MAGAZINE DELLA CAROTA 2026
INSIEME, DIAMO FORMA AL FUTURO DELLE CAROTE 10-12
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IL MIGLIORAMENTO GENETICO DELLA CAROTA: UNA PARTITA A JENGA AD ALTO RISCHIO
UN OTTIMO INIZIO: COME IL TRATTAMENTO DELLE SEMENTI FA LA DIFFERENZA IN CAMPO
UNA COMPETENZA FONDAMENTALE PER GLI AGRICOLTORI MODERNI: PRENDERE DECISIONI MIGLIORI GRAZIE AI DATI
Colophon Pubblicato da Bejo Zaden B.V. Casella postale 50 1749 ZH Warmenhuizen Paesi Bassi T: +31 (0)226 396 162 E: info@bejo.com W: www.bejo.com Redazione Annika Ruijter Daniëlle Bruin
Mathieu Fasola
Kelly Burger Lisette Alders Jelger van Weydom Fotografia e elaborazione delle immagini Petra Tesselaar Design in Beeld | Comunicazione visiva Progettazione e impaginazione
OGNI GRANDE STORIA NEL MONDO DELL’AGRICOLTURA INIZIA ALLO STESSO MODO: CON UN SEME. UN SEME È MOLTO PIÙ DI UN SEMPLICE PUNTO DI PARTENZA PER UNA COLTURA: DÀ VITA A UN POTENZIALE. RACCHIUDE NON SOLO IL PATRIMONIO GENETICO DI OGGI, MA ANCHE LA PROMESSA DEL DOMANI. IN BEJO, QUESTA CONVINZIONE È AL CENTRO DI TUTTO CIÒ CHE FACCIAMO.
Nathalie España Mieke Schilder (Studio Mieke) JEEN Stampa Koopmans’ drukkerij B.V., Zwaag Ringraziamo tutti i colleghi e i partner di Bejo che hanno contribuito alla realizzazione di questa rivista, compresi coloro che hanno fornito le fotografie e i contenuti visivi. Non è possibile far valere alcun diritto in base alle informazioni contenute in questa rivista. Gli articoli, o parti di essi, possono essere riprodotti solo previa autorizzazione di Bejo Zaden B.V. e con la corretta indicazione della fonte.
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Il miglioramento genetico non consiste semplicemente nello sviluppo di nuove varietà; significa anticipare il futuro e rispondere alle esigenze in continua evoluzione dell’intera filiera. Per riuscirci, dobbiamo mantenere un contatto costante con coltivatori, trasformatori, distributori e, in ultima analisi, consumatori. Solo comprendendo le tendenze del mercato, le abitudini di consumo e le realtà produttive possiamo sviluppare varietà di carota che continuino a essere rilevanti, resilienti e di valore negli anni a venire.
Un decennio di crescente complessità Negli ultimi dieci anni, il nostro settore è diventato più complesso di quanto molti avessero immaginato. Le soluzioni per la difesa delle colture vengono progressivamente ridotte, limitando gli strumenti disponibili per la gestione di parassiti e malattie. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico non è più una preoccupazione lontana,
EDITORIALE
INSIEME, DIAMO FORMA AL FUTURO DELLE CAROTE
ma una realtà quotidiana. Assistiamo a giornate più calde seguite da notti più fresche, a condizioni meteorologiche imprevedibili e a eventi di pioggia intensa sempre più frequenti. Questi cambiamenti incidono direttamente sulle performance delle colture, sulla qualità e sulla stabilità delle rese.
Il futuro delle carote non sarà determinato da una singola innovazione o da un singolo attore. Sarà il risultato di una serie di scelte consapevoli compiute insieme.
Al di là del campo, le pressioni economiche continuano ad aumentare. La volatilità dei costi dei mezzi tecnici, l'evoluzione dei mercati globali e i cambiamenti del quadro normativo stanno influenzando tutti gli attori del settore agricolo. Dalle aziende sementiere ai produttori e ai distributori, nessuno ne è immune.
Andare oltre, insieme
Queste sfide non sono isolate: si rafforzano a vicenda e stanno accelerando.
Le sfide che ci attendono sono importanti, ma lo sono anche le opportunità. Rafforzando i legami lungo l’intera filiera, allineando i nostri sforzi e impegnandoci verso obiettivi condivisi, possiamo costruire un settore delle carote più resiliente, innovativo e sostenibile.
Affrontare il futuro insieme In questo contesto, una cosa appare chiara: il futuro non può essere costruito da soli. Il seme è l'inizio della filiera, ma non rappresenta l'intera soluzione. L'innovazione deve andare oltre la genetica. Richiede una collaborazione che coinvolga l'intero ecosistema, dal miglioramento genetico e dall'agronomia fino allo stoccaggio, alla trasformazione e al posizionamento sul mercato. In Bejo crediamo che la nostra responsabilità sia duplice. Da un lato, continuare a esplorare la natura, valorizzare la diversità genetica e sviluppare varietà in grado di rispondere alle esigenze di un mondo in continua evoluzione. Dall'altro, collaborare attivamente con i nostri partner per individuare le sfide più importanti che ci attendono.
C’è una semplice verità che oggi risuona più forte che mai: da soli andiamo più veloci, insieme andiamo più lontano.
Tutto inizia con un seme. Ma cresce grazie alla collaborazione. E insieme, diamo forma al futuro delle carote. Mathieu Fasola, Responsabile del settore ortaggi a radice presso Bejo
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INDICE
IL PERCORSO DI OGNI CAROTA SELEZIONE DELLE VARIETÀ E PIANIFICAZIONE DELLE COLTURE
PRODUZIONE E VALORIZZAZIONE DEL SEME
MERCATO E DOMANDA DEI CONSUMATORI
BREEDING & RESEARCH
Comprendere le tendenze globali, l’evoluzione dei mercati e le aspettative dei consumatori. Queste analisi mostrano in che direzione si sta orientando la domanda e aiutano a guidare le decisioni lungo l’intera filiera.
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MERCATO GLOBALE DELLE CAROTE UNO SGUARDO AL FUTURO: LE TENDENZE GLOBALI CHE STANNO RIDEFINENDO IL PANORAMA DELLE CAROTE
Produzione su larga scala di sementi di alta qualità per garantire ottime rese. Metodi avanzati di produzione e tecnologie all’avanguardia assicurano uniformità in campo. Sviluppo di varietà resilienti anticipando le sfide future. Conoscenze genetiche e innovazione si uniscono per creare carote in grado di performare al meglio in condizioni in continua evoluzione.
10 IL MIGLIORAMENTO
GENETICO DELLA CAROTA: UNA PARTITA A JENGA AD ALTO RISCHIO
14 IL GENE EDITING
SPIEGATO: UNO SGUARDO CHIARO SUL FUTURO DEL BREEDING DELLA CAROTE
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Adattare le caratteristiche genetiche delle varietà alle condizioni locali, alle esigenze del mercato e alle strategie di coltivazione. Agricoltori ed esperti compiono scelte consapevoli per ottimizzare resa, qualità e gestione dei rischi.
24 DAL CAMPO AL FUTURO
16 SVELARE I SEGRETI
DELLA PRODUZIONE DI SEMI DI CAROTA
21 MIGLIORE UNIFORMITÀ DI SEMINA, MAGGIORE RESA: I SEMI ENCRUSTED NELLA PRATICA
22 UN OTTIMO INIZIO:
COME IL TRATTAMENTO DELLE SEMENTI FA LA DIFFERENZA IN CAMPO
26 LA COLTIVAZIONE
DELLE CAROTE NEL MONDO
PRIMA DI ARRIVARE NEL PIATTO, UNA CAROTA ATTRAVERSA NUMEROSE FASI. DALLA COMPRENSIONE DELLE ESIGENZE DEL MERCATO ALLA COLTIVAZIONE, DALLA LAVORAZIONE ALLA PREPARAZIONE, OGNI PASSAGGIO CONTRIBUISCE A DEFINIRE COME LE CAROTE VENGONO COLTIVATE, UTILIZZATE E VALORIZZATE OGGI E IN FUTURO.
PREPARAZIONE E CONSUMO
VENDITA AL DET TAGLIO E RISTORAZIONE
COLTIVA ZIONE E R ACCOLTA
L AVOR AZIONE E CONFEZIONAMENTO
Applicazione di compe tenze e innovazione per coltivare carote robuste e affidabili. Una gestione attenta del suolo, dell’acqua e della coltura favori sce risultati ottimali durante tutto il ciclo produttivo.
30 UNA COMPETENZA
FONDAMENTALE PER GLI AGRICOLTORI MODERNI: PRENDERE DECISIONI MIGLIORI GRAZIE AI DATI
34 RACCOLTA E
COLTIVAZIONE DELLE CAROTE IN LIBANO
Posizionamento e vendita delle carote sul mercato. Prezzi, promozioni e presentazione determinano il modo in cui le carote vengono vendute e percepite dai consumatori. Preparazione delle carote per diversi mercati e utilizzi. Dopo la raccolta, i prodotti vengono selezionati, lavorati e adattati per soddisfare requisiti specifici.
36 IL FUTURO DELLE
CAROTE SURGELATE
38 L’INNOVAZIONE
DIETRO LE QUINTE
41 DA PRODOTTO COMMODITY A CONCETTO DI CONSUMO: HARVEST MOON SULL’ASCESA DELLE CAROTE DA SNACK
Le carote vengono consumate in modi diversi, nelle più svariate culture e tradizioni gastronomiche. Sono protagoniste dei pasti quotidiani così come delle occasioni speciali e possono essere preparate in moltissimi modi.
50 UN ORTAGGIO PER
TUTTI: ISPIRAZIONI DA TUTTO IL MONDO
54 LO SAPEVATE?
CURIOSITÀ SULLE CAROTE
44 LE CAROTE A UN BIVIO: LE VOCI DEL RETAIL INTERNAZIONALE TRA VALORE, QUALITÀ E NUOVE PROSPETTIVE
48 CAROTE SUGLI
SCAFFALI: IDEE E ISPIRAZIONI DAL RETAIL INTERNAZIONALE
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MERCATO GLOBALE DELLE CAROTE LA CAROTA È UNA COLTURA VERSATILE E DIFFUSA IN TUTTO IL MONDO. IN TUTTE LE REGIONI, LE VARIETÀ DI TIPO NANTES DOMINANO LA PRODUZIONE. IL CLIMA LOCALE E LE PREFERENZE DETERMINANO LE DIFFERENZE NELLE VARIETÀ E NELL’ORIENTAMENTO DEL MERCATO. LA CRESCITA È SOSTENUTA DALL’AUMENTO DELLA POPOLAZIONE, DALLA DOMANDA NEL SETTORE DELLA TRASFORMAZIONE E DAI MIGLIORAMENTI OTTENUTI NELLA SELEZIONE GENETICA.
EUROPA 150.0 0 0 H A
Ampia presenza di tipologie Nantes, Amsterdam, Berlicum, Flakkee e Chantenay, con una quota minore di Imperator.
AMERICHE E OCEANIA 150.0 0 0 H A Nantes, Imperator, Berlicum, Chantenay Varietà principali: Pismo, Bangor, Natuna, Berlin, Belgrado, Cordoba
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Varietà principali: Nerac, Nairobi, Mokum, Natuna, Novara
MERCATO E DOMANDA DEI CONSUMATORI
I principali fattori che determinano la domanda a livello globale sono: u u
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Crescita demografica Elevata resa per ettaro e ottima conservabilità Espansione dell’industria di trasformazione, diversificazione degli utilizzi Miglioramenti genetici quali la stabilità della resa, la resistenza alle malattie e la durata di conservazione
ASIA 450.000 HA Kuroda, Chantenay, Nantes Varietà principali: Natuna, Cordoba, Cascade, Caspi, Canton
AFRICA, MEDIO ORIENTE 250.000 HA Continental Nantes, Chantenay, Berlicum Varietà principali: Natuna, Cordoba, Cascade, Nevis
Fonte: FAO, dati interni Bejo M AGA ZINE DEL L A CA ROTA BE JO
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UNO SGUARDO AL FUTURO: LE TENDENZE GLOBALI CHE STANNO RIDEFINENDO IL PANORAMA DELLE CAROTE UNA SERIE DI FAT TORI CONVERGENTI STA RENDENDO NECESSARIA UNA COLL ABORAZIONE SEMPRE PIÙ STRET TA LUNGO TUT TA L A FILIERA.
IL MONDO DELLE CAROTE STA CAMBIANDO RAPIDAMENTE E IL SETTORE NON PUÒ PIÙ FARE AFFIDAMENTO SULLA SOLA STABILITÀ. QUELLA CHE UN TEMPO ERA CONSIDERATA UNA COLTURA AFFIDABILE È OGGI SEMPRE PIÙ INFLUENZATA DA DINAMICHE CHE VANNO OLTRE IL CAMPO. LE CONDIZIONI CLIMATICHE STANNO DIVENTANDO MENO PREVEDIBILI, LE CATENE DI APPROVVIGIONAMENTO SONO SOTTOPOSTE A PRESSIONI CRESCENTI E LE ASPETTATIVE DEI CONSUMATORI CONTINUANO A EVOLVERSI. Di conseguenza, aumentano le aspettative lungo tutta la filiera. Coltivatori, breeder, trasformatori e distributori sono chiamati a fare di più: garantire una qualità costante, una maggiore resilienza e un valore di mercato sempre più elevato, spesso con meno risorse a disposizione. Queste tendenze non sono più fenomeni emergenti, ma influenzano già le decisioni di ogni giorno. La sfida non consiste soltanto nel reagire al cambiamento, ma nell’anticiparlo e mantenere un vantaggio competitivo.
Un mondo in transizione Il settore della carota sta vivendo una fase di profonda evoluzione, guidata da diversi cambiamenti che si stanno verificando simultaneamente. Uno dei fattori trainanti più evidenti è la salute. Poiché i consumatori attribuiscono maggiore importanza a una dieta sana, gli ortaggi come le carote stanno acquisendo sempre più rilevanza. Allo stesso tempo, le aspettative ora vanno oltre il semplice valore nutrizionale. La praticità, il gusto e la facilità d’uso sono diventati requisiti essenziali in molti mercati. Anche le condizioni di produzione stanno diventando più impegnative. La crescente variabilità meteorologica, dallo stress da calore alle piogge intense, sta riducendo la prevedibilità delle rese e mettendo sotto pressione le prestazioni delle colture. A ciò si aggiunge la graduale riduzione delle soluzioni disponibili per la protezione delle colture, che limita gli strumenti a disposizione dei coltivatori.
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Al di là del campo, si stanno intensificando le pressioni economiche e normative. I costi variabili dei fattori di produzione, la volatilità dei prezzi e le normative in evoluzione stanno influenzando le decisioni lungo tutta la filiera, dalla pianificazione della produzione al posizionamento del prodotto. In risposta a ciò, la tecnologia sta assumendo un ruolo sempre più centrale. Le soluzioni di agricoltura di precisione, come l’irrigazione basata sui dati e il diserbo meccanico, supportano un processo decisionale più mirato e informato sul campo. Allo stesso tempo, il mercato delle carote continua ad espandersi. I mutamenti nei modelli di consumo stanno guidando la crescita in segmenti quali: i prodotti freschi tagliati, gli snack e i prodotti pronti. Questo ampliamento delle applicazioni crea sia nuove opportunità che requisiti più elevati lungo tutta la catena del valore.
Dalle tendenze alla realtà Questi cambiamenti sono visibili in ogni fase della filiera, a partire dal seme. Nel miglioramento genetico, l’attenzione si sta spostando verso un equilibrio tra produttività, qualità e resilienza. Resa e uniformità rimangono fondamentali, ma oggi devono essere accompagnate da caratteristiche qualitative come la conservabilità e l’attrattiva visiva del prodotto. Anche la resilienza è diventata una priorità imprescindibile. Le varietà devono garantire presta-
MERCATO E DOMANDA DEI CONSUMATORI
zioni affidabili in condizioni variabili e con un numero sempre più limitato di strumenti per la difesa delle colture, mantenendo al tempo stesso una qualità costante. Oggi l’affidabilità in condizioni difficili è importante quanto le massime prestazioni in condizioni ottimali. Sul campo, questo si traduce in strategie produttive sempre più flessibili. I coltivatori adattano i periodi di semina, valutano nuove aree di coltivazione e investono nella salute del suolo e nella gestione delle risorse idriche. Nelle regioni tropicali e subtropicali, siccità, salinità e temperature elevate limitano il potenziale produttivo, mentre nei climi continentali le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte influenzano lo sviluppo delle colture. Queste sfide richiedono nuovi approcci per proteggere sia la resa sia la qualità. Nelle fasi successive della filiera, le aspettative restano elevate. La domanda di prodotti pratici e pronti al consumo continua a crescere. L’affermazione delle carote snack in diversi mercati dimostra chiaramente il passaggio dalla carota come ingrediente per la preparazione dei pasti a un prodotto pronto al consumo, destinato a occasioni di consumo specifiche. Anche i requisiti di sostenibilità stanno assumendo sempre maggiore importanza. Le nuove esigenze in materia di packaging, ad esempio, stanno accelerando la transizione verso materiali riciclabili e una riduzione degli sprechi. Questo influisce direttamente sul modo in cui le carote vengono confezionate, trasportate e presentate. Di conseguenza, lo sviluppo dei prodotti è sempre più condizionato dall’evoluzione del quadro normativo, aggiungendo ulteriore complessità ai processi decisionali.
influenzano sempre di più le fasi successive, dalla trasformazione al confezionamento fino al posizionamento sul mercato. Allo stesso tempo, le informazioni circolano più rapidamente lungo tutta la filiera e il legame tra il seme e il punto vendita continua a rafforzarsi. In questo contesto, la collaborazione sta diventando un importante fattore distintivo. Un maggiore allineamento tra breeder, coltivatori, trasformatori e distributori consente di ottenere risultati più costanti e di rispondere in modo più efficace alle sfide condivise. Inoltre, rafforza il collegamento tra le esigenze del mercato e la realtà produttiva del campo. Guardando al futuro, il settore della carota sta entrando in una fase più complessa, ma anche più dinamica. Rafforzando la resilienza, creando nuovo valore e lavorando in modo sempre più coordinato, il comparto potrà rispondere con maggiore efficacia alle forze che ne stanno plasmando il futuro. La carota non è più soltanto una commodity agricola: sta diventando un prodotto sempre più versatile e differenziato, profondamente radicato nel campo, ma sempre più influenzato dalle dinamiche che si sviluppano ben oltre di esso.
Una filiera sempre più interconnessa Nel loro insieme, questi cambiamenti stanno dando vita a una filiera sempre più interconnessa. Le decisioni prese nelle fasi iniziali, come la scelta delle varietà,
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IL MIGLIORAMENTO GENETICO DELLA CAROTA: UNA PARTITA A JENGA AD ALTO RISCHIO CHIUNQUE OSSERVI UNA CAROTA POTREBBE PENSARE CHE SI TRATTI DI UNA COLTURA SEMPLICE. MA DIETRO OGNI BUONA CAROTA SI CELA UN PROCESSO DI MIGLIORAMENTO GENETICO TUTT’ALTRO CHE SEMPLICE. NEL CASO DELLA CAROTA, ENTRANO IN GIOCO NUMEROSI FATTORI: GENETICA, SUOLO, IMPOLLINAZIONE, CLIMA ED ESIGENZE DEL MERCATO. PER AFFRONTARE QUESTA COMPLESSITÀ SONO NECESSARI UN AMPIO PATRIMONIO GENETICO, ANNI DI ESPERIENZA, UNA RETE GLOBALE CHE COPRA TUTTE LE PRINCIPALI AREE CLIMATICHE, UNA CONTINUA CAPACITÀ DI INNOVAZIONE E UN FORTE LEGAME CON LA REALTÀ PRODUTTIVA. Questa combinazione consente a Bejo di offrire oggi varietà che garantiscono risultati concreti in campo e, allo stesso tempo, di gettare le basi per le carote del futuro. I nostri esperti di breeding Rudie Steentjes, Wim Zwaan e Peter A. Dekker condividono la loro esperienza e spiegano cosa serve per selezionare le carote di domani.
Dal punto di vista genetico, la carota rappresenta una coltura unica per i breeder. «La carota è quella che definiamo una coltura a popolazione», spiega Steentjes. «A differenza di molte altre colture orticole, non tende naturalmente all’uniformità. Ciò è dovuto al rischio di impollinazione incrociata e alla vulnerabilità biologica alla depressione da consanguineità. D’altra parte, all’interno della coltura è presente fin dall’inizio un’elevata variabilità genetica. Le piante differiscono tra loro per caratteristiche piccole ma rilevanti, come l’epoca di fioritura, il vigore, la resistenza e la produttività. Questa variabilità rende la carota forte e resiliente, ma rappresenta anche una sfida aggiuntiva per il breeding. Dopotutto, il coltivatore desidera una varietà che cresca in modo uniforme, garantisca risultati costanti anno dopo anno e assicuri una buona disponibilità di seme, in modo da poter essere coltivata ogni stagione.»
Inoltre, il successo di una varietà di carota dipende in larga misura da fattori che vanno oltre la genetica. La carota è una coltura fortemente influenzata dal terreno. «Almeno il 50% del successo di una varietà è determinato dall’ambiente di coltivazione», spiega Dekker. «La struttura del terreno, la disponibilità idrica, la fertilizzazione, la densità di semina e la vita del suolo influenzano enormemente lo sviluppo di una varietà. Una varietà che offre ottimi risultati su un determinato tipo di terreno potrebbe non comportarsi allo stesso modo in un’altra area. Per questo il breeding non può mai essere considerato separatamente dalle condizioni di coltivazione. Le varietà non devono soltanto mostrare buone caratteristiche sulla carta, ma devono garantire risultati affidabili in un’ampia gamma di condizioni di campo.»
Questo è il cuore della sfida: come ottenere uniformità senza compromettere il vigore della coltura? «Per questo il breeding della carota richiede un equilibrio
Infine, l’impollinazione contribuisce a rendere complesso il breeding della carota. La carota dipende
Una coltura difficile da controllare
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costante tra uniformità da un lato e potenziale produttivo e robustezza dall’altro», osserva Dekker. «Più una linea diventa uniforme, maggiore è il rischio di compromettere il potenziale produttivo e la vitalità delle piante. Inoltre, la produzione di seme sta diventando sempre più complessa a causa delle condizioni climatiche imprevedibili, della riduzione dell’impiego di agrofarmaci e dell’aumento delle popolazioni di insetti che si nutrono degli embrioni dei semi di carota durante la maturazione. È un ambito complesso che richiede esperienza, pazienza e competenza.»
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BREEDING & RESE ARCH
Wim Zwaan, Rudie Steentjes & Peter A. Dekker
infatti dall’impollinazione entomofila. Api e altri insetti svolgono quindi un ruolo diretto nella produzione del seme e nel mantenimento della purezza genetica. Questo rende la coltura particolarmente sensibile alle influenze ambientali. La presenza di carote selvatiche nelle vicinanze dei siti di produzione, ad esempio, può causare impollinazioni incrociate indesiderate. Chi desidera ottenere con successo nuove varietà di carota deve quindi non solo padroneggiare la genetica, ma anche conoscere a fondo le condizioni di produzione, la biologia dell’impollinazione e la scelta degli ambienti più idonei alla produzione del seme.
Un processo continuo di conoscenza e incroci
LO SAPEVATE: La gamma delle carote è oggi più colorata che mai: oltre alla classica carota arancione, esistono varietà rosse, bianche, viola e gialle. La varietà più affascinante per i breeder è la Rainbow, nella quale è possibile osservare naturalmente una precisa distribuzione di colori lungo lo spettro cromatico: dal bianco al giallo, dal rosa salmone fino all’arancione. Gregor Mendel, padre della genetica e del miglioramento genetico delle piante, ne sarebbe sicuramente rimasto affascinato!
Poiché richiede una grande quantità di conoscenze e tempi molto lunghi, la continuità è un elemento fondamentale nel breeding della carota. «Lo sviluppo di una nuova varietà di carota può richiedere facilmente quindici anni», spiega Zwaan. «Per questo motivo i breeder si basano sempre sul lavoro dei colleghi che, prima di loro, hanno operato sulle stesse linee genetiche». Non si tratta di una serie di progetti isolati, ma piuttosto di un treno in continuo movimento, composto da innumerevoli vagoni carichi di incroci, selezioni e osservazioni. Ogni anno vengono effettuati, valutati, perfezionati o interrotti in media circa 2.000 incroci differenti. Già solo gli anni di esperienza accumulati da Zwaan, Dekker e Steentjes rappresentano decenni di conoscenze e competenze. Questo significa che i nuovi breeder non devono partire da zero, ma possono inserirsi in un sistema ricco di conoscenze consolidate e di materiale genetico accumulato nel tempo.
Una solida base come punto di partenza Un solido programma di breeding della carota parte dalle fondamenta: una sufficiente diversità genetica che consenta lo sviluppo mirato di nuove varietà. Nel corso dei decenni, all’interno del patrimonio genetico della carota è stata costruita un’enorme diversità di tipologie, caratteristiche e adattamenti.
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PRESENTAZIONE DEL NOSTRO TEAM PETER A. DEKKER – HEAD OF BREEDING (CAROTA, ASPARAGO, PORRO E RAVANELLO) u
Con 24 anni di esperienza presso Bejo, Peter ha lavorato con molte colture, ma le carote sono sempre state la sua specialità (e forse la sua preferita?). È orgoglioso di come Bejo riesca a coniugare con successo l’esperienza pratica con la tecnologia moderna. La sua varietà preferita è la Natuna, attualmente la varietà di carota più grande su cui lui stesso ha lavorato, insieme al suo team di colleghi di selezione e ricerca.
La gamma Bejo, composta da oltre 130 varietà, dimostra quanto questo patrimonio sia ampio: dai tipi Nantes precoci e tardivi ai Berlicum, Chantenay, Imperator, Kuroda e ai tipi (sub)tropicali, adatti sia alla coltivazione convenzionale sia a quella biologica. Questa ampia base genetica non è un lusso, ma una necessità strategica. Le esigenze richieste alle varietà di carota stanno diventando sempre più specifiche. In alcuni mercati sono fondamentali uniformità, colore e qualità estetica per il segmento del fresco. In altri, invece, assumono maggiore importanza caratteristiche legate alla trasformazione, come una carota più resistente alle rotture, elevate rese produttive o un’eccellente conservabilità. A queste si aggiungono requisiti come la resistenza alle malattie, la capacità germinativa e il sapore. Solo un programma di breeding che disponga di un ampio patrimonio genetico può continuare a combinare tutte queste caratteristiche senza compromettere altri aspetti fondamentali
La carota Jenga RUDIE STEENTJES – BREEDING MANAGER (CAROTA) u
Con oltre 12 anni di esperienza nel settore della selezione, Rudie ha accumulato un bagaglio di conoscenze davvero notevole. Attualmente è Breeding Manager del programma carota di Bejo. Oltre ai progressi compiuti sulle carote tropicali, la sua preferita è la varietà Chantenay Caspi, che ha contribuito a sviluppare personalmente.
WIM ZWAAN – CARROT BREEDER u
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Essendo cresciuto in una fattoria, Wim ha una spiccata sensibilità per ciò che una varietà deve offrire nella pratica e per come tradurlo in obiettivi di selezione. Dopo 37 anni presso Bejo, le carote non hanno quasi più segreti per lui. Grazie alle sue v aste conoscenze pratiche e teoriche, Wim è un selezionatore esperto che ama condividere la propria competenza con la generazione successiva. Le sue varietà preferite sono Natuna e Novara, varietà su cui si lavora da molti anni nell’Europa meridionale e che stanno gradualmente conquistando quote di mercato.
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Il breeding della carota può essere paragonato al gioco del Jenga. Ad ogni mossa si aggiunge una nuova caratteristica a una varietà esistente: resistenza, resa, colore, sapore, capacità germinativa, conservabilità o idoneità alla trasformazione. Ma basta rimuovere un solo blocco perché l’equilibrio venga meno. Nel breeding, questo processo è noto come “stacking dei caratteri”: la capacità di aggiungere nuove caratteristiche senza perdere quelle già presenti. Una varietà che offre una maggiore resistenza alle malattie ma che, allo stesso tempo, diventa più soggetta alle rotture, rischia comunque di non soddisfare le esigenze della pratica agricola. È proprio per questo che il moderno breeding della carota richiede uno sviluppo estremamente preciso dell’insieme delle caratteristiche che compongono una varietà.
Vicini al coltivatore, vicini alla pratica Il miglioramento genetico non avviene mai in maniera isolata rispetto alla realtà produttiva. Nel caso della carota, è proprio il campo a rappresentare il banco di prova definitivo. Poiché il terreno e le condizioni di coltivazione influenzano in modo determinante le performance di una varietà, un breeder deve conoscere da vicino ciò che accade nelle aziende agricole dei coltivatori. Grazie alla stretta collaborazione con coltivatori e centri sperimentali, il feedback proveniente dal campo arriva rapidamente. «Questo ci permette di
BREEDING & RESE ARCH
ricevere informazioni di prima mano sull’evoluzione delle condizioni di coltivazione e delle esigenze del mercato», afferma Dekker. Le indicazioni raccolte sul campo possono quindi essere integrate direttamente nei nuovi programmi di selezione e nei futuri incroci, permettendo al breeding di evolvere costantemente in risposta alle sfide e alle opportunità della pratica agricola.
Nuove sfide richiedono nuove combinazioni Oggi, gli standard per il miglioramento genetico delle carote sono più elevati che mai. Una varietà deve eccellere contemporaneamente in un numero sempre maggiore di caratteristiche. I cambiamenti climatici, una normativa più stringente, l’evoluzione delle richieste del mercato e la progressiva riduzione delle soluzioni disponibili per la difesa delle colture fanno sì che le caratteristiche richieste continuino ad aumentare. In questo contesto, una presenza internazionale in diverse aree climatiche assume un’importanza fondamentale. Il cambiamento climatico sta infatti modificando le aree di coltivazione e di produzione. Di conseguenza, fenomeni come siccità e salinizzazione sono sempre più diffusi. Anche malattie e parassiti si spostano insieme al cambiamento climatico, alterando profondamente l’idoneità delle aree produttive. Steentjes spiega: «Caratteristiche che un tempo erano particolarmente importanti nell’Europa meridionale possono improvvisamente diventare essenziali anche nell’Europa nord-occidentale. Pensiamo, ad esempio, alla resistenza a nuovi virus oppure a nuovi insetti dannosi legati ai cambiamenti nella distribuzione delle popolazioni di insetti. Oppure alla tolleranza alla salinità nelle aree soggette a salinizzazione, alla qualità del fogliame e alla capacità di garantire una buona germinazione in condizioni variabili». Chi opera in diverse regioni del mondo è in una posizione privilegiata per anticipare questi cambiamenti e ha accesso a materiale genetico proveniente da ambienti differenti, indispensabile per creare nuove combinazioni. Grazie a un ampio patrimonio genetico internazionale, i breeder di Bejo combinano resistenze e adattamenti provenienti da diverse regioni del mondo per sviluppare varietà in grado di rispondere alle nuove sfide. Anche la geopolitica sta assumendo un ruolo sempre più rilevante. Le discussioni sull’origine dei prodotti, le restrizioni alle importazioni e i rischi fitosanitari rendono sempre più complessa la scelta delle aree di produzione. Non tutti i Paesi accettano sementi provenienti da qualsiasi regione del mondo. Inoltre, nuove aree produttive possono introdurre nuovi rischi, come differenti pressioni di malattie o la presenza di carote selvatiche nelle vicinanze, che possono influenzare l’impollinazione. È proprio in queste situazioni che una presenza globale e l’esperienza maturata in diverse aree produttive e condizioni climatiche rappresentano un vantaggio decisivo. Questo non solo rafforza il programma di breeding, ma lo rende anche più resiliente e preparato ad affrontare le sfide del futuro.
L’agricoltura biologica come catalizzatore di robustezza L’ascesa dell’agricoltura biologica ha ulteriormente accelerato la selezione di varietà di carota più robuste. Nei sistemi biologici, infatti, le varietà devono fare maggiore affidamento sulla propria resilienza genetica. Tuttavia, questa evoluzione non riguarda esclusivamente i produttori biologici. Anche nell’agricoltura convenzionale cresce la pressione per ridurre l’impiego di input chimici. Di conseguenza, l’importanza delle resistenze naturali e di piante forti e resilienti è in costante aumento per l’intero settore.
Perché l’innovazione tecnica ci aiuta a stare al passo
Man mano che il patrimonio genetico cresce, aumenta anche la complessità delle decisioni da prendere. Per questo motivo software, analisi dei dati e nuove tecniche di breeding stanno assumendo un ruolo sempre più importante nel supportare il processo decisionale. Combinando dati provenienti da prove sperimentali, osservazioni in campo, misurazioni della crescita e analisi del DNA, è possibile individuare più rapidamente e con maggiore precisione gli incroci più promettenti. Le moderne tecniche di analisi consentono di riconoscere schemi e relazioni difficili da individuare a occhio nudo. Lo speed breeding e le analisi del DNA permettono di accelerare il passaggio da una generazione all’altra e di identificare caratteristiche specifiche già nelle prime fasi di sviluppo. In questo modo, il processo di breeding può diventare più efficiente senza rinunciare al rigore scientifico. In questo contesto, la stretta collaborazione tra i team di breeding e ricerca è fondamentale. La continua traduzione delle più recenti innovazioni scientifiche in applicazioni pratiche consente di accelerare costantemente il progresso. In definitiva, l’esperienza rimane insostituibile. Il breeding della carota è un’attività di lungo periodo che richiede competenze specialistiche e una continua capacità di valutazione. I dati aiutano a orientare le decisioni, ma interpretare i segnali, comprendere il comportamento delle varietà in campo e prendere le decisioni corrette richiede ancora l’occhio esperto e l’intuito del breeder. Il futuro non sta quindi nello scegliere tra persone e tecnologia, ma nel saper combinare al meglio entrambe.
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IL GENE EDITING SPIEGATO: UNO SGUARDO CHIARO SUL FUTURO DEL BREEDING DELLA CAROTE COME È POSSIBILE SVILUPPARE VARIETÀ DI CAROTA PIÙ RESISTENTI IN UN’EPOCA CARATTERIZZATA DA UNA CRESCENTE PRESSIONE DELLE MALATTIE, DAL CAMBIAMENTO CLIMATICO E DA NORMATIVE SEMPRE PIÙ STRINGENTI? UNA DELLE TECNOLOGIE SEMPRE PIÙ SPESSO AL CENTRO DI QUESTO DIBATTITO È IL GENE EDITING. UN TEMA CHE SUSCITA CURIOSITÀ, MA ANCHE NUMEROSI INTERROGATIVI. CHE COS’È ESATTAMENTE IL GENE EDITING? CHE COSA NON È? E IN CHE MODO PUÒ CONTRIBUIRE AL FUTURO DELLA CAROTA?
editing permette semplicemente di ottenere lo stesso risultato in modo più mirato ed efficiente.
Per questo articolo abbiamo parlato con tre colleghi che lavorano quotidianamente su questi temi: Diana Katschnig, Senior Researcher in Phytopathology & Content Analysis, Marcel Adriaanse, Senior Researcher in Tissue Culture & Cell Biology, e Klaas Schotanus, Senior Researcher in Trait Discovery & Genomics.
Non vengono infatti introdotti geni provenienti da altre specie: la modifica avviene all’interno del patrimonio genetico già presente nella pianta. In linea di principio, i cambiamenti ottenuti tramite gene editing potrebbero verificarsi anche spontaneamente in natura.
Insieme ci aiutano a comprendere meglio una tecnologia che, forse, è meno sensazionale di quanto possa sembrare, ma che potrebbe avere un ruolo molto importante nel futuro del breeding della carota.
Che cos’è il gene editing (editing genetico)? Il gene editing può essere descritto come una piccola modifica mirata al DNA di una pianta. È paragonabile alla correzione di alcune lettere all’interno di un documento di testo. Come spiega efficacemente Adriaanse, è come correggere una singola parola o addirittura una sola lettera. Il miglioramento genetico tradizionale lavora spesso su regioni genetiche più ampie, mentre il gene editing consente di intervenire in modo molto preciso su una caratteristica specifica. Si pensi, ad esempio, a un gene che influisce sulla resistenza a una determinata malattia. È importante comprendere che il processo in sé non è nuovo. Cambiamenti di questo tipo avvengono anche in natura, ma in modo casuale e su larga scala. Il gene
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Che cosa invece non è il gene editing? Esistono ancora molti equivoci riguardo all’editing genetico. Secondo Katschnig, la differenza più importante è che l’editing genetico non è una modificazione genetica (OGM) nel senso tradizionale del termine.
Non si tratta però nemmeno di una “soluzione miracolosa”. L’editing genetico non è la risposta a ogni problema. Le nostre conoscenze della genetica sono ancora limitate e molti processi biologici delle piante non sono stati ancora compresi completamente. Come sottolinea Adriaanse, si tratta semplicemente di uno strumento in più a disposizione del breeder.
A sostegno del futuro della selezione In Bejo, il gene editing viene utilizzato principalmente per comprendere meglio determinate caratteristiche genetiche. Aiuta i ricercatori a lavorare con maggiore precisione e a testare nuove ipotesi più rapidamente, ma non sostituisce i processi di selezione già esistenti.
BREEDING & RESE ARCH
MODIFICA GENETICA: Klaas Schotanus, Diana Katschnig & Marcel Adriaanse
Il miglioramento genetico rimane un processo di sperimentazione, valutazione e perfezionamento. Anche con l’editing genetico, le piante devono essere sottoposte a prove approfondite in diverse condizioni. Il vero punto di forza risiede nella combinazione di approcci: miglioramento genetico tradizionale, ricerca e nuove tecnologie si rafforzano reciprocamente. Attualmente, l’attenzione è concentrata soprattutto sulla resistenza alle malattie. Rendendo le piante più resistenti, è possibile ridurre l’impiego di prodotti fitosanitari. Un vantaggio non solo per i coltivatori, ma anche per l’ambiente e per l’intera filiera agroalimentare. Come sottolinea Katschnig, se le piante sono naturalmente più robuste, sono necessari meno interventi esterni.
Uno sguardo al futuro Lo sviluppo dell’editing genetico è ancora nelle sue fasi iniziali. Attualmente, rispetto ad altre colture, le conoscenze disponibili sulla carota sono ancora limitate. Tuttavia, la direzione è chiara: più aumentano le conoscenze, più sarà possibile lavorare in modo mirato ed efficace. L’obiettivo è altrettanto chiaro. Come afferma Schotanus, in definitiva si punta a sviluppare piante naturalmente robuste e il più possibile indipendenti da interventi esterni. Oppure, come è emerso durante la discussione, il vero lavoro inizia con la comprensione del “testo” del DNA. Ed è proprio lì che resta ancora molto da scoprire. Il gene editing può sembrare un passo da gigante. In realtà, rappresenta il naturale passo successivo in una lunga tradizione di miglioramento genetico delle piante. Un passo che non rivoluziona tutto, ma che consente di lavorare in modo più preciso e mirato allo sviluppo di varietà di carota forti, affidabili e pronte ad affrontare le sfide future.
RE ALTÀ MITI
l’editing genetico è la stessa cosa degli OGM
l’editing genetico agisce all’interno del DNA della pianta stessa. Non vengono aggiunti geni provenienti da altre specie.
crea piante innaturali
Le modifiche apportate possono verificarsi anche in natura.
È una soluzione miracolosa
l’editing genetico è uno strumento. Non tutto ciò che riguarda la pianta è stato ancora completamente mappato e sono ancora necessari test approfonditi.
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SVELARE I SEGRETI DELLA PRODUZIONE DI SEMI DI CAROTA COME ESPERIENZA PRATICA, INNOVAZIONE BASATA SUI DATI E FORZA DELL A NATURA SI UNISCONO NELL A PRODUZIONE DEL SEME DI CAROTA
CON OLTRE 130 VARIETÀ DI CAROTA NEL PROPRIO ASSORTIMENTO E NUOVI IBRIDI COSTANTEMENTE IN FASE DI SVILUPPO, BEJO GESTISCE UNA DELLE RETI DI PRODUZIONE DI SEME DI CAROTA PIÙ AVANZATE AL MONDO. OGNI VARIETÀ PRESENTA CARATTERISTICHE PRODUTTIVE SPECIFICHE E REAGISCE IN MODO DIVERSO AL CLIMA, ALLE CONDIZIONI DEL TERRENO E AGLI AMBIENTI DI COLTIVAZIONE. GARANTIRE QUALITÀ E DISPONIBILITÀ COSTANTI DEL SEME RICHIEDE QUINDI MOLTO PIÙ DELLE SOLE COMPETENZE PRODUTTIVE O DELLA SOLA TECNOLOGIA.
Comprendere come una coltura, per quanto solide siano le sue basi genetiche, reagisca alle caratteristiche del terreno, alla disponibilità idrica, alle condizioni climatiche e alla pressione degli impollinatori, non è qualcosa che si possa apprendere solo dai dati. È il risultato di anni di osservazione, sperimentazione e continuo perfezionamento delle pratiche produttive lungo l’intero ciclo colturale.
I nostri esperti Jos Doodeman, Youri Draaijer e Robbert-Jan Seeleman ci accompagnano dietro le quinte della produzione di seme di carota in Bejo, illustrando le sfide e le complessità che questo processo comporta.
Questa esperienza svolge un ruolo fondamentale anche nella scelta delle aree di produzione. I campi destinati alla produzione di seme vengono spesso realizzati in stretta collaborazione con coltivatori esperti, che conoscono a fondo le condizioni locali e dispongono delle infrastrutture, delle attrezzature e delle competenze agronomiche necessarie.
Perché le carote sono una coltura così complessa La produzione di seme di carota di elevata qualità è tutt’altro che semplice. Si tratta infatti di uno dei processi più complessi nell’ambito della produzione sementiera orticola. A differenza di altre colture, la carota è estremamente sensibile alle condizioni ambientali durante l’intero ciclo produttivo.
Dalle conoscenze degli agricoltori alla produzione basata sui dati
Secondo Doodeman, la resilienza nasce dalla diversificazione. Per ridurre i rischi legati al clima e alla produzione, Bejo distribuisce infatti la produzione di seme di carota tra diverse zone climatiche, Paesi ed entrambi gli emisferi. Questo approccio globale garantisce maggiore flessibilità e consente di collocare ogni varietà negli ambienti in cui può esprimere al meglio il proprio potenziale.
Per questo motivo, una produzione di seme di successo inizia dal campo. Jos Doodeman, Global Seed Production Specialist di Bejo, è convinto che l’esperienza pratica di coltivazione rimanga uno dei fattori più importanti per il successo della produzione, una competenza che si costruisce e si tramanda spesso nel corso di generazioni.
Allo stesso tempo, Doodeman osserva come i sistemi produttivi stiano diventando sempre più complessi. Per questo motivo, ritiene che il futuro risieda nella
Le piante vengono coltivate in pieno campo, fioriscono solo ogni due anni e dipendono fortemente dall’impollinazione degli insetti. Temperatura, disponibilità idrica, caratteristiche del terreno, attività degli impollinatori e condizioni durante la fioritura influenzano direttamente sia la qualità sia la resa del seme.
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Robbert-Jan Seeleman
combinazione tra competenze pratiche maturate in campo e tecnologie moderne. Un’opinione pienamente condivisa anche da Youri Draaijer, Global Production Research Manager di Bejo.
Da “scatola nera” a processo misurabile L’imprevedibilità della produzione del seme di carota rende questa coltura particolarmente adatta all’applicazione di tecnologie basate sui dati. Tradizionalmente, molte fasi del processo produttivo erano difficili da monitorare in modo completo. Le colture venivano seminate, coltivate e raccolte con successo, ma gran parte dei processi biologici che si verificavano nel frattempo dipendeva dall’esperienza e dalle osservazioni visive. Oggi, i coltivatori devono confrontarsi con condizioni climatiche sempre più imprevedibili, una crescente pressione di malattie e parassiti e normative in continua evoluzione. Tutti fattori che rendono la produzione del seme di carota ancora più sensibile alle condizioni esterne. «Con le carote puoi fare tutto nel modo giusto e ottenere comunque risultati molto diversi», spiega Draaijer. «Più i team di produzione comprendono ciò che accade in campo, maggiori sono le loro possibilità di anticipare i rischi e ottimizzare le decisioni».
LO SAPEVATE CHE: le immagini riprese dai droni possono essere utilizzate per molteplici applicazioni? Le foto delle giovani piantine di possono servire sia per individuare le piante fuori tipo, sia per contare le piante. I droni vengono utilizzati come fonte di dati per tecniche avanzate di intelligenza artificiale, ma le loro immagini possono anche essere impiegate in modo molto semplice per calcolare la superficie di un campo coltivato. A seconda della complessità dell’attività di fenotipizzazione, un modello di IA richiede almeno migliaia di immagini per generare informazioni affidabili.
Per questo motivo, la tecnologia sta diventando un complemento sempre più importante delle competenze pratiche, contribuendo a rendere progressivamente più trasparente quella che per lungo tempo è stata considerata una vera e propria “scatola nera”. Uno degli aspetti più importanti per migliorare la qualità del seme e l’efficienza della produzione è la tempestività delle decisioni.
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«Molti problemi nascono semplicemente perché la decisione giusta non viene presa al momento giusto o senza disporre di informazioni sufficienti», afferma Draaijer. È proprio qui che il monitoraggio continuo assume un valore fondamentale. Raccogliendo e analizzando costantemente i dati provenienti dal campo, i team di produzione possono individuare più rapidamente le variazioni, intervenire al momento opportuno e prendere decisioni più consapevoli durante l’intera stagione produttiva.
Durante l’intero ciclo colturale Il monitoraggio inizia molto prima che la coltura arrivi in campo. Prima che le linee parentali vengano spedite a livello internazionale, i lotti di seme vengono sottoposti ad analisi genetiche e a controlli per individuare eventuali malattie e agenti patogeni. Una volta avviata la produzione, durante l’intero ciclo colturale vengono raccolte informazioni dettagliate sulle caratteristiche del terreno, sul fabbisogno irriguo e sullo sviluppo della coltura. Droni, sensori, sistemi di monitoraggio in campo e strumenti di analisi delle immagini supportati dall’intelligenza artificiale consentono ai team di produzione di definire punti di controllo misurabili lungo tutto il ciclo produttivo. Queste tecnologie vengono testate e sviluppate per monitorare: u
Numero di piante dopo la semina e sopravvivenza invernale
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Fasi di fioritura
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Sviluppo della coltura
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Supporto alle decisioni per la gestione dell’impollinazione
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Individuazione di infestanti, malattie e piante fuori tipo
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Previsioni di resa
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Momento ottimale per la raccolta
Nella gestione dell’impollinazione, ad esempio, i droni acquisiscono immagini dettagliate dei fiori maschili e femminili. I modelli di intelligenza artificiale analizzano successivamente queste immagini per individuare il momento ottimale per introdurre gli impollinatori in campo. In alcuni casi, il sistema è già in grado di fornire valutazioni più oggettive rispetto a quelle effettuate dagli esperti che operano sotto la pressione del tempo. «L’utilizzo della tecnologia dei droni e dell’analisi dei dati non aiuta soltanto ad effettuare correzioni in tempo reale», spiega Robbert-Jan Seeleman, Global Seed Production Researcher di Bejo. «Contribuisce anche a migliorare la prevedibilità nel lungo periodo». «La resilienza del futuro passa sempre più dal rafforzamento della coltura stessa.» Jos Doodeman
L’IA dipende ancora dalle competenze umane Nonostante il rapido sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale, le competenze umane restano indispensabili. L’addestramento dei sistemi di IA richiede enormi quantità di dati di campo di alta qualità, l’etichettatura delle immagini e la validazione da parte di esperti. Migliaia di immagini devono essere analizzate e verificate prima che i modelli siano in grado di riconoscere in modo affidabile gli stadi di crescita, le malattie o le piante fuori tipo nei campi di produzione. «Raccogliere le immagini è facile», afferma Draaijer. «La vera sfida è insegnare al modello che cosa sta realmente osservando.»
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È qui che la tecnologia incontra la conoscenza agronomica. Proprio come un coltivatore, anche un modello di intelligenza artificiale deve essere addestrato. Questo rende l’esperienza pratica maturata sul campo ancora più preziosa. Per molti aspetti, l’IA sta diventando uno strumento per acquisire, conservare e valorizzare digitalmente generazioni di esperienza agronomica. In Tasmania, alcune di queste tecnologie sono già in fase di sperimentazione in contesti produttivi reali, dove i modelli supportano sempre più le decisioni operative in tempo reale. Nei siti produttivi di Nord America, Sudafrica, Australia e Nuova Zelanda, Bejo investe inoltre in sistemi di monitoraggio, analisi e tecniche di agricoltura di precisione. Le analisi della linfa permettono ai team di produzione di comprendere meglio l’assorbimento dei nutrienti e la resilienza delle piante durante l’intero ciclo colturale. Queste informazioni supportano strategie di coltivazione più mirate e contribuiscono, ove possibile, a ridurre la necessità di interventi esterni sulle coltur.
Lavorare con la natura
INCONTRA GLI ESPERTI: JOS DOODEMAN - GLOBAL SEED PRODUCTION SPECIALIST u
YOURI DRAAIJER - GLOBAL PRODUCTION RESEARCH MANAGER u
«Alla fine, si tratta di lavorare con la natura, non di cercare di controllarla», afferma Draaijer. La natura rimane il fattore determinante nella produzione di seme di carota. Terreni sani, una genetica solida, una nutrizione equilibrata e un’impollinazione efficace influenzano direttamente la qualità e la resa del seme. La sola impollinazione richiede un’attenta gestione, poiché la produzione di seme di carota dipende in larga misura dalle api e da altri insetti impollinatori che operano in pieno campo. La biodiversità crea quindi sia opportunità sia ulteriori elementi di complessità. Un ecosistema sano favorisce gli impollinatori e rafforza la resilienza naturale delle colture, mentre la presenza di carote selvatiche e di colture affini nelle aree circostanti richiede una rigorosa gestione delle distanze di isolamento per preservare la purezza varietale. Secondo Doodeman, la resilienza del futuro dipenderà sempre più dalla capacità di rafforzare la coltura stessa. Con l’evoluzione delle normative e la transizione verso sistemi produttivi più sostenibili, l’attenzione si concentra sempre di più sul miglioramento della resilienza naturale delle piante, della vitalità del suolo e dell’efficienza nell’utilizzo dei nutrienti. Questo approccio contribuirà a migliorare la qualità complessiva della produzione. Una visione che sostiene pienamente la strategia di Bejo, orientata allo sviluppo di sistemi di coltivazione sostenibili e sempre meno dipendenti dagli interventi chimici.
Imparare dalla produzione biologica La lunga esperienza di Bejo nella produzione di sementi biologiche ha accelerato molti di questi sviluppi. Da oltre 30 anni,
Cresciuto in una famiglia di agricoltori e con oltre 30 anni di esperienza in Bejo, Jos Doodeman, Global Seed Production Specialist, ha dedicato la sua carriera alla produzione di sementi orticole. Nel corso degli anni ha maturato una profonda esperienza nella produzione di seme di carota e oggi supporta i team di produzione in tutto il mondo. Tra le sue varietà preferite c’è Mokum, una carota apprezzata per le sue prestazioni consolidate, l’affidabilità e l’eccellente sapore.
Responsabile del coordinamento internazionale della ricerca legata alla produzione di sementi, Youri Draaijer e il suo team lavorano per migliorare costantemente le performance produttive di Bejo. Attraverso attività continue di sperimentazione, implementazione e ricerca, approfondiscono temi quali agronomia, sviluppo della fioritura, nuove tecnologie per la produzione e la lavorazione del seme, impollinazione e malattie. Il loro lavoro si svolge in stretta collaborazione con specialisti di diversi reparti e Paesi, contribuendo a trasformare conoscenze scientifiche e dati di produzione in soluzioni pratiche per il campo.
ROBBERT-JAN SEELEMAN - GLOBAL SEED PRODUCTION RESEARCHER u
Robbert-Jan è il nostro ricercatore di produzione “aereo”, che combina conoscenze pratiche sul campo con tecnologie avanzate di intelligenza artificiale e droni. Monitora i campi di produzione in tutto il mondo raccogliendo e analizzando dati sul clima, sulla crescita delle colture e sulla loro vitalità. Trasformando queste informazioni in azioni concrete, contribuisce a creare strumenti predittivi e a sostenere una produzione di sementi di alto livello. La sua carota preferita è la varietà “Purple Haze” tipologia Nantes, a maturazione medio-precoce. Con la sua buccia viola intenso che nasconde un cuore arancione brillante, questa varietà colorata unisce un aspetto accattivante a un sapore eccellente. Inoltre, gli riporta alla mente ricordi piacevoli: già da bambino, Robbert-Jan si divertiva a coltivare questa carota così appariscente nel suo orto.
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Bejo è pioniera nella produzione di sementi biologiche, un contesto in cui le colture devono esprimere il loro potenziale con possibilità molto limitate di intervento esterno. Questo ha permesso di acquisire preziose conoscenze sulla biologia del suolo, sulla resilienza naturale delle piante, sulla biodiversità e sull’efficienza nell’utilizzo dei nutrienti. I team di ricerca dedicati alla produzione studiano sempre più a fondo come la salute del suolo, la biodiversità, la gestione dei nutrienti e la resilienza naturale influenzino le performance delle colture. Iniziative come le Sustainability Farms esplorano il contributo dei sistemi biologici a una produzione più stabile, attraverso il miglioramento della vitalità del suolo, la valorizzazione degli insetti utili e la riduzione della dipendenza da input esterni. Molte delle conoscenze sviluppate in questo ambito stanno diventando sempre più rilevanti anche per i sistemi produttivi convenzionali. Un buon esempio è Natuna, una varietà di carota affidabile e adatta sia alla produzione biologica sia a quella convenzionale. Questa varietà combina elevato potenziale produttivo, uniformità e una solida resistenza naturale alle malattie, aiutando i coltivatori a ottenere produzioni più stabili e a ridurre i rischi legati alla coltivazione. Secondo Doodeman, la produzione biologica ha dimostrato che una produzione di seme resiliente nasce dall’interno: da una genetica forte, da suoli sani e da sistemi colturali capaci di lavorare in equilibrio con la natura.
Ripensare l’impollinazione L’impollinazione rimane uno degli aspetti più critici della produzione di seme di carota. Sebbene le api mellifere continuino a svolgere un ruolo essenziale, i team di produzione stanno valutando anche l’utilizzo di altri impollinatori, come i sirfidi. Questi insetti possono operare in condizioni climatiche differenti e contribuire a rendere i sistemi di impollinazione più resilienti in contesti caratterizzati da una maggiore instabilità climatica. Diversificare le strategie di impollinazione aiuta a ridurre i rischi e a migliorare la stabilità produttiva nelle diverse aree di coltivazione e nelle diverse stagioni. Allo stesso tempo, le tecnologie di monitoraggio offrono nuove informazioni sull’attività degli impollinatori e sulla sincronizzazione della fioritura, aiutando i team a ottimizzare ulteriormente le tempistiche produttive.
Costruire insieme il futuro Le sfide della produzione sementiera a livello globale continuano ad aumentare. Allo stesso tempo, però, questi cambiamenti stanno alimentando nuove opportunità di innovazione. In questo contesto, una stretta collaborazione tra i team di breeding, produzione del seme, ricerca produttiva e supply chain è fondamentale. Le competenze e le conoscenze di ciascuna area contribuiscono allo sviluppo di varietà che non solo garantiscono solide performance commerciali, ma che risultano anche affidabili e stabili in condizioni di coltivazione sempre più complesse. Draaijer immagina un sistema integrato in cui droni e sensori raccolgano costantemente dati dal campo, modelli di intelligenza artificiale supportino le previsioni e gli specialisti trasformino queste informazioni in decisioni operative concrete. Il successo della produzione di seme di carota dipende da un equilibrio delicato tra una genetica solida, l’esperienza pratica maturata sul campo, metodi produttivi mirati e tempistiche corrette. Combinando competenze umane, innovazione e forza della natura, Bejo continua a costruire sistemi di produzione del seme resilienti e pronti ad affrontare le sfide del futuro.
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IPM – GESTIONE INTEGRATA DEI PARASSITI Dal 2023, il team di produzione e i campi sperimentali di Bejo Benelux stanno lavorando allo sviluppo di sistemi di coltivazione più sostenibili. In questo approccio, l’attenzione si sposta progressivamente dalla difesa chimica delle colture verso alternative naturali. Gli obiettivi per il 2030 sono chiari: u
u
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Ridurre del 75% l’utilizzo dei prodotti fitosanitari chimici Eliminare completamente l’uso di erbicidi nella produzione di seme in serra destinato alle colture da pieno campo Promuovere un miglioramento continuo attraverso la collaborazione
L’equilibrio naturale come punto di partenza
La Gestione Integrata dei Parassiti (IPM) rappresenta l’approccio di riferimento adottato da Bejo Benelux. L’IPM è una strategia sostenibile e rispettosa dell’ambiente che combina misure preventive e correttive per controllare efficacemente insetti e altri organismi dannosi, riducendo al minimo l’utilizzo di prodotti fitosanitari chimici e favorendo l’equilibrio ecologico. Per questo motivo, in Bejo Benelux puntiamo il più possibile sull’impiego di nemici naturali. L’intervento avviene in modo preventivo, prima che i parassiti abbiano l’opportunità di svilupparsi. Qualora si verifichi un’infestazione, la nostra prima scelta è aumentare la presenza di insetti utili anziché ricorrere immediatamente a trattamenti chimici. Inoltre, creiamo attivamente le condizioni ideali affinché questi organismi possano prosperare, ad esempio mettendo a disposizione fonti di nutrimento e aree di rifugio all’interno della serra.
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MIGLIORE UNIFORMITÀ DI SEMINA, MAGGIORE RESA: I SEMI ENCRUSTED NELLA PRATICA Ronaldo Mathias Reis & Christiano de Oliveira Veiga
GRUPO LEÓPOLIS, UNO DEI PRINCIPALI PRODUTTORI DI CAROTE DEL SUD-EST DEL BRASILE, HA EVOLUTO COSTANTEMENTE I PROPRI SISTEMI PRODUTTIVI PER RISPONDERE ALLE CRESCENTI RICHIESTE DEL MERCATO IN TERMINI DI QUALITÀ E UNIFORMITÀ. CON CIRCA 750 ETTARI COLTIVATI A CAROTA OGNI ANNO, IL GRUPPO SI È CONCENTRATO SEMPRE PIÙ SU UN FATTORE CHIAVE: LA PRECISIONE IN CAMPO. “PER NOI, È IL CLIENTE A DEFINIRE IL LIVELLO DI QUALITÀ CHE DOBBIAMO RAGGIUNGERE”, AFFERMA RONALDO MATHIAS REIS, RESPONSABILE DELLA PRODUZIONE DI CAROTE PRESSO IL GRUPO LEÓPOLIS. «TUTTO PARTE DA COME IMPOSTIAMO LA COLTURA FIN DALLA SEMINA». Una delle sfide più grandi nel corso degli anni è stata la distribuzione dei semi. Quando si utilizzavano semi non rivestiti, anche in condizioni ottimali, il team registrava fino al 15-18% di semi doppi sulla fila. «I semi avevano un’elevata vigoria, ma non riuscivamo a controllarne la distanza in modo sufficientemente accurato», spiega Reis. «E questo influiva su tutto: uniformità, classificazione e valore finale». L’introduzione della tecnologia dei semi encrusted di Bejo ha rappresentato una svolta significativa. Il miglioramento più immediato ha riguardato la qualità di semina, consentendo una distribuzione dei semi molto più uniforme. “Oggi siamo passati da una presenza significativa di semi doppi su fila, a praticamente zero”, afferma. “Questo ci garantisce un maggior controllo sulla coltura fin dall’inizio.” Tale precisione si è rapidamente tradotta in risultati tangibili. Le dosi di semina sono state ridotte di circa 50.000 semi per ettaro, mentre l’uniformità del raccolto
RISULTATI CHIAVE CON I SEMI ENCRUSTED u
La presenza di semi doppi su fila è scesa da circa il 15–18% a quasi zero.
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La densità di semina è stata ridotta di circa 50.000 semi per ettaro.
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Le prove sul campo hanno evidenziato un aumento di circa il 10% delle carote di prima scelta (classe 3A). Le colture sono diventate più uniformi e più facili da gestire. Oggi, la maggior parte della superficie viene seminata con semi encrusted (85–90%).
GRUPO LEÓPOLIS u u
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Ubicazione: São Gotardo, Minas Gerais, Brasile Colture: carote come coltura principale, assieme ad aglio e cereali Superficie coltivata a carote: 750 ettari (450 ha di coltura estiva, 300 ha di coltura invernale) Mercato: produzione destinata principalmente al mercato fresco (ingrosso e catene della GDO) Modello di business: produzione integrata con impianto di confezionamento proprio e vendita diretta
è migliorata in modo significativo. Ancora più importante, le valutazioni sul campo hanno evidenziato un aumento di circa il 10% delle carote di prima scelta (classe 3A), il segmento di maggior valore per il mercato. «Una buona distribuzione è ciò che fa davvero la differenza», osserva Reis. «Non si tratta solo di germinazione, ma ha un impatto diretto sulla qualità di ciò che si raccoglie». Oggi, i semi rivestiti rappresentano circa l’85–90% della superficie coltivata a carote Bejo all’interno del Grupo Leópolis. La transizione richiede alcuni adeguamenti. I semi encrusted hanno un costo iniziale più elevato e richiedono una pianificazione più precisa a causa di una durata di conservazione più breve. Per Reis, il bilancio è chiaro. «Il vantaggio principale è il miglioramento della qualità della semina», conclude. «Grazie alla distribuzione precisa dei semi, abbiamo una maggior certezza di ottenere un prodotto finale di alta qualità e di alto valore».
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UN OTTIMO INIZIO: COME IL TRATTAMENTO DELLE SEMENTI FA LA DIFFERENZA IN CAMPO NEL PERIODO SUCCESSIVO ALLA SEMINA, L’UNIFORMITÀ E LA CRESCITA DELLE COLTURE SONO FATTORI CHIAVE PER UNA BUONA RESA. IN QUESTA FASE, LA COLTURA È VULNERABILE AI FATTORI ESTERNI COME SBALZI DI TEMPERATURA, STRESS IDRICO E UNA STRUTTURA DEL SUOLO IRREGOLARE. CON L’AUMENTO DEGLI EVENTI METEOROLOGICI E DELLE ANOMALIE CLIMATICHE, UNA GERMINAZIONE RAPIDA E UNIFORME DELLE COLTURE STA DIVENTANDO SEMPRE PIÙ IMPORTANTE. UNA COLTURA VIGOROSA CHE SI SVILUPPA RAPIDAMENTE È INFATTI IN GRADO DI RESISTERE MEGLIO ALLE CONDIZIONI DI STRESS CHE POSSONO VERIFICARSI NEL CORSO DELLA STAGIONE. TRATTAMENTI INNOVATIVI E MIRATI DELLE SEMENTI OFFRONO AL SEME UN VANTAGGIO FIN DALLE PRIME FASI, ANCOR PRIMA DELLA SEMINA. PER GARANTIRE QUESTO OTTIMO INIZIO, BEJO UTILIZZA UNA SERIE DI TECNICHE DI TRATTAMENTO DELLE SEMENTI. UNA COLTIVAZIONE DI CAROTE DI SUCCESSO INIZIA QUINDI GIÀ PRIMA DELLA SEMINA.
Il rivestimento: un vettore intelligente Tutti i semi Bejo vengono sottoposti a un rivestimento uniforme prima del confezionamento. Questo garantisce una semina facile e precisa. Allo stesso tempo, il rivestimento del seme funge da vettore intelligente per preziosi additivi che possono essere incorporati nel seme. Tradizionalmentesi tratta di fungicidi sintetici, ma oggi sono disponibili alternative come biofungicidi e biostimolanti. Questi principi supportano la pianta durante la fase iniziale di crescita. Oltre a ridurre la formazione di polvere e a garantire una buona seminabilità, il rivestimento contribuisce anche all’uso efficiente e sostenibile degli additivi. Poiché gli additivi vengono applicati direttamente sul seme, finiscono esattamente dove sono necessari. È inoltre importante che possano svolgere efficacemente la loro funzione una volta nel terreno. Il rivestimento è stato sviluppato in modo che,
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in futuro, anche i microrganismi vivi possano resistere al trattamento e alla conservazione delle sementi, attivandosi successivamente alla semina.
NCC – Sementi pulite e rivestite naturalmente
I semi Bejo Naturally Cleaned & Coated (NCC) sono semi prodotti in modo convenzionale, trattati e rivestiti in modo naturale, senza l’uso di sostanze chimiche. Il risultato è un trattamento delle sementi che si inserisce in un approccio più naturale e sostenibile. I semi NCC si distinguono per la loro sanità e vigoria. Questo approccio viene utilizzato da oltre 25 anni ed è costantemente ottimizzato. Di conseguenza, i semi NCC sono adatti a vari sistemi colturali. In campo, questo si traduce in prestazioni affidabili del seme, assieme ad una corretta gestione del suolo.
Priming e B-Mox® – un avvio più rapido e uniforme
Il priming è una tecnica che prepara il seme alla germinazione prima della semina. Il processo germinativo viene avviato ma si interrompe prima dell’effettiva germinazione del seme. Dopo la semina, il processo può quindi riprendere immediatamente. B-Mox® è una tecnologia di priming ottimizzata che Bejo applica di serie al seme di carota sottoposto a priming. In campo, questa tecnologia favorisce una germina-
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Liesbeth van der Heijden & Gertjan van Westen
zione più rapida e uniforme, consentendo al seme di esprimere al meglio il proprio potenziale fin dalle prime fasi di sviluppo. Una germinazione più omogenea si traduce in una coltura più regolare e in un prodotto finale più uniforme. Anche in condizioni di stress, il seme mantiene una maggiore affidabilità nell’avvio della coltura. Inoltre, B-Mox® contribuisce allo sviluppo di un apparato radicale robusto e a una maggiore tolleranza agli stress durante la fase iniziale di crescita. Per ottenere risultati ottimali, è fondamentale un’adeguata umidità del terreno.
Encrustment – forma, peso e precisione L’encrustment interviene sulle proprietà fisiche del seme. Applicando un sottile strato di materiale, vengono colmate eventuali irregolarità presenti sulla superficie. Il seme risulta così più liscio, leggermente più grande e più pesante, pur mantenendo visibile la sua forma originale. I semi encrusted vengono inoltre lavorati con maggiore precisione dalle seminatrici, consentendo una deposizione più accurata alla corretta distanza e profondità di semina. In campo, questo si traduce in una distribuzione più uniforme delle piante e in uno sviluppo più omogeneo della coltura. È importante sottolineare che in Bejo l’encrustment è sempre abbinato alla tecnologia B-Mox®. Grazie alla tecnologia B-Mox®, il miglioramento della germinazione e dell’uniformità viene preservato. Questo rappresenta la base per una coltura più facile da gestire e con una crescita più stabile durante l’intera stagione.
UNO SGUARDO AL FUTURO Per questo articolo abbiamo intervistato Gertjan van Westen, ricercatore del reparto Seed Treatment & Additives e Liesbeth van der Heijden, ricercatrice senior, che insieme vantano oltre 40 anni di esperienza nel settore della tecnologia delle sementi. Entrambi lavorano ogni giorno per migliorare la qualità del seme e i trattamenti che vengono applicati al seme in Bejo. Mentre in passato i coltivatori potevano intervenire più facilmente nelle fasi successive del ciclo colturale, oggi l’attenzione si concentra sempre più sulla necessità di garantire alle colture un avvio ottimale. La progressiva riduzione della disponibilità di prodotti chimici rende infatti sempre più importante le soluzioni biologiche e un microbiola resiliente. Nuove tecnologie e una maggiore disponibilità di dati ci consentono di comprendere meglio il ruolo del microbioma nella crescita e nella resilienza delle piante, applicando queste conoscenze in modo sempre più mirato. Allo stesso tempo, l’attenzione non è rivolta esclusivamente al seme. Il trattamento del seme viene considerato parte integrante di un sistema solido e resiliente, nel quale il suolo, la pianta e l’ambiente interagiscono per favorire la salute della coltura, in linea con i principi della Difesa Integrata dei Parassiti (IPM). L’obiettivo non è soltato contrastare i patogeni, ma anche rafforzare le comunità microbiche benefiche e mantenere l’equilibrio dell’intero sistema. Se in passto l’impiego di miscele di prodotti chimici offriva una maggiore sensazione di sicurezza, oggi l’attenzione si orienta verso soluzioni capaci di contribuire a un sistema colturale sostenibile e resiliente. Le applicazioni biologiche contribuiscono a creare una solida base per la coltura, garantendo una partenza uniforme e robusta ancor prima che il seme entri in contatto con il terreno.
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DAL CAMPO AL FUTURO ESPERIENZE E INSEGNAMENTI DALL A DANIMARCA SU QUALITÀ, CONSERVAZIO NE, INNOVAZIONE SEMENTIERA E COLL A BORAZIONE DI LUNGO PERIODO NEGLI ULTIMI TRE DECENNI, LA PRODUZIONE DI CAROTE IN DANIMARCA È CAMBIATA RADICALMENTE. QUELLO CHE UN TEMPO ERA UN SETTORE FRAMMENTATO, COMPOSTO DA NUMEROSI PICCOLI PRODUTTORI, SI È TRASFORMATO IN UN’INDUSTRIA ALTAMENTE SPECIALIZZATA E ORIENTATA ALL’ESPORTAZIONE, FOCALIZZATA SU QUALITÀ, GUSTO ED EFFICIENZA COSTANTI. RIPERCORRERE QUESTA TRASFORMAZIONE OFFRE SPUNTI PREZIOSI PER I COLTIVATORI DI CAROTE DI TUTTO IL MONDO. DIMOSTRA COME LA COOPERAZIONE A LUNGO TERMINE TRA COLTIVATORI E BEJO ABBIA CONTRIBUITO A TRASFORMARE LE SFIDE CONCRETE IN PROGRESSI DURATURI.
Un settore che è cambiato radicalmente
INCONTRA L’ESPERTO: KARSTEN WORSØE Specialista della carota con 33 anni di esperienza come venditore di sementi orticole. Ha una formazione come tecnico agrario. Ha iniziato nel 1993 presso L. Dæhnfeldt A/S ed è diventato cofondatore dell’ex società Bejo Nordic, SeedCom A/S, nel settembre 2004.
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Karsten Worsøe, rappresentante commerciale di Bejo Danimarca, ha iniziato la sua carriera nel settore delle sementi orticole all’inizio degli anni ’90. «Trentatré anni fa c’erano molti produttori di carote che coltivavano superfici di circa 5–15 ettari», ricorda. «Le carote venivano vendute principalmente in sacchetti a rete e cassette di legno mentre gli standard di conservazione e qualità erano limitati dalla tecnologia disponibile ell’epoca». Da allora, il settore ha attraversato un importante processo di consolidamento. La superficie totale coltivata a carote in Danimarca è aumentata di circa il 40%, raggiungendo i 2.200 ettari nel 2026 con variazioni legate all’andamento delle esportazioni, mentre il numero di produttori è progressivamente diminuito. Allo stesso tempo, le rese per ettaro sono più che raddoppiate negli ultimi 25 anni, grazie ai miglioramenti nell’ibridazione, nella qualità delle sementi e nelle pratiche colturali. Secondo Worsøe, il cambiamento più significativo è stato il passaggio a carote più uniformi destinate al mercato del fresco, accompagnato da una forte attenzione alla qualità organolettica.
Due punti di svolta che hanno cambiato gli standard di qualità Karsten Worsøe, insieme ad alcuni colleghi, è stato protagonista di due importanti innovazioni che hanno contribuito a elevare gli standard qualitative della produzione di carote in Danimarca. La prima è stata il passaggio dalla conservazione in celle frigorifere alla conservazione in campo sotto copertura di paglia. Ispirati dalle pratiche già in uso nel Regno Unito, i coltivatori danesi hanno iniziato ad adottare questa tecnica
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negli anni ’90. «Questo ha permesso di ottenere un prodotto complessivamente migliore e dall’aspetto più fresco sugli scaffali dei supermercati», spiega Worsøe. Questo cambiamento ha migliorato significativamente la qualità visiva e la durata di conservazione, favorendo la sviluppo dei mercati di esportazione e rispondendo alle esigenze sempre più elevate della grande distribuzione. La seconda svolta è arrivata alcuni anni più tardi, grazie al lavoro di sviluppo svolto dal team di Bejo Denmark che ha portato al trattamento del seme priming B-Mox®. Lavorando a stretto contatto con un produttore particolarmente innovativo, Worsøe e i suoi colleghi hanno osservato come le giovani piantine di carota incontrassero difficoltà nelle condizioni di pieno campo. «Erano molto deboli in pieno campo e spesso colpite da attacchi fungini di marciume radicale», osserva. Già i primi interventi, come l’utilizzo di semi primed di calibro maggiore con micronutrienti portarono risultati incoraggianti. La vera svolta arrivò però grazie alla collaborazione con colleghi specializzati nello studio dei microrganismi. «Si aprì un mondo completamente nuovo», afferma Worsøe. Questo segnò l’inizio del priming B-Mox®, una tecnologia che negli anni successivi sarebbe diventata uno standard per le sementi commerciali di carota.
Rispondere alle richieste del mercato Con il progressivo miglioramento della qualità, le carote da snack sono diventate un segmento sempre più importante, portando la qualità organolettica al centro dell’attenzione. Secondo Worsøe, questo cambiamento ha influenzato sia la scelta delle varietà sia le tecniche di coltivazione, per rispondere alla crescente domanda di prodotti pratici, attraenti dal punto di vista visivo e piacevoli al consumo. Allo stesso tempo, la produzione danese di carote ha assunto un forte orientamento all’esportazione. Una quota significativa della produzione totale, in particolare delle carote snack, viene commercializzata al di fuori della Danimarca. La Germania rappresenta il principale mercato di destinazione, seguita da altri Paesi europei. Questi mercati richiedono volumi costanti, qualità uniforme e una stretta collaborazione tra produttori, centri di confezionamento e distribuzione. Anche il settore biologico svolge un ruolo importante nella produzione di carote. Circa il 60% della superficie coltivata a carote in Danimarca è biologica. Questo ha favorito l’innovazione nella gestione del suolo, nelle rotazioni colturali e nell’applicazione di soluzioni biologiche. Secondo Worsøe, l’esperienza maturata nel biologico ha contribuito a rafforzare la resilienza dell’intero comparto.
LE PRINCIPALI VARIETÀ DI CAROTA IN DANIMARCA KARSTEN WORSØE «Siamo sempre stati profondamente coinvolti non solo nella coltivazione e nella scelta delle varietà, ma anche nello sviluppo delle attività dei nostri clienti. Ci considerano partner di confronto e di fiducia.»
Le sfide del futuro
Lo sviluppo del settore delle carote danese è strettamente legato a una selezione varietale mirata. Varietà precoci come Napoli, Norwich e Nanchong hanno rappresentato per molti anni il punto di riferimento del mercato, mentre Nairobi è diventata uno standard affidabile per i raccolti autunnali e la trasformazione industriale. L’introduzione di Nerac ha segnato un passo avanti significativo nella conservazione moderna delle carote, migliorando sia la qualità del prodotto sia l’affidabilità delle forniture. La forte crescita del segmento delle carote snack è stata resa possibile da varietà come Mokum, Aranka e Adana, che combinano uniformità, sapore e rusticità. Nel loro insieme, queste varietà hanno accompagnato importanti cambiamenti nelle richieste del mercato. Più recentemente sono state introdotte nuove varietà, tra cui Nagoya, Novara, Nordhorn e Bejo 3763, che continuano a sostenere l’evoluzione del settore.
Nonostante i notevoli progressi raggiunti, alcune sfide restano aperte. La sostituzione di varietà consolidate e apprezzate dal mercato continua a rappresentare uno degli aspetti più complessi del miglioramento genetico della carota. Altre preoccupazioni riguardano la futura disponibilità di paglia per la conservazione in campo e la persistente carenza di manodopera. L’elevato costo del lavoro ha accelerato l’adozione di soluzioni robotizzate e sistemi di automazione si in campo sia nei centri di confezionamento. Per mantenere competitività e flessibilità, i produttori stanno investendo sempre più in robot per il diserbo e in sistema automatizzati per il confezionamento.
Anche il cambiamento climatico introduce nuovi elementi di incertezza. Sebbene l’evoluzione delle condizioni meteorologiche possa comportare dei rischi, Worsøe intravede anche opportunità interessanti. Le nuove condizioni climatiche potrebbero favorire varietà differenti o consentire l’ottenimento di rese più elevate in alcune regioni della Scandinavia, a condizione che la salute del suolo venga preservata e che le scelte agronomiche siano guidate da una visione di lungo periodo.
Il valore della collaborazione a lungo termine Nel corso della sua carriera, Worsøe ha sempre attribuito grande importanza alla collaborazione diretta con gli agricoltori. «Condivisione della conoscenza, attività di prova e assistenza in campo sono sempre state parte integrante del nostro lavoro», afferma. «Durante la stagione di coltivazione il team dedica più tempo al confronto con i produttori in campo che alle attività commerciali, concentrandosi sulla valutazione congiunta dei risultati e sulla ricerca di soluzioni ai problemi». Questo approccio ha contribuito non solo allo sviluppo di varietà e sistemi produttivi di successo, ma anche alla costruzione di relazioni solide e durature basate sulla fiducia reciproca. Come conclude Worsøe, i progressi compiuti negli ultimi decenni non sono mai stati il risultato dei soli sforzi individuali. Essi riflettono una collaborazione continua lungo tutta la filiera – dalle osservazioni in campo alle priorità di miglioramento genetico – e un impegno condiviso a sviluppare insieme il futuro delle carote.
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MANTENERE LA QUALITÀ DURANTE UNA STAGIONE DI RACCOLTA IMPEGNATIVA
LA COLTIVAZIONE DELLE CAROTE NEL MONDO
«NOVARA CI OFFRE L’AFFIDABILITÀ DI CUI ABBIAMO BISOGNO PER MANTENERE QUALITÀ ED EFFICIENZA DI RACCOLTO DURANTE TUTTA LA STAGIONE».
SUDAFRICA
Henk Smit u
Azienda: Middeltuin Boerdery
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Ubicazione: Provincia del Capo Occidentale, Sudafrica
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Colture: carote, piantine di cipolla, agrumi e pere
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Superficie coltivata a carote: 40 ettari
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Varietà Bejo: Novara (Nantes)
La sfida
REGIONI TEMPERATE CON ESIGENZE DI MERCATO RIGOROSE, NON ESISTONO DUE AREE DI PRODUZIONE UGUALI. CIÒ CHE ACCOMUNA I COLTIVATORI A LIVELLO GLOBALE È LA NECESSITÀ DI VARIETÀ AFFIDABILI CHE AIUTINO A GESTIRE I RISCHI E A CREARE NUOVE OPPORTUNITÀ. IN QUESTO ARTICOLO, PARLIAMO CON SETTE COLTIVATORI PROVENIENTI DA SETTE PAESI, OGNUNO DEI QUALI LAVORA CON UNA VARIETÀ BEJO DIVERSA. CI RACCONTANO LE SFIDE LOCALI CHE DEVONO AFFRONTARE, PERCHÉ HANNO SCELTO LA LORO VARIETÀ E IN CHE MODO QUESTA LI AIUTA A PREPARARSI AL FUTURO DELLA PRODUZIONE DI CAROTE NEL LORO MERCATO.
Alla Middeltuin Boerdery, la costanza produttiva è fondamentale. L’azienda agricola fornisce carote fresche ogni giorno da luglio a dicembre, il che significa che non c’è spazio per variazioni. “Abbiamo bisogno di una coltura che mantenga elevati standard qualitativi per tutta la stagione e che dia risultati affidabili nella raccolta meccanica”, afferma Smit. “Se uno di questi due aspetti viene a mancare, se ne risente immediatamente.”
La varietà Ecco perché hanno scelto la Novara. Questa varietà di Nantes si distingue per il suo forte attacco fogliare, una caratteristica che fa davvero la differenza durante la raccolta meccanica. Inoltre, sviluppa un apparato fogliare sano e di colore verde intenso e mostra una buona tolleranza alle condizioni invernali e alle malattie. Per Middeltuin, questa combinazione garantisce stabilità in campo.
In pratica «Novara ci dà tranquillità», afferma Smit. «Anche quando le temperature cambiano, la coltura mantiene robustezza e uniformità». La maturazione leggermente più tardiva contribuisce inoltre a garantire la continuità dell’approvvigionamento, favorendo un raccolto costante nel tempo.
Uno sguardo al futuro Forte di decenni di esperienza, Middeltuin continua a concentrarsi su una produzione affidabile per i mercati del preconfezionato e dell’esportazione. Guardando al futuro, la priorità rimane chiara: varietà che combinino affidabilità in campo ed efficienza in fase di raccolta.
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AVVIO AFFIDABILE IN CONDIZIONI CLIMATICHE ESTREME «CASPI CI GARANTISCE UN AVVIO AFFIDABILE, ANCHE NELLE CONDIZIONI PIÙ DIFFICILI».
K AZ AKISTAN
Natalya Dolgopolova
MANTENERE LA QUALITÀ DELLE RADICI TRA FORTI CONTRASTI STAGIONALI «ALL’INIZIO E ALLA FINE DELLA STAGIONE, BERLIN CI AIUTA A MANTENERE UNA QUALITÀ UNIFORME».
ARGENTINA
Alberto Estelrich
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Azienda: Kseniya / Alliance farms
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Azienda: Alberto Estelrich
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Località: Regione di Pavlodar, Kazakistan
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Località: regione di Mendoza, Argentina
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Colture: carote, cipolle e patate
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Colture: carote, aglio e zucca
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Superficie coltivata a carote: 45 ettari
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Superficie coltivata a carote: 40 ettari
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Varietà Bejo: Caspi (Chantenay precoce)
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Varietà Bejo: Berlin (Berlicum)
La sfida
La sfida
Presso Kseniya / Alliance, un’azienda agricola a conduzione familiare nella regione di Pavlodar, la produzione di carote è influenzata da un clima marcatamente continentale. Le temperature possono oscillare da 17 °C a 30 °C nel giro di pochi giorni, mentre le notti fredde e i venti forti creano ulteriore stress per le giovani colture. “Possiamo perdere un raccolto in pochissimo tempo”, afferma Dolgopolova. «L’erosione eolica è particolarmente grave. Ci sono stati anni in cui persino il terreno e i semi sono stati spazzati via dal vento».
Nel nord di Mendoza, coltivare carote significa fare i conti con forti contrasti stagionali. Le colture vengono seminate in inverno, con temperature che scendono fino a -10 °C, il che ne rallenta lo sviluppo. La raccolta, invece, avviene in estate, quando le temperature possono superare i 38 °C. « Sia all’inizio che alla fine della stagione, la coltura è sottoposta a forte stress», spiega Alberto Estelrich. I terreni pesanti, che tendono a compattarsi, rendono ancora più difficile ottenere radici uniformi e ben formate.
La varietà
Per far fronte a questa situazione, Estelrich si affida alla varietà Berlin. Questa varietà offre buone prestazioni su diversi tipi di terreno e in diverse condizioni, combinando un fogliame robusto con uno sviluppo stabile delle radici. Produce carote lisce e cilindriche con una bassa incidenza di spalle verdi e un colore interno intenso. Queste qualità rispondono bene alle esigenze del mercato del fresco.
Per la produzione precoce, l’azienda agricola si affida alla varietà Caspi. Dopo aver testato diverse varietà, questa si è dimostrata la più affidabile in termini di germinazione e uniformità in queste condizioni difficili. La varietà Caspi soddisfa inoltre le aspettative del mercato, producendo carote lisce, ben formate e dal colore ideale per le vendite precoci.
Nella pratica
La varietà
Nella pratica
In una regione competitiva in cui l’insediamento precoce determina l’andamento dell’intera stagione, Caspi garantisce costantemente un ottimo avvio. Anche in condizioni difficili, la coltura si insedia in modo omogeneo e si sviluppa in un popolamento uniforme. «Caspi è sempre la nostra prima scelta», osserva Dolgopolova. «Quell’ingresso precoce sul mercato è davvero fondamentale».
In una stagione recente caratterizzata da un’elevata offerta sul mercato, le differenze di qualità sono diventate molto evidenti. I campi con maggiore variabilità erano più difficili da vendere. «Con la varietà Berlin, abbiamo osservato radici molto più uniformi», afferma Estelrich. «Il raccolto ha mantenuto la sua forma e il suo aspetto, sia in campo che dopo il lavaggio, garantendo un prodotto uniforme e di qualità costante».
Guardando al futuro
Prospettive future
Con l’aumento della concorrenza e il rincaro della manodopera, l’azienda agricola sta compiendo ulteriori passi verso la meccanizzazione e sistemi di produzione più efficienti. Allo stesso tempo, Dolgopolova intravede un forte potenziale a lungo termine per la produzione di carote nella regione, supportato da varietà in grado di sopportarne le condizioni estreme.
La regione di Mendoza ha un grande potenziale produttivo, ma fattori quali il cambiamento climatico, la disponibilità idrica e le caratteristiche del suolo richiederanno continui miglioramenti in termini di efficienza e tecnologia. Estelrich osserva: «I coltivatori che adottano la tecnologia, migliorano i processi e puntano sulla genetica più adatta saranno nella posizione migliore per il futuro».
QUALITÀ COSTANTE, CHE VA OLTRE IL CAMPO «SE VUOI VENDERE CAROTE, PIANTA LA NATUNA.»
GESTIRE LA VARIABILITÀ CON UNA VARIETÀ COLLAUDATA ROMANIA
Ivan Fedot u
Azienda: 3 aziende agricole, tra cui la Cooperativa Agricola Kalinka Eco Farm SRL
GERMANIA
Carsten Abenhardt u
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Azienda: Abenhardt GmbH & Co. KG Ubicazione: Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania
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Ubicazione: regione della Dobrogea, Romania
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Colture: carote e ortaggi a radice
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Superficie coltivata a carote: 100 ettari
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Superficie coltivata a carote: 900 ettari
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Varietà Bejo: Natuna (Nantes continentale)
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Varietà Bejo: Nerac (Nantes semiprecoce)
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Colture: carote (convenzionali e biologiche), zucchine e zucche
La sfida
La sfida
Avendo costruito la sua azienda agricola passo dopo passo, Fedot sa bene che la coltivazione delle carote è solo una parte dell’attività.
Ad Abenhardt, la produzione su larga scala di carote è sempre più influenzata da condizioni meteorologiche imprevedibili. “La sfida più grande è rappresentata dalla variabilità delle condizioni meteorologiche”, afferma Abenhardt. “Dobbiamo affrontare sia la siccità che le piogge intense, spesso nella stessa stagione, mentre i costi e le esigenze di qualità continuano ad aumentare.” Trovare un equilibrio tra questi fattori, mantenendo al contempo una qualità e un approvvigionamento costanti, è fondamentale per l’attività.
«La vera sfida inizia dopo il raccolto», afferma. «È lì che tutto si concretizza: lavaggio, selezione, confezionamento e soddisfazione delle richieste della grande distribuzione». Rifornire i supermercati richiede la gestione dell’intero processo, garantendo al contempo qualità e volumi costanti. Se la produzione è insufficiente, i contratti devono comunque essere onorati.
La varietà
Natuna svolge un ruolo fondamentale nel soddisfare queste esigenze. Questa varietà garantisce radici uniformi, buccia liscia e colore intenso, qualità che facilitano il rispetto degli standard richiesti dal mercato. Grazie anche al fogliame robusto, che ne agevola la raccolta meccanica, Natuna favorisce l’efficienza sia in campo che durante l’intero processo post-raccolta.
Per gestire questa situazione, l’azienda si affida alla varietà Nerac, che da decenni costituisce il fulcro della produzione dell’azienda agricola. Nel corso del tempo, si è dimostrata una scelta affidabile, combinando ottime prestazioni in campo, idoneità alla lavorazione meccanica e buona conservabilità. Come afferma Abenhardt, «ci garantisce una qualità costante lungo tutto il processo», rendendola una base solida in un sistema di produzione ad alto volume, sia per la coltivazione convenzionale che per quella biologica.
In pratica
In pratica
La varietà Nantes offre ottime prestazioni non solo in fase di produzione, ma anche durante la cernita e il confezionamento. La sua uniformità permette di limitare gli scarti in fase di selezione e di garantire uno standard qualitativo costante del prodotto finito. «Per noi, Natuna funziona lungo l’intera filiera», osserva Fedot. «Non solo in campo, ma anche sul mercato».
Uno dei principali punti di forza della varietà Nerac è la sua flessibilità. Offre un ampio periodo di raccolta e mantiene la qualità anche in caso di ritardi nella raccolta. Ciò consente al team di adattare la pianificazione della raccolta senza compromettere la qualità del prodotto o l’approvvigionamento del mercato.
Uno sguardo al futuro
Le carote rimarranno al centro dell’attività, con continui investimenti nell’automazione e nell’ottimizzazione dei processi. La robotica, la tecnologia di selezione e le linee di lavorazione migliorate stanno contribuendo ad aumentare l’efficienza e a ridurre la dipendenza dalla manodopera sia nelle operazioni in campo che in quelle di lavorazione.
La varietà
Con la domanda al dettaglio in continua crescita, l’azienda agricola sta investendo nell’ampliamento delle capacità di lavaggio, selezione e confezionamento. L’obiettivo è quello di rendere le operazioni ancora più professionali per soddisfare i requisiti di mercato sempre più rigorosi.
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“DA OLTRE 30 ANNI, NERAC GARANTISCE RISULTATI COSTANTI IN TUTTE LE FASI: RACCOLTA, LAVORA ZIONE E STOCCAGGIO.”
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Prospettive future
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GARANTIRE I RACCOLTI NONO STANTE LA CRESCENTE PRESSIONE SUI COSTI
AFFRONTARE LE DIFFICOLTÀ CON UNA COLTURA PIÙ RESILIENTE
«CI RIFIUTIAMO DI COLTI VARE VARIETÀ DI QUALITÀ INFERIORE SOLO PER RIDURRE I COSTI».
«BANGOR CI HA AIUTATO AD ANDARE AVANTI E A COSTRUIRE UN FUTURO PER LA NOSTRA FAMIGLIA.»
USA
Zac Beggs
GUATEMAL A
Bonifacio Racanac Xico
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Azienda: Patrykus Farms
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Azienda: Verduras El Camán
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Località: Wisconsin, USA
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Località: Chimaltenango, Guatemala
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Colture: carote
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Colture: carote, lattuga, cavoli e patate
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Superficie coltivata a carote: 525 ettari
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Superficie coltivata a carote: 10 ettari
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Varietà Bejo: Bangor (Berlicum)
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Varietà Bejo: Cupar (Chantenay a maturazione medio-tardiva)
La sfida
La sfida
Nel Wisconsin, la produzione di carote è sempre più influenzata dalle pressioni economiche. «Una delle sfide più grandi che dobbiamo affrontare nella produzione di carote è l’aumento del costo dei fattori di produzione», afferma Beggs. Allo stesso tempo, la coltura deve dare buoni risultati in un’ampia gamma di condizioni, dalle alte temperature durante la germinazione al gelo a fine stagione. Mantenere una produzione affidabile controllando al contempo i costi è fondamentale per l’attività.
Presso Verduras El Camán, la produzione di carote è un’attività che si svolge tutto l’anno, a sostegno sia dell’azienda che della famiglia che la gestisce. Negli altipiani del Guatemala, le condizioni di coltivazione sono altamente imprevedibili. “Una delle nostre maggiori sfide sono i nematodi”, afferma Xico. “Nei periodi piovosi, dobbiamo anche affrontare problemi legati a malattie come l’Alternaria”. Le condizioni meteorologiche estreme, dalle forti piogge al gelo, possono influire sullo sviluppo delle colture, mentre una fornitura costante è essenziale per i partner della grande distribuzione come Walmart.
La varietà Per gestire questa situazione, l’azienda agricola si affida a varietà come Cupar, che ha dimostrato di garantire prestazioni costanti nel corso di molti anni. Cupar combina un’elevata resa, radici robuste e un apparato fogliare sano, contribuendo a mantenere la produzione in condizioni variabili. La sua capacità di dare buoni risultati sia sotto lo stress termico di inizio stagione che sotto il gelo di fine stagione la rende una componente preziosa del sistema produttivo dell’azienda.
Nella pratica L’importanza dell’affidabilità diventa evidente soprattutto negli anni difficili. Durante una stagione caratterizzata da un’elevata pressione patogena, la varietà Cupar ha comunque garantito i risultati attesi. «Sebbene la varietà Cupar abbia manifestato alcuni sintomi di malattia, la sua forte resistenza ci ha permesso di raccogliere tutta la superficie investita», osserva Beggs. Questo dimostra quanto sia importante poter contare su una solida tolleranza alle malattie nelle annate più difficili.
La varietà Per gestire queste sfide, l’azienda agricola si affida quasi interamente alla varietà Bangor, che coltiva da quasi vent’anni. Bangor garantisce buone dimensioni, un colore intenso e una durata di conservazione eccellente, assicurando un prodotto commerciabile anche in condizioni meno favorevoli. La sua forte germinazione e il fogliame sano aiutano la coltura a radicarsi bene, fornendo una base stabile nonostante la pressione dei parassiti e le condizioni meteorologiche variabili.
In pratica «Quando le colture sono sotto pressione, serve qualcosa su cui poter contare», spiega Xico. «Bangor offre prestazioni costanti in campo e la sua durata di conservazione garantisce flessibilità all’azienda agricola. Anche quando le condizioni sono difficili o le vendite rallentano, il raccolto rimane commerciabile».
Prospettive future
Guardando al futuro
L’attenzione sarà rivolta al miglioramento dell’efficienza, pur mantenendo la qualità. La riduzione dei costi di produzione rimane fondamentale, mentre l’azienda agricola continua a dare priorità a una produzione affidabile rispetto ai risparmi a breve termine. Allo stesso tempo, c’è interesse per varietà con una maggiore tolleranza sia al caldo di inizio stagione che al gelo di fine stagione, che aiutino a gestire la crescente variabilità climatica.
La produzione di carote rimarrà centrale per il futuro dell’azienda, garantendo stabilità all’attività e alla famiglia. La semina continua garantisce entrate durante tutto l’anno, mentre c’è una chiara ambizione di crescere ulteriormente. Insieme ai suoi figli, Racanac Xico punta a espandersi gradualmente ed esplorare opportunità oltre i confini del Guatemala.
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UNA COMPETENZA FONDAMENTALE PER GLI AGRICOLTORI MODERNI: PRENDERE DECISIONI MIGLIORI GRAZIE AI DATI AGRICOLTURA DI PRECISIONE: CRESCE L’ESIGENZA DI INTEGRARE DATI, STRUMENTI E COMPETENZE
OGNI STAGIONE, I COLTIVATORI DI CAROTE SI TROVANO A PRENDERE DECINE DI DECISIONI: QUANDO IRRIGARE, COME GESTIRE LE INFESTANTI E DOVE INTERVENIRE CON GLI INPUT COLTURALI. CON CONDIZIONI DI COLTIVAZIONE SEMPRE MENO PREVEDIBILI, QUESTE SCELTE DIVENTANO VIA VIA PIÙ COMPLESSE E STRATEGICHE. I DATI STANNO ASSUMENDO UN RUOLO SEMPRE PIÙ IMPORTANTE NEL SUPPORTARE LE DECISIONI IN CAMPO. SECONDO L’ESPERTO DI AGRICOLTURA DI PRECISIONE CORNÉ KEMPENAAR, “LAVORARE CON I DATI DIVENTERÀ UNA COMPETENZA FONDAMENTALE PER IL COLTIVATORE DEL FUTURO”. Questo cambiamento è già in corso. Dai sensori ai dati raccolti delle macchine agricole, dai modelli metereologici alle informazioni sullo stato delle colture, oggi gli agricoltori dispongono di una quantità di informazioni senza precedenti. La vera sfida non è più raccogliere dati, ma sapere come utilizzarli. In questa intervista, Kempenaar spiega come l’agricoltura di precisione stia diventando uno strumento concreto a supporto delle scelte aziendali e cosa questo significhi per i coltivatori di tutto il mondo.
Cosa significa realmente l’agricoltura di precisione nel contesto odierno? «Si utilizzano molti termini diversi, come agricoltura di precisione, smart farming, gestione integrata delle colture o agricoltura basata sui dati, ma tutti indicano la stessa direzione. L’obiettivo è migliorare il modo in cui vengono prese le decisioni in campo, dal punto di vista agronomico, economico e ambientale, per utilizzare in modo più efficiente i mezzi tecnici, migliorare le prestazioni delle colture e rendere la produzione più sostenibile. Un modo semplice per descrivere l’agricoltura di precisione è fare la cosa giusta, nel posto giusto, al momento giusto e nella giusta quantità. Questo principio ha sempre
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fatto parte dell’agricoltura. Ciò che sta cambiando oggi è il livello di precisione con cui possiamo applicarlo. Possiamo arrivare a intervenire con una precisione estremamente elevata, fino a pochi centimetri quadrati. La tecnologia da sola serve a poco, senza una buona conoscenza delle colture e del suolo. L’agricoltura di precisione unisce agronomia e dati per supportare decisioni migliori. Non sostituisce le competenze dell’agricoltura, ma le rafforza.
Come si è sviluppata l’agricoltura di precisione nel corso degli anni?
«All’inizio, l’agricoltura di precisione era legata principalmente alle macchine. L’introduzione del GPS ha rappresentato una svolta importante, perché ha permesso gli agricoltori di lavorare in campo con molta più precisione. È stato, di fatto, il vero punto di svolta. In seguito, la disponibilità di dati è aumentata grazie ai sensori, alle immagini satellitari e alle mappe delle rese. Questo ha aperto nuove opportunità, ma ha anche reso il tutto più complesso. Ora stiamo entrando in una nuova fase. Siamo diventati molto bravi a raccogliere dati e in molti casi, ne raccogliamo più di quanti ne possiamo effettivamente utilizzare. La vera sfida non è più la misurazione, ma
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l’interpretazione: cosa mi stanno dicendo questi dati e come posso usarli per prendere decisioni migliori? Allo stesso tempo, il livello di precisione continua ad aumentare. Laddove un tempo ragionavamo in termini di campi o zone, le nuove tecnologie possono ora operare a livello di singola pianta. I robot che individuano e rimuovono le singole infestanti ne sono un esempio. Ciò dimostra come il processo decisionale stia diventando sempre più dettagliato e sempre più efficace.»
CORNÉ KEMPENAAR
In pratica, quali tipi di decisioni possono essere migliorate grazie ai dati? «In pratica, i dati aiutano soprattutto gli agricoltori a gestire la variabilità. Nessun campo è uniforme e le decisioni agricole vengono sempre prese con un certo grado di incertezza. I dati contribuiscono a ridurre tale incertezza. Nella difesa fitosanitaria e nella concimazione, ad esempio, permettono di passare da interventi uniformi a decisioni più mirate, basate sulle condizioni specifiche del campo. Ciò può ridurre l’impiego di mezzi tecnici e rendere le operazioni più efficienti. Inoltre, è disponibile una gamma sempre più ampia di strumenti pratici a supporto delle decisioni quotidiane. I sistemi di registrazione sul campo aiutano gli agricoltori a tenere traccia dei trattamenti e della concimazione, facilitando l’analisi dei risultati e l’adattamento delle strategie nel tempo. Le analisi del suolo e le misurazioni della linfa delle piante forniscono una visione più approfondita della disponibilità di nutrienti e dell’assorbimento da parte delle colture, consentendo una concimazione più precisa. Per quanto riguarda l’irrigazione, la combinazione di dati provenienti dai sensori del suolo, analisi del terreno e dalle previsioni meteorologiche aiuta gli agricoltori a programmare e gestire gli interventi irrigui con maggiore precisione. Ciò è particolarmente importante nelle regioni in cui la disponibilità idrica è limitata.
«Lavorare con i dati diventerà una competenza fondamentale per l’agricoltore del futuro.»
Anche strumenti relativamente semplici, come il monitoraggio digitale delle colture o il conteggio delle piante, possono offrire agli agricoltori una visione più chiara di ciò che sta accadendo sul campo. Queste informazioni possono provenire da sensori e telecamere montati su macchine moderne, ma anche da metodi più pratici, come il conteggio manuale delle piante o la valutazione dello sviluppo delle colture.
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CHI È CORNÉ KEMPENAAR? Kempenaar è un esperto olandese di agricoltura di precisione e agricoltura basata sui dati. Con una formazione in scienze vegetali e molti anni di ricerca applicata presso la Wageningen University & Research, segue lo sviluppo dell’agricoltura di precisione fin dai suoi esordi. Oggi ricopre il ruolo di Coordinatore Data & Precision Farming presso BO Akkerbouw, associazione di categoria e centro di competenza per il settore delle colture estensive nei Paesi Bassi, ed è inoltre Associate Professor di Precision Farming presso l’Aeres University of Applied Sciences. Il suo lavoro si concentra sull’aiutare gli agricoltori a valorizzare i dati a loro disposizione e a promuovere una maggiore collaborazione lungo l’intera filiera.
Corné Kempenaar
In tutti i casi, l’obiettivo è lo stesso: comprendere meglio la coltura e prendere decisioni più informate. Insieme, questi strumenti aiutano gli agricoltori a passare da decisioni generiche ad azioni più precise e specifiche per ogni campo.»
Se le opportunità sono chiare, cosa frena ancora l’adozione di queste tecnologie?
«Una delle sfide principali è che i dati sono ancora molto frammentati. Un agricoltore può utilizzare dati provenienti da macchine, sensori, sistemi di registrazione delle colture e piattaforme esterne, ma questi sistemi non sempre sono interconnessi. Di conseguenza è difficile avere una visione d’insieme chiara e completa e in questo modo è ancora più complicato utilizzare i dati nelle decisioni quotidiane. La fiducia è un altro fattore importante. Gli agricoltori vogliono sapere che fine fanno i loro dati e chi può accedervi. Se questi aspetti non sono chiari, nascono dubbi e perplessità. Inoltre, con così tanti sviluppi in corso contemporaneamente, può anche essere difficile decidere da dove iniziare. Molti agricoltori sono interessati, ma vogliono capire quali passi valga davvero la pena compiere, se l’investimento porterà un beneficio concreto e, soprattutto, evitare di ritrovarsi legati a un unico fornitore o a un unico sistema.»
Che ruolo svolge la collaborazione nel rendere efficace l’agricoltura di precisione?
«La collaborazione è fondamentale, soprattutto quando si parla di dati. Oggi sono disponibili molti strumenti validi, ma spesso operano in modo isolato. Senza un collegamento tra i diversi sistemi e senza dati realmente interoperabili, il loro valore rimane limitato.
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«Non siamo più limitati dalla quantità di dati che possiamo raccogliere, ma dalla nostra capacità di utilizzarli al meglio.» Corné Kempenaar
Nei Paesi Bassi stiamo lavorando per migliorare il collegamento e l’utilizzo dei dati a livello di settore. Questo è importante perché i dati esprimono il loro vero valore quando possono essere combinati tra loro. Una singola fonte di dati può fornire informazioni utili, ma è dall’integrazione di informazioni provenienti da fonti diverse che si ottengono conoscenze più approfondite. Nessuna azienda può risolvere questa sfida da sola: è necessaria una collaborazione che coinvolga l’intero settore. Per questo motivo intendiamo coordinare questo lavoro attraverso BO Akkerbouw. Un principio fondamentale è che gli agricoltori debbano avere un accesso più semplice ai dati delle proprie aziende e la possibilità di utilizzarli su applicazioni diverse. Anziché creare un’ulteriore piattaforma, ci stiamo concentrando sul collegamento dei sistemi esistenti, affinché le informazioni possano circolare più facilmente. Stiamo inoltre lavorando a regole condivise per l’utilizzo dei dati, come l’Agrifood Code of Conduct for Data Use, in modo che gli agricoltori possano essere certi che i dati vengano utilizzati secondo modalità concordate e continuino a mantenerne il controllo. Costruire questa fiducia rappresenta un passo fondamentale verso una più ampia diffusione dell’agricoltura basata sui dati.»
Come vede lo sviluppo dell’agricoltura di precisione nei prossimi anni? «Siamo ancora in una fase iniziale. La quantità di dati continuerà a crescere, così come la necessità di interpretarli e utilizzarli al meglio. L’intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più importante, non per sostituire gli agricoltori, ma per aiutarli a combinare le informazioni disponibili e trasformarle in indicazioni pratiche. Tuttavia, non credo che l’agricoltura diventerà completamente automatizzata. Il ruolo dell’agricoltore rimane fondamentale. L’esperienza, la conoscenza del campo e la comprensione della coltura continueranno a fare la differenza.
In questo senso, l’agricoltura di precisione non mira a sostituire le persone, ma a supportarle. Fornisce agli agricoltori strumenti migliori per affrontare la variabilità e l’incertezza e per prendere decisioni più informate e mirate.» L’agricoltura di precisione sta cambiando il modo in cui vengono prese le decisioni sul campo. Per gli agricoltori, ciò significa adottare nuovi strumenti e sviluppare nuove competenze, in particolare imparare a interpretare i dati e tradurli in azioni concrete . Allo stesso tempo, il futuro dell’agricoltura di precisione non dipende soltanto da tecnologie sempre più avanzate. Dipende anche dalla capacità di creare connessioni migliori tra fonti di dati, sistemi e persone lungo tutta la filiera. La vera opportunità non sta nel raccogliere una quantità sempre maggiore di dati, ma nel comprenderli meglio e utilizzarli in modo condiviso. Il progresso si realizza quando competenze, tecnologia e collaborazione si combinano per far crescere il settore. In questo contesto, sovranità del dato e interoperabilità rappresentano elementi fondamentali.
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RACCOLTA E COLTIVAZIONE DELLE CAROTE IN LIBANO CAROTE FRESCHE OGNI GIORNO IN UN PAESE DALLE TRE STAGIONI PRODUT TIVE
PER FRESH PRODUCTS, AZIENDA AGRICOLA LEADER IN MEDIO ORIENTE CON SEDE IN LIBANO, LA RACCOLTA DI CAROTE FRESCHE QUASI QUOTIDIANAMENTE NON È UNA COINCIDENZA, MA IL RISULTATO DI ANNI DI LUNGIMIRANZA, INVESTIMENTI E COMPETENZA TECNICA. IN UN PAESE CARATTERIZZATO DA CONDIZIONI DI COLTIVAZIONE ESTREMAMENTE VARIEGATE, L’AZIENDA HA SVILUPPATO UN MODELLO PRODUTTIVO CHE LE CONSENTE DI RIFORNIRE IL MERCATO DI CAROTE FRESCHE PER GRAN PARTE DELL’ANNO. QUESTO RISULTATO RIFLETTE NON SOLO UNA PROFONDA CONOSCENZA DEL TERRITORIO, MA ANCHE UNA COSTANTE SPINTA ALL’INNOVAZIONE, AL MIGLIORAMENTO E ALLA PROFESSIONALIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE DI CAROTE IN LIBANO.
Oltre alla fornitura di sementi, Bejo e Quinta Group hanno sostenuto Fresh Products nel promuovere il settore delle carote in Libano. Sfruttando l’ampio portafoglio di varietà di carote di Bejo, i partner hanno individuato le genetiche più adatte alle diverse zone climatiche, stagioni e condizioni del suolo, garantendo prestazioni costanti in diversi ambienti colturali. Quinta Group ha integrato questa competenza con la conoscenza del mercato locale, la consulenza tecnica e il supporto sul campo, contribuendo a massimizzare le prestazioni varietali e il successo commerciale.
Un modello produttivo unico che abbraccia diverse zone climatiche Il Libano offre un panorama agricolo eccezionale, con zone climatiche distinte all’interno di un’area geografica relativamente piccola. Fresh Products ha trasformato questa diversità naturale in un vantaggio strategico. L’azienda coltiva 500 ettari di carote in due regioni chiave: Akkar, un’area dal clima mediterraneo vicina al livello del mare, e la Valle della Bekaa, una zona dal clima continentale a circa 800 metri di altitudine. Alternando stagionalmente la produzione tra queste regioni, oltre ad avvalersi di celle frigorifere, Fresh Products garantisce una fornitura costante di carote fresche durante tutto l’anno.
Partnership strategica con Bejo e Quinta Group Una tappa fondamentale nello sviluppo di Fresh Products è stata la partnership strategica tra Fresh Products, Bejo e il Gruppo Quinta: partner di fiducia di Bejo e distributore di sementi orticole in Libano dal 2000.
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SU FRESH PRODUCTS Fresh Products è stata fondata in Libano nel 2011 sotto la guida di Ahmad Mostafa Khodr, attivo nel settore agricolo dal 1999. Oggi l’azienda è una delle principali realtà agricole del Medio Oriente, con l’obiettivo di produrre ortaggi di altissima qualità in modo sostenibile, avvalendosi di tecnologie avanzate e controllando ogni fase del processo, dal seme al prodotto finale.
C O LT I VA Z I O N E E R A C C O LTA
Ahmad Mostafa Khodr
La partnership strategica ha inoltre consentito l’accesso alla rete internazionale di Bejo. La partecipazione agli Open Days a Warmenhuizen, nei Paesi Bassi, ha messo in contatto Fresh Products con coltivatori e specialisti di tutto il mondo. Queste partecipazioni hanno creato preziose opportunità di collaborazione con aziende leader nel settore delle macchine agricole e delle tecnologie, contribuendo al progresso e alla modernizzazione delle pratiche agricole. Oggi, questi sforzi congiunti si traducono in un volume di produzione annuale di carote pari a circa 25.000 tonnellate.
Innovazione in risposta alle nuove sfide Come i coltivatori di tutto il mondo, Fresh Products deve affrontare una pressione crescente dovuta all’incertezza energetica, agli eventi meteorologici estremi, alla perdita di biodiversità e all’aumento della pressione delle malattie. L’azienda risponde a queste sfide nello stesso modo in cui ha costruito la propria attività: investendo nell’innovazione e nella resilienza a lungo termine. Entrambi i siti produttivi ad Akkar e nella valle della Bekaa sono dotati di infrastrutture avanzate a supporto dell’intera catena del valore. Le capacità chiave includono: u
Attrezzature per la semina e la raccolta guidate da GPS
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Linee di lavaggio, lavorazione e confezionamento
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Celle frigorifere
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Impianti a energia solare, sia in campo che presso gli stabilimenti, con sistemi di accumulo a batteria Irrigazione a goccia avanzata alimentata da pozzi in loco
Questo approccio integrato dimostra come Fresh Products continui a rafforzare il proprio modello produttivo in risposta alle mutevoli condizioni ambientali. Consente una gestione completa della filiera, dal seme al prodotto finito, riducendo al contempo la dipendenza dall’energia esterna e ottimizzando l’uso dell’acqua in risposta alla crescente pressione causata dalla siccità.
SELEZIONE VARIE TALE E INNOVAZIO NE NEL SETTORE DELLE SEMENTI Fresh Products adotta una strategia varietale mirata per ottimizzare le performance produttive nei diversi ambienti di coltivazione e nelle varie finestre di raccolta. u
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Napoli e Nagasaki, varietà Nantes precoci, sono destinate ai mercati di inizio stagione e garantiscono risultati affidabili sia nelle condizioni più fresche della Valle della Bekaa sia nel clima più mite e caldo della regione di Akkar. Newhall e Natuna, Nantes di tipo continentale, rappresentano le principali varietà per il periodo produttivo principale. Nevis, anch'essa una Nantes continentale, viene utilizzata per la conservazione in campo, limitando il rischio di ricrescita durante i periodi di caldo estremo. Newhall è disponibile anche in versione biologica, contribuendo agli obiettivi di sostenibilità dell'azienda.
Poiché la resilienza dipende sempre più dalla genetica dei semi piuttosto che dall’intervento chimico, Fresh Products ha condotto con successo delle prove con i semi trattati con B-Mox® di Bejo. I risultati dimostrano miglioramenti in termini di uniformità, robustezza delle piante e resistenza alle condizioni meteorologiche estreme, rafforzando l’impegno a lungo termine dell’azienda verso una produzione sostenibile e ad alte prestazioni di carote in Libano.
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IL FUTURO DELLE CAROTE SURGELATE IN UNA CATEGORIA IN CUI L’AFFIDABILITÀ È FONDAMENTALE, LE CAROTE SURGELATE CONTINUANO A DIMOSTRARE IL PROPRIO VALORE. GRAZIE ALLA DISPONIBILITÀ TUTTO L’ANNO, AGLI SPRECHI MINIMI E ALLA QUALITÀ COSTANTE, SVOLGONO UN RUOLO CHIAVE SIA NELLA VENDITA AL DETTAGLIO CHE NELLA RISTORAZIONE. TUTTAVIA, DIETRO QUESTA APPARENTE STABILITÀ SI NASCONDE UN SETTORE CHE STA AFFRONTANDO CAMBIAMENTI SIGNIFICATIVI, DALLE MUTEVOLI ASPETTATIVE DEI CONSUMATORI ALLE PRESSIONI CLIMATICHE E ALL’AUMENTO DEI COSTI ENERGETICI. Le riflessioni di Congelados Navarra, condivise da Ángel Castillejo, direttore agronomico, evidenziano come si sta evolvendo il segmento delle carote surgelate e cosa servirà per rimanere resilienti negli anni a venire.
Soddisfare le mutevoli aspettative dei consumatori
Le aspettative dei consumatori nei confronti delle verdure surgelate sono diventate più specifiche ed esigenti. La praticità rimane fondamentale, ma oggi va oltre la semplice conservazione. «I prodotti pronti all’uso, come quelli tagliati, porzionati o combinati, sono sempre più apprezzati», afferma Castillejo, riflettendo un più ampio spostamento verso soluzioni alimentari che consentono di risparmiare tempo. Anche la salute e la naturalezza sono fattori chiave. I prodotti “clean label”, privi di additivi e con profili nutrizionali trasparenti, sono ormai considerati lo
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standard. Allo stesso tempo, la costanza rimane uno dei punti di forza principali delle verdure surgelate. Come osserva Castillejo, i consumatori desiderano una determinata consistenza e un determinato sapore e si aspettano di sapere esattamente cosa stanno acquistando. La sostenibilità e il rapporto qualità-prezzo influenzano ulteriormente le decisioni di acquisto. Le verdure surgelate sono sempre di più considerate un’opzione efficiente, che contribuisce a ridurre gli sprechi domestici consentendo al contempo il consumo durante tutto l’anno di prodotti stagionali. In un contesto di pressione economica, questa combinazione rafforza l’importanza delle carote surgelate.
Equilibrio tra rischi e opportunità nell’approvvigionamento Garantire un approvvigionamento stabile di carote di alta qualità sta diventando più complesso. Secondo Castillejo, spiccano due rischi chiave: la disponibilità di sementi di qualità e il crescente impatto dei cambiamenti climatici. Entrambi influenzano direttamente la resa, la qualità del prodotto e l’affidabilità dell’approvvigionamento. Allo stesso tempo, si presentano chiare opportunità. L’utilizzo di più regioni di coltivazione e di un’ampia gamma di varietà consente ai trasformatori di distribuire il rischio e di estendere i periodi di raccolta. Questa diversità è essenziale per mantenere l’approvvigionamento durante tutto l’anno, uno dei punti di forza distintivi del segmento dei surgelati. In questo contesto, è fondamentale una più stretta collaborazione tra coltivatori, trasformatori e specialisti delle sementi. Un migliore allineamento lungo tutta la filiera consente di realizzare sistemi di produzione più resilienti e una pianificazione più efficace.
Ridurre gli sprechi attraverso scelte più oculate Il miglioramento dell’efficienza rimane un obiettivo centrale, in particolare quando si tratta di ridurre le perdite di materia prima. Sebbene continuino i progressi nelle tecnologie di pelatura, selezione e taglio, i miglioramenti futuri saranno probabilmente incrementali.
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Anche le decisioni relative alla trasformazione giocano un ruolo importante. I tagli più piccoli, come i cubetti, comportano in genere rese più elevate rispetto ai formati più grandi come i bastoncini o le fette. Come spiega Castillejo, «il modo in cui le carote vengono tagliate ha un impatto diretto sui livelli di spreco». Oltre alla lavorazione, anche il miglioramento genetico delle piante e l’agronomia offrono importanti opportunità. Le varietà con una minore presenza di parti verdi, una maggiore resistenza al marciume e una maggiore tolleranza ai danni possono aumentare significativamente la resa utilizzabile. In combinazione con pratiche colturali ottimizzate, questi sviluppi possono contribuire a ridurre gli sprechi lungo l’intera catena del valore.
Innovazione oltre il prodotto di base Per rafforzare la posizione di mercato, l’innovazione si sta orientando verso la differenziazione. Si stanno esplorando nuovi concetti di prodotto, formati e persino colori per creare valore aggiunto. Castillejo sottolinea l’importanza di sviluppare «nuovi concetti e prodotti differenziati» che vadano oltre la tradizionale percezione delle carote come semplice materia prima. Il packaging si sta evolvendo parallelamente. Confezioni più piccole e opzioni pronte al consumo stanno diventando sempre più comuni, in linea con le mutevoli abitudini dei consumatori. Allo stesso tempo, il packaging deve trovare un equilibrio tra la protezione del prodotto e i requisiti di sostenibilità, garantendo la qualità e riducendo al contempo l’impatto ambientale.
Gestire le pressioni energetiche e sui costi L’energia rimane una sfida cruciale. Il congelamento e lo stoccaggio sono intrinsecamente ad alto consumo energetico, rendendo i trasformatori altamente sensibili alle fluttuazioni dei prezzi dell’energia. Man mano che gli obiettivi di sostenibilità diventano più ambiziosi, gli investimenti nell’efficienza, nell’ottimizzazione dei processi e nella gestione della catena del freddo sono essenziali, non solo per controllare i costi, ma anche per ridurre l’impatto ambientale. Queste pressioni sottolineano l’importanza di un approccio coordinato lungo tutta la catena del valore, piuttosto che di sforzi isolati nelle singole fasi.
La collaborazione come chiave per la crescita futura Guardando al futuro, la collaborazione sarà fondamentale per sbloccare il pieno potenziale delle carote surgelate. Dallo sviluppo delle sementi e dalla coltivazione alla trasformazione, al confezionamento e al posizionamento sul mercato, ogni anello della catena contribuisce al prodotto finale. Castillejo sottolinea la necessità di lavorare insieme per cambiare la percezione: l’opportunità sta nel passare da un prodotto di base a uno chiaramente riconosciuto per il suo valore. Per raggiungere questo obiettivo è necessario un allineamento lungo tutta la catena e una più stretta collaborazione con i clienti per soddisfare le aspettative in continua evoluzione.
Un futuro resiliente Il settore delle carote surgelate sta trovando un equilibrio tra efficienza e innovazione, nonché tra pressioni sui costi e ambizioni di sostenibilità. Grazie alla combinazione di progressi tecnologici, migliori rese colturali e una collaborazione più forte, il settore è ben posizionato per il futuro. Insieme, la catena del valore può continuare a fornire carote di alta qualità e costanti che soddisfino le aspettative di un mondo in continua evoluzione.
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IL PERCORSO CHE UNA CAROTA COMPIE DAL CAMPO AL CONSUMATORE È CAMBIATO RADICALMENTE NEGLI ULTIMI ANNI. I RIVENDITORI IMPONGONO STANDARD SEMPRE PIÙ ELEVATI, I CONSUMATORI SI ASPETTANO UNA QUALITÀ COSTANTE E LE AZIENDE DI TRASFORMAZIONE DEVONO GESTIRE LE PROPRIE ATTIVITÀ IN MODO SEMPRE PIÙ EFFICIENTE, CON UNA DISPONIBILITÀ DI MANODOPERA SEMPRE PIÙ LIMITATA. ALLO STESSO TEMPO, CRESCE LA PRESSIONE PER RIDURRE GLI SPRECHI E VALORIZZARE AL MEGLIO LE MATERIE PRIME. Dietro le quinte della filiera della carota è in corso una trasformazione meno visibile, ma fondamentale. Se in passato le attività di lavorazione e confezionamento si basavano principalmente su processi meccanici e sull’esperienza degli operatori, oggi tecnologie intelligenti, analisi dei dati e automazione stanno assumendo un ruolo sempre più importante. Secondo Ruurd Schut, Business Development Manager di JASA Packaging Solutions, azienda specializzata in soluzioni per la selezione, la lavorazione e il confezionamento, il vero valore non risiede nella tecnologia in sé, ma nel modo in cui viene utilizzata. «L’obiettivo è valorizzare al massimo ogni carota e rispondere sempre meglio alle esigenze del mercato», sottolinea.
Un mercato che richiede precisione Il mercato delle carote è altamente frammentato. Le aziende di trasformazione non forniscono più un
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unico prodotto standard, ma devono rispondere a esigenze diverse a seconda del Paese, del cliente e della destinazione d’uso. «Ciò che un cliente considera perfetto dipende interamente dall’utilizzo finale», spiega Schut. «Ed è proprio qui che si concentra la sfida per i trasformatori di oggi.» Ciò che è richiesto in un mercato può essere meno importante in un altro. Differenze in termini di lunghezza, diametro, colore e destinazione d’uso, dal consumo fresco ai prodotti ready-to-eat, richiedono elevati livelli di flessibilità e precisione. Questa varietà di esigenze rende la selezione accurata un passaggio fondamentale. Allo stesso tempo, la disponibilità di manodopera diminuisce, mentre aumentano i costi e la pressione per migliorare l’efficienza. La sfida, quindi, non riguarda soltanto ciò che è tecnicamente possibile, ma soprattutto la capacità delle aziende di tradurre queste possibilità in soluzioni pratiche ed efficienti.
Dalla valutazione alla comprensione Uno degli sviluppi più significativi degli ultimi anni è l’affermazione della selezione ottica e del controllo qualità basato sull’intelligenza artificiale. I sistemi più moderni analizzano ogni singola carota attraverso telecamere ad alta tecnologia. Durante il processo, ogni prodotto viene acquisito fino a 30-40 volte, generando un’immagine digitale estremamente dettagliata. Sulla base di queste informazioni, i sistemi sono in grado di individuare anomalie che spesso sfuggono all’occhio umano. Inoltre, queste tecnologie stanno diventando sempre più intelligenti. Di conseguenza, l’attenzione si sta spostando dalla semplice valutazione visiva a una comprensione più approfondita basata sui dati. Se in passato la selezione era determinata principalmente da criteri dimensionali, oggi può essere calibrata con molta più precisione sulla qualità del prodotto e sulle specifiche esigenze dei clienti. Secondo Schut, i progressi più importanti stanno avvenendo proprio nell’ambito del controllo qualità: «Alcune anomalie sono difficili da individuare, ma possono
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L’INNOVAZIONE DIETRO LE QUINTE avere conseguenze lungo il resto della filiera. Riuscire a identificarle precocemente permette di prevenire problemi e garantire una qualità più costante».
Ottenere più valore dal raccolto L’impatto dell’intelligenza artificiale va ben oltre il reparto di lavorazione. La selezione intelligente consente infatti di valorizzare una quota maggiore del raccolto. «È possibile stabilire con molta più precisione quale prodotto destinare a ciascun mercato», spiega Schut. «Questo consente di estrarre più valore dallo stesso lotto.» In pratica, ciò significa, ad esempio, poter determinare con estrema precisione il peso corretto di ogni confezione. In questo modo si evita il sovrappeso, ovvero una quantità di prodotto per la quale il produttore non riceve alcun compenso. Anche le decisioni relative alla scelta varietale e alle strategie di coltivazione vengono prese sempre più tenendo conto del mercato di destinazione e delle prestazioni che il prodotto dovrà garantire nelle successive fasi della filiera. Anche in questo caso, l’intelligenza artificiale svolge un ruolo fondamentale.
Il confezionamento come fase strategica Il confezionamento sta assumendo un ruolo sempre più importante nel percorso che porta le carote dal campo al consumatore. Non rappresenta più soltanto una protezione per il prodotto, ma anche uno strumento per ridurre gli sprechi e rispondere in modo più efficace alle esigenze del mercato. «Il confezionamento ha smesso da tempo di essere l’ultima fase del processo», afferma Schut. «È diventato parte integrante del modo in cui si crea valore e ci si differenzia sul mercato.» Le innovazioni si concentrano, tra le altre cose, su soluzioni di confezionamento più flessibili e materiali più sostenibili. Si tratta, ad esempio, di confezioni studiate per diverse porzioni o occasioni di consumo. Allo stesso tempo, cresce l’attenzione alla riduzione dei materiali utilizzati, con una chiara tendenza verso imballaggi più leggeri e facilmente riciclabili.
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«I dati consentono di valutare diversi scenari prima di avviare la lavorazione.» Ruurd Schut
Il packaging sta quindi assumendo un ruolo sempre più centrale come punto di incontro tra lavorazione e consumatore finale, dove qualità, sostenibilità e posizionamento di mercato si fondono in un’unica proposta di valore.
L’ascesa dei processi integrati Accanto alla qualità, l’efficienza sta assumendo un ruolo sempre più centrale. Per questo motivo, le moderne linee di lavorazione sono sempre più automatizzate e integrate tra loro. In passato gli operatori dovevano impostare e regolare manualmente le diverse macchine; oggi, invece, i sistemi funzionano attraverso programmi digitali. È sufficiente selezionare un programma per configurare automaticamente l’intera linea, coordinando selezionatrici, pesatrici e confezionatrici. Anche la manutenzione sta diventando più intelligente. Le macchine raccolgono continuamente dati sul proprio funzionamento e sono in grado di prevedere quando un componente necessita di manutenzione. «Prevenire i fermi macchina significa riuscire ad anticipare i problemi», afferma Schut. «Questo rende i processi più affidabili e più semplici da gestire.» L’ambiente di lavorazione sta così evolvendo verso un sistema sempre più basato sui dati, in cui i processi vengono monitorati e ottimizzati in modo centralizzato.
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I dati come elemento di collegamento Ogni carota che passa attraverso il sistema di selezione genera dati. L’analisi di queste informazioni offre conoscenze che vanno ben oltre il momento della lavorazione. Ad esempio, consente ai trasformatori di prevedere con maggiore accuratezza il comportamento di un lotto e le rese ottenibili. «I dati permettono di simulare diversi scenari prima ancora di avviare la lavorazione», spiega Schut. «Questo aiuta a prendere decisioni migliori e a utilizzare la materia prima in modo più efficiente.» Quando queste informazioni vengono integrate con i dati provenienti dalla coltivazione, emerge una visione più chiara del legame tra varietà, condizioni di crescita e valore di mercato. Questo apre nuove opportunità anche nello sviluppo di varietà sempre più adatte alle esigenze della trasformazione e alle richieste del mercato.
La collaborazione come motore dell’innovazione È proprio il collegamento tra i diversi attori della filiera a rendere la collaborazione sempre più importante. L’innovazione non nasce all’interno di una singola azienda, ma dall’incontro tra miglioramento genetico, coltivazione, trasformazione e tecnologia. Un esempio è la collaborazione tra aziende sementiere e aziende tecnologiche nello sviluppo di sistemi di fenotipizzazione e previsione della qualità basati su telecamere e analisi dei dati. «Il vero progresso nasce dalla combinazione delle competenze», sottolinea Schut. «Quando si comprende il legame tra genetica, tecniche colturali e processi di trasformazione, diventa possibile intervenire in modo molto più mirato.»
Uno sguardo al futuro Ciò che oggi si sviluppa dietro le quinte della filiera sta influenzando sempre di più ciò che sarà possibile realizzare nelle fasi successive. Non si tratta di innovazioni isolate, ma di un approccio in cui scelte, processi e richieste del mercato si integrano in modo sempre più armonico. È proprio qui che si trova la vera opportunità per fare la differenza.
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DA PRODOTTO COMMODITY A CONCETTO DI CONSUMO: HARVEST MOON SULL’ASCESA DELLE CAROTE DA SNACK IL MERCATO DELLE CAROTE STA CAMBIANDO. QUELLO CHE PER ANNI È STATO UN PRODOTTO AFFIDABILE E AD ALTO VOLUME È OGGI SOTTO PRESSIONE MA, ALLO STESSO TEMPO, RICCO DI NUOVE OPPORTUNITÀ. IN QUESTA INTERVISTA, MARK KABLE, AMMINISTRATORE DELEGATO DI HARVEST MOON, SPIEGA COME IL PASSAGGIO A UNA MENTALITÀ ORIENTATA AL CONSUMATORE ABBIA CONTRIBUITO A TRASFORMARE LE CAROTE IN UN PRODOTTO DIFFERENZIATO E AD ALTO VALORE AGGIUNTO.
Una categoria sotto pressione «Negli ultimi cinque-dieci anni le carote sono diventate una commodity e abbiamo dovuto fare i conti con una forte pressione sui prezzi», afferma Kable. Secondo Kable, i continui progressi in campo agronomico e genetico hanno portato a un aumento costante delle rese. Se da un lato questo rappresenta un importante successo tecnico, dall’altro ha determinato un incremento dell’offerta e, di conseguenza, della concorrenza. «Ogni anno l’asticella si alza e, semplicemente, nel mondo si producono sempre più carote. Allo stesso tempo, le dinamiche della grande distribuzione hanno aumentato ulteriormente la pressione. Le carote vengono spesso utilizzate come prodotto civetta, contribuendo a svalutare l’intera categoria». Per i produttori, ciò si traduce in una sfida molto chiara: trovare il modo di andare oltre un
produzione basata esclusivamente sui volumi in un mercato dove il prezzo, da solo, non è più in grado di garantire redditività nel lungo periodo.
L’evoluzione delle esigenze dei consumatori Secondo Kable, le abitudini dei consumatori stanno cambiando rapidamente. Praticità, benessere e facilità di consumo stanno diventando fattori sempre più determinanti. «L’intero segmento degli snack è in forte crescita», spiega, citando il successo di prodotti come pomodorini e mini cetrioli. «Funziona molto bene per le famiglie, per i bambini e per chi lavora in ufficio: le persone cercano prodotti pratici, salutari e pronti al consumo.» Questo cambiamento sta modificando profondamente il modo in cui gli ortaggi vengono proposti al consumatore. Le carote non sono più considerate soltanto un ingrediente da cucina, ma sono sempre più chiamate a rispondere a specifiche occasioni di consumo, come lo snack fuori casa o il consumo “on the go”.
Fare le cose in modo diverso: da produttore agricolo ad azienda orientata al consumatore
«Avevamo capito dove stava andando il mercato», afferma Kable. «Le carote convenzionali stavano diventando una semplice commodity e avevamo bisogno di distinguerci dalla concorrenza.» Da qui è nato un importante cambio di prospettiva. Tradizionalmente focalizzata sulla produzione agricola, Harvest Moon ha scelto consapevolmente di adottare un approccio più orientato al mercato e ai consumatori. «Per una delle prime volte, non ci siamo affidati esclusivamente alla nostra esperienza di produttori, ma abbiamo coinvolto agenzie e consulenti esterni per comprendere meglio le tendenze di mercato e il comportamento dei consumatori.» Questo ha comportato investimenti in ricerche di mercato, test con i consumatori e consulenze specialistiche. Esperti di branding, packaging e posizionamento del pro-
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INFORMAZIONI SU HARVEST MOON Harvest Moon è uno dei principali produttori integrati di ortaggi freschi in Australia e riunisce all’interno di un’unica organizzazione attività di coltivazione, confezionamento e trasformazione. L’azienda opera in diverse regioni del Paese, tra cui Tasmania, Queensland, Nuovo Galles del Sud e Victoria. Con oltre 3.000 ettari coltivati e una produzione annua di circa 80.000 tonnellate, Harvest Moon commercializza un’ampia gamma di ortaggi, tra cui carote, cipolle, broccoli e cavolfiori. Le carote rappresentano uno dei prodotti chiave dell’azienda, forte di decenni di esperienza sia sul mercato domestico sia sui mercati export. Grazie a una forte attenzione alla qualità al consumo, all’innovazione e alla collaborazione lungo tutta la filiera, Harvest Moon si è affermata come un punto di riferimento nella trasformazione della carota da semplice commodity a prodotto differenziato e orientato al consumatore.
Mark Kable
dotto hanno supportato l’azienda in ambiti che normalmente non fanno parte delle competenze tipiche di un produttore agricolo. «Come agricoltori, questo percorso ci ha reso molto più orientati al consumatore», racconta. «Ha richiesto tempo e investimenti importanti, ma ne è valsa assolutamente la pena.»
L’ascesa di Snackables® Il risultato di questo percorso è stato lo sviluppo di Snackables®, un concept pensato specificamente per il consumo immediato. Fin dall’inizio Harvest Moon ha compiuto una scelta strategica molto chiara: il prodotto non doveva essere percepito come una carota tradizionale. «Fin dal primo giorno ci siamo detti: questa non è una carota. È uno snack!» Questo posizionamento si è rivelato determinante. Quando Snackables® è stato inserito nella categoria tradizionale delle carote, i risultati sono stati modesti. Quando invece i retailer lo hanno collocato accanto agli altri snack freschi, le vendite sono cresciute rapidamente. «Quando lo abbiamo spostato nella categoria snack, il prodotto è decollato.» Si tratta di un insegnamento importante anche per i produttori: la differenziazione non dipende solo dal prodotto in sé, ma anche dal modo in cui viene presentato, posizionato e comunicato al mercato.
Fattori di successo Secondo Kable, il successo nasce da una combinazione di fattori, a partire dalla collaborazione. «È stato un lavoro di squa-
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«Fin dal primo giorno ci siamo detti: questa non è una carota. È uno snack!» Mark Kable
dra dall’inizio alla fine», afferma. «L’intera filiera ha contribuito a questo progetto.» Dai breeder ai produttori, dagli specialisti del packaging ai fornitori di macchinari, fino ai partner della distribuzione, ogni anello della catena svolge un ruolo fondamentale nel garantire un prodotto costante e di alta qualità. Allo stesso tempo, Kable sottolinea l’importanza della genetica. Fu durante una visita ai Bejo Open Days nei Paesi Bassi che entrò per la prima volta in contatto con una varietà Bejo che si rivelò esattamente ciò che Harvest Moon stava cercando. Da quel momento, lo sviluppo del progetto dedicato alle carote snack iniziò realmente a prendere forma. «La differenza la fa la genetica. Le qualità organolettiche sono eccezionali ed è questo che la rende unica.» Nel mercato odierno, l’aspetto estetico da solo non basta più. Gusto, consistenza ed esperienza di consumo stanno diventando elementi sempre più determinanti. «Deve essere dolce, succosa, saporita e croccante. La qualità al consumo è fondamentale.»
Uno sguardo al futuro Nonostante le attuali pressioni del mercato, Kable guarda al futuro con ottimismo. «La produzione non è il problema: la vera sfida è sviluppare il mercato», spiega. Esiste ancora un ampio potenziale di crescita
dei consumi, soprattutto nei mercati di esportazione dove le carote fresche pronte al consumo non sono ancora diffuse come in altri Paesi. Per favorirne lo sviluppo, spesso è necessario accompagnare il consumatore attraverso attività informative e iniziative promozionali nei punti vendita, capaci di incoraggiare nuove modalità di consumo. Nel frattempo, l’innovazione di prodotto continua. Soluzioni come confezioni snack abbinate a salse oppure collaborazioni con prodotti complementari rappresentano nuove opportunità per creare valore. Guardando ancora più avanti, Kable individua nella qualità al consumo il vero fattore di successo. «Dobbiamo assicurarci che ciò che coltiviamo risponda sempre alle aspettative del consumatore.» Per i produttori orticoli il messaggio è chiaro: il mercato delle carote sta passando da una logica basata sui volumi a una basata sul valore. Il successo dipenderà sempre più dalla capacità di collegare la produzione a precisi concetti di mercato e di offrire un’esperienza di consumo costante e di elevata qualità.
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LE CAROTE A UN BIVIO: LE VOCI DEL RETAIL INTERNAZIONALE TRA VALORE, QUALITÀ E NUOVE PROSPETTIVE LE CAROTE RESTANO UNA COLTURA FONDAMENTALE, MA LA CATEGORIA STA ATTRAVERSANDO UNA FASE DI PROFONDO CAMBIAMENTO. L’AUMENTO DEI COSTI, LA CRESCENTE INSTABILITÀ CLIMATICA E L’EVOLUZIONE DELLE ASPETTATIVE DEI CONSUMATORI STANNO RIDEFINENDO IL MODO IN CUI LE CAROTE VENGONO PRODOTTE, POSIZIONATE E COMMERCIALIZZATE. ALLO STESSO TEMPO, RETAILER E OPERATORI DELLA FILIERA STANNO ESPLORANDO NUOVE OPPORTUNITÀ PER CREARE VALORE ATTRAVERSO QUALITÀ, PRATICITÀ E UNA COLLABORAZIONE PIÙ STRETTA LUNGO LA CATENA. Per comprendere meglio come il mercato potrebbe evolversi nei prossimi tre-cinque anni, sono state raccolte le opinioni di professionisti a diretto contatto con la grande distribuzione e di esperti della filiera provenienti da mercati chiave come Germania, Stati Uniti, Paesi Bassi e Regno Unito. In rappresentanza di produttori, confezionatori e retailer, questi interlocutori offrono una prospettiva articolata che mette in luce sia le tendenze globali condivise sia le priorità specifiche dei singoli mercati. Le loro considerazioni descrivono una categoria chiamata a trovare un equilibrio tra accessibilità e innovazione, tra efficienza dei costi e differenziazione, e sempre più dipendente dall’allineamento tra tutti gli attori della catena del valore. In questo contesto emerge un messaggio chiaro e condiviso: il futuro della carota non si costruirà in modo isolato, ma attraverso la collaborazione di tutta la filiera.
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Cosa cercheranno i consumatori e come sceglieranno? In tutti i mercati sta emergendo una doppia dinamica: se da un lato il prezzo continua a essere un fattore determinante, dall’altro i consumatori stanno diventando più selettivi e attribuiscono sempre maggiore importanza alla qualità, al gusto e alle idee d’uso. In Germania, un importante produttore e confezionatore convenzionale della Renania Settentrionale-Vestfalia (NRW) sottolinea che il prezzo continuerà a essere il principale criterio di scelta, poiché il potere d’acquisto dei consumatori è sotto pressione. In questo contesto, la convenienza prevale sulla differenziazione. Allo stesso modo, Martin Koller di Innoplattform.bio (Germania), esperto nel settore delle carote biologiche, osserva che i consumatori tenderanno a preferire confezioni più piccole, sistemi di certificazione affidabili e prodotti di provenienza locale, pur continuando a richiedere prezzi competitivi. Uno scenario diverso emerge negli Stati Uniti. Matt Hiltner, Marketing Manager di Babé Farms, azienda pioniera nel segmento degli ortaggi speciali, rileva una domanda costante per le caratteristiche che da sempre contraddistinguono la carota: accessibilità, versatilità e benefici per la salute. A questa si aggiunge un crescente interesse per varietà speciali e visivamente distintive, come le baby carrot viola o gialle. In questo mercato, le scelte dei consumatori non sono influenzate soltanto dalla freschezza del prodotto, ma anche dal modo in cui viene presentato e valorizzato a scaffale, attraverso ricette, suggerimenti di consumo e abbinamenti con altre categorie di prodotto. Nel Regno Unito, Stephen Shields di Huntapac individua nella costanza qualitativa e nel valore nutrizionale le principali aspettative dei consumatori, affiancate da una crescente attenzione al gusto come fattore determinante nella scelta d’acquisto. Una tendenza condivisa anche nei Paesi Bassi, dove Naushad Aliradja (Crisp) prevede un interesse sempre maggiore per il sapore e la differenziazione varietale. Nel complesso, queste prospettive delineano una categoria che vive una tensione tra due esigenze: da un lato la necessità di mantenere prezzi accessibili, dall’altro la crescente domanda di prodotti premium capaci di offrire un’esperienza di consumo distintiva.
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Germania: il prezzo resta il principale criterio di acquisto USA: aumentano le opportunità per le carote colorate e per le carote pronte all'uso -La tracciabilità diventa uno standard di mercato
Rischi e opportunità per qualità e disponibilità La variabilità climatica e le sfide normative sono considerate, in tutti i mercati, i principali fattori di rischio per garantire una disponibilità costante del prodotto e una qualità uniforme durante tutto l’anno. Tuttavia, le condizioni locali influenzano il modo in cui queste sfide si manifestano e le opportunità che ne possono derivare. In Germania, gli operatori intervistati evidenziano soprattutto pressioni di natura strutturale. Il produttore e confezionatore della Renania Settentrionale-Vestfalia (NRW) indica nelle restrizioni sempre più severe sui prodotti fitosanitari e nell’aumento dei costi operativi, dalla manodopera all’energia, le principali minacce alla stabilità produttiva. Martin Koller aggiunge che condizioni meteorologiche sempre più estreme, come temperature elevate durante la semina e una maggiore instabilità nelle fasi di raccolta, stanno rendendo la produzione più complessa, insieme alla crescente pressione delle malattie. Anche nel Regno Unito Stephen Shields individua negli eventi climatici estremi e nella progressiva riduzione degli strumenti disponibili per la difesa delle colture due delle principali sfide per il settore. Negli Stati Uniti emerge invece una prospettiva più favorevole dal punto di vista climatico. Matt Hiltner spiega che Babé Farms beneficia del clima mediterraneo della California, che consente una produzione relativamente stabile durante tutto l’anno. Ciò nonostante, fattori come la disponibilità di manodopera, l’aumento dei costi dei mezzi tecnici e il mantenimento degli standard qualitativi richiesti dal mercato restano elementi critici. Allo stesso tempo, la stabilità delle condizioni di coltivazione offre l’opportunità di sviluppare programmi produttivi più costanti, in particolare per le varietà speciali. Nel complesso, il quadro che emerge è chiaro: sebbene i rischi assumano forme diverse a seconda del mercato, la capacità di costruire resilienza, sia dal punto di vista agronomico sia da quello organizzativo, sarà fondamentale per garantire continuità nelle forniture.
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Ridurre gli sprechi: ottimizzare il sistema
La riduzione degli sprechi viene sempre più vista come il risultato di una combinazione di scelte agronomiche più efficaci, processi di lavorazione più efficienti e una maggiore diversificazione dei canali commerciali. In Germania, il produttore della Renania Settentrionale-Vestfalia sottolinea l’importanza di massimizzare la resa netta più che quella lorda. La scelta della varietà più adatta a ogni situazione produttiva può ridurre significativamente le perdite, aumentando la quota di raccolto effettivamente commercializzabile. Secondo Martin Koller, un ulteriore contributo può arrivare dall’ottimizzazione delle lavorazioni. Koller evidenzia il potenziale di destinare le carote di seconda categoria a canali di trasformazione, come i prodotti ready-to-eat o i surgelati, grazie anche ai progressi nella selezione ottica. La grande distribuzione, tuttavia, continuerà probabilmente a privilegiare prodotti di qualità premium. Negli Stati Uniti emerge anche una dimensione sociale. Matt Hiltner spiega come le eccedenze produttive possano essere destinate a banche alimentari e organizzazioni non profit, favorendo la redistribuzione anziché lo spreco. Sottolinea inoltre l’importanza di diversificare i canali di vendita tra retail e foodservice. Nel Regno Unito, Stephen Shields individua nell’innovazione, in particolare nel confezionamento e nel miglioramento genetico, uno degli strumenti principali per ridurre gli sprechi. Una maggiore shelf life e una migliore resistenza alle malattie consentono infatti di preservare più a lungo il valore del prodotto lungo la filiera. Nel complesso, una gestione efficace degli sprechi non dipende da una singola soluzione, ma da sistemi integrati in grado di collegare in modo più efficiente produzione, trasformazione e distribuzione.
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Quali saranno le innovazioni più rilevanti?
Si prevede che l’innovazione nel settore della carota seguirà percorsi diversi a seconda dei mercati, riflettendo priorità e aspettative differenti da parte dei consumatori. In Germania, l’attenzione resta focalizzata su robustezza ed efficienza produttiva. Il produttore della Renania Settentrionale-Vestfalia prevede una crescente diffusione di varietà più facili da coltivare e meno soggette alle malattie, piuttosto che lo sviluppo di prodotti di nicchia. Esprime inoltre dubbi sulla sostenibilità economica, nel lungo periodo, di prodotti ad alta intensità di manodopera come le carote snack, alla luce delle crescenti pressioni sui costi. Negli Stati Uniti, invece, l’innovazione ruota attorno a praticità e valorizzazione del prodotto. Matt Hiltner evidenzia il successo delle carote pelate a mano, che uniscono comodità di utilizzo e un’immagine di freschezza e qualità elevata. Anche le varietà colorate stanno conquistando spazio presso i principali retailer, a conferma di un crescente interesse dei consumatori per prodotti distintivi e dall’elevato impatto visivo. In Europa, la tracciabilità si sta affermando come uno dei principali filoni di innovazione. Martin Koller sottolinea la crescente importanza della trasparenza sull’origine del prodotto, mentre Stephen Shields vede nei codici QR e nelle varietà identificabili per nome strumenti efficaci per differenziare l’offerta e creare maggiore valore. Nei Paesi Bassi, Naushad Aliradja individua nell’innovazione legata al gusto, nella tracciabilità e nella crescita delle produzioni biologiche e rigenerative alcuni dei principali motori di cambiamento per il futuro della categoria. Nel complesso, il settore sembra destinato a svilupparsi lungo due direttrici parallele: da un lato innovazioni orientate all’efficienza nei mercati più sensibili al prezzo, dall’altro innovazioni focalizzate sul consumatore nei segmenti a maggiore valore aggiunto.
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Collaborazione lungo tutta la filiera Guardando al futuro, tutti gli interlocutori concordano su un punto: sarà necessaria una collaborazione ancora più stretta lungo tutta la filiera, sia per rispondere alle esigenze di innovazione sia per affrontare i crescenti rischi legati alla produzione. Nel Regno Unito, Stephen Shields auspica un maggiore coordinamento tra aziende sementiere, produttori, confezionatori e retailer, soprattutto nello sviluppo del gusto e nella valutazione delle performance varietali. Sottolinea come oggi i consumatori non si accontentino più della semplice funzionalità del prodotto, ma si aspettino un’esperienza di consumo superiore.
Il packaging del futuro Il packaging del futuro dovrà trovare un equilibrio tra sostenibilità e funzionalità, una sfida ancora aperta in tutti i mercati. Esiste un ampio consenso sulla necessità di ridurre l’utilizzo della plastica. Naushad Aliradja sostiene il passaggio a soluzioni in carta e cartone, eventualmente abbinate a formati a basso impatto come fascette o cassette parzialmente aperte. Anche Martin Koller sottolinea l’importanza di materiali privi di plastica e di confezioni più piccole, evidenziando però come questo non debba andare a discapito della shelf life del prodotto. Nel Regno Unito, Stephen Shields sottolinea che il packaging deve contribuire a preservare la qualità del prodotto e a valorizzarne l’aspetto, garantendo che le carote rimangano fresche e attraenti a scaffale. La riciclabilità, inoltre, è considerata un requisito imprescindibile. La direzione che emerge è chiara: il packaging del futuro dovrà rispondere contemporaneamente a più esigenze, sostenibilità, durata di conservazione e praticità per il consumatore, senza compromettere la visibilità del prodotto né la sua qualità.
Dal punto di vista del retail olandese, Naushad Aliradja evidenzia come il cambiamento climatico stia rendendo sempre più complessa la disponibilità del prodotto. A suo avviso, una collaborazione più intensa tra i diversi attori della filiera sarà essenziale per garantire continuità nelle forniture, migliorare il gusto e sviluppare varietà con prestazioni agronomiche sempre migliori. In tutti i mercati emerge un messaggio comune: trasparenza, condivisione dei dati e partnership di lungo periodo rappresentano fattori indispensabili per il futuro della categoria.
Conclusioni Il futuro della carota sarà determinato da un equilibrio complesso tra tendenze globali condivise e specificità dei singoli mercati. Se da un lato tutti riconoscono l’importanza di qualità, affidabilità e sostenibilità, dall’altro le priorità variano sensibilmente: dalla forte attenzione al prezzo in Germania ai prodotti a maggior valore aggiunto negli Stati Uniti, dalla crescente importanza della tracciabilità in Europa fino all’innovazione orientata al gusto in diversi mercati. Al centro di queste dinamiche emerge una sfida fondamentale: trovare il giusto equilibrio tra accessibilità e valore aggiunto, tra standardizzazione e differenziazione. La capacità di gestire questo equilibrio sarà determinante per il futuro della categoria. Una cosa, però, appare chiara: nessun attore della filiera può affrontare questa trasformazione da solo. Il futuro della carota dipenderà dalla capacità di costruire collaborazioni solide lungo tutta la catena del valore, combinando resilienza agronomica, conoscenza del mercato e una profonda comprensione delle esigenze dei consumatori. In una categoria che per lungo tempo è stata sinonimo di semplicità, la vera opportunità risiede oggi nella capacità di gestire e valorizzare una crescente complessità.
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CAROTE SUGLI SCAFFALI: IDEE E ISPIRAZIONI DAL RETAIL INTERNAZIONALE LE CAROTE VENGONO PROPOSTE AL CONSUMATORE IN FORME MOLTO DIVERSE IN TUTTO IL MONDO: DAL PRODOTTO FRESCO SFUSO AGLI SNACK PRONTI AL CONSUMO, FINO AI PRODOTTI TRASFORMATI. LE MODALITÀ DI PRESENTAZIONE NEI PUNTI VENDITA VARIANO NOTEVOLMENTE E RIFLETTONO LE ABITUDINI LOCALI, LE ESIGENZE DEI CONSUMATORI E IL LIVELLO DI PRATICITÀ RICHIESTO DAL MERCATO. ALCUNE TENDENZE, TUTTAVIA, EMERGONO CON CHIAREZZA A LIVELLO GLOBALE. LA PRATICITÀ STA ASSUMENDO UN’IMPORTANZA CRESCENTE, CON LA DIFFUSIONE DI PRODOTTI PRONTI AL CONSUMO E GIÀ LAVORATI. SUGLI SCAFFALI TROVANO SEMPRE PIÙ SPAZIO CONFEZIONI DI VERDURE MISTE E SOLUZIONI PENSATE PER SEMPLIFICARE LA PREPARAZIONE DEI PASTI, COME MIX PER WOK, ZUPPE O RICETTE PRONTE DA CUCINARE. QUESTA PANORAMICA VISIVA RACCOGLIE ESEMPI E APPROCCI PROVENIENTI DA DIVERSI MERCATI DEL MONDO, OFFRENDO SPUNTI PER NUOVI PRODOTTI, NUOVI FORMATI E NUOVE MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE CAROTE SIA NEL RETAIL SIA NEL CANALE FOODSERVICE.
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TRASFOR MATI
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FRESCHI
FRESCHI TRASFOR MATI
SURGELATI
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UN ORTAGGIO PER TUTTI LA CAROTA È UN ORTAGGIO CHE CI ACCOMUNA IN MODI SORPRENDENTI. IN TUTTO IL MONDO VIENE UTILIZZATA IN RICETTE MOLTO DIVERSE TRA LORO, DAI PIATTI DELLA TRADIZIONE QUOTIDIANA ALLE PREPARAZIONI DELLE OCCASIONI SPECIALI, FINO AI DESSERT. CIÒ CHE ACCOMUNA QUESTE RICETTE VA OLTRE IL SEMPLICE INGREDIENTE. OGNUNA RACCONTA UNA STORIA FATTA DI TRADIZIONI, CONVIVIALITÀ, CREATIVITÀ E SAPORI DI CASA.
C A R O T A M A R I N A T A E A F F U M I C A T A PAESI BASSI
G A J A R
K A
H A L W A
INDIA In India la carota è protagonista del celebre Gajar ka halwa, un dolce tradizionale particolarmente apprezzato durante i mesi invernali. Viene spesso preparato in occasione di feste, riunioni di famiglia o semplicemente nelle giornate più fredde, quando sono disponibili le carote di stagione. In molte case indiane, il profumo del Gajar ka halwa che cuoce è immediatamente associato al calore della famiglia, alla festa e ai ricordi di casa.
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Nei Paesi Bassi la carota è presente in molte preparazioni tradizionali: dalla torta di carote agli snack consumati crudi, fino al classico hutspot, un piatto a base di patate, carote e cipolle. Con la crescente diffusione della cucina vegetariana e plant-based, si stanno però affermando anche nuovi modi di valorizzare questo ortaggio. Uno di questi si ispira alla tecnica della marinatura e dell’affumicatura, tradizionalmente utilizzata per il salmone. Applicata alla carota, questa lavorazione dà vita a un risultato sorprendente, con una consistenza piacevole e un ricco aroma affumicato che ne esalta il sapore.
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ISPIRAZIONI DA TUTTO IL MONDO M A I A L E S M I N U Z Z A T O Y U S H I A N G CINA La carota occupa un posto importante nella cucina quotidiana cinese ed è apprezzata per la sua grande versatilità. È un ingrediente presente in numerose preparazioni, dagli stufati ai piatti saltati nel wok, fino alle insalate e agli snack. Spesso viene utilizzata insieme ad altri ingredienti per aggiungere colore, consistenza ed equilibrio ai piatti. In ricette saltate in padella come il celebre Yu Xiang shredded pork, la carota tagliata finemente apporta una naturale nota dolce e una piacevole croccantezza. Questo utilizzo quotidiano dimostra come la carota si adatti facilmente a stili culinari molto diversi e continui a essere un ingrediente apprezzato in tutta la cucina cinese.
P A L O V K AZ AKISTAN Il palov, noto anche come osh, palau o pilaf, è un piatto dalla storia antichissima, le cui origini vengono fatte risalire all’Asia centrale. Apprezzato per i suoi sapori intensi e i suoi ingredienti sostanziosi, viene spesso preparato in occasione di feste, celebrazioni e grandi momenti di convivialità. Simbolo di ospitalità e parte integrante del patrimonio culturale del Paese, il palov è stato inserito nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO. Tradizionalmente viene preparato con carne di agnello, che contribuisce a conferirgli il suo caratteristico sapore ricco e avvolgente. Molti, tuttavia, scelgono di utilizzare anche il manzo. Il rapporto 1:1:1 tra carne, carote e riso, calcolato in peso, è considerato una regola consolidata per ottenere un palov equilibrato e ricco di gusto.
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RICETTE
A A L U G A J A R M A T A R S A B Z I INDIA
B U D I N O D I C A R O T E , M A I S E Z U C C H I N E ARGENTINA In molte famiglie argentine, una semplice insalata di carote grattugiate e uova sode è un classico della tavola quotidiana. Negli ultimi anni, però, la crescente attenzione verso un’alimentazione più sana ha portato a un utilizzo sempre più creativo della carota in cucina, spesso come ingrediente capace di sostituire parzialmente la farina di frumento in diverse preparazioni. Accanto alla tradizionale insalata, oggi la carota trova spazio in torte, tortillas, pancake ripieni, budini salati, muffin salutari, involtini di verdure e molte altre ricette nutrienti e innovative.
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L’Aalu Gajar Matar Sabzi è un tradizionale piatto indiano a base di patate, carote e piselli. Il suo nome richiama direttamente gli ingredienti che lo compongono: aalu (patata), gajar (carota), matar (piselli) e sabzi (verdure). Per molti indiani che vivono lontano dal proprio Paese, questo piatto rappresenta un autentico sapore di casa. I suoi aromi familiari richiamano alla mente i pasti condivisi in famiglia, i ricordi dell’infanzia e le tradizioni che continuano a essere tramandate di generazione in generazione.
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LIBANO In Libano, la carota è un ingrediente molto utilizzato nella cucina quotidiana. Si ritrova spesso nei piatti a base di riso, negli stufati e nei contorni di verdure, ai quali aggiunge colore, una delicata nota dolce e una consistenza morbida. Abbinata al riso, alle spezie e, talvolta, alla carne, la carota contribuisce a creare piatti caldi e ricchi di sapore, da condividere con la famiglia e gli amici.
GIAPPONE Questo piatto fresco e colorato è una preparazione tradizionale giapponese consumata soprattutto durante il periodo di Capodanno. Quando le famiglie si riuniscono per celebrare l’inizio del nuovo anno, il namasu è spesso presente in tavola, poiché le sue lunghe e sottili strisce sono considerate un simbolo di legami duraturi e prosperità. I colori del piatto, che uniscono il rosso-arancione della carota e il bianco del cavolo rapa, sono associati alla buona fortuna nella cultura giapponese. Rosso e bianco sono infatti i colori tradizionali delle celebrazioni e richiamano immediatamente un’atmosfera festosa. Ma la carota non è apprezzata soltanto nelle preparazioni delle feste. Nella cucina giapponese trova ampio impiego anche nella vita di tutti i giorni, grazie al suo sapore delicato, alla sua versatilità e alle sue qualità nutrizionali.
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CURIOSITÀ
LO S A P E VAT E ? . . .
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Le carote cotte permettono all’organismo di assorbire più facilmente il betacarotene, che viene poi trasformato in vitamina A, rispetto a quelle crude.
S P A Z Z O L I N O N A T U R A L E Masticare carote crude può contribuire a mantenere puliti i denti, aiutando a rimuovere parte della placca.
D O L C E Z Z A I N V E R N A L E Le basse temperature rendono le carote più dolci, poiché parte dell’amido viene trasformato in zuccheri.
L E B A B Y C A R R O T S Le baby carrots non appartengono a una varietà specifica: sono semplicemente carote comuni tagliate e lavorate fino ad ottenere la caratteristica forma compatta.
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Alcune varietà di semi di carota sono così piccole che in un solo cucchiaio possono trovarsi oltre 2.000 semi!
F I O R I T U R A G I G A N T E Quando va a seme e fiorisce, una pianta di carota può raggiungere anche i 2 metri di altezza.
I L P O T E R E D E L V I O L A In Turchia, dalle carote viola si ricava una tradizionale bevanda a base di aceto chiamata Şalgam.
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