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SOVICILLE

CHIUSI

R O M P E R E

G L I

MONTERIGGIONI

S C H E R M I

RASSEGNA DI GIOVANE CINEMA ITALIANO LONTANO DAI CIRCUITI DISTRIBUTIVI

FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 1


INGRESSO LIBERO E GRATUTITO


SOVICILLE PIAZZA MARCONI

29 luglio 2010 h. 21,30

La terra nel sangue Saranno presenti il regista Giovanni Ziberna e il produttore Mattia Vecchi

+ corto BULLI SI NASCE Vincitore Premio Fuoriclasse Visionaria 2008

CHIUSI MONTALLESE

3 agosto 2010 h. 21,30

Il cosmonauta Introduce il film Franco Vigni

+ corto AZRAA WA AHMAR

Vincitore Premio della Giuria - Visionaria 2007

4 agosto 2010 h. 21,30

Il prossimo tuo

Sarà presente la regista Anne Riitta Ciccone

+ corto ARAFAT AND I

Vincitore Gran Premio Visionario e Premio della Giuria - Visionaria 2009

MONTERIGGIONI CASTELLINA SCALO

11 agosto 2010 h. 21,30

Mostar united

Sarà presente la regista Claudia Tosi

+ corto GUINEA PIG

Vincitore Gran Premio Visionario Visionaria 2008

12 agosto 2010 h. 21,30

Dieci inverni

Introduce il film Franco Vigni

+ corto UNA PIÙ DEL DIAVOLO

Vincitore Premio Fuoriclasse - Visionaria 2009


PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE, IN CERCA DI RIVOLUZIONI

Rompere gli schermi. Non soltanto aprire i cinema intesi come strutture fisiche ed immobili, ma riaprire l’esperienza cinematografica. Riappropriarsi di quest’arte non soltanto da placidi spettatori, ma rendendola esperienza attiva; semplicemente parlarne ma anche utilizzare il cinema come mezzo per raccontare o comprendere una società in cambiamento.

Questo abbiamo voluto, con la rassegna di Fuori Fuoco, raccontare su due livelli un mondo che cambia. E lo facciamo attraverso film che ci raccontano spaccati di società comuni ma lontane dai circuiti mediatici, sensibilità ai margini ed esperienze che abbiamo rimosso ma che stanno alla base del nostro mondo. Con questa edizione estiva di Fuori Fuoco, Visionaria inaugura una rassegna caratterizzata dalla scelta di autori e film lontani dai tradizionali circuiti distributivi, film dai soggetti forti e nati da personalità autoriali fuori dal comune. Il caso poi del film friulano “La terra nel sangue” è emblematico: un tentativo di produrre un film partendo dal basso, raccontando il proprio territorio e le proprie radici autoproducendosi. Un’esperienza che negli ultimi anni non è più così impensabile o lontana dalla realtà. Nella nostra rassegna ab-


biamo voluto inserire, non a caso, anche un documentario: il bel lavoro di Claudia Tosi che racconta la rinascita, o il tentativo di una rinascita, di Mostar e di una società multietnica. Il documentario negli ultimi anni sta infatti vivendo una vera e propria “primavera” e per questo in una rassegna che promuove l’impegno indipendente non poteva mancare. È questo tipo di produzione - nata grazie all’abbattimento dei costi che ha seguito lo sviluppo del digitale - che ha riportato l’attenzione sul documentario e ha riaperto le porte dei cinema anche a questo genere consentendo all’Italia di ricoprire lo iato che, a differenza di altri paesi europei, la vedeva priva di una solida e articolata cultura del documentario, patrimonio esclusivo del coraggioso lavoro di pochi maestri indipendenti. Le produzioni indipendenti oggi sono molte: film anche di alto valore ma che spesso

sono destinati all’invisibilità. Un’associazione come la nostra deve chiedersi cosa fare per avviare una rivoluzione anche nella distribuzione: individuare, oltre ai festival, i canali per dare visibilità a questo tipo di produzione. Ci sono poi i casi altamente significativi di film autoprodotti, con la partecipazione della troupe agli eventuali proventi, film che spesso restano nel cono d’ombra creato dalle grandi produzioni ma che in alcuni casi riescono ad emergere, a diventare casi e da casi veri e propri campioni, mettendo d’accordo critica e pubblico. Il nostro impegno è di aiutare questo cinema ad emergere e di offrire al pubblico della nostra provincia una nuova e diversa esperienza cinematografica.

Giuseppe Gori Savellini


29 LUGLIO 2010 ORE 21,30 SOVICILLE PIAZZA MARCONI

Saranno presenti il regista Giovanni Ziberna e il produttore Mattia Vecchi

LA TERRA NEL SANGUE DI GIOVANNI ZIBERNA

Regia di Giovanni Ziberna Italia 2008 Prodotto da Valeria Baldan Mattia Vecchi Giovanni Ziberna per Sine Sole CinĂŠma Fotografia Giovanni Ziberna Soggetto e sceneggiatura Valeria Baldan e Giovanni Ziberna Musiche originali Roberto Cappella Montaggio Valeria Baldan. Con Sarah Maestri, Andra Panizza, Massimo Galimberti, Gianluca Mischiatti, Angelo Scremin. 8


L'ambientazione invernale di Grado apre il film con il primo episodio, il cui protagonista, un adolescente che si trascina tra l'insofferenza per il luogo in cui vive e la voglia di evadere, rimane intrappolato in una scelta difficile. La notte invernale, sfociando in un'alba, lascia il posto alla luce della primavera e allo sbocciare di una delicata storia d'amore di cui è complice e spettatore il fiume Isonzo. L'estate ci porta invece sulle colline di San Floriano del Collio e i suoi rinomati vigneti, in questa cornice l'attesa della vendemmia, consumata come un sacro rituale, accompagna il protagonista all'accettazione della propria vita. Chiude il film l'episodio autunnale ambientato sul Carso, insanguinato dal rosso dei suoi arbusti e dai ricordi ancora vividi della Grande Guerra: cinque bambini giocano tra le trincee, lanciando nello stesso tempo un messaggio di pace che non ha tempo nè età. FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 9


La terra del titolo è assolutamente presente negli episodi che compongono il film di Ziberna, un film che è più vicino al primo neorealismo di quanto lo stesso autore e la critica abbiano mai ammesso. Un’opera prima coraggiosa e da vedere soprattutto per l’umanità che emana. Non stupisce quindi leggere dell’apprendistato alla scuola di 10

Ermanno Olmi, una parentela che emerge in molte situazioni, raccontata con poetica eleganza nella pellicola. Non tutti gli episodi hanno uno stesso valore e neppure lo stesso peso, ma la capacità dell’autore è quella di mettere tutti gli attori, professionisti o meno, in grado di raccontare una realtà che sembra davvero quella della loro vita quotidiana.


(IL REGISTA) GIOVANNI ZIBERNA

è nato il 1982 a Vimercate in provincia di Milano dove ha maturato come autodidatta le sue passioni per l’arte, il disegno e la pittura, dedicandosi anche alla creazione di racconti illustrati. Nel 2001 si è iscritto al Dams di Bologna per continuare gli studi con indirizzo artistico e lì è entrato in contatto con il laboratorio cinematografico “ipotesICinema” diretto da Ermanno Olmi. Qui si forma come autore nell’arte cinematografica e documentaristica partecipando alla realizzazione di due film collettivi, prodotti da ipotesICinema e Rai-Radiotelevisione Italiana, e cimentandosi anche nei vari ambiti della creazione filmica come il montaggio e la fotografia. All’età di 21 anni firma il suo primo montaggio di un lungometraggio cinematografico. Nel 2005 si trasferisce a Gorizia in Friuli-Venezia-Giulia dove, insieme a Valeria Baldan e Mattia Vecchi, fonda la Sine Sole Cinéma.

BULLI SI NASCE

di MASSIMO CAPPELLI Ma se davvero la scuola è palestra di vita, quanto può essere dura per Ale, un bambino timido con occhiali spessi un dito? E perché non reagisce agli attacchi di teppistelli da due soldi? E Maria, cosa la spinge ad intervenire per difenderlo dai bulli che lo assediano? Una piccola storia di piccoli uomini che imparano a crescere in un mondo fatto di genitori orgogliosi, maestre comprensive, merendine rubate e baci soffiati via. Vincitore Premio Fuoriclasse - Visionaria 2008 FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 11


3 AGOSTO ORE 21,30 CHIUSI MONTALLESE

Introduce il film Franco Vigni, critico cinematografico

IL COSMONAUTA DI SUSANNA NICCHIARELLI

Regia Susanna Nicchiarelli Italia 2008 Prodotto da Domenico Procacci per Fandango in collaborazione con Rai Cinema Fotografia Gherardo Gossi Soggetto e sceneggiatura Susanna Nicchiareli e Teresa Ciabatti Musiche originali Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo Montaggio Stefano Cravero. Con Clauda Pandolfi, Sergio Rubini, Miriana RaschillĂ , Pietro del Giudice, Michelangelo Ciminale, Valentino Campitelli, Susanna Nicchiarelli, Angelo Orlando. 12


È il 1957, la cagnetta Laika è stata appena mandata nello spazio dai sovietici, Luciana ha nove anni e sul più bello scappa dalla cerimonia della comunione: “Io là non ci torno perché sono comunista!”. È stato suo fratello più grande a trasmetterle la passione per la politica: un ragazzo strano, Arturo, fissato con l’Unione Sovietica e soprattutto con la corsa allo spazio. In famiglia poi, la ragazza non fa altro che litigare. A quindici anni Luciana è già entrata a far parte del circolo della FIGC locale, nella sezione che frequentava suo padre, morto ormai da tanto tempo e che tutti ricordano come un “vero comunista”. Con i giovani compagni di partito Luciana vive i suoi primi amori e i suoi primi tradimenti. Quando riceverà la condanna da parte dei compagni adulti della sezione, suo fratello non sarà più accanto a lei come quando erano piccoli per sostenerla e consolarla. Allora Luciana, come Valentina Tereshkova, la prima donna cosmonauta, dovrà fare tutto da sé. FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 13


Una commedia di rara ironia, dove la nostalgia di situazioni, colori ed esperienze non tracima mai in pietismo o peggio ancora in una scontata posizione reazionaria. La forza della pellicola di Susanna Nicchiarelli sta proprio nell’autoironia che non nasconde, si potrebbe quasi definire una celebrazione del ridere di noi stessi, noi intesi come italiani che sulle storie raccontate da questo film abbiamo fatto crescere le 14

nostre radici. Non c’è nostalgia in questa storia, proprio perché si ride molto di questo passato comune. Una citazione meritano gli attori, dai più famosi agli emergenti, tutti perfettamente in parte a cominciare dalla formidabile protagonista Miriana Raschillà che con candore ci racconta il suo percorso formativo di donna dentro la nostra società, quella di ieri non dissimile da quella di oggi.


(IL REGISTA) SUSANNA NICCHIARELLI

è regista, sceneggiatrice e attrice, nata a Roma nel 1975, si laurea in Filosofia a La Sapienza per poi proseguire gli studi alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha conseguito successivamente un diploma al corso di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma. Ha girato diversi cortometraggi. Si confronta anche con l’animazione nel 2009 con Sputnik 5, cronaca delle imprese spaziali di un eterogeneo gruppo di animali, cavie da laboratorio sovietiche. Al suo attivo anche un mediometraggio girato nel 2004, Uomini e zanzare. Tre i documentari: Ca Cri Do Bo – I Diari della Sacher nel 2001, Il terzo occhio e L’ultima sentinella. Nel 2006 si occupa della realizzazione del backstage de Il caimano di Nanni Moretti. Il lungometraggio d’esordio è Cosmonauta presentato al Festival del Cinema di Venezia nel 2009.

AZRAA WA AHMAR di MAHMOOD SOLIMAN

Un ragazzo e una ragazza vivono un amore segreto. La società rifiuta di riconoscere questa relazione, illegale anche giuridicamente, vista la povertà del giovane. Mentre fanno sesso una calamità incombe su di loro, il letto cade improvvisamente. Questo incidente cambierà la loro storia. Vincitore Gran Premio Della Giuria - Visionaria 2007 FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 15


4 AGOSTO ORE 21,30 CHIUSI MONTALLESE

SarĂ  presente la regista Anne Riitta Ciccone

IL PROSSIMO TUO DI ANNE RIITTA CICCONE

Regia Anne Riitta Ciccone Italia, Francia, Finlandia 2008 Prodotto da La Trincea, FS Film Oy, Astra Films Fotografia Fabio Cianchetti, Pasquale Mari, Fabio Zamarion Soggetto e sceneggiatura Anne Riitta Ciccone Musiche originali Franco Piersanti Montaggio Marco Spoletini, Luigi Mearelli. Con Maya Sansa, Jean-Hugues Anglade, Laura Malmivaara, Sulevi Peltola, Diane Fleri, Massimo Poggio, Matti Ristinen, Romina Hadzovic, Samuel Cahu, Ivan Franek, Aylin Prandi, Dijana Pavlovic. 16


Roma, Parigi, Helsinki. Tre storie - principalmente tre - di persone che per diversi motivi hanno paura degli altri. “L’altro”, il vicino è fonte di ansia e di disturbo per Maddalena, Jean Paul ed Eeva, così anche per la piccola Elèna che vive a Roma ma la cui famiglia è extracomunitaria, per il professor Usko che non si è mai spostato dalla Finlandia e che è stupito e preoccupato dalla velocità con cui cambiano i tempi e la sempre maggiore mescolanza delle genti e delle lingue. Eeva è una hostess di terra che vive vicino ad Helsinki e che tenta di allontanare gli altri, ma accanto alla sua nuova casa vive Usko che cerca di richiamarla a un rapporto umano. Jean Paul è un giornalista che vive a Parigi e che affronta lo shock post traumatico seguito al suo essere sfuggito per pura casualità ad un attentato. I protagonisti vivono storie apparentemente lontane ma con punti di contatto che illustrano un’umanità piena di differenze ma talmente uguali nel sentire da fare apparire le loro storie parallele, quasi complementari. FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 17


«Là dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva». Questa è la lapidaria frase che chiude il film e sussurra allo spettatore il senso della pellicola della giovane Anne-Riitta Ciccone ed anche una via d’uscita. I protagonisti del film sono soli con dolori più grandi di loro, ma sono protagonisti universali, che vanno al di là della loro collocazione geografica o dell’origine particolare del loro personale dolore. Una pellicola che davvero merita di essere rivista e 18

ripensata, per lo sguardo internazionale ma profondamente intimo che ha. Un modo per ricordare che si è ovunque stranieri se non si fanno prima i conti con noi stessi. Un film a tinte forti e orgogliosamente indipendente, che può contare su una notevole capacità tecnica che deriva anche dalla scelta delle ambientantazioni e da azzeccate soluzioni di fotografia, ma soprattutto dagli attori, dove spicca la meno nota – per noi italiani – Laura Malmivaara.


(LA REGISTA) ANNE RIITTA CICCONE

Nata nel 1967 a Helsinki in Finlandia, si trasferisce da piccola in Italia dove si laurea in Filosofia. Nel 1987 inizia a lavorare nel mondo dello spettacolo come assistente coreografa. Poi sposta i suoi interessi verso il teatro ed il cinema dove lavora come aiuto regista, fra gli altri, di Nanni Loy, Angelo Longoni, Manfré e Coltorti. Dal 1995 si dedica anche alla scrittura teatrale e cinematografica. Nel 1999 ha firmato il suo primo cortometraggio, “Banana Splatter”, mentre nel 2000 ha esordito anche nel lungometraggio con “Le sciamane” a cui seguono “L’amore di Marja” e “Il prossimo tuo”.

ARAFAT AND I di Mahdi Fleifel

Marwan è un palestinese innamorato. Ha finalmente incontrato Lisa, la ragazza che sposerà. Tutto di lei è perfetto - è addirittura nata lo stesso giorno del Presidente Arafat! Ma Lisa conosce il significato di questa coincidenza? E quanto spingerà Marwan affinchè lei capisca?

Vincitore Gran Premio Visionario e Gran Premio Della Giuria - Visionaria 2009 FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 19


11 AGOSTO ORE 21,30 MONTERIGGIONI CASTELLINA SCALO

Sarà presente la regista Claudia Tosi

MOSTAR UNITED DI CLAUDIA TOSI

Regia Claudia Tosi Italia, Slovenia 2008 Prodotto da Stefilm International, Petra Pan Film Production, Multicanal Iberia Fotografia Brand Ferro Soggetto e sceneggiatura Claudia Tosi Musiche originali Daniele Rossi, Like a Shadow Montaggio Rasmus Høgdall Mølgaard e Marco Torrisi (assistente). 20


Dopo aver combattuto nella guerra di Bosnia-Erzegovina per proteggere la sua Mostar e il Ponte, Mensud è impegnato in una nuova battaglia: trasmettere alle nuove generazioni il senso perduto dell’unità. Divisa e avvelenata dal nazionalismo, Mostar non è più la Montmartre dei Balcani che era prima della guerra, ma due “ghetti” separati da un grande boulevard. Sul campo della sua scuola calcio del Velez, la squadra storica di Mostar, Mensud guida un esercito di ragazzini, ma suo figlio Dzenan, uno degli allievi, sogna un ingaggio in Europa e una vita lontana dall’odio. FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 21


Un grande documentario ma anche un film perfetto senza distinzione di genere. Claudia Tosi riesce a dipanare un filo narrativo perfetto e ben congeniato per raccontare una storia universale attraverso un’esperienza apparentemente marginale, relegata ad un gruppo di giovani bosniaci. L’esperienza della guerra di Bosnia, una delle tragedie che l’Europa sta dimenticando 22

in un clima di colpevole rimozione, qui è più di uno sfondo così come è protagonista principale la ricerca di un riscatto multiculturale. Vedere questo piccolo film nell’anno in cui il calcio si glorifica attraverso il campionato Mondiale è anche un utile attività che ci ricorda, o ci insegna, a dare il giusto peso alle cose. A Mostar, ci dice la Tosi, hanno imparato a farlo.


LA REGISTA) CLAUDIA TOSI

è nata a Modena nel 1970. Ha studiato Filosofia alla facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna. Nel 2004 realizza “Private Fragments of Bosnia”, Miglior Documentario al Genova Film Festival 2004 e al Mediterraneo Video Festival, 2005; selezionato all’International Documentary Film Festival di Amsterdam (IDFA) 2004; a One World Human Rights Festival, Praga, 2005; al Festival de’ Popoli, 2005. Nel 2006 dirige “Building the Winter Games”, una serie prodotta da Stefilm per Discovery Channel Europe (3X46’). Nel 2008 realizza “Mostar United”; in concorso a IDFA 2008 e al Trieste Film Festival 2009.

GUINEA PIG - LA CAVIA di ANTONELLO DE LEO

Una donna di colore per poter curare la sua bambina malata, quale ultima risorsa decide di sottoporsi, per denaro, ad un esperimento scientifico che ben presto, si rivelerà una vera e propria tortura.

Vincitore Gran Premio Visionario - Visionaria 2008 FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 23


12 AGOSTO ORE 21,30 MONTERIGGIONI CASTELLINA SCALO

Introduce il film Franco Vigni, critico cinematografico

DIECI INVERNI DI VALERIO MIELI

Regia Valerio Mieli Italia, Russia 2009 Prodotto da Csc Production, Rai Cinema, United Film Company, Fotografia Marco Onorato Soggetto e sceneggiatura Isabella Aguilar, Davide Lantieri, Valerio Mieli con la supervisione di Federica Pontremoli e Andrei Selivanov Musiche originali Francesco de Luca e Alessandro Forti Montaggio Luigi Mearelli. Con Isabella Ragonese, Michele Riondino, Liuba Zaizeva, Glen Blackhall, Sergei Zhigunov, Sergei Nikonenko, Alice Torriani con la partecipazione straordinaria di Vinicio Capossela. 24


È l’inverno del 1999. Un vaporetto attraversa la laguna di Venezia. Camilla, diciottenne schiva, appena arrivata dal paese per studiare letteratura russa, nota tra la folla un ragazzo, Silvestro. Anche lui porta con sé una valigia, anche lui è appena arrivato. I due iniziano a guardarsi. Così comincia un’avventura lunga dieci anni che porterà i due ragazzi dalla Venezia quotidiana degli studenti fino alla straniante frenesia di Mosca, con i suoi teatri e le enormi strade trafficate. Camilla e Silvestro saranno di volta in volta nemici, amici, conoscenti, innamorati, vicini o distanti. Dieci inverni è una storia d’amore, o meglio il prologo di una storia d’amore. Un prologo lungo dieci anni, raccontato per quadri: ogni inverno è una finestra aperta a curiosare nella vita di due persone che non si perdono mai del tutto e intanto crescono, segnate dal difficile e splendido ingresso nell’età adulta. FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 25


Uno di quei piccoli film che diventano subito grandi casi dell’industria cinematografica. Un regista esordiente, due bravi attori ed una produzione che nasce direttamente dalla Scuola Nazionale di Cinema il tutto al servizio di una piccola storia di formazione e crescita di due persone dentro e fuori un amore che dura anni. Il film ricorda un altro piccolo caso di qualche anno fa, meno fortunato forse, “Un Amore” 26

di Tavarelli, ci sono le stesse crescite individuali dei personaggi che non riescono a stare fuori da questo amore ma neppure completamente dentro. La forza del film è ovviamente la sceneggiatura, veloce, spontanea, onesta e familiare che ci mette nella situazione di conoscere a fondo i due protagonisti ed accettare meglio questo tipo di finale, forse meno coraggioso ma decisamente “partecipato” da tutto il pubblico.


(IL REGISTA) VALERIO MIELI

è nato a Roma il 27 gennaio del 1978 da madre francese e padre italiano. È laureato in filosofia della scienza con una tesi sul logico e filosofo inglese Michael Dummett, ha svolto un dottorato di ricerca in filosofia del linguaggio ed è stato visiting scholar presso la Columbia University. Nel 2004 lascia la carriera universitaria per dedicarsi al cinema e alla fotografia. Frequenta la New York Film Academy, studia recitazione e tiene alcune personali fotografiche; intanto lavora come sceneggiatore e assistente alla regia. Nel 2005 entra al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove realizza diversi cortometraggi premiati in vari festival.

UNA PIÙ DEL DIAVOLO di MARCELLO GORI

Un uomo si reca da una sensitiva sperando di far luce sulla scomparsa della sua famiglia.

Vincitore Premio Fuoriclasse - Visionaria 2009 FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 27


VISI ONA RIA

INTERNATIONAL VIDEO FESTIVAL

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VISIONARIA19 INTERNATIONAL VIDEO FESTIVAL SCARICA IL BANDO DI CONCORSO: WWW.VISIONARIA.EU

FUORI FUOCO (ROMPERE GLI SCHERMI) 29


Progetto di Giuseppe Gori Savellini Organizzazione Mauro Tozzi, Giuseppe Gori Savellini, Pamela Pifferi Selezione cortometraggi Mauro Tozzi Hanno collaborato Roberto Dini, Claudio Santori, Giulia Abbagnale, Franco Vigni, Giulio Aldinucci, Tiziana Tarquini Fund Raising Maria Piera Forgione Ufficio Stampa Natascia Maesi Catalogo ed immagine coordinata, sito web Mimmo Manes, CanefantasmaStudio Grazie a Serpe Regolo, Rossana Giannettoni, Leonora Gherardi, Alessandro Masi, Anna Maria Betti, Marco Saletti, Don Doriano Carraro, Claudia Tosi, Stefilm, Anne Riitta Ciccone, Sine Sole Cinema, Eva Charpentier, Comune di Monteriggioni, Comune di Chiusi, Comune di Sovicille, Amministrazione Provinciale di Siena, insiemepercaso, Hotel Arcobaleno (Siena) Visita http://fuorifuoco.visionaria.eu

COMUNE DI

COMUNE DELLA CITTĂ€ DI

COMUNE DI

SOVICILLE

CHIUSI

MONTERIGGIONI

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UNA PRODUZIONE


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