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CheMagazine! - Speciale Macerata Opera Festival 2021

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Speciale Macerata Opera Festival

Scopri il programma #sferisterio100X100

Interviste esclusive ai protagonisti

English text inside


One coffee, one person, one world

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ROMCAFFÈ CON UNA COLLEZIONE SPECIALE PER IL CENTENARIO DELLO SFERISTERIO

A

cento anni dalla prima opera lirica allo Sferisterio, Romcaffè rende omaggio all’Arena ed alla città di Macerata con una speciale collezione di tazzine per caffè espresso ideata per celebrare uno dei titoli più rappresentativi ed iconici degli ultimi trent’anni, la pluri-premiata Traviata “degli specchi”, ideata nel 1992 dallo scenografo Josef Svoboda e dal regista Henning Brockhaus. La tazzina riflettendo l’immagine del piattino ed ispirandosi alla geniale scenografia del maestro Svoboda, vuole esaltare il connubio che da oltre quarant’anni avvicina la storica torrefazione alla cultura del nostro territorio. La confezione prodotta a tiratura limitata, sarà disponibile nello shop all’interno dell’Arena e on-line sul sito della Romcaffè portando l’immagine della città di Macerata nel mondo.


PONTE FRA CIVILTÀ

千里之行始于足下


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ASSOCIAZIONE ARENA SFERISTERIO Teatro di Tradizione biglietteria: Piazza Mazzini 10 (62100) Macerata t. (+39) / 0733.230735 boxoffice@sferisterio.it vivaticket.com call center 892234 (servizio a pagamento)

ASSOCIAZIONE ARENA SFERISTERIO SPECIALE Macerata Opera Festival 2021 Teatro di Tradizione Hanno collaborato Numero 1 Anno XVI biglietteria: Piazza Mazzini 10 (62100) Macerata Veronica Antinucci distribuzione gratuita t. (+39) / 0733.230735 Gabriele Cesaretti Iscrizione ROC n. 31987 boxoffice@sferisterio.it Sara Maccari Direttore responsabile

vivaticket.com Carlo Scheggia call center 892234 (servizio a pagamento) Editore Carlo Scheggia Via G. da Carpi, 1 - Macerata www.scheggiacomunicazione.com Grafica Alberto Brandi Redazione Carlo Scheggia Maria Laura Pierucci

Marco Ribechi Floriana Tessitore

Crediti fotografici Alfredo Tabocchini e Massimo Zanconi fotografi ufficiali del Macerata Opera Festival Giovanni Culmone, Lorenzo Scagnetti Archivio Associazione Arena Sferisterio Biblioteca Mozzi Borgetti, Macerata Pier Paolo Calavita p. 15 Paolo Ranzati p. 55 Tamara Casula p.55 Valentina Cenni p.54 Gianmario Boscolo p. 52

Le illustrazioni sono di Monica Torasso Design Sèlva Creative Studio Traduzioni in inglese ALI - Accessibilità Lingue Inclusione

È possibile riprodurre, copiare e modificare i testi attribuendone la paternità a CheMagazine!. Non è consentito usare quest’opera per fini commerciali. Questo numero è stato chiuso il 20 luglio 2021. L’editore non è responsabile di eventuali variazioni di programma.

In copertina Per gentile concessione dell’Artista e di Prometeo Gallery di Ida Pisani Fabrizio Cotognini, The Flying Dutchman. Gli spettatori (2021) Biacca, matita e mylar su miniature originali del XVIII secolo, supporti da percussione d’acciaio, dimensioni variabili

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SOMMARIO Il saluto del Presidente e del vice Presidente Macerata Opera Family All'Opera

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Faccia a faccia con il sovrintendente, la direttrice artistica e il direttore musicale 28 Le storie del centenario

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LE OPERE

Aida La traviata

42 46

GLI EVENTI La danza al Macerata Opera Festival Crossover Palco Reverse Inclusivopera La Notte dell’Opera #100X100 Sferisterio Calendario

52 54 57 58 62 70 88

Sferisterio sicuro

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ENGLISH VERSION

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I Mecenati

Il riconoscimento del Capo dello Stato Sergio Mattarella Importante riconoscimento per la stagione lirica maceratese. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha voluto destinare la Medaglia del Presidente della Repubblica, quale suo premio di rappresentanza, alla 57a edizione del Macerata Opera Festival, dedicata nel 2021 alle celebrazioni per i cento anni dalla prima opera andata in scena allo Sferisterio. Una stagione che parte sotto i miglior auspici.


EDITORIALE

G

li anniversari mi affascinano per il loro aspetto storico. Mi permettono di immaginare una determinata epoca, il contesto storico, i costumi della società. I palazzi, i loro mastodontici portoni, il fresco che esce dagli androni, i copricapo delle signore e dei signori, le botteghe artigiane, le case in costruzione, le strade bianche. E poi lo Sferisterio, pronto alla rappresentazione dell’anno, non solo per Macerata. Stanno arrivando persone da ogni dove per assistere alla prima di Aida. Sarà uno dei più grandiosi spettacoli all’aperto in Italia. La città è in fermento, si preparano ogni tipo di comfort per gli spettatori: linee speciali per i treni, garage, ristoranti, alloggi. Oggi come allora i negozi vengono allestiti con addobbi creati per questa speciale occasione, i manifesti comunicano il grande evento a tutto il territorio, lo Sferisterio è un via vai di maestranze che pensano agli ultimi ritocchi. La passione anima la città. Benvenuti alla stagione lirica del centenario. Carlo Scheggia 15


Godiamoci la magia e la bellezza dell’opera lirica

N

el mio primo anno da presidente dell’Associazione Arena Sferisterio e da sindaco, ho avuto l’onore di coordinare tutte le energie di una squadra appassionata e tenace - formata da grandi professionisti - per celebrare pienamente il centenario dalla prima rappresentazione di Aida del 1921. In un anno segnato dalla pandemia abbiamo compreso la responsabilità di un evento di rilievo per Macerata e non ci siamo tirati indietro. Con la vicinanza costante della città, con la presenza degli ospiti nazionali e internazionali e grazie al lavoro di tutti, abbiamo creduto nel rilancio e nell’investimento e ora possiamo godere pienamente della magia e della bellezza dell’opera lirica. Il grande valore del Macerata Opera Festival, un appuntamento radicato nel territorio che supera le barriere dei confini nazionali, sta nell’impegno, nel rispetto del lavoro, nell’amore per l’arte e nell’attenzione con cui ancora si realizzano i propositi nel nostro territorio, quello marchigiano, in cui la bellezza ci spinge alla perfezione. Sandro Parcaroli Presidente dell ’Associazione Arena Sferisterio e Sindaco di Macerata

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Lo spettacolo dal vivo “torna a casa”, nel tempio dell’opera lirica

L

’Aida del 1921 ha lasciato un segno profondo nella storia dello Sferisterio e di questo territorio. L’impegno di un nobile generoso, Pier Alberto Conti, diede luce e prospettiva all’Arena maceratese, consacrandola alla lirica. Oggi, nel primo centenario della prima opera allo Sferisterio, celebriamo tutto il lavoro svolto in questi anni per la costruzione di una identità cittadina che ha investito tutto il territorio, non solo quello provinciale, portando la nostra regione alla ribalta nazionale e internazionale in più occasioni. Lo Sferisterio è diventato il protagonista dello scenario operistico nazionale, valorizzando le radici della tradizione teatrale e, al tempo stesso, guardando al rinnovamento e alla formazione di nuove generazioni di artisti e maestranze. Una maestosa fabbrica culturale che è diventata l’esempio di un percorso artistico sostenibile, in termini di convivenza civile, sociale ed economica, cui le Istituzioni locali hanno dato visione. Antonio Pettinari Vice Presidente dell ’Associazione Arena Sferisterio e Presidente della Provincia di Macerata

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Macerata Opera Family: l’invasione dei bambini allo Sferisterio In scena tre versioni originali di Rigoletto rivolte ad altrettante fasce d’età

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N

ell’anno del primo centenario, la stagione lirica ha aperto le porte, prima di tutti, ai più piccoli. Dal 28 maggio al 2 giugno, infatti, è andato in scena allo Sferisterio il Macerata Opera Family: spettacoli rivolti a bambini e genitori. Quasi 4mila i partecipanti, un numero enorme che corona il grandissimo lavoro svolto dal Macerata Opera Festival nelle scuole e in città con la collaborazione del Comune e, chiaramente, degli istituti scolastici. Per la prima volta le attività per i più piccoli sono state protagoniste allo Sferisterio con una serie di appuntamenti pensati appositamente per i giovani e le famiglie, con tre versioni originali, per altrettante fasce d’età, ispirate a Rigoletto, opera di Giuseppe Verdi.


Il percorso di Opera Domani, per la scuola primaria e secondaria di primo grado, ha portato in scena Rigoletto. I misteri del teatro, diretto da Cesare Della Sciucca, con la regia di Manuel Renga e le scene e i costumi di Aurelio Colombo. L’esecuzione musicale è stata affidata alla FORMOrchestra Filarmonica Marchigiana con un cast di giovani interpreti fra i quali Giacomo Leone (Duca), Jaime Pialli (Rigoletto) e Sabrina Sanza (Gilda). I Pueri Cantores “D. Zamberletti” si sono uniti ai momenti corali del pubblico dei più piccoli. La storia ha raccontato come il teatro possa creare magie, narrare storie meravigliose e pericolose, far nascere l’amore, provocare guerre, tempeste anche solo con un lampo di luce. Il pubblico è stato coinvolto in una serie di azioni e attività preparate, chi in classe a scuola e chi allo Sferisterio, grazie al “Kit per lo spettatore”. In particolare i bambini hanno partecipato con sei momenti corali, un oggetto e due altri momenti di coro e coreografia con l’uso della LIS – Lingua dei Segni Italiana. Infatti, tra le iniziative è stato previsto il progetto InclusivOpera che, in questa nuova stagione lirica, ha ulteriormente potenziato le sue attività per rendere l’opera accessibile.

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Per le scuole dell’infanzia, Opera Kids, con Il guardiano e il buffone ovvero Rigoletto (che ride e che piange) con la drammaturgia e regia di Simone Faloppa e Riccardo Olivier in collaborazione con Eco di Fondo, e la drammaturgia musicale di Giorgio Martano, rileggeva la vicenda in un immaginario museo del giocattolo: il Duca di Mantova è un collezionista che desidera il pezzo più prezioso del museo, la bella Gilda, mentre Rigoletto è un vecchio e goffo pagliaccetto-giocattolo di nome Triboletto. Uno spettacolo partecipativo corredato da un libro-gioco e da contenuti speciali online. Per questa occasione il pubblico è stato sistemato direttamente sul palcoscenico, avendo così una prospettiva inusuale. Infine, Opera Baby per gli asili nido con Si gioca e si cresce ovvero Storia di Gilda e Rigoletto, con la regia di Eleonora Moro e la drammaturgia musicale di Giorgio Martano. I piccolissimi si sono accomodati su cuscini e tappeti nella parte del prato, vivendo lo spazio in modo diverso per gustare uno spettacolo che, mettendo in risalto le melodie celebri di Verdi, ne riconosce il potere soggiogante che ha conquistato ogni generazione con le magie dell’opera, i suoi colori, i suoi linguaggi, le sue forme.

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A suggellare il successo dell’iniziativa la partecipazione di ben ventisei scuole, tra cui otto asili, sette scuole dell’infanzia, undici tra medie ed elementari. E poi tanti genitori che hanno scelto di portare i propri figli allo Sferisterio e numerosi giovani curiosi di scoprire i tanti volti dell’opera lirica. Questa programmazione ha rappresentato la conclusione del percorso Sferisterio Education, realizzato dall’Associazione Arena Sferisterio con la collaborazione del Comune di Macerata, AsLiCo e con il sostegno di Trevalli Cooperlat e di Innoliving. Trevalli Cooperlat conferma il suo impegno come children partner e sostiene da anni il Macerata Opera Festival in tutto il percorso education rivolto a scuole e famiglie per creare valore condiviso.


All’Opera, il gioco Clementoni ispirato al mondo della lirica

T

re fondali, 12 schede personaggio, 5 oggetti di scena, 66 carte, 9 oggetti di trama. Un gioco da tavolo per tutta la famiglia, nato dalla collaborazione tra Clementoni e l’Associazione Arena Sferisterio, un modo per divertirsi e conoscere insieme le storie che solo l’opera lirica sa raccontare. Si chiama All ’Opera ed è un gioco di recitazione e narrazione, fatto di bivi e risvolti di trama, dove le strade si incrociano e i protagonisti superano diverse prove per giungere al finale dell’opera. Adulti e bambini insieme sono protagonisti stessi della trama, potendo così dar sfogo alla fantasia, apprendendo, rielaborando e reinterpretando le opere e le melodie più famose di Aida, Turandot e Il barbiere di Siviglia. Un eroico comandante egizio innamorato di una schiava etiope, una principessa cinese misteriosa e imperscrutabile, un ingegnoso barbiere in aiuto di due innamorati, sono solo alcuni dei personaggi che bambini e adulti potranno far vivere insieme. Reinterpretare le grandi opere liriche di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioachino Rossini, prendere decisioni e superare prove divertenti per giungere ai finali conosciuti o a quelli più inaspettati. Creare storie, cantare le melodie più famose e conquistare gli applausi del pubblico: attività ludico-formative e magia del teatro d’opera si incontrano quindi in questo gioco per tutte le età, realizzato con le illustrazioni di Fabio Pia Mancini, lo sviluppo di Francesco Mutignani e Francesco Berardi e la grafica di Mauro Mattei. All ’Opera fa parte della linea Play for Future, prodotti ecosostenibili che nascono con l’intento di costruire un futuro migliore, caratterizzati dal marchio con una foglia a forma di cuore, realizzati con materiali 100% riciclati o naturali, legno ricavato da foreste sostenibili, materie di alta qualità non tossiche. Grazie al gioco, Clementoni si impegna così a trasmettere ai più piccoli il valore della sostenibilità (ulteriori dettagli su clementoni.com/playforfuture). Il gioco sarà in vendita dal 30 luglio nell’e-shop Clementoni e nei bookshop Sistema Museo al prezzo consigliato di euro 19.90.

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CENTO, LA STAGIONE LIRICA DI TUTTI

A destra il sovrintendente Luciano Messi, la direttrice artistica Barbara Minghetti e il direttore musicale Francesco Lanzillotta. Nella foto di fianco una scena di Aida durante le prove.

L’

oro è il colore, la condivisione il sentimento. Se si desiderasse riassumere la 57ª stagione operistica dello Sferisterio di Macerata in due semplici parole non si potrebbero trovare fili conduttori più adeguati per descrivere ciò che si vivrà all’interno dell’arena della palla al bracciale, diventata da decenni tempio internazionale della lirica. Il nobile metallo, che spicca anche su tutti i manifesti e locandine, è stato scelto in segno di sfarzo e di celebrazione per quell’antica Aida maceratese del 1921 che proprio in questi giorni compie i suoi primi 100 anni. Un percorso che, attraverso un secolo di storia, ha trasformato in primis le attitudini del luogo simbolo di Macerata e, in seguito, anche la vocazione estiva della stessa città, facendo della cifra operistica l’elemento più distintivo della sua identità. Giusto quindi omaggiare quella felice scelta ormai impressa nel dna dello Sferisterio. La condivisione invece è ciò da cui ripartire, un nuovo inizio dopo quasi due anni di Covid, di distanziamento, di spettacoli annullati, di sconvolgimento sociale arrivato

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A colloquio con il sovrintendente Luciano Messi, la direttrice artistica Barbara Minghetti e il direttore musicale Francesco Lanzillotta


come un fulmine a ciel sereno, ammesso che i cieli prepandemia fossero davvero così rassicuranti. La voglia di partecipazione, di unione e di vicinanza trasuderà da ogni pietra dell’anfiteatro protraendosi non solo nelle singole notti d’opera ma anche in tutte le manifestazioni collaterali, pensate per arricchire il festival con momenti davvero unici e irripetibili, così come vuole la ricorrenza di un centenario. «Per noi si tratta di celebrare la visione di alcune persone che, per un atto d’amore, hanno fatto partire un sogno divenuto sempre più importante – spiega la direttrice artistica Barbara Minghetti – vogliamo coinvolgere gli spettatori, i cittadini e l’intera comunità del territorio, per ricreare le relazioni e il desiderio di riunirsi». In questo senso si muoveranno quindi anche le singole produzioni che trasmetteranno

il suddetto messaggio anche nella loro materiale realizzazione. «L’Aida viene normalmente definita un colossal della lirica – prosegue Minghetti – sarà una produzione imponente, che prevede tante persone sul palcoscenico riproponendo la formula dei cento cittadini, già sperimentata con successo nel Flauto Magico di Graham Vick. Non è banale realizzare uno spettacolo del genere, considerando le restrizioni causate dal Covid. Ma vogliamo andare oltre, portando l’opera anche nei territori montani, inaugurando mostre e incontri, coinvolgendo i commercianti per allestire una città d’oro e aprendo a tutte le generazioni, come è avvenuto per il Rigoletto dei bambini andato in scena a maggio. Quella del centenario deve essere la stagione di tutti, concepita non solo come celebrazione ma anche come nuovo inizio». Averla resa possibile, in un

periodo di grande incertezza che ha afflitto in modo particolare il mondo dello spettacolo e della cultura, è in parte già un traguardo come spiega l’uomo dei miracoli, il sovrintendente Luciano Messi, capace durante i suoi anni di attività e impegno prima di far quadrare di nuovo i conti di un festival in difficoltà, e poi di rilanciarlo ulteriormente verso la dimensione internazionale che merita. «Sicuramente la prima e più significativa celebrazione è esserci con un programma a tutto tondo e con una nuova produzione di grande impatto come Aida – spiega Messi –. Abbiamo raccolto con coraggio la sfida della nostra storia per onorare il centenario in maniera adeguata. Questa è stata la nostra prima attenzione e allo stesso tempo un elemento di forte motivazione. Ma abbiamo deciso di non limitarci solo a questo titolo, che di per sé è già un risultato. Abbiamo voluto

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proporre un’inaugurazione di livello internazionale con una seconda opera d’eccellenza, con un ritorno della grande danza, con spettacoli anche nei quartieri e un programma vario e articolato per offrire un pre festival e un festival completo dal primo all’ultimo giorno. La sfida è stata affrontata al massimo livello nonostante le importanti limitazioni organizzative. Realizzare i tre titoli originariamente previsti in cartellone non era possibile, prima ancora che dal punto di vista economico soprattutto dal punto di vista organizzativo poiché non sarebbe stato possibile far convivere tre diversi cast artistici e altrettanti allestimenti dentro lo Sferisterio garantendo le necessarie condizioni di sicurezza per tutte le maestranze. Abbiamo per questo rimodulato il programma, tenendo anche conto della forte riduzione degli incassi potenziali, senza però rinunciare ad un festival completo in grado di legare tradizione e innovazione, come vuole la storia del Macerata Opera Festival». La magia si è così realizzata grazie soprattutto alla sinergia dei tre moschettieri della lirica maceratese che, oltre a Barbara Minghetti e Luciano Messi, contano anche del sostegno del direttore musicale Francesco Lanzillotta. «Questa squadra lavora ormai da quattro anni insieme e ha la caratteristica di condividere obiettivi comuni – spiega Lanzillotta – siamo stati subito molto chiari sulla strada da percorrere e quindi le nostre scelte sono guidate da un obiettivo finale che condividiamo. Nessuno opera in modo slegato dagli altri ma abbiamo la voglia di confrontarci e crescere insieme. Credo che si possa parlare di “ Modello Macerata”, una modalità operativa alternativa per la gestione di teatri ed enti lirici, una novità interessante nel panorama

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La traviata degli specchi

Vogliamo trasmettere il desiderio di una totalità. L’opera è un genere complesso che coinvolge danza, parola, musica, luci, costumi


italiano». La soddisfazione di Lanzillotta è inoltre doppia, poiché incaricato di dirigere l’Aida: «È una sensazione difficile da descrivere – prosegue il direttore musicale – c’è il desiderio dopo tanti mesi di tornare ad esibirsi davanti a un pubblico reale, in presenza. Mi sento come al mio debutto, come nel giorno del mio primo concerto. Il centenario accresce questa esplosione di sensazioni fortissime, oltre al gusto e

alla gioia di esserci siamo consapevoli di poter riscoprire valori che nell’ultimo anno abbiamo perso. Il senso di aggregazione è anche nel voler gestire il Macerata Opera Festival come una grande famiglia che poi è la nostra caratteristica e il motivo per cui tutti vogliono tornare a lavorare a Macerata». In questo interviene anche il titolo Sferisterio100x100 come chiarisce Barbara Minghetti: «Vogliamo

trasmettere il desiderio di una totalità. L’opera è un genere complesso che coinvolge danza, parola, musica, luci, costumi. Noi questo 100x100 lo vogliamo rappresentare nel programma con star internazionali della danza, poi con uno spettacolo innovativo che vedrà l’utilizzo del muro dello Sferisterio in verticale, il concerto dedicato a Pierino e il Lupo con Arturo Brachetti, attore e trasformista, il nuovo spettacolo di Marcorè dedicato

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In queste due pagine altri dettagli di Aida, mentre in alto a destra un momento di Macerata Opera Family

a Dante, Stefano Bollani e il suo amore per il musical, i 100 fisarmonicisti guidati da Enrico Melozzi, che celebreranno l’eccellenza di un territorio che vede in Castelfidardo la patria mondiale dello strumento. Il festival parlerà tenendo ben presente l’attualità e la contemporaneità, affondando ben solide le radici nella tradizione e nel passato. Quest’anno abbiamo anche una nuova commissione dedicata ad Aida, realizzata da una delle compositrici più riconosciute e in voga per la rassegna Palco Reverse. È una rilettura dell’opera di Verdi ricomposta e attualizzata. Ci tengo a sottolineare il successo dell’innovativa opera per bambini rappresentata a fine maggio che ha ottenuto un successo strepitoso portando tante famiglie in arena e spingendoci ad estendere i due giorni iniziali a sette. Si tratta di un pubblico sincero e spontaneo che fa capire chiaramente se si annoia o se

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si sente coinvolto. Riportare l’opera a questa dimensione collettiva e popolare è l’idea che unisce l’attuale gestione a quella precedente del mio amico e collega Francesco Micheli, sempre insieme a Luciano Messi, e credo che sia il futuro della lirica in generale, da riscoprire non come qualcosa di ovattato ma al contrario di moderno e attuale». A suggellare questo percorso anche il ritorno della Traviata “degli specchi”, l’opera più apprezzata e significativa degli ultimi tre decenni. «Era giusto riproporla perché è uno dei simboli della lirica maceratese - continua Minghetti - è sempre molto richiesta, ha girato tutto il mondo. Si tratta quindi di una sorta di celebrazione nella celebrazione, anche se con alcuni cambiamenti. Abbiamo chiesto di rinnovare la parte coreografica, alcuni movimenti e aspetti di regia e costumi sempre con l’idea di guardare

al futuro e di darle nuova vita». Sarà quindi il centenario delle celebrazioni, la festa di tutti pensata nel massimo spirito di condivisione. «Una delle cose più belle del lavorare nello spettacolo dal vivo e nell’opera in particolare è la compresenza di tante professionalità artigianali che devono operare insieme per conseguire il risultato in maniera compatta - conclude Luciano Messi - il gruppo è una dimensione che ci stimola e ci fa crescere ed è importante ricordarlo in un momento come questo, in cui si segnano traguardi e ripartenze. Auspichiamo il coinvolgimento di tutto il tessuto sociale del territorio poiché lo Sferisterio è il simbolo di una comunità molto più vasta. Credo che con generosità e senso civico dobbiamo restituire a tutti questa ricchezza favorendo il dibattito e la partecipazione culturale che, ricordiamolo, fa benissimo sia agli individui che alla comunità. Lo Sferisterio


sarà quindi la casa di tutti, dai più piccoli, nuovi mattoni della società. Abbiamo la grande responsabilità e al contempo la gioia di tenere

accesa quella fiamma nata dall’amore che diede luce allo Sferisterio e poi lo trasformò nel teatro a cielo aperto che conosciamo. Noi, oggi,

facciamo insieme un altro pezzo di strada, a beneficio dei nostri concittadini e delle future generazioni». Marco Ribechi

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Più siamo, meno pesiamo. Insieme possiamo ridurre il nostro impatto ambientale e diventare tutti più leggeri per il Pianeta.


MACERATA E LO SFERISTERIO, CENTO ANNI FA Marco Ribechi e Tommaso Lorenzini, due giovani maceratesi, raccontano il ritrovamento in casa dei libretti originali delle prime due edizioni di opera allo Sferisterio nel 1921 e 1922

D

a un cassetto o da uno scatolone, improvvisamente, viene fuori un tesoro. Un reperto storico meravigliosamente conservato che offre agli occhi delle nuove generazioni la possibilità di riscoprire la città e lo Sferisterio di 100 anni fa. Il nostro faccia a faccia con due giovani maceratesi: Marco Ribechi e Tommaso Lorenzini.

«Mi sono sentito come proiettato indietro nel tempo - afferma Marco -. Stavo frugando tra le cose di famiglia dimenticate. C’era un vecchio scatolone nel sottoscala della casa dei miei genitori che era appartenuto a mia nonna e che, da ormai più di 40 anni, era rimasto sigillato a prendere polvere. Un giorno mio padre decide di fare pulizia, abbiamo tirato fuori questo pacco e all’interno c’erano una miriade di spartiti musicali. Tra gli spartiti anche questo libretto della prima Aida del 1921, poiché il padre di mia nonna era un appassionato melomane». Ritrovamento simile anche per Tommaso: «Mentre stavo mettendo un po’ di ordine nella soffitta di famiglia, è stato parlando del centenario della prima stagione lirica dello Sferisterio che, dal cassetto di un vecchio mobile, mio padre ha preso una pila di libretti d’opera appartenuti al mio trisavolo. Tra questi, che sono datati tra gli inizi del ‘900 e gli anni ’40, c’erano un libretto dell’Aida del ’21, dalla copertina semplice e uniforme, edito a Milano, acquistato dalla famosa ditta Borgani e il libretto di presentazione della Gioconda del 1922, edito dall’Impresa Sociale Cittadina e contenente, oltre agli atti dell’opera, le pubblicità di negozi, botteghe, banche e liberi professionisti maceratesi. La prima cosa che sono andato a fare è ovviamente sfogliare i vari libretti e, soffermandomi sulla Gioconda, mi sono chiesto se da qualche parte si sarebbe ancora riusciti a trovare l’equivalente che venne prodotto in occasione dell’Aida». Immagino abbiate chiesto la provenienza di questo materiale. «Sì certo - dichiara Marco -. Sapevo che in famiglia c’era chi suonava il pianoforte. Però la curiosità è che quel libretto è stato conservato anche perché, tra gli sponsor, risulta l’attività

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Tommaso Lorenzini con il libretto del 1922 della Gioconda

lavorativa del padre di mia nonna, si trattava del proprietario della Farmacia Simoncelli di Corso Garibaldi. Quindi, evidentemente, da appassionato anche lui aveva deciso di sostenere economicamente la realizzazione dell’opera o, quantomeno, della stampa del libretto». «Ricostruire genealogia e vita dei singoli avi mi ha sempre affascinato - prosegue Tommaso -, quindi la pila di libretti è stata per me una fonte informativa importantissima da collegare a conoscenze già consolidate. Appartennero al dottor Cavalier Riccardo Lorenzini, medico condotto di Macerata specializzato in otorinolaringoiatria, che fu anche vicepresidente della Croce Verde al tempo della sua fondazione. Tale Riccardo Lorenzini andava spesso all’opera ed era vicino al mondo della musica poiché violinista per passione e figlio di un precettore, Giovanni, che fu anche maestro di cappella ed aveva dunque tramandato al figlio il suo sapere. Durante gli spettacoli Riccardo Lorenzini prendeva contatti e annotava nomi


ed indirizzi sui libretti: sul libretto del ’21 c’è ad esempio l’indirizzo di un uomo proveniente dal Brasile, a cui probabilmente spedì prodotti medici. Curerà anche la voce di Beniamino Gigli, che a Macerata si esibirà nel 1927… ma questa è un’altra storia». Cosa vi ha colpito di più sfogliando il libretto? «La cosa più sorprendente per chi cerca storie del passato viene dall’analisi dei tanti spazi pubblicitari - dice Marco -. Colpisce soprattutto il fatto che la quasi totalità delle attività oggi non esista più, a parte poche grandi aziende come Nazareno Gabrielli o lo Stabilimento

chauffeur a chi vendeva mobilio, da chi aveva vivai con fiori esotici a chi commerciava burro in scatola, da chi proponeva una vacanza al Grande Chalet Miramare a Portocivitanova a chi vendeva abbigliamento di lusso e assortimenti di abiti da spiaggia - traspare la moda degli articoli superlativi (nuovissimo, richiestissimo, modernissimo, freschissimo) e si evince la vivacità, l’ottimismo, la crescita costante post Grande Guerra della città di Macerata e dei suoi dintorni. Ogni strada era ricca di attività commerciali, che collaboravano al benessere cittadino e in società prendevano parte ai tanti eventi, fiere e spettacoli».

Marco Ribechi con il libretto dell'Aida 1921

Musicale Borgani. Tutti i marchi presenti nel libretto oggi sono praticamente scomparsi. Traspare una città all’avanguardia con tutti i servizi necessari. Ci sono varie rivendite di automobili, benzinai, alberghi e professionisti di ogni tipo. Persino un birrificio, il famoso Cioci. La città serviva anche le campagne circostanti e infatti ci sono varie réclame di aziende agricole o produttori di materiale per il lavoro nei campi. Bisogna dire che la pubblicità fu raccolta anche nei comuni circostanti come Porto Civitanova, Tolentino, Pollenza, Appignano. Questo significa che l’Aida del 1921 fu sentita come un evento importante su tutto il territorio». Concorda Tommaso: «A saltare all’occhio e colpire la fantasia sfogliando il libretto sono senza ombra di dubbio i molti annunci pubblicitari, tutti elaborati nei minimi dettagli con disegni liberty e motti che fanno ben immaginare come fossero le botteghe, le sartorie, gli alberghi e i negozi alimentari dell’epoca. Da tutte queste pubblicità - che andavano da chi affittava auto con

Come valorizzerete questo libretto? «Avevo pensato di farne un quadretto ribadisce Marco - ma perderei il gusto di farlo sfogliare ai miei ospiti e inoltre ho paura che possa scolorire. Credo che lo conserverò in un cassetto per stupire chi mi verrà a trovare. Se ci fosse un museo permanente dell’opera per me sarebbe anche un piacere donarlo alla città ma purtroppo, nonostante i cento anni di lirica, non c’è nulla che testimoni questo passato né che possa aiutare i turisti ad informarsi. È un vero peccato, credo che le case dei maceratesi siano piene di cimeli come questo». Aggiunge Tommaso: «Penso che il libretto, in occasione della stagione lirica 2022, potrebbe andare incontro ad una pubblicazione anastatica e dare il via alla ristampa di una serie di libri su Macerata, per sollecitare una riscoperta dei suoi personaggi e del suo intenso passato, oggi ai più sconosciuto». Carlo Scheggia

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Il foyer intitolato a Carlo Perucci

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l foyer dello Sferisterio da quest’anno ha un nome. Il Comune di Macerata e l’Associazione Arena Sferisterio, infatti, lo hanno intitolato a Carlo Perucci, colui che nel 1967 fece ripartire la stagione lirica maceratese insieme all’allora sindaco Elio Ballesi, dopo l’interruzione dal 1922. “A Carlo Perucci, ideatore visionario e infaticabile costruttore della stagione lirica maceratese” si legge nella targa scoperta a pochi giorni dall’avvio dell’edizione lirica del centenario. Fu direttore artistico fino al 1986, portando a Macerata i più grandi artisti in circolazione: Raina Kabaivanska, Franco Corelli, Luciano Pavarotti, José Carreras, Cornell MacNeil, Leyla Gencer, Katia Ricciarelli, Renato Bruson, Placido Domingo, Fiorenza Cossotto, Leo Nucci, Marilyn Horne, Montserrat Caballé, Sesto Bruscantini, Daniela Dessì solo per citarne alcuni. Proprio quest’anno ricorrono anche i cento anni della nascita di Perucci, come ha ricordato la figlia Elisabetta durante il convegno Carlo Perucci, costruttore di visioni.

Lo scoprimento della targa. A destra Elisabetta Perucci, figlia di Carlo, il vicesindaco Francesca D’Alessandro e l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta

Comitato d'onore del centenario Francesco Acquaroli Francesco Adornato Stefano Aguzzi Pierpaolo Borroni Antonio Bravi Paolo Calcinaro Francesco Canessa Romano Carancini Katiuscia Cassetta Guido Castelli Giancarlo De Cataldo Rosaria Del Balzo Ruiti Giancarlo Del Monaco Mirella Emiliozzi Flavio Ferdani

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Dante Ferretti Marco Fioravanti Marcello Foa Massimiliano Fuksas Giorgia Latini Francesco Lanzillotta Elena Leonardi Francesca Lo Schiavo Francesco Luciani Valeria Mancinelli Roberto Mancini Nazzareno Marconi Anna Menghi Luciano Messi Francesco Micheli

Barbara Minghetti Claudio Orazi Sandro Parcaroli Tullio Patassini Giuliano Pazzaglini Elisabetta Perucci Antonio Pettinari Claudio Pettinari Giuseppe Pezzanesi Pier Luigi Pizzi Matteo Ricci Katia Ricciarelli Filippo Saltamartini Vando Scheggia


Manifestival Lo Sferisterio e la lirica attraverso i manifesti

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n fascino rimasto inalterato nonostante l’avvento e il consolidamento di soluzioni innovative che hanno modificato le nostre abitudini. Un manifesto è spesso il primo contatto diretto con uno spettacolo, talvolta fortuito, inaspettato, ma comunque in grado di portare in teatro anche chi non è mai stato tentato di entrarvi. È con questo spirito che l’Associazione Arena Sferisterio – Macerata Opera Festival, in collaborazione con il Comune di Macerata, tra le iniziative per il centenario dell’opera lirica allo Sferisterio, ha raccolto nel corridoio innocenziano manifesti, locandine e cartoline promozionali che hanno accompagnato le 57 stagioni liriche. ‹‹Qual è il più bello?›› Non è questa la domanda che guida l’esposizione con i testi del giornalista Carlo Scheggia, piuttosto, ‹‹Hanno raggiunto il loro scopo?››. La risposta, affermativa, è concretamente sotto ai nostri occhi. Una collezione resa possibile grazie all’amore per l’opera lirica e per la città di due maceratesi, Andrea Francalancia e Pietro Molini, che negli anni hanno pazientemente raccolto ogni singolo materiale, per tramandare quanto di bello il tempio della lirica ci ha donato. Sono manifesti che parlano da soli: basta uno sguardo per intuire il periodo storico che la comunità stava attraversando, riflettere sulle scelte artistiche e sul ruolo sociale dello spettacolo. Si parte da quel magico 1921, quando l’opera fa la sua comparsa nell’Arena maceratese, e si arriva al 2021: il primo manifesto mostra tutta la potenza espressiva della creatività, un perfetto connubio d’arte tra armonia e bellezza. Anche il carattere tipografico fu creato per questa speciale occasione. E proprio da un nuovo stile, che coniuga illustrazione artistica e mezzo pubblicitario, il Macerata Opera Festival ha rilanciato la produzione del suo ultimo decennio: l’illustrazione irrompe nei manifesti e lo Sferisterio, in modo pionieristico, consegna al mondo dell’opera lirica un nuovo modo di comunicare e di rappresentare il presente, proiettandosi nel futuro. La mostra è visitabile fino al 31 agosto (Info e prenotazioni: + 39 0733 271709 – macerata@sistemamuseo.it – sferisterio.it/ manifestival).

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Le M a r ch e A r e na S f e r iste r io M a ce r a t a

Macerata Opera Festival COLLI MACERATESI DOC RIBONA


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Aida 1921-2021: la stessa opera verdiana fu scelta cento anni fa dal conte Pier Alberto Conti per essere rappresentata allo Sferisterio. Una decisione dettata dall’amore per il soprano Francisca Solari che interpretò il ruolo della protagonista e che, di fatto, consacrò l’opera lirica nell’Arena maceratese. Inoltre, quest’anno si celebra un’ulteriore ricorrenza: saranno infatti i 150 anni dal debutto al Cairo nel 1871.

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Aida, un grand opéra dai molteplici scenari, tutti affascinanti

Il direttore d’orchestra Francesca Lanzillotta, a destra la regista Valentina Carrasco

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ento anni dalla prima opera rappresentata nel 1921 sotto le stelle maceratesi e 150 dalla prima assoluta di una delle più popolari opere verdiane: ce n’è abbastanza per fare del nuovo allestimento di Aida un’emozione particolare. «E non solo – aggiunge Francesco Lanzillotta, che sarà alla guida della FORM – ma oltre al centenario si tratta della prima opera, che affronto con il pubblico in presenza, dopo un anno di streaming. L’ultima era stata il Don Giovanni, sempre a Macerata, della scorsa estate e provo le stesse emozioni di quando sono salito sul palco la prima volta». Un doppio anniversario, questo, che crea molta attesa anche per il nuovo allestimento a cura di Valentina Carrasco. «Proprio pensando alla doppia ricorrenza – ci dice Carrasco in una pausa delle prove – ho pensato di ambientare la vicenda all’epoca della composizione, un periodo di grande espansione industriale e colonialismo: parliamo spesso della rivoluzione digitale del nostro tempo ma ci scordiamo che lo stesso, se non di più, accadde alla fine del XIX secolo, usando il petrolio come combustibile, permettendo un’espansione fulminea delle potenze europee e, in un certo senso, aprendo la strada alla globalizzazione. Questa scelta è frutto della consapevolezza che Verdi si muove e opera in quel mondo e non è un compositore isolato dal proprio tempo ma, anzi, lo descrive con grande lucidità dietro il filtro delle ambientazioni delle sue opere: ho quindi pensato all’Egitto coloniale, quello conosciuto da Verdi, e alla costruzione di una grande opera (un oleodotto) che potesse essere rappresentata limitando l’utilizzo di video, in fondo l’Egitto rappresentato da Verdi non ha una pretesa filologica


ma gli serviva per parlare della guerra tra due potenze, quello che in effetti avveniva durante il colonialismo». E come si può rendere la religione egizia? «Non vorrei anticipare troppo – sorride Carrasco – ma posso dire che ci siamo ispirati all’Egitto coloniale sotto la dominazione ottomana, cercando una reminiscenza del sufismo che ci consentiva una contestualizzazione adeguata». Oggi è una consuetudine parlare di Aida come opera “intima”: ma in uno spazio di 2500 posti come si rende questa intimità? «Io credo – dice Lanzillotta – che la frase più giusta sia definire Aida come un’opera “anche” intima, ma non solo intima. È un’opera con pochissime arie perché c’è sempre un canto di conversazione che serve a dipanare la drammaturgia; è intima nella misura in cui l’intimità serve a districare le situazioni psicologiche che i personaggi stanno vivendo. Ma Aida non è solo questo, quanto un’opera che va guardata sotto diverse prospettive e questa visione così ampia viene confermata da due caratteristiche: c’è una totale disgregazione del verso nel libretto, perché serve a non incasellare la musica all’interno di una struttura prestabilita per favorire una trasformazione della drammaturgia che si rivelerà dopo e la stessa cosa la riscontro nel materiale tematico e armonico. È difficile rendersi conto, a volte, della tonalità con cui stiamo lavorando, perché spesso la tonalità segnata in partitura sembra non corrispondere a quella eseguita: Aida mette un germe nel melodramma italiano che poi darà i suoi frutti nel '900 italiano. Questo è l’aspetto che trovo più intrigante, quasi la leggo con gli occhi di un compositore più che di un

direttore: è un’opera che apre scenari affascinanti ma proprio per questo non basta un solo punto di vista, ma ne servono vari perché quello che succede è un continuo cambiamento musicale che riflette uno sviluppo psicologico dei quattro personaggi principali, il cui carattere viene scandagliato in maniera molto profonda, anche la musica riflette questa analisi». Carrasco è d’accordo: «Forse è originale dire che Aida sia un’opera intima, ma è un grand opéra. Non c’è mica solo il trionfo ma anche tante danze, cori divisi a quattro… è un’opera che ha tutto, sia scene intime che grandi scene di massa e non perché sia uscita così per caso ma perché Verdi ha voluto che fosse così: del resto venne composta per celebrare il Canale di Suez, ossia la più grande costruzione egizia dopo le piramidi e presenta una spazialità musicale e scenica che non mi sembra affatto intima. La cosa che ci

facilita, in questo senso, è che lo Sferisterio è uno spazio molto grande e questo è utile anche per le norme relative al Covid: usiamo tutte le precauzioni necessarie per il coro, che utilizzerà la mascherina, e per i solisti, che vengono testati molto spesso perché, chiaramente, non possono cantare con la mascherina ma dobbiamo garantire la loro e la nostra sicurezza, oltre al distanziamento in uno spazio, per fortuna, molto ampio». Aida come opera quasi enciclopedica quindi… «Aida è innanzitutto un’opera bellissima – ci dice Lanzillotta – ma credo che travalichi il concetto di bello perché è interessante come dal punto di vista drammaturgico e teatrale Verdi riesca a creare figure a tutto tondo. È un’opera che può essere decodificata da diversi piani e ognuno ci trova qualcosa di stimolante». Gabriele Cesaretti

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È lo spettacolo più rappresentativo e iconico delle produzioni allo Sferisterio degli ultimi trent’anni, La traviata “degli specchi”. Ha vinto il Premio Abbiati 1993 ed è fra le più celebri produzioni dello Sferisterio degli ultimi trent’anni: ideato nel 1992 (e ripresa poi per altre sette edizioni sino al 2018) da Josef Svoboda e Henning Brockhaus, quest’anno viene riallestita con novità registiche e coreografiche.

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Questa nuova Traviata sarà una sorpresa per tutti

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no degli spettacoli più amati della storia recente dello Sferisterio. «Ma non sarà come l’avete sempre visto – sorride Henning Brockhaus, ancora al timone di regia della Traviata “degli specchi”, con la scenografia di Josef Svoboda – perché ci sono tante cose che sto cambiando e migliorando, a cominciare dall’inizio dello spettacolo. Queste scelte sono state dettate dalla necessità di rispettare le normative anti-Covid, ma non trovo questi cambiamenti come frutto di un adeguamento, quanto piuttosto come miglioramenti, perché ho rimesso in discussione molti aspetti. Poi va anche detto che il teatro non si racconta con le parole; sarà una sorpresa per tutti voi». Se per Brockhaus si tratta di un ritorno, per il direttore Paolo Bortolameolli è, invece, un debutto: «Non è facile suonare insieme con questo distanziamento e trovare un suono comune è una bella sfida, ma nella mia attività di questi mesi (tutte le orchestre stanno infatti applicando il protocollo Covid) è una esperienza soddisfacente e tutti sono molto connessi con quello che sta succedendo. È come guidare un ensemble di musica da camera e lo spirito di collaborazione è più forte che mai, perché ha portato un’energia differente che io abbraccio come un’energia buona, un’energia bella». Tornando a Traviata è ormai difficile presentare uno spettacolo che il pubblico, non solo maceratese, conosce molto bene. «Io credo che sia una regia molto intelligente e molto

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Il regista Henning Brockhaus; sotto il direttore d’orchestra Paolo Bortolameolli

sensibile – ci dice Bortolameolli – e inoltre lo specchio porta al gioco profondo di farci riflettere in personaggi di un’opera scritta tanti anni fa, ma che suona totalmente attuale. Se vuoi estrapolare il messaggio originale di Traviata troviamo un’ingiustizia che succede non solo a Violetta, ma a tante persone del mondo che vogliono cambiare ma non possono a causa dei costrutti sociali. Per questo, credo che La traviata ancora oggi risuoni con tanta forza, perché porta messaggi universali. Il messaggio è di grande attualità ed è ‘lasciatela in pace, è la sua vita!’». Prosegue Brockhaus: «Trovo che Traviata sia un racconto molto onirico, con grandi momenti legati al sogno e al ricordo e per questo mi pare riduttivo e banale narrarla solo in chiave realistica. Nella regia sono partito da Dumas e ho notato che anche Verdi segue il romanzo in momenti molto importanti ed evidenti, a cominciare dall’inizio, quindi nel terzo atto in cui muore Violetta, parallelo alla scelta di Dumas che inizia con Armand che al cimitero trova la tomba di lei. Il romanzo di Dumas è una memoria e anche Verdi racconta la storia come una memoria». Uno degli elementi più poetici, ma anche crudeli, di questo spettacolo è il grande prato di margherite che appare al secondo atto con il ricatto di Germont. «È un cambiamento


totale rispetto al romanzo – racconta Brockhaus –. Dumas ha vissuto in campagna con Marie Duplessis, la cortigiana a cui è ispirata la figura di Violetta; tuttavia la donna continuava a fare la prostituta e Dumas, non sopportando di fare il mantenuto, l’ha abbandonata. In Verdi, invece, è Violetta che abbandona Alfredo su spinta di Germont padre. Proprio Germont fa il moralista e descrive il sacrificio che Violetta deve fare per meritarsi il paradiso: per raccontare questo punto molto debole Germont fa scomparire la casa, la realtà, e propone una natura bellissima e divina, ma anche ruffiana. Germont è un uomo molto intelligente e sa come può prendere Violetta, quindi gioca su questo unico punto debole della donna, su cui lui può lavorare per ottenere ciò che vuole». Perché Traviata ci emoziona ancora così tanto da essere l’opera più rappresentata al mondo? «Ho sempre pensato a Traviata come a un’opera giovanile – dice Bortolameolli – piena di ardore giovanile, di inquietudine e di amore passionale. Per capirla credo che sia necessario ritrovare quello che abbiamo sentito quando eravamo giovani, perché Violetta e Alfredo sono giovani, giovani di una immaturità bella, frutto del momento. È una gioventù disperata e coinvolgente».

«Non so se ci emozioniamo – chiosa Brockhaus –, penso invece che vogliamo vedere la storia di una donna peccatrice punita per i suoi peccati, che però ci eccitano. Dumas chiamava questa doppia vita borghese tra il frequentare i bordelli, avere amanti e poi fare i moralisti a casa la maladie du siècle. Questo non è mica cambiato: pensiamo anche alla società odierna e vediamo che ci sono molte Violette anche oggi; io ad esempio ne conosco tante. Persino mio padre è caduto in una storia del genere». Come si conciliano le esigenze della filologia con quelle della tradizione esecutiva in un’opera così popolare? «È troppo difficile un punto esatto che possa accontentare tutti, melomani, vociomani e musicisti. Penso che sia importante un equilibrio in cui si rispetti la tradizione e al tempo stesso, visto che parliamo dell’opera più popolare del mondo, si può fare quella che aspettano tutti o si cerca la sfida di rendere fresca una musica suonata un milione di volte. Io non vedo Traviata come un’opera romantica vicino a Puccini, ma piuttosto vicino alla leggerezza e alla forma musicale ad esempio di Donizetti: è l’opera con cui Verdi cambia il suo linguaggio, è un’opera che si pone a metà del secolo». Gabriele Cesaretti

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Villa Lauri è la nuova sede dell’Istituto Confucio Modello Europeo e del China Center

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illa Lauri è la migliore ambientazione possibile per consolidare i risultati raggiunti dall’Istituto Confucio, soprattutto per affrontare nuove sfide e fare di questo luogo una piattaforma a servizio del territorio e che rafforzi il dialogo con le istituzioni e le imprese della Repubblica Popolare Cinese in ambito culturale, scientifico, economico e sociale». Il presidente dell'Istituto Confucio, già rettore dell’Ateneo maceratese, Luigi Lacchè presenta la nuova Villa Lauri, inaugurata il 20 luglio scorso, dopo un rilevante e impegnativo lavoro di recupero e ristrutturazione durato 33 mesi. Questo meraviglioso edificio neoclassico, con un parco di quasi 5 ettari, è la nuova sede dell’Istituto Confucio. «Villa Lauri, dopo decenni di progressivo declino, comincerà a vivere e qui ritorneranno le voci di studenti e professori cinesi ed italiani, di imprenditori, di artisti, di studiosi di una delle più antiche culture del mondo. Ci impegneremo ancora di più per fare in modo che l’Istituto Confucio possa essere quel ponte che congiunge mondi lontani, per farli dialogare nel rispetto reciproco e con l’obiettivo di una crescita comune». In soli dieci anni dall’inaugurazione avvenuta il 4 ottobre 2011 a Villa Cola, sempre a Macerata, l’Istituto Confucio Unimc ha compiuto passi da gigante: la collaborazione con la Beijing Normal University, una delle più antiche e prestigiose Università della

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Un ponte che congiunge mondi lontani, per farli dialogare nel rispetto reciproco e con l’obiettivo di una crescita comune Cina, e l’Hanban, l’ente del Ministero dell’Educazione cinese preposto alla governance degli Istituto Confucio nel mondo; il riconoscimento di eccellenza Confucius Istitute Individual Performance Excellence Award; lo status nel 2016, il primo in Italia, di Istituto Confucio Modello Europeo (seguito solo da La Sapienza di Roma) che ha portato anche un finanziamento importante per il progetto di recupero e restauro di Villa Lauri; le attività con gli istituti scolastici delle Marche, Abruzzo, Umbria e Puglia per diffondere la conoscenza della lingua cinese; il China Center diretto dalla prof. ssa Francesca Spigarelli, polo interdipartimentale promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza per la ricerca e la formazione, a carattere multidisciplinare, allo scopo di valorizzare le competenze e le conoscenze maturate nel corso degli anni dai ricercatori dell’Università di Macerata in vari campi e settori (diritto, economica, politica, medicina, ambiente, industrie


culturali, international business) aventi ad oggetto la Cina. «L’Istituto Confucio, grazie al sostegno costante dell'Ateneo e del Rettore Francesco Adornato, ha raggiunto traguardi significativi - prosegue Lacchè - e oggi rappresenta uno dei pilastri del forte processo di internazionalizzazione del nostro Ateneo. La Villa Lauri di oggi è il risultato di un grandissimo sforzo collettivo per reperire i fondi per la partenza del progetto e della tenacia per andare avanti anche nei momenti più difficili, dal terremoto alla pandemia. Si concretizza quel progetto visionario di 10 anni fa portato avanti con l’amico e professore Giorgio Trentin, per costruire a Macerata un ponte con la Cina e per aprire una nostra piccola via della seta, come fece il grande gesuita Matteo Ricci, fatta di legami antichi e di innovazione. L’obiettivo è rendere Macerata una città che nel presente e nel futuro formi centinaia di giovani attorno alla lingua e alla cultura cinese».

Una piccola via della seta, fatta di legami antichi e di innovazione 51


DANZA sabato 24 luglio

Pas-de-deux for Toes and Fingers

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In punta di piedi: la danza allo Sferisterio

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anza protagonista al Macerata Opera Festival. Dopo il successo dello scorso anno torna la massima espressione dell’arte coreutica sul palco dello Sferisterio e la protagonista più attesa è la celebre étoile Svetlana Zakharova, per uno spettacolo molto particolare dal titolo Pas-de-deux for Toes and Fingers. La prima ballerina assoluta del Teatro Bol’šoj di Mosca si esibisce sabato 24 luglio, con la partecipazione della star del violino Vadim Repin (nella foto insieme alla Zakharova), accompagnato in uno dei brani in programma dal primo violino FORM Alessandro Cervo, e con un gruppo di primi ballerini del Bol’šoj, come l’italiano Jacopo Tissi (considerato dalla critica l’erede di Roberto Bolle), Mikhail Lobukhin, Denis Savin, Vyacheslav Lopatin e la FORMOrchestra Filarmonica Marchigiana. Zakharova e Repin sono una coppia nell’arte e nella vita: la loro presenza vuole anche essere un omaggio del Festival all’amore di Pier Alberto Conti per Francisca Solari che rese possibile la prima opera lirica allo Sferisterio nel 1921. Questa coppia di artisti contemporanei caratterizza lo spettacolo Pas-de-deux for Toes and Fingers, costruito proprio sulla loro presenza e sul loro rapporto personale e professionale, con coreografie e pagine musicali del grande repertorio classico – da Paganini alla Morte del cigno sulle note di Saint-Saëns, dalle coreografie di Bigonzetti a quelle di Fokine e Petipa – che costituiscono un inedito duetto “sulle punte e sulle dita”. La serata è sostenuta da Astea Energia – Gruppo SGR.


martedì 3 agosto

Stuck, Opera on the Wall Si cambia invece prospettiva con Stuck, Opera on the Wall, una serata di danza verticale firmata da Il Posto Vertical Dance Company e Marco Castelli Small Ensemble, con video, danzatori e musica dal vivo. Lo spettacolo, in scena martedì 3 agosto, è una creazione della coreografa Wanda Moretti e del musicista Marco Castelli sulla ricchezza della biodiversità e la complessità delle strategie della vita sulla terra. L’idea che si muove attorno a Stuck, Opera on the Wall è la possibilità di riflettere sui tanti aspetti che compongono l’essere umano, mostrando un’altra parte di noi, nel quale il nostro opposto non è inteso negativamente ma apre le porte ad un pensiero stravolgente. L’immagine dell’essere umano nelle architetture della città produce in noi l’idea di corpi plasmabili in spazi rigidi, queste fascinazioni sono nate dal desiderio di riflettere la relazione fisica che abbiamo con la città e dal bisogno, oggi più che mai, di ancorare la danza ad un luogo reale. L’evento viene realizzato in collaborazione con Macerata Città Europea dello Sport 2022.

mercoledì 4 agosto

Amami Il giorno seguente, 4 agosto, è la volta di uno spettacolo commissionato dal Macerata Opera Festival per la rassegna Palco Reverse: Amami, di e con Erika Rombaldoni, danzatrice e coreografa. Lo spettacolo, il cui titolo riporta alle note di Amami Alfredo, Amami quant’io t’amo…, è ispirato a La traviata di Verdi. Rombaldoni in scena da sola, ma affiancata sul palco dal pubblico, racconta la vicenda, d’amore e sacrificio, della protagonista Violetta, su musica elettronica di Alessandro Petrolati e sulle note di Verdi, suonate al pianoforte da Roberto Barrali. A questa si uniscono alcuni brani di Ennio Morricone, il quale nel 1981 musicò il premiato film La storia vera della Signora delle camelie. Questa colonna sonora, raramente eseguita e poco conosciuta dal grande pubblico, porta in sé tutta la poesia, la sensibilità e il genio del Maestro Morricone.

giovedì 5 agosto

Grazie Rudy Giovedì 5 agosto, alle 21. Grazie Rudy, secondo Gala di danza del festival in onore di Rudolf Nureyev, leggendario danzatore che si è esibito anche allo Sferisterio nel 1982. Una serata prodotta da Luigi Pignotti, per oltre 25 anni braccio destro dell’artista e presidente dell’Associazione Nureyev, che mette insieme alcuni stimati danzatori di oggi provenienti da paesi di tutto il mondo che quindi hanno nel “tartaro volante” il loro esempio. Lo stesso Pignotti, alle 18, nella gran sala Piero Cesanelli all’Arena Sferisterio, è con il giornalista Pierfrancesco Giannangeli per raccontare, per la rassegna Dialoghi, gli oltre 20 anni vissuti a fianco di Rudolf Nureyev, tra cui la serata memorabile dell’11 luglio 1982 in cui lo Sferisterio gremito applaudiva il mito Nureyev, per la prima volta su quel palcoscenico (e l’Italia vinceva i Mondiali di calcio). Ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria.

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Non solo opera: le stelle del Crossover

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a stagione del centenario celebra una delle grandi tradizioni artigiane e musicali delle Marche: la fisarmonica. Per gli eventi Crossover si parte martedì 27 luglio con il ritorno sul palco dello Sferisterio di un beniamino del pubblico maceratese, Enrico Melozzi, celebre artista noto anche per le sue collaborazioni con Sanremo. Alle 21 invaderà l’Arena maceratese con 100 musicisti, per la precisione… 100 fisarmonicisti, provenienti da 14 Conservatori e Istituti musicali pareggiati! Il concerto, realizzato in collaborazione con PIF (Premio Internazionale della Fisarmonica) Castelfidardo e con Pigini Fisarmoniche per il loro 75° anniversario, vede anche la presenza del soprano Estìbaliz Martyn, per una grande serata di condivisione e festeggiamenti fra Mozart, Ravel oltre a temi popolari e musica pop. Il coordinamento musicale è di Massimiliano Pitocco.

martedì 27 luglio

100 fisarmoniche

venerdì 30 luglio

Stefano Bollani

Piano Variations on Jesus Christ Superstar

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l secondo weekend si apre venerdì 30 luglio, alle 21, con un altro artista celebre, reduce tra l’altro da uno dei grandi successi della scorsa stagione televisiva, il pianista Stefano Bollani. Come la Zakharova, il compositore e pianista milanese torna a Macerata per festeggiare il centenario della prima opera con un’altra storia d’amore, quella fra se stesso e il pianoforte: Piano Variations on Jesus Christ Superstar è il titolo della sua nuova serata totalmente inedita dedicata al capolavoro di Andrew LIoyd Webber e Tim Rice (a 50 anni dalla pubblicazione dell’album originale), realizzata con il benestare dello stesso compositore inglese. «Ho scelto la forma del pianoforte solo perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me – spiega Bollani –. E una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima».

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martedì 3 agosto

Pierino, il lupo e l'altro

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l mese di agosto inizia con l’estro e la simpatia di Arturo Brachetti per una serata di divulgazione musicale. Martedì 3 agosto, alle 21, l’attore torinese porta allo Sferisterio un concerto classico ma non un concerto tradizionale: Pierino, il lupo e l’altro. Il progetto, che fa riferimento alla celeberrima fiaba musicale di Sergej Prokof’ev, nasce dall’idea di creare un’occasione concreta di ampliare il pubblico della musica sinfonica con una formula originale, capace di coinvolgere e divertire. La base di partenza di Pierino, il lupo e l’altro è l’Ensemble Symphony Orchestra, un'orchestra che ha fatto della versatilità delle sue cifre stilistiche: grazie all’attenzione che ha per ogni tipo di genere, il suo repertorio spazia dalle arie d’opera più conosciute alle colonne sonore di film di fama mondiale. La parte musicale si appoggia al racconto di Arturo Brachetti, uno degli artisti teatrali italiani più noti al mondo, qui impegnato in veste di voce narrante. Dirige Giacomo Loprieno.

venerdì 6 agosto

Le divine donne di Dante

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maggio al Sommo Poeta con Neri Marcorè. A 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, l’attore, doppiatore e conduttore televisivo fermano, venerdì 6 agosto, alle 21, insieme all’Orchestra Arcangelo Corelli, diretta da Jacopo Rivani, si esibisce nello spettacolo Le divine donne di Dante. Il nuovo lavoro, realizzato in coproduzione dal Macerata Opera Festival con il Ravenna Festival e Mittelfest in occasione della ricorrenza dantesca, è una ricognizione delle figure femminili della Divina Commedia che si intreccia con una sorta di canzoniere che individua titoli che si legano, per libera – e spesso divertita – associazione ai temi e alle presenze di volta in volta evocate e richiamate dall’aldilà dantesco. Quarantadue personaggi femminili, da Cleopatra a Pia de’ Tolomei, da Cunizza a Francesca per costruire un paesaggio umano denso di suggestioni e significati. La serata è sostenuta da Engie. Engie contribuisce a rendere più sostenibile il lavoro allo Sferisterio. Quaranta giorni di prove con più di cinquecento persone al lavoro, all’aperto e spesso in orari molto caldi, significano un grande consumo di acqua. Con il sostegno di Engie, il Macerata Opera Festival si impegna in un percorso plastic free e fornisce a tutti i lavoratori borracce personalizzate Engie per il centenario e dispenser di acqua. Nel prossimo numero le foto!

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Il tempo di una foto Fotomobil è una macchina del tempo. Anzi, Fotomobil ferma il tempo. In uno scatto. Per le città, tra le piazze, Fotomobil arriva dove sei tu. Il progetto del fotografo Fabrizio Centioni - Il tempo di una foto - è diventato itinerante. Fabrizio ha messo a punto nel suo studio la tecnica del calotipo positivo, ovvero uno scatto analogico direttamente su carta tipografica, che viene dapprima sviluppato e successivamente invertito chimicamente. Alchimia pura. Nei mesi scorsi è così passato alla seconda fase e ha acquistato questo mezzo che vedi in foto e lo ha attrezzato per essere uno studio fotografico viaggiante, dove stampare in circa venti minuti il tuo ritratto in bianco e nero di quelli che non puoi dimenticare e che attaccherai in una parete della tua casa. L’emozione di una foto e il valore di una foto nel tempo si uniscono in un connubio unico. La concentrazione, il silenzio, l’attesa, la messa a fuoco, lo scatto. E la meraviglia di una foto, la memoria del futuro: questo è Il tempo di una foto.

Prenota il tuo ritratto: scrivi a iltempodiunafoto@gmail.com https://iltempodiunafoto.it/ https://www.instagram.com/_fotomobil/


Vivere lo Sferisterio da un nuovo punto di vista

È

questa una delle esperienze uniche dello Sferisterio: vivere lo spettacolo al fianco dell’artista. Possibile? Al Macerata Opera Festival si. Prosegue, infatti, la rassegna Palco Reverse, caratterizzata da tre elementi: riletture, contemporaneità, spazio unico. Pubblico e artisti insieme sul palcoscenico; nuove commissioni del Festival intorno ai titoli operistici e possibilità di ammirare da un differente punto di vista (quello degli artisti) lo spettacolare colonnato neoclassico del monumento maceratese. Solo a Macerata.

Mercoledì 28 luglio primo incontro con D’un immortale amor. Musica e versi su Amore, Tempo e Morte di Silvia Colasanti, una delle compositrici più note di oggi, che rilegge il capolavoro verdiano, affidandone l’interpretazione a un gruppo di star della scena odierna come la poetessa e scrittrice Mariangela Gualtieri, il controtenore Raffaele Pe, il Quartetto Adorno e il percussionista Leonardo Ramadori con la direzione di Francesco Lanzillotta. Mercoledì 4 agosto Amami, un’opera per teatrodanza, pianoforte e musica elettronica di e con Erika Rombaldoni; mentre l’11 agosto è in programma Un viaggio nel belcanto, il recital di Riccardo Massi, con il pianista Francesco Libetta, omaggio per il centenario del tenore marchigiano.

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A Macerata l’opera per tutti

È

stato il primo progetto di accessibilità in Italia, un vero vanto per il Macerata Opera Festival. Dal 2009, l’impegno dello Sferisterio è massimo per rendere l’opera accessibile, grazie a InclusivOpera, progetto ideato e coordinato da Elena Di Giovanni e realizzato con l’Università di Macerata, il Museo Statale Tattile Omero di Ancona, l’Unione Italia dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e l’Ente Nazionale Sordi (ENS). Laboratori, spettacoli e momenti formativi specifici rivolti a tutte le età, con un’attenzione particolare ai più giovani. Si comincia giovedì 29 luglio con un doppio appuntamento, alle ore 16 e alle ore 17: All’opera in carrozza, percorso inclusivo con le giovani guide dell’UICI e dell’ENS nelle sale del Museo della Carrozza a Palazzo Buonaccorsi.

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Sabato 31 luglio giornata dedicata ai ciechi e ipovedenti: alle ore 17 è in programma il percorso Arte e Musica condotto da due ragazze cieche di 14 a 21 anni rivolto a persone cieche e ipovedenti e aperto ai loro accompagnatori. Si parte da Palazzo Buonaccorsi (con visita al museo, nella sezione dedicata al futurismo e all’astrattismo) e si arriva allo Sferisterio, dove si racconta la storia e la struttura dell’edificio e si parla dell’opera La traviata. Questa visita viene guidata da tre ragazzi ciechi e ipovedenti. Quindi serata allo Sferisterio per La traviata (ore 21) con l’audio descrizione. Si prosegue domenica 1 agosto alle ore 17 (Arena Sferisterio, gran sala Piero Cesanelli) con una nuova attività: Esalazioni musicali nell’Aida di Verdi. Aromi sonori per l’amore, la libertà, la morte, la mummificazione, percorso multisensoriale tra profumi e aromi legati


Cinque appuntamenti gratuiti dal 29 luglio tra laboratori, spettacoli e momenti formativi all’ambientazione di Aida, guidato dal presidente del Museo Statale Tattile Omero Aldo Grassini e dal musicologo Cristiano Veroli, per esplorare come l’opera interagisce con tutti i sensi. Alle ore 21 allo Sferisterio l’opera Aida con audio descrizione. Domenica 8 agosto l’attività viene dedicata ai sordi: alle ore 17 è in programma il percorso Arte e Musica guidato da giovani soci ENS e si svolge in LIS. Previste le visite a Palazzo Buonaccorsi e allo Sferisterio, approfondendo la pinacoteca, la storia e la struttura dell’arena e l’opera La traviata, poi in scena la sera (ore 21) con l’audio descrizione. Ultimo appuntamento giovedì 12 agosto alle ore 18: Alla scoperta di Aida, percorso inclusivo in LIS guidato da soci ENS e interpreti LIS per percepire le vibrazioni dei diversi strumenti musicali, seguito dalla partecipazione all’Aida allo Sferisterio (ore 21). Tutti i percorsi (per un massimo di 35 persone) sono gratuiti; i biglietti per gli spettacoli sono disponibili a tariffa agevolata. I sopratitoli sono in italiano e in inglese in tutte le recite del festival. Dettagli e informazioni a richiesta scrivendo a inclusivopera@sferisterio.it

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I MAFIUSI

L’EREDITÀ

L’ELEZIO’ DE LU SINDUCU NOU

di Paolo Carassai Regia di Adina Ginestra

di Anna Leopardi Regia di Rotan

di Francesco Ciribè Regia di Francesco Ciribè

PRESENTA:

Ti aspettiamo alle ore 21.15 presso l’Anfiteatro esterno.


U

na festa musicale con dediche ad Aida e La traviata e i festeggiamenti per i cento anni di opera allo Sferisterio. L’appuntamento da non perdere in città è la Notte dell ’Opera. Il 29 luglio, dalle 19 alle 24, danze, concerti, acrobazie e spettacoli per bambini si alternano nelle strade e nelle piazze del Centro Storico, Corso Cairoli e Corso Cavour. L’outfit giusto? Vestito dorato e un trucco in stile egiziano. Una serata da non perdere che ha avuto già delle gustose anteprime. Infatti, la novità del 2021 è stata Aspettando la Notte dell ’Opera: sette serate diverse e spettacoli per grandi e piccoli, organizzati dal Comune di Macerata in collaborazione con l’Associazione Arena Sferisterio e il sostegno di Confcommercio Marche Centrali. Tutti i giovedì dal 10 giugno al 22 luglio la musica è arrivata nei parchi, giardini, anfiteatri di Santa Croce con lo spettacolo Nell ’antro della Strega ovvero: l ’incantesimo dell ’Opera, Corneto, Sforzacosta e Piediripa con il Concerto di arie d’opera, Vergini con Giochiamo al teatro con Aida, Collevario con Cantiamo e giochiamo con la musica di Aida e al teatro antico di Villa Potenza con Le pietre raccontano il teatro.

Reti e sinergie con Banco Marchigiano In un anno come questo, il bando di Banco Marchigiano rivolto ai giovani artisti ed associazioni assume ancora più significato. È l'occasione di tornare a confrontarsi con gli spettatori dal vivo, di poter investire sulle produzioni creative: un vero e proprio segnale di speranza e di ripartenza. Banco Marchigiano Credito Cooperativo Italiano conferma così, tra i suoi obiettivi, il ricoprire un ruolo proattivo nel creare reti e sinergie tra le eccellenze nel territorio a 360 gradi.

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Confcommercio al fianco della Notte dell’Opera «Mai come in questo momento può essere determinante, anche nella prospettiva di un complessivo rilancio, sviluppare il segmento culturale nell'ambito di un'offerta turistica del nostro territorio». Sono le parole di Massimiliano Polacco, direttore generale di Confcommercio Marche Centrali, che rinnova il sostegno alla Notte dell 'Opera, con tante novità tutte da scoprire il 29 luglio.


ASPETTANDO LA

Notte

Il 29 luglio vanno in scena sette nuovi progetti artistici, vincitori del bando sostenuto da Banco Marchigiano Credito Cooperativo Italiano che, con l’Associazione Arena Sferisterio, il Comune di Macerata e Confcommercio Marche Centrali, per il quarto anno sostiene l’iniziativa. Questi i progetti: Metamorfosi, Diario di una crisalide di Agnese Mastrangelo; Essere amata amando di Annalisa Ferrarini; Traviata in autotune di Asini Bardasci; 100x100 Amore dalla A alla V – Aida e Violetta cantano e raccontano con il soprano Gaia Matteini, mentre al pianoforte c'è Niccolò Nardoianni; Tutto è gioia ovvero la segreta lieta storia di Rigoletto con Pueri Cantores; Horus di Human Company Teatro; L’altra faccia della Traviata, viaggio nella storia della vera signora delle camelie di Associazione Liberarmonia e Orchestra Mugellini, Sinfonia di Luoghi. L’ingresso agli spettacoli della Notte dell ’Opera è gratuito con prenotazione obbligatoria; il dettaglio del programma è disponibile su sferisterio.it/nottedellopera2021. Il programma si completa con altri spettacoli come Ritratto di voce. Studio scenico intorno ad Aida, laboratorio teatrale UniMC, con direzione e coordinamento scientifico di Maria Paola Scialdone; Una Notte dell 'Opera sulla rotta dell'olandese volante, workshop per ragazzi con l'artista Fabrizio Cotognini legato alla mostra The Flying Dutchman a Palazzo Buonaccorsi; un concerto lirico con gli artisti del Macerata Opera Festival; mix di coreografie classiche, neoclassiche e contemporanee su musiche di Aida che vede protagonisti gli allievi del Liceo Coreutico IIS Filelfo di Tolentino. E inoltre, per i più piccoli, due postazioni trucco. Anfiteatro Centro Commerciale Caldichienti, 1 luglio 2021

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in anteprima alla Notte dell’Opera

S

i chiama Black Aida, lo spettacolo commissionato dal Macerata Opera Festival che va in scena il 29 luglio, alle 19, nel cortile del Palazzo Buonaccorsi nel giorno della Notte dell’Opera. Black Aida – Una fiaba africana è una rilettura per ragazzi, bambini e famiglie della celebre opera di Giuseppe Verdi. Non un adattamento, ma una vera e propria rilettura, con la drammaturgia di Simone Guerro che cura anche la regia insieme a Filippo Ughi, che prende in considerazione tutta la vicenda dal punto di vista della principessa africana. Una storia che diventa fiaba archetipica, in cui l’amore e la guerra si fondono insieme per dare senso alla vita e al mondo. Il pubblico dell’opera è abituato a vedere l’Aida ambientata nell’Egitto trionfante; questa versione invece guarda alla storia dal punto di vista etiope, uno sguardo nascosto, tribale, che rilegge anche la musica in questa chiave, elaborata per l’occasione da Gianfranco Stortoni. Le arie e le note verdiane sono riprese in uno spirito musicale ancestrale e collettivo, interpretato dai principali strumenti della musica etnica africana, misti al canto lirico, con l’attrice/cantante Bintou Outtara, il soprano Fiammetta Tofoni e l’attore/musicista Petit Solo Diabatè. Il pubblico viene coinvolto in un rito collettivo che richiama tutti a celebrare la bellezza del teatro e della musica. Lo spettacolo, a ingresso gratuito con prenotazione, è una coproduzione Associazione Arena Sferisterio e Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata (ATGTP) e dopo la prima a Macerata fa il giro del territorio provinciale. Il 30 luglio è previsto nel Cortile di Palazzo Bonafede, a Monte San Giusto (ore 18:30), il 31 luglio al parco Varnelli di Valfornace (ore 11:00) e al piazzale delle scuole medie di Sarnano (ore 18:30), il primo agosto all’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, a Urbisaglia (ore 11:00) e in piazza Ricci a Pollenza (ore 18:30), per concludere il 2 agosto a Villa San Filippo di Monte San Giusto, nel parco Giuseppe Montana (ore 18:30).

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Dopo il debutto di Macerata, lo spettacolo va in scena a Monte San Giusto, Valfornace, Sarnano, Urbisaglia e Pollenza


H

a conquistato il terzo posto del concorso Progetto Art Bonus dell’anno promosso da Ales spa (Società responsabile del programma di gestione e promozione dell’Art Bonus per conto del Ministero per la Cultura), con Promo PA Fondazione – LuBeC. È il progetto Cento mecenati promosso per favorire donazioni liberali da parte dei privati al Macerata Opera Festival, attraverso la normativa Art Bonus. L’idea, nata sul modello degli originari promotori Cento consorti, è stata per la quinta volta fra i più votati sulla piattaforma www.concorsoartbonus.it.

I Cento Mecenati, fra conferme e new entry, sono: Simone Ansovini, Andrea Baldassarri, Attilio Barbieri, Rosa Marisa Borraccini, Emanuela Bosco, Alfio Caccamo, Gianluca Capitani, Romano Carancini, Marino e Gabriella Carbonari, Katiuscia Cassetta, Gianfranco Cesaretti, Patrizia Clementoni, Stefano Clementoni, Renato Coltorti, Andrea Compagnucci, Rosaria Del Balzo Ruiti, Maurizio Del Savio, Germano Ercoli, Giuseppe Falco, Alessio Formica, Monica Francalancia, Tiziana Frenquelli, Elisabetta Garbati, Alberto Girolami (in memoria), Alice Goldet, Famiglia Maccari, Sabrina Malagrida, Alfredo Mancini, Massimo Marchionni, Paolo Margione, Maurizio Marinangeli, Anna Marra, Carlo Marsili (in memoria), Enzo Mengoni, Luciano Messi, Barbara Minghetti, Gianni Niccolò, Carlo Alberto Nicolini, Laila Nonni, Paolo Notari, Umberto Ortensi (in memoria), Lucia Parcaroli, Sandro Parcaroli, Stefano Parcaroli, Elisabetta Perucci, Giorgio Piergiacomi, Luciano Pingi, Claudio Pranzetti, Narciso Ricotta, Niccola Rossi, Roberto Rossi, Patrizia Scaramazza, Amedeo Scauda (in memoria), Marco Sigona, Alberto Simonetti, Giancarlo Temperilli, Orietta Maria Varnelli, Antinori Assifin Srl, Associati Fisiomed, Associazione Amici dello Sferisterio, Astea Spa, Banca dei Sibillini Credito Cooperativo di Casavecchia, Banco Marchigiano Credito Cooperativo, La bottega della bellezza Snc, Camerlengo Calzature, Casatasso Srl,

Ciabocco Srl, Salumificio Ciriaci Srl, Connesi Spa, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Antonio D’Amico Srl Rita Servidei, Diatech Pharmacogenetics Srl, Edif Spa, Associazione Evoluzione e Tradizione, iGuzzini Illuminazione Spa, Il Gioiello di Giorgio Franceschetti, Interagency Consulting Srl, Lardini Spa, Fondazione Notaio Augusto Marchesini per la formazione e la cultura musicale, Med Store, Microtel Srl, Naturneed Srl, Nuova Simonelli Spa, Orim Spa, Osteria dei Fiori, Rhutten Srl, Rimar Srl, Sabry Maglieria Srl, Sardellini Costruzioni Srl, Fratelli Simonetti Spa, Sogesa Srl, Studio Andreozzi & Associati, Studio Tartuferi & Associati, Tecno Pavimarche Srl, Treccani, Università di Camerino, Università di Macerata, International Inner Wheel Macerata, Kiwanis Club Macerata, Rotary Club Macerata. Il risultato è anche quest’anno davvero incoraggiante: 82 mecenati del 2020 hanno confermato la loro presenza nel 2021; a loro si aggiungono 18 nuove adesioni (Simone Ansovini, Attilio Barbieri, Katiuscia Cassetta, Maurizio Del Savio, Elisabetta Garbati, Massimo Marchionni, Gianni Niccolò, Laila Nonni, Paolo Notari, Roberto Rossi, Giancarlo Temperilli, Banca dei Sibillini Credito Cooperativo di Casavecchia, Camerlengo Calzature, Salumificio Ciriaci Srl, Edif Spa, Il Gioiello di Giorgio Franceschetti, Tecno Pavimarche Srl, Treccani).

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Organizzare eventi in sicurezza è un impegno nel rispetto della funzione sociale della cultura. Il pubblico, rispettando alcune semplici regole, può tornare a godere degli eventi dal vivo e sostenerne la rinascita. Su SFERISTERIO.IT/SFERISTERIOSICURO e inquadrando con lo smartphone il QR Code, qui sotto troverete tutte le indicazioni da seguire per poter vivere in sicurezza l’indimenticabile esperienza dello Sferisterio. Nel rispetto delle NORMATIVE VIGENTI ANTI-COVID19 vi ricordiamo che: • è necessario mantenere sempre la distanza interpersonale di almeno 1 metro, ad eccezione delle persone non soggette a distanziamento; • la mascherina va sempre indossata quando ci si allontana dal proprio posto; • il bar all’interno del Teatro non sarà operativo e non è consentito introdurre e consumare cibi o bevande; • l’eventuale necessità di accedere ai servizi igienici va segnalata al personale di sala. In caso di pioggia, il personale di sala fornirà le indicazioni per raggiungere in modo ordinato gli spazi al coperto predisposti per ogni settore. Vi ricordiamo inoltre che in tutta l’Arena è vietato fumare (anche sigarette elettroniche) e che non è consentito scattare foto con o senza flash o registrare video dello spettacolo. Vi invitiamo a spegnere i cellulari o impostarli in modalità aereo e vi auguriamo buon divertimento! Le divise del personale di sala maschile anche quest’anno sono firmate da Manifattura Paoloni Spa, apprezzata per la sua alta specializzazione nella produzione del capospalla, che rappresenta il fiore all’occhiello di uno dei poli manifatturieri del territorio marchigiano, in un mix sapiente fra artigianalità e tradizione che si sposano con l’innovazione, la ricerca e il design. Igienizzazione a cura di Cosmari Cosmari, partner tecnico del Festival, garantisce la massima attenzione all’igienizzazione di tutti gli spazi comuni. Cosmari e Macerata Opera Festival raccomandano agli spettatori di utilizzare gli appositi contenitori per gettare mascherine, fazzoletti usa e getta e tovagliolini carta o altri rifiuti differenziabili nel rispetto delle norme di sicurezza. Acqua Roana a disposizione degli spettatori Per rendere più confortevole la tua serata allo Sferisterio, chiedi al personale di sala una delle bottigliette che Acqua Roana, partner del Macerata Opera Festival, ha messo a disposizione degli spettatori.

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Il tailleur di DiveDivine per lo Sferisterio

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reatività, artigianalità di qualità 100% made in Italy, cura e attenzione ai dettagli. Sono i valori di DiveDivine, azienda presente da oltre 30 anni nel territorio di Macerata, a cui è fortemente legata, che, in occasione della 57ª edizione del Macerata Opera Festival, diventa fornitore ufficiale per le uniformi del personale di sala femminile dell’Associazione Arena Sferisterio: un tailleur dal taglio elegante e moderno, un must have della collezione rivisitato per l’occasione. Ma c’è di più: il completo è arricchito da una canotta e da elementi preziosi, naturalmente dorati, sui reverse e sul pantalone, che richiamano il colore simbolo di #100x100sferisterio.

La tecnologia di Connesi

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er il terzo anno il Macerata Opera Festival ha scelto Connesi come partner tecnico per la fornitura di connettività internet allo Sferisterio. Anche per la 57a edizione dal 23 luglio al 13 luglio 2021, in occasione del centenario dalla prima opera lirica rappresentata, Aida nel 1921, l’Arena Sferisterio può contare sulla velocità e sull'affidabilità delle tecnologie per la telecomunicazione e di un impianto permanente in fibra ottica e radio per lo streaming ad altissima risoluzione, le comunicazioni telefoniche e la connessione internet a disposizione della stampa. Inoltre, se acquisti i biglietti con la modalità Print@home, ricevi il biglietto al tuo indirizzo e-mail e, grazie a Connesi, potrai mostrarlo all'ingresso in Arena, stampato o dal tuo smartphone, per la lettura dei codici a barre, in modo rapido e in totale sicurezza.

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A Carlo Perucci, direttore artistico dal 1967 al 1986, è stata dedicata la prima giornata della settimana di debutto del Festival. A lui, che ha riportato l’opera lirica allo Sferisterio con grandi cantanti come Mario Del Monaco, Antonietta Stella e Aldo Protti, è stato intitolato il foyer dell’Arena maceratese. Dopo le anteprime giovani di Aida (martedì 20 luglio ore 21) e della Traviata (mercoledì 21 luglio, ore 21), tappe conclusive del percorso Sferisterio Education si attende la “prima” tra mostre, Dialoghi e Aperitivi Culturali. Per i Dialoghi martedì 20 e mercoledì 21 luglio, in collaborazione con l’Associazione Opera Europa, si svolge a Macerata un workshop internazionale dedicato alla scenotecnica e alla produzione: una trentina di professionisti provenienti dai maggiori teatri e festival europei che formano i forum di TechSet e di Amministrazione Artistica&Produzione si incontrano per la prima volta in presenza, dopo mesi, in città per discutere di nuove tecnologie e soluzioni nell’ambito della produzione dopo la pandemia, assistono alle prove e visitano il palcoscenico dello Sferisterio. Giovedì 22 luglio alle ore 18 nel cortile di Palazzo Buonaccorsi l’incontro Let’s play: giochiamo, interpretiamo, suoniamo; il sovrintendente Luciano Messi dialoga con Emanuele Vietina, Patrizia e Pierpaolo Clementoni ed Elena Di Giovanni. Viene presentato All’Opera, primo gioco da tavolo per tutta la famiglia, che nasce dalla collaborazione tra Clementoni e l’Associazione Arena Sferisterio. Domenica 25 luglio, sempre alle 18, Alberto Mattioli presenta il libro di Fabio Larovere e Andrea Faini: V. e W. Perché non possiamo fare a meno di Giuseppe Verdi e Richard Wagner.

Ultimi due appuntamenti il 5 e il 6 agosto, alle 18, nella gran sala Piero Cesanelli, all’Arena Sferisterio. Il primo giorno c’è Al fianco di un mito: Pierfrancesco Giannangeli dialoga con Luigi Pignotti per raccontare più di 20 anni vissuti a fianco di Rudolf Nureyev. Chiusura il giorno seguente con la lezione spettacolo di e con Cesara Catà Dante di Dante. Le Muse di Dante Alighieri nelle donne di Dante Gabriel Rossetti, in collaborazione con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani.

Il jingle del Centenario Per questo importante anniversario, il Macerata Opera Festival ha preparato un jingle, composto dal direttore musicale Francesco Lanzillotta e scaricabile sullo smartphone. Dedicato all’opera simbolo di questo centenario, la prima andata in scena allo Sferisterio, ha coinvolto gli artisti del festival 2021: un motivo celebre come quello della Marcia Trionfale di Aida, fischiettata, canticchiata e immersa in un contesto contemporaneo urbano, perché l’opera fa parte della nostra vita.


Sei mostre accompagnano il Festival. Oltre a Manifestival, allestita nel corridoio innocenziano dello Sferisterio, che ripercorre la storia dei manifesti dal 1921 ad oggi, c’è un’altra esposizione che fa rivivere proprio quella storica Aida di cento anni fa: Aida 1921. La prima stagione lirica allo Sferisterio di Macerata nelle Foto Balelli. Allestita fino al 13 agosto e dal 28 al 31 agosto nella Galleria GABA di piazza Vittorio Veneto è visitabile gratuitamente tutti i giorni dalle 18:00 alle 20:00. GABA.MC Young in via Gramsci 55 ospita, invece, fino al 30 luglio AIDA. Altre Idee Da Aida, una mostra dell’Accademia di Belle Arti nata da un’idea di Enrico Pulsoni, docente del corso di scenografia, e di Stefano Sasso, docente del corso di sound design e con i lavori degli studenti Aurora Carassai, Chiara Cingolani, Chiara Ulisse, Federica Angelini, Francesca Zu’, Han Yan Zheng, Lorenzo Siciliano, Luca Luchetti, Melissa Stizza, Sophia Ruffini, Stamira D’amico, Teresa Marinucci, Tian Ding. Ingresso gratuito.

UN PROGETTO DI FABRIZIO COTOGNINI

17 luglio 30 ottobre 2021 MUSEI CIVICI PALAZZO BUONACCORSI MACERATA

A Palazzo Ricci dal 25 luglio al 19 settembre c’è Dante Ferretti, effimero per errore, dedicata al celebre scenografo e costumista italiano, premio Oscar per tre volte, a cura di Pierfrancesco Giannangeli, Benito Leonori e Bianca Piacentini (Info: +39 0733 202942 - meridiana. mc@gmail.com - www.palazzoricci.it). Nelle sale di Palazzo Ricci vengono esposti 10 bozzetti a pastello su alluminio, carta, cartoncino, cartone, compensato e tela – tra cui quelli dei film premiati agli Oscar – e un modellino di resina, appartenenti alle collezioni della Fondazione Carima. In una suggestiva atmosfera onirica, Scenaria, il Festival della scenografia diretto dal Maestro Dante Ferretti, in collaborazione con il Comune di Macerata, ha inaugurato a Palazzo Buonaccorsi il nuovo allestimento della scultura di Umberto Peschi Aeroritratto d’aviatore (1912-1992), scelta dal maestro Ferretti per la scenografia dell’ultimo film di Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma. Visitabile fino al 30 agosto.

MUSEI CIVICI PALAZZO BUONACCORSI Via Don Minzoni, 24 - Macerata ORARI

Da martedì a domenica 20 LUGLIO -22 AGOSTO h 10 – 19 23 AGOSTO - 30 SETTEMBRE h 10 - 13 | 15 - 19 1 - 30 OTTOBRE h 10 - 13 | 15 - 18.30 La biglietteria chiude 30 minuti prima

INFO e PRENOTAZIONI

0733256361 / 0733060279 info@maceratamusei.it | www.maceratamusei.it

E sempre Palazzo Buonaccorsi ospita la mostra contemporanea The Flying Dutchman dell’artista Fabrizio Cotognini. Il progetto porta il visitatore a muoversi nelle sale dei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi attraverso il gioco, la narrazione, l’antropologia, la contemporaneità, la rappresentazione e ovviamente la musica che tutto sublima: una sinestesia in forma pura che ha preso vita nel dialogo e nel lavoro tra l’artista e le realtà artigiane del territorio maceratese. La mostra, curata da Riccardo Tonti Bandini, attraverso un percorso immersivo costituto da disegni, sculture e installazioni, propone una trasposizione concettuale di un’opera letteraria storica, sulla scorta delle varie rappresentazioni e interpretazioni che sono state attribuite nel tempo a l’Olandese Volante. Aperta fino al 30 settembre. Info e prenotazioni: + 39 0733 256361 - info@maceratamusei.it.

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Una vera chicca del Macerata Opera Festival: i concerti fra gli alberi monumentali del parco urbano di Villa Cozza. Nelle giornate di sabato 31 luglio e 7 agosto e domenica 1, 8 agosto, alle 17, prima delle rappresentazioni allo Sferisterio, riprendono Note del verde, a cura di Cesarina Compagnoni in collaborazione con il Conservatorio G.B. Pergolesi di Fermo, appuntamenti dedicati agli ospiti della casa di riposo, ai familiari e alla cittadinanza. Il 2 agosto, invece, alle 21 in piazza Aldo Moro a Monte San Giusto va in scena il recital ispirato alla Traviata di Giuseppe Verdi: Giorgio Germont, la mia verità. La drammaturgia è di Paolo Logli con l’attore Luca Violini che interpreta Germont, il soprano Ronja Weyhenmeyer (Violetta) e il tenore Marco Puggioni (Alfredo). Al pianoforte Claudia Foresi con la partecipazione del coro Il Tritono. Informazioni e biglietti +39 375 5518647.

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i chiama Aida and the magic run ed è il videogame per smartphone e tablet, in italiano e inglese, ispirato all’opera verdiana. Il gioco, progettato e disegnato da Francesca Pasquinucci e Davide Giannoni per Imaginarium Creative Studio, con l’utilizzo dello stile grafico tipico dei videogame della pixel art, curata da Pixel Salvaje, segna

Per i più piccoli Le attività dedicate ai bambini tra i 6 e gli 11 anni proseguono nei prossimi durante il Festival. L’Associazione Amici dello Sferisterio organizza, in collaborazione con l’Associazione Culturale CTR e Coldiretti, due appuntamenti musicali con il soprano Laura Tomasucci e la violinista Chiara Cavagliano. Martedì 3 agosto, alle ore 18, sul prato di Fonte Maggiore, storica fonte maceratese a due passi dallo Sferisterio, M’ama o non m’ama. La storia della Traviata raccontata con i fiori; mentre martedì 10 agosto, sempre alle 18, nel cortile di Palazzo Buonaccorsi c’è Aida, dolce acqua e profumata riva.

È arrivato il videogame di Aida! l’edizione #sferisterio100x100 nella modalità “endless runner”: il personaggio corre senza sosta verso una direzione, saltando e superando ostacoli. La scelta della pixel art valorizza colori, animazioni e velocità del gioco, con uno stile che richiama i videogame degli anni Ottanta e permette una “giocabilità” intuitiva e per tutti. L’obiettivo del gioco è aiutare Aida a scoprire il suo

destino insieme a Radamès e in tutti gli schemi occorre collezionare monete d’oro: quando si raggiungono cento monete (torna anche qui il riferimento al numero 100), si acquisisce una “vita”. Il progetto è realizzato con il sostegno di FEDORA – The European Circle of Philanthropists of Opera and Ballet, nell’ambito del Programma Creative Europe della Commissione Europea.

Valorizzare arte e cultura Quando la passione per l’opera lirica si sposa con il desiderio di promuovere e valorizzare arte e cultura sul territorio, nascono e si rinnovano collaborazioni come quelle tra il Macerata Opera Festival, il Comune di Monte San Giusto e Centro Accessori spa.

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ra gli appuntamenti immancabili del Festival ci sono gli Aperitivi Culturali, iniziativa curata da Cinzia Maroni (Associazione Sferisterio Cultura), alle 12 nel Giardino dell’ex Asilo Ricci (ingresso libero con prenotazione). La giornata inaugurale, venerdì 23 luglio, si apre con Aida, 100 anni di comunità allo Sferisterio: protagonisti i giornalisti Angelo Foletto e Carla Moreni con la regista Valentina Carrasco e il direttore Francesco Lanzillotta. Il giorno seguente viene dedicato alla danza: Zakharova, il destino nel nome con il critico di danza Valeria Crippa; mentre domenica 25 luglio il giornalista Enrico Girardi con Henning Brockhaus e Paolo Bortolameolli dialogano sul tema Tra donne sole: Manon, Maria, Margherita, Violetta. Sabato 31 luglio, lo storico della musica Alberto Batisti in “Parigi, o cara”: Verdi e la Francia, omaggio ad entrambe le opere in programma e al loro legame con l’ambiente culturale parigino, mentre domenica appuntamento con la filosofa Ilaria Gasparri impegnata in un incontro dall’impronta “proustiana” intitolato Violetta una improbabile Odette.

Cesare Catà è il protagonista di sabato 7 agosto con Shakespeare, Verdi e un Egitto dell’anima. Il filosofo e performer teatrale mette insieme alcune suggestioni e ispirazioni che sottendono la celebre opera del compositore italiano che festeggia inoltre 150 anni dal debutto al Cairo. Il giorno dopo Sex worker, con l’autrice e giornalista Angela Azzaro e il professore universitario di Diritto pubblico Angelo Schillaci: una riflessione sulle lavoratrici del sesso, dalla legge Merlini ad oggi (accreditato ai fini della formazione forense). Giovedì 12 agosto, Andrea Panzavolta, giornalista e studioso di rapporti tra cinema, filosofia e letteratura, affronta il tema Amonasro, Germont: parricidi impossibili? dedicato alle due figure paterne che condizionano il vissuto delle protagoniste delle due opere; mentre venerdì 13 agosto si conclude con 1921, l’intuizione di un mecenate che coinvolge uno dei maggiori esperti sulla stagione allo Sferisterio del 1921, Evio Hermas Ercoli. Il titolo ricalca quello di uno dei capitoli scritti per il volume edito nel 1989 Sphaeristerium, Lo Sferisterio di Macerata, che ha costituito la prima e più accurata indagine sull’evento. Tutti gli appuntamenti sono corredati da video clip, a cura di Riccardo Minnucci, e da letture affidate a Gabriela Lampa. Non manca il tradizionale brindisi al termine di ogni conversazione, in cui vengono presentati produttori e operatori del territorio e i loro prodotti, sempre in sicurezza e nel massimo rispetto delle normative vigenti. Prenotazione al link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-aperitiviculturali-2021-161607162373.

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1961-2021

UN GRUPPO DI PERSONE CHE CONDIVIDE UN OBIETTIVO COMUNE PUÒ RAGGIUNGERE L’IMPOSSIBILE

ORGOGLIOSI DEL TERRITORIO


CENTO - THE HUNDRED: ANOPERA SEASON FOR EVERYONE

(From right to left) The superintendet Luciano Messi, the artistic director Barbara Minghetti and the musical director Francesco Lanzillotta. In the photo along side, a scene from Aida's rehearsal

G

old represents colour, sharing, emotions. If you wanted to summarise the 57th opera season of the Sferisterio in Macerata with two simple words, you would not find more suitable narrative threads to describe what will be experienced inside the arena of the ball and bangle, which has turned into an international temple of the opera over the decades. The noble metal stands out on all the posters and flyers and has been selected as a symbol of splendour and celebration for the old Aida performed in Macerata in 1921, which is now celebrating its first 100 years. A century of history has first transformed the possibilities for this symbolic place in Macerata. The summer spirit of the city then evolved as well, making the opera the most distinctive trait in its identity. It is fair to pay homage to this successful choice, which is now impressed in the DNA of the Sferisterio. Sharing, on the other hand, is a starting point, a new beginning after almost two years of Covid, social distancing, cancelled

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A conversation with the superintendent, Luciano Messi, the artistic director, Barbara Minghetti, and the musical director, Francesco Lanzillotta


shows, social upheaval that came out of the blue, provided of course that the pre-pandemic skies were indeed that comforting. The desire for participation, union and closeness will shine through every stone of the amphitheatre and not only for single opera nights, but will also extend to secondary events, which is thought will enrich the festival with unique moments, as the hundredth anniversary dictates. «For us, this is a celebration of the vision of those people who made their dream an all the more important reality explains the artistic director, Barbara Minghetti -. We want to engage the audience, the citizens and the whole community of the area, to restore relations and their desires to gather». The single productions will move towards this direction as well and will convey this message in their material

staging. «Aida is generally defined as an opera hit continues Minghetti -. It will be a majestic production with many people on stage to reinforce the message of the hundred citizens, already experimented successfully in the Magic Flute by Graham Vick. It is uncommon putting on a show like this, especially considering the Covid restrictions. However, we want to go further. We will bring the opera to the mountain areas too, introducing exhibitions and meetings, involving the retailers in the setting up of a golden city, as well as opening up to all generations as we did with the Rigoletto for children, which was performed on stage last May. The centenary season should be a season for everyone, perceived not only as a celebration, but also as a new beginning». Making it possible during a time of great uncertainty, especially for show business

and for culture, is partially an achievement in itself. With years of experience under his belt, this is what explains the miracle man, superintendent Luciano Messi, who has not only been able to balance the accounts for a challenging festival, but has also deservedly allowed it to relaunch in the international sphere. «Of course, the first and foremost celebration is having a comprehensive programme with a new, impactful production like Aida - explains Messi -. We have bravely accepted the challenge of our history to pay homage to the hundredth anniversary in an appropriate way. This has been our main focus, as well as an element of strong motivation. However, we have decided not to hold ourselves back with this title only - although it is already a result. We wanted to present a grand opening at an international level with a

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second opera of excellence, with the return of great dance, with shows also performed in neighbourhoods as well as a varied, comprehensive programme to offer a complete pre-festival and festival from the first to the last day. Despite significant organisational restrictions, we took the challenge on to its fullest. The original three titles planned to appear in the playbill were not possible, not only from an economic standpoint, but mainly from an organisational perspective. Three different artistic casts and just as much staging all together inside the Sferisterio, all the while guaranteeing the necessary safety precautions for all the professionals, would have not been possible. For this reason, we have adjusted the programme despite the heavy loss of the potential income, but that is not to say we renounced to putting on a complete festival able to link tradition and innovation as the story of the Macerata Opera Festival has always wanted». The magic has been fulfilled mainly thanks to the synergy of the three Musketeers of the opera in Macerata. Barbara Minghetti and Luciano Messi are also supported by the musical director Francesco Lanzillotta. «This team has been working together for four years now and shares common objectives - explains Lanzillotta -. Since the beginning, we have been clear about the path to follow, so our choices have been guided by the final goal that we share. Nobody works independently from the others, we rather have the desire to discuss and grow together. I think we can talk about a “Macerata model” as an alternative operational method to manage theatres and opera bodies, which represents an interesting innovation in the Italian landscape». Lanzillotta is twice as pleased since he is also in charge of directing Aida: «It’s

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La traviata of the mirrors

It’s a tone that we wish to convey. Opera is a complex genre that includes dance, speech, music, lights, costumes


a difficult emotion to describe - continues the musical director -. After many months, there is the desire to go back to performing in front of a real audience, in their presence. I feel the same as when I made my debut, on the day of my first concert. The hundredth anniversary increases those strong emotions. Aside from the enthusiasm and the joy of being here, we are aware that we are rediscovering values that we have lost over the last

year. Bringing people together is also why we wish to manage the Macerata Opera Festival as one big family. This is one of our characteristics and the reason why everybody wants to come back and work in Macerata». Here, the title Sferisterio100x100 intervenes, as clarified by Barbara Minghetti. «It’s a tone that we wish to convey. Opera is a complex genre that includes dance, speech, music,

lights, costumes. We want to represent this 100x100 in the programme, with international dance stars, and then with an innovative show that will use the Sferisterio wall vertically, a concert dedicated to Peter and the Wolf with Arturo Brachetti, actor and quickchange artist, the new show by Marcorè dedicated to Dante, Stefano Bollani and his love of musicals, the 100 accordionists conducted by Enrico Melozzi who will celebrate the

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(From right to left) The superintendet Luciano Messi, the artistic director Barbara Minghetti and the musical director Francesco Lanzillotta. In the photo along side, a scene from Aida's rehersals

excellence of the territory of Castelfidardo as the homeland of this instrument. The festival will speak with current events and contemporaneity in mind, while being firmly anchored to tradition and the past. This year, we also have a new commission dedicated to Aida, made by one of the most recognised and in vogue composers for the series of shows Palco Reverse. It’s a reinterpretation of the opera by Verdi, recomposed and modernised. I would like to underline the success of the innovative opera for children performed at the end of May, which obtained sensational reception and brought so many families to the arena that we were pushed to extend the initial two days to seven. This is an authentic, genuine audience, that clearly lets you understand if they are bored or if they feel involved. Bringing the opera to this collective, popular dimension is the idea that unites the

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current management and the previous one by my friend and colleague Francesco Micheli, always with Luciano Messi. I think the future of the opera in general is to be rediscovered not as something blurred, but on the contrary, as modern and present». The Traviata “of the mirrors”, the most appreciated and meaningful opera of the last three decades, binds this story. «It was right to propose it again, since it is one of the icons of the opera of Macerata - continues Minghetti -. It is always in demand and has travelled the world. So, it is a sort of celebration within the celebration, although with a few changes. We asked to modernise the choreography, some movements and direction, and costume aspects, always with the idea of looking towards the future and to give it a new life». It will therefore be a centenary of celebrations, a celebration for everyone, conceived with

sharing at its core. «One of the most beautiful aspects of working in the field of live shows and the opera in particular is the coexistence of many artisan professionals who have to cooperate to achieve a desired result concludes Luciano Messi -. The group motivates us and pushes us to grow, and that is important to remember during times like these, when goals and restarts are marked. We hope for the participation of all the social fabric of the area as the Sferisterio is the emblem of a much wider community. I believe that we must return this treasure to everyone with open-handedness and a sense of civic duty. We must promote debate and cultural participation, which benefit both individuals and the community – we must bear this in mind. So, the Sferisterio will be a house open to everyone, starting from the youngest who are the


building blocks of society. We have the heavy responsibility as well as the joy to keep the flame burning, a flame which originated from love and gave

birth to the Sferisterio, and then transformed it into the open-air theatre that we know today. Today, we are walking along together for another

stretch of the way, for the good of our citizens and for the future generations». Marco Ribechi

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Aida, a grand opera A with multiple,

fascinating scenarios

The musical director Francesca Lanzillotta; in the photo on the right the director Valentina Carrasco

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hundred years after the first opera performed in 1921 under the sky of Macerata and 150 years after the premiere of one of the most popular operas by Verdi, everything is set to make the new set design of Aida a special event. «And there’s more - adds Francesco Lanzillotta, who will be conducting the FORM, philharmonic orchestra of the Marche region -. In addition to the hundredth anniversary, this will also be the first opera I will conduct in the presence of an audience after a year of streaming events. The last one was Don Giovanni last summer in Macerata and I still feel as emotional as the very first time I took the stage». There are also a lot of expectations on this double anniversary for the new set design by Valentina Carrasco. «Thinking about the double anniversary - says Carrasco at a break during rehearsal -. I wanted to set the action at the time it was composed, which was a time of great industrial expansion and colonialism. We often talk about the digital revolution of our time, but we tend to forget that the same – if not more – happened at the end of the 19th century through the use of oil as combustible, which allowed for a rapid expansion of the great European powers and in some ways paved the way for globalisation. This choice is the result of Verdi’s awareness of this world. He is a composer who is not limited by his time, but rather describes it in a crystal-clear way though the filter of the settings of his work. I therefore thought about colonial Egypt – the one known by Verdi – and the construction of great work (an oil pipeline) that could be represented by limiting the use of video. In


the end, the Egypt depicted by Verdi does not have any philological implications, he just needed it to talk about war between two powers, as it was happening during colonialism». How will the Egyptian religion be represented? «I don’t want to disclose too much - says Carrasco smiling -, but I can say that we found inspiration in colonial Egypt under the Ottoman domination. There, we looked for any echoes of Sufism to be able to have proper contextualisation». Today, we are used to referring to Aida as an “intimate” opera. How can you represent intimacy in a 2,500-seat space? «I believe - says Lanzillotta -, that the most correct phrase would be to define Aida “also” as an intimate opera, but not only intimate. It contains very few arias as there is always conversational singing looking to unravel the drama. It is intimate in the sense that intimacy unravels the psychological situations the characters are experiencing. However, that is not only what Aida is, it is also an opera that should be watched from different perspectives, and this wider vision is highlighted by two features: There is a total breakup of the verse in the libretto, which helps to avoid pigeonholing the music inside a pre-set structure and to facilitate the development of the drama as it reveals itself. This is what I also find in the thematic and harmonic material. Sometimes it is difficult to appreciate the tonality we are working with, since the tonality noted in the score does not often seem to correspond to the one performed. Aida planted a seed in Italian opera, which bore its fruits in the Italian 20th century. In my opinion, this is the most engaging aspect. I read it from

the point of view of a composer rather than a conductor. It is an opera that opens up fascinating scenarios, and for this reason, one point of view is not enough, you need more. All that happens is a continuous musical change that reflects the psychological development of the four characters whose personality is examined in depth, and the music also reflects this analysis». Carrasco agrees, «It’s perhaps an original idea to say that Aida is an intimate opera, but it is a grand opera. There is not only the triumph, but also the many dances, choruses divided by four… It is an opera that has everything, both intimate scenes and great crowd scenes, not by chance, but because Verdi wanted it to be so. After all, it was composed to celebrate the Suez Canal, which is the biggest Egyptian construction after the pyramids. Besides, its musical and scenic spaces do not seem so intimate.

What makes it easier is that the Sferisterio is a very large space, and this is also helpful in terms of Covid regulations. We use all the necessary precautions for the choir who wear face masks, and for the solo artists who are tested very regularly as they clearly cannot sing with a face mask, but we have to ensure their safety as well ours, and luckily, social distancing is possible in this very large space». So, Aida is almost like an encyclopaedic opera… «First and foremost, Aida is a beautiful opera - says Lanzillotta -, but I think it overcomes the concept of beauty. It is interesting to point out how Verdi managed to create all-round characters from a drama and theatre perspective. It is an opera that can be interpreted in different ways and everyone can find something inspirational within it». Gabriele Cesaretti

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This new Traviata will be a surprise for everyone

O

ne of the most appreciated shows in recent history at the Sferisterio. «But it will not be as you have seen it before - says Henning Brockhaus smiling, still in command of the direction of the Traviata “of the mirrors”, with a scenography by Josef Svoboda -. I am changing and improving many elements, including the start of the show. These choices are the result of the need to be compliant with Covid regulations. I do not see them as adjustments, but rather as improvements, because I could question many aspects. Then, admittedly, theatre is not a narrative of words. It will be a surprise to all of you». It is a comeback for Brockhaus, but for the conductor, Paolo Bortolameolli, it is actually a debut. «It is not easy to play together with social distancing and finding a common sound is a real challenge. However, all orchestras are applying Covid protocols, so, in my work over the last few months, this is a satisfying experience, and everyone is connected to what is happening. It is like conducting an ensemble of chamber music and the collaborative spirit is stronger than ever. It has brought a different energy that I embrace as positive, beautiful energy». Going back to the Traviata, it is now difficult to present a show that the audience – not only from Macerata – knows very well. «I believe this is a very smart, emotional direction - says Bortolameolli -. Moreover, the mirror recalls the profound play of looking at ourselves in

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the characters of an opera written many years ago, but that is still totally relevant today. If you want to interpret the original message of the Traviata, you can find injustice suffered not only by Violetta, but by many people in the world who want to change but cannot be due to social constraints. That is why I believe that the Traviata still firmly resonates today as it has a universal message. The message is dateless and it is to “leave her in peace, this is her life!». Brockhaus goes on, «I find the Traviata to be a very oneiric story, with great moments linked to dreams and memories, so in my opinion it is belittling and ordinary to narrate it from a realistic perspective. I started from Dumas in my direction, and I noticed that Verdi also follows the novel in essential, evident moments, starting from the beginning. Act three, when Violetta dies, is a parallel to the scene by Dumas that starts with Armand seeing her tomb in the cemetery. The novel by Dumas is a memory and Verdi tells the story as a memory as well». The large daisy field that appears in act two with the extortion by Germont is one of the most poetic, though cruel, elements of the show. «It is a total change compared to the novel - tells Brockhaus -. Dumas lived in the countryside with Marie Duplessis, the courtesan who inspired the character of Violetta. However,


the woman continued to act as a prostitute, so Dumas abandoned her, not tolerating her to treat him in this way. Yet in Verdi, Violetta is pushed to abandon Alfredo by Germont father. It is Germont who behaves like a moralist and describes the sacrifice Violetta must make to deserve heaven. To make this weak point, Germont makes the house, reality disappear, proposing a nature that is beautiful, divine, but also sycophant. Germont is a very intelligent man and knows how to treat Violetta, so he uses her weakness to get what he wants». How does the Traviata move us so much and is the most performed opera in the world? «I have always thought of the Traviata as a youthful work - says Bortolameolli -, full of youthfulness, agitation and passionate love. I believe we need to recall what we felt as youths to understand it, because Violetta and Alfredo are young, young with a beautiful immaturity, living in the moment. It is a desperate, captivating youth». «I don’t know if we are touched - remarks Brockhaus -, instead, I think we want to see the story of a sinner who is punished for sins, which also excite us. Dumas defined the double life of the bourgeoisie as the maladie du siècle [the illness of the century], divided between

frequenting brothels, having mistresses and then acting like moralists at home. This has not changed at all: If we look at today’s society, we see that there are still many Violettas and I know many of them for instance. Even my father has experienced a story like this one». How do you balance the needs for philology and those of executive tradition in such a popular opera? «It is too difficult to find a specific point that might please everyone, from melomaniacs, to voice enthusiasts and musicians. I think it is essential to find a balance in observing tradition and at the same time – as we are talking about the most popular opera in the world – you can make it as everyone expects it to be, or you can look for a challenge and make this music played a million times fresh. I do not see the Traviata as a romantic opera close to Puccini, but rather close to the agility and musical form of Donizetti for example. It is the opera with which Verdi changes his language, it is an opera that places itself in the middle of the century». Gabriele Cesaretti

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Data Ora Evento

Luogo

21.07 21:00

LA TRAVIATA Anteprima

Arena Sferisterio

22.07 18:00

Let’s play: giochiamo, interpretiamo, suoniamo

Cortile Palazzo Buonaccorsi

22.07 21:00

Aspettando la Notte dell’Opera Concerto di arie d’opera

Corneto, Anfiteatro

23.07 12:00

Aperitivi culturali Foletto, Moreni, Carrasco, Lanzillotta

Giardino dell'Ex Asilo Ricci

23.07 21:00

AIDA

Arena Sferisterio

24.07 12:00

Aperitivi culturali Crippa

Giardino dell'Ex Asilo Ricci

24.07 18:00

Inaugurazione della mostra Dante Ferretti, effimero per errore

24.07 21:00

Data Ora

Evento

Luogo

1.08 12:00

Aperitivi culturali Gaspari

1.08 17:00

Note nel verde

Parco di Villa Cozza

1.08 18:00

Percorso multisensoriale Il tatto, i suoni, i profumi di Aida

Arena Sferisterio / Gran Sala Piero Cesanelli

Ex Asilo Ricci

1.08 18:30

Black Aida

Pollenza, p.zza Ricci

1.08 21:00

AIDA*

Arena Sferisterio

2.08 18:30

Black Aida

Monte San Giusto

2.08 21:00

Giorgio Germont, la mia verità

Monte San Giusto

Palazzo Ricci

3.08 17:00

Fonte Maggiore M’ama o non m’ama? La storia della Traviata raccontata con i fiori

Svetlana Zakharova, Vadim Repin

Arena Sferisterio

3.08 21:00

STUCK, Opera on the Wall

Arena Sferisterio

4.08 21:00

Amami

Arena Sferisterio

25.07 12:00

Aperitivi culturali Girardi, Brockhaus, Bortolameolli

Giardino dell'Ex Asilo Ricci

5.08 18:00

Giannangeli, Pignotti Al fianco del mito Nurejev

Arena Sferisterio / Gran Sala Piero Cesanelli

25.07 18:00

Larovere, Faini Presentazione del libro V. e W. Perché non possiamo fare a meno di Giuseppe Verdi e Richard Wagner

Cortile Palazzo Buonaccorsi

Arena Sferisterio

25.07 21:00

LA TRAVIATA

Arena Sferisterio

Pas-de-deux for Toes and Fingers

27.07 21:00

Enrico Melozzi 100 fisarmoniche

Arena Sferisterio

28.07 21:00

D’un immortale amor

Arena Sferisterio

29.07 19:00

La Notte dell’Opera

Centro Storico, C.so Cairoli e Cavour

Black Aida

Palazzo Buonaccorsi

Percorso guidato In carrozza all’opera

Palazzo Buonaccorsi

29.07 19:00 29.07 16:00 e 17:00 30.07 16:00

Laboratorio musicale inclusivo Alla scoperta di Aida

Cooperativa Sociale "Di Bolina"

30.07 21:00

Stefano Bollani Piano Variations

Arena Sferisterio

30.07 18:30

Black Aida

Monte San Giusto

31.07 11:00

Black Aida

Valfornace

31.07 12:00

Aperitivi culturali Batisti

Giardino dell'Ex Asilo Ricci

31.07 16:45

Percorso guidato per non vedenti Arte e Musica

Palazzo Buonaccorsi Arena Sferisterio

31.07 17:00

Note nel verde

Parco di Villa Cozza

31.07 18:00

Black Aida

Sarnano

31.07 21:00

LA TRAVIATA*

Arena Sferisterio

Black Aida

Abbazia di Chiaravalle di Fiastra

1.08 11:00

on Jesus Christ Superstar

Palcoscenici in città

Per i piccoli

Dialoghi

5.08 21:00

Grazie Rudy

6.08 18:00

Arena Sferisterio / Catà Dante di Dante Enciclopedia Italiana Treccani Gran Sala Piero Cesanelli

6.08 21:00

Neri Marcorè

Arena Sferisterio

7.08 12:00

Aperitivi culturali Catà

Giardino dell'Ex Asilo Ricci

7.08 17:00

Note nel verde

Parco di Villa Cozza

7.08 21:00

AIDA

Arena Sferisterio

8.08 12:00

Aperitivi culturali Azzaro, Schillaci

Giardino dell'Ex Asilo Ricci

8.08 16:45

Percorso guidato LIS Arte e Musica

Palazzo Buonaccorsi Arena Sferisterio

Le divine donne di Dante

8.08 17:00

Note nel verde

Parco di Villa Cozza

8.08 21:00

LA TRAVIATA

Arena Sferisterio

10.08 18:00

Aida, dolce acqua e profumata riva Cortile Palazzo Buonaccorsi

10.08 21:00

Arturo Brachetti

Arena Sferisterio

Pierino, il lupo e l’altro

Un viaggio nel belcanto

Arena Sferisterio

12.08 12:00

Aperitivi culturali Panzavolta

Giardino dell'Ex Asilo Ricci

12.08 18:00

Percorso guidato LIS Alla scoperta di Aida

Palazzo Buonaccorsi Arena Sferisterio

12.08 21:00

AIDA

Arena Sferisterio

13.08 12:00

Aperitivi culturali Ercoli

Giardino dell'Ex Asilo Ricci

13.08 21:00

LA TRAVIATA

Arena Sferisterio

11.08 21:00

InclusivOpera

Note

Visioni


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