Skip to main content

Password 6 - Novembre 2013

Page 1

PASSWORD l’accesso mirato all’informazione n° 6 - OTTOBRE 2013

L’ INTERVISTA: ALESSIA POLITA “Tornerò a non avere paura dell’impossibile!” SPETTACOLO ANA LAURA RIBAS “La vera sfida è vincere con onestà” Rubriche degli esperti

COPIA GRATUITA

AVV. RIPA “Il punto sulla rateazione delle cartelle di pagamento LETTERATURA INFANZIA “La sfida a tavola, tra fiabe e racconti” VentaSun Solarium Centro Estetico

Via San Francesco, 27/a JESI (AN) Tel. 0731 213835 e-mail: ventasunjesi@gmail.com

www.leggopassword.it

Alessia

polita

“La vera sfida è tornare me stessa”


Solarium

Doccia bassa pressione Viso alta pressione Lettino bassa pressione

Abbonamenti Solarium Ogni 4 sedute 1 solarium omaggio

Sconti fino al

30%

su tessere prepagate per trattamenti estetici

Via S. Francesco, 27/A JESI (AN) - Tel. 0731 213835 e-mail: ventasunjesi@gmail.com

2


|EDITORIALE|

“Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia”. Albert Einstein, Come io vedo il mondo, 1934

La sfida, un viaggio alla scoperta di noi stessi di Chiara Cascio

Vi aspettiamo a novembre con il prossimo numero di Password e una nuova chiave d’accesso, un nuovo tema che farà da conduttore: felicità. Che cos’è per voi la felicità? Raccontatecela a redazione@leggopassword.it! Buona lettura

Lottare. Competere agonisticamente. Provocare. Suscitare una reazione. Sono tante le sfumature nascoste dietro la parola sfida. Ma c’è un elemento che le accomuna tutte: la presenza di un avversario. Un nemico che è sempre dietro l’angolo e assume molteplici forme, nella vita di ciascuno di noi. Per alcuni, ha le sembianze di una persona fisica: un collega, il capo, un genitore, il partner. Per altri, l’avversario è una situazione nuova, sconosciuta, ricca di insidie ma, a volte, anche di opportunità. Può essere una crisi da superare, una malattia, la perdita della stabilità economica. L’inizio di nuovo progetto professionale, una promozione, l’assunzione di un incarico pubblico. La nascita di un figlio. Ognuno di noi ha lanciato il guanto di sfida contro qualcuno o qualcosa. O lo abbiamo raccolto. Possiamo aver gioito nel vincere, architettato nuove strategie per non perdere, odiato il nostro avversario. Eppure, in pochi hanno considerato chi è il vero rivale. Noi stessi. Il nemico non è altro che il nostro riflesso, un alter ego proiettato all’esterno. Esiste perché noi esistiamo. La sfida ci pone di fronte a una difficoltà oggettiva e alla necessità di superarla. Ed è questo che ci spinge a valutarci, ad analizzarci, a confrontarci. A lottare e a sperare. Ogni sfida segna un’esperienza di crescita e di trasformazione in cui siamo chiamati a riscoprire ed allenare le nostre capacità, forza e tenacia. Socrate diceva: “conosci te stesso”. La vera ricchezza sta nella consapevolezza di chi siamo. Conoscere la realtà esterna significa aver compreso prima quella interna. E dunque la sfida diventa un biglietto di sola andata verso il pianeta “io”, alla riscoperta della proprie capacità e dei propri limiti, con il bagaglio dell’audacia, in una mano, e quello della determinazione, nell’altra, intenti a superare le avversità e a dimostrare agli altri – e prima di tutto a noi stessi – che è possibile valicare il confine. Che i no possono diventare sì. Che per ogni porta chiusa esiste una chiave per aprirla. Che il vero ostacolo è dentro di noi. Che non ci sono limiti alla volontà. Che impegno e sacrificio a volte pagano. Che dietro ogni difficoltà c’è un’opportunità. A noi il compito di saper cogliere le occasioni. La scelta di rompere la routine, accettando le sfide, oppure lasciarsi sopraffare da queste. Comprendere se è meglio vivere o abbandonarsi alla vita. Se il nemico dentro di noi è più forte o se, vincerlo, arricchisce ed eleva noi stessi.

3


|EVENTI|

23 - 24

novembre 2013

VILLA SALVATI

PIANE L L O VA L L ESINA

Torna a Pianello Vallesina, nella splendida location di Villa Salvati, l’appuntamento con “Sposiamoci, devi solo dire sì”. Anche per questa edizione, è prevista la presenza di grandi aziende del territorio, a certificare la qualità di questo evento che di sicuro registrerà grande affluenza, come nel marzo scorso. Abiti da sposa e cerimonia, bomboniere, partecipazioni, ristoranti e servizi catering, gioielli, fiori, soluzioni abitative, cantanti per cerimonie, make up, foto per rendere indimenticabile il “giorno perfetto”. La seconda edizione avrà luogo il 23 e 24 novembre, due giornate per offrire a tutti, non solo agli sposi, l’opportunità di visitare comodamente la mostra senza la paura di perdere i defilè di moda. Diversi gli atelier chiamati in passerella. Il 23 novembre la sfilata sarà un gran galà con inizio alle 20,30, una serata all’insegna dell’eleganza targata made in Italy. Domenica 24 saranno diversi i momenti dedicati alla moda a partire dalle ore 17,00. E per le coppie che abbiano deciso di dire sì, gli organizzatori offrono la possibilità di prenotare posti a sedere per godersi al meglio le sfilate e valutare in tutta serenità quale abito possa essere più adatto a loro. Basterà collegarsi al sito www. leggopassword.it/sposiamoci e compilare l’apposito form con i dati richiesti. Gli interessati riceveranno un invito personalizzato e potranno partecipare all’estrazione di un gioiello artigianale della collezione “Giulia Creations”. Per coloro che invece non amano navigare in internet mettiamo un fac-simile sulla pagina accanto, basterà ritagliarlo e consegnarlo personalmente o spedirlo alla sede di Studio Gamma Via Risorgimento, 189/a - 60030 Moie di Maiolati Spontini - o inviarlo per mail a sposiamocidevisolodiresi@ gmail.com.

Per trovare la casa che hai sempre sognato! Via R. Sanzio, 20/b - JESI (AN) Tel/Fax 0731 710640 www.studiocasadafne.it e-mail: info@studiocasadafne.it

4

A F F I T T A S I Jesi - Zona Giardini - App.to arredato al 1° piano con: ingresso, cucina con tinello, 2 camere, bagno e veranda coperta € 330,00 mensili Cod. JA1275 V E N D I A M O Nel cuore di Jesi - App.to ristrutturato posto al 3° piano con ascensore composto da: ingresso, salotto, cucina, bagno, camera con ripostiglio Panoramico!!! € 160.000,00 Cod. J1356


scegli il giorno

23 - 24

scrivi il tuo nome quello del tuo partner la data del matrimonio dopodichè ... devi solo dire sì!

novembre 2013 - VILLA SALVATI - PIANELLO VALLESINA

TANTI PROFESSIONISTI A DISPOSIZIONE PER AIUTARTI A REALIZZARE IL MATRIMONIO DEI TUOI SOGNI Ritaglia questo invito e consegnalo a Studio Gamma - Moie di Maiolati Spontini - Via Risorgimento 189/a Ti riserveremo un posto in platea per assistere comodamente alla sfilata e partecipare all’estrazione del GIOIELLO messo in palio

MERCATINI DI NATALE E PACCHETTI PER CAPODANNO ED EPIFANIA VOLI O VIAGGI IN PULLMAN IN ITALIA E IN EUROPA Centro Turistico Esino – C.T.E. Corso Matteotti 75 - Jesi (An) Tel. 0731 696142-3 Fax 0731 58218 Cell. 345 1359069 (Massimo) 328 0173462 (Rosaria) www.cteviaggi.it mail: info@cteviaggi.it

TOUR tra i FIORDI NORVEGESI dal 21 al 28 giugno da Oslo o Bergen con partenza da Jesi in pullman e volo da Bologna

5


|L’OROSCOPO di OLIMPIA|

BILANCIA: L’ombra dell’insoddisfazione si farà strada nel tuo cuore. C’è qualcosa, o qualcuno, che vorresti cambiare, una situazione che ti piacerebbe trasformare come se tu avessi la bacchetta magica! Impara ad impegnati per migliorare quello che non funziona: sii saggio e accetta quello che non puoi cambiare. è il momento che tanto aspettavi per coccolarti e coccolare! SCORPIONE: Novembre è il tuo mese: non solo perchè è il periodo del tuo compleanno, ma soprattutto perchè ti aspetta una fase interessante per le amicizie, la vita sociale e familiare, per allargare i tuoi orizzonti, cambiare vecchie abitudini e aprirti con soddisfazione alla vita. è il momento di scalare la montagna e non fermarsi al primo panorama che capita. Fai un piano, scegli la meta e parti, perchè il successo ti attende. SAGITTARIO: Mesetto nervoso questo novembre. Qualcosa o qualcuno ti farà irritare. In ogni caso, tenderai ad essere piuttosto suscettibile: in effetti, basterà poco per farti saltare la mosca al naso. Bisogna porsi un obiettivo nel breve periodo e procedere senza azzardi almeno fino alla prossima primavera. CAPRICORNO: Ottimo mese! Ti aiuta ad allargare i tuoi orizzonti, a capire come risolvere eventuali problemi, a mettere pace in una situazione controversa. Vivrai un’atmosfera positiva, nonostante ci saranno quelli sempre pronti a scombinare i tuoi progetti con qualche sgradito imprevisto. Urge un piano d’azione entro giugno, chi cerca lavoro deve sfruttare i contatti, chi si deve laureare corre come un treno, chi lavora a fine mese recupera soldi. ACQUARIO: Tutto novembre sarà all’insegna degli equivoci e incomprensioni in famiglia o tra gli amici. Preparati a fare scorta di pazienza, e a cercare di essere diretto, per quanto possibile. Questo transito potrebbe accentuare il nervosismo, renderti intollerante e poco disposto ad accettare ingerenze esterne. La parola chiave del periodo è flessibilità, qualche volta è il caso di accettare le persone per quello che sono. PESCI: Mese contraddittorio, a causa degli aspetti non uniformi che si intrecceranno nel tuo cielo. Ci saranno tensioni e nervosismo, ma anche voglia di risolvere quello che non funziona diplomaticamente. Sarai rapido nelle reazioni, comunicativo e socievole. Non precipitarti e non essere troppo impulsivo: rischiare di inimicarti qualcuno per capriccio, potrebbe sconvolgervi!

ARIETE: Dovrai fare attenzione a non intavolare discussioni infinite con chi ti circonda. I problemi non li risolverai litigando, ma usando l’astuzia e la razionalità. Purtroppo, sembra più probabile che sarai piuttosto impulsivo, invece che riflessivo! Alza la testa dagli impegni lavorativi, riprendi contatto con la realtà esterna e con il tuo corpo. Sei quello che mangi, hai bisogno di tutte le tue energie per una nuova responsabilità in arrivo. TORO: Avrai notevoli appoggi astrali per reagire e vivere un periodo di netta ripresa. Energico e grintoso, ti aprirai dal cinque in poi a un tocco di fortuna. Mese di ripensamenti, dubbi e sbuffi: se il lavoro non è come lo desideri, bisognerà aspettare e accettare il momento per quello che è. Un consiglio: coraggio e animo. La salute va salvaguardata, magari con echinacea, per rafforzare le difese immunitarie e sonno da recuperare. GEMELLI: Novembre è un che potrebbe imprimere un tono nervoso alle tue vicende affettive o familiari, renderti irrequieto e piuttosto impulsivo. In queste giornate, evita di prendere decisioni, soprattutto se riguardano rotture drastiche con qualcuno o qualcosa: potresti pentirtene in seguito! Il meglio arriva dopo il 17... saprai resistere senza fare il diavolo a quattro? CANCRO: Ti aspetta un mese grintoso, in cui avrai voglia di fare e di disfare, nella tua vita di società e nel lavoro. Tuttavia, gli affetti non sono favoritissimi e vivrai qualche tensione. Puoi mettere al centro i tuoi bisogni, ma fallo senza esasperare nessuno. Per avere quello che si vuole alle volte bisogna solo fare il primo passo: parla ora e metti in chiaro le cose. Il tempo ti darà ragione. LEONE: Niente lascia presagire giornate serene. Dubbi, incomprensioni e tensioni oppure equivoci e battibecchi con gli amici. Qualcuno di voi chiuderà i rapporti con una persona che non ha agito correttamente nei tuoi confronti. Evita di portare le ansie lavorative nella coppia, per i single agguerriti è il caso di diffidare dalle avventure facili e senza futuro VERGINE: Novembre potrebbe essere un mese speciale per te: una novità piacevole ti sta aspettando. Vita sociale e familiare procedono bene: comunicazione, capacità di mediazione, pazienza e tolleranza, doti sempre preziose per andare d’accordo con chi ti circonda! Le soluzioni sono in arrivo: potrebbe essere la volta buona in cui dare di matto e sfoderare la rockstar che è in te.

Caminetti Stufe Caldaie

ESPOSIZIONE E VENDITA SERRAMENTI INTERNI ED ESTERNI in P.V.C. - Alluminio - Legno/Alluminio - Legno

legna pellet bioetanolo

Showroom: Viale della Vittoria, 32 G - Jesi (An) Cell: 328 3589404 – 368 436906 Tel. e Fax: 0731 290039 www.ceccarellinfissi.com - info@ceccarellinfissi.com

installazione e manutenzione

VIA SAN GIORGIO, 3 - Pianello Vallesina di Monte Roberto (di fianco alla Chiesa Parrocchiale)

6


P L A Y S C H OO L

Playschool il Club Veni a trovarci!

Corsi di lingua individuali a partire da 200 € a tutti i livelli Corsi Lingua Coppia a partire da 240 per 2 persone Preparazione agli Esami Cambridge Aiuto anno scolastico Inglese Business, bambini, adulti,

www.studiograficovisibilia.it

Fidati dell’esperienza!

Jesi - Viale della Vittoria, 7/a - tel. 0731 56164 - 0731 841277 mail: info@thebritishcentre.it - web: www.thebritishcentre.it 7


|L’ESPERTO FISCALE RISPONDE| Avendo ricevuto molte richieste di chiarimento sulla rateazione delle cartelle di pagamento dedico questo articolo ad una sintetica puntualizzazione di questo argomento, sollecitando a contattarmi chi volesse un approfondimento o l’analisi di una situazione specifica.

IL PUNTO SULLA RATEAZIONE DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO.

Lucia Ripa, nata a Rimini il 3.03.1968, si è trasferita a Jesi nel 2011. Dal 1993 si occupa principalmente di consulenza e contenzioso tributario, collabora con Maggioli tributi per i tributi locali e dal 2010 è autrice di numerosi articoli ed e-books di diritto tributario. Dal 2009 è presidente della Camera degli Avvocati tributaristi della Romagna.

La cartella di pagamento. Viene utilizzata da Equitalia per riscuotere i crediti erariali, previdenziali o degli enti locali quando il contribuente non ha versato spontaneamente. Ad esempio, la cartella di pagamento viene notificata per la riscossione provvisoria di alcuni tributi dopo la notifica dell’avviso di accertamento e per riscuotere: contributi previdenziali, tributi locali, sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada ecc. La rateazione della cartella. Può essere chiesta ad Equitalia dal contribuente quando si trovi in temporanea difficoltà ad effettuare il pagamento dell’intera somma. L’istanza di rateazione, con allegato un documento di riconoscimento, può essere presentata allo sportello di Equitalia o inviata per posta raccomandata a.r. La rateazione può essere concessa fino ad un massimo di settantadue rate mensili; l’importo minimo di ogni rata è 100 € e si può optare per un piano di ammortamento con rate di importo costante oppure crescente. La situazione di temporanea difficoltà ad adempiere deve essere provata dal contribuente con apposita documentazione, diversa a seconda della tipologia di contribuente (persona fisica, associazione, società) e dell’entità del debito verso Equitalia. Da Maggio 2013 Equitalia ha innalzato da 20 mila a 50 mila € la soglia d’importo per ottenere la rateazione senza dover allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica. Per debiti oltre 50 mila € la rateazione è concessa dopo la verifica della situazione di difficoltà economica, cioè Equitalia analizza l’importo del debito e la documentazione idonea a rappresentare la situazione economico-finanziaria del contribuente. Ad esempio, le persone fisiche e le imprese individuali con regimi fiscali semplificati devono allegare all’istanza di rateazione il Modulo ISEE del nucleo familiare a cui appartengono. Come si paga la rata. Quando Equitalia accetta l’istanza di rateazione fissa anche il numero delle rate per il pagamento (ricordo che 72 è il numero massimo) ed il piano di rateazione. Ogni rata è pagabile con bollettini RAV a mezzo banca o on-line, sul sito Internet di Equitalia. I bollettini vengono consegnati già prestampati dal funzionario di Equitalia che ha seguito la pratica di rateazione. 8


Rateazioni successive. Se nel corso di un pagamento rateale il contribuente riceve altre cartelle, può chiedere la rateazione anche di queste ultime ed anche in questa situazione valgono le considerazioni fatte in precedenza in merito agli eventuali documenti da allegare alla richiesta.

Proroga della rateazione. Nei casi di comprovato peggioramento della situazione di obiettiva difficoltà del contribuente, può essergli accordata una proroga della rateazione di massimo ulteriori 6 anni (settantadue mesi), purchè la rateazione non sia scaduta o già stata prorogata in precedenza. La proroga può essere richiesta una volta sola ed il contribuente può chiedere rate di importo variabile e crescente per ciascun anno, anziché un piano a rate costanti. Per la documentazione necessaria per le persone fisiche e le imprese individuali con regimi fiscali semplificati rinvio a quanto esposto sopra.

Decadenza dalla rateazione. Se il contribuente non paga otto rate, anche non consecutive, decade dal beneficio della rateazione. Questi sono gli effetti: 1) l’intero importo iscritto a ruolo è riscuotibile immediatamente ed automaticamente, in unica soluzione; 2) la somma non può più essere rateizzata.

Questi sono i suoi recapiti: Avv. Lucia Ripa, STUDIO LEGALE E TRIBUTARIO CR, Via Donatori di sangue, n. 2 - Jesi (AN); tel. 0731/213237; lucia.ripa@atlrstudio.it.

9


a Offert e mbr e v o N bre Dicem

Corso Matteotti, 12 - Jesi (AN) - Tel. 0731 59932 info@esitur.com - www.esitur.com

10


11


|L’INTERVISTA|

FIDAPA JESI: INCONTRIAMO LA NEO PRESIDENTE LETIZIA SATURNI “La vita è una festa, impegnati e vivi con passione”

a cura di Catiuscia Ceccarelli

Letizia Saturni, Nutrition Coach e Specialista in Scienze dell’Alimentazione, docente dell’Università Politecnica delle Marche, nutrizionista presso il reparto di Cardiologia Riabilitativa della Casa di cura privata Villa Serena. Presidente dal 2012 dell’Università degli adulti della Media Vallesina, dopo aver militato per alcuni anni in Fidapa Bpw – Italia, ottenendo eccellenti risultati nella Commissione europea Igiene e Salute come responsabile del progetto “Aging people in action for a better life”, da pochi giorni è il nuovo Presidente della sezione di Jesi della Federazione Italiana Arti, Professioni e Affari. Scomodiamo simpaticamente Pirandello per definirti “una, nessuna e centomila”, per i tanti ruoli che ricopri con successo, a livello personale e professionale. “ Una, nessuna e centomila... mi piace! è un romanzo che fin dai tempi del Liceo mi ha attratta perché grazie ai numerosi passaggi logici Vitangelo Moscarda, da un banale fatto quotidiano, avvia un processo di riflessione che si conclude in modo imprevedibile. Inoltre mi piace perché porta a riflettere sui contrastanti modi con i quali viene percepita la realtà da ciascuno di noi, sulla inesistenza di una realtà univoca e sull’infinita varietà con la quale ognuno appare agli altri. Tutto ciò è una grande ricchezza da saper cogliere!” Che effetto fa raggiungere questo nuovo traguardo, presidente della Fidapa di Jesi? “Grande emozione e soddisfazione per quello che non considero un “traguardo”, un “arrivo” su cui adagiarsi, quanto piuttosto uno stimolo a ri-partire... Sono partita in ambito FIDAPA, come socia fondatrice quando nel 2005 la sezione si avviava, poi sono stata segretaria al fianco di Antonella Catani Ricci, per la quale nutro grande stima e amicizia, per arrivare ora all’incarico assegnatomi con fiducia ed espressa attraverso votazione dalle socie: la presidenza. Questo ruolo lo vivo come una evoluzione fisiologica. La mia matrice di biologa spesso mi tradisce... come un continuum di un cammino. Quando si decide di far parte di una associazione o federazione vuol dire che credi e condividi quella che è la visione della stessa e dunque hai poi piacere di impegnarti in prima persona con serietà, professionalità, acuità sensoriale, focalizzazione sempre in modo sereno, gioioso e... perché no, giocoso”. Cerchiamo di conoscere meglio la Fidapa. Che cosa fa, come è articolata e, sopratutto, qual è la mission della Federazione? “Partiamo dalla spiegazione dell’acronimo: FIDAPA significa Federazione Italiana Donna Arti Professioni Affari. È una associazione composta in Italia da circa 12.000 socie ed è organizzata in 287 Sezioni distribuite sul territorio nazionale e raggruppate in Distretti. La FIDAPA ha un respiro internazionale che è la Federazione Internazionale IFBPW, cioè International Federation of Business and Professional Woman. A Jesi è nata nel 2005 con Luigina Lampacrescia e, ad oggi, conta circa 35 iscritte. FIDAPA è un movimento di opinione indipendente, apolitico, senza scopi di lucro e persegue i suoi obiettivi senza distinzione di genere, etnia, lingua o religione. La visione FIDAPA la potete trovare ben descritta nel sito (www.fidapa.com) ma personalmente la preferisco declinare in versione jesino-federiciana come il fare opinione vivendo con la piena aderenza alla realtà, cioè non con ottimismo naif né con pessimismo pervasivo. La FIDAPA promuove, coordina e sostiene iniziative che vedono il pieno coinvolgimento delle Istituzioni pubbliche e private e della cittadinanza, partecipando alla vita sociale, amministrativa e politica. Inoltre FIDAPA favorisce rapporti amichevoli, di reciproca comprensione e di proficua collaborazione tra tutte le persone della realtà. Radicandosi pienamente nel territorio.” Nuovo corso per la sezione di Jesi con un nuovo direttivo. Chi sono le donne che ti affiancheranno in questo percorso, e quali gli obiettivi prefissati? “Si, il cammino continua... chi si ferma è perduto, recitava qualcuno al quale aggiungo AVANTI TUTTA, che è ormai diventato il mio motto! Condividono con me a stretto gomito Giovanna Gervasi come Vice Presidente, Roberta Cesaroni come segretaria e Daniela Morresi come Tesoriera. Ci sono poi i Revisori dei Conti: Beatrice Cenci, Paola Federici e Valeria Bizzarri e 6 sagge consigliere: Anna Priori, Francesca Pentericci, Adelina Battistelli, Roberta Baldazi e Maria Toccaceli. Poi c’è la parte più importante: LE SOCIE.

12


Mi chiedevi “chi sono?” Domanda bella! Io credo che come ogni persona sono dei preziosi libri da leggere e consultare e, come tali, da ognuna si possono trarre e vivere personali emozioni, dunque dico che sono donne italiane Arti Professioni Affari e cioè sono madri, mogli, compagne, figlie... Dico che non mi stancherò mai di ringraziarle per avermi offerto la possibilità di lavorare al loro fianco e mi toglierò sempre le scarpe prima di entrare ,in punta di piedi, nei loro cuori e così condividere idee, iniziative e opinioni.” Il primo evento dove sarete impegnate a breve? “Gli eventi sono due, in realtà. Uno interno di vita associativa e cioè l’incontro in assemblea con tutte le socie per organizzare l’anno 2013-2014. L’altro ,invece, sarà il 25 novembre in occasione della Giornata Internazionale della violenza contro la donna. In tale occasione vorrei fare opinione portando a riflettere sul significato di “contro”. Però non posso mica svelarti tutto ora…” l tuo nuovo incarico rappresenta di certo una nuova avventura, una sfida... che cosa significa per te affrontarla e soprattutto qual è l’atteggiamento più adatto davanti alle prove che ci mette davanti la vita? “Questo nuovo incarico lo sto vivendo come una avventura, con leggerezza, il che non significa assolutamente superficialità, quanto piuttosto senza maci-

gni nel cuore e senza gabbie nella mente. La vita non ti mette mai davanti prove. La vita è una festa, è un grande banchetto al quale devi partecipare elegante e devi giocare la tua parte fino in fondo. Vivere con passione, con il massimo dell’impegno, uscire dalla zona di confort - un clandestino che entra in casa come invitato, poi diventa ospite ed infine padrone di casa - abbattere le convinzioni limitanti. Rispettare se stessi esprimere pensieri gioiosamente e giocosamente dotti e saggi. Questo è! Ma come nutrizionista non posso sottrarmi dal darvi una ricetta per allestire un atteggiamento quotidiano adatto…. una dose abbondante di bontà, aggiungi una bella presa di pazienza, pazienza con te stesso e con gli altri. Non dimenticare un pizzico di umorismo, per digerire gli insuccessi. Mescolaci una buona quantità di voglia di lavorare, versa su tutto un grosso sorriso e avrai ogni giorno il successo”. Ricordiamo le coordinate della Fidapa di Jesi per seguire le attività della Federazione. “Siamo ancora in fase organizzativa, ti dico solo che a breve ci sarà un sito con un web blog al suo interno , una pagina Facebook e altri spazi da condividere tutti insieme. Al momento confermo miei riferimenti: lsaturni@univpm.it e 347 4351576 e quelli della segretaria Roberta Cesaroni (roberta_cesaroni@libero.it e 333 6061109.”

13


|L’INTERVISTA|

Giovanni filosa l’uomo dai 9 mila articoli Esperienza e professionalità al servizio della sua Jesi a cura di Catiuscia Ceccarelli

“Ce se parla bè, munto bè.” Non so perché ma viene spontaneo usare il dialetto jesino per raccontare la piacevolezza nel conversare, comodamente seduti al tavolo di una bar, con un uomo, professionista della comunicazione ma, soprattutto amante della sua Jesi: Giovanni Filosa. Una chiacchierata che non ti aspetti , o forse si, con citazioni, ricordi, aneddoti e la verve, accompagnata dal suo proverbiale sorriso, nel salutare, anche solo con un semplice gesto, le tante persone che lo conoscono e riconoscono. Coordinatore delle pubbliche relazioni e addetto stampa di Banca delle Marche, giornalista dagli anni ’70 e direttore della rivista mensile Primapagina . Chi è Giovanni Filosa? “Credo di poter essere definito importante per la nostra città. Ho lavorato per tanti anni scrivendo e parlando di Jesi e delle nostre zone. Importante perchè credo di aver dato e di poter ancora dare un contributo e un ritorno d’immagine alla nostra città. Questo è Giovanni Filosa, il giornalista e l’ uomo. Ma io sono anche un Onafifetto. Essere un “Onafifetto” è un modo di vivere. Noi Onafifetti (Mario Sardella, Piergiorgio Memè, Carlo Javarone, scomparso nel 2004 - ndr ) ci conosciamo da quando abbiamo sei anni. Non siamo una vera e propria compagnia teatrale che si incontra per realizzare spettacoli. Facciamo pittosto una vita comune da amici e la pensiamo tutti in un determinato modo. Per noi, essere “Onafifetto” vuol dire - passatemi il termine - essere “scojonado”, fare satira, prendere le cose sul serio ma fino ad un certo punto, cercando di fare al meglio sia l’Onafifetto sia il proprio lavoro, chi sia di giornalista che di metalmeccanico. “ Che rapporto hai con la sfida? “Il rapporto con la sfida è quotidiano. Se ogni giorno ti metti, con grandissimo piacere, a scrivere di ogni argomento, la sfida che hai è con te stesso e con l’esterno. Gli argomenti da trattare sono migliaia e, tutte le volte che mi metto alla tastiera, mi chiedo “chissà se riesco ad entrare nella questione che il personaggio mi propone?”. Un’altra sfida è piacere al pubblico quando scriviamo dei testi, con gli Onafifetti. Quella più importante, però, è cercare di essere se stessi”. Cosa detesti di più? “Detesto, come giornalista, non essere coerenti nel proprio lavoro. Mai assoggettarsi alle cosiddette “marchette”, a meno che non sia un messaggio pubblicitario che ti richiedono per lavoro. Un’altra cosa che detesto, nel quotidiano è quando una persona mi mastica in faccia mentre parla. Per me è una delle forme di maleducazione più grande che esista. “ Una carriera giornalistica, la tua, che va dalla tv alla carta stampata. “Ho iniziato lavorando per 19 anni con Tv Centro Marche. Il 22 settembre del ’75 ho realizzato la prima intervista - andata in onda nel primo telegiornale di Tv Centro Marche - ad Angelo Branduardi che, nel giorno di San Settimio, era a Jesi per presentare un suo disco con la RCA. Ricordo che in platea c’erano un certo Dalla, Baglioni e De Gregori, tutti della casa discografica RCA. Successivamente mi sono spostato su Tvrs con la mia trasmissione “Detto tra noi”. Sono stato per quattro anni corrispondente per Il Resto del Carlino, e poi per il Corriere Adriatico, oltre alle varie collaborazioni con Jesi e la sua Valle e Voce della Vallesina. Ho scritto più di nove mila articoli.” Quando nasce la tua passione per il giornalismo? “L’idea di fare il giornalista è nata da ragazzo quando facevo il Liceo Classico. All’epoca scrivevo per il giornale della scuola che si chiamava “Il Torrione”. Il primo articolo fu una recensione delle “Quattro Giornate di Napoli” di Nanni Loi. Durante gli anni al Liceo, spesso ci portavano a Teatro e, tra le tante rappresentazioni, la folgorazione per lo spettacolo è arrivata dalla performance di un giovane Gassman (Vittorio, ndr) in un “Edipo Re” straordinario. Mi dissi che dovevo scrivere di questo”. Il personaggio che, nella tua carriera, ti ha colpito di più? “Clio Napolitano, la moglie del Presidente. è un grandissimo personaggio che non nasconde niente. Ruspante e schietta, quello che ti deve dire te lo dice.

14


che compongono la banca ci credono, può restare tale. In questo periodo la Banca è commissariata. I commissari sono due persone eccezionali che conoscono dove vuole andare Banca Marche e sanno che e non vuole svendere niente ma restare quel punto di riferimento che è”. Cosa c’è dietro l’angolo per Giovanni Filosa? “Sicuramente il nuovo spettacolo degli Onafifetti, ovvero ironia, satira e gestione, nella maniera migliore e scanzonata, della politica, cultura e arte. Ci prediamo troppo sul serio! Stiamo lavorando ad uno spettacolo che racconta la storia attraverso la satira. Lo scorso anno, gli Onafifetti hanno presentato un progetto per le scuole. Siamo andati tra i banchi delle superiori di Jesi, durante le assemblee d’Istituto di fine anno, per proporre una lezione particolare: la satira secondo gli Onafifetti. Siamo partiti parlando della satira vera e propria, quella che si studia al Classico, da Orazio ai giorni nostri – “Castigat ridendo mores”, il sottotitolo – farcita con i pezzi storici degli Onafifetti. Il risultato? Uno spettacolo di un’ora e un quarto che ha riscosso un enorme successo . Quest’anno torneremo tra i giovani ma con una nuova proposta, la storia attraverso la satira”.

Mi ha raccontato degli anni in cui frequentava il liceo in modo diretto e spontaneo. è fatta così, oltre ad essere l’ombra buona del Presidente”. Il panorama giornalistico locale, lo conosci bene. Secondo te, che sfida sta affrontando questo settore, specialmente nel nostro territorio? “Una sfida doppia. La prima è quella economica. Il giornale è un’azienda e come tale risente della crisi che tutte le aziende stanno attraversando. Non è un problema di vocazione: di giornalisti che scrivono bene o che sanno porgersi davanti allo schermo, ce ne sono tanti. Purtroppo, è proprio il settore della stampa a trovarsi di fronte a un periodo di cambiamenti. La gente legge molto meno e le testate sottopagano i collaboratori. Le eccellenze ci sono ma vedo anche, e di questo mi dispiace molto, che si tende molto a “sbarcare il lunario”. Quello che consiglio sempre ai giovani è di cercare di non scendere mai a compromesso, anche se è dietro l’angolo e magari ti fa campare per qualche momento in più. Nelle Marche abbiamo comunque una bella tradizione giornalistica . Un messaggio: per scrivere bisogna anche avere una base. Se hai delle buone idee da buttar giù, non basta aver fatto un Corso di Laurea come Scienze della Comunicazione o Giornalismo, bisogna aver lavorato sul campo. Se hai fatto cronaca nera, un po’ di bianca oppure la politica, sapresti come e dove cominciare”. Sei stato coordinatore delle Pubbliche Relazioni e Addetto Stampa di Banca Marche. Non voglio metterti in difficoltà, ma una domanda è d’obbligo. L’istituto finanziario marchigiano sta probabilmente affrontando la sua sfida più grande. Come andremo a finire, secondo te? “Sono molto ottimista. Ma per fare in modo tale che la mia visione positiva rimanga tale è indispensabile che si arrivino a degli accordi. La Banca delle Marche deve restare del territorio e se le forze sociali e politiche

15


|L’INTERVISTA| Si guarda allo specchio e non si riconosce. E’ un’altra, quella lì seduta. Conta i giorni, passa in rassegna le magliette nell’armadio, rivede vecchie foto salvate sull’Ipad. Il mare, lo snowboard, la vela. E poi il motocross, la bici, le gare, i suoi trofei. E’ un’altra, quella che posa suadente davanti all’obbiettivo, che salta e corre nel paddock, che sorride sul podio della vittoria. L’altra Alessia. La sfida più dura adesso per la giovane Alessia Polita, pilota jesina rimasta “LA VERA ALESSIA paralizzata dopo l’incidente del 15 giugno scorso sulla pista di Misano dule prove del Campionato italiano velocità stock 600, è tornare a esseNON AVEVA PAURA rante re se stessa. Quella di prima, che ha voglia di fare, di costruire e di vivere la DELL’IMPOSSIBILE, sua vita di ventisettenne. Quando è volata giù dalla sua moto Yamaha R6, finendo di schiena contro un muro, ha riportato una lesione gravissima al TORNERò Ad midollo che le ha stravolto l’esistenza. ESSERE COSI!” Alessia, quale sfida ti attende adesso? “Sai, non è come se ti fratturi un osso, devi aspettare il tempo che si ricostruisca. Qui il tempo è tanto, troppo. E’ quello che mi serve per ritrovare a cura di Talita Frezzi me stessa. La vera sfida, ora, è proprio questa: tornare a essere la Alessia che non ha paura dell’impossibile. Io ero quella. E devo ritrovare quella Alessia che fisicamente non c’è più. A ventisette anni non puoi accettare di restare seduta. Un giovane in genere non può”. Tornerai in sella nonostante il terribile incidente di Misano? “Amo le moto, mi manca tutto di quel mondo che è il mio mondo. Voglio vivere di questo lavoro. Sono istruttrice federale e a livello teorico con la Federazione potrei andare avanti. Ma sto ancora aspettando...mi sento come se fossi in un momento transitorio. Voglio vedere come va, inquadrare meglio la situazione e capire. Certamente non mi arrendo, se riesco a tornare in sella riuscirò a sentirmi di nuovo completa...”. Cosa ti manca di più delle moto? “Mi manca tutto. Dai quindici minuti dietro la griglia di partenza, all’adrenalina della corsa, i sorpassi, quella bandiera a scacchi. Le moto mi fanno sentire viva, completa. Il mondo motociclistico è eccezionale, anche quando si spengono i riflettori. Ci si confronta, ci si incontra, si sta tutti insieme. Ero zingara tra un circuito e l’altro, sempre con la valigia in mano, ma era bello. La pista era casa mia e a volte, tornavo a Jesi in vacanza. Gli ultimi 12 anni sono stati i migliori della mia vita...ho conosciuto persone meravigliose, ho costruito la mia passione e trovato una gran persona al mio fianco. Ho avuto la possibilità di trasmettere la mia passione agli allievi, sia quelli più piccoli sia quelli più grandi....e un giorno, chissà, se avrò mai un figlio o una figlia, sarei felice se riuscisse ad amare uno sport così tanto come l’ho amato io... Per me sarebbe un gran successo! Che meravigliosa vita ho avuto io. La rivivrei cento volte”. Ora sei impegnata con la Fondazione onlus Lady Polita, la fondazione nata per affiancarti in futuro e per non disperdere la tua grande esperienza tecnica, oltre che di vita... ? “Si, ora che sono tornata a Jesi cerco di prendere in mano la onlus Lady 16


Polita, la fondazione istituita grazie a mio fratello Alex. Finora ci ha pensato uno staff di amici-collaboratori, ma adesso sono ufficialmente operativa io. Ci stanno arrivando molti progetti, idee e proposte, da sviluppare sul fronte della solidarietà verso altri giovani che si trovano nella mia stessa condizione. C’è molto da lavorare, bisogna rimboccarsi le maniche perchè vogliamo fare le cose per bene.. intanto, è anche uno strumento per stare in contatto con le tante persone che non mi hanno lasciata sola in questi mesi difficili. La pagina Facebook della onlus conta ormai 51.735 amici”. Mesi difficili...ti riferisci anche alla vita jesina dopo il rientro a casa? “Si, è stato pesante, lo è ancora. Non mi va molto di uscire e vedere gente. E’ dura sempre, ogni giorno. Affronto i ricordi di quando camminavo e mi arrabbio. Sto ancora a casa dei miei, dove ci sono tre rami di scale. A fine mese per fortuna mi trasferirò con mio fratello Alex in un nuovo appartamento in quartiere Minonna, a pianoterra, dove potrò essere più

17

autonoma con gli spostamenti senza dipendere sempre da Alex che adesso deve portarmi in braccio”. I progetti con il tuo fidanzato Eddi La Marra? “Quelli restano, anzi, appena lui sarà dimesso dalla clinica romana Santa Lucia (anche Eddi, pilota del Team Barni Ducati, è reduce da una brutta caduta in pista a Misano, il 27 agosto) ci prenderemo due settimane per stare insieme. Abbiamo trascorso quasi sei mesi vedendoci solo negli ospedali, prima mi stava accanto lui per il mio incidente, poi è stato il contrario, è toccato a me stare al suo capezzale dopo la cadua a Misano. Abbiamo bisogno di stare per conto nostro, di riprendere il rapporto da dove lo abbiamo sospeso, di andare a un cinema o a mangiare una pizza come tutti i ragazzi della nostra età. Abbiamo bisogno di normalità, poi riprenderemo a girare in pista insieme! Dobbiamo ricominciare daccapo e continuare quel sogno di sposarci...glielo avevo promesso”.


|L’INTERVISTA|

ANA LAURA RIBAS LA FORZA DI UNA DONNA SOTTO I RIFLETTORI a cura di Catiuscia Ceccarelli

Condividere il tema principale di ogni numero in uscita, in questo caso la “sfida” ,con chi vive quotidianamente sotto i riflettori. E’ questa una interessante quanto costruttiva sfida appunto, sperando che possa diventare una buona abitudine, che la redazione di Password vuole affrontare. La curiosità di vedere cosa c’è dietro le quinte di uno spettacolo, quando si spegne la lucina rossa di una telecamera o cosa nascondono i sorrisi dei Vip sulle pagine patinate del jet set. Un mondo apparentemente lontano dal nostro dove, però, la forza, la tenacia, la voglia di affrontare e vincere le sfide della vita appartengono comunque a persone vere, e non a personaggi interpretati. Scopriamo così che il coraggio di assaporare la quotidianità con tutto ciò che essa comporta, non è poi così lontano e diverso da noi e dalle nostre vite . Abbiamo voluto affrontare il tema della sfida con un personaggio vulcanico e ironico del mondo della televisione: Ana Laura Ribas. Simpatica e disponibile a rispondere alle nostre domande, Ana Laura Ribas rivela la sua spiccata personalità carioca. Tante sfide, alcune arrivate molto presto. Come la scelta di tentare la carriera televisiva, in un altro Paese per giunta. E’ il 1989 e vieni scelta come ragazza “Bingo” di “Telemike”. Come ricordi quel periodo? “La cosa buffa è che non ho scelto io di vivere in Italia, è stata l’Italia a scegliere me. Inizialmente sono venuta qui due o tre volte per qualche campagna pubblicitaria, poi sono passati 25 anni. Di TeleMike ho ricordi meravigliosi, era tutto nuovo per me, dalla lingua che non conoscevo (non è che ora sia la perfezione – non è una ndr) a tutto il resto. E poi il mitico Mike mi faceva morire dal ridere!”

18


Nella vita, hai calcato molti palchi della storia della televisione italiana. Quale ti ha messo più a dura prova? “Non penso che nessun palco mi abbia mai messo a dura prova, perché sono sempre stata molto incosciente. Per me era ed è un divertimento.” Dal 2007, sei conduttrice radiofonica e poi ti sei anche dedicata alla musica. La musica, possiamo dirlo, è un’altra delle tue passioni? “Si è vero, sono stata speaker di RTL 102.5 per quasi 4 anni, ed è stata una delle esperienze più belle che abbia mai fatto. Spero molto presto di tornare in qualche bella radio a trasmettere di nuovo. La musica è la mia passione. Figuriamoci , con la crisi discografica che c’è mi ci metto pure io a fare una cover dopo l’altra! Non mi definisco una cantante, non mi permetterei mai, però, mi piace molto interpretare le canzoni degli altri. A breve uscirà un nuovo video dove interpreto “Enrosca”, una canzone brasiliana molto bella, vi piacerà.” Il 2011 è un anno delicato, scopri di essere malata. Fai l’annuncio ai media e il pubblico si stringe intorno a te. C’è qualcosa che vuoi raccontarci di quel particolare momento? “No, non parlo più del mio caso in particolare. Voglio solo urlare ai quattro venti che, per la nostra vita, la prevenzione alle malattie, principalmente al tumore, è fondamentale. “LA PREVENZIONE CI SALVA LA VITA”. Cosa ti ha dato la forza di andare avanti? “Sono sempre stata una donna forte, per questo vado avanti.” Com’è l’Ana Laura Ribas di oggi, rispetto a quella prima della malattia? “Non penso che una persona cambi il suo modo di essere dopo un avvenimento doloroso. Io ho sempre amato e dato un grande valore alla vita e continuo anche ora. Per me non è cambiato nulla. Ripeto, non mi piace parlare di questo: io sono stata fortunata,

19

altri non hanno avuto la mia stessa sorte.” La tua più grande sfida vinta. “Ogni giorno che mi sveglio trovo una sfida diversa da affrontare, e qualcosa di nuovo da raggiungere. Credo che la più grande sfida sia quella di vivere onestamente e rispettare il mio prossimo. È facile dire sono un vincente se hai fatto uno sgambetto agli altri. La vera sfida è vincere onestamente.” Ti è mai capitato di perdere? “Certo, di continuo. In questo dorato mondo dello spettacolo si perde sempre, sopratutto con quelli che ti fanno lo sgambetto (appunto, come ho detto sopra) in maniera scorretta, usando la volgarità per raggiungere i propri scopi. Io non l’ho mai fatto e ne vado molto fiera.” Le sfide, specialmente quelle più importanti, non si affrontano mai da sole. A chi senti di dover dire “grazie”? “Non devo dire grazie a nessuno. E questo per me è importante. A tutti coloro che mi hanno aiutata nella mia vita, in qualche modo ho restituito il favore, con il mio impegno nello svolgere un buon lavoro o con la mia amicizia, piena di lealtà e fedeltà. Anzi, alcune persone dovrebbero dire grazie a me, diversamente da quello che pensano gli altri. A volte le persone hanno una strana concezione della parola “grazie”.” C’è qualcosa che cambieresti del tuo passato, se potessi tornare indietro? “Cambierei una infinità di cose. Non credo in chi dice di non voler modificare il passato. Sono convinta che se io non avessi fatto tante cose, oppure se le avessi fatte, le cose sarebbero andate diversamente. In meglio o forse no. Non lo saprò mai, non si può tornare indietro.” Cosa sogni per il futuro? “Sogno quasi quotidianamente che le cose migliorino, che questo bruttissimo momento passi in fretta, e che le persone tornino a sorridere. Non si può più andare avanti così. Ma sono felice perché ultimamente , nei miei sogni, vedo la luce in fondo al tunnel.”


|L’AVVOCATO RISPONDE|

Affrontiamo questo mese – congiuntamente all’Avv. Lucia Ripa (tributarista) cui rinvio per l’analisi degli aspetti fiscali della questione (nel numero di Password di settembre) – il problema degli accordi tra coniugi in ordine ai trasferimenti immobiliari, in sede di separazione e divorzio.

Invito tutti i lettori di Password a scrivermi via mail: m.checchini@tiscali.it via posta a: Avv. Monica Checchini, Via Clementina, 31 Castelbellino Staz. - An i quesiti legali che li assillano, al fine di consentirmi di aiutarli o comunque, di orientarli verso le scelte più opportune. Si avvisano i lettori che hanno sottoposto quesiti legali alla sottoscritta che riceveranno il parere direttamente al domicilio indicatomi.

E’ del 21 maggio 2013 infatti un decreto del Tribunale di Milano (sez. IX civ., decreto 21 maggio 2013) a mezzo del quale è stata confermata la possibilità per le parti (i “coniugi separandi”) di integrare le consuete clausole di separazione e divorzio (diritto di visita dei figli, assegni di mantenimento o “divorzile”, assegnazione casa coniugale) con clausole aventi la finalità di trasferire tra i coniugi o in favore di figli diritti reali immobiliari (proprietà, usufrutto, superficie, etc.) o di costituire iura in re aliena su immobili (possibilità peraltro rientranti nell’autonomia contrattuale loro riconosciuta), ma è stato decretato che la clausola stessa nel contesto degli accordi di separazione può costituire soltanto un impegno che dovrà poi essere formalizzato innanzi al Notaio (ovviamente con apposito atto notarile). In difetto di tale “secondo passaggio” potrebbe essere vanificato il fine stesso dell’accordo (non potendo l’atto essere trascritto e, quindi, il trasferimento essere opposto a terzi) poiché, tra l’altro, non sarebbe esperibile la procedura prevista dall’art. 2932 c.c. e, cioè, la cosiddetta “esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto” che prevede che, qualora colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie l’obbligazione (quindi, per esempio, non trasferisce la proprietà anche se questi erano gli accordi alla base della separazione o del divorzio), l’altra parte (in questo caso l’altro coniuge) può ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso. E’ stato infatti tra l’altro osservato come non vi sarebbe alcuna garanzia, nel procedimento avanti al Giudice, del rispetto della normativa urbanistica (con riferimento alle menzioni previste dalla legge a pena di nullità dell’atto di trasferimento immobiliare). Tale tecnica, cosiddetta “obbligatoria” (che impone che l’accordo in ordine al trasferimento di immobili venga formalizzato innanzi ad un Notaio), consentirebbe quindi pacificamente anche di porre rimedio ad eventuali inadempimenti successivi alla pattuizione. Si tratta di una interpretazione oggi confermata dai più recenti interventi normativi del Legislatore che ultimamente (l’art. 19 comma IV della legge 30 luglio 2010 n. 122) ha demandato in modo espresso al solo Notaio (e non ad altri operatori), il compito della individuazione e della verifica catastale, nella fase di stesura degli atti traslativi così concentrando, nell’alveo naturale del rogito notarile, il controllo indiretto statale a presidio degli interessi pubblici coinvolti. Seppur ad oggi la giurisprudenza maggioritaria operi nel senso di ritenere ancora che i coniugi, in sede di separazione consensuale, possano introdurre atti di trasferimento immobiliare immediatamente esecutivi, è bene tenere presente che l’orientamento giurisprudenziale (anche in conseguenza della summenzionata legge 122/2010) appare essere a una svolta; dal decreto esaminato emerge infatti evidente come, in tema di trasferimenti immobiliari tra coniugi separandi e dei relativi accordi traslativi, ci sono Tribunali che cominciano a ritenere che il controllo del Notaio non possa essere in alcun modo sostituito da quello del Giudice, con conseguente inefficacia / “in eseguibilità” delle clausole stesse. Avv. Monica Checchini Si rinvia all’articolo della collega Lucia Ripa (esperta in diritto tributario) per le conseguenze sul piano fiscale degli atti di trasferimento immobiliare nell’ambito dei procedimenti di separazione e divorzio. (Password n. 5 del settembre 2013)

Potete rivolgermi domande, condividere esperienze e trovare risposta ai vostri quesiti sul FORUM presente nel sito dello Studio www.studiolegalechecchini.it

20


Si svolgerà dall’8 all’11 maggio il XIX Palio di San Floriano di Jesi. Queste le date scelte e comunicate dall’associazione Ente Palio, già a lavoro per l’edizione 2014 della manifestazione. Tra le novità, gemellaggi con le città federiciane d’Italia, mercatini e due appuntamenti d’anteprima, il 3 e il 4 maggio, su cui aleggia un po’ di mistero. “Tutte le novità saranno rivelate quando il programma sarà definitivo – spiega la presidente Chiara Cascio – Intanto proseguono le attività dei Gruppi storici con l’ingresso di nuovi iscritti. L’intento è quello di lavorare con costanza e armonia di modo da poter condividere con i cittadini e il territorio l’appuntamento con la tradizione”. Novità anche all’interno del Direttivo. Entrano a far parte del Consiglio la sbandieratrice Silvia Pennacchioni e alla segreteria il socio Matteo Baleani. Eletto anche il neo vice presidente, il consigliere Giancarlo Giuliani. Regista del Palio, Giancarlo Giuliani vanta anni di militanza all’interno dell’associazione: “Il mio impegno sarà massimo sia verso i consiglieri del Direttivo che hanno espresso fiducia nei miei confronti che verso la città – fa sapere il vice Giuliani - Mi auguro che la nuova squadra possa lavorare in armonia per un Palio 2014 indimenticabile”. Sempre in tema di novità, inizia il 6 novembre il Corso di Ballo e Danza Medievale, a cura dell’Ente Palio di San Floriano, grazie alla preziosa collaborazione della docente di danza Elisabetta Braconi. A partire dalle 21.30, tutti i mercoledì, l’appuntamento è nella Palestra di via Asiago: “Il corso è aperto a tutti gli interessati, uomini e donne, ragazzi e ragazze di tutte le età - spiega la docente Elisabetta Braconi - Non è necessario avere basi di danza, all’epoca i movimenti erano piuttosto semplici e si seguivano delle coreografie elementari. Si richiede solo volontà e costanza, oltre che la curiosità nell’apprendere questa disciplina!”. Il corso è gratuito per i soci, i non soci pagheranno la quota della tessera che è di 25 €. Per informazioni è possibile contattare l’associazione al numero 0731-56160 , mob. 338 1416358 o inviare una mail a paliodisanfloriano@gmail.com

ASSOCIAZIONE ENTE PALIO DI SAN FLORIANO NOVITà PROGETTI INIZIATIVE

foto di Nicola Gori

ALBANESI STEFANO impianti elettrici antenne e videocitofonia Via S. Antonio da Padova, 2 JESI (AN)

Piazza Ciabotti,8 c/o centro comm.le ARCOBALENO - JESI (AN) Tel/Fax 0731 215731 / Cell. 339 7394970 www.hedonestetica.it / hedone.estetica@gmail.com

Cell.: 347 3309285 Mail: stefanalb@tiscali.it

21


|LETTERATURA PER L’INFANZIA|

La sfida a tavola: fiabe e racconti di educazione alimentare “Noi siamo quello che mangiamo”. Ippocrate Silvia Piangerelli è laureata in Lettere e ha conseguito un Master in Editoria con una tesi sulla letteratura per l’infanzia e sull’importanza delle fiabe per lo sviluppo psicologico del bambino. Lavora come redattrice e ideatrice di testi per una casa editrice, per cui scrive articoli, racconti, testi di varia natura destinati ai bambini e alle insegnanti.

Per ogni genitore la sfida spesso comincia a tavola, all’ora dei pasti, quando deve inventarsi mille e più stratagemmi per far mangiare il proprio bambino. Non è facile abituare i bambini a un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura. Il più delle volte rifiutano certi cibi perché hanno un odore o un gusto che non gradiscono e fanno i capricci, rendendo il momento del pasto una vera tortura. Bisogna stimolare i bambini ad avvicinarsi al cibo con un atteggiamento di curiosità che favorisca anche la fiducia e il desiderio di assaggiare nuovi alimenti. È scontato che non si può parlare loro di cattiva alimentazione o dei danni causati nel tempo da un mangiare scorretto, ma si può ricorrere alla lettura di fiabe classiche, che spesso met22


quelle vissute dai bambini stessi. Ce ne sono per ogni esigenza: ad esempio, se si vuole stimolare i bambini a mangiare più frutta e verdura si può leggere loro il racconto di Bertelle e Giraldo “Anna, ma che schifo i cavoletti” che narra di una bambina a cui non piacciono i cavoletti, ma che li mangia per amicizia di una compagna che in mensa scolastica rifiuta ogni sorta di cibo. Anche “Le avventure di Cipollino” di Rodari, “Il paese dei fagiolini bugiardi” di Cipriani e “Non piangere, Cipolla” di Piumini possono incoraggiare i bambini a gustare abitualmente frutta e verdura, aiutando anche i genitori a superare la “sfida dei pasti”.

tono in evidenza il linguaggio del cibo. Basti pensare all’ingordigia del lupo in “Cappuccetto Rosso” e nei “Tre Porcellini” che lo conduce a una brutta fine o alla ghiottoneria di Hänsel e Gretel che porterà i due fratellini a rischiare di essere mangiati dalla strega. Attraverso la lettura di queste fiabe possiamo far comprendere ai bambini che l’ingordigia può essere dannosa al nostro organismo e che è importante seguire un’alimentazione il più possibile equilibrata. Nelle fiabe, il cibo è motivo di punizioni e incidenti oppure, al contrario, di premi, di condivisione, di festa; è una sorta di strumento magico che risolve situazioni problematiche complesse. Anche nei racconti moderni destinati all’infanzia si affronta l’educazione alimentare e si propongono situazioni analoghe a

Per suggerimenti, domande ed altro potete scrivermi al seguente indirizzo mail: silvia.piangerelli@gmail.com

23


La storia di un uomo e una donna

Dott.ssa Norma Zingaretti Psicologa Psicoterapeuta in Analisi Bioenergetica. Sedute individuali e classi di esercizi in gruppo. Per appuntamento cell. 3357606632 Scrivetemi all’indirizzo di posta elettronica: normazinga@libero.it

“Erano simili e diventarono grandi amici. Era un rapporto meraviglioso: si rispettavano e nessuno cercava di prevalere sull’altro. Ogni passo che facevano li rendeva felici; non c’era invidia, gelosia, controllo, possesso. La relazione continuava a crescere. Amavano stare insieme perché si divertivano molto. Quando erano soli ciascuno sentiva la mancanza dell’altro. Un giorno mentre l’uomo era fuori città pensò: “Forse ciò che sento per lei è amore, ma è così diverso da ciò che ho provato in passato. Non è ciò che dicono i poeti o la religione, perché io non mi sento responsabile per lei. Non le chiedo nulla, non ho bisogno che si occupi di me. Non sento la necessità di incolparla dei miei problemi. Insieme stiamo bene e ci divertiamo. Io rispetto il suo modo di pensare e lei non mi mette mai in imbarazzo. Non mi sento geloso quando è con altri e non invidio i suoi successi. Forse l’amore esiste davvero, alla fine, ma non è ciò che tutti credono che sia.”Non vedeva l’ora di tornare a casa e parlare con la donna, per raccontarle dei suoi strani pensieri. Appena cominciarono a parlare lei disse: “So esattamente a cosa ti riferisci. Io ho avuto la stessa idea tempo fa, ma non volevo parlartene perché so che non credi all’amore. Forse dopotutto l’amore esiste, ma non è ciò che pensavamo che fosse.”I due decisero di diventare amanti e di vivere insieme e sorprendentemente le cose tra loro non cambiarono. Continuavano a rispettarsi e a sostenersi e l’amore cresceva sempre di più. Anche le cose più semplici li facevano gioire, perché si amavano ed erano felici. Il cuore dell’uomo era così pieno d’amore che una notte accadde un grande miracolo. Era intento a guardare le stelle e né vide una bellissima. Il suo amore era così forte che la stella scese da cielo e finì nelle sue mani. Quindi accadde un altro miracolo e la sua anima si fuse con la stella. La sua felicità era intensa e andò subito dalla donna per mettere la stella nelle sue mani. Non appena lo fece lei ebbe un momento di dubbio: quell’amore era troppo forte. Non appena quel pensiero le attraversò la mente, la stella le cadde di mano e si ruppe in un milione di pezzi. Ora c’è un vecchio che gira per il mondo giurando che l’amore non esiste. E in una casa c’è una donna anziana che aspetta un uomo, versando lacrime amare per il paradiso che aveva tenuto tra le mani, perdendolo in un momento di dubbio. Questa è la storia dell’uomo che non credeva all’amore.” Cosa non funzionò? Chi sbagliò? Fu forse l’uomo dando alla donna la stella, cioè tutta la sua felicità. La felicità non viene mai dal di fuori. L’uomo era felice per tutto l’amore che proveniva da sé stesso. La donna era felice per tutto l’amore che proveniva da lei. Appena lui la rese responsabile della propria felicità lei ruppe la stella, perché non poteva farsi carico della felicità di un altro essere. Indipendentemente da quanto lo amasse, non avrebbe potuto renderlo felice. Se prendete la vostra felicità e la mettete nelle mani di un’altra persona prima o poi quella persona la distruggerà. Se la felicità, invece vive dentro di voi siete voi ad esserne responsabili. Mattiamo la nostra stella (felicità) nelle mani dell’altro, sperando che ci renda felici e noi renderemo felici lui, o lei. Indipendentemente da quanto amate un’altra persona, non sarete mai ciò che quella persona vuole che siate. Questo è l’errore che quasi tutti facciamo sin dall’inizio. Basiamo la nostra felicità sul partner, facciamo promesse che non possiamo mantenere. La storia ha vari punti di riflessione

24


la pienezza interiore non può essere data dall’approvazione di coloro che ci circondano e soprattutto del partner, perché questo determinerebbe una dipendenza straziante, dannosa e devastante per entrambi i partners. Lo scopo di un percorso di conoscenza che conduca alla piena consapevolezza di sé, è essenzialmente questo: diventare completi, intelligenti, consapevoli di se stessi, del proprio valore, pieni di dignità, capaci di distinguere l’Amore dalla necessità di sentirsi amati che, non è una colpa, ma induce spesso a commettere degli errori dei quali si è responsabili per se stessi e per l’altro. Infatti non è raro che poi si cerchi di addossare tutte le colpe all’altro, adottando atteggiamenti che rasentano il vittimismo. La più grande garanzia per se stessi e per coloro con i quali si entra in contatto è l’AMORE. Solo se si Ama profondamente si può beneficiare di un sostegno inimmaginabile, solo in questo modo il rapporto con l’altro può offrire un’opportunità di crescita straordinaria. Ma andiamo per gradi, iniziamo con l’Amore verso se stessi e da un principio meraviglioso: L’Amore è Libertà. Libertà di essere, essere come si è, liberandosi dai condizionamenti della famiglia, della società, della cultura, dalla necessità di essere sempre approvati dagli altri, dal giudizio su di sé e sugli altri…lascio a voi lo spazio per continuare la lista.. Buona Vita!!!

su aspetti essenziali in una coppia e nelle relazioni: il rispetto e il non dominare l’altro, prevaricare, la pura felicità dello stare insieme, la condivisione semplice senza ricatti, pretese, aspettative. Non c’è gelosia, invidia, non incolpo l’altro dei miei problemi o carenze, sono io il solo responsabile di me, della mia vita e della mia felicità, posso condividere tutto questo, amare, stare insieme, ma non posso attribuire all’altro la mia infelicità o felicità. Cerchiamo di comprendere bene il concetto di completezza. L’Uomo e la Donna sono complementari e questo è un fatto indiscutibile, in quanto ognuno di essi ha delle caratteristiche specifiche proprie del genere al quale appartiene. Ma questo non vuol dire che si completano a vicenda e che l’uno senza l’altra sono esseri incompleti, perché, se così fosse, ogni unione fra un Uomo e una Donna dovrebbe condurre entrambi gli esseri alla perfezione, ma ciò non avviene. Qual è dunque la motivazione profonda di questo “insuccesso”? Se un individuo, sia esso Uomo o Donna, ha delle carenze in uno qualsiasi degli ambiti della propria sfera esistenziale, non può e non ha il diritto di credere che ci possa essere qualcun altro che rimedi alle proprie carenze. Facciamo un esempio banale: se, per esempio, una donna ha delle difficoltà a ricordarsi alcune cose come la scadenza del pagamento di una bolletta mentre invece per il partner è una cosa spontanea e naturale ma stenta a ricordare la data del compleanno dei figli, degli amici più cari, o degli anniversari - cosa che a una Donna difficilmente accadrebbe - non vuol dire che i due partner siano complementari. Infatti, da questo esempio, si evince che i partner, due esseri distinti, valgono per una persona, e che, pur stando insieme, sopperendo a vicenda alle mancanze dell’altro, individualmente rimangono degli esseri incompleti ed è questo il vero dramma. Un Uomo ed una Donna, insieme, devono sì aspirare a diventare Uno, ma questo non vuol dire che devono essere due metà, essi devono aspirare a diventare due unità complete. Quindi è bene guardarsi dentro e comprendere che

25


|SPECIALE SCIENZA| La vita di Peter Parker non é mai stata semplice. Le sue caretteristiche, tipiche dell’intellettuale timido e introverso - volgarmente chiamato “secchione” o nerd - lo esponevano a umiliazioni da parte dei coetanei e a uno scarso successo con il genere femminile. Come sappiamo però, il morso di un ragno radiattivo gli conferì dei poteri molto speciali e il timido La sfida : Peter diventò il super eroe che tutti conosciamo. L’ uomo ragno Questo fatto non gli semplificò di certo la vita, in quanto nei panni del super eroe ebbe il suo bel da fare nel difendere contro Goblin New York da criminali agguerriti. Uno di questi é certamente Goblin. Con un passato da boss a cura di Roberto Longo del crimine, Goblin poteva vantare una notevole forza e un arsenale di armi tecnologiche, come un aliante con motore a turbina e delle bombe-zucca. In più le cronache narrano che Goblin ruiscì a smascherare l’Uomo Ragno e a conoscerne la sua identità segreta, acquisendo un bel vantaggio nella sua lotta personale contro il super eroe. In una famosa vicenda, Goblin rapisce la ragazza di Parker (Gwen Stacy), e la porta in cima al ponte George Whashington, usandola come esca per attirare l’Uomo Ragno fino allo scontro. Ad un certo punto della lotta Goblin butta Gwen giù dal ponte, verso una morte sicura. L’Uomo Ragno all’ ultimo momento riesce ad afferrare Gwen con la ragnatela, evitandole per un soffio l’ impatto con il fiume, ma questo tentativo di salvataggio in extremis non funzionò e il corpo di Gwen fu riportato in cima al ponte ormai privo di vita. Ma come é potuto accadere? Perche l’ Uomo Ragno ha perso la sua sfida contro Goblin? Roberto Longo nasce a Jesi il 4 Gennaio In effetti, più che contro Goblin, l’Uomo Ragno ha perso la 1978. Dopo ever ottenuto la laurea in in- sua sfida contro la forza di gravità e le leggi della dinamigegneria elettronica presso l’ Università ca. Per provare tutto ciò supponiamo che la velocità di caduPolitecnica delle Marche, si trasferisce in Belgio, dove consegue il Ph.D in in- ta di Gwen raggiunga i 150km/h nei pressi della superficie del gegneria biomedica presso l’ Università fiume. Cadere a questa velocità non é certo gradevole come Libera di Bruxelles. Nel Gennaio 2012 fare una passeggiata digestiva, ma, come vedremo tra poco, viene accettato all’ Università Montpellier 2, Francia, come ricercatore post il problema non é tanto la velocità, ma l’arresto improvviso. dottorato, e nel Settembre 2013 riceve Per cambiare la velocità di Gwen Stacy , da 150 km/h a 0, c’ la carica di professore associato presso é bisogno di una forza esterna, in questo caso fornita dalla l’ ESEO “grande école d’ingénieurs”, Angers. Autore di numerose pubblicazioni di tela dell’ Uomo Ragno. Usando le leggi della dinamica formulivello internazionale, collabora con diver- late da Isaac Newton, attraverso vari passaggi deduciamo si istituti di ricerca interessati allo studio e l’ utilizzo di ultrasuoni per la medicina che per cambiare la quantità di moto di un corpo in movie la biologia.. Per contattarlo scrivete a: mento (cioé il prodotto della sua massa per la sua velocità) roberto.longo@eseo.fr

26


deve essere applicata una forza per un determinato tempo: maggiore é l’ intervallo di tempo, minore é la forza necessaria per arrestare il corpo. Questo é il principio base degli airbags, che in caso di arresto improvviso del veicolo, si gonfiano rapidamente per sottoporre il conducente a un contatto prolungato con la superficie dell’ airbag stesso, diminuendo così l’ entità della forza d’arresto. Tornando all’ Uomo Ragno, la sua tela ha si proprietà elastiche, il che é un bene, ma il tempo disponibile per rallentare la caduta di Gwen é breve, il che é terribile! Facendo alcuni calcoli si può dedurre che la forza da applicare per arrestare un corpo di circa 50 kg all’improvviso é intorno ai 440 Kg, e non é certo consigliabile per chi ha un elevato istinto di conservazione. Per questo motivo, nel film Spider Man del 2002, quando Goblin butta giù dal ponte Queensboro Mary Jane Watson, l’Uomo Ragno non ferma la sua caduta rapida con la tela; si butta invece al suo inseguimento e solo dopo averla afferrrata lancia la tela per oscillare con lei in (quasi) sicurezza. Un salvataggio a lieto fine, dopo aver imparato dai propri errori .

27


|CURIOSANDO|

EVENTI

Sorgeva accanto a quella che è oggi l’Azienda Agricola Cantina “Villa Romita”, via dell’Industria 1, a Pozzetto di Castelplanio, nella zona industriale e artigianale nei paraggi del Centro commerciale L’Oceano. A ricordarla, per chi ne ha memoria, sono rimasti due piante di pino domestico (pinus pinea), per altri che non l’hanno vista essi rimangono ancora come punti di riferimento. L’agonia della piccola chiesa si concluse con il crollo definitivo martedì 26 agosto 1997 o il giorno prima, lunedì 25. Agonia che era incominciata qualche anno prima quando non fu inserita nel P.P.A.R (Piano Paesaggistico Ambientale Regionale ) del 1987 come fabbricato architettonico da tutelare. Ridotta poi a magazzino e inserita come edificio rurale nel Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Castelplanio, negli ultimi giorni del gennaio 1994, a causa di piogge abbondanti, con la chiesa del il crollo del tetto iniziò il degrado inarrestabile, da nessuno ovviato, che crocifisso portò nell’arco di tre anni allo sfascio totale del manufatto. Probabilmente c’è stata una volontà di lasciarla cadere in rovina per rendere omogenea tutta in’area destinata ad attività commerciali, artigianali e industriali. La chiesa era stata costruita nel 1792, realizzata prevalentemente in pietra, squadrata, era dedicata al Crocifisso. Fu ricostruita sul luogo di un’altra a cura di Riccardo Ceccarelli piccola chiesa edificata nel 1713 al posto di una più antica edicola religiosa che sorgeva accanto alla “strada romana” o strada consolare (attuale strada provinciale 76). Nel 1725 fu visitata, in occasione della visita pastorale, da Mons. Antonio Fonseca vescovo di Jesi: si annotava allora che l’immagine del Crocifisso, miracolosa, era dipinta sul muro. Annessa alla chiesa, c’era la tipica dimora di campagna del possidente, non ampia, dalle sobrie linee architettoniche con un piccolo tocco di classe nella porta d’ingresso. La dedicazione della chiesa al Crocifisso aveva dato il nome al vicino molino Franciolini – di cui abbiamo parlato nel precedente numero di Password – chiamato per questo motivo anche “Molino del Crocifisso”. Con la scomparsa di questa piccola chiesa, si è perduto un chiaro segno di fede che per secoli aveva distinto il nostro territorio e di quanti lo hanno abitato. Scompaiono segni e forse anche radici antiche, tutto fagocitato da nuove imponenti costruzioni. Avendolo voluto si poteva salvaguardare, ma gli interessi economici sono stati prevalenti penalizzando l’identità culturale del territorio. Per secoli questa piccola chiesa e il Crocifisso hanno ‘vegliato’ su quanti transitavano sulla strada sottostante ‘raccontando’ di generazione in generazione una cultura radicata da oltre un millennio e mezzo, ora saranno i centri commerciali a raccontare ai figli dei nostri figli la nostra “cultura consumistica”. Indubbia conquista di una ‘modernità’ che a sua volta ci consuma. Addio, vecchia piccola chiesa, ne conserveremo il ricordo in qualche sbiadita fotografia insieme alla nostalgia di continuare a “vederti” anche se in mezzo alle cattedrali dell’economia moderna, quale segno di un passato di cui non dobbiamo e non dovremo vergognarci.

28


|NUTRIZIONE|

La sfida più grande di questo secolo è, a mio avviso, la riscoperta di un benessere ed un equilibrio psicofisico. In questi ultimi cinquanta anni la nostra società occidentale, e nello specifico l’Italia, si è sempre più evoluta nella ricerca di un benessere materiale, trascurando il corpo e la mente dell’individuo. Abbiamo sempre di più maturato un atteggiamento competitivo ed arrivista, tanto che la SFIDA sembra oggi la parola chiave di ogni ambito della nostra vita. Nel vivere quotidiano tutto è più semplice e veloce ma una riflessione è d’obbligo; siamo la generazione più obesa ma peggio nutrita degli ultimi cinquanta anni, perché? La frenesia di quest’epoca, la velocità con cui tutto deve essere fatto ci ha portato a modificare abitudini alimentari radicate da anni. Siamo passati da una tradizione slow food ad una fast food, siamo così arrivati a preferire cibi pronti, spesso congelati o precotti (sempre più poveri di elementi nutritivi) trascurando le regole della dieta mediterranea, che al contrario consiglia alimenti vegetali e freschi, ricchi di vitamine, minerali ed antiossidanti. Si è lasciato sempre più spazio a grassi saturi ed alimenti di origine animale, aumentando di fatto i livelli di colesterolo sierico e quindi l’incidenza delle malattie cardiovascolari. Questo cambiamento è avvenuto in maniera relativamente veloce ed il nostro DNA non si è certo adeguato a questo nuovo “ambiente”. Molte malattie croniche sono legate in maniera stretta con lo stile di vita che adottiamo ed in particolare l’alimentazione riveste un ruolo cruciale. Secondo l’American Institute for Cancer Research (AICR), oltre il 30% dei tumori è direttamente riconducibile all’alimentazione, intesa sia in termini quantitativi che qualitativi. Questo significa che agendo semplicemente sullo stile di vita, in particolare adottando una sana alimentazione, potremmo ridurre l’incidenza della malattie croniche, ovvero di quelle patologie che molto spesso sono causa di morte in occidente. Diversi studi hanno dimostrato come il cibo sia in grado di influenzare l’espressione genica. Il calcolo delle sole calorie infatti è un concetto che va integrato con la scelta degli alimenti (qualità e quantità). Stare a dieta dunque non va inteso come un’operazione a breve termine ma come qualcosa da applicare quotidianamente e per un lungo periodo. L’utilizzo di prodotti vegetali come verdure e frutti di stagione grazie al loro contenuto di antiossidanti sono in grado di combattere lo stress ossidativo, uno dei principali nemici della salute. Se solo decidessimo di applicare piccole e buone regole quotidiane potremmo influenzare il decorso della nostra salute. Sembra fin troppo semplice ma in realtà studi scientifici lo hanno dimostrato. Molto spesso questo ci spaventa e ci nascondiamo dietro il “non ho tempo”, in realtà questo tempo non va perso ma semplicemente investito. Un atteggiamento di sfida può in questo caso aiutarci! Mantenersi in forma ed avere cura del proprio corpo richiede costanza e determinazione, richiede tempo ed energie ma se fossimo in grado di farlo correttamente il nostro corpo ci ripagherebbe. L’alimentazione influenza il nostro stato di salute e negli anni è in grado di produrre i suoi effetti benefici o meno. Considerando che alla fine la vera ricchezza consiste nella nostra buona salute, sarà il caso di rimettere la nostra alimentazione e il nostro stile di vita al primo posto? Poniamoci allora una nuova sfida; facciamo attenzione alla nutrizione e al nostro stile di vita così da poter creare l’equilibrio ottimale del vivere.

29

LA SFIDA INIZIA A TAVOLA a cura di Roberto Ceci Dottore in Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana Nutrizionista


PARLIAMO DI VIDEOGIOCHI: GTA 5 Rockstar ha raccolto una sfida enorme: creare un nuovo capitolo di Grand Theft Auto migliore sotto tutti gli aspetti del suo predecessore, realizzando un mondo vivo e grande come non si era mai visto finora. Ingaggiando oltre mille sviluppatori e spendendo una cifra record per il mondo dei videogiochi, saranno riusciti a vincere questa sfida? GTA 5 porta le possibilità di esplorazione e interazione in un ambiente vasto, verso vette mai esplorate. è incredibile constatare un miglioramento assoluto di tutto quello che ha reso questa saga così famosa e amata. Potete fare ogni cosa vi passi per la mente e guidare mezzi che vanno dalla moto all’aereo. Anche durante le sparaa cura di torie, finalmente, potrete divertirvi e non poco, merito di un sistema di puntamento delle armi nuovo e appagante, per Matteo Baleani non parlare della componente narrativa, degna di un film di Tarantino. Rockstar ha vinto la sfida! Se avete poco tempo per giocare pensateci su, altrimenti prendete GTA a occhi chiusi.

CASTELBELLINO: STAMPATO IL LIBRO “Dal Teatro della “Filarmonica Risorgimento” al Teatro Risorgimento L’Amministrazione Comunale, attuando il proposito già annunciato dal Sindaco il 21 maggio 2011 in sede di convegno celebrativo del 150° anniversario dell’unità d’Italia, e aderendo all’invito della Deputazione di Storia Patria delle Marche, rivolto agli enti locali a dedicare all’epopea risorgimentale qualche emergenza territoriale, delibererà nei prossimi mesi il ripristino in capo al teatro comunale di Castelbellino dell’originario nome “Risorgimento”, con ciò ritenendo di dare un contributo significativo e duraturo alle manifestazioni nazionali celebrative del 150° anniversario dell’unità d’Italia, e di compiere, altresì, una meritoria opera di recupero culturale delle radici della comunità locale. A scanso di ogni equivoco, si ribadice che quello di cui trattasi è un ripristino, non una nuova intitolazione dettata da una circostanza, pur importante, ma sempre occasionale ed estemporanea: l’iniziativa non ha quindi alcuna intenzione, per così dire, mortificatrice nei confronti della memoria del grande tenore Beniamino Gigli, cui il teatro fu intitolato nel 1932. La circostanza (non il caso) vuole che il prossimo ripristino per il teatro dell’originario nome “Risorgimento” coroni il restauro strutturale dello stesso, recentemente attuato da questa Amministrazione; altra circostanza è rappresentata dal fatto che questo progetto di stampa ha preso il via nel 2012, anno in cui la banda musicale cittadina (ossia la gloriosa “Filarmonica Risorgimento”), già dichiarata il 18 gennaio 2011 “gruppo di interesse comunale”, ha celebrato il 125° anniversario della sua nascita. E la circostanza è che questa Amministrazione è sensibile ai recuperi edilizi come a quelli della memoria. La pubblicazione curata da Riccardo Ceccarelli è stata resa possibile grazie alla collaborazione con la Compagnia dell’Arco - Castelbellino e con il contributo economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi Password – mensile di informazione. n° 6 - ottobre 2013 Direttore responsabile: Chiara Cascio Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma Coordinamento generale: Gianna Scortechini Foto di copertina: Luca David Foto: Chiara Cascio Collaboratori: Avv. Monica Checchini - Avv. Lucia Ripa - Roberto Longo Francesco Cascio - Catiuscia Ceccarelli - Riccardo Ceccarelli Silvia Piangerelli - Roberto Ceci - Talita Frezzi - Matteo Baleani Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici Stampa: Tipografia TJ - Jesi Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. 0731 701404, fax. 0731 706476 www.leggopassword.it - info@leggopassword.it redazione@leggopassword.it Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati Vietata la riproduzione anche parziale. L’editore si riserva il diritto di segnalare alle autorità competenti coloro che in malafede comunicano annunci non corrispondenti a verità.

Tipografia - Litografia - Stampa Via Gorgolungo, 5 - Jesi (An) Tel. 0731 254141 / Fax 0731 202778 info@tipografiatj.it - www.tipografiatj.it

Seguici su “Pass Word” e pagina “Password - Magazine della Vallesina” twitta con “RedazionePW”

30


Molte cose piccole

sono diventate grandi con un appropriato uso della

pubblicità Mark Twain GRAFICA STAMPA WEB EVENTI PIANIFICAZIONE CAMPAGNE PUBBLICITARIE EDITORIA UFFICIO STAMPA ... E TANTO ALTRO PER LA TUA COMUNICAZIONE AZIENDALE VIENI A TROVARCI E SCOPRIRAI COME POSSIAMO AIUTARTI A DIVENTARE GRANDE Via Risorgimento 189/a - MOIE DI MAIOLATI SP. (AN) Tel. 0731 701404 - Fax 0731 706476 - www.gammastudiografico.it 31


www.vignaroli.net

FREE ZONE

di Lamberto & Griselda

www.pepito66.it

FREE ZONE

APERTO PRANZO E CENA


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Password 6 - Novembre 2013 by Chiara Cascio - Issuu