Edizione n. 2/2026, storico n. 413
PRINCIPI SALDI, NUOVE ROTTE
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LAVORO IN CORSO
SOMMARIO
Numero chiuso in data 22 Agosto 2026
EDITORIALE L’INTELLIGENZA DELLA COMPETENZA: GOVERNARE LA TECNOLOGIA PER FAR CRESCERE LA PROFESSIONE a cura di Enrico Vannicola - p.4
RUBRICA “RITORNO AL FUTURO” L’attualità del lavoro letta attraverso i classici LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA TRA ORIGINE E FUNZIONE: L’ATTUALITÀ (ANCORA INSUPERATA) DEI CONIUGI WEBB a cura di Francesco Lombardo - p.9
AREA DIRITTO DEL LAVORO LICENZIARE PER COMPORTO NEL 2026: QUANDO NON BASTA CONTARE I GIORNI a cura di Andrea Balducci - p.23 IA E LICENZIAMENTI ECONOMICI: QUANDO L’INNOVAZIONE CONFIGURA IL GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO a cura di Alberto Balestrini - p.28
AREA SINDACALE FERIE E INDENNITÀ VARIABILI: LA CASSAZIONE SPOSTA IL BARICENTRO DAL «SE» AL «QUANTO» a cura di Michele Fatigato - p.34
AREA FISCALE IL CUMULO GIURIDICO NEL SUO RAPPORTO CON IL RAVVEDIMENTO OPEROSO a cura di Fiscolab ANCL - p.40
SOMMARIO
Numero chiuso in data 22 Agosto 2026 GIURISPRUDENZA CONSIGLIO DI STATO, SEZIONE III, SENTENZA 22 GIUGNO 2026, N. 4969 - p.45 Accertamento ispettivo e applicazione del CCNL
QUESITI QUESITO 1 - COMPATIBILITÀ TRA IMPRESA INDIVIDUALE ARTIGIANA E ATTIVITÀ LAVORATIVA PRESSO SRLS PARTECIPATA - p.58 QUESITO 2 - PUÒ IL DATORE DI LAVORO OBBLIGARE I DIPENDENTI, DURANTE L’ORARIO DI LAVORO, A DEPOSITARE IL CELLULARE PERSONALE IN UNO SPAZIO PRESTABILITO? - p.61
BACHECA - P.65 DIRIGENTI E SEDI - P.66
ALBERTO BALESTRINI CONSULENTE DEL LAVORO IN COMO E MEMBRO DEL CENTRO STUDI NAZIONALE ANCL
IA E LICENZIAMENTI ECONOMICI: QUANDO L’INNOVAZIONE CONFIGURA IL GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO INDICE 1. Il concetto di Intelligenza Artificiale 2. La vicenda processuale 3. Conclusioni e prospettive future
1. IL CONCETTO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE Come abbiamo ben avuto modo di avere in questi ultimi tempi, l’Intelligenza Artificiale è un concetto che sempre più frequentemente appare nella nostra vita, oltre che quotidiana, anche professionale. Pur non avendo alcuna pretesa di carattere scientifico, ben possiamo definirla come un ramo della scienza informatica che si occupa di dar vita a sistemi in grado di svolgere autonomamente compiti che normalmente richiederebbero la consueta intelligenza umana. In sostanza trattasi, quindi, di un metodo atto alla simulazione di abilità umane come il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la capacità di risoluzione di problematiche di vario genere e di diversa difficoltà. Tale tecnologia, grazie a queste specifiche abilità, riesce quindi in completa autonomia a comprendere una situazione, a risolvere un eventuale problema e ad agire fino a raggiungere un obiettivo definito precedentemente. I vantaggi derivanti dall’uso di questa tecnologia appaiono sicuramente molto evidenti ai più: l’Intelligenza Artificiale consente, infatti, di portare a termine in modo efficiente e in maniera completamente autonoma attività semplici e ripetitive, riducendo il margine di errore nonché velocizzando il lavoro potendo arrivare ad escludere, per sua natura, indesiderati potenziali cali di produttività caratterizzanti inevitabilmente l’attività umana.
Se poi pensiamo al fatto che spesso i lavoratori che sono attualmente adibiti a tali attività “facilmente sostituibili” risultano quelli più difficilmente riqualificabili possiamo ben comprendere la portata delle pesanti conseguenze sociali che ben potremmo accusare a livello di società. Proprio in merito a tali ultime criticità appare senz’altro interessante approfondire nel dettaglio la vicenda definita giudizialmente dalla sentenza n. 9135 del Tribunale di Roma, IV Sezione Lavoro, del 19 Novembre 2025 e di seguito analizzata nel dettaglio.
2. LA VICENDA PROCESSUALE La vicenda processuale anticipata fa riferimento a quanto occorso ad una società attiva nella produzione e nella commercializzazione di soluzioni ad alto contenuto tecnologico operante all’interno del settore della sicurezza informatica la quale, colpita da un’importante crisi economico-finanziaria nel biennio 2022-2023 aggravata anche dall’interruzione dell’erogazione di finanziamenti erogati da parte della casa madre americana, ad inizio 2023 ha deciso di dare avvio ad un considerevole processo
D’altra parte, però è bene considerare anche i potenziali rischi derivanti da un utilizzo smodato (e non precisamente regolato) dell’Intelligenza Artificiale: oltre ad evidenti problematiche in materia di privacy e di riservatezza dei dati personali ed in materie di concrete possibilità di controllo delle informazioni utilizzate, appare chiaro ed oggettivo come un utilizzo massivo di tale tecnologia ben potrebbe arrivare a sostituire, anche parzialmente, il c.d. “capitale umano”, quanto meno in determinate attività lavorative, in particolare in quelle che comportano attività semplici, poco qualificate e ripetitive. Le conseguenze, in determinati settori e con riferimento a specifiche mansioni, sono facilmente prevedibili: perdita concreta di posti di lavoro e generazione di forti disuguaglianze all’interno del mercato del lavoro.
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di riorganizzazione finalizzato all’efficientamento della struttura organizzativa e, conseguentemente, al contenimento dei costi. Nello specifico, al fine di raggiungere tale obiettivo, il datore di lavoro ha deciso di intervenire in relazione ai dipartimenti ritenuti più marginali e di nicchia, per via della loro non essenzialità, come quello del design e del marketing ovvero proprio il settore a cui era addetta la dipendente ricorrente, assunta dal 14 marzo 2022, con mansioni di grafica ed inquadramento contrattuale all’interno del Quarto livello del CCNL Terziario Confcommercio. Ancor più nel dettaglio la lavoratrice risultava inserita all’interno del gruppo creativo dell’azienda occupandosi in prima persona della mansione di graphic designer e delle conseguenti attività grafiche e di supporto alla comunicazione. Tale decisione di rivolgersi al settore del marketing, a detta della stessa società, fu una scelta ben ragionata in virtù del fatto che l’oggetto dell’attività dell’azienda risultava specifico ed altamente tecnico avendo pertanto serie difficoltà ad ottenere reali vantaggi da iniziative di marketing le quali ben potevano essere sospese nell’attuale periodo di difficoltà. Si badi bene che la scelta di ridimensionare l’organico in forza non è stata la sola misura posta in essere dall’azienda al fine di porre fine alla crisi in corso; oltre a tale riduzione si segnala anche la semplificazione della forma societaria (da società per azioni a società a responsabilità limitata) allo sfratto subito per morosità relativo alla locazione degli immobili societari adibiti a sede legale e operativa della società oltre che al formale avvio di procedura negoziata della crisi di impresa. A detta della stessa società datrice, la decisione di sopprimere la posizione lavorativa indicata non appariva certamente arbitraria o pretestuosa ma derivava esclusivamente dalla concreta necessità di perseguire un nuovo modello produttivo maggiormente concentrato sul core business dell’azienda, indirizzato verso progetti ad alto contenuto tecnico ed affidati a sviluppatori software ed esperti di cyber intelligence, andando a dismettere settori diversi ritenuti in quel momento non indispensabili ed, anzi, dannosi per l’equilibrio economico dell’intero apparato aziendale; in questo nuovo contesto, inteso come l’unico in grado
di consentire alla società di uscire realmente indenne da tale situazione di crisi, il settore design e marketing era stato ritenuto dal datore di lavoro ormai del tutto marginale e sacrificabile in ottica di un ritorno ad una reale efficienza aziendale, con conseguente progressiva riduzione e totale dismissione delle relative attività. Al termine di tale processo di riorganizzazione, in data 2 Maggio 2023 il datore di lavoro ha deciso quindi di sopprimere a tutti gli effetti la posizione della lavoratrice attraverso un licenziamento per giustificato motivo oggettivo (GMO), in quanto le attività residue venivano inizialmente (e per un breve periodo) assegnate ad un’altra dipendente dotata di maggiore anzianità di servizio e, successivamente, integralmente assorbite in capo al responsabile il quale si avvaleva, tra gli altri, anche di strumenti di Intelligenza Artificiale al fine di automatizzare alcune attività da completare. L’utilizzo di tale tecnologia veniva considerato dallo stesso datore di lavoro, oltre che uno strumento capace di garantire un alto livello di qualità, come un vero e proprio strumento aziendale di efficientamento, di contenimento dei costi e di razionalizzazione delle risorse, ovvero a tutti gli effetti sicuramente del tutto coerente con la riorganizzazione aziendale in quel momento in corso. Successivamente alla notifica dell’atto espulsivo la lavoratrice aveva prontamente contestato il recesso datoriale ritenendo insussistenti le ragioni addotte dal datore di lavoro e sostenendo, diversamente, la perdurante necessità delle mansioni svolte; ancor più nel dettaglio la dipendente cessata ha, in sede di ricorso, sostenuto in giudizio la natura, a suo giudizio, del tutto pretestuosa della riorganizzazione aziendale, ritenuta non effettiva e non idonea a giustificare realmente la soppressione della sua posizione lavorativa. Sempre all’interno del ricorso la ricorrente non ha mancato di richiedere la reintegrazione all’interno del posto di lavoro nonché il riconoscimento del pagamento di una somma economica a titolo di differenze retributive non percepite oltre al pagamento di un’indennità risarcitoria, pari a 2 mensilità per ogni anno di servizio, tra un minimo di 6 e un massimo di 36 mensilità. A seguito di tale ricorso da parte della lavoratrice il Tribunale di Roma, dopo aver posto in essere un attento esame delle dichiarazioni rese da parte dell’amministratore della società datrice di lavoro
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software con alta specializzazione in materia di cyber intelligence, ovvero una materia con riferimento alla quale la ricorrente non possedeva alcuna conoscenza ed esperienza né nel campo. L’importanza di tale sentenza, seppur di merito e non di legittimità e considerando l’eventualità che tale esito possa essere successivamente ribaltato in un’eventuale fase di appello, è comunque fuori discussione; trattasi, infatti, di uno dei primi esempi che dimostra come un organo giudicante, attraverso una sua pronuncia, ha avallato la possibilità da parte del datore di lavoro di procedere ad una sanzione espulsiva per motivi economici legati all’introduzione nel suo contesto produttivo di sistemi di Intelligenza Artificiale che gli hanno consentito evidenti risparmi in termini di costi e di tempi di lavoro.
3. CONCLUSIONI E PROSPETTIVE FUTURE
ed in base alle testimonianze raccolte da numerosi responsabili aziendali, ha potuto accertare l’effettività della crisi economico-finanziaria e la conseguente effettiva riorganizzazione interna dell’impresa, ritenendo di conseguenza legittimo il licenziamento nonché confermando la correttezza dell’operato datoriale; a detta dell’organo giudicante appariva chiaro ed evidente l’effettività delle esigenze economiche poste a fondamento del licenziamento e la sussistenza del nesso causale tra tali esigenze e la soppressione della posizione ricoperta dalla lavoratrice. Il Tribunale ha, infatti, accertato l’oggettiva presenza sia dell’effettività delle esigenze aziendali richiamate nelle motivazioni del licenziamento che di un preciso nesso di causalità tra tali esigenze e il licenziamento irrogato. Attraverso tale giudizio veniva poi accertata da parte del Tribunale anche la reale impossibilità di una eventuale diversa ricollocazione della lavoratrice in altre mansioni, eventualmente anche di livello inferiore, in piena ottemperanza al c.d. “obbligo di repechage” ben considerando che la società datrice ha inteso valorizzare esclusivamente progetti che riguardavano risorse che dedicate allo sviluppo di
È inutile evidenziare come la vicenda processuale rappresenta in modo evidente l’impatto che l’Intelligenza Artificiale può avere, già oggi, sul mercato del lavoro e sulla possibile sorte dei rapporti di lavoro. Impatto, si badi, già attuale senza che vi sia la necessità di dover attendere il prossimo futuro ad oggi non meglio definito. Per la prima volta si riesce quindi a toccare con mano i possibili effetti della tanto temuta “disoccupazione tecnologica”, ovvero quel fenomeno con effetti potenzialmente devastanti che potrebbero portare alla sostituzione del lavoro umano con la tecnologia. Trattasi, dunque, di un vero e proprio passaggio storico che non può che costituire un precedente che andrà ad alimentare un corposo dibattito sul tema delle riorganizzazioni aziendali, dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nonché sulla necessità di tutela dell’occupazione. Vi è, quindi, già da oggi il reale bisogno di procedere ad un’attenta e precisa regolamentazione di queste nuove tecnologie al fine di salvaguardare nello specifico i livelli di occupazione, attuali e futuri.
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Se, infatti, è indubbio che l’evoluzione tecnologica risulti inarrestabile è anche vero che i relativi effetti non devono essere lasciati liberi di produrre effetti in modo incondizionato, ma vi è la necessità urgente di una regolamentazione chiara, ad ogni livello e dimensione (dalla norma alla contrattazione collettiva), per poter assicurare che il progresso tecnologico non vada a danno del diritto al lavoro e della società intera. Regolamentazione, a modesto parere di chi scrive, che non può limitarsi dovendo andare necessariamente
ben oltre a quanto già previsto a seguito dell’entrata in vigore della recente Legge 23 Settembre 2025 n. 132 che ha introdotto, fin dal 10 Ottobre scorso, alcuni obblighi immediati e vincolanti in materia informativa per i datori di lavoro. Disposizioni sicuramente molto utili al fine di una corretta informazione in merito alle condizioni di lavoro ma che hanno poca utilità in relazione alle nuove necessità, oggettivamente connotate da maggiore rilevanza sociale, citate dal presente contributo.
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EX PRESIDENTI ED EX SEGRETARI GENERALI Consiglieri nazionali di diritto De Lorenzis Roberto, Innocenti Giuseppe, Longobardi Francesco, Montanaro Dario, Perini Gabriella.
DIRETTORE CENTRO STUDI NAZIONALE Francesco Lombardo
PRESIDENTI CONSIGLI REGIONALI ANCL Scarpone Lucia (ABRUZZO), Quaranta Raffaele (CALABRIA), Damiani Stefania (CAMPANIA), Piscaglia Luca (EMILIA-ROMAGNA), Gerin Elena (FRIULI-VENEZIA GIULIA), Alonzi Rocco (LAZIO), Schenone Luigi (LIGURIA), Fortuna Andrea (LOMBARDIA), Romanelli Giuseppina (MARCHE), Bongiovanni Gian Luca (PIEMONTE), Solomita Fabrizio (PUGLIA), Giorgi Annalisa (SARDEGNA), Subba Alessandro (SICILIA), Pellicci Stefano (TOSCANA), Cruciani Giovanni (UMBRIA), Degan Marco (VENETO).
PRESIDENTE NAZIONALE Enrico Vannicola UFFICIO DI PRESIDENZA Manzati Silvia (Vice Presidente Nazionale), Paoli Fabiano (Tesoriere Nazionale), Scarfone Beniamino (Segretario Amministrativo Nazionale), Borghi Annalisa, Carbonelli Luigi, Lattanzi Federica, Manca Fabrizio, Tessenda Maurizio COLLEGIO NAZIONALE DEI SINDACI REVISORI Ricciardi Gaetano (Presidente), Solomita Fabrizio, Zuppichini Giancarlo COLLEGIO NAZIONALE DEI PROBIVIRI Patinella Gaspare (Presidente), Corti Michele, Maffiotti Manuela
Registrato presso il Tribunale Civile di Roma sezione Stampa al n. 371/2009
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