Speciale Macerata Opera Festival
Scopri il programma #rossodesiderio
Un Festival per tutti i gusti e le etĂ
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PONTE FRA CIVILTÀ
千里之行始于足下
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SPECIALE Macerata Opera Festival 2019 Numero 3 Anno XIV distribuzione gratuita Iscrizione ROC n. 31987
Redazione Carlo Scheggia Maria Laura Pierucci
Direttore responsabile Carlo Scheggia
Hanno collaborato Veronica Antinucci Gabriele Cesaretti Andrea Compagnucci Maria Stefania Gelsomini Pierfrancesco Giannangeli Floriana Tessitore
Editore Carlo Scheggia Via Due Fonti 42 - Macerata tel. 0733817619 www.scheggiacomunicazione.com Grafica Alberto Brandi Concessionaria Ivo Mario Fabbri Via Marsala 17 - 60121 Ancona Stampa Bieffe - Recanati (MC) per conto di Esserci Lab (Civitanova Marche)
Crediti fotografici Alfredo Tabocchini e Massimo Zanconi fotografi ufficiali del Macerata Opera Festival Luna Simoncini
È possibile riprodurre, copiare e modificare i testi attribuendone la paternità a CheMagazine!. Non è consentito usare quest’opera per fini commerciali. Questo numero è stato chiuso il 10 luglio. L’editore non è responsabile di eventuali variazioni di programma. Realizzato con il sostegno del Marche FESR 2014-2020 ASSE 3 - OS8 - AZIONE 8.1 - “Sostegno all’innovazione e all’aggregazione in filiere delle pmi culturali e creative, della manifattura e del turismo ai fini del miglioramento della competitività in ambito internazionale e dell'occupazione”.
Le illustrazioni sono di Francesca Ballarini Traduzioni in inglese Elena Di Giovanni
Foto copertina: Scipione (Gino Bonichi), Natura morta – fichi spaccati su tavolo (1930), olio su tavola, Macerata, Fondazione Carima – Museo Palazzo Ricci, per gentile concessione della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata
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DUE APPUNTAMENTI PER I 50 ANNI DALL'ALLUNAGGIO
SOMMARIO Un viaggio continuo di sperimentazione, misto a innovazione
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#rossodesiderio come la creatività di questa provincia piena di eccellenze
19 Festival dal gusto unico 20 Questo teatro è tra più meravigliosi al mondo 24 Il sogno: lavorare con tutte le scuole di musica per fare un concerto allo Sferisterio
O
pera Lounge è il nuovo spazio allestito in piazza Mazzini nelle sere di spettacolo dalle ore 18. Sarà inaugurato il 16 luglio con la presentazione del libro Imparare dalla luna di Stefano Catucci, pubblicato dalla casa editrice maceratese Quodlibet, nel giorno dei cinquant’anni dalla partenza della missione Apollo 11, che portò l’uomo per la prima volta sulla luna. Opera Lounge sarà luogo di incontri pre-spettacolo con critici musicali, artisti e protagonisti del Festival; inoltre il pubblico vi potrà acquistare prodotti tipici marchigiani. Nella ricorrenza dell’allunaggio – evento che nel 1969 ha esaudito uno dei più ricorrenti fra i desideri umani – testimonial del Macerata Opera Festival 2019 sarà l’astronauta italiano Paolo Nespoli, protagonista, il 5 agosto al palazzo Buonaccorsi, di uno degli incontri organizzati da Life Strategies.
Alle origini dei miti da palcoscenico Carmen Macbeth Rigoletto Sempre più Sferisterio Palco reverse I Mecenati Le cose da vedere Le 3 cose da ascoltare Notte dell'Opera Gli eventi cittadini Opera Lounge Sferisterio experience English version Sferisterio Live
26 28 32 38 44 52 55 57 63 64 68 70 72 73 78 95
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A
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EDITORIALE
L’
opera è un’affascinante avventura. Partendo da questa convinzione, nel 2011 ho riadattato la storia di Rigoletto per i bambini, e con il lavoro di una illustratrice professionista ho accompagnato il testo scritto con delle bellissime illustrazioni. L’obiettivo era (e lo è ancora) far conoscere l’opera ai più piccoli, partendo dalla narrazione, un mondo a loro molto vicino. Ebbene in 8 anni il percorso si è arricchito di compagni di viaggio, fondamentali per il proseguo dell’attività. Al mio lavoro si è unito quello dell’Università di Macerata grazie alla prof.ssa Paola Nicolini e della casa editrice EUM. Con la mia azienda ho anche finanziato un dottorato di ricerca che proprio lo scorso novembre è terminato con notevole soddisfazione per i risultati raggiunti. In questi anni abbiamo coinvolto migliaia di bambini, nelle scuole della provincia di Macerata, nei laboratori, nelle presentazioni in piazza, in libreria, in luoghi ricreativi. Hanno ascoltato con l’incanto negli occhi queste storie eterne che poi hanno fatto proprie, attraverso un disegno, una marionetta, un gioco. Tanti di loro sono poi andati allo Sferisterio per vedere “l’opera vera”, quella con i cantanti, le scene, i costumi, le luci, i musicisti e i coristi. Ed è magia. Iniziano così un percorso di scoperta: della musica e del luogo, magnifico tempio neoclassico. Iniziano così un viaggio che li accompagnerà per tutta la vita, perché l’arte è sempre un’esperienza da vivere. Carlo Scheggia
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Si ringraziano I Cento Mecenati, UBI Banca, Nuova Simonelli, Fondazione Carima, Atlantico srl e Giovanni Fabiani per il fondamentale contributo attraverso Art Bonus
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notte dell’opera
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ENGIE logotype_solid_BLUE_RGB 14/04/2015 24, rue Salomon de Rothschild - 92288 Suresnes - FRANCE Tél. : +33 (0)1 57 32 87 00 / Fax : +33 (0)1 57 32 87 87 Web : www.carrenoir.com
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UN VIAGGIO CONTINUO DI SPERIMENTAZIONE, MISTO A INNOVAZIONE
I
l Macerata Opera Festival si accende di rosso, nel segno del desiderio e della passione che caratterizzano il continuo viaggio di sperimentazione, misto a innovazione, che rende oggi la stagione lirica maceratese un modello virtuoso di contenitore culturale e uno dei palchi più esplorativi e attraenti a livello internazionale. Un’inedita concezione di opera, che mai dimentica la tradizione e che si spinge continuamente verso la modernità, in una costante contaminazione tra arte e società dentro a un creativo percorso intergenerazionale. Appassionato è stato l’ultimo decennio, attento alla ricerca teatrale nel rispetto delle radici culturali e con una gestione straordinaria, in particolare degli ultimi 9 anni di Festival, che ha determinato risultati costantemente positivi, grazie a criteri virtuosi di organizzazione delle risorse e del bene pubblico, capaci di non sacrificare la qualità dell’offerta che, al contrario, di anno in anno ha guadagnato nuovi riconoscimenti. Si è giunti così alla definizione di una squadra rinnovata la quale, grazie alla direzione artistica di Barbara Minghetti e a quella musicale di Francesco Lanzillotta, sotto l’attenta guida del sovrintendente Luciano Messi, dà vita a una proposta unica che sull’incantato palco dello Sferisterio trova la sua casa naturale. Romano Carancini Presidente dell’Associazione Arena Sferisterio e Sindaco di Macerata
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#rossodesiderio COME LA CREATIVITÀ DI QUESTA PROVINCIA PIENA DI ECCELLENZE
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osso come la passione, come l’energia, come la personalità, la determinazione e la fiducia in se stessi. Quella di un territorio che guarda avanti, per costruire il futuro, puntando sulle sue eccellenze - culturali, produttive, sportive, artigianali, enogastronomiche, paesaggistiche, architettoniche - che ci fanno conoscere in tutto il mondo. Rosso come l’amore, quello per un territorio che unito sa vincere, come lo Sferisterio con la sua bellezza e qualità artistica, come le tante realtà leader nei rispettivi settori. Rosso desiderio rappresenta la creatività di questa provincia attraverso l’opera lirica. E la musica dilaga nel maceratese, dall’entroterra al mare, grazie ai numerosi eventi per grandi e per bambini: il Macerata Opera Festival arriverà a Urbisaglia, Civitanova, fino ai luoghi duramente toccati dal terremoto come Valfornace, Sarnano, e l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra. Tutti vivranno la magia di questa 55ª edizione.
Antonio Pettinari Vice Presidente dell’Associazione Arena Sferisterio e Presidente della Provincia di Macerata
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FESTIVAL DAL GUSTO UNICO 20
Un cartellone che valorizza al massimo lo Sferisterio, attraverso le opere liriche e gli spettacoli crossover
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uciano Messi è stato nominato Sovrintendente del Macerata Opera Festival nel 2015, e da allora ha guidato una macchina costantemente sulla corsia di sorpasso, superando anno dopo anno i successi delle stagioni precedenti. Sta per partire una nuova stagione, carica di aspettative e di desideri. Ci rivela la sua aspettativa e il suo desiderio più grandi? «L'aspettativa, condivisa con Barbara, Francesco e tutto il Consiglio di Amministrazione, è quella di un Festival ancora una volta all'altezza della reputazione che ci siamo costruiti passo dopo passo: risonanza a livello internazionale e coinvolgimento forte della comunità, che deve viverlo come un momento proprio. Il desiderio è quello di riuscire a metterci ogni volta qualcosa in più della nostra identità territoriale, dar vita a un Festival unico e irripetibile altrove, tutti insieme». Quali sono state le linee guida del lavoro di quest’anno? «Abbiamo dedicato un'attenzione speciale all'attività di formazione del pubblico, ampliando i progetti education fino a toccare tutte le fasce d'età; da gennaio a giugno ci sono state iniziative in continuazione, in particolare per le scuole. Inoltre, abbiamo lavorato per migliorare e affinare la macchina produttiva, cercando di far tesoro dell’ottima esperienza del 2018, sia dal punto di vista tecnico-artistico che gestionale. Volendo usare una metafora, con l’unica eccezione degli uffici amministrativi,
quella dell’Associazione Arena Sferisterio è una macchina che ogni volta deve essere riassemblata pezzo per pezzo dopo il rimessaggio invernale, inoltre bisogna cercare di darle l'assetto migliore per affrontare il tragitto delineato dal nuovo Festival, che ogni anno ha le sue peculiarità». E quali sono, dal suo punto di vista, le caratteristiche del cartellone 2019? «È un cartellone che valorizza al massimo lo Sferisterio, principalmente con le opere liriche, ma anche attraverso spettacoli crossover. Ci piace utilizzare il nostro teatro a cielo aperto anche in maniera anticonvenzionale, col pubblico in palcoscenico e lo "spettacolo nello spettacolo" dell'architettura dello Sferisterio che fa da sfondo. Dal punto di vista artistico, il cartellone 2019 valorizza la creatività nuova, attraverso regie di impostazione contemporanea, direzioni d'orchestra giovani e cast ben bilanciati, con un
Di tutti gli eventi in programma, cosa o chi la colpisce di più a livello personale e la rende più orgoglioso a livello professionale? «Questa è una domanda davvero difficile a cui rispondere... Strada facendo gli eventi in programma diventano sempre più parte di noi che li ideiamo e li organizziamo, per cui è difficile fare distinzioni di valore o di coinvolgimento personale. Se però c'è qualcosa che anno dopo anno, immancabilmente, mi rende sempre orgoglioso sia a livello professionale che umano è la grande famiglia di artisti, tecnici e impiegati che si crea e rigenera durante il Festival, il gruppo di lavoro che ho il privilegio di guidare». Qual è la sua opera preferita fra Carmen, Macbeth e Rigoletto? «Adoro Macbeth, così come Otello e Falstaff, le opere di Verdi ispirate ai capolavori shakespeariani. Il connubio tra i due ci regala pagine in cui musica e parola si fondono in un
Luciano Messi durante il saluto alle compagnie allo Sferisterio insieme a (da sinistra a destra): Barbara Minghetti, Romano Carancini e i registi Federico Grazzini, Giuseppe Cutino e Jacopo Spirei
occhio sempre attento ai cantanti emergenti. C'è anche lo stimolo a elaborare proposte di teatro sempre più attuali, in particolare attraverso il concorso internazionale Macerata Opera 4.0, che da quest'anno vede anche la collaborazione prestigiosa di Romaeuropa Festival. Ultimo elemento, ma non meno importante, il cartellone 2019 si caratterizza per un rigore gestionale assoluto, orientato al miglior utilizzo possibile delle risorse economiche e sostenuto da una grande capacità di autofinanziamento».
unico linguaggio espressivo, opera a tutto tondo! Tematiche quali il potere, l’inganno, l’ambizione smodata che corrompe la morale, lo scontro tra destino e libero arbitrio pongono l'uomo al centro di un'indagine sempre più intima e di assoluta attualità». Ultima domanda d’obbligo: che sfumatura ha il suo #rossodesiderio? «Il rosso del sangue, vitale, appassionato e indelebile». Maria Stefania Gelsomini
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QUESTO TEATRO È TRA I PIÙ MERAVIGLIOSI AL MONDO B arbara Minghetti ha firmato la sua prima direzione artistica del Macerata Opera Festival nel 2018 ed ha archiviato subito una stagione da incorniciare, riscuotendo grandi apprezzamenti per il lavoro svolto e ottenendo risultati record al botteghino (non assolutamente scontati dopo le scoppiettanti performance del suo vulcanico predecessore Francesco Micheli). Con la sua sobrietà, la sua pacatezza ma anche la fermezza e la convinzione nelle proprie scelte, Barbara Minghetti ha saputo conquistare Macerata dentro e fuori lo Sferisterio, e ora cresce l'attesa per la stagione 2019, che dovrà essere sì una riconferma ma anche qualcosa in più. È l’anno in cui l’opera lirica e la città si tingono di Rosso Desiderio. Ci racconta in breve questa sua seconda stagione allo Sferisterio? Il lavoro va nella direzione che si era prefissa? «L’anno scorso ero meno consapevole e più in modalità di "avvicinamento", adesso conosco meglio il team, la struttura e la città e ne sono sempre più innamorata. Sono contenta che anche il secondo anno
presenti delle novità, come gli spettacoli con il pubblico sul palco, e che presenti anche delle continuità, come il lavoro con i 100 cittadini e la partecipazione della città nel progetto dei Cento Cellos. Stiamo lavorando tanto sull'idea di sviluppare l'attrattività internazionale congiunta all'accoglienza della comunità». A livello artistico ci saranno sorprese? Scelte o protagonisti che faranno discutere, come lo scorso anno l’allestimento del Flauto magico di Vick? «Ah chi può dirlo… Carmen è un'opera che si presta a interpretazioni diverse, la nostra sarà "francese", intrigante e con molta valorizzazione del corpo ma non pensate troppo male! Il corpo inteso come elemento portante del movimento… Comunque, di certo, non è la classica Carmen con la Piazza del Toreador». Una stagione all’insegna dello slogan "Più Sferisterio", ma prosegue anche, sulla scia del successo dello scorso anno, l’esperimento al Teatro Lauro Rossi di Macerata Opera 4.0 col progetto Can you HearT me?…
Barbara Minghetti con Giovanni Sollima, Enrico Melozzi e Lucia Rosa
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Stiamo lavorando tanto sull'idea di sviluppare l'attrattività internazionale congiunta all'accoglienza della comunità
«Teniamo molto all’aspetto contemporaneo del teatro musicale, occupandoci per la maggior parte di opere scritte duecento anni fa. Il concorso ci dà davvero la possibilità di testimoniare la creatività di oggi e di portarla davanti al pubblico. Can you HearT me? rappresenta il nostro presente, fatto di contaminazione, e di molteplici risposte a difficili domande». Il suo rapporto con Macerata e i maceratesi in questi mesi si è rafforzato: come è cambiata la sua percezione della città e del territorio dal suo arrivo ad oggi? «Anzitutto sento una maggiore fiducia e positività per la ripresa dopo il terremoto, la voglia di lavorare insieme per il territorio. E anche per il delicato tema dell’accoglienza, su cui ho più volte posto l'attenzione (alberghi, B&B), mi sembra che qualcosa si stia muovendo». Che sfumatura ha il #rossodesiderio di Barbara Minghetti? «Che domanda, io amo la vita! Quindi Rosso Vita! Energia, calore, amore, incisività».
Una certezza e un augurio per il Macerata Opera Festival 2019? «La certezza di lavorare con persone stupende, in primis i due miei uomini, Francesco e Luciano, e poi il presidente e il consiglio e tutto lo staff, e le compagnie, e i team delle produzioni, strepitosi artisti. E la certezza di essere in uno dei teatri più meravigliosi del mondo. L’augurio? Sole e caldo, e tanta gente». Maria Stefania Gelsomini
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IL SOGNO: LAVORARE CON TUTTE LE SCUOLE DI MUSICA PER FARE UN CONCERTO ALLO SFERISTERIO Vorrei che si tornasse a parlare di interpretazione, di teatro, e non solo di belle voci
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l maestro Francesco Lanzillotta è dal 2018 il Direttore musicale del Macerata Opera Festival, occupando finalmente un ruolo che mancava da troppi anni in un Festival lirico come quello maceratese. Lo scorso anno ha diretto lo spassoso Elisir d’amore di Damiano Michieletto, soprannominato anche Elisir “d’amare”, o “da mare”, per la sua ambientazione marinara. Quest’anno, invece, tocca a lui e alla sua bacchetta dirigere l’opera inaugurale, la Carmen di George Bizet.
Ovviamente tutto deve essere rapportato allo spazio in cui ci troviamo, adattandoci alle esigenze acustiche dello Sferisterio».
Come sarà la sua Carmen, l'opera inaugurale della stagione #rossodesiderio? «Sarà piena di ironia, di leggerezza, di flessibilità e di drammaticità, un mondo in cui recitazione e canto si fondono in una concezione unitaria, tesa ad avvicinarsi quanto più possibile all'idea originale. Ho scelto voci eleganti, raffinate, belle, ma soprattutto attori consapevoli; il lavoro sulla parola si trasforma in lavoro sul suono e viceversa.
Il suo lavoro da direttore musicale prosegue tutto l'anno: quali sono state le tappe principali di questa attività sul territorio tra il 2018 e il 2019? «Sicuramente il rapporto continuo con le realtà giovanili di Macerata, il lavoro con la Form, e l'individuazione di risorse locali che possano crescere insieme a noi. Si potrebbe fare ancora tantissimo se si riuscissero a coinvolgere tutte le realtà
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In generale, che impronta ha dato a questo Festival dal punto di vista musicale? «Vorrei che si tornasse a parlare di interpretazione, di teatro, e non solo di belle voci. Il suono e il volume sono virtù importanti, ma lo è ancora di più la consapevolezza interpretativa. Da qui nascono le scelte dei direttori e dei cantanti».
musicali del territorio. Ho un sogno: radunare tutte le scuole di musica, lavorare con loro durante l’intero corso dell’anno per arrivare a fare un concerto allo Sferisterio. Sarebbe una grande occasione di crescita per tutti». Cos'è Opera Campus? «È una grande occasione che hanno tutti i cantanti che ricoprono il ruolo di cover; potranno studiare per dieci giorni con due grandi maestri l’intero ruolo
che andranno a coprire. Il presupposto è però, e ritorno alla seconda domanda, lavorare sull'interpretazione intesa come valore assoluto del nostro mestiere. Questo significa imparare ad analizzare un libretto sotto ogni aspetto, compresa la metrica, significa andare a fondo alla concezione armonica in relazione alla drammaturgia; tutto questo per definire in maniera convincente il concetto di fraseggio. Insomma un livello superiore di analisi».
Progetti e sogni nella musica, a Macerata, possono coincidere? Può svelarcene almeno uno? «C'è bisogno di una grande consapevolezza del luogo in cui si lavora, di ciò che serve, non solo dal punto di vista artistico, e trovare la soluzione migliore per far sì che la proposta sia indirizzata verso un graduale cambiamento, che può avvenire lentamente e negli anni. Facile fare programmazione innovativa senza preoccuparsi
della salute economica di un teatro. Poi però ne pagheranno le conseguenze coloro che verranno dopo di noi. Ci vuole lungimiranza per sapere cosa si potrà ottenere fra quindici anni e lavorare di conseguenza». Che sfumatura ha il suo #rossodesiderio? «Il rosso mi piace acceso e vivo, ricco di passione e di vita». Maria Stefania Gelsomini
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Rigoletto, Macerata Opera Festival 2015
ALLE ORIGINI DEI MITI DA PALCOSCENICO
A
lle origini del mito c’è, nella maggior parte dei casi, sempre un altro mito, o comunque un altrove a cui fare riferimento. E spesso accade che, di rimando in rimando, si finisca in un gioco di scatole cinesi per cui si è destinati a dimenticare il punto di partenza – anche perché ormai è irrimediabilmente mutato in qualcos’altro – e ci si concentra soltanto sull’ultimo passaggio. Eppure, senza il mito originario non sarebbe stato possibile tutto il resto. Risalendo all’etimologia, il μῦϑος è un racconto, o un discorso (ma talvolta anche una semplice parola, che, per qualche ragione, acquisisce col tempo i contorni dell’immortalità),
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con connotati di favola o leggenda. I fatti che vengono narrati, sia oralmente che in forma scritta, hanno per protagonisti personaggi che acquisiranno, in un futuro indifferentemente prossimo o lontano, un valore assoluto per la comunità di riferimento, grande o piccola che essa sia. Diventeranno, in sostanza, paradigmi, nel loro proporsi come eroi ed eroine con i quali fare i conti a distanza di tempo, trasformandosi così in esseri universali capaci di trasmettere un messaggio, indifferentemente civile, morale o politico. Nel nostro caso, Carmen, Macbeth e Rigoletto sono miti da palcoscenico che affondano le loro radici
I personaggi sono eroi ed eroine capaci di trasmettere un messaggio, indifferentemente civile, morale o politico
in miti di carta, come non di rado accade per la varia umanità che dà vita al teatro d’opera. E anche stavolta chi li utilizza in scena è come se osservasse le loro esistenze in trasversale, perché in uno spettacolo dove si canta su un tempo dettato dalla musica si deve agire diversamente da quando si scrive una pagina, anche quando questa pagina, come nel caso di Macbeth, è un testo teatrale, un prodotto dunque che nasce per venire rappresentato e non per essere letto. Andando in ordine di apparizione delle opere quest’anno allo Sferisterio, se Prosper Mérimée nel 1830 non avesse fatto un viaggio in Spagna, non fosse stato ospite di un conte dal cognome chilometrico e la di lui moglie, donna Manuela, non gli avesse raccontato una certa storia, non sarebbe mai nata Carmen. Che si manifesta, per la prima volta, in una novella pubblicata nel 1845 dove Mérimée scrive in prima persona, come se fosse stato testimone-protagonista dei fatti. È lui a incontrare infatti un Don José che gli dice di essere una specie di criminale e, dopo una notte in locanda, scappano insieme perché lo scrittore gli rivela che qualcuno vuole denunciarlo. Arrivano a Córdoba e lì incontrano Carmen, una zingara che legge il futuro a Mérimée. Dopo qualche altra vicissitudine, ritroviamo lo scrittore a far visita in carcere a Don José, che, nell’attesa del patibolo, gli narra la sua vita. È da questa parte del racconto che prenderà spunto Bizet per l’opera, con molti aspetti giocoforza tralasciati e qualcosa cambiato, come per esempio che Carmen ha un marito e l’introduzione di fondamentali, per la creazione musicale, figure femminili. Cambiando scenario, su una cosa concordano Shakespeare e Verdi, ma anche tutti gli altri autori che hanno trasposto la “tragedia scozzese” in musica (in particolare Matthew Locke, Carl David Stegmann, Giuseppe
Un momento dalle prove di Carmen
Il baritono Roberto Frontali interprete di Macbeth, durante le prove del Macerata Opera Festival 2019
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Rastrelli, Richard Strauss): il protagonista non è quello del titolo, ma sua moglie, Lady Macbeth. È lei che muove i fili, inoculando nella mente non proprio solidissima del marito il virus malefico della volontà di potere a qualsiasi prezzo. Per il resto, anche in questo caso, l’opera di Verdi rappresenta una sintesi personale di quella di Shakespeare. O meglio, ne esprime le atmosfere notturne e ossessive con la potenza della musica, anzi che con il libretto di Francesco Maria Piave, che ebbe una genesi piuttosto travagliata, come testimonia anche il prezioso epistolario
paio di racconti di due storici, Raphael Holinshed e Hector Boyce. Dunque, quella di Verdi sarebbe una rielaborazione di un’altra rielaborazione, costituendo così un terzo passaggio. Anche per Rigoletto ci viene in soccorso la raccolta delle lettere di Verdi. In quella scritta a Busseto l’8 maggio 1850 e indirizzata a Piave, il compositore esprime tutto il suo entusiasmo per le qualità teatrali di una certa opera uscita qualche tempo prima in Francia. «Oh Le Roi s’amuse è il più gran soggetto e forse il più gran dramma dei tempi
ebbe la censura, a causa della critica alla spregiudicatezza degli impuniti potenti di turno. Proprio questo aspetto costrinse a modificare, nella versione operistica, l’ambientazione e i nomi, ma non ne inficiò le intenzioni, perché i temi e gli sviluppi sono perfettamente sovrapponibili all’originale, in alcuni casi rendendolo addirittura più efficace. A tal punto che, ascoltando il Quartetto del III atto, lo stesso Hugo si lasciò prendere dall’entusiasmo, commentando così: «Insuperabile! Meraviglioso! Potessi anch’io, nei miei drammi, far parlare
Il mezzosoprano Irene Roberts protagonista di Carmen allo Sferisterio, durante le prove (2019)
del compositore (un tipo che, quando scriveva dovendo chiedere qualcosa a qualcuno, andava piuttosto per le spicce, lasciando i convenevoli nel cassetto). E poi, la cosa interessante in questo caso è un’altra, e cioè il fatto che anche quello di Shakespeare non è un racconto originale, cosa che non di rado accade nei testi del Bardo, le cui fonti mescolano letteratura soprattutto italiana, vicende medievali e cronache della storia d’Inghilterra. Per Macbeth il riferimento è a un
moderni. Tribolet è creazione degna di Shakespeare!!» scriveva un Verdi infervorato, sicuro delle qualità di un lavoro che in musica avrebbe potuto restituire tutto il suo immenso potenziale. Ovviamente il dramma storico che andò in scena alla Comédie-Française (con scarso successo, la fama arrivò con l’edizione a stampa) non era di Shakespeare, bensì di Victor Hugo, ed è accomunato al lavoro che ne trasse poi Verdi da una certa attenzione che nei confronti di entrambi
contemporaneamente quattro personaggi in modo che il pubblico ne percepisca le parole e i diversi sentimenti, e ottenere un effetto uguale a questo». Stavolta i miti di carta e quelli in scena, pur chiamandosi in modo diverso, hanno esattamente le stesse caratteristiche e sono protagonisti dei medesimi passaggi emotivi. In più quelli verdiani possono contare su una musica ispirata per amplificare i moti della loro anima. Pierfrancesco Giannangeli
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pera fra le più amate e rappresentate, a 140 anni dalla sua prima rappresentazione italiana riconquista il palco dello Sferisterio l’audace e trasgressiva sigaraia di Georges Bizet. Tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée, Carmen è un’opéra-comique in quattro atti, su libretto di Herni Meilhac e Ludovic Halévy, che comincia a riscuotere successo solo dopo la morte di Bizet, già minato nella salute alla data della prima assoluta della sua ultima fatica, il 3 marzo 1875 a Parigi. Fin da subito inserita nei cartelloni dei teatro di tutto il mondo, oggetto di indagine filologica per le trasformazioni cui il tessuto di parole e musica è stato sottoposto, Carmen venne descritta da Nietzsche come un capolavoro, il “ritorno alla natura, alla salute, alla gaiezza, alla giovinezza, alla virtù”. Sulla scena Don José, Carmen, Escamillo e un cosmo di personaggi fortemente caratterizzati danno vita a un intreccio inestricabile di sentimenti e vicissitudini dall’epilogo tragico. Ancora oggi Carmen offre all’immaginario collettivo melodie fra le più famose e seducenti nella storia della musica mondiale.
FESTA IN PALCOSCENICO: 10 AGOSTO ARENA SFERISTERIO
Georges Bizet
CARMEN
Opéra-comique in quattro atti Libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy dalla novella omonima di Prosper Mérimée Editore Proprietario: Schott, Mainz; In lingua originale con sopratitoli in italiano e in inglese FRANCESCO LANZILLOTTA direttore JACOPO SPIREI regia MAURO TINTI scene e costumi JOHNNY AUTIN GIUSEPPE DI IORIO luci LES JEUX DU MARQUIS calzature e accessori MATTHEW RYAN VICKERS Don Josè DAVID BIZIC Escamillo TOMMASO BAREA Le Dancaïre SAVERIO PUGLIESE Le Remendado STEFANO MARCHISIO Moralès GAETANO TRISCARI Zuniga IRENE ROBERTS Carmen VALENTINA MASTRANGELO Micaëla FRANCESCA BENITEZ Frasquita ADRIANA DI PAOLA Mercédès ANDREA PISTOLESI Un Bohémien OLGA SALATI ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA CORO LIRICO MARCHIGIANO “VINCENZO BELLINI” MARTINO FAGGIANI maestro del coro MASSIMO FIOCCHI MALASPINA altro maestro del coro PUERI CANTORES “D. ZAMBERLETTI” GIAN LUCA PAOLUCCI BANDA “SALVADEI” complesso di palcoscenico
diretta Euroradio su
L'IRONIA INDOSSATA GRAZIE A LES JEUX DU MARQUIS
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ronico, glamour, di lusso. È Les Jeux du Marquis il brand di accessori da donna, fra i quali calzature, bracciali e profumi, che quest’anno collabora con il Macerata Opera Festival alla costumistica della Carmen. «Siamo fortemente vocati alla sensualità», racconta Emanuele Coppari creative director di ljdm, «attraverso le nostre creazioni enfatizziamo la femminilità, strizzando l’occhio all’erotismo reinterpretato in chiave couture».
Sul meraviglioso palco dello Sferisterio, nelle serate in cui va in scena l’opera di Bizet, il cast femminile e il corpo di ballo indosseranno le scarpe e il set di accessori firmato Les Jeux du Marquis: iconiche rose in pelle, pon pon in volpe, frustini in pelle da agganciare alle scarpe… E poi, fra gli abiti indossati da Carmen, ci sarà anche un provocante little black dress.
IRONIA E GIOCO DELLE PARTI La Spagna deve aleggiare come profumo ma lo spirito centrale deve avvicinarci all’opéra-comique di allora
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armen ritorna allo Sferisterio e lo fa in un’edizione tutta nuova, anche per quanto riguarda la versione testuale: «Eseguiremo l’edizione con i dialoghi parlati seguendo l’edizione critica Robert Didion e Josef Heinzelmann, che è una delle più attendibili» ci racconta il direttore Francesco Lanzillotta «l’obiettivo è quello di ricostruire una Carmen il più possibile fedele all’estetica dell’opéra-comique, seguendo in questo le indicazioni della partitura. Di sicuro cerchiamo di non seguire l’idea esecutiva di una Carmen verista o tutta fuoco e sangue: la partitura è piena di pp, ppp, delicato, leggero… Questo è lo spirito da seguire, anche perché quando il dramma esplode si deve avvertire l’effettiva deflagrazione. Se invece ci si basa su una violenza interpretativa si rischia di perdere lo spirito da opéracomique, cioè un’opera che fa della brillantezza, dell’ironia, persino dello ‘sfottò’ le sue armi principali: da tutti questi elementi esplode il dramma della gelosia alla base della vicenda». Carmen è stata per lungo tempo vittima di un equivoco, in effetti, perché divenuta popolare nella sua contaminazione verista in traduzione italiana: cosa ha perso e cosa ha guadagnato il capolavoro di Bizet da questa tradizione esecutiva? «Io direi che Carmen, intesa come opera che possiamo definire “verista”, ha solo perso. Io ho studiato 7 mesi Carmen perché è un’opera estremamente complessa da decodificare: per valorizzarla dobbiamo capire che la sua
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Il direttore Francesco Lanzillotta
Le cantanti Francesca Benitez e Adriana Di Paola durante le prove di Carmen
protagonista è immobile al centro di un universo che gira intorno a lei; abbiamo bisogno così di una Carmen talmente carismatica da fare in modo che tutti i satelliti girino intorno a lei pur stando ferma. Secondo poi lo stile dell’opéra-comique e questo strizzare l’occhio all’operetta
bisogna avere il coraggio di rendere tutta l’esecuzione abbastanza elastica nella gestione del tempo, che deve essere solo ed esclusivamente basato sull’aspetto teatrale della parola. In base a ciò che il cantante sta dicendo in quel momento il tempo deve modellarsi e trasformarsi».
Quali sono i rischi dei dialoghi parlati con un cast non francofono e all’aperto? «Noi lavoriamo a stretto contatto con una coach madrelingua francese che ci supporta e direi che il rischio di non sentire i dialoghi in realtà non c’è perché lo Sferisterio ci aiuta molto a livello acustico, purché si imposti una declamazione che non sia solo intima ma anche generosa». E per quanto riguarda la regia? «Il nostro obiettivo era fare una Carmen dalla forte connotazione teatrale, calcando sull’ironia e su un gioco delle parti che non deve finire mai. La Spagna deve aleggiare come profumo ma lo spirito centrale deve avvicinarci il più possibile a quella che potrebbe essere l’opéra-comique di allora. Tanto la parte del dialogo che quella musicale devono essere eseguite senza soluzione di continuità, soffermandosi sempre sul significato della parola, mettendo la teatralità al primo posto». Di Carmen esistono varie edizioni critiche, ognuna con caratteristiche proprie: la Didion sarà seguita nei dettagli o ci saranno innesti da altre edizioni? «Anche in questo caso il ragionamento è stato abbastanza lineare e abbiamo deciso di seguire l’edizione critica scelta, senza aggiungere parti di altre edizioni che potrebbero non reggere: prima dell’aria di Micaela si potrebbe fare il tradizionale recitativo accompagnato di Guiraud, ma questo andrebbe contro l’idea che abbiamo di opéra-comique. Eseguiremo anche il bellissimo mélodrame di Morales al I Atto, che da un punto di vista compositivo è una grande scena, molto elaborata: al primo ascolto può sembrare semplice ma è una semplicità intesa come punto di arrivo di un processo molto complesso, che teatralmente accentua il clima di divertimento e leggerezza con un momento drammaturgico che ci estrania dal mondo che stiamo vivendo e ci porta in una scena di spasso totale». Gabriele Cesaretti
Il regista Jacopo Spirei
LA POLE DANCE SUL PALCO
È
uno sport intenso e completo, un mix di ginnastica e danza con la pertica. Si chiama pole dance, ma cosa c’entra con lo Sferisterio? In scena vedremo dei pali che servono proprio per praticare questo sport che vede le sue origini intorno al 1920. A realizzarli è un’azienda di Bergamo - Thepole Italy -, tra le più interessanti al mondo che esporta in ogni angolo del pianeta i prodotti perché ha unito alla produzione una linea accattivante di design. I pali funzionano anche stand alone e possono essere piazzati all’aperto in ogni condizione per permettere esibizioni ed allenamento ovunque. Hanno sponsorizzato le principali competizioni di settore, fornito i pali per le esibizioni a Italia’s got talent e per la prima volta si misurano con l’opera, dopo aver abbracciato il progetto “a volo”.
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redestinazione, ambizione sconfinata e l’eterno dilemma fra fato e libero arbitrio sono i temi del melodramma di Giuseppe Verdi in quattro atti, tratto dalla tragedia di Shakespeare, su libretto di Francesco Maria Piave. Rappresentata in prima assoluta a Firenze nel 1847, arriva a Parigi quasi venti anni dopo, nel 1865, ma è solo dall’immortale interpretazione della Callas nel ruolo di Lady Macbeth alla Scala cento anni più tardi che l’opera viene inserita stabilmente in repertorio. Solitudine che sfocia nella follia e smisurata brama di potere, il dramma d’amore tanto frequente nelle sceneggiature dell’epoca non trova spazio in questo capolavoro dalle tinte più che mai fosche. Streghe, spettri, oscure profezie innescano la più cupa malvagità umana ed è questa il motore dell’azione della tragedia in cui i delitti sono compiuti senza spazio per il pentimento. L’ignavo Macbeth e la scellerata Lady Macbeth, da un lato, e Banco, Malcolm e Macduff dall’altro: protagonisti e spettatori precipitano in un abisso senza fondo al ritmo palpitante che Verdi ha voluto imprimere alla propria musica, come fosse sangue sgorgante da una ferita.
FESTA IN PALCOSCENICO: 26 LUGLIO ARENA SFERISTERIO
Giuseppe Verdi
MACBETH
Melodramma in quattro parti Libretto di Francesco Maria Piave Editore: Casa Ricordi, Milano Sopratitoli in italiano e in inglese FRANCESCO IVAN CIAMPA direttore EMMA DANTE regia GIUSEPPE CUTINO regista collaboratore CARMINE MARINGOLA scene VANESSA SANNINO costumi MANUELA LO SICCO CRISTIAN ZUCARO luci ROBERTO FRONTALI Macbeth ALEX ESPOSITO Banco SAIOA HERNANDEZ Lady Macbeth FIAMMETTA TOFONI Dama di Lady Macbeth GIOVANNI SALA RODRIGO ORTIZ Malcolm GIACOMO MEDICI Medico CESARE KWON Domestico/Sicario/Araldo BRUNO VENANZI Prima apparizione GIULIA GABRIELLI Seconda e Terza apparizione FRANCESCO CUSUMANO Duncano NUNZIATINA LO PRESTI Fleanzio ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA CORO LIRICO MARCHIGIANO “VINCENZO BELLINI” MARTINO FAGGIANI maestro del coro MASSIMO FIOCCHI MALASPINA altro maestro del coro BANDA “SALVADEI” complesso di palcoscenico il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro Regio di Torino
diretta Euroradio su
TEATRO PURO ESALTATO DALLA MUSICA Opera geniale che si contraddistingue per l’invenzione melodica, musicale e armonica
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l pubblico maceratese lo conosce già per Il trovatore di qualche anno fa ed è con un altro Verdi che Francesco Ivan Ciampa torna allo Sferisterio quest’anno: Macbeth. «Sono due opere che sono collegate dall’idea del buio e della notte oltre che dal fuoco, che in Trovatore è un reale elemento della natura, mentre in Macbeth è il fuoco che alimenta il desiderio di potere della coppia protagonista» ci dice in una pausa tra le prove. Esistono due versioni di Macbeth: quale ascolteranno gli spettatori? «Eseguiremo la seconda versione, ma integreremo nel finale l’aria del baritono “Mal per me che m’affidai” proveniente dalla prima stesura. Si tratta di una formula che ho già sperimentato in una serie di recite emiliane assieme a Leo Nucci, notando che, in effetti, con l’aggiunta di quest’aria, si ottiene un grande momento teatrale: è come se si portasse la morte in scena prima del finale, che resterà comunque quello della seconda versione. Verrà poi tagliato il balletto del III Atto, così come era previsto in questa produzione già collaudata e allestita in vari teatri italiani». Quali sono gli elementi più interessanti di Macbeth? «La cosa più bella di quest’opera è che se la si inquadra nel percorso storico verdiano è una delle prime ma ha in sé un tale carico di innovazione che sembra appartenere a un Verdi molto maturo per quanto riguarda l’invenzione melodica, musicale e armonica. È un’opera geniale e sembra quasi strano trovarla tra le prime opere, tanta è la carica espressiva di numerose pagine: sappiamo che Verdi era molto attratto da William Shakespeare e questo elemento di teatro puro viene esaltato dalla musica. L’ispirazione deriva infatti dalla fonte: il legame tra suono e parola, in Verdi, è assolutamente importante e poi c’è la storia stessa che dà grande energia. Non dimentichiamo che Shakespeare è stato il più grande drammaturgo della storia dell’umanità e questo grande rispetto si evince fin dalle prime note».
Francesco Ivan Ciampa
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C’è una difficoltà particolare nel dirigere Macbeth allo Sferisterio? «Di sicuro lo Sferisterio, come l’Arena e come i teatri grandi difficili da gestire a livello direttoriale, impone molto lavoro da fare nelle scene di massa ma sono proprio quelli i momenti in cui si può dare di più, come ad esempio le grandi scene delle streghe. Non bisogna mai dimenticarsi poi che Verdi racconta una storia ed è quindi necessario tenere presente il concetto del teatro: oltre alle difficoltà, però, c’è la magia di un pubblico e di un luogo che ci dà grande carica e energia». Macbeth non è un’opera molto popolare: qual è un momento che vorrebbe portare all’attenzione del pubblico? «È vero: Macbeth non è popolare ma è molto riconoscibile perché cattura l’attenzione dello spettatore con scene di grande forza. D’impatto la prima cosa che mi viene in mente è la grande scena del sonnambulismo, in cui è molto interessante l’accompagnamento che, con l’eco del lamento del corno inglese e il fremito degli archi, crea una doppia realtà: quella onirica del sonno di Lady e quella reale del medico e della dama che assistono. Credo che sia una scena veramente geniale ottenuta con pochissimi elementi, portando lo spettatore nel mondo assurdo e quasi surreale del delirio. Una scena splendida, che è peraltro già presente così come la ascoltiamo nella primissima versione, dell’opera. Del resto la maggior parte della partitura non presenta modifiche eccessive tra le due versioni e anche i cambiamenti fatti rivelano la mano di un grande musicista, un grande uomo di teatro e un grande uomo di cultura, che perfeziona questo sperimentale capolavoro giovanile con grande maestria». Gabriele Cesaretti
Giuseppe Cutino, regista impegnato nel riallestimento dello spettacolo firmato da Emma Dante
Momenti dalle prove di Macbeth, Macerata Opera Festival 2019
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Le Marche Arena Sferisterio Macerata
Il brindisi ufficiale del Macerata Opera Festival 2019 COLLI MACERATESI DOC RIBONA
Le Marche Arena Sferisterio Macerata
Il brindisi ufficiale del Macerata Opera Festival 2019 COLLI MACERATESI DOC RIBONA
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“T
utto il soggetto è in quella maledizione che diventa anche morale. Un infelice padre che piange l’onore tolto alla sua figlia, deriso da un buffone di corte che il padre maledice, e questa maledizione coglie in una maniera spaventosa il buffone, mi sembra morale e grande, al sommo grande”. In queste parole si raccoglie il senso di Rigoletto, l’opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. Basata sul dramma Le Roi s’amuse (“Il re si diverte”) di Victor Hugo e messa in scena per la prima volta l’11 marzo 1851 al Teatro La Fenice di Venezia, Rigoletto insieme a Il trovatore e La traviata compone la cosiddetta ‘trilogia popolare’ del più celebre compositore italiano. A Rigoletto Verdi lavorò con Piave e il presidente della Fenice, committente dell’opera, Carlo Marzari, per ovviare all’attacco della censura e proporre al pubblico un dramma intenso, che racconta con immortale efficacia l’ira di un uomo umiliato, il suo desiderio di vendetta e la disperazione di essere colpiti da una maledizione tanto spietata quanto inevitabile.
FESTA IN PALCOSCENICO: 2 AGOSTO ARENA SFERISTERIO
Giuseppe Verdi
RIGOLETTO
Melodramma in tre atti Libretto di Francesco Maria Piave dalla tragedia di Victor Hugo Editore Casa Ricordi, Milano Sopratitoli in italiano e in inglese GIAMPAOLO BISANTI direttore FEDERICO GRAZZINI regia ANDREA BELLI scene VALERIA DONATA BETTELLA costumi ALESSANDRO VERAZZI luci riprese da LUDOVICO GOBBI ENEA SCALA AMARTUVSHIN ENKHBAT Rigoletto CLAUDIA PAVONE Gilda SIMON ORFILA Sparafucile MARTINA BELLI Maddalena ALESSANDRA DELLA CROCE SEUNG-GI JUNG Il Conte di Monterone MATTEO FERRARA Marullo VASYL SOLODKYY Matteo Borsa CESARE KWON Il Conte di Ceprano ANASTASIA PIROGOVA La Contessa di Ceprano GIANNI PACI un Usciere di corte RAFFAELLA PALUMBO un Paggio della Duchessa ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA CORO LIRICO MARCHIGIANO “VINCENZO BELLINI” MARTINO FAGGIANI maestro del coro MASSIMO FIOCCHI MALASPINA altro maestro del coro BANDA “SALVADEI” complesso di palcoscenico
Rigoletto, Macerata Opera Festival 2015
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ALLO SFERISTERIO “LE SPECTATEUR S'AMUSE”
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l pubblico marchigiano lo conosce abbastanza bene, ma allo Sferisterio è alla sua prima volta e Giampaolo Bisanti si dice «felicissimo per il debutto in un Festival importante, in una bellissima città e in una manifestazione che viene gestita con grande amore e dedizione, con una proposta vasta ed eclettica che mi eccita molto. Sono molto contento per il connubio tra il debutto in Arena e la partecipazione ad un Festival così brioso». Lo Sferisterio ha delle caratteristiche peculiari: oltre a essere una Arena all’aperto ha anche una buca orchestrale molto particolare. Come ci si prepara? «Io posso fare un parallelismo con il mio debutto dell’anno scorso a Orange, in Francia, che ha certamente una conformazione diversa dallo Sferisterio ma si tratta sempre di un Festival all’aperto che per me è stato un banco di prova di fronte a 7000 spettatori in un’arena romana: in questa esperienza, avvenuta con un’opera che a torto si crede semplice (ma in realtà assai complessa) come Il Barbiere di Siviglia, ho potuto sperimentare e testare molte cose: sono pronto per “gettarmi”, quindi, in questo Rigoletto, che è certamente un’opera non facile. È importante mantenere un equilibrio in alcune scene molto complesse: penso al coro “Zitti Zitti” o anche a tutta la prima scena, in cui coro, orchestra e banda devono lavorare con grande precisione, ma non vedo l’ora di iniziare». Puntature all’acuto sì o no? «Sia come direttore che come ascoltatore ho letto, visto e
ascoltato tutto e il contrario di tutto. Io credo che Rigoletto sia un’opera molto particolare: siamo nell’ambito del belcanto, delle forme chiuse, del Verdi giovane, ma cambia l’humus, cambia il sentimento della poetica dell’opera stessa. Non c’è più il superuomo ma una figura vituperata dal punto di vista fisico e morale, negletta e storpia. Su questo bisogna puntare l’attenzione, su un uomo reietto e declassato, in una svolta stilistica che Verdi aveva iniziato con Macbeth. Raggiunto questo obiettivo espressivo ci si può porre il problema di eventuali aggiunte “di tradizione”: io sono propenso al loro utilizzo perché il belcanto ha regole intrinseche e non scritte all’epoca avallate dagli stessi compositori, quindi l’utilizzo di alcune libertà e variazioni dei cantanti secondo me può essere utilizzato e discusso, purché sia in linea con l’espressività di questa vicenda straordinaria e non serva solo per mettersi in mostra». Di solito si fa un paragone tra Rigoletto, anche per la comune origine (testi di Victor Hugo) letteraria, con un’altra opera la cui protagonista è abbastanza vituperata: la Lucrezia Borgia donizettiana scritta circa vent’anni prima. Ci sono tratti in comune? «Indubbiamente. La gestione del canto è chiaramente diversa perché si tratta di due compositori che, pur stimandosi, avevano ognuno il proprio stile, ma è indubbio che Donizetti, rispetto ad esempio a Belllini, vada molto in là nella gestione dell’orchestra e degli stilemi espressivi, con un’impostazione che poi troviamo nel primo Verdi. L’evoluzione verdiana lo porta poi, soprattutto dal punto di vista drammaturgico, ad allontanarsi dai temi quasi metafisici delle prime opere verso un’analisi sempre più cruda dell’animo umano, proseguendo stilisticamente in un progressivo abbandono della forma chiusa. In Rigoletto la forma chiusa (arie, duetti…) è ancora riconoscibile e troviamo molte analogie, soprattutto nella gestione orchestrale, con l’esempio donizettiano, segno evidente che Verdi aveva presente il contesto in cui si muoveva, ma al tempo stesso è un’opera già proiettata verso quella che sarà l’evoluzione finale della carriera verdiana, quando con Otello e Falstaff verrà trovato un flusso musicale continuo e ininterrotto». Gabriele Cesaretti
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Numero verde gratuito
800 166 250
Il progetto di Villa Lauri, futura sede dell’Istituto Confucio dell’Università di Macerata
L’Istituto Confucio di Macerata a grandi passi verso il futuro
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uigi Lacchè, già rettore dell’Università di Macerata, è presidente del suo Istituto Confucio fin dalla fondazione, nel 2011. In pochi anni il il Confucio di Unimc ha conquistato una posizione di primissimo piano a livello nazionale e internazionale. Quale pensa sia stata la strategia vincente? «La progettualità a più livelli. Innanzi tutto, a differenza degli altri Confucio italiani, noi siamo istituto di rete e punto di riferimento per la diffusione della lingua e della cultura cinesi in una ventina di istituti scolastici fra Marche, Abruzzo, Umbria e Puglia con un punto in Lombardia, e stiamo valutando ulteriori possibilità di sviluppo. Fondamentale, poi, è la
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Riconosciuto come partner privilegiato per i rapporti culturali fra le Marche e la Cina, l’Istituto dell’Università di Macerata è Confucio modello
Il prof. Lacchè alla consegna del premio Individual Performance Excellence Award da parte del Vice-Premier cinese in occasione della VIII Conferenza Mondiale degli Istituti Confucio nel 2013
partnership con la Beijing Normal University, un rapporto di collaborazione efficace e leale costruito grazie a un’attività ampia, fatta di convegni, scambi internazionali e summer school. Infine, il Confucio di Macerata è ben identificabile dai cinesi perché si trova nella città di Matteo Ricci, un simbolo per il patrimonio culturale di entrambi. Nel complesso, la progettualità unitamente ad una attività qualificata ci hanno portato a essere Confucio modello e a ottenere il finanziamento per il recupero di Villa Lauri».
Qual è la ricaduta di questa attività per il territorio?
significative ricadute sociali ed economiche».
«Duplice, istituzionale ed economica. Per avere rapporti stabili e produttivi con la Cina bisogna conoscerne lingua e cultura, non basta l’inglese. Grazie al rapporto del Confucio con le scuole, i giovani maceratesi che imparano il cinese hanno una marcia in più per il loro futuro lavorativo. A vantaggio del mondo imprenditoriale abbiamo attivato - grazie alla prof.ssa Francesca Spigarelli – un China center, che ha una proiezione in chiave business con
Obiettivi per il futuro? «Portare a termine il progetto di Villa Lauri, che sarà la sede definitiva del nostro Istituto. Finanziato dallo Hanban - che è l’ente cinese che sovrintende la rete di tutti gli istituti Confucio nel mondo - insieme alle risorse dell’Università di Macerata, il progetto prevede il restauro del corpo centrale della dimora storica: i lavori sono in pieno svolgimento e confidiamo di poterci trasferire nel corso del prossimo anno. Oltre al pregio architettonico dell’immobile che sarà recuperato per essere restituito all’uso scientifico e didattico, verrà realizzata una residenza per gli ospiti con la finalità di potenziare scambi intercontinentali sia di studenti sia di docenti, come pure avrà ampio spazio una biblioteca dedicata. Si tratterà di una delle piattaforme più importanti in Europa per lo studio del cinese e segnerà un passaggio fondamentale nella storia dell’Istituto Confucio».
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A T K ALALY P IU di
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POSTI SOLO IN GRADINATA E IN PLATEA
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l 31 luglio ‘atterrano’ Giovanni Sollima, Enrico Melozzi, i 100cellos, Mahmood e PFM. A stupire il pubblico maceratese sarà uno dei più rivoluzionari progetti di musica d’insieme, fondato da Sollima e Melozzi: un gruppo di cento violoncellisti volontari che, a partire dall’esperienza di occupazione del Teatro Valle, si esibisce in Italia e all’estero. Dal 29 al 31 luglio Macerata sarà invasa da questa moltitudine di musicisti che daranno vita ad esibizioni estemporanee per le vie del centro, una sorta di prove a cielo aperto dello spettacolo-evento in Arena. Pensato per promuovere la cultura musicale come bene comune, 100Cellos coinvolge i cittadini maceratesi che vorranno ospitare in casa propria uno o più violoncellisti condividendo così una nuova esperienza di comunità. L’ospitalità dei musicisti è coordinata dagli Amici dello Sferisterio.
L I O E A ZZ RT H P L A CE A R UA ON G C IN
CONCERTO ALL’ALBA , Loggione dello Sferisterio Domenica Sky to Sunrise Naomi Berrill (violoncello). Cappuccino per tutti con Nuova Simonelli e Ingresso libero con prenotazione su sferisterio.it 52
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anno la rivoluzione dentro di sé i 100cellos, violoncellisti di generazioni, provenienza e generi musicali diversi che si troveranno per suonare tutti insieme allo Sferisterio il 31 luglio in una serataevento che li vede sul palco diretti da altre due star dello strumento a corde, Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi, ideatori del progetto nel 2012 a partire dall'esperienza di occupazione del Teatro Valle a Roma. Special guest PFM e Mahmood! In città i musicisti arrivano lunedì 29 luglio grazie all'accoglienza offerta da quei maceratesi che, con il coordinamento dell'Associazione Amici dello Sferisterio, li hanno voluti nelle proprie case. Da lì scenderanno nelle strade del centro per trovarsi e provare in speciali sessioni all'aria aperta, teatro-non teatro, confininon barriere, la musica come linguaggio universale.
R E NO C DF
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l 23 luglio esplode l’energia dei Kataklò. La celebre compagnia italiana di teatro acrobatico porta il pubblico indietro nel tempo con Play. Spettacolo simbolo dei Kataklò, per il Macerata Opera Festival la performance contiene un nuovo numero dedicato alla palla al bracciale, speciale omaggio alle origini dell’Arena cittadina. Ideato nel 1995 per i cento anni della Gazzetta dello Sport, Play è composto da una serie di “cartoline” di sport, dal senso di spensierata libertà di una gara in bicicletta nelle campagne del dopoguerra a una delle prime stelle internazionali del tennis femminile, dal ritmo incalzante di una corsa a una pallavolo magica e ipnotica e il rugby che si apre con una haka Maori.
IL MONDO DELLA CULTURA INCONTRA LO SPORT
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a serata Pl ay di Kataklò, che racconterà anche il gioco della “nostra palla al bracciale”, viene realizzata in collaborazione con Overtime Festival (Festival Nazionale del Giornalismo, del Racconto e dell'Etica Sportiva), ideato e organizzato da Pindaro Eventi. La partnership, all'insegna dello sport, della danza, dell'atletismo e della cultura sportiva, intende creare sinergia tra i Festival della città, cercando di costruire
una rete virtuosa nell'organizzazione di eventi e manifestazioni, focalizzando l'attenzione all'offerta culturale di eccellenza, all'incoming turistico e all'aumento dell'indotto economico del territorio attraverso produzioni creative. Overtime Festival è il primo e unico Festival in Italia a parlare di sport, etica e cultura sportiva; la manifestazione lega il mondo dello sport e della sua pratica a tante arti e discipline, creando chiavi di lettura differenti.
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feristerio, Macerata e il mondo dello sport: è una specie di sintesi della vita e delle passioni di Maurizio Mosca, mecenate dell’arena maceratese tra i più longevi. Ecco perché quest’anno ha sposato al volo la causa dei Kataklò, permettendo a 50 ragazzi maceratesi di poter vedere gratis lo spettacolo della compagnia di Giulia Staccioli, ideato per il centenario della Gazzetta dello Sport e da allora in giro per il mondo. Lo spettacolo a Macerata riserva anche una sorpresa: infatti sarà presentata anche una nuova coreografia, ispirata al gioco della palla al bracciale.
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l 7 agosto l’Arena risuonerà dello stile originale e assolutamente personale di fare musica di Raphael Gualazzi. Il pianista e compositore urbinate, che ha conquistato la ribalta internazionale dopo la sua esibizione al Festival di Sanremo nel 2011, arriva a Macerata per la prima volta dopo la consacrazione di pubblico e critica in centinaia di concerti sold-out in giro per il mondo.
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11 agosto Neri Marcorè omaggia Fabrizio De André, nel ventennale della sua scomparsa, con Come una specie di sorriso, un viaggio fra i più celebri successi del cantautore genovese. Insieme all’artista marchigiano ci sono lo GnuQuartet, Flavia Barbacetto e Angelica Dettori (voci), l’Orchestra dell’Accademia Reatina Teatro Musica (ARTeM) diretta da Carlo Moreno Volpini, (chitarra) Domenico Mariorenzi, Simone Talone (percussioni). Arrangiamenti e orchestrazione di Stefano Cabrera.
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ovità assoluta della 55ª edizione del Macerata Opera Festival è Palco Reverse, artisti e pubblico sul palco, in due appuntamenti. L’attore e regista Sergio Rubini il 25 luglio porta in scena Macbeth Solo. Sul palco con il chitarrista Giampaolo Bandini, fanno rivivere passi significativi della celebre opera di Shakespeare: i personaggi diventano proiezioni del protagonista, suoi doppi, interpretazioni dei loro stati d’animo. Le musiche originali sono di Nicola Jappelli e John Dowland.
Locandina OPV opera_70x100.pdf 1 19/04/2019 10:40:00
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8 agosto l’Orchestra di Piazza Vittorio in concerto. Compagine multiculturale nata nel 2002 a Roma per creare un’occasione di riscatto per artisti stranieri, vittime di emarginazione sociale e culturale, l’Orchestra interpreta “alla sua maniera” brani da Il flauto magico e Don Giovanni di Mozart, Carmen di Bizet, nuovi arrangiamenti da Giuseppe Verdi e Kurt Weill. C
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direzione artistica e musicale
MARIO TRONCO
elaborazioni musicali e arrangiamenti
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One coffee, one person, one world
Melbourne, Montreal, Stockholm, Seoul
Caffè Filtro – 50g. macinato per filtro Equilibrio ed armonia nell’aroma e nel sapore: il caffè perfetto Filtro coffee – 50g. filtro ground coffee Balance and harmony in the aroma and in the flavour: the perfect coffee
È
Emanuela Menghi il più importante sponsor del Macerata Opera Festival 2019. Presente in arena dalla prima edizione moderna del 1967, capitana d’impresa è anche grande appassionata d’opera e fucina di aneddoti sulle recite in arena. Fra le prime 20 aziende della provincia di Macerata per fatturato, Menghi Shoes nasce negli anni Ottanta su iniziativa di Emanuela Menghi la quale, inseguendo la propria ispirazione, anticipa il trend delle calzature e degli accessori in materiale plastico: stivali da pioggia, ballerine, sandali, infradito, ma anche décolleté glam chic e borse di ogni foggia.
Emanuela Menghi della Menghi Shoes - Main Sponsor del Mof19
I 100 MECENATI DELLO SFERISTERIO
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tempo di recuperare i valori più autentici. È tempo di credere in un passato condiviso e nel futuro da tracciare insieme. È tempo di cittadini fermi nel dare sostegno al bene pubblico semplicemente perché è di tutti e perché tutelarlo è prerogativa di ciascuno. Proprio con questo spirito, lo Sferisterio ha accanto a sé i cento mecenati: Andrea Baldassarri, Mario Baldassarri, Rosa Marisa Borraccini, Alfio Caccamo, Francesco Cacopardo, Gianluca Capitani, Romano Carancini, Marino e Gabriella Carbonari, Gianfranco Cesaretti, Patrizia Clementoni, Stefano Clementoni, Renato Coltorti, Erminio Copparo, Rosaria Del Balzo Ruiti, Fulvio Del Monte, Germano Ercoli, Raffaella Ercoli, Silvia Ercoli, Giuseppe Falco, Famiglia Maccari, Alessio Formica, Carla Maria Francalancia, Monica Francalancia, Tiziana Frenquelli, Sabrina Malagrida,
Alfredo Mancini, Paolo Margione, Maurizio Marinangeli, Emanuela Menghi, Gianluca Menghi, Michela Menghi, Enzo Mengoni, Luciano Messi, Barbara Minghetti, Stefania Monteverde, Carlo Alberto Nicolini, Lucia Parcaroli, Sandro Parcaroli, Stefano Parcaroli, Giorgio Piergiacomi, Luciano Pingi, Claudio Pranzetti, Narciso Ricotta, Lucia Rosa, Nicola Rossi, Michele Sandroni, Patrizia Scaramazza, Angelo Sciapichetti, Marco Sigona, Alberto Simonetti, Giulia Spina e Orietta Maria Varnelli. Tra le imprese che aderiscono ad Art bonus ci sono: A&C Srl, Antinori Assifin Srl, Artelito Spa, Associati Fisiomed, Astea Spa, Atlantico Srl, Banco Marchigiano Credito Cooperativo, Bf Srl, Calzaturificio Giovanni Fabiani Srl, Casatasso Srl, Ciabocco Srl, Connesi Spa, D’Amico Antonio Srl Rita Servidei, F.lli Simonetti Spa, Fidoka Srl, I
Guzzini Illuminazione Spa, ICA Spa, La bottega della bellezza Snc, Lardini Spa, Med Store, Microtel Srl, Nuova Simonelli Spa, Orim Spa, Osteria dei Fiori, Performance Strategies, “Professione Piscina”, Rhutten Srl, Rimar Srl, Sabry Maglieria Srl, Sardellini Costruzioni Srl, Sogesa Srl, Studio Andreozzi & Associati, Studio Tartuferi & Associati, Tecne90 Spa, Villa Giustozzi. A queste realtà imprenditoriali si uniscono l’Università di Camerino, l’Università di Macerata, la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, l’Associazione Amici dello Sferisterio, l’Associazione Evoluzione e Tradizione, l’International Inner Wheel Macerata, il Kiwanis Club Macerata, il Rotary Club Macerata, il Rotary Club Macerata Matteo Ricci e le donazioni in ricordo di Amedeo Scauda, Umberto Ontensi, Carlo Marsili e Alberto Girolami.
LE NEW ENTRIES GRAZIE A CONFARTIGIANATO
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ra i sostenitori della cinquantacinquesima edizione del Macerata Opera Festival ci sono anche Confartigianato imprese di Macerata e Confindustria Macerata, rappresentanti prestigiose del settore produttivo e partner speciali per il Festival perché testimoni della ricaduta in termini socioeconomici di cui si fa portatrice l’attività culturale diffusa su tutto il territorio. Molto partecipati gli incontri per promuovere il progetto e per mettere in atto una sinergia realmente efficace fra pubblico e aziende a beneficio della collettività. Nuovi mecenati hanno fatto il loro ingresso in occasione della serata di gala a Palazzo Buonaccorsi promossa da Confindustria con i suoi consorziati lo scorso 12 luglio. Ben dodici le new entries grazie al sostegno di Confartigianato.
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an you HearT me? è lo spettacolo di teatro musicale contemporaneo risultato vincitore della seconda edizione del concorso riservato ai giovani under 35, Macerata Opera 4.0, fra gli oltre trenta lavori inviati. Basato sul progetto Giriamo in tondo nella notte consumati dal fuoco di Maddalena Massafra in un efficace lavoro di squadra insieme a Lorenzo Ponte, Clio Saccà, Marco Sinopoli, Eleonora Paris, Can you HearT me? va in scena nella preziosa cornice del Teatro Lauro Rossi a Macerata con una ghiotta anteprima giovedì 18 luglio e in prima assoluta sabato 20 luglio. Seguiranno altre due occasioni davvero imperdibili per assistere allo spettacolo sempre al TLR in piazza della Libertà, martedì 30 luglio e martedì 6 agosto. Can you HearT me? è una coproduzione dell’Associazione Arena Sferisterio con il Romaeuropa Festival, realizzata in collaborazione con Opera Europa e Rassegna di Nuova Musica.
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Il team artistico e creativo di Can you HearT me?
Un momento dalle prove
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n selezionate serate d’opera, al termine della recita, 199 persone del pubblico avranno la possibilità di vivere l’emozione di salire sul palcoscenico dello Sferisterio, grazie a tre feste a tema. È possibile prendervi parte con un biglietto aggiuntivo del costo di 10 euro, queste le date da segnare in calendario: il 26 luglio c’è Macbeth. Festa con le streghe per cui spazio alle danze e ai travestimenti ispirati al mondo delle streghe con un djset verdiano e tenebroso, realizzato in collaborazione con FAT FAT FAT Festival; il 2 agosto c’è Rigoletto. Festa del circo in cui sarà possibile, grazie alla collaborazione con Artemigrante, fare delle piccole acrobazie. L’evento è a cura della Scuola Romana di Circo. Il 10 agosto, in collaborazione con Accademia del Tango Macerata, è la volta di Carmen. Festa del tango per lasciarsi andare alla danza più conturbante e brindare con il vino Ribona proposto da IMT-Istituto Marchigiano di Tutela Vini.
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L’OPERA A MISURA DI BAMBINO I
Carmensita è uno spettacolo di teatro musicale per bambini e va in scena durante la Notte dell’Opera, in alcuni Comuni colpiti dal sisma e al Centro Commerciale “Cuore Adriatico” di Civitanova
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l Macerata Opera Festival è anche Education con attività dedicate ai più giovani che hanno coinvolto nei mesi scorsi i diversi ordini scolastici e che giungono ora ad una specialissima conclusione. A partire dalle attesissime Anteprime delle tre opere allo Sferisterio riservate agli Under30 nei giorni 16, 17 e 18 luglio. L’1, 2 e 3 agosto è la volta di Carmensita. Liberamente tratto dalla Carmen di Bizet, con la regia di Luana Gramegna, le scene e i costumi di Francesco Givonelo, Carmensita è uno spettacolo di teatro musicale per bambini dai 3 ai 6 anni e va in scena, grazie anche al sostegno di Feel Blue, durante la Notte dell’Opera, nei Comuni del cratere del terremoto e al Centro Commerciale “Cuore Adriatico” di Civitanova. I bambini dai 6 agli 11 anni potranno partecipare a una nuova attività laboratoriale fra letteratura, narrazione e musica, nei Martedì del Festival. Il 23 e 30 luglio e il 6 agosto, in luoghi della città legati alle opere in scena, per i piccoli delle scuole primarie sale alla ribalta Giullari, streghe ed altre storie: ti racconto... Carmen, Macbeth e Rigoletto, il nuovo progetto che vede insieme l’Associazione Amici dello Sferisterio e CTR Compagnie Teatrali Riunite. Un ringraziamento speciale a TreValli Cooperlat: grazie al Children Partner del Festival, i bambini entrano agli spettacoli d’opera con un biglietto al costo di 1 euro, se accompagnati da un adulto.
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nche in questa edizione del Macerata Opera Festival si conferma l’impegno per rendere l’opera accessibile a non vedenti e non udenti, che arrivano da tutta Italia sapendo di poter contare su un programma di descrizioni LIS dei tre titoli operistici e di percorsi tattili alla scoperta del dietro le quinte, della sartoria, degli strumenti musicali. Le date in cui sono disponibili questi servizi sono il 28 luglio, il
2-3-4 agosto per InclusivOpera, il progetto realizzato con l’Università di Macerata, il Museo Statale Tattile Omero di Ancona, la University of Pittsburgh (Pennsylvania), l’Unione Italia dei Ciechi e degli Ipovedenti e l’Ente Nazionale Sordi. Attività che esprimono lo spirito del Festival, radicato nel rapporto col territorio, basato sull’apertura, la condivisione e il coinvolgimento di un pubblico
sempre più ampio e diverso per provenienza, storia e formazione. Più accessibilità con Connesi Parlando di accessibilità si deve citare anche il nuovo partner tecnologico dello Sferisterio e del Comune per l’arena maceratese: la Connesi Spa. L’azienda di Foligno garantirà i servizi di telecomunicazione a banda ultra larga e servizi accessori come telefonia, centralino virtuale e rete wifi. Sarà sperimentato anche un sistema di rilevazioni di vibrazioni al fine di monitorare eventuali movimenti dello Sferisterio dovuti a cause esterne. Un’azione che mira alla salvaguardia dei monumenti e che potrebbero essere estesi ad altri beni architettonici della città. Fiori Musicali Nei weekend del Festival, nel Parco di Villa Cozza, tornano alle ore 17 i Fiori Musicali, a cura di Cesarina Compagnoni e in collaborazione con il Conservatorio Pergolesi di Fermo.
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APERITIVI CULTURALI D
al 19 luglio tornano gli Aperitivi Culturali organizzati dall’Associazione Culturale Sferisterio Cultura ed a cura di Cinzia Maroni. Undici appuntamenti, quante sono le rappresentazioni in Arena, alle ore 12 presso gli Antichi Forni di Piaggia della Torre, seguiti dagli aperitivi offerti dagli operatori maceratesi e dalle cantine provinciali. Il tema del MOF 2019 Rosso Desiderio è declinato in tutte le salse, soprattutto quelle relative al sangue che scorre copioso in tutte e tre le opere. Come ogni anno i protagonisti analizzeranno il tema delle opere e quello del Festival partendo dalle loro specifiche competenze e attraverso approcci originali e multidisciplinari dato che chi sa solo d’opera non sa niente d’opera. Ai critici musicali delle maggiori testate nazionali (Angelo Foletto, Enrico Girardi, Carla Moreni) che come sempre intervengono alle prime si affiancheranno quest’anno i tre direttori d’orchestra (Lanzillotta, Ciampa, Bizanti). Alberto Batisti ci guiderà all’ascolto del Macbeth (26 luglio). Non mancherà l’aperitivo giuridico accreditato ai fini della formazione forense, con il penalista Luigi Stortoni che si occuperà di assassini e sicari (27 luglio); Tommaso Ariemma ci farà scoprire quanto ci sia del Macbeth nella serie americana più seguita al mondo Il trono di spade (28 luglio), Cesare Catà e il gruppo teatrale Magical Aftermoon allestiranno una performance sulle streghe (4 agosto); Umberto Curi ci racconterà di Nietzsche sedotto da Carmen (9 agosto). Un omaggio al colore rosso con Paola Taddei in una kermesse dedicata a Marc Roschko che temeva che il nero potesse inghiottire il rosso, con un allestimento a cura di Matteo Catani, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Andrea Panzavolta presenterà in anteprima il libro che raccoglie i suoi interventi tenuti proprio nelle ultime edizioni degli Aperitivi Culturali (3 agosto). I video che come ogni anno presenteranno e accompagneranno gli aperitivi sono a cura del videomaker Riccardo Minnucci. La voce recitante è quella di Gabriela Lampa. Il finale di stagione come sempre per presentare la stagione 2020 (10 agosto). Per il programma completo e la storia degli Aperitivi Culturali: www.sferisteriocultura.it
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LE COSE
#rossodesiderio DA VEDERE
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alazzo Ricci, Antichi Forni, GABA.MC. Cresce la voglia di celebrare l’opera uscendo dallo Sferisterio e rafforzare così il legame con il territorio. Tre luoghi per tre iniziative multidisciplinari a partire dal 15 luglio per il giro inaugurale delle mostre: Rossodesiderio, il Novecento svelato a Palazzo Ricci esposizione di opere inedite dalla raccolta della Fondazione Carima; Works in Red (omaggio a Donatella Fogante) agli Antichi Forni, e #rossocomeopera photo social & connected space nello spazio espositivo dell’Accademia di Belle Arti GABA.MC Young in via Gramsci.
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l 15 luglio alle ore 18 sulla splendida terrazza del Palazzo degli Studi il pubblico può incontrare i registi delle tre opere in programma Jacopo Spirei, Emma Dante e Federico Grazzini. Modera Alberto Mattioli. Macbeth Rooms: Viaggio nel cuore di tenebra, nato da un progetto dell’ateneo cittadino e che ha quale responsabile scientifico Maria Paola Scialdone, conclude la prima giornata di Festival alle ore 21, e in replica alle 22. Appuntamento nella sede storica dell’Università di Macerata in piaggia dell’Università, 2.
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elle serate delle anteprime, il 16, 17 e 18 luglio alle ore 20, piazza Mazzini diventa Opera Lounge e accoglie le introduzioni alle opere Carmen, Macbeth e Rigoletto a cura degli studenti di Unimc.
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LE 3 COSE #rossodesiderio da ASCOLTARE
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i apre lunedì 22 luglio la nuova stagione di Dialoghi, un ciclo di tre incontri all’interno del Macerata Opera Festival a cura di Life Strategies in collaborazione con ROI Edizioni. A palazzo Buonaccorsi, Diego Ingrassia, Lucia Giovannini e Paolo Nespoli saranno i protagonisti di tre lunedì consecutivi incentrati sulla crescita personale, che condurranno il pubblico lungo un viaggio “oltre il cielo e la terra, tra cuore e ragione, emozioni e desideri senza tempo né spazio”. Gli appuntamenti con Diego Ingrassia, Lucia Giovannini e Paolo Nespoli si tengono alle ore 21 presso Palazzo Buonaccorsi. Gli eventi sono a ingresso libero con prenotazione obbligatoria sul sito www.sferisterio.it/macerata-festival-off/dialoghi2019
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ra gli altri appuntamenti in programma, il 20 luglio (ore 16) Symbola e Unioncamere presentano il rapporto 2019 Io sono cultura. L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi al Centrale Plus (piazza della Libertà); il 23 luglio alla Bottega del libro si presenta il diario Don’t stop dancing con l’ideatrice Claudia Gallo e Giulia Staccioli, coreografa dei Kataklò; il 27 luglio (ore 17.30) la violoncellista Naomi Berril presenterà il suo cd To the sky da Juke Box all’Idrogeno (corso della Repubblica, 4) per poi essere protagonista del concerto all’alba il 28 luglio (ore 05) nel loggione dello Sferisterio. Si celebrano i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci insieme alla Treccani con Movesi l’amante, il 27 luglio (Orto dei Pensatori, ore 18.30), con Stefano Papetti e Raffaella Palumbo (soprano). Infine il 3 agosto (ore 18.30) la presentazione del libro “Con la cultura non si mangia” Falso! di Paola Dubini alle Tenute La Muròla (c.da Villamagna 9, Urbisaglia).
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l primo appuntamento è previsto per lunedì 22 luglio con l’esperto di intelligenza emotiva Diego Ingrassia. L’incontro Il cuore nella mente indagherà il potere delle emozioni che si fanno specchio della nostra interiorità, nella nostra visione del mondo e di ciò che desideriamo. Saperle interpretare e de-codificare significa prendere in mano la propria vita. Da qui l’importanza della competenza emotiva che trova sempre più conferme da parte delle più recenti acquisizioni delle moderne neuroscienze. Allievo di Paul Ekman, Ingrassia è il punto di riferimento in Italia per le teorie e i modelli scientifici dell’intelligenza emotiva e la comunicazione non verbale. Ha collaborato con la Pixar per il lancio del film Inside out (film basato sulle emozioni universali teorizzate appunto dal prof. Paul Ekman).
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l secondo appuntamento è fissato per lunedì 29 luglio con Il fuoco della passione, insieme alla coach e autrice bestseller Lucia Giovannini. Il concetto di passione nella nostra società viene automaticamente associato all’amore sessuale, tralasciando gli altri significati. Non vi è nulla di sbagliato nel provare passione per un’altra persona, ma è limitante ricorrere allo stimolo di una relazione amorosa per usufruire di questo magico stato d’animo: come sarebbe poter attingere ad una fonte di passione costante e sempre disponibile? Come sarebbe far vivere quel fuoco dentro di noi, indipendentemente dalle circostanze esterne? Lucia Giovannini è una delle coach italiane più note all’estero e tiene conferenze in tutta Europa e in Asia da oltre 25 anni. Coach e trainer certificata direttamente da Louise Hay, è stata definita da The Times of India “la Louise Hay italiana”.
l terzo appuntamento è programmato per lunedì 5 agosto con l’astronauta italiano Paolo Nespoli. Le stelle non sono poi così lontane è il titolo del suo incontro, incentrato sulle imprese spaziali dell’uomo che, a partire dal giorno dell’allunaggio dell’Apollo 11, ispirano ancora generazioni di sognatori che cinquant’anni dopo non hanno ancora smesso di alzare lo sguardo al cielo, verso le stelle. Tra questi anche l’astronauta italiano Paolo Nespoli, che ha potuto osservarle un po’ più da vicino durante le sue tre missioni spaziali. “Le stelle non sono poi così lontane!”, ha scritto Nespoli su una lavagna appena atterrato sulla Terra. Allievo della Scuola Militare di Paracadutismo di Pisa, tra il 1982 e il 1984 PAOLO NESPOLI partecipa alla missione Italcon in Libano, dove conosce la scrittrice Oriana Fallaci. È lei a spingerlo ad andare in America a studiare per diventare astronauta. Nel 1991 viene assunto dall’Agenzia Spaziale Europea. È stato nello spazio tre volte, rimanendoci, complessivamente, 313 giorni, 2 ore e 36 minuti.
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ra le nuove collaborazioni del Festival 2019 quella con un’altra casa editrice maceratese, Liberilibri, che propone da Vere Italie un ciclo di incontri intitolato I narratori del desiderio: Rosso Pompeiano con Giancristiano Desiderio (24 luglio), Rosso Ruggine con Giuseppe Nori (31 luglio), Rosso Amaranto con Mario Elisei (7 agosto).
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CENTRO STORICO CORSO CAIROLI CORSO CAVOUR
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ivere l’opera da un altro punto di vista, non più solo da spettatori, e condividere la passione per la lirica con una città intera. La Notte dell’Opera è la serata più attesa del Festival, quando migliaia di persone accorrono per partecipare alla festa a cielo aperto nel Centro storico, in Corso Cavour e in Corso Cairoli. Appuntamento il 1 agosto, dalle 19 fino a tarda sera, con spettacoli diffusi nelle strade a tingere Macerata del colore della passione, realizzati grazie al sostegno del Banco Marchigiano Credito Cooperativo. Sono Musicamdo Jazz Orchestra di Camerino; Fuoriporta. Viaggio ai confini della fantasia di Piero Massimo Macchini, Paolo Figri e Domenico Lannutti; Ophelia chi? Femminile plurale di e con Anna Maria Michetti e Valentina Sannucci; Woman in Red di Giulia Randazzo ispirato a Carmen; Opera Guitta scritto e diretto da Antonio Vergamini; Progetto L.O.V.E. del Quartetto
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F.A.T.A.; Rojo su testi di Garcia Lorca, interpretati da Paola Giorgi; Nell’abbraccio del tango della compagnia/accademia Pasion Tango con il Jazz Tango Trio “Tangofonici”. I Cittadini del Mondo, che l'anno scorso avevano preso parte al Flauto Magico, sono protagonisti di uno speciale laboratorio per lavorare insieme a Marta Negrin sulle proprie “pulsioni” e dare vita a uno spettacolo che
trasformi un angolo di Macerata in una vera e propria balera. Il gran finale attende il pubblico della Notte dell'Opera alle 23 in piazza della Libertà con lo spettacolo di circo El Grito in collaborazione con Artemigrante. La Notte dell’Opera è organizzata dal Comune di Macerata in collaborazione con l’Associazione Arena Sferisterio e Confcommercio Marche Centrali.
BANCO MARCHIGIANO PER LA NOTTE #rossodesiderio
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lla Notte dell’Opera contribuisce in modo importante il Banco Marchigiano Credito Cooperativo. «Sosteniamo questo progetto per la sua valenza artistica e culturale e con le intenzioni di giocare anche noi un ruolo attivo nella diffusione e promozione della cultura nella nostra bellissima regione Marche, e non solo afferma il DG Marco Moreschi - . Vogliamo essere da stimolo in un percorso virtuoso di conoscenza e valorizzazione dell’arte e della cultura. Nel caso specifico del bando per la Notte dell’Opera 2019, abbiamo voluto supportare, con il nostro intervento, artisti e realtà che possono esprimere tante capacità e regalarci delle belle emozioni». Gli spettatori che parteciperanno a questa magica serata potranno apprezzare gli otto spettacoli vincitori del bando.
NUOVA ILLUMINAZIONE PER LO SFERISTERIO
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uando la bellezza è autentica non può che suscitare forti emozioni. È questa la sensazione che stringe in un abbraccio il visitatore che s’imbatta nel monumento simbolo di Macerata, l’Arena Sferisterio, quando scende il buio della notte e sale l’intensità delle nuovi luci sulla facciata dell’opera più amata della città. È il secondo tassello, dopo il monumento ai caduti di piazza della Vittoria, di un progetto di light design che riguarderà e ridefinirà l’intero centro, passando per Corso Garibaldi, la cinta muraria da Porta Montana a Porta Mercato fino a piazza Nazario Sauro. Bianco candido per i led installati secondo il progetto coordinato dall’Accademia di Belle Arti di Macerata, l’edificio che porta la firma di Ireneo Aleandri si colorerà di rosso appositamente per la 55ª stagione lirica. E proprio la dimensione musicale sembra essere quella più congeniale al monumento che, in quasi due secoli di vita, è stata palcoscenico anche per il gioco del pallone col bracciale, spettacoli circensi, e perfino tauromachie.
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n’altra importante novità del Macerata Opera Festival 2019 è Opera Campus, iniziativa che ha preso il via il 26 giugno e per due settimane ha coinvolto gli artisti scritturati per la 55ª stagione in qualità di cover dei cantanti che compongono i cast delle tre opere in cartellone. Un’esperienza metodologica di approfondimento interpretativo dei ruoli che ogni partecipante potrebbe ricoprire in caso di indisposizione imprevista degli artisti in locandina. Responsabili di Opera Campus sono
il baritono Bruno Taddia e il pianista Simone Savina, la supervisione è affidata al direttore musicale del Macerata Opera Festival, Francesco Lanzillotta, e al segretario artistico, Gianfranco Stortoni. Opera Campus ha il sostegno del Marche FESR 2014-2020 ASSE 3 - OS8 - AZIONE 8.1 - “Sostegno all’innovazione e all’aggregazione in filiere delle pmi culturali e creative, della manifattura e del turismo ai fini del miglioramento della competitività in ambito internazionale e dell'occupazione”.
Il baritono Seung Ji-Jung in mezzo ai due macellai dell'IperConad al Cuore Adriatico di Civitanova Marche
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UN NUOVO ANNO CON IL CUORE ADRIATICO
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er il secondo anno consecutivo Il Cuore Adriatico, il più grande centro commerciale della Regione Marche a Civitanova Marche, sostiene ed è partner del Macerata Opera Festival, da anni ormai impegnato in continue e innovative attività ideate per coinvolgere il territorio. Il Festival continua così ad evolversi, creando rete e raggiungendo un significativo bacino di utenze con iniziative svolte fuori lo Sferisterio e in luoghi inusuali ma vicini al pubblico. Si rinnova e arricchisce quindi l’accordo siglato lo scorso anno: per favorire sempre più il coinvolgimento della costa nella programmazione del Macerata Opera Festival, da sabato 29 giugno a sabato 10 agosto (solo nelle giornate di sabato e domenica, dalle ore 13.30 alle ore 20) al Cuore Adriatico sarà attiva una biglietteria presso
Nella fotografia (da sinistra a destra): Eddy Di Lupidio (direttore Iper Conad Civitanova), Giulia Gamberini (direttore Centro Commerciale Il Cuore Adriatico), Barbara Minghetti (direttrice artistica del Macerata Opera Festival), Sandro Parcaroli (mecenate dello Sferisterio e consigliere del Consiglio direttivo del Centro Commerciale Il Cuore Adriatico).
la quale poter acquistare tutti gli spettacoli del Festival che si svolgerà dal 19 luglio all’11 agosto. Per coloro che sono in possesso di una Gift Card Il Cuore Adriatico è previsto un vantaggio ulteriore: uno sconto del 10% sul prezzo dei biglietti se acquistati direttamente nel punto vendita del Centro commerciale. La Gift Card Il Cuore Adriatico può essere spesa inoltre per l’acquisto dei biglietti sia nel punto vendita di Civitanova che nella biglietteria dei Teatri a piazza Mazzini a Macerata. Seguendo il tema del Festival #rossodesiderio, domenica 28 luglio Il Cuore Adriatico si trasformerà poi in una milonga anticipando la festa sul palcoscenico del 10 agosto dedicata al tango: grazie alla presenza della compagnia/ accademia “Pasion Tango” che,
con il progetto Nell’abbraccio del tango ha vinto il bando per il programma della Notte dell’Opera (realizzato con il sostegno di Banco Marchigiano Credito Cooperativo), il pubblico presente al centro commerciale potrà prepararsi al meglio per partecipare al gran ballo sul palcoscenico dello Sferisterio che seguirà l’ultima recita di Carmen. Altro appuntamento musicale in calendario, venerdì 2 agosto alle ore 11, quando la galleria commerciale ospiterà lo spettacolo Carmensita destinato ai più piccoli: dopo l’esperienza positiva dello scorso anno con una felice versione del Flauto magico per il teatro dei burattini, il Cuore adriatico e il Macerata Opera Festival presentano un nuovo progetto dedicato agli spettatori di domani, ispirato alla Carmen di Georges Bizet, opportunamente riadattata per l’occasione per i bambini dai 3 ai 6 anni.
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OPERA IPAD LIVE FROM STAGE OPERA IPAD LIVE FROM STAGE SEGUI LA DIRETTA SEGUI LA DIRETTA QUOTIDIANA DELLE PROVE CON NOI LA QUOTIDIANA DELLEVIVI PROVE VIVI CON NOI LA PREPARAZIONE DEGLI SPETTACOLI PREPARAZIONE DEGLI Ogni giorno per 5 minuti, SPETTACOLI OPERA IPAD OgniSTAGE giorno per 5 minuti, live sulla nostra pagina LIVE FROM Facebook puoi seguire live sulla nostra pagina SEGUI LA DIRETTA i lavori sul palco Facebook puoi seguire QUOTIDIANA DELLE PROVE dello Sferisterio i lavori sul palco VIVI CON NOI LA dello Sferisterio PREPARAZIONE DEGLI SPETTACOLI Scarica il JINGLE Ogni giorno per 5 minuti, ufficale #rossodesid Scarica il JINGLE live sulla nostra pagina ufficale #rossodesiderio composto da Franc Facebook puoi seguire composto da Francesco Lanzillotta, puoi us i lavori sul palco Lanzillotta, puoi usarlo anche come suoner dello Sferisterio sferisterio.it anche come suoneria. sferisterio.it Scarica il JINGLE ufficale #rossodesiderio in collaborazione con composto da Francesco in collaborazione con Lanzillotta, puoi usarlo anche come suoneria. sferisterio.it
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OPERA LOUNGE
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uest'anno Sferisterio è anche il nome di un cocktail ideato da Vere Italie appositamente per questa edizione del Festival a base di vino Ribona e visciole. Dopo i drink dedicati dal ristorante del centro storico a Ivo Pannaggi e Matteo Ricci, arriva l’unione di due eccellenze del territorio: la purea di visciola dell'Azienda Agricola Si.Gi. con un vino frizzante, il metodo classico prodotto con uve Ribona. Un drink estremamente fresco ed estivo dedicato a Macerata, nato nel periodo della stagione lirica, con l’auspicio che possa diventare una bevanda popolare condivisa anche con le altre attività della città per far conoscere i frutti tradizionali della nostra terra. Il cocktail verrà servito all'interno della nuova Opera Lounge, curata da Vere Italie e allestita in piazza Mazzini nelle serate di spettacolo dalle ore 18. Opera Lounge sarà luogo di incontri pre-spettacolo, di interviste con critici musicali, artisti e protagonisti del Festival, una grande novità del Macerata Opera Festival inaugurata il 16 luglio con la presentazione del libro Imparare dalla luna di Stefano Catucci nel giorno dei cinquant'anni dalla partenza della missione Apollo 11, che portò l'uomo per la prima volta sulla luna. Sarà un vero e proprio spazio dove gustare l'aperitivo con ghiottonerie del nostro territorio e dove per la prima volta gli oltre 30mila turisti del Festival potranno acquistare una selezione dei migliori prodotti tipici locali e il kit per realizzare il cocktail “Sferisterio” comodamente a casa.
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razie al successo degli ultimi anni, si rinnova anche per il 2019 l’accordo tra l’Associazione Arena Sferisterio e IMT (Istituto Marchigiano di Tutela Vini), per una felice collaborazione che arricchisce il programma del Macerata Opera Festival con una serie di proposte legate al territorio e ai suoi vini, in particolare al vino bianco Colli Maceratesi DOC Ribona. Grazie al binomio SferisterioIMT, durante il Festival il pubblico internazionale che ogni anno anima Macerata potrà arricchire la propria esperienza di visita con un articolato programma che lega musica e vino, e che comprende: Aperitivi in loggione con le DOC marchigiane, in collaborazione con AIS (si realizzano anche grazie al sostegno del progetto Sferisterio Experience finanziato dalla Regione Marche FESR 2014-2020 ASSE 3 – OS8 – AZIONE 8.1 – “Sostegno all’innovazione e aggregazione in filiere delle pmi culturali e creative, della manifattura e del turismo ai fini del miglioramento della competitività in ambito internazionale e dell’occupazione”). Nelle undici serate d’opera in calendario, nel punto più alto del teatro, da dove si gode un magnifico panorama, dai Monti Sibillini al Mare Adriatico, 60 ospiti potranno degustare le DOC marchigiane. Festa in palcoscenico. Dopo l’ultima recita di Carmen (10 agosto), il palcoscenico dello Sferisterio si trasformerà in una milonga in cui ballare fino a notte fonda e degustare anche in questo caso i vini proposti da IMT. VIP package. Acquistando un palco da sei posti, si può scegliere l’esclusiva formula VIP con parcheggio riservato, tour del teatro e catering durante l’opera. Programma corporate. Prova aperta guidata da uno degli artisti del Macerata Opera Festival e viaggio sensoriale attraverso le Marche a cura di IMT. Vendita dei pacchetti opera-vino su TripAdvisor e Ryanair.
COLLI MACERATESI DOC RIBONA È IL BRINDISI DEL MACERATA OPERA FESTIVAL 2019
APERITIVI IN LOGGIONE
VIP PACKAGE
A PASSEGGIO NEL BACKSTAGE
Tutti i giorni delle opere alle ore 19:00 20€ (solo 50 posti)
Acquista un intero palco per una serata e potrai avere l’esclusivo servizio catering prima della recita e agli intervalli; i palchi che consentono questo servizio sono limitati.
Tutti i giorni delle opere alle ore 18:00 10€ (solo 20 posti)
Verticali di doc Colli Maceratesi Ribona e degustazioni organizzate con l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, sul loggione dello Sferisterio
In compagnia dell’Associazione Amici dello Sferisterio
info e prenotazioni: b2b@sferisterio.it
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A UNIQUELY-FLAVOURED FESTIVAL 76
A programme to fully enhance the Sferisterio, through the operas and the other shows
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uciano Messi was appointed General Manager of the Macerata Opera Festival in 2015. He has since led an ever-more powerful, successful organization, breaking new records every year. A new season is about to start, with a lot of expectations and wishes. What is your greater expectation and your wish? «My expectation is for a Festival which once again lives up to the standards we have reached, over time: international appeal, a strong commitment by the local community, that should really feel the Festival belongs to them. My wish is to be able to include ever more traits and flavours of our territory, making the Festival even more unique, by working all together». What principles have guided your planning and your work this year? «We have devoted special attention to audience development and training, widening the scope of our educational projects so as to include people of all ages. We have been running activities from January to June 2019, working especially with the schools. We have also refined our production framework, building on the great experience of 2018 on the artistic, technical and organizational level. To use a metaphor, the Associazione Arena
Sferisterio functions as a machine that needs to be carefully reassembled after the winter break. And we need to make sure that the balance is perfect, so as to travel smoothly along the new Festival road». What would you say are the special traits of the 2019 Festival programme? «This year’s programme seems to make the most of our Sferisterio, through the operas but also through the other shows. We take pride in using our open-air space unconventionally, taking the audience on the stage and having a show in the show, with the great architectural structure of the Sferisterio as a backdrop. From an artistic point of view, our 2019 programme supports new creativity, with contemporary stage directors and young conductors, along with well-balanced casts
Of all the events scheduled, which one is closer to you personally, or makes you proud professionally? «What a tough question! As we build the programme and add events to it, they all become part of us, as organizers and creators. It is quite difficult to make distinctions, in terms of value or personal preference. What really makes me prouder and prouder every year, on a professional (but also personal) level, is the great family of artists, technicians and clerks that comes together and takes new life at each Festival. A great team that I am honored to lead». Carmen, Macbeth and Rigoletto. What is your favourite opera? «I have a passion for Macbeth, just like Otello and Falstaff. I love Verdi’s works inspired by Shakespeare. I think the two authors together evoke a unique blend of music and words,
Luciano Messi during the greeting to the companies at the Sferisterio together with (from left to right): Barbara Minghetti, Romano Carancini and the directors Federico Grazzini, Giuseppe Cutino and Jacopo Spirei
and an eye always on emerging singers. We also work towards supporting new music theatre creations, especially through the Macerata Opera 4.0 competition. This year, we opened to a collaboration with Roma Europa Festival. Last but not least, our 2019 programme operates on a tight and clean management system, so as to ensure all public resources are used at their best and that our self-funding capacity is fully exploited».
coming together in one and the same language. It’s a really thorough opera! Issues such as power, deceit, huge ambition that eats up ethics and respect, a clash between fate and freedom place man at the core of an everdeeper, all-contemporary analysis». What nuance of red is your #rossodesiderio? «Red as blood and life. Passionate and permanent». Maria Stefania Gelsomini
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ONE OF THE MOST CHARMING THEATRES IN THE WORLD B arbara Minghetti has been Artistic Director of the Macerata Opera Festival since 2018. Her first opera season was memorable, widely praised and supported by outstanding box office records (not at all to be taken for granted, considering that Minghetti was coming after brilliant and successful Artistic Director Francesco Micheli). A sober and rather quiet person, yet resolute in her choices, Minghetti has won the heart of Macerata inside and outside the Sferisterio. Expectations are high, for the forthcoming opera season, which should confirm last year’s success yet also bring something more. This year’s programme sees the operas and the whole town painted in red, i.e. Rosso Desiderio.
Please, tell us about this second season for you at the Sferisterio. Is it all going in the direction you had envisaged? «Last year I was moving slowly closer to the Sferisterio, whereas this year I know the team, the organization and the town much better. And I am more and more in love with it. I am very happy to bring something new this year, like the
performances with the audience on stage, but I am also happy to see continuity from last year, with the 100 citizens involved in a show and the town participation in the Cento Cellos project. We are working hard towards attracting international audiences while also boosting reception capacity by the local community». Will there be any surprise this year? Ideas or artists that will generate a lot of discussion, like Graham Vick’s Il Flauto Magico last year? «Difficult to say... Carmen lends itself to multiple readings. Our production will be very “French”, charming and sensual, highlighting the body. But you shouldn’t be misled here! The body stands for the main engine, the essence of movement. Anyway, this is not the traditional Carmen, with the toreador in the bullring». In the wake of last year’s success, a new, experimental production is coming to the Lauro Rossi theatre, as a result of the Opera 4.0 competition. Can you tell us about the “Can you hearT me?” project?
Barbara Minghetti with Giovanni Sollima, Enrico Melozzi and Lucia Rosa
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We are committed to boosting our international appeal and the reception capacity by the local community
«We firmly believe in supporting contemporary music theatre, even if our core programme is linked to the classical repertoire. This competition is a great opportunity for us to highlight and support today’s creativity and bring it before the audience. “Can you hearT me?” is a depiction of our days, with a lot of hybridity and a series of answers to complex questions». Your relationship with Macerata and its people has evolved over the past months: has your own vision of this community changed at all, since you first arrived? «First of all, I can feel there is more confidence in the future, after the earthquakes. People are more positive and willing to work together for the benefit of the community. And even the complex issue of accommodation for tourists, which I have raised a few times (hotels, B&Bs), is giving signs of improvement». What is Barbara Minghetti’s nuance of #rossodesiderio? «What a question! I love life, so I will say red as life! Energy, warmth, love, force».
A fact and a wish for this 2019 edition of the Macerata Opera Festival? «It’s a fact that I am working with amazing people, starting from my two men, Luciano Messi and Francesco Lanzillotta. But also the President of the Associazione Sferisterio and its Board, the technical team, the artists and the producers, all of them fantastic. It’s a fact also that we work in one of the most charming theatres in the world. A wish? Sunshine, and many many people». Maria Stefania Gelsomini
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MY DREAM: WORKING WITH ALL MUSIC SCHOOLS FOR A CONCERT AT THE SFERISTERIO The focus should be on interpretation, on theatre, and no longer just on beautiful voices
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rancesco Lanzillotta became Music Director of the Macerata Opera Festivalin 2018, coming to fill a void that had been outstanding for far too long at this important Festival. Last year, he conducted the bubbly Elisir d’Amore by Damiano Michieletto, also named Elisir d’amare or da mare, with a clear reference to the seaside where the production is set. This year, he will be conducting the all-new production of Bizet’s Carmen that opens the Festival. How would you describe this year’s Carmen, which opens the new season named #rossodesiderio? It’s going to be full of irony, light, flexible and dramatic, too. Acting and singing merge and become one, aiming to get as close as possible to the original idea for this opera. I have opted for refined, sophisticated, beautiful voices but, above all, for valuable interpreters, who can work
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on the words as well as they can work on the sound. All of this has to be always related to our own space, considering the acoustic requirements of the Sferisterio. More in general, what are your goals for this Festival, from a musical perspective? To shift the focus back on the interpretation, on theatre, and not just on beautiful voices. Sound and volume are indeed important virtues, but being aware of, and concentrated on, interpretation is even more important. This is where the choice of conductors and singers originates. Your job as Music Director runs throughout the year. What were the main activities carried out in Macerata and the surrounding towns between 2018 and 2019? A lot of work has been done with groups of young people in Macerata. Also, I’ve been working with the Form orchestra and partnering with local organizations which can
contribute to our growth. A lot could still be done, if we managed to connect with all the music organizations. My dream is to bring together all music schools and work with them throughout the year, for a final concert at the Sferisterio. It would be a great opportunity for all. What is Opera Campus? It’s a great opportunity for all cover artists: they are offered ten days of training with two great musicians, to
work on the role they will have. And to go back to the second question, at the basis of this project lies a great attention for intepretation, to be considered as the core value of our work. This means learning to understand every part of a libretto, metrics included. It also means exploring the depths of harmonic conception in relation to dramaturgy, with the overall aim to more effectively define the concept of phrasing and aim to a higher level of analysis.
Is it possible to bring dreams and projects together, in Macerata? Can you tell us at least one? We need to be fully aware of the place we work in and what it requires, not only in artistic terms. We need to envisage the best possible solution to make sure we come up with a project that can lead us to a gradual change, over the years. It may be simple to just gear towards innovation in a theatre programme,
overlooking sustainability. Whoever comes after us will have to bear a tough burden, in this case. Being considerate and forwardlooking is essential to try and understand what we could have in 15 years’ time. And work accordingly. What is your nuance of #rossodesiderio? I like strong, bright red. It’s full of passion and life. Maria Stefania Gelsomini
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Rigoletto, Macerata Opera Festival 2015
THE ORIGINS OF STAGE MYTHS In most cases, the origins of a myth are always another myth or, at least, some other reference. And in passing it on, it frequently ends up in a game of Chinese boxes. Therefore, we forget the starting point, which has inevitably changed into something else, and we focus only on the latest variation. Yet without the original myth, the rest would not have been possible. Going back to the etymology, the μῦϑος is a story, a discourse, or even a mere word, which somehow acquires immortality over time, with connotations to fairytales or legends. The narrated facts, both in oral and written form, have
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as their main characters people who will acquire, in a distant or near future, an essential value for their related community, be it big or small. In other words, they will become models of heroes and heroines to engage with over time, thus transforming themselves into universally recognized figures able to convey a message, whether it be civil, moral, or political. In our case, Carmen, Macbeth, and Rigoletto are myths on stage whose roots are myths on paper, as it is often the case for the many different characters who give life to an opera house. And again, using them on stage is like observing their lives
The protagonists are heroes who can convey a message: social, moral, political
across the board. In a show where people’s interactions are dictated by music, they have to act differently from when interacting on paper. This can even be seen in the case of Macbeth, a theatrical text and product that is created to be represented and not read. Starting from the first work scheduled this year at the Sferisterio arena, Carmen would have never been created if Prosper Mérimée had not made a trip to Spain in 1830, had not been the guest of a count with an endless surname, and his wife, Donna Manuela, had not told him a certain story. Carmen first appeared in a novel published in 1845 where Mérimée wrote in first person, as if he had been a witness and protagonist of the facts. It is he who meets Don José who claims to be a criminal of sorts. After a night in a pub, they run away together because the writer informs Don José that someone is willing to report him. They arrive in Cordoba and meet Carmen, a gypsy woman who reads Mérimée’s future. After some other events, the writer visits Don José in prison, who tells him about his life while waiting for the gallows. This is the part of the story that Bizet uses as a starting point for the opera. Many aspects were intentionally left out and others changed, such as the fact that Carmen has a husband or the introduction of female figures, which were essential to produce the opera. Moving to a different scenario, Shakespeare, Verdi, and all the other authors who have transposed the “Scottish tragedy” into music, especially Matthew Locke; Carl David Stegmann; Giuseppe Rastrelli; Richard Strauss, agree on one thing: the main character is not that of the title, but his wife, Lady Macbeth. It is she who
Carmen, Macerata Opera Festival 2019
Roberto Frontali, baritone (Macbeth), Macerata Opera Festival 2019
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e
da
C’È PIÙ
QUALITÀ
C’È PIÙ
CONVENIENZA
C’È PIÙ
ARIA DI CASA
www.coal.it
C’È PIÙ
TRADIZIONE
C’È PIÙ
FRESCHEZZA
C’E’ SEMPRE DI PIÙ
pulls the strings, feeding her husband’s weak mind with the evil virus of the desire for power at any cost. For the rest of the work, once again, Verdi’s opera represents a personal synthesis of that of Shakespeare. To be more precise, Verdi expresses the nightly and obsessive atmospheres with the power of music, rather than with the libretto written by Francesco Maria Piave, which had a complicated genesis, as testified by the precious
two writings of the historians Raphael Holinshed and Hector Boyce. Therefore, Verdi’s work would be a re-elaboration of another re-elaboration, thus representing a third variation. Verdi’s collection of letters are evidence that even Rigoletto was inspired by other works. On 8 May, 1850, in Busseto, the composer wrote to Piave, expressing all his enthusiasm for the theatrical qualities of a certain work that had been released some time earlier in France. Verdi fervently wrote,
Hugo. The two works were both criticized for the immorality of the powerful, shameless men of the time. This is what made it necessary to change the setting and names in the opera version. However, it did not affect the intentions, as the themes and developments perfectly match the original, therefore making it even more effective at times. So much so that while listening to the Quartet during Act III, Hugo himself was so impressed that he said, “Outstanding! Wonderful! Also in my dramas,
Irene Roberts, mezzo-soprano (Carmen) Macerata Opera Festival 2019
epistolary of the composer. He was a straightforward man who, when asking someone for something while writing, avoided any pleasantries. Moreover, the interesting thing is that even Shakespeare’s is not an original story, as it often happens in the texts of the Bard, whose sources mix Italian literature, medieval events, and chronicles of the history of England. As for Macbeth, the inspiration comes from
“Oh Le Roi s’amuse is the greatest story and probably the greatest drama of modern times. Tribolet is a creation worthy of Shakespeare!” The composer was sure that a work with such qualities could reach its full potential through music. It goes without saying that the historical drama performed at the Comédie-Française, which gained fame only with the printed edition, was not by Shakespeare, but by Victor
I wish I could have four characters speaking at the same time to let the audience perceive their words and various feelings, and achieve the same effect. This time, the myths on paper and those on stage, despite having different names, share exactly the same characteristics and emotions. In addition, Verdi’s myths can rely on inspirational music to amplify the energy of their soul. Pierfrancesco Giannangeli
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IRONY AND ROLE-PLAY Spain will be in the air, but the essence of this production is to be found in the opéra-comique
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armen is back at the Sferisterio in an all-new production, even in the choice of the text: “We will stage the critical edition with spoken dialogues by Robert Didion and Josef Heinzelmann, one of the most reliable”, says Francesco Lanzillotta. “Our aim is to perform a version of Carmen that is as close as possible to the opéra-comique, strictly following the score to this end. We certainly do not aim for a Carmen that is all fire and blood, or too much into realism. The score is replete with pp, ppp, delicato, leggero. This is the path to follow, because when the drama explodes, then we have to really feel the explosion. If we opted for a kind of violent interpretation, we would lose the opéra comique appeal, which very much belongs to this sparkling, ironic opera. All these elements then lead to the explosion of the jealousy drama, which is at the core of the story.” You are right, Carmen was for quite a long time misinterpreted, becoming popular in its realistic reading through an Italian translation. What was lost, and what gained, by Bizet’s masterpiece with this kind of interpretation? “I would say the realistic interpretation only has downsides. I have been studying Carmen for seven months, it is a very complex work to decode. To fully enhance it, we need to acknowledge that the
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Francesco Lanzillotta, director
The singers Francesca Benitez and Adriana Di Paola during the rehearsals of Carmen
protagonist is standing still at the centre of a universe that revolves around her. Carmen has such a strong charm that she has satellites moving around her, and she does not move. In line with the style of the opéra comique, also keeping an eye to the operetta, we will dare making the whole performance
very flexible in terms of times, so as to enhance the theatrical value of the dialogue. Overall timing will follow the lines spoken by the protagonists on stage, adapting to them. Are there risks in using spoken dialogues with a non-francophone cast and
Anteprima giovani: 16 luglio Audiodescrizione: 28 luglio e 3 agosto FESTA IN PALCOSCENICO: 10 AGOSTO ARENA SFERISTERIO
Georges Bizet
CARMEN
Opéra-comique in quattro atti Libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy dalla novella omonima di Prosper Mérimée Editore Proprietario: Schott, Mainz; rappresentante per l’Italia: Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano In lingua originale con sopratitoli in italiano e in inglese FRANCESCO LANZILLOTTA direttore JACOPO SPIREI regia MAURO TINTI scene e costumi JOHNNY AUTIN coreografie GIUSEPPE DI IORIO luci LES JEUX DU MARQUIS calzature e accessori MATTHEW RYAN VICKERS Don Josè DAVID BIZIC Escamillo TOMMASO BAREA Le Dancaïre SAVERIO PUGLIESE Le Remendado STEFANO MARCHISIO Moralès GAETANO TRISCARI Zuniga IRENE ROBERTS Carmen VALENTINA MASTRANGELO Micaëla FRANCESCA BENITEZ Frasquita ADRIANA DI PAOLA Mercédès ANDREA PISTOLESI Un Bohémien OLGA SALATI Une Marchande d’oranges ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA CORO LIRICO MARCHIGIANO “VINCENZO BELLINI” MARTINO FAGGIANI maestro del coro MASSIMO FIOCCHI MALASPINA altro maestro del coro PUERI CANTORES “D. ZAMBERLETTI” GIAN LUCA PAOLUCCI maestro del coro di voci bianche BANDA “SALVADEI” complesso di palcoscenico Nuova produzione dell’Associazione Arena Sferisterio
La prima rappresentazione del 19 luglio andrà in onda in diretta Euroradio su rai Radio3
following the Didion edition or will there be elements from the other versions? “In this case, too, we opted for a linear solution and simply followed the edition we selected, without additions from the others that may result in an ineffective whole: before the aria by Micaela, we could have added the well-known recitative from the Giraurd version, but this would have been against our What about the stage direction? idea of opéra comique. We will also perform “We have been emphasizing the theatrical the beautiful mélodrame by Morales, in Act dimension of this opera, its irony and the endless role-play of the protagonists. Spain will be in the air, One. It is a great and complex scene, in terms but the essence of this production is to be found in of composition. When you first hear it, it may sound simple, but it is in fact the result the opéra comique of the time. Both the dialogues of a complex process. In theatrical terms, it and the music will be performed seamlessly, enhances the humour and the sparkle, taking highlighting the meaning of words, bringing the viewers outside the actual situation into an theatrical component always to the fore.” extremely funny scene. Several critical editions of Carmen are available, Gabriele Cesaretti each with distinctive features: will you be strictly performing in the open air? “We hired a native speaker as language coach and she is constantly supporting us. I don’t think we run the risk of not hearing the dialogues, as the Sferisterio has wonderful acoustics and we encourage singers to go for a vibrant, rather than intimate, interpretation”.
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PURE THEATRE, ENHANCED BY MUSIC
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rancesco Ivan Ciampa is known to the Sferisterio audience, as he conducted Il Trovatore a few years back. He is now engaged with a different work by Verdi, i.e. Macbeth. In a break during rehearsals, he said: «The two operas are connected by elements such as darkness, night and fire. The latter is portrayed as a true, natural element in Il Trovatore, whereas in Macbeth fire is what fuels the lust of the two protagonists». We have two versions of Macbeth: which one will be performed? «We will perform the second version, adding at the end the baritone’s aria (“Mal per me che m’affidai”) which is taken from the first. I have already tested this formula, together with Leo Nucci, and have noticed that adding this aria ensures a great theatrical effect. It helps to bring death on stage before the ending, which nonetheless remains as it is in the second version. We will also delete the dance in the IIIrd act, as was planned for this one production and was performed at several other theatres». What are Macbeth’s most salient features? «The most interesting feature is that, from a historical perspective, this is one of Verdi’s first works, but it is so innovative that it seems to belong to his latest productions, especially when it comes to melodic, musical and harmonic creativity. It is a brilliant opera, with an incredible expressive potential, and it is hard to believe it’s one of the early works. We know Verdi was very much attracted by Shakespeare, and
A brilliant opera, marked by melodic, musical and harmonic creativity
the theatrical essence of this work is enhanced by the music. Inspiration comes straight from the source: the connection between music and words is, for Verdi, absolutely prominent. The story behind this opera adds energy to the whole. Let us not forget that Shakespeare is the greatest dramaturgist in history, and Verdi’s acknowledgment emerges from the very first notes». Is there any specific difficulty in conducting Macbeth at the Sferisterio? «The Sferisterio, just like the arena in Verona, certainly poses challenges when it comes to managing, as a conductor, the collective scenes. Yet, these are also the scenes that can yield great results, like those featuring the witches, for instance. Also, we should never forget that Verdi tells us a story, and the theatrical features of it have to be highlighted. Despite all the difficulties, we know that we are in a magical place and the audience is also magical, which gives us great energy and strength».
Francesco Ivan Ciampa
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Anteprima giovani: 17 luglio Audiodescrizione: 4 agosto FESTA IN PALCOSCENICO: 26 LUGLIO ARENA SFERISTERIO
Giuseppe Verdi
MACBETH
Giuseppe Cutino (director)
Melodramma in quattro parti Libretto di Francesco Maria Piave Editore: Casa Ricordi, Milano Sopratitoli in italiano e in inglese FRANCESCO IVAN CIAMPA direttore EMMA DANTE regia GIUSEPPE CUTINO regista collaboratore CARMINE MARINGOLA scene VANESSA SANNINO costumi MANUELA LO SICCO coreografia CRISTIAN ZUCARO luci
Macbeth, Macerata Opera Festival 2019
ROBERTO FRONTALI Macbeth ALEX ESPOSITO Banco SAIOA HERNANDEZ Lady Macbeth FIAMMETTA TOFONI Dama di Lady Macbeth GIOVANNI SALA Macduff RODRIGO ORTIZ Malcolm GIACOMO MEDICI Medico CESARE KWON Domestico/Sicario/Araldo BRUNO VENANZI Prima apparizione GIULIA GABRIELLI Seconda e Terza apparizione FRANCESCO CUSUMANO Duncano NUNZIATINA LO PRESTI Fleanzio ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA CORO LIRICO MARCHIGIANO “VINCENZO BELLINI” MARTINO FAGGIANI maestro del coro MASSIMO FIOCCHI MALASPINA altro maestro del coro BANDA “SALVADEI” complesso di palcoscenico Coproduzione dell’Associazione Arena Sferisterio con il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro Regio di Torino
La prima rappresentazione del 20 luglio andrà in onda in diretta Euroradio su rai Radio 3
As Macbeth is not too popular an opera, is there any part you would like to highlight here, for the audience? «You are right, Macbeth is not too popular but easy to connect with, as it catches the viewer’s attention with its great force. The first part that comes to my mind is Lady Macbeth’s sleepwalking scene, with a very effective mix of English horn and delicate strings. It evokes two dimensions: the dream that Lady Macbeth is experiencing, and the reality of the doctor and the maid watching her. It is an outstanding scene, with a great effect given by
few elements, and projecting the audience into an almost surreal frenzy. A great scene that also appears in the first version of the opera. There are, in fact, no ma jor differences between the two versions and the changes made by Verdi bear witness to the touch of an outstanding musician, to his great knowledge and his familiarity with the theatre. He just brought his innovative, early work to perfection». Gabriele Cesaretti
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AT THE SFERISTERIO, "LE SPECTATEUR S'AMUSE"
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iampaolo Bisanti is well known in this region, but this opera season marks his debut at the Sferisterio. As he says, «I am extremely happy for my debut at such an important Festival, in a beautiful town and as part of a rich and multifarious programme that is managed with great passion and dedication. My premiere at the Sferisterio beautifully coincides with participating in such a vibrant Festival». The Sferisterio is unique in many respects: it is an open air theatre and has a very special orchestra pit. How do you prepare to work in it? «I think I can compare this with my debut at Orange, in France, last year. They also host an open-air Festival, although the venue has a very different structure from the Sferisterio. It was a great challenge for me, facing 7,000 viewers and working in a Roman amphitheatre. There, I was working on an opera that is only seemingly easy, i.e. Il Barbiere di Siviglia, and I was able to test many different features. I feel ready to dive into this new experience with Rigoletto, which is not at all simple in itself. It is very important to keep a balance in complex
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scenes, such as the “Zitti zitti” choir or the first scene where the choir, the orchestra and the band have to sing to high precision. I can’t wait to get started!». Will you opt for alterations? «Both as a conductor and as a viewer, I have seen, read and heard all sorts of things with reference to this. Personally, I think Rigoletto is a very special opera: it falls within the belcanto, with closed forms, written by a young Verdi. Yet, the opera is special, it has its own poetics. No longer a superior man as the protagonist, Rigoletto is rather a devastated man, both physically and morally, crippled and neglected. We have to focus precisely on this: a defamed, marginalized man, and thus follow a change in style that Verdi had started with Macbeth. When this is achieved, we can possibly also look at “traditional” additions: I am in favour of them, as the belcanto has its own rules, which were never written but clearly supported by the composers at the time. Therefore, freedom and variations in vocal interpretations can be envisaged, provided they are in line with the essence of this extraordinary story and that they are not only a means to show off».
A recurrent comparison is made between Rigoletto and another opera whose protagonist is similarly cursed, i.e. Donizetti’s Lucrezia Borgia, which was written some 20 years earlier. Are there any common features? «Indeed. However, the way singing is managed by the two composers is clearly different: they held each other in great esteem but had their own style. It is, however, clear that Donizetti had a very forward-looking approach to orchestra management, an attitude we also find in the first operas by Verdi. Verdi’s evolution, especially at the level of dramaturgy, led him to discard the quasimetaphysical themes of the first opera, in order to explore in depth the human soul and leave the closed forms behind. In Rigoletto, however, closed forms are still found (arias, duets) and we can see many points of contact with Donizetti, especially in the orchestra management. This may mean that Verdi knew the work done by others before him, while also moving steadily towards his final evolution, to be found in Otello and Falstaff, where a constant musical flux is created». Gabriele Cesaretti
Anteprima giovani: 18 luglio Audiodescrizione: 2 agosto Anteprima giovani: 18 luglio FESTA IN PALCOSCENICO: 2 AGOSTO Audiodescrizione: 2 agosto FESTA IN PALCOSCENICO: 2 AGOSTO ARENA SFERISTERIO ARENA SFERISTERIO
Giuseppe Verdi Giuseppe Verdi Melodramma in tre atti Libretto di Francesco Maria Piave dalla tragedia di Melodramma in tre atti Victor Hugo Le Roi s’amuse Libretto di Francesco Maria Piave dalla tragedia di Editore Casa Ricordi, Milano Victor Hugo Le Roi s’amuse Sopratitoli in italiano in inglese Editore Casa Ricordi,e Milano Sopratitoli in italiano e in inglese GIAMPAOLO BISANTI direttore FEDERICO GRAZZINI GIAMPAOLO BISANTIregia direttore ANDREA BELLI scene FEDERICO GRAZZINI regia VALERIA ANDREA DONATA BELLI sceneBETTELLA costumi ALESSANDRO VERAZZI luci costumi VALERIA DONATA BETTELLA riprese da LUDOVICO GOBBI ALESSANDRO VERAZZI luci riprese da LUDOVICO GOBBI ENEA SCALA Il Duca di Mantova AMARTUVSHIN ENKHBAT Rigoletto ENEA SCALA Il Duca di Mantova CLAUDIA PAVONE Gilda AMARTUVSHIN ENKHBAT Rigoletto SIMON ORFILA Sparafucile CLAUDIA PAVONE Gilda MARTINA BELLI Sparafucile Maddalena SIMON ORFILA ALESSANDRA DELLA CROCE Giovanna MARTINA BELLI Maddalena SEUNG-GI JUNG Il ConteCROCE di Monterone ALESSANDRA DELLA Giovanna MATTEO FERRARA Marullo SEUNG-GI JUNG Il Conte di Monterone VASYL SOLODKYY Matteo Borsa MATTEO FERRARA Marullo CESARE KWON Il Conte di Ceprano VASYL SOLODKYY Matteo Borsa ANASTASIA PIROGOVA Contessa di Ceprano CESARE KWON Il Conte diLa Ceprano GIANNI PACI un Usciere di corte ANASTASIA PIROGOVA La Contessa di Ceprano RAFFAELLA PALUMBO Paggio della Duchessa GIANNI PACI un Usciere un di corte RAFFAELLA PALUMBO un Paggio della Duchessa ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA CORO LIRICOFILARMONICA MARCHIGIANO “VINCENZO BELLINI” ORCHESTRA MARCHIGIANA MARTINO FAGGIANI maestro del coro CORO LIRICO MARCHIGIANO “VINCENZO BELLINI” MASSIMO MALASPINA MARTINO FIOCCHI FAGGIANI maestro del coroaltro maestro del coro BANDA “SALVADEI” complesso di palcoscenico MASSIMO FIOCCHI MALASPINA altro maestro del coro BANDA “SALVADEI” complesso di palcoscenico Produzione dell’Associazione Arena Sferisterio per il Macerata Opera Festival 2015 Arena Sferisterio per il Produzione dell’Associazione Macerata Opera Festival 2015
RIGOLETTO RIGOLETTO
Rigoletto, Macerata Opera Festival 2015
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Progetto e organizzazione:
Ideazione e realizzazione:
TUTTI A BORDO DEL GRAND TOUR DELLE MARCHE 2019
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otta verso le esperienze autentiche delle comunità locali! Con questo messaggio lanciato simbolicamente a bordo della Olympic Champion, nave della flotta Anek Lines ormeggiata nel porto di Ancona, è “salpato” il Grand Tour delle Marche 2019, il circuito esperienziale di eventi varato da Tipicità ed Anci Marche in occasione di EXPO 2015 e divenuto una vera e propria “mappa” di Le tappe del Grand Tour delle Marche successo a livello nazionale. Marzo • March Sono ben 28 le iniziative, in alcuni casi realmente uniche 24 RECANATI • ASSAGGI D’INFINITO (ANTEPRIMA) ed inimitabili nella loro spiccata identità, che da maggio a novembre consentono di vivere la regione al plurale per Maggio • May eccellenza in tutte le sue sfaccettature, ancora in gran 11-12 CANTIANO • LA PIAZZA DEL GUSTO 16-19 ANCONA • TIPICITÀ IN BLU parte sconosciute. 18-19 FRONTONE • SAPORI E PROFUMI DI PRIMAVERA “È una proposta a tutt’oggi estremamente innovativa, Giugno • June studiata sulle esigenze di un viaggiatore internazionale!” Spiega Angelo Serri, direttore di Tipicità, che aggiunge: 02 CIVITANOVA MARCHE • GUSTAPORTO 14-16 SANT’ANGELO IN VADO • DOMUS ROMANA “Non a caso il 2019 è l’anno del turismo lento ed il Grand 16 PORTO RECANATI • BRODETTO SHOW Tour delle Marche è concepito proprio per rendere fruibile 21-23 CASTELRAIMONDO • INFIORATA DEL CORPUS DOMINI un’esperienza autentica ed immersiva”. 25-29 CAPODARCO DI FERMO • L’ALTRO FESTIVAL Non solo eventi, ma anche una sofisticata piattaforma Luglio • July digitale integrata e all’avanguardia, con la possibilità di 01.07 - 30.11 TERRITORIO FABRIANESE • FRASASSI EXPERIENCE crearsi soluzioni di viaggio su misura, servizi a terra fino 04-07 MONTECAROTTO • VERDICCHIO IN FESTA & MARCHE JAZZ WINE FESTIVAL “all’ultimo miglio”, connessioni tra le diverse iniziative 06-21 POLLENZA • ESPOSIZIONE ANTIQUARIATO RESTAURO ARTIGIANATO ARTISTICO 19-20 MATELICA • VERDICCHIO MATELICA FESTIVAL del circuito ed un “Tipicità Village” ad animare gli 27-28 MONTAPPONE • IL CAPPELLO DI PAGLIA appuntamenti. Agosto • August Straordinario evento anteprima è stato l’omaggio a Giacomo Leopardi nei 200 anni dell’Infinito. Poi, a seguire, 04 CAMPOCAVALLO DI OSIMO • IL COVO 09 SERRA SANT’ABBONDIO • LIBERA POESIA TRA LE MURA una serie di appuntamenti che si susseguono da maggio 09-19 ASCOLI PICENO • ASCOLIVA FESTIVAL a novembre, offrendo l’opportunità di vivere un’esperienza 25 VENAROTTA • LE MERAVIGLIE DEL RICAMO autentica. Infatti, nell’arco di sette mesi, questo Settembre • September originale progetto realizza uno storytelling del territorio 06 PORTO SAN GIORGIO • IL VERO BRODETTO DE.CO. SANGIORGESE marchigiano attraverso le manifestazioni che hanno per 18-22 CASTELFIDARDO • PIF - PREMIO INTERNAZIONALE DELLA FISARMONICA tema il cibo e la manualità. Una fantastica narrazione 29 POTENZA PICENA • IL GRAPPOLO D’ORO della regione raccontata utilizzando due dei suoi più Ottobre • October peculiari attrattori, per l’appunto l’enogastronomia ed il 04-06 APECCHIO • MOSTRA MERCATO DEL TARTUFO E FESTIVAL DELL’ALOGASTRONOMIA “saper fare”. 18-19 MONTE RINALDO • TIPICITÀ & ARCHEOLOGIA Con lo slogan “Il modo migliore per viaggiare nelle Marche 27 TOLENTINO • QUESTIONE DI PELLE 27.10 - 10.11 ACQUALAGNA • FIERA NAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO è viverle”, il Grand Tour delle Marche esplora da nord a sud i variegati ambienti che, come in un fantastico Novembre • November caleidoscopio, disegnano i paesaggi dell’unica regione 02-03 MONTEDINOVE • SIBILLINI IN ROSA 22-24 SERRA DE’ CONTI • FESTA DELLA CICERCHIA d’Italia con il nome al plurale, proponendo esperienze 24 FERMO • CITTÀ NATALE: LO SPETTACOLO DEL GRAND TOUR uniche: dagli allettanti sapori del pesce dell’Adriatico al fiabesco ambiente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dove si coltiva la profumatissima mela rosa, dalle colline pettinate dai vigneti di Verdicchio alle scenografiche Grotte di Frasassi. Numerose le iniziative dedicate ad autentiche prelibatezze, agli esclusivi prodotti tipici, tra i quali l’impareggiabile Amarena di Cantiano, la Crescia de.co. di Frontone, il raro fungo spignolo, la celeberrima oliva tenera ascolana, l’umile cicerchia, la birra artigianale ed il preziosissimo tartufo. Moltissime anche le manifestazioni che celebrano la sapiente manualità, ossia quella geniale creatività che rende le Marche una vera e propria fucina di alto artigianato e di raffinato fashion. Eventi dedicati al restauro del mobile antico e all’artigianato artistico, al ricamo e al cappello, alla pelletteria, ma anche ad un altro vanto dell’ingegno Made in Marche nel mondo: la fisarmonica! Non mancano iniziative legate alla religiosità popolare e alla tradizione contadina, come l’infiorata, i riti della vendemmia e l’arte di realizzare riproduzioni di celebri santuari con le spighe di grano, oppure collegate con avvenimenti storici e a testimonianze archeologiche. Nell’edizione 2019 debuttano a fianco del Grand Tour delle Marche, nel ruolo di project partner, Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking, nell’ottica di un’attenzione ancora più capillare alle esigenze delle persone e delle comunità locali. Info: 0734.277893 - segreteria@tipicita.it - www.tipicitaexperience.it
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GRANDI PROTAGONISTI ALLO SFERISTERIO Sferisterio Live è sostenuta da Fintel, Domina e ViaVai
L
oreena McKennit, Levante, Maneskin, Antonello Venditti, Maurizio Battista e SHINE Pink Floyd Moon sono i protagonisti della nuova stagione di Sferisterio Live. La prima ad esibirsi è la grande cantautrice e polistrumentista di fama mondiale che il 24 luglio propone al pubblico dell’arena maceratese il nuovo album di inediti. Loreena McKennit sarà accompagnata dai musicisti Brian Hughes (chitarra, oud e bouzouki celtico), Caroline Lavelle (violoncello), Hugh Marsh (violino), Dudley Philips (contrabasso) e Robert Brian (batteria). Venerdì 16 agosto c’è Antonello Venditti con Sotto il segno dei pesci outdoor, la serie di eventi unici per celebrare i 40 anni di uno degli album più significativi che ha fatto la storia della musica italiana. Il cantautore romano suonerà con la sua band storica, dando vita a un concerto intergenerazionale, con i brani dell’album inseriti al centro di 45 anni di canzoni. Sabato 17 agosto si ride con Papà perché lo hai fatto? Maurizio Battista porta a Macerata un’arguta ed esilarante analisi che il comico compie di se stesso e del mondo che lo circonda. Il tutto condito dalla sua dissacrante ironia. Il 22 agosto un’icona di stile naturale e versatile del nuovo pop italiano: Levante. Suo il singolo Andrà tutto bene: una fotografia dei fatti di cronaca che stanno cambiando il mondo e la coscienza individuale e sociale. Quindi, domenica 25 agosto ci sono i Maneskin. Il gruppo, amatissimo dal pubblico, continua a collezionare successi e riconoscimenti, a partire dalle 63 date sold out con oltre 130.000 biglietti venduti tra il 2018 e il 2019. Chiusura in grande il 7 settembre con Shine. Pink Floyd Moon, nuovo lavoro del celebre coreografo/ regista russo belga Micha van Hoecke sulle indimenticabili canzoni della leggendaria band inglese, eseguite dal vivo dai Pink Floyd Legend. Per informazioni: biglietteria dei Teatri, tel. 0733.230735 - 0733.233508/fax 0733.261570| e mail boxoffice@sferisterio.it.
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