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Il futuro dei maniglioni antipanico inizia da Alpha.
Conforme al nuovo Regolamento Europeo 2024/3110 e premiato con l’iF DESIGN AWARD 2026, Alpha ridefinisce il modo in cui il maniglione antipanico viene progettato, installato e utilizzato.
MENO COMPONENTI, PIÙ EFFICIENZA.
MASSIMA ERGONOMIA, MINIMO SFORZO.
ZERO COMPLICAZIONI. SOLO PRESTAZIONI.
Scegli il maniglione che anticipa il futuro della sicurezza!
cisa.com allegion.com MADE IN








- I protagonisti Prima K2
– I protagonisti
parola ai rivenditori











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Per molti anni il punto di forza della ferramenta è stato semplice: avere tutto. Dalla piccola minuteria agli utensili professionali, il cliente sapeva di poter trovare una risposta a qualsiasi esigenza. Oggi, però, questo modello si confronta con un mercato profondamente cambiato.
L’offerta online è praticamente infinita e competere sulla quantità di referenze è diventato sempre più difficile. Per questo molte ferramenta stanno ripensando il proprio assortimento, puntando meno sulla completezza assoluta e più sulla specializzazione.
La domanda è semplice: conviene continuare ad avere un po’ di tutto oppure diventare un punto di riferimento in alcune categorie specifiche? Le realtà più performanti sembrano aver trovato una risposta nell’equilibrio. Mantengono un’offerta ampia per soddisfare le esigenze quotidiane della clientela, ma allo stesso tempo investono su categorie strategiche nelle quali costruire competenza, profondità di gamma e valore aggiunto.
Non si tratta soltanto di vendere prodotti, ma di offrire consulenza e soluzioni. È proprio qui che la specializzazione diventa un elemento distintivo, soprattutto in quei comparti dove il supporto tecnico e l’esperienza del rivenditore fanno ancora la differenza.
In un mercato in cui quasi tutto è reperibile con pochi clic, il valore dell’assortimento non si misura più soltanto nel numero di referenze presenti a scaffale. Conta sempre di più la capacità di selezionare i prodotti giusti, costruire un’identità riconoscibile e rispondere in modo efficace alle esigenze del proprio territorio.
Perché oggi il cliente non cerca necessariamente chi ha tutto. Cerca chi sa consigliargli la soluzione migliore.

Essere un partner operativo prima ancora che un fornitore di utensili. Un obiettivo che l’azienda persegue integrando innovazione, assistenza, formazione e presenza sul territorio in modo da supportare la produttività di professionisti e imprese. Gli XGT Innovation Day sono la concreta attuazione di questo approccio e un momento privilegiato di incontro, prova e confronto diretto con il mercato
In un mercato globale dove la sola qualità del prodotto non basta più a garantire competitività, Makita rafforza la propria presenza in Italia puntando su un elemento strategico decisivo: i servizi. La storica azienda giapponese, attiva da oltre un secolo e tra i principali produttori mondiali di elettroutensili professionali, ha costruito la propria identità su un principio semplice, ma ambizioso: essere un partner operativo per chi lavora ogni giorno. Questa strategia mette al centro l’utilizzatore, con soluzioni pensate per ridurre i tempi di fermo macchina e massimizzare l’efficienza nei cantieri.
Tutto questo si traduce in un ecosistema di servizi che vanno da una rete capillare di assistenza tecnica a un magazzino ricambi dedicato sul territorio nazionale, fino a processi logistici ottimizzati. Tutto è progettato per ridurre al minimo i tempi di riparazione: dalla diagnosi rapida agli interventi certificati presso l’officina interna specializzata, fino alla costante e immediata disponibilità dei pezzi di ricambio. L’obiettivo è preservare la produttività, riducendo i costi indiretti legati ai fermi macchina e ai tempi morti che penalizzano cantieri e imprese. Per le situazioni più critiche, le soluzioni di continuità operativa, come gli utensili SOS di cortesia, consentono ai clienti di proseguire le attività senza interruzioni.
Formazione e dimostrazioni sul campo Formazione e dimostrazioni pratiche rappresentano due pilastri della proposta Makita. La Makita Academy organizza corsi tecnici per rivenditori, riparatori e utilizzatori professionali, approfondendo applicazioni, tecniche d’uso e sicurezza attraverso moduli teorici e attività pratiche, con competenze immediatamente spendibili nel lavoro quotidiano.
In sinergia con queste attività, le iniziative di prova prodotto consentono di testare gli utensili prima dell’acquisto presso rivenditori e aree demo dedicate, favorendo una scelta più consapevole dell’investimento. Allo stesso modo, le attività itineranti IOS (Innovation On Site) portano la tecnologia direttamente nei cantieri e nei luoghi d’impiego, con dimostrazioni e sessioni di prova che trasformano l’innovazione in esperienza concreta.
Questa presenza sul territorio permette a Makita di rispondere alle esigenze di molteplici settori applicativi. Dall’edilizia


alla manutenzione del verde, fino a strutture ricettive, trasporti e impianti sportivi, le soluzioni del brand trovano spazio ovunque silenziosità, autonomia e affidabilità siano requisiti essenziali, garantendo prestazioni costanti anche nelle condizioni di lavoro più impegnative.
La roadmap verso la "Full Battery" e la gamma XGT
Al centro dell’evoluzione Makita c’è il percorso verso la “Full Battery”, concepito come roadmap strategica per la decarbonizzazione del parco macchine professionale. Le tecnologie proprietarie di gestione delle batterie, i sistemi di carica intelligente e le motorizzazioni ad alta efficienza costituiscono l’ossatura di un sistema progettato per assicurare prestazioni costanti nelle situazioni più impegnative. La sostituzione dei motori a scoppio con soluzioni elettriche senza emissioni di gas di scarico durante l’uso non è solo una risposta agli obiettivi ambientali: è un’opportunità per migliorare sicurezza, comfort e total cost of ownership sul medio-lungo periodo. Il cuore di questa transizione è la gamma di utensili XGT 40Vmax, caratterizzata da una piattaforma a batteria di nuova generazione, che offre una combinazione inedita di potenza industriale, autonomia e design compatto. Progettata per resistere alle sollecitazioni più dure di pioggia e polvere, la linea XGT permette di affrontare applicazioni gravose – come demolizione, carotaggio e taglio pesante – che tradizionalmente richiedevano necessariamente l'alimentazione a filo o il motore termico. La comunicazione digitale bidirezionale tra batteria e utensile ottimizza l'erogazione dell'energia, garantendo che la macchina mantenga un rendimento costante anche sotto sforzo prolungato.

XGT Innovation Day: il valore del confronto diretto
In questo contesto si collocano gli XGT Innovation Day, un format itinerante creato per avvicinare la tecnologia Makita all’utilizzatore finale. Organizzati presso i rivenditori autorizzati su tutto il territorio nazionale in collaborazione con i dealer locali, gli appuntamenti prevedono aree tematiche dedicate alla gamma XGT, zone dimostrative e postazioni per testare gli utensili direttamente sul campo.
Le giornate combinano prove pratiche e consulenze tecnicocommerciali personalizzate, creando momenti di confronto
tra professionisti, distributori ed esperti del brand. Il calendario degli eventi attraversa l’Italia da nord a sud, offrendo un’esperienza che va oltre la semplice vetrina di prodotto. Omaggi, promozioni esclusive e opportunità commerciali arricchiscono un format che unisce networking e relazione diretta. Per Makita, infatti, la forza dell’innovazione passa sempre attraverso il confronto diretto con il professionista.
Soluzioni digitali integrate
Oltre agli interventi sul campo, Makita investe in soluzioni digitali per semplificare l’interazione con il cliente e ottimizzare l’efficienza operativa. Piattaforme per la gestione delle riparazioni, sistemi di tracciabilità dei ricambi e servizi post-vendita online si integrano con la rete fisica di assistenza per offrire risposte rapide e trasparenti. Questo mix di presenza territoriale, competenze tecniche e strumenti digitali genera un ecosistema di supporto completo: dal primo contatto commerciale al post-vendita, passando per formazione e dimostrazioni. La trasformazione digitale coinvolge anche la comunicazione del brand. Attraverso canali social, contenuti video e collaborazioni con professionisti e creator specializzati nei diversi settori applicativi, Makita racconta le proprie tecnologie partendo dall’esperienza concreta di chi le utilizza ogni giorno. Un approccio che permette di mostrare gli utensili all’opera in contesti reali, valorizzandone prestazioni, affidabilità e versatilità ben oltre la semplice scheda tecnica e rafforzando il dialogo tra il marchio e i professionisti che li utilizzano ogni giorno.
HP003G: POTENZA E AFFIDABILITÀ SENZA COMPROMESSI
Tra le novità della piattaforma XGT 40Vmax, il trapano avvitatore con percussione Makita HP003G si propone come una soluzione destinata alle lavorazioni ad alta intensità. Il motore brushless, la funzione di percussione integrata e una coppia massima di 180 Nm lo rendono adatto a operazioni di foratura e avvitatura impegnative, sia in cantiere sia nelle attività professionali più gravose con possibilità di utilizzo con o senza percussione. Tra gli elementi distintivi spicca la nuova modalità a velocità media, sviluppata per offrire il miglior compromesso tra coppia e rapidità di esecuzione, incrementando la produttività soprattutto nell’avvitamento di viti lunghe. Il controllo elettronico della frizione, gestito tramite una pratica manopola con display digitale, permette inoltre di adattare con precisione le prestazioni dell’utensile alle diverse esigenze operative. Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza e all’affidabi lità. La tecnologia AFT (Active Feedback sensing Technology) arresta automaticamente il motore in caso di blocco improvviso della punta, mentre il freno elettrico migliora il controllo dell’utensile e contribuisce a velocizzare le operazioni di lavoro. La tecnologia XPT (eXtreme Protection Technology) assicura una maggiore resistenza a polvere e umidità, rendendo il trapano adatto anche agli impieghi più gravosi in cantiere. Completano la dotazione il mandrino autoserrante interamente in metallo da 13 mm, il LED integrato per illuminare l’area di lavoro e una serie di accorgi menti ergonomici pensati per migliorare praticità e comfort durante l’utilizzo quotidiano.


Nata da un’intuizione destinata a cambiare il controllo degli accessi, CISA ha costruito un secolo di innovazione attorno a un principio rimasto immutato: la tecnologia è uno strumento, ma l’obiettivo è rendere l’accesso più affidabile senza complicare la vita di chi lo utilizza. Un filo conduttore che, come spiega Maurizio Marguccio, Country Manager CISA, guiderà anche i prossimi cento anni dell’azienda


Dal brevetto della prima elettroserratura ai sistemi connessi per la gestione intelligente degli accessi, CISA celebra il proprio centenario guardando al futuro. Maurizio Marguccio, Country Manager CISA, ripercorre le tappe di questa evoluzione e spiega le strategie che guideranno il prossimo secolo dell’azienda.
Cosa significava “fare sicurezza” nel 1926 quando è nata CISA e quali intuizioni restano valide ancora oggi?
Significava rispondere al bisogno di proteggere ingressi, abitazioni, botteghe, uffici, edifici collettivi e beni preziosi attraverso soluzioni di natura meccanica. Nel mercato erano già presenti produttori di serrature e luc chetti, soprattutto esteri, e la competizione si giocava sulla robustezza e sull’affidabilità costruttiva.
serratura meccanica ai sistemi elettromeccanici e poi digitali ha necessitato di un’integrazione reale tra meccanica di precisione, elettronica e gestione del sistema.

L’intuizione geniale del fondatore Luigi Bucci fu comprendere l’importanza dell’esperienza utente anche in un prodotto di uso quotidiano come la serratura. Osservando con gli occhi di chi la utilizzava, capì che l’apertura poteva essere trasformata in un comando elettrico. Non si trattava soltanto di migliorare un dispositivo esistente, ma di introdurre un principio nuovo: rendere l’accesso più semplice, controllato e attivabile a distanza. Quell’intuizione è sorprendentemente attuale. Oggi continuiamo a parlare di controllo accessi da remoto, ma grazie all’integrazione delle tecnologie digitali e degli smartphone quella “distanza” può arrivare fino all’altra parte del mondo.
Il fil rouge che lega il 1926 al 2026 è la capacità di rendere la sicurezza degli accessi sempre più fruibile. La tecnologia cambia, evolve, si integra con nuovi strumenti; l’obiettivo resta lo stesso: garantire un accesso affidabile, controllato e sicuro, senza complicare la vita a chi lo utilizza.
Dalla protezione fisica ai sistemi di controllo accessi evoluti: cosa ha consentito a CISA di mantenere leadership e reputazione?
La leadership richiede una ferrea disciplina industriale. CISA ha saputo evolvere perché ha investito in competenza interna e in controllo diretto della qualità. La transizione dalla
Un elemento chiave di questo percorso è rappresentato dal nostro EMEA Testing Lab, accreditato a livello europeo da Accredia e attivo da oltre trent’anni. Qui, ogni soluzione è sottoposta a rigorosi test meccanici, elettronici, di compatibilità elettromagnetica. L’introduzione della camera anecoica per la misurazione delle emissioni elettromagnetiche e i test di compatibilità EMC testimoniano che oggi non si verifica solo la resistenza meccanica, ma anche il comportamento elettronico e radio dei dispositivi. Negli ultimi anni il laboratorio ha esteso l’attenzione agli standard di cyber security a tutela dei dati critici, perché un sistema di accesso moderno non protegge soltanto un varco fisico, ma un’infrastruttura di credenziali, autorizzazioni e informazioni. La reputazione si costruisce così: progettando, testando, misurando e assumendosi la re-


sponsabilità del ciclo di vita del prodotto. In un settore dove un errore può compromettere la sicurezza di persone e beni, il metodo conta più della narrazione.
Quali sono le sfide per una sicurezza digitale, flessibile e smart?
La sicurezza digitale amplia il perimetro di responsabilità del produttore. Quando un sistema diventa connesso, non si protegge soltanto il varco, bensì l’identità dell’utente, i dati di accesso, la continuità operativa dell’edificio. La prima sfida è tecnica: integrare meccanica ed elettronica garantendo affidabilità in condizioni reali. Un dispositivo deve funzionare correttamente anche in presenza di interferenze elettro-
1926
Luigi Bucci brevetta la prima serratura elettrocomandata per cancelli, dando origine a CISA
L’azienda si struttura come realtà industriale, diventa società per azioni e sviluppa una rete commerciale nazionale. In questa fase si consolida un elemento che accompagnerà CISA per decenni: la capacità di trasformare un’intuizione tecnica in un’organizzazione produttiva solida.
magnetiche, variazioni di alimentazione, aggiornamenti software. La seconda è normativa. Le evoluzioni delle direttive europee in questo campo alzano l’asticella in termini di si-

EMEA Testing Lab
1944
Lo stabilimento di Firenze viene distrutto dai bombardamenti.
1948
La ricostruzione a Faenza è l’inizio di una nuova fase industriale. In pochi anni il nuovo impianto cresce, la produzione si rafforza e l’azienda consolida la propria presenza in Italia e all’estero.
Si aprono nuovi stabilimenti, si amplia la gamma e si investe nell’integrazione di competenze tecnologiche. Con l’acquisizione di realtà specializzate nella produ-
curezza informatica dei dispositivi connessi. Questo impone una progettazione che tenga conto non solo della resistenza fisica, ma anche della protezione dei dati e della resilienza dei sistemi. La terza sfida è culturale. Il mercato richiede soluzioni flessibili e integrate, ma non accetta complessità inutili o compromessi sulla sicurezza.
Come nasce oggi l’innovazione di CISA?
Nasce dall’incontro tra ricerca interna e ascolto del mercato. Non sviluppiamo tecnologie in astratto, ma partiamo dalle esigenze concrete di produttori di porte, serramentisti, installatori, gestori di edifici e utenti. Da qui prende avvio un processo che comprende progettazione, prototipazione, validazione, industrializzazione e confronto continuo con la filiera.
Anche la formazione dei professionisti ne è parte integrante, perché una soluzione innovativa genera valore solo se viene installata e gestita correttamente. Dall’elettro-serratura ai sistemi digitali, il principio è rimasto invariato: trovare soluzioni tecniche efficaci a problemi reali (e desiderata) e questo si esplicita in più di 550 brevetti internazionali.
In che modo digitalizzazione ed elettro-meccanica stanno ridefinendo l’offerta di prodotto?
La digitalizzazione sta cambiando il modo in cui concepiamo il prodotto. Non si tratta più solo di un dispositivo meccanico installato su un varco, ma di un sistema che svolge una funzione all’interno di un ecosistema più ampio: gestione degli accessi, controllo remoto, integrazione con impianti e

zione di macchinari CISA diventa un gruppo industriale strutturato in grado di controllare il prodotto finale ma anche il processo e le tecnologie per realizzarlo.
L’elettronica entra in modo sistematico nella sicurezza: CISA sviluppa soluzioni per comunità e settore alberghiero, anticipando il concetto di gestione intelligente degli accessi.
L’azienda rafforza ulteriormente la dimensione internazionale, anche attraverso acquisizioni mirate che ampliano la presenza europea.
Crescono gli investimenti in qualità, innovazione e specializzazione dell’offerta.
L’ingresso nel gruppo Allegion apre una nuova fase di sviluppo su scala globale nel settore della sicurezza e del controllo accessi.
Il centenario conferma un percorso fondato su innovazione continua, evoluzione tecnologica e capacità di anticipare i cambiamenti del mercato.
piattaforme digitali. L’elettromeccanica è il punto di equilibrio tra affidabilità fisica e flessibilità digitale. Un sistema come Multitop Matic EXIT, ad esempio, nasce per garantire chiusura automatica e sicurezza certificata in emergenza, ma può essere integrato con un motore che consente apertura da remoto, gestione temporizzata e interfacciamento con sistemi di controllo accessi. Qui la tecnologia digitale non sostituisce la meccanica: la potenzia. La trasformazione dell’offerta si vede anche in ambiti apparentemente “tradizionali” come il cilindro meccanico. Con RS5 abbiamo introdotto la duplica digitale controllata: la gestione delle chiavi non è più solo fisica, ma passa attraverso una tracciabilità informatica che consente controllo, autorizzazione e verifica delle richieste di duplicazione. È un esempio concreto di come possa evolvere anche un prodotto meccanico. Lo stesso vale per i dispositivi di sicurezza per le uscite di emergenza. Con la nuova gamma Alpha non ci siamo limitati a progettare un maniglione antipanico più ergonomico e performante; abbiamo affiancato al prodotto una guida online dedicata che supporta progettisti e installatori nella configurazione corretta in base alla normativa e al contesto applicativo. Qui la digitalizzazione non è nel prodotto, ma nel servizio che lo accompagna. Un ulteriore passo è rappresentato da DOMO Connexa. In questo caso la porta diventa un nodo attivo dell’edificio intelligente: può dialogare con altri dispositivi, essere gestita tramite app e contribuire a un controllo più ampio dell’ambiente. Questi esempi mostrano che la ridefinizione dell’offerta consiste nel progettare soluzioni capaci di mantenere la sicurezza e, allo stesso tempo, offrire nuove possibilità di gestione e integrazione. La meccanica resta il fondamento, il digitale ne estende le funzioni e la specificità. È questa integrazione consapevole a definire l’evoluzione del nostro portafoglio prodotti.
Essere un brand italiano all’interno di un gruppo globale: cosa si guadagna – e cosa si tutela – nel rapporto tra identità CISA e visione Allegion?
Significa operare con una consapevolezza più ampia di ciò che è necessario per competere in un mercato nel quale la sicurezza è un sistema in evoluzione continua. Allegion è una realtà internazionale con oltre quaranta marchi consolidati, una presenza in più di cento paesi e una piattaforma di competenze che spazia dalle soluzioni meccaniche più tradizionali fino alle tecnologie digitali più avanzate. In questo contesto, CISA è uno dei sei marchi strategici di Allegion. L’appartenenza a un gruppo globale consente di beneficiare di economie di scala, capacità d’investimento e visione delle dinamiche mondiali del settore di riferimento. Le sfide che il mercato pone oggi - dalla cybersecurity alla connettività delle soluzioni, dalla compliance normativa internazionale alla gestione dei dati di accesso - richiedono investimenti continui in ricerca, testing e sviluppo che difficilmente possono

essere sostenuti da una realtà isolata. L’appartenenza a un gruppo globale permette a CISA di condividere competenze, tecnologie e piattaforme digitali con altri brand e di accelerare l’adozione di strumenti evoluti che vanno oltre i confini di un singolo paese.
Ma per essere “Global” bisogna fornire “Local” support. È con questa filosofia che Allegion tutela il cuore industriale di CISA: la progettazione e la produzione Made in Italy, le competenze ingegneristiche sviluppate nel corso di quasi un secolo, la conoscenza profonda della filiera e del mercato locale. Nei nostri stabilimenti di Faenza e Monsampolo del Tronto si realizzano e assemblano prodotti che contano su una cultura tecnica radicata e su livelli di precisione industriale difficilmente replicabili altrove, anche grazie a quell’integrazione tra design e produzione spesso sottolineata come un tratto distintivo delle aziende italiane di eccellenza. La combinazione tra visione globale e radicamento locale consente a CISA di rispondere alle esigenze di sicurezza più complesse con soluzioni che uniscono robustezza meccanica, innovazione elettronica e competenza industriale italiana. L’appartenenza ad Allegion non sacrifica l’identità di CISA: la rafforza, valorizzandone la specificità all’interno di un gruppo internazionale orientato all’innovazione continua.
Come sta evolvendo il ruolo del ferramenta e della filiera nella trasformazione della sicurezza, e in che modo CISA intende accompagnare i partner nell’adozione delle nuove soluzioni per i prossimi cento anni?
La Ferramenta (Distributore/Rivenditore) non è più soltanto un punto di distribuzione. È un presidio di competenza, è un Partner strategico da tutelare. Negli ultimi decenni, il settore della sicurezza è diventato più complesso: normative più articolate, integrazione elettromeccanica, digitalizzazione, requisiti di cybersecurity. In questo contesto il Distributore non è chiamato semplicemente a “ri-vendere un prodotto”, ma ad orientare scelte tecniche che hanno implicazioni di sicurezza
Il payoff scelto da CISA sintetizza l’approccio con cui l’azienda affronta il futuro: valorizzare un secolo di esperienza continuando a investire in innovazione e nello sviluppo di soluzioni per la sicurezza rafforzando la collaborazione con tutti gli attori della filiera
Nel 2026, CISA celebra cento anni di storia e leadership nel mondo della sicurezza, con un messaggio che guarda con decisione al futuro.
“Cento anni sono importanti perché rafforzano l’identità dell’azienda, riaffermano una visione e consolidano il nostro ruolo nel mercato della sicurezza”, dichiara Maurizio Marguccio, Country Manager CISA. “Ma il punto non è guardarsi indietro: è usare questa credibilità per aprire la fase successiva. Il messaggio parte dall’origine, perché è da lì che si capisce chi siamo e da dove veniamo. CISA nasce con un’intuizione che cambia il settore: il brevetto della prima serratura elettrocomandata di Luigi Bucci. È un nuovo modo di concepire il controllo degli accessi, un principio che anticipa la sicurezza moderna e che continua a definire il nostro DNA: integrare la funzionalità con la tecnologia a disposizione”. Da quel primo brevetto si sviluppa un percorso coerente: un secolo di ricerca e sviluppo che ha costruito un patrimonio di oltre 550 brevetti internazionali di cui più di 100 brevetti costantemente attivi. Questo dato” prosegue Marguccio “per noi, non è un vanto numerico. È la prova di una cultura tecnica che ha scelto di rinnovarsi continuamente, e di farlo con disciplina industriale: innovazione che diventa prodotto, e prodotto che diventa affidabilità sul campo. Ma è anche il risultato delle persone di CISA, che attraverso generazioni diverse hanno mantenuto intatti due elementi fondamentali: la passione per il prodotto e un forte senso di appartenenza all’azienda. Sono questi valori ad aver permesso a CISA di superare, nel corso di una storia secolare, anche i momenti più complessi. Ecco perché nella campagna non mettiamo al centro la storia in astratto, ma l’idea di un’eredità che evolve”.
Ad accompagnare il centenario sono arrivati anche due riconoscimenti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: il francobollo dedicato a CISA della serie “Le eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy” e l’iscrizione dell’azienda nel Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale. Un duplice riconoscimento che valorizza il contributo di CISA allo sviluppo dell’industria italiana e la continuità del suo percorso di innovazione.
“Il messaggio verso il mercato è di responsabilità: la sicurezza sta cambiando, tra digitalizzazione, normative, nuove aspettative d’uso. Noi ci presentiamo con un secolo di evidenze, non di promesse, e con la volontà di continuare a investire in soluzioni che mantengano saldo il fondamento: protezione reale e affidabilità. Il messaggio verso partner e filiera è di collaborazione: il prossimo secolo non si costruisce da soli. Si costruisce insieme a chi progetta, installa e distribuisce ogni giorno”, conclude Maurizio Marguccio.



IL FUTURO DI CISA
Integrazione totale tra meccanica, elettronica e digitale
La serratura non sarà un componente isolato, ma parte di un ecosistema che comprende domotica, building management, controllo accessi, identità digitale. La sicurezza fisica e quella informatica diventeranno sempre più inseparabili. L’impegno sarà garantire che questa convergenza non comprometta l’affidabilità. Innovare sì, ma con disciplina industriale.
Responsabilità
Verso l’ambiente, con prodotti progettati per durare, essere efficienti ed essere aggiornabili nel tempo. Verso i dati, in un mondo dove la cyber security diventerà parte integrante del concetto stesso di sicurezza. Verso le persone, perché dietro ogni porta c’è un contesto reale: una casa, una scuola, un ospedale, un luogo di lavoro.
Seguire l’evoluzione degli spazi
Gli edifici diventeranno più flessibili, ibridi, condivisi. Gli accessi saranno dinamici, temporanei, gestiti in tempo reale. La sicurezza dovrà adattarsi senza diventare invasiva. Questo significherà passare dal prodotto al sistema progettando soluzioni che sappiano dialogare, integrarsi, aggiornarsi.
reale, conformità normativa e integrazione con altri sistemi. Il ruolo della filiera si è quindi evoluto da intermediario commerciale a consulente tecnico sul territorio. Per CISA questo ha cambiato completamente il modo di lavorare. Non basta presentare una novità e chiedere al mercato di recepirla. Ogni innovazione, per essere sostenibile, ha bisogno di formazione continua da parte di chi la propone e CISA ha creato un programma di formazione continua per tutti i suoi clienti diretti, ma anche per i serramentisti, gli installatori e manutentori che non sempre sono suoi clienti diretti. Non solo, CISA, per diminuire il costo del ciclo di vita dei suoi prodotti, e a garanzia del parco prodotti installato, quando innova, cerca di progettare soluzioni retrocompatibili, accompagnate da strumenti di supporto adeguati.
L’apertura dei Distributori alle novità cresce quando si crea uno stabile rapporto di fiducia fondato su solidità tecnica delle soluzioni, semplicità di installazione, supporto postvendita, chiarezza normativa e rapporto commerciale. E la fiducia si ottiene con la coerenza nel tempo. Nei prossimi anni la filiera avrà un ruolo ancora più centrale. L’integrazione tra sicurezza, sistemi digitali e building automation richiederà competenze sempre più specialistiche e un aggiornamento continuo.
Per questo il nostro compito non sarà solo sviluppare tecnologie, ma anche trasferire conoscenze, perché il valore di una soluzione si misura non solo in fase di progettazione e produzione, ma anche nel modo in cui viene installata, configurata e gestita sul campo. CISA vuole essere il partner che accompagna la filiera in questa trasformazione, non un semplice fornitore di prodotti. Il Centenario, in questo senso, non è solo una celebrazione della nostra storia, ma un impegno verso chi l’ha costruita con noi: Distributori di ferramenta, Locksmith, installatori, produttori di porte, progettisti.

Quali sono le priorità future per CISA? Innovazione, sostenibilità, nuovi scenari d’utilizzo: quale visione guida i prossimi cento anni?
Se guardiamo al futuro, la domanda non è quali prodotti lanceremo, ma quale ruolo vogliamo avere nel mondo in cui le persone vivranno, lavoreranno e si muoveranno. La sicurezza non sarà più percepita come una barriera. Sarà un’infrastruttura invisibile, integrata, intelligente. Le porte non saranno semplicemente chiuse o aperte: saranno nodi attivi di edifici connessi, ambienti adattivi, sistemi che dialogano tra loro. La nostra visione è chiara: CISA deve essere uno dei protagonisti di questa trasformazione. Nei prossimi decenni vedremo tre grandi traiettorie: l’integrazione sempre più stretta tra meccanica, elettronica e digitale; una crescente responsabilità verso ambiente, dati e persone; l’evoluzione degli spazi, sempre più flessibili, ibridi e connessi. Un solo elemento non cambierà: il metodo. Abbiamo attraversato un secolo di storia perché non abbiamo mai separato innovazione e rigore, né sacrificato l’affidabilità alla novità. Nei prossimi cento anni vogliamo essere l’azienda che rende semplice la sicurezza in un mondo sempre più complesso: non solo proteggere ciò che conta, ma farlo in modo intelligente, sostenibile e integrato. “Opening the next 100” esprime la convinzione che CISA sarà parte attiva della sicurezza del futuro e continuerà ad aiutare le persone a sentirsi sicure in ogni luogo. È questa la responsabilità di cui vogliamo farci carico attivamente!
Eco SErvicE fEStEggia 25 anni inSiEmE
Il 21 e 22 maggio scorsi, Eco Service ha celebrato il proprio 25° anniversario riunendo la rete commerciale italiana presso la prestigiosa cornice di CastelBrando per il Meeting Nazionale dedicato alla forza vendita. L’evento ha rappresentato un momento di grande valore per condividere risultati, strategie e progetti futuri, confermando il ruolo centrale della rete commerciale nello sviluppo dell’azienda.
Nel corso della convention sono stati ripercorsi i principali traguardi raggiunti dal 2001 ad oggi, evidenziando l’evoluzione dell’offerta commerciale, l’ampliamento delle linee di prodotto, il rinnovamento del packaging e gli investimenti realizzati nella comunicazione e nei servizi a supporto dei clienti. A rappresentare l’azienda i suoi vertici:
• Conterno Simone, Presidente Eco Service
• Reginato Francesco, Amministratore Eco Service
• Conterno Andrea, Amministratore del Gruppo
• Trisciuzzi Giuseppe, Direttore Commerciale Eco Service
È stato proprio Trisciuzzi Giuseppe a guidare i lavori della convention, presentando alla rete vendita i risultati raggiunti, le strategie commerciali, i nuovi prodotti e i progetti di sviluppo previsti per il prossimo futuro.
Tra gli argomenti affrontati:
• Analisi dei dati di vendita e delle opportunità di mercato
• Presentazione delle novità prodotto 2026
• Lancio dei nuovi programmi promozionali dedicati ai clienti
• Presentazione dei sistemi di incentivazione della rete vendita
• Sviluppo dei nove strumenti commerciali a supporto degli agenti
• Nuova campagna di comunicazione integrata del marchio W8 attraverso attività digitali e affissioni sul territorio
• Strategie di crescita e consolidamento del posizionamento aziendale
Particolarmente apprezzato l’intervento del Professor Nicolò Fazioni, docente universitario e Presidente dello Studio Ithaca, che ha approfondito i temi della comunicazione strategica, del marketing digitale e dell’evoluzione delle relazioni tra aziende e mercato.
Uno dei momenti più significativi dell’evento è stata la consegna delle targhe di riconoscimento agli agenti che si sono distinti per risultati, professionalità e contributo allo sviluppo dell’azienda.


tErESa camaSSo è la nuova SalES DirEctor italy Di BEghElli
Beghelli annuncia la nomina di Teresa Camasso a Sales Director Italy, in carica dal 15 giugno, con la responsabilità di definire e implementare le strategie commerciali e di sviluppo del business sul mercato italiano, in linea con gli obiettivi aziendali. Camasso, che succede ad Alessandro Conventi, guiderà la gestione e lo sviluppo dei principali clienti e mercati di riferimento, tra cui i distributori di materiale elettrico, i canali della grande distribuzione, del fai da te e della ferramenta, contribuendo al rafforzamento della presenza dell’azienda sul territorio nazionale. Manager con oltre vent’anni di esperienza in contesti multinazionali come Osram, Ledvance, Signify e Schneider Electric, Teresa Camasso porta in Beghelli una consolidata competenza nello sviluppo commercia le e nel marketing. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità a livello nazionale e internazionale, fino alla ultima posizione di Regional Sales Director in Schneider Electric, dove ha contribuito a guidare uno dei mercati più rilevanti per l’azienda. Con questa nomina, Beghelli rafforza ulteriormente la propria struttura commerciale nel mercato italiano, puntando su forti competenze manageriali e su una visione strategica orientata alla crescita e al consolidamento delle relazioni con i propri partner.

c’è
tEmpo fino al 31 luglio pEr “prEnDi E raDDoppia” Di Black+DEckEr

Si concluderà il 31 luglio prossimo “Prendi e Raddoppia”, la promozione di Black+Decker pensata per chi ama il fai-da-te, il giardinaggio e i piccoli lavori di casa e desidera ampliare il proprio set di elettroutensili con soluzioni pratiche, versatili e facili da usare. Acquistando un prodotto Black+Decker Powerconnect in promozione, con un prezzo pari o superiore a 79,90 euro (IVA inclusa), presso un punto vendita aderente all’iniziativa, si riceverà subito in omaggio un secondo prodotto Black+Decker a scelta tra quelli disponibili nel punto vendita e contraddistinti dall’adesivo della promozione. Il premio viene consegnato contestualmente all’acquisto del prodotto promozionato. In caso di acquisti multipli, il regolamento prevede tanti premi quanti sono i prodotti promozionati acquistati. La promozione è valida fino a esaurimento scorte dei prodotti promozionati. La promozione valorizza la piattaforma 18V Powerconnect che consente di utilizzare la stessa batteria agli ioni di litio 18V su diversi elettroutensili cordless compatibili in modo da consentire di semplificare i lavori quotidiani e di ampliare nel tempo il proprio set di strumenti, riducendo la necessità di batterie e caricabatterie differenti.
Tra i prodotti in promozione rientrano numerosi elettroutensili a batteria 18V Powerconnect con motore Brushless come avvitatori ad impulsi, trapani avvitatori, trapani a percussione, seghe, seghetti alternativi, levigatrici, smerigliatrici, multifunzione e soluzioni per il giardino.
“Prendi e Raddoppia” è valida presso le insegne di bricolage, fai da te e giardino, grande distribuzione organizzata, distribuzione organizzata di dettaglianti indipendenti, inclusi affiliati e consorziati, e negozi di ferramenta aderenti che espongono l’adesivo dell’iniziativa. Regolamento consultabile sul sito www.blackanddecker.it/ prendi-e-raddoppia
“appEnDi
E vinci”, il nuovo concorSo mEliconi
Rinnovare l’angolo intrattenimento della propria casa unendo la massima sicurezza per la televisione al piacere della convivialità estiva. È questa l’opportunità offerta da “Appendi e Vinci”, il nuovo concorso a premi lanciato da Meliconi. Fino al 16 agosto prossimo, tutti i consumatori maggiorenni che acquisteranno un accessorio TV Meliconi per arredare i propri spazi e ottimizzare la visione dello schermo avranno la possibilità di partecipare a un esclusivo concorso Instant Win. In palio ci sono 15 barbecue elettrici Weber Lumin (uno a settimana, ciascuno del valore medio di mercato di 399,00 euro IVA inclusa).
Il concorso punta i riflettori sulle migliori soluzioni Meliconi dedicate all’ottimizzazione e alla gestione dell’area TV. Per partecipare, infatti, è sufficiente acquistare almeno un prodotto promozionato a scelta tra:
- l’intera gamma di supporti TV (novità, adatti anche per Cartongesso);
- telecomandi;
- antenne e cuffie TV.
Per partecipare, basta conservare il Documento d’Acquisto “parlante” (lo scontrino fisico o la ricevuta online che riporti chiaramente il prodotto Meliconi acquistato), collegarsi alla piattaforma dedicata acquistaevinci.meliconi.com e seguire la procedura guidata.

Se la giocata Instant Win non dovesse andare a buon fine, i partecipanti avranno comunque una seconda opportunità. Tutte le giocate valide e non vincenti verranno automaticamente inserite in un database per partecipare all’estrazione di recupero che avverrà alla presenza di un notaio o di un funzionario pubblico entro il 31 ottobre 2026 e servirà ad assegnare gli eventuali premi settimanali non reclamati o non convalidati. Il regolamento completo è disponibile sul sito ufficiale del concorso: acquistaevinci.meliconi.com

SanDro Bonomi nuovo prESiDEntE Di cEir –

Sandro Bonomi, già Presidente di AVR - Associazione Italiana Costruttori Valvole e Rubinetteria, è stato nominato Presidente di CEIR - Taps & Valves Europe, la Federazione europea che rappresenta l’industria della rubinetteria e del valvolame.
Con l’elezione di Bonomi, CEIR apre una nuova fase del proprio percorso, rafforzando il ruolo della Federazione non solo come riferimento tecnico per il settore, ma come interlocutore strategico nel dibattito politico e industriale europeo.
«Per oltre sessant’anni CEIR è stata riconosciuta come una grande autorità tecnica, spesso silenziosa ma sempre autorevole. Oggi, tuttavia, le trasformazioni ecologiche, industriali e geopolitiche che abbiamo davanti richiedono un cambio di passo: l’eccellenza tecnica resta fondamentale, ma non è più sufficiente da sola. Dobbiamo diventare protagonisti del confronto europeo, portando ai decisori politici dati, competenze e soluzioni concrete», ha dichiarato il neo Presidente di CEIR.
Uno dei punti centrali del nuovo mandato sarà il rafforzamento della rappresentanza dell’intera catena del valore. CEIR ha infatti avviato un’evoluzione della propria governance, aprendosi agli Associate Members - aziende, fornitori, università e altri attori della filiera - con l’obiettivo di costruire una voce europea più ampia, coesa e rappresentativa. «Valvole industriali, valvole per l’edilizia e rubinetteria sanitaria fanno parte di un unico ecosistema industriale. Come CEIR, vogliamo dare a ciascuno di questi comparti la stessa attenzione, lavorando per una strategia comune capace di difendere la competitività europea e di accompagnare l’innovazione», ha aggiunto Bonomi.
Il programma di presidenza si articolerà lungo due orizzonti: una visione di breve periodo, orientata alla tutela della competitività industriale fino al 2030, e una visione di lungo periodo, volta a consolidare il ruolo strategico del settore nelle infrastrutture globali del futuro. Il tutto attraverso il rafforzamento della dimensione internazionale della Federazione.
rivit amplia l’offErta pEr il mErcato uSa E uk

L’azienda bolognese rafforza la propria presenza sul mercato internazionale con i kit di tiranti in pollici dedicati alle rivettatrici a batteria per inserti RIV730 e RIV740. La nuova proposta nasce per rispondere alle esigenze degli utilizzatori dei Paesi angloamericani, dove i sistemi metrici risultano meno diffusi rispetto agli standard UNC. I kit coprono un’ampia gamma di misure: 4-40, 5/32-32, 6-32, 8-32, 10-24, 10-32, 1/4-20, 5/16-18, 3/8-16, 1/2-13 UNC, e sono disponibili in configurazioni da 5 o 10 pezzi, offrendo così massima flessibilità operativa in base alle esigenze produttive. I kit di adattamento possono essere utilizzati con rivettatrici in configurazione standard come le RIV730 e RIV740, ma anche con i nuovi modelli oleopneumatici RIV920 e RIV930. Parallelamente, Rivit ha sviluppato anche versioni delle rivettatrici specifiche per il mercato americano, dotate di alimentazione a 110V e caricabatterie dedicato, garantendo piena compatibilità con gli standard elettrici locali. Si tratta di accessori realizzati in acciaio, per assicurare resistenza e massima affidabilità, e disponibili in diverse misure. I nuovi accessori vanno a completare una gamma già ricca di proposte, che rendono i tool dell’azienda emiliana ancora più versatili perché pensati per tutte le necessità del fissaggio professionale e industriale. Rivit conferma così il proprio approccio internazionale e l’impegno nello sviluppo di soluzioni su misura per i mercati angloamericani, combinando versatilità, affidabilità e attenzione alle specifiche esigenze applicative.
SonEpar italia porta a catania gli EnErgy tranSition DayS

L’1 e il 2 luglio il Centro Congressi Le Ciminiere di Catania ospiterà l’edizione 2026 degli Energy Transition Days, l’appuntamento organizzato da Sonepar Italia e dedicato ai temi dell’efficienza energetica, dell’elettrificazione e dell’integrazione delle fonti rinnovabili. L’evento organizzato insieme a 30 fornitori partner e riservato ai clienti (installatori e industrie), riunirà oltre 1.000 clienti, provenienti principalmente da Sicilia e Calabria, offrendo due giornate di aggiornamento professionale, networking e confronto sulle principali trasformazioni che stanno interessando il settore elettrico e tecnologico. L’obiettivo è mettere in contatto gli operatori della filiera con i principali partner tecnologici del mercato, favorendo lo scambio di competenze, la conoscenza delle soluzioni più innovative e lo sviluppo di nuove opportunità di business. Al centro del programma tre direttrici considerate strategiche per la transizione energetica: efficienza, elettrificazione e integrazione delle fonti rinnovabili.
“Gli Energy Transition Days vogliono offrire ai clienti un’occasione concreta di aggiornamento e confronto su temi che stanno incidendo in modo sempre più diretto sull’evoluzione del mercato”, spiega Dario Venturini, Direttore Business Area Centro, Sud e Isole di Sonepar Italia. “L’obiettivo è mettere a disposizione un ambiente qualificato in cui condividere competenze, tecnologie e visioni, con un’attenzione particolare alle ricadute operative che la transizione energetica sta già producendo lungo tutta la filiera. Portare questo momento di incontro in Sicilia significa offrire ai professionisti del territorio un’occasione concreta per confrontarsi con i principali fornitori del mercato, fare business e formarsi.”
Gli Energy Transition Days occuperanno uno spazio di circa 3.000 metri quadrati, di cui 1.000 dedicati all’area espositiva e alla formazione, con tre padiglioni fieristici, due sale conferenze, un’area commerciale e la presenza di truck show, veicoli elettrici e 30 espositori. Il programma tecnico si articolerà in sei workshop distribuiti nelle due giornate. Il 1° luglio l’attenzione sarà rivolta ai data center, con approfondimenti su efficienza energetica, resilienza delle infrastrutture digitali e integrazione delle fonti rinnovabili, seguiti da una sessione dedicata alla building automation e da un focus sulle tecnologie per il sollevamento e la gestione delle acque. Il 2 luglio saranno invece affrontati i temi del fotovoltaico residenziale e del Conto Termico 3.0, dei sistemi BESS (Battery Energy Storage Systems) e dell’agrivoltaico, fino alla sessione conclusiva dedicata alla media tensione e al ruolo delle reti elettriche nella transizione energetica, con particolare attenzione a innovazione, digitalizzazione, efficienza e sicurezza.
DiStriBuzionE matErialE ElEttrico: aD aprilE mErcato ancora in crEScita, ma…
Diamo conto dell’ultimo report sull’andamento dell’indice SVE pubblicato da FME (Federazione Nazionale Grossisti Materiale Elettrico) e relativo ad aprile.
Il progressivo 2026 ad aprile del mercato della distribuzione di materiale elettrico registra una crescita complessiva del +12,13% rispetto ad aprile 2025. Un dato positivo, ma influenzato in modo significativo dall’aumento dei prezzi, soprattutto nei comparti legati alle materie prime e alla transizione energetica.

Il driver principale resta il comparto Cavi (+25,93%), sostenuto dall’andamento del rame e dalla domanda legata a energia e infrastrutture. Molto positivo anche il Fotovoltaico (+19,13%), che conferma la ripresa del segmento trainato dall’efficientamento energetico.
Il Materiale Elettrico cresce del +8,84%, segnale di una domanda ancora attiva nel mercato impiantistico e della riqualificazione. Più stabile l’Illuminazione (+3,35%), mentre la Climatizzazione chiude il mese in calo (-2,65%).
Nel complesso, aprile conferma un mercato dinamico, ma con una crescita a valore fortemente condizionata dall’incremento dei listini.
rigEnErazionE urBana
DEl commErcio E DEi SErvizi Di proSSimità:
DEpoSitata in caSSazionE la propoSta Di lEggE Di iniziativa popolarE Di confESErcEnti
È stata depositata lo scorso 18 maggio presso la Corte di Cassazione la pro posta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, promossa da Confesercenti Nazionale. Dal 19 maggio, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è partita la raccolta delle 50.000 firme necessarie per l’approdo in Parlamento.
Il provvedimento - spiega Confesercenti in una nota pubblicata sul proprio sito - interviene sui fenomeni di rarefazione commerciale che stanno svuotando centri urbani, quartieri e piccoli comuni, con effetti diretti sulla qualità della vita, sulla sicurezza dei territori e sulla tenuta del tessuto economico locale. Il cuore della proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), aree urbane o periurbane che Regioni e Province autonome potranno individuare per ospitare programmi mirati di rivitalizzazione delle attività di vicinato. Nelle ZESpro è previsto un regime fiscale di vantaggio per le imprese, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, accompagnato da misure di sostegno finanziario e di semplificazione amministrativa.

Il testo prevede inoltre l’istituzione, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dell’Osservatorio per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, con funzioni di monitoraggio e verifica periodica dell’efficacia delle misure. A sostegno dell’impianto viene istituito un Fondo dedicato, destinato a finanziare gli interventi attuativi. “Le imprese del commercio, della ristorazione e del turismo sono l’infrastruttura economica e sociale delle nostre città”, dichiara Nico Gronchi, presidente nazionale di Confesercenti. “Con la nostra proposta di legge chiediamo allo Stato di riconoscere che tenere aperta un’attività sul territorio è un atto di interesse pubblico, da agevolare con strumenti dedicati. E ai cittadini che vorranno sottoscriverla chiediamo di scegliere un modello di economia sostenibile per le città in cui viviamo, un modello che non sposta i profitti all’estero ma crea e diffonde ricchezza e occupazione sul territorio, garantendo allo stesso tempo pluralismo dell’offerta e accesso a beni e servizi essenziali per i residenti”.
Chi volesse firmare deve andare su https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglioopen/6700009
faBio annEttoni è il nuovo prESiDEntE Di anaSta
Fabio Annettoni è stato eletto nuovo presidente di Anasta, l’Associazione Nazionale Aziende Saldatura, Taglio e Tecniche Affini, federata Anima Confindustria.

Classe 1962, nato e residente a Lecco, Annettoni è laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Milano. Membro del Consiglio Direttivo di Anasta e presidente del Gruppo 2 dell’associazione (saldatura e taglio ad arco e resistenza manuale e semiautomatica), Fabio Annettoni ha maturato la propria esperienza professionale all’interno di CEA S.p.A. di Lecco, azienda di cui è amministratore delegato. Forte di un lungo percorso associativo nel settore della saldatura, maturato e consolidato sia a livello nazionale sia internazionale, Annettoni è da diversi anni membro attivo del Comitato Esecutivo di EWA (European Welding Association), organizzazione nella quale in passato ha ricoperto anche il ruolo di vice presidente.
“Assumo questo incarico” ha dichiarato il neo presidente, “con grande senso di responsabilità e con la consapevolezza delle sfide che attendono il nostro settore. Sono certo che, grazie al contributo di Luca Manzini, responsabile dell’associazione, e al supporto del Consiglio Direttivo, sarà possibile proseguire nel percorso di crescita e valorizzazione del comparto della saldatura in Italia, rafforzando ulteriormente il ruolo di Anasta anche a livello europeo. Tra le priorità del mio mandato vi è l’ampliamento della rappresentanza associativa, coinvolgendo nuove realtà industriali che operano in ambiti affini e complementari al mondo della saldatura, favorendo così una maggiore integrazione della filiera e consolidando ulteriormente il ruolo di Anasta quale interlocutore di riferimento nel panorama industriale italiano ed europeo”. Costituita nel giugno 1973, dal 2012 Anasta è parte di Federazione Anima/Confindustria. Oggi le aziende associate rappresentano l’80% dei produttori che operano sul mercato nazionale del settore, esportando in tutto il mondo oltre il 50% di quanto vendono sul mercato italiano.
pagamEnti ElEttronici,
arriva l’intESa pEr riDurrE i coSti DEi poS
Lo scorso 15 giugno è stato firmato al Ministero dell’Economia e delle Finanze un nuovo Protocollo d’intesa per favorire la diffusione e l’utilizzo dei pagamenti elettronici in Italia. L’accordo è stato sottoscritto da Confcommercio e Fipe insieme ad ABI, APSP, Assofin, CNA, Confartigianato, Confesercenti e ha ricevuto il via libera dell’Autorità Antitrust. L’obiettivo - si legge sul sito di Confcommercio che ha subito riportato la notizia - è rendere i servizi di pagamento più moderni, digitali e competitivi, migliorando al tempo stesso la trasparenza delle condizioni offerte agli esercenti e riducendo i costi delle transazioni effettuate con carte di debito, credito e prepagate. Il protocollo avrà una durata di due anni e potrà essere esteso anche ad altre associazioni che decideranno di aderire. In base all’accordo, ABI, APSP e Assofin inviteranno le società associate che gestiscono i pagamenti con carta a proporre offerte agevolate rivolte soprattutto ai commercianti con ricavi annui fino a 400 mila euro. Particolare attenzione sarà dedicata alle transazioni di piccolo importo, fino a 30 euro, e soprattutto a quelle inferiori ai 10 euro, per le quali i costi incidono maggiormente sui margini degli esercenti. Le iniziative promozionali dovranno essere pubblicizzate per almeno un anno e mantenute attive per lo stesso periodo. Per rendere più semplice il confronto tra le diverse offerte, le associazioni del settore promuoveranno l’utilizzo di schemi standard che consentiranno agli esercenti di conoscere in modo chiaro e immediato costi, commissioni e condizioni applicate, sia durante il periodo promozionale sia al termine dell’offerta. Il protocollo prevede che i fornitori di servizi di pagamento mettano a disposizione almeno un’offerta dedicata alle imprese con un fatturato fino a 750 mila euro. Il testo dell’accordo sarà pubblicato anche sui siti istituzionali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del CNEL e delle organizzazioni firmatarie. Le associazioni che rappresentano commercianti ed esercenti si impegnano infine a informare i propri associati sui contenuti del protocollo e sulle opportunità disponibili, aiutandoli a scegliere le soluzioni di pagamento elettronico più convenienti in base alle esigenze della propria attività.
mattEi inaugura la nuova acaDEmy


Mattei Group rafforza il proprio impegno nella formazione tecnica con il lancio della Mattei Academy, un progetto strutturato che punta a diventare un punto di riferimento internazionale per la diffusione delle competenze nel settore dell’aria compressa. L’iniziativa, coordinata da Lorenzo Monaco, Global Service Director del Gruppo, nasce per mettere a disposizione della rete mondiale di distributori e dei clienti OEM un vero e proprio Hub di competenze e networking, capace di raccogliere best practice di livello internazionale e favorire lo scambio di know-how, creando una community internazionale di professionisti accomunati dall’interesse per l’innovazione tecnologica e l’efficienza degli impianti. Per Mattei la formazione assume oggi un valore strategico. In un contesto industriale caratterizzato da una crescente complessità tecnologica e dalla necessità di ridurre consumi energetici e costi operativi, conoscere a fondo il funzionamento dei compressori e delle diverse applicazioni consente ai partner di offrire un servizio più qualificato e di progettare impianti sempre più efficienti.
Uno degli elementi distintivi del progetto è la scelta di privilegiare la formazione in presenza, perchè se è vero che l’apprendimento online resta uno strumento importante, è anche certo che per comprendere realmente il funzionamento di macchine ad alta tecnologia è indispensabile poterle osservare, smontare e analizzare direttamente. L’offerta didattica comprende corsi di base dedicati ai compressori volumetrici e alla tecnologia a palette, percorsi verticali sulle diverse gamme di prodotto, moduli dedicati ai sistemi di controllo elettronico e corsi specialistici on demand su revisione delle macchine, inverter, trattamento dell’aria, tribologia, elettromeccanica e audit energetici. Le attività saranno svolte sia in italiano sia in inglese per rispondere alle esigenze della rete internazionale del Gruppo.
■ Leroy Merlin inaugura ad Arese un nuovo concept di negozio
Con l’apertura del nuovo punto vendita di Arese, inaugurato il 27 maggio di fronte al polo commerciale Il Centro, Leroy Merlin introduce un concept che punta a ridefinire l’esperienza d’acquisto nel mondo del bricolage, della casa e del giardino. Il negozio, che si sviluppa su oltre 10.000 mq e ospita più di 25.000 referenze, rappresenta uno dei tasselli più significativi del piano di sviluppo dell’insegna in Lombardia e nel bacino che comprende Milano, Monza Brianza, Varese e Como. La scelta della location non è casuale: il nuovo store sorge accanto a quella che è considerata la più grande galleria commerciale italiana, un contesto che genera circa 20 milioni di visitatori all’anno e che si conferma tra le destinazioni retail più attrattive del Paese. L’apertura di Arese si inserisce nel più ampio piano di riorganizzazione della rete lombarda, volto a garantire una maggiore capillarità e vicinanza ai clienti. Questa strategia ha visto una ridefinizione della presenza sul territorio al fine di ottimizzare la copertura territoriale. Arese, con la sua ampia superficie e il suo vasto assortimento, introduce un’esperienza d’acquisto profondamente rinnovata, progettata attorno ai concetti di semplicità e velocità. Il percorso è stato strutturato per “mondi” merceologici che rendono più intuitiva la ricerca dei prodotti e migliorano la leggibilità dell’offerta. A questo si aggiunge una risposta concreta alla necessità di acquisti rapidi, resa possibile dalla disponibilità di uno stock garantito su tutte le referenze. Infine, con 20 casse attive, l’obiettivo è azzerare le code e rendere il pagamento un passaggio veloce. Tra gli elementi distintivi del nuovo store spicca il primo showroom Garden permanente dell’area milanese. Lo spazio è stato concepito come un luogo dedicato all’outdoor durante tutto l’anno, dove prodotti, servizi di posa e attività dimostrative convivono per offrire soluzioni complete a chi desidera valorizzare giardini, terrazzi e spazi esterni. Pensato come punto di riferimento per gli amanti del verde, lo showroom ospiterà inoltre un programma di workshop aperti al pubblico. Particolare attenzione è stata riservata anche al mondo professionale. Il nuovo punto vendita introduce infatti una Corte Edile dotata di sistema drive-through che consente ad artigiani e imprese



di accedere direttamente con il proprio mezzo per il carico di materiali pesanti e voluminosi. A questo si aggiungono apertura anticipata alle 7 del mattino, pagamento prioritario, consulenza specialistica e condizioni commerciali dedicate, con l’obiettivo di rendere Leroy Merlin un partner operativo oltre che un semplice fornitore.
L’evoluzione del format passa anche attraverso il rafforzamento dei servizi. Accanto alla vendita di prodotti trovano spazio il servizio di posa e installazione, la ristrutturazione chiavi in mano Arky, il noleggio di attrezzature professionali e una proposta dedicata all’efficientamento energetico degli edifici, comprensiva di consulenza e supporto nella gestione delle pratiche. Il negozio integra inoltre in modo sempre più stretto il canale fisico con quello digitale, permettendo di ordinare referenze non disponibili a scaffale e ampliando così la gamma accessibile ai clienti.
A completare il progetto contribuiscono gli investimenti sul fronte dell’occupazione e della sostenibilità. Il punto vendita impiega 160 collaboratori e adotta soluzioni per l’efficienza energetica che comprendono un impianto fotovoltaico da 558 kWp, sistemi intelligenti di gestione dei consumi ed energia proveniente da fonti rinnovabili certificate. Un insieme di scelte che conferma la volontà dell’insegna di coniugare innovazione del format, qualità del servizio e attenzione all’impatto ambientale.


“La presenza in Trentino rappresenta per noi un valore costruito nel tempo, grazie a un rapporto solido con il territorio. Con questo nuovo punto vendita vogliamo offrire ad Arco e all’Alto Garda uno spazio più ampio e completo, capace di rispondere in modo concreto alle esigenze di chi vive e frequenta questa area, mantenendo attenzione alla qualità e al risparmio”. Così il Direttore Generale di Eurobrico, Sergio Paterno, ha commentato l’apertura, avvenuta a metà dello scorso mese di maggio, del punto vendita completamente rinnovato e ampliato nel nuovo polo commerciale sviluppato da Gruppo Paterno nell’area del Green Center di via Santa Caterina. Il nuovo complesso si sviluppa su una superficie complessiva di circa 8.000 mq, con un ampio sistema di parcheggi che porta la dotazione totale a circa 400 posti auto. Il nuovo Eurobrico si caratterizza per gli spazi più ampi, un layout evoluto e soluzioni innovative pensate per rendere il percorso di acquisto più semplice, intuitivo e coinvolgente. Il punto vendita si sviluppa su una superficie complessiva di 3.000 mq, oltre a 400 mq di area esterna. Un investimento significativo che consente di migliorare la fruibilità degli spazi e valorizzare un concept espositivo incentrato sul cliente, con percorsi chiari e una maggiore leggibilità delle ca-

tegorie merceologiche. Tra le principali novità, l’introduzione delle etichette elettroniche a scaffale, che permettono una comunicazione prezzo sempre aggiornata e trasparente, e una riorganizzazione delle aree espositive che affianca spazi promozionali dinamici a zone dedicate alla valorizzazione delle gamme più professionali, grazie alla presenza di marchi riconosciuti. Un equilibrio studiato per offrire convenienza e, allo stesso tempo, qualità e specializzazione.
L’assortimento copre le principali aree del bricolage e della casa, dal comparto tecnico al giardinaggio, fino alla decorazione e all’organizzazione degli spazi. Il punto vendita ospita inoltre corner specializzati come Automax per l’automotive, Kapriol Point per l’abbigliamento da lavoro e outdoor e KasaStok per i prodotti casa a prezzi outlet, ai quali si aggiunge la nuova proposta di grandi e piccoli elettrodomestici.
Sul fronte dei servizi, il negozio rafforza l’integrazione tra punto vendita fisico ed e-commerce, consentendo di ordinare referenze non disponibili a scaffale con consegna diretta a domicilio. Completano l’offerta la lavorazione su misura, il supporto tecnico e il noleggio attrezzature, introdotto con la nuova apertura.
Il progetto ha avuto ricadute positive anche sul piano occupazionale. Alla conferma della squadra storica si affianca infatti l’inserimento di cinque nuove risorse full time, che portano l’organico complessivo a 21 collaboratori.



Prosegue e si amplia il percorso che lega BigMat alla Federazione Italiana Pallavolo. Il Gruppo conferma infatti il proprio sostegno al movimento pallavolistico nazionale, consolidando una collaborazione che negli ultimi anni si è progressivamente estesa dalle Nazionali maggiori alle competizioni giovanili e alle discipline sulla sabbia e sulla neve. Sponsor ufficiale delle Nazionali Italiane di Pallavolo dal 2023 e co-sponsor di maglia delle rappresentative azzurre, BigMat ha rafforzato nel tempo la propria presenza accanto alla FIPAV. Dal 2024 è infatti Title Sponsor delle BigMat Finali Nazionali Giovanili, mentre dal 2026 al 2028 sarà partner ufficiale del Campionato Italiano di Beach Volley Gold e delle finali di Snow Volley. L’impegno del gruppo va oltre la semplice visibilità sportiva e si inserisce in una strategia orientata al sostegno di uno sport fortemente radicato sul territorio e capace di coinvolgere migliaia di società, atleti e famiglie. Intervenendo alla presentazione ufficiale delle attività delle squadre azzurre, seniores e giovanili, Matteo Camillini, Managing Director BigMat Italia e International ha sottolineato che “per il nostro Gruppo questa partnership non rappresenta una semplice sponsorizzazione, ma un progetto condiviso fondato su valori comuni come spirito di squadra, determinazione e radicamento sul territorio. BigMat conferma così il proprio ruolo di ambasciatore di uno sport capace di unire, educare e generare impatto positivo, sostenendo non solo le Nazionali maggiori ma l’intero movimento pallavolistico italiano”. Sul fronte delle Nazionali

seniores, il 2026 rappresenta un passaggio particolarmente importante. Le selezioni maschile e femminile, entrambe campioni del mondo, sono attualmente impegnate nella Volleyball Nations League, primo grande appuntamento internazionale della stagione, che precede i Campionati Europei in programma tra agosto e settembre. Una rassegna continentale che avrà un peso strategico anche nel percorso di qualificazione verso i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 e che vedrà l’Italia tra le protagoniste più attese.
Particolare attenzione viene riservata all’attività giovanile. Ne è un esempio il progetto “Costruiamo per lo Sport”, che nel 2026 viene rinnovato per il terzo anno consecutivo. L’iniziativa prevede il sostegno a 165 squadre Under 12 e Under 13, maschili e femminili, alle quali saranno forniti kit da gioco personalizzati con i colori delle rispettive società.


Brico io ha annunciato la nomina di Gian Luca Carpanesi a Direttore Acquisti e Marketing, con decorrenza dall’8 giugno 2026. Il manager riporterà direttamente all’Amministratore Delegato e assumerà la responsabilità di un’area strategica ampliata, che comprende non solo gli acquisti e il marketing, ma anche le funzioni di merchandising e logistica, aree considerate centrali per il presidio delle categorie e l’evoluzione dell’offerta. La nomina si inserisce nel percorso di sviluppo dell’insegna e punta a rafforzare l’integrazione tra attività commerciali, gestione dell’assortimento, supply chain e marketing, favorendo una maggiore efficienza operativa e una più forte sinergia tra funzioni strettamente collegate. Nel nuovo incarico, Carpanesi coordinerà i buyer e le relative squadre operative, il team marketing, oltre agli uffici merchandising e logistica. Con oltre trent’anni di esperienza nel retail e nella grande distribuzione food e non food, Gian Luca Carpanesi porta in Brico io competenze che spaziano dal category management alla gestione della supply chain, fino alla


definizione delle strategie commerciali e di vendita. Nel suo percorso professionale spiccano oltre 17 anni in Leroy Merlin, dove ha guidato lo sviluppo dei reparti tecnici e del Garden, contribuendo anche ai progetti di trasformazione digitale e al lancio dell’e-commerce. In precedenza ha maturato esperienze in Esselunga e Picard, dove ha ricoperto il ruolo di Direttore Commerciale. L’arrivo di Carpanesi si inserisce in un momento chiave per l’azienda. Il suo contributo, si legge nel comunicato col quale Brico io ha ufficializzato la nomina, sarà centrale per rafforzare le politiche di acquisto, ottimizzare l’offerta commerciale e accelerare l’evoluzione omnicanale; tutti elementi cardine del Piano Industriale su cui la squadra di Brico io è focalizzata e che vedrà il manager coinvolto fin da subito.

Bricofer Group e Arcaplanet avviano una partnership destinata a rafforzare la presenza della categoria pet all’interno delle insegne Bricofer, Self e Ottimax. Il progetto prevede entro i prossimi 12 mesi l’apertura di 15 negozi Arcaplanet e la realizzazione di 8 corner dedicati all’interno della rete del Gruppo. L’accordo combina l’esperienza di Bricofer Group nei settori casa, fai da te e giardino con la specializzazione di Arcaplanet nel mercato dei prodotti e dei servizi per animali domestici. I nuovi punti vendita saranno gestiti direttamente da Arcaplanet, mentre i corner pet, caratterizzati da assortimenti dedicati e aree brandizzate, saranno operati da Bricofer Group. La collaborazione prevede inoltre una progressiva revisione dell’offerta pet delle insegne del Gruppo, con Arcaplanet destinata a diventare il partner di riferimento per la categoria. L’obiettivo dichiarato è estendere progressivamente il modello all’intera rete a partire dal 2027. “La partnership segna l’avvio di un percorso industriale e commerciale strutturato, orientato a creare valore per entrambe le realtà e a offrire ai clienti un’esperienza d’acquisto sempre più completa, specializzata e integrata”, afferma Massimo Pulcinelli, Presidente di Bricofer Group. Per Arcaplanet l’accordo rappresenta un’opportunità di crescita attraverso una presenza qualificata all’interno di insegne ad alta frequentazione e radicate sul territorio nazionale. “Questa operazione si inserisce perfettamente nel nostro piano di sviluppo e rappresenta un modello di business sinergico ad alta efficienza”, sottolinea Alessandro Strati, CFO e COO di Arcaplanet. “L’integrazione nei punti vendita di Bricofer Group ci permette di ottimizzare gli investimenti sul territorio e di accelerare la crescita con un accesso privilegiato ai clienti che cercano non solo convenienza ma anche qualità per il loro pet”.


Con la quinta edizione la manifestazione punta a consolidare il proprio ruolo di piattaforma specializzata per il settore del fissaggio. Stephanie Cerri illustra le iniziative messe in campo per favorire incontri, relazioni commerciali e scambio di competenze tra gli operatori della filiera

Il 24 e 25 giugno gli spazi di CityLifeAllianz MiCo di Milano ospiteranno la quinta edizione di Fastener Fair Italy, appuntamento biennale dedicato alla viteria, bulloneria e ai sistemi di fissaggio. A diverse settimane dall’apertura, la manifestazione ha già superato quota 200 espositori confermati, confermando il ruolo centrale che continua a ricoprire per l’intera filiera. In uno scenario caratterizzato da incertezza economica, pressioni sulle catene di approvvigionamento, digitalizzazione e crescente attenzione alla sostenibilità, l’evento punta a favorire il confronto tra gli operatori e a creare nuove opportunità di business.
Ne abbiamo parlato con Stephanie Cerri, Event Director di Fastener Fair Italy.
Arrivate alla quinta edizione con oltre 200 espositori confermati già diverse settimane prima dell’apertura. Che cosa rappresenta oggi questa manifestazione per il mercato italiano della viteria, bulloneria e dei sistemi di fissaggio?
Fastener Fair Italy si è affermata come uno dei punti di incontro più importanti per il settore del fissaggio e della viteria in Italia e, sempre più, a livello europeo. Arrivare alla quinta edizione con oltre 200 espositori già confermati testimonia la fiducia che produttori, distributori, fornitori e acquirenti continuano a riporre nell’evento e nella sua capacità di generare un concreto valore commerciale.













In qualità di Event Director per Fastener Fairs in Europa, sono ben consapevole delle sfide che il settore - sia europeo che italiano - si trova ad affrontare: aumento dei costi, pressioni sulle catene di approvvigionamento, cambiamenti normativi e una diffusa incertezza economica. In questo contesto, le aziende non cercano soltanto nuovi prodotti e fornitori, ma anche partner affidabili, informazioni di mercato e soluzioni concrete per sostenere la crescita futura.
Fastener Fair Italy offre una piattaforma altamente specializzata dove circa 3.700 professionisti del settore possono incontrarsi di persona, scoprire nuove tecnologie, condividere competenze ed esplorare opportunità lungo l’intera filiera del fissaggio. Ospitato a Milano, cuore del Nord industriale d’Italia, l’evento garantisce un accesso diretto a una delle regioni manifatturiere più consolidate d’Europa, svolgendo un ruolo fondamentale nel supportare l’innovazione, la competitività e lo sviluppo del business in tutto il comparto.

affari, consolidare relazioni esistenti e comprendere meglio le mutevoli esigenze del mercato. Per i visitatori, Fastener Fair Italy è l’occasione per confrontare tecnologie, valutare fornitori e ottenere una visione diretta delle innovazioni che stanno ridisegnando il settore. L’esposizione copre l’intera catena del valore: dai fissaggi industriali ed edili ai sistemi di assemblaggio, dalle tecnologie di produzione alle soluzioni logistiche e agli strumenti di produzione digitale. Riunendo competenze, innovazione e intelligenza di mercato sotto un unico tetto, l’evento aiuta i partecipanti a individuare tendenze, scambiare idee e costruire le partnership necessarie per rimanere competitivi in un mercato in continua trasformazione.
“Le aziende non cercano soltanto nuovi fornitori, ma partner affidabili, informazioni di mercato e soluzioni concrete per sostenere la crescita”
Fastener Fair Italy si propone come occasione di networking e confronto per l’intera filiera del fissaggio. Perché oggi, in una fase di mercato particolarmente complessa e in rapida evoluzione, questa funzione assume un valore ancora più strategico sia per gli espositori sia per i visitatori? Il ruolo di networking e condivisione della conoscenza di Fastener Fair Italy è diventato sempre più rilevante man mano che il settore si adatta a cambiamenti significativi. La ristrutturazione delle catene di fornitura, le esigenze di sostenibilità, la digitalizzazione, l’incertezza geopolitica e l’evoluzione delle aspettative dei clienti stanno generando nuove sfide e opportunità per le imprese. In questo scenario, l’accesso a informazioni affidabili e il dialogo diretto con gli operatori del settore rappresentano un vantaggio strategico concreto. Per gli espositori, l’evento offre un accesso diretto a un pubblico altamente qualificato di acquirenti, ingegneri, distributori e decision maker, creando opportunità per generare nuovi
In che modo questa fiera favorirà concretamente dialogo, networking e nuove opportunità di business tra i diversi operatori della filiera?
Fastener Fair Italy 2026 è pensata specificamente per facilitare l’interazione tra tutti gli operatori del settore. L’evento riunisce produttori, distributori, fornitori, ingegneri, acquirenti e utilizzatori finali provenienti dall’Italia e dai mercati internazionali, creando un ambiente in cui le conversazioni di business possono svilupparsi in modo naturale. Uno dei punti di forza dell’evento è l’equilibrio tra domanda dei visitatori e offerta degli espositori. Le nostre analisi evidenziano una forte corrispondenza tra gli interessi dei visitatori e le proposte degli


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espositori in tutti i principali comparti rappresentati. Ne consegue che gli espositori possono aspettarsi di incontrare visitatori con un interesse genuino per i loro prodotti e soluzioni, mentre i visitatori possono individuare in modo efficiente fornitori, tecnologie e opportunità di business pertinenti. Il networking rimane una delle motivazioni principali per partecipare all’evento. Secondo il Post Show Survey di Fastener Fair Italy 2024, il 57% dei visitatori ha indicato come obiettivo primario quello di incontrare nuovi interlocutori e creare nuove opportunità di business. Questo si traduce in un pubblico fortemente motivato, alla ricerca attiva di nuovi fornitori, prodotti e partnership. Combinando un pubblico di settore altamente qualificato, una rappresentanza di mercato equilibrata e una forte propensione al networking, Fastener Fair Italy si configura come l’ambiente ideale per la collaborazione, lo scambio di conoscenze e lo sviluppo commerciale di lungo periodo.
“L’accesso a informazioni affidabili e il dialogo diretto con gli operatori del settore rappresentano oggi un vantaggio strategico concreto”
ne e networking avete lavorato a questa crescita?
La scorsa edizione si è chiusa con circa 2.400 visitatori, mentre per il 2026 prevedete di raggiungere quota 3.700 professionisti del settore. Con quali attività di promozio-

DALL’AUTOMOTIVE AL MEDICALE:
CHI VISITA LA FIERA
• Costruzioni
• Automotive
• Aerospaziale
• Energia e produzione di energia
• Marino
• Tecnologia della comunicazione
• Beni elettronici ed elettrici
• Prodotti in metallo
• Produzione di mobili
• Sanitari e idraulica
Fastener Fair può contare su un patrimonio solido, costruito in oltre trent’anni di attività. Sin dalla prima edizione nel 1995, il brand si è affermato come una delle piattaforme di riferimento più riconosciute e affidabili per il settore della viteria e del fissaggio. Oggi gli eventi Fastener Fair sono organizzati con successo in tutta Europa e a livello internazionale: Germania, Italia, Stati Uniti, India e Messico. Per sostenere la crescita dell’edizione 2026, abbiamo mantenuto un dialogo continuativo con il settore nel corso dell’anno: partecipando a eventi di comparto, collaborando strettamente con le associazioni di categoria, lavorando con le testate specializzate e valorizzando una rete consolidata di media partner locali e internazionali. Il coinvolgimento diretto della nostra community avviene anche attraverso attività di digital marketing, social media, campagne e-mail, relazioni con la stampa e programmi di outreach verso gli espositori. Il nostro obiettivo non è semplicemente promuovere l’evento, ma comprendere le esigenze in evoluzione del settore e garantire che Fastener Fair Italy rimanga un appuntamento rilevante e di valore tanto per gli espositori quanto per i visitatori.
Da quali aree d’Italia e comparti produttivi vi aspettate la maggiore affluenza?
La maggiore affluenza è attesa dal Nord Italia, sede di alcuni dei più importanti distretti manifatturieri e industriali d’Europa. I comparti chiave includono automotive, edilizia, prodotti in metallo, difesa, ferramenta e bricolage, macchine agricole e movimento terra, ingegneria civile e meccanica.
Fastener Fair Italy fa parte di un network internazionale di eventi dedicati al fastening. Quanto è importante oggi
• Ingegneria generale - leggera / pesante
• HVAC / Aria condizionata / Servizi
• Installazione
• Infrastrutture
• Medicale
• Spedizioni, Trasporti e Logistica
• Macchine agricole / Off-Highway
• Ingegneria civile
• Ferramenta / Vendita al dettaglio Fai-da-te
• Manutenzione / Riparazione
• Ingegneria meccanica
• Ingegneria di precisione
offrire alle aziende italiane una piattaforma capace di connetterle con il mercato globale e con operatori provenienti da diversi Paesi?
Essere parte del portfolio internazionale Fastener Fair è di fondamentale importanza, perché consente alle aziende italiane di raggiungere un pubblico più ampio e di entrare in contatto con professionisti provenienti da Paesi, mercati e settori diversi. Nell’economia globale di oggi, innovazione e competitività sono sempre più alimentate dallo scambio di conoscenze, idee e buone pratiche oltre i confini nazionali.
Fastener Fair Italy offre alle imprese locali un accesso diretto a produttori, distributori, fornitori e acquirenti internazionali, creando opportunità per scoprire nuove tecnologie, individuare tendenze emergenti e sviluppare nuove relazioni commerciali. Al tempo stesso, permette alle aziende straniere di conoscere meglio il mercato italiano, una delle economie manifatturiere più rilevanti d’Europa. Questo scambio di competenze e opportunità commerciali è uno dei punti di forza distintivi del portfolio Fastener Fair e una delle ragioni principali per cui l’evento continua ad attrarre una forte partecipazione internazionale. I visitatori di Fastener Fair Italy 2026 avranno inoltre l’opportunità di scoprire i prossimi sviluppi del portfolio Fastener Fair. Invitiamo espositori, partner e professionisti del settore a visitare l’Exhibitor Business Lounge

“Innovazione e competitività nascono sempre più dallo scambio di conoscenze, idee e buone pratiche oltre i confini nazionali”
(Stand 1230) per incontrare il team, discutere opportunità future e scoprire le novità in arrivo per il brand Fastener Fair. Guardando al 2027, siamo lieti di anticipare che l’industria sarà nuovamente protagonista all’11ª edizione di Fastener Fair Global, in programma a Stoccarda dal 6 all’8 aprile 2027. Come evento di punta del portfolio Fastener Fair, riunirà migliaia di produttori, distributori, fornitori, ingegneri e acquirenti da tutto il mondo per scoprire le ultime innovazioni, rafforzare le relazioni commerciali ed esplorare nuove opportunità lungo l’intera filiera del fissaggio. Maggiori informazioni si trovano su www.fastenerfairglobal.com. Desidero infine ringraziare per l’opportunità di partecipare a questa intervista e invitare i lettori a unirsi a noi a Fastener Fair Italy 2026, in programma il 24 e 25 giugno 2026 presso CityLife - Allianz MiCo, Milano. Saremo lieti di accoglierli alla vetrina italiana per eccellenza della tecnologia del fissaggio e di aiutarli a scoprire le ultime innovazioni, i prodotti e le opportunità di business che stanno definendo il futuro del settore.

Con il quarto rinnovo consecutivo della medaglia Silver EcoVadis, Arexons rafforza il programma Go Green. Efficienza energetica, riduzione dei consumi, utilizzo di materiali riciclati e sviluppo di prodotti a minore impatto ambientale guidano un percorso volto a integrare la sostenibilità nei processi, nelle scelte industriali e nell’evoluzione dell’offerta
Energia, risorse idriche, sostanze impiegate nei processi produttivi, materiali di imballaggio e sviluppo prodotto. Sono questi alcuni degli ambiti sui quali Arexons sta concentrando gli interventi del programma Go Green, con l’obiettivo di rendere sempre più misurabile il contributo dell’azienda alla riduzione dell’impatto ambientale. Questo il contesto nel quale si inserisce il rinnovo della medaglia Silver EcoVadis, ottenuta per il quarto anno consecutivo. Nella valutazione 2026 Arexons ha ottenuto un punteggio complessivo di 72/100, posizionandosi all’85° percentile tra le aziende valutate nel proprio settore. Particolarmente significativo il risultato ottenuto nell’area Ambiente, dove l’azienda ha raggiunto un punteggio di 82/100, collocandosi nel 9% delle migliori realtà del
comparto valutate da EcoVadis per questo specifico ambito. Uno dei pilastri del programma riguarda l’efficienza energetica e la gestione delle risorse. Presso la sede di Cernusco sul Naviglio sono oggi installati 2.727 pannelli fotovoltaici, mentre la restante quota di energia necessaria proviene da impianti alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili e certificata da Garanzia di Origine. Anche il gas naturale utilizzato nelle attività aziendali viene compensato attraverso crediti di carbonio.
A questo si affianca un lavoro costante sul contenimento dei consumi e sull’ottimizzazione dei processi. Dal 2020 è attiva la campagna interna “Non c’è acqua da perdere”, nata come percorso di sensibilizzazione rivolto a tutta la popola-

zione aziendale sull’utilizzo responsabile della risorsa idrica. L’azienda è inoltre intervenuta sull’ottimizzazione dei lavaggi delle linee produttive e sul recupero delle acque di lavaggio, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza complessiva del ciclo produttivo.
Un altro ambito centrale del percorso Go Green riguarda la chimica stessa dei prodotti e dei processi. Arexons monitora le sostanze SVHC (Substances of Very High Concern), considerate particolarmente rilevanti per il loro potenziale impatto su salute e ambiente. La costruzione di un indicatore specifico consente all’azienda di monitorarne l’utilizzo nel ciclo produttivo e di implementare azioni dedicate alla progressiva riduzione ed eliminazione, in un’ottica di chimica sempre più sostenibile.
Anche il packaging rappresenta una delle aree di intervento più concrete. Fin dal 2021, le taniche da 5 litri utilizzate per lavavetri, detergenti, sgrassatori e protettivi radiatori concentrati sono realizzate con il 50% di plastica riciclata postconsumer. Inoltre, a partire dal 2022 i pallottini in polietilene per il riempimento degli imballi sono stati sostituiti da carta riciclata, con un risparmio annuale di 705 kg di plastica. Dal 2024, tutti i tubetti per prodotti car care sono realizzati con il 60% di plastica riciclata post-consumer, escluso il tappo.
L’evoluzione dell’offerta rappresenta un ulteriore tassello del percorso. La gamma Svitol comprende oggi, accanto allo storico lubrificante multifunzione, una referenza formulata con l’86% di componenti di origine vegetale, sviluppata per




mantenere le prestazioni che contraddistinguono il marchio. Arexons Lavavetro in polvere racconta invece la volontà di ripensare il prodotto a partire dal formato: un astuccio consente di ottenere l’equivalente di due taniche di lavavetro pluristagione pronto all’uso, contribuendo a ridurre il consumo di plastica e le emissioni legate al trasporto. Novità 2026, Svitol Professional Marine, che è sviluppata per il mondo nautico e per ambienti esposti a condizioni particolarmente critiche. Oltre alla performance tecnica richiesta da contesti caratterizzati da salsedine, umidità e agenti atmosferici, il prodotto introduce un elemento rilevante in chiave ambientale: la biodegradabilità sia in acqua dolce che in acqua salata, certificata secondo gli standard OECD 301F:1992 e OECD 306:1992. Il rinnovo della medaglia Silver EcoVadis rappresenta in questo senso un riconoscimento importante, ma soprattutto un punto di continuità: la conferma che la strada intrapresa è quella di un’evoluzione costante, capace di coniugare competenza chimica, performance e attenzione crescente all’ambiente.
Con il supporto di Pragmatika, il gruppo sperimenta un nuovo modello di storytelling industriale che affida il racconto di persone, processi, tecnologie e cultura tecnica aziendale a creator specializzati in grado di dialogare con community digitali verticali e qualificate, sempre più rilevanti anche nei processi di informazione e formazione del pubblico professionale

Non una tradizionale attività di influencer marketing, ma un’esperienza immersiva pensata per far conoscere da vicino persone, processi e competenze che caratterizzano le aziende del gruppo, generando contenuti destinati a community professionali altamente profilate. È con questo obiettivo che Fervi Group ha organizzato il suo primo Influencer Tour, realizzato con il supporto strategico e operativo dell’agenzia bolognese Pragmatika che ha curato la selezione dei profili, la gestione delle relazioni e il coordinamento editoriale dei contenuti social. L’iniziativa nasce come nuovo strumento a supporto delle attività di marketing e comunicazione del Gruppo, con l’intento di rendere più accessibile, concreto e coinvolgente il racconto di una realtà industriale attiva nel mondo dell’MRO (Maintenance, Repair and Operations). Il progetto è stato concepito come un percorso di scoperta dall’interno delle aziende del Gruppo, permettendo ai creator coinvolti di entrare in contatto diretto con stabilimenti produttivi, showroom, tecnologie e competenze specialistiche. Il tour si è sviluppato nell’arco di due giornate e ha coinvolto diverse realtà del Gruppo nelle province di Bologna e Modena. La prima tappa si è svolta presso Rivit, dove gli influencer hanno approfondito il mondo dei sistemi di fissaggio attraverso dimostrazioni pratiche e momenti di confronto con gli specialisti aziendali. Il percorso è poi proseguito nello stabilimento produttivo di Riflex, per osservare da vicino il processo di realizzazione dei dischi lamellari, fino ad arrivare nella sede di Fervi, dove i partecipanti hanno visitato gli showroom dedicati a macchine utensili, attrezzature da officina e soluzioni professionali.
“Abbiamo voluto creare un’esperienza che permettesse agli influencer di entrare davvero in contatto con il nostro mondo,
andando oltre il prodotto e mostrando le persone, i processi e i valori che caratterizzano Fervi Group. In quest’ottica, il supporto di Pragmatika è stato fondamentale sia nella selezione di creator coerenti con il nostro posizionamento sia nella gestione operativa e relazionale dell’intero progetto”, commenta Ermanno Lucci, Direttore Sales & Marketing di Fervi Group. Accanto alla componente industriale e tecnica, il progetto ha integrato anche una dimensione esperienziale legata al territorio emiliano. I partecipanti hanno infatti avuto l’opportunità di scoprire alcuni luoghi simbolo della cultura produttiva locale, dalla visita a un’antica acetaia con approfondimento sulla tradizione dell’aceto balsamico modenese fino al Museo Ferrari di Maranello, uno dei principali simboli della Motor Valley.
La selezione dei creator, curata da Pragmatika, ha privilegiato non tanto la dimensione delle audience quanto la qualità dei contenuti, l’affinità con i pubblici di riferimento e la capacità di raccontare con credibilità il mondo tecnico e industriale. “Per le aziende industriali, l’influencer marketing può


diventare oggi uno strumento strategico per costruire relazioni autentiche con community verticali e altamente coinvolte”, sottolinea Rossella Lucangelo, Ceo di Pragmatika. “Il valore di questi progetti non nasce dalla semplice pubblicazione di
tra brand e creator. L’esperienza diretta permette di trasformare la visita in racconto, il prodotto in competenza condivisa e la comunicazione aziendale in una narrazione più spontanea, appassionata e coerente con il posizionamento
u Spelatura precisa dell’isolamento: adattamento automatico delle dimensioni con battuta longitudinale per lavori precisi, ripetibili, con regolazione di precisione
u Crimpatura perfetta: crimpatura quadra uniformemente, flessibile e veloce per i capicorda, il dispositivo di bloccaggio garantisce la pressione di crimpatura richiesta
u Taglio sicuro grazie all’impugnatura antiscivolo; maneggevolezza particolarmente comoda grazie all’impugnatura ergonomica bicomponente






all’UN Global Compact e una nuova roadmap fondata su innovazione, persone e coinvolgimento della filiera. La multinazionale bresciana rafforza il proprio approccio ESG e definisce gli obiettivi per i prossimi cinque anni
Riduzione delle emissioni, maggiore utilizzo di energia rinnovabile, coinvolgimento della fi liera e nuovi obiettivi di medio periodo. Sono questi alcuni dei risultati e delle direttrici che emergono dalla quarta Rendicontazione di Sostenibilità di ISEO Ultimate Access Technologies, la seconda redatta secondo i requisiti della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), e dall’adesione all’United Nations Global Compact, iniziativa delle Nazioni Unite dedicata alla promozione di pratiche aziendali responsabili.

“Operare nel settore metalmeccanico impone una responsabilità ambientale, sociale e di governance non più delegabile né rimandabile”, sottolinea Francesco Trovato, Ceo di ISEO Ultimate Access Technologies. «Proprio per questo la sostenibilità in ISEO è concreta, misurabile e integrata in ogni decisione industriale. Non è meramente un impegno etico e ancor meno un vincolo normativo, ma il modo in cui scegliamo di fare impresa e di generare sviluppo”.
L’adesione all’UN Global Compact è uno dei passaggi più significativi del percorso intrapreso dal gruppo che così entra a far parte di una rete internazionale di cui fanno parte migliaia di imprese in oltre 160 Paesi impegnate ad allineare strategie e operazioni ai “Ten Principles of the United Nations Global Compact” in materia di diritti umani, lavoro, tutela dell’ambiente e contrasto alla corruzione. A ulteriore conferma di un approccio alla sostenibilità sempre più strutturato, trasparente e orientato al miglioramento continuo, l’azienda si impegna a integrare i Ten Principles nelle proprie attività e a rendicontare annualmente i progressi compiuti attraverso la Communication on Progress.
I numeri dell’impegno sostenibile
Sul fronte ambientale, la Rendicontazione di Sostenibilità 2025, che include i dati della capogruppo ISEO Serrature S.p.A. e delle altre società del gruppo, evidenzia risultati significativi. ISEO Serrature ha sottoscritto un contratto a
lungo termine per l’acquisto di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili e ha nel contempo incrementato la produzione interna di energia da fonti sostenibili. Le iniziative messe in campo hanno contribuito a ridurre l’impronta di carbonio del gruppo, passata da 66.216 tonnellate di CO2 nel 2024 a 50.089 tonnellate nel 2025, con una diminuzione di circa il 24%. Un risultato che riflette l’efficacia delle misure adottate, il costante perfezionamento dei criteri di misurazione delle emissioni secondo il GHG Protocol e la collaborazione sempre più stretta con fornitori e stakeholder. La


sostenibilità viene affrontata anche sotto il profilo sociale. Al 31 dicembre 2025 il gruppo contava 1.037 dipendenti, di cui 447 donne. L’azienda sottolinea come la presenza femminile sia in crescita a tutti i livelli organizzativi, nell’ambito di una politica che punta a valorizzare competenze, inclusione e pari opportunità. Sul piano della governance, ISEO continua a investire nel consolidamento dei propri sistemi di gestione certificati. Tra le certificazioni di sistema, rilasciate da enti ter-
I TRE PILASTRI DELLA STRATEGIA
ESG QUINQUENNALE (2026-2030)
• Innovate for Planet: innovare prodotti e processi, promuovendo una trasformazione sostenibile e integrando responsabilità climatica, innovazione a basso impatto ambientale, eccellenza nella gestione delle risorse e conformità alle normative;
• Empower Own People: coinvolgere e motivare le proprie persone, promuovendo una cultura inclusiva e paritaria, garantendo equità di genere e valorizzando la diversità;
• Transform Together: coinvolgere fornitori e partner rafforzando il coinvolgimento sistematico degli stakeholder mediante processi di engagement misurabili e strumenti di dialogo strutturati, favorendo la creazione di valore condiviso e la crescita della reputazione aziendale.
zi accreditati, attive nelle principali aziende del gruppo figurano ISO 9001 per la qualità, ISO 14001 per la gestione degli impatti ambientali, ISO 50001 per l’efficienza energetica, ISO 45001 per salute e sicurezza sul lavoro e ISO/IEC 27001 per la sicurezza delle informazioni. A queste si aggiunge la certificazione PDR 125 sulla parità di genere.
A conferma della crescente attenzione verso i temi ESG, nel 2025 ISEO Serrature e ISEO France hanno inoltre rinnovato la valutazione EcoVadis. La capogruppo ha ottenuto la Medaglia di Bronzo, mentre la controllata francese ha raggiunto la Medaglia d’Oro, collocandosi tra le realtà più virtuose valutate dalla piattaforma internazionale, mentre ISEO France si è distinta con la Medaglia d’Oro, riconoscimento che la posiziona nella fascia delle imprese più virtuose valutate da EcoVadis a livello globale.
I risultati raggiunti rappresentano la base della nuova Strategia ESG 2026-2030, sviluppata a partire dall’analisi di materialità e dagli impegni assunti con l’adesione all’UN Global Compact e delle aree di miglioramento emerse in occasione della valutazione Ecovadis. Tra gli obiettivi di lungo periodo rientra anche la definizione di target di riduzione delle emissioni validati dalla Science Based Targets initiative (SBTi), ulteriore tassello di un percorso che punta a integrare la sostenibilità nelle strategie industriali e di crescita del gruppo.

Per i suoi 95 anni Ullmann ha scelto di andare oltre la celebrazione della propria storia e di organizzare un evento in cui promuovere un confronto sul cambiamento nelle imprese con la parteciazione di NO CURVES e Dominic Barter. Il “taglio” è così diventato il filo conduttore di una riflessione su passaggio generazionale, innovazione e gestione del conflitto come leva di crescita
Come si cambia senza perdere ciò che ha reso un’impresa quello che è? La domanda ri guarda vari aspetti della vita aziendale: il passaggio generazionale, ma anche l’acquisizione di nuove competenze, il confronto con l’evoluzione dei mercati e la capacità di rimettere continuamente in discussione modelli consolidati. E proprio da questa domanda Ullmann ha scelto di partire per celebrare i suoi 95 anni ed è da qui che è nata l’idea di cele brare questa tappa della propria storia in modo non scontato. Niente evento au


toreferenziale o presentazione di nuovi prodotti, ma un momento di confronto dedicato a un tema che accomuna oggi la maggior parte delle imprese italiane e non soltanto: come affrontare il cambiamento senza perdere la propria identità. Da questa riflessione è nata “Cutting New Directions - Tagliare per costruire”, la tavola rotonda svoltasi lo scorso 9 giugno presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, nel contesto della mostra EGO - Dal Nastro Adesivo ai Grandi Capolavori, personale dell’artista NO CURVES di cui Ullmann è partner.
Il dialogo tra Enrico e Lucia Ullmann, NO CURVES e Dominic Barter, esperto internazionale di risoluzione dei conflitti, ha messo al centro il tema del cambiamento come passaggio inevitabile nella vita delle persone e delle organizzazioni, mettendo in luce come ogni trasformazione richieda il coraggio di rimettere in discussione modelli consolidati e di intraprendere nuove direzioni avendo contemporaneamente cura di preservare il valore costruito nel tempo.
Una riflessione che, per il tessuto produttivo italiano, assume un significato ancora più rilevante se si considera che quasi il 90% delle imprese è a conduzione familiare. In questo contesto il passaggio generazionale non rappresenta soltanto una questione organizzativa, ma una sfida che coinvolge identità, cultura d’impresa e continuità aziendale. Non a caso solo il 30% delle aziende riesce a superare il passaggio dalla prima
“Il problema non è il conflitto, ma il modo in cui lo affrontiamo. Se vissuto come uno spazio di confronto, può trasformarsi nell’occasione per mettere insieme l’esperienza di chi c’era prima e la visione di chi arriva dopo.”
“Quando esperienze, competenze e punti di vista diversi riescono a dialogare, il risultato non è il compromesso, ma la possibilità di costruire qualcosa di nuovo.”
alla seconda generazione e, di queste, appena la metà arriva alla terza. Il tema diventa quindi quello della capacità di tenere insieme storia e trasformazione, continuità e innovazione, facendo del cambiamento non un elemento di rottura, ma un’opportunità di evoluzione. Senza trascurare il fatto che, come sottolinea Enrico Ullmann, “per il sistema economico italiano questa è una questione da non sottovalutare, visto che la chiusura di queste imprese comporta la perdita di un patrimonio di competenze, cultura imprenditoriale ed esperienza costruito nel tempo e non sempre recuperabile”. Enrico e Lucia Ullmann sono esponenti della terza generazione della famiglia alla guida dell’azienda. A consentirle di essere nel novero ristretto delle imprese che riescono a superare questa transizione non è il fatto che il passaggio sia avvenuto senza un confronto tra generazioni, quanto piuttosto “la modalità con cui anche i momenti di conflitto sono stati interpretati e gestiti. Averli vissuti come uno spazio di confronto e trasformazione, è stata per noi - ma il concetto può essere esteso a tutte queste situazioni - un’opportunità per valorizzare l’esperienza di chi c’era prima con la visione di chi stava entrando, e costruire qualcosa di nuovo”. Secondo Ullmann, tuttavia, questa riflessione va ben oltre il ricambio all’interno della famiglia proprietaria. Oggi le imprese sono chiamate ad adattarsi continuamente a mercati, tecnologie e modelli organizzativi in rapida evoluzione. In questo contesto anche l’ingresso di nuove professionalità può rappresentare un momento di discontinuità. “L’arrivo dei giovani in azienda porta inevitabilmente idee, approcci e sensibilità diverse, che possono creare tensioni con chi ha maggiore esperienza. Se affrontato nel modo giusto, però, questo confronto permette di mettere a fattor comune competenze differenti per far emergere risposte nuove, spesso più efficaci,


alle esigenze dell’azienda e del mercato.” Ullmann sottolinea che non sempre è possibile prevedere quale sarà l’esito di questo percorso e che è proprio la disponibilità ad attraversare una fase di incertezza ad aprire la strada a soluzioni spesso più efficaci di quelle immaginate inizialmente. Il punto, quindi, non è semplicemente cambiare, ma capire come farlo senza disperdere il patrimonio di competenze, relazioni e cultura costruito negli anni. È proprio da questa idea che nasce la metafora del “taglio” come atto generativo capace di ridefinire forme, relazioni e direzioni. Tagliare non significa cancellare il passato, ma scegliere che cosa conservare e che cosa trasformare per aprire nuove possibilità. Questo concetto prende forma anche attraverso la collabora-



zione con NO CURVES, artista italiano conosciuto a livello internazionale per le sue opere realizzate esclusivamente con nastro adesivo. La collaborazione, sottolinea Ullmann, è nata spontaneamente: “l’artista utilizzava già i nostri strumenti perché li riteneva i più adatti al proprio lavoro”. Attraverso linee essenziali e tagli netti NO CURVES reinterpreta grandi capolavori della storia dell’arte, dimostrando come sia possibile innovare senza rinnegare ciò da cui si parte. Nel suo lavoro il cutter non è un semplice utensile, ma lo strumento creativo attraverso cui l’idea prende forma.
“Per lui il cutter è quello che il pennello rappresenta per un pittore”, spiega Enrico Ullmann. “Lo strumento diventa un’estensione della mano e della competenza di chi lo utilizza. È lo stesso principio che vale per gli artigiani e i professionisti che ogni giorno lavorano con i nostri prodotti: lo strumento giusto non serve soltanto a eseguire un lavoro, ma a farlo con precisione, controllo e qualità.”
In questa prospettiva il cutter cessa di essere soltanto un utensile professionale e diventa il punto di incontro tra mondi apparentemente lontani come l’arte e l’impresa e il “taglio” diventa la metafora che lega i diversi livelli della riflessione
proposta nell’ambito dell’evento Ullmann: il ricambio generazionale, l’ingresso di nuove competenze in azienda, il gesto creativo dell’artista e, più in generale, la capacità di ogni organizzazione di evolvere senza perdere la propria identità. In questa prospettiva si inserisce anche la partecipazione di Dominic Barter, da oltre venticinque anni impegnato nello sviluppo di pratiche di mediazione ed esperto internazionale di risoluzione di conflitti. Il suo contributo ha portato nel mondo dell’impresa un punto di vista inconsueto: la diversità di opinioni non rappresenta un ostacolo allo sviluppo, ma una risorsa da valorizzare. Ciò che conta non è evitare il confronto, bensì impedire che degeneri in uno scontro distruttivo, trasformandolo invece in un’opportunità di crescita. Nell’ideare l’evento, Enrico Ullmann ha preso spunto anche da una riflessione sul linguaggio utilizzato nel management contemporaneo, spesso costruito intorno a metafore di competizione e sopraffazione. “Partecipando a convegni dedicati alle strategie aziendali mi sono accorto che il linguaggio utilizzato è spesso molto aggressivo: solo i primi vinceranno, gli altri saranno tagliati fuori….”, osserva. “Mi sono chiesto se questi stessi temi non potessero essere affrontati in modo diverso, superando la logica dello scontro per arrivare a un confronto ‘generativo’, capace di rispettare le identità di tutte le parti coinvolte – l’azienda, la proprietà, i collaboratori – e di mettere in discussione pratiche e convinzioni che magari hanno funzionato fino a quel momento, lasciando spazio a soluzioni nuove, forse nemmeno immaginate all’inizio, ma più efficaci.” L’evento nasce anche dalla convinzione che oggi un’impresa possa contribuire al dibattito culturale, affrontando temi che riguardano la società oltre che il proprio mercato. Il riscontro ottenuto ha confermato la validità di questo approccio. “Il confronto è stato molto partecipato e ha coinvolto imprenditori, professionisti, artisti, psicologi, rappresentanti delle istituzioni, operatori del nostro settore e in generale tutto il pubblico. Anche i riscontri arrivati dai nostri fornitori internazionali sono stati estremamente positivi. Credo che siamo riusciti a dimostrare come un’impresa possa farsi promotrice di riflessioni che vanno oltre il prodotto e il proprio mercato, contribuendo a diffondere una cultura del cambiamento capace di favorire la crescita del territorio e della filiera in cui opera.”
Il taglio rappresenta contemporaneamente:
• la scelta;
• la trasformazione;
• il gesto creativo;
• il cambiamento;
• la capacità di conservare ciò che ha valore, eliminando ciò che non serve più.
Formulazioni ottimizzate per offrire prestazioni ancora più elevate e affidabili si affiancano a un packaging completamente rinnovato, progettato per rendendo immediatamente percepibile il salto di qualità della linea rafforzarne la riconoscibilità e facilitarne l’identificazione nel punto vendita

La linea Solventi e Diluenti di Italchimici si presenta oggi con un volto completamente nuovo. Il progetto Anastasis segna infatti un’evoluzione che coinvolge l’intera gamma: formulazioni ripensate per offrire prestazioni ancora più elevate, una nuova identità visiva e un packaging progettato per valorizzare il prodotto e renderlo immediatamente riconoscibile nel punto vendita. Il progetto nasce dall’incontro tra la volontà di continuare a innovare e il desiderio di mantenere saldo il legame con la storia dell’azienda. L’evoluzione della linea coinvolge innanzitutto il prodotto, con formulazioni ripensate per incrementarne prestazioni ed efficacia. Il nuovo packaging è stato sviluppato proprio per raccontare questo percorso di innovazione, rendendo il rinnovamento immediatamente visibile a scaffale. Un’identità grafica
più distintiva che valorizza la gamma, ne facilita il riconoscimento e contribuisce a sostenerne la rotazione nel punto vendita. Il nuovo design si sviluppa attorno a elementi grafici che raccontano continuità ed evoluzione. Le linee che attraversano la confezione simboleggiano il percorso che unisce passato, presente e futuro, mentre abbracciano Anastasio, il putto che da sempre rappresenta la storia di Italchimici. Il risultato è un’immagine più moderna e ordinata, pensata per rafforzare la riconoscibilità del marchio e rendere ogni referenza immediatamente identificabile sullo scaffale. Anastasis rappresenta così un’evoluzione che coinvolge l’intera linea Solventi e Diluenti, con l’obiettivo di coniugare qualità di prodotto, riconoscibilità e valorizzazione della gamma nel punto vendita. La nuova identità accompagna una linea completa di solventi e diluenti progettata per rispondere a esigenze applicative differenti.

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Un guardaroba ben progettato oggi è una parte integrante del design d’interni moderno che combina estetica, ergonomia e praticità quotidiana.
Il sistema soddisfa queste esigenze, offrendo una gamma completa di accessori premium che trasformano anche gli armadi tradizionali in soluzioni altamente funzionali ed eleganti
Con Elite Wardrobe Gtv propone un sistema completo di attrezzature per guardaroba progettato attorno ai concetti di organizzazione modulare, meccanismi di chiusura ammortizzata e finiture raffinate, rendendolo ideale sia per applicazioni residenziali che per progetti d’interni di lusso.
Nella collezione Elite ogni accessorio è progettato per ottimizzare lo spazio disponibile, garantendo al contempo un accesso rapido e pratico ad abbigliamento, calzature e og-
getti personali. Essendo disponibile in diverse dimensioni e finiture, consente a progettisti e proprietari di creare configurazioni personalizzate in base alle proprie esigenze. Una delle caratteristiche distintive della gamma è l’attenzione ai materiali di alta qualità, alla fluidità dei movimenti e all’estetica raffinata. Le più recenti aggiunte alla collezione includono eleganti finiture nere che conferiscono un aspetto contemporaneo e lussuoso a cabine armadio e guardaroba.


Le soluzioni per l’organizzazione delle calzature
L’organizzazione delle scarpe è uno degli aspetti più importanti nella progettazione di un guardaroba. Elite propone diversi sistemi dedicati alla conservazione delle calzature, progettati per mantenerle protette, visibili e facilmente accessibili. I cassetti portascarpe in metallo sono dotati di guide ad estrazione totale e tecnologia soft-close, consentendo di accedere facilmente all’intera collezione di scarpe. Disponibili in diverse larghezze, aiutano a ottimizzare lo spazio mantenendo un aspetto ordinato e pulito. Per chi preferisce un design più leggero e aperto, i cestelli portascarpe in filo metallico garantiscono un’eccellente ventilazione e un facile accesso alle calzature. La loro struttura minimalista li rende adatti sia a guardaroba compatti che a spaziose cabine armadio. La gamma comprende ora anche soluzioni portascarpe girevoli pensate per installazioni di fascia premium. Questi sistemi massimizzano la capacità di stoccaggio verticale offrendo un accesso pratico a numerose paia di scarpe grazie a un meccanismo rotante.
I cassetti per l’organizzazione dell’abbigliamento Una gestione efficiente dell’abbigliamento richiede compartimenti dedicati alle diverse categorie di capi. Elite risponde a questa esigenza con diverse soluzioni di cassetti. I cassetti con cestello metallico combinano robustezza e stile moderno, offrendo un’eccellente visibilità degli oggetti conservati. La loro struttura resistente li rende ideali per l’utilizzo quotidiano. I sistemi a cestello aperto migliorano la circolazione dell’aria e la visibilità del contenuto, risultando perfetti per riporre capi piegati, accessori o articoli stagionali. Consentono di mantenere l’ordine senza compromettere l’accessibilità. Sono invece indicati per ambienti che combinano funzionalità moderna e dettagli dal carattere più caldo, i cassetti con effetto rattan. Eleganti e raffinati, con il loro aspetto decorativo aggiungono texture e personalità agli interni del guardaroba.


Sistemi per l’organizzazione dei pantaloni
Elite ha pensato anche alla conservazione dei pantaloni stropicciati, che possono compromettere rapidamente un ambiente curato. Il portapantaloni estraibile consente di appendere ogni capo singolarmente, riducendo al minimo le pieghe e migliorandone la visibilità. Il meccanismo scorrevole garantisce un funzionamento fluido e un accesso pratico a ogni paio di pantaloni. Un’altra soluzione funzionale è la barra portapantaloni per cassetto, progettata per un’organizzazione efficiente e un utilizzo quotidiano pratico. Consente di ottimizzare lo spazio mantenendo i capi perfettamente ordinati.
Organizzatori per gioielli e accessori
Orologi, gioielli, cinture, foulard e altri effetti personali possono facilmente creare disordine in assenza di spazi dedicati. L’organizzatore per accessori Elite offre compartimenti specifici che mantengono gli oggetti di valore visibili, protetti e perfettamente ordinati. Disponibili in eleganti finiture, inclusa la moderna versione nera, questi accessori aggiungono un tocco di lusso migliorando la praticità quotidiana.
Appenderie e Ferramenta per Guardaroba
Nessun sistema guardaroba è completo senza soluzioni affidabili per appendere gli indumenti. Le barre appendiabiti e gli accessori di montaggio Elite offrono una struttura robusta per conservare abiti, camicie, giacche e cappotti. Si integrano perfettamente con gli altri componenti e garantiscono uniformità e coerenza all’interno del guardaroba.
Tecnologia soft-close ed esperienza utente premium
Uno dei principali vantaggi della collezione Elite è l’ampio utilizzo di meccanismi di chiusura ammortizzata. Cassetti e accessori estraibili si muovono in modo silenzioso e fluido, migliorando il comfort d’uso e proteggendo i componenti dall’usura eccessiva. Questa funzionalità premium contribuisce alla sensazione generale di qualità che caratterizza l’intero sistema.
Stesse formulazioni, due identità diverse. Da un lato PrimaK2, marchio
storico e riconosciuto nel mondo degli stucchi; dall’altro Rasaben, brand più giovane, contemporaneo e aperto a nuovi canali di vendita.
Un dialogo tra esperienza, innovazione, packaging e nuovi modi di raccontare il prodotto. Ne parliamo con Chiara Marzocco, Responsabile marketing e comunicazione
Rasaben nasce con le stesse formulazioni di PrimaK2, ma con un posizionamento di verso. Quanto conta oggi il branding rispetto al prodotto nel settore degli stucchi?
Il prodotto resta sempre il punto di partenza. In un settore tecnico come quello degli stucchi, la qualità della formulazione, l’affidabilità e la resa finale sono elementi fondamentali. Senza un prodotto solido, il branding da solo non basta. Allo stesso tempo, oggi il modo in cui un prodot to viene raccontato, presentato e distribuito ha un peso sempre più importante. Soprattutto quando ci si rivolge anche a un pubblico diverso da quello tradizionale. PrimaK2 è un marchio storico, conosciuto e riconosciuto nel mercato nazionale. Ha un’identità molto forte, legata alla tradizione, alla competenza e alla fiducia costruita nel tempo con grossisti, ferramenta e professionisti. Rasaben nasce invece con un linguaggio più contemporaneo, più immediato e più vicino anche a un consumatore finale che magari non è un professionista, ma cerca un prodotto efficace, bello da vedere, semplice da scegliere e coerente con un’idea più moderna di casa, progetto e creatività. In questo senso il branding non sostituisce il prodotto, ma lo valorizza. Aiuta a renderlo comprensibile, desiderabile e riconoscibile anche fuori dai canali più tradizionali.

che non ha bisogno di rincorrere continuamente l’attenzione, perché la sua autorevolezza è già consolidata. Rasaben, invece, nasce per aprire una nuova strada. Ha la stessa base tecnica, ma un’identità più fresca, più giovane, più artistica. È pensato per dialogare anche con chi entra in contatto con il prodotto attraverso la grande distribuzione, Amazon o un’immagine più contemporanea del fai da te. Sono due marchi diversi, ma complementari. PrimaK2 rappresenta la radice, Rasaben rappresenta l’evoluzione.
Nel settore degli stucchi spesso si parla di prodotto “commodity”. Quanto è importante uscire da questa percezione?
PrimaK2 e Rasaben condividono la stessa sostanza, ma parlano a pubblici diversi. Corretto? È esattamente questo il punto. La sostanza è la stessa: esperienza produttiva, formulazioni affidabili, qualità tecnica. Cambia però il modo in cui viene portata al mercato. PrimaK2 parla il linguaggio della tradizione. È un marchio che ha radici profonde, nato circa sessant’anni fa, e che nel tempo ha costruito un rapporto di fiducia molto forte con il mondo professionale e con la distribuzione specializzata. È un brand
Lo stucco viene spesso percepito come un prodotto puramente funzionale: serve a riparare, riempire, correggere, sistemare. Tutto questo resta vero, ma non racconta più l’intero potenziale del prodotto. Oggi anche un prodotto tecnico può avere una dimensione più ampia. Può entrare in un progetto di casa, di ristrutturazione, di decorazione, persino di espressione personale. Con Rasaben vogliamo lavorare proprio su questo cambio di prospettiva: lo stucco non è soltanto qualcosa che si usa “quando c’è un problema”, ma può diventare parte di un processo creativo. Il branding aiuta a spostare l’attenzione dal semplice utilizzo alla percezione del valore. A cambiare non è la natura tecnica del prodotto, ma il modo in cui il cliente lo guarda, lo sceglie e lo inserisce nel proprio progetto.
Il packaging, in questo percorso, che ruolo ha?
Ha un ruolo decisivo. Il packaging è spesso il primo contatto tra il prodotto e il cliente, soprattutto nei canali dove non c’è una mediazione diretta, come la GDO o Amazon. Nel canale tradizionale, il cliente può essere guidato dal rivenditore, dal grossista, dal professionista. In uno scaffale o in una pagina
prodotto online, invece, il packaging deve comunicare molto più velocemente. Deve essere chiaro, riconoscibile, coerente e capace di trasmettere fiducia in pochi secondi. Per Rasaben il packaging non è solo un contenitore. È parte dell’identità del brand. Deve raccontare un prodotto tecnico, ma con un tono più accessibile e contemporaneo. Deve parlare a chi conosce già il mondo degli stucchi, ma anche a chi si avvicina per la prima volta a questa categoria. È qui che il design diventa una leva competitiva: semplifica la scelta, rende il prodotto più visibile e costruisce una relazione immediata con il consumatore.
Rasaben è presente anche su Amazon. Quanto cambia il modo di comunicare un prodotto tecnico in un canale digitale?
Online il cliente decide in autonomia, spesso molto velocemente. Non ha sempre qualcuno che gli spiega il prodotto, quindi tutto deve essere più immediato: il nome, l’immagine, le informazioni, il tono di voce, la chiarezza d’uso. Amazon, in particolare, porta il prodotto in un contesto completamente diverso rispetto alla ferramenta. Il cliente confronta, legge, guarda immagini, valuta recensioni, cerca praticità. Per questo la comunicazione deve essere più diretta e più orientata all’esperienza d’acquisto. Rasaben nasce anche per essere riconoscibile in ambienti di vendita più dinamici, dove l’estetica, la chiarezza e la velocità di comprensione sono fondamentali.
PrimaK2 è legata alla tradizione, Rasaben guarda al futuro. Qual è il punto di incontro tra questi due mondi?
La qualità è ciò che permette ai due marchi di essere diversi, ma coerenti tra loro. PrimaK2 rappresenta l’esperienza, la continuità, la conoscenza del mercato e del prodotto. È la parte più radicata, quella che ha costruito credibilità nel tempo. Rasaben guarda invece a nuovi linguaggi, nuovi canali, nuove abitudini d’acquisto e nuove sensibilità estetiche. Ma entrambe le identità nascono dalla stessa base. Non c’è innovazione credibile senza una tradizione solida alle spalle. E non c’è tradizione che possa restare viva senza la capacità di evolvere. Per noi il futuro non significa abbandonare ciò che siamo stati. Significa trovare nuovi modi per rendere attuale quello che sappiamo fare bene.
Rasaben utilizza un linguaggio più giovane e artistico. Perché questa scelta?
In realtà, lo stucco ha sempre avuto anche una dimensione artistica. Oggi siamo abituati a considerarlo soprattutto come un prodotto tecnico, legato alla riparazione, alla finitura o alla preparazione delle superfici. Ma storicamente lo stucco è stato molto di più: una materia decorativa, uno strumento nelle mani di artigiani, decoratori e artisti, capace di dare forma, volume e carattere agli ambienti. Con Rasaben vogliamo recuperare proprio questa visione. Non intendiamo raccon-


tare lo stucco solo come qualcosa che “serve”, ma anche come qualcosa che può contribuire a trasformare uno spazio. È una materia che corregge, ripara, rifinisce, ma che può anche diventare parte di un gesto creativo. La scelta di un linguaggio più giovane e artistico nasce quindi dal desiderio di riportare lo stucco dentro un immaginario più ampio. Non solo edilizia, non solo manutenzione, ma progetto, manualità, espressione e personalizzazione. Rasaben guarda al futuro recuperando una parte molto autentica del passato: quella in cui la materia non era soltanto funzionale, ma anche estetica, decorativa e culturale.
Quanto è delicato comunicare due marchi così vicini senza sovrapporli?
Quando due marchi condividono una base tecnica, il rischio è quello di creare confusione. Per questo è fondamentale lavorare su identità molto chiare. PrimaK2 deve continuare a essere percepita per ciò che è: un marchio storico, affidabile, professionale, fortemente legato alla tradizione e alla distribuzione specializzata. Rasaben deve invece avere lo spazio per esprimere una personalità diversa: più contemporanea, più visiva, più adatta anche a canali come la GDO e l’e-commerce. La differenza non è nella qualità, ma nel linguaggio. Non è una distinzione di valore, ma di posizionamento. Ogni
marchio ha il proprio pubblico, il proprio tono e il proprio modo di stare sul mercato.
In questo senso, Rasaben può aiutare anche a far conoscere in modo nuovo la competenza storica di PrimaK2? Rasaben può diventare una porta d’ingresso nuova verso un sapere produttivo che esiste da decenni. Chi lo incontra magari non conosce ancora PrimaK2, oppure non ha familiarità con il mondo degli stucchi professionali. Attraverso un’immagine più contemporanea e canali più accessibili, può però entrare in contatto con la stessa qualità e con la stessa esperienza che hanno reso forte PrimaK2 nel tempo. È un modo per trasferire una tradizione in un linguaggio nuovo. Non per cambiarne il valore, ma per renderlo leggibile anche a un pubblico diverso.
Guardando avanti, quale ruolo immaginate per Rasaben nel mercato?
Il suo compito è accompagnare l’evoluzione della categoria.
Può parlare a nuovi clienti, presidiare nuovi canali e contribuire a cambiare la percezione dello stucco. Il nostro obiettivo è far capire che anche un prodotto tecnico può avere
una forte identità. Può essere affidabile, ma anche bello da vedere. Può essere legato alla tradizione, ma comunicare in modo contemporaneo. Può nascere da una storia industriale solida e allo stesso tempo guardare alle nuove tendenze del mercato. Rasaben rappresenta proprio questo equilibrio: la continuità di un saper fare storico e la volontà di portarlo verso il futuro con un linguaggio nuovo.
Se dovesse riassumere in poche parole il rapporto tra PrimaK2 e Rasaben, quali sceglierebbe?
Direi che sono due espressioni della stessa storia. PrimaK2 rappresenta la solidità, la memoria, la fiducia costruita in tanti anni di presenza sul mercato. È il marchio che custodisce le radici e il saper fare dell’azienda. Rasaben, invece, è il modo in cui quella stessa esperienza sceglie di parlare al presente: con un’immagine nuova, canali più attuali e un linguaggio più vicino alle nuove generazioni di consumatori. Non vedo Rasaben come una rottura rispetto a PrimaK2, ma come una sua evoluzione naturale. È la dimostrazione che la tradizione non deve restare ferma per essere autentica: può cambiare forma, aprirsi a nuovi pubblici e continuare a generare valore.



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Il nuovo display shop-in-shop nasce per aiutare ferramenta e rivenditori a valorizzare i prodotti a maggiore rotazione. Un progetto che unisce merchandising, sostenibilità e flessibilità espositiva, coerentemente con l’approccio che
Da oltre sessant’anni ANI è un punto di riferimento nel settore dei componenti per l’aria compressa. Il marchio, nato nel 1962, propone oggi una gamma di oltre 4.000 articoli per la regolazione, la distribuzione e l’erogazione dell’aria compressa, distribuiti in Italia attraverso grossisti, rivenditori e specialisti delle forniture industriali.
Una presenza consolidata, costruita su qualità Made in Italy, competenza tecnica e un servizio che comprende assistenza, ricambi, formazione e supporto continuo ai partner commerciali.
Negli ultimi anni l’azienda ha inoltre rafforzato il proprio impegno sul fronte della sostenibilità, adottando materiali certificati, ottimizzando i processi produttivi, investendo nelle energie rinnovabili e documentando questo percorso nel primo Bilancio di sostenibilità pubblicato nel 2025. Un’evoluzione che affianca alla qualità del prodotto una crescente attenzione alla responsabilità ambientale e sociale.
È proprio da questa filosofia nasce Air-Box, il nuovo display shop-in-shop sviluppato per aumentare la visibilità
da oltre sessant’anni caratterizza il marchio ANI

della gamma ANI all’interno del punto vendita. Il progetto risponde a un’esigenza emersa dal confronto con i clienti: valorizzare meglio il marchio e rendere più immediata la consultazione dell’offerta da parte dell’utilizzatore finale.
Realizzato con materiali completamente riciclabili, Air-Box interpreta concretamente i valori che guidano l’azienda, unendo sostenibilità, funzionalità e comunicazione di prodotto. Il display è stato progettato per attirare l’attenzione del cliente, organizzare in modo ordinato le referenze e facilitare sia la scelta sia il riordino degli articoli, contribuendo a migliorare l’esperienza d’acquisto e la gestione dello scaffale. L’espositore viene proposto con un assortimento predefinito che raccoglie i componenti a maggiore rotazione nel canale ferramenta, ma può essere personalizzato in funzione delle esigenze del singolo rivenditore e della profondità di gamma desiderata. Un approccio che consente di adattare l’offerta alle caratteristiche del punto vendita senza rinunciare alla riconoscibilità del marchio.
L’incertezza economica rende il mercato più selettivo, mentre clienti e rivenditori chiedono disponibilità immediata, assortimenti efficienti e prodotti semplici da installare. Le aziende rispondono investendo su innovazione, profondità di gamma, supporto al trade e servizi capaci di differenziare l’offerta
Il 2026 si conferma un anno complesso per il mercato del materiale elettrico, che risente della crescente attenzione ai costi dovuta all’incertezza dello scenario economico e geopolitico. “A inizio anno le prospettive erano decisamente diverse rispetto allo scenario che ci siamo poi trovati ad affrontare»,
afferma Enrico Guin, Direttore Vendite Italia Edilizia e Ferramenta di Rosi “Il mercato della ferramenta, ancora molto legato ai consumi del privato più che del professionista, sta vivendo un rallentamento abbastanza prevedibile. I numeri non sono drammatici, anche grazie alla nostra volontà di continua-
re a portare sul mercato prodotti nuovi” nota Guin che riscontra dinamiche simili anche nel mercato DIY. Le ripercussioni del contesto internazionale “sui costi delle materie prime e la disponibilità di alcuni materiali iniziano a farsi sentire” riferisce Attilio Brasi Responsabile Commerciale Polypool. “La

Vimar – Plana Up è sempre connessa grazie ai dispositivi smart del sistema View Wireless. I nuovi comandi assiali integrati nella placca disegnano una superficie continua, valorizzati da una retroilluminazione puntiforme, anche nei rinnovati comandi basculanti. Sono nuovi la presa a filo, dotata di un meccanismo brevettato e il pulsante a relè integrato Quid, per il controllo centralizzato delle luci.
sensazione è che proprio a causa dei prezzi i consumi diminuiranno nel canale ferramenta e nel DIY. Le famiglie che crescono (ad esempio, i cavi), risentono pesantemente dell’aumento del costo del rame”. L’incertezza rende anche più difficile prevedere l’andamento della domanda. “Ci sono momenti in cui il lavoro si muove bene e altri in cui i clienti diventano più prudenti”, commenta Marcello Gianola, Commercial & Operations Executive di Gianola Mosè, che nel canale ferramenta e DIY riscontra “più attenzione alla rotazione del magazzino, alla scelta di articoli affidabili e riordinabili con continuità”. Il mercato “sta attraversando una fase di
Panozzo - Le basette adesive e i supporti a sella sono indispensabili per organizzare e fissare i cablaggi in modo ordinato e sicuro. Le basette adesive permettono di ancorare le fascette a superfici piane senza forare, facilitando installazioni rapide su quadri, pannelli, macchinari e contenitori tecnici. I supporti a sella offrono un fissaggio più stabile, spesso tramite vite, e sono indicati quando serve maggiore tenuta.

forte selezione e una certa prudenza nei consumi” dichiara Cristian Schincaglia General Manager Ecova. “Il cliente finale continua a ricercare prodotti affidabili, immediatamente disponibili e dal corretto rapporto qualitàprezzo. Nel canale ferramenta e DIY

osserviamo una crescente attenzione verso soluzioni pratiche, sicure e pronte all’uso. Parallelamente, il rivenditore tende a razionalizzare gli assortimenti privilegiando fornitori in grado di garantire continuità di servizio, ampiezza di gamma e velocità nelle consegne”. “Il cliente è diventato più attento, informato ed esigente” conferma Ivan Vanini, Marketing Manager di Panozzo secondo cui “uno dei trend più evidenti è la richiesta di piccoli lotti e spedizioni veloci. Il rivenditore non vuole immobilizzare troppo magazzino, ma allo stesso tempo deve poter rispondere rapidamente alle richieste del cliente”. Anche se “il sell-out delle insegne DIY nel comparto elettrico è risultato generalmente positivo nei primi cinque mesi dell’anno” Davide Siviero, Responsabile Vendite Grande Distribuzione Vimar riscontra “una forte attenzione alla gestione degli stock e alla rotazione dei prodotti e un crescente orientamento verso il private label da parte di alcune insegne, accompagnato da una riduzione della disponibilità dei prodotti a libero servizio. Sempre più articoli vengono infatti gestiti tramite sistemi antitaccheggio o esposti in vetrine chiuse. Un’ulteriore tendenza è la diffusione di prodotti compatibili con quelli originali, spesso proposti a scapito della qualità, privilegiando la leva prezzo”. In un mercato caratterizzato da “una certa prudenza negli investimenti, da una forte attenzione al prezzo e da un cliente più consapevole e più esigente”, afferma Giorgio Carrara Direttore Marketing, Elettrocanali, “nel canale ferramenta e DIY stanno emergendo tre trend mol-
Viti, dadi, rondelle, fascette, passacavi e accessori per il cablaggio trovano impiego in numerose applicazioni del settore elettrico ed elettronico. Le soluzioni Panozzo contribuiscono a migliorare sicurezza, ordine e affidabilità di impianti, quadri e apparecchiature
Nel settore elettrico, la scelta dei piccoli componenti tecnici è fondamentale per garantire ordine, protezione, isolamento, sicurezza e affidabilità nel tempo. Panozzo S.r.l. offre una gamma di articoli in plastica che possono essere utilizzati in numerose applicazioni legate all’impiantistica elettrica, all’elettronica, ai quadri, ai pannelli, al cablaggio e all’assemblaggio di apparecchiature tecniche. Il catalogo comprende viteria e articoli per il fissaggio, prodotti per l’assemblaggio, fascette e accessori in plastica, guaine termorestringenti, spirali di protezione, passacavi e molti altri componenti, utili specialmente in contesti dove è importante evitare l’impiego di parti metalliche per ridurre il rischio di conducibilità elettrica.
Minuteria in plastica
Costituisce una delle famiglie più interessanti per questo settore. Viti, dadi, rondelle e distanziali, di-sponibili in diverse tipologie, possono essere utilizzati per fissare pannelli, supporti, coperture, componenti interni e parti di apparecchiature elettriche. Rispetto alle rispettive componenti metalliche, rappresentano una soluzione efficace quando, per ragioni tecniche o di sicurezza, è necessario

eliminare potenziali conduttori elettrici.
Accessori per la gestione del cablaggio
Nel settore elettrico, la gestione del cablaggio è un altro aspetto essenziale. Cavi disordinati, non protetti o sottoposti a sfregamento possono rendere più difficile la manutenzione e compromettere la durata dell’installazione. Per questo Panozzo propone accessori come passacavi, guaine termorestrin-genti e spiraline che permettono di organizzare e proteggere il passaggio dei cavi attraverso pannelli, superfici, scrivanie, contenitori o strutture tecniche.

Fascette e accessori in plastica
Completano l’offerta fascette e accessori in plastica, componenti particolarmente utili nel settore elettrico perché permettono di fissare, ordinare, raggruppare, identificare e proteggere cavi, cablaggi. Oltre all’articolo standard, sono particolarmente interessanti anche le fascette con targhetta o indicatore, che consentono di applicare un riferimento scritto direttamente sulla fascetta stessa, ma anche le fascette per fissaggio a pannello che sono pensate per bloccare i cavi direttamente su superfici, supporti o strutture tecniche. Supporti a sella e Basette adesive sono invece fondamentali come supporto per il fissaggio della fascetta.
In sintesi, la forza dei prodotti Panozzo per il settore elettrico sta nella loro versatilità, si tratta infatti di componenti tecnici che rispondono a esigenze diverse: fissare, separare, isolare, proteggere, chiudere, ordinare e rifinire. In un settore dove precisione, sicurezza e durata sono essenziali, la minuteria tecnica in plastica diventa un elemento strategico, capace di semplificare l’assemblaggio e contribuire alla qualità finale del prodotto.
Per informazioni: www.panozzo.com

to chiari: maggiore ricerca di immediatezza e disponibilità del prodotto, attenzione alla semplicità di installazione e crescente sensibilità verso design e qualità percepita, anche in categorie tradizionalmente molto tecniche. Continuiamo a crescere proprio perché investiamo sul miglioramento continuo dei prodotti e sul supporto concreto al cliente, non solo sul prezzo”, conclude. Per il comparto il 2026 è sfidante “soprattutto nel canale ferramenta e DIY, dove il mercato è diventato molto più competitivo e dinamico”, afferma Sante Ventura Responsabile Commerciale VB Electric. Un segnale positivo è che “il consumatore finale è più attento alla qualità, alla sicurezza e alla praticità del prodotto e l’accresciuto interesse per articoli dal design più curato e per soluzioni smart accessibili anche al non professionista. Tra i trend principali vediamo una crescente richiesta di prodotti pronti all’uso, facili da installare e immediatamente disponibili. Anche il packaging e la presentazione a scaffale
Ecova - La gamma Safe Pro nasce per offrire una soluzione pratica e sicura alle esigenze di collegamento quotidiane. Grazie alla configurazione “in salita”, gli adattatori migliorano l’accessibilità delle prese, ottimizzano gli spazi e riducono l’ingombro dei collegamenti. In caso di sovraccarico, il prodotto si riarma facilmente e manualmente in tutta sicurezza, senza bisogno di attendere.

Le famiglie di prodotto su cui si concentrano investimenti e sviluppo gamma
Nella famiglia “spine e prese” si punta su multiprese e adattatori che hanno diversi attacchi USB A e C, soluzioni “salva spazio” con design più moderno e con interruttori che garantiscono la “protezione da sovraccarico”. Per i device elettrici, puntiamo sul ricaricabile con batterie al litio che garantiscono performance migliori nel tempo. Da qualche anno abbiamo puntato anche sull’illuminazione solare, ma le vendite stentano a decollare perchè c’è ancora poca cultura in Italia. Ci stiamo puntando molto perché ha tantissimo potenziale in termini di efficienza, sostenibilità e semplicità di installazione. Apparecchi performanti e affidabili come quelli della gamma “CFG Lumina” aiutano molto anche le tasche degli italiani.
Guglielmo Bitossi Amministratore Delegato CFG
Stiamo investendo nel miglioramento delle gamme esistenti e nell’introduzione di soluzioni con caratteristiche tecniche realmente distintive che combinano innovazione tecnica, qualità costruttiva e risposta concreta ai bisogni di installatori e rivenditori.
L’innovazione, nel nostro settore, spesso non significa reinventare il prodotto ma renderlo più performante, più affidabile e più semplice da installare. Un esempio concreto è la gamma di scatole di derivazione Serie 49, con chiusura a un quarto di giro, che abbina rapidità di utilizzo a un gra-
do di protezione IP67, caratteristica ancora poco comune sul mercato e apprezzata in contesti installativi più sfidanti. Un’altra direzione molto importante riguarda lo sviluppo delle gamme halogen free, sempre più richieste specie negli ambienti pubblici e ad alta affluenza.
Giorgio Carrara Direttore Marketing, Elettrocanali
Stiamo concentrando la nostra attenzione sui kit di serie civili già pronti all’incasso, facili da installare e che aiutino ad ottimizzare lo spazio a disposizione, ma anche su articoli con uscite USB C per la ricarica veloce e prodotti dedicati alla sicurezza elettrica. Stiamo ad esempio investendo sulla gamma Safe Pro, una linea di adattatori “in salita” progettata per migliorare praticità e sicurezza nell’utilizzo quotidiano.
Caterina Marcato Procurement Specialist & Sales Ecova
Affidabilità e sviluppo, sono i due concetti su cui stiamo lavorando intensamente. Differenziare il prodotto, rispetto alla concorrenza e portare novità che sul mercato non sono ancora presenti. Come azienda storica di lighting, stiamo lavorando attualmente a prodotti più tecnici.
Fabrizio Figus Sales Manager La Filometallica
Riteniamo particolarmente interessanti la categoria delle fascette perché non risponde a una sola esigenza, ma a molte funzioni diverse e sempre più specifiche.
Elettrocanali - Con soli 11 mm di spessore, superficie completamente piatta e finitura satinata, il centralino elettrico Essenza si integra negli ambienti, fino a diventare quasi invisibile. È totalmente personalizzabile, anche con vernici o carta da parati. Oggi è disponibile in tre colori — bianco, nero e sabbia — e in tre modularità da 12, 24 e 36 moduli.

Oltre alle più classiche, infatti, esistono molte varianti che possono semplificare il lavoro dell’utilizzatore e rispondere a necessità precise come le fascette con indicatore o targhetta oppure le fascette per fissaggio a pannello oppure ancora quelle detectabili.
Queste ultime sono utilizzate nell’industria alimentare, farmaceutica, chimica e dei mangimi perché sono rilevabili sia da appositi dispositivi che visivamente per via del colore blu. Ivan Vanini, Marketing Manager Panozzo
Continuiamo a concentrare il nostro focus sul materiale ad uso domestico. Stiamo allargando le famiglie prodotto con USB visto che il mercato si muove verso l’integrazione di queste tecnologie sia per erogazione di potenza (power delivery) che per standardizzazione (USB type C).
Multiprese, adattatori, prese incasso, Kit incasso sono i prodotti che stanno coinvolgendo questo cambiamento.
Attilio Brasi Responsabile Commerciale Polypool
Per noi sono interessanti forbici per elettricisti, tagliacavi, cacciaviti e utensili compatti per uso tecnico. Stiamo lavorando anche su kit e trousse dedicate a elettricisti e installatori.
Marcello Gianola CCommercial & Operations Executive Gianola Mosè
stanno assumendo un ruolo sempre più importante, soprattutto nel self service”. In una fase complicata per tutti i mercati, occorre “stare “sul pezzo” introducendo novità e cercando di ottimizzare lo stock”, spiega Fabrizio Figus Sales Manager La Filometallica. “Il trend sull’illuminazione è inserire prodotti con selettore 3/5CCT, offrendo un solo prodotto da tenere in stock, ma potendo fornire più soluzioni ai clienti”. Si concentra sulle differenze tra i canali Guglielmo Bitossi Amministratore Delegato CFG: “nelle ferramenta piccole, dove manca lo spazio e non c’è il libero servizio, il grossista è il migliore dei fornitori. Le superfici più grandi cercano di dare un servizio al cliente puntando sulla gamma e quindi preferiscono le aziende che assicurano un’offerta completa con un buon rapporto qualità/prezzo. La profondità di gamma è l’elemento anche nel DIY che punta quasi sempre sui marchi leader di settore, anche per differenziarsi dalle ferramenta”.
Il punto sulle caratteristiche e i plus di prodotto più richiesti
Il prezzo resta un criterio di scelta importante, ma da solo non è vincente. Sempre di più la scelta tiene conto di un mix di fattori: affidabilità, praticità, qualità, facili-
Ad oggi, i mercati in cui stiamo crescendo con maggiore soddisfazione sono l’edilizia e il canale elettrico: due ambiti in cui il ruolo dei professionisti è centrale. Una delle diverse famiglie prodotto su cui stiamo investendo è la quadristica da cantiere e per l’industria. È un settore in cui stiamo cercando di specializzarci sempre di più e, al momento, i risultati ci stanno dando ragione.
Enrico Guin Direttore Vendite Italia Edilizia e Ferramenta Rosi
Le categorie che oggi riteniamo più promettenti sono quelle legate alla praticità d’installazione, ai prodotti plug&play e alle soluzioni per uso domestico evoluto. Anche il comparto delle prese multiple, adattatori, prodotti USB-C e soluzioni smart sta registrando una crescita costante. Stiamo investendo soprattutto nello sviluppo di gamme complete e coordinate, capaci di offrire al rivenditore una proposta semplice da gestire ma al tempo stesso ampia e competitiva.
Sante Ventura Responsabile Commerciale VB Electric
Abbiamo concentrato gli investimenti principalmente sulle serie civili, da sempre punto di forza di Vimar: Linea, lanciata due anni fa, e Plana Up, introdotta lo scorso anno. Parallelamente, abbiamo ampliato l’offerta con nuovi prodotti nelle famiglie videocitofonia e TVCC.
Davide Siviero, Responsabile Vendite Grande Distribuzione Vimar
VB Electric – Il proiettore led ibrido 360 gradi è un faretto versatile con doppia modalità di alimentazione, la prima utilizza la batteria di un elettroutensile da 18V e la seconda sfrutta un connettore fast per alimentarlo tramite una spina Schuko. La struttura a lanterna diffonde la luce in modo omogeneo rendendolo ideale per cantieri, officine e ristrutturazioni. Disponibile anche con treppiede super resistente, che consente di sollevarlo fino a oltre 2 metri.

tà d’installazione, design e, in alcune categorie, anche funzionalità smart. Ne è convinto Fabrizio Figus (La Filometallica) secondo cui l’utente premia “anche i prodotti innovativi e conformi alle attuali normative vigenti”. Per “un consumatore che cerca prodotti pratici, intuitivi e facili da installare, senza rinunciare a qualità e sicurezza, il prezzo continua a essere importante, ma non è più l’unico fattore decisivo” riferisce Sante Ventura (VB Electric) riscontrando una crescita ”dell’attenzione verso il design, la funzionalità e le soluzioni smart, soprattutto nei prodotti destinati all’ambiente domestico. Anche la sostenibilità e la durata del prodotto iniziano a influenzare sempre
Gianola Mosè – La trousse tecnica Kagip KA015 viene fornita con una forbice a scelta tra quelle a catalogo, pinza e 2 cacciaviti. Adatta alla vendita a banco o a scaffale nel canale ferramenta e materiale elettrico. Su richiesta disponibile con colore o personalizzazione dedicata.

di più le scelte d’acquisto”. L’esperienza di Guglielmo Bitossi (CFG) è che “l’affidabilità resta il primo elemento di scelta, seguita da un prezzo ragionevole e dalla semplicità d’uso” Le esigenze variano a seconda della famiglia di prodotto: “nelle “spine e prese” sono in aumento le richieste di multiprese e adattatori con la possibilità di attacchi USB A e C. La com nente “smart” è richiesta dalla clientela più giovane. Sugli apparecchi elettrici, vie ne richiesta una mag giore du rata che si traduce in utiliz zo delle batte rie al litio più
performanti. Anche “il design” è importante e può spostare le scelte del consumatore su device innovativi e anche più costosi”.
Anche Caterina Marcato (Ecova) rileva una crescente attenzione verso semplicità, sicurezza e praticità: “il prodotto è scelto se percepito di facile in-

La Filometallica - Nuova tripla con spina 10A disassata con protezione da sovraccarico. Ha 2 usb-C, 1 usb-A, 1 bipasso schuko e 2 bipasso laterali. Ideale per spazi ridotti per esempio presa vicino comodini camera e ufficio e per poter caricare più dispositivi contemporaneamente attaccati alle usb, utilizzando anche le prese a disposizioni.
accattivante e i colori che richiamano l’arredamento dell’ambiente in cui viene utilizzato il prodotto, sono aspetti importanti”. Il cliente “cerca soprattutto praticità, durata e affidabilità” nota Marcello Gianola (Gianola Mosè) sottolineando che “una forbice, una pinza o un cacciavite vengono usati spesso, quindi la qualità si vede nell’uso quotidiano”.
Per Giorgio Carrara (Elettrocanali) il cliente cerca un equilibrio tra diversi fattori, “Il prezzo resta importante, ma sempre più spesso vince il prodotto che semplifica il lavoro, è affidabile e ha una buona qualità percepita. In alcune categorie sta crescendo molto anche il tema del design. Essenza, il nostro nuovo centralino ultrasottile, ultrapiatto e personalizzabile, è la dimostrazione che anche un prodotto tecnico può diventare parte dell’am-

Polypool – PP6099 – PP6099.1 Multiwall4 è una presa multipla da incasso con 2 prese standard italiano 10/16A 2P+T e 2 prese pluristandard 10/16A con contatto di terra laterale, 250V~. Progettata per installazione a muro o su pareti in cartongesso in scatola standard 503. Ideale per ottimizzare la gestione dei cavi e ridurre il disordine e aumentare i punti di alimentazione.

biente domestico”. Davide Siviero (Vimar) individua come principali driver di scelta “semplicità d’uso e integrazione. In particolare, per i prodotti smart risulta determinante il supporto offerto dal servizio clienti, soprattutto quando erogato da personale qualificato dell’azienda. Vimar investe inoltre da sempre su design e sostenibilità, che riteniamo fondamentali”. Il fatto che “c’è sempre qualcuno che costa meno di te”, dichiara Enrico Guin (Rosi) fa sì che diventi “fondamentale investire nella gamma e nello sviluppo di prodotti semplici da utilizzare, sia in casa sia in cantiere. Il servizio al cliente, soprattutto nella fase post-vendita, è invece il terreno su cui si misura la capacità di dare risposte rapide, chiare e affidabili. Non è facile, ma deve rimanere un obiettivo centrale”.
Nel segmento della minuteria plastica “dove il confronto tra offerte è immediato”, spiega Ivan Vanini (Panozzo) “il prezzo continua ad avere un peso importante. Tuttavia, a parità di qualità, il
cliente tende a scegliere il fornitore che garantisce maggiore disponibilità, minori tempi di consegna e una gestione più semplice dell’ordine. La praticità e funzionalità sono un altro aspetto fondamentale. Il cliente vuole un prodotto che risolva un problema concreto: fissare, proteggere, isolare, ordinare o rifinire”.
Polypool sviluppa gran parte del fatturato su superfici che vendono a self service, riferisce Attilio Brasi (Polypool), “pertanto è fondamentale avere un packaging “parlante”, dal minore ingombro possibile, che si possa toccare e maneggiare.
Mentre il prezzo è diventato più importante rispetto al passato, la sostenibilità è tanto chiacchierata ma alla fine poco percepita.
La praticità è un’altra leva fondamentale nella decisione di acquisto. Per questo i prodotti smart, facili da installare e/o che consentono un risparmio nel tempo sono i più richiesti”.
Per sostenere ferramenta e DIY in un mercato più competitivo, le aziende puntano su prodotti, servizi, formazione e soluzioni capaci di semplificare la scelta del cliente. Una strategia che valorizza il punto vendita

Dalle interviste raccolte nell’ambito di questo dossier emerge un messaggio chiaro: in un mercato dove il prezzo da solo non basta più a fare la differenza, il valore si costruisce sempre più nel punto vendita. Il cliente arriva spesso già informato grazie a internet, ma continua a cercare nella ferramenta e nel DIY qualcosa che il web non può offrire: competenza, consulenza e supporto nella scelta. Disponibilità del prodotto e ampiezza di assortimento restano fondamentali, ma diventano decisive anche la preparazione del personale, la capacità di orientare il cliente e un’offerta sempre più qualificata, in grado
di rispondere anche alle esigenze di un utilizzatore evoluto. “Siamo in un mercato sempre più influenzato dall’ecommerce”, prende atto Giorgio Carrara Direttore Marketing, Elettrocanali: “molte delle principali insegne del DIY si sono già strutturate con piattaforme online, e-commerce proprietari e marketplace. Inoltre, il cliente spesso arriva in negozio dopo aver già fatto ricerche, confrontato prodotti e letto recensioni. Proprio per questo il ruolo del punto vendita resta strategico, ma sta cambiando. Il cliente oggi vuole toccare con mano ciò che ha visto online, comprenderne qualità, dimensioni, materia-
li e ricevere rassicurazione sulla scelta. La ferramenta e il DIY stanno quindi assumendo sempre più un ruolo consulenziale: chi saprà spiegare meglio il prodotto, guidare la scelta e costruire assortimenti intelligenti avrà un vantaggio competitivo importante. È convinto che “il ruolo dei punti vendita ferramenta e DIY sta cambiando in modo significativo” anche Ivan Vanini, Marketing Manager Panozzo. Per servire un “cliente anche amatoriale che arriva spesso in negozio già informato, il punto vendita non può limitarsi a esporre il prodotto. Deve diventare un luogo capace di accompagnare il cliente nella scelta,




offrendo informazioni chiare, strumenti di confronto e supporto tecnico. Per questo i punti vendita dovranno adattarsi con soluzioni tecnologiche, portali digitali, cataloghi facilmente consultabili, contenuti tecnici e strumenti che semplifichino l’esperienza d’acquisto”. In termini di cambiamento questo fa sì che, nota Cristian Schincaglia General Manager Ecova, che “le ferramenta e i punti vendita DIY stiano assumendo un ruolo sempre più consulenziale nei confronti dell’utente finale”. A spingere il punto vendita ad evolversi per fornire “sempre più servizio rispetto al solo prodotto”, afferma Attilio Brasi Responsabile Commerciale Polypool, è il fatto che “sempre più spesso il cliente si reca in negozio per cercare di risolvere un problema, avere personale qualificato e specializzato che possa fornire una soluzione a 360 gradi diventa fondamentale”.
Sante Ventura Responsabile Commerciale VB Electric descrive un “cliente “fai-da-te evoluto” molto più informato rispetto al passato che cerca prodotti sempre più tecnici anche all’interno del canale ferramenta e DIY. Questo sta trasformando il ruolo del punto vendita, che non è più solamente un luogo di acquisto ma anche uno spazio di consulenza e supporto. Le ferramenta e i punti vendita DIY stanno diventando sempre più specializzati e devono essere in grado di offrire disponibilità immediata, ma anche assortimenti completi e informazioni chiare sui prodotti”. La crescente carenza di “elettricisti, manutentori, riparatori… spinge il consumatore a cercare di risolvere i suoi problemi in autonomia con tutorial, ecc.”, afferma Guglielmo Bitossi Amministratore Delegato CFG. Ne consegue che “il punto vendita diventa un riferimento dove trovare personale in grado di consigliare prodotti idonei per ogni esigenza. Oltre a questo, per vendere i prodotti più sofisticati, il rivenditore deve garantire un servizio sul punto vendita puntando sul personale qualifi-
cato in grado di supportare al meglio i consumatori più evoluti. Premesso che “che i punti vendita siano fondamentali perché consentono un contatto diretto con il cliente e offrono l’opportunità di conoscere i prodotti dal vivo”, Davide Siviero, Responsabile Vendite Grande Distribuzione Vimar ritiene che “il ruolo decisivo sia svolto dalle persone che operano all’interno dei punti vendita, soprattutto nella promozione e vendita dei prodotti più tecnici. Ne consegue che la formazione resta l’aspetto su cui investire maggiormente, in quanto elemento chiave per generare valore aggiunto nella vendita”. Anche secondo Marcello Gianola Commercial & Operations ExecutiveGianola Mosè “la ferramenta mantiene un ruolo importante, soprattutto se il cliente, che arriva dopo essersi già informato su internet, trova disponibilità, consiglio ed un prodotto valido”. Nel comparto illuminazione/elettrico, sottolinea Fabrizio Figus Sales Manager La Filometallica, “la DIY già da tempo che sta puntando su uno sviluppo più tecnico del settore e oltre a prodotti innovativi, in qualche caso cerca anche articoli di nicchia. Anche le ferramenta, specie quelle con dimensioni più ampie, inseriscono prodotti più tecnici e molti artigiani, magari non trovando il prodotto altrove, si rivolgono a questi negozi dove trovano cmq supporto e una preparazione adeguata”. Infine, Enrico Guin Direttore Vendite Italia Edilizia e Ferramenta Rosi riferisce che “sempre più spesso vediamo ferramenta, in particolare quelle vicine a zone industriali importanti, evolversi verso un modello più simile all’utensileria professionale”. È quindi naturale che anche il cliente finale stia sviluppando progressivamente competenze e richieste più tecniche. Questo fenomeno è invece meno evidente nelle ferramenta dei centri città, dove il cliente finale resta nella maggior parte dei casi un privato, spesso non specializzato. Anche nel DIY si osserva comunque un progres-
sivo spostamento verso un cliente sempre più preparato, specializzato e attento agli aspetti tecnici del prodotto”.
Quando il packaging diventa il primo venditore
Con la crescita degli acquisti in modalità self service, il prodotto deve sempre più sapersi raccontare da solo. Le aziende guardano a packaging, esposizione, strumenti digitali e materiali di supporto come a elementi decisivi per guidare la scelta del cliente, grazie alla valorizzazione delle caratteristiche del prodotto. Davide Siviero (Vimar) integra questo elenco aggiungendo, nel caso del materiale elettrico, la necessità di una maggiore semplificazione dell’offerta e la disponibilità di soluzioni self-service”. Quando “il cliente sceglie autonomamente davanti allo scaffale”, dichiara Cristian Schincaglia (Ecova) “il packaging diventa il primo venditore. L’utilizzo di QR code che integrano il

manuale con video esplicativi, aumenta la comprensione del prodotto e l’interesse all’acquisto”. “Si vende ciò che si vede e si comprende” concorda Enrico Guin (Rosi). “Per questo quando lanciamo un nuovo prodotto, specie se destinato al privato, il primo investimento - in termini di tempo e attenzione - è
capire come renderlo chiaro al primo sguardo. Diverso è il caso della vendita a un professionista, dove spesso la richiesta è già precisa e il prodotto non ha bisogno di troppe spiegazioni”. Secondo Guin, ”l’esperienza a scaffale deve seguire tre principi: chiarezza, immediatezza e attrattività. Un prodotto
Le leve su cui le aziende puntano per distinguersi e conquistare il rivenditore
Per conquistare la fiducia del rivenditore le aziende puntano su un insieme di fattori che riguardano non solo il prodotto, ma anche il servizio, la logistica e il supporto commerciale. Gamma ampia e profonda
Disporre di un assortimento completo – se è Made in Italy è un valore aggiunto - permette al rivenditore di concentrare gli acquisti su un unico interlocutore, riducendo la complessità degli ordini e rispondendo anche alle richieste più specifiche.
L’ampiezza dell’offerta, insieme a chiarezza dei cataloghi, schede tecniche immediate e dati digitali completi, diventa così un fattore di fidelizzazione.
Disponibilità immediata
La capacità di garantire continuità di fornitura e la puntualità nelle consegne emergono come due delle principali leve competitive. Il rivenditore vuole poter contare su prodotti sempre disponibili per razionalizzare il magazzino evitando rotture di stock e restando pronto a soddisfare rapidamente le richieste del mercato.
Logistica veloce e flessibile
Avere magazzini sempre più snelli consente di garantire consegne rapide, piccoli quantitativi e tempi di evasione ridotti. Una logistica efficiente consente di limitare le scorte senza compromettere il livello di servizio.
Supporto al rivenditore
L’affiancamento commerciale resta determinante. Formazione degli addetti alla vendita, consulenza, aggiornamento sulle novità e assistenza nella gestione della categoria aiutano il punto vendita a valorizzare l’assortimento e a supportare efficacemente il cliente nel processo decisionale ottenendo importanti riscontri in termini di vendite.
Qualità e affidabilità
In un contesto caratterizzato dalla pressione sul prezzo, cresce il valore di prodotti affidabili, capaci di ridurre resi, contestazioni e interventi post-vendita. La qualità diventa così un elemento che tutela sia il rivenditore sia il cliente finale.
Packaging ed esposizione
Con l’aumento degli acquisti in self service, packaging chiari, espositori ordinati e layout efficaci assumono un ruolo sempre più importante. Il prodotto deve comunicare immediatamente funzione, vantaggi e modalità d’impiego.
Innovazione continua
L’innovazione non coincide necessariamente con prodotti rivoluzionari. Sempre più spesso significa migliorare prestazioni, semplicità d’installazione, ergonomia e funzionalità, introducendo novità che rendano la gamma più competitiva e distintiva.




esposto in modo da attirare l’attenzione, facile da capire nell’utilizzo e immediato nella vendita, è molto probabile che non resti a prendere polvere sullo scaffale”. Se il cliente sceglie da solo, “L’esperienza a scaffale dovrà diventare sempre più intuitiva, semplice e concreta: il prodotto deve aiutare il cliente a scegliere, senza complicargli la vita”, concorda Giorgio Carrara (Elettrocanali). “Nel nostro settore spesso il problema non è la qualità del prodotto, ma la difficoltà nel comprenderne rapidamente funzione, applicazione e differenze. Proprio per questo, negli ultimi mesi abbiamo completamente ripensato tutta la gamma dei packaging in flowpack, con l’obiettivo di renderla ancora più efficace sul punto vendita. Abbiamo lavorato molto sulla chiarezza delle informazioni e sulla leggibilità, ma anche sulla riconoscibilità estetica, per rendere immediatamente identificabile a scaffale il prodotto Elettrocanali” Il punto di vista di Fabrizio Figus (La Filometallica) è che “nel canale self, serve chiarezza espositiva da parte della rivendita, packaging sempre più intuitivo e minimal, ma sempre portando l’attenzione all’ambiente. Nel packaging in box delle lampadine, stiamo cercando nel possibile, di eliminare tutti gli elementi di plastica e di utilizzare solo packaging di carta”. “Il rischio è che articoli piccoli ma diversi tra loro come i nostri vengano percepiti come equivalenti”, spiega Ivan Vanini (Panozzo). “Il cliente deve poter comprendere rapidamente che cosa sta acquistando, a cosa serve il prodotto, quali sono le misure disponibili e per quale applicazione è più indicato. L’esperienza a scaffale nel canale ferramenta e DIY deve quindi evolvere integrando esposizione fisica e contenuti digitali, l’obiettivo deve essere accompagnare il cliente nella scelta anche quando non è presente un addetto alla vendita”. Purtroppo, eccepisce Attilio Brasi (Polypool) “ alcuni prodotti non sono così immediati da comprendere an-
che se il pack è parlante. Proprio per questo l’abbinata fra pack e assistenza alla vendita (unitamente a didattica o totem informativi) risulta determinante. L’esposizione è il biglietto da visita di ogni azienda, ma anche del negoziante. “Avere display da banco ed espositori ben assortiti ed in ordine, aiuta e guida il cliente nell’acquisto e il negozio ad avere un’importante immagine e coerenza” afferma Guglielmo Bitossi (CFG). “Demo e video aiutano molto, ma la differenza ed il valore aggiunto è sempre fatto dal personale qualificato. A “informare e formare” i responsabili della rivendita ci pensano i nostri agenti che presentano il prodotto e le qualità e migliori forme di utilizzo”. Consapevole dell’importanza di packaging e chiarezza espositiva soprattutto quando il prodotto viene scelto a scaffale, Gianola Mosè riferisce Marcello Gianola “lavora su blister, cartoncini, trousse, espositori e soluzioni personalizzate per rivenditori e private label”.
L’innovazione che convince è quella utile e facile da capire e usare Interessante la definizione di novità in questo settore fornita da Giorgio Carrara (Elettrocanali). “In un canale storicamente molto competitivo sul prezzo come ferramenta e DIY, la vera innovazione è offrire prodotti realmente utili, affidabili e ben progettati. Il cliente cerca sempre più un equilibrio tra qualità, sicurezza, componente estetica e prezzo corretto. Questo vale sia nel residenziale sia nei prodotti più tecnici e industriali. Nelle serie civili cresce la richiesta di soluzioni capaci di rappresentare un’alternativa credibile ai brand più conosciuti. Lo stesso vale per altri segmenti del materiale elettrico, dove il cliente è sempre meno disposto ad acquistare prodotti percepiti come troppo “basic” o poco affidabili. Noi vogliamo distinguerci proponendo al mercato una soluzione professionale, di qualità, ben costruita e presentata al giusto prezzo, capace di emergere

rispetto al prodotto orientato solo alla leva economica”. Guglielmo Bitossi (CFG) riconosce che ferramenta e DIY hanno rivisto la propria offerta per rispecchiare l’evoluzione tecnologica del comparto ma ad eccezione delle “strutture con personale qualificato in grado di supportare al meglio il consumatore nella fase pre e post vendita, la clientela più esigente si sposta in prevalenza nei punti vendita elettrici dove trovano maggiore specializzazione e competenza e il supporto eventuale anche di installatori e professionisti del settore. Pur avendo in gamma anche articoli “hi-tech”, al momento il nostro motore trainante è il prodotto elettrico tradizionale”. Cristian Schincaglia (Ecova)

riferisce che “sono richiesti trasversalmente “gli articoli con integrato gli USB type C, prodotti ricaricabili, illuminazione LED solare e soluzioni plug&play sono ormai richieste trasversalmente dal mercato”. Essendo specializzati nel materiale elettrico industriale, ” questi sono temi che ci toccano in modo relativo”, premette Enrico Guin (Rosi) “Naturalmente, sui prodotti destinati all’uso civile stiamo introducendo anche noi questo tipo di innovazioni. Abbiamo lanciato il caricatore brevettato ultrapiatto con doppio ingresso USB, che rientra nella famiglia “Emilia Flat”, e da pochissimo l’ampliamento della gamma di multiprese da parete serie “Emilia Smart”, anche nelle versioni

con due ingressi USB. L’innovazione su questa tipologia di prodotti corre veloce: restiamo attenti a cogliere eventuali idee e opportunità che possano incidere positivamente sul nostro business principale”. Nel canale ferramenta e DIY, riferisce Sante Ventura (VB Electric) “vediamo crescere soprattutto la domanda di prodotti pratici e immediatamente utilizzabili, come soluzioni USB-C, dispositivi ricaricabili e prodotti plug&play. Anche il mondo smart home sta diventando sempre più accessibile al grande pubblico, soprattutto nelle applicazioni più semplici e intuitive. Per i prossimi anni riteniamo molto promettenti le tecnologie orientate alla connettività, al risparmio energetico e alla


semplicità di installazione, elementi che oggi rappresentano un valore concreto sia per il rivenditore sia per il consumatore finale”. La crescita dei prodotti connessi ciè già ed è stata significativa, talvolta a discapito di quelli tradizionali”, spiega Davide Siviero (Vimar) citando l’esempio delle “telecamere Wi-Fi, che hanno quasi completamente sostituito i kit TVCC filari. Anche i videocitofoni WiFi hanno registrato un forte incremento della domanda. Per quanto riguarda le serie civili, rileviamo un elevato interesse verso la gestione da smartphone di luci, tapparelle e prese che, tuttavia, non si traduce ancora in vendite con la stessa efficacia riscontrata in altri canali. Guardando al futuro, riteniamo che l’integrazione tra i sistemi e la semplicità d’uso continueranno a essere i principali fattori su cui puntare”. Attilio Brasi (Polypool) vede ottime prospettive per i “prodotti legati alla tecnologia USB, sia per alta velocità di ricarica rispetto ai primi prodotti usciti sul mercato sia per la diminuzione dell’utilizzo di alimentatori (prese incasso USB in particolare tipo C), e per i prodotti Smart
legati alla domotica per utilizzo da remoto che consentano risparmi relativi a cablaggio e consumo. Per i prossimi anni continuerà l’evoluzione legata alla velocità di porte USB mentre aumenteranno i prodotti legati allo sfruttamento di energia solare (plug&play, pannelli fotovoltaici collegati direttamente alle prese domestiche)”. Fabrizio Figus (La Filometallica) prevede che continui il trend di crescita per “il prodotto ricaricabile già ampiamente diffuso” e
spiega che “come per il prodotto che stiamo lanciando ora, stiamo cercando di inserire articoli con spine USB integrate, sia vecchio stile USB-A e sia USB-C”. Infine, Marcello Gianola di Gianola Mosè riferisce che “i cambiamenti nel mondo smart home o domotica, nei quali non entriamo direttamente, influenzano anche gli utensili usati dagli installatori”.

In un contesto fortemente competitivo e poco dinamico, le strategie delle aziende convergono su alcuni punti chiave: sviluppo di soluzioni sempre più affidabili e performanti, attenzione alla redditività del rivenditore, valorizzazione della consulenza e integrazione tra punto vendita ed e-commerce per rispondere a esigenze in continua evoluzione

Dal confronto con il pari periodo del 2025 emerge che nei primi mesi dell’anno il mercato dei compressori ha continuato a muoversi in un contesto di incertezza, anche se non mancano i segnali di evoluzione. Come già per lo scorso anno il comparto risente del quadro geopolitico che si traduce in una evidente prudenza negli investimenti. La differenza rispetto allo scorso anno è che i vari segmenti si muovono a velocità diverse. I compressori portatili restano penalizzati dalla cautela delle piccole imprese, mentre in altri comparti la domanda appare più stabile. Allo stesso tempo, si registrano i primi segnali di ripresa degli ordinativi, pur con aspettative prudenti per la seconda parte dell’anno.
Giorgio Gentilin. VP of Business Development Gentilin usa il termine “eterogeneo” per descrivere l’andamento del mercato nei primi mesi dell’anno nei diversi segmenti di applicazione. “Nel comparto dei compressori portatili, che rappresenta storicamente un importante indicatore della fiducia degli artigiani e delle piccole imprese, stiamo osservando un mercato ancora incerto, influenzato da una generale situazione di stagnazione economica e da una maggiore prudenza negli investimenti.
Diversa la situazione in altri settori, come quello alimentare e medicale, che mostrano una domanda più stabile e meno esposta alle oscillazioni congiunturali. In questi ambiti continuiamo


a registrare un interesse costante verso soluzioni affidabili, efficienti e tecnologicamente avanzate”. In questo contesto, Gentilin prosegue nel proprio percorso di innovazione e sviluppo, mantenendo un approccio orientato all’ascolto del mercato. “L’azienda”, spiega il VP of Business Development “è costantemente impegnata nell’analizzare le esigenze dei diversi segmenti di clientela e nel proporre prodotti all’avanguardia, capaci di generare valore concreto per gli utilizzatori finali. I risultati ottenuti nei primi mesi del 2026 confermano la validità di questa strategia: stiamo registrando una crescita dell’ordinato nella

Gentilin Air - il compressore oil-free AC400/20 offre prestazioni affidabili con il massimo della portabilità. Il motore brushless assicura efficienza, consumi ridotti e lunga durata, mentre il serbatoio in alluminio da 20 L garantisce leggerezza e totale assenza di ruggine. Grazie alla tecnologia a pistoni oilfree, l’AC400/20 eroga aria pulita, con zero manutenzione ordinaria e costi operativi inferiori rispetto ai compressori tradizionali
quasi totalità delle nostre linee di prodotto, segnale che il mercato continua a premiare soluzioni specialistiche, di qualità elevata e con un forte contenuto tecnologico.
Anche per questo, nonostante le condizioni macroeconomiche richiedano attenzione, guardiamo alla seconda parte dell’anno, mantenendo un approccio prudente ma fiducioso”.
Descrive un mercato dall’andamento stabile Samuele Varotto, Ceo di Mistral: “I numeri sono in linea con quelli dello scorso anno. Ci aspettiamo anche per il secondo semestre un andamento allineato con quello del pari periodo del

2025”. Dopo una partenza lenta, il mercato sembra dare segni di maggiore vitalità. Giampiero Granatello, EMEA Sales Manager Industrial Division di Mattei Group spiega che “nei primi tre mesi dell’anno il mercato dei compressori industriali ha segnato il passo, mentre una ripresa almeno in termini di richieste e di ordinativi si è vista già ad aprile e maggio. I settori che hanno resistito anche nei primi mesi dell’anno sono il Medicale e quelli dell’autogenerazione di azoto e del biogas . In giugno abbiamo registrato buoni segnali soprattutto da parte dei distributori. I mesi di luglio, settembre ed ottobre saranno cruciali per definire l’andamento dell’anno”. Elena Conti, Direttore Commerciale Vinco descrive un “mercato stabile, con forse un piccolo calo sulle quantità dei compressori di minor portata. Il dato, però, è influenzato dalla presenza o meno di promozioni sui prodotti veicolati in grande distribuzione. I compressori di maggiore portata tutto sommato tengono. Le aspettative sono di un mercato stabile, non vediamo al momento segnali di crescita significativa”.
Lo sviluppo della gamma tiene conto dei driver che guidano l’acquisto Abbiamo chiesto alle aziende protagoniste di questo dossier di fare il punto
Mistral - PowerXHIT PH024S è il compressore silenziato da 24 litri pensato per professionisti e appassionati del fai-da-te. Equipaggiato con motore oil-free da 1,5 HP, assicura aria pulita, manutenzione ridotta e prestazioni affidabili. Con una portata di 220 litri d’aria aspirata al minuto, offre prestazioni elevate in un design compatto e robusto. Facile da trasportare grazie alle ruote integrate, è ideale per laboratori e officine .

sull’importanza di alcuni fattori di scelta nelle tre macrocategorie di utenti (Professionista, Hobbista evoluto e privato). Trovate le loro risposte nei box di questo articolo. Abbiamo anche chiesto loro di spiegarci se e in che modo questi driver di scelta influenzano le priorità nello sviluppo della gamma. Affidabilità, prestazioni, praticità d’uso e facilità di trasporto emergono come le principali direttrici di sviluppo, affiancate da una crescente attenzione alla silenziosità e a soluzioni capaci di offrire maggiore valore senza complicare
I fattori che guidano la scelta del compressore per i diversi utilizzatori
FATTORE
PESO TARGET UTENTE PER CUI
Prezzo Alto
Efficienza energetica
Prestazioni
Medio
Medio
Praticità d’uso Alto
Affidabilità nel tempo
Assenza di manutenzione
Medio
Medio
Compattezza e facilità di trasporto Alto
Versatilità applicativa Alto
Assistenza / post vendita
Medio
RISULTA PIÙ DETERMINANTE
• Professionista
• Hobbista evoluto
• Privato / utilizzo occasionale
• Professionista
• Professionista
• Professionista
• Hobbista evoluto
• Professionista
• Professionista
• Professionista
• Professionista
• Professionista
l’esperienza d’utilizzo. Giorgio Gentilin, spiega che in Gentilin “lavoriamo da sempre per offrire un equilibrio ottimale tra tutti questi fattori, ma oggi i nostri principali sforzi di sviluppo sono concentrati soprattutto su affidabilità, prestazioni e facilità di utilizzo.
L’affidabilità rappresenta uno degli elementi distintivi del marchio: il nostro obiettivo è realizzare compressori in grado di garantire anni di funzionamento con la massima continuità operativa e senza necessità di manutenzione ordinaria. Parallelamente, investiamo nel miglioramento delle prestazioni, aumentando l’efficienza e la produttività delle nostre macchine senza comprometterne la compattezza. Questo ci permette di offrire soluzioni sempre più performanti pur mantenendo dimensioni contenute e una grande facilità di trasporto. Grande attenzione viene inoltre dedicata all’esperienza dell’utilizzatore finale, attraverso prodotti intuitivi, pratici e adatti alle esigenze specifiche dei diversi settori applicativi”. Analoghe anche le priorità indicate da Samuele Varotto (Mistral): “Ci stiamo concentrando in particolare su due aspetti: compattezza e facilità di trasporto”. Mattei si sta “concentrando sul comunicare i propri plus”, dichiara
Giampiero Granatello. “Tra questi due su tutti: il mantenimento dell’eccellenza nel tempo - garantiamo ottime prestazioni, superiori agli standard anche per durata- e l’assenza di necessità di manutenzioni significative grazie alla tecnologia a palette”. Pur avendo una gamma che Elena Conti definisce come “piuttosto completa” Vinco “sta cercando di inserire modelli con prestazioni professionali ancora più elevate di quelle che abbiamo oggi nella nostra gamma attuale. Inoltre stiamo puntando molto sulla silenziosità dei prodotti e nella ricerca di caratteristiche innovative, anche se in questo campo le novità sono davvero poche”.
Marginalità: una sfida comune a tutta la ferramenta
La tutela della marginalità è oggi una delle principali sfide anche nel mercato dei compressori, così come in molti altri comparti della ferramenta. In un contesto in cui la competizione sul prezzo è sempre più spinta, diventa interessante capire quali elementi della categoria contribuiscano maggiormente a sostenere redditività e rotazione per il punto vendita e dove i produttori individuano le opportunità per creare valore. Giorgio Gentilin (Gentilin) non ha dubbi a contribuire a generare marginalità e rotazione per il rivenditore sono “i prodotti che si differenziano dall’offerta tradizionale e che non sono presenti sugli scaffali della grande distribuzione.
I fattori che guidano la scelta del compressore per i diversi utilizzatori
FATTORE PESO TARGET UTENTE PER CUI
Prezzo Medio
Efficienza energetica Alto
Prestazioni Alto
Praticità d’uso Alto
Affidabilità nel tempo Alto
Assenza di manutenzione Alto
Compattezza e facilità di trasporto Medio
Versatilità applicativa Medio
Assistenza / post vendita Alto
Altro (specificare) Tecnologia Alto
RISULTA PIÙ DETERMINANTE
• Hobbista evoluto
• Professionista
• Professionista
• Hobbista evoluto
• Professionista
• Professionista
• Professionista
• Professionista
• Professionista
• Professionista

I fattori che guidano la scelta del compressore per i diversi utilizzatori
FATTORE PESO TARGET UTENTE PER CUI
Prezzo
Medio
Efficienza energetica Basso
Prestazioni Alto
Praticità d’uso Medio
Affidabilità nel tempo Alto
Assenza di manutenzione Basso
Compattezza e facilità di trasporto Alto
Assistenza / post vendita Alto
Le soluzioni specialistiche, innovative e destinate a un utilizzo professionale consentono al rivenditore di evitare la competizione sul prezzo, generando maggiore marginalità e fidelizzazione del cliente”. Partendo dalla constatazione che “su questa tipologia di articoli la competizione sui prezzi è davvero molto forte”, Elena Conti (Vinco) riconosce che “il fattore prezzo di acquisto è l’elemento più determinante per il rivenditore che, soprattutto nei volumi piccoli 6 e 24 litri, cerca la convenienza per poter marginare maggiormente ed avere buoni risultati di sell – out. Da parte nostra abbiamo diverse linee di prodotto e, anche su prodotti simili per capacità d’aria, possiamo andare davvero dal prezzo più conveniente per i modelli base fino a prezzi leggermente più alti per modelli con più funzioni. Dal punto di vista degli accessori abbiamo sia modelli con alcuni accessori “di serie” come ad esempio i modelli air pure
RISULTA PIÙ DETERMINANTE
• Hobbista evoluto
• Professionista
• Professionista
• Hobbista evoluto
• Professionista
• Hobbista evoluto
• Professionista
• Hobbista evoluto
con filtro anti condensa inserito, e, per tutti i modelli abbiamo disponibili i kit di utilizzo multifunzione da 5, 6 o 7 pezzi”. Con la sua risposta estremamente sintetica - “i ricambi” chiama in causa Giampiero Granatello (Mattei Group) si limita a citare “i ricambi” un’importante leva di marginalità.
A differenza della macchina, acquistata una tantum e spesso soggetta a una forte competizione sul prezzo, i ricambi alimentano un business continuativo legato alla manutenzione e al mantenimento dell’efficienza delle attrezzature, contribuendo a fidelizzare il cliente e a generare ritorni nel tempo.
Ferramenta tradizionale e GDS, chi sa valorizzare meglio la categoria?
Se la redditività dipende sempre più dalla capacità di differenziare l’offerta,
I fattori che guidano la scelta del compressore per i diversi utilizzatori
FATTORE PESO TARGET UTENTE PER CUI
RISULTA PIÙ DETERMINANTE
Prezzo Alto • Privato / utilizzo occasionale
Efficienza energetica Basso • Professionista
Prestazioni
Alto • Professionista
Praticità d’uso Medio • Privato / utilizzo occasionale
Affidabilità nel tempo
Alto • Professionista
Assenza di manutenzione Medio • Hobbista evoluto
Compattezza e facilità di trasporto Medio • Professionista
Versatilità applicativa Alto • Professionista
Assistenza / post vendita
Alto • Hobbista evoluto
Altro (specificare) Silenziosità Alto • Hobbista evoluto
diventa altrettanto importante capire quale canale riesca oggi a valorizzare al meglio contenuti tecnici, innovazione e consulenza. Abbiamo quindi chiesto alle aziende come stiano evolvendo

Mistral - PowerXHIT PH024S è il compressore silenziato da 24 litri pensato per professionisti e appassionati del fai-da-te. Equipaggiato con motore oil-free da 1,5 HP, assicura aria pulita, manutenzione ridotta e prestazioni affidabili. Con una portata di 220 litri d’aria aspirata al minuto, offre prestazioni elevate in un design compatto e robusto. Facile da trasportare grazie alle ruote integrate, è ideale per laboratori e officine .
ferramenta tradizionale e GDS nell’approccio alla categoria compressori. I due canali, spiega Giorgio Gentilin (Gentilin), “stanno seguendo percorsi differenti. La GDS continua a focalizzarsi principalmente su prodotti standardizzati e sulla leva del prezzo, mentre la ferramenta specializzata mantiene una maggiore capacità di valorizzare i contenuti tecnici, le novità di prodotto e la vendita consulenziale. Per i prodotti a maggiore valore aggiunto e contenuto tecnologico, il canale ferramenta rimane oggi il contesto più adatto per comunicare i benefici del prodotto e supportare il cliente nella scelta della soluzione più corretta.
A mio avviso, se vuole competere nel medio-lungo termine con la GDS, la ferramenta dovrà continuare a investire sempre di più sulla conoscenza tecnica, sulla consulenza e sulla capacità di offrire un reale valore aggiunto al cliente, elementi difficilmente replicabili dai canali orientati principalmente al prezzo”. Più sfumata la lettura di Elena Conti (Vinco): “per i modelli che abbiamo noi in gamma vediamo che sia la GD che il mercato professionale sono molto ricettivi alle novità. Evidentemente la GD si basa molto sull’esposizione e perciò cerchiamo sempre di rendere i nostri prodotti i più “parlanti” possibile con un buon contributo visivo in termini di etichette, indicazioni sugli imballi e schede tecniche. Il mercato professio-
Hyundai “Pocket” unisce compattezza, praticità e comfort acustico. Dotato di serbatoio da 6 L, motore da 750 W (1 HP), pressione fino a 8 bar e rumorosità contenuta a circa 50 dB, è ideale per piccoli lavori domestici, bricolage e gonfiaggio. La struttura compatta con maniglia integrata ne facilita il trasporto e l’utilizzo in garage, laboratorio o casa.

nale invece per sua vocazione tende a dare maggiori informazioni ai clienti e di conseguenza proporre anche prodotti con connotazioni maggiormente professionali. Spesso però notiamo quanto la GD sia pronta a recepire la novità, come è avvenuto anni fa con l’introduzione del prodotto silenziato”. Secondo Giampiero Granatello (Mattei Group), il principale punto di forza della ferramenta restano la specializzazione e l’orientamento alla vendita assistita. “La ferramenta tradizionale”, afferma, “sta cambiando approccio ed è quella che può esprimere al meglio la vendita consulenziale, anche grazie all’esperienza del commesso, che segue il cliente molto da vicino. Evolve anche la grande distribuzione ma più lentamente”. Di tutt’altro avviso Samuele Varotto (Mistral): “Rispetto alla Ferramenta, la GDS è il canale che riesce a valorizzare meglio contenuti tecnici, novità di prodotto e vendita consulenziale”.
L’online cresce, ma il negozio resta centrale
L’e-commerce è ormai una componente stabile delle strategie distributive
della categoria. Accanto ai pure player, anche ferramenta e insegne della GDS affiancano sempre più spesso alla presenza fisica una piattaforma di vendita online, dando vita a modelli omnicanale. Ma quale peso ha oggi il digitale nel mercato dei compressori e quali opportunità offre rispetto ai canali tradizionali? “Per i compressori di piccole dimensioni l’evoluzione dell’on line è significativa e le opportunità si moltiplicano” osserva Giampiero Granatello (Mattei Group). “Non ci sono grosse criticità anche grazie alle politiche di reso. È pensabile che chi integra le due tipologie di vendita colga più opportunità. Elena Conti (Vinco) chiarisce che “siccome per nostra impostazione tendiamo a mantenere il maggiore equilibrio possibile tra tutti i canali, non possiamo dire che ci sia un peso preponderante di un canale sull’altro. Noi serviamo sia rivenditori che operano solo on line che rivenditori che hanno il canale misto. Se devo dire, così in generale, il canale on line, sulla categoria compressori, pesa meno in termini di volumi rispetto agli altri canali di vendita tradizionale puro oppure GD”. Il peso dell’online è davvero contenuto anche secondo
Varotto
secondo cui “il peso della categoria non va oltre il 5/10%”. Anche in questa categoria a essere vincente è la sinergia tra on e off line. Ne è convinto Giorgio Gentilin (Gentilin). Il canale online rappresenta oggi un elemento fondamentale nella strategia commerciale di qualsiasi rivenditore, poiché riveste un ruolo sempre più importante nel processo di scelta e acquisto dei consumatori. Riteniamo che i risultati migliori si ottengano quando l’e-commerce viene integrato con una presenza fisica sul territorio. La possibilità di acquistare online beneficiando al tempo stesso di consulenza, assistenza e servizio postvendita locale rappresenta infatti un importante valore aggiunto per il cliente. L’opportunità principale del canale online è ampliare la visibilità e raggiungere nuovi clienti, mentre la criticità è il rischio di competere esclusivamente sul prezzo. Per questo motivo, una strategia omnicanale che combini digitale, competenza tecnica e supporto territoriale appare oggi la soluzione più efficace e sostenibile”.
La diffusione delle duplicatrici elettroniche e l’elevato tasso di innovazione tecnologica dei sistemi di chiusura nel residenziale e nell’automotive sono insieme una sfida e un’opportunità per i rivenditori.
Chi investe in tecnologie, formazione e assistenza può qualificare la propria offerta, rafforzare il rapporto con il cliente e valorizzare un servizio che contribuisce a rendere più distintivo il punto vendita

Per molti anni la duplicazione delle chiavi è stata considerata uno dei servizi “tradizionali” della ferramenta: un’attività consolidata, quasi scontata, che rispondeva a un’esigenza ricorrente della clientela e garantiva un flusso costante di ingressi nel punto vendita. Oggi quello scenario sta cambiando.
La chiave non è più soltanto un semplice oggetto meccanico da riprodurre, ma un componente sempre più evoluto
che integra elettronica, transponder, sistemi di codifica e, nel comparto automotive, dialoga direttamente con le centraline del veicolo. Parallelamente stanno crescendo i sistemi digitali di accesso e le soluzioni smart, che stanno ampliando il concetto stesso di controllo degli accessi. In tutto questo la chiave tradizionale continuerà ancora a lungo a rappresentare il cuore del mercato residenziale e una parte im-
portante anche di quello automotive. A cambiare è il livello di specializzazione richiesto a chi offre il servizio. Da una parte l’arrivo delle duplicatrici elettroniche contribuisce a garantire un livello di velocità e precisione all’altezza delle aspettative del cliente più esigente, dall’altro comporta l’impegno a mantenere i software costantemente aggiornati, a conoscere procedure di clonazione e programmazione e competenze
tecniche più specifiche. Non solo, nel mondo delle chiavi in tutti i settori, l’automotive ma anche il residenziale, l’innovazione procede a ritmi molto elevati ed è caratterizzato dall’introduzione continua di nuovi profili, cilindri protetti e sistemi di autorizzazione. Questa evoluzione tecnologica impatta anche il punto vendita. Non basta più disporre di una duplicatrice: è necessario investire in attrezzature aggiornabili, formazione del personale, assistenza tecnica e supporto continuo. In tutto questo resta però immutato un aspetto fondamentale: il valore commerciale del servizio. Come confermano le tante ferramenta, ma anche le insegne Gds che offrono questo servizio, la duplicazione delle chiavi continua a caratterizzarsi come una delle attività con il maggiore potenziale di fidelizzazione. Chi entra in negozio per duplicare una chiave cerca rapidità, precisione, affidabilità e, soprattutto, una risposta immediata a un’esigenza concreta. Essere all’al-

tezza di queste aspettative consente al rivenditore di consolidare il rapporto di fiducia con il cliente, aumentare le opportunità di vendita complementare e anche accreditarsi come un punto di riferimento. L’attesa necessaria alla duplicazione diventa spesso un momento durante il quale il cliente ha l’oppor-

tunità di osservare l’assortimento ed eventualmente decidere acquisti aggiuntivi. Non sorprende quindi che molti punti vendita continuino a investire nell’ampliamento del parco macchine e nell’estensione dei servizi collegati, dalla clonazione delle chiavi auto alla programmazione dei transponder, fino alla riparazione dei radiocomandi e dei gusci chiave. Anche dal punto di vista economico il servizio non manca di attrattività. La duplicazione garantisce infatti marginalità interessanti, soprattutto quando è supportata da competenze adeguate e da un’offerta ampia, capace di rispondere sia alle esigenze del privato sia a quelle di professionisti, officine, concessionarie e installatori. Non è un caso che numerosi punti vendita dispongano oggi di più duplicatrici, dedicate a differenti tipologie di chiavi e applicazioni. La sfida per produttori e distributori consiste quindi nel mettere i rivenditori nelle condizioni di seguire un mercato in continua evoluzione. Aggiornamenti software, formazione, assistenza tecnica, consulenza e rapidità negli interventi rappresentano ormai parte integrante del valore della macchina stessa. Più cresce il contenuto tecnologico delle chiavi, infatti, più aumenta il peso delle competenze necessarie per offrire un servizio affidabile.
L’evoluzione dell’automotive, la diffusione delle duplicatrici elettroniche e la crescente complessità delle chiavi richiedono investimenti continui in tecnologie, aggiornamenti e formazione. Marco D’Adda, responsabile commerciale di Sacar, spiega perché il valore del servizio dipende sempre più dalle competenze del punto vendita e dal supporto del produttore
Come sta evolvendo oggi il mercato delle duplicatrici in Italia? Quali sono i principali trend che state osservando? Il mercato si sta sempre più spostando su soluzio ni di macchine elettroniche. Questo trend è sostenuto da varie ragioni, tra cui l’indub bia maggiore efficienza e precisione e la possibilità di accedere a incentivi o sgravi fiscali riservati esclusivamente a macchinari che avendo determinate caratteristiche rientrano nelle leggi di riferimento.
In che modo l’evoluzione della chiavenel residenziale ma soprattutto nell’auto motive e nei sistemi di accesso evoluti - sta cambiando le esigenze dei rivenditori? Quali competenze e quali tecnologie sono oggi sempre più richieste?

Per quanto riguarda l’automotive sicuramente il mercato si evolve in maniera più rapida, dunque anche i rivenditori devono aggiornare continuamente i loro strumenti di clonazione e programmazione per poter far fronte a un sempre più ampio parco di chiavi fattibili. Nel comparto residenziale invece ci si adatta come in passato ai nuovi modelli di chiavi e cilindri che man mano escono sul mercato. Qui sicuramente gli specialisti la fanno da padrone in quanto seguono tutto il mondo delle autorizzazioni a fare chiavi protette dei vari marchi presenti in Italia.
Sempre, ma in particolar modo per il comparto automotive, è richiesta una competenza specifica e una certa esperienza in quanto si va ad operare

Prodotta da Silca e distribuita da Sacar, questa duplicatrice risponde alle esigenze di ferramenta, centri chiavi e specialisti della duplicazione. Grazie a tecnologia digitale, doppia stazione di taglio e funzioni dedicate ai sistemi protetti, consente di ampliare l’offerta e incrementare la produttività

Nel settore della duplicazione chiavi, velocità, precisione e versatilità sono elementi sempre più determinanti per rispondere alle esigenze di una clientela in continua evoluzione. Futura M900 di Silca nasce proprio con questo obiettivo: offrire a ferramenta, centri chiavi e rivenditori specializzati una soluzione professionale in grado di ampliare i servizi disponibili e gestire con semplicità un’ampia gamma di lavorazioni. Progettata come una vera piattaforma all-in-one, Futura M900 consente di duplicare chiavi residenziali, automotive e speciali attraverso un unico sistema compatto e intuitivo. Grazie alla doppia



stazione di taglio integrata, la macchina è in grado di lavorare chiavi piatte, punzonate, laser e cruciformi, coprendo gran parte delle esigenze del mercato in un’unica soluzione. Un vantaggio concreto per il professionista che desidera ottimizzare gli spazi, ridurre i tempi operativi e aumentare la produttività. Il cuore del sistema è rappresentato dalla combinazione tra meccanica di precisione e tecnologia digitale avanzata. Il monitor industriale integrato e il software di ultima generazione guidano l’operatore in tutte le fasi del processo, rendendo le operazioni rapide, intuitive e accessibili anche nelle lavorazioni più complesse. La gestione digitale delle informazioni e dei database permette inoltre di individuare rapidamente il profilo corretto e procedere con la duplicazione in totale sicurezza.
Futura M900 non si limita alla semplice copia della chiave. La macchina è infatti progettata per soddisfare le esigenze degli specialisti, come la decodifica tramite lettore ottico e il taglio a codice della chiave, la gestione delle chiavi appartenenti a sistemi protetti previa autorizzazione degli OEM. A queste funzionalità si aggiunge la possibilità di realizzare incisioni personalizzate su chiavi, medaglie e targhette, ampliando ulteriormente l’offerta di servizi e creando nuove opportunità commerciali per il punto vendita. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’esperienza d’uso. Il nuovo motore e il sistema di movimentazione ottimizzato garantiscono un funzionamento più silenzioso e fluido, mentre la connettività integrata consente aggiornamenti costanti e l’accesso

alle più recenti funzionalità disponibili. L’ampia gamma di morsetti e accessori completa una soluzione pensata per adattarsi alle esigenze operative di professionisti e specialisti del settore.
Con Futura M900, Silca mette a disposizione una tecnologia affidabile e completa che consente di elevare il livello del servizio offerto, incrementare l’efficienza operativa e rispondere con precisione alle richieste di un mercato sempre più specializzato. Una soluzione che trasforma la duplicazione chiavi in un servizio evoluto, professionale e ad alto valore aggiunto.
Futura M900 è distribuita da Sacar. Per informazioni: www.sacardue.it

sulle centraline delle automobili che in alcuni casi possono essere delicate e danneggiabili.
Si parla sempre più spesso di chiavi elettroniche, smart e sistemi digitali di accesso. In questo scenario come immaginate evolverà il settore della duplicazione nei prossimi anni? La chiave fisica continuerà secondo voi ad avere un ruolo centrale?
Secondo il mio punto di vista la chiave fisica sarà ancora per molti anni la protagonista sul mercato. I motivi che mi portano a pensare questo sono diversi. A partire dalla parte economica, visto che i sistemi smart di un certo livello sono ancora molto costosi e non proprio accessibili a tutti. Oltre a questo, rispetto ad un sistema a chiave tradizionale permane ancora una certa resistenza a fidarsi di sistemi elettronici. Per quanto riguarda il futuro della duplicazione anche su sistemi smart dovremo attendere e capire come verranno gestiti e proposti dalle varie case. È molto probabile che tali sistemi verranno gestiti in autonomia senza la necessità di terze persone per quanto riguarda la fruibilità degli accessi. Secondo me continuerà però ad esserci bisogno di tecnici specializzati che intervengano in caso di problemi o blocchi di sistema
Nella scelta di una duplicatrice quali sono oggi gli aspetti che un punto vendita che offre il servizio duplicazione chiavi considera prioritari? Conta di più la semplicità d’utilizzo, la versatilità, la possibilità di aggiornare il software, la rapidità del servizio o la possibilità di ampliare l’offerta nel tempo?
Per la scelta del parco macchinari di un negozio generalmente si tiene in considerazione la facilità d’utilizzo e il budget a disposizione. Di grande importanza sicuramente è quanto il negozio ritenga al centro del suo business la parte dei servizi in generale. A seconda di queste priorità poi si scelgono le macchine più adatte o comunque più centrate sul bisogno del punto vendita.
Nel mercato delle duplicatrici i produttori specializzati sono oggi relativamente pochi e il livello tecnologico richiesto continua ad alzarsi. In uno scenario di questo tipo quali sono secondo voi le leve che permettono a un’azienda di crescere e differenziarsi? Conta di più l’innovazione, l’assistenza, la capacità di aggiornare le soluzioni o la vicinanza ai rivenditori?
Certamente le leve che permettono alle aziende di crescere sono l’attenzione alla formazione del proprio personale e la capacità di stare al passo con l’evoluzione del mercato. L’assistenza è certamente una parte fondamentale, ma per averne una di qualità bisogna saper scegliere e investire su fornitori che abbiano la capacità di seguire i punti vendita in maniera totale.

Che tipo di supporto e di servizi mettete oggi a disposizione del punto vendita che offre il servizio duplicazione chiavi che investono nella duplicazione chiavi? Quanto contano formazione, assistenza tecnica, aggiornamenti e consulenza nel garantire redditività e continuità al servizio? Il supporto che offriamo ai negozi è ritenuto da noi fondamentale sia per la crescita di negozi già avviati e sia per negozi di nuova apertura che hanno bisogno di partire da zero. Offriamo una formazione al personale che non solo copre la duplicazione chiavi ma va a toccare tutto il mondo della serratura e sicurezza in generale. Diamo un supporto telefonico anche nei giorni festivi per poter dare sicurezza soprattutto ai ragazzi alle prime armi. Interveniamo in caso di necessità su riparazione o tarature delle macchine in maniera tempestiva per cercare di non far sospendere il servizio per troppo tempo.Infine ripetiamo le formazioni in caso di cambio del personale.
Perché oggi un titolare di ferramenta o un’insegna Gds dovrebbe investire nel servizio duplicazione chiavi? Quali vantaggi può portare in termini di marginalità, traffico nel punto vendita, fidelizzazione e differenziazione rispetto alla concorrenza?
Il servizio chiavi è senz’altro fondamentale in un negozio Brico o ferramenta. Se fatto bene e con professionalità non solo porta vantaggi economici ma anche un valore aggiunto in termini di immagine e, di conseguenza, anche di pedonabilità e fidelizzazione. È fondamentale però garantire un servizio di alta qualità perché se lo si gestisce con trascuratezza, così come accade in tutti i servizi, diventa un’arma a doppio taglio.
N. B. - Le foto si riferiscono alla duplicatrice elettronica Futura M900 prodotta da Silca e distribuita da Sacar
L’evoluzione dei rischi e dei dispositivi amplia le possibilità di scelta, ma rende anche più complessa l’individuazione della soluzione più adatta.
Per la ferramenta cresce il valore della consulenza, chiamata a guidare professionisti e artigiani verso il DPI più idoneo in funzione delle diverse applicazioni
Che si tratti di lavorazioni meccaniche, edilizia, manutenzione, carpenteria, lavorazione del legno o utilizzo di sostanze chimiche, gli occhi sono tra le parti del corpo maggiormente esposte al rischio di infortunio.
A confermarlo sono i dati riportati nell’Eye Injury Prevention Fact Sheet dell’Università del Tennessee, elaborato sulla base delle statistiche del Bureau of Labor Statistics (BLS) e dell’Occupational Safety and Health Administration (OSHA). Secondo il documento, quasi il 70% delle lesioni oculari sul lavoro è provocato dall’impatto di particelle proiettate, schegge, polveri o scintille, mentre circa un quinto è riconducibile al contatto con sostanze chimiche. Il fact sheet evidenzia inoltre come circa il 90% degli infortuni oculari potrebbe es-
sere evitato grazie alla corretta scelta e al corretto utilizzo dei DPI. Questi dati spiegano perché il mercato abbia progressivamente ampliato e specializzato l’offerta, sviluppando soluzioni differenziate in funzione dei diversi contesti applicativi e dei rischi specifici. Sono invece trasversali a tutte le tipologie di occhiali e maschere caratteristiche come leggerezza, ergonomia, compatibilità con altri DPI, possibilità di essere indossati sopra occhiali correttivi, trattamenti antiappannamento e qualità ottica.
Sarebbe riduttivo considerare queste caratteristiche come semplici elementi di comfort, perché il loro vero valore aggiunto sta nel contributo offerto nel favorire il corretto utilizzo del dispositivo per tutta la durata dell’attività lavorativa.

In questo scenario cresce anche il ruolo della ferramenta e del distributore specializzato.
Se in passato la scelta dei modelli da mettere in assortimento era spesso guidata principalmente dal prezzo o dalla conformità alle norme, oggi il punto vendita è chiamato a svolgere una funzione consulenziale sempre più qualificata che gli consenta di valorizzare la propria competenza, orientando il cliente verso la soluzione più adatta in funzione del tipo
di lavorazione, dei rischi presenti e dell’eventuale utilizzo in combinazione con altri DPI. Un assortimento ben strutturato, personale preparato e la capacità di spiegare le differenze tra le diverse tipologie di occhiali e maschere consentono infatti di rispondere con maggiore efficacia alle esigenze di professionisti e artigiani, rafforzando il rapporto di fiducia con loro e trasformando la consulenza tecnica in un concreto elemento di differenziazione e di valore.

L’evoluzione degli occhiali e delle maschere di protezione non riguarda soltanto le prestazioni tecniche. Progettazione, supporto ai rivenditori, formazione e assistenza contribuiscono oggi a creare valore per il cliente e a qualificare il ruolo della ferramenta specializzata
Come state evolvendo la vostra gamma di occhiali e maschere per rispondere ai cambiamenti della domanda? Su quali segmenti o tipologie di prodotto state concentrando maggiormente sviluppo e investimenti?
Giampiero Moroni, Marketing Manager Dräger ItaliaLa nostra gamma di occhiali protettivi è in costante evoluzione per garantire livelli sempre più elevati di comfort, ergonomia e integrazione con gli altri dispositivi che compongono la dotazione di lavoro. Oggi, infatti, è sempre più frequente la necessità di utilizzare gli occhiali di protezione insieme a quelli correttivi da vista: un aspetto che deve essere considerato fin dalle prime fasi di progettazione, verificato attraverso test funzionali e tradotto in soluzioni che siano non solo
efficaci sotto il profilo della sicurezza, ma anche pratiche e gradevoli da indossare. Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla compatibilità tra i diversi dispositivi di protezione individuale. L’utilizzo combinato di occhiali protettivi e mascherine filtranti monouso o semimaschere, rappresenta ormai uno standard operativo in molti contesti lavorativi. Per questo motivo investiamo nello sviluppo di prodotti progettati per funzionare in perfetta sinergia, garantendo al tempo stesso la massima efficacia protettiva e un elevato comfort anche per un utilizzo prolungato.
David Beccati, Web Marketing, Grafica e Comunicazione
Seba Antinfortunistica
La protezione visiva ha sempre avuto un’importanza rilevante nella nostra proposta. Sicuramente negli ultimi anni il mercato


DRÄGER: OCCHIALI PROTETTIVI A MASCHERINA X-PECT 4900 - Combinano una struttura avvolgente con una doppia lente in acetato e policarbonato che assicura protezione meccanica, balistica e dai raggi UV. La classe ottica 1 garantisce una visione nitida anche durante l’uso prolungato. Compatibili con occhiali da vista e altri DPI, come i respiratori a semimaschera, offrono una protezione completa dell’area oculare.
ARGOMENTI DI VENDITA
Comfort anche negli utilizzi prolungati
Leggerezza, vestibilità ergonomica e compatibilità con gli occhiali da vista favoriscono un utilizzo continuativo del DPI, migliorando il comfort dell’operatore senza compromettere la protezione.
Integrazione con gli altri DPI
La possibilità di utilizzarli ad esempio con i respiratori a semimaschera li rende indicati negli ambienti in cui è necessario combinare più dispositivi di protezione.
Protezione completa per molteplici rischi
Grazie alla capacità di proteggere da particelle, gas, vapori e fumi, unita alla protezione balistica e ai raggi UV, rappresentano una soluzione versatile per numerosi contesti professionali.
è in continuo mutamento e, di conseguenza, anche le richieste sono sempre diverse. Per quanto riguarda gli occhiali le richieste sono sicuramente legate sia alla leggerezza del prodotto oltre che alla resistenza sempre mantenendo al centro la sicurezza e la protezione che forniscono. Oltre a essere ovviamente protettivo (rispettando le normative europee), un occhiale deve anche essere comodo e leggero da indossare, non deve essere una fonte di fastidio o di distrazione per l’operatore che lo indossa. Per quanto riguarda invece le maschere, sempre mantenendo al centro la protezione e la sicurezza, l’aspetto più ricercato è sicuramente la comodità e l’ergonomicità. Una maschera deve essere comoda e deve aderire al meglio al viso per fornire la protezione completa. Dal canto nostro stiamo cercando di creare delle maschere che siano comode e soprattutto funzionali. Sapendo che spesso il problema di questi dispositivi è l’appannamento interno, stiamo cercando di dotare le nostre maschere di diverse prese d’aria (in aggiunta a quelle già presenti) per fornire un prodotto molto funzionale e soprattutto affidabile nelle prestazioni.
In una categoria come quella dei DPI, dove protezione certificata, qualità dei materiali e comfort sono aspet-
ti centrali, quanto pesa oggi la pressione sul prezzo? E come si costruisce valore in questo mercato? Giampiero Moroni, Dräger Italia - La protezione certificata e la qualità dei materiali rappresentano requisiti imprescindibili nello sviluppo e realizzazione di tutti i nostri DPI. È vero che queste scelte possono incidere sul prezzo finale del prodotto, ma la sicurezza e la protezione che vogliamo offrire a chi sceglie di adottare le nostre soluzioni non può mai scendere al di sotto di determinati standard. Per questo costruiamo il valore della nostra offerta attraverso prodotti ad alto contenuto tecnologico, progettati per garantire affidabilità, qualità e funzionalità nella protezione. A questo si aggiunge il valore dei servizi che mettiamo a disposizione dei clienti: competenza tecnica, consulenza specializzata e supporto professionale lungo tutto il percorso di scelta e utilizzo dei dispositivi. Un ruolo importante è svolto anche dalla nostra Dräger Academy, che offre attività formative e di aggiornamento, contribuendo a qualificare, differenziare e completare la nostra proposta sul mercato.
David Beccati, Seba Antinfortunistica -La questione del prezzo è sicuramente centrale e fondamentale. Chi acquista non guarda solamente se il DPI è sicuro, confortevole e creato con materiali di qualità: uno tra gli aspetti fondamentali è
il prezzo. Se è troppo basso o troppo alto spesso il prodotto non viene preso in considerazione. Quindi bisogna trovare sempre un compromesso sul prezzo, che sia allo stesso tempo in linea con le aspettative di mercato e con il valore del DPI stesso. Al prezzo del DPI troppo basso viene associata una scarsa qualità. Allo stesso modo, quando il prezzo è percepito come troppo alto si tende a pensare che sia un articolo “di nicchia” e, quindi, che l’investimento non valga la pena. Mantenere un prezzo in linea con il mercato, fornendo un DPI con elevate caratteristiche è sicuramente un obiettivo che molti, compresi noi, si prefiggono. Il valore in questo mercato si costruisce con la serietà e con dei DPI affidabili: l’associazione del proprio brand legato a DPI affidabili e sicuri è sicuramente uno dei principali obiettivi che ogni azienda dovrebbe imporsi.
Che tipo di strumenti e supporti mettete oggi a disposizione di ferramenta e DIY per valorizzare la categoria occhiali e maschere e guidare correttamente la scelta del cliente?
Giampiero Moroni, Dräger Italia - Mettiamo a disposizione dei rivenditori una gamma completa di strumenti pensati per supportare sia l’esposizione sia la vendita dei prodotti. Dal confezionamento, studiato appositamente per valorizzare
il prodotto nel punto vendita, ai sistemi informatizzati per la gestione della vendita al banco, ogni elemento è progettato per facilitare il lavoro della ferramenta e migliorare l’esperienza d’acquisto del cliente. Tutti i nostri prodotti sono corredati dalla documentazione informativa prevista dalla normativa, mentre il design delle confezioni, l’attenzione alla comunicazione visiva e l’ottimizzazione degli ingombri espositivi contribuiscono a rendere la categoria più chiara, accessibile e attrattiva. A supporto dell’attività di vendita, attraverso il nostro sito web è possibile reperire con facilità informazioni tecniche e approfondimenti applicativi, facilmente consultabili. Si tratta di una risorsa preziosa sia per i rivenditori sia per gli utilizzatori finali, che possono così comprendere meglio le caratteristiche dei prodotti e individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.
David Beccati, Seba Antinfortunistica - Il supporto che diamo ai rivenditori (Ferramenta e/o DIY che sia) è costante e completo: forniamo schede tecniche digitali e soprattutto un supporto alla vendita efficiente ed immediato. Per qualsiasi richiesta, anche per conto terzi, il nostro Ufficio Tecnico è sempre pronto e disponibile a fornire il supporto necessario ascoltando, consigliando ed in caso anche guidando la scelta dei DPI più idonei e conformi alla domanda che riceviamo.

David

Beccati
Web Marketing Specialist Seba Antinfortunistica
SEBA ANTINFORTUNISTICA : OCCHIALE A MASCHERINA CON VALVOLA DI AERAZIONE 220N - Presenta una struttura in clururo polivinilico (PVC) compreso il supporto per il naso e lenti in policarbonato ed è dotato di quattro prese d’aria indiretta in plastica e di una fascia elastica regolabile per un migliore fissaggio. È sovrapponibile a lenti graduate. Certificazione: EN166 3 (per gocce liquidi) B (per particelle alta velocità) – Classe ottica 1
ARGOMENTI DI VENDITA
Comfort che favorisce l’utilizzo continuativo
Non crea fastidi ed impedimenti durante lo svolgimento della propria mansione lavorativa ed essendo sovrapponibile può essere utilizzato sopra le lenti graduate.
Versatilità
Può essere indossato dall’utilizzatore in diversi ambiti e settori e questo consente di semplificare la gestione delle dotazioni e rappresenta un vantaggio sia per le aziende sia per i rivenditori, che possono soddisfare esigenze differenti con un’unica proposta.
Buon rapporto prezzo qualità
Soddisfa le esigenze di chi non punta esclusivamente al prezzo, ma cerca un prodotto che sia duraturo.
Da oltre 25 anni l’azienda progetta e realizza soluzioni per l’allestimento di ferramenta, bricolage, garden center, pet shop e retail specializzato, proponendosi come partner capace di affiancarli nella costruzione di soluzioni pensate per ottimizzare gli spazi, valorizzare l’assortimento e migliorare l’efficienza del punto vendita
Nel retail specializzato, la qualità dell’esposizione rappresenta un elemento strategico per valorizzare il prodotto e migliorare l’esperienza d’acquisto. Ferramenta, colorifici, negozi tecnici e punti vendita professionali richiedono oggi soluzioni capaci di coniugare funzionalità, modularità e impatto estetico.
Da oltre 25 anni, Design 89 affianca i professionisti del settore nella progettazione, fornitura e installazione di scaffalature metalliche, arredi e sistemi espositivi destinati a ferramenta, bricolage, garden center, pet shop e retail specializzato.
L’azienda segue il cliente in ogni fase del progetto, dall’analisi delle esigenze fino alla realizzazione completa del punto vendita, offrendo soluzioni su misura sia per nuove aperture sia per interventi di rinnovamento. L’obiettivo è creare ambienti funzionali, ordinati e performanti, in grado di ottimizzare il lavoro degli operatori e migliorare la fruibilità degli spazi da parte del cliente finale.




La proposta di Design 89 comprende scaffalature metalliche modulari personalizzabili in finiture e colori, corredate da una vasta gamma di accessori compatibili per soddisfare ogni esigenza espositiva. Accanto alle soluzioni dedicate all’area vendita, l’azienda offre sistemi di stoccaggio per magazzini e logistiche, con scaffalature portapallet ad alta portata e soluzioni per carichi leggeri, garantendo continuità operativa tra spazio espositivo e area di deposito.
La gamma comprende inoltre numerosi prodotti per l’arredamento di negozi e showroom tra cui: banchi professionali, aree dedicate al servizio clienti, sistemi di illuminazione ed espositori progettati su misura, indipendenti o integrabili con le diverse tipologie di scaffalatura. Design 89 è in grado di sviluppare soluzioni che ottimizzano spazi, flussi e assortimento, contribuendo concretamente a migliorare l’efficienza e le performance complessive del punto vendita.
Per informazioni: www.design89.com
Dopo aver analizzato i principali dati dimensionali degli operatori del sud, è la volta di studiare le politiche di approvvigionamento e la composizione della clientela
In base all’indagine campionaria realizzata, si valuta che gli operatori commerciali del sud si riforniscono per il 77% dalle aziende, per il 16% da grossisti e per il restante 7% da altre fonti (in genere importazioni dirette). Per quanto riguarda la composizione della clientela, il 53% è costituita da professionisti ed un altro 47% da privati. Rispetto al dato nazionale è evidente una leggera discrepanza. Nel caso degli approvvigionamenti i dati appaiono più o meno in linea se non fosse per la prevalenza delle quote di fornitura da altri canali, che erodono due punti da quelle dirette. Per quanto riguarda la ripartizione della clientela si assiste ad una notevole differenza. In ogni modo è possibile rilevare un’estrema variabilità fra i diversi canali commerciali. Per quanto riguarda la composizione degli acquisti, per rivenditori di articoli da giardinaggio e garden center e vivai le quote di fornitura sono appannaggio delle aziende, anche se nell’ultimo caso appaiono quote seppur risibili riguardanti grossisti ed altre fonti. I grossisti acquistano il 67% degli articoli direttamente dalle imprese. Per la GDS la fornitura diretta incide per il 64%, mentre nel caso dei dettaglianti di ferramenta l’approvvigionamento dalle aziende avviene sull’ordine del 58%. In ogni modo, le quote di acquisto dai grossisti hanno per converso importanza per i negozi di ferramenta e molto meno per la GDS. Al sud, più che altrove, hanno una significativa incidenza le forniture da altri fonti soprattutto nel caso dei grossisti e della GDS. Per quanto concerne la composizione della clientela, la prevalenza di quella professionale è evidente fra grossisti e ferramenta. La domanda privata è invece più significativa nei rivenditori da giardinaggio, GDS e garden center e vivai.

Acquisti
Vendite
Nel caso dei dettaglianti di ferramenta è possibile approfondire l’analisi delle politiche di approvvigionamento e della composizione della clientela a seconda della fascia di fatturato di riferimento. In generale, si può osservare una leggera, ma significativa differenza fra le medie dell’area territoriale e quelle a livello nazionale. Ciò vale sia nel caso delle quote relative all’approvvigionamento che in quello delle percentuali di ripartizione della clientela. Ciò viene a vantaggio delle forniture dirette e della clientela professionale. In generale, inoltre, all’aumentare del giro d’affari cresce anche la quota degli acquisti diretti dalle aziende e della clientela professionale. Nel caso dei dettaglianti con un fatturato annuo inferiore a
150 mila euro l’82% degli acquisti viene effettuato dai grossisti ed il restante 18% dalle aziende. Quanto alla composizione della clientela, il 74% è costituito da privati, il restante 26% da professionisti. Per gli esercenti con un giro d’affari annuo compreso fra 150 e 200 mila euro il 43% degli approvvigionamenti proviene dalle aziende, mentre la restante quota dai grossisti. La clientela è costituita per il 57% da professionisti e la restante quota da privati. Per i rivenditori con un fatturato annuo superiore a 200 mila euro prevalgono sempre le forniture dirette dalle aziende (89%), mentre un altro 11% giunge da grossisti. La clientela è composta per il 24% da privati e per il 76% da professionisti.
FORNITORI E CLIENTI DEI DETTAGLIANTI DI FERRAMENTA DEL SUD (%)
% Acquisti
% Vendite Canali di vendita Grossisti Aziende Privati Professionisti
FORNITORI DEI DETTAGLIANTI DI FERRAMENTA DEL SUD PER FASCIA DI FATTURATO (€) (%)

L’analisi dei principali dati di mercato si basa su un’indagine campionaria svolta su 164 operatori commerciali (dettaglianti di ferramenta, rivenditori di giardinaggio, grossisti, GDS, garden center e vivai) specializzati nella distribuzione e vendita di articoli ed attrezzature per il bricolage e il giardinaggio. Le interviste sono avvenute nel periodo gennaio 2023 – dicembre 2024 ed hanno coinvolto gli operatori inseriti negli Osservatori Regionali e nelle rubriche “La parola al rivenditore”. In proposito, è stato possibile effettuare un

maggiore approfondimento delle risultanze dell’analisi nel caso dei dettaglianti di ferramenta, distinguendo tre fasce di fatturato. In tutti gli altri casi il giro d’affari non è stato preso in considerazione non tanto perché risulta essere un dato sensibile, quanto per il fatto di essere onnicomprensivo. Il dato delle vendite di un grossista, ad esempio, può riguardare il fatturato realizzato in un contesto territoriale più ampio di quello di riferimento, oltre che naturalmente di articoli non specificatamente di ferramenta.
Sono la dedizione, la passione e il forte coinvolgimento tipici di questo modello d’impresa ad aver garantito rapidità decisionale e un costante impegno nella costruzione di relazioni solide con il cliente e con il territorio. Fattori che hanno permesso a questa ferramenta di evolversi da bottega di quartiere a punto di riferimento per artigiani e imprese locali
Quando lo spirito di famiglia guida la conduzione di un negozio di ferramenta il successo è assicurato. È questo il messaggio che traspare dalla storia di Ferramenta Rigoni ad Albignasego (PD). E alla base di questo successo vi è una mission chiara e ben definita, garantire la massima soddisfazione del cliente rendendo unica la sua esperienza d’acquisto. Ecco, dalle parole di Laura Rigoni, responsabile commerciale, storia ed organizzazione dell’azienda di famiglia.
Quando è nata la vostra attività?
Nel cuore della frazione di Carpanedo ad Albignasego (PD), un piccolo negozio con due vetrine apre le sue porte nel gen-
naio 1987. Fondata da Dino Rigoni - dopo una lunga esperienza nella storica ferramenta Morassutti e nella Ferramenta Bardelli, dove ricopriva il ruolo di direttore di filiale - e dalla moglie Maria Schiavon, Ferramenta Rigoni nasce con l’intento di servire la comunità locale, e da allora inizia a percorrere un cammino di crescita e successo.
Ripercorriamo la vostra storia.
Sin dai suoi inizi, l’azienda ha saputo adattarsi e rispondere alle esigenze del mercato. Con l’ingresso del figlio Diego Rigoni, l’attività amplia la sua offerta, specializzandosi in particolare nella viteria e bulloneria. Questo focus ha permesso

al nostro negozio di diventare un punto di riferimento non solo per le piccole aziende artigianali di Albignasego, ma anche per le piccole industrie della provincia sud di Padova. L’espansione degli assortimenti e la crescente voglia di soddisfare le richieste della clientela spingono Dino e la sua famiglia a traslocare in una sede più grande e strategicamente ben posizionata nella città di Albignasego, dando una immagine più professionale e moderna dell’azienda.
In che modo si è evoluta l’attività?
Grazie alla guida di Diego Rigoni. Cresciuto nell’ambiente della ferramenta, il figlio di Dino ha dimostrato che il ricambio generazionale può avvenire in modo naturale e fluido. Diego ha infatti avuto la fortuna di apprendere fin da giovane le dinamiche del settore accompagnando il padre durante le pause estive al lavoro presso la Ferramenta Bardelli. Queste esperienze formative hanno fornito a Diego una solida base di conoscenze e competenze che ha saputo sfruttare nel corso degli anni. Sotto la sua guida, la nostra attività si è evoluta grazie all’introduzione di settori di nicchia che hanno arricchito l’offerta. Tra le innovazioni più significative c’è la specializzazione nella duplicazione delle chiavi, inclusi i modelli per auto e i radiocomandi. Questa diversificazione ha permesso di attrarre una clientela più ampia e di rispondere a esigenze specifiche del mercato. Ciò che però rende Diego un titolare davvero speciale è la sua attitudine a mettere le proprie abilità manuali al servizio dei clienti. È particolarmente attento alle necessità del priva-


to, offrendo supporto a chi desidera risolvere piccole rotture in casa o effettuare manutenzioni in autonomia. La sua disponibilità e competenza fanno di lui un punto di riferimento per chi cerca consigli pratici e soluzioni fai-da-te.
Cosa avviene successivamente?
La crescita aziendale non si ferma qui. Con il passare degli anni anche le altre due figlie di Dino e Maria decidono di unirsi all’attività di famiglia. Laura, la prima a entrare in azienda, guida un importante cambiamento: l’implementazione di un nuovo gestionale e l’ingresso nel gruppo Ferca nel 2003, un passo strategico che ha ulteriormente potenziato la competitività del negozio. Successivamente è la volta di Emanuela, che porta con sé un bagaglio di esperienza maturato in un’azienda di termoidraulica. Oggi Emanuela ricopre il ruolo di responsabile amministrativa, contribuendo con le sue competenze nella gestione finanziaria e nella contabilità a rendere l’attività aziendale sempre più solida e organizzata.
Un altro inserimento consente alla nostra attività di crescere ulteriormente. Abbiamo infatti accolto nel nostro staff Fabio, un giovane professionista che ha portato una ventata di energia e innovazione. Con l’espansione del servizio di consegna e forniture industriali, la sua voglia di imparare e di mettersi in gioco si è rivelata un valore aggiunto per l’azienda. Nonostante la sua giovane età, Fabio ha dimostrato una grande determinazione e un approccio proattivo, contribuendo a migliorare la nostra capacità di rispondere prontamente alle esigenze dei clienti, siano essi professionisti del settore o privati. La sua presenza ha arricchito il team, rendendo l’azienda ancora più attenta e reattiva alle richieste del mercato.
Quali risultati avete raggiunto?
Oggi la nostra ferramenta non è solo un negozio, ma una vera e propria istituzione per la comunità locale. Con un assortimento sempre aggiornato e un servizio clienti attento e professionale, continua a soddisfare le esigenze di artigiani e piccole imprese, mantenendo vive le tradizioni di famiglia e l’impegno verso la qualità.

Quali sono le vostre dimensioni operative attuali?
Il negozio si estende per 300 metri quadri e il nostro team si compone di 5 persone.
Qual è la vostra mission?
La mission dell’azienda è chiara: fornire supporto e garantire la massima soddisfazione del cliente, rendendo ogni esperienza d’acquisto unica e personalizzata.
Quali sono le vostre caratteristiche distintive?
Ci distinguiamo non solo per la qualità dei prodotti offerti, ma anche per l’attenzione al cliente e l’innovazione nei servizi offerti. Tra le opzioni più apprezzate c’è la possibilità di comunicare tramite WhatsApp, un canale che consente ai clienti di inviare foto di articoli di ferramenta o di chiedere consigli su come risolvere un problema specifico o effettuare un intervento fai-da-te. Questo servizio è particolarmente utile, poiché spesso i clienti non conoscono i termini tecnici adeguati; inviare una foto rende la comunicazione più semplice e veloce, facilitando la ricerca dell’articolo giusto. Inoltre, grazie al sostegno della cooperativa Ferca, siamo in grado di rispondere a richieste che vanno oltre il nostro assortimento base, garantendo così una vasta gamma di soluzioni.
uBicazionE E Storia. È ubicata ad Albignasego (PD) ed è stata fondata nel 1987 da Dino Rigoni e dalla moglie Maria Schiavon. Nasce con l’intento di servire la comunità locale, e da allora inizia a percorrere un cammino di crescita e successo. L’ingresso del figlio Diego nell’attività favorisce un ulteriore im-

C’è qualcosa che vorrebbe aggiungere?
In definitiva, la nostra storia rappresenta un esempio di come passione, dedizione e spirito di famiglia possano portare a risultati straordinari. Con un futuro promettente davanti a sé, l’azienda è pronta a continuare a crescere e a servire la sua comunità con lo stesso entusiasmo di circa 40 anni fa.

pulso all’espansione dell’attività grazie anche alle sue capacità di interfacciarsi con la clientela. Successivamente si affiancano le sorelle Laura ed Emanuela che ne migliorano la gestione amministrativa ed organizzativa. Nello staff entra poi Fabio che ne accresce il valore aggiunto.
DimEnSioni E carattEriStichE. Il negozio si estende su una superficie di 300 metri
quadri ed occupa 5 persone in totale. La caratteristica distintiva è di fornire supporto e garantire la massima soddisfazione del cliente, rendendo ogni esperienza d’acquisto unica e personalizzata
FERRAMENTA RIGONI
Via Roma, 256/a 35020 albignasego PD Tel. 0497313185

Lo scenario economico pag. 90
Lo scenario imprenditoriale pag.92
I grossisti pag. 93
Lo scenario dei rivenditori pag. 94
La Gds pag. 97
L’OSSERVATORIO PERMANENTE

incentra la propria analisi sull’osservazione del tessuto imprenditoriale e distributivo regionale, con una particolare attenzione alle nuove tendenze, all’andamento dei fatturati, ai problemi e alle possibili soluzioni, all’eccellenza, all’armonia e alla creazione di valore aggiunto. Fonte privilegiata resta la voce diretta delle aziende a fondamento del settore, distinguendo fra imprese produttrici, distributive e commerciali, dettaglianti, grossisti e Gds. L’obiettivo è offrire una fotografia rappresentativa di tutta la filiera.
AREE TERRITORIALI PRINCIPALI TENDENZE EVOLUTIVE
Sicilia Leggero rallentamento dell’attività economica, Stabilità dell’export Incremento del comparto edilizio
Agrigento Stabilità del settore produttivo
Caltanissetta Stagnazione dell’attività economica
Catania Tenuta del comparto imprenditoriale
Enna Leggera diminuzione del settore produttivo
Messina Leggero calo dell’attività economica
Palermo Stagnazione del settore imprenditoriale
Ragusa Stabilità del comparto economico - imprenditoriale
Siracusa Stabilità dell’attività produttiva
Trapani Stagnazione del settore imprenditoriale
Sardegna Tenuta del settore industriale, Contrazione delle ragioni di scambio Rallentamento dell’attività edilizia
Cagliari Stagnazione del comparto imprenditoriale
Nuoro Stazionarietà dell’attività produttiva
Oristano Leggero calo del settore produttivo
Sassari Tenuta del comparto economico - produttivo

Nel primo semestre del 2025 l’attività economica in Sicilia, seppure in leggero rallentamento, ha continuato a espandersi. Secondo Banca d’Italia, il prodotto è aumentato dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La crescita regionale si è confermata superiore a quella media nazionale e a quella del Mezzogiorno. Nell’industria e nei servizi privati non finanziari le aziende con fatturato in aumento nei primi nove mesi dell’anno hanno prevalso su quelle che ne hanno registrato un calo. I risultati reddituali si sono confermati positivi per la maggior parte delle imprese, alimentando ampie disponibilità liquide. Le aspettative a breve termine sono cautamente positive. Nell’edilizia l’attività si è mantenuta sui livelli elevati degli ultimi anni, sospinta dalla realizzazione di lavori pubblici e dalla ripresa del mercato immobiliare. Nel primo semestre le esportazioni di merci sono diminuite nel complesso, ma sono risultate in aumento al netto della componente petrolifera, la cui incidenza è scesa a circa la metà del totale. La diminuzione dei prestiti al comparto produttivo si è attenuata fino quasi ad annullarsi nei mesi estivi; vi ha contribuito la riduzione del costo del credito. L’occupazione ha continuato ad aumentare, sebbene con un’intensità inferiore rispetto al 2024, mostrando comunque un tasso di crescita più elevato di quello osservato sia nella media nazionale sia nel Mezzogiorno. Il tasso di attività ha registrato un ulteriore incremento; il numero di persone in cerca di lavoro si è lievemente ridotto, ma il tasso di disoccupazione si è confermato su livelli doppi rispetto al dato italiano. È proseguita la crescita del reddito delle famiglie siciliane e della spesa per consumi, aumentati entrambi in misura superiore alla media nazionale. I finanziamenti alle famiglie consumatrici hanno accelerato per effetto della dinamica dei nuovi mutui, le cui erogazioni nel primo semestre del 2025 sono aumentate di circa un terzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il credito al consumo ha continuato a espandersi a ritmi sostenuti. Nel complesso la rischiosità del credito bancario alla clientela residente in regione è rimasta contenuta: il tasso di deterioramento è lievemente diminuito e l’incidenza dei crediti deteriorati sul totale è rimasta stabile. I depositi bancari delle famiglie e delle imprese sono aumentati, beneficiando dell’afflusso di liquidità nei conti correnti. Ha continuato a crescere anche il
valore dei titoli detenuti presso il sistema bancario. All’espansione hanno contribuito con diversa intensità tutte le principali forme di investimento.
Nella prima parte del 2025 l’attività economica in Sardegna ha continuato a crescere leggermente. Secondo Banca d’Italia, il prodotto è aumentato dello 0,7% nei primi sei mesi dell’anno nel confronto con il periodo corrispondente del 2024, una variazione lievemente superiore a quella media nazionale ma inferiore al dato del Mezzogiorno. La fase ciclica si è mantenuta stabile nell’industria regionale, con marcate differenze tra comparti: nell’alimentare è proseguito il quadro congiunturale favorevole, mentre nel settore metallurgico ha continuato a incidere negativamente l’incertezza sulla permanenza in regione di alcune produzioni di base. In un contesto di riduzione dei tassi di interesse e del costo dell’energia, le attese delle imprese industriali per i prossimi mesi sono influenzate dalle frizioni commerciali dovute in particolare all’inasprimento dei dazi alle importazioni da parte dell’amministrazione americana. La produzione nelle costruzioni si è lievemente indebolita, riflettendo la riduzione della domanda dei privati, mentre ha continuato a incrementarsi quella pubblica legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Nei servizi si è registrata un’espansione dell’attività: nel turismo sono cresciute le presenze e anche i passeggeri presso gli scali portuali e aeroportuali della regione sono aumentati, soprattutto quelli provenienti dall’estero. La redditività delle imprese si è mantenuta sui livelli elevati osservati negli ultimi anni e anche la liquidità è rimasta cospicua. Si è arrestato il calo dei prestiti al settore produttivo, in connessione con la progressiva riduzione dei tassi d’interesse e l’aumento della domanda finalizzata agli investimenti. L’andamento dei finanziamenti è stato positivo per le imprese medio-grandi, mentre il credito alle aziende di minori dimensioni è ancora diminuito. L’occupazione in regione ha continuato a espandersi in misura

superiore rispetto alla media nazionale. Per i lavoratori alle dipendenze nel settore privato non agricolo, i contratti attivati al netto delle cessazioni nei primi otto mesi del 2025 sono stati superiori a quelli osservati nello stesso periodo del 2024. A questo incremento hanno contribuito sia le posizioni a tempo indeterminato, sia quelle a termine. La partecipazione al mercato del lavoro è ulteriormente aumentata, ma è salito il tasso di disoccupazione, dopo il calo osservato negli ultimi quattro anni. Il potere d’acquisto delle famiglie sarde è cresciuto, grazie all’aumento dei redditi nominali e alla stabilizzazione
della spinta inflazionistica. I consumi sono saliti a un tasso di poco superiore a quello medio nazionale. I prestiti alle famiglie hanno accelerato, riflettendo sia la dinamica dei mutui immobiliari, sia quella del credito al consumo. A giugno 2025 la quota di crediti deteriorati in rapporto alle consistenze si è leggermente ridotta. Le giacenze nei depositi bancari hanno accelerato, riflettendo la crescita sostenuta di quelli in conto corrente. Pur proseguendo la decelerazione osservata dallo scorso anno, il valore dei titoli a custodia presso le banche è aumentato in maniera consistente.
Come si è trasformata nel tempo la configurazione e lo scenario del commercio di articoli di bricolage e giardinaggio?
Risposta. Negli ultimi decenni il comparto ha vissuto una trasformazione radicale. Alla ferramenta tradizionale e ai consorzi agrari si sono affiancati grandi centri specializzati, garden center strutturati e una presenza crescente della GDO, che ha ampliato gli assortimenti rendendo questi prodotti sempre più accessibili. Parallelamente l’e-commerce ha cambiato le abitudini dei consumatori: oggi il cliente si informa online, confronta prezzi, guarda tutorial e alterna acquisti digitali e fisici. Il mercato, pur rallentato dall’inflazione e dal ridimensionamento dei bonus edilizi, resta dinamico e strategico, con una domanda che si orienta verso prodotti sostenibili, soluzioni per il benessere domestico e articoli per il tempo libero all’aperto.
Quali sono stati gli interventi attuati negli anni dagli enti locali per consentire trasformazioni e/o modifiche a questa rete commerciale?
Sono intervenuti soprattutto attraverso strumenti urbanistici e regolamentari: piani commerciali, destinazioni d’uso, autorizzazioni per medie e grandi strutture, norme su viabilità e parcheggi. In molte realtà si è cercato di governare l’espansione delle grandi superfici specializzate, bilanciandola con la tutela del commercio di prossimità. Altri interventi hanno riguardato la riqualificazione delle aree artigianali, dove spesso trovano sede i centri brico garden, e la semplificazione delle procedure ammi-
nistrative per aperture e ampliamenti. Tuttavia, queste azioni non sempre sono state inserite in una strategia organica: spesso si è trattato di risposte puntuali, non di una visione complessiva sulla filiera casa giardino.
Sono previste altre azioni particolari per indirizzare l’evoluzione di questa rete commerciale?
Oggi emerge la necessità di politiche più mirate e coordinate. Servono programmi di rigenerazione urbana che integrino negozi di prossimità, garden center e servizi alla persona, così come incentivi per la transizione digitale delle imprese, affinché anche le ferramenta e i piccoli operatori possano presidiare l’online. Un altro fronte riguarda la sostenibilità: promuovere filiere corte, prodotti eco compatibili e sistemi di recupero e riciclo può diventare una leva competitiva e un obiettivo pubblico. Anche la nostra Regione dovrebbe dotarsi di osservatori permanenti sul commercio, capaci di leggere i dati e orientare le scelte, evitando sia la desertificazione dei centri storici sia una concentrazione eccessiva nelle sole grandi superfici.
In tali azioni si punta a coinvolgere istituzioni e associazioni territoriali?
Se sì, in che modo e con quale ruolo? Il coinvolgimento delle rappresentanze economiche è fondamentale. Confcommercio, le Camere di Commercio e le associazioni di categoria possono fornire dati, analisi e soprattutto la voce delle imprese. Il loro ruolo dovrebbe essere duplice: co-progettare le linee di sviluppo (piani commerciali, incentivi, forma

ne) e accompa - gnare le aziende nei processi di innovazione, digitalizzazione e passaggio generazionale. Tavoli permanenti di confronto, protocolli d’intesa e osservatori congiunti permetterebbero di evitare decisioni calate dall’alto e di costruire politiche realmente aderenti ai territori. In Sicilia questo approccio è decisivo per tenere insieme aree metropolitane, piccoli centri interni e vocazioni produttive molto diverse.
Queste azioni saranno efficaci per armonizzare l’attività commerciale di bricolage e giardinaggio?
L’efficacia dipenderà dalla capacità di integrare gli interventi in una visione di sistema. Il rischio è sommare misure scollegate: un bando per la digitalizzazione, una norma urbanistica, un contributo per la riqualificazione. Se invece si lavora su tre assi - competitività delle imprese, qualità urbana e sostenibilità - il comparto può trovare un equilibrio nuovo tra grandi player, negozi specializzati e punti vendita di prossimità. Armonizzare non significa uniformare, ma valorizzare le specificità: la ferramenta
che offre consulenza, il garden center come luogo di esperienza, il consorzio agrario che dialoga con l’hobbistica. Il coordinamento pubblico privato sarà decisivo.
Come prevede che si possa trasformare in futuro questo comparto commerciale?
Il futuro sarà sempre più ibrido: fisico e digitale, professionale e hobbistico, prodotto e servizio. I dati confermano che giardinaggio e outdoor stanno crescendo, spinti dal bisogno di benessere e qualità della vita. La passione per il fai da te resta forte, ma richiede accom-
pagnamento: tutorial, corsi, consulenze in negozio. I punti vendita diventeranno hub di competenze, non solo luoghi di transazione. In Sicilia questo può intrecciarsi con turismo, agricoltura di qualità e recupero dei borghi. Chi saprà integrare assortimento, servizi, logistica e relazione col cliente avrà un vantaggio competitivo strutturale.
Cos’altro si sente di aggiungere?
Vorrei sottolineare un aspetto spesso trascurato: questo comparto è anche un presidio sociale. Una ferramenta, un garden center o un negozio di bricolage non sono solo luoghi di acquisto, ma
spazi in cui si costruiscono relazioni, si scambiano saperi e si alimenta una cultura della cura degli spazi privati e collettivi.
In una regione come la Sicilia, dove il tessuto imprenditoriale è composto soprattutto da micro e piccole imprese, sostenere questi operatori significa difendere lavoro, competenze e identità dei territori. Per questo chiediamo politiche stabili, meno burocrazia e un vero patto tra istituzioni e imprese: salvaguardare la rete commerciale significa investire sulla qualità della vita delle nostre comunità.
Ragione sociale NOBENTO SPA
Località Alghero (SS)
Anno di fondazione 2008
Addetti (unità) Circa 300
Superficie (mq) 25.000 (capannone principale)
Fatturato (Mn. €) n.d.
Quota export/fatturato (%) -
Settore di riferimento Edilizia
Tipologia di prodotti Serramenti in PVC e alluminio
Principali paesi di esportazione -
Principali paesi di importazione Belgio – Francia
Organizzazione commerciale e distrib. Direzione e ufficio commerciale, area manager
Canali di vendita B2B, GDO
Telefono 0799896001
Sito Internet www.nobento.it
Presenza sui social Facebook, Instagram, LinkedIn, Pinterest, YouTube
Indirizzo email aziendale info@nobento.it
E-commerceFatturato e-commerceUNIPROFIL
Ragione sociale UNIPROFIL UNIVERSAL PROFILATI SRL
Località Ragusa
Anno di fondazione 1983
Addetti (unità) 20
Superficie (mq) 4.000
Fatturato (Mn. €) n.d.
Quota export/fatturato (%) -
Settore di riferimento Manifatturiero
Tipologia di prodotti Pannelli bugnati – zanzariere – meccanismi persiana
Principali paesi di esportazione -
Principali paesi di importazione -
Organizzazione commerciale e distrib. Agenti – rivenditori
Canali di vendita Tradizionali
Telefono 0932667273
Sito Internet www.uniprofil.it
Presenza sui social Facebook
Indirizzo email aziendale info@uniprofil.it
E-commerceFatturato e-commerce -
Grossisti Sito Internet Provincia Sicilia
Cascino Angelo & C. Snc
www.cascino.it PA
Emanuele Anfuso Spa www.anfusospa.it CT
Eurogross Srl www.eurogross.it PA
F.lli Miosi & C. Snc www.fratellimiosi.it PA
Guajana Ferramenta Spa www.guajanaspa.com PA
Sipafer Spa www.sipafer.it ME
Virlinzi Spa www.virlinzionline.it CT
Sardegna
C.L.C. Srl
www.clcingrossoferramenta.it CA
Ferramenta Sardopiemontese Spa www.viglietta.it OR
Migoni Srl www.migonisrl.it CA
Denominazione sociale GUAJANA FERRAMENTA SPA
Anno di fondazione 1875
Gruppo di appartenenza e/o riferimento Privati indipendenti
Anno di apertura e/o ingresso nel gruppoLocalità Palermo
Telefono 0916884684
Sito Internet www.guajanaspa.com
Presenza sui social Facebook – Instagram
Indirizzo email aziendale info@guajanaspa.com
Superficie (mq) 17.000
Addetti (unità) 24
Sito e-commerce www.guajanaspa.com
Fatturato e-commerce (in % sul fatt. tot) -
Qual è il trend dell’attività nel 2025 a livello di margini e fatturato?
Ribasso Stabilità Rialzo
Fatturato ✔
Margini ✔
Qual è la tendenza delle vendite dei prodotti commercializzati?
Articoli di ferramenta Tendenza delle vendite
Articoli per la sicurezza -3,4%
Attrezzature per edilizia +6,9%
Attrezzature per giard. +17,5%
Colori e vernici
+11,3%
Materiale elettrico +1,8%
Minuteria +1%
Utensileria elettrica +3,9%
Utensileria manuale +5,6%
Altro (spec)
Perché si registrano tali andamenti?
Le variazioni di lieve entità rientrano nella fisiologica oscillazione delle vendite. Nei casi più eclatanti condizioni particolari di acquisto, sia esso vantaggioso o svantaggioso, determina prezzi di vendita che influiscono sulle performance di sell-out.
Come prevede possa evolversi la situazione in futuro?
Ribasso Stabilità Rialzo
Trend del settore ✔
Trend della Sua attività ✔
In generale, per il futuro della sua attività è ottimista o pessimista? Ottimista.
A fine 2025 in Sicilia si contano circa 3,9 mila esercizi al dettaglio in sede fissa specializzati nel commercio di articoli per il fai da te. Rispetto all’anno precedente si registra un calo del 6,7%, che acuisce il ridimensionamento di questa rete merceologica. Contribuisce a tale calo il numero di esercizi di ferramenta, che si riducono del 7,3% nell’ultimo biennio in esame. È anche significativa la diminuzione del numero di rivenditori di macchine ed attrezzature per agricoltura e giardinaggio, e dei punti vendita di materiali da costruzione. L’analisi provinciale relativa all’ultimo biennio evidenzia che il calo è generalizzato in tutte le province. ANALISI DELLA
Evoluzione del numero degli esercizi al dettaglio in sede fissa del fai da te, dal 2021 al
vernici, vetro piano, materiale elettrico e
Evoluzione della distribuzione provinciale degli esercizi al dettaglio in sede fissa del fai da te, 2024 e 2025
elaborazione su dati di fonte Confcommercio, Ministero dello Sviluppo Economico
A fine 2025 in Sardegna si contano 1.412 esercizi al dettaglio in sede fissa specializzati nel commercio di articoli per il fai da te. Rispetto all’anno precedente si assiste così ad una contrazione del 6,3%, che riduce ulteriormente la consistenza di tale rete merceologica. A questo ridimensionamento contribuisce maggiormente la riduzione del numero di esercenti di ferramenta. È anche significativo il calo dei punti vendita di macchine ed attrezzature per agricoltura e giardinaggio e dei rivenditori di materiali da costruzione. L’analisi provinciale relativa all’ultimo biennio mette in luce che la riduzione è comune a tutte le province.
Evoluzione del numero degli esercizi al dettaglio in sede fissa del fai da te, dal 2021 al 2025
specificato
Fonte: elaborazione su dati di fonte Confcommercio, Ministero dello Sviluppo Economico
Evoluzione della distribuzione provinciale degli esercizi al dettaglio in sede fissa del fai da te, 2024 e 2025
Fonte: elaborazione su dati di fonte Confcommercio, Ministero dello Sviluppo Economico
Denominazione attività FERRAMENTA CAVALLARO
Località Palermo
Sito Internet -
Presenza sui social Facebook
Indirizzo email generale info@ferramentacavallaro.it
Superficie (mq) 140
Addetti (unità) 2
Anno di fondazione 1979
Tendenza fatturato Leggero calo
Qual è la tendenza delle vendite dei prodotti commercializzati?
Merceologie di prodotto tendenza delle vendite
Articoli per la sicurezza
Attrezzature per edilizia
Attrezzature per giard. =
Colori e vernici = Materiale elettrico
Minuteria
Utensileria elettrica
Utensileria manuale = Altro (casalinghi)
Come prevede possa evolversi la situazione nei prossimi anni?
Ribasso Stabilità Rialzo
Trend del settore ✔
Trend della Sua attività ✔
In generale, per il futuro della sua attività è ottimista o pessimista? Ottimista.
Denominazione attività FERRAMENTA F.LLI RUSSO
Località Canicattì (AG)
Sito Internet https://ferramentarusso.it/ Presenza sui social Facebook
Indirizzo email generale info@ferramentarusso.it
Superficie (mq) 300
Addetti (unità) 3
Anno di fondazione 1981
Sito e-commerce https://ferramentarusso.it/ Fatturato e-commerceTendenza fatturato Stabile
Qual è la tendenza delle vendite dei prodotti commercializzati?
Merceologie di prodotto tendenza delle vendite
Articoli per la sicurezza = Attrezzature per edilizia = Attrezzature per giard. Colori e vernici = Materiale elettrico
Minuteria
Utensileria elettrica
Utensileria manuale Altro (casalinghi)
Come prevede possa evolversi la situazione nei prossimi anni?
Ribasso Stabilità Rialzo Trend del settore ✔ Trend della Sua attività ✔
In generale, per il futuro della sua attività è ottimista o pessimista? Pessimista.
Denominazione attività FERRAMENTA PISCHEDDA
Località Oristano
Sito Internet -
Presenza sui social Facebook, Instagram
Indirizzo email generale ferramentapischedda@tiscali.it
Superficie (mq) 500
Addetti (unità) 4
Anno di fondazione 1947
Tendenza fatturato Stabile
Qual è la tendenza delle vendite dei prodotti commercializzati?
Merceologie di prodotto tendenza delle vendite
Articoli per la sicurezza = Attrezzature per edilizia
Attrezzature per giard.
Colori e vernici = Materiale elettrico
Minuteria
Utensileria elettrica = Utensileria manuale
Altro (spec.)
Come prevede possa evolversi la situazione nei prossimi anni?
Ribasso Stabilità Rialzo
Trend del settore ✔
Trend della Sua attività ✔
In generale, per il futuro della sua attività è ottimista o pessimista?
Un po’ pessimista.
A fine 2025 in Sicilia sono attivi 45 punti vendita facenti capo a 11 insegne e 8 gruppi della GDS. Le province con il maggior numero di punti vendita sono, nell’ordine, Trapani, Catania, Agrigento, Palermo, Messina, Ragusa, Caltanissetta, Siracusa, Enna. Al gruppo Adeo fanno capo 13 punti vendita, di cui 6 Bricocenter, 4 Leroy Merlin e 3 Tecnomat. Ad Evoluzione brico fanno capo 11 punti vendita. A Brico Market fanno capo 6 punti vendita. A Brico ok fanno capo 5 punti vendita. A BricoTerm fanno capo 4 punti vendita. A Fdt fanno capo 3 punti vendita. A Brico Più e Punto Brico Rosolini fanno capo rispettivamente 1 punto vendita.
Insegne / Province


Dati riferiti al 31/12/2025
A fine 2025 in Sardegna sono attivi 37 punti vendita facenti capo a 10 insegne e 7 gruppi della GDS. Le province con il maggior numero di punti vendita sono, nell’ordine, Cagliari, Sassari, Sud Sardegna, Nuoro, Oristano. Al gruppo Bricofer fanno capo 12 punti vendita, di cui 11 Bricofer e 1 Ottimax. Cfadda fa parte del consorzio Bricolife. Al gruppo Adeo fanno capo 5 punti vendita, di cui 1 Bricocenter, 1 Leroy Merlin e 3 Tecnomat. A Brico ok fanno capo 4 punti vendita. A Brico io fanno capo 3 punti vendita. A Bricostock e Fdt fanno rispettivamente capo 1 punto vendita.


Insegna BRICO OK
Denominazione sociale GAMMA IDEA SRL
Anno di fondazione 2007
Gruppo di appartenenza e/o riferimento Brico ok
Anno di apertura e/o ingresso nel gruppo 2011
Località La Maddalena (SS)
Telefono 0789727932
Sito Internet www.bricook.it
Presenza sui social Facebook
Indirizzo email aziendale Lamaddalena@bricook.it
Superficie (mq) 1.045
Addetti (unità) 9
Sito E-commerce https://shop.bricook.it/ Fatturato e-commerce (in % sul fatturato totale) 1%
Qual è il trend dell’attività nel 2025 a livello di margini e fatturato?
Ribasso Stabilità Rialzo Fatturato ✔ Margini ✔
Qual è la tendenza delle vendite nel 2025 dei prodotti commercializzati?
Articoli di ferramenta La tendenza delle vendite
Articoli per la sicurezza -
Attrezzature per edilizia +
Attrezzature per giardinaggio +
Colori e vernici +
Materiale elettrico
Minuteria =
Utensileria elettrica +
Utensileria manuale + Altro (spec.)
Come prevede possa evolversi la situazione in futuro?
Ribasso Stabilità Rialzo
Trend del settore ✔
Trend della Sua attività ✔
In generale, per il futuro della Sua attività è ottimista o pessimista?
In un periodo di forte incertezze pensiamo di poter migliorare i nostri servizi al cliente per rimanere competitivi nel mercato.


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