DOMENICA 18 GIUGNO 2017
Settimanale di Informazione
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ANNO XVI - N° 25 - DOMENICA 18 GIUGNO 2017
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Editoriale di Nando Troise
PASQUALE FUCCIO...
Pasquale Fuccio ha l’aria della brava persona e del serio professionista: proprio contro il suo predecessore, una parte del PD, la sinistra e gli altri hanno avuto un ostracismo feroce: Pasquale disse, al suo insediamento, che avrebbe forgiato il Comune della rinascita. Fino ad ora non c’è riuscito. Da sempre si discute se siano i Sindaci a fare grandi le Amministrazioni o se, viceversa, siano gli Assessori, tutti, scelti dai partiti, a decretare il successo dei Sindaci. Questione controversa ed ancora irrisolta. Nel caso di Pasquale, meriti e fortune, certo non si sono bilanciati. Adesso Fuccio è in una situazione particolare. E’ componente importante anche a livello nazionale del Partito Democratico. Adesso gli tocca governare la truppa e doverne svegliare gli stimoli senza poter usare il sistema più convincente: il comando di chi può disporre, nel bene e nel male, dei destini dei suoi amministrati. Non c’è posizione più pericolosa o a rischio, in un governo cittadino, dei mandati a termine e, questa Amministrazione, a metà del 2021, dovrà andarsene. I dipendenti pubblici sono brave persone, per definizione, ma tendono a disubbidire al papà – padrone quando questi non ha
lo scettro del comando. L’Amministrazione Comunale, presieduta dal Sindaco avv. Pasquale Fuccio dovrebbe e potrebbe cominciare dai Dirigenti di Settore……. E proprio ai Dirigenti andrebbe chiesto un’azione correttiva tesa al contenimento del flusso di spesa finora erogato dall’Ente, provvedendo alle spese obbligatorie da contratti già assunti, spese per il personale, per disposizioni di legge, spese dovute a necessità e urgenza che attendono motivi di sicurezza alle persone e spese istituzionali per l’ordinario funzionamento dell’Ente. Il Comune dovrà rivedere le spese ordinarie cioè il verde, le isole pedonali, gli scuolabus, mensa, convitto e semiconvitto, attività culturali, attività sportive, contributi alle persone meno abbienti, assistenza anziani, assistenza handicappati. Il Comune è ancora legato al rispetto del patto di stabilità della Legge Finanziaria. I mancati trasferimenti dello Stato sono legati allo sforamento dello stesso patto di stabilità, ne conseguono responsabilità dirette così come ha relazionato l’ispezione del MEF e l’invito a dedurre della Procura Contabile della Corte dei Conti. continua a pag. 4
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Stiamo assistendo a un attacco continuo nei confronti di “Casoria Ambiente”; chi scrive ha sempre sostenuto sin dai suoi primi giorni il fallimento annunciato di questa azienda, definendola un pasticciaccio brutto. Questa Azienda ed i suoi politicizzati Consigli di Amministrazione avrebbe dovuto riorganizzare il Settore della Nettezza Urbana. Invece…… Per non parlare della confusione creata intorno alla possibilità di privatizzare con una Multiservizi le Politiche Sociali. Stanno pensando ad una società mista che dovrebbe riguardare il servizio giardini compreso il sistema di irrigazione elettronica del manto erboso dello Stadio San Mauro, chiuso tantissimi anni fa e riaperto dalla Commissione Prefettizia l’8 novembre del 2015. Il finanziamento deliberato dalla Regione Campania per consentire di utilizzare lo Stadio per le Universiadi 2019 impone lavori di messa in sicurezza, attrezzare gli spogliatoi per eventi internazionali e rifacimento del manto erboso. Entro gennaio 2019 dovrà essere tutto pronto. Tra il vecchio ed il nuovo, tra Pasquale Fuccio e chi, tanti, poverini, vorrebbero raccogliere un’eredità pesante e debitoria. Pasquale Fuccio ha promesso, in campagna elettorale, di voler debellare un modello superato, quello – per intenderci esaltazione di un periodo, quello democristiano e socialista che, tutto sommato, ha procurato tantissimi guasti. A Casoria, purtroppo, colpa anche delle parrocchie e delle sagrestie, si recita da sessanta anni un copione prefissato che fa parte di un modo miope, o idiota, di interpretare le esigenze, i bisogni e le attese delle persone. La Casoria di Raimondo Paone non era avara di benessere. Oggi, invece, su questa Città, Magistratura e Forze dell’Ordine stanno approfondendo decine di indagini: le aree dismesse, le lottizzazioni convenzionate e le concessioni edilizie sono un capitolo amaro di questa Città.
DOMENICO BORRIELLO
Casoria è ufficialmente città olimpica Era il 1959 quando Torino e l’Italia ospitarono la prima edizione di una manifestazione molto simile alle Olimpiadi, diversa dalla rassegna a cinque cerchi per un solo motivo: gli atleti erano tutti iscritti all’università. 58 anni fa, infatti, nacquero ufficialmente le Universiadi o, se preferite, i “Giochi Olimpici Universitari”. La prima edizione, in realtà, avrebbe dovuto svolgersi a Roma, che nel frattempo si stava preparando alle Olimpiadi del 1960. Ma un piccolo rallentamento nei lavori per la costruzione delle strutture fece cambiare i programmi dell’organizzazione che spostò l’evento nel capoluogo piemontese, che poteva contare sulle strutture già pronte per le celebrazioni del centesimo anniversario dell’Unità d’Italia, celebrato ovviamente nel 1961. Per le Universiadi si decise di adottare di norma una formato biennale, con l’edizione estiva celebrata negli anni dispari e quella invernale negli anni pari. Tuttavia a cavallo tra il 1967 e il 1973 il formato biennale divenne triennale, facendo così coincidere l’edizione estiva del 1970 con quella invernale dello stesso anno, salvo poi ripristinare il vecchio formato biennale. L’Italia ha avuto l’onore di ospitare le Universiadi estive ben 4 volte: dopo l’edizione pilota del 1959 tenutasi a Torino fu ancora una volta il capoluogo piemontese ad ospitare la rassegna nel 1970, mentre 5 anni dopo fu la Capitale d’Italia ad accogliere gli atleti universitari da tutto il mondo. Dopo un digiuno di 22 anni, nel 1997 le Universiadi tornarono in Italia, “rotolando verso Sud” nella meravigliosa isola di Sicilia. Nel 2019 saranno ancora una volta 22 gli anni di distacco dall’ultima volta che il Bel Paese ha accolto la rassegna universitaria e questa volta sarà Napoli, insieme alla Campania, a rompere il digiuno. Il capoluogo campano ha ricevuto l’onore e l’onere dell’organizzazione lo scorso anno, quando dopo la defezione di Brasilia il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha fiutato la ghiotta opportunità e ha candidato Napoli ad ospitare un evento di caratura mondiale, non commettendo così l’incredibile errore della grillina Virgina Raggi che, per questioni meramente politiche, ha condannato Roma ad uscire fuori dalla corsa per i Giochi Olimpici del 2024, cancellando così un’opportunità di crescita e riqualificazione. Eventi come questo, infatti, sono un vero e proprio toccasana per le città interessate e anche se le Universiadi sono un “evento minore” rispetto ai Giochi Olimpici, porteranno a Napoli e alla Campania un’incredibile occasione di riscatto e sviluppo. Proprio per questo su CasoriaDue, nell’estate del 2016, parlavamo delle potenzialità di Casoria in merito all’evento, spingendo per la candidatura della nostra città a “sub-sede” della rassegna. A distanza di un anno possiamo dire, con soddisfazione, che l’appello è stato accolto e che Casoria, tra due anni, diventerà città olimpica. La nostra città ha infatti ottenuto i fondi per la riqualificazione dello Stadio San Mauro e del complesso sportivo Palacasoria, quindi della piscina e del palazzetto comunale. Questo consentirà a Casoria di ospitare diversi eventi delle Universiadi, dando alla città la visibilità e la svolta che merita, e soprattutto permetterà il recupero e lo sviluppo delle strutture cittadine. “Sulla base delle risultanze degli incontri tenuti con i rappresentanti del board internazionale delle Universiadi nei mesi di gennaio e febbraio scorso, sono state avviate le attività di progettazione per le strutture sportive e trasmessi all’Agenzia Regionale per le Universiadi i progetti preliminari di riqualificazione del Palazzetto dello Sport, della Piscina Comunale e dello stadio San Mauro. Detti progetti, redatti dal Comune di Casoria, hanno superato la fase istruttoria con parere favorevole e sono stati finanziati. Gli impianti sportivi dovranno essere ora consegnati completi e conformi entro gennaio 2019. È chiaro che su questa Amministrazione ricade sia l’onore del risultato raggiunto che l’onere delle riuscita dei progetti messi in campo” è stato il commento del Sindaco Pasquale Fuccio, che ha espresso piena soddisfazione per il risultato e promesso il massimo impegno per la riuscita di questo storico evento. La sfida infatti è appena cominciata, perché il processo di riqualificazione non dovrà riguardare soltanto le strutture interessate, ma l’intera città. Casoria ha due anni per prepararsi al meglio a questo grandissimo evento, un’opportunità da non perdere. Sarà bellissimo vedere la fiaccola olimpica passare per Casoria durante il suo tragitto verso lo Stadio San Paolo di Napoli per la cerimonia di apertura delle Universiadi 2019. Ora, tutti insieme, dimostriamo di essere all’altezza del grande compito che ci è stato affidato. Ambizione dev’essere la parola principe del dizionario casoriano, perché in fin dei conti è proprio il motto olimpico a ricordarci che non bisogna porsi limiti. Più veloce, più in alto, più forte!
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ANTONIO BOTTA Nella sala teatro dell’istituto “Maria Cristina Brando”, l’otto giugno scorso, nell’ambito della rassegna culturale “Appuntamenti col libro”, è stato presentato il testo della giornalista e scrittrice Fiorella Franchini dal titolo “Korallion”, ed. Kairos. L’ evento, promosso dall’associazione culturale “Clarae Musae”, in collaborazione con il settimanale “Casoriadue”, è risultato interessante anche sul piano storico, grazie all’intervento del professor Emilio Verze, archeologo. Ha introdotto il Direttore di Casoriadue Nando Troise, il quale dopo aver salutato i convenuti, tra cui il prof. Gambuti, la scrittrice G. Campece , il prof. F. Iorio, lo scrittore e poeta F. Gemito e suor Giocondina, Dirigente dell’I. P. Brando, ha posto in rilievo che “la storia narrata nel libro è ambientata nella Napoli antica, precisamente nei campi flegrei, cogliendo l’occasione, al riguardo, per porre in rilievo il suo impegno per la valorizzazione della storia locale, concretizzatosi, in particolare, con la creazione, 20 anni fa, dei concorsi letterari “P. Ludovico da Casoria, verso qualcosa di nuovo” e “Alla ricerca della memoria perduta”, il primo bandito per gli alunni delle scuole elementari e medie di Casoria e il secondo esteso agli studenti delle superiori. Ha aggiunto, inoltre, di ritenere “un falso storico” l’attribuzione del nome Casoria all’etimologia “Casa d’oro”, condividendo il pensiero dello storico Capasso che, nei suoi libri, ha fatto riferimento, invece, alla parola “Casuri”, ossia a case povere, capanne, poiché il primo nucleo abitato era costituito da abitazioni povere, casupole, capanne di paglia o di sagginali, molto probabilmente con base di pietra. Come sempre, di ottima fattura l’articolata, ampia e approfondita recensione della professoressa Vittoria Caso. La Presidente di “Clarae Musae” ha definito il romanzo “una storia d’amore e di morte che si perde nella notte dei tempi, fiaba dolce, delicata”, che immerge il lettore in sensazioni ed emozioni intense e attraverso la quale l’Autrice restituisce “alito vitale” a un mondo lontano descritto in maniera superba. Il racconto, collocato storicamente nel VI secolo A. C., prende avvio da una furiosa tempesta che spinge la nave greca Kore e l’etrusca Thana verso le coste dell’Opicia, antico nome della Campania. Qui, precisamente nei “Campi ardenti”, nelle
Presentato il libro di Fiorella Franchini “KORALLION”
SE GRANDE E’ L’AMORE… città di“Kyme( antico nome di Cuma) e Parthenope (antichissimo nome di Napoli), si susseguono una serie di avventure narrate, nella finzione letteraria, da un vecchio citaredo non vedente, i cui protagonisti sono il principe etrusco Rasna e Leucosia /Kiros, una bellissima fanciulla dal canto prodigioso, profondamente innamorati l’uno dell’altro. Inoltre, “vi prendono vita”, come ha rimarcato la Relatrice, “altri personaggi, figure (Artemone, Aniketos, Cimone, Thilaki…) le cui azioni imprimono al racconto “una vis” narrativa “che non conosce tregua”, poiché si compie un furto sacrilego che minaccia Parthenope (le spoglie di Parthenos) e il lettore si lascia avvincere da un ritmo narrativo agile con qualche sorprendente colpo di scena, in cui “la frequenza dei dialoghi” concorre a rendere oltremodo fruibile la lettura del libro. La professoressa Caso ha posto anche l’accento sulla forza dei sentimenti (oltre l’amore, il coraggio, l’odio, la bontà, la lealtà, l’invidia, la gelosia..) “che regolano i rapporti umani”, sottolineando
che soprattutto “Eros, dio dell’amore, sconvolge mente e cuore”, allo stesso modo in cui la collera delle altre divinità causa paurosi tremori della terra nei “campi ardenti”, eruzioni di fuoco, fumi e fragori violenti delle onde del mare, che si infrangono contro gli scogli. “Gli déi dominano sugli uomini”, come in ogni narrazione mitologica, ma l’epilogo della storia è struggente e straordinario per la verità che contiene: è per amore, quello vero, profondo, grande, esigente, che Leucosia compie una scelta coraggiosa di cui solo una donna che sa amare veramente è capace. No, non c’entrano gli déi né il fato nella sua decisione, ma solo la grandezza del suo amore. Ed è l’ amore di tal fatta che resta nel cuore del lettore alla fine della storia, suscitando viva commozione per come essa si conclude. Consiglio, dunque, di leggere caldamente il libro che, suddiviso in capitoli, ciascuno dei quali condensato in apertura da brevi massime o versi di filosofi e poeti, contiene una narrazione meravigliosa, nella quale il divino si mescola con l’umano e il quotidiano con lo straordinario, in una lotta antica e sempre attuale tra bene e male, gioia e dolore, menzogna e verità. Molto istruttivo l’intervento del prof. Verze, il quale, con il supporto di slide, ha illustrato, con dovizia di interessanti informazioni, il quadro storico – archeologico dell’area dove affondano le nostre radici e in cui Fiorella Franchini ha situato il racconto. Gradevole l’intermezzo canoro del giovane Francesco Mangia, che si è esibito interpretando due canzoni classiche napoletane. Nel suo intervento finale, l’Autrice ha ringraziato coloro che hanno presenziato all’incontro, mostrandosi particolarmente felice per la partecipazione di una rappresentanza di studenti dell’istituto scolastico “A. Torrente”; ha espresso, poi, parole di elogio per la recensione della prof.ssa Caso, aggiungendo alcune considerazioni personali sul romanzo, che lei ha definito “leggenda”. Da menzionare la lettura di qualche brano del libro ad opera delle giovani Gaia, Raffaella, Francesca e di due adulti, in rappresentanza di “Uniti per Casavatore”, “Casavatore segnala”, del periodico “Prospettive”, della PRO LOCO di Casavatore, che hanno sostenuto l’Evento. Da segnalare la presenza di Carmine Mondola con le sue vibrazioni grafiche e la Protezione civile “Le Aquile”.
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Hotel Business di Casoria: una solida realtà
Self-made man in Casoria, Rino Primitivo, mente “brianzola”, la crescita del suo Business Hotel, core napulitano: l’analisi lucida e sentita del territorio e del sociale di Casoria ma anche del territorio circostante e, poi il “core business” di un vero napoletano: la famiglia, figli in particolare, oggi titolari dell’attività. Rino, ad onor del vero, ha tutti i titoli giusti, una Laurea in Scienze del Turismo, per l’attività alberghiera che svolge, uno che viene da lontano. “Ho 48 anni e lavoro da 31 con tanta gavetta: ho cominciato con una lavanderia industriale per le Aziende e poi sono passato al settore alberghiero; dal 2006 ho anche gestito dei Villaggi Turistici in Calabria e in Sardegna; dopo con degli amici abbiamo aperto alcuni alberghi, anche il bowling, in società; poi ci siamo divisi e oggi gestiamo il Business Hotel, azienda familiare, con i miei figli Luigi e Marco”. Quando nasce il Business Hotel e quale è la sua peculiarità? “Il Business apre nel 2002, la grossa novità è il primo bar a Casoria non frequentato solo da uomini ma anche donne e famiglie nelle sue sale, siamo stati leader nel settore in questo campo, oggi sono in parecchi” Casoria e le sue industrie. “Finite le Aziende chimiche e siderurgiche sono rimaste delle aree morte ma si è puntato tutto sull’edilizia che, per un periodo, ha garantito il lavoro ad imprenditori ed operai poi, saturati gli spazi, finito il lavoro, è stata crisi anche in questo settore.
Oggi tra il 60 e il 70 per cento dei cittadini lavorano fuori dal Comune e resistono solo piccole realtà artigianali. Io non ho mai lavorato nel settore edile” Le difficoltà maggiori per la tua attività? “La situazione viaria, strade e velocità per esempio, e il contesto socio ambientale delle persone contano molto per un Albergo. Se c’è il degrado assoluto succede che alberghi di Caserta, a San Nicola La Strada, zona tranquilla e vicina al Centro Storico, attirino, a discapito delle nostre strutture, clienti che lavorano in zona da noi e si spostano lì: spesso basterebbe molto poco per ovviare a certe carenze”. Il turismo religioso a Casoria: una partita vinta, persa o non giocata? “Abbiamo tre Santi, una beata, tre basiliche, ma non credono nel settore.
Manca la cultura e molti, i più giovani, non sanno nemmeno dove è sepolto San Ludovico. Per il decollo ci vorrebbero dei circuiti turistici integrati e congiunti con realtà simili delle zone vicine, tipo San Gaetano Errico a Secondigliano; occorre, ovviamente un’organizzazione ma anche strutture ad hoc come parcheggi e percorsi stradali agevoli per gli ospiti, per standard di età avanzata, o salta tutto” Annuisce il figlio Luigi, con il fratello Marco, manager del Business Hotel. “Il turismo religioso si è perso di vista, ma non solo quello. A Casoria ci sono tante cose belle che sono completamente sconosciute che noi cerchiamo di valorizzare inserendole in un nostro giro turistico; parlo, oltre che dei Santi, del Museo di Arte Contemporanea di Antonio Manfredi ma anche del Te-
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atro Gelsomino della vicina Afragola che offre un cartellone teatrale notevole. Oggi l’unica realtà grossa di Casoria è Tufano che aiuta tantissimo la Città ed organizza anche degli eventi; è stata istituita una navetta della Ditta Leoncino che collega la Città con la Stazione Ferroviaria con fermate in punti strategici di Casoria per permettere ai turisti di visitarla e conoscere: mancano le informazioni minime e noi cerchiamo di ovviare in assenza di segnaletiche e mappe turistiche ”. L’attività del Business Hotel, comunque, procede molto bene, sembra. “Il periodo peggiore è stato quello della crisi della spazzatura a Napoli, ad oggi abbiamo recuperato l’80%; altre Aziende Alberghiere anche di meno”. Come vi aiuta Casoria? “Qui, rispetto alle grosse Città, i rapporti con la Pubblica Amministrazione sono semplici perché hai a che fare con persone tangibili che vedi, contatti e ci puoi tranquillamente interagire, noi li stimoliamo continuamente con richieste, tipo le mappe comunali, o
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suggerimenti. Capiamo che le difficoltà e i problemi sono tanti e aspettiamo fiduciosi che ci diano una mano come abbiamo fatto noi quando ci è stato richiesto di ospitare degli sfollati senza ancora essere pagati per gli ultimi tre anni” Il Business Hotel con quali idee affronta il mercato del futuro. “Noi già siamo nel futuro e le nostre idee le realizziamo giorno dopo giorno tutti insieme, compreso ovviamente mio padre che ci ha dato le basi per affrontare questo lavoro, e parlo anche di educazione, di serenità e di un sorriso vero nell’approccio con i clienti; l’accoglienza fa la differenza molto spesso e noi siamo sempre pronti all’evoluzione per essere competitivi sul mercato e collaborativi sul territorio”. Quale è il tipo di cliente standard del Business Hotel? “Non esiste un Cliente Standard; noi operiamo interfacciandoci col mondo a 360° sia a livello di ospiti che di realtà sociali e provenienza geografica perché nel nostro Hotel si parlano diverse lingue ed anche i menù sono molteplici per tutta la clientela.
Oggi ospitiamo i lavoratori di tante Aziende, molti dell’Area Industriale di Arzano e dell’Aereoporto, come pure gruppi di studenti e gruppi di turisti provenienti da Africa ed Australia; a tutti offriamo il massimo comfort e risposte e soluzioni personali a tutti i tipi di problemi, aiutandoli e indirizzandoli in tutte le necessità”. La Carta di Identità del Business Hotel. “Operiamo con 40 dipendenti, abbiamo 33 camere con comfort in tutti gli ambienti; inoltre abbiamo un bar fornitissimo che gestisce in prima persona mio fratello Marco, un barman d’eccezione, e un ristorante con menù mare, pesce fresco del nostro golfo di Napoli tutti i giorni, e menù terra con tipologie di carni in grado di soddisfare le esigenze sia degli ospiti italiani che stranieri; carta dei vini ottima” Per il dopo pranzo? “Anche per lo svago siamo attrezzati con serate particolari, anche a tema, musica live, karaoke e tante idee ancora che realizziamo costantemente, il tutto accompagnato da pasticceria e drink di ottima qualità” C’è dell’altro? “Certamente, organizziamo cerimonie sia nelle Sale dell’Albergo che esternamente: siamo attrezzati anche per il catering ed operiamo in spazi privati con un’organizzazione che prevede sia la fornitura di cibo che di attrezzature montate”. Sorride papà Rino. “La mia più grande soddisfazione? Aver dato gli stimoli giusti ai miei figli per garantire la continuità dell’Albergo e assicurare loro un futuro sicuro e tranquillo”. Hotel Business, decisamente, non chiacchiere ma una solida realtà.
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Il difficile mestiere del giornalista Intervista a Mimmo Falco Il racconto della realtà giornalistica dalla carta stampata alle frontiere del web
Mimmo Falco Vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania è stato intervistato dal direttore responsabile della testata Casoriadue Nando Troise in merito al difficile ruolo del giornalista ai giorni d’oggi. Scrivere per molti è una passione, un meraviglioso modo per esprimere se stessi, per altri un vero e proprio dovere civico e morale. E’ questo il caso di coloro che scelgono di intraprendere l’avventuroso mestiere di “giornalista”. Essere giornalisti al giorno d’oggi è, infatti, una vera e propria sfida perché ci si misura con la propria passione di ricercatori imparziali della verità, mossi da curiosità ed interesse per la realtà circostante con la necessità di informare e raccontare ciò che accade a chi legge e la pressione di dover rispondere ad un target predefinito di lettori, quelli ormai abituati a scorrere frettolosamente lo schermo di un tablet o del proprio cellulare per sbircia-
re, incuriositi ma non troppo, i titoloni impressionanti delle notizie più in voga sempre più scarne di contenuti. La platea lettrice si è dunque evoluta (o involuta?). Chiunque abbia una minima abilità col computer possiede il potere di scrivere la propria opinione e lo fa con una sempre maggiore semplicità (e senza censura alcuna) attraverso commenti sui social network, il tanto agognato pollice in su, aperture di blog e pubblicazioni di video dalle più colorate tematiche. Il lettore non si limita più ad assorbire passivamente quanto gli viene comunicato ma reagisce e interagisce con chi scrive. Si sentono tutti opinionisti saccenti di una società che però a stento conoscono perché poco approfondiscono. Non si ha più l’istinto di spingersi oltre la facciata di un titolo. Come se poi la quotidianità si potesse limitare e contenere tra le pericolose reti del web. Come reagisce il giornalista odierno a questa mutazione?
ORARIO CONTINUATO TUTTI I GIORNI
@SARTORIAITALIANAGRAY
Nell’era di internet questa figura professionale continuerà ad illuminare i lettori sui vari argomenti oppure si limiterà a collegare artisticamente i fatti, rendendoli a prova di social? I due colleghi veterani del settore giornalistico hanno dibattuto su svariate questioni durante l’intervista andata in onda su Campania felix (tv dgt 613 e 694). Tra le tante, quella del ruolo e delle responsabilità del direttore di un giornale e della differenza di controllo che egli esercita o può esercitare, distinguendo tra giornale cartaceo (dove il controllo è ferreo e rigoroso) e testate online, più complicate da controllare poiché basta un clic e in un secondo si è già letti da tutti. La piaga della collocazione occupazionale dei giovani nelle redazioni, con annesse differenze/discriminazioni tra nord e sud, e il ruolo delle donne, per non parlare poi del precariato e delle retribuzioni irregolari (se non addirittu-
DOMENICA MATTINA APERTI
@SARTORIAITALIANANAPOLI
SARTORIAITALIANA
DOMENICA 18 GIUGNO 2017 ra inesistenti) ha rappresentato un altro argomento caldo. Il problema sarebbe la presenza di troppe testate giornalistiche, poche di vero riferimento nazionale e, quindi, la difficile collocabilità di personale, dovuta anche alla presenza di pochi editori disposti a scommettere sul mezzogiorno, Si è parlato, poi, del ruolo del giornalista “scomodo” colui che spesso e malvolentieri è costretto a subire minacce per il sol fatto di raccontare la verità (si pensi alle numerose vittime della malavita), vittime mal tutelate dal continuo lavorio di chi tenta di delegittimare l’informazione spogliando di credibilità la notizia. Si è anche e più volte riaffermata la necessità sempre più incombente di conquistare una legge regionale sull’editoria locale, affinché gli stessi giovani possano emergere meritocraticamente in questo settore, quello giornalistico, così meraviglioso “ con il giornalismo si compie il miracolo di dare voce a chi non ha voce” eppure così calpestato. Il confronto ricco di proposte si è concluso facendo un bilancio generale guardando a quelle che sono le classifiche di vendite delle maggiori testate del nostro paese. Si è inevitabilmente ricaduti a fare il confronto tra realtà di carta e realtà cibernetica. Si è spiegato così il calo di vendite di alcuni giornali che, facendo
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resistere la propria identità cartacea, si scontra con realtà locali e sociali che si rivelano economicamente svantaggiate rispetto ad una più agevole fruibilità della notizia in rete ( immediatezza e costo zero sono le principali motivazioni di suddetta preferenza). Insomma i tempi cambiano e con essi anche certi mestieri. Occorre continuare a battersi affinché si faccia la giusta differenza tra comunicazione ed informazione. Tutti sono capaci di comunicare ma soltanto il giornalista può informare e deve farlo rispettando regole deontologiche che mal sopportano le nuove tecnologie. A queste ultime il pregio del far giungere
la notizia a tutti in tempo reale ma la crudele accusa di svuotare la stessa di importanza e contenuto cannibalizzandola. Il giornalista odierno deve curarsi della verità, che non sia mai abbandonata per essere i primi sul pezzo. La tempestività conta, e pure tanto, ma non sia mai a discapito della veridicità e della precisione dei fatti. Il giornalista sia capace di sfruttare i nuovi strumenti di comunicazione per arricchire il proprio nobile mestiere e lavori affinché nasca una fiorente sinergia tra gli stessi. Una sana via potrebbe essere la sensibilizzazione in età scolare al concetto di informazione. Partire dalle radici per non far disperdere le radici stesse.
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MAES S.r.l. è un’azienda dinamica, specializzata nella raccolta, nel trasporto e nel recupero dei rottami metallici. La Società è stata fondata dal Sig. Giovanni Esposito, presente nel settore da circa trent’anni; l’esperienza acquisita nel tempo e la serietà commerciale hanno portato la società a consolidarsi e migliorare la posizione sul mercato. La MAES S.R.L., attualmente, offre una molteplicità di servizi nell’ambito della propria attività:
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ROSA BERTENNI
Pasquale Pugliese: “Per migliorare, occorre cambiare marcia”
A distanza di un anno dalla candidatura alle elezioni come Sindaco di Casoria, l’attuale Consigliere Comunale Pasquale Pugliese fa un bilancio sull’andamento gestionale della città, consigliando nuove strade da intraprendere per migliorare la vivibilità, a livello lavorativo e non. Come potrebbe, secondo lei, migliorare Casoria, rendendo partecipe anche la parte periferica della città? “Il governo della città spetta al neo Sindaco Pasquale Fuccio uscito vincitore dalle urne circa un anno fa. Spetta a lui migliorare la vivibilità ed i servizi per i nostri concittadini. Possiamo certamente affermare che la così tanto annunciata e per nulla praticata “rivoluzione di normalità” del Sindaco Fuccio si è ridotta ad una vera e propria involuzione, aggravata da miopia politica e programmatica. “La scelta di Manager e l’attribuzione della funzione dei compiti si è ridotta ad una mera lista della spesa. Nella giunta sono scelti i professionisti del settore privato, che nulla hanno a che vedere con la pubblica amministrazione. Nel controllo di gestione viene nominato l’ex assessore di Casavatore, recentemente sciolta per presunte infiltrazioni della criminalità organizzata. Violata la legge sulla parità di genere per le nomine negli organismi pubblici a tre componenti. Per non parlare di Casoria Ambiente: abbiamo accertato che è il vero bancomat della politica. Distribuisce contributi e sponsorizzazioni, Pagano pranzi e pernottamenti, manifestazioni ed eventi, tutto in violazione delle leggi. conferisce poi incarichi e consulenze senza fare avvisi pubblici molto spesso a collaboratori e parenti di politici locali. Tagliano i costi di una società già in affanno anziché preoccuparsi di un inefficiente e inefficace sistema di accertamento e riscossione dei tributi, considerato il fatto che solo il 36% dei contribuenti paga la TARI. Per non parlare dell’ultimo spot pubbli-
citario del sindaco: Casoria agli immigrati e casoriani disoccupati. Aderisce ai progetti SPRAR per l’accoglienza agli immigrati che vanno a lavorare in Casoria Ambiente e non si preoccupa dei tanti disoccupati della città. Poteva aderire al programma “garanzia giovani” o quello ricollocami. La gara SPRAR sull’accoglienza immigrati che costa ai cittadini di Casoria un 1.127.088€ viene pubblicata con “barriere d’ingresso”, in violazione delle direttive dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e in contrasto con il decreto ministeriale e, solo dopo le nostre osservazioni, viene sospeso e poi prorogato in maniera irregolare. Stessa cosa per il bando sugli asilo nido: pubblicato, sospeso e prorogato. In ogni caso noi faremo la nostra parte. A noi compete il controllo degli atti amministrativi e saremo propositivi come sempre abbiamo fatto. Ma sinceramente con questa squadra di governo difficilmente usciranno dal tunnel”. Lei è Presidente della Commissione Controllo, qual è il vostro resoconto a distanza di un anno? “Gli atti presentati sono frutto di improvvisazione e incapacità gestionale. L’ufficio di accertamento e riscossione
dei tributi è inefficace ed inefficiente e solo il 37% paga le tasse, ma i dirigenti vengono comunque valutati al 100% per il raggiungimento degli obiettivi. I fitti attivi non vengono riscossi per il patrimonio immobiliare e per gli affidamenti (vedi Pala-Casoria) per segreti e omertà non si riscuotono i canoni di locazione. Il Bilancio approvato dal consiglio comunale è nullo perché è manchevole di elementi essenziali e non rispetta i principi contabili di attendibilità, coerenza, congruità e prudenza e le entrate non sono congrue rispetto agli obbiettivi programmati visto che si basa su somme da recuperare. Perdono i finanziamenti regionali come quello del progetto via dei santi che è stato bocciato già tre mesi fa dalla Regione Campania. Nulla viene fatto per recuperare i fondi europei. Gravissimo il parere dell’avvocatura comunale: che significa per i debiti fuori bilancio pari a 1.150.000 euro sta provvedendo direttamente l’amministrazione comunale a contattare i creditori? Chi sta provvedendo, il Sindaco? L’assessore all’avvocatura? È illegale entrare nella gestione! Per il Pala-Casoria nulla viene fatto per recuperare i canoni di locazione arretrati. si taglia il costo di Casoria ambiente e del semiconvitto e si dà una consulenza di 5000 euro a un noto avvocato vicino al Sindaco? Possiamo affermare che a distanza di un anno stanno facendo peggio di chi li ha preceduti. Per cercare di aiutare i giovani nel mondo del lavoro, avete pensato a qualche progetto che possa includerli? Oltre ai bandi per i concorsi civili, che purtroppo contano di pochi posti. “Occorre cambiare marcia. Sono stato candidato Sindaco e nel nostro programma al primo punto c’era il lavoro. Consiglio a Fuccio di prender spunto dalle nostre idee di città e se attuasse solo il 30% si salverebbe dal giudizio dell’opinione pubblica che attualmente sta classificando come la peggiore amministrazione degli ultimi anni”.
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Il Napoli imposta la preparazione per la Champions: un’amichevole a settimana fino a Ferragosto Sarri studia come evitare la falsa partenza, bisogna acquisire presto il ritmo-partita
Sarri è in vacanza ma la testa va alla prossima stagione. I contatti con Giuntoli sono frequenti, per capire che squadra avrà a disposizione a partire dal ritiro di Dimaro. La conferma di Reina e Ghoulam e l’acquisto di Berenguer, visionato anche dal suo osservatore personale, sono le richieste concrete compiute dall’allenatore del Napoli che riflette soprattutto sul lavoro, da sempre considerato lo strumento per arrivare al successo. La falsa partenza è una minaccia sull’avventura delle squadre di Sarri, nella sua prima stagione a Napoli ha rappresentato i momenti più difficili, prima del passaggio al 4-3-3 e della partita-svolta vinta 5-0 contro il Club Brugge. Lo scorso campionato è iniziato con tante nubi: il primo tempo di Pescara metteva in mostra una squadra condizionata dal fantasma Higuain e dalle difficoltà di Gabbiadini ad entrare in armonia con lo spartito proposto da Sarri. La rimonta nella ripresa, lo sguardo di sfida di Mertens alla panchina, i primi entusiasmanti movimenti di Milik e lo stop dell’arbitro Giacomelli al possibile 2-3 rappresentarono le basi dell’entusiasmo, della speranza che le difficoltà del primo tempo fossero una nuvola di passaggio su una squadra che doveva ritrovare la serenità dopo il traumatico addio del Pipita. Stavolta il Napoli deve cambiare i ritmi della preparazione, lavorare per portare il collettivo ad una condizione atletica ottimale sin dalla prima parti-
ta. Il 15 o il 16 Agosto, a pochi giorni dall’inizio del campionato, il Napoli non può regalare partenze stentate, deve esprimersi al meglio nella gara d’andata del play-off di Champions League. La novità rispetto agli anni scorsi è che ci saranno più partite, Sarri ha in mente un percorso per portare il gruppo ad essere in forma alzando sempre di più il livello degli avversari. Le amichevoli durante il ritiro saranno quattro, due a Dimaro e due al “Briamasco” di Trento. S’inizierà con il consueto test contro la rappresentativa locale, poi gli altri appuntamenti contro realtà di Lega Pro e serie B che sostengono la preparazione nelle vicinanze. L’ultimo test prima di rientrare a Castelvolturno potrebbe essere sostenuto contro una realtà di serie A, il Genoa, che andrà in ritiro in Austria. Poco dopo il rientro in Campania, il
Napoli poi si recherà a Monaco di Baviera per l’Audi Cup contro Liverpool, Bayern Monaco e Atletico Madrid per poi trasferirsi in Inghilterra una settimana dopo e affrontare così l’ultima amichevole prima della doppia sfida che può valere una stagione. De Laurentiis è a Los Angeles, rientrerà in Italia a fine mese, nel frattempo da lontano monitora la trattativa per Berenguer, la più concreta nei movimenti in entrata per il Napoli. Riguardo agli esterni bassi, si lavora per definire le situazioni di Strinic, Maggio e Ghoulam, con cui si tratta per il rinnovo del contratto. La svolta del mercato azzurro è il caso Reina, il Napoli ha comunicato all’agente Quillon che non svincolerà il portiere spagnolo ed è in attesa di capire l’evoluzione della vicenda per delineare le sue strategie. Handanovic ha il contratto in scadenza nel 2019, guadagna quanto Reina, vorrebbe giocare la Champions, è un’idea sul tavolo del direttore sportivo Giuntoli. Il portiere sloveno è una pista affascinante, complicata ma non impossibile soprattutto se l’Inter dovesse decidere di puntare su giovani estremi difensori di livello come per esempio Skorupski. Neto e Leno sono altre idee concrete ma entrambi non convincono Sarri nella veste di sostituti di Reina, Cragno dovrebbe restare da titolare al Cagliari, una volta esercitato il controriscatto mentre Meret è la pista, nel ruolo del portiere di prospettiva, da affiancare a Reina o addirittura da lasciare in prestito altrove.
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EMILIA SENSALE Basterebbe una semplice ricerca sul web per rendersi conto della crescita esponenziale di piattaforme di ogni tipo, blog in particolare, dove si parla di cibo con ricette, recensioni, fotografie, video e molto altro. L’alimentazione in ogni suo aspetto, tuttavia, non è un argomento semplice come si potrebbe pensare. Non tutti se ne rendono conto, ma bisogna prepararsi a lungo e con passione non solo per operare ai fornelli ma anche per poter parlare di quel piatto che è stato preparato e soprattutto della qualità e delle caratteristiche dei prodotti che sono stati usati. È sufficiente fermarsi a riflettere per comprendere la quantità di passaggi e tipicità di ogni determinata realtà gastronomica che arriva sulle nostre tavole per capire quanto sia importante sicuramente la passione, ma anche come sia necessaria la volontà di esplorare un mondo ricco di gustose sfaccettature per una preparazione adeguata. Lo sa bene Laura Gambacorta, giornalista enogastronomica e assaggiatrice di olio. Come possiamo riconoscere un buon olio? “Fondamentalmente, il consiglio più semplice è di versarne un pochino in un bicchierino di plastica, quelli tipici da caffè, riscaldarlo con le mani e sentire se avvicinando il naso arrivano dei profumi che ricordano la campagna, il verde, le olive. Se questi profumi mancano, bisogna mettersi sul chi va là, se non sono gradevolissimi non ci sono molti dubbi. Al supermercato, al di sotto di otto euro è difficile che l’olio sia di qualità, evitare poi tassativamente le bottiglie di vetro trasparente poiché la luce è un grande nemico dell’olio e bisogna preferire contenitori scuri”. Cosa rappresenta per te il cibo? “Il cibo per me è una compagnia allegra nella mia vita. La mia passione è nata quando ho cominciato a viaggiare per diletto e per sport (ha praticato a li-
Laura Gambacorta: “Il cibo è un argomento serio e merita un approccio non superficiale” vello agonistico il tennistavolo per tanti anni, ndr), conoscendo così le specialità delle altre zone d’Italia e del mondo”. In che modo il cibo può diventare protagonista di un mestiere dove non si lavora ai fornelli ma ciò che viene cotto sugli stessi si fotografa e si descrive? “Io ho iniziato a scrivere per gioco e le circostanze mi hanno portato a un mestiere molto coinvolgente, che occupa molte ore delle mie giornate. Ed è la passione che spinge ad occuparsi
di food e poi a scrivere, a diffondere. Il cibo è un argomento che interessa tutti inevitabilmente, fa parte dell’esistenza, ma al di là del nutrirsi c’è tutto un mondo da scoprire sul cibo e scatta quella scintilla preziosa grazie alla quale si diffonde tutta la grande cultura sul food, a trecentosessanta gradi. Nel cibo per molti c’è un momento di piacere da condividere con le altre persone ed è ciò che cerco di ottenere con gli eventi che organizzo”. È inutile negarlo, molti si avvicinando all’argomento con una certa superficialità…. “L’aspetto positivo è il crescente interesse nei confronti del cibo. Rispetto a prima, infatti, c’è molta attenzione non solo tra chi scrive, c’è una cultura diversa e anche in una semplice spesa le persone sono più consapevoli dei prodotti che comprano e delle loro proprietà. Qualcuno però si avvicina al settore con un approccio professionale, altri per occupare il tempo e ciò quasi mai fa bene al settore. Lavorare sul cibo significa migliorare il discorso sull’alimentazione, significa aver passione sicuramente ma anche capacità nel diffondere notizie, a volte strettamente scientifiche e a volte più culturali, legate al food. Il food è un discorso serio, non bisogna avvicinarsi per gioco, come tanti altri argomenti merita un approccio non superficiale”. C’è un aneddoto particolare, un ricordo speciale, nella tua carriera? “Una delle prime interviste che ho fatto è stata quella a Mario Scaturchio, nome storico della pasticceria, scomparso qualche anno fa, per una rivista con cui collaboravo all’epoca. Il nostro fu un bel rapporto d’amicizia e nacque l’idea di scrivere un libro, ma non ho mai avuto modo di concretizzare la cosa. Conservo gli appunti, ho tutte le ricette di Scaturchio che lui volle affidare a me. Chissà, prima o poi lo farò…”.
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CARMEN PALUMBO
INTERVISTA AL GIORNALISTA SPORTIVO NELLO ODIERNA
notizia senza nessun tipo di fondamenQuesta settimana abbiamo parlato con to. il giornalista e conduttore televisivo Oltre al suo programma, sappiamo Nello Odierna, che ci ha raccontato in che si occupa anche di un premio che modo da anni porta avanti la sua destinato alle scuole calcio, può dirci professione sempre con la passione, che qualcosa in più? chi fa questo mestiere, deve avere. Da Si tratta del Gran Galà delle scuole ben sedici anni conduce il suo programcalcio,“ Cresciamo insieme”. ma “Ultra Zoom”, su Capri Event Tv, E’ un evento durante il quale, arrivache va in onda ogni venerdì sera alle 20 no tutte le scuole calcio da ogni parte e 30. Si tratta di un programma sportivo e ricevono un premio con che si interessa soprattutto del Napoli, ia regione ndella a p m a C e momenti di spettacolo, sport e solidama allo stesso tempo apre delle finestre n a Regio ll a a t a it rietà. Ogni anno la location cambia, anche su altre realtà. A lui abbiamo fatd e – Accr le a n io s quest’anno la manifestazione è stata to alcune domande in relazione al mons e f ne Pro io z a m r fatta a Sarno, all’Auditorium del centro do del giornalismo. o F i Scusiolaè dsviluppata la sua passione sociale. Oltre a questo premio, mi ocCome cupo anche dell’Oscar Campano, che per il giornalismo e cosa pensa del quest’anno è giunto alla quattordicerapporto tra carta stampata e web? sima edizione, dove vengono premiati In realtà io ho iniziato fin da subito con tutti i personaggi del mondo dello sport la radio e con la televisione, difficile dello spettacolo che si sono contradmente ho scritto qualcosa, nonostante distinti durante l’arco dell’anno. questo, penso che la carta stampata sia la base del giornalismo. cazione, ma è diventato devastante per Ringraziamo il giornalista Nello OdierPer quanto riguarda il web, rappresen- tantissimi motivi, perché non c’è più na per la sua disponibilità e per la sua ta sicuramente il futuro della comuni- controllo, chiunque può sparare una grande professionalità.
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Intervista a PIETRO BARATTA artista campano in bilico tra la passione per la musica e il fuoco dell poesia
Chi è Pietro Baratta? Un poeta amante di tutte le forme d’arte. Come nasce l’idea di realizzare Una Voce Per Scafati? Nasce dall’idea di rivalutare un territorio bistrattato quale è quello scafatese, ma non solo, quello del sud in genere, all’interno del quale si nascondono dei veri e propri talenti artistici, come tanti ragazzi che hanno partecipato al concorso canoro “Una voce per Scafati”. In quest’epoca discografica, musicale e televisiva, un festival, che supporta la musica emergente italiana e internazionale, ha ancora una forte utilità per gli artisti emergenti? Sicuramente, fa emergere gli artisti locali facendoli conoscere a tanta gente anche fuori dal proprio territorio di origine, e nel contempo gli artisti fanno esperienza live che è fondamentale per un giovane che vuole intraprendere questa strada. Che cosa significa essere Direttore Artistico di una manifestazione musicale? Seguire e coordinare un evento dalla nascita allo sviluppo, fino alla concretizzazione dello stesso. Dalla poesia alla musica il passo è breve, come si riesce a trasformare una
passione in un lavoro? E’ ancora presto e soprattutto difficile di poter parlare di lavoro, anche perché l’arte in genere non porta guadagni economici, tranne se non sei un artista o un addetto ai lavori di fama nazionale, ma è un privilegio che purtroppo spetta a pochi, di certo non a me. Quali sono i progetti che attualmente state portando avanti? E quali sono i vostri programmi per il futuro?
Il progetto imminente è quello di portare gli artisti del concorso “Una voce per Scafati” in tour per le piazze, locali, centri commerciali, ecc...ecc... e di conseguenza farli conoscere ad un pubblico più vasto. I miei programmi per il futuro sono la realizzazione di un nuovo libro di poesie e l’organizzazione di un nuovo concorso canoro che abbracci un bacino di utenza “artistica” ancora più ampio. Ne approfitto per fare un appello ai lettori di questo giornale, coloro che sono interessati a partecipare al prossimo concorso canoro possono contattare il numero telefonico: 3460348154 per tutte le info. Che cosa si impara nel lavorare con i giovani? Si impara innanzitutto a capire che i sogni continuano a vivere in noi nonostante l’età, le delusioni e le sconfitte che la vita inesorabilmente ci riserva….e tanto può bastare per continuare a lavorare cono loro. Un consiglio per chi vuole intraprendere questo mestiere? Passione ed amore incontaminati verso l’arte vissuta a 360 gradi e credere fermamente in ciò che si fa, perché se dettato dal cuore è sempre tutto fatto bene.
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BIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE
A cura della Dott.ssa Flavia Altieri, Biologo Nutrizionista
Artrosi ginocchio: si combatte con le fibre da frutta e cereali integrali Secondo quanto suggerisce una ricerca condotta presso la Boston University School of Medicine in Usa e pubblicata sugli Annals of the Rheumatic Diseases, mantenendo una dieta adeguata si può contrastare anche l’artrosi. Una dieta ricca di fibre (da frutta, verdura e cereali integrali) potrebbe, infatti, ridurre il rischio di artrosi del ginocchio, una condizione dolorosa che rende spesso difficile anche passeggiare o fare le scale. L’artrosi del ginocchio è una malattia degenerativa che interessa le cartilagini di femore e tibia. Vi ricordo brevemente che il femore è l’osso della coscia, mentre la tibia è una delle due ossa della gamba. All’interno dell’articolazione del ginocchio, le estremità ossee di femore e tibia sono rivestite da cartilagine; si tratta di uno speciale tessuto protettivo che diminuisce gli attriti evitando problemi di usura. Oltre alla cartilagine, partecipano alla riduzione degli attriti anche il liquido sinoviale, che bagna e nutre le cartilagini, e i menischi, mentre muscoli, legamenti, tendini ed altre strutture si preoccupano di stabilizzare l’intera articolazione du-
rante i movimenti. L’artrosi del ginocchio è quindi una malattia della cartilagine articolare di tibia e perone. A poco a poco questa cartilagine si consuma, fino ad esporre le ossa sottostanti. Il conseguente attrito crea un danno articolare, che tende inesorabilmente a peggiorare nel corso degli anni. Tutto ciò può finire per provocare dolore e menomare la funzionalità del ginocchio, limitando i movimenti. Ecco perché il trattamento deve essere precoce e mirato, in modo da limitare il più possibile le conseguenze della malattia. Quando la cartilagine viene danneggiata, l’aumento dell’attrito con il movimento provoca dolore ed infiammazione. L’articolazione cerca quindi di difendersi
aumentando la produzione di liquido sinoviale, che finisce però col provocare gonfiore del ginocchio limitandone i movimenti e causando dolore. Il lavoro in questione si basa sull’osservazione e analisi di due set distinti di dati: quelli dello studio ”Osteoarthritis Initiative (OAI)” che ha tracciato la salute di 5.000 persone con o a rischio di osteoartrite (artrosi) del ginocchio; separatamente i dati dello studio ‘Framingham Offspring cohort’, riguardante la salute di 1.200 adulti.Gli esperti hanno confrontato il consumo di fibre alimentari con i rischio di sviluppare sintomi di artrosi del ginocchio (dolore) e anche con la presenza della malattia confermata da una radiografia. E’ emerso che chi consuma una buona quantità di fibre ogni giorno ha un rischio inferiore del 30-61% di soffrire di dolore al ginocchio da artrosi. Le fibre potrebbero proteggere indirettamente da questo problema, per esempio grazie alla loro azione anti-infiammatoria e anche perché sono associate a minor pericolo di sovrappeso che è un noto fattore di rischio per i problemi articolari.
Svelati i segreti per mantenere il cervello sempre in forma! Con il passare degli anni, mantenere il proprio cervello sempre scattante, cercando di contrastare l’orologio biologico, può risultare difficile. Ma oggi, anche grazie a qualche accorgimento a tavola, e non solo, si può tentare. Qualche segreto? Li rivela Valter Longo, Direttore dell’Istituto di longevità della School of Gerontology presso l’University of Southern California di Los Angeles. Oggi il ruolo delle strategie alimentari nella terapia del morbo di Alzheimer e di altre forme di demenza è ancora poco indagato; lo scopo di queste strategie non è quello di curare l’Alzheimer, ma tentare di ritardare l’insorgenza di 5-10 anni. Si comincia con la dieta: Via libera con pesce, specie se ricco di omega 3, omega 6, e vitamina B12: sardine, salmone, pesce azzurro, almeno 3-4 volte alla settimana, crostacei e molluschi 1 volta a settimana. Assolutamente da evitare zuccheri e farine raffinati. Semaforo verde invece per vino rosso, olive, pecorino e feta. Poi la tazzina di caffè: dalle 3 o 4 al giorno potrebbero proteggere da forme di demenza come il morbo di Parkinson. Le funzioni cognitive inoltre migliorano, secondo gli studi, con il consumo di 30 ml di olio extravergine di cocco al giorno per l’azione protettiva degli acidi grassi a catena media. Passano
l’esame anche l’olio di oliva e la frutta a guscio. Da non trascurare l›apporto vitaminico, abbondare quindi in frutta e verdura, assolutamente importanti con le loro qualità neuroprotettive. Longo consiglia di inserire anche delle finestre di digiuno intermittente, le quali contribuiscono a rigenerare le cellule neurali. I potenziali benefici della dieta mima digiuno proposta da Longo (osservati sui topi e tuttora in corso di verifiche sull’uomo) sono: riduzione del 50% per il rischio di tumori, posticipazione dell’età potenzialmente a rischio di malattia e aumento del periodo di salute e aumento percentuale dei tumori benigni rispetto a quelli maligni. Inoltre, le persone che hanno già provato la dieta mima digiuno hanno riscontrato la riduzione ponderale fino a 2kg, buona parte dei quali imputabili al contenuto del tessuto adiposo viscerale, riduzione del marcatore flogistico ematico.PCR (indice di infiammazione) e riduzione pari al 50% del IGF 1, fattore di crescita insulino simile 1 stimolato dal GH. Riguardo all’attività fisica, si consiglia l’attività aerobica (camminate, corsa, cyclette, bike) che migliora le funzioni cognitive. Non meno importante l’aspetto della socialità: vivere relazioni intense e gratificanti, mantenendo un ruolo attivo in famiglia, aiuta a tenere attive le strutture cognitive.
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19 diana.santucci@hotmail.it
avv. diana santucci
Attuale e precedenti Amministrazioni: è necessario un cambiamento! Il periodico Nuova Dimensione ha pubblicato qualche settimana un intervento, commentato da Casoriadue, in cui evidenziava l’incapacità dell’attuale amministrazione comunale in merito alla cattiva gestione della macchina comunale, soffermandosi in particolare sui disservizi di Casoria Ambiente e sui mancati introiti per le casse comunali a causa delle precedenti amministrazioni. “L’ex Onorevole Polizio è stato qualche anno fa candidato Sindaco della Casa delle Libertà, entrando in Consiglio Comunale con molti compagni di viaggio senza far parte, allora, di quel modello imperfetto di governo casoriano guidato da Giosuè e da Tommaso. Ebbe l’idea in quell’epoca di creare il movimento politico “Federazione di Centro”, una Idea che si è realizzata da solo causa la scomparsa degli “opposti estremismi” e non certo perché gli è stata soffiata”. La figura politica di Polizio non è ben definita in quanto da un lato muove dure critiche sia all’attuale Amministrazione che alle precedenti, così come fatto nel n. 13 del 28/05/2017 del periodico Nuova Dimensione, mentre dall’altro condivide il percorso politico con coloro che, per il recente passato, hanno assunto im-
portanti incarichi istituzionali alla guida della Città, con risultati noti a tutti e che lo stesso Polizio denuncia. E sono dunque lecite le perplessità che sorgono. Analizzando le tante posizioni dei partiti del “Centro”, viene definito un “Un buon manifesto […] chiaro nell’esposizione dei fatti, preciso nella denuncia, concreto e conciso che, nonostante arrivi con un attimo di ritardo rispetto ai tempi, fotografa l’esatta dimensione del degrado che investe il tessuto urbano della Città. Ciò che, però, mi lascia pensare e, scusatemi, insospettire, è il pensiero di tutti questi uomini e donne componenti di quei partiti o movimenti che affermano che il Centro ha compiuto una coraggiosa rivoluzione culturale che è andata “oltre la destra e la sinistra” per entrare in sintonia con i problemi concreti bla bla bla……… e sconfiggere le vere anticaglie della vita politica cittadina. Una ammucchiata al Centro che ha fatto intendere che la vita politica del paese sia stata vissuta solo ed esclusivamente sulla contrapposizione tra la destra e la sinistra, e, per questo, si è ravvisata la necessità di un cambiamento. Da qui la nascita e la rivoluzione culturale del Centro”. Si leg-
ge la voglia di un cambiamento inteso come necessario. Dopo un breve excursus, dal dopo guerra e fino agli inizi degli anni 90, sul predominio dei partiti del cosiddetto “Arco Costituzionale” che andava dalla Democrazia Cristiana al Partito Socialista, caduto poi sotto i colpi della mannaia dei giudici del pool “Mani Pulite”, l’intervento analizza l’actio della Destra nel conquistarsi la fiducia degli elettori, che, grazie al consenso popolare, da movimento è diventata una forza politica, democratica e di Governo di cui tutti, indistintamente dovranno tenere conto. << “Molto probabilmente, però, la chiave di lettura di questa ammucchiata al Centro è ben altro e che sotto sotto nasconde il tentativo maldestro e mal sopito di quelle forze retrive del paese che continuano a coltivare l’idea velleitaria della deriva centrista, non perché tale, ma solo per resuscitare i metodi, i sistemi, i fantasmi della prima Repubblica. Infine, mi auguro che i partiti che si rivedono nei valori della Destra Sociale e Plurale sappiano rendersi conto che si può prevalere sugli avversari politici là dove si presenta unita e in taluni casi allargati a soggetti politici che ne hanno condiviso idee e programmi ”.
COMUNICATO STAMPA
Transnational Midterm Meeting, il Comune di Casoria premiato a Bruxelles
CASORIA, 14 giugno 2017 - Premio per la Comunicazione al Comune di Casoria nell’ambito del “Transnational Midterm meeting”, tenutosi dal 12 al 14 giugno a Bruxelles. Un appuntamento in cui le città fanno un primo bilancio delle attività svolte e di attuazione del Piano di Azione Locale, iniziative intraprese nell’ambito dell’Urbact III - “Sub>urban. Reinventing the fringe” -, che oltre Casoria vede coinvolte le città di Anversa (Belgio), Baia Mare (Romania), Barcellona (Spagna), Brno (Rep. Ceca), Casoria (Italia), Düsseldorf (Germania), Oslo (Norvegia), Solin (Croazia) e Vienna (Austria).
La città di Casoria ha illustrato le strategie individuate per i temi della riqualificazione urbana e le azioni sinora compiute, principalmente per il parco di via Michelangelo (ex area militare dismessa) e che nei prossimi mesi saranno ampliate ad altre zone della città. La città di Anversa (Lead partner), insieme al Segretariato dell’Unione Europea, hanno valutato quanto elaborato finora e gli apporti delle città al network ed hanno deciso di premiare la città di Casoria per la “Comunicazione” e la città di Dusseldorf per il “project management”. “Il premio assume un particolare valore ha dichiarato il sindaco Pasquale Fuccio
- in quanto rappresenta il riconoscimento della qualità del lavoro e del contributo della città di Casoria all’intero network Urbact III. Lo accogliamo con soddisfazione a ristoro degli sforzi e delle difficoltà ad agire in una condizione urbana ed amministrativa difficile; la partecipazione all’importante programma comunitario, con gli ottimi risultati che siamo riusciti a raggiungere, saranno di grandissima utilità per l’elaborazione di strategie di sviluppo e miglioramento della vivibilità urbana anche in vista del prossimo POR 2014-2020. Infine, un doveroso ringraziamento al gruppo di lavoro dei settori tecnici”.
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DOMENICA 18 GIUGNO 2017
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21 a cura dell’avv. Diana Santucci
L’AVVOCATO RISPONDE
Non conosco la provenienza del bene, si configura il reato di ricettazione? Attenzione a comprare o possedere beni di cui non si conosce bene l’origine o la provenienza. La Corte di Cassazione ha operato un giro di vite per quanto riguarda la ricettazione, precisando che la volontà di commettere il reato si può desumere anche dall’omessa e poco attendibile spiegazione dell’imputato riguardo alla provenienza dell’oggetto. Ai sensi dell’art. 648 cp commette il reato di ricettazione chiunque: “dei casi di concorso nel reato chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare”. Il caso di specie riguardava il possesso di un telefono cellulare, con l’imputato assolto in primo e secondo grado perché secondo i giudici non veniva raggiunta la prova della consapevolezza da parte del soggetto della provenienza illecita del telefono. L’assoluzione faceva leva sul fatto che i cellulari sono diventati ormai oggetti di consumo su larga scala, con continue compravendite tra privati,
peculiarità che rende difficilmente controllabile l’origine dei beni, a differenza di altro genere di cose, come assegni o documenti, per i quali una non attendibile spiegazione può rivelare la presenza del dolo. La Procura Generale proponeva però ricorso per cassazione, basato sulla tesi che l’omessa o poco attendibile indicazione da parte del prevenuto circa la provenienza del bene costituiva prova della consapevolezza dell’origine illecita del bene. Secondo la Suprema Corte (sentenza n. 20193/2017): “Ai fini della configurabilità del reato di ricettazione, la prova dell’elemento soggettivo può essere raggiunta anche sulla base dell’omessa o non attendibile indicazione della provenienza della cosa ricevuta, che costituisce prova della conoscenza dell’illecita provenienza della res, in quanto sicuramente rivelatrice della volontà di occultamento, logicamente spiegabile con un acquisto in mala fede”. A giudizio della Corte di Cassazione, quindi, si configura in presenza dei suindicati presupposti il reato di ricettazione in ordine al possesso di qualsivoglia
bene. In più secondo gli Ermellini sussiste la coscienza e volontà di commettere il reato di ricettazione anche quando: “L’agente, rappresentandosi l’eventualità della provenienza delittuosa della cosa, non avrebbe agito diversamente anche se di tale provenienza avesse avuto la certezza” (c.d. dolo eventuale). Rischia quindi di essere accusato di ricettazione chi si trovi comunque in possesso di un bene di cui non riesca a spiegare la provenienza, quando dagli elementi raccolti si possa desumere la conoscenza della provenienza illecita dello stesso. Sarà colpevole di ricettazione anche chi, nel dubbio circa la provenienza illecita del bene, avrà accettato il rischio della provenienza illegale dello stesso. Viceversa, in caso di mancata diligenza, ove mai non fosse provata in alcun modo la volontà di acquisire un bene di origine illecita, il soggetto agente risponderebbe di “incauto acquisto”, ipotesi criminosa contravvenzionale prevista e punita dall’art. 712 cp. che punisce chi colposamente riceve un bene proveniente da delitto.
COMUNICATO STAMPA
SOSTA A PAGAMENTO: AL VIA IL PROGETTO SPERIMENTALE Casoria(Na). Parte oggi, con l’installazione delle strisce blu in numerose strade della città, il progetto di sosta a pagamento per la città di Casoria approvato dalla Giunta Comunale. L’iniziativa, lanciata in via sperimentale per 6 mesi, coinvolgerà le seguenti strade: Via Pio XII e strade collegate, Via Principe di Piemonte e strade collegate, Via Guglielmo Marconi, Via Alcide De Gasperi, Via Nuova P.Ludovico, Via San Rocco, Via D’Anna, Via Diaz e Via Europa. Le strisce blu saranno posizionate anche ad Arpino, nella zona di Via Nazionale delle Puglie, Via B. Croce, Via Colasanto e Via Toti. Le fasce orarie per la sosta a pagamento sono state stabilite, tenendo conto degli orari degli esercizi commerciali, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Nel progetto sono previsti sistemi flessibili di parcheggio finalizzati alla fruizione diretta di servizi quali scuole, strutture sanitarie e commerciali. Il costo del ticket è stato stabilito in 0.50 cent per la prima ora e ogni frazione di ora
successiva. I ticket saranno acquistabili presso gli esercizi commerciali convenzionati. Nelle fasce orarie non comprese nella tariffazione il servizio di sosta sarà gratuito, così come avverrà per le domeniche e le festività. “L’approvazione di questo progetto è un risultato importante”, ha dichiarato l’Assessore alla Polizia Municipale Fabio Esposito. “Questa mattina sono cominciati i lavori per l’installazione delle strisce blu per la sosta a pagamento, che verranno ultimati nel giro di qualche settimana. L’obiettivo primario di questo intervento è disincentivare l’utilizzo delle automobili quando non strettamente necessario e quando ciò prevede una sosta prolungata. Le auto che resta-
no in sosta giorni e notti intere sottraggono, infatti, spazio a chi ha necessità di soste brevi, creando traffico e problemi di circolazione”. Della stessa idea il Primo Cittadino Pasquale Fuccio: Siamo orgogliosi di questo progetto, frutto di una grande sinergia tra la squadra di governo e la macchina comunale. Con meno auto in circolazione riusciremo a risolvere parte dei problemi legati agli spazi di sosta, da sempre insufficienti, e contribuiremo a migliorare l’ambiente in cui viviamo. Confidiamo nella comprensione e nella partecipazione dei cittadini casoriani per la buona riuscita di questa iniziativa”.
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10 giugno 2017 Battesimo della piccola Greta Iodice. Al papà Massimo e alla mamma Ornella Troise i nostri più sinceri Auguri.
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