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Beesness n°3 Maggio/Giugno 2026

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Anno XVI - N° 3 2026 € 6,50
Ampellio Ramaioli
“LE VARIE SFACCETTATURE DEL LAGO DI COMO”
Guido Cranchi
“IL LUSSO DA DIPORTO”
Claudio Domenicali
“LE SFIDE DI DUCATI”

LE VACANZE SI AVVICINANO. SCALDATE I MOTORI, COME FA LA DUCATI

Iniziamo questo nuovo numero di Beesness con il sottofondo del rombo dei motori. Abbiamo intervistato Claudio Domenicali, CEO della Ducati. Si è avvicinato all’azienda quando era molto giovane, per giungere successivamente a ricoprire il ruolo di numero uno. Ricorda l’emozione provata nel 2003, quando ha realizzato il debutto della Ducati nel Moto Gran Premio e dove sono state vinte le prime gare.

In tema di automotive, parliamo anche del Milano Motor Show, evento che si svolgerà all’Autodromo Nazionale di Monza dal 26 al 28 giugno 2026 e del Salone Auto Torino, che si terrà dall’1 al 13 settembre 2026.

Ampio spazio anche alla moda con Dondup, che col cantante Achille Lauro ha presentato la nuova collezione “Erotica”, di cui l’artista ne è il direttore creativo. La sfilata si è svolta durante il suo concerto presso lo stadio San Siro di Milano. Sempre in questo settore, il marchio Dan John presenta i risultati finanziari, che hanno registrato volumi di vendita pari a 140 milioni di euro, in aumento del 16% rispetto all’esercizio precedente e con un EBITDA che si attesta al 13%.

Nell’ambito della nautica, abbiamo intervistato Guido Cranchi, patron dell’omonima azienda. Spiega il posizionamento alto di gamma raggiunto in questi anni, forte di un design e di una tecnologia molto riconoscibili a livello internazionale. Racconta anche che le sfide odierne nella nautica sono molto cambiate rispetto ad alcuni anni fa. Infatti, il cliente ricerca modi diversi di vivere il mare e vuole proposte sempre più personalizzate.

Nella sezione ospitalità, Ampellio Ramaioli, fondatore di Lake Como Tourism, illustra il concetto di lusso a chi si avvicina per la prima volta a trascorrere dei giorni sul lago. Dice che è necessario dedicare del tempo, per vivere appieno le sensazioni che trasmette questo luogo.

Da ultimo, ma non per importanza, potrete leggere i reportage sull’ospitalità che offrono gli hotel Due Torri di Piazza Anastasia a Verona e Bristol Palace a Genova, oltre al Das Stachelburg, situato a pochi chilometri da Merano.

Buona lettura e arrivederci al prossimo numero.

Giovanni Bonani Direttore Responsabile

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Editore

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Registrazione Tribunale di Milano n°551 del 18.11.2011 info@beesness.it

Giovanni Bonani (Owner) | giovannibonani@beesness.it

Christian Gaston Illan (Co-Owner) | christian@beesness.it

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Stampa

New Press Edizioni S.R.L - Via Della Traversa, 22 - 22074 - Lomazzo (CO)

Direttore Responsabile

Giovanni Bonani

Redazione

Christian Gaston Illan, Monia Ronconi, Francesca Bardelli Nonino, Carla Cavicchini, Laura Bonani

Contributors

Furio Reggente, Marco Chingheri, Clarissa Vatti

Abbonamenti abbonamenti@beesness.it

Credits immagini

Shutterstock, Freepik

Foto copertina: © Giacomo Maestri

Informativa ai sensi dell’Art. 13 D.lgs. 196/2003 L’editore non si assume alcuna responsabilità per le opinioni espresse dagli autori degli articoli, dei testi redazionali e pubblicitari pubblicati. L’editore inoltre non è nelle condizioni di verificare preventivamente alla pubblicazione i dati forniti dalle imprese e dai soggetti intervistati e non è quindi responsabile dei dati pubblicati relativi a prospettive di guadagni ed in particolare ai volumi di ricavi, di costi e conseguentemente di redditività delle iniziative imprenditoriali presentate la cui responsabilità resta a carico esclusivamente delle imprese dichiaranti o degli intervistati. L’editore declina ogni responsabilità derivante da eventuali refusi tipografici o da materiale utilizzato nelle pubblicità degli inserzionisti. La ristampa o la pubblicazione dei contenuti devono essere autorizzati dall’editore. La riproduzione della stessa, anche mediante supporti elettronici, deve essere autorizzata. A garanzia di riservatezza, l’editore Beesness di Giovanni Bonani, nel rispetto del Codice Privacy Dlgs 196/03, garantisce la massima cura dei dati forniti o in suo possesso, che non verranno comunicati a terzi, né verranno utilizzati per comunicazioni commerciali e fatto diritto, in ogni caso, per l’interessato, di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione ai sensi dell’art. 7. Beesness è un marchio registrato.

Giovanni Bonani
Francesca Bardelli Nonino Monia Ronconi
Christian Gaston Illan

News

CNCC, AC Milan, Istituto Marangoni, Filippo De Laurentiis, Legami, Dermoklotho, Foodsyl, dm, Popeyes, Red Bull .................................................................. 8

MIMO e Salone Auto Torino

Il nuovo format automotive tra pubblico e industria ................. 14

Claudio Domenicali, CEO Ducati

Quando la passione diventa leadership e visione ....................... 18

Every great move forward in our lives

begins with a Leap of faith, a step into the unknown.

ACCELERIAMO LA CRESCITA PROFESSIONALE DI CHI VIVE E AMA LO SPORT.

Il settore sportivo ha costante e crescente bisogno di reperire professionalità diverse e sempre più trasversali: attraverso i nostri corsi intendiamo offrire un servizio al settore formando soggetti in grado di rispondere alle esigenze di società, enti e istituzioni con contenuti altamente qualificanti e aderenti alle necessità aziendali. Il collegamento diretto col mondo del lavoro consentirà di cogliere opportunità di lavoro coerenti col percorso formativo di ciascun partecipante.

ROBERTO

ZOIA

CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DEL CNCC PER IL TRIENNIO 2026-2029

L’Assemblea dei Soci del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (CNCC), ha riconfermato all’unanimità alla guida dell’Associazione Roberto Zoia , in qualità di Presidente , per il triennio 2026-2029. Ad affiancare Roberto Zoia, (IGD SIIQ), nel suo terzo mandato alla guida del CNCC, l’Assemblea ha nominato il nuovo Ufficio di Presidenza composto da: Salvatore Occini (Eurocommercial Properties Italia), che ricoprirà la carica di Vicepresidente Vicario, da Luca Lucaroni (IGD SIIQ) che sarà Responsabile Tesoreria e Finanza, e dai due Vicepresidenti Filippo Bozzalla Cassione (Klepierre), e Lucia Grandoni (Ethos).

Per la prima volta il Presidente è stato indicato dalla sub-categoria “Proprietà Core a quota maggiorata”. I soci hanno inoltre eletto i 32 membri del Consiglio Direttivo del CNCC, che nominerà la Giunta Esecutiva il 13 maggio. Il CNCC ha lavorato sulle asimmetrie competitive con le piattaforme online, promuovendo regole più eque per il retail fisico e omnichannel.

Ha sostenuto maggiore flessibilità per i centri commerciali, anche sugli orari, e norme più uniformi a livello nazionale.

Ha inoltre promosso studi con SDA Bocconi sul ruolo del real estate quotato, evidenziando margini di crescita in Italia. Nel triennio ha rafforzato la base associativa e le relazioni tra operatori.

Per il futuro punta su concorrenza, contrattualistica più flessibile, nuove ricerche e formazione con il corso executive in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

IL PRE-SEASON TOUR 2026 DI AC MILAN FA TAPPA IN INDONESIA

Nuova importante tappa per il Pre-Season Tour 2026 di AC Milan . Nell’ambito della preparazione alla prossima stagione sportiva, la Prima Squadra maschile volerà a Giacarta, in Indonesia, per affrontare il Chelsea al Gelora Bung Karno Stadium sabato 8 agosto alle ore 19 locali. Sarà il primo match in assoluto tra due top club europei in Indonesia. Un’occasione ideale per celebrare la passione per il Milan che anima il territorio e lo rende una vera casa rossonera a oltre 11mila chilometri da Milano. L’Indonesia è il terzo Paese con più tifosi milanisti in tutto il mondo – 40 milioni secondo dati Nielsen – e il primo in assoluto per seguito sulle piattaforme digitali del Club. Come Perth, che con le sue strutture all’avanguardia costituirà la base del Tour estivo rossonero, anche Giacarta segna un gradito ritorno. Nel 1994 i rossoneri affrontarono il Persib Bandung nello stesso stadio e, più di recente, la città ha ospitato una tappa del Trophy Tour che ha portato in tutto il mondo la Coppa Campioni d’Italia 2021/22 . La sfida al Chelsea segue il Derby di Milano contro l’Inter che si disputerà in Australia, completando il programma di appuntamenti del Pre-Season Tour 2026, che vedrà protagonista la Prima Squadra maschile di AC Milan.

TOD’S GROUP ENTRA COME SPECIAL PARTNER DELLA INNOVATIVE ACCESSORIES CHALLENGE

Tod’s Group entra nella Innovative Accessories Challenge di Istituto Marangoni Firenze come Special Partner, rafforzando il dialogo tra formazione, creatività e industria del lusso e confermando il respiro internazionale dell’iniziativa. Realizzata in collaborazione con Sara Sozzani Maino, la Innovative Accessories Challenge invita i partecipanti a sperimentare nuove forme di design degli accessori, tra ricerca sui materiali, innovazione responsabile e dialogo tra artigianalità e tecniche produttive contemporanee. L’obiettivo è superare la concezione tradizionale dell’accessorio, trasformandolo in un oggetto espressivo, funzionale e capace di interagire con corpo e ambiente. Il Tod’s Group, simbolo dell’eccellenza del Made in Italy, sostiene il progetto con la propria visione di lusso, qualità e savoirfaire. Il vincitore riceverà una borsa di studio completa per il Master in Luxury Accessories Design Management di Istituto Marangoni Firenze e la prototipazione del progetto selezionato. A questi si aggiunge la Special Mention TOD’S Group, che prevede una borsa di studio pari al 50% per la frequenza del Master in Accessories Design and Management presso Istituto Marangoni Firenze per l’anno accademico 2026/2027 oltre alla possibilità di svolgere un tirocinio curricolare presso Tod’s SpA. I progetti saranno valutati da una giuria internazionale composta da professionisti e protagonisti del panorama moda e accessori, tra cui Paul Andrew, Giuliano Calza, Edward Buchanan, Nicolò Beretta, Anna Dello Russo, Sabrina Scarpellini e Sara Sozzani Maino. Con l’ingresso di Tod’s come Special Partner, la giuria si arricchisce inoltre con Carolina Pelizza, Tod’s Leather Goods Designer, rafforzando ulteriormente il dialogo tra formazione, creatività e industria del lusso.

FILIPPO DE LAURENTIIS INAUGURA LA PRIMA BOUTIQUE MONOMARCA A ROMA

Filippo De Laurentiis segna una tappa fondamentale nel proprio percorso di crescita con l’inaugurazione della prima boutique monomarca nella Capitale. Situato in Via Bocca di Leone 9, a pochi passi da Piazza di Spagna, nel cuore pulsante dello shopping di lusso romano, il nuovo spazio rappresenta l’espressione concreta di un’evoluzione strategica che proietta il brand verso un modello distributivo diretto e sempre più internazionale. La boutique si configura così come un luogo esperienziale, sviluppato su una superficie di circa 80 mq, è stato concepito come un’estensione autentica dell’identità Filippo De Laurentiis. Il concept architettonico, essenziale e contemporaneo, valorizza la qualità materica dei capi attraverso una palette calda e neutra, finiture realizzate a mano e una forte attenzione alle texture. La maglieria di alta gamma, cuore creativo del marchio, è affiancata da una nuova proposta di capispalla che amplia l’offerta verso un total look sempre più strutturato. Accanto alla linea Uomo si sviluppa una collezione Donna in progressiva espansione, riflettendo una visione inclusiva e contemporanea. Dopo la crescita significativa registrata negli ultimi 24 mesi, il marchio Made in Italy ha in programma di accelerare il proprio percorso di espansione internazionale, con un piano di aperture che interesserà le principali capitali europee entro il 2028 e, in prospettiva, i mercati di Cina e Medio Oriente. In questo scenario, l’approdo a Roma rappresenta un passaggio strategico che rafforzala e consolida la propria identità dando forma a una visione evolutiva del brand, in cui prodotto, esperienza e relazione diretta con il cliente convergono in un racconto distintivo e sempre più strutturato.

Le giornate si allungano, le temperature salgono e il conto alla rovescia per le vacanze può finalmente iniziare: Legami brand italiano leader nel mondo gift & stationery, celebra l’arrivo dell’estate con tante novità pensate per esaltare tutta la magia di una stagione fatta di luce, libertà e spensieratezza.

Una selezione di articoli, ideali per accompagnare ogni momento – dai viaggi improvvisati alle giornate all’aria aperta – e trasformarlo in un ricordo speciale . Perché basta poco per rendere memorabile ogni istante. What a Cap! è la nuova linea di cappellini con cui esprimere la propria unicità, Legami trasforma un accessorio di stile in un manifesto da indossare: un invito a essere sé stessi e a comunicare la propria personalità attraverso simpatici messaggi. I 10 design autentici si distinguono infatti per il colore e per il messaggio ricamato su di essi che, con il tono leggero ma incisivo di Legami, permette a tutti di esprimersi al meglio – come Head in the Clouds, per le anime fantasiose che con la loro testa tra le nuvole danno vita alle idee più straordinarie, o Cat Lovers Club, per chi è dolce e affettuoso proprio come gli amici a quattro zampe.

KLOTHO PROTECT BY DERMOKLOTHO RIEQUILIBRA LA PELLE ESPOSTA AGLI STRESS AMBIENTALI ESTIVI

La crema viso antietà Klotho Protect protegge e ripara la pelle dagli stress quotidiani come raggi UV, vento e sbalzi termici. Ideale anche dopo l’esposizione solare, aiuta a riequilibrare la barriera cutanea, lenire e ripristinare l’idratazione ottimale.Arricchita con acido ialuronico a basso peso molecolare, si-lanoli e ceramidi, Klotho Protect aiuta a ottimizzare i processi di rinnovamento cutaneo e il manteni-mento dell’idratazione, lasciando la pelle morbida e protetta Giorno dopo giorno, la pelle appare più elastica , uniforme e profondamente idratata , mentre la texture vellutata e confortevole idrata il viso senza appesantire , rendendola particolarmente indicata come trattamento serale per pelli secche, stressate o mature. Perfetta anche come maschera notte, ideale dopo viaggi, lunghi voli o giornate outdoor, Klotho Pro-tect è l’alleata perfetta delle pelli disidratate . Ciò che rende unici i prodotti skincare Dermoklotho è la speciale miscela di aminoacidi HEAAC® , "Highly Efficient Amino Acid Complex" contenuta in ognuno di essi. Frutto di oltre quarant'anni di ricerca scientifica, è una esclusiva miscela che nutre di elementi essenziali l’epidermide. In tal modo, si modula la produzione di citochine infiammatorie, in particolare la IL-6, aumentando l’efficienza e prolungando la vita delle cellule. Come tutti i prodotti della linea DermoKlotho, Klotho Protect si inserisce nel sistema integrato inside out & outside in, che combina trattamenti topici e integrazione alimentare con gli integratori Klothamin per risultati visibili e duraturi. La perfetta sinergia tra nutrimento cellulare e rigenerazione cutanea, che incarna la missione del brand: longevità e bellezza consapevole

FOODSYL, IL NUOVO SISTEMA BREVETTATO PER L’APERTURA “EASY PEEL” PER LATTINE

Addio linguette, addio coperchi anonimi pre-incisi: con FOODSYL Ecocap’s scrive un nuovo capitolo del packaging alimentare in lattina. Dall’esperienza di Ecocap’s nasce una soluzione che supera i limiti delle confezioni stay-on-tab: costi elevati, materiali misti, difficoltà di riciclo e rischio contaminazioni. Le lattine tradizionali inoltre ostacolano l’uscita del cibo dopo l’apertura. Il sistema di sigillatura in foil di alluminio termosaldato stampabile (e quindi personalizzabile) segna un’evoluzione concreta in termini di efficienza, igiene e sostenibilità, migliorando praticità, sostenibilità e sicurezza, a costi inferiori. FOODSYL è progettato per applicazioni ad alto volume nei principali settori del food, tra cui tonno e seafood, legumi e verdure, derivati del pomodoro, piatti pronti e pet food, zuppe e alimenti disidratati. Il sistema è compatibile con le linee industriali esistenti e scalabile per produzioni ad alta velocità, facilitandone l’integrazione nei processi produttivi. Un foil in alluminio termosaldato che diventa contemporaneamente chiusura ermetica, sistema di apertura easy peel e superficie di branding. L’eliminazione della linguetta consente una riduzione del materiale utilizzato e dei costi produttivi. Sul piano della sicurezza e dell’igiene, il sistema garantisce una barriera ermetica totale fino al momento dell’apertura, eliminando parti metalliche esposte o deformabili e riducendo sensibilmente il rischio di contaminazione del cibo dopo l’apertura. L’apertura easy peel migliora inoltre l’esperienza del consumatore, rendendo il prodotto più facile da aprire e quindi da utilizzare.

DM RAFFORZA LA PROPRIA PRESENZA IN VENETO: NUOVA APERTURA A LE BRENTELLE

dm apre all’interno del Centro Commerciale Le Brentelle , in Via della Provvidenza 1, a Sarmeola di Rubano (PD), punto di riferimento per lo shopping e i servizi locali. L’apertura rafforza la presenza di dm tra Padova e le principali città del Veneto, confermando lo sviluppo della rete in una regione dinamica. Il nuovo store contribuisce inoltre al territorio con l’inserimento di 9 nuovi collaboratori, consolidando il legame con la comunità locale.Aperto dal lunedì alla domenica dalle 9:30 alle 20:30, il punto vendita accoglierà i clienti in un ambiente moderno e luminoso, che si estende su un unico piano di 672 mq , progettato per offrire un’esperienza d’acquisto intuitiva e piacevole, con aree organizzate in “quartieri” accompagnando il cliente in un percorso chiaro e immediato. Lo store offre un assortimento di circa 15.000 referenze tra cura della persona, alimentazione biologica, integratori, prodotti baby e pet food. Presenti oltre 600 brand e 28 marchi esclusivi dm , tra cui Balea, dmBio e Mivolis. Spazio anche a prodotti bio e sostenibili, con ingredienti naturali, certificazioni e packaging riciclati. Oltre ai servizi presenti in tutti gli store dm, il nuovo punto vendita offrirà un’area per la stampa fotografica da smartphone e uno dei nuovi “punti di ritiro dm”, locker self-service per ritirare gli ordini online in autonomia, senza attese in cassa. Una soluzione che integra esperienza fisica e digitale, in linea con l’approccio omnichannel di dm. Tramite lo shop online e l’app “la mia dm”, i clienti possono scegliere tra oltre 12.000 articoli e ricevere gli ordini a casa, in un punto BRT, in negozio o con ritiro express dopo due ore. Anche dm fedeltà , integrata nell’app, arricchisce l’esperienza con sconti, coupon e promozioni esclusive.

A TO DREAM ARRIVA POPEYES

Ha aperto a To Dream – il più grande Urban District del Piemonte – il terzo punto vendita torinese di Popeyes, l'insegna dedicata al pollo fritto con i sapori della Louisiana e in particolare di New Orleans, con le spezie cajun e creole. Il protagonista del menu di Popeyes è il suo famoso pollo fritto, il cui segreto è una ricetta originale di spezie cajun in cui il pollo viene marinato per 12 ore, panato a mano e fritto al momento quotidianamente, per garantire croccantezza all’esterno e succosità all’interno.

NUOVA RED BULL SUMMER EDITION AL GUSTO SUDACHI LIME

Red Bull ha annunciato la Red Bull Summer Edition 2026 al gusto Sudachi Lime. Questa nuova referenza, disponibile dal 27 aprile presso una selezione di rivenditori e locali della ristorazione, anche online, rimarrà in vendita fino ad esaurimento scorte. Al centro di questo nuovo gusto c’è la combinazione unica tra il lime, familiare e molto apprezzato nei paesi tropicali, e il sudachi agrodolce proveniente dal Giappone, che insieme creano una sinfonia di sapori vivaci. Man mano che l’esperienza gustativa si sviluppa, il profilo si completa con una delicata nota di pomelo e scorza di agrumi.

Le Red Bull Summer Edition si alternano all’interno dell’attuale gamma Red Bull Editions, che include anche la White Edition al gusto cocco-açai, la Green Edition al gusto dragon fruit, la Red Edition al gusto anguria, la Blue Edition al gusto juneberry, la Pink Edition Sugarfree al gusto di frutti di bosco, la Peach Edition al gusto pesca e la Ice Edition Sugarfree al gusto Iced Vanilla Berry.

Questi gusti sono venduti insieme alla linea originale di Red Bull Energy Drink e contengono gli stessi ingredienti chiave, ma con gusti nuovi e differenti.

Red Bull Summer Edition Sudachi Lime è disponibile in lattine da 250 ml nel vivace colore giallo sole d’estate.

MIMO E SALONE AUTO TORINO

Il nuovo format automotive tra pubblico e industria

A cura della Redazione

In occasione della Milano Design Week, via Tortona 35 ha ospitato la conferenza stampa di presentazione delle edizioni 2026 di MIMO Milano Monza Motor Show e Salone Auto Torino, due appuntamenti che negli ultimi dieci anni hanno contribuito a definire un nuovo modello di evento automotive open-air, gratuito per il pubblico.

MIMO Milano Motor Show – adrenalina all’Autodromo Nazionale Monza

MIMO Milano Monza Motor Show si svolgerà dal 26 al 28 giugno 2026 all’Autodromo Nazionale Monza e rappresenta un evento dinamico, immersivo con ingresso gratuito, dove il pubblico potrà vivere l’automobile in tutte le sue espressioni più emozionali e tecnologiche. Supercar e hypercar saranno protagoniste in pista, con la possibilità per gli appassionati di assistere a sessioni dinamiche e vivere esperienze dirette. Accanto a queste, saranno attivi programmi di test drive che permetteranno al pubblico di provare le vetture sia all’interno del circuito sia su percorsi di viabilità ordinaria, entrando in contatto con le più recenti tecnologie e soluzioni di mobilità.

Salone Auto Torino – novità di oltre 40 brand in esposizione e in test drive

Salone Auto Torino si terrà dall’11 al 13 settembre 2026 nel

ALB Marzialetti

centro della città e attende la partecipazione di oltre 40 case automobilistiche, grandi protagoniste con modelli esposti in forma statica e vetture disponibili per test drive per le vie della città. L’evento, gratuito per i visitatori, si configura come una piattaforma completa per il settore, con la possibilità per il pubblico di entrare in contatto diretto con i brand e, in alcuni casi, avviare precontratti durante la manifestazione, da finalizzare poi presso la rete dei concessionari. A rafforzare ulteriormente il valore dell’evento contribuiscono il programma bTOb (10 settembre 2026), dedicato agli incontri tra industria e filiera automotive, e la Settimana Salone Auto Torino, che estende su scala nazionale le attività commerciali attraverso promozioni e condizioni dedicate attivate presso le concessionarie.

bTOb Salone Auto Torino – la piattaforma business per l’industria automotive

All’interno del programma si inserisce bTOb, l’evento dedicato agli incontri tra case automobilistiche e aziende della filiera automotive, dai servizi alla mobilità, dalla componentistica alla finanza. La piattaforma digitale bTOb è attiva dal 20 aprile e permette ai partecipanti di creare il proprio profilo, entrare in contatto con altri operatori e organizzare incontri mirati. La giornata di meeting si svolgerà il 10 settembre 2026 presso il Teatro Regio di Torino, con un calendario di appuntamenti one-

to-one pensati per favorire relazioni concrete e opportunità di business tra industria e filiera.

A illustrare contenuti, visione e sviluppi dei due eventi è stato Andrea Levy, Presidente MIMO e Salone Auto Torino, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del sistema automotive, Andrea Tronzano, Assessore allo Sviluppo delle Attività Produttive Regione Piemonte, Mimmo Carretta , Assessore Grandi Eventi, Sport e Turismo Comune di Torino, Carlo Abbà , Assessore Commercio e Attività Produttive Comune di Monza.

Accanto a loro, la delegazione internazionale legata al progetto TADA Torino Automotive Design Award , tra cui Vittorio Sun Qun , Vice Chairman TADA, e Winnie Gao, Secretary General TADA, insieme a William Wang , Journalist CCOY China Car of the Year, e XiaoDan Yang , Publisher of China Auto Pictorial.

TADA, il progetto che connette Europa e Cina attraverso il design automotive Nato all’interno dell’ecosistema di Salone Auto Torino, TADA si configura come un premio internazionale dedicato al design automotive, pensato per favorire il dialogo tra industria europea e cinese e valorizzare innovazione, ricerca e linguaggi progettuali contemporanei.

La giuria di TADA è composta da alcuni tra i più autorevoli giornalisti automotive italiani, a conferma del ruolo centrale del nostro Paese nella cultura e nella narrazione del design automobilistico. La giuria al momento è composta da: Luca Budel (Mediaset - Drive Up), Alberto Capra (Automoto.it), Alberto Caprotti (Avvenire Motori), Mario Cornicchia (MotorBox), Lorenzo Curatti (Motor1), Federico Ferrero (Autoappassionati), Giulia Paganoni (Il Sole 24Ore) Monica Secondino (Il Fatto Quotidiano Motori), Umberto Zapelloni (Il Foglio Mobilità).

All’interno del premio sono inoltre previste categorie sviluppate in collaborazione con partner media internazionali, tra cui Autohome, con una sezione dedicata alle performance car, e CCOY (China Car of the Year), con una categoria dedicata ai modelli più rilevanti sul mercato globale.

Il sistema di premi comprende le seguenti categorie: Best Exterior Design, Best Interior Design, Best Concept Car Design, Best Innovation & Technology, Best Performance Car

Nel corso degli anni, MIMO e Salone Auto Torino si sono affermati come piattaforme capaci di generare valore per i territori ospitanti, non solo in termini di visibilità internazionale, ma anche di indotto economico e turistico. Gli eventi favoriscono infatti la promozione delle città e delle loro eccellenze architettoniche e culturali, offrendo al pubblico un’esperienza diffusa che integra mobilità,

design e scoperta del territorio.

Un ruolo centrale è svolto dal sistema di convenzioni sviluppato nel tempo, che coinvolge musei, trasporti, strutture ricettive, attività commerciali e hotel, contribuendo a valorizzare l’offerta turistica nel suo complesso e a incentivare la permanenza dei visitatori.

Lo sviluppo del format è sostenuto dalle principali istituzioni e realtà del sistema automotive italiano, tra cui ACI , ASI Automotoclub Storico Italiano, ANFIA , UNRAE e Federauto, a conferma del valore strategico di un modello che coniuga industria, cultura e territorio.

Può raccontarci del suo percorso professionale e come è arrivato a guidare Ducati?

CLAUDIO DOMENICALI, CEO DUCATI

Quando la passione diventa leadership e visione

A cura di Christian Gaston Illan

Io entro in Ducati dopo l’università, da giovane appassionato di moto, di tecnica e di tutte le cose emozionanti e veloci. Ho iniziato lavorando a un progetto molto importante per l’epoca - era il 1991 e la Ducati di allora era molto diversa da quella che conosciamo oggi - la Ducati Supermono, una moto da gara monocilindrica estremamente innovativa. Mi sono occupato del progetto a 360 gradi, seguendone tutti gli aspetti. Da lì è iniziato il mio percorso di crescita, inizialmente soprattutto nell’area tecnica: prima come responsabile dell’ufficio tecnico e successivamente nel mondo delle corse. Nel 1999 abbiamo fondato Ducati Corse come società separata e avviato il percorso che ci avrebbe portato all’ingresso in MotoGP nel 2003. Quello fu un anno straordinario: salimmo sul podio già alla gara d’esordio, conquistammo la pole position alla terza gara e arrivammo alla vittoria dopo appena sei Gran Premi. Un debutto davvero spettacolare.

Successivamente, tra il 2004 e il 2005, ho iniziato a occuparmi anche del prodotto di serie, ampliando progressivamente il mio ruolo fino ad assumere la direzione tecnica dell’intera gamma Ducati. Nel 2009 sono stato nominato Direttore Generale Operations e Sviluppo Prodotto e, infine, nel 2013, poco dopo l’ingresso di Ducati nel Gruppo Audi, mi è stato proposto il ruolo di Amministratore Delegato, che ho accolto con grande entusiasmo. Da lì in poi, è storia recente.

Qual è stato il momento chiave nella sua carriera che l’ha convinta di voler lavorare nel settore automotive e motociclistico?

Penso sia stato un crescendo. Come dicevo, ero già un grande appassionato di moto: motociclista praticante ma anche profondamente interessato alla meccanica. Come molti miei coetanei dell’epoca, mettevo letteralmente “le mani in pasta”, cercando di migliorare le performance della moto. Per questo ho scelto un percorso di studi in ingegneria meccanica, con l’idea di trasformare quella passione in una professione.

A un certo punto però, durante l’università, ho avuto un momento di dubbio. Ho iniziato a collaborare con una rivista motociclistica e la carriera da giornalista professionista sembrava un’opzione molto concreta. Quando mi sono laureato avevo quindi davanti due possibilità: continuare nel giornalismo oppure entrare in Ducati, dove avevo già svolto la tesi e lavorato su alcuni progetti, quindi l’azienda già mi conosceva.

Il vero momento di svolta è arrivato quando ho capito che, per quanto la vita del giornalista fosse affascinante - viaggi, prove moto in giro per il mondo - mi attirava molto di più l’idea di creare qualcosa di mio, di contribuire direttamente a immaginare, progettare e realizzare qualcosa che prima non esisteva.

Ci sono state persone o esperienze che hanno influenzato profondamente il suo modo di guidare l’azienda?

Sicuramente tutte le persone che hanno guidato Ducati prima di me mi hanno influenzato, a partire da Massimo Bordi, Federico Minoli e Gabriele Del Torchio. Ognuno di loro mi ha trasmesso qualcosa di prezioso.

Ho imparato molto anche dalle letture. Sono appassionato di biografie e credo che alcuni grandi imprenditori abbiano avuto

un’influenza importante sul mio modo di vedere il business. Tra tutti, probabilmente Steve Jobs è la figura che mi ha colpito di più. Ho letto e riletto la sua biografia con grande attenzione, soprattutto per questa sua straordinaria tensione verso la realizzazione di prodotti di qualità eccezionale, in cui design e tecnologia si fondono in un unicum perfetto. Ma non solo prodotto: tutto l’universo Apple è una celebrazione fortissima del brand. Mi ha sempre colpito, ad esempio, la capacità di avere nei negozi persone estremamente competenti, in grado di affascinare continuamente nuovi clienti attraverso una conoscenza profonda dei prodotti. Anche figure come Jeff Bezos ed Elon Musk – per citarne solo alcuni – mi hanno aiutato a costruire la mia personale “valigetta degli attrezzi” come manager e leader.

Come definirebbe la cultura di Ducati oggi? Come la coltiva tra i suoi team?

La cultura di Ducati oggi è profondamente italiana e fortemente orientata all’eccellenza, alla valorizzazione delle persone e al rapporto diretto con i clienti.

Abbiamo una cultura molto attenta alla qualità in tutto ciò che facciamo, che si tratti di un prodotto, di un servizio o dell’esperienza complessiva che offriamo. Allo stesso tempo, siamo guidati da una forte attenzione alla performance, senza mai perdere di vista la dimensione umana. Cerchiamo continuamente il giusto equilibrio tra la volontà di raggiungere risultati e quella di mantenere relazioni autentiche, sia all’interno dell’azienda sia con la nostra community di clienti e appassionati.

Ducati è famosa per l’eccellenza tecnica e il design distintivo: come bilancia innovazione e tradizione?

Bilanciare innovazione e tradizione è un esercizio quotidiano, complesso e molto delicato. Ducati è un brand che definirei “nobile”, con caratteristiche e valori molto riconoscibili, e proprio per questo ogni evoluzione va gestita con grande attenzione. Il design, per esempio, deve evolversi in modo rispettoso della storia del marchio, senza mai creare una rottura netta con il passato. Mi colpisce sempre positivamente vedere moto Ducati di 15, 20 o persino 30 anni fa ancora perfettamente conservate e incredibilmente affascinanti. Questo è anche il risultato di scelte stilistiche coerenti nel tempo, che permettono alle moto di invecchiare con eleganza senza perdere identità. Allo stesso tempo, Ducati deve continuare a proporre una gamma contemporanea, capace di offrire agli appassionati la migliore tecnologia disponibile in ogni momento storico. La vera sfida sta proprio qui: innovare costantemente, mantenendo però intatti quei codici stilistici e quei valori che rendono Ducati immediatamente riconoscibile e le conferiscono quel senso di prestigio e autenticità che appartiene alla nostra storia.

Come prende decisioni strategiche in momenti di incertezza economica o di mercato?

Il processo decisionale cambia in base al tema da affrontare, ma il mio approccio parte sempre dall’ascolto. Cerco di confrontarmi con il maggior numero possibile di persone, anche a livelli diversi dell’organizzazione. Non solo con i miei diretti riporti, ma anche con chi opera in altre aree dell’azienda o all’esterno, come concessionari, clienti e fornitori. Spesso sono

proprio questi confronti a offrire punti di vista preziosi, soprattutto nei momenti di maggiore incertezza economica o di mercato. Successivamente, cerco sempre di riportare ogni decisione ai valori fondamentali di Ducati. Mi domando quanto quella scelta sia coerente con ciò che rappresentiamo: style, sophistication e performance. Per me, una decisione strategica è davvero corretta quando non risponde soltanto a un’esigenza di business nel breve periodo, ma rimane allineata ai valori che definiscono Ducati nel lungo termine.

Ducati sta esplorando nuove tecnologie, come moto elettriche o connesse. Qual è la sua visione per Ducati nei prossimi 5-10 anni?

Le moto elettriche rappresentano sicuramente una possibilità molto interessante per il futuro, ma oggi esistono ancora alcune sfide tecniche importanti da superare. Penso, ad esempio, al peso delle batterie, che rende ancora difficile ottenere il livello di leggerezza e dinamica che vorremmo da una Ducati. Inoltre, per noi resta centrale anche un altro aspetto: l’emozionalità del prodotto. Una Ducati non deve essere soltanto performante, ma deve soprattutto riuscire a trasmettere emozioni forti a chi la guida.

Negli ultimi anni abbiamo investito molto nella ricerca e nello sviluppo, anche attraverso l’esperienza in MotoE, che si è rivelata estremamente utile per comprendere meglio sia il potenziale sia gli attuali limiti della tecnologia elettrica. Credo quindi che servirà ancora del tempo prima di vedere nella gamma Ducati una moto elettrica capace di offrire davvero il livello di emozione

e performance che consideriamo imprescindibile. Nel frattempo, stiamo assistendo a un’evoluzione molto significativa su altri fronti tecnologici, in particolare nell’integrazione digitale e nella connettività. Le moto stanno diventando sempre più connesse agli smartphone e sempre più intelligenti grazie al software, che permette di adattarne il comportamento alle diverse situazioni di guida. L’obiettivo è sviluppare moto sempre più “camaleontiche”: sportive quando serve, ma anche confortevoli e versatili quando il pilota lo desidera.

In un settore altamente competitivo come quello motociclistico, come individuate le aree in cui investire in innovazione?

Le aree su cui investire in innovazione nascono da un lavoro continuo di osservazione, confronto e collaborazione. Per noi è fondamentale mantenere un dialogo costante con i fornitori, così come investire nella ricerca di nuovi materiali, soluzioni tecniche e tecnologie applicabili al prodotto. Allo stesso tempo, osserviamo con grande attenzione anche ai settori adiacenti, come quello delle auto supersportive, che spesso rappresentano una fonte importante di ispirazione e di benchmark tecnologico. Tutti questi stimoli - interni ed esterni - ci permettono di portare sul tavolo diverse proposte, che vengono poi valutate e inserite all’interno della nostra roadmap strategica.

Qual è un progetto interno a Ducati di cui è particolarmente orgoglioso ma che pochi conoscono?

Uno dei progetti di cui vado particolarmente orgoglioso, e che forse non tutti conoscono fino in fondo, è l’evoluzione della Multistrada, soprattutto con la sua seconda generazione. Quando l’abbiamo sviluppata - parliamo del 2010 - il concetto di moto dual sport o adventure touring era molto diverso da oggi. In quel periodo, le moto di quella categoria erano generalmente orientate al turismo: molto comode, ma poco performanti e poco emozionali.

Con la Multistrada abbiamo deciso di reinterpretare completamente quel segmento, creando una moto capace di offrire comfort, capacità di carico e versatilità, senza rinunciare allo spirito e al DNA Ducati. Volevamo una moto che fosse sì adatta ai lunghi viaggi, ma anche estremamente performante, sportiva ed emozionante da guidare. Da quella visione sono nate tutte le evoluzioni successive, fino all’attuale Multistrada V4, e nel tempo molti competitor hanno seguito la stessa direzione: quella di proporre moto pensate per viaggiare, ma con prestazioni e dinamiche sempre più vicine al mondo delle sportive. Credo che questo progetto abbia contribuito in modo significativo ad ampliare il potenziale del nostro brand, permettendoci di crescere e di raggiungere nuovi clienti senza perdere la nostra identità. È proprio per questo che è un progetto di cui vado particolarmente fiero.

Ducati non è solo un marchio, è un’icona culturale. Come protegge e alimenta questa identità unica?

Proteggere l’identità di Ducati significa, prima di tutto, rimanere fedeli ai valori fondanti del brand, mantenendo una grande

attenzione verso i clienti, la community, il mondo delle Corse e tutte le occasioni di aggregazione che ruotano attorno al marchio. Sono proprio questi elementi ad alimentare continuamente il senso di appartenenza alla nostra community e a far sentire i nostri appassionati veri “ducatisti”. Essere ducatista, infatti, non significa semplicemente possedere una moto Ducati, ma sentirsi parte di una vera famiglia.

Eventi globali come il We Ride As One rappresentano perfettamente questa filosofia, così come il World Ducati Week, che quest’anno avrà un significato ancora più speciale perché celebrerà il centenario Ducati, o ancora le Tribune organizzate durante i weekend di gara. Dedichiamo moltissima energia a tutte quelle iniziative che vanno oltre il prodotto e che contribuiscono a creare quel senso di appartenenza capace di trasformare un motociclista in un vero ducatista.

Come pensa che il brand Ducati influenzi il comportamento e le emozioni dei suoi clienti?

Credo che tutto ciò che facciamo come brand si rifletta, in qualche modo, anche nella personalità dei nostri clienti, che si sentono rappresentati dai valori Ducati. Diventare “Ducatista” significa anche comunicare qualcosa di sé: attenzione al bello, alla qualità, al design e al piacere di scegliere oggetti fatti con grande cura. Mi viene in mente, ad esempio, Massimo Bottura, uno dei nostri più grandi appassionati e, nel suo ambito, una straordinaria icona dell’eccellenza italiana.

Scegliere Ducati significa riconoscersi in una certa idea di qualità, passione e ricerca del meglio.

Da una parte, quindi, Ducati racconta qualcosa della persona che la sceglie; dall’altra, la fa sentire parte di qualcosa di più grande grazie alle esperienze condivise, agli eventi e ai momenti di incontro che alimentano il senso di appartenenza alla community Ducati.

Ci sono collaborazioni o partnership future che considera particolarmente rivoluzionarie per il brand?

Ci sono diverse cose “in pentola”, anche se in questo momento è ancora presto per parlare nel dettaglio di future collaborazioni.

Nel tempo abbiamo sempre cercato di associare Ducati a marchi capaci non solo di avvicinarci a nuovi pubblici e nuovi appassionati - come è accaduto, ad esempio, con clienti Lamborghini o Bentley diventati poi anche ducatisti - ma anche di generare un reale scambio di valore. Quando si collabora con brand così storici, forti e ricchi di passione, si impara sempre qualcosa ed è proprio questo uno degli aspetti più stimolanti delle partnership: il confronto tra competenze e visioni diverse, ma accomunate dalla ricerca dell’eccellenza.

Noi vediamo Ducati come un’azienda con una storia importante alle spalle, ma allo stesso tempo profondamente orientata al futuro. Il nostro obiettivo è continuare a evolvere, mantenendo vivi i valori che fanno parte della nostra tradizione e reinterpretandoli costantemente in chiave contemporanea, attraverso prodotti, esperienze e collaborazioni capaci di far crescere il brand nel tempo.

Dondup presenta Erotica , la prima collezione ideata e firmata da Lauro De Marinis , nel suo nuovo ruolo di direttore creativo del brand.

DONDUP PRESENTA EROTICA

A San Siro sfila la collezione d’esordio

A cura della Redazione

La sfilata di debutto si è tenuta allo Stadio San Siro, lunedì 15 giugno, in occasione del suo concerto alla presenza di oltre 60.000 persone, che hanno potuto assistere allo show.

La musica si fonde con la moda e per la prima volta in assoluto una vera e propria sfilata avviene durante un concerto in uno degli stadi più importanti del mondo. Un evento unico nel suo genere che ha visto sfilare top model internazionali come Frida Aasen, Cindy Mello e Ikram Abdi.

Erotica è il primo capitolo di questo percorso. Il nome stesso è un manifesto: riportare la sensualità nella moda contemporanea, non come provocazione ma come eleganza. Erotica racconta una donna che non cerca approvazione. L’istinto diventa consapevolezza. La consapevolezza diventa erotismo. Ambiziosa, magnetica, dominante. Una presenza che si impone con naturalezza. Il suo potere non ha bisogno di essere dichiarato. Si manifesta attraverso l’atteggiamento, la presenza e una sensualità controllata. Quel tipo di fascino costruito che appartiene alla tradizione sartoriale italiana - il corpo femminile valorizzato, mai esibito. La seduzione che nasce dalla precisione di un taglio, dalla caduta di un tessuto, dal modo in cui un capo aderisce e accompagna il movimento.

Da questa visione nasce una collezione di 50 pezzi tra capi e accessori, che si sviluppa attraverso una narrazione fatta di contrasti e armonie: il rigore sartoriale incontra una sensualità decisa. I gessati e il tailoring costruiscono una silhouette autorevole, mentre trasparenze, superfici luminose, abiti e tailleur vestono perfettamente il corpo femminile, e dettagli preziosi introducono tensione e provocazione. Capi e accessori pensati per la stagione FW26/27 che sono, insieme, un vocabolario nuovo per Dondup: più maturo, più deciso, più consapevole della propria identità.

Elemento centrale della collezione è il gessato, declinato nelle tonalità bianco, grigio e tono su tono, che diventa simbolo di una nuova idea di eleganza. Blazer scolpiti sul punto vita, trench sartoriali, chemisier dalle proporzioni scenografiche, smoking femminili e il pantalone Lexi, capo iconico del brand, flared a vita media, caratterizzato da una linea slanciata che valorizza la silhouette, costruiscono un guardaroba sofisticato e riconoscibile. Il bianco e il nero definiscono una femminilità decisa, sofisticata e sicura di sé. Ogni look esprime forza, carattere e individualità. La seduzione non è una ricerca di consenso, ma l’espressione naturale di una donna consapevole del proprio valore.

Accanto al tailoring trovano spazio materiali e lavorazioni che amplificano la dimensione sensoriale della collezione: velluti profondi, maglierie lurex tridimensionali, shantung di seta e chiffon impalpabili. Texture ricche, materiali pregiati e volumi importanti ne amplificano il carattere. Ogni elemento contribuisce a definire un’estetica che unisce forza e leggerezza, struttura e movimento.

A completare la proposta, una selezione di accessori esclusivi – borse Hobo, clutch e cinture – caratterizzati da dettagli in metallo satinato che diventano la firma visiva dell’universo Erotica.

Prodotta in edizione limitata e in vendita solo attraverso selezionati punti vendita ed e-commerce del brand, Erotica è l’espressione di una femminilità potente e irresistibile, destinata a chi ricerca unicità e qualità. Ogni capo è concepito come parte di una visione coerente e riconoscibile, capace di superare la stagionalità per trasformarsi in dichiarazione di stile.

“Volevo creare qualcosa che restasse. Non come volto ma come autore. Erotica è il modo in cui vedo la donna: forte, elegante, consapevole del proprio corpo. La sensualità non è un accessorio — è un’attitudine. E la moda deve saperla raccontare” dichiara Lauro De Marinis.

L’ingresso di Lauro in Dondup segna l’inizio di un percorso creativo che nei prossimi anni influenzerà l’immagine, le collezioni e il posizionamento del brand - preservandone il DNA e rafforzandone l'identità. Più che una collezione, Erotica definisce un nuovo linguaggio per Dondup.

DONDUP

Dondup nasce nel 1999 a Fossombrone, nel cuore della Denim Valley italiana. Il brand ha trasformato la sua conoscenza profonda del denim, maturata in oltre 25 anni di esperienza, in un universo di collezioni ready-to-wear dalla forte identità urbana e cosmopolita.

Radicato nella manifattura italiana e mosso da un'ossessione per il fit, Dondup unisce ricerca, qualità e cultura del saper fare in ogni suo capo.

Dal 2021 Dondup fa parte del portfolio di Made in Italy Fund, fondo di private equity promosso e gestito da Quadrivio & Pambianco, dedicato a valorizzare le eccellenze italiane nei settori moda, design, beauty e food.

CRESCITA A DOPPIA CIFRA PER DAN JOHN

Sviluppo retail e internazionalizzazione

Dan John chiude il 2025 con risultati in forte crescita, registrando volumi di vendita pari a 140 milioni di euro, in aumento del 16% rispetto all’esercizio precedente e con un EBITDA ADJ. che si attesta al 13,5%, a conferma della solidità del modello di business del brand. L’andamento positivo consente all’azienda di guardare con fiducia ai prossimi sviluppi, prevedendo per il 2026 un’ulteriore crescita a doppia cifra, con l’obiettivo di raggiungere i 160 milioni di euro di volume di vendita, sostenuta da un piano di espansione che include oltre 40 nuove aperture, di cui 20 già completate nella prima parte dell’anno.

La rete distributiva del brand conta oggi oltre 240 negozi, con 3,5 milioni di capi venduti ogni anno, 1,5 milioni di clienti serviti e oltre 8,2 milioni di ingressi in store.

Daniele Raccah , Co-Founder del marchio, commenta: “I risultati raggiunti nel 2025 confermano la validità del nostro posizionamento e della nostra strategia di crescita. Continuiamo a investire nello sviluppo retail e nel rafforzamento della nostra presenza internazionale, mantenendo standard qualitativi molto elevati sia nei punti vendita sia nel servizio al cliente”.

A cura della Redazione

Il mercato italiano rappresenta ancora il 90% del fatturato, mentre il percorso di espansione internazionale prosegue con slancio: Dan John è oggi presente in 31 Paesi e ha recentemente rafforzato la propria presenza in aree strategiche come Emirati Arabi, Nord Africa, Tunisia, Paesi Baltici, Marocco, Vietnam e Malesia.

DAN JOHN

Dan John è un brand italiano di moda maschile nato a Roma, simbolo di eleganza contemporanea e funzionalità raffinata. Con oltre 240 store in 31 Paesi e più di 1,5 milioni di clienti, il brand propone collezioni pensate per l’uomo moderno, capace di esprimere uno stile coordinato e distintivo in ogni occasione. Fondato dagli imprenditori Daniele Raccah e Giovanni Della Rocca, Dan John unisce visione internazionale e attenzione al dettaglio, ridefinendo il menswear contemporaneo con uno stile italiano unico, elegante e sempre attuale.

Daniele Raccah
Dan John store

MINI e Paul Smith hanno portano il loro spirito giocoso e ottimista al Salone del Mobile 2026 con “A Garden of Curiosity”, l’installazione immersiva che ha celebrato il design britannico e il colore, mettendo in mostra la nuova MINI Paul Smith Edition.

MINI & PAUL SMITH

Un giardino di curiosità per l'esclusiva alla MDW 2026

A cura della Redazione

Allestita nello storico Palazzo Borromeo d’Adda a Milano, “A Garden of Curiosity” ha segnato un nuovo capitolo nella lunga storia di collaborazione tra i due brand. Legati dalle loro comuni radici britanniche e dai loro design iconici, MINI e Paul Smith si sono uniti per celebrare ottimismo, curiosità e spirito innovativo. L’installazione combinava l’uso distintivo del colore di Paul Smith con la meticolosa attenzione ai dettagli tipica di MINI, invitando i visitatori a esplorare e vivere appieno il mondo giocoso del design. “Paul Smith e MINI si completano perfettamente, come dimostra ancora una volta questa collaborazione. Li unisce la passione per il design, e il loro entusiasmo condiviso per l’artigianato, l’innovazione e l’individualità ha reso “A Garden of Curiosity” un’esperienza ricca di colori, suoni ed espressività”, ha dichiarato Holger Hampf, Head of MINI Design.

Situata nel giardino di Palazzo Borromeo d’Adda, l’installazione era accessibile tramite una passerella in legno che attraversava il cortile e conduceva i visitatori a una porta rossa, che rappresentava un invito simbolico a guardare e osservare. Oltre la soglia si apriva lo

spazio verde ideato da MINI e Paul Smith, composto da sentieri fiancheggiati da piante ed erbe, che conducevano a piattaforme aperte e installazioni cubiche. L’iconica Paul Smith Signature Stripe percorreva il giardino come elemento ricorrente di design. Architettura, texture, colori e suoni si fondevano armoniosamente, dando vita a un’esperienza sensoriale completa.

La Colour Theory Room rappresentava un punto d’incontro visivo tra la palette cromatica distintiva di Paul Smith e i colori della nuova MINI Paul Smith Edition. I visitatori potevano disporre di campioni di colore su una parete interattiva, potendo creare composizioni che cambiavano costantemente nel corso della giornata con ogni nuovo intervento personale. In linea con la filosofia di Sir Paul Smith, la parete offriva inoltre l’opportunità di sperimentare liberamente diverse combinazioni cromatiche.

La Listening Room ampliava questa esperienza attraverso registrazioni vocali di Sir Paul Smith, sottolineando l’importanza della teoria del colore. Un’ulteriore piattaforma aperta va i visitatori a vivere lo spazio con tutti i sensi, concedendosi un momento di pausa lontano dal ritmo frenetico di Milano. Ad arricchire ulteriormente l’installazione, la nuova MINI Cooper Cabrio Paul Smith Edition attendeva di essere scoperta e invitava i visitatori a soffermarsi sui dettagli: estetica e finiture riflettevono lo stile inconfondibile di Paul Smith, interpretando al contempo lo spirito giocoso, ottimista e indipendente del marchio. Un elemento esclusivo che si integrava armoniosamente nell’insieme del progetto.

“Ho sempre amato le mie visite a Milano per il Salone del Mobile

e sono felice di tornare in città per presentare al mondo del design la mia nuova MINI. Non vedo l’ora di condividere questo progetto speciale con tutti voi”, ha dichiarato Sir Paul Smith

Attraversando il cortile per raggiungere l’installazione, i visitatori si potevano immergere nella storia di MINI e Paul Smith. Qui era possibile scoprire tre vetture nate dalla collaborazione tra i due brand, avviata nel 1998: la Paul Smith 40th Anniversary Mini, la MINI STRIP by Paul Smith e una MINI Cooper dell’ultima Edition. Il colore Nottingham Green, sviluppato appositamente, impreziosiva alcuni dettagli come le calotte degli specchietti, la griglia del radiatore ottagonale e i coprimozzi delle ruote con la firma Paul Smith. Ulteriori elementi riflettevano lo stile distintivo di Paul Smith, contribuendo a esprimere l’essenza di questa MINI Edition, che interpretava il concetto di “classic with a twist”.

La Paul Smith 40th Anniversary Mini: un esemplare unico del 1999, la cui carrozzeria è stata trasformata in una vera e propria opera d’arte su quattro ruote, con 86 strisce in 26 colori. Anche gli interni presentavano un uso sorprendente del colore come, ad esempio, il vano portaoggetti verde lime, espressione dello stile giocoso di Paul Smith.

La MINI STRIP by Paul Smith: un’altra creazione unica nel suo genere, presentata nel 2021 e basata sulla MINI Cooper SE, ridotta all'essenziale secondo il principio del “less is more”. Il design minimalista mette in primo piano costruzione e funzionalità, con l'obiettivo di rappresentare un approccio al design responsabile e innovativo per il suo tempo.

BMW GROUP

Con i suoi quattro marchi BMW, MINI, Rolls-Royce e BMW Motorrad, il BMW Group è il costruttore leader mondiale di auto e moto premium e offre anche servizi finanziari premium. Il BMW Group comprende oltre 30 stabilimenti di produzione nel mondo ed ha una rete di vendita globale in più di 140 Paesi.

Nel 2025, il BMW Group ha venduto oltre 2,46 milioni di automobili e più di 202.500 motocicli in tutto il mondo. L'utile al lordo delle imposte nell'esercizio finanziario 2025 è stato di 10,2 miliardi di euro con un fatturato di 133,4 miliardi di euro. Al 31 dicembre 2025, il BMW Group contava un organico di 154.540 dipendenti. Il successo economico del BMW Group si fonda da sempre su una visione a lungo termine e su un’azione responsabile.

La sostenibilità è un elemento centrale della strategia aziendale del Gruppo e interessa ogni fase del ciclo di vita dei prodotti, dalla catena di approvvigionamento alla produzione, fino al termine della loro vita utile.

BMW Group Italia è presente nel nostro Paese da oltre 50 anni e vanta oggi 4 società che danno lavoro a 850 collaboratori. La filiale italiana è uno dei sei mercati principali a livello mondiale per la vendita di auto e moto del BMW Group.

Range Rover Traces Mdw 26 Memory and Material

RANGE ROVER TRACES

Range Rover ha presentato Traces, un'installazione site-specific concepita per la Milan Design Week 2026 insieme allo studio londinese di spatial design, Storey Studio. Situata nel cuore di Milano, presso la Galleria Meravigli, l'installazione celebrava Range Rover Bespoke, il servizio di personalizzazione d'eccellenza del brand, dove artigianalità, creatività e individualità si fondono.

Segnando il secondo anno consecutivo di Range Rover alla Milan Design Week, Traces era un'installazione ambiziosa che offriva un viaggio sensoriale attraverso memoria, materia e istinto. Sulla scia della precedente edizione, Futurespective: Connected Worlds, approfondiva il dialogo di Range Rover con la comunità internazionale del design ed esplorava il significato autentico del creare qualcosa di interamente personale.

A cura della Redazione

Martin Limpert, Global Managing Director, Range Rover, ha dichiarato: "La Milan Design Week è uno degli appuntamenti più significativi nel panorama internazionale del design, capace di riunire i protagonisti dei più diversi ambiti creativi per vivere e ispirare l'eccellenza del design contemporaneo. Per noi, rappresenta il contesto ideale per immergersi nella filosofia Range Rover: la creazione di oggetti del desiderio davvero unici, grazie alle infinite possibilità di design e personalizzazione offerte da Range Rover Bespoke. “Traces” è un invito a celebrare la personalizzazione artigianale di Range Rover non come un processo, ma come un'esperienza profondamente emotiva, plasmata dalla memoria, dai luoghi e dall'istinto per la bellezza. Siamo orgogliosi di dare vita a questa visione in collaborazione con Storey Studio e di presentarla accanto ad alcuni degli oggetti artigianali più straordinari e alle voci creative più autorevoli del panorama attuale."

Coniugando spatial design, filmati originali, opere d'arte commissionate e suoni su misura, l'installazione conduceva gli ospiti in un viaggio sensoriale attraverso la creazione di qualcosa di interamente personale, esplorando come memoria, luogo e istinto materiale plasmino le scelte alla base di un veicolo davvero personalizzato.

Anna Gallagher, Managing Director, Bespoke Operations , ha dichiarato: "L'installazione Traces di Range Rover porta magnificamente in vita gli elementi del servizio Range Rover Bespoke, riservato ai nostri clienti più esclusivi ed esigenti che ricercano una vera distinzione. Pone i riflettori sul lavoro dei nostri artigiani, dai nostri esperti di verniciatura al team di ricamo. Questo segna una nuova era per Range Rover Bespoke, mentre continuiamo ad ampliare e affinare le capacità del servizio, estendendo la nostra rete Commissioning Suite in tutto il mondo."

Gli ospiti si muovono attraverso tre capitoli immersivi, dove gli spazi sono progettati per essere percepiti tanto quanto visti. Gli specchi, presenti lungo tutto il percorso, evocano le infinite possibilità dell'offerta Range Rover Bespoke, dal colore e finitura al ricamo e materialità.

Il primo capitolo, Memoria e Colore, ha immerso gli ospiti in un film diretto da Felipe Sanguinetti, regista originario di Buenos Aires e residente a Parigi, il cui lavoro spazia tra arte, danza, moda e musica per clienti quali Chanel, Louis Vuitton e la Royal Opera House di Londra. Proiettato su quattro pareti e riflesso negli specchi circostanti per creare un effetto spaziale infinito, il film ripercorre i ricordi delle radici argentine di Sanguinetti fino alla sua vita da creativo, ciascuno ancorato a una tonalità distinta.

Questo rimandava a una verità fondante di Range Rover: il colore è inseparabile dal luogo. Dal 1970, tinte come Davos White, Masai Red e Bahama Gold hanno catturato lo spirito di luoghi di tutto il mondo. Oggi, attraverso Range Rover Bespoke, i clienti possono scegliere una tonalità ispirata a qualsiasi parte del mondo, in finitura lucida, opaca o satinata. Una lightbox sospesa si sincronizza con la palette cromatica in evoluzione del film, inondando lo spazio dei suoi colori.

Il secondo capitolo, Memoria e Motivo, si articolava in un ambiente più intimo, dove quattro artisti commissionati hanno creato illustrazioni tratte dai loro ricordi di Milano. Il team Materiality di Range Rover Bespoke ha a sua volta realizzato opere di ricamo originali in risposta a ciascuna illustrazione. Le opere, ispirate alle illustrazioni di Hvass and Hannibal, Lisa Rampilli, Petra Borner e Jules Julien, erano presentate in vetrine a specchio color champagne incastonate all’interno di colonne, i cui interni specchiati moltiplicavano ogni pezzo in un riflesso infinito. Lo spazio era più tranquillo e avvolgente, con pareti in tessuto teso color lino, soffitto ribassato e moquette in lana bicolore. Un paesaggio sonoro originale a cura dei sound designer

Nick Rolls
Martin Limpert

Father scorreva ininterrottamente attraverso entrambi i capitoli, offrendo un filo invisibile di continuità lungo tutta l'esperienza.

Il terzo e ultimo capitolo, Memoria e Materia, rivelava la Pearl of Tay, una commissione unica nel suo genere firmata Range Rover Bespoke, ispirata alla perla d'acqua dolce del fiume Tay, in Scozia. Lo spazio era concepito come una sorta di paesaggio: ghiaia nera sotto i piedi, nervature perlescenti ondulate che percorrono il soffitto ispirate all'acqua, e vetrine a specchio a tutta altezza su entrambi i lati che ospitano 14 oggetti selezionati da Bard, negozio e galleria di artigianato e design scozzese con sede a Edimburgo.

Ogni oggetto era creato da un singolo materiale e si ricollega ai paesaggi e all'artigianalità della Scozia, proprio come il veicolo stesso. Nel loro insieme, compongono un quadro di come luogo, materialità e tattilità possano ispirare le scelte alla base della finitura di un veicolo su misura. Selezionati per la loro qualità emotiva e talismanica, gli oggetti incarnavano ciò che il fondatore di Bard, Hugo Macdonald, descriveva come un'attrazione ultraterrena: un fascino che unisce l'antico e il futuristico e richiama lo stesso istinto per la singolarità che è alla base del servizio Range Rover Bespoke. La Pearl of Tay viene svelata da un cambio di luce, con lo spazio che si attiva attorno all'auto al momento dell'ingresso degli ospiti.

I visitatori erano invitati a concludere la propria esperienza nell’area bar adiacente all'installazione, curato con arredi e illuminazione della design house internazionale GUBI. Lo spazio era definito da calore materiale e dalla forza della forma. Il partner per gli arredi GUBI presentava una selezione di pezzi all'interno dell’area bar, tra cui la F300 Lounge Chair di Pierre Paulin. Le sedie Daumiller Chairs, i tavoli da pranzo Private, i set da bar GUBI e le lampade Obello modellavano una composizione stratificata in cui texture, tattilità e design contemporaneo si incontravani. Radicato nella visione di GUBI di reinterpretare le icone del design presentandone di nuove, l'ambiente creava un ponte tra memoria e invenzione.

Range Rover - Pearl of Tay

RANGE ROVER

Range Rover è leader by example con design modernista, connettività, interni raffinati, prestazioni di guida elettrificate e lusso senza rivali. Ispirata al design esemplare dal 1970. Il brand comprende Range Rover, Range Rover Sport, Range Rover Velar e Range Rover Evoque ed è sostenuto da Land Rover, un marchio di fiducia costruito su 75 anni di esperienza in tecnologia, architettura dei veicoli e leader di capacità in fuoristrada a livello mondiale. Nell'ambito di una vision volta alla sostenibilità del Modern Luxury by design, ogni Range Rover è disponibile in versione ibrida. Una Range Rover e una Range Rover Sport completamente elettriche arriveranno entro la metà del decennio.

Range Rover è uno dei marchi di lusso britannici leader a livello mondiale, venduto in 121 Paesi. Appartiene alla JLR insieme a Defender, Discovery e Jaguar.

Will Verity
Range Rover Traces Mdw 26 Memory and Colour
Range Rover Traces Mdw 26 Memory and Colour
Range Rover Traces Mdw 26 Memory and Motif
Range Rover - Pearl of Tay

KARTELL

Il design su pagina bianca

A cura della Redazione

Ogni anno, il Salone del Mobile rappresenta per Kartell un momento fondamentale di racconto e condivisione. È il luogo in cui il brand presenta l’evoluzione della propria ricerca, svela nuovi progetti e rinnova il dialogo con il mondo del design Internazionale. Dal 1949, Kartell, progetta oggetti, esplora materiali e tecnologie, sviluppa linguaggi relazionali e commerciali. Un impegno costante volto a creare prodotti capaci di interpretare la vita e la società contemporanea e, spesso, anticiparne le trasformazioni.

Ogni progetto nasce dall’ambizione di leggere il presente e tradurlo in forme, materiali e soluzioni che dialogano con nuovi modi di vivere gli spazi. Per questo, Kartell lavora continuamente sull’innovazione tecnologica e sulla sperimentazione dei materiali, collaborando con una comunità internazionale di designer che contribuisce a ridefinire, stagione dopo stagione, il linguaggio del brand.

Se il rosso è il segno distintivo, il colore del logo che da sempre rappresenta Kartell, il bianco è la sua pagina: quella su cui, ogni anno, si scrive un nuovo capitolo. È il viaggio tra un Salone e l’altro, un percorso fatto di ricerca, sperimentazione e traguardi da condividere.

Il bianco non è un limite: è la somma di tutti i colori, è la sintesi delle culture, dei punti di vista e delle sensibilità progettuali che

prendono forma nel catalogo Kartell. È uno spazio aperto, in cui le idee possono incontrarsi liberamente, permettendo al brand di essere ovunque, con chiunque, senza confini.

Da questo spazio emergono storie e racconti: i nuovi progetti si sviluppano anche attraverso una dimensione più visiva e interpretativa, che si ispira al ritorno del figurativo e alla pittura come strumento di narrazione. Ogni prodotto è accompagnato da una propria immagine, come una tela che ne restituisce identità e immaginario, offrendo una lettura libera e onirica del progetto.

In questo processo, il dialogo tra analogico e digitale si fa sempre più sottile: il segno, il gesto e la materia si intrecciano con le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale, che diventa uno strumento capace di tradurre queste visioni in immagini e racconti, mantenendo per ciascun prodotto una storia unica. È proprio da questa pagina bianca che prende forma il racconto dello stand al Salone del Mobile 2026. Il percorso espositivo si articola in tre momenti distinti: uno dedicato alle nuove idee, uno alla collezione attuale e uno operativo, pensato come spazio di incontro e lavoro.

Nella prima parte dello stand ogni ambiente si rivela come una scena autonoma: il bianco delle strutture diventa la tela su cui il progetto prende forma, lasciando emergere con forza il colore, i materiali e l’identità dei singoli prodotti. Ogni elemento viene così presentato come un episodio di ricerca e sperimentazione, quasi fosse l’espressione più recente del percorso progettuale di Kartell.

Ne nasce una narrazione fatta di episodi, prospettive e sorprese visive: una successione di spazi che mettono in luce il processo creativo e la varietà delle nuove creazioni, creando un dialogo tra design, colore e innovazione. Proseguendo nel percorso, lo stand si apre progressivamente in una serie di ambientazioni che restituiscono la visione più completa dell’abitare Kartell. I prodotti dialogano tra loro dando vita a veri e propri scenari, dove arredi, luci e complementi costruiscono spazi coerenti e immersivi, espressione di un design pensato per accompagnare la vita quotidiana.

CHIQUITA E IL RILANCIO POP BY NATURE

Arte, installazioni urbane e nuovi bollini nella campagna 2026

A cura della Redazione

Chiquita ha rinnovato per il terzo anno consecutivo Pop by Nature, la campagna che celebra l’incontro tra il mondo dell’arte e l’iconica banana dal Bollino Blu, confermando il proprio impegno nel sostenere la creatività contemporanea e nel dialogare con la community attraverso linguaggi sempre nuovi, pop e coinvolgenti.

Nata come progetto artistico capace di reinterpretare l’identità del brand anno dopo anno, Pop by Nature si è affermata nel tempo come una piattaforma espressiva che mette in relazione natura, cultura pop e creatività, offrendo ad artisti internazionali uno spazio per raccontare l’universo Chiquita da prospettive sempre diverse.

Dopo il successo delle precedenti edizioni, con Romero Britto nel 2024 e Sebastian Curi nel 2025, la campagna si è rinnovata nel 2026 con una nuova visione artistica firmata da Jiaqi Wang , illustratrice e animator cinese basata a New York. Con il suo linguaggio visivo fatto di colori vibranti, personaggi e scene di vita quotidiana, Wang ha portato Pop by Nature in una nuova dimensione narrativa, pensata per accompagnare gli appassionati in un viaggio immersivo all’interno del mondo del brand.

L’artista per la prima volta ha messo al centro della narrazione Miss Chiquita, che in questa edizione è stata reinterpretata nel

suo stile personale e diventata una vera e propria icona pop contemporanea . Pur con un’estetica moderna e colori vibranti, Miss Chiquita è stata rappresentata nella sua vera essenza, orgogliosamente legata alle proprie radici e ai valori della sua terra, evocati dalla banana Chiquita, che stringe al petto con fierezza. A fare da cornice a questo emozionante ritratto, un tripudio di coloratissimi elementi tropicali - dagli animali esotici alla natura verdeggiante - simboli dei paesaggi costaricani.

Miss Chiquita diventa così il fulcro della narrazione sulle origini e l’heritage del brand, ma anche ambasciatrice di uno stile di vita attivo e contemporaneo, che unisce energia positiva, benessere e connessione con la natura, raccontati attraverso una seconda opera d’arte realizzata dall’artista che verrà rivelata nella seconda fase della campagna . Un’evoluzione che rafforza il legame con la community e rende l’arte parte dell’esperienza quotidiana dei consumatori.

CHIQUITA

Chiquita è un'azienda leader a livello mondiale che impiega 20.000 persone in 25 paesi.

Distribuisce in circa 70 paesi e offre a consumatori e clienti la massima qualità di frutta e servizi.

In ogni mercato in cui è presente, Chiquita lavora continuamente per essere la banana preferita.

Con l’iniziativa “Dietro il Bollino Blu” Chiquita dà il suo contributo nella creazione di un impatto positivo, implementando i principi di sostenibilità in tutte le sue pratiche.

A partire dagli anni '90, Chiquita è pioniera nella promozione di buone pratiche agricole e continua a contribuire alla protezione dell'ambiente e al sostegno delle comunità, lavorando secondo i migliori standard di settore.

Le banane Chiquita sono prive di grassi e sono una fonte naturale di potassio e vitamina B6.

JIAQI WANG

Jiaqi Wang (Ja-chi) è un’illustratrice e animatrice nata in Cina e residente a New York.

Jiaqi si immerge in un mondo in cui colori vivaci incontrano linee nitide e pulite, dando vita a lavori narrativi capaci di catturare la gioia.

Il suo processo artistico va oltre la tela: sperimenta con coraggio la prospettiva e intreccia storie attraverso un cast variegato di personaggi. Il suo approccio unico le è valso il riconoscimento di istituzioni come ADC e Young Gun. Dalle pagine patinate delle riviste ai muri della tua città, ha collaborato con clienti come Nike, Apple, Olympic, The New York Times e molti altri.

MORE PLANTS, MORE LIFE SECONDO VANNINO VANNUCCI

Il valore umano, culturale e ambientale del vivaismo contemporaneo

A cura di Christian Gaston Illan

Vannucci Piante , azienda internazionale specializzata nell'eccellenza italiana del vivaismo, con radici nel cuore del Distretto Vivaistico di Pistoia in Toscana, fortemente radicata nella valorizzazione della cultura del verde ornamentale e paesaggistico, porta avanti da quasi novant'anni la sua vocazione: fare del verde un elemento essenziale della qualità progettuale e della vita delle persone.

Con radici profonde nella tradizione toscana e uno sguardo sempre proiettato al futuro, l’azienda fondata nel 1938 da Vannino Vannucci senior, oggi alla quarta generazione, ha una consolidata storia e reputazione internazionale. La visione che ne guida l'evoluzione — sintetizzata nel principio "More Plants, More Life" — è fare del verde un protagonista della qualità della vita e della progettazione contemporanea: non un elemento decorativo, ma un fattore essenziale di benessere, identità e valore degli spazi. Nel corso del tempo, grazie alla guida lungimirante di Moreno Vannucci e oggi di Vannino Vannucci l’azienda ha saputo coniugare tradizione e innovazione, ponendo al centro l’eccellenza produttiva, la sostenibilità e la qualità delle piante come elementi chiave per rispondere alle esigenze di mercati

globali e clienti professionali.

Con oltre 3.000 varietà di piante e una superficie complessiva di più di 600 ettari di vivai, Vannucci Piante si conferma il vivaio di riferimento in Europa. La produzione si suddivide in 360 ettari di piante coltivate in contenitori, 240 ettari di vivai in piena terra, 60 ettari di coltivazioni sotto copertura. L’azienda dispone inoltre di uno showroom permanente di 3.000 m² al coperto e di 5 ettari di esposizione all’aperto. Con più di 600 collaboratori e la presenza in 60 paesi

In un mondo dove tutto sembra diventare artificiale e accelerato, crede che il vero lusso del futuro sarà tornare a riconnettersi con la natura?

Sicuramente riconnettersi con la natura è una buona cosa e la dobbiamo fare. Però è chiaro che il mondo cresce, evolve, ma la natura sarà sempre il nostro punto di riferimento. Noi lo sappiamo bene, essendo produttori e agricoltori di base. Vivere, convivere e rispettare i tempi della natura per noi è molto importante. Credo dovremmo riscoprirlo un po’ tutti, anche se oggi tutto viaggia a un’altra velocità. Avere anche questo modo di affrontare le cose credo sia positivo.

Vannino Vannucci

Vannucci Piante non comunica soltanto prodotti, ma una vera cultura del paesaggio. Quanto conta oggi emozionare le persone, oltre che soddisfare il mercato?

Soddisfare il mercato è fondamentale, perché noi programmiamo le nostre produzioni a dieci anni, anche di più. Proprio per questo dobbiamo confrontarci con chi costruisce il verde, con paesaggisti, architetti e anche con le persone. Capire gusti e tendenze è molto importante per noi. Non siamo una fabbrica che cambia modello da oggi a domani: le nostre piante hanno 10, 20, 30 o 50 anni. Confrontarsi con questi attori è indispensabile per programmare le produzioni future.

Oggi molte aziende parlano di sostenibilità, ma poche riescono a trasformarla davvero in una filosofia concreta. Secondo lei, quando un’impresa può dire di avere un impatto reale sul territorio e sulle persone?

Oggi la parola sostenibilità è molto usata, fin troppo. Lavorare in sicurezza, produrre in modo responsabile e consapevole, cercare un equilibrio nell'uso delle risorse: per noi questo significa produrre secondo una corretta filosofia sostenibile.

Spesso il verde viene percepito come elemento estetico. Secondo lei, invece, quanto può influire sul benessere umano, sulla produttività e perfino sulle relazioni sociali? Il verde influisce moltissimo sul benessere umano. Le piante e gli

Famiglia Vannucci
Foto © Davide Longo

alberi sono belli nei contesti urbani, nei giardini e nei parchi, ma oltre all’estetica hanno un effetto benefico concreto. Vivere in un ambiente con le piante significa vivere meglio, essere più rilassati migliorare la qualità della vita. Inoltre, combattono il calore, soprattutto nelle grandi città, abbassando le temperature. Le piante rappresentano uno degli strumenti più accessibili per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

Nel vostro settore convivono tradizione, tempo e pazienza, mentre il mondo corre sempre più veloce. Pensa che il vivaismo possa insegnare qualcosa anche al mondo del business moderno?

Sicuramente possiamo insegnare che i tempi della natura non sono quelli frenetici del mondo moderno. La natura ci insegna una cadenza diversa e questo non è negativo, perché permette di riflettere e capire che la natura non può essere forzata più di tanto.

Quando si tenta di deviare i suoi percorsi, poi spesso ne paghiamo le conseguenze. Però il vivaista moderno deve avere sì una base agricola, ma anche una mentalità organizzativa e commerciale evoluta. Oggi il cliente vuole una pianta per domani, non fra un mese come accadeva cinquant’anni fa. Quindi il settore deve unire natura e organizzazione moderna.

Se dovesse immaginare Vannucci Piante tra dieci anni, la vedrebbe più come un’azienda, un laboratorio culturale o un simbolo internazionale del lifestyle italiano?

La nostra impresa è spesso presa a modello nel settore della produzione di piante ornamentali. Questo rappresenta per noi una grande responsabilità verso l'intero comparto. Le piante sono il nostro ambasciatore naturale del made in Italy nel mondo.

Beesness Magazine racconta spesso il valore umano dietro le realtà imprenditoriali: qual è l’insegnamento più importante che la natura le ha trasmesso anche come uomo, prima ancora che come imprenditore?

La natura mi ha trasmesso soprattutto l’importanza di avere un comportamento corretto e un atteggiamento onesto verso collaboratori e persone che lavorano con noi. Inoltre, insegna il valore del tempo. Quando dico ad altri imprenditori che un nuovo vivaio andrà a maturazione fra dieci anni, molti restano sorpresi. Ma questo è il nostro lavoro da quasi cent’anni e per noi è naturale. L’agricoltura è complicata, ma è anche meravigliosa. Non cambierei mai questo mestiere, perché vedere crescere e nascere la vita è forse la cosa più bella che si possa desiderare.

Nursery Park
Appartamenti Campus Rose Esterni Parco Montale
Campus Esterni - Foto © Davide Longo
Vannucci Piante - Foto © Lorenzo Marianeschi
Vannucci Piante - Foto © Lorenzo Marianeschi
Vannucci Piante Headquarter
Campus Graminacee

GUIDO CRANCHI

Navigare con coerenza

A cura di Christian Gaston Illan

Può raccontarci brevemente il suo percorso professionale e cosa significa oggi guidare un marchio storico come Cranchi Yachts?

«Il mio percorso professionale è nato interamente dentro l’azienda. Ho iniziato molto giovane, a 19 anni, e da allora il mio lavoro è cresciuto insieme a Cranchi Yachts. Nel corso degli anni ho fatto anche esperienze all’estero, a contatto con fornitori e dealer, perché per capire davvero questo mestiere bisogna conoscere da vicino tutta la filiera, viverla e comprenderla in profondità. Oggi guidare questo cantiere insieme alle mie sorelle Paola ed Elena, a Franco Monzino, nostro socio dal 1971, e a tutti i nostri uomini chiave significa assumersi una responsabilità importante: custodire una storia imprenditoriale che dura da 156 anni e, allo stesso tempo, accompagnarla nel futuro. Per noi non si tratta solo di portare avanti un marchio storico, ma di continuare a far vivere un’identità costruita nel tempo dalle famiglie che l’hanno resa ciò che è oggi.»

Cranchi Yachts affonda le sue radici in una lunga tradizione familiare. Quali sono i valori che continuano a orientare le

vostre scelte strategiche?

«Le nostre scelte continuano a essere guidate da valori molto chiari: indipendenza, responsabilità verso una storia familiare che attraversa le generazioni, qualità, visione di lungo periodo e crescita sostenibile. Per noi la tradizione non è mai nostalgia: è un saper fare che si rinnova, restando fedele a sé stesso. Oggi questi principi prendono forma in un’idea precisa di nautica, dove contano la bellezza, l’innovazione, la cultura del progetto e l’attenzione autentica alle persone.»

Come definirebbe oggi il posizionamento del brand nel panorama della nautica internazionale?

«Oggi Cranchi Yachts occupa una posizione ben riconoscibile nella nautica internazionale. Siamo un brand italiano che unisce eccellenza tecnologica, Disegno Italiano e una visione precisa dell’alta gamma. Il nostro posizionamento non si costruisce sul prezzo, ma sulla coerenza: quella del prodotto, del linguaggio e dell’esperienza che offriamo. È da questa coerenza che nasce anche la nostra idea di mare: non qualcosa da consumare, ma un viaggio che continua, si trasforma e accompagna nel tempo.»

Guido Cranchi

Può condividere con noi alcuni numeri chiave dell’azienda: produzione annuale, mercati di riferimento e trend di crescita?

«Oggi Cranchi Yachts realizza circa l’80% delle proprie vendite sui mercati esteri, mentre l’Italia resta il nostro singolo mercato più importante, con il 20% del business. Dopo gli anni più difficili della crisi, l’azienda ha recuperato terreno ed è tornata intorno ai 100 milioni di euro di fatturato. È un risultato che per noi ha un significato preciso: conferma la solidità del percorso intrapreso e la capacità del cantiere di evolvere restando fedele alla propria identità.»

Quali sono oggi i mercati esteri più strategici e come si evolve la vostra presenza globale?

«Oggi i mercati esteri più strategici per Cranchi Yachts comprendono Europa, Medio Oriente, Australia e Stati Uniti. Ci sono aree che negli ultimi anni hanno mostrato particolare vitalità, come Dubai, l’Australia e la Turchia, mentre gli Stati Uniti rappresentano per noi una priorità strategica molto importante. La nostra presenza globale si evolve attraverso una rete dealer selezionata, che continuiamo a rafforzare con attenzione, perché per noi crescere all’estero non significa semplicemente essere presenti in più mercati, ma esserci nel modo giusto.»

Quanto pesa l’innovazione tecnologica nello sviluppo dei vostri modelli?

“L’innovazione tecnologica ha un peso strutturale nello sviluppo dei nostri modelli. Riguarda il prodotto, ma anche il processo: dalla progettazione con sistemi di modellazione e simulazione avanzati, al lavoro del reparto R&D, fino a un sistema produttivo altamente automatizzato. Per noi tecnologia e design non sono due mondi separati: devono dialogare continuamente. È da questo equilibrio che nasce un prodotto capace di essere evoluto, affidabile e coerente con la nostra idea di qualità.”

La sostenibilità è un tema centrale nel settore manifatturiero: come si traduce concretamente nel vostro processo produttivo?

“Per noi la sostenibilità si traduce innanzitutto in scelte concrete. Significa ricerca su materiali sempre più sostenibili, sviluppo di imbarcazioni più durevoli ed efficienti, riduzione dei pesi per contenere i consumi, attenzione alla compatibilità ambientale dei prodotti e investimenti costanti per migliorare i processi e gli ambienti di lavoro. Crediamo che qualità, durata ed efficienza siano già una forma molto concreta di responsabilità industriale: costruire meglio significa anche avere più rispetto per le risorse, per il lavoro e per il tempo.”

Che ruolo ha l’esperienza del cliente nella vostra strategia, dal momento dell’acquisto al post-vendita?

“L’esperienza del cliente ha per noi un ruolo sempre più centrale. Oggi l’acquisto di uno yacht non è soltanto una scelta di prodotto: è un percorso che coinvolge relazione, servizio, prova in mare, consegna e assistenza nel tempo. Per questo abbiamo sviluppato strumenti e luoghi dedicati, come il Marine Test Centre, il Private Show e la piattaforma Cranchi Cares, lavorando in stretta integrazione con la nostra rete dealer. Vogliamo che il rapporto con il cliente non si esaurisca nell’acquisto, ma continui con la stessa cura anche dopo.”

Quanto sono importanti le collaborazioni con designer, partner industriali e fornitori nella costruzione del valore del brand?

“Le collaborazioni sono fondamentali nella costruzione del valore del brand. Sul fronte del design, il lavoro con Christian Grande, il suo studio e il suo team contribuisce in modo decisivo alla coerenza stilistica dei nostri modelli. Sul fronte tecnologico e produttivo, lavoriamo con partner industriali e fornitori coinvolgendoli nello sviluppo e nel collaudo delle soluzioni, in una logica di vera partnership. È un aspetto a cui teniamo molto: realtà come Garmin, Humphree e Volvo Penta, per esempio,

non sono per noi semplici fornitori, ma interlocutori con cui condividiamo visione, competenze e standard di qualità.”

Quali sono le principali sfide che oggi il settore nautico deve affrontare?

“Le sfide oggi sono in continua evoluzione e non vanno mai sottovalutate. Il cliente cambia rapidamente, così come cambiano le aspettative, i modi di vivere il mare e il rapporto stesso con il prodotto. Per noi la vera sfida è saper anticipare queste richieste, con proposte nuove e credibili, senza perdere coerenza. Da un lato dobbiamo ascoltare con grande attenzione ciò che il mercato ci chiede; dall’altro dobbiamo avere la capacità di guidarlo, interpretandolo prima che sia troppo tardi.”

Quali novità o progetti futuri può anticipare ai lettori di Beesness Magazine?

“Stanno per arrivare diversi progetti e, in parte, racconteranno un nuovo passo nel percorso di Cranchi. Alcuni segneranno l’evoluzione naturale della nostra gamma, altri apriranno scenari nuovi, anche nel mondo dei fuoribordo, con un approccio fondato su innovazione tecnologica e partner strategici. Per ora preferiamo non dire di più. Ma posso dire che saranno novità importanti,

pensate per portare avanti la nostra identità con uno sguardo molto chiaro sul futuro.”

Guardando ai prossimi cinque-dieci anni, quali sono gli obiettivi strategici più ambiziosi che vi siete posti?

“Il nostro obiettivo è consolidare ciò che abbiamo costruito e, allo stesso tempo, aprire con continuità nuovi mercati. Vogliamo crescere mantenendo costanza nei volumi, coerenza nel posizionamento e una proposta sempre più alta di gamma. Questo significa sviluppare modelli capaci di rispondere alle nuove richieste dei clienti nei diversi mercati, senza inseguire le tendenze in modo superficiale, ma interpretandole con serietà, visione e solidità industriale.”

Qual è il sogno più grande che vorrebbe realizzare con Cranchi Yachts?

“Il sogno più grande è garantire a Cranchi Yachts indipendenza e presenza nel lungo futuro, attraversando le generazioni con la stessa solidità con cui siamo arrivati fin qui. Significa vedere crescere non solo il valore dell’azienda, ma anche quello delle persone che ne fanno parte: collaboratori, fornitori, dealer e naturalmente clienti. La soddisfazione più grande è quando un nipote sceglie ancora un Cranchi pensando alla barca che aveva suo nonno, o suo padre. In quel momento capisci che il risultato cercato è stato davvero raggiunto: con orgoglio, serietà e rispetto per tutti.”

NAUSIKA GROUP

55 anni di storia, dal Lago di Como alla Costa

Smeralda

A cura della Redazione

Nausika Group è oggi una solida realtà imprenditoriale italiana attiva nei settori dei servizi nautici , della marina & storage management, dei servizi di noleggio, della vendita di imbarcazioni e dell'ospitalità di alta gamma , con una presenza consolidata tra il Lago di Como e la Costa Smeralda.

Le origini del Gruppo risalgono al 1971, con la nascita del Centro Nautico Alto Lario, evolutosi nell'attuale struttura imprenditoriale che oggi festeggia 55 anni di storia. Nel corso dei decenni, la visione della Famiglia Giardelli ha portato allo sviluppo di una marina moderna che si configura come uno Yacht Club con servizi sempre più specializzati, trasformando Colico in uno dei principali hub nautici dell'Alto Lario e rendendolo il più strutturato del Lago di Como.

Oggi il Gruppo opera attraverso tre principali asset strategici: la marina e i servizi nautici di Nausika Lake Como (dove si sviluppano anche le experience sul lago con i servizi di boat rental e tour in barca) e Nausika Costa Smeralda , a cui si affianca l'offerta hospitality di Lago Dorato Marina Lodge, Villas & Apartments, presente in esclusiva sul Lago di Como.

Nautica e servizi tecnici: l'anima storica del Gruppo

Il cuore delle attività di Nausika Group si trova a Colico, dove il gruppo gestisce Nausika Lake Como, storico yacht club dell'Alto

Lago e oggi una delle marine di riferimento per la nautica del Nord Italia.

La struttura, completamente rinnovata nel 2025, dispone di due darsene con finger galleggianti e 200 posti barca per imbarcazioni fino a 18 metri. Offre servizi completi per armatori e diportisti durante tutto l'anno, sia per la stagione estiva che per quella invernale. I servizi della marina includono ormeggio, rimessaggio, lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, gestione tecnica delle imbarcazioni e assistenza personalizzata, spingendosi fino al noleggio, all'offerta di tour in barca e alla vendita di barche nuove e usate.

Accanto alla marina, il Colico Work Center rappresenta il principale polo operativo e logistico del gruppo sul Lago di Como: una struttura, completamente rinnovata nel 2022, che si estende su un'area di circa 29.000 mq. È dotata di officina meccanica, 260 mq di area dedicata alla verniciatura delle imbarcazioni, oltre a reparti interamente dedicati al rimessaggio e agli spazi espositivi.

La marina si distingue per l'elevata qualità operativa e per l'utilizzo di sistemi tecnologici avanzati di movimentazione e gestione delle imbarcazioni , garanzia di efficienza, sicurezza e rapidità in ogni operazione di cantiere.

A coronamento dell'offerta e dei servizi tecnici, Nausika Group vanta importanti collaborazioni per la vendita di imbarcazioni nuove, in veste di dealer per prestigiosi brand quali Invictus , Capoforte e Comitti. L'azienda garantisce inoltre un'assistenza tecnica di altissimo livello, essendo Service ufficiale Invictus e Capoforte per entrambe le sedi e Volvo Penta in esclusiva per la sede di Olbia . Grazie a questa ampia gamma di servizi, Nausika Group si è affermato come punto di riferimento per una clientela nazionale e internazionale composta da proprietari italiani, affiancati da una crescente presenza europea (con prevalenza da Svizzera, Olanda, Germania e Polonia) alla ricerca di alta qualità, esperienze autentiche e massima professionalità.

Dalla gestione alle esperienze sul lago: le Experience Il Gruppo ha sviluppato negli anni anche una ricca proposta dedicata al turismo nautico. Nasce così il servizio di Tour in Barca e Boat Rental , un'offerta di esperienze su misura che riflettono la bellezza del territorio circostante e consentono alla clientela di vivere il Lago di Como da una prospettiva privilegiata. Il servizio propone tour studiati ad hoc, con itinerari che valorizzano il paesaggio, la storia e la cultura locale, offrendo

una navigazione privata con skipper o in totale autonomia. Questo è possibile grazie a un'ampia flotta di imbarcazioni a motore (disponibili per conduzione con o senza patente nautica), la cui gamma è stata completamente rinnovata per la stagione 2026 con l'inserimento di imbarcazioni per i tour commissionate appositamente su misura.

Le esperienze variano da escursioni di poche ore fino a giornate intere, alla scoperta delle località più suggestive dell'Alto Lario e dell'intero Lago di Como, dei borghi storici e delle ville iconiche. Non mancano percorsi tematici che fondono navigazione e attività a terra, come percorsi enogastronomici, visite a cantine locali o iniziative dedicate alle famiglie.

Un modello integrato tra marina, lifestyle e hospitality sul Lago di Como

La marina Nausika Lake Como offre un concept di accoglienza completo, dotato di piscina panoramica e di una curata proposta Food&Beverage grazie all'apertura di Itaka Lakeside , il nuovo bistrot affacciato sul lago, ideale per colazioni, light lunch, aperitivi al tramonto e momenti conviviali. A questo si unisce il prestigioso progetto di hospitality Lago Dorato – Marina Lodge, Apartments e Villas .

Lago Dorato offre un soggiorno indimenticabile con vista

sulla marina, sulle acque del lago e sulle montagne circostanti, articolandosi in diverse soluzioni:

• Marina Lodge (Colico): struttura ricettiva inaugurata nel 2025 all'interno dello yacht club, concepita sia per una clientela leisure che business. Dispone di 10 lodge e suite di diversa metratura, offrendo agli ospiti l'accesso privilegiato alle facilities della marina.

• Lago Dorato Apartments (Colico): appartamenti di design di nuova costruzione , luminosi, progettati per un'ospitalità raffinata e dotati di ogni comfort.

• Le Ville: a completare la proposta, tre splendide ville (tra dimore storiche e nuove costruzioni) situate in punti panoramici e strategici a Cremia, Olgiasca e nel centro di Colico.

Itaka Lakeside Lounge Bar e Bistrot è l'esclusivo locale all'interno dello Yacht Club. Pensato come punto d'incontro e relax per gli ospiti della marina, del Lodge e per la clientela esterna, Itaka offre un ambiente elegante e informale. La proposta gastronomica, ricercata e basata su ingredienti selezionati, si degusta in un raffinato dehors con vetrate panoramiche, per godere dello spettacolo del lago in ogni stagione.

L'Alto Lario: Colico, un territorio che unisce natura, sport, nautica e qualità dell'accoglienza

Colico rappresenta oggi una destinazione con enormi potenzialità

Lago Dorato Apartments

di sviluppo nel panorama turistico lariano. Hub strategico facilmente raggiungibile (via acqua e tramite superstrada) e punto di accesso ideale per la Valtellina e l'Engadina, offre infinite opportunità per il turismo lacustre e le attività outdoor.

Il territorio è una sintesi perfetta di bellezze naturali e sport: qui è possibile praticare kitesurf, windsurf, ciclismo, arrampicata e molto altro. Tra le attività di spicco si inserisce il Lario Motorsport, moderno kartodromo indoor e outdoor di proprietà del Gruppo, riconosciuto oggi come la struttura più grande e rinomata del Nord Italia.

Percorsi ciclabili collegano direttamente il lago alla Valtellina, mentre l'Oasi del Pian di Spagna offre momenti di relax a contatto con la fauna locale.

La vicinanza agli aeroporti principali facilita l'accesso di un pubblico internazionale, consolidando Colico come destinazione strategica non solo per il turismo di lusso, ma anche per una clientela business alla ricerca di soggiorni esclusivi e servizi nautici d'eccellenza.

Dal Lago di Como alla Costa Smeralda: il know-how di Nausika Group nella gestione del polo nautico in Sardegna

Il Gruppo estende la sua eccellenza operativa anche in Sardegna con un polo nautico a Olbia , unendo così due delle destinazioni più prestigiose del Mediterraneo.

Nausika Costa Smeralda rappresenta un polo nautico tecnologicamente avanzato e altamente specializzato, punto di riferimento ineludibile per gli armatori che navigano in queste splendide acque. Situata in una posizione invidiabile, a soli 10 minuti dall'aeroporto internazionale e dalla marina di Olbia, la struttura offre infrastrutture moderne per il rimessaggio al coperto e la manutenzione di imbarcazioni fino a 30 metri e 110 tonnellate.

Il core business della sede sarda è rappresentato dalla gestione delle imbarcazioni a 360 gradi: dal ritiro dal porto di ormeggio e successivo trasferimento in rimessaggio, all'esecuzione della manutenzione ordinaria e straordinaria, fino alla riconsegna in mare. A questo si aggiunge un servizio di assistenza estiva capillare, garantita da tecnici qualificati e un'officina mobile pronta a intervenire in porto.

5 La sede di Olbia si distingue inoltre come punto di riferimento per il brand Invictus Yachts, operando come Rivenditore Premium Invictus e offrendo Service ufficiale Invictus , un programma dedicato per garantire agli armatori invictus un’assistenza dedicata. Tra gli spazi e i servizi a disposizione figurano movimentazione, ormeggio, rimessaggio, officine meccaniche, falegnameria, carpenteria ed elettronica, cabina di verniciatura e un ampio piazzale attrezzato per lavori in proprio, accessibile 24 ore su 24. A completare l'offerta tecnica, la fondamentale presenza in qualità di Service ufficiale Volvo Penta . Il cantiere include inoltre un magazzino ricambi, uno showroom per la vendita di imbarcazioni nuove, guardianaggio, parcheggi riservati e servizi dedicati.

Stay & Cruise Experience: il posizionamento di Nausika Group Con una solida presenza tra Lago di Como e Sardegna, Nausika Group continua a investire nello sviluppo di infrastrutture, servizi e partnership strategiche con top brand della nautica e dell'ospitalità. Il Gruppo consolida così la propria visione di "Stay & Cruise Experience", un modello integrato che unisce accoglienza, nautica ed esperienze su misura, offrendo l'opportunità di vivere il Lago di Como non come semplice meta, ma come un'esperienza immersiva a 360 gradi tra acqua, territorio e lifestyle.

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TECHNOGYM: PROGETTO UNICA MENTE

L’home wellness alla MDW 2026

A cura della Redazione

Technogym presenta Unica Mente, l’installazione che celebra i 40 anni di Unica, la palestra completa per la casa in un metro quadrato e mezzo, diventata una vera e propria icona di design, che ha definito una nuova categoria di prodotti per la casa. Disegnata nel 1986, nel garage, da Nerio Alessandri, Fondatore di Technogym, Unica ha rivoluzionato il mondo dell’esercizio fisico, si è affermata come il primo prodotto di lusso che ha definito l’Home Wellness. Negli anni Unica è entrata nelle case e negli yacht più belli del mondo ed è diventata l’allenamento personale di celebrità e grandi campioni dello sport: da Sylvester Stallone a Michael Schumacher nel passato, fino ad oggi con Carlos Alcaraz e Kim Kardashian.

Nerio Alessandri, Presidente e Fondatore di Technogym: “Quando ho disegnato Unica, il mio sogno non era solo creare un prodotto bello da vedere, ma innescare una vera e propria rivoluzione culturale guidata dal design, in grado di rendere l’esercizio fisico attraente e desiderabile. Oggi, a 40 anni di distanza, Unica non è più solo un prodotto, ma il suo design timeless la rende un’icona che fa parte dell’immaginario collettivo e fra 40 anni sono sicuro che sarà ancora identica. Desidero, infine, ringraziare i 40 protagonisti della nostra iniziativa sociale, per il

loro entusiasmo ed impegno nella promozione della salute per le nuove generazioni”.

Installazione Unica Mente – Technogym Milano – Via Durini 1 Unica Mente, l’installazione curata da Felice Limosani, che si tiene presso lo spazio Technogym Milano, in Via Durini 1, durante la settimana del Salone del Mobile, trasforma l'anniversario in una riflessione sul legame tra corpo e mente, “mens sana in corpore sano”, le due componenti chiave del wellness.

La mostra celebra i 40 anni di Unica attraverso foto e contenuti video di 40 personalità che hanno vissuto e condiviso i valori e la storia di Unica: un percorso che dal wellness personale si amplifica in messaggio sociale, per ispirare sempre più persone al regolare esercizio fisico e ad una vita sana. Ciascuno dei 40 personaggi coinvolti ha infatti scelto una scuola o un ente benefico a cui Technogym donerà Unica, come simbolo per lasciare una legacy legata ai sani stili di vita a beneficio dei giovani.

Si tratta di un gruppo eterogeneo di 40 storie personali ed esperienze diverse che condividono i valori della salute e della

Nerio Alessandri

prevenzione. I campioni dello sport, come Rafa Nadal, Charles Leclerc, Fernando Alonso, Marc Marquez e Federica Brignone, accanto ad artisti del calibro di Andrea Bocelli, Laura Pausini, Jovanotti, Fiorello, Michelle Hunziker e Biagio Antonacci, un maestro dell'architettura come Antonio Citterio, il regista Gabriele Muccino, manager dello sport come Giovanni Malagò ed imprenditori visionari come Remo Ruffini e Luca di Montezemolo.

Unica: una palestra completa a casa in un metro quadrato e mezzo

L’allenamento della forza è uno dei fattori principali per assicurare una sana longevità. Unica consente di allenare tutti i gruppi muscolari con oltre 25 esercizi con lo stesso livello di qualità delle palestre professionali. L’innovazione di Unica sta nella possibilità di coniugare la funzionalità di 25 diversi esercizi in uno spazio ridotto e di passare da un esercizio all’altro in maniera facile e diretta, senza sostituire o modificare nessun elemento. La biomeccanica, inoltre, assicura l'esecuzione dei movimenti seguendo traiettorie fisiologiche, distribuendo il carico in maniere ottimale per massimizzare i risultati, mentre l’ergonomia garantisce comfort e facilità d’uso.

L'esperienza con Unica è guidata da Technogym App, che agisce come un vero e proprio trainer digitale. L'app offre programmi di allenamento personalizzati in base agli obiettivi e alle passioni dell'utente e include un'ampia libreria di video tutorial che guidano nell'esecuzione corretta dei numerosi esercizi possibili.

TECHNOGYM

Fondata nel 1983 da Nerio Alessandri, Technogym è leader mondiale nelle soluzioni digitali e nei prodotti per fitness, sport, salute e benessere. L’azienda offre un ecosistema integrato basato sull’intelligenza artificiale che combina attrezzature connesse, servizi digitali, esperienze di training on-demand e app, garantendo a ciascun utente un allenamento personalizzato ovunque e in qualsiasi momento: a casa, in palestra, in hotel, dal medico, all’aperto. Oggi Technogym è presente in oltre 100 Paesi con più di 2.500 dipendenti. Ogni giorno 70 milioni di persone si allenano con Technogym in 100.000 centri wellness e 500.000 abitazioni private nel mondo. Riconosciuto come il brand di riferimento per atleti e campioni internazionali, Technogym è stato scelto come Fornitore Ufficiale delle ultime 10 edizioni dei Giochi Olimpici e Paralimpici.

Carlos Alcaraz

SELLE SAN MARCO

Dalla strada all’enduro con nuove partnership e Ambassador

A cura della Redazione

Continua il supporto del brand veneto di selle nel mondo del ciclismo su strada con l’UCI ProTeam Novo Nordisk e nella mountain bike con KTM MTB Factory Team a cui si aggiungono per l’imminente stagione Metallurgica Veneta MTB Pro Team e Cannondale ISB Sport Team. Nel gravel la scelta è caduta sulla formazione italiana Reverb Cycling.

Per Selle San Marco le partnership rappresentano una opportunità per lo sviluppo di nuove soluzioni. Tra le forniture avviate negli anni precedenti e l’aggiunta di quelle nuove del 2026 resta sempre l’obiettivo di consolidare la propria presenza nell’ambito professionistico con squadre Élite sui tre terreni di riferimento: strada, gravel e mountain bike. Un importante punto di incontro, dove l’esperienza su due ruote nelle diverse discipline e la contaminazione fra diverse discipline, restituisce feedback importanti per crescere e migliorare i prodotti.

Selle San Marco è presente con i propri prodotti nelle più importanti competizioni internazionali su strada, a fianco anche nel 2026 della formazione professionistica del Novo Nordisk Team a bandiera stelle e strisce: la compagine americana è nota per il proprio impegno nel consentire a persone che soffrono di diabete di praticare sport anche ad alto livello. Un'opportunità per contribuire al lavoro di un team che sta ridefinendo cosa significhi competere ai massimi livelli dello sport gestendo una condizione cronica.

Jordi Bago

Nel mondo dell’off-road, l’azienda veneta è ben rappresentata dalla collaborazione con tre squadre

Oltre alla conferma della partnership con il KTM MTB Factory Team, squadra austriaca attiva nella disciplina del Cross Country XCO, Selle San Marco ha allargato le proprie collaborazioni con l’italiana Metallurgica Veneta MTB Pro Team e la spagnola Cannondale ISB Sport , entrambe con l’obiettivo di ben figurare nella disciplina Cross Country Marathon (XCM). Ultimo, ma non certo per importanza la partnership con il Reverb Cycling Team che sta costruendo la propria storia nel gravel agonistico.

E dalle squadre ai singoli atleti e ambassador

Jordi Bago rientra nella “scuderia” dell’azienda veneta con l’obiettivo di portare il brand nel mondo dell’enduro: lo spagnolo già in passato è stato sponsorizzato da Selle San Marco. Confermati per la nuova stagione anche gli ultracyclist Omar di Felice , di nazionalità italiana e recente vincitore della Ultrabiking Sardinia e Sami Sauri, spagnola, vincitrice nella categoria femminile dell’ultima edizione di Across Andes.

SELLE SAN MARCO

Fondata nel 1935 a Rossano Veneto in provincia di Vicenza, Selle San Marco rappresenta uno dei brand iconici del ciclismo internazionale. La sua storia parla di passione, successi e artigianalità: hanno pedalato con Selle San Marco alcuni dei più grandi campioni di sempre. La sua eredità è un simbolo del ciclismo e del Made in Italy, e si distingue ancora oggi per i suoi prodotti che uniscono eleganza e alta qualità. Dal 2016 Selle San Marco è parte del gruppo Selle Italia di Asolo.

KTM Factory MTB Team - Foto ©Staron
Novo Nordisk
Omar di Felice
Metallurgica Veneta Pro Team

BEYOND THE NOISE

Il

valore della saggezza

A cura della Redazione

Nel 1934, T.S. Eliot pose una domanda che oggi definisce perfettamente il nostro tempo: “Dov’è la saggezza che abbiamo perso nella conoscenza? Dov’è la conoscenza che abbiamo perso nell’informazione?”. Quasi cento anni dopo, con l’AI generativa che produce in un solo giorno più contenuti di quanti l’umanità ne abbia creati in interi secoli, la domanda di Eliot non è più retorica. È la sfida strategica che i leader si trovano ad affrontare oggi. E la capacità di trovare le fonti giuste, prendersi il tempo per riflettere e sapere cosa ignorare è diventata una delle competenze più difficili — e decisive — nel business contemporaneo. E poiché nessun leader può sostenere da solo questa disciplina, essa deve essere integrata nel modo in cui le organizzazioni operano.

La crisi silenziosa che nessuno si aspettava

Chiedete a qualsiasi senior executive cosa sia cambiato nel suo lavoro negli ultimi cinque anni. Parlerà di AI, volatilità geopolitica, talenti, marginalità… Ma insistendo un po’, emergerà una risposta diversa: sono stanchi. Non per il troppo lavoro, ma per i troppi input. Abbiamo costruito una civiltà sull’idea che più informazioni significhino decisioni migliori. È sempre stata un’affermazione fragile e oggi è apertamente falsa. I sistemi di AI presentano contenuti inventati con la stessa sicurezza narrativa dei fatti

reali. Le loro interfacce sono progettate per compiacere gli utenti — i ricercatori parlano di “sycophancy bias” — e la psicologa comportamentale Nathalie Nahai, che sarà con noi al World Business Forum di Città del Messico, ha documentato come questo fenomeno amplifichi silenziosamente i nostri punti ciechi su larga scala. Alla fine del 2025, un’indagine di Harvard Business Review ha introdotto un termine che si è rapidamente diffuso nelle organizzazioni: workslop — documenti, sintesi e presentazioni generati dall’AI che sembrano lavoro reale ma che, in realtà, distruggono la produttività. Internet prometteva democratizzazione, connessione ed espressione individuale. E in parte ha mantenuto queste promesse. Ma ha anche generato, in misura significativa, esaurimento, frammentazione dell’identità e affaticamento psicologico. Un’indagine del British Standards Institution condotta nel 2025 su 1.300 giovani britannici tra i 16 e i 21 anni ha rilevato che il 47% avrebbe voluto crescere in un mondo completamente privo di internet. Per un executive, il costo della confusione è asimmetrico: una cattiva scelta da consumatore può rovinare una serata; una cattiva decisione manageriale — presa perché si è confuso ciò che sembrava plausibile con ciò che era vero — può compromettere trimestri, carriere e capitali.

La generazione che “sa tutto”

Gli executive che oggi guidano le più grandi aziende del mondo sono cresciuti in un ecosistema informativo caratterizzato dalla scarsità. Enciclopedie, biblioteche, telegiornali serali a orari

fissi… L’informazione era limitata, verificata e arrivava attraverso editori, insegnanti, istituzioni e poche fonti considerate affidabili. Si poteva tranquillamente non ricordare il nome di un attore durante una cena. Quei leader avevano maggiore certezza rispetto a ciò che sapevano — ma sarebbe un errore confondere la certezza con l’accuratezza. Sapevano meno. Enormi quantità di informazioni erano semplicemente irraggiungibili.

Ciò che è cambiato non è soltanto il volume delle informazioni, ma il rapporto con la fiducia. Le informazioni continuano ad arrivare ai leader — più di prima e da più direzioni che mai — ma gran parte di ciò che ricevono è oggi sospetto: scritto dall’AI, senza fonti, ottimizzato per l’engagement più che per l’accuratezza. I leader di oggi devono verificare prima ancora di poter utilizzare ciò che ricevono. Devono chiedersi continuamente: è reale? Chi c’è dietro? Per cosa è stato ottimizzato? E poi interpretare tutto questo, applicarvi esperienza e buon senso e prendere decisioni le cui conseguenze ricadono interamente su di loro. Nel giro di una sola generazione, il lavoro cognitivo della leadership è passato dall’accesso alle informazioni alla loro autenticazione, interpretazione e trasformazione in azione. Ed è una fatica che la generazione precedente non conosceva. È anche esattamente la disciplina che Rita McGrath — professoressa alla Columbia Business School ed esperta internazionale di innovazione, strategia e disruption — sostiene da anni debba essere integrata nel modo in cui le organizzazioni pensano, decidono e crescono. Rita McGrath sarà con noi ai World Business Forum di Bogotá, Città del Messico, Madrid e Milano.

Cosa aveva capito Kissinger

Molto prima degli attuali sistemi di AI, Henry Kissinger partecipò a una conversazione — oggi tornata estremamente attuale — sul sovraccarico informativo, che col tempo ha assunto contorni quasi profetici.

“La conoscenza ti dice come costruire un ponte”, osservava. “La saggezza ti chiede se quel ponte debba davvero essere costruito.” La tentazione, in ogni epoca dominata dai dati, è quella di confondere i dati con l’informazione e l’informazione con la comprensione. Ma una mente che accumula non è la stessa mente che interpreta. Secondo Kissinger, i leader sopraffatti dalle informazioni finiscono inevitabilmente per dipendere da chi quelle informazioni le impacchetta e gliele consegna. Ma confezionare dati non significa pensare. Kissinger indicava John Stuart Mill — filosofo, economista, linguista, teologo, storico e femminista del XIX secolo — come l’ultima persona reputata capace di sapere tutto. È improbabile che ne esista un’altra, ma oggi per ragioni diverse da quelle immaginate allora da Kissinger. Non solo perché il volume di informazioni è diventato ingestibile per una singola mente — cosa comunque vera — ma perché la conoscenza stessa si è frammentata, specializzata e resa molto più complessa. I domini in cui oggi si richiede a un leader di avere almeno una comprensione minima si sono moltiplicati ben oltre ciò che un singolo generalista possa realisticamente padroneggiare: tecnologia, geopolitica, etica, clima, talenti, regolamentazione, cultura, finanza… Se nessuna mente può più

coprire tutta questa superficie, allora la domanda più importante che un leader possa porsi diventa: cosa vale davvero la pena trattenere — e cosa ignorare? Ed è una riflessione che nel 2026 pesa molto più di quanto pesasse quando fu formulata per la prima volta.

Le due competenze essenziali del business: giudizio e il coraggio di ignorare

In una rubrica del Wall Street Journal del gennaio 2026, il giornalista tecnologico Christopher Mims ha definito il “critical ignoring” la competenza di sopravvivenza dell’anno: la capacità di dirigere consapevolmente la propria attenzione lontano dal flusso di informazioni di bassa qualità che oggi internet tende a privilegiare. Anche il report State of AI in Business 2025 del MIT, basato su 150 interviste a executive e 300 analisi di implementazioni AI, è arrivato a una conclusione simile: circa il 95% dei progetti pilota di AI generativa non ha prodotto alcun impatto concreto sul business. Il problema non era la tecnologia. Era l’organizzazione. Klarna, fintech svedese del “buy now, pay later”, era stata inizialmente presentata come la prova che l’AI potesse sostituire il lavoro umano su larga scala. Da allora l’azienda ha cambiato rotta, reintegrando operatori umani nel customer service dopo che il CEO ha ammesso che l’eccessiva automazione aveva compromesso la qualità del servizio. I migliori leader con cui lavoriamo stanno facendo esattamente l’opposto di ciò che questo momento sembra richiedere.

Consumano meno informazioni, ma migliori. Proteggono il proprio giudizio invece di delegarlo. Utilizzano l’AI come farebbero con un junior associate: controllando sempre il lavoro prodotto. Zack Kass, ex Head of Go-to-Market di OpenAI — che sarà con noi ai World Business Forum di New York, Madrid e Milano — descrive un mondo che definisce “unmetered intelligence”: un contesto in cui la capacità cognitiva tende a diventare virtualmente illimitata e il vero vincolo non è più accedere al pensiero, ma decidere a cosa valga davvero la pena pensare.

La domanda più difficile, però, è capire come tutto questo si traduca a livello organizzativo. La stessa pressione che oggi esaurisce i singoli executive sta infatti ridefinendo anche le istituzioni che guidano. Le organizzazioni non possono “ignorare criticamente” al posto delle persone. Possono però costruire culture, sistemi e incentivi che aiutino le persone a filtrare il rumore, proteggere il proprio giudizio e concentrarsi su ciò che conta davvero. Oppure possono non farlo.

Perché “Transcend” È esattamente questa la disciplina su cui abbiamo costruito il tema del World Business Forum 2026: Transcend. La convergenza tra disruption tecnologica, volatilità economica, pressione climatica e trasformazione della forza lavoro sta creando una tensione senza precedenti sulle organizzazioni. La scelta è sempre più netta: subire il caos oppure trascenderlo. Le aziende che considereranno la trasformazione come uno stato permanente — e non come un progetto occasionale — saranno quelle che definiranno il prossimo decennio del business. Trascendere non significa ignorare il mondo. Significa andare oltre il rumore per concentrarsi sul lavoro più importante: mantenere saldo il proprio purpose mentre si reinventa tutto il resto. È una prospettiva che Jim Collins — che sarà con noi al World Business Forum di New York — studia da oltre trent’anni. In Built to Last, Collins e Jerry Porras definivano questo approccio “the genius of the and”: le organizzazioni più durature rifiutano la falsa scelta tra preservare ciò che rappresentano e reinventare il modo in cui operano. Fanno entrambe le cose. Ed è una postura oggi più difficile che mai, in un contesto che urla continuamente, frammenta l’attenzione e pretende risposte immediate. Proprio per questo è diventata fondamentale. Uno studio di Harvard Business Review su 4.700 aziende analizzate attraverso tre recessioni conferma questo schema: l’80% non è mai riuscito a recuperare i livelli di crescita precedenti alla crisi entro tre anni. Solo il 9% è riuscito a prosperare davvero, superando i competitor di oltre il 10%. La differenza non era la resilienza. Era la capacità di reinventarsi.

I World Business Forum 2026 riuniranno alcuni dei più importanti thinker internazionali del business: studiosi e leader che da decenni analizzano come organizzazioni e leadership affrontino trasformazioni profonde. L’obiettivo non è fornire agli executive un semplice set di tattiche di sopravvivenza, ma condividere framework concreti per costruire organizzazioni realmente capaci di evolvere continuamente, rigenerarsi e creare nuove possibilità.

Il valore del fattore umano

C’è un cambiamento silenzioso in corso di cui si parla ancora troppo poco nel dibattito sull’AI: più le macchine assorbono compiti cognitivi, più aumentano di valore le capacità propriamente umane. Non quelle tecniche, ma quelle umane. La capacità di leggere una stanza. Di gestire il proprio stato emotivo sotto pressione. Di affrontare conversazioni difficili senza arretrare. Di prendere decisioni che nessun modello può davvero sostenere — ma che un leader può assumersi attraverso coscienza, esperienza e responsabilità. Per anni queste capacità sono state liquidate come soft skills. Oggi quella definizione sta crollando.

Daniel Goleman — che sarà con noi ai World Business Forum di New York e Madrid — sostiene da oltre trent’anni, e lo dimostra sempre più attraverso le neuroscienze, che l’intelligenza emotiva non sia la versione “più gentile” dell’intelligenza analitica. È il fondamento neurologico che permette all’intelligenza analitica di funzionare sotto pressione.

L’AI sta trasformando l’intelligenza stessa in una commodity. Ciò che prima era raro diventa abbondante. Ciò che era abbondante — la capacità autenticamente umana — diventa raro.

E queste non sono competenze “soft”. Sono le competenze più difficili. E sono quelle che l’AI non può replicare.

L’imperativo editoriale: perché i leader hanno bisogno di curatori di contenuti

C’è un motivo se WOBI da oltre trent’anni fa una sola cosa — e la fa con quello che Marcus Buckingham, in una recente conversazione con noi, ha definito “rigore editoriale”.

“In un momento come questo”, ha detto, “ciò che ci aspettiamo da realtà come WOBI è potere editoriale, rigore editoriale. Scegliere persone che abbiano una credibilità reale.”

Chiunque abbia un budget può organizzare un evento. Chiunque abbia un algoritmo può raccomandare contenuti. Ciò che è raro — e che diventa sempre più prezioso man mano che tutto il resto diventa abbondante — è il giudizio umano necessario per capire quali idee meritino davvero l’attenzione di un leader e quali, per quanto popolari, siano soltanto rumore.

Ed è esattamente questo che rappresenta il palco del World Business Forum: uno spazio di idee e ispirazione, presentato e curato da persone. Facciamo ricerca, poniamo domande, selezioniamo prospettive affinché ogni executive possa uscire dalla sala con idee concrete da applicare alla propria leadership, ai propri team e alla propria organizzazione.

A volte quel takeaway è un framework ascoltato dal palco. Altre volte è la serendipità di una conversazione tra una sessione e l’altra — l’incontro con un altro leader che sta affrontando lo stesso problema e ha qualcosa di autentico da condividere.

Spesso, però, è l’esperienza più sottovalutata della formazione manageriale: il momento “eureka” del ricordare. Un leader entra portandosi dietro qualcosa che in fondo sapeva già, ma su cui aveva smesso di agire. E il Forum glielo ricorda.

Ed è proprio da quel riconoscimento che iniziano i cambiamenti organizzativi più duraturi.

Dal 3 al 6 settembre 2026, Avila (Spagna) torna al Medioevo con le celebri Jornadas Medievales - Mercado de las Tres Culturas, evento patrimonio UNESCO che celebra l'incontro tra le culture cristiana, ebraica e musulmana.

MEDIOEVO AD AVILA

Mercati, storia e spettacoli suggestivi

A cura della Redazione

Il maestoso perimetro di mura del XII secolo, con 87 torri e due chilometri di camminamenti, farà da palcoscenico a una delle rievocazioni più spettacolari d'Europa.

Tra mercati storici, falconeria e tornei a cavallo nell'Atrio di San Isidro, i momenti clou saranno l'assalto alla sezione nord delle mura e lo scenografico lancio di frecce di 250 arcieri.

Forte il legame con l'Italia: il sabato, il grande corteo ospiterà gli sbandieratori di Camerino.

Per visitare la città a prezzi ridotti nelle 48 ore del weekend, è disponibile la tessera AvilaCard, che include l’accesso a mura, Cattedrale e Palacio Superunda.

A meno di un'ora e mezza da Madrid, Avila è la meta perfetta per fine estate.

Info: www.avilaturismo.com

VERONA: DUE TORRI HOTEL

Affreschi, terrazze e vista sui vigneti

A cura della Redazione

Fin dal Trecento, il Due Torri Hotel di Piazza Anastasia era conosciuto come il Palazzo dell’Aquila, già nel 1674 adibito a locanda. Dopo vari passaggi di proprietà, a metà del 1800 fu acquistato dalla famiglia Arvedi e trasformato nel Grand Hotel Imperiale, divenuto ben presto l’hotel più famoso della città. Nel 1700 vi alloggiarono, tra gli altri, Wolfgang Amadeus Mozart e Johann Wolfgang von Goethe . Fu anche teatro di importanti eventi storici, come l’incoronazione in esilio di Re Luigi XVII di Francia e la firma del Trattato di Villafranca tra Napoleone III, Vittorio Emanuele II, l’Arciduca Ranieri e il maresciallo Radetzky. Nel 1866 dal balcone dell'hotel Giuseppe Garibaldi parlò ai veronesi, affacciato su Piazza Santa Anastasia. Dopo varie vicissitudini – fu anche sede di ministeri durante la Repubblica di Salò – tornò albergo di lusso nel 1959, grazie all’impegno di Enrico Wallner.

Nel 2010 acquisisce la struttura il Gruppo Duetorrihotels , prestigiosa realtà italiana del settore hospitality Mission della società presieduta da Franco Vanetti, valorizzare il legame storico tra gli alberghi e le città, partecipando alla vita culturale e sociale del territorio. Oltre che a Verona, con il Due Torri Hotel 5 stelle lusso, il gruppo è a Bologna con il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” Leading Hotels of the World; a Firenze con il Bernini Palace, 5 stelle e Preferred Hotels & Resorts, a Genova con l’Hotel Bristol Palace, 5 stelle e Preferred Hotels & Resorts. Infine, a Milano,

possiede due alberghi categoria Business, l’Hotel Santa Barbara (4 stelle) e l’Hotel Alga (3 stelle Superior).

La musica, l’arte e la bellezza riunite in un unico concetto. Per rendere omaggio a uno dei suoi ospiti più celebri, Wolfgang Amadeus Mozart , che nel gennaio del 1770, appena tredicenne, soggiornò al Due Torri, l’hotel gli ha dedicato una Deluxe Suite recentemente rinnovata. La suite è impreziosita da mobili di vero antiquariato, boiserie, divanetti, marmo e dettagli di pregio, uniti a uno studio accurato dei volumi e dei colori. Oltre al bagno completamente rinnovato e al nuovo parquet gli ospiti possono scoprire un terrazzino creato ex novo, ampio dieci metri quadrati, con vista panoramica sul centro storico e sulla Torre dei Lamberti.

La seconda novità è la nuova area Health & Wellness , uno spazio esclusivo dedicato al benessere rigenerante e alle coccole, accessibile comodamente dall’ascensore. Qui, in un ambiente dal pavimento riscaldato, gli ospiti possono lasciarsi tentare dalle proposte: il bagno turco, la sauna, i lettini relax circondati da luci soffuse. Un angolo riservato alle tisane, ricco di proposte dagli aromi particolari, completa l’offerta. È possibile affidarsi a un team esperto per trattamenti su richiesta. Accanto all’area wellness c’è inoltre uno spazio dedicato allo sport e alla forma fisica: una palestra con ingresso separato, arredata con una spalliera svedese Kinesis di ultima generazione e moderne attrezzature Technogym. L’hotel è inoltre interessato da una serie di operazioni di manutenzione e rinnovamento che avvengono costantemente e diffusamente – soprattutto nelle 89 stanze e suite – in un’ottica permanente di ricerca di qualità.

All’interno, il Due Torri custodisce un vero tesoro, l’Arena Casarini Si tratta di un lavoro firmato da Pino Casarini, pittore, frescante e scultore, uno dei maestri affreschisti del secolo scorso, chiamato a decorare l’hotel dal proprietario Enrico Wallner. Si tratta di un “piccolo teatro” totalmente dipinto con colori vivaci. Pino Casarini era un artista eclettico: dalle sue abili mani nascevano le scenografie delle stagioni liriche dell’Arena, culla della musica lirica italiana e internazionale. Un’influenza che si percepisce anche nel vivace dinamismo della sala: la sua struttura circolare è stata sapientemente utilizzata per richiamare la forma di un tendone. La vita del circo è rappresentata con tinte luminose: acrobati e giocolieri, funamboli, contorsionisti, pagliacci, ballerine e domatori di leoni, orsi, elefanti e cavalli, scimmie, giraffe, cammelli e cani, in un’atmosfera di grande potenza evocativa. Al maestro Casarini è stato dedicato da alcuni anni il Premio Casarini, organizzato in partnership con ArtVerona. Il concorso è dedicato a giovani ed artisti emergenti, incoraggiati a proseguire nel solco di Casarini: le opere vincitrici decorano alcune sale dell’hotel. Il Due Torri partecipa così alla vita culturale veronese e italiana.

Il Due Torri Hotel è da sempre una seconda casa per i grandi personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte e dello spettacolo. Nelle sue stanze hanno soggiornato nel passato

Grand Deluxe room
Arena Casarini

Mozart (c’è una suite a lui dedicata), l’Imperatore Giuseppe II ed il fratello Arciduca Massimiliano, Wolfgang Goethe, Carlo IV Re di Spagna, l’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe con il Feldmaresciallo Radetzky, Giuseppe Garibaldi (famoso il suo discorso alla cittadinanza veronese dal balcone del Due Torri), Richard Wagner, l’intera Famiglia Reale Greca, lo Scià di Persia Reza Pahlevi, il Re di Spagna Carlo IV, i Duchi di Kent, Beatrice Regina d’Olanda, Henry Kissinger, Margaret Thacher e molti altri. Più recentemente molte celebrities legate al mondo dello spettacolo come Sarah Jessica Parker, Adele, Sting, Bocelli, Bruce Springsteen, Placido Domingo, Pavarotti, gli Who e tanti altri vip. Importante la presenza di esponenti del jet set internazionale, come lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktum emiro Dubai, Emirati Arabi che occupò 60 camere.

In ogni camera dell’ Hotel - 89 di cui 11 suite - spazi ampi e funzionali accolgono raffinati ed eleganti arredi. Non mancano, ovviamente i più moderni comfort: perfetto connubio tra eleganza senza tempo, stile italiano e tecnologia, nel cuore del centro storico di una delle più prestigiose città italiane. Per le famiglie, il Due Torri offre la possibilità di soggiornare in camere adiacenti e collegate, perfette per muoversi in libertà salvaguardando le proprie necessità e la propria privacy. In un luogo da sogno, grande attenzione è dedicata anche al benessere del sonno: al Due Torri Hotel è possibile addormentarsi avvolti in lenzuola di lino, tessuto che, grazie alle sue capacità termoregolatrici, è in grado di assicurare un riposo rigenerante e un rinnovato benessere psicofisico. Il know how del processo di lavaggio mantiene “vive” le caratteristiche naturali della fibra, per un vero risveglio dei sensi.

Il Bistrot al 2 è un ambiente improntato su una sobria eleganza coerente con l’atmosfera che emana il palazzo storico. Sulle pareti e sul soffitto, maestosi dipinti cinquecenteschi - appartenenti allo stesso ciclo di quelli presenti nella lounge - impreziosiscono l’atmosfera e la sala dell’Aquila nella quale si trova, una delle più belle della struttura, è stata progettata da Gualtiero Marchesi in persona, chef italiano più celebre al mondo e “fondatore” della nuova cucina italiana.

Angolo privilegiato di uno dei luoghi più romantici d’Italia dove solo osservare i tetti e le luci della città diventa una vera esperienza sensoriale. La Rooftop Terrace offre il privilegio di una visione unica, intima e personalissima per cui sembra quasi di poter toccare il cielo con un dito. Trecento metri quadri, a circa 30 metri da terra, a due passi da Sant’Anastasia. Nuove prospettive si spiegano allo sguardo che spazia dalla Torre dei Lamberti al Duomo, da Castel San Pietro alle Torricelle, con le dolci curve e le acque del fiume Adige a fare da quinta scenografica e colonna sonora. La città che fu di Montecchi, Capuleti e Scaligeri, culla per eccellenza dell’Opera italiana, come non si era mai vista prima. In Terrazza si possono gustare aperitivi, pranzi e cene al lume di candela ideate dallo chef Salvatore Garofalo, che cura anche il Bistrot al 2 . Può essere riservata per cerimonie, cocktail,

small party ed eventi. La cucina è a vista per pasti capaci di trasformarsi anche in show cooking: la qualità e la tradizione gastronomica del Due Torri Hotel, prima forma di accoglienza a Verona, si trasferiscono “ai piani alti”.

È stato presentato all’interno dell’hotel il Libro della Buonanotte, che fa parte della collana editoriale edita da Minerva e curata dalla storica dell’arte Beatrice Buscaroli, nata con un’idea semplice e potente: trasformare il soggiorno in hotel in un’esperienza culturale.

Il volume firmato da Anna Maria Catano accompagna il lettore a percorrere le navate in marmo rosso della Basilica di Sant’Anastasia che si trova proprio a fianco dell’hotel, a camminare sul suo celebre pavimento policromo, e a scoprire i “Gobbi” portafortuna oltre al meraviglioso affresco San Giorgio e la Principessa, capolavoro di Antonio Pisano (detto il Pisanello).

Deluxe Suite Mozart

ANNA MARIA CATANO LA BASILICA DI SANT’ANASTASIA

LA BASILICA DI SANT’ANASTASIA

La chiesa di Sant’Anastasia di Verona è uno splendido esempio di gotico italiano. Fu eretta a partire dal 1290 con il contributo della famiglia che governava la città, gli Scaligeri, e di altre famiglie veronesi. È la chiesa più grande di Verona ed è ricchissima di opere d’arte, tra le quali anche il celebre affresco del Pisanello San Giorgio e la Principessa, tornato nella sua collocazione originaria sopra la Cappella Pellegrini. All’esterno si può ammirare la facciata incompiuta con lo splendido portale gotico e la zona absidale, posta sulla riva del fi ume Adige.

Giornalista e scrittrice, Anna Maria Catano, è una firma del “Corriere della Sera”. Professionista dal 1991, i primi passi al “Gazzettino” a soli 17 anni, scrive da un ventennio di turismo e lavoro per il “Corriere” (dove è stata titolare della rubrica: La Biblioteca del manager). In 40 anni di attività professionale ha collaborato con varie testate nazionali tra cui “La Stampa”, “Il Sole 24ore”, “Il Giornale”, “Il Mondo”, “Gente Money”, “Gente Via gi”, “Gente”, “Style”, “O gi”, “IO Donna”. Giramondo per lavoro e per passione, ha visitato più di 80 Paesi specializzandosi in reportage di via gio. Il suo ultimo libro, Il Partigiano Tradito, 2024, San Paolo, è considerato dalla critica un esordio letterario.

Oltre a visitare il Due Torri Hotel di Piazza Anastasia, siamo andati anche presso l’azienda Masi Agricola. Profondamente radicata in Valpolicella Classica, una delle più vocate terre da vino italiane, Masi propone vini di pregio, espressione dei valori del territorio di origine (Venetian Values), utilizzando uve e metodi autoctoni delle Venezie, con costante aggiornamento tecnologico. In particolare, Masi ha una riconosciuta expertise nella tecnica dell’Appassimento ed è considerata leader nella produzione di Amarone. La storia di Masi inizia nel 1772, data della prima vendemmia della famiglia Boscaini nei pregiati vigneti del “Vaio dei Masi”, valle nel cuore della Valpolicella Classica. Da qui prende il nome l’azienda, tuttora di proprietà della famiglia, che opera attivamente con la sesta e settima generazione. Il suo presidente, Sandro Boscaini, è conosciuto nel mondo come “Mister Amarone”, per aver contribuito a creare con l’Amarone Masi un’eccellenza italiana. Insieme a lui, sono coinvolti in azienda i figli Raffaele e Alessandra, i fratelli Bruno e Mario e i nipoti Anita, Giacomo e Alessandro .

Storico produttore aperto all’innovazione, Masi ha una riconosciuta expertise nella tecnica dell’Appassimento. Questo metodo tradizionale, usato nelle Venetiae sin dai tempi degli antichi romani, consiste nel far riposare le uve durante i freddi mesi invernali su graticci di bambù prima della vinificazione, per concentrare aromi e gusti nel vino. Il simbolo Masi Expertise certifica la specializzazione di Masi nell’appassimento, garantendo l’autenticità e la qualità dei vini. Negli ultimi cinquant’anni, Masi e il suo Gruppo Tecnico hanno impiegato questo metodo in maniera innovativa per creare cinque Amaroni e tre Recioti, la più ampia e qualificata gamma proposta al mercato internazionale.

Inoltre, utilizzando uve leggermente appassite, Masi ha creato vini emblematici, il capostipite dei quali è il Campofiorin con la sua selezione Brolo Campofiorin, che rappresentano “una nuova categoria di vini veronesi” (Burton Anderson). Masi ha infine esportato la sua expertise fuori dell’area originaria sia in Italia che in Argentina.

Masi da sempre seleziona le migliori terre vocate, storicamente scelte per la viticoltura, nelle zone pedemontane e collinari, ponendo particolare attenzione alla valorizzazione di singoli vigneti (crus)che esprimono l’eccellenza della zona e i cui vini ne portano il nome. La produzione aziendale si basa su un contesto viticolo di circa 1300 ettari, divisi in ettari di proprietà o gestiti in affitto, vigneti di conferenti convenzionati; piccole e medie realtà che storicamente producono per Masi seguendo i protocolli del Gruppo Tecnico. Radicata in Valpolicella, Masi ha individuato altre terre con caratteristiche ambientali e pedoclimatiche adatte a produrre vini caratterizzati dall’utilizzo di uve autoctone e metodi di vinificazione che permettono di ottenere prodotti estremamente attuali.

Nel Veronese i vigneti si trovano nelle zone classiche, con grande varietà di terreni vocati ed esposizione ottimale. A questi si aggiungono le storiche tenute dei Conti Serego Alighieri, discendenti del poeta Dante, con cui Masi collabora. In Trentino l’accordo con l’antica e nobile azienda dei Conti Bossi Fedrigotti ha dotato Masi di un vero château storico. Canevel, produttore di Spumanti di eccellenza in Valdobbiadene, fa parte del Gruppo Masi dal 2016. In Friuli Masi possiede l’ampia tenuta Stra’ del Milione nella zona di Castions di Strada. Nel 2024 acquisisce la tenuta “Casa Re” nell’Oltrepò Pavese: pur mantenendo le Venezie come proprio habitat naturale, l’estensione di Masi in questo territorio, culla del Pinot Nero ed emblema del Metodo Classico italiano, rappresenta uno “sconfinamento coerente” che permette di mettere a sistema l’expertise raggiunta nelle altre espressioni spumantistiche del Gruppo.

In collaborazione con Serego Alighieri, Masi ha acquistato la tenuta ‘‘Poderi del Bello Ovile’’ in Val d’Orcia, ai confini con l’area di Montalcino, segnando così il ritorno degli Alighieri in Toscana. Dal vigneto a conduzione biologica nascono il Rosso di Toscana e il Vermentino BellOvile.

Masi ha scelto in Argentina, nella valle di Tupungato a Mendoza, l’azienda ‘‘Vigneti La Arboleda’’ per piantare uve autoctone delle Venezie accanto agli emblematici vitigni argentini Malbec e Torrontés ed applicare la tecnica dell’appassimento, tipica della Valpolicella, di cui Masi è riconosciuto specialista. In questa tenuta totalmente ecosostenibile si pratica l’agricoltura biologica. Costituisce una riserva di biodiversità che Masi ha deciso di rispettare e valorizzare realizzando un percorso botanico visitabile .

Monteleone
Monteleone
Cantina Masi
Cantina Masi

HOTEL BRISTOL

PALACE DI GENOVA

Il fascino senza tempo della

A cura della Redazione

Ospitato in un’affascinante struttura Liberty, l’Hotel Bristol Palace conserva, perfettamente restaurati, originali arredi Déco, preziosi oggetti e complementi d’arredo dell'Ottocento, tra cui sontuosi salotti Napoleone III , restituiti a nuova vita grazie all’impegno del gruppo Duetorrihotels Spa . La hall e il secondo piano, con le sale banchetti e convegni, sono stati completamente ristrutturati utilizzando marmi pregiati per i pavimenti. Una bella porta girevole in cristallo accoglie gli ospiti in un’atmosfera di eleganza e raffinatezza. All’interno delle sale per la ristorazione, si è provveduto al recupero dell’antico e originario parquet, che si ritrova anche nel Ristorante “Giotto”, dove pranzare e cenare circondati dagli eleganti stucchi e affreschi fin de siècle delle pareti e della volta.

Le sale per meeting e ricevimenti, pur richiamando per la loro eleganza il fasto di altri tempi, sono state ristrutturate e dotate di access point dedicati e di Wi-Fi, servizi gratuiti per i clienti dell’hotel. In questo contesto, hanno felicemente ritrovato degna collocazione anche gli splendidi arredi d’epoca: in particolar modo la Sala Michelangelo, antica sala di lettura dell’Hotel, ha conservato intatti il grande specchio e le appliques alle pareti e il lampadario centrale. Ne testimoniano la storia alcune immagini d’epoca che immortalano la sala a inizio Novecento nella Guida Grand Bristol Hôtel de Gênes, prezioso volume in lingua francese della collana delle Guides Illustrés Reynaud, edite tra il 1897 e il 1906. Anche gli interventi di ristrutturazione delle aree comuni

hanno obbedito alla medesima logica di restituzione dello stile Liberty di inizio Novecento.

L’Hotel Bristol Palace è dotato di 133 tra camere e Suite, 8 sale meeting in grado di ospitare fino a 160 persone, di bar, ristorante interno e terrazza . L’hotel, sensibile al tema dell’accessibilità, dispone di due camere per ospiti diversamente abili o con ridotta capacità motoria. Il Bristol Palace, inoltre, offre un piacevole soggiorno anche per gli amici a quattro zampe: nelle camere degli ospiti accompagnati da animali domestici, viene infatti messo a disposizione tutto il necessario per la doggy care. Infine, per gli ospiti che scelgono di raggiungere la struttura in macchina, il garage dell’hotel con valet parking è aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 23:00. Alternativamente, è disponibile il parking Piccapietra (autosilos pubblico a 100 metri dall’hotel), aperto con tariffa oraria 24 su 24, 7 giorni su 7, dove è possibile posteggiare autonomamente.

Uno dei dettagli più pregiati dell’Hotel è lo scalone ellittico in marmo bianco. È in puro stile Liberty, con ringhiera in ferro battuto, e si avvita a spirale fino al sesto piano. Impossibile non notarlo appena varcato l’ingresso: sicuramente tutti gli ospiti, noti e meno noti, si sono prima o poi affacciati con curiosità verso l’interno della scala, per gettare uno sguardo dal basso verso l’alto, o viceversa. La prospettiva che si ammira è assolutamente vertiginosa.

Lo scalone è legato alla figura del regista Alfred Hitchcock . Il “re del brivido” è stato infatti ospite del Bristol Palace in ben due occasioni: nel 1925, mentre era a Genova per girare alcune scene del suo primo film in assoluto, “The pleasure garden”, e nell’estate del 1954, quando stava realizzando “Caccia al ladro”. Leggenda vuole che il regista si sia ispirato allo scalone e alla sua vista sorprendente per ideare la spirale che fa da leitmotiv al film “Vertigo”, alias “La donna che visse due volte”. Un dettaglio che ricorre in molte occasioni e, in particolare, nell’iconica scena della caduta dalla scala a chiocciola del campanile.

Affermato centro turistico, culturale, scientifico, musicale e universitario, Genova è anche sede del porto più importante d’Italia. Simbolo della città è il suo faro, la Lanterna , alto 117 metri, da cui si ammira la città. Il centro storico è un susseguirsi di palazzi aristocratici inframezzati dai cosiddetti caruggi, stretti vicoli pittoreschi dove botteghe storiche si alternano a negozi e firme di lusso, per arrivare ai Palazzi dei Rolli, tutelati dall’UNESCO. A poca distanza dal Bristol Palace, il Palazzo Ducale , residenza del Doge e sede del Governo dell’antica Repubblica Marinara di Genova, è sede di mostre permanenti e temporanee. Parte integrante della vita genovese sono le botteghe storiche certificate, ben 43, con soffitti decorati, affreschi, intarsi e antichi strumenti da lavoro: si tratta di pasticcerie, enoteche, antiche farmacie, trattorie, negozi di antiquariato e abbigliamento e molto altro.

Il golfo genovese racchiude un gioiello, il Porto Antico, a cui

Palazzo Angelo Giovanni Spinola O - Foto © I. Murtas
Palazzo Nicolosio Lomellino - Foto © I. Murtas
Palazzo GF e R Brignole Sale - Foto © I. Murtas
Palazzo Rosso - Foto © I. Murtas

l’architetto di fama internazionale Renzo Piano ha ridato nuova linfa. Qui si trova l'Acquario di Genova , uno dei più grandi e moderni parchi marini d’Europa, che comprende il Padiglione Cetacei, sempre progettato da Renzo Piano. Ancora al porto vecchio, il Galata Museo del Mare racconta la storia della navigazione e offre percorsi immersivi per tutta la famiglia. Ma la passeggiata preferita dai genovesi è forse Boccadasse, pittoresco borgo di pescatori cullato dal rumore del mare, raggiungibile percorrendo il lungomare.

Sono 24 i musei a Genova: l’offerta della città è molto articolata e varia. Affiancano il sistema museale civico (Musei del Comune di Genova) due musei di proprietà dello Stato e una ricca serie di musei privati. Tra essi, i Musei di Strada Nuova, quello di Palazzo Rosso, quello di Palazzo Bianco e quello di Palazzo Tursi, il Museo di Sant’Agostino, la Gam-Galleria d’Arte Moderna e il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce. Genova è anche il punto di partenza per alcune delle più belle località della Liguria, come la vicina Portofino, con il porticciolo raggiungibile in battello, o le Cinque Terre, Porto Venere e – sul lato opposto, a ponente – la Riviera dei Fiori.

Infine, Genova è una città gourmet : il re della tavola è il pesto, rigorosamente realizzato con il profumatissimo basilico genovese dop, che si sposa perfettamente, secondo tradizione, con le trofie o le linguine. I fornai sfornano deliziose focacce , sia semplici che al formaggio, ma anche i frisceu, tipiche frittelle salate, la farinata e la panissa, entrambe di farina di ceci e perfette per una pausa golosa. Altre eccellenze del territorio sono il pesce, rigorosamente fresco, le olive, meglio se taggiasche, l’olio extravergine, i formaggi e i salumi dell’entroterra, nonché la cacciagione. Questo patrimonio di sapori è all’origine delle tante ricette del posto, da accompagnare a una bella selezione di vini locali.

Fin dalla sua apertura, nel 1905 , l’Hotel Bristol Palace fu considerato uno dei più prestigiosi hotel di Genova, famoso a livello internazionale per la qualità e l’eccellenza dei suoi servizi. Palazzo Liberty di notevole pregio strategicamente posizionato su una delle vie più rinomate del capoluogo ligure, il Bristol divenne luogo eletto dalla nobiltà de “La Superba”, che lo scelse a sofisticata cornice di leggendarie feste e ad esclusivo ristorante dell’alta società. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il comando tedesco vi installò il suo quartier generale, costruendo un tunnel segreto fino al porto di Genova; al termine della II Guerra Mondiale fu invece sede del Comitato Italiano di Liberazione dell’Alta Italia. Splendidamente restaurato, conserva oggi strutture, ricchi arredi e interni in stile Art Déco, di cui - grazie ai sapienti interventi conservativi - nel tempo se n’è conservato inalterato il fascino. L’hotel custodisce alcuni preziosi oggetti: argenteria, porcellana cinese antica, vasi di ceramica d’Albissola, porcellane di Capodimonte e altre suppellettili, testimonianze dell’originario arredamento. Non è un caso, dunque, che il Bristol sia membro, dall’aprile del 2000, dei Locali Storici d’Italia . L’associazione,

patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è impegnata nella valorizzazione e nella tutela delle più antiche e prestigiose strutture protagoniste di pagine importanti della storia d’Italia.

Le confortevoli ed eleganti camere dell’Hotel Bristol Palace sono un luogo ideale per i viaggiatori business, ma anche un punto di partenza perfetto - essendo collocato in pieno centro - per ammirare le bellezze artistiche della città di Genova , come i vicini Palazzi dei Rolli, patrimonio UNESCO.

Le 133 camere sono arredate per la maggior parte in stile Liberty. Tutte le stanze sono state ristrutturate e sono totalmente insonorizzate. L’ospite può rilassarsi beneficiando di connessione Wi-Fi gratuita, aria condizionata e riscaldamento regolabili autonomamente, cassetta di sicurezza, Tv con canali satellitari esteri e una selezione di canali SKY, scrivania, minibar e couverture quotidiana. Le Suite si caratterizzano per gli arredi di gran classe, tra cui preziosi mobili antichi, e per le ampie metrature. Sono tutte dotate di un grande salotto con ingresso completamente indipendente dalla camera da letto, per garantire il massimo della privacy. Ideali per le famiglie sono invece le ampie Family room , accessoriate con culle e lettini per bambini.

Ampia 170 metri quadri, la nuova Suite Presidenziale è il biglietto da visita del Bristol, il fiore all’occhiello di un hotel che ha accolto primi ministri, re e imperatori. È stata battezzata La Superba, così com’è soprannominato il capoluogo ligure, per rendere omaggio alla città. Ancora prima di essere inaugurata ufficialmente, la Suite ha ricevuto il suo primo ospite illustre, Alberto di Monaco, cliente affezionato del Bristol Palace. L’ambiente si apre su un foyer ampio e regale, che da accesso alle due camere, al salotto e a due bagni entrambi completi di spa di ultima generazione con bagno turco, cromoterapia, aromaterapia, doccia emozionale e calidarium.

Inaugurato nell’ottobre del 2013, l’elegante Ristorante “Giotto” - che prende il nome dall’omonima e prestigiosa sala affrescata - accoglie gli ospiti in un ambiente raffinato e di gran fascino: un tassello di eccellenza gastronomica, aperto sia agli ospiti sia alla clientela esterna, che va a completare l’offerta della lussuosa struttura genovese.

Il menu è caratterizzato da una forte attenzione verso il territorio, con una variegata scelta di piatti della tradizione ligure e genovese, insieme a qualche deviazione verso proposte nazionali e internazionali, reinterpretate con fantasia, estro e competenza. Sia a pranzo che a cena, viene proposto il servizio alla carta, con una nutrita presentazione di piatti di stagione a base di materie di primissima qualità. Per offrire un servizio dedicato al mondo business, anche nel ristorante è garantita una copertura Wi-Fi gratuita.

Al secondo piano della struttura si aprono 80 metri quadrati

punteggiati, lungo tutto il perimetro, da piante e fiori: La Terrazza è riparata da due grandi vele che vogliono ricordare il tradizionale passato de “La Superba”, città di navigazione e scoperta. Il ristorante è aperto a tutti su prenotazione, con menu à la carte, che coniuga leggerezza e gusto, per offrire un servizio veloce, ma sempre attento e curato. Particolarmente apprezzate le colazioni in terrazza, soprattutto in estate.

L’Hotel dispone di 8 sale meeting, la più grande delle quali - la Sala Paganini di 140 metri quadri - è stata oggetto di una recentissima e profonda ristrutturazione che ne ha valorizzato l’eleganza. Richiamando il nome del grande violinista e compositore genovese, la sala Paganini eredita il fascino del Salone delle Feste che nel Novecento intratteneva presso il Bristol reali e premi Nobel, con tante novità. Arredi moderni, luci modulabili e personalizzabili, un comparto tecnologico all’avanguardia e tre diverse configurazioni spaziali la rendono perfetta per il segmento meeting e convention, ma anche per cene, feste private, cerimonie e aperitivi. I fasti di un tempo si ripresentano così aggiornati al tempo presente e integrati con la tecnologia più moderna. Nasce così a Genova un nuovo spazio - versatile come mai prima d’ora - che è al contempo glamour e high tech, elegantemente retrò ma anche attento alla performance.

Tutte le sale meeting del Bristol Palace offrono attrezzature d’avanguardia e godono di luce naturale che, penetrando attraverso le grandi finestre apribili, esalta l’eleganza delle tonalità e la bellezza delle decorazioni.

Nel corso degli anni, il prestigio del Bristol ha attratto numerosi personaggi del jet set internazionale. Scrittori, come Edmondo de Amicis (che, conclusa la sua permanenza, scrisse: “Ho lasciato il Bristol con l’illusione di essere stato per cinque giorni un grande Signore”), Gabriele D’Annunzio e Luigi Pirandello; attori, come Vittorio de Sica e Alberto Sordi ; reali e capi di Stato, come l’ Imperatore Hirohito, l’ Infanta di Spagna, il Principe Alberto II di Monaco e Carlo Azeglio Ciampi; politici, come il Nobel Yitzhak Rabin e Simon Peres; personalità legate al mondo della cultura, come il Nobel Rita Levi Montalcini e lo scrittore premio Nobel Orhan Pamuk ; leggende della danza come Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Più recentemente sono stati ospiti dell’hotel Renzo Arbore e l’attore britannico Colin Firth

Anche qui è stato presentato il libro “L'età d’oro di Genova. La Superba tra Cinquecento e Seicento”, il nuovo volume – a cura di Roberta Olcese, firma de Il Secolo XIX , oltre che delle testate del Gruppo Class Editore (in particolare di Milano Finanza e Gentleman) - dei Libri della Buonanotte del Gruppo Duetorrihotels. Il volume firmato da Roberta Olcese accompagna il lettore alla scoperta di una Genova antica e nascosta, con storie legate ai celebri Rolli, le pergamene su cui erano indicati le famiglie autorizzate ad ospitare i personaggi blasonati, re e papi, in visita in città.

Deluxe room
Scalone
Giardino - Foto © Associazione Lomellino APS
Giardino - Foto © Associazione Lomellino APS

ROBERTA

OLCESE L’ETÀ

D’ORO

DI “GENOVA LA SUPERBA” TRA CINQUECENTO E SEICENTO

Un viaggio nella “Genova la Superba” tra Cinquecento e Seicento, sulle tracce di Anton Van Dyck. Nel 2026, anno in cui Palazzo Ducale dedica al maestro fiammingo una grande mostra (20 marzo–19 luglio), il racconto prende spunto dal Ritratto di Paolina Adorno Brignole Sale, conservato ai Musei di Strada Nuova a Palazzo Rosso e realizzato durante il soggiorno genovese dell’artista, uno dei più felici della sua carriera.

Attraverso quest’opera emerge una Genova affascinante e poco conosciuta: la città dei Palazzi dei Rolli, della suddivisione dei terreni di Strada Nuova tra le grandi famiglie aristocratiche e di un sistema unico di ospitalità pubblica. I Rolli, infatti, erano gli elenchi ufficiali delle dimore destinate ad accogliere sovrani, papi e altre personalità illustri in visita alla Repubblica.

Roberta Olcese, nata a Genova, si è laureata all’Università degli Studi di Milano e ha vissuto e studiato a Londra e Berlino. Fa parte del comitato scientifico di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova e della Fondation Bugnon a Châteaud’OEx e Losanna, ed è stata nel comitato della Lilt. Giornalista e divulgatrice, collabora da oltre vent’anni con Il Secolo XIX e con il gruppo Class Editore. Ha condotto dal 2008 al 2024 il programma televisivo Top Lot su Class TV CNBC e ha scritto per numerose testate, tra cui Vanity Fair e Il Sole 24 Ore Art Economy.

La Superba bedroom
La Superba
Nervi Porticciolo - Foto © Matteo Niccolai
Parco Villa Durazzo Pallavicini GE Pegli - Foto © SACS Fotografia

GRUPPO DUETORRIHOTELS

Fanno parte del gruppo Duetorrihotels, quattro hotel ospitati in altrettanti palazzi storici nel cuore delle principali città d’arte italiane, insieme al Santa Barbara, business hotel a San Donato Milanese, e il budget hotel Alga a Milano. Il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” *****L di Bologna, il Due Torri Hotel*****L di Verona, l’Hotel Bernini Palace***** di Firenze e l’Hotel Bristol Palace***** di Genova custodiscono, al loro interno, veri e propri capolavori. Da anni il gruppo porta avanti un’opera di restyling di questo inestimabile patrimonio, valorizzandolo come parte dell’eredità storico-artistica del territorio. Il gruppo, tra i leader dell’hôtellerie e dello stile italiano, unisce alla capacità di leggere le necessità e i desideri di ogni cliente, una spiccata vocazione internazionale. Tutti gli hotel del gruppo partecipano attivamente alla vita culturale delle più incantevoli città d’arte d’Italia, organizzando eventi, iniziative e mostre.

Centro storico - Toto © Carolina Fanni
Genova Palazzo Bianco - Foto © CA Alessi
Giardino - Foto © Associazione Lomellino APS
Piazza De Ferrari - Foto © A.Falcone Xedum
Palazzo Luca Grimaldi

LA ROCCA CAMPING VILLAGE

Il volto nuovo dell’open-air sul Lago di Garda

A cura di Christian Gaston Illan

Affacciato sulla suggestiva sponda veronese del Lago di Garda, tra Bardolino e Garda, La Rocca Camping Village rappresenta una delle realtà che fanno parte di Lagodigardacamping.com, network che riunisce diverse strutture open-air distribuite sul territorio gardesano. Un progetto che contribuisce a promuovere il Lago di Garda attraverso un’offerta turistica orientata alla qualità dell’accoglienza, alla valorizzazione del paesaggio e alla scoperta delle molteplici esperienze che il territorio è in grado di offrire.

Attraverso Lagodigardacamping.com, gli ospiti possono entrare in contatto con differenti realtà ricettive accomunate da una forte connessione con il territorio. Un approccio che consente di raccontare il Garda nelle sue diverse sfumature, tra natura, percorsi outdoor, attività sportive, cultura locale ed eccellenze enogastronomiche, offrendo una visione ampia e articolata dell’ospitalità open-air contemporanea.

In questo contesto si inserisce La Rocca Camping Village, struttura che negli anni ha saputo evolvere il concetto tradizionale di campeggio trasformandolo in una proposta capace di dialogare con le esigenze del turismo contemporaneo, sempre più orientato verso esperienze personalizzate, comfort e contatto con l’ambiente circostante.

Bubble @ La Rocca Camping Village

Ciò che rende particolarmente interessante questa struttura è la varietà delle soluzioni abitative, pensate per rispondere a esigenze e stili di viaggio differenti. Non soltanto campeggio nel senso più classico del termine, ma una vera e propria esperienza di soggiorno articolata tra design, natura e qualità dell’accoglienza.

Per gli amanti dell’open-air più autentico restano centrali le ampie piazzole immerse nel verde, molte delle quali situate in posizione panoramica e attrezzate per camper, caravan e tende. Soluzioni che continuano ad attrarre un turismo internazionale legato alla dimensione tradizionale del viaggio all’aria aperta, con standard sempre più elevati in termini di servizi e organizzazione.

Accanto a questa anima storica, la struttura ha sviluppato negli anni una proposta sempre più orientata al comfort contemporaneo. Le mobile home rappresentano oggi uno degli elementi distintivi del villaggio: ambienti moderni, luminosi e funzionali, progettati per offrire privacy, spazi curati e una forte integrazione con il paesaggio circostante. Alcune soluzioni includono terrazze panoramiche, aree living esterne e dettagli pensati per un soggiorno rilassato e immersivo.

Particolarmente interessante è anche il segmento glamping, sempre più richiesto nel turismo internazionale. Le Bubble Suite panoramiche e le strutture Geo Dome reinterpretano il rapporto tra ospitalità e natura attraverso un approccio contemporaneo ed esperienziale. Dormire osservando il cielo del Garda, circondati dal verde ma all’interno di ambienti curati e tecnologicamente evoluti, rappresenta una delle espressioni più attuali dell’hospitality open-air.

L’esperienza all’interno del villaggio si sviluppa inoltre attraverso una serie di servizi pensati per rendere il soggiorno dinamico e trasversale. Piscine, aree dedicate alle famiglie, spazi wellness, percorsi sportivi e attività outdoor dialogano con il contesto naturale del Lago di Garda, offrendo agli ospiti la possibilità di vivere il territorio con ritmi differenti, tra relax e scoperta.

Grande attenzione viene dedicata anche alla sostenibilità ambientale, tema ormai centrale nel mondo travel. La valorizzazione del paesaggio, l’integrazione armoniosa delle strutture e l’attenzione verso una gestione responsabile delle risorse rappresentano aspetti sempre più presenti nelle scelte dei viaggiatori contemporanei.

In un mercato dell’ospitalità in continua evoluzione, realtà come quelle che fanno parte di Lagodigardacamping.com contribuiscono a interpretare una nuova idea di turismo openair: più contemporanea, più esperienziale e sempre più legata al territorio. Un modello che trova nel Lago di Garda uno dei suoi scenari più rappresentativi, dove natura, accoglienza e qualità dell’esperienza continuano a incontrarsi in modo armonioso.

Isola del Garda @ LGC
Piazzola Royal Spa Glamp @ Camping La Rocca
La Rocca Top Due
La Rocca Geosuite

TERME&SPA ITALIA

Il nuovo ecosistema del benessere

Il gruppo Terme&SPA Italia, fondato a Roma nel 2021 di cui fanno parte Terme di Saturnia, Terme De Montel Milano, Terme di Chianciano e Monticello SPA , riunisce alcune delle più importanti eccellenze italiane nel settore termale e del benessere. Con un modello che fonde tradizione, innovazione e accessibilità, il gruppo si pone l’obiettivo di rendere l’esperienza termale un vero e proprio percorso di salute e longevità, adattandola alle esigenze della società contemporanea. Dalla storicità e purezza delle Terme di Saturnia, dove l’acqua termale scorre da oltre 3.000 anni, fino all’innovativo concetto urbano di Terme De Montel Milano, Terme&SPA Italia rappresenta il ponte tra passato e futuro del termalismo. Il gruppo è impegnato in una costante ricerca per valorizzare le proprietà benefiche delle acque termali, sviluppando nuovi format di benessere, dalle cure tradizionali a soluzioni avanzate come il Terme di Saturnia Method e la linea cosmetica termale Active Beauty

Le acque di Saturnia e De Montel: due patrimoni unici L’acqua di Terme di Saturnia , riconosciuta per le sue qualità terapeutiche, sgorga alla temperatura costante di 37,5°C dopo un viaggio sotterraneo di 40 anni, arricchendosi di minerali preziosi come idrogeno solforato (H₂S), calcio, magnesio e bicarbonati. Le sue proprietà antinfiammatorie, detossinanti e antiossidanti la rendono un vero elisir di benessere ricercato in tutto il mondo, con effetti benefici su pelle, articolazioni, sistema respiratorio e metabolismo.

A cura della Redazione
Terme De Montel Milano

D’altra parte, Terme De Montel Milano rappresenta l’evoluzione del termalismo urbano. La sua acqua termale, proveniente da 396 metri di profondità , pari a circa 3 volte quella del Duomo, vanta una composizione oligominerale ideale per la rigenerazione della pelle e il riequilibrio del corpo. Questa risorsa preziosa, ora accessibile nel cuore di Milano, segna un nuovo capitolo nella storia della città che diventa ufficialmente una destinazione termale. La scoperta di queste acque, collega Milano alla sua antica tradizione termale, risalente all’epoca romana. I milanesi, già negli anni ’30, conoscevano le proprietà benefiche dell’Acqua Marcia, una sorgente che, nonostante il suo caratteristico aroma sulfureo, era considerata un elisir di benessere.

Terme De Montel Milano: il recupero storico e la nuova destinazione urbana

Dalla tradizione alla modernità, il metodo e l’heritage di Terme di Saturnia si espandono oggi fino a Terme De Montel Milano, il più grande parco termale della città , situato nell’area delle ex scuderie storiche, riportate alla luce grazie a un importante intervento di riqualificazione. Questo nuovo polo del benessere, sviluppato con il supporto di Terme di Saturnia, si estende su oltre 16.000 metri quadrati, tra dieci piscine termali, aree relax e wellness.

L’esperienza di De Montel non si limita all’accesso alle sue acque preziose, ma introduce un nuovo modo di vivere il benessere in città. Un progetto che unisce tradizione, innovazione e inclusività, garantendo una pausa rigenerante ai turisti desiderosi di scoprire il volto wellness di Milano.

Terme De Montel Milano
Terme De Montel Milano

Il nuovo ecosistema del benessere: dalla natural alla urban destination

Il modello di Terme&SPA Italia si fonda sulla ricerca e sull’innovazione, portando il Terme di Saturnia Method oltre i confini toscani. Attraverso protocolli di benessere personalizzati, i trattamenti prêt-à-porter, di Take Mi Home , la nuova linea cosmetica e gli integratori, il gruppo diffonde il concetto di benessere termale anche fuori dalle strutture tradizionali, abbracciando una visione contemporanea del wellness. Ed è proprio nello sviluppo di questo ecosistema che i protocolli più innovativi del Saturnia Method diventano il cuore pulsante dei trattamenti di Terme De Montel Milano.

Terme di Saturnia: nuovi sviluppi del tempio della longevità nel cuore della Maremma

Con oltre 3.000 anni di storia , Terme di Saturnia rappresenta un vero e proprio tempio della longevità , offrendo benessere in modo completamente sostenibile. Senza necessità di interventi umani, senza sprechi e senza bisogno di trattamenti artificiali, la sua acqua è una risorsa rinnovabile, che si autoalimenta in un ciclo naturale perfetto, e allevia le fatiche e i dolori del corpo e dello spirito umano, rappresentando una delle forme più autentiche e pure di wellness. Con un fatturato di 26 milioni di euro nel 2024 e un investimento di 18 milioni nel restyling tra il 2020 e il 2025, Terme di Saturnia continua a innovarsi, mantenendo intatta la sua anima millenaria e offrendo un’esperienza di benessere senza tempo, riconosciuta e apprezzata a livello internazionale.

Terme di Saturnia - Area Relax
Terme De Montel Milano

TERME & SPA ITALIA

Gruppo Terme & Spa Italia, fondato a Roma nel 2021, riunisce alcuni dei più importanti siti termali e spa del territorio nazionale grazie all’esperienza sviluppata con l’acquisizione del complesso di Terme di Saturnia – icona nel mondo dell’ospitalità e del benessere immersa nella maremma toscana. Il gruppo Terme & Spa Italia - di cui fanno parte Terme di Saturnia, Terme di Chianciano, Monticello The Entertainment SPA e Terme De Montel Milano - ha l’obiettivo di soddisfare la crescente domanda di salute e benessere del territorio nazionale grazie allo sviluppo di servizi, protocolli ed esperienze di benessere innovativi che completano le attività tradizionali del settore.

Terme di Saturnia - Bagno Sonoro
Terme De Montel Milano
Terme di Saturnia - Ristorante 1919
Terme De Montel Milano
Terme di Saturnia - Foto © Giulio Pugliese

AMPELLIO RAMAIOLI

Quando il lusso non è mostrare un luogo, ma farlo vivere davvero
A

cura di Christian Gaston Illan

Tra le figure che negli ultimi anni hanno contribuito a ridefinire il concetto di ospitalità sul Lago di Como, Ampellio Ramaioli rappresenta una visione fatta di eleganza, sensibilità e autenticità.

Un approccio che va oltre il semplice servizio e che punta a trasformare ogni esperienza in qualcosa di memorabile, umano e profondamente legato al territorio.

In questa conversazione con Beesness Magazine, racconta il lato meno visibile del lusso contemporaneo: quello costruito attraverso attenzione, energia, dettagli e capacità di far sentire le persone parte di un luogo, prima ancora che ospiti.

Il punto di svolta

Più che un momento preciso, è stata una presa di coscienza. All’inizio vivi il Lago come lo vivono tutti: lo guardi, lo apprezzi, lo attraversi. Poi, lavorandoci ogni giorno, inizi a capire che non è solo un luogo bello, ma un sistema complesso, fatto di ritmo, persone, stagionalità, silenzi. A un certo punto ho smesso di viverlo in modo passivo e ho iniziato a chiedermi come potessi interpretarlo. È lì che è diventato un progetto.

Esperienza vs servizio

Il servizio è qualcosa che deve funzionare, ed è giusto così. Ma oggi non basta più. Un’esperienza vera nasce quando riesci a leggere chi hai davanti e a costruire qualcosa che non sia standard. Non è solo cosa fai, ma quando lo fai, come lo fai, e soprattutto cosa lasci. Il Lago di Como, in questo, è una tela: puoi mostrarlo o puoi farlo vivere. Sono due cose completamente diverse.

Il vero lusso

Il lusso, per come lo vedo io, non è mai qualcosa di dichiarato. È una sensazione. Nasce quando il tempo non pesa, quando il contesto è coerente e quando le persone sono in sintonia con quello che stanno vivendo. Il Lago amplifica tutto questo, ma non lo crea da solo. Sta a te costruire le condizioni perché succeda.

Il lato invisibile del Lago

C’è un momento, soprattutto la mattina presto o verso sera, in cui il Lago cambia completamente. Si svuota, rallenta, smette di essere un’immagine e torna a essere un luogo. È lì che diventa

Ampellio Ramaioli Founder Lake Como Tourism

più vero. Non tutti lo cercano, e non tutti lo riconoscono. Ma quando succede, lo senti subito.

Impatto dei social

I social hanno avuto un impatto enorme, sarebbe inutile negarlo. Hanno reso il Lago riconoscibile in tutto il mondo. Però hanno anche creato una visione molto filtrata, spesso superficiale. Il lavoro oggi è proprio questo: partire da quell’immagine e accompagnare le persone oltre, verso qualcosa di più autentico.

Energia del cliente

Più che energia, direi presenza. Si capisce abbastanza velocemente chi è lì solo per “vedere” e chi invece è disposto a lasciarsi coinvolgere davvero. Non serve molto: uno sguardo, una domanda, il modo in cui osservano quello che hanno intorno. Da lì capisci come costruire tutto il resto.

Responsabilità del territorio

Quando lavori in un posto come questo, capisci che non stai solo offrendo un servizio, ma stai contribuendo a raccontarlo. Ogni scelta, anche piccola, ha un peso. Per questo cerco sempre di trovare un equilibrio: valorizzare senza forzare, offrire senza snaturare.

Dietro le quinte

La parte più difficile è mantenere semplicità all’esterno gestendo complessità all’interno. Il cliente vede qualcosa di fluido, naturale. In realtà dietro c’è un lavoro continuo di adattamento: condizioni meteo, tempi, persone, imprevisti. È una regia costante, anche quando non si vede.

Visione personale

Non ho mai pensato in termini di “vendere un servizio”. Mi interessa creare qualcosa che abbia senso per chi lo vive. Se alla fine resta un ricordo vero, allora ho fatto bene il mio lavoro. Tutto il resto viene dopo.

DAS STACHELBURG

L'esperienza di benessere e natura a pochi passi da Merano

A cura della Redazione

L’Hotel das stachelburg è un raffinato hotel 4 stelle situato a Parcines, a pochi chilometri da Merano, nel cuore dell'Alto Adige Rappresenta un’eccellenza dell’accoglienza alpina contemporanea, dove il legame con il territorio si fonde con un design ricercato e un’attenzione mirata verso l’ospite. La struttura è un rifugio esclusivo per chi ricerca benessere, natura e alta gastronomia.

Situato in posizione strategica, l’hotel offre una vista privilegiata sulle vette circostanti e sulla valle, diventando il punto di partenza ideale per esplorare le bellezze naturali della regione, dalle celebri cascate locali ai sentieri del Gruppo di Tessa. Strade panoramiche, pittoreschi paesini e frutteti conducono alla vostra casa per le vacanze a Parcines. La vista su Merano e l’aria fresca di montagna vi daranno il benvenuto nel nostro hotel a 640 m di altitudine e vi accompagneranno per tutta la durata del soggiorno.

Struttura e camere

Dormire sogni tranquilli e svegliarsi di buonumore: 33 accoglienti camere e suite con pavimenti in legno pregiato e gli interni di alta qualità riflettono lo stile di vita alpino della regione di Merano. Arredate con materiali naturali, diventano un rifugio personale dove trascorrere momenti di benessere e pianificare la prossima giornata di vacanza in Alto Adige. Ogni camera offre comfort moderni come aria condizionata, prodotti wellness e

cosmetici selezionati, mentre gli spazi comuni, dal bar con area lounge e biblioteca alla sala da pranzo luminosa, completano l’esperienza di soggiorno. Il Wi-Fi è disponibile in tutta la struttura e il parcheggio privato, incluso il garage sotterraneo, garantisce comodità e sicurezza.

Food and beverage

L’Hotel das stachelburg invita gli ospiti a scoprire l’Alto Adige anche attraverso la gastronomia, accompagnando l’intera giornata con proposte che spaziano dalla colazione alla cena. La colazione offre una selezione di prodotti biologici e tipici della regione , piatti a base di uova, dolci freschi, smoothie, frutta e bevande vegetali, servita anche sulla terrazza solarium. Nel pomeriggio, torte e strudel appena sfornati si accompagnano a tisane regionali, creando un momento di dolce relax. La sera, il menu gourmet propone cinque portate a scelta, con piatti a base di carne, pesce e verdure, opzioni vegetariane o vegane, il tutto arricchito da un buffet di insalate e specialità locali. È possibile consumare la cena anche sulla terrazza nelle calde serate estive. Per gli ospiti che desiderano continuare la serata con un dopo cena, il bar&lounge dell’hotel è un perfetto luogo di convivialità, dove è possibile gustare il “Siemr”, un drink fruttato a base di mirtilli, mela e menta, oppure la sua versione con Prosecco, il “Pro Siemr”, che unisce tradizione locale e piacevolezza moderna in un’esperienza unica.

Relax and wellness

Il benessere è il cuore dell’esperienza das stachelburg. La SPA e le aree relax , integrate armoniosamente nella natura circostante, offrono un’atmosfera di equilibrio e tranquillità. La piscina coperta riscaldata, con accesso diretto al giardino e al prato solarium, si

affianca alla vasca idromassaggio esterna e alla sauna finlandese panoramica, alla biosauna e al bagno turco. Le sale relax e gli spazi dedicati ai trattamenti individuali completano l’esperienza, mentre massaggi e rituali con oli essenziali contribuiscono a rigenerare corpo e mente. Tra piscine, saune e momenti di silenzio, ogni ospite trova il proprio modo di rilassarsi e ricaricare le energie.

Escursioni e attività

L’hotel offre supporto e consigli per escursioni a piedi o in bicicletta , con materiale specifico, noleggio di zaini e bastoncini da trekking, e la possibilità di partecipare a escursioni guidate settimanali. Per chi desidera un’attività più dinamica, sessioni di yoga e fitness settimanali permettono di armonizzare corpo e mente. L’offerta yoga spazia dall’Hatha Yoga, delicato e ideale per principianti, al Vinyasa, dinamico e ritmico, per chi desidera un allenamento più intenso durante la pratica. Le biciclette, incluse le e-bike, possono essere custodite in deposito chiuso e ricaricate, mentre la sala fitness è attrezzata per allenamenti completi. L’Alto Adige Guest Pass consente inoltre l’uso gratuito dei mezzi pubblici e sconti su attività locali, rendendo l’esplorazione della regione comoda e sostenibile.

Sostenibilità

La sostenibilità è parte integrante della filosofia dell’hotel. Le risorse sono gestite in modo responsabile, i cicli produttivi sono locali e le attività quotidiane seguono criteri di efficienza energetica e gestione consapevole di acqua e alimenti. L’obiettivo è offrire una vacanza armoniosa e di qualità in Alto Adige, senza compromessi sul comfort e sul piacere dell’esperienza degli ospiti, promuovendo un modello di turismo rispettoso dell’ambiente e delle persone.

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DI BENITES ZERPA ARIANA

Largo Augusto, 7 - 20122 Milano

Cell: 389 1944705

EDICOLA MANNELLI

DI MANNELLI FIORELLA

Piazza Duomo, 21 - 20123 Milano

Tel: 02 86463200

FRATELLO E FRATELLO EDICOLA

DI MATABBER SHAMIM

Piazza Fontana ang. Via Larga - 20122 Milano

Tel: 351 2109289

EDICOLA CENTRALE

Piazza Duca d’Aosta, 10 - 20122 Milano

E mail: sherif.tahoon@yahoo.com

CÀ SAGREDO HOTEL

Campo Santa Sofia, 4198/99

30121 Venezia

Tel: 041 2413111

E mail: info@casagredohotel.com

TOCQ HOTEL

Via Alessio di Tocqueville, 7/D

20154 Milano

Tel: 02 62071

E mail: info@tocq.it

HOTEL ARNICA

Via Cima Tosa, 32

38086 Madonna di Campiglio (TN)

Tel: 0465 442227

E mail: arnica@aristonarnica.it

Sito: www.aristonarnica.it

HOTEL ARISTON

Piazza Brenta Alta, 14

38086 Madonna di Campiglio (TN)

Tel: 0465 441070

E mail: info@aristonarnica.it

Sito: www.aristonarnica.it

EDICOLA CENTRALE

Piazza IV Novembre

20122 Milano

E mail: sherif.tahoon@yahoo.com