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PASSWORD l’accesso mirato all’informazione n° 7 - DICEMBRE 2013
L’ INTERVISTA Miss Marche NANCY BERNACCHIA “Nei miei sogni, famiglia e lavoro”.
aurora basket A tu per tu con Mason Rocca
spettacolo ALICE BELLAGAMBA “Felicità è continuare a inseguire i sogni”.
MODA carla gozzi
“Cosa mettere nell’armadio”.
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|EDITORIALE|
“E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.” (Richard Bach da “Il gabbiano Jonathan Livingston”)
La FELICITà di Chiara Cascio
A chiusura dell’anno, non potevamo che parlare di felicità. Non solo perché è di buon auspicio per il 2014 che sta per iniziare ma anche perché è impossibile essere tristi nel periodo dell’anno in cui tutte le città si riempiono di luci e colori. A volte basta veramente poco per ritrovare il sorriso. A me per esempio, basta buttare un occhio all’albero luminoso di Castelbellino per sgombrare la mente dallo stress accumulato durante la giornata. Quest’anno rischiavamo di perderlo ma fortunatamente è di nuovo lì, adagiato sul colle, a ricordarci che tra qualche giorno sarà Natale. In questi giorni, c’è chi si rallegra con lo shopping, collezionando regali e pacchettini. E chi allenta la tensione addobbando l’albero e la casa, preparandosi a ricevere amici e parenti. E’ il periodo dell’anno più magico, in cui si fa il resoconto dell’anno passato e si pensa a quello futuro, nella speranza che sia migliore. E scatta la corsa a consultare l’oroscopo, tra previsioni e calcoli astrologici, curiosi di sapere, anzitempo, se la nostra linea della felicità sarà in salita o discesa. Ma cos’è la felicità e soprattutto come raggiungerla? Noi di Password abbiamo voluto capirci qualcosa e darvi degli spunti su cui riflettere, delle linee guida da seguire nella vostra ricerca, nella speranza che non debba arrivare il prossimo Natale per ritrovare un po’ di serenità! Felicità è vedere realizzati i propri sogni. Amarsi e stare bene con se stessi. È l’abbraccio di una persona cara. Felicità è divertirsi nel fare ciò che più ci piace. Riscoprire la gioia delle piccole cose. È un bambino che corre dietro un pallone. Felicità è insita nella semplicità. È un viaggio da vivere insieme agli altri. È non abbattersi mai e pensare che esiste il domani. Arrivederci al prossimo anno e auguri di Buone Feste da parte di tutta la redazione.
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|CURIOSANDO|
EVENTI
Anche questo è scomparso, o meglio, è stato fatto scomparire, ormai da diverso tempo. Molti a Macine ancora lo ricordano perché ci sono andati, perché ci siamo andati a scuola. Non era stato costruito come edificio scolastico, ma adibito a scuola perché il plesso scolastico nei pressi del bivio per Castelplanio entrato in funzione nel 1916, negli Trenta-Quaranta era diventato insufficiente per gli alunni delle classi quarta e quinta elementare provenienti anche da Borgo Loreto. Era stato l’unico molino ad acqua della zona di Castelplanio, in via Copparoni, non costruito nei pressi del fiume ma vicino al Fosso Lungo o Fosso delle Macinare (attuale Fosso di Rosora) come era chiamato nel Settecento. Sull’edificio c’era un mattone con incisa la data “1548” che ne ricordava forse l’ultima ristrutturazione; era infatti più antico, con tutta probabilità risaliva alla fine del Trecento e gli inizi del Quattrocento, Il Molinetto come lasciano presumere alcuni documenti. Noi lo chiamavamo “il molinetto”, a Macine di da sempre però era stato il molino del maltempo, in quanto funzionava Castelplanio quando il fosso limitrofo attraverso un piccolo vallato e un invaso riusciva a fornire l’acqua sufficiente a farlo funzionare. Nel Settecento era proprietà della comunità di Casteplanio; fu in attività fino agli anni 1920-25 quando l’ultimo proprietario Giuseppe Ceccacci, uno della famiglia di mugnai più noti a cura di Riccardo Ceccarelli della zona, lo vendette. Per decenni, come già detto, fu adibito a scuola elementare; fu demolito nei primi giorni del settembre 1990: già da qualche tempo tuttavia era stato fatto sparire il mattone che ne attestava l’antichità e che avrebbe potuto essere utile a tutelare l’edificio stesso; non era in cattive condizioni, realizzato com’era prevalentemente in pietra. Dopo la demolizione, le pietre e le macerie di uno dei più antichi edifici di Macine sono state sparse per fare da massicciata alla strada, via Giacomo Brodolini, allora in costruzione, nella zona artigianale di Pozzetto di Castelplanio. Ristrutturato poteva essere utilizzato per finalità pubbliche: sarebbe stato la memoria concreta e tangibile più antica e significativa della comunità. Di questo passato ora rimane solo il toponimo, Macine, che insieme all’antico nome Fosso delle Macinare, ricorda l’attività di costruzione con “sopraffine maestria” di macine da molino e di metterle in opera nei molini stessi. La lavorazione delle macine coinvolse per secoli un buon numero di artigiani: verso la fine del Settecento era ancora “una lucrosa industria con non lieve vantaggio della popolazione”. Un’occupazione che andò riducendosi progressivamente, arrivata tuttavia fino alla prima metà del Novecento quando viene ricordato Nazzareno Bucciarelli (1862-1949) che oltre a costruire macine con martello e scalpello assemblandole con cerchi di ferro, era chiamato presso i molini per la manutenzione periodica della macine stesse. A “celebrare” con grande nostalgia il molino-scuola che aveva frequentato, è stato per ultimo Alberto Ribichini di Castelplanio-Macine (1938-2003), stampatore d’arte, che nel 1990 dava il titolo “il molinetto” a una collana di cartelle d’artista iniziata con cinque serigrafie di Nicola Sorgentone (1945-2007), conosciuto e stimato artista abruzzese. Dimenticato dai più, il molinetto rimarrà almeno legato alla memoria di questo artista.
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|L’OROSCOPO di OLIMPIA|
ARIETE: Buon anno amici dell’Ariete! Uscite da un 2013 di cambiamenti, lotte e colpi di scena. Le emozioni non sono mancate...quanta fatica avete fatto per trovare la strada per la felicità! Si apre un anno di rivalsa, ne vedrai tutte le potenzialità da luglio in poi. Si parte al rallentatore, con la voglia di chiudere tutto. Tranquilli, la pazienza non vi mancherà e il sole tornerà a splendere riportandovi la serenità mancata per tutto l’ultimo anno. TORO: Le luci e ombre dello scorso anno continueranno nel 2014, ma la fatica avrà il sapore della liberazione. Chi ha mantenuto, alla fine dell’anno non resterà delusa, chi ha rischiato potrebbe tornare indietro. I primi mesi saranno incoraggianti, necessari per riordinare le idee, poi si torna a sentire sulla pelle il sapore dell’avventura. Sei forte come una roccia, ma è probabile che tu abbia a che fare con l’affascinante scoperta delle tue debolezze. GEMELLI: Cari Gemelli, nonostante gli alti e bassi, gli ultimi due anni hanno mutato in meglio gran parte dei settori della vostra vita ad iniziare dal carattere. Il 2014 beneficerà ancora di questo influsso magico e vi porterà a vivere cambiamenti spesso improvvisi quanto mai eccitanti. Si raccoglieranno meriti nel lavoro, investirai nel futuro, arriveranno conferme in amore, traguardi un tempo insperati. CANCRO: Auguri di buon 2014! Le stelle vi hanno visto sul podio del 2013 e fino a luglio prossimo continuerete a cavalcare le onde tra un’occasione e l’altra, mille possibilità da sfruttare senza perdere tempo. Qualcosa è cresciuto in voi e dopo tanto avete finalmente ritrovato la fiducia in voi stessi e nelle vostre capacità. Si respirerà aria di rinnovamento e quello che finisce è solo l’inizio di qualcosa più grande. LEONE: Leoni, impavidi compagni di dure lotte...il fatidico 2014 è arrivato e insieme la riscossa tanto promessa dalle stelle. Sarete sul piede di guerra, decisi a non tornare indietro dopo l’impegno e la fatica che vi è costata l’ultimo anno. Ancora un piccolo sforzo fino a luglio, poi la liberazione che per un anno ti offrirà occasioni, avanzamenti nel lavoro, protezione per le finanze e soddisfazione personale. VERGINE: Miei cari Verginelli, siete tra i pochi segni meno sballottati dalle stelle. Si procede con moderazione e raccogliendo a piccoli passi, senza generare rumori sospetti o stravolgimenti epocali. Sarete capaci di coltivare, lavorare a testa bassa senza lamentele e raccogliere con altrettanta discrezione. Nel 2014 otterrete quanto la prima parte del 2013 vi aveva tolto, chi ha già cambiato vita troverà la sua realizzazione.
BILANCIA: Suerte amici della Bilancia, da segno dell’armonia quale siete, vi siete trovati nel mezzo di guerre stellari nel corso degli ultimi mesi e l’inizio nel 2014 non sarà da meno. La positività non v’abbandonerà mai, qualcosa è cambiato nella vostra vita e non senza lasciare lividi. I mille pensieri e le questioni da risolvere si scioglieranno con il sole di giugno, quando finalmente tornerai ad essere tra i più splendenti segni baciati dalla fortuna. SCORPIONE: Buon anno Scorpionini, voi che non avete mai paura di faticare il doppio, inizierete l’anno con una marcia in più. Gli astri continueranno a mettervi alla prova, a tagliarvi i pesi del passato, a farvi diventare forti e consapevoli. Stat vivendo un biennio cruciale in cui cogliere il meglio da ogni esperienza, evolvervi e accettare finalmente quelli che siete senza paure. Fino a luglio sarà come volare sostenuti da una grande energia! SAGITTARIO: Cari Sagittario, si apre il vostro anno di rafforzamento. Dopo le sfide dell’ultimo biennio, tra mutamenti sentimentali e preoccupazioni lavorative, sentitevi di aver ormai scontato il debito con le stelle. Questo 2014 inizia con l’oro in bocca e avrà il suo picco dall’estate in poi, grazie anche al vostro gioviale ottimismo. Non voltatevi indietro, lasciate andare chi vi ha fatto soffrire e le situazioni che vi toglievano libertà e respiro. CAPRICORNO: Amici Capricorno vedervi soddisfatti è davvero un’impresa! Le stelle complicate degli ultimi mesi del 2013 non vi hanno aiutato, anzi, ma la buona notizia è che dovrete pazientare solo fino a giugno per poi, finalmente, brindare alla liberazione. Il 2014 inizia con i soliti dubbi di percorso, sia nelle questioni affettive che nella tua vita professionale, ma quello che vi è stato negato vi arriverà in autunno e con gli interessi. ACQUARIO: Un 2014 astratto, che richiederà tutta la vostra immaginazione. Un altro anno di purgatorio, con luci e ombre, ma non senza colpi di scena! Esci dal 2013 come da una bufera, ma niente paura: i primi sei mesi dell’anno regalano sorprese inaspettate e dolci emozioni che faranno bene al cuore. Poi ricomincerete a fare l’Acquario mettendo alla prova tutto e tutti, in attesa dell’estate 2015. PESCI: Quanto è cambiato e quanto cambierà ancora la vostra vita: le stelle fanno il tifo per voi, non è tempo per fermarsi, farsi prendere dalla pigrizia o lamentarsi. Nel 2014 arriveranno le soluzioni ai blocchi che vi portate avanti da tempo e gli ultimi mesi del 2013 hanno già fatto intravedere spiragli incoraggianti. Siete sognatori nati e quando vi ci mettete, lottate per raggiungere quello che desiderate!
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|L’INTERVISTA|
Alice BEllagamba: “Felicità è ... essere A un Passo dal Cielo in Un Fantastico via vai ... di emozioni”. a cura di Talita Frezzi
Occhi lucenti sempre pronti a regalare un sorriso. La dolcezza del Natale e delle luci intermittenti dell’albero addobbato illuminano le serate casalinghe di Alice Bellagamba, l’étoile jesina che dalla popolare trasmissione di Canale5 “Amici” di Maria De Filippi, è volata sul grande schermo fino poi al red carpet. Una carriera in ascesa, un sogno che si trasforma continuamente in bellissime pagine di realtà. Ventisei anni, biondissima ed eterea, Alice - accompagnata dal fidanzato Marco Giammarini - ha incantato il red carpet al Festival del Cinema di Venezia, alla prima del film “Joe” di Nicholas Cage. Ora la vedremo al cinema in tutte le sale, come una delle protagoniste dell’ultimo film di Natale di Leonardo Pieraccioni, ‘Un fantastico via vai’, accanto a Enzo Iacchetti, Massimo Ceccherini, Serena Autieri, Giorgio Panariello, Marco Marzocca, Maurizio Battista e i più giovani Giuseppe Maggio, Chiara Cristalli, Marianna Di Martino e David Sef. Alice, cos’è per te la felicità? “La felicità - ci racconta Alice - è continuare ad inseguire i miei sogni e vedere che piano piano, uno dopo l’altro, si realizzano...”. Felicità è ... essere ‘A un Passo dal Cielo’ o ‘Un Fantastico via vai’ ... di emozioni? “Felicità è essere ad entrambi! Mi piace poter lavorare sia per il cinema che per la televisione italiana. Il modo e i tempi di lavorazione sono molto diversi, infatti con il cinema c’è più attenzione ai piccoli dettagli, mentre con la televisione l’attore è come se si trovasse in una palestra: tempi stretti, tante scene che si susseguono una dietro l’altra e soprattutto tanto stress! Ma ti forma molto... Ammetto che mi piacerebbe lavorare anche davanti ad una platea, a teatro..”. Se adesso mettessi sulla bilancia della soddisfazione da una parte la tua vita e dall’altra le tue esperienze artistiche, quale avrebbe più peso? “Per quanto riguarda le mie esperienze artistiche, mi sono ritrovata a fare un lavoro che ho sempre sognato sin da piccola, ma per me era quasi irraggiungibile...invece studiando tanto e rialzandomi dopo ogni sconfitta sono riuscita a superare anche quegli ostacoli che sembravano grandissimi, insormontabili. Sono fiera della mia carriera, di come sta andando e penso che si debba sempre continuare a lavorare, a studiare e perfezionarsi, puntando sempre più in alto. Poi, credo che se sei felice nel lavoro, poi la tua soddisfazione si riversa anche nella vita in maniera consequenziale”. E a cosa stai lavorando in questo momento? “Sto tenendo diversi stage di danza in giro per l’Italia...un ritorno al mio primo amore, la danza dopo tanti ciak! Poi sto girando una puntata di una fiction per la tv ma per il momento non posso svelare niente... (scaramanzia e contratti!)”. Quale delle tante ed entusiasmanti tappe della tua carriera ti ha resa più felice? “In modi diversi, mi ha resa felice tutto ciò che ho fatto perché ogni esperienza mi ha portato ad acquisire sempre qualcosa in più, a crescere in un certo senso. In ‘Talent High School’ ad esempio, avendo un
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ruolo più infantile mi sono calata nel mondo dei teenagers, in ‘Un Passo Dal Cielo” mi sono trasformata in cattiva...e ora, con il film per il cinema ‘Un fantastico Via Vai’ ho avuto la possibilità di imparare tanto dal cast di grandi attori di cui ho l’onore di far parte. E anche la mia carriera da ballerina mi ha dato tantissimo: disciplina e volontà, i capisaldi di ogni ballerino professionista, mi sono stati enormemente d’aiuto sul set”. Progetti futuri? “Intanto il 12 dicembre vi aspetto tutti al cinema per ‘Un Fantastico Via Vai’ per la regia di Leonardo Pieraccioni. Progetti futuri? Godermi le vacanze di Natale! Non riesco mai a partire e speriamo che stavolta sia la volta buona!” Il tuo Natale sarà a Jesi? “Il mio Natale sarà sicuramente a Jesi, come tutti gli anni... Sono troppo affezionata alle Marche!!!” Alice e la solidarietà... “La solidarietà fa parte del mio percorso personale e artistico. Da cinque anni sono testimonial della onlus dell’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. Da artista mi sento responsabile verso gli altri e cerco, quando posso, di aiutare chi è meno fortunato di me donando la
mia arte o stimolando le coscienze attraverso la mia immagine o il mio ruolo di personaggio pubblico. A breve inizierò anche una collaborazione con Etwoo, un’associazione no-profit che opera in città attraverso una sorta di asta online in cui ciascuno può acquistare un gadget o prenotare una giornata con i propri beniamini dello sport e dello spettacolo. Il vincitore dell’asta online potrà decidere a quale associazione onlus devolvere il ricavato”. E sotto all’albero di Natale tra pacchetti e nastri, Alice regala ai lettori di Password “un affettuoso abbraccio e un augurio di felicità. E approfitto anche per ringraziare qualche persona...a Natale sono più buona anche io! Grazie a Mario Salussuola, Alessandro Savocco, Mauro Deiana, Sami, Ila&Silvia e a tutti i miei Fan che mi sostengono sempre! Vi voglio bene!”. Per seguire più da vicino la nostra bella Aly, basta un clic su www.alicebellagamba.it
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|L’INTERVISTA| Bob Kennedy diceva “ il Pil – prodotto interno lordo – di un paese misura tutto tranne ciò per cui vale la pena di vivere una vita: la Felicità.” Non molto lontano da noi, in provincia di Pesaro Urbino, queste parole hanno dato il via alla sperimentazione di un nuovo indicatore del progresso, per arrivare a definire i parametri per la misurazione della felicità. Il Valore non del Pil bensì del Bes, il Benessere Equo e Solidale. Una sfida culturale che ha portato, tre anni fa, alla nascita di un Festival dedicato interamente alla Felicità. Ideatore della manifestazione è Matteo Ricci, presidente della Provincia di Pesaro Urbino, tra l’altro, autore del libro “L’ Italia alla ricerca della Felicità”. Un libro è sempre un ottimo regalo, soprattutto a Natale. Un libro che ha nel titolo la parola “Felicità”, è ancora più accattivante. MATTEO RICCI Da dove nasce l’idea di scrivere “L’Italia alla ricerca della Felicità”? Tutto è nato da una sera passata al cinema, dalla visione del film di MucALLA RICERCA cino “La ricerca della felicità”. Si racconta una storia in una fase storica DELLA FELICITA’ precisa. Il sogno americano calato nell’era di Reagan, il diritto alla ricerca a cura di Catiuscia Ceccarelli della felicità sancito dai padri fondatori di quel Paese all’interno del modello dell’iper-liberismo, con le sue distorsioni che hanno fatto credere all’Occidente di poter guidare il mondo. E anche l’Italia si è illusa, perché dallo schema ha importato la versione peggiore, escludendo il merito. Il mio desiderio era riflettere da un angolo diverso. Scongelare una prospettiva da sinistra, con occhi da europeo, per l’interpretazione di quel diritto. Una visione più democratica, più progressista, della vita e della società. Cosa racconta nel libro? E’ una sorta di viaggio da Bob Kennedy ai giorni delle larghe intese, ripercorso con la visione e l’azione quotidiana di un amministratore locale chiamato a fronteggiare le difficoltà della crisi, tra bisogni crescenti e risorse calanti Nel mezzo, c’è la necessità di costruire un nuovo modello di sviluppo, misurandolo in modo differente, attraverso nuovi indicatori del progresso. In grado di oltrepassare le categorie tradizionali e conosciute. Il nodo è tutto lì: rivedere le regole del gioco, archiviare i meccanismi che non hanno superato la prova del tempo. Perchè la crisi economica indica chiaramente il capolinea di un paradigma culturale. Ma è un’opportunità per rimettere in fila quello che conta. Con una nuova sfida, meno legata all’effimero e più ai valori. Che parli di speranza e coraggio. Lei è anche ideatore del’ormai noto “Festival della Felicità”. Una felice intuizione e, se vogliamo, una provocazione visto il clima socioeconomico di questi ultimi anni. E’ stata una sfida culturale. Un momento di incontro tra studiosi, economisti, ricercatori, opinionisti tra i più influenti a livello nazionale e internazionale. Ognuno ha portato il suo contributo e tutti si sono confrontati sull’idea di felicità vista come equilibrio tra la visione individuale e quella collettiva, di carattere pubblico. Penso che in un momento come questo sia importante non solo resistere ma anche pianificare il futuro. Il senso del festival si è retto su questo principio. E’ anche il compito di una politica che guarda al 10
bene comune. La Felicità ha un valore? Dal mio punto di vista certamente. Nessuno vuole rinunciare al diritto alla ricerca della felicità. A maggior ragione nei momenti di crisi. E’ un desiderio che ha mosso nei secoli l’umanità. E se poi ci si rialza dalle difficoltà, la soddisfazione è impagabile. Che rapporto c’è tra la ricerca della Felicità e il potere della politica? So bene che la dimensione della felicità è per gran parte un lato intimo della persona. Riguarda salute, affetti, spiritualità. Ma c’è una sfera pubblica della felicità? E se c’è come va perseguita? Nel libro c’è la mia riflessione su queste domande. L’Italia è, attualmente, alla ricerca della Felicità. Secondo lei, in passato, quali sono stati i momenti più “felici” per il nostro Belpaese? Quando il Paese si è dato una visione e un obiettivo ha mostrato il suo lato migliore. Si è ricompattato su un ideale. Come nel caso del nostro ingresso nell’area dell’euro, dove
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c’era una sfida precisa che all’epoca è stata affrontata con convinzione. Lei è presidente della Provincia “bella” di Pesaro Urbino. Qual è lo stato di salute del suo territorio? Purtroppo anche da noi la crisi si fa sentire. A Pesaro e Urbino stiamo ancora meglio di tanti altri. Ma nel paragone con noi stessi, non siamo mai stati così male. Se non nel Dopoguerra. La disoccupazione prima non esisteva. O meglio: era una cosa fisiologica. Tollerata. Meno del tre per cento. Oggi quel valore è aumentato di più di cinque punti percentuali. Ancora sotto la media di tutte le statistiche nazionali. Ma l’impatto dell’impennata è stato devastante. Anche a livello psicologico. Perché quando non sei abituato ad avere davanti un problema del genere, ritrovartelo all’improvviso mette a rischio la tenuta sociale. Però il nostro è anche un territorio pieno di persone coraggiose, caparbie e di talento. E ci sono tante luci che danno speranza per reagire a questa stato generale. E costruire un nuovo paradigma, un nuovo modello di sviluppo per la comunità. Su tante voci poi ci siamo contraddistinti in positivo. Penso alle piste ciclabili e alla mobilità dolce, solo per fare un esempio. Sentiremo parlare di lei alle prossime Regionali?! Molti mi fanno domande sul mio futuro. Ma io sono concentrato solo sul mio lavoro di amministratore locale. A questo voglio dedicare tutte le mie energie, per onorare il mandato che gli elettori mi hanno dato. Che cosa è per lei la Felicità? E’ vero che la ricerca della felicità è un viaggio individuale. Ma i miei nonni e i volontari delle feste dell’Unità mi hanno insegnato che noi siamo quelli che stanno bene quando anche gli altri stanno un po’ meglio. La nostra direzione non sarà mai indicata dall’egoismo. Ed è il modello che corrisponde alla mia idea di felicità.
|L’INTERVISTA|
Mason rocca: “La felicità è fare ogni giorno ciò che più ti piace”
Il cestista statunitense torna a Jesi. gli mancavano la buona cucina e gli amici. a cura di Chiara Cascio
Continuiamo a parlare di felicità, questa volta con un personaggio legato al mondo dello sport. Incontriamo Richard Mason Rocca, il cestista statunitense della Fileni Bpa , tornato a Jesi per indossare la maglia arancioblu a distanza di 9 anni dalla precedente esperienza con la Sicc Bpa, squadra che nel 2001 l’ha lanciato in Italia ed in Europa, fino a vestire la maglia della Nazionale. L’Aurora Basket lo ha accolto di nuovo a braccia aperte, con grande soddisfazione: lottatore, determinato a non mollare mai, è un esempio per tutti sia in campo che fuori. “Ho sempre desiderato tornare a Jesi, dovevo solo decidere quando – racconta Mason – Nonostante le altre offerte, ho preferito firmare un contratto con l’Aurora Basket e trasferirmi di nuovo qui. Ora abito in campagna, con mia moglie e i miei quattro figli, in un appezzamento di terreno che avevo acquistato”. Cosa ti piace di Jesi? “Che è una città tranquilla, dove tutti si conoscono. Non è troppo grande ma è comunque fornita di servizi. Inoltre è eccezionale la posizione, tra il mare e la montagna. Qui si vive bene”. E cosa pensi degli jesini? “In nessun’altra parte di Italia e Europa ho trovato amicizie solide come quelle che ho qui. Negli jesini ho trovato una seconda famiglia: mi hanno accolto bene quando sono arrivato in città per la prima volta. Mi hanno insegnato la lingua. Sono generosi: se sei leale con loro, faranno di tutto per te!” Ti trovi meglio in Italia che negli USA? “Vivere negli Stati Uniti ha i suoi aspetti positivi ma anche negativi. Là tutto è più accelerato e veloce, se vuoi qualcosa la ottieni subito e più facilmente. E questo perché si lavora sempre, ininterrottamente! Il tempo viene apprezzato di meno e le persone trascorrono la maggior parte della giornata a lavoro. In Italia, invece, c’è una cultura diversa, è la patria del buon cibo e dello stare insieme, qui ci sono più spazi per godersi il tempo e i piaceri della vita”. Il basket negli Stati Uniti è uno sport di massa, un po’come il calcio in Italia. È diverso il modo in cui i giovani si avvicinano alla pallacanestro? “Sì, negli USA i giovani apprendono lo sport direttamente dalla scuola. Durante l’anno scolastico, tutti gli studenti provano più discipline ed entrano a far parte di associazioni sportive. In Italia, ci si avvicina invece ad una disciplina per scelta. Le società sportive sono esterne alla scuola e se sei bravo in uno sport è perfetto, puoi praticarlo ed andare avanti. Altrimenti, puoi cambiare e provare qualcos’altro, ti iscrivi ad un’altra società ma sempre con il rischio di investire tempo e denaro in qualcosa che potrebbe non essere adatto a te”. Mason, come trascorri il tuo tempo libero fuori dal palazzetto? “Con la famiglia, leggendo o guardando un film insieme ai miei figli”. Prima hai parlato dell’Italia come la patria del buon cibo. Qual è il piatto marchigiano che più preferisci? “Adoro i vincisgrassi!” Come trascorrerai il Natale? “Resterò qui a Jesi, insieme a mia moglie a i miei figli. Anche mio fratello vive qui. Purtroppo non avrò molto tempo libero perché in quel periodo dovrò giocare una partita importante”.
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Quali sono i valori in cui credi di più, Mason, quelli che ti sono stati insegnati e che tramanderai ai tuoi bambini? “Insegnerò loro che non si ottiene nulla senza l’impegno. Nella vita c’è da sudare e lavorare sodo per ottenere dei buoni risultati. E che nella quotidianità, così come nello sport, non conta il singolo ma la squadra. Sono i compagni a fare la differenza”.
E cosa dirai loro riguardo la felicità? “Che in qualunque attività decideranno di cimentarsi non dovrà mai mancare il divertimento. Già da ora li esorto ad uscirea giocare all’aperto. Li porto in mezzo alla natura, li faccio divertire. Perché per essere felici, ogni giorno, devi fare ciò che più ti piace, che ti dà soddisfazione, e viverlo a pieno”.
Aurora, il basket vicino alla città Altero Lardinelli, amministratore unico dell’Aurora Basket, ha le idee chiare sui progetti della Filena Bpa per il 2014. “L’obiettivo è avvicinare il pubblico alla squadra arancioblu, senz’altro un vanto per la città di Jesi – spiega Lardinelli - Al palazzetto, ad ogni incontro, si contano circa 2 mila presenze, segno che la campagna sta producendo dei risultati”. Quali sono state le iniziative di maggiore successo in questo 2013? “Il rapporto con il territorio è un elemento fondamentale per l’Aurora Basket nella definizione delle iniziative di supporto all’attività sportiva. Innanzitutto, abbiamo lasciato invariato il prezzo degli abbonamenti che, negli ultimi quattro anni, non è salito. Per avvicinare la gente al basket, è stata promossa anche l’iniziativa “La Spesa dei Camponi”, un accordo siglato con i Supermercati SI con Te di via Castelfidardo e via Paladini che, con una spesa di € 50 in un unico scontrino, permette di ricevere in omaggio, un biglietto per la prima partita casalinga in cartellone, successiva all’acquisto, per tutta la durata del campionato. Sono poi in piedi convenzioni con McDonald’s e l’associazione Jesi Centro per il periodo Natalizio”. Quali sono i valori promossi da Aurora Basket? “Sicuramente il grande senso di appartenenza alla città e la “tigna”– come si dice a Jesi – nel perseguire gli obiettivi. Crediamo nell’etica dello sport e nella sua valenza educativa per i giovani”. L’Aurora Basket investe molto nelle nuove generazioni … “I giovani sono il serbatoio e il futuro della squadra. Il basket, d’altra parte, come tutti gli sport, restituisce in quanto fonte di crescita, in grado di educare i nostri figli ai valori sani e di tenerli lontani da problemi e “cattive” scelte di vita”. Come avvicinare i più piccoli al basket? “Grazie all’iniziativa “Aurora, il basket per tutti” la società ha messo a disposizione dieci borse di studio che permetterà a bambini da 4 ai 10 anni di giocare a basket gratuitamente. L’assegnazione dell’offerta sarà gestita dal Comune di Jesi sulla base delle necessità delle famiglie. Il “Progetto Scuola”, invece, prevede 320 ore di laboratori finalizzati all’attività motoria all’interno delle classi delle primarie di Jesi e Vallesina, con l’intento di avvicinare i bambini al gioco-sport del minibasket. Altra iniziativa è il “Family Day”, fissato per il prossimo 4 gennaio, che offre ai più piccoli e alle loro famiglie l’opportunità di incontrare i giocatori dell’Aurora e divertirsi con loro a pallacanestro”. Lo sport rende felici? “Indubbiamente. La mia idea di felicità corrisponde all’immagine di un bambino che corre dietro un pallone”. Aspettative per il 2014? “Riuscire a consolidare il legame tra città e pallacanestro e unire il più possibile i soci e gli sponsor intorno l’Aurora Basket”.
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|L’INTERVISTA|
Carla gozzi Spontaneità e divertimento alla base del successo a cura di Chiara Cascio
La redazione di Password sulle tracce di Carla Gozzi, stylist e conduttrice televisiva di Real Time. Bionda e frizzantina, così come appare in tivù, conosciamo da vicino la più famosa style coach d’Italia. Carla, sei nota al pubblico per le trasmissioni “Ma come ti vesti”, “Shopping Night” e “Guardaroba Perfetto”. Ma, spento il lumino rosso della telecamera… chi è Carla Gozzi? “La stessa che conoscete in tv! Precisina e con la fissa dell’estetica”. Come ricordi gli inizi della tua carriera? “Gli inizi sono stati eccitanti e anche impegnativi. Lavoravo per una maison italiana in forte crescita e si respirava un’aria fantastica! Però il lavoro era tantissimo. Entravo in ufficio con la luce del mattino e uscivo a notte fonda. Un inizio che, devo dire, mi ha dato un bella impostazione per come sono poi diventata workaholic”. Icona di gusto e stile per molte ragazze, quando ti sei avvicinata la prima volta al mondo della moda? “Nella tarda adolescenza. Molte delle mie amiche prima di me adoravano la moda e io invece no. Loro giocavano con le bambole e io no. Però poi, appena ho sentito un’attrazione irresistibile… il richiamo è stato totale”. Hai anche altre passioni? “Lo sport che pratico tutti i giorni, l’arte, la lettura e i cani”. Nel 2008, inizia la tua avventura sul piccolo schermo. Ti aspettavi un successo simile? “Quando ho mosso i primi passi nel mondo della televisione pensavo fossero anche gli ultimi. Non immaginavo quello che sarebbe poi accaduto”. Nel 2009 ti affermi come fashion blogger e approdi sul web con il cliccatissimo carlagozzi.it. Come hai fatto a conquistare così velocemente il mondo della rete? “Con la semplicità che in fondo mi appartiene; ho offerto a chi mi leggeva il mio lavoro di consulente”. Dal 20 novembre, sei anche a teatro con uno “Show” tutto tuo. Di cosa si tratta? “Carla Gozzi Show” è uno spettacolo e un tuffo nella moda, restyling, la mia academy e tanto divertimento”. Altri progetti e iniziative che ti riguardano? “Molte nuove ma tutte ancora top secret”. Secondo te, qual è il segreto del successo? “Due parole: spontaneità e divertimento”. Ma Carla… c’è una cosa che nella vita in cui non sei riuscita? “Così tante che spero di riuscire a farle tutte!” Una caratteristica che ti piace di te. “Il pragmatismo unito alla creatività”. Un consiglio sulla moda con te è d’obbligo! Cosa non deve mai mancare nell’armadio di una donna? E in quello di un uomo? “Per lei il Little Black Dress (LBD) e per lui la pochette da taschino”. La chiave della felicità, secondo Carla Gozzi. “In una frase: domani è un altro giorno”.
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foto di Roberto Torelli 15 e Chiara Cascio
|L’INTERVISTA|
A tu per tu con Nancy Bernacchia “La vera felicità è non essere mai soli” a cura di Chiara Cascio
A volte, è faticoso essere unici. Avere delle qualità e, allo stesso tempo, sentirsi incompresi perché speciali. La chiamano la solitudine dei numeri primi. Eppure, anche se spesso additata per la sua bellezza e suoi primi passi nel mondo dello spettacolo e della moda, Nancy Bernacchia non ha smesso di essere la ragazza acqua e sapone di sempre. Bella sì ma altrettanto determinata nell’ inseguire i suoi sogni, armata di sorriso e una dose di umiltà. Ventuno anni, studentessa universitaria a Camerino, Nancy vive con la sua famiglia a Moie, in una casa di campagna. Attratta dal mondo dello spettacolo sin da bambina, partecipa alle selezioni per Miss Italia a 18 anni, iscritta da sua madre e da un’amica, quasi per gioco. Pur essendo la prima esperienza in un concorso di bellezza, a Salsomaggiore si fa strada fino alle prefinali. Nancy non demorde e negli ultimi anni continua a calcare le passerelle dei concorsi più noti e importanti. A Miss Mondo, si piazza tra le cìnquantadue finaliste; a Miss Universo, si classifica 3^ alle nazionali di Roma. Nel 2011, vince la fascia nazionale di Miss Ciclismo, titolo che fa parlare di lei in tutta Italia, premiata da Damiano Cunego e Vincenzo Nibali. Nancy torna a concorrere per il titolo di reginetta d’Italia nel 2013 e partecipa alle finali con la fascia di Miss Marche . Si classifica tra le ventuno finaliste in gara e approda in prima serata su La7, in diretta dal Pala Arrex di Jesolo. Ritorna a Moie, senza la corona, ma con ancora tanti sogni e progetti da realizzare. Nancy sa che il mondo che vuole conquistare è scandito da luci ed ombre. Leggero e frivolo all’apparenza, fondato sui canoni estetici, quel posto in passerella o sotto i riflettori dello show biz richiede – come in tutti percorsi professionali - costanza e sacrificio. “Chi sceglie questo mestiere sa che deve sottostare ai dettami di un ambiente estremamente competitivo, dove si incontrano, come diceva Pirandello, tante maschere e pochi volti – racconta Nancy – Impari a tirar fuori il carattere per non abbatterti, a sorridere anche davanti le delusioni. Senza contare i tanti aspetti da curare, dalla taglia, rigorosamente 38-40 se vuoi sfondare nell’alta moda, all’età, un limite questo che, oltrepassato senza risultati, costringe a rivedere le proprie scelte”. Sono molte le esperienze già collezionate sotto i riflettori, dai concorsi ai servizi fotografici, come quello in Marocco per la rivista Donna Moderna. E poi ci sono le sfilate con le agenzie locali e gli impegni con la scuola di danza dove insegna hip-hop ai più piccoli. “Sono fortunata perché la mia famiglia mi è sempre stata vicino – racconta Nancy – Mia madre mi accompagna anche nei viaggi di lavoro e alle selezioni e condivide con me oneri e onori della strada che ho scelto”. Nancy, qual è stata l’emozione più forte di questo 2013? “La più forte è stata quando ho vinto il titolo di Miss Marche. Essere premiata da Miss Italia come portabandiera della regione mi ha regalato tantissima gioia e soddisfazione. Una bellissima sorpresa, a dire il vero … non mi aspettavo di essere incoronata, per carattere tendo a non farmi troppe illusioni”. Cosa ricorderai di Jesolo e dell’esperienza a Miss Italia? “La nebbia della mattina quando mi alzavo, la sveglia alle 6.30, trucco e parrucco in un lampo e poi tante ore di prove, scatti fotografici, stress. Due settimane intense, particolarmente impegnative e allo stesso tempo uniche,
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le porterò sempre nel cuore. Da bambina guardavo Miss Italia e, avervi partecipato, è stata una bella soddisfazione oltreché un traguardo professionale”. Nancy, tu non sei solo una bella ragazza. Sei anche un’ottima ballerina … “La danza è il mio primo amore, ho iniziato all’età di 3 anni con la classica. Ho studiato fino all’anno scorso poi ho appeso le scarpette da allieva al chiodo per concentrarmi sulla carriera di indossatrice. Anche perché i due settori richiedevano un tipo di corporatura contrastante: la danza scolpisce, rende tonici e muscolosi, la moda invece preferisce forme più snelle e sottili. Dovevo scegliere”. E in rete c’è anche un tuo singolo, scaricabile da iTunes. “Sì, è una versione remix della canzone “Con il nastro rosa”. Ho studiato anche canto … quello che ho ottenuto finora è arrivato con le mie sole forze e tanto impegno”. Quali sono i tuoi prossimi impegni? “Sfilate e casting tra Milano e Roma. A breve farò anche un corso di dizione e recitazione, dicono che ho un viso adatto per il cinema. Sicuramente il 2014 sarà un anno all’insegna delle nuove opportunità, magari anche all’estero!” Cosa fai lontana dal lavoro? “L’estate vado a cavallo. Sono cresciuta in campagna, amo gli animali e la natura! Piscina e palestra regolarmente durante la settimana e quando ho tempo libero mi diverto in cucina”. Non dirmi che sei anche un’ottima cuoca… “Da brava marchigiana, mi piace la buona cucina e così, quando posso, preparo i passatelli fatti in casa o mi faccio una crescia di polenta”.
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Eppure sei sempre in perfetta forma. “Questo perché mangio tutto e in maniera sana. Non nascondo che sono una buona forchetta ma sono attenta a bilanciare tutti gli alimenti. Non mi dispiace contenermi sui dolci, preferisco due bistecche ad una crostata! Mangio molto frutta e verdura, anche più volte al giorno, non stravizio con la pasta – anche se è faticoso! - colazione a base di the, yogurt o latte vegetale con il caffè, dato che sono intollerante ai latticini”. Come ti vedi in futuro? “Felice, con una famiglia mia e un ottimo lavoro. Magari un giorno poi si apriranno le porte del successo e potrò anche realizzare il mio sogno …” Secondo te, qual è la chiave per essere felici? “Prima di tutto sentirsi bene con se stessi. Godere di ottima salute. Avere le persone care al tuo fianco, non essere soli”. C’è qualcuno che vorresti ringraziare? “Tanti professionisti del settore e le persone del paese che mi hanno amata e sostenuta nel voto durante la mia permanenza a Miss Italia. E poi gli amici, i familiari, mia nonna che, sarta, mi ha sempre dato una mano con gli abiti, e i miei genitori che da sempre mi sostengono”.
Alcuni suggerimenti per un regalo di Natale: perdono per un tuo nemico, tolleranza per un tuo avversario, il tuo cuore per un tuo amico, un buon servizio per un tuo cliente. CaritĂ per tutti e buon esempio per i bambini. Rispetto per te stesso (Oren Arnold)
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|NUTRIZIONE|
La stagione invernale è oramai alle porte e con essa arrivano giornate decisamente più corte, mal tempo e anche un pò di pigrizia. Questo ci porta a lasciarci andare di più a tavola e tendenzialmente ad abbassare il nostro livello di attività fisica. Le due cose unite insieme molte volte si traducono in un aumento di peso ed in un peggioramento della composizione corporea che poi con molta fatica cerchiamo di recuperare. Le basse temperature e l’atmosfera festaiola inducono al consumo frequente di cibi molto energetici e calorici, ricchi di zuccheri e grassi. I nostri antenati avevano sicuramente bisogno di questo surplus energetico per resistere ai climi rigidi, ma l’uomo di oggi vive in ambienti super riscaldati e senza compiere il minimo sforzo per alimentarsi. Questo fa si che si ingrassa con maggiore facilità, rispetto a stagioni quali la primavera o l’estate. In realtà la bassa temperatura potrebbe essere utilizzata a nostro vantaggio, infatti facendo attività fisica outdoor il nostro corpo sarà costretto a bruciare più energia a causa del freddo per mantenere costante la temperatura corporea. Dicembre è anche il mese in cui iniziano le festività natalizie e proprio per questo avremo a tavola spesso dolci e grassi per almeno quindici giorni. E allora come fare per non appesantire eccessivamente il nostro corpo? In realtà niente di diverso da quello che dovremmo fare normalmente, ovvero mangiare buone dosi di alimenti vegetali ed integrali e pochi prodotti raffinati. Ciò diventa quanto mai importante in questo periodo dell’anno e per questo sarà utile seguire un’alimentazione sana dagli effetti disintossicanti che aiuta a prevenire l’aumento di peso e l’eccesso di tossine. Sulla tavola non dovranno perciò mancare elementi essenziali, ricchi di antiossidanti e vitamine, necessari per proteggere le cellule dell’organismo dagli attacchi dei radicali liberi. Molto spesso il digiuno è visto come la soluzione più efficace per compensare l’eccesso calorico del periodo natalizio, anche se questa è senza dubbio la scelta più sbagliata da fare. Sarà utile invece utilizzare i giusti alimenti e nelle giuste quantità. Largo spazio quindi a passati di verdure, piatti unici a base di legumi, verdura e frutta di stagione come melograni ed arance. Da limitare il più possibile è invece il consumo di alcolici, insaccati, latticini e carne, in particolare quella rossa. Sarà bene sostituire il tanto amato cappuccino a colazione con caffè d’orzo e tisane drenanti o depurative come quelle a base di finocchio o miscele di curcuma, cardo mariano, menta e tarassaco. Altro importante frutto del periodo natalizio è sicuramente la melagrana, che oltre ad essere gustosa e scenografica per arricchire i piatti delle feste, è anche un’ottima fonte di antiossidanti e protegge l’apparato cardiovascolare dal processo aterosclerotico. La natura ci viene inoltre in aiuto per depurare il fegato e stimolarne la funzionalità epatica con il carciofo, il succo di mirtillo, succo di limone e l’olio extra vergine di oliva (senza esagerare nelle dosi). Non ultima l’importanza di bere circa due litri di acqua al giorno che aiuterà a eliminare le tossine in eccesso e ad idratare l’organismo. Cosi facendo potremmo permetterci di consumare i pasti natalizi senza particolari limitazioni o paure, e goderci, come è giusto che sia, i piaceri della tavola cercando ad ogni modo di evitare le abbuffate che sono sempre sconsigliate. Buon Natale a tutti!
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consigli per battere la pigrizia invernale a cura di Roberto Ceci Dottore in Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana Nutrizionista
|L’AVVOCATO RISPONDE|
Invito tutti i lettori di Password a scrivermi via mail: m.checchini@tiscali.it via posta a: Avv. Monica Checchini, Via Clementina, 31 Castelbellino Staz. - An i quesiti legali che li assillano, al fine di consentirmi di aiutarli o comunque, di orientarli verso le scelte più opportune. Si avvisano i lettori che hanno sottoposto quesiti legali alla sottoscritta che riceveranno il parere direttamente al domicilio indicatomi.
Cara Avvocatessa, ho un problema e non so come comportarmi; mio marito da tempo mi tradisce e per questo motivo io gli ho detto che deve andersene di casa a vivere con l’amante e che voglio la separazione, ma lui mi ha risposto che dato che io non ho uno stipendio non mi posso permettere di pagare un avvocato e comunque, il giorno che chiederò la separazione, mi farà togliere le figlie che peraltro, dato che sanno tutto e vedono che nei loro confronti il padre è sostanzialmente assente sia economicamente che materialmente, non vogliono più avere a che fare con lui. Lo può fare? Devo continuare ad accettare questa situazione? Gentilissima Signora, contrariamente a quanto sostenuto da suo marito, il fatto che lui intrattenga una relazione extraconiugale e che abbia un pessimo rapporto con le figlie è da considerarsi “fortemente pregiudizievole per il mantenimento di una affectio coniugalis all’interno del matrimonio secondo l’id quod plerumque accidit” (in tal senso si è espressa anche da ultimo la Cassazione con sentenza n. 25315/2013) con conseguente diritto di affidamento esclusivo delle figlie alla di loro madre (e, quindi, a lei) e l’assegnazione della casa coniugale, con obbligo per il padre di versare un assegno mensile quale contributo al mantenimento della prole, oltre a dover concorrere nella misura del 50% alle spese straordinarie; fatto salvo il (probabile) suo diritto al mantenimento ove ne sussistano i presupposti. Peraltro l’affido esclusivo a lei sarebbe determinato dallo stesso disinteresse e dall’inosservanza da parte di suo marito degli obblighi di assistenza verso le figlie (tale da farlo apparire ai loro occhi una figura del tutto assente), oltre che dalla difficoltà di comunicazione, venutasi a creare con le medesime, anche se probabilmente in parte generata dall’accesa conflittualità esistente tra i genitori, tutte situazioni tali da far ritenere pregiudizievole per le predette l’affidamento congiunto o condiviso. Il fatto poi che lei non sia in grado di sopportare le spese legali per una separazione (consensuale o giudiziale che sia) non costituisce un problema poiché non avendo reddito può accedere al GRATUITO PATROCINIO (o Patrocinio a spese dello Stato) per cui la cui disciplina la rinvio alle sezioni “ARTICOLI (http://www.studiolegalechecchini. it/?page_id=172) e “DOCUMENTAZIONE E PROCEDURE” (http://www.studiolegalechecchini.it/?page_id=212) del mio sito www.studiolegalechecchini.it.
L’avvocato Monica Checchini comunica che lo Studio Legale rimarrà nella sua attuale sede in via Clementina, 31 di Castelbellino Staz. (AN) Potete rivolgermi domande, condividere esperienze e trovare risposta ai vostri quesiti sul FORUM presente nel sito dello Studio www.studiolegalechecchini.it
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|LETTERATURA PER L’INFANZIA|
Pippi Calzelunghe ci insegna ad essere felici “Evviva, evviva, evviva, evviva, noi crediamo alla felicità!”. Pippi Calzelunghe
Silvia Piangerelli è laureata in Lettere e ha conseguito un Master in Editoria con una tesi sulla letteratura per l’infanzia e sull’importanza delle fiabe per lo sviluppo psicologico del bambino. Lavora come redattrice e ideatrice di testi per una casa editrice, per cui scrive articoli, racconti, testi di varia natura destinati ai bambini e alle insegnanti.
Credo che le fiabe, e in generale gran parte della letteratura per l’infanzia, siano una ginnastica per la felicità: tonificano i muscoli della nostra identità e fortificano i tendini della fantasia. Esse guidano il bambino (e anche l’adulto) nel rispetto di se stesso, invitano all’ascolto e a sdrammatizzare, aiutano a superare le difficoltà della vita, a non ferire e a non subire, a far uscire allo scoperto la creatività, le paure, ma anche la fiducia e il coraggio. Un personaggio della letteratura per l’infanzia che è senz’altro il simbolo della felicità è Pippi Calzelunghe, l’irriverente ragazzina dai capelli rossi e dalle innumerevoli lentiggini sparse su un viso simpatico. Vive in una casa senza adulti, piena di soffitte e luoghi nasco22
sti: è la casa delle avventure e delle prove di coraggio, che sempre supera al meglio grazie alla caparbietà e alla forza d’animo. Nel sua vita tutto è possibile, non ci sono limiti alla fantasia e neanche alla felicità, di cui si fa la portavoce per eccellenza. Il suo mondo è caratterizzato da giochi in libertà, all’aperto, senza paura dei rischi e dei pericoli, un mondo al quale cerca di rimanere aggrappata ingurgitando le pillole “cunegunde” che non fanno mai diventare grande. Ma Pippi è anche responsabile come un adulto, sa che deve cavarsela da sé e soprattutto che deve proteggersi da sola, facendosi beffe dei bulli, dei ladri e delle forze dell’ordine. Si dà da fare, non aspetta i principi azzurri per essere felice, lei felice lo è già, perché sa di poter contare su se stessa, trovando sempre la forza per affrontare ogni cosa. Il personaggio creato
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dalla penna di Astrid Lindgren fece subito parlare di sé, poiché sembrava fare tutto quello che ai bambini per bene viene imposto di non fare. L’eroina positiva, spavalda, temeraria, sempre sorridente, divenne una fonte d’ispirazione nella lotta per la parità dei sessi, non solo in Svezia, ma un po’ in tutto il mondo. Le ragazze furono incoraggiate a divertirsi, ad affrontare la vita con serenità, con un sorriso contagioso sul viso e tanti buoni propositi in tasca. Tutti noi, anche oggi, abbiamo bisogno di Pippi Calzelunghe e dovremmo imparare da lei a credere nella felicità, lottando con tutte le nostre forze per raggiungerla. Per suggerimenti, domande ed altro potete scrivermi al seguente indirizzo mail: silvia.piangerelli@gmail.com
|SPECIALE REGALI DI NATALE|
VIDEOGIOCHI: un regalo per natale
a cura di Matteo Baleani
Stanno per arrivare i giorni più felici dell’anno, le vacanze natalizie sono ormai alle porte e, come sempre, inizia la corsa all’acquisto. Da tempo uno dei regali più ambiti dai giovani - e non solo! - sono gli apparecchi tecnologici, tanto costosi quanto desiderati e, fra questi, sicuramente a farla da padrone sono i videogiochi con un fatturato che ormai ha superato quello dell’intera industria cinematografica. Nell’affolato mondo videoludico, molti non avranno un’idea precisa di cosa convenga comprare: andiamo a scoprire i più importanti prodotti che troverete nelle principali catene di elettronica e nei negozi specializzati. Durante il mese di Novembre ha fatto la sua comparsa sugli scaffali addirittura la nuova generazione di console. Se riuscirete a trovarne ancora una disponibile, potrete portarvi a casa la nuova console Microsoft chiamata Xbox One (prezzo consigliato 499€) oppure la neonata Playstation 4 di Sony (prezzo consigliato 399€). Grazie a queste due macchine, la nuova generazione di videogiochi prenderà vita e il destinatario del regalo non potrà che esservi grato. Passando al lato software e, di conseguenza, a cifre nettamente più basse, gli ultimi mesi dell’anno sono considerati i più prolifici proprio in virtù del Natale, statisticamente il periodo dove la gente è più predisposta all’acquisto. Di recente uscita troviamo capolavori come il famosissimo GTA 5, la meravigliosa simulazione calcistica Fifa 14, il nuovo e più fortunato capitolo (rispetto al predecessore) dell’assassino Ubisoft chiamato Assassin’s Creed 4: Black Flag, il sempreverde Call Of Duty, quest’anno sottotitolato Ghosts, o i nuovi episodi dei Pokemon (X e Y) per Nintendo 3DS. A ridosso del Natale troverete invece la simulazione di guida Gran Turismo 6 per Ps3 e il nuovo capitolo di Mario, nominato Super Mario 3D World per Nintendo WiiU, il tutto a completare un quadro ricco dove segliere non sarà facile ma la qualità risulterà garantita.
Film e DVD DA METTERE SOTTO a cura di Giuseppe De Lauri L’ALBERO La festa natalizia si avvicina e per non farci cogliere impreparati nella scelta del regalo segnaliamo alcuni titoli di serie TV e film. Per i cineamatori valutare quale pellicola donare alla persona desiderata è indispensabile per far bella figura, dato che in base al carattere o alle inclinazioni di ognuno di noi, possiamo abbinare DVD di sicuro successo. Per gli innamorati: il primo consiglio è Notting Hill, film del 1999 con Hugh Grant e Julia Roberts, ambientato nell’omonimo quartiere londinese, che narra la storia d’amore tra una stella hollywoodiana e un ragazzo comune. Una commedia romantica americana piacevole e non impegnativa, adatta a passare del tempo con il partner in una calda atmosfera. Il secondo film è Venuto al mondo, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Margaret Mazzantini con un cast internazionale che va da Sergio Castellitto a Penelope Cruz fino a Emile Hirsch. L’ottima regia di Castellitto cattura eccellentemente i tre piani temporali diversi nei quali si svolge la trama. Attraverso intrecci narrativi conosciamo la tormentata storia d’amore tra Gemma e il fotografo Diego in una Sarajevo ai tempi delle olimpiadi invernali del 1984. Per gli amici: bellissimo film d’autore, I Tenenbaum, commedia firmata da Wes Anderson che racchiude le vicende di una famiglia particolare sul ritmo delle musiche di Lou Reed. Tre ragazzi tornano dopo tanti anni nella casa d’infanzia a New York con il peso di molti fallimenti. Sarà il padre, Royal Tenenbaum, a salvare le sorti di una famiglia divisa. Un altro film è Big Fish, viaggio fantastico partorito dall’idea di Tim Burton nel 2003. Edward Bloom racconta storie fantastiche e apparentemente inverosimili sulla sua vita. Suo figlio, non prendendolo sul serio, si allontana da lui. In seguito alla ma-
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lattia del padre, però, compie un viaggio personale scoprendo nei racconti paterni molta più verità di quanto credesse. Per i cinefili: grande classico con Blue Velvet di David Lynch, claustrofobico e inquietante, che parla di un mondo spregevole, ovvero l’altra faccia di una cittadina americana, considerato da Rolling Stone il miglior film degli anni ottanta. Fortemente consigliato è l’acquisto (o il regalo) del cofanetto Alfred Hitchcock – The complete collection disponibile dal venti novembre. Una raccolta dei film del maestro della tensione contenente opere quali La finestra sul cortile, Psyco, La donna che visse due volte, Gli uccelli, il tutto in una imperdibile edizione in Blu-ray. Per i teledipendenti: consigliamo l’acquisto della prima stagione di Breaking Bad, serie ormai famosissima e prodotto di punta dell’emittente HBO. L’ascesa criminale del professore di chimica più famoso della televisione è garanzia di successo assicurato. Di tutt’altra fattura, invece, è la simpatica sit-com How I met your mother. Arrivata alla sua nona stagione, le vicende sentimentali di Barney Stinson e dei suoi amici sono un eccellente diversivo, nel nuovo millennio, agli amanti delle storiche commedie seriali come Friends o Dharma e Greg. Per i viaggiatori e naturisti: Baraka, stupendo film di Ron Fricke, un viaggio spettacolare nei luoghi può remoti o vicini del pianeta. Attraverso tutti i continenti una serie continua di immagini spiazzano per la loro bellezza e genuinità. Africa, America, Asia, Europa e Oceania rappresentate nella società e nella natura più nascosta. Un’opera che lascia senza parole. Il secondo film è Microcosmos, cooproduzione tra Francia, Svizzera e Italia del 1996, ha per protagonista la minuscola vita che si svolge in prati e boschi, dove insetti e invertebrati sembrano inconsapevoli attori di un mondo parallelo e concatenato al nostro. Infine per non sbagliare mai proponiamo la scelta di grandi Kolossal come Il Gladiatore o Il Padrino, film che non hanno bisogno di presentazioni e che sono adatti ad ogni fascia di pubblico e ad ogni esigenza.
LIBRI: QUALI REGALARE?
a cura di Catiuscia Ceccarelli
A Natale, regala un libro. Tante le novità in libreria per le feste. La scelta, però, è dettata dai gusti personali di chi acquista e di chi avrà il piacere di trovare un libro sotto l’albero. Qualche suggerimento per arrivare preparati in libreria. Tra i libri più venduti si conferma “Gli Sdraiati” di Michele Serra (Ed. Feltrinelli), che racconta, con il solito piglio critico di Serra, le riflessioni di un padre rivolte al figlio diciannovenne sulle distanze incolmabili tra le generazioni. A seguire Luis Sepulveda, firma del grande capolavoro educativo letterario” Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, che torna in libreria con “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” (Ed. Guanda). Dopo il successo di vendite del romanzo “Le prime luci del mattino”, torna in testa alle classifiche Fabio Volo con “La strada verso casa” (Ed. Mondadori). E’ la storia di due fratelli, Marco e Andrea, molto diversi fra loro, costretti a riavvicinasi a causa degli eventi della vita. Al centro della trama, un inconfessabile segreto di famiglia. Piace molto alle donne, ma non solo, l’ultimo libro di Chiara Gamberale “Per dieci minuti” (Ed. Feltrinelli), in cui l’autrice consiglia ai lettori e alle lettrici di fare un gioco, per liberarsi dalle proprie ossessioni e ritrovare benessere e speranza. Edito da Piemme, un buon libro è anche “E l’Eco Rispose” di Khaled Hosseini. Per i più tradizionalisti è uscito “La cena di Natale” (Ed. Mondadori), il sequel del fortunato romanzo “Io che amo solo te” di Luca Bianchini. Per gli aggiornamenti sulla storia del nostro belpaese, ogni anno, a Natale, ci pensa Bruno Vespa. Quest’anno il giornalista di Porta a Porta si fa nostalgico e propone “ Sale, zucchero e caffè. L’Italia che ho vissuto: da nonna Aida alla Terza Repubblica” (Ed. Mondadori). Un tributo all’amore nella sua più totale libertà è “Splendore” , il nuovo romanzo di Margaret Mazzantini (Ed. Mondadori). Di suggerimenti letterari ce ne sarebbero tanti altri, ma vi invito ad investire del tempo in libreria. Girare per gli scaffali, leggere i titoli che più vi incuriosiscono e lasciarvi catturare dal profumo dei libri. Buona lettura e Felice Natale!
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|SPECIALE SCIENZA| Le storie dei fumetti sono spesso arricchite da elementi di fantasia che rendono le storie più avvincenti, e in generale, più il cattivo di turno è tale, più la storia si fa interessante. Anche se ovviamente la realtà è un’altra cosa, abbiamo visto più volte, attraverso questa rubrica, che è La felicità di possibile parlare di fisica raccontando la vita e le gesta di un supereroe. Immagino che questo sia sembrato un po’ insolito, almeno all’inizio, in una grande quanto siamo abituati a considerare la fisica e, più in generale, le mascoperta : il terie scientifiche come entità estremamente rigide e razionali, incapanuovo mondo ci di generare emozioni. I ricercatori diventano così, nell’immaginario collettivo, degli esseri un po’ freddi, asociali e, se di sesso maschile, imbranati con le donne. In realtà la ricerca scientifica è una professione della fisica ricca di colpi di scena: una grande scoperta, infatti, porta con sè una quantistica serie di emozioni in grado di investire chiunque, scienziati e non. A soa cura di Roberto Longo stegno di questa tesi posso ricordare uomini come Newton, Maxwell, Einstein che hanno cambiato il nostro modo di pensare, vivere e di relazionarci con l’Universo. Esiste però una grande scoperta, messa a punto a partire dagli anni ‘20 da matematici e fisici in maggior parte tedeschi. Questi ricercatori cominciarono a sostenere, tra una birra e uno strudel, un concetto rivoluzionario: nel regno dell’atomo regna il caos e avremo bisogno di tutta l’immaginazione possibile per comprenderlo! Nasceva così la fisica quantistica. E a chi non è mai capitato di parlare di fisica quantististica e delle interazioni tra particelle subatomiche (protoni, elettroni e così via) al bar o durante una serata tra amici?!? A dispetto delle dimensioni, le leggi che valgono nel nostro mondo (gravità, elettromagnetismo...) dovrebbero funzionare anche dentro l’atomo, ma purtroppo non è cosi. La fisica quantistica ci dice che le particelle subatomiche obbediscono ad altre leggi, che nel nostro mondo risultano assurde. A livelli subatomici, infatti, non vi è alcuna certezza di determinare la velocità e la posizione di un corpo (principio di indeterminazione) ma soltanto una certa probabilità che una particella si Roberto Longo nasce a Jesi il 4 Gennaio 1978. Dopo ever ottenuto la laurea in in- trovi in un posto piuttosto che in un altro. Assurdo vero? Nella vita regegneria elettronica presso l’ Università ale possiamo determinare con precisione la posizione e la velocità dei Politecnica delle Marche, si trasferisce in Belgio, dove consegue il Ph.D in in- pianeti che orbitano intorno al Sole, grazie alle leggi della gravitazione gegneria biomedica presso l’ Università universale, ma per determinare l’orbita di un elettrone attorno al nucleo Libera di Bruxelles. Nel Gennaio 2012 di un atomo, quelle formule sono utili quanto un accendino scarico. La viene accettato all’ Università Montpellier 2, Francia, come ricercatore post sola maniera di “uscirne vivi” dall’intricato mondo subatomico è quello dottorato, e nel Settembre 2013 riceve di usare un approccio probabilistico: tutto, quindi, si svolge secondo la carica di professore associato presso una certa probabilità e niente diventa impossibile, dall’attraversare i l’ ESEO “grande école d’ingénieurs”, Angers. Autore di numerose pubblicazioni di muri ai viaggi del tempo. Più precisamente la parola impossibile deve livello internazionale, collabora con diver- essere sostituita dalla frase: “questo fenomeno ha una scarsa probasi istituti di ricerca interessati allo studio e l’ utilizzo di ultrasuoni per la medicina bilità di verificarsi”. Se siete un po’ disorientati da questi concetti non e la biologia.. Per contattarlo scrivete a: preoccupatevi, siete in buona compagnia. Molti fisici dell’epoca rifiuroberto.longo@eseo.fr
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tarono apertamente questo tipo di approccio, lo stesso Einstein si scagliò contro le nuove leggi della fisica quantistica e, con la famosa frase “Dio non gioca a dadi!”, espresse tutto il suo disappunto. Gli anni
di studi e sperimentazioni che seguirono dimostrarono però che aveva torto e che la fantasia e l’immaginazione avevano aperto nuove strade per arrivare a capire l’Universo fuori e dentro di noi.
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Un Natale “curioso” Chi è Babbo Natale? Le tradizioni e le leggende sul Natale sono tante e variegate e in questo spazio vogliamo offrire ai nostri lettori delle piccole curiosità provenienti da diverse parti del mondo. In Francia Babbo Natale lascia i suoi regali non sotto l’albero, ma dentro le scarpe dei bimbi! La mattina del 25 dicembre si brucia un tronco di legno molto massiccio che deve ardere durante tutto il giorno di Natale e si mangia la “Buche de Noel”, una torta al cioccolato che assomiglia ad un tronco (paragonabile al nostro tronchetto di Natale). Dall’altra parte del mondo, in Perù, i presepi sono ricavati dentro canne di bambù e il paesaggio sullo sfondo ha i colori accesi dei paesi tropicali. Infatti il Natale a Sud dell’Equatore coincide con la stagione estiva. Tornando in Europa, in Ungheria, il presepe è realizzato dentro una cassa a forma di stalla con i personaggi costruiti in legno, carta od ovatta, mentre il pranzo di Natale in Polonia è composto da 12 portate (una per ogni apostolo). In Svezia vi è una tradizione natalizia molto radicata. Verso fine novembre aprono i tipici mercatini di Natale che propongono le consuete decorazioni, oggetti d’artigianato, giochi per bambini e dolci tradizionali come brioche allo zafferano e biscotti allo zenzero, cannella e garofano, immancabile il “glögg”, saporito vin brulé svedese che servito con uvette e mandorle è un ottimo rimedio per scaldarsi nel rigido inverno scandinavo. In Olanda la pianta del mirto viene considerata un fiore di Natale ed è tradizione bruciarne un ramoscello alla Vigilia in attesa della mezzanotte. Per concludere non tutti sanno che, in Italia, la parola panettone deriva da “Pan di Toni”, che è il nome del dolce inventato dall’aiuto cuoco di casa Sforza. La leggenda narra che durante una cena, per aiutare il suo capo cuoco a rimediare al pasticcio di aver bruciato il dolce, preparò con gli avanzi del pranzo un dolce molto particolare che ebbe molto successo fra i commensali.
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Nell’immaginario collettivo Babbo Natale è un omino grassottello vestito di rosso con la barba bianca, quello dello spot della Coca Cola, per intenderci, noto nella tradizione anche come Santa Claus (in italiano San Nicola), protettore dei bambini: secondo la leggenda, l’uomo apparteneva ad una dinastia nobile ricca della Turchia. Per aiutare tre ragazze di una famiglia caduta in rovina, il turco Claus donò dei sacchi di monete d’oro in dote alle sventurare, cosicchè potessero essere prese in sposa. Al momento della consegna, trovando la finestra della loro camera chiusa, lasciò cadere i sacchi dal camino. Da qui la leggenda dell’uomo buono che porta doni passando dal camino. Una delle prime raffigurazioni di Babbo Natale è del 1886 ad opera di Luois Prang e nel 1931 un pubblicitario della Coca Cola ne riprese e modernizzò le sembianze sostituendo con le renne il cavallo bianco dell’originale raffigurazione di Santa Claus.
Perchè si addobba l’albero di Natale? Nell’antico Egitto, durante il culto del sole, si addobbava una piramide. Tradizione poi ripresa anche da altri popoli, tra i quali anche quelli del nord, che ovviamente sostituirono ciò che non avevano con quanto disponibile: dalla piramide all’abete. Le luci sull’albero, come nel culto del sole, rappresentano la luce della vita.
Per la sesta stagione sportiva la squadra Vallesina City Amatori partecipa al campionato Amatori Federale (F.I.G.C.). La squadra V composta è da ex giocatori che, dopo aver A appeso le scarpette al chiodo, hanno ancora L voglia di divertirsi, ritrovandosi la sera sui L campi di calcio sfidando le varie intemperie. E Ci caratterizza la volontà di stare insieme, di S I fare sport e perché no, anche di vincere,.Il N tutto condito dal piacere di brindare in allegria. Comunque, a differenza di altre categorie, A viene curato molto l’aspetto tecnico della squadra, perché portare a casa qualche trofeo è sempre stata una soddisfazione, cosa che ci capita molto spesso. Attualmente siamo C alla settima giornata di campionato, occupiamo la seconda posizione in classifica a tre I T punti dalla prima, grazie a 4 vittorie e 3 pareggi. Concludendo, vogliamo augurare a tutti Y i lettori di Password e a tutti coloro che ci sostengono i più fervidi auguri di Buon Natale e un Felice Anno Nuovo. Vallesina City Amatori
Tutta la redazione di Password coglie l’occasione per porgere ai suoi lettori gli auguri per un
Felice Natale e un Buonissimo Anno Nuovo ! Password – mensile di informazione. n° 7 - dicembre 2013 Direttore responsabile: Chiara Cascio Editore e Progetto Grafico: Studio Gamma Coordinamento generale: Gianna Scortechini Foto di copertina: Roberto Torelli Foto: Chiara Cascio e Roberto Torelli Collaboratori: Avv. Monica Checchini - Avv. Lucia Ripa - Roberto Longo Francesco Cascio - Catiuscia Ceccarelli - Riccardo Ceccarelli Silvia Piangerelli - Roberto Ceci - Talita Frezzi - Matteo Baleani Registrato al Tribunale di Ancona n. 5/09 del 23.03.2009 Reg. Periodici Stampa: Tipografia TJ - Jesi Sede, Direzione, Redazione: via Risorgimento 189/a Moie di Maiolati Spontini (An), tel. 0731 701404, fax. 0731 706476 www.leggopassword.it - info@leggopassword.it redazione@leggopassword.it Copyright - Tutti i diritti riservati - Marchio e grafica registrati Vietata la riproduzione anche parziale. L’editore si riserva il diritto di segnalare alle autorità competenti coloro che in malafede comunicano annunci non corrispondenti a verità.
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