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di by Federica Clemente
Care lettrici e cari lettori, aprile e maggio sono mesi di risveglio, e non solo per la natura. A Verona la primavera porta con sé un calendario ricco di appuntamenti che confermano il ruolo centrale della città tra cultura, spettacolo, sport e grandi eventi.
In primo piano c’è naturalmente Vinitaly, la manifestazione che ogni anno rende Verona un punto di riferimento internazionale per il mondo del vino e che continua a rinnovarsi guardando alle nuove tendenze, dai vini NoLo all’enoturismo.
Sul fronte dello spettacolo, mentre le stagioni teatrali si avviano alla conclusione con gli ultimi appuntamenti di danza e jazz al Ristori e teatro al Nuovo, l'Arena, l’Arena di Verona apre un nuovo capitolo con la stagione extra lirica, prima della grande stagione operistica. Tra gli eventi più attesi l’arrivo di Paolo Ruffini con Din Don Down e una speciale versione di Turandot pensata per i più piccoli, segno di un teatro sempre più aperto ai giovanissimi e alle famiglie.
La stagione invita anche a riscoprire il territorio e i suoi giardini: tra le mete più affascinanti vi portiamo al Parco Giardino Sigurtà, uno dei parchi più spettacolari d’Italia, dove la fioritura primaverile regala uno degli spettacoli naturali più suggestivi italiani.
La primavera porta con sé anche lo sport e le gite fuori porta: dalla stracittadina che richiama ogni anno migliaia di runner e podisti al Water Light Festival di Bressanone.
A restituire alla città un importante spazio culturale è infine la riapertura degli Scavi Scaligeri che, dopo dieci anni di chiusura, tornano a vivere con una mostra dedicata alle Olimpiadi.
Buona lettura.
Dear readers,
April and May are months of awakening, and not only for nature. In Verona, spring brings with it a rich calendar of events that confirm the city’s central role in culture, entertainment, sports, and major happenings.
At Center stage, of course, is Vinitaly, the event that each year makes Verona an international a reference point for the wine world of wine and that continues to evolve itself by looking at new trends, from NoLo wines to wine tourism.
On the entertainment front, as the theater seasons draw to a close with the final dance and jazz performances at the Ristori and theater shows at the Nuovo, the Arena di Verona is opening a new chapter with its non-opera season, ahead of the main opera season. Among the most anticipated events are Paolo Ruffini’s arrival with Din Don Down and a special version of Turandot designed for children, a sign of a theatre increasingly open to young audiences and families.
The season also invites you to rediscover the area and its gardens: among the most fascinating destinations we take you to Parco Giardino Sigurtà, one of the most spectacular parks in Italy, where spring blooms offer some of the most enchanting natural displays in the country.
Spring also brings sports and day trips: from the city run that draws thousands of runners and joggers every year to the Water Light Festival in Bressanone.
Finally, returning an important cultural space to the city is the reopening of the Scavi Scaligeri which, after ten years of closure, come back to life with an exhibition dedicated to the Olympics.
Happy reading.
SCOPRIRE.
Carnet in città/ in the city
Scavi Scaligeri, la rinascita dopo dieci anni
Scavi Scaligeri, the rebirth after ten years
Teatro Ristori verso il gran finale
Teatro Ristori heads towards the grand finale
Vinitaly 2026: Vini NoLo ed enoturismo le nuove tendenze
Vinitaly 2026: NoLo Wines and wine tourism are the new trends
Dal 7 al 10 maggio torna Libri e rose
From 7 to 10 May: Libri e Rose returns
Bryant, il mito raccontato da Buffa Bryant, the myth told by Buffa
Verona Flower Show: tra magia e colori
Verona Flower Show: magic and colours
Turandot, l'opera a misura di bambino
Turandot, an opera tailored for children
Maggio in Arena nel segno della musica e dell’inclusione
May in the Arena under the banner of music and inclusion
sport/ sport 32 La stagione che ha cambiato Verona The season that changed Verona 36 Verona corre tra aprile e maggio Verona runs between April and May
Carnet enogastronomia / food and wine
40 Monteleone21 Monteleone21 CONOSCERE.
Carnet cultura / culture
43 Immagina quando la luce si fa arte visiva
Imagine when light becomes visual art 47 Trento Film Festival: cinema e natura
Trento Film Festival: cinema and nature
Carnet Magazine
Registrazione Tribunale di Verona nr. 1573 del 9/12/2003
Nr. Iscrizione ROC 21254
Questo periodo è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana
Edito da Edyto Srl
Via Cefalonia, 3 – Marano di Valpolicella (VR)
Carnet Magazine N. 157–aprile/maggio 2026
Editori
Nicolò Ballarini
Alberto Cetti
Direttrice responsabile
Federica Clemente
Hanno collaborato
Giorgia Castagna
Agnese Ceschi
Miriam Cetti
Federica Clemente
Andrea Molinari
Ilaria Savoia
Marta Tarasconi
Identità grafica e impaginazione
Ilenia Cauchioli
Stampa Mediaprint, Via Brenta, 7, 37057
San Giovanni Lupatoto VR Contatti redazione@carnetgroup.it info@carnetgroup.it commerciale@carnetgroup.it In copertina: Federico Buffa in Otto Infinito in scena al Teatro Nuovo (ph Gabriele Lugli)
51 Viaggiare con i treni DB-ÖBB verso il nord Europa Travelling on DB-ÖBB Trains to Northern Europe
52 Le parole della sostenibilità The words of sustainability
54 L'esperto risponde The expert answers
Carnet persone / people
55 Ivan Bombieri: la cucina in Lessinia a modo mio
Ivan Bombieri: cooking in Lessinia my way
Carnet innovazione / innovation
58 F_04: il nuovo magazine Finstral F_04: the new Finstral magazine
61 Alla scoperta di: Parco Giardino Sigurtà Discovering: Parco Giardino Sigurtà
64 In scena On stage
67 Orizzonti sostenibili: la casa editrice Wetlands Sustainable Horizons: Wetlands Publishing House
70 Un salto nel cinema A jump into cinema
73 Pagina dopo pagina Page after page
76 Arte in giro Art around VIVERE.
79 Gli eventi di aprile e maggio April and May events


di by Miriam Cetti
Il momento tanto atteso è arrivato: dopo un lungo silenzio durato dieci anni, uno dei luoghi più suggestivi di Verona, il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri riapre le sue porte. Una riapertura così importante non poteva che avvenire con un grande evento, fino al 2 giugno i suoi affascinanti spazi ospitano la mostra Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972, un evento che intreccia la storia dello sport, la potenza della fotografia e l’immaginario condiviso di quasi mezzo secolo. La riqualificazione degli Scavi Scaligeri è la restituzione alla città di uno spazio unico, dove archeologia e fotografia dialogano in modo naturale. Uno spazio che scoperto tra il 1981 e il 1983 e inaugurato nel 1996 con una mostra dedicata ai fotografi Peter e
David Turnley, ha ospitato, d’allora, quasi esclusivamente esposizioni fotografiche diventando un punto di riferimento per gli appassionati.
E ora torna a essere protagonista della scena culturale internazionale.
«Con la mostra Winter games! – sottolinea l’assessora alla Cultura Marta Ugolini –l'Amministrazione comunale restituisce, finalmente, alla città di Verona gli Scavi Scaligeri. Questo spazio unico, dove l’architettura di Libero Cecchini valorizza l’area archeologica scoperta di Peter Hudson, — pioniere dell’archeologia urbana — torna a essere il polo di riferimento per la fotografia d'arte a Verona.»
L’esposizione: la magia della fotografia, la forza dello sport
La mostra, nata da un’idea di Giuseppe Ceroni e curata da Simone Azzoni, è promossa
dal Comune di Verona e prodotta da Silvana Editoriale in collaborazione con PEP Artists e Grenze Arsenali Fotografici.
È un viaggio tra sport, società e trasformazioni culturali attraverso oltre cento immagini provenienti dagli archivi della celebre rivista LIFE, uno dei magazine più influenti del Novecento, fondato nel 1936 da Henry Luce.
Le fotografie, molte delle quali inedite, ci conducono dagli inverni degli anni Trenta ai primi anni Settanta. Grazie agli scatti di grandi maestri del fotogiornalismo come Alfred Eisenstaedt, George Silk, Ralph Crane e John Dominis, attraversiamo, infatti, alcune delle Olimpiadi invernali più significative del secolo: Garmisch-Partenkirchen 1936, Cortina d’Ampezzo 1956 e Sapporo 1972.
Sono immagini che oltre l’epica sportiva, raccontano il contesto sociale e culturale di quegli anni segnati da conflitti, ricostruzione, boom economico e tensioni geopolitiche.
Il percorso espositivo è
organizzato infatti in sei sezioni tematiche – Ice Lines, People, Experienced, Cortina 1956, Garmisch-Partenkirchen 1936, Fun out of Life – che permettono diversi livelli di lettura.
La parola chiave è experienced, la cifra distintiva di LIFE, ovvero, vivere l’immagine e sentirsi dentro la scena: un modo rivoluzionario di intendere il fotogiornalismo, capace di unire rigore documentario e potenza narrativa.
E negli Scavi Scaligeri, questa esperienza si amplifica ulteriormente: il visitatore attraversa secoli di storia veronese mentre osserva il Novecento raccontato dalla fotografia, in un dialogo suggestivo tra passato remoto e memoria recente.
Simone Azzoni, curatore della mostra, ci racconta: «La mostra Winter Games è un testo argomentativo che sviluppa alcuni punti che ritengo importanti: il ruolo del fotogiornalismo oggi a partire dal modello LIFE; il rapporto creativo che ha attraversato il Novecento, quello tra didascalia e immagine. Le didascalie sono testi prodotti dalla redazione di
LIFE e spesso sono divergenti, ironici e contraddittori rispetto alle immagini che commentano.»
Un’occasione per riscoprire un luogo straordinario nel cuore di Verona e per lasciarsi guidare, attraverso le immagini di LIFE, dentro la storia e l’immaginario del Novecento.
Until June 2 the exhibition Winter Games! according to LIFE.
The long awaited moment has arrived: after ten years of silence, one of Verona’s most evocative places, the Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, reopens its doors. Such an important reopening could only be marked by a major event: until June 2, its fascinating spaces will host the exhibition Winter Games! Winter sports. Photographs from the LIFE archives 1936–1972, an event that intertwines the history of sport, the power of photography and the shared imagination of nearly half a century.
The redevelopment of Scavi

Scaligeri gives the city back a unique space, where archaeology and photography naturally interact. Discovered between 1981 and 1983 and inaugurated in 1996 with an exhibition dedicated to photographers Peter and David Turnley, it has since hosted almost exclusively photography exhibitions, becoming a reference point for enthusiasts.
And now it once again becomes a key player on the international cultural scene.
“With the ‘Winter Games!’ exhibition – emphasizes the Councillor for Culture Marta Ugolini – the City Administration finally returns the Scavi Scaligeri to the city Verona. This unique space, where Libero Cecchini’s architecture enhances the archaeological area discovered by Peter Hudson — a pioneer of urban archaeology — once again becomes the main hub for art photography in Verona.”
The exhibition: the magic of photography, the strength of sport
The exhibition, conceived by Giuseppe Ceroni and curated by Simone Azzoni, is promoted by the Municipality of Verona and produced by Silvana Editoriale in collaboration with PEP Artists and Grenze Arsenali Fotografici.
It is a journey through sport, society and cultural transformations, featuring more than one hundred images from the archives of the famous magazine LIFE, one of the most influential publications of the twentieth century, founded in 1936 by Henry Luce.
The photographs, many of which are previously unpublished, lead us from the winters of the 1930s to the early 1970s. Thanks to the shots by great masters of photojournalism such as Alfred Eisenstaedt, George Silk, Ralph Crane and John Dominis, we revisit some of the most

significant Winter Olympics of the century: Garmisch Partenkirchen 1936, Cortina d’Ampezzo 1956 and Sapporo 1972.
These images, beyond the epic of sport, depict the social and cultural context of those years marked by conflict, reconstruction, economic boom and geopolitical tensions.
The exhibition route is organized into six thematic sections – Ice Lines, People, Experienced, Cortina 1956, Garmisch Partenkirchen 1936, Fun out of Life – offering different layers of interpretation.
TThe key word is “experience", the distinctive mark of LIFE: living the image and feeling immersed in the scene — a revolutionary way of understanding photojournalism, capable of combining documentary rigor and narrative power.
And in the Scavi Scaligeri, this experience is amplified even further: visitors cross centuries of Veronese history while observing the twentieth century through photography, in a suggestive dialogue between remote past and recent memory.
Simone Azzoni, the exhibition’s curator, explains: “The Winter Games exhibition is an conceptual exhibition that develops several
points I consider important: the role of photojournalism today starting from the LIFE model; the creative relationship that defined the twentieth century, the one between captions and images. The captions were written by the LIFE editorial office and often diverge from, ironize on, or contradict the images they accompany.”
An opportunity to rediscover an extraordinary place in the heart of Verona, and to let oneself be guided, through LIFE’s images, into the history and imagination of the twentieth century.

in collaborazione con Teatro Ristori in collaboration with Teatro Ristori
La stagione artistica del Teatro Ristori prosegue con un trittico di linguaggi che raccontano la contemporaneità attraverso la parola, la danza e il jazz internazionale. Ad aprile e maggio cinque appuntamenti che attraversano generi e sensibilità diverse. Tra le Serate d’Autore spiccano due protagonisti molto diversi tra loro, ma accomunati da uno sguardo attento sull’uomo e sul tempo presente. Il 1° aprile arriva Notti, una libera immersione nelle atmosfere de Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij. Lo spettacolo costruisce un dialogo tra teatro e immagini video in tempo reale, dando forma a una dimensione sospesa, quasi visionaria, che mette al centro le inquietudini relazionali e la fragilità emotiva del nostro tempo. A chiudere la rassegna, il 22 aprile, spetterà a Domenico Iannacone con Che ci faccio qui…in scena. Il noto giornalista e autore televisivo porta sul palco la sua esperienza di narratore della realtà, trasformando le inchieste che lo hanno reso una delle voci più riconoscibili del reportage italiano in un racconto teatrale intimo e diretto. La danza contemporanea troverà invece uno dei momenti
KOR'SIA - Ballet del l'Opéra Grand Avignon


più attesi della stagione con la prima italiana di Olympiade, in scena il 17 aprile. La creazione del duo KOR’SIA, formato da Antonio de Rosa e Mattia Russo, arriva al Ristori con il Ballet de l’Opéra Grand Avignon e si ispira allo spirito dei giochi olimpici, trasformando il corpo in campo di tensione poetica e agonistica. La coreografia indaga il gesto atletico come linguaggio simbolico, in una scrittura scenica che unisce energia fisica e dimensione visionaria. Sul versante musicale, la stagione jazz si avvia verso il finale con due appuntamenti di forte respiro internazionale.


Il 30 aprile, in occasione dell’International Jazz Day, il palco del Ristori accoglierà il quintetto del trombettista Eddie Henderson per un omaggio a Miles Davis, figura cardine nella storia del jazz del Novecento. A completare il percorso sarà il concerto del pianista statunitense Aaron Parks, tra le personalità più raffinate della nuova scena jazz internazionale. Con il suo linguaggio sospeso tra lirismo e improvvisazione, Parks rappresenta una generazione di musicisti capaci di ridefinire i confini del jazz, portandolo verso territori sonori aperti e in continua evoluzione.
Jazz, author evenings and the Italian premiere of Olympiade.
The artistic season at Teatro Ristori continues with a triptych of languages that recount contemporary life through words, dance and international jazz. In April and May, there will be five events spanning different genres and sensibilities. Among the Author Evenings, two very different protagonists stand out, but they share a keen eye for humanity and the present time. On 1 April, Notti arrives, a free adaptation in the atmosphere of Fyodor Dostoevsky's White Nights. The show builds a dialogue between theatre and real-time video images, giving shape to a suspended, almost visionary dimension that focuses on the relational anxieties and emotional fragility of our time. Closing the series on 22 April will be Domenico Iannacone with Che ci faccio qui... in scena (What am I doing here...on stage). The well-known journalist and television author brings his experience as a narrator of reality to the stage, transforming the investigations that have made him one of the most recognisable voices in Italian reportage into an intimate and direct theatrical narrative. Contemporary dance will find one of the most

eagerly awaited moments of the season with the Italian premiere of Olympiade, on stage on 17th April. The creation by the KOR'SIA duo, formed by Antonio de Rosa and Mattia Russo, comes to the Ristori with the Ballet de l'Opéra Grand Avignon and is inspired by the spirit of the Olympic Games, transforming the body into a field of poetic and competitive tension. The choreography explores athletic movement as a symbolic language, in choreographic structure that combines physical energy and visionary dimension. On the musical front, the jazz season is drawing to a close with two events of strong international appeal. On 30 April, on the occasion of International Jazz Day, the Ristori stage will welcome trumpeter Eddie Henderson's quintet for a tribute to Miles Davis, a key figure in the history of 20th-century jazz. The season will be rounded off with a concert by American pianist Aaron Parks, one of the most refined personalities on the new international jazz scene. With his language suspended between lyricism and improvisation, Parks represents a generation of musicians capable of redefining the boundaries of jazz, taking it into open and constantly evolving sonic territories.

di by Agnese Ceschi

Piattaforma globale del vino italiano che interpreta l’evoluzione del settore, unica manifestazione internazionale interamente dedicata ai prodotti enoici italiani arrivata ormai alla 58ª
edizione. Stiamo naturalmente parlando di Vinitaly, manifestazione che mette Verona e il polo Veronafiere al centro dell’attenzione internazionale per quattro intere giornate. Quest’anno in programma
a Veronafiere dal 12 al 15 aprile, Vinitaly 2026 amplia ulteriormente la propria offerta a nuovi segmenti di mercato, investendo su contenuti e format. Tra le principali novità della prossima edizione, lo sviluppo di

NoLo – Vinitaly Experience in partnership con Unione italiana vini. Dopo il progetto pilota dell’anno scorso, a Vinitaly 2026 i contenuti No-Low Alcohol avranno un nuovo contenitore, in un’area espositiva dedicata al secondo piano del Palaexpo che riunirà tutta la filiera, con i principali brand italiani sia di prodotto che di tecnologie. Ma cosa sono i vini NoLo e cosa rappresentano per il
settore? Lo abbiamo chiesto a Paolo Castelletti, segretario generale di Unione italiana vini.
Cosa sono i vini NoLo e perché possono essere considerati l’assoluta novità di questo periodo?
Il termine NoLo significa No-Low Alcohol e indica tutti quei vini - e non soloche presentano una ridotta o nulla quantità di alcol al loro interno. Il segmento dei vini no e low alcol rappresenta un’opportunità di mercato, infatti secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini, in un contesto mondiale di forte rallentamento per il mercato del vino, il comparto Nolo è uno dei pochi a crescere con un giro d’affari globale della categoria intorno ai 2,4 miliardi di dollari, ma potrebbe raggiungere i 3,3 miliardi di dollari entro il 2028.
Finalmente da quest’anno anche in Italia si può produrre vino dealcolato…
Alla fine del 2025 il decreto interministeriale Mef-Masaf ha finalmente definito il quadro fiscale che regola lo smaltimento della soluzione idroalcolica, l’alcol sottratto dal vino nel processo di dealcolazione. Questo ultimo tassello normativo, atteso da tempo dal settore, ha di fatto sbloccato la produzione di vini dealcolati nel nostro Paese, consentendo ai produttori italiani di operare in condizioni di parità rispetto ai competitor europei, già sul mercato da un paio d’anni.
Vino tradizionale e vini NoLo: sono prodotti in competizione?
La crescita dei no e low alcol non si pone in contrapposizione al vino tradizionale. Deve essere vista come un’opportunità integrativa e complementare, quasi un naturale completamento

dell’offerta enoica. È un modo per ampliare la gamma e intercettare nuove occasioni di consumo, mantenendo il vino al centro.
Perché i vini NoLo piacciono ai consumatori?
L’evoluzione degli stili di vita spinge nella direzione di prodotti più leggeri, freschi e con gradazioni alcoliche contenute: un fenomeno che non interessa solo il vino. I prodotti low alcol, in particolare nella fascia tra i 5 e i 7 gradi, rispondono bene a questa tendenza, mentre gli sparkling senza alcol stanno trovando spazio sia nel consumo diretto sia nella mixology. Il consumatore ne fa un uso situazionale: permettono di accompagnare momenti diversi della giornata o del consumo, mantenendo il legame con il mondo enologico.
NELLE TECNOLOGIE PER L’ENOLOGIA
L’Italia è anche leader nelle tecnologie per l’enologia e l’imbottigliamento, e da tempo lavora sulle innovazioni e sugli impianti per il processo di
dealcolazione del vino, come spiega Albano Vason, direttore generale di VasonGroup: «Per ottenere vini dealcolati di qualità è necessario adottare un vero e proprio approccio enologico integrato. Dopo la rimozione dell’alcol è fondamentale lavorare sia sul riequilibrio della struttura e della percezione gustativa, sia sulla stabilità del prodotto, adattando anche le scelte di vinificazione in funzione della dealcolazione finale. Il nostro approccio basato su “Mild Technologies” combina tecniche enologiche avanzate e biotecnologie specifiche per ridurre al minimo l’impatto del processo sulla qualità del vino».
PER L’ENOTURISMO IN QUESTO VINITALY 2026
Nella 58ª edizione di Vinitaly l’enoturismo diventa parte integrante della manifestazione. Vinitaly Tourism si consolida, anche a livello espositivo, e ritorna con un calendario giornaliero di appuntamenti tra convegni, talk, ricerche e best practice, mentre Veronafiere ha già attivato un piano di incoming di buyer e tour

operator specializzati. Si apre all’enoturismo anche Vinitaly and the City (da venerdì 10 a domenica 12 aprile), il fuori salone pop nel cuore della città che quest’anno, in collaborazione con la Strada del Vino Valpolicella, offre con l’acquisto di un carnet degustazioni un Token Esperienza, utilizzabile dal 13 aprile fino al 3 maggio per una visita con degustazione presso le 12 cantine aderenti al progetto.
The 58th edition of the Verona fair: trends and innovations.
Aglobal platform for Italian wine that reflects the industry’s evolution, and the only international event entirely dedicated to Italian wine products, now in its 58th edition. We are, of course, talking about Vinitaly, an event that puts Verona and the Veronafiere exhibition center in the international spotlight for four full days. Scheduled this year at Veronafiere from April 12 to 15, Vinitaly 2026 further expands its offerings to new market segments, investing in content and formats.
Among the main new features of the upcoming edition is the development of NoLo – Vinitaly Experience in partnership with the Italian Wine Union. Following last year’s pilot project, at Vinitaly 2026, No-Low Alcohol content will have a new home in a dedicated exhibition area on the second floor of the Palaexpo, bringing together the entire supply chain with leading Italian brands in both products and technologies. But what are NoLo wines, and what do they represent for the sector? We asked Paolo
Castelletti, Secretary General of the Italian Wine Union.
What are NoLo wines, and why can they be considered the major new trend?
The term “NoLo” stands for “No-Low Alcohol” and refers to all wines—and other beverages— that contain little or no alcohol. The no- and low-alcohol wine segment represents a market opportunity; in fact, according to the Italian Wine Union Observatory, amid a global slowdown in the wine market, the NoLo sector is one of the few to be growing, with a global turnover of around $2.4 billion for the category, but it could reach $3.3 billion by 2028.
Finally, starting this year, alcohol-free wine can can now also be produced in Italy…
At the end of 2025, the MEF-MASAF interministerial decree finally established the tax framework governing the handling of the hydroalcoholic solution the alcohol removed from wine during the dealcoholization process. has enabled the production, long awaited by the sector, has enabled the production of dealcoholized wines in our country, allowing Italian producers to compete on equal terms with their European competitor, who have already been on the market for a couple of years.
Traditional wine and NoLo wines: are they competing products?
The growth of non-alcoholic and low-alcohol wines is not in opposition to traditional wine. It should be viewed as an integrative and complementary opportunity, almost a natural extension of the wine offering. It is a way to broaden the range and tap into new consumption opportunities, while keeping wine at the center.

Changing lifestyles are driving demand toward lighter, fresher products with lower alcohol content—a trend that extends beyond wine. Low-alcohol products, particularly those in the 5–7% ABV range, are well-suited to this trend, while non-alcoholic sparkling wines are gaining traction in both on-premise consumption and mixology. depending on the occasion: they allow for pairing with different moments of the day or occasions, while maintaining a connection to the world of wine.
Italy is also a leader in winemaking and bottling technologies, and has long been working on innovations and equipment for the wine dealcoholization process, as Albano Vason, CEO of VasonGroup, explains: “To produce highquality dealcoholized wines, it is necessary to adopt a truly integrated winemaking approach. After removing the alcohol, it is essential to work on rebalancing both the structure and the taste profile, as well as ensuring the product’s stability, while also adapting winemaking
choices to accommodate the final dealcoholization process. Our approach, based on ‘Mild Technologies,’ combines advanced oenological techniques and specific biotechnologies to minimize the process’s impact on wine quality.”
At the 58th edition of Vinitaly, wine tourism becomes an integral part of the event. Vinitaly Tourism is expanding, including in the exhibition area, and returns with a daily schedule of events including conferences, talks, research presentations, and best practices, while Veronafiere has already launched a program to attract specialized buyers and tour operators. Vinitaly and the City (from Friday, April 10, to Sunday, April 12) is also opening up to wine tourism, the pop-up off-site event in the heart of the city that this year, in collaboration with the Valpolicella Wine Route, offers an Experience Token with the purchase of a tasting booklet, redeemable from April 13 through May 3 for a visit with tasting at the 12 wineries participating in the project.
In the city

AVerona torna l’atteso appuntamento con la rassegna Libri e rose – Scrivere, stampare, leggere che, dal 7 al 10 maggio 2026, animerà la città con quattro giornate dedicate ai libri e ai loro protagonisti. In programma incontri con gli autori e le loro novità letterarie, momenti di approfondimento e occasioni diverse per celebrare il mondo del libro.
Curata dalla Società Letteraria e dalla Kasa dei Libri, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona, con il Conservatorio statale di Musica E. F. Dall’Abaco e il sostegno di MAGIS, la kermesse si prepara a radunare appassionati e curiosi, confermandosi come uno degli appuntamenti più vivaci dedicati al libro e alla lettura in città.
Per la 5ª edizione non mancheranno voci autorevoli della narrativa contemporanea come Marco Balzano, con L’ultimo arrivato, testo giovanile riproposto per la prima volta dopo oltre dieci anni, e Alba Donati, con le storie e i versi immortali delle Ragazze che scrivono poesie come Emily Dickinson, Anna Achmatova e Wisława Szymborska. Numerosi e variegati i momenti di

approfondimento tra classici e contemporanei: Nicola Gardini guiderà il pubblico tra le pagine dell’Odissea, Ludovica Lugli esplorerà vita e opere di Elsa Morante, mentre Luca Crovi ripercorrerà la storia e l’eredità letteraria di Andrea Camilleri.
Gli appuntamenti della kermesse si svolgeranno in alcune delle principali sedi culturali veronesi – come la Biblioteca Civica, fulcro della rassegna – trasformando ancora una volta la città in un palcoscenico per la cultura e la parola scritta.
Il programma si arricchisce inoltre di appuntamenti musicali, una maratona di lettura dedicata ad Agatha Christie nel 50°

dalla scomparsa dell’autrice, una mostra sull’artista belga Jean-Michel Folon, oltre a giochi per bambini e famiglie: un calendario variegato che conferma Libri e rose come una festa della lettura aperta a tutti.
Programma in aggiornamento su www. societaletteraria.it/libri-e-rose-2/.
Meetings with authors and literary events.
In Verona, the eagerly awaited event 'Libri e rose – Writing, printing, reading' returns from 7 to 10 May 2026, bringing the city to life with four days dedicated to books and their key figures. The programme includes meetings with authors and their latest literary works, opportunities for in-depth discussion, and various opportunities to celebrate the world of books.
Curated by the Società Letteraria and the Kasa dei Libri, in collaboration with the Department of Culture of the Municipality of Verona, the State Conservatory of Music E. F. Dall’Abaco, and supported by MAGIS, the event is set to gather enthusiasts and the curious alike, confirming itself as one of the liveliest events dedicated to books and reading in the city.
For its 5th edition, the festival will welcome leading voices of contemporary fiction such as Marco Balzano, presenting *L’ultimo arrivato*, a early work reissued for the first time in over ten years, and Alba Donati, with the timeless stories and verses of the *Girls Who Write Poetry*, including Emily Dickinson, Anna Akhmatova, and Wisława Szymborska. A rich variety of programme will explore both classic and contemporary literature: Nicola Gardini will guide the audience through the pages of the *Odyssey*, Ludovica Lugli will delve into the life and works of Elsa Morante, and Luca Crovi will retrace the literary history and legacy of Andrea Camilleri.
The festival’s events will take place in some of Verona’s main cultural venues – such as the Biblioteca Civica, the heart of the programme – once again transforming the city into a stage for culture and the written word.
The schedule also includes musical events, a reading marathon dedicated to Agatha Christie on the 50th anniversary of the author’s passing, an exhibition dedicated to the Belgian artist JeanMichel Folon, as well as activities for children and families: a varied programme that confirms Libri e rose as a celebration of reading open to all. Programme updates available at www. societaletteraria.it/libri-e-rose-2/.

di by Andrea Molinari

Il 21 e 22 aprile il Teatro Nuovo di Verona ospita Otto Infinito, lo spettacolo con cui Federico Buffa porta in scena la storia di Kobe Bryant. Non un semplice racconto sportivo, ma il ritratto di un personaggio complesso: talento assoluto, ossessione per il miglioramento e una solitudine che lo ha accompagnato lungo tutta la carriera. In vista delle due date veronesi, Buffa ha ripercorso con noi alcune delle chiavi che lo hanno portato a raccontare la vita del campione dei Los
Angeles Lakers sul palcoscenico.
Nel suo spettacolo racconta Kobe Bryant andando oltre il campo. Qual è l’aspetto della sua storia che l’ha colpita di più?
La sua separazione dal mondo in cui è cresciuto. Kobe non ha scelto di vivere in Italia da bambino: è successo perché suo padre giocava qui. Però crescere in Italia lo ha messo in contatto con una cultura completamente diversa da quella americana. Quando torna negli Stati Uniti a 14 anni e viene iscritto alla high

school, non capisce nemmeno lo slang dei ragazzi afroamericani che gli parlano. Sorride, ma non comprende cosa gli stiano dicendo. Allora capisce che per emergere deve portarli sul campo, perché lì sa di poter primeggiare.
Quanto conta la solitudine nella cosiddetta Mamba Mentality?
Moltissimo. La solitudine è la sua caratteristica principale. Nello spettacolo chiudo diversi passaggi della sua vita con la stessa idea: è solo. Sempre più solo. A un certo punto diventa “solo contro tutti”. Succede nel momento più difficile della sua carriera, dopo il procedimento penale in Colorado. In quel momento sembra aver perso tutto. Eppure, sua moglie Vanessa resta al suo fianco. Racconta lei stessa che quando Kobe era con la figlia Gianna, quel “maledetto Mamba” restava chiuso nella valigetta. Questo dice molto dell’uomo oltre al campione.
La Mamba Mentality viene spesso raccontata come una filosofia di successo. È anche questo, ma non solo.
Kobe aveva una determinazione quasi ossessiva. C’è un episodio che racconta molto di lui: l’11 settembre 2001 sua moglie lo filma mentre guarda le Torri Gemelle in televisione. È sudato, con la salvietta sulle spalle. Perché? Perché si è svegliato alle quattro del mattino per allenarsi, convinto che da qualche parte ci fosse qualcuno che si stava preparando per batterlo. Questa è la sua mentalità.
Nel titolo dello spettacolo c’è il riferimento simbolico. Se lei dovesse scegliere un numero tra 8 e 24?
Uno è la continuazione dell’altro. Il 24 è semplicemente l’8 moltiplicato per tre, il numero perfetto. Se metti l’otto in orizzontale diventa il simbolo dell’infinito. In fondo la sua storia è proprio questo: qualcosa che continua a restare nello sport anche dopo la fine della carriera.
Si ricorda la prima volta che ha sentito parlare di Kobe Bryant?
Sì, ero a Philadelphia con Mario Ghiacci, allora general manager della Pallacanestro Reggiana. In quell’occasione incontrammo Joe Bryant, il padre di Kobe, e parlarono a lungo di questo ragazzo che stava crescendo a Reggio Emilia. Avevo già sentito il nome, ma lì capii davvero chi fosse.
Se oggi potesse dirgli qualcosa, cosa gli direbbe?
Con personaggi così puoi solo dire grazie. “Thank you for the memories”. Ci sono atleti che riscrivono il canone del loro sport. Diego Maradona lo ha fatto nel calcio, Kobe Bryant nel basket, aggiornando l’eredità di Michael Jordan. Sono figure di cui si parlerà ancora tra cent’anni.

At the Teatro Nuovo comes Otto Infinito.
On April 21 and 22, the Teatro Nuovo in Verona hosts Otto Infinito, the show in which Federico Buffa brings to the stage the story of Kobe Bryant. Not just a sports story, but the portrait of a complex character: extraordinary talent, an obsession with improvement, and a sense of solitude throughout his career. Ahead of the two Verona dates, Buffa revisited with us some of the keys that led him
totell the story of the Los Angeles Lakers champion on stage.
In your show you tell Kobe Bryant by going beyond the court. What aspect of his story struck you the most? His separation from the world in which he grew up. Kobe did not choose to live in Italy as a child: it happened because his father played here. But growing up in Italy put him in contact with a culture completely different from the American one. When he returns to the United States at 14 and is enrolled in high school, he does not even understand the

slang of the African American kids speaking to him. He smiles, but he doesn’t understand what they are saying to him. Then he realizes that to stand out he must bring them onto the court, because there he knows he can excel.
How important is solitude in the so-called Mamba Mentality?
Very important. Solitude is his main characteristic. In the show I close several passages of his life with the same idea: he is alone. More and more alone. At a certain point he becomes ‘alone against the world.’ This happens in the most difficult moment of his career, after the legal proceedings in Colorado. At that moment he seems to have lost everything. Yet his wife Vanessa remains by his side. She herself recounts that when Kobe was with his daughter Gianna, that ‘damned Mamba’ stayed locked in the briefcase. This says a lot about the man beyond the champion.

The Mamba Mentality is often told as a philosophy of success. It is also that, but not only that. Kobe had an almost obsessive determination. here is an episode that reveals a lot about him: on September 11, 2001, films him as he watches the Twin Towers on television. He is sweaty, with a towel on his shoulders. Why? Because he woke up at four in the morning to train, convinced that somewhere, someone was preparing to beat him. This is his mentality.
In the title of the show there is a symbolic reference. If you had to choose a number

between 8 and 24?
One is the continuation of the other. The 24 is simply the 8 multiplied by three, the perfect number. If you put the eight horizontally, it becomes the symbol of infinity. In the end, his story is precisely this: something that continues to remain in the sport even after the end of his career.
Do you remember the first time you heard about Kobe Bryant?
Yes, I was in Philadelphia with Mario Ghiacci, then general manager of Pallacanestro Reggiana. On that occasion we met Joe Bryant, Kobe’s father, and they spoke at length about this boy who was growing up in Reggio Emilia. I had already heard the name, but there I truly understood who he was.
If you could say something to him today, what would it be?
With figures like him you can only say thank you. ‘Thank you for the memories.’ There are athletes who redefine the sport of their sport. Diego Maradona did it in football, Kobe Bryant in basketball, updating Michael Jordan’s legacy. They are figures who will still be remembered in a hundred years.

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di by Ilaria Savoia
C’è aria di primavera a Verona! Sabato 2 e domenica 3 maggio la città si colora e profuma grazie al Verona Flower Show, la mostra mercato nazionale di piante rare ed inconsuete. La location per questa quarta edizione primaverile è quella storica ed affascinante del Giardino Giusti (Via Giardino
Giusti 2), uno dei più celebri esempi di giardino all’italiana del tardo Rinascimento creato dalla famiglia Giusti e ad oggi riconosciuto come monumento nazionale.
Qui vivaisti, collezionisti, produttori ed artigiani italiani ed europei si daranno appuntamento offrendo al pubblico un’esperienza unica

e suggestiva. Ben settanta espositori pronti a rendere la cornice di Giardino Giusti un autentico spettacolo naturale dove piante di varia tipologia sorprenderanno lo spettatore con i loro colori e profumi.
A tal proposito interessante la collezione botanica, frutto di una ricerca attenta e stagionale che accompagnerà i visitatori alla scoperta di specie botaniche insolite. Qui protagoniste varietà selezionate di agrumi, piante grasse, piante perenni, rose da collezione, bulbi, iris, piante aromatiche e molte altre eccellenze vegetali; a completare il tutto la presenza di piante acidofile e da frutto a fioritura prolungata presentate nel pieno rispetto dei loro cicli naturali. Durante il Verona Flower Show spazio anche alla creatività, il gusto e l’artigianato grazie a un percorso che accompagnerà i visitatori verso il concetto di creatività sostenibile con un’area interamente dedicata all’ artigianato green dove natura e manualità si incontrano.
Spazio anche all’enogastronomia, un angolo di pausa e piacere dove per gli spettatori sarà possibile godersi un momento di relax tra proposte culinarie stagionali e cocktail floreali. Un angolo
dove poter acquistare anche prodotti particolari e dare spazio alla propria curiosità con degustazioni guidate e corsi di cucina con fiori.
Presenti durante la manifestazione anche numerose attività collaterali gratuite come laboratori e momenti di approfondimento dedicati al mondo del verde. Sarà infatti possibile partecipare a corsi di giardinaggio con esperti del settore che metteranno al centro il giardinaggio di qualità e le loro conoscenze nel campo florovivaistico, corsi per tutti:

dal livello base per un pubblico al primo approccio a quello più specialistico per i più esperti. Saranno poi disponibili il corso di mise en place in giardino, il corso sulle esperienze olfattive di ogni tipo, il laboratorio di pittura botanica e ceramica. Seguiranno anche altri appuntamenti alla scoperta dell’entomologia, floriterapia e benessere naturale. Spazio a proposte per i più piccoli con corsi di giardinaggio per bambini e tanti laboratori creativi che pongono al centro l’ecologia e la sostenibilità


ambientale. Per i piccoli previste anche attività sul verde a loro dedicate con anche la presenza di animali da cortile. Oltre alla manifestazione sarà visitabile anche la splendida cornice di Giardino Giusti, un giardino animato da statue, fontane e sentieri oltre che da una delle viste più panoramiche di Verona. Un’opportunità per i visitatori che avranno quindi accesso anche alle sale interne del Palazzo del giardino. Verona Flower Show torna a stupire grandi e piccoli e lo fa in una cornice storica importante come Giardino Giusti che tra colori e profumi diviene pura magia.
A natural spectacle at Giusti Garden.
Spring is in the air in Verona! On Saturday, May 2, and Sunday, May 3, the city will come alive with color and fragrance thanks to the Verona Flower Show, the national exhibition and market for rare and unusual plants. The venue for this fourth spring
edition is the historic and charming Giardino Giusti (Via Giardino Giusti 2), one of the most famous examples of a late Renaissance Italian garden created by the Giusti family and now recognized as a national monument.
Here, Italian and European nursery owners, collectors, growers, and artisans will gather to offer the public a unique and evocative experience. No fewer than seventy exhibitors are ready to transform the Giardino Giusti into a true natural spectacle, where plants of various types will surprise visitors with their colors and scents. Of particular interest is the botanical collection, the result of careful, seasonal research, which will guide visitors in discovering unusual botanical species. The stars of the show will be selected varieties of citrus fruits, succulents, perennials, collector’s roses, bulbs, irises, aromatic plants, and many other botanical gems; rounding out the display are acidophilic plants and longblooming fruit trees presented in full respect of their natural cycles
The Verona Flower Show will also showcase creativity, style, and craftsmanship through an exhibition that will guide visitors toward the concept of sustainable creativity, featuring an area entirely dedicated to green crafts where nature and craftsmanship come together.
There will also be a space for food and wine, a corner for relaxation and enjoyment where visitors can unwind with seasonal culinary offerings and floral cocktails. This is a spot where you can also purchase unique products and satisfy your curiosity with guided tastings and cooking classes featuring flowers. Numerous free side events will also be held during the festival, such as workshops and in-depth sessions dedicated to the world of greenery. In fact, visitors will be

able to participate in gardening courses led by industry experts who will focus on quality gardening and their knowledge of the horticultural field; courses for everyone: from beginner-level sessions for those new to the subject to more specialized courses for experts.
Also available will be a course on garden table settings, a course on olfactory experiences of all kinds, and workshops on botanical painting and ceramics. Additional events will follow, exploring entomology, flower therapy, and natural wellness.
There will be plenty of activities for children, including gardening classes and numerous creative workshops focused on ecology and
environmental sustainability. Younger visitors can also enjoy outdoor activities designed just for them, featuring farm animals.
In addition to the event, visitors can explore the stunning setting of Giardino Giusti, a garden brought to life by statues, fountains, and paths, as well as one of Verona’s most panoramic views. This offers visitors the opportunity to also access the interior halls of the Palazzo del Giardino.
The Verona Flower Show returns to delight both adults and children, set against the historic backdrop of Giardino Giusti, where colors and scents come together to create pure magic.

di by Giorgia Castagna


Lo aveva già rivelato la Sovrintendente Gasdia in un'intervista per Carnet lo scorso anno: «non posso svelare tutto ma posso anticiparvi che l’anno prossimo il Festival sarà accessibile anche ai bambini…». Detto e fatto, l’opera lirica si fa a misura di bambino con uno spettacolo pucciniano tra i più noti: “Turandot. Enigmi al Museo”. L’avventura per piccoli e grandi firmata AsLiCo andrà in scena sabato 9 maggio, in Arena, alle ore 17. Uno spettacolo pensato per avvicinare bambini e ragazzi, con le loro famiglie e scuole, al mondo dell’opera lirica attraverso una narrazione
coinvolgente, interattiva, adatta a tutte le età. Ispirato all’opera di Giacomo Puccini, che quest’anno festeggia i cento anni dalla prima rappresentazione, lo spettacolo, prodotto da AsLiCo per Opera Domani, conquista il palcoscenico d’opera all’aperto più grande al mondo. La musica di Giacomo Puccini accompagnerà ancora una volta la storia della principessa Turandot che diventerà una favola ambientata in un museo. Tra i visitatori Calaf, suo padre Timur e Liù. Attraverso la lettura di un antico manoscritto, le opere d’arte prenderanno vita e il museo si trasformerà in una Cina magica e grandiosa, popolata
da enigmi, principi d’Oriente, gong del destino e palazzi imperiali. Un viaggio nel mondo della Principessa dal cuore di ghiaccio. Tra momenti teatrali, interventi musicali e interazioni con il pubblico, lo spettacolo offrirà un’esperienza immersiva e appassionante. La regia è affidata ad Andrea Bernard con la direzione musicale affidata a Sieva Borzak. Sul palco un ensemble di giovani interpreti e l’Orchestra 1813, come nella tradizione delle produzioni AsLiCo. Lo spettacolo, della durata di 70 minuti, rientra nel progetto di Fondazione Arena per l’educazione musicale delle nuove generazioni. Ma

la Fondazione non si ferma qui. Con un progetto di formazione, riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, rivolto al mondo delle scuole, il Teatro Filarmonico ha aperto le sue porte nella giornata di sabato 14 marzo con un corso rivolto ai docenti interessati. L'attività è stata pensata per fornire strumenti operativi e indicazioni pratiche per il lavoro in classe e per preparare i ragazzi alla partecipazione attiva. Gli alunni saranno infatti coinvolti in una fase successiva in un percorso multidisciplinare, adattabile dalla scuola primaria alla secondaria di I grado.
On May 9, the Arena opens its doors to children.
She had already revealed it last year in an interview for Carnet: “I cannot reveal everything, but I can tell you that next year the Festival will also be accessible to children…”. Said and done, opera becomes accessible to children with one of the most famous Puccini operas: ‘Turandot Riddles at the Museum’. The
adventure for children and adults, created by AsLiCo, will be staged on Saturday, May 9, at the Arena at 5 p.m. A show designed to bring children and young people, together with their families and schools, closer to the world of opera through an engaging, interactive narrative suitable for all ages. Inspired by Giacomo Puccini’s opera, which this year celebrates one hundred years since its first performance, the production—created by AsLiCo for Opera Domani—conquers the world’s largest open-air opera stage. Giacomo Puccini’s music will once again accompany the story of Princess Turandot, which becomes a fairy tale set in a museum. Among the museum visitors are Calaf, his father Timur, and Liù.
Through the reading of an ancient manuscript, works of art come to life and the museum transforms into a magical and majestic China, filled with riddles, princes from the East, the gong of destiny, and imperial palaces. A journey into the world of the Princess with a heart of ice. Through theatrical scenes, musical interludes, and interaction with the audience, the show offers an immersive and captivating experience. The direction is by Andrea Bernard, with musical direction by Sieva Borzak. On stage is an ensemble of young performers and the Orchestra 1813, as is tradition for AsLiCo productions. The performance, lasting 70 minutes, is part of Fondazione Arena’s project dedicated to the musical education of new generations. But the Foundation doesn’t stop there. With a training project recognized by the Ministry of Education and addressed to schools, the Teatro Filarmonico opened its doors on Saturday, March 14, with a course for interested teachers. The initiative was designed to provide practical tools and operational guidance for classroom work and to prepare students for active participation. Students will later be involved in a multidisciplinary programme adaptable from primary to lower secondary school.

di by Giorgia Castagna
Attore, sceneggiatore, conduttore, regista e produttore. Paolo Ruffini impegnato nel cinema, in TV e a teatro è da sempre attivo nel sociale con numerosi progetti, soprattutto legati alla disabilità e all’inclusione. A breve è pronto a tornare a Verona con uno spettacolo che ha registrato il sold out in soli cinque giorni. Stiamo parlando del fenomeno Din Don Down – Alla ricerca di (D)io, che dopo oltre 70 date sold out e 100.000 biglietti venduti, sbarca sabato 2 maggio 2026 all’Arena di Verona, che apre proprio con Din Don Down la sua stagione extra lirica. Lo spettacolo dei record di Paolo Ruffini con la Compagnia Mayor Von Frinzius di attori con disabilità, con Claudia Campolongo al pianoforte, diretto da Lamberto Giannini e prodotto da VERA Produzione, ha raccolto fin da subito un inaspettato successo nel pubblico e ha raggiunto numeri impensabili, risultando uno dei più grandi successi teatrali degli ultimi anni. Più che uno spettacolo Din Don Down è una vera e propria esperienza da vivere e da cui lasciarsi trasportare. Un happening comico che sovverte il senso più profondo di ciò che ci ostiniamo a definire “normale” e che, attraverso un perfetto mix di comicità, tenerezza e disobbedienza, esplora il senso della spiritualità e della vita.
«Questa data per me non è una data ma un vero e proprio evento; evento – commenta Ruffini –che si terrà non in un teatro ma in un monumento. È un vero e proprio onore aprire la stagione extra lirica ed è per questo che voglio ringraziare la Fondazione Arena e il Sindaco. Saremo oltre
ottanta sul palcoscenico e sarà un'edizione con una confezione particolare» conclude il conduttore. Il successo di Din Don Down è arrivato anche in Vaticano, dove Paolo e i ragazzi della


Compagnia hanno incontrato Papa Leone XIV, e a Montecitorio, dove Paolo Ruffini e Federico Parlanti hanno ritirato il prestigioso Premio 100 eccellenze italiane. Sui social, i video di queste esperienze e delle numerose standing ovation dello show hanno raggiunto milioni di visualizzazioni, diventando virali e confermando l’apprezzamento del pubblico per un progetto artistico che affonda le sue radici nel senso più profondo dell’inclusione, la valorizzazione dell’unicità di ciascuna persona.
L’Arena apre la stagione a tutta musica
Ormai ci siamo, l'anfiteatro romano è pronto ad accendere luci e musica per la sua nuova stagione in arrivo con un calendario, quello del 2026 dell'Arena di Verona con grandi concerti pop-rock oltre che la prestigiosa stagione lirica. Ad inaugurare la musica nelle serate del 14 , 16 e 17 maggio ci penseranno i Pooh con La nostra Storia in Arena, tre concerti imperdibili, tre spettacoli inediti per la band che più volte nel corso della sua lunga storia è stata protagonista di concerti in Arena ma che questa volta sarà accompagnata eccezionalmente da un’orchestra di 40 elementi. Per l’occasione, infatti, i Pooh saranno affiancati dall’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana, diretta dal Maestro Diego Basso, regalando nuove emozioni a tutto il pubblico. Un evento pensato per celebrare, ricordare e condividere un viaggio musicale lungo sessant’anni, in uno dei palchi più iconici del mondo.
From Ruffini’s “Din Don Down” phenomenon to the music of the Pooh.
Actor, screenwriter, host, director, and producer. Paolo Ruffini, active in cinema, TV, and theatre, has always been involved in social projects, especially related to disability and inclusion. He is soon returning to Verona with a show that sold out in just five days. We are talking about the phenomenon *Din Don Down – Alla ricerca di (D)io*, which, after more than 70 sold-out dates and 100,000 tickets sold, will take the stage on Saturday, May 2, 2026, at the Arena di Verona, which is opening its extra-lyrical season precisely with Din Don Down. Ruffini’s record-breaking show, featuring the Mayor Von Frinzius Company of actors with disabilities, with Claudia Campolongo on piano, directed by Lamberto Giannini and produced by VERA Produzione, has immediately gained unexpected success from audiences. The show has reached unbelievable numbers, becoming one of the greatest theatrical successes of recent years. More than a show, Din Don Down is a true experience to live and be carried away by. A comic happening that overturns the deepest meaning of what we insist on calling “normal,” and that, through a perfect mix of comedy, tenderness, and disobedience, explores the meaning of spirituality and life.

“This date for me is not just a date but a real event,” comments Ruffini, “an event that will take place not in a theatre but in a monument. It is truly an honour to open the extra-lyrical season, and for this I want to thank the Arena Foundation and the Mayor. There will be more than eighty of us on stage, and it will be an edition with a special setup,” concludes the host.
The success of Din Don Down has also reached the Vatican, where Paolo and the members of the Company met Pope Leo XIV, and Montecitorio, where Paolo Ruffini and Federico Parlanti received the prestigious *100 Eccellenze Italiane* Award. On social media, the videos of these experiences and the numerous standing ovations of the show have reached millions of views, going viral and confirming the audience’s appreciation for an artistic project rooted in the deepest meaning of inclusion and the enhancement of everyone’s uniqueness.
The time has come: the Roman amphitheatre is ready to light up and bring music to its new upcoming season with the 2026 Arena di Verona calendar, featuring major pop-rock concerts alongside its prestigious opera season. Opening the musical programme on the evenings of May 14, 16 and 17 will be the Pooh with *La nostra Storia in Arena*: three unmissable concerts, three unprecedented shows for a band that has already

performed many times in the Arena throughout its long history, but that on this occasion will be exceptionally accompanied by a 40-piece orchestra. The Pooh will be joined by the Italian Rhythmic Symphonic Orchestra directed by Maestro Diego Basso, offering new emotions to the entire audience. The event is designed to celebrate, remember, and share a sixty-year musical journey on one of the world’s most iconic stages.



di by Andrea Molinari ph VeronaVolleyBenvenuti
La stagione di Rana Verona ha segnato una svolta nella storia recente della pallavolo cittadina. La squadra guidata da Fabio Soli ha conquistato la prima Coppa Italia della sua storia, ha raggiunto la finale di Supercoppa e sta affrontando i playoff di SuperLega con la consapevolezza di poter competere con le migliori. Un percorso che ha cambiato anche la percezione attorno alla squadra, ma che l’allenatore gialloblu continua a leggere con equilibrio, come ci racconta lui stesso.

A inizio stagione avevi detto che l’obiettivo era “dare fastidio” alle big della SuperLega. Oggi vi sentite ancora la sorpresa del campionato o qualcosa è cambiato?
Confermo quello che dicevamo all’inizio. È vero che ci siamo ritrovati nelle zone alte della classifica e che abbiamo fatto qualcosa di speciale in Coppa Italia, però credo che esista ancora una certa distanza tra la nostra continuità di rendimento e quella delle squadre che da anni stanno stabilmente ai vertici. Noi abbiamo dimostrato

di poter raggiungere picchi molto alti, ma a volte alterniamo momenti molto positivi ad altri più complicati. Le grandi squadre invece hanno una solidità che permette loro di portare a casa partite difficili anche quando non giocano al meglio. Per questo preferisco restare con i piedi per terra.
La finale di Supercoppa persa contro Perugia può comunque diventare un passaggio utile in vista del futuro?
Il nostro compito come staff è proprio quello di dare valore a tutto quello che succede, sia ai risultati positivi, sia a quelli negativi. Le vittorie sono la fotografia di un percorso, mentre le sconfitte devono diventare occasioni per capire cosa portare con noi e cosa invece lasciare andare. In questa stagione abbiamo raccolto tante esperienze importanti: la regular season, la Coppa Italia, la Supercoppa. Tutto questo può aiutarci a crescere.
La percezione attorno alla squadra sembra comunque cambiata. Lo senti anche tu?
Può darsi che all’esterno oggi Verona venga vista come una squadra più solida e difficile da affrontare. Se è così, naturalmente fa piacere. Però credo che la cosa davvero importante sia la considerazione che abbiamo noi di noi stessi. Preferisco lavorare su ciò che vediamo ogni giorno in palestra, sui numeri, sulle prestazioni e sui margini di miglioramento. Le aspettative esterne spesso vanno oltre il plausibile e non sempre sono utili.
Verona come ambiente sportivo invece cosa ti ha dato?
Fin dal primo momento ho percepito un grande entusiasmo. La cosa positiva è che questo entusiasmo è rimasto costante lungo


tutta la stagione. Anche quando sono arrivate alcune sconfitte, l’ambiente è rimasto vicino alla squadra. È un segnale di maturità e permette ai giocatori di lavorare con serenità.
Il tuo approccio da allenatore sembra molto attento ai numeri e all’analisi. Quanto contano davvero i dati?
Nel nostro lavoro serve un equilibrio. L’istinto è fondamentale perché la pallavolo è fatta di attimi e bisogna prendere decisioni rapidamente. Allo stesso tempo però statistiche e analisi aiutano a capire dove siamo e dove vogliamo arrivare. Il mix tra sensazioni e dati è quello che guida il lavoro quotidiano.
Se dovessi descrivere questa squadra con un’immagine?
È una squadra diversa dai canoni tradizionali. Dentro ci sono personalità molto differenti tra loro, ma proprio questa varietà è diventata una forza. È un gruppo forse un po’ strano, ma capace di stare insieme e di esprimere una pallavolo particolare. Mi piacerebbe che venisse ricordato così: una squadra diversa dalle solite big, ma capace di funzionare.
Fabio Soli recounts the growth of Rana Verona.
Rana Verona's season marked a turning point in the recent history of volleyball in the city. The team led by Fabio Soli won

its first Italian Cup, reached the Super Cup final and is facing the SuperLega playoffs with the knowledge that it can compete with the best. This journey has also changed perceptions of the team, but the Gialloblu coach continues to view it with balance, as he himself tells us.
At the start of the season, you said that the goal was to “bother” the big teams in the SuperLega. Do you still feel like the surprise of the championship, or has something changed?
I stand by what we said at the beginning. It's true that we find ourselves at the top of the table and that we've done something special in the Coppa Italia, but I think there's still a certain gap between our consistency and that of the teams that have been at the top for years. We've shown that we can reach very high peaks, but sometimes we alternate between very strong performances and more complicated ones. The big teams, on the other hand, have a solidity that allows them to win difficult games even when they re not playing at their best. That’s why I prefer to keep my feet on the ground.
Could the Super Cup final lost to Perugia still be a useful step forward for the future?
Our job as staff is to value everything that happens, both positive and negative results. Victories are a snapshot of a journey, while defeats must become opportunities to understand what to take with us and what to let go of. We have gained a lot of important experience this season: the regular season, the Coppa Italia, the Super Cup. All of this can help us grow.
The perception of the team seems to have changed. Do you feel that too?
It may be that Verona is now seen from the outside as a more solid and difficult team to face. If so, that's nice, of course. But I think the really important thing is how we see ourselves. I prefer
to work on what we see every day in the gym, on the numbers, on performance and on areas for improvement. External expectations often go beyond what is plausible and are not always helpful.
From the very beginning, I sensed great enthusiasm. The positive thing is that this enthusiasm has remained constant throughout the season. Even when we suffered a few defeats, the environment remained supportive of the team. This is a sign of maturity and allows the players to work with peace of mind.
Your approach as a coach seems to be very focused on numbers and analysis. How important are statistics really?
In our work, we need balance. Instinct is fundamental because volleyball is made up of moments and you have to make decisions quickly. At the same time, however, statistics and analysis help us understand where we are and where we want to go. The mix of feelings and data is what guides our daily work.
If you had to describe this team with an image?
It's a team that differs from the traditional norms. It includes personalities that are very different from one another, but it is precisely this variety that has become a strength. It's perhaps a slightly strange group, but one that is capable of sticking together and playing a unique style of volleyball. I'd like it to be remembered like this: a team that differs from the usual big names, but one that is capable of functioning.











di by Andrea Molinari
Tra aprile e maggio la provincia di Verona diventa una piccola capitale diffusa del running. Non è solo una questione di calendario, ma di atmosfera: le giornate si allungano, le colline tornano verdi, il centro storico si riempie di magliette tecniche e scarpe allacciate all’ultimo minuto. Per chi corre, questi due mesi sono una mappa da esplorare, un invito continuo a uscire di casa, a misurarsi, a ritrovare una comunità che si riconosce lungo le stesse strade. Il calendario primaverile si apre già nei primi giorni di aprile. Domenica 5 aprile Verona ospita la corsa “Pasqua con Verona Runner Together Free”, con percorsi di 6 e 10 chilometri pensati per corridori e camminatori. Lo stesso weekend, nella zona collinare dell’est veronese, si corre anche la “Marcia tra i ciliegi” a San Giovanni Ilarione, con tracciati di 3, 6, 11 e 17 chilometri tra i paesaggi della valle dell’Alpone. Il mese prosegue poi con una serie di appuntamenti ormai consolidati. Il 12 aprile si corre la Legnago Valli Grandi, mezza maratona nella pianura veronese che attraversa il paesaggio naturale delle Valli Grandi. Una settimana più tardi, il 19

aprile, è il momento della 10 Scaligera, gara su strada nel cuore della città che riunisce molti runner del territorio. Nello stesso giorno, a Quaderni di Villafranca, si svolge la
Gironsolada con percorsi di 5, 9 e 17 chilometri, evento popolare molto frequentato da gruppi podistici e famiglie. Sono appuntamenti diversi tra loro: alcuni più competitivi, altri dal carattere amatoriale. In comune hanno il ritmo della primavera, con percorsi che attraversano campagne, quartieri e piccoli centri, trasformando la corsa in un modo per abitare il territorio. Con l’arrivo di maggio il calendario si sposta progressivamente verso Verona città, dove si concentrano alcuni degli eventi più partecipati della stagione. Il primo appuntamento da segnare è il 9 maggio, con La 5 Miglia di Zimella, gara di circa 8 chilometri che coinvolge la pianura orientale della provincia e richiama runner abituati alle


distanze veloci. Poi la scena si sposta definitivamente in città. Il 15 maggio si corre la Run 5.30 Verona, evento diventato negli anni un piccolo rituale urbano. Non è una gara competitiva ma una corsa o camminata di 5,3 chilometri alle 5:30 del mattino, quando la città si sveglia lentamente. Si parte con le prime luci dell’alba e si attraversano le strade ancora tranquille del centro, condividendo l’idea che lo sport possa essere anche un gesto quotidiano di benessere. Due giorni dopo, domenica 17 maggio, arriva uno degli
appuntamenti più amati dai veronesi: la Straverona. È la corsa popolare per eccellenza, con tre distanze (5, 10 e 20 chilometri) che attraversano il centro storico e i suoi scorci più iconici. Qui il running diventa festa cittadina: famiglie, gruppi sportivi e runner esperti condividono lo stesso percorso, trasformando per qualche ora le strade della città in un grande spazio sportivo. Il mese si conclude con un’altra iniziativa molto partecipata. Il 24 maggio si corre Angels in Run, corsa e camminata non competitiva con partenza da

Piazza Arsenale e percorsi di circa 3 e 10 chilometri. L’evento unisce attività fisica e spirito solidale, invitando a correre non solo per sé stessi ma anche per sostenere progetti sociali. Tra aprile e maggio il calendario podistico veronese costruisce quindi una vera e propria stagione della corsa. Si passa dalle marce tra i ciliegi delle vallate alle gare su strada della pianura, fino agli eventi urbani che trasformano Verona in un grande circuito all’aperto.
The race calendar in the city and in the province.
Between April and May, the province of Verona becomes a small, widespread running capital. It's not just a question of the calendar, but of atmosphere: the days get longer, the hills turn green again, and the historic centre fills with technical T-shirts and last-minute shoelaces. For runners, these two months are a map to explore, a continuous invitation


to leave the house, to test themselves, to rediscover a community that recognises itself along the same roads.
The spring calendar opens in early April. On Sunday 5 April, Verona hosts the “Pasqua con Verona Runner Together Free” race, with 6 and 10 kilometre routes designed for runners and walkers. On the same weekend, in the hilly area east of Verona, the “Marcia tra i ciliegi” (Walk among the cherry trees) will also take place in San Giovanni Ilarione, with 3, 6, 11 and 17-kilometre routes through the landscapes of the Alpone valley.
The month then continues with a series of well-established events. On 12th April, the Legnago Valli Grandi half marathon takes place in the Veronese plain, crossing the natural landscape of the Valli Grandi. A week later, on 19th April, it is time for the 10 Scaligera, a road race in the heart of the city that brings together many runners from the area. On the same day, in Quaderni di Villafranca, the Gironsolada takes place with 5, 9 and 17 kilometre routes, a popular event attended by running groups and families. These events are all different: some are more competitive, others are more recreational in nature. What they have in common is the rhythm of

spring, with routes that cross the countryside, neighbourhoods and small towns, transforming running into a way of experiencing the area.
With the arrival of May, the calendar gradually shifts towards the city of Verona, where some of the most popular events of the season are concentrated. The first event to mark in your diary is 9 May, with La 5 Miglia di Zimella, an 8-kilometre race that covers the eastern plains of the province and attracts runners accustomed to fast distances. Then the scene shifts definitively to the city. On 15 May, the Run 5.30 Verona takes place, an event that has become a small urban ritual over the years. It is not a competitive race but a 5.3-kilometre run or walk at 5:30

in the morning, when the city is slowly waking up. It starts at dawn and crosses the still quiet streets of the city centre, sharing the idea that sport can also be a daily gesture of well-being. Two days later, on Sunday 17 May, one of the most popular events for the people of Verona takes place: the Straverona. It is the popular race par excellence, with three distances (5, 10 and 20 kilometres) that cross the historic centre and its most iconic sights. Here, running becomes a city festival: families, sports groups and experienced runners share the same route, transforming the city streets into a large sports venue for a few hours. The month ends with another very popular initiative. On 24 May, Angels in Run takes place, a non-competitive run and walk starting from Piazza Arsenale with routes of approximately 3 and 10 kilometres. The event combines physical activity and a spirit of solidarity, inviting participants to run not only for themselves but also to support social projects.
Between April and May, Verona's running calendar creates a veritable running season. It ranges from walks among the cherry trees in the valleys to road races on the plains, to urban events that transform Verona into a large outdoor circuit.

Monteleone21 – nuova sede di Masi e polo di riferimento per l’enoturismo in Valpolicella –sembra emergere dal cuore della terra, radicato nella tradizione, ma proteso verso il futuro. Prende il nome dal colle su cui sorge, in perfetta simbiosi con la natura e il paesaggio circostante, progettato per essere a basso impatto ambientale, coperto da vigne e rivestito di pietra locale. La visita di Monteleone21
regala un’indimenticabile esperienza immersiva nella cultura vitivinicola della Valpolicella, di cui Masi è ambasciatore nel mondo da ben otto generazioni. Il cuore di Monteleone21 è l’Agorà, una piazza a pianta circolare con uno scenografico soffitto a cassettonato in calcestruzzo; concepita come luogo d’incontro, convivialità e di scoperta e celebrazione del vino, ospita il Wine Shop, la Locanda
Costasera e il Wine Bar - Bistrot. Dagli Amaroni e Recioti, simboli dell'eccellenza della Valpolicella nel mondo, a vini innovativi come il Campofiorin, l'intera gamma di prodotti Masi – comprese le pregiate e rare annate della Cantina Privata Boscaini – è disponibile nel nostro Wine Shop. Un'occasione unica per intraprendere un viaggio alla scoperta di territori vocati, dalle Venezie fino all'Argentina. L'anima cosmopolita di Masi si esprime anche nella Locanda Costasera, che reinterpreta le tradizioni e la cultura enogastronomica dei territori in cui l'azienda è presente. Piatti in stile fusion, eclettici e innovativi, perfetti in abbinamento con i vini delle differenti tenute. A chi cerca un'esperienza gastronomica semplice e smart, sono dedicate le sfiziose proposte del Wine Bar - Bistrot, con tanti piatti da condividere e una proposta innovativa di mixology con signature cocktail a base di vino: da provare! Monteleone21 è uno spazio polifunzionale, che va ben oltre il concetto ordinario di enoturismo. La cultura enologica è il punto di partenza per scoprire la cultura del territorio nelle sue varie manifestazioni, fino a stabilire parallelismi con altre forme espressive ed artistiche. Lo scenografico fruttaio
monumentale alto 12 metri, emblematica magnificazione dell’Appassimento delle uve per l’Amarone e dell’expertise di Masi, ospita per un anno l’opera dell’artista internazionale e maestro della videoarte Fabrizio Plessi, diventando uno spazio immersivo dove tradizione, arte contemporanea e intelligenza artificiale trasformano la cultura vitivinicola in esperienza estetica ed emozionale.
Masi opens the doors to a new era.
Monteleone21 – Masi's new headquarters and a hub for wine tourism in Valpolicella –seems to emerge from the heart of the earth, rooted in tradition but looking towards the future. It takes its name from the hill on which it stands, in perfect harmony with nature and the surrounding landscape, ddesigned to minimize environmental impact, covered with vineyards and clad in local stone.
A visit to Monteleone21 offers an unforgettable immersive experience in the wine culture of Valpolicella, of which Masi has been an ambassador throughout the world for eight generations.
The heart of Monteleone21 is the Agorà, a circular square with a


spectacular concrete coffered ceiling. Designed as a place for meeting, social interaction, discovery and celebration of wine, it houses the Wine Shop, the Locanda Costasera and the Wine Bar - Bistrot.
From Amarone and ReciotoMasi's iconic wines and symbols of Valpolicella's excellence around the world - to revolutionary wines such as Campofiorin, the entire range of Masi products, including old and sought-after vintages from the Cantina Privata Boscaini, is available in the Wine Shop for a journey of discovery through renowned wine-growing areas, from the Veneto to Argentina Masi's cosmopolitan soul is also expressed in the Locanda Costasera, which reinterprets the traditions and food and wine culture of the territories where the company is present. The menu features fusion-

style dishes that are eclectic and innovative, perfect for pairing with wines from different estates. For those looking for a simple and smart gastronomic experience, the Wine Bar - Bistrot offers delicious dishes to share and an innovative mixology menu with signature wine-based cocktails: definitely worth trying!
Monteleone21 is a multifunctional space that goes far beyond the ordinary concept of wine tourism. Wine culture is the starting point for discovering the culture of the territory in its various manifestations, establishing parallels with other forms of expression and art. The spectacular 12-metre-high monumental fruit cellar, an emblematic magnification of the drying of grapes for Amarone and Masi's expertise, hosts the work of international artist and video art master Fabrizio Plessi for a year, becoming an immersive space where tradition, contemporary art and artificial intelligence transform wine culture into an aesthetic and emotional experience.


di by Giorgia Castagna
Bressanone torna ad illuminarsi con il suo ormai consueto appuntamento con la luce. Sì perché si terrà anche quest’anno dal 29 aprile al 16 maggio il Brixen Water Light Festival che vedrà Bressanone tornare a trasformarsi nel palcoscenico di uno dei festival di light art più rinomati d’Europa. L’evento interpreta la luce non come semplice effetto scenico, ma come vero e proprio medium artistico: una forza poetica capace di trasformare gli spazi e di generare risonanze nella società.
L’edizione 2026 si interroga sul ruolo dell’arte nello spazio pubblico. In un tempo segnato da tensioni globali, il festival si propone come luogo aperto di riflessione. Nell’ambito del progetto europeo “Imagine
peace”, cofinanziato dall’Unione Europea, il festival fa parte di un’alleanza composta da cinque festival di arte luminosa. Accanto a Bressanone partecipano: Copenaghen (Danimarca), Essen (Germania), Oslo (Norvegia) e Pola (Croazia). Insieme esplorano come la luce, linguaggio universale, possa costruire ponti tra generazioni, culture e prospettive differenti. La pace non viene intesa come uno stato immobile, ma come un processo fragile e complesso, da costruire collettivamente. Oltre venti installazioni e performance, firmate da 23 artiste, artisti e collettivi provenienti da 13 Paesi, in grado di comporre così un panorama articolato della contemporanea arte della luce. Particolare attenzione viene dedicata alle opere che

affrontano in modo esplicito i temi della pace, della coesistenza e della responsabilità collettiva. Altre opere si confrontano con identità e memoria, tecnologia e potere, sostenibilità, percezione dello spazio e con l’elemento acqua, inteso come origine e metafora. In questo tripudio di luci Bressanone diventa parte attiva del progetto in quanto le facciate storiche, gli spazi sacri, i cortili, piazze e rive fluviali diventeranno interlocutori vivi. Questo legame profondo con il territorio è rafforzato da progetti
che coinvolgono direttamente la comunità locale, traducendo in installazioni luminose gli archivi familiari, i dialetti regionali e l'uso di materiali riciclati, in una sintesi perfetta tra identità altoatesina e avanguardia internazionale. A guidare questa complessa macchina creativa è un team rinnovato che unisce visioni complementari sotto la direzione artistica di Werner Zanotti e la gestione di Hanna Bizjak. A curare l’evento Nika Perne, che ha già curato le ultime tre edizioni, e

torna come responsabile della linea concettuale complessiva e delle posizioni artistiche internazionali nel contesto di Imagine Peace, spiega come: «La luce è un medium immateriale che può tuttavia generare un forte impatto emotivo e sociale. Il nostro obiettivo è presentare opere che non illustrano, ma pongono domande, che aprono spazi in cui il significato si costruisce nel dialogo con il pubblico». Con lei assumono responsabilità curatoriali anche Dorothy Di Stefano (Australia) e Nina Stricker (Alto Adige).
The Brixen Water Light Festival in Bressanone.
Bressanone lights up once again with its now well-established event dedicated to light. Yes, because this year too, from April 29 to May 16, the Brixen Water Light Festival will take place, turning Bressanone once more into the setting for one of the most renowned light art festivals in Europe. The event interprets light not as a a simple
visual effect, but as a genuine artistic medium: a poetic force capable of transforming spaces and creating resonance within society.
The 2026 edition reflects on the role of art in public space. In a time marked by global tensions, the festival aims to be an open space for reflection. As part of the European project “Imagine Peace,” co-funded by the European Union, the festival is part of an alliance of five light art festivals. Along with Bressanone, the participating cities are: Copenhagen (Denmark), Essen (Germany), Oslo (Norway), and Pula (Croatia). Together, they explore how light— a universal language— can build bridges between generations, cultures, and different perspectives. Peace is not understood as a static state, but as a fragile and complex process that must be built collectively.
More than twenty installations and performances, created by 23 female and male artists and
collectives from 13 countries, compose an diverse panorama of contemporary light art. Special attention is given to works that explicitly address themes of peace, coexistence, and collective responsibility. Other works explore identity and memory, technology and power, sustainability, spatial perception, and the element of water, understood both as origin and metaphor.
In this triumph of lights, Bressanone becomes an active part of the project, as historic facades, sacred spaces, courtyards, squares, and riverbanks become living interlocutors.
This deep cconnection with the local area/region is reinforced by projects directly involving the local community, translating family archives, regional dialects, and the use of recycled materials into luminous installations, creating a perfect synthesis between South Tyrolean identity and
international avant-garde.
Leading this complex creative machine is a renewed team that unites complementary visions under the artistic direction of Werner Zanotti and the management of Hanna Bizjak. Curating the event is Nika Perne, who already curated the last three editions and returns as the coordinator of the overall conceptual framework and the international artistic perspectives within the Imagine Peace context. She explains: “Light is an immaterial medium that can nonetheless generate a strong emotional and social impact. Our goal is to present works that do not illustrate, but rather pose questions— works that open spaces in which meaning is constructed through dialogue with the audience.”
She is joined in curatorial responsibilities by Dorothy Di Stefano (Australia) and Nina Stricker (South Tyrol).



di by Ilaria Savoia


Torna dal 24 aprile al 3 maggio per la sua 74a edizione il Trento Film Festival, il più antico festival internazionale di cinema dedicato a montagna, avventura ed esplorazione. Nato nel 1952 e con svolgimento annuale a Trento l’evento propone documentari e film sulla natura, con l’aggiunta di eventi culturali di vario genere. Oltre alle proiezioni presente l’iniziativa MontagnaLibri, l’annuale vetrina internazionale dell’editoria di montagna con incontri, mostre ed appuntamenti per famiglie.


La prima novità della 74a edizione del Festival riguarda la sezione Destinazione, che dal 2011 è dedicata alla cinematografia e cultura di altri paesi e aree geografiche: quest’anno la sezione volge lo sguardo ad Est, verso la Corea del Sud. Per Destinazione…Corea del Sud sono ben 9 i lungometraggi: Save The Green Planet! (Jang Joon-hwang), Memorie di un assassino (Bon Joonho), Old Boy (Park Chan-wook), Poetry (Lee Chang -dong), The Himalayas (Lee Seok-hoon), Il prigioniero coreano (Kim Ki-duk), Run-Off (Kim
Jomg-hyun), Peninsula (Yeong Sang-ho), Revolver (Oh Seung-uk). Proposte scelte tra le migliori produzioni degli ultimi due decenni e che mettono al centro cineasti coreani di assoluto valore.
Riguardo ai cortometraggi ben 4 quelli in programma: Beyond The Outside (Kim Jeong-eun), Allergy (Seyoung Kim), Sincity K (Eunsang Ko), 468-6 Mangwon Dong (Jang Jaewon), a cui si aggiungono i due corti di animazione The Popstar Water Deer And I (Lee Sasha) e Ban & Zzak (Seohyeon Kim).
All’interno del programma Destinazione grande attesa per la serata dedicata al confronto tra Kim Young-mi e Alex Bellini, due esploratori d’eccezione che attraverso racconti di viaggio indagano su esplorazione, resilienza e confronto tra essere umano e natura.
Interessante per la letteratura la presentazione del libro Made in Korea. Dalle origini al K-pop di Noemi Pelagalli, il libro più completo sulla storia della Corea scritto in italiano. Segue poi la masterclass sul cinema coreano con Fiaba Di Martino, per vedere insieme l’evoluzione, i temi e i linguaggi di una delle cinematografie più influenti del panorama contemporaneo.
In tema coreano anche il manifesto ufficiale del Trento Film Festival. A firmarlo Manuele Fior, uno tra i fumettisti ed illustratori italiani contemporanei più amati ed autore del poster della 82° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Per il Trento Film Festival il manifesto prende ispirazione dalla Corea del Sud con un disegno ricco di suggestioni orientali dove è raffigurata una montagna su cui l’unica forma di presenza umana è rappresentata da un piccolo santuario dorato.
Per la sua 74a edizione al Trento Film Festival non può mancare l’omaggio a Claudia Cardinale e Robert Redford, le due stelle del cinema scomparse a settembre 2025. Per questo a ritornare sul grande schermo saranno tre storiche pellicole.

Per l’attrice Claudia Cardinale ecco la proiezione di La pantera rosa di Blake Edwards del 1964, per l’attore e regista Robert Redford sarà proiettato L’uomo che sussurrava ai cavalli del 1998 e a seguire Il cavaliere elettrico di Sydney Pollack (1979) dove Redford recita al fianco di Jane Fonda. In occasione del Trento Film Festival la città di Trento diviene luogo di incontro tra alpinisti, registi, scrittori e pubblico; uno spazio dove natura, arte e cinema si incontrano.

The highlights of the 74th edition of the TFF.
Returning from April 24 to May 3, the Trento Film Festiva, the Trento Film Festival, the oldest international film festival dedicated to mountains, adventure, and exploration. Founded in 1952 and held annually in Trento, the event features documentaries and films about nature, along with a variety of cultural events. In addition to screenings, the MontagnaLibri initiative will take place—the annual international showcase of mountain-related publishing, with meetings, exhibitions, and activities for families.
The first highlight of the Festival’s 74th edition concerns the Destination section, which since 2011 has focused on the cinematography and culture of different countries and geographical areas. This year, the section looks East, toward South Korea.

For Destination… South Korea, there are nine feature films: Save The Green Planet! (Jang Joon-hwang), Memories of Murder (Bong Joon-ho), Old Boy (Park Chan-wook), Poetry (Lee Chang-dong), The Himalayas (Lee Seok-hoon), The Net (Il prigioniero coreano, Kim Ki-duk), Run-Off (Kim Jong-hyun), Peninsula (Yeong Sang-ho), Revolver (Oh Seunguk). These titles were selected from among the best productions of the past two decades and showcase South Korean filmmakers of major importance.
Regarding short films, four titles are on the program: Beyond The Outside (Kim Jeong-eun), Allergy (Seyoung Kim), Sincity K (Eunsang Ko), 4686 Mangwon Dong (Jang Jaewon). These are joined by two animated shorts: The Popstar Water Deer And I (Lee Sasha) and Ban & Zzak (Seohyeon Kim).
Within the Destination program, there is great anticipation for the evening dedicated to a conversation between Kim Young-mi and Alex Bellini, two exceptional explorers who, through travel stories, delve into exploration, resilience, and the relationship between humans and nature.
Also of literary interest is the presentation of the book Made in Korea. From the Origins to K-pop by Noemi Pelagalli, the most comprehensive book on Korean history written in Italian to date. This is followed by a masterclass on Korean
L'uomo che sussurrava ai cavalli (Images courtesy of Park Circus/Disney)

cinema led by Fiaba Di Martino, exploring the evolution, themes, and languages of one of the most influential contemporary film industries.
The official poster also echoes the Korean theme of the Trento Film Festival. Designed by Manuele Fior, one of the most beloved contemporary Italian comic artists and illustrators, and creator of the poster for the 82nd Venice International Film Festival.
For the Trento Film Festival, the poster draws inspiration from South Korea, with an illustration rich in Eastern-inspired atmospheres depicting a mountain topped by a small golden sanctuary—the only sign of human presence.
For its 74th edition, the Trento Film Festival also pays tribute to Claudia Cardinale and Robert Redford, the two cinema icons who passed away in September 2025. Three classic films will return to the big screen in their honor.
For actress Claudia Cardinale, The Pink Panther by Blake Edwards (1964) will be screened; for actor and director Robert Redford, The Horse Whisperer (1998) will be shown, followed by The Electric Horseman by Sydney Pollack (1979), where Redford stars alongside Jane Fonda.
During the Trento Film Festival, the city of Trento becomes a gathering place for mountaineers, directors, writers, and the public—a space where nature, art, and cinema come together.








Quando parti su un treno DB-ÖBB Railjet ti aspettano mete meravigliose, paesaggi da sogno, arte, cultura, buon cibo e tanti nuovi incontri a bordo.



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di by Miriam Cetti
Quando si viaggia non conta solo la destinazione, ma anche come la si raggiunge. Con i Railjet DB-ÖBB di ultima generazione, il viaggio in treno diventa un’esperienza moderna, confortevole e sostenibile, pensata per rispondere alle esigenze dei passeggeri di oggi.
Nati infatti proprio dall’ascolto dei viaggiatori, i nuovi treni offrono più privacy e più comfort: le carrozze alternano spazi aperti e scompartimenti più raccolti, ideali sia per chi viaggia per lavoro sia per le famiglie. I sedili sono ergonomici e regolabili, con poggiapiedi, prese di corrente, USB e ricarica wireless.
A bordo non manca nulla per rendere il viaggio piacevole: WiFi, giornali digitali, ristorante di bordo e zone snack, oltre ad aree dedicate alle famiglie e zone silenziose per lavorare o rilassarsi. La carrozza multifunzionale offre inoltre spazi per biciclette, sci e snowboard e posti per sedie a rotelle con accesso facilitato.
Con oltre 500 posti tra classe economica, prima classe e business, i Railjet sono tra i treni più moderni d’Europa. Da
Bologna e Venezia via Verona collegano l’Italia con le città del nord Europa come Innsbruck e Monaco di Baviera, attraversando spettacolari paesaggi alpini: un modo comodo, sostenibile e senza stress per riscoprire il fascino del viaggio in treno.
A Choice of Comfort, Technology and Sustainability.
When you travel, it’s not only the destination that matters, but also how you get there. With the latest-generation DB–ÖBB Railjet trains, the journey becomes a modern, comfortable and sustainable experience, designed to meet the needs of today’s passengers. Designed based on feedback from travellers, the new trains offer greater privacy and comfort: the carriages alternate between open spaces and more intimate compartments, ideal both for business travellers and families. The seats are ergonomic and adjustable, equipped with footrests, power outlets, USB ports and wireless charging.

On board, everything you need for an enjoyable trip is provided: Wi-Fi, digital newspapers, a restaurant car and snack areas, as well as dedicated family zones and quiet areas for working or relaxing. The multifunctional carriage also provides space for bicycles, skis and snowboards, and seats for wheelchairs with easy access. With over 500 seats across economy, first and business class, Railjet trains are among the most modern in Europe. From Bologna and Venice via Verona, they connect Italy with Northern European cities such as Innsbruck and Munich, travelling through spectacular Alpine landscapes — a comfortable, sustainable and stress-free way to rediscover the charm of train travel.
di by Federica Clemente in collaborazione con in collaboration with AMIA Verona

Continua il nostro viaggio nella sostenibilità insieme ad AMIA Verona. Dopo vari approfondimenti, vogliamo fare un po’ di chiarezza sulla terminologia che sentiamo spesso quando si parla di materiali e che ancora oggi viene talvolta usata in modo improprio.
Oggi analizziamo le differenze tra biodegradabile, compostabile e riciclabile. Sono davvero sinonimi? E cosa cambia tra questi termini?
Partiamo dalla distinzione più importante: quella tra biodegradabile e compostabile, due parole che vengono spesso confuse o
utilizzate come se indicassero la stessa cosa.
Un materiale si definisce biodegradabile quando è in grado di degradarsi grazie all’azione di microrganismi, luce e calore, trasformandosi in sostanze più semplici come acqua, anidride carbonica e biomassa. La norma UNI EN 13432:2002, che stabilisce i criteri per gli imballaggi recuperabili tramite compostaggio industriale, indica che un materiale è considerato biodegradabile se si degrada almeno per il 90% entro sei mesi in condizioni controllate di compostaggio.
Il termine compostabile, invece, indica un materiale che può essere trasformato in compost, cioè un fertilizzante naturale utilizzato in agricoltura e nel giardinaggio. Per essere definito compostabile un materiale deve non solo biodegradarsi, in tre mesi e non sei, ma anche disintegrarsi rapidamente durante il processo di compostaggio e non rilasciare sostanze tossiche, rispettando precisi limiti per metalli pesanti e altri elementi.
In altre parole, tutti i materiali compostabili sono biodegradabili, ma non tutti i materiali biodegradabili sono compostabili.
Un’altra parola che incontriamo spesso è riciclabile. Con questo termine si indica un materiale che, grazie alla raccolta differenziata e ai processi di riciclo, può essere trasformato da rifiuto in nuova materia prima, pronta per un nuovo ciclo produttivo. Materiali come vetro, carta, plastica e alluminio possono essere recuperati e reimmessi nel mercato sotto forma di nuovi prodotti.
In questo panorama terminologico compare spesso anche il termine bioplastica, che può generare qualche confusione. Le bioplastiche sono materiali che, per prestazioni e utilizzo,

assomigliano alla plastica tradizionale ma che possono essere ottenuti da materie prime rinnovabili, come mais o canna da zucchero. Tuttavia non tutte le bioplastiche sono automaticamente biodegradabili o compostabili: alcune possono essere riciclate come le plastiche convenzionali, mentre altre sono progettate per essere conferite nella raccolta dell’organico se certificate compostabili.
Come sempre, leggere con attenzione le indicazioni riportate sui materiali e sugli imballaggi aiuta a fare una corretta raccolta differenziata, un tassello fondamentale per la tutela dell’ambiente e per un uso più sostenibile delle risorse.
Biodegradable, compostable, recyclable.
Our journey into sustainability continues alongside AMIA Verona. After exploring various topics in depth, we want to shed some light on the terminology we often hear when discussing materials—terminology that is still sometimes misused today.
Today, we’ll examine the differences between biodegradable, compostable, and recyclable. Are they really synonyms? And what distinguishes these terms from one another?
Let’s start with the most important distinction: that between biodegradable and compostable, two words that are often confused or used as if they meant the same thing.
A material is defined as biodegradable when it is capable of breaking down through the action of microorganisms, light and heat, transforming into simpler substances such as water, carbon dioxide, and biomass. The UNI EN 13432:2002 standard, which establishes criteria for packaging recoverable through industrial composting, specifies that a material is considered biodegradable if
at least 90% of it degrades within six months under controlled composting conditions.
The term “compostable,” on the other hand, refers to a material that can be transformed into compost, that is, a natural fertilizer used in agriculture and gardening. To be defined as compostable, a material must not only biodegrade within three months rather than six, but also disintegrate rapidly during the composting process and not release toxic substances, while adhering to specific limits for heavy metals and other elements.
In other words, all compostable materials are biodegradable, but not all biodegradable materials are compostable.
Another term we often encounter is “recyclable.” This term refers to a material that, through separate collection and recycling processes, can be transformed into new raw materials, ready for a new production cycle. Materials such as glass, paper, plastic, and aluminum can be recovered and reintroduced into the market in the form of new products.
In this terminological landscape, the term “bioplastic” also frequently appears, which can cause some confusion. Bioplastics are materials that, in terms of performance and use, resemble traditional plastic but can be derived from renewable raw materials, such as corn or sugarcane. However, not all bioplastics are automatically biodegradable or compostable: some can be recycled like conventional plastics, while others are designed to be disposed of in organic waste collection if certified as compostable.
As always, carefully reading the instructions on materials and packaging helps ensure proper recycling—a fundamental step in protecting the environment and promoting a more sustainable use of resources.


Tutto ciò che ha il marchio compostabile può essere buttato nella compostiera domestica?
Purtroppo no, bisogna prestare attenzione perché i materiali definiti “ok compost” come sacchetti della verdura o della spesa, posate e stoviglie compostabili, vanno differenziati con la raccolta dell’umido e conferiti alle compostiere industriali che hanno le condizioni adatte per permettere a questi materiali di degradarsi nelle tempistiche corrette. La compostiera domestica, invece, non è adatta a questo tipo di rifiuti, ma è ottima per scarti di cucina, sfalci di potature, erba tagliata, foglie secche. Ricorda, tra i materiali che aiutano ad attivare la decomposizione ci sono pasta madre, siero di latte, prodotti fermentati non salati, microganismi compostatori e del terreno naturale. Vietati, invece, ogni tipo di materiale plastico, sostanza disinfettanti o anti-batteriche, prodotti chimici. Il compost non deve essere ne secco ne bagnato ma sempre, semplicemente, umido. Il consiglio inoltre è di non comprimere la miscela, mescolandola di tanto in tanto per favorire il riciclo d’aria anche all’interno. Inoltre, non tutti sanno che per chi fa compostaggio domestico è prevista una riduzione della parte variabile della tassa sui rifiuti: basta far domanda a Solori presentando un modulo di autocertificazione e sottoporsi poi a eventuale verifica.
Can everything that carries the compostable label be thrown into a home composter?
Unfortunately, no. You need to be careful because materials labeled “ok compost”—such as produce bags, grocery bags, and compostable cutlery and tableware—must be sorted separately from food waste and sent to industrial composting facilities, which have the right conditions to allow these materials to break down properly over time. Home compost bins, on the other hand, aren’t suitable for this type of waste, but they’re great for kitchen scraps, pruning clippings, cut grass, and dry leaves. Remember, materials that help kickstart decomposition include sourdough starter, whey, unsalted fermented products, composting microorganisms, and natural soil. However, all types of plastic, disinfectants, antibacterial substances, and chemicals are prohibited. The compost should be neither dry nor wet but simply moist at all times. It is also recommended not to compact the mixture, stirring it occasionally to promote air circulation inside as well. Furthermore, not everyone knows that those who practice home composting are eligible for a reduction in the variable portion of the waste tax: simply submit an application to Solori by filing a self-certification form and then undergo any necessary verification.
Di volta in volta selezioneremo la domanda più interessante e un esperto di Amia risponderà. Continuate a fare domande sul nostro profilo instagram, tante sorprese in arrivo per chi partecipa!
From time to time we will select the most interesting question and an expert from Amia will answer. Keep asking questions on our instagram profile, lots of surprises coming up for those who participate!
Bistrò ad Erbezzo.
di by Agnese Ceschi
Avolte bisogna andare lontano per tornare ad apprezzare quello che ci è vicino. Questa è la storia di Ivan Bombieri, chef stellato, cresciuto in Lessinia, che ha girato tra le cucine più prestigiose d’Italia e dell’estero, dal Capri Palace all’Enoteca Pinchiorri di Firenze fino a La Taverna di Colloredo di Monte Albano, dove per quattro anni ha mantenuto la stella Michelin. Da qualche mese è tornato a casa a Cappella Fasani, contrada di Erbezzo, dove grazie a lui e al fratello il locale di famiglia è rinato con il nome di 868 Bistrò (868 come i metri di altitudine n.b.).
Chef, il Suo è un ritorno a casa. Perché ha scelto di tornare in Lessinia?
Cappella Fasani è sempre stata una contrada


viva: c’erano due locali ed una bottega. Vederla in tempi recenti così poco frequentata, mi spezzava il cuore. Inoltre, dopo il Covid ho iniziato a maturare il pensiero di investire in una mia attività come imprenditore. Così abbiamo aperto 868 Bistrò con mio fratello che condivideva il desiderio di far rinascere il locale di famiglia, aperto per la prima volta nel 1942 dai bisnonni, principalmente un bar negli ultimi 40 anni.
Qual è l’esperienza che Le ha lasciato di più?
Senza ombra di dubbio i quattro anni alla Taverna Colloredo di Monte Albano dove ho contribuito al mantenimento della stella Michelin. Un posto bellissimo che chiamavo tranquillamente casa in un paesino di duemila

abitanti in provincia di Udine. Il locale è uno dei posti più belli che abbia mai visto e poi c’era una bella atmosfera, un bel team.
Nel suo futuro c’è l’obiettivo della stella Michelin?
Non credo che quello che abbiamo pensato per 868 Bistrò sia il format adatto per puntare alla stella. Qui c’è tutto insieme: bar, gastronomia e ristorante. Il mio livello di cucina è comunque rapportato alla mia esperienza. Io lavoro come se la stella ce l’avessi, anche se i piatti sono più semplici e diretti.
In cosa si distingue la vostra cucina rispetto a quella che si trova normalmente in Lessinia?
Facciamo una cucina totalmente diversa. Ad esempio, proponiamo tagli di carne poco nobili, ma di altissima qualità. Facciamo la pasta fresca in casa e anche i dolci sono tutti fatti da noi. I piatti però non sono prettamente tradizionali. Sono fatti con ingredienti riconoscibili, ma portati all’estrema altitudine. Cerco di trasformare i prodotti per esaltarli al 100%.
Se dovesse dare tre aggettivi alla Sua cucina?
Schietta, sincera, diretta. Parto dagli ingredienti della Lessinia, ma poi li rielaboro a modo mio. È una cucina molto personale, più una rappresentazione della mia storia e delle mie esperienze che non del luogo in senso stretto.
Per esempio?
Per esempio facciamo un dolce, la gubana, tipico friulano. La mia aiuto-cuoca è di origine croata e abbiamo voluto riproporlo. È una cosa che qui non fa nessuno. Oppure utilizzo basi di piatti tradizionali che ho imparato a Capri e poi le trasformo in qualcosa di mio. Chi si siede al ristorante per mangiare la mia cucina deve cercare qualcosa di diverso. Voglio spingere sulla creatività al tavolo e lasciare la tradizione nella gastronomia.

Recentemente ha dichiarato che per attirare pubblico in Lessinia servono scelte nuove. Cosa significa?
La penso assolutamente così e sto cercando di apportare scelte nuove nel mio locale a partire dal format: bar, gastronomia da asporto e ristorante con una cucina diversa. È un’offerta diversa per persone diverse. Chi viene da me non viene per mangiare gli “gnocchi sbatui” di montagna, ma per cercare qualcosa di diverso.
Lei cosa pensa del tema della sostenibilità e dell’uso dei prodotti del territorio?
Di base cerco di utilizzare molti prodotti che trovo sul territorio, ma bado al gusto e all’eccellenza in primis. Credo però sia abbastanza complicato parlare di sostenibilità oggi. Non esiste solo la sostenibilità del prodotto: c’è anche quella umana ed economica. Mettere insieme tutte queste cose è difficile.
The Michelin-starred chef opens 868 Bistrò in Erbezzo.
Sometimes you have to go far away to appreciate what is close to you. This is the story of Ivan Bombieri, a Michelin-starred chef who grew up in Lessinia and worked in some of the most prestigious kitchens in Italy and abroad, from Capri Palace to Enoteca Pinchiorri in Florence to La Taverna in Colloredo di Monte Albano, where he maintained his Michelin star for four years. A few months ago, he returned home to Cappella Fasani, a district of Erbezzo, where, thanks to him and his brother, the family restaurant has been reborn under the name 868 Bistrò (868 being the altitude in metres).
Chef, this is a homecoming for you. Why did you choose to return to Lessinia?
Cappella Fasani has always been a lively area: there were two restaurants and a shop. Seeing it so deserted recently broke my heart. Moreover, after Covid, I began to consider starting my own business. So we opened 868 Bistrò with my brother, who shared my desire to revive the family business, first opened in 1942 by our greatgrandparents and mainly a bar for the last 40 years.
What experience has left the biggest impression on you?
Without a doubt, the four years at Taverna Colloredo in Monte Albano, where I helped maintain the Michelin star. It was a beautiful place that I

could easily call home in a village of two thousand inhabitants in the province of Udine. The restaurant is one of the most beautiful places I have ever seen, and there was a great atmosphere and a great team.
Is a Michelin star one of your goals for the future?
I don't think what we have in mind for 868 Bistrò is the right format for aiming for a star. Here, we have everything together: a bar, delicatessen and restaurant. My level of cooking is still in line with my experience. I work as if I had a star, even if the dishes are simpler and more straightforward.
How does your cuisine differ from what is normally found in Lessinia?
We do something totally different. For example, we use cuts of meat that aren't the most noble, but are of the highest quality. We make fresh pasta in-house and all our desserts are homemade too. However, the dishes aren't strictly traditional. They're made with recognisable ingredients, but taken to the next level. I try to transform the products to bring out 100% of their flavour.
If you had to describe your cuisine in three adjectives, what would they be?
Straightforward, sincere, direct. I start with ingredients from Lessinia, but then I rework them in my own way. It's a very personal cuisine, more a representation of my history and experiences than of the place itself.
example?
For example, we make a dessert called gubana, which is typical of Friuli. My assistant chef is of Croatian origin and we wanted to revive it. It's something that no one else does here. Or I use the bases of traditional dishes that I learned in Capri and then transform them into something of my own. Customers who come to my restaurant are looking for something different. I want to push creativity in the kitchen and move beyond traditional gastronomy.
You recently stated that new choices are needed to attract customers to Lessinia. What do you mean by that?
I absolutely believe that, and I am trying to introduce new options in my restaurant, starting with the format: bar, takeaway and restaurant with a different cuisine. It is different offerings for different people. Those who come to my restaurant do not come to eat mountain “gnocchi sbatui”, but to look for something different.
What do you think about sustainability and the use of local products?
Basically, I try to use as many local products as possible, but taste and excellence are my top priorities. However, I think it's quite complicated to talk about sustainability today. It's not just about product sustainability: there's also human and economic sustainability. It's difficult to bring all these things together.

La copertina generativa, in cui contorni e profili si ridefiniscono ogni volta in modo nuovo. Se F_04 raggiungerà la stessa tiratura di F_03 — quasi 100.000 copie — la sua copertina sarà tra le opere d’arte generativa più diffuse di sempre.
Il nostro mondo cambia continuamente, in ogni istante. E noi? Scopriamo e inventiamo, testiamo, ripensiamo e implementiamo. FRAME. Cambiamento? È solo un’altra parola per indicare il progresso. E se si vogliono entrambi, a volte bisogna rompere gli schemi. Fare un reset. REFRAME. È un processo che noi di Finstral conosciamo bene: da oltre 50 anni reinventiamo profili e contorni di porte e finestre. FRAME REFRAME.
Per il quarto numero del magazine Finstral, abbiamo invitato persone con idee innovative a esplorare con noi i nuovi contesti, fuori dagli schemi: insieme al designer statunitense Jonathan Olivares ci chiediamo se le finestre, in fondo, non siano dei mobili. In questo contesto, Johannes Bauer ha fotografato e messo in scena finestre e porte d’ingresso come componenti architettoniche a pieno titolo – i primi oggetto d’arredo di una stanza. Arno Ritter dialoga con Nathalie de Vries, cofondatrice di MVRDV, sul valore del “su
misura”, anche nella produzione di serie. Con lo studio Arquitectura-G di Barcellona parliamo di come si regola il clima dentro casa nel contesto del cambiamento climatico e insieme esploriamo Villa Girasole, una casa che ruota seguendo il sole, progettata dall’ingegnere italiano Angelo Invernizzi. Nel magazine trova spazio anche la casa-studio pensata dall’architetto Kersten Geers per l’artista belga Rinus Van de Velde – un edificio con una sola finestra. L’ingegnera edile Christine Lemaitre, il teorico dell’architettura Vittorio Magnago Lampugnani e l’architetto Nicholas Duxbury Ransome riflettono sulla durata minima degli edifici. L’illustratore e infographic designer Marcial Rodrigo Paulete si è occupato dei metodi di posa minimamente invasivi di Finstral, disegnando un'intera città. Il magazine raccoglie poi voci e opinioni di esperti di tutta Europa, chiamati a rispondere alla domanda: come si costruisce per l’eternità?
E naturalmente alziamo il sipario sulla nostra produzione, sulla varietà dei nostri prodotti – e su alcuni dei progetti Finstral più entusiasmanti: nella seconda parte del magazine vengono presentati progetti straordinari realizzati in diversi paesi europei, dove le finestre risultano sempre protagoniste di soluzioni innovative. Il leitmotiv “Frame Reframe” offre infinite possibilità per ripensare e ridisegnare il mondo. Ecco perché un solo titolo non ci basta – non ci basta una sola copertina. Nel quarto numero del magazine Finstral, non ci sono copertine uguali. Ognuna è unica, creata da un algoritmo appositamente sviluppato dall’artista digitale Anna Lucia. Un’opera d’arte generativa –contorni che si ripensano e si riassemblano continuamente. L’ispirazione? La gamma di prodotti Finstral. A partire da un numero fisso di componenti ogni anno vengono creati oltre 270.000 serramenti – ognuno dei quali è unico. Un principio espresso dall’opera infinita in copertina e dal titolo del nostro magazine.
Frame Reframe invites dialogue.
Our world is constantly changing, every moment. And us? We discover and invent, test, rethink, and implement. FRAME. Change? It's just another word for progress. And if you want both, sometimes you have to break the mold. Reset. REFRAME. It's a process we at Finstral know well: for over 50
years, we have been reinventing profiles and contours for doors and windows. FRAME REFRAME.
For the fourth issue of Finstral magazine, we invited people with innovative ideas to explore new contexts with us, outside the box: together with US designer Jonathan Olivares, we ask ourselves whether windows are, after all, not pieces of furniture. In this context, Johannes Bauer photographed and staged windows and entrance doors as architectural components in their own right – the first pieces of furniture in a room. Arno Ritter talks to Nathalie de Vries, co-founder of MVRDV, about the value of “tailor-made” solutions, even in mass production.
With the Arquitectura-G studio in Barcelona, we discuss how to regulate the climate inside the home in the context of climate change and explore Villa Girasole, a house that rotates to follow the sun, designed by Italian engineer Angelo Invernizzi. The magazine also features the house-studio designed by architect Kersten Geers for Belgian artist Rinus Van de Velde—a building with a single window. Civil engineer Christine Lemaitre, architecture theorist Vittorio Magnago Lampugnani, and architect Nicholas Duxbury Ransome reflect on the minimum lifespan of buildings. Illustrator and infographic designer Marcial Rodrigo Paulete has taken on Finstral's minimally invasive installation methods, drawing an entire city. The magazine also brings together the voices and opinions of experts from across Europe, who are asked to answer the question: how do you build for eternity?
And, of course, we lift the curtain on our production, on the variety of our products – and on some of Finstral's most exciting projects: the second part of the magazine presents extraordinary projects carried out in various European countries, where windows are always the protagonists of innovative solutions. The leitmotif “Frame Reframe” offers endless possibilities for rethinking and redesigning the world. That's why one title is not enough for us – one cover is not enough. In the fourth issue of Finstral magazine, no two covers are the same. Each one is unique, created by an algorithm specially developed by digital artist Anna Lucia. A generative work of art – contours that are constantly being rethought and reassembled. The inspiration? The Finstral product range. Starting with a fixed number of components, over 270,000 windows and doors are created every year – each one unique. A principle expressed by the infinite artwork on the cover and the title of our magazine.
Venite a scoprirlo: il nuovo magazine Finstral F_04 è disponibile in italiano, tedesco, francese, spagnolo, fiammingo, olandese e inglese. Richiedetene una copia gratuita su finstral.com/f04 in pochi clic.


di
by
Miriam Cetti
Apochi chilometri da Verona e dal lago di Garda, tra le colline moreniche e le acque del Mincio, si trova uno dei giardini più spettacolari d’Europa.
in collaborazione con in collaboration with Parco Giardino Sigurtà "muro" con orti, frutteti e un piccolo giardino ornamentale. Nei secoli successivi il terreno passò alle famiglie Guarienti e Maffei, che ne rafforzarono il carattere nobiliare e ottennero nel 1699 il diritto di irrigazione dalle acque del Mincio, elemento decisivo per lo sviluppo del giardino.
Un immenso parco naturalistico che si estende per circa 60 ettari e rappresenta una delle mete botaniche più visitate d’Italia, grazie ai suoi paesaggi curati, alle spettacolari fioriture stagionali e alla ricca storia che affonda le sue radici nel Medioevo. Situato nel comune di Valeggio sul Mincio, venite con me alla scoperta del Parco Giardino Sigurtà.
La storia
Le origini della tenuta risalgono al 1407, quando Nicolò Contarini acquistò la proprietà: un brolo cinto de
Alla fine del Settecento il poeta Ippolito Pindemonte, rimasto incantato dalla sua bellezza, contribuì a diffondere il gusto romantico del paesaggio “all’inglese”. Nacquero così edifici come l’Eremo, luogo di contemplazione in stile neogotico, e il Castelletto merlato.
Dopo il passaggio alla famiglia Nuvoloni e un periodo di declino, il parco tornò a nuova vita nel 1941, quando Carlo Sigurtà acquistò la proprietà e

avviò un ambizioso progetto di recupero paesaggistico insieme al nipote Enzo.
La tenuta venne trasformata in un grande giardino botanico che aprì al pubblico il 19 marzo 1978, iniziando così una straordinaria avventura che continua ancora oggi, gestita dalla terza generazione della famiglia.
I luoghi più iconici
Passeggiare nel parco significa attraversare ambienti molto diversi tra loro.
Il luogo più iconico, immagine-simbolo del parco, è il Viale delle Rose, lungo circa un chilometro e bordato da migliaia di rose rifiorenti che colorano il percorso dalla primavera all’autunno, con il Castello Scaligero di Valeggio che appare sullo sfondo come in una cartolina.
Se cerchiamo un luogo più intimo e suggestivo, nel bosco troviamo la Grotta Votiva, costruita nel ’700 in stile rocaille e dedicata alla Madonna di Lourdes da Carlo Sigurtà in memoria della madre.
Tra gli angoli più scenografici ci sono il Grande Tappeto Erboso, alla cui sommità si erge il Monumento dedicato
a Carlo Sigurtà, i Laghetti Fioriti e i Giardini Acquatici, dove ninfee e piante acquatiche creano riflessi che ricordano i paesaggi impressionisti.
Il parco custodisce anche veri monumenti naturali, come la Grande Quercia, albero di oltre quattro secoli alto circa 40 metri, e preziose collezioni botaniche di aceri giapponesi e bossi. Non mancano elementi curiosi come la Meridiana Orizzontale dedicata a Galileo Galilei, il Giardino delle Piante Officinali e la Fattoria.
Ma l’attrazione più amata è il Polirinto: il grande labirinto vegetale con 1.500 piante di tasso e una torre panoramica centrale da cui osservare le geometrie del percorso. Il termine, coniato nel 2025 da Giuseppe Sigurtà, indica una struttura con più itinerari e uscite, pensata per mettere alla prova l’orientamento dei visitatori.
Il Parco Giardino Sigurtà è soprattutto un paesaggio in continuo mutamento, dove la dimensione floreale è uno degli aspetti più spettacolari. In primavera fioriscono distese di tulipani, narcisi e giacinti; in estate le protagoniste sono rose, dalie e piante acquatiche; mentre in autunno il foliage di aceri e
alberi secolari tinge il parco di tonalità calde e suggestive. Un luogo dove natura, storia e arte del giardino si incontrano, tra profumi e colori, rendendo ogni visita un’esperienza sempre nuova.
Non perdetevi il magnifico Festival di Tulipanomania: la fioritura di tulipani più importante e spettacolare in Italia!
A journey through colors, scents, and history in the heart of the Mincio.
Just a few kilometers from Verona and Lake Garda, among the morainic hills and the waters of the Mincio River, lies one of the most spectacular gardens in Europe.
A vast natural park covering about 60 hectares and one of the most visited botanical destinations in Italy, thanks to its wellkept landscapes, spectacular seasonal blooms, and rich history rooted in the Middle Ages.
Located in the municipality of Valeggio sul Mincio, let’s discover the Sigurtà Garden Park.
The origins of the estate date back to 1407, when Nicolò Contarini purchased the property: a walled orchard with vegetable gardens, fruit trees, and a small ornamental garden.
Over the following centuries, the land passed to the Guarienti and Maffei families, who enhanced its noble character and, in 1699, obtained the right to irrigate with the waters of the Mincio — a decisive element for the development of the garden.

At the end of the 18th century, the poet Ippolito Pindemonte, enchanted by its beauty, helped spread the romantic taste for “English style” landscaping. This led to the creation of structures such as the Hermitage, a place of contemplation in Neo-Gothic style, and the crenellated little castle.
After passing to the Nuvoloni family and experiencing a period of decline, the park found new life in 1941 when Carlo Sigurtà purchased the property and, together with his nephew Enzo, launched an ambitious landscape restoration project.
The estate was transformed into a large botanical garden that opened to the public on March 19, 1978, beginning an extraordinary adventure that

continues today, managed by the third generation of the family.
Walking through the park means exploring very different environments.
The most iconic place — the park’s signature image — is the Avenue of Roses, about one kilometer long and lined with thousands of repeat-blooming roses that color the path from spring to autumn, with the Scaligero Castle of Valeggio appearing in the background like a postcard image.
If you’re seeking a more intimate and evocative place, in the woods you’ll find the Votive Grotto, built in the 18th century in rocaille style and dedicated to Our Lady of Lourdes by Carlo

Sigurtà in memory of his mother.
Among the most scenic spots are the Great Lawn, crowned by the Monument dedicated to Carlo Sigurtà; the Flowering Lakes; and the Water Gardens, where water lilies and aquatic plants create reflections reminiscent of Impressionist landscapes.
The park also preserves true natural monuments, such as the Great Oak, a tree over four centuries old and about 40 meters tall, as well as precious botanical collections of Japanese maples and boxwoods.
There are also curious features such as the Horizontal Sundial dedicated to Galileo Galilei, the Medicinal Plant Garden, and the Farm.
But the most beloved attraction is the Polirinto (hedge maze) with 1,500 yew plants and a central panoramic tower from which to admire the geometry of the paths.
The term, coined in 2025 by Giuseppe Sigurtà, indicates a structure with multiple paths and exits, designed to challenge visitors’ sense of direction.
The Sigurtà Garden Park is above all a landscape in constant evolution, where floral displays are one of its most spectacular aspects.
In spring, expanses of tulips, daffodils, and hyacinths bloom; in summer, roses, dahlias, and aquatic plants take center stage; while in autumn, the foliage of maples and centuries old trees colors the park in warm, evocative tones.
A place where nature, history, and the art of the garden come together in a harmony of scents and colors, making each visit a new experience.
Don’t miss the magnificent Tulipanomania Festival: the most important and spectacular tulip bloom in Italy!
di by Federica Clemente
Nuovo numero, nuove segnalazioni.
Proprio così, anche se la stagione invernale sta per concludersi, i teatri hanno ancora molto da offrire. Gli ultimi appuntamenti in cartellone sono ricchi di proposte interessanti, perfette per concedersi una serata diversa. Cominciamo subito con una segnalazione per bambine e bambini insieme alle loro famiglie: domenica 12 aprile, alla Fucina Culturale Machiavelli, debutta La favola di Amore e Psiche del Teatro del Fiammifero. Una storia senza tempo che segue il viaggio di Psiche alla scoperta dell’Amore, ponendo una domanda tanto semplice quanto profonda: che cos’è davvero l’amore? Spostandoci al Teatro Camploy, per la rassegna L’Altro Teatro, il veronese Matteo Spiazzi giovedì 16 aprile porta

Olympiade, Kor’sia e
in scena Paradiž: una commedia dolce e amara ambientata in una casa di riposo di una piccola città slovena. Spiazzi ci mostra le vicende dei protagonisti, gli anziani ospiti, con un intreccio di storie e abitudini quotidiane. La narrazione è affidata alla sola gestualità dei protagonisti e alle loro maschere caratterizzanti,
un’evoluzione delle maschere della commedia dell’arte. Emozioni come esclusione, isolamento, solitudine, salute fisica e mentale arrivano al cuore dello spettatore, in un mosaico di caratteri, tic e ossessioni. Venerdì 17, invece, al Teatro Ristori, va in scena Olympiade con la coreografia del duo

Kor’sia composto da Antonio De Rosa e Mattia Russo e i danzatori del Ballet de l’Opéra Grand Avignon. Lo spettacolo, a Verona in prima italiana, è ambientato su una pista d’atletica su cui le danzatrici e i danzatori si muovono esplorando traiettorie temporali e collettive, tra memoria e futuro, per un nuovo rapporto con il tempo. Passato e presente si alternano e si susseguono, senza un ordine prestabilito; allo stesso modo singolarità e collettività raggiungono una nuova fase evolutiva.
Martedì 21 e mercoledì 22 aprile si torna a parlare di sport, questa volta attraverso il racconto teatrale. Con Otto Infinito, vita e morte di un Mamba, il giornalista Federico Buffa, con la regia di Maria Elisabetta Marelli, porta sul palco la storia di Kobe Bryant, tra aneddoti e riflessioni, andando in profondità nella sua carriera come nella sua vita privata. La vita di Kobe diventa così una lezione di resilienza e motivazione, un invito a lasciare un segno nella propria vita e in quella degli altri. Per saperne di più su questo spettacolo
leggete anche l’intervista a Federico Buffa a pagina 18. Torniamo al Camploy, per L’Altro Teatro, dove giovedì 30 aprile è in programma La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza dei Les Moustaches, compagnia bergamasca under 35 che ha ricevuto diversi riconoscimenti e premi. «Ciccio Speranza è un ragazzo molto grasso. Ma leggero, con un’anima delicata. Ciccio Speranza vive in una catapecchia di provincia. Da cui sogna di evadere. Ciccio Speranza sogna moltissimo. E ha un sogno troppo grande perché possa rimanere chiuso in un cassetto. Ciccio Speranza sogna di danzare.» Già da questa descrizione si intuiscono i diversi temi trattati dallo spettacolo, dall’oppressione alla voglia di libertà, dalla necessità di evasione a quella di espressione, uno spettacolo capace di affrontare temi profondi con sensibilità e ironia. Infine, sabato 9 maggio, prende il via la programmazione all’aperto con una proposta pensata per i più giovani (approfondimento dedicato
a pagina 26): Fondazione Arena, dopo l’esperienza della scorsa estate, ha deciso di proporre nuovamente una rappresentazione dedicata al pubblico dei giovanissimi. Turandot. Enigmi al Museo è la nuova produzione AsLiCo, che coinvolgerà bambine e bambini in un’avventura pensato per avvicinarli al mondo dell’opera lirica.
Gli appuntamenti non mancano: il sipario sta per calare sulla stagione invernale, ma c’è ancora tempo per lasciarsi sorprendere dal teatro.
From the Italian premiere of “Olympiade” at the Ristori to the quest for expression at the Camploy: the shows on stage in April and May.
Anew issue, new recommendations. That’s right — even though the winter season is coming to an end, theatres still have much to offer before moving to open air stages. The last events on the schedule are full of interesting proposals, perfect for enjoying an evening out. Let’s begin with a
recommendation for children and their families: on Sunday 12 April, at the Fucina Culturale Machiavelli, The Fairy Tale of Cupid and Psyche by Teatro del Fiammifero debuts. It’s a timeless story that follows Psyche’s journey of discovering Love, posing a question that is as simple as it is profound: what is love, really?
Moving to Teatro Camploy, for the festival L’Altro Teatro, the Verona born Matteo Spiazzi presents Paradiž on Thursday 16 April: a bittersweet comedy set in a retirement home in a small Slovenian town. Spiazzi shows the protagonists’ stories — the elderly residents — through an interplay of daily habits and intertwining tales. the performance relies solely on the performers’ gestures and their characteristic masks, an evolution of commedia dell’arte masks. Emotions such as exclusion, isolation, loneliness, physical and mental health reach the audience’s heart in a mosaic of characters, quirks, and obsessions.
On Friday 17 April, Teatro Ristori hosts Olympiade, choreographed by the duo Kor’sia — Antonio De Rosa and Mattia Russo — and performed by the dancers of Ballet de l’Opéra Grand Avignon. The show, premiering in Italy in Verona, is set on an athletics track where the dancers explore temporal and collective trajectories, between memory and future, seeking a new relationship with time. Past and present alternate and follow one another without a predefined order. Likewise, individuality and community reach a new evolutionary phase.
On Tuesday 21 and Wednesday

22 April, the theme of sport returns, this time through theatrical storytelling. With 8 Infinito, vita e morte di un Mamba, journalist Federico Buffa, directed by Maria Elisabetta Marelli, brings to the stage the story of Kobe Bryant, mixing anecdotes and reflections, delving into his career as well as his private life. Kobe’s life thus becomes a lesson in resilience and motivation, an invitation to leave a mark on one’s own life and on the lives of others. For more on this show, read the interview with Federico Buffa in the previous pages.
Back to Teatro Camploy, for L’Altro Teatro, where on Thursday 30 April La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza by Les Moustaches — a Bergamo-based company under 35 that has received several awards — is scheduled.
“Ciccio Speranza is a very fat
boy. But light, with a delicate soul. Ciccio Speranza lives in a ramshackle house in the province. From which he dreams of escaping. Ciccio Speranza dreams a lot. And he has a dream too big to stay locked in a drawer. Ciccio Speranza dreams of dancing.”
From this description alone, one can already sense the many themes addressed by the show: oppression, the desire for freedom, the need to escape and to express oneself — a performance capable of tackling profound themes with sensitivity and irony.
Finally, on Saturday 9 May, the outdoor programming kicks off with a proposal designed for younger audiences (with further details available in the previous pages): following last summer’s experience, Fondazione Arena has decided to once again present a performance dedicated to very young spectators. Turandot. Enigmi al Museo is the new AsLiCo production, which will involve children in an adventure conceived to bring them closer to the world of opera. There is no shortage of events: the curtain is about to fall on the winter season, but there is still time to be surprised by the theatre.

di by Marta Tarasconi
In un momento in cui la sostenibilità attraversa sempre più settori culturali, anche l’editoria indipendente prova a ripensare modelli e linguaggi. Tra le realtà più interessanti in questo ambito c’è Wetlands, casa editrice nata nel 2022 nel centro storico di Venezia come espressione di un movimento cittadino. A raccontarci di più sul progetto è Luca Cosentino, il direttore editoriale. Il progetto nasce da Reactive, un’impresa sociale fondata da una quindicina di soci veneziani per sviluppare iniziative utili alla città. «Abbiamo realizzato una serie di progetti in città di riqualifica, di riabilitazione e di rivitalizzazione del tessuto urbano. Il più importante di questi è proprio la casa editrice, Wetlands». Wetlands è oggi uno dei principali
progetti dell’associazione: una casa editrice che affronta i grandi temi del presente, dal cambiamento climatico alle questioni sociali e identitarie. Venezia non è solo il luogo di origine del progetto, ma anche la sua lente di osservazione. Qui fenomeni globali come l’innalzamento delle acque o l’iperturismo sono realtà quotidiane. Per questo, spiega
Cosentino, la città diventa un punto di vista privilegiato da cui guardare ai problemi del mondo. Non a caso molti libri del catalogo hanno Venezia come sfondo o come metafora, pur evitando gli stereotipi più diffusi. Il primo titolo pubblicato, significativamente, si intitola Contro Venezia, proprio per mettere in discussione l’immagine convenzionale della città.

Anche il nome della casa editrice rimanda al territorio. Le “wetlands”, le terre umide, sono ecosistemi fondamentali per la biodiversità e per l’assorbimento di anidride carbonica: un riferimento diretto alla laguna veneziana, la più grande area umida d’Europa. «Fino a pochi decenni fa le chiamavamo paludi e le bonificavamo –racconta Cosentino – oggi sappiamo quanto siano cruciali per l’equilibrio del pianeta».
La sostenibilità riguarda anche il processo produttivo. Wetlands lavora con una filiera il più possibile locale: sede, progettazione grafica e stampa sono tutte a Venezia. Le copertine dei volumi sono realizzate con una particolare carta ottenuta dalle alghe della laguna, scelta simbolica che sottolinea il legame con l’ambiente. «Non cambierà le sorti del pianeta – ammette – ma sono segnali concreti di attenzione».
Un’altra particolarità è il rapporto con gli autori. Molti libri nascono da residenze organizzate a Venezia: scrittori, spesso internazionali, vengono invitati a soggiornare in città per alcune settimane e sviluppare qui i loro progetti editoriali. Questo

metodo permette di costruire opere a più voci e di evitare gli sguardi superficiali sulla città.
La dimensione internazionale è infatti centrale nel catalogo. Wetlands pubblica autori affermati e nuove voci provenienti da diversi Paesi, con l’idea che le sfide ambientali e sociali richiedano prospettive globali. In questa dimensione si inserisce anche la collana Afterwords, curata dalla scrittrice etiope Maaza Mengiste. La serie è dedicata alle voci più innovative dell’Africa e dell’Afrodiscendenza e nasce proprio da residenze di scrittura a Venezia. Gli autori soggiornano

in laguna e raccontano la città da prospettive non occidentali, intrecciando saggio, narrativa e riflessione politica.
«Per affrontare le crisi del presente – ci racconta Cosentino – non basta la tecnologia: serve immaginazione». Ed è proprio qui che la letteratura può giocare un ruolo decisivo, aprendo nuovi orizzonti e contribuendo a costruire una maggiore consapevolezza sul futuro del pianeta.
From Venice, a publishing house that tells the world.
At a time when sustainability is permeating more and more cultural sectors, independent publishing is also attempting to rethink its models and approaches. Among the most interesting initiatives in this field is Wetlands, a publishing house founded in 2022 in Venice’s historic center as an expression of a civic movement. Luca Cosentino, the editorial director, tells us more about the project.
The project stems from Reactive, a social enterprise founded by about fifteen Venetian members to develop initiatives that benefit the city. “We have carried out a series of urban renewal, rehabilitation, and revitalization projects in the city. The most important of these is the publishing house itself, Wetlands.” Wetlands is now one of the association’s flagship projects: a publishing house that tackles the major issues of our time, from climate change to social and identity-related concerns.

“The most important of these is the publishing house itself, Wetlands.” Today, Wetlands is one of the association’s flagship projects: a publishing house that tackles the major issues of our time, from climate change to social and identity-related concerns.
Venice is not only the project’s birthplace but also its lens through which to observe the world. Here, global phenomena such as rising sea levels and overtourism are everyday realities. For this reason, explains Cosentino, the city becomes a privileged vantage point from which to view the world’s problems. It is no coincidence that many books in the catalog feature Venice as a backdrop or metaphor, while avoiding the most common stereotypes. Significantly, the first title published is titled *Contro Venezia* (Against Venice), precisely to challenge the conventional image of the city.
Even the publishing house’s name refers to the local landscape. “Wetlands” are ecosystems essential for biodiversity and carbon dioxide absorption: a direct reference to the Venetian lagoon, Europe’s largest wetland. “Until a few decades ago, we called them swamps and drained them,” says Cosentino, “today we know how crucial they are for the planet’s balance.”
Sustainability also extends to the production process. Wetlands works with a supply chain that is as local as possible: its headquarters, graphic design, and printing are all based in Venice. The book covers are made from a special paper derived from lagoon algae, a symbolic choice that underscores the connection to the environment. “It won’t change the planet’s fate,” he admits, “but these are concrete signs of our commitment.”
Another distinctive feature is the relationship with the authors. Many books emerge from residencies organized in Venice: writers, often international, are invited to stay


in the city for a few weeks and develop their publishing projects here. This method allows for the creation of works with multiple voices and avoids superficial perspectives on the city.
The international dimension is indeed central to the catalog. Wetlands publishes established authors and new voices from various countries, based on the belief that environmental and social challenges require global perspectives. The Afterwords series, edited by Ethiopian writer Maaza Mengiste, also fits into this framework. The series is dedicated to the most innovative voices from Africa and the African diaspora and originated from writing residencies in Venice. The authors stay in the lagoon and describe the city from non-Western perspectives, weaving together essays, fiction, and political reflection.
“To address the crises of the present,” Cosentino tells us, “technology alone is not enough: we need imagination.” And this is precisely where literature can play a decisive role, opening new horizons and helping to build greater awareness about the future of the planet.
a cura di curated by Believe Film Festival

Regia / director: François Ozon
Durata / length: 122’
Interpreti / starring: Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant, Swann Arlaud
Uscita in sala / release: 2 aprile 2026
Lo Straniero ha come protagonista Meursault, un giovane impiegato francese apatico e distaccato che vive la sua routine in maniera semplice, fatta da giornate al mare e una relazione leggera con Marie, una collega. Tuttavia, la sua esistenza priva di slanci viene sconvolta dalla morte della madre e dall’amicizia con Raymond Sintès, un vicino coinvolto in loschi affari. Quando Meursault, quasi per caso, uccide un uomo arabo senza nome sulla spiaggia sotto il sole accecante di Algeri, si apre per lui un processo per giudicare il crimine e la sua totale estraneità emotiva. Presentato in anteprima all’82a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film si contraddistingue per la sua eccellente fotografia e per le riprese in bianco e nero.
The Stranger features Meursault, a young French clerk who is apathetic and detached, living a simple routine of days at the beach and a casual relationship with Marie, a former colleague. However, his uneventful existence is disrupted by the death of his mother and his friendship with Raymond Sintès, a neighbor involved in shady business. When Meursault, almost by accident, kills an unnamed Arab man on the beach under the blinding sun of Algiers, he is put on trial for the crime and his total emotional detachment. Premiered at the 82nd Venice International Film Festival, the film stands out for its excellent cinematography and blackand-white footage.

Regia / director: Harris Dickinson
Durata /length: 100’
Interpreti / starring: Frank Dillane, Amr Waked, Meghan Northam, Karyna Khymchuk
Uscita in sala / release: 16 aprile 2026

Pregevole esordio alla regia per il giovane attore Harris Dickinson, in un film che segue le vicende del senzatetto Mike, interpretato da un magistrale Frank Dillane premiato al Festival di Cannes, che cerca di sopravvivere tra le strade di Londra tra piccoli furti e lavoretti. Ma tutto cambia quando viene rinchiuso in prigione dopo aver aggredito una persona: capisce che, con l’aiuto dei servizi sociali, può uscire da questa spirale di autodistruzione e ricominciare a vivere. Tuttavia, ogni passo verso la rinascita si scontra con ostacoli tangibili e invisibili: le sue vecchie abitudini, i traumi irrisolti, le dipendenze e la durezza di un mondo che non sempre tende la mano.
An impressive directorial debut for young actor Harris Dickinson, in a film that follows the story of Mike, a homeless man, played by a masterful Frank Dillane, winner of an award at the Cannes Film Festival, who tries to survive on the streets of London by petty theft and odd jobs. But everything changes when he is sent to prison after assaulting someone: he realizes that, with the help of social services, he can break out of this spiral of self-destruction and start living again. However, every step towards rebirth is met with tangible and invisible obstacles: his old habits, unresolved traumas, addictions, and the harshness of a world that does not always lend a helping hand.
Uno dei film più attesi del 2026: un biopic musicale dedicato alla figura di uno dei più grandi cantautori della musica pop di tutti i tempi, Michael Jackson, interpretato in questo film da suo nipote. Michael ripercorre l’intera vita e carriera del grande musicista, dai primi concerti con i Jackson 5 alla carriera da solista, passando per i suoi grandi successi come i tour internazionali a momenti più personali, come gli abusi subiti dal padre Joe e la sua tormentata vita privata. Durante il film saranno presenti oltre 30 canzoni dal catalogo del Re del Pop, con i fan che si possono aspettare di ascoltare e cantare tutti i suoi successi. Michael è quindi un ritratto a 360 gradi del grande Michael Jackson, sia dal punto di vista professionale che personale.
One of the most anticipated films of 2026: a musical biopic dedicated to one of the greatest pop music songwriters of all time, Michael Jackson, played in this film by his nephew. Michael traces the entire life and career of the great musician, from his early concerts with the Jackson 5 to his solo career, covering his greatest successes such as international tours and more personal moments, such as the abuse he suffered at the hands of his father Joe and his troubled private life. The film will feature over 30 songs from the King of Pop's catalog, with fans can expect to hear and sing along to all his hits. Michael is therefore a 360-degree portrait of the great Michael Jackson, both professionally and personally.

Regia / director: Simone Chesi, Lorenzo Angeli
Durata /length: 13’
Interpreti / starring: Gianluca Vomero, Simone Chesi
Disponibile su/ available on: believeplay.tv

Inquadrando il QR code verrete rimandati direttamente al sito believeplay.tv per vedere il cortometraggio. È necessaria la registrazione gratuita.

A 7 anni, Dylan rimane traumatizzato nello scoprire che, tra 5 miliardi di anni, il sole esploderà, distruggendo la Terra. Anni dopo, suo fratello Chris lo trova in un capannone abbandonato, intento a risolvere questo cosmico quanto irrilevante problema, dietro al quale sembra però celarsi ben altro. Il cortometraggio riflette e analizza la reazione che ognuno di noi ha di fronte alla morte e all’uomo come essere finito: il protagonista infatti sfida e prova a sfuggire a quello che poi è il destino ultimo dell’essere umano: la morte. Il monologo finale diventa così una riflessione aperta sull’ineluttabilità e sulla decadenza dell’essere umano. Siamo nati per vivere, dopodiché moriamo e veniamo dimenticati. Il vero messaggio diventa allora un invito a vivere il presente e a restare accanto alle persone che amiamo finché ne abbiamo la possibilità. È proprio questo che Chris rinfaccia al fratello: Dylan preferisce dedicare tutte le sue energie a un problema impossibile da risolvere piuttosto che stare vicino alla madre malata finché è ancora in vita. Interessanti anche gli scatti dall’alto realizzati dai due giovani registi Simone Chesi e Lorenzo Angeli che, assieme alla maturità con cui vengono gestiti immagine, macchina da presa, montaggio e suono al servizio di una storia un po’ folle, ha fatto vincere a Gilgamesh vari premi all’ottava edizione del Believe Film Festival, tra cui il premio Miglior Contributo Tecnico.
At the age of 7, Dylanis traumatized when he discovers that in 5 billion years, the sun will explode, destroying the Earth. Years later, his brother Chris finds him in an abandoned shed, intent on solving this cosmic yet irrelevant problem, behind which, however, something else seems to be hidden. The short film reflects on and analyzes the reaction that each of us has when faced with death and on humans as finite beings: the protagonist challenges and tries to escape what is ultimately the fate of human beings—death. The final monologue thus becomes an open reflection on the inevitability and fragility of human life. We are born to live, then we die and are forgotten. The real message then becomes an invitation to live in the present and stay close to the people we love while we still have the chance. This is precisely what Chris reproaches his brother for: Dylan prefers to devote all his energy to an unsolvable problem rather than stay close to his sick mother while she is still alive. Also interesting are the shots from above taken by the two young directors Simone Chesi and Lorenzo Angeli which, together with the maturity with which the images, camera, editing, and sound are handled in the service of a somewhat unconventional story, won Gilgamesh several awards at the eighth edition of the Believe Film Festival, including the Best Technical Contribution award.
a cura di by Anna Malgarise, Biblioteche del Comune di Verona
23 aprile, Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.
Il Maggio dei libri, campagna nazionale che invita a promuovere i libri e la lettura.
A Verona è tempo di Libri e rose e in città e in provincia saranno numerose le iniziative, organizzate come ogni anno nei luoghi della lettura ma anche in contesti diversi da quelli tradizionali.
Il percorso di lettura di questo numero ci racconta la costruzione di un’identità di lettrice, la bellezza della lettura condivisa, la tenacia delle librerie – in molte realtà territoriali unici presidi culturali – e l’amore per la poesia e per la stampa coltivato da una classe della montagna veronese negli anni ‘50.

Il favoloso club del libro del bus 65
Cosa mai potrebbe capitare in autobus lungo il tragitto per andare a scuola? Se si è disposti a salire a bordo del bus 65 si può entrare a far parte del suo favoloso club del libro e incontrare così una tartaruga con gli occhiali immersa nella lettura di un romanzo, o uno struzzo che recita le favole di La Fontaine, o condividere un tè con una giraffa appassionata di fumetti… e un semplice autobus, apparentemente simile a tutti gli altri, si rivela presto uno spazio ricco di sorprese e scoperte inattese. Una bella storia illustrata, per tutti i bambini e le bambine appassionate di libri che amano aprirsi a nuove amicizie, condividere storie e viaggiare insieme con l’immaginazione.
The Fabulous Book Club of Bus 65
Apparently like any other bus ride to school? If one is willing to hop aboard bus 65, one can join its fabulous book club and meet a turtle with glasses immersed in a novel, an ostrich reciting La Fontaine’s fables, or share tea with a giraffe passionate about comics… and a simple bus, apparently like any other, soon reveals itself as a space full of surprises and unexpected discoveries. A beautiful illustrated story for all children who love books, enjoy making new friends, sharing stories, and traveling together through imagination.

Scritture segrete. Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola
Nel rievocare la propria infanzia e adolescenza, da «ragazzina portata alla lettura e alla meditazione», l'autrice ricorda di aver letto sempre e tanto, ma soprattutto i libri scritti dai padri. «Un giorno però mi sono chiesta: ma dove sono le madri?» E così, in questa raccolta di scritti d'occasione, elaborati lungo l'arco di diversi decenni e dedicati alle donne e ai loro libri, Dacia Maraini disegna una mappa luminosa delle scrittrici che hanno abitato la sua immaginazione e fatto della scrittura uno strumento di libertà: dalle mistiche alle cortigiane, dalle monache disobbedienti alle rivoluzionarie, alle romanziere dell'Ottocento e alle vincitrici di Premi Nobel.

In attesa di incontrare Alba Donati a Verona per Libri e rose 2026 con il suo Ragazze che scrivono poesie (Einaudi, 2025), proponiamo di leggere (o rileggere!) La libreria sulla collina. Nel 2019 Alba Donati decide di cambiare vita e aprire una libreria a Lucignana, un piccolo borgo sull'Appennino toscano, grazie a un crowdfunding e al passaparola sui social. Da subito la libreria diventa un luogo di pellegrinaggio, di parole in comune, di incontri speciali. Nella libreria sulla collina si va per leggere, ma anche per gustare la marmellata preferita di Emily Dickinson, bere il tè di Frida Kahlo, parlare con i fiori del giardino. Un luogo magico dove si respira il potere delle parole.
Recalling her childhood and adolescence as a “girl inclined to reading and meditation,” the author remembers that she always read a lot, but mostly books written by men. “One day, however, I asked myself: but where are the mothers?” Thus, in this collection of occasional writings, developed over several decades and dedicated to women and their books, Dacia Maraini draws a luminous map of the women writers who inhabited her imagination and made writing a tool of freedom: from mystics to courtesans, from disobedient nuns to revolutionaries, to nineteenth-century novelists and Nobel Prize winners.
While waiting to meet Alba Donati in Verona for Books and Roses 2026 with her Girls Who Write Poems (Einaudi, 2025), we encourage reading (or rereading!) The Bookshop on the Hill. In 2019 Alba Donati decided to change her life and open a bookshop in Lucignana, a small village in the Tuscan Apennines, thanks to crowdfunding and word of mouth on social media. The bookshop immediately became a place of pilgrimage, of shared words, of special encounters. At the bookshop on the hill, people go to read, but also to taste Emily Dickinson’s favourite jam, drink Frida Kahlo’s tea, and talk with the flowers of the garden. A magical place where the power of words can be felt.

Biagio Russo (Fondazione Leonardo Sinisgalli, 2025)
Leonardo Sinisgalli e i bambini incisori.
Storia di un torchio, di un maestro (Gianni Faè), di una scuola (Piccola Europa) e di un borgo (Sant'Andrea) negli anni Cinquanta.
Tutti i libri sono disponibili nel Catalogo delle Biblioteche del Comune di Verona al link: www.abv.comune.verona.it


1954. Leonardo Sinisgalli, poeta ermetico, saggista e critico d’arte, direttore della rivista «Civiltà delle macchine», riceve da S. Andrea di Badia Calavena una cartolina in busta chiusa. Contiene un’incisione della bambina Carmela Marana, accompagnata da un testo, scritto dal maestro Gianni Faè, che racconta di un giornalino scolastico e di incisioni riguardanti le macchine. Nasce una corrispondenza con i piccoli incisori: il poeta, conquistato dai lavori dei bambini, dona alla scuola un piccolo torchio per la stampa e una cassetta di caratteri mobili. Nel 1955 il maestro e i bambini dimostrano tutta la loro gratitudine a Sinisgalli. A sorpresa illustrano e pubblicano, in soli due esemplari, Quattro poesie di Leonardo Sinisgalli, che gli inviano in regalo. Sinisgalli risponde con un articolo sul settimanale «Il Mondo» di Pannunzio «Non li conosco ancora, ma siamo legati da un anno a filo doppio. Sono scolari di paese, figli di contadini e di artigiani, che il maestro Faè ha coltivato, li ha allevati al mestiere più puro». La scuola di Gianni Faè, “Piccola Europa”, in breve tempo diventa assai famosa in Italia e all’estero. Incideranno cinque raffinate cartelle, a corredo delle liriche di Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Umberto Saba, Leonardo Sinisgalli e Giuseppe Ungaretti. In una nuova edizione ampliata, un saggio che racconta una delle esperienze educative più innovative (e poco note) nella scuola italiana del secondo dopoguerra.
Leonardo Sinisgalli and the Little Engravers.
The story of a printing press, a teacher (Gianni Faè), a school (Piccola Europa) and a village (Sant’Andrea) in the 1950s.
1954. Leonardo Sinisgalli, an Hermetic poet, essayist, and art critic, and editor of the magazine *Civiltà delle macchine*, receives a postcard in a sealed envelope from S. Andrea di Badia Calavena. It contains an engraving by the young girl Carmela Marana, accompanied by a text written by their teacher, Gianni Faè, which tells of a school newspaper and engravings related to machines.
A correspondence begins with the young engravers: the poet, captivated by the children’s work, donates a small printing press and a box of movable type to the school. In 1955, the teacher and the children show Sinisgalli their full gratitude. As a surprise, they illustrate and publish, in just two copies, Four Poems by Leonardo Sinisgalli, which they send to him as a gift. Sinisgalli responds with an article in Pannunzio’s weekly “Il Mondo”: “I don’t know them yet, but we have been bound together for a year by a double thread. They are village schoolchildren, the children of farmers and artisans, whom Teacher Faè has nurtured, raising them in the purest craft.”
Gianni Faè’s school, “Piccola Europa,” quickly became very famous in Italy and abroad. They recorded five refined albums, accompanying the poetry of Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Umberto Saba, Leonardo Sinisgalli, and Giuseppe Ungaretti.
In a new expanded edition,This is an essay recounting one of the most innovative (and little-known) educational experiences in postWorld War II Italian schools
a cura di by Agnese Ceschi
Fino al 14 giugno 2026
Until 14 June 2026
Brescia, Palazzo Martinengo

Liberty. L'arte dell’Italia moderna
Oltre 100 opere in esposizione a Brescia per raccontare un fenomeno trasversale e internazionale che attraversò l’Europa nei primi 15 anni del Novecento, prendendo un nome diverso in ogni paese . Questa mostra vuole essere una panoramica sulla proposta proprio del Belpaese con opere di pittori come Vittorio Corcos, Gaetano Previati, di scultori come Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti, di autori di manifesti come Leonardo Dudovich e Leopoldo Metlicovitz. Uno stile trasversale che ha contaminato con sinuose linee curve ispirate al mondo della natura tutte le arti, dalla pittura all’architettura, dalla scultura alla grafica, alla moda, alle arti applicate, fino alla fotografia e al cinema.
Liberty: The Art of Modern Italy
Over 100 works are on display in Brescia, presenting a crossdisciplinary and international phenomenon that spread across Europe at the turn of the 20th century, taking on a different name in each country. This exhibition offers an overview of the Italian contribution, with works by painters such as Vittorio Corcos and Gaetano Previati; sculptors such as Leonardo Bistolfi and Libero Andreotti; and poster designers such as Leonardo Dudovich and Leopoldo Metlicovitz. A cross-disciplinary style that, with its sinuous curves inspired by nature, influenced all arts: painting, architecture, sculpture, graphic design, fashion, applied arts, and even photography and cinema.
Dal 9 maggio al 22 novembre 2026
From 9 May to 22 November 2026
Venezia - Arsenale e luoghi vari della città


Padiglione Centrale Giardini (ph Francesco Galli)

Banner Biennale 2026
La 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia si intitola quest’anno In Minor Keys, il progetto ideato da Koyo Kouoh, la curatrice prematuramente scomparsa a maggio 2025. Con il sostegno ed il lavoro del suo team, la Biennale porta avanti la visione della curatrice, preservando e diffondendo le idee che l’hanno guidata. La mostra esplora temi come l’incantamento, la fecondità e la condivisione, raccontando pratiche generative orientate alla collettività. Sono 111 gli artisti, collettivi e organizzazioni selezionati da Kouoh, provenienti da città come Salvador, Dakar, San Juan, Beirut, Parigi e Nashville. La curatrice ha privilegiato risonanze e affinità tra pratiche anche distanti, immaginando incontri tra ingegno e sperimentazione che superano i confini geografici e culturali. In Minor Keys non si sviluppa per sezioni convenzionali, ma per priorità sotterranee: “Are”; processioni che collegano mondi diversi; la tensione tra meraviglia e cinismo verso il potere trasformativo dell’arte; il riposo spirituale e fisico delle oasi, isole interne ai singoli universi creativi; e le “Scuole”, espressione dell’impegno di Kouoh nella costruzione di istituzioni orientate al fine sociale. Un percorso che invita a scoprire una geografia relazionale unica, intessuta nel corso di una vita, dove ogni opera dialoga con l’altra e con lo spazio collettivo, raccontando l’eredità visionaria di Koyo Kouoh. Affidato a Wolff Architects (Città del Capo) il progetto di allestimento, che è incentrato sul potenziale trasformativo della soglia come apertura verso forme alternative di conoscenza ed esperienza.
The 61st International Art Exhibition is titled *In Minor Keys* this year, a project conceived by Koyo Kouoh, the curator who passed away prematurely in May 2025. With the support and efforts of her team, the Biennale is carrying forward the curator’s vision, preserving and disseminating the ideas that guided her. The exhibition explores themes such as enchantment, fertility, and sharing, highlighting generative practices oriented toward the collective. Kouoh selected 111 artists, collectives, and organizations from cities including Salvador, Dakar, San Juan, Beirut, Paris, and Nashville. The curator has prioritized resonances and affinities between even distant practices, envisioning encounters between ingenuity and experimentation that transcend geographical and cultural boundaries. In Minor Keys does not unfold through conventional sections, but through underlying themes: “Are”; processions connecting different worlds; the tension between wonder and cynicism regarding art’s transformative power; the spiritual and physical rest offered by oases, islands within individual creative universes; and the “Schools,” an expression of Kouoh’s commitment to building institutions oriented toward social ends. An exhibition that invites visitors to discover a unique relational landscape, where each work engages in dialogue with the others and with the collective space, recounting the visionary legacy of Koyo Kouoh. The exhibition design, entrusted to Wolff Architects (Cape Town), focuses on the transformative potential of the threshold as an opening toward alternative forms of knowledge and experience.


fino a domenica 20 settembre 2026
Galleria d'Arte Moderna Achille Forti - Palazzo della Ragione arte
CONTEMPORANEO NON-STOP. Il respiro della natura | TERRA gam.comune.verona.it
fino a venerdì 29 maggio 2026
Palazzo Scarpa arte
Il filo di Arianna. Trame di vita al femminile. gruppo.bancobpm.it
fino domenica 3 maggio 2026
Parco Giardino Sigurtà festival
Festival di Tulipanomania www.sigurta.it
mercoledì 1 aprile 2026
20:45
Teatro Camploy
teatro - L'Altro Teatro/City Caino www.fucinaculturalemachiavelli.com
mercoledì 1 aprile 2026
20:30
Teatro Ristori
teatro - Serate d'autore
Notti da Le notti bianche di Dostoevskij www.teatroristori.org
Olympiade, Kor’sia e Ballet de l’Opera Grand Avignon in scena al Teatro Ristori
giovedì 2 aprile 2026
19:30
Rifugio Valbella escursione
Una notte di luna tra le alte malghe di Erbezzo www.altalessinia.com
giovedì 2 aprile 2026 20:30
Teatro Ristori musica - I Virtuosi Italiani
Concerto Di Pasqua, "Stabat Mater" www.ivirtuositaliani.eu
venerdì 3 aprile 2026 19:00 sabato 4 aprile 2026 17:00
Teatro Filarmonico musica
Rossini Petite Messe Solennelle www.arena.it
venerdì 3 aprile 2026 19:30
Agribirrificio Laorno escursione
Una notte di luna piena da Grietz alla Val Squaranto www.altalessinia.com
venerdì 3 aprile 2026 16:00 e 20:00
Teatro Nuovo musica
The Music of Hans Zimmer and The Others www.teatrostabileverona.it
sabato 4 aprile 2026
10:00 - 13:00 e 14:00 - 17:00
Parco Giardino Sigurtà per bambini
Caccia alle Uova di Pasqua Il 4 aprile 2026 il Parco Giardino Sigurtà organizza la tradizionale Caccia alle Uova di Pasqua per bambini dai 3 ai 10 anni, tra tulipani e narcisi in fiore. L’attività si svolgerà negli spazi vicino alla Fattoria con un percorsogioco nella natura, animazione e sorprese finali. La partecipazione è inclusa nel biglietto d’ingresso al Parco (gratis 0-4 anni) con due fasce orarie: 10-13 e 14-17. www.sigurta.it/tutti-gli-eventi

giovedì 9 aprile 2026
20:45
Teatro Camploy teatro - L'Altro Teatro Carosello. Barabao Teatro www.spettacoloverona.it
giovedì 9 aprile 2026
21:00
Teatro Nuovo musica
I Musici – Da quarant’anni… “Fra la via Emilia e il West” www.teatrostabileverona.it
venerdì 10 aprile 2026 20:00 domenica 12 aprile 2026 17:00
Teatro Filarmonico musica
Berlioz Fantastique www.arena.it/teatro-filarmonico-verona
sabato 11 aprile 2026
21:00
Teatro Nuovo teatro
DIECI – Oltre La Magia. Mycras. Mago e attore teatrale www.teatrostabileverona.it
domenica 12 aprile 2026
16:30
Teatro Fucina Machiavelli per bambini
Fucina dei Piccoli
La favola di Amore e Psiche www.fucinaculturalemachiavelli.com
domenica 12 aprile 2026
16:30
Teatro Scientifico per bambini Il cuoco dalla gamba di legno www.teatroscientifico.com
da domenica 12 aprile 2026 a mercoledì 15 aprile 2026
Fiera di Verona fiera Vinitaly www.vinitaly.com
lunedì 13 aprile 2026
Teatro Filarmonico musica
Giovanni Allevi www.ticketone.it
mercoledì 15 aprile 2026
21:00
Teatro Nuovo musica
Omaggio a Morricone –musiche da Oscar www.teatrostabileverona.it
giovedì 16 aprile 2026 20:45
Teatro Camploy teatro - L'Altro Teatro Paradiž www.spettacoloverona.it
venerdì 17 aprile 2026 20:30
Teatro Ristori danza Olympiade www.teatroristori.org
venerdì 17 aprile 2026 20:00 sabato 18 aprile 2026 17:00
Teatro Filarmonico musica Musorgskij Quadri www.arena.it/teatro-filarmonico
sabato 18 aprile 2026
Teatro Filarmonico opera - Arena Young Opera in giallo | Pagliacci www.arena.it/teatro-filarmonico
domenica 19 aprile 2026 11:00
Palazzo Maffei musica - Musei in Musica Rossini | Trascrizioni per quartetto di fiati www.arena.it/teatro-filarmonico
domenica 19 aprile 2026 Centro città sport 10 Scaligera podistiche.it
sabato 18 aprile 2026
Parco Giardino Sigurtà arte
Sabato d'artista
Con l’arrivo della primavera, sabato 18 aprile si terrà al Parco Sigurtà il secondo appuntamento primaverile con Sabato d’Artista, dedicato a pittori, illustratori e disegnatori. I 30 partecipanti selezionati potranno creare su tela le proprie opere ispirandosi ai paesaggi del Giardino. www.sigurta.it/tutti-gli-eventi

lunedì 20 aprile 2026
21:00
Teatro Nuovo teatro
Cathy La Torre – Tutte le volte che le donne… www.teatrostabileverona.it
lunedì 20 aprile 2026
20:30
Spazio San Pietro in Monastero musica - I Virtuosi Italiani Italian Premieres www.ivirtuositaliani.eu
martedì 21 aprile 2026 e mercoledì 22 aprile 2026
21:00
Teatro Nuovo teatro
Federico Buffa – 8 Infinito, vita e morte di un Mamba www.teatrostabileverona.it
mercoledì 22 aprile 2026
20:30
Teatro Ristori teatro - Serate d'autore
Domenico Iannacone - Che ci faccio qui… in scena www.teatroristori.org
giovedì 23 aprile 2026
20:30
Teatro Ristori musica - I Virtuosi Italiani
Serenate
I Virtuosi Italiani Orchestra
Vivere.
venerdì 24 aprile 2026 20:00
sabato 25 aprile 2026 17:00
Teatro Filarmonico
musica
Mahler 9
www.arena.it/teatro-filarmonico
da venerdì 24 aprile 2026 a domenica 3 maggio 2026
Trento festival
Trento Film Festival trentofestival.it
domenica 26 aprile 2026
11:00
Teatro Fucina Machiavelli musica - Un'ora di musica Integrale dei Quartetti di Beethoven Quartetti op. 59 n. 2 e op. 127 www.fucinaculturalemachiavelli.com
domenica 26 aprile 2026
11:00
Palazzo Maffei musica - Musei in Musica Bach, Couperin, Carter | Sonate e concerti www.arena.it/teatro-filarmonico
domenica 26 aprile 2026
18:00 e 21:00
Teatro Nuovo
teatro Kamikaze www.teatrostabileverona.it
mercoledì 29 aprile 2026 20:45
Teatro Camploy teatro - L'Altro Teatro/City Il Sabato del villaggio modusverona.it
mercoledì 29 aprile 2026
20:30
Teatro Ristori musica - I Virtuosi Italiani
Le altre Stagioni www.ivirtuositaliani.eu
da mercoledì 29 aprile 2026 a sabato 16 maggio 2026
Bressanone festival Bressanone Water Light Festival www.brixen.org
giovedì 30 aprile 2026 20:45
Teatro Camploy teatro - L'Altro Teatro
La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza www.spettacoloverona.it
giovedì 30 aprile 2026 20:30
Teatro Ristori teatro - Jazz
Eddie Henderson feat. Piero
Odorici Group - Miles Legacy www.teatroristori.org
da venerdì 1 maggio 2026 a domenica 3 maggio 2026
Riva del Garda sport FSA Bike Festival Riva del Garda www.bikefestivalriva.com
sabato 2 maggio 2026 21:00
Arena di Verona teatro
Paolo Ruffini - Din Don Down www.ticketone.it
sabato 2 maggio 2026 e domenica 3 maggio 2026
Giardino Giusti manifestazione Verona Flower Show www.veronaflowershow.com
domenica 3 maggio 2026 11:00
Biblioteca Capitolare musica - Musei in Musica Brahms | Sestetti www.arena.it/teatro-filarmonico
domenica 3 maggio 2026 21:00
Teatro Nuovo teatro Bouquet of Madness www.teatrostabileverona.it
domenica 17 maggio 2026 10:00 - 18:00
Parco Giardino Sigurtà giardini e residenze Buskers Park
domenica 3 maggio 2026
15:00
Cinema Teatro Alcione musica
K-Pop Demon Hunters Tribute Show www.ticketone.it
da giovedì 7 maggio 2026 a domenica 10 maggio 2026
Biblioteca Civica di Verona festival Libri e rose www.societaletteraria.it
venerdì 8 maggio 2026 20:00
sabato 9 maggio 2026 17:00
Teatro Filarmonico musica
Beethoven Missa Solemnis www.arena.it/teatro-filarmonico
venerdì 8 maggio 2026 21:00
Teatro Nuovo teatro
Shamzy – Stato Interessante www.teatrostabileverona.it
venerdì 8 maggio 2026 20:30
Teatro Ristori musica - I Virtuosi Italiani Mozart e l'Europa www.ivirtuositaliani.eu
Il Parco Giardino Sigurtà ospita domenica 17 maggio Buskers Park, l’evento, giunto all’undicesima edizione, dedicato agli artisti di strada, con musica, magia e numerosi spettacoli dal vivo immersi nei 60 ettari di verde e boschi, tra le fioriture di rose, peonie e prime ninfee. www.sigurta.it/tutti-gli-eventi
sabato 9 maggio 2026
17: 00 e 21:00
Teatro Nuovo musical
Pinocchio Musical www.teatrostabileverona.it
sabato 9 maggio 2026 17:00
Arena di Verona opera
Turandot | Enigmi al museo www.arena.it
domenica 10 maggio 2026 11:00
Palazzo Maffei musica - Musei in Musica
Haydn, Schubert, Beethoven | Trii per archi www.arena.it/teatro-filarmonico-verona
domenica 10 maggio 2026 21:00
Teatro Nuovo teatro
Raul Cremona Bravissssssimo! www.teatrostabileverona.it
lunedì 11 maggio 2026 21:00
Teatro Nuovo musical
Hairspray- The Broadway Musical www.teatrostabileverona.it

domenica 31 maggio 2026
Parco Giardino Sigurtà giardini e residenze Pecoratosando
Domenica 31 maggio appuntamento alla Fattoria del Parco Sigurtà con Pecoratosando, evento dedicato alla tradizionale tosatura delle pecore della Lessinia, razza Brogna e Presidio Slow Food. I visitatori potranno assistere alla tosatura e scoprire il ruolo di questi animali nella cura ecologica dei prati. www.sigurta.it/tutti-gli-eventi

mercoledì 13 maggio 2026 20:30
Teatro Ristori
teatro - Jazz
Aaron Parks - Little big www.teatroristori.org
giovedì 14 maggio 2026
sabato 16 maggio 2026 domenica 17 maggio 2026
21:00
Arena di Verona musica
POOH - La nostra Storia in Arena www.ticketone.it
venerdì 15 maggio 2026 20:00 sabato 16 maggio 2026 17:00
Teatro Filarmonico musica
Dvořák Nuovo Mondo www.arena.it/teatro-filarmonico
da venerdì 15 maggio 2026 a domenica 17 maggio 2026
Borgo antico di Bornato manifestazione Franciacorta in Fiore www.franciacortainfiore.it
sabato 16 maggio 2026 e domenica 17 maggio 2026
Piazza Bra sport 43ª Straverona www.straverona.it
domenica 17 maggio 2026
11:00
Circolo Ufficiali di Castelvecchio musica - Musei in Musica Mozart, Beethoven | Brani per ottetto di fiati www.arena.it/teatro-filarmonico
Per il calendario eventi aggiornato e per tutte le novità di città e provincia segui Carnet Magazine sul sito www.carnetmagazine.com e sui canali social!
da mercoledì 20 maggio 2026 a domenica 24 maggio 2026
Trento festival
Festival dell'Economia di Trento www.festivaleconomia.it
domenica 24 maggio 2026
Arsenale sport
Angels in run www.angelsinrun.it
da lunedì 25 maggio 2026 a venerdì 29 maggio 2026
Palazzo della Gran Guardia festival
Verona Mountain Film Festival www.caiverona.it

