CAMERA DI COMMERCIO DI MILANO a cura del Servizio Studi e Statistica
CONGIUNTURA Industria N_04
IV TRIMESTRE 2016
CONGIUNTURA DELL’INDUSTRIA
Nel quarto trimestre 2016 l’industria manifatturiera milanese registra un arretramento dell’attività produttiva sia nei confronti del trimestre precedente (-0,3% destagionalizzato) sia su base annua (-0,5%). Gli indicatori congiunturali relativi al fatturato confermano la rilevanza dei mercati esteri, che determinano una crescita del volume d’affari doppia rispetto ai mercati domestici (0,4% contro 0,2%). Un trend positivo che potrebbe però rivelarsi di breve durata: il quadro di dettaglio trimestrale evidenzia, infatti, una marcata contrazione degli ordinativi extra-nazionali (-2,2%) cui fa seguito una frenata anche sul fronte della domanda interna (-2%) destinata a ripercuotersi negativamente sul fatturato del successivo periodo. Su base annua, invece, sia il fatturato che gli ordini esteri continuano a registrare una dinamica positiva, anche se con intensità differenti. In particolare, per i ricavi realizzati nei mercati esteri l’aumento messo a segno nei confronti del quarto trimestre dell’anno precedente evidenzia un rallentamento della dinamica rispetto ai primi nove mesi dell’anno (+1,5%). Relativamente agli ordini, invece, la crescita è pressoché nulla (+0,1%). Per quanto concerne il mercato interno, la fase di debolezza attuale è riscontrabile in misura prevalente attraverso gli indicatori congiunturali. Nei confronti del trimestre precedente, al flebile incremento del fatturato (+0,2%) fa da contraltare il consistente arretramento del portafoglio ordini (-2% destagionalizzato). La dinamica tendenziale rispecchia l’andamento congiunturale sia sotto il profilo delle vendite realizzate che degli ordinativi, rispetto ai quali la frenata si contiene però poco oltre la soglia del mezzo punto percentuale (-0,6%). Le aspettative delle imprese industriali per il primo trimestre 2017 evidenziano un generale quadro di attesa da parte degli operatori del settore sia in relazione alla produzione che nei confronti della domanda e dell’occupazione, ma con un segnale incoraggiante dato dalla mobilità di una quota consistente di imprese verso ipotesi di assunzione.
IL QUADRO GENERALE Il percorso della crescita globale si avvia a procedere a piccoli passi: secondo le previsioni di gennaio del Fondo Monetario Internazionale, il Pil mondiale – attestatosi al 3,1% nel 2016 – toccherà nel 2017 quota 3,4%. Si tratta tuttavia di stime quanto mai provvisorie, considerato il clima di generale incertezza che grava sul quadro geo-politico internazionale determinato da eventi i cui effetti sono a oggi difficilmente prevedibili, quali l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, il progressivo processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea e il rinnovo nel corso dell’anno dei governi di molti Paesi dell’Eurozona. Dalle stime dell’FMI emerge una prospettiva positiva per la crescita dell’economia mondiale nel biennio 2017-2018, corroborata dalla sostanziale invarianza rispetto alle ipotesi elaborate dallo stesso organismo lo scorso ottobre. A questo proposito, lo scarto maggiore tra le precedenti congetture e le ultime riguarda le previsioni per la crescita degli Stati
Uno scenario imprevedibile
Le aree geoeconomiche
IV TRIMESTRE 2016
Uniti, la cui espansione nel 2018 è AREE stata corretta al rialzo di quasi mezMondo zo punto (da 2,1% a 2,5%) sull’onda della politica di sviluppo preannun- USA ciata dal nuovo presidente. All’op- Eurozona posto il tasso di crescita del Regno Giappone Unito è dato dagli analisti in arre- Gran Bretagna tramento rispetto al ritmo dell’1,7% Cina inizialmente preventivato, e quindi rivisto al ribasso per il 2018 di 0,3 India punti percentuali, segno questo che Brasile Brexit comincerebbe a manifestare Russia ripercussioni sull’economia reale. Il Fonte: FMI, World Economic Outlook, Update gennaio 2017 Giappone continuerebbe invece nella sua lenta decelerazione, nonostante gli sforzi profusi dal premier Abe. Da ultimo, l’Eurozona si troverebbe bloccata su un tasso positivo costante, anche se non elevato (1,6%). I dati relativi ai Paesi emergenti confermano la loro maggior dinamica rispetto alle economie avanzate: in quest’ambito i previsori si attendono rallentamenti nel ritmo di crescita inizialmente quantificato per Brasile e India (rispettivamente -0,3% e -0,4% rispetto alle stime di ottobre 2016); cionondimeno, i Paesi Bric dovrebbero registrare comunque segni positivi nei prossimi due anni, con riflessi positivi sul commercio internazionale, a condizione che le spinte protezionistiche, da più parti minacciate, non abbiano il sopravvento. Per quanto attende il nostro Paese, le prospettive degli osservatori collocano la crescita nazionale in una forbice compresa tra lo 0,7% e lo 0,9% nel 2017 e tra lo 0,8% e l’1,1% nel 2018. Agli estremi di questo intervallo si collocano in entrambi i casi gli analisti del Fondo Monetario Internazionale e quelli della Banca d’Italia: la previsione pessimistica dell’FMI si basa principalmente sul rischio di rallentamento del cammino delle riforme istituzionali a fronte della sensazione di instabilità politica che aleggia sul nostro Paese dopo l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre, mentre le stime più ottimistiche di Bankitalia affondano nel consolidamento della ripresa degli investimenti (trainati dai macchinari) e nell’accelerazione delle esportazioni dopo un 2016 non brillante per l’export made in Italy. Dinamiche, queste, ORGANISMO che dovrebbero impattare positiva- Commissione Europea mente anche sull’occupazione (data Consensus in lento ma costante miglioramento) e sulla bilancia dei pagamenti, FMI stimata in territorio positivo nella OCSE misura dell’1,8% del PIL, controbi- Banca d’Italia lanciando così l’arretramento dei consumi e della spesa pubblica.
2017
2018
3,4
3,6
2,3
2,5
1,6
1,6
0,8
0,5
1,5
1,4
6,5
6
7,2
7,7
0,2
1,5
1,1
1,2
Tabella 1| Previsioni del PIL per area geoeconomica. Anni 20172018 (variazioni percentuali)
L’economia italiana
Tabella 2| Previsioni del PIL a confronto per l’Italia. Anni 2017-2018 (variazioni percentuali)
2017
2018
0,9
1,0
0,9
0,8
0,7
0,8
0,9
1,0
0,9
1,1
CONGIUNTURA DELL’INDUSTRIA
LA DINAMICA DELL’INDUSTRIA MILANESE Nel quarto trimestre 2016 la manifattura milanese registra una lieve fles- Rallenta la produzione sione sia rispetto al trimestre precedente che in rapporto al medesimo periodo del 2015. Nello specifico, il quarto trimestre 2016 mostra un arretramento dell’indice della produzione industriale (-0,3% destagionalizzato), cui ha fatto Grafico 1| Produzione industriaseguito una perdita tendenziale di mezzo punto percentuale. La battuta le della provincia di Milano. Anni d’arresto subìta dall’industria milanese fa seguito al sensibile rallenta- 2007-2016 (base 2005=100 e variazioni tendenziali trimestrali cormento già riscontrato nel corso del terzo trimestre a confronto coi va- rette per i giorni lavorativi) lori apprezzati nella prima metà Var. % Indice dell’anno, determinando un cospi110 15 cuo rallentamento della dinamica 10 105 annua e in controtendenza rispet5 to alle performance espresse dal100 la manifattura lombarda (+0,3% il 0 95 dato congiunturale, +1,2% in un -5 anno). 90 -10 La comparazione territoriale tra 85 città metropolitana e regione in-15 dica una divergenza consistente -20 80 anche riguardo agli ordini, in netI II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 ta frenata nell’area del capoluogo (-1,5%) e in terreno positivo Var. % tendenziali Indice destag. produzione industriale su scala lombarda (+0,5%), dove Elaborazione Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia – Indagine Cona una crescita apprezzabile della Fonte: giunturale Industria domanda interna (1,5%) si contrappone un affievolimento del canale estero (-1,1%). La discrepanza si ricompone invece riguardo all’andamento del fatturato, positivo nel quarto trimestre per entrambe le ripartizioni geografiche anche se con Grafico 2| Produzione industriale, fatturato e ordini in provincia di variazioni di modesta entità (+0,2% il dato milanese, +0,6% quello lom- Milano e in Lombardia. 4° trimebardo). Il complesso delle variabili concorre tuttavia a determinare una stre 2016 (variazioni percentuali destagionalizzate) dinamica che vede la manifattura milanese ancora lontana dai livelli -0,1 Produzione industriale 0,3 pre-crisi. In particolare, preoccupa 0,2 la spiccata contrazione degli ordiFatturato totale 0,6 ni sia interni che esteri (in entram0,4 Fatturato estero 0,1 bi i casi dell’ordine di due punti percentuali) registrata nell’ultimo 0,2 Fatturato interno 1,1 quadrante del 2016, che rischia di -1,5 Ordini totali accentuare nell’immediato futuro 0,5 l’involuzione degli indicatori di -2,2 Ordini esteri -1,1 produttività, già avviati su un sen-2,0 Ordini interni tiero di arretramento. 1,5 Relativamente all’evoluzione ten-3 -2 -1 0 1 2 denziale, gli andamenti del fattuMilano Lombardia rato e degli ordini registrano anElaborazione Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia – Indagine Concora una timida progressione. In Fonte: giunturale Industria
IV TRIMESTRE 2016
particolare, il dettaglio degli indicatori mostra un aumento del fatturato totale (+0,8% su base annua) stimolata in misura prevalente dall’incremento conseguito nei mercati esteri (+1,5%) e in misura più contenuta dall’apporto del mercato interno (+0,4%). Per quanto concerne gli ordini, la suddivisione tra componente estera e interna mostra una dinamica più sostenuta per gli ordini acquisiti in ambito extra domestico (+1,3% su base annua) rispetto a quelli interni, in perdita dello 0,6% in rapporto al quarto trimestre 2015. Grafico 3| Produzione industriale, fatturato, ordini in provincia di Milano e in Lombardia. 4° trimestre 2016 (variazioni percentuali tendenziali)
120
-0,5
Produzione industriale
Grafico 4| Indice della produzione industriale manifatturiera in provincia di Milano e in Lombardia. Anni 2007-2016 (base 2005=100)
1,2 0,8
Fatturato totale
110
2,4 1,5
Fatturato estero
2,7
100
0,4
Fatturato interno
2,2
90
0,1
Ordini totali
2,4
80
1,3
Ordini esteri
2,2 -0,6
Ordini interni
70
2,5
-2
0
I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV
2
Milano
4
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Lombardia
Lombardia
Fonte: Elaborazioni Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia – Indagine Congiunturale Industria
2015
2016
Fonte: Elaborazioni Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati INPS
Gli indicatori del mercato del lavoro registrano una sostanziale invarianza dei flussi occupazionali, con una lieve preponderanza delle dimissioni rispetto alle acquisizioni (-0,2% il saldo tra ingressi e uscite di personale nel quarto trimestre) che può considerarsi fisiologica in chiusura d’anno. Pressoché immutato rispetto al trimestre precedente anche il numero di aziende che hanno fatto ricorso all’istituto della cassa integrazione guadagni (CIG), mentre sale lievemente la quota di ore lavorate rispetto a quelle coperte dagli ammortizzatori sociali: nel corso del quarto trimestre, la CIG ha assorbito l’1,9% del monte ore lavorativo contro il 2,17% del periodo luglio-settembre. Indicazioni aggiuntive sull’andamento della cassa integrazione per l’industria provengono dalle autorizzazioni rilasciate dall’INPS. Grafico 5| CIG utilizzata e saldi tra ingressi e uscite di addetti in provincia di Milano. Anni 2008-2016 (valori percentuali)
2014 Milano
Il mercato del lavoro
Grafico 6| CIG autorizzata in provincia di Milano. Anni 2010-2016 (valori assoluti in ore) 20.000.000
40
6
16.000.000 30
12.000.000
2 20 0
% CIG
Saldo % ingressi e uscite
4
8.000.000
10
-2
4.000.000 -4
0 I
II III IV 2008
I
II III IV 2009
I
II III IV 2010
I
II III IV 2011
I
II III IV 2012
I
II III IV 2013
I
II III IV 2014
I
II III IV 2015
I
II III IV 2016
0 I
II
III IV
2010 % CIG su monte ore trimestrale
Saldo % tra ingressi e uscite di addetti
I
II
III IV
I
2011
II
III IV
2012
I
II
III IV
I
2013
II
III IV
2014
I
II
III IV
2015
I
II
III IV
2016
% casi ricorso a CIG
Ordinaria
Fonte: Elaborazioni Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia – Indagine Congiunturale Industria
Straordinaria
Totale
Fonte: Elaborazioni Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati INPS
CONGIUNTURA DELL’INDUSTRIA
Le ore autorizzate alle imprese industriali da parte dell’istituto sono aumentate rispetto al terzo trimestre (da 4,8 a 6,1 milioni) per effetto dell’incremento della quota delle ore di cassa integrazione straordinaria, passata da 3,1 a 4,7 milioni di ore. Relativamente allo strumento ordinario, richiesto principalmente per far fronte a situazioni di crisi transitoria o stagionale, si è invece osservata un’inversione del trend di crescita avviato nei due trimestri precedenti, con un monte ore autorizzato attestatosi a quota 1,4 milioni di ore. LA PREVISIONE PER IL PRIMO TRIMESTRE 2017 Per il quarto trimestre 2016 l’indicatore sintetico trimestrale delle aspettative delle Grafico 7| Aspettative su produindustriale e occupazione imprese (produzione, occupazione, domanda interna ed estera) mostra una nuova zione in provincia di Milano. Anni 2007decelerazione determinata da un consolidamento delle previsioni delle imprese in 2016 (saldi trimestrali destagionalizzati) senso peggiorativo per l’occupazione e per la domanda proveniente dai mercati. La dinamica è ascrivibile sia al recepimento da parte delle imprese dei fattori di incertezza del quadro economico internazionale sia alla situazione interna nazionale relativa al contesto economico e politico degli ultimi mesi. Il dettaglio delle aspettative delle imprese declinate nelle diverse componenti legate alla produzione, all’occupazione e alla domanda, sia interna che estera, converge verso un quadro generale di attesa. Le attese degli imprenditori industriali sulla produzione si mantengono infatti stabili, con una quota del Elaborazione Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia – Indagine 53% circa che non prevede alcuna variazione, Congiunturale Industria mentre la progressione del saldo (differenza tra ipotesi di aumento e di diminuzione) indica una prevalenza contenuta degli operatori ottimisti rispetto ai pessimisti. Grafico 8| Aspettative su domanPer quanto concerne le ipotesi sull’evoluzione dell’occupazione, la quota delle im- da interna ed estera in provincia di prese che non stimano alcuna variazione si mantiene ancora consistente con una Milano. Anni 2007-2016 (saldi trimestrali destagionalizzati) percentuale superiore all’80% con un segnale peggiorativo aggiuntivo se consideriamo il 40 saldo finale negativo del restante quinto. 30 In relazione alla domanda sia di matrice do- 20 mestica che estera, il 60% delle imprese in- 10 0 dustriali stima che essa si mantenga stabile -10 nel quarto trimestre. In particolare, il mercato -20 domestico evidenzia il perdurare di una si- -30 -40 tuazione di stagnazione; invece la consistente -50 decelerazione delle attese per i mercati esteri, -60 I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV con il passaggio di una sensibile quota di im2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 prese verso ipotesi più pessimiste, è indicativa Domanda interna Domanda estera del progressivo venir meno della fiducia verso il sostenimento dei livelli di domanda prove- Fonte: Elaborazioni Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia – In40 30 20 10
0
-10 -20 -30 -40 -50
I
II III IV I
II III IV I
II III IV I
II III IV I
II III IV I
II III IV I
II III IV I
II III IV I
II III IV I
II III IV
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
Produzione
dagine Congiunturale Industria
Occupazione
IV TRIMESTRE 2016
nienti dai mercati esterni al perimetro nazionale di riferimento. Il confronto tra il ciclo della produzione industriale (che filtra l’evoluzione dell’attività produttiva dal trend di lungo termine) e l’indicatore sintetico delle aspettative delle imprese, indica una convergenza tra le previsioni qualitative, espresse attraverso l’indicatore sintetico, e i risultati quantitativi derivanti dall’andamento dell’indice della produzione. Entrambi convergono infatti verso una situazione di rallentamento dell’attività industriale e produttiva, pur collocandosi ancora in un ambito positivo per entrambe le dimensioni.
NOTA METODOLOGICA Con il primo trimestre 2011, in occasione del passaggio alla nuova classificazione delle attività economiche ATECO 2007, sono state introdotte delle innovazioni metodologiche che hanno richiesto la revisione retrospettiva delle serie storiche già prodotte. Questa revisione dei dati si aggiunge alla consueta rettifica trimestrale dipendente dal processo di destagionalizzazione e di correzione per i giorni lavorativi che, utilizzando l’aggiunta della nuova osservazione trimestrale, consente di migliorare la stima del modello di destagionalizzazione e correzione delle serie storiche, determinando una possibile variazione dei dati già pubblicati. Per tale motivazione, i dati storici riportati nella nota trimestrale possono presentare uno scostamento maggiore del solito rispetto a quanto pubblicato nelle analisi trimestrali precedenti.
GLOSSARIO Variazione tendenziale Variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente Variazione congiunturale Variazione rispetto al periodo precedente