici, proteine, antiossidante, antimicrobica, antiipertensiva RIASSUNTO Il siero di latte rappresenta un sottoprodotto ad elevato valore nutrizionale, ma ancora parzialmente sottoutilizzato. In questo studio è stata valutata la capacità di diversi ceppi di batteri lattici (LAB) di fermentare un mezzo a base di concentrato proteico di siero (WPC) al fine di migliorarne le proprietà funzionali. La fermentazione ha determinato una significativa modificazione della frazione proteica, con riduzione della prevalenza delle proteine ad alto peso molecolare e aumento dei peptidi a basso peso molecolare (<3 kDa), generalmente associati a bioattività. L’entità della proteolisi e la distribuzione delle frazioni peptidiche sono risultate fortemente ceppo-dipendenti. I ceppi Lactobacillus delbrueckii subsp. lactis e Lb. delbrueckii subsp. delbrueckii hanno mostrato la maggiore attività proteolitica e una significativa riduzione delle proteine allergeniche (β-lattoglobulina e α-lattoalbumina). Anche le proprietà funzionali dei fermentati sono risultate modulate in funzione del ceppo. Alcuni ceppi hanno mostrato una maggiore attività antiossidante, mentre altri hanno evidenziato un’elevata capacità ACEinibitoria, suggerendo un potenziale effetto antipertensivo. L’attività antimicrobica è risultata principalmente efficace nei confronti di batteri Gram-positivi. Il fermentato di Enterococcus malodoratus ha mostrato un ampio spettro d’azione, ma il suo impiego richiede una valutazione attenta degli aspetti correlati alla sicurezza. Nel complesso, i risultati evidenziano come la fermentazione rappresenti una strategia sostenibile per la valorizzazione del siero, consentendo la produzione in situ di composti bioattivi. La selezione del ceppo emerge come fattore chiave per modulare le proprietà del prodotto finale, mentre ulteriori studi sono necessari per caratterizzare i peptidi responsabili delle bioattività e validarne gli effetti in vivo.

industrie alimentari - lxv (2026) - ???

From waste to value: valorization of whey proteins through fermentation ■ KEYWORDS whey protein concentrate, fermentation, lactic acid bacteria, proteins, antioxidant, antimicrobial, ACE-inhibition SUMMARY Whey is a high-nutritional-value by-product that remains underutilized. In this study, the ability of different lactic acid bacteria (LAB) strains to ferment a whey protein concentrate (WPC)-based medium was evaluated to enhance its functional properties. Fermentation led to a significant modification of the protein fraction, with a reduction in high-molecular-weight proteins and an increase in low-molecular-weight peptides (<3 kDa), which are generally associated with bioactivity. The extent of proteolysis and peptide accumulation were strongly strain-dependent. Lactobacillus delbrueckii subsp. lactis and Lb. delbrueckii subsp. delbrueckii showed the highest proteolytic activity and a significant reduction of allergenic proteins (β-lactoglobulin and α-lactalbumin). The functional properties of the fermentates also varied depending on the strain. Some strains exhibited higher antioxidant activity, while others showed strong ACE-inhibitory activity, suggesting a potential antihypertensive effect. Antimicrobial activity was mainly effective against Gram-positive bacteria. The strain Enterococcus malodoratus showed a broad spectrum of activity; however, its use requires careful safety evaluation. Overall, the results demonstrate that fermentation is a sustainable strategy for whey valorization, enabling the in-situ production of bioactive compounds. Strain selection emerges as a key factor in modulating the functional properties of the final product, while further studies are needed to characterize the peptides responsible for the observed bioactivities and to validate their effects in vivo.

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Fig. 2 - Riduzione (%) di β-lattoglobulina (β-Lg; arancione) e α-lattoalbumina (α-La; magenta) nei campioni fermentati con diversi ceppi di batteri lattici. Lettere diverse indicano differenze statisticamente significative tra i campioni (p<0,05).

nicus, fino a valori più elevati osservati nei ceppi Lb. delbrueckii subsp. lactis e Lb. delbrueckii subsp. delbrueckii, che raggiungono riduzioni superiori al 30%. Per quanto riguarda l’α-La, tutti i ceppi hanno mostrato una maggiore efficacia di degradazione, con riduzioni generalmente comprese tra circa il 13 e il 40%. Anche in questo caso, i ceppi LbL33 e LbL14 si sono distinti per le prestazioni più elevate, con valori che hanno raggiunto oltre il 30% di riduzione. Valori intermedi sono stati osservati per Lb. delbrueckii subsp. bulgaricus e Ent malodoratus, mentre Lb. plantarum e St. macedonicus hanno mostrato un’efficacia più contenuta. Nel complesso, i risultati indicano che i ceppi caratterizzati da una maggiore attività proteolitica erano anche quelli più efficaci nella degradazione delle proteine allergeniche; tuttavia, la relazione non è strettamente lineare. Dal punto di vista applicativo, questi risultati evidenziano come

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la selezione del ceppo possa rappresentare uno strumento strategico per modulare il potenziale allergenico dei prodotti a base di siero, aprendo prospettive interessanti per lo sviluppo di ingredienti o bevande fermentate con maggiore tollerabilità. I peptidi bioattivi possono esercitare attività antiossidante

attraverso la capacità di donare elettroni o protoni, neutralizzando i radicali liberi e prevenendo i processi ossidativi. L’attività antiossidante dei campioni fermentati è stata valutata mediante due diversi saggi: determinazione dello scavenging radicalico e del potere riducente del ferro. Tali proprietà rivestono un ruolo rilevante sia a livello fisiologico, contribuendo alla protezione dallo stress ossidativo nell’organismo umano, sia a livello tecnologico, dove influenzano la stabilità ossidativa e la shelf-life dei prodotti alimentari (Tonolo et al., 2024; Zhu et al., 2024). Per quanto riguarda l’attività antiradicalica, Lb. paracasei e Lb. plantarum hanno presentato i valori più elevati (circa 36%) rispetto al controllo non fermentato (31,66% Tab.1). Al contrario, Ent malodoratus mostrava un’attività significativamente inferiore (26,62%), suggerendo una minore produzione di composti con capacità antiradicalica. Diversamente, per quanto riguarda il potere riducente del ferro, il controllo non fermentato mostrava già un’elevata attività (90,72%), attribuibi-

Tabella 1 - Attività antiossidante del campione non fermentato (NF) e dei fermentati con diversi ceppi di batteri lattici, espressa come attività antiradicalica (%) e potere riducente del ferro (%). I valori sono riportati come media ± deviazione standard. Lettere diverse all’interno della stessa colonna indicano differenze statisticamente significative tra i campioni (p<0,05). Attività antiradicalica (%)

Potere riducente del ferro (%)

NF

31,66ab±0,29

90,72a±1,44

Lb. paracasei

36,36a±1,92

73,26ab±7,52

Lb. plantarum

a

36,03 ±0,46

48,58cd±4,73

St. macedonicus

30,81ab±2,75

92,08a±3,64

Lb. delbrueckii subsp. bulgaricus

ab

29,15 ±1,26

36,16d±0,81

Lb. delbrueckii subsp. lactis

30,83ab±0,23

60,37bc±2,82

Ent. malodoratus

26,62b±0,61

87,48a±8,05

Lb. delbrueckii subsp. delbrueckii

32,2 ±0,19

39,21d±4,94

ab

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MACCHINE ACCESSORI

Efficienza energetica e digitalizzazione al centro della produzione alimentare

L’aumento dei costi energetici e gli obiettivi di decarbonizzazione stanno accelerando la trasformazione dei processi produttivi nell’industria alimentare. Fra i temi al centro di Anuga FoodTec 2027, figurano la gestione digitale dell’energia, l’elettrificazione del calore di processo, le pompe di calore ad alta temperatura e gli interventi di ammodernamento degli impianti esistenti. L’obiettivo è rendere più trasparenti i flussi energetici, contenere i picchi di carico e adattare con maggiore flessibilità la produzione alla disponibilità di energia e alle condizioni della rete.

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Decarbonizzare il calore di processo L’industria alimentare presenta un elevato fabbisogno termico, una significativa disponibilità di calore residuo e processi produttivi spesso continui. Queste caratteristiche rendono il settore particolarmente adatto all’impiego delle pompe di calore industriali. Le tecnologie più recenti consentono di recuperare il calore di scarto e portarlo a temperature comprese indicativamente tra 135° e 160°C, rendendolo nuovamente utilizzabile nei processi termici. Accanto alle pompe di calore, soluzioni come caldaie a

industrie alimentari - lxv (2026) - ottobre


MACCHINE ACCESSORI

elettrodi, generatori elettrici di vapore e sistemi power-to-heat ampliano le possibilità di sostituire progressivamente le fonti fossili nella produzione di calore. Applicazioni come pastorizzazione, sterilizzazione, essiccazione e produzione di acqua calda e vapore possono così essere gestite con criteri più flessibili ed efficienti sotto il profilo energetico. Ad Anuga FoodTec 2027 saranno presentati anche sistemi per la generazione elettrificata del vapore, caldaie predisposte per l’utilizzo dell’idrogeno e configurazioni ibride sviluppate in funzione dei profili di produzione e di carico dei singoli stabilimenti.

L’ammodernamento degli impianti esistenti Cresce parallelamente l’interesse per gli interventi di aggiornamento, che consentono di migliorare l’efficienza energetica senza sostituire integralmente

le linee produttive. Un esempio riguarda i sistemi di essiccazione basati su pompe di calore e cicli chiusi di condensazione, nei quali l’aria di processo viene deumidificata, riscaldata nuovamente e reimmessa nel circuito. L’impiego di circuiti d’aria chiusi, sistemi di recupero del calore e configurazioni prive di scarichi può ridurre il consumo energetico e le emissioni di CO₂, mantenendo in funzione gli impianti esistenti. Queste tecnologie trovano applicazione anche nell’essiccazione di prodotti sensibili alla temperatura e nella valorizzazione di sottoprodotti dell’industria alimentare, come la sansa di mela. La decarbonizzazione del calore industriale si configura quindi come un processo basato su più tecnologie. La scelta delle soluzioni dipende dalle caratteristiche della produzione, dai profili di carico e dalle infrastrutture già presenti. Per questo stanno assumendo maggiore rilievo i sistemi ibridi, che combinano calo-

re di processo elettrico, recupero termico, sistemi di accumulo e tecnologie predisposte per l’idrogeno.

Il monitoraggio energetico come strumento di efficienza Una gestione più efficace dell’energia passa anche attraverso il monitoraggio sistematico dei consumi. La raccolta e l’analisi dei dati consentono di individuare i picchi di carico, valutare l’andamento delle prestazioni energetiche e creare le condizioni per sistemi di gestione conformi alla norma ISO 50001 e per lo svolgimento degli audit energetici. Le nuove generazioni di dispositivi trasferiscono queste informazioni verso piattaforme IoT e sistemi di gestione dell’energia basati sul cloud, permettendo di integrare anche infrastrutture esistenti in architetture digitali più evolute.

Sistemi connessi per contenere i picchi di carico La disponibilità di dati in tempo reale, sistemi intelligenti di controllo e strumenti di analisi supportati dall’intelligenza artificiale consente di misurare con maggiore precisione i consumi e di ottimizzare dinamicamente i processi produttivi. In questo contesto assume rilievo anche il demand-side management, cioè la gestione attiva della domanda energetica. Attraverso l’attivazione o la temporanea disattivazione dei consumatori più energivori è possibile limitare i picchi di potenza e adeguare la produzione alle variazioni dei prezzi dell’energia e alle condizioni della rete.

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MACCHINE ACCESSORI

Nuovo laminatoio per la lavorazione dei semi oleosi OLFC è un nuovo sistema di laminazione per la lavorazione dei semi oleosi di Bühler, progettato per aumentare l’affidabilità operativa, ridurre le vibrazioni e semplificare la gestione dell’impianto. La macchina integra una struttura rinforzata, rulli di maggiori dimensioni, sensoristica, automazione e servizi digitali connessi, con l’obiettivo di sostenere produzioni continue e limitare le fermate non programmate. I laminatoi per semi oleosi sono utilizzati per comprimere tra rulli i semi precedentemente frantumati, come soia, colza e girasole, trasformandoli in fiocchi sottili e di spessore uniforme prima della successiva fase di estrazione dell’olio. La laminazione rappresenta un passaggio importante del processo, poiché dimensione, spessore e uniformità dei fiocchi influenzano l’efficienza delle successive operazioni estrattive. Ogni OLFC può trattare fino a 500 tonnellate al giorno, ren-

dendo l’affidabilità della macchina un requisito particolarmente rilevante negli stabilimenti dotati di più linee produttive. Per migliorare la stabilità durante il funzionamento continuo, il progetto interviene sui componenti maggiormente sottoposti a sollecitazioni meccaniche. Il telaio di base è stato rinforzato, mentre il gruppo cuscinetti utilizza componenti in fusione. Sono inoltre adottate pulegge di diametro maggiore per ridurre il carico sulle cinghie, alberi dei rulli rinforzati e un sistema rivisto di fissaggio dei motori al basamento. Nel complesso, queste modifiche consentono di ridurre le vibrazioni fino al 25% rispetto alle generazioni precedenti. Un altro elemento distintivo riguarda i rulli, che presentano

Nuovo laminatoio OLFC per la lavorazione dei semi oleosi (Bühler).

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un diametro di 820 mm, rispetto allo standard industriale di circa 800 mm. In combinazione con un maggiore diametro utile, questa soluzione consente, secondo Bühler, di aumentare la vita utile dei rulli fino al 150%, riducendo la frequenza delle sostituzioni e contribuendo ad abbassare il costo totale di esercizio. Il sistema idraulico è stato inoltre aggiornato per proteggere la macchina da improvvisi picchi di pressione, compresi quelli provocati dall’ingresso accidentale di corpi estranei. La trasmissione utilizza una cinghia dentata sincrona, che permette un trasferimento della potenza più efficiente rispetto ai sistemi convenzionali e consente di ridurre i consumi energetici fino al 4% rispetto ai modelli precedenti. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla manutenzione. Un azionamento ausiliario consente di far ruotare i rulli a bassa velocità durante le operazioni di rettifica, facilitando gli interventi e contribuendo a limitare i tempi di fermo. Secondo i dati dell’azienda, una riduzione di due ore dei tempi di manutenzione può preservare circa 41 tonnellate di capacità produttiva per ciascun laminatoio. Sul fronte dell’automazione, OLFC adotta un sistema completamente riprogettato, con touchscreen e interfaccia grafica per la visualizzazione in tempo reale dello stato della macchina. La sensoristica integrata permette di controllare i principali parametri di funzionamento e di individuare tempestivamente eventuali esigenze di manutenzione.

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MACCHINE ACCESSORI

Pinsa romana e pizza: quando il processo termico diventa parte della qualità Nel mondo della pizza e della pinsa romana, la qualità non si definisce soltanto nell’impasto o nella cottura. Nella produzione industriale, il risultato dipende dalla continuità dell’intero processo: tempi controllati, temperature uniformi, movimentazione delicata e ripetibilità da un lotto all’altro. La pinsa presenta caratteristiche che richiedono attenzione. L’elevata idratazione, la struttura alveolata e la leggerezza della base devono essere preservate lungo la linea. Dopo la cottura, un raffreddamento non uniforme può incidere sulla consistenza, favorire condensa nella confezione e ridurre la stabilità del prodotto. Lo stesso vale per pizza, focacce e altre specialità da forno, nelle quali la corretta gestione termica contribuisce a mantenere fragranza, struttura e qualità percepita. È in questa fase che la tecnologia di processo assume un ruolo determinante. Bakeflex, la divisione Sarp dedicata ai prodotti da for-

FlexFreezer, la spirale in container (Sarp).

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Particolare della spirale di raffreddamento pizza (Sarp).

no, sviluppa sistemi di raffreddamento e surgelazione progettati a partire dal prodotto, dalla capacità richiesta e dallo spazio disponibile. Il controllo dei flussi d’aria e dei parametri di trattamento permette di ottenere condizioni omogenee lungo il percorso, limitando gli sbalzi termici e rispettando le caratteristiche della base. Ogni impianto nasce dall’analisi della linea nel suo insieme. Non si tratta soltanto di inserire una

macchina tra forno e confezionamento, ma di coordinare velocità, tempi di permanenza, temperature, ingombri e collegamenti con le apparecchiature esistenti. Nastri, tunnel e spirali accompagnano il prodotto nelle diverse fasi, con configurazioni compatte, modulari e accessibili per pulizia e manutenzione. Questa impostazione consente di gestire produzioni diverse, dalle basi precotte per il retail alle referenze surgelate per il food service, con attenzione a efficienza, igiene e regolarità del risultato. La personalizzazione è il punto di partenza per integrare il trattamento termico nel processo reale del cliente. La ricerca Bakeflex continua sul fronte della compattezza e della flessibilità. In questa direzione si inserisce la nuova FlexFreezer, la spirale in container presentata a Cibus Tec (Pad. 5, stand L010) e che apre nuove possibilità quando spazio, rapidità di installazione e adattabilità sono decisivi. sarp.it

industrie alimentari - lxv (2026) - ottobre


FINE LINEA

FoodTech Village: l’ecosistema digitale che connette innovazione, tecnologia e industria alimentare

Una piattaforma per il futuro del Food & Beverage La trasformazione digitale e la crescente velocità dell’innovazione stanno modificando profondamente il settore alimentare. In questo scenario nasce FoodTech Village, una piattaforma internazionale sviluppata da Chiriotti Editori con l’obiettivo di creare un punto di incontro permanente tra aziende, startup, ricercatori, fornitori di tecnologie e professionisti dell’industria alimentare e delle bevande. Il progetto si propone come un ecosistema digitale dedicato alla diffusione della conoscenza, al networking professionale e alla valorizzazione delle innovazioni che stanno ridefinendo il futuro del comparto Food & Beverage. A differenza delle tradizionali manifestazioni fieristiche, limitate nel tempo e nello spazio, FoodTech Village opera come

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una piattaforma accessibile durante tutto l’anno, consentendo alle imprese di presentare prodotti, tecnologie, servizi e competenze a una comunità in-

ternazionale di operatori specializzati. La finalità principale è favorire la connessione tra domanda e offerta di innovazione, creando opportunità concrete di

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FINE LINEA

Pesatura e confezionamento A Cibus Tec 2026, Comek è presente allo stand B026 del Pad 02 insieme a Inox CMP, con una proposta dedicata alla pesatura, al confezionamento e alla movimentazione automatica per l’industria alimentare. Da oltre vent’anni l’azienda sviluppa sistemi automatici e linee integrate, progettati in funzione delle esigenze di precisione, flessibilità e igiene richieste dai diversi processi produttivi. In fiera vengono presentate due configurazioni rivolte in particolare al settore caseario. La prima abbina la pesatrice multitesta CK14ST alla confezionatrice verticale Omnya Evo 330-HS. La linea è pensata per gestire diversi formati di busta, tra cui confezioni a tre saldature,

Pesatrice multitesta (Comek).

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Confezionatrice verticale con zip (Comek).

doypack, cuscino, fondo quadro e stabilo, con la possibilità di integrare anche una chiusura zip. L’obiettivo è offrire una soluzione compatta e versatile, capace di adattarsi a differenti esigenze produttive mantenendo precisione nella pesatura e continuità nel confezionamento. La seconda configurazione è orientata soprattutto agli aspetti igienici e di sanificazione. In questo caso, la pesatrice multitesta CK14ST viene integrata con un nastro trasportatore sviluppato da Inox CMP e predisposto per il collegamento a sistemi CIP, Clean In Place. Questa soluzione consente di rendere più efficienti le operazioni di lavaggio, riducendo gli interventi manuali e semplificando la gestione igienica dell’impianto. A completare la configurazione è un sistema dimostrativo

dedicato alla pulizia dei componenti smontabili della pesatrice. Le pareti di lavaggio, realizzate in acciaio inox AISI 304, possono ospitare cestelli, canali e scivoli e sono dotate di ganci e distanziali per organizzare i diversi elementi durante le operazioni di lavaggio. La soluzione può essere realizzata anche in versione mobile su carrello, così da agevolare lo spostamento dei componenti nelle fasi di pulizia e manutenzione. La presenza congiunta di Comek e Inox CMP permette quindi di mostrare tecnologie complementari che coprono più fasi del processo, dalla movimentazione del prodotto alla pesatura e al confezionamento, con particolare attenzione all’integrazione tra le diverse apparecchiature e alla flessibilità delle linee. comek.it inoxcmp.com

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IMBALLAGGI CONFEZIONI

Packaging alimentare in cartoncino, premiate due soluzioni italiane L’Italia ha ottenuto tre riconoscimenti ai Pro Carton/ECMA Awards 2026, due dei quali legati direttamente ad applicazioni per il settore alimentare. Seda International Packaging Group ha ricevuto il titolo di Food Winner per Burger King Da Vinci Clamshell, una confezione in cartoncino a conchiglia con profilo arrotondato, progettata per seguire la forma del burger, mantenerlo più stabile e facilitarne

apertura e utilizzo nel food service. Nel Pro Carton Young Designers Award, il Public Award è andato invece a Giada Gasparet e Luca Adami di ISIA Roma Design – sede di Pordenone, con Struky Struky – Share with Everyone. Il progetto propone un packaging per gli strucchi friulani composto da due vaschette separate, destinate rispettivamente alla ricetta tradizionale e a quella senza glu-

tine, così da mantenere distinti i prodotti all’interno di un’unica confezione. I premi evidenziano alcune delle direttrici oggi più rilevanti nel packaging alimentare in cartoncino: riduzione della plastica, ottimizzazione delle forme, facilità d’uso e progettazione di confezioni in grado di rispondere a esigenze specifiche di servizio e consumo. procarton.com

I vincitori dei Pro Carton/ECMA Awards 2026.

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industrie alimentari - lxv (2026) - ottobre


PRODOTTI

Fonzies amplia la gamma con Paprika e Barbecue Fonzies, marchio del Gruppo Mondelēz International, amplia il proprio portafoglio con due nuove varianti, Paprika e Barbecue, che si affiancano al tradizionale croccantino al formaggio. Il lancio punta a intercettare la crescita del segmento delle patatine e degli estrusi aroma-

I nuovi Fonzies Paprika e Barbecue Mondelēz.

tizzati, che secondo i dati Nielsen IQ ha registrato negli ultimi dieci anni un andamento più dinamico rispetto alle varianti classiche. I due nuovi gusti sono pensati anche per ampliare il pubblico del marchio verso consumatori alla ricerca di profili aromatici differenti da quello al formaggio. Le nuove referenze mantengono forma e consistenza caratteristiche di Fonzies e sono proposte nel multipack da 7 buste, per un peso complessivo di 164,5 g.

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Balocco lancia i nuovi Triangolosi Balocco amplia la gamma dei frollini ricchi con Triangolosi, nuovo biscotto caratterizzato dalla forma triangolare e da un impasto con fiocchi croccanti e gocce di cioccolato fondente. La particolare geometria è stata studiata anche per favorire l’inzuppo durante la colazione. La novità è accompagnata da un packaging che mette in evidenza il biscotto e i suoi ingredienti e identifica il prodotto all’interno del segmento dei frollini ricchi. I Triangolosi sono disponibili nella confezione da 350 g e nel formato famiglia da 700 g.

I Triangolosi Balocco.

Guanciale a fette Citterio amplia la linea Aiuti in cucina con il nuovo Guanciale a Fette, realizzato con carne 100% italiana e caratterizzato da un gusto aromatico e deciso. La novità è proposta in una confezione da 80 g composta da due vaschette separabili da quattro fette ciascuna, pensate per utilizzare solo la quantità necessaria e ridurre gli sprechi. Il prodotto è adatto sia alle preparazioni tradizionali, come carbonara, gricia e amatriciana, sia a impieghi più contemporanei.

Può essere rosolato fino a diventare croccante e utilizzato anche per hamburger, pizze, focacce, vellutate e contorni.

Il Guanciale a fette Citterio.

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PRODOTTI

Delverde amplia l’offerta snack con Krokkis Delverde entra nel segmento degli snack croccanti con Krokkis, nuova gamma di sfoglie cotte al forno proposta in sei varianti e due linee. Le Krokkis Supersfoglie puntano su ingredienti ispirati al

Mozzarella Fiordilatte a cubetti Nonno Nanni introduce nella gamma delle paste filate la Mozzarella Fiordilatte a cubetti, pensata soprattutto per la preparazione di pizza e pinsa in casa. La nuova referenza è proposta in una busta da 180 g. Il formato a cubetti facilita il dosaggio e la distribuzione del prodotto. Adatta alla cottura in forno e caratterizzata da buone proprietà di fusione, può essere utilizzata anche per altre preparazioni casalinghe, come primi piatti e insalate.

La Mozzarella fiordilatte a cubetti Nonno Nanni.

Stick monodose e confezione rinnovata per Nesquik Le Krokkis Supersfoglie con farina di mirtillo e rosmarino di Delverde.

mondo dei superfood, con tre ricette: curcuma e zenzero con farina di lenticchie gialle e salvia, farina di mirtillo e rosmarino, farina di canapa con paprika e origano. Completano l’offerta le Krokkis Le Sfoglie Sfiziose, disponibili nelle versioni Classiche, Integrali e con semi di papavero, sesamo e lino. Tutte le referenze sono senza olio di palma e vengono proposte nel formato da 150 g, in confezioni riciclabili nella carta.

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Nesquik introduce due novità pensate per aumentare la praticità d’uso e ampliare le occasioni di consumo. Debuttano gli Stick monodose, proposti in un multipack da 10 bustine da 13,5 g, facili da trasportare e adatti alla preparazione della bevanda anche fuori casa. Si rinnova inoltre la confezione di Nesquik 30% Meno Zuccheri, formulato con il 30% di zuccheri in meno rispetto a Nesquik Classico. Il prodotto passa dalla pouch a una confezione in plastica da 250 g con tappo richiudibile, studiata per facilitare utilizzo e conservazione. La ricetta rimane invariata, con cacao come primo ingre-

diente, una maggiore percentuale di cacao rispetto alla versione classica e vitamine C e D.

I nuovi Stick monodose Nesquick.

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ENERGIA SOSTENIBILITÀ

Soluzioni per l’efficienza energetica Mingazzini partecipa a Cibus Tec alle Fiere di Parma (Pad. 5, Stand A04) con le sue soluzioni per la produzione di vapore industriale, il recupero energetico e l’ottimizzazione dei consumi nei processi destinati all’industria alimentare e delle bevande. Fondata a Parma oltre novant’anni fa e oggi guidata dalla quarta generazione, Mingazzini Caldaie opera nella progettazio-

ne e realizzazione di generatori di vapore e centrali termiche per applicazioni industriali. L’attività comprende lo sviluppo di impianti ad alto contenuto tecnologico, destinati al mercato italiano e internazionale, con particolare attenzione all’affidabilità operativa, alla continuità produttiva e alla riduzione dei consumi energetici. Le soluzioni proposte trovano un’applicazione rilevante

Particolare di sistema avanzato di recupero energetico installato su generatore di vapore da 30 t/h (Mingazzini).

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nell’industria alimentare, dove il vapore rappresenta un elemento essenziale in numerose fasi di lavorazione, trattamento e sanificazione. L’azienda affianca alla fornitura dei generatori lo studio delle centrali termiche e dei sistemi di recupero, con configurazioni definite in base alle caratteristiche degli stabilimenti e alle esigenze dei singoli processi. A Cibus Tec sono presentate tecnologie orientate al miglioramento dell’efficienza complessiva degli impianti, alla riduzione dei costi di esercizio e alla gestione più razionale dell’energia. L’attenzione è rivolta anche ai sistemi di controllo e supervisione, che consentono di monitorare i principali parametri operativi e di intervenire sulla regolazione delle centrali termiche. Un ulteriore ambito di interesse riguarda la progettazione di impianti personalizzati, integrabili in linee produttive nuove o già esistenti. Questo approccio permette di adattare generatori, sistemi di recupero e dispositivi di gestione alle condizioni operative dei diversi siti produttivi, con l’obiettivo di favorire flessibilità, sicurezza e semplicità di conduzione. mingazzini.it

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RICERCA APPLICATA

cottura e il restringimento delle polpette (p < 0,0001), mentre non determina variazioni apprezzabili nella perdita di peso durante la cottura (p = 0,8116). Dal punto di

vista strumentale, gli hamburger ottenuti con il sistema a stampo hanno evidenziato i valori di durezza più elevati rispetto agli altri metodi, indicando una struttura più compatta. Al contrario, il metodo di formatura non ha modificato in maniera significativa il colore interno della carne cotta, sia per quanto riguarda le componenti di rosso sia quelle di giallo. Le differenze più interessanti sono emerse durante le prove sensoriali. Sebbene la maggior parte degli attributi valutati non abbia mostrato variazioni significative, la tenerezza percepita dai consu-

matori è risultata influenzata dal metodo di produzione (p<0,0020). In particolare, gli hamburger realizzati con il sistema ad estrusione hanno richiesto il minor tempo di cottura, hanno presentato la più bassa resistenza meccanica e la minore forza di taglio, risultando anche i più teneri secondo il giudizio del panel. Secondo gli autori, la scelta del sistema di formatura rappresenta quindi un elemento tecnologico spesso sottovalutato ma determinante per ottimizzare la qualità sensoriale degli hamburger e migliorare l’accettabilità del prodotto presso il consumatore.

Cottura innovativa a getto d’aria: più qualità, sicurezza ed efficienza per la carne L’impiego della tecnologia air jet impingement (impatto di getto d’aria) sta emergendo come una valida alternativa ai forni convenzionali per la cottura di carne bovina e pollame, grazie alla capacità di migliorare l’efficienza energetica, preservare la qualità del prodotto e garantire elevati

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standard di sicurezza microbiologica. Uno studio turco pubblicato sul Journal of Food Measurement and Characterization ha confrontato questa tecnologia con la cottura tradizionale, ottimizzando i principali parametri di processo mediante la metodologia della superficie di risposta.

I ricercatori hanno valutato l’influenza della temperatura del forno, della velocità dell’aria, della posizione della teglia e del tempo di cottura sulle caratteristiche qualitative della carne. Per il manzo, le condizioni ottimali sono risultate 175°C, una velocità dell’aria di 15 m/s, 19 minuti di trattamento e la posizione centrale della teglia. Per il pollo intero, invece, la migliore combinazione è stata ottenuta a 200°C, con la stessa velocità dell’aria di 15 m/s, 20 minuti di cottura e posizione centrale. In entrambe le applicazioni sono state raggiunte temperature al cuore superiori ai limiti di sicurezza microbiologica, pari ad almeno 72°C per la carne bovina e 82°C per il pollo, superando la soglia minima di 75°C richiesta per quest’ultimo. Allo stesso tempo, il sistema ha consentito di mantenere un’elevata capacità di ritenzione idrica, ridurre la durezza

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MERCATI CONSUMI

La crisi delle catene di approvvigionamento alimentari diventa strutturale La crisi delle catene di approvvigionamento alimentari assume carattere strutturale, superando la dimensione temporanea che aveva contraddistinto le difficoltà degli ultimi anni. Secondo l’analisi di OC&C Strategy Consultants, cambiamenti climatici, epidemie, tensioni geopolitiche e instabilità dei trasporti stanno modificando in modo permanente il mercato europeo, imponendo alle aziende del settore una revisione delle strategie operative. Per circa trent’anni, il modello dominante si è basato sulla massima efficienza dei costi, sull’approvvigionamento globale e sulla logistica just-in-time, con scorte ridotte e consegne programmate in funzione delle necessità. Questo sistema, che ha sostenuto a

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lungo la crescita e l’ottimizzazione dei margini, mostra oggi una maggiore vulnerabilità di fronte a crisi sistemiche e interruzioni prolungate. Un segnale evidente arriva dal trasporto merci su strada, le cui tariffe spot nell’Unione europea sono aumentate del 32% tra il 2017 e il 2025, incidendo in modo significativo sulle strutture dei costi. Produttori, distributori e operatori logistici stanno quindi passando a un modello “just-in-case”, orientato non più soltanto all’efficienza, ma soprattutto alla continuità operativa. Questa transizione comporta una maggiore attenzione alla resilienza delle reti, alla diversificazione e alla prossimità dei fornitori, oltre alla necessità di aumentare le scorte di sicurezza e il capitale circolante. L’analisi indica inoltre l’importanza di investire nell’automazione, nella visibilità dei flussi e nelle infrastrutture logistiche avanzate. In particolare, la catena del freddo assume un ruolo centrale per garantire affidabilità, flessibilità e protezione ai prodotti deperibili. Parallelamente, sta accelerando la regionalizzazione delle reti di fornitura, con la vicinanza geografica che diventa un fattore sempre più rilevante per ridurre i rischi e assicurare tempi di risposta più rapidi. In questo scenario, la logistica tende a trasformarsi da funzione prevalentemente operativa a leva strategica, direttamente collegata alla tutela dei ricavi, alla pianificazione finanziaria e alla capacità delle imprese di affrontare una volatilità destinata a rimanere una componente stabile del mercato. occstrategy.com

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MERCATI CONSUMI

La produzione mondiale di caffè verso un nuovo record

La produzione mondiale di caffè è prevista in forte crescita nella campagna 2026/27, con un aumento di 10,8 milioni di sacchi da 60 kg rispetto all’annata precedente e un nuovo massimo di 189,7 milioni di sacchi. Il risultato è sostenuto soprattutto dai raccolti record attesi in Brasile, Vietnam, Etiopia e Uganda, che dovrebbero compensare le flessioni previste in India e Indonesia. Anche il consumo mondiale è indicato su livelli mai raggiunti prima, a 179,7 milioni di sacchi, mentre le scorte finali dovrebbero aumentare per il secondo anno consecutivo fino a 26,3 milioni. La maggiore disponibilità di prodotto ha contribuito a una riduzione del 25% dell’indice composito mensile dei prezzi del caffè rilevato dall’International Coffee Organization nei sette mesi precedenti la pubblicazione del rapporto.

Brasile e andamento delle due varietà Il Brasile dovrebbe consolidare il primato mondiale con una produzione complessiva di 71,9 milioni di sacchi, in aumento di 8,9 milioni e al livello più alto mai registrato. Il Paese arriverebbe così a rappresentare quasi il 40% dell’offerta globale. La crescita è attribuita principalmente al recupero dell’Arabica, la cui produzione dovrebbe salire di 9,5 milioni di sacchi, raggiungendo 47,5 milioni. Le piogge arrivate durante la fioritura tra settembre e

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MERCATI CONSUMI

Surgelati, consumi in crescita: oltre un milione di tonnellate nel 2025

Secondo il Rapporto Annuale sui Consumi dei prodotti surgelati in Italia curato da IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati, nel 2025 il comparto ha mantenuto un andamento positivo, superando per il terzo anno consecutivo la soglia del milione di tonnellate consumate. I volumi hanno raggiunto 1.040.596 tonnellate, in crescita dell’1% rispetto al 2024, mentre il consumo pro capite è salito da 17,5 a 17,7 kg annui, nuovo massimo per il settore. Anche il valore di mercato è aumentato, arrivando a 6,1 miliardi di euro, con un incremento del 3% su base annua. I consumi domestici restano il principale canale di sbocco, con 642.140 tonnellate vendute nel retail, in aumento dell’1,1%. Il fuoricasa ha raggiunto invece 398.456 tonnellate, con una crescita dell’1%. Il trend positivo è proseguito anche nel primo semestre 2026, quando il solo retail ha registrato un incremento dei volumi del 3,4% e del valore del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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MERCATI CONSUMI

Tra le categorie più rilevanti per i consumi domestici si confermano al primo posto i vegetali surgelati, con oltre 204.000 tonnellate, sostanzialmente stabili rispetto al 2024. I vegetali preparati hanno invece registrato un lieve aumento dello 0,7%. Al secondo posto si collocano i prodotti ittici surgelati, che nel complesso superano le 100.000 tonnellate: circa 64.000 tonnellate per il pesce al naturale e 42.000 per le referenze panate o preparate. Le patate surgelate restano al terzo posto con circa 93.000 tonnellate. Seguono le pizze, che nel 2025 hanno sfiorato le 70.000 tonnellate, con una crescita del 3,1%, e i piatti pronti, arrivati a quasi 66.000 tonnellate, in aumento dell’1,7%. Le specialità salate hanno raggiunto circa 31.700 tonnellate, segnando un progresso dell’1,9%. Particolarmente dinamiche anche le carni surgelate, cresciute del 4,5%, e le referenze senza glutine, salite a circa 9.700 tonnellate, con un aumento del 4,3%. Secondo IIAS, la diffusione dei surgelati continua a essere sostenuta da fattori come praticità, contenimento degli sprechi, convenienza e facilità di preparazione, insieme alla crescente attenzione per il profilo nutrizionale. Il rapporto richiama inoltre il legame con i principi della Dieta Mediterranea, in particolare per il consumo di vegetali e pesce. A supporto di questo tema, il documento cita un’indagine condotta con Altroconsumo su oltre 1.000 italiani tra 18 e 74 anni e due approfondimenti scientifici. Una revisione realizzata dalla SISA ha esaminato la letteratura disponibile sull’impatto della surgelazione sulla composizione nutrizionale dei prodotti ittici, mentre uno studio SSICA, condotto su piselli, fagiolini, broccoli e spinaci, ha valutato la capacità della surgelazione rapida IQF di mantenere nel tempo le caratteristiche qualitative, nutrizionali e funzionali rispetto agli stessi prodotti refrigerati. Nel complesso, il quadro restituito dal rapporto è quello di un comparto in crescita sia a volume sia a valore, con una domanda distribuita tra categorie tradizionali e segmenti più dinamici. L’andamento del primo semestre 2026 indica inoltre una prosecuzione della crescita nel canale domestico, sostenuta in particolare da ittico, pizze, vegetali preparati e piatti pronti. istitutosurgelati.it

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NOTIZIE DAL MONDO

Ferrarini torna alla redditività e punta su export e innovazione Il 2025 si è chiuso per Ferrarini con un fatturato di 197 milioni di euro, in crescita rispetto ai 191 milioni dell’anno precedente, e un EBITDA di 13,4 milioni, pari a una marginalità del 7,02%. L’utile ante imposte ha raggiunto 3,4 milioni di euro, segnando il ritorno alla redditività industriale grazie anche alla riduzione dei costi di produzione e al miglioramento dell’efficienza operativa. La crescita è stata sostenuta dall’integrazione nel Gruppo Pini, dagli investimenti in innovazione e automazione e dall’andamento positivo dell’export, aumentato del 15% rispetto al 2024. Sul fronte dei prodotti, in occasione del settantesimo anniversario del marchio, è stato presentato Fumo di Praga, prosciutto cotto di alta qualità affumicato naturalmente con legno di faggio e bacche di ginepro. Il piano di sviluppo comprende inoltre il nuovo stabilimento

di Masone, in provincia di Reggio Emilia, progettato per essere il primo impianto europeo per il prosciutto cotto ad impatto zero e per il quale è previsto un investimento di 100 milioni di euro.

L’impianto dovrebbe entrare in funzione entro il 2028 e sostenere l’obiettivo di raggiungere 400 milioni di euro di fatturato nell’arco di dieci anni. ferrarini.com

FILENI CHIUDE IL 2025 CON RICAVI IN CRESCITA E OTTIENE LA CERTIFICAZIONE PER LA PARITÀ DI GENERE Nel 2025 il Gruppo Fileni ha raggiunto un fatturato consolidato di 680 milioni di euro, in aumento dell’11% rispetto ai 612 milioni dell’anno precedente. L’EBITDA è salito da 30 a circa 35 milioni di euro, mentre gli investimenti hanno superato i 20 milioni, con interventi concentrati su innovazione tecnologica e sostenibilità della filiera. La crescita ha interessato la divisione avicola e le attività nei comparti delle uova, dei mangimi

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e delle carni rosse biologiche. Nello stesso periodo, l’intera Piattaforma Fileni, composta da 11 società, ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere. Il percorso ha previsto l’introduzione di procedure dedicate, indicatori su selezione, carriera e retribuzione, programmi formativi e strumenti per la segnalazione anonima di discriminazioni e molestie. fileni.it

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