n° 2 - MARZO 2013
l’accesso mirato all’informazione
COPIA GRATUITA
all’interno le interviste alle parlamentari:
Valentina Vezzali
Donatella Agostinelli
LAURA BOLDRINI
PRESIDENTE DELLA CAMERA www.leggopassword.it
quando donna significa di più
Sono tre le donne cui, in questo numero, voglio dare spazio. Sono le parlamentari di Jesi: Valentina Vezzali, Donatella Agostinelli, Laura Boldrini. La prima è una pluricampionessa olimpionica che ha affrontato la campagna elettorale nonostante gli impegni in palestra e il sesto mese di gravidanza. La seconda è una donna apparentemente come tante, nessuna medaglia o super carriera fino a un mese fa: il duro lavoro e l’ impegno costante nel territorio, a stretto contatto con i cittadini, le hanno fatto guadagnare l’onore di un posto a Roma. La terza è una donna che si è fatta valere nella battaglia per i diritti, di recente eletta Presidente della Camera dei Deputati, con un importante percorso alle spalle e tanto ancora da dare, da un lato, dall’altro anche una madre che si interroga nel rapporto con la figlia, che sogna e spera per lei un promettente avvenire. Storie diverse, tutte al femminile, che confluiscono verso un destino comune, l’impegno per il Paese. Al di là del proprio pensiero politico, sono indubbiamente tre donne da prendere a modello, per la loro determinazione e tenacia. Per l’essersi calate in un nuovo ruolo, aprendosi ad altre sfide, accettando responsabilità, per aver scelto di cambiare senza paura. Tre esempi del nostro territorio, perché è possibile voltare pagina anche ora, a partire da qui.
EDITORIALE
di Chiara Cascio Mi trovavo con un collega ad una cena sociale. Insieme a noi, al tavolo, c’erano altri professionisti del settore dell’informazione e della comunicazione. Un fotografo, non conoscendomi, inizia a farmi domande su Password. Resta stupito del prodotto, una rivista giovane, nata negli anni peggiori della crisi e, nonostante le difficoltà, in crescita. “Scommetto che dietro Password ci sono delle donne. Giusto?”. Esatto. L’editore, il direttore, molti collaboratori. “Solo loro possono avere quella grinta e quel mordente per portare avanti una simile impresa. Complimenti!”. Compiaciuta, ho iniziato a riflettere sul concreto potere delle donne. Sulla loro forza. E così abbiamo dedicato l’intero numero di marzo al mondo femminile. Alle donne che riescono a reinventarsi, ogni giorno. A quelle che amano le sfide. A quelle che non si scoraggiano mai. Alle mamme che portano avanti famiglia e carriera. Alle donne che hanno dovuto scegliere. A quelle che hanno saputo rinunciare. Seguici su facebook “Pass Word” e sarai aggiornato con tutte le novità
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Password – mensile di informazione. n° 2 - marzo 2013 Direttore responsabile: Chiara Cascio Editore: Studio Gamma Coordinamento generale: Gianna Scortechini Progetto Grafico: Studio Gamma Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. 0731 701404, fax. 0731 706476 www.leggopassword.it - info@leggopassword.it redazione@leggopassword.it Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati Vietata la riproduzione anche parziale. L’editore si riserva il diritto di segnalare alle autorità competenti coloro che in malafede comunicano annunci non corrispondenti a verità. Collaboratori: Avv. Monica Checchini Dott.ssa Norma Zingaretti Francesco Cascio Catiuscia Ceccarelli Riccardo Ceccarelli Silvia Piangerelli Claudio Starnone Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici Stampa: Tipografia TJ - Jesi
Tipografia - Litografia - Stampa Via Gorgolungo, 5 - Jesi (An) Tel. 0731 254141 / Fax 0731 202778 info@tipografiatj.it - www.tipografiatj.it
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STRAORDINARIA DONAZIONE DELL’ARTISTA AUGUSTO SALATI A CASTELBELLINO
COMUNICANDO
brano tratto dal volume Augusto Salati “Requiem” di Mozart - donazione -
“La domanda sorge spontanea” (come recitava fino a qualche anno fa uno stimato autore di programmi culturali televisivi), e, infatti, spontaneamente, diremmo quasi ingenuamente, l’abbiamo rivolta al maestro Augusto Salati: “Perché questa donazione così speciale, così straordinaria, del suo intero ciclo pittorico dedicato a Mozart?”. La risposta (“Perché mi ero veramente stancato di vedere le dodici ingombranti tele affastellate nel mio studio!”) è solo superficialmente una scherzosa boutade: esprime invece, nella lucidità e nell’understatement del suo tipico colloquiare, la profonda consapevolezza dell’artista (di ogni artista) che reputa morte, inutili le sue opere, se non poste nella condizione di poter trasmettere ad altri (al maggior numero possibile di consorti in umanità) quelle emozioni che egli ha provato e cercato di tradurre sulla tela nel momento effervescente della creazione. A proposito della quale specifica, intensamente vissuta e sofferta creazione, racconta il maestro (pur conscio di suscitare incredulo stupore in ascoltatori certo amici ma troppo lontani dall’immedesimarsi nello stato febbrile e nella visionarietà di un artista ispirato) che una notte, mentre riposava in poltrona, pur vegliando, abbandonati momentaneamente colori e pennelli, vide il suo Mozart passeggiare nello studio e interloquire con lui e spiegargli il motivo delle ricorrenti difficoltà di procedere nel lavoro. “Eccettuandosi dai mercanti dell’arte”, operando “nella separatezza della nostra provincia marchigiana” (come nota il prof. Gualtiero De Santi nel testo critico che segue “sul musicale ed il poetico nell’arte”), poteva Augusto Salati lasciare segreta la sua pittura coinvolta dalla musica e dalla poesia? Poteva tenere nascosta la straripante “matericità” sfociante in frangimenti e in deflussi onirici” (è sempre il prof. Gualtiero De Santi che così si esprime ed interpreta) dei suoi acrilici? Sarebbe come chiedersi se avrebbe potuto Giacomo Leopardi, pur (anzi, proprio perché) chiuso nel bozzolo della sua solitudine esistenziale, lasciare nel cassetto i suoi canti. Un po’ più complicato per noi rispondere a quanto quella domanda ulteriormente sottintende: “E perché proprio a Castelbellino e alla sua comunità il graditissimo dono?”. Tanto che saremmo tentati, pure noi, di sbrigarcela dicendo che evidentemente il maestro ha ritenuto che ce lo meritassimo. Senonché, il serpente si morde la coda: perché ce lo saremmo meritato? Occorre a questo punto, allora, andare un po’ indietro nel tempo e riportarci al 1991, quando Augusto Salati fu il primo artista della prima edizione della ras-
segna “Castelbellino Arte”, che poi, anno dopo anno, ha presentato (e presenta) pittori, incisori, scultori, autori cinematografici, musicisti, e si è imposta all’attenzione di amanti e cultori dell’arte in tutte le sue espressioni, non solo a livello locale. In quell’ormai lontano 1991 Augusto Salati propose gli acrilici dedicati alla musicalità nella poesia del D’Annunzio, nella mostra “L’ albásia dei giorni alcionei” che è rimasta indelebile nel ricordo degli appassionati, e ogni anno poi il maestro ha presenziato alle iniziative culturali del comune di Castelbellino, apprezzandole e condividendone contenuti e motivazioni. Così ora le dodici grandi tele che costituiscono l’interpretazione pittorica salatiana del “Requiem” del salisburghese occupano gli spazi più significativi del capoluogo (casa comunale, teatro, museo civico), non solo dal punto di vista architettonico, ma anche dal punto di vista della frequentazione e quindi della compiuta fruizione, giusta l’auspicio di ogni creatore per il destino delle proprie creature. Se possiamo legittimamente dichiarare con orgoglio che da oggi il suo Mozart è formalmente nostro, del pari è vero che il maestro Augusto Salati, cittadino onorario di Castelbellino, da oggi può far sua la divisa dell’immaginifico poeta pescarese e con lo stesso orgoglio dire: “Ho quel che ho donato”. Demetrio Papadopoulos Sindaco di Castelbellino Massimo Costarelli Assessore alla cultura
CASTELBELLINO 6 APRILE 2013 ore 16,30 Cerimonia di donazione presieduta dal Sindaco Demetrio Papadopoulos Intervento del Prof. Gualtiero De Santi ore 17,30 Concerto “W. A. M. il magico Mozart” ore 18,30 Museo Civico di Villa Coppetti Inaugurazione Mostre: “Sfilimenti” di Augusto Salati e “Movimenti” di Adriana Argalia Apertura mostre: tutti i giorni dalle 17,30 alle 19,30 - da sabato 6 a domenica 14 Aprile
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L’OROSCOPO DI OLIMPIA
ARIETE: Ti aspetta un mese vivace, colmo di sorprese, di scelte, di discussioni, di allegria e gioia, ma anche di nervosismo e rabbia; occhio a non essere troppo pessimista però: marzo sarà un mese molto positivo per te e per quello che sogni di fare. Marzo è il mese fortunato per il lavoro: vi ritroverete più soldi del previsto e nuove opportunità lavorative vi saranno proposte, dovete solo buttarvi a capofitto nelle novità e questo mese sarà un successo. TORO: Hai bisogno di un po’ di riposo nel lavoro e dato che fino ad ora avete sempre lavorato duramente, in questo mese, potete anche mollare tutto e dedicarvi al vostro relax magari concedendovi una meritata vacanza con la persona amata. Se hai voglia di movida, di divertimento, di viaggiare, questo periodo potrebbe essere molto favorevole. Sarai vivace, brillante e pimpante: beh, è arrivata la Primavera! GEMELLI: Marzo è un mese ancora difficile ma, a partire dal 25, tutto si aggiusterà e la fortuna sarà dalla vostra parte quindi allontanate le tensioni ed i ripensamenti dei primi giorni del mese e fate un viaggio per allontanarvi da alcune persone che vi infastidiscono. I rapporti di coppia potrebbero consolidarsi ed i single, grazie alla buona influenza di Giove ed Urano, si avvicineranno, in modo molto romantico, ad una vecchia conoscenza. Possibile un cambio di lavoro. CANCRO: Il cielo di marzo sarà favorevole a tutto tondo ma con l’arrivo della Primavera potresti incappare in tensioni e nervosismi in grado di spingerti fuori strada. Avrete Plutone nell’area dedicata allíamore quindi dovranno decidere se mantenere il rapporto con il partner o lasciarsi definitivamente, mentre i single potrebbero avere un colpo di fulmine per una persona conosciuta da poco. LEONE: Marzo vivace, soprattutto nelle seconda parte, quando riuscirete a risolvere i vostri problemi e sarete assaliti da una sventata di brio che allevierà tutti i malumori dei mesi precedenti. In amore ci sarà un netto miglioramento per la vita di coppia mentre chi e solo avrà un incontro importante nella terza settimana del mese quindi attenti a non sprecare nessuna opportunità. VERGINE: Marzo molto movimentato: nervoso, irritabile, tanti equivoci, tensioni, disaccordi sorti per mancanza di chiarezza, oppure per invidia. Ma avrai anche momenti positivi e notizie piacevoli: nel lavoro otterrete facilmente il posto che vi spetta e in amore consoliderete il rapporto di coppia, magari pensando ad un
eventuale “Grande Passo”. BILANCIA: Marzo inizia bene, tra mille promesse e il desiderio di fare un viaggio, concederti uno sfizio, regalarti più divertimento. Sarai privo di tensioni, ma sii prudente ed evita ogni gesto, parola o scelta dettati dall’impulsività. Nel lavoro, periodo basso, quindi dovete superare gli ostacoli solo grazie alla vostra voglia di fare ed alle vostre iniziative che vi potranno portare sia al successo che al fallimento. SCORPIONE: La Primavera quest’anno sarà la tua grande alleata! Mese eccellente per programmare un viaggio, regalarti una vacanza, aumentare i rapporti con i tuoi amici e divertirti come preferisci. Grandi cambiamenti sono previsti nel campo lavorativo dove crederete di subire delle ingiustizie ma alla fine vi accorgerete di trovarvi in una situazione migliore di quella precedente e, nel caso in cui foste licenziati, troverete subito un lavoro migliore. SAGITTARIO: Mese di fuoco per voi quello di Marzo, tra le tensioni di inizio mese e la lenta risalita che vi spetta a partire dal 26. Amori amari, a causa di un Saturno guastafeste che vi terrà in tensione fino alla fine. Fortuna che nel lavoro, grazie allíinflusso di Marte, sarete capaci di superare tutti gli ostacoli e di raggiungere gli obiettivi che vi siete posti. CAPRICORNO: Marzo inizia in un tripudio di pianeti favorevoli. Venere, Marte, Sole e Mercurio sono tuoi alleati e ti metteranno a disposizione comunicatività, voglia di socializzare, senso dellíumorismo e vivacità. I single del Capricorno vedranno avvicinarsi una persona che fino ad ora si era tenuta in disparte, non allontanatela e cominciate con lei una romantica storia díamore. Il lavoro vi porterà molti successi e molte soddisfazioni! ACQUARIO: Dinamismo a volontà! Vi lascerete alle spalle dubbi, perplessità, eventuali tensioni, perchÈ con il passare dei giorni sentirai che il vento gira a tuo favore. In amore però vi conviene lasciare perdere perchè questo non è il momento giusto, arrriveranno tempi migliori. Nel campo lavorativo avrete una situazione molto stabile, che vi indica un sostanziale avanzamento di carriera. PESCI: Marzo, periodo davvero divertente e piacevole! Ti aspetta armonia in famiglia, con gli amici, vita sociale intensa e probabilmente anche la possibilità di fare un bel viaggio, oppure di conoscere un gruppo nuovo e interessante. Fate attenzione al lavoro: sarete impacciati e nervosi e potreste dire o fare cose che vi porteranno guai seri nel lavoro, pensate sempre prima di parlare.
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L’AVVOCATO RISPONDE
1° QUESITO: Caro Avvocato, ho questo problema: il datore di lavoro di mio marito all’improvviso ha deciso di trasferirlo in un’altra sede ma non mi sembra giusto. Perché? Gli è stato risposto che esistono ragioni tecniche che non deve spiegare a noi. Possiamo fare qualcosa per impedirlo? Ringrazio e saluto. A.
entro 60 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di trasferimento. La si invita pertanto a far rivolgere quanto prima Suo marito ad un Avvocato affinchè quest’ultimo possa valutare tutti gli aspetti della vicenda e agire conseguentemente a tutela dei Vs. diritti e interessi.
Gentile Signora, preliminarmente occorre precisare che il trasferimento individuale consiste nel potere unilaterale del datore di lavoro di mutare definitivamente e non temporaneamente il luogo di esecuzione della prestazione lavorativa del lavoratore; al riguardo l’art. 2103 codice civile dispone che il lavoratore non può essere trasferito da un’attività produttiva ad un’altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Al riguardo, in linea generale, fatta salva una esplicita previsione del CCNL o una espressa richiesta in tal senso del lavoratore il datore di lavoro non è effettivamente tenuto a comunicare contestualmente le ragioni che giustificano il trasferimento, ma in caso di richiesto accertamento giudiziale sul provvedimento di trasferimento emesso dal datore di lavoro incombe l’onere di provare la sussistenza delle ragioni tecniche, organizzative e produttive da cui è sorta l’esigenza di trasferire il dipendente. In assenza delle prescritte ragioni e, quindi, in caso di violazione dell’art. 2103 c.c., il trasferimento è considerato nullo con conseguente dovere del datore di lavoro di riassegnare il lavoratore alla precedente sede di lavoro, oltre che di risarcire l’eventuale danno patito da quest’ultimo in conseguenza dell’illegittimo trasferimento. Vi è poi da dire la contrattazione collettiva può prevedere la necessaria concessione al dipendente, da parte del datore di lavoro, di un periodo di preavviso, così come, anche se sotto il profilo formale il trasferimento può essere comunicato sia per iscritto che oralmente, può essere imposta dal CCNL la forma scritta. Si rammenta che il trasferimento deve essere impugnato con atto scritto, a pena di decadenza (e, quindi, con conseguente impossibilità di contestarlo successivamente),
2° QUESITO: E’ possibile che anche se era il mio commercialista a doversi occupare di pagare i contributi alla mia dipendente io ci debba ugualmente andare di mezzo? Ma allora che pago a fare il commercialista? U. Rispondo a questa domanda (che, così come genericamente formulata, non può essere presa compiutamente in considerazione stante gli interessi coinvolti e le attività alternative che potrebbero essere intraprese dal lettore al variare di determinati presupposti non comunicatimi) precisando che in merito si è da ultimo espresso il Tribunale penale di Bologna (Giudice Poschi, sentenza n. 3210 del 10 ottobre 2012) con la seguente statuizione: “Il conferimento dell’incarico a un professionista per il versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, non esonera il datore di lavoro dalla responsabilità per il delitto di cui all’art. 2 della legge 638/1983, incombendo sul medesimo l’obbligo di vigilare sull’adempimento dell’obbligazione da parte del terzo”. Per completezza si precisa altresì quindi che, in tema di mancato versamento delle ritenute previdenziali da parte del datore di lavoro per la quota di contributi a carico del lavoratore, la norma di riferimento è appunto l’art. 2 legge n.638/1983 - come modificato dall’art.1 D.lgs.n.211/1994 -che prevede la reclusione fino a 3 anni e la multa fino a € 1.032,00. Invito tutti i lettori di Password a rivolgermi (via mail: m.checchini@tiscali.it - o via posta scrivendo a: Avv. Monica Checchini, Via Clementina, 31 Castelbellino Stazione - An -) i quesiti legali che li assillano, al fine di consentirmi di aiutarli o comunque, di orientarli verso le scelte più opportune. Si avvisano i lettori che hanno sottoposto quesiti legali alla sottoscritta che riceveranno il parere direttamente al domicilio indicatomi.
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Nel meraviglioso mondo di OZ
DISTURBI DELL’ INFANZIA
a cura di Silvia Piangerelli
“Ora so che, se dovrò di nuovo andare in cerca della felicità, non la cercherò più in là della mia stessa casa: perché, se non la trovo lì, vuol dire che non potrò mai trovarla.”
il Boscaiolo di Latta fu trasformato in un serpente. Il romanzo è incentrato sulle avventure di Dorothy, una bambina che vive nel Kansas con gli zii e il cagnolino Toto. In seguito a un ciclone, che la trascina lontano, si ritrova in un paese davvero strano, abitato da streghe buone e cattive, e da bizzarri personaggi come lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Vigliacco. In loro compagnia, Dorothy va alla ricerca del Grande Mago di Oz, cui ciascuno chiederà di esaudire il proprio desiderio più grande: un cervello per lo Spaventapasseri, un cuore per il Boscaiolo di Latta, il coraggio per il Leone Vigliacco. Dorothy, invece, domanderà al Mago di farla tornare dalla sua famiglia perché, come dirà in una celebre battuta, “Che ce ne importa se la nostra patria è grigia e arida? Noi persone fatte di carne e sangue preferiamo vivere lì piuttosto che in qualsiasi altro paese, per bello che sia. Nulla vale il focolare domestico!”. L’opera contiene molte varianti della fiaba classica: streghe, maghi, oggetti magici fanno da contorno alle prove che la protagonista e i suoi amici dovranno superare per realizzare i propri sogni. Molti sono i valori contenuti nella storia: la famiglia, l’amicizia, la solidarietà, il coraggio, la fiducia in se stessi, la determinazione nel perseguire un obiettivo. Essi si intrecciano creando un capolavoro di geniale fantasia, capace di coinvolgere i sognatori di ogni età.
dal film “Il mago di Oz” di V. Fleming Il 7 marzo 2013 uscirà in Italia “Il grande e potente Oz”, un film, molto atteso non solo dai bambini, che si basa sul famoso romanzo di L. Frank Baum, “Il meraviglioso mago di Oz”. La pellicola è diretta da Sam Raimi, il regista della trilogia di Spiderman, e vanta nel cast attori come James Franco, Mila Kunis, Michelle Williams e Rachel Weisz. A differenza del libro, dove la protagonista è Dorothy, la trama è incentrata sul mago e sul suo arrivo nel magico mondo di Oz. È impressionante come, dopo 113 anni, il libro di Baum abbia ancora così tanto fascino e riesca a ispirare kolossal cinematografici e nuove edizioni dell’opera. Quando nel 1900, il commesso viaggiatore Lyman Frank Baum pubblicò “Il meraviglioso mago di Oz” (The Wonderful Wizard of Oz) certo non si aspettava di riscuotere un così grande successo di pubblico e critica. Il libro, invece, fu tradotto in cinquanta lingue diverse e, in alcuni casi, il testo fu addirittura rimaneggiato per adattarsi meglio alla cultura locale, come, ad esempio, nella versione hindu dove, per motivi religiosi,
Silvia Piangerelli è laureata in Lettere e ha conseguito un Master in Editoria con una tesi sulla letteratura per l’infanzia e sull’importanza delle fiabe per lo sviluppo psicologico del bambino. Lavora come redattrice e ideatrice di testi per una casa editrice, per cui scrive articoli, racconti, testi di varia natura destinati ai bambini e alle insegnanti.
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ducibile al ruolo, effettuato prima della formazione del ruolo stesso e, infine, qualsiasi altra causa di inesigibilità del credito. Che effetto produce questa dichiarazione del contribuente? a) Sospende immediatamente ogni ulteriore iniziativa del concessionario della riscossione; b) entro 10 giorni dalla sua presentazione il concessionario trasmette all’ente creditore la dichiarazione medesima per avere conferma dell’esistenza delle ragioni del debitore e, in caso affermativo, ottenere lo sgravio o la sospensione sui propri sistemi informativi; c) Entro altri 60 giorni l’ente creditore, con raccomandata A.R. o pec, conferma al debitore la correttezza della documentazione allegata alla richiesta di sospensione o comunica la sua insufficienza. Nel primo caso, l’ente creditore trasmette al concessionario della riscossione, in via telematica, il provvedimento di sospensione o di sgravio. Nel secondo caso, l’ente creditore comunicherà l’insufficienza della documentazione prodotta dal contribuente, in modo da poter riprendere l’attività di recupero del credito iscritto a ruolo. Quindi, la sospensione della riscossione opera per un massimo di 70 giorni dalla presentazione della comunicazione del contribuente. Cosa succede in caso di inattività del concessionario e/o dell’ente creditore? Nei 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione, il credito verso il contribuente è annullato di diritto. Da quando si applica questa procedura? Dal primo Gennaio 2013, anche se è previsto un regime transitorio per le comunicazioni presentate prima del 29.12.2012.
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L’ESPERTO FISCALE RISPONDE
SOSPENSIONE DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO Alcuni lettori di Password mi hanno chiesto di illustrare un altro tema sulle cartelle di pagamento: la sospensione amministrativa. A differenza dell’annullamento delle cartelle fino a € 2.000, che è automatico e valido per i soli crediti iscritti a ruolo fino al 31 Dicembre 1999, questo rimedio riguarda tutte le cartelle di pagamento. Analizzo più da vicino di cosa si tratta. Che tipo di cartelle sono interessate da questa sospensione? Tutte le somme iscritte a ruolo o affidate agli enti e società incaricate per la riscossione dei tributi. Ciò significa che la platea delle cartelle è così composta: • cartelle emesse a seguito di iscrizione a ruolo; • cartelle emesse nell’ambito del procedimento di ingiunzione; • somme oggetto di “accertamenti esecutivi”; • cartelle di pagamento emesse da Equitalia; • cartelle di pagamento emesse da altri soggetti a cui è affidata la riscossione. Una precisazione sintetica per le somme elencate alla lettera c): in questo caso le somme vengono “affidate in carico” ad Equitalia Spa solo dopo che è decorso il termine per il pagamento spontaneo da parte del contribuente, ossia 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento o 150 giorni in caso di “accertamento con adesione”. Perciò, le “somme affidate” sono quelle indicate nell’avviso di accertamento e non pagate spontaneamente dal contribuente nei termini di cui sopra e solo quando le somme sono state affidate al concessionario (che informa di ciò il contribuente con raccomandata semplice) si può seguire la procedura che sto illustrando. Cosa fare? Entro 90 giorni dalla notifica il contribuente presenta, anche in via telematica, una dichiarazione al concessionario della riscossione, come da modello allegato in facsimile alla Direttiva Equitalia 2/2013, indicando i motivi per cui la cartella deve essere sospesa: prescrizione o decadenza del diritto di credito intervenute prima dell’esecutività del ruolo; provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore; sospensione amministrativa concessa dall’ente creditore; sospensione giudiziale o sentenza che abbia annullato, in tutto o in parte, la pretesa dell’ente creditore, emessa in un giudizio a cui il concessionario per la riscossione non ha preso parte; pagamento a favore dell’ente creditore e ricon-
A San Paolo senza …polvere da sparo
CURIOSANDO
a cura di Riccardo Ceccarelli
Non lo nota quasi nessuno. Si tratta di un mattone murato all’angolo di un casa in via Piana 13, a San Paolo di Jesi. Sul mattone c’è una scritta incisa QVI SI DEVE SCA / RICARE DI POLVE / RE IL FOCONE. Risale certamente al Sei-Settecento. Il mattone si trovava e si trova su una casa che dava sulla strada vicinissima al castello e che a sua volta rappresentava l’ultimo tratto di una strada che proveniva dalla campagna. C’è scritto l’ordine tassativo, per chi entrava in paese, di scaricare l’archibugio, oggi diremmo il fucile, della polvere dal “focone”, cioè estrarla dallo scodellino dove veniva messa, attraverso quel piccolo foro esistente nella culatta dell’archibugio stesso (“il focone”) e dove passava la fiamma che, accendendo la polvere, procurava lo sparo. Liberare così il focone della polvere rendeva inoffensivo l’archibugio, come oggi togliere le cartucce dal fucile è una norma di sicurezza per i cacciatori che non sono sui campi da caccia. Era una norma prevista sia per i cacciatori che per altri che avevano il permesso di portare armi. Nel 1695 Mons. Gianfranco Rota, governatore di Jesi e del Contado, in considerazione di inconvenienti che accadevano nel portare armi da fuoco, proibì di introdurre e portare queste armi in città: stesso ordine per i castelli. A questo periodo o a quelli immediatamente successivi, quando altri governatori – per la non osservanza delle disposizioni del 1695 – si videro obbligati a riproporre lo stesso ordine, è da data-
re questo mattone inciso. Analoga scritta si trova a Jesi in via Garibaldi 49. Questa è su pietra e vi si legge QVI SI HA DA / SCARICARE / L’ARME DA FVOCO / DI POLVERE / NEL FOCONE. L’iscrizione è stata interpretata come se si dovesse scaricare l’arma depositando o gettando l’arma o la polvere in un focone, cioè in braciere o fornello o un contenitore simile. Non ci sembra però l’interpretazione giusta, essa non ci convince in quanto la polvere raccolta sarebbe stata a rischio di incendio ed esplosione per qualche disattenzione; per le armi depositate poi sarebbe stato necessario un funzionario che le vigilasse ecc. L’obbligo era di rendere non pericolosa l’arma entrando in città o nei castelli. Delitti comunque continuarono ad esserci sia con archibugi per le strade, magari di campagna, sia con armi da taglio nonostante che vigesse una norma degli Statuti di Jesi e Contado (III, 52) del 1450, che prevedeva il divieto di portare in città armi da taglio (spade, alabarde, pugnali ecc.), armi di offesa e difesa che tuttavia si potevano portare nell’andare e tornare furori della città e dei suoi castelli purché tali armi fossero legate e con custodia. Anche per gli Statuti di Staffolo (1544-1546) era proibito portare armi da difesa e da offesa nel centro abitato salvo che si avesse il permesso (licentia) del podestà o del consiglio generale per gravi motivi (III, 42). Un mattone e una iscrizione che ci fanno rivivere un passato che ha tante analogie con il presente. Bastano uno sguardo e un po’ curiosità.
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UN’ARTISTA. TANTE PASSIONI. NADA, DALLA MUSICA ALLA SCRITTURA CON “LA GRANDE CASA”, EDITO DA BOMPIANI.
Appena quindicenne fa il suo esordio al Festival di Sanremo del 1969 con “MA CHE FREDDO FA” che diventa un successo planetario. Seguono “IL CUORE E’ UNO ZINGARO” ,con cui vince il Festival di Sanremo nel 1971, e la celeberrima “AMORE DISPERATO” , uno dei brani italiani simbolo degli anni 80. Nada Malanima, meglio conosciuta come NADA, è un’artista dalle mille sfaccettature, cantante, pittrice e scrittrice di successo. L’uscita del suo ultimo libro, edito da Bompiani, è stata l’occasione per intrattenere una piacevolissima chiacchierata telefonica con l’artista toscana e averla come ospite nel numero di Password, dedicato alle donne. Il tuo rapporto con le Marche. Le Marche sono una regione che mi piace tantissimo. Mi piacciono soprattutto le case vecchie a mattoncini, ristrutturate. Devo dire che ho scoperto questo territorio da poco. Ho fatto tanti concerti in giro
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per le Marche, soprattutto nei bellissimi teatri ristrutturati nei piccoli borghi. Non avevo ancora ben localizzato le Marche e invece ho scoperto una terra bellissima. I tuoi successi sono ancora molto suonati dalle radio, da “Ma che freddo fa” a “Amore disperato” . Dopo il tuo ultimo album “Vamp”, a livello musicale ci sono progetti? A livello musicale, sto entrando in studio per incidere il nuovo disco che dovrebbe uscire in autunno. La passione per la scrittura quando nasce? E’ nata quasi all’improvviso anche se era una cosa che desideravo fare già da tempo. Scrivendo le mie canzoni ho scoperto un mondo, ho scoperto che mi piaceva scrivere, scrivere parole che sentivo dentro. Ho scritto tanto e, scrivendo, ho imparato a conoscermi. Raccontare riflessioni, pensieri mi veniva da dentro. Le mie canzoni erano già dei piccoli racconti e mi è venu-
L’INTERVISTA
A cura di Catiuscia Ceccarelli
L’INTERVISTA
ta l’idea di ampliarli. I buoni risultati che ho raccolto mi hanno incitata a continuare. Ho iniziato con il mio primo vero lavoro letterario “Il mio cuore umano” (Fazi Editore) che è un po’ la storia della mia infanzia, romanzata. Fino ad arrivare al mio ultimo libro “La grande casa” edito da Bompiani. E’ una storia inventata presa, però, dalla vita. La trama racconta di Elke Richter che appartiene a una ricca famiglia. I genitori l’hanno portata fin da bambina in Italia, sul litorale di Corielba, ed è qui che Elke torna, adulta, con un passato doloroso alle spalle, per cominciare una nuova vita. Per questo rileva una vecchia fornace e la trasforma in una villa, anzi nella sua piccola grande utopia: una Grande Casa, un luogo per persone che amano il silenzio e lo cercano. Fra queste c’è Gemma, che parla con gli alberi, ha in sé l’energia dell’universo ed è di esempio a tutti. Poi c’è Emilia: rimasta orfana, è andata dalle suore e ha trovato il conforto paterno di un bidello di scuola, prima di perdersi nel miraggio di diventare una ballerina famosa. La Grande Casa è la storia dell’amicizia di queste tre donne speciali e del destino che le ha fatte incontrare. Accanto a loro, gli altri ospiti della Grande Casa: visionari incompresi, artisti, solitari, che nel ricovero di Elke trovano finalmente se stessi sconfiggendo l’indifferenza che li aveva posti ai margini della vita sociale. “Il mio cuore umano” è prettamente autobiografico, ma c’è qualcosa di te anche ne “La grande casa”? In ogni donna del libro qualcosa di me c’è. Cosa ti regala più emozione, cantare al pubblico o raccontare al pubblico i tuoi libri? Ma, quando canto vorrei solo cantare,l quando scrivo vorrei solo scrivere, quando faccio concerti vorrei solo fare concerti. Ogni cosa che faccio la fac-
cio con passione. Ho la possibilità di scegliere cosa fare. Il mondo della musica, dello spettacolo, secondo te sono cambiati da quando li frequentavi da protagonista? Sono cambiate molte cose, soprattutto dal punto di vista tecnico. Chi fa musica oggi può usare strumenti, mezzi di comunicazione che prima non c’erano e che oggi modificano anche il modo di fare la musica. Il mondo è in evoluzione, bisogna solo trovare il modo più giusto e più appropriato per sé per esprimersi. Un messaggio alle donne da parte di Nada: Io non do messaggi alle donne, anzi vorrei da loro consigli per me! Quello che mi sento di dire è che le donne devono avere il coraggio e la forza di difendere quello in cui credono e combattere per i propri diritti.
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Speciale Sp si
a cura di Gianna Scortechini
Il matrimonio dalla A alla Z
Il giorno del matrimonio dovrà essere il più bello ed emozionante della vostra vita, quindi tutte le scelte andranno fatte di comune accordo con il partner cercando di rispettare tutte le tradizioni che vi sono state tramandate dalle mamme e dalle nonne. A come ... ... Abito (per lei) La tradizione lo vorrebbe bianco, la moda avorio o colorato; l’importante è che l’abito esalti la bellezza e la personalità della sposa. In quel giorno l’usanza vuole che la sposa indossi qualcosa di blu, qualcosa di prestato, qualcosa di vecchio e qualcosa di nuovo, ma in ogni caso deve sentirsi proprio agio nella mise scelta. (per lui) Bisogna distinguere se la cerimonia si tiene di mattina o di pomeriggio: nel primo caso meglio il tight, nel secondo il frac se la cerimonia è solenne e formale. In alternativa bene anche un elegante completo grigio dalla giacca monopetto, con gilet e cravatta in tinta, camicia bianca. No allo smoking. ... Acconciatura E’ importante che la sposa un mese prima delle nozze si rivolga ad un coiffeur professionista per ritoccare il colore, il taglio e sceglie-
re l’acconciatura più appropriata all’abito, al viso e alla personalità. B come Bomboniere Rappresentano un significativo dono che gli sposi offrono agli invitati come ricordo del grande giorno. La tradizione le preferisce classiche uguali per tutti perchè non esistono parenti e amici di serie “A” e di serie “B”. B come Bouquet La tradizione vuole che lo sposo lo faccia recapitare il mattino a casa della sposa, anche se, in realtà è la sposa stessa che lo sceglie in quanto deve armonizzare con il suo abito. Alla fine del ricevimento sarà lanciato a caso tra tutte le ragazze nubili: chi riuscirà ad afferrarlo dovrebbe sposarsi entro l’anno. C come ... ... Chiesa Va prenotata con un buon anticipo, almeno 9 mesi prima. Per chi vuole sposarsi in un’altra Chiesa rispetto a quella di appartenenza il sa-
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cerdote che redige tutti i documenti è sempre quello della parrocchia di residenza di uno dei due fidanzati (generalmente quello della fidanzata). A lui va fatta richiesta del desiderio di celebrare la funzione altrove, così che preparerà tutti i documenti da trasmettere alla parrocchia in questione. Se le due parrocchie fanno parte della stessa Diocesi allora non ci sono grandi problemi. ... Confetti Confezionati in preziosi sacchetti un tempo di tulle e oggi in pizzo sono rigorosamente bianchi e alla mandorla. Vanno inseriti, insieme al bigliettino con il nome degli sposi sempre in numero dispari: tre o cinque. D come Diritto di Famiglia Al momento delle nozze la coppia deve decidere se optare per la Comunione oppure oppure per la Separazione dei beni, che regolano le norme sulla proprietà. Fondamentale informarsi accuratamente sui diversi risvolti. E come Estero I matrimoni all’estero sono in crescita anche in Italia. Per la maggior parte degli Stati i re-
quisiti legali sono praticamente gli stessi, ma la validità del matrimonio è governata dalle leggi del paese in cui diventate sposi. Potete trovare tutte le informazioni necessarie attraverso i siti web, l’ambasciata o il consolato. F come ... ... Fedi Accanto all’intramontabile fede in oro giallo oggi sono di moda anche anelli di metalli e forme diverse. Vengono scelte da entrambi gli sposi però acquistate da lui che le porterà in chiesa il giorno del matrimonio. ... Fiori La scelta dell’addobbo è molto importante in quanto i fiori donano gioia ed allegria alla chiesa ed al ricevimento; ma come in tutte le cose, non bisogna esagerare nella quantità e nell’intensità del profumo. G come gioielli I gioielli per la sposa dovranno essere i più semplici possibile. I diamanti, piccoli e discreti possono essere la soluzione più raffinata. Un punto luce al collo donerà un tocco di raffinatezza insieme, se volete, ad orecchini
Gabriella Bedetti e-mail: info@bedetticatering.it Via Flaminia, 560 - 60015 Falconara M.ma (AN) tel. 071 91 29 42 fax: 071 91 60 286 www.bedetticatering.it
Ricevimenti Matrimoni Ricevimenti di nozze Compleanni e Feste private Lunch e Brunch Cene e Pranzi di lavoro Meeting aziendali Presentazioni Happening Inaugurazioni
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... Luna di miele Segna l’inizio della vita a due incominciata in pieno relax. Le mete prescelte possono essere sia i tropici sia una qualsiasi altra città: l’importante è non rinunciarvi perché se lo si rimanda si perdono quelle sensazioni tipiche della luna di miele. M come Macchina Qui la scelta è notevole: dalla macchina del papà al noleggio di un auto d’epoca con autista o addirittura ad una carrozza con cavalli tutto dipende dallo stile che si vuol dare al proprio matrimonio. L’importante è che il buon senso ed il buon gusto non manchino. O come Organizzare Per organizzare un matrimonio senza stressarsi troppo occorre un anno di tempo. Conviene preparare uno schema dove sono state inserite le voci e le scadenze principali. P come Partecipazioni Devono essere spedite almeno due mesi prima della data. La scelta dello stile è compito degli sposi. Q come quadro Un’idea originale e di classe! Regalare un quadro non è “roba da tutti”, questo è sicuro.Anche se non è un’idea molto comune, è comunque un regalo ben gradito, soprattutto se scelto in base al gusto della persona che lo riceverà. R come Ricevimento La scelta del luogo è varia: si potrebbe optare
anch’essi di dimensione minima. Alcune spose amano indossare orecchini e collier di perle. Anche in questo caso meglio una montatura semplice, quasi il gioiello nudo. Molto garbate le perle di fiume, meno pregiate delle tradizionali, economicamente più accessibili, delicate e generalmente piccole adornano il collo con grande eleganza. H come Hotel Una delle ultime tendenze è quella di avvalersi di hotel in grado di ospitare un ricevimento di matrimonio o addirittura l’intera celebrazione. Come spesso avviene quando si sceglie di tenere il banchetto di nozze in un hotel attrezzato per ospitare un matrimonio, la struttura mette a disposizione delle camere per i convenuti e addirittura una suite per i novelli sposi. I come Invitati Il loro arrivo in chiesa è in anticipo rispetto a quello della sposa e saranno ricevuti sul sagrato dai parenti più stretti degli sposi. Per quanto riguarda la disposizione in chiesa a destra della navata si accomoderanno la famiglia, i parenti e gli amici di lui, mentre a sinistra il seguito di lei. Al termine della cerimonia attenderanno gli sposi sul sagrato per il lancio augurale del riso. L come ... ... Lista di nozze Al fine di evitare che gli sposi ricevano regali doppi si è soliti rivolgersi ad un negozio specializzato in oggettistica, casalinghi, elettrodomestici dove stilare la lista di nozze.
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V come Vini Il “nettare degli dei” sarà una componente molto gradita durante il banchetto, ma bisogna metterne a disposizione dei commensali diversi tipi tra i quali possano scegliere a seconda dei gusti e del tipo di portata: uno bianco, uno rosso e poi un tipo secco ed uno frizzante dolce, a fine pranzo, per accompagnare la torta nuziale. Che tipo scegliere?: La decisione del vino dipende dalla portata che viene servita durante il pranzo: il brut, molto secco, é un ottimo aperitivo e accompagna bene il risotto e il pesce (con il salmone però é più adatto il rosé); il rosé va servito come aperitivo o con il formaggio ; il secco accompagna molto bene i dolci secchi, mentre il demi-sec o anche il moscato é adatto anche per i dessert più elaborati . Z come Zii Il bon ton prevede che quelli di primo grado di parentela si debbano invitare, dal secondo in poi la scelta sta a voi e al vostro ... portafoglio!
per la casa di una famiglia degli sposi (se è abbastanza grande), per un ristorante o un grande albergo, o per una villa. Nell’ultimo caso, bisogna rivolgersi ad una società di catering che si occupi del servizio. S come Servizio fotografico E’ importante che gli sposi scelgano un serio professionista a cui affidare il servizio fotografico e quello filmato; in quanto nel tempo oltre al ricordo si perdono quelle sensazioni e quelle emozioni che invece un valido fotografo sa riportare e mantenere intatti nel tempo. T come Testimoni Sono delle figure fondamentali che garantiscono la legalità del matrimonio ed è per questo che devono essere maggiorenni. La legge ne prevede uno per ciascuno degli sposi ma la consuetudine è di averne due però si può arrivare anche ad un massimo di tre. U come Unico Il vostro matrimonio dovrà essere unico e indimenticabile, per voi soprattutto, ma anche per gli ospiti, quindi valutate bene tutte le scelte per far sì che questo giorno sia il più bello della vostra vita.
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La ragazza invisibile e la natura elettromagnetica della luce a cura di Roberto Longo
SPECIALE SCIENZA
L’essenziale è invisibile agli occhi. A.de Saint Exupéry
se il nome di « Ragazza Invisibile », in quanto in grado di sparire dalla vista. Ma é davvero possibile rendersi invisibile? Per capirlo dobbiamo introdurre due concetti importanti : la natura elettromagnetica della luce e il funzionamento della nostra vista. La luce proveniente dal Sole, può essere paragonata, per molte applicazioni, a un’ onda elettromagnetica. Questo vuol dire che possiamo descriverla in termini di frequenza o lunghezze d’ onda, come in effetti avviene per i segnali radio-televisivi. Lo spettro elettromagnetico della luce compende quindi tutte le frequenze con cui la luce é in grado di propagarsi. Gli occhi degli esseri umani sono come dei sensori che captano solo una piccolissima parte di queste frequenze riflesse dagli oggetti (dette frequenze visibili, associate ai colori dell’ arcobaleno). Frequenze più basse (per esempio onde radio e infrarossi) o frequenze più alte (tipo ultravioletti e raggi gamma) sono ‘oscure’ ai nostri occhi e possono essere rilevate solo con strumenti particolari. Va inoltre detto che noi stessi emettiamo una radiazione elettromagnetica perché
Una ragazza come tante, di nome Susan Storm viveva insieme a sua zia e a suo fratello Johnny in un sobborgo di New York. Quando Susan aveva dodici anni, un giovane studente di nome Reed Richards affittò una stanza nella pensione di cui sua zia era proprietaria. Essendo Reed dotato del fascino irresitibile tipico del ricercatore scientifico, la bella Susan si innamorò perdutamente di lui. Anni dopo in California, i due si rincontrarono e tempo dopo si fidanzarono. Quado Reed progettò per diletto la sua prima astronave, Susan e suo fratello decisero di seguirlo, imbacandosi insieme ad un amico in comune, Ben Grimm, nel lancio inaugurale. Purtroppo l’ esperimento fallì e la nave atterrò fuori New York. Una volta usciti dalla nave i quattro scoprirono che i cambiamenti genetici causati dalle radiazioni cosmiche cui erano stati esposti durante il viaggio avevano dato ad ognuno di loro dei superpoteri. Richards convinse gli altri ad usare il loro potere per il bene dell’umanità, divenendo membri dei « Fantastici Quattro ». Susan pre-
Roberto Longo nasce a Jesi il 4 Gennaio 1978. Dopo ever ottenuto la laurea in ingegneria elettronica presso Università Politecnica delle Marche, si trasferisce in Belgio, dove consegue il Ph.D in ingegneria biomedica presso l’ Università Libera di Bruxelles. Autore di numerose pubblicazioni di livello internazionale, collabora con diversi istituti di ricerca interessati allo studio e l’ utilizzo di ultrasuoni per la medicina e la biologia. Attualmente ricopre la carica di insegnantericercatore presso l’ Università di Montpellier 2, Francia. Per contattarlo scrivete a: roberto.longo@univ-montp2.fr
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la temperatura del nostro corpo (tipicamente intorno ai 37 gradi), “costringe” i nostri atomi a oscillare secondo una certa frequenza. Quest’ oscillazione genera una quantità di luce paragonabile a una lampadina di 100 Watt e si trova nella regione infrarossa dello spettro, quindi invisibile ai nostri occhi , ma pur sempre rilevabile tramite particolari telecamere (tipo quelle del “ Grande Fratello “), capaci di catturare l’ immagine di un essere vivente anche nell’oscurità più totale. In seguito all’esposizione radiattiva, la donna invisibile ha quindi presumibilmente esteso nella regione ultravioletta, la sua capacità di assorbire e rilettere la luce solare, in modo che la luce visibile sia ignorata dal proprio corpo e non possa quindi essere rilevata dagli occhi delle altre persone.
L’idea non é poi cosi assurda, ed é alla base di un leggendario esperimento militare (del quale l’ effettiva messa in paratica non é mai stata provata) detto “ esperimento Philadelphia” cui, secondo le cronache del 1943, si tento’ di rendere invisibilie un’ intera nave militare cercando di deviare i riflessi della luce visibile tramite forti campi elettromagnetici. Va infine detto che sebbene Sue sia in grado di vedere, il mondo che percepisce quando é trasparente non avrà i normali colori dell’arcobaleno in quanto la luce che rileva non é quella visibile ma quella nella regione dell’ ultravioletto. Alcuni oggetti le sembreranno quindi molto diversi dalla realtà cui siamo abituati ; poco male, con un po’ di pratica dovrebbe riuscire comunque a cavarsela !
Il Palio incontra le scuole Tutelare e promuovere tra le nuove generazioni la memoria storica di Jesi e Vallesina, attraverso l’insegnamento della storia della città e l’educazione al patrimonio culturale e alla cittadinanza attiva . Sono queste le finalità del progetto “C’era una volta San Floriano: storie e leggende di Jesi e il suo Contado”, ideato e promosso dall’associazione Ente Palio di San Floriano e rivolto agli alunni delle classi terze delle scuole primarie di Jesi. L’iniziativa è partita questo mese ed ha coinvolto ben cinque scuole, almeno una per ogni Istituto comprensivo, per un totale di 9 classi e quasi duecento bambini. Il progetto proponeva una lezione di un paio d’ore per classe, a cura della Commissione didattica del Comitato storico scientifico dell’Ente Palio, con annesse attività ludico-didattiche al fine di creare un legame diretto, vissuto e personale con la storia e la leggenda legata al Palio di San Floriano: slides, videodocumentari, lettura di filastrocche della tradizione ma anche l’incontro diretto dei bambini con alcuni rappresentanti dei Gruppi storici in abito medievale. A seguito della giornata formativa, ciascuna classe è stata invitata ad elaborare un cartellone ispirato ad uno dei temi trattati. Tutti gli elaborati saranno esposti durante le giornate del Palio di San Floriano – dal 2 al 5 maggio, presso il Palazzo dei Convegni - e il più originale sarà oggetto di premiazione in occasione del convegno del Comitato storico scientifico che si terrà il 2 maggio. “Il progetto ha da subito colto l’interesse dagli insegnanti e dei dirigenti scolastici nonché suscitato l’entusiasmo dei bambini – ha spiegato la presidente dell’Ente Palio Chiara Cascio – Solo grazie alla sinergia con le scuole è possibile trasmettere la cultura e le tradizioni della città e del territorio alle nuove generazioni, uno degli obiettivi
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principali della nostra associazione”. L’iniziativa è curata dal Comitato storico-scientifico dell’associazione, avvalendosi della collaborazione delle dottoresse in Storia Gloria Tenenti ed Elisabetta Graziosi, coordinate della responsabile dott.ssa Annarita Bianchini. “Un ringraziamento va anche alla dott.ssa Maila Cannucciari e ai consiglieri Serena Micciarelli e Carlos Alberto Owen per l’impegno e la partecipazione fattiva che hanno permesso la realizzazione del progetto – conclude la presidente - Il nostro impegno con le scuole non finisce qui: di fatto, stiamo lavorando all’organizzazione della tradizionale “Scampanellata di San Floriano” che, a partire da quest’anno, rientra tra le attività promosse e gestite dall’Ente Palio. Per la prima volta, l’evento, da svolgersi come da tradizione il 4 maggio, cadrà in concomitanza con la manifestazione del Palio perciò i bambini saranno chiamati ad interagire direttamente con il corteo storico che sfilerà in centro. Sarà un appuntamento da non perdere”.
Laura Boldrini, SEL. Presidente della Camera dei Deputati
“Il mio impegno per costruire il cambiamento. Uscire dalla crisi si può, grazie alle donne”
L’INTERVISTA
a cura di Chiara Cascio
indignazione. Così, quando Nichi Vendola mi chiese di entrare in politica, decisi di impegnarmi in prima persona per poter dare un reale contributo al mio Paese, in un momento così critico. Abbracciare il programma di SEL, basato su un progetto di società estremamente e assolutamente innovativo, a partire dalla tutela dei diritti, è stato un modo per incanalare questa mia indignazione e trasformarla in una forza costruttrice. Il risentimento non è prerogativa del Movimento 5 Stelle. Non ne ha il monopolio: semplicemente ha scelto di coniugarlo ad un’unica voce che, attraverso urla e strepiti, dice di voler abolire i partiti, distruggere i sindacati. Ma a mio avviso, l’Italia sa bene che, quando si risponde ad una figura sola e forte, va incontro ad un pericolo. L’indignazione appartiene a tutti coloro che non accettano la situazione politica attuale. A SEL spetta la primogenitura di diverse battaglie che oggi sono sbandierate da Grillo, come quella per il reddito minimo garantito, l’abbattimento dei costi della politica, la green - economy, e così via”. Qual è l’innovazione del programma di SEL? “Io credo che Sinistra Ecologia e Libertà sia il partito più contemporaneo e adatto a riflettere la società moderna. Sostiene i diritti civili e ha un programma completo che comprende diversi ambiti. Il punto di forza è che, per ogni settore, considera la cultura e l’innovazione come basi per lo sviluppo. Non c’è prospettiva senza la conoscenza. L’innovazione dei 5 Stelle è basare l’indignazione sull’agitazione, sulle urla. Sul nichilismo, perché Grillo parla di distruggere e spazzare via tutto: io invece credo che si possa cambiare costruendo”. Eppure le Marche si sono rivelate territorio “grillino”. Come interpreta questo risultato? “Come un segnale di generale malcontento, la volontà di manifestare un punto di rottura con il passato. I marchigiani hanno voluto esprimere la loro rabbia attraverso la figura di Grillo, ritenendola in grado di farsi da portavoce di questo sentimento. Non hanno creduto a SEL forse perché hanno percepito la nostra proposta politica come troppo strutturata e inquadrata in un assetto istituzionale, nonostante una campagna elettorale
Laura Boldrini
A tu per tu con Laura Boldrini, parlamentare SEL e neo Presidente della Camera dei Deputati. La incontriamo a Jesi, in centro, per un aperitivo. È sabato, manca poco all’ora di pranzo, e in piazza della Repubblica ci sono ancora le bancarelle del mercato. Osservandole, Laura inizia a raccontarci ricordi legati alla sua giovinezza, alle sue radici marchigiane. È impossibile per una giovane donna come me, con ancora molti sogni da realizzare, non rimanere affascinati dallo spirito di una donna così forte e determinata, che ha raggiunto traguardi così importanti nella sua vita. Ex portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Laura Boldrini ha lavorato presso il Programma Alimentare Mondiale, ha svolto numerosi missioni in luoghi di crisi tra cui ex-Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan Caucaso, Angola e Ruanda. Oltre vent’anni di lavoro in diverse agenzie dell’ONU, moltissimi i riconoscimenti. Nel 2013, la candidatura con SEL, l’entrata in Parlamento e, infine, l’elezione a Presidente della Camera dei Deputati. Come è nata la decisione dell’impegno politico? “Non avrei sentito nessun richiamo a candidarmi se in Italia la situazione non fosse stata critica come quella attuale, se la politica avesse assolto ai suo oneri. Il mio lavoro mi appassionava, era ben retribuito, non andavo in cerca di “poltrone”. Dentro di me, però, sentivo una profonda
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L’INTERVISTA
te a centinaia di persone si sente disarmato – è stata fatta passare per compiacimento. Questo è linciaggio morale. L’umiliazione della donna è diventata culturalmente un’abitudine, qualcosa contro cui non si combatte più. Ecco io voglio impedire che davanti a questi fatti si continui a lasciar perdere. Per questo, dedico l’8 marzo proprio ad Angela”. Per quanto riguarda la vita privata, come donna, cambierebbe qualcosa delle scelte che ha fatto? “Questa domanda dovreste farla a mia figlia, Anastasia. Come madre per lei ho cercato di esserci sempre ma ammetto che, con il mio lavoro, è stato difficile. A differenza di altri bambini, lei non ha potuto avere la mamma sempre vicina. Fortunatamente, ho potuto contare su una forte rete di salvataggio, la mia famiglia, ma spesso sono stata assente. Oggi credo che, in fondo, mia figlia mi abbia perdonato: è una giovane donna che studia Politica ad indirizzo sociologico all’estero e mi piace come ragiona, come interpreta la realtà. Non ha nessuna barriera culturale. Ha amici in tutto il mondo. Si indigna di fronte ai fenomeni di discriminazione nel nostro Paese. È una ragazza serena. Tutto questo mi rincuora, mi fa pensare che forse non ho sbagliato”. Pensa che seguirà le orme della mamma? “Ha un carattere molto diverso dal mio, d’altra parte non mi faccio aspettative e lei è libera di fare ciò che la fa star bene. Io le sto dando gli strumenti per avere un futuro. Per questo motivo, ho voluto fortemente che studiasse all’estero. E sto pagando per questa scelta, voluta per assicurarle un avvenire: oggi mia figlia non sta con me. Qui in Italia, purtroppo, studiare non equivale sempre a trovare una collocazione e spesso chi decide di studiare in un altro Paese lo fa per ripiego, senza la prospettiva di far poi ritorno. Io vorrei che tutti i giovani, meritevoli e capaci, potessero avere questa possibilità di partire e poi di rientrare con delle risorse in più da utilizzare qui, in Italia, dove sarebbero utili allo sviluppo e al progresso”. Che cosa si aspetta da questa esperienza? “Mi aspetto un reale cambiamento, anche grazie al mio contributo. Se questo accadrà, la mia scelta avrà avuto un senso. Cambiamento per me significa una legge sulla cittadinanza, rivedendo la materia migratoria, riuscire a rendere l’Italia protagonista sulla scena internazionale, specie nel bacino mediterraneo, e fare in modo che la donna possa avere quel ruolo centrale nella società che le spetta”.
basata sull’ascolto. Hanno preferito il populismo e la demagogia ad un discorso politico, si è ragionato con la pancia più che con la testa”. Quale sarà il suo impegno per il territorio di Jesi e della Vallesina? “Queste sono terre uniche e costituiscono una ricchezza da cui può ripartire anche l’economia. Le Marche hanno le colline, le montagne, la pianura, il mare. Oltre a quello paesaggistico, ospitano un patrimonio storico e artistico da valorizzare e riscoprire. Occorre puntare su un’idea di turismo basato sulla bellezza, su una visione, in grado di creare reddito sostenibile. L’economia marchigiana deve ripartire da un piano industriale, elaborato in sintonia con quello nazionale: la globalizzazione è andata avanti, occorre perciò capire dove puntare per poter essere vincenti. L’agricoltura biologica, ad esempio, è una risorsa ma bisognerebbe incentivare i giovani ad investire in questo settore che ha del potenziale”. Marzo è il mese dedicato alle donne, in cui si parla anche della lotta per l’affermazione dei loro diritti. Per cosa si batterà in Parlamento? “Per le donne c’è da ricominciare veramente dall’anno zero. Non in termini di diritti acquisiti. Quelli ci sono. Eppure la donna, in questi ultimi anni, non è stata valorizzata in termini produttivi. In Italia, solo il 52% della popolazione femminile lavora o è in cerca di un’occupazione. Ciò significa che esistono delle difficoltà sul piano pratico. Quando la donna ha accesso al lavoro la produttività aumenta: usciremo dalla crisi solo attraverso le donne ma affinché questo sia possibile occorre rilanciare un piano nazionale a favore dell’occupazione femminile. L’empowerment femminile permetterà a questo Paese di rialzare la testa. Un’altra battaglia da fare sarà quella contro l’utilizzo strumentale del corpo della donna a scopo pubblicitario. Solo in Italia questo è consentito. Oltre all’impegno per contrastare la violenza fisica, mi batterò anche contro il reato di femminicidio, inteso come uccisione della donna in quanto donna. Tanto per fare un esempio, ricorderò l’episodio in cui Berlusconi ha umiliato pubblicamente, con espressioni volgari e frasi a doppio senso, una ragazza, Angela Bruno, durante un convegno sulla green – economy. In nessun altro Paese democratico è mai capitato che un personaggio di spicco con incarichi istituzionali si permettesse simili libertà. Angela è stata umiliata e, quel che peggio, la sua reazione – un sorriso intimidito di chi di fron-
Valentina Vezzali, Con Monti per l’Italia
“L’impegno nella politica come nello sport. Donne ancora discriminate. Più spazio al merito e talento” a cura di Catiuscia Ceccarelli
“La campagna elettorale è stata molto intensa. Credo che la preparazione olimpica sia molto meno faticosa, anche perché siamo sempre nello stesso posto, ci possiamo riposare spesso tra un allenamento e l’altro. Invece in campagna elettorale capita spesso che in una giornata vai in più posti diversi. Ero candidata nelle Marche, ho girato in lungo e in largo la nostra regione. Ero in lista anche in Campania per cui ho viaggiato molto, anche a livello nazionale. Ho fatto tantissimi chilometri, ho guidato moltissimo. Considerando che ho sostenuto la mia campagna elettorale al sesto mese di gravidanza, devo ammettere che non è stato facile ma quando prendo un impegno cerco sempre di portarlo avanti nel migliore dei modi. Sono stati mesi di studio, in cui mi sono documentata su tutto. Sono entrata in contatto con giovani, esodati, cassaintegrati, imprenditori. C’è bisogno di questo per tranquillizzare le persone, far vedere che le istituzioni sono in mezzo alla gente”. Quali sono le difficoltà del Paese che ti hanno più colpito? “Nell’ambito dell’istruzione , negli ultimi anni, c’è stato un enorme taglio, non parlo solo di mancanza di personale ma anche le stesse strutture scolastiche non sono, a volte, sicure per i nostri figli. Ho incontrato imprenditori che non riescono più ad andare avanti. Se non hanno la possibilità di ottenere finanziamenti dalle banche, molti sono costretti a chiudere. Ho parlato con giovani che non vedono un futuro, laureati costretti ad andare all’estero perché nel nostro Paese non trovano lavoro. Alcune donne mi hanno raccontato di non sentirsi sufficientemente valorizzate sul lavoro: costrette a fare straordinari, vedono gli uomini progredire e superarle nella carriera, seppur meno validi, con stipendi più alti dei loro. Per non parlare delle strutture sanitarie. Sono stata ospite all’Ospedale Pediatrico Salesi di Ancona: non hanno nemmeno i soldi per riparare la porta d’ingresso. Eppure dovrebbe essere uno dei punti di riferimento della nostra regione. I tribunali nelle Marche rischiano di chiudere.
L’INTERVISTA
Valentina Vezzali
Incontriamo Valentina Vezzali. A pochi giorni dall’insediamento alla Camera dei Deputati, la pluricampionessa olimpica di scherma mi accoglie nel suo mondo, il Palascherma di Jesi, per rilasciare a Password una lunga e interessante intervista. Come mai la scelta di salire in politica? “Questa scelta è nata dal senso di responsabilità che dovrebbe investire tutti noi cittadini, di non subire più passivamente gli scandali legati ad un modo di fare politica che è diventato ben lontano dal suo significato originale. Credo che questo abbia spinto me e tantissime altre figure della società civile ad accettare questa sfida e sperare che, attraverso il nostro impegno, la meritocrazia e il talento possano tornare ad emergere e, soprattutto, che i privilegi di cui hanno goduto i politici possano essere cancellati. Chi in questo momento ha l’incarico di governare il Paese deve darne per primo l’esempio”. Come è andata la campagna elettorale? Che esperienza è stata?
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del Pil. Inoltre ha una funzione sociale, crea lavoro e spero, dal Parlamento, di poter dare un contributo a livello politico”. Lo Stato che cosa potrebbe fare per aiutare di più le donne? “Dovrebbe dare loro le stesse opportunità che da agli uomini. Già rispetto alla scorsa legislatura in cui in Parlamento erano presenti l’11% delle donne, in questa legislatura saremo il 31%. Credo che già sia un passo in avanti”. Il rapporto con Jesi. Credi che la città abbia bene accolto questa tua decisione di entrare in politica? C’è chi ti accusa che sia un modo per attirare su di te i riflettori. “Non è mia indole stare al centro dell’attenzione, anzi. Ho notato volentieri che Jesi ha risposto molto bene alle elezioni e abbiamo ottenuto anche un’ottima percentuale di voti. Questo mi ha fatto enormemente piacere anche perché io sono molto legata alla mia città. E’ bellissimo avere la possibilità di poter fare qualcosa per il proprio territorio, la propria regione. Io sono riuscita a diventare quella che sono grazie alla mia Jesi, grazie al Maestro Triccoli e spero, in qualche modo, di poter ricambiare cercando di migliorare ciò che non va. Io credo che la città di Jesi e, più in generale, le Marche debbano essere contente di avere tanti parlamentari che le rappresentano”. Che cosa ti aspetti dall’esperienza parlamentare? “L’esperienza parlamentare sicuramente mi farà crescere ulteriormente perché esco dal mio mondo ed entro in un altro completamente diverso, che la gente in questo momento non apprezza, lo dimostrano i voti di protesta e l’astensionismo”. Un messaggio alle donne da parte di Valentina Vezzali “Il giorno della Festa della Donna dovrebbe essere un giorno di riflessione per tutta la società. Di passi avanti negli anni ne abbiamo fatti, però ancora ci sono tantissime discriminazioni nel contesto lavorativo, sociale e all’interno della stessa famiglia. Pensiamo alla violenza sulle donne. Alla legge sullo stalking che, secondo me, non è applicata in maniera così concreta: la normativa dovrebbe tutelare di più le vittime ”. Una curiosità: come si chiamerà il nascituro? “Guarda, non c’ho ancora pensato… ma di sicuro non si chiamerà Mario!!”
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L’INTERVISTA
Al Sud poi la situazione è ancora più grave: la gente ha voglia di lavoro”. I valori dello sport e della famiglia ti sono stati utili in questa tua nuova fase politica? “I valori con i quali sono nata e cresciuta, gli stessi che mi hanno permesso di raggiungere tanti traguardi, li sto trasferendo nell’ambito politico con tanto entusiasmo. La mia educazione si basa sui concetti di IMPEGNO, RIGORE, SERIETA’. Sono la prima che arriva in palestra. Spesso gli altri mi trovano a fare qualche assalto con i bambini perché io adoro i giovani, sono il nostro futuro. Credo in quello che faccio. E che la situazione in questo Paese possa cambiare. Iniziando dal talento e dalla meritocrazia che, in Italia, andrebbero maggiormente riconosciuti e premiati. I giovani dovrebbero avere l’opportunità di trovare lavoro qui e di seguire il loro percorso in base alle loro inclinazioni e attitudini, senza dover partire per cercare fortuna all’estero”. Più volte hai dato modo di dimostrare che sei una persona di parola. Durante un’intervista rilasciata ai microfoni di Password TV, la scorsa estate, hai rivelato che, dopo le Olimpiadi, desideravi di nuovo la maternità e poi in pedana in Brasile. Hai mantenuto la promessa, aggiungendo, a questo, anche la politica. Qual è il tuo segreto e che suggerimento dai alle donne per riuscire ad essere madri, mogli e ad avere successo nella vita? “Io credo che bastino semplicemente tre elementi: impegno, passione e entusiasmo. Da mettere ogni volta negli obiettivi che ci si prefigge. Non è facile ma, senza nulla togliere agli uomini, credo che noi donne abbiamo per predisposizione naturale la capacità di organizzare al meglio il nostro tempo e che, nel momento in cui crediamo veramente in qualcosa, noi donne riusciamo a portarla a termine. Il trattato di Lisbona prevede che se il 70% delle donne avesse un lavoro, il Pil aumenterebbe del 7%. Le donne sono indispensabili per migliorare la società. Purtroppo a livello dirigenziale le donne sono ancora poche. Per esempio, è di poche settimane fa l’elezione del presidente del Coni (ndr. Giovanni Malagò). Sono felicissima però che, all’interno della Giunta, siano entrate a far parte tre donne. Seppur poche, è comunque un bel passo in avanti. Anche nello sport c’è tanto da lavorare, anche perchè produce il 2%
Donatella Agostinelli, M5S
“Poco politichese, più azione. Le donne, un valore aggiunto alla politica”
L’INTERVISTA
Donatella Agostinelli
per gentile concessione archivio M5S Jesi
a cura di Chiara Cascio
Determinata e combattiva Donatella Agostinelli, laureata in Giurisprudenza all’Università di Camerino, 38 anni. Praticante forense in uno studio legale, da anni è attiva nel Comitato Tutela Salute e Ambiente della Vallesina, ricoprendone l’incarico di vice presidente. La campagna elettorale con il M5S, racconta, ha messo a dura prova un carattere di base sensibile e l’ha trasformata in una parlamentare forte e consapevole degli obiettivi da raggiungere, decisa ma sempre col sorriso, disponibile e attenta alle esigenze dei cittadini e del territorio che rappresenta. Il tuo percorso inizia con un impegno nella comunità nato con il Comitato Tutela Salute e Ambiente e ora inizia l’avventura in Parlamento. Ti aspettavi sarebbe accaduto? “Sono da diversi anni impegnata nel Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina che ha condotto numerose battaglie a favore del territorio e dei diritti delle persone con forza ed entusiasmo. Questa azione ha permesso di compiere percorsi con esito positivo come quello contro la riconversione dell’ex zuccherificio Sadam nonché di portare avanti l’opposizione nei riguardi delle centrali a biogas/biomasse che, oltre
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all’impatto ambientale, comportano una grande movimentazione di denaro pubblico sottratto alla collettività. Ora sono in Parlamento quale rappresentante di tutti i cittadini. Penso che sia la giusta conclusione di un percorso partito sì dal territorio ma avente come finalità la riaffermazione della rappresentatività reale delle istituzioni. Del successo del Movimento non ho mai dubitato”. Secondo te perché la gente ti ha scelto come capolista? Una bella soddisfazione ma anche una grande responsabilità… “Credo di essere stata scelta quale capolista M5S proprio per l’attività concreta svolta sul territorio: poco politichese e molta azione effettiva. La responsabilità è notevole, ma non sarò da sola in Parlamento, il gruppo mi sostiene: continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto ma con un eco ed una reale capacità incisiva prima impensabili”. Perché la regione Marche ha votato M5S? “Il voto favorevole al M5S della regione Marche, in cui i partiti della sinistra hanno avuto per tanto tempo netta prevalenza, é dovuto a due motivi essenzialmente: in primo luogo tali partiti hanno tradito del tutto i loro ideali e nel concreto hanno portato avanti interessi di pochi nella totale compromissione della politica con poteri economici. Mi riferisco al campo della politica ambientale, allo sviluppo non ecosostenibile, alla cementificazione ad ogni costo, al disinteresse in cui sono lasciate le nostre città anche riguardo ai rapporti con gli immigrati e soprattutto allo sfacelo di una economia di piccola e media impresa. Ovunque zone industriali si vanno disfacendo senza che ai lavoratori vengano date speranze di riprendersi da questa crisi. D’altra parte occorre anche sottolineare che il M5S è già presente nei consigli comunali dando prova di sapere lavorare molto bene ed ottenendo la fiducia dei cittadini”. Il M5S sinonimo di demagogia e populismo? “Demagogia: anche i Gracchi sono stati indicati
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non le aiuta più di tanto. Ritengo pertanto che, se le donne, nonostante tali difficoltà, riescono a ricoprire ruoli importanti è perché di fatto hanno una marcia in più. Inoltre credo che il mondo femminile sia un valore aggiunto alla realtà della politica” Quali sono i diritti per cui ti batterai e, soprattutto, quale sarà il tuo impegno per il territorio di Jesi e della Vallesina? “I diritti tutti non sono svendibili né debbono essere sviliti. Penso, tuttavia, in primo luogo alla sanità. C’é veramente bisogno che quello che é stato costruito non venga demolito. L’assistenza al malato non deve essere dequalificata né tagliata né affidata ad un privato troppo invasivo ed oneroso: sarebbe un disastro per le famiglie che arrancano tra tante difficoltà e ciò ricadrebbe sicuramente in particolare sulle spalle delle donne che debbono colmare le lacune dell’assistenza pubblica. Poi c’è la scuola. Senza scuola, quella vera, pubblica, che parte dai diritti e dai doveri degli insegnanti e degli alunni non si approda da nessuna parte. E senza cultura non c’è futuro. Pensando alla Vallesina sicuramente il problema principale è la crisi delle piccole e medie imprese, il tessuto connettivo della regione: bisogna adoperarsi al massimo per favorire l’accesso al credito altrimenti gli anni che ci aspettano saranno disastrosi”. Il programma del M5S è innovativo perché … “E’ innovativo perché è stato il primo a parlare di trasparenza. Tutti gli altri partiti gli sono andati dietro: si sarebbero liquefatti se almeno a parole, non avessero dimostrato questa disponibilità ad aprire le stanze del potere. La trasparenza e la partecipazione sono la forza del Movimento”. Un presente avventuroso, ricco di sfide e responsabilità. Come immagini invece la Donatella del futuro? “L’impegno politico attuale lo vivo come risultato di un’ assunzione di responsabilità personale nei confronti della collettività: sono dell’idea che la propria vita non debba limitarsi alle mura domestiche ed al proprio microcosmo. Il futuro, invece auspico sia lontano dalla visibilità pubblica, probabilmente nella mia casa di Apiro, circondata dal silenzio delle montagne”.
come demagoghi tuttavia le frumentazioni e la distribuzione del terreno agricolo sono state la salvezza del popolo romano. L’accusa di demagogia riferita al Movimento è l’alibi che i partiti tradizionali hanno elaborato per non ammettere neppure a loro stessi il proprio fallimento e la lontananza dalla gente. La risposta più opportuna che mi sento di dare è di vedere l’attività dei nostri rappresentati nei consigli comunali e sui territori”. In Parlamento, i grillini rappresentano volti nuovi, giovani, professioni diverse. C’è anche chi è alla prima esperienza politica … cosa rispondi a chi vi accusa di essere “dilettanti allo sbaraglio”? “Cosa vuol dire entrare in politica? Avere frequentato la scuola delle “Frattocchie”? Frequentare una scuola di alta politica come spesso accade in Francia? Essere addomesticati a Villa Gelmetto? Di certo non siamo esperti di lacci e lacciuoli. Tutto sembra costruito per ostacolare chi non é del mestiere perché ormai fare politica é divenuto appunto un vero e proprio mestiere, spesso del malaffare. Al contrario io ritengo che la politica si identifichi con la passione civile scevra da interessi personali”. Parlamento più in rosa dopo queste elezioni. 287 Parlamentari tra Camera e Senato sono donne, quasi il 31% del totale, in pratica un eletto su tre. È una piccola rivoluzione: come interpreti questo risultato? Credi che per le donne sia più difficile sostenere l’impegno politico rispetto agli uomini o credi che abbiano una marcia in più? “Non sono particolarmente interessata a quote forzosamente rosa anzi, a volte le trovo quasi maniacali. Non é cosi che le donne si riaffermeranno nei principali ruoli di responsabilità. La presenza oggi delle donne in Parlamento, per contro, non è stata cercata appositamente: la leggo dunque come espressione tangibile dell’impegno e della competenza femminile che si affermano da sé. Certo, purtroppo, problemi familiari di vario tipo limitano di fatto l’attività politica delle donne ma questo succede per ogni attività. In Italia le donne non hanno aiuti sufficienti: lo vediamo attraverso il loro sforzo quotidiano poiché l’organizzazione della società purtroppo
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Bella stagione, trionfano i colori pastello
Da Femme, spazio alla primavera! La primavera arriva da Femme, la boutique dedicata alle donne, gestita da Aldina Chiodi, nel centro di Jesi in C.so Matteotti 44. Sempre al passo con le ultime tendenze in fatto di moda, già dalla vetrina di Femme è possibile intuire quali saranno i must della nuova stagione. Sugli scaffali, un tripudio di colori pastello ma anche giochi di contrasto tra tinte accese. “Sul podio, il verde con tutte le sue sfumature. In particolare, da padrone la fa il verde smeraldo, la vera tendenza del 2013 – ci spiega Aldina - Di moda il rosso corallo e il rosa cipria, passando per l’arancio al giallo, non dimenticandoci la raffinatezza degli abbinamenti total black e total white. Bellissime anche le varianti di blu proposte per i mesi caldi”. Per la bella stagione, riconfermato il pizzo e le decorazioni con gemme e pietre. Cosa dire invece delle fantasie di tendenza per i mesi a venire? Romantiche, geometriche e retrò, colori pieni si alternano a fantasie esuberanti e colorate. Giovanili e confortevoli, anche le T-shirt. Da Femme, solo la qualità di prodotti made in Italy: “Sono arrivate le nuovi collezioni di Siste’s, Siste’s More, Pepe Rosa e Lunatic – precisa Aldina – Tanti stili e abbinamenti per ragazze e giovani signore che vogliono vestire le ultime tendenze, esaltando il proprio gusto per la moda. Vi aspettiamo!”
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Un argomento molto dibattuto nel campo della nutrizione è quello relativo ad una classe di alimenti tipica della dieta mediterranea: i cereali. Quando cominciamo a sentire il torpore della primavera…e percepiamo l’imminente arrivo dell’estate… ci rimettiamo umilmente e pieni di sensi di colpa davanti allo specchio… e oddio!!!! Le prime cose che togliamo subito dalla tavola sono appunto i prodotti cosiddetti cerealicoli ovvero pane, pasta e riso. Il più delle volte però questa nostra scelta non porta a nessun esito positivo, ma anzi può addirittura provocare una maggiore voglia di mangiare carboidrati e dolci, allontanandoci così dal nostro obiettivo iniziale. I cereali hanno caratterizzato e caratterizzano tuttora la tradizione culinaria del nostro Paese, sono uno degli alimenti base della dieta mediterranea e non vanno demonizzati, ma dobbiamo solamente tener conto che oggigiorno i fabbisogni nutrizionali sono cambiati come è cambiato il nostro stile di vita; non stiamo più per 10 ore al giorno nelle catene di montaggio industriali o a lavorare manualmente la terra, ma teniamo uno stile di vita decisamente più sedentario e “comodo”. Per queste motivazioni, una riduzione di cereali nella dieta è sicuramente consigliata ma ciò non va estremizzato con una loro drastica eliminazione; una dieta equilibrata prevede l’assunzione di cereali (in quantità differenti in base ai casi) ma privilegia quelli integrali. Non tutti i cereali sono infatti uguali, i cereali integrali sono quelli che non hanno subito un processo aggiuntivo di raffinazione e di lavorazione che li “spoglia” della loro parte più esterna privandoli di fatto anche di molti micronutrienti e minerali. Anzitutto i cereali integrali conservano un buon quantitativo di vitamine e apportano sicuramente una dose importante di fibra. La presenza di fibra in questi cereali – che va invece persa nel processo di raffinazione – aiuta ad evitare elevati livelli di glucosio nel sangue dopo il pasto. In altre parole, rispetto ai cereali
raffinati e rispetto ai zuccheri, i cereali integrali hanno sul nostro organismo un impatto molto meno violento come quantità di zuccheri immessi nell’organismo – il cosiddetto indice glicemico. Mantenere livelli di glicemia relativamente stabili con picchi non troppo alti aiuta nella perdita di peso e nella prevenzione di alcune malattie cardiovascolari e metaboliche. Inoltre le fibre contenute nei cereali integrali richiedono tempi di masticazione e digestione più lunghi, questa caratteristica porta ad un più lento assorbimento intestinale e ad una maggiore capacità saziante. Recenti studi confermano il potere dei cereali integrali, rispetto ai cereali raffinati, nel miglioramento del profilo lipidico contribuendo ad abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi. Il risultato più rilevante riguarda la riduzione significativa della colesterolemia a digiuno, sia totale che LDL. I cereali integrali sono dunque ideali per chi vuole mantenersi in linea e attuare di conseguenza un atteggiamento preventivo nei confronti del proprio stato di salute; ad esempio, per la colazione, si possono sostituire i tradizionali biscotti normali o brioches con del pane integrale, fette biscottate integrali, fiocchi d’avena ecc.. ricordando di un altra importante considerazione: la prima colazione deve avere un apporto calorico di almeno il 30% dell’apporto giornaliero. In conclusione è quindi preferibile indirizzarsi il più possibile verso tutti i tipi di cereali integrali come pane integrale, pasta integrale, riso integrale, ecc.., il che comporta forse un leggero cambiamento delle abitudini alimentari ma i vantaggi che potremmo trarne nel medio e lungo termine sono di gran lunga superiori rispetto all’ iniziale disagio organizzativo. Dott. Roberto Ceci, esperto in Nutrizione e Scienze Alimentari. Per contattarlo: roberto.ceci@email.it
dalla Superstrada Ancona/Roma uscita Moie, proseguire per 1,5 Km in direzione Castelplanio gpoint castelplanio
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A TAVOLA CON IL NUTRIZIONISTA
Cereali: a tavola, meglio scegliere quelli integrali
www.vignaroli.net
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di Lamberto & Griselda
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APERTO PRANZO E CENA
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