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n° 7 - luglio 2018 | Copia Gratuita
Password - l’accesso mirato all’informazione | Periodico d’informazione - n° 7 - luglio 2018 | Direttore responsabile: Chiara Cascio - Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma - Coordinamento generale: Gianna Scortechini - Francesco Cascio Collaboratori: Riccardo Ceccarelli - Marco Torcoletti - Catiuscia Ceccarelli - Matteo Baleani - Margherita Piersantelli - Giovanna Borrelli| Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici | Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. e fax 0731 701404 - www.leggopassword.it - info@leggopassword.it - redazione@leggopassword.it | Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati - Vietata la riproduzione anche parziale.
Le feste del verdicchio
Attorno al verdicchio non sono mancate le feste, come anticamente si facevano in onore di Bacco o Dioniso. È festa quando si vendemmia. È la festa del raccolto, non più sentita e vissuta oggi nel tempo della meccanizzazione, ma sempre presente per chi vive... Riccardo Ceccarelli pag. 7
Assegni divorzili: come ottenerli Precisando che sino ad oggi non si è fornita risposta poiché in attesa della sentenza che di seguito si analizza, passo ora a dare riscontro ai numerosi quesiti postimi ... Avv. Monica Checchini pag. 7
GIOVANNI BRECCIAROLI, Una vita in musica
Il nuovo disco J.J. Project Flash Star a cura di Catiuscia Ceccarelli
#SALUTE CONSAPEVOLE L’ Alimentazione Estiva … tonificante e rigenerante Con l’arrivo dell’estate spuntano alcuni dubbi&preoccupazioni in più riguardo al modo di alimentarsi... Dott.ssa Letizia Saturni pag. 5
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riciclato circolo musicale: a lezione di musica ed ecologia (pag. 3)
a cura di Marco Torcoletti
Sisma 2016/2017. Stop alla paura, sì alla prevenzione Intervista a Marco Zannoni della Commissione Sisma dell’Ordine degli Architetti di Ancona Villa Coppetti, sede del civico museo di Castelbellino e teatro di tanti eventi, è tra le vittime il-
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lustri del sisma del 2016/2017. I danni subiti ne hanno decretato la chiusura cautelativa, proprio in occasione del ben noto festival Multidisciplinare di fine luglio. A quasi due anni dal 24 agosto in cui tutto ebbe inizio, viene da chiedersi come sia stato possibile il verificarsi di effetti tanto diversi, in riferimento ai danni riportati dai fabbricati, anche a pochi chilometri di distanza. «Fare stime esatte in un evento sismico è davvero difficile; va detto innanzitutto che gli effetti veri e reali delle onde sismiche sugli edifici sono per buona parte imprevedibili – ci spiega l’arch. Marco Zannoni, membro
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della Commissione Sisma presso l’Ordine degli Architetti di Ancona - È capitato più volte di trovarci dinnanzi a edifici gemelli, identici in tutto fuorché nell’orientamento, eppure uno “intatto”, l’altro “devastato”. Questo per dire che potremmo incontrare edifici dove il sisma non ha lasciato traccia a fianco di altri che invece hanno subito lesioni importanti. Nella Vallesina, fortunatamente, il sisma non è stato distruttivo, ma ha comunque prodotto danni talvolta di grande entità, sia nei nuclei abitati che nelle case sparse delle campagne». Di sicuro, tra gli effetti delle scosse, uno dei più rilevanti è stato quello del destarsi di una più che ragionevole psicosi da crepe: «I terremoti ci fanno riflettere, purtroppo però la nostra memoria è particolarmente breve. Quando si verifica un terremoto tutti alziamo gli occhi scoprendo crepe di ogni genere su soffitti, pareti, architravi e volte. In alcuni casi sono effettivamente danni da sisma, altri invece hanno origini diverse e lontane. Capita spesso di vedere i bordi delle fessure anneriti dalla polvere, crepe colonizzate da ragnatele, altre volte si tratta di fenomeni di assestamento in vecchie e nuove abitazioni». Che incidenza ha avuto la grande siccità dell’estate scorsa sul prodursi di ulteriori danni ai fabbricati? «Il nostro è un territorio sostanzialmente alluvionale, fatto di strati di argilla su substrati di ghiaia; tradotto potremmo dire che le abitazioni, fatto salvo quelle realizzate su pali, poggiano su materiali che risentono dell’effetto della presenza di acqua in
ATTUALITà termini di abbassamento o rigonfiamento. La maggior parte delle case segue gli andamenti del terreno su cui sorgono e quando questi movimenti non sono perfettamente regolari causano piccole fratture o, come spesso accade, generano quelle “crepe che sempre si riaprono”. Queste situazioni vanno osservate e monitorate, ma generare allarmismo non è una buona strategia. Una cosa è davvero importante; non dobbiamo ricordarci delle nostre abitazioni soltanto occasionalmente ma la cura e la prevenzione sono davvero fondamentali. Un paradosso triste ma vero è che tutti facciamo tagliandi e revisioni alle auto anche quando funzionano perfettamente; nessuno fa manutenzioni alla casa se non dopo danni da calamità».
Focus sul “Sisma Bonus”
I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. La detrazione può essere richiesta per le somme spese nel corso dell’anno e può essere ceduta se relativa a interventi effettuati su parti comuni di edifici condominiali. La percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui la spesa viene effettuata. Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico. Per info: www.agenziaentrate.gov.it
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Marco Zannoni
Il tecnico
Marco Zannoni, classe 1968, laureato in Architettura alla Facoltà di Firenze, Dottorato di Ricerca in Ingegneria presso l’Università Politecnica delle Marche, con tesi e ricerca di dottorato sul recupero dei centri storici. Libero professionista e socio dello Studio ARIA progetti di Jesi, lavora nel recupero del patrimonio edilizio; residenziale di pregio; industriale. Fra le esperienze lavorative più significative, la cantierizzazione dell’ Auditorio Parco della Musica di Renzo Piano. Dal 2010 è Tecnico Certificatore AeDES come volontario per la Protezione Civile con L’Ordine degli Architetti di Ancona. Ha partecipato attivamente al censimento dei danni del terremoto dell’Emilia, poi nel recente terremoto delle Marche prestando servizio ad Arquata del Tronto, Pescara del Tronto, Ussita. Membro della Commissione Sisma presso l’Ordine degli Architetti di Ancona.
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CULTURA
Pergolesi, in vendita i biglietti del Festival Pergolesi Spontini e della Stagione Lirica 2018
È entrato in vigore l’orario estivo della biglietteria del Teatro Pergolesi di Jesi. Per tutto luglio e fino al 10 agosto 2018 compreso, la biglietteria sarà aperta al pubblico nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30. Chiusura per Ferragosto dall’11 al 21 agosto. Dal 22 agosto riprende l’orario standard: dal mercoledì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30 (festivi esclusi) e da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli nelle diverse sedi. In vendita i biglietti e i carnet per il XVIII Festival Pergolesi Spontini e per la Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G. B. Pergolesi. “Viaggio in Italia” è il tema del XVIII Festival Pergolesi Spontini, che si terrà dall’1 agosto al 29 settembre in teatri, piazze, chiese, abbazie e luoghi d’arte di Jesi, Maiolati Spontini e altre città della provincia di Ancona. Ad anticipare il tema, a partire dall’1 agosto, sarà un percorso di “Festival in progress”, tra jazz, vocalità popolare e appuntamenti dedicati alle famiglie. Per tutto il mese di settembre, nei fine settimana, il festival proporrà due opere (“Le metamorfosi di Pasquale”, partitura inedita del giovane Gaspare Spontini e “Il Noce di Benevento” una rarissima opera da camera del compositore jesino Giu-
seppe Balducci in prima esecuzione italiana in tempi moderni) e numerosi concerti: racconti di viaggio, organi veneti nelle Marche, percorsi di jazz, viaggio nella vocalità popolare, teatro per l’infanzia e di comunità. Da ottobre a dicembre 2018, la Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi torna nella storica collocazione autunnale con titoli del grande repertorio affiancati a spazi di sperimentazione e ricerca di nuovi linguaggi, tra celebrati interpreti e giovani talenti, e una rete preziosa di coproduzioni e collaborazioni regionali, nazionali ed internazionali. Il 26 e 28 ottobre con anteprima giovani il 24 ottobre va in scena “Il Trovatore”di Verdi in una nuova produzione in co-produzione con Fondazione Rete Lirica delle Marche e Teatro Marrucino di Chieti. Il 9 e 11 novembre “Le nozze di Figaro” di Mozart con i cantanti vincitori del XLVIII Concorso Internazionale per Cantanti “Toti dal Monte” in una nuova produzione in co-produzione con Teatri e Umanesimo Latino SpA Treviso e Teatro Comunale di Ferrara. Dal 12 al 16 dicembre, in prima rappresentazione assoluta, “Gran Circo Rossini”, CircOpera di Giacomo Costantini, che celebra i 150 anni dalla morte del pesarese in un format della Fondazione Pergolesi Spontini lanciato con successo nel 2017, cui collabora il Circo El Grito.
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L'INTERVISTA
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GIOVANNI BRECCIAROLI “Una vita in musica fra lirica, pop e flamenco” Intervista al Maestro, musicista, compositore, cantante e “padre del flamenco italiano” A cura di Catiuscia Ceccarelli
Immaginatevi durante un aperitivo magari in una serata in compagnia di amici, in dolce compagnia o anche da soli con un buon vino. Cosa manca? Dell’ottima musica, ovviamente. Colonna sonora perfetta per questi momenti sarà “J.J. Project Flash Star” il nuovo album del M° Giovanni Brecciaroli in uscita tra pochi giorni, prodotto da edizioni musicali Jois e Astralmusic. Un vero e proprio contesto musicale chillout ispirato al lounge, un genere dai ritmi lenti, dalle sonorità raffinate e distese che Giovanni Brecciaroli, musicista poliedrico, insegnate (Giovanni Brecciaroli è lo storico insegnante di canto della Scuola Pergolesi di Jesi – ndr) e uno dei pochi professionisti esperti di chitarra flamenca, ha unito al Flamenco. Giovanni: Uno, Nessuno, Centomila. Pirandello docet. Un percorso artistico e musicale partito da lontano e iniziato per caso, come spesso accade. Ebbene sì, avevo tredici anni e mia madre voleva farmi un regalo ma non sapeva cosa potesse fare al caso mio. Il mio Prof. Pauri le consigliò di regalarmi una chitarra. Quel regalo è stata la svolta. Dalla chitarra è partito tutto. Ho cercato di suonarla con gli amici, cercando di rubare da qualcuno che ne sapesse più di me. Suonavo e cantavo le canzoni del momento, Battisti, De Gregori e qualcosina in inglese. Fino a quando nasce l’interesse di far diventare questa chitarra qualcosa di più importante. Ho studiato al Pergolesi di Ancona, da lì ho fatto l’ammissione al Conservatorio Rossini di Pesaro e
poi il decollo della mia attività musicale. In quell’occasione, durante un esame di solfeggio – obbligatorio per entrare al Conservatorio – un’insegnate Diplomata in pianoforte e canto mi spronò a dedicarmi al canto. Io non ero per niente interessato a cantare, eppure seguii il suo consiglio. Da Pesaro sono passato a Teramo, poi a Roma. Ho iniziato a cantare a livello professionale, da solista, come comprimario. Ho calcato tantissimi palcoscenici come Tenore in giro per l’Italia e non solo. In questi ultimi anni ho collaborato molto con il Coro Bellini nelle Stagioni di casa come lo Sferisterio di Macerata, il Pergolesi di Jesi, il Teatro dell’Aquila di Fermo. In questo periodo, tra gli impegni come insegnante di canto e cantante professionista, Giovanni hai ri-
preso in mano la chitarra, il tuo primo amore musicale. Si, ho rispolverato il primo cd che acquistai, di Pepe Romero. Nel frattempo, provato fisicamente dai vari tour lirici (le stagioni sono molto impegnative – ci confida il M° Brecciaroli) ho ripreso a suonare la chitarra. Ho viaggiato, sono stato anche in Spagna e sono rimasto musicalmente contaminato dalla chitarra flamenca. Ho incontrato diversi maestri che però insegnano la chitarra flamenca alla maniera spagnola. Non utilizzano cioè la partitura musicale, ma vivono la musica al momento perché dedicano ore e ore all’allenamento musicale. Ecco perché in Italia, Giovanni Brecciaroli ha lanciato il genere “Flamenco Italiano” che lo ha portato ad incontrare quello che oggi è il suo produttore, Giordano Tittarel-
li di Astralmusic. Un incontro, anche quello casuale ma che si è rivelato molto fortunato. Insieme avete prodotto diversi album, l’ultimo in uscita a breve “J.J. Project Flash Star”. Incontrai Giordano durante una serata in cui suonavo come accompagnamento ad una lezione di Flamenco con la Maestra Michela Fossà. Mi si avvicinò incuriosito e affascinato dal genere musicale che stavo eseguendo. Rimase colpito dal fatto che quelle melodie erano delle mie creazioni fatte al momento, melodie flamenche con il mio gusto italiano. Da quell’incontro è nata una bella collaborazione che ha prodotto dei dischi come La Dea della Rumba (2011), Noche del Luna (2013) da subito un grande successo con passaggi in Radio Rai nella trasmissione “Manda un demo” di Demo Morselli, FlaJezzando (2015) la più grande vetrina per il flamenco italiano, poi un ritorno al classico con Tenera Azzurrità (2017), e alcuni live. J.J. Project Flash Star è il nuovo album. Frutto di un lungo lavoro ma stimolante soprattutto per quanto riguarda il missaggio, si è dovuto accordare il gusto moderno di Giordano che ha proposto le tracce, e le mie sonorità. Il risultato ha messo d’accordo tutti e due. Giovanni, vista la tua lunga e fertile carriera, ti senti un artista? No, mi sento uno che ancora deve studiare tanto. A breve, infatti, raggiungerò un altro bel traguardo. Ci sono tecniche con le quali mi sento abbastanza soddisfatto, altre invece vorrei approfondirle di più.
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anni di attività
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RUBRICHE
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"LE DOMENICHE DELLA SALUTE"
Iniziativa promossa dalla Croce Verde Jesi
Team marche: "SAPER NUOTARE SALVA LA VITA" Cari genitori lo sapevate che…da un’indagine statistica si evince che.. - un italiano su tre non sa nuotare e solo il 39 % degli italiani sa nuotare correttamente! - un italiano su due non è capace di mantenersi a galla in acqua profonda! - il 70% fatica a mantenere gli occhi aperti sott’acqua al mare o in piscina! - Il 93% ritiene importante saper nuotare bene! In sostanza siamo un popolo di navigatori che si muovono in acqua con il salvagente. La situazione è grave visto che viviamo in un paese con 7500 chilometri di coste. Solo poco più della metà dei bimbi sa nuotare abbastanza bene da potersela cavare in un'eventuale situazione di pericolo. Si contano in media trenta casi all’anno di giovani vite che si potrebbero salvare. Il nuoto non è solo uno sport ma una disciplina sportiva legata alla sicurezza. Il nostro Paese è quasi un'isola e i bambini devono essere pronti a saper nuotare in ogni circostanza. Suggeriamo a mamma e papà di portare almeno una volta la settimana i propri bambini a nuotare. Così quando saranno al mare loro potranno divertirsi e i genitori potranno stare più tranquilli. Saper nuotare è una cosa che salva la vita. Il primo messaggio fondamentale per tutti i genitori, perciò, è che i bambini devono imparare a nuotare prima possibile. Per un problema di sicurezza. L'annegamento, infatti, è secondo l'Oms tra le prime cause di mortalità accidentale. Ogni anno nel mondo oltre 3 milioni di bambini e adolescenti sono vittime di infortuni in acqua o rischiano l'annegamento, spesso in semplici piscine. Ci teniamo a sfatare anche il mito del nuoto è noioso, da ormai diversi anni la federazione italiana nuoto FIN ha intrapreso un percorso specifico di psicomotricità acquatica che incentra tutte le attività sul gioco, quindi possiamo dire che il Nuoto oltre che salvarti la vita è anche divertente!
Agosto del all’insegna della salute con iniziative promosse dalla Pubblica Assistenza “Croce Verde Jesi Onlus” Con il caldo jesino e l’afa che tutti i cittadini sono costretti a sopportare, la Croce Verde di Jesi si è mossa per fare prevenzione durante il mese più caldo dell’estate. Per tutte le domeniche di agosto, l’Associazione si posizionerà lungo corso Matteotti, accanto la Chiesa delle Grazie, per la misurazione della pressione arteriosa e il controllo della glicemia. Entrambe le procedure, che saranno ad offerta libera, verranno eseguite da infermieri professionali e qualificati. A partire da domenica 5 agosto, sarà possibile sottoporsi a tali procedure sia durante la mattina (8.30-13.00) che nel pomeriggio (17-20). Inoltre, la Croce Verde Jesi Onlus sta organizzando un corso di primo soccorso rivolto alla cittadinanza, per il prossimo autunno, visto il grande successo dell’anno scorso che ha coinvolto più di 90 persone. Una Croce Verde attiva e presente sul territorio, che va alla salvaguardia della salute dei cittadini della Vallesina. (M.P.)
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L’Alimentazione Estiva … tonificante e rigenerante Con l’arrivo dell’estate spuntano alcuni dubbi&preoccupazioni in più riguardo al modo di alimentarsi. Quale Health Coach mi sento di dire che sono preoccupazioni comprensibili ma francamente esagerate! Nei mesi estivi l’alimentazione è bene sia ricca di acqua, minerali, vitamine e fibra alimentare a discapito della componente grassi con lo scopo di gestire al meglio l’invecchiamento, favorire il rinnovamento cellulare e stimolare il metabolismo. Come tradurre nella pratica quotidiana tutto ciò? • Ridurre i cibi trasformati - precotti - inscatolati, quelli ricchi di zuccheri raffinati e di grassi saturi perché appesantiscono, provocano gonfiori addominali e non placano la fame; prediligere frutta, verdura ed ortaggi, mangiati crudi o cotti per garantire i nutrienti fondamentali al nostro bendessere; • Privilegiare l’uso delle erbe aromatiche e delle spezie piuttosto che il sale acerrimo nemico del cuore, del rene e non solo… • Scegliere cereali quali orzo per le sue proprietà diuretiche e rinfrescanti ma anche riso, sorgo, miglio, quinoa, grano saraceno, meglio se in chicchi e preparati in ottime fresche insalate; • Optare per il pesce, le uova, i formaggi freschi magri e legumi limitando il consumo di carne e carni trasformate; • Utilizzare solo olio di oliva per condire così da garantire il corretto e buon apporto di grassi pro-salute; • Favorire l’adeguato apporto di acqua oltre a centrifugati o estratti di verdura e/o frutta fresche, tisane, tè verde, caffè d'orzo e zuppe fredde. E quando si ha voglia di dolce ... Via libera al sorbetto!
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ATTUALITà
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Rotary Jesi, passaggio di consegne: Paola Duca è la nuova presidente Cambio al vertice al Rotary Club Jesi. Si è svolta il 30 giugno nella splendida cornice dell’ Abbazia di Sant’Urbano di Apiro la cerimonia di passaggio del Martelletto tra il presidente uscente Egiziano Iencinella e l’incoming Paola Duca (nella foto) che ha dato l’avvio al nuovo anno rotariano 2018/2019. Molto emozionata, accolta da uno spettacolo di fuochi d’artificio, la nuova presidente Paola Duca, il cui anno sarà incentrato sul tema Siate d’ispirazione: «Questo incarico mi fa onore: sono certa che nel club jesino, così ricco di soci che si sono distinti per eccellenza
rte OffeOSTO AG EMBRE SETT2018
nei propri settori, l’ispirazione non mancherà. Vivremo questo anno rotariano in serenità e coesione perché si possono fare grandi cose insieme. Il mio motto sarà: coinvolgere e condividere». Con la presidente Duca, si rinnova anche il Direttivo, ora così composto: Paolo Morosetti, vice presidente; Mauro Ragaini, incoming; Egiziano Iencinella, past president; Andrea Santarelli, segretario; Francesco Milanese, tesoriere; Domenico Rosetti, prefetto; Giuseppe Mondavi, consigliere; Marco Pozzi, consigliere; Emiliano Baldi, consigliere; Augusto Taccaliti, consigliere. Per visualizzare tutti i nostri programmi vedi: www.esitur.com Corso Matteotti, 12 - Jesi (AN) > Tel. 0731 59932 - info@esitur.com Terminal Marche Bus - Macerata > Tel. 0733 262668
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#L'AVVOCATO RISPONDE
Studio Legale Checchini Via del Tiglio, 7 Scorcelletti di Maiolati Spontini (AN) CON IL PRESENTE ARTICOLO SI RISPONDE AL QUESITO POSTOMI DA PIù LETTORI/LETTRICI RELATIVAMENTE AI PRESUPPOSTI PER ESSERE TENUTI / OTTENERE L’ ASSEGNO DIVORZILE (parametri che, con sentenza n. 11504 del 2017 - che fece tanto scalpore un anno fa - furono individuati nell’inadeguatezza dei mezzi del coniuge istante, nella non autosufficienza economica dello stesso). Precisando che sino ad oggi non si è fornita risposta poiché in attesa della sentenza che di seguito si analizza, passo ora a dare riscontro ai numerosi quesiti postimi, alla luce della sentenza di pochissimi giorni fa (11 luglio) delle Sezioni Unite della Cassazione (cui conseguentemente tenderanno ad uniformarsi sostanzialmente tutte le sentenze): SS.UU. n. 18287/2018. Da oggi in poi, infatti, si può dire che tale assegno non si baserà solo su una fun-
zione assistenziale, ma considererà anche quanto dal coniuge richiedente è stato sacrificato, o meglio investito, nella gestione e nella vita familiare, considerando quindi in uguale modo una funzione “compensativa” e “perequativa” (tesa cioè a riequilibrare la diseguaglianza economica degli ex coniugi). Testualmente: “Si assume come punto di partenza il profilo assistenziale, valorizzando l’elemento testuale dell’adeguatezza dei mezzi e della capacità (incapacità) di procurarseli, questo criterio deve essere calato nel “contesto sociale” del richiedente, un contesto composito formato da condizioni strettamente individuali e da situazioni che sono conseguenza della relazione coniugale, specie se di lunga durata e specie se caratterizzata da uno squilibrio nella realizzazione personale e professionale fuori del nucleo familiare. Lo scioglimento del vincolo incide sullo status, ma non cancella tutti gli effetti e le conse-
guenze delle scelte e delle modalità di realizzazione della vita familiare. Il profilo assistenziale deve, pertanto, essere contestualizzato con riferimento alla situazione effettiva nella quale si inserisce la fase di vita post matrimoniale, in chiave perequativa-compensativa” (pag. 35 S. U. sentenza n. 18287 del 11/07/2918). Il giudizio sul diritto ad ottenere l’assegno divorzile non si potrà più quindi basare esclusivamente sull’accertamento del criterio dell’autosufficienza economica, o sulla possibilità di procurarsi i mezzi ma avrà come presupposto l’accertamento dell’eventuale incidenza degli indicatori concorrenti contenuti dell’art. 5 c. 6 della l. n. 898 del 1970 ed, in particolare, del contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare ed alla conseguente formazione del patrimonio comune e personale dell’altro “ex coniuge”. Per completezza si riporta il testo dell’art. 5, c. 6 della l. n. 898 del 1970 da cui la sentenza trae gli indicatori: “con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale dispone, tenuto conto delle condizioni economiche dei coniugi e delle ragioni della decisione, l’obbligo per uno dei coniu-
gi di somministrare a favore dell’altro periodicamente un assegno in proporzione alle proprie sostanze e ai propri redditi. Nella determinazione di tale assegno il giudice tiene conto del contributo personale ed economico dato da ciascuno dei coniugi alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di entrambi. […]” Il legislatore impone quindi una prima indagine su uno squilibrio dei coniugi, attraverso documentazione fiscale e attraverso poteri istruttori officiosi, squilibrio dal quale potrà derivare senz’altro un primo profilo assistenziale dell’assegno, o dal quale potrà emergere una situazione equilibrata. Tuttavia, in entrambe le ipotesi, il parametro in base al quale decidere sull’assegno non potrà da ora in avanti basarsi solo su questo, dovendo necessariamente prendersi in considerazione anche altri elementi quali il contributo del coniuge richiedente nella gestione familiare, nella creazione del patrimonio coniugale, ma anche personale. Questo contributo nasce dalle decisioni comuni, dalla gestione del rapporto coniugale, dall’assolvimento dei doveri indicati nell’art. 143 c.c.
Per la modulistica e per maggiori informazioni e/o chiarimenti è possibile contattare il sottoscritto Avv. Monica Checchini (cell. 333 9923708) inviando una mail a studiochecchini@libero.it o collegandosi al sito dello Studio: www.studiolegalechecchini.it
Le feste del verdicchio A cura di Riccardo Ceccarelli
Una delle risorse agricole più importanti della Vallesina è il Verdicchio. Si è andato affermando nel corso del Novecento, ora è tra i vini bianchi più conosciuti e più apprezzati d'Italia. Certo che per la sua produzione relativamente bassa non può competere in quantità con altri vini bianchi, comunque i premi che riesce a conquistare a livello nazionale e internazionale confermano la sua reputazione. Ed attorno al verdicchio non sono mancate le feste, come anticamente si facevano in onore di Bacco o Dioniso. È festa quando si vendemmia. È la festa del raccolto, non più sentita e vissuta oggi nel tempo della meccanizzazione, ma sempre presente per chi vive a contatto con la terra e ne percepisce i suoi ritmi. In molti castelli "le feste dell'uva" o del verdicchio sono una tradizione consolidata. Sono sopravvissute a quelle imposte dal regime fascista in ogni Comune d'Italia nel 1930 o nate di nuove, perché l'importanza del verdicchio si imponeva e s'impone con tutta la sua evidenza e non poteva non essere occasione di "festa". La prima fu la "Sagra dell'uva" di Cupramontana la cui prima edizione è del 1928, arrivata in piena vitalità alla
Foto risalente alla 1° edizione della sagra dell’Uva nel 1928
81a quest'anno. Non dimentichiamo poi le "Feste dell'uva" che si tengono a Cerreto d'Esi e ad Arcevia con una lunghissima tradizione e con una notevolissima partecipazione di pubblico, richiamato in queste località, Cupramontana, Cerreto d'Esi e Arcevia, anche da cantanti di fama nazionale. Dalla fine degli anni Ottanta, Montecarotto, si tiene "Verdicchio in Festa"; a Staffolo - da 1966 - la "Festa del verdicchio" con il premio nazionale di gastronomia "Verdicchio
d'oro". A queste si è aggiunta di recente a Cupramontana "La notte del verdicchio" in un sabato del mese di luglio, anticipo della sagra di ottbre. Sono feste ognuna diversa dall'altra per tradizione ed iniziative varie che hanno però lo stesso comun denominatore che è quello di richiamarsi al verdicchio, come ormai quasi l'unica risorsa agricola della nostra zona. Le musiche dei complessi attuali e dei cantanti più noti si fondono con quelle folcloristiche dei gruppi dei
rispettivi paesi in un mix di attualità e di tradizione che esalta e fa quasi toccare con mano la realtà vitivinicola del territorio. Questa è la realtà più importante, sconosciuta forse alle più giovani generazioni, ma che hanno agganciato l'attenzione di giovani imprenditori che stanno facendo del verdicchio la loro più prestigiosa carta d'identità. Le feste del verdicchio, possono essere sì momenti di evasione collettiva e occasione di iniziative culturali, soprattutto però sono un richiamo - anche se da tutti non sempre avvertito - a quei valori intramontabili legati alla terra. Tutta la tecnologia messa in atto oggi e domani dovrà fare i conti sempre con la terra e con quello che riuscirà a produrre. Un vincolo da riscoprire forse e da tener presente: siamo allacciati alla terra, diventa inutile provare a fare diversamente. Le feste del verdicchio certamente non risolveranno la situazione, potranno invece, anche se tra suoni e canti con un salutare bicchiere di vino, farci assaporare la gioia di un rapporto più tranquillo e meno conflittuale con la terra, a meno che la perenne e facile auri sacra fames o il solo desiderio del denaro, diventi il movente esclusivo della festa.
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