DOMENICA 29 GENNAIO 2017
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Gli anni di piombo
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DOMENICA 29 GENNAIO 2017
DOMENICA 29 GENNAIO 2017
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FILO DI NOTA DI NANDO TROISE Ero in treno verso Arezzo quando mi giunse la notizia che avevano ammazzato Crescenzo Casillo. Non esistevano telefonini, whatsapp, social ecc. Da un telefono a gettoni, chiamando casa. Era il 4 dicembre del 1983. Ero allo Stadio San Mauro, ammiravo la semina del manto erboso, quando sotto le tribune a pochi passi da casa sua, veniva trucidato il custode dello Stadio, Mimì Ferone. Ero in piazza Cirillo, con altri amici, quando fu sparato, senza colpirlo, Mauro Iengo; ammazzato, poi qualche mese dopo, nel suo ufficio in via Diaz. Lo avevo lasciato da poco Raffaele Ferrara, il farmacista, dopo aver salutato il barbiere e preso insieme il caffè al Bar Nordamerica. Lui apriva la farmacia, era di pomeriggio, io mi recavo ad Arpino per organizzare una delle tante trasferte siciliane in quei mitici anni da professionista nel calcio che fu Casoria. Al ritorno trovai in via Principe di Piemonte “la guerra”. Ambulanza, ressa davanti alla farmacia. Avevano sparato ed ucciso con un solo colpo all’ascella il mio amico Raffaele Ferrara. Ed ero allo Stadio di Casal di Principe. Si giocava nel Campionato Interregionale la partita Albanova – Il Gabbiano. Era
Gli anni di piombo
Lacrime e sangue il pomeriggio di una domenica uggiosa, la cui mattina, nella sua sagrestia, fu ammazzato Don Giuseppe Diana. Un pomeriggio piovoso. Dal cielo scendevano lacrime. Immaginate l’atmosfera. Il minuto di silenzio e di raccoglimento
senza ascoltare alcuna voce dall’altoparlante. Ero presente nella stessa giornata di uno dei crimini più efferati in una delle giornate più tristi di questa nostra intera Nazione. Li ho respirati e li ho vissuti quegli anni di piombo e come me, tanti amici. Come chi ha assistito al conflitto a fuoco e la morte in Piazza Belvedere ad Afragola del Maresciallo dei Carabinieri D’Arminio o chi ha visto sparare, davanti la Ferriera a Casoria la macchina con a bordo Paolo Sibilio. L’omicidio di Angelo Magliulo, avvenuto in un giorno di festeggiamenti, allo Stadio Luigi Moccia di Afragola. Stava per iniziare la partita della festa; la sua squadra, il Città di Afragola, aveva vinto il campionato di Prima Categoria. Fu sparato alla tempia, davanti gli spogliatoi, prima che iniziasse la partita. Era difficile anche rientrare a casa di sera. I cani sciolti rapinavano e sparavano. Le vendette trasversali, gli omicidi, i brutali assassinii erano fatti giornalieri. Sentiti gli spari e visto per terra, morto, il povero ed innocente, un’altra mai ricordata vittima innocente della camorra: Ernesto Ciampa. Assassinio avvenuto nella zona poderale Ponte tre luci. continua a pag. 4
4 SEGUE da pag. 3
Ed Ernesto Flagiello, l’allenatore delle vittorie di campionato e degli indimenticabili spareggi di Avellino, di un grande Casoria, ammazzato per caso, alla Circumvallazione di Melito. Si trovò nel posto sbagliato in un momento sbagliato. Vittima di un raid punitivo verso altre persone. Anche lui, vittima innocente della Camorra. Una delle persone più amate a gli sportivi casoriani. Ed Enzo Pilato, sparato a bruciapelo, davanti al suo cancello, in via Manzoni, da due giovani che andavano verso Casavatore. Le notizie del giorno dopo : “sai chi è morto? Lo hanno ammazzato”. Ed ecco lo sciorinare di nomi eccellenti e non : Sergio Esposito, Stefano Ciaramella, Salvatore Canneva, Nicola Ferrara, Carmela Parisi, Antonio Coppola, Andrea Nollino e altri. Così per sentito dire. E ti sembrava tutto così strano. Nella tua Città. Dove vivi, studi, lavori. Succedono questi fatti. Da adolescente li vedevi nei film polizieschi o in tv. Adesso capitano sotto i tuoi occhi. E ti raccontano della brutale morte della Signora Carmela Parisi in Piazza Cirillo; dalla televisione vieni a sapere della morte del giovane concittadino e carabiniere Mauro Mitilini, ammazzato in un agguato al Pilastro di Bologna da pazzi e deviati poliziotti della famosa Uno bianca. Tanti altri gli omicidi in quegli anni di piombo: un lungo elenco di morte. Lacrime e sangue. Il sangue di un altro amico, Mario Troiano, le lacrime della fidanzata. I conflitti a fuoco. Le morti bianche di giovani scomparsi nel nulla. Mai più ritrovati. E anche chi è morto dopo; qualche mese dopo alla rapina della sua pensione, all’uscita dalle Poste di via Cavour. I figli di Casoria respirano queste storie. Oggi conoscono i motorini senza casco, l’accoltellamento per un Honda 125, le rapine di telefonini ed altro fuori scuola. Scoprono la mattina di un sabato qualunque (il 21 gennaio di questo anno) che due balordi in I traversa Diaz, scassano e rompono una diecina di autovetture per rubare le batterie; vengono a conoscenza del furto di due caditoie in via Pio XII n.69; del furto di ruote dalle auto dei parchi di via Calvanese. Assistono al degrado civile e morale delle movide casoriane. Odorano la “monnezza” ed i rifiuti tossici; vedono da lontano il fumo salire verso il cielo dalla strada provinciale Cantariello, di copertoni di auto e tanto altro. Acquistano uno slang che sa di volgarità. Conoscono le malattie. E’ un brutto periodo...
DOMENICA 29 GENNAIO 2017 News a cura della Redazione
I dirigenti nuovi. Anzi i vecchi. Sempre gli stessi. Saltata la svolta amministrativa.
Pallara agli Affari Generali ma anche ai Servizi diretti alla persona; Napolitano ai Lavori Pubblici; Colucci al Patrimonio ed alla N.U. (oh, pardon: oggi si chiama Ambiente, il quale comprende anche l’Inquinamento Ambientale), Servizi ai Cittadini, alle Imprese ed ai Contribuenti ed anche i Tributi, cioè il Servizio Entrate ed anche i Servizi Demografici, cioè Anagrafe ed Elettorale; sempre Napolitano all’Urbanistica; De Rosa alla Ragioneria. Completa il quadro Anna Bellobuono, alla Sicurezza e Mobilità. Queste persone guidano la macchina comunale che conta, oggi, 395 dipendenti (10 anni fa erano 530). L’indennità di funzione dei componenti della Giunta Municipale è: Sindaco Avv. Pasquale Fuccio euro 3718.49 lordi; Vice Sindaco Marianna Riccardi euro 2788.86 lordi; Assessori: 2231.09 lordi. I festeggiamenti: Anche quest’anno, venerdì 3 febbraio, come da tradizione, nella Parrocchia di San Biagio Vescovo e Martire in Cardito, si svolgeranno i solenni festeggiamenti in onore del Santo Patrono, protettore della gola.
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Alessia MANCO
Intervista ad Umberto Esposito, imprenditore casoriano di successo e padre di Muzzarè. Dall’edilizia alla ristorazione, passando per il mondo caseario
Questa settimana abbiamo intervistato per i nostri lettori Umberto Esposito, imprenditore casoriano da sempre nell’edilizia, che negli ultimi anni ha allargato i suoi obiettivi. Nel 2000 si è, infatti, lanciato nel settore caseario col Caseificio Muzzarè, attività di successo, nota a tutti i casoriani. Nel 2015, poi, insieme al suo socio, ha inaugurato un nuovo progetto, quello del Lord Up, il pub in stile inglese che mancava a Casoria. Lei ha costruito molto nella nostra città. Casoria l’ha aiutata nella sua attività imprenditoriale? Casoria assolutamente no! Siamo da anni qui, sia dal punto di vista edile che caseario. Il mio core business è l’edilizia, in cui operava mio padre già da molti anni. L’aiuto di Casoria non c’è stato, perché per ottenere qualsiasi concessione o autorizzazione edile ci vogliono anni. Siamo rimasti a Casoria per favorirne lo sviluppo e dalle costruzioni ci siamo lanciati nel mondo caseario. Questa attività imprenditoriale è stata un successo e ci ha permesso di vincere anche alcune medaglie di prestigio nazionale, ma personalmente non ho mai ricevuto appoggi comunali. I cittadini, invece, ci hanno aiutato molto. Ci sono stati fedeli e hanno creduto nell’imprenditoria degli Esposito, sia in mio padre che in me. Quali sono le principali difficoltà che ha incontrato nel suo percorso imprenditoriale? Sicuramente quelle burocratiche, perché a Casoria non c’è nulla di definito… urbanisticamente, commercialmente. Casoria è diventata una città dormitorio negli ultimi vent’anni. Non vi si riesce a fare niente, è tutto statico. Tra le sue attività quale le ha dato maggiori soddisfazioni? L’attività del caseificio (Muzzarè, ndr) è stata quella che mi ha entusiasmato di più, perché dal niente, da un altro settore, siamo passati a quello caseario, ottenendo moltissime soddisfazioni. Qual è, secondo lei, l’ingrediente principale per riuscire nell’imprenditoria? La perseveranza, mettercela tutta. Il fat-
tore economico viene sempre dopo se ci si mette la giusta passione. Come nasce l’idea del pub Lord Up? L’idea del Lord Up nasce principalmente dal mio socio. Io avevo un locale vuoto, e lui un giorno venne da me con altri due amici, chiedendomi: “Vogliamo creare qualcosa per Casoria?”. L’abbiamo fatto principalmente per questa città, perché tutti gli altri paesi vicini hanno dei punti di attrazione. Frattamaggiore, ad esempio, ne ha tantissimi e quindi i ragazzi di Casoria si spostavano lì. Parlandone con altri amici, mi suggerirono di non aprire il pub qui, proprio perché secondo loro a Casoria non sarebbe riuscito, le persone non ci avrebbero seguito. Però io e il mio socio, Giuseppe Antonucci, abbiamo investito, e anche tanto, e con passione e perseveranza, nonostante entrambi facciamo altri tipi di lavori, siamo riusciti a portare avanti quest’operazione del Lord Up, di cui a Casoria oggi si parla molto. Ci sta dando tanta soddisfazione, soprattutto perché vedo tanti giovani che il venerdì sera si fermano a sentire musica live, vengono qui a farsi una chiacchierata o a giocare. Con il tempo arriverà anche la soddisfazione economica, ma il punto di soddisfazione massima è vedere i ragazzi casoriani fermarsi a Casoria, avere un punto di riferimento.
Che consiglio si sente di dare ai giovani che vogliono intraprendere la strada dell’imprenditoria e che magari non credono sia possibile, date anche le difficoltà che caratterizzano il nostro territorio? E’ dura, ma io gli consiglio di crederci, di credere nella cittadina di Casoria, perché ha tanti abitanti e ha tanto da offrire. Non bisogna sempre pensare di andare ad investire nei paesi limitrofi, scoprendo l’America. Bisogna rimanere a Casoria e mettere passione in quello che si fa, perché poi Casoria risponde. Cerchiamo di mantenere i casoriani nella loro città. Ad Afragola quando c’è la festa di Sant’Antonio scende tutta la città in piazza, qui la ricorrenza di San Mauro è stata abbandonata a se stessa. Negli anni a Casoria si sono perse tutte le tradizioni, quantomeno rimanervi è importante. Ha progetti per il futuro? Abbiamo in mente di creare a Casoria qualche altra cosa nella ristorazione. L’intenzione è di mettere su sempre qualcosa di importante, facendo degli investimenti, perché aprire un punto di ristorazione qualsiasi, che sia come tutti gli altri, non serve a nulla. Creare qualcosa di bello è tra le nostre aspirazioni. Per quanto riguarda le costruzioni, ho abbandonato un po’. Ho presentato un progetto per un parcheggio dov’era l’ex cinema Rossi, ora poi hanno anche pedonalizzato la zona di P.zza Cirillo. Presentai il progetto 8 o 9 anni fa, quando c’era la Commissione Straordinaria che lo approvò, ma è ancora lì, non si riesce a portarlo avanti. Ho fatto anche convenzioni con il Comune, però il progetto rimane lì abbandonato. Mi era stato detto che il PUC (Piano Urbanistico Comunale, ndr) non era passato, ma se si vogliono fare le cose, si va in deroga al PUC e si porta avanti il progetto. Noi ringraziamo il Dott. Umberto Esposito per la sua disponibilità, augurandogli numerosi successi per i suoi progetti passati e futuri. Investire nella nostra città, valorizzandone i punti di forza, è possibile…basta crederci!
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6 ANTONIO BOTTA
Conclusi i festeggiamenti per S. Maria Cristina Brando con un concerto di musica sacra
SE LO SPIRITO SI ELEVA VERSO ALTEZZE DIVINE
“Là dove le parole non bastano per lodare Dio, la musica ci viene in aiuto”: la verità di questa affermazione, contenuta nel Catechismo della Chiesa Cattolica, è stata certamente condivisa dal folto e attento pubblico che, il 20 Gennaio scorso, nella Chiesa delle suore sacramentine, ha partecipato, in atteggiamento raccolto, al concerto di musica sacra col quale si sono conclusi in maniera sublime i festeggiamenti in onore di S. Maria Cristina Brando. La sera precedente si era svolta una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Crescenzio Sepe, che, nell’omelia, aveva esortato i fedeli casoriani a non disperdere il prezioso patrimonio spirituale lasciato in eredità dai Santi di Casoria. Quali, allora, le virtù donateci
da S. Maria Cristina da testimoniare con la nostra vita per contribuire alla trasformazione della società, rendendola più umana, più giusta e fraterna? Tutta protesa verso Dio, Ella colmò il cuore della carità di Cristo, adorato nell’Eucaristia, che fu il suo amore supremo e il fine ultimo delle sue azioni. Infatti, per essere più vicina con lo spirito e con il corpo al Tabernacolo fece costruire una cella, chiamata “grotticella”, contigua alla Chiesa. Ogni occasione le era utile per crescere nelle virtù; unita alla croce del Redentore e confidando nella Provvidenza, accettò con pazienza e fortezza dolori, malattie e difficoltà, espiando con i sacrifici e con le penitenze, oltre che con la preghiera, i peccati degli uomini; soccorse i poveri, consolò gli infermi, si
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curò con tenero amore degli orfani, perdonò le offese, consigliò i dubbiosi. Durante il concerto, allora, le superbe esibizioni del Coro delle Suore sacramentine e dei soprani Chiara e Mariateresa Polese, accompagnate al pianoforte dal M° Nicola Polese, hanno manifestato il giubilo del cuore al Signore per il dono a Casoria di Colei che percorse la via della santità con volontà sollecita e generosa, fondando nella nostra Città una nuova famiglia religiosa con il triplice fine di adorare Gesù sacramentato, di espiare le ingiurie a Lui fatte e di impartire un’educazione cristiana alla gioventù. Coordinato dal M° Michele Polese (che ha svolto anche il ruolo di Direttore di coro), il concerto ha deliziato lo spirito, elevandolo verso altezze divine, oltre l’orizzonte terreno: i canti hanno reso la preghiera più bella e suggestiva, toccando con profondità i cuori di tutti i presenti, muovendoli verso Dio, la Madonna e Santa Maria Cristina. Una festa dell’anima con note musicali, dunque, nella quale si sono apprezzati i seguenti canti: “Inno a Madre Cristina” e “Madre Fiducia Nostra” eseguiti dal Coro; “Pie Jesu” di Faurè, “Ave Maria” di Gounod (accompagnato da danza di un gruppo di ragazze), “Panis Angelicus” di Frank, interpretati magnificamente da Chiara Polese; “O Salutaris Hostias”, “Ave Verum”, “Ave Maria” di Schubert, “Alleluia” di Cohen, eseguiti armoniosamente da Mariateresa Polese; In coppia, le due interpreti di musica lirica hanno anche cantato “De Scende dal Cielo - Qui Tollis” di Rossini. Inframmezzati ai canti, gruppi di studenti dei vari ordini di scuola dell’istituto M. C. Brando hanno declamato po-
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DOMENICA 29 GENNAIO 2017 esie, cantato e letto personali riflessioni sulla figura della Santa, ponendone in evidenza la scelta di radicale spiritualità, effettuata già da bambina col suo fermo proposito di farsi santa ad ogni costo e sottolineandone i valori di trasparenza etica, di tenace umiltà, di ammirevole dolcezza e di straordinaria bontà, che trasmetteva ed esortava ad incarnare con la sua esemplare testimonianza di vita. Con il suggestivo canto finale “Alleluia” si è voluto anche elevare immensa lode a Dio che, per intercessione di Santa Maria Cristina, ha operato due prodigi guarendo la piccola Gaia e un ragazzino, fratello di una ragazza che frequenta il liceo di Scienze umane presso l’Istituto Brando: la prima, nata con una grave forma di malformazione al cuore e ai polmoni, già diagnosticata nel grembo materno, guarisce dopo un delicato e difficile intervento chirurgico a Roma, presso l’ospedale del Bambino Gesù, vegliata dal cielo da Madre Cristina, costantemente implora-
7 ta e invocata dai familiari e dalle suore vittime espiatrici di Gesù sacramentato durante la gravidanza e nei primi mesi di vita; il secondo, a cui viene diagnosticato un tumore al cervello, guarisce dopo asportazione della massa tumorale, anch’egli posto sotto la protezione di Santa Maria Cristina. Da menzionare l’intervento del sindaco Pasquale Fuccio, che si è compiaciuto per gli eventi organizzati in onore della Santa, annunciando per Maggio prossimo, mese dedicato alla Madonna, una “TRE GIORNI” in cui la comunità cittadina è invitata a fare memoria dei tre Santi di Casoria, ripercorrendone il loro itinerario spirituale. Fra il pubblico presenti la prof.ssa Maria Grazia Puzone, Dirigente scolastica del 1° I. C. “Ludovico da Casoria” centrale, la Direttrice amministrativa della stessa Scuola, dott.ssa Rosa Ruggiero, il direttore di Casoriadue e dell’omonimo sito web Nando Troise e il dott. Giosuè De Rosa. Degna di citazione la
poesia declamata dal prof. Ludovico Silvestri, intitolata “MARIA CRISTINA, LA CAREZZA DI UN SORRISO” scritta da uno studente dell’Istituto Brando: “Vedo in te il senso di interminabili silenzi per un amore senza fine. Vedo in te il calore di uno sguardo che si perde nell’eterno dono del Padre. Vedo in te la forza di una mano tesa al peccato per un desiderio di riscatto. Vedo in te il sussurro di una preghiera, profondo respiro di salvezza. Vedo in te brucianti lacrime che bagnano le illusioni di una vita senza senso. Vedo in te il vivificante sangue di una croce abbandonato sul Golgota dell’indifferenza. Vedo in te la serenità di una madre capace di parole che non ho saputo dire. Vedo in te la tenera carezza del sorriso di Dio che continua a credere in me.” Grande soddisfazione e contentezza hanno mostrato la Madre Generale, suor Carla Di Meo, e suor Giocondina, alla fine del concerto, molto apprezzato dai numerosi convenuti.
Intervista al giornalista Gianluca Gifuni
la quinta edizione di Football Leader, il premio dell’Assoallenatori rivolto alle eccellenze del Calcio. Un tuo sogno nel cassetto? Il mio sogno nel cassetto è intervistare in esclusiva il Presidente degli Stati Uniti o in alternativa l’attrice Julia Roberts. Un consiglio che dai ai giovani che vogliano intraprendere la professione del giornalista? Il consiglio che do ai giovani aspiranti giornalisti è di studiare sempre e comunque. Provare interesse per tutto. Il giornalista deve essere completo, conoscere diverse materie per potersi confrontare sempre con chiunque in qualunque contesto. Ti sei ispirato ad un tuo idolo quando hai iniziato la tua carriera? Gli idoli per un giornalista non esistono. I miei punti di riferimento professionale sono stati Enrico Ameri e Sandro Ciotti, due grandi radiocronisti. Con loro abbiamo vissuto emozioni forti, avevano uno stile inconfondibile. Il giornalismo con l’avvento del web come é cambiato? Il giornalismo di oggi è cambiato perché con la velocità del web è più difficile trovare un’esclusiva. Probabilmente oggi l’attività del cronista è più complicata perché con internet le notizie corrono alla velocità della luce: tutti sanno tutto e un errore del giornalista subito viene alla ribalta.
GIUSEPPE NAPPA Come e quando inizia la tua carriera giornalistica? La mia cartiera comincia nel 1989. Ero studente universitario di economia e contestualmente decisi di iniziare la fare il giornalista, una passione che coltivavo sin da bambino. Nel fine settimana collaboravo con l’agenzia di stampa Rotopress, con sede a via Diocleziano a Napoli. La Rotopress è stata una grande scuola di giornalismo per molti colleghi napoletani. All’inizio mi occupavo di categorie inferiori, poi via via arrivai alla serie B e alla serie A. Nello stesso periodo iniziai l’esperienza alla radio, la mia vera passione. Radio Marte a quei tempi si trovava a Port’Alba ed io mi occupavo dei notiziari e successivamente di programmi sportivi. Dopo la laurea, nel 1996, oltre ad occuparmi di calcio iniziai varie collaborazioni nelle pagine di economia di alcuni quotidiani. Dal 2000 al 2004 sono stato direttore de “Il Napoli”, rivista ufficiale del Calcio Napoli e nello stesso periodo ho svolto il lavoro di conduttore e inviato per Radio Kiss Kiss. Tornato a Radio Marte nel 2004, ho cominciato a dedicarmi alle radiocronache e nel 2008 ho cominciato la mia collaborazione con Sportmediaset. Cosa stai preparando in questo periodo? In questo periodo, oltre al lavoro quotidiano e settimanale, sto preparando con i colleghi della Dgs sport e cultura,
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8 VERONICA CAPRIO
Oggi parliamo con il Dottor Ferdinando Russo, direttore sanitario di una delle aziende ospedaliere più importanti e difficili da gestire d’Italia, l’ Azienda Ospedaliera Universitaria della Seconda Università degli Studi di Napoli
Ci parla del suo lavoro, delle diverse funzioni che svolge? Essere Direttore Sanitario della Azienda Ospedaliera Universitaria “L.Vanvitelli”, precedentemente denominata SUN ( Seconda Università di Napoli), è per me, anzitutto, un grande onore. È proprio presso la storica sede della Facoltà di Medicina, che ospita attualmente la direzione sanitaria dell’ Azienda, che ho conseguito la laurea, nel 1981, subito dopo il terribile terremoto del’Irpinia. Tornarci con un ruolo di prestigio mi ha regalato fortissime emozioni. Quanto alle prerogative del mio corrente incarico, le funzioni che svolgo riguardano principalmente la pianificazione strategica, nonché il governo, delle attività sanitarie dell’Azienda Ospedaliera Universitaria. Quali sono i pregi di questo lavoro, le difficoltà, i rischi? Sto facendo un’ esperienza straordinaria. Un’azienda ospedaliera universitaria è un sistema estremamente complesso, per tutta una serie di condizioni che vanno dal contesto accademico alla peculiare mission che è chiamata a svolgere e che consiste principalmente nel coniugare l’attività assistenziale con quella di ricerca e di formazione della nuova classe medica e di tante altre fi-
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gure professionali sanitarie, come tecnici , infermieri, fisioterapisti etc.. Progetti per il futuro? Spero solo di continuare a far bene e vivere questo esaltante momento professionale in modo intenso e con quella passione che ha sempre caratterizzato la mia azione di medico. Cosa l’ha spinta ad accettare questa sfida? Follia… No, scherzo. Come si può rifiutare l’incarico di direttore sanitario di una delle più antiche Facoltà di Medicina d’Italia? Prima di cosa si occupava? Ho diretto per oltre nove anni il distretto sanitario 43 di Casoria della ASL Napoli 2 nord e, prima ancora, il distretto di Sant’Antimo. Da quanti anni svolge il suo lavoro? Da oltre 35 anni. Il punto di forza della SUN? Sicuramente l’elevato livello del contesto scientifico. Quale difficoltà implica dirigere una struttura sanitaria come questa per quanto riguarda la gestione delle risorse umane? La gestione del personale di un’ azienda universitaria si presenta estremamente complessa per la particolarità dell’ordinamento amministrativo, dal livello organizzativo a quello normativo. Infat-
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DOMENICA 29 GENNAIO 2017 ti, ancora oggi è vivo il dibattito giurisprudenziale intorno alle varie problematiche concernenti questa tipologia di aziende. come ha visto evolversi ed aggravarsi la questione terra dei fuochi? Domanda difficile. Viviamo in luoghi di straordinaria bellezza, ma anche di grandi contraddizioni e di innumerevoli paradossi. Posso solo dirLe che, la comunità medica che mi pregiavo di rappresentare, quella dei medici del distretto di Casoria, nel pieno del dibattito mediatico sulla terra dei fuochi, quando la nostra regione veniva paragonata a luoghi infernali, ha pensato di lavorare attorno ad un progetto straordinario per realizzare uno studio sull’incidenza dei tumori sul territorio dell’ intera città: il progetto EPI.CA. La rilevazione dei casi, arricchita con metodica di georeferenziazione, continua ancora oggi. Gli stessi medici hanno promosso incontri di formazione/informazione in tutte le scuole di Casoria sulle malattie tumorali e sugli stili di vità. Una cosa straordinaria e CONCRETA, in un momento in cui a prevalere è quasi sempre la pole-
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mica sterile. Si fa presto a parlare di mala sanità, ma quale sono le condizioni attuali delle strutture ospedaliere? e in quali casi si può davvero parlare di mala sanità? È una circostanza abbastanza singolare che la malasanità faccia notizia solo in Campania e nel Meridione in genera-
le. Sono convinto che è da troppi anni che la sanità della nostra regione è commissariata. Il presidente De Luca sta facendo di tutto per uscirne. Una delle azioni più importanti, che darà risultati straordinari, è la riorganizazione delle cure primarie sui nostri territori attraverso la realizzazione delle strutture complesse di cure primarie. Una delle prime sarà proprio quella del distretto di Casoria. Questo modello organizzativo, che vede il passaggio definitivo da una sanità di attesa ad una sanità di iniziativa, avrà come risultato principale il governo costante delle malattie croniche e, quindi, delle eventuali riacutizzazioni delle stesse, promuovendo una riduzione significativa dei ricoveri ospedalieri. Sarà inoltre promossa una riorganizzazione della rete dell’emergenza territoriale. La riqualificazione del territorio influirà positivamente sulla rete ospedaliera, comportando, tra l’altro, la diminuzione dei ricoveri. Inoltre, grazie alla riduzione della inappropriatezza dei ricoveri, saranno liberate risorse tali da garantire un’offerta ospedaliera di qualità. Siamo sulla strada giusta.
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10 DIANA SANTUCCI
Ridisegnare il volto e le funzioni della città di Casoria è l’obiettivo da raggiungere Il Consiglio Comunale accoglie la proposta di emendamento del PUC avanzata da “I Democratici”
Casoria, città di quasi 80.000 abitanti si ritrova oggi senza il piano urbanistico comunale (PUC). Una recente sentenza del TAR ha sancito, di fatto, la decadenza del PUC adottato dalla precedente Amministrazione. Così oggi è necessario rinnovare l’intero procedimento amministrativo. Da circa 10 anni che si cerca di aggiornare, con innumerevoli spese pubbliche, il piano urbanistico, ma dopo tante difficoltà e soldi spesi, la Città si ritrova ad essere regolata solo dal vecchio strumento urbanistico, il PRG, ormai del tutto inadeguato alle esigenze della società odierna, essendo stato infatti adottato nei lontani anni ’80. Oggi è indispensabile rimettere in salvaguardia prima possibile il territorio del nostro Comune, adottando in giunta un nuovo piano urbanistico ed iniziare poi l’iter per la sua approvazione finale. Questo è quanto è stato proposto con l’emendamento alle linee programmatiche dell’Amministrazione, presentato in
data 18 gennaio dal Consigliere comunale Giuseppe Santillo espressione de “i Democratici”. È evidente, afferma il Consigliere comunale, che il Piano Urbanistico Comunale è difatti lo strumento indispensabile per realizzare una nuova visione politica del territorio, collegata al miglioramento e al cambiamento delle condizioni socioculturali ed economiche della città di Casoria. Il nostro emendamento in data 18 gennaio è stato approvato in consiglio comunale e fatto proprio dall’Amministrazione, la quale si è impegnata in un tempo ragionevole (indicativamente tre mesi) ad adottare il nuovo PUC in giunta. Data l’importanza dell’urbanistica per il governo della Città e per coinvolgere i cittadini alla partecipazione attiva delle politiche fondamentali sul bene pubblico, “i Democratici” organizzeranno un convegno su questi temi.
EMILIA SENSALE
Marta Zoffoli: “Un attore deve essere un bravo imitatore. Ho iniziato da bambina nei film di Mario Merola” Classe 1972, attrice italiana nata a Roma ma che ama Napoli e si trova nella città partenopea fino al 29 gennaio 2017 per recitare in ‘Un’ora di tranquillità’ al Teatro Augusteo con Massimo Ghini. Si potrebbe sintetizzare così una presentazione di Marta Zoffoli, volto conosciuto in tutta Italia per le interpretazioni in alcune serie TV come ‘I Cesaroni’, ‘Squadra Antimafia’ e ‘Squadra Mobile”. Sei tornata a Napoli, cosa pensi di questa città e in che modo è legata alla tua carriera di attrice? “Napoli è una città stupenda. Io poi ho un ricordo molto vivo di quando ero bambina: io sono stata nella città partenopea perché interpretavo la figlia di Mario Merola in famosissimi film come ‘Tradimento’ e ‘Carcerato’. Conservo un ricordo splendido di questo Cicerone meraviglioso che è stato Mario Merola. Poi sono tornata a Napoli anni dopo per interpretare un ruolo a teatro, sono mancata vari anni e sono felice di esserci tornata”. Questa carriera allora era il tuo sogno
fin da bambina? “Da bambina, già a 8 anni, facevo la diva. In realtà per me è la missione di una vita. L’attore passa tanti momenti difficili, con alti e bassi, magari passi dalla popolarità di una grande fiction a mesi in cui sembra che nessuno ti chiami per interpretare una nuova parte. Quando vivi però questi momenti ti chiedi se continuerà questo lavoro, se è meglio cambiare strada, ma adesso guardandolo con la giusta distanza di una carrie-
ra di quaranta anni so che fa parte del mestiere”. Cosa consigli ai giovani che magari vogliono diventare attori? “La prima cosa che posso dire è di non sprecare denaro in scuole inutili… e purtroppo ce ne sono tante! La voglia di fare questo mestiere è in tanti, spesso si accende guardando la televisione, così si finisce in mani sbagliate oppure a studiare inutilmente. Secondo me la cosa migliore è la gavetta, cominciare con le piccole cose che può essere anche fare un turno di doppiaggio, provare a fare la radio, fare uno spot pubblicitario. Per chi vuole studiare, consiglio di studiare per bene, nelle accademie, nei teatri stabili, nelle scuole nazionali perché è una formazione che ha senso”. Qual è la prima dote dell’attore secondo te? “Deve essere un bravo imitatore. Guardare tanti film, andare a teatro, a casa bisogna provare e provare e provare le scene da soli: ecco cosa serve molto per diventare bravi attori”.
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VALERIA POSTIGLIONE
Facebook o non Facebook questo è il problema
Ultimamente ho sentito un uomo in metro definire Facebook come la parete di un bagno pubblico (parafraso le sue parole, perché citarlo sarebbe inopportuno, ma il senso era quello). Sulla questione social/ sociale il fatto è complicato, ma siamo tutti d’accordo sul fatto che a molti “piace” mettere in piazza quello che fa comodo e sbirciare nelle bacheche altrui. Ma perché vi parlo di Facebook, direte voi, ora vi dico. Ultimamente mi è capitata sotto occhio una copia dell’editoriale di Casoriadue dell’11 Dicembre e in un’intervista ad Elena Vignati (candidata a Sindaco alle precedenti elezioni con il Movimento 5 Stelle) in cui le veniva chiesto di spiegare un suo post contro le luminarie, in proposito ad una mancata delibera. Fino a qui ci può stare, anche se a mio avviso la questione è: un post di Facebook può essere considerato una dichiarazione pubblica? O è più da considerarsi un diario, in fondo Facebook così definisce la pagina in cui poter scrivere pensieri e parole. La prima obiezione potrebbe essere che Facebook è alla portata di tutti, per cui è pubblico, ma quanti di voi non si sono sfogati almeno una volta
su quella bacheca, non pensando di farlo in pubblico?! Quindi la domanda è abbastanza personale, perché ovviamente, come ha anche specificato, si trattava di uno sfogo. E fin qui tutto ok. La Vignati richiedeva trasparenza in merito ad una delibera riguardante le luminarie natalizie, che diceva essere mai stata redatta. La questione che mi ha lasciata perplessa è stata quella per cui dice di aver “taggato” l’Assessore al Commercio Antonio Ricciardi chiedendo spiegazioni in merito e non avendone avute. Allora ricapitoliamo, secondo le giustificazioni il suo utilizzo di Facebook come sfogo rientrava nella sfera personale, così come anche il “taggare un assessore in un post” lo è altrettanto; non si tratta quindi di un discorso istituzionale a mio avviso, perché per quanto i social possano supportare la comunicazione tra istituzioni e
cittadini non sono un mezzo formale. Per cui senza dubbio la Vignati ha fatto benissimo a sollevare una questione sulla trasparenza delle procedure, ma il mezzo attraverso cui si compiono le azioni è fondamentale (in giurisprudenza, le prove se non sono raccolte nel modo corretto non possono essere utilizzate). I social potrebbero senza dubbio essere utili all’Amministrazione per diffondere le attività e i progetti in corso o in programma, potrebbero diventare ulteriore strumento di trasparenza e comunicazione, ma di supporto. I canali ufficiali non vanno mai sottovalutati. Ad ogni modo per chiarire la questione natalizia, per trasparenza, vi aggiorno: il Comune aveva incaricato un’ATI (associazione temporanea di imprese) per gli eventi natalizi ed è stata istituita una delibera in cui erano comprese anche le luminarie. Detto ciò, il mio consiglio è lasciate Facebook per il privato, a meno che non si tratti di pagine di aziende (ma meglio Twitter per queste cose), e utilizzate sempre i canali ufficiali. Buona domenica.
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San Siro punto di partenza, non d’arrivo: c’è da lavorare sulla mentalità
91 anni, 79 sfide, solo 17 i successi del Napoli. E’ la storia di MilanNapoli a San Siro, non è una partita normale, è lo specchio di un divario storico nettissimo a favore dei rossoneri. Il Milan, l’immagine del Nord definito “la locomotiva del Paese”, il Napoli, una squadra “povera”, simbolo di una grande identità di popolo che ha vissuto di fiammate, la più intensa e significativa con Diego Armando Maradona, colui che per sette anni ha guidato il processo di sovversione degli equilibri del calcio italiano. La storia naturalmente non è un feticcio, deve essere trasportata nel presente dove i rapporti di forza si sono trasformati: il Milan balbetta in attesa del “Messia cinese”, il Napoli naviga da sei anni nelle prime cinque posizioni della classifica ed è una presenza fissa delle competizioni europee. Ma è sempre Milan-Napoli e, come direbbe De Gregori, la storia non si può cambiare, perciò una vittoria a San Siro non può essere accolta con le pur legittime preoccupazioni per gli errori commessi e la sofferenza patita in alcune fasi della ripresa. In medio stat virtus, l’esaltazione è un meccanismo frivolo e pericoloso se non è accompagnato dalla consapevolezza del percorso che si sta realizzando. Vincere a San Siro contro il Milan che ha più volte rovinato i piani della Juventus in questa stagione è un segnale di crescita. Ha ragione Maurizio Sarri, quando racconta che per battere le grandi squadre prima il Napoli avrebbe dovuto “tritarle” mentre sabato sera è riuscito a superare anche le difficoltà, ad andare in apnea nei momenti di maggiore pressione rossonera, ad usare sia la sciabola che il fioretto a seconda delle necessità. Tutto vero ma c’è poi da considerare l’altra faccia della medaglia, le squadre di grande livello, abituate a lottare per i successi, non regalano al Milan la possibilità di rientrare in partita in modo così goffo. Il Napoli talvolta soffre delle esasperazioni della filosofia che ha reso splendido il suo gioco: l’inizio azione sviluppato nel corto che fa uscire gli avversari, apre gli spazi per sprigionare poi la qualità degli interpreti in attacco. L’impostazione con cui si è disputata la prima mezz’ora al “Meazza” rispondeva a questa logica, una sapiente ed organizzata costruzione della ripartenza con Mertens protago-
nista di movimenti che hanno ricordato quelli del Pocho versione centravanti in alcune gare dell’epoca di Mazzarri. Il gol di Callejon mi ha riportato alla mente il taglio di Lavezzi sulla rete di Campagnaro in Milan-Napoli 1-1 del 2010, quando il Napoli nei primi venti minuti mandò in tilt Ronaldinho e compagni. La grande squadra fa della filosofia di gioco uno strumento, non un dogma da perseguire a tutti i costi; non bisogna per forza uscire palla al piede in maniera pulita, se c’è bisogno di mandare qualche pallone in tribuna lo si faccia con serenità. Il processo di crescita passa per l’esperienza degli interpreti che devono essere bravi nel saper distinguere ciò che chiede Sarri in allenamento dalla lettura della complessità della partita. Non è un caso che l’errore per il gol di Kucka sia stato commesso da Tonelli e Jorginho, due giocatori poco abituati alle pressioni di chi deve puntare in ogni gara alla vittoria. Il successo a San Siro è un punto di partenza, non d’arrivo, il processo per la costruzione di una mentalità da grande squadra è ancora “work in progress”. Il Napoli è rinato nelle difficoltà quando, dopo l’infortunio di Milik, Sarri ha deciso di insistere sulla propria filosofia di gioco puntando su Mertens e non su Gabbiadini.ù Nell’immediato c’è stato l’Ottobre nero, con solo due successi contro Crotone ed Empoli ed un pareggio contro la Lazio in sei partite ma sulla prospettiva, complice anche il ritorno al gol e alla serenità di Insigne dopo la doppietta di Udine, si sono ritrovati tutti i meccanismi che consentono al Napoli di avere il migliore attacco con 47 gol pur giocando da diciannove partite senza un centravanti di ruolo. Nel reparto offensivo ora c’è abbondanza, s’avvicina anche il rientro di Milik, la crescita della mentalità passa anche per la variabilità delle idee di gioco e in quest’aspetto tocca a Sarri fare un passo in avanti. Pavoletti ha bisogno di giocare, contro il Palermo in grande confusione e difficoltà l’ex Genoa può essere un’arma importante. Gli azzurri non devono sottovalutare i rosanero che avranno la determinazione di chi è all’ultima spiaggia per evitare il baratro abbastanza prevedibile della retrocessione in serie B.
Il Napoli ha vinto dove erano cadute la Juventus e la Lazio, il quarto successo consecutivo del 2017 traccia una strada da percorrere per trasformarsi da realtà interessante a grande squadra
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EMILIA SENSALE Gli animali fanno parte del mondo da millenni e adottarli non è solo un atto di amore, ma di responsabilità. Amare significa, infatti, preoccuparsi per qualcosa o qualcuno e prendersene cura, oltre a rispettare e impegnarsi affinché tutto vada per il meglio, ecco perché nel momento in cui un animale entra nella nostra vita dobbiamo essere pronti a comportarci nella maniera più consona. Sono tantissimi gli animali poi che hanno bisogno di aiuto e per fortuna sono altrettanto numerose le realtà che si occupano di loro e possono contare in molti volontari che si preoccupano per la salute e il benessere degli animali, come l’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali (ENPA), la più antica e la più grande associazione animalista italiana. La giovane napoletana Valeria Ariè è una volontaria e aiutare gli animali, che sono parte integrante della sua quotidianità, le ha permesso anche di affrontare gli inevitabili momenti difficili della vita. Quando è iniziato il tuo amore per gli animali? “Quando otto anni fa ho trovato la mia Shiva, abbandonata a un solo mese di vita. Anni dopo un’auto investì un cane sotto casa mia, nessuno mi aiutò sul momento poi trovai un numero di telefono dell’allora responsabile nazionale delle guardie zoofile ENPA Antonio Fascì, l’unico che mi aiutò, in quella occasione come in altre in futuro. Un anno dopo cominciai il corso di guardia zoofila, entrai così nella splendida famiglia ENPA così da poter fare ancora di più per gli animali”. In cosa consiste dunque il tuo volontariato all’ENPA? “Dopo tanti anni, grazie allo sforzo e al massimo impegno gratuito di noi volontari, l’ENPA vanta all’attivo innumerevoli adozioni di animali presi dalla strada, vittime di abbandoni e randa-
Valeria, volontaria ENPA: “Noi salviamo gli animali, ma sono loro spesso a salvare noi esseri umani” gismo, e dai canili (una cruda realtà dove ahimè muoiono tantissimi animali in condizioni pessime e senza nemmeno una carezza). Noi diamo di nuovo una vita degna di essere vissuta a queste povere anime vittime dell’indifferenza e della crudeltà umana”. Cosa rappresentano gli animali per te? “Gli animali sono la parte ancora non contaminata di questo mondo. Loro non hanno cattiveria, cacciano solo per
sopravvivenza e non per l’ingordigia. Loro hanno purezza come i bambini. Loro salvano le persone sia a livello fisico, in caso di soccorso ad esempio, che mentale, come nel caso della pet therapy, basata proprio sull’interazione uomo-animale”. In che modo secondo te la presenza di un animale può fare del bene all’essere umano? “Gli animali non giudicano, non danno ansie e non si aspettano che tu sia diverso da ciò che sei. Anche a livello scientifico è riconosciuto che gli animali possono aiutare le persone, anche chi ha problemi di ansia e depressione. Tu salvi loro, ma anche loro salvano te”. Le feste di Natale sono alle spalle, molti genitori regalano ai propri bambini dei cuccioli salvo poi abbandonarli in estate. Cosa ti senti di consigliare e di dire a proposito per responsabilizzare queste persone in merito alle adozioni? “Come ENPA facciamo firmare moduli di pre e post affido e affidiamo animali già vaccinati e microchippati così da tenere sotto controllo almeno le nostre adozioni. Nel caso ci fossero problemi, i nostri adottanti sanno già che possono chiamarci e risolvere così eventuali problematiche”. Cosa puoi consigliare a chi vuole adottare un cane o un gatto e a chi è alle prime armi perché ha adottato da poco? “Noi seguiamo passo passo gli adottanti, loro sanno che basta chiamarci per qualsiasi chiarimento o problema, è come se facessero anche loro parte della nostra grande famiglia. Siamo sempre disponibili per ogni eventuale ragguaglio, pur essendo gratuito tutto ciò che facciamo noi combattiamo per offrire il servizio migliore possibile e proprio questo dimostra ancora una volta che i nostri sono gesti fatti con amore”.
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Bluetooth
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Alessia Diano Casoria è sempre più spesso palcoscenico di atti vandalici ed episodi di criminalità; tra gli ultimi, l’incursione di vandali all’interno dell’Istituto MoscatiMaglione, che nella notte tra il 15 ed il 16 gennaio, hanno saccheggiato l’intero istituto distruggendo attrezzature didattiche, porte e finestre, minando così la serenità della comunità scolastica. Qualche giorno prima il furto degli pneumatici di un’auto e dello stereo di un’altra. Ogni giorno, soprattutto attraverso le pagine social dei cittadini di Casoria, vengono denunciati episodi di illegalità, che hanno luogo sia durante la notte che il giorno. Questa escalation criminale sta incidendo fortemente nel tessuto culturale, sociale, economico e produttivo della città, per non parlare di quanto incida sulla psiche del singolo individuo, che prova un senso di insicurezza costante.
Criminalità a Casoria: il sindaco Fuccio riuscirà a debellarla? I cittadini lamentano sempre più spesso la mancanza di sistemi di videosorveglianza e di agenti di polizia municipale pronti a difendere la loro incolumità. Le istituzioni non possono più rimanere inermi di fronte a quella che è diventata
una vera e propria emergenza. Qualche giorno fa il Sindaco Pasquale Fuccio, insieme all’Assessore alla Sicurezza urbana Fabio Esposito, il Prefetto di Napoli Gerarda Maria Pantalone, il Questore Guido Marino e il Comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, Ubaldo Monaco, si sono riuniti in Prefettura per fare il punto sulla questione e trovare delle strategie per mettere fine all’emergenza. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di attuare un’azione di controllo del territorio sempre più attiva, avvalendosi anche di sistemi di sorveglianza moderni, come gli occhi elettronici. La prossima settimana il Sindaco, inoltre, incontrerà anche il comandante della stazione dei carabinieri locale per far in modo che questi ultimi collaborino con gli agenti della polizia locale. In città vedremo quindi finalmente circolare più pattuglie.
CARMEN PALUMBO Questa settimana occupandoci del panorama sportivo, abbiamo intervistato Giuseppe D’Aniello, ex dirigente del Napoli e attuale Direttore gestionale della Triestina, a cui abbiamo posto alcune domande sull’andamento calcistico del Napoli e sull’attaccante Leonardo Pavoletti, nuovo acquisto della squadra. Gentile Signor D’Aniello, potrebbe raccontarci un po’ la sua carriera e la sua esperienza alla dirigenza del Napoli? Sicuramente sono soddisfatto della mia carriera e delle tante esperienze vissute nel settore sportivo. In particolare il periodo trascorso a Napoli è stato molto interessante e gratificante. Come dirigente del Napoli mi occupavo della segreteria generale e curavo la parte organizzativa e gestionale del settore giovanile, insieme al responsabile di quel periodo che era Giuseppe Santoro. Sono stato al Napoli per tre anni, a partire dal secondo anno dell’era De Laurentiis e lo definisco come un periodo molto proficuo per la mia carriera. Successivamente sono stato quattro anni a Lecco in serie C, dove mi occupavo della direzione generale della prima squadra e poi ho passato cinque anni a Varese in serie B, inizialmente come segretario e poi come direttore generale. L’anno scorso mi sono trasferito al Teramo Calcio come amministratore delegato e attualmente mi occupo della direzione gestionale della Triestina. Riguardo all’andamento calcistico del Napoli di quest’anno, cosa può dirci? In questo momento posso dire senza alcun dubbio che il Napoli sta esprimendo un bel calcio, forse uno dei migliori che vedo
in Europa. Non parlo solo del campionato, poiché già l’anno scorso il Napoli ci aveva abituato a delle posizioni alte, ma mi focalizzo soprattutto sulle altre due competizioni a cui la squadra partecipa. Conosco bene Sarri, perché l’ho affrontato in diverse occasioni, soprattutto quando era all’Empoli, ed è un allenatore che imprime sulla squadra la sua idea di gioco improntata principalmente sul collettivo. Lo definisco un ottimo allenatore e i risultati del suo calcio si vedono perfettamente sul Napoli. Lei ha avuto rapporti anche con Pavoletti, cosa pensa di questo nuovo acquisto? Giocherà oppure finiremo per perderlo? Pavoletti è stato con me a Varese, dove rappresentò la nostra salvezza nella finale con il Novara. Lui fu il protagonista dell’intera stagione, ma soprattutto in quella finale dove segnò andata e ritorno quattro goal, salvando la squadra dalla retrocessione. Il Napoli ha fatto sicuramente un grande acquisto che non andrà perso. Pavoletti è arrivato da un mese e per fortuna la squadra sta facendo bene, ma il Napoli è impegnato su più fronti e ci sarà tempo e modo per poter sfruttare la sua bravura. Giocare ogni tre giorni non è facile e risulta molto stancante, per cui Pavoletti avrà il giusto spazio in questo team, anche perché lui è un attaccante diverso rispetto ai tre che stanno giocando davanti, è una prima punta forte fisicamente, che sicuramente entrerà in netta competizione con il ritorno di Milik.
INTERVISTA A GIUSEPPE D’ANIELLO: IL NAPOLI DI SARRI E L’ACQUISTO DI PAVOLETTI
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16 BIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE
A cura della Dott.ssa Flavia Altieri, Biologo Nutrizionista
Pesce? Almeno 2 - 3 volte a settimana! Secondo quanto riportato nelle ultime indicazioni delle due agenzie Usa per i farmaci e la protezione ambientale, Food and drug administration (Fda) ed Environmental Protection Agency (Epa), il consumo ideale di pesce con poco mercurio è di 200-340 grammi, circa 2-3 volte a settimana. L’obiettivo, spiega l’Fda sul suo sito, è dare indicazioni anche alle donne incinte, visto che la metà di loro consuma meno di 100 grammi a settimana, molto meno cioè della quantità raccomandata. Il pesce è invece importante per la crescita e sviluppo del bambino durante la gravidanza e la prima infanzia. Per aiutare i consumatori a capire che tipo di pesce scegliere, Fda ed Epa hanno fatto una classifica di 62 tipi di pesce divisi in tre categorie: miglior scelta (2-3 porzioni a settimana), buona scelta (una porzione a settimana) e da evitare. Circa il 90% del pesce consumato rientra nella categoria miglior scelta. La raccomandazione
dunque è di 2-3 porzioni a settimana di pesce con poco mercurio, anche se tutti i pesci ne contengono qualche traccia. I pesci da evitare sono sette: il tilefish del Golfo del Messico (pesce tropicale simile al dentice), lo squalo, il pesce spada, l’orange roughy, il tonno obeso, il marlin e lo sgombro reale. Il pesce è un alimento ricco di sali minerali quali zinco, iodio, selenio, calcio e fluoro. Dal punto di vista nutrizionale il miglior pesce è quello azzurro, chiamato così dal colore del dorso. Il pesce azzurro vive nelle acque del Mediterraneo ed è ricco di acidi grassi buoni. E’ possibile distinguere anche tra pesci di cattura e pesci d’allevamento. Dal punto di vista nutrizionale non vi sono particolari differenze ed in alcuni casi il pesce d’allevamento è superiore
per igiene e genuinità. Tutto, ovviamente, dipende dalle metodiche di itticoltura adottate. Il pesce selvatico è potenzialmente più esposto a scorie chimiche e metalli pesanti. I pesci più sensibili all’inquinamento sono quelli in grado di filtrare grosse quantità d’acqua e di trattenere di conseguenza microrganismi patogeni. I pesci di grande taglia (tonno, sgombro e pesce spada) sono invece più sensibili ai metalli tossici, come mercurio, rame, piombo e cadmio. Naselli, trote e merluzzi, tendono ad accumulare meno metalli, così come il salmone. In ogni caso il requisito più importante per evitare indesiderate intossicazioni alimentari è la freschezza del pesce. Infatti, mentre la carne si conserva con relativa facilità, il pesce fresco va incontro ad un rapido deterioramento. In caso di pesce surgelato fate attenzione alla data di scadenza e all’integrità della confezione.
DOMENICA 29 GENNAIO 2017 GIORGIO BORRELLI
17 email: avvocatogiorgioborrelli@gmail.com - web: www.avvocatogiorgioborrelli.it
La responsabilità del genitore separato
L’assegno di mantenimento e il disinteresse verso il figlio minore. Nei casi di separazione personale dei coniugi, permangono i doveri degli stessi rispetto alla prole. Il mancato rispetto di tali doveri, cristallizati nel codice civile ed in numerosi provvedimenti legislativi, trova il suo ultimo approdo nella pronuncia emessa dalla Suprema Corte, che con sentenza n. 50075 del 25 novembre 2016, ha confermato la condanna di un padre “inerte”, alla pena di mesi sette di reclusione ed euro 600,00 di multa, oltre al risarcimento del danno in favore dell’ex coniuge, costituitasi parte civile (alla quale era stata assegnata una provvisionale pari ad euro 60.000). Il caso, trae origine dall’inerzia di un padre colpevole del reato di cui all’art. 570 c.p. rubricato “Violazione degli obblighi di assistenza familiare” e che espressamente recita: “Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro.
Il padre non avendo mai versato l’assegno di mantenimento aveva fatto mancare i mezzi di sussistenza al figlio minore, privandolo altresì della necessaria assistenza morale “non essendosi mai interessato di lui ed avendolo visto solo due volte nel corso del primo anno di vita”. A seguito del ricorso in Cassazione, l’uomo adduceva a propria discolpa il fallimento dell’azienda di cui era titolare. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del padre, affermando che “essendo stato commesso il reato ascritto in danno di soggetto minorenne, lo stato di bisogno di quest’ultimo è in re ipsa, salva la sussistenza di elementi concreti idonei a consentire il superamento della relativa presunzione: ne discende che la deposizione della madre del minore, circa il ricorso all’aiuto di terzi per far fronte alle esigenze del figlio altro non fa che corroborare ulteriormente, ancorché non ve ne fosse necessità, la presunzione anzidetta”. La Corte inoltre, evidenziava che “la produzione della mera sentenza dichiarativa del fallimento della ditta di cui era titolare non vale certo a ritenere assolto l’onere probatorio pacificamente incombente sull’imputato, nel senso
dell’omessa corresponsione del benché minimo contributo economico e del totale disinteresse manifestato nei confronti del piccolo, che si sottolineano inoltre datare già da epoca precedente alla ricordata declaratoria di fallimento”. Pertanto, il genitore che viola ripetutamente gli obblighi di assistenza morale e materiale della prole rischia la detenzione e non può assolutamente invocare a propria discolpa nemmeno la cd. “tenuità del fatto”, atteso che l’abituale e reiterata condotta lesiva nei confronti della prole, osta al riconoscimento di tale beneficio (a tal proposito Cfr. Cass. sent. n. 23020/2016; Cass. sent. n. 48549/2016). Nella fattispecie trattata, si evidenzia ancora una volta la tendenza della Suprema Corte di Cassazione a favore dei più deboli, ossia i minori. Il sanzionamento del comportamento inerte, testè citato, pone evidentemente le basi di un severo avvertimento ai coniugi che si separano. Essi, infatti, non devono mai dimenticare le proprie responsabilità, dalle quali non è possibile esimersi poiché i minori non possono e non devono mai divenire vittime incolpevoli della conflittualità
Il 2 febbraio 2017, dalle ore 21.00, al teatro Augusteo di Napoli sarà l’occasione per presentare il nuovo progetto discografico che nasce dalla volontà di tanti artisti napoletani di voler rendere omaggio al maestro Pino Mauro che lo accompagneranno in un concerto straordinario duettando con lui. Sul palco: Enzo Gragnaniello, Raiz, Fausto Mesolella, Mauro Gioia, Franco Ricciardi, M’Barka Ben Taleb, Barbara Buonaiuto, Osanna, Lucariello, Uanema Orchestra, Cristian Vollaro, Nello Viviani, Piero Gallo, Daniele Sepe, Marco Zurzolo e Toni Cercola. L’arrangiamento ed il coordinamento musicale dei brani è a cura di Massimo Volpe, già arrangiatore dell’ Orchestra Italiana di Renzo Arbore. La produzione è di Bronx Film e Tunnel Produzioni. I brani scelti propongono una rivisitazione, in una chiave moderna, di dodici
brani del suo vasto repertorio: alcune canzoni di “cronaca”, alcuni suoi grandi successi come “Ammore Amaro” e “Nun t’aggia perdere” e alcune canzoni d’amore, tra cui Vasame di Enzo Gragnaniello. “Napoli canta… è amore!” è una lente di ingrandimento su un periodo storico e su una produzione culturale, che racconta un universo; parlare oggi di Pino Mauro significa, non soltanto parlare di un grande artista, ma anche sfogliare tanti anni di storia e costume: quando i teatri popolari funzionavano dalla mattina con spettacoli, avanspettacoli e canzoni, quando il “Giro Mike” portava al Madison Square Garden di New York la tradizione musicale italiana per gli emigranti, quando il maestro Mauro ha generato una vera e propria rinascita della sceneggiata, assicurandosi sempre di un alto livello delle composizioni musicali.
COMUNICATO STAMPA
“Napoli Canta... è Amore!”, Pino Mauro & Friends al Teatro Augusteo
DOMENICA 29 GENNAIO 2017
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STEFANO ANTONIO SERRA e il suo DREAM MASSAGE
Casa Sanremo, l’hospitality del Festival della Canzone Italiana nata da un’idea di Vincenzo Russolillo e Mauro Marino e firmata da Gruppo Eventi, ritorna per il 10° anno consecutivo e raddoppia: per festeggiare il decennale, infatti, dal 5 all’11 febbraio oltre al Palafiori saranno allestiti anche gli spazi di Villa Ormond. Quella realizzata dal Consorzio Gruppo Eventi, presieduto da Vincenzo Russolillo, è un’accoglienza che si rinnova ogni anno, negli spazi e nei contenuti. L’inaugurazione è prevista domenica 5 febbraio alle 18.00. Come da diversi anni anche per questa 10^ edizione verrà allestita una meravigliosa area relax denominata DREAM EXPERIENCE a cura del Maestro Stefano Antonio Serra. Uno spazio dedicato ai cantanti, agli addetti ai lavori, e a tutti l’entourage sanremese. In procinto per la partenza ligure abbiamo incontrato il maestro Stefano Serra. Maestro Serra è pronta la sua squadra per questa nuova avventura Sanremese? Si, grazie alla fiducia che ci è stata nuovamente concessa dal patron di Casa Sanremo il dottor Vincenzo Russolillo, è da mesi che organizziamo lo staff per la nuova edizione, e quest’anno avremo dei professionisti eccezionali. Non poteva mancare Rosa Frezza, direttrice della spa Antica Essenza del prestigioso hotel napoletano San Francesco al Monte. Lei sarà la capitana di sei dreammini (allievi del Dream Massage® l’unico trattamento olistico) veri professionisti del benessere selezionati e scelti tra quasi 500 allievi in Italia e al estero. I ragazzi sono pronti a dreammare e a farvi sognare con il dream e non solo. Parlaci del Dream Massage®, cosa rappresenta? Ostinatamente ancorato alla manualità e profondamente legato al massaggio, quale strumento terapeutico principe per dare forza, salute e vitalità al corpo, ho voluto creare il DREAM MASSAGE®, un punto di riferimento importante per quanti credono nella visione olistica dell’essere umano inteso nella sua globalità. Nella relazione con chi si prende cura del benessere di una perso-
na è fondamentale che ‘Ogni manovra, ogni piccolo gesto sia dettato dal cuore e dallo spirito nell’amore e nel rispetto del corpo altrui. Portare il Dream nella Kermesse più famosa d’Italia deve essere un sogno che si avvera. Assolutamente si. Doveroso un ringraziamento anche a chi in questi anni ha rappresentato il Dream Massage, da sempre al mio fianco: Rosa Frezza. Dopo 30 anni e più di attività, l’esperienza sanremese, credo sia stata la più emozionante. Massaggiare tanti ospiti illustri (i cosiddetti VIP) con le loro emozioni, le loro paure e tutte quelle sensazioni, che solo chi svolge questa professione riesce a percepire e a tramutare in puro benessere, curando l’anima e il corpo, la mia più che una professione è una missione! Un pò come loro, nell’esperienza sanremese, mi sono sentito “artista”, a differenza dell’operaio e dell’artigiano che operano con mente e mani, l’artista opera con il CUORE. Come ci si sente a rappresentare Napoli al Festival? Essere stato ed essere ancora il massaggiatore ufficiale del festival di Sanremo è un vero orgoglio come Napoletano e come professionista del settore. Ogni anno porto con me tanti piccoli istanti che si fermano nell’anima per sempre, e nelle mie mani. Porto quel dream massage®, premiato nel 2003, come miglior massaggio in Italia, sul palcoscenico più famoso del panorama artistico internazionale, an-
che per questo mi sento di dire GRAZIE a tutte quelle persone che in tanti anni, hanno creduto in me. Il mio DREAM MASSAGGE però non si ferma qui, ho la fortuna di vivere il mio sogno sanremese ogni giorno nella mia, nella nostra Antica Essenza del Hotel San Francesco al Monte (splendida struttura 5 stelle di Napoli ndr) e un grazie particolare va infatti anche al dott. Pagliari del Hotel, che anche da lontano, mi ha fatto sempre sentire il suo calore e la sua stima. Quali le novità di questa edizione? La prima piacevolissima novità è la presenza della prima scuola di formazione italiana di massaggi, l’azienda. Tao capitanata da Dario Montorfano e i suoi insegnati qualificati, altra novità che rende ancor più magica l’aerea DREAM, è la presenza dei profumatori con il loro marketing olfattivo con le loro magie, le loro essenze profumate, che saranno capitanate dal dott. Simone Mingiacchi e da Stefano Proietti. Quali i tuoi Partner in questo viaggio? Non poteva mancare come lo scorso anno il prestigioso Hotel napoletano San Francesco al Monte, con la famiglia Pagliari, Francesca e Rita (le direttrici della struttura alberghiera) doneranno a tutti i big un soggiorno presso la loro incantevole struttura! A vestire i nostri angeli del benessere e dei sogni, come nella scorsa edizione, sarà l’azienda napoletana di abbigliamento professionale DIVISE e DIVISE con la sua stilista Ornella Varriale e l’amministratore Nicola Bello, ma la vera novità che darà un tema e una nuova immagine all’area Dream Experience 2017 saranno le coreografie d’acqua dirette dal giovane e promettente architetto Dennis Fabbro, che creerà uno spettacolo d’acqua unico ed esclusivo per Casa Sanremo e per la DREAM Experience. Per concludere sarà presente anche una prestigiosa azienda di acquari di Genova grazie alla signora Claudia Ceresa, che realizzerà nella nostra area un piccolo mondo tropicale. Quest’anno quindi l’acqua sarà la vera protagonista del vostro spazio? Il nostro motto è PANTAREI tradotto in tutto scorre, è il celebre aforisma attri-
DOMENICA 29 GENNAIO 2017 buito a Eraclito. Perchè nella vita tutto scorre, scorre l’infelicità nel nulla, e scorre la gioia e l’amore per tutti! Molti saranno gli ospiti che vi verranno a trovare, puoi anticiparci qualcosa? Le vere sorprese sono legata alla presenza quest’anno di due grandi campioni. Se si parla di acqua come elemento portante della nostra DREAM EXPERIENCE, non si può non pensare alle Olimpiadi di Rio con il mitico Marco Di Costanzo, pluricampione mondiale di canotaggio e medaglia di bronzo alle ultime Olimpiadi, un vero campione di vita e di sport, uno di quei tanti campioni, che amano sognare, dreammmare e vincere!!!! Quando si parla di Dream si parla sempre di Amore, perchè? Avremo ospite anche il costruttore d’amore nel mondo Luca Lo Presti e la sua
19 Fondazione Pangea Onlus, a favore delle donne e dei bambini nel mondo, attraverso un sogno, un dream rinasce la speranza e i sogni diventano realtà. Pangea è una Organizzazione non lucrativa di utilità sociale italiana che nasce nel 2002. Lavora nell’ambito dei diritti umani per le donne, favorendone, con progetti di sviluppo e cooperazione, il riscatto economico e sociale, operando in contesti discriminanti e particolarmente segnati da povertà, emarginazione, guerre e conflitti. Per noi è un grande onore poter portare un messaggio così importante in una vetrina meravigliosa come quella sanremese. Immagino che sia d’obbligo i ringraziamenti? Si, sono molte le persone che mi hanno dato fiducia e hanno messo all’opera la loro professionalità per rendere ancor
più magica questa esperienza. Ovviamente il Dottor Russolillo che come sempre ci manifesta stima e affetto, l’architetto di Casa Sanremo il dott. Pietro Di Martino, i ragazzi che saranno i nostri dreammini che vengono da tutta l’Italia Elena, Alessia, Patrizia, Arianna, Angelo che ci regaleranno dei bei sogni ion questi giorni sanremesi. Inoltre il progetto Salute Rognoni Lettini per la sua collaborazione e Maria Caffarelli per il suo supporto con l’azienda. Le ultime due conferme, punti di forza dell’aerea dream, il sempre presente Luca Branchetti, l’unico a saper immortalare i sogni, i nostri dream, e la nostra principessa della carta stampata la nostra addetta stampa, la dottoressa Veronica Caprio. Cosa dirvi di più dreammate, a Casa Sanremo e ogni istante della vostra vita. Stefano il capitano vi aspetta.
TOMMASO ARCELLA
Caffè letterario di Enzo Marino
Enzo Marino; una garanzia nell’universo culturale della nostra città. Un artista conosciuto a livello internazionale che non disdegna scrivere libri, e ricevere premi come scrittore, oltre che come artista. Nonostante le sue molteplici attività personali, artistico-letterarie, trova anche il tempo per dedicarsi, disinteressatamente alla sua città, come divulgatore culturale tramite il periodico appuntamento che si tiene, ogni mese, presso il Bar Sgambati, dal titolo: “Caffè artistico letterario di Enzo Martino”. Eventi a sorpresa che ci deliziano sempre nelle varie branche, appunto artistiche-letterarie, di alto livello e non solo, ma che spaziano anche nella musica e nel teatro, come è stato, appunto, il caso dell’evento di Mercoledì 25 scorso. Questa volta è stato il turno di una grande “Soubrette”, ma questo titolo è limitativo dell’Artista a tutto tondo che è Maria Aprile. Cantautrice napoletana che ha scritto musiche per commedie, interpretate anche da Rosaria De Cicco e Corrado Taranto. Ha diretto il coro “Voci del Cuore” affiliato all’Antoniano di Bologna; ha collaborato come regista, come segretaria di produzione e direttrice di scena in molte occasioni. Non trascurando i palinsesti televisivi, con la conduzione di un programma di poesie dal titolo: “Il verso giusto” trasmesso da Chiocciola TV 884. Questo è il personaggio di Maria Aprile che spazia dalla poesia alla musica, al canto e al teatro, non solo come interprete ma principalmente come autrice. In questa occasione ha presentato: “Piacere, Maria Aprile” con Aldo Pandolfi, in cui, partendo dall’inizio della sua formazione artistica, ha percorso brevemente i suoi passaggi nell’arte di scena, deliziandoci e immergendoci nella sue atmosfere cabarettistiche e musicali. Per l’arte visiva, Enzo Marino, ha presentato Giovanni Balzano. Che rientra, perfettamente, nell’ottica dell’organizzatore, essendo, Balzano, un personaggio ecclettico che spazia dall’arte
figurativa alla poesia, al design. Laureato con lode in Conservazione dei Beni architettonici, si è occupato di design e architettura civile ed industriale in ambito Finmeccanica. Le sue ricerche nell’estetica della bellezza, sono state pubblicate in un saggio del 2004 dal titolo: “Il privilegio della bellezza”. Nel campo dell’arte figurativa, è stato insignito di vari premi. Come poeta è presente nella ”Enciclopedia della poesia inedita” edizione 2014 pubblicato dalla Fondazione Mario Luzi. Come tale non poteva non essere anche promotore di eventi culturali del territorio campano. Le sue opere presentate sono state molto apprezzate dai presenti, da cui ne è scaturito anche una breve discussione. In ultimo, ma non ultimo il già presente in altre occasioni il vignettista Carmine Mondola. Disegnatore satirico di grande talento, molto apprezzato per la sua satira tagliente di cui ne vediamo molto spesso alcune vignette sui giornali del nostro territorio. Questa è una delle attività di Enzo Marino che, ogni mese mette in “scena” al famoso Bar Sgambati, nel pressi di P.za Cirillo. Bar facente parte della vecchia Casoria del centro storico, in cui i nostri nonni si dilettavano in allegria passando quelle ore spensierate, di inizio ‘900, quando la vita e i giorni trascorrevano con più serenità, nonostante le condizioni disagiate del tempo, senza ulteriori pretese dalla vita, pur affannosa, ma senza velleità.
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20 SABRINA CIANI Un tema più che mai attuale, quello della guerra, reso ancor più avvincente dalla penna di un giornalista. Da un’esperienza vissuta sul campo, nasce il libro “La Siria con i miei occhi” . Un diario di guerra, un reportage scritto a quattro mani da Giovanni Abriola, e Giuseppe De Silva, pubblicato da Campanotto editore. Conoscere da vicino il dramma della guerra, nei suoi aspetti più feroci, dove l’odio e l’irrazionalità lasciano ampio spazio alla paura di morire, sono gli elementi che catturano il lettore. Le pagine scorrono veloci e concitate, proprio come l’incalzare del pericolo per ritrovarsi catapultati in uno scenario di villaggi devastati, bambini innocenti, ospedali ricavati con mezzi di fortuna e il desiderio di lasciare il paese straniero per tornare in Italia. Giovanni Abriola, originario di Casoria, oggi vive e lavora a Udine, ha compiuto diverse missioni umanitarie e tutte con lo stesso fine: documentare e testimoniare le brutture dei paesi in guerra, aiutare le popolazioni e soprattutto ridestare le coscienze dal silenzio. Quanto è stupido sprecare le bellezze della vita! Il pragmatico Giuseppe De Silva, ha fedelmente trascritto le emozioni del suo compagno di avventura, quasi a voler far diventare la memoria storia. Come nasce il suo incontro con Giovanni Abriola? Nei primi anni ‘80 Giovanni era il presidente del Comitato Amici dell’Uganda ed aveva una sede nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Casoria, grazie a don Mauro Zurro. Quando si tratta di aiutare il prossimo, don Mauro è sempre presente. Lo incontrai con alcuni amici: volevamo darci da fare per aiutare i poveri. Giovanni ci fece andare e venire per una settimana, voleva accertarsi che fossimo determinati. Noi non abbiamo mollato e abbiamo cominciato. Da lì è nata un’amicizia solida che ci ha portato a fare tante cose insieme. Abbiamo raccolto fondi, derrate, organizzato manifestazioni. Ricordo che una volta abbiamo coinvolto tutte le scuole di Casoria; i bambini scrissero a Gorbaciov, Reagan e a Giovanni Paolo II chiedendo la pace. Volevamo recapitare ai grandi della terra un’opera a forma di busta da lettera ma di tre metri per due con dentro tutti gi scritti dei
Quel viaggio che ti cambia la vita Unica tappa: fare la cosa giusta, conoscere le verità, e raccontarle bambini. Quell’opera si apriva e diventava una stella con al centro una colomba con un ramoscello d’ulivo. Rispose per primo Gorbaciov, poi Reagan. Le ambasciate, compulsate da Giovanni, si mobilitarono per portare a Mosca e a Washington le opere e le lettere dei bambini. L’ambasciatore russo dell’epoca ci disse poi che quel “sei per tre” l’avevano messo da qualche parte al Cremlino ! Il Papa ci invitò a piazza san Pietro per la consegna ufficiale . Tutto questo è Giovanni Abriola! Esistono guerre lontane, quasi dimenticate. Qual è stato il suo approccio per la realizzazione del libro? Studio, interviste incrociate con colleghi esperti di Medio Oriente, approfondimenti, uno sguardo anche ai siti di contro informazione per non lasciare niente al caso e non “bere” soltanto quanto viene fuori dai canali ufficiali dell’informazione. E poi soprattutto, il confronto continuo con Giovanni che
aveva vissuto questa avventura incredibile, la ricerca continua del particolare nel suo racconto. E sulle guerre dimenticate: proprio questo è stato uno dei motori. Giovanni ed io abbiamo voluto scrivere questo libro perché esistono le guerre dimenticate; quella in Siria è una di queste. Il libro nasce un po’ per non dimenticare, attraverso la storia incredibile di Giovanni. Non credo che ci sia un altro in Italia ad aver fatto quello che ha fatto lui. Professione giornalista. Farebbe il reporter di guerra? È un aspetto affascinante della professione. I colleghi mi riconoscono un certo sangue freddo in situazioni difficili e questo potrebbe aiutare. Bisogna essere preparati non solo culturalmente essendo padroni degli strumenti professionali, ma anche fisicamente e psicologicamente. L’inviato di guerra non si inventa dall’oggi al domani. Ne ho conosciuti tanti che venivano ad insegnare giornalismo nella scuola che frequentavo come: Piero Marrazzo, Achille D’Amelia, Lucio Manisco. Ho seguito e conosciuto Enzo Nucci, napoletano grande inviato di Rai Africa come Genny Sangiuliano, vicedirettore del tg 1 e inviato di guerra in Kosovo. Ma tutto va fatto, secondo me, nei tempi giusti. Non credo di avere più l’età. Quand’ero più giovane ho fatto il cronista di nera, seguendo … qualche “guerra” di camorra. Il mio primo servizio per Canale 10, nel 1990 fu un omicidio a Villa Literno. Tre morti ammazzati in un’officina meccanica; arrivammo per primi – mera fortuna - . I cadaveri erano maciullati da sventagliate di mitra. Non è la stessa cosa, ma insomma, si “vedono”, se così si può dire, i morti ammazzati come in una guerra. Da allora ne ho visti anche altri. Forse troppi. Quando ha completato lo scritto, cosa ha provato? In verità ? Niente di particolare. La gioia vera l’ho vissuta mentre lavoravo ed è stato più emozionante ricostruire e vedere le parole che fruivano sulla pagina che mettere la parola fine. Certo, quando l’editore Campanotto, che ringrazio, ci ha comunicato che avrebbe pubblicato perché credeva nell’opera, un po’ di adrenalina e di endorfine sono andate in circolo.
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IDA PICCOLO Questa settimana per i nostri lettori riserviamo una lettura interessante di un giovane professionista che crede nello sport giovanile e nelle opportunità che offre il calcio. Quando comincia la sua carriera da infermiere professionista? “La mia professione inizia con il corso triennale per conseguire il diploma di Infermiere Professionale raggiunto nel lontano 1988 presso la Scuola per Infermieri Professionali di Frattamaggiore dove attraverso esperienze di reparto all’interno dell’ospedale San Giovanni di Dio ho costruito nei tre anni la mia passione per lavorare come infermiere, attualmente lavoro presso l’istituto Tumori di Napoli G.PASCALE dove ho’ costruito attraverso tecniche innovative ed esperienze tra i reparti dello stesso Istituto; ricordo che la mia prima esperienza lavorativa è stata dopo aver conseguito il diploma in Infermieristica al Policlinico Umberto Primo di Roma “ Università La Sapienza” dal 1989 al 1991 data in cui ho vinto il concorso presso l’istituto Tumori di Napoli iniziando così un lungo ed intenso percorso lavorativo e professionale”. Dove lavora attualmente? Come si intensifica questo lavoro unendosi anche allo sport? “L’associazione tra lavoro e lo sport e stata intrapresa circa venti anni fà essendo anch’io un ragazzo che ha vissuto lo sport come calciatore tra le fila
INTERVISTA A GIROLAMO CANCIELLO
della Società Frattese Calcio all’interno del settore giovanile della società nerostellata a cui riservo grande emozione e ricordi indelebili, il percorso con lo sport e nel mio caso il calcio giovanile è iniziato con la complicità di un carissimo amico fraterno Alessandro Pastore con cui condividiamo da anni progetti e programmi con il calcio giovanile e con grande passione oggi in veste di dirigenti organizzatori programmare le sorti e la crescita di tanti ragazzi atleti è della Scuola Calcio Luigi Vitale del presidente Carlo Parlato, del Direttore Nando Troise e del Diret-
tore Tecnico Salvatore Amato”. Mi racconta qualche suo aneddoto? “Gli aneddoti più importanti e che ricordo con maggiore emozione sono senza alcun dubbio l’aver ridato vita a tre ragazzi attraverso semplici e basilari manovre rianimative durante gare calcistiche dove la presenza di personale attrezzato e preparato dovrebbe essere basilare e prioritario ad ogni cosa, la cosa che mi inorgoglisce di più e la grande attenzione che attraverso anche l’intero direttivo della Luigi Vitale ubicata al centro sportivo Nuova Audax di Casoria che hanno verso l’aspetto cautelativo e della sicurezza per salvaguardare l’incolumità dei propri atleti tesserati e dei ragazzi ospiti verso che si accingono presso la nostra struttura sportiva, ricordo inoltre che la Società Luigi Vitale è munita di Defibrillatore come prevedono le leggi vigenti e che ci impone la Figc”. Cosa cambierebbe e quali sono le sue intenzioni? “In tutti i modi si stà cercando di cambiare e soprattutto inculcare e trasmettere sane e giusta cultura sportiva non solo ai ragazzi atleti, ma soprattutto a noi addetti ai lavori e genitori in modo da dover condividere in futuro giornate sportive supportate da correttezza, lealtà e linearità comportamentale, aspetti che migliorerebbero senza ombra di dubbio il prossimo futuro del settore giovanile non solo nella nostra amata Campania”.
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CUORE AZZURRO
E’ il titolo di una delle più belle canzoni dei Pooh ed è anche il titolo della trasmissione condotta da Gaetano Buonomo negli studi casertani di Italiamia sulla frequenza digitale canale 274, in diretta televisiva il lunedì alle 19.30 con repliche il martedì ed il mercoledì alle 7.30 del mattino. Arrichisce la trasmissione tutta incentrata sul calcio Napoli la bella voce e la bella presenza di Monica Pignataro. Ospiti fissi della trasmissione sono il giovane giornalista Alessandro Laurenza, l’ex calciatore Stefano Imparato, titolare del Centro Sportivo e scuola calcio “Terra di Lavoro” a Marcianise, il procuratore Avv. Pietro Cassandro, l’Avv. Nicola Fontanella, il Presidente del Comitato Provinciale di Caserta della FIGC, Gerardo Trombetta, il Prof. Bruno Nobili, Primario della Cattedra di Pediatria alla SUN, il direttore della testata Casoriadue, Nando Troise.
Augurissimi
Congratulazioni alla Dott.ssa Rosanna Cerbone, che ha conseguito la Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane. Ti auguriamo che questo 110 e lode sia solo l’introduzione della tua vita, ci saranno ancora tantissimi successi da scrivere. Attendiamo di sfoglire le altre pagine. Auguri per un futuro radioso. Ad Majora. I tuoi genitori Alberto e Rosaria
Passato non remoto Ho dimenticato quello che ho fatto per te sperando che tu non l’abbia scordato mai, perché la sincerità fugge più della felicità lungo il sentiero delle mani, lungo il cielo che abbiamo già sfiorato insieme. Abbiamo avuto strane storie dove per il nostro sentire non meritato abbiamo chiesto pure scusa poi abbiamo capito che la bellezza è un dono, non un fastidio. E bello sei tu coi tuoi occhi disillusi e la tua pelle dolcemente flemmatica che mi schiaccia anche il cuore per poi farsi fuoco di desiderio e rendermi l’antica mela. Ho toccato la tua figura tremante. Tremo anch’io. Il passato è una città di detriti attenti che ci circonda ancora, ma se ci sei sarai presente, sei già nettare del futuro, troveremo l’assurdo modo di sceglierci nonostante tutto, ogni ora. Emilia Sensale
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