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B U S I N E S S

M A G A Z I N E

Periodico di informazione economica edito da Mediaservice s.r.l. ANNO II | NUMERO 5 | LUGLIO/AGOSTO 2010 | MENSILE | 2,50 EURO

Consumare calabrese: l’appello di 200 aziende

Gli effetti della crisi sull’economia del Mezzogiorno

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% Aut: CBPA-SUD/NA/297/2009

Arte: la pittura di Alessandro Russo

Caridi:

per le imprese una nuova

stagione

Vincenzo Speziali alla guida della Sacal


www.calabria Il Primo Quotidiano di Economia on-line della Calabria leader nella regione per informazione e comunicazione

Notizie economiche e politiche in tempo reale

Inviare comunicati stampa, testi e foto a: info@calabriaeconomia.it


economia.it


editoriale

Ora la Calabria punti dritto all'internazionalizzazione di

N

ei numeri precedenti del nostro magazine, ho già parlato diffusamente della necessità che le imprese calabresi comincino, con forza, un percorso di internazionalizzazione necessario, da un lato, a uscire dall’isolamento, dall’altro a garantire quei sostentamenti economici fondamentali per la sopravvivenza delle stesse aziende. Che, basandosi soltanto sul mercato regionale, non hanno molte prospettive. Sottolineavo, in particolare, l’esigenza di un cammino condiviso con la politica per sostenere questo processo. Devo dire che gli ultimi eventi hanno dimostrato un impegno molto più concreto, in tale direzione, da parte delle imprese che, in modo massiccio rispetto al passato, hanno partecipato agli appuntamenti internazionali organizzati per promuovere i propri prodotti. Al “Fancy Food Fair” di New York, la più importante fiera enogastronomica del continente americano e al forum di Cartago, il dinamismo delle aziende “made in Calabria” è risultato evidente. Ciò significa che c’è la volontà di spaziare, di valicare i confini regionali oltre ai quali c’è tutto un mondo pronto a lasciarsi conquistare. Anche l’impegno di Confindustria, con l’adesione ai progetti proposti da “Parallelo zero”, è il segno che i tempi sono maturi per una svolta epocale, l’unica possibile, mi ripeto, per garantirsi un futuro. Del resto anche l’ultimo studio fornito dall’Ue dal titolo

luglio/agosto 2010

Aldo Ferrara*

“Internazionalizzazione delle Pmi europee” dimostra come le piccole e medie imprese che decidono di ampliare il proprio mercato fuori dal confine di appartenenza, raggiungono presto benefici sostanziali in termini di occupazione e innovazione. E la politica ha dato, anch’essa, un segnale forte grazie all’intuizione del neo presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, il quale ha investito un giovane e dinamico imprenditore, Fabrizio Capua, del ruolo di assessore all’internazionalizzazione. Settore che, così, diventa strategico nei piani di rilancio della Calabria. L’azione di coordinamento tra tutti gli enti istituzionali e le varie associazioni di imprenditori interessate allo sviluppo messa in piedi subito dall’assessore, è l’indizio tangibile di un nuovo metodo che consentirà da un lato di individuare le finalità da raggiungere, dall’altro di programmare in modo sinergico gli interventi. L’obiettivo è ambizioso: creare una rete efficace nel bacino del Mediterraneo, affinché si possa dialogare con gli altri Paesi. Ma non ci sono alternative. E se gli economisti considerano l’internazionalizzazione il migliore antidoto alla situazione mondiale così critica, ancora di più bisogna considerarlo per la nostra regione, in cui della crisi si è risentito più che altrove considerata la debolezza – endemica – della nostra economia. ●

«L’obiettivo è ambizioso: creare una rete efficace nel bacino del Mediterraneo, affinché si possa dialogare con gli altri Paesi»

* editore di “Calabria Economia”

editoriale

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Sommario

www.calabriaeconomia.it

PRIMO PIANO

business

8 CARIDI "Una nuova stagione di rilancio dell'economia calabrese"

65 Moda e internazionalizzazione: il "Made in Calabria" sbarca tra i divi di Hollywood

ATTUALITà

68 Nasce la filiera del fico biologico dottato di Calabria

12 Sono 147mila i lavoratori irregolari in Calabria 16

calabria rurale

Progetto Crea.Re

72 Il marketing territoriale per i prodotti di nicchia: la De.C.O.

18 ENEL E LE CONFEDERAZIONI DELLE IMPRESE 20

Consumi: Coldiretti, gli abruzzesi mangiano il 40% in piu' dei trentini

cultura

21 Made in Italy: un mld di kg di pasta “italiana” con grano extraue 22

74

CONFCOMMERCIO: IV RASSEGNA “TESSERE LA CALABRIA”

78 Una riflessione sull'Unità d'Italia e sul Regno di Napoli

24 Terna: via libera al nuovo “ponte elettrico” sullo Stretto di Messina 26

Pasquale Clericò: "Ben tornato al nuovo presidente Vincenzo Speziali

29

Dialogo tra banche e PMI

30 A Vibo gli strumenti telematici dell'Agenzia delle Entrate Calabria 32 La Camera di Commercio di Catanzaro presenta il Rapporto Economico sul settore agricolo 34

“Consuma e Spendi Calabrese”: l'appello di 200 aziende

42 il premio Magna Grecia Lifestyle Al grande Cetto La Qualunque e allo scienziato mauro ferrari 44 A "Jonici Food Fest" le creazioni di Michele Affidato

“Alessandro Russo e la sua pittura: una decisa proposta civile, sociale e artistica”

HI-TECH 80

lE NEWS DAL MONDO DELLA TECNOLOGIA

Editoriali 3 Ora la Calabria punti dritto all'internazionalizzazione di Aldo Ferrara

7 Calabria: basta con le invidie e con i veti incrociati! di Massimo Tigani Sava

11 Ma quanti sono davvero i senza lavoro? di Vittorio Daniele

46 Agenzia delle Entrate Calabria: Italia leader per strumenti telematici

FLASH NEWS 47

SPAZIO IMPRESA 50 web 2.0: quando la comunicazione supera le convenzioni

economia 54

GLI EFFETTI DELLA CRISI SULL’ECONOMIA DEL MEZZOGIORNO

58 La crisi economica e l’economia della provincia di Catanzaro 61 Quale futuro per il Turismo?

4

62

Depurazione in Calabria: una prima risposta

64

Intervista a Francesco Pugliano assessore regionale all'Ambiente

sommario

In Copertina

Caridi:

per le imprese una nuova stagione Consumare calabrese: l'appello di 200 aziende

Vincenzo Speziali alla guida della Sacal

luglio/agosto 2010


Sommario

www.calabriaeconomia.it

30

Agenzia delle Entrate Calabria: Italia leader per strumenti telematici

Calabria Economia mensile di informazione economica Anno II - Numero 5 - Luglio/Agosto 2010 Editore

Aldo Ferrara Direttore responsabile

Massimo Tigani Sava Contatti redazione via Caduti sul Lavoro, 9 88100 S. Maria di Catanzaro tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 www.calabriaeconomia.it info@calabriaeconomia.it

42

il premio Magna Grecia Lifestyle Al grande Cetto La Qualunque e allo scienziato mauro ferrari

In redazione: Rita Macrì, Rosalba Paletta (Cooperativa Servizi editoriali) Catanzaro info@coopservizieditoriali.com

64

Intervista a Francesco Pugliano assessore regionale all'Ambiente

68

Nasce la filiera del fico biologico dottato di Calabria

Collaborazioni esterne Andrea Ansani, Stefania Argirò, Antonio Bevacqua, Maurizio Bonanno, Benedetta Caira, Giacomo Carbone, Angela Caridà, Vittorio Daniele, Salvatore Guerrieri, Davide Lamanna, Angela Latella, Gianfranco Manfredi, Enrico Mazza, Monia Melia, Mario Meliadò, Raffaele Nisticò, Rosario Previtera, Simone Puccio, Concetta Schiariti, Luca Zema. Progetto grafico Gianluca Muzzi Fotografie: Icaro fotocronache Mediaservice srl Cooperativa Servizi editoriali Stampa Stabilimento tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS) Società editrice Mediaservice srl via Caduti sul Lavoro,9 88100 S. Maria di Catanzaro www.mediaserviceagency.it info@mediaserviceagency.it

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Pubblicità tel. 0961.781410 - fax 0961.789650 Responsabile Marketing Biagio Muzzi info: 333.3686792 marketing@mediaserviceagency.it Pubblicazione mensile registrata presso il Tribunale di Catanzaro al n. 14 Reg. Stampa del 07/07/2008

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luglio/agosto 2010

sommario

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editoriale

Calabria: basta con le invidie e con i veti incrociati! di

L

a Calabria deve riuscire a scrollarsi di dosso quel pesantissimo bagaglio, quell’insopportabile e devastante zavorra fatta di veti incrociati, di invidie accecanti, di rancori indomabili, di guerriglia civile permanente, di atavica predisposizione alla faida sociale. Un giornalista vissuto sempre in trincea, com’è il mio caso, ha una visione della realtà abbastanza lucida e vicina al “vero”, che è assai lontana da quella dipinta dai comunicati stampa o dalle prese di posizione ufficiali. Molto probabilmente nel nostro dna sono ben radicati i geni, tutti greci e magnogreci, delle lotte intestine, degli ostracismi, del troppo frequente atteggiamento volto ad auspicare di più la rovina del vicino che non la crescita propria. Allo splendore artistico e intellettuale delle poleis elleniche e delle loro principali colonie sviluppatesi nell’Italia meridionale, corrispose una miopia civile che ha dell’incredibile. Si odiavano a tal punto, tra fronti contrapposti nelle singole città-stato, e tra poleis diverse, che la pace e la prosperità durevole erano delle chimere. Sempre l’un contro l’altro armati, sempre pronti a saltare alla gola del confinante, mai capaci di approdare a sintesi ampie. Ce l’abbiamo nel sangue, ancora oggi, quel modo di pensare che per un verso ci fa ritenere il centro di ogni cosa, e per un altro ci induce alle guerre interne, piuttosto che a quelle contro il resto del mondo. Sparta e Atene si combatterono

luglio/agosto 2010

Massimo Tigani Sava*

senza sosta, fino a indebolirsi così tanto da sparire dalla scena. Crotone assalì Locri, rimanendone sconfitta, e poi, noncurante di ciò che stava per avvenire lungo l’Appennino, dove i popoli italici, e nella fattispecie Sanniti, Lucani e Bruzi, si stavano attrezzando per invadere le regioni più meridionali della Penisola, si gettò con ferocia contro la bellissima e ricchissima Sibari, cancellandola addirittura dalla faccia della terra, dopo aver fatto appositamente deviare le acque del fiume Crati. E analoga fu l’impostazione dei rapporti tra Reggio e Locri, consentendo la facile intromissione della potente Siracusa. Lotte fratricide: è questo il filo conduttore di una buona parte dei tre millenni di vicende umane che ci siamo lasciati alle spalle. Chiusi nei nostri villaggi pensiamo che tutti ci stiano a guardare e a giudicare, e non di rado, purtroppo, affrontiamo la vita, il lavoro, l’impegno sociale e civile senza guardare al di là del nostro naso. Non so se esistano statistiche ufficiali in merito, ma da quello che si può appurare in maniera del tutto empirica, siamo ai primi posti in assoluto per lettere minatorie e lettere anonime. Pensate che umanità sofferente c’è dietro quelle missive. Provate a entrare per un attimo nella loro mente. Perché affrontare così un mondo tanto grande e vario, così ricco di opportunità per tutti, così bello da esplorare in libertà, e se vogliamo anche assai generoso per quanti abbiano qualcosa da dire o sappiano fare

qualche cosa? Le Istituzioni, le Università, la Scuola, la Chiesa, le principali organizzazioni di categoria sono chiamate a farla una riflessione seria su questi temi. E’ un problema che conosciamo tutti e che ognuno vive sulla propria pelle, ma che puntualmente sottovalutiamo, mentre invece è un cancro terribile che ci consuma, che ci impedisce di crescere, che produce danni incalcolabili. ● *

direttore responsabile “Calabria Economia”

Scrivi a: direttore@calabriaeconomia.it

editoriale

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primo piano

Intervista ad Antonio Caridi

Parla l'assessore alle Attività produttive

CARIDI

"Una nuova stagione di rilancio dell'economia calabrese" "I giovani devono diventare la vera forza della rinascita della nostra terra" di

Massimo Tigani Sava

I

l nuovo governo regionale guidato dall’on. Giuseppe Scopelliti è impegnato in diverse sfide strategiche per il futuro della Calabria. Tra queste, senz’altro, il rilancio dell’economia è avvertita come una delle più impegnative e pressanti, in una particolare fase storica che ha visto sommarsi le tradizionali condizioni di arretratezza agli effetti negativi della crisi mondiale. In questa intervista che ci ha rilasciato l’assessore regionale alle Attività Produttive, Antonio Caridi, cercheremo di focalizzare l’attenzione sulle misure concrete di intervento individuate come prioritarie oltre che, ovviamente, sulle linee guida di un’azione che i settori produttivi si attendono assai incisiva. Assessore Caridi, siamo ancora nel bel mezzo della grave crisi economica che ha colpito il pianeta, con riflessi deva-

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primo piano

stanti sul piano sociale e della tenuta occupazionale. La Calabria, regione tradizionalmente debole, si attende una svolta sul piano del sostegno alle attività produttive. Si sente pronto ad accogliere la sfida?

«L’inarrestabile crisi che ha dimensioni globali non poteva non produrre riflessi devastanti su un’economia debole come quella calabrese. Le conseguenze si avvertono in termini di decremento dell’occupazione e sul piano dell’impatto sociale in un territorio che già sconta, dal punto di vista dell’economia, un notevole gap rispetto ad altre aree del Paese. Ma non per questo intendo arrendermi alle notevoli difficoltà prospettate, anzi la sfida diventa ancor più esaltante per chi, come il sottoscritto e l’intero governo regionale, ha scelto di lavorare per la crescita della Calabria,

assumendo questo impegno come una vera mission da realizzare, nel solco degli impegni presi con i cittadini, che hanno premiato il nostro programma. Certamente non bastano il coraggio e l’entusiasmo a supportare lo sviluppo del sistema produttivo. Per questo, da subito, ci siamo messi all’opera, con costanza e determinazione, per definire in breve tempo le azioni operative da avviare al fine di sostenere, con la giusta efficacia, l’economia regionale secondo criteri nuovi che diano chiaro il segno della discontinuità con il passato per testimoniare la svolta che abbiamo impresso». Assessore Caridi, le necessità di contenimento della spesa, anche a livello regionale, condizioneranno in qualche modo la sua azione in un settore strategico qual è, appunto, quello delle attività produttive?

luglio/agosto 2010


primo piano «Fin dal suo insediamento il Presidente Scopelliti ha sempre parlato di lotta agli sprechi e di tagli delle spese superflue, incidendo fortemente sui costi della politica e sulle distorsioni provocate da un sistema poco sensibile alle innovazioni e soprattutto poco disponibile a rinunciare a prebende e privilegi. In questa direzione si avverte l’incidenza dell’azione del governo regionale che non intende penalizzare i settori produttivi dell’economia calabrese, anzi vuole indirizzare verso questi settori strategici le risorse disponibili, da utilizzare in modo serio ed intelligente, che devono produrre il reale rilancio economico e produttivo della Calabria. Ritengo sia indispensabile operare in questi termini per dare risposte concrete al sistema produttivo regionale e per accelerare l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali. Nessun condizionamento o penalizzazione, sul piano degli impegni e delle azioni di sostegno,

luglio/agosto 2010

Intervista ad Antonio Caridi

per le attività produttive, che dovranno, invece, affermare sempre più il ruolo che rivestono nell’ambito delle comunità locali come attrattori economici e occupazionali». A cosa sta pensando, in concreto, per iniettare fiducia nel sistema imprenditoriale calabrese?

«E’ mia ferma intenzione recuperare un clima di fiducia da parte delle imprese nei confronti delle istituzioni e del mondo delle politica più in generale.In questa ottica, nell’ambito dell’Assessorato, è stato istituito il Tavolo del Partenariato, la cui finalità è quella di supportare e concertare ogni decisione inerente le attività del nostro Dipartimento. Verranno così disegnate le linee programmatiche per avviare una nuova stagione di rilancio economico-produttivo della Calabria. Con questo tipo di azioni sarà possibile promuovere la cultura dello sviluppo partecipato, tramite la definizione di atti condivisi che, conseguentemente, serviranno ad aumentare la qualità e l’efficacia delle scelte strategiche effettuate, rendendo le parti sociali ed economiche parte integrante del processo valutativo sotteso alle stesse decisioni. Si tratta di una strategia di cooperazione istituzionale finalizzata ad avviare un tavolo stabile di concertazione socio-economica con il quale stabilire e condividere programmi e strategie funzionali alle necessità scaturenti dal territorio. Tra queste necessità certamente l’esigenza di rafforzare adeguatamente il sistema economico e produttivo calabrese onde evitare che un eccessivo ampliamento dell’offerta e quindi della concorrenza venga ad incidere su un tessuto fortemente in difficoltà ed indebolito dalla congiuntura internazionale e da endemiche carenze. Per questo priorità al rafforzamento

ed alla crescita della rete esistente, senza per questo trascurare in alcun modo l’ingresso di nuove energie e di nuovo entusiasmo, del quale si avverte estremo bisogno in un mondo imprenditoriale forse ancora poco incline all’innovazione. Ma la maggiore iniezione di fiducia per il mondo imprenditoriale calabrese proviene da un rinnovato clima che si respira nei rapporti con l’ente regionale e dall’aria nuova che pervade i palazzi della politica, un tempo visti come santuari inaccessibili ed oggi diventati luoghi di confronto e di dibattito con il coinvolgimento diretto dei massimi esponenti istituzionali e dell’apparato burocratico». Lei, com’era naturale che fosse, ha iniziato ad ascoltare le posizioni e le richieste delle diverse organizzazioni di categoria? Che cosa le sta chiedendo il mondo produttivo calabrese?

Come dicevo prima ho, da subito, attivato tavoli di confronto ed avviato incontri con i diversi enti ed istituzioni che operano, a vario titolo, a supporto dello sviluppo del sistema produttivo. Con le organizzazioni di categoria siamo anche entrati nel merito di alcuni temi particolarmente importanti per il mondo delle imprese su cui sarà concentrata l’attenzione nei prossimi mesi. Accesso al credito, necessità di semplificazione delle procedure amministrative, adeguamento della legislazione regionale, innovazione, internazionalizzazione e sostegno allo start-up sono stati i punti focali che hanno animato il dibattito. Alcune ipotesi di intervento a favore dell’imprenditoria calabrese sono state lanciate anche dall’Assessorato con il risultato di produrre numerose proposte operative che saranno implementate congiuntamente. Da parte mia ho ascoltato con grande interesse ed attenzione i progetti proposti fissando un’agenda di lavoro per poter approfondire ogni singolo tema ed arrivare in tempi brevi a delle proposte operative». ►

primo piano

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primo piano «La battaglia per il consumo calabrese significa valorizzare e far fruttare le potenzialità della nostra Regione ma anche rafforzare l’intero sistema produttivo per andare incontro alle esigenze e alle aspettative dei cittadini-consumatori» Gli ostacoli di accesso al credito sono una delle emergenze ripetutamente segnalate dagli imprenditori. Agirete anche su questo fronte?

«Non vi è dubbio che, tra le difficoltà maggiormente lamentate da tutte le forze imprenditoriali, l’accesso al credito costituisce il più forte handicap per chi vuole fare impresa in Calabria. Un problema che riguarda le attività già operative come le nuove imprese o i giovani che intendono cimentarsi con questo impegno. Il sistema creditizio non offre, in alcun modo, forme di sostegno credibili ed accettabili per poter ambire ad operare nel mondo produttivo. La questione, come ben si può comprendere, è di forte attualità ed è l’argomento principale di discussione nei vari tavoli di confronto istituiti ad ogni livello. L’Assessorato Regionale alle Attività Produttive non poteva restare insensibile a questa pressante richiesta di aiuto proveniente dal sistema economico e produttivo calabrese. Sono state avviate diverse attività di studio ed approfondimento, dalle quali scaturiranno iniziative concrete di sostegno e di agevolazione per le imprese esistenti come per quelle che dovranno nascere o per i giovani che vogliono avviare un’iniziativa imprenditoriale. Posso già assicurare che subito dopo l’estate, per esempio, sarà operativo un

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primo piano

Intervista ad Antonio Caridi

fondo di garanzia che verrà finanziato dall’Assessorato per 51 milioni di euro. Altre iniziative sono allo studio o in fase di realizzazione come le intese con alcuni istituti bancari per la creazione di fondi finalizzati allo sviluppo delle imprese calabresi». Lei sta sostenendo la battaglia per il consumo calabrese. Evidentemente ritiene che i consumatori possano svolgere un ruolo fondamentale a sostegno delle aziende.

«La battaglia per il consumo calabrese significa valorizzare e far fruttare le potenzialità della nostra Regione ma anche rafforzare l’intero sistema produttivo per andare incontro alle esigenze e alle aspettative dei cittadini-consumatori. Questa iniziativa, che è significativa soprattutto sul piano culturale, pone al centro della sua azione, in un ruolo sicuramente strategico, appunto il consumatore. E’ questo infatti il soggetto che può scegliere e così premiare qualità e impegno delle nostre aziende, privilegiando le produzioni locali, in un’ottica di reale consapevolezza dei risvolti economici, sociali e culturali di ogni nostra singola azione. I consumatori hanno un ruolo fondamentale, con le loro scelte, nel sostegno dell’economia locale, nella difesa dei posti di lavoro, nella crescita dei giovani imprenditori che vanno sostenuti ed aiutati. Con il suo comportamento quotidiano il consumatore può contribuire alla promozione della nostra cultura e delle nostre tradizioni, che devono diventare patrimonio comune».

Al di là del suo specifico settore, lei fa parte di un governo collegiale della Calabria guidato dal presidente Giuseppe Scopelliti. Come giudica questi primi mesi di governo?

«Sono stati mesi di grande impegno, ma esaltanti sul piano delle gratificazioni perché i risultati ottenuti, per quanto è stato possibile in un lasso di tempo così breve, hanno confermato che abbiamo

intrapreso, tutti insieme, la strada giusta per sollevare la Calabria da quella sorta di limbo in cui era precipitata. Si è reso necessario un ragionevole periodo di studio che è servito per monitorare la situazione, capire i meccanismi degli apparati, intervenire ove ne ricorrevano le condizioni, far ripartire una macchina obsoleta con una classe dirigente demotivata e forse inadeguata. Il lavoro avviato, che necessariamente deve riguardare ogni singola piega dell’attività amministrativa regionale, è indirizzato verso un percorso di rinascita e soprattutto di crescita, secondo gli impegni assunti con i calabresi quando ci siamo candidati quale nuova classe dirigente della nostra Regione. In questa ottica la collegialità diventa uno degli strumenti più qualificanti ed essenziali dell’azione di governo che il Presidente Scopelliti guida con grande capacità ed autorevolezza». Un’ultima domanda. Nei suoi interventi lei si rifà spesso al ruolo dei giovani. Li ritiene la risorsa fondamentale per la rinascita della Calabria?

«Per me i giovani devono diventare la vera forza della rinascita della nostra regione. Noi dobbiamo sfruttare le loro potenzialità in ogni settore e dobbiamo fermare questa grande migrazione giovanile verso altre regioni sia per motivi di studio ma anche, e soprattutto, per lavoro una volta finiti gli studi. Dobbiamo creare le basi per far fermare i giovani nei territori d’origine. Proprio seguendo questo percorso mi impegnerò per la promozione di agevolazioni per i giovani imprenditori affrontando le difficoltà economiche che questi possono avere. Bisognerà altresì incentivare l'innovazione perché, per creare nuovi posti di lavoro, è importante puntare proprio su di essa e, nello stesso tempo, promuovere la formazione che costituisce ormai un elemento imprescindibile e di rilevante importanza per chi vuole entrare nel sistema produttivo». ●

luglio/agosto 2010


editoriale

Ma quanti sono davvero i senza lavoro? Gli ultimi dati dicono che il 17 per cento delle famiglie è povero, mentre i disoccupati effettivi sono il 25 per cento. È davvero così? di

L

’ultimo Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno rivela come in Calabria il numero di famiglie povere sia di gran lunga superiore alla media nazionale. Presa come soglia di povertà quella pari a un reddito di 12.000 euro annui, in Calabria il 17 per cento delle famiglie ha un reddito inferiore, mentre nel Centro-Nord solo il 5,5 per cento delle famiglie si trova nella stessa condizione. Un altro dato significativo che emerge dallo stesso Rapporto riguarda il tasso di disoccupazione. Il tasso di disoccupazione ufficiale, quello rilevato dalle metodologie standard, è pari all’11,3 per cento. Si tratta di un valore superiore a quello medio nazionale per un paio di punti. Secondo la Svimez, però, il tasso di disoccupazione effettivo sarebbe molto più alto, addirittura il 25,3 per cento. Questo tasso di disoccupazione è corretto attraverso il conteggio dei lavoratori scoraggiati che, secondo le metodologie ufficiali, non sono disoccupati in quanto non alla ricerca di lavoro. Queste statistiche rivelano una situazione allarmante. Ma questa situazione è davvero reale? È difficile dare una risposta, tuttavia vi sono elementi assai contrastanti nella realtà calabrese e meridionale che rendono la domanda

luglio/agosto 2010

Vittorio Daniele*

tutt’altro che oziosa. Primo, l’elevata disoccupazione si accompagna in Calabria con un lavoro sommerso di vaste dimensioni. Secondo, i dati sui consumi delle famiglie mostrano sì un divario rispetto alla media nazionale, ma non così ampio come i dati sui redditi pro capite, sulla povertà e sulla disoccupazione farebbero pensare. Infine, la semplice osservazione dei modelli di consumo e degli stili di vita medi in Calabria non sembra sempre conciliarsi con una diffusione della disoccupazione pari al 25 per cento. In altri termini, una regione in cui una persona su quattro fosse disoccupata sarebbe in una situazione di elevata e diffusa tensione sociale. Non sembra sia così. Naturalmente, ciò non significa che non vi siano disoccupati. Questi, purtroppo, ci sono e numerosi. Ma qual è davvero la situazione? Il dubbio è che le statistiche non siano sempre in grado di offrire una rappresentazione attendibile della complessa realtà meridionale e calabrese. Accanto al dubbio sorgono, però, alcune domande. Quanto pesa davvero nell’economia regionale l’economia sommersa? Quanto incidono le varie forme di sussidio e di sostegno al reddito? Davvero in Calabria il 9,5 degli occupati lavora in agricoltura, mentre nel Nord-Est le aziende agricole occupano

solo il 2,6 degli occupati? E davvero un lavoratore ogni quattro non ha alcuna occupazione? Esaminare con serietà e rigore critico i dati non è affatto un esercizio banale. Il rischio, infatti, è che si offra una rappresentazione distorta e stereotipata di una realtà differente che, dunque, necessita di interventi diversi da quelli finora realizzati. ● * professore di Economia politica Università Magna Græcia Catanzaro

editoriale

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attualità

Intervista a Benedetto Di Iacovo

Dioptria - www.sxc.hu

Sono 147mila i lavoratori irregolari in Calabria Intervista a Benedetto Di Iacovo, presidente della Commissione regionale della Calabria per l’Emersione del lavoro non regolare di

Rita Macrì

S

i è riunita alla presenza dell’assessore al lavoro Francescantonio Stillitani (Udc), la Commissione regionale della Calabria per l’emersione del lavoro non regolare. Nel corso della riunione il presidente Benedetto Di Iacovo ha illustrato il lavoro svolto dalla Commissione e le iniziative da mettere in campo per cercare di ridurre drasticamente le elevate percentuali di sommerso. Sono infatti centoquarantasettemila i lavoratori irregolari in Calabria, con una incidenza di irregolarità pari al 24% sul lavoro regolare. Un dato che secondo l’assessore Stillitani «ci deve fare riflettere e farci agire con tempestività. Per queste ragioni – ha detto l’assessore – considero importante il contributo offerto dalle parti sociali, dagli enti di vigilanza e previdenza presenti in seno alla commissione regionale per l’emersione nell’ambito di un più complesso impegno che punti alla regolarità, alla sicurezza e alla qualità del lavoro stesso. Pensiamo che in un mo-

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attualità

mento di crisi economica come questo, portare avanti una seria azione di contrasto al sommerso, possa apportare concreti benefici alla stessa finanza regionale, la quale potrebbe introitare nei prossimi 5 anni, almeno 400.000.000 di euro, proprio dall’evasione e dal contrasto al sommerso e al lavoro nero, facendo fare così un energico salto di qualità alla nostra regione, investendo queste risorse per cerare, tramite incentivi, lavoro regolare a tempo indeterminato. Bisogna convincere le aziende che oggi in considerazione degli incentivi che la regione sta attuando e attuerà nel prossimo futuro e le sanzioni previste per gli irregolari non conviene più per le aziende utilizzare il sommerso. Spesso le aziende utilizzano il lavoro irregolare convinte di risparmiare, non sapendo invece che esistono degli incentivi che favoriscono l’occupazione

regolare. Per questo, attraverso i mezzi di comunicazione di massa attueremo – ha concluso – una imponente campagna di sensibilizzazione per fare conoscere le convenienze per uscire dal sommerso». All’incontro oltre al Presidente della Commissione Benedetto Di Iacovo e all’assessore Francescantonio Stillitani, erano presenti: il Dirigente Generale dell’assessorato, Bruno Calvetta, Pietro Molinaro (Coldiretti), Nicola Cilento (Confagricoltura), Francesco De Pino (Confartigianato), Domenico Zannino (Cisl Calabria), Veraldi Luigi (Cgil Calabria), Fedele Domenico (Ugl regionale) Stefano Corea (Confindustria), Liborio Cuzzola (Inail regionale), Regio Vincenzo (Agenzia delle Entrate), Fortunato

luglio/agosto 2010


attualità Roberto Salerno (Unioncamere regionale). Al termine dell’incontro il presidente della Commissione Benedetto Di Iacovo è stato disponibile a rispondere alle nostre domande. La Commissione, dal nostro osservatorio, si presenta come una squadra ben organizzata che mette insieme le massime rappresentanze delle parti sociali. Le parole d’ordine alla base del vostro lavoro sono: legalità, regolarità, qualità e sicurezza sul lavoro… Qual è il ruolo di questo importante organo?

«La Commissione, istituita per legge nazionale, è il luogo della concertazione tra la Regione, le Parti sociali, gli Enti previdenziali e di vigilanza e gli altri Enti sub-regionali in materia di contrasto all’economia sommersa ed il lavoro non regolare, a livello regionale, ancorché della individuazione delle politiche e delle azioni più idonee ed efficaci atte a contrastare il fenomeno. Non essendo uno strumento di gestione, chi ne fa parte è come se portasse avanti una “missione” in ragione del proprio pezzo di rappresentanza collegiale di interessi di cui è portatore. La concertazione con il partenariato socio-istituzionale, che ne costituisce il tavolo permanente di confronto, è uno dei pilastri fondamentali delle attività della Commissione regionale per l’emersione del lavoro non regolare. Detta attività è finalizzata, sempre di più, a supportare l’amministrazione regionale (Presidenza e Dipartimento Lavoro) nella definizione di proposte operative per l’aumento dei livelli di occupazione nella regolarità, di riduzione della fascia di lavoro precario, e di ridefinizione, Il lavoro in un ottica sommerso di premialità delle imprese è una piaga deprofonda che regolari, gli incentivi

distrugge l’economia sana luglio/agosto 2010

Intervista a Benedetto Di Iacovo

pubblici nei settori produttivi. Svolge, inoltre, senza soluzione di continuità, compiti di analisi del lavoro irregolare a livello regionale e redige il Rapporto annuale sull’economia sommersa ed il lavoro non regolare in Calabria. Svolge, altresì, compiti di promozione di collaborazioni ed intese istituzionali; di assistenza alle imprese, finalizzata in parti-

di illegalità e irregolarità nel mondo del lavoro, cura e sviluppa tramite il Presidente e senza soluzione di continuità, gli opportuni rapporti di collaborazione e coordinamento con le Istituzioni locali, le Province, i Centri per l’Impiego e le Direzioni Ispettive del Lavoro, i Comuni, le Prefetture, le Questure, la Magistratura, le Forze dell’Ordine e della Sicurezza, le Università e il mondo della Scuola, le Organizzazioni Sindacali e Datoriali, le Associazioni che favoriscono la Legalità avviando iniziative unitarie volte a rafforzare e diffondere la cultura della legalità, per promuovere la “buona impresa” e il “buon lavoro”». Quali sono le difficoltà e quali gli strumenti che la Regione Calabria, tramite il Dipartimento Lavoro, intende utilizzare per ridurre drasticamente le elevate percentuali di  sommerso?

Di Iacovo

colare all’accesso al credito agevolato, alla formazione dei quadri imprenditoriali e della Pubblica Amministrazione sull’argomento, ovvero alla predisposizione di aree produttive attrezzate, che stipulino contratti di riallineamento retributivo o che partecipino a progetti di emersione, nonché a progetti di sviluppo locale, anche attraverso una imponente campagna di comunicazione, per come previsto all’art. 78 della Legge n. 448/98, legge istitutiva che a livello nazionale ha dato corso alle Commissioni regionali (attuata in Calabria con la delibera della Giunta regionale n. 1138 del 2000) e dal Regolamento di funzionamento della commissione stessa. La Commissione, nella sua azione di contrasto ai fenomeni

«In Calabria un lavoratore su 4 è a nero. In agricoltura, per effetto di cooperative fasulle che si interpongono tra il lavoratore ed alcune imprese che cercano scorciatoie per risparmiare sui salari, i livelli di irregolarità si aggirano sul 53% della forza lavoro complessiva. Nei cantieri edili, si registra il 44,3% di irregolari, ma anche nel settore dei servizi, soprattutto alle persone, si registrano forti percentuali di lavoratori irregolari. Affrontare e risolvere questo problema tout-court non è facile, poiché il fenomeno presenta mille sfaccettature. E come un diamante con le decine di gemme riflesse, dove ognuna di esse ha una propria peculiarità. Infatti esistono diverse tipologie: il lavoro nero assoluto, il lavoro irregolare, i rapporti in elusione delle norme, rapporti formalmente a posto solo sulla carta ma di fatto irregolari o illegali, ecc. Per questo bisogna agire su più fronti e con assoluta continuità. Il fenomeno non lo si sconfigge con azioni parziali o a singhiozzo. Le Organizzazioni datoriali sono per fortuna molto sensibili sul problema perché sanno che il ►

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attualità lavoro nero ed irregolare crea condizioni di concorrenza sleale tra le imprese che scaccia dal mercato le imprese buone, lasciando quelle cattive e a volte illegali. Così come i Sindacati Confederali, che si sa, si battono da sempre per contrastare il fenomeno, sanno che questo è un cancro sociale che divora la nostra società, poiché sottrae risorse agli enti previdenziali ed allo Stato. Entrambe, queste parti sociali, hanno sollecitato, e sollecitano, alla Regione Calabria (che per la verità dimostra sull’argomento grande sensibilità) una proposta di legge regionale sul sommerso ed il lavoro nero, per garantire regolarità, sicurezza e legalità nel mercato del lavoro calabrese. Non va dimenticato che spesso dietro lo sfruttamento c’è anche la mano della ‘ndrangheta. Se non c’è legalità non possiamo avviare una nuova stagione di sviluppo in una terra, la Calabria, che è ai primi posti per incidenza percentuale di lavoro nero. Servono strumenti, anche normativi, incentivi economici per le imprese che vogliono uscire dal sommerso, pieno impegno del sindacato confederale calabrese e sensibilità sull’argomento delle istituzioni regionali e delle associazioni datoriali, che per fortuna continuiamo a registrare. Dal nostro osservatorio, essendo anche in fase di redazione del VII Rapporto sull’economia sommersa ed il lavoro non regolare in Calabria, che si fregerà sicuramente delle prefazioni del Governatore On. Giuseppe Scopelliti e dell’assessore al lavoro On. Francescantonio Stillitani, le criticità che determinano condizioni di sommerso e impediscono lo sviluppo delle potenzialità produttive, sono risultate riconducibili ad alcuni deficit: quello culturale, di legalità, di conoscenza e di sviluppo. Per queste ragioni, la Presidenza della Giunta regionale, ha approvato un progetto denominato “Legalità Calabria: la legalità cresce sui banchi di scuola” che promuoveremo in tutte le scuole della regione, di ogni ordine e grado attraverso

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Intervista a Benedetto Di Iacovo

una grande campagna di comunicazione e la somministrazione di un questionario mirato agli studenti, per diffondere la cultura della legalità, della sicurezza, del “buon lavoro” e della “buona impresa”. Siamo per questo in piena sintonia con la Presidenza della Giunta regionale. Lo stesso assessore regionale al Lavoro Stillitani, ha sottolineato, durante i lavori della Commissione che ha presieduto, la necessità di una forte ed imponente campagna di comunicazione sull’argomento verso le imprese, per evidenziare le sconvenienze a restare in area sommersa ed irregolare e faremo ciò in raccordo con le organizzazioni datoriali e sindacali (abbiamo in corso una ricerca sul campo rivolta alle imprese) e in stretto rapporto con le istituzioni scolastiche ed universitarie, anche attraverso la distribuzione di un vademecum sul “lavoro regolare” e del questionario anzidetto sull’argomento, da compilare e dove si potrà interagire con la Commissione e le altre istituzioni preposte. Ovviamente servono azioni di contrasto effettive e progetti di emersione (es. crediti di imposta alle imprese sul versante regionale…) che possano creare le necessarie “convenienze” per le imprese in direzione della emersione, della regolarità e della sicurezza sul lavoro. E’ comunque una battaglia lunga che non si vince in un periodo breve, poiché, come già detto, presenta diverse spigolature». Durante l’incontro è stato distribuito ai membri della commissione una bozza di proposta di legge di contrasto al sommerso con l’invito alle parti intervenute di predisporre delle eventuali osservazioni da inviare all’assessorato in modo che entro il mese di settembre possa essere predisposto dal dipartimento e con il contribuito della commissione regionale per l’emersione del lavoro non regolare, un testo sull’emersione condiviso e da presentare alla Giunta per il successivo inoltro al Consiglio regionale. Cosa pensa di questa importante iniziativa dell’as-

sessore Stillitani?

«Abbiamo particolarmente apprezzato la disponibilità e l’impegno dell’Assessore Stillitani a voler dotare la Calabria di una apposita legge regionale sul sommerso, per regolarità, la qualità e la sicurezza sul lavoro. E’ una battaglia di civiltà che segna il versante della storia democratica della nostra regione in direzione del “valore del lavoro”, della dignità delle persone e degli standard di sicurezza e della salute degli ambienti di lavoro. La Commissione, quale luogo della rappresentanza sociale e degli Enti di vigilanza e di previdenza, si è cimentata in questo progetto redigendo un testo, che ha il valore del contributo diretto e condiviso delle parti sociali e degli Enti preposti, presenti in Commissione, che definiremo ancora meglio entro il mese di agosto, per poi riconvocare la Commissione nella prima decade di settembre, ancora alla presenza dell’assessore Stillitani, per una valutazione finale, perché diventi un progetto condiviso».

A quanto ammonta il fatturato del sommerso in Calabria?

«Il fatturato del sommerso in Calabria è di circa 5.522.707.248,00 di euro, con  un volume di evasione fiscale e previdenziale pari a circa 2 miliardi di euro l’anno. Mentre l’incidenza del fatturato sommerso sul Pil è del 17,2%. Anche se  in Calabria si registrano dei dati significati nella lotta all’emersione del lavoro irregolare il numero degli irregolari resta alto. La provincia con la percentuale maggiore è quella di Cosenza dove si stima che i lavoratori  irregolari siano 52.800, segue Reggio Calabria, con 38.400 lavoratori irregolari, poi Catanzaro con 29.800 irregolari, Vibo Valentia con 14.800 irregolari e Crotone con  13.200 lavoratori irregolari per un totale complessivo di 147.000  lavoratori irregolari a livello regionale che sul piano economico rappresentano un dato di in nero di mancato fatturato, come già detto di oltre cinque miliardi di euro, che sul

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attualità «Il fatturato del sommerso in Calabria è di circa 5.522.707.248,00 di euro, con un volume di evasione fiscale e previdenziale pari a circa 2 miliardi di euro l’anno»

piano del gettito fiscale significa il mancato versamento di imposte pari a 990 euro l’anno per ogni cittadino residente. Il lavoro sommerso sia in Italia che in Calabria è una piaga  profonda che va combattuta con ogni mezzo. Il tasso di irregolarità, da noi fornito ha un valore statistico/scientifico ed è stato  stimato, prendendo come parametri e rapportandoli tra loro: il Prodotto Interno Lordo (Pil) dell’anno 2008, sia in valori assoluti che pro capite; Pil pro capite per occupati; il valore della produzione; l’imponibile fiscale, in  valore assoluto e pro capite, delle ultime dichiarazioni dei redditi  disponibili (riferite al totale dei contribuenti e al totale dei lavoratori dipendenti); le unità lavorative (Ula) totali e dipendenti; l’occupazione  autonoma e dipendente (anno 2008); i consumi delle famiglie. Il numero, in valori assoluti, dei lavoratori irregolari, è stato stimato rapportando il  tasso di irregolarità all’occupazione totale del 2008. Per calcolare le stime  del 2009 sono stati presi in considerazione: l’andamento provvisorio, per il  2009, del Pil nelle regioni italiane dei conti economici regionali dell’Istat,  le rilevazioni trimestrali delle forze lavoro dell’Istat, la proxy di  irregolarità elaborata dalla Commissione Regionale della Calabria per l’Emersione del Lavoro non Regolare, da me presieduta, in fase di redazione del VII Rapporto sull’economia

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Intervista a Benedetto Di Iacovo

sommersa ed il lavoro non regolare che presenteremo entro l’autunno». Quali sono i risultati che la Commissione ha ottenuto grazie ad un lavoro di squadra operando in modo attento nella nostra regione?

«Nel 2001 i lavoratori irregolari erano 201.000; ad oggi siamo a circa 147.000. Dal 2000 ad oggi sono stati, quindi, regolarizzati circa 52 mila lavoratori. Un dato che ha, almeno per quanto riguarda la Commissione che non è un organo politico, solo un valore tecnico/statistico e non di propaganda. Tutto questo è ancor più importante se si tiene conto che mentre il sommerso è continuato a crescere, nello stesso periodo in tutta Italia, la Calabria, pur mantenendo percentuali alte di irregolarità, è andata in controtendenza, riducendo di oltre 52.000 le unità irregolari effettive. E siccome a noi che siamo espressioni di parti sociali ci piace fare riferimento alle persone e non alle aride percentuali, per dare il senso di ciò che in Calabria è stato fatto, è bene fare qualche paragone. Mentre la Calabria viaggia su una percentuale del 24% di irregolarità con 147.000 unità in posizione irregolare, in termini assoluti è la Regione Lombardia che fa registrare il più alto numero di lavoratori in nero o in posizione di irregolarità: 592.181 con la sola Milano a 206.656 unità irregolari. Segue la Regione Campania con 368.370, con Napoli che fa registrare 184.381 lavoratori irregolari e poi: la Regione Sicilia con 336.875 unità irregolari; la Regione Lazio con 325.134, di cui nella sola Roma 217.599 unità; la Regione Veneto con 319.573 unità irregolari; la Regione Puglia con 276.753, di cui 116.441 nella sola Bari; la Regione Emilia Romagna con 250.158 unità irregolari; la Regione Piemonte con 243.848 unità irregolari; la Regione Toscana con 233.610 unità irregolari. Se facciamo riferimento alle persone, il dato calabrese, seppure ancora elevato ed inaccettabile, rispetto a

tante altre storture ancora presenti nella nostra regione, è un dato ed un risultato collettivo di tutto riguardo, frutto di sforzi e diverse azioni di diversi soggetti, che nel tempo a vario titolo hanno operato, da non sottovalutare». Quanto è importante l’entusiasmo che ogni singolo membro ha nello svolgere il proprio lavoro?

«Ho detto prima che ognuno considera la propria presenza in Commissione come una “missione”. Il clima è del dialogo, del reciproco ascolto, della disponibilità e della voglia di fare, con ognuno che mette il suo pezzettino di esperienza e di conoscenza acquisita sul campo a disposizione della Calabria e del sistema lavoro e delle sue contraddizioni. D’altro canto, la storia del nostro Paese e della nostra stessa regione dimostra che il collante che tiene unita la società, ossia i veicoli tradizionali di partecipazione democratica: quegli spazi di mediazione fra interessi pubblici e privati che assicurano la coesione sociale; legittimano l’azione dei governi e delle istituzioni attraverso una effettiva concertazione; favoriscono l’impegno civico; offrono alla politica il giusto terreno per raccordare l’agenda decisionale con i problemi reali e gli umori profondi del paese, sono proprio le forze del mondo del lavoro e del partneriato istituzionale in generale, ivi comprese le autonomie locali. D’altro canto, la società civile viene spesso concepita come il regno delle buone virtù, una sorta di sfera residuale rispetto alla politica, allo Stato, al mercato da cui può germinare un nuovo spirito civico, un’onda di partecipazione democratica spontanea, necessaria ed immune dai vizi tipici del nostro sistema politico. La Commissione è anche questo. E’ un organo di rappresentanza sociale neutro rispetto alla politica che però la rispetta e interagisce con essa per determinare condizioni di sviluppo economico, produttivo, occupazionale, di legalità diffusa e regolarità nel mercato del lavoro». ●

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Giovani e impresa

Progetto Crea.Re,

aperte le selezioni di 200 aspiranti imprenditori

Mart1n - www.sxc.hu

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rogetto Crea.Re, aperte le selezioni di 200 aspiranti imprenditori. Cento studenti universitari siciliani e cento calabresi saranno scelti per partecipare ad un percorso formativo finalizzato alla creazione e gestione d'impresa. I giovani più meritevoli saranno poi accompagnati nella realizzazione del loro progetto imprenditoriale. Duecento studenti universitari di Sicilia e Calabria saranno selezionati per partecipare al percorso formativo di “Creare Imprese in Rete” (Crea.Re), un progetto realizzato dall’Associazione per la Mobilitazione Sociale Onlus e cofinanziato dal Ministero della Gioventù e dall’Unione degli Assessorati, per educare i giovani al lavoro autonomo e alla cultura d’impresa. Il corso, in collaborazione con l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, partner del progetto, è rivolto a 100 siciliani e 100 calabresi, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, che frequentano le università di Palermo, Enna e Reggio Ca-

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labria. L’attività di formazione prevede 60 ore di lezione in aula su temi relativi alla creazione, alla gestione e allo sviluppo delle piccole e medie imprese, che si svolgeranno tra il mese di ottobre 2010 e febbraio 2011. Al termine del percorso, la metà dei partecipanti potrà accedere ad una fase di approfondimento per mettere a frutto le nozioni acquisite e dunque promuovere le proprie idee imprenditoriali. «Crea.Re - afferma il presidente dell’Ams Onlus, Marco Marchese - vuole dare una svolta in positivo a due regioni che presentano una forte sofferenza occupazionale facendo leva sulle capacità creative ed imprenditoriali dei giovani che hanno la voglia di mettersi in proprio. Gli studenti, infatti, prenderanno parte anche ad attività finalizzate allo sviluppo del proprio piano di impresa che al termine del progetto, attraverso l’iniziativa “Borsa delle Idee”, sarà valutato da imprenditori già affermati». Il progetto Crea.Re nasce con l’intento di dare una risposta concreta agli alti tassi di disoccupazione giovanile che in Sicilia e Calabria sono rispettivamente del 39,3% e 34,5%, oltre 10 punti in più rispetto alla media nazionale che si attesta invece al 21,3 %. La prima fase, che coinvolgerà 200 studenti siciliani e calabresi, prevede 60 ore di lezione in aula per l’apprendimento di nozioni relative all’imprenditoria giovanile, e la partecipazione a

due eventi di scambio che si svolgeranno a Palermo e Reggio Calabria, in cui i giovani, seguiti da un team di consulenti, saranno suddivisi in due gruppi volti a simulare i ruoli dell’imprenditore e del consumatore consapevole. La seconda fase, cui avrà accesso soltanto la metà dei partecipanti, impegnerà gli universitari in attività di simulazione, redazione e discussione di business plan, visite in azienda. A conclusione del progetto, attraverso l’iniziativa “Borsa delle Idee”, imprenditori affermati conosceranno e valuteranno le idee dei giovani studenti e una vetrina delle idee imprenditoriali restituirà visibilità e sostegno ai futuri imprenditori. Per presentare la propria candidatura è possibile collegarsi al sito www.creareinrete.eu e compilare il modulo online. Le richieste devono essere inviate entro il 25 settembre 2010. ●

Ufficio Comunicazione & Informazione Università Mediterranea di Reggio Calabria 0965.872907/914 comunicazione@unirc.it www.unirc.it

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Intese e procedure volontarie

ENEL E LE CONFEDERAZIONI

DELLE IMPRESE

FIRMANO L’ACCORDO SULLA CONCILIAZIONE

Il protocollo consente alle Aziende aderenti alle Confederazioni di risolvere le controversie commerciali in modo semplice e veloce

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nel, CNA, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato Imprese, ConfcommercioImprese per l’Italia e Confesercenti hanno sottoscritto un accordo per avviare congiuntamente la procedura di conciliazione paritetica su base volontaria delle controversie con i clienti business dell’elettricità e del gas sia del servizio di maggior tutela, sia del mercato libero, aderenti alle Confederazioni. L’intesa, auspicata anche dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) che ha invitato tutte le aziende del settore ad adottare procedure volontarie di conciliazione con i clienti finali, si articola in un protocollo che fissa le linee-guida della procedura e in un regolamento attuativo che disciplina la fase di sperimentazione. Il periodo di sperimentazione durerà almeno sei mesi su un territorio campione e, in questa fase, interesserà unicamente le imprese clienti delle società Enel Servizio Elettrico ed Enel Energia aderenti alle Confederazioni. Terminato questo periodo, i partner verificheranno sia l’efficacia della procedura, concordando

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eventuali modifiche, sia la possibilità di estenderla ad altre società di Enel, e firmeranno un nuovo regolamento. La procedura di conciliazione è uno strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie, basato sulla libera adesione delle parti che tentano di raggiungere un accordo amichevole. La procedura offre alle imprese aderenti alle Confederazioni una possibilità concreta e gratuita di risolvere rapidamente e direttamente le nascenti controversie senza dover ricorrere al giudice ordinario, al quale le parti possono comunque rivolgersi, fintanto che non venga raggiunto un accordo. L’accordo sottoscritto oggi riguarderà, in questa prima fase, otto tipi di controversie: gestione della riduzione di potenza o del distacco della fornitura per morosità; fatture di importi anomali rispetto alla media di quelli fatturati al cliente nei due anni precedenti; ricostruzione dei consumi a seguito del malfunzionamento del contatore; consumi presunti in acconto elevati ed anomali

rispetto alla media dei consumi; gestione della rateizzazione per bollette particolarmente elevate, di conguaglio e non; gestione della rateizzazione e dei rimborsi per bollette di conguaglio; ri-fatturazioni, ossia gestione della rateizzazione e dei rimborsi in seguito al ricalcolo di fatture errate; doppia fatturazione. Al fine di preservare il rapporto commerciale diretto tra Enel e i suoi clienti e migliorare la qualità del servizio e la trasparenza dell’informazione, l’avvio della procedura volontaria di conciliazione paritetica è subordinato alla necessaria fase di reclamo scritto da parte dell’impresa, nel rispetto delle disposizioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Fulvio Conti, Amministratore delegato e Direttore generale di Enel, ha detto: «Enel con questo accordo vuole riconfermare il continuo impegno verso la qualità e la trasparenza nel servizio verso tutti i clienti. Siamo pertanto lieti di estendere anche al mondo delle imprese la procedura di conciliazione che, grazie all’accordo con le Associazioni

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Intese e procedure volontarie

Dopo un necessario periodo di sperimentazione, la conciliazione potrà essere estesa fino a coinvolgere gli oltre 2,5 milioni di clienti business sia di Enel Servizio Elettrico, sia di Enel Energia, aderenti alle Confederazioni dei consumatori, è già una realtà per 30 milioni di famiglie circa, nostre clienti dell’elettricità e del gas. L’accordo sottoscritto oggi conferma il proficuo rapporto di intesa e collaborazione tra la nostra Azienda e le Confederazioni, tradottosi nell’elaborazione congiunta del Protocollo. Sono certo che la nuova procedura di conciliazione contribuirà all’ulteriore miglioramento delle relazioni offrendo a tutti gli associati una migliore qualità del servizio con la riduzione dei tempi e dei costi necessari alla soluzione delle controversie e con un un’attività congiunta di analisi e monitoraggio del servizio offerto». Soddisfazione è stata espressa anche dai Presidenti delle Confederazioni che hanno così commentato la firma dell’accordo: «Siamo molto soddisfatti – ha sottolineato il Presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni – per la sigla del protocollo di conciliazione che riguarderà anche le imprese agricole associate a Confagricoltura. Con tale protocollo si attiveranno nuovi e positivi rapporti tra clienti business ed Enel migliorando la qualità del servizio e la trasparenza dell’informazione con notevoli benefici sull’efficienza complessiva del mercato. Nel periodo di sperimentazione previsto vi sarà la possibilità di approfondire le principali controversie che interessano le aziende agricole e le relative procedure di conciliazione, ma anche di valutare congiuntamente la possibilità di estendere il protocollo ad altre problematiche come quelle distributive, visto

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il ruolo sempre crescente dell’agricoltura nella produzione di energia rinnovabile». «Grazie a questa iniziativa – ha detto Paolo Galassi, Presidente Confapi – il sistema delle imprese può contare su uno strumento utile per semplificare le procedure e garantire un costante ed efficace dialogo con il fornitore di energia. Partiamo da questo accordo e mi auguro potremo allargare la portata dell’intesa, che intelligentemente Enel ha sottoscritto, anche ad altri operatori. Lo scopo di Confapi, in accordo con le altre organizzazioni di categoria, è quello di sostenere e affiancare le PMI nel difficile e complesso rapporto con gli operatori del mercato energetico». Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime soddisfazione per la firma del protocollo di conciliazione nel settore energia per le piccole e medie imprese. «Verranno semplificate le relazioni tra le imprese e un fornitore importante, contribuendo in maniera significativa al buon funzionamento del mercato. Con questa iniziativa, risolvere problemi come, ad esempio, quelli di doppia fatturazione o di misura, sarà più semplice. Ma il lavoro svolto finora è solo un primo passo. Bisogna continuare nella direzione di un mercato sempre più concorrenziale e ben funzionante». Per il Presidente Cna, Ivan Malavasi, «I primi passi nella liberalizzazione del mercato dell’energia hanno già posto un importante tassello nella costante ricerca di riduzione dei costi per artigiani e Pmi. L’introduzione del sistema della

conciliazione contribuisce indubbiamente a sostenere le imprese in questi mesi di crisi. Contare su tempi certi nella risoluzione dei contenziosi è molto importante. Come è altrettanto importante il clima di dialogo e di collaborazione costruttiva tra le Associazioni dell’artigianato e delle piccole e medie imprese con il gruppo Enel». Per Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia, «l’intesa raggiunta oggi, la prima nel settore, rappresenta un supporto tangibile per le imprese del commercio e dei servizi per affrontare la crisi in corso e le difficoltà di gestione delle imprese stesse che operano in un mercato sempre più competitivo. La sottoscrizione di questo protocollo consentirà, infatti, di risolvere tempestivamente alcune criticità che oggi, di fatto, riducono i benefici percepiti dalle imprese riguardo la liberalizzazione dei mercati dell’energia ma costituisce anche un’importante occasione per formare le strutture territoriali di Confcommercio ai fini di una più ampia diffusione delle tematiche connesse con la liberalizzazione dei mercati energetici». Il Presidente nazionale della Confesercenti Marco Venturi esprime piena soddisfazione per il Protocollo di intesa sull’iter di conciliazione paritetica siglato tra l’Enel e le Associazioni delle piccole e medie imprese in materia di erogazione dell’energia elettrica e del gas. «E’ un’iniziativa mirata a prevenire, tramite la conciliazione on line, ogni eventuale difficoltà nei rapporti tra le piccole aziende associate ed i fornitori operanti sul mercato energetico. Si ritiene dunque che la risoluzione rapida prospettata nell’accordo per le PMI, ad esempio nei casi di fatturazione doppia o anomala rispetto alla media degli importi applicati all’utente non domestico, costituisca una prima ed essenziale tappa verso il corretto funzionamento del libero mercato». ●

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Consumi e cibo

Consumi: Coldiretti, gli abruzzesi mangiano il 40% in più dei trentini

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e famiglie abruzzesi spendono per la tavola il 40 per cento in più di quelle trentine e si posizionano al top della classifica italiana con 530 euro al mese per il solo acquisto di alimenti e bevande. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sui consumi delle famiglie nel 2009 che fotografa le abitudini alimentari regionali. In Italia la tavola è – sostiene la Coldiretti – una componente importante della spesa familiare della quale assorbe in media ben il 18,9 per cento delle risorse ed è la prima voce di spesa nelle regioni del sud (Campania, Calabria, Basilicata e Puglia), e seconda dopo l'abitazione in tutte le altre. La spesa media mensile per famiglia è stata di 461 euro al mese, in calo del 3 per cento rispetto allo scorso anno. La situazione – precisa la Coldiretti – varia tuttavia notevolmente da Nord a Sud nelle diverse regioni, dall'importo minimo di 381 euro al mese in Trentino Alto Adige, 394 in Valle d'Aosta, 398 in Friuli Venezia Giulia, 412 in Basilicata, 420 in Sicilia, 426 in Sardegna, 440 in Calabria, 442 in Emilia Romagna, 445 in Toscana, 446 in Veneto, 470 in Liguria

e Lombardia, 476 in Piemonte, 478 in Puglia, 479 in Molise, 482 nelle Marche, 485 nel Lazio, 502 in Umbria e Campania e 530 in Abruzzo. In media la maggiore percentuale della spesa è destinata all’acquisto nell’ordine di: carne, frutta e ortaggi, pane e pasta, latte e formaggi, bevande, pesce, zucchero e caffè. Nonostante le difficoltà economiche quasi nove italiani su dieci (87 per cento) non rinunciano alla qualità della spesa alimentare secondo l’analisi della Coldiretti sui dati Istat sui consumi dei cittadini nel 2009. La percentuale di famiglie – rileva la Coldiretti – che ha dichiarato di aver diminuito nel 2009 la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all'anno precedente è pari al 35,6% e, tra questi, il 63% ha dichiarato di aver diminuito solo la quantità, mentre solo il 15% di aver ridotto, oltre alla quantità, anche la qualità. La ricerca della qualità dei prodotti alimentari rimane una priorità anche in periodi di crisi, per effetto della necessità di garantirsi cibi sicuri di fronte al ripetersi degli scandali alimentari. L’ultimo esempio è quello della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in tutta

Europa con nomi italiani a prezzi bassi nei discount alimentari. La Coldiretti è impegnata in una mobilitazione per garantire a tutti il diritto all’informazione sui cibi che si acquistano ed impedire che venga spacciato come Made in Italy prodotto importato di bassa qualità con la richiesta di introdurre l’obbligo di indicare la provenienza degli alimenti. Una iniziativa per contrastare il furto di identità a danno della nostra agricoltura ma anche le speculazioni che portano ad aumentare di cinque volte i prezzi dei prodotti alimentari dal campo alla tavola a danno degli agricoltori, che vengono sottopagati, e dei consumatori, che sono costretti a contenere gli acquisti come confermano i dati Istat relativi al 2009. ● SPESA A TAVOLA DELLE FAMIGLIE PER REGIONE EURO/MESE REGIONE Euro Abruzzo Campania Umbria Lazio Marche Molise Puglia Piemonte Lombardia Liguria Italia Veneto Toscana Emilia-Romagna Calabria Sardegna Sicilia Basilicata Friuli-Venezia Giulia Val d'Aosta Trentino-Aldo Adige

530 502 502 485 482 479 478 476 470 470 461 446 445 442 440 426 420 412 398 394 381

Fonte: Elaborazione Coldiretti su dati Istat 2009

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Coldiretti e le etichette trasparenti

Made in Italy:

un mld di kg di pasta “italiana” con grano extraue Ad Ancona sbarcate 20 tonnellate di pasta nostrana dalla Grecia

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ltre un miliardo di chili di pasta “italiana” all’anno sono prodotti con grano extracomunitario senza alcuna indicazione in etichetta perché non è ancora obbligatorio indicare la provenienza della materia prima utilizzata. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti impegnata nella mobilitazione a difesa del Made in Italy ai porti e alle frontiere, in occasione della "Giornata Nazionale dell’Anticontraffazione" promossa, per sensibilizzare sul crescente fenomeno della contraffazione, dalla Confindustria con il patrocinio e la diretta collaborazione della Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione-UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico, oltre che del Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio e del Ministero degli Affari Esteri. Dall’analisi elaborata dalla Coldiretti emerge che circa il 40 per cento del grano duro extracomunitario viene importato dal Canada, il 20 per cento dal Messico, il 15 per cento dagli Stati Uniti, il 14 per cento dall’Australia e a seguire Turchia e Kazakistan. Una realtà che è stata verificata direttamente durante la mobilitazione dei coltivato-

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Denuncia della Coldiretti:

«Un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero ma i consumatori non lo sanno perché non è obbligatorio indicare la provenienza in etichetta» ri della Coldiretti al Porto di Ancona, dove sotto gli occhi increduli dei coltivatori sono sbarcate addirittura venti tonnellate di pasta "italiana" fatta direttamente in Grecia, già confezionata con il nome di una nota marca del Made in Italy; mentre al porto di Bari la Goletta Gialla Coldiretti è andata all’arrembaggio di due navi cariche di grano: la nave Federal Danube proveniente dal Quebec e battente bandiera cipriota, è carica di 23 mila tonnellate di grano e l’altra, la Pyrgos proveniente da Antigua - Barbados, di cui batte anche bandiera, con un carico di 4mila tonnellate di grano. Il risultato è che un pacco di pasta su tre – denuncia la Coldiretti – è fatto con grano straniero, ma i consumatori non lo sanno perché non è obbligatorio indicare la provenienza in etichetta. Un traffico che – sottolinea la Coldiretti

– favorisce le speculazioni dal campo alla tavola con un chilo di grano che è venduto in Italia, su valori simili a quelli di venti anni fa, al prezzo di circa 16 centesimi, mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,65 euro al chilo, con un ricarico del 1500 per cento. Secondo i dati Ismea – riferisce la Coldiretti – la campagna 2008/09 si è conclusa con prezzi all'origine diminuiti, rispetto a quella precedente, del 41 per cento per il grano duro. Una situazione che mette a rischio la coltivazione Made in Italy come conferma il crollo delle semine di grano duro, tenero, orzo e avena, le cui superfici nella campagna in corso sono diminuite del 6 per cento rispetto al 2009, secondo i dati del bollettino Agrit, che evidenzia la riduzione degli ettari in un anno da 2,27 a 2,13 milioni. ●

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Lavoro e tradizioni

CONFCOMMERCIO:

IV RASSEGNA “TESSERE LA CALABRIA”

È

stata “na storia straordinaria” quella raccontata il 3 luglio scorso, dai relatori della IV rassegna “Tessere la Calabria”, così come recita il brano musicale della cantastorie Francesca Prestia che si è esibita, nella sala conferenze della sede di Confcommercio, durante e al termine dell’incontro. “Mo vògghju ma vi cuntu, na storia straordinaria e nu bacu, nu brucu, nu verma, ca chhjù bruttu non c’è! Venia dall’Oriente, comu u bambinuzzu e facia nu filatu splendente comu u mara!”. Comincia così il brano della Prestia che ha incantato i presenti e dato inizio alla rassegna. La sala si è trasformata, anche solo per poco, in un laboratorio tessile: telaio, strumenti per la trattura, bachi da seta, larve, tessuti, mancali (ampie sciarpe con frange) e manichini per esporre alcune particolari creazioni delle maijstre. «Pochi possono definirsi veri allevatori del baco da seta, ma tantissimi solo coloro che si definiscono tali – ha detto Alfredo Graziano, tecnico delll’A.R.S.S.A. (agenzia regionale sviluppo servizi agricoltura) – . Con il nostro lavoro, invece, garantiamo che la gelsicoltura (allevamento del gelso, pianta a portamento arboreo o arbustivo), il baco e la stessa manifattura serica siano non solo naturali, ma reali. Solo così possia-

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mo difenderci dall’invasione cinese». «Il mio appello – ha concluso energicamente Graziano – va alla politica, affinchè il suo intervento si concentri principalmente nel destinare parte dei finanziamenti anche alla gelsicoltura evitando, così, la dispersione e la perdita di una tecnica così nobile, ma soprattutto particolare e pregiata, per la quale la Calabria, detiene una tradizione quasi millenaria». Al tavolo dei relatori è intervenuto Mario Magno, consigliere regionale,

che ha voluto ringraziare Maria De Stefano, maestra del tessuto e presidente del CRAT (centro ricerca arte tessile), per aver organizzato l’evento e per «esser riuscita a trasmettere tutta la passione e la forza nel voler, a tutti i costi, imprimere e tramandare un’arte che rischia di perdersi. Come amministrazione, avremo il compito di verificare quello che è già stato fatto e, insieme agli altri partner dell’evento, concentrare le forze per garantire una ripresa della produzione della seta e del tessuto

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e l’integrazione nel mercato». Il presidente della Confcommercio, Mario Tassone, ha voluto prendere la parola e, ringraziando la De Stefano per aver scelto la propria sede come location ideale per la rassegna, ha voluto evidenziare con forza che «il recupero delle tradizioni deve avvenire con l’istituzione di iniziative professionalizzanti che non si concludano con dei corsi da trenta ore perché sarebbe un’utopia pensare che possano bastare poche ore per imparare un mestiere. Il posto fisso non esiste più e noi come istituzioni dobbiamo intervenire per investire sul territorio e per il territorio». Ha voluto fare i suoi saluti anche l’assessore alle attività produttive della Provincia, Roberto Costanzo, affermando che «il recupero di questo antico mestiere è importante e va fatto canalizzando meglio i contributi evitando i cosiddetti “investimenti a pioggia”». Puntuale anche l’intervento e i saluti di Francesco Leonardo, presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio, che l’anno scorso coinvolse la De Stefano per la prima edizione dell’Expo al femminile nel centro storico e che quest’anno, nel mese di agosto, si terrà

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Lavoro e tradizioni

a Soverato. Presente in sala anche Vincenzo Gioviale, assessore attività produttive del comune di Soverato e Gregorio Guzzo, sindaco di Miglierina, che ha accompagnato le volontarie della neo cooperativa dedicata al tessile della quale si è reso promotore attraverso il bando regionale sul recupero dei centri storici. La cooperativa di Miglierina, infatti, come ha raccontato lo stesso Guzzo, ha recuperato vecchi telai abbandonati e li ha restaurati e riutilizzati. Angela Fidone, docente di “Storia e

Tecniche del Costume” dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro, ha avuto il compito, attraverso la sua esposizione dal titolo “Costumi di personaggi mitici del teatro classico”, di porre la storia della tessitura in una prospettiva teatrale e di raccontare come «il costume, in scena, diventi il primo elemento di comunicazione per la comprensione di un atto scenico e diventi, per l’attore, una seconda pelle nella quale calarsi». Grande curiosità ed interesse per la performance finale di Sergio Sestito durante la trattura della seta, ossia il "cavar la seta dai bozzoli", cioè la trasformazione del filo di bava serico in filo di seta greggio. Il ciclo produttivo è interamente manuale. Si è ricreata una piccola filanda i cui bozzoli sono stati immersi in acqua calda ed applicata la tecnica del dipanamento e torcitura. In molti hanno portato a casa, come souvenir, alcuni bachi da seta e qualche filo realizzato sul momento. Gli organizzatori danno appuntamento alla prossima edizione! ●

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Grandi infrastrutture

Terna: via libera

al nuovo “ponte elettrico” sullo Stretto di Messina Autorizzato l’ultimo tratto della linea “Sorgente-Rizziconi”, tra Sicilia e Calabria

(CC) 2010 - Gioxx - http://gioxx.org - giovanni@gfsolone.com

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ettecento milioni di euro di investimenti, 2.000 megawatt di potenza, 105 km di lunghezza, di cui 38 in cavo sottomarino (record mondiale per cavi a corrente alternata), 800 milioni di euro l’anno risparmiati per il sistema elettrico. Questi i numeri del nuovo “ponte elettrico” sullo stretto di Messina, la linea a 380 kV “Sorgente-Rizziconi”, tra Sicilia e Calabria, il cui tratto aereo ha avuto il via libera definitivo con la firma del 7 luglio scorso del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare sul decreto di autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico. Al via quindi i cantieri dell’intervento più importante di Terna in Sicilia dove la società ha programmato investimenti per oltre 1 miliardo di euro – sui 7 previsti a livello nazionale – per ammodernare e potenziare la rete elettrica in una regione strategica. Oltre alla “Sorgente-Rizziconi”, tra i progetti di sviluppo in Sicilia rientrano le linee a 380 kV “Chiaramonte Gulfi–Ciminna” e “Paternò-Pantano-Priolo”; per quest’ultima è stato firmato l’importante Protocollo con la Regione Sicilia e i 9 comuni interessati sulla zona di territo-

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rio dove è stato individuato il tracciato della linea elettrica. «Siamo molto soddisfatti del via libera definitivo alla linea tra Sicilia e Calabria – ha commentato l’Amministratore Delegato di Terna, Flavio Cattaneo. E’ un traguardo importante per tutti, Ministeri, istituzioni locali, imprese e cittadini, che Terna ringrazia per il loro supporto, che è stato possibile raggiungere grazie ad un costante dialogo con tutti e con il territorio. Abbiamo detto che per Terna il 2010 può e deve essere l’anno dei cantieri: ora un altro grande cantiere può partire, un’infrastruttura fondamentale per tutto il sistema elettrico italiano, realizzata senza un euro di contributo pubblico. Abbiamo ancora molto da fare, per questo tutto il management e ogni collega di Terna continueranno con impegno a fare la loro parte per poter aprire presto nuovi cantieri, ma serve uno sforzo comune per accelerare i processi autorizzativi. Voglio anche ricordare che questa opera consentirà nei prossimi anni un concreto risparmio sulle bollette degli italiani». Nelle prossime settimane partiranno i lavori per la costruzione di una delle più imponenti opere per la trasmissione

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Grandi infrastrutture

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• 105 km la lunghezza totale, di cui 38 sottomarini: record mondiale per cavi ad altissima tensione in corrente alternata • Lavoro per 200 addetti e 70 imprese, oltre 700 milioni di euro gli investimenti

dell’energia elettrica mai realizzate in Italia. Il nuovo elettrodotto, la cui parte sottomarina è composta da un sistema di 6 cavi che andranno a triplicare il collegamento esistente tra Sicilia e continente (che risale al 1985), sarà completato nell’arco di 3-4 anni. Le attività di realizzazione dell’opera sono in grado di occupare 200 persone ogni giorno nei cantieri e 70 imprese fra le società di costruzione di apparecchiature elettriche, i subfornitori, e le imprese appaltatrici sia delle opere civili che di opere elettromeccaniche, nonché di quelle specializzate in lavori a mare. A regime il nuovo elettrodotto produrrà consistenti benefici: un risparmio complessivo per il sistema elettrico pari a 800 milioni di euro l’anno: circa 750 milioni di euro/anno per minori costi legati alle modalità di produzione dell’energia elettrica circa 5 milioni di euro per le perdite di rete evitate (50 milioni di kWh/anno); 50 milioni di euro

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• Tra i benefici, risparmio per il sistema elettrico pari a 800 milioni di euro l’anno • Vantaggi anche per l’ambiente: via 540 vecchi tralicci per 170 km di elettrodotti

per il minore acquisto di energia conseguente alla eliminazione del “collo di bottiglia” tra Sicilia e Calabria; rafforzamento del collegamento elettrico tra Sicilia e Calabria, risolvendo così la congestione di mercato presente tra le due Regioni; evitare il rischio di isolamento elettrico della Sicilia, e quindi ridurre i rischi di blackout; migliorare affidabilità, sicurezza e qualità del sistema elettrico siciliano, soggetto negli ultimi anni a frequenti disservizi a causa della vetustà della rete isolana; aumentare l’esportazione in sicurezza di energia rinnovabile verso il continente per circa 700 MW. Dal punto di vista ambientale il nuovo collegamento “Sorgente-Rizziconi” consentirà di evitare emissioni di CO2 in atmosfera per circa 670 mila tonnellate annue e, con la razionalizzazione della rete elettrica nelle province di Messina e Reggio Calabria, verranno abbattuti circa 170 km di linee elettri-

che obsolete (di cui 87 nel lato siciliano e 85 in quello calabrese), riducendo in modo significativo l’impatto ambientale nei territori attraversati dalla linea. Ciò comporterà anche un recupero di materiale (acciaio, alluminio, vetro, calcestruzzo) per circa 2.500 tonnellate, e di territorio per circa 264 ettari. Inoltre il progetto, che interessa 13 comuni in Sicilia e 8 in Calabria, ridurrà la pressione ambientale della rete elettrica sul territorio delle Province di Messina e Reggio Calabria. Il nuovo collegamento elettrico tra Sicilia e Calabria rientra tra i “ponti” elettrici che Terna ha previsto per potenziare la rete delle isole e l’interconnessione elettrica con l’estero. Tra questi, il collegamento SA.PE.I. tra Sardegna e penisola italiana, che sarà completato entro la fine del 2010, il collegamento “Villanova-Tivat” tra Italia e Montenegro e il collegamento “PiossascoGrand’Ile” tra Italia e Francia. ●

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Intervista a Pasquale Clericò

A tu per tu

con il direttore generale e accountable manager della Sacal

Clericò

Pasquale Clericò: "Ben tornato al nuovo presidente Vincenzo Speziali. Auguri di buon lavoro in un percorso comune per il miglior futuro dell'Aeroporto" di

Rita Macrì

V

incenzo Speziali, senatore del Pdl, è alla guida della Sacal, la Società di gestione dell’Aeroporto di Lamezia Terme. L’imprenditore catanzarese, nominato rappresentante della Regione Calabria dal governatore Scopelliti, è ritornato a presiedere il Consiglio di Amministrazione del più grande aeroporto della Calabria dopo 5 anni, periodo durante il quale la massima carica è stata ricoperta prima da Giuseppe Vitale e poi da Eugenio Ripepe. Il giorno della sua elezione il nuovo presidente, nel ricevere il testimone, ha ringraziato Ripepe e ha espresso soddisfazione per la rinnovata nomina ringraziando l’intero C.d.A. e rinnovan-

do il proprio impegno verso Sacal anticipando a breve la compilazione di un programma di lavori e auspicando il coinvolgimento di tutti i componenti del

C.d.A. Un ringraziamento finale Speziali lo ha rivolto al governatore Scopelliti per la fiducia testimoniata con la designazione ricevuta.

Vincenzo Speziali, nato a Bovalino (Rc) ma catanzarese di adozione, è ingegnere e imprenditore. Dopo essere stato dirigente dell’Eni, ha intrapreso l’attività imprenditoriale dando vita a un’industria di laterizi e, successivamente, a una serie di altre attività nel mondo industriale. E’ grazie all’impegno e al successo ottenuto che, nel 1992, viene nominato Cavaliere del Lavoro. Dall’agosto del 2001 a ottobre del 2005 ha ricoperto la carica di Presidente alla Sacal e, nell’aprile del 2008, è stato eletto Senatore della Repubblica.

Vincenzo Speziali

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attualità «Dico grazie di tutto al presidente Ripepe al quale faccio tanti auguri per il suo futuro in incarichi che auspichiamo altrettanto prestigiosi. Dico ben tornato al presidente Speziali e tanti auguri di buon lavoro in un percorso comune per il miglior futuro di Sacal e dell'aeroporto di Lamezia Terme. La precedente esperienza di Speziali in Sacal e le sue elevate doti di uomo di impresa sono credenziali autorevoli per un suo ben operare e ci fanno essere fiduciosi, sia pur in un contesto operativo molto difficile, per gli anni a venire. L’aeroporto di Lamezia deve, infatti, consolidare il suo ruolo di scalo dell’intera regione e Sacal deve consolidare i risultati sin ora raggiunti e proiettarsi saldamente come gestore adeguato di tale realtà aeroportuale nello scenario complessivo del trasporto aereo italiano». «Chiudere anche quest’anno il bilancio in attivo è per noi motivo di orgoglio: il risultato raggiunto è il frutto di un’oculata gestione e di un’attenta programmazione. L’augurio è quello di crescere sempre di più insieme». Con queste parole Pasquale Clericò, Direttore Generale ed Accountable Manager della Sacal, la Società che gestisce l'aeroporto internazionale di Lamezia Terme (Cz), ha evidenziato come la Società da lui diretta gode di ottima salute nonostante la crisi economica che ha messo in ginocchio molte società che si occupano di trasporto aereo in tutta Italia. «Il bilancio d’esercizio 2009 – ha ancora precisato Clericò – è stato approvato all’unanimità. La nostra Società, dati alla mano, è in controtendenza positiva rispetto a molte altre società aeroportuali italiane; lo dimostrano il nostro milione e mezzo di passeggeri, l’arrivo di nuove compagnie, l’implementazione delle risorse umane».  Sacal: un’azienda, dunque, che gode di ottima salute…

«Sì. E’ proprio vero. Vorrei farvi notare che nell’ultimo anno, a fronte di un

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Intervista a Pasquale Clericò

susseguirsi di notizie di aziende che, per via della crisi, sia a livello locale che a livello nazionale procedevano a tagli di personale e a licenziamenti, Sacal ha effettuato ben trentadue nuove assunzioni; alcune con l’acquisizione del ramo di azienda Alitalia presente in aeroporto con il relativo personale, ed altre con la stabilizzazione del rapporto di lavoro da stagionale a tempo indeterminato. Ed ancora ha trasformato il rapporto di lavoro da part time a full time di ben altre 24 unità. Mi pare una offerta di lavoro di tutto rispetto, soprattutto nella nostra realtà socio economica di forte bisogno in tale settore e che comunque denota lo stato di salute di Sacal ed aiuta a leggere anche le nostre scelte strategiche». Ci parla dell’Assemblea Ordinaria e Straordinaria che si è svolta qualche giorno fa e che ha visto riuniti tutti gli azionisti degli enti pubblici e privati nei locali degli uffici direzionali della Società?

«Anche per quest’anno l’assemblea dei soci, riunitasi a grande maggioranza con oltre il 96% degli azionisti presenti, si è espressa favorevolmente sulla gestione del C.di.A. che ha così concluso, anche sotto il profilo economico, un anno, il 2009, pieno di obiettivi raggiunti e di grosse soddisfazioni, la Concessione della Gestione Totale per un periodo di quarant’anni e la Certificazione di Prestatore di Servizi Assistenza a terra (handler) dei passeggeri, nonostante il periodo di crisi che ha investito il trasporto aereo e non solo, in Italia come nel resto del mondo».

Una crisi economica planetaria quella che stiamo attraversando. Come ha tentato di arginarla la Sacal?

«Sacal ha cercato di arginare la crisi grazie ad una azione di promozione dell’aeroporto e di programmazione capace di dare risposte concrete alle tante esigenze del mercato calabrese; a fronte di un calo annuo medio del traffico aereo su base nazionale del 2,3%, la Società di

gestione ha registrato un 9,5% in più. Il bilancio si è chiuso con un utile al lordo delle imposte di 1.543.800,00 euro e un utile netto di 633.187,00 euro. Positivo anche il giudizio della società di revisione contabile, la Kpmg, che al punto 3 della sua relazione annuale afferma “… il bilancio d’esercizio della Società Aeroportuale Calabrese S.p.a. al 31 dicembre 2009 è conforme alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione; esso è pertanto redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria...”; così come quello del Collegio Sindacale che, dopo le attente verifiche, ha invitato l’Assemblea ad approvare il bilancio così come redatto dagli amministratori. La riunione straordinaria, per la modifica dell’art 10, comma 5 dello Statuto Sociale, si è conclusa senza variazione della normativa già in essere, lasciando inalterata, quindi, quella volontà di controllo e governo pubblico sulla Società, pur essa formata di capitale misto pubblico – privato». Quali le novità per il periodo estivo?

«L’obbiettivo estivo sul piano dell’offerta dei voli è quello di consolidare ed ampliare il net work dei voli sia charters che di linea. Parliamo in primis di voli di linea. L’aeroporto di Lamezia è collegato con ben nove voli giornalieri con Roma, ben otto voli giornalieri con il bacino di Milano (Linate, Malpensa, Bergamo), e inoltre registra voli giornalieri con Torino, Bologna e Pisa; vi sono poi altri collegamenti con frequenza varia nei giorni della settimana con Verona, Venezia, e prossimamente Rimini. Sul piano internazionale abbiamo collegamenti di linea plurisettimanali con la Germania e con il Canada, sia Toronto che, per la prima volta, Montreal. I voli charters, fortemente legati all’andamento della stagione turistica, al momento registrano grosso modo in prospettiva lo stesso trend della stagione precedente, ►

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anche se nella fase iniziale hanno scontato un po’ il prezzo di una stagione climatica fortemente in ritardo. Complessivamente si assesteranno su un numero annuo vicino ai mille voli. Abbiamo da sempre una forte concentrazione di voli nella giornata di domenica (per problemi di tourn over dei villaggi), nella quale lavoriamo ai limiti sia strutturali (disponibilità di banchi chek-in, gates di imbarco, parcheggi aeromobili) che di risorse umane; solo un’attenta programmazione e una totale disponibilità del personale ci consente di dare risposte adeguate alla richiesta di servizi. Tali sacrifici sono però ampiamente compensati sia dalla soddisfazione dell’elevato numero di aeromobili assistiti nell’arco della giornata, che supera i quaranta voli in arrivo e quaranta voli in partenza, e sia dall’elevato numero di passeggeri che mediamente va oltre i diecimila pax/giorno e registra punte di ben oltre dodicimila. Si comprende bene che tali numeri e risultati sono frutto, non di lavoro di solisti, ma di un attento lavoro di squadra, ben allenata e ben consolidata nel corso degli anni. I miei sono ormai tanti in aeroporto, sia pur con qualche interruzione per essermi occupato di altro e in altri settori. Mi sono sempre prodigato a lavorare in squadra e a stimolare tutti ad un lavoro interattivo sia in fase di programmazione che nella fase strettamente operativa di svolgimento dei servizi. Al personale tutto va comunque il mio apprezzamento e ringraziamento assieme all’auspicio e all’augurio di una

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Intervista a Pasquale Clericò

ancora costante crescita proiettata nel futuro sia a breve che a medio termine». Sacal, una storia lunga 40 anni. Anno dopo anno in che modo avete gettato le basi affinché l’aeroporto di Lamezia crescesse e si affermasse?

«Il mio motto da sempre è: “Il traffico non si aspetta ma si cerca”. Tale ricerca ha animato il comportamento di Sacal negli anni. Ma la chiave principale del successo, e le scelte di strategia a cui facevo riferimento prima, a mio avviso, stanno in quello che in sintesi vorrei precisare. Sacal ha avuto la capacità di intuire il superamento dell’aeroporto hub, da parte di molte compagnie e vettori, che aveva dominato il traffico da e per Lamezia con i soli collegamenti con Roma e Milano, per giunta in regime di monopolio Alitalia. Il nuovo sistema di collegamento punto / punto consente il raggiungimento della destinazione finale senza i fastidiosi e, a volte, lunghi transiti negli aeroporti principali con vantaggi in termini di efficienza, costi e tempi. Fondamentale e di notevole impatto, infine, è stata la nascita delle compagnie low cost. La scelta di utilizzo di scali periferici da parte di tali compagnie ha consentito alle stesse di intervenire sui fattori principali del trasporto; da un lato hanno potuto ottenere economie di costi sui servizi aeroportuali e dall’altro una riduzione dei tempi di transito, a tutto vantaggio dei clienti viaggiatori che, in aggiunta al risparmio tempo e soldi, hanno la possibilità di raggiungere la destinazione fina-

le con gli stessi vantaggi del volo punto - punto. Se a tali aspetti si aggiungono i vantaggi in termini anche commerciali che spesso tale tipologia di voli porta con sé, attivando tra i soggetti locali interessati convenzioni per promozione turistica, commerciale e quanto altro, ci si rende conto che i vantaggi apportati al settore da tale tipologia di voli va al di là di ogni possibile aprioristica immaginazione. Sacal, con scelte strategiche coerenti con tale nuova logica del trasporto aereo, si è inserita in tale processo ottenendo vantaggi in termini di collegamenti e revenue. Le compagnie aeree oggi presenti su Lamezia sono circa venti. In coerenza con tale ottica si inserisce la recente scelta di acquisizione del ramo di azienda Alitalia presente in aeroporto. Scelta che oggi consente a Sacal di rimanere unico handler sullo scalo fino al raggiungimento dei due milioni di passeggeri / anno e che lo rende aperto ad ogni possibile rapporto sinergico con Vettori e compagnie già presenti o di nuova acquisizione. Tale strategia, sul piano del marketing, è stata affiancata da una attività di consolidamento dell’aeroporto sul piano dei rapporti con Enac, (Ente Nazionale Aviazione Civile) e quello dell’adeguamento normativo ed infrastrutturale, ottenendo il risultato di avere un aeroporto Certificato, del quale io rivesto il ruolo di Accountable Manager, adeguato alle norme in vigore e capace, sul piano della efficienza, di dare risposte adatte alla richieste che riceve». ●

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Dialogo tra banche e PMI

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l convegno organizzato con CBI e CNA il punto su tutti i servizi di ultima generazione per rendere ancora più efficiente il dialogo tra banche e PMI. Sabatini: «Favorire la dematerializzazione e la maggiore diffusione della fatturazione elettronica, contribuendo all’opera di ammodernamento e informatizzazione del Paese». «Dematerializzare i documenti e riconciliare il ciclo ordine-consegnafatturazione-pagamento per le imprese vuol dire semplificare i processi, riducendo fino al 90% i costi di gestione della tradizionale fattura cartacea. Per questo è importante favorire la maggiore diffusione della fattura elettronica, contribuendo all’opera di ammodernamento e informatizzazione del Paese».

Lo ha detto il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, al convegno realizzato nell’ambito della Settimana europea delle PMI 2010, coordinata dalla Direzione Generale Imprese e Industria della Commissione europea, a cui Abi e Consorzio CBI aderiscono per il secondo anno consecutivo. Ogni anno in Italia circolano 3 miliardi di fatture e più di 30 miliardi sono scambiate in Europa, di queste solo il 5% sono elettroniche. Recentemente, tuttavia, il livello di adozione di questo strumento è cresciuto sensibilmente: tra il 2008 ed il 2009 la fatturazione elettronica è aumentata in media del 41%. I driver fondamentali di questo sviluppo vanno rintracciati nelle iniziative di standardizzazione avviate in ambito europeo attraverso gruppi di esperti come l’Expert Group on e-Invoicing e, soprattutto, nell’evoluzione normativa, con la Finanziaria 2008 ed il primo Decreto Attuativo che ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica tra imprese e Pubblica Amministrazione.

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Banche

Abi: con la fattura elettronica costi per le imprese ridotti fino al 90% «Per proseguire in questa direzione – ha aggiunto Sabatini – è necessario completare nel minor tempo possibile l’iter legislativo con l’emanazione del secondo Decreto Attuativo che andrà ad implementare tempi e procedure della fatturazione elettronica». Al convegno, organizzato dall’Abi col Consorzio CBI e la CNA Roma, oltre che di fattura elettronica si è parlato di servizi di ultima generazione e, soprattutto, del loro contributo d’efficienza nel dialogo tra banche e PMI. Grazie all’infrastruttu ra telematica messa a punto dal settore bancario, infatti, 680 banche e istituti finanziari possono garantire a oltre 800 mila aziende – l’80% delle quali sono piccole e medie – ancora più automazione, velocità di esecuzione, sicurezza e convenienza. Il recente recepimento della direttiva europea sui sistemi di pagamento, inoltre, apre la strada del CBI anche agli “Istituti di Pagamento”, ossia ai nuovi intermediari non bancari che con la PSD potranno offrire servizi di pagamento. All’evento hanno preso parte, tra gli altri, il Direttore Generale ABI e Presidente Consorzio CBI, Giovanni Sabatini, il Direttore CNA Roma, Lorenzo Tagliavanti, l’Assessore alle Attività Produttive della Regione Lazio, Pietro Di Paolantonio e il Vice Direttore Generale Politiche Internazionalizzazione e Promozione Scambi, del Ministero per lo Sviluppo Economico, Anna Maria Forte. ●

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Fisco e cittadini: intervista a Di Geronimo

Agenzia delle Entrate Calabria: Italia leader per strumenti telematici A Vibo una giornata dedicata ai servizi a disposizione dei contribuenti per accorciare tempi e distanze di

Rosalba Paletta

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rescono e si migliorano i servizi telematici a disposizione dei cittadini contribuenti. Tanto da fare dell’Italia il Paese leader in Europa e nel mondo per gli strumenti on line utilizzati dall’amministrazione finanziaria al fine di accorciare tempi e distanze con l’utente. E’ stato questo il tema affrontato nell’ambito dell’importante convegno che ha avuto luogo a Vibo Valentia, presso il Complesso Valentianum: “Gli strumenti telematici dell’Agenzia delle Entrate e delle Pp.Aa”. Entratel, Fisconline, Posta Elettronica Certificata,

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Cassetto Fiscale, Profilo Utente: sono soltanto alcuni dei servizi presentati nel corso della giornata. L’evento è stato voluto dal Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate della Calabria, Antonino Di Geronimo, ed organizzato con il patrocinio della Camera di Commercio di Vibo Valentia e dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Calabria e Basilicata. A spiegarci gli obiettivi della giornata tecnica è stato proprio il Direttore Di Geronimo, che a margine del convegno ci ha detto: «L’importanza sta nel fatto che tramite i servizi che oggi presentiamo l’attività dell’Agenzia delle Entrate va sempre più in direzione del contribuente, si avvicina a lui e migliora l’offerta di servizi a lui destinata. L’obiettivo

dell’Amministrazione Finanziaria è – ha proseguito il direttore dell’Agenzia delle Entrate calabrese – quello di orientare la collettività all’utilizzo di strumenti sempre più qualificati e interattivi, che consentano di dialogare con la Pubblica Amministrazione, ma anche con i singoli cittadini, in modo semplice e immediato nello sforzo comune di migliorare il sistema fiscale e, quindi, sociale. Ogni qualvolta la complessità di una pratica sia tale da poter evitare al contribuente di recarsi allo sportello, noi cerchiamo di garantirgli la possibilità di farlo». Si tratta, dunque, di strumenti che semplificano, una volta tanto, la vita del contribuente, con un evidente risparmio di tempo, in molti casi, e di costi: «Abbattere tempi di attesa – ha

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proseguito Di Geronimo – e facilitare il contatto anche a distanza con l’amministrazione finanziaria, in una regione orograficamente complessa come la Calabria, è un ulteriore valore aggiunto per la qualità dei servizi offerti, a testimoniare che lo sforzo dell’amministrazione finanziaria è volto a costruire un rapporto il più possibile facilitato con le sue prerogative da parte del contribuente. In questo possiamo dire con orgoglio che il nostro Paese è all’avanguardia – ha precisato Di Geronimo –. Rispetto all’amministrazione francese, tedesca, americana, per citare degli esempi, siamo molto meglio attrezzati sul fronte telematico, come dimostra il Premio recentemente assegnatoci nell’ambito del Forum Mondiale dei Servizi Telematici delle Agenzia delle Entrate. Questo è da un lato un vanto per la nostra amministrazione – ha spiegato il numero Uno dell’Agenzia calabrese –, ma anche una grossa opportunità per il disbrigo di adempimenti e pratiche da parte del cittadino. Una parte del merito è senz’altro da riconoscersi al ruolo svolto dai

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Fisco e cittadini: intervista a Di Geronimo

ma lo fa: ci risulta, infatti – ha affermato Di Geronimo – che a prescindere dalla tipologia di reddito, più o meno semplice o complessa, gli strumenti telematici siano ampiamente utilizzati dal contribuente. Questo ci porta a pensare e programmare di ampliare ulteriormente questo tipo di offerta in futuro e a migliorare gli strumenti attualmente proposti». Gli interventi tecnici al Valentianum di Vibo sono stati svolti dai dirigenti e dai funzionari dell’Amministrazione finanziaria rispetto a ciascun istituto fiscale, facendo riferimento all’ambito normativo e al campo di applicazione. A chiudere la giornata di lavori il dibattito con i rappresentanti dei principali attori del settore: Commercialisti, Consulenti del lavoro, Notai, e, infine, le conclusioni affidate all’Agenzia delle Entrate. ● professionisti del settore, mi riferisco in particolare ai commercialisti, che sono nostri partner in questo convegno, ma anche ai notai e ai consulenti del lavoro, nel quotidiano lavoro che svolgono. Il loro è un ruolo strategico per diffondere capillarmente l’utilizzo di tali strumenti telematici, la conoscenza degli strumenti. Sono loro a fare da qualificata cerniera fra noi e il cittadino». Che, d’altra parte, dimostra di apprezzare i servizi offerti, come attestano i dati in possesso dell’Agenzia: «Ogni qualvolta il cittadino può utilizzare internet per mettersi in contatto con noi e risolvere un proble-

«Si tratta di strumenti che semplificano, una volta tanto, la vita del contribuente, con un evidente risparmio di tempo, in molti casi, e di costi»

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Agricoltura e sviluppo

La Camera di Commercio di Catanzaro presenta il Rapporto Economico sul settore agricolo Abramo: «La Cenerentola dell'economia regge bene agli urti della crisi. Puntare sulla sua crescita» di

Rosalba Paletta

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’economia agricola della provincia catanzarese regge meglio degli altri settori (industria, commerci, edilizia) agli urti della crisi. Sono, infatti, aumentate del 25% le imprese agricole registrate e attive nel comparto nel decennio che va dal 1999 al 2009. E’ quanto emerge, fra le altre cose, dal Rapporto Economico sul settore agricolo, agroalimentare e ittico nella provincia di Catanzaro presentato presso la Camera di Commercio di Catanzaro. Lo studio è stato realizzato dalla stessa Camera, presieduta da Paolo Abramo, con la collaborazione tecnicoscientifica della Borsa Merci Telematica Italiana. Alla mattinata di divulgazione del rapporto erano presenti il Presidente Abramo; il segretario generale, Maurizio Ferrara; Gianluca Pesolillo e Giampaolo Nardoni di Borsa Merci Telematica S.c.p.a. «Quello agricolo – ha evidenziato Abramo rispondendo alle

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domande di Calabria Economia – è tradizionalmente un settore anticiclico. E’ vero che ha risentito anch’esso negativamente degli effetti della crisi che ha colpito l’economia italiana nel biennio 2008-2009, ma, stando ai dati emersi dal Rapporto, possiamo dire che, pur non crescendo, non arretra in maniera significativa». «Ci auguriamo – ha proseguito Abramo – che le indicazioni conseguenti a questa nostra analisi, che ormai si inserisce in una metodologia di lavoro consolidata, fatta propria dalla nostra Camera di Commercio, ispirata da azioni puntuali di studio e ricerca in materia economica, vengano prese in considerazione da quanti hanno la responsabilità di programmare e indirizzare il nostro sistema produttivo: mi riferisco, ovviamente, agli assessorati provinciali e regionali. Il settore agricolo è senz’altro uno di quelli su cui puntare per potenziare l’economia della provincia catanzarese, sulla quale ho ovviamente maggiore contezza, ma ritengo di poter dire dell’intera regio-

Abramo

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ne». Precisando poi gli aspetti sui quali la Camera di Commercio che porta il nome della Città dei Tre Colli si sta concentrando, Abramo ha aggiunto: «Abbiamo fatto di tutto, e ci siamo riusciti, per proporci in maniera significativa con la nostra posizione all’interno del Comalca, perché la questione della distribuzione è fondamentale nel settore agricolo e agroalimentare. Abbiamo, infatti, acquisito le quote di maggioranza assoluta all’interno dell’organo principalmente deputato al sistema distributivo e in questo quadro segneremo il passo. Altro aspetto significativo sul quale ci stiamo impegnando – ha proseguito il numero Uno dell’Ente camerale – è quello di indirizzare il più possibile le nostre aziende agricole, che come è noto sono di portata medio-piccola anche per via della morfologia dei territori, verso un approccio consortile alla produzione e ai mercati». Per aggredire questi ultimi, oltre alla cooperazione, la Camera di Commercio ha segnalato un’altra via, sempre per bocca del suo Presidente: «Il successo che riscuotono produzioni come quella olearia e, in modo particolare, enologica, confermato dalla partecipazione di successo a manifestazioni del taglio di Vinitaly delle nostre aziende, insegna che la

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Agricoltura e sviluppo

strada da seguire è quella della qualità e dell’eccellenza. Proprio il fatto che la Calabria, e la nostra Provincia, non sia vocata alle produzioni estensive (che possono caratterizzare invece la Pianura Padana), deve spingerci a migliorare in qualità, fino all’eccellenza, così da poter aggredire mercati altrimenti inavvicinabili, qualificando l'immagine delle nostre produzioni e rafforzando le nostre imprese». Dal quadro generale del settore agricolo, agroalimentare e ittico emergono, poi, alcune curiosità, illustrate dai relatori della Borsa Merci Telematica Italiana, Nardoni e Pesolillo: le imprese agricole operanti a Catanzaro nel 2009 rappresentano il 16% del totale delle imprese operanti nella provincia, valore in linea con il 16, 8% riscontrato a livello nazionale: il valore aggiunto del settore agricolo locale ha inciso – come emerge dai dati Istat aggiornati al 2007 – per il 4,4% sul valore aggiunto prodotto complessivamente nella provincia di Catanzaro, percentuale che raddoppia la quota del 2,1% fatta segnare dal settore agricolo a livello nazionale. Interessanti considerazioni emergono anche per quanto riguarda l’import - export: pur registrando nel 2009 una forte flessione in valore sia per le esportazioni, sia per le importazioni,

il contributo dell’agroalimentare sulla bilancia commerciale della Provincia di Catanzaro risulta molto elevato, con un valore del 35% circa per le importazioni e del 40% circa per le esportazioni, imputabile principalmente all’industria alimentare. Alcune curiosità, infine, sulle produzioni più diffuse nelle superfici coltivate della provincia catanzarese: l’olivo si conferma al primo posto per superficie coltivata, con 51.123 ettari nel 2008, pari quasi al 70% delle superfici agricole provinciali, e con quasi 350mila quintali di olio prodotti, che fanno di Catanzaro la quarta provincia italiana per produzione olearia, e la seconda, dopo Reggio Calabria, a livello regionale. Senza dimenticare che la regione Calabria è la seconda, dopo la Puglia, a livello nazionale per produzione olearia. Seguono poi alcuni cereali; gli agrumi (in particolari clementine e mandarini); i legumi secchi (fava da granella, utilizzata per alimentare il bestiame); gli ortaggi (la Provincia si posiziona bene per produzione di fragole e cetrioli da mensa). Completando il ragionamento introdotto dalle parole del Presidente Abramo, si conferma positivo il trand del comparto agricolo, che si ispira alle produzioni di qualità, includendo fra queste anche quelle biologiche: sono 7 le produzioni Dop, 2 le Igp e 7 i vini Doc che ‘abitano’ in provincia di Catanzaro. Numero di marchi destinato a crescere con la patata della Sila Igp, in attesa di iscrizione al Registro Ufficiale europeo delle Dop e Igp. ●

attualità

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attualità di

Luca Zema

U

n forte appello alla Calabria è partito venerdì 23 luglio da Catanzaro Lido con la terza edizione di Jonici Food Fest. Circa duecento imprenditori agroalimentari e artigianali della regione si sono associati alla ormai tradizionale battaglia portata avanti dall’Associazione Jonici, e sintetizzata dal motto: “Consuma e Spendi Calabrese”.

Gli Eventi

Nella elegante location del Santa Fe Beach di località Giovino, sotto la nuova e originale veste di una movimentata maratona televisiva, le aziende, i loro protagonisti, le loro storie e le loro aspettative sono stati al centro dell’attenzione. Importanti personalità dell’economia, delle istituzioni, della politica, della cultura, del giornalismo, ma soprattutto i tanti attori del sistema agricolo, agroalimentare e dell’artigianato regionale, si sono ritrovati uniti per parlare di sviluppo, di massima e

rapida valorizzazione del territorio, di recupero di identità, di sfida positiva al federalismo. Consumatori, ristoratori, albergatori, reti commerciali, ma anche turisti e vacanzieri sono stati i destinatari di questo messaggio che l’Associazione Jonici di Catanzaro diffonde da anni, grazie agli strumenti di comunicazione (tv, internet, carta stampata, eventi, premi dal notevole contenuto simbolico), nell’ambito dei due distinti progetti culturali “Consuma e Spendi Calabrese” e “Ma-

“Consuma e Spendi

l’appello di 200 Aziende agroalimentari

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attualità

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attualità gna Grecia Lifestyle”. «Siamo davvero contenti del risultato ottenuto, perché la Calabria migliore si è riunita intorno al nostro messaggio, forte e concreto – ha commentato il portavoce di Jonici, Massimo Tigani Sava –. Solo da una rete consapevole e dalla condivisione di rapporti e sinergie è possibile trarre soluzioni utili allo sviluppo reale di questa regione, superando resistenze ataviche, invidie paralizzanti, conflitti dannosi soltanto per noi stessi, atteggiamenti inutilmente attendistici che sottraggono

Gli Eventi

energie mentre il mondo intorno a noi va avanti. Crediamo che “Consuma e Spendi Calabrese” possa offrire un contributo concreto a questa causa, che sentiamo urgente per la nostra terra, perché punta tutto sulla sua parte sana, produttiva e intraprendente». «Consumare e spendere calabrese – ha proseguito Tigani Sava – è un modo per premiare le tante energie positive che vengono investite in questa terra non facile. E’ giusto, perché è il modo più efficace, diretto e rapido per aiutare le nostre Aziende

Calabrese”: A Catanzaro Lido la grande Maratona televisiva dell’Associazione Jonici luglio/agosto 2010

attualità

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attualità

Massimo Tigani Sava, Domenico Tallini e Wanda Ferro

Giuseppe Galati e Antonio Statti

Ernesto Madeo e l’imprenditore Floriano Noto

Rocco Colacchio e l'assessore regionale Domenico Tallini

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attualità

Raffaele Senatore e Antonio Caridi

Gli Eventi

Florindo Rubbettino e l’imprenditore Giuseppe Speziali

agroalimentari e artigianali a sopravvivere e a crescere, soprattutto in un momento di grande crisi economica. E’ giusto anche sul piano istituzionale e politico, perché ormai il federalismo, almeno sul piano finanziario, è una realtà, e ogni regione deve saper valorizzare se stessa. Con questo appello rivolto ai consumatori vogliamo aiutare le nostre aziende a difendere e a creare posti di lavoro. Non dobbiamo essere una colonia al servizio delle multinazionali, o di quanti non collaborano allo sviluppo vero della regione secondo un modello solidale, capace di distribuire in modo giusto la ricchezza, ma anche di salvaguardare i nostri valori più profondi». «Consumare e spendere calabrese – precisa inoltre Massimo Tigani Sava – fa anche bene, perché nella gran parte dei casi il sistema agroalimentare calabrese è fatto di gente brava e operosa, è integro, trasparente, genuino, rispetta la natura ed è quindi legato ai concetti di sana alimentazione e di dieta mediterranea. E poi è bello, perché i nostri prodotti agroalimentari e artigianali sono figli di culture ultramillenarie e consentono, pertanto, un suggestivo viaggio nella storia. Evidenti, quindi, anche le connessioni con uno sviluppo del turismo finalmente coerente con le nostre potenzialità, oltre che con la tutela

Pietro Molinaro e Wanda Ferro

Nuccio Caffo e l’imprenditore Floriano Noto

dell’identità culturale dei Calabresi, smarrita e troppo spesso umiliata». Jonici Food Fest ha avuto il merito di unire sotto un messaggio corale e dal forte valore mediatico realtà produttive fra le più significative dell’intero territorio calabrese, altrettanti protagonisti del tessuto di microimprese che caratterizzano il sistema economico locale, e istituzioni regionali. Presenti a lanciare l’appello sono stati, fra gli altri: l’assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Caridi; l’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Trematerra; l’assessore regionale al Personale, Domenico Tallini; la Presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, accompagnata dall'assessore al ramo Nicolino Montepaone; il parlamentare Pino Galati; il presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, accompagnato da molti dirigenti dell’organizzazione; importanti e stimati imprenditori quali il dott. Giuseppe Speziali e l’ing. Floriano Noto; il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Paolo Abramo; il presidente di Unioncamere Calabria nonché presidente della Camera di Commercio di Crotone, Roberto Salerno, che era accompagnato dalla dr.ssa Donatella Romeo segretario generale di Unioncamere Calabria e della Camera crotonese; il presidente

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Santo Forti e Santo Frascati


attualità

Roberto Salerno e Paolo Librandi

regionale dei Giovani imprenditori di Confindustria, Nuccio Caffo; il Presidente dei Giovani di Confindustria Catanzaro, Andrea Abramo; il presidente provinciale cosentino dei Giovani imprenditori di Confindustria, Fortunato Amarelli e il suo omologo vibonese, Mario Romano; l'assessore provinciale al Turismo di Vibo, Gianluca Callipo; Amedeo Canale, assessore comunale di Reggio Calabria; l'editore Florindo Rubbettino; Aldo Ferrara, presidente della Piccola industria di Confindustria Catanzaro ed editore di Calabria Economia; il maestro orafo Michele Affidato. E poi imprenditori agroalimentari anche di primissimo piano, tanti che è davvero impossibile menzionarli tutti. Basterebbe ricordare Nicodemo e Paolo Librandi, Ernesto Madeo, Rocco Colacchio, Mario Brogna, Vincenzo e Gianluca Ippolito, Salvatore Lento, Antonio Statti, Raffaele Senatore, Mimmo Fazari, Mimmo Scalise, Giampaolo Celli, Santo Forti, Franco Arlia, Antonio e Tiziana Muraca, Francesco Carvelli, Mauro Colacino, Maricle Zagarella, Francesco Migliarese, Giuseppe Russo, Luigi Canino, Leopoldo Vaccaro, Pasquale Ligarò, Giuseppe Ippolito, Davide Marano, Rocco Morelli, Carlo Bova e Daniela Mancini, Francesco Talarico, Catal-

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Tiziana e Antonio Muraca, e Michele Trematerra

Gli Eventi

Giacomo Giovinazzo e Wanda Ferro

do Malena, Umberto Cimino, Luigi Angotti, Leo Muzzupappa, Ippolito Spadafora, Luigi Caccamo, Franco Tramontana, Antonino Tramontana, Giuseppe Giorno, Salvatore Rota, Francesco Rosso, Tommaso Salazar, Giuseppe De Tursi, Vincenzo Abbruzzese, Pamela Canino, Umberto Cimino, Giovanni Cirillo, Gennaro Condorelli, Davide Marano, Enzo Marascio, Pierino Mellea, Antonio Paonessa, Manolo Pasini, Lucia Talotta Torchia, Maurizio Bisconte, Giovanni Crotti, Salvatore Pangallo, Marco Ferrini e Asun Yanutolo, Francesco Cardone, Alessandro Passalia, Gianluigi Hyerace. Un elenco lungo e molto qualificato, in questa sede ovviamente incompleto. A rendere ancora più centrale nella serata il ruolo svolto dai protagonisti del mondo produttivo i Premi che l’associazione Jonici attribuisce ogni anno a differenti imprenditori e artigiani, con l’obiettivo di riconoscere a tutti e a ciascuno dedizione, impegno, merito per mantenere vive le tradizioni, capacità di espansione commerciale, spirito di sacrificio e legame con il territorio: tutte caratteristiche proprie del mondo imprenditoriale calabrese, e che fanno di questa nostra regione una terra ben diversa da quella che per stereotipo, o per comodo uso ►

Eugenio Mosca, Nicola Montepaone e Wanda Ferro

Mimmo Fazari e Giuseppe Galati

Giuseppe Speziali e Francesco Migliarese

Carlo Bova, Daniela Mancini e Andrea Abramo

Salvatore Fioccata e Paolo Abramo

attualità

Roberto Salerno e Gianfranco Manfredi

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Nuccio Caffo e Gianpaolo Celli

Gli Eventi

Francesco Cardone e Antonio Caridi

Maria Teresa Russo e Paolo Abramo

reso noto dopo la pausa estiva. Hanno Palmieri, l’Associazione tra i produttostrumentale, viene descritta generalricevuto il prestigioso riconoscimento ri del Torrone di Bagnara (in attesa di mente. «L’obiettivo del nostro progetto di Cavaliere dell’Ordine Jonico: FloIgp: presente il produttore Francesco – ha concluso Massimo Tigani Sava, rindo Rubbettino, protagonista di priCardone); l’Associazione di tutela e portavoce di Jonici –, è comunicare e mo piano del mondo dell’Editoria, “per per la Dop dell'olio extra vergine di olidiffondere un concetto fondamentale non aver smarrito, nonostante la portata va "Colline Reggine" (era presente per lo sviluppo culturale, sociale ed ormai nazionale della sua realtà, il legal'agronomo Alessandro Passalia, peeconomico della terra in cui abbiamo me con il territorio”; Nuccio Caffo, delraltro responsabile della Conasco-Op). scelto di vivere: non siamo secondi a la Caffo Liquori “per aver valorizzato Paolo Librandi delle Cantine Librandi nessuno per potenzialità produttive, per di Cirò Marina (Kr); ricchezza di tradizioni, Gianluca, Vincenzo jr. e per bellezza e generosità Vincenzo Ippolito, delle del territorio. Sta a noi Cantine Ippolito 1845 di però trasformare tutto ciò Cirò Marina (Kr); Antoin benessere diffuso, in lanio Statti, delle Cantine voro per i nostri figli, in Statti di Lamezia Terme; prospettive sostenibili per Giacomo Giovinazzo, dila nostra crescita econorigente del settore promomica. “Consuma e spendi zione del Dipartimento calabrese” è un appello Agricoltura della Regione che rivolgiamo a tutti Calabria, per l'attività inquanti possono, per ciò tensa svolta e per la forte che è di loro competenza, carica umana. Un saluto è con un semplice gesto andato al direttore generaquotidiano, premiare il lale del Dipartimento, Prof. voro della nostra terra e Giuseppe Zimbalatti. A creare condizioni per un ricevere il Premio “Mabenessere più diffuso ed gna Grecia Lifestyle” equo. Fare una scelta con- Il presidente Wanda Ferro, Pietro Molinaro e l'assessore regionale Antonio Caridi (vedi articolo a parte, ndr) sapevole, preferire ogni attraverso una delle sue ultime produrealizzato, per questo progetto distinto, volta che è possibile, dai supermercati zioni, il liquore Arabesh, la cultura delle dal compianto amico dell’associazione ai ristoranti e ai bar, i prodotti calabresi, minoranza etno-linguistica albanese”. A Jonici, nonché valentissimo artigiano mettere le aziende calabresi nelle condiricevere il Premio “Jonici 2010”, realizceramista cirotano, Luigi Parrilla, zioni di essere più forti e presenti sul zato dal famoso Maestro orafo crotonesono stati: Ernesto Madeo, dell’omomercato, è il modo più efficace, diretto, se Michele Affidato, sono stati: per la nimo salumificio, nonché presidente del rapido e utile per aiutare la nostra ecoCamera di Commercio di Reggio CalaConsorzio per la promozione e valoriznomia e costruire un futuro migliore per bria, presieduta da Lucio Dattola, e di zazione dei Salumi Dop di Calabria; Setutti noi». Ecco ora alcune delle Aziencui è segretario generale l'avv. Antonio natore Vini di Cirò Marina (Kr), nella de premiate. L’elenco definitivo verrà

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attualità

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Giuseppe Galati e Saveria Sesto

Gli Eventi

Nuccio Caffo e Cataldo Malena

persona del dottor Raffaele Senatore; presidente della cooperativa Salvatore Enrico Pirro, Pasta Pirro di Corigliano Pangallo e da Giovanni Crotti; CantiCalabro (Cs), con premio ricevuto dal na Malena con Cataldo Malena; Gaedirettore commerciale Umberto Cimitano Cianciaruso, presidente Consorno; Mimmo Fazari dell'Olearia San zio di Tutela Vini Cirò Doc e Melissa, Giorgio di San Giorgio Morgeto (Rc); premio ritirato da Francesco Carvelli, Panificio Colacchio con Rocco Colacresponsabile settore promozione del chio che è anche il responsabile del setConsorzio e anche direttore della Cantore agroindustria di Confindustria Catina Val di Neto; Bergarte di Mosè Dilabria; il Salumificio Cozac, nella persona del Presidente Pietro Molinaro; Santo Forti, del conservificio Attinà di Reggio Calabria, premiato da Santo Frascati, della Progetto 5 Comunicazione Integrata di Villa San Giovanni; Fratelli Muraca di Cicala (Cz), Antonio e la nipote Tiziana; Pastificio Calabria di Salvatore Fioccata di Zagarise (Cz); Azienda agricola Fangiano, con Marco Ferrini e Asun Yanutolo di Nocera Terinese (Cz); Giam- Amedo Canale, Aldo Ferrara e Andrea Abramo paolo Celli, TuttoCalabria conservificio di Marcellinara (Cz); retto di Varapodio (Rc); Laboratorio Caseificio Macrì di Vito Macrì, di SaTecnologico “Qualità, sicurezza degli triano Marina (Cz); Francesco Migliaalimenti e nuove tecnologie”, Qua. rese, dell’azienda agricola familiare Sic.A.Tec., della Fondazione MediterBruno Migliarese e figli; Gennaro ranea Terina, rappresentato dalla proCondorelli di Dolcon (Catanzaro); fessoressa Maria Teressa Russo; Apicoltura Calabria Produce di Carlo Gianfranco Manfredi, giornalista Bova, e Daniela Mancini di Amaroni enogastronomico; Saveria Sesto, agro(Cz); Cantina di Bova rappresentata dal noma; Locanda Cocintum, nella perso-

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Emilio Leo e Wanda Ferro

na del dott. Eugenio Mosca; Luigi Caccamo, Artigiano della ‘nduja di Spilinga (Vv); Mauro Colacino della Colacino Wines di Rogliano (Cs). Altri premi, della serie “Magna Grecia Lifestyle”, progetto ad hoc finalizzato anche alle fondamentali connessioni con l’offerta turistica, sono stati consegnati successivamente a: Salvatore Lento, delle Cantine Lento di Lamezia Terme; laboratorio artigianale ‘A navetta di Lamezia Terme; Casa Vinicola Criserà di Reggio Calabria, nelle persone di Franco ed Enzo Tramontana; Cantine Du Cropio in memoria del padre del titolare Giuseppe, l'agronomo Giovanni Ippolito grande esperto di vitivinicoltura. Il premio “Magna Grecia Lifestyle” ha notevole rilevanza rispetto alla costruzione di un’offerta turistica della Calabria basata sulla piena valorizzazione delle sue potenzialità storiche, culturali ed enogastronomiche. Premiati con una maschera apotropaica, realizzata da un abile artigiano di Seminara (Rc), Enzo Ferraro, i titolari dell’elegante Santa Fe Beach che ha ospitato l’evento, Mimmo e Renata Staffa, premio consegnato dall’onorevole Mimmo Tallini, assessore al personale della Regione Calabria. Un ►

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attualità Riconoscimento Speciale realizzato dal Lanificio Leo, dell’arch. Emilio Leo (già Cavaliere dell’Ordine Jonico 2009), è andato a Wanda Ferro, Presidente della Provincia di Catanzaro: una pregevole stola in lino biologico, testimonianza dell’antica arte della tessitura che in Calabria raggiunse vette assolute. Un ringraziamento è stato tributato ai Cavalieri dell’Ordine Jonico delle precedenti edizioni, 2008 e 2009: Mimmo Scalise; Nicodemo Librandi; Pietro Molinaro; Daniele Rossi; Gianvito Casadonte; Mario Brogna; Giovanni Cirillo; Emilio Leo; Mario Laporta; Gianluigi Hyerace; Pino Orrico. Alla consegna dei premi hanno collaborato la vice presidente dell’Associazione, Rosalba Paletta, e la componente del direttivo, Rita Macrì. Entrambe hanno anche realizzato le interviste utili per la messa in onda degli speciali tv previsti dalla maratona televisiva. Le diverse elaborazioni grafiche connesse alla manifestazione sono state a cura del socio Gianluca Muzzi. La terza edizione di Jonici Food Fest, infatti, è stata caratterizzata, tra l’altro, da un’intensa attività promozionale svolta sui principali quotidiani della regione, peraltro in un periodo dell’anno, l’estate, particolarmente importante per l’assimilazione della battaglia culturale “Consuma e Spendi Calabrese”. Durante l’evento, cui hanno preso parte alcune centinaia di persone, sono state degustate diverse specialità agroalimentari calabresi (vini, liquori, salumi, formaggi, sott’oli, conserve di ogni tipo, olio extravergine, crostini con creme e patè, morzello, frittelle…). A tal proposito l’Associazione ha ringraziato in maniera particolare la Guglielmo Caffè, la Gelateria Callipo, la Genius gastronomia. Per la parte tecnica è stato rivolto un apprezzamento alla Artes Lucia, nella persona di Marco Cerminara, e alla Planet Multimedia di Emanuele Gambino. ●

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Gli Eventi

In alto: l'assessore regionale Michele Trematerra e Massimo Tigani Sava. Al centro, da sin.: Michele Trematerra, Ernesto Madeo, Rocco Colacchio, Santo Frascati, Salvatore Fioccata, Santo Forti e Wanda Ferro. Foto in basso a destra: Giuseppe Speziali e Floriano Noto

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attualità

Gli Eventi

Al grande Cetto La Qualunque il premio Magna Grecia Lifestyle Il geniale Antonio Albanese incontrato da Jonici a Villa San Giovanni. Il riconoscimento anche allo scienziato Mauro Ferrari, esperto di nanotecnologie di

Luca Zema

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'Associazione Jonici di Catanzaro ha riconosciuto al grande artista Antonio Albanese, in arte Cetto La Qualunque, una genialità e un patrimonio di valori tali da meritare il premio Magna Grecia Lifestyle. La significativa riproduzione del pinax locrose realizzata dal compianto ceramista Luigi Parrilla di Cirò Marina, gli è stata consegnata a Villa San Giovanni,

durante la conferenza stampa organizzata dalla Calabria Film Commission per parlare del film “Qualunquemente” firmato dal regista Giulio Manfredonia. L'appuntamento con i giornalisti si è svolto giovedì 29 luglio all'Altafiumara Hotel. La straordinaria occasione di incontrare l'amato interprete del citatissimo Cetto La Qualunque, è stata data dalla presenza sulla costa tirrenica calabrese del cast di “Qualunquemente”, impegnato a girare le ultime scene. Nel corso dell'incontro con i giornalisti, coordinato dal presidente di Film Commission, il giornalista Francesco Zinnato, il portavoce di Jonici, Massimo Tigani Sava, e il presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, hanno spiegato le ragioni dell'assegnazione ad Albanese di un premio che vuole suggerire al mondo uno stile di vita magnogreco. Il Magna Grecia Lifestyle parte dalla Calabria, terra apparentemente arretrata e di fatto emarginata dai principali circuiti economici e culturali, per proporre universalmente uno stile di vita magnogreco quale alternativa alle degenerazioni della globalizzazione che tutto sembra voler uniformare, omologare e appiattire, come nel caso della dieta quotidiana, degli alimenti di cui ci nutriamo.

Uno stile di vita a misura d’uomo che ha le sue profonde radici nell'immenso patrimonio culturale e storico di una regione antichissima. «In Calabria – ha spiegato Massimo Tigani Sava ad antonio Albanese – si può vivere nutrendosi di cibi genuini, bevendo acqua pura, passeggiando fra boschi incontaminati, respirando aria fresca, tuffandosi in un mare trasparente, ascoltando il silenzio dei piccoli centri urbani, senza smarrire valori importanti quali la solidarietà, l’amicizia, la famiglia, il rispetto della parola data e della stretta di mano, l’amore per la cultura e per la natura». «Se guardiamo allo stress, allo smog, all’inquinamento, all’imbarbarimento degli stili di vita di tante aree iper industrializzate e tecnologizzate, oltre che al fallimento di assetti economico-sociali disumanizzanti – ha aggiunto Tigani Sava – non siamo certo noi calabresi i più arretrati. Il Magna Grecia Lifestyle è una risposta a quanti nel pianeta intero stanno cercando nuovi punti di riferimento». Il lancio al mondo del progetto culturale “Magna Grecia Lifestyle” si è concretizzato con la consegna a diverse personalità ed esponenti del mondo produttivo e della cultura, e quindi anche ad Antonio Albanese, della riproduzione di un pinax locrese raffigurante la scena di

Antonio Albanese

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Gli Eventi

Molinaro, Albanese e Tigani Sava

Dioniso che, con un evidente tralcio di vite sulla spalla ricco di grappoli, porge un calice di vino a Persefone: una delle possibili dimostrazioni che in Calabria il concetto di qualità della vita, collegato soprattutto alla terra e ai suoi prodotti, ha radici ultramillenarie. La riproduzione del famosissimo pinax locrese (una terracotta votiva risalente alla mirabile stagione delle colonie magnogreche) consegnata a Cetto La Qualunque è stata resa più preziosa con finiture in oro zecchino, ed è stata realizzata in serie numerata dal compianto ceramista di Cirò Marina (Crotone) Luigi Parrilla. Alla breve ma suggestiva cerimonia, nel corso della quale Antonio Albanese ha espresso parole di compiacimento, è intervenuto anche il presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, che ha donato all'artista un grande cesto di prodotti agroalimentari calabresi di eccellenza, a testimonianza della battaglia per la filiera agricola tutta italiana firmata dagli agricoltori. Una riproduzione del pinax locrese è stata consegnata anche al giornalista Francesco Zinnato per la positiva scelta di Calabria Film Commission di partecipare

alla realizzazione del film “Qualunquemente”. Nella motivazione dell'attribuzione del premio ad Albanese si legge: «Un grande artista contemporaneo. Con le sue mirabili parodie ha descritto meglio di chiunque altro le atmosfere di una Calabria tanto straordinaria e bella, quanto assurdamente incapace di valorizzare le proprie immense potenzialità». «Antonio Albanese – ha affermato pubblicamente Massimo Tigani Sava – è un artista geniale. Con il suo personaggio Cetto Laqualunque è riuscito, più di ogni altro, a spiegarci la Calabria, a raccontarcela, a descriverne sia le distorsioni sia le occasioni sprecate in termini di sviluppo». Nel comunicato stampa ufficiale distribuito da Calabria Film Commission e da Fandango per la conferenza stampa, Antonio Albanese ha affermato: «Portare Cetto La Qualunque al cinema è stata un'idea eccitante e vagamente incosciente. Proprio per questo abbiamo deciso di realizzarla. In questi anni Cetto La Qualunque è stato per me, e per lo sceneggiatore Piero Guerrera, una straordinaria lente di ingrandimento che ci ha permesso di mettere a fuoco quello che succedeva nel nostro sud e

nel resto del paese. Un modo per raccontare tutto quello che non ci piace e per mettere in guardia su cosa potrebbe accadere. Cetto ci ha dato il grande privilegio di ridicolizzare comportamenti e modelli, che per molti saranno furbeschi e vincenti, ma per noi sono solo ignoranti e patetici. Il desiderio è dunque quello di raccontare con questo film un pezzo ingombrante della nostra realtà con la comicità. Uno dei linguaggi più complessi e misteriosi che abbiamo a disposizione. Il film è per noi un omaggio ad una terra che amiamo e vorremmo proteggere e difendere. Ridere dunque, per esorcizzare e per recuperare voglia di andare avanti. Nella speranza che Cetto La Qualunque diventi col tempo solo una macchietta e non uno specchio fedele dei nostri tempi». Il premio Magna Grecia Lifestyle è stato ricevuto da un altro importante artista, il grande musicista della taranta Ambrogio Sparagna, nel novembre scorso a Catanzaro, durante una tappa del Festival d'Autunno diretto da Tonia Santacroce. Altri riconoscimenti “Magna Grecia Lifestyle” sono stati assegnati il 23 luglio scorso, a Catanzaro Lido, nel corso

Rosalba Paletta e Mauro Ferrari

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attualità della terza edizione di Jonici Food Fest, a numerosi e coraggiosi esponenti del mondo agroalimentare calabrese (vedi altro articolo su questo stesso numero, ndr). Il “Magna Grecia Lifestyle” era giunto quest'anno anche a Verona, dove nel corso della prestigiosa kermesse del Vinitaly, era stato attribuito alle Cantine Ippolito 1845 di Cirò Marina (Kr) per la nuova etichetta “160” anni, giudicata un modo molto riuscito e originale di valorizzare, tra tradizione e innovazione, il gaglioppo, il principe dei vitigni autoctoni calabresi. Inoltre, il premio “Magna Grecia Lifestyle” è stato consegnato nei giorni scorsi a Soverato, dalla vice presidente di Jonici, Rosalba Paletta, a un grande scienziato. «E’ proprio nella Magna Grecia che nacquero le teorie filosofiche sugli atomi, che ancora oggi sono alla base delle nostre ricerche. Tornare qui, nei nostri giorni, per noi, è come proseguire naturalmente, nel tempo e nei luoghi, un percorso iniziato migliaia di anni fa. Vi sono profondamente grato per questo riconoscimento». Con queste parole il professore Mauro Ferrari, scienziato illustre noto in tutto il mondo per le sue ricerche nel campo delle nanotecnologie applicate alla medicina, ed in particolare all’oncologia, ha ricevuto dall'associazione Jonici il “Magna Grecia Lifestyle”. Il professore Ferrari, cittadino onorario di Gagliato (Cz), presidente del dipartimento di Oncologia di Houston in Texas e presidente dell’Associazione Scientifica “Nano Gagliato” costituita in memoria del compianto Magnifico Rettore Prof. Salvatore Venuta, da anni vive e opera in America, senza smarrire quello che l’associazione Jonici riconosce, appunto, come Magna Grecia Lifestyle. La cerimonia è avvenuta nella splendida cornice di Villa Ersilia, a Soverato (Cz), il 29 luglio scorso, nel corso di un elegante momento conviviale basato sulle eccellenze del paniere enogastronomico calabrese. ●

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attualità

Gli Eventi

A "Jonici Food Fest" le creazioni di Michele Affidato

Il grande orafo crotonese: “E’ importante avere un ruolo sociale” di

Rita Macrì

A

ll’impatto della crisi globale, purtroppo ancora in atto e con ricadute molto negative sul piano sociale, secondo i massimi esperti di economia resiste solo chi si oppone ai suoi effetti nefasti perseguendo la strada dell’eccellenza. E in Calabria produttori che realizzano veri e propri “tesori” di alta qualità ne possiamo vantare tanti. Molti di loro erano presenti al Santa Fe Beach di Catanzaro Lido la notte del 23 luglio per mettere in vetrina ciò di cui possono vantarsi in tutto il mondo: circa 200 aziende del settore agroalimentare hanno partecipato, infatti, alla terza edizione di Jonici Food Fest e alcune di esse sono state premiate con le preziose opere realizzate a mano dal maestro orafo crotonese Michele Affidato. Jonici Food Fest, giunta alla sua terza edizione, è l'iniziativa estiva dell'Associazione Jonici, incentrata sulla esposizione dei due importanti progetti culturali messi in atto: "Consuma e Spendi Calabrese" e "Magna Grecia Lifestyle". A Crotone, città ben conosciuta per il “Made in Calabria”

anche nel settore dell’oreficeria, c’è chi si distingue per l’utilizzo di tecniche e materiali che caratterizzano la produzione e la tradizione del territorio. Tra i testimoni di questa cultura orafa d’eccellenza, in alcuni casi poco frequentata nella contemporaneità, si colloca il nostro conterraneo Michele Affidato, che ha portato e continua a portare avanti la sfida di interpretare tecniche e materiali per poi dimostrare che gli antichi saperi possono avere un’estetica contemporanea, in un confronto ideale tra passato, presente e futuro, facendo emergere l’arte e la qualità quali elementi strategici. Grazie alle sue creazioni d'arte sacra, Michele Affidato, ha collezionato ben 13 incontri con i Papi, circa la metà con Papa Giovanni Paolo II e la restante parte con l'attuale Pontefice Benedetto XVI il quale, nell'udienza generale organizzata in Piazza San Pietro, ha benedetto la cornice teca creata per ornare la sacra effige della Madonna del Pozzolìo. La sacra effige, posta nella omonima chiesetta che segna artisticamente il passaggio dal modello bizantino a quello normanno. A proposito dell’esperienza in Vaticano Affidato racconta: «Ogni opera d’arte sacra

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Gli Eventi

Da sinistra: Affidato, Tigani Sava e Molinari

che realizzo è una nuova menzione. Ho avuto il piacere di essere ricevuto 13 volte dal Papa, ma ogni volta è come se fosse la prima. Ricevere elogi, soprattutto dal Santo padre, è molto gratificante. L’arte sacra mi sta regalando molte soddisfazioni come quella arrivata dal V Convegno ecclesiale dei vescovi della Calabria. In tale occasione ho donato un bassorilievo in argento a Sua Eminenza, cardinal Camillo Ruini, con il quale avevo intrattenuto già altre collaborazioni in passato per eventi importanti presso la Santa sede. Rapporti che mi hanno portato ad entrare a stretto contatto con altri alti prelati come: il cardinale Angelo Bagnasco, presidente Cei; il cardinale Giambattista Re, prefetto della Congrega dei vescovi; Sua Eccellenza Piero Marino, cerimoniere di Giovanni Paolo II prima, e di papa Benedetto XVI dopo. Ma le mie creazioni non si esauriscono nella sola arte sacra. Creo – ha precisato Affidato – anche linee di gioielli greco-bizantini che ricalcano le mie origini, ma sono anche alla ricerca costante di nuovi modelli di oreficeria moderna. Per questo ho ricevuto spesso apprezzamenti dal mondo della cultura, del giornalismo

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e dello sport». A tal proposito occorre evidenziare che il maestro orafo crotonese ha creato diversi premi per importanti manifestazioni in tutta Italia, e gioielli per personalità del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura, di cui ne ricordiamo solo alcuni: presidente Carlo Azeglio Ciampi, Nobel Rita Levi Montalcini, Nobel Lech Walesa, Gloria Gaynor. «Ho collaborato per grandi eventi – ha evidenziato Affidato – con creazioni per: l’ultima edizione del Festival di San Remo, la signora Franca Ciampi, per Rita Levi Montalcini, Gloria Gaynor, Lech Walesa e tanti altri. Proprio a Crotone, la mia città, sono stato premiato dal direttore di Raiuno, Mauro Mazza, un vero amico, durante il Meeting del mare». Michele Affidato non si tira indietro quando si parla di beneficenza e partecipa volentieri agli eventi che possono i meno fortunati: «Ho lavorato alla creazione di alcuni gioielli che sono stati donati per una raccolta di beneficienza volta ad aiutare i bambini malati di tumore dell’ospedale Rizzoli di Bologna; un’iniziativa che ha coinvolto tanti altri artisti di calibro nazionale e internazionale tutti impegnati ad aiutare la ricerca.

Con Rita Levi Montalcini, attraverso la sua fondazione, abbiamo collaborato e realizzato una maratona di beneficenza in favore delle giovani donne africane dove sono stati messi all’asta i miei gioielli. Accetto sempre con favore questi inviti e partecipo volentieri perché credo sia importante avere un ruolo nel sociale, impegnandosi attivamente nei confronti di chi dalla vita non ha avuto il massimo. È un modo diverso di mostrare l’altra faccia della Calabria e di Crotone che hanno tanto da offrire all’Italia e al resto del mondo». L’orafo di fama mondiale con le sue dichiarazioni continua a dare ulteriormente dimostrazione di come sia diventato un testimonial prezioso della sua città, Crotone, e della Calabria intera; una persona che colpisce per la sua umiltà, per la sua caparbietà, per la voglia di fare. Un uomo che nasconde l’anima del grande artista e le sue gratificazioni, gratificano anche noi calabresi, che possiamo vantare professionisti di tale levatura che hanno il merito di far apprezzare la nostra regione al mondo intero, visto che il suo impegno nell’arte orafa riscuote sempre grande successo e alta considerazione. ●

attualità

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Agenzia delle Entrate ed Equitalia insieme per contrastare l'evasione Di Geronimo: «In Calabria abbiamo fatto molto, anche grazie ad Equitalia, ma possiamo fare di più» di

Rosalba Paletta

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a riscossione coattiva dei tributi è stata al centro dell’incontro tecnico tra i vertici regionali dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia Etr S.p.A., nella sala “Antonino Scopelliti” della Direzione Regionale delle Entrate a Catanzaro. Erano presenti il Direttore Regionale degli Uffici dell’amministrazione finanziaria calabrese, Antonino Di Geronimo, e il Direttore della Rete territoriale Calabria Equitalia, Luigi Calandra. Al tavolo anche il dottor Silvestre Coco e la dottoressa Maria Concetta Panaro. L’evasione da riscossione continua ad essere per il nostro Paese uno dei tarli maggiori che incide sullo stato di salute del bilancio. Per tentare di ridurre tale disfunzione sono all’opera le agenzie dell’amministrazione finanziaria, che agiscono sul territorio nazionale, sul piano della prevenzione, dell’accertamento, del recupero spontaneo e, poi, coatto dei tributi evasi. Per fare questo si è andata consolidando negli anni, e dal 2005 in particolare (anno in cui la riscossione

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dei tributi è andata in mano pubblica), l’individuazione di strategie d’azione più mirate per la riscossione. Fra queste ha dato grossi risultati il maggiore e migliore coordinamento fra Agenzia delle Entrate ed Equitalia, che ha prodotto, in base ai dati comunicati nel corso dell’incontro, significativi risultati Da sinistra: Calandra, Di Geronimo e Panaro sul piano della riscossione erariale in Calabria, giunti addirittustrumenti - sia di tipo cautelare, sia esera al raddoppio nell’ultimo triennio: una cutivo - previsti dalla normativa vigente regione, la nostra, dove ancora la forbice – ha proseguito il Direttore regionale – , si fra il credito vantato e quello riscosso è intende assicurare un servizio da rendere ancora molto ampia. «In particolare – ha al cittadino contribuente nel rispetto delle spiegato il Direttore regionale dell’Agenprerogative di legge. Si è fatto tanto, ma zia delle Entrate, Di Geronimo – la conciò che possiamo fare in Calabria è ancotinuità razionale dell’azione di accertara molto». «C’è da dire – ha aggiunto il mento e di riscossione, la filiera della Direttore della Rete territoriale Calabria riscossione, messa in atto rispettivamente Equitalia, Luigi Calandra – che, anche dall’Agenzia e da Equitalia, ha permesso grazie ad una normativa che si è andata di iscrivere a ruolo situazioni di solvibilisnellendo, i risultati, pure in una Regione tà, indicandole come priorità, e non di tracome la nostra, non sono tardati ad arrivasmettere, come in passato, elenchi di soli re. Questo non può che essere da sprone, numeri che nella maggior parte dei casi ovviamente, per mettere a punto ulteriori non permettevano allo Stato di recuperare metodologie che ci aiutino a restringere il i crediti vantati. La logica che guida oggi margine fra credito vantato dallo Stato e Agenzia e funzionari è quella di considecredito effettivamente riscosso dall’amrare ogni iscrizione a ruolo per ciò che è, ministrazione pubblica. In questo senso verosimilmente, per la reale solvibilità che la collaborazione sempre più puntuale, dimostra. Bisogna mettere Equitalia nella che siamo qui a ribadire e consolidare con condizione di riscuotere, e non limitarsi ad questo incontro, fra Equitalia e l’Agenindicare una serie di cifre, cui non faranno zia delle Entrate, non può che favorire mai seguito azioni di recupero. Il carattere tale percorso». L’attività di riscossione spiccatamente operativo della riunione – coattiva, incidendo direttamente e positiha affermato ancora Di Geronimo – , a cui vamente sulla complessiva azione di prehanno partecipato anche i referenti delle venzione e contrasto all’evasione fiscale, strutture provinciali dell’Agenzia delle può nel tempo perseguire un indiscutibile Entrate e di Equitalia Etr S.p.A., è il preprincipio di equità, ed è in tale ottica che supposto e il riflesso di questa collaborala Direzione Regionale dell’Agenzia delzione strutturata e concepita per rafforzare le Entrate della Calabria ha programmato iniziative tese a garantire lo svolgimento appositi incontri periodici, che seguiranno di tutte le attività necessarie a tutelare adenel tempo, con i vertici regionali di Equiguatamente la pretesa erariale. Puntando sull’utilizzo integrato e sistematico degli talia Etr S.p.A.. ●

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flash news Piccola industria di Catanzaro Ferrara: "Un Patto provinciale"

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i è riunito, nei giorni scorsi, il Comitato di Piccola Industria di Confindustria Catanzaro, con la partecipazione del Presidente Aldo Ferrara, di tutti i rappresentanti delle Sezioni Mercelogiche dell’Associazione nonchè di alcuni docenti universitari, esperti in Economia e Gestione delle Imprese. L’incontro si è rivelato molto interessante e proficuo per i tratti innovativi che caratterizzeranno il programma che si intende attuare in stretta collaborazione con il mondo scientifico ed accademico. L’obiettivo, ha dichiarato il Presidente Aldo Ferrara, è di pianificare un vero e proprio Patto per la Competitività delle PMI del territorio provinciale, intervenendo su alcuni fattori strategici endogeni ed esogeni del contesto produttivo al fine di determinare una concreta e più ampia crescita, sui mercati extra regionali, del nostro sistema economico ancora troppo legato ad una logica di ristretto perimetro regionale ed incapace di offrire un adeguato percorso di sviluppo. Infatti, un territorio, quale quello calabrese, continua Ferrara, marginale e lontano dalle opportunità dei grandi mercati, Ferrara con pochi abitanti, un reddito pro- capite esiguo ed una Pubblica Amministrazione non adeguata alle nuove esigenze dell’economia, impone una presa di coscienza complessiva ed un’azione di svolta a 360° con il superamento dei confini territoriali grazie anche al supporto delle nuove tecnologie. Alzare l’attenzione sulle diverse leve di competitività è una scelta obbligata, sottolinea Ferrara, e non più rinviabile anche in considerazione dei contesti federali in via di attuazione; in questa direzione la sinergia con il mondo accademico si rivela centrale ed indispensabile, in una logica di rete, al fine di individuare iniziative progettuali innovative ed azioni concrete finalizzate a supportare la crescita dimensionale delle nostre imprese. Si partirà, a breve, con una diffusa azione di sensibilizzazione nei confronti del sistema delle imprese, anche per comprendere quanto e come, in un momento di rapida evoluzione dei sistemi economici, le nostre aziende siano effettivamente attrezzate rispetto alle nuove e complesse sfide che caratterizzeranno gli scenari futuri. Sul versante esterno, conclude Ferrara, molte sono le attese e le aspettative rispetto al nuovo Governo regionale, il cui Presidente Scopelliti, sin dai primi passi, ha dimostrato determinazione, voglia di cambiare ed idee chiare in ordine alle priorità da affrontare per imprimere una “rivoluzione” culturale, amministrativa e strategica adeguata alle drammatiche questioni che caratterizzano, ormai da troppo tempo, la Calabria. In tale direzione, fondamentale appare, ciò che lo stesso Governatore Scopelliti ha rimarcato, la riorganizzazione degli apparati della burocrazia regionale al fine di garantire snellimento, semplificazione ed efficienza. ●

Plauso di Unioncamere Calabria per l’iniziativa promossa da Coldiretti “Un Giro d’Italia per combattere messaggi poco chiari e contraffazione”

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’Unione regionale delle Camere di Commercio della Calabria guarda con interesse al progetto “Una filiera tutta agricola e tutta italiana” promosso da Coldiretti ed in particolare all’iniziativa “Giro d’Italia della contraffazione” che ha visto la realizzazione nella giornata di ieri, mercoledì 7 luglio, di un presidio di imprenditori agricoli e cittadini, presso il porto di Gioia Tauro. In particolare il porto di Gioia Tauro è stato scelto quale luogo simbolico poiché crocevia di forti contraddizioni tra potenziale sviluppo e rischi di contraffazione, soprattutto per quanto riguarda la provenienza dei “succhi di agrumi” ed altre derrate alimentari che, giungendo dalle aree del mondo più disparate, vengono introdotti sul mercato come prodotti italiani con danni derivanti dal furto di

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identità e di immagine, dalla sottrazione di valore aggiunto ai produttori agricoli, dalla dubbia qualità con rischi per la salute dei consumatori. «L’iniziativa di Coldiretti è di grande valore – ha affermato il Presidente dell’Unione regionale delle Camere di commercio della Calabria Fortunato Roberto Salerno – perché riporta all’attenzione di tutti, opinione pubblica ed istituzioni, due fattori indispensabili nella sfida competitiva internazionale: l’etica e la qualità. Il deficit di responsabilità che si è verificato dopo l’abbattimento delle frontiere ha minato la sicurezza dei mercati fomentando la concorrenza sleale come quella basata sui falsi. Tale problema, di per sé già rilevante per le nostre imprese, diventa ancora più grave quando attiene al settore agroalimentare poiché la qualità dei cibi può avere anche effetti de-

leteri sulla salute dei consumatori. Sempre nell’ambito dell’etica si colloca l’altro problema portato all’attenzione durante il presidio organizzato da Coldiretti presso il porto di Gioia Tauro, ossia lo sfruttamento dei lavoratori agricoli extracomunitari che, invece, dovrebbero essere valorizzati quali risorse indispensabili per il rilancio del settore agroalimentare calabrese in un percorso di trasparenza e legalità che deve coinvolgere gli imprenditori, i consumatori, le associazioni di categoria e le istituzioni». «La valorizzazione delle nostre produzioni agroalimentari di qualità – ha concluso Salerno – rappresenta la chiave per uscire dalla crisi economica e per vincere la sfida dell’internazionalizzazione a beneficio delle imprese calabresi e dei consumatori nonché dello sviluppo dell’intera regione». ●

flash news

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flash news Comunicato

BANCA POPOLARE DEL MEZZOGIORNO: Roberto Vitti nuovo Direttore Generale

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l Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare del Mezzogiorno, appartenente al Gruppo BPER (Banca popolare dell’Emilia Romagna) ha deliberato con decorrenza 2 agosto 2010 la nomina a Direttore Generale dell’Istituto di Roberto Vitti. Il neo Direttore sarà affiancato nella guida operativa della Banca dal Condirettore Generale Massimo Mancini. Ravennate, 59 anni, Roberto Vitti proviene dal Gruppo BPER all’interno del quale negli ultimi due anni ha diretto la Banca Popolare di Ravenna, realtà locale di 66 sportelli e circa 500 dipendenti. Porta con sé una esperienza bancaria trentennale iniziata nel 1976 presso un Istituto di credito nazionale con incarichi sul territorio nazionale, per approdare nel 1991 alla Banca Popolare di Ravenna dove ha ricoperto nel Vitti tempo le funzioni di Capo Area mercato, Capo Area Fidi, Vice Direttore Generale con funzioni di Capo Settore Fidi Affari Sviluppo e dal luglio del 2008 il ruolo di Direttore Generale. «Esprimo la mia stima e fiducia, rivolgendo un augurio al nuovo Direttore Generale Vitti - ha dichiarato il Presidente dell'istituto Francesco Lucifero. Una nomina che va a potenziare la struttura dirigenziale della Banca a vantaggio di un maggior presidio e impulso delle strategie di mercato». Il neo Direttore Generale condurrà la Banca Popolare del Mezzogiorno verso gli importanti traguardi fissati dal Piano Industriale di Gruppo 2009-2011 che vedono l’Istituto protagonista del sistema del credito del Mezzogiorno, principale punto di riferimento per famiglie e piccole e medie imprese. ●

Presa di posizione di Ance Cosenza "Preoccupano i ritardi nei pagamenti"

«Il continuo amplificarsi e diffondersi del fenomeno del ritardo dei pagamenti verso le imprese da parte della Pubblica Amministrazione – afferma il Presidente di ANCE Cosenza Natale Mazzuca – rischia di minarne la solidità e la sopravvivenza stessa, in particolare delle aziende di costruzioni, rendendo sempre più difficoltosa la programmazione delle attività imprenditoriali». «Questa situazione – ha proseguito il Presidente dei costruttori cosentini- rappresenta un freno al rilancio dell’attività del settore, in quanto sottrae liquidità alle imprese edili, per di più in un momento di gravissima crisi economica e di forte contrazione del credito bancario». «Ed è per questo che ANCE Cosenza – ha aggiunto il Presidente Mazzuca – ha inteso avviare un monitoraggio puntuale del fenomeno tra le aziende associate, in modo da raccogliere ogni indicazione utile a dettagliare e quantificare il problema». Dal sito internet di Confindustria Cosenza (www.confindustria.cs.it), infatti, è possibile scaricare le schede di rilevamento e denunciare così i casi di lavori interessati da gravi ritardi nei pagamenti. «E’ una iniziativa che implementeremo anche in futuro – ha concluso il Presidente di Ance Cosenza Natale Mazzuca – perché vogliamo tenere sotto continua osservazione la situazione. Solo così saremo nelle condizioni di poter rappresentare con maggior forza agli Organi preposti ed alle Amministrazioni interessate la situazione di forte disagio in cui versano le nostre imprese e di avanzare proposte che contribuiscano a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla liquidazione dei crediti vantati». ●

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flash news

Il Presidente Scopelliti ha presentato il progetto con “Bocconi” e “Luiss” per la scuola di alta formazione

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l Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – ha espresso grande soddisfazione per l’accordo con le Università “Bocconi” e “Luiss”, presentato oggi, a Roma, nella sede delle Delegazione regionale. Valorizzare i giovani calabresi fornendo loro l’opportunità di diventare un elemento qualificante del sistema produttivo regionale e garantire così lo sviluppo socioeconomico del territorio. Questo l’obiettivo alla base dell’accordo pluriennale che prevede la realizzazione della Scuola di Alta Formazione della Calabria con la partnership di Sda Bocconi School of Management e Luiss Guido Carli, attraverso la Luiss Business School e la School of Government, primarie istituzioni di comprovata fama internazionale e leader nella formazione manageriale. La fase di “start up” di tale accordo prevede l’attivazione di due programmi Master rivolti ai giovani calabresi: il Master in Management per le Aziende Sanitarie della Regione Calabria (Mimas-RC) ed il Master in Management Pubblico (MmpRC). Nell’ambito dei due master, Sda “Bocconi” e “Luiss Guido Carli” svilupperanno il progetto formativo anche attraverso la valorizzazione delle specifiche competenze maturate e presenti all’interno del sistema delle Università della nostra Regione: l’Università della Calabria, l’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria e l’Università degli studi "Magna Græcia" di Catanzaro. Il MiMas-RC ed il Mmp-RC saranno aperti a candidati nati in Calabria, di età non superiore ai 35 anni, in possesso di laurea magistrale, o a ciclo unico in qualsiasi disciplina, ed interessati a sviluppare una conoscenza specifica dei temi rilevanti per il management delle aziende sanitarie e delle istituzioni collegate al settore sanitario (con riferimento al MiMas-RC) e per il management delle amministrazioni pubbliche e le istituzioni collegate al settore (per il Mmp-RC). ●

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flash news Bruxelles:

Barbara Matera (PDL) entra nella “super” Commissione

“Orgogliosa e onorata”, così si definisce l’Eurodeputata Barbara Matera che è tra i soli quattro esponenti del Popolo della Libertà che rappresenteranno l’Italia nella “super” Commissione europea sulle sfide politiche e le risorse finanziarie per il dopo 2013. Il 16 giugno, infatti il Parlamento europeo ha istituito questa nuova Commissione speciale e temporanea (della durata di un anno) per definire le priorità che il Parlamento europeo vorrà indicare alla Commissione ed al Consiglio per definire il nuovo quadro legislativo che durerà presumibilmente fino al 2020. L’Onorevole Matera, con il Capo delegazione Mario Mauro e degli Onorevoli Giovanni La Via e Vito Bonsignore, sarà tra i pochi Deputati ad avere il compito e la responsabilità di indicare i temi concreti su cui l’Unione europea dovrà portare una risposta alle preoccupazioni dei cittadini europei nei prossimi anni. Una Commissione strategica che spazierà dalla decisione in merito a quante risorse i singoli Stati membri devono destinare all’Europa a come queste risorse dovranno essere investite, in quale misura, rispetto alle priorità emergenti. Alla Commissione speciale sono attribuite nello specifico le seguenti competenze: a) definire le priorità politiche del Parlamento per il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dopo il 2013, sia in termini legislativi che di bilancio; b) valutare le risorse finanziarie necessarie all'Unione per conseguire i suoi obiettivi e attuare le sue politiche nel periodo dal 1° gennaio 2014;  c) definire la durata del prossimo QFP;   d) proporre, in conformità di tali priorità e obiettivi, una struttura per il futuro QFP, indicando i principali settori di attività dell'Unione;   e) presentare orientamenti per una ripartizione indicativa delle risorse tra le varie rubriche di spesa del QFP e nell'ambito delle stesse, in linea con le priorità e la struttura proposta;  f) precisare il collegamento tra una riforma del sistema di finanziamento del bilancio dell'UE e una revisione della spesa in modo da fornire alla commissione per i bilanci una solida base per i negoziati sul nuovo QFP. «Sarà determinante – precisa la Matera – confrontarci con i rappresentanti del Governo, delle Regioni e degli organismi rappresentativi degli interessi nazionali, per portare avanti posizioni il più possibile condivise per il bene di tutta l’Italia in Europa». ●

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LEGACOOP CALABRIA

Approvato il bilancio annuale Venerdì 8 luglio si è svolta la direzione regionale di Legacoop Calabria. Nella direzione, introdotta dal Presidente Giorgio Gemelli, è stato approvato il bilancio annuale dell'Organizzazione ed è stato presentato il monitoraggio annuale, realizzato da Coopfond SpA, del sistema di imprese cooperative aderenti a Legacoop in Calabria. Sul monitoraggio e sull'analisi dello stato delle imprese cooperative aderenti a Legacoop Calabria, redatto e illustrato dal Direttore dell'area Rapporti con i territori di Coopfond SpA, Dottor Alfredo Morabito e dalla Dottoressa Barbara Moreschi, si è innestata la discussione riguardo al programma dell'Associa- Gemelli zione per i prossimi mesi che, tra l'altro, vedranno Legacoop Calabria impegnata nella preparazione del Congresso Regionale. L'intenso e impegnativo programma di attività dei prossimi mesi, è finalizzato in particolar modo a sostenere alcuni importanti processi di sviluppo e consolidamento intrapresi dalle cooperative aderenti per traguardare questa complessa fase economica non stando in difesa, ma costruendo azioni volte a promuovere innovazione, apertura verso mercati diversi e integrazioni tra imprese in relazione agli orientamenti dei mercati alle caratteristiche delle imprese aderenti e agli strumenti predisposti da Legacoop Nazionale e dagli strumenti del sistema Legacoop.Nel corso della riunione sono state individuate per ogni settore le principali linee di attività da implementare nei prossimi mesi tenendo conto della dimensione delle imprese cooperative, della distribuzione nel territorio regionale, delle opportunità che si prospettano e degli strumenti di sistema che Legacoop ha messo a punto per favorire lo sviluppo delle cooperative aderenti e la promozione di nuova cooperazione. Particolare attenzione verrà data allo sviluppo di progetti nel settore dell'energia e dei servizi per il risparmio energetico e la cogenerazione, alle attività turistiche e culturali e alle attività per l'attuazione del welfare e dei servizi alla persona mediante la costruzione e l'intensificazione dei rapporti di rete con il sistema nazionale di imprese cooperative per favorire la spinta propositiva che dalle cooperative può venire per superare questa difficile fase economica in Calabria e consolidare il sistema cooperativo che può dare, come in altre regioni, un importante contributo allo sviluppo dell'economia regionale per la sua capacità di patrimonializzazione, per lo stretto legame con il territorio e, non da ultimo, per la capacità di coniugare economia e centralità della persona. ●

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marketing & Management

Web 2.0:

quando la comunicazione supera le convenzioni di

Angela Caridà

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n’azienda che si relazioni al mercato in maniera moderna dovrà puntare alla piena soddisfazione dei bisogni del proprio cliente sorprendendolo con proposte sempre più consone al suo stile di vita ed alle sue esigenze. Quanto più l’azienda è in grado di comprendere in modo preciso ciò che desidera il proprio consumatore e di tradurre questi desideri in prodotti servizi specifici, tanto più sarà in grado di costruire e mantenere nel tempo il suo vantaggio competitivo. Nell’economia della conoscenza, la competizione e la produzione di valore non si giocano solo sugli asset tangibili, ma sull’informazione e sulla comprensione del cliente ottenute grazie allo sviluppo di una relazione duratura, che trascende dalla mera transazione economica e concerne fiducia ed aspetti emozionali. La diffusione delle nuove tecnologie e del web in particolare, offrono molte possibilità in tal senso, configurandosi come un vero e proprio breakthrough nei rapporti tra consumatore ed azienda. L’espressione web 2.0, usata ed abusata al limite della confusione, non identifica un nuovo marketing in rete, quanto

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Le principali modalità di comunicazione offerte dalla rete One-to-many: replica il modello di comunicazione tipico del broadcasting dei media tradizionali in cui i contenuti sono pensati per un pubblico indistinto. Questo tipo di comunicazione può essere veicolata attraverso l’inserimento di banner in un portale o attraverso un sito web aziendale che offre unicamente informazioni istituzionali sull’impresa. One-to-one: promuove il modello di comunicazione tipico della personalizzazione di massa i cui contenuti sono pensati per segmenti sempre più specifici di clientela. Strumenti come la casella mail o i configuratori di prodotto (Nike o Fiat) rendono effettivo il principio della mass customization. Many-to-many: promuove l’interazione tra consumatori e tra consumatori ed impresa. Quest’ultima si configura come uno dei possibili nodi della rete in grado di mettere in relazione i consumatori. Attraverso i social network ed il passaparola che trova spazio nei blogs gli internauti condividono conoscenze, esperienze ed informazioni rendendo la community un interlocutore interessante per le imprese.

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marketing & Management

piuttosto le nuove e molteplici opportunità che la rete offre al marketing ed alle imprese. Il web mette a disposizione dell’impresa una serie di strumenti flessibili per l’analisi del mercato e per l’implementazione delle relazioni con il cliente, della diffusione delle informazioni, della progettazione di prodotti e della distribuzione tramite piattaforme di e-commerce, che avvalendosi di sistemi di rating danno visibilità ai giudizi degli utilizzatori offrendo una informazione trasparente e di qualità. La rete agisce sulla dimensione comunicativa ed innesca meccanismi di interazione che superano le logiche della comunicazione unidirezionale (dall’impresa al mercato) consentita dai mass media tradizionali. Da diversi anni la comunicazione d’impresa ha assunto una nuova valenza; il processo di comunicazione non è più inteso come mera pubblicità e comunicare non significa più solo intervenire, influenzare ed orientare il comportamento del potenziale consumatore ma innescare risposte emozionali. All’advertising classico, finalizzato alla comunicazione-coinvolgimento-persuasione dei consumatori, subentra l’advertainment, comunicazione del brand spesso di tipo shock, che punta, da un lato, ad intrattenere i destinatari creando per loro contesti esperienziali e dall’altro ad incoraggiarne la condivisione delle conoscenze e delle esperienze stesse. Tale nuova dimensione conferma come il consumo vada configurandosi sempre di più non come un’azione fine a stessa quanto piuttosto un’attività ludico/ricreativa e multisensoriale guidata dalla capacità dei prodotti e delle imprese di stimolare la fantasia e suscitare emozioni. Se in passato l’uso del testo scritto veicolato tramite e-mail, pur raggiungendo un vasto target, riduceva in maniera sostanziale la ricchezza del contenuto comunicativo del messaggio, oggi la navigazione in forma ipertestuale e la multimedialità1 dei contenuti combinano il potenziale informativo e la ricchezza dei testi con il contatto e la customizzazione del messaggio, ricreando ambienti virtuali sempre più simili ai contesti della comunicazione reale. Lo spazio ipermediale in qualità di contenitore di dialoghi e relazioni, riconosce la centralità del consumatore, vero e proprio produttore di contenuti da pubblicare e scambiare, che diviene una preziosa fonte di informazione per il miglioramento dei rapporti tra mercato e impresa e per l’implementazione dei processi di innovazione di prodotto. 1

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buone ragioni per promuovere la web Communication ● ● ● ● ● ● ● ●

Nuove opportunità di business. Comunicazione ampia, personalizzata ed interattiva. Disponibilità di feedback da parte dei consumatori Agevole misurazione dell’efficacia della campagna comunicazionale (click-through). Costo di produzione e distribuzione dell’informazione tendente a zero seguito da grandi ritorni economici. Rapidità dell’aggiornamento. Memorizzazioni delle conversazioni. Innovazioni tecnologiche facilitano l’accesso al web ampliando il mercato dell’impresa.

Sfruttando le potenzialità informative e l’interattività, la comunicazione in rete offre all’impresa l’opportunità di conoscere in profondità i consumatori e di impostare con loro una relazione di lungo termine attraverso una proposta di valore originale costruita sulla base dei loro interessi e dei loro comportamenti. Un recente sondaggio di McKinsey Quarterly2 rivela che le aziende credono sempre di più nel web 2.0 e nei suoi strumen►

Abbina in un medesimo spazio testi, suoni, video luoghi di interazioni sincrona come chat, lavagne condivise, videoconferenze ecc.

Global survey “How companies are benefiting from Web 2.0“, pubblicato il 2 settembre 2009. Il sondaggio è stato svolto su un campione di 1.700 aziende in tutto il mondo in differenti settori. Il 69% del campione ha dichiarato di aver tratto benefici tangibili dall’utilizzo degli strumenti del web 2.0. che vanno dal miglioramento dell’efficacia del loro marketing, all’aumento del tasso di soddisfazione nella clientela fino alla riduzione dei costi correlati al marketing. Cfr.: www.mckinseyquarterly.com 2

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marketing & Management

ti, indicando con estrema chiarezza i benefici ed i traguardi raggiunti attraverso il loro utilizzo. Con ciò non si vuole considerare il web 2.0 una bacchetta magica in grado di trasformare i semplici utenti web in clienti, infatti, il 74% del campione interpellato, sottolinea come l’efficacia e la misurabilità dei benefici possano diventare consistenti solamente se integrati ad altre forme di interazione con il target. La possibilità per l’impresa di trarre valore dal web si lega alla sua capacità di trattenere i navigatori sul proprio sito, implementando strategie in grado di elevare la brand awareness e la loyal community e convertire i semplici navigatori in utenti registrati, membri attivi e acquirenti. Brand noti e sconosciuti lanciano video attraverso YouTube, inseriscono informazioni e curiosità sui prodotti nelle proprie bacheche e pagine di MySpace, Twitter, Facebook stimolando la conversazione e l’interazione con i propri clienti attraverso i meccanismi di diffusione virale, all’interno dei quali sono gli stessi processi interattivi tra i membri della comunità virtuale che spingono all’utilizzo del prodotto-servizio influenzando le scelte dei consumatori. Nascono quindi nuovi tipi di marketing non convenzionale che mirano a promuovere forme di dialogo con il singolo entrando in contatto e sfruttando contemporaneamente l’organizzazione dei consumatori e l’interazione che si sviluppa tra loro. Su questo terreno, la competizione è aperta e le sue modalità variano di minuto in minuto, attingendo a risorse di conoscenza, di fantasia, di fiducia che vengono dalle community, dagli utenti, prima ancora che dalle imprese. ●

Gli strumenti promozionali sul web Sito aziendale. Banner (striscione): annuncio all’interno di uno spazio grafico ben identificato contenuto in un sito web. Si apre ogni qual volta si accede ad una specifica pagina web. Utilizzato con finalità informative relative all’impresa e/o al prodotto può assumere una vera e propria forma interattiva. Link sponsorizzato: proposto all’interno di siti generalisti (motori di ricerca) o specialistici. È meno invasivo del banner e permette di collegare la sponsorizzazione alle informazioni ricercate in rete (parole chiave). Interstitizal: si inseriscono tra due pagine di navigazione di un sito e costituiscono un passaggio obbligato per il navigatore che non può eluderli (pop up) analogamente alla pubblicità sui media tradizionali. E-coupon: programmi fedeltà o promozioni on line da utilizzare per ottenere sconti per l’acquisto di prodotti in rete ma anche nei canali distributivi tradizionali. Minisiti: creati in funzione di una particolare occasione come il lancio di un prodotto (es. Vernel Cristalli), hanno una durata temporanea, focalizzano la comunicazione su contenuti specifici, selezionano il target e permettono eventuali differenziazioni rispetto al sito istituzionale. Wom: passaparola contagioso, potenziato dal web (blog, forum, e-mail), rappresenta il canale principale di traffic driving ai siti web, infatti, più del 65% dei consumatori arriva ad un sito web guidato dal passaparola. I protagonisti in questo caso sono gli internauti in qualità di propagatori del messaggio.

* Dottorando di ricerca in Economia e Management in Sanità - UMG Catanzaro

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La possibilità per l’impresa di trarre valore dal web si lega alla sua capacità di trattenere i navigatori sul proprio sito »

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economia

Analisi congiunturale

GLI EFFETTI DELLA CRISI SULL’ECONOMIA DEL MEZZOGIORNO La sfavorevole congiuntura non ha risparmiato il Sud. Nonostante ciò esistono ancora delle “isole felici”

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he la situazione dell’economia italiana, così come quella internazionale non sia rosea è ormai noto. Ma come stanno andando le economie territoriali e, in particolare quelle delle regioni, delle provincie e dei comuni del Mezzogiorno? A questo può rispondere la ricerca PIL Occupazione/Valore Aggiunto, giunta alla sua ottava edizione curata dall’Osservatorio Regionale Banche – Imprese di Economia e Finanza, con sede a Bari, di concerto con la Fondazione Istituto Guglielmo Tagliacarne di Roma, che pubblica lo studio sui dati relativi alla ricchezza prodotta e all’occupazione impiegata anche per tutti i comuni del Mezzogiorno per l’anno 2009 e in serie storica per le ripartizioni territoriali di ordine superiore (oltre che per i macro comparti di attività economica; agricoltura, industria in senso stretto, costruzioni, servizi). Fra il 2008 e il 2009 come è noto la nostra economia è stata interessata da notevoli difficoltà i cui effetti, pur diffusi su tutto il territorio, hanno tuttavia inciso sui territori in maniera disuguale, portando ad una penalizzazione delle aree più deboli del Paese (Mezzogiorno in particolare), con conseguente accentuazione del divario rispetto alle regioni del Centro-Nord. Dalla ricerca completa, (che debitamente corredata di note metodologiche e illustrative sarà resa disponibile a pagamento attraverso il sito internet dell’Osservatorio: www.bancheimprese.it). emergono alcuni tratti di un certo rilievo. Come già si accennava in precedenza, la crisi generale che ha investito il Paese ha colpito indiscriminatamente tutto il Mezzogiorno in modo più o meno omogeneo senza eccezione alcuna.

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Analizzando il dato sul Prodotto Interno Lordo, le regioni caratterizzate dalla variazione complessiva più negativa sono l’Abruzzo e la Basilicata (-6,0%) seguite dalla Puglia (-5,9%) e dalla Campania (-5,6%). Nel complesso l’intero Mezzogiorno presenta risultati peggiori rispetto al dato nazionale (-5,5% contro -5,0%). Entrando nel dettaglio settoriale delle stime non più del prodotto interno lordo ma del valore aggiunto a partire dal quale si ottiene poi il Pil, si evidenzia quasi esclusivamente la presenza di segni meno anche se di intensità molto diversa fra comparti e territori. Per quanto riguarda il settore primario (attività in cui la volatilità delle valutazioni è sempre particolarmente accentuata a causa sia delle oramai modeste cifre assolute del fenomeno, che della estrema aleatorietà dell’andamento delle produzioni, troppo spesso dipendenti da fenomeni di carattere meteorologico). Se da un lato si evidenziano perdite a due cifre in Basilicata e in Molise (-11,4 e -10,6 nell’ordine), dall’altra si osserva il risultato della Calabria (+7,5) che è l’unica situazione in cui si evidenzia un segno positivo. Una crescita che da sola contribuisce a far sì che il risultato del Mezzogiorno non sia troppo distante da quello della media

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nazionale che registra nello stesso periodo una riduzione del 3,1%. Molto più omogenei e negativi sono i risultati dell’industria. Ovunque la perdita è nettamente superiore alle due cifre e nel complesso decisamente maggiore a quella nazionale (-16,8% contro - 15,1%). In particolare i risultati peggiori si segnalano in Basilicata, con -18,4% e Campania (-17,5%). Una riduzione comparativamente più contenuta riguarda ancora la Calabria la cui perdita comunque sfiora il 14 per cento. Le costruzioni, dal canto loro, chiudono l’anno con una perdita di oltre l’8 per cento (1,4 punti peggio della media nazionale) con un deficit che viene limitato dall’andamento meno negativo (ovviamente rispetto alle performance complessive) dell’Abruzzo che, probabilmente grazie agli interventi post terremoto, perde appena sei decimi di punto rispetto all’anno 2008 contro, ad esempio, un -10,3% fatto segnare dalla Puglia. Circa i servizi, una riduzione meno accentuata rispetto agli altri comparti (-3,9%) penalizza comunque il confronto con il totale nazionale (-2,7%); tutte le regioni, ad eccezione del Molise (che chiude a -1,8%) fanno infatti peggio del Paese nel suo complesso. Particolarmente deludente sono stati, in particolare, i risultati di Puglia, Sicilia e Campania che perdono tutte almeno il 4 per cento in un anno.

Calabria:

«Le costruzioni, chiudono l’anno con una perdita di oltre l’8 per cento 1,4 punti peggio della media nazionale»

Fermo restando il quadro descritto del Mezzogiorno, tutt’altro che esaltante da un punto di vista delle performance congiunturali, emergono alcuni spunti interessanti dall’esame di alcuni aspetti strutturali della situazione economica dei singoli territori del Sud. E’ infatti possibile isolare da questa analisi delle situazioni che, se non proprio di eccellenza, possono essere definite comunque come esempi da prendere a riferimento. Per quanto concerne un primo aspetto e limitando l’osservazione ad alcuni dei numerosi dati contenuti nel Rapporto ed all’ultimo anno della serie (il 2009), dai risultati del calcolo emerge che la regione economicamente più sviluppata del Sud (con un valore medio del Prodotto Interno Lordo per abitante pari a 21.003 euro) continua ad essere l’Abruzzo anche se la “marcia di avvicinamento” all’area centrale del Paese quest’anno ha subito, come già abbiamo visto, un deciso rallentamento. Frenata che comunque non ha impedito di mantenere un ampio margine di vantaggio sulla seconda posizione di questa particolare graduatoria, dove non si colloca più la Sardegna come accadeva negli scorsi anni ma il Molise che con 19.636 euro a persona supera (con un margine di 61 euro) la regione isolana. Nelle posizioni di coda la buona (sempre nel contesto di un anno difficile) tenuta della Calabria ha consentito alla più meridionale delle regioni continentali di recuperare in termini procapite diverse posizioni collocandosi davanti non solo alla Campania (cosa che già avveniva regolarmente da alcuni anni) ma anche (sia pure per un nonnulla) a Puglia e Sicilia. Si tratta comunque di situazioni che anno dopo anno possono mutare a causa del loro addensamento in un “range”di valori piuttosto ristretto. Più in generale si ha a che fare con regioni che, accanto ad alcuni indiscutibili proTav.1 – Variazioni in termini reali del valore aggiunto ai prezzi base per settori di attività economica e del Prodotto Interno Lordo ai prezzi gressi , risentono ancora della presenza Tav.1 – Variazioni in termini di mercato fra il 2008 e il 2009reali del valore aggiunto ai prezzi base per settori di attività di “freni” socio/ambientali massicci non economica e del Prodotto Interno Lordo ai prezzi di mercato fra il 2008 e il 2009 Industria in compatibili con le esigenze di sviluppo Regioni Agricoltura Costruzioni Servizi Totale Pil senso stretto economico dell’area. Abruzzo -6,8 -16,7 -0,6 -3,0 -6,5 -6,0 Un secondo interessante aspetto riMolise -10,6 -17,0 -7,6 -1,8 -5,4 -5,0 Campania -3,1 -17,5 -8,5 -4,0 -6,1 -5,6 guarda i comuni, per i quali si ricorda che, Puglia -3,9 -16,1 -10,3 -4,2 -6,3 -5,9 come di consueto, si deve partire da una Basilicata -11,4 -18,4 -6,3 -3,5 -6,3 -6,0 considerazione: quando si analizzano i Calabria 7,5 -13,6 -8,0 -3,7 -4,1 -3,6 Sicilia -5,0 -17,4 -8,0 -4,2 -6,0 -5,4 dati relativi alle circoscrizioni territoriali Sardegna -1,2 -17,0 -9,6 -3,9 -5,9 -5,4 di ordine inferiore come i comuni1 si eviTotale -2,9 -16,8 -8,1 -3,9 -5,9 -5,5 denzia che le aree corrispondenti ai capoMezzogiorno Italia -3,1 -15,1 -6,7 -2,7 -5,5 -5,0 luoghi di provincia, nei quali in generale E’forse il caso di rilevare che il passaggio dal concetto di valore aggiunto a quello del Prodotto Interno Lordo comporta il calcolo di molte imposte – quasi sempre soggette a traslazione – delle quali sarebbe quasi impossibile ottenere la corrispondente distribuzione a livello comunale. E’questo il motivo per cui i risultati economici dei comuni vengono espressi soltanto in termini di valore aggiunto.

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si suddivide il Mezzogiorno e presenti in tutte le regioni. Tra si concentrano le sedi questi 17 capoluoghi di provincia (il più grande dei quali è di grandi imprese, da un punto di vista demografico è Bari con i suoi circa 320 le attività ammimila abitanti) ma anche comuni di piccolissimo taglio, 22 nistrative e del dei quali con meno di 1.000 abitanti di cui 13 con meno di terziario in gene500 anime registrate nelle rispettive anagrafi. E ancora trenta re, attraggano sul comuni riescono a fare meglio addirittura della media della proprio territorio Lombardia che è la circoscrizione regionale con il maggior flussi di lavoravalore aggiunto per residente. Si tratta di comuni distribuiti su tori pendolari dai 16 province anche in questo caso presenti in tutte le regioni. comuni limitrofi. La In particolare: Gli abruzzesi Atessa, Oricola, Ancarano, Coconseguenza di tali spolonnella, San Giovanni Teatino, Fara San Martino, Castiletstamenti è che si accresce la nti, Alanno, Roccaraso e Fontecchio i molisani Pettoranello produzione del comune di destinazione a scapito dei del Molise, Pozzilli e Campochiaro, i campani Atena Lucana, comuni di residenza dei pendolari, (che ne ricavano coFlumeri, Pratola Serra e Positano, la pugliese Isole Tremiti, i munque un beneficio rappresentato dai redditi percepiti, un lucani Melfi e Viggiano i calabresi Mormanno, Mongiana, Fidiscorso questo che però esula dalle valutazioni sulla ricchezgline Vigliaturo e Serra d’Aiello, la siciliana Priolo Gargallo, za prodotta di cui stiamo parlando). e i sardi Sarroch, Portoscuso, Ottana, Cagliari (unico comune Nella Tav. 2, i valori medi per abitante del valore aggiunto capoluogo di provincia) ed Elmas. delle singole regioni vengono suddivisi in due componenti: da una parte i dati dei comuni capoluoghi e, dall’altra, quelli degli altri comuni globalmente considerati. Tav.2 – Valori medi per abitante del valore aggiunto delle regioni Come si vede, i valori pro capite riferiti alla popoper l’anno 2009 (euro) lazione che risiede nei comuni non capoluogo risultaDI CUI MEDIA no sistematicamente più bassi (e non di poco) di quelli REGIONI COMUNI ALTRI REGIONALE CAPOLUOGO COMUNI calcolati per i residenti nei capoluoghi. Si passa, infatAbruzzo 18.690 23.253 17.339 ti, da uno scarto in meno di circa il 25% in Abruzzo Molise 17.457 23.611 15.642 Campania 14.427 20.715 12.616 a divari dell’ordine del 41-43% in Puglia e Sardegna. Puglia 14.794 22.527 12.755 Per fare un paragone con il resto del paese si può dire Basilicata 16.515 22.751 14.769 che i comuni capoluogo di Abruzzo, Molise e SardeCalabria 14.768 20.978 13.007 Sicilia 14.546 19.476 12.227 gna fanno segnare valori che sono superiori a quelli Sardegna 17.203 23.930 14.152 delle regioni Marche e Umbria quindi molto a ridosso Mezzogiorno 15.161 21.210 13.134 Italia 22.722 n.d. n.d della Toscana e di fatto superiori di una quota compresa fra il 2,4% e il 5,4% rispetto alla media nazionale. Una visione infine sul livello intermedio territoriale fra I comuni capoluogo di Puglia, Basilicata e in misura minore regioni e comuni ovvero le province. A differenza dei dati Calabria, pur collocandosi su livelli inferiori riescono a fare comunali, che si riferiscono soltanto al 2009, quelli su scala meglio dell’Umbria. provinciale si estendono (come d’altronde quelli regionali) a Al di fuori, inoltre, dei comuni capoluogo di provincia vi tutti gli anni del periodo 2001-2009. Interessanti appaiono per sono poi alcune altre circoscrizioni, in questo caso anche di un verso la graduatoria del Prodotto Interno Lordo pro capite piccola dimensione demografica, il cui valore aggiunto per realizzato da ciascuna delle 40 province nell’anno 2009 e per abitante li pone ai primi posti della graduatoria, essenzialmenl’altro gli avanzamenti e le retrocessioni che i valori anzidetti te per due motivi: o perché vi si concentrano attività produthanno registrato, in termini di posti di graduatoria, rispetto al tive così importanti da costituire un polo di attrazione per gli 2001 (con riferimento alle sole province del Mezzogiorno). In abitanti dei comuni contermini, o per la rinomanza acquisita essa figurano due serie di dati: da una parte, la graduatoria del in ragione dell’invidiabile posizione geografica e per ampiezProdotto Interno Lordo pro capite realizzato da ciascuna delle za e qualità dell’offerta turistica. Entrando maggiormente nel 40 province nell’anno 2009; dall’altra, gli avanzamenti o le dettaglio si può parlare di 106 comuni che presentano quanretrocessioni che i valori anzidetti hanno registrato, in termini tificazioni di valore aggiunto procapite superiori rispetto alla di posti in graduatoria, rispetto al 2001. media nazionale dislocati in ben 29 delle 40 province in cui

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Da un primo esame dei valori assoluti riportati nella tavola anzidetta si ha una conferma di quanto già osservato con riferimento ai dati della Tav. 2. E’significativo infatti rilevare che, nella graduatoria delle 40 province ordinate secondo il livello del Prodotto Interno Lordo pro capite, sei delle otto in cui si trovano i capoluoghi regionali compaiono nelle prime 20 posizioni. Più precisamente contrassegnandole con il posto occupato in graduatoria, esse comprendono: Cagliari (2°), L’Aquila (3°), Campobasso (7°), Potenza (12°), Palermo (17°) e Bari (20°). Sorprende, d’altra parte, rilevare che il primo e l’ultimo posto siano occupati da due province sarde, ambedue di nuova istituzione (Olbia-Tempio e Carbonia-Iglesias); così come degno di nota è il discorso che nell’arco degli otto anni considerati la graduatoria abbia subito modifiche superiori o uguale a 10 posti, e ciò sia in senso positivo (come mostrano gli avanzamenti di Oristano, e Medio Campidano) che negativo (come mostrano le retrocessioni di Napoli, Trapani e Carbonia-Iglesias. ●

Analisi completa e ulteriori approfondimenti sono disponibili sul sito www.bancheimprese.it

Tav.3 Graduatoria del Prodotto Interno Lordo pro capite delle province nell’anno 2009 e variazioni di posto registrate rispetto al 2001

NUMERO D'ORDINE 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

PROVINCE OLBIA-TEMPIO CAGLIARI L'AQUILA PESCARA TERAMO CHIETI CAMPOBASSO NUORO ISERN IA CATANZARO SASSARI PO TENZA MATERA SIRACUSA SALERN O AVELLINO PALERMO MESSINA ORISTANO BARI

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PIL PRO PIL PRO SCARTI NELLA NUMERO CAPITE PROVINCE CAPITE GRADUATORIA D'ORDINE (EURO) (EURO) 23.234 1 21 MEDIO CAMPIDANO 16.909 22.002 -1 22 TARANTO 16.873 21.208 3 23 RAGUSA 16.733 21.193 0 24 BENEVENTO 16.626 20.939 0 25 COSENZA 16.604 20.738 -3 26 CALTANISSETTA 16.477 19.957 2 27 LECCE 16.415 19.275 4 28 REGGIO DI CALABRIA 16.412 18.799 1 29 OGLIASTRA 16.274 18.783 1 30 CATANIA 16.256 18.448 -3 31 BRINDISI 16.009 18.252 1 32 FOGGIA 15.986 17.986 3 33 NAPOLI 15.758 17.977 0 34 TRAPANI 15.730 17.969 7 35 VIBO VALENTIA 15.624 17.743 3 36 ENNA 15.560 17.591 4 37 CASERTA 15.528 17.535 0 38 CROTO NE 15.002 17.472 12 39 AGRIGENTO 14.590 17.312 -13 40 CARBONIA-IGLESIAS 14.334

SCARTI NELLA GRAD UATORIA 19 6 -6 3 -1 -1 5 -2 6 -15 -1 1 -13 -11 1 2 -3 -1 0 -11

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Analisi congiunturale

La crisi economica e l’economia della provincia di Catanzaro Una lettura dei dati del Rapporto Unioncamere di

Andrea Ansani

L

a crisi che, nel corso del 2009, ha colpito l’economia italiana ha prodotto i suoi effetti anche sull’economia della provincia Catanzaro, ma tali effetti sono stati, comunque, contenuti da alcune caratteristiche strutturali dell’economia locale, che ne limitano l’esposizione alle fluttuazioni congiunturali. Il prodotto interno lordo (Pil) provinciale nel 2009 è diminuito dell’1,2%. Si tratta di una riduzione inferiore a quella regionale (-3,6%) e nazionale (-5%). In valori assoluti, con un Pil di 6,9 milioni di euro nell’anno concluso, la provincia di Catanzaro si presenta come la terza realtà produttiva della regione, dietro Cosenza e Reggio Calabria. Il Pil pro capite, indice di sviluppo economico, mostra un certo ritardo del territorio: il reddito per abitante (18.792 €) è il più elevato della regione, ma resta nettamente al di sotto della media nazionale (25.263 €). Parole chiave. Pil pro capite: è il rapporto tra Pil (reddito aggregato) e popolazione. Indica il reddito prodotto, in media, da ciascun individuo. È una variabile utilizzata per misurare il livello di benessere economico o, più in generale, il livello di sviluppo di un’economia.

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Il sistema produttivo

Il dato più rilevante nella struttura del sistema economico locale è il ruolo della pubblica amministrazione, il cui apporto al valore aggiunto è più del doppio rispetto alla media nazionale. È evidente che un’economia del genere (“di redistribuzione”), assai dipendente da trasferimenti pubblici, riesce a contenere meglio l’impatto della crisi, rispetto a realtà più legate alle incerte dinamiche di mercato, anche internazionali. Tenendo conto di questa indicazione il valore aggiunto provinciale presenta la composizione riassunta nella Figura 1. In sintesi: ● Il settore agricolo contribuisce alla ricchezza locale per una quota in progressivo declino; ● Nel comparto manifatturiero si nota il più ampio scostamento dal modello nazionale; ● Il terziario dà un contributo superiore sia al dato calabrese che italiano. Esso contribuisce a più dell’80% per cento del reddito prodotto a fronte del 71% del Paese. L’economia catanzarese è, dunque, fortemente terziarizzata. Alcuni settori dalle forti potenzialità, come turismo e attività culturali, pur essendo incluse nel settore dei servizi, presentano una dimensione ancora assai modesta.

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Più in dettaglio, l’analisi del tessuto imprenditoriale della provincia, con oltre 32mila realtà attive nel 2009, rivela che l’economia locale è ancorata ad attività tradizionali, prevalentemente commercio, agricoltura e costruzioni. In un anno il numero di imprese attive sul territorio è diminuito di 1013 unità; questo dato va scomposto, e visto come frutto di sviluppi settoriali diversi in una fase di recessione (Tabella 1): Tabella 1 – Alcuni tassi medi di variazione imprenditoriale (2009/2008), in provincia di Catanzaro e in Italia

Settori produttivi Agricoltura/pesca Attività manifatturiere di cui: - Industrie alimentari - Industrie del legno - Fabbricazione carta - Chimica - Industrie tessili - Mezzi di trasporto Costruzioni Trasporti e logistica Commercio, ingrosso e dettaglio Sanità e servizi sociali Media settori

Catanzaro

Catanzaro 3,7

9,1

6,9

Italia 71

2

Italia -2,4/1,2 -1,7 1,7 -3,4 -2,6 -1,9 -4,7 -2,4 -0,2 -1,9 -0,4 4,3 -0,6%

Fonte: Osservatorio economico della provincia di Catanzaro 2010

Figura 1 - Incidenza del valore aggiunto per settori in provincia di Catanzaro e in Italia (%)

80,3

Catanzaro -0,6/-12,5 -3,6 -4 -2,2 -25 -9,7 -7,5 -13,3 -0,7 -2,5 -2,7 7,2 -1,4%

20,8

La stessa struttura produttiva della provincia vede la netta prevalenza di ditte individuali ed imprese di piccole dimensioni: la grandezza ridotta si riflette in difficoltà operative e finanziarie, che raramente si affrontano con forme di associazione. Le ripercussioni della crisi si avvertono anche negli andamenti di settore. È di esempio il comparto manifatturiero: nel raffronto con il 2007/2008, più della metà delle aziende ha registrato performance inferiori in termini di fatturato, produzione e ordinativi, dovute principalmente al calo della domanda e alle pressioni concorrenziali. I livelli occupazionali sono scesi nel 17% delle imprese del settore – a fronte del 4,8% che ha assunto. Più modesta è la contrazione degli investimenti, in genere effettuati dalle strutture più solide finanziariamente (società di capitali e gruppi di imprese). Più favorevole – come risulta dal confronto nella Figura 2 – appare la situazione del terziario.

► 6,2

Fonte: Osservatorio economico della provincia di Catanzaro 2010

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Analisi congiunturale

Figura 2 – Quote di imprese manifatturiere e di servizi che hanno registrato incrementi negli indicatori di performance, rispetto al 2008 Manifatturiero Terzario

Fatturato

Occupazione

Ordini

Fonte: Osservatorio economico della provincia di Catanzaro 2010

Solamente una minima quota di imprenditori attende incrementi immediati negli indici di performance, mentre molto più numerosi sono coloro che non prospettano assunzioni di personale.

Mercato del lavoro e del credito

La congiuntura negativa manifesta i suoi effetti anche sul mercato del lavoro provinciale. Nel 2009 il tasso di disoccupazione si riduce di 2,6 punti percentuali portandosi all’11,3%. Questa diminuzione (la più alta in Italia) risente soprattutto degli andamenti demografici/migrazioni e dello scoraggiamento delle persone che rinunciano alla ricerca di un’occupazione. Parole chiave. Tasso di disoccupazione: è il rapporto tra il numero di disoccupati e la forza lavoro. Per definizione, i primi includono solo coloro che ricercano attivamente un’attività, e dunque non gli individui “scoraggiati”: un aumento del loro numero riduce il valore del tasso.

Dal lato della domanda di lavoro, diverse imprese (fino al 30% in agricoltura, il 25% nel turismo) denuncia esuberi di personale rispetto ai livelli produttivi, che in tre casi su quattro conducono al licenziamento. Altro riflesso della recessione riguarda i rapporti tra siste-

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ma produttivo e bancario, dato che la diminuzione delle vendite riduce la liquidità delle aziende. Sotto questo aspetto, diverse realtà della provincia – con punte nei trasporti e nelle manifatture – lamentano delle difficoltà, spesso a causa di incassi mancati o rinviati – con un forte peso dei pagamenti in ritardo delle Amministrazioni. Si arriva così ad un irrigidimento nella concessione del credito: in effetti, la maggioranza delle aziende catanzaresi segnala un peggioramento della relazione con le banche, in termini di aumento delle commissioni, dei tassi o delle garanzie, di riduzione del finanziamento. Il dato aggregato mostra, in verità, come i tassi di interesse per le imprese nella provincia si siano ridotti, mantenendo però una differenza significativa con i livelli medi nazionali. Tale divario sarebbe da imputare alla maggiore incidenza delle sofferenze bancarie.

Linee di sviluppo

Tenendo conto delle debolezze ed opportunità dell’economia della provincia di Catanzaro, gli interventi più efficaci per agevolare la ripresa appaiono: ● Il sostegno alla liquidità delle imprese, tramite sussidi che abbattano il costo del debito, o uno sblocco dei pagamenti per le forniture alle Amministrazioni pubbliche; ● Iniziative di semplificazione burocratica, che si traducono in minori costi amministrativi. Altri stimoli all’economia potrebbero giungere dal potenziamento del sistema di infrastrutture, per cui il territorio catanzarese sconta ancora forti ritardi: una più consistente dotazione di reti ferroviarie, bancarie e telematiche, porti (per evidenziare le carenze maggiori) può favorire non solo la produttività e l’espansione commerciale delle imprese esistenti, ma è anche un fattore di attrazione di nuove iniziative. Nell’ottica di un recupero di competitività, un intervento necessario è da farsi per il settore turistico e culturale. L’intera area soffre del carattere “tradizionale” e stagionale dell’offerta, della mancanza di servizi (essenziali e complementari), dell’incapacità di creare strategie comuni o filiere di imprese che valorizzino i prodotti e le risorse locali. Non vanno poi negati i problemi di immagine, che si sommano alla crisi nello scoraggiare i flussi di turisti stranieri. ●

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Quale futuro per il Turismo?

Il Presidente della Sezione Turismo di Confindustria Cosenza Demetrio Metallo propone una riflessione sul settore

G

iugno è stato un mese molto difficile per il turismo calabrese, anche se il settore ha dimostrato leggeri ma importanti segni di ripresa. La congiuntura economica, sta facendo sentire i suoi effetti in questa stagione che appare in affanno. E’ necessario, però, dopo un lustro che non è stato esaltante per la Calabria, ripartire con idee nuove, volte davvero a destagionalizzare e diversificare l’offerta globale di questa terra. Abbiamo appreso che il Parco della Sila possiede l’aria più salubre d’Europa, che la Città di Reggio Calabria è la Metropoli più sana d’Italia. Dobbiamo essere orgogliosi di questi risultati, e soprattutto dobbiamo sapere esaltare l’importanza dei dati rilevati, perché per una volta la Calabria fa parlare di sé in maniera positiva. Crediamo però che proprio in funzione di questi risultati raggiunti, si debba fare uno sforzo corale ed unitario, per mettere in evidenza anche altri fattori e luoghi che possono segnare una svolta allo stallo di un’economia che sta soffrendo. Molte strutture saranno costrette a chiudere già dal prossimo anno se non si interverrà con tempestività. Plaudiamo alla decisione del Governatore Scopelliti che ha deciso di stanziare cospicui fondi per risolvere questo problema. Bisogna però fare presto, intervenendo dove effettivamente ci sono progetti che possono essere già cantierabili. Il Governatore Scopelliti, tra l’altro, ha dato risalto al settore turistico, mantenendo per sé la delega. Siamo certi che il suo entusiasmo sarà determinante anche per cambiare l’immagine di questa terra, mettendo in risalto le eccellenze e le peculiarità positive, attraverso una campagna promozionale che non può più essere fatta senza una programmazione seria con gli operatori del settore e le associazioni di categoria che rappresentano la vera essenza del tessuto economico regionale.

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Metallo

Dopo la pausa estiva, la Sezione Turismo di Confindustria Cosenza, in sinergia con gli altri settori che sono collegati al turismo, chiederà un incontro al Governatore per stabilire un Piano Straordinario di Interventi atti a far decollare l’economia della Regione. La Calabria possiede cultura, gastronomia genuina, montagne salubri, un mare che, anche se non è da bere, si può migliorare e si può rendere più fruibile. Crediamo che non esista una terra con tutta questa offerta. La migliore risposta che si può dare a chi ci accusa di essere “cialtroni” o “spendaccioni”, è quella di dimostrare il contrario di ciò che è avvenuto finora. Per questo, occorre unire le forze economiche di questa Regione, con la cultura e una classe dirigente più attenta ai problemi veri della gente. Gli ultimi ritrovamenti di Temesa ad Amantea, hanno dimostrato che la tesi degli studiosi di archeologia come il Prof. Gioacchino La Torre, è assolutamente vera: sotto la città moderna, esiste l’antica civiltà millenaria che, se portata alla luce, potrà dare inizio ad un nuovo filone di turismo, capace di attrarre un target che fruirà dei servizi tutto l’anno. Occorre reperire fondi per proseguire con gli scavi e l’Ente Regionale non può negare un aiuto concreto. Credo però, che in questa operazione debbano essere coinvolti tutti i politici locali, regionali ed europei, perché non ci possono essere colori politici, non si può fermare la “sete di cultura” che ha la gente di questa terra. Il problema dell’erosione delle coste calabresi, in particolare di quella tirrenica, è ormai diventato un ostacolo non solo per lo sviluppo del turismo, ma spesso per mantenere i numeri già acquisiti, se è vero che il mare rappresenta la risorsa naturale più importante per questa Regione. Siamo fiduciosi e dobbiamo crederci: questa Regione può ancora risalire la china e può diventare ancora la meta preferita del turismo internazionale! ●

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Ambiente e sviluppo

Depurazione in Calabria:

una prima risposta Le decisioni assunte a pochi mesi dalle elezioni dalla Giunta regionale presieduta da Giuseppe Scopelliti

di

C

Simone Puccio

inque milioni di euro di investimenti per 104 interventi in 103 comuni costieri. Sono questi i numeri che ruotano intorno agli interventi della Regione per programmare al meglio gli investimenti sulla depurazione in Calabria. Con la stagione estiva iniziata da tempo, il governo calabrese tenta di intervenire su un settore delicato, cercando di offrire i migliori risultati possibili ai vacanzieri che hanno scelto questa terra. A pochi mesi dalle elezioni, l’impegno dell’esecutivo guidato dal presidente Giuseppe Scopelliti si è concentrato proprio sugli impianti di depurazione che, da sempre, costituiscono uno dei punti deboli della catena ambientale in Calabria. Scarichi abusivi, reti fognarie vetuste e problemi atavici rappresentano altre criticità, sulle quali però occorrerà intervenire con una programmazione ben più complessa.

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economia

I cinque milioni di euro sono stati messi a disposizione dei comuni e degli Ambiti territoriali ottimali, così come evidenziato dal governatore Scopelliti, dall’assessore all’Ambiente, Francesco Pugliano, e da quello ai Lavori pubblici, Giuseppe Gentile. Dei 103 comuni costieri interessati dagli interventi illustrati in conferenza stampa, 34 sono in provincia di Cosenza, 29 nel reggino, 24 nel catanzarese, 9 in provincia di Crotone e 7 nel vibonese. Scopelliti è consapevole che «si tratta di iniziali interventi tampone, dando la possibilità ai comuni costieri calabresi di avere risorse per le esigenze legate alla funzionalità degli impianti. Siamo ben consapevoli che il fabbisogno complessivo è molto elevato e si aggirerebbe intorno ai 300 milioni di euro. Per far questo – ha aggiunto Scopelliti – è nostra intenzione reperire soprattutto fondi comunitari, rimodulando il Por. A breve presenteremo il piano finalizzato ad arginare l’erosione delle coste che prevede una spesa di 38 milioni di euro». Anche l’assessore Pugliano ha sottolineato la necessità di

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Ambiente e sviluppo

Cinque milioni di euro di investimenti per 104 interventi in 103 comuni costieri»

interventi più corposi, ai quali dovranno aggiungersi a breve il servizio di pulizia delle acque superficiali e la realizzazione di un “patto per il mare”. Tra le occasioni di promozione ambientale e turistica, l’assessore Pugliano ha ricordato la Bandiera blu, aggiungendo che sono pochi i comuni che hanno lavorato per ottenerla. La risorsa mare e tutte le sue potenzialità sono state, invece, ricordate dall’assessore Gentile. L’impegno dell’esecutivo è concentrato, dunque, su tutte le realtà costiere, come dimostra anche l’anticipazione di quota parte delle risorse, di cui al decreto legislativo 112/98, al Commissario delegato per l’emergenza ambientale in Calabria per il superamento delle criticità relative al funzionamento della piattaforma depurativa consortile di Siderno, deliberato dalla Giunta regionale. Un impianto che fornisce il servizio di depurazione ai comuni di Locri, Siderno, Antonimina, Gerace e Grotteria. «L’area della Locride – ha affermato Pugliano – riveste nel territorio regionale un ruolo primario per la spiccata vocazione

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«Dei 103 comuni costieri interessati dagli interventi, 34 sono in provincia di Cosenza, 29 nel reggino, 24 nel catanzarese, 9 in provincia di Crotone e 7 nel vibonese»

turistica e ambientale. E alla luce di ciò l’intervento dell’Esecutivo regionale è rivolto a sostenere sia le preziose risorse ambientali presenti che gli operatori turistici locali». Secondo l’assessore Pugliano, «in un periodo di difficoltà economiche globali, risulta sempre più difficile per gli Enti locali assicurare adeguati livelli di servizio ai propri cittadini a fronte di risorse economiche sempre più esigue. Pertanto, la Giunta ha deciso di anticipare, all’ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale in Calabria, un milione di euro per sanare la difficile situazione emergenziale che avrebbe potuto compromettere la salute del mare in questa importante stagione balneare 2010 e consentire di continuare con responsabilità la gestione della piattaforma depurativa consortile di Siderno. Dal canto loro – ha precisato Pugliano – le amministrazioni Comunali di Siderno e Locri, si sono impegnate, attraverso un apposito Piano di rientro, a restituire nei prossimi anni le risorse che oggi sono state anticipate, in modo tale da evitare un costo insostenibile delle tariffe ai propri cittadini e, contestualmente, salvaguardare i posti di lavoro oggi più che mai preziosi». Tra i principali interventi in tema ambientale, infine, la Giunta regionale ha anche approvato l’idoneità alla balneazione, per la stagione 2010, di diciotto chilometri di costa ricadenti in una serie di Comuni calabresi di grande attrattività turistica. Questi tratti di mare erano stati interdetti alla balneazione con deliberazione regionale 177 del 3 marzo 2010, sulla base dei dati del monitoraggio delle relative acque di balneazione condotto dall’Arpacal nella stagione balneare 2009. In seguito ai nuovi campionamenti effettuati dal mese di aprile 2010, per come previsto dal decreto interministeriale di attuazione del D.lgs. 116/08 del 30 marzo 2010, la Giunta regionale ha potuto riaprire alla balneazione questi diciotto chilometri di costa, tra i quali risultano anche zone di grande valenza turistica in importanti centri della Calabria. ●

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economia

Ambiente e sviluppo

Intervista a

Francesco Pugliano

assessore regionale all'Ambiente di

Simone Puccio

«

I

l nuovo Governo regionale ha dato, con immediatezza, la necessaria attenzione al mare calabrese, mettendo in campo delle azioni che mirano a rendere le acque di balneazione e le relative spiagge idonee ad accogliere ogni forma di domanda turistica. Per i 104 comuni costieri sono stati finanziati oltre 5 milioni di euro per rendere più efficiente il sistema depurativo delle acque reflue, in relazione al carico di presenze estive nelle località costiere; ulteriori 650 mila euro per la pulizia delle spiagge da ogni tipo di rifiuto, per renderle più accoglienti e sicure; 1 milione di euro per garantire il servizio di pulizia delle acque costiere con 14 battelli che da 14 porti calabresi assicureranno per 60 giorni consecutivi la pulizia delle acque da ogni tipo di rifiuto solido e liquido». È questo l’impegno dell’assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pugliano, illustrato in un’intervista nella quale si fa il punto sulla situazione calabrese. Un argomento particolarmente delicato, quello dell’ambiente e del mare in particolare, dal momento che la stagione estiva è in corso e nessuno può permettersi di sbagliare ancora una volta.

Assessore Pugliano, l’ex governatore Loiero chiese scusa ai turisti, all’inizio della sua legislatura, per le condizioni del mare. Cosa è cambiato da allora?

«Credo che non sia cambiato molto, non per responsabilità di Loiero, ma perché non abbiamo ancora risvegliato l’orgoglio calabrese per condividere la responsabilità di tutelare e salvaguardare il bene più prezioso che la Calabria possiede, essendo una regione di oltre 700 chilometri di costa e che dovrebbe e potrebbe rappresentare un patrimonio da investire per il futuro dei calabresi. Bisognerebbe, a mio parere, puntare di più su una inversione di rotta culturale, mettendo in campo una incisiva attività di educazione ambientale partendo dalle scuole primarie e secondarie per far conoscere e difendere il grande patrimonio naturale ed ambientale di cui dispone la Calabria».

Nella nuova programmazione del settore, lei ha parlato, nei giorni scorsi, di un “patto per il mare”. Cosa vuol dire?

«Patto per il mare, per me, è ricercare la condivisione e la cooperazione di tutte le energie calabresi verso un obiettivo straordinariamente importante qual è quello di assicurare qualità e sicurezza sanitaria alle acque ed alle spiagge della nostra regione. Il patto dovrà puntare anche a contrastare ogni forma di illegalità ed abusivismo che impediscono il raggiungimento di tale obiettivo».

Di cosa ha bisogno la Calabria per tornare ad essere la regione più ambita per la bellezza delle sue spiagge e del suo mare?

«C’è bisogno, a mio parere, di svegliare le coscienze dei Calabresi e farli sentire attori protagonisti del proprio futuro, pun-

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Pugliano

tando a far riprendere alla Calabria la vetta della graduatoria delle Regioni più attraenti, più amate e più frequentate per le sue peculiarità naturali, culturali, storiche ma anche per la grande capacità e propensione ad essere accogliente». In molte realtà sono presenti impianti di depurazione vetusti, spesso inadeguati, in alcuni casi costruiti direttamente sulla spiaggia. Esiste una scala di priorità per porre fine a questo stato di cose?

«Per intervenire sui difetti strutturali del sistema depurativo il nuovo governo regionale si sta impegnando a mettere il tema della depurazione al centro della riprogrammazione dei fondi comunitari, partendo dalla fotografia della situazione esistente ed individuando azioni e tempi necessari ad intervenire sui ritardi già maturati nei confronti dei termini prescritti dalla Comunità Europea per la realizzazione di efficienti poli depurativi, partendo dai comuni con oltre 15.000 abitanti e completando con quelli sotto i 15 mila abitanti».

Quale deve essere il ruolo degli imprenditori, sia nel settore turistico che in quello ambientale?

«Il ruolo degli imprenditori dovrà essere fondamentale sia nel settore turistico che in quello ambientale. In quello turistico dovranno condividere il patto culturale, in quello ambientale saranno chiamati a compartecipare attraverso i project financing alla realizzazione ed alla gestione dei sistemi di depurazione perché diventino realmente efficienti».

La Calabria è da anni commissariata per l’emergenza ambientale che la contraddistingue, un periodo che sembra possa essere concluso presto. La Regione è nelle condizioni di continuare da sola il percorso di una corretta gestione dei sistemi ambientali senza dovere proseguire con il commissariamento?

«La Calabria credo sia chiamata ad assumersi direttamente la responsabilità della gestione dei sistemi ambientali anche nella fase commissariale per poter assumere la guida del processo di accompagnamento verso la chiusura della stagione delle emergenze in Calabria».

Troppo spesso il nostro territorio è costretto a fare i conti con una miriade di discariche, piccole e grandi, frutto di un mancato rispetto dell’ambiente. Come fare comprendere ai cittadini che questo pregiudica il territorio stesso ma anche la loro salute?

«I cittadini hanno bisogno di politiche formative ed informative perché non vi sono più dubbi sulla diretta correlazione tra qualità dell’ambiente e qualità della vita e, quindi, salute. Anche il tema del ciclo dei rifiuti merita di essere sviluppato per condividere con i Calabresi scelte politiche ed interventi strutturali e culturali che aiutino a migliorare le condizioni precarie in questo settore». ●

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"...Un sogno diventato realtà"

Moda e internazionalizzazione:

il "Made in Calabria" sbarca tra i divi di Hollywood di

Rita Macrì

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nternazionalizzazione”. Un tema molto attuale ed estremamente interessante quello affrontato nel corso un’intervista dallo stilista calabrese impegnato nel settore sposa-alta moda Giuseppe Sarubbo, meglio conosciuto con l’acronimo Giusari. «Dal luglio 2007 – ci ha raccontato – sono state tante le iniziative per rivitalizzare il settore tessile e della moda in Calabria, prima fra tutte l’istituzione della “Camera della Moda della Regione Calabria”, prima regione italiana a dotarsi di un organo operativo che si prefigge la tutela, il coordinamento, la diffusione ed il potenziamento del “Made in Calabria” nel mondo. Durante un periodo di incertezze produttive e di instabilità di mercato, enti ed aziende si sono unite in sinergia per aggredire il mercato puntando all’internazionalizzazione». L’imprenditore catanzarese Sarubbo, in questa “cordata regionale” per lo sviluppo internazionale della Regione Calabria, ha agito in prima linea nel settore alta-moda con il progetto “Giusari White Revolution”. Lui, insieme ad altre aziende come Tommaso Strangis di Lamezia Terme, La Sposa Chic by Catapano di Cosenza, Lino Valeri di Gioiosa Ionica e Monterosso di Catanzaro, hanno raggiunto un primo successo con la partecipazione a “Sì-SposaItalia” di Milano, la maggiore manifestazione internazionale nel settore sposa e cerimonia. «La “cordata” – ha precisato Giuseppe Sarubbo – in questo periodo di crisi ha avuto come obiettivo l’unificazione degli sforzi, utilizzando le risorse offerte dagli Enti per organizzare un rilancio produttivo». «Per raggiungere lo scopo – ha detto Sarubbo – sono state avviate iniziative al fine di facilitare i rapporti tra Aziende ed Istituzioni, nello specifico parlo di Unioncamere e Regione Calabria; fare rete è importante per conquistare i mercati internazionali, senza disperdere energie che invece devono essere convogliate per il bene “

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comune. Il passo successivo sarà consorziare le aziende in una realtà settoriale e regionale che renda più veloce ed agevole il dialogo fra gli Enti e gli altri settori produttivi. Il prossimo importante obiettivo è l’inserimento nell’economia canadese. Un passo in questa direzione lo abbiamo fatto grazie all’iniziativa, svoltasi nel novembre 2009, organizzata dalla Camera di Commercio di Catanzaro, tramite la sua azienda “Promo Catanzaro”, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale del capoluogo di regione e la Camera di Commercio Italiana in Canada, Vancouver Edmonton Calgary. La manifestazione è stata una vera e propria “Missione Economica”. Tutti noi stilisti pensiamo che per la prima volta è stato organizzato un evento che ha avvicinato il settore agroalimentare a quello della moda e dell’oro per far conoscere anche in Canada il made in Calabria di qualità». «Attraverso tali missioni – ha specificato Sarubbo – si riesce a portare alto il nome della creatività e della manualità nel ricamo e nelle creazioni sartoriali, valorizzando il lavoro dei laboratori calabresi che, in questo momento di forte crisi economica, hanno bisogno di allargare i propri confini e approdare in nuovi mercati. L’evento canadese è stato possibile grazie alle Istituzioni nelle persone di Raffaele Mostaccioli, presidente della “Promo Catanzaro”, Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, Roberto Costanzo, assessore delle Attività economiche e alle Politiche di sviluppo della Provincia di Catanzaro, Luigi Leone di Confindustria Calabria, Paolo Abramo, presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, oltre che Alex Martiniak, rappresentante della Camera di Commercio italiana in Canada, Vancouver Edmonton Calgary. Oltre che per gli incontri d’affari, la missione si è caratterizzata anche per l’attivazione di alcuni importanti tavoli di lavoro istituzionali che hanno messo a confronto i delegati calabresi della Camera di Commercio di Catanzaro, le Associazioni di categoria Confartigianato e Confindustria, il Governo della British Columbia, il Console Italiano e gli Organizzatori dei Giochi Olimpici. Ben riuscito il workshop con i relativi incontri B2b, ritenuti molto utili dalle aziende. Sono stati sottoscritti – ha rimarcato Sarubbo – importanti accordi di collaborazione fra gli Enti Camerali di Vancouver e di Catanzaro ed un accordo di cooperazione fra la Confindustria calabrese ed il Business Council Columbia, l’omologa associazione canadese. Un bilancio pienamente positivo anche secondo il direttore di Confindustria Calabria, Luigi Leone il quale ha dichiarato: “Si è riusciti a soddisfare sia il profilo istituzionale, con incontri significativi, sia il profilo imprenditoriale, con numerosi contatti che hanno dato l’avvio alla cooperazione commerciale fra imprese e distributori”. Questa missione di Vancouver è stata per me strategica – ha continuato Sarubbo – perché mi ha permesso di individuare

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l’uomo giusto per il lancio e lo sviluppo del made in Calabria in Canada e negli Stati Uniti; quest’uomo è Giovanni Varano, il project manager della Camera di Commercio Canadese, il quale ha continuato a collaborare con me ed Elena Vera Stella, una collega di Lamezia Terme. Lui ci ha accompagnato nella “Mission” successiva tenuta a Calgary, sostenuta unicamente con le risorse economiche delle nostre aziende: il “The Hottest Fashion & Beauty”».

Ecco come è andata al “Fashion in Calgary” e al “Red Tie Affair” Il racconto di Giuseppe Sarubbo ed Elena Vera Stella

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a giornalista di Fashion Television, Jeanne Beker, che ha visto le collezioni della manifestazione di Vancouver, ha apprezzato molto la linea jeans dello stilista Giuseppe Sarubbo e gli abiti della stilista Elena Vera Stella, che sono stati successivamente invitati all’evento “The Hottest Fashion & Beauty Show”, noto anche come “Fashion in Calgary”, tenutosi il 20 marzo 2010, proprio a Calgary, in Canada. Questo ha dato agli stilisti la possibilità di essere lanciati nel mercato “Fashion” Canadese. «Alla manifestazione – hanno spiegato gli stilisti Elena Vera Stella e Giuseppe Sarubbo – ha partecipato un pubblico di circa 20.000 persone tra cui molti esperti del settore. Erano presenti inoltre stampa e tv; l’evento è stato trasmesso su Fashion Tv World. A presentarlo Jeanne Beker che è una delle maggiori giornaliste televisive del Fashion del Nord America. Dopo questa manifestazione si sono svolti interessanti incontri B2b con negozi di Calgary, volti a concretizzare lo svi-

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di lancio anche per il mercato americano. Davvero una grande soddisfazione è stata per noi avere Miss Canada come Testimonial del Fashion calabrese in Canada”. Dopo queste esperienze emozionanti il project manager Giovanni Varano ha continuato a tenere i rapporti con noi, e siamo stati invitati come sponsor al “Red Tie Affair” il galà di beneficenza in favore della Croce Rossa di Santa Monica a Los Angeles”. A questo evento che si è svolto presso il lussuoso Fairmont Miramar Hotel a Santa Monica il 17 aprile scorso – hanno precisato i due stilisti – hanno preso parte numerose celebrità. Tra queste: l’attore/cantante Will Smith con la moglie Jada Pinkett Smith e tutto il cast del Serial Tv “Tnt Hit Hawtorne” di cui fa parte Jada; la cantante statunitense Fergie; l’astronauta Buzz Aldrin; il chirurgo plastico di Beverly Hills, che esegue gli interventi presentati su Fox Tv, (Sky), Robert M. Rey, accompagnato dalla moglie e molti altri ancora. Ha presentato l’evento la reporter del canale americano Fox 11, Christine Devine». Direttamente dalla provincia di Catanzaro “Siamo atterrati in un mondo spettacolare” per usare le parole degli stilisti del capoluogo di regione i quali hanno donato alcuni capi per l’asta benefica riscuotendo un notevole successo in una location molto suggestiva. «Per la partecipazione al “Red Tie Affair” abbiamo chiesto un contributo all’Assessorato per lo sviluppo commerciale estero. Grazie a tale manifestazione – hanno raccontato Giuseppe Sarubbo ed Elena Vera Stella – abbiamo avuto l’opportunità di “vestire” i Vip di Hollywood. Inoltre “siamo entrati” attraverso gli incontri B2b nei negozi di Beverly Hills posti nel cuore delle zone più rinomate per lo shopping americano, dove si trovano i maggiori marchi della moda mondiale. Ora vogliamo fare un appello alla politica calabrese. Gli uomini cambiano ma l’impegno rimane lo stesso per il rilancio economico. Un presidente giovane come Giuseppe Scopelliti, ed una giunta giovane di centro destra, fatta da assessori che sono prima di tutto imprenditori e poi politici, ci fa ben sperare per il futuro; infatti, dovrebbero essere più propensi ad investire su aziende private protese verso lo sviluppo dell’economia calabrese; ci aspettiamo da loro un maggiore impegno politico e finanziario per la crescita delle nostre aziende. Vogliamo continuare questa scalata al mercato americano. Abbiamo avuto modo di apprezzare l'impegno e la dedizione

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dei professionisti che lavorano per la Camera di Commercio canadese. A Giovanni Varano che si è adoperato su nostro incarico per lo svolgimento di questa ultima missione in California, guidandoci in modo esemplare alla scoperta del “mondo americano”, abbiamo dato incarico di preparare un progetto per sei aziende della nostra regione, che comprenda la partecipazione alle maggiori manifestazioni americane del settore. A seguito dell’ incontro con Giovanni Varano, siamo oggi nelle condizioni di poter contare su un'importante organizzazione internazionale, affermata in tutto il Nord America». «Grazie a una naturale propensione alle pubbliche relazioni, alla sua professionalità nonché – hanno specificato gli stilisti – il giovane manager calabrese Varano ci ha guidato passo passo fino allo svolgimento di quest'ultima missione in California, esemplare conclusione e successo senza precedenti di questa nostra prima avventura americana. Per affrontare questi nuovi impegni, avremo bisogno però – hanno precisato Giusari ed Elena Vera Stella – di un aiuto. Questo aiuto lo chiediamo alle Istituzioni che si sono già adoperate in precedenza. Presenteremo a settembre tale progetto alla Regione Calabria, alla Provincia di Catanzaro, alla Camera di commercio del capoluogo di regione, ad Unioncamere, all’Ice, al Coser e al Comune con la speranza che gli stessi amministratori possano sposare la nostra idea e sostenerla anche da un punto di vista economico». «Ci serve un aiuto reale, economico e finanziario – hanno concluso gli stilisti – se vogliamo conquistare mercati come quello degli Stati Uniti ed del Canada, già usciti dalla crisi economica; per rilanciare l’economia del nostro Paese, e dare una possibilità di sviluppo alle aziende della nostra regione in mercati più ampi e più forti, dobbiamo fare rete e mostrare al mondo i tesori veri della Calabria, fatta di tanta gente che lavora e ha voglia di fare qualcosa di concreto per la sua regione». ●

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Filiera del fico dottato biologico di Calabria

Nasce la filiera del fico biologico dottato di Calabria Dalle tradizioni delle colline nostrane un frutto povero e bio per natura: "miseria e nobiltà" molto apprezzata sui mercati internazionali di

Rosalba Paletta

P

erchè il mondo tributa al nostro Stivale l'appellativo di Belpaese? Storia, archeologia, arte, cultura, paesaggio, sono senz'altro validi motivi. E poi la tavola. La buona tavola. Quella figlia dei territori, che sempre più in tempi di globalizzazione e crisi economia rappresenta una qualificata occasione per valorizzare e rilanciare identità nascoste o dimenticate; e per rivitalizzare e attualizzare settori economici e produttivi che si credevano, sbagliando, passati. Da tempo l’Italia ha intrapreso questa strada, come dimostrano i 4511 prodotti agroalimentari tradizionali, censiti dalle regioni, ottenuti secondo regole e usi antichi, tramandati nel tempo e rimasti inalterati. A questo numero la Calabria contribuisce con un paniere di 272 specialità (mentre la Toscana guida la classifica con più di 700 prodotti). A prevalere tra le specialità “salvate dall’estinzione” sono – secondo uno studio della Coldiretti – principalmente i 1.362 diversi tipi di pane, pasta e bi-

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scotti, seguiti da 1.263 verdure fresche e lavorate, 748 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 461 formaggi, 154 bevande tra analcoliche, liquori e distillati e 150 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.). Nella ricognizione dei prodotti che decretano le più ricche “biodiversità” regionali, e le relative ricadute economiche, non può mancare un prodotto che in Calabria regna sovrano sulle tavole dei golosi: il fico. La sua produzione è diffusa in tutta la regione, trattandosi di una pianta spontanea, che da sempre caratterizza il paesaggio e i declivi collinari. Ma la cultivar più pregiata e adatta alle lavorazioni che la tradizione comanda è una, nota in tutta la regione e anche oltre: è quella del fico “dottato”, conosciuto pure come bianco, maggiormente diffuso nelle zone del Tirreno cosentino. A questo prodotto e alla sua filiera, preziosa per il mantenimento di una tipicità minacciata dalle imitazioni, è stata dedicata lo scorso mese di giugno a Belmonte Calabro (Cs) una due giorni denominata “Artibel domani: start up”, voluta dall’ingegnere Franco Arlia, che

Arlia nel suo ficheto mentre spiega le caratteristiche del frutto

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Filiera del fico dottato biologico di Calabria

Fichi essiccati e serviti come raffinati dessert

Marmellata di fichi

gestisce l’azienda insieme ai due giovani figli, Giuseppe e Andrea. Fra le diverse e pregiate aziende che sul territorio si sono evolute, e da uno stampo prevalentemente artigianale sono andate via, via sempre più specializzandosi, Artibel (che sta appunto per Artigianato Belmontese) è stata la capofila di questa iniziativa. Proprio a Belmonte opera nel campo della lavorazione e trasformazione di prodotti agro-alimentari tipici, con particolare attenzione al fico. L’importanza dell’evento è da attribuirsi proprio alla presentazione del processo di implementazione della prima filiera corta del “fico bianco di Calabria bio”. Negli stessi giorni della manifestazione l’azienda ha anche tagliato il nastro del nuovo opificio, realizzato tenendo conto delle più avanzate tecnologie e dopo la messa a punto di macchinari e metodi originali, creati apposta per la delicata lavorazione. All’aspetto più impegnativo dell’intera filiera, quello dell’essicazione del frutto, che non può avvenire nel chiuso di forni per via della colorazione nerastra che andrebbero ad assumere i fichi - unici, invece, proprio perché bianchi - si è fatto fronte con la realizzazione di un essiccatoio (composto essenzialmente da graticci sovrapposti che permettono una con-

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siderevole ottimizzazione degli spazi) al coperto, ventilato e areato, ma al riparo da eventuali e dannose piogge acide frequenti d'estate. La manifestazione rientra nelle attività di difesa e promozione delle produzioni tipiche, che l’opificio è impegnato a condurre, con l’obiettivo di vaIl taglio del nastro del nuovo opificio Artibel lorizzare le eccelDa sinistra: Giuseppe, Andrea e Franco Arlia lenze agroalimentari del nostro paniere, di difendere le colture e le traLaura Pellegrino, dell’omonima Az. dizioni locali, promuovere l’economia Agricola di Amantea; Richard Retsch, e qualificare l’offerta gastronomica e de “Il Nuraghe” Gmbh-Nurnberg; Salturistica. Proprio per questa complessità vatore Zapparata di Mondobio Agentur di visione la due giorni ha avuto inizio fur Bio-Lebensmittel-Munchen; Luigi con una tavola rotonda, alla quale hanRomano dell’Az. Agricola Bio “Del no partecipato numerosi esponenti del Monaco” di Strongoli – Kr; Natale mondo produttivo biologico calabrese, Aiello della Aiello Dolciaria di Cropani esperti del settore e importatori proveM.na (Cz); Pietro Molinaro di Coldiretnienti dalla Germania, che rappresenti Calabria; Francesco Saliceti del Club ta un buon canale commerciale per la Papillon; dottor Francesco Dignitoso nostra terra. Nello specifico c’erano: Responsabile Comprensoriale Sian; ►

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Filiera del fico dottato biologico di Calabria

I locali di Artibel

Filippo Romano, Az. Agricola Romano “Il maiale nero di Calabria”; Luigi Angotti del Pastificio Angotti di Fiumefreddo Bruzio (Cs); Cesare Gallo della Gallo Brokerage (Usa); Anna Gallo della Savello Usa – Inc; Saveria Sesto, agronoma; GeAgronoma Saveria Sesto rardo Colavolpe, della Nicola Colavolpe di Belmonte Calabro (Cs). Per tornare al fico dottato biologico di Calabria, è doveroso fare riferimento alle sue qualità organolettiche e alla sua storia davvero lunghissima, come a margine dell'incontro ci ha spiegato l'agronoma Saveria Sesto: «Prodotto tipico calabrese, unico al mondo, dal ricettacolo carnoso e dal sapore ricco, è un alimento sano e completo per i principi nutritivi (contiene molte vitamine e fibre) di alto valore. Si ottiene da una pianta rustica che caratterizza fortemente il nostro paesaggio e vegeta in manie-

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ra ottimale sui declivi ricchi di preziosi sali minerali. Oggi – ha spiegato ancora Sesto, che è anche assaggiatore di vini membro dell'Onav – va molto di moda abbinarlo a vini blasonati, passiti e da meditazione in maniera particolare». Si narra, poi, che il profeta Isaia usasse i fichi per guarire il Re giudeo Ezechiele e per portarli in dono al Re Davide. Frutto buono, nutriente, energetico, dall’antichità fino ai tempi moderni, il fico “dottato” biologico di Calabria viene controllato nella produzione ed essiccato, come si diceva, naturalmente al sole: da questa fedele pratica trae, ancora oggi, gran parte della sua inimitabile bontà. Nell’azienda di Belmonte i frutti secchi vengono selezionati rigorosamente a mano, pezzo per pezzo, e lavorati artigianalmente secondo le tecniche più tradizionali. Nonostante, infatti, siano stati messi a punto, grazie a collaborazioni avviate con importanti aziende del nord Italia, macchinari specializzati nelle singole fasi produttive, alcuni passaggi continuano, irrinunciabilmente, ad essere realizzati dalle abili mani delle donne del posto, come la tradizione vuole. Ciò

non toglie che i prodotti siano soggetti ad un rigoroso e moderno controllo delle qualità organolettiche, garanzia di igienicità e purezza. L’opera che Artibel sta portando avanti mira a diffondere e promuovere l’utilizzo di soli frutti a polpa fine e morbida, provenienti dai ficheti della qualità “dottato”. Solo tale scelta – secondo gli esperti, ma anche e soprattutto secondo la tradizione – può garantire l’inimitabilità ed esclusività del prodotto. Da anni infatti l’ingegnere Arlia lavora per costruire intorno a sé, ma anche a partire dalla sua stessa azienda agricola, una rete di produttori che sia in grado di soddisfare uno standard qualitativo elevato. Per questo è stato costituito un Consorzio ed è stato messo a punto una sorta di disciplinare, in grado di supportare i produttori dislocati in quasi tutta la regione nella fase di produzione in campo del fico che, una volta giunto a maturazione, raccolto ed essiccato, viene conferito per l'ultima fase della lavorazione in azienda. «La filiera del fico “dottato” – spiega l’ingegnere Arlia – cultivar che qui, e solo qui, per condizioni geologiche e morfologiche del terreno vegeta, ha tutte le carte in regola per presentarsi come una vera e propria ricchezza per tutta la nostra regione: si tratta di un prodotto in grado di soddisfare palati sopraffini, pur nascendo povero, biologico per natura, e non necessitando di particolari cure in campo. Il fico è il prodotto che acquisisce maggiore valore aggiunto dalla pianta alla tavola, per cui il bilancio costi-benefici è assolutamente positivo. Inoltre – prosegue Arlia – , si tratta di una pianta che caratterizza fortemente il nostro territorio in maniera spontanea. Mantenendola e implementandola si preserva anche la naturale predisposizione dei terreni. La rete che abbiamo costruito – ci ha spiegato ancora l’ingegnere Arlia – sta crescendo e oggi il fatto di entrare a fare parte di un più ampio paniere di prodotti biologici di Calabria,

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Filiera del fico dottato biologico di Calabria

qualitativamente elevati e pronti per essere venduti su mercati internazionali, Germania e Usa in primis, zapre una strada che speriamo di poter percorrere con successo crescente nei mesi che verranno». ●

Originale abbinamento di fichi secchi e gorgonzola I laboratori Artibel del nuovo opificio

Belmonte Calabro ricorda con un viale la fondatrice di Artibel Maria Arlia: imprenditrice e donatrice di organi Nell’ambito della manifestazione “Artibel domani: start up” uno spazio speciale è stato dedicato all’inaugurazione di un viale intitolato alla giovane imprenditrice che pose le basi dell’azienda Artibel. Maria Arlia, prematuramente scomparsa a causa di un incidente, aveva delineato il percorso dell’azienda, sognandone e prevedendone gli sviluppi futuri. Oggi viale Maria Arlia, che conduce proprio sulla strada che porta al nuovo opificio Artibel, ricorda la passione, l’intelligenza e la dedizione amorevole di una donna imprenditrice, moglie e madre, che morendo ha salvato nuove vite, avendo espresso più volte il desiderio di donare i Luigi Provenzano suoi organi. All’inaugurazione hanno preso parte alcune sindaco di Belmonte Calabro (Cs) fra le maggiori istituzioni della Provincia. Il sindaco di Belmonte Calabro, Luigi Provenzano, ha affermato: «Anche la toponomastica può offrirci validi spunti di riflessione per fare scelte coraggiose e riflettere su aspetti che spesso preferiamo non affrontare. Spero che leggere sulla targa di un Viale il nome di una nostra concittadina, così vitale e così generosa, faccia riflettere tutti sul senso delle proprie scelte e della vita». La Presidente dell’Asit Calabria (associazione sud italia trapiantati), Rosanna Piemonte, ha affermato: «Maria è stata una pioniera della donazione, perché credeva fortemente nella vita, nel dono, era una donna volitiva, intelligente, generosa, non aveva paura di parlare della morte e attraverso la sua scelta ha testimoniato il valore della vita. Grazie a persone e a scelte come quella di Maria io e tante persone come me continuano a vivere. Oggi con questo bellissimo gesto che la famiglia e l’amministrazione comunale hanno voluto compiere si prosegue un percorso di generosità». ● (R.P.)

Rosanna Piemonte presidente Asit Calabria

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Calabria rurale

La De.C.O.

Il marketing territoriale per i prodotti di nicchia: la De.C.O. di

Rosario Previtera*

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empre più spesso si sente discutere di “vendita diretta” e di “produzioni a chilometro zero”, iniziative legate a volte al fenomeno interessante dei “mercati contadini”. Il tutto con l’intento di far risparmiare l’acquirente, ridurre l’aumento vertiginoso dei prezzi lungo la filiera (dal campo alla tavola) e soprattutto per migliorare le performances ambientali di prodotti che non devono spostarsi su gommato da un capo all’altro della penisola riducendo così l’impatto ambientale complessivo (: consideriamo anche il risparmio sugli imballaggi oltre al minor consumo di carburante e alla minore produzione di CO2 e di inquinamento in genere). In realtà occorrerebbe analizzare con attenzione il “bilancio ambientale” di tali iniziative nel senso che andrebbe valutata la reale valenza ambientale delle stesse, comparando il “costo ambientale” dei mezzi di trasporto classici (che viaggiano congiungendo i vari soggetti co-

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Calabria rurale

stituenti la filiera dal produttore al commerciante) e quello relativo all’insieme di autovetture che comunque si spostano contestualmente per raggiungere i vari punti di vendita diretta o i mercati contadini. Ecco perché occorre conferire quel “plus” ai prodotti ed ai territori dai quali essi provengono, con lo scopo di conferire maggiore potere attrattivo di un prodotto nei confronti di un territorio e viceversa e compensare così le eventuali performances ambientali negative. Ciò diventa inoltre fattore di base per il turismo rurale oltre che per la multifunzionalità in agricoltura. Certo, la vendita diretta nelle sue varie forme non risolverà i problemi del settore primario ma potrebbe contribuire, se opportunamente integrata da servizi e quindi da valenze culturali e turistiche rese disponibili e fruibili presso i territori di riferimento, anche alla rivitalizzazione dei piccoli

comuni rurali. Da qui l’importanza del marketing territoriale per la valorizzazione dei borghi caratteristici e rurali e dei prodotti di nicchia che presentano un forte legame col territorio. I prodotti “comunali” ovvero quelli con Denominazione Comunale di Origine, possono pertanto costituire uno strumento interessante di marketing territoriale oltre che di valorizzazione dell’agricoltura di nicchia.

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Calabria rurale E in Calabria vi sono esempi mirabili in tal senso, riferendoci ai prodotti De.C.O. veri e propri ovvero a quelli realmente esistenti e davvero commercializzati in maniera opportuna (come le Prugne di Terranova Sappo Minulio in provincia di Reggio Calabria – www.prugnediterranova.it) o in fase di valorizzazione in tal senso e pertanto concretamente commercializzabili a marchio De.C.O. (come i Fagioli di Cortale in provincia di Catanzaro, il Pomodoro di Belmonte Calabro ed il Pane di Cerchiara in provincia di Cosenza). Le Denominazioni comunali furono una originale intuizione del famoso giornalista ed enologo Luigi Veronelli, il quale credeva fermamente nella possibilità dei piccoli comuni, di poter valorizzare quelle produzioni di nicchia ma anche quelle tradizioni originali e quelle forme artigianali uniche e davvero rappresentative di un territorio, al di fuori dagli schemi imposti dai regolamenti co-

munitari per i prodotti tipici ovvero per quei prodotti a marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta), STG (Specialità Tradizionale Garantita). Oggi gli attuali “eredi” dell’idea veronelliana delle produzioni a denominazione di origine comunale continuano nell’opera

La De.C.O.

meritoria di diffusione e promozio«Numerosissimi sono ne di quell’intimo legame tra territoi comuni in Italia rio e risorse produttive, anche a fini turistici, tramite iniziative atte a proed in Calabria che hanno muovere le numerose “denominadeliberato per l’istituzione zioni comunali” italiane; un ricco ed dei prodotti a De.c.o. eterogeneo giacimento enogastronomico diffuso, per il quale occorma pochissimi sono quelli che re agire in termini di promozione, sulla scorta del concetto di “glocal”: poi hanno proseguito nel reale percorso di valorizzazione valorizzare le produzioni locali con gli strumenti propri della globalizzadel prodotto e di sostegno zione. Numerosissimi sono i comuai produttori» ni in Italia ed in Calabria che hanno deliberato per l’istituzione dei prodotti a De.c.o. ma pochissimi sono quelli che poi hanno proseguito nel reale così). E’ importante poi che non si cada percorso di valorizzazione del prodotto e nell’errore (purtroppo molto diffuso) che di sostegno ai produttori che diffondono il prodotto venga definito o dichiarato con le loro produzioni il nome, la storia “tipico”: esso deve essere individuato e le caratteristiche del proprio Comune, semplicemente quale prodotto “caratspesso anche fuori dai confini regionali teristico” oppure “locale”. Infine il suo e nazionali. Nel momento in cui si indi- marchio “De.C.O.” deve essere inteso vidua un prodotto peculia- come una “private label” ovvero come re di un definito territorio un comune marchio collettivo di riconocomunale la cui origine scimento privato, col quale il sindaco atgeografica è strategica e testa (e non “certifica”; la certificazione lo si vuole valorizzare tra- è un compito spettante agli enti preposti mite il marchio De.C.O., !), previo controllo, che quel prodotto è fondamentale fissare al- proviene dal territorio comunale e che, cuni limiti tecnici per non eventualmente, rispetta un disciplinare contrastare minimamente privato di produzione, lavorazione, comcon la specifica normativa mercializzazione e di uso del marchio. comunitaria e nazionale Il prodotto a marchio De.C.O. comunvigente (come in alcuni que spesso può essere il presupposto per casi è avvenuto ed avvie- l’ottenimento successivo di un marchio ne). Innanzitutto il prodot- riconosciuto per i “prodotti tipici” veri e to (ed il relativo marchio) propri: IGP, DOP, STG. E’ evidente che deve essere dichiarato tale, il prodotto De.C.O. ha una sua valenza ovvero a Denominazio- importante nell’ambito delle microfine Comunale di Origine, a prescindere liere e delle produzioni di nicchia. Esso dalle sue caratteristiche qualitative ed può contribuire, alla stessa stregua del organolettiche: il suo marchio (ed il suo prodotto tipico, a diventare fattore di atdisciplinare di produzione) deve indica- trazione e di promozione per il Comune re e dimostrare esclusivamente che esso di riferimento, divenendo così elemento proviene da una specifica area geografica base del marketing territoriale di interi e non che “è più buono” perché proviene comprensori, in quanto ne costituisce da tale area (anche se probabilmente è emblema universalmente riconosciuto. ● * agronomo

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Calabria rurale

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cultura di

A tu per tu con gli artisti calabresi

Salvatore Guerrieri

P

arlare d’arte e in questo caso di pittura non è facile, né tantomeno facile è delinearne le esigenze e il suo risvolto in termini di innovazione e di proposta. Se l’arte è messaggio, d’altronde, e il messaggio è anche immagine, la pittura è rivelazione di una immagine così complessa che spesso ci trascina in un crescendo di sensazioni, di emozioni e di verità che ci lascia inquieti e a volte profondamente segnati. E’ il caso della pittura di Alessandro Russo. Un pittore catanzarese che sembra collocarsi al di là del tempo in un recupero del segno, della forma e del colore per riproporsi in termini prettamente dialettici con una immagine spesso di provocazione che forse poterebbe ricordare “il gioco serio dell’arte” del teatro di Massimiliano Finazzer Flory. Un gioco serio dell’arte “con l’avvertita coscienza – rileva anche Rosario Pinto nella “Pittura fremente di Alessandro Russo” – comunque, che l’esercizio critico avviene con tanto più incisiva efficacia se lo sberleffo al potere avviene nella convinta consapevolezza d’una distanza morale e culturale che separa gli interessi e le miopi strategie dei potenti di turno dall’effettivo spessore dei problemi e delle esigenze della società”. A tal proposito rivelatrici sono le opere “Comizio italiano”, “Manifestanti nella locride”, “Vescovo allo specchio”, “Uomo politico e collaboratori”, “Teatranti alla Loggia” ecc., dove l’affabulatore si confonde con la folla amorfa o con l’immagine riflessa, o dove cavalli spronati si accampano in un primo piano tentando il galoppo in una rappresentazione ottenuta con colori a volte senza opacità, rivelatori di un ambiente sfittico e che rasenta l’assurdo, su cui ben definito si staglia a volte la bandiera del tricolore in una timbricità quasi curata se non ricercata. Una scenograficità su cui campeggia il musico, che diventa satiro col richiamo di una sonorità che trova eco solo nel rappresentato, ora dietro al vescovo che si guarda e si riflette nello specchio, ora sulla torretta in primo piano dei “Comizi” o anche nella pittura di “Musicanti sul palco”. Un’immagine e una pittura quella di Russo che non trovano confini temporali e spaziali, che non si esauriscono nella contingenza della quotidianità e neanche si confondono con una soggettività ossessiva, ma restano segno definito di un artista che,

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cultura

“Alessandro Russo e la sua pittura:

una decisa proposta civile, sociale e artistica”

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cultura

A tu per tu con gli artisti calabresi

per doti innate di sensibilità e acutezza, riesce a vedere dentro ed oltre la realtà fisica della natura in un rappresentato che è insieme “sostanza e rapporto”, “realtà e proposta”, “provocazione ironica e messaggio”. Significativa a tal proposito è la poeticità espressa col “giallo”, a volte definito, con cui il Russo tenta di creare una sensazione di espansione nella rilettura e proposta della naturalità dell’ambiente, che resta maestoso e prettamente amato, nelle opere “Vela a Scilla” o “Vela nella Jonio”. Insomma, un vedere dentro le cose ed oltre per mostrare anche agli altri cosa c'è dietro il velo della superficialità e dell’apparenza. Ecco questa è la pittura di Alessandro Russo. Un pittore che dopo un tirocinio molto significativo alla bottega di Vincenzo Lamantea, conosciuto tra l’altro tramite il maestro Andrea Cefaly, il giovane, si impone al pubblico con la famosa mostra organizzata a Firenze dalla Galleria Pananti. La sua pittura prima ancora di ispirarsi alle grandi figure della storia dell’Arte, pare impregnata proprio di quei ricordi che vanno dall’impressionismo, compreso e acquisito proprio nella bottega di Lamantea e soprattutto all’impostazione espressionista (cadenzata nei molteplici incontri con Andrea Cefaly), da cui prende la pennellata nervosa, libera e poco fusa e a macchia per far uscire i suoi stati d’animo che vanno già a definirsi nei famosi saltimbanco dei figuranti, a ricordo estremo il maestoso dipinto murale nella sala del municipio di Catanzaro. Una pittura in cui esiste una “ironia” verso il mondo reale (si vedano le “opere pubbliche”). Una propensione a privilegiare, esasperandolo, il dato emotivo della realtà rispetto a quello percepibile oggettivamente, con un linguaggio che si fonde sull'uso di colori violenti e innaturali e sull'uso di linee dure e spezzate, sufficienti a comunicare con impetuosa aggressione la visione drammatica e pessimistica che l’artista ha del mondo e della società in cui vive, da cui nasce

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una “trasmutazione delle fisionomie umane – scrive Rosario Pinto – dei potenti in teste di animali dai musi prominenti e dalle labbra “beccute”». Uomini bestiali e paradossali come in “Alto magistrato”, “Ritratto apotropaico”, “I poteri della repubblica”, “I comizi”, in cui Russo nella forte visione ironica raffigura la degradazione di valori, soluzione all’aberrante egoismo dell’uomo nella gestione del potere, ma anche “segno” della fragilità dell’uomo quando fa compromesso con la propria coscienza. Una dicotomia forzata tra essere e apparire riconducibile all’ossimoro bene-male. Certo, è notevole la preparazione artistica di Russo. Una preparazione artistica che viene fuori da continue citazioni della storia dell’arte, dal ricordo delle incisioni grottesche (i Caprichos) di Goya alla pittura caricaturale e alla satira politica del francese Daumier, ma anche al mistero esoterico e all'immaginario fantastico dell’olandese Hieronymus Bosch. La pittura del Russo è una pittura orchestrale (si vedano le “opere recenti”), polimaterica con una variazione di timbri che ►

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cultura

A tu per tu con gli artisti calabresi

ricordano l’astratto come sublime di Kandinsky, dove il rigore pittorico si vede o si evince nell’accordo delle cromature. Una imposizione che gli permette di recuperare il valore della pittura in senso tradizionale e dei colori come forza espressiva, che ricorda per alcuni versi il concettualismo moscovita. Si legge in Elegia di Lev Rubinstejn «A volte ti chiedi: “Ma è ancora possibile?” – e in quel momento sembra che sia possibile… A volte pensi: “Ebbene ora – devo prendere tutta la responsabilità per quanto accade? Sia pure. Ma poi che accadrà?”». Ed è proprio e anche l’inquietante domanda di “Ma poi che accadrà?” che Russo si pone, come ricerca stessa. E così varia i suoi soggetti e spazia dal favolistico al reale con gli ultimi dipinti ispirati alle fabbriche, al loro “inquinamento”, alla degradazione ambientale, all’offuscamento delle forme di ambiente e al distacco con l’umano di una terra depauperata, ad una fabbrica anonima, senza “l'uomo”. Un procedere quasi a rendere poetica la sterilità dei fumi tolta dal grigiore reale. Una operazione che Russo fa dando colore a queste fabbriche per non lasciarle nel grigiore di sempre, ma per definirle attraverso le forti tonalità nella loro drammaticità e negatività. Il pittore, cioè, usando una varietà coloristica forte riesce a produrre una metamorfosi fra la fabbrica e “il resto” (l’ambiente, la natura, il territorio, l’uomo). Nell’ultima sua produzione, quadri tutti di notevoli dimensioni, come moda vuole, Russo ha poi toccato anche la strada dell’astrazione e transavanguardia pittorica di Bonito Oliva. L'opera del Russo diventa narrativa e trasmette immagini riferite sempre agli interessi primari dell'artista: lo spazio e il tempo, la storia, nella totale libertà di dar vita a temi tratti da svariate fonti. Una pittura come recupero dell'inattualità della pittura, intesa come capacità di restituire al processo creativo il carattere e lo spessore di un'immagine che non si priva del piacere della rappresentazione e della narrazione. I suoi ritratti allora si sfaldano in una pennellata audace che tenta l’incontro tra un primo e un secondo piano, tra sfondo e soggetto, dove traspare il ricordo atavico del movimento tedesco. E i suoi “Paesaggi industriali” restano ciminiere fumanti, quasi scheletri di un’archeologia industriale. “Icone tragiche d’un assalto ambientale – si legge in una nota del Catalogo Edizioni Galleria Antonio Battaglia – difficile da risanare, una denuncia dell’artista che prende spunto dai suoi luoghi d’origine». Si vedano, a tal riguardo, gli oli su tela dei “paesaggi industriali” del cementificio di Marcellinara, della zona industriale di Marcellinara o comunque la produzione più recente dei paesaggi industriali 2009.

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cultura

Tele, quelle di Russo, con cui il pittore «disvela – scrive Rosario Pinto – la mancata promessa, il tradimento delle speranze, mentre s’affaccia dai fumi, che striano i cieli di lugubri nubi nerastre, il grido di dolore di chi ha la consapevolezza amara e delusa d’essere stato tradito due volte nelle speranze cadute ed in un presente fatto di angosciante violazione ambientale». Un empito creativo quello del Russo che si riversa in una comunicazione totale e compenetrante, semantica e di libero gioco, con colori (olio o acquarelli) e figurazione che cercano continuamente una risposta certa e coerente alla “curiosità” dell’uomo e dell’artista sorretto dall’empatia di chi osservando e gustando la sua pittura si trova completamente coinvolto e in modo decisivo segnato dal suo messaggio, oltre che artistico, civile e sociale. ●

Biografia Alessandro Russo è nato a Catanzaro, dove vive e lavora, ed è docente di Decorazione all'Accademia di Belle Arti. Tra le prime mostre personali quella del 1973 alla Galleria l'Astragalo di Catanzaro e del 1979 a Milano, alla Galleria Lusca. Nel 1980, espone varie opere nella Sala Esposizioni della Provincia di Catanzaro. Nel 1981, inaugura una personale alla Galleria Pananti di Firenze, dove, nel 1988, espone opere inedite. Nel 1995, a Paces (Ungheria), tiene una personale al Museo per la Settimana della cultura italiana. Nel 1996, espone al Museo Petofi di Budapest e nello stesso anno vince il concorso nazionale Città di Corato Tema A. Nel 1998, realizza una serie di litografie originali ed è presente in permanenza alla Galleria Vinciana di Milano. Nel 1999, vince un concorso per la realizzazione di tre pannelli per il Gruppo Finanza di Vibo Valentia e un concorso per la realizzazione dei Vigili del Fuoco, in Calabria. Nello stesso anno, espone al Museum of Fine Arts di Valletta (Malta). Nel 2003, con l’Istituto francese di Firenze, viene inaugurata a Palazzo Lenzi la mostra "Le chef d'oeuvre inconnu" e, nel 2004, a New York, realizza un bozzetto dedicato all'”11 settembre” con cui vince un concorso per un opera da collocare nella caserma provinciale dei Vigili del fuoco di Crotone. Nel 2006 espone a Milano presso la galleria Antonio Battaglia che lo annovera fra i suoi artisti. Nel 2008 è a Napoli alla Galleria Movimento Aperto con una mostra dedicata ai comizi, curata da Rosario Pinto. Sue opere sono esposte nelle maggiori raccolte calabresi e presso enti nazionali e internazionali. ●

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cultura

Jean-Noël Schifano e un'iniziativa di Alliance Française

Una riflessione sull'Unità d'Italia e sul Regno di Napoli di

Raffaele Nisticò

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ésir d’Italie è intitolato uno degli ultimi libri di Jean-Noël Schifano, ma sicuramente il suo vero desiderio è riscrivere la storia d’Italia così come è stata raccontata negli ultimi 200 anni, dai primi impeti unitari passando per l’epopea risorgimentale e continuando fino ai giorni nostri, tempi di anniversari tondi, di Comitati per il centocinquantesimo, di prevedibili grandi cantate collettive dell’Inno di Mameli. Fu vera gloria, il processo unitario, un prendere nelle mani la volontà di un intero popolo frammentato dalla storia ma unito nelle comuni aspirazioni, oppure un crimine commesso ai danni del Sud da ben definiti congiurati, Cavour e Garibaldi tanto per fare due nomi da nulla? Jean-Noël Schifano, ça va  sans dire, è pugnace assertore della seconda tesi, a cui ha dedicato gran parte della sua produzione letteraria e saggistica e che continua ad appassionarlo con inesausta lena e urticante scetticismo, come hanno potuto constatare i numerosi convenuti all’incontro con lui medesimo. Organizzato dalla sezione catanzarese di Alliance Française, meritoria associazione che promuove la lingua e la cultura d’oltralpe, l’incontro si è svolto nella Sala delle conferenze della Camera di Commercio introdotto dalla presidente di Alliance Fernanda Tassoni che ha conosciuto Schifano nelle vesti di professore di Francese all’Orientale di Napoli durante gli studi universitari e che si è rivolta all’illustre ospite con un filo di comprensibile deferenza leggermente complicata dalla consapevolezza di do-

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cultura

Jean-Noël Schifano e Fernanda Tassoni

ver presentare un tema delicato e presumibilmente reso ancora più scivoloso dalla notoria vis polemica di Schifano. Il quale non ha tradito le attese e ne ha avuto per tutti i protagonisti del processo unitario, per i tradizionali compilatori di storie patrie, per la politica e il costume attuali, e anche per un suo famoso collega scrittore e fortunatissimo – punti di vista – autore della più celebrata docufiction degli ultimi anni. Intanto, per inquadrare il personaggio, si dirà che JeanNoël Schifano di padre francese e madre lionese, si sente prima di tutto napoletano. Ha insegnato nelle principali università del Sud, compresa Arcavacata, e ha diretto l’Istituto francese di Napoli dal 1992 al 1998. Direttore della collezione “Continents noirs” di Gallimard, critico letterario, traduttore di Umberto Eco, Leonardo Sciascia, Italo Svevo, Elsa Morante, ha pubblicato numerosi romanzi tra i quali L’éducation anatomique, Chroniques napolitaines, Dictionaire amoreux de Naples, La femme fontaine. L’ultimo suo lavoro, Le vent noir ne voit pas où il va, è una analisi critica dell’Italia di oggi. Come ha informato Tassoni nella sua introduzione, Le vent noir, che poi sarebbe la peste che nella sua estrema azione livellatrice semina lutti senza guardare in faccia nessuno, è titolo preso in prestito da Curzio Malaparte, altro scrittore per molti versi maudit. Il libro anzi è proprio una lettera aperta all’autore della Pelle, attraverso lo sperimentato artifizio di una lettera ritrovata dopo cinquanta anni. Solo la chiave per entrare nel consueto mondo di Jean-Nöel, e alle sue tesi, che

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cultura

Jean-Noël Schifano e un'iniziativa di Alliance Française

non sono isolate né tantomeno originali, ma che vengono esplicitate con particolare veemenza e partecipazione. «Tutti i mali dell’Italia – citiamo dalla introduzione di Tassoni – e in particolare modo quelli del Sud del Paese, vengono dalla sua pretesa unità, imposta col ferro e col fuoco da quel brigante di Garibaldi e dai suoi complici – l’assassino Bixio e il notaio Cavour (gli epiteti sono tutti, naturalmente, di Schifano, ndr). L’impostura, la menzogna, la feccia, la monnezza dell’Unità d’Italia hanno distrutto il brillante Regno di Napoli e umiliato la sola vera città capitale d’Italia, una delle più grandi metropoli d’Europa. Garibaldi e i Savoia hanno fatto della Campania felix un deserto sempre più degradato dove regna l’infelicità. Tutto il resto segue logicamente. la breccia di Porta Pia, la dinastia calamitosa dei Savoia, il fascismo, la camorra. Schifano mette l’accento sull’influenza egemonica del Vaticano sulla politica italiana, la complicità di fatto tra le differenti mafie e il potere centrale, lo sfruttamento del Mezzogiorno, i disegni di lobotomizzazione del governo italiano». Per suffragare le sue tesi, Schifano fa un lungo elenco, una litania o una devozione – afferma – di cosa era Napoli prima del 1860: «1735 prima cattedra di astronomia d’Italia a Napoli. Quattro marzo 1736 apre il San Carlo, primo teatro lirico al mondo, 50 anni prima della Scala, 45 prima della Fenice. 1754 prima cattedra di economia al mondo, 1782 Accademia di arte e pittura una delle prime in Europa, 1781 primo codice del mare al mondo, 1782 primo intervento di profilassi antitubercolare in Italia. Nel 1860 in Italia il minor numero di morti infantili era a Napoli. Cinquanta anni dopo era il maggiore. 1787 prima Accademia militare in Italia. 1789 prima istituzione di assistenza sanitaria gratuita. 1801 primo museo mineralogico del mondo. 1807 primo giardino botanico d’Italia. 1812 prima scuola di ballo al San Carlo. 1818 primo battello al vapore nel Mediterraneo. 1819 primo osservatorio astronomico d’Italia. 1833 primo battello di crociera in Europa, il Francesco I. 1835, primo istituto in Italia per i sordomuti. 1836 prima compagnia di naviga-

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zione a vapore nel Mediterraneo. 1839, prima ferrovia statale in Italia. 1841 primo centro di sismologia in Italia. 1843 primo battello militare a vapore l’Ercole. 1852 primo telegrafo elettrico in Italia. Le industrie tessili fabbricavano 700 mila dozzine di guanti all’anno, fornivano il mondo intero. 713 tipografie. 2000 operai nell’industria navale di Castellamare. A Napoli la prima banca Rothschild. L’unica Borsa italiana era a Napoli, dove era custodita la più grande quantità di lire oro. Nelle banche nazionali italiane c’erano 788 milioni di lire oro. 433 milioni appartenevano alle Due Sicilie». E così via. Questa era la situazione a Napoli, e l’analisi di Schifano sembrerebbe essere troppo schiacciata sulla capitale, che era senza dubbio una delle metropoli europee, e poco dice sulla realtà del vasto Regno delle Due Sicilie. In effetti, le analisi storiche concordano oggi nell’affermare che i dati macroeconomicie dell’intero regno non differivano essenzialmente da quelle del resto d’Italia. Le prime differenze significative iniziano a sentirsi intorno agli Anni Venti e andranno in seguito ulteriormente divergendo fino a fare del Mezzogiorno il problema nazionale che ancora persiste. Da questo a produrre una santificazione dei Borboni probabilmente si compie un salto abbastanza spericolato. Curioso che Schifano, nelle sue ore trascorse a Catanzaro, abbia avuto modo di soffermarsi sulla lapide in marmo nella chiesa di San Giovanni Battista che inneggia al re Carlo III, il sovrano borbonico che nel 1734 sottrasse Napoli e il regno all’Austria. Insieme, una grande lode alle doti artistiche di Saverio Rotundo, che chiama Le Ciaciò, meritevole secondo Schifano di comparire nel museo di Losanna, casa mondiale dell’Art Brut. Ma orrore nel vedere intitolata la stessa piazza già Castello ad Anita Garibaldi. Dal pubblico qualcuno gli dà manforte, sottolineando come a Catanzaro le piazze dedicate ai Garibaldi siano addirittura due. La toponomastica, secondo Schifano, è uno dei mezzi usati per lobotomizzare il Mezzogiorno, renderlo incapace di avere una sua identità, e di organizzare la sua volontà. Con una problematica sinergia con la tesi antiunitaria della lega Nord e con le sue strategie di medio periodo, Schifano vede nel federalismo il solo mezzo capace di risollevare le sorti del Sud e ridarli dignità. Dove riesce francamente difficile seguirlo è nella rassegnazione alla ineluttabilità delle mafie comunque declinate e nella adombrata possibilità di inserire l’economia sommersa del crimine nel circolo della “normale” economia. Da qui, ulteriore passaggio complicato: il ridimensionamento dello scrittore napoletano in auge che tratta affari di camorra e non solo, che Schifano non nomina se non con il dispregativo di “Pirimpipin Pirimpipone”. Lo accusa di megalomania e di sostanziale inconcludenza della sua azione di denuncia, pur dichiarandosi pronto a sacrificarsi al suo posto in caso di attentato diretto alla sua persona. Cosa che, secondo Schifano, non avverrà mai. ●

cultura

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hi-tech

Le News dal mondo della tecnologia

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Mentre tutti si davano da fare per stare al passo con iPhone, noi ci siamo impegnati a creare nuove stupefacenti funzioni che rendono iPhone più potente, più facile da usare e più indispensabile che mai. Il risultato è iPhone 4. La cosa migliore che potesse capitare ad iPhone dalla nascita di iPhone.

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Non tutto va male in Calabria     La Cal.Me Cementi SpA, società del gruppo Speziali ringrazia  i suoi 250 collaboratori per l’insostituibile contributo che nel  corso degli anni ha permesso il raggiungimento di risultati  sempre crescenti. Evoluzione tecnologica, ricerca ed eccellenza sono da sempre  i punti cardine della “mission” aziendale. Importanti società  impegnate nella realizzazione delle grandi opere, come il tratto  autostradale A3 Salerno-Reggio Calabria, hanno mostrato vivo  apprezzamento per la proficua collaborazione avuta con i  tecnici Cal.Me SpA. Ciò ha consentito la produzione di calcestruzzi di straordinaria  qualità. Nella consapevolezza dell’assoluto valore del capitale umano,  la Cal.Me SpA affronta il futuro forte della solidità e compatezza  della propria struttura societaria.  Perché in fondo…. “C’E’ UNA CALABRIA CHE PRODUCE”

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Calabria Economia - n.5 2010  

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