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CheMagazine! - Speciale Macerata Opera Festival

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Speciale Macerata Opera Festival

Le interviste ai protagonisti

Scopri il programma, le opere e i concerti

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EDITORIALE

#verdesperanza è un progetto, non solo un hashtag. Il Macerata Opera Festival ha scelto questo tema per l’edizione 2018 guardando a quella sostenibilità ambientale con cui oggi, più che mai, la nostra economia deve fare i conti. Siamo invitati a pensare in un modo nuovo, a immaginare prodotti e processi di produzione virtuosi, a basso impatto e ad alto valore sociale e territoriale. In due parole: economia circolare. E allora, tra le cose più urgenti da fare #verdesperanza dobbiamo limitare la plastica. Va utilizzata con più intelligenza, tagliando fortemente gli sprechi. Ne siamo circondati; ogni anno, nel mondo, ne produciamo 300

milioni di tonnellate. Non ce lo possiamo più permettere. Stiamo trasferendo un’eredità pesante ai nostri figli e ai nostri nipoti, l’obiettivo dev’essere lasciare questo pianeta almeno come l’abbiamo trovato. Sicuramente non peggiorato. Troviamo il modo per consumare meno plastica: scegliamo bottiglie di vetro o imballi di carta e cartone, eliminiamo le cannucce. Ognuno di noi, da questa sera, può fare la differenza. Per questo #verdesperanza è un progetto, perché NOI non saremo l’ultima generazione su questo pianeta, ma siamo l’ULTIMA generazione in grado di invertire la tendenza prima che sia troppo tardi. Carlo Scheggia

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SPECIALE MACERATA OPERA FESTIVAL 2018 Numero 2 Anno XIII distribuzione gratuita Testata registrata n. 534/06 Tribunale di Macerata

Redazione Carlo Scheggia Maria Laura Pierucci Fabrizio Baleani

Direttore responsabile Carlo Scheggia

Hanno collaborato Veronica Antinucci Gabriele Cesaretti Andrea Compagnucci Maria Stefania Gelsomini Pierfrancesco Giannangeli Floriana Tessitore l’ufficio stampa e l’ufficio turismo del Comune di Macerata

Editore Carlo Scheggia Via Einaudi 280 Civitanova Marche tel. 0733817619 www.scheggiacomunicazione.com Grafica Alberto Brandi Concessionaria Ivo Mario Fabbri Via Marsala 17 - 60121 Ancona Stampa Grafiche Mdm Srl- Forlì

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Traduzioni in inglese Elena Di Giovanni Crediti fotografici Alfredo Tabocchini, fotografo ufficiale del Macerata Opera Festival Luna Simoncini Andrea Del Brutto

La foto a pag 14 di Cucinella è di Luca Maria Castelli; la foto 2 a pag 28 è di Moreno Maggi. Le foto da pag 74 a pag 87 sono state gentilmente concesse dall’ufficio turismo del Comune di Macerata. È possibile riprodurre, copiare e modificare i testi attribuendone la paternità a CheMagazine!. Non è consentito usare quest’opera per fini commerciali. Questo numero è stato chiuso il 10 luglio. L’editore non è responsabile di eventuali variazioni di programma. Rivista realizzata senza contributi pubblici ........ Foto in copertina: Lucio Fontana, Concetto spaziale-Attese, 1966, idropittura su tela, 81×65,5 cm, Macerata, Fondazione Carima-Museo Palazzo Ricci, per gentile concessione della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata


SOMMARIO

MARIO CUCINELLA INAUGURA IL FESTIVAL 2018

#verdesperanza per esplorare percorsi inediti

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Il fascino straordinario dell’opera per il rilancio di questa terra

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Con #verdesperanza prepariamoci ad una vera fioritura dello Sferisterio 20 La nuova stagione lirica, un grande lavoro di condivisione È partito un progetto di crescita stimolante per tutti Le 10 cose più verdi Le 10 cose da sapere sui nostri sostenitori

La regia d’opera e il nuovo patto con il pubblico Il flauto magico L’elisir d’amore Testimonial del Macerata Opera Festival 2018 un importante architetto impegnato nei processi sostenibili e di miglioramento della vivibilità: Mario Cucinella. Fondatore di Mario Cucinella Architects, nei suoi progetti è da sempre attento ai temi legati al rispetto dell’ambiente e all’impatto sociale degli edifici. Curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2018, del quale ha messo a punto anche il catalogo, edito da Quodlibet, è vincitore di numerosi premi e concorsi internazionali. Fondatore a Bologna della School of Sustainability e dell’organizzazione no-profit Building Green Future, inaugura il Macerata Opera Festival con una conversazione giovedì 19 luglio alle ore 18.30 sulla terrazza del Palazzo degli Studi appositamente aperta in suo onore.

La traviata Crossover e Altraopera La Notte dell’Opera We Can Be Waves Idee da non perdere Ad opera dei bambini

Le 5 cose da fare con i figli Le 5 cose da fare più geek

Le 5 cose da fare più glamour Le 5 cose da fare più folli Oltre Arena Sferisterio Live

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#verdesperanza PER ESPLORARE PERCORSI INEDITI

L’

essenza di questo nuovo inizio per il Macerata Opera Festival risiede nell’esplorazione di strade inedite e di percorsi innovativi. C’è il senso di sorpresa, quindi, per un viaggio che si tinge di sfumature nuove e che ambisce a raggiungere traguardi ambiziosi seguendo quella trama originale in cui la modernità trae origine dalla più vitale tradizione. C’è un piano certo che è quello dei grandi successi ottenuti negli anni passati, grazie a una direzione artistica che ha segnato una svolta in termini di partecipazione corale e di coinvolgimento della comunità. Questa concezione ha dato progressivamente vita a un modello unico e virtuoso di contenitore culturale che basa la sua forza sulla contaminazione di diverse forme di espressione artistica e su un approccio che tocca il presente e affronta in modo trasversale tematiche che coinvolgono direttamente la nostra società. Su questo piano si erge oggi l’entusiasmo di una squadra rinnovata che sprigiona energia e che traduce novità. Con le grandi regie e il determinante coinvolgimento delle giovani generazioni e dei bambini, il Macerata Opera Festival raccoglie nuove sfide e aggiunge importanti tasselli nel lavoro in rete con i maggiori Teatri d’Europa. È Barbara Minghetti la nuova “esploratrice” del Macerata Opera Festival la cui direzione artistica interpreta un sempre acceso slancio di sperimentazione pur restando fedele al cammino tracciato, e si avvale della collaborazione del direttore musicale Francesco Lanzillotta, assoluta novità nel percorso di ricerca delle nuove forme di espressione musicale. Il tutto sotto la guida sicura e attenta del Sovrintendente Luciano Messi. C’è infine un grande senso di speranza che si tinge di verde: la speranza di una rinascita, la speranza di un futuro migliore, la speranza che la bellezza, nelle sue multiple forme, continui a contraddistinguere la nostra amata città e a riflettere la vera natura di una comunità che per indole accoglie il nuovo e non dimentica mai le sue radici. Romano Carancini Sindaco di Macerata

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IL FASCINO STRAORDINARIO DELL’OPERA PER IL RILANCIO DI QUESTA TERRA

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distanza di quasi due anni dalle violente scosse del terremoto dell'ottobre del 2016 si riparte con la stagione lirica, in un contesto che, seppure ancora complicato e difficile, vuole contribuire alla rinascita dell'economia locale. Uno spettacolo unico in una provincia messa a dura prova da una calamità che, in certi momenti, ha reso spettrali più di un centro, deprimendo l'incredibile bellezza architettonica e paesaggistica di ognuno di essi. Dunque, la cultura, per rilanciare e rendere appettibile la città di Macerata e tutto il territorio provinciale con il richiamo del fascino straordinario del melodramma che quest'anno ha scelto il colore del verde. Il verde che nel suo simbolismo rappresenta la natura, la vita, la crescita, la speranza. Al verde corrispondono sensazioni di solidità, stabilità, equilibrio, forza e costanza e un comportamento caratterizzato dalla perseveranza, attitudine necessaria per ricominciare, per ricostruire quello che in pochi secondi è stato distrutto. Tre le opere messe in scena: Il flauto magico, l’Elisir d’amore e La traviata. Il Flauto magico che in tutta la complessità di simbolismi vuole rappresentare un itinerario ideale per la ricerca della Verità; L’elisir d'amore dove l'inventiva melodica di Donizetti combina a meraviglia la vena buffa e quella talvolta velata di malinconia ben espressa nell'aria più celebre di tutta l’opera; La traviata, uno dei capolavori verdiani che fa parte della "trilogia popolare" definito per quegli anni una composizione estremamente innovativa, sia per la forma che per il soggetto; un lavoro reso ancora più bello nella sua scenografia dal genio di Svoboda. Augurando alla rappresentazione delle tre grandi opere il miglior successo di pubblico esprimo il mio più sincero ringraziamento a tutti coloro che a vario titolo e con diverse responsabilità, curano l'organizzazione della stagione lirica e a quanti avranno il piacere di onorarci con il loro ritorno allo Sferisterio. Antonio Pettinari Presidente della Provincia di Macerata

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Luciano Messi, sovrintendente

CON #verdesperanza PREPARIAMOCI AD UNA VERA FIORITURA DELLO SFERISTERIO Si apre un nuovo triennio con un cambio di direzione artistica: è cambiato anche il suo lavoro? «Ogni nuovo progetto artistico porta con sé una riorganizzazione, una revisione della macchina, e quest’anno c’è anche un direttore musicale. Il mio lavoro fondamentalmente non cambia ma è un’occasione importante di approfondimento e riflessione. Quando poi i progetti artistici sconfinano nell’apertura di nuove strade, la difficoltà vera (e uno dei miei compiti) è riuscire sempre ad adattare nel migliore dei modi questa macchina, esigua nelle forze fisiche e finanziarie, alla strada da percorrere». Una novità riconoscibile del 2018? «Il segno distintivo di tutti e tre: sempre più Sferisterio, aperto ai vari pubblici e generi. Non che fosse mancato in passato ma quest’anno è proprio una fioritura, e si vede. C’è tutto lo Sferisterio possibile e immaginabile, declinato dalla sua caratteristica prevalente, l’opera lirica, fino alle diverse contaminazioni».

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Che sfumatura ha il suo #verdesperanza? «È un verde brillante, luminoso, il verde che ti dà il via libera. Per il tema siamo partiti proprio dal colore, ragionando sul progetto iniziale di Barbara legato alla natura, ma da lì il verde si è portato dietro automaticamente, in un’inevitabile conseguenza positiva, la speranza, anche per il momento che stava vivendo Macerata». Il primo ricordo legato alla lirica e la sua opera preferita? «Da bambino non frequentavo la lirica, ma a 22 anni mi sono trovato completamente catapultato nello Sferisterio e non ne sono più uscito. L’opera colpisce e sorprende per la complessità di uno spettacolo dal vivo senza pari, che ti avvolge, ti forma e condiziona la percezione che avrai della rappresentazione dell’opera nel tempo. I ricordi di quei primi anni sono legati allo stupore, ma più che la famosa palla di Turandot ricordo la poesia del sentiero di luce del Samson et Dalila in uno spazio vuoto di De Ana. Ma la mia è una gerarchia mobile, che cambia in continuazione. Il


Ballo in maschera mi ha affascinato molto e Verdi è l’autore che più ho sentito toccare le corde non solo del cuore ma anche dello stomaco, proprio come fa il rock: opera e rock colpiscono dentro allo stesso modo». Un augurio, a chi? «Mi sento di rivolgerlo per questa prima stagione ai direttori del MOF, perché per loro è un’esperienza nuova nei rispettivi ruoli, a Barbara Minghetti e Francesco Lanzillotta, i miei nuovi compagni di viaggio, che ho voluto fortemente con me». E una dedica? «A tutta la famiglia dello Sferisterio, - dai componenti del CdA a tutti gli artisti, dagli uffici, ai tecnici e a tutti coloro che rendono possibile lo spettacolo – da cui non riesco mai a staccarmi». Maria Stefania Gelsomini

#verdesperanza PAVES THE WAY FOR A BLOSSOMING SFERISTERIO A three-year cycle has just started, with a new Artistic Director: has your job changed? «Each new project brings along some kind of restructuring, an overall revision of the machine, and from this year we also have a Music Director. My job does not change, but I have taken this as an opportunity for further reflection. And when new artistic projects lead to new paths, our effort (my own, in particular) goes into trying to adapt our own machine as best we can, relying on the financial and human resources that we have». What is especially new this year? «The mark given by all three: ever more Sferisterio, ever broader audiences and genres. It happened in the past, too, but this year we are really blossoming and it's quite evident. Our theatre is being revisited and expanded in all possible ways, starting from its essence, the opera, and embracing all new forms». What nuance is your own #verdesperanza? «It's a vivid, bright green. The green light of car races. We started from this very colour, discussing Barbara Minghetti's initial project about nature, but from nature we got to the idea of hope. Green is the colour of hope and this has brought about positive nuances, especially important for us, for Macerata, in this very moment».

What are your first memories of the opera, and your own favourite opera? «I never went to the opera as a child, but when I was 22 I was literally drawn into the Sferisterio and I haven't come out of it since. Opera is powerful and bewildering, it is the most complex live performance ever. It shapes your taste and ideas, and your perception of future productions will always be connected to your first time. Memories of those first years evoke bewilderment: I cannot forget the huge sphere for the settings of Turandot, but the poetic light path of Hugo De Ana's Samson and Dalila, with its bareness, is unforgettable. Verdi's Il Ballo in Maschera is indeed one of the most charming operas for me, and its author strikes chords that are unique, just like rock. Opera and rock get inside you, in quite the same way». Your best wishes? «For their first season as MOF Directors, my best wishes are for Barbara Minghetti and Francesco Lanzillotta, both new in their roles. They are my companions in this journey, I've worked hard to have them on board». A special thought for anyone? «The whole Sferisterio family, I cannot be without it». Maria Stefania Gelsomini

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LA NUOVA STAGIONE LIRICA, UN GRANDE LAVORO DI CONDIVISIONE linea, non è la mia idea fare teatro politico. Il tema del #verdesperanza inizialmente non aveva la connotazione così forte che ha preso, ma ogni volta che vengo qui, in viaggio, lo sento molto: la natura e il paesaggio sono una bella connessione. Per noi è un anno di studio, certe cose prima dobbiamo viverle e poi capire cosa migliorare o modificare». La sua impronta più riconoscibile nel Festival 2018? «Oltre al lavoro con Vick e la comunità, anche la scelta di Michieletto, un grandissimo regista e una produzione perfetta per noi, per la voglia del territorio di collegarsi anche al mare, e la voglia di fare un festival in allegria, positivo e leggero. Il cambio grosso l’ha fatto Micheli, che da un Festival tradizionale, chiuso, ha aperto la strada a generi diversi, uscendo fuori dallo Sferisterio. Noi possiamo ogni volta creare un significato del perché facciamo opera oggi, è importante condividere le emozioni con le persone perché non ci sono più molti altri luoghi di aggregazione». Che sfumatura ha il suo #verdesperanza? «Quella del verde prato». La sua opera preferita? «Il Don Giovanni di Mozart e tutto Puccini». Barbara Minghetti, direttore artistico

La sua è una visione ben definita: puntare sulla ricerca dei progetti, sul senso delle storie, sulla collaborazione col territorio. Quanto è riuscita a realizzarla? «Da quando sono iniziate le prove, avendo visto il lavoro commovente coi cento cittadini e vivendo sempre più la città, penso che il progetto del Flauto magico sia molto forte in questo contesto e in questo momento storico di confusione e difficoltà di vivere, perché si rappresenta una comunità che non è solo di Macerata ma è un simbolo, è uno spettacolo molto intenso. Sono convinta che il teatro in certi momenti abbia una responsabilità civica ancora maggiore, abbia necessità di parlare al suo pubblico, e che possa aiutare a vivere meglio. È nato per quello, per condividere. Poi non tutti i progetti del Festival sono in questa

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Il primo ricordo legato all’opera? «Con mio papà molto piccola alla Scala, una cosa che poi mi è rimasta». Un aggettivo per lo Sferisterio? «Due: incantevole e inclusivo». Un augurio per la nuova stagione e il nuovo triennio? «Un augurio a tutti noi, agli artisti, alla produzione, al Comune e soprattutto ai cittadini di Macerata, perché spero che sentano il Festival sempre di più come una cosa loro, che mettano i fiori fuori dai balconi e rivestano di verde la città». E a chi una dedica? «Un saluto a Francesco Micheli, perché c’è una continuità di lavoro con lui, e un grazie a Vick perché mi ha illuminato sul modo di fare opera». Maria Stefania Gelsomini


Barbara Minghetti, Artistic Director

THE 2018 OPERA SEASON: SHARING AND TEAMWORK ARE KEY ELEMENTS Your vision is clear-cut: searching for new projects, highlighting the meaning of stories, collaborating with the local community. How far have you managed to go? «Since rehearsals started, I have been following the passionate work done with the hundred citizens for Il Flauto Magico and living the town to the full. I think the project for Il Flauto Magico is just perfect for this context, for the confusing, difficult times we are living. It portrays a community that does not only refer to Macerata, it is a symbol. It is a very intense production. I am convinced that theatres have, on certain occasions, a very strong social responsibility. Theatre talks to people, it aims to give them a better life. It was invented precisely for this: for sharing. Of course not all of the festival projects are along these lines, and it is not my intention to engage in political theatre. Initially, our theme #verdesperanza [green as hope] wasn't meant to bear such strong connotations, but every time I travel to Macerata I can feel it: nature and landscape provide great connections. It is a year of research, we have to live through some experiences before trying to improve or change them». What is your greatest mark on this festival? «The project with Graham Vick and the local community, but also the choice of Damiano Michieletto's production, which is just perfect for us here: connections with the nearby seaside are always welcome, and our overall wish is to have a joyful, positive, light-hearted festival. Francesco Micheli introduced great changes: he turned a traditional, close festival into a crossroads of

genres, taking performances outside the theatre. Today, we are called to give new meaning to opera, and it is important to share emotions, since places of gathering are scantier and scantier». What is the nuance of your own #verdesperanza? «Green as a meadow». Your favourite opera? «Mozart's Don Giovanni and all of Puccini's operas». What are your first memories of the opera? «I was little, I went to La Scala with my dad. I never forgot it». One word two define the Sferisterio? «Two: enchanting and inclusive». A good wish for the upcoming season and the three years ahead? «My best wishes to all artists, our production team, the Municipality and most of all the people of Macerata. I hope they feel the festival as their own, more and more. I hope they'll put flowers on their balconies and paint the whole town green». Any special thought? «A special thought for Francesco Micheli, as there is continuity between his work and mine. Very special thanks to Graham Vick, who enlightened me on the many possible ways of doing opera». Maria Stefania Gelsomini

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Francesco Lanzillotta, direttore musicale

È PARTITO UN PROGETTO DI CRESCITA STIMOLANTE PER TUTTI Un direttore musicale mancava a Macerata da troppi anni: che lavoro ha fatto in questi mesi? «Un direttore musicale non può lavorare solo nei due mesi del Festival e scegliere solo i cantanti. Nel coro c’era bisogno di un cambio radicale, ci voleva il miglior maestro al mondo e ho voluto a tutti i costi Martino Faggiani. Abbiamo fatto le audizioni e cambiato tanti coristi. Per l’orchestra è un lavoro più articolato, vorrei programmare almeno 3 o 4 concerti all’anno con un repertorio che non fa abitualmente, come quello italiano di fine ‘800-primi ’900 quasi sconosciuto ma molto interessante per la parte liederistica: un percorso parallelo che mi permetterà di lavorare concretamente sull’orchestra e stimolarla.

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Fondamentale anche la didattica, da settembre partirà un progetto con l’orchestra dei bambini e ogni mese sarò qui: è inutile aspettare che i ragazzi vengano a teatro, dobbiamo essere noi ad andare nei licei, nelle scuole di musica e lavorarci insieme come se fossimo i loro insegnanti. Perché l’opera folgora tutti, anche i bambini. Non voglio aspettare seduto i talenti e lamentarmi di non trovarli!». La sua impronta più riconoscibile nel Festival 2018? «Tornare a fare un lavoro di ricerca dentro il teatro nella scelta dei cantanti. Se ne sono presentati 92 alle audizioni. Da lì, abbiamo formato i cast, ma in pochi minuti non si possono capire l’interpretazione e la presenza scenica che sono

fondamentali. Prima di sceglierli alcuni li ho seguiti nelle loro produzioni, altri li ho fatti venire a casa per studiare con me il ruolo al pianoforte. A Macerata mi piacerebbe avviare un’Accademia dell’interpretazione che dia una connotazione specifica al Festival, uno studio che oggi manca nei cantanti, al di là di partiture imparate a memoria e belle melodie». Che sfumatura ha il suo #verdesperanza? «Verde prato, per il collegamento diretto col territorio e perché l’Elisir che dirigo ha fortissime connotazioni col discorso ambientale». La sua opera preferita? «Di Rossini L’italiana in Algeri, di


Donizetti Roberto Devereux, di Verdi Rigoletto». Il primo ricordo legato all’opera? «Sono più legato, per un discorso affettivo, alla prima che ho diretto: La traviata». Un aggettivo per lo Sferisterio? «Magniloquente». Un augurio per la stagione e il nuovo triennio? «Che davvero in questo Festival la speranza possa essere l’elemento portante, perché oggi ne abbiamo tutti tanto bisogno. Per me questo incarico è un sogno e va onorato, salvaguardando sempre la qualità e lavorando perché lo Sferisterio sia vivo 12 mesi l’anno, con l’aiuto di tutti». Maria Stefania Gelsomini Francesco Lanzillotta, Music Director

A NEW, STIMULATING PROJECT FOR GROWTH HAS STARTED, FOR ALL OF US Macerata had been without a Music Director far too long: how did you organize your work in these first months? «A Music Director cannot work only when the festival is due, and limit himself to choosing the singers. The choir needed a radical change, the best master in the world: I did everything I could to have Martino Faggiani. We had auditions and changed many singers. With the orchestra, I am planning a lengthier work: I'd like to schedule 3 or 4 concerts over the year, drawing on a repertoire which is not their usual one, i.e. the Italian repertoire from the end of the Nineteenth/ beginning of the Twentieth century, virtually unknown but extremely interesting for an orchestra. It will be a parallel project, to stimulate and work with the orchestra on a yearly basis. Training is also an essential part of my work: in September, we will start a project with the children orchestra, I will

be coming to Macerata every month. Waiting for the young to come to the opera is no use: we have to go into music schools and work with would-be musicians. I don't want to sit and wait for new talents, complaining if I find none!» Your greatest mark on this festival? «The research work behind the singers' selection. We had 92 who came for auditions and we started creating our casts from there. However, a few minutes are not enough to see interpreting and acting skills. Before making a final choice, I followed some of the artists in the productions they were working on, or had them come to my house to study their part. In Macerata, I would love to start an interpreting academy which could become a Festival exclusive, add a special trait to it, and promote study with the singers, beyond lovely melodies and roles learnt by heart».

What nuance do you see for your #verdesperanza? «The colour of meadows, as a direct link with this region. Also, Elisir d'Amore, which I conduct, has strong connections with the environment». What is your favourite opera? «Rossini's L’italiana in Algeri, Donizetti's Roberto Devereux, Verdi's Rigoletto». Your first memories of the opera? «I have stronger connections with the first one I conducted, which is La Traviata». A word to define the Sferisterio? «Magniloquent». A special wish for this season and for the three years ahead? «I wish hope can truly become a driving force, as we all need it. My role is a dream for me and I will do my very best, always in the name of quality. The Sferisterio should be alive 12 months a year, with the help of all». Maria Stefania Gelsomini

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LE 10 COSE PIÙ VERDI

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Verde come azione: donare in biglietteria il proprio contributo al Club Alpino Italiano per la ricostruzione della Madonna della Cona, luogo d’arte più in quota (1.496mt) fra quelli distrutti dal terremoto del 2016.

2 Verde come architettura: ascoltare Mario Cucinella architetto più “verde” del momento – giovedì 19 luglio alle ore 18.30 sulla terrazza de Palazzo degli Studi.

3 Verde come trekking: visitare le mostre verdi ospitate nei palazzi maceratesi come Imbilico: perpetua motus terra, una installazione di Gian Luca Bianco a Palazzo Buonaccorsi dal 19 luglio al 9 settembre, Marche inside the beauty un racconto delle Marche nelle fotografie di Dirk Vogel agli Antichi Forni e #verdepalazzoricci con opere selezionate dai depositi di Palazzo Ricci, entrambe dal 19 luglio al 12 agosto.

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Verde come botanica: scopri gli erbari esposti nelle sale della Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti dal 19 luglio al 9 settembre.

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Verde come camminare: con il percorso Heracomm è possibile partecipare a un trekking urbano di mostre attraverso cui riflettere su #verdesperanza.

5 Verde come ascoltare: immergersi in una “natura musicale” assistendo ai concerti a tema naturalistico nel cortile di Palazzo Buonaccorsi ogni mercoledì del Festival alle 18.30. Acqua, interpretata dai pianisti Saverio Beccacece e Elena Baldoni; Aria, liberamente presentata dall’Orchestra Sistema; Fuoco, con le arie operistiche eseguite dal tenore Augusto Celsi e infine Terra nel concerto Terraserrata a cura di Gianluca Gentili.

6 Verde come ecologia: venire all’opera senza pensare al parcheggio grazie all’opportunità ecologica del car sharing. Cerca un passaggio su Get my Car!

Verde come cinema all’aperto: nel chiostro di Palazzo Conventati ogni domenica e martedì dal 1 al 17 luglio alle 21.30, proiezioni #verdesperanza Il flauto magico di Branagh, La forma dell’acqua di Del Toro e Lazzaro Felice di Rohrwacher e i documentari Le meraviglie del mare, Earth. Un giorno straordinario, Terra Madre e, infine, giovedì 2 agosto, Lorello e Brunello.

9 Verde come parco: ascoltare le arie d’opera al Parco Fontescodella ogni venerdì e al Parco di Villa Cozza ogni sabato e domenica del Festival alle ore 17.00, in collaborazione con il Conservatorio “G.B. Pergolesi” di Fermo.

10

Verde come Appennino: venerdì 26 luglio alle 18.30 ascoltare presso gli Antichi Forni lo scrittore Paolo Piacentini che legge alcuni stralci del suo libro Appennino Atto d’Amore, In collaborazione con FederTrek Italia e CAI Macerata.

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LE 10 COSE DA SAPERE SUI NOSTRI SOSTENITORI

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Anche nel 2018 una conferma importante con la presenza – per il sesto anno consecutivo – di Giovanni Fabiani, il più longevo dei Mecenati dello Sferisterio che rinnova la sua fiducia nel binomio musicaimprenditoria riconfermandosi come uno dei principali donatori.

4 La schiera di donatori attraverso Art Bonus del Macerata Opera Festival continua ad arricchirsi grazie all’ingresso – dopo l’acquisizione di Banca Marche – di Ubi Banca.

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Per la prima volta il Festival sfonda la soglia dei 650.000€ di raccolta sponsor, successo mai ottenuto prima al punto che per l’anno 2018 i fondi dei privati, tra sponsorizzazioni, biglietteria e altri introiti, sono arrivati a rappresentare il 50% del valore della produzione: un risultato quasi unico in Italia.

Tra i top sponsor un grazie speciale ad APM, con il quale sarà possibile parcheggiare gratuitamente a pochi passi dal teatro; una opportunità da tenere in conto considerando che, a livello europeo, sono davvero pochissimi i Festival a poter garantire un parcheggio gratuito ai propri spettatori.


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Il Gruppo Hera & Blu Ranton è lo sponsor più #verdesperanza e promuove il Trekking urbano: un’opportunità di riflessione sul tema del Festival attraverso una scenografia urbana che lega sei mostre dislocate nei palazzi maceratesi.

6 Un’altra conferma importante quella di Maurizio Mosca, da anni al fianco del Macerata Opera Festival e ideatore dei 100 mecenati che quest’anno, al suo costante impegno, ha aggiunto la novità della Macerata card, grazie alla quale è stato possibile per i cittadini maceratesi offrire un biglietto scontato a due amici non maceratesi e condurli così alla scoperta dello Sferisterio.

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Clementoni S.p.A vince il premio di azienda più attiva: costituirà con i suoi collaboratori il gruppo più numeroso presente alle opere.

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Iniziativa divenuta ormai tradizionale e parte fondamentale delle risorse Art Bonus è quella rappresentata dai 100 Mecenati: cento cittadini che, raccogliendo la sfida dei cento consorti che edificarono lo Sferisterio, ogni anno donano almeno mille euro ciascuno al Festival.

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Nuovo ingresso tra gli sponsor è quello del Cuore Adriatico, il più grande centro commerciale della regione e con oltre 5 milioni e mezzo di passaggi annui. Il sodalizio tra il Cuore e il Macerata Opera Festival è stato anche sancito dall’apertura della biglietteria dello Sferisterio all’interno del centro commerciale.

Tra i sostenitori materiali e morali non si possono non ringraziare gli Amici dello Sferisterio, attivissimi su molteplici fronti intorno all’opera e capitanati dalla passione e della grinta della presidente Lucia Rosa.

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Le prove dell’Elisir d’amore nella regia di Damiano Michieletto

LA REGIA D’OPERA E IL NUOVO PATTO CON IL PUBBLICO

I John Osborn è Nemorino, durante le prove dell’Elisir d’amore

Damiano Michieletto e Eleonora Gravagnola durante le prove dell’Elisir d’amore

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debutti maceratesi di Graham Vick e Damiano Michieletto, oltre alla presenza dell’ormai storicizzato allestimento della Traviata di Hennig Brockhaus e Josef Svoboda, suggeriscono un approfondimento su un ruolo delicato e, nello stesso tempo, fondamentale nell’attuale congiuntura temporale del teatro lirico: quello, appunto, del regista, vale a dire il responsabile ultimo di una parte visiva che giustamente acquista un peso sempre più importante nell’economia degli spettacoli musicali. L’elenco degli artisti appena citati pone in essere un passaggio decisivo per una definizione contemporanea del teatro d’opera: il suo contenere un valore performativo1. Poiché questo appare un convincente metro di giudizio per decretare l’attualità di un genere superficialmente definito da troppi “sorpassato”, è necessario stringere un patto ogni giorno più stretto tra palcoscenico e pubblico, destinato inevitabilmente a essere – come già accade in molti spettacoli del cosiddetto teatro di prosa – non più colui che subisce un allestimento, quanto piuttosto colui che è complice nella celebrazione del rito laico della conoscenza. Tanto più ciò è necessario, se è vero che la performance rappresenta la totale identificazione dell’artista con la sua creazione, in compresenza, nel qui e ora, davanti, anzi insieme, a un pubblico che


Salone Jicia (Violetta) e Ivan Aymonino Riva (Alfredo) in prova per La traviata

Henning Brockhaus, regista della Traviata

incarna la duplice funzione di testimone e protagonista2. La capacità di Vick di scendere nelle pieghe del libretto, il suo non fermarsi mai al primo stadio dell’interpretazione, la sua enorme profondità nello scoprire i diversi livelli di lettura delle opere senza mai tradire la musica, la qualità di Michieletto di essere un impareggiabile visionario del contemporaneo, la necessaria, felicemente testarda negazione del naturalismo da parte di Brockhaus a vantaggio di un segno simbolico imperituro – e infatti la sua Traviata, dopo ventisei anni dal debutto, eccola ancora qui – fanno di questa annata dello Sferisterio un’ode a quel teatro di regia che, nella sua attualità, percorre con consapevolezza le strade tracciate dai padri teorici del ruolo, ancora oggi insuperati nella loro capacità di elaborazione di un pensiero fondativo, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Nel lavoro dei nostri si sentono infatti gli echi di Adolphe Appia, quel suo dato di partenza secondo cui «dal punto di vista della rappresentazione la musica è il Tempo, e non intendo con questo una durata nel tempo, bensì il Tempo stesso3», definizione che, per successivi passaggi, lo porta a scolpire il concetto di “opera d’arte vivente”. E poi c’è lo spirito di Edward Gordon Craig, la folgorante idea secondo cui «il primo drammaturgo sapeva che quando compariva con i suoi compagni di fronte al pubblico, esso desiderava vedere più che udire», affermazione che produce come conseguenza il fatto che «il primo drammaturgo era figlio del danzatore, cioè figlio del teatro, non figlio del poeta», poiché il teatro, e dunque lo spettacolo, è la sintesi perfetta di «azione, parole, linea, colore, ritmo»4. Idee e pensieri su cui si basa la fase attuale, che all’alba degli anni Duemila lo studioso tedesco Hans-Thies Lehmann ha ben definito “postdrammatica”, vale a dire caratterizzata dalla negazione della centralità del testo scritto (ma, attenzione, non dalla sua scomparsa), per «teatri aperti alla sperimentazione e al rischio artistico»5. Siamo dunque nel pieno di quella “drammaturgia dello spazio” di cui parla Marco De Marinis6, che in qualche modo prevede anche il superamento della regia, ma non in quanto “seconda creazione”, come nel caso di una regia d’opera, in cui resta centrale la musica, e il regista però si fa originale autore della parte visiva7. Un concetto, la drammaturgia dello spazio, che ha caratterizzato la produzione di registi anche scenografi: ovviamente Svoboda, ma anche Pier Luigi Pizzi e Hugo De Ana, per citare artisti che allo Sferisterio hanno lavorato. Superando la tradizione interpretativa, spesso polverosa e ammuffita, come esattamente rileva Gerardo Guccini, la regia lirica oggi va alla ricerca di un linguaggio unitario corrispondente alla specificità dell’opera in questione, proponendo situazioni che «non si confrontano più con modelli di spettacolo culturalmente egemoni, bensì con

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quell’imprescindibile relazione fra la musica e le dimensioni del vivente, da cui è scaturita la stessa forma dramma»8. Per permettere all’opera di essere performante, nel senso sopra descritto, è necessario infine legare artisti e pubblico in un nuovo patto che elimini sospetti reciproci. Come scriveva Georg Fuchs, altro padre della regia contemporanea, «attori e spettatori […] per origine ed essenza non sono contrapposti, ma rappresentano un’unità»9, affermazione a cui fa eco Erika Fischer-Lichte quando sostiene che «l’estetico è connesso in modo immediato con il politico e il sociale: la produzione di una comunità di attori e spettatori basata sulla loro co-presenza corporea»10. È solo su questa comunione di intenti, la condivisione di un’esperienza attraverso una partecipazione attiva, che si può costruire l’alleanza per il presente e il futuro del teatro e dello spettacolo dal vivo. Pierfrancesco Giannangeli A questo proposito vedi gli Atti del convegno svoltosi ai Laboratori DMS dell’Università di Bologna nel novembre 2013: Per/Formare l’opera, a cura di M. Beghelli, P. Bignami, G. Guccini, in “Prove di Drammaturgia”, anno XX, n. 1, Titivillus, Corazzano 2015, pp. 19-46. 2 Cfr. P. Giannangeli, Il doppio di sé e la filosofia della performance, in Tomaso Binga. Scritture viventi, a cura di A. Tolve e S. Zuliani, Plectica, Salerno 2014, pp. 33-39. 3 A. Appia, La messa in scena del dramma wagneriano, in Attore, musica e scena, a cura di F. Marotti, Cue Press, Imola 2015, p. 59. 4 E. G. Craig, L’arte del teatro, in L’arte del teatro. Il mio teatro, a cura di F. Marotti, Cue Press, Imola 2016, pp. 94-95. Per Craig, inoltre, le sue tesi trovano perfetta applicazione nei teatri all’aperto, per il diverso 1

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Damiano Michieletto durante le prove dell’Elisir d’amore

rapporto che si crea con il pubblico (pp.146-147). H.-T. Lehmann, Il teatro postdrammatico, Cue Press, Imola 2017, p. 25. Alla lettura del saggio andrebbe affiancata anche quella, imprescindibile, di un classico come P. Szondi, Teoria del dramma moderno, Einaudi, Torino 1962. 6 M. De Marinis, Dallo spazio della drammaturgia alla drammaturgia dello spazio, in In cerca dell’attore. Un bilancio del Novecento teatrale, Bulzoni, Roma 2000, pp. 33-38. 7 Cfr. G. Guccini, La regia lirica, livello contemporaneo della regia teatrale, www.turindamsreview.unito.it, F. Perrelli, La seconda creazione. Fondamenti della regia teatrale, Utet Università, Torino 2005 e, per alcuni aspetti storiografici, L. Mango, La nascita della regia: una questione di storiografia teatrale, in “Culture 5

teatrali”, n. 13, 2005. Per una visione d’insieme sul fenomeno si consiglia anche G. Guccini, Teatro e musica, in Il teatro e le arti. Un confronto tra linguaggi, a cura di L. Allegri, Carocci, Roma 2017. 8 G. Guccini, La regia lirica, livello contemporaneo della regia teatrale, cit., p. 22. 9 G. Fuchs, Die Revolution des Theaters, Müller, München-Leipzig 1909, pp. 63 e segg. 10 E. Fischer-Lichte, Estetica del performativo, Carocci, Roma 2014, p. 90. Sull’argomento sono fondamentali gli studi di M. De Marinis: cfr, almeno, La relazione teatrale e lo spettatore, in Capire il teatro. Lineamenti di una nuova teatrologia, Bulzoni, Roma 2008, pp. 49-53 e Ricezione teatrale: una semiotica dell’esperienza?, in “Carte Semiotiche”, n. 2, 1986.


OPERA DIRECTION: A NEW DEAL WITH THE AUDIENCE

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raham Vick and Damiano Michieletto’s debut in Macerata, along with the historic production of La Traviata by Henning Brockhaus and Josef Svoboda, stimulate a discussion on the role of the stage director, ever more delicate but also essential in today’s opera theatre. The stage director is responsible for much of the visual representation, which is increasingly important for music performances these days. The above-mentioned artists are all meaningful in relation to a definition of contemporary opera as having a performative value. As this seems to be an essential feature to define the current relevance of a genre too often labelled as “old fashioned”, an ever stronger bond between the stage and the audience is to be sought every day, so that, as happens for drama, the viewer is no longer passive but is rather an accomplice, a partner in the celebration of the rite of knowledge. This is all the more necessary if we consider that a performance involves an artist’s full identification with its own creation, in synchrony, as one, before, or rather together with the viewer, who is both a witness and a protagonist. Vick is uniquely able to penetrate even the remotest elements of a libretto, never stopping at the first stage of interpretation and conveying many levels of reading without ever betraying the music. Michieletto, on the other hand, is a uniquely brilliant portraitist of today’s world, whereas Brockhaus embodies the stubborn but inevitable rejection of naturalism, in favour of

Alcuni dei cittadini coinvolti da Graham Vick nell’allestimento del Flauto Magico

Graham Vick in prova per il Flauto magico. Alle sue spalle Ron Howell che firma i movimenti Milici dello spettaolo

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immortal symbols. His Traviata has stood the test of time and is still with us today, after 26 years. All three directors for this year’s Sferisterio season present an ode to contemporary stage direction, in respect of its theoretical founders, still unmatched in their definition of basic tenets provided between the end of the Nineteenth and the beginning of the Twentieth century. In the work of all three directors we find echoes of Adophe Appia, his idea that “from the point of view of representation, music is time, and I do not mean a duration in time, but time itself”. Such a definition further led to its own concept of a “living artwork “. We also feel the presence of Edward Gordon Craig and his illuminating ideas, such as “the first playwright knew that when he was before the audience with his mates, their wish was to see, rather than hear”. As a consequence, “the first playwright was the dancer’s son, the son of theatre itself and not of poetry or the poet”: theatre is a perfect blend of “actions, words, line, colour, rhythm”. All these ideas are at the core of today’s theatre, which at the dawn of the new century German scholar Hans-Thies Lehmann defined “postdramatic”, i.e. marked by the rejection of a central role for the written text (not disappearing, though) for theatres “which are open to experiments and for taking artistic risk”. We are, thus, faced with the dramaturgy of space as defined by Marco De Marinis, which somehow goes beyond stage direction, but not because it is a “secondary creation”, since music always remains central. The concept of space dramaturgy is behind the work of stage directors who are also set designers, such as Svoboda but also Pier Luigi Pizzi and Hugo De Ana, to mention but some of the artists who worked at the

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Sferisterio. Moving beyond the interpretive tradition, often too stilted, as Gerardo Guccini observed, opera direction today goes in search of a unified language for each opera, to offer solutions “which no longer refer to culturally hegemonic performance models, but rather point to a unique relation between music and real life, where drama as a genre originated”. In order for an opera to be performing, in the sense defined above, it is necessary that the artists and the audience come together, striking a new deal with no space left for suspect or doubt. As Georg Fuchs put it, “actors and viewers are not contrasting, they actually form a whole”. Such an assertion is reinforced by Erika Fischer-Lichte, who stated that “aesthetical elements are directly linked with political and social elements: the production of a community of actors and viewers is based on their simultaneous, physical presence”. And it is precisely on such common intentions, on sharing experiences through active participation, that we can strike a deal for the present and future of theatre and live performances. Pierfrancesco Giannangeli

Mariangela Sicilia è Adina durante le prove dell’Elisir d’amore


I cittadini coinvolti da Graham Vick nell’allestimento del Flauto Magico Guido Loconcolo, Papageno, durante le prove del Flauto magico

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LO SFERISTERIO È IL REGNO MAGICO DI UN’ARTE PER IL POPOLO Il direttore Daniel Cohen racconta l’attesa per la sua prima volta all’Arena di Macerata

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arlare di fattore attesa per Il flauto magico inaugurale della Stagione Lirica 2018 è forse persino riduttivo: tra gli elementi che destano più curiosità nel pubblico, oltre alla traduzione italiana e al debutto maceratese di Graham Vick, c’è anche il debutto del direttore Daniel Cohen, alla sua prima volta nello spazio dello Sferisterio, che definisce «molto particolare, bellissimo. Anche la storia di questo teatro, nato per il divertimento popolare, si adatta alla storia di quest’opera, rappresentata la prima volta in un teatro veramente popolare per essere fruibile da tutti. Per questo venne scritta in tedesco e noi la facciamo in italiano per la stessa motivazione». È differente lavorare a un flauto magico in traduzione? «L’obiettivo di lavorare in traduzione è quello di far capire davvero ogni parola e rendere il pubblico parte di questa storia. Ci sono, però, molte sfide nella traduzione, perché la lingua tedesca era parente di questo stile popolare che non è lo stesso delle grandi opere italiane di Mozart. Questo processo è estremamente interessante, soprattutto per me perché ho fatto tante volte quest’opera in tedesco con grandissimi cantanti, ma è una prima volta in italiano. Sarà anche una versione in prima mondiale perché si parte dalla traduzione

storica di Fedele D’Amico sulla quale noi applichiamo la nostra versione che cambiamo quando ci serve qualcosa di più particolare per la produzione. È veramente un lavoro entusiasmante perché ogni parola e ogni frase ci crea interrogativi molto stimolanti. L’obiettivo è una fedeltà all’effetto delle parole: una sfida enorme per tutti, ossia trovare uno stile mozartiano italiano, che non sia lo stesso di Idomeneo (opera seria) o Don Giovanni (opera buffa), ma uno stile mozartiano unico, per il teatro popolare, per cui dobbiamo trovare un’esecuzione attendibile: penso ad esempio alla musica delle tre dame, che si presta, grazie alla lingua tedesca, a poter staccare le parole per rendere uno stile soprannaturale, mentre in italiano sembra più appassionato e patetico». E poi c’è lo spettacolo di Vick che si annuncia molto particolare… «Non anticipiamo nulla: sono un grande ammiratore di Vick e nelle prove non c’è una vera separazione tra prova musicale e prova di regia, ma c’è un grande lavoro in simbiosi con i cantanti e non si capisce più se la prova è musicale o regia. Si tratta di un lavoro incredibile che è vero teatro musicale, un grande esperimento d’arte, di musica, dramma, arte, poesia e scena…». Gabriele Cesaretti

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THE SFERISTERIO: A MAGIC KINGDOM OF PEOPLE ART Conductor Daniel Cohen tells us about his first time in Macerata

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xpectations are very high for the new production of Il Flauto Magico which is to open the 2018 opera season at the Sferisterio. The audience is indeed eager to find out about the Italian translation and the first appearance in Macerata of director Graham Vick, but a lot of interest also rests on the debut of conductor Daniel Cohen, also for the first time at the Sferisterio, a theatrical space he defines “extremely special, beautiful”. And he carries on saying: «the story behind this theatre, created for popular games, is very much in line with the story of our opera, which was performed for the first time in an extremely popular theatre, to be enjoyed by everybody. This is why it was written in German, and this is why we will have it in Italian». Does working on a translated Il Flauto Magico make a difference? «Our goal, in working on a translation, is to make every single word understood by the audience and get them involved in the story. This, however, poses many challenges, as the German language was strictly connected to this popular style that is far away from the style of Mozart’s great Italian operas, for instance. It is a very stimulating process, I have worked on this opera in its German version many times, with outstanding singers, but never before in Italian. It will be an absolute world premiere as we based our work on Fedele D’Amico’s historic translation, which we change and adapt as we go along with the production. It is a thrilling job, each word and sentence brings up stimulating questions. Our ultimate goal is to be loyal to the effect of words: it is an enormous challenge for all of us, defining an Italian style for Mozart which is different from the one he used for Idomeneo (opera seria) or Don Giovanni (opera buffa). A unique style suited for popular theatre, which we have to perform appropriately. I am thinking of the three ladies excerpt, for instance, where music is matched by German words evoking a supernatural style. In Italian, it sounds more passionate, woeful». Graham Vick’s production promises to be very special... «I won’t reveal anything, I am a huge fan of Vick’s. In rehearsing, there is no true separation between musical and stage rehearsals, we work together with the singers and rehearsals become a whole, for music and stage direction. It is an incredible work, musical theatre at its best. An experiment in art, music, drama, poetry, scenery...». Gabriele Cesaretti

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UN’OPERA PARTECIPATA CON 100 CITTADINI

Anteprima giovani: 17 luglio Audiodescrizione: 4 agosto Festa in palcoscenico: 12 agosto ARENA SFERISTERIO

Wolfgang Amadeus Mozart

IL FLAUTO MAGICO

(Die Zauberflöte k 620) Opera tedesca in due atti basata sulla traduzione poetica di Fedele d’Amico; dialoghi a cura di Graham Vick e Stefano Simone Pintor Copyright ed edizione: Bärenreiter, Kassel; rappresentante per l’Italia: Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano

DANIEL COHEN direttore GRAHAM VICK regia STUART NUNN scene e costumi RON HOWELL movimenti mimici GIUSEPPE DI IORIO luci

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a prima delle opere in cartellone – Il flauto magico di Mozart nell’inedita regia di Graham Vick – avrà un gruppo di interpreti di eccezione che salirà sul palco dello Sferisterio per la prima volta: cento cittadini maceratesi. Graham Vick, il più importante e apprezzato regista della scena musicale contemporanea, ha lanciato alcuni mesi fa un appello a tutti i cittadini al di sopra dei 18 anni desiderosi di partecipare e di scoprire dall’interno il mondo dell’Opera, invitandoli a mettersi in gioco come artisti volontari di questo Flauto Magico "partecipativo". Questi cento cittadini sono stati impegnati nelle prove dello spettacolo, avendo l’opportunità di essere fianco a fianco con grandi cantanti e di seguire i workshop ideati per loro da Vick e dal suo team.

GIOVANNI SALA Tamino GUIDO LOCONSOLO Papageno LUCREZIA DREI ELEONORA CILLI ADRIANA DI PAOLA Le tre Dame TETIANA ZHURAVEL Astrifiammante MANUEL PIERATTELLI Monostato VALENTINA MASTRANGELO Pamina ILENIA SILVESTRELLI CATERINA PIERGIACOMI EMANUELE SALTARI I tre Geni* MARCELL BAKONYI Oratore ANTONIO DI MATTEO Sarastro PAOLA LEOCI Papagena MARCO MIGLIETTA Sacerdote / Armigero SEUNG PIL CHOI Armigero Con la partecipazione di 100 CITTADINI ORCHESTRA REGIONALE DELLE MARCHE CORO LIRICO MARCHIGIANO “VINCENZO BELLINI” MARTINO FAGGIANI maestro del coro MASSIMO FIOCCHI MALASPINA altro maestro del coro Coproduzione dell’Associazione Arena Sferisterio con il Palau de Les Arts Reina Sofía di Valencia; in collaborazione con la Birmingham Opera Company *Pueri Cantores “D. Zamberletti” (maestro Gian Luca Paolucci)

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ELISIR DI MUSICA La passione per l’opera secondo Francesco Lanzillotta

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ialogare con Francesco Lanzillotta dell’Elisir d’amore è sentire una dichiarazione d’amore nei confronti della musica donizettiana, che ritorna allo Sferisterio da cui mancava dal 2002. Stavolta l’orchestra non sarà sul palco, come sedici anni fa, ma nella buca stretta e lunga dell’arena, croce e delizia dei direttori quanto il palcoscenico lo è per i registi. «Lo Sferisterio non dà problemi per le voci – ci dice Lanzillotta tra una prova e l’altra – mentre l’orchestra necessita di un lavoro particolare, non tanto per la tipologia del suono che si vuole ottenere quanto per l’amalgama sonoro che si intende raggiungere. Gli accorgimenti da mettere in opera non cambiano rispetto ad altri titoli, perché il processo di studio e analisi dell’opera rimane lo stesso». Con L’elisir d’amore c’è la questione dei tagli di tradizione, alcuni davvero draconiani e ancora praticati. «Noi lo faremo praticamente integrale con tagli solo su alcuni recitativi: diversamente credo si rischierebbe di minare il forte legame tra musica e testo. Un esempio è nell’aria di Adina su settenari sdruccioli fino all’ultimo che è un settenario tronco. Donizetti mette sempre un melisma sulla sesta sillaba per farlo corrispondere all’accento tonico del verso sdrucciolo e, tagliando, si potrebbero perdere dei lavori di artigianato drammaturgico, perché

le melodie vengono desunte dalla composizione del verso. Spesso anche i concertati venivano tagliati in passato, ma in realtà sono parti con sperimentazioni armoniche molto ardite per l’epoca che rappresentano una cifra stilistica donizettiana, applicata sia nell’opera drammatica che nell’opera comica». Opera comica o opera semiseria? «Da libretto è un melodramma giocoso. Le parti brillanti, non dico comiche perché di comico non c’è nulla, secondo me hanno bisogno di un’esecuzione che abbia un’articolazione chiara e brillante. Poi ci sono altri momenti, in cui c’è bisogno di un suono che sia veramente serio perché lì c’è un tessuto vibrante e drammatico. Come far arrivare tutto questo al pubblico? Innanzitutto non dobbiamo inventarci nulla di artificioso ma va semmai un po’ contestualizzato ogni singolo momento dell’azione. Occorre capire di cosa si tratta e cercare di tirarlo fuori, cosa che peraltro vale per tutto Donizetti, un compositore che ripeto essere molto sperimentale. Nell’entrata di Adina (“Elisir di sì perfetta…”), in ottonari, la musica sposta l’accento principale nel primo verso e poi mantiene gli accenti tipici nel secondo, creando un’asimmetria ritmica paragonabile a quanto fatto da Stravinskyi nella produzione sinfonica. Incredibile». Gabriele Cesaretti

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Francesco Lanzillotta on falling in love with opera

ELIXIR OF MUSIC

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alking about Elisir d’Amore with Francesco Lanzillotta is like listening to a declaration of love to Donizetti’s music. This great opera is back on the unique stage of the Sferisterio after 16 years, but the orchestra will not be on the stage itself, as in 2002. It will be in the long and narrow pit of the Sferisterio, pleasure and pain of so many conductors, the same mixed feelings this stage gives to directors. «Voices at the Sferisterio never pose problems - says Lanzillotta between rehearsals - whereas extra care has

syllable, so that it corresponded to the accent on the sdrucciolo verse. If you cut such a sequence you may lose part of the dramaturgy, as melodies are threaded through the very composition of the verse. Concertatos were also often cut in the past, but they contain extremely innovative harmonies that are strictly connected with Donizetti’s work at his own time. They were to be found both in dramatic and in comic operas».

to be taken with the orchestra, to make sure that sound is well blended. This doesn’t change from opera to opera, though, as preparation and analysis are the same».

melodrama. I think the joyous sections (I would not define them comical) require a clear and vigorous execution. Some other sections call for a more serious approach, as the vibrant thread and the drama are being expressed. As for communicating all this to the audience, I do not think any special device needs to be sought: each section needs contextualizing, its essence extracted and expressed, which is true for all of Donizetti’s works. He was, indeed, an innovator. In Adina’s opening sequence (“Elisir di sì perfetta...”), in eight-syllable lines, the music brings the main accent to the first verse and subsequently keeps it in the second, thus evoking a rhythmic asymmetry which can be compared to Stravinsky’s work in symphonic production. Incredible». Gabriele Cesaretti

Elisir d’Amore always brings up the issue of traditional cuts, some of them particularly radical and still widely practiced. «We are working on a virtually uncut version, where only some recitatives are reduced. Otherwise, we would hamper the strong connection between the music and the libretto. A good example is found in Adina’s aria, made of settenari (sevensyllable lines) that are sdruccioli (ending with one accented and two unaccented syllables) until the last one which is tronco (ending with one accented syllable). Donizetti always placed a melisma on the fifth

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A comic or semi-serious opera? «The libretto defines it as a playful


LE CREAZIONI MENGHI SHOES AI PIEDI DEGLI ARTISTI Per il primo anno come partner del Macerata Opera Festival, l’azienda calzaturiera marchigiana Menghi Shoes &Co ha deciso di entrare a pieno nel mondo dell’Opera facendo indossare le proprie calzature ai protagonisti dell’Elisir d’Amore di Donizetti nell’allestimento firmato dal regista Damiano Michieletto. Fin dagli anni ’80, l’azienda si è caratterizzata per una forte impronta creativa che l’ha condotta – grazie allo spirito imprenditoriale della sua leader, Emanuela Menghi – a seguire i trend e le mode e ad affermarsi sul panorama nazionale e internazionale. Peculiarità delle scarpe e degli accessori Menghi Shoes è la scelta del materiale plastico che, anticipando quelle che poi sarebbero state delle mode longeve quali le infradito, le ballerine o gli stivali in plastica per la pioggia, ha fatto sì che l’azienda si contraddistinguesse nel panorama nazionale per le sue creazioni. Da sempre orgogliosa promotrice del Made in Italy, Menghi Shoes è fin dalle sue origini strettamente legata al territorio: dopotutto le Marche sono sempre state scenario e culla di importanti aziende calzaturiere ed è proprio nel segno di questa tradizione che l’azienda continua ad aggiornarsi e a seguire la moda, senza abbandonare la propria identità creativa. Da quest’anno Menghi Shoes desidera essere parte sempre più attiva delle esperienze culturali del territorio e ha scelto di sostenere il Macerata Opera Festival mettendo anche ai piedi degli artisti le proprie creazioni.

UNA MACCHINA DA CAFFÈ NUOVA SIMONELLI SUL PALCO

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ra i top sponsor del Macerata Opera Festival c’è Nuova Simonelli, un’azienda marchigiana di grande tradizione ed esperienza che produce dal 1936 macchine per caffè espresso e le esporta in tutto il mondo. Da sempre vicina allo Sferisterio anche per l’impegno di Nando Ottavi, che ha scelto proprio il Macerata Opera Festival per animare tutte le più importanti occasioni commerciali per il suo pubblico, a partire dalla fiera HOST di Milano. Quest’anno l’azienda ha un posto di primo piano, essendo anche protagonista nella scenografia dell’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti firmata da Damiano Michieletto: all’interno del bar Adina - elemento caratterizzante la scena disegnata da Paolo Fantin – ci sarà una macchina per caffè dal design senza tempo, offerta da Simonelli Group.

Anteprima giovani: 18 luglio Audiodescrizione: 5 agosto Festa in palcoscenico: 10 agosto ARENA SFERISTERIO

Gaetano Donizetti

L’ELISIR D’AMORE

Melodramma giocoso in due atti Libretto di Felice Romani sul libretto di Eugène Scribe per Le philtre di Daniel-François-Esprit Auber Editore Casa Ricordi, Milano

FRANCESCO LANZILLOTTA direttore DAMIANO MICHIELETTO regia PAOLO FANTIN scene SILVIA AYMONINO costumi ALESSANDRO CARLETTI luci ELEONORA GRAVAGNOLA regista collaboratore MARIANGELA SICILIA Adina JOHN OSBORN Nemorino IURII SAMOILOV Belcore ALEX ESPOSITO Dulcamara FRANCESCA BENITEZ Giannetta ORCHESTRA REGIONALE DELLE MARCHE CORO LIRICO MARCHIGIANO “VINCENZO BELLINI” MARTINO FAGGIANI maestro del coro MASSIMO FIOCCHI MALASPINA altro maestro del coro Allestimento del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia e del Teatro Real di Madrid

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AMERICAN ARENA

Il debutto maceratese di Keri-Lynn Wilson direttrice d’orchestra pronta a misurarsi con La traviata

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o spettacolo di Svoboda e Brockhaus ha fatto la storia dello Sferisterio ma, in questa ripresa 2018, sarà impreziosito dal debutto maceratese di Keri-Lynn Wilson, direttrice d’orchestra americana. «Sono pronta a tutto – afferma – perché so che ci sono delle difficoltà nel fare musica all’aperto, ma lo Sferisterio mi sembra un posto magico. La cosa più importante è far vivere la produzione, con tempi brillanti e molta flessibilità, perché fare musica all’esterno è diverso». Come sarà la sua Traviata? «In realtà per parlare di interpretazione bisogna dipendere sempre dai cantanti: quest’opera ha un grande respiro e, durante le prove, bisogna sperimentare con la compagnia per creare un buon lavoro globale».

società moderna, perché, per me, l’importante è fare teatro e fare teatro vuol dire anche un po’ dimenticare la vera vita con i suoi problemi. Ovviamente la storia di Traviata non è bella e bisogna dimostrare al pubblico la vulnerabilità di Violetta, l’amore, la gioia, la sofferenza... Ho sempre un po’ di difficoltà a collegare queste storie alla realtà, perché per me è meglio “scappare” un po’ dal vero».

Traviata è un’opera attuale per la società odierna? «Io credo che la nostra responsabilità di musicisti sia comunicare la musica e far vivere i caratteri dell’opera. Io non penso mai di fare un’interpretazione che si possa collegare a problemi della

È più difficile essere un direttore d’orchestra donna? «Io sono stata la prima donna all’Arena di Verona e non ho mai pensato a questo. Magari può essere buono per la pubblicità ma vent’anni fa, all’inizio della mia carriera, non ho mai pensato di essere giudicata diversamente in quanto donna e, anzi, vorrei essere giudicata in quanto artista. È un mestiere difficile fare il direttore d’orchestra, sia per l’uomo che per la donna».

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C’è un’emozione particolare nel fare Traviata in Italia? «Quando mi metto a confronto con un’opera, lirica o sinfonica che sia, comincio aprendo la partitura e sento sempre una responsabilità e un’emozione enorme nel riuscire a fare un’esecuzione il più vicino possibile alle volontà del compositore, indipendentemente dal luogo in cui dirigo. Da anni, poi, mi capita di dirigere opere liriche in Italia, ho fatto Traviata in tanti posti e, ovviamente, anche in Italia: quest’opera la sento molto, direi nel sangue e sono felicissima di farla a Macerata, all’aperto. Ecco, magari si può dire questo: dopo tante e tante rappresentazioni di Traviata questa sarà la prima volta che la dirigerò all’aperto!». Gabriele Cesaretti

AMERICAN ARENA Kevi-Lynn Wilson at her debut in Macerata, warming up for La traviata

T

his production by Svoboda and Brockhaus has made the history of the Sferisterio and this new staging is further enriched by the first-time appearance of American conductor Keri-Lynn Wilson at the Sferisterio. «I am prepared for everything, says Ms Wilson, as I am aware of the difficulties of performing in the open air, but the Sferisterio theatre seems like a magical place. We have to make the whole production alive, with vibrant rhythm and a lot of flexibility, as is needed for an open air performance». What will your Traviata be like? «We cannot talk about interpreting an opera without considering the singers: this is a far-reaching opera and during rehearsals we will be experimenting a lot with the team, to achieve good global results».

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How do you think Traviata relates to contemporary society? «I think that, as musicians, our duty is to convey the music and express the unique features of opera. I never think of possible links between a performance and issues of contemporary society, as my main concern is to bring opera to life, also by forgetting everyday life and its own problems. The story told in Traviata is not a simple one and we certainly have to convey Violetta’s vulnerability, love, joy, pain... I always find it rather hard to connect these stories to contemporary reality, as taking shelter from it may be a better option». Is being a female conductor difficult in any way? «I was the first female conductor to perform at the arena in Verona. Yet, I never thought of this. I guess it may be good for advertising, but on the whole I never thought I would be judged

differently by virtue of being a woman throughout my career. In fact, I’d like to be evaluated as an artist. Being a conductor is a tough job, both for a man and a woman». Is there any special feeling behind performing Traviata in Italy? «When I set to work on a new opera, be it lyrical or symphonic, I open the score and feel all the responsibility and the emotion coming from my wish to express as closely as possible the composer’s intentions. This is not connected to any specific place. Moreover, I have been working in Italy many times, conducting Traviata at many venues, also in Italy. I feel Traviata a lot, in my veins. I am extremely happy to perform in Macerata, in the open air. This is indeed a world premiere: the first ever Traviata that I conduct in an open air theatre!». Gabriele Cesaretti


InclusivOpera

Anteprima giovani: 19 luglio Audiodescrizione: 3 agosto Festa in palcoscenico: 11 agosto ARENA SFERISTERIO

Giuseppe Verdi

LA TRAVIATA

D

a dieci anni il Macerata Opera Festival dedica alcune giornate all'accessibilità all'opera per i disabili sensoriali di tutte le età. Nel 2017, gli ospiti per il progetto InclusivOpera sono stati quasi 300. Per gli ospiti dell'edizione 2018 saranno disponibili audio descrizioni in italiano di tutte le opere liriche, audio introduzioni in inglese, percorsi tattili riservati ai non vedenti e agli accompagnatori, percorsi in LIS per i non udenti e gli accompagnatori, sopratitoli in italiano e in inglese per tutte le recite delle opere in cartellone, sistema Sennheiser per l'ascolto assistito in collaborazione con Sennheiser Streaming Technologies. Il tutto dal 3 al 5 agosto. Il progetto InclusivOpera prevede una collaborazione con il Museo Statale Tattile Omero, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, l'Ente Nazionale Sordi. Tutti i percorsi sono gratuiti e disponibili per un massimo di 35 persone, mentre i biglietti per gli spettacoli sono disponibili in forma gratuita o a tariffa agevolata.

Melodramma in tre atti Libretto di Francesco Maria Piave dal dramma La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio Editore Casa Ricordi, Milano

KERI-LYNN WILSON direttrice HENNING BROCKHAUS regia e luci JOSEF SVOBODA scene GIANCARLO COLIS costumi VALENTINA ESCOBAR coreografie SALOME JICIA Violetta Valéry MARIANGELA MARINI Flora Bervoix MARIANNA MENNITTI Annina IVAN AYON RIVAS Alfredo Germont LUCA SALSI (22/7 - 3/8) Giorgio Germont BADRAL CHULUUNBAATAR (28/7 - 11/8) ALBERTO GAZALE Giorgio Germont SILVANO PAOLILLO Gastone LORENZO GRANTE Il barone Duphol STEFANO MARCHISIO Il marchese d’Obigny GIACOMO MEDICI Il dottor Grenvil ORCHESTRA REGIONALE DELLE MARCHE CORO LIRICO MARCHIGIANO “VINCENZO BELLINI” MARTINO FAGGIANI maestro del coro MASSIMO FIOCCHI MALASPINA altro maestro del coro BANDA “SALVADEI” complesso di palcoscenico Allestimento dell’Associazione Arena Sferisterio

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VINICIO CAPOSSELA Nell’ORCÆSTRA ORCHESTRA FILARMONICA ARTURO TOSCANINI STEFANO NANNI orchestratore e direttore

VINICIO CAPOSSELA Nell’ORCÆSTRA

Musica libera per spostarsi, cacciare, accoppiarsi ORCHESTRA FILARMONICA ARTURO TOSCANINI con il sostegno STEFANO NANNI orchestratore e direttore

VINICIO CAPOSSELA Nell’ORCÆSTRA ORCHESTRA FILARMONICA ARTURO TOSCANINI STEFANO NANNI orchestratore e direttore Musica libera per spostarsi, cacciare, accoppiarsi con il sostegno di

di

Musica libera per spostarsi, cacciare, accoppiarsi con il sostegno di

CANTIERE OPERA ELIOMICHELI

Gioachino Rossini ovvero La rivoluzione in musica ORCHESTRA REGIONALE DELLE MARCHE FRANCESCO LANZILLOTTA direttore

MARCELL BAKONYI, ELEONORA CILLI, ADRIANA DI PAOLA, MARIANGELA MARINI, GIOVANNI SALA, IURII SAMOILOV voci

ORCHESTRA REGIONALE DELLE MARCHE FRANCESCO LANZILLOTTA direttore

MARCELL BAKONYI, ELEONORA CILLI, ADRIANA DI PAOLA, MARIANGELA MARINI, GIOVANNI SALA, IURII SAMOILOV voci

ORCHESTRA REGIONALE DELLE MARCHE FRANCESCO LANZILLOTTA direttore

MARCELL BAKONYI, ELEONORA CILLI, ADRIANA DI PAOLA, MARIANGELA MARINI, GIOVANNI SALA, IURII SAMOILOV voci

CANTIERE OPERA ELIOMICHELI

Gioachino Rossini ovvero La rivoluzione in musica

CANTIERE OPERA ELIOMICHELI

Gioachino Rossini ovvero La rivoluzione in musica

MAX GAZZÈ ALCHEMAYA MAX GAZZÈ ALCHEMAYA

BOHEMIAN SYMPHONY ORCHESTRA CLEMENTE FERRARI direttore

BOHEMIAN SYMPHONY ORCHESTRA CLEMENTE FERRARI direttore

MAX GAZZÈ ALCHEMAYA BOHEMIAN SYMPHONY ORCHESTRA CLEMENTE FERRARI direttore

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Quest’anno il programma del Festival allo Sferisterio si arricchisce di tre concerti crossover (sempre il martedì), protagonisti alcuni interpreti d’eccezione in vesti inusuali all’interno del mondo dell’opera. Il primo appuntamento è il 24 luglio: Nell’ORCÆSTRA. Musica libera per spostarsi, cacciare, accoppiarsi con Vinicio Capossela in dialogo con l’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini, sotto la direzione di Stefano Nanni. Il nuovo progetto musicale del cantautore e polistrumentista italiano riconferma la sua predilezione per la varietà timbrica e la complessità armonica che ben si prestano alla sperimentazione di una scrittura ampliata per orchestra sinfonica. A seguire, il 31 luglio, un omaggio al musicista marchigiano più celebre di tutti i tempi, Gioachino Rossini, in occasione del 150° anniversario dalla sua morte. Con il titolo Rossini ovvero La Rivoluzione in musica, spettacolo dal ciclo CantiereOpera, torna a Macerata Francesco Micheli in compagnia di Elio che vestirà i panni del Pesarese. Con loro in scena l’Orchestra Regionale delle

Marche diretta da Francesco Lanzillotta e un gruppo di interpreti del Festival. Lo spettacolo intende analizzare in maniera nuova e diversa la rivoluzione musicale di Rossini e il carattere tutto particolare di questo compositore. L’ultimo appuntamento crossover vede sul palco il vincitore del Premio Bigazzi per la Miglior Composizione della 68ª edizione del Festival di Sanremo, Max Gazzé con Alchemaya, spettacolo che toccherà in estate solo 5 affascinanti teatri italiani. Insieme alla Bohemian Simphony Orchestra diretta da Clemente Ferrari, ascolteremo nella prima parte un’opera sintonica

– per orchestra e synth – e quindi nella seconda i capolavori del repertorio di Gazzè riarrangiati per voce e orchestra, con l’intento di portare sul palco storia, filosofia, fisica quantistica e vent’anni di ricerca spirituale. Altro appuntamento in programma è quello di giovedì 9 agosto con la danza, protagonista un’interprete d’eccezione come Eleonora Abbagnato (nella foto qui a sinistra). Una serata sostenuta da Engie e intitolata Puccini: da Manon Lescaut a La bohème, da Tosca a Madama Butterfly, in scena ci saranno tutte le eroine pucciniane che danzeranno sulle note delle più belle arie del compositore toscano secondo la personale lettura di Julien Lestel – coreografo e regista – che intende mettere in risalto la bellezza, la maestosità e la potenza della musica di Puccini, offrendo al pubblico una dimensione nuova della voce, apprezzabile anche visivamente attraverso le coreografie interpretate dall’étoile Eleonora Abbagnato affiancata da un gruppo di ballerini italiani e francesi fra i quali la giovane star televisiva Sebastian Melo Taveira.

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CONFCOMMERCIO MARCHE CENTRALI IN VETRINA Con Confcommercio Marche Centrali la città intera si veste di verde: durante la Notte dell’Opera tutti i commercianti del centro storico di Macerata allestiranno la propria vetrina a tema #verdesperanza, anche con la presenza in primo piano di un vasetto di fiori e delle speciali t-shirt Confcommercio. Sarà una notte magica in cui ciascuna delle tre piazze principali del centro storico di Macerata diventerà un angolo del bosco fatato di Papageno, per entrare pienamente nel mondo incantato dell’opera.

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LA SPERANZA È SPETTACOLARE Giovedì 2 agosto torna la Notte dell’Opera che trasformerà l’intera città in un enorme teatro a cielo aperto

L’

incanto dell’arte è squarcio sul cielo di carta delle illusioni. È polvere degli astri, luce carica di futuro. È scritto nell’etimo stesso del desiderio, letteralmente intrecciato a un’assenza di stelle destinata a guidarci alla ricerca appassionata di un rifulgente presagio o un’affrancante novità. L’attesa che disegna l’altrove su cui appoggiare gli occhi tiene a battesimo ogni fatica dell’opera umana e giustifica gli azzardi dell’ingegno si chiama speranza e la sua limpidezza è da sempre rievocata e simboleggiata dal colore verde. Ecco il motivo cromatico dominante del cartellone 2018 che allude a un avvenire giovane principali si vestirà del main colour dell’evento (sono previsti sconti del 10 per cento per chi indosserà tinte smeraldo) e diventerà un angolo del bosco incantato di Papageno, personaggio del capolavoro mozartiano, trasformando la città nella scenografia di un immenso spettacolo itinerante. Tra le stelle, rilucerà quella di Lella Costa, anima di una Traviata immaginata da Gabriele Vacis, un viaggio nell’intelligenza del cuore che, dalle 21.30, unirà la signora delle camelie alle ragazze di strada, passando per la Callas e Marilyn Monroe. Fabrizio Baleani

e sostenibile e rimanda all’originale allestimento del Flauto Magico proposto da Graham Vick capace di interpretare il Singspiel di Wolfang Amadeus Mozart come una favola ecologica che ha i piedi saldamente ancorati nell’impegno per i temi ambientali. Verde sarà, giovedì 2 agosto dalle 19, la Notte dell’Opera. I cittadini, infatti, anche quest’anno, grazie a un lavoro che coinvolge da mesi Comune di Macerata, organizzazioni di commercianti, istituzioni accademiche e tanti altri, animeranno la più grande festa estiva maceratese con esibizioni per le vie del centro storico, Corso Cavour e Corso Cairoli. Ciascuna delle tre piazze

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V

incitore del concorso Macerata Opera 4.0 realizzato dall’Associazione Arena Sferisterio in collaborazione con Opera Europa e la Rassegna di Nuova Musica, lo spettacolo teatrale We Can Be Waves va in scena al Teatro Lauro Rossi il 25 luglio e il 1 e l’8 agosto alle ore 21.00. È inoltre possibile visitare l’installazione creata appositamente in teatro come parte complementare dello spettacolo nei giorni 7, 28, 29 e 31 luglio, 4, 5 e 7 agosto alle ore 18.00 e alle 19.00. È una occasione riservata a un massimo di undici persone per volta e prevede un biglietto di ingresso al costo di 3 euro. Durante la Notte dell’Opera sarà però possibile entrare gratuitamente alle ore 22.30 e 23.00. Lo spettacolo ideato per il Festival è firmato per concept, regia e coreografia da Matteo Marziano Graziano del collettivo italo-berlinese CASA * MARZIANO, la direzione musicale di Jacopo Brusa, la scenografia di Anne Storandt e Shoushik Barsoumian e Silvia Aurea De Stefano come soprano e mezzosoprano, su musiche di e testi di Luciano Berio e Samuel Hertz. Lo spettacolo è stato realizzato in collaborazione con il Balletto del Teatro di Torino e con il sostegno di Heracomm.

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IDEE DA NON PERDERE (DIALOGHI)

S

i chiama Dialoghi la sezione del Festival che racchiude gli incontri, le presentazioni e le riflessioni intorno a #verdesperanza. Non possono mancare gli Aperitivi culturali agli Antichi Forni (weekend del Festival, ore 12.00), a cura di Cinzia Maroni dell’Associazione Sferisterio Cultura, che si aprono con tre incontri affidati ad alcune delle firme più prestigiose della critica italiana (Enrico Girardi del Corriere della Sera, Angelo Foletto della Repubblica e Carla Moreni del Sole24Ore) che dialogheranno con i registi e i direttori d’orchestra del Flauto Magico, dell’Elisir d’amore e della Traviata a poche ore dal debutto (20, 21, 22 luglio). Quindi, accanto al susseguirsi di ospiti di alto profilo, due appuntamenti “fuori programma”: sabato 21 luglio (ore 18.30) con Mario Cucinella, Gian Luca Bianco e Fabio Renzi per una conversazione sulla mostra IMBILICO: perpetua motus terra; quindi giovedì 26 luglio (ore 18.30) con Paolo Piacentini che conversa su Appennino Atto d’amore in collaborazione con FederTrek Italia e CAI Macerata (charity partner del Festival 2018). Si chiude il 12 agosto con le anticipazioni sul 2019 con Luciano Messi, Barbara Minghetti e Francesco Lanzillotta. Si rinnova nel 2018 la collaborazione con Life Strategies (azienda maceratese di proprietà del gruppo Roi, che organizza i più importanti incontri e corsi di formazione a livello nazionale per la crescita personale). Nei tre lunedì del festival (23 e 30 luglio, 6 agosto), nel Chiostro di Palazzo Conventati, si svolgerà un ciclo di incontri a tema #verdesperanza intitolato Tra natura e cultura: percorsi di equilibrio e armonia, in cui si alterneranno tre personaggi di primo piano come lo psicoterapeuta Giorgio Nardone, impegnato a svelare il segreto della perfetta armonia tra mente e natura; Daniel Lumera, scrittore, ricercatore e docente universitario, considerato un riferimento a livello internazionale per le scienze del benessere e negli studi sulla consapevolezza. educazione alla felicità, capace di avere effetti positivi sulla salute, il benessere e la qualità della vita; Max Calderan: esploratore e autore di libri, che illustrerà il percorso che può portare alla riscoperta di noi stessi e del nostro corpo, seguendo una serie di azioni che definiscono il metodo S.P.I.A. coniato personalmente per raggiungere traguardi sportivi e sfruttare a pieno le proprie potenzialità.

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www.coal.it


AD OPERA DEI BAMBINI Quel un bel dì vedremo è un panorama di ragazzini innamorati del belcanto. Siamo già sulla buona strada. A Macerata si lavora da alcuni anni per avvicinare platee di bimbi all’opera incenerendo lo stinto pregiudizio di una lirica riservata ai grandi. Il progetto Operattivamente conduce bambine e bambini a scoprire le ambientazioni, le vicende storiche, gli stati d’animo dei personaggi attraverso l’ascolto, il disegno, la drammatizzazione, la creazione di pupazzi e le conversazioni spontanee ruotanti attorno alla tradizione melodrammatica italiana. Il mondo simbolico delle celebri trame che rapiscono da sempre milioni di melomani diventano così familiari ed entrano nella quotidianità dei più piccoli grazie a una serie di attività ludiche condotte a scuola con le insegnanti e a casa con l’aiuto dei genitori. L’iniziativa curata dall’Università di Macerata, grazie al prezioso coordinamento della professoressa Paola Nicolini, dalla dottoranda Sara D’Angelo e dal giornalista Carlo Scheggia, si sviluppa attorno a obiettivi editoriali. Al momento, infatti sono stati

OPERATTIVAMENTE PRESENTA NUOVI RACCONTI DISEGNATI DAI PIÙ PICCOLI

realizzati sei libretti illustrati di Otello, Norma e Il trovatore (2016), seguiti da Madama Butterfly, Turandot e Aida (2017). Dal 20 luglio saranno affiancati da Il Flauto Magico, La traviata e L’elisir d’amore. La loro creazione comprende un riadattamento del testo destinato all’infanzia, la lettura dell’intreccio a un pubblico di “mini-appassionati” e la scelta, da parte di ogni bimbo, di una scena da riprodurre in base alla propria fantasia con schizzi che compongano la sezione figurativa degli agili lavori editi dalla Eum. Fabrizio Baleani

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LE 5 COSE DA FARE CON I FIGLI

1

Se hai un figlio al di sotto dei 14 anni e hai acquistato un biglietto al prezzo intero, puoi farlo venire con te alla rappresentazione a solo 1€ grazie al contributo di Trevalli Cooperlat; inoltre con il nuovo abbonamento family comprando 4 biglietti nel settore giallo il prezzo di ognuno è di 20€ invece che di 25.

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Per i ragazzi più grandi, acquistare il biglietto delle anteprime delle opere costa solo 10€.

Il 24 e 31 luglio e il 7 agosto alle ore 18.00 nel cortile di Palazzo Buonaccorsi c’è un appuntamento dedicato ai più piccoli: i bambini dai 5 agli 11 anni potranno partecipare ad alcuni laboratori realizzati in collaborazione con i corsi di Psicologia dell’Educazione e Psicologia dello Sviluppo dell’Università di Macerata. Un’esperienza ludico-didattica con lo scopo di avvicinare i bambini all’opera, a cui seguirà alle 19.00 una merenda offerta da Coldiretti.

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4

Tutti i giorni delle rappresentazioni alle ore 18.00 porta i tuoi figli alla scoperta dello Sferisterio segreto. Un tour guidato dietro le quinte del teatro insieme all’Associazione Amici dello Sferisterio (solo 20 posti disponibili, a 10€ l’uno).

5

Altro appuntamento da non perdere è quello con il Teatro dei Burattini di Como che arriva al Festival dal 2 al 4 agosto. Uno spettacolo ispirato alla prima delle rappresentazioni del cartellone del Macerata Opera Festival e dal titolo La leggenda del Flauto Magico. Il tour è sostenuto da Feel Blue, brand della maglieria con sede nel cratere del terremoto, che ha deciso di sostenere questa iniziativa per portare speranza nel verde del paese di Sarnano. Un modo per rispondere al difficile momento di tutti gli abitanti colpiti dal terremoto e in particolare dei più piccoli. L’azienda sostiene tra l’altro il progetto Tutti a scuola a Sarnano contribuendo direttamente alla ricostruzione delle strutture della scuola del paese. La leggenda del Flauto Magico del Teatro dei burattini di Como diviene così rappresentazione accessibile a tutti: giovedì 2 agosto all'interno della Notte dell'opera, venerdì 3 agosto a Muccia presso i Giardini Comunali alle ore 16.30, sabato 4 agosto al Cuore Adriatico di Civitanova Marche alle ore 11.00 e poi, sempre il 4, a Sarnano presso l’Agriturismo le Querce alle ore 16.

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LE 5 COSE DA FARE

PIÙ GEEK 1 La stagione lirica entra negli smartphone attraverso la rinnovata App Sferisterio, disponibile per il quinto anno consecutivo e realizzata dal Gruppo Med. Se vuoi rimanere sempre aggiornato sugli eventi, leggere news e informazioni sui cast e le opere e soprattutto non perdere nessun appuntamento del Macerata Opera Festival, scarica la App gratuitamente dall’Apple store (per iPhone e iPad).

2

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Progetto clou della digitalizzazione del Festival è Opera iPad: una occasione unica, realizzata in collaborazione con Med Store, che permette di entrare all’interno del mondo del teatro ovunque ci si trovi e vedere in anteprima cosa succede durante la preparazione degli spettacoli, mentre sono in corso le prove. Basta collegarsi tutti i giorni, per cinque minuti, alle 17.45, sulla pagina Facebook del Festival e seguire la diretta. La novità di quest’anno è la presenza di una guida di eccezione: il direttore musicale Francesco Lanzillotta. È lui, personaggio più social del Festival e direttore d’orchestra dell’opera l’Elisir d’Amore – a guidare il pubblico nel backstage, facendo conoscere gli altri protagonisti. Inoltre una GoPro filmerà qualche momento delle prove dal suo punto di vista, che poi verrà messo in onda e chiunque potrà vedere come nasce la musica dai gesti del direttore. Un’opportunità unica e irripetibile per vivere il Festival dal suo interno e scoprire i lati spesso nascosti del fantastico mondo del teatro.


3 Il giardino virtuale sulla facciata dello Sferisterio grazie a OpenJob: tutte le sere il teatro si veste di #verdesperanza con il video mapping creato da Antica Proietteria.

4 Il digitale entra anche in museo con The Invisible Nature, un’istallazione video tutta da vivere e scoprire, ideata da Rino Stefano Tagliaferro, in collaborazione con Parma 360 Festival della creatività contemporanea e Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, visitabile dal 19 luglio al 12 agosto presso la Galleria dell’Eneide di Palazzo Buonaccorsi.

5 #verdecomeopera è l’hashtag scelto dall’Accademia delle Belle Arti di Macerata per rendere il Festival sempre più partecipato: le foto pubblicate su Instagram con questo hashtag confluiscono in una videoinstallazione di immagini libere e in costante evoluzione di cui i migliori scatti saranno stampati ed esposti in modo continuativo presso lo spazio GABA.MC Young.

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LE 5 COSE DA FARE PIÙ GLAMOUR Degusta una verticale di vino DOC marchigiano in un luogo inusuale come il loggione dello Sferisterio: tutti i giorni delle rappresentazioni alle ore 19.00 è una occasione riservata solamente per le prime 20 persone che prenoteranno scrivendo a b2b@sferisterio.it (costo: 20€).

Il top del glamour unito all’offerta per i più vip: prenotare un intero palco per una serata e avere all’interno l’esclusivo servizio catering durante la rappresentazione.

Arrivare puntuali è sempre più un lusso per pochi, ma è di notevole prestigio come ricorda TWS, lo sponsor della puntualità.

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Per riscoprire e gustare i vini marchigiani, le cantine più suggestive del maceratese si riempiono di musica ospitando alcuni concerti ogni domenica pomeriggio del Festival alle ore 17.30. Si comincia il 22 luglio a Civitanova Marche presso le Cantine Fontezoppa per un appuntamento dedicato al libro bestseller della musica del 2018, Meno grigi più Verdi di Alberto Mattioli (Garzanti), con la presenza di Barbara Minghetti e Francesco Lanzillotta. Poi il 29 luglio presso la Cantina Colognola della Tenuta Musone di Cingoli concerto di Ornitophonica, quindi il Quartetto F.A.T.A. con HOPE…ra! sarà ospite di Villa Sant’Isidoro a Colbuccaro di Corridonia e infine gli ottoni del Salvadei Brass animeranno con Opera&Song le Cantine Saputi di Colmurano. I Concerti in cantina sono realizzati in collaborazione con IMT - Istituto marchigiano di tutela vini, e rappresentano un momento molto atteso dagli spettatori del Macerata Opera Festival, soprattutto i turisti (la degustazione ha un costo di 10€).

Venire al Festival con una BMW i8 come quella che Cascioli auto mostrerà in anteprima il 20 luglio: il massimo del glamour #verdesperanza perché è ecosostenibile grazie al motore elettrico plug-in.

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LE 5 COSE DA FARE PIÙ FOLLI

1 Tenta la sorte con il biglietto roulette: gli Under30 possono acquistare un biglietto a 25€ senza posto prenotato. La sera della rappresentazione verrà assegnato il miglior posto disponibile… e potrebbe essere perfino nel settore Platino!

2 Scatenati sul palcoscenico dello Sferisterio al ritmo dei DJ che arriveranno direttamente dal FAT FAT FAT Festival: la sera del 10 agosto l’ambientazione balneare dell’Elisir d’amore creata da Damiano Michieletto ispirerà una particolarissima festa estiva sulla spiaggia all’interno del teatro.

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3 Partecipa a un Gran Ballo in costume dell’800 come quello in scena in Traviata: l’11 agosto coppie di ballerini in frac e crinoline eseguiranno valzer e quadriglie all’interno della scenografia di Josef Svoboda. Come tutti i Gran Balli che si rispettino, la serata sarà accompagnata da un buon vino: il Verdicchio di Jesi che festeggia i 50 anni di assegnazione della DOC.

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Dormire in tenda sul palcoscenico dello Sferisterio: un’opportunità unica per la quale serve solo un kit da campeggio! La sera del 12 agosto – dopo l’ultima delle repliche del Flauto magico – resta in teatro provvisto di tenda per guardare le stelle e attendere l’alba, prima di salutarci aspettando il Festival 2019.

Seguire tutti gli 85 eventi del Festival per un’estate piena e un’esperienza vissuta sotto tutti i più diversi punti di vista.

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CINQUE MINUTI CON STEFANIA MONTEVERDE, VICESINDACO E ASSESSORE ALLA CULTURA

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acerata è un centro culturale dinamico che può dirsi città dei festival. Qual è il racconto della città? Macerata è una bellissima città dentro le mura storiche, con le piazze su cui si affacciano i palazzi nobili e i tavolini dei locali per mangiare all’aperto, tutto molto italian style. I musei aperti, le serate di musica, le esperienze culturali tutto l’anno: questo trova chi viene a Macerata. A luglio il Macerata Opera Festival è opera lirica internazionale, giugno è Musicultura, festival della canzone d’autore, settembre è Artemigrante festival del circo di strada, ottobre è Overtime festival del racconto sportivo, maggio è Macerata Racconta festival dei libri, aprile è Ratatà festival del fumetto indipendente, dicembre è Libriamoci festival dell’illustrazione, agosto è le Feste di San Giuliano, la festa molto tradizionale del patrono. C’è sempre qualcosa da scoprire in luoghi speciali come Palazzo Ricci, Palazzo Buonaccorsi o l’Ecomuseo di Villa Ficana. A Macerata si viene per studiare all’Università e all’Accademia di Belle Arti. E si viene per godere di un clima culturale vivace e stimolante che fa stare bene. Il Ministero della Cultura ha istituito il Distretto Turistico della Marca Maceratese. Di cosa si tratta? La bellezza di Macerata è anche nel paesaggio che si apre ad ogni angolo della città, fatto di terre lavorate con cura, di colori verdi azzurri gialli, di borghi sulle colline, di un orizzonte che va dall’Adriatico ai Sibillini. È la Marca Maceratese, un territorio da sogno che grazie al grande lavoro collettivo dei

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Comuni del territorio, insieme a Confindustria e Regione Marche, ha ottenuto il riconoscimento di Distretto Turistico a dicembre 2017. È uno stimolo forte a costruire il racconto puntuale della bellezza che ci circonda per portare chi abita questi luoghi e i viaggiatori a godere di tutto, del nostro bellissimo teatro all’aperto, lo Sferisterio, ma anche delle passeggiate in montagna, dei tanti tesori d’arte nei borghi sparsi, dei giorni al mare o al lago, della buona cucina e del buon vino. È una sfida che ci dà entusiasmo, perché sappiamo che la vinciamo solo insieme. Siamo certi che ci farà crescere in capacità di accoglienza, promozione, ricettività pronti ad ospitare con amore i viaggiatori che vorranno godere della nostra bella comunità. Come l’Assessorato del Comune di Macerata intende valorizzare questa opportunità? Il primo impegno è lanciare eventi straordinari che possano stupire e arricchire. La prima occasione è ottobre 2018 - gennaio 2019 una grande mostra internazionale dedicata al più geniale artista del Rinascimento italiano, Lorenzo Lotto. A Palazzo Buonaccorsi arrivano opere uniche da San Pietroburgo e dai più grandi musei del mondo e dialogano con le opere del grande artista che sono a Monte San Giusto, Cingoli, Mogliano, Loreto, Ancona, Jesi, Recanati. È una scoperta del territorio. È una mostra in collaborazione con la Regione Marche e che fa tappa anche a Madrid e Londra. Ma il 2019 c’è anche un altro appuntamento da mettere in agenda: è il centenario del Bauhaus, a cui Macerata è legata grazie a un importante artista del Futurismo, Ivo Pannaggi. Ci aspetta l’appuntamento con un altro evento straordinario, una mostra dedicata alle contaminazioni tra l’arte contemporanea e il design industriale. Un’altra grande sfida che chiama tutti, imprese, strutture ricettive, commercio, produttori culturali, cittadini tutti, ad essere accoglienti e creativi. La città è stata finalista nella selezione per la Capitale della Cultura Italiana nel 2020. Quali sono i progetti di politica culturale per i prossimi anni? Con grande orgoglio Macerata è stata selezionata tra le dieci città finaliste a Capitale della Cultura Italiana 2020. Parma sarà la Capitale 2020, e insieme a Macerata, Casale Monferrato, Nuoro, Merano, Treviso, Agrigento, Bitonto, Piacenza, Reggio Emilia stiamo costruendo un grande network per lanciare il Grand Tour delle Capitali della Cultura Italiana 2020. Una sfida che vuole raccontare l’Italia bella, piena di storie e di tesori da scoprire, fuori dai consueti giri. Ci farà lavorare insieme, inventando un nuovo spirito collaborativo. Macerata racconta le storie di padre Matteo Ricci e Giuseppe Tucci, i grandi esploratori maceratesi che hanno costruito ponti di amicizia con l’Oriente in nome dell’apertura, della tolleranza, dell’intercultura. Grandi insegnamenti sempre attuali che ci aiutano ad affrontare anche i tempi difficili in cui occorre ricostruire la fiducia nel futuro e coltivare la speranza per le nuove generazioni.

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L’IMMAGINAZIONE IN CARROZZA

ITINERARIO D’ARTE PER INSEGUIRE L’INGEGNO UMANO OLTRE IL NOVECENTO

P

ercorrere il tempo, seguire la linea ripida e convulsa delle epoche e cogliere la loro circolarità morbida e collinare. A Macerata l’ingegno si distende, diviene orizzonte nel quale segno, colore, forma gareggiano a farsi testimonianza. Come dalla prospettiva di una carrozza, mezzo a cui è dedicata una delle suggestive esposizioni di Palazzo Buonaccorsi, prestigiosa dimora ultimata nel 1718 e oggi sede di stupende collezioni d’arte antica e moderna con opere di autori fiamminghi e di italiani, come Carlo Maratta, Giovan Battista Salvi, Carlo Crivelli. La fastosa costruzione si ispira alle residenze nobiliari romane e comprende la meravigliosa Galleria dell’Eneide. Ad alcune decine di metri, la rotta del nostro incedere è sospinta dall’avanguardia novecentesca di scena a Palazzo Ricci. Qui ha sede il museo omonimo, contenente oltre 300 dipinti e sculture dei più importanti artisti del XX secolo, come Ivo Pannaggi, Giorgio De Chirico, Alberto Savinio e Giorgio Morandi. Fabrizio Baleani

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AN ITINERARY OF ART TO PURSUE HUMAN INGENUITY BEYOND THE TWENTIETH CENTURY

IMAGINATION IN A CARRIAGE

Going through time, follow the steep and convulsed line of the ages and grasp their soft and hilly circularity. At Macerata ingenuity stretches out, becoming a horizon in which sign, colour and form compete to become a witness, as from the perspective of a carriage, a means to which one of the evocative exhibitions of Palazzo Buonaccorsi is dedicated, a prestigious residence completed in 1718 and now home to stupendous collections of ancient and modern art with works by Flemish and Italian artists, such as Carlo Maratta, Giovan Battista Salvi, Carlo Crivelli. The large building is inspired by the Roman noble residences and includes the marvellous Sala dell'Eneide (Aeneid Hall), a few dozen metres away, where the route of our journey is driven by the twentieth-century avant-garde scene at Palazzo Ricci. It houses a museum with the same name, containing over 300 paintings and sculptures by the most important artists of the 20th century, such as Ivo Pannaggi, Giorgio De Chirico, Alberto Savinio and Giorgio Morandi. Fabrizio Baleani

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ON THE ROAD LO SPLENDORE DEL CENTRO STORICO SVELATO PASSO DOPO PASSO

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edali o vie maestre? In qualunque senso la si perlustri, la pianta maceratese sarà sempre dominata da Piazza della Libertà, dove, alzando lo sguardo, ci si scopre piacevolmente circondati da costruzioni monumentali. Il Palazzo del Comune e la Chiesa di San Paolo incorniciano la vista della Torre Civica, conclusa verso la metà del Seicento e impreziosita da un antico orologio astronomico recentemente ripristinato. Sulla destra, campeggia il Palazzo dell’Università, antico collegio dei Barnabiti. Affacciata sul lato opposto s’erge la Loggia dei

Mercanti, costruita da Cassiano da Fabriano a cavallo tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo. Dalla “main square” maceratese, Corso della Repubblica collega a Piazza Vittorio Veneto e agli ambienti settecenteschi della splendida Biblioteca Mozzi Borgetti. Quest’ultima ospita circa 350.000 volumi che ne fanno una delle più importanti della regione con i suoi due secoli di attività. Sublimi sono le decorazioni e gli arredi della Sala degli Specchi e di Sala Castiglioni. Padre Matteo Ricci studiò proprio in questo stabile, allora collegio gesuita. Fabrizio Baleani

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M ON THE ROAD THE SPLENDOUR OF THE HISTORIC CENTRE UNVEILED STEP BY STEP

aze or main highway? Whichever way you look at it, the map of Macerata will always be dominated by Piazza della Libertà, where, looking up, you will discover yourself pleasantly surrounded by monumental buildings. The Town Hall and the Church of San Paolo frame the view of the Civic Tower, which ended in the mid-seventeenth century and is embellished with an ancient astronomical clock recently restored. On the right, there is the Palazzo dell’Università, an ancient Barnabite college. Overlooking the opposite side stands the Loggia dei Mercanti, built by Cassiano da Fabriano between the fifteenth and sixteenth centuries. From the main square in Macerata, Corso della Repubblica connects Piazza Vittorio Venetoe to the eighteenth-century rooms of the splendid Mozzi Borgetti Library. The latter houses about 350,000 books that make it one of the most important in the region thanks to its two centuries of activity. The decorations and furnishings of the Sala degli Specchi and Sala Castiglioni are sublime. Father Matteo Ricci studied in this building, which was then a Jesuit college. Fabrizio Baleani

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GRAND TOUR DELLE MARCHE 2018: LA REGIONE MARCHIGIANA RACCONTATA IN 30 EVENTI! Il modo migliore per viaggiare nelle Marche è viverle!. Questo lo slogan del Grand Tour delle Marche, il circuito esperienziale studiato da Tipicità ed ANCI Marche, in occasione di EXPO 2015, per far assaporare l’essenza di una regione attraverso gli eventi. Sulle orme dei grandi viaggiatori del passato, ma con un’impostazione moderna, il Grand Tour delle Marche è un circuito virtuoso che racconta le Marche attraverso gli eventi, soprattutto enogastronomici e del saper fare. Una mappa che stimola l’ospite ad avventurarsi in profondità nel territorio, con le sue esclusive tradizioni, la geniale sapienza della manualità, la gioiosa atmosfera della festa, ma anche con proposte turistiche su misura ed una piattaforma web altamente innovativa. Ed ancora, iniziative che si promuovono vicendevolmente scambiandosi gli artisti-artigiani, veri protagonisti degli eventi. Nel 2017 il Grand Tour ha registrato ben 32 tappe in altrettanti eventi diffusi su tutto il territorio regionale, più di 400 articoli di stampa ed oltre 250.000 partecipanti, divenendo un circuito di promozione ed accoglienza turistica consolidato e condiviso da tutta la comunità regionale. Da maggio a novembre, ce n’è per tutti i gusti! Al centro dell’attenzione buon cibo e creatività: dalla trota di Sefro alle prelibatezze marinare di Tipicità in blu, con Ancona capitale della blue economy, passando per il fungo spignolo e la crescia di Frontone, riapprodando sulle rive del mare con GustaPorto a Civitanova Marche e con il succulento brodetto alla zafferanella di Porto Recanati. Il Fabrianese, invece, si presenta in versione turismo attivo con la Frasassi Experience, mentre a Serra Sant’Abbondio è l’ora della Libera poesia tra le mura. A Castelraimondo ritorna il rito dell’Infiorata del Corpus Domini, a Capodarco di Fermo va in scena l’appuntamento con il cinema dedicato al sociale e Recanati è sede di ben due tappe: In festa con Giacomo ed Amantica. Le più significative eccellenze marchigiane delineano un suggestivo percorso nella Made in Marche Gallery all’interno delle monumentali cisterne romane di Fermo, città che ospita anche l’evento di chiusura del circuito. E poi, ancora, eventi dedicati al ricamo a Venarotta, al Verdicchio, sia a Matelica che a Montecarotto, alogastronomia e tartufo ad Apecchio ed ancora tartufo ad Acqualagna. Pollenza propone il restauro del mobile antico, Montappone la Festa del cappello, Ascoli Piceno Ascoliva, Castelfidardo il Premio Internazionale della fisarmonica e Campocavallo di Osimo la tradizionale Festa del covo. Oltre al tartufo, l’autunno celebra lo stoccafisso a Porto Sant’Elpidio, la mela rosa dei Sibillini a Montedinove, la cicerchia a Serra de’ Conti, mentre Cantiano propone la Fiera cavalli. Tutte le informazioni per godere al meglio questa esperienza Marche sono reperibili nella piattaforma www.tipicitaexperience. it, con pacchetti turistici appositamente concepiti, proposte di shopping aziendale e la possibilità di costruirsi il proprio menù di viaggio personalizzato. INFO: 0734.277893; segreteria@tipicita.it; www.tipicitaexperience.it

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GUSTO DI MARCA VIAGGI NEL SAPORE MACERATESE

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hi conosce i profumi domina il cuore degli uomini. Il buon odore di convivialità respirabile tra le mura della città allude a una sapienza antica racchiusa in una tradizione culinaria in grado di conquistare ogni avventore. Deliziose tipicità contribuiscono a rendere celebri anche oltreconfine autentiche gioie del palato come i Vincisgrassi alla

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Maceratese, pasta al forno con ingredienti a strati e un sugo arricchito da diversi tipi di carne (coniglio, maiale, anatra e oca), ed esaltato da una genuina e odorosa passata di pomodoro, resa irresistibile dalla presenza del formaggio. Ad accordare la memoria con i sensi provvede un’altra prima portata: i Ta julì Pilusi, espressione della migliore pasta all’uovo del Belpaese. Tra i secondi piatti spicca il coniglio

in porchetta, farcito con rare e profumate foglie di finocchietto selvatico che schiude all’assaggio un vasto paesaggio di sapida e croccante estasi. Unico è il piacere garantito dal Ciauscolo, salume non paragonabile a nessun altro perché la sua carne, finemente macinata, lo rende morbido e spalmabile quasi come un pâté. Fabrizio Baleani


FLAVOURED BRAND A JOURNEY THROUGH THE MACERATA FLAVOUR

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hoever is familiar with perfumes, knows that it dominates the hearts of men. The good smell of conviviality breathing within the city walls alludes to an ancient goodness enclosed in a culinary tradition able to conquer every customer. Its delicious typicality also contributes to making the Vincisgrassi alla Maceratese famous beyond the borders, an authentic delight for your palate: baked pasta with layered ingredients and a sauce enriched with different types of meat (rabbit, pork, duck and goose), enhanced by a genuine and fragrant tomato puree, made irresistible by the presence of cheese. Another first course tunes your memory with all your senses: the Ta julì Pilusi, an expression of the best pasta with egg from the Belpaese area. The main courses include the rabbit in porchetta, stuffed with rare and fragrant wild fennel leaves that open the taste of a vast landscape of savoury and crisp ecstasy. Unique is the pleasure guaranteed by Ciauscolo, a sausage not comparable to anything else because its meat, finely minced, makes it soft and spreadable like a pâté. Fabrizio Baleani

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La città dell’innovazione

METROPOLIS

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otterranea e all’aria aperta. Ovunque un luogo da vivere può e dev’essere a misura d’uomo e prevedere confortevolezze in grado di comprendere l’arredo urbano, l’accesso ai servizi, la compatibilità ambientale e la sicurezza. Ognuno di questi settori delineano le fisionomie di una rigenerazione che a Macerata assume la concretezza del presente. Lo dimostra il nuovo look dei sottopassi pedonali, che collegano il terminal bus ai giardini Diaz e s’affacciano su Via Crescimbeni, nel centro storico della città. Colore, luce e street art sono ingredienti capaci di disegnare spazi accurati e snodi di comunicazione. Gli ascensori con tanto di voce poliglotta che scandisce i piani, telecamere, musica in filo diffusione sono il paesaggio tecnico e sonoro delimitato da un imponente e suggestivo contrappunto visivo: l’opera dello street artist Morden Gore che riprende la tecnica barocca dell’anamorfismo e la reinterpreta nella contemporaneità. Da un lato è ritratta l’immagine di una bambina accompagnata dalla scritta Build the future. Dall’altro, una donna anziana sembra venirle incontro con un monito: Mind the past. Fabrizio Baleani


SUBWAY STATIONS The city of innovation

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nderground and outdoors. Wherever you are, a place to live can and must be on a human scale and provide comfort that includes urban furnishings, access to services, environmental compatibility and safety. Each of these sectors outlines the features of a regeneration that in Macerata takes on the concreteness of the present. This is demonstrated by the new look of the pedestrian footpaths, linking the bus terminal to the Diaz gardens and overlooking the Crescimbeni Street, in the historic centre of the city. Colour, light and street art are ingredients capable of designing accurate environments and communication hubs. The elevators with polyglot voices marking the floors, the cameras, the music in wire diffusion are the technical and sound landscape delimited by an imposing and suggestive visual counterpoint: the “mobile” work of the artist Morden Gore, arranged on two sides. One portrays the image of a little girl accompanied by the inscription Build the future. On the other hand, an elderly woman seems to be meeting them with a warning: Mind the past. Fabrizio Baleani

Parcheggi in città P CENTRO STORICO aperto feriale e festivo H 24 con ascensore per il centro gratuito dalle 19.00 alle 8.00 e festivi P PIAZZA VITTORIO VENETO gratuito dalle 13.00 alle 15.00 e dalle 20.00 alle 9.00 (sosta breve max 1 ora negli altri orari) P CENTRALE - VIA ARMAROLI aperto feriale dalle 7.00 alle 2.00 aperto festivo dalle 16.00 alle 2.00 P GARIBALDI aperto feriale e festivo H 24 con ascensore per il centro gratuito dalle 19.00 alle 8.00 e festivi P SFERISTERIO aperto feriale e festivo H 24 con ascensore per il centro gratuito dalle 19.00 alle 8.00 e festivi P DIREZIONALE aperto feriale dalle 7.00 alle 21.00 aperto festivi, Macerata Opera Festival e Sferisterio Live dalle 7.00 alle 2.00 P TRIBUNALE aperto feriale e festivo H 24 gratuito dalle 13.00 alle 8.00 efestivi P BLU SU STRADA I parcheggi situati all’interno del centro storico, sui viali lungo le mura, in piazza Mazzini, c.so Cavour e c.so Cairoli gratuiti dalle 13.00 alle 15.00 e dalle 19.00 alle 9.00

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LUCI SULLA CITTÀ I GIOIELLI DI UNA PICCOLA CAPITALE DELLO SPETTACOLO

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azz, nuove sonorità contemporanee, arte lirica, canzone popolare. Nella civitas mariae le sette note delimitano una polifonia di incanti custodita da due monumentali protagonisti della scena: Il Teatro Lauro Rossi e l’Arena Sferisterio. Il primo, situato in Piazza della Libertà è un capolavoro architettonico progettato da Antonio Galli, detto il Bibiena. Voluto nel 1765 da nobiluomini locali, inaugurato nel 1774 e intitolato nel 1884 al musicista di cui ancora oggi porta il nome, presenta una forma a campana dell’ambiente con tre ordini di palchi e il loggione lo rende uno dei primi esempi di teatro all’italiana. Stucchi, finti marmi nei toni argentoazzurro, verde e oro fanno del Lauro Rossi un esemplare unico nel ’700 italiano. L’Arena Sferisterio, a ridosso di Piazza Mazzini, fu edificata nel diciannovesimo secolo e oggi è un tempio della lirica nazionale e internazionale. Nella sua lunga vita, iniziata nel 1829, ha ospitato eventi sportivi e spettacoli di ogni genere sino alla prima Aida del 1921. Dalla seconda metà del ventesimo secolo, lo Sferisterio consacra Macerata come una delle capitali italiane della musica. Fabrizio Baleani

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CITY LIGHTINGS THE JEWELS OF A SMALL ENTERTAINMENT CAPITAL

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azz, new contemporary sounds, lyrical art, popular song. In civitas mariae, seven notes delimit a polyphony of enchantment guarded by two monumental protagonists of the scene: The Lauro Rossi Theatre and The Sferisterio Arena. The first, located in Piazza della LibertĂ , is an architectural masterpiece designed by Antonio Galli, known as the Bibiena. Wanted by local noblemen in 1765, inaugurated in 1774 and dedicated in 1884 to the musician whose name it still bears today, it has a bell-shaped interior with three tiers of boxes and the gallery makes it one of the first examples of Italian theater. Stuccoes, fake marble in silver-blue, green and gold shades make Lauro Rossi a unique example of the Italian 19th century. The Arena Sferisterio, close to Piazza Mazzini, was built in the 18th century and today is a temple of national and international opera. Throughout its long life, which began in 1829, it hosted sporting events and shows of all kinds until the first Aida in 1921. From the second half of the 20th century, the Sferisterio consecrated Macerata as one of the Italian capitals of music. Fabrizio Baleani

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In collaborazione con

e 50

negozi


AGENDA DELLA MARCA MACERATESE MONTE CAVALLO, PIEVE TORINA, VISSO Toquinho 1 agosto, ore 16:30 per RisorgiMarche Pian della Cuna di Fematre (MC)

CIVITANOVA RIPE SAN GINESIO Mostra Ivo Pannaggi, Caricature e ritratti 30 Giugno - 4 Agosto

Popsophia, festival del contemporaneo 2 - 5 agosto

MORROVALLE Calici di Stelle 4 agosto

POLLENZA XXVII Esposizione di Antiquariato, restauro, Artigiano artistico 7-22 luglio

BOLOGNOLA XII Festa country e sagra degli arrosticini 17 agosto 2018

MONTELUPONE Mostra mercato Apimarche 25 - 26 agosto

CORRIDONIA Contesa della Margutta ultima settimana di agosto e prima di settembre

COLMURANO Magicabula 2018 - Iniziativa per l’infanzia, 8 - 9 settembre

MONTE SAN GIUSTO Clown&Clown Festival 30 settembre - 7 ottobre

MONTE SAN MARTINO I concerti delle “Grazie” 8-22-29 luglio 9 agosto e 2 settembre 18:30

MATELICA Verdicchio Matelica Festival 20-21 luglio

PORTO RECANATI Summer tour 2018, Matteo Caccia e The Kolors 21-22 luglio

TREIA Disfida del bracciale 27 luglio-5 agosto

RECANATI Gigli Opera Festival 2,8,16 agosto

FIASTRA Tradizionale spettacolo pirotecnico sul lago 9 agosto

APIRO

S.SEVERINO MARCHE

48° Festival internazionale del folclore Terranostra 9-15 agosto

Street Food 5-7 ottobre

SARNANO

Antichi sapori e ricchezze del bosco 7 e 14 ottobre

CESSAPALOMBO

MONTECAVALLO

Palio del Serafino 12 agosto

Sagra del castrato e del pecorino 28 e 29 luglio

Castrum Sarnani. Il medioevo….che ritorna 16-17-18 agosto

URBISAGLIA

SEFRO

SERRAPETRONA

Sagra della Trota 15 agosto

Appassimenti Aperti 11 e 18 novembre

Anfiteatro romano 31 luglio

CAMERINO Premio Ugo Betti 26 ottobre

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LIBERA LA TUA ENERGIA CON FINTEL

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A illuminare le serate di musica di Sferisterio Live Fintel gas e luce Srl: il brand dedicato alla commercializzazione di energia elettrica, gas naturale e sistemi per il risparmio energetico di Fintel Energia Group. Durante gli eventi in programma, gli spettatori riceveranno degli originali bracciali luminosi brandizzati Fintel con il payoff Libera la tua energia. In ogni serata quando magicamente si spegneranno le luci, lo Sferisterio sarĂ illuminato esclusivamente dai bracciali degli spettatori!


PEZZI UNICI BEN HARPER E THE INNOCENT CRIMINALS TORNANO IN ITALIA PER UN EVENTO CHE HA IL SAPORE DELLA LEGGENDA

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i saranno le stelle. Evocate nella contemplazione di una notte solitaria divenuta struggente ballata per pianoforte con Nothing at all o illusioni accese nel buio per ricordarci che siamo comunque i benvenuti in questo mondo crudele. Ci sarà lo splendore di una star mondiale, Ben Harper accompagnato dai leggendari The innocent criminals. La data unica per la penisola, la sola in full band, è prevista per mercoledì 14 agosto nella straordinaria cornice dello Sferisterio di Macerata. Dalla sua opera d’esordio, Welcome To The Cruel World, Harper ha inanellato otto album in studio nei primi quindici anni di carriera. Un viaggio in grado di attraversare i territori di jazz, blues, folk, soul, reggae, rock e ricavarne una sensazionale

abilità nel miscelare generi elevando il suono a linguaggio poetico e originale. Celebrata dalla più prestigiosa stampa del globo, osannata da pubblico e critica, insignita di luccicanti Grammy Awards e d’una lista inesauribile di riconoscimenti, la musica dell’artista californiano di Claremont conserva dietro le differenze di cui cerca il contagio, qualcosa di antico e puro ereditato da avi liutai, chitarristi e cantanti. «Il rapporto fisico con lo strumento acustico, ovvero le radici di gran parte della musica americana», ecco il segreto spiegato a un giornalista. Da lì discende un virtuoso delle sette note che ha esaltato la potenza della semplicità. Forse per condurci, nonostante tutto, più vicini alle stelle. Fabrizio Baleani

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È

la nuova musica popolare del Belpaese. Ne ascoltiamo i motivi quotidianamente canticchiandoli e lasciando che disegnino il nostro paesaggio sonoro. Ci invaghiamo di frasi che schiudono ricordi custoditi come gemme lucenti in uno scrigno. Siamo soliti sorprenderci a bisbigliare parole sagomate attorno a un pugno di pensieri intimi e reconditi. La rassegna Sferisterio Live riaccende il fuoco vivo e caldo della canzone e la sua immediata, impercettibile prossimità alla nostra vita. Tra gli interpreti il 16 agosto è atteso Fabrizio Moro autore e cantante, chitarrista d’esperienza ventennale, protagonista della scena nazionale. Otto album e un successo sanremese condiviso con Ermal Meta nel 2018, grazie alla hit Non mi avete fatto niente, impreziosiscono un curriculum fulgido che annovera, tra i molti allori, anche il Premio Mia Martini della critica per il singolo Pensa, con il quale il talento romano si è aggiudicato un’edizione di Sanremo Giovani. Il 22 agosto Lorenzo Fragola presenterà per la prima volta dal vivo i pezzi contenuti in Bengala, il suo terzo album, mentre il 26 agosto toccherà a chi ha saputo mescere impegno e leggerezza con una scimmia nuda

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ITALIAN WAY Quattro firme del Belpaese nel segno della canzone

danzante rubata a Desmond Morris e citata nel brano dei record: Occidentalis Karma. Il cantautore polistrumentista Francesco Gabbani sarà accompagnato, tra gli altri, dal fratello Filippo alla batteria, da Lorenzo Bertelloni alle tastiere, da Giacomo Spagnoli al basso e dal chitarrista Davide Cipollini. L’artista toscano, vincitore, per due volte consecutive della kermesse sanremese, è stato scelto come rappresentante dell’Italia all’Eurovision Song Contest 2017 e ha conquistato il Marcel Besancon Award, ambito riconoscimento continentale. Per questo tour estivo, l’autore di Carrara ha scelto la suggestione di ambienti d’incanto come l’arena maceratese, studiando un allestimento ad hoc di luci ed effetti visivi. «Il pubblico è e rimarrà sempre

il mio più autentico specchio e la mia più grande fonte di ispirazione - ha dichiarato Gabbani - e il vero senso di quello che faccio sta proprio tra la gente». Affermazioni sottoscritte anche dal quarto campione del pop made in Italy che verrà circondato dall’affetto dello Sferisterio grazie al suo sound istintivo, viscerale, incandescente. Si tratta di Francesco Motta atteso dai frequentatori dell’Arena il prossimo 30 agosto per il tour di presentazione di Vivere o morire ellepì che attesta l’intensa originalità di un rocker controcorrente. Con lui, sul palco, si esibiranno Federico Camici (basso), Giorgio Maria Condemi (chitarre), Leonardo Milani (tastiere), Simone Padovani (percussioni) e Cesare Petulicchio (batteria). F.B.

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ATOM HEART MOTHER I Pink Floyd Legend e la celebre suite che ha cambiato la storia della musica

OLD BOY A Macerata Carl Frederick Kendall Palmer, l’eterno ragazzo che inventò il ritmo

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er molte generazioni fu il signore del tempo. Demone della ribellione dinamitarda sempre pronta a esplodere tra grancassa e rullante. Ragazzino sfrontato che all’apoteosi della musica maledetta datata 1970, in quell’isola di Wight conquistata dalla più iconoclasta delle gioventù, insegnò ai presenti e al pianeta il vero significato della parola “batterista”. Lo stupore generale per un talento tanto inatteso, quanto gigantesco fu il prologo di un destino segnato. Da allora, Carl Frederick Kendall Palmer, storico leader della più conosciuta progressive rock band nel globo, la ELP, ha ottenuto sette nomination come miglior percussionista del mondo, ha venduto oltre 40 milioni di dischi, partecipando a veri e propri kolossal tour, anche dopo lo scioglimento del gruppo che lo rese famoso e la collaborazione con gli Asia. Il 23 agosto il firmamento della musica internazionale regalerà all’Arena Sferisterio un nuovo bagliore di luce. E i ragazzi di qualche decennio fa incontreranno quelli odierni, chiedendosi ancora da dove diavolo arrivi quel ritmo. Un’emozione da conoscere o ritrovare tra la grancassa e il rullante. F.B.

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na mucca pezzata di razza Frisona. L’immagine ha attraversato i decenni e rimarrà scolpita nella storia della musica assieme all’album che la reca come copertina e ai suoi immortali autori. Il primo è la celebre suite Atom Heart Mother, i secondi non hanno bisogno di presentazioni. Ad omaggiare entrambi, eseguendo l’opera nella versione integrale, saranno i Pink Floyd Legend, tra le più seguite band d’Italia, l’unica a cimentarsi con l’intera riproposizione di un così straordinario cult. Il gruppo, di scena all’Arena Sferisterio venerdì 7 settembre alle 21.00, verrà accompagnato, come nell’originale, da coro e orchestra, con più di 250 artisti sul palco. Una produzione che ha visto registrare il tutto esaurito nei migliori teatri della penisola ed è impreziosita dalla collaborazione con i Maestri Cinzia Pennesi e Massimiliano Fiorani. Lo spettacolo includerà anche le stupende voci del Legend Choir oltre a una sezione orchestrale composta dagli Ottonidautore e dal Quartetto d’archi, tutto al femminile, Sharareh, diretto dal Maestro Giovanni Cernicchiaro. F.B


Enricominciamo! Biografia di un mago della comicità

Jesus Christ Superstar La più famosa Rock Opera del mondo conquista l’Arena Sferisterio

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alla scuola di Gigi Proietti ne ha percorsa di strada. Un’occasione doppia gli permette ora di festeggiare compleanno e maturità artistica in un colpo solo. Trent’anni di carriera e cinquanta di vita che ruotano attorno a uno dei più divertenti mattatori della scena italiana: Enrico Brignano. Questo è l’imperdibile canovaccio di Enricomincio da Me Unplagged, spettacolo scritto insieme a Mario Scaletta, Riccardo Cassini, Massimiliano Giovanetti e Luciano Federico. La verve del comico romano è attesa lunedì 27 agosto allo Sferisterio per animare strani personaggi dai mille volti, galleggiare sulle musiche accattivanti di Andrea Perrozzi e Federico Capranica e assicurare al pubblico maceratese ore di spassosa allegria che sembrano ritagliate sulla celebre massima di Charlot: «un giorno senza una risata è un giorno sprecato». F.B.

li ultimi sette giorni della vita di Gesù, narrati dal punto di vista di Giuda. La Rock Opera più amata di tutti i tempi fermerà la sua prodigiosa carovana a Macerata con il grande allestimento di Massimo Romeo Piparo che ha mietuto successi in tutto il Vecchio Continente e si è aggiudicato il prestigioso premio internazionale MusicalAward. Sabato 18 agosto alle ore 21.00, lo Sferisterio ospiterà l’attore americano Ted Neeley, storico interprete dell’indimenticata versione cinematografica uscita nel 1973, e il variopinto ensemble di acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce. Le scene di Giancarlo Muselli elaborate da Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona riacciufferanno atmosfere essenziali e immaginifiche intonate a canzoni nate dall’invenzione di Lloyd Webber e Tim Rice con la missione, raggiunta, di rimanere indelebili. F.B.

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DOVE DORMIRE A MACERATA PARCHEGGIO GARIBALDI

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ALBERGHI 1 Albergo Arena - Vicolo Sferisterio 16 2 Albergo da Rosa - Vicolo Ulissi 15 3 Hotel Arcadia - Via P.M. Ricci 13 4 Hotel Claudiani - Vicolo Ulissi 8 5 Hotel Residence Lauri - Via Lauri 6 6 Hotel I Colli - Via Roma 151

AGRITURISMI

BED & BREAKFAST

Lucangeli Virgilio - Via Ventura 129 Azienda Agrituristica Floriani - C.da Montanello 3 Fattoria Forano - Loc. Cimarella 8 I Valeriani - C.da Valle 5 Moretti - C.da Fonte San Giuliano 29 All'ombra del sughero - Loc. Cimarella 11 Pasquali Nazzarena - C.da Acquevive 17 Lucarini Elio - C.da Boschetto snc

2 Piani sotto i tetti - Vicolo Orfanelli27/29 Helvia Recina - Via dei Velini 139 La casa di Assunta - Via Pancalducci 42 Casa Salto - Via Lauro Rossi65 Casa Corneto - Via Massimo D'Azeglio 40 La rosa bianca - Via Santo Stefano 17 B&B Pallotta - Via Pallotta 10 Floriani - C.da Montanello 3 La casa delle favole - Via Ventura 141 B&B Angelozzi - Via Cincinelli 38 La casa di Oliva - Corso Cavour 24 Il girasole - C.da Bitonto 7 I gelsomini - Via Ventura 138 Il piccolo frutteto - Via Panfilo 91 Belcuore - Via G. da Carpi 39 Villa Lucia - B.go Compagnoni 24 B&B Casacettina - Via Piani 46 La cicala - Via Cicalè 23 B&B Macerata - Via 2 agosto 1980 15 Casa Bata - Via Batà 22 AP Viale - Viale Don Bosco 31 Santa Croce B&B - Piazza Indipendenza 7 Villa Martini - Via dei Velini 229 Macerata subito - Via Brigata Macerata 2 Li dolci colli - C.da Lornano 47 B&B Belohorizonte - Via 2 agosto 1980 6 A casa mia - Via Livatino 33 Il giardino dell’agave - Via Capuzi 12 A casa di Delia - Via I° maggio 4

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CREATIVITÀ QUOTIDIANA

B R A N D J O U R N A L I S M | U F F I C I O S TA M PA | C O P Y W R I T I N G

MACERATA | CIVITANOVA MARCHE | SENIGALLIA www.scheggiacomunicazione.com


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