COPIA GRATUITA
n° 6 - dicembre 2016
INTERVISTa allo chef
caterina pieralisi
"IN CUCINA SONO TORNATA A SOGNARE"
RUBRICA POLITICA
ELEZIONI A JESI
a cura di Marco Torcoletti
MODA CHIC & SHOCK
IL LOOK INVERNALE l'avvocato risponde
COPPIE SEPARATE, A CHI VA IL CANE? Avv. Monica Checchini
CURIOSANDO
LA MAGIA DEL NATALE RUBRICHE Foto di copertina: Caterina Pieralisi presso Enoteca Degusteria RossoIntenso - Jesi
Viale della Vittoria 27/C - Jesi (AN) PEDRO SPORT pedrosportwear www.pedrosport.it
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IL Gusto
della VITA
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#EDITORIALE
RETI di SOLIDARIETA’
Il concetto chiave non è più la ‘presenza’ in rete, ma la ‘connessione’: se si è presenti ma non connessi, si è soli.” (A. Spadaro)
di Chiara Cascio
Dicembre, è tempo di bilancio. Questo 2016 sarà ricordato come un anno spaccato in due dalla linea che divide il prima dal dopo la tragedia del terremoto. Il sisma ha cambiato il volto delle Marche, ne ha piegato i tratti, sottratto ricchezze e distrutto, purtroppo, anche vite. Ma c’è qualcosa che il sisma non è riuscito a cancellare: la determinazione di chi popola queste terre, il coraggio e lo spirito di solidarietà verso chi ha perso tutto. Non è rimasta sotto le macerie la volontà di rialzarsi ed andare avanti, provando lentamente, giorno dopo giorno, a recuperare. Dall’altro lato tante mani tese pronte a dare aiuto: dal singolo cittadino alle istituzioni, la rete di solidarietà si è diffusa ovunque qui in Vallesina. Vedere persone, associazioni e Comuni mobilitarsi a favore di chi ha bisogno, penso, sia il più bel messaggio per questo Natale: più che mai, in questo periodo, c’è bisogno di diffondere valori e modelli positivi in una società ormai sempre più pervasa dalla tecnologia, immancabile strumento di connessione che però, paradossalmente, a volte può portare ad isolare piuttosto che a condividere. In fondo, è rassicurante pensare che, oltre ad Internet e al mondo dei social, esistono anche reti di solidarietà, forse meno visibili ma fatte di persone che, nonostante le difficoltà, impiegano tempo e risorse per dare aiuto alla comunità. È questo il dono che dobbiamo proteggere, il sentimento che oltrepassa le barriere dell’individualità ed arriva al cuore di un’ intera comunità.
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Password – l’accesso mirato all’informazione periodico d’informazione - n° 6 - Dicembre 2016 Direttore responsabile: Chiara Cascio Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma Coordinamento generale: Gianna Scortechini - Chiara Cascio Collaboratori: Francesco Cascio - Riccardo Ceccarelli - Talita Frezzi Valentina Papi - Catiuscia Ceccarelli - Eleonora Dottori - Matteo Baleani Foto di copertina: Matteo Baleani presso Enoteca Degusteria RossoIntenso - Jesi
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Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. e fax 0731 701404 www.leggopassword.it - info@leggopassword.it redazione@leggopassword.it Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati Vietata la riproduzione anche parziale. L’editore si riserva il diritto di segnalare alle autorità competenti coloro che in malafede comunicano annunci non corrispondenti a verità.
Via dell'Industria, 3 - Castelplanio (AN) Tel. 0731 812639 - 335 223492 Quattro Sale del Commiato Gratuitamente a Disposizione dei Clienti Nuova Sala del Crocifisso - Area Ristoro e Servizi - Taxi Funerario per i Familiari
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#CURIOSANDO A cura di Riccardo Ceccarelli
LA MAGIA DELL'ALBERO DI NATALE
Ormai l'albero di Natale è entrato nelle nostre tradizioni al pari del presepe se non soppiantandolo in molti casi. L'albero dagli usi pagani antichissimi si è inserito nella simbologia cristiana trovando nella Bibbia adeguate analogie con l'albero della vita (Gn 2,9 e 3,22), l'albero della Croce o con l'albero di Jesse (Is 11,). L'albero natalizio peraltro riveste ha un significato universale che lo collega alla rinascita della vita. Qualche teologo, come il luterano Oscar Cullmann, sostiene che l'albero di Natale accoglie certamente i miti dell'albero, simbolo del rinnovarsi della vita delle antiche genti europee, ma direttamente esso trae la sua origine dagli alberi innalzati, e ornati di frutti e altri simboli cristiani, davanti alle cattedrali cristiane: durante queste cerimonie, quasi liturgiche, si mettevano in scena episodi biblici come quello dell'albero della vita. Inizialmente affermatosi nel nord Europa si è diffuso in tutto il mondo. In genere l'albero di Natale è un abete che per il Cristianesimo è simbolo di Cristo e della sua immortalità. Nella nostra tradizione natalizia esso affianca il presepio, come in piazza San Pietro, cuore del cattolicesimo mondiale, albero voluto per la prima volta dal papa san Giovanni Paolo II nel 1982. Più che del Natale di Gesù, la simbologia dell'albero ricoperto di migliaia di luci multicolori è diventato simbolo di una società che ha di fatto del consumo il suo idolo di riferimento a prescindere dalle sue origini. Così, piccolo o grande, l'albero lo facciamo tutti, addobbato di luci, festoni, dolciumi. In casa preferiamo un abete finto, perché se fosse vero, una pianta di abete, piccola o grande, dopo il natale sarebbe destinata a morire, essendo non facile trapiantarla. Per questo diverse associazioni naturalistiche si oppongono all'albero di Natale, un vero abete, preferendolo finto o artificiale. Esse si sono rese benemerite per la salvaguardia del patrimonio boschivo. In questi quaranta-cinquant'anni non dovremo dimenticare il notevolissimo ruolo avuto dalla Regione Marche, anticipato, se così possiamo dire, e lo facciamo per non perderne la memoria, dall'Associazione Marchigiana "Pro Montibus", con sede a Fabriano. Essa fu voluta da Giambattista Miliani (1856-1937), sindaco di Fabriano, deputato e senatore, ministro dell'Agricoltura dal 1917 al 1919, nel 1910, aderendo all'Associazione "Pro montibus et sylvis" fondata nel 1899 stabilendo la sua sede a Bologna. Tra le finalità, l'associazione marchigiana aveva "la protezione delle bellezze naturali, della flora e della fauna" con particolare riguardo al "rimboschimento e sistemazioni montane". Si fece promotrice, diffondendola con relativi opuscoli, della legge del 2 giugno 1910 sulla Selvicoltura e delle prescrizioni di massima per la coltura, taglio, riproduzione e conservazione dei boschi nella Provincia di Ancona. Pubblicò un bollettino mensile "La coltura montana". Insomma un'attenzione non nuova. Ricordare anche brevemente questi tentativi che hanno anticipato una miriade di altre iniziative, istituzionali o meno, volte alla tutela dei boschi e della natura - oggi li chiameremmo ecologici - di fronte ad un albero di Natale, dovrebbe aiutarci a riconciliarci con la natura stessa vedendo nell'albero uno dei segni della vita che rinasce e un silenzioso testimone del tempo e del nostro passato. Se le cortecce di un albero potessero parlare, ci svelerebbero segreti mai immaginati ma anche quei ricordi e quegli affetti da ciascuno di noi incartati e deposti come dono, proprio "sotto l'albero". Magia dell'albero di Natale, tra fede, natura, affetti, ricordi…e nostalgie.
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CORSO DI PROVA DI DUE SETTIMANE A IH JESI VICTORIA Vuoi iniziare un corso di inglese ma ad ottobre non eri convinto? Convinciti ora! Da IH Jesi puoi fare due settimane di corso gratis, sia per adulti che per bambini dai tre anni in su. IH TVC Jesi (The Victoria Company) festeggia quest’anno l’anniversario della sua apertura, avvenuta venti anni fa ad opera di Giuseppe Romagnoli. Da allora Victoria continua ad essere il punto di riferimento per la formazione linguistica con la sua offerta di corsi di lingua in Italia e all’estero, seminari, programmi estivi, esami per certificazioni Trinity, Cambridge e da quest’anno anche IELTS. Scuola di lingue per eccellenza delle Marche, I valori sono ciò che ha permesso alla scuola di crescere e di raggiungere tutti i traguardi. Per primo viene senz’altro la ricerca dell’eccellenza in tutto ciò che coinvolge l’esperienza dello studente: da IH TVC puoi trovare non solo docenti qualificati (requisito minimo per insegnare da IH TVC: certificazione Celta e livello madrelingua) guidati da una direzione didattica all’avanguardia, ma anche un personale amministrativo competente e professionale. Un’altra parola chiave per la storia di IH TVC è innovazione: ogni traguardo è una nuova partenza. La scuola è impegnata giorno per giorno per offrire soluzioni linguistiche sempre più efficaci e flessibili
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e per mantenere lo staff costantemente aggiornato. Non a caso uno dei motti che hanno contraddistinto la storia di IH TVC è Voglia di Migliorare! Territorio è un’altra parola importante perché l’International House di Jesi crede che sia giusto che un impresa si inserisca nel suo contesto e che si impegni anche a restituire al suo territorio un po’ dei benefici che ha ottenuto da esso. Per questo IH TVC lavora di pari passo con l’Associazione Culturale Victoria per promuovere l’integrazione fra diverse culture, ha realizzato il progetto teatrale Shakeaspere in a Box, Diverticiteen e ha elargito nel tempo importanti borse di studio a studenti meritevoli. Ultima ma non per importanza, la parola Victoria riassume in breve la ‘filosofia’. Victoria significa guardare alla vita con positività, credendo che se non si prova a raggiungere gli obiettivi questi diventeranno sempre più lontani, e che, rivolgendosi l’uno all’altro in modo aperto ed onesto, i benefici saranno di tutti. È questo il motivo di esistere di International House TVC! Contattaci allo 0731-648328 / info@ihtvc.it o metti ‘Mi Piace’ sulla nostra pagina Facebook (The Victoria Company).
#L'AVVOCATO RISPONDE
ex coppie, a chi va il cane? "Mi sono separata e il mio compagno rifiuta di farmi tenere il cane anche se é registrato a mio nome. Lo può fare? Dice che non ho neanche il diritto di vederlo anche se per me é come un figlio. Spero che non mi ritenga una sciocca ma sono disperata..." Cara lettrice, premettendo che non mi permetterei mai di giudicare nessuno e che comprendo il suo dolore poiché gli animali possono essere a volte l'unico conforto per chi vive da solo, sono lieta di comunicarle che, oltre agli interventi legislativi, anche i Tribunali cominciano a considerare i cosiddetti "animali d'affezione" (cioé quelli tenuti dall'uomo per compagnia, senza fini produttivi o alimentari) - compresi quelli che svolgono attività utili all'uomo ( come il cane per disabili o gli animali per pet therapy) - quali soggetti senzienti, in grado di provare sentimenti (gioia, sofferenza, paura e tutte le altre emozioni paragonabili a quelle provate dall'uomo). Su questo presupposto riconoscono diritti e doveri in capo alle coppie (di fatto o sposate) che li hanno adottati al punto che il Tribunale di Cremona nel 2008 è arrivato ad equiparare gli animali domestici alla prole, ordinando conseguentemente l'applicazione di tutte le garanzie previste per l'affido condiviso dei figli minori ai cani (abitazione prevalente, diritto di visita, mantenimento e cura). Da ultimo, il Tribunale di Roma (Trib. Roma, 15/3/2016, n. 5322) nell'ambito di una convivenza non andata a buon fine e dalla quale non erano nati figli, sulla falsariga del Tribunale di Cremona (che aveva riconosciuto legittima facoltà dei coniugi - in sede di separazione - quella di regolare la permanenza del cane presso l'una o l'altra abitazione e le modalità che ciascuno dei proprietari deve seguire per il mantenimento dello stesso)
ha condiviso l'opinione secondo la quale le condizioni riguardanti la suddivisione tra i coniugi delle spese da sostenere per il mantenimento e la cura del cane presentano un indubbio contenuto economico, come qualsiasi altra spesa relativa a beni o servizi di interesse familiare, e non contrastano con alcuna norma cogente. La sentenza romana nel richiamare tali principi ha poi precisati che gli stessi sono applicabili anche al caso della cessazione della convivenza more uxorio poiché «dal punto di vista del cane, che è l’unico che conta ai fini della tutela del suo interesse, non ha assolutamente alcuna importanza che le parti siano state sposate o meno»....«il suo affetto per entrambe (le parti che compongono la coppia) prescinde assolutamente dal regime giuridico che le legava». Il Tribunale romano ha poi ricordato che in Parlamento «giace da molti anni» una proposta di legge che vorrebbe introdurre nel Codice civile l’affido degli animali familiari in caso di separazione dei coniugi e che "estende la competenza del Tribunale a decidere dell’affido dell’animale anche alla cessazione della convivenza more uxorio». In base a queste considerazioni e a un’istruttoria approfondita, il Tribunale di Roma ha quindi recentemente stabilito che Spilla (il nome del cagnolino) trascorrerà sei mesi con il suo padrone e sei mesi con la sua padrona, i quali dovranno pagare al 50% le spese relative a cibo, cure mediche e «quanto altro eventualmente necessario al benessere» dello stesso. Spero di averla tranquillizzata e, soprattutto, di averle fornito gli strumenti per poter riabbracciare il suo "compagno di vita". Avv. Monica Checchini Per la modulistica e per maggiori informazioni e/o chiarimenti è possibile contattare il sottoscritto Avv. Monica Checchini (333 9923708) inviando una mail a studiochecchini@libero.it o collegandosi al sito dello Studio www.studiolegalechecchini.it
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#L’INTERVISTA
A cura di Chiara Cascio
Un passato segnato dalla malattia, un futuro pieno di sogni
Caterina Pieralisi, “In cucina ho ritrovato IL GUSTO per la vita” Questa storia ha le tinte di una favola. C'è una principessa, dai capelli lunghi e dal dolce sorriso. Vicino a lei, un aiutante. E un salvatore. Ovviamente, non manca il mostro da sconfiggere. Al centro, l'amore come in ogni favola. Stavolta però non verso un principe. Piuttosto, verso se stesse. Tutto inizia a tavola: ai fornelli, c'è Caterina Pieralisi, vent'anni, di Jesi, oggi diplomata all'Accademia Italiana Chef di Bologna e cuoca, recentemente ospite alla trasmissione tivù Detto Fatto dove ha eseguito delle preparazioni insieme allo chef Ilario Vinciguerra. Per Caterina, la nostra principessa, oggi il futuro è un piatto ancora da servire ma che sà di gioia ed ha l'aroma dei sogni. L'ingrediente di base è il coraggio, unito ad un pizzico di determinazione e a una spolverata di passione, quanto basta per renderlo unico e invitante. In ogni ricetta, Caterina aggiunge l'amore per la vita. Nel corpo e nell'anima restano i segni di un passato di dolore e sofferenza, scandito dal rapporto conflittuale con il suo vecchio nemico, il cibo. "Avevo 17 anni quando iniziai a soffrire di anoressia - racconta la bella jesina, pensando ad un passato ancora non abbastanza lontano da farle dimenticare il dolore - La malattia non mi dava tregua. Come un turbine oscuro, mi divorava da dentro". La più grande di tre sorelle, Caterina si ritrova a fare i conti con il dispiacere per la separazione dei suoi genitori e l’incertezza di un futuro che incombe. A fatica,
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a cura di Chiara Cascio
riesce a finire il Liceo, ormai stremata da suo malessere: "Quel mostro non mi permetteva di dedicarmi agli studi come avrei dovuto: ogni giorno sputavo odio e dolore. Ero irrazionale, non riuscivo a vedere le cose con lucidità - ricorda - Di questo passo, non potevo di certo affrontare l'Università. Così, decisi di prendermi un periodo di pausa". Accantonata definitivamente la vita da studente, Caterina trascorreva gran parte del suo tempo a casa, in compagnia dell'aiutante numero uno per ogni figlia: la mamma. "Mia madre, che non voleva lasciarmi sola, mi era accanto ogni giorno. Ci occupavamo delle faccende domestiche e, in particolare, cucinavamo". Nell'ambiente rassicurante della sua cucina, Caterina inizia a sperimentare, spaziando da una ricetta all'altra: "Mia madre è vegetariana: questo mi spingeva a ricercare per lei sempre nuovi piatti adatti ai suoi gusti. Tutte le volte, lei assaggiava e, pian piano, iniziavo a prendere confidenza anche io con il cibo". Passava il tempo e la giovane ragazza diventava sempre più abile ai fornelli: "Giorno dopo giorno, il cibo per me acquisiva un significato diverso, pari ad un alleato: scoprivo di poterlo controllare, apprezzare, trasformare". Inoltre, in Caterina si risveglia una vena creativa: "Nel preparare le pietanze, mettevo tutto il mio senso artistico. La cucina dà sfogo alla mia fantasia: adoro impiattare, rendere un cibo appetibile agli oc-
#L’INTERVISTA chi". Improvvisamente, anche il domani inizia a prendere sapore: il mostro non c'è più, la gabbia di Caterina si scioglie, lentamente, come neve al sole. E lei impara a volare. Va a Bologna e frequenta gli studi per diventare chef. Lascia i fornelli di casa per apprendere nuovi metodi di preparazione con i professionisti del settore. Frequenta stage e poi arriva il diploma da cuoca. Infine, l'incontro con un'altra Caterina: la presentatrice Balivo, che la invita al suo programma televisivo, DettoFatto: "Davanti le telecamere, ho raccontato la mia esperienza. A chi soffre di questa terribile malattia, ho voluto dare un messaggio di speranza: ci si può rialzare. Ci vogliono tempo, impegno e forza di volontà. E anche tanto aiuto: è grazie al sostegno e alla vicinanza della mia famiglia che sono riuscita a liberarmi da quei meccanismi mentali che mi trattenevano". E sarà proprio a tavola, con i suoi cari, che Caterina trascorrerà il Natale, preparando i suoi piatti preferiti a base di carne o pesce. “Adoro anche il pane e la pizza – aggiunge - Eppure un tempo, li trovavo addirittura spaventosi”. Caterina è oggi una giovane di grande talento che acquista sempre più consapevolezza delle sue doti.
Pronta ormai ad affrontare il mondo del lavoro. "Sono positiva verso il futuro. In fondo credo che se si ha tanta passione e un sogno prima o poi l'Universo offrirà anche l'occasione di esprimere al meglio se stessi. Un'opportunità arriverà". In fondo è l’attesa che rende piacevole un viaggio. E che dona ad ogni favola il suo lieto fine.
La ricetta di Caterina Penne alla vodka rivisitate Ingredienti per 4 persone: 320 gr di pasta > 200 gr di gamberetti > 100 ml panna da cucina > uno scalogno > 50 gr di pomodorini secchi 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro > mezzo bicchiere di vodka > olio q.b Tritare lo scalogno ed i pomodorini e fare soffriggere con un po d’olio. Unire i gamberetti ,precedentemente cotti,e far cuocere per qualche minuto, unire la panna e il concentrato di pomodoro, dopo qualche minuto unire il bicchiere di vodka. Infine unire la pasta.
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#VALENTINACHIC&SHOCK
IL LOOK INVERNALE a cura di Valentina Papi
Bentornate nella mia rubrica ragazze! Oggi parliamo di moda, colori e tessuti... Un look invernale che non può sicuramente mancare nel vostro armadio è quello che vi sto proponendo con il mio outfit. Per un trinomio perfetto per questa stagione non puo' mancarvi TUTA INTERA, GILET IN PELO e FRANCESINE...Le tute intere sono adorabili e le troviamo ormai in tutte le lunghezze, con collo alto o profonde scollature in tante colorazioni e stampe, a prova di fashion victime; per il mio outfit ho scelto una tuta nera in ecopelle con una profonda scollatura a V, accompagnata da un altro must dell'inverno il gilet di pelo, meglio se lungo e particolare, preferibilmente non monocolore! Le pelliccette sono un grande capospalla di stagione, immancabili perfino nei look delle teenagers. Altro must have di stagione è sicuramente quello di avere un paio di francesine con richiami metal color, per un look comodo a prova di tutte. Ricordiamo però che i cuissard stanno prendendo il sopravvento in questo periodo: gli stivali sopra il ginocchio con o senza tacco sono tornati dando un grande tocco di femminilità a tutte noi donne...
Vi aspetto per il prossimo articolo. Un bacione, Valentina Chic & Shock www.valentinachicshock.com I capi indossati da Valentina sono di Boutique 139 - Moie - Via Risorgimento, 139 > tuta nera e gilet in pelo IMPERFECT > borsa POMIKAKI
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#LA POLITICA
ELEZIONI A JESI? PAROLA D’ORDINE, “CIVISMO” di Marco Torcoletti
Jesi: 192. Sono i voti che hanno decretato la vittoria del No al Referendum costituzionale del 4 dicembre, vale a dire il 50,42% contro il 49,58, con un’affluenza del 75,41%. In altre parole, ad aver vinto è stata la partecipazione. Un dato di non poco conto, soprattutto in relazione alle imminenti elezioni per il rinnovo di sindaco e consiglio comunale, il prossimo maggio. Mentre le forze politiche dentro e fuori della massima assemblea cittadina affilano le armi, la cosiddetta società civile non sta a guardare, per lo meno rispetto al fermento espresso dalle ultime realtà comparse sulla scena. Così, ad esempio, nel caso della neonata associazione “Jesi in Comune”.
Secondo quest’ultima infatti, ci sarebbe un problema di rappresentanza reale e istituzionale, «con ampi segmenti della cittadinanza che non hanno alcuna voce». Forza di sinistra, è pronta a valutare alleanze solo in caso di convergenza sul proprio programma: «Non si fa altro che parlare di sicurezza – spiega il por12
tavoce Filippo Cingolani - e peraltro in termini molto riduttivi. Non si parla, e non c’è progettualità». Riassetto del welfare, riqualificazione del tessuto urbanistico, tutela ambientale, politiche giovanili, culturali e di sostegno allo sviluppo. Un esempio? «Il piano di recupero dell’ex filanda Girolimini. Bacci ha detto che la delibera consiliare recepisce degli obiettivi strategici della sua Amministrazione: la riqualificazione delle aree degradate e il riutilizzo di edifici già esistenti. Allora come mai la scelta di costruire una nuova scuola in via Schweitzer, su uno spazio verde? È la mancanza di un progetto complessivo». A coloro che fossero tentati di ricondurre “Jesi in Comune” nel solco del civismo espresso da Jesiamo, Cingolani precisa come l’unica analogia stia nella spontaneità dell’aggregazione di cittadini. Maggioranza e minoranza hanno deluso: «Il governo della città ha dimostrato un sostanziale immobilismo per tutto ciò che non è ordinaria amministrazione. Al di là delle schermaglie, soprattutto interne, si è presto preso atto che c'è piena continuità tra questa giunta e quella
#LA POLITICA precedente a guida PD». Ma ce n'è per tutti: bollata come inesistente l'opposizione in generale e inconsistente e poco incline al confronto il Movimento 5 stelle. Diverso, ma pur sempre espressione di serpeggiante fermento civico, l’irrompere sulla scena di un’altra associazione, “AvantJesi”, che vanta tra le fila dei suoi un illustre “ex”, Gabriele Fava, in veste di presidente onorario. Protagonista il primo dicembre di una riuscita serata in musica al teatro studio Moriconi, “AvantJesi” ha donato gli oltre 700 euro dell’incasso all’ateneo di Camerino. «L’associazione rimane bipartisan – spiega il presidente Filippo Maria Triccoli - L'entrata è libera e quindi possono iscriversi sia l’attuale sindaco che il capogruppo del PD in con-
siglio comunale. Il nome incarna la voglia di andare avanti nonostante tutto». Nulla a vedere quindi con la tradizione socialista cittadina, nel gioco di parole del purpureo logo? «Sotto la mia presidenza – assicura Triccoli - “AvantJesi” rimarrà una realtà culturale».
Sarà, ma assorbiti gli effetti del voto referendario, le forze politiche farebbero bene a guardarsi intorno e certamente ben oltre i margini del proprio ambito giacché, in un caso o nell’altro, una cosa è certa: la società civile, o per il tramite di un impegno diretto o mediante un serrato stimolo alla partecipazione, non resterà alla finestra. Consiglio direttivo Jesi in Comune: Giulia Bellagamba, Cristiano Bufarini, Leonardo Martellini, Martina Paccova e Leonardo Pigliapoco
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MINI-NEWS
Capodanno solidale: cenone e poi “Teniamoci x Mano” in piazza della Repubblica
Anche quest’anno sarà organizzato il cenone di Capodanno presso l’edificio del Mercato delle Erbe (Mercantini) di Jesi. L’intero ricavato, al netto delle spese sostenute, sarà devoluto in beneficenza. Quest’anno, dopo gli eventi sismici che hanno colpito gravemente alcuni comuni della regione, gli organizzatori hanno deciso di devolvere i fondi raccolti ad iniziative volte alla ricostruzione. L’evento è organizzato dal Comune di Jesi in collaborazione con alcune Onlus jesine quali IOM, Amicizia a domicilio ed ADRA. Animazione della serata a cura di “Figaro”. Alle ore 23.30 la festa di Capodanno si sposterà in Piazza della Repubblica per brindare tutti insieme al nuovo anno. Dopo la mezzanotte, ci sarà il concerto live del gruppo “Strada Secondaria” mentre resterà aperta la casetta dell’Ente Palio San Floriano con il vin brulé e la raccolta fondi a favore del Dream Day. Anche quest’anno, infatti, non mancherà la nota di solidarietà. Sarà un Capodanno “Teniamoci X Mano“ : questo il messaggio che verrà lanciato all’intera piazza dove tutti, mano nella mano, diverranno espressione di vicinanza ai territori colpiti dal sisma. A tal proposito, è stata creata una pagina Facebook dove saranno pubblicate via via tutte le informazioni sul programma della serata. A condurre la serata, Selena Abatelli.
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