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Password 6 2015

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COPIA GRATUITA

PASSWORD l’accesso mirato all’informazione n° 6 - DICEMBRE 2015

Siria in fuga

LAURA TANGHERLINI "La grande crisi dell'umanità"

Sicurezza

Carabinieri Magg. Iurlaro

"Più controlli contro la criminalità"

NATALE

Località di Capodanno

Eventi A Cena con...

IVANA SPAGNA

a Staffolo

Si balla, torna

JESI OPEN

Appuntamento al Palatriccoli

#curiosando

L'OLIVO CONTESO

una controversia del XVII secolo

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LAURA

TANGHERLINI IL "DRAMMA" IMMIGRAZIONE, un'emergenza umanitaria


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#EDITORIALE

bilancio di un anno di Chiara Cascio

Ho sempre pensato al Natale come ad un bel momento. Un momento gentile, caritatevole, piacevole e dedicato al perdono. L’unico momento che conosco, nel lungo anno, in cui gli uomini e le donne sembrano aprire consensualmente e liberamente i loro cuori, solitamente chiusi. (Charles Dickens) Dicembre, è tempo di bilanci. In un viaggio a ritroso tra le pagine di Password, ciò che emerge è sicuramente la vivacità culturale, artistica, sportiva e produttiva del nostro territorio, fatto di personaggi, di progetti, di tradizioni e di storie che, anche in questo 2015, hanno saputo portare messaggi positivi di crescita, di sviluppo, di progresso, di solidarietà. Al contempo, esistono situazioni preoccupanti e problematiche irrisolte, soprattutto se l’orizzonte si allarga allo scenario nazionale ed internazionale. Dopo gli illuminanti traguardi di Expo 2015, i fatti di Parigi, l’allarme terrorismo e la minaccia di una Terza Guerra mondiale, scandita in capitoli - come ha detto lo stesso Papa Francesco – hanno sollevato dubbi e timori sulla multiculturalità, riportando alla ribalta temi come l’immigrazione, l’integrazione e l’emergenza sicurezza. Su questi punti siamo andati a fondo, interpellando la giornalista jesina Laura Tangherlini, autrice di due libri sulla crisi umanitaria in Siria e in Libano. E per sondare invece il livello di vigilanza e i controlli effettuati sul nostro territorio, a pronunciarsi è il Comando della Stazione dei Carabinieri di Jesi, guidato dal maggior Benedetto Iurlaro. Il 2015 si chiude, dunque, con grandi interrogativi sul futuro, con la consapevolezza che tutto può cambiare in un attimo e che la mutevolezza è parte di questa vita. Non resta che godersi le gioie di un Natale in famiglia, dunque, con le luci , le speranze e l’atmosfera del periodo più magico dell’anno. E perché no, tornando anche un po’ sognatori, come da bambini. Quando il sorriso si sprigionava da un momento. Perché la felicità del presente è l’unica certezza. La speranza e i buoni propositi, invece, sono solo il punto di partenza per un domani migliore.

Auguri a tutti voi dalla redazione di Password Magazine!

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Password - Magazine della Vallesina

Password – l’accesso mirato all’informazione periodico d’informazione - n° 6 - Dicembre 2015 Direttore responsabile: Chiara Cascio Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma Coordinamento generale: Gianna Scortechini - Francesco Cascio Collaboratori: Roberto Longo - Francesco Cascio Catiuscia Ceccarelli - Riccardo Ceccarelli - Roberto Ceci Talita Frezzi - Matteo Baleani Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici

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Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. e fax 0731 701404 www.leggopassword.it - info@leggopassword.it redazione@leggopassword.it Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati Vietata la riproduzione anche parziale. L’editore si riserva il diritto di segnalare alle autorità competenti coloro che in malafede comunicano annunci non corrispondenti a verità.

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#CURIOSANDO

L'olivo conteso a cura di Riccardo Ceccarelli

Se scomodiamo la mitologia greco-romana, le religioni quella ebraico-cristiana soprattutto - e la nostra tradizione mediterranea, tutte ci dicono all'unanimità dell'importanza e della "sacralità" dell'olivo e dell'olio. Lo possiamo constatare, ad esempio, anche ora, nei giorni tra la fine di ottobre e la metà di dicembre, dalla cura e dall'attenzione con cui si raccolgono le olive, specialmente se la raccolta viene fatta a mano. Molto di questa "cultura", se non proprio tutto, senz'altro in gran parte, si trova nel libro "Dall'olivo all'olio. Storia, tradizioni, miti e curiosità con riferimento alla terra marchigiana" a cura di Betto Salvucci, pubblicato a Macerata nel 2002. Un episodio tuttavia non viene raccontato. Si tratta di una vertenza per due piante di olivo. Una controversia che si trascinò per quasi due anni, 1694 e 1695, tra due sacerdoti, il parroco di San Paolo di Jesi Don Anton Giacomo Agabiti e Don Lorenzo Angelini. Le due piante erano situate proprio sul confine tra il terreno della parrocchia e la proprietà di Don Lorenzo Angelini; l'area dove insistevano era quella occupata oggi da piazza Domenico Ricci, dalla sede comunale di San Paolo e zona limitrofa. Entrambi rivendicavano la proprietà delle piante; a dirimere la contesa tra i due sacerdoti dovette intervenire il Vicario generale della Diocesi di Jesi che ascoltò, tra gli altri, la testimonianza giurata di una cittadino di San Paolo, Francesco Maria Tesei di 78 anni. Il Tesei disse che una sola delle due piante poteva appartenere a Don Angelini perché l'altra pianta ancora in piedi era in parte secca, in quanto circa sessant'anni prima, l'allora proprietario Don Francesco Bravi, dando fuoco alla stoppia, aveva bruciato numerosi olivi del terreno della parrocchia e soprattutto l'olivo conteso, sul confine, che era in due tronchi emananti tutti e due da uno stesso ceppo. Il testimone riferiva quanto all'epoca aveva visto e ricordava, dicendo altresì che allora l'incendio fu "pubblico e notorio", aveva avuto cioè una certa risonanza per vastità e danni. Ponendo fine alla vertenza il 18 luglio 1695, il Vicario generale sentenziò che Don Lorenzo Angelini, forse tenendo presente anche il danneggiamento a suo tempo recato dal precedente proprietario, non aveva alcun diritto sulle piante di olivo e lo condannò anche a pagar tutte le spese occor-

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se. Un fatto che, riferito e sedimentato in antiche carte, può farci sorridere, tanto ci sembra lontano dalla realtà; se lo confrontiamo però con le controversie o le denunce che oggi si fanno, magari tra vicini di casa, per una parola in più, per un passaggio, un metro di terra o una finestra, ci accorgiamo che alla "piccolezza", per dirla con un eufemismo, non ci sono limiti di tempo. Esso tuttavia diventa emblematico se visto nel contesto di una economia prevalentemente di sussistenza, come fu, per secoli, quella delle nostre piccole comunità, fondata unicamente sui prodotti agricoli: la rivendicazione addirittura di singole piante poteva essere una questione importante tanto da trasformarla in vertenza giudiziaria. Curiosità per la vicenda di un olivo che con facilità ci può far indirizzare lo sguardo e attardarci sui secolari olivi delle nostre colline che sfidano il tempo in silenzio; sono olivi diventati ormai sculture modellate dal vento o dalle intemperie o semplicemente dai decenni: oggetti unici di un museo naturale all'aperto, ricchi di fascino e di ammirazione per quegli occhi che li sanno fasciare ancora di attenzione.


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#L’INTERVISTA

“Vicini alla gente nel quotidiano contrasto alla criminalità e i furti” Dal piccolo spaccio di quartiere alla paura e i controlli post-attentati di Parigi, in campo azione e prevenzione della Compagnia Carabinieri di Jesi ora guidata dal Maggiore Iurlaro

Contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti specie tra i giovanissimi in un'ottica di prevenzione e repressione. Vicinanza alla gente e alle sue problematiche, perchè dopo 200 anni il Carabiniere è quello che ascolta e non più solo quello che arresta. Lotta ai reati predatori contro le persone e contro il patrimonio, in un momento in cui truffe, furti e rapine sembrano minare anche una realtà relativamente tranquilla come finora era stata Jesi. Controlli più serrati e massima allerta dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi. Sono queste le mission dell'Arma dei Carabinieri, che da alcuni mesi ha salutato il suo valoroso comandante il Capitano Mauro Epifani, trasferito alla Compagnia di Caltanissetta, per dare il benvenuto al Maggiore Benedetto Iurlaro neo Comandante della Compagnia. Insieme a lui, anche il nuovo comandante del Nucleo Operativo Radiomobile, Tenente Maurizio Dino Guida, 32 anni napoletano, sposato e specializzato nella gestione delle criticità dell'ordine pubblico, con alle spalle l'esperienza di Comandante di plotone alla scuola

di Talita Frezzi

marescialli e brigadieri dell'Arma di Velletri. Benedetto Iurlaro, 53 anni brindisino, sposato e padre di due figlie, ha in tasca una laurea in Giurisprudenza e Scienze dell'Amministrazione, ma soprattutto una vasta esperienza in ruoli operativi: sette anni (“bellissimi, che ricorderò sempre”) trascorsi alla guida della Compagnia di Fabriano e precedentemente alla testa della Compagnia Carabinieri di Tagliacozzo, a L'Aquila. “Non sono un ufficiale da scrivania, ho sempre avuto ruoli operativi – conferma il Maggiore – e voglio dare prosecuzione all'attività del Capitano Epifani, sia con operazioni che portino arresti e denunce, sia con un attento ascolto delle aspettative della gente. Per me 7


#L’INTERVISTA Jesi rappresenta un traguardo, è una città tranquilla e collaborativa, con un forte tessuto sociale, molto ben integrato. Una realtà che conoscevo, essendo vicinissima a Fabriano dove ho avuto la fortuna di lavorare per sette anni bellissimi. Considero questo territorio un 'prolungamento' di Fabriano, due realtà molto simili in cui il mio impegno sarà identico anche nei contenuti. Priorità – continua il Comandante – nella lotta ai reati contro il patrimonio, furti e rapine sono quei reati che maggiormente destano allarme sociale e preoccupano i cittadini. Ma molta attenzione verrà posta, come fatto per il Fabrianese, per i reati connessi al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti specie tra giovani e anche minorenni”. Dal suo insediamento, a fine settembre, il Maggiore Iurlaro e i suoi uomini hanno eseguito 12 arresti e denunciato 42 persone. Di questi la maggior parte interessano proprio i responsabili di furti e gli spacciatori. Per quanto riguarda la droga, molta attenzione è rivolta ai minori “perchè si è abbassata l'età per il consumo di sostanze stupefacenti e spesso i genitori non si rendono conto di nulla. Un genitore non si rende conto che il figlio ha un problema con l'hashish o la cocaina finchè un carabiniere non lo pizzica. Ne deriva l'avvio di un percorso di recupero, un aspetto forse fastidioso, un impiccio ma che però potrebbe essere determinante per salvarlo e rieducarlo finchè si è in tempo”. I minori sono a rischio non solo per l'abbassamento dell'età del consumo di stupefacenti (come avvenuto proprio a fine novembre nel quartiere San Francesco di Jesi, ndr.) ma si stanno rendendo protagonisti anche di atti teppistici, ubriachezza molesta, bravate come furtarelli e incendi dolosi (puntualmente scoperti dai militari). Segnale di una società in frenetico e pericoloso mutamento, che sta lanciando segnali di disagio al mondo degli adulti. Segnali che spesso sono evidenti sotto gli occhi delle persone – tanto che il rapporto con la cittadinanza è di strettissima collaborazione anche per le segnalazioni – ma che passano inosservati proprio ai genitori. Anche in questo delicato ruolo si declina la figura del moderno Carabiniere, chiamato spesso alla mediazione tra i due emisferi della gioventù (che si mette nei guai) e delle famiglie (che improvvisamente scoprono di non conoscere più i propri figli). Fondamentale in quest'ottica è la capillarità dell'Arma dei Carabinieri anche nei piccoli paesi della Vallesina dove la Compagnia è presente con le Stazioni territoriali. Una presenza che è deterrente ma anche sinonimo di vicinanza specie in un momento in cui la percezione di sicurezza viene messa in crisi, a livello mondiale, dai recenti attentati terroristici di Parigi. Una minaccia che avvelena la quotidianità. “In considerazione dei gravi fatti che hanno sconvolto la Francia e il mondo intero – conclude il Maggiore Benedetto Iurlaro – come Compagnia Carabinieri abbiamo rafforzato i controlli su tutto il territorio, applicato misure di vigilanza più stringenti specie verso gli obbiettivi sensibili e aumentato i servizi per garantire alla cittadinanza una presenza ancora più costante. Noi ci siamo, facciamo del nostro meglio per essere tempestivi e operativi, ma dato che le persone vogliono essere protagoniste della sicurezza noi le invitiamo sempre a collaborare con segnalazioni al 112 anche anonime. Saremo poi noi a verificare”.


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#L’INTERVISTA

Analisi della situazione umanitaria di un popolo in fuga con la giornalista-scrittrice Tangherlini Via dalla Siria, la grande crisi di un'umanità all'alba della terza guerra mondiale

di Talita Frezzi

Dalla più grande crisi umanitaria di sempre, la questione Siriana, agli attentati terroristici del 13 novembre a Parigi. Il mondo trema, scosso da troppe vittime innocenti, insidiato dalla paura di essere obiettivo della follia cieca, sotto la minaccia della terza guerra mondiale. Gli attentati di Parigi, rivendicati dall'Isis, hanno sconvolto i già delicati equilibri mondiali rischiando di mutare profondamente non solo la situazione geopolitica, ma anche quella umanitaria. La Francia ha chiesto aiuto all'Europa ottenendo l'appoggio dei ministri della difesa in base al Trattato di Lisbona e il Ministro francese Yves Le Drien ha chiarito che l'appoggio dell'UE potrebbe andare oltre il territorio nazionale ed estendersi a Siria, Iraq e Africa per una coalizione anti-terrorismo. Ne abbiamo parlato con la giornalista jesina di Rai News24 Laura Tangherlini, autrice di due libri - “Siria in fuga” e “Libano nel baratro della crisi siriana” - nei quali racconta l'aspetto più umano e toccante della

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crisi umanitaria dei profughi in Libano e Giordania. Come è iniziata la crisi siriana? “La crisi siriana è cominciata con proteste pacifiche, nel marzo del 2011, contro una dittatura che si era resa complice di torture e rapimenti sui civili, oppositori o presunti tali, e per migliori condizioni di vita di una parte della popolazione che abitava le zone rurali. Casus belli, l’uccisione e la tortura da parte delle forze di sicurezza del regime di un gruppo di ragazzini che avevano scritto sui muri fuori della scuola degni inni in cui si auspicava la caduta del regime. La riconsegna dei cadaveri irriconoscibili di quei bambini scatenò la protesta delle loro famiglie e dei clan cui appartenevano. Proteste che poi da Deraa si allargarono ad altre città, prima in modo pacifico poi con una militarizzazione dello scontro e la nascita dell'Esercito Libero Siriano che voleva proteggere la popolazione e si rifiutava di attaccarla. Le proteste di piazza nel frattempo si erano trasformate in una


#L’INTERVISTA guerra civile tra lealisti e oppositori, sciiti e sunniti, qaedisti e laici. Ne seguì una guerra finanziata e poi combattuta da attori regionali, dalle monarchie del Golfo alla Turchia agli Hezbollah libnesi e ai pasdaran iraniani, dagli americani ai russi. Senza dimenticare Isis e il suo ambiguo e strumentale rapporto con il regime di Assad”. L'Europa, il mondo come ha reagito a questa violenta crisi? “A mio parere il resto del mondo ha troppo a lungo chiuso gli occhi, quando non influenzato in modo miope o addirittura criminale gli eventi”. La questione è connessa all'emergenza immigrazione che interessa tutta Europa: si tratta di un fenomeno irreversibile? “Non mi piace la definizione 'emergenza immigrazione'...è come vedere attraverso gli occhi di chi teme l’arrivo di queste persone. Io parlerei piuttosto di 'dramma' immigrazione che va avanti da molto più tempo, solo che prima i profughi siriani si fermavano nei Paesi limitrofi e era più facile fingere di non sapere. Negli ultimi due anni però le condizioni di vita per i profughi siriani in Libano, Giordania, Turchia sono peggiorate al punto da costringerli a cercare di raggiungere l’Europa. Oltre al fatto che è sempre più impossibile continuare a restare in Siria ormai. Della popolazione siriana (23 milioni circa) ora più di sette milioni e mezzo sono sfollati interni, e sono 12,2 milioni le persone all'interno del Paese che necessitano di aiuti umanitari. Altri 4 milioni di Siriani (si arrivà

così a metà della popolazione ormai fuori dalla propria casa) sono sfollati come rifugiati in giro per il mondo (1,9 milioni in Turchia; 1,1 in Libano; 630mila in Giordania; 250 mila in Iraq; 130 mila in Egitto; poche centinaia di migliaia in tutta Europa). Queste però sono solo le cifre ufficiali, delle persone già registrate o in attesa di registrazione da parte dell'Unhcr, sicuramente di molto inferiori a quelle reali”. Alcuni Paesi hanno alzato i muri rifiutando di accogliere i profughi... “Non sono d'accordo con i muri e i fili spinati, con certe politiche di non accoglienza adottate in questi mesi da parte di alcuni Stati. Per ragioni ideologiche ma anche semplicemente di opportunità: persone così disperate da attraversare Paesi a piedi o pagare dei trafficanti per pericolose traversate in mare non possono essere

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fermate. Oltre al fatto che, secondo me, è inumano fermarle”. Dopo Parigi l'opinione pubblica sembra essersi spaccata tra chi condanna l'Islam in toto e chi invece divide i terroristi dagli altri musulmani. Esiste un Islam moderato? “Credo che questa distinzione sia indispensabile e doverosa. Islam e terrorismo sono due cose diverse. Il terrorismo di Parigi affonda su interpretazioni conservatrici wahabite del Corano portate all'estremo, che hanno attecchito su persone non integrate nel contesto europeo in cui vivevano. Ma la stragrande maggioranza dei musulmani condanna questi atti, anzi i musulmani sono stati finora le prime e più numerose vittime dell'Isis. Tra l'altro aumentare atteggiamenti islamofobi e xenofobi rischia di aumentare il senso di esclusione (con conseguente probabile voglia di rivalsa e vendetta) di musulmani presenti nei nostri Paesi o che magari vivono tuttora in Medioriente e spingendoli tra le file dei terroristi”.


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Appuntamento esclusivo con la regina delle hit internazionali: Ivana Spagna all'Oasi di Talita Frezzi

La regina delle hit internazionali Ivana Spagna ospite d'eccezione di una serata di musica e spettacolo in programma il 12 dicembre alle 20,30 al Ristorante pizzeria residence Oasi di Staffolo. La cantante sarà protagonista dell'appuntamento “A Cena con...” organizzato dallo studio fotografico Ramset di Michele Ranellucci. Primo di una serie di cene con ospite vip, quello del 12 dicembre è un evento attesissimo. Una serata di spettacolo e di grande musica, durante il quale Spagna farà rivivere i suoi più grandi successi italiani e internazionali durante un concerto in programma a fine cena. E poi, la classica pioggia di autografi e foto con i fans, il momento più atteso dell'incontro con la grande artista, ultima donna ad aver vinto il Festivalbar (nel 1987 con “Dance Dance Dance”) nel che farà ballare sulle note di “Lady Madonna”, “Call me”, “Easy Lady”, “Gente come noi”, “Circle of life”, “I wanna be your wife”, “Davanti agli occhi miei”. La serata - realizzata in collaborazione con La boutique La Bussola e Radio Studio24 - è solo su prenotazione. Idea dell'eclettico fotografo Michele Ranellucci, Ramset, che oltre alla sua attività di fotografo durante cerimonie, nozze e lauree, oltre a foto e video aziendali, coltiva anche un'anima artistica. Insieme al suo attivissimo staff e in collaborazione con la Relife Servizi Events di Giuseppe Filloramo, lo studio Ramset con sede in viale della Vittoria 26 realizza casting per modelle/i e indossatori, organizza e realizza eventi culturali; cura l'organizzazione delle tappe regionali del concorso nazionale “Ragazza moda e spettacolo” con shooting fotografici, book, cataloghi e persino un corso di portamento per chi, nel mondo dello spettacolo, non vuole arrivare solo in punta di piedi. “Ivana Spagna è una grande artista, molto apprezzata sia in Italia che all'estero - dichiara Michele Ranellucci - pertanto sarà lei a dare il via a questa serie di progetti che vedranno arrivare nella nostra regione, nei prossimi mesi, altri grandi nomi del panorama del cabaret e della musica. In particolare posso anticipare che avremo il comico di Zelig Paolo Migone, la storica band I Nomadi e il professore della musica cantautorale, Roberto Vecchioni”. Ancora massimo riserbo sulle location che accoglieranno questi appuntamenti. Per saperne di più quindi, e non perdersi neanche uno degli eventi organizzati da Ramset Studio, basta chiamare il numero 0731.710485 o cliccare sulla pagina Facebook di Ramset. Prenotazioni per la serata del 12 dicembre con Ivana Spagna: ristorante L'Oasi di Coste di Staffolo (0731.779303).

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#NOTIZIE FLASH|WWW.LEGGOPASSWORD.IT Expo scienze in Messico, studenti jesini premiati al salone di Verona Il 27 novembre p.v. in occasione del salone “JOB&ORIENTA” di Verona, durante il seminario nazionale “La buona alternanza scuola-lavoro nella Legge 107/2015”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e dalla Confindustria, il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini procederà a premiare con una targa e con due biglietti aerei per Tampico in Messico, Elisa Damadei e Francesco Furio D’Amico, studenti dell’Istituto di Istruzione Galileo Galilei di Jesi, nominati “Ambasciatori della Buona Scuola nel Mondo”. Gli studenti hanno presentato al concorso “I Giovani e le Scienze 2015”, il progetto “Oli vegetali di frittura: un modello sperimentale” vincendo la partecipazione all’Expo Sciences Mexico 2015, che si terrà a proprio a Tampico nel prossimo dicembre, dove rappresenteranno l’Italia in un workshop internazionale. Il risultato raggiunto dai due studenti rappresenta un esempio di eccellenza scolastica nazionale e pone l’accento sull’importanza dei percorsi di alternanza scuola lavoro che permettono agli studenti di stimolare creatività e versatilità sostenendone l’autoformazione continua e agevolandone l’ingresso e la permanenza del sistema produttivo.

Castelbellino, si è acceso l’Albero luminoso è tornato a risplendere il grande Albero luminoso di Castelbellino che, adagiato lungo il fianco della collina del paese, aggiunge quel tocco di magia alla vallata. L’accensione è avvenuta domenica 29 novembre, alle 19.00, alla presenza di un numeroso pubblico accorso per assistere alla cerimonia, resa ancor più spettacolare dagli immancabili fuochi d’artificio. Per festeggiare l’evento, il Comitato di “Castelbellino, il Paese dell’Albero”, costituito da Comune, Pro Loco, Banda Musicale e Circolo 1° Maggio, ha organizzato durante la giornata una serie di attrazioni, spettacoli e momenti di intrattenimento. Presi d’assalto gli stand gastronomici che hanno portato sulle tavole specialità e sfizi di stagione. L’Albero luminoso resterà acceso fino al termine delle Festività. A partire da oggi, inoltre, ricorda a chi lo osserva di non mancare all’atteso appuntamento con i Mercatini Natalizi dell’8 dicembre, quando bancarelle, doni, musica e divertimento invaderanno il centro storico di Castelbellino insieme a migliaia di visitatori, coniugando le bellezze del borgo antico alla magica atmosfera del Natale.

A Jesi c’è un nuovo Campione Italiano, è Emanuel Santoni dell’Ente Palio San Floriano Jesi, città europea dello sport, ha un nuovo campione. Si chiama Emanuel Santoni, è jesino, di 17 anni, e fa parte del Gruppo Arcieri Storici dell’Ente Palio San Floriano. Dopo un anno all’insegna di molte vittorie in varie parti d’Italia, il giovane Emanuel è campione italiano di tiro con l’arco storico nelle categoria Under 17 Arco Foggia Storica con Finestra. Il campionato, organizzato dalla L.A.M. (Lega Arcieri Medievali), si svolge ormai da diversi anni ed ha risonanza nazionale. Per l’Ente Palio San Floriano è un grande orgoglio avere tra i suoi soci un campione italiano: di fatto, l’associazione non solo si occupa di organizzare il Palio di San Floriano ma anche di recuperare, valorizzare e diffondere, in special modo tra le nuove generazioni, le tradizioni più antiche della storia del nostro territorio. Tra queste, anche la disciplina del tiro con l’arco storico. “Sono molto contento- dichiara Emanuel - di aver chiuso questo anno di gare intense con un primo posto. Ringrazio l’Associazione Ente Palio San Floriano per aver creduto in me, in particolar modo il Gruppo Arcieri con il quale mi alleno intensamente ogni settimana. Impossibile non ringraziare i miei due Maestri d’arco: Mauro Boccacci e Dario Maggi.


Nei giorni 11, 12 e 13 dicembre, il Palatriccoli di Jesi ospiterà la 15^ edizione della gara “JESIOPEN”, la gara di danza sportiva dilettantistica inserita ufficialmente nel calendario della FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva riconosciuta dal CONI) e in quello WDSF (World Dance Sport Federation), capace di richiamare in città migliaia di atleti provenienti da vari paesi europei ed extraeuropei. Ideatori della manifestazione i Maestri Marco Pasqualini e Monia Borioni, tecnici responsabili della a.s.d. Ma.Mo.Dance e da oltre vent’anni nella danza sportiva, pronti anche per questa edizione 2015 a stupire il pubblico grazie all’ottima organizzazione all’impeccabile scenografia creata appositamente per il Palazzetto dello Sport di Jesi. Il connubio tra sport e spettacolo, la qualità del ballo, gli stand e l’afflusso di pubblico hanno reso la competizione uno spettacolo indimenticabile per tutti i presenti e un’attrazione turistica per la città, affollata – nei ristoranti e nelle strutture alberghiere – per tutto il week end. Tenuto conto del successo delle precedenti edizioni, è prevista una partecipazione di oltre 2100 ballerini provenienti da ogni parte del mondo. La gara sarà organizzata su tre intere giornate, richiamando una

numerosa affluenza del pubblico locale di tutti i Comuni e le Province delle Marche. Già lo scorso anno, il Palatriccoli ha visto la partecipazione di un pubblico di circa 4000 persone, curioso di assistere alle esibizioni di danza di oltre 1000 coppie di competitori – il 30% in più rispetto all’anno precedente - di tutte le categorie, dalla 6-9 anni fino alla “70 oltre”, e tutte le Classi a partire dalla B3, livello di accesso minimo, fino alla classe Internazionale. A giudicarli, uno staff tecnico di oltre 80 Giudici di cui 11 provenienti dall’estero. Le danze Latino Americane e le Danze standard saranno le protagoniste. In uno scenario trasformato per il palazzetto di Jesi, si potranno prenotare sedie e tavoli a bordo pista per godersi al meglio lo spettacolo. La gara inizierà venerdì 11 alle ore 10.00 e terminerà alle 23.30 circa. Ripartirà poi l’indomani dalle 9.00 fino alle 23.00 per poi proseguire per tutta la giornata di domenica dalle 9.00 alle 21.30. I biglietti posso essere acquistati in pre-vendita al costo di 8 euro anzichè 10 presso la tabaccheria “Il Quadrifoglio” (via Cavour 10 - Jesi) e presso il bar del Centro Commerciale "La Fornace". Con lo stesso biglietto è possibile effettuare l'ingresso più volte nell'arco della stessa giornata. Tutte le info sul sito: www.jesiopen.it

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