Marino Calesini
ASCLEPIA
Asclepia World 1 Calotrophis
Olio su tavola trattata Diametro cm. 89 Anno 2018
ASCLEPIA WORLD 2 Metuge
Olio su tavola e tela Dim. cm. 80 x 67 Anno 2018
ASCLEPIA WORLD 3 Dimorpha
Olio su tavola e tela Dim. cm. 65 x 65 Anno
2018
ASCLEPIA WORLD 4 Araujia
Olio su tavola e tela Dim. cm. 70 x 64 Anno 2018
ASCLEPIA WORLD 5 Orbea
Olio su tavola e tela Dim. cm. 60 x 60 Anno 2018
ASCLEPIA WORLD 6 Kerrii
Olio su tavola e tela Dim. cm. 101 x 64 Anno 2018
ASCLEPIA WORLD 7 Kerrii
Olio su tavola e tela Dim. cm. 83 x 65 Anno 2018
ASCLEPIA WORLD 8 Linearis
Olio su tavola e tela Dim. cm. 85 x 85 Anno 2019
ASCLEPIA WORLD 9 Woodii
Olio su tavola e tela Dim. cm. 65 x 65 Anno 2019
ASCLEPIA WORLD 10 Huernia
Olio su tavola trattata Dim. cm. 60 x 60 Anno 2018
ASCLEPIA WORLD 11 Hoya
Olio su tavola e tela Dim. cm. 65 x 65 Anno 2019
ASCLEPIA WORLD12 sp.
Olio su tavola e tela Dim. cm. 65 x 65 Anno 2019
ASCLEPIA WORLD Duvalia
Olio su tavola e tela Dim. cm. 63 x 53 Anno
2017
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ASCLEPIA WORLD Periploca
Olio su tavola e tela Dim. cm.65 x 56 Anno 2017
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ASCLEPIA WORLD Stapelianthus
Olio su tavola e tela Dim. cm. 65 x 52 Anno 2017
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ASCLEPIA WORLD C. Haygarthii
Olio su tavola trattata Dim. cm. 55 x 50 Anno
2016
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Marino Calesini Custodire la bellezza dovrebbe essere un dovere di tutti. A volte, essa ama nascondersi tra dettagli che offrono doni disattesi dai più, ignari per disattenzione o scarsa conoscenza di quanta ricchezza possa celarsi nelle pieghe del quotidiano. Le si chiama in modo superficiale piante grasse, concedendo alle Xerofite la stessa scarsa attenzione che spesso si riserva alla natura che silenziosa regala alla vita emozioni intime. Si sottovaluta per giunta l’etimologia stessa della radice della parola atta a definirle, che ne sottolinea la secchezza, ponendo l’attenzione non solo sull’aspetto, ma sulle innate attitudini alla sopravvivenza. A Marino Calesini, attento e silente osservatore, i segreti di queste piante non sono rimasti preclusi: il suo fare artistico è un incedere conoscitivo elegante verso il sistema di corrispondenze che regola gli equilibri dell’uomo e della natura, sapientemente elaborato e amalgamato sulla tela. Il rapporto che l’artista ha con questa classe vegetale è una corrispondenza sensibile di risonanza, che sembra confermare la convinzione filosofica di Goethe di come la natura permetta solamente a chi è in empatia con essa la risoluzione dei suoi enigmi. La passione botanica cede al pennello l’ambizione artistica, regalando più che semplici passaggi descrittivi: la mano, attivata dalla volontà di mettere in luce le qualità che l’artista riconosce ai suoi soggetti, riesce con tratti essenziali a regalare intrinseco lirismo, scomponendole in infinite possibilità estetiche. Le succulente, esempi per l’uomo di essenzialità e disposizione all’ambiente, risultano cariche di energia a cui attingere, di particolari da osservare incessantemente, di nascoste potenzialità emotive. La pittura permette a Calesini di andare oltre l’occhio indagatore del microscopio o quello implacabile dell’obiettivo fotografico: essa consente di consegnare al nostro sguardo una dimensione poetica della realtà naturale. A intenti osservativi superficiali Marino Calesini sostituisce intimi microcosmi biologici ed emozionali, capaci di stupire per le rispondenze con chi osserva. Il cuore pulsante delle opere dell’artista ci diffida inconsciamente dal continuare a definire le Xerofite in modo comune, per indagarne invece gli aspetti più intimi e sconosciuti. Non una didascalica catalogazione di matrice illuminista, bensì un tentativo riuscito di dialogo tra l’interno e l’esterno, tra il simbolico e il reale, tra l’apparenza e la sostanza. Agli occhi del visitatore moderno alcuni linguaggi restano sconosciuti; una vita misteriosa ai più tuttavia non per questo è meno vera. La pittura diviene il mezzo privilegiato per penetrare segreti altrimenti inesprimibili, alla ricerca di un profondo contatto con esseri viventi dalle ammirabili e auspicabili caratteristiche: esse vivono con poco, adattandosi all’ambiente e sfruttandone al massimo ogni risorsa residua. L’artista conquista l’occhio dello scienziato, avido di conoscenza, e quello dell’amante dell’arte, alla ricerca di emozioni irripetibili che, raccontando, suscitino interrogativi sul senso dell’esistenza. Sezionando le succulente con rigore compositivo, Calesini ne svela le potenzialità comunicative, rendendo metaforicamente possibile la sopravvivenza dell’uomo in un mondo arido e poco favorevole, di fronte al quale serbare intimamente preziose e salvifiche emozioni in grado di restituire, come l’acqua, vita alla vita.
Presentazione critica
Dott.
Francesca Bogliolo
Marino Calesini
Treasuring beauty should be everyone's duty. Sometimes, it loves to hide itself in details that offers unexpected gifts to people, unaware of the richness everyday live conceals. We superficially cal them succulent plants, leaving to the Xerophytes the same poor consideration that we often reserve nature. It is underestimated the etymology of the root of the word, that underlines the dryness, putting in evidence the survival genetic inclinations. For Marino Calesini, a careful observer, this plant's secrets are not precluded: his artistic way is a solemn elegant advance towards the connection system that rules the human and nature balance. The rapport that the artist has with this plant class is a perceptible resonance that seems to confirm Goethe's vision of how nature allows the solution of its enigmas only to whom is empathetic with it. The botanical passion transfers the artistic ambition to the brush, giving more than common descriptive views: his hand can give intrinsic lyricism with essential lines, beaking the subjects up in infinite aesthetics possibilities. Marino Calesini replaces the purpose of observing with biological and emotional microcosms: voiding an academic cataloguing of enlightenment origins, he permits a communication with inner and outer, with symbolic and real, with appearance and essence. Dividing the succulents up, Calesini reveals their communicative skills, making metaphorically possible human life in an arid world, in front of which he keeps emotions that are able to bring back, just like water, life to life. Dott. Francesca Bogliolo
MARINO CALESINI La concezione della realtà come passo verso una sovra realtà è da sempre considerata prioritaria per apparati mitologici e religiosi legati alla spiritualità dell'individuo. La convinzione che l'arte è l'espressione massima di tale spiritualità rende la capacità umana dell'operare estetico un vero ponte verso il soprasensibile, quello che va oltre le strutture fisiche dei sensi, i ponti verso la realtà.
Nel mondo stanno accadendo cose incredibili. A portata di mano, sull’altra riva del fiume, c’è ogni sorta di apparecchiatura magica, e noi continuiamo a vivere come gli asini …. Le parole di Marquez sono sempre una rivelazione magica un pò come i lavori di Marino Calesini, artista visionario che porta all'arte la botanica degli affetti. L'artista esercita questa sua scienza inesatta da una parte tecnicamente perfetta e grazie allo strumento d'esecuzione – una mano chirurgica, precisa e ferma, ma dall'altra magicamente riflessiva con la continua moltiplicazione di piani reali e immaginari che rendono inesauribili i punti di vista. Nell'erbario delle sue cactacee ogni pianta esplode il suo cuore esotico in un mondo di magia reale a portata di mano, sull'altra riva del fiume offrendo all'occhio uno stimolo-ponte tanto prorompente nel suo aspetto da sovraeccitare i sensi in un’ inondazione di adrenalina che non lascia indifferente nessuno. In questo giardino di fiori esotici la magia sembra alla portata di tutti …..
Presentazione critica a cura della dott.ssa: Denitza Nedkova
CONTATTI :
Marino Calesini Mail : marinocalesini@libero.it http://ISSUU.com/calecale
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