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n° 3 - marzo 2018 | Copia Gratuita
Password - l’accesso mirato all’informazione | Periodico d’informazione - n° 3 - marzo 2018 | Direttore responsabile: Chiara Cascio - Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma - Coordinamento generale: Gianna Scortechini - Francesco Cascio Collaboratori: Riccardo Ceccarelli - Marco Torcoletti - Catiuscia Ceccarelli - Matteo Baleani - Margherita Piersantelli - Giovanna Borrelli| Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici | Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. e fax 0731 701404 - www.leggopassword.it - info@leggopassword.it - redazione@leggopassword.it | Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati - Vietata la riproduzione anche parziale.
IIS e. pieralisi, primo corso gratuito per ottenere la qualifica di saldatore Mondo del lavoro e scuola, dal loro incontro si aprono concrete opportunità lavorative per i giovani. (pag. 4)
NON RIESCO A PAGARE IL MUTUO DELLA CASA Non posso perdere la mia casa. Rappresenta i sacrifici di una vita intera mia e di mio marito. Cosa posso fare?... Avv. Monica Checchini pag. 3
#SALUTE CONSAPEVOLE Proteine a cena e carboidrati a pranzo: Vero o Falso? Parto da una domanda che frequentemente i miei pazienti mi rivolgono: «è vero che...» Dott.ssa Letizia Saturni pag. 5
JESI, A SCUOLA DI LEGALITà Viale della Vittoria 27/C - Jesi (AN) PEDRO SPORT pedrosportwear www.pedrosport.it
NUOVA CASA PER LE “AGENDE ROSSE” (pag. 4)
senza il bacio della buonanotte
i padri separati sono i nuovi poveri Una categoria sociale in difficoltà a cura di Catiuscia Ceccarelli (pag. 6-7)
a cura di Marco Torcoletti
Scrittura jesina, al via la Rassegna La due giorni dedicata al fervore letterario locale JESI - Una prima assoluta. Si tratta della Rassegna del libro jesino, di scena sabato 21 e domenica 22 aprile a Palazzo dei Convegni in Jesi.
Dare spazio al fervore letterario che caratterizza parte non trascurabile della jesinità, vicina e lontana. Un po’ mostra e un po’ luogo di incontro e confronto, l’iniziativa mira a offrire un quadro sulla produzione letteraria locale, oltre che uno spunto di riflessione, animato da tavole rotonde, presentazioni, dibattiti e laboratori. Patrocinata dal Comune di Jesi, è nata da un caffè, quello “letterario” intorno al quale siedono alcuni amici, uniti dalla comune pratica della scrittura: di tipo narrativo, saggistico e poetico. Loro, ossia gli ideatori della manifestazione, sono i componenti del Club autori jesini: Marinella Cimarelli, Sergio Cardinali, Franco Duranti, Giancarlo Esposto, Luigi Ramini, Oscar Sartarelli, Stefano Vignaroli e Marco Torcoletti. Libri ma non
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solo. Infatti, oltre alla mostra, ci saranno anche i manufatti artistici, realizzati con i fiammiferi, di Giorgio Rocchegiani, che suggelleranno la jesinità dell’evento. Due le tavole rotonde, dedicate al fervore creativo locale e all’editoria, animate da giornalisti, editori, autori e con la partecipazione della rivista del liceo Classico Vittorio Emanuele II, L’Ippogrifo; due i laboratori: di lettura e scrittura. Due infine le presentazioni: si comincia sabato 21, con la Onlus G.A.I.A., che raccoglie fondi per la ricerca sulle malattie infantili ed è prossima a pubblicare un suo libro di testimonianze; e si prosegue domenica 22, con “Matrimonio siriano” della giornalista Rai Laura Tangherlini. Un esperimento, lo hanno definito quelli del Club, una prima volta tesa a destare l’attenzione su di un fenomeno molto vivace, eppure ancora poco conosciuto. Per info sul programma e le modalità di partecipazione, consultare la pagina Facebook @autorijesiniContinuità, per lo meno rispetto a quanto di buono fatto, auspica Emiliano Baldi, industriale: su occupazione, investimento e crescita, così da «garantire quella stabilità necessaria ad infondere fiducia nelle persone e nelle imprese. Non devono essere interrotte le politiche di libera circolazione delle merci e delle persone.
Vanno rafforzati i meccanismi di flessibilità lavorativa, arricchiti da percorsi formativi e gli studi, anche con finalità di occupazioni manuali. Un Paese senza cultura è ostaggio di manipolazioni che distolgono con troppa facilità l’attenzione dai problemi reali». E su alcuni dei temi più caldi del dibattito politico, Baldi aggiunge: «Va superata l’ipocrisia di fondo che stimola il “conflitto di classe” solo per dare profitti a chi sui conflitti ci vive: dai vaccini all’immigrazione, dal nuovo fascismo al nuovo comunismo, entrambi lontani dall’essere concreti; dall’idea che ci sia consentito spendere e spandere per sostenere fantasiose regalie come reddi-
Il “Club autori jesini” (Foto Ubaldi)
da sinistra: Giulia Rinaldi, Lucia Neri e Andrea Barigelli
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ti di vario tipo, non connessi al lavoro e alla crescita perseguita senza sostegno all’iniziativa privata». Dal mondo delle professioni e dell’industria jesina a quello della scuola, che nelle parole di una insegnante, Carla Civerchia, va oltre l’ambito della propria quotidianità lavorativa, per sviluppare una riflessione più ampia, sulla crescita e le potenzialità da valorizzare a favore del territorio: «Auspicherei che la nuova legislatura intervenga sul tessuto imprenditoriale della Vallesina, con misure che possano attirare l’attenzione di nuovi investitori, valorizzando il nostro territorio, con un occhio particolare al turismo».
JESI, Cantiere in via Roma per due mesi Sono partiti 15 marzo i lavori di potenziamento della condotta idrica posta sotto via Roma, ad opera di Multiservizi. Per circa due mesi, il cantiere mobile interesserà la strada in uscita da Jesi, da poco prima di Parò fino alla rotatoria Pieralisi: il traffico, in tale tratto di strada, sarà a senso unico alternato. Specialmente nelle ore di punta, si consigliano percorsi alternativi in entrata ed uscita dalla città come la superstrada (uscita Jesi centro) o Via Piandelmedico.
Torte da favola, inaugurata la pasticceria e caffetteria I Dolci Sogni Anche le torte possono avere un nome e raccontare delle storie, evocando ricordi o stati d'animo. Luna, Specchio di Emozione, Cuore, Cuscino di cioccolato. E poi c'è Sensazione, specialità al cioccolato e pistacchio, tanto apprezzata dai clienti. Sono le prelibatezze della nuova Pasticceria e Caffetteria I Dolci Sogni, inaugurata lo scorso dicembre presso i locali di viale della Vittoria 34/E (complesso Mercantini). Fresca e giovane la gestione, con a capo il pasticcere 34enne Andrea Barigelli, originario di Apiro, che ogni giorno mette cuore, talento e anima nella preparazione di dolci: dalla biscotteria alle crostate, dalle brioche alle torte e piccola pasticceria, dalle colombe ai panettoni artigianali ottenuti con lievito madre, tutto di produzione propria e con ingredienti di qualità, senza margarina ma burro. «L'amore per la cucina mi accompagna da sempre - ci racconta Andrea - Nel tempo, questa passione è deviata verso la pasticceria. Non mi sono accontentato delle basi ma sono voluto andare a fondo nella materia: attraverso corsi e master di professionalizzazione, ho migliorato la mia tecnica». Il risultato sono dolci e torte speciali, curate nei dettagli e impeccabili nel gusto: ideali per compleanni, eventi, occasioni particolari. Anche su ordinazione. Non manca l'attenzione per la tradizione: in questa pasticceria, si trovano anche cavallucci e, durante il periodo natalizio, la serpe tipica marchigiana. Se non avete ancora provato la torta Sensazione o il Cuscino di cioccolato con perline di zucchero, cosa aspettate? Non negatevi questa gustosa esperienza. info-promo
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RUBRICHE #L'AVVOCATO RISPONDE Per la modulistica e per maggiori informazioni e/o chiarimenti è possibile contattare il sottoscritto Avv. Monica Checchini (cell. 333 9923708) inviando una mail a studiochecchini@libero.it o collegandosi al sito dello Studio www.studiolegalechecchini.it Studio Legale Checchini Via del Tiglio, 7 - Scorcelletti di Maiolati Spontini (AN)
Cara avvocatessa, ho un problema grossissimo … sto perdendo casa. Da un po’ di tempo non riesco più a pagare il mutuo del 2006 (anche perché gli interessi mi hanno detto che sono altissimi) e la banca mi ha fatto arrivare a casa un foglio dove me lo revoca e pretende che io restituisca tutto e subito. Cosa posso fare? Come posso far capire alla banca che se mi danno tempo tutto torna a posto? Non posso perdere la mia casa. Rappresenta i sacrifici di una vita intera mia e di mio marito. Gent.ma Signora, sinceramente mi ha fornito poche indicazioni per affrontare nel dettaglio la sua questione; non mi ha neanche precisato l’importo del mutuo e l’Istituto di Credito con cui lo ha stipulato; tuttavia prima di tutto si deve tranquillizzare poiché per tutto c’è una soluzione; dopo di che … ciò che le posso dire è che non tutto è perduto e che vi potrebbero essere buone possibilità di tornare a farla vivere serenamente (anche soltanto a mezzo di procedura di “saldo e stralcio”). Ovviamente occorrerebbe prima ana-
lizzare non soltanto la sua posizione personale/ economica, ma anche e soprattutto la documentazione bancaria partendo dal contratto di mutuo. Senza scendere nei dettagli posso dirle che finalmente la giurisprudenza ha fornito ampio “margine di manovra” per poter valutare la “correttezza” della Banca e poter quindi agire per la rideterminazione delle somme dovute (se non addirittura ottenere il rimborso di quelle indebitamente già corrisposte), arrivando sino a declaratorie di “interessi 0” nel caso estremo di usura o anche soltanto applicazione dei tassi BOT (ex art. 117 Testo Unico Bancario) nel caso in cui vi sia intrinseca equivocità della clausola di determinazione degli interessi, di mancata indicazione delle modalità di restituzione del capitale, di omessa (o non corretta – in tal senso basterebbe che nel conteggio non fosse stata considerata una eventuale polizza vita) indicazione in contratto del TAEG; posso ad esempio dire che appare ormai pacifico che i contratti di mutuo stipulati nel periodo dal settembre 2005 al marzo 2009, il cui tasso corrispettivo è indicizzato sulla base
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dell'EURIBOR, sono molto probabilmente illegittimi e possono essere impugnati (per indeterminatezza relativa al tasso corrispettivo manipolato) con diritto del mutuatario a richiedere il rimborso di parte degli interessi illegittimamente pagati alla banca. Se quindi, ad esempio, Lei nel contratto di mutuo rinvenisse la dicitura “Euribor 6 mesi lettera diviso 365” vi potrebbero essere ottime possibilità di vedersi rideterminare le rate del mutuo applicando in via sostitutiva gli interessi al tasso nominale minimo dei BOT, nella misura pari al tasso minimo dei BOT annuali emessi nei dodici mesi precedenti la decorrenza di ciascuna rata, oltre interessi legali tempo per tempo sulle eccedenze interessi versate per ciascuna rata, con rideterminazione dell’esatto dare-avere tra Lei e la banca. Sostanzialmente…non si butti giù e si rechi quanto prima da un avvocato con tutta la documentazione bancaria (mutuo, pagamenti, certificazioni interessi passivi, lettera di decadenza dal beneficio del termine e quant’altro in suo possesso) e vedrà che in qualche modo (anche con l’ausilio di una perizia econometrica che valuterà la correttezza o meno delle somme da lei corrisposte – peraltro la preanalisi – almeno presso il mio Studio - è gratuita) uscirà da questa situazione. Rimanendo a completa disposizione sua e di tutti i lettori, auguro una SERENA PASQUA. P.S: a tutti coloro che ad oggi ancora non hanno ricevuto risposta ai loro quesiti comunico che provvederò entro fine settimana.
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INTERVISTE
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L'opportunità promossa da Quanta SPA, Mattioli srl e l'Istituto Pieralisi di Jesi
IIS e. pieralisi, primo corso gratuito per ottenere la qualifica di saldatore Il mondo del lavoro incontra la scuola per offrire opportunità future sempre più concrete. Si è concluso nel mese di marzo il corso di 52 ore che ha interessato 13 studenti delle classi 5ˆ A e 5ˆ B dell'IIS E. Pieralisi di Jesi e che ha permesso loro, dopo il superamento dell'esame, di conseguire gratuitamente la qualifica di saldatore. Il percorso formativo rientra all'interno di un progetto finanziato dal Fondo Format e che coinvolge l'agenzia per il lavoro QUANTA S.p.A. di Jesi, l'Istituto scolastico e l'azienda Mattioli srl. I giovani aspiranti saldatori sono stati selezionati tramite colloquio che ha permesso di valutare meriti e motivazione.
Partito il 15 febbraio, per un mese i ragazzi scelti per il corso hanno seguito lezioni teoriche e pratiche sulla professione: 4 ore di sicurezza generale e altrettante su Diritti e Doveri dei Lavoratori. Il resto del corso, riguardava l'apprendimento degli strumenti e dei processi di lavorazione, con ore di laboratorio pratico, sotto la supervisione di un tecnico della Mattioli, Gabriele Turi. «Dopo l'orario scolastico, i ragazzi selezionati continuavano con le ore di formazione, dalle 14 alle 18, presso i laboratori dell'Istituto - spiega Marco Fersini, responsabile commerciale Quanta - Questo progetto vuole favorire l'inserimento lavorativo dei ragazzi dopo la scuola e forgiare figure professionali già adatte a rispondere alle esigenze delle aziende. Grazie alla collaborazione con il prof. Lorenzo Bolletta dell'IPSIA e con la ditta Mattioli, QUANTA ha fatto da ponte tra le due realtà e lanciato questa nuova opportunità per gli studenti che seguiremo
fino al loro inserimento nel mondo del lavoro». Sono già programmate, in accordo con l’Istituto, visite guidate in aziende che faranno conoscere la realtà lavorativa ai ragazzi.
Un nuovo modo di favorire l'avvicinamento della scuola al mondo produttivo che potrebbe essere l'inizio di un percorso formativo destinato a ripetersi nei prossimi anni.
Nella foto, da sinistra: Marco Fersini Quanta S.p.A. e Gabriele Turi Mattioli s.r.l.
Jesi, a scuola di legalità: nuova casa per “Le Agende Rosse” presso l’Istituto “L. Lotto”
Nuova sede per il gruppo provinciale “C. Alberto Dalla Chiesa e E. Setti Carraro” dell’associazione “Le Agende Rosse”, ricavata all’interno di locali appositamente dedicati e messi a disposizione dell’Istituto Lorenzo Lorenzo di Jesi (Corso Matteotti, 96). Un punto di ascolto e di riferimento, in un’area prevista all’interno della biblioteca, dove studenti e cittadini potranno confrontarsi, leggere liberi e documentarsi su eventi e personaggi che hanno segnato la storia nella lotta contro le mafie:
«Legalità e rispetto sono valori importanti da trasmettere alle nuove generazioni – ha detto la dirigente dell’Istituto comprensivo Lorenzo Lotto dott.ssa Maria Rita Fiordelmondo – La rete di collaborazione con Agende Rosse è parte di un percorso pensato per trasmettere agli studenti e alla comunità un forte segnale di contrasto delle mafie e dei comportamenti mafiosi» Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo, ha acconsentito che l’Istituto diventasse sede provinciale dell’associazione,
perché la battaglia a favore della legalità deve iniziare sui banchi di scuola con il coinvolgimento delle Istituzioni. «Il Comune di Jesi c’è e continuerà ad esserci in questa lotta – fa sapere l’assessora alle Politiche sociali Maria Luisa Quaglieri – Avere nella nostra città la sede territoriale provinciale è un punto di partenza per dare voce ad un messaggio che deve sensibilizzare in primis i nostri giovani». Parole di ringraziamento nei confronti dell’Amministrazione da parte di Alessandra Antonelli, coordinatrice e portavoce del gruppo “C. Alberto Dalla Chiesa e E. Setti Carraro” di Ancona e provincia dell’associazione “Le Agende Rosse”: «Il Comune di Jesi si è più volte dimostrato sensibile ai nostri valori, patrocinando le nostre iniziative e concedendo subito la cittadinanza onoraria al magistrato Antonino di Matteo – ricorda l’avvocatessa Antonelli – Attraverso questo
presidio di legalità creeremo un punto di incontro e di ascolto che si estenderà a tutto il territorio provinciale». Ad iniziare dal calendario degli eventi del “Festival della Legalità 2018”, che vedrà il gruppo presente nelle province di Ancona, Pesaro-Urbino e Macerata, alcuni dei quali organizzati in collaborazione con il gruppo Agende Rosse di Pesaro-Urbino e con l’Associazione Fuoritempo. A Jesi venerdì 6 aprile “Questione di rispetto – la regola delle 3 ‘R'” insieme all’imprenditore anti-racket Gaetano Saffioti mentre il 19 aprile, ad Ancona, si parlerà de “La Strage di Capaci: paradossi, omissioni e altre dimenticanze” con Angelo Corbo, già agente di scorta del dott. Giovanni Falcone e sopravvissuto alla strage. Torna poi a maggio la ciclostaffetta “In bicicletta sulle strade della giustizia: tra ricordo e impegno” che coinvolgerà i territori dei Comuni di Jesi, Cingoli, Filottrano e Fano.
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RUBRICHE
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#sALUTE consapevole consigli utili a cura della Dott.ssa Letizia Saturni
Proteine a cena e carboidrati a pranzo: Vero o Falso?
Azzeruolo, apertura prevista per ottobre A Jesi il primo centro regionale per pazienti autistici
L’Azzeruolo di Jesi apripista verso l’avvio di altri centri per pazienti autistici nelle Marche. E l’apertura definitiva potrebbe essere già da ottobre prossimo. Prosegue l’iter per il completamento e la messa in funzione del centro: mentre a nord e sud delle Marche si stanno identificando altre 2 strutture equivalenti, Regione e Asur vogliono dare stabilità all’esperienza jesina con un periodo di osservazione che individui i necessari standard sia abitativi che del personale. Un grande traguardo e un aiuto per i pazienti e le loro famiglie sta per concretizzarsi. Dopo che la delibera regionale dello scorso novembre disponeva l’attivazione della struttura residenziale e semiresidenziale in
via sperimentale, per una durata massima di 12 mesi, permettendo l’immediata attivazione degli 8 posti letto, ora si è pronti per lo step successivo, ovvero organizzare l’attività gestionale. Già dalla settimana prossima è previsto un tavolo di lavoro per definire gli aspetti operativi. La questione passerà anche dal Consiglio comunale di venerdì prossimo: tra i punti dell’ Ordine del Giorno, è prevista infatti anche la discussione del Contratto di Servizio tra Comune e Asp Ambito n.9 per l’affidamento a quest’ultima dell’incarico di gestione. Sarà poi un bando a stabilire chi avrà i requisiti per accedere alla struttura che, nel tempo, verrà ampliata fino a 20 posti.
Abbiamo parlato della distribuzione dei pasti durante la Giornata; abbiamo visto la differenza tra pasto e spuntino ed abbiamo imparato a riconoscere i segnali di inizio e di fine pasto. Ora portiamo l’attenzione su come comporre i nostri menù giornalieri. Parto da una domanda che frequentemente i miei pazienti mi rivolgono: è vero che è meglio mangiare le proteine a cena ed i carboidrati a pranzo? Nel formulare la risposta entriamo in quella strategia alimentare che prevede la scansione temporale dei nutrienti e che è definita crono-dieta. Questa trova il razionale sui principi della cronobiologia , la scienza che studia i ritmi biologici, le diverse funzioni e la diversa produzione di ormoni (insulina, glucagone, ormone della crescita…) nel nostro organismo nel corso della giornata. Sebbene tutto ciò è innegabile non può essere base indiscussa per dispensare indicazioni nutrizionali adatte a tutti basti pensare ai turnisti o chi fa sport la sera… è bene che una quota proteica di almeno 25-30g sia presente in tutti e tre i pasti fondamentali poiché questo permette di sfruttare al massimo l’effetto positivo della sintesi proteica stessa connessa all’assunzione di ogni singolo pasto. Ritengo però più importante focalizzare l’attenzione sulla frugalità intesa come giusta-adeguata-funzionale quantità di cibo da consumare a pasto e soprattutto in quello serale. La cena deve essere frugale, leggera e facilmente digeribile così da garantire un buon riposo notturno oltre ad un corretto utilizzo di tutti i nutrienti. Quale Health Coach Vi lascio una proposta di allenamento: Colazione Yogurt 2 fette di pane integrale con 2 cucchiaini di marmellata una tazza di orzo Pranzo Pasta o riso 80g con sugo vegetale ed 1 cucchiaio di parmigiano Una piccola porzione di pesce Una porzione di verdura o ortaggi di stagione Una porzione di frutta fresca di stagione
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ATTUALITà
SENZA IL BACIO DELLA BUONANOTTE La difficile situazione dei padri separati, categoria sociale definita come la nuova forma di povertà a cura di Catiuscia Ceccarelli
“Senza il bacio della buonanotte” è il titolo del libro di Mario Campanella. Racconta la struggente situazione di un genitore separato, costretto a vedere ad intermittenza il proprio figlio. L’attesa lacerante che lo separa dall’agognato incontro, quell’amore paterno soffocato dal cattivo rapporto con la propria ex moglie, la madre del bambino, e spesso ostacolato anche dalla legge. Marzo è il mese in cui non si festeggiano
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solo le donne ma anche i papà. La nostra attenzione si concentra in particolar modo sui padri separati. Uomini ai quali - nella maggior parte dei casi - la separazione e poi il divorzio tolgono quel gesto di assoluta tenerezza che rappresenta tutto l’amore di un padre verso i propri figli. Il bacio della buonanotte. Quella dei padri separati viene considerata dalle statistiche come una categoria sociale in difficoltà,
sono i nuovi poveri. In Italia, secondo i dati dell’Eurispes, su 4 milioni di papà separati circa 800 mila vivono sotto la soglia di povertà, mentre un milione e mezzo vive in condizioni di indigenza. Sono papà separati che, nonostante siano ancora in possesso di un lavoro, tra gli assegni di mantenimento in favore dell’ex moglie ed i figli ed il mutuo della casa da pagare, non riescono a sostenere le spese neanche per affittare un alloggio. Molti di questi finiscono per strada, senza una casa o un posto in cui dormire. Molti padri separati perdono addirittura la loro occupazione e rischiano di diventare dei clochard. Esistono strutture organizzate per dare sostegno morale, pratico e legale a questi padri in difficoltà. Ad Ancona, da poco è operativa “La nuova casa di Papà”, una struttura per dare supporto abitativo temporaneo a padri separati e divorziati che hanno bisogno di un posto dove stare per iniziare una nuova vita. Ha sede a Bologna ma con presidi su tutto il territorio nazionale l’Associazione Padri Separati guidata da Tiziana Franchi. «L’APS offre servizi differenziati in base alle storie personali e alle esigenze di ciascun genitore, affiancando professionisti in grado di tutelare i diritti degli adulti, ma soprattutto
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password magazine della vallesina dei minori. L’Associazione – fa sapere Franchi - è impegnata su più fronti e ha portato avanti importanti battaglie, tra cui quella che ha visto il riconoscimento e la stesura definitiva della legge 54 del 2006 sull’affido condiviso». Sappiamo che da poco vi è un vostro presidio anche a Jesi. Che tipo di servizio offrite? «L’APS è operativa in tutto il territorio nazionale, con sezioni locali attive nel Veneto (Padova,
Tiziana Franchi dell’Associazione Padri Separati
Mestre, Venezia) e nel Lazio, con sportelli aperti al pubblico in Umbria, in Campania e nelle Marche come a Jesi, oltre a contare sulla presenza di collaboratori, avvocati e psicologi giuridici, in ogni regione d’Italia. Chi si rivolge all’associazione – dichiara la Presidente - vive esigenze diverse: padri ridotti praticamente sul lastrico a seguito di sentenze che li obbligano a trovare un’altra abitazione- e non un monolocale, ma un ambiente consono ad accogliere i figli nel weekend - continuando a pagare il mutuo della casa coniugale (che spesso è intestato a lui) e versando mensilmente un mantenimento che non tiene in considerazione dei cambiamenti di reddito. Abbiamo a che fare con la frustrazione provata dal genitore non domiciliatario nel non riuscire a garantire al proprio figlio la prosecuzione e il rafforzamento di un legame affettivo, spesso a causa di condotte agite dall’altro genitore per alienare, svilire, screditare la figura paterna (ci sono casi di mobbing genitoriale e dell’alienazione parentale)». Quella dei padri separati è considerata a tutti gli effetti una nuova forma di povertà. Come si arriva a questa condizione? «La fine di un matrimonio – ci spiega la presidente Franchi - con presenza di figli
VALLESINA comporta un chiaro e netto indebolimento economico per entrambe le parti, ma ancor più per la figura paterna, la quale, indubbiamente è quella che ne esce più svantaggiata. I padri separati rappresentano la nuova classe di emarginati che si affaccia nelle nostre città, ora più che mai in questi tempi di crisi. Sono sempre di più, e sono sempre più poveri». Per sapere cosa accade in Tribunale nel corso di una separazione abbiamo interpellato l’esperta legale del magazine Password, l’Avvocato Monica Checchini. Oggi, la figura del padre è cambiata rispetto al pater familias di un tempo. L’uomo è sempre più interessato all’educazione e alla crescita emotiva dei figli. Questo cambiamento culturale non sembra essere riconosciuto a livello legale. Perché ad avere la peggio da una separazione sono quasi sempre i padri? «Nella maggior parte dei casi – solo ed esclusivamente allorquando vi è la presenza di figli nella coppia - ad “avere la peggio” sono i padri per vari motivi, soprattutto perché si vedono costretti a lasciare la casa familiare, di norma assegnata alla moglie in quanto affidataria prevalente dei figli, e a trovarsi un’altra abitazione o a tornare tristemente a vivere (come avviene spesso) con i propri genitori” Per un legale, seguire una causa di separazione – continua Checchini - non significa soltanto svolgere al meglio la propria attività di avvocato, ascoltando pretese/richieste delle parti coinvolte o del proprio assistito, marito o moglie che sia (mi son vista costretta più di una volta a rinunciare ad incarichi di donne che pensavano di “strumentalizzare i figli” per i propri fini economici nei confronti dei mariti – confida l’Avvocato), ma tenere sempre prioritariamente presente il bene dei figli. Spesso i genitori vogliono concludere velocemente la separazione e finire il cosiddetto “calvario” mettendo a verbale frasi tipo “potrà vedere il figlio ogni volta che vuole” o “potrà venire a vedere in casa la bambina quando ne avrà voglia”, senza pensare a come andranno realmente le cose in famiglia, in futuro. Per i genitori, invece, affrontare una separazione significa rendersi disponibili ad assumersi dei doveri non soltanto di natura economica ma anche e soprattutto morale e di “presenza attiva” nella vita dei figli, che consenta loro di sviluppare la propria personalità il più possibile in sintonia con le sue inclinazioni e aspirazioni». Occorre quindi che le istituzioni riconoscano questo “fenomeno sociale nuovo” dei padri separati e che, in qualche modo, intervengano affinché le difficoltà economiche dei padri non si ripercuotano nel rapporto con i figli, con il rischio di rimanere senza il bacio della buonanotte.
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