DOMENICA 20 NOVEMBRE 2016
Settimanale di Informazione
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ANNO XV - N° 37 - DOMENICA 20 NOVEMBRE 2016
SICTA
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A RISCHIO ESTINZIONE
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MAURO D’ANNA
SICTA: UN’ALTRA ECCELLENZA CAMPANA A RISCHIO DI ESTINZIONE
Il SICTA (Sistemi Innovativi per il Consorzio napoletano mettere in atto una politica di ottimizzazione Controllo del Traffico Aereo) è un che implica l’internalizzazione delle risorse verso la chiusura consorzio di proprietà di ENAV S.p.A. all’interno del gruppo ENAV, visto il forte con trasferimento (ex Ente Nazionale Assistenza al Volo) dal interesse per le figure professionali di 1993 con finalità di Ricerca nel dominio dei dipendenti a Roma SICTA. Inspiegabilmente tale operazione Air Traffic Management / Communication prevedrebbe un trasferimento di sede; la Navigation Surveillance (ATM/CNS) con sede in Napoli nella decisione presa infatti è quella di trasferire i dipendenti nelle torre di controllo dell’aeroporto di Capodichino e composto da sedi del gruppo di Roma. Inoltre i dipendenti del Consorzio laureati con un alto profilo professionale. Il Consorzio svolge SICTA, nonostante l’esperienza e la collaborazione ventennale principalmente attività di ricerca e sviluppo cooperando con le con ENAV S.p.A., potrebbero rischiare di essere trasferiti e comunità scientifiche nazionali ed internazionali. assorbiti non dalla capogruppo così come ci si aspetterebbe, Oltre a rappresentare ENAV S.p.A. nei principali programmi ma bensì da un’altra società del gruppo, creando una scatola e progetti di ricerca europei nell’ambito della gestione del cinese. traffico aereo (es. SESAR, Horizon 2020), i dipendenti del Alla esplicita richiesta da parte delle organizzazioni Sindacali SICTA svolgono numerose attività per la Capogruppo relative e delle RSU SICTA, manifestata agli attori sopra citati, di il core business aziendale. chiarire le motivazioni per tale cambiamento di sede, non Come conseguenza delle politiche di privatizzazione di sono state fornite risposte. Infatti è importante precisare che ENAV S.p.A., il Direttore Generale, nonché Presidente del il mantenimento dell’attuale sede di lavoro non comporta un SICTA, insieme a Risorse Umane, Relazioni industriali e aggravio di costi, essendo tutte le risorse attualmente impiegate Rapporti Sindacali contrattazione Nazionale di ENAV S.p.A., all’interno di una struttura di proprietà di ENAV S.p.A.. in riunioni ufficiali, hanno confermato lo scenario che vedrà Inoltre l’infrastruttura tecnologica utilizzata attualmente è coinvolto SICTA nell’immediato futuro. Nello specifico hanno già pienamente integrata con quella della capogruppo (LAN sottolineato, durante l’ultima riunione tenutasi il 17/10/2016 e differenti servizi elettronici / informatici), come risultato di nei locali SICTA di Napoli, che la Capogruppo ENAV S.p.A., un progressivo processo, di condivisone di servizi centralizzati in seguito ad un preciso mandato del Governo, ha deciso di (Shared Services). continua a pag. 4
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Per di più non esistono vincoli di processo che impediscono di continuare a svolgere a Napoli le attività lavorative per le funzione di ENAV S.p.A.. A questo si aggiunge l’ingente investimento di ENAV S.p.A. per la “info mobility”, ossia uno strumento che permette l’uso delle tecnologie informatiche e non solo, a supporto della mobilità e degli spostamenti. In fine si evidenzia che nell’attuale struttura organizzativa di ENAV S.p.A. esistono diverse realtà in cui la governance è esercitata in un luogo e le risorse sono delocalizzate sul territorio nazionale ed internazionale. Tale situazione è già presente nella sede di Napoli. Di conseguenza tutti i dipendenti rimangono allibiti dinanzi a tali decisioni, infatti, per quanto citato precedentemente, non si
comprende perché l’internalizzazione dovrebbe comportare il trasferimento a Roma, in particolar modo dopo le tante dichiarazioni del Presidente del Consiglio Renzi e del Presidente della regione Campania De Luca, in cui in contraddizione con quello che sta realmente accadendo, dicono di voler rilanciare il Sud ed in particolare
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il comparto aerospazio. Tutto ciò risulta ancora più grave se si pensa che ENAV S.p.A. è controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e vigilata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A tal proposito, il mantenimento delle attuali sedi di lavoro e l’integrazione come dipendenti nella capogruppo ENAV S.p.A., da tempo unica azienda di riferimento per commesse ed attività rappresentano l’evoluzione naturale per i dipendenti SICTA. I dipendenti SICTA sono fiduciosi in una proficua collaborazione e in un decisivo appoggio da parte dei Media e delle Istituzioni per informare, monitorare e sostenere il processo descritto, al fine di fermare il depauperamento del comparto aerospaziale Campano oltre che garantire la propria tutela sia dal punto di vista sociale che contrattuale.
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CARMEN PALUMBO
INTERVISTA A CIRO DE ROSA, DIRIGENTE DI SETTORE RITORNATO AL COMUNE DOPO LA TRANSAZIONE
Questa settimana ci occupiamo nuovamente della movimentata e contorta politica casoriana, puntando l’attenzione su Ciro De Rosa, titolare del settore secondo, cioè ragioneria, finanza e sistemi informativi, che è stato contento di rispondere ad alcune domande, che noi tutti cittadini di Casoria ci facciamo. Signor De Rosa, lei era un dirigente anche nell’Amministrazione precedente come mai ha accettato di rientrare al Comune dopo la transazione? In realtà non si è trattato di un’accettazione ma di una continuità all’incarico conferitomi dal Prefetto, non sono stato investito di una nuova carica. Nel mio precedente ruolo oltre ad essere titolare del settore secondo, mi occupavo anche del quarto settore, cioè servizi ai cittadini, alle imprese e ai contribuenti, attualmente non ricopro più questa mansione. Per quanto riguarda la mia adesione alla nuova amministrazione, tutto nasce dal contratto che io e altri dirigenti di settore firmammo con il Prefetto. In tale contratto era prevista la scadenza dell’incarico in coincidenza con la fine del mandato del commissa-
rio straordinario, per cui con l’avvento del nuovo Sindaco, il mio ruolo sarebbe dovuto decadere. Successivamente dalla cassazione abbiamo saputo che questi tipi di incarichi non possono avere durata inferiore ai tre anni, quindi l’amministrazione ha fatto le sue valutazioni e ha deciso che la decadenza dell’incarico dovesse essere annullata, proprio per effetto di questa norma. Attualmente abbiamo raggiunto un accordo con l’amministrazione e la durata dell’incarico è prevista fino a dicembre 2017. Come può definire la situazione del nostro Comune? Si può parlare di dissesto finanziario? Il dissesto finanziario è un tipo di procedura che deve essere attivata da una deliberazione del Consiglio Comunale,
che assolutamente non è avvenuta, per cui mi sento di dire che non siamo in dissesto finanziario. Il nostro Comune, per quanto riguarda le difficoltà, si colloca in una fascia intermedia dei Comuni Italiani. Naturalmente come molte altre cittadine, anche Casoria si trova in una fase difficile ma non di estrema e totale difficoltà. Addirittura si è parlato di spostare i pagamenti dei dipendenti comunali e di rimandare la tredicesima dopo Natale, a causa di una situazione di crisi che persiste ormai da tempo. Secondo lei il nostro Comune ha la possibilità di uscire da tale situazione? Riguardo ai pagamenti nemmeno in questo caso è stata emanata una delibera e per il momento non si prevedono spostamenti, né riguardo agli stipendi comunali e nemmeno relativi alla tredicesima. Per quanto riguarda la situazione di crisi, ci tengo a precisare che il Comune ha tutte le potenzialità per uscire da questo momento difficile e credo che facendo un buon lavoro, di impegno e volontà, i risultati possano venir fuori molto presto.
MAURO INGANNATO
NUOVE DATE PER LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE EQUITALIA Il termine entro il quale è possibile presentare istanza a Equitalia per chiedere la definizione agevolata delle cartelle esattoriali, è stato spostato dal 23 gennaio 2017 al 31 marzo 2017. L’agente della riscossione che da Equitalia si chiamerà Equientrate, entro il 31 maggio 2017 invierà i conteggi relativi allo sconto applicato alle cartelle di pagamento per le quali i contribuenti hanno presentato domanda di rottamazione.
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Intervista ad Antonio Sollo, esponente di spicco del MeetUP “Amici di Beppe Grillo” di Casoria, primo dei non eletti nelle ultime elezioni comunali.
A FAVORE DEL BENE COMUNE Quali novità, a suo avviso, potrebbe apportare il MeetUp “Amici di Beppe Grillo” in uno stagnante quadro politico locale a Casoria? In primis una rivoluzionaria modifica nel modo di intendere la politica. Siamo abituati ad assistere ad aggregazioni ristrette di persone sotto il nome di “partito” che determinano le sorti di una città allo sbando, oramai da tempo alternandosi nelle sigle, ma operando di fatto solo a discapito della collettività. Le stucchevoli “successioni al trono” hanno ingenerato un disamoramento ed allontanamento dalla cosa pubblica generalizzato e la novità proposta dal nostro Meetup aperto al singolo cittadino potrebbe rispolverare nelle coscienze il desiderio di partecipazione. Il nostro MeetUp, lo ricordiamo con orgoglio, é operante dal 2009 sul territorio casoriano, attivamente attraverso gazebo e riunioni settimanali, aperte a tutti, in piena trasparenza con lo spirito di condivisione dei progetti ,di proposta e di controllo. Il nostro obiettivo è di monitorare costantemente l’operato dell’intera macchina comunale, dando luogo ad istanze e denunce segnalateci spesso dell’invivibilità quotidiana riscontrata dai cittadini . Ci tenevo a ricordare che il nostro gruppo resta semplicemente un’aggregazione di cittadini uniti e compatti tendenti agli ideali del movimento cinque stelle non avendone, tuttavia, nessun diritto di utilizzo e sponsorizzazione del simbolo. Alcune delle nostre battaglie come la situazione Cantariello o la petizione al riguardo dei terreni soggetti a sversamenti dei rifiuti sono state condotte difatti sotto il simbolo del MeetUp Amici di Beppe Grillo di Casoria. La nostra rivoluzione è propria questa.. Contribuire da cittadini al bene della comunità senza avanzare nessuna pretesa. Lo strumento principe messo a disposizione è il web attraverso la piattaforma https://www.meetup.com/it…/ amici-di-Beppe-Grillo-di-Casoria/che ospita l’interazione, al momento di 148 cittadini, i quali, confrontandosi su so-
luzioni a temi di rilevanza locale, perfeziona delle proposte reali e tangibili. Basti pensare che il programma depositato alla presentazione della lista è stato partorito proprio in quella sede. Ricordiamo, infine, che oggi, grazie alla Portavoce eletta, Sig.ra Elena Vignati, rappresentante del M5S in Consiglio Comunale, il cittadino detiene, a nostro avviso, uno strumento in più molto incisivo; un “portavoce” preposto a ribaltare in comune le istanze provenute dalla società civile ed anche e soprattutto dal nostro MeetUp. Certo, il Meetup, come ogni organismo sociale, svolge un’ineludibile azione propositiva e di impulso, per sollecitare gli amministratori della “cosa pubblica” a trovare soluzioni ai problemi della Città di Casoria. Appunto, quali le problematiche emergenziali nel nostro territorio e come porvi rimedio, a suo avviso, dal momento che le casse comunali sono esangui? La situazione del comune è a dir poco “disastrosa”. Coinvolgere i cittadini, scuotere le coscienze, sollecitare le amministrazioni e pungolare nell’orgoglio i cittadini per una nuova e reale visione politica, questo è il ns intento. Riscoprire la nostra cultura, pretendere un “decoro urbano” degno di tale aggettivo, scoperchiare un pentolone intriso di malaffare, corruzione, accordi sottobanco. Da semplici cittadini abbiamo riscontrato da sempre avversione circa le nostre istanze. Ora però il quadro è cambiato. Accessi agli atti, richiesta documentazioni, denunce, segnalazioni ora non possono essere più ignorate. E’ notizia recente l’ultima segnalazione al Prefetto a seguito della quale il Sindaco ha proceduto alla pubblicazione delle Linee Programmatiche solo sul sito web del istituzionale. Ad oggi Casoria riversa in una si-
tuazione drammatica. La triste classifica delle priorità vede sicuramente al primo posto un livello d’invivibilità alla massima espressione. Per non parlare della Situazione Casoria Ambiente e dei ripetuti episodi di micro e macro criminalità. Non si vedono all’orizzonte programmi per il lavoro e per il commercio oramai in ginocchio. Le nostre soluzioni sono inserite nel programma depositato ma non possono che passare attraverso la riduzione reale dei costi della politica e l ‘accorpamento dei settori. E’ necessario un continuo confronto con le associazioni, imprenditori e commercianti al fine di creare o anche solo consolidare posti di lavoro sempre più a rischio. ….. E’ se il buongiorno si vede dal mattino ( e la storia E’ memoria ), allora crediamo che sia molto difficile che Sindaco e giunta individuino le giuste strategie. Smuovere le coscienze della società civile casoriana dallo stato di rassegnazione passiva è difficile. Come il MeetUp può riuscirvi, coinvolgendo la collettività nella tutela della cosa pubblica? Difficile, non impossibile. Partiamo dall’enorme patrimonio a disposizione della nostra città; In primis ci sono bambini, adolescenti e giovani, perché da essi si deve iniziare, attraverso la loro formazione educativa ed intellettuale che possono intraprendere presso gli istituti scolastici presenti sul territorio, poiché possiamo dire che la nostra città si vanta del fatto che per i nostri giovani offre tutto il percorso scolastico fino alla Maturità ed eventualmente con una prospettiva d’inserimento nel mondo del lavoro. Casoria ha visto negli ultimi anni, in conformità con la tendenza nazionale, un tasso di emigrazione vergognoso. Scappare dalla propria città alla ricerca di un lavoro dignitoso o peggio ancora confacente alla legittima ambizione personale attinente alle proprie specifiche competenze lontano dal malaffare, dalla criminalità e dalla malamministrazione
DOMENICA 20 NOVEMBRE 2016 è una sconfitta per la nostra intera comunità. Che Casoria possegga delle potenzialità inespresse è risaputo ma non rammentarlo continuamente è gravissimo. Questa doverosa premessa volge a ripristinare il giusto entusiasmo soprattutto nei giovani ma non solo. L’idea di vivere una Città “normale” autotutelandosi deve essere percorsa continuamente. Il progetto è realizzabile solo con il contributo di tutti ed il MeetUp rilancia l’ambizioso desiderio di consolidarsi come catalizzatore delle eccellenze Casoriane. Attraverso il nostro gruppo si è al riparo dal cappello politico. Attraverso il nostro gruppo la paura di una segnalazione o di una denuncia risulta per il cittadino meno destabilizzante e preoccupante. Siamo aperti a chiunque purché disposto a contribuire senza nulla a pretendere ma solo per il bene comune. Cerchiamo di infondere un desiderio di riscatto cittadino a cui esclusivamente la nostra comunità può mirare per risollevarsi. Riappropriarci del nostro territorio, delle nostre ricchezze, della nostra storia non è utopistico. Basta riscoprirsi semplicemente Casoriani DOC. La sensazione che pervade ogni singolo attivista è propria questa. La consapevolezza che il proprio
7 contributo messo “in rete” possa trasformarsi in realizzazione gratificante dei progetti cittadini. La portavoce del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale è Elena Vignati. Quale il giudizio della neo Consigliera sull’operato finora svolto dall’Amministrazione Fuccio? Facendo un primo bilancio dei rapporti istituzionali avuti con il governo cittadino, non possiamo che trarre la conclusione che le attività di Governo sono contrassegnate da una forte opacità che non consente nemmeno ai consiglieri (speriamo solo a quelli di opposizione) di conoscere e seguire gli atti di governo messi in piedi dall’amministrazione. È inutile, anzi è molto utile, ribadire che ancora a tutt’oggi il Sindaco non ha ancora illustrato al consiglio comunale il suo programma di governo e ciò è avvenuto con una diseducazione istituzionale di alto profilo, infatti non ha dato neanche corso alla sollecitazione del Prefetto, giuntagli su nostra istanza, affinché adempisse ad un obbligo previsto dalla legge e dallo Statuto comunale. Come può un consigliere di maggioranza o opposizione, dare un proprio contributo al governo cittadino se lo stato dell’ente e le intenzioni del Sindaco, della sua giunta e della sua Maggioranza non sono stati comunicati e discussi
nell’aula consiliare? Un cittadino che vuole consultare l’albo pretorio comunale sul sito web del Comune, non troverà determine dirigenziali successive al mese di Agosto 2016. Si tratta forse di un ‘altissima inefficienza o di una sofisticata operazione di rilascio delle informazioni con ritardo programmato? Ma tutto ciò è nulla rispetto alla lentezza di risposte che viene frapposta alle azioni di sindacato ispettivo dei consiglieri comunali, azione che è garantita dalla legge ed è la sostanza stessa dell’impegno di un consigliere comunale. Se tutto ciò dovesse proseguire, le nostre azioni che hanno un garbato profilo istituzionale, cambieranno verso, ricorrendo sistematicamente ad organismi superiori per le eventuali omissioni perpetrate nei nostri confronti. Se qualcheduno pensa di stancarci, sappia bene che noi non ci arrendiamo!! Le foto delle istanze sopracitate che il M5S ha protocollato, le trova sul sito:https://www.facebook.com/pg/movimentocinque.stellecasoria/photos/ Permettetemi infine di ringraziare la vostra redazione per l’intervista attraverso la quale crediamo fortemente attrarre nuovi cittadini/attivisti pronti a dare una mano per la collettività insieme al nostro MeetUp Amici di Beppe Grillo di Casoria.
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ALESSIA MANCO
Il Maestro Enzo Campagnoli si racconta
Questa settimana abbiamo intervistato per i nostri lettori il Maestro Vincenzo Campagnoli, in occasione del prestigioso riconoscimento di Stato che ritirerà il prossimo 13 Dicembre in Campidoglio. Campagnoli è stato, infatti, designato “Personalità Europea 2016” come Direttore d’orchestra dell’anno. Enzo Campagnoli, nato a Napoli il 26 Gennaio 1967, ne ha fatta di strada per arrivare a risultati di questo livello. Quarant’anni intrisi dalla musica sui maggiori palcoscenici nazionali e non: prima il diploma in Oboe e Percussioni e il compimento di Pianoforte presso il conservatorio S. Pietro a Maiella, poi tanti successi. Oboista al Teatro San Carlo di Napoli, 12 anni al seguito di Mario Merola, polistrumentista per Liza Minelli, Riccardo Cocciante e molti altri, da anni Direttore d’orchestra del programma RAI “Napoli prima e dopo”, insegnante nel programma “Amici di Maria De Filippi”, nel 2016 Direttore d’orchestra al Festival di Sanremo, questo straordinario personaggio vanta un curriculum inimitabile. Il Maestro ci ha accolto nel suo studio con una gentilezza ed una semplicità uniche e noi gli abbiamo fatto qualche domanda. Maestro, innanzitutto, complimenti per il Premio ricevuto: “Personalità Europea 2016” come Direttore d’orchestra dell’anno. Quali sono le sue emozioni a riguardo? A quasi 50 anni è per me un onore ricevere un premio così prestigioso, assegnato in passato anche ad Ennio Morricone. Sono veramente felice perché questo è uno di quei premi che servono all’artista più che all’opinio-
Tra grandi successi e intime riflessioni, un’intervista senza veli a uno dei maggiori esponenti del panorama musicale italiano ne pubblica, uno di quelli che ti danno la forza di continuare a lottare e a credere che si possano raggiungere grandi obiettivi. Soprattutto per noi napoletani, poi, è sempre più difficile affermarsi, perché siamo figli di una terra molto ricca di talenti, ma su cui pendono moltissimi pregiudizi e scavalcarli ci costa il triplo della fatica. Ringrazio gli organizzatori, in particolare il Dott. Lepore e il Dott. Cavallaro del Consiglio Direttivo, che hanno pensato a me per questo riconoscimento e ci tengo a dire che lo condivido con tutta la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto, con tutti i miei colleghi e con tutte quelle persone che, in un modo o nell’altro, hanno contribuito alla mia crescita professionale. Per arrivare a questo risultato sono serviti molti anni di lavoro ed esperienza, ma quando è avvenuto il suo primo vero incontro con la musica? Quando ha capito che la musica sarebbe stata il suo futuro e ha deciso di dedicarvisi con dedizione assoluta? La mia famiglia ha una lunga storia nell’arte musicale: mio
nonno suonava il basso, la chitarra, il violino e il mandolino, mia madre cantava e fu vincitrice del Pulcinella d’Oro, mio padre suonava la fisarmonica sin dai 13 anni, mio zio è stato per anni il primo timpanista al Teatro San Carlo. A 5 anni il mio regalo per l’Epifania fu una batteria in miniatura, ma il mio primo vero incontro con la musica fu ad 8 anni, quando ad un matrimonio mi ritrovai ad essere il batterista ufficiale della band di mio padre, all’epoca molto conosciuta. Il cameriere corse da mio padre e gli disse: “Maestro arriva la sposa. Spostiamo il bambino dalla batteria, deve iniziare la marcia nunziale!” e mio padre gli disse che proprio io ero il batterista del complesso! Col divertimento, col sorriso, con amore è nata questa passione che non ho mai più abbandonato. Io, così come i miei fratelli, siamo fortunati: nella vita facciamo quello che amiamo e non tutti ne hanno la possibilità. A Napoli ha fatto moltissimo: si è diplomato al conservatorio di San Pietro a Maiella, ha lavorato molto
spesso al Teatro San Carlo, ha collaborato con Marisa Laurito in “Novecento Napoletano”, è da molti anni Direttore d’orchestra di “Napoli prima e dopo”. Qual è il suo rapporto con Napoli? E quanto la sua terra la ha avvicinata alla musica? Si dice che chi sa guidare a Napoli, possa guidare ovunque. Beh, per la musica è lo stesso: come ho già detto, ho dovuto lavorare tanto per abbattere i pregiudizi, ma le radici, la fatica, il sudore ci danno una marcia in più. Il pubblico di questa terra è competente: se ti consacra, lo fa con cognizione di causa, applaude se è il caso farlo. Il conservatorio, la collaborazione con grandi artisti come Marisa Laurito e Mario Merola…la formazione vera io l’ho ricevuta da questa terra meravigliosa. Devo tutto a questa mia terra! Ci si sente forgiati, protetti da una corazza, pronti a tutto. Ovunque io vada ne sento sempre l’energia, come un motore pulsante che mi spinge e mi rassicura. La nostra musica ti distingue, ti colora, ti veste. Nonostante io viva a Pescara adesso, sono sempre qui, dove ho il mio studio e dove ho intessuto 40 anni di relazioni. Mi piace dire che sono di Afragola, è giusto che la nostra città si faccia grande grazie al contributo dei propri cittadini e che il suo nome venga scritto su pagine importanti. Il mio popolo mi ama, mi segue e io non potrei mai tradirlo. Maestro, lei è un artista da molti anni. Cosa è rimasto dello spirito iniziale e cosa invece è cambiato? Penso che nella vita ci sia un filo conduttore che porta a ciò che siamo oggi. segue a pag. 11
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Ciò che siamo oggi inevitabilmente è frutto di quello che siamo stati ieri e, probabilmente, ciò che saremo domani è frutto di quello che siamo stati oggi. E’ un percorso senza fine. La costante è il desiderio di imparare sempre qualcosa di nuovo, la voglia di ascoltare. Ogni persona è in grado di regalarci qualcosa, bisogna avere il rispetto, la capacità e l’umiltà di ascoltarla, famosa, affermata o giovane che sia. La vita è una ricerca continua. C’è qualcosa da imparare da tutti, dunque. Cosa le ha dato il rapporto con i grandi della musica? Cosa accomuna tutti i grandi? Ho avuto la fortuna di lavorare con molti big della musica internazionale, tra cui Liza Minelli e José Carreras, con molti mostri sacri della musica nazionale, come Cocciante, Baglioni, De Crescenzo e Renato Zero e con moltissimi artisti della nostra terra: Mario Merola, Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio, Gigi Finizio, Sal Da Vinci. E’ meraviglioso quando alla base di tutto c’è l’essenza musicale che deve vincere, ci si rende conto che tutto ha un senso, perché tutto ruota intorno all’energia artistica. L’energia artistica si autoalimenta quando si lavora con chi, come me, vive di arte. La passione, l’amore, vivere per quello che si fa accomuna tutti questi artisti e interfacciarsi con loro significa trovare un circolo energetico senza interruzione.
11 Lei lavora quotidianamente anche con moltissimi giovani, nelle scuole di musica come nei programmi televisivi, “Amici di Maria de Filippi”, “Pequeos Gigantes” e molti altri. Questo rapporto la arricchisce? I giovani sono energia allo stato puro e l’energia non conosce un livello artistico: quando è pura è una sacrosanta verità. Da bambini la loro sana incoscienza gli fa fare delle cose strabilianti, poi arriva un momento in cui si inibiscono ed è lì che il compito del docente è quello di trovare il codice della loro sensibilità per permettergli di esprimere al meglio le loro potenzialità. Io mi dedico molto ai ragazzi, gli lascio tutto quello che ho. Ed è per questo che ho ideato il “vocal fitness”: ritengo che i giovani debbano trovare l’equilibrio nei movimenti del corpo, per potersi godere qualsiasi palco a pieno, senza che la loro performance musicale debba risentirne. Il cantante deve essere un atleta e io creo dei veri e propri percorsi ad ostacoli per i giovani di tutta Italia, affinché possano sentirsi a proprio agio in futuro tra le numerose insidie dei palcoscenici. Dopo anni di esperienza nel mondo musicale, cosa preferisce tra la TV e il teatro? Come ci si sente ad essere Direttore d’orchestra al Festival di Sanremo, punto di incontro tra questi due mondi, così diversi, ma così vicini? Per me l’Arte risiede in teatro. La televisione filtra quello che vuole. Il vero contatto col pubblico si ha in teatro: se dal
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palcoscenico spalanchi la porta dell’anima, trovi tanta energia, che ritorna tutta a chi sa carpirla. C’è un filo diretto, anima contro anima. In teatro c’è la consacrazione dell’artista, sei spogliato di tutto. In TV ci si può nascondere. La televisione è uno strumento di facile popolarità che entra con prepotenza nelle case della gente e il pubblico decide cosa darti. Ho ormai fatto dieci Festival di Sanremo, l’Ariston un po’ mi appartiene. Mi sento figlio di Mamma RAI e ogni volta che entro in teatro per quella kermesse provo sempre un’emozione nuova. Quello è un palco magnetico, su cui bisogna dimostrare di essere pronti in diretta in mondovisione. Quest’anno, il primo come Direttore d’orchestra al Festival, ha avuto un sapore nuovo. E’ stato bellissimo aver ritrovato nell’orchestra i miei colleghi e amici e avergli dato l’impressione di essere seduto sempre lì tra di loro. La forza sta nel sapere cosa significa essere seduti dietro il leggio e, dunque, nel sapere di cosa ha bisogno chi vi si trova, senza prosopopea o distacco. Bisogna mettere le persone in condizione di dare il massimo. Inibire chi ci offre il proprio lavoro, è andare contro se stessi. Si è creata un’empatia unica. Quest’anno l’Orchestra di Sanremo era con me. Non possiamo che ringraziare il Maestro Enzo Campagnoli per averci concesso il suo tempo e per averci trasmesso un po’ della sua esperienza, augurandogli il meglio per il suo futuro artistico.
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Carlo Iuliano da ragazzo della via Gluck di Casoria al “Paradiso” di Soccavo
Era semplicemente Carletto Iuliano, per gli addetti ai lavori: era il tempo in cui a Palazzo San Giacomo, gli assessori sapevi chi erano, ci andavi senza pass, e al Centro Sportivo Paradiso a Soccavo, regno del Napoli maradoneo, ci andavi senza le odierne difficoltà. La password era lui per essere in contatto con il Napoli: Soccavo come Santuario meta di pellegrinaggi di tifosi fedeli e credenti nel Paradiso tricolore che verrà ed avrà le sembianze del Pibe venuto da lontano. “Mio padre mediava tra la squadra, la Società, gli organi di stampa e i tifosi e le cose andavano benissimo, tutti potevano lavorare tranquillamente e i contatti tra giornalisti e squadra erano immediati e diretti. La sede era a Napoli e i giocatori vivevano tutti in città, a Soccavo c’era ampia facoltà di ingresso per i giornalisti e, almeno una volta la settimana, gli allenamenti erano a porte aperte per favorire i rapporti tra squadra e tifosi” E’ Raffaella Iuliano, figlia di Carlo e sua appassionata e brava erede giornalistica, a rievocare quei tempi da lei vissuti intensamente vivendo a contatto con il padre e, immancabilmente con la squadra. Un “impegno” a tempo pieno, Raffaella? “Ho vissuto con mio padre gli anni più belli e più brutti. Lui lavorava venti ore al giorno per cui se volevo vederlo e stare con lui non mi restava che seguirlo, soprattutto al Campo Paradiso e qualche volta anche nella sede di Piazza dei Martiri. Con Ferlaino i giornalisti e la squadra erano una famiglia; i giocatori venivano spesso anche a casa mia per partecipare alle mie feste di compleanno e con
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alcuni di loro è rimasto un rapporto di amicizia. Pensa che dopo il terremoto dell’80 mio padre e mia madre dormivano a Soccavo perché essendo costruzioni basse si sentivano più sicuri e certe volte è capitato che anche io dormissi là con loro. Vedere oggi come è ridotto Soccavo mi fa una profonda tristezza” Chi era Carlo Iuliano giornalista? “Era instancabile. Lui cominciò con collaborazioni al “Roma” di Achille Lauro e divenne addetto stampa del Napoli sotto la presidenza di Gioacchino Lauro inventando l’Ufficio Stampa che oggi sembra un fatto scontato, all’epoca non esisteva e nel tempo ha acquisito una grande importanza per tutte le Società calcistiche, oggi è imprescindibile. Ferlaino ne apprezzò le doti e lo riconfermò avendolo come fidato collaboratore in tantissime occasioni e per tutti gli anni della sua presidenza. Contestualmente lavorava anche con l’ANSA occupandosi prevalentemente di cronaca, come in occasione del colera o del terremoto, e di calcio in occasione di Italia 90 e del Mondiale di Maradona.
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CH N A
O M A I A I S ORI G OG CAS A A D
Ha sempre operato, in entrambe le vesti con massima lealtà ed era un giornalista a 360°” L’addio fu molto amaro “Per lui il Napoli era stato una grande passione e non poteva sopportare di vederlo ridotto in quello stato, dopo oltre trent’anni di onesta e leale collaborazione si dimise nell’anno del fallimento, qualche mese prima che Naldi portasse i libri contabili in Tribunale” Dopo non ci sono stati contatti con la nuova Società? “Mio padre non era tipo da offrirsi e dall’altra parte nessuno lo ha cercato, gli unici del vecchio Napoli sono Alberto Vallefuoco e Starace.” Una decisa virata di bordo tra il Napoli di Ferlaino e quello di De Laurentis “E’ cambiata in toto la mentalità. Castelvolturno ha sostituito il Campo Paradiso, molti giocatori abitano fuori Napoli e non vivono la Città né hanno rapporti con i tifosi, ad una politica di apertura è subentrata una politica di chiusura nei rapporti tra la squadra e l’ambiente esterno”
D’è Figliole
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DOMENICA 20 NOVEMBRE 2016 Anche a livello di informazione deciso il cambio di rotta. “La conferenza a stampa ad invito, ad esempio, non è giusta e presenta molte incongruenze: ci sono molti giornalisti di valore che restano fuori perché non invitati. I due addetti alla comunicazione, ovviamente, gestiscono le informazione nei limiti stabiliti dalla Società In alcune occasioni i giornalisti presenti avrebbero dovuto prendere posizioni più coraggiose” Non ci sono più i giornalisti di una volta… “Oggi la categoria è decisamente inflazionata; il giornalismo è una professione che richiede grande preparazione e cultura ma oggi, specialmente con lo svilupparsi del web, spesso non ci sono questi fondamenti. La categoria non è unita e spesso incoerente. Un grande maestro di giornalismo, l’ultimo credo, è Domenico Carratelli, è
13 anche un amico che ha scritto un bellissimo articolo in occasione della scomparsa di mio padre” La tua carriera giornalistica in sintesi. “Ho fatto il praticantato a Canale 9 e sono professionista dal 2009, ho fatto il telegiornale e quello che mi appassiona di più è la cronaca, la notizia in genere e il calcio, ovviamente, per passione ereditaria paterna. L’anno scorso ho fatto “Spakkanapoli per presentare i lati buoni di Napoli e Campania, penso di riprendere quella trasmissione su qualche altra emittente; ho anche collaborato al “Mattino” e vari siti web” Spero di avere un lavoro stabilizzato per realizzare il sogno mio ma anche di mio padre” Passione grande tra tuo padre e Napoli “Sicuramente, mio padre è sempre stato legato alla città di Napoli, fin da piccola mi ha trasmesso l’amore per la storia, l’arte e gli studi classici, di cui era appassionato, avendo frequentato il liceo Genovesi. Lui è nato a Casoria, dove ha vissuto fino alla maggiore età. Era una famiglia numerosa e molto unita. Adesso lì sono rimasti soltanto il fratello Michele e due sorelle, gli altri purtroppo sono scomparsi. Mio padre ha sempre provato tanto af-
fetto per Casoria e, quando ci tornava, diceva di sentirsi come il “Ragazzo della via Gluck”poiché ai suoi tempi era tutta campagna , poi si è trasformata nel tempo e ha avuto uno sviluppo di cui era contento” Lo “sviluppo” del Napoli come lo vedi? “Io credo che la squadra migliorerà sicuramente la posizione attuale; c’è stata anche tanta sfortuna con l’incidente di Milik che, secondo me, rientrerà a febbraio e urge comprare una prima punta a gennaio e considerare i giocatori che partiranno per la Coppa d’Africa. Dobbiamo essere grati a De Laurentis perché la squadra con lui si è stabilizzata ai primi posti; quello che gli manca, lui non è napoletano, è la passione e speriamo che aumenti nel tempo”. I tifosi, aggiungiamo noi, di passione ne hanno tanta e anche fede, ma se i Santuari sono chiusi come fai a pregare per invocare il nuovo “miracolo”?
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SABRINA CIANI
Scoprire qualche ‘trucco’ Affidarsi ai consigli di professionisti per conoscere l’arte del make up
Lo scorrere del tempo, i segni sul viso, la consapevolezza del proprio vissuto a testimonianza che la giovinezza svanisce, sembrano mettere in crisi l’universo femminile, quando si è di fronte allo specchio. Ma oggi, giocando sapientemente con pennelli, ombretti, rossetti e basi illuminanti, si può valorizzare ciascun volto, migliorare le piccole imperfezioni ed ottenere un aspetto più giovanile e fresco. Scelta dei colori, sfumature, stile, tutto parla di noi e svela la nostra natura più segreta. Ma quale esigenza esalta al meglio la nostra persona? Precisa, di gran talento, con la determinazione tipica di chi ha una forte passione, Stefania Cannitiello, la make up artist, ci illustra quali sono i “trucchi” che ogni donna dovrebbe conoscere per far risplendere la propria bellezza. Creatività, fantasia, colore, cosa significa per lei il trucco? Per me il trucco è prima di tutto professionalità. E’importante la tecnica, se questa manca il resto è incompleto. Il trucco essendo anche un’arte è un modo di esprimere il proprio mondo interiore. Attraverso i colori tiro fuori la mia creatività, fantasia miscelandoli come un vero pittore. Quando mi ritrovo un volto pulito davanti è come avere una tela vuota sulla quale dipingere. Dare vita alla parte più profonda e intuitiva di me: questo mi rende felice. La passione per questo lavoro è nata sin dall’adolescenza, mi divertivo a truccare chiunque. Il mio sogno è sempre stato quello di poter vedere le persone soddisfatte dopo un trucco correttivo. Non è semplice correggere; è un lavoro che deve essere svolto da professionisti specializzati nel Make up. Il visagista è l’artista, capace di coniugare la sua creatività con le regole precise della manualità. Crea effetti di chiaro e scuro sul viso, che permettono di plasmare il volto dandogli volume o assottigliandolo come un vero pittore; valorizza i difetti, trasformandoli in virtù. Il trucco non è solo estetica ma è anche curativo poiché agisce molto sull’aspetto psicologico. Con il trucco si esprime la propria parte femminile, ci si sente più sicuri, più piacenti. Ho fatto anche volontariato in ospedali e case di
cura. E’ stata una grande soddisfazione e prova di umiltà, nel vedere il sorriso sul volto di persone malate; mi ha arricchito il cuore vedendo che con poco ho dato loro un momento di gioia. Un consiglio che posso dare alle donne è quello di non trascurarsi mai perché lo stare bene con se stessi e vedersi allo specchio per quello che si è, è il primo passo per prendersi cura di sé ed arricchire la propria autostima. Qual’è il prodotto beauty a cui non può rinunciare una donna? Direi che non possono mancare il mascara, lucidalabbra e fard. Il mascara perché con poco mette molto in risalto gli occhi. Sembra facile da applicare ma non lo è affatto poiché una quantità eccessiva di prodotto può lasciare grumi ed è brutto da vedersi. Bisogna procedere con più passaggi partendo dalla base delle ciglia fino ad arrivare alle punte. Il lucidalabbra perché dà una macchia di colore al viso e il fard perché mette in evidenza la parte centrale del volto. Quali sono le maggiori richieste delle sue clienti? Quasi tutte le clienti che si rivolgono a me, chiedono un trucco semplice che comunque rispecchia il mio modo di essere e di lavorare. Non amo le maschere. E’ importante correggere le imperfezioni ed evidenziare i pregi senza troppo maquillage. Poi mi chiedono
come correggere le sopracciglia e anche qui non è un lavoro semplice. Vi è una tecnica ben precisa da eseguire con lo studio della morfologia di volto e occhi. Per esempio in tante mi chiedono le sopracciglia ad ali di gabbiano, ma non stanno bene a tutte. Per esempio per chi ha un volto lungo non delineano, perché andrebbe ancora più ad evidenziare tale caratteristica. Per essere perfette dovrebbero essere più spesse all’inizio, più sottili verso il centro dell’arco, ridotte quasi a zero nella parte finale. Una volta sbagliato il disegno, è difficile correggerlo e spesso in alcuni tratti i peli non crescono più. Sconsiglio l’uso della cera, poiché con il tempo fa male alla pelle e l’epilazione con il filo perché tende ad indurire il pelo. Per me il miglior strumento è la classica pinzetta. Anche la correzione con le matite è delicata; spesso vedo tratti decisi, invece la ricostruzione o meglio il disegno delle sopracciglia si esegue facendo dei trattini molto leggeri per evitare un effetto poco naturale. Infine mi chiedono come correggere le labbra. Anche qui c’è tutto uno studio, disegnare il contorno in modo sbagliato risulterebbe una macchia per il volto. Le labbra sono importanti, costituiscono un richiamo attraente, un messaggio estetico di partenza. Inoltre la bocca possiede tre caratteristiche umane più squisite e cioè il sorriso, il bacio e la parola. Le prossime tendenze per l’autunno? Ci sarà un colore predominante? Il colore predominante di quest’autunno/ inverno è il bordeaux. Personalmente non amo seguire la moda e se lo faccio cerco di rispettare le caratteristiche cromatiche del viso. Quando trucco, parto sempre da una base correttiva poi se è necessario, aggiungo il colore rispettando sempre le caratteristiche morfologiche e i colori di viso, occhi e vestito. A non tutte può star bene un colore specifico. L’immagine andrebbe personalizzata in base alla proprie caratteristiche fisiche e in base alla propria personalità. Più che la moda, vorrei che le donne seguissero il loro istinto, usando colori che esprimono la propria anima, il proprio modo di essere.
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“Passione e pazienza, le regole d’oro per chi vuole diventare giornalista”
Oggi abbiamo incontrato, per i lettori di Casoriadue, Lorenzo Crea, il giovane direttore responsabile di ReteNews24, organo d’informazione che può vantare quasi mezzo milione di seguaci sulla pagina ufficiale di Facebook. Innanzitutto grazie per aver accettato il nostro invito. Lei è diventato, da pochi mesi, il direttore responsabile di un’importantissima testata. Ci può dire che cosa si prova a raggiungere un tale traguardo quando si è così giovani? La ringrazio per aver utilizzato il termine ‘giovane’, purtroppo soltanto in Italia un trentenne è considerato giovane, questo perché le opportunità per noi non sono molte. Io ho cominciato ad addentrarmi in questo mestiere quando avevo 18 anni, sono diventato giornalista professionista a 21 anni e dopo una lunga gavetta, durata quasi 12 anni, ho raggiunto un obiettivo importante come quello di diventare il direttore di una testata così importante. Una grandissima soddisfazione
Quali sono gli aspetti più belli del mestiere di un giornalista e quali consigli si sente di dare ad un ragazzo che vuole intraprendere questa carriera? Cominciamo col dire che quello del giornalista è un mestiere particolare, duro. Quando ho cominciato avevo tanta passione nei confronti di questo mestiere e ne ho ancora, questo è uno dei segreti. Però non bisogna sottovalutare il fatto che parliamo di un mestiere difficile, anche considerando un tasto doloroso come quello della crisi dell’editoria: se prendiamo in esame le copie vendute da “il Mattino” dieci anni fa e le compariamo con il numero di copie vendute oggi, possiamo notare una drastica diminuzione. Questo perché, come già detto, il settore dell’editoria è particolarmente in crisi, soprattutto da noi in Campania e, più in generale, nel Mezzogiorno. La carta stampata oggi vende di meno per diverse ragioni: la prima motivazione, chiaramente, è legata all’avvento di internet. La seconda motivazione, invece, è soprattutto di carattere economico: è
triste dirlo, ma purtroppo siamo in un periodo di crisi dove le famiglie devono provare a risparmiare quanto più possibile e quindi cercano di tagliare dove possibile: magari una volta il giornale non poteva mai mancare, ogni giorno. Adesso anche i più affezionati alla carta stampata comprano una copia cartacea sempre più sporadicamente, magari solo nel weekend o in concomitanza con qualche evento di grande risonanza mediatica. Questo perché risparmiare un euro e trenta, un euro e quaranta ogni tanto, per molte famiglie, è di vitale importanza. Il mio consiglio, in virtù di quanto è stato già detto, è quello di avere passione e, soprattutto, pazienza se si vuole veramente intraprendere la carriera del giornalista. Ma non bisogna mai dimenticare che il nostro è il mestiere più bello del mondo, occupiamo un ruolo importante nella società. Un altro consiglio molto importante è quello di conservare la giusta dose di autonomia ed avere rispetto per il lettore e per la notizia.
ROSA BERTENNI
Una vita fatta di calcio
Classe ’65, Raffaele Ciccarelli dopo aver intrapreso la carriera di calciatore a livello dilettantistico, diventa allenatore, giornalista pubblicista dal 2010, e ancora autore di diversi libri tutti riguardanti il mondo del calcio e le varie sfaccettature che questo sport, a livello mondiale, comprende. Ringraziamo anticipatamente il mister per averci concesso quest’intervista. Visto i vari libri che ha scritto, possiamo dire che la sua carriera ruota attorno al calcio, ma com’è nata questa passione? “La mia carriera è esclusivamente il calcio. Sono solito dire, ironicamente, che la mia vita è una “palla”, nel senso che gira intorno ad un pallone. La passione per il calcio nasce dai campi, io vengo dal campo. Sono allenatore da più di trent’anni e mi occupo prevalentemente di calcio giovanile. Inoltre grazie agli studi classici, che i miei genitori mi hanno permesso di fare, è nata la mia passione per la scrittura e oltretutto sono uno storico dello sport. Collegandomi al libro “80 voglia di vincere”, ch e ha scritto e pubblicato qualche anno fa sulla storia dei mondiali, quale partita o quale momento ricorda con più emozione. “e’ molto facile. Non posso non riportare alla mente i mondiali dell’82. Li ho vissuti in prima persona, avevo l’età giovanile
giusta per vivere appieno le emozioni. Se potesse, quale calciatore del calcio attuale scegliereste di conoscere più a fondo? “Sarei intrigato da Ibrahimovic, è un cavallo pazzo, è esuberante nel suo modo di fare. Ho avuto però modo di parlare con Ancelotti e diceva che in realtà Ibrahimovic è un fior di professionista, è il primo ad arrivare in campo e l’ultimo ad andare via, contrariamente ai luoghi comuni, a quello che pensa la gente. Infine, restando sul mondo del calcio, prendendo in analisi i vari campionati e le loro caratteristiche, saprebbe dirmi quale preferisce tra loro? “Italiano. Perché sono italiano e come tale non posso che preferire questo qui, nonostante possa avere quale limite. Poi certo ammiro molto il campionato inglese, per il loro modo di stare in campo, per l’atmosfera che si crea. Così come mi piace guardare quello spagnolo, per il modo raffinato con cui tengono in campo. Però c’è da dire che tra tutti i tornei, quello italiano è il campionato tatticamente più difficile, anche più affascinante seguito dal punto di vista di un allenatore come me.
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MARICA DE MARTINO
Conson Fabiola: “La tecnologia vs il giornalismo tradizionale” Nella vita spesso intraprendiamo strade diverse da quelle che la vita “ha pensato” per noi, ma l’importante è capirlo in tempo. Ed è cosi che è nata una giornalista di spicco e responsabile dei servizi e programmi di Televomero. Ha vissuto importanti avvenimenti accaduti in questi anni documentandoli, ed esprimendo con totale libertà il suo pensiero. Lei è Conson Fabiola che gentilmente e con grande disponibilità ci ha concesso un’intervista. Perchè ha scelto di intraprendere questa carriera? E’ una passione che mi porto da bambina anche se ho studiato legge e volevo fare l’avvocato, ma poi ho scoperto il giornalismo, mi sono appassionata e ci sono riuscita. Lei è responsabile dei servizi giornalistici e delle informazioni di Televomero. Ci racconti del suo ruolo. Mi occupo dalla politica allo spettacolo, cronaca nera. Nella televisione locale bisogna dare il massimo perchè siamo in pochi. Sono da 28 anni che lavoro qui e mi trovo benissimo, c’è una grande sinergia e collaborazione di gruppo perciò sono voluta rimanere a lavorare per la stessa azienda qui perchè ho un raggio di azione ampio che altrove non avrei avuto. La libertà non ha prezzo, soprattutto, nell’ambito del giornalismo; in questo modo senza censure scelgo io cosa fare: dalle interviste agli articoli fino ai servizi. Spesso ti obbligano a dire cose che non vorresti ed, è per questo che, è una grande soddisfazione avere la libertà perchè con essa ti rendi conto che puoi dire liberamente quello che pensi e pian piano la gente crede in quello che fai. Siamo diventati credibili e diciamo quello che pensiamo. Ci può raccontare di qualche episodio particolare che ricorda? Una grande emozione è stata quella di vivere il G7 (Gruppo dei Sette) nel 1994 a Napoli. Ho conosciuto Berlusconi, Clin-
ton e tutti i potenti della terra in modo ravvicinato ed è stata una bellissima esperienza. Infine ho scoperto quelle che sono le realtà di Napoli, cose che da cittadino non puoi conoscere; ad esempio feci uno speciale sulla Solfatara di Pozzuoli. Come punto di vista personale da giornalista puoi intervistare attori e cantanti di spicco o anche di cui sei fan e quindi “tocchi con mano” la realtà dello spettacolo come, ad esempio intervistare Claudio Baglioni ed è una grande emozione e poi ti rendi conto anche della politica come cambia, ad esempio ho vissuto il caso di tangentopoli. Cosa trasmette Televomero? Abbiamo una programmazione vasta: il telegiornale 3 volte al giorno che conduco personalmente da 28 anni, si chiama “Televomero notizie”,poi ci sono le trasmissioni sportive come: “Tifo azzurro” che va in onda il giovedì alle ore 21 e “Goal Show” in diretta il lunedi alle ore 21 presso la Villa Bruno a San Giorgio a Cremano. Poi c’è “Lente d’ingrandimento” in onda il giovedì alle ore 20 con ospite il sindaco di Napoli De Magistris ed infine abbiamo la programmazione di film e altri sport minori. Una sua opinione sul giornalismo. “Era” un bel mestiere, ora non lo è piu in quanto è cambiato profondamente con l’avvento delle tecnologie e i social network. Quest’ultimi ti bruciano la notizia e, quindi, il giornalista arriva in ritardo rispetto a colui che pubblica in tempo reale quello che è accaduto, poichè il tempo reale dei social network non è quello del giornalista. Siamo rimasti al passato ci sarebbe bisogno di un rinnovo. Quello che possiamo fare sono le notizie di approfondimento ovvero approfondire la notizia divulgata constatando la veridicità dell’accaduto e andando cauti.
MAURO INGANNATO
Controllo FIscale per i prelievi oltre i 1000 EURO
Se prelevi dal tuo conto corrente una somma superiore a mille euro in un giorno o a cinquemila euro in un mese potrai essere chiamato dell’Agenzia delle Entrate. Secondo l’emendamento al decreto fiscale approvato dalla Camera, a partire da oggi, viene fissato un limite numerico alle operazioni sul proprio conto, oltre il quale scatterà automaticamente una presunzione di ‘nero’ e il contribuente deve dimostrare il contrario. Ciò, a cavallo della normativa sulla tracciabilità dei pagamenti, la quale stabilisce che l’uso dei contanti è vietato solo a partire da 3.000 euro, e nonostante i chiarimenti ministeriali secondo cui tale limite non si applica a prelievi e versamenti sul conto corrente (per i quali non vi è alcun tetto), la nuova norma impone ai correntisti un vincolo particolarmente forte. In veste di professionista: no comment! Ad ogni modo, quando vengono prelevate o versate ingenti somme di denaro dal conto corrente, è sempre meglio conservare i documenti e le causali giustificative.
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PAOLA CONSOLETTI
DAL DOTTORE ... LA CUCINA NAPOLETANA
Napoletaneità, vuol dire fantasia, passione, intelligenza, cultura e amore per le proprie tradizioni, è un modo di essere napoletani, la lingua, le canzoni, il paesaggio, il teatro, i colori del Golfo. Napoletaneità è la maschera di Pulcinella, il colore del cielo, gli spaghetti e la pastiera. Napoli con le sue province, si è sempre distinta per il vasto patrimonio culinario, ricco di prelibatezze uniche al mondo, con gli odori, i sapori, i profumi per le strade e per i vicoli. L’amore per il cibo, la cura nel prepararlo, sono davvero spiccati. La cucina è una vera e propria passione, mangiare è un rito, infatti le famiglie napoletane, si riuniscono per pranzi o cene abbondanti che durano a lungo e, alla fine di ogni pasto è immancabile “ la tazzulella di caffè”. Il rapporto con il cibo è molto particolare, quasi speciale, mangiare rende soddisfatti, assaporare i cibi delizia il palato ed infonde felicità. E’ proprio il caso della cucina, anzi cantina e cucina “Dal Dottore”, ubicata esattamente a Monte di Procida, in Via Miliscola, luogo dove si può incontrare il gusto del ristorante, della trattoria casareccia napoletana e della pizzeria, tutto in un unico ambiente, delizioso, accogliente e…..sul mare, ovviamente, con un panorama favoloso, una trattoria dove si riesce a sentire l’aria di casa propria, gustando, nello stesso tempo, dei piatti
tipicamente napoletani. Il loro sapore mette in risalto la napoletaneità dei proprietari, Lino Scotto e Luana Amato, una coppia amorevole, ricca d’inventiva, gli amici di tutti. Lino Scotto è anche lo Chef, oltre che proprietario, la sua passione per la cucina lo ha indotto a mettere da parte il suo lavoro, per dedicarsi a ciò che il cuore preferisce. In questo luogo si incontrano, oltre alla buona cucina, le tradizioni e il buon vino da gustare, il mare che si lascia respirare e la nostra Napoli con tutte le sue caratteristiche. Luana è la Direttrice di sala, cure le relazioni con il pubblico, con i clienti, organizza feste, eventi, e con la sua gentile accoglienza controlla i particolari del ristoro con netta peculiarità. La particolarità di questo RistorantinoCantina, è che ogni sera dedica un tema ai piatti tipici napoletani, infatti è così che nascono i menù fissi e variegati “Dal Dottore”, creati dallo Chef.
BIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE
Infatti possiamo trovare il menù delle patate, con piatti a base di patate, quello della trippa, carne tipica napoletana, il menù del pesce, quello dei legumi vari, della polpetta al sugo, il menù tipicamente domenicale napoletano, con il ragù e la genovese, il menù detto “a’ marenn”, con il pezzo di pane detto “cafone”, da farcire con tutti i contorni tipici napoletani, infine c’è anche il menù pizza. E’ una Trattoria decisamente originale, la quale grazie al suo chef permette di provare, piatti tipici della nostra cultura. Come accoglienza e benvenuto per i clienti, Lino e Luana hanno creato una deliziosa novità, “le polpette bagnate nel sugo, accompagnate da pezzetti di pane cafone, sempre bagnati nel sugo con cicchetto di vino rosso”. Il ragù è proprio quello di casa. Anche i bambini trovano il loro spazio in questo luogo, grazie alla spiaggia dove si può vivere in libertà. Che dire…..provare per credere! Una novità che invita ad apprezzare e conoscere l’arte culinaria della Nostra Napoli. Lino e Luana hanno posto la loro nave nel mare ed in loro compagnia ci si lascia dondolare da quella Napoletaneità poco conosciuta, fatta di odori, di gusti e di assaggi, ed è proprio questo che oggi viene ricercato, l’arte del gusto, del palato e la felicità di condividere questo con gli altri. Buon lavoro a Voi ed a tutto lo Staff “Dal Dottore”.
A cura della Dott.ssa Flavia Altieri, Biologo Nutrizionista
Bambini: a letto presto per ridurre il rischio di obesità Mandare a letto molto presto i bambini piccoli potrebbe essere un modo per proteggerli dal rischio di acquisire un peso eccessivo in un’età successiva. È quanto ipotizza uno studio condotto negli Stati Uniti. In questa ricerca sono stati considerati 977 bambini nati nel 2001. Nel 2005 stato chiesto alle mamme di descrivere le abitudini dei bambini. Circa un quarto dei bambini andava a letto alle otto di sera o prima, la metà tra le otto e le nove e un quarto successivamente. All’età di 15 anni sono state misurate l’altezza e il peso degli adolescenti. I ricercatori hanno scoperto che era obeso il 10% dei ragazzi che da bambino era andato a letto molto presto, il 16% dei giovani che da bambino era andato a letto tra le otto e le nove e il 23% dei
giovani del gruppo più notturno. Sembra quindi che andare a letto presto in età prescolare sia un modo semplice per ridurre il rischio di obesità. Ad aumentare il rischio di obesità si annovera la pessima abitudine di rimaner seduti davanti alla tv nel dopocena o giocare ai videogiochi, complici la mancanza di spazi all’aperto e la pericolosità delle strade dopo un certo orario. Consapevoli di questa situazione, i genitori sono i primi a dover intervenire per ridurre la pericolosità della sedentarietà dei propri figli. Come agire? Si consiglia di ridurre le calorie della cena, preferendo per tutta la famiglia un pasto leggero, poco elaborato, riducendo al minimo le fritture e i condimenti animali ( burro - panna - strutto - maionese). Utilizzare il buon
olio d’oliva rigorosamente extravergine e aggiunto preferibilmente a crudo; consumare almeno 3 volte a settimana un’abbondante porzione di pesce, anche impanato purché l’impanatura sia preparata in casa. Si consigliano almeno tre porzioni di carne bianca a settimana (pollo - tacchino - coniglio) preparate al forno o alla griglia con aromi, succo di limone e/o spezie , una o due porzioni di uova a settimana con l’aggiunta di un’abbondante porzione di verdure di stagione. No agli spuntini nel post cena, ricchi di zuccheri e che alzano vertiginosamente la glicemia; si invece ad una bella camomilla preferibilmente senza zucchero: abituiamo il palato dei più piccoli all’assenza dello zucchero. Da grandi ci ringrazieranno!
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TOMMASO ARCELLA
LA SIRIA CON I MIEI OCCHI
Ho conosciuto Giovanni Abriola quando, agl’inizi degli anni ’80 fummo assunti al Comune di Casoria tramite l’uff. di collocamento. Da collega, dopo una sua breve assenza, mi raccontò che era stato in Uganda, per portare aiuti a quella popolazione affamata. Io ne fui sorpreso dal coraggio e dall’audacia di un simile viaggio. Poi la vita ci ha portato ad andare via da Casoria, sia io che lui. Tutto avrei pensato di lui, per il suo grande altruismo, ma mai che sarebbe andato in Siria in questo periodo, al solo scopo di portare aiuti a quella popolazione in guerra, considerata la grave situazione di pericolo, di cui i media ne parlano costantemente e dove la vita conta meno di niente. Ne sono venuto a conoscenza solo qualche settimana fa, quando ci siamo incontrati e mi ha riferito di questa sua pubblicazione che narra del suo viaggio. Io, credendomi informato, mi ero fatto una certa idea della situazione in Siria. Invece l’esperienza diretta di Giovani Abriola, che ha vissuto quotidianamente, le sofferenze e le atrocità di quella popolazione, mi ha fatto comprendere la vera tragedia che continua nell’indifferenza comune. Il racconto è scritto in modo tale, che ci si addentra nello stato d’animo e nelle paure delle persone dove, donne e bambini
A.I.A
animata solo da scopi umanitari lo abbia vissuta? Il libro, tiene il fiato sospeso, per i continui pericoli scampati, per un soffio, dal protagonista. Si legge tutto d’un fiato. Ti porta a continuare fino alla fine, per sapere, come il protagonista riesce a superare i vari posti di blocchi ad opera degli uomini di al-Qaida, o di militari dell’ISIS o di bande di criminali varie. Nella parte seconda, l’ottimo Giuseppe De Silva, espone i retroscena interni ed internazionali, anche storici, di tali scenari, così complessi non solo da capire ma ancor più da districare da parte delle alte sfere internazionali che dominano il globo. Insomma un libro da leggere assolutamente, non solo perché è l’avventura altruistica, sia pure incosciente di un nostro concittadino, ma anche per capire quali siano le varie parti in conflitto e perché non ci si riesce a debellare il fenomeno del terrorismo, tutt’ora in atto. Ci si chiede: ma era proprio necessario andarci? Chi sente il bisogno e crede di avere la possibilità di salvare anche una sola vita umana, questa domanda non se la pone, parte e basta. Presentazione Sabato 26 novembre, presso la biblioteca Comunale di Casoria alle ore 10:00 e nella Chiesa di San Mauro alle ore 17:00
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scappano dalla morte, o per fame, o per mano di bande che sparano all’impazzata. Ci si immerge nelle sofferenze fisiche; nella disperazione della gente e nella probabilità di non poter tornare più agli affetti dei propri familiari da parte del protagonista. Si evidenzia la diversa percezione degli eventi, tra gli abitanti del posto, abituati quotidianamente a vivere quelle atrocità rispetto ad un occidentale a cui sembra assurdo essere picchiato a morte, solo perché non si è ubbiditi immediatamente al comando di sedersi a terra. Vedere un ospedale ricavato in una grotta che sembra più un ricovero di fortuna momentaneo, che un luogo di cura. Ammassi di persone stipate su una zattera per passare un fiume in piena, di notte e col rischio di capovolgersi, per poi sentire i fischi dei proiettili passare sulla propria testa, una volta raggiunti la riva. Sembra rivivere la scena di un film di guerra di Oliver Stone, ambientato nel Vietnam degli anni ’70. Nessuna TV o “media” ha mai raccontato un viaggio del genere. Forse perché nessun occidentale lo abbia mai fatto e ritornato vivo per raccontarlo e, tanto più, a scopo umanitario. Ci si immagina la sorpresa, quando mi sono reso conto che è stato proprio un mio vecchio amico, che con la sua incoscienza,
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DOMENICA 20 NOVEMBRE 2016
22 IDA PICCOLO
ANTONIO SCARPA: IL CALCIO DEL FROSINONE Responsabile del sud Italia del Frosinone Calcio, ad aprile è il decimo anno con cui collabora, una persona semplice che viene dalla gavetta nonostante abbia un fratello che ha giocato in serie B-A; per inseguire il suo sogno ho lasciato il posto di lavoro credendo nel nuovo dando sempre se stesso, sacrificandosi, con tanta determinazione e voglia di fare. Come hai cominciato? “Ho iniziato da osservatore poi dopo due anni sono diventato responsabile in Campania e attualmente ricopro tutto il sud Italia”. Come la vivi la società? “Benissimo, la mia forza oggi giorno sono i miei collaboratori, se non fosse per loro non avrei questo raggio per potermi ingrandire , devi far fede a persone competenti del set-
tore; il nostro lavoro funziona, facendo una scelta accurata di giovani che loro visionano organizzando un raduno per ogni regione, i più bravi li portiamo a Napoli per poi dare il giudizio finale che spetta a me e nella peggiore delle ipotesi 4 o 5 ragazzi del sud il Frosinone li prende”. Quali sono gli obiettivi? “Nel nostro settore quest’anno ci siamo posti un obiettivo , siccome abbiamo tante qualità sia nell’under 15- 16 e 17, il minimo che potrebbero fare è il raggiungimento dei play off, qualora non dovesse accadere non sarebbe una tragedia, però per le squadre che abbiamo formato dobbiamo comunque esserci e crederci sempre - termina Antonio - e a quanti giocatori dal vivaio possiamo portare in prima squadra”.
GIUSEPPE NAPPA
Domenico Auriemma l’eleganza dei suoi occhiali parte da Napoli e arriva fino a Dubai
L’arte dell’Occhiale è tutto nel suo nome e nelle sue mani, perché i suoi occhiali sono pensati, disegnati e creati da lui “l’artista dell’occhiale” dai nobili sentimenti e forti emozioni creative. Domenico Auriemma. D-Style è il suo marchio ormai conosciuto a livello nazionale ed internazionale. Il suo occhiale è stato indossato da innumerevoli celebrità e la sua bravura, la sua innovazione e la sua tenacia ha fatto si di arrivare fino a Dubai. Tant’è che è stato realizzato un occhiale veramente particolarissimo e bellissimo per la persona di Sheikha Dr. Hind Al Qassimi, membro della famiglia reale di Sharjah, U.A.E., e il Presidente della BPW Emirates Club e BPW Medio Oriente, presentati durante l’Arab fashion Show. Auriemma ama il suo lavoro e non si risparmia veramente mai, sempre pronto a regalare nuove emozioni e farle indossare a chi ama questo occhiale.
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DOMENICA 20 NOVEMBRE 2016 COMUNICATO STAMPA
CASORIA, 17 novembre 2016 – I primi passi verso l’apertura del parco urbano di via Michelangelo, nell’ex area Aeronautica da tempo dismessa, sono già stati mossi in occasione del programma Urbact III, che si è chiuso con la visita delle 8 delegazioni straniere provenienti dai maggiori paesi europei alla casa di Padre Ludovico. Gli alunni delle scuole “Mitilini” e “Palizzi” hanno infatti partecipato martedì scorso, insieme ai rappresentanti delle associazioni del territorio, al primo grande esperimento di social gardening realizzato sul territorio di Casoria, con la piantumazione di alberi all’interno del parco urbano. “Entro dicembre m’impegno a restituire alla città i 30mila metri quadrati di verde dell’area militare dismessa di via Michelangelo”, afferma il sindaco Pasquale Fuccio. “Questa città ha bisogno di spazi a cemento zero e quell’area ha le caratteristiche giuste per diventare un polmone verde e allo stesso tempo un’opportunità di svago per la cittadinanza. La attrezzeremo nel miglior modo possibile per renderla fruibile e a misura di bambino”, spiega il primo cittadino. Ma a piantare alberi non sono stati soltanto i ragazzi delle scuole casoriane, ognuna delle 8 città appartenenti al programma europeo di cooperazione in materia di rigenerazione urbana (Anversa, Baia Mare, Barcellona, Brno, Dusseldorf, Oslo, Solin e Vienna), in visita a Casoria da lunedì scorso, ha scelto un albero da installare nel parco di via Michelangelo. “E’ il più grande parco dell’area a nord di Napoli – prosegue il sindaco Fuccio –, diventerà una risorsa ed un punto d’attrazione anche per i Comuni dell’hinterland e Casoria riscoprirà finalmente quel ruolo di protagonista per troppo tempo negato dalla gestione approssimativa di governanti distratti e poco attenti ai reali bisogni della città”. A partecipare ai lavori del social gardening in via Michelangelo anche il noto paesaggista Miguel Georgieff del gruppo “Coloco” e Danilo Capasso, esperto di trasformazioni urbane. “Finalmente la mia generazione vedrà avverato un sogno durato 30anni, un parco in una città di quasi 80000 abitanti”, commenta l’assessore all’Ambiente Pietro D’Anna. “Contiamo di offrire alla città in tempi rapidi anche quello di via Boccaccio. Un passo verso la normalità”, conclude D’Anna.
23 Augurissimi
Valeria Caiazza Laurea in Economia e Commercio presso l’Università Federico II
La vita è fatta di momenti unici ed indimenticabili, ed oggi è uno di questi. Vivi ogni istante, e conserva dentro di te questa emozione: ti aiuterà a ricordare che i sacrifici e l’impegno ripagano sempre!
Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. Reg. 5116 del 28/02/2000
Editore CASORIA DUE s.a.s Direttore Responsabile: Ferdinando Troise Stampa: PRINTING HOUSE - CASORIA Tiratura 7000 copie. Distribuzione gratuita. Questo numero è stato chiuso il 17 novembre 2016
Direzione, Redazione, Amministrazione e Pubblicità Via Capri, 2 - 80026 Casoria (NA) - Tel./Fax 0817597271 email: casoriadue@libero.it
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DOMENICA 20 NOVEMBRE 2016