Nicola Campogrande
Opera italiana
Libretto di | Words by Elio & Piero Bodrato
Partitura | Score
Printed in Germany
Nur das Mikrofon einschalten reicht nicht – Just turning on your microphone is not enough.
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World Premiere
Opera commissionata dal Comitato Italia 150
Alessandro Cadario, cond. | Tommaso Franchin, stage
Martina Franca | Festival della Valle d’Itria | August 3, 2022
Personaggi | Characters
Opera, soprano (b2 – e5)
Scellerata, alto (f#2 – c4)
Soldini, tenor (c2 – c4)
Mario, baritone (g1 – g#3)
Balconi, bass (f1 – f3)
“Quello che suona”, piano [mute character, included into Orchestral scoring]
Durata | Performing time
approx. 90 minutes
Organico | Orchestral scoring
Flute (also Piccolo)
Oboe (also English Horn)
Clarinet in B b (also Bass Clarinet in B b)
Bassoon
Horn in F
Trumpet in B b
Trombone
Percussion (2 players):
Glockenspiel, Vibraphone, Xylophone, Marimba, Tubular Bell (c3)
Triangle, China Cymbal, Sizzled Cymbals, Splash Cymbal, Ryde Cymbal, Hi-hat, Low Suspended Cymbal, Thundersheet, Opera Gong,Tam Tam
2 Wood Blocks, Claves, Agogo, 4 Tom Toms, 2 Bongos, Tablas, Cajon, Tambourine, Snare Drum, Bass
Drum, Egg Shaker, Bamboo Chimes, Vibratone, Vibraslap, Guiro, Gun Shot
Piano [as the mute character “Quello che suona”]
Electric Guitar
2 Violins
Viola
Violoncello
Double Bass (also Electric Bass)
The score is in C.
Piccolo is notated one octave lower (normal transposition)
Double Bass and Electric Bass are notated one octave higher (normal transposition)
Scena 1
Balconi: Sei scale, nove piani
Scena 2
Balconi, Mario: Eccolo qui che arriva
Mario: Nella vita voglio essere Qualcuno
Scena 3
Mario, Scellerata, Balconi: Oh piano! Dico! Attenti, per favore!
Scellerata: Lasciati andare, impara a ballare
Scena 4
Balconi: E a Balconi scatoloni
Scena 5 Opera, Soldini: L’indirizzo è questo
Scena 6 Balconi, Opera, Soldini: Opera!? Ma sei tu!?
Scena 7
Opera: L’asfalto dove atterrano i piccioni
Scena 8
Soldini, Balconi, Opera: Bello, assai bello.
Soldini: Questo non è un cortile, è un’opportunità!
Scena 9
Scellerata, Mario: Che bello Mario, che fiatone!
Scellerata: Questa mattina mi sono alzata
Mario, Scellerata: Fischiava il vento mentre venne sera
II
Scena 10
Mario: Allora, prendi o no?
Scena 11
Soldini, Mario, Balconi: E qui facciamo un bel solarium
Scena 12
Opera, Soldini, Mario, Balconi: Quale novità?
Scena 13
Mario, Balconi: Era lei, hai visto? È tornata!
Scena 14
Mario: Chissà quanta elettricità produce un bacio
Mario, Scellerata: Un bacio, solo un bacio?
Scena 15
Opera: Mario…! Son Opera, son qua.
Scena 16
Mario: Opera…! Opera, son qua
Scena 17
Scena 18
Soldini, Mario: Balconi! Amico mio! Ma dove sei finito?
Scena 19
Balconi, Soldini, Mario: Vergogna!
Scena 20
Opera, Mario, Balconi: Eccomi!
ATTO III
Scena 21
Mario: Andiamo, hop! Non battere la fiacca!
Scena 22
Scellerata, Mario: Povero Mario, un altro fallimento?
Scellerata: La donna e l’uomo d’oggi vivon la crisi d’ansia
Mario, Scellerata: Hai sentito?
Scena 23
Opera, Balconi: Ti prego, no
Scena 24
Scellerata, Opera, Balconi: Opera… tu?
Scena 25
Mario, Scellerata: Davvero il troppo stroppia
Scena 26
Mario, Opera: Certo è strano il cervello umano
Opera, Mario: Ancora non hai detto che mi ami
Scena 27
Scellerata, Soldini, Mario: Eccolo, l’ho trovato!
Scena 28
Balconi, Mario, Opera, Soldini, Scellerata: Vergogna! Quella è Opera?
Mario: Vi chiamo a me vite distratte e quotidiane
Opera, Scellerata, Soldini: Mario... Mario... Si, Mario!
Mario, Opera, Soldini, Scellerata, Balconi: Stella nel ciel, io vedo
Sinossi | Summary
ATTO I
Balconi, il portinaio di un grande complesso di condomini, si lamenta perché nel cortile si accumulano scatoloni di elettrodomestici appena acquistati. La colpa, spiega, è di chi li vende e li installa: Mario. Mario, che arriva portando un ennesimo scatolone, si difende spiegando che il proprio lavoro è come una missione: vuole infatti migliorare la vita del condominio nel quale abita da quando è nato, ed è certo che un giorno diventerà “qualcuno”. È innamorato da sempre di Opera, una ragazza cresciuta con lui, che però ha lasciato quei palazzi ormai da qualche anno.
Anche se è certo che un giorno Opera tornerà, Mario accetta di andare a ballare con Scellerata, una ragazza spregiudicata e piena di energia che vive nel condominio e insiste perché Mario dimentichi il suo sogno nostalgico e pensi a vivere il presente. Ma proprio mentre Mario è assente, Opera ritorna. È molto cambiata: adesso è la collaboratrice di Soldini, un uomo d’affari interessato a comperare il complesso dei palazzi. Opera, che vuol fare bella figura con il suo principale ma spera anche di riuscire a lasciare gli inquilini nei loro appartamenti, presenta al suo principale Balconi, con il quale Soldini stringe subito un’amicizia interessata.
Quando Mario ritorna, Opera e Soldini sono già andati via. Lui e Scellerata hanno passato una giornata scatenata e allegra, che però finisce molto male: la manifestazione a cui hanno appena partecipato termina infatti con la morte di un poliziotto.
ATTO II
Qualche giorno dopo, come promesso, Soldini e Opera fanno ritorno al condominio. Mentre Soldini visita scale e pianerottoli insieme a Balconi, che ha assunto come “consulente”, Mario, impegnato ad installare antenne sul tetto di uno dei palazzi, incontra finalmente Opera.
Mario si fa subito avanti, ma Opera teme di fare brutta figura con il suo principale, che ha preso Mario in antipatia, e così finge di non riconoscerlo. Mario però insiste e le dà un appuntamento per la sera stessa, sul tetto del palazzo dove un tempo si vedevano.
Quella sera, però, Mario aspetta inutilmente Opera, che non viene all’appuntamento. Al suo posto si presenta invece Scellerata, decisa a sedurre Mario e a fargli dimenticare il suo amore di un tempo. Mario cede e si allontana con lei quando Opera finalmente arriva, in ritardo. Ora tocca a lei pensare che Mario non l’ama più.
Il giorno seguente Mario rivede Opera e Soldini. Adesso l’atteggiamento di Mario è gelido e naturalmente Opera ricambia. In compenso Mario scopre che Soldini deve ritirare da Balconi un documento con il quale gli inquilini lo autorizzano a ristrutturare il condominio. Mario protesta, ma a quanto pare è inutile: Soldini gli spiega infatti che sul documento, falsificato dal custode, ci sarà addirittura la sua stessa firma.
Ma Balconi fa ritorno al condominio infuriato e scandalizzato: è stato in banca ed ha appena scoperto che l’assegno che Soldini gli ha dato per corromperlo è scoperto. Che vergogna! Dopo aver platealmente stracciato il falso contratto, Balconi smaschera Soldini, rivelando che il suo piano non è quello di ristrutturare il condominio bensì quello di trasformarlo in un enorme centro commerciale.
Anche Opera è coinvolta, benché giuri di essere stata a sua volta ingannata. È lo stesso Mario a intimarle di lasciare per sempre il condominio, per vendicarsi dell’offesa che crede di aver subito.
ATTO III
Sono passati alcuni mesi e Mario è diventato il principale rivenditore di elettrodomestici del condominio. Adesso è un benestante e si è trasferito a vivere nell’attico insieme a Scellerata, che a sua volta è diventata una elegante signora, dedita alla meditazione e alla new-age.
Mario dedica invece il suo tempo alla costruzione di un grande Generatore, con il quale sogna di accendere in un sol colpo tutti gli elettrodomestici che ha venduto negli anni. Il progetto va avanti da tempo ma senza grandi risultati, e Mario, deluso, confessa a Scellerata che pensa di abbandonare il condominio e trasferirsi a vivere altrove. Lei però allontana ogni volta questi pensieri tristi e dice a Mario: stiamo così bene in questo posto, e in fondo che cosa ci manca?
La verità è che, anche se adesso è ricco, Mario è infelice perché ha perso per sempre Opera. In realtà, dopo la rovina di Soldini, anche Opera è caduta in povertà ed è tornata a vivere in uno degli appartamenti ai piani bassi del condominio, il più distante possibile da quello dove vive Mario. Opera è certa che Mario non l’ha perdonata e teme di incontrarlo; così respinge le insistenze di Balconi, che invece è sicuro che lui l’ama ancora, e arriva addirittura a trascinare Opera fino all’attico.
Purtroppo Mario non è presente e il custode e Opera trovano ad accoglierli Scellerata, che naturalmente non vede affatto di buon occhio il ritorno di Opera.
Temendo l’incontro tra lei e Mario, Scellerata, rimasta nuovamente sola, organizza quindi un piano e quando Mario rientra lo sorprende, annunciando di aver cambiato idea: ha ragione lui, il condominio è vecchio e invivibile e devono andarsene. Scellerata si offre quindi di cercare Soldini per proporgli nuovamente di comprare l’attico.
La partenza è decisa. Mario prepara tristemente le valige. Lasciare il condominio è un peccato, ma restare a progettare un Generatore che non funziona e attendere qualcuno che non tornerà è anche peggio.
Mentre racconta la sua tristezza a Quello che Suona (un vicino di casa che non si vede mai, ma con il quale Mario ha fatto amicizia) Mario non si accorge che Opera è silenziosamente apparsa alle sue spalle.
È Balconi che l’ha mandata per un ultimo tentativo e così lei ascolta in silenzio e con emozione le parole piene di amore e rimpianto di Mario. Infine Opera si svela e i due si abbracciano.
Quando Scellerata torna all’attico insieme a Soldini trova Mario e Opera insieme ma non se la prende, anche perché, nei pochi minuti insieme, lei e Soldini hanno capito di avere molto in comune.
Mario è felice di aver ritrovato Opera; tanto felice che decide di mettere in funzione il grande Generatore di energia: intuisce che adesso finalmente, funzionerà perché è la passione l’elemento che mancava e gli impediva di attivarsi.
Quella di Mario è però una mossa azzardata. Il Generatore, si sovraccarica ed esplode, trasformando il povero Mario in pura energia. Tutti assistono alla scena a bocca aperta. Mario, proprio come desiderava, è diventato finalmente qualcuno: una stella nel cielo.
Opera italiana
Nicola Campogrande, 2010
Libretto: Elio & Piero Bodrato
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ATTO I
Un cortile cittadino, di quelli sacrificati tra le mura di alcuni condomini popolari, con il pavimento asfaltato quasi sempre in ombra e pochi fili d'erba nati per sbaglio. Al centro un portone in ferro e vetro, che apre su una strada cittadina. Sul lato sinistro, segnalato da un vecchio cartello con la scritta "PORTINERIA", l'ingresso posteriore dell'appartamento del custode, con un balcone appena rialzato che ospita una povera serra, alcune cassette di legno e qualche attrezzo. Sulla sinistra una porticina in ferro che conduce alla prima delle scale, sormontata dalla lettera "A". Intuiamo che oltre e tutto intorno ce ne sono molte altre.
SCENA 1
Moderato q ≈ 112
BALCONI F
(BALCONI entra nel cortile portando alcuni scatoloni che smonta, ripiega ed impila. Intanto conta gli appartamenti, partendo dalle scale.)
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Moderato q ≈ 112
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