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Parrocchia Sant’Ignazio di Antiochia - Roma BIBLIOTECA STATUARIO http://bibliostatuario.wordpress.com

Roma, 30 maggio 2010    3° Incontro “Salute @llo Statuario”

ALIMENTAZIONE E RISCHIO CARDIOVASCOLARE  Testo di 

Adalberto  Pagano  Alimentarsi è  un  principio  vitale  dell’essere  vivente.  La  libertà,  altro  bene  prezioso  di  cui  l’uomo  può godere, non sempre viene utilizzata  dall’essere umano  al fine di tutelare al meglio se stesso e  gli altri della società. L’evoluzione tecnologica permetterebbe all’uomo di gestire in modo ottimale  gli  strumenti  per  realizzare  principi  vitali:  ma  non  sempre  è  così,  anzi…  talvolta  (o  spesso?)  la  materia tecnologica finisce per strumentalizzare la mente e lo spirito dell’uomo: l’effetto non può  che essere negativo sull’individuo e sulla società.        Da  tempo  ormai  la  principale  causa  di  morte  nei  paesi  cosiddetti  civilizzati  e  sviluppati  è  rappresentata  dalle  patologie  cardiovascolari  (infarti,  ictus  ecc.),  seguite  dalle  patologie  respiratorie e tumorali. E le abitudini alimentari hanno in tali patologie un ruolo non indifferente.  Un’alimentazione corretta può essere benefica; un’alimentazione scorretta  può essere deleteria.        La salute della popolazione è influenzata notevolmente dal comportamento o stile di vita delle  persone.  Fattori  comportamentali  che  incidono  negativamente  sulla  qualità  della  vita  o  che  contribuiscono  ad  aumentare  le  patologie  o  la  mortalità  diventano  FATTORI  DI  RISCHIO  COMPORTAMENTALI. Tra questi i più importanti sono: errata alimentazione, ridotta attività fisica e  fumo.      L’eccesso alimentare, oggi molto diffuso e legato al benessere, determina incremento del peso  corporeo con  creazione di sovrappeso e obesità, riconosciuti tra i fattori di rischio cardiovascolare  più  importanti.  Negli  ultimi  decenni  tali  quadri  clinici  sono  aumentati  notevolmente:  l’OMS  fornisce  dati  allarmanti  e  di  tipo  epidemico;  oltre  il  40  %  della  popolazione  occidentale  è  in  sovrappeso e il 15% è francamente obeso. In Italia secondo i dati forniti dall’istituto Superiore di  Sanità  il  33%  della  popolazione  è    in  sovrappeso,  circa  il  10  %  soffre  di  obesità;  il  fenomeno  riguarda anche i bambini ed è in crescita.       La gravità di tale situazione negativa sulla salute ha spinto alcune nazioni, tra  cui gli Stati Uniti,  a creare e diffondere programmi di informazione‐formazione.       Di  solito  l’obesità  si  associa,  e  comunque  ne  facilita  l’insorgenza,  ad  altre    patologie  come  l’Ipertensione arteriosa, la Dislipidemia aterogena (eccesso di grassi nel sangue), il Diabete mellito,  tutte patologie ad alto rischio cardiovascolare.      Esistono rimedi? Certamente sì.   Per prima cosa serve INFORMAZIONE IDONEA,  con la peculiarità di essere precoce e formativa.   La  PARTECIPAZIONE  ATTIVA  E  CONDIVISA  della  persona  interessata  alla  conoscenza  e  gestione  della propria  nutrizione quotidiana  permetterebbe di realizzare una terapia efficace con risultati  positivi  e  duraturi.  L’intervento  delle  Istituzioni  a  livello  delle  Scuole  e  dei  Media  faciliterebbe  un’azione di PREVENZIONE E TERAPIA  a livello della collettività sociale. Il costante controllo del  peso  corporeo  permetterebbe  una  migliore  aspettativa  di  vita  e  una  riduzione  della  patologia  e  mortalità cardiovascolare.      (A cura di L.M. ‐ Bibliostatuario ‐ 2010) 

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Alimentazione e rischio cardiovascolare  

Sintesi dell'intervento del dott. Adalberto Pagano nell'incontro organizzato dalla Biblioteca Statuario - Roma e svoltosi il 30-05-2010 pres...

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