DOMENICA 26 MARZO 2017
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ANNO XVI - N° 13 - DOMENICA 26 MARZO 2017
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Promemoria per l’avv. Pasquale Fuccio per chi non lo sapesse: Sindaco di Casoria
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l’editoriale di Nando Troise
Promemoria per l’avv. Pasquale Fuccio per chi non lo sapesse: Sindaco di Casoria
Giovedì 16 marzo, dopo i vari blitz fatti al Loreto Mare, a Nola ed in tanti altri uffici pubblici in Campania ed in Italia, scovando ed arrestando gli ormai famosi “furbetti del cartellino”, incontro uno dei più importanti imprenditori di questa Città, chiamiamolo Mimmo. Appena mi vede, mi fa: “i dipendenti comunali siete dei parassiti. Vi debbono arrestare tutti, voi ed i vostri dirigenti che sono anche peggiori”. Guarda, Mimmo, ti sbagli. E sai perché? Te lo spiego subito: chi detiene le leve del comando e cioè la Politica, l’Alta Finanza, l’Imprenditoria e la Camorra, approfittando di quanto successo a Sanremo, a Giugliano, a Nola, al Loreto Mare, è riuscito ad inculcare in gran parte della società civile questa leggenda metropolitana. Prima hanno instaurato il “porciocomodismoproprio” con la complicità di funzionari e poi hanno fatto partire la propaganda che i dipendenti pubblici non vogliono fare niente. Ed è questa la loro
logica per poter fare sia gli affari che le privatizzazioni. Una intelligence seria, determinata ed accorta, troverebbe in modo molto facile, senza nemmeno un grande impegno, il perché sono scomparse le grandi Industrie, come si sia riuscito a cementificare Casoria così tanto, come sono avvenuti per tanti anni facili e strani arricchimenti, i fitti passivi, i debiti fuori bilancio gli sperperi di tutte le Amministrazioni, alcuni conflitti di interessi ed il perché di alcune privatizzazioni. Basterebbero pochi e mirati controlli. E tu lo vuoi dai dipendenti pubblici, caro Mimmo? In totale maggioranza persone davvero perbene che lavorano, sì lavorano. Producono servizi indispensabili per la collettività. Quando li fanno lavorare gli innamorati delle privatizzazioni, i simpatizzanti dei palazzinari. Con stipendi che somigliano a dei rimborsi spese. Hanno la colpa, i dipendenti pubblici, di fidarsi di generazioni politiche che li ha usati e manovrati con la parte-
cipazione politica di dirigenti e direttori di servizio ubbidienti al Potere. Hanno le colpe, i dipendenti pubblici, di aver sempre determinato chi dovesse vincere le elezioni amministrative. So bene anche che questo dell’attacco al pubblico dipendente è un luogo comune che difficilmente potrà essere abbattuto. E sono, per prima, i dipendenti pubblici a doverlo capire ed agire di conseguenza. E veniamo al pro memoria. I responsabili (colpa o merito, dipende da come e chi legge) della vittoria di Pasquale Fuccio sono: la sezione locale del PD e della caparbietà del gruppo consiliare di opposizione all’Amministrazione Carfora & Casillo nel non aver mai mollato e di essere riusciti ad ottenere il simbolo del loro partito; i tanti movimenti che si sono schierati a favore di questa Idea: da Libera mente alla famiglia Polizio, “A viso aperto” al gruppo di Sergio D’Anna. continua a pagina 4
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Sto cercando di sostenere questa Amministrazione per dare loro il tempo di riuscire a mettere in atto pensieri, parole ed opere. Continuerò a pensare ad un gruppo di giovani arrivati a Casoria per imporre Trasparenza e Legalità. E’ dal 2000, con i rischi che essa comporta, quando organizzai un convegno, titolato “Trasparenza e Legalità”, a commento della relazione dell’Ispettore della Finanza Pubblica, dr. Vincenzo Ambrosio e il suo staff. Da quel convegno scaturirono diverse interrogazioni parlamentari scritte perlopiù dall’allora Senatore della Repubblica e componente della Commissione Parlamentare Antimafia, Michele Florino, all’allora Ministro dell’Interno Enzo Bianco. Abbiamo continuato, non ci siamo mai fermati; A memoria del Sindaco di Casoria: Pasquale Fuccio, in quell’epoca era già in politica e come lui tantissimi che siedono ancora nei banchi del Consiglio Comunale o in posizioni di sottogoverno; a loro memoria propongo alcuni titoli del nostro impegno giornalistico avvenuto nell’epoca del primo scioglimento consiliare di questa Città (poi ne sono arrivati altri tre). 16 gennaio 2005: “Rifondazione Comunista denuncia il Dirigente del Settore Urbanistica”; Poi nei numeri a seguire: “un affare al di sopra di ogni sospetto. Cento miliardi di lire a trattativa privata”. “Casoria & l’abusivismo edilizio”, “i rifiuti, la tassa della vergogna, Casoria Ambiente e altro”, “Ruspe sulla storia? E’ scontro sul restauro e sui “recuperi”, “Casoria & il Palazzo Comunale: alle soglie del crac”. “La marcia di Casoria. Odio tutti i vecchi marpioni”, “Casoria & le vicende del “Palazzo”: Markette. La hit parade delle Commissioni Consiliari”, “E’ la sinistra che si è infiltrata nella destra o la destra nella sinistra? Non rompeteci il Comune”.
24 aprile 2005: “Tentata strage: San Mauro salva i bambini di Casoria. L’unica Città al mondo dove il crollo di case e scuole non provoca né feriti né morti”. 1 maggio 2005: “Mese nuovo vita vecchia. Maggio nasce all’insegna di Urbanistica, rifiuti e crolli. Salviamo la politica dagli “avvoltoi”. “Arriva a Casoria la Commissione di Accesso”. “Il crollo alla Scuola Cardinale Maglione. Il cedimento del solaio di copertura dell’Auditorium”. “Il grande crac. Chi è il colpevole?”. “Cosa c’è dietro il crollo di tanti settori del Comune? Grandi crac”. “Sentimenti come business. Quanto costa morire!”; “I permessi a costruire. Più facile di così….?”; “Casoria apre allo studio del suo territorio. Poche le possibilità di lavoro per i laureati. L’aumento della cementificazione penalizzerà anche le future generazioni. Quel che resta di Casoria. Raccontiamo gli anni della “grande illusione”; le conquiste, le delusioni e i mille “vincoli” imposti dalle “leggi di mercato”. “Povera Casoria: che fine che hai fatto? Nel 1948 perla dei Comuni a Nord di Napoli: oggi, degrado e tanto malessere”. “Scuola? Città del Libro? Raccolta differenziata? Restano solo i rifiuti. L’inca-
pacità di ieri, di oggi… di sempre”. “Lo Stadio ancora chiuso”. “Mercato rionale, carenza idrica, mancata sorveglianza: via Calvanese con i problemi di sempre”. 17 luglio 2005: “La Camorra è l’argomento principe del nostro vivere sociale, civile ed economico ma durante l’anno giornalistico 2005 che andiamo a terminare abbiamo toccato tantissimi argomenti. Abbiamo raccontato la lunga ed infinita storia del mercato ortofrutticolo, lo scandalo dei fitti passivi……….” 11 settembre 2005: “Palazzetto dello Sport, Spazzatura ed Igiene. Viabilità e Vivibilità. Chiudiamo la città ai “soliti”. “Svolta per le aree dismesse”; “Casoria, terra di conquista”, “Razza padrona. Cosa c’è dietro la politica?” “L’Igiene Urbana, gli avvisi di garanzia: slalom ai problemi. Ridiamo alla politica la dignità perduta”. “Intrighi di Palazzo: il Prefetto di Napoli Renato Profili ha chiesto al Consiglio dei Ministri lo scioglimento del Consiglio Comunale perché condizionato dalla Camorra”. “In gravi difficoltà la macchina aziendale di Casoria Ambiente. Protestano per i disservizi i cittadini di alcune zone non servite a dovere”. “Stadio chiuso, si infittisce il mistero”. 23 ottobre 2005: “Scioglimento avvenuto, centro sinistra a pezzi. Casoria invasa da ladroni e avvoltoi? Aiuto, le guardie! DS, Margherita e cespugli si preparano a scaricare tutte le responsabilità sul Sindaco”. “Cosa c’è dietro il crollo della maggioranza? Grande Crac”. “Si è toccato il fondo senza risalita”. “Casoria & il degrado: “Ponte tre luci” e dintorni”. “Casoria & lo sport & le infrastrutture: campo volley all’aperto: è nello Stadio San Mauro, costò trecento milioni di lire alla comunità, mai inaugurato!” “La lista del malaffare”, “Fatti e misfatti in nome della politica”. Arrivò la Commissione Straordinaria………. Con le storie di ieri (12 anni fa), di oggi, di tutti i giorni, dei nostri giorni.Al Sindaco: Buona Notte e Buona Fortuna.
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ANTONIO BOTTA
CASORIA PAGA LO SCOTTO DI UNA CLASSE DIRIGENTE DEBOLE E LITIGIOSA
Il dott. Giuseppe Ferrara è stato Segretario Generale del Comune di Casoria dal 15/7/2011 al 31/10/2014: un incarico di somma importanza visto che tale figura, in base alla normativa vigente, svolge vari delicati e impegnativi compiti; tra essi, quello di assolvere all’alta direzione di tutti gli uffici e servizi. È anche capo del personale ed assume le iniziative volte ad assicurare unità di conduzione complessiva della gestione amministrativa affidata alla sfera burocratica. Esercita, inoltre, il potere sostitutivo nei casi di accertata inerzia ed inefficienza del personale, verificando l’efficacia e l’efficienza dell’attività degli uffici e del personale ad essi preposti; è da porre in rilievo, infine, che cura l’esecuzione dei provvedimenti dei quali verifica la fase istruttoria emanando tutti gli atti ed i provvedimenti conseguenti e necessari per l’esecuzione delle deliberazioni. Ringrazio per la sua disponibilità il dott. Ferrara per aver concesso l’intervista. Casoria, nei vari anni in cui è stata governata da schieramenti di sinistra e di destra, ha perso alcune importanti occasioni per diventare una città moderna e funzionale. A chi attribuire, a suo avviso, le maggiori responsabilità: all’incapacità della classe dirigente locale, alla burocrazia farraginosa o ad altri fattori di cui lei è a conoscenza? Ritengo che le responsabilità vadano individuate nella debolezza della politica locale e soprattutto nella responsabilità della classe dirigente di Casoria.Per classe dirigente intendo non solo quella politica,ma ancor di più quella imprenditoriale,quella delle professioni,quella della cultura .E’ sua la gran parte delle responsabilità per la mancata realizzazione di quegli interventi necessari ed improcrastinabili per fare della città di Casoria una città moderna e d’avanguardia. Ad esempio: il progetto “La Città del libro”, il Palacasoria, che ha reso Casoria, solo per poco tempo, nota a livello nazionale con la trasmissione televisiva “Furore”, e purtroppo non fruibile attualmente dalla cittadinanza; la bonifica delle aree dismesse, che avrebbero potuto diventare “polmoni “ verdi di una Città inquinata e intossicata o spazi sociali per gli anziani e i bambini; lo stesso stadio comunale,
A colloquio con il dott. Giuseppe Ferrara, già segretario comunale del Comune di Casoria
la cui ristrutturazione è durata oltre venti anni. Due compagini governative, la prima a guida Ferrara e la seconda a guida Carfora, sono state sciolte, perché sfiduciate. Casoria, allora, è una Città ingovernabile, per l’alto tasso di rissosità e /o per gli interessi “corporativi” degli amministratori? La classe dirigente di Casoria è apparsa nei momenti topici delle grandi decisioni, rissosa, litigiosa, non per interessi corporativi, ma semplicemente per beghe squisitamente politiche. Non ho mai percepito, durante il periodo di permanenza a Casoria, l’esistenza di una classe dirigente degna di questo nome, capace di farsi carico del futuro della città. Ho percepito soltanto una litigiosità atavica, che ha comportato per alcune consiliature una fine prematura. Un consiglio comunale dovrebbe sciogliersi anticipatamente quando il progetto politicoamministrativo promosso dai cittadini non trova attuazione, ovvero,se qualche forma di realizzazione vi è stata,ciò è avvenuto soltanto in minima parte rispetto agli obiettivi iniziali. In effetti l’azione di governo fallisce producendo un solco sempre più profondo tra i cittadini e le istituzioni. Questa probabilmente è la causa che ha comportato la fine prematura del governo “Carfora”. La stampa locale spesso denuncia l’abusivismo edilizio a Casoria: le aree periferiche, infatti, sono state sommerse nel corso degli anni da enormi colate di cemento, senza, peraltro, che si sia provveduto a dotare di servizi tali zone. Per fare cassa si è largheggiato in licenze e condoni. D’altra parte, è quanto meno strano che si spendano risorse pubbliche per fitti passivi e briciole si ottengano dai canoni di locazione di immobili di proprietà del Comune. Cosa ne pensa lei? In ordine alla problematica inerente gli abusi edilizi è risaputo che i Comuni hanno poca voglia di verificare le costruzioni abusive ed ancor meno voglia di eseguire gli ordini di demolizioni. Il co-
mune di Casoria non si sottrae, purtroppo, debbo ritenere, a questo andazzo. Ad onor del vero, ma non certo a difesa dei tanti casi di mala gestione, va ricordato che i Comuni hanno subìto pesanti tagli alle entrate da parte del governo centrale durante gli anni dell’austerity. Gli oneri concessori rivenienti dai condoni hanno contribuito a lenire per le casse del comune di Casoria le pesanti perdite di bilancio. Bilanci, probabilmente gonfiati da crediti di dubbia esigibilità. I nodi purtroppo sono venuti al pettine. Dal 2015 il Ministero dell’Economia ha deciso di porre fine al sistema dei falsi in bilancio legalizzati ed ha quindi imposto ai Comuni un’operazione di ripulitura dei conti. E’stato introdotto il principio della “competenza finanziaria potenziata o a scadenza”, un istituto molto simile al bilancio di cassa che obbliga l’Ente a spendere solo quei soldi che ha effettivamente incassato. Il comune di Casoria si è probabilmente “dissanguato” per questo motivo in particolar modo,non certamente per il pagamento di canoni per fitti passivi esosi e riscossione canoni fitti attivi irrisori. In varie parti d’Italia sono stati scovati i “furbetti” dei cartellini, ma sarebbe meglio definirli disonesti e ladri dei soldi della collettività. A suo parere, quanto è veritiera la voce secondo cui, nel Palazzo comunale di Casoria, in passato, delegati del popolo erano presenti solo virtualmente nelle commissioni consiliari, ma fisicamente assenti, per accaparrarsi lo stesso i gettoni di presenza? Durante il mio periodo di permanenza a Casoria i consiglieri presenziavano fisicamente alle sedute delle commissioni consiliari(così ,mi veniva riferito dai segretari delle stesse). Il paragone con i “Furbetti del cartellino” non pare possa reggere. L’onere più rilevante non è il gettone di presenza pari a circa netti € 30 a seduta,bensì la remunerazione che il Comune per legge deve erogare alle aziende presso cui il consigliere è dipendente,qualora le riunioni delle commissioni avvengano durante il suo orario di lavoro. L’antitodo esiste e potrebbe essere quello di tenere le riunioni nel tardo pomeriggio o addirittura il sabato. Ma questa allo stato sembra vera utopia.
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6 PAOLA CONSOLETTI
FRATELLI D’ITALIA A CASORIA CON LUCA SCANCARIELLO
Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, noto anche come Fratelli d’Italia, è un partito politico italiano. Fondato come Fratelli d’Italia centrodestra Nazionale, in occasione delle elezioni politiche del 2013 si è presentato all’interno della coalizione di centro-destra. Il 24 Febbraio 2014 è stata assunta la denominazione attuale, inoltre lo stesso 23 e 24 Febbraio 2014, si sono svolte le primarie per scegliere il nuovo simbolo e per confermare Giorgia Meloni nuovo Presidente. Con la sua ideologia, il partito rivendica le posizioni della destra classica occidentale, ispirandosi all’esperienza di Alleanza Nazionale e mantenendo naturalmente chiari, legami storico-culturali con il Movimento Sociale Italiano- Destra Nazionale. In materia economica vengono sostenute tesi riguardanti l’abbandono dell’euro, per riacquisire la sovranità monetaria e l’attuazione di forme di protezionismo, per la salvaguardia del Made in Italy. Giorgia Meloni, inoltre, ha incontrato Marine Le Pen, ed ha gettato le basi per un’alleanza con il francese Front National. Per il partito, la globalizzazione incontrollata e la società multiculturale, vengono considerate lesive del concetto di “preferenza nazionale”, invece in materia di diritti civili, il partito si è opposto ai matrimoni gay ed all’ omogenitorialità, nella consapevolezza di dover salvaguardare la famiglia tradizionale. A Casoria, il partito Fratelli d’ItaliaAlleanza Nazionale, ci permette di incontrare, il Vice Presidente Regionale, nonché Dirigente Nazionale dello stesso, Luca Scancariello, giovane, ma con una
grande esperienza politica, ben 25 anni di attività, con una trafila cominciata nel 1992 con la destra AN, il popolo della libertà, per poi abbracciare attivamente il progetto di Giorgia Meloni, con il partito Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. Luca Scancariello ci sottolinea che, in questo preciso periodo, sono impegnati in una fase precongressuale, per ridisegnare il nuovo Presidente cittadino ed il nuovo Direttivo politico. La sede del partito è ubicata in Via Tasso a Casoria, ed è proprio da questa sede che si snodano le varie attività ed operatività politiche. Scancariello, alle ultime elezioni Amministrative, per una manciata di voti, non è riuscito ad acquisire la carica di Sindaco al Comune di Casoria, probabilmente i cittadini non hanno condiviso il programma del partito Fratelli d’italia, dando fiducia a chi oggi governa. Il Vice Presidente Luca, sottolinea, che
tra pochi mesi l’attuale Amministrazione al Comune, con il sindaco Fuccio, segnerà il primo anniversario e, a tal proposito, risulta molto difficile dare un giudizio positivo sull’attività svolta fino ad oggi, non ci sono stati effettivamente grossi risultati, ma nemmeno piccoli, non si vede ancora nulla. E’ un’Amministrazione giovane e dovrebbe espletare innovazioni, idee e tanto altro, invece al contrario e purtroppo, lascia molto a desiderare. Scancariello spiega, che per i primi mesi da parte loro, in qualità di opposizione, c’è stato un tacito e totale silenzio, proprio per dare la possibilità alla nuova Amministrazione di potersi insediare, ma ad oggi la risposta va da sé, una sorta di incapacità amministrativa, un vuoto con cui non ci si può confrontare e, andando avanti con tale atteggiamento, l’obiettivo sarà quello di raggiungere un dissesto finanziario o totale. Casoria ha una grande necessità, impostare un programma realmente attivo, quello che prevede il controllo su tutto il territorio, attraverso proposte e attraverso l’adempienza di tutti i punti fondamentali, che possono creare risoluzioni alle problematiche che il Comune, ad oggi, non è riuscito a colmare. In poche parole un programma chiaro, pulito, giovane e ben definito, che sia in grado di riempire quel vuoto ormai così “vuoto” da tempo. Luca Scancariello, infatti spera, soprattutto per i cittadini di Casoria, che il non attivismo sino ad ora vissuto, possa riuscire a divenire attività concreta, anche perché questo Comune, altamente popolato, necessita di emergere in ogni ambiente e non può permettersi di fallire ancora una volta.
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DOMENICO BORRIELLO
CRONACHE DALLA STAZIONE Questa settimana abbiamo deciso di dare uno sguardo al passato e ritornare su una notizia che merita un approfondimento. Sulla linea del tempo dobbiamo muoverci di poco meno di un anno e, precisamente, dobbiamo ritornare a pochi minuti dalle ore 20 del 10 agosto 2016. In molti, infatti, ricorderanno l’incendio che colpì la stazione ferroviaria di Casoria. Di preciso si trattò di un incendio a un edificio inutilizzato all’interno, chiuso e vuoto, e di proprietà della FS. I Vigili del Fuoco e la pattuglia dei Carabinieri giunti sul posto constatarono che a far scaturire l’incendio furono una serie di rifiuti che andarono in combustione sotto una finestra non protetta da infisso. Prendiamo spunto da questa notizia per dare valore ad una domanda significativa: “Perché la stazione ferroviaria di Casoria non è adegua-
tamente valorizzata?”. Il fatto dell’incendio, probabilmente dovuto a dei rifiuti bruciati, dovrebbe indurci ad una riflessione. La stazione di Casoria è uno snodo cruciale del trasporto per quanto riguarda la nostra città perché permette a migliaia di pendolari di Casoria e comuni limitrofi di raggiungere scuola, università o posti di lavoro, sia che essi siano dislocati nel napoletano che nel casertano. Tuttavia i disagi dei pendolari non sono pochi: al momento mi trovo in Spagna, ma mi è giunta anche qui la protesta dei pendolari contro l’ennesima soppressione di un treno in una fascia oraria delicatissima come quella del mattino. E purtroppo sono soppressioni che arrivano in una già poco rosea situazione, che vede un numero di treni veramente esiguo, considerando soprattutto il bacino d’utenza che ogni giorno prende lette-
ralmente d’assalto la stazione di Casoria. Altro tasto dolente è certamente quello della domenica, dove i collegamenti con Napoli, da Casoria, sono praticamente inesistenti. “Sì, ma la domenica non si lavora e non si va a scuola o all’università” qualcuno mi dirà. E io colgo l’occasione per rispondere che, ad esempio, un ragazzo di Casoria a causa di tuttò ciò ha molte possibilità in meno rispetto ad un ragazzo che vive a Napoli. Ad esempio un’iniziativa stupenda come quella della “Prima domenica del mese gratis al Museo” è difficilmente accessibile ad un casoriano non automunito. Ed è solo uno dei tanti, tantissimi esempi che possiamo fare. Altra situazione che in molti, spesso e volentieri, non prendono in considerazione è che la stazione di Casoria, purtroppo, non permette a tutti di prendere il treno. Persone con disabilità,
ad esempio, per arrivare al binario 3, che per intenderci è quello oltre il sottopassaggio, devono affrontare non poche difficoltà. Non solo non si è creata una città accessibile a tutti, ma anche i servizi, purtroppo, non lo sono. In un’ottica di crescita e di sviluppo questi sono fattori chiave che non possono essere minimamente sottovalutati. Insomma, siamo partiti da una notizia, quella dell’incendio alla stazione, che evidenzia come, certe volte, siamo incuranti dei nostri luoghi “fondamentali” e li trattiamo molto alla buona. Un peccato, veramente un peccato. Perché, come già detto, una stazione come quella di Casoria-Afragola ha delle potenzialità veramente incredibili. Non sfruttate, come l’intero potenziale della città. “Noi faremo”. “Noi diremo”. “Poi valuteremo”. E la situazione non cambia, mai.
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8 AVV. DIANA SANTUCCI
“Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” Sabato 18 marzo 2017, in occasione della XXII Giornata della memoria, si è tenuto un incontro pubblico nella sala della biblioteca comunale “mons. Mauro Piscopo” di Casoria per ricordare le vittime innocenti della criminalità organizzata. L’incontro è stato moderato dal Direttore di Casoriadue, Nando Troise, che ha introdotto i lavori ricordando i nomi delle vittime: Andrea Nollino, Antonio Coppola, Stefano Ciaramella, Carmela Parisi, Raffaele Ferrara, Nicola Ferrara, Salvatore Canneva, Andrea e Sergio Esposito, Ernesto Ciampa, Pino Liotta, Gerardo Citarella, Enzo Pilato. Hanno partecipato all’evento l’on. Antonella Ciaramella, la moglie di Andrea Nollino, Antonietta Sica e la famiglia di Esposito Ferraioli. Il sindaco Pasquale Fuccio ha tenuto il primo intervento, ricordando questi uomini che hanno perso con violenza la vita e l’auspicio è quello di «non dover più organizzare nuovi incontri per la memoria di nuove vittime. Gli obiettivi da perseguire sono due: – prosegue il Sindaco – il primo consiste nella formazione di un progetto culturale; il secondo, nel fare una politica che dia una risposta ai problemi occupazionali del Meridione…e per attuare ciò è necessario un programma decennale, poiché c’è un problema di esiguità di risorse rispetto alla vastità degli eventi, ma metteremo in campo tutte le nostre forze. In particolare è necessaria la presenza sul territorio dello Stato e metteremo in campo un’azione di repressione e controllo, poiché il cittadino percepisce lo Stato attraverso uomini e donne che indossano la divisa». Il messaggio che il Primo cittadino ha voluto lanciare alla platea è quello di una politica pulita, che è con il cittadino, al suo fianco ed al suo servizio, perché la politica è fatta da persone perbene, dove la legalità è un presupposto. In conclusione dell’intervento, il Sindaco ha chiesto ai tanti giovani presenti «di usare la memoria e di stare dalla parte giusta». Subito dopo ha preso la parola l’Assessore alla Sicurezza, Fabio Esposito, il quale ha ricordato «quegli uomini e quei ragazzi che hanno perso la vita per essersi trovati
nel posto sbagliato al momento sbagliato, partendo dal piccolo Andrea Esposito, un bambino di 9 anni ammazzato in un raid criminale». I lavori sono proseguiti con l’intervento della Comandante della Polizia Municipale di Casoria, il col. d.ssa Anna Bellobuono, la quale ha invitato tutti a prestare attenzione e scegliere per il bene, affermando che «la memoria ci aiuta a scegliere e a non commettere gli stessi errori. La cultura ci aiuta a crescere». Inoltre ha sottolineato che bisogna prestare attenzione per il territorio, mettendo in campo strategie che diano sicurezza al cittadino. Emozionante è stato il discorso profondo e sentito della Consigliera Regionale Antonella Ciaramella, che con le lacrime agli occhi ha raccontato della tragica scomparsa del fratello Stefano, morto nel 2001 per difendere la fidanzatina: «Non ho molte parole. Questi momenti sono per me molto difficili e complicati perché mi rivedo nelle storie di ognuno e rivivo sia la mia storia che quelle delle vostre famiglie. E’ stato difficile soprattutto le prime volte partecipare a degli incontri, perché non sapevo se era opportuno o meno e se ce l’avessi fatta. Ci vuole tempo, quello necessario per capire cosa sia successo e
poi ho capito che bisogna farlo, perché ricordare è importante: per noi, affinchè i nostri familiari non siano dimenticati e non muoiano un’altra volta. Dobbiamo ricordare che noi siamo vivi e che abbiamo mantenuto la nostra dignità, la nostra umanità e la nostra capacità di non arrabbiarci se qualcuno di voi ride mentre parliamo di vostri coetanei o di uomini che oggi avrebbero la mia età. E non ci sono più. Non perché erano delinquenti, non perché facevano un lavoro pericoloso, non perché erano delle teste calde, ma semplicemente perché stavano per strada. Quello che mi fa paura e che mi fa stare male non è la morte di Stefano, che non aveva ancora compiuto 17 anni, ma è che dopo tanti anni stiamo peggiorando, perché se all’epoca non era un comportamento pericoloso allontanarsi dal gruppo per stare con la fidanzata, oggi diventa pericoloso anche andare a scuola. Siete agitati e nervosi. Vorrei tanto ascoltarvi e capire cosa passa nelle vostre teste. Bisogna essere equilibrati ed ognuno deve domare le proprie emozioni. State ora scegliendo quale adulto diventare, ma siete distratti. Bisogna usare bene il tempo, altrimenti lo abbiamo perso per sempre. Il tempo non torna, anche nelle tragedie più grandi bisogna restare umani ed uniti, solo così possiamo essere felici, perché cari giovani dovete inseguire la felicità». Il convegno è proseguito con l’intervento della Prof.ssa Maria Saccardo, responsabile dell’Associazione “Libera”, che ha cercato di far prendere coscienza ai giovani delle responsabilità proprie di ognuno per risanare il territorio, affermando che «innocenti o colpevoli, nessuno merita di morire così». In occasione dell’incontro è stato proiettato un filmato in ricordo delle vittime della criminalità organizzata. Il convegno si è concluso con l’intervento dei rappresentanti scolastici: il preside dell’I.C. “Andrea Torrente”, Prof. Giovanni De Rosa e la vicepreside dell’Istituto Polispecialistico Gandhi, Prof.ssa Lucia Russo, che hanno invitato i ragazzi di tutte le scuole alla partecipazione attiva sul territorio.
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ANTONIO VALENTI
Nino Simeone, autobus solo ANM a Napoli e CTP in Provincia Uno strano rosario, quello dei Trasporti a Napoli e Provincia; si passa dai misteri gaudiosi recitati dal Comune di Napoli, ai misteri dolorosi e l’intervista bis è d’uopo, come direbbe Totò, con Nino Simeone, già nostro interlocutore e presidente della Commissione Trasporti del Comune di Napoli per un meditazione bis sui “misteri”. In primis la situazione si è normalizzata? “Diciamo che è normale per come è la “norma” della situazione napoletana” Una settimana da non ricordare: black out per scioperi selvaggi e mancata uscita e/o rientri anticipati per autobus guasti. Tutto a posto e niente in ordine allora? “E’ nato tutto dalla dichiarazione improvvida di un Dirigente, ora si occupa di altro, che ha affermato che l’accordo raggiunto tra il Comune e l’Azienda non era fattibile, da qui è partita una reazione a catena, un tam tam incontrollabile a partire dallo sciopero e tutto il resto che hanno smentito le nostre prime previsioni ottimistiche” Per i Sindacati numerosi i misteri dolorosi di questo rosario da meditare. I primi sotto accusa sono i Dirigenti con alte remunerazioni e bassi capacità manageriali che sarebbero la causa prima di questa situazione. “Il piano su questo punto prevede un taglio del 20% per i soli dirigenti e non per i lavoratori e questo è un punto da chiarire; pure va detto che l’amministratore unico Alberto Ramaglia, con un incarico di tali responsabilità, percepisce uno stipendio di 53 milioni lordi annui. Ci sono altre posizioni stipendiali più alte: non li ha messi la Giunta attuale e comunque non si possono licenziare, da qui la decurtazione”. Profondo rosso nel bilancio aziendale. “C’è un passivo di 42 milioni di euro, conseguente al taglio del 30% dello Stato agli Enti Locali: da 67 milioni annui, negli ultimi 3 anni, si è passati, a 53 con una decurtazione di 14 milioni annui che moltiplicati per 3 fanno 42, l’ammontare del bilancio è tutto lì, elementare. Anche il taglio al welfare dipende da questi tagli” Il presidente De Luca alla Regione, ha azzerato un passivo di 300 milioni all’EAV. “La Regione ha ricevuto i 300 milioni
dallo Stato con suoi accordi, elementare. Va pure detto che De Luca gestisce la quasi totalità dei flussi economici della Regione con la delega alla Sanità, il 65% e i Trasporti, il 25%, per un totale, quindi del 90%. In 3 anni la Regione ci ha dato in tutto 5 autobus, l’ANM ne ha acquistati 16” Come si copre il disavanzo di gestione come richiesto per legge? “Con il trasferimento ad ANM di un patrimonio immobiliare di 65 milioni costituito da depositi e parcheggi, già in gestione all’azienda, riportiamo il bilancio in attivo” In buona sostanza una ricapitalizzazione senza immissione di liquidità ma solo con immobili, non saranno felici i creditori. “I debiti sono essenzialmente interni, irrilevanti quelli esterni, diciamo ineriscono la gestione corrente dell’Azienda; il bilancio, comunque, con il piano industriale di rilancio va approvato entro il 30 marzo per evitare il fallimento dell’Azienda con tutte le conseguenze che ne deriverebbero per i cittadini e i lavoratori” Tutto sommato una soluzione contingente per “apparare” il bilancio annuale ma non per dare serenità per il futuro con soluzioni strutturali. “Il piano industriale di rilancio non si limita alla cessione degli immobili. Strutturali saranno gli aumenti dei biglietti, 10 centesimi all’anno per 3 anni, a partire da quest’anno; inoltre sarà aumentato il costo dei permessi di sosta per i residenti con un incremento proporzionato al reddito, dai 10 euro attuali, ora per tutti, che da quest’anno resterà
tale solo per i redditi più bassi mentre per le fasce più alte il costo dei permessi sarà compreso fra i 50 e i 150 euro”. I cittadini interessati sono sul piede di guerra e parlano di un aumento del 1500%. “Il fatto è che gli stalli, in pratica i parcheggi con strisce blù, sono circa 25.000 e oltre 20.000 i permessi per i residenti. Per gestire il servizio occorrono tra i 170 e 200 dipendenti, in pratica non si coprono i le spese e il servizio è passivo, inoltre la sosta che dovrebbe essere a rotazione per tutti i cittadini talvolta è permanente”. Ritornando ai mezzi pubblici anche la Provincia e la CTP saranno interessate dalla ristrutturazione aziendale, premesso che anche la CTP non è che se la passi bene. “Per la CTP i cui dipendenti, sia chiaro, non percepiscono il premio di produttività, è previsto nell’immediato il passaggio, in una prima fase su base volontaria, di 160 autisti dall’ANM alla CTP, e questo perché l’ANM si occuperà delle linee a tratta urbana, cioè Napoli, e la CTP delle linee suburbane, cioè i Comuni della Provincia. Questo è un beneficio economico per la CTP perché queste linee sono attive. In prospettiva, superate le difficoltà economiche, ANM e CTP saranno fuse in un’unica Azienda che sarà la prima in Italia nel ramo dei trasporti e questo ci permetterà ulteriori risparmi negli approvvigionamenti per la dimensione aziendale. Voglio precisare che le 10 linee ora tagliate dell’ANM saranno ripristinate certamente mentre è prossima la riapertura della Funicolare Centrale che trasporta 10.000 persone al giorno e questo permetterà un ulteriore alleggerimento sugli altri mezzi di trasporto, della linea 1 della metropolitana”. Insomma anche stavolta, pur se nei limiti nostrani, la “vie en rose”. Speriamo bene.
DOMENICA 26 MARZO 2017
10 ALESSIA DIANO
Ritorno in via Calvanese
Nel settembre del 2014 scrissi per questo settimanale un articolo sulle condizioni (pietose) di via Mauro Calvanese, la lunga arteria stradale dove ogni venerdì mattina viene organizzato il mercato rionale. Passeggiando lungo la strada mi ero imbattuta in sacchetti, bottiglie di plastica, lattine, cicche di sigaretta erbacce ed escrementi di cane. Pensavo alle decine di studenti del Plesso Castagna dell’I.C. “Mauro Mitilini” che ogni giorno dovevano, purtroppo, camminare lungo un percorso ad ostacoli per recarsi a scuola. Pensavo ai genitori di quegli stessi alunni, che preoccupati, aspettavano il rientro dei figli a casa, e pensavo ai residenti della zona, stanchi e amareggiati perché nonostante le continue segnalazioni alle autorità nessuno interveniva. A distanza di quasi tre anni ho voluto ripercorrere nuovamente la strada. Tre anni sono tanti. In tre anni Padre Ludovico è Stato proclamato Santo, lo Stadio San Mauro è stato riaperto, la casa comunale ha visto la fine del governo Carfora,
il commissariamento e l’elezione del nuovo sindaco, l’Avv. Pasquale Fuccio. Eppure se passeggiate lungo via Calvanese, il tempo sembra non essere passato. Quei sacchetti, quelle bottiglie di plastica, quelle lattine, quelle cicche di sigaretta, quelle erbacce e gli escrementi di cane hanno lasciato il testimone a tanti altri rifiuti di vario tipo. Oltre ai rifiuti “classici”, tra le “new entry”: cartoni per pizza vuoti, tegole di legno e grucce. Certo si potrebbe dire che la colpa è di chi sporca; questo in parte è vero. Purtroppo di incivili in giro ce ne sono tanti, però bisogna anche dire che i rifiuti presenti sui marciapiedi non sono stati lasciati ieri e neppure il giorno prima. Ciò significa che la pulizia della strada non viene effettuata regolarmente. Via Calvanese è quindi abbandonata
a se stessa. Ne sono una chiara dimostrazione le erbacce che tre anni fa stavano crescendo sui marciapiedi rendendo difficile il passaggio. Quelle erbacce sono oramai diventate padrone assolute della strada. I marciapiedi ne sono completamente infestati e i pedoni per proseguire il tragitto sono costretti a camminare sulla carreggiata. A chi spetta tagliare tutte queste sterpaglie? E soprattutto, di chi è la colpa se malauguratamente uno di questi pedoni viene investito?! In aggiunta, di chi è la colpa se, quando si verificano delle forti precipitazioni, Casoria si allaga? Le foto che ho scattato mostrano come tutte le caditoie lungo la strada siano otturate. La manutenzione dei tombini è pari a zero. A distanza di tre anni, devo constatare che purtroppo la situazione è peggiorata. Le condizioni in cui versa la strada sono vergognose. Mi appello nuovamente alle coscienze dei cittadini affinché siano più rispettosi del decoro urbano, ma soprattutto a quelle di chi di dovere. Le Istituzioni non possono rimanere sorde.
DOMENICA 26 MARZO 2017
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CARMEN PALUMBO
INTERVISTA ALLA GIORNALISTA SPORTIVA MONICA SCOZZAFAVA Questa settimana abbiamo parlato con la giornalista sportiva Monica Scozzafava, Vice Direttore e Capo dei servizi sportivi del Corriere del Mezzogiorno. Da sempre nella sua carriera si è dedicata al ramo del giornalismo sportivo, anzi come lei stessa ci ha detto il suo legame con il mondo del giornalismo nasce proprio da questa grande passione per il calcio e per lo sport in generale, essendo anche lei una sportiva. Alle sue spalle vanta una carriera straordinaria e sicuramente sarà artefice di un futuro ricco di obiettivi e soddisfazioni. Per diverso tempo è stata responsabile dell’area comunicazione della Società sportiva Calcio Napoli e proprio sull’andamento della nostra squadra del cuore, le abbiamo fatto alcune domande. Sappiamo che la sua grande passione è il giornalismo sportivo e che costantemente si occupa del Napoli, cosa può dirci sui risultati ottenuti dalla squadra, sia in campionato che nelle altre competizioni?
Sicuramente il grande lavoro e i risultati raggiunti dal Napoli sono evidenti a tutti, non si può non parlare bene di una squadra che ha fatto tanto, ed è andata anche oltre le aspettative di tutti. In questo grande successo del Napoli, l’allenatore ha avuto sicuramente un ruolo primario. Sarri è stato non bravo ma bravissimo, l’anno scorso ha portato il Napoli direttamente in Champions League, nonostante la squadra arrivasse da un quinto posto e quest’anno ha dato davvero il meglio di sé. Ha dovuto infatti fronteggiare la perdita di Higuain, l’infortunio di Milik e ha saputo rein-
ventare l’attacco, ha creato una sorta di cooperativa del goal, che ha portato la sua squadra ad essere la prima in Italia per goal fatti ed in particolare la coppia Insigne- Mertens è la coppia che in serie A ha segnato di più, anche rispetto ad Higuain e Dybala alla Juventus. Proprio riguardo alla Juventus, si è parlato dopo i recenti episodi, di campionato falsato e dell’impossibilità di vincere lo scudetto fin quando avremo come rivale la Juve, lei cosa ne pensa in merito? Non sono assolutamente d’accordo, nel campionato italiano gli episodi a favore e contro si compensano sempre e non posso pensare che una competizione parta già con il presupposto di avvantaggiare una squadra, in questo caso la Juventus. C’è però da dire che gli arbitri nei confronti delle squadre più forti, più blasonate, hanno un atteggiamento di maggiore sudditanza, probabilmente di timore, che spesso li porta a commettere degli errori nel giudizio della partita.
Rosa BERTENNI
Loffredo: “La città ha voglia di calcio” Mario Loffredo, prima di essere un sostenitore del Casoria calcio, è stato uno dei più importanti calciatori della storia dei viola. Si racconta ai lettori di Casoria Due, facendo un tuffo nel passato ritornando proprio ai quei tempi, e non mancano commenti e consigli per la nuova squadra che continua a seguire costantemente. Sappiamo che lei è stato uno dei calciatori più importanti del Casoria calcio. Quale ricordi quei tempi custodisce con più gioia? “Sono tanti i ricordi della giovinezza.
Casoria è stata per me una tappa importantissima, sono stati anni meravigliosi e sotto questo aspetto qua ho solo bellissimi ricordi”. Cambierebbe qualcosa della sua carriera calcistica? “Avrei potuto fare sicuramente di più, gli errori ci sono sempre, però va bene così”. Attualmente sta seguendo la squadra? Che ne pensa dell’andamento del campionato? “Per il Casoria sono felicissimo, seguo la squadra e ho rapporti anche con i dirigenti perché con loro spinsi per la
riapertura dello stadio anni fa. Li seguo, conosco la dirigenza, l’allenatore è un mio caro amico, e sono persone che hanno grandi ambizioni. La gente ha voglia di calcio ed erano anni che non lo si viveva in città e penso che insieme raggiungeranno begli obiettivi”. Che consigli si sente di dare ai viola per raggiungere questi grandi obiettivi? “Ai ragazzi chiedo sempre di mantenere l’umiltà, perché vincere non è facile. Essere costanti e avere come obiettivo principale lavorare duramente per portare a casa risultati positivi”.
DOMENICA 26 MARZO 2017
12 EMILIA SENSALE
Roberto Totaro: “La mia vocazione è far divertire e riflettere le persone” Roberto Totaro, nato a Belluno nel 1957, è un noto fumettista italiano, compagno di molti studenti grazie alla presenza di alcune sue opere in un famoso diario, con quell’inconfondibile ‘TOT’ come firma in basso a destra. Dalle sue dita e dal suo cuore è nato Nirvana, un vecchio Maestro Zen che sta appollaiato in cima ad un monte e incontra vari personaggi che gli chiedono consigli di ogni tipo, arrivando spesso a meritare le sue reazioni non sempre… affettuose. Come hai iniziato a disegnare? “Ho iniziato molto giovane, intorno agli otto anni. Inventavo storie mie o copiavo i fumetti di Topolino. Non sapevo che i fumetti erano disegnati da persone, ero affascinato dal mezzo, disegno + parola. Quando mi dissero che i disegni erano disegnati da dei professionisti, avevo circa dieci anni, fu una illuminazione e decisi che quella sarebbe stata la mia professione. Dopo diversi anni iniziai a lavorare a Venezia, dove frequentavo prima il Liceo artistico e poi l’Accademia, con i disegnatori Vladimiro Missaglia, Giuseppe Dalla Santa e Luciano Gatto. Inizialmente completavo le loro tavole a matita o a china, imparando il mestiere. Nel 1986 in autonomia ho iniziato a collaborare con grosse riviste come Pif in Francia (una storica rivista a fumetti per ragazzi con disegno in stile disneyano, ndr). Quel periodo mi ha fatto capire che ero ormai un professionista del disegno umoristico di tipo disneyano, ma nello stesso tempo ho realizzato che non avrei voluto continuare in quel modo. Per me era troppo doloroso non poter raccontare le storie che avevo dentro né dare la mia interpretazione del mondo con uno stile di disegno del tutto personale”. A quel punto sono nati i tuoi personaggi…. “Sì, ho mollato tutto e ho creato personaggi miei, come I Tecnocratici (la mia personale visione della rivoluzione informatica che iniziava allora, negli anni Novanta, a entrare nelle nostre vite), poi è arrivato Nirvana, la mia strip-comedy più conosciuta creata per la rivista settimanale Comix, il diario è venuto dopo. Da allora ho realizzato molto materiale umoristico per molte riviste italiane, rivolto soprattutto al pubblico dai teenagers in su, con l’unica eccezione del
‘Giornalino della giungla’ ideato per il settimanale ‘Il Giornalino’ e pubblicato poi in molte lingue. Il mio ultimo nato è ‘L’Uomo della Strada’, un volume nelle cui tavole oltre al consueto umorismo entra un po’ di filosofia e di metafisica”. Quali sono le tue emozioni nel momento stesso in cui hai un’ispirazione e disegni? “Invento quasi sempre a tavolino dove mi concentro per cercare di trovare la miglior soluzione umoristica alle situazioni che sto creando. Inizio ad abbozzare una situazione che mi sembra promettente e poi cerco un finale efficace, o a volte succede il contrario, vedo la scena finale e cerco di costruire come arrivarci rispettando le regole della strip. È proprio a questo punto che la mia emozione è puro divertimento perché sono il primo a leggere le mie battute. Il problema è che poi occorre disegnare quel che si è inventato e questa è la parte meno divertente…”. Cosa significa per te essere un’artista? “Significa poter stare a pensare e poi poter realizzare sulla carta il frutto delle
mie elucubrazioni, per condividere con gli altri il mio divertimento e insieme la mia visione della vita o altri messaggi importanti”. In che modo una linea disegnata su un foglio può comunicare un messaggio che va al di là del disegno stesso, trasformandosi ad esempio in satira? “Ha poca importanza l’aspetto squisitamente estetico o tecnico, la mia vocazione è far divertire e riflettere le persone, anche osando toccare temi sociali delicati. Non mi interessa la satira politica, mi interessano le emozioni umane. Il testo è parte integrante dell’effetto che si vuole raggiungere, a volte sto per ore a scegliere le parole giuste, ma a volte basta l’espressione del personaggio o l’impostazione della tavola a comunicare la parte principale del messaggio. Ad esempio, i Tecnocratici sono una serie senza parole, oppure ne ‘L’Uomo della Strada’ c’è sempre una visione dall’alto e le parole non sono fumetti ma didascalie, tutto ciò non è casuale e chi lo coglie si diverte il doppio”. Secondo te oggi si dà la giusta attenzione ai vignettisti o andrebbe fatto qualcosa in più? “Penso che con la crisi delle pubblicazioni su carta sia difficile pensare come dare la giusta e dovuta attenzione ai vignettisti, ma siamo un po’ dei cani sciolti. Alcuni hanno molto successo, alcuni così così e di altri, pur bravi, non si sente quasi parlare. Ma è sempre stato così, non ci sono sindacati o strutture che ci tutelino. Inoltre, le vignette gratis sui social, postate da chiunque, hanno ulteriormente abbassato il valore commerciale del nostro materiale, come sta accadendo per musica e film. Dovrebbe esserci in tutti l’idea che come si paga per scaricare un libro o comprare un oggetto, altrettanto sia giusto fare per altre forme d’arte. Cosa consiglieresti a un ragazzo o una ragazza che vorrebbe far conoscere al mondo le sue opere? “Consiglierei di disegnare e di non scoraggiarsi quando gli editori dicono di no e di approfittare con intelligenza dei social, che offrono l’opportunità di far conoscere comunque il proprio lavoro a una parte del pubblico. E questo è il lato positivo di internet e dei social network, pochi anni fa ciò era impensabile”.
DOMENICA 26 MARZO 2017
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EMILIA SENSALE
Marco Menduni: “La fotografia è quasi un pretesto per relazionarmi con l’altro”
Migliaia di chilometri separano la Campania dalla Namibia, eppure lo Stato dell’Africa meridionale diventa vicino alla città di Napoli grazie alle foto di Marco Menduni, in mostra al PAN dal 1 aprile 2017. Il viaggio è proprio il fulcro delle immagini che portano la sua firma e ogni scatto diventa a sua volta un piccolo grande percorso di colori e sguardi, dove le culture si mostrano con fierezza nei loro tratti distintivi. Qual è la tua definizione di fotografia? “La fotografia è un modo, in alcuni casi quasi un pretesto, per relazionarmi con l’altro, con altre culture che non per forza devono essere lontane, a volte è anche piacevole confrontarsi nella propria città. Spesso nascono confronti che difficilmente esisterebbero se non ci fosse il pretesto della fotografia. La fotografia è un ponte per conoscere l’altro”. Con quali prospettive sei partito per la Namibia? “L’impostazione del mio viaggio era legata soprattutto alla ricerca delle popolazioni e dei luoghi. La Namibia è un paese che per molti aspetti ha conservato una sua autenticità da un punto di vista culturale, con popolazioni che vivono in posti remoti che hanno rifiutato il processo di omologazione e con orgoglio mostrano le loro tradizioni. Questo era l’aspetto che mi aveva colpito e incuriosito. Ho fotografato luoghi che sembrano quasi preistorici e volti che sono antichi e affascinanti, sono davvero popolazioni dai tratti somatici particolari”. Cosa consiglieresti a un fotografo che fa un viaggio come te e viene a Napoli? “Io spesso ho pensato che se non fossi napoletano mi farebbe molto piacere venire nella città partenopea a scattare foto, credo che sia una città che si presti a questo, è così particolare e bella al di là di cliché che si dicono. È sicuramente una città con molti contrasti al suo interno. Napoli offre passeggiate che in poco tempo e percorrendo poco spazio cambiano il proprio charme, ad esempio dal panorama di Posillipo si può passare al fascino dei Quartieri Spagnoli e si ha la sensazione di aver fatto centinaia di chilometri e invece è la stessa città. Consiglierei appunto una lunga passeggiata che permetta alla fotocamera e al fotografo di catturare tutta la bellezza sfaccettata di Napoli”. Secondo te il mondo della fotografia a Napoli ha le giuste attenzioni? “Negli ultimi anni c’è una maggiore attività nel discorso fotografia. Al PAN si tengono molte mostre dedicate alla fotografia, è la prova che c’è una maggiore attenzione rispetto a qualche anno fa. Rispetto ad altre città, però, ci sarebbe ancora tanto da fare, anche per chi è emergente, spesso gli spazi sono pochi e di difficile utilizzo. Anche in prima persona ho sperimentato una certa fatica in questo senso”. La fotografia forse in Campania è vista da molti come uno strumento di spettacolarizzazione…. “È vero, a volte si pone meno attenzione ad aspetti che vengono considerati superflui. La fotografia viene colta come un di più, il giusto mezzo per mostrare qualcosa, per evidenziare un aspetto della vita”. Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono diventare fotografi? “La prima cosa è di avere molta pazienza nel perseguire l’obiettivo. Per vari motivi è sempre più complicato diventare fotografo a certi livelli, il digitale ha cambiato un po’ le regole della fotografia. Chi è veramente intenzionato deve coltivare questa passione e non demordere, chi ce la mette tutta alla fine riesce a ottenere il risultato”.
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IDA PICCOLO
DAVIDE MAROTTA: L’ATTORE AMATO DA TUTTI
Il Testimonial celebre che tutti conosciamo della Kodak nel quale ha impersonato l’alieno Ciribiribi, è amato da grandi e piccini. Tante sono le sue esperienze televisive e parti al cinema. Il tenero amico di tutti racconta ai nostri lettori le varie emozioni intraprese nel grande lavoro “Un Italiano di Napoli”, lo spettacolo musicale ideato da Sal Da Vinci con la regia di Alessandro Siani per un fantastico viaggio nel cuore dello show teatrale dove Davide è coprotagonista, con la sua originalità riesce a catturare l’attenzione di tutti in dei grandi vortici della risata. Davide com’è stato collaborare con il magico Sal Da Vinci? Bellissimo, per me è una seconda famiglia, il successo al teatro Augusteo ha fatto sì che lo spettacolo continuasse, sono tanto entusiasto, anche perché riprenderemo a marzo 2018 al Teatro Augusteo dopo i tanti riscontri positivi, rivogliono e cercano ancora “Un Italiano di Napoli” per 2 ore di risate il pubblico ha decretato di aver vissuto in
una favola, ed io sono felice che da novembre saremo anche presenti nei Teatri più importanti d’Italia e il prossimo anno riprenderemo le scene più belle e acclamate di quest’anno per interpretare nuovamente “l’Anima di Napoli”. Davide nel 2016 partecipa a Made in sud su Rai due e quest’anno tante saranno le sorprese del nostro piccolo ma grande attore. Ci daresti anche qualche anticipazione dei film dove parteciperai? Vi confermo che sarò ancora al Cinema con tante interpretazioni, quindi seguitemi e sostenetemi in tutto perché grazie a voi sono quello che sono oggi. Con la sua filmografia: il divertimento de “Il professor Cenerentolo” diretto ed interpretato da Leonardo Pieraccioni(2015), La Passione di Cristo (2004), Il ritorno di Cagliostro (2003), L’una e l’altra (1996), Phenomena (1984), attendiamo altre sue partecipazioni poiché per lui recitare è un bisogno come quello di amare.
MARICA DE MARTINO
Liberato Ferrara: “ Il giornalista versatile”
Com’è iniziata la sua carriera? Ho iniziato a 20 anni con la mia prima intervista ad un segretario dell’Internapoli, all’epoca la squadra era in serie Di; collaborando con “SportSud”. Qual è stata la notizia o l’esperienza che ricorda particolarmente? L’intervista che ricordo in modo particolare è stata a Diego Armando Maradona fuori al cancello di casa sua con più di 2000 persone dietro che mi spingevano. Cosa ti ha suscitato? Fu molto particolare perché c’erano tutte le tv mondiali per intervistarlo. Fu atipica in quanto c’erano tutti i tifosi, le tv sportive e le tv mondiali per strappargli qualche novità riguardo il suo ritorno in squadra. È stato molto divertente. Chi ha intervistato nella sua carriera? Tutti i giocatori del Napoli tra cui Careca, Bagni, Bruscolotti, Francini, Savoldi con molti dei quali sono anche amico. Sono molto fortunato perché gli idoli della mia infanzia sono diventati amici. Ho intervistato anche i calciatori della nazionale. Da un punto di vista non sportivo fu particolare l’intervista a Marco Pannella. Per quali testate giornalistiche ha scritto?
Ho cominciato con “SportSud”, “Roma”, “Napoli notte”, “Corriere del pallone”, “Cronache di Napoli”, “Cronache di Caserta”. Adesso scrivo per un’altra testata giornalistica “Gente Napoli”, una testata giornalistica su un sito.
Cosa consiglia a chi vuole intraprendere questa strada? Chi vuole intraprendere questa strada deve avere passione altrimenti non è consigliato cominciare questa carriera. Bisogna avere molta pazienza e anche un pizzico di fortuna. Inizialmente si va incontro a tanti sacrifici senza avere risultati. La cosa brutta di questo mestiere è che nessuno ti garantisce nulla, ma se sei bravo fai carriera. Con me hanno cominciato a scrivere ragazzi che lavorano per Sky e al “Mattino” altri, invece, non sono riusciti ad andare avanti. È anche questione di fortuna. Un suo parere sul giornalismo attuale ... Cosa ne pensa? Quando ho cominciato io c’erano solo i giornali poi successivamente sono arrivate le tv libere. Attualmente con i siti internet è diventato tutto più complicato, la definirei una giungla. Prima vi erano persone che ci insegnavano cosa fare e nel caso di errore ci correggevano. Ora c’è un marasma generale con troppe informazioni e la qualità si è abbassata. Ma comunque i più bravi vanno avanti e da questo punto di vista rispetto al passato è cambiato ben poco.
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16 ANTONIO BOTTA
IN MEMORIA DELLE VITTIME INNOCENTI DI CASORIA UCCISE DALLA VIOLENZA CAMORRISTICA “Bisogna crescere in umanità”: questo ci dice dal Paradiso Andrea: è la frase con cui concludevo l’articolo scritto in occasione della celebrazione del trigesimo della morte di Andrea Nollino, ucciso, per errore, a Casoria il 26 giugno 2012, davanti al bar di cui era titolare, nel largo S. Mauro. Cosa significa crescere in umanità? Ne hanno esplicitato in maniera chiara il significato tutti coloro che sono intervenuti al convegno del 18 Marzo scorso, svoltosi nella biblioteca civica “Mons. Mauro Piscopo” per ricordare le vittime innocenti di Casoria uccise dalla bieca violenza camorristica. Dal moderatore Nando Troise, Direttore di Casoriadue e del sito web Casoriadue.it, alla dott. ssa Anna Bellobuono, Comandante della Polizia municipale, dall’on. Antonella Ciaramella alla signora Marisa Saccardo, Referente di LIBERA, presidio di Casoria – Afragola, dal sindaco Pasquale Fuccio all’assessore alla sicurezza Fabio Esposito (promotori, questi ultimi, del Convegno, in collaborazione con LIBERA), dal prof. Giovanni De Rosa, Dirigente dell’I. S. “A. Torrente”, alla prof.ssa Lucia Russo, Vicepreside del Liceo Gandhi, fino al signor Mario Esposito Ferraioli, fratello di Antonio ( cuoco e sindacalista ucciso a Pagani per aver denunciato la vendita di carne avariata nel suo ambiente lavorativo), tutti hanno evidenziato con ferma e tenace convinzione, davanti a un uditorio prevalentemente composto da giovanissimi, l’urgenza di ricordare a se stessi ogni giorno, ogni momento, ogni attimo, in qualsiasi ambito ci si trovi a vivere la propria vita, che occorre testimoniare la
“Non esiste separazione definitiva, finché esiste il ricordo”
legalità, l’onestà, la rettitudine morale, i valori della giustizia, della pace. Si è fatta memoria delle persone casoriane uccise da vili mani assassine (oltre al citato Andrea Nollino, Stefano Ciaramella, Antonio Coppola, Carmela Parisi, Crescenzo Casillo, Nicola Ferrara e tanti altri…) per affermare “che non esiste separazione definitiva, finché esiste il ricordo” (I. Allende); per dire a chi è indeciso, a chi non sa ancora da che parte schierarsi, a chi a volte commette piccole “innocenti “ illegalità, che si è in tanti a vivere, nell’umile silenzio, ogni giorno nel rispetto delle regole, grandi e piccole. Si è detto con coraggio, tenacia e anche con intensa commozione che le persone sottratte alla loro fulgida vita dalla bestiale criminalità organizzata mancano terribilmente ai loro cari, ma che, grazie alla battaglia civile condotta da LIBERA dal lontano 1995, la loro perdita non è risultata inutile, perché sul loro sangue innocente sono germogliati i fiori dell’impegno e della lotta per una società più giusta, equa e solidale. In quel luogo, baluardo della cultura, si è ribadito che si è fieri di coloro che sono morti per il trionfo del Bene, che le loro sofferenze e quelle dei familiari si sono trasformate in energia vitale da profondere a favore di una convivenza civile radicata nella democrazia, nel rispetto
della dignità altrui, nella capacità di imprimere un senso profondo alla propria vita, aiutando gli altri a dare un significato pieno alla loro. Era presente anche la signora Antonietta Sica, la moglie di Andrea: Sabato ha lanciato un appello, perché alla manifestazione del 21 Marzo a Ponticelli non mancassero i casoriani; Fuccio le ha promesso non solo di essere presente, ma di accompagnarla finanche: un gesto che gli fa onore, rivelante la vicinanza delle Istituzioni alle persone di Casoria segnate dal dolore per la perdita dei familiari vittime innocenti della camorra. L’inizio di un percorso di forte valore sociale ed etico dovrebbe rappresentare l’Incontro del 18 Marzo scorso: un cammino in cui coinvolgere le Istituzioni e la società civile per una educazione alla coscienza civica e al rispetto di quei diritti che sono alla base di ogni convivenza, per far conoscere ai giovani anche il complesso mondo in cui vivono le regole che governano la società, rendendoli così partecipi e protagonisti del loro presente e del loro futuro, imparando a non rassegnarsi al male, ad osare nello stare insieme per rendere i propri quartieri, le proprie città “luoghi di speranza”, diventando, in tal modo “testimoni di bellezza” (slogan scelto per la XXII Giornata nazionale della memoria). Quindi, da tali considerazioni emerge con forza un invito al Sindaco e al suo staff a continuare a operare in sinergia con LIBERA, creando altre iniziative per stimolare i giovani e tutta la Cittadinanza del territorio a volare alto, a superare la logica fatalistica che imprigiona gli animi e li paralizza nella dimensione del “la-
Via Nino Cortese, 5 - 80026 CASORIA (NA) - Tel./Fax 081 19546496 - Cell. 338 4456270 E-mail: dagcostruzioni@yahoo.it - www.dagcostruzioni.com
DOMENICA 26 MARZO 2017 scia perdere, non c’è niente da fare, qui non cambierà mai niente…” Detto questo, però, è necessario anche sollecitare la Regione a creare nei nostri territori concrete possibilità di lavoro, aiutando i giovani in progettualità lavorative, attraverso iniziative di valorizzazione delle risorse locali e accompagnamento disinteressato con l’utilizzo dei fondi europei. E’ sconcertante che in Italia, ogni anno, quattro miliardi di fondi europei siano restituiti per l’inettitudine degli Amministratori locali, incapaci di elaborare progetti occupazionali per le fasce giovanili: una ingiusta e scandalosa beffa
17 a danno dei ragazzi, molti dei quali costretti a partire, dopo anni di studio, per trovare un lavoro in altri Paesi europei. Il convegno del 18 Marzo scorso ha rappresentato anche un sasso lanciato nelle acque putride e maleodoranti dell’indifferenza, della dimenticanza di chi, come hanno sostenuto la signora Saccardo e la signora Antonietta, dopo le immediate esternazioni emotive non vuole più sentir parlare di morti ammazzati, lasciando soli coloro che soffrono per la perdita dei propri cari. Ha scritto il magistrato Raffaele Cantone nel suo libro “Operazione Penelope”, presentato dall’Autore stes-
BIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE
so proprio nella nostra biblioteca civica qualche anno fa, che “sono la violenza e l’arroganza delle mafie a degradarci, sono lo strapotere economico e le collusioni con la politica a soffocarci, sono gli assassini, le minacce, le estorsioni ad avvelenarci di paura e omertà. E’tutto drammaticamente vero ed è doveroso raccontarlo per non lasciare sole le vittime e i loro familiari e per non privare di un appoggio chi, nella magistratura e nelle forze dell’ordine, ogni giorno combatte in prima linea troppo spesso con sconcertante carenza di risorse e nell’indifferenza della società civile”.
A cura della Dott.ssa Flavia Altieri, Biologo Nutrizionista
Troppo sale nel piatto degli italiani Nonostante le numerose campagne di prevenzione per l’ipertensione e l’ictus, in Italia, come nel resto del mondo, si continua a consumare troppo sale e il 75% di quello consumato è nascosto nel cibo. Gli uomini infatti ne consumano oltre il doppio del limite giornaliero raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), 10,6 grammi contro 5, e le donne 8,2 grammi. Solo il 5% degli uomini e il 15% delle donne sta sotto i limiti. Lo rileva il Ministero della Salute in occasione della ‘Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale’, che si svolge dal 20 al 26 marzo. L’iniziativa, istituita nel 2005, è promossa dalla World action on salt and health (Wash) per migliorare la salute delle popolazioni di tutto il mondo. Si è calcolato infatti che se si riducesse il consumo di sale nel mondo da 10 a 5 grammi al giorno, si avrebbe un calo del 23% del rischio di ictus, pari a 1,2 milioni di morti, e del 17% per le malattie cardiovascolari, pari a 3 milioni di morti. I dati raccolti dal Ministero, con il Progetto CCM ‘’MinSal 2009-2012’’ attraverso l’analisi delle urine, mostrano valori nella popolazione ben superiori a quelli massimi raccomandati in tutte le Regioni, pur con differenze: minori al Nord e maggiori al Sud. In quasi tutte le regioni non più dell’1% consuma sempre pane con poco o senza
sale. Anche le persone ipertese mangiano troppo salato (10,1 grammi gli uomini e 8,1 grammi le donne), così come i bambini tra i 6 e 18 anni, con 7,4 grammi al giorno tra i ragazzi e 6,7 tra le ragazze. Il problema principale del sale oltre a quello aggiunto ai cibi, sta in quello nascosto in molti alimenti che consumiamo: insaccati, pane, prodotti da forno, formaggi e prodotti in scatola. Spesso si consigliano acque povere di sodio; la questione però risulta al limite del comico, si cerca infatti di non bere ad esempio acqua che contenga 100 mg/l di sodio per non ingerire quantità eccessive del minerale. Per mettere insieme un grammo di sodio (1g) ci vorrebbero 10 litri di acqua!!! Mangiando 100 g di bresaola, che è forse tra gli alimenti preferiti perché poco grasso e molto proteico, si assumono circa 1.5 g di sodio, l’equivalente di circa 15 litri di acqua. E poi ci preoccupiamo delle acque che contengono 100mg di sodio per litro? Quando poi la dieta tipica di un italiano medio (in particolare di chi lavora e consuma abitualmente panini a pranzo) comprende anche fesa di tacchino, bresaola, carne in scatola, prosciutto , formaggi, crackers e merendine. I numeri parlano chiaro! Facciamo quindi molta attenzione al contenuto di sale e sodio negli alimenti, basta leggere le etichette!
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L’AVVOCATO RISPONDE
a cura dell’avv. Diana Santucci
Condominio: il “regolamento ascensori”
Le previsioni del dpr n. 23/2017 attuativo della direttiva UE sulla sicurezza degli ascensori
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 62 del 15 marzo 2017) il decreto 10 gennaio 2017, n. 23 recante Regolamento concernente modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, per l’attuazione della direttiva 2014/33/UE relativa agli ascensori ed ai componenti di sicurezza degli ascensori nonché per l’esercizio degli ascensori. Dunque, in attuazione della direttiva 2014/33/UE per l›armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori e ai componenti di sicurezza per ascensori, l’Italia ha adottato il dpr n. 23/2017, pubblicato il 15/03/2017, nella Gazzetta Ufficiale, cd. “regolamento ascensori” che apporta, quindi, modifiche al dpr 30 aprile 1999, n. 162. Il “regolamento ascensori” si applicherà a partire dal prossimo 30 marzo sia agli ascensori, da intendersi come prodotti finiti e installati in maniera permanente in edifici o costruzioni, sia ai componenti di sicurezza degli stessi, che siano prodotti in UE o importati da paesi extra UE. Il regolamento non estende il suo raggio d’azione agli ascensori installati in luoghi particolari, come cantieri o miniere, e quelli utilizzati in contesti particolari,
come gli ascensori progettati a fini militari o gli impianti a fune. In particolare vengono individuati standard di conformità e sicurezza a garanzia di beni e persone mediante la fissazione di requisiti di sicurezza, come ad esempio la progettazione e la realizzazione della cabina degli ascensori destinati al trasporto di persone in maniera tale da non ostacolare né impedire l’accesso e l’uso da parte dei disabili. Inoltre sono stati individuati nuovi obblighi per gli installatori, i fabbricanti, gli importatori e i distributori: “I distributori e gli importatori, vista la loro vicinanza al mercato, sono coinvolti nei compiti di vigilanza del mercato svolti dalle autorità nazionali competenti e devono essere pronti a parteciparvi attivamente, fornendo a tali autorità tutte le informazioni necessarie sui componenti di sicurezza per ascensori in questione”. Gli impianti e i componenti sono poi sottoposti alla valutazione di sicurezza affidata al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che possono arrivare a chiedere il ritiro del mercato, in caso di non conformità. Per quanto riguarda gli ascensori installati prima del 1999 si fa riferimento alla nor-
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mativa precedente, difatti non vige alcun obbligo di interventi mirati volti a superare l›eventuale imprecisione di fermata e livellamento tra cabina e piano e a garantire la presenza e l›efficacia dei dispositivi di richiusura delle porte di piano con cabina fuori dalla zona di sbloccaggio. La ratio della scelta di non adeguare gli ascensori installati prima del 1999 (in Italia circa 700 mila) risiede nell’assunto che la materia è disciplinata, non dalla direttiva 2014/33/UE (attuata con il regolamento in esame), ma dalla Raccomandazione 95/216/CE che è un atto non vincolante. Bisogna cercare di evitare di “correre il rischio che una significativa differenza degli standard di sicurezza tra vecchi e nuovi impianti sia percepita come un’ingiustificata discriminazione per i proprietari di edifici acquistati precedentemente, poiché lamentano un mancato adeguamento alle nuove norme di sicurezza”. In conclusione, resta solo la possibilità per i manutentori di suggerire tali interventi, la cui realizzazione sarà una scelta discrezionale dei proprietari. Però, in caso di incidenti, la responsabilità non potrà che essere di questi ultimi, siano essi condomini o singoli proprietari.
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i giovani: un futuro vincente
Il 21 marzo, giorno dedicato alla memoria delle vittime di mafia, la scuola media Angelo Mozzillo, ha tenuto, presso il cinema teatro gelsomino un convegno dal titolo “I giovani: un futuro vincente” che ha visto tra i relatori esponenti di libera, forze dell’ordine e associazionismo anti-rachet. Tema del dibattito le mafie e gli strumenti per sconfiggerle. È stata una mattinata molto interessante, po|che’ i veri protagonisti dell’evento sono stati i ragazzi. “la cultura, intesa come conoscenza, e’ l’arma per sconfiggere l’illegalita’ e la scuola ha l’obbligo di formare adulti consapevoli e motivati alla denuncia e alla lotta”. Questo il messaggio che il dirigente della scuola, il prof. Carlo Guarino, ha voluto dare ai suoi alunni e alla città intera. Mai p|u’ silenzio, perche’ come diceva Peppino impastato “la mafia uccide ma il silenzio pure.”
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“In un attimo tutto può succedere, tutto cambia, anche la felicità si trasforma in dolore. Quanto dura un attimo? Basta un attimo per essere ucciso dentro, e quell’attimo non finirà mai.”. La Camorra è una guerra che non finisce mai. Mala Città è la composizione cartacea di infiniti attimi sospesi: l’attimo prima che la pistola spari, l’attimo dopo, l’attimo in cui la corda intorno al collo si tende inesorabilmente, l’attimo della firma ufficiale su un documento che condannerà il territorio alla rovina, quello in cui i bambini del rione escono a giocare, senza sapere che uno di essi, a casa, non rientrerà mai più. La somma degli attimi di Mala Città è la storia di Casoria, dei suoi protagonisti noti e di quelli meno conosciuti, delle strade e dei vicoli, dei negozi e dell’intimità domestica, dei sorrisi e delle molte lacrime. E si scopre, leggendo, che l’attimo del cattivo e quello del buono non condividono durata né consistenza, perché diverso è l’effetto di cambiamento che hanno sulle vite di chi li circonda, e diversa sarà la proiezione nel tempo e nella memoria di chi racconterà. Potrebbe a prima vista sembrare un racconto come tanti, sulla Camorra e sui devastanti effetti della criminalità locale. Invece è un racconto sugli uomini, e sui vividi attimi che ne hanno scritto la storia. Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. Reg. 5116 del 28/02/2000
Editore CASORIA DUE s.a.s Direttore Responsabile: Ferdinando Troise Stampa: PRINTING HOUSE - CASORIA Tiratura 7000 copie. Distribuzione gratuita. Questo numero è stato chiuso il 23 marzo 2017
Direzione, Redazione, Amministrazione e Pubblicità Via Capri, 2 - 80026 Casoria (NA) - Tel./Fax 0817597271 email: casoriadue@libero.it
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