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PARROCCHIA S.IGNAZIO DI ANTIOCHIA Via Squillace, 3 - 00178 ROMA

2015: Anno della vita consacrata 2015-16: Giubileo straordinario della misericordia


Festa della Comunità 2015

Gruppi, servizi, attività della Parrocchia Qui trovate l’elenco dei gruppi, dei servizi e delle attività della Parrocchia. Rinnoviamo a tutti l’invito a contattare l’Ufficio Parrocchiale ‐ o diretta‐ mente i responsabili dei vari gruppi ‐ se siete interessati a partecipare alle attività proposte oppure a collaborare come volontari.

Vi aspettiamo! 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20.

Catechesi sacramentale Gruppo Giovani Famiglie Comunità dei Giovani e dei Giovanissimi Comunità eucaristiche Gruppo catechesi per adulti Lectio divina Ordine Francescano Secolare Gruppo San Pio da Pietrelcina Coro parrocchiale Gruppo ministranti Gruppo ministri straordinari dell’Eucaristia Gruppo Caritas Gruppo Chiesa bella Gruppo Sala Polivalente Gruppo Fiori Gruppo Presepe Alcolisti anonimi Statuario Band Scuole di ballo Circolo socio‐ricreativo‐culturale “Sant’Ignazio” (informatica, inglese, ballo, ginnastica e Tai‐chi‐chuan) 21. Confraternita S. Maria Regina dello Statuario e S.Ignazio di Antiochia 22. Cursillos di Cristianità 23. Gruppo Ancelle del S. Rosario 24. http://bibliostatuario.wordpress.com

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Parrocchia Sant’Ignazio di Antiochia

Gruppi, servizi, attività della Parrocchia Lettera del Parroco

2 4‐5

Anno della Vita Consacrata

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Giubileo Straordinario

7

Ingresso canonico del nuovo Parroco

8‐11

S. Messa con Papa Francesco nella cappella di Santa Marta

12‐15

Don Simon: tempo di bilanci e saluti

16‐17

Don Cristian: la mia esperienza a S. Ignazio

18‐19

Dal Gruppo Caritas

20‐21

La Confraternita S.M. Regina dello Statuario e S.Ignazio di Antiochia

22‐23

In cammino sulle orme di Pietro

24‐25

Cursillos di Cristianità anche allo Statuario

26‐27

Dall’Ordine Francescano Secolare

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Premi della lotteria

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Sponsor e Programma Premio “Giulia ama la scuola” (ed. 2014)

30‐46 47

Dalla cucina di Nelie

48‐49

Album di famiglia ...parrocchiale

50‐55

San Ludovico da Casoria: canonizzazione

56‐58

A viale Appio Claudio: una nuova opera delle Elisabettine Bigie

59

Le spoglie di San Ludovico da Casoria allo Statuario

60‐63

Album di famiglia ..parrocchiale

64‐65

BiblioStatuario: un servizio territoriale

66‐67

Album di famiglia ..parrocchiale

68‐69

Alla Regina dello Statuario

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Festa della Comunità 2015

Cari Parrocchiani e Amici dello Statuario... “Miserando Atque Eligendo” È il motto che traccia tutto il pontificato del nostro Vescovo di Roma, il Papa Francesco. Ispiratosi a san Beda il Venerabile, che commenta la vocazione dell’apostolo Matteo: «Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi” (Mt 9,9). Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore; siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse – miserando atque eligendo –, gli disse: “Seguimi”»

Buona Festa, carissimi! Pace e gioia anche ai vostri cari, vicini e lontani. A concludere l’anno pastorale è la nostra settimana di festa parrocchia‐ le per far onore alla Nostra Regina dello Statuario, come L’amava chia‐ mare il nostro primo parroco, Don Giovanni. Preambolo alla Festa della Comunità sarà la rappresentazione “Colori, parole e suoni su Sant’Ignazio d’Antiochia”, per fare memoria del nostro Patrono. Fare festa è celebrare la scelta della Beata Vergine Maria e di Sant’Ignazio: la scelta della vita in Cristo. Festeggiamo la nostra scelta che è, fondamentalmente, il nostro “essere” e il nostro operare nella luce del messaggio del Santo Padre ai rappresentanti della nostra Comunità Parrocchiale alla Messa a Santa Marta: “Tu sei responsabile; tu devi scegliere. Tu hai scelto? Come vivi? Il tuo modo di vita, il tuo stile di vita, com’è? È dalla parte della vita o dalla parte della mor‐ te?”. Ogni momento conclusivo implica tirar le somme come fa ogni mamma in Pagina 4


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ogni famiglia a fine giornata, il papà a fine mese e ogni insegnante di classe per ogni alunno. Tutto perché la scelta sia guidata, formata e porti alla vita vera e alla gioia autentica. Ogni scelta, infatti, deve portare a compimento la propria vocazione, come ci esorta Papa Francesco in quest’anno della vita consacrata: “guardare il passato con gratitudine, vivere il presente con passione. Abbracciare il futuro con speran‐ za” (messaggio che abbiamo anche proposto per il concorso rivolto alle scuole). Non possiamo privarci della grata memoria con cui i genitori e i nonni hanno costruito il quartiere e formato le famiglie tra fatiche e diffi‐ coltà, ma anche con fiducioso coraggio. Raccontatevi ai vostri figli e ni‐ poti. Dite loro il vostro vangelo vissuto, cosa che renderà loro capaci di vivere il presente con passione e grinta. Non ci dobbiamo vergognare delle rughe sui volti e dei capelli bianchi in testa quando amando la vita nella verità e nella fedeltà possiamo dire “è Cristo che vive in me e io in Lui”; questa è la festa perché è Misericordiae vultus Patris est Christus Iesus. Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre che ... miseran‐ do atque eligendo…amandolo lo scelse! “Abbracciare il futuro con speranza” significa dunque essere an‐ che noi, in Gesù, volto della misericordia del Padre, essendo dotati della libertà per amare, del dono per perdonare, della speranza per gioire. . . per camminare sulla sua via. Abbracciamo il futuro con la speranza lasciandoci guardare da Lui, lasciandoci incontrare dai suoi sacerdoti, religiose, genitori, bambini, catechisti o nonni che parleranno ai nostri cuori. ...Ma quanto capace è il nostro cuore di ascoltare? Nel celebrare la festa occorre perciò che sappiamo fermarci, la‐ sciarci incontrare, lasciarci guardare per collaborare alla comunione e non farci travolgere da coloro che ci dividono, da ciò che ci divide e ci al‐ lontana.

Con affetto,

il vostro Parroco Don Jess Pagina 5


Festa della Comunità 2015

Anno della Vita Consacrata (30.11.2014 (30.11.2014--2.02.2016) Papa Francesco ha deciso di dedicare alla vita consacrata il periodo tra il 3o novembre 2014 e il 2 febbraio 2016, fissando tre obiettivi principali (riprendendo quelli che San Giovanni Paolo II aveva proposto alla Chiesa all'inizio del terzo millennio nell’Esortazione post‐sinodale Vita consecra‐ ta): 1. guardare il passato con gratitudine 2. vivere il presente con passione 3. abbracciare il futuro con speranza I diversi ordini religiosi hanno alle spalle una ricca storia carismatica, alle cui origini è presente l’azione di Dio che, nel suo Spirito, chiama alcune persone alla sequela ravvicinata di Cristo, alla traduzione del Vangelo in una particolare forma di vita, alla lettura dei segni dei tempi attraverso gli occhi della fede, alla pronta e creativa risposta alle necessità della Chiesa. L’esperienza degli inizi è poi cresciuta e si è sviluppata, coinvol‐ gendo altri membri in nuovi contesti geografici e culturali, dando vita a modi nuovi di attuare il carisma, a nuove iniziative ed espressioni di carità apostolica. È come il seme che diventa albero espandendo i suoi rami. Anche nel nostro quartiere abbiamo modo di conoscere da vicino e apprezzare le diverse forme in cui si esprime la vita consacrata, come continuamente ci viene testimoniato dai nostri presbiteri e dalle religio‐ se. Proprio questa nuova edizione del “libretto della Festa della Comunità dello Statuario” riporta molte delle loro testimonianze che rinnovano la vitalità e l’attualità della parola di Dio, vis‐ suta con impe‐ gno, con amore, con gioia, al ser‐ vizio della nostra comunità. Pagina 6


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Giubileo straordinario: 8.12.2015 8.12.2015--20.11.2016 Lo scorso 11 aprile, con la bolla pontificia Misericordiæ Vultus, Papa Francesco ha indetto il Giubileo straordinario della Mise‐ ricordia che si svolgerà dall’8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016. Ecco una breve presentazione. “Giubileo” è un termine che deriva dall’ebraico jobel, ovvero montone, il cui sacrificio serviva per annunciare l’anno sabba‐ tico, celebrato ogni cinquant’anni facendo riposare la terra, liberando gli schiavi, restituendo le proprietà agli originari pro‐ prietari (cfr. Lev. AT, 25). Il giubileo cattolico o "Anno Santo" fu istituito da Papa Bonifacio VIII nel 1300 e celebrato con ca‐ denza variabile (ogni 50, poi ogni 33 e recentemente 25 anni); http://www.im.va/content/gdm/it/logo.html rappresenta un periodo di conversione durante il quale la Chiesa concede l'indulgenza, cioè la remissione della pena per i peccati, a chi compie alcune pratiche cultuali. Per il giubileo straordinario del 2000 il Papa stabilì, per esempio, che oltre che a Roma e in Terra Santa, si poteva celebrarlo in ognuna delle chiese indicate dal vescovo in ogni diocesi. L’imminente giubileo straordinario intende promuovere la misericordia non come idea astratta, ma reale e viva, che si incarna nel volto di Gesù, Dio e uomo al contempo. Sarà un Anno Santo per vivere la misericordia nella quotidianità, un Giubileo per farci “sorprendere da Dio”, che, padre misericordioso, tiene sempre la por‐ ta del Suo cuore spalancata per noi. La Chiesa deve perciò annunciare con convinzione la misericordia di Dio, adoperarsi perché tutti vengano introdotti a tale grande mistero, contemplando il volto di Cristo, ma deve essa stessa farsi testimone autentica e offrire misericordia, confortando, perdonando, soste‐ nendo, ricordando che la fonte inesauribile del “gran fiume della misericordia”, scaturente dal cuore della Trinità, è a disposizione di tutti quelli che vi attinge‐ ranno. “La Chiesa si faccia voce di ogni uomo e ogni donna e ripeta con fiducia e senza sosta: « Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre » (Sal 25,6).” Per saperne di più: Bulla Misericordiae Vultus, 25, disponibile all’URL: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_letters/documents/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html Pagina 7


Festa della Comunità 2015

Ac ura

dei Ser vizi Litu rgic

Ingresso canonico del nuovo Parroco

i de lla P arro cch ia

“Carissimi, la nostra Comunità parrocchiale di sant’Ignazio, riunita nel giorno del Signore, vive un momento di particolare gioia e solennità, perché riceve dal Vescovo il suo nuovo parroco nella persona del Sacerdote Don Jess Marquiña Maraño. Nella successione e nella continuità del ministero si esprime l’indole pasto‐ rale della Chiesa, in cui Cristo vive e opera per mezzo di coloro ai quali il Vescovo affida una porzione del suo gregge!” Con queste parole, a nome del Vescovo di Roma, sua Eccellenza Mons. Giusep‐ pe Marciante ha aperto la solenne celebrazione dell’Ingresso Canonico, ossia dell’Inizio del Ministero Pastorale, del nuovo Parroco don Jess. Per i fedeli di una parrocchia, l’avvicendamento dei parroci è veramente un momento forte, importante e significativo e sicuramente lo è anche per il nuovo parroco e trova il suo apice nel rito con il quale il Vescovo consegna la chiesa e i suoi fedeli al parroco designato. La nostra Parrocchia ha vissuto tale apice poco tempo fa con l’investitura di Don Jesus (Jess) Marquiña Maraño, dopo quelle di Don Gilber‐ to Serpi e Don Giuseppe Attard, entrambi presenti e vicini al nuovo parroco. Il rito formale ha avuto luogo alle ore 17 del 9 Novembre 2014, dopo la benedi‐ zione della statua della Madonna di Fatima, primo dono significativo dei parrocchiani al nuovo Parro‐ co. Partecipando con commozione e devozione era‐ no presenti molti sacerdoti e parrocchiani sia della nostra parrocchia che di quelle dove Don Jess ha esercitato in precedenza il suo ministero. La celebrazione di insediamento del Parro‐ co è ricca di segni e simboli che meritano di essere descritti per il loro grande significato sia intrinseco che estrinseco. Non sarà sfuggito ai più, che dopo l’ingresso in corteo dei celebranti, il Parroco desi‐ gnato non ha baciato l’altare come tutti gli altri, ma si è posto in disparte. L’altare è il centro dello spa‐ zio liturgico attorno al quale si riunisce la comunità per celebrare l’Eucarestia con il proprio “pastore” Pagina 8


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che opera in “persona Christi”. Simbolicamente, quindi, il parroco designato non bacia l’altare prima della “consegna” canonica da parte del Vescovo. Così recita il Diritto Canonico: “La parrocchia è una determinata comu‐ nità di fedeli che viene costituita stabilmente nell'ambito di una Chiesa parti‐ colare, e la cui cura pastorale è affidata, sotto l'autorità del Vescovo diocesa‐ no, ad un parroco quale suo proprio pastore” e la Chiesa, corpo mistico di Gesù, è tale quando si lascia pervadere dallo Spirito Santo che realizza l’Unità chiesta da Gesù al Padre: “che tutti siano una cosa sola… perché il mondo creda” (Gv. 17, 21). Di particolare importanza, durante la celebrazione, è stata la lettura ad alta voce del decreto di nomina emesso dal Cardinale Vicario e con il quale l’assemblea dei fedeli viene formalmente informata della nuova nomina. A leg‐ gere la nomina è stato Don Alessandro Zenobbi , ex parrocchiano di Don Jess, quand’era viceparroco ai Giardinetti, in Via Casilina. Al termine della lettura, l’assemblea, emozionata e felice, in segno di assenso, ha cantato l’Alleluia ma‐ gistralmente guidata dai cantori della Parrocchia. Il Vescovo invita poi l’assemblea alla preghiera per invocare lo “Spirito del Signore” affinché il Parroco e i parrocchiani formino un “cuor solo ed un’anima sola” (At.4, 32). Al termine della preghiera di invocazione dello Spirito

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Santo, il nuovo parroco si pone al centro del pre‐ sbiterio, di fronte al Vescovo che, a braccia aperte, pronunzia la preghiera di benedizione affinché Dio guardi con paterna benevolenza il nuovo par‐ roco perché con il suo apostolato “la Comunità Parrocchiale di Sant’Ignazio, cresca e si edifichi in tempio santo del Tuo Spirito e renda viva testi‐ monianza di carità, perché il mondo creda in Te ed in Colui che hai mandato, il Signore nostro Ge‐ sù Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli”. La consegna dell’aspersorio con l’acqua benedetta al nuovo Parroco è un altro significativo segno dell’autorità che gli viene conferita per la guida dei suoi parrocchiani nel “cammino della verità e della vita, dal fonte battesimale alla mensa del sacrificio Eucaristico”. Con l’aspersorio il nuovo parroco asperge tutta l’assemblea e con questo segno assume la missione di far “rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, per for‐ mare un’unica famiglia, riunita nella celebrazione dell’Eucaristia, centro e fulcro della vita cristiana”. Per questo, solo ora il nuovo Parroco bacia l’altare e lo incensa. L’incenso bruciato simboleggia la preghiera e la venerazione verso Dio e anche l’onore reso alla persona ritenuta importante, in un’atmosfera resa piace‐ vole dal suo profumo; con questo significato, il Parroco incensa anche le reliquie di S. Ignazio d’Antiochia nostro patrono. Il rito prosegue con la liturgia della Parola, che trova compimento nella consegna al nuovo Parroco dell’Evangelario e la proclamazione del Vangelo da parte di Don Jess stesso. L’omelia tenuta dal vescovo Marciante è stata incentrata sull’importanza del ruolo del parroco come pastore delle anime e guida dei fedeli di una parroc‐ chia. Il rito ora diventa particolarmente toccante con il “Rinnovo delle Promes‐ se Sacerdotali” che Don Jess pronunciò il giorno della sua ordinazione. Quel “Sì, lo voglio”, pronunciato ad alta voce in risposta alle domande del Vescovo, conferma al Vescovo stesso ed all’assemblea tutta, l’impegno di “essere fedele dispensatore dei misteri di Dio per mezzo della santa Eucaristia e delle altre

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azioni liturgiche, e di adempiere il ministero della parola di salvezza sull’esempio del Cristo, capo e pastore, lasciandosi guidare non da interessi umani, ma dall’amore per i fratelli in Cristo”. La preghiera che il Vescovo chie‐ de all’assemblea per il loro Parroco suggella la comunione tra i fedeli ed il pro‐ prio pastore. A concludere la celebrazione dell’ingresso canonico del nuovo Parroco è il segno della chiave. La consegna al nuovo Parroco della chiave del Taberna‐ colo esprime “l’esercizio pieno della cura pastorale esercitando la cura pasto‐ rale di quella comunità sotto l'autorità del Vescovo diocesano, con il quale è chiamato a partecipare al ministero di Cristo, per compiere, al servizio della comunità, le funzioni di insegnare, santificare e governare”. Il Tabernacolo (tabernaculum=tenda) custodisce il Santissimo Sacra‐ mento ed è il punto focale dell’adorazione di tutti i fedeli che, riconoscendosi cristiani, attorno a quel Tabernacolo e guidati dal proprio parroco formano la Chiesa locale. Poco prima della benedizione, il Parroco don Jess cordialmente e con profonda commozione ha espresso infinite GRAZIE ai propri superiori per la fiducia alla sua persona, alla Comunità di sant’Ignazio che già lo ha abbracciato con un caloroso benvenuto, ai fratelli delle comunità parrocchiali della Resurre‐ zione, Protomartiri Romani, San Vigilio, e alla numerosissima delegazione dalla Parrocchia di nostra Signora di Fatima, dove ultimamente per nove anni è stato parroco. Alle Autorità civili locali come all’Ambasciatrice delle Filippine presso la Santa Sede e a tutti gli amici di Don Jess da Ascoli, Altamura, Terni e Caserta il nuovo parroco ha esteso il discorso dicendo che il rendimento di grazie più su‐ blime ed eccelso è l’Eucaristia della qua‐ le non possiamo fare a meno. Alla solenne celebrazione ha poi fatto seguito, nella Sala Polivalente, una gioiosa festa di ben‐ venuto a cui hanno partecipato anche i due precedenti parro‐ ci, don Giuseppe e don Gilberto. Pagina 11


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Santa Messa con Papa Francesco nella Cappella Affidiamo alle parole di Luisa Aragona il ricordo di una esperienza speciale vissuta da una delegazione della nostra Parrocchia: la messa con il Papa!

Giovedì 19 febbraio 2015 abbiamo vissuto un’esperienza di Grazia, tanto profonda quanto insperata, partecipando alla S. Messa celebrata da Pa‐ pa Francesco in Santa Marta. All’incontro con il Papa abbiamo parteci‐ pato in 25, di cui 5 sacerdoti, 5 suore e 15 laici in rappresentanza delle va‐ rie realtà parrocchiali. Quella mattina avevamo lasciato le nostre case molto presto, ma la consapevolezza che di lì a poco avremmo avuto la gioia di scambiare uno sguardo profondo e personale con il Santo Padre ci riempiva di en‐ tusiasmo. Il sapere che avremmo vissuto un momento unico, che per mi‐ lioni di persone rimane solo una speranza, ci faceva sentire privilegiati e grati a Dio e anche al nostro parroco Don Jess, che si è speso tanto sia per rendere possibile questo incontro e sia aver richiesto al S. Padre di venire a visitare la nostra Parrocchia per far provare la nostra stessa gioia a tutti i parrocchiani. Lo sguardo del papa ha riempito di dolcezza il nostro cuore special‐ mente mentre ci esortava a riflette‐ re sul passo biblico in cui Dio chiede a Mosè di decidersi a scegliere fra la vita, rappresentata dal bene, e la morte, rappresentata dal male. Il Santo Padre ha enfatizzato che “sta a noi fare la scelta giusta! Le vie fra cui scegliere sono soltanto due: l’una ci darà la Vita, l’altra ci darà la morte.” Se è pur vero che nel nostro intimo Pagina 12


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di Santa Marta (19 febbraio 2015) siamo portati a scegliere il bene, è anche vero che è molto impegnativo. Da qui le parole rivolteci dal Papa: “…specialmente in questo periodo di quaresima, fermatevi un po’ a riflettere! Quale è il vostro stile di vita? Seguite con coraggio la via che ha percorso Gesù o scegliete gli idoli del mondo per ottenere quelle povere cose che faranno di voi delle persone apprezzate dalla massa, ma che io definisco falliti di successo?”. A questo punto Papa Francesco ci ha esortato a rivedere la nostra vita alla luce del Vangelo del giorno: “… che giova all’uomo conquistare il mondo intero se poi perderà se stesso?” ed ha aggiunto “siate consape‐ voli e coraggiosi e poi fate la scelta giusta perché Gesù ci sostiene sem‐ pre e non ci lascia mai andare da soli, perciò ripetiamo spesso le parole del salmo 1: «Beato l’uomo che confida nel Signore»”. Il Papa, al termine della S. Messa, per il ringraziamento, si è sedu‐ to su una sedia tra noi fedeli e una grande emozione ha pervaso tutti noi

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facendoci sentire tutti fratelli di fronte al Tabernacolo. Al termine del ringraziamento, il Papa ha voluto avere un incontro perso‐ nale con ciascuno di noi per un brevissimo ma intenso ed esclusivo saluto che è stato, penso per tutti, come un’immersione in un frammento di Pa‐ radiso. Al momento di salutare il Santo Padre, ciascuno di noi ha espres‐ so i suoi sentimenti a proprio modo, chi con un abbraccio caloroso, chi con un bacio di tenerezza chi, come la piccola Cristina, porgendogli una lettera scritta con i bambini del suo gruppo o chi, come Michele, ha invi‐ tato il Papa al proprio matrimonio consegnandogli la partecipazione di nozze. Don Jess ha donato a Papa Francesco una copia del libro stampa‐ to a conclusione dell’Anno Ignaziano 2011‐12, in occasione dei 1900 an‐ ni dal martirio di S.Ignazio e 60 dalla fondazione della Parrocchia. Il Papa ci ha accolti tutti con grande ed esclusiva disponibilità, co‐ me se ci conoscesse personalmente e questo suo atteggiamento ha ri‐ chiamato alla mia mente le parole di S. Paolo nella Prima Lettera ai Co‐ rinzi “…mi sono fatto tutto a tutti per salvare ad ogni costo qualcuno”.

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Riportiamo la lettera di apprezzamento di Papa Francesco del volume celebrativo dei 60 anni.

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Don Simon: tempo di bilanci e saluti! “Q ues Don Simon è in procinto di lasciare Roma per a to d a f m fid proseguire il suo ministero a Gozo, sua isola ato are f eve fa i g natale. Gli abbiamo chiesto qualche riflessioe n li, pe no in re il s a o r n ne sull’esperienza vissuta allo Statuario. es serv fondo cerd ser i r i l e g ote e s erv la com regg : e ito «Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i da unit à e ( Do s vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli n S sa!” im altri.» (Gv 13, 14). o n)

Ma cosa significa «lavare i piedi», se non amare fino a dona‐ re la vita? Questo deve fare il sacerdote: amare fino in fondo il gregge affi‐ datogli, per servire la comunità e non essere servito da essa. Ed è questo che porterò con me, ritornando a Gozo perché è questo che voi mi avete insegnato. Ho l’onore di conoscervi da 8 anni, dal 2007, l’ultimo anno di Don Giuseppe come parroco. All’epoca ero ancora un seminarista ventunenne – che a giugno prese anche la varicella – ma già allora capii che lo Statuario è un quartiere molto speciale, con una bella comunità cristiana. Ritornai da voi nel 2010 e sono rimasto qui per 5 anni. E non me ne pento. Questi anni sono stati per me una grande scuola che mi ha aiutato a capire meglio cosa significa per un sacerdote nuovo, giovane ed inesper‐ to, «lavare i piedi» alla comunità. Innanzitutto, ho imparato che «lavare i piedi» reca immensa gioia. Ricordo con gratitudine il sorriso di tanti bambi‐ ni e ragazzi del percorso di catechesi. Mi vengono in mente l’Anno Ignazia‐ no, la fioritura della devozione verso i Santi Patroni Ignazio e Maria Regina dello Statuario, il percorso di catecumenato, i matrimoni e i battesimi, i campi e i ritiri, il rapporto stupendo con le comunità religiose, il senso del servizio vissuto dai gruppi parrocchiali, le attività con i nostri cari giovani, l’amore dei catechisti, la sapienza degli anziani, la gioia delle giovani cop‐ pie, l’impegno delle famiglie, e tanto, tanto altro. Ho imparato che la gioia è un segno della viva presenza dello Spirito Santo nella comunità! In questi anni ho imparato pure che «lavare i piedi» significa curvarsi, inginoc‐ chiarsi sulla pietra e soffrire con e per la comunità. I salti mortali sono stati

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fatti per conciliare studio e servizio in parrocchia non si contano. Ma questa sofferenza non è niente comparata alla sofferenza che molti di voi, con grande dignità e fede, avete vissuto. Mi ricordo gente alle prese con le malattie, lutti in famiglia, famiglie con problemi economici, mamme e papà che crescono i figli con tanto sacrificio, persone sole o di‐ soccupate e tante altre esperienze di dolore. Voi mi avete insegnato che senza sofferenza, non c’è amore vero. Grazie alla vostra testimonianza, mi sono accorto che essere sacerdote significa mettere da parte le proprie pretese, il proprio carattere, la propria cultura e il proprio orgoglio, per ser‐ vire, nei propri limiti e responsabilità, il gregge come vuole il Buon Pastore. «Lavare i piedi» significa anche abbracciare la Croce. Quindi non posso non ringraziarvi, comunità parrocchiale e famiglia dello Statuario. Siete stati la mia famiglia per tutti questi anni e vi porterò nel cuore. Vi ringrazio per ogni momento vissuto insieme, per tutto quello che mi avete insegnato e per l’affetto dimostrato. Un ringraziamento spe‐ ciale va ai vescovi Mario Grech di Gozo e Giuseppe Marciante del settore Est di Roma che in questi anni a Sant’Ignazio hanno mostrato fiducia in me. Vi chiedo soltanto un favore: quando passate davanti alla Reliquia di Sant’Ignazio oppure davanti alla Ma‐ donna della Carità, ricordatevi di fare una piccola preghiera per me e per la mia diocesi di Gozo, che in trent’anni di presenza dei suoi sacerdoti, vi ha dato così tanto. Vi voglio bene e affi‐ do tutti voi ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria. Mi ricorderò di voi quando ce‐ lebrerò la Santa Messa. Infine, vi invito tutti quanti alla Santa Messa di Ringraziamento che desidero celebrare con voi giove‐ dì 11 giugno, a cui ci sarà la festa di saluto. Siate la gioia del Risorto nel mondo.

Don Simon Pagina 17


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Don Cristian: la mia esperienza a S.Ignazio ”Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto". (Mc 16, 6‐7) “Non abbiate paura!.. Gesù vi precede…”. Non posso raccontare la mia esperienza a S. Ignazio senza cominciare da questo brano perché tra le difficoltà di una nuova lingua e una cultura diversa, sono certo d’avere trovato Gesù che, non soltanto mi aveva preceduto nel cammino, ma mi aveva preparato una famiglia che letteralmente mi ha insegnato a parlare e mi ha fatto crescere. Infatti ricordo le mie prime settimane qui e l’amabilità dei parrocchiani che mi incoraggiavano a imparare l’italiano e a ...ingrassare un po’. Non a caso i primi mesi ci sono state almeno quattro o cinque cene in Sala Polivalente! Ho svolto il mio servizio pastorale con i catechisti della Cresima, con i ragazzi e i giovani. È stata una sfida interessante, ma soprattutto molto arricchente per me. Già trasmettere la parola di Dio è un compito complicato, farlo poi in un’altra lingua e con un vocabolario limitato sembrava diventare un lavoro ancora più difficile, ma con la gioia dei ragazzi, la pazienza dei catechisti e la disponibilità dei giovani siamo riusciti a capirci e scoprire piano piano ciò che ci diceva il Signore. La disponibilità e la generosità dei parrocchiani sono stati sempre di grosso aiuto in tutto quello che ci proponevamo di fare. Ci sono stati anche dei momenti difficili, delle discussioni accalorate, diversi colpi che la nostra parrocchia ha subito, ma il Signore, S. Ignazio e la Regina dello Statuario ci hanno sostenuto fortemente. Purtroppo abbiamo visto che alcuni dei nostri si sono allontanati, altri noi stessi li abbiamo allontanati: quello sarà sempre un dolore per noi, una ferita all’unità, ferita che sono sicuro guarirà quando metteremo veramente Gesù al primo posto, nella carità e nell’umiltà, che oggi Pagina 18


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grazie a Papa Francesco sono più presenti come sfida per il nostro essere cristiani. Non dimentichiamoci che la parrocchia è formata da tutti i battezzati convocati dall’unico Signore e nella parrocchia, la nostra parrocchia, c’è posto per tutti. Noi preti siamo al vostro servizio, per la vostra santificazione: vogliamo lavorare per questo! So che non è questo lo spazio per fare i nomi e fare dediche, ma mi scusate però una parola voglio rivolgere ai giovani (Supergiovani 2.0 e Comunità giovanile): amici, non mollate mai! Grazie per essere tra noi, per trasmetterci la vostra gioia. Siete per me una conferma grande del fatto che vale veramente la pena dare la vita per il Signore! Con affetto,

Don Cristian

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Festa della Comunità 2015

Dal Gruppo “CARITAS” Gli indigenti, che, fino al mese di Aprile 2015, hanno bussato alla nostra parrocchia di S.Ignazio di Antiochia in Roma, parroco Don Jess, per esse‐ re assistiti, sono stati un centinaio, di cui circa il 55% rumeni, il restante in ordine decrescente italiani 15%, ucraini 10%, nomadi e polacchi 3%, moldavi, bulgari,marocchini, algerini, ecuadoriani, peruviani... Chi sono? In prevalenza sono uomini che hanno perso, nei rispettivi paesi o all'estero, il lavoro, da aziende minerarie, meccaniche, agricole e hanno problemi non solo economici, separati dalle proprie famiglie, alcuni con la perdita della propria identità. Vi sono poi alcune donne col marito di‐ soccupato, figli piccoli, parenti anziani o malati. Molti vivono in baracche o in casupole abbandonate in condizione di povertà quasi assoluta. La maggior parte chiede un aiuto con umiltà ed educazione, pochi con arro‐ ganza. Cosa chiedono? Chiedono a noi volontari, circa una ventina, e al parro‐ co, principalmente un lavoro e soldi. Noi ci limitiamo a un'accoglienza ordinata, ogni martedì, con colazione e a‐ scolto, per indirizzarli ai volontari/e dei banchi di di‐ stribuzione di indumenti, gio‐ cattoli, e qualche oggetto per la casa, e di viveri. I pochi in‐ digenti che hanno problemi di salute sono visitati e assi‐ stiti dal volontario medico e dalla volontaria infermiera, forniti di qualche medicina e indirizzati a vari ospedali ‐ Casilino, Figlie di S. Camillo, Pagina 20


Parrocchia Sant’Ignazio di Antiochia

S. Camillo, S. Gallicano, l'Ospice della Nunziatella ‐, che li hanno sempre accolti con professionalità e indulgenza. Purtroppo le condizioni economiche dei nostri assistiti (circa 500, dal 2009‐2014 con Don Gilberto, a oggi 28 aprile 2015, con Don Jess), an‐ che se i nostri aiuti sono divenuti più consistenti e mirati, non sono mi‐ gliorate e la loro salute ci appare precaria: alcuni di loro hanno problemi polmonari e infezioni della pelle, e qualcuno è venuto a mancare per ma‐ lattie incurabili. Le suore Compassioniste offrono a molti di questi nostri assistiti un pasto caldo ogni giorno. Abbiamo tentato di offrire loro anche un aiuto per pratiche burocratiche e la lingua italiana, ma con pochi risultati, data la scarsità dei volontari. Per quanto riguarda i nostri magazzini di indumenti, siamo riforni‐ ti da benefattori anonimi, per quello dei viveri,. dal banco Alimentare Ro‐ mano, a cui ci siamo associati, e da raccolte presso i supermercati, alle quali hanno partecipato anche sacerdoti, insegnanti di catechismo, com‐ ponenti comunità eucaristiche e dalla confraternita della Parrocchia. Sentiamo che il nostro impegno è sempre sotto la protezione della divina Provvidenza, nel cui aiuto fortemente confidiamo, così co‐ me confidiamo nell’aiuto di quanti vorranno contribuire al servizio Cari‐ tas nelle forme e nei modi che riterranno più opportuni per cercare di ri‐ dare dignità ai tanti indigenti che bussano alla porta di Sant’Ignazio di Antiochia.

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La Confraternita Santa Maria Regina dello La Confraternita nasce per “Offrire una fattiva collaborazione nell’ambito della comunità parrocchiale per sostenere in essa le manifestazioni del culto pubblico e della religiosità popolare e Of‐ frire la collaborazione, su richiesta del parroco di Sant’Ignazio di Antiochia, alla realizzazione delle iniziative pastorali della par‐ rocchia”. (Estratto dallo Statuto della Confraternita) Noi della Confraternita siamo semplici persone che spendono il loro tem‐ po e la loro fede per il bene della Parrocchia e dei parrocchiani. I nostri sono servizi come la Processione Mariana, la Via Crucis della Settimana Santa, la Processione del Corpus Domini e la Processione con la Reliquia del Santo Patrono Ignazio di Antiochia. Ma anche servizio d’ordine in fun‐ zioni religiose come le Prime Comunioni e le Cresime, oppure durante le celebrazioni dei momenti forti come il Triduo Pasquale. Un momento importante ed emozionante è stato il 19 giugno 2014 nel quale la Confraternita ha avuto l’onore di partecipare alla Pro‐ cessione del Corpus Domini con il Papa e le altre Confraternite di Ro‐ ma: quale gioia accompagnare Papa Francesco per le vie di Roma! La contemporanea presenza a Roma di tante altre confraternite ci ha fatto sentire parte di una realtà sconosciuta, silenziosa ma operante. Con loro andiamo costruendo un legame fatto di rispetto per il lavoro dell'altro, scambio di idee e affetto. E il 12 gennaio 2015 la nostra parroc‐ chia le ha ospitate per uno degli incontri programmati. Erano presenti circa 50 persone rappresentati delle confraternite romane che per noi, giovane congregazione (da solo un anno), significa un grande gesto di accoglienza. Anche se appena nata, possiamo dire che il Signore è stato ricco di regali. Infatti nello scorso mese di maggio un grande invito ci è arriva‐ to dalle suore Elisabettine che hanno voluto proprio questa confraterni‐ ta per collocare il corpo del loro fondatore, Ludovico da Casoria, già Pagina 22


Parrocchia Sant’Ignazio di Antiochia

Statuario e Sant’Ignazio di Antiochia Beato e oggi Santo, nella loro chiesa di piazza Mi‐ leto. Che emozione tra‐ sportare un santo! Altre iniziative e servizi ci sono stati chie‐ sti dal parroco e per noi è sempre stato un onore realizzarli e viverli. Siamo consape‐ voli anche del bisogno di formazione spirituale che serve per vivere ogni azione e opera con umil‐ tà e amore, ma anche quale ringraziamento a Dio nostro Padre e proprio per questo periodicamente viviamo incontri di formazione con il nostro cappellano, il parroco don Jess. Una testimonianza, in conclusione, dell’affetto degli abitanti del‐ lo Statuario per questa Confraternita, sono gli sguardi benevoli e i tanti sorrisi che riceviamo ogni volta che, con il nostro vestito azzurro (che richiama la realtà di Maria) e il rosso (il martirio di Ignazio), sfiliamo lun‐ go le strade di questo nostro quartiere. E se questo aiuta tutti, compresi noi stessi, a vivere meglio e con giusta e doverosa partecipazione, che certi momenti richiedono, noi della Confraternita ne siamo felici e appa‐ gati. Ma le nostre tonache colorate sono soltanto vestiti ‐ benedetti e certamente con un forte richiamo simbolico ‐, ma pur sempre solo vesti‐ ti… La persona che veste quella tonaca è un cristiano in cammino e per questo uno come tutti gli altri. Vogliamo sottolineare questa riflessione per invitare chi ‐ maggiorenne, uomo e appartenente alla famiglia dei cristiani in cammino ‐ desideri unirsi a noi. Vi abbracciamo con la frase di sant’Ignazio che abbiamo fatto nostra

“Frumentum Dei Sum” Pagina 23


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In cammino sulle orme di Pietro (30.11.2014) I ragazzi del 1^, 2^ e 3^ anno del Gruppo Cresime si sono incamminati‐ metaforicamente e letteralmente ‐ sulle orme di Pietro. Gianluca Badii, catechista del 1^ anno di Cresima, ci descrive la bella passeggiata autunnale, di crescita spirituale, culturale e interpersonale, che tanto interesse ha suscitato nei nostri ragazzi. Decisamente un incentivo a riproporla in seguito!

Il 30 novembre 2014 i ragazzi delle Cresime della nostra Parrocchia, accompagnati dai catechisti, da Don Jess e don Cristian, hanno partecipato a un ritiro spirituale ...“itinerante” di preparazione al Natale. Per festeggiare l’inizio dell’anno liturgico dedicato alla vita consacrata, i giovanissimi di Sant’Ignazio hanno visitato gli ultimi luoghi della Capitale in cui sono stati i Santi Pietro e Paolo, i più grandi testimoni della nostra religione. La prima tappa è stata la Basilica di Santa Pudeziana, ritenuta la prima “Domus Ecclesiae” cristiana di Roma. La chiesa, costruita sopra la casa del senatore Pudente, è intitolata a Santa Pudenziana, sorella di Santa Prassede e figlia dello stesso senatore. La famiglia ospitò per sette anni San Pietro nella propria dimora, dandogli assistenza e riparo e venendo in seguito convertita dallo stesso Santo. Grazie alla guida dell’archeologo Valerio Di Vico, i ragazzi sono rimasti colpiti dalla storia di questi uomini coraggiosi e da vari aspetti che spesso non si raccontano o si dimenticano. Per esempio, incuriosisce molto, come racconta Giacomo del 3^ anno, il fatto che le chiese venissero costruite anticamente sopra le abitazioni di uomini e donne (da qui il nome “domus ecclesiae”) e le stesse risultino ora, rispetto alla città del giorno d’oggi, sotto il livello stradale. Ma lo stupore non si ferma solo all’architettura: il pozzo sotto la chiesa in cui venivano gettati i cristiani, il mosaico dell’abside, tra i più antichi di Roma, raffigurante il Cristo in Trono, il racconto degli ultimi anni di Pietro… Tutto ciò ha accresciuto spiritualmente i nostri ragazzi, ma ha anche permesso loro di conoscere nuove realtà, arricchire il loro bagaglio culturale, unire la fede al divertimento e vivere nuove esperienze. Nella Pagina 24


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giornata c’è stato spazio anche per le leggende religiose, come quella delle “madonnelle piangenti”! Valerio ha infatti raccontato ai nostri ragazzi un avvenimento prodigioso: quando il Papa Pio VI venne fatto prigioniero da Napoleone, nel 1798, alcune Madonnelle della Capitale mossero gli occhi e piansero fino a quando lo stesso Papa non venne liberato. Tra lo stupore dei ragazzi e di alcuni catechisti (me fra tutti, visto che non conoscevo questa storia), abbiamo avuto prova di come i culti religiosi e le storie a essi legate, non soltanto possono essere trasmessi ai ragazzi, ma possono diventare veicolo di curiosità e interesse per loro. Il nostro “cammino sulle orme di Pietro” è proseguito con la visita al Carcere Mamertino. Ancora una volta la Storia e la Fede si sono fuse con il desiderio di conoscenza e l’incredulità dei nostri giovani parrocchiani. Elena del 3^ anno racconta, per esempio, quanto è rimasta affascinata dalla storia delle mura che circondano Roma e di come l’impronta della mano di San Pietro sia rimasta sul muro. La giornata, così ricca e divertente, si è conclusa nel migliore dei modi: i ragazzi sono saliti sull’autobus quando ormai era buio… L’esperienza vissuta, che ha colpito soprattutto i più giovani come Andrea e Giorgia del 1^ anno, è stato un altro piccolo tassello della loro crescita come ragazzi, fedeli e futuri uomini e donne del mondo.

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“Cursillos di Cristianità” anche allo Statuario “Il Movimento dei Cursillos di Cristianità è un Movimento di Chiesa che, mediante un metodo proprio, rende possibile la vivenza e la convivenza del fondamentale cristiano, aiuta la singola persona a scoprire e a rispondere alla propria vocazione personale e promuove la creazione di Gruppi di Cristiani che fermentino di Vangelo gli am‐ bienti.” (Statuto OMCC, Introduzione) Queste parole tratte da uno dei documenti fondativi esprimono bene la missione e l’azione del movimento dei “Cursillos di Cristianità” (MCC), che ebbe inizio a Roma, nel 1969, con il 1° Cursillo Uomini, realizzato sotto la cura e la promozione della Diocesi di Lisbona. Quel primo Cursillo si concluse con un bilancio incredibilmente positivo, da vero "avvenimento" per la partecipazione massiccia (che nel solo momento conclusivo aveva visto circa 700 persone, numero impo‐ nente per l’epoca) di convenuti a Roma, nella Diocesi del Papa, da tante parti del mondo e dell’Italia (la quale, all’epoca, contava la presenza del Movimento soltanto in sei Diocesi). Il giorno seguente, 23 novembre 1969, Papa Paolo VI, dopo la recita dell’Angelus, parlò dei Cursillos e del loro ruolo nel contribuire “a quel risveglio di coscienza cristiana, a quell’operosità religiosa e benefica, a quella testimonianza serena e forte del nome cattolico, che possono nascere spontaneamente e ordi‐ natamente nel seno stesso del Laicato, e possono veramente confortare la Chiesa, travagliata da tante avversità e più che mai obbligata a effon‐ dere i suoi carismi e a prestare i suoi servizi al mondo moderno”. Circa tre anni dopo, il 20 febbraio 1972, il Cardinale Vicario Ugo Poletti sottolineò come il cammino dei Cursillos fosse "un cammino nel‐ la direzione giusta”, alla scoperta di chi è Gesù per poi comunicarlo agli altri. Più recentemente, il 30 aprile scorso , il Santo Padre ha accolto in udienza, nella Sala Nervi in Vaticano, ben settemila Cursillisti provenienti da tutta Europa, convenuti a Roma per la 3a Ultreya, ai quali ha rivolto il Pagina 26


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caloroso invito «ad andare ‘sempre oltre’, fedeli al vostro carisma!». (A questo indirizzo web http://press.vatican.va/content/salastampa/de/ bollettino/pubblico/2015/04/30/0324/00711.html si trova il testo integrale del discorso che Papa Francesco ha pronunciato nell’occasione.) Il gior‐ no dopo, venerdì 1° maggio, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, la 3a Ultreya Europea si è conclusa con la Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Cardinale Angelo Bagnasco. La finalità principale del Movimento è quella di una presenza di‐ screta, ma viva e vivificante, negli ambienti più diversi del mondo (lavoro, scuola, sindacati...), della Chiesa e del sociale, quale effettivo fermento. L’obiettivo non è quello di sostituirsi a strutture già esistenti, quanto, piuttosto, di inserirsi in loro, in pieno spirito di collaborazione con le altre realtà, con lo scopo di vivificarle dall’interno, “portando in es‐ se quella vita di "Gruppo" che ci caratterizza, tenendo ben presente che è necessario prima "essere" cristiani, per poter poi "agire" da cristiani”. Nella nostra Parrocchia di S.Ignazio alcuni fratelli hanno vissuto l’esperienza del Cursillo di Cristianità e si incontrano ogni settimana, il martedì sera, per continuare a condividere le proprie esperienze di Vita Cristiana. Il nostro Parroco, Don Jess Marano, è stato recentemente no‐ minato “Animatore Spirituale del Movimento dei Cursillos di Cristiani‐ tà della Diocesi di Roma” dal Cardinale Agostino Vallini.

Per saperne di più: http://www.cursillositalia.org

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Dall’Ordine Francescano Secolare L’Ordine Francescano secolare (OFS) ha svolto un ruolo importante nel‐ la storia e nella vita della Parrocchia. Si deve, infatti, proprio a questo gruppo, nato con Caterina Scor‐ za, sorella di Don Giovanni, l’avvio di tante iniziative e realtà, tutte all’insegna del volontariato e del servizio, tra cui l’istituzione e l’organizzazione della tradizionale pesca di beneficenza per aiutare le missioni e la parrocchia; il gruppo di pulizia e dei fiori della Chiesa; la fe‐ sta patronale, assieme ad altri gruppi parrocchiali, per animare il quartie‐ re; il confezionamento delle camicine del battesimo offerte in dono; il servizio in canonica al par‐ roco e agli altri sacerdoti; gli incontri settimanali per preparare i vespri e appro‐ fondire la fede seguendo l’esempio di S. Francesco; l’aiuto costante al parroco in tutte le necessità (Rosario, servizio Santa Messa, letture ecc.). Ora, però, l’età e gli acciacchi incalzano e limita‐ no notevolmente il numero e l’operatività di questo bel gruppo che, invece, avreb‐ be decisamente bisogno di linfa nuova per garantire la necessaria continuità per proseguire il servizio e, per‐ ché no?, rilanciarlo e realiz‐ zare nuove opere. ...Chi vuole unirsi a noi? Pagina 28


Parrocchia Sant’Ignazio di Antiochia

1° Soggiorno di una settimana per 2 persone a Ischia 2° Televisore LG 32 Pollici 3° Tablet Samsung Galaxy Tab 4 4° Buono benzina da €100 offerto da “Gianni Carburanti” 5° Cena per 2 persone offerta dalla “Taverna del Parco” 6° Forno ad aria calda 7° Trattamento estetico offerto da “Vany & Beauty” 8° Regalo offerto da “la Murrina” 9° Buono parrucchiere offerto da “Rehburg Salon”

10° Occhiali da sole NB: i premi non si possono cambiare e vanno ritirati entro 30 gg dalla data dell’estrazione in programma il 7.06.2015, alle ore 23.

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Tel. 06 718 5462

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Festa della Comunità 2015

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Festa della Comunità 2015

Sabato 30 maggio 17:00 Inaugurazione della Festa Apertura stand gastronomico, mercatino e pesca di beneficenza 17:00 Animazione per bambini con le microsculture di Rudy 18:00 S. Messa nello spirito della fraternità sacerdotale con una rappresentanza del Presbiterio della Prefettura XXI di Roma 20:30 Musica dal vivo 22.30 Colori, parole e suoni su Sant’Ignazio d’Antiochia

Domenica 31 maggio 08:00 S. Messa ‐ 10:00 S. Messa e, a seguire, “Maratonina” 11.30 S. Messa presieduta da S.E. Card. Elio Sgreccia 17:00 Apertura stand gastronomico, mercatino e pesca di beneficenza 18:00 S. Messa, a seguire Processione mariana con la Statuario Band 20:30 Musica dal vivo

Lunedì 1 giugno 16:00 “Rispecchi‐AMO‐ci. Frammenti esperienziali”. Spettacolo teatrale e coreografico della Compagnia Butterfly della Comunità Capodarco‐Roma 17:00 Apertura stand gastronomico, mercatino e pesca di beneficenza 17:00 “Giocando Con‐Tatto Me Stesso" Laboratorio de “La Tartallegra” 18:00 S. Messa 18:30 Vulcani ed ...esplosive esperienze con Lucia Margheriti (INGV ‐ Ist. Naz. Geofisica e Vulcanologia) 20:30 Musica dal vivo

Martedì 2 giugno 17:00 Apertura stand gastronomico, mercatino e pesca di beneficenza 17:00 Laboratorio per grandi e piccoli “Mini‐expo 2015: ortaggi, frutta e cereali” con Cristiano Bonanni 18:00 S. Messa 20:30 Musica dal vivo

Mercoledì 3 giugno 17:00 Apertura stand gastronomico, mercatino e pesca di beneficenza 17:00 Laboratorio goloso per bambini curiosi ….. di Scienza con Antonella Marsili (INGV ‐ Ist. Naz. Geofisica e Vulcanologia) 17:00 “Giocando Con‐Tatto Me Stesso" Laboratorio de “La Tartallegra” 18:00 S. Messa 18:30 Sc. San Giuseppe (via Squillace): “Fantasia di suoni e voci” 20:30 Musica dal vivo Pagina 36


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Giovedì 4 giugno

Lab. “Mini‐expo 2015: ortaggi, frutta e cereali” con Cristiano Bonanni 17:00 Apertura stand gastronomico, mercatino e pesca di beneficenza 17:00 S. Messa 18:00 Sc. “Milanesi” (v.Tropea): esibizione musicale diretta dal M.° Marzi 18:30 Premiazione del Concorso Ignaziano per le scuole 19.30 Musica dal vivo 20:30

Venerdì 5 giugno Apertura stand gastronomico, mercatino e pesca di beneficenza 17:00 “Giocando Con‐Tatto Me Stesso" Laboratorio de “La Tartallegra” 17:00 S. Messa 18:00 Sc. Sant’Elisabetta (via Marsico Nuovo): “Piccoli musicisti in concerto” 18:30 Saggi di ballo e, a seguire, musica dal vivo 20:30

Sabato 6 giugno Torneo di burraco 16:00 Apertura stand gastronomico, mercatino e pesca di beneficenza 17:00 Animazione per bambini 17:00 S. Messa 18:00 Concerto musicale de “I giovani musici” (Ass. Mus. L’insieme ) 19:30 diretto dal M.° Anna Fausta Sparasci Spettacolo musicale “La Voglia Matta” 20:30

Domenica 7 giugno S. Messe 08:00 ‐ 10:00 ‐ 11:30 Giocando Con‐Tatto Me Stesso" Laboratorio de “La Tartallegra” 11:00 con le microsculture di Rudy 11:00 Apertura stand gastronomico, mercatino e pesca di beneficenza 17:00 Animazione per bambini 17:00 S. Messa presieduta da S.E. Mons. Giuseppe Mani 18:00 Processione del Corpus Domini, accompagnata dalla 19:00 Statuario Band, con benedizione eucaristica in Piazza Mileto Premiazione dei tornei sportivi 19:30 Musica dal vivo 20:30 Estrazione dei premi della lotteria 23:00 Gran finale con giochi pirotecnici 24:00 Eventuali variazioni saranno segnalate nella bacheca parrocchiale e su http://bibliostatuario.wordpress.com Pagina 37


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Il Mago delle Chiavi

PINO MODICA Riproduzioni di tutti i tipi di chiavi Messa in opera di serrature con cilindri europei

Largo Orazi e Curiazi, 25-26 Tel. 06 784 2109 Cell. 335 6626455 Pagina 40


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Dalla cucina di Nelie Vi invitiamo ai nostri stand gastro‐ nomici che vi aspettano numerosi, ma una volta a casa potete speri‐ mentare qualche ricetta della cucina filippina di Nelie Nolasco!

Prendere la pasta di soia per gli in‐ voltini, dividere i fogli a uno a uno, stenderli e poi aggiungervi sopra le verdure, arrotolare, chiudere con un po’ di farina diluita con acqua (a mo’ di colla). Friggere con olio di mais. Togliere gli involtini appena l’esterno è dorato (non devono scu‐ rire).

Panzerotti con piselli, carote e carne

Involtini primavera

Ingredienti (per 8 persone): 500 gr di carote; 500 gr di patate; 200 gr di carne macinata; 500 gr di piselli; aglio; olio, prezzemolo e basilico; pasta frolla.

Procedimento Ingredienti per 30 involtini: 1 kg Mondare gli ortaggi, tagliarli a pez‐ zucchine, 1 kg carote, 1 kg verza, 1 zettini. Rosolare la carne nell’olio kg fagiolini,; 1 confezione di pasta insaporito con aglio, aggiungere gli di soia per involtini. ortaggi, aggiustare di sale e pepe, Procedimento: lasciar cuocere, rimestando di tan‐ to in tanto. Lavare e tagliare a fiammifero grosso. Tritare una cipolla e 3 spic‐ Stendere la pasta frolla, ricavare dei cerchi, farcirli con il misto di chi di aglio, aggiungere 2‐3 cuc‐ chiai di olio di oliva e poi aggiunge‐ ortaggi e carne, piegare a metà il re la verdure. Saltare il tutto in pa‐ disco di pasta, chiudendo i bordi della, senza acqua, aggiungere un schiacciandoli con una forchetta. Friggere leggermente e servire. po’ di sale e pepe a metà cottura. Far raffreddare. Pagina 48


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Baduya Ingredienti (per 4 persone): 8 ba‐ nane mature; 1 tazza e 1/4 di fari‐ na; 1/2 tazza di latte; 1/2 tazza di acqua; 1 cucchiaino da tè di lievito; 1 cucchiaino da tè di sale; 2 cuc‐ chiai di zucchero; 1 uovo sbattuto; olio per friggere. Procedimento In una terrina amalgamare la fari‐ Pancit Bihon (spaghetti filippini) na, il lievito, il latte, l’uovo sbattuto e l’acqua. Montare leggermente Ingredienti (per 6‐8 persone): con il mixer. Zucchine, carote, verza, sedano; sale e pepe q.b.; olio per friggere; 2 Aggiungere sale e zucchero e sbat‐ tere e amalgamare bene il tutto. o 3 cosce di pollo; 1 confezione da 500 gr di pasta “Bihon—speciale” . Lasciar riposare. Intanto sbucciare e tagliare le ba‐ nane a metà nel senso della lun‐ Procedimento ghezza. Lavare bene e tagliare a pezzetti le Passare le banane affettate nel verdure; saltarle in padella con a‐ composto e assicurarsi che siano glio schiacciato e la cipolla tritata, ben coperte di impasto. aggiungere un po’ di olio di soia, Friggere in padella nell’olio a calore salare e pepare. moderato per 15’‐20’ minuti finché Bollire 2‐3 cosce di pollo; sfilettarle diventano dorate. e sminuzzarle. Saltare il pollo smi‐ Scolare bene e asciugare l’olio in nuzzato con aglio, aggiungere il brodo e cuocere direttamente nella eccesso. Servire caldo. padella gli spaghetti. A metà cottura aggiungere le ver‐ Buon appetito! dure, eventualmente aggiustare di soia, sale e pepe. Pagina 49


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Album di famiglia ...parrocchiale

4.06.2014

Festa 2014: Ivana, Paola, Edelweiss e Carmela allo stand gastronomico Pagina 50


Parrocchia Sant’Ignazio di Antiochia

Il Prof. Astolfi (tra don Gilberto e Rita Collalti) ritira il premio 7.06.2014 Pagina 51


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Album di famiglia ...parrocchiale Incontro con AIAP– Sez. “Mario Mattia” e Artys (4.06.2014)

Statuario Band: concerto dell’8.06.2014 Pagina 52


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Concelebrazione di Don Giuseppe e Don Gilberto

Processione del Corpus Domini (21.06.2014) SS. Pietro e Paolo: celebrazione presieduta da Mons. Marciante

Don Gilberto, neo-cappellano ospedaliero al S.Lucia Pagina 53


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Album di famiglia ...parrocchiale La grande bellezza …dello Statuario: evento dell’Ass.Statuario-Capannelle e della Gazzetta dello Statuario con Mostra fotografica a cura di Giuseppe Tonsini al Bar Brandi (27.06.2014)

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Musica dal vivo, balli, karaoke e tanta gioia che si rinnova nello stare insieme nella nostra ...“casa comune” parrocchiale!

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San Ludovico da Casoria: canonizzazione Nel Concistoro ordinario pubblico del 12 giugno 2014 veniva decisa la canonizzazione di sei beati, tra i quali il “nostro” Ludovico da Casoria (1814‐ 1885), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori, fondatore della Congregazione delle Suore Francescane Elisabettine, dette “Bigie”. Nella celebrazione di canonizzazione, svoltasi il 23 novembre 2014 in Piazza S. Pietro, Papa Francesco sottolineava che “La salvezza non comincia dalla confessione della regalità di Cristo, ma dall’imitazione delle opere di misericordia mediante le quali Lui ha realizzato il Regno. Chi le compie dimostra di avere accolto la regalità di Gesù, perché ha fatto spazio nel suo cuore alla carità di Dio. Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore, sulla prossimità e sulla tenerezza verso i fratelli. Da questo dipenderà il nostro ingresso o meno nel regno di Dio (…), ma sta a ciascuno di noi entrarvi, già a partire da questa vita, facendoci concretamente prossimo al fratello che chiede pane, vestito, accoglienza, solidarietà.” Proprio la vita di San Ludovico da Casoria ci offre un esempio concreto e infaticabile di “creatività nella carità”, come risulta da questo profilo inviatoci dalle Suore Elisabettine Bigie dello Statuario. Una folla immensa di fedeli si è recata in Piazza S. Pietro per rendere omaggio a questo singolare figlio della Chiesa di Napoli. Devoti del Santo provenienti da Casoria, suo paese natale, da Napoli, da Sorrento, da Capri e da tanti altri paesi dei dintorni di Napoli, da Roma, e da Assisi hanno reso grazie a Dio per il dono tanto atteso di questa canonizzazione. Ma chi era S. Ludovico? S. Effigie del Santo esposta nel giorno della Ludovico, al secolo Arcangelo canonizzazione in San Pietro. Pagina 56


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Ma chi era S. Ludovico? S. Ludovico, al secolo Arcangelo Palmentieri, nasce a Casoria (NA) l’11 marzo 1814. Nel 1832 vestì il saio francescano prendendo il nome di Fra’ Ludovico. Nel 1837 fu ordinato sacerdote. Per dieci anni insegnò matematica e fisica nei seminari francescani. Nel 1847 , dopo un’esperienza mistica che lui chiamò “lavacro” si consacrò al servizio degli “ultimi” dedicandosi soprattutto ai sacerdoti ammalati, per i Il Beato tra i “moretti” quali fondò l’infermeria de “La Palma” a Napoli. Fino al giorno della sua morte si consacrò totalmente al bene dei fratelli più poveri, dando vita ad innumerevoli e provvidenziali opere sociali e culturali, attraverso le quali mostrò agli uomini del suo tempo l’autentico volto dell’Amore. Perfetto imitatore di S. Francesco, fu chiamato dai contemporanei il S. Francesco del secolo XIX. Nel 1854 nel suo cuore matura l’opera missionaria e caritativa del riscatto e della formazione dei bambini negri venduti come schiavi e, nel medesimo convento de “La Palma”, egli accoglie i primi bambini negri. Li educa cristianamente e cresce sempre più in lui il desiderio di evangelizzare l’Africa attraverso questi fanciulli. Infatti è nota la frase: “L’Africa convertirà l’Africa”. I ragazzi di colore furono educati e destinati alle missioni africane per evangelizzare la loro terra d’origine. Alcuni di questi ragazzi infatti diventarono sacerdoti. Partiti schiavi, vi tornarono missionari evangelizzatori. Si reca in Egitto per finalità missionarie. La sua carità non ebbe confini, travolgente e inarrestabile, fu di sostegno ai poveri, agli ammalati e agli emarginati. L’ardore di carità lo identifica a Cristo sull’esempio di S. Francesco d’Assisi. Si direbbe che nessuna povertà, fisica e morale, resti esclusa dal calore della sua carità concreta, operosa, eroica, incommensurabile. Nel 1848 rilancia il Terz’Ordine francescano. Fonda nel 1862 la Congregazione delle Suore Francescane Elisabettine “Bigie” dal colore dell’abito. Nel 1864 fonda l’Accademia a Napoli. Nel 1866 fonda il Collegio della Carità; nel 1871 fonda ad Assisi un Istituto per Ciechi e Sordomuti. Nel 1874progetta Pagina 57


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di edificare a Firenze la prima Chiesa dedicata al S. Cuore di Gesù. Sollecitato dal Papa Leone XIII apre a Roma una scuola a Viale Manzoni con l’annessa Chiesa dell’Immacolata. In tutte queste opere di carità fu sostenuto dalla sua grande fiducia nella “Provvidenza” e incoraggiato dai Pontefici Pio IX e Leone XIII, il quale lo definì “il fraticello d’oro”. Morì a Napoli il 30 marzo 1885 all’età di 71 anni nella Casa di Posillipo dove aveva fondato una Casa per i bambini scrofolosi e per vecchi pescatori, perché questi, non potendo più andare a pescare, non sentissero la nostalgia del mare. Le Autorità religiose e secolari, i poveri e tutto il popolo napoletano lo piansero e gli resero omaggio in modo straordinario, tanto che il primo cittadino Nicola Amore, aprendo la seduta della giunta municipale disse che P. Ludovico aveva saputo compiere “opere prodigiose”. Nel suo testamento è scritto: “Il Signore mi chiamò a sé con un amore dolcissimo e con carità infinita mi guidò e mi diresse nel cammino della mia vita…”. Ora sta a noi raccogliere e seguire l’esempio di “fantasia nella carità”, creativa e “sfrenata”, che San Ludovico da Casoria ci offre!

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Parrocchia Sant’Ignazio di Antiochia

A viale Appio Claudio: nuova opera delle Elisabettine Bigie “Non c’è carità senza opere, non c’è amore senza impegno.” Ancora una volta, questa frase di San Ludovico da Casoria si sta realizzando, grazie alle sue figlie, le suore Elisabettine Bigie, attraverso un’opera di carità, frutto dell’amore e dell’impegno delle suore, che sta sorgendo nella città di Roma la quale, come dice Sant’Ignazio di Antiochia, “presiede alla carità”. “Non c’è amore senza impegno.” Anni di incertezza dovuti a intoppi burocratici non hanno diminuito l’entusiasmo e l’impegno della congrega‐ zione a continuare con la loro opera di carità a Viale Appio Claudio. Ma, co‐ me disse Gamaliele negli Atti: “Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli” (Atti 5, 38‐39). Infatti, finalmente, questo sogno cominciava a diventare realtà martedì 10 febbraio 2015, quando, durante la mattinata, un gruppo di suore e laici si sono radunati nel cantiere per assistere alla benedi‐ zione della prima pietra della nuova casa di riposo per anziani e dell’estensione dell’asilo nido. Oltre a Madre Clara Capasso, madre genera‐ le, e Suor Giulia Sorrentino, madre superiora della comunità dell’Appio Claudio, erano presenti anche Madre Enrichetta Casa, l’architetto e il diret‐ tore dei lavori, alcune suore delle due case presenti nel quartiere Statuario e gli operai impegnati nel cantiere. Il rito ‐ breve, ma intenso ‐ della benedizio‐ ne della prima pietra è stato celebrato da Don Simon Mario Cachia, il quale ne ha spiegato il significato, esortando i presenti a costruire questa opera di carità sulla prima pietra – la vita e gli insegnamenti di San Ludovico –, come San Ludovico, a sua volta, costruì la sua vita e le sue opere sulla pietra ango‐ lare rappresentata dalla persona di Cristo e dagli insegnamenti del Vangelo. La prima pietra è stata messa nelle profondità della terra e servirà come base per le fonda‐ menta della casa. In essa è stata messa una bottiglietta di vetro con‐ tenente una reliquia di San Ludo‐ vico e una iscrizione che comme‐ mora l’avvenuta benedizione . Pagina 59


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Le spoglie di San Ludovico da Casoria allo Statuario Affidiamo alle parole di Don Simon M. Cachia il ricordo delle emozioni e delle cele‐ brazioni intorno all’urna contenente le spoglie mortali di San Ludovico da Casoria. San Ludovico da Casoria a Roma: lo Statuario accoglie le spoglie mortali del Santo Grazie a san Ludovico e alle sue figlie presenti nel territorio, il quartiere Statua‐ rio di Roma ha di nuovo vissuto un momento forte di festa e di grazia. Domeni‐ ca 19 aprile, la comunità parrocchiale di sant’Ignazio di Antiochia si è unita alle comunità delle suore Elisabettine di Via Marsico Nuovo, Viale Appio Claudio e Quarto Miglio, per accogliere con gioia le spoglie mortali del loro Fondatore, san Ludovico da Casoria. Si è trattato di un avvenimento che ha accresciuto la gioia pasquale, perché nella visita di san Ludovico la comunità parrocchiale ha

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vissuto l’ennesima conferma che il Signore Gesù è vivo, è tra noi e grazie all’intercessione dei suoi santi, non ci lascia mai soli. Questa visita ha anche rafforzato il legame già esistente tra la vita e le opere di san Ludovico e la sede del Vicario di Cristo. Il vescovo e martire Sant’Ignazio di Antiochia, padre apostolico e patrono della comunità parroc‐ chiale dello Statuario, nella sua lettera ai Romani, salutò Roma chiamandola «colei che presiede alla carità». Ebbene, colei «che presiede alla carità» ha ac‐ colto calorosamente il Santo “ciclone della carità”, che con la sua “carità sfrena‐ ta” ha reso testimonianza dell’amore di Cristo e della Chiesa verso tutti, special‐ mente per i più emarginati. L’urna, accompagnata dalle suore Elisabettine di Assisi, è arrivata da‐ vanti alla chiesa parrocchiale intorno alle 17.30 ed è stata accolta con fervore, tra le note della Statuario Band, le campane che suonavano a festa, gli applausi e tanta commozione, da una folla molto numerosa di fedeli. C’erano anche le suore Elisabettine delle tre comunità romane, rappresentanti delle altre comu‐ nità religiose presenti a Statuario, Capannelle e Quarto Miglio, la Confraternita Santa Maria Regina dello Statuario e Sant’Ignazio di Antiochia, gli alunni

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dell’Istituto Sant’Elisabetta e tante fami‐ glie. Dopo un messaggio di benvenuto da parte di Don Simon e una preghiera al Santo, l’urna è stata accompagnata in pro‐ cessione dalla chiesa parrocchiale fino alla chiesa di sant’Elisabetta della casa genera‐ lizia. Le suore e gli abitanti del quartiere hanno pensato di omaggiare il Santo deco‐ rando le vie della processione con addobbi e fiori. Durante la processione i fedeli han‐ no pregato con le litanie dei santi france‐ scani. Mentre l’urna, sostenuta dai membri della Confraternita, entrava nella chiesa di sant’Elisabetta, la folla, accompagnata dal‐ la banda, ha cantato l’inno del santo. La festa è continuata dentro la chiesa di sant’Elisabetta. Madre Clara Capasso, madre generale, ha accolto l’urna con un messaggio di benvenuto e i bambini hanno poi offerto omaggi floreali a san Ludovico. La festa di benvenuto si è conclusa con la celebrazione dei Secondi Vespri e la Benedizione Sacramentale. Le spoglie di san Ludovico sono rimaste a Roma per una settimana. La chiesa è rimasta aperta ogni giorno, dalla mattina presto fino a sera tardi, per accogliere i tanti fedeli che venivano per pregare il santo. Ogni sera le suore hanno organizzato dei momenti di preghiera: lunedì e martedì sono sta‐ ti celebrati i Vespri canta‐ ti; il mercoledì il Santo Rosario, il giovedì un’Ora Santa per le vocazioni e il venerdì una Veglia di pre‐ ghiera in occasione dell’Anno di Vita Consa‐ crata e dell’imminente Giornata di preghiera per le vocazioni. Tutti i mo‐ Pagina 62


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menti di preghiera sono stati basati su scritti e meditazioni di san Ludovico. Ogni sera si è conclu‐ sa con la Benedizione Sacramentale e il bacio del‐ la Reliquia. Sabato 25 Aprile è stata celebrata una Messa solenne di ringraziamento presieduta dal Vescovo ausiliare di Sua Santità per il settore est di Roma, S.E. Giuseppe Marciante. Diversi sacer‐ doti hanno concelebrato. In tutte queste celebra‐ zioni, la chiesa è stata sempre piena di fedeli, mol‐ ti con le loro famiglie. La visita di san Ludovico nel nostro quartiere è stata veramente un grande dono del Signore in questo Anno della Vita Consa‐ crata e in preparazione al Giubileo della Misericor‐ dia. La visita si è conclusa il 26 aprile con la messa domenicale delle ore 9, durante la quale le suore hanno cantato il Te Deum, e‐ sprimendo il ringraziamento della congregazione e della comunità parrocchiale per le tante grazie che san Ludovico ha sparso su Roma con la sua presenza.

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Album di famiglia ...parrocchiale Don Richard e Don Simon

Statuario Band: concerto del 21.12.2014 Pagina 64


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Uno dei momenti forti dell’Anno Pastorale nella XXI Prefettura: la solenne Via Crucis interparrocchiale a Villa dei Quintili (27.03.2015)

Si ringraziano le D.sse R. Paris e A. Rotondi, il Sig. M. Romani e il Personale tutto della Villa, nonché le Forze dell’Ordine, per la preziosa collaborazione offerta!

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Biblioteca Statuario, un servizio territoriale La “Biblioteca Statuario”, nata nell’assetto attuale dalla volontà dell’ex parroco don Giuseppe Attard di integrare e ampliare i già numerosi ser‐ vizi e attività offerti dalla Parrocchia S. Ignazio di Antiochia non sol‐ tanto ai parrocchiani più vicini, ma a tutto il territorio, viene spesso utiliz‐ zata da studenti universitari, tanto che abbiamo gioito in più occasioni per l’«alloro» conquistato. Più recentemente la nostra biblioteca non è stata soltanto usata, ma anche “studiata”, con lo scopo di analizzare e descrivere la sua capacità di offrire servizi informativi e culturali e occa‐ sioni di socializzazione. Patrizia D’Annibale, intenzionata a conseguire una seconda lau‐ rea in Scienze della Formazione e impegnata come tirocinante presso la nostra biblioteca, ha deciso di dedicare il lavoro finale del percorso for‐ mativo all’analisi dell’utenza. Dopo aver approfondito le caratteristiche della biblioteca pubblica e di quella ecclesiastica, Patrizia si è sofferma‐ ta sulla nostra biblioteca, che costituisce una sorta di fusione tra le due tipologie, assolvendo al ruolo di servizio bibliotecario pubblico di base, ma anche a quello di biblioteca di approfondimento delle tematiche reli‐ giose. Riguardo alle dimensioni, la “Statuario” può essere definita una biblioteca …”bomboniera”, per quanto è piccola; è , però, inserita in una grande rete bibliotecaria, quella del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) che offre tanti vantaggi, come il prestito interbibliotecario (per gli utenti) e la catalogazione partecipata (facilitando il lavoro bibliotecario). Per comprendere se e quali cam‐ biamenti siano avvenuti nell’arco della decina di anni di attività, so‐ no stati raccolti e trattati (in ma‐ niera aggregata e anonima) i dati statistici relativi agli utenti e ai prestiti effettuati, utilizzando il registro delle iscrizioni, quello dei prestiti e quello delle presenze, e Pagina 66


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anche alcune testi‐ monianze di volon‐ tari che hanno con‐ tribuito alla nascita, allo sviluppo e alla crescita della biblio‐ teca. Come si vede dai grafici, frutto dell’elaborazione di Patrizia, anzi, della Dott.ssa D’Annibale!, ben i 2/3 dell’utenza sono “rosa”, ma l’utenza ma‐ schile risulta in crescita. Questo fa anche ben sperare, per esempio, per il ruolo che non solo le mamme, ma anche i papà svolgono nell’educare i figli alla lettura. E quale strategia migliore se non farsi “cogliere” con un libro in mano e leggere (anche ad alta voce ai propri figli)? È emerso che la Biblioteca Statuario, piccolo polo locale di formazione culturale, è anche un luogo di produzione di socialità e promozione della qualità della vita per tutti. Questa minuscola “piazza del sapere”, infatti, aggre‐ ga e informa (per esempio, sulla salute): favorisce perciò l’incontro, l’inclusione, la comunicazione, il consolidamento del senso di apparte‐ nenza alla collettività. L’elemento che distingue la biblioteca è rappre‐ sentato dalla presenza dei “biblio‐volontari” appositamente formati che, con il coordinamento professionale di chi dirige la biblioteca, assicurano buona accoglienza, qualità dei servizi e delle attività, assieme alla capaci‐ tà di trasmettere i valori della cultura per diventare cittadini del mondo. La presenza sul territorio delle biblioteche costituisce una presen‐ za simbolica, oltre che fisica, di notevole impatto, capace di contribuire a migliorare la vita della periferia (urbana ed ...esistenziale). Ma per continuare a crescere e migliorare, Biblioteca Statuario ha bisogno di tutti voi: quindi cosa aspettate a far vivere le mille storie che offrono i suoi libri? I “Biblio‐Volontari”, con Alba e Luisa in testa, vi aspettano! (L.M.) Pagina 67


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Album di famiglia ...parrocchiale Il Gruppo Giovani (luglio 2014)

Festa per l’ingresso canonico di don Jess

Concerto de “I Giovani Musici” per l’ingresso canonico

Giovani famiglie (aprile 2015)

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Gruppo Cresime sulle ”orrme di Pietro” Inaugurazione Mostra OPAM “Il mio maestro bambino” con Don Aldo Martini, Don Cristian, Rita e Luisa Giornata mondiale alfabetizzazione 2014

S.E. Mons. Marciante, don Cristian e la catechista Lia con i neo-cresimati (24.04.2015)

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Alla Regina dello Statuario Ma quanto sei bella, o Madre. Dal tetto tu splendi sovrana. Dal mosaico tu ci guardi benigna. "Nostra" noi ti acclamiamo e nessuno può ignorare il nostro legame con te. O Madre della Carità ‐ così, con saggezza, ti chiamò Don Giuseppe ‐, colui che hai ricevuto tu lo hai donato a noi: tuo Figlio, Dio fatto uomo. Tu sei bellezza, o Rosa mistica, tu sei amore. Il tuo sorriso riscalda il cuore, la speranza che emani consola e fortifica. La gioia che in te vediamo, col Dio Bimbo in braccio, ci spiazza e ci stupisce. Il tuo manto, un po’ rovinato, perché toccato da così tanti tuoi figli, ci avvolge in una materna carezza e ci dà ristoro. O Madre dello Statuario, capolavoro di virtù, non voglio chiederti niente per me, giovane sacerdote‐studente‐straniero, che tra un po’ andrà via da qui. Piuttosto ti chiedo di continuare a proteggere queste famiglie, le "tue" famiglie. Non abbandonarle, soprattutto quando il Demonio sta in agguato. Pagina 70


Parrocchia Sant’Ignazio di Antiochia

Tu sai che ti vogliono bene. Impedisci che siano bastonate, cura quelle ammalate, consola quelle nel dolore, abbraccia quelle indifferenti. Proteggi i cari giovani, i preziosi ragazzi e gli anziani. Da’ forza alle famiglie religiose, manda il tuo bacio materno a tutti. E quando, la sera, queste tue famiglie rientrano e tu rimani sola sul quel tetto, un po’ lontana ‐ te lo chiedo con qualche lacrima agli occhi ‐ stendi sull'intero Quartiere la tua mano benevola, che se la merita tutta. Grazie, Mamma! (2 maggio 2015) Don

Simon

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[Sopra: immagine tratta da: LIDIA FERRARI CAMPO, Le chiese di Roma, Roma, Comune di Roma, 2000, p. 159]

Presbiterio Don Jess Marquiña Marano, Parroco (cell. 3332752061; jmar64@virgilio.it)

Don Antonello, Don Cristian, Don Ilija, Don Michele, Don Simon. Ufficio Parrocchiale Sabato: 10.00-12.00 dal Lunedì al Venerdì : 16.00 - 19.00

LuiMar13

Parrocchia S. Ignazio di Antiochia allo Statuario Via Squillace, 3 Seguici su Facebook! 00178 ROMA Tel./Fax: 06 718 7093 E‐mail: parr.signa.roma@gmail.com http://signaziodiantiochia.wordpress.com/ Per bonifici bancari a sostegno delle missioni, lavori e opere parrocchiali:

IBAN: IT07 S 05584 03226 00000 0067127 c/o Banca Popolare di Milano Ag. 00436 Roma Capannelle Intestato a: PARROCCHIA SANT’IGNAZIO D’ANTIOCHIA


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