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CAMBUSATEATRO

“I parenti

terribili”

di Jean Cocteau

Titolo “I parenti terribili” Autore Jean Cocteau Adattamento e regia Maurizio Salvalalio Con Elisa Conte Diego Willy Corna Laura Rullo Massimo Leonardo Villucci Cristina Zamboni Scene Maurizio Salvalalio Leonardo Modena Costumi Laura Pennisi Musiche Gipo Gurrado Video Erik Bernasconi Trucco Assunta Ranieri Bernasconi

Debutto ufficiale 14, 15 e 16 gennaio, “Cambusa” a Locarno

21, 22 e 23 gennaio, “Cambusa” a Locarno

Repliche già pianificate 4, 5, 6 marzo 2011, Studio Foce e Lugano

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Premessa Con il nuovo progetto teatrale “I parenti terribili” di J. Cocteau, Cambusateatro, vuole continuare il suo percorso artistico esplorando nuovi modi di vivere il palcoscenico. Pienamente soddisfatti dal risultato ottenuto con la realizzazione di “La3diesMacb3th”, anche questa volta la regia sarà affidata a Maurizio Salvalalio. Quando abbiamo deciso di affrontare questo testo non avevamo idea di come avremmo potuto realizzarlo teatralmente, vista la complessità dei contenuti. Poi, come spesso succede a teatro, mentre procedevamo con l’adattamento tutto si è chiarito. È come un sogno che si materializza pian piano, che diviene solido e vivo. L’idea fondamentale di questo progetto è quella di portare il Cinema nel teatro e il teatro nel cinema; ossia, lo spettatore avrà la possibilità di vedere sul palcoscenico l’esteriorità del personaggio, la sua “maschera”, le sue abitudini, mentre nel video vedrà la sua anima, le sue fragilità, la sua “Storia”. È un sogno questo, un’impresa. Cosa significano oggi per noi le parole “Impresa” o “Sogno”? Partiamo da questo per raccontare il “Senso” del pensiero che muove le attività di Cambusateatro. “Impresa–Sogno”, rappresentano il senso di una scommessa; il desiderio inarrestabile di creare qualcosa di importante e bello. Frutto di un’opera collettiva fatta di sinergie artistiche, di anime pensanti, azioni concrete, decisioni e relazioni. Ogni costruzione di mondo, di piccolo mondo, come uno spettacolo, parte necessariamente da una visione, da un sogno, da un’amicizia. Semplicemente si tratta di dar vita all’esistente. Questo per noi significa “Impresa”, un sogno che si concretizza lentamente con dignità, gioia, entusiasmo e bellezza, camminando eretti come gli antichi saggi ci insegnavano. Per dar vita a questo nostro “Sogno-Impresa”, oltre alla mano sapiente di Maurizio Salvalalio, ci avvarremo del contributo artistico di Erik Bernasconi, regista cinematografico, che si occuperà di realizzare tutti i filmati che utilizzeremo durante lo spettacolo.

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Note registiche

Perché “I parenti terribili” di Jean Cocteau Dopo l’esperienza dello scorso anno con un testo classico (LadiesMacbeth tratto da William Shakespeare) ci interessava affrontare un testo contemporaneo che contenesse al tempo stesso profondità e leggerezza, tragedia e commedia, sarcasmo e ironia. Ci siamo così imbattuti, dopo non poche ricerche ne “I parenti terribili” che incarnava quasi alla perfezione le nostre esigenze artistiche di partenza. Ci incuriosiva un testo che potesse colpirci per puntualità drammaturgica, dove la parola fosse importante, con un linguaggio e una tematica più vicina a noi. La perfezione stilistica di Cocteau ci ha convinto. Il testo: “I parenti terribili” di Cocteau Jean I parenti terribili hanno costituito uno dei più grandi successi ottenuti da Cocteau e lo si può considerare a ragione come la sua più perfetta opera teatrale . E’ l’opera con la quale lo scrittore rompe con un certo teatro di raffinata acrobazia intellettuale per avvicinarsi ad un tipo di teatro secondo regole codificate e collaudate tipiche del teatro borghese. Cocteau sentiva la necessità di stabilire un contatto meno esoterico con il pubblico d’élite ed era pronto a sfidarlo e sorprenderlo. Il testo infatti non mancò di creare scandalo e fu vietato dal Consiglio comunale di Parigi quando nel 1938 debuttò a Parigi al Théâtre des Ambassadeurs. Questo non fermò il successo dell’opera che fu replicata per duecento sere in un’altro teatro della capitale francese Nel 1945 Luchino Visconti esordì alla regia con questo testo al Teatro Eliseo di Roma con Gino Cervi, Rina Morelli e Andreina Pagnani tra gli interpreti. Cocteau nel 1948 ne diresse invece la versione cinematografica.

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Lo spettacolo Questo testo ha sempre destato in me un particolare interesse per la struttura, la forza del linguaggio e i temi che racchiude. Con Cambusateatro si è presentata l’occasione ideale per farne uno spettacolo. Uno spettacolo che non si snoderà su canoni tradizionali. Se il testo rasenta un crudo realismo, la scenografia, i costumi e i personaggi si muoveranno in un contesto surrealfantastico la scenografia (di Leonardo Modena) geometrica, essenziale e in bianco e nero sarà la cornice ideale in cui i personaggi prenderanno vita con i loro costumi spiccatamente colorati ora allo studio della nostra costumista Laura Pennisi . Personaggi quasi estremi al limite dell’archetipo che si racconteranno non solo attraverso le parole dell’autore ma canteranno i loro pensieri grazie alle musiche originali create per l’occasione da Gipo Gurrado. Il senso dell’opera Scrive Cocteau: “Ho inventato questa famiglia da capo a piedi perché mi piaceva fare una mescolanza tragicomica e condurre i miei personaggi attraverso un intrigo da vaudeville” La famiglia appunto è il tema dominante dell’opera in tutti i suoi drammatici e tragicomici aspetti. La famiglia “chiusa” La famiglia “oppressiva” La famiglia “senza ruoli” La famiglia “menzognera” La famiglia chiusa I personaggi vivono come chiusi dentro se stessi, protetti dalle mura domestiche dove si consumano i loro piccoli e grandi drammi.

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Dice Michel: “Sophie non esce mai, papà esce, zia Léo esce per commissioni. Io esco perché vi amo”

La famiglia oppressiva Una madre possessiva, castrante, che non permette al proprio figlio di crescere e di vivere una vita autonoma e a cui è legata da un rapporto morboso, ai limiti dell’incesto.

Dice Yvonne: “Dove avrò dormito quel ragazzo, perché non mi telefona? Insomma, non è difficile telefonare.

La famiglia “senza ruoli” Yvonne è una madre-bambina Georges è un padre-fanciullo Michel è un figlio mai cresciuto Léonie, una zia-governante, un angelo-demone custode della famiglia

Dice Léonie: “....a questo mondo ci sono i bambini e i grandi: io mi considero, purtroppo, fra i grandi. Tu, Georges, Mik siete della razza degli eterni bambini

La famiglia menzognera Personaggi che non hanno il coraggio di guardare in faccia la realtà, si raccontano verità di comodo, albergano continue scuse e alibi per cullarsi nel loro ozio esistenziale

Dice Léonie: “Nulla è finito su basi false. Di grave, di definitivo, c’è soltanto un garbuglio vero, una menzogna, un male vero.”

Personaggi spinti all’estremità di loro stessi, esasperati e crudeli, che si trascinano di stanza in stanza, di ombra in ombra, di macchia in macchia, avvolti ora da pietà ora da un velo d’ironia, che rende illusorio e allucinato il loro vivere quotidiano dilatandolo a dimensioni quasi di tragedia.

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Come rappresentarlo? Questo è stato il secondo quesito che ci siamo posti. Non volevamo farne una trasposizione classica. Avevamo la necessità di trovare un modo nostro, originale, contemporaneo. Ci era altresì chiaro che non volevamo tradire né l’autore, né il senso dell’opera . Cocteau ci chiedeva però una scena tradizionale con tanto di porte, lampadari, divani, poltrone, tavolini, librerie, cassettiere e quant’altro. Noi abbiamo pensato invece di rinunciare ad una scenografia tradizionale e scegliere, invece, una scena nuda, asciutta, simbolica, in bianco e nero nella quale il testo potesse risaltare nella sua essenza. La scena, come si nota dal bozzetto allegato, è vuota, con una pedana centrale sovrastata da un elemento-tetto di pari dimensioni che la illumina. Un luogo privilegiato, una sorta di ring dove si sviluppano i conflitti principali della vicenda. Video e foto In fondo alla scena c’è uno schermo. È “ruffianamente” un omaggio al Cocteau cinematografico, precursore della “Nouvelle Vague”, quel nuovo modo di pensare il cinema che alla fine degli anni ‘50, inizi ‘60 si diffuse in Francia. Gli anni ‘60 e Parigi sono il tempo e il luogo in cui abbiamo trasposto l’opera. Sullo schermo scorreranno, titoli di testa e di coda, battute, fotografie e filmati. I personaggi che il pubblico vedrà in carne ed ossa vivranno di tanto in tanto anche sullo schermo. Qui li vedremo camminare per Parigi, spostarsi di stanza in stanza, sbattere le porte (così importante per Cocteau), rivivere il loro passato attraverso momenti di flash back. In questo verremo supportati dall’esperienza di Erik Bernasconi, regista cinematografico. Le musiche originali di Gipo Gurrado Qui ci avvaliamo della preziosa collaborazione di un musicista contemporaneo che ha già lavorato con noi nella precedente produzione. Un importante lavoro creativo per dare ancora una volta al testo una forza espressiva originale e pertinente.

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I costumi di Laura Pennisi Anche con Laura Pennisi, continua la nostra collaborazione,dopo il suo felicissimo contributo ai costumi di LadiesMacbeth. Chiamata questa volta per creare coloratissimi costumi in salsa vintage pensati per vivere con forza sulla scena in bianco e nero ideata da Maurizio Salvalalio e Leonardo Modena. I bozzetti dei costumi sono stati utilizzati come sfondo a questo dossier di presentazione. Scenografia Le scene sono il frutto dell’impianto registico tendente a mettere in rilievo l’anima dell’opera teatrale; gli attori e i loro sgargianti costumi. Le forme i colori e i materiali delle scene saranno neutri

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Regia Maurizio Salvalalio La collaborazione del regista con Cambusateatro: Il nostro primo incontro risale al novembre 2007. Ha tenuto alcuni seminari di perfezionamento sulla Voce e sul Parlare in pubblico. Nel corso della Stagione 2008-2009 ha tenuto un corso di propedeutica teatrale con i calciatori del Bellinzona Calcio sfociato in uno spettacolo teatrale che si è tenuto lo scorso 25 e 26 maggio 2009 al Teatro Sociale di Bellinzona. Elisa Conte e Laura Rullo hanno collaborato alla conduzione e in qualità di assisenti alla regia. Nel corso della stagione 2009-2010 oltre alla collaborazione sul piano didattico ha diretto Ladi3sMacb3th tratto da William Shakespeare che ha riscontrato un grosso successo di pubblico e di critica. Lo spettacolo è stato replicato a Locarno nel mese di novembre ‘09 e gennaio ‘10. A settembre lo spettacolo replica prima a Bellinzona poi a Quinto. A ottobre a Locarno. Curriculum Vitae (www.mauriziosalvalalio.it) Maurizio Salvalalio ( Milano - 5 luglio 1960) Dopo aver frequentato il Liceo Linguistico ed essersi diplomato alla Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori in inglese e tedesco, si dedica al teatro formandosi presso la Scuola di Teatro “Palcoscenico”di Milano, la Civica Scuola d’Arte Drammatica”Paolo Grassi” di Milano e l’Accademia di Musica Moderna sempre di Milano. Si perfeziona studiando con Dominic de Fazio, Gabriella Ravazzi, Virginio Puecher, John Strasberg, Arnoldo Foà, e con altri docenti a livello europeo. Teatro Dopo aver affrontato il teatro di prosa con autori come Pinter, Genet, Ginzburg, Cecov, Valentin e altri approda alla Compagnia Teatrale Quelli di Grock per due stagioni (dal 1989 al 1991) Lavora con la C.ia Stabile di Benevento nell’ambito del “Festival teatrale Città di Benevento” nella produzione “Un vestito color panna” di Ray Bradbury Regia di Stefano Piacenti.Nelle stagioni 97/98 e 98/99 in collaborazione con Quelli di Grock promuove e produce il “Progetto Renard” partecipando a due spettacoli: “Lessico amoroso” e “Voilà l’adieu” diretti da Claudio Orlandini. Lo spettacolo viene rappresentato a più riprese fino al 2003 al Teatro Greco di Milano prima e al Teatro Leonardo poi.Per Mursia Editore, con cui nasce una collaborazione, nel 1999 partecipa a “Le notti di Conrad” al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano su diversi romanzi di Joseph Conrad. Lo stesso lavoro verrà riproposto a più riprese nelle stagioni successive.E’ Argante ne Il malato immaginario di Moliére al Teatro Leonardo nei mesi di novembre e dicembre 2004. Regia C.Intropido/V.Cavalli per QuellidiGrock. Nella stagione 2004/2005 ha interpretato Benedetto in Molto rumore per nulla di William Shakespeare. Nel ruolo dell’Innominato debutta a novembre 2006 al Teatro Leonardo di Milano sempre con Quellidigrock in “Renzo e Lucia" Nella stagione 20082009 ricopre il ruolo del "Conte d'Albafiorita" ne "La locandiera" di Carlo Goldoni al Teatro Leonardo da Vinci per la regia di Claudio Intropido. Nel giugno 2009 è Polonio in “Amleto” diretto da Massimo Greco. Produzione Emisfero Destro Teatro in collaborazione con il teatro Out Off , Milano.Nella stagione 2009-2010 è in scena a Milano con due riprese: Il malato immaginario e La locandiera Regia E’ assistente alla regia dell’opera “Le nozze di Figaro” di W. A. Mozart diretta da Vera Bertinetti al Teatro Cavour di Imperia. Nel 1996 dirige “Il facchino di Voltaire” con R. Recchia al Teatro Filodrammatici di Milano. Nel 2004 per ProsaGardaFestival dirige lo spettacolo “Tradimenti”di Harold Pinter. Nel 2009 per Cambusateatro cura la regia di “Ladi3sMacb3th” Radio e Tv Dal 1999 al 2005 voce ufficiale di Radio 24 il Sole 24 ore. E’ doppiatore in diverse produzioni televisive. Ha collaborato con Raisat e con L’albero azzurro come voce narrante. Nel 1995 partecipa al film per la RAI “Nemici intimi” con Franco Nero.Nel 2004 partecipa alla serie televisiva per Mediaset “ O la va o la spacca” con Ezio Greggio per la regia di Francesco Massaro.

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Gli attori Elisa Conte Studia recitazione con Durshan Savino Delizia a Milano, Patrizia Schiavo, Renzo Casali, e con molti altri registi e attori. Frequenta il biennio di recitazione presso la “Comuna Baires” di Milano. Da quattro anni collabora in qualità di attrice e direttrice artistica di Cambusateatro. Tiene anche corsi di recitazione a Locarno e Bellinzona.

Diego Willy Corna Diego Willy Corna ha studiato doppiaggio con Monica Pariante, canto con Fernanda Calati e danza e movimento espressivo con Nunzia Tirelli. Prosegue con la formazione triennale presso la scuola di teatro Quelli di Grock a Milano, studiando con Fernanda Calati, Maurizio Salvalalio, Brunella Andreoli e Susanna Baccari. Sempre a Quelli di Grock ottiene la borsa di studio per il laboratorio del 4o anno con Claudio Orlandini. Attualmente conduce corsi teatrali per l'insieme artistico dinamico Con_creta e collabora con Cambusateatro.

Laura Rullo Nel 1993 si avvicina in modo professionale al teatro, con la regista attrice Patrizia Schiavo di Roma (metodo Strassberg- Stanivslavsky) Da questa esperienza nasce lo spettacolo “sex machina” che sarà il fondamento della nascita della CNT. La sua formazione artistica continua durante questi anni con corsi di Formazione i più importanti con Maurizio Salvalalio voce, Giorgio Rossi teatro danza, Arianna Scommegna lavoro sul personaggio, corso biennale presso la scuola Teatro Stabile di Verbania con Alessandro Marchetti e Luisella Sala. Ha partecipato a spettacoli con diverse compagnie. Nel 2008 fonda con altri artisti la compagnia teatrale “Cambusateatro” Locarno.

Massimo Villucci Massimo Leonardo Villucci nasce a Milano e tra i banchi dell'istituto tecnico commerciale matura una crescente passione per il teatro che lo porta a conoscere Renzo Martinelli regista della compagnia di produzione "Teatro Aperto".Si diploma presso la scuola di recitazione "Quelli di Grock" di Milano e inizia a muovere i primi passi come attore riscoprendo "quell'io che siete voi perché ho bisogno degli altri per stare in piedi”. Attualmente collabora nelle produzioni di Cambusateatro.

Cristina Zamboni Nasce a Locarno nel 1971. Si forma alla scuola di Teatro Quelli di Grock di Milano e prosegue la sua formazione attorale partecipando a vari seminari, alcuni dei quali con Danio Manfredini e César Brie. In Ticino collabora a vari progetti teatrali, fa parte delle Compagnie di teatro Agorà e CambusaTeatro. Da quattro anni è voce e lettrice alla Radio della Svizzera italiana, per la Rete 2, è voce della nuova serie dei Classici della letteratura del 900.

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CAMBUSATEATRO Le scene Leonardo Modena Architetto, entra nel mondo del teatro come attore, partecipando a numerosi laboratori di recitazione sia a Milano che in Svizzera. Collabora con la compagnia CNT prima, e con Cambusateatro poi. Sempre interessato di tecnologia applicata all’arte partecipa alle produzioni e applica la sua esperienza di architetto per l’allestimento delle scene

Le musiche Gipo Gurrado È un musicista a 360°. Compositore, autore, arrangiatore, produttore, live performer, strumentista. Lavora nel teatro, nella danza, nel cinema, nel multimediale, nell'intrattenimento e nella produzione musicale in genere.

I costumi Laura Pennisi Nata a Lugano nel 1984. Diplomata come sarta nel 2004 presso la SAMS (scuola arti e mestieri sartoria) di Lugano, continua i suoi studi presso l’École professionelle artisanelle et industrielle di Friborgo, dove si laurea come costumista teatrale. In seguito progettoetta e realizza costumi per spettacoli teatrali a Lione e Friborgo. Nel 2005 collabora come aiuto costumista alla fiction « Tawanna Ray » prodotta dalla RSI- Radiotelevisione svizzera. Dal 2007 a oggi conta diversi lavori come costumista per teatri ticinesi, cortometraggi e lungometraggi tra i quali « Taxi Phone » di Mohammed Soudani (prodotto da Amka Films Productions), « Sinestesia » di Erik Bernasconi (prodotto da Imagofilm Lugano) e « Jump » di Bindu de Stoppani (prodotto dalla Hugofilm di Zurigo).

Video Erik Bernasconi

nasce in inverno nel 1973. Cresce in Ticino e a 17 anniammette a malincuore di non avere il talento per fare il giocatore professionista di hockey. Capisce allora che vuole fare del cinema. Studia quindi Letteratura Italiana a Friborgo e Bologna, laureandosi nel 1999 con una tesi su Pier Vittorio Tondelli. Intraprende poi per tre anni la professione di insegnante a Bratislava e Lugano. A 29 anni decide di seguire la via sognata e va a Parigi per studiare cinema. Dal 2004 fa l’aiuto regista, lo sceneggiatore e il regista. Sinestesia è il suo primo lungometraggio da regista.

Trucco Assunta Ranieri Bernasconi Nata a Roma il 9 novembre 1974, nel 1999 si trasferisce a Milano, dove si diploma l'anno successivo presso la scuola di trucco professionale BCM. Dal 2000 comincia la sua carriera di truccatrice professionista lavorando in l'Italia e in Svizzera per il cinema, il teatro, la televisione (RAI, RSI), la pubblicità e la moda. Tra i suoi lavori più importanti al cinema: il film Giorni e Nuvole (2007-2008) di Silvio Soldini con Margherita Buy e Antonio Albanese in qualità di assistente truccatrice e, come capo truccatrice, il film Marameo (2006) di Rolando Colla con Enzo Iacchetti, Lionel (2009) di Mohammed Soudani e Jump (2010) di Bindu de Stoppani.

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Bozzetti Scene

“I parenti

terribili�

di Jean Cocteau

Elisa Conte la direzione artistica Leonardo Modena il presidente

Locarno il 23 ottobre 2010

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