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DOMENICA 7 MAGGIO 2017

Settimanale di Informazione

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ANNO XVI - N° 19 - DOMENICA 7 MAGGIO 2017

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Inchiesta nomine


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DOMENICA 7 MAGGIO 2017

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AVV. DIANA SANTUCCI

Inchiesta nomine Coordinata dalla Procura Regionale della Corte dei Conti sul presunto danno erariale pari a circa 1,6 milioni di euro contestato al Comune di Casoria per incarichi dirigenziali conferiti dal 2011. Il 23 marzo 2017 il Sostituto Procuratore Generale, dott. Ferruccio Capalbo, ha inoltrato per la notifica l’atto ex art. 67 del D. Lgs. 174/2016, comunicando ai signori: Carfora Vincenzo, Ferrara Giuseppe, Riccio Silvana, Pasquale Monea e Pallara Salvatore che presso la Procura Regionale – Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Campania - è in corso un’istruttoria di responsabilità amministrativa per l’ipotesi di danno pubblico al Comune di Casoria in relazione alle illecite assunzioni di dirigenti. Si tratta sostanzialmente di un invito a fornire deduzioni, di fatti ai sensi dell’ art. 67 del D. Lgs. 174/2016, prima di emettere l’atto di citazione in giudizio, il Pubblico Ministero notifica al presunto responsabile o ai presunti responsabili un

atto di invito a dedurre, nel quale sono esplicitati gli elementi essenziali del fatto, di ciascuna condotta contestata e del suo contributo causale alla realizzazione del danno contestato, fissando un termine non inferiore a quarantacinque giorni, che decorre dal perfezionamento dell’ultima notificazione dell’invito, entro il quale il presunto responsabile o i presunti responsabili possono esaminare tutte le fonti di prova indicate a base della contestazione formulata e depositare le proprie deduzioni ed eventuali documenti. Nello stesso termine i presunti responsabili potranno inoltrare richiesta espressa di essere sentiti personalmente secondo le modalità indicate dall’art. 67 del D. Lgs. 174/2016. Presso la Procura sono pervenuti numerosi esposti relativi ad un presunto danno erariale inferto al comune di Casoria: a partire dal 2011 venivano conferiti incarichi dirigenziali con contratto a tempo determinato. Per lo svolgimento delle necessarie indagini è stata delegata

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la Guardia di Finanza, 1 gruppo, Napoli. Nel frattempo, anche i servizi ispettivi del MEF nella relazione del 04/07/2014 hanno confermato l’antigiuridicità dei predetti conferimenti di incarichi dirigenziali ex art. 110 TUEL nel comune di Casoria, per un danno erariale pari a circa 1,6 milioni di euro. In tema di effettiva configurabilità degli elementi costitutivi la responsabilità amministrativo contabile è opportuno partire dall’elemento oggettivo del danno pubblico: il conferimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato, ex art. 110 TUEL, non solo in violazione del numero massimo normativamente consentito, ma anche e soprattutto in violazione degli ulteriori requisiti di cui all’art. 19 D. Lgs. 165/2001, in quanto assegnati in titolarietà a professionisti esterni, pur essendo presente in servizio personale di ruolo dell’ente in possesso dei requisiti culturali e professionali idonei a ricoprire tali incarichi. CONTINUA A PAG. 5


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DOMENICA 7 MAGGIO 2017 SEGUE da pag. 3

In sostanza, la Corte dei Conti della Campania contesta, infatti, un danno erariale di circa un milione e mezzo di euro ad alcuni dirigenti e funzionari del comune di Casoria che avrebbero assunto in maniera illegittima 8 dirigenti comunali ossia oltre il numero consentito ed in presenza di idonee professionalità interne. Inoltre la Guardia di Finanza, constatando la differenza tra le nomine conferibili per legge e quelle effettivamente disposte dall’Ente, ha peraltro appurato come all’interno del quadro dirigenziale dell’Ente fossero già presenti professionalità provviste di idonei titoli accademici e che, pertanto, avrebbero potuto ricoprire i suddetti incarichi, senza fare sistematico ricorso all’affidamento a professionisti esterni. Perché non si è tenuto conto dell’unità di personale in possesso dei necessari requisiti professionali? Perché non è stata data alcuna motivazione in merito all’eventuale inidoneità? Secondo quanto attestato dagli stessi uffici comunali erano in servizio 20 laureati negli anni 2011 e 2012, 27 nel 2013, 28 nel 2014, 37 nel 2015 e nel 2016. Parte degli incarichi sono stati conferiti anche in violazione del limite normativamente imposto alla capacità assunzionale del comune di Casoria: nell’arco temporale dal 2012 al 2016 il comune di Casoria non avrebbe potuto conferire più di due incarichi, tra il 2012 ed il giugno 2014, aumentati a non più di tre dal giugno 2014 ad oggi. Tale limite è stato oltrepassato, provocando un notevole ed illecito incremento della spesa che si sarebbe potuto evitare. Tali assunzioni, effettuate durante la consiliatura con a capo il Sindaco Vincenzo Carfora, avrebbero comportato un danno per le casse comunali superiore ad un milione e mezzo di euro. In particolare, si tratterebbe di incarichi dati a professionisti esterni con mandato fiduciario quando all’interno del personale esistente vi erano figure i cui requisiti non rendevano necessarie queste assunzioni. Tra i beneficiari ci sarebbe anche Alfonso Setaro, già coinvolto nell’inchiesta The Queen che ha portato in carcere l’ex assessore della Regione Campania, Pasquale Sommese e l’Arch. Francesco La

5 Regina. I dirigenti, secondo l’accusa, percepivano uno stipendio fino a 20mila euro. Contrariamente a quanto previsto dalla normativa in materia, «è una prassi già seguita dalle precedenti Amministrazioni - afferma Luisa Marro, Assessore all’epoca dei fatti ed oggi Consigliera Comunale - che abbiamo ritenuto perfettamente nel solco della legalità e volta all’ interesse della collettività cittadina». Di fatti è stata accertata l’esistenza di prassi consolidate che, pur non facendo emergere comportamenti difformi dalla normativa vigente, prevedevano la risoluzione di contratti a tempo determinato nei primi giorni del mese, consentendo al dirigente di vedersi accreditare lo stipendio per intero, salvo poi essere riassunto negli ultimi giorni del mese successivo, con analogo accredito dello stipendio nella sua interezza. Invece Pasquale Pugliese, Consigliere di opposizione, afferma che «si tratta di una palese violazione della norma, evidenziata più volte dal sottoscritto. La legge in proposito parla chiaro ed è ovvio che vada osservata sempre e comunque». Il Sindaco di Casoria, Pasquale Fuccio, ha diramato nei giorni scorsi un comunicato in relazione all’ ”inchiesta nomine”, dichiarando che «circa l’inchiesta coordinata dalla Procura Regionale della Corte dei Conti sul presunto danno erariale per un milione e 593mila euro contestato al Comune di Casoria per incarichi dirigenziali conferiti a partire dal 2011, mi preme sottolineare che l’attuale Amministrazione è del tutto estranea all’inchiesta. È interesse di tutti, dei cittadini innanzitutto, che si faccia luce al più presto sui fatti contestati».

presenta

Sabato 13 maggio 2017 Ore 18.30 Madrinato S. Placido Via Pio XII - Casoria

nello spettacolo:

IL DIAVOLO E L’ACQUA SANTA di Ludovico Silvestri Musiche: Giustina Aloe Ospiti alcuni calciatori e rappresentanti del neopromosso Casoria Calcio

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IL DIAVOLO E L’ACQUA SANTA di Ludovico Silvestri Musiche: Giustina Aloe

Personaggi e interpreti: DON GIUSTINO DONNA ROSA RAFFAELE ANGIOLINA VIOLETTA DOLORES OTELLO MIMMUCCIO MODESTINO CARLO BORSELLI DOTTOR DALL'OLIO MARGHERITA PASQUALINO NICULINO TONINO IL POSTINO TOMMASINO SISINA PASCARELLA PIETRUCCIO FILIBERTO MATALENA NINUCCIO NIK CON LA KAPPA

Luca Giordano Ilaria Rossi Ciro Tarantino Annamaria Albano Marica Salzano Maria Medici Daniele Garosi Raffaele Cerbone Ciro Cinquegrana Guido Baiano Salvatore Guidone Tiziana Maraniello Pietro Annunziata Marco Matarese Raffaele Giordano Marco Mele Anna Vaccaro Rosaria Giacometti Luigi Auriemma Salvatore Musella Tonia D'Andrea Giovanni Guidone Vincenzo Musella

Con la collaborazione di: Erbaggio Domenico, Maggio Giovanna, Orefice Mauro, Gelo Marco, Iazzetta Angela, Di Palo Michele, D’Auria Aniello, Stravato Daniela e Pezzella Teresa. Coordinamento: Esposito Maria Grazia. Staff: Marrone Filippo Luca, Maglione Nunzia, Moccia Pasquale, Paone Rosa, Esposito Tommaso, Caputo Filomena, Castaldo Raffaele, Streppone Nicola e Franzese Mauro. Il Presidente Cav. Salvatore Giacometti


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6 ALESSIA DIANO

Casoria, terra di “santi” e di diavoli Casoria è terra di Santi e terra di diavoli. I Santi non sono quelli della Chiesa: l’amato Santo Ludovico da Casoria, Santa Maria Cristina Brando e Santa Giulia Salzano. Sono da considerare “santi” anche i cittadini onesti che con pazienza sopportano tutto il marcio di questa città. E i diavoli? I diavoli sono i delinquenti (tra cui giovani baby gang) che agiscono su tutto il territorio. Scippi di borse, furti di auto e di cellulari, rapine nei negozi sono all’ordine del giorno. Diavoli sono anche gli sversatori abusivi di rifiuti che hanno reso alcune zone della città delle vere e proprie discariche a cielo aperto. Si pensi alla zona dell’ex mercato dei fiori di Arpino o a Via Calvanese. Ma i diavoli di Casoria non sono solamente i criminali, da cui ci si aspetta un atteggiamento poco rispettoso delle norme. Alcuni “diavoli” erano insospettabili. Erano comodamente seduti sulle poltrone del palazzo di piazza Cirillo, tra coloro che avrebbero dovuto difendere la legalità nella nostra città e invece non hanno fatto che calpestare e depredare Casoria. Gli abusi e le violazioni legislative commesse da amministratori e dirigenti del Comune durante le precedenti amministrazioni sono divenute oggetto di una corposa relazione ispettiva da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, trasmessa anche alla Corte dei Conti. Nel mirino delle indagini alcune nomine fatte tra il 2011 ed il 2016 che sono risultate in difformità rispetto alla normativa vigente. Dalle indagini è emerso che all’interno del Comune, in molti casi, erano già presenti professionalità provviste titoli accademici idonei che avrebbero potuto ricoprire gli incarichi.

Non sarebbe dunque stato necessario ricorrere all’affidamento di tali incarichi a professionisti esterni. Inoltre le indagini hanno permesso di venire anche a conoscenza del fatto che ad alcuni dirigenti a tempo determinato è stato accreditato lo stipendio per intero benché il rapporto di lavoro si fosse risolto all›inizio del mese. E stiamo parlando di cifre vertiginose, non di pochi spiccioli. Un bel pugno nello stomaco per chi invece con fatica e sudore cerca di arrivare a fine mese. E sono molti qui a Casoria. Famiglie costrette a vivere in condizioni di disagio perché i soldi non bastano. Anziani la cui pensione è troppo bassa per pagare tutto: spesa, tasse, bollette. E infine i giovani, che non riescono a trovare lavoro se alle spalle non hanno qualche “spinta”. Dall’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli è stato calcolato un presunto danno erariale di circa 1,593 milioni di euro. Come giustamente ha evidenziato il direttore di CasoriaDue,

Nando Troise, nel suo editoriale dal titolo “Casoria rosso sangue”: “Hanno lasciato un Comune decrepito e decotto. Casoria è terra di nessuno. Di questa Città interessano solo gli affari. Gli appalti. Il resto è noia!” L’attuale Amministrazione, guidata dal sindaco Pasquale Fuccio, si è dichiarata del tutto estranea all’inchiesta. Il primo cittadino ha inoltre evidenziato che nel conferire gli incarichi dirigenziali si è ricorso alle professionalità interne. “Gli unici due incarichi conferiti a professionisti esterni, già incaricati dal precedente commissario straordinario, sono stati imposti dalla necessità di non proseguire in un contenzioso aperto dai due professionisti, nel quale, secondo gli orientamenti giurisprudenziali, l’Amministrazione avrebbe corso il serio rischio di soccombere.”, ha affermato Fuccio. E mentre le indagini proseguono ai cittadini non resta che sopportare ancora e ancora. Ma per quanto?!

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EMILIA SENSALE

Keith Goodman: “La musica è anche una oggettivazione dei meccanismi che regolano il mondo”

La musica è un linguaggio universale e ogni profondo frammento della sua espressione è un mondo affascinante, che ogni persona accoglie in modo diverso. Keith Goodman, musicista italoamericano autore di numerose composizioni e Direttore stabile dell’Orchestra San Giovanni, ha studiato presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli dove si è diplomato in pianoforte, composizione, direzione d’orchestra, strumentazione per banda, musica corale. Cosa rappresenta per te la musica? “La musica, intendo per musica quella cosiddetta ‘colta’, oltre che una forma di espressione e di pensiero artistico è anche una oggettivazione dei meccanismi che regolano il mondo, la natura, la vita in generale, con il suo contrasto di tensioni e risoluzioni che rendono il suono vivo che nasce dal silenzio per poi, attraverso un percorso più o meno elaborato, raggiungere un punto culminante e ritornare ad una situazione di riposo”. Come è iniziata la tua volontà di dirigere orchestre? “Mentre terminavo gli studi di pianoforte e composizione, lo studio della direzione è stato il naturale proseguimento per approfondire e dominare la materia musicale”. In che modo secondo te è cambiata la musica negli ultimi decenni? “Più che cambiata direi finita. La musica come evoluzione tecnica e storica (così come le altre arti) è terminata verso la seconda metà del Novecento. Difatti da un lato le avanguardie estreme che si sono imposte per cercare nuove strade si sono rivelate solo un grande imbroglio, e dall’altro l’invasione della musica leggera è stato altrettanto disastroso. E i generi ibridi che vanno di moda da qualche decennio sono ovviamente alquanto insignificanti. Ci sono però anche tanti ottimi compositori che scrivono musica classica di qualità rifacendosi al patrimonio musicale serio del passato, ma spesso ignorati dal pubblico. Purtroppo il pubblico essendo mediamente impre-

parato accetta tutto passivamente. Forse solo una educazione musicale seria nelle scuole potrebbe sbloccare la situazione”. L’uso di internet secondo te in che modo ha cambiato, nel bene nel male, il mondo della musica? “Ovviamente nel bene ha dato una grande possibilità di rapida diffusione e condivisione, nel male invece ha creato molta confusione, dispersione e disinformazione, forse perché avere tutto alla fine è come non avere niente. Infatti prima se una persona era veramente interessata a qualcosa faceva ricerche, comprava materiale faceva sacrifici ecc., oggi avendo quasi tutto a disposizione e spesso gratis, passa tutto inosservato. Mi sembra quindi che la gente oggi sia spesso più ignorante, non solo in musica, nonostante ci siano più possibilità di conoscenza tramite internet”. In che modo la città di Napoli ti sembra accogliente o non accogliente per ciò che fai? “Napoli essendo una delle grandi città italiane ha comunque una certa attività culturale abbastanza viva, ci sono infatti spesso molti concerti, mostre, manifestazioni artistiche. Poi a volte c’è una disorganizzazione generale ma per molti sembra sia un modo di vivere normale”. In che modo la musica può essere una realtà positiva per territori, situazioni, popolazioni? “Lo è se diffusa regolarmente, ma per fare questo ci vuole anche l’aiuto economico, statale o privato, per poter svolgere attività musicali”. Cosa consiglieresti a chi vuole seguire la tua stessa strada? “Di non seguirla se non si ha veramente interesse. Se invece ce l’ha, di studiare con costanza e con serietà, cosa che diventa sempre più difficile perché i conservatori con i nuovi ordinamenti hanno in molti casi livellato lo studio della musica verso il basso. Quindi ci vuole molta perseveranza e cercare di non farsi distrarre dal mondo intorno che è poco interessato alla cultura”.


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8 Pasquale Lucchese

NUMERI E PAROLE PER SUA ECCELLENZA... IL CASORIA!! Smaltita la sbornia per la vittoria del campionato di Promozione, festeggiato il salto di categoria in Eccellenza, riviviamo attraverso numeri e parole questa strepitosa annata viola! Aggiudicatosi il titolo di campione d’inverno, il Casoria si è confermato nella seconda parte di stagione, conservando e rafforzando il primato, raggiungendo l’Eccellenza aritmeticamente con due giornate di anticipo, nonostante il punto di penalizzazione inflitto. Il primo dato che emerge è la straordinaria continuità degli uomini di mister La Manna: 10 vittorie, 2 pari e 2 sconfitte nel girone d’andata, identico score in quello di ritorno. Una promozione costruita in primo luogo al San Mauro: 13 successi ed un solo pari (1-1 contro il Cicciano alla terza), conditi da 40 reti all’attivo ed 11 al passivo, l’impressionante ruolino di marcia casalingo. Lontano dalle mura amiche si contano 7 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte, con 32 segnature realizzate e 16 subìte. La squadra viola ha avuto il miglior rendimento offensivo del girone A con 72 gioie regalate ai propri sostenitori (Cicciano e Virtus Goti si sono fermate a 61 reti), e la quarta miglior retroguardia

con 27 dispiaceri: pesano in tal senso le 6 marcature incassate nelle ultime due giornate a campionato vinto. Oltre i numeri, il girone di ritorno è stato gestito diversamente, con il piglio della grande squadra: spettacolo e propensione offensiva hanno lasciato spazio al cinismo e ad una maggiore attenzione al risultato (31 reti realizzate contro le 41 della prima parte stagionale). La squadra, dopo aver vissuto quasi inconsciamente e sulle ali dell’entusiasmo il ruolo di battistrada che si era ritagliata, nel girone di ritorno ha preso piena consapevolezza della propria forza, comprendendo che quel primato era legittimo quanto meritato e, dunque, da mantenere a tutti i costi. Una crescita di personalità e di maturità manifestatasi in modo lampante

nei momenti cruciali: a Cicciano, dove il prezioso pari è stato portato a casa con una prova di intensità e caparbietà, nonostante l’inferiorità numerica dai primissimi minuti del secondo tempo, e nel big match interno con l’Albanova, vinto di misura e con una prestazione di grandissima quantità e dedizione. Il vantaggio accumulato è stato magistralmente amministrato, tutte le avversarie anche quelle più quotate ad inizio stagione, hanno alzato bandiera bianca di fronte alla capacità dei viola di vincere, e il 5 aprile la partita con la Maceratese chiusa in 4 minuti è stata la prova della superiorità tecnica e mentale di questa formazione. Torniamo ai freddi numeri e ai protagonisti di questa cavalcata: i sempre presenti con

28 presenze su 28 sono Simonetti, miglior goleador nel girone di ritorno con 11 reti su un totale di 18 marcature personali (con 2449 minuti, CS7 è il calciatore più utilizzato) e Gioielli (2194 minuti e 6 reti per lui, 2 nel ritorno). Il capocannoniere dei viola e del raggruppamento con 27 reti (6 nel ritorno), Nucci è arrivato a 25 presenze (1955 minuti), le stesse di capitan Amoroso (2152 minuti) e del classe ’93 Capogrosso (1850 minuti), autentiche bandiere e simboli della rinascita del calcio a Casoria. Il re della mediana viola, Folliero conta 24 presenze (2040 minuti e 2 reti entrambe nel girone d’andata), a 21 presenze il primo under, Postiglione eroe della domenica con l’Albanova (1497 minuti e 5 reti, 3 nel ritorno), venti le presenze per Rea (1474 minuti), che dopo un girone d’andata da protagonista, causa anche un infortunio, ha vissuto più ai margini la seconda parte di stagione, anche grazie all’ottimo rendimento di Capogrosso (‘90) che, arrivato a dicembre, ha raccolto 13 presenze (1163 minuti). In mediana, oltre a Folliero, si sono visti Eligibile, anche lui innesto dicembrino (12 presenze, 649 minuti ed un gol all’attivo), e


DOMENICA 7 MAGGIO 2017 gli under Portanova (15 presenze per 992 minuti) e Larucci, calciatore duttile che il mister ha utilizzato anche come esterno basso per un totale di 15 presenze (784 minuti). Decisivo anche l’apporto dell’altro arrivo di dicembre: Castiello ha infatti totalizzato 16 presenze, 875 minuti e segnato 10 volte. Tra i pali, Loffredo giunto nella sessione invernale, ha raggiunto 12 presenze (1055 minuti), l’eterno Anastasio, “lupo” per lo spogliatoio, ha difeso la porta in 6 circostanze (475 minuti), risultando decisivo a Cicciano con una parata nel finale, e respingendo un rigore nella

9 partita interna con il Ponte. Tra gli under, 19 le presenze di De Luca (1530 minuti), 14 quelle di Russiello (910 minuti), Esposito infortunatosi nel match con il Villa Literno si è fermato a 13 (442 minuti e 2 reti); infine 8 presenze per Acampora (312 minuti), 4 per Vincenzi (87 minuti) ed 1 per Piscopo (19 minuti). Ultimi dati significativi da snocciolare riguardano rigori e cartellini rossi: i penalty fischiati contro sono 6: Villa Literno e Benevento nel girone di andata entrambi messi a segno; Cicciano, tirato alto, Ponte in casa, parato da Anastasio, Santa Maria la Fossa e Maddaloni realizzati, nel

ritorno; 13 quelli a favore (9 nel girone di andata, 4 nel ritorno), di cui 11 trasformati (8 volte da Nucci, 2 da Gioielli ed uno da Simonetti), e due falliti entrambi da Nucci (a Casale e in casa con l’Olimpia Casalnuovo). Quattro volte il Casoria ha chiuso in inferiorità numerica, sempre nel girone di ritorno: sono finiti anzitempo negli spogliatoi, Eligibile a Vitulazio, De Luca a Cicciano e a Santa Maria la Fossa, e Castiello a Maddaloni. Questi i numeri di una squadra, di una matricola che ha stracciato il campionato e che ha riportato il Casoria in Eccellenza dopo oltre due decenni!

Mariano Menna

Casoria nel viola tra passato e presente: sabato pomeriggio il “San Mauro” si è fermato nel tempo

In occasione della partita di sabato pomeriggio tra Casoria e San Vitaliano, che ha chiuso – possiamo proprio dirlo – l’eccellente cavalcata dei viola di mister La Manna, il San Mauro ha riabbracciato lo storico presidente viola, Bruno Tintori, ed alcune vecchie glorie del Casoria entrate nel cuore dei tifosi nel lasso di tempo a cavallo tra anni Settanta e anni Ottanta: Ciccio Lauri, Gennaro Signorello, Mauro Bencivenga, Antonio Barbato, Clemente Silvestro, Ernesto Apuzzo, Ernesto Milano e Mario Loffredo. Insieme a qualche inevitabile capello bianco, era evidente la nostalgia per dei calciatori che negli anni hanno scritto la storia del club viola e che ad oggi restano indimenticati dai tifosi meno giovani.

Sabato pomeriggio l’impianto di Via Formicola si è dunque fermato nel tempo, fungendo da crocevia tra passato e presente, tra il Casoria che fu – e che giunse a disputare due cam-

pionati della C2 – e l’attuale Casoria Calcio, realtà giovane, concreta e con ambizioni degne di una grande piazza per troppo tempo dimenticata a livello calcistico, quale Casoria.

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MAES S.r.l. è un’azienda dinamica, specializzata nella raccolta, nel trasporto e nel recupero dei rottami metallici. La Società è stata fondata dal Sig. Giovanni Esposito, presente nel settore da circa trent’anni; l’esperienza acquisita nel tempo e la serietà commerciale hanno portato la società a consolidarsi e migliorare la posizione sul mercato. La MAES S.R.L., attualmente, offre una molteplicità di servizi nell’ambito della propria attività:

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GREGORIO DI MICCO

IODICE, UN CAMPIONE DEL PASSATO Una data storica per l’atletica campana, anche se molto lontana nel tempo: 14 luglio 1929, quasi 88 anni fa. Quel giorno Paolo Iodice, napoletano di Casoria, come lo definì Franco Scandone sulle pagine del «Mattino», allo stadio di Bologna compì un’impresa straordinaria. Erano di fronte Italia e Francia per un confronto sportivo. Iodice faceva parte della staffetta 4x400. E toccò proprio a lui cimentarsi nella prima frazione, segnando un vantaggio di 49’’ che suscitò l’ammirazione e allo stesso tempo il disappunto di Bruno Zauli (all’epoca dirigente Fidal e successivamente presidente), per non poter omologare il nuovo record campano a causa della mancanza di un secondo cronometrista. A proseguire sullo sprint del napoletano fu il genovese Carlini, poi toccò al piemontese Faccioli che si attardò nel cambio rischiando di compromettere l’exploit a tal punto che il modenese Tavernari minacciò addirittura di non scendere in pista per l’ultima frazione. Fu lo stesso Iodice a convincerlo e Tavernari superò sé stesso recuperando lo svantaggio iniziale, lottando gomito a gomito, fin sul traguardo, con il francese Moulines, campione europeo dei 400 metri. Un finale entusiasmante che scandì sui cronometri il nuovo record italiano della 4x100 in 3’ 18’’6/10. Un record straordinario per quei tempi. E dire che appena il giorno prima, a Roma, Paolo Iodice aveva raggiunto un altro importante traguardo, sostenendo l’esame finale all’Isef e diventando così professore di educazione fisica. Conclusa l’attività agonistica, il napoletano- casoriano non lasciò il mondo dello sport, anzi continuò a frequentarlo per molti anni come allenatore-istruttore. Anche il nuoto fu una delle sue grandi passioni. Dalla sua tenacia, quando era già da tempo istruttore della Partenope, germogliò un’allieva formidabile, Gilda Iannaccone, pluriprimatista italiana negli anni cinquanta, affidatagli dalla moglie Anna, anch’essa insegnante di educazione fisica. La Iannaccone, nata nel 1940, fu in quel periodo la specialista del mezzofondo femminile. Nel 1957 stabilì a Napoli il primato italiano dei 400 metri. Nel ’58 passò

agli 800 metri stabilendo il nuovo record nazionale. Nel 1960 partecipò alle Olimpiadi di Roma. Dal ‘58 al ‘63, per sei volte consecutive, fu campionessa italiana sia sugli 800 metri che nel cross. La passione e la tenacia di Iodice avevano valorizzato un talento straordinario. Così come l’ardita sfida di trent’anni prima all’Arenaccia che aveva visto Iodice prevalere nella rincorsa appiedata sui 500 metri contro il ciclista Temponi. In quegli anni gli atleti erano ben diversi dai divi strapagati di oggi. Erano soltanto poveri diavoli, animati da un’incontenibile passione e da una grande fede. Iodice ebbe anche il tempo di affacciarsi nel mondo del calcio. Nella stagione 38-39 infatti divenne preparatore atletico del Napoli. In quel periodo maramaldeggiava il Bologna di Andreolo, Puricelli, Sansone e Reguzzoni. Vinse infatti lo scudetto. Fu proprio un’eclatante vittoria dei felsinei a Napoli con un punteggio clamoroso (6-2) che convinse il presidente Achille Lauro, infuriato come non mai, a liquidare in quattro e quattr’otto il tecnico ungherese Eugen Payer, sostituendolo con un quadriumvirato composto proprio da Iodice (preparazione atletica) e tre giocatori, uno per ogni reparto: Castello (difesa), Piccini (mediana) e Rocco (attacco). Si, proprio il paròn Nereo, l’uomo che nei decenni successivi vinse con il Milan scudetti e Coppa Campioni. In quel 38-39 Rocco era un intraprendente attaccante del Napoli. Il quadriumvirato concluse il campionato portando il Napoli al quinto posto in condominio con Liguria e Roma. Nel 1979, a 76 anni suonati, Iodice ricevette da Andreotti la Stella d’oro al merito sportivo con la seguente motivazione: «Valoroso campione dell’atletica leggera nell’anteguerra, da circa 50 anni dedica un’appassionata e competente attività alla propaganda e allo sviluppo dell’atletica leggera e del nuoto nel Mezzogiorno. Tecnico di eccezionale valore, ha avviato allo sport, nelle sue più pure espressioni, intere generazioni di atleti». Quante persone, oggi a Casoria, hanno un ricordo, anche flebile, di Paolo Iodice?

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12 ANTONIO VALENTI

Fondi Europei, in Campania “cucine da incubo” urge… Antonino Cannavacciuolo

Amici miei, atto secondo. Parliamo dei Fondi Europei che, al di là delle considerazioni sull’efficacia dell’Operazione Euro e Fondi Europei nazionali, dovevano essere la panacea di tutti i mali, specialmente al Sud, e invece... Metropolitana di Napoli, bella e impossibile: bella nelle strutture architettoniche, tu sei per me la più bella del mondo; impossibile, dopo, quando devi prendere il treno che quando arriverà, questo non si sa, sarà più affollato dell’Arca di Noè. L’inghippo è che le Stazioni, come tutta la Struttura, è stata finanziata con i Fondi Europei a differenza dei treni cui avremmo dovuto provvedere con fondi nostri e per questo sono pochissimi e obsoleti, nasce così il treno della fantasia con meno carrozze, meno viaggiatori e più, molto di più, attesa, unico segno positivo: si salvi, meglio salga, chi può poco europeo per la verità. No fondi, no party: i Fondi, come i Salmi, non tutti finiscono in gloria: niente treni ma famoso e famigerato resta il concerto di Elton John che, letteralmente, scese dal cielo cantò e ripartì a volo, di ritorno: 750.000 euro per la fulminea operazione che fece scalpore e suscitò le, sacrosante, ire dell’Europa che si mangiò la foglia: non di iniziativa culturale si trattava, ma solo di immagine,Elton John non è nel nostro DNA. Siamo anche la Città in cui i libri della biblioteca di Gerardo Marotta, in qualunque altro Paese d’Europa sarebbe stato un’icona della Cultura e della Civiltà, sono accatastati in depositi di fortuna in attesa di una degna sistemazione definitiva sempre promessa e mai praticata; in compenso si finanziano con 50.000 euro il Comune di Afragola, per il suo rock festival Afrakà, e Caserta con 500.000 euro il Concorso Ippico Internazionale. La surreale pista ciclabile di Napoli è costata la modesta cifretta di 1.200.000

euro, 80.000 solo per dipingere le famose biciclettine che poi la pioggia in poco tempo si portò via con sè a mo’ di ho scritto t’amo sulla sabbia; un percorso che va per viche e vicarielli ma anche per marciapiedi in una improbabile convivenza con pedoni, auto, bancarelle e quant’altro capiti escluse le biciclette che per cultura e morfologia del territorio sono mezzo di scarsissimo uso, specie nei centri abitati. Tre milioni per le Luci d’artista di Salerno sono troppi. E’ grave. De Luca deve comprendere che i fondi europei non sono i fondi di Vincenzo De Luca: è il pesante j’accuse di Luigi De Magistris in occasione dello scorso Natale, quando a Salerno, per finanziare l’evento cittadino la Regione finanziò Luci d’Artista con 3 milioni di euro a fronte di 4 milioni, per tre anni, assegnati a Napoli per il turismo: sarà pure artistico ma poco comprensibile in termini di raziocinio, equità e imparzialità. Chiaramente siamo in presenza del classico chi è senza peccati scagli la prima pietra, ognuno cerca di portare acqua al proprio mulino anche se indubbiamente sui criteri di ripartizione dei fondi, come anche dei bus che nella Città Metropolitana di Napoli hanno poco da invidiare per quantità e qualità ai treni della Metropolitana, non sarebbe certo sgradito un maggiore impegno, interesse ed intervento dei Consiglieri Regionali eletti nell’Area della nostra Città Metropolitana che ne dovrebbero tutelare gli interessi al di là dell’area politica di appartenenza. Tirando le fila gli inghippi nell’utilizzo dei fondi sono spesso di carattere generale, scarsa preparazione delle persone inviate all’UE e anche negli Enti Locali per l’ottenimento, l’utilizzo e la proget-

tualità dei fondi. Le risorse umane troppo spesso sono solo risorse politiche, più figli della partitocrazia che della meritocrazia che richiederebbe professionisti preparati a livello di diritto e poliglotti. La compartecipazione economica, altro neo, viene richiesta al Gestore del Progetto per cointeressarlo in prima persona in quello che fa ma, molto spesso, non coincide con il Finanziatore che è lo Stato e non l’Ente che stesso interesse non ha. Ancora: l’Azienda Italia,specialmente al Sud, anche in presenza dei fondi europei, non attira investimenti per vari e noti motivi; per ovviare in modo integrale la Regione Lazio con Zingaretti compartecipa al progetto privato in prima persona anche economicamente per il 10% :sarebbe una strada da seguire anche per noi. Nel Meridione, Campania in primis, alle predette problematiche generali e al malcostume di finanziare le varie sagre paesane, caratteristica comune al Nord come al Sud, si uniscono le nostre pecche abituali, storiche e partitocratiche. I vari progetti dovrebbero essere figli di una Progettualità Centrale concordata cui i vari Progetti dovrebbero raccordarsi in modo reale e non formale, quindi accordi condivisi tra i vari Enti Locali interessati con progetti rispondenti alle esigenze dei singoli Territori e alle loro caratteristiche e vocazioni; risorse umane scelte per titoli, competenze e capacità, non per meriti politici, dotate di adeguata autonomia operativa; verifiche in itinere e finali tra organi tecnici e politici. La ricetta è facile ma le cucine da incubo, ci fosse un Antonino Cannavacciuolo se ne vedrebbero delle belle…


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ROSA BERTENNI

Setola: “Il calcio e la penna le mie più grandi passioni. Ma il destino ha voluto che vincesse il giornalismo” Mario Setola, classe ’78, oltre ad essere avvocato, coltiva da sempre la passione per il giornalismo, entrando a far parte, nel 2002, nell’albo dei giornalisti. In merito a ciò, l’avvocato racconta a noi di Casoria Due, le varie caratteristiche di questo ampio mestiere. E, infine, da buon tifoso azzurro, ci lascia un commento sulla fine del campionato facendo personali previsioni. La sua passione per il giornalismo è nata per un motivo particolare? magari legata all’amore per il calcio? “Ho ereditato da mio padre entrambe le passioni, che per me hanno quasi sempre camminato a braccetto. Veda, Papà è stato giornalista del Mattino e del Corriere dello Sport e sin da bambino lo seguivo sui campi di tutta la Campania mentre raccontava il calcio. Quando non stavo con lui ero comunque in campo poiché giocavo (e gioco!) a calcio praticamente da quando ho cominciato a camminare. Una passione che mi ha regalato tante soddisfazioni e qualche delusione. Il destino ha voluto che a vincere, tra le due passioni (parlo dal punto di vista squisitamente professionale), fosse il giornalismo. Prima, seguendo le orme di papà ho cominciato con il settimanale Nuova Città, dove ho avuto l’onore di conoscere il mio secondo “papà giornalistico”, Nando Troise. Poi ho proseguito con le pagine sportive de “il Giornale di Napoli”, dopodiché sono passato al “Roma” e mi sono occupato di cronaca, cosa che faccio tutt’ora quando la mia vera professione, l’avvocato, me ne da modo”. Quali sono gli aspetti caratteriali di cui un giornalista non può fare a meno per svolgere il suo lavoro? “Guardi, sin da quando ho iniziato a scrivere mi hanno sempre insegnato che un buon giornalista/cronista è quello che racconta i fatti, qualunque essi siano, con semplicità, linearità e soprattutto evitando condizionamenti (di ogni tipo). Una notizia il giornalista bravo non la “colora”, la racconta. La racconta avendo sempre ben presente che a leggerla può essere sì il professore, l’ingegnere o l’avvocato, ma può essere anche la persone meno acculturata che, non per questo deve essere penalizzata

nel sacrosanto diritto all’informazione. L’informazione non ha (fortunatamente) distinzioni di classe. Perciò un giornalista bravo non è quello che per ostentare proprie conoscenze lessico-grammaticali scrive articoli pieni zeppi di paroloni e frasi contorte, il giornalista bravo è quello che si fa leggere da tutti, e vince quando avrà trasmesso la notizia, la stessa notizia, a tutti i lettori. Sui condizionamenti invece poi, entra in gioco un altro fattore (non meno importante!) che è la libertà! Un giornalista libero (e per libertà si intende la volontà di non “drogare” la notizia con influenze esterne che possono spingere ad omissioni e/o enfatizzazioni) fa informazione vera, il resto è asservimento, il vero tumore di questa meravigliosa professione!” Il giornalismo è un mestiere in continua evoluzione. Pensa che l’avvento della tecnologia possa portare, in futuro, all’eliminazione del cartaceo? Il giornalismo è in continua evoluzione, è vero. Il mestiere di giornalista, purtroppo, no. E’ ancora dilagante il precariato e tanti ragazzi che coltivano il sogno di diventare grandi giornalisti, pur avendone le capacità, sono costretti a lasciarlo nel cassetto. È una professione che da sola, purtroppo, per la stragrande maggioranza dei colleghi, non ti permette di vivere a meno che tu non sia bravo (o spinto, ndr) a strappare un contratto ad una grande redazione nazionale. Non lo scopro io, e non lo si scopre oggi, purtroppo. Spero questa condizione possa cambiare (sognare non costa nulla) e che tanti giovani possano realizzare il proprio sogno di

diventare grandi penne. A proposito di penne, e vengo alla seconda parte della sua domanda. La rete ormai proietta le informazioni in tempo reale. Internet e le testate on-line hanno preso negli anni sempre più corpo e si temeva la fisiologica flessione del cartaceo. Un po’ c’è stata, bisogna ammetterlo, ma da qui a pensare che alla lunga possa sparire ce ne passa. Il cartaceo, oltre alla visione romantica e sempre suggestiva di sfogliare il giornale, oggi ci permette di approfondire la notizia sparata nuda e cruda in rete. Credo e spero che i giornali accompagneranno ancora le nostre giornate. Altrimenti cosa abbiniamo al caffè mattutino? (sorride) Infine, essendo lei un grandissimo tifoso del Napoli e essendo agli sgoccioli del campionato, pensa che la squadra possa superare la Roma ed appropriarsi quindi del secondo posto? “Ho scommesso con un amico, ad inizio campionato, che il Napoli avrebbe migliorato la scorsa stagione o al massimo l’avrebbe bissata. Se dovesse arrivare terzo, in teoria avrei perso la scommessa. Ma solo in teoria e le spiego perché: in primis, questo Napoli mi piace, mi diverte, gioca in maniera sfrontata con chiunque e non ho visto squadre quest’anno, metterci sotto. Poi abbiamo affrontato Juve e Real nelle coppe e siamo usciti senza demeritare, anzi. Abbiamo il miglior allenatore italiano e tantissimi talenti. Credo si possa aprire un ciclo a prescindere dal raggiungimento o meno del secondo posto (alla portata, ma dipende da eventuali altri passi falsi della Roma). A questo punto la palla passa al Presidente. Dimostri alla città ed ai tifosi (che non lo amano, non a caso) che lasciar partire i pezzi pregiati non indebolisce solo la rosa, ma spegne entusiasmi e competitività di chi resta. Sarri è davvero bravo a fare di necessità virtù, ma non può fare miracoli. E credo che anche la sua infinita pazienza abbia un limite. Sono certo – tuttavia – che nessuno lascerà Napoli e con qualche acquisto di livello (ed esperto!) possiamo davvero fare una stagione meravigliosa il prossimo anno e fare di nuovo ottima figura in Champions, con o senza passare attraverso i preliminari!”


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ANTONIO BOTTA “Se la scuola funziona, funzionerà anche il nostro futuro”

PRONTO IL PRIMO E BOOK SULLA STORIA E ALCUNE BELLEZZE DI CASORIA Realizzato, per un concorso regionale, dai ragazzi della seconda A dell’I. C. 1° “Ludovico da Casoria centrale”.

All’I. C. 1° Ludovico da Casoria centrale nasce il primo e Book interamente ideato e progettato dagli alunni della classe seconda A della secondaria di primo grado. Gli studenti hanno aderito al concorso dell’USR (Ufficio Scolastico Regionale) Campania sulle bellezze del territorio. “L’e Book”, spiega l’animatrice digitale della scuola, prof.ssa Genny Tuccillo, “consta di quattro sezioni in 20 pagine. I testi con foto storiche sono stati elaborati dagli alunni sotto la preziosa guida della professoressa Nunzia Meucci, la ricerca e la decodifica delle opere d’arte sono state egregiamente guidate dal prof. Agostino Saviano che ha condotto gli alunni nei luoghi storici di Casoria , immergendoli nella storia dell’arte dal 1400 ad oggi. Sono state ricercate ricette tipiche accuratamente realizzate ed illustrate dagli studenti coinvolti”, “Un’ esperienza arricchente e particolarmente entusiasmante”, ha commentato orgogliosa e molto soddisfatta la Dirigente scolastica della scuola, prof.ssa Maria Grazia Puzone, che ha seguito e incoraggiato gli alunni durante tutte le fasi del percorso progettuale, basato sulla metodologia della “ricerca/azione”. Essi, suddivisi in gruppi secondo le loro inclinazioni e passioni, hanno, poi, condiviso i risultati delle loro ricerche nel gruppo allargato, armeggiando con qrcode e traducendo in codici i momenti più importanti della ricerca. Il testo digitale è composto di sezioni fotografiche, video e ricettario visivo. Esso consente di compiere un tuffo nel passato alla riscoperta delle “radici” di Casoria e di riportare in luce, facendolo riemergere dalle tenebre dell’oblio e dell’indifferenza, uno dei tanti tesori del patrimonio artistico della Città: l’Arci-

confraternita Santa Maria della Pietà eretta nella “Insigne Collegiale e Parrocchiale - Chiesa di San Mauro Abate in Casoria”. I ragazzi, infatti, accompagnati dal prof. Saviano, l’hanno visitata e ne hanno potuto apprezzare le opere che vi sono custodite grazie alla guida del signor Domenico Ferrara, “memoria storica di Casoria”: gli affreschi di De Martino, l’Ipogeo risalente al 1470, le tele della scuola di Luca Giordano, la “Pala” d’Altare attribuita al Ribeira, vari dettagli della Cappella e degli affreschi, la pietra penitenziale, un abito originale di un membro dell’Arciconfraternita e un sarcofago. Tale ultimo reperto ha permesso agli studenti di capire che lo scopo delle confraternite era la sepoltura dei defunti; a Casoria, un’altra Arciconfraternita, che si trova nella chiesa di San Benedetto, è quella del Santissimo Sacramento; le prime notizie di ambedue le Arciconfraternite sono risalenti al Cinquecento. “Appetitosa” la sezione nella quale la scolaresca ha mostrato due ricette tipiche della tradizione culinaria casoriana, spiegando in maniera precisa, con il supporto iconografico, le fasi di preparazione: la lasagna e i peperoni in agrodolce. Due, inoltre, le interviste effettuate dagli alunni: la prima, realizzata con un video, al prof. Saviano, sul CAM, Museo d’Ar-

te Contemporanea, di cui è Direttore artistico Antonio Manfredi. Ubicato in via Calore, alle spalle della scuola Palizzi di via Duca D’Aosta, esso è un eccellente avamposto culturale, ma non valorizzato come merita dalle Istituzioni e ancora poco conosciuto dalla Cittadinanza. Occorrerebbe seguire con maggiore partecipazione le mostre che si organizzano, dedicate agli artisti moderni e contemporanei. E’ da apprezzare molto, dunque, la decisione della classe seconda A di porre in risalto nell’e book un “gioiello” del nostro territorio; la seconda persona intervistata è stata la Dirigente Puzone, la quale, tra l’altro, ha evidenziato che “è proficua la collaborazione con le diverse realtà istituzionali e associative del territorio, indispensabile per realizzare una progettualità integrata, radicata sul territorio, ma, al tempo stesso, aperta al più vasto scenario europeo e mondiale”. Tra i vari desideri riguardanti la qualità della vita urbana a Casoria, espressi dagli alunni nell’ultima sezione dal titolo “VORREI”, ben corredata dalle loro foto, mi ha colpito particolarmente uno: “Se la scuola funziona, funzionerà anche il nostro futuro”. E’ straordinariamente vero: la vostra scuola vi sta fornendo gli strumenti e gli stimoli culturali adeguati per porre le basi del vostro avvenire e l’encomiabile lavoro svolto ne è una conferma; non ho dubbi che il vostro futuro funzionerà davvero! Ricordate sempre questa massima di Cicerone: “Non conoscere la propria storia significa restare eterno bambino”. Complimenti vivissimi, dunque! Qualunque sia il risultato del Concorso, avete già vinto, per aver posto l’attenzione con rispetto sulla vostra Città, di cui essere fieri per ciò che di bello custodisce.


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A cura della Dott.ssa Flavia Altieri, Biologo Nutrizionista

Alzheimer: un aiuto dalla menta? Secondo quanto suggerisce uno studio pubblicato sul Journal of Functional Foods proveniente dalla Charles Sturt University in Australia estratti di menta potrebbero avere un ruolo nella lotta all’Alzheimer. Forse non tutti sanno che la menta è un’erba tradizionalmente associata a effetti positivi sulla memoria. Ebbene gli esperti australiani hanno testato diversi tipi di menta in laboratorio per scoprire se la “saggezza popolare” trova effettivamente riscontro in evidenze scientifiche. Le osservazioni in laboratorio hanno dimostrato che la menta ha fortissimi effetti antiossidanti (che potrebbero aiutare a combattere i radicali liberi associati all’Alzheimer). Inoltre i ricercatori hanno visto che contiene numerose sostanze chimiche che potrebbero aiutare le capacità cognitive di pazienti con forme lieve e moderata di malattia. Lo studio, condotto da Paul Prenzler, individua in sostanze dette biofenoli, presenti nei diversi estratti di menta, il principio attivo con potenziale azione protettiva contro la demenza. Infatti i biofenoli sembrano avere un’azione di inibizione dell’acetilcolinesterasi, un enzima che distrugge un neurotrasmettitore implicato nella memoria, l’acetilcolina. La menta è una pianta erbacea, perenne, alta 50-60 cm dall’aroma pungente e dal sapore piccante unito a senso di freschezza. Vive dalla zona marittima alla regione montana, nei luoghi umidi, lungo i fiumi e i ruscelli. La menta è una pianta dalle tante proprietà terapeutiche: spasmolitiche (soprattutto a livello della muscolatura liscia dell’apparato digerente, ma anche delle vie aeree), carminative e coleretiche; decongestionanti e balsamiche (fluidifica le secrezioni dell’apparato respiratorio); rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antisettiche (per uso esterno). Vie-

ne impiegata a scopo terapeutico: nel trattamento di disturbi gastrointestinali e delle vie biliari; sindrome del colon irritabile; fermentazione intestinale; flogosi delle vie aeree superiori; affezioni catarrali delle alte vie aeree ecc. In erboristeria: la menta viene usata per la sua azione antisettica e rinfrescante, è anche antispasmodica e viene usata per tisane digestive, insieme a verbena e tiglio, e come blando analgesico per dolori di stomaco, nella eccitazione nervosa ed in casi di insonnia. In cosmetica la menta viene usata per aromatizzare dentifrici e collutori. In dietetica è utilizzata nell’industria dolciaria, alimentare e liquoristica e per aromatizzare prodotti farmaceutici e anche nelle migliori diete per insaporire gli alimenti al posto dell’olio e dei condimenti animali. Attenzione però ! Quando la menta viene assunta a scopo curativo è indispensabile ricorrere a forme farmaceutiche definite e standardizzate in principi attivi (mentolo e mentone), le uniche che consentono di sapere quante molecole farmacologicamente attive si stanno somministrando al paziente. Preparazioni erboristiche tradizionali come infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. E’ buona norma quindi rivolgersi al proprio medico di fiducia ed evitare i fai da te.


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PAOLA CONSOLETTI

RISTABILIAMO LA POLITICA E LE SUE LEGGI

Da un editoriale di qualche mese fa, del Direttore di Casoriadue, Nando Troise, riproponiamo dei temi sempre presenti ed attuali, dove la politica e le sue leggi devono essere rivisitate e messe in atto, soprattutto dove regna l’anarchia totale, in quelle zone lasciate isolate o falsamente dimenticate, come Casoria e tutta la zona nord di Napoli. Certamente è un “brutto” periodo, anzi un “brutto” clima, in quanto liberamente vengono rapinati negozi, negozianti e clienti, accade qualcosa di inverosimile, ciò vuol significare che questi “tipi spavaldi”, incoscienti, autoritari e temerari, ormai hanno poco timore e rispetto per le Forze dell’Ordine. E’ un brutto periodo, è vero, gente insospettabile viene arrestata e figli di persone perbene “assunti” per spacciare droga, maxitruffe presso i centri di gioco del poker e delle scommesse. Tutto questo disordine, disorienta i giovani, i cittadini e gran parte della popolazione, perché queste problematiche si riscontrano anche a livello nazionale, con notizie circa le violenze, gli abusi, la pedofilia e tanto altro ancora. Tra le tante notizie così diverse, lontane nel tempo e nel luogo, possiamo evidenziare un comune denominatore, la perdita di autorevolezza e di autorità

dello Stato e delle Istituzioni, in quanto la colpa non è degli spavaldi, dei truffatori, dei rapinatori o di quelle donne che aggrediscono ed insultano i poliziotti, quando vanno nei quartieri “difficili” per tentare di ripristinare l’ordine pubblico. NO! Infatti lo Stato perde la sua credibilità, la sua autorevolezza, a causa dei parlamentari che creano leggi per uso e consumo proprio, i quali ottengono l’impunità per sé stessi e per i loro membri, come ad esempio l’indulto, che ha generato e genera ancora effetti devastanti nella società, poiché ha regalato la libertà a numerosi detenuti. La città di Casoria, come tutta l’area nord di Napoli, è stata “investita” da questo spirito di gratitudine, per mol-

teplici detenuti, dunque tutti tornati in libertà per agire ed operare con furti, rapine ed anche morti ammazzati. Una giusta osservazione ci arriva da Robert Louis Stevenson, il quale diceva che “la politica è forse l’unica professione per la quale non si ritiene necessaria alcuna preparazione”. Probabilmente aveva ragione, visti i risultati del disordine in cui ci troviamo. Il “disordine”, ha origini storiche, sicuramente, e questo ha portato una lunghissima scia, sino ai giorni nostri, un “disordine” che regna anche nella musica, nell’arte, nel pensiero, un “disordine” che è sinonimo anche di fallimento, questo lo si può riscontrare nell’urbanistica di “regime”, con le costruzioni di case con finestre storte, grattacieli sbilenchi, quartieri invivibili. Lo stesso criterio viene seguito dall’architettura pubblica, sulla cui gestione, davvero catastrofica, si evidenzia un gruppo di architetti intellettuali, che Sgarbi ha definito “produttori di mostri”, e nell’area nord di Napoli, di mostri veri e propri da abbattere, ce ne sono, come le Vele di Scampia, il Nuovo Municipio di Casoria e tanto altro. Ristabilire l’ordine pubblico non è così semplice, soprattutto dove il disordine, ormai, fa da sovrano da lungo tempo.

GIUSEPPE NAPPA

Dal Re a Me l’omaggio di Antonio Ottaiano al grande Mario Merola al Teatro Cilea di Napoli

Dal Re a Me è l’omaggio che Antonio Ottaiano ha fatto al suo grande maestro: il grande Mario Merola, re indiscusso della sceneggiata napoletana. Lo spettacolo è stato rappresentato in vari teatri ed è arrivato al Teatro Cilea di Napoli. Scritto da Gigi Savoia e lo stesso Antonio Ottaiano. Per la regia di Gigi Savoia. Ottaiano da anni ormai porta in giro per l’Italia e non solo la sceneggiata napoletana e a dieci anni dalla scomparsa del Re Mario Merola gli ha voluto dedicare questo spettacolo autobiografico. Una compagnia di attori straordinari: Raimondo Salvetti, Maria Del Monte, Mario Aterrano Jack Otto, Nando Iannuzzi, Massimo Salvetti, Francesco Ruotolo,Arianna Brunelli e Gennaro Lapillo, Ornella Varchetta e Thayla Orefice. L’orchestra è dal vivo diretta dal maestro Peppe Fiscale con arrangiamenti del maestro Ginetto Ferrara. La produzione è Anfhoras di Carmine Gambardella. Antonio Ottaiano un grande artista

che è degno di portare la sceneggiata napoletana nel mondo, seguendo le orme del suo grande maestro l’indimenticabile e indiscusso Mario Merola complimenti ad Antonio e alla sua compagnia.


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DOMENICA 7 MAGGIO 2017 Avv. GIORGIO BORRELLI

19 email: avvocatogiorgioborrelli@gmail.com - web: www.avvocatogiorgioborrelli.it

IL DANNO DA VACANZA ROVINATA La prova dell’inadempimento. Il principio di diritto in tema di “danno da vacanza rovinata”, è stato individuato dalla Corte di Cassazione con la sentenza dell’11 maggio 2012, n. 7256. La Suprema Corte individua il cd. danno non patrimoniale “da vacanza rovinata”, inteso come il disagio psicofisico conseguente alla mancata realizzazione in tutto o in parte della vacanza programmata. E’ sufficiente che l’attore fornisca la prova dell’inadempimento poichè gli stati psichici interiori, per un verso, non possono formare oggetto di prova diretta e, per altro verso, sono desumibili dalla mancata realizzazione della “finalità turistica” (che qualifica il contratto) e dalla concreta regolamentazione contrattuale delle diverse attività e dei diversi servizi, in ragione della loro essenzialità alla realizzazione dello scopo vacanziero. Il caso in esame riguarda la vicenda di due coniugi che convenivano in giudizio la società organizzatrice il loro viaggio di nozze ed il Tour operator a cui si erano rivolti, chiedendo la condanna in solido dei danni subiti per servizi non goduti e per le somme spese durante il viaggio stesso, comprendendo anche il danno non patrimoniale da vacanza rovinata. In prima battuta, il Giudice di Pace condannava il Tour operator al pagamento della somma di €.738,00 oltre le spese processuali. Il Tour operator, pertanto, proponeva ricorso principale, mentre i due coniugi proponevano a loro volta appello incidentale: questa volta il Tribunale, riformando parzialmente la sentenza di primo grado, condannava in solido l’organizzatrice e il Tour operator al pagamento della somma di €.697,00 oltre accessori di legge. Dinanzi alla Corte di Cassazione sono emersi invece altri elementi essenziali, ovvero: se, nell’ipotesi di inadempimento o inesatta esecuzione del contratto rientrante nella disciplina che regola, in adempimento della direttiva n. 90/314/ CEE, i cd. “pacchetti turistici”, il danno non patrimoniale da vacanza rovinata, in senso stretto, quale pregiudizio conse-

guente alla lesione dell’interesse del turista di godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo, e quindi, quando non vengano in rilievo lesioni all’integrità psicofisica tutelate dall’art. 32 Cost., sia risarcibile, ex art. 2059 cod. civ., che, stante il carattere tipico della tutela di interessi non connotati da rilevanza economica, necessita di una fonte normativa ordinaria espressa, o del fondamento costituzionale, in riferimento ai diritti inviolabili della persona (art. 2 Cost., 4, 13, 29, 30), e al diritto alla salute (art. 32 Cost.), o di una fonte comunitaria, in ragione della prevalenza del diritto comunitario su quello interno. La Suprema Corte offre una risposta positiva alla questione facendo riferimento ai precedenti giurisprudenziali ed alla dottrina prevalente. In particolare, si prevede che, qualora l’inadempimento “non sia di scarsa importanza ai sensi dell’art. 1455 del codice civile, il turista può chiedere, oltre e indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta”. Altra questione collegata è se nel caso di inesatta esecuzione del contratto, la lesione dell’interesse alla vacanza contrattualmente pattuita, che trova riconoscimento nella disciplina normativa del pacchetto turistico, posta a tutela del consumatore, debba o meno avere il carattere della gravità, nel senso che l’offesa di tale interesse, per essere risarcibile, debba superare una soglia minima di tollerabilità. La Corte si è espressa ha evidenziato l’insussistenza di limiti normativi ed ermeneutici, tuttavia essa ritiene che limiti discendano dall’art. 2 della Costituzione. Infatti, la sentenza espressamente recita: “(...) in riferimento ai diritti inviolabili della persona, la necessità della gravità della lesione dell’interesse, che per essere risarcibile deve superare una soglia minima di tollerabilità, trova fondamento

nel dovere di solidarietà, di cui all’art. 2 Cost., che impone a ciascuno di tollerare le minime intrusioni nella propria sfera personale inevitabilmente scaturenti dalla convivenza e, quindi, in riferimento al rapporto tra singolo individuo e singoli, ma indifferenziati, individui componenti la società civile. Per quanto riguarda il diritto alla vacanza contrattualmente pattuita, la necessità della gravità della lesione dell’interesse e il superamento di una soglia minima di tollerabilità, trova fondamento nella sempre più accentuata valorizzazione della regola di correttezza e buona fede oggettiva, cioè della reciproca lealtà di condotta, che accompagna il contratto in ogni sua fase; regola specificativa - nel contesto del rapporto obbligatorio tra soggetti determinati - degli inderogabili doveri di solidarietà, di cui all’art. 2 Cost., e la cui violazione può essere indice rivelatore dell’abuso del diritto, nella elaborazione teorica e giurisprudenziale (...)”. Dunque, spetta al giudice del merito individuare il superamento o meno di tale soglia, avuto riguardo alla causa in concreto, ovvero, la “finalità turistica”, che qualifica il contratto “determinando l’essenzialità di tutte le attività e dei servizi strumentali alla realizzazione del preminente scopo vacanziero emergente dal complessivo assetto contrattuale, e considerando l’autonoma valutabilità dell’interesse allo svago e riposo rispetto al danno patrimoniale subito, atteso che il primo, a seconda del peso della prestazione contrattuale non adempiuta, può ben superare il secondo e non può appiattirsi su questo”. (Rif. www.Altalex.it – giugno 2012, nota Alessandro Ferretti – Codice del Consumo Decreto legislativo, 06/09/2005 n° 206, G.U. 08/10/2005 , Corte di Cassazione sentenza n. 7256 -11 maggio 2012, Costituzione Italiana artt. 2, 4, 13, 29, 30 e 32).

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