PASSWORD magazine n° 2 - FEBBRAio 2019 | Copia Gratuita
an
niversario
Grazie di cuore a tutti!
Password - l’accesso mirato all’informazione | Periodico d’informazione - n° 2 - febbraio 2019 | Direttore responsabile: Chiara Cascio - Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma - Coordinamento generale: Gianna Scortechini - Francesco Cascio Collaboratori: Riccardo Ceccarelli - Marco Torcoletti - Catiuscia Ceccarelli - Matteo Baleani - Margherita Piersantelli - Giovanna Borrelli| Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici | Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. e fax 0731 701404 - www.leggopassword.it - info@leggopassword.it - redazione@leggopassword.it | Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati - Vietata la riproduzione anche parziale.
esecuzione immobiliare Risposta alle 2 lettrici che hanno purtroppo ricevuto la notifica di un atto a mezzo del quale si intima l’imminente esecuzione immobiliare. Non è più vero che il Giudice potrà costringere da subito Voi e la Vs. famiglia a lasciare la casa “mettendoVi in mezzo ad una strada”. a cura di Monica Checchini pag. 2
attenzione al biroccio! Bisognava guidare a mano mucche o buoi stando davanti e camminando con essi, quando si passava in mezzo alla gente. È chiaro che con lo sguardo bisognava stare attenti di non urtare nessuno.
Costanza spicca di nuovo il volo, il rapace sta bene pag. 2
a cura di Riccardo Ceccarelli pag. 6
#SALUTE CONSAPEVOLE Le Patologie Cardiovascolari viste da un Nutrizionista Health Coach Sono patologie che interessano cuore e vasi sanguigni ed hanno ripercussioni d’organo. I principali organi colpiti sono cuore, cervello, reni e apparato locomotore. Dott.ssa Letizia Saturni
pag. 5
La favola di Jeffery, in fuga dalla Nigeria: aperto il museo della civiltà contadina pag. 7
a cura di Marco Torcoletti
Jesi, parte da Gemma Perchi la riscossa delle donne
Cento anni di otto ore. È il titolo del progetto, composto da varie iniziative culturali, pensate per valorizzare la figura della jesina Gemma Perchi e delle sue battaglie per i diritti delle lavoratrici. Operaia, sindacalista, capo della locale Camera del Lavoro, è stata una vera icona del primo Novecento. Oggi,
sebbene le sia dedicata una scuola nel quartiere Minonna, la sua figura meriterebbe di essere valorizzata. Tale è, per esempio, il pensiero dell’assessore alla Cultura Luca Butini, che ha abbracciato e deciso di sostenere l’iniziativa. Accadde esattamente cento anni fa: era il primo maggio 1919, quando le lavoratrici jesine ottennero l’applicazione delle otto ore di lavoro giornaliere nelle filande, al termine di una lunga e durissima lotta, di cui Gemma Perchi fu protagonista. Il merito di avere ideato il progetto va all’associazione culturale Willer & Carson: «È iniziato tutto nel 2016, nell’ambito della manifestazione Storie del Prado - racconta il segue a pag. 2
Via dell'Industria, 3 Castelplanio (AN) Tel. 0731 812639 - 335 223492 Gruppo Bondoni SRL Via del Commercio, 1 - CASTELPLANIO (AN) Discount Centro Oceano per tutte le nostre offerte
Quattro Sale del Commiato Gratuitamente a Disposizione dei Clienti Nuova Sala del Crocifisso - Area Ristoro e Servizi - Taxi Funerario per i Familiari
2
PASSWORD m a g a z i n e
JESI
www.leggopassword.it continua da pag. 1
presidente Michael Bonelli – Giravamo il quartiere con il nostro esperimento di teatro partecipato e abbiamo raccolto vari aneddoti che dipingono Gemma Perchi come una donna forte e solidale». Oltre all’amministrazione comunale, hanno aderito al progetto varie tra associazioni e scuole, per un cartellone di eventi che ruoteranno intorno alla data del primo maggio, in un simbolico tour di alcuni quartieri: Prato, Minonna e San Giuseppe. Sono Res Humanae e Sipario, la scuola intitolata proprio alla Perchi ed il liceo artistico Mannucci. Varie iniziative, attraverso le quali si potrà percorrere un viaggio nelle atmosfere e nei luoghi del Novecento jesino: «Questo è solo l’inizio – ha aggiunto Bonelli – altre sono le donne che meriterebbero di essere ricordate e valorizzate, rispetto allo
straordinario ruolo avuto nella storia jesina e delle quali troppo poco o addirittura nulla ancora si conosce». Sarà forse un caso, ma anche altri sono i contesti, nei quali si sta lavorando per cercare di colmare una grave lacuna: «La
toponomastica della città di Jesi, come quella di altri Comuni Italiani, fotografa la disuguaglianza di genere - spiega Paola Sabbatini della commissione toponomastica del Comune di Jesi - Una ricerca realizzata dall’Associazione Toponomastica Femminile evidenzia che solo poco più del 2,6% delle strade cittadine ricordano figure femminili. Questa assenza di intitolazioni alle donne non è dovuta alla mancanza di figure femminili meritevoli, ma alla cancellazione della loro presenza nella storia, nella cultura, nella scienza e nella politica. La Commissione Toponomastica cittadina, di cui faccio parte insieme con altre tre componenti donne, si pone come obiettivo: nuove strade, parchi, aree verdi, edifici pubblici per le pari opportunità della nostra città».
Costanza spicca di nuovo il volo, il rapace sta bene
all’associazione Falconieri Federico II di Jesi. Costanza è stata affidata proprio alle sue sapienti mani dopoché un cittadino aveva trovato il rapace a terra nel suo giardino. Era stato il dottor Stefano Vignaroli, veterinario di Jesi, a mettere in contatto i casuali soccorritori con l’ambulatorio a Pianello di Ostra, dove opera il dottor Gianluca Tiroli. Dopo gli esami clinici – che avevano evidenziato un’abrasione dell’ala sinistra – un primo tentativo di rimessa in volo, fallito, e qualche settimana di riabilitazione presso una delle voliere presenti alla Riserva, questa mattina Costanza è tornata a domina-
re i cieli. «Continueremo a monitorare i due falchi dalla web nel campanile – dice Tiroli – Intanto, teniamo gli occhi puntati in alto per vedere in quanto tempo Costanza riuscirà a ritornare alla torre e valuteremo anche il suo stato di forma fisica». c.c.
Costanza torna a spiccare il volo, alla conquista dei cieli jesini. Questa mattina, all’Oasi di Ripa Bianca, l’esemplare femmina di falco pellegrino ospite del campanile di San Floriano, dove vive insieme al compagno Federico, è stato riaffidato alle mani della natura dopo essere rimasto ferito in volto qualche settimana fa. Un successo per il dottor Gianluca Tiroli, veterinario ed esperto di rapaci che, già da un anno, segue i due volatili insieme
#L'AVVOCATO RISPONDE Non è più vero infatti che il Giudice po- [V] Le modalità del diritto di visita sono contemplate e trà costringere (fatto salvo che teniate stabilite nell’ordinanza di cui all’articolo 569. un comportamento non consono alla [VI] Il giudice ordina, sentito il custode ed il debitore, Vs. qualità di custodi – vendi sottostante la liberazione dell’immobile pignorato per lui ed il suo punto VI dell’art. 560) da subito Voi e la nucleo familiare, qualora sia ostacolato il diritto di visita Vs. famiglia a lasciare la casa “metten- di potenziali acquirenti, quando l’immobile non sia adedoVi in mezzo ad una strada”, essen- guatamente tutelato e mantenuto in uno stato di buoStudio Legale Checchini do stato espressamente previsto che: na conservazione, per colpa o dolo del debitore e dei Via del Tiglio, 7 “il debitore ed i familiari che con lui membri del suo nucleo familiare, quando il debitore viola Scorcelletti di Maiolati Spontini (AN) convivono, non perdono il possesso gli altri obblighi che la legge pone a suo carico, ovvero Riassumo 2 quesiti pervenutimi in questi giorni dell’immobile e delle sue pertinenze sino al decreto quando l’immobile non è abitato dal debitore e dal suo estremamente simili nel contenuto: 2 lettrici hanno di trasferimento”!! nucleo familiare. purtroppo ricevuto la notifica (una di un precetto e La l. 11 febbraio 2019, n. 12, convertendo in legge il d.l. 14 [VII] Al debitore è fatto divieto di dare in locazione l’iml’altra di un decreto ingiuntivo) di un atto a mezzo del dicembre 2018, n. 135, ha infatti sostituito completamente mobile pignorato se non è autorizzato dal giudice dell’equale si intima l’imminente esecuzione immobiliare; il co. 2 dell’art. 4, così integralmente riscrivendo l’art. 560 secuzione. si sono recate da un Legale il quale ha rappresentato c.p.c., dedicato al «Modo della custodia» degli immobili [VIII] Fermo quanto previsto dal sesto comma, quando all’una che orami c’è da attendere solo l’esecuzione pignorati. l’immobile pignorato è abitato dal debitore e dai suoi fae all’altra che non si può fare nulla. A questo punto, «Art. 560 (Modo della custodia) – miliari il giudice non può mai disporre il rilascio dell’imrassegnate e disperate anche e soprattutto per i loro [I] Il debitore e il terzo nominato custode debbono ren- mobile pignorato prima della pronuncia del decreto di cari, si sono rivolte a questa rubrica essendo stato dere il conto a norma dell’articolo 593 del codice di pro- trasferimento ai sensi dell’articolo 586». detto loro di fare già gli scatoloni poiché da qui a cedura civile. Spero di aver tranquillizzato Voi e i Vs. familiari e rimango [II] Il custode nominato ha il dovere di vigilare, affinché il comunque a disposizione anche per la valutazione delbreve dovranno lasciare casa con tutta la famiglia. debitore e il nucleo familiare conservino il bene pignorato la possibilità di proposizione dell’opposizione a decreto Gent.me Signore A. ed L. potete stare tranquille; quando con la diligenza del buon padre di famiglia e ne manten- ingiuntivo (per cui ci sono 40 giorni dalla notifica) sulla Vi perverrà il pignoramento dell’immobile (fermo restan- gano e tutelino la sua integrità. base di eventuali possibili anomalie bancarie, con consedo che sarebbe opportuno che tornaste dall’Avvocato per [III] Il debitore ed i familiari che con lui convivono, non guente ricalcolo dell’effettivo debito e possibilità non solo le opportune verifiche di regolarità formale), lo stesso perdono il possesso dell’immobile e delle sue perti- dell’opposizione a decreto ingiuntivo stessa, ma anche soggiace ad una procedura di “custodia” completamen- nenze sino al decreto di trasferimento, salvo quanto di opposizione all’esecuzione nel caso della signora A. te diversa da quella precedente per effetto del Decreto previsto dal sesto comma. Semplificazioni; ed infatti, pochi ancora sanno che nel- [IV] Il debitore, deve consentire, in accordo con il custoAvv. Monica Checchini le espropriazioni immobiliari iniziate dal 13 febbraio de, che l’immobile sia visitato da potenziali acquirenti. 2019, il debitore esecutato e i suoi familiari conservePer la modulistica e per maggiori informazioni e/o chiarimenti è possibile contattare il sottoscritto ranno l’immobile adibito a propria abitazione fino a Avv. Monica Checchini (cell. 333 9923708) inviando una mail a studiochecchini@libero.it o collegandosi al sito dello Studio: www.studiolegalechecchini.it che non verrà pronunciato il decreto di trasferimento.
password magazine della vallesina
JESI
Povertà in aumento a Jesi, 1.300 cittadini aggrappati al sostegno del comune Preoccupanti dati arrivano sulla povertà in città. Lo riferisce il comune di Jesi con una nota nel primo pomeriggio di oggi. “Una platea di oltre 1.300 cittadini aggrappata al sostegno del Comune, tramite l’Azienda Servizi alla Persona, per far fronte a disagio economico se non addirittura a povertà. È un dato in crescita quello che fotografa la situazione del 2018 a Jesi dove i servizi attivati per far fronte alle criticità derivanti da situazioni economiche difficili trovano ampia richiesta da parte di un elevato numero di famiglie. Pari a un milione e 333 mila euro le risorse messe in campo per provare a dare risposta ad esigenze primarie. In particolare 380 mila euro sono stati destinati a contributi assistenziali per 392
cittadini in condizioni di indigenza, altri 75 mila euro sono stati impegnati per gestire il centro di pronta accoglienza per senza fissa dimora dove si sono fermati in 326 utenti. Per la socializzazione e l’integrazione di soggetti affetti da disturbi mentali (129) e per il sostegno delle loro famiglie sono stati investiti 91 mila euro. Altri 25 mila euro sono stati destinati al funzionamento del Centro per l’integrazione sociale all’ex Appannaggio, finalizzato a favorire l’integrazione delle persone migranti nel tessuto sociale cittadino: in 241 ne hanno fatto accesso per ricevere un servizio di accoglienza, ascolto, informazione, orientamento e consulenza. La parte più significativa, pari a 760 mila euro, è stata infine destinata a progetti a valere sul So-
Pediatria Carlo Urbani, donate attrezzature e oggetti di confort per i piccoli pazienti
La generosità dei cittadini e associazioni del territorio ha portato alla donazione all’Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia del Presidio Ospedaliero “Carlo Urbani” di Jesi di attrezzature e oggetti volti a facilitare l’attività professionale del personale ed a migliorare il confort alberghiero dei bambini ricoverati. La famiglia Gasparini di Castelbellino ha donato al reparto due televisori 24 pollici compresi di supporto a muro più un supporto a braccio per TV 22 pollici del valore di 316 euro. La donazione è stata accettata con determina del Direttore dell’Area Vasta 2 n. 1429 del 5 ottobre 2018. In questi anni, la famiglia ha sempre organizzato eventi in memoria di Alberto Gasparini, padre, sportivo, educatore e “appassionato di solidarietà” e, in varie occasioni, ha voluto devolvere l’incasso delle manifestazioni ad enti o strutture che necessitano di attenzione sociale. Anche nel
2018 Andrea Gasparini ha espresso la volontà di sostenere una realtà importante ed ha scelto quale beneficiario il reparto di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale di Jesi, con questa donazione volta ad implementare il confort dei piccoli ricoverati. L’associazione di tifosi della Curva Nord della Jesina Calcio ha donato al medesimo reparto un lettino da visita a due snodi della ditta Givas del valore di 317,40 euro e 10 telecomandi marca Telefunken comprensivi di guscio protettivo per le TV poste nelle stanze di degenza del valore di circa 200,00 euro, donazione accettata con determina del Direttore dei AV2 n. 669 del 4 maggio 2018. L’associazione, negli ultimi anni, ha dimostrato attenzione e sensibilità nei confronti delle esigenze dei piccoli ricoverati, donando 1 1 apparecchi televisivi con supporto a muro, un carrello ergonomico porta PC ed un PC nuovo.
PASSWORD m a g a z i n e
3
stegno all’inclusione attiva e alla successiva misura del Reddito di inclusione, oltre che ad altre iniziative di contrasto alla povertà per complessivi 209 utenti. In tutto sono stati 1.364 nel corso del 2018 i destinatari dei vari benefici offerti. Sullo sfondo nuovi servizi che l’Azienda Servizi alla Persona intende implementare. Entrato da gennaio a regime l’emporio solidale alla Caritas dove, con una apposita card, le famiglie in difficoltà possono procedere a ritirare beni alimentari primari, ecco pronto sempre presso la Caritas – e sempre con la presenza dell’Asp – il secondo centro di accoglienza, con possibilità di prolungare la presenza, per almeno altri 6 posti letto. Il tutto accompagnato dalla straordinaria solidarietà dell’associazionismo. Coordinate da Comune ed Asp, infatti, Adra, Amicizia a domicilio, Caritas e San Vincenzo de Paoli hanno creato una rete che si fa carico di ritirare pasti non consumati dalle mense centralizzate e prodotti alimentari a scadenza ravvicinata o non commerciabili da parte di supermercati, aziende agroalimentari e negozi: quasi 150 le famiglie a cui vengono ridistribuiti ogni anno, per 600 utenti complessivi. “Questi dati – sottolinea il sindaco Massimo Bacci – sono la conferma di una situazione che nel tempo sta peggiorando, nel senso che i numeri certificano uno stato di disagio sempre più evidente. Il fatto di affrontare queste problematiche in stretta collaborazione con i Comuni dell’Ambito si è dimostrata una scelta assolutamente adeguata per dare risposte concrete ai cittadini”. All’Azienda Servizi alla Persona sarà demandata anche l’attività relativa al nuovo Reddito di cittadinanza. Secondo le prime stime della stessa Asp, a poter beneficiare di questo sostegno potrebbero essere, a Jesi e nei 20 Comuni della Vallesina, tra i 500 ed i 600 cittadini”.
Realtà virtuale come strumento di conoscenza, arriva l’ app di Palazzo Pianetti
Realtà virtuale come strumento di conoscenza utile a tutti. In molti ci stanno scommettendo e tra questi anche il comune di Jesi, in primis Palazzo Pianetti. Sono stati presentati i dettagli il 1 marzo in nell’aula consiliare, alle persone poi addette, da Carlo di Biase e Consuelo Agnesi tramite un vero e proprio corso di formazione sugli strumenti a disposizione che permetteranno di superare le barriere quando si parla di disabilità sensoriali e presto rivoluzioneranno la comunicazione nel museo con un progetto tutto volto all’integrazione. La presentazione ufficiale avverrà poi tra 25 giorni, nell’ambito del programma del Brand Festival, con l’inaugurazione della nuova app Apri Palazzo Pianetti. Verrà data risposta al bisogno di inclusione ed accessibilità tramite la realtà aumentata e la gamification, abbattendo le barriere linguistiche e sensoriali con il digital storytelling.
4
PASSWORD m a g a z i n e
JESI
Fidapa, il Comune aderisce alla Carta per i Diritti della Bambina. Ed entrano nuove socie
www.leggopassword.it
Inaugurata la mostra delle opere scultoree di Sergio Tapia Radic a Palazzo Bisaccioni a cura di Margherita Piersantelli
Si è svolta il 23 febbraio scorso, nella Sala del Lampadario del Circolo Cittadino, la Cerimonia delle Candele della sezione Fidapa Bpw di Jesi. L’appuntamento più importante e simbolico per la vita di sezione che suggella l’ingresso di nuove socie. Una serata piacevole che ha visto molta partecipazione da parte non solo della autorità Fidapa ma anche cittadine. Tra gli ospiti la Presidente Fidapa Nazionale Caterina Mazzella e la Presidente Distretto Centro Patrizia Fedi Bonciani, insieme al Sindaco di Jesi Massimo Bacci e rappresentanti di alcuni Club jesini. Per questa particolare occasione, il direttivo guidato dall’Avv. Francesca Pentericci ha pensato di affidare la colonna sonora della soireè ad una eccellenza musicale della città di Jesi: la Scuola Musicale G.B. Pergolesi. La serata infatti si è aperto con il Concerto della Scuola Musicale Pergolesi diretto dal Maestro Stefano Campolucci. Hanno fatto il loro debutto in Fidapa Luisa Diotallevi Giaccaglini, Isabella Bellagamba, Paola Morbiducci e Maria Cristina Rosi. è stata occasione anche per celebrare gli importanti traguardi raggiunti da Fidapa nel corso dell’anno: tra questi, c’è la promozione della Carta per i Diritti della Bambina, cui il Comune di Jesi ha recentemente aderito.
Si tratta di un documento unico nel panorama della cultura di genere, arrivato dal mondo Fidapa: ispirata alla Convenzione ONU sui Diritti del fanciullo del 1989, a differenza e ad integrazione di questa, che pone sullo stesso piano i due generi, la Carta dei diritti della Bambina li distingue in termini di caratteristiche e bisogni, avuto riguardo alle diverse connotazioni fisiche ed emozionali. «Fidapa è impegnata nella divulgazione della Carta deve essere letta come una premessa fondamentale per l’affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita – spiega la presidente Fidapa Jesi Francesca Pentericci – Noi come sezione, siamo molto contente di aver trovato appoggio nella amministrazione comunale e nell’assessore Campanelli in particolare che ne ha reso possibile l’adozione. Si tratta solo di un primo passo. Infatti in futuro ci impegneremo a divulgarne il contenuto nelle scuole primarie di primo e secondo grado , dove è necessario agire per educare alla parità e al rispetto reciproco. Ringrazio le socie che stanno lavorando al progetto Virginia Reni, Maria Teresa Gaetti e Fiorenza Fiorani». Soddisfatta l’assessore alle Pari Opportunità Marisa Campanelli: «Con piacere, il Comune ha aderito a questa Carta che mette al centro i diritti e il rispetto delle bambine». c.c.
Antichi manoscritti rubati restituiti al Museo Diocesano di Jesi a cura di Giovanna Borrelli
Tre volumi appartenenti alla Biblioteca Diocesana, dopo circa due anni dalla denuncia, sono tornati al loro territorio d’origine. Si tratta di tre manoscritti risalenti al 1700, sottratti in epoca imprecisata alla Biblioteca Diocesana “Pier Matteo Petrucci” di Jesi che, insieme ad altri due volumi appartenenti alla Biblioteca del Convento “SS Crocifisso” di Treia (MC), sono stati riconsegnati al Vescovo Monsignor Gerardo Rocconi in rappresentanza di tutta la diocesi. “Tutte le cose che avvengono nella Chiesa hanno una dimensione sia pastorale che culturale. Questa biblioteca è sempre più frequentata, con molto piacere da parte mia, dai giovani. Ora, man mano che la biblioteca ha preso queste dimensioni (si calcolano circa 400.000 presenze all’anno) è giusto prenderne consapevolezza. La consapevolezza di avere una ricchezza per tutta la comunità, e di averla riacquisita grazie all’operato dei Carabinieri” dice Monsignor Gerardo Rocconi. Grazie ad un lavoro scrupoloso da parte del TPC di Napoli, il Nucleo Operativo dei Ca-
rabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, con a capo il Maggiore Giampaolo Brasili, che ha seguito i canali di tragitto delle opere d’arte, questi manoscritti sono stati presto rilevati in un mercatino d’antiquariato a Roma. L’attività di recupero scaturisce da approfondimenti investigativi condotti nell’ambito di un’indagine complessa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Isernia: questo ha permesso di identificare, nel 2017 un vero e proprio crocevia di ricettazione di beni d’arte di provenienza furtiva, sottratti da luoghi di culto, istituti religiosi e biblioteche ubicati tra l’alto casertano e la provincia di Isernia. Da oltre 40 anni, il reparto TPC di Napoli è un’eccellenza italiana, che grazie alla collaborazione dei Responsabili degli Uffici Diocesani, riescono a restituire il patrimonio culturale al loro territorio d’origine. Ora, i manoscritti saranno riposti rispettivamente nella Biblioteca di Jesi e in quella francescana di Falconara, fino a quando la Biblioteca di Treia non sarà resa nuovamente agibile.
Inaugurata la mostra di Sergio Tapia Radic allestita nelle sale di Palazzo Bisaccioni, un’esposizione permanente di opere scultoree di tema religioso La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi è da sempre attenta al settore dell’arte e della cultura impegnandosi attivamente nella conservazione e nella promozione del patrimonio artistico del territorio. Nel corso degli anni la storica sede di Palazzo Bisaccioni si è trasformata in un luogo di aggregazione culturale in cui è possibile fruire di una ampia offerta di attività espositive oltre che di conferenze e incontri formativi: “Proprio all’interno di questi spazi abbiamo voluto dedicare un’area espositiva ad una selezione di opere scultoree del Maestro Sergio Tapia Radic – commenta il segretario generale della Fondazione, Mauro Tarantino – che si inserisce nell’intenso programma di iniziative culturali e nuovi servizi per il territorio, ideato per festeggiare i 25 anni di attività”.La proposta di una sala espositiva dello scultore Sergio Tapia Radic nasce dalla collaborazione con il Comune di San Marcello: l’artista ha infatti donato tutte le sue opere al comune che diventeranno patrimonio di quella comunità e di quel territorio, possiamo definirlo un caso di mecenatismo del XXI secolo. Le opere che l’artista ha donato al Comune sono state censite, catalogate e allestite in una mostra partita lo scorso 16 dicembre con l’obiettivo di creare un centro della cultura dei popoli che possa raccogliere opere anche di altri artisti; in quest’ottica e grazie alla sinergia intrapresa tra i due comuni, parte del patrimonio è stato trasferito a palazzo Bisaccioni, “per noi è bello vedere le opere di questo affascinante artista esposte in uno dei più bei palazzi di Jesi”, commenta il sindaco di San Marcello, Pietro Rotoloni. Per l’occasione è stato redatto un catalogo della mostra grazie a Renato Barchiesi e Gianni Rossetti, giornalista che ha curato il testo critico del catalogo, catalogo che può essere acquistato presso a Libreria “Incontri” di Jesi. La mostra arricchisce il patrimonio culturale di Jesi e quello della Fondazione Cassa Risparmio di Jes: “Questo nuovo percorso espositivo si potrebbe sintetizzare in Dio è amore – commenta il Presidente Alfio Bassotti – è una mostra di contenuto religioso di opere note a livello internazionale, fatto che conferma l’obiettivo primario della Fondazione, promuovere la cultura e l’arte”. Di origine cilena e residente da molti anni nelle Marche, lo scultore Sergio Tapia Radic ha lasciato il segno della sua creatività e del suo modo di vedere le cose ovunque sia andato: “Una volta trovai la felicità in una lucciola – commenta lo scultore – e ne ricordo ancora oggi la sensazione che mi diede; cerco la bellezza nelle cose semplici e creo l’arte da oggetti semplici. Vi ringrazio per l’allestimento della mostra che vi offro con la mente, lo spirito e il cuore. Viva l’arte, viva la bellezza e viva l’armonia”.
password magazine della vallesina
RUBRICHE
PASSWORD m a g a z i n e
5
Un «brand» per via degli Orefici da trasformare nella «Ponte Vecchio» di Lucagnolo a cura di Chiara Cascio
Rilanciare via degli Orefici attraverso un brand capace di valorizzare una tradizione secolare jesina. Una rivisitazione insomma in chiave «Ponte Vecchio» di Lucagnolo che potrebbe coinvolgere botteghe orafe jesine, associazioni di categoria, scuole e istituzioni creando dei circuiti turistici. Di questo si è parlato mercoledì sera al conviviale organizzato dal Club Novaesis al ristorante La Rusticanella. Invitati ad intervenire sul tema dal presidente Fabio Bertarelli e dal vice Giancarlo Catani, gli orafi jesini Maria Marchegiani, del brand Marchegiani Italian Jewels, e il maestro Gianfranco Catalani, insieme anche a Massimo Ippoliti, docente al Liceo Artistico “Mannucci” dove si insegna Design del gioiello. Invitati ad ascoltare le loro proposte, il sindaco Massimo Bacci e i rappresentanti delle associazioni di categoria jesine Confartigianato, CNA e Confcommercio, rispettivamente Giuseppe Carancini, Luca Baldini e Luca Frezzotti. Un dibattito aperto in cui i due orafi hanno tracciato i contorni della situazione attuale e avanzato proposte di rilancio. «Jesi ha una tradizione orafa secolare, un tempo la città era nota per la numerosa presenza di botteghe, con le vetrine che brillavano e i maestri che lavoravano nelle botteghe – spiega la Marchegiani – Da imprenditrice, nel mio piccolo, faccio già qualcosa. All’interno del negozio, ho creato un piccolo museo del gioiello, ad ingresso gratuito, dove accompagno in visita i turisti. Ma si potrebbe fare molto di più unendo le forze». Le proposte della Marchegiani comprendono l’ideazione di un marchio «via degli Orefici» che tutte le
botteghe orafe jesine potrebbero poi utilizzare per le loro creazioni e l’affissione di una targa espositiva all’inizio della via al posto della trascurata scritta «via delle Botteghe». Interessante ma più oneroso in termini economici il progetto di «allestire un Museo permanente, magari proprio negli spazi del Chiostro San Agostino dove un tempo si lavorava e ricreare l’emozione di quelle stanze, mettendo gli attrezzi che si usavano, quadri espositivi di documenti reali, gioielli originali del tempo ritrovati da collezioni private». Il maestro orafo Gianfranco Catalani ha poi messo l’accento sull’importanza di «insegnare il mestiere ai giovani» invitando le botteghe – 15 quelle presenti in città – ad aprirsi, ad uscire dall’«ermetismo» e di fare rete con le scuole e le istituzioni. Idee appoggiate anche da Massimo Ippoliti, che ha parlato di «riproporre un banco orafo con i ferri del mestiere e di portare avanti la tradizione» e condivise dalle associazioni di categoria per dare slancio all’offerta turistica attraverso percorsi sostenibili; per il sindaco Bacci il Comune può diventare «facilitatore» di tali iniziative, materia anche di «competenza regionale».
I S T I T U T O D I B E L L E Z Z A
Jesi: Piazza Ciabotti, 8 c/o Centro Commerciale ARCOBALENO - JESI (AN) Tel/Fax 0731 215731 / Cell. 339 7394970 www.hedonestetica.it / hedone.estetica@gmail.com
Solo assicurando uno sviluppo sostenibile si potrà garantire un futuro a tutti
IMPIANTI SOLARI TERMICI E FOTOVOLTAICI ENERGIE ALTERNATIVE - RISPARMIO ENERGETICO Via Risorgimento, 107 Moie di Maiolati Spontini (An) Tel 0731.704376 | Fax 0731.706348 Cell 335.5250165 - 347.9942715 info@ecoenergy04.it | www.ecoenergy04.it
#sALUTE consapevole consigli utili a cura della Dott.ssa Letizia Saturni
Le Patologie Cardiovascolari viste da un Nutrizionista Health Coach Come anticipato nel primo numero 2019 di Password-Magazine eccomi a parlare di quelle patologie cronico-degenerative che a tutt’oggi in Italia sono tra le principali cause di invalidità e mortalità: le patologie cardiovascolari. Sono patologie che interessano cuore e vasi sanguigni ed hanno ripercussioni d’organo. I principali organi colpiti sono cuore, cervello, reni e apparato locomotore. Diabete, dislipidemie, ipertensione e sovrappeso/ obesità sono i principali fattori di rischio che debbono e possono essere gestiti grazie ad una alimentazione regolatoria e funzionale insieme ad un buon stile di vita. Tutto questo tradotto in pratiche quotidiane significa realizzare una alimentazione Mediterranea-Marchigiana e cioè prediligere prodotti di origine vegetale quali frutta, ortaggi, verdura, legumi, cereali possibilmente integrali ed in chicco. Per condire scegliere olio di oliva, erbe aromatiche e spezie. Un buon bicchiere di vino – Verdicchio nel nostro caso – potrà accompagnare i pasti ma senza mai abusarne: 1 bicchiere/die per la donna e 2 bicchieri/die per l’uomo. I capisaldi sono stagionalità e territorialità senza trascurare frugalità e moderazione quando componiamo le porzioni. Tra i cibi di origine animale nulla dovrà essere escluso. Prediligere il pesce, in particolare il pesce azzurro, rispetto a carne, uova, formaggi e carni trasformate. Sono i prodotti di origine vegetale a garantire i nutrienti alleati del BendEssere del cuore e soprattutto a fornire quelle fondamentali molecole bioattive ad elevato potere anti-ossidante in grado di contrastare gli effetti dei radicali liberi. Lo Stile di vita e la Cura del sé sono fondamentali per salvaguardare cuore&vasi e comprendono la buona idratazione [6-7 bicchieri/die di acqua]; l’appropriato consumo di caffè possibilmente senza zucchero aggiunto [2-3tazzine/die]; la quotidiana e moderata attività fisica [30 minuti/die camminata]; l’adeguato tempo di consumazione dei pasti principali [almeno 20 minuti] fino alla funzionale gestione delle emozioni [meglio noto come stress] e sano governo delle relazioni interne ed esterne. Queste sono le aree d’intervento che come Nutrizionista Health Coach esamino quando con i miei pazienti stiliamo un piano d’azione personalizzato per il raggiungimento dell’obiettivo autodeterminato di BendEssere Cardiovascolare. Per appuntamento 347 4351576 www.letiziasaturni.it
6
PASSWORD m a g a z i n e
www.leggopassword.it
RUBRICHE
Attenzione al biroccio! a cura di Riccardo Ceccarelli
Chiaramente il segnale di pericolo non c'era, né a Jesi, né nei castelli del contado - oggi diremmo nei castelli della Vallesina - né nei borghi o nei centri abitati più frequentati. Non poteva esserci. La segnaletica stradale infatti iniziò a comparire alla fine del XIX secolo; nelle assemblee di Londra, Parigi, Ginevra e nell'ultima tenutasi a Vienna (1968), gli Stati partecipanti si accordarono sulla forma, colori e simboli di ciascun segnale comprensibile senza difficoltà a tutti. Quello di pericolo nel 1672 ovviamente non c'era. Rimediò con un bando Mons. Giacomo Fantucci (1616- 1679), nobile di Ravenna, allora "della Città di Iesi, e suo Stato Governatore Generale" prima di essere nominato vescovo di Cesena (1677). Era necessario fare attenzione ai birocci che transitavano in mezzo alla gente perché in varie occasioni avevano causato la morte di bambini. Ciò era dovuto al fatto che davanti alle mucche o ai buoi che tiravano il carro non c'era nessuno mentre sopra il carro stesso giocavano o - accanto ad esso - si rincorrevano le "creature piccole", poteva accadere così che finissero sotto le ruote del biroccio, rimanendovi feriti o trovandovi la morte. Era-
QUA S A P 019 2
no, dice il bando, "inconvenienti grandi" che succedevano "ben spesso", "con scandolo de Popolo", causato "dalla trascuragine de Befolchi nel lasciare andare li Bovi giunti a Carri Birocci per luoghi dove è moltitudine de Popolo". Le "creature piccole che non hanno giuditio di guardarsi", scrive il Governatore, cioè non sono attenti, "restano sotto le rote de carri". Mons. Fantucci, anche se era al suo primo anno di governatorato, firmando questo bando non faceva altro che ripetere "altri [bandi] publicati da' nostri antecessori in simil materia". Periodicamente cioè il governatore era
costretto a fare la stessa ordinanza perché si verificavano in città e nei paesi analoghi incidenti. Evidentemente non bastavano l'aver fatto conoscere a voce alta ("bandito") il suo contenuto né la successiva affissione del documento nei luoghi a ciò destinati. Il bando di Mons. Fantucci del 27 giugno 1672 prevedeva ("ordiniamo et espressamente commandiamo") che sia a Jesi, nei castelli, nei borghi e "luoghi murati spettanti" al suo governo, "nessun Bifolco, o altri, che conduchino Bovi con Carri, Birocci, et altri Istrumenti simili possino lasciarli andare da se senza guida, ma'
siano tenuti guidarli a' mano con stare, et andare avanti alli Bovi e timoni di detti Carri". Una misura preventiva, quella del governatore, una segnalazione di pericolo: bisognava guidare a mano mucche o buoi stando davanti e camminando con essi, quando si passava in mezzo alla gente. È chiaro che con lo sguardo bisognava stare attenti di non urtare nessuno. La norma era infine seguita dalla pena pecuniaria per quanti non l'avessero osservata: tre scudi da pagare ogni volta da chi avesse contravvenuto all'ordinanza. Ma chi era autorizzato ad elevare la multa? Non si specifica. Si dice solo che i tre scudi dovevano "farseli pagare irrimissibilmente". È probabile che sia stata abilitata la civica amministrazione a riscuotere, come è altrettanto probabile che nessuno abbia mai pagato: lo conferma la ripetizione periodica dello stesso bando. Comunque in Massaccio (Cupramontana) il bando fu annunciato a voce alta e successivamente affisso, il 30 luglio1672, nello spazio riservato al Comune, da Pierlorenzo di Nicolò che allora aveva le funzioni di "publicus baiulus" (pubblico banditore, inserviente) della Comunità.
Corso Matteotti, 12 - Jesi (AN) > Tel. 0731 59932 - info@esitur.com Terminal Marche Bus - Macerata > Tel. 0733 262668
password magazine della vallesina
VALLESINA
Intesa san paolo: chiude la filiaLe di pianello vallesina
Chiude la filiale di Intesa San Paolo a Pianello Vallesina. L'attività dello sportello di via Trento, l’unico rimasto in paese, cesserà del tutto entro la fine della primavera, costringendo gli abitanti della frazione a recarsi nelle vicine località di Castelbellino Stazione e Moie se non addirittura a Jesi anche solo per fare bancomat. L’Amministrazione comunale di Monte Roberto, appresa la notizia, da tempo è in cerca di soluzioni per non lasciare i cittadini sprovvisti del servizio: «Ci siamo subito attivati chiedendo spiegazioni alla sede di Torino del Gruppo Intesa San Paolo, tramite lettera indirizzata a Carlo Messina con richiesta di incontro - spiega il sindaco Gabriele Giampaoletti -. Purtroppo c’è stato risposto che la chiusura dello sportello è
inevitabile in quanto già prevista dal piano aziendale, di più ampio respiro e stabilito dopo l'acquisizione di Veneto Banca, insieme alla cessazione di altri 200 punti Banca Intesa in tutta Italia». Al sindaco non è rimasto dunque che valutare le alternative: «Per non lasciare totalmente sguarnito il centro abitato di Pianello dal servizio abbiamo stretto con due tabaccherie locali un accordo per consentire ai cittadini di svolgere qui le operazioni più semplici, come bonifici o pagamenti - continua Giampaoletti -. Abbiamo anche preso contatti con un paio di crediti cooperativi nell'ottica di capire se, da parte loro, ci sia interesse nell'aprire uno sportello in paese, così da non lasciare la zona sprovvista di banche». c.c.
PASSWORD m a g a z i n e
7
al via la prima edizione del "mercato del contadino" a cura di Chiara Cascio
Il 2 marzo è stata inaugurata la prima edizione del “Mercato del contadino”. L’iniziativa, frutto della collaborazione fra il Comune di Maiolati Spontini e l’associazione Copagri, avrà come contesto piazza Kennedy, a Moie, e si svolgerà il primo sabato di ogni mese, con orario dalle 8,30 fino alle 13. «Si tratta di un’idea che trova finalmente la concretizzazione – spiega l’assessore alle Attività produttive Irene Bini – grazie alla disponibilità della Copagri. Siamo certi che nel futuro altre associazioni di categoria, come la Coldiretti, possano aderire all’iniziativa visto il percorso già avviato. Il ‘Mercato del contadino’ parte per ora come sperimentazione della durata di un anno, per poi valutare se mettere a regime questa nuova opportunità di acquisto, oltre al tradizionale mercato del martedì. L’obiettivo è quello di favorire il contatto diretto tra produttori e consumatori promuovendo una filiera corta, con prodotti freschi e di stagione. Un luogo capace di creare un rapporto di fiducia che potrebbe portare il consumatore a recarsi nei campi dell’agricoltore o nei laboratori, per vedere e toccare con mano le caratteristiche di qualità dei prodotti, valorizzando i prodotti tipici del nostro territorio». Con il “Mercato del contadino” si vuole
anche valorizzare le produzioni tipiche del territorio, incentivare il consumo dei prodotti di stagione ed educare il consumatore ad un acquisto responsabile e rispettoso dei cicli produttivi, nell’ottica della promozione di modelli di sviluppo sostenibili. Si potrà prevedere inoltre, la programmazione di attività didattiche e dimostrative, da realizzare nell’ambito del mercato, con l’obiettivo di diffondere l’educazione alimentare, l’informazione al consumatore e maggiori conoscenze del territorio e dell’economia locale. Saranno una dozzina gli espositori presenti in piazza Kennedy, delle province di Ancona e Macerata, che metteranno in vendita ortaggi, frutta, verdure, vino, olio, conserve, miele, oli essenziali, farine, pane, legumi e piante aromatiche, fino a prodotti a base di canapa.
La favola di Jeffery, in fuga dalla Nigeria: aperto il museo della civiltà contadina a cura di Chiara Cascio
«Mi piaceva l’idea di far conoscere ai bambini, oltre agli animali, anche come vivevano in campagna nel passato». Nasce così il museo della civiltà contadina all’interno della Fattoria di Campagna, l’azienda agricola di Jeffery Eromosele Osoiwanlan, rifugiato nigeriano che si è ricostruito una vita nelle campagne di Montecarotto dopo la fuga dal suo Paese, insanguinato dal terrorismo di Boko Haram. Aiutato dalla famiglia Gasparini, attiva anni fa nell’allevamento di cani da tana, Jeffery ha messo in piedi dal 2017 la sua azienda con fattoria didattica che ospita centinaia di animali autoctoni ma anche esotici come alpaca, emu, struzzi, lumache africane. Azienda che lo scorso anno è stata anche premiata da Coldiretti Giovani Impresa con l’Oscar Green per la categoria “Noi per il sociale”. Fattoria che ora si arricchisce con una raccolta di oggetti di casa e da lavoro tipici della tradizione contadina. Per l’allestimento Jeffery ha potuto contare sulla disponibilità di Mario Quagliani, restauratore in pensione e ora collezionista, che ha rifornito gran parte degli oggetti in esposizione.
Questa mattina, il taglio del nastro, alla presenza del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, dell’assessore alle Attività Produttive, Manuela Bora, e del sindaco di Montecarotto, Mirco Brega. Presenti anche i vertici di Coldiretti Marche. «È un messaggio importante quello che Jeffery lancia – ha commentato Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – Parliamo di un ragazzo che è scappato da un Paese che non gli poteva permettere un futuro e che ha trovato nelle Marche una possibilità di riscatto. È la testimonianza di una campagna che sa accogliere e che sa integrare ma anche di un ragazzo che pur appartenendo a un’altra cultura, con
questa esperienza, ha iniziato a sentirsi profondamente italiano e marchigiano e ha voluto riscoprire una parte della nostra storia contadina». Al presidente Ceriscioli, prima dell’inaugurazione, è stata fatta visitare la fattoria didattica che, ogni anno, accoglie
migliaia di bambini delle scuole ma anche famiglie.«Siamo in luogo particolare e molto importante perché permette soprattutto ai più piccoli di recuperare una dimensione che non c’è più – ha detto il presidente Ceriscioli al termine della visita – Era il vissuto quotidiano dei nostri nonni, dei nostri genitori ma già per noi e i nostri figli diventa spesso un mondo sconosciuto. Una riappropriazione di un po’ di radici del nostro territorio e di un rapporto con la natura che finalmente ci stacca dal virtuale. I bambini nascono che sanno sfogliare un tablet, qui gli facciamo incontrare la natura e una dimensione di vita differente».
8
PASSWORD m a g a z i n e
JESI
Se lo stai leggendo vuol dire che funziona!
www.leggopassword.it