CAMERA DI COMMERCIO DI MILANO a cura del Servizio Studi e Statistica
CONGIUNTURA Commercio N_04
IV TRIMESTRE 2016
CONGIUNTURA DEL COMMERCIO
Il commercio al dettaglio registra nel quarto trimestre 2016 una nuova flessione su base annua del fatturato (-1,6%) espressiva di un consolidamento della dinamica decelerativa già in atto dai trimestri precedenti. Su base trimestrale, l’andamento rilevato riporta l’indice del fatturato indietro di due anni al livello di fine 2014, di fatto azzerando i segnali di ripresa fatti registrare nel corso del 2015. Sul piano dimensionale, la flessione subìta dal settore ha interessato in misura maggiore le micro e le medie imprese, che rispetto al IV trimestre dello scorso anno cedono rispettivamente il 4,1% e il 5,9% del proprio volume di vendite. In controtendenza invece le aziende più strutturate (oltre i 200 addetti), che riportano un discreto aumento del fatturato pari allo 0,8%, e le piccole imprese con meno di 50 addetti, che hanno visto lievitare i propri incassi dell’1,6% in un anno. La suddivisione per ramo di attività economica registra una nuova pesante flessione generalizzata del fatturato, sia per il commercio despecializzato (-3,4%) che per i comparti alimentari (-2,6%) e non (-3%). A porre un freno all’arretramento diffuso del commercio milanese intervengono le vendite della grande distribuzione di prodotti del largo consumo confezionato, per le quali il quarto trimestre 2016 mostra su base annua una crescita sia del fatturato (+3,5%,) che dei volumi (1,4%) e dei pezzi venduti (+2,6%). Le previsioni delle imprese per l’avvio del nuovo anno mostrano invece un orientamento negativo sia riguardo al fatturato sia in relazione agli ordini rivolti ai fornitori, e una sostanziale stabilità rispetto all’occupazione.
IL COMMERCIO AL DETTAGLIO IN ITALIA Il commercio al dettaglio in Italia registra a novembre 2016 un aumento complessivo del valore delle vendite (+0,8% su base annua) trainato in prevalenza dal settore non alimentare (+1%) e in misura più contenuta Tabella 1| Commercio al dettaglio a prezzi correnti per settore merceologico dal comparto alimentare (+0,3%). e forma distributiva in Italia. Anni 2015La ripartizione per settore di attività evidenzia che l’incremento delle 2016 (variazioni percentuali tendenziali) vendite del commerNon Settori Alimentare Totale Alimentare cio non alimentare è Non Piccole Piccole Piccole GDO GDO Aliment. Totale GDO stata prevalentemenAliment. Sup. Sup. Sup. 2015 te trainata dalla per- I trim. -0,8 1,8 -0,7 1,3 1,2 -0,2 0,3 2,0 -1,2 formance dei piccoli II trim. 0,6 0,6 0,5 0,9 -0,5 1,0 0,3 0,9 0,2 2,9 0,2 III trim. 2,4 0,9 1,4 3,4 -0,1 2,2 0,3 negozi (+1,2%), men- IV trim. 1,0 1,1 -0,1 0,5 1,0 0,8 0,8 0,8 0,9 2016 tre l’apporto delle im0,4 2,2 0,4 2,5 0,8 1,9 0,7 1,3 2,0 I trim. prese operanti nella II trim. -0,4 -0,5 -0,1 -0,7 -1,7 -0,2 -0,2 -0,4 -1,0 -1,2 -0,1 -1,1 0,1 -1,9 -0,3 -0,9 -0,6 -0,5 grande distribuzione III trim. 1,0 0,3 1,2 0,2 0,6 0,4 1,0 0,8 0,3 Novembre è stato più contenuto Fonte: ISTAT - Statistiche Flash 30 agosto 2016 - Commercio al dettaglio agosto 2016 (0,4%).
IV TRIMESTRE 2016
Relativamente al settore alimentare sono ancora le piccole superfici a determinare l’andamento delle vendite (+0,6%), mentre è trascurabile l’incremento fatto segnare dalle aziende della GDO (0,2%). La suddivisione per forma distributiva registra quindi un recupero delle vendite rispetto allo scorso anno sia per gli esercizi operanti su piccole superfici (+1%) sia, seppure in misura meno ampia, per le catene della grande distribuzione organizzata (+0,3%). LA DINAMICA DEL COMMERCIO MILANESE 1| Fatturato totale del commerI segnali di rallentamento emersi nel corso dei primi nove mesi del 2016 Grafico cio al dettaglio* in provincia di Milano. 2007-2016 (variazioni percentuali non accennano a esaurirsi, e anche nel quarto trimestre si registra una Anni tendenziali trimestrali grezze; indice prosecuzione della dinamica negativa che sfocia in una nuova flessione base 2007 = 100). *Comprese le imprese plurilocalizzate del fatturato, la terza consecutiva (-1,6% su base annua). Var. % Indice 105 6 L’intensificazione della fase negativa per il 100 4 settore del commercio al dettagli si apprez95 2 90 za ulteriormente osservando l’andamento 0 85 dell’indice trimestrale del fatturato, sostan-2 80 -4 zialmente invariato rispetto alla precedente 75 -6 70 rilevazione, ma in contrazione evidente ri-8 65 spetto allo stesso periodo del 2015 (-2,4% 60 -10 I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV destagionalizzato). 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 Il confronto tra l’area milanese e la LomVar. % tendenziali Indice destagionalizzato bardia testimonia come il commercio al dettaglio metropolitano viva una maggioFonte: elaborazione Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia re sofferenza rispetto alla regione, dove la – Indagine Congiunturale Commercio contrazione su base annua del fatturato ha assunto delle connotazioni relativamente più contenute (-0,4% contro il -1,6% del capoluogo). Complessivamente il segnale generale che deriva dalla performance triGrafico 2| Fatturato del commercio al mestrale riporta il livello generale dell’indice al valore raggiunto alla fine dettaglio* per classe dimensionale in di Milano e in Lombardia. 4° del 2014, segno che la ripresa fatta registrare nel corso del 2015 non ave- provincia trimestre 2016 (variazioni percentuali va caratteri strutturali, mentre la flessione tendenziale rilevata nel quarto tendenziali). *Comprese le imprese plurilocalizzate trimestre proietta la performance annuale del settore in un intervallo negativo. 2,9 Relativamente alle dimensioni d’impresa, oltre 200 0,8 la flessione del fatturato ha interessato pre-1,4 50-199 valentemente le micro e medie imprese del -6,2 commercio. Il dettaglio delle variazioni ten0,2 10-49 1,4 denziali evidenzia che a soffrire più pesante-1,4 mente sono state le imprese tra i 50 e i 199 3-9 -1,9 addetti, che hanno accusato una flessione su -0,4 Totale base annua del 6,2% del fatturato, assieme -1,6 alle micro imprese, che rispetto allo stesso -8 -6 -4 -2 0 2 4 Lombardia Milano periodo del 2015 hanno ceduto l’1,9% del proprio volume di vendite. Crescono inve- Fonte: elaborazione Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia ce le unità più strutturate del settore, quelle – Indagine Congiunturale Commercio
CONGIUNTURA DEL COMMERCIO
oltre i 200 addetti, che hanno riportato un leggero incremento del giro d’affari (+0,8%), così come le imprese tra i 10 e i 49 addetti, che rispetto al medesimo intervallo temporale dello scorso anno fanno registrare un Grafico 3| Fatturato del commercio al apprezzabile scostamento in territorio positivo (+1,6%). dettaglio* per settore di attività econoLa ripartizione per comparto di attività economica registra una nuova mica in provincia di Milano e in Lombardia. 4° trimestre 2016 (variazioni percenpesante flessione del fatturato per il commercio despecializzato milane- tuali tendenziali). *Comprese le imprese plurilocalizzate se (-3,4%); una regressione che, seppure di tono leggermente minore rispetto a quel-0,5 la evidenziata nella precedente rilevazione, Non specializzato -3,4 resta pur sempre decisamente più negativa rispetto a quanto rilevato dal settore in am-0,3 bito lombardo (-0,5%). Non alimentare -0,4 Per quanto concerne i comparti del commercio non alimentare e alimentare, il quarto trimestre vede consolidarsi ulteriormente -0,4 Alimentare -1,4 le tendenze negative emerse nei precedenti periodi dell’anno. Per quanto l’arretramento -5 -4 -3 -2 -1 0 appaia attenuato rispetto a quanto registraLombardia Milano to nella precedente rilevazione periodica, il ramo non alimentare cede ancora lo 0,4% Fonte: elaborazione Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia su base annua. Analogamente, anche il com- - Indagine congiunturale Commercio mercio alimentare prosegue nella sua performance negativa, espressa in un nuovo decremento del fatturato del settore (-1,4%) che ha contribuito ad accentuare il trend calante del comparto. IL LARGO CONSUMO CONFEZIONATO Le vendite in volume dei prodotti del largo consumo confezionato operate dalla GDO attraverso le catene dei supermercati e ipermercati registrano nel quarto trimestre 2016 un apprezzabile incremento (+1,4% su base annua), cui fa seguito un analogo aumento delle vendite in valore (+3,5%) e in numero di pezzi (+2,6% in un anno). Relativamente ai volumi, nel quarto trimestre 2016 si registrano performance positive pressoché per tutte le merceologie intermediate dalla GDO, in controtendenza con la recessione emersa nei trimestri precedenti. La ripresa è stata trainata dalle tipologie merceologiche delle bevande (+6,3%) e del freddo (+2,2%). A tale dinamica tendenziale positiva si sono uniti, con tassi di crescita più modesti, anche i comparti della drogheria alimentare (+1,5%), del fresco (+1,2%) e della cura della persona (+1,1%). A questo quadro fa eccezione la perfetta stabilità osservabile per il segmento dei prodotti per la cura della casa, invariato rispetto a un anno fa. La progressione dei volumi trova un puntuale riscontro nelle unità vendute, cresciute del 2,6% in un anno, trainate principalmente dalle linee merceologiche del fresco e del freddo (rispettivamente +3,2% e +2,7%). Si confermano invece gli andamenti più contenuti per le tipologie non alimentari afferenti alla cura della persona (in crescita dell’1,6%) e della casa (stabile sui valori di fine 2015). L’andamento positivo degli indicatori dei volumi e delle unità interme-
IV TRIMESTRE 2016
diate si è riverberato anche sul fatturato della grande distribuzione. Il valore delle vendite dei prodotti del largo consumo confezionato prosegue infatti nel trend positivo tracciato nei trimestri precedenti (+3,5% su base annua), accelerando la propria impennata sia rispetto al trimestre precedente sia a confronto con l’andamento del fatturato rilevato tanto su scala nazionale (+1,7%) quanto in ambito regionale (+3,2%). L’incremento del fatturato è stato sostenuto in particolare dagli apporti delle dei prodotti afferenti ai reparti del freddo (+6,5%) e del fresco (+4,7%), delle bevande (+3,4%) e della drogheria alimentare (+2,7%), mentre arretrano dello 0,4% i ricavi delle vendite dei prodotti destinati alla cura della casa, evidentemente in conseguenza di politiche promozionali restando stabili unità e volumi venduti. Tabella 2| Vendite totali e per reparto del largo consumo confezionato nei supermercati e ipermercati di Milano, Lombardia e Italia. 3° trimestre 2016 (variazioni percentuali tendenziali) Reparti
Drogheria alimentare Bevande Freddo Fresco Cura della persona Cura della casa Totale
Milano
Lombardia
Italia
Volumi
Valori
Unità
Volumi
Valori
Unità
Volumi
Valori
Unità
1,5 6,3 2,2 1,2 1,1 0,0 1,4
2,7 3,4 6,5 4,7 0,3 -0,4 3,5
2,3 1,3 2,7 3,2 1,6 0,0 2,6
1,3 4,9 2,5 1,8 1,0 0,0 1,2
2,6 3,4 5,6 4,7 -0,7 -1,2 3,2
2,1 1,8 2,7 3,4 0,7 -0,4 2,5
0,8 3,9 2,2 1,5 1,3 0,7 1,3
1,1 2,1 3,8 2,9 -1,1 -1,2 1,7
1,2 2,8 2,4 2,5 1,1 0,0 2,0
Fonte: elaborazione Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati IRI – Information Resources
LA PREVISIONE PER IL PRIMO TRIMESTRE 2017 Le aspettative degli operatori del commercio al dettaglio per il primo trimestre 2017 evidenziano in relazione al fatturato un trend in peggioramento nei confronti della rilevazione precedente. Nonostante i picchi po- Grafico 4| Aspettative su ordini ai fornifatturato e occupazione in provincia sitivi tipici dell’avvio dell’anno in concomitanza con la stagione dei saldi, i tori, di Milano. Anni 2007-2016 (medie mobidifferenziali delle risposte elaborati attraverso le medie mobili conferma- li su saldi trimestrali) no la fase discendente degli ulti4 mi trimestri, accentuando anche 10 5 2 la previsione pessimistica per il 0 periodo immediatamente suc0 -5 cessivo rispetto alle attese circa -2 -10 il fatturato. Tale andamento è -15 -4 replicato sia in relazione agli or- -20 -6 dini rivolti ai fornitori che rispet- -25 -8 to all’occupazione, dove tuttavia -30 -10 si registra uno scostamento ver- -35 so una maggiore stabilità occu- -40 -12 I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV pazionale rispetto al trimestre 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 precedente, che probabilmenFatturato Ordini Occupazione te risultava condizionato anche dalle cessazioni naturali previste Fonte: elaborazione Servizio Studi e Statistica Camera di Commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia – Indagine Congiuntuper la fine dell’anno. rale Commercio
CONGIUNTURA DEL COMMERCIO
NOTA METODOLOGICA La rilevazione congiunturale del commercio al dettaglio condotta a livello regionale e provinciale da Unioncamere Lombardia per le 12 province della Lombardia è disaggregata per dimensione d’impresa in 4 classi: - da 3 a 9 addetti; - da 10 a 49 addetti; - da 50 a 199 addetti; - oltre 200 addetti. e in 3 rami merceologici: - alimentare; - non alimentare; - non specializzato. Dal terzo trimestre 2013 la rilevazione comprende anche le imprese del commercio al dettaglio con oltre 200 addetti.
GLOSSARIO Variazione tendenziale Variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente Variazione congiunturale Variazione rispetto al periodo precedente Esercizio despecializzato L’esercizio di vendita al dettaglio in sede fissa che attua la vendita di una varietà prevalente di prodotti alimentari o non alimentari, su una superficie di vendita generalmente superiore ai 400 metri quadrati. Grande distribuzione La definizione di tale aggregato è stata rivista con l’adozione della classificazione ATECO 2007, soprattutto in relazione alla seguente articolazione: I. A PREVALENZA ALIMENTARE - Supermercato Esercizio di vendita al dettaglio operante nel campo alimentare (autonomo o reparto di grande magazzino), organizzato prevalentemente a libero servizio e con pagamento all’uscita, che dispone di una superficie di vendita normalmente superiore a 400 metri quadrati e di un vasto assortimento di prodotti alimentari, in prevalenza preconfezionati, nonché articoli del settore non alimentare per l’igiene e la pulizia della casa, della persona e degli animali. - Ipermercato Esercizio di vendita al dettaglio con superficie di vendita superiore a 2.500 metri quadrati, articolato in reparti (alimentari e non alimentari), ciascuno dei quali avente, rispettivamente, le caratteristiche di supermercato e di grande magazzino. - Discount alimentari Esercizio di vendita al dettaglio in sede fissa, di superficie medio grande che, attuando una politica di abbattimento dei costi di impianto, di gestione e di servizio, offre in self-service una gamma limitata di prodotti, generalmente non di “marca”, a prezzi contenuti rispetto alla media di mercato. II. A PREVALENZA NON ALIMENTARE Grande magazzino ed esercizio non specializzato di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici. In tutti questi casi si tratta di un esercizio di vendita al dettaglio di prodotti quasi esclusivamente non alimentari, che dispone generalmente di una superficie di vendita superiore a 400 metri quadrati e offre un assortimento di prodotti appartenenti a diversi settori merceologici (per esempio, elettronica di consumo, elettrodomestici, abbigliamento, mobili, articoli per la casa).
IV TRIMESTRE 2016
- Grandi superfici specializzate Imprese commerciali che attuano la vendita, attraverso esercizi in sede fissa, di una tipologia unica o prevalente di prodotti non alimentari, su una superficie di vendita generalmente superiore ai 400 metri quadrati, con caratteristiche organizzative proprie della grande distribuzione. III. NON GRANDE DISTRIBUZIONE - Punto di vendita operante su piccola superficie Punto vendita specializzato, non rientrante nella grande distribuzione, la cui superficie è inferiore ai 400 metri quadrati. - Minimercato Esercizio di vendita al dettaglio in sede fissa, che attua in prevalenza la vendita di prodotti alimentari, la cui superficie non supera i 400 metri quadrati. Largo consumo confezionato (LCC) Prodotti alimentari e non alimentari confezionati venduti attraverso la grande distribuzione organizzata (GDO), a esclusione dei beni non confezionati (come frutta e verdura) e i beni non alimentari, che si trovano solo negli ipermercati (come abbigliamento ed elettronica). Le informazioni sulle vendite della grande distribuzione sono acquisite da IRI Information Resources attraverso il servizio “tracking di mercato”, che rileva via scanner tramite la lettura dei codici a barre, i dati dei prodotti di Largo consumo confezionato (LCC) venduti attraverso i supermercati e gli ipermercati; sono invece escluse le vendite effettuate attraverso i discount. Relativamente alla provincia di Milano i dati includono ancora quelli Monza-Brianza. I dati rilevati coprono l’80% delle vendite dei beni di largo consumo confezionato, mentre il restante 20% è oggetto di stima. I dati sono elaborati a “rete corrente”, includendo quindi gli effetti di eventuali aperture o chiusure di punti vendita (un aumento potrebbe essere effetto sia di maggiori vendite nei supermercati e ipermercati esistenti sia dell’apertura di nuovi punti vendita) e si riferiscono alle vendite in volume, valore e unità (pezzi) per le seguenti categorie merceologiche: - Drogheria alimentare (pane, pasta, olio, riso, biscotti, farina, zucchero ecc); - Bevande; - Fresco (carni, affettati, formaggi, latte fresco, yogurt, uova, preparati alimentari); - Freddo (surgelati, gelati); - Cura della persona; - Cura della casa.