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“Il Sacerdozio è l'amore del cuore di Gesù”, soleva dire il Santo Curato d’Ars. Questa toccante espressione ci permette anzitutto di evocare con tenerezza e riconoscenza l’immenso dono che i sacerdoti costituiscono non solo per la Chiesa, ma anche per la stessa umanità. Penso a tutti quei presbiteri che offrono ai fedeli cristiani e al mondo intero l’umile e quotidiana proposta delle parole e dei gesti di Cristo, cercando di aderire a Lui con i pensieri, la volontà, i sentimenti e lo stile di tutta la propria esistenza. Come non sottolineare le loro fatiche apostoliche, il loro servizio infaticabile e nascosto, la loro carità tendenzialmente universale? E che dire della fedeltà coraggiosa di tanti sacerdoti che, pur tra difficoltà e incomprensioni, restano fedeli alla loro vocazione: quella di “amici di Cristo”, da Lui particolarmente chiamati, prescelti e inviati? Io stesso porto ancora nel cuore il ricordo del primo parroco accanto al quale esercitai il mio ministero di giovane prete: egli mi lasciò l’esempio di una dedizione senza riserve al proprio servizio pastorale, fino a trovare la morte nell’atto stesso in cui portava il viatico a un malato grave. Tornano poi alla mia memoria gli innumerevoli confratelli che ho incontrato e che continuo ad incontrare, anche durante i miei viaggi pastorali nelle diverse nazioni, generosamente impegnati nel quotidiano esercizio del loro ministero sacerdotale. Ma l’espressione usata dal Santo Curato evoca anche la trafittura del Cuore di Cristo e la corona di spine che lo avvolge. Il pensiero va, di conseguenza, alle innumerevoli situazioni di sofferenza in cui molti sacerdoti sono coinvolti, sia perché partecipi dell’esperienza umana del dolore nella molteplicità del suo manifestarsi, sia perché incompresi dagli stessi destinatari del loro ministero: come non ricordare i tanti sacerdoti offesi nella loro dignità, impediti nella loro missione, a volte anche perseguitati fino alla suprema testimonianza del sangue? Ci sono, purtroppo, anche situazioni, mai abbastanza deplorate, in cui è la Chiesa stessa a soffrire per l’infedeltà di alcuni suoi ministri. È il mondo a trarne allora motivo di scandalo e di rifiuto. Ciò che massimamente può giovare in tali casi alla Chiesa non è tanto la puntigliosa rilevazione delle debolezze dei suoi ministri, quanto una rinnovata e lieta coscienza della grandezza del dono di Dio, concretizzato in splendide figure di generosi Pastori, di Religiosi ardenti di amore per Dio e per le anime, di Direttori spirituali illuminati e pazienti. A questo proposito, gli insegnamenti e gli esempi di san Giovanni Maria Vianney possono offrire a tutti un significativo punto di riferimento: il Curato d’Ars era umilissimo, ma consapevole, in quanto prete, d’essere un dono immenso per la sua gente: “Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che il buon Dio possa accordare ad una parrocchia e uno dei doni più preziosi della misericordia divina”.Parlava del sacerdozio come se non riuscisse a capacitarsi della grandezza del dono e del compito affidati ad una creatura umana: “Oh come il prete è grande!... Se egli si comprendesse, morirebbe... Dio gli obbedisce: egli pronuncia due parole e Nostro Signore scende dal cielo alla sua voce e si rinchiude in una piccola ostia...”. E spiegando ai suoi fedeli l’importanza dei sacramenti diceva: “Tolto il sacramento dell'Ordine, noi non avremmo il Signore. Chi lo ha riposto là in quel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha accolto la vostra anima al primo entrare nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l'ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote. E se quest'anima viene a

In questo anno sacerdotale, indetto dal santo Padre Benedetto XVI in occasione del 150° anniversario della morte di San Giovanni Battista Maria Vianney, abbiamo pensato di proporvi una meditazione del Sommo Pontefice su questo grande Santo francese, patrono dei parroci e sul ministero sacerdotale che egli ha così esemplarmente vissuto. Per certi versi la vita del Santo Curato d’Ars è molto simile a quella del nostro san Giuseppe da Copertino. Entrambi iniziarono a studiare in tarda età ed affrontarono gli studi con molte difficoltà. Entrambi furono ammessi quasi miracolosamente al sacerdozio, nonostante un apparente non brillante ingegno. Erano però tutti e due veri santi:: si immergevano nella preghiera “come pesci nell’acqua” e confidavano con fede in Dio, che è amore provvidente. Grazie alla loro santità sono diventati i veri sapienti che possono guidarci sulla via che porta all’autentica felicità: quella di Dio.

morire [per il peccato], chi la risusciterà, chi le renderà la calma e la pace? Ancora il sacerdote... Dopo Dio, il sacerdote è tutto!... Lui stesso non si capirà bene che in cielo”. Queste affermazioni, nate dal cuore sacerdotale del santo parroco, possono apparire eccessive. In esse, tuttavia, si rivela l’altissima considerazione in cui egli teneva il sacramento del sacerdozio. Sembrava sopraffatto da uno sconfinato senso di responsabilità: “Se comprendessimo bene che cos’è un prete sulla terra, moriremmo: non di spavento, ma di amore... Senza il prete la morte e la passione di Nostro Signore non servirebbero a niente. È il prete che continua l’opera della Redenzione sulla terra... Che ci gioverebbe una casa piena d’oro se non ci fosse nessuno che ce ne apre la porta? Il prete possiede la chiave dei tesori celesti: è

lui che apre la porta; egli è l’economo del buon Dio; l’amministratore dei suoi beni... Lasciate una parrocchia, per vent’anni, senza prete, vi si adoreranno le bestie...”. Era giunto ad Ars, un piccolo villaggio di 230 abitanti, preavvertito dal Vescovo che avrebbe trovato una situazione religiosamente precaria: “Non c'è molto amor di Dio in quella parrocchia; voi ce ne metterete”. Era, di conseguenza, pienamente consapevole che doveva andarvi ad incarnare la presenza di Cristo, testimoniandone la tenerezza salvifica: “[Mio Dio], accordatemi la conversione della mia parrocchia; accetto di soffrire tutto quello che vorrete per tutto il tempo della mia vita!”, fu con questa preghiera che iniziò la sua missione. Alla conversione della sua parrocchia il Santo Curato si dedicò con tutte le sue energie, ponendo in cima ad ogni suo pensiero la formazione cristiana del popolo a lui affidato. Il Curato d’Ars iniziò subito l’umile e paziente lavoro di armonizzazione tra la sua vita di ministro e la santità del ministero a lui affidato, decidendo di “abitare” perfino materialmente nella sua chiesa parrocchiale: “Appena arrivato egli scelse la chiesa a sua dimora... Entrava in chiesa prima dell’aurora e non ne usciva che dopo l’Angelus della sera. Là si doveva cercarlo quando si aveva bisogno di lui”, si legge nella prima biografia del Monnin. L’esagerazione devota del pio agiografo non deve farci trascurare il fatto che il Santo Curato seppe anche “abitare” attivamente in tutto il territorio della sua parrocchia: visitava sistematicamente gli ammalati e le famiglie; organizzava missioni popolari e feste patronali; raccoglieva ed amministrava denaro per le sue opere caritative e missionarie; abbelliva la sua chiesa e la dotava di arredi sacri; si occupava delle orfanelle della “Provvidenza” e delle loro educatrici; si interessava dell’istruzione dei bambini; fondava confraternite e chiamava i laici a collaborare con lui. Il suo esempio mi induce a evidenziare gli spazi di collaborazione che è doveroso estendere sempre più ai fedeli laici, coi quali i presbiteri formano l’unico popolo sacerdotale e in mezzo ai quali, in virtù del sacerdozio ministeriale, si trovano “per condurre tutti all’unità della carità, ‘amandosi l’un l’altro con la carità fraterna, prevenendosi a vicenda nella deferenza’ (Rm 12,10)”. Ai suoi parrocchiani il Santo Curato insegnava soprattutto con la testimonianza della vita. Dal suo esempio i fedeli imparavano a pregare, sostando volentieri davanti al tabernacolo per una visita a Gesù Eucaristia. “Non c’è bisogno di parlar molto per ben pregare” – spiegava loro il Curato “Si sa che Gesù è là, nel santo tabernacolo: apriamogli il nostro cuore, rallegriamoci della sua santa presenza. È questa la migliore preghiera”. Ed esortava: “Venite alla comunione, fratelli miei, venite da Gesù. Venite a vivere di Lui per poter vivere con Lui... “È vero che non ne siete degni, ma ne avete bisogno!”Tale educazione dei fedeli alla presenza eucaristica e alla comunione acquistava un’efficacia particolarissima, quando i fedeli lo vedevano celebrare il Santo Sacrificio della Messa. Chi vi assisteva diceva che “non era possibile trovare una figura che meglio esprimesse l’adorazione... Contemplava l’Ostia amorosamente”.“Tutte le buone opere riunite non equivalgono al sacrificio della Messa, perché quelle sono opere di uomini, mentre la Santa Messa è opera di Dio», diceva. Era convinto che dalla Messa dipendesse tutto il fervore della vita di un prete: «La causa della rilassatezza del sacerdote è che non fa attenzione alla Messa! Mio Dio, come è da compiangere un prete che celebra come se facesse una cosa ordinaria!”. Ed aveva preso l’abitudine di offrire sempre, celebrando, anche il sacrificio della propria vita: “Come fa bene un prete ad offrirsi a Dio in sacrificio tutte le mattine!”.


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MADRE DI DIO ss BASILIO E GREGORIO II NATALE s BEATA ANGELA DA FOLIGNO s AMELIA EPIFANIA s RAIMONDO s ERMANNO s GIULIANO BATT. SIGNORE s IGINO s CESIRA s ILARIO s PONZIANO s MAURO s MARCELLO P. s ANTONIO AB. s FAUSTINA s MARIO s SEBASTIANO s AGNESE s VINCENZO s AMASIO s FRANC. DI SALES CONV. s PAOLO ss TITO E TIMOTEO

Un bambolotto da quattro soldi può far la felicità di un piccino per tutta la stagione, mentre un ragazzo più grandicello sbadiglierà davanti a un giocattolo costosissimo. Perché? Perché ha perduto lo spirito dell'infanzia. Ebbene, la Chiesa è stata incaricata dal buon Dio di mantenere nel mondo questo spirito d'infanzia, questa ingenuità, questa freschezza. Vorrei aver qui uno di quei dottorini che m'accusano di oscurantismo; gli direi: Non è colpa mia se porto un vestito da beccamorto. Dopo tutto il Papa si veste ben di bianco, e i cardinali di rosso. Avrei diritto a passeggiare vestito come la Regina di Saba, perché io porto la gioia. Ve la darei per niente, se me la domandaste. La Chiesa dispone della gioia, di tutta la parte della gioia riservata a questo triste mondo. Quel che avete fatto contro di essa, l'avete fatto contro la gioia. Chi ha la fede è padrone del G. BERNANOS mondo, perché è padrone di Colui che è il padrone del mondo... GIORNATA domenica 31 DEI LEBBROSI

Aiutiamo i fratelli lebbrosi delle nostre missioni francescane con l’intenzione di sanare la nostra lebbra spirituale.

s ANGELA MER. s TOMMASO s COSTANZO

PREGHIAMO PERCHÈ

s MARTINA

I bambini crescano illuminati da Cristo

s GIOV. BOSCO

Santuario San Giuseppe da Copertino - 60027 Osimo (An) ccp 6601 Telefax 071 716726 e-mail: redazione.dpb@email.it

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s CECILIO V. PRESENTAZ. DI GESÙ s BIAGIO V. M. s GILBERTO s AGATA s P. BATTISTA s ARMANDO s ERMANNO s APOLLONIA s SCOLASTICA N. SIGNORA DI LOURDES s EULALIA s FOSCA ss CIRILLO E METODIO s FAUSTINO s ELIA MERCOLEDI’ DELLE CENERI s COSTANZA s ASIA s ZENOBIO I QUARESIMA

Un prete deve essere contemporaneamente piccolo e grande, nobile di spirito come di sangue reale, semplice e naturale come di ceppo contadino, una sorgente di santificazione, un peccatore che Dio ha perdonato, un servitore per i timidi e i deboli, che non s'abbassa davanti ai potenti ma si curva davanti ai poveri; discepolo del suo Signore, capo del suo gregge, un mendicante dalle mani largamente aperte, una madre per confortare i malati; con la saggezza dell’età e la fiducia d’un bambino, teso verso l'alto, i piedi sulla terra, fatto per la gioia, esperto del soffrire, lontano da ogni invidia, lungimirante, che parla con franchezza, un amico della pace, un nemico dell'inerzia, fedele per sempre... Così differente da me! ANONIMO MEDIOEVALE

s MARGHERITA DA C. s POLICARPO

Nelle avversità è meglio lamentarsi con Dio, con amore e speranza, che sfogarsi con gli uomini.

s EDILBERTO s CESARIO

domenica

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s ROMEO

GIORNATA DEL MALATO Siamo in comunione di preghiera specialmente con tutti i malati devoti di san Giuseppe da Copertino

s GABRIELE ADD. II QUARESIMA

PREGHIAMO PERCHÈ

I cristiani siano generosi con i poveri Santuario San Giuseppe da Copertino - 60027 Osimo (An) ccp 6601 Telefax 071 716726 e-mail: redazione.dpb@email.it

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s ALBINO s PROSPERO s TIZIANO s LUCIO s OLIVIA s VITTORE III QUARESIMA s GIOV. DI DIO s FRANC. ROM. s SIMPLICIO s COSTANTINO s DUINO s PATRIZIA IV QUARESIMA s PROBO s ABRAMO s PATRIZIO s SALVATORE s GIUSEPPE s ALESSANDRA V QUARESIMA s LINO s PELAGIA s ROMOLO M. ANNUNCIAZIONE D. SIGNORE S EMANUELE

Non vi meravigliate. Troverete in lui tutte le debolezze umane. Egli non sfugge né al contagio, né all'ereditarietà, né alla miseria, né al peccato. È segnato dalla sua famiglia, dal suo ambiente, dalla sua epoca. Anch'egli ha le sue ristrettezze; le sue miserie, i suoi errori. È uno strano strumento in mani possenti. È uno stretto canale per convogliare tante grazie. È una miseria desolante per un così alto destino. Ha coscienza di quello che è: questo è il suo dramma personale. È sempre al di sotto del suo compito. Diviso tra questa debolezza congenita che lo rende simile ai più miserabili degli uomini e questa divina vocazione che l'unisce al Cristo; teso fra quel mondo di cui fa ancora parte mediante i suoi legami carnali ed il Regno dei cieli cui appartiene per il suo ministero; innalzato sopra la terra e partecipe d'essa; tendente Finché dal legno non esce il una mano ai peccatori e un’altra fumo, non vi può entrare il mano a Dio: crocifisso. fuoco; perciò chi vuole in sé L. LOCHET il fuoco dell’amore di Dio scacci da sé il fumo delle 100 GIORNI cose del mondo. DAGLI ESAMI Nella Basilica di san Giuseppe da Copertino incontro degli studenti delle Marche a 100 giorni dagli esami

s AUGUSTO LE PALME s SECONDO

PREGHIAMO PERCHÈ

s AMEDEO

I sacerdoti seguano Cristo nella fedeltà

s BENIAMINO

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s UGO s FRANCESCO DI PAOLA s RICCARDO PASQUA DELL’ANGELO s MARCELLINO s G.B. DE LA SALLE s WALTER s TANCREDI TERENZIO

IN ALBIS s ZENONE s MARTINO P. s VALERIANO s ANNIBALE s BERNADETTE s ROBERTO III di PASQUA s LEONE s FLAVIO s ANSELMO s LEONIDA s GORGO s FEDELE IV di PASQUA ss CLETO E MARC.

Ricordo che i primi anni di sacerdozio, chiedevo spesso di pregare perché non mi abituassi a essere prete. Credo di potervi dire che, grazie a Dio, conservo la freschezza, lo stupore del giorno della mia ordinazione sacerdotale e ripeto spesso ciò che avevo fatto incidere sull'immagine della mia ordinazione, questo pensiero di padre Chevrier: "È il buon tempo per essere prete". Sì, ancora per me, cinquant'anni dopo, è il tempo buono per essere prete! Certo, oggi il prete prova più di chiunque altro la difficoltà che è quella di tutta la Chiesa a collocarsi in un mondo in piena mutazione. In questo mezzo secolo di accelerazione della storia, dei sacerdoti compagni di strada hanno perduto il fiato, anzi sono crollati; nessuno può scagliare loro una pietra e io stesso, protetto per pura grazia, tendo loro la mano più fraterna. I loro volti mi stanno dinanzi, soprattutto di quelli della mia annata di ordinazione che, come me, si erano prostrati per implorare sulla nostra comune debolezza il soccorso dei santi di tutti i tempi. Bisogna amare tutti i sacerdoti poiché portano il peso del peccato, del peccato degli altri e non solamente dei loro. Ma vedo soprattutto attorno a me un nugolo di testimoni, di preti alla maniera degli apostoli, stiGuerre, liti, persecuzioni e tutto molati nel loro ministero dall'esempio di laici ciò che a noi fa tanta impressioche si nutrono delle Beatitudini. ne, cosa sono alla fine? Sono un CARD. ETCHEGARAY niente, sono risse da “piccirilli” e a torto gli uomini se la prendono. domenica

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SANTA PASQUA Alleluia! Il Signore è veramente risorto, rallegriamoci ed esultiamo

s LIBERALE s PIETRO CHANEL s CATERINA DA SIENA

PREGHIAMO PERCHÈ

s GIUS. COTTOLENGO

I cristiani adorino Cristo nel loro cuore Santuario San Giuseppe da Copertino - 60027 Osimo (An) ccp 6601 Telefax 071 716726 e-mail: redazione.dpb@email.it

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s GIUSEPPE LAVOR. V di PASQUA ss FILIPPO E GIACOMO s FULVIA s IRENE s DOMENICO SAVIO s AUGUSTO BV. DI POMPEI VI di PASQUA s ANTONINO s FABIO s NEREO s EMMA s MATTIA ap. s TORQUATO ASCENSIONE s PASQUALE BAY. s VENANZIO s IVO BERNARDINO

s VITTORIO s RITA PENTECOSTE s MARIA AUS.

Perché mi son fatto prete? Questa domanda che spesso mi si pone non è ben combinata perché da essa apparirebbe che sia stato io a scegliere Nostro Signore, mentre è stato Nostro Signore a scegliere me. Io non volevo proprio far nulla; è stato Lui a volere che io facessi qualcosa. È stato Lui a voler fare di me uno strumento, come una penna, con cui avrebbe scritto nelle anime il poema del suo amore. Se io dicessi: "Perché mi son fatto prete", dimenticherei le parole del Signore: "Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi". Io certamente non ho meritato questa chiamata. Ma il Signore non sceglie sempre i migliori; altrimenti sembrerebbe che le benedizioni vengono dalla potenza umana più che dalla forza di Dio. In questo senso, l'amore di Dio è cieco. Si direbbe che Egli non guarda la nostra indegnità. Ecco perché non cesserò mai di benedirne la Madonna. FULTON J. SHEEN

s GREGORIO

domenica

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PENTECOSTE Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo

s FILIPPO NERI

s FEDERICO s EMILIO

Tu lo Spirito sei ed io la tromba; ma senza il fiato tuo nulla rimbomba!

s MASSIMO

PREGHIAMO PERCHÈ

TRINITA’

La Madonna ci faccia crescere nella lode

VISITAZIONE

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s GIUSTINO s ERASMO s CARLO LWANGA s QUIRINO s BONIFACIO CORPUS DOMINI s ROBERTO s ARMANDO s EFREM s BENIAMINO SACRO CUORE CUORE IMM.

s PAOLINO

Le più belle definizioni del prete non vado a cercarle nei trattati di teologia, ma nelle pagine dei poeti e dei narratori. Il romanziere Bruce Marshall ha detto, stupendamente: "Ministro della pazienza di Cristo". Ripercorrendole pagine di don Fuschini, spigolo alcune definizioni fulminanti. Ad esempio: "Il prete è un uomo con la prolunga nel mistero". Oppure: "Ogni uomo è un mistero; ma prete e mistero camminano insieme". Soprattutto questa: "Il prete è un gorgo di contraddizioni perché è carne fragile posta ai confini dell’eterno". Quindi una precisazione secca come una frustata: "Il prete è prete, o non è niente". E poi: "Il prete è uno che si gioca la vita su una carta coperta". Quest'ultima gliel'ha regalata l'amico Giuseppe Prezzolini, che non sentiva particolari trasporti verso il clero, le cose della fede e dintorni, ma che sapeva intuire certe cose e certi misteri.

s LANFRANCO

ALESSANDRO PRONZATO

s ANTONIO DA PADOVA s RUFFINO s GERMANO s AURELIANO NASCITA S. GIUSEPPE DA COP. s MARINA s ROMUALDO s ETTORE s LUIGI GONZAGA

NAT. S G. BATTISTA

TEMPO DI ESAMI

s GUGLIELMO

Osimo: presso la tomba di s. Giuseppe da Copertino, patrono degli esaminandi, preghiamo in particolare per tutti gli studenti, devoti del Santo, impegnati negli esami.

s RODOLFO s CIRILLO D’AL. s IRENEO

Quando si trova Dio, si sta bene da per tutto e in ogni tempo.

ss PIETRO E PAOLO

PREGHIAMO PERCHÈ

s ERNESTO

Il Signore ci doni un cuore puro Santuario San Giuseppe da Copertino - 60027 Osimo (An) ccp 6601 Telefax 071 716726 e-mail: redazione.dpb@email.it

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s ESTER s OTTONE s TOMMASO s FIORENZO s ANTONIO ZACC. s MARIA GORETTI s GIOCONDA s ADRIANO s VERONICA s MARZIALE s BENEDETTO s FORTUNATO s ENRICO s FRANCESCO S. s BONAVENTURA B.V. M. DEL CARMELO s ALESSIO s FEDERICO s SIMMACO s PAOLA s LORENZO BR. s MARIA MADD. s BRIGIDA s CRISTINA

No, non è ad un uomo che noi ci sottomettiamo, ma a Gesù Cristo, ch'egli rappresenta. È meraviglioso constatare come il più misero dei preti, dal momento che, rivestito dalla stola, alza la sua mano sulla nostra fronte reclinata, si sveste della sua personalità e si trasforma ai nostri occhi in un Altro, infinitamente a lui superiore. Quest'uomo, poi, è pur soggetto a un altro sacerdote e lo stesso Papa è penitente e spiritualmente diretto. Colui, davanti al quale noi ci inginocchiamo, s'inginocchia a sua volta; chi giudica è giudicato; ascolta i nostri peccati, ma ha confessati i suoi. La confessione, la penitenza, il pentimento, sono patrimonio sacro comune a tutti i sacerdoti e a tutti i fedeli. Certezza di essere perdonato, parola di Gesù al paralitico ripetuta per noi: "Va; i tuoi peccati ti sono rimessi'; bacio di pace ricevuto nell'intimo del nostro cuore miserabile; pagina bianca, sulla quale l'uomo più abbietto, ridivenuto simile ad un fanciullo, può iniziare a riscrivere una vita nuova, - perché

non è mai troppo tardi per divenire santo -; tale è l'immenso fiume di grazie che rampolla dalla prima ordinazione sacerdotale di quel Giovedì Santo. FRANCOIS MAURIAC

s GIACOMO ss GIOAC. E ANNA

venerdì

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VENUTA DI SAN GIUSEPPE AD OSIMO

s AURELIO

S. Giuseppe arriva in Osimo nel 1657 e dice: “questo è il luogo del mio riposo”.

s NAZARIO M. s MARTA

PREGHIAMO PERCHÈ

s PIET. CRISOL.

La parola di Dio ci doni sapienza

s IGNAZIO DI L.

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In questo mondo poco dobbiamo curarci se di noi si dice bene o male. Al mondo non si deve avere affetto, né si deve far caso delle sue dicerie.

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s ALFONSO s MARIA D. ANGELI s LIDIA s GIOVANNI V. MADONNA DELLA NEVE TRASFIG. DEL SIGNORE s GAETANO s DOMENICO s EDITH S. s LORENZO s CHIARA s GIULIANO

s LUDOVICO V.

Qual è il compito d'un pastore? È quello di dare all'anime che strisciano come serpi, il volo e la rapidità delle aquile; è quello di strapparle al mondo e di consacrarle a Dio; è quello di restaurare e fissare in esse l’immagine e il carattere della Divinità; è quello d’introdurvi e formarvi Gesù Cristo, per virtù dello Spirito Santo; è quello, infine, di trasformare l'uomo in Dio e di procurargli l’eterna felicità per la quale è stato creato. Tale lo scopo della funzione pastorale e il fine del sacro ministero.

s SAMUELE

SAN GREGORIO NAZIANZENO

s IPPOLITO s MASSIMILIANO KOLBE ASSUNZ. B.V. MARIA s ROCCO s GIACINTO s ELENA

s PIO X B. V. M. REGINA s ROSA DA LIMA s BARTOLOMEO

lunedì

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PERDONO DI ASSISI

s LUDOVICO

Indulgenza plenaria per tutti coloro che alle solite condizioni visitano una chiesa francescana o una parrocchia

s ALESSANDRO s MONICA

Gli uomini di fede sono come grandi alberi. Anche se recisi, riproducono sempre qualche virgulto. Al contrario, chi non ha fede è un albero senza radice o una tenera pianta: viene abbattuta da ogni piccolo vento.

s AGOSTINO MAR. s G. BATTISTA

PREGHIAMO PERCHÈ

s GAUDENZIO

La vacanza sia un tempo di crescita spirituale

s ARISTIDE

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s EGIDIO s ELPIDIO s GREGORIO s ROSALIA s VITTORINO s UMBERTO s REGINA NATIVITÀ B. V. MARIA s SERGIO s NICOLA T. s GIACINTO ss NOME DI MARIA s GIOVANNI CRISOSTOMO ESALT. CROCE B.V. ADDOLORATA s CORNELIO s ROBERTO s GIUS. DA COPERTINO s GENNARO ss MARTIRI COR.

La parola quando è detta da Dio, o quando lui la detta, o comunque chi la dice è preso dal suo Spirito e parla: è sui leoni. La Parola diviene ruggente, il tremore sacro si impossessa dell’ascoltatore attento e fedele, e chi dice come chi ascolta sono un tutt’uno con la Parola. Tremendo mistero! È infinitamente dolce esserne presi, la misericordia unita alla verità, esserne squarciati nel profondo, e con le viscere aperte pigolare pietà, amore. Il fuoco ruggente letifica e sana colui che a lui si affida e ne gioisce.

s MATTEO s MAURIZIO s PIO DA PIETR.

sabato

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FESTA DEL SANTO

s GERARDO

Celebriamo la solennità liturgica di san Giuseppe preparandoci spiritualmente con le riflessioni proposte durante la novena.

s AURELIA ss COSMA E DAMIANO s VINCENZO DE PAOLI

Non è felice chi da altri è reputato tale; è felice sono chi ha la vera felicità nel cuore, e non vi è altra vera felicità che avere Dio nel cuore.

s VENCESLAO ss MICHELE, RAFF. E GABRIELE ARC.

PREGHIAMO PERCHÈ

s GIROLAMO

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I giovani abbiano il coraggio di seguire Cristo 6


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s TERESA G.B. ss ANGELI C. s GERARDO s FRANCESCO D’ASSISI s PLACIDO s BRUNO s B.V. ROSARIO s UGO s DIONIGI s DANIELE s FIRMINO s SERAFINO s EDOARDO

Chi è per me il prete, signor canonico? Vivo o morto, è sempre ad uno

s CALLISTO PAPA

di essi che penso, quando comincio a disperare dell'uomo e la tentazio-

s TERESA D’AVILA s MARGHERITA s IGNAZIO D’A.

ne del disprezzo mi attanaglia.

I preti in fondo e senza che lo sappiano sono i veri poeti, i soli che abbiano scelto l'assoluto, i soli che si siano separati dal mondo assai più di Rimbaud e di tutti gli idoli dei giovani d'oggi, i soli

s LUCA EV.

che abbiano consentito di ricevere quel segno per l'eternità tagliando

s PAOLO D. CR.

tutti i ponti dietro di loro. E il fatto che alcuni di essi pieghino, non

s ORSOLA

toglie nulla al valore di quel gesto, di quella prosternazione a

s DONATO

faccia per terra, cui hanno consentito

s IRENE

s GIOVANNI D. C.

il giorno della loro donazione.

Lascia al Signore tutta la cura di te; Egli sa ciò che fa, perciò tu non puoi fare di meglio che lasciarlo fare.

s ANTONIO CL. s CRISPINO

domenica

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GIORNATA MISSIONARIA Il cristiano è per sua natura missionario: “La fede senza le opere è morta” (Gc 2, 26); “Non dire: te lo darò domani” (Pr 3, 27)

s EVARISTO s FIORENZO ss SIMONE E GIUDA s ERMELINDA

PREGHIAMO PERCHÈ

s GERMANO

I missionari annunzino Cristo con gioia

s LUCILLA

Santuario San Giuseppe da Copertino - 60027 Osimo (An) ccp 6601 Telefax 071 716726 e-mail: redazione.dpb@email.it

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1L 2M 3M 4G 5V 6S 7D 8L 9M 10 M 11 G 12 V 13 S 14 D 15 L 16 M 17 M 18 G 19 V 20 S 21 D 22 L 23 M 24 M 25 G 26 V s. 27 S 28 D 29 L 30 M

SANTI DEFUNTI s GIUSTO s CARLO B. s ZACCARIA s LEONARDO s AMANDINO s GOFFREDO s ORESTE s LEONE s MARTINO s RENATO s DIEGO s GIOCONDO s ALBERTO M. s MARGHERITA s ELISABETTA D’UNGH. s ODDONE s FAUSTO s OTTAVIO CRISTO RE s CECILIA

O Padre, fa sorgere fra i cristiani numerose e sante vocazioni al sacerdozio, che mantengano viva la fede e custodiscano la grata memoria del tuo figlio Gesù mediante la predicazione della sua parola e l’amministrazione dei Sacramenti con i quali tu rinnovi continuamente i tuoi fedeli. Donaci santi ministri del tuo altare, che siano attenti e fervorosi custodi dell’Eucaristia, sacramento del dono supremo di Cristo per la redenzione del mondo. Chiama ministri della tua misericordia che mediante il sacramento della Riconciliazione, diffondano la gioia del tuo perdono. Fa, o Padre, che la Chiesa accolga con gioia le numerose ispirazioni dello Spirito del Figlio tuo e docile ai suoi insegnamenti, si curi delle vocazioni al ministero sacerdotale e alla vita consacrata.

s CLEMENTE MESE DI PREGHIERA PER I DEFUNTI DEVOTI DEL SANTO

s FLORA s CATERINA

Il Santo, dal Convento di Assisi, assiste in bilocazione la mamma morente a Copertino.

CORRADO

s VIRGILIO

L’amore e la carità verso il prossimo sono il fondamento della verità della nostra santa fede. Dove non c'è carità non ci può essere Dio con la sua grazia, perché Dio è carità per essenza.

I AVVENTO ss FRANCESCANI

PREGHIAMO PERCHÈ

s ANDREA

I nostri defunti siano accolti nella Gloria Santuario San Giuseppe da Copertino - 60027 Osimo (An) ccp 6601 Telefax 071 716726 e-mail: redazione.dpb@email.it

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1M 2G 3V 4S 5D 6L 7M 8M 9G 10 V 11 S 12 D 13 L 14 M 15 M 16 G 17 V 18 S 19 D 20 L 21 M 22 M 23 G 24 V 25 S 26 D 27 L 28 M 29 M 30 G 31 V

s ELIGIO s BIBIANA s FRANC. SAV. s BARBARA II AVVENTO s NICOLA DI BARI s AMBROGIO IMMACOLATA CONCEZ. s VALERIA B.V. di LORETO s DAMASO III AVVENTO s LUCIA s GIOV. CROCE s SILVIA s EUSEBIO s LAZZARO s GRAZIANO IV AVVENTO s LIBERATO s PIETRO CAN. s FRANCESCA CAB. s VITTORIA s FABIOLA NATALE DI N.S.

Il monaco Zosima continuò: Certe volte ti sentirai perplesso, specialmente vedendo i peccati degli uomini, e ti chiederai: «Devo ricorrere alla forza oppure all'umiltà e all'amore?». Decidi sempre per l’umiltà e per l’amore. Se prenderai questa decisione una volta per sempre, potrai soggiogare anche tutto il mondo. L'umiltà e l'amore uniti insieme sono una forza formidabile, la più grande forza che ci sia, non ce n'è un'altra uguale. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto osserva te stesso e sorvegliati, bada che la tua figura sia bella. Ecco, sei passato accanto a un bambino, ed eri irritato, pieno di collera, hai detto una brutta parola; tu magari non l'hai neanche notato, quel bambino, ma lui ti ha visto bene, e forse la tua figura, brutta e cattiva, è rimasta impressa nel suo cuoricino indifeso. Tu non lo sai neppure, ma forse hai già gettato in lui un seme maligno, che probabilmente germoglierà, e tutto perchè non sei stato attento, perchè non hai coltivato in te l’amore vigile, l'amore attivo. Fratelli, l'amore è un maestro, ma bisogna saperlo conquistare, perchè lo si conquista difficilmente, lo si paga a caro prezzo, con un lavoro lungo e Pregate Maria, Signora del Mondo, a lunga scadenza; infatti, bisogna amare che il Figlio vi dia con viso gioconnon per un attimo solo, casualmente, ma do... con dolce diletto cantando diresempre, sino alla fine. FËDOR DOSTOEVSKIJ

s STEFANO

Bambinello venerato dal Santo, che diceva: “Chi vuol vedere Gesù questo Natale una buona preparazione deve fare”.

s GIOVANNI EV.

Auguriamo a tutti un fraterno e Santo Natale ed un Nuovo Anno di “pace e bene”.

ss INNOCENTI

te... o dolce Bambino. Humil ti preghiamo, o Dio umanato, che teco godiamo nel Regno Beato.

s TOMMASO B.

PREGHIAMO PERCHÈ

s EUGENIO

Gesù ci doni l’infanzia del cuore

s SILVESTRO

Santuario San Giuseppe da Copertino - 60027 Osimo (An) ccp 6601 4 Telefax 071 716726 e-mail: redazione.dpb@email.it

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Pace e bene! Il saluto e l’augurio di san Francesco ancora oggi riempie il cuore delle persone a cui è rivolto. La pace non è solo quella sensazione di calma o di benessere che a volte pervade la nostra persona, ma è la serena fiducia che Gesù è presente in noi e ci ricolma di ogni bene. Chi ha il cuore pieno di bene, poi, non può starsene immobile e passivo di fronte a tante situazioni di disagio presenti nel mondo intero e si muove per rendere migliore la vita di coloro che soffrono o vivono nell’indigenza. La nostra Associazione, “Donare Pace e Bene”, offre a tutti la possibilità di condividere il pane con chi non ne ha. Più di mille bambini al giorno nello Zambia hanno un pasto assicurato grazie alla sensibilità dei nostri benefattori che se ne sono fatti carico. Tanti altri hanno la possibilità di andare a scuola, altri di costruire un acquedotto, altri di avere medicine per curare la lebbra... Il nostro impegno silenzioso è quello di rendere concrete le parole di Gesù: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40). San Giuseppe da Copertino ci aiuti a essere attenti ai bisogni dei nostri fratelli e ci doni la sua forza per operare il bene insieme.

Il Nostro Impegno insieme a voi Noi missionari francescani conventuali trascinati dall'ardore del nostro Padre San Francesco d'Assisi, da sempre percorriamo tutte le strade del mondo per portare Cristo ai fratelli e la loro promozione umana. Le micro realizzazioni costituiscono la nostra proposta di collaborazione. Hanno bisogno di un nostro aiuto prioritario e costante ● la cura dei lebbrosi presenti nei centri di Solwezi (Zambia) ● l'assistenza ai bambini poliomielitici di Luanshya e di Lusaka (Zambia) ● Ad ogni iniziativa si può contribuire personalmente o in più persone. Oggi più che mai “urge” possedere e donare l'amore di Cristo in gesti concreti ● Le «Adozioni a distanza» stanno diventando un modo davvero straordinario di intervento in situazioni di emergenza ed è una autentica forma di promozione umana e spirituale. Sono quattro le modalità con cui si può entrare in collaborazione: ● Adozione «nutrizionale» - Contribuisce a garantire un pasto al giorno ad un bambino che è in una fase acuta di denutrizione. Scopo è accompagnarlo alla autosufficienza (l’intervento è in Zambia). Impegno € 25 al mese. ● Adozione «scolastica» - Lo scopo è sostenere la possibilità di istruzione per un bambino che altrimenti non potrebbe frequentare la scuola. Lo sosteniamo fornendo il necessario per le tasse scolastiche, la divisa (dove richiesta), libri e cancelleria e contributo alla retribuzione degli insegnanti delle scuole gestite dalle nostre missioni (l’intervento è in Zambia). Impegno € 15 al mese. ● Adozione a sostegno di «famiglie con bambini portatori di handicap» - Aiuto alle famiglie che non possono da sole sostenere il peso di bambini handicappati (soprattutto ciechi, sordomuti o lebbrosi). Forniamo un sussidio mensile per spese sanitarie e il mantenimento (interventi in Zambia e Corea). Impegno € 25 al mese. ● Adozione «vocazionale» - Un’opera altamente meritoria che apre le porte alla speranza in vista del Nuovo Millennio! Sosteniamo un giovane che si sta preparando alla vita religiosa francescana, sacerdotale e missionaria nelle realtà del terzo mondo, contribuendo al mantenimento e alle spese di studio (interventi in Zambia e nei Paesi dell’Est Europa). Impegno € 100 al mese.

● I contributi indicati nelle varie forme di adozione a distanza sono evidentemente considerati come partecipazione alla reale necessità mensile di ogni bambino o giovane bisognoso. L’impegno è annuale da rinnovarsi espressamente. — Le adozioni sono ideali; l’esperienza dei missionari ci suggerisce di evitare possibilmente il rapporto diretto con i destinatari dell’iniziativa per non cadere in facili complicazioni. — I contributi saranno gestiti direttamente dai nostri confratelli missionari che controllano il giusto uso per cui sono stati elargiti. — Le quote potranno essere versate mensilmente o in altre soluzioni (semestrale o annuale). — Quote inferiori a quelle indicate entreranno ugualmente a far parte di un fondo che produrrà interventi che saranno frutto di collaborazione; si indichi chiaramente il tipo di adozione a cui si intende collaborare.

Il Santo Patrono di tutti gli Studenti ■ San Giuseppe da Copertino (1603-1663) ha percorso l'adolescenza e la giovinezza in condizioni fisiche ed ambientali difficili. Malesseri fisici, precarie condizioni economiche, ritardi inspiegabili nell'apprendimento, rigetto frontale da parte degli operatori della cultura seicentesca riservata al “colore del sangue” o a spiccate doti intellettive. Ma egli in cuor suo si era orientato decisamente verso il sacerdozio, una vocazione divina che sentiva chiaramente. Non frequentava lezioni regolari: userà i preziosi intervalli dalle molteplici occupazioni materiali, nascosto nella soffitta del convento, ad apprendere e a ripetere con fede e tenacia le nozioni indispensabili per gli esami. Se poté superarli, ed essere cosi ordinato sacerdote nell'Ordine Francescano dei Conventuali, fu per la prodigiosa protezione, da lui sempre riconosciuta, della Madonna che volle premiare la diligenza e gli sforzi di questo suo figlio. ■ Il dono poi della divina Sapienza lo ha illuminato non solo nel suo impegno di studio, ma lo ha aperto a rispondere con competenza alle difficili domande dei teologi e a consigliare saggiamente prìncipi, monsignori ed ogni persona che ha potuto rivolgersi a lui. Per questo anche oggi gli studenti lo invocano loro Patrono e ogni giorno sulla sua tomba a Osimo e da ogni parte lo pregano e lo ringraziano per l'aiuto che ottengono. Ricordiamo che anche il Papa ha invitato gli studenti di tutto il mondo di pregarlo: «... la scuola sia per tutti voi luogo di crescita umana e culturale. Vi sia di esempio e di sostegno s. Giuseppe da Copertino, patrono degli studenti». ■ L’Associazione studenti, sotto la protezione di s. Giuseppe da Copertino, celeste patrono degli esaminandi, è sorta in Osimo il primo dicembre 1939.

— L’Associazione si propone di sviluppare e qualificare tra la gioventù studentesca la concezione cristiana della vita (di cui lo studio è una importante componente) nella testimonianza quotidiana di ogni virtù, modellata sugli esempi luminosi del nostro santo. Essa accoglie l’associato nel periodo della sua formazione culturale e desidera anche accompagnarlo negli impegni più decisivi della vita individuale e sociale. Perché la scuola è per la vita. Cosa gioverebbe una promozione anche brillante a scuola, quando si è inesorabilmente bocciati nella vita? — Una tessera di iscrizione alla Associazione viene rilasciata dietro richiesta. Una santa Messa Quotidiana In comunione di fede e di carità. È un'opera eminentemente meritoria partecipare al bene spirituale con l'iscrizione alla santa messa quotidiana: tutte le intenzioni degli iscritti (espresse a beneficio ● di se stessi ● di persone care ● ed in suffragio delle anime di uno o più defunti) sono ricordate nella santa messa quotidiana che noi religiosi francescani conventuali delle Marche celebriamo in perpetuo presso la tomba di san Giuseppe da Copertino in Osimo. L'offerta da corrispondere per l'iscrizione alla messa quotidiana è secondo le proprie disponibilità: può essere inviata una volta per sempre o rinnovata periodicamente. A chi chiede di trascrivere le proprie intenzioni (come sopra indicato) verrà rilasciata una pagellina attestante l'avvenuta trascrizione. A chi invierà un'offerta non inferiore a € 20 sarà inviato un particolare diploma.

Il nostro calendario del

2010

Anche quest’anno vi abbiamo preparato il calendario per condividere insieme a voi un piccolo percorso cristiano. Il tema, come già avete visto, è quello dellAnno Sacerdotale. In occasione dei 150° anniversario della morte di san Giovanni Vianney, il santo padre Benedetto XVI ha infatti indetto un anno giubilare per riflettere sull’importanza e sulla necessità del ministero sacerdotale. Ognuno di noi ha bisogno del sacerdote: esso ci trasmette la Parola di Dio, il Pane di Vita, il perdono dei peccati. E’ importante allora in questo anno pregare perché il Signore doni alla Chiesa numerose e, soprattutto, “sante” vocazioni per il servizio dell’Altare. Un pensiero al mese è la voce di san Giuseppe che ha continuamente contemplato la bellezza e ci offre splendide espressioni ricche di sapienza e saggezza. Vi auguriamo un buon cammino di pace e bene a tutti per un anno bello e ricco di benedizioni.

viene celebrata la “messa quotidiana” per tutti coloro che a lui si rivolgono, studenti, insegnanti, genitori, sofferenti, ammalati e per i defunti. Chi volesse parteciparvi, puó mettersi in contatto con noi: Associazione Donare Pace e Bene Convento San Giuseppe da Copertino Piazza Gallo, 10 - 60027 Osimo redazione.dpb @email.it


A

l tempo del Santo Curato, in Francia, la confessione non era né più facile, né più frequente che ai nostri giorni, dato che la tormenta rivoluzionaria aveva soffocato a lungo la pratica religiosa. Ma egli cercò in ogni modo, con la predicazione e con il consiglio persuasivo, di far riscoprire ai suoi parrocchiani il significato e la bellezza della Penitenza sacramentale, mostrandola come un’esigenza intima della Presenza eucaristica. Seppe così dare il via a un circolo virtuoso. Con le lunghe permanenze in chiesa davanti al tabernacolo fece sì che i fedeli cominciassero ad imitarlo, recandovisi per visitare Gesù, e fossero, al tempo stesso, sicuri di trovarvi il loro parroco, disponibile all’ascolto e al perdono. In seguito, fu la folla crescente dei penitenti, provenienti da tutta la Francia, a trattenerlo nel confessionale fino a 16 ore al giorno. Si diceva allora che Ars era diventata “il grande ospedale delle anime”. “La grazia che egli otteneva per la conversione dei peccatori era sì forte che essa andava a cercarli senza lasciar loro un momento di tregua!”, dice il primo biografo.Il Santo Curato non la pensava diversamente, quando diceva: “Non è il peccatore che ritorna a Dio per domandargli perdono, ma è Dio stesso che corre dietro al peccatore e lo fa tornare a Lui”. “Questo buon Salvatore è così colmo d’amore che ci cerca dappertutto”. Il Curato d’Ars aveva una maniera diversa di atteggiarsi con i vari penitenti. Chi veniva al suo confessionale attratto da un intimo e umile bisogno del perdono di Dio, trovava in lui l’incoraggiamento ad immergersi nel “torrente della divina misericordia” che trascina via tutto nel suo impeto.A chi, invece, si accusava in maniera tiepida e quasi indifferente, offriva, attraverso le sue stesse lacrime, la seria e sofferta evidenza di quanto quell’atteggiamento fosse “abominevole”: “Piango perché voi non piangete”, diceva. “Se almeno il Signore non fosse così buono! Ma è così buono! Bisogna essere barbari a comportarsi così davanti a un Padre così buono!”. Faceva nascere il pentimento nel cuore dei tiepidi, costringendoli a vedere, con i propri occhi, la sofferenza di Dio per i peccati quasi “incarnata” nel volto del prete che li confessava. A chi, invece, si presentava già desideroso e capace di una più profonda vita spirituale, spalancava le profondità dell’amore, spiegando l’indicibile bellezza di poter vivere uniti a Dio e alla sua presenza: “Tutto sotto gli occhi di Dio, tutto con Dio, tutto per piacere a Dio... Com’è bello!”. E insegnava loro a pregare: “Mio Dio, fammi la grazia di amarti tanto quanto è possibile che io t’ami”.Il Curato d’Ars seppe vivere i “consigli evangelici” nelle modalità adatte alla sua condizione di presbitero. La sua povertà, infatti, non fu quella di un religioso o di un monaco, ma quella richiesta ad un prete: pur maneggiando molto denaro (dato che i pellegrini più

facoltosi non mancavano di interessarsi alle sue opere di carità), egli sapeva che tutto era donato alla sua chiesa, ai suoi poveri, ai suoi orfanelli, alle ragazze della sua “Providence”, alle sue famiglie più disagiate. Perciò egli “era ricco per dare agli altri ed era molto povero per se stesso”. Spiegava: “Il mio segreto è semplice: dare tutto e non conservare niente”.Quando si trovava con le mani vuote, ai poveri che si rivolgevano a lui diceva contento: “Oggi sono povero come voi, sono uno dei vostri”. Così, alla fine della vita, poté affermare con assoluta serenità: “Non ho più niente. Il buon Dio ora può chiamarmi quando vuole!”.Anche la sua castità era quella richiesta a un prete per il suo ministero. Si può dire che era la castità conveniente a chi deve toccare abitualmente l’Eucaristia e abitualmente la guarda con tutto il trasporto del cuore e con lo stesso trasporto la dona ai suoi fedeli. Dicevano di lui che “la castità brillava nel suo sguardo”, e i fedeli se ne accorgevano quando egli si volgeva a guardare il tabernacolo con gli occhi di un innamorato. Anche l’obbedienza di san Giovanni Maria Vianney fu tutta incarnata nella sofferta adesione alle quotidiane esigenze del suo ministero. È noto quanto egli fosse tormentato dal pensiero della propria inadeguatezza al ministero parrocchiale e dal desiderio di fuggire “a piangere la sua povera vita, in solitudine”. Solo l’obbedienza e la passione per le anime riuscivano a convincerlo a restare al suo posto. A se stesso e ai suoi fedeli spiegava: “Non ci sono due maniere buone di servire Dio. Ce n’è una sola: servirlo come lui vuole essere servito”. La regola d’oro per una vita obbediente gli sembrava questa: “Fare solo ciò che può essere offerto al buon Dio”. Alla Vergine Santissima affido questo Anno Sacerdotale, chiedendole di suscitare nell’animo di ogni presbitero un generoso rilancio di quegli ideali di totale donazione a Cristo ed alla Chiesa che ispirarono il pensiero e l’azione del Santo Curato d’Ars. Con la sua fervente vita di preghiera e il suo appassionato amore a Gesù crocifisso Giovanni Maria Vianney alimentò la sua quotidiana donazione senza riserve a Dio e alla Chiesa. Possa il suo esempio suscitare nei sacerdoti quella testimonianza di unità con il Vescovo, tra loro e con i laici che è, oggi come sempre, tanto necessaria. Nonostante il male che vi è nel mondo, risuona sempre attuale la parola di Cristo ai suoi Apostoli nel Cenacolo: “Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo” (Gv 16,33). La fede nel Maestro divino ci dà la forza per guardare con fiducia al futuro. Cari sacerdoti, Cristo conta su di voi. Sull’esempio del Santo Curato d’Ars, lasciatevi conquistare da Lui e sarete anche voi, nel mondo di oggi, messaggeri di speranza, di riconciliazione, di pace! Benedetto XVI

«DONARE PACE E BENE» N. 9 - 2009 - I.R. - Santuario San Giuseppe da Copertino - 60027 OSIMO / An www.sangiuseppeosimo.it - e-mail redazione.dpb@email.it

Poste Italiane S.p.A. - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 N. 46) Art. 2 - Comma 1 - DCB Ancona - Dir. Resp. Fermino Giacometti ERREBI Grafiche Ripesi - Falconara

Padre Andrea Cannuccia fa la sua prima Omelia nel Santuario di Osimo.

«Perché l'opera sacerdotale sia davvero benedetta da Dio e copiosi ne siano i frutti, è necessario che essa sia fondata nella santità della vita. Questa è la prima e più importante dote del sacerdote cattolico: senza questa, le altre doti poco valgono; con questa, anche se le altre doti non sono in grado eminente, si possono compiere meraviglie, come avvenne in San Giuseppe da Copertino, e in San Giovanni Maria Vianney». Pio XI


calendario 2010  

calendario del santuario di san giuseppe da copertino di Osimo

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