Page 1

GIUFFRIDA | LO BIANCO

MARIA IMMACOLATA CONCEZIONE

CANICATTÌ | 7 - 8 DICEMBRE


Š Andrea Pistolesi


Accademia Belle Arti di Catania Graphic Design Biennio Specialistico A.A. 2011/2012 Sociologia della Comunicazione Pubblica Docente Gianpiero Vincenzo Studenti Fabrizia Giuffrida Francesca Lo Bianco


CREDENZE E RITI

La religione si colloca alla base della costituzione dell’ordine sociale. Essa contribuisce alla definizione del tempo, alla divisione dell’anno in settimane e mesi, alla rappresentazione dello spazio e, quindi, all’universo visivo. Lo studio dei fenomeni religiosi diventa fondamentale per comprendere il funzionamento della società. Questi studi distinguono due categorie: le credenze e i riti. Le prime operano nell’ambito delle idee, mentre le seconde sono caratterizzate da specifici tipi di azione che rispecchiano le regole di condotta della società e il suo sviluppo.

5


Š Andrea Pistolesi


IL FUOCO

Sotto: Simbolo dell’Elemento Fuoco.

Il fuoco è un elemento che da sempre ha avuto una rilevante valenza simbolica per numerose religioni e tradizioni culturali, oltre a rappresentare un fattore fondamentale per lo sviluppo della civiltà. Esso è il simbolo del Sole, dell’immortalità e della trasformazione. Fiamma e al contempo Luce, il fuoco è un’essenza universale che si riflette sia sul piano fisico che spirituale. Esso è connesso con l’idea di Spirito e di Illuminazione ed è il simbolo della purificazione e della rigenerazione. Secondo le antiche concezioni religiose il fuoco è, insieme ad Aria, Acqua e Terra, uno dei Quattro Elementi fondamentali del Creato, portatore della firma del Creatore. Nulla come il fuoco esprime il fascino e,

7


Sotto: Segni zodiacali di fuoco: Ariete, Leone e Sagittario

insieme, il timore dell’uomo di fronte al mistero della vita, di Dio e dell’aldilà. Nelle antiche tradizioni tutti i rituali religiosi erano legati agli eventi cosmologici. I segni appartenenti all’elemento del fuoco ne rappresentano le tre forme principali: le scintille (Ariete), il fuoco pieno o falò (Leone), la brace (Sagittario). Quando la Luna si trova nei segni di fuoco tutte le operazioni e i rituali basati su questo elemento hanno un esito superiore. È significativo che il fuoco, sotto forma di falò, renda più meditative le persone, le raccolga facilmente in cerchio e le faccia sentire più in comunione, nella gioia come nel dolore. Del resto, non è certo casuale che il fuoco domestico sia diventato il simbolo della famiglia raccolta nella più intima e profonda solidarietà. Infatti, nelle antiche civiltà il focolare domestico veniva considerato sacro per via delle forti valenze religiose.

8


DIGIUNO E PANE

L’assunzione o il rifiuto del cibo ha un ruolo importante in tutte le religioni. Il linguaggio religioso è ricco di metafore relative al cibo (“nutrimento dell’anima”, “cibo spirituale”) legate al concetto di purezza rituale. Nel corso dei secoli, le grandi religioni hanno dedicato particolare attenzione al rapporto dell’uomo con il suo corpo e col cibo. Il digiuno, per esempio, può essere inteso a seconda dei diversi contesti: strumento di autocontrollo, precetto dottrinale, metodo di ascesi, richiamo alla sobrietà, veicolo di elevazione al trascendente. Nel mondo cristiano, e soprattutto in quello cattolico, digiuno e astinenza non sono forme di disprezzo del corpo, ma strumenti

9


“Alla sua nascita concorrono la terra, che genera il grano, l’acqua che impasta la farina, l’aria che favorisce la lievitazione, il fuoco che lo cuoce. Terra, acqua, aria, fuoco: i quattro elementi primordiali si incontrano nel cibo primordiale della storia umana: il pane. Un poema, possiamo dire, cui hanno messo mano cielo e terra”. (Cesare Marchi)

per rinvigorire lo spirito. Il digiuno a pane e acqua è il più praticato. Il Pane è la forma simbolica usata per rappresentare l’insegnamento spirituale. Per gli antichi, mangiare il pane durante i propri rituali significava ricevere la vita divina. Il pane rappresenta l’insieme di tutti gli elementi della Natura e impastarlo è come costruire e modellare la vita. Esso, ancora oggi, è considerato un dono di Dio; è frutto non solo della terra, ma anche del faticoso lavoro dell’uomo.

10


Š Vincenzo Sculli


Š Erica Schultz


LE ORIGINI DEL CULTO “Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia” (Cantico 4,7)

Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato l’8 dicembre 1854 da papa Pio IX, con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. La festa dell’Immacolata Concezione è sempre stata una delle più amate ed attese dell’anno e, proprio per la sua collocazione temporale, segnava in qualche modo l’esordio del periodo natalizio. Il Natale, in origine, era una festa pagana legata al Solstizio Invernale, che cade intorno al 21 dicembre (il giorno più corto dell’anno). Il 25 dicembre, il giorno, rispetto alla notte, ricomincia a crescere. Tale evento astronomico era considerato

13


12


Dal Vangelo di Giovanni: “Occorre che io diminuisca perché Lui cresca”

come un rinnovamento della speranza,

Sopra: Cristo Dio-Sole, Musei Vaticani;

nascita del Dio-Sole, partorito dalla Dea-

A sinistra: Mithra “Sol Invictus”, Musei Vaticani.

Tale mito prese varie forme religiose: in

una festa della luce, una possibilità di sopravvivenza, pertanto fu mitizzato come Vergine o Dea-Lunare (in quanto dalle tenebre sarebbe nata la luce). Egitto Horus partorito da Iside, nelle religioni iranico-caldee Thammuz partorito da Mylitta (o Ishtar) ecc. La tradizione giunse fino a Roma nella forma del culto di Mithra e, quando il Cristianesimo iniziò a diffondersi, fu l’Imperatore Costantino a ufficializzare il giorno 25 dicembre come data della “nascita di Cristo”. Da questo esempio si evince che molti sono i culti antecedenti il Cristianesimo

15


Sotto: Statua di Iside e Horus; A fianco: Madonna della Tosse, Museo Benozzo Gozzoli, Castelfiorentino.

16


“ [...] Io sono Colei che dà alla luce [...] ” Tratto da: Inno a Iside, rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto; risalente al III-IV secolo a.C.

che venerano dee madri vergini, portatrici di

Pag. 18-19: Diverse raffigurazioni dell’Immacolata Concezione.

quindi, supporre che già l’arte paleocristiana

Luce. Vari sono anche i tratti comuni presenti nell’iconografia relativa alle figure della dea egizia Iside e della Madonna. È ragionevole, si sia ispirata alla raffigurazione classica di Iside per rappresentare la figura di Maria Vergine. Le similitudini si riscontrano attraverso i tratti delicati ed eterei di entrambe e nel bambino che esse tengono tra le braccia o che allattano (Gesù Bambino nel caso della Madonna ed Horus nel caso di Iside). Nell’iconografia legata all’Immacolata Concezione, è da notare la presenza della Luna ai piedi della Vergine, evidente riferimento alla dea Iside, rappresentata con il disco e la falce lunare sul capo.

17


CANICATTÌ

A sinistra: Statua dell’Immacolata Concezione, Canicattì (AG), XVII secolo. Si tratta di una scultura lignea di notevoli dimensioni, interamente rivestita in lamine d’oro (eccetto per il viso, i calpelli, le mani ed alcune teste di angeli poste sulla base). La Vergine poggia i piedi sulla falce lunare e sul serpente ed è sempre accompagnata dal giglio bianco, simbolo di purezza.

In occasione della festività dell’Immacolata Concezione, i canicattinesi addobbano gli alberi e preparano i presepi. Anche se i festeggiamenti religiosi, tradizionalmente, sono legati alle celebrazioni dell’8 dicembre, in questo piccolo centro è la vigilia ad essere considerata “la vera festa”. Infatti, da sempre, il 7 dicembre, in tutta Canicattì si perpetua l’usanza, dopo il rintocco dei vespri, di accendere i falò purificatori, chiamati “li vamparotti”, che illuminano suggestivamente piazzette, spiazzi e ampi tratti di strada. I preparativi cominciano settimane e, talvolta, mesi prima e sono, soprattutto, bambini ed adolescenti che si occupano di raccogliere la legna.

21


In passato la legna veniva raccolta dai più giovani attraverso la questua o ricorrendo al furto. Tutt’oggi esiste una certa competitività tra i diversi gruppi di quartiere per la realizzazione della “vamparotta” più grande. Il digiuno era praticato da tutti, non esclusi i bambini e gli anziani. L’entusiasmo era tale che si giunse a fare digiunare persino gli animali.

Il rituale dei falò del 7 dicembre si lega all’antica tradizione del digiuno che viene praticata attraverso il consumo de “li muffuletta”. Li muffuletta sono panini dalla forma rotonda, al cui impasto vengono aggiunti i semi di finocchio (detti ciminu dunci). Il condimento tipico dei muffuletti è lo sgombro con un filo di olio extra vergine d’oliva, sale e pepe.

23


Accademia Belle Arti di Catania, 2012

Immacolata  

Studio e ricerca sul significato della festa dedicata all'Immacolata Concezione di Canicattì [In collaborazione con Francesca Lo Bianco]

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you