Fiere - Interpack al centro del processing e del packaging in evoluzione - Partnership strategica fra Interpack e PMMI: nasce il North American Pavilion per il 2029L’eccellenza del packaging premiata con i WorldStar Awards - Tubi in cartoncino sigillati - Film barriera recycle-ready per il confezionamento alimentare - Packaging e produzione intelligenti - Efficienza, sanificazione, flessibilità produttiva e controllo dei processi - Deoliatore sottovuoto per patatine fritte in batch - Connessioni fra tecnologia, industria e formazione - Soluzioni ad alte prestazioni per la formatura del cioccolato - Decontaminazione del packaging - Confezionamento termoformato alimentare di fascia media - Nuova architettura di sistema per il confezionamento alimentare - Linea integrata per il food packaging - Tiber Pack porta l’innovazione nel fine linea con Nicetuck
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L’Azienda - Enos: 50 anni di storia e successi
Macchine accessori - Caldaie a vapore pulito e tecnologico - La forza silenziosa dietro saldature resistenti - Brevetto Usa per la linea di Modellaggio Robotizzata del cioccolato
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Imballaggi confezioni - Pro Food: “Il packaging alimentare è parte della soluzione, non del problema” - Packaging, l’innovazione diventa decisiva per adeguarsi alle nuove regole globali - Maurizio Bertocco nuovo presidente di Ucima: il packaging italiano cresce e sfiora i 10,5 miliardi di euro ma attenzione al futuro (M. Barboni) - Quali opportunità per i sacchi di carta - Plastica nel packaging, un confronto tra normativa, industria e distribuzione
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Prodotti - Rizzoli Emanuelli, 120 anni di tradizione nelle conserve ittiche - Biscotto Plasmon in versione gelato - Erbe fresche surgelate in formato sfera - Tavoletta di cioccolato in stile giapponese - Formaggio affumicato con peperoncino - Ferrero porta Kinder Bueno nel segmento delle vaschette gelato - Gelati vegetali per l’estate - Gruppo Germinal punta sul baby food
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Igiene ambienti - Pavimentazioni industriali per igiene, sicurezza e continuità produttiva - Procedure contro biofilm sui nastri trasportatori
50 Sicurezza alimentare - FAO: attenzione ai potenziali rischi legati agli imballaggi alimentari in plastica riciclata - Ultimi dati sui residui di pesticidi negli alimenti
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Ricerca applicata - Trattamento UV-C del latte bovino: sicurezza microbiologica e proteine bioattive - Temperature di conservazione elevate ed estreme sulla stabilità del latte UHT - Struttura dell’antenna ed efficienza di riscaldamento nei forni a microonde ad alta velocità - Effetto di congelamento e cottura sul contenuto di nitrito di sodio nei prodotti carnei - Shelf-life di 24 mesi per il concentrato di latte intero congelato - Migliorare la stabilità qualitativa del petto di pollo precotto congelato
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Mercati consumi - Il mercato globale del cioccolato al latte punta a 87 miliardi di dollari - Food Industry Monitor 2026, il food cresce ma perde redditività - Asiago DOP: nel 2025 crescono produzione e consumi - Consolidamento globale per il Taleggio DOP
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Notizie dal mondo - Plauso comune all’approvazione del regolamento sulle TEA - Spreco alimentare, una perdita economica crescente per la distribuzione - Assica celebra 80 anni e guarda alle sfide della filiera dei salumi - Sammontana e Bindi celebrano 80 anni guardando all’estero - Sostenibilità, il food italiano accelera sull’ESG - Nuovo presidente per la SINU - Amadori acquisisce Unconventional e rafforza la presenza nel plant based - PiovanGroup rafforza il food processing con l’acquisizione di Aasted - Nonno Nanni con segno positivo - Aldo Rodolfi nuovo presidente di Anicav - Witt acquisisce da Inficon la tecnologia per il controllo degli imballaggi - Cresce il Fairtrade - Novità nel Board di Ipack Ima - Aggiornamenti legislativi sui residui di antiparassitari
70 Agenda - A Stoccarda il futuro della panificazione artigianale europea - Sana Food 2027 punta sulla Longevity Nutrition - AllForPack Emballage Paris slitta a giugno 2027 - Calendario
74 AITA - La pagina del Presidente - Soluzioni proteiche versatili per l’innovazione alimentare - Ingredienti di valore per l’industria alimentare - Soci sostenitori 80 Le aziende
ARTICOLI
3. Istamina in campioni di Acciuga e Sardina commercializzati in Sardegna, determinazione quantitativa mediante metodologia ELISA
M. Scintu - E. Serra - M. Torru
L. Crobu - V. Pasciu - D. Meloni
CONTENTS
3. Quantification of histamine in samples of Anchovy and Sardine marketed in Sardinia by a ELISA Method
M. Scintu - E. Serra - M. Torru
L. Crobu - V. Pasciu - D. Meloni
DEPARTMENTS
M. SCINTU1, E. SERRA1, M. TORRU1, L. CROBU2, V. PASCIU1, D. MELONI1*
1 Università degli Studi di Sassari, Dipartimento di Medicina Veterinaria, Settore di Ispezione degli Alimenti di Origine Animale, Via Vienna 2, 07100, Sassari.
2 AUSL di Reggio Emilia, Area Territoriale Veterinaria, Distretto di Castelnovo ne’ Monti, Via Roma 5, 42035, Castelnovo ne’ Monti (RE)
*email: dmeloni@uniss.it
Istamina in campioni di Acciuga e Sardina commercializzati in Sardegna
Determinazione quantitativa mediante metodologia ELISA
Quantification of histamine in samples of Anchovy and Sardine marketed in Sardinia by a ELISA Method
Il presente studio si inserisce nel contesto della sicurezza alimentare e della tutela del consumatore, focalizzandosi sulla valutazione dei profili di sicurezza di due tra i piccoli pelagici più rappresentativi del mercato italiano: l’acciuga (Engraulis encrasicolus) e la sardina (Sardina pilchardus). L’obiettivo primario è stato il monitoraggio della presenza di istamina, un’ammina biogena termostabile di primaria importanza tossicologica, responsabile della “Sindrome Sgombroide”. Lo studio è stato eseguito su 16 campioni (8 di acciughe e 8 di sardine) prelevati presso la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) della Sardegna settentrionale e la determinazione quantitativa dell’istamina è stata effettuata mediante metodologia ELISA. Nel complesso, i risultati hanno delineato un quadro di eccellente salubrità igienico-sanitaria. Per le acciughe salate sott’olio (semiconserve a maturazione enzimatica), i livelli di istamina sono risultati compresi tra 0,96 e 9,90 mg/kg, valori circa 20 volte inferiori al limite legale di 200 mg/kg fissato dal Regolamento (CE) n. 2073/2005. Analogamente, le sardine sott’olio (conserve appertizzate) hanno mostrato concentrazioni estremamente contenute, comprese tra 0,99 e 5,65 mg/kg, ovvero da 17 a 100 volte inferiori al limite di sicurezza di 100 mg/kg. Tutti i campioni sono stati classificati nella categoria d’élite di “buona qualità” (<10 mg/kg), validando l’efficacia dei trattamenti di stabilizzazione (salagione e sterilizzazione) e dei protocolli di autocontrollo applicati a monte della filiera. In conclusione, lo stu dio ha confermato l’elevato standard di sicurezza dei prodotti ittici commercia lizzati in Sardegna, ed allo stesso tempo l’utilità della metodologia ELISA come valido strumento di screening rapido da implementare nei piani di autocontrol lo aziendali per un monitoraggio preventivo e dinamico della filiera ittica.
SUMMARY
The present study is within the framework of food safety and con sumer protection, focusing on the safety profiles of two of the most representative small pelagic species on the Italian market: anchovy (Engraulis encrasicolus) and sardine (Sardina pilchardus).The prima ry objective was to evaluate the presence of histamine, a heat-stable
■ KEYWORDS
histamine, anchovy, sardine, food safety, ELISA
biogenic amine of major toxicological significance responsible for Scombroid Poisoning. The study was carried out on 16 samples (8 anchovies and 8 sardines) collected from large scale markets located in northern Sardinia. The quantitative determination of histamine was performed using the ELISA method. Altogether, the results highlighted an excellent hygienic status in terms of food safety. Histamine levels in salted anchovies in oil ranged from 0.96 to 9.90 mg/kg, approximately 20 times lower than the legal limit of 200 mg/kg set by EC Reg. 2073/2005. At the same time, sardines in oil showed extremely low concentrations, ranging from 0.99 to 5.65 mg/kg, approximatively from 17 to 100 times lower than the safety limit of 100 mg/kg set by EC Reg. 2073/2005. All samples were classified within the elite “good quality” category (<10 mg/kg), highlighting the efficacy of stabilization treatments (salting and sterilisation) and the HACCP protocols applied upstream in the
Interpack al centro del processing e del packaging in evoluzione
Interpack ha ospitato a maggio oltre 2.800 espositori provenienti da 65 Paesi e visitatori professionali da 161 Paesi, in un’edizione che ha registrato il tutto esaurito degli spazi espositivi. Il 75% dei visitatori è arrivato dall’estero e il 28% da Paesi extraeuropei, a conferma della forte dimensione internazionale della manifestazione. A questi numeri si sono aggiunte circa 100 aziende presenti a Components, la fiera dedicata alla subfornitura organizzata in parallelo.
L’edizione 2026 si è svolta in un momento di forte cambiamento per il comparto. La domanda di prodotti confezionati continua a crescere, ma allo stesso tempo aumentano le pressioni legate a materiali, sistemi produttivi, sostenibilità e riorganizzazione del-
L’eccellenza del packaging premiata con i WorldStar Awards
Durante Interpack 2026, la World Packaging Organisation ha celebrato i vincitori dei WorldStar Awards 2026, riconoscendo le soluzioni più significative per innovazione, sostenibilità e qualità progettuale nel packaging. La cerimonia, che ha riunito circa 400 ospiti da quasi 50 Paesi, ha premiato circa 100 vincitori provenienti da oltre 40 Paesi nelle principali categorie del concorso.
Tra i riconoscimenti speciali, nella categoria Marketing il premio più ambito è andato alla brasiliana Dexco Deca per Deca Food Waste Disposer, soluzione dedicata alla gestione degli scarti alimentari. Per la sostenibilità, l’oro è stato assegnato all’austriaca Constantia Flexibles International per Comforlid with Low Carbon Aluminum, un coperchio in alluminio a ridotta impronta carbonica. Nella categoria Packaging contro lo spreco alimentare, il primo premio è andato all’israeliana Aran Group per Mono PE Bag for Bib, sacca mono-materiale in polietilene per bag-in-box pensata per favorire la riciclabilità e la conservazione del prodotto.
Infine, il premio assegnato dal Presidente della giuria ha premiato con l’oro l’austriaca Greiner Packaging International per Click In Sealing Lid, sistema di chiusura a incastro sviluppato per migliorare funzionalità, protezione e praticità d’uso. Questi riconoscimenti hanno confermato l’attenzione del concorso verso soluzioni capaci di unire innovazione, prestazioni tecniche e sostenibilità. worldpackaging.org
Tubi in cartoncino sigillati
U-Seal è la nuova tecnologia brevettata di saldatura a freddo di Senzani per la produzione di tubi in cartoncino. Presentata in funzione ad Interpack, la soluzione consente di realizzare pack
sigillati, personalizzabili nelle forme e nelle dimensioni, destinati a diversi settori merceologici. La linea esposta a Düsseldorf si caratterizzava per il layout compatto e per una capacità
Il sistema U-Seal esposto ad Interpack (Senzani).
Connessioni fra tecnologia, industria e formazione
Interpack si è confermato l’appuntamento internazionale di riferimento per l’industria del process & packaging, offrendo una panoramica concreta delle tecnologie e dei trend che stanno guidando l’evoluzione del settore alimentare. L’ultima edizione ha evidenziato le principali direttrici di sviluppo: automazione avanzata, integrazione dei processi, progettazione igienica, sostenibilità e crescente flessibilità produttiva. Temi che hanno caratterizzato il confronto tra aziende, costruttori e professionisti chiamati a rispondere alle nuove esigenze di competitività, efficienza e qualità.
In questo contesto, la realtà Opessi ha accompagnato clienti
e visitatori alla scoperta delle innovazioni presentate dalle Case rappresentate, favorendo il dialogo tra esigenze produttive e sviluppo tecnologico. Da sempre partner dell’industria alimentare italiana, la società offre un supporto tecnico e commerciale orientato a facilitare il confronto tra le esigenze produttive delle aziende e le soluzioni proposte dalle rappresentate. Un approccio che non si esaurisce durante la manifestazione fieristica, ma prosegue ogni giorno al fianco delle imprese, in linea con il claim “Opessi, Your Partner Everyday”. Tecnologia, industria e formazione raccontate sullo stand Opessi anche con l’area Lab che
anticipa la prossima apertura a Milano di un nuovo spazio dedicato a corsi, impianti pilota ed eventi. Grande attenzione anche per Opessi UniversityLab, il progetto che negli anni ha coinvolto oltre cento laureandi, contribuendo a creare un collegamento concreto tra mondo accademico e industria. La presenza in fiera di alcuni ex partecipanti, oggi inseriti in aziende del settore, ha rappresentato una testimonianza tangibile del valore di questo percorso e un’occasione di confronto tra nuove competenze, professionisti e imprese.
A partire dalle innovazioni presentate dai Partner Opessi, proponiamo una panoramica delle soluzioni tecnologiche che hanno maggiormente caratterizzato questa edizione di Interpack.
Tecnologie di processo: igiene, efficienza e integrazione
Tra le realtà che hanno attirato maggiore attenzione, Sollich ha presentato in fiera tutta la linea di prodotti (oltre cento macchine) confermando l’altissimo livello qualitativo che rende l’azienda tedesca leader nell’impiantistica di settore, con le sue temperatrici, ricopritrici, tunnel di raffreddamento e linee per barrette. La cura costruttiva applicata garantisce semplicità ed efficienza delle macchine, anche con la messa in campo di dettagli come i golfari a scomparsa, orientati al miglioramento della funzionalità e della sicurezza, caratteristiche sempre più richieste nel settore alimentare.
Non ultimo, sullo stand è stato rappresentato il forte impegno nello sviluppo di SweetConnect, sistema realizzato con aziende partner quali Chocotech, Winkler
Enos: 50 anni di storia e successi
Azienda di Canelli, in provincia di Asti, specializzata nella progettazione e produzione di macchine etichettatrici per il confezionamento, è stata fondata nel 1976 da Armando Scagliola nel contesto del distretto enomeccanico di Canelli e della Valle Belbo, un’area che ha sviluppato nel tempo una forte specializzazione nelle tecnologie per l’imbottigliamento, il riempimento, l’etichettatura e il packaging. Questo sistema industriale è oggi rappresentato anche da ATPICA, associazione che riunisce aziende produttrici di macchinari per il packaging e l’imbottigliamento del territorio.
L’origine di Enos, che quest’anno celebra cinquant’anni di attivi-
La sede Enos a Canelli.
MACCHINE ACCESSORI
Caldaie a vapore pulito e tecnologico
Nata nel settore lattiero-caseario, Magnabosco ha sviluppato nel tempo una competenza specifica nella produzione di vapore pulito e affidabile per l’industria alimentare. Da questa esperienza deriva la specializzazione nelle caldaie a vapore in acciaio inox e in quelle elettriche della serie GVE a zero emissioni, progettate per rispondere alle esigenze del settore food & beverage in termini di efficienza, durata, sicurezza operativa e semplicità di gestione. Tra le soluzioni più recenti figurano le caldaie ibride a basse emissioni, sviluppate per ridurre il consumo di combustibili fossili e contenere i costi energetici. Questi impianti possono integrare fino al 30% di energia elettrica autoprodotta, contribuendo a ottimizzare i consumi, migliorare l’efficienza complessiva e ridurre l’impatto emissivo dei processi produttivi.
Le caldaie elettriche della serie GVE coprono una gamma produttiva molto ampia, da 3 fino a 20.000 kg/h di vapore. L’assenza di combustibili fossili consente di azzerare le emissioni dirette di CO₂, rendendo queste soluzioni adatte alle aziende che hanno avviato percorsi di decarbonizzazione dei processi. I generatori di vapore ibridi delle serie GVR-H, GOPI-H e GOFB-H, disponibili da 25 a 30.000 kg/h, sono invece pensati per realtà produttive che intendono ridurre progressivamente l’impiego di combustibili tradizionali attraverso l’integrazione di energia elettrica autoprodotta.
Le caldaie GVR e GVR-H, con produzioni da 25 a 1.500 kg/h in funzione della pressione di esercizio, possono essere realizzate anche in acciaio inossidabile, per la produzione di vapore pulito in applicazioni particolarmente
GVR-Hybrid: generatore di vapore ibrido
ECO, 500 kg/h tot, 400 kg/h a gas e 100 kg/h elettrico. Senza patentato e premontato su skid (Magnabosco).
metiche affidabili anche con film spessi ad alta barriera o monomateriale.
La saldatura a freddo come terza opzione
La saldatura a freddo rappresenta una terza alternativa, in particolare per prodotti sensibili alla temperatura e applicazioni ad alta velocità. Al posto del calore, utilizza adesivi sensibili alla pressione applicati su aree definite del materiale di confezionamento. Quando le superfici rivestite vengono premute l’una contro l’altra, formano immediatamente un legame. Poiché non sono necessari riscaldamento né raffreddamento, la saldatura a freddo evita segni di bruciatura e difetti di fusione, riducendo al contempo gli scarti.
In definitiva, la scelta della tecnologia di saldatura dipende dai requisiti del prodotto e dagli obiettivi di sostenibilità. Con la crescente importanza di materiali di confezionamento più semplici, i metodi di saldatura a
basso apporto di calore, come la saldatura a ultrasuoni e a freddo, stanno diventando sempre più rilevanti per combinare prestazioni del packaging e responsabilità ambientale.
schubert.group
rimangano costanti anche in caso di
L’unità di saldatura trasversale volante per la saldatura a caldo garantisce una chiusura delicata ma sicura (Schubert).
L’unità di saldatura trasversale volante assicura inoltre che il tempo e la temperatura di saldatura
flusso irregolare (Schubert).
IMBALLAGGI CONFEZIONI
Pro Food: “Il packaging alimentare è parte della soluzione, non del problema”
Nel dibattito europeo sugli imballaggi alimentari, la plastica continua a essere considerata principalmente come un problema ambientale da eliminare. Una visione che Pro Food, il gruppo
merceologico di Unionplast –Federazione Gomma Plastica, invita a superare attraverso un approccio basato su dati scientifici e valutazioni oggettive dell’intero ciclo di vita degli imballaggi.
La sostenibilità va valutata lungo tutta la filiera
Secondo Pro Food, la sostenibilità di un imballaggio non può essere giudicata esclusivamente in funzione del materiale utilizzato, ma deve tenere conto anche della sua capacità di proteggere gli alimenti, prolungarne la conservazione e ridurre gli sprechi. In quest’ottica, soluzioni considerate a priori più sostenibili potrebbero in realtà generare un impatto ambientale maggiore qualora comportassero una riduzione della shelf life o un aumento delle perdite alimentari.
L’associazione richiama inoltre alcuni studi di Life Cycle Assessment (LCA), tra cui una ricerca sviluppata con l’Università di Torino, che evidenziano le buone performance ambientali degli imballaggi in rPET, soprattutto grazie al contributo nella prevenzione degli sprechi lungo la filiera agroalimentare.
Plastica nel packaging, un confronto tra normativa, industria e distribuzione
In occasione di Plast 2026, la fiera internazionale dedicata all’industria delle materie plastiche e della gomma di Milano, il Comitato Tecnico Scientifico di Ipack-Ima – alla sua prima iniziativa pubblica – in collaborazione con Largo Consumo ha promosso un convegno dedicato al ruolo della plastica nel packaging e alle prospettive future del comparto.
Il dibattito ha riunito associazioni di settore, centri di ricerca, rappresentanti della grande distribuzione e aziende titolari di marchi, con l’obiettivo di analizzare un tema oggi al centro del confronto industriale e normativo: il rapporto tra plastica, sostenibilità, economia circolare e nuove regole europee.
Il convegno ha messo in evidenza come il giudizio sulla pla-
stica nel packaging sia spesso condizionato da una lettura semplificata del tema. Da un lato il materiale è oggetto di crescenti pressioni normative e di una forte attenzione da parte dell’opinione pubblica; dall’altro continua a svolgere funzioni essenziali per la protezione dei prodotti, la sicurezza alimentare e farmaceutica, l’estensione della shelf life e la riduzione degli sprechi.
Secondo i dati dell’Osservatorio Ipack-Ima – MECS, nel 2025 la produzione globale di materie plastiche ha raggiunto 375 milioni di tonnellate, mentre il consumo mondiale si è attestato a 368 milioni di tonnellate. Entrambi gli indicatori sono previsti in crescita fino al 2029, con un incremento medio annuo del 3,1%. Nel
packaging, su un volume globale di 4.489 miliardi di unità di imballaggio, 2.767 miliardi riguardano imballaggi in plastica, suddivisi tra plastica flessibile, con 1.439 miliardi di pack unit, e plastica rigida, con 1.328 miliardi. Sul fronte ambientale, i rifiuti urbani globali ammontano a 2,1 miliardi di tonnellate, di cui 400 milioni riconducibili alla plastica e 160 milioni al packaging.
In questo contesto, il confronto promosso da Ipack-Ima ha offerto un’occasione per mettere in relazione il punto di vista di chi contribuisce alla definizione delle regole, di chi ne valuta l’impatto sul mercato e di chi utilizza quotidianamente il packaging nei processi produttivi e distributivi. Moderato da Armando Garosci, direttore di Largo Consumo, l’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti di Europen, del Centro Studi MECS di UCIMA e dei responsabili packaging di realtà come Esselunga, Henkel e Noberasco.
Il dibattito ha confermato che il futuro della plastica nel packaging non può essere affrontato in termini di semplice difesa o condanna del materiale. La questione riguarda piuttosto la capacità dell’industria di innovare, migliorare la progettazione degli imballaggi, favorire il riciclo, ridurre gli impatti e anticipare l’evoluzione normativa. In questa prospettiva, il packaging in plastica resta un ambito strategico per la manifattura europea, chiamata a conciliare prestazioni, sicurezza, sostenibilità e competitività. ipackima.com
Rizzoli Emanuelli, 120 anni di tradizione nelle conserve ittiche
Rizzoli Emanuelli celebra 120 anni di attività confermandosi tra i marchi storici italiani delle conserve ittiche. La storia dell’azienda nasce lungo l’antica via del sale, dalle prime attività ottocentesche della famiglia Rizzoli nella lavorazione del pesce conservato fino alla fondazione ufficiale del marchio nel 1906 e al successivo consolidamento a Parma.
Ancora oggi l’identità dell’azienda resta fortemente legata alla lavorazione delle alici, frutto di un sapere tramandato da cinque generazioni e basato su selezione della materia prima, cura del processo e lavorazione manuale. Accanto alla tradizio-
ne, l’azienda ha sempre puntato sull’innovazione e la praticità, come testimonia l’introduzione, già nel 1913, della latta con apertura a strappo, oltreché sull’internazionalizzazione, avviata dagli anni Settanta, che ha portato le sue specialità sui mercati esteri e rafforzato progressivamente la presenza nella grande distribuzione.
Ancora oggi il prodotto simbolo resta l’iconica latta dorata di Alici in Salsa Piccante, nata insieme all’azienda e caratterizzata dalla storica salsa segreta, una miscela di spezie e aromi tramandata oralmente all’interno della famiglia Rizzoli. Accanto a que-
sta referenza, la gamma si è ampliata nel tempo con alici del Mar Cantabrico, filetti in olio, prodotti da banco frigo, sgombro, sardine e tonno, mantenendo al centro il legame con il mare e con la tradizione conserviera.
Per il 120° anniversario, tra le specialità più rappresentative figurano le Grandi Alici del Mar Cantabrico, ottenute da acciughe pescate in primavera, selezionate per dimensione e qualità, lavorate manualmente e sottoposte a lunga maturazione. La proposta attuale comprende anche referenze pensate per un consumo più contemporaneo, come le alici da banco frigo a ridotto contenuto di sale, il tonno all’olio di oliva e al naturale, lo sgombro “Selezione Imperiale” e una linea biologica con filetti di alici, tonno, sgombro, sardine e alici del Mar Adriatico in olio extra vergine di oliva biologico.
A 120 anni dalla fondazione, Rizzoli Emanuelli mantiene così un equilibrio tra memoria e sviluppo, con un’identità legata alla tradizione delle conserve ittiche, alla lavorazione artigianale e alla centralità delle alici, ma che si esprime oggi in una gamma più ampia e diversificata, pensata per rispondere alle esigenze del consumatore moderno.
La gamma di prodotti Rizzoli Emanuelli.
IGIENE AMBIENTI
Pavimentazioni industriali per igiene, sicurezza
e continuità produttiva
Nel settore alimentare, la scelta delle pavimentazioni industriali rappresenta un elemento fondamentale per garantire efficienza produttiva, sicurezza e rispetto delle normative igienico-sanitarie. Dagli stabilimenti di trasformazione alimentare ai laboratori di produzione, fino ai magazzini e alle aree logistiche, le superfici devono assicurare elevati standard di pulizia, resistere a lavaggi frequenti, sostanze chimiche, traffico intenso e sbalzi termici.
Per questo è essenziale adottare soluzioni progettate specificamente per l’industria alimentare. Una pavimentazione industriale adeguata facilita le operazioni di sanificazione, contribuisce a mantenere ambienti produttivi sicuri e riduce gli interventi di manutenzione straordinaria, limitando i fermi impianto e garantendo maggiore continuità operativa.
Grazie all’esperienza maturata nel comparto alimentare, Sirec supporta le aziende nella progettazione e realizzazione di
pavimentazioni industriali personalizzate, affiancando il cliente dalla consulenza tecnica alla posa in opera.
Tra le soluzioni più apprezzate per l’industria alimentare vi sono le pavimentazioni in resina, particolarmente indicate per ambienti che richiedono superfici continue, prive di fughe, facilmente sanificabili e resistenti all’usura quotidiana. Anche il klinker e il gres porcellanato industriale rappresentano opzioni affidabili per reparti produttivi, aree di confezionamento, magazzini, celle frigorifere e zone di lavorazione, grazie alle elevate prestazioni in termini di resistenza meccanica, chimica e durata nel tempo.
L’approccio di Sirec si fonda sull’analisi approfondita delle esigenze specifiche di ogni realtà produttiva, con l’obiettivo di individuare il sistema più idoneo e performante. Ogni intervento viene sviluppato per garantire conformità alle normative del settore alimentare, sicurezza operativa e affidabilità nel lungo periodo, con una qualità capace di tutelare i processi produttivi, migliorare gli standard igienici e creare le condizioni ottimali per una produzione efficiente, sicura e sostenibile nel tempo. sirec.it
SICUREZZA ALIMENTARE
FAO: attenzione ai potenziali rischi legati agli imballaggi alimentari in plastica riciclata
La crescente diffusione delle plastiche riciclate nel packaging alimentare potrebbe presentare criticità ancora non completamente valutate sotto il profilo della sicurezza chimica. È quanto evidenzia un recente report della FAO, che richiama l’attenzione sulle lacune normative e sui limiti degli attuali sistemi di valutazione dei materiali plastici riciclati destinati al contatto con gli alimenti.
I rischi legati ai contaminanti
Secondo la FAO, i processi di riciclo possono introdurre o concentrare sostanze indesiderate in grado di migrare negli alimenti. Tra queste figurano residui deri-
RICERCA APPLICATA
Trattamento UV-C del latte bovino: sicurezza microbiologica e proteine bioattive
I trattamenti termici vengono comunemente applicati al latte per garantirne la sicurezza microbiologica, ma possono provocare la degradazione di alcune proteine bioattive di elevato valore nutrizionale e funzionale. L’irradiazione con raggi UV-C rappresenta una possibile tecnologia alternativa, in grado di migliorare la sicurezza microbiologica preservando meglio alcuni componenti bioattivi del latte. Tuttavia, non era ancora noto quale fosse l’effetto delle dosi di UV-C necessarie a ottenere una riduzione batterica ≥5 log sulla conservazione delle proteine bioattive del latte bovino.
Uno studio statunitense apparso su Food Research International. 233, (Part 2): 119023, 2026 ha determinato la dose di UV-C (fluenza) necessaria per ottenere un’inattivazione ≥5 log di batteri vegetativi – Escherichia coli O157:H7, Listeria monocytogenes, Salmonella Typhimurium e Staphylococcus aureus – e di spore batteriche di Bacillus cereus e Bacillus subtilis inoculate in latte bovino crudo. Successivamente, mediante analisi ELISA, i ricercatori hanno confrontato il livello di conservazione di alcune proteine bioattive del latte – lattoferrina (Lf), immunoglobuline IgG, IgM e IgA – dopo trattamenti UV-C equivalenti alle dosi necessarie per ottenere riduzioni ≥5 log, confrontando-
lo con i tradizionali trattamenti termici HTST (High Temperature Short Time) e UHT.
I risultati hanno mostrato che per ottenere una riduzione ≥5 log di tutti i batteri vegetativi erano necessari 14 kJ/L di UV-C (trattamento definito UV-1), mentre per raggiungere la stessa riduzione nelle spore batteriche erano necessari 40 kJ/L (UV-2).
La dose UV-1 ha consentito di preservare le IgG a livelli superiori rispetto al trattamento HTST (p<0,05) e di mantenere lattoferrina e IgM a livelli comparabili a quelli ottenuti con HTST (p>0,05). La
conservazione delle IgA è risultata invece inferiore rispetto all’HTST (50,6% contro 62,0%; p<0,05).
Il trattamento UV-2 ha mostrato una migliore conservazione di tutte le proteine bioattive analizzate rispetto al trattamento UHT, indicando che la tecnologia UV-C potrebbe rappresentare un approccio promettente per il trattamento del latte bovino intero, soprattutto per migliorare la conservazione delle proteine bioattive nei trattamenti finalizzati alla riduzione delle spore batteriche rispetto all’attuale standard industriale rappresentato dall’UHT.
Temperature di conservazione elevate ed estreme sulla stabilità del
Ricercatori polacchi hanno analizzato la stabilità microbiologica, fisico-chimica e sensoriale del latte UHT trattato con processo indiretto (138°C per 4 secondi), con differenti contenuti di grasso (0,5, 2 e 3,8%), conservato a 20°, 30° e 50°C, condizioni pensate per simulare lo stoccaggio in magazzino e il trasporto.
Nello studio, pubblicato su LWT - Food Science and Technology 246, 119226, 2026, campioni con-
latte UHT
servati a 20°C sono stati monitorati per 12 mesi, quelli a 30°C per 6 mesi con controlli mensili, mentre i campioni mantenuti a 50°C sono stati analizzati per un mese con verifiche settimanali. Dal punto di vista microbiologico non sono emerse variazioni significative della carica batterica, confermando che il latte UHT rimane stabile in condizioni ambientali normali. Quando però la temperatura di conservazione è salita a 30°C
Effetto di congelamento e cottura sul contenuto di nitrito di sodio nei prodotti carnei
Il nitrito di sodio (NaNO₂) è un conservante batteriostatico ampiamente utilizzato nell’industria della carne. Tuttavia, come additivo alimentare può avere effetti negativi sulla salute umana, contribuendo a fenomeni quali metaemoglobinemia e anemia, oltre a poter fungere da precursore delle nitrosammine N-nitrose, composti potenzialmente mutageni, teratogeni e cancerogeni.
Uno studio polacco ha valutato l’effetto del congelamento e della cottura sul contenuto di nitrito di sodio in diversi prodotti carnei trasformati. Le analisi sono state effettuate mediante spettroscopia di assorbimento molecolare utilizzando uno spettrofotometro UV-Vis.
Nei prodotti di controllo, il contenuto di nitrito di sodio variava da 1,54 a 26,20 mg/kg. Per la maggior parte dei prodotti analizzati, il congelamento ha determinato una riduzione significativa del contenuto di nitrito compresa tra il 3,33 e il 47,51%. Una diminuzione ancora più marcata è stata osservata dopo la cottura, con riduzioni comprese tra il 26,46 e l’80,98%.
I risultati, pubblicati sul Journal of Food Composition and Analysis, suggeriscono che i processi di congelamento/scongelamento e cottura riducono efficacemente il contenuto residuo di nitrito di sodio nei prodotti carnei, contribuendo a diminuire l’esposizione alimentare del consumatore. In tutti i campioni analizzati, il contenuto del conservante è rimasto entro i limiti consentiti.
Shelf-life di 24 mesi per il concentrato di latte intero congelato
L’ottimizzazione del processo di congelamento è fondamentale per prolungare la shelf-life del concentrato di latte intero (WMC), controllando la formazione dei cristalli di ghiaccio. Tuttavia, mancava finora un approccio sistematico capace di gestire con precisione il periodo di plateau del congelamento – fase critica per la crescita dei cristalli – nei processi industriali di congelamento del WMC.
Uno studio cinese ha analizzato gli effetti della velocità di congelamento e della temperatura di conservazione sulla qualità del concentrato di latte intero. L’elemento
innovativo della ricerca consiste nel controllo coordinato della temperatura iniziale del prodotto e della temperatura dell’ambiente di congelamento, al fine di gestire attivamente il periodo di plateau.
La riduzione della temperatura della camera criogenica da -30° a -50°C ha abbreviato del 45% il periodo di plateau e del 23% il tempo necessario per raggiungere -6°C. L’avvio del congelamento a -2,5°C, bypassando la nucleazione iniziale, ha ulteriormente ridotto del 27% il tempo per arrivare a -6°C. Il congelamento estremo a -80°C ha quasi eliminato il plateau.
Il mercato globale del cioccolato al latte punta a 87 miliardi di dollari MERCATI CONSUMI
Il mercato mondiale del cioccolato al latte continua a mostrare una crescita costante, sostenuta dall’evoluzione delle preferenze dei consumatori, dall’innovazione di prodotto e dall’espansione dei canali digitali di vendita. Secondo le più recenti analisi di mercato condotte da IMARC Group, il settore, che nel 2025 ha raggiunto un valore di 67 miliardi di dollari, dovrebbe superare gli 87 miliardi di dollari entro il 2034, con un tasso medio annuo di crescita (CAGR) del 2,87% nel periodo 2026-2034.
Premiumizzazione e gratificazione emotiva guidano i consumi
Il cioccolato al latte continua a essere uno dei prodotti dolciari più apprezzati a livello globale grazie al suo forte legame con il concetto di piacere, gratificazione e comfort alimentare. La domanda è sostenuta non soltanto dal consumo quotidiano come snack, ma anche dal ruolo che il prodotto riveste nelle occasioni festive e celebrative. Parallelamente, cresce l’interesse verso prodotti premium e artigianali, caratterizzati da ingredienti selezionati, ricette innovative e packaging di alta qualità.
I produttori stanno rispondendo alle nuove esigenze del mercato introducendo formulazioni a ridotto contenuto di zuccheri, ingredienti biologici e materie prime provenienti da filiere sostenibili e certificate. La ricerca di un equilibrio tra indulgence e benessere rappresenta oggi una delle principali direttrici di sviluppo del settore.
E-commerce e gifting trainano la crescita
Tra i principali fattori di sviluppo emerge il crescente utilizzo del cioccolato come regalo. Il prodotto è sempre più associato a festività, ricorrenze personali e omaggi aziendali, grazie alla sua capacità di coniugare valore simbolico, accessibilità e personalizzazione. Confezioni premium, edizioni limitate e prodotti personalizzati contribuiscono ad aumentare l’attrattività del comparto.
Un ulteriore impulso proviene dall’espansione dell’e-commerce. Le piatta-
forme digitali consentono ai consumatori di accedere a una gamma sempre più ampia di prodotti, confrontare prezzi e acquistare in qualsiasi momento. La crescita delle vendite online sta favorendo sia i grandi marchi internazionali, sia i produttori artigianali, che possono raggiungere nuovi segmenti di clientela attraverso modelli direct-to-consumer.
Europa leader mondiale, ma cresce l’Asia-Pacifico
L’Europa occidentale mantiene la leadership mondiale nel mercato del cioccolato al latte grazie alla lunga tradizione produttiva, agli elevati consumi pro capite e alla forte propensione verso prodotti premium, biologici e certificati. Le festività stagionali, come Pasqua e Natale, continuano a rappresentare momenti chiave per le vendite. Inoltre, la crescente attenzione alla sostenibilità sta incentivando lo sviluppo di referenze con cacao proveniente da filiere etiche e formulazioni a ridotto contenuto di zucchero.
Parallelamente, l’area Asia-Pacifico sta registrando tassi di crescita particolarmente interessanti grazie all’urbanizzazione, all’aumento del reddito disponibile e all’espansione della classe media. Mercati come Cina e India stanno assistendo a una crescente occidentalizzazione delle abitudini alimentari, con un interesse sempre maggiore verso il cioccolato come snack e prodotto premium. In questo contesto, le aziende stanno introducendo varianti con gusti locali e formulazioni specifiche per adattarsi alle preferenze regionali.
Dal punto di vista distributivo, supermercati e ipermercati continuano a rappresentare il principale canale di vendita, con una quota di mercato pari al 42%, grazie all’ampia offerta, alle attività promozionali e alla capacità di favorire gli acquisti d’impulso. Tuttavia, la crescita delle vendite online e la continua innovazione di prodotto stanno ridefinendo gli equilibri competitivi, aprendo nuove opportunità sia per i grandi operatori, sia per i produttori specializzati. imarcgroup.com
Nonno Nanni con segno positivo
Il Gruppo Nonno Nanni ha chiuso il 2025 con risultati in crescita, raggiungendo un fatturato netto consolidato di 172 milioni di euro, in aumento del 7% rispetto all’anno precedente. La performance è stata sostenuta dall’andamento positivo dei diversi marchi del gruppo, dalla forza delle referenze principali e da un piano di investimenti da 35 milioni di euro avviato negli ultimi tre anni per potenziare produzione, innovazione di prodotto e sviluppo commerciale, con particolare attenzione ai mercati esteri.
L’internazionalizzazione resta una direttrice strategica, con l’export pari all’11,6% del fatturato e una presenza consolidata in Francia, Germania, Svizzera e Canada, a cui si affiancano le opportunità di crescita in Norvegia e nei Paesi Baltici. L’acquisizione di Italat France ha rafforzato in particolare il ruolo della Francia, dove il gruppo opera con i marchi Nonno Nanni, Nonna Rina e Tonon, sviluppando la presenza nei canali Horeca e GDO.
Sul fronte dell’offerta, Nonno Nanni continua a crescere nei formaggi freschi, con una performance a volume superiore al mercato nei primi mesi del 2026. La Robiola ha registrato un andamento particolarmente positivo, mentre risultati favorevoli arrivano anche da Primosale, Il Fresco Spalmabile e dalle paste filate, tra cui Mozzarella, Burrata e Stracciatella. Un ruolo importante è assunto anche dal segmento lactose free, che intercetta la domanda di prodotti percepiti come più digeribili e leggeri.
Positivo anche il contributo delle paste fresche Nonna Rina, con referenze premium come i ravioloni ricotta e spinaci e i ravioloni porcini e stracchino, valorizzati dall’impiego dei formaggi Nonno Nanni nei ripieni. Il gruppo rafforza inoltre il presidio del canale Horeca con formati professionali da 1 kg per formaggi freschi e paste ripiene, insieme alla gamma Tonon dedicata alle paste filate e al pizza cheese per il canale professionale. nonnonanni.it
Aldo Rodolfi nuovo presidente di Anicav
Anicav rinnova i propri vertici con l’elezione di Aldo Rodolfi alla presidenza dell’associazione che rappresenta le imprese di trasformazione del pomodoro. Rodolfi subentra a Marco Serafini, alla guida dell’organizzazione negli ultimi cinque anni.
56 anni è presidente di Rodolfi Mansueto, storica azienda familiare di Parma attiva da 130 anni e tra le realtà più longeve associate ad Anicav. Rodolfi fa inoltre parte del Comitato di
indirizzo della Fondazione SSICA ed è membro del Consiglio Generale dell’Unione Parmense degli Industriali.
Il nuovo corso dell’associazione sarà orientato al rafforzamento della reputazione del comparto, al consolidamento del dialogo con la filiera agricola e alla promozione dei derivati del pomodoro sui mercati internazionali. Tra le priorità figurano anche un maggiore coinvolgimento delle imprese attraverso comitati territoriali e gruppi merceologici, una partecipazione più attiva alla vita associativa e l’attenzione alle nuove generazioni. anicav.it
Aldo Rodolfi, eletto alla presidenza di Anicav.
A Stoccarda il futuro della panificazione artigianale europea AGENDA
Südback 2026 tornerà a Stoccarda dal 24 al 27 ottobre, confermandosi uno degli appuntamenti più importanti in Europa per il settore della panificazione e della pasticceria artigianale. Nata nel 1978, la fiera rappresenta da decenni un punto di riferimento per maestri panificatori, pasticceri, titolari d’impresa, addetti, apprendisti e operatori della filiera, con un ruolo particolarmente rilevante nell’area di lingua tedesca e nel mercato europeo.
L’edizione 2026 occuperà cinque padiglioni del quartiere fieristico di Messe Stuttgart, con circa 550 espositori provenienti dalla Germania e da altri Paesi, tra cui Austria, Svizzera, Italia, Francia e Paesi Bassi. Su una superficie di circa 55.000 metri quadrati saranno presentate soluzioni per l’intera catena del valore del comparto: materie prime, macchine, impianti, tecnologie, attrezzature per la produzione e il punto vendita, servizi, strumenti per la promozione commerciale e nuovi concept per lo sviluppo delle attività.
La manifestazione si inserisce in un contesto complesso per la panificazione artigianale, chiamata a confrontarsi con l’aumento dei costi, la carenza di personale qualificato, l’evoluzione dei consumi, la sostenibilità e la digitalizzazione. Proprio su questi temi Südback 2026 intende offrire in-
dicazioni pratiche e soluzioni applicabili alle imprese. Particolare attenzione sarà dedicata alle innovazioni tecnologiche, all’automazione e all’impiego di sistemi digitali e di intelligenza artificiale per migliorare la pianificazione del personale, ottimizzare i processi aziendali e rendere più efficace l’esperienza del cliente.
Un altro tema centrale sarà la sostenibilità, sempre più legata alla competitività delle aziende. La fiera affronterà aspetti come l’uso efficiente dell’energia e delle attrezzature, la gestione dei resi, il ricorso a materie prime regionali e l’integrazione tra responsabilità ambientale e redditività. In questa prospettiva, il salone presenterà anche esempi di come la qualità artigianale possa dialogare con forni a basso consumo, processi digitali di ordinazione e nuovi format per il punto vendita. Sul fronte dei prodotti, la fiera metterà in evidenza le tendenze più attuali della panificazione e della pasticceria. Cresce l’interesse per specialità realizzate con materie prime locali, cereali antichi, pasta madre e prodotti con formulazioni orientate al benessere, come le proposte senza determinati ingredienti o con contenuti ridotti. Accanto al bakery troveranno spazio anche le novità nel mondo del caffè, dalle specialità moderne alle varianti cold brew per la stagione calda.
Il programma collaterale avrà un forte taglio professionale e pratico. Tra gli appuntamenti principali figura il Bakers’ Trend Forum, che ospiterà dimostrazioni, presentazioni e momenti di confronto con panificatori provenienti da diversi Paesi europei. Sarà un’occasione per valorizzare specialità tradizionali, idee innovative e competenze artigianali, ma anche per incontrare consulenti, esperti aziendali, legali e referenti per la formazione e l’apprendistato. Bäko proporrà inoltre contenuti dedicati a soluzioni concrete per la panificazione, con focus sulla panificazione tradizionale, sulle nuove tendenze di consumo e sui servizi digitali.
Alla manifestazione parteciperà anche il German Bread Institute, che offrirà ai titolari la possibilità di far valutare i propri pani e di confrontarsi con esperti su qualità, consistenza, gusto e caratteristiche artigianali. Sarà presente anche la German National Bakers Academy di Weinheim, con contributi dedicati alla formazione, all’aggiornamento professionale e allo sviluppo delle competenze nel mestiere. Non mancheranno i concorsi, da sempre parte significativa della fiera. Il Südback Trend Award premierà le soluzioni più innovative, mentre la Carlo Wildt Cup darà spazio ai giovani talenti della pasticceria, contribuendo a valorizzare la dimensione creativa e professionale del settore.
Il quadro economico conferma l’importanza della panificazione artigianale in Germania, pur in una