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Chica e il diario er web

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Chica e il diario

Quaderni del volontariato
Centro Servizi per il Volontariato Umbria
di Gianna Ammenti

Quaderni del volontariato

Cesvol

Centro Servizi Volontariato Umbria

Sede legale:

Via Campo di Marte n. 9 - 06124 Perugia

tel 075 5271976

www.cesvolumbria.org

editoriasocialepg@cesvolumbria.org

Edizione giugno 2023

Coordinamento editoriale di StefaniaIacono

Stampa Digital Editor - Umbertide

Per le riproduzioni fotografiche, grafiche e citazioni giornalistiche appartenenti alla proprietà di terzi, l’editore è a disposizione degli aventi diritto non potuti reperire. È vietata la riproduzione, anche parziale e ad uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzato.

ISBN 9788831491525

I QUADERNI DEL VOLONTARIATO

UN VIAGGIO NEL MONDO DEL SOCIALE PER COMUNICARE IL BENE

I valori positivi, le buone notizie, il bene che opera nel mondo hanno bisogno di chi abbia il coraggio di aprire gli occhi per vederli, le orecchie e il cuore per imparare a sentirli e aiutare gli altri a riconoscerli. Il bene va diffuso ed è necessario che i comportamenti ispirati a quei valori siano raccontati.

Ci sono tanti modi per raccontare l’impegno e la cittadinanza attiva. Anche chi opera nel volontariato e nell’associazionismo è ormai pienamente consapevole della potenza e della varietà dei mezzi di comunicazione che il nuovo sistema dei media propone. Il Cesvol ha in un certo senso aderito ai nuovi linguaggi del web ma non ha mai dimenticato quelle modalità di trasmissione della conoscenza e dell’informazione che sembrano comunque aver retto all’urto dei nuovi media. Tra queste, la scrittura e, per riflesso, la lettura dei libri di carta. Scrivere un libro per un autore è come un atto di generosa donazione di contenuti. Leggerlo è una risposta al proprio bisogno di vivere il mondo attraverso l’anima, le parole, i segni di un altro. Intraprendendo la lettura di un libro, il lettore comincia una nuova avventura con se stesso, il libro viene ospitato nel proprio vissuto quotidiano, viene accolto in spazi privati, sul comodino accanto al letto, per diventare un amico prezioso che, lontano dal fracasso abituale, sussurra all’orecchio parole cariche di significati e di valore.

Ad un libro ci si affeziona. Con il tempo diventa come un maglione che indossavamo in stagioni passate e del quale cerchiamo di privarci più tardi possibile. Diventa come altri grandi segni che provengono dal passato recente o più antico, per consegnarci insegnamenti e visioni. Quelle visioni che i cari autori di questa collana hanno voluto donare al lettore affinché sapesse di loro, delle vite che hanno incrociato, dei sorrisi cui non hanno saputo rinunciare. Gli autori di questi testi, e di tutti quelli che dal 2006 hanno

contribuito ad arricchire la Biblioteca del Cesvol, hanno fatto una scelta coraggiosa perché hanno pensato di testimoniare la propria esperienza, al di là di qualsiasi tipo di conformismo e disillusione. Il Cesvol propone la Collana dei Quaderni del Volontariato per contribuire alla diffusione e valorizzazione della cittadinanza attiva e dei suoi protagonisti attraverso la pubblicazione di storie, racconti e quant’altro consenta a quel mondo di emergere e di rappresentarsi, con consapevolezza, al popolo dei lettori e degli appassionati.

Un modo di trasmettere saperi e conoscenza così antico e consolidato nel passato dall’apparire, oggi, estremamente innovativo.

Salvatore Fabrizio Cesvol Umbria

Chica e il diario

di Gianna Ammenti

Illustrazioni a cura di Luisa Casaglia, Gianna Ammenti e Daniela Delfrati

I MACAHIBA erano una famiglia di pappagalli speciale, le loro piume cambiavano colore a seconda delle condizioni climatiche.

Così, ogni mattina all’alba, mamma Safira,

papà Santiago, i piccoli gemelli Chico e Chica

avevano il compito di sorvolare il villaggio dove vivevano per annunciare le previsioni del tempo.

Un brutto giorno, durante uno di quei voli, scoppiò un tremendo temporale e un fulmine colpì il ramo di un grande albero.

Chica non riuscì a mettersi al riparo e venne colpita all’ala destra.

Arrivò subito in suo soccorso una famosa dottoressa, la Gru Blu.

Le notizie non furono confortanti, purtroppo il danno era irrimediabile.

I giorni passavano, Chica era sempre più triste.

A nulla valevano le buone intenzioni di suo fratello e dei suoi amici di giocare evitando le gare di volo.

A lei mancava proprio l’aria calda tra le piume, la brezza fresca della sera e guardare dall’alto le cose diventare sempre più piccole.

Un giorno mamma Safira ebbe un’idea per farle trascorrere un po’ di tempo in maniera alternativa.

“Ti porto a curiosare in un vecchio baule,

vedrai delle cose che non hai mai visto!”

Chica era entusiasta della proposta e iniziò a rovistare

tra le tante cianfrusaglie.

Scoprì che alcuni suoi parenti avevano vissuto, in gioventù, in paesi lontani

e, una volta tornati nel villaggio, avevano riportato delle strane cose: gabbie, trespoli e altalene di cui non capiva l’utilità;

lì nel villaggio si volava liberi …

In fondo al baule vide un qualcosa di forma rettangolare, fatto di cartone rigido fuori e di carta più leggera all’interno, sembrava un libro ma non lo era.

C’erano fotografie incollate, biglietti d’aereo e scritte fatte a mano.

“Mamma cos’è ?”
“Questo

è il diario della zia Conchita.

Ci sono annotati i momenti più significativi di quando visse in un paese lontano, per non dimenticarli.”

Chica, che era molto curiosa,

mise il diario sotto l’ala ed uscì di casa correndo e gridando :

“Zia, ziaaaaaa. Scendi subito da lassù, ora mi devi raccontare tutto!”

Si accomodarono all’ ombra di un grande albero a sfogliare quel piccolo tesoro.

A Conchita i ricordi riaffiorarono nella mente.

Come per magia le sembrò che il tempo non fosse mai passato ed iniziò a raccontare.

“Quando ero giovane andai in una terra lontana

chiamata Italia.

Vivevo in una grande casa, all’interno di una gabbia tutta blu; la conservo ancora insieme al baule che hai appena esplorato.

Gioele, il mio padroncino, era un bambino molto gentile, ogni pomeriggio mi faceva volare liberamente nel cielo del suo paese per farmi sgranchire le ali.

Fu proprio in uno di quei voli che conobbi Frankie.

Subito divenne la mia migliore amica.

Trascorrevamo dei bellissimi pomeriggi insieme.”

“Wow, che piume fantastiche!

Ma guarda che cosa strana, questo ragazzo ha una maglia degli stessi colori! Chi è?”

“Lui è Michele, un famoso ciclista.

I colori sono della sua squadra e sono proprio gli stessi delle piume di Frankie.”

“Zia, scusa, ma... chi è un ciclista?”

“È una persona che corre in bicicletta.”

“Ma... cos’è una bicicletta?”

“Questa è una bicicletta, anzi questa è “la bicicletta”, quella con cui Michele ha vinto un sacco di gare.

Devi sapere che Frankie lo seguiva instancabilmente in tutti i suoi allenamenti, un po’ aggrappata alla sua maglia e un po’ volando.

Loro due erano diventati amici inseparabili, posso sicuramente dire: amici per la vita.

Per Frankie era fondamentale condividere parte della giornata con Michele e la sua famiglia.

Al pomeriggio aspettava anche i suoi bambini fuori dalla scuola, a volte l’ho accompagnata anch’ io.

Pensa, erano gemelli come te e Chico!”

“Che bella storia zia!”

Quella sera Chica andò a dormire un po’ agitata, non riusciva a prendere sonno, le frullava qualcosa in testa... ma cosa?

All’improvviso... l’idea!

La mattina seguente uscì dalla sua casa con un foglio arrotolato sotto l’ala, radunò gli amici e tutta elettrizzata disse:

”Ho trovato quello che fa per me!

Voglio costruirmi una bicicletta!

Non potrò più volare ma andrò comunque velocissima!

Ho buttato giù il progetto, però per realizzarla mi serve l’aiuto di tutti!”

Fu così che la famiglia Macahiba e gli amici di Chica e Chico si misero

alla ricerca di materiali e, dopo poche ore, eccola lì:

una bici con tutti i colori dell’arcobaleno.

Non fu semplice per Chica imparare a pedalare senza fermarsi per rimanere in equilibrio,

ma era una pappagallina tosta e in men che non si dica iniziò a sfrecciare tra gli alberi.

Tornò a gareggiare con suo fratello e con gli amici, lei in bici, gli altri in volo e, incredibilmente, ogni tanto riusciva anche a vincere.

O forse le permettevano di vincere... chissà.

Poi accadde che, un giorno di luna piena,

Chico e Chica decisero di sfidarsi in una gara notturna:

3 - 2 - 1 viaaaa!

Partirono dalla loro casa,

il traguardo era fissato all’albero con il ramo spezzato

dove Chica, dopo l’incidente, non era più voluta andare.

Sentì nelle zampe una forza mai avuta, iniziò a pedalare in maniera velocissima e come per magia la bici si alzò in volo.

Chico appoggiò la sua zampetta sinistra sul manubrio della bicicletta e insieme raggiunsero il traguardo dove li aspettavano mamma e papà.

I quattro si unirono in un lungo abbraccio commosso.

Chica, da quel giorno, tornò a volare verso il cielo azzurro e il sole caldo, a sfrecciare tra le nuvole che sembravano zucchero filato.

L’idea di utilizzare due grandi foglie come ali e collegarle ai pedali, le aveva permesso di far prendere il volo alla sua bicicletta.

Fu sempre grata alla zia Conchita che, attraverso il suo diario,

le aveva fatto conoscere la storia di Frankie, del suo amico ciclista e soprattutto di quel mezzo di trasporto di cui non sapeva l’esistenza.

Che dire?

Mai arrendersi e mai smettere di credere nella potenza

della forza di volontà e nella magia della fantasia

che ci permettono di superare i nostri limiti

offrendoci chiavi per aprire porte segrete inimmaginabili.

Associazione “Incantico”

Tutto nacque dall’ammirazione della vecchia bicicletta della Polizia di Stato di mio padre nell’antico palazzo al centro di Foligno, dove trascorsi i primi anni della mia vita.

Seguirono poi i discorsi con lo zio Antonio (Tonino) Severi, uno dei più famosi venditori di biciclette della provincia di Perugia degli anni ’70.

La mia prima bici da corsa fu una Carraro, l’ultima del DIAVOLO ROSSO, Gerbi; il mio primo cancello per l’EROICA, manifestazione ideata dal mitico Giancarlo Brocci.

La bici, passata da “vecchia” a “vintage”, era entrata nel mio quotidiano a tal punto che rilevai, per hobby, il laboratorio di Elio Betori, uno dei più grande ciclo meccanici della zona.

Nella sua bottega di Foligno, in vico della Rosa, insieme ai miei colleghi della ISA, riuscimmo a pensare e concretizzare grandi idee, fino ad arrivare alla nascita del progetto CICLO OFFICINA B sviluppato c/o alcune

Scuole Superiori della provincia di Perugia.

Dal 2020 si è ampliato anche in Liguria, con l’entrata nell’Associazione della mia amica di gioventù Gianna

Ammenti, educatrice della Scuola dell’infanzia, interessando così una nuova fascia d’età.

Abbiamo unito la sua passione per i bambini con la mia per il mondo delle bici ed è nata l’idea di creare una serie di semplici racconti per i piccoli lettori legati ad alcuni personaggi del ciclismo.

Le storie verranno fatte conoscere anche attraverso il teatrino su due ruote, il “Kamishibai “montato su una bicicletta pieghevole vintage.

In contemporanea ha preso vita il progetto IOPEDALOCONILCUORE a cui collabora l’artista Maurizio Baggio.

Chissà cosa ci riserverà il futuro, tante idee continuano a frullarci in testa…

Fabio Di Carlo

Presidente Associazione Incantico

L’autrice: Gianna Ammenti

sono nata a Foligno (PG) il 24 giugno 1965, da sempre ho perseguito il mio sogno: quello di occuparmi del mondo dei bambini.

Il mio “mai stare ferma” ha spaziato dall’ essere baby-sitter, animatrice c/o Mini Club in villaggi turistici, educatrice negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia, fino ad arrivare alla creazione di Mamma Gianna racconta

… nata in occasione del sesto compleanno di mio figlio Alessandro (ormai ventiseienne!) che mi ha portata all’ organizzazione di eventi, letture animate, spettacoli teatrali, laboratori creativi ed una trasmissione televisiva: Ohibò ci cocò .

E poi, in tempo di quarantena, il ritrovarsi attraverso Facebook con Fabio, un caro amico d’ infanzia, ha aperto un nuovo capitolo della mia vita.

Sono stata travolta dalla sua passione per le biciclette e così, per gioco, un giorno mi suggerì di scrivere una storia per i più piccoli che ricordasse un personaggio famoso del mondo ciclistico.

Ora, io non avevo mai scritto storie, però mi tornò in mente la risposta di Gianni Rodari in cui durante un’intervista alla domanda di un bambino:

“Ci si trova bene a fare lo scrittore?” lui rispose:

“Ci si trova bene a fare quello che ti capita di fare...Ti capita di fare quella cosa lì? Falla bene, qualcosa ne uscirà.”

E così ci ho provato…

GALEOTTA FU LA ZAMPA, illustrata da Maurizio Baggio, in cui si ricorda Gastone Nencini, è il primo albo illustrato del progetto Iopedaloconilcuore.

La casa editrice HISTORICA ha selezionato i miei racconti su due ruote:

VICO DELLA ROSA e IL GIOCO DEL SILENZIO

per le raccolte RACCONTI UMBRI 2021- 2022

FACCIABUFFA e IL PAPÀ DEL MIO PAPÀ

per le raccolte FAVOLE E FIABE edizione 2022 - 2023

TRA SOGNO E REALTÀ per la raccolta RACCONTI LIGURI edizione 2023

Michele Scarponi nato a Jesi (An) il 25 settembre 1979.

Inizia ad amare la bicicletta quando per la Comunione i suoi genitori gli regalarono una Bianchi .

A 8 anni venne iscritto alla principale Società ciclistica della sua zona ottenendo subito risultati positivi.

Seguirono numerose vittorie.

Tra i successi più importanti il Campionato Italiano del 1997 che gli aprì le porte della Nazionale.

La sua ultima vittoria : 1a tappa del Tour of the Alps 2017.

Pochi giorni dopo, il 22 aprile, uno STOP non rispettato da un guidatore, interruppe tutti i suoi sogni.

Da quel tragico evento ha preso vita La Fondazione Michele Scarponi ONLUS con lo scopo di creare e finanziarie progetti che hanno come fine l’educazione al corretto comportamento stradale e a una cultura del rispetto delle regole e dell’altro.

#lastradaèditutti.

Michele aveva una mascotte speciale che lo seguiva negli allenamenti: la pappagallina Frankie a cui mi sono ispirata per il racconto di “Chica e il diario”

Il

bene

cammina o forse è più indicato dire:

il ene edala… b p

Associazione Incantico

FabioeGianna

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