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DOMENICA 26 FEBBRAIO 2017

Settimanale di Informazione

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ANNO XVI - N° 9 - DOMENICA 26 FEBBRAIO 2017

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l’editoriale di Nando Troise Ragioneria che quello alle Po“E’ un periodo difficile per queStorie di truffe, scippi, rapine, litiche Sociali, sono sottoposti sta Città. Certo, c’era da aspeta ricorsi e, sembra, anche a tarselo. Lo scioglimento per inseguimenti, droga, furti denunce”. dimissioni personali presso un Parlare di truffa al Comune Notaio doveva, per forza, porpuò sembrare eccessivo; e, fortare delle conseguenze” Casoria Ambiente Spa vuole vincere la se lo è. Non sappiamo cosa è Le baby gang sono padrone del successo. Certo è che il lavoterritorio. Scippi, rapine, furti scommessa dell’igiene urbana ro di indagine fatto dall’Ispetdi auto si susseguono a ripetizione. Non le riescono a controllare. Sono troppi e tanti. Arri- tore del Ministero di Economia e Finanza, trasmesso anche vano da Secondigliano, Arzano, San Pietro, Casavatore, dalle alla Corte dei Conti, ha evidenziato diverse irregolarità conSalicelle e dal Parco Verde di Caivano. Le forze dell’ordine tabili ed amministrative; come già successo 10 anni fa, con l’indagine fatta dal Dirigente dei Servizi Ispettivi della Finannon ce la fanno. Casoria è terra di nessuno. Di questa Città interessano solo gli za Pubblica, il dr. Vincenzo Ambrosio, il quale denunciò di mancata regolarizzazione di carte contabili, perdita di interessi affari. Gli appalti. Il resto è noia! Ho discusso molto, con me stesso, se varare un titolo con la sulle somme non versate sulla contabilità generale presso la parola “truffa”. Vorrei tanto evitare inutili scandalismi. Se la Tesoreria provinciale dello Stato, sino a giungere alla violaziopolitica è servizio ai cittadini, meglio fotografare i momenti di ne del più elementare concetto giuridico, quello delle carenze nell’applicazione della normativa vigente in materia di dichiacronaca, anziché le lacrime dei cittadini beffati. Ma poiché politica vuol dire anche lealtà, non possiamo igno- razioni sostitutive di certificazione. Come dire che chi aveva il rare quelli che si sentono presi in giro o, peggio ancora, rag- compito di controllare il rispetto delle norme, ne ha legittimato la violazione. girati. Chi va via dalla propria Città, chi abita in via Etna, chi si vede Le indagini, invece, durante l’Amministrazione Carfora & Caescludere dal lavoro di operatore ecologico, non ha, di solito, sillo, fatte dall’Ispettore del MEF, Giordano, sta causando un potenza economica e non gode favori del cosiddetto Palazzo. vero e proprio sconquasso psicologico sia tra i dipendenti che E Casoria di concorsi – truffa ne ha conosciuti tanti, utilizzan- nei Sindacati. Sono partite dal Protocollo Generale 50 lettere do “l’arroganza del potere” o della “sudditanza psicologica” di richieste restituzione indennità percepite per il Progetto ICI di cui erano affetti alcuni Dirigenti di Settore. Non erano vi- (anche a due dipendenti deceduti) . Il Sindaco dice che sono sioni o sospetti ingiusti: i potenti contano più dei poveri, e non state inviate per bloccare la prescrizione. continua a pag. 4 da oggi. “Il Concorso per Dirigente di Settore, sia quello alla

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4 SEGUE da pag. 3

Il Dirigente invece afferma che non è finita qui. Secondo il MEF, dice lui, i dipendenti comunali dovranno restituire quanto incassato per turnazione, disagio, reperibilità ecc. L’oggetto delle lettere inviate ai 50 dipendenti ha per oggetto: Richiesta di pagamento e costituzione mora ex art. 1219 c.c. e recita così: “A seguito della Verifica Ispettiva presso questo Ente eseguita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento Ragioneria Generale dello Stato – Ispettorato Generale di Finanza – Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica – dal 26 marzo al 9 aprile del 2014, depositata il 16 giugno 2014, è emerso che i 50 dipendenti hanno percepito indebitamente le somme per la cosiddetta “Incentivazione ICI”. Le motivazioni dell’indebito sono contenute nella stessa relazione Ispettiva, a cui si rinvia puntualmente, pubblicata sul sito istituzionale dell’Ente nella Sezione trasparenza, ai sensi del D. lgs 33/2013. La Giunta comunale con atto di indirizzo prot. n. 10 del 23/11/2016 ha incaricato il Dirigente del Settore Ragioneria ad “agire nei termini di legge al fine di interrompere i termini di prescrizione”. Intimando e diffidando i 50 destinatari ad adempiere al versamento delle somme entro e non oltre il termine di 30 giorni dal ricevimento della lettera con riserva, in caso contrario, di adire le vie legali, per il rimborso delle spese, interessi di mora e risarcimenti danni. Inviata il 19 dicembre 2016. Cifre che vanno da un minino di mille euro fino a 126 mila euro a dipendente. Secondo le nostre informazioni, i Sindacati anche se in maniera disunita sono intervenuti a favore dei dipendenti, allertando i propri Uffici legali. Il varo della chiusura di esercizio finanziario senza prelevare le disponibilità esistenti su conti correnti postali e riguardante consumi idrici, in disprezzo dei diritti del pubblico pagante. Questo era scritto nella relazione Ambrosio. Non fu un buon periodo quello esaminato, dieci anni fa, dal pool della Ragioneria dello Stato prima e dalla Commissione di Accesso agli Atti Amministrativi e né tantomeno, quello esaminato, pochi mesi fa, dagli Ispettori del Ministero di Economia e Finanza. Due periodi politici ed amministrativi appestati dai miasmi dell’accomodamento. Lo scioglimento per dimissioni presso il Notaio ha fatto alzare le terga dalle loro

poltrone che avevano sino a quella data scaldato; ho sperato, durante la campagna elettorale, che ne prendessero il posto gente ricca di idee. Mentre la Casoria della politica cerca faticosamente il Nuovo. La Casoria dell’Ente Locale si è aggrappata a Pasquale Fuccio ed alla sua vincente coalizione. Coloro che li hanno preceduti erano logori ed esausti, incapaci di uscire dalle logiche di spartizione e del tutto inadatti ad interpretare il paese che, attorno a loro, cambia. Hanno lasciato un Comune decrepito e decotto. I conti sono in rosso; molti dirigenti già finirono sotto accusa dalla relazione Ambrosio e si è ripetuto con l’Ispezione del MEF e parlare di “questione morale” non è azzardato; il tessuto è sfilacciato; le prospettive non sono esaltanti. Chi scrive è convinto che questo paese è ancora vitale. Vanno sfruttate le potenzialità, assecondandole con i ritrovati della tecnologia e delle strategie di mercato e della new economy. Altri, invece, pensano, ancora, che Casoria Ambiente Spa possa essere la panacea di tutti i mali, sperando nello stellone che metta tutti a tacere. Si confida nei soldini europei del Piano Integrativo Urbano; l’articolazione dei progetti e dei programmi avveniva in ossequio agli ordini delle solite famiglie e secondo schemi medievali. Il tempo venne sprecato per organizzare congiure (il Sindaco Carfora e il suo fido Marchetti proprio non se l’aspettavano di andare a casa). Ecco questo avveniva ed avviene, nel nostro allegro e triste mondo della politica che, purtroppo, ignora ancora due parole: passare la mano e modernità. Casoria Ambiente Spa è nata il 29 aprile del 2000. Una società nata dall’unione del Comune di Casoria (51%) con altri tre soggetti, quali il Consorzio Caserta 2 (25%), Italia Lavoro spa (19%) e il Comune di Casavatore (5%). Una società, nata per far fronte alla crescente richiesta

di qualità dei servizi pubblici, e quando l’allora Ministro dell’Ambiente Ronchi invitava chiaramente i Comuni a muoversi verso forme associative di spirito e ispirazioni aziendali e privatistiche, ma che ha tuttavia sofferto una gestazione particolarmente tormentata e che non ha mancato in tutti questi anni di sollevare ripetute polemiche. Il target preferito dei ripetuti attacchi sono stati i Consigli di Amministrazione, con tutte le loro modifiche (da Mormile e Pino Russo, passando per Passaro e Girardi per arrivare al presidente attuale Vincenzo Auricchio); tutti “frutti di una spartizione politica”, a dir meglio partitica e fin qui niente di nuovo. Altre critiche furono fatte sulle modalità di assunzione: furono criticate, in quell’epoca, la graduatoria compilata in base ad un decreto legislativo regionale per l’esenzione del ticket; il mancato rispetto delle indicazioni del Consiglio Comunale, che prevedevano l’assegnazione di un punteggio più alto ai lavoratori socialmente utili che già operassero nel settore N.U. Furono tantissimi i fischi tributati in quegli anni, a questo cabaret di quart’ordine – una incompresa galleria di personaggi grotteschi – cui si è ridotta la locale ars regendi, Casoria Ambiente resiste. Partì, con la speranza, chissà a quali prezzi, di vivere in una Città più pulita. Mai fallimento fu così annunciato. P.S.: al cittadino casoriano: “te voglio fa sapè chi ha costruito stu paese, te voglio fa sapè chi n’ha pavato e spese, chi è stato deportato pe quatto sorde ‘o mese. Famme, miseria, schifezze e malatie: chist’è stato o prezzo che ha pavato a’ terra mia, p’avè chestu ppoco e lusso e civiltà, machine, palazze, eroina a quantità. Mafia, ndrangheta, sacra corona unita, camorra: chest’è tutto chello c’hanno lassato, ddoje facce teneno però nun so nemici ‘o deputato e ‘o cammurrista ind’ò vico”. (A.M.)°


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lo scassabolle di Michele Mitraglia

Dopo il voto si esige il buon governo ….. a Casoria

Il “manifesto elettorale”, programma elettorale e squadra

Sì, non dimenticherai: Claudio e Marcello consiglieri comunali. Fronte della Gioventù, Almirante, MSI e Destra Sociale. Alla Sezione Folgore, poi dedicata a Giovanni Gentile; Peppe Affinito benevolo ed ospitale, Stefano con la faccia da ragazzo, “le fiammelle” del Ragioniere Parisi, nella speranza di vedere i Fratelli d’Italia proiettati verso il 2017. Casoria è fatta così e tu devi capirla se vuoi sopravvivere. Pasquale Fuccio è il Sindaco di Casoria. Un compito arduo, complicato e difficile. Vorrebbe fare Pasquale. Solo se ci riesce. Solo allora la Campania capirà che Casoria è sud; che Casoria, finalmente, anche grazie alla Regione si va sottraendo alla falsa benevolenza di Afragola. Non soffiamo sul fuoco ma diciamo che Casoria è mancata parecchio al suo ruolo di città media guida dell’Area Nord. Cerchiamo una classe dirigente che non c’è. La storia del campanile che ogni tanto i nostri goffi antagonisti ci oppongono per distrarci e semmai anche smontarci, è idiota tre volte; non una. La politica ha angolazione sociale identica a questa brutta storia. E non parliamo, por favor, di politica locale. Si fa vuoto fumo….. La scoperta dell’altra mezza Casoria credo proprio si debba ritenere improcrastinabile. La scoperta dell’altra mezza Casoria significa un giro economico di circa tre milioni di euro. Abbiamo una gioventù forte, è stato detto ma se non ce la fanno scoprire e valorizzare muore, si spegne! Con riflessi, sulla politica locale, veramente drammatici. Automaticamente, una parte di questa gioventù si è trasferita nei banchi del Consiglio Comunale, consentendo a Casoria di non essere fuori giro. Allora……. Casillo si è trasferito alla Vice Presidenza del Consiglio Regionale. Tommaso Girasole, invece, alla Direzione del Distretto Sanitario di Ca-

salnuovo. Decentramento: più ampia caratterizzazione casoriana della politica attraverso la valorizzazione dei giovani e dei nostri professionisti; spostamento del mercato settimanale dei tessuti da via Calvanese ad Arpino; con la preghiera che Arpino non continui a fregare Casoria, utilizzando la tattica esibita per…. il Settore Lavori Pubblici. Casoria da anni, sta dimostrando di perdere tutti i suoi servizi più importanti, eppure ha un’enorme densità abitativa. Il 5 marzo finisce anche il trasporto interno alla Città. I pullmini non gireranno più per Casoria e chi vuole andare dal Parco San Paolo alla Stazione Ferroviaria lo dovrà fare a piedi. La questione locale riguarda certo anche la politica. Polizio, Casillo, Graziuso, Nocera, Girasole e Pugliese sono tutti fuori dalla gestione amministrativa e politica della Città. Ci mancherebbe che rimanessero impassibili! “Casoria ha bisogno di nascere di nuovo. Cominciare da capo. Il personale politico di questi ultimi anni, i loro leader ed i loro referenti provinciali, regionali e nazionali non si sono resi conto di essere stati attraversati da un lunghissimo (dura da tantissimi anni) “tsunami politico e amministrativo e, per loro fortuna, non ancora penale, civile e contabile”, che è stato lo scioglimento per camorra dell’Amministrazione di Giosuè De Rosa e poi gli scioglimenti notarili di Stefano Ferrara prima e Carfora poi. Le responsabilità sono pesanti”. Il manifesto elettorale di Michele Mitraglia. Annullamento di tutte le privatizzazioni: società a partecipazione pubblica, con lo scioglimento di Casoria Ambiente. Corsi di formazione per tutti i dipendenti comunali. Annullamento delle concessioni edilizie. Piano regolatore con social plan strutturato da parte di sociologi, urbanisti ed architetti locali, cioè di Casoria. Concorso pubblico per i Dirigenti

di Settore. Trasporto funebre pubblico. Affidamento ad una società pubblica che organizzi, specie in prossimità delle Universiadi napoletane del 2019, nello Stadio San Mauro e nel Centro Polisportivo (Piscina e PalaCasoria), eventi sportivi, culturali e di spettacoli. Assessorato alle Politiche giovanili da affidare ad uno staff di giovani che strutturino politiche culturali, valorizzando anche gli spazi come la villa comunale. Stabilizzazione dei precari. Attuazione di un trasporto pubblico interno efficiente. Politiche partecipative come assemblee di quartiere. Creazione di un organismo che faccia emergere le proposte dei sindacati e l’associazionismo. La Giunta Municipale di Michele Mitraglia All’interno della coalizione che ha visto vincere Pasquale Fuccio c’è stata ed anche in maniera protagonista, facendo eleggere ben tre consiglieri comunali, un movimento importante del centro destra casoriano: Libera Mente. Michele Mitraglia, pur rispettando le indicazioni del Pd e dei movimenti che hanno accompagnato Pasquale Fuccio a sedersi sulla poltrona di Sindaco, rivela quale sarebbe stata la sua squadra qualora fosse stato lui ad essere nominato Sindaco della Città di Casoria (naturalmente sempre se i soggetti indicati avessero accettato tale e difficile ruolo). Affari Generali e del Personale e Servizi Demografici: Giuseppe Notaro; Ragioneria, Finanze, Bilancio, Patrimonio, Economato e Tributi: Massimiliano Musto; Interventi di Polizia sul Territorio e Mobilità: Giovanni Del Prete; Lavori Pubblici e Assetto del Territorio: Ernesto Valiante; Pubblica Istruzione, Cultura, Sport, Tempo Libero, Sicurezza Sociale e Politiche Giovanili: Pietro D’Anna; Nettezza Urbana ed Ecologia: Mauro Ingannato; Politica Sanitaria: Filippo Rossi; Frazione Arpino: Carmen Gigliotti. Direttore Generale: Pino Balsamo.

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6 NANDO TROISE

Dieci anni fa avvenne la morte di Stefano Chiarini, inviato di guerra de “Il Manifesto” Il mio personale ricordo

Ha lasciato questa terra mentre scriveva dalla sua casa un pezzo per Il Manifesto. Infarto. Aveva girato tutti i fronti di guerra. Le sue corrispondenze dalla Palestina erano memorabili. Ho conosciuto Stefano Chiarini un pomeriggio estivo in Piazza Bellini. Giravo per libri. Ero stato all’Hotel Vesuvio ad assistere alla presentazione del libro di Geronimo (Pomicino) e mi ero spostato al Caffè Arabo di Piazza Bellini perché Stefano teneva una lezione sulla strage di Sabra e Chatila. Avevo lasciato il salone di un grande albergo affollatissimo mentre Stefano Chiarini in Piazza Bellini era solo. Non c’era alcuna persona! Il convegno rimandato. Mi colpì la sua aria serena, un atteggiamento ed un abbigliamento che sapevano di francescano. Ci sedemmo su una panchina di Piazza Bellini, cuore letterario della Città di Napoli. Parlammo di politica, della Destra e della Sinistra. Parlai con Stefano Chiarini della cultura della destra, non riconosciuta da una ghettizzante sinistra. Parlai con lui di Ungaretti, Ezra Pound, Julius Jevola, Pino Romualdi. Parlai con lui anche di Marcello Veneziani, Susanna Tamaro, Roberto Gervaso, Luca Barbareschi, Giorgio Albertazzi ed anche di quel genio cinematografico scomparso solo pochi giorni fa che è stato Pasquale Squitieri. Mi ascoltava e mi dava ragione. Mi regalò, in quella occasione, un pamphlet di Jean Grenet: “Quattro ore a Shatila”, Gamberetti editrice. Un libretto che conservo. Una persona, Stefano Chiarini, che non ho mai dimenticato. Ammiravo il suo coraggio e la capacità interpretativa di una zona funestata dal sangue e dalle bombe. La Palestina era la sua terra. Era il 17 settembre del 2002. 20 anni dalla strage di Sabra e Chatila. Proposi all’epoca, dieci anni fa, a Il Manifesto di dedicare ogni 17 settembre al ricordo di Stefano Chiarini. Un suo pezzo finiva così: “Se ognuno portasse a Chatila un fiore nessuno potrebbe più ignorare quella fossa. Per quanto ci riguarda il 17 settembre prossimo, noi saremo lì con il nostro “fiore dall’odore del sangue ma anche del gelsomino”. Facciamo lo stesso per Stefano. Stefano Chiarini è morto nello stesso giorno dello “tsunami di violenza” che colpì il calcio italiano, Catania, il Catania, la Polizia di Stato, Raciti. Non ebbe gli onori della cronaca. I colleghi della informazione erano tutti concentrati sui gravi fatti del derby siciliano che causarono la morte dell’Ispettore Raciti. Stefano Chiarini è stato un grande giornalista, un grande inviato. VA RICORDATO.

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CIRO TROISE

La “resistenza” di Verona premia Sarri, la squadra è con lui! «La vis insita, o forza innata della materia, è il potere di resistere attraverso il quale ogni corpo, in qualunque condizione si trovi, si sforza di perseverare nel suo stato corrente, sia esso di quiete o di moto lungo una linea retta. Questa forza è proporzionale alla forza che si esercita sul corpo stesso e non differisce affatto dall’inattività della massa, ma nella nostra maniera di concepirla. Un corpo, dall’inattività della materia, è tolto non senza difficoltà dal suo stato di moto o quiete. Dato ciò questa vis insita potrebbe essere chiamata in modo più significativo vis inertiae, o forza di inattività. Ma un corpo esercita questa forza solo quando un’altra forza, impressa su di esso, cerca di cambiare la sua condizione [di moto o di quiete, NdT]; e l’esercizio di questa forza può essere considerato sia resistenza che impulso; è resistenza quando il corpo, cercando di mantenere il suo stato attuale, si oppone alla forza impressa; è impulso quando il corpo, non dando libero corso alla forza impressa da un altro cerca di cambiare lo stato di quest’ultimo. La resistenza è solitamente ascritta ai corpi in quiete e l’impulso a quelli in moto; ma moto e quiete, come vengono intesi comunemente, sono solo relativamente distinti; e d’altronde, quei corpi che comunemente sono considerati in quiete non lo sono sempre realmente». Il Napoli vittorioso a Verona, il tweet di Reina, l’abbraccio tra Insigne e Mertens, due compagni che hanno recitato a lungo nel corso degli ultimi anni il ruolo di antagonisti per la conquista di una maglia da titolare, ci ha condotto con il pensiero ai principi della dinamica, ad Isaac Newton. Il Napoli del “Bentegodi” ha fatto resistenza alla forza imposta da De

Laurentiis che al Bernabeu ha scaricato la sua rabbia post-partita sul lavoro di Sarri, richiedendo la valorizzazione dei suoi gioielli dopo una prova di grande dignità contro i campioni d’Europa e del mondo. Non bastano Zielinski e Diawara, bisogna lavorare per la cura del patrimonio aziendale anche con Rog, Pavoletti e Maksimovic, tanto il peso specifico della qualità tecnica è relativo, ciò che fa la differenza è la “cazzimma”; la sintesi del discorso del patron potrebbe essere contenuta in queste affermazioni. La squadra si sente pungolata nell’orgoglio, la reazione di Reina e Mertens ai microfoni di altre emittenti nel post-partita lo dimostra e si stringe attorno a Sarri, il “leader quotidiano”, il condottiero che governa tutti i giorni il “magma” dello spogliatoio, guida il lavoro tenuto al centro sportivo di Castelvolturno costruendo questa “macchina” che ha raccolto estimatori in tutta Europa. Il presidente De Laurentiis, già alle prese con alcuni conflitti relativi ai rinnovi, come dimostrano le controversie di Ghoulam, Insigne e Mertens, ha perso credibilità e stima all’interno dello spogliatoio che non ha gradito

le eccessive critiche nel post-partita di Real Madrid-Napoli. L’attacco del patron può generare degli effetti positivi, può scatenare la “forza innata della materia” che facendo resistenza riesce a potenziare il proprio rendimento, ad alimentare la carica nervosa, a trovare ulteriori motivazioni utili per fronteggiare cali di natura psicofisica, come quello avvenuto a Verona, che ha portato prima al gol di Meggiorini e poi ad alcune occasioni costruite dalla formazione di Maran. Tocca a Sarri sfruttare il clima d’unità creatosi con la squadra, la tensione emotiva per reggere al meglio il “ciclo terribile” che attende gli azzurri fino alla gara contro il Real Madrid. L’infortunio di Allan elimina un’alternativa importante a centrocampo, Rog e Giaccherini devono essere coinvolti, è impossibile pensare che Zielinski possa giocarle tutte e quattro ad altissima intensità. Diawara ha messo in mostra tutto il suo potenziale all’esordio allo Juventus Stadium, un palcoscenico ideale anche per far giocare Rog dal primo minuto. Il croato ha sempre dato un contributo quando è stato chiamato in causa, ha il mix giusto di qualità tecnica e gamba per lavorare sulla catena di destra con Callejon, la spalla ideale per accelerare il processo di comprensione delle consegne tattiche di Sarri. E’ il momento decisivo della stagione, servono spavalderia, brillantezza e serenità per esprimersi al meglio su tutti e tre i fronti. Un anno fa il “Febbraio nero” fu amaro per gli azzurri, con l’eliminazione in Europa League rimediata contro il Villarreal, la sconfitta di Torino e i pareggi contro Fiorentina e Milan. La lezione deve essere utile, stavolta non si stecchi sul più bello.

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Intervista alla Comandante della Polizia Municipale Anna Bellobuono L’esperienza della Responsabile del Terzo Settore di Casoria Questa settimana abbiamo intervistato per i lettori di CasoriaDue la Comandante Anna Bellobuono, alla guida della Polizia Municipale di Casoria dal 2014. Come e quando è nata la passione per la divisa? E l’aspirazione al ruolo di Comandante? Non mi sono appassionata immediatamente. Ho fatto i miei studi nell’ambito delle materie umanistiche, laureandomi in filosofia all’età di 22 anni. Appena laureata ho insegnato psicologia, ma quella per l’insegnamento non è stata una passione. Poi ho avuto la fortuna – perché oggi la ritengo una fortuna - di vincere un concorso in un piccolo comune in provincia di Bari, dove ho lavorato per tre anni come agente di Polizia Municipale. Lì ho trovato finalmente il mio campo preciso e ho capito che era un ruolo importante, complesso. Mi sono poi laureata in giurisprudenza e ho iniziato la mia carriera. Ho lavorato 13 anni come agente di Polizia Municipale, 6 anni come Comandante, responsabile in un comune più piccolo rispetto a Casoria. Poi ho vinto il concorso qui e mi piace moltissimo questa professione che è un impegno costante. Tutti gli impiegati della Pubblica Amministrazione dovrebbero avere la passione per il proprio lavoro. Non abbiamo orari… quello che mi compete lo faccio fino in fondo. Le pesa essere una donna in divisa… con un ruolo dirigenziale, poi? No! Io ritengo che per me sia stato più facile. Premesso che, secondo me, le

donne hanno un carattere più forte rispetto agli uomini, credo che il fatto che io sia donna incida positivamente. I miei sottoposti hanno una forma diversa di riverenza, di rispetto e si contengono anche nelle manifestazioni goliardiche e questo mi facilita. Quali sono le maggiori difficoltà che ha incontrato come Comandante qui a Casoria? La cosa più complessa è stata riorganizzare l’interno, il personale. Nella gestione del comando, tra gestione di mezzi, del territorio e di risorse umane, quello che incide di più è l’organizzazione delle risorse umane, perché è necessario che il personale abbia coscienza del proprio ruolo, altrimenti all’esterno

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non si arriva da nessuna parte. Questo è stato molto complicato perché l’organico era un po’ “vecchio”, poco motivato. Stimolarli è stata la cosa più difficile e non si finisce mai… L’età media della Polizia Municipale di Casoria è ancora molto alta… Si, molto! Vengono fatti concorsi periodicamente, quindi ci sono differenze di età. L’ultimo concorso è stato tre anni fa, ma chiaramente, rispetto al fabbisogno, il personale è pochissimo. In un territorio come Casoria, dove incide molto la criminalità, dove c’è un maggiore bisogno di sicurezza, dovremmo avere un agente ogni 600 abitanti. L’organico dovrebbe essere il doppio di quello che è. Nonostante ciò, con questo personale io faccio i salti mortali. Non mi posso lamentare di assenze, distrazioni. Gli agenti quando sono fuori lavorano e anche tanto. A causa delle difficoltà ha mai pensato di mollare, di trasferirsi? Confesso che ci penso, però poi spunta fuori l’amor proprio. Ho fatto un’esperienza a Salerno di un anno. Sarei dovuta rimanere per tre anni, ma poi ho deciso di rientrare a Casoria. Non mi sono trovata male, anzi! A Salerno ho trovato moltissime persone di grande qualità, ma c’è una differenza tra l’incarico a termine, quindi di fiducia, e l’incarico a tempo indeterminato. L’incarico a tempo indeterminato ti permette di avere una maggiore autonomia nel rispetto delle regole. L’incarico a tempo deter-

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DOMENICA 26 FEBBRAIO 2017 minato non te lo consente, perché devi comunque sottostare alla tua condizione di precariato. Non si ha la possibilità di incidere forzando sulla gestione, quindi sono rientrata a Casoria. Sono rientrata consapevole di quello che avrei trovato. Al mio ritorno c’era un macello, in un anno si era indietreggiato nuovamente. Qual è, secondo lei, il problema principale di Casoria? C’è grande necessità di presenza sul territorio e con il numero degli agenti disponibili non è facile garantirla. Casoria è una città cresciuta in modo molto imponente a livello urbanistico, è densamente popolata. In questi casi è fondamentale la presenza sul territorio che garantisca almeno il sentore della sicurezza. I fattori che incidono negativamente sono tanti e si intersecano: l’eccessiva densità di popolazione – in 15 km² ci sono 100.000 abitanti; la microcriminalità - far rispettare le regole, a partire dalle più banali, come mettere il casco, è complesso. Il posto di controllo prevede che 4/5 unità vengano sottratte ai posti più controllati, quindi non è possibile

9 farlo sempre perché bisogna bilanciare l’esigenza della presenza e quella dei controlli. Quale potrebbe essere un soluzione al problema? Noi gestiamo bene quello che abbiamo. Metto in campo di tanto in tanto delle iniziative. Abbiamo fatto in modo che ci fosse una diversa divisione geografica dell’area, considerando anche che Arpino è una vera e propria città nella città. Ho fatto in modo che si creassero dei gruppi di lavoro per cercare di dare più risposte possibili ai cittadini, non il solito controllo in pattuglia. Ovviamente spero che il Comune faccia quanto prima una programmazione delle assunzioni. Qui si ha grande necessità che il personale aumenti. Qual è stata la soddisfazione maggiore in questi anni da Comandante a Casoria? Il personale mi dà grande soddisfazione. La soddisfazione più grande è proprio nei dipendenti della Polizia Municipale e, in generale, del Terzo Settore che credono di avere una buona guida. Ma

è gratificante anche sapere che qualche risultato si ottiene: ogni piccolo risultato raggiunto nel quotidiano è una soddisfazione. A me basta questo, soprattutto quando si riesce ad accontentare il cittadino che chiede aiuto. Secondo lei, di quale caratteristica non può fare a meno un Comandante? Credo di molte. La prima in assoluto è l’elasticità per cercare di capire le diverse esigenze. Seguono la capacità di mediazione, per poter dare risposte ai problemi del cittadino; la competenza, senza la quale non si hanno strumenti; l’intelligenza, che è la capacità di adattare il proprio comportamento alla situazione che si affronta; la perseveranza e il polso. Ci devono essere severità assoluta e equilibrio. La severità dev’essere bilanciata dal fatto di essere uguale per tutti. Ringraziamo la Comandante Bellobuono per la sua disponibilità e auguriamo a Lei e a tutto il personale della Polizia Municipale un buon lavoro, nella speranza che possano svolgerlo sempre al meglio e con tutti gli strumenti necessari.

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10 ANTONIO BOTTA

“I quindici anni di “Archivio Afragolese”: un appassionante e istruttivo viaggio nella Storia locale

ANDARE AVANTI CON LO STESSO ENTUSIASMO

“Archivio “Afragolese”, il Periodico di studi storici fondato dal prof. universitario Marco Dulvi Corcione, celebra il raggiungimento di un’altra tappa di un istruttivo viaggio iniziato 15 anni fa con passione ed entusiasmo: un lungo percorso durante il quale si è restituita alla città di Afragola la dignità che le compete, consentendo ai lettori di conoscerne ed apprezzarne la storia locale, il patrimonio artistico, le tradizioni popolari e benemerite figure di cittadini che hanno dato lustro al loro paese. I redattori e i vari collaboratori, coordinati dal Direttore responsabile Francesco Giacco, hanno reso possibile, dal Dicembre 2002 (data di pubblicazione del primo numero della Rivista), la realizzazione di un progetto culturale di grande valenza formativa e civica, pienamente consapevoli che senza l’apporto delle discipline umanistiche, tra cui la Storia (locale o generale che sia), non è possibile generare futuro in termini di cittadinanza attiva, amore e cura per il bene comune, corresponsabilità sociale. Nell’editoriale del numero 30 del Periodico, ultimo in ordine di pubblicazione, dal titolo “La storia come guida della comunità per superare la “Fatica di Sisifo”, Corcione e Giacco hanno evidenziato, al riguardo, che “nello spazio di trenta numeri e in circa 4000 pagine, abbiamo cercato, con il valido contributo della nostra redazione e di sagaci collaboratori sensibili al fascino della cultura, di scoprire, esaminare, raccontare aspetti di storia del passato, non solo di Afragola”, precisando acutamente che il presente va visto “come un momento evolutivo di un percorso che non può trascurare il cammino già fatto, anche per sapersi orientare coscientemente nelle continue scelte che quotidianamente ci invitano a deviare verso percorsi ignoti”. Sulla stessa lunghezza d’onda il contributo dal titolo “I quindici anni di Archivio Afragolese” in cui Giuseppe

Esposito effettua un efficace excursus “a volo d’uccello” di ricerche, studi indagini e saggi, pubblicati nei trascorsi tre lustri con lo scopo di “sollecitare l’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni sulla riscoperta delle proprie radici storiche”. Ugualmente interessante l’esaustiva relazione del prof. Gerardo Sangermano, docente di Storia medievale dell’Università di Salerno, letta in occasione del convegno di studi “Sosio Capasso e la Storia locale”, svoltosi presso la sala consiliare del comune di Frattamaggiore per commemorare la figura dello Storico e Preside frattese nel centenario della sua nascita. Facendo riferimento al volume del prof. Capasso su Frattamaggiore (I ed. 1944, II ed. 1992, riveduta, accresciuta e aggiornata) e a brevi saggi sulla vita e sulla produzione scientifica e/o letteraria di alcuni uomini illustri della sua terra, Sangermano pone in rilievo l’abilità dell’Autore di riuscire a coniugare perfettamente il rigore della ricerca storica con l’impiego di un linguaggio accessibile, poiché aveva ben chiaro l’ intento divulgativo dei suoi lavori, resi, per questo, fruibili e di piacevole lettura. Nella sezione “Studi e Ricerche”, il prof. Raffaele Cossentino continua il suo “Viaggio nella canzone napoletana” commentando dell’intellettuale “con la passione della canzone” Roberto Bracco, vissuto tra l’Ottocento e il Novecento, i componimenti canori “Salamelic”, “Africanella” , “Comme te voglio amà”, “’A napulitana”, che riscossero un grande successo sia “per il registro gaio”, sia perché la protagonista è la donna “con la sua bellezza e il suo fascino sensuale”. Doveroso e giusto riconoscimento ha riservato Cossentino anche a Ferdinando Russo e a Vincenzo Russo; del primo mette in risalto “l’estro poetico” e “il gusto della caricatura e della satira, soprattutto nella “macchietta”; del secon-

do evidenzia “la vena lirica sgorgante in versi di deliziosa musicalità, musicati da Eduardo Di Capua. Indimenticabili e dal respiro eterno “Maria Mari”, “I’te vurria vasà”, “Torna maggio”. Sempre nel settore “Studi e Ricerche” la prof.ssa Vittoria Caso tratteggia in maniera approfondita la figura di Veronica Franco, “Veneziana, nata nel 1545”, la quale “visse appieno la stagione rinascimentale della poesia al femminile, celebrando senza falsi pudori eros e sensualità “. Con argute riflessioni sulle qualità artistiche della sua produzione poetica, confluita nell’opera “Terze rime”, la prof.ssa Caso pone in rilievo “la spontaneità della vena ispiratrice e la genuinità dei suoi componimenti”, concludendo che ella ha connotato “il verso ora di brioso erotismo e di arguta ironia, ora di struggente ed evocativa nostalgia grazie anche all’utilizzo di immagini topiche del repertorio sia sentimentale, sia mitologico.” Il lavoro della Fondatrice dell’associazione culturale “Clarae Musae” è un ulteriore omaggio al “genio femminile”, nel passato soffocato, anche in campo letterario, dalla protervia maschile. La Rivista si conclude con interessanti recensioni di alcuni libri di indubbio valore letterario e con la “classica” rassegna stampa contenente articoli su manifestazioni e iniziative promosse dal Centro Studi “Archivio Afragolese”, tra cui un convegno su Bartolo Longo. Ritornando all’Editoriale, Corcione e Giacco concludono il loro intervento con una vibrante esortazione ad andare avanti, affinché il sogno di 15 anni fa continui a realizzarsi. E’ ciò che auspichiamo, perché l’utopia di indirizzare l’avventura esistenziale dell’umanità verso i valori della giustizia, dell’uguaglianza e della pace sia sempre più possibile, anche con l’indispensabile apporto della Storia, “magistra vitae”. “Ad maiora”, dunque!

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VALERIA POSTIGLIONE

Casoria si, Casoria no… Casoriadue! Internet. Oggi parliamo di web. Nello specifico facciamo un po’ di auto-approfondimento. Tranquilli non vi racconterò le mie vicissitudini social (anche perchè ci sarebbe poco da raccontare), voglio piuttosto parlare dell’importanza del web per il giornalismo e l’innovazione della “bufala”, approfittando anche del fatto che casoriadue.it ha cambiato abito rinnovando la sua veste. Da circa 15 anni abbiamo visto come il web e, nell’ultimo decennio i social, abbiano cambiato il nostro modo di rapportarci alla società, la nostra visione delle cose e come tutto questo abbia portato ogni singolo individuo a diventare opinionista e tuttologo. La pubblicazione in real time ha permesso di scavalcare i tempi tecnici di stampa e pubblicazione, rendendo quindi immediata la notizia e ovviamente più facile e veloce la sua diffusione. Si potrebbe dire che è quasi uno strumento di maggiore democrazia perché permette a tutti di accedere a tutto. Forse. Io ci credo poco. Internet dà spesso l’idea di essere senza filtro, a mio avviso... è come quelle ragazze che su Instagram usano l’hashtag #nofilter per mostrare la bellezza acqua e sapone, dopo aver usato photoshop. Ma aldilà delle illusioni, la cosa fondamentale è che questo fantastico mondo web in collaborazione con i social media ha permesso a tutti o quasi di diventare reporter grazie ad un tablet o uno

smartphone. Ci basta tirare fuori dal fodero la nostra arma digitale e fare click su pubblica perché sia alla portata d tutti. I social hanno permesso a tutti di diventare reporter o pseudo tali. Eppure da questo è nato un contro che è diventato un ver e proprio fenomeno, la bufala. Alcuni furbetti hanno iniziato a disperdere spesso nel web false notizie spacciate come vere e spesso riportate da fonti autorevoli. Video manomessi, documenti fasulli, ne abbiamo viste di cotte e di crude! I pro e contro continueranno sempre ad esserci, soprattutto nel mare in cui ci ritroviamo online, l’importante è imparare a navigare senza “bere troppa acqua” perché in tanti vorranno darcela a bere. Potete anche iniziare cliccando su www.

casoriadue.it (è partita alla grande la sviolinata eh!), il nostro direttore Nando Troise ha deciso di rinnovare la veste grafica e alleggerirlo per stare al passo con i tempi, rendendo la navigazione e la ricerca delle notizie più semplice. il debutto del nostro nuovo sito è già avvenuto e grazie alla D.ssa Starace tutta la redazione sarà un web master con la possibilità di pubblicare in real time tutte le notizie che arrivano. Il settimanale, invece, in distribuzione gratuita la domenica nelle edicole di Casoria, Arpino, Cittadella è uno strumento giornalistico di approfondimento. “Il restyling che abbiamo voluto per il nostro sito e devo riconoscere che l’imput è arrivato proprio da Anna Starace, non tocca solo la veste grafica, ma anche la sua struttura, che si amplia di nuove categorie e contenuti, e diviene un prezioso strumento di informazione per tutti coloro che vogliono conoscere e approfondire le caratteristiche anche dei servizi che offriamo.” Così parlò il nostro direttore all’inaugurazione. Siamo fieri di far parte di questo progetto che vuole far sì che Casoria sia al centro, ma soprattutto che protagonista sia la notizia: locale, regionale, nazionale o internazionale; ne andremo sempre in cerca e cercheremo di garantirvi sempre fonte e veridicità. Voi però dovete fare il vostro, quindi voglio vedere aumentare le visualizzazioni. Ad ognuno il suo. Buona domenica.

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12 PAOLA CONSOLETTI

MORTI BIANCHE…..MORTI DEL LAVORO L’Italia è la nazione che detiene il primato delle vittime sul lavoro in Europa. Troppo spesso la vita si baratta per uno stipendio, non sempre idoneo. Persone che escono di casa per andare a lavorare, e che sul posto di lavoro trovano la morte, in due parole: morti bianche, troppe, anche nel 2016. In Italia gli incidenti sul lavoro hanno causato notevoli morti, il lavoro è diventato una vera e propria guerra per la vita, le morti bianche si sono diffuse largamente, divenendo un cancro sociale difficile da sconfiggere. La sicurezza dei lavoratori rappresenta una priorità assoluta, che deve spingere ad un impegno costante, per diffondere una maggiore attenzione negli ambienti di lavoro. Per questo motivo, esattamente tre mesi fa, un ennesimo incidente sul luogo di lavoro, a Casoria, nella frazione di Arpino, dove un operatore ecologico di 52 anni, Antonio Ferrara, viene schiacciato tra un autocompattatore e un furgone che raccoglieva la carta, appartenente alla stessa ditta di raccolta rifiuti “Casoria Am-

biente”. Ferrara, come i suoi colleghi, ogni mattina stessa ora, stesso giro, per svolgere il suo lavoro, e mai si sarebbe aspettato che quel giorno avrebbe perso la vita, tragicamente. L’allarme è subito stato dato, l’uomo è stato trasportato in ambulanza presso Villa dei Fiori, ad Acerra, con gravi lesioni interne riportate durante l’incidente, lesioni davvero preoccupanti e solo per questo motivo, viene a sua volta trasportato all’ospedale Cardarelli di Napoli, ma le cure sono state inutili, in quanto il 52enne muore in ospedale, lasciando moglie e figli. Una tragica vicenda che riporta alla mente, la tragedia

di Stefano Basile, anche lui un giovane uomo di famiglia, che ogni giorno svolge il suo lavoro, ma è proprio lì, in quel luogo che trova la morte un mese prima di Ferrara, lavoratore e dipendente sempre di Casoria Ambiente. Basile viene investito dal camion dei rifiuti, mentre svolgeva le sue ordinarie attività lavorative, purtroppo chi era alla guida non si è reso conto che dietro la vettura vi era un collega, per quest’ultimo è stata fatale la retromarcia eseguita dal camion. La vicenda di Stefano Basile, ha già prodotto un’inchiesta, in quanto ciò che è importante adesso, soprattutto per i dipendenti e le famiglie, non è fare delle accu-

se, ma guardare la situazione da una prospettiva diversa, cioè le fatalità cominciano a far spazio alla mancanza di organizzazione e di sicurezza della medesima società. La sicurezza sul lavoro, come la salute, vanno perseguite tramite una cultura della prevenzione, che si crea con la formazione e l’informazione. I lavoratori, i dipendenti, non sono solamente soggetti tutelati, ma anche attori attivi, devono essere consapevoli delle condizioni del proprio ambiente di lavoro, dell’utilizzo dei dispositivi di sicurezza, devono praticamente poter svolgere le proprie mansioni con libertà, serenità e Sicurezza, soprattutto.


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ALESSIA DIANO

Ludopatia: controlli a tappeto a Casoria. No ai minori nelle sale scommesse

La ludopatia, ovvero la dipendenza dal gioco d’azzardo, è un fenomeno in costante aumento che può avere effetti molto negativi sulla società, sull’economia, sulla legalità e addirittura sulla salute. Chi è affetto da tale patologia, riconosciuta dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali DSMV-2013 nell’ambito delle cosiddette “dipendenze comportamentali”, è incapace di resistere all’impulso di fare scommesse e giocare d’azzardo al punto tale da provare sofferenza nel momento in cui si trova ad essere obbligato ad astenersi dalla pratica del gioco. La vita del “malato” è dominata dal desiderio di scommettere e di giocare. Caratteristica di tale dipendenza non è soltanto la voglia della vittoria, ma soprattutto il desiderio impellente di provare forti emozioni, che, chi è affetto da tale disturbo, riesce a provare solo con la pratica del gioco. Tale patologia lo porta via via a non essere più in grado le gestire le proprie giocate e di porsi dei freni, nonostante sia spesso consapevole del male che arreca a se stesso e agli altri. Il giocatore non riesce purtroppo ad immaginare nulla che non sia strettamente legato al mondo delle scommesse e diventa incurante di qualsiasi altro fattore estraneo al gioco stesso. Essere affetti da ludopatia è una con-

VIALE RISORGIMENTO, 6 80026 CASORIA (NA)

dizione patologica molto seria che può arrivare a distruggere la vita. L’urgenza di dedicarsi al gioco d’azzardo può diventare completamente incontrollabile, esponendo chi è vittima di tale disturbo a gravi conseguenze. Spesso chi è affetto da questa malattia trascura il lavoro, gli affetti e lo studio andando progressivamente ad isolarsi. La costante necessità di denaro da spendere per dedicarsi al gioco può spingere il “malato” a rubare denaro in casa, a vendere beni familiari, a trascurare spese necessarie per il mantenimento di sé e dei propri cari e addirittura a commettere furti o frodi e ad indebitarsi pesantemente. I risvolti personali, familiari, professionali ed economici possono essere quindi estremamente negativi e distruttivi: perdita del lavoro, isolamento sociale e sviluppo di altre forme di dipendenza quali droghe o da alcol. Questo disturbo comportamentale, anche a causa della sempre maggiore diffusione delle opportunità di gioco, delle nuove applicazioni degli smartphone e della pubblicità dell’azzardo sta crescendo sempre più anche tra i giovani, e tra questi vi sono anche molti minori, ai quali per legge è vietato giocare d’azzardo. Per questo motivo il Ministero della Salute, insieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della

Ricerca sta predisponendo campagne di informazione e di sensibilizzazione suoi rischi connessi al gioco d’azzardo, con particolare riferimento alle scuole. Occorre far aumentare la consapevolezza dei giovani sui fenomeni correlati a tale patologia e fornire informazioni utili per chi ne è affetto. Al fine di garantire prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione, è stato istituto, presso il Ministero della Salute, il Fondo per il gioco d’azzardo patologico (GAP) per il quale la legge di stabilità del 2015 ha autorizzato una quota annua di 50 milioni di euro. Anche alle Istituzioni casoriane sta a cuore la causa. Per debellare il fenomeno della ludopatia, in particolare tra i minori, le Forze dell’Ordine hanno avviato una serie di azioni che prevendono un maggiore controllo del territorio. Qualche settimana fa, il blitz dei Carabinieri e dei caschi bianchi coordinati dal Col. Anna Bellobuono in tre sale scommesse. L’operazione ha mirato a controllare non solo le scommesse clandestine ma soprattutto la presenza di minori nelle aree destinate al gioco con vincite in denaro. Dai controlli effettuati dagli Agenti di P.M. e dai Carabinieri non è emerso che vi fossero minori nelle sale scommesse. Speriamo che anche nei prossimi sopralluoghi la situazione non cambi.

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DOMENICO BORRIELLO

A Casoria, una lettera da Vitoria-Gasteiz

Sono passate delle settimane ormai da quando chi vi scrive ha spedito la propria valigia in una stiva e si è imbarcato per la Spagna, direzione Vitoria-Gasteiz via Madrid-Barajas. In queste giornate nel capoluogo della terra basca, anche grazie alla straordinaria arma di abbattimento delle frontiere rappresentata dal mondo del web, mi sono giunte le foto dell’evento, a quanto pare ben riuscito, che la città di Casoria ha deciso di organizzare nel periodo di San Valentino, dopo il rinvio a causa delle poco benevole condizioni meteorologiche in vista della festività dell’Epifania. Io, che sono un accanito sostenitore degli eventi che rendono viva una comunità, non posso far altro che sorridere e brindare, virtualmente, al grande successo della macchina organizzativa, spronando chi di dovere a seguire questa strada, proficua e redditizia per la vitalità di una città e per la sua economia. L’invito è anche quello di provare ad alzare l’asticella, senza porsi particolari limiti. Qui, a VitoriaGasteiz, si è conclusa da qualche giorno la “Copa del Rey de Balconesto 2017”, un evento importantissimo legato alla fase finale della coppa nazionale di pallacanestro a cui hanno preso parte, per quattro giorni, le 8 squadre di basket più importanti di Spagna. L’evento si è retto su due ottime strutture: la prima, chiaramente, il palazzetto “Fernando Buesa” dove si sono giocate le partire della rassegna nazionale, la seconda il “Palacio de Congresos de Europa” dove è stata allestita una calda e accogliente fanzone. E’ stato veramente bello vedere, nel corso di queste quattro giornate, i tifosi delle diverse squadre camminare con i propri colori lungo le strade del Casco Viejo di VitoriaGasteiz. In particolare, nella giornata di sabato, alla Plaza de la Virgen Blanca, si è organizzato un grandissimo eventoraduno a cui hanno preso parte tutte

le tifoserie delle squadre presenti, in una vera e propria festa dello sport e dell’armonia. A che pro vi racconto tutto ciò? No limits. Casoria ha un eccezionale palazzetto dello sport, il Palacasoria, che purtroppo non ha mai conosciuto realmente il valore delle sue potenzialità. Non dico che Casoria potrebbe ospitare le final four di Eurolega, sia ben chiaro, ma nel 2019 Napoli ospiterà un evento di rilevanza mondiale come le Universiadi. Sarebbe così sbagliato, ricordando anche l’ottima posizione strategica della città con l’aeroporto a due passi e una stazione che in 10 minuti ci collega a Napoli-Garibaldi, proporre Casoria come sede per la pallacanestro o altri eventi “in arena”? No, non sarebbe affatto sbagliato. A Vitoria-Gasteiz in questi giorni sto anche apprendendo lo straordinario valore del verde pubblico, in una città che nel 2012 ha ottenuto l’onorifico riconoscimento di “Capitale del verde in Europa”. E infatti passeggiando lungo le strade del capoluogo basco molto probabilmente vi capiterà di leggere nella lingua locale, l’euskera, il motto “Bertan berdea nagusi”, dove il verde è capitale. La nostra Casoria, completamente cementificata, purtroppo non conosce nemmeno il concetto di verde, che probabilmente si associa più ad un tipo di vernice che al colore della flora. Provare a recuperare degli spazi di verde pubblico non dev’essere soltanto una necessità, ma una vera e propria priorità. Così come priorità, per Casoria, dovrebbe essere quella di creare degli spazi in comune di utilità pubblica. Qui a Vitoria-Gasteiz, in giro con i miei nuovi amici, siamo rimasti completamente stupiti quando all’interno di un parco abbiamo trovato degli strumenti per fare palestra all’aperto, messi lì a disposizione dell’intera comunità. Ma una delle cose che sto apprezzando di più di Vitoria-Gasteiz è l’attitudine

cittadina ad usare quanto meno possibile l’automobile. E non è una questione di trasporti pubblici, che ci sono e vengono utilizzati pochissimo, ma è una questione ben più profonda: Vitoria-Gasteiz, che conta il triplo degli abitanti di Casoria ed è un capoluogo di regione, ha ben pensato di sviluppare il concetto di “pista ciclabile”. Qui, ad ogni ora, in ogni istante della giornata, è possibile vedere gente che va in giro con la bicicletta. Io e Cosimo, il mio più caro amico in terra basca, proprio il sabato appena trascorso, abbiamo visto una ragazza in abito da sera pedalare in sella ad una bici, ci siamo guardati stupefatti e abbiamo esclamato in coro: “In Italia sarebbe impossibile”. Questo perché abbiamo quell’astruso concetto di “macchina indispensabile per muoversi”, quando invece basterebbe sviluppare la cultura del movimento sano, invogliando la cittadinanza a usare mezzi alternativi, quale la bicicletta. Certo, in una città come Casoria, dove i clacson delle 6 a via Principe di Piemonte farebbero imbestialire chiunque più del gorilla portato da Gabbani all’Ariston, non è così semplice puntare il dito verso il cittadino “reo di non prendere la bicicletta”. Ne ero già consapevole, ma me ne rendo conto definitivamente qui. A Casoria, nel corso degli anni, è mancata proprio l’idea di città, con un’urbanizzazione selvaggia che ha condannato la città allo stato di una supernova, in procinto di esplodere. Tuttavia nulla è perduto, un’amministrazione saggia e coraggiosa è ancora in tempo per cambiare le cose. Ben venga l’evento di San Valentino, ma continuiamo a rendere viva la città con tanti eventi e, soprattutto, puntiamo allo sviluppo con un’idea chiara di città. Ma facciamo in fretta, perché i granelli di sabbia della clessidra scorrono inesorabilmente e poi non è più possibile recuperarli.

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16 ANTONIO VALENTI

“Sport e informazione giornalistica”: a Casoria incontro sul giornalismo oggi “Sport e informazione giornalistica”: Centrale di Napoli dove i giornali perché, molto spesso, sono i lettori a intricante e interessante la tematica proposta, notevole il livello degli intervenuti. Il nostro Direttore, Ferdinando Troise; Gregorio Di Micco, giornalista professionista; Ciro Troise, Direttore “IamNaples.it”, Massimiliano Musto – Consigliere Nazionale Odg. Sono la tematica e i partecipanti del Corso tenutosi a Casoria presso la sede Assostampa Napoli Nord. L’incontro vuole cogliere il rapporto tra il giornalismo ed una sua branca di sempre più notevole interesse pubblicistico con l’esplosione informatica e i social network che hanno, in qualche modo, ridisegnato i ruoli giornalista-lettore e certamente cambiato i rapporti tra le parti. Particolarmente interessante le varie tematiche colte dal nostro Direttore, Ferdinando Troise , che ha evidenziato gli aspetti generali del mondo giornalistico odierno e quelli specifici del giornalismo sportivo. Il suo intervento ha messo in risalto i cambiamenti intervenuti e la rilevanza dell’importanza del confronto e dello scambio di esperienze nel giornalismo attuale. Il Direttore ha subito voluto sgombrare il campo da un possibile eventuale, nell’immaginario collettivo, equivoco di un ruolo di minus valenza del giornalista sportivo: niente di più falso, il giornalismo sportivo è una specializzazione, anche quando si tratta del giornalista di calcio o, a volte, anche solo del Napoli. Rilevante, nel giornalismo sportivo, più che altrove, la notizia “cuore” del giornalismo da sempre. “Lo ha detto la televisione”: era la frase comune, un tempo, che costituiva il “sigillo” di qualità della notizia. Quale era il significato della frase? Che la notizia era fuori discussione, era inesorabilmente oggettiva, era la verità di cui nemmeno potevi dubitare per la fonte da cui proveniva. I giornali poi, erano prima di tutto, “portatori di notizie” e l’immediatezza era l’arma vincente, da qui il “predominio” della stampa locale su quella nazionale: “Mattino” e “Roma” erano in edicola all’alba, prima dei cornetti, e molti erano quelli che si recavano alle edicole delle Stazione

venivano consegnate prima e, così, gustavi la “primizia”: il giornale di notte come oggi il cornetto di notte. La “Gazzetta dello Sport”, invece, compariva in edicola verso le undici del mattino, a giochi fatti, a causa dei tempi di trasporto, non c’erano nemmeno le Frecce Rosse e, quindi, la concorrenza era sistemata. Tanto girava il giornale che, oltre quelli del mattino, venivano pubblicati anche quelli del pomeriggio,da noi “Il Corriere di Napoli” edito dal Mattino e “Napoli Notte” edito dal Roma, oltre due settimanali sportivi “Sport Sud” e “Lo Sport del Mezzogiorno”. Già tutto cambiò quando le maggiori testate nazionali, pressate anche dalla concorrenza televisiva, aprirono delle Redazioni locali e cominciarono a stampare in loco ammortizzando i tempi e i vantaggi economici annessi, inoltre poiché lo sport era già allora argomento trainante, i quotidiani aumentarono progressivamente le pagine dedicate ad esso divenendo concausa rilevante della fine dei settimanali. Fu una vera e propria rivoluzione nel campo dell’Informazione, oggi il web ed Internet sono un vero e proprio tsumani distruttivo per chi non ha le capacità o la volontà di adattarsi e crescere per non essere sommerso da questo ciclone informatico. Nando Troise, giornalista di lungo corso, ha vissuto i tempi della prima rivoluzione e vive quelli dell’attuale tsumani, ha quindi tutte le le carte in regole per focalizzare, come puntualmente e dettagliatamente ha fatto in qualità di relatore di questo Corso sul Giornalismo Sportivo. Scottanti e pregnanti i punti trattati: “l’ha detto la televisione” oggi è una cosa senza senso, sia perché le televisioni sono molteplici e spesso non concordi, sia perché a causa del web succede, non di rado, che anche le televisioni arrivino in ritardo, tanto vero che per aumentare l’utenza hanno enormemente sviluppato le trasmissioni di approfondimento e i talk show. Cosa deve fare il giornalista che si rispetti? Proprio come dice Nando: essere sulla “notizia”, cioè presente fisicamente ove possibile fino alla fine, anche se si tratta di un avvenimento di secondo piano

decretare la rilevanza di una notizia e capita spesso che quello che sembrava di secondo piano, “scali” di piano, specialmente se il giornalista sa dare alla notizia il giusto rilievo, sa cogliere quegli aspetti meno appariscenti ed evidenziarli fino a renderli interessanti. Tutto questo, ovviamente, presuppone imprescindibilmente il raccontare la verità, verificare la notizia ed approfondirla senza farsi condizionare da “soggetti terzi”, potenziali beneficiari di una “diversa verità” ma, rileva Il relatore, mai essere compiacenti ed evitare i tranelli dei tanti mistificatori e finti adulatori. Questo che già una volta era deleterio oggi è professionalmente micidiale: la gente è più scaltra e più informata ed immediatamente va a verificare su Internet e se scopre il falso ti sei giocato irrimediabilmente la fiducia e con essa l’autorevolezza e, immancabilmente e automaticamente, si ridurrà il tuo seguito. Questo vale per il giornalismo in generale ma per quello sportivo in particolare, perché spesso costituito da tanti microcosmi, non senza rivalità ed interessi interni, con cui ti devi confrontare e da cui devi attingere le notizie che servono per il tuo lavoro, il rischio della manipolazione o delle pdeudo-verità in questi ambienti è notevole ma, giustissima l’osservazione del nostro direttore Nando Troise, è essenziale mantenere la giusta distanza dalle Società, controllare sempre l’informazione, manipolarla e, attraverso questo lavoro e questi atteggiamenti, rendersi immuni da critiche ed evitare tranelli, spesso astutamente predisposti. La verità se scomoda può portare ad atteggiamenti ostili e a un vero proprio ostruzionismo, direttamente proporzionato agli interessi in gioco, il rischio professionale da evitare è quello di essere reticenti, accomodanti e compiacenti: il conto, magari non subito, arriverebbe di sicuro e sarebbe molto “salato” e propedeutico al proprio fallimento per giunta per propria colpa. Soluzione, suggerita da Nando Troise e certamente condivisibile, è quella di rivolgersi all’addetto stampa del la società che, comunque fa parte del mondo giornalistico e deve, o almeno


DOMENICA 26 FEBBRAIO 2017 dovrebbe, facilitare i colleghi o, come minimo, non creare loro problemi in nome dell’unità della categoria di cui fa parte. Ovviamente mai scrivere “de relato”, cioè cose riferite da terzi spesso inaffidabili o in malafede oltre la nostra fiducia: in questo il mestiere è eterno e il sistema è uno, essere testimone dei fatti sempre, ove possibile e in ogni occasione a prescindere dal suo livello, fosse pure, rileva il Direttore, una partita dilettantistica, in quanto anche essa ha un valore pubblicistico per le persone che vi sono coinvolte. Pure prestare attenzione al linguaggio e alla terminologia, sono dei codici da cui non si può prescindere perché costituiscono il vettore del messaggio e

17 non sarà mai recepito se il trasmittentegiornalista non userà un codice comprensibile al ricevente lettore o ascoltatore che sia. Idem per la tecnologia: tanto osserva Nando Troise, è cambiato dai tempi del mitico Nicolò Carosio, allora il giornalista era facilmente credibile, oggi è facilmente smentibile, sia dal riscontro tecnologico che dalle notizie che corrono sul web; inoltre lo stesso lettore o ascoltatore una volta era sostanzialmente “oggetto” rispetto al giornalismo, da questo l’assunto” l’ha detto la televisione”, oggi è sempre più soggetto perché ha molti altri mezzi di informazione e di comparazione e ha sempre di più la possibilità di intervenire in prima

persona: telefonicamente e via web sia con le televisioni che sui social network. Appare chiaro che il giornalista non può più essere un “solista”, come poteva esserlo un Gianni Brera, ma ha sempre più bisogno, cosa del resto oggi comune a tutte le attività lavorative, di “fare gruppo” e, rileva alla fine il relatore, i crediti formativi obbligatori, accolti con scetticismo tra i giornalisti, sono un’occasione essenziale per confrontarsi, per permettere la circolarità delle esperienze e, in buona sostanza, per crescere comunitariamente nell’ambito di un lavoro sempre più affascinante ma sempre più difficile, più duro e invivibile per i “lupi solitari”.

EMILIA SENSALE

ANNI DI PIOMBO

Ciò che è estremo porta sempre cose negative, nei sentimenti terreno fertile e opportunità di guadagno attraverso regole come nella politica. L’estremizzazione più conosciuta della ben precise, mentre molte fazioni degli anni di piombo storia della nostra Italia è senza dubbio il periodo cosiddetto sembravano guidate esclusivamente da idee di natura politica. degli anni di piombo, un tempo tra gli anni Settanta e Ottanta Vittime di camorra, di mafia, di gruppi di quel periodo si del Novecento che ha sporcato di sangue le strade di molte intrecciano fra loro creando un brutto vortice. Sono caduti anche molti casoriani in quegli anni, come accadde nel 1984, città, compresa Casoria. Gli antichi Greci tenevano molto al forum e a tutto ciò che vale a dire quando l’allora Sindaco di Casoria Crescenzo poteva ruotare di commerciale e di sociale nella piazza Casillo fu ucciso dai clan. Probabilmente, Casillo fu ucciso per la sua opposizione agli interessi e attorno a essa. L’espressione dei clan per la ricostruzione post ‘violenze di piazza’, così in voga terremoto. in quel periodo, stridano molto con L’estremizzazione Basta aprire un giornale, navigare il concetto di luogo di incontro e degli anni di piombo su una testata online oppure di scambio culturale che la civiltà guardare un TG per ascoltare spesso, greca ci ha tramandato: la piazza La vita è l’aria che passa purtroppo, fatti di cronaca dove si era diventata un luogo pericoloso attraverso il tuo corpo. parla di Napoli e delle città limitrofe dove era possibile che accadessero per un evento sanguinoso. Le atti di terrorismo. La paura ha Bevi, respira. armi sembrano essere la risposta a proprio la capacità di bloccare la Senti. ipotetici affronti, la soluzione adatta vita, di stringere catene invisibili L’acqua è limpida, per risolvere determinati conflitti, ma potentissime attorno al cuore, il fiume scorre lungo invece pongono il dilemma di un e sembra strano riflettere sul fatto la strada di rovi e piante, presente e di un futuro che meritano che, al di là dei metodi a dir poco interessato solo al suo percorso. maggiore serenità, dove istituzioni condannabili, le lotte di quel periodo La vita è preziosa, e popolazione si ritrovano lungo le con decantate motivazioni politiche che sia dono o regalo, strade urbane tenendosi per mano alla base sarebbero nate in realtà lì dove i frammenti di baci con fiducia. I giovani possono fare proprio come forza sanguinosa di diventano gesti generosi la loro parte costruendo se stessi al ribellione e ogni rivolta nasce con lo e i sorrisi si illuminano. meglio per poter contribuire a una scopo di migliorare una determinata Poi c’è stato il tempo che spreca, società dai forti valori di solidarietà situazione, non di peggiorarla. il tempo del rivolo vermiglio sociale, lontano da ogni tipo di La criminalità organizzata così come dove cola speranza come vernice, conflitto, il tutto però possibile la conosciamo oggi, secondo alcuni quel tempo senza colla d’amore grazie ad autorità competenti che esperti, sembrava strettamente dove le esistenze si disperdono. collaborano per ottenere tutto collegata alle vicende del periodo, Il ritiro dei sensi genera il rombo questo. L’albero per crescere bene mentre per altri erano fuochi di motori nelle fabbriche della paura, ha bisogno senza dubbio di un seme divampati in altre modalità e con l’estremità del voler spaccare una noce, che vuole generare una nuova vita obiettivi differenti. Dopotutto, la ma soprattutto di un terreno fertile criminalità organizzata insegue un l’estremizzazione degli anni di piombo. nel quale poter continuare a vivere, certo profitto, creando una fitta rete Emilia Sensale mostrando al sole le sue foglie verdi di bisogni e doveri che diventano e poi i suoi frutti maturi. fragilità nelle quali poter trovare


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18 EMILIA SENSALE

Katiuscia Lanieri: “Essere stata costretta ad andare via è stata per me una sconfitta”

Vi sono storie di vita che potrebbero essere raccontate in romanzi di successo, incroci di esistenze e di scelte che portano varie occasioni. Lavoro, sentimenti e amicizie si incastrano perfettamente in una quotidianità che porta a decisioni diverse, come quella di lasciare l’amata Napoli: un viaggio che può essere vissuto come una sconfitta per chi ama la città e vorrebbe costruire all’ombra del Vesuvio il proprio futuro, ma che comunque offre un orizzonte nuovo nel quale dare il meglio di sé. Ne sa qualcosa la giornalista Katiuscia Lanieri. Come ti sei avvicinata al mondo del giornalismo? “Per caso. Rodriguez era il riferimento per Il Tempo di Napoli al Comune di Napoli dove mio padre (stroncato da infarto a 52 anni) era un dipendente molto stimato. Così ha chiesto al suo amico giornalista di inserirmi. Rodrigo, dopo avermi messa in guardia dai sacrifici e dalle delusioni che mi aspettavano, mi ha fatta incontrare il direttore della testata”. Spesso l’universo multimediale si affaccia nel tuo lavoro, oggi il giornalismo sembra non poter fare a meno

della tecnologia…. “Sono la pioniera dei new media. Ciò che oggi è il presente io l’ho vissuto come il futuro ed era complicato da far capire. Penso però che oggi la comunicazione a portata di mano sta creando tanto pressapochismo e confusione. Soprattutto, non c’è più passione per un mestiere che io consideravo un servizio per la comunità”. Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono diventare giornalisti? “Cerco di fargli cambiare idea come ha fatto con me Rodrigo. Molti lo fanno. Non ho ancora trovato chi davvero

è pronto a sacrificarsi per fare questo mestiere”. La tua vita personale e professionale ti ha portato a cambiare città e a metterti in gioco più volte. Cosa ha significato questo per te? “Un forte dolore. Perché tengo tanto al mio territorio e credo nelle capacità straordinarie che abbiamo noi Napoletani. Essere stata costretta ad andare via è stata per me una sconfitta”. C’è un lettore in questo momento che vuole cambiare drasticamente la sua vita. Cosa puoi consigliargli? “Io l’ho fatto più volte. Ogni volta ho imparato qualcosa e sono cresciuta. Non bisogna aver paura di cercare soluzioni ai problemi. Meglio fallire che non provarci affatto. E poi ogni volta non è mai un ricominciare da zero ma da tre, come diceva il grande Troisi”. Donne e giornalismo, donne e lavoro. Che ne pensi di questi due binomi? “Il giornalismo è un lavoro come tanti altri, anche sfruttato e male, anzi, spesso non remunerato. Forse per questo è un’attività che può svolgere soprattutto una donna che non è costretta a mantenere una famiglia”.

Giuseppe Nappa

“Só nummere miezz Porta Capuana” Sould out al Teatro Lendi di Sant’Arpino

Só nummere miezz Porta Capuana uno spettacolo che ha goduto del patrocinio del Comune di Sant’Arpino (Ce). La Compagnia GM il giorno Martedì 21 Febbraio 2015 ore 21.00 presso il Teatro Lendi di Sant’ Arpino l’attore Giampietro Ianneo ha presentato lo spettacolo “So Nummere miezz Porta Capuana” una commedia comica in tre atti con la regia di Giampietro Ianneo. Direzione artistica Massimo Caterino. Con: Giampietro Ianneo, Massimo Caterino, Carmela Amoroso, Angelo Cesaro, Ilaria Barra, Roberto Lee, Carmine Maruzzella, la partecipazione di Carmen Macumba. Trucco Carmela Amoroso, scena audio e luci di Cosimo Imparato e direttore di sala Maria Santoro, corpo di ballo della scuola “Passo a Due”. Uno spettacolo con la sala del Teatro Lendi di Sant’Arpino strapiena di persone che applaudivano. Un forte plauso all’organizzazione ma anche a Ianneo che ho potuto vedere ed

ammirare diverse volte ma artisticamente risulta sempre più professionale in un’atmosfera unica. In sala rappresentanti dell’amministrazione comunale che hanno reso omaggio alla compagnia e tanti colleghi ed artisti tra cui la grande artista cantante conosciuta al grande pubblico Rita Siani e l’attore e regista Aldo Riva.


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ROSA BERTENNI

Lanzillo: “come l’equipe sceglie un giovane calciatore” Pasquale Lanzillo diventa il responsabile degli osservatori del Parma, girando poi altre squadre ricoprendo lo stesso ruolo diventando un esperto di mercato. Racconta a noi di Casoria Due con quali modalità l’equipe di osservatori decide di prendere in considerazione un giovane calciatore. Come mai la decisione di diventare un osservatore escludendo di ricoprire quindi altri ruoli in questo ambito, come l’allenatore? “Prima di fare l’osservatore, ho fatto il segretario, il direttore, ho vinto qualche campionato. Poi a Parma ho iniziato a fare il “capo osservatore”, è da una decina di anni che ricopro il ruolo di responsabile”. Dietro una grande promessa del calcio, c’è tanto lavoro, e il suo possiamo dire che è uno dei ruoli fondamentali per il futuro di un giovane calciatore. Quando capisce che un ragazzo possa fare strada e ambire alla massima serie?

“E’ un lavoro fatto di equipe, di tanti osservatori che analizzano i vari giocatori e decidono quali e quanti calciatori si possono trattare con le varie società. Ci sono parecchi ragazzi con elevate qualità, si valuta l’anno intero del ragazzo e lo si va ad osservare più volte durante una stagione. Si valutano la corsa, la tecnica, vari elementi che messi insieme e visti da più osservatori si decide se prenderlo o meno”. Le è mai capitato di ricredersi di aver scelto un giocatore anziché un altro?

“Certo, più di una volta. Succede che magari si va ad osservare un giocatore segnalatoti appositamente, ed è poi un altro ad attirare la tua attenzione. Nel calcio esistono queste situazioni, ed è chiaro che poi le valutazioni sono poi personali”. In uno sport come il calcio, incidono sia l’efficienza sul campo, che la capacità di saper stare in squadra, e quindi l’aspetto psicologico/caratteriale. Quale aspetto è per lei più importante? “Soprattutto nei ragazzi, inizialmente si bada più all’aspetto tecnico, a quello fisico, alla capacità di stare in campo appunto; l’aspetto caratteriale avrà modo di formarsi poi strada facendo, a seconda delle esperienze. Se parliamo di giocatori più adulti e professionisti, è ovvio che si badano a entrambi gli aspetti, e si va ad osservare anche la personalità del giocatore stesso. Quindi a seconda dell’età si adottano diversi parametri di giudizio”.

Marica De Martino

Peppe Iannicelli: “La lettura come fondamento del giornalismo”

Un giornalista di spicco, dotato di un particolare talento e di un fiuto giornalistico senza uguali. Giuseppe Iannicelli, giornalista e conduttore tv in questione. Spesso ci accompagna nel programma sportivo “Campania Sport” commentando le partite della squadra del Napoli. Cosa lo ha spinto ad intraprendere la carriera di giornalista? Sono stato trascinato in questo mondo dell’informazione. Fin da bambino avevo questo sogno, ovvero, raccontare la realtà, raccontare delle persone e di tutto ciò che accadeva intorno a me. In seconda elementare, insieme ad alcuni miei compagni, realizzavamo un giornalino di classe. Facevamo anche un lavoro di scrittura e ricopiatura a mano e scrivevamo le 4 pagine di cui era costituito questo giornalino e successivamente lo distribuivamo in classe. Per quali testate giornalistiche ha scritto? Collaboro con Canale 21, ma sono direttore di “Optimagazine” un web magazine giovane, dinamico nella quale si parla di spettacoli, musica e tanto altro. Inoltre ho collaborato con il quotidiano “Roma” e con organi d’informazione come ad esempio il settimanale della diocesi di Salerno “Agire”. Qual è stato l’evento che ricorda particolarmente? Ci sono molti momenti che hanno caratterizzato la mia attività professionale: ad esempio nel 1998 ci fu l’alluvione di Sarno, ero in presa diretta di tutto quello che stava verificando. Inol-

tre ricordo con molta partecipazione le visite del Papa a Napoli di San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, notando l’umanità e la profondità di questi papi e poi il funerale di Pino Daniele che coinvolse tutti e che ricordo con ancora un grande brivido. Cosa consiglia a chi vuole intraprendere questa strada? Leggere molto, negli anni di scuola media e superiore bisogna leggere molto e in modo diversificato come: i classici, i contemporanei, la narrativa e topolino. Il giornalista deve formarsi in tutti i fronti. Ho ammirato Gianni Brera, un grande narratore, Luigi Necco, celeberrimo giornalista che spaziava da “90’ minuto” al “Tesoro del faraone”. Suggerisco di essere curiosi, di guardarsi attorno, coltivare le proprie passioni e curiosità. Un suo parere sul giornalismo attuale. Cosa ne pensa? E’ d’accordo sull’immediata diffusone della notizia attraverso i social network oppure sostiene il giornalismo scritto di proprio pugno? Non c’è differenza tra old media e new media. La notizia deve essere vera, raccontata bene, con un linguaggio essenziale e deve essere di pubblico interesse; secondo me bisogna rispettare questi requisiti. È importante la riflessione e l’immediatezza, altrimenti ci saranno delle bufale e notizie inventate.


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20 Avv. Diana Santucci

Giro di vite della Corte dei Conti contro la mancata bonifica delle discariche abusive

Il massimo organo giurisdizionale in materia di contabilità pubblica ha deciso di agire direttamente contro gli amministratori e dirigenti locali che non hanno adempiuto alle direttive europee in materia di rifiuti. Lo Stato italiano ha subito un danno erariale complessivo stimato in ventisette milioni di euro a causa dei gestori inadempienti. Sono quasi una cinquantina le discariche presenti in Campania oggetto della procedura di inadempimento avviata dalla Commissione Europea per la mancata messa in sicurezza di questi siti reputati dannosi per la salute. La Corte di giustizia dell’Unione Europea aveva condannato l’Italia al pagamento di una sanzione forfettaria da 40 milioni di euro e di una penalità da 42, 8 milioni da pagarsi ogni sei mesi fino

all’esecuzione completa della sentenza. Secondo la Corte dei Conti, ben 27 dei milioni di euro destinati a Bruxelles devono essere addebitati direttamente all’inadempimento dei singoli amministratori locali. La Corte dei Conti – lo ricordiamo - ha competenza nei giudizi in materia di responsabilità amministrativa dei pubblici funzionari i quali vengono chiamati a rispondere del loro operato in caso di danni patrimoniali all’amministrazione per comportamento doloso o colposo. Da qui l’indagine della procura generale della Corte dei Conti e l’avvio del procedimento amministrativo nei confronti di svariati amministratori locali. Ben quindici gli inviti a dedurre (l’equivalente per il processo contabile dell’avviso di garanzia del penale) fatti recapitare ad altrettanti dirigenti,

funzionari o ex-amministratori comunali e regionali, che adesso dovranno presentare le proprie memorie difensive e difendersi dinanzi alla massima giurisdizione contabile. Finora le multe sono state pagate dallo Stato, che poi ha esercitato il proprio diritto di rivalsa nei confronti degli enti locali, Regioni e Comuni. La procura della Corte dei Conti, però, ha deciso di far valere anche le responsabilità dei singoli soggetti che per colpa o dolo hanno causato un ingente danno all’erario, da qui le indagini e l’apertura dei relativi procedimenti. Un modo per richiamare al senso di responsabilità gli amministratori locali nei confronti di un tema delicato come quello dei rifiuti e sull’obbligo di adempiere alle direttive comunitarie.

SABRINA CIANI

Incontro con l’autore del CRIME Il male che si manifesta negli esseri umani L’analisi di crimini avvenuti nel passato effettuata attraverso la lettura delle fonti storiche e sui materiali d’archivio, si traduce nelle intense pagine del “Golfo insanguinato”, un saggio di Fabio Delicato, pubblicato dalla Turisa editrice. Misteri, tradimenti,crimini, insolite e fascinose vicende che si intrecciano e snodano nel testo, dove, l’autore è subito attento all’uomo normale che diventa soggetto criminale. Golfo insanguinato, fornisce competenze specialistiche, accessibili a tutti sulle indagini di alcuni delitti emblematici avvenuti in Campania, definendone il profilo criminale e psicopatologico di coloro che hanno commesso violenze senza scrupolo. Il testo ha così una struttura multidisciplinare ed accattivante nell’approccio di alcuni fenomeni delittuosi, particolarmente efferati, scavando tra le pieghe più ombrose dell’animo umano. Ci riassume in poche righe il senso del suo libro? E’ un testo di racconti, di casi reali, omicidi accaduti a Napoli e dintorni, ognuno con approfondimento tecnico del criminologo, in cui illustro alcuni

cogliesse anche l’aspetto tecnico, alle volte forte e cruento da leggere come ad esempio il capitolo sul cannibalismo. Cosa scriverà in futuro? Progetti? Bè, ora vivo l’emozione di presentare per l’Italia questa mio ultimo lavoro. Lascio un po’ di suspence ai lettori, ma sicuramente sarà un testo riguardante la criminologia… E’ il mio pane quotidiano!

aspetti del caso in chiave tecnicoscientifica. Da quali elementi è partito per scrivere Golfo insanguinato? Sono partito dai casi documentali e storici, articoli di giornali, vari documenti e conoscenze personali per quanto concerne i fatti raccontati ed analizzati. Per gli approfondimenti criminologici, ho attinto a fonti scientifiche ben conosciute e attendibili. Cosa vorrebbe che il lettore cogliesse? Mi piacerebbe che il lettore si godesse il racconto del caso, ma che poi pian piano


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BIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE

A cura della Dott.ssa Flavia Altieri, Biologo Nutrizionista

Celiachia: l’importanza di una dieta gluten free, specialmente nello sport La celiachia è un’enteropatia autoimmune, la cui causa è data da un’ intolleranza al glutine, un insieme di proteine di riserva con scarso valore nutrizionale, presente in molti cereali, nei loro derivati o nelle varietà incrociate. Nei soggetti celiaci seguire un’alimentazione priva di glutine, rigorosa e per tutta la vita è oggi l’unica terapia indicata. Il paziente deve essere consigliato e seguito da esperti, che definiranno la dieta in base alle necessità personali e allo stato di nutrizione al momento della diagnosi. In generale, la dieta mediterranea è un buon riferimento, grazie alla gran varietà di alimenti naturalmente privi di glutine, che assicurano gli apporti di macronutrienti e micronutrienti necessari. Cereali minori e pseudo cereali senza glutine, anche tipici di altre culture e latitudini possono essere un’ottima fonte di energia e nutrienti (fibra, minerali e antiossidanti). Il ricorso ad alimenti appositamente preparati (con dicitura «senza glutine» se il contenuto di glutine non supera 20 mg/kg) invece non deve essere privilegiato: sebbene negli ultimi anni la loro qualità nutrizionale e

organolettica sia migliorata, grazie anche al progresso tecnologico, molti sono ancora imputati di essere troppo calorici, ricchi di zuccheri, grassi e sodio. In pratica i cereali non ammessi sono: frumento, orzo, segale, kamut, spelta, triticale, farro. I cereali concessi invece sono: mais, riso, patate miglio, amaranto, quinoa, grano saraceno, teff, tapioca e manioca, malto se da cereali naturalmente senza glutine. Se non viene diagnosticata in tempo ed adeguatamente curata, o se non si segue la dieta senza glutine, la celiachia può condurre a fenomeni molto gravi soprattutto in giovane età. A causa della continua infiammazione infatti, vi sarà la progressiva distruzione dei villi intestinali, che condurrà a malattie importanti e tal-

volta irreversibili come infertilità, aborti ripetuti, arresto della crescita, ipotiroidismo, alopecia, diabete e tumori intestinali. La celiachia può inoltre associarsi ad altre malattie autoimmuni come l’artrite remautoide. Insomma con il glutine non si scherza! In presenza di celiachia è indispensabile seguire la dieta priva di questa tanto temuta proteina. Chi pratica un’attività sportiva deve fare ancora più attenzione alla propria alimentazione, perché il cibo è il principale carburante per l’organismo. E se la dieta seguita è gluten free, l’attenzione deve essere doppia! Ecco una serie di consigli da poter seguire se si è degli sportivi celiaci. Prima di mettersi in pista, consumare un po’ di cioccolato certificato senza glutine, altamente raffinato e purificato, meglio se con il metodo belga, che preserva al massimo i flavanoli (dei potenti antiossidanti) di cui sono ricche le fave del cacao. Chi corre, gioca a pallone, cammina di buon passo o macina chilometri sulla due ruote, non dovrebbe mai rimanere a corto di energia. continua a pag. 23


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Assostampa Napoli Nord Assostampa Napoli Nord Via Don Minzoni, 17 - Casoria

3 MARZO 2017 - ore 14-18

Il giornalismo nell’era del Web Relatori: Ciro Troise Direttore www.iamnaples.it Mirko Calemme Tuttonapoli.net e Corrispondente di As Modera Ferdinando Troise Direttore CasoriaDue

Augurissimi

E’ FESTA IN CASA FRANCHINI! Raggiunge l’agognato traguardo, il desiderato obiettivo, la giovanissima LUNA FRANCHINI, laureandosi presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” nel corso di Laurea “Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe”, discutendo la tesi di Laurea in Letteratura Inglese “Penny Dreadful : nascita, storie ed eredità delle pubblicazioni a basso costo”. Gli auguri a Luna per un futuro professionale radioso ed ai genitori, mamma Antonella Gargano e papà Guido, per la soddisfazione e la bella esperienza in una bella giornata di sole presso l’Università “L’Orientale” di Napoli.

23 SEGUE da pag. 21

Celiachia: l’importanza di una dieta...

A dargliela infatti ci pensano i carboidrati, da prendere in formato facilmente digeribile, come le barrette per lo sport a base di quinoa o di miglio e frutta secca. Attenzione all’acqua e ai i sali minerali, da prendere durante (se il tipo di attività lo permette) e dopo l’allenamento, a maggior ragione se si è sudato molto, regola valida per tutti, specie per i celiaci, i cui villi intestinali, messi sotto pressione dall’infiammazione, faticano ad assorbire importanti micro-sostanze, tra cui il potassio. Per aiutare l’intestino a disinfiammarsi, via libera agli omega-3, acidi grassi contenuti in pesce come salmone, sardine, crostacei e tonno. Attenzione inoltre all’uso del mais; è vero che il mais è privo di glutine, ma è altrettanto vero che, se mangiato di frequente, favorisce la cosiddetta “infiammazione silente”, che non dà un dolore immediato ma lavora in silenzio, appunto, provando insidiose infiammazioni che il corpo subisce e combatte giorno dopo giorno. Ecco perché il mais andrebbe messo sporadicamente nel piatto. Per evitare inoltre di aggiungere infiammazione all’infiammazione, è bene tenere sotto controllo i picchi di insulina, l’ormone prodotto dal pancreas, utile a regolare i livelli di zucchero nel sangue. A tale scopo meglio puntare su spuntini a base di frutta e verdura, che danno sazietà e mantengono in forma. Se la dieta è gluten free, sana ed equilibrata, di tanto in tanto, un piccolo sgarro, tutto e solo gluten free, ci sta. Ognuno ha il proprio. Che sia una birra gluten free o una fetta di torta gluten free. È un regalo per la mente; l’importante è concederselo entro le tre ore successive all’allenamento.

Augurissimi

21 febbraio 2017 a Patrizia Romano Buon 60° compleanno pieno di felicità e gioia. Il passato rivisto con gli occhi del presente, può apparire molto diverso, ma quello che conta è ora, adesso.

Tuo marito, le tue figlie e tua nipote.

Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. Reg. 5116 del 28/02/2000

Editore CASORIA DUE s.a.s Direttore Responsabile: Ferdinando Troise Stampa: PRINTING HOUSE - CASORIA Tiratura 7000 copie. Distribuzione gratuita. Questo numero è stato chiuso il 22 febbraio 2017

Direzione, Redazione, Amministrazione e Pubblicità Via Capri, 2 - 80026 Casoria (NA) - Tel./Fax 0817597271 email: casoriadue@libero.it


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