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Dopo un Mondiale di Calcio estenuante, con tantissime partite ad orari impossibili e con la guerra Usa – Iran che continua e che sta cambiando lo scacchiere del mondo, siamo giunti al tanto sospirato periodo di riposo estivo. Anche se rientreremo con un panorama internazionale pressoché immutato, cogliamo questa opportunità di relax, in vista dei prossimi impegni lavorativi.
In tema sportivo, abbiamo intervistato Nicolás Burdisso, calciatore dell’indimenticabile “triplete” - Scudetto, Coppa Italia e Champions League - realizzato col capitano Zanetti nel 2010, nonché giocatore dell’Argentina durante l’era di Lionel Messi. Quest’anno, ricoprendo la carica di direttore sportivo dell’associazione calcistica del Monza, è riuscito a riportarlo in serie A, dopo essere stato in serie B soltanto una stagione.
Sempre in questa sezione della rivista, parliamo di Claudio Maria Pedrazzini – vicepresidente della scuola regionale dello Sport del comitato regionale del CONI Lombardia e direttore responsabile delle relazioni istituzionali – che ci spiega che cosa significhi praticare attività sportiva a livello giovanile, che è volta alla formazione degli atleti azzurri del futuro.
In merito alla moda, abbiamo intervistato Alessandro Santamaria, fresco di nomina come membro del consiglio di amministrazione di Baldinini, nonché socio di minoranza. Ci spiega che è stato chiamato a portare la sua esperienza nel settore delle calzature, per lo sviluppo a livello internazionale del marchio.
In campo musicale, Marco Ligabue, cantautore e chitarrista, nonché fratello di Luciano, racconta la sua passione per il rock e i suoi ultimi lavori canori. Nel 2015 ha ricevuto il Premio Lunezia, grazie alla sua capacità di comporre canzoni che trattano temi sociali italiani con un linguaggio diretto.
Concludiamo questo numero di Beesness con una panoramica sui locali e sugli hotel più iconici di questa estate, come il Ristorante Belvedere del cinque stelle Excelsior Belvedere Hotel & Spa del gruppo Leohotels, il Chiringuito allo storico motovelodromo di Torino e il Marea Beach Club di Savona.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di Beesness.

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Redazione
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Saint Tropez, Lego Firenze, Dermoklotho, Cosnova Make Up, Cerba Healthcare, Ciquita, Old Wild West Genova, Sciroppi Fabbri, ESN Integratori, Virgin Active

Burdisso

Chiringuito di Al Velò
Il
Langosteria, il debutto a Londra
Bartolomeo nel cuore di Milano
Ferrari Trento a Roma Fiumicino

Un

Merlo







Eleventy ha inaugurato un nuovo pop-up store a Saint-Tropez, scegliendo come cornice l'iconica Place des Lices , da sempre punto di riferimento per una clientela internazionale che interpreta il lusso in modo autentico e contemporaneo. Aperto fino alla fine di ottobre, il nuovo spazio rappresenta un'estensione naturale dell'universo Eleventy, esprimendo l'eleganza rilassata del brand attraverso un progetto architettonico in armonia con l'atmosfera e il fascino di Saint Tropez. Il concept richiama una raffinata boutique estiva, dove materiali naturali, palette calde e dettagli essenziali danno vita a un ambiente luminoso e accogliente. Rovere sbiancato, Travertino Navona, acciaio spazzolato e carta di riso si combinano in un equilibrio di texture e volumi, dando forma a un'esperienza immersiva che traduce in architettura i valori di Eleventy: qualità, ricerca dei materiali e artigianalità italiana. Con questa nuova apertura, Eleventy rafforza la propria strategia di sviluppo portando il brand nei luoghi simbolo del lifestyle internazionale.

Il Gruppo LEGO e Percassi annunciano l’apertura del nuovo LEGO® Certified Store presso il centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio (Firenze). Il punto vendita rappresenta un traguardo significativo, essendo il 30° LEGO Certified Store in Italia, e celebra i 10 anni della partnership tra le due aziende. Dal 2016, Gruppo LEGO e Percassi hanno collaborato per portare l’esperienza LEGO nelle principali città italiane, inaugurando numerosi store , dai primi di Milano e Roma fino a quello de I Gigli, il centro commerciale con la maggiore affluenza in Italia, con circa 18 milioni di visitatori l’anno. Il nuovo negozio si sviluppa su 270 mq , di cui 138 dedicati alla vendita , e punta a diventare un punto di riferimento per la community LEGO in Toscana. Oltre all’ampia offerta di prodotti, compresi articoli esclusivi, lo store propone esperienze interattive come il Pick a Brick Wall, per acquistare mattoncini sfusi, e la Build a Minifigure Tower, che consente di creare Minifigure personalizzate. L’apertura rafforza la presenza del brand in Toscana, dove dal 2022 è attivo anche il LEGO Certified Store di via dei Calzaiuoli, nel centro storico di Firenze. Il nuovo negozio conferma l’impegno del Gruppo LEGO e di Percassi nel mercato retail italiano, con l’obiettivo di offrire esperienze di gioco sempre più coinvolgenti per bambini, famiglie e appassionati di tutte le età.

Dermoklotho presenta Klotho Sun Drops , il siero solare SPF 50 ad ampio spettro con texture leggera, trasparente e resistente all’acqua, pensato per proteggere la pelle dai raggi UVA e UVB e contribuire a contrastare i segni dell’invecchiamento cutaneo. La formula utilizza filtri UV di seconda generazione con un approccio reef-friendly, privo di ingredienti e nanoparticelle potenzialmente dannosi per gli ecosistemi marini. È arricchita con HEAAC ® (Highly Efficient Amino Acid Complex) , un complesso aminoacidico esclusivo sviluppato dopo oltre 40 anni di ricerca, studiato per sostenere l’efficienza cellulare e rafforzare la resistenza della pelle. Completano la formulazione acido ialuronico , dall’azione idratante e rimpolpante, vitamina C stabilizzata , che aiuta a contrastare lo stress ossidativo e dona luminosità, estratto di pino , ricco di antiossidanti, e probiotici che contribuiscono a rafforzare la barriera cutanea e a mantenere l’equilibrio del microbiota. Grazie alla sua texture invisibile e alla compatibilità con la skincare quotidiana, Klotho Sun Drops si applica dopo i trattamenti viso e prima del make-up. Oltre all’utilizzo durante l’esposizione solare, è pensato anche come protezione quotidiana per il viso, da usare tutto l’anno per prevenire il fotoinvecchiamento.


Cosnova è presente in oltre 90 Paesi , conta più di 1.000 collaboratori nel mondo, supera il miliardo di euro di fatturato e sviluppa circa 1.000 nuovi prodotti ogni anno, confermandosi tra i principali player globali del settore beauty. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: diventare il primo operatore mondiale a volume nel mercato del make-up. Particolare attenzione è stata dedicata al mercato italiano, che rappresenta uno dei casi di successo più significativi per il gruppo. A quasi dieci anni dalla nascita di Cosnova Italia, l'azienda è oggi leader del mass market sia a volume sia a valore* (Fonte: *Nielsen IQ Total Mass Market - Drugstore, Supermarket and Discount - MAT May 2026) e continua a registrare una crescita sostenuta, dopo aver raddoppiato il proprio business nel Paese negli ultimi tre anni. Tra le principali novità strategiche figura l'acquisizione di Niche Beauty Lab, realtà specializzata nello skincare science-based. Un passaggio fondamentale nel percorso di diversificazione dell'azienda, che punta ad affiancare alla leadership nel make-up una presenza sempre più rilevante nella cura della pelle, mantenendo il proprio posizionamento basato sull'eccellente rapporto qualità-prezzo.

SUO CHIRINGUITO NEI
SUPERMERCATI CARREFOUR
Chiquita porta la sua anima tropicale all’interno dei supermercati Carrefour con un nuovo spazio brandizzato dedicato alla frutta esotica e alle iconiche banane dal Bollino Blu. A partire dalla fine di giugno, una selezione di punti vendita ospiterà il Chiringuito Chiquita , un allestimento permanente pensato per valorizzare la presenza del brand all’interno del reparto ortofrutta e offrire ai consumatori un’esperienza d’acquisto ancora più coinvolgente. La prima fase del progetto interesserà sette punti vendita Carrefour strategici : Carugate (MI), Paderno Dugnano (MI), Assago (MI), Nichelino (TO), Casalecchio di Reno (BO), Collegno (TO) e Montecucco (TO). I corner sono stati progettati per adattarsi alle caratteristiche dei singoli punti vendita, mantenendo un’identità visiva coerente e distintiva, ispirata alle origini del brand e valorizzare l’intero reparto dell’ortofrutta.
Cerba HealthCare annuncia la nomina di Giuseppe Vailati Venturi a CEO di Cerba HealthCare Italia . Il suo arrivo rappresenta un’importante tappa per le attività del Gruppo in Italia, con l’obiettivo di proseguire lo sviluppo dell’azienda come leader nazionale , accelerando la crescita attraverso l’apertura di nuovi centri, il continuo sviluppo di nuove offerte per pazienti e partner, il rafforzamento della preferenza dei pazienti e un ulteriore miglioramento delle performance operative. Giuseppe Vailati Venturi porta con sé una consolidata esperienza nel settore sanitario italiano . In precedenza, è stato CEO di KOS, uno dei principali operatori italiani nel settore sanitario e sociosanitario, presente anche in Germania. Ha ricoperto numerosi ruoli di vertice, in particolare nelle aree finance, sviluppo e direzione generale, prima di diventare CEO nel 2009. È laureato in Economia aziendale presso l’Università Bocconi di Milano e ha conseguito un MBA presso INSEAD. Nel corso della sua carriera ha inoltre lavorato in Bain & Company e in CIR, la holding proprietaria di KOS, dove ha ricoperto responsabilità nello sviluppo aziendale. Al suo arrivo, Giuseppe Vailati Venturi avrà la responsabilità di guidare la prossima fase di sviluppo dell’azienda , lavorando a stretto contatto con l’organizzazione italiana e con il Gruppo. Questo periodo iniziale gli offrirà anche l’opportunità di incontrare tutti i team in Italia e di approfondire la conoscenza dell’azienda.

È stato inaugurato oggi il nuovo ristorante Old Wild West al Waterfront Mall di Genova, un’apertura che amplia l’offerta food & beverage del nuovo distretto commerciale e contribuisce a rendere il centro sempre più attrattivo per residenti, lavoratori, turisti e visitatori. L’arrivo del brand rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita del Waterfront Mall, che dalla sua inaugurazione continua ad ampliare la propria offerta commerciale e a generare nuove opportunità occupazionali, consolidandosi come punto di riferimento per shopping, ristorazione, tempo libero e servizi. Il locale, gestito da uno staff di circa 30 persone , si estende su 332 metri quadrati e dispone di circa 130 posti a sedere . Propone l’intera offerta del marchio, dagli hamburger premium alle carni selezionate, fino ai menu dedicati alle famiglie, in un ambiente ispirato all’iconica atmosfera western. Il ristorante rafforza l’offerta gastronomica del Waterfront Mall, rivolgendosi non solo ai clienti del centro commerciale, ma anche ai frequentatori del Palasport , della Marina , delle nuove residenze e degli uffici dell’area. Dall’apertura del 27 marzo, Waterfront Mall ha ampliato la propria offerta con nuove insegne retail, servizi e ristorazione, tra cui Coop e Old Wild West. A luglio sono previste tre nuove aperture: MS King, Amy Pet e Hamerica’s, confermando il percorso di crescita del centro.

Per l’estate 2026, la gamma di sciroppi Fabbri 1905, che conta oltre 35 referenze , si arricchisce con il nuovo Sciroppo Mango , una ricetta con polpa che racchiude il gusto intenso del mango maturo e le sue note aromatiche tropicali. La stagione estiva conferma il crescente interesse per bevande personalizzate, leggere e facili da preparare, come acque aromatizzate, mocktail, granite, ghiaccioli e cubetti di ghiaccio aromatizzati. In questo contesto, gli sciroppi si affermano come ingredienti versatili, capaci di trasformare anche un semplice bicchiere d’acqua in un’esperienza di gusto. Prosegue inoltre il successo dello Sciroppo Passion Fruit Maracuja , tra i gusti più apprezzati grazie alla presenza di succo e polpa, che ne esaltano il profilo esotico e aromatico. Continua a crescere anche l’interesse per prodotti che uniscono gusto e leggerezza. La linea Zero di Fabbri 1905 propone referenze senza zuccheri aggiunti pensate per chi desidera ridurre l’apporto calorico. Tra le più richieste si confermano Limone e Menta ZERO, dal gusto fresco e dissetante, e Fiori di Sambuco ZERO , ideale per reinterpretare in chiave più leggera cocktail estivi come lo Spritz Hugo . Tra sapori tropicali, benessere e personalizzazione, Fabbri 1905 interpreta le nuove tendenze dell’idratazione quotidiana.

Con l’arrivo dell’estate, allenarsi significa adattare la propria routine alle alte temperature. Le attività si spostano nelle ore più fresche e, insieme al giusto apporto di proteine, l’idratazione diventa un elemento fondamentale. Per rispondere alle esigenze della stagione, ESN , tra i principali brand europei di sport nutrition, propone una selezione di prodotti pensati per accompagnare ogni fase dell’allenamento, dal pre-workout al recupero. Tra le novità spicca Isoclear Whey Protein Isolate Mojito, una clear protein dal gusto fresco e leggero che offre un elevato apporto proteico senza zuccheri, grassi e lattosio, ideale per chi cerca un’alternativa ai tradizionali shake. Per chi preferisce sapori più golosi, Designer Whey Protein Stracciatella richiama il gusto del gelato, trasformando l’integrazione proteica in una pausa estiva piacevole. Per gli spuntini fuori casa, ESN propone le Designer Bar, tra cui la nuova edizione limitata Tropical Vanilla, pratiche da portare sempre con sé e perfette dopo l’allenamento o durante la giornata.

A completare la proposta c’è HydroLoad , formulato con carboidrati ed elettroliti per favorire l’idratazione e il mantenimento delle prestazioni durante l’attività fisica. Grazie alla formula ipotonica, è indicato prima, durante e dopo lo sport, ma anche come bevanda reidratante nelle giornate più calde.
Virgin Active, leader nel fitness premium, annuncia l’acquisizione del Club Planet Wellness di Lugano, che dal 15 luglio 2026 diventerà il primo Social Wellness Club del brand in Svizzera. L’operazione segna un nuovo passo nel percorso di crescita internazionale dell’azienda, introducendo nel Paese un modello che integra allenamento, recupero e socialità in un’unica esperienza. Il Club, situato in una delle aree più frequentate della città, si estende su oltre 9.000 mq e conta più di 4.000 clienti. Nei prossimi mesi Virgin Active realizzerà un piano di investimenti per rinnovare progressivamente la struttura senza interrompere le attività. Entro la fine del 2026 saranno introdotti nuovi spazi dedicati all’allenamento, al wellness e al recovery, oltre ad aree per coworking, socialità e ristorazione. I dipendenti entreranno a far parte del team Virgin Active, mentre gli attuali clienti potranno continuare a usufruire del Club secondo le condizioni del proprio abbonamento, con la possibilitàà di aderire alle nuove formule del brand. "L’ingresso in Svizzera rappresenta una tappa importante della nostra crescita internazionale", commenta Luca Valotta, founder e presidente di Virgin Active Italia e COO di Virgin Active Group. Con 230 Club e oltre un milione di soci nel mondo, Virgin Active continua a espandere il proprio modello di Social Wellness Club in nuovi mercati strategici.




Lorenzo Delladio Presidente e Amministratore Delegato La Sportiva
Performance positive e una crescita
costruita nel lungo periodo
A cura della Redazione
La Sportiva , azienda leader nella produzione e distribuzione di abbigliamento e calzature tecniche per gli sport di montagna, chiude il 2025 consolidando il proprio percorso di crescita e rafforzando gli investimenti dedicati a persone, infrastrutture e territorio.
Radicata ai piedi delle Dolomiti, l’azienda conta oggi più di 800 dipendenti in tutto il mondo, di cui 540 nello stabilimento di Ziano di Fiemme (TN), confermando un modello di sviluppo in stretto dialogo con il territorio della Val di Fiemme.
Risultati finanziari 2025
I risultati al 31 dicembre 2025 attestano la solidità di La Sportiva, che registra performance positive anche in un contesto globale caratterizzato da incertezze geopolitiche, rallentamento dei consumi nel settore outdoor e uno scenario valutario penalizzante. L’azienda chiude l’esercizio con un fatturato consolidato pari a 213 milioni di euro.
La crescita è stata sostenuta da una strategia focalizzata sul rafforzamento dei mercati diretti, sul consolidamento della relazione con il consumatore e sull’innovazione di prodotto, con un presidio sempre più strutturato delle community outdoor e dei principali territori di riferimento. Parallelamente, La Sportiva ha avviato un piano di investimenti per oltre 20 milioni di euro destinato al potenziamento delle infrastrutture aziendali, dei servizi interni e dei programmi di welfare e formazione. Una
scelta che riflette una chiara visione di lungo periodo e la volontà di continuare a investire nello sviluppo dell’azienda, nel capitale umano e nei territori di riferimento, anche in uno scenario macroeconomico complesso e incerto.
Nuovo headquarter a Ziano di Fiemme
Tra gli investimenti strategici rientra il nuovo headquarter in fase di realizzazione a Ziano di Fiemme, progettato come ampliamento del polo aziendale esistente e con completamento previsto nel 2027. Il nuovo HQ si articolerà su una superficie totale di 8.568 mq, con una superficie coperta di 1.540 mq e un piano interrato di 2.720 mq, di cui 2.466 mq destinati a parcheggi. Il progetto integrerà nuovi spazi di lavoro e aree produttive insieme a servizi dedicati alle persone, tra cui una palestra di arrampicata indoor, espressione dell’identità sportiva e culturale del brand. La realizzazione dei parcheggi interrati contribuirà inoltre a migliorare il benessere delle persone in azienda e ad alleggerire in modo significativo la pressione sulla disponibilità di parcheggi nell’area industriale di Ziano, generando benefici anche per il contesto produttivo locale.
L’investimento conferma la volontà di La Sportiva di continuare a sviluppare la propria presenza in Val di Fiemme, esprimendo una visione di lungo periodo e una fiducia concreta nel futuro dell’azienda, del Made in Italy e del territorio.
Welfare aziendale come leva strategica per le persone
Accanto agli investimenti infrastrutturali, La Sportiva porta avanti una strategia di welfare aziendale, che integra benessere, formazione e crescita professionale. Nel corso del 2025, l’azienda ha erogato più di 10.000 ore di formazione, coinvolgendo oltre 360 dipendenti in percorsi tecnici, manageriali, di sviluppo delle soft skill e di educazione finanziaria.
Il programma di welfare include anche fondo sanitario, buoni pasto, lavoro agile, doposcuola per i figli dei dipendenti e premio di produzione. A queste iniziative si affiancano attività sportive e outdoor come arrampicata, yoga, scialpinismo e sci di fondo, oltre a momenti di incontro con gli atleti del brand. La Sportiva incentiva inoltre la partecipazione dei collaboratori alle competizioni sportive sponsorizzate, favorendo la costruzione di una comunità interna coesa e coinvolta.
Mobilità per le persone e il territorio
Nel piano di welfare aziendale rientrano anche le iniziative legate alla mobilità. Dal 1° luglio 2023 La Sportiva ha attivato un servizio di bus navetta che collega Trento e la Val di Fassa allo stabilimento di Ziano di Fiemme attraverso tre direttrici dedicate. Nato dall’ascolto di un’esigenza condivisa e concreta, oggi il servizio è utilizzato quotidianamente da oltre 110 dipendenti, con effetti tangibili sulla riduzione delle emissioni di CO₂, sull'alleggerimento del traffico nell’area industriale e sulla sicurezza negli spostamenti casa-lavoro.
Un’iniziativa che unisce benessere individuale e responsabilità ambientale, generando valore sia per i collaboratori che per
il territorio, contribuendo a un risparmio di oltre 1 milione di chilometri* ogni anno. (*Il calcolo è basato su giorni di effettivo utilizzo delle navette da parte dei singoli iscritti e distanza delle singole fermate alla sede di Ziano).
“In un quadro geopolitico globale poco favorevole, i risultati positivi di La Sportiva confermano la solidità del nostro percorso e la coerenza delle scelte fatte nel tempo. La visione di lungo periodo resta il nostro riferimento e guida gli investimenti nel capitale umano, nel territorio e nello sviluppo di prodotti sempre più innovativi e tecnici, mantenendo al centro la nostra identità e la qualità del prodotto. In un contesto territoriale unico come quello della Val di Fiemme, dove impresa e comunità sono profondamente intrecciate, continuiamo a investire per dimostrare che fare impresa in montagna è una scelta possibile e competitiva. Infrastrutture, welfare e attenzione alle persone restano elementi centrali di un modello di sviluppo che guarda al futuro dell’azienda e del territorio, con l’obiettivo di continuare ad attrarre e accogliere nuovi talenti”, ha dichiarato Lorenzo Delladio, Presidente e Amministratore Delegato di La Sportiva.

Fondata nel 1928 dal calzolaio di Tesero (TN) Narciso Delladio, La Sportiva è un’azienda trentina a conduzione familiare leader mondiale nel settore delle calzature da arrampicata, alpinismo, hiking, mountain running e scialpinismo e dell’abbigliamento tecnico da outdoor.
L’azienda, fatta crescere a livello internazionale da Francesco Delladio, è oggi guidata da Lorenzo Delladio e mantiene la principale sede di produzione a Ziano di Fiemme, ai piedi delle Dolomiti e al di fuori dei grandi distretti industriali calzaturieri italiani. La Sportiva è distribuita in oltre 87 paesi in tutto il mondo.
Il valore della vittoria
e il futuro oltre il campo
A cura di Christian Gaston Illan

Dal Boca Juniors all'Inter, passando per Roma, Genoa, Torino e la Nazionale argentina: quale tappa del suo percorso ritiene sia stata la più determinante per la sua crescita, come calciatore e come uomo?
Ogni tappa della mia carriera mi ha lasciato qualcosa e continua ancora oggi a insegnarmi. Se però devo individuarne una, scelgo il percorso nel settore giovanile del Boca Juniors fino alla prima squadra. È lì che si passa dall'essere un ragazzo con un sogno al diventare un professionista. Cambia il modo di vivere, di allenarsi, di affrontare i compagni, la pressione e le responsabilità. Ho avuto la fortuna di vivere un periodo straordinario, ricco di vittorie, che mi ha formato profondamente. Le esperienze successive sono state tutte fondamentali, ma il Boca rappresenta le basi dell'uomo e del professionista che sono oggi.
Ha vissuto derby iconici come il Superclásico argentino, il derby di Milano, quello di Roma e quello della Mole. C'è una sfida che ancora oggi porta nel cuore e perché?
Mi sento davvero privilegiato per aver disputato così tanti derby nella mia carriera. Penso al Superclásico tra Boca e River, al derby di Milano, a quello di Roma, al derby della Lanterna, fino ai
derby internazionali come Argentina-Brasile. Se dovessi sceglierne alcuni, direi sicuramente le sfide di Coppa Libertadores con il Boca contro il River Plate, soprattutto quelle vinte nel 2000 e nel 2004. Porto nel cuore anche il derby vinto con l'Inter grazie al gol decisivo di Adriano e i cinque derby consecutivi conquistati con la Roma. Ogni derby ha avuto un'atmosfera unica e mi ha lasciato emozioni irripetibili. Sono esperienze che porterò sempre con me.
Con il Boca Juniors e con l'Inter ha conosciuto da vicino la cultura della vittoria. Quali sono gli elementi che accomunano le grandi squadre vincenti?
Non esiste un solo ingrediente che rende vincente una squadra. La vittoria nasce dall'unione di tanti fattori, ma soprattutto da valori autentici: lavoro di gruppo, onestà, generosità, altruismo, spirito competitivo e desiderio continuo di migliorarsi. Le grandi squadre sanno crescere anche nei momenti più difficili e mantengono sempre alta l'ambizione. Quando vinci, significa che tante cose funzionano: la qualità dei giocatori, il lavoro quotidiano, il rapporto nello spogliatoio, le idee dell'allenatore e la visione della società. Alla fine, i valori non passano mai di moda: sono loro che costruiscono i successi duraturi.
Lei ha avuto Diego Armando Maradona come commissario tecnico della Nazionale argentina. Qual è il ricordo più autentico che conserva dell'uomo Diego, oltre al campione che tutti conosciamo?
Il ricordo più bello riguarda il Mondiale vissuto insieme. Ho avuto il privilegio di osservare da vicino il rapporto tra Diego Maradona e Lionel Messi. Diego era il primo tifoso di Leo: desiderava con tutto sé stesso che disputasse il Mondiale della vita. Vedere il loro rapporto umano, il rispetto reciproco e la voglia di stare insieme è stato qualcosa di davvero speciale. È un'immagine che custodisco con grande affetto e che racconta il lato più autentico di Diego.
Ha condiviso lo spogliatoio con grandi campioni e allenatori. Qual è la qualità che distingue davvero un leader all'interno di una squadra?
Per me un leader è prima di tutto un esempio credibile. Non bisogna confondere la leadership con la personalità: ho conosciuto giocatori con grande personalità che non erano leader. Esistono leader tecnici, comportamentali, comunicativi e gestionali, ma tutti hanno una caratteristica comune: ispirano gli altri. Nel calcio il leader non viene imposto, viene scelto dal gruppo attraverso la coerenza dei suoi comportamenti. Quando è arrivato il mio momento, ho cercato di trasmettere ciò che avevo imparato dai grandi allenatori, dirigenti e compagni incontrati durante la mia carriera.
Dopo la carriera da calciatore ha scelto quella da dirigente. Quanto è cambiato il suo modo di osservare il calcio passando dal campo alla costruzione di un progetto sportivo?
La prospettiva cambia completamente. Da calciatore vivi il tuo ruolo all'interno della squadra; da dirigente devi avere una visione a 360 gradi. Ho cercato di mantenere sempre vivo il fuoco competitivo, ma oggi ogni decisione ha conseguenze sul lavoro e sulla vita di tante persone. Essere direttore sportivo significa assumersi grandi responsabilità, lavorare in sintonia con società, allenatore e calciatori, costruire un progetto tecnico credibile e prepararsi continuamente. L'esperienza sul campo è preziosa, ma da sola non basta: servono studio, formazione e aggiornamento costante.
L'Argentina continua a essere una delle grandi protagoniste del calcio mondiale. Quali caratteristiche vede oggi nella Selección e cosa la rende così competitiva nel tempo?
Per noi argentini questa Nazionale rappresenta un enorme motivo d'orgoglio. La sua forza principale è quella di essere davvero una squadra. Certamente ha un leader straordinario come Lionel Messi, ma intorno a lui c'è un gruppo compatto, generoso e perfettamente consapevole del proprio ruolo. È una squadra solida, con un'identità di gioco ben definita e capace di aspettare il momento giusto per colpire. Al di là delle difficoltà che possono emergere durante un torneo, credo che questa Selección riesca a rappresentare perfettamente lo spirito degli argentini. E questo è il suo valore più grande.
Recentemente ha conseguito il FIFA Diploma in Club Management. Qual è l'insegnamento più importante che porta con sé da questo percorso e quanto ritiene sia fondamentale continuare a formarsi anche dopo una carriera ai massimi livelli?
Oggi la formazione è una responsabilità. Viviamo in un mondo che cambia continuamente e chi ricopre ruoli di responsabilità deve aggiornarsi senza perdere la propria identità. Il FIFA Diploma in Club Management è stato un percorso straordinario, soprattutto per il confronto con professionisti provenienti da ogni parte del mondo e appartenenti a settori diversi dell'industria del calcio. Ho avuto l'opportunità di ampliare la mia visione, comprendendo ancora meglio quanto il calcio moderno sia un sistema complesso che richiede competenze manageriali sempre più complete.
Dopo l'esperienza al Monza, ci può anticipare qualcosa sui suoi progetti futuri? C'è una sfida professionale che la affascina particolarmente?
Questo è un momento di riflessione. Continuerò sicuramente a rimanere vicino al calcio, che rappresenta una parte fondamentale della mia vita, ma desidero anche dedicare tempo ad altri progetti, come la mia azienda vinicola in Argentina e ad alcune passioni personali. Mi interessano molto la psicologia, il comportamento umano e la crescita delle persone. Mi piacerebbe mettere queste competenze al servizio dei calciatori, aiutandoli durante la carriera e preparandoli anche al futuro, quando terminerà il loro percorso sportivo. Credo che nasceranno opportunità molto interessanti.
Se dovesse descrivere Nicolás Burdisso con tre parole, dopo una carriera vissuta tra grandi club, la Nazionale argentina e il ruolo di dirigente, quali sceglierebbe e perché?
Direi affamato, generoso e curioso. Sono tre caratteristiche che mi hanno accompagnato in ogni fase della mia vita. Ma più di ogni definizione, credo che la vera sfida sia trovare un equilibrio. Un equilibrio tra la realizzazione professionale e gli affetti più importanti: la famiglia, le persone che amiamo e le relazioni autentiche. Alla fine, è proprio questa ricerca dell'equilibrio che, per me, rappresenta la vera felicità.


Libertas Livorno e Acerbis annunciano il prolungamento della sponsorizzazione tecnica.
Una partnership pluriennale dentro e fuori dal campo
A cura della Redazione
Il rapporto che si è creato e consolidato a partire dal 2024, si fonda su una visione comune dello sport e dei valori che alimentano la vita. Proprio questo approccio comune ha contribuito all’avvio della collaborazione fin dai suoi esordi.
L’intesa testimonia la volontà condivisa di dare continuità a un percorso fondato su valori comuni, attenzione all’identità sportiva e ambizione di crescita dentro e fuori dal campo.
Nel corso delle stagioni, la partnership ha accompagnato la Libertas Livorno in un’importante fase del proprio sviluppo, caratterizzata da risultati positivi e da un percorso competitivo in costante evoluzione, contribuendo a rafforzarne l’immagine attraverso soluzioni tecniche e stilistiche capaci di coniugare tradizione e innovazione. Allo stesso tempo, Acerbis ha trovato nel club un contesto dinamico e fortemente radicato nel territorio, ideale per valorizzare la propria visione nel mondo dello sport.
Ferencz Bartocci, Amministratore Delegato di Libertas Livorno 1947, ha dichiarato: “L'abbinamento a lungo termine con Acerbis dimostra ancora una volta la volontà del Club di programmare e di avere una visione importante. Voglio ringraziare Franco Acerbis per l'ospitalità dimostrata nel corso dell'ultima visita presso lo stabilimento
di Albino. Un grazie particolare anche a Vitaliano Beretta per la fattiva collaborazione sia nella passata stagione che in quelle che verranno”.
Acerbis è orgogliosa di questa partnership, consapevole che solo attraverso un forte spirito di squadra si possono ottenere grandi risultati.
Franco Acerbis, Presidente di Acerbis Italia Spa , ha aggiunto: “La collaborazione con Libertas Livorno si è sviluppata in modo naturale grazie a una sintonia immediata su valori e obiettivi. Il prolungamento dell’accordo ci permette di guardare avanti con continuità, lavorando a nuove progettualità. Il rinnovo anticipato rappresenta un segnale di fiducia reciproca e di visione condivisa. Siamo felici di proseguire un percorso che ha già dato risultati significativi e che vogliamo consolidare ulteriormente nei prossimi anni”.
Con questo accordo di natura pluriennale, Libertas Livorno 1947 e Acerbis confermano la volontà di proseguire insieme un percorso di crescita, consolidando una collaborazione che guarda al futuro con ambizione e coerenza.



A cura di Christian Gaston Illan
Lo sport oggi rappresenta molto più di una competizione: è educazione, formazione, relazioni e crescita della persona. Ne parliamo con Claudio Maria Pedrazzini , Vicepresidente della Scuola Regionale dello Sport del Comitato Regionale CONI Lombardia e Direttore Responsabile delle Relazioni Istituzionali, da anni impegnato nella promozione della cultura sportiva e nello sviluppo di iniziative volte a valorizzare lo sport come strumento di formazione, inclusione e crescita per le nuove generazioni.
Il suo percorso professionale e istituzionale è molto articolato. Quanto le hanno insegnato le esperienze vissute nel costruire oggi una visione moderna dello sport?
"Ogni esperienza ti lascia qualcosa, soprattutto nel mondo dello sport, dove il contatto umano resta fondamentale. Nel mio percorso ho avuto la fortuna di confrontarmi con realtà diverse, persone, territori e generazioni differenti, e questo mi ha insegnato che oggi lo sport non può essere visto soltanto come competizione. Lo sport è formazione, educazione, inclusione e capacità di creare relazioni sane. Credo che una visione moderna debba partire proprio da questo: mettere al centro la persona, i giovani e i valori che lo sport riesce a trasmettere ogni giorno. Oggi più che mai serve costruire rete,
collaborare e creare opportunità concrete per le nuove generazioni, mantenendo autenticità, passione e cultura del sacrificio. Sono valori che restano attuali in qualsiasi epoca."
Oggi lo sport viene visto sempre più come uno strumento educativo e sociale. Quanto conta, secondo lei, investire sui giovani attraverso lo sport?
"Investire sui giovani attraverso lo sport significa investire nel futuro della società. Lo sport insegna disciplina, rispetto, spirito di squadra e capacità di affrontare le difficoltà, valori fondamentali non solo per formare atleti, ma soprattutto persone. Oggi i ragazzi hanno bisogno di punti di riferimento autentici, di ambienti sani e di esperienze che li aiutino a crescere anche dal punto di vista umano. Lo sport può avere un ruolo straordinario in questo percorso, perché crea appartenenza, educazione e cultura del sacrificio. Credo che il nostro compito sia proprio quello di continuare a costruire opportunità, strutture e progetti che permettano alle nuove generazioni di avvicinarsi allo sport con passione, entusiasmo e consapevolezza."
Attraverso la Scuola Regionale dello Sport state lavorando molto anche sulla formazione. Quanto è importante oggi preparare non solo gli atleti, ma anche

dirigenti e società sportive?
La formazione oggi è un elemento fondamentale. Lo sport moderno richiede competenze, aggiornamento continuo e capacità di adattarsi ai cambiamenti. Non basta più lavorare solamente sull'aspetto tecnico o atletico: è importante formare dirigenti, educatori e società sportive capaci di trasmettere valori e creare ambienti positivi.
La Scuola Regionale dello Sport nasce anche con questo obiettivo: diffondere cultura sportiva, preparazione e consapevolezza. Credo che investire nella formazione significhi costruire uno sport più solido, più credibile e più vicino alle esigenze delle nuove generazioni."
Negli ultimi anni CONI Lombardia ha rafforzato molto la propria presenza sul territorio anche grazie al lavoro del Presidente Marco Riva. Quanto è importante oggi avere una visione condivisa e moderna dello sport lombardo? "È fondamentale. Oggi lo sport ha bisogno di una visione condivisa, capace di unire territori, istituzioni, federazioni e associazioni sportive. Il lavoro portato avanti dal Presidente Marco Riva va proprio in questa direzione: creare collaborazione, ascolto e progettualità comuni.
La Lombardia rappresenta una realtà straordinaria dal punto di vista sportivo e umano, e credo che fare squadra sia
la chiave per continuare a crescere, valorizzando sia l'eccellenza sia il grande lavoro quotidiano del mondo dilettantistico."
In Lombardia convivono realtà sportive di altissimo livello e tantissimo sport dilettantistico. Qual è oggi la sfida più importante nel sostenere entrambe le dimensioni?
"La vera sfida è riuscire a creare equilibrio e opportunità per tutti. Lo sport di alto livello rappresenta un punto di riferimento importante, ma il movimento dilettantistico è il cuore pulsante del nostro sistema sportivo.
Dietro ogni atleta, ogni società e ogni risultato ci sono sacrifici, volontariato, passione e persone che dedicano tempo ed energie ai giovani e al territorio. Per questo è importante continuare a sostenere entrambe le dimensioni, valorizzando tanto l'eccellenza quanto il lavoro quotidiano delle società sportive."
Viviamo in un'epoca molto digitale e veloce. Quali valori dello sport ritiene ancora fondamentali per le nuove generazioni?
"Credo che alcuni valori restino senza tempo: rispetto, impegno, sacrificio, disciplina e capacità di lavorare insieme. Oggi i giovani vivono in una realtà molto rapida e connessa, ma proprio per questo lo sport può diventare ancora più importante come luogo di crescita umana e relazionale. Lo sport insegna a vincere e a perdere, ad affrontare le difficoltà e a rispettare gli altri. Sono insegnamenti che vanno oltre il campo di gioco e che possono aiutare le nuove generazioni anche nella vita quotidiana e professionale."
Guardando al futuro, quale messaggio si sente di lasciare ai giovani che vogliono costruire il proprio percorso attraverso lo sport?
"Direi di credere sempre nel valore dell'impegno e della passione. I risultati non arrivano immediatamente, ma ogni esperienza vissuta nello sport lascia qualcosa di importante nella crescita personale.
Lo sport può aprire opportunità, creare relazioni e insegnare valori che accompagnano per tutta la vita. Ai giovani, consiglio di vivere questo percorso con entusiasmo, autenticità e voglia di migliorarsi ogni giorno, senza perdere il piacere di condividere emozioni ed esperienze con gli altri."



Nel panorama dello sport italiano ed europeo, Vero Volley rappresenta oggi uno dei casi più virtuosi di integrazione tra performance sportiva, visione manageriale e responsabilità sociale. Nato nel 2008, il Consorzio ha costruito negli anni un ecosistema solido, capace di unire cinque società del territorio di Monza e delle province limitrofe in un progetto condiviso di eccellenza.
Fin dall’inizio, Vero Volley ha scelto di non limitarsi alla dimensione competitiva, ma di sviluppare una vera e propria identità culturale fondata su valori chiari: Verità, Lungimiranza, Responsabilità e Resilienza. Un percorso formalizzato anche attraverso il Claim “Driven by Values”, che ha posto l’etica e la crescita umana al centro del progetto sportivo.
Sul piano sportivo, la realtà maschile di Vero Volley Monza è ormai una presenza consolidata nella SuperLega italiana. In oltre dieci anni di attività ai massimi livelli, il club ha costruito una reputazione fondata su competitività, programmazione e valorizzazione dei talenti.
A cura della Redazione
Il palmarès include successi di prestigio come la CEV Cup, finali di Coppa Italia e Supercoppa, oltre alla storica finale Scudetto. L’esordio in Champions League nella stagione 2024/25, con il raggiungimento dei quarti di finale, ha confermato la dimensione internazionale del progetto.
Parallelamente, il settore femminile, con Numia Vero Volley Milano, rappresenta oggi una delle eccellenze assolute della pallavolo europea. Dieci stagioni consecutive in Serie A, titoli nazionali, trofei internazionali e una crescita costante hanno trasformato la squadra in un vero brand sportivo globale. Il trasferimento a Milano nel 2022 ha segnato un ulteriore salto di qualità, culminato nel record di pubblico per una partita di Serie A femminile con oltre 12.600 spettatori.
Se le prime squadre rappresentano il vertice, il vero motore di Vero Volley è il settore giovanile. Con oltre 60 squadre, più di 1.500 atleti e circa 70 allenatori qualificati, il Consorzio è oggi una delle più grandi realtà formative d’Italia.
La filosofia “Volley for All” garantisce accesso allo sport a migliaia di bambini e ragazzi, mentre il modello “Skill” accompagna lo sviluppo personale e tecnico degli atleti. Accanto all’attività di base, Vero Volley ha costruito un percorso di alta formazione che ha portato a numerosi titoli nazionali giovanili, consolidando il ruolo del club come fucina di talenti.
A completare il sistema, il Vero Volley Network riunisce oltre 60 società affiliate su tutto il territorio nazionale, creando una rete fondata su metodo, valori e qualità condivisa.
Un altro pilastro del progetto è l’impegno sociale. Vero Volley interpreta lo sport come strumento di inclusione, educazione e sviluppo delle comunità. Le iniziative spaziano dai programmi scolastici al supporto alle famiglie, fino ai progetti dedicati agli atleti con disabilità, come la squadra “No Limits” impegnata nei campionati Special Olympics.
Di particolare rilievo sono le collaborazioni con realtà come San Patrignano, Change The Game e il Centro Mamma Rita, oltre ai progetti su alimentazione, parità di genere, prevenzione e sostenibilità ambientale. Questo approccio integrato ha portato il Consorzio a ottenere una valutazione ESG strutturata, prima società sportiva italiana ad avviare un percorso sistematico di misurazione della sostenibilità.
Oggi Vero Volley rappresenta un modello evoluto di club sportivo: competitivo sul campo, solido nella governance, credibile sul piano sociale e attrattivo per sponsor, istituzioni e partner internazionali. La capacità di coniugare risultati, formazione, impatto e visione imprenditoriale rende Vero Volley un riferimento non solo per la pallavolo, ma per tutto il sistema sportivo italiano. Un ecosistema che dimostra come lo sport, quando è guidato da valori autentici e strategia, possa diventare motore di crescita culturale, economica e sociale.
Più di 150 partner attuali, 1 evento sponsor al mese
- Vero Volley Next
Il 6 novembre, al Duomo Space Milano, si è svolto Vero Volley Next, un appuntamento che ha riunito partner, istituzioni e media per confrontarsi su temi chiave come cultura, inclusione e sostenibilità. Proprio da queste riflessioni è nata la presentazione della prima filiera dello sport di Regione Lombardia, un progetto pionieristico promosso da Vero Volley per mettere in rete le realtà sportive, condividere risorse e rendere lo sport più accessibile, innovativo e capace di generare valore per il territorio.


La serata ha visto numerosi interventi autorevoli: Alessandra Marzari, Martina Riva, Gianpaolo Martire, Filippo Giordano, Andrea Boaretto, Ada Rosa Balzan e Fabio Pugini, che hanno offerto prospettive e testimonianze concrete sui temi affrontati.
- Vero Volley tra arte e networking
Martedì 27 gennaio si è svolto il primo evento B2B del 2026: “Vero Volley tra arte e networking”. Un’esperienza esclusiva che ha permesso ai partecipanti di scoprire da vicino un vero gioiello nel cuore di Monza, i Musei Civici. La serata è poi proseguita al SAINT Restaurant & Cocktail, dove gli ospiti hanno potuto fare networking, creare nuove connessioni e concedersi un momento di convivialità.
- B2B Food & Cocktail Masterclass
Presso il The Organics Sky Garden dell'hotel Hyatt Centric Milan
Centrale è andata in scena la seconda edizione della B2B Food & Cocktail Masterclass, che ha coinvolto oltre 40 sponsor in una serata di networking e divertimento. Gli ospiti sono stati divisi in tre gruppi: Team Terra e Team Mare, impegnati tra fornelli e cocktail in abbinamento, e una squadra di Giudici chiamata a decretare il vincitore. Nell’attesa, i Giudici si sono cimentati in una coinvolgente DJ masterclass. A conquistare la vittoria è stato il Team Mare. La serata si è poi conclusa con apericena e karaoke, tra brindisi e grande entusiasmo.
- Claude Monet - The Immersive Experience
Martedì 17 marzo, la cornice della mostra “Claude Monet
- The Immersive Experience” ha ospitato un evento esclusivo dedicato ai partner Vero Volley. In collaborazione con Exhibition Hub, oltre 50 ospiti hanno vissuto un viaggio multisensoriale tra i capolavori del maestro dell’Impressionismo.
A dare il benvenuto nella suggestiva sala immersiva sono state le parole di Roberta Saldi, Marketing Manager di Exhibition Hub, insieme al team Vero Volley. La serata si è conclusa con un omaggio speciale: una selezione di eccellenze firmate il Viaggiator Goloso, consegnate in una bag a tutti i partecipanti. Un connubio perfetto tra arte, networking e gusto.
- Charity Dinner e asta benefica True Love
La seconda giornata di True Love Impact ha vissuto uno dei suoi momenti più significativi con la Charity Dinner (offerta da Papillon Milano 1990) e l’asta benefica promossa insieme a KGM. Una serata speciale che ha unito partner, ospiti e sostenitori attorno a un obiettivo comune: trasformare la partecipazione in un aiuto concreto. Tra emozioni, condivisione e grande generosità, l’evento ha confermato la volontà di Vero Volley di dare valore allo sport anche fuori dal campo, creando occasioni capaci di lasciare un impatto reale sul territorio e sulle persone.
- Il Diavolo veste Prada 2 - Notorious Cinemas
Giovedì 21 maggio Notorious Cinemas del Centro Sarca di Sesto San Giovanni ha accolto gli sponsor Vero Volley per una serata dedicata all’intrattenimento e alla condivisione.
Dopo i saluti istituzionali di Vero Volley, Notorious Cinemas e Disney, gli ospiti hanno assistito alla proiezione de Il Diavolo
Veste Prada 2, vivendo un’esperienza arricchita da gadget esclusivi e momenti di networking informale.
Con circa 150 partecipanti, l’evento ha confermato l’importanza di creare occasioni di relazione e valore condiviso anche al di fuori del contesto sportivo.
- Garden Party by Papillon 1990
Venerdì 29 maggio, Garden House Milano ha ospitato una serata dedicata ai nostri partner in collaborazione con Papillon Milano 1990.
Circa 50 ospiti hanno vissuto una serata di networking immersi nel verde, animata da Six Connections, il gioco ideato da Vero Volley per creare connessioni e momenti di confronto tra le aziende presenti.
Chi ha completato tutte le missioni ha partecipato all'estrazione finale: il vincitore si è aggiudicato uno spazio pubblicitario all'interno di Six in the Mix, il nuovo magazine ufficiale di Vero Volley, presentato proprio in questa occasione.
- Vero Volley Sponsor Cup
Anche quest’anno la Vero Volley Sponsor Cup , l’annuale torneo dedicato ai partner del Consorzio, ha animato l’Opiquad Arena di Monza nella giornata di martedì 7 luglio
Giunta alla sua sesta edizione, la manifestazione ha coinvolto 30 squadre e più di 350 partecipanti , che si sono sfidati su quattro campi allestiti per l’occasione.
Al termine di un’intensa giornata di sport, il trofeo è stato conquistato da OnSports – Kora , vincitrice della finale contro i “ThermoSpritz” di Thermo Fisher, mentre il terzo posto è andato a EN3/Q.B. Monza .
Le trenta squadre partecipanti sono state suddivise in sei gironi da cinque, seguiti poi dalla fase a eliminazione diretta che ha decretato le migliori formazioni del torneo. Inoltre, le quattro squadre classificate nelle ultime posizioni dell’edizione precedente hanno potuto contare sul supporto di giocatori selezionati da un draft ad hoc e chiamati a rinforzare i roster per provare a scalare la classifica.
Come da tradizione, la Vero Volley Sponsor Cup è stata non solo una competizione sportiva, ma anche un’importante occasione di team building e networking. Partner e aziende hanno potuto incontrarsi, rafforzare relazioni e condividere i valori di squadra che contraddistinguono il Consorzio.
Un enorme ringraziamento va a tutte le aziende partecipanti, che con entusiasmo, passione e voglia di mettersi in gioco hanno contribuito al rinnovato successo dell’iniziativa.
Incontri B4B per i partner Vero Volley
Inaugurato il nuovo ciclo di B4B – Business fo(u)r Business con incontri online dedicati ai partner Vero Volley. Un format di networking esclusivo e smart, della durata di 30–45 minuti, che coinvolge quattro aziende per favorire confronto, dialogo e nuove connessioni. Ogni appuntamento si arricchisce di momenti interattivi e Q&A, per stimolare relazioni concrete.
Gli eventi sono solo alcune delle opportunità che le aziende possono avere per fare business entrando a far parte dell’ecosistema Vero Volley.




L'evento dedicato all'automotive con un' edizione da record
A cura della Redazione
Si è conclusa con un grande successo di pubblico la 5ª edizione di MIMO Milano Monza Motor Show, che dal 26 al 28 giugno ha trasformato l'Autodromo Nazionale Monza nel punto di riferimento per gli appassionati di motori.
Tre giornate vissute all'insegna della passione, dell'innovazione e dello spettacolo, durante le quali migliaia di persone hanno sfidato il caldo per vivere da protagonisti il grande festival italiano dell'automobile.
Un'edizione che ha confermato ancora una volta la forza di un format capace di unire esposizione, esperienza, motorsport e intrattenimento, trasformando il Tempio della Velocità in una grande festa dedicata al mondo dell'automotive.
Test drive da record
Uno dei grandi protagonisti dell'edizione 2026 è stato il programma di test drive, che ha registrato turni sold out durante tutta la manifestazione dimostrando il grande interesse da parte degli oltre 30.000 visitatori che hanno sfidato il caldo per provare su strada le novità commerciali di ogni alimentazione.
A guidare la classifica è stata Tesla, che ha superato i 1.000 test drive in tre giorni, confermandosi il brand più richiesto dal pubblico di MIMO. Grande partecipazione anche per Omoda & Jaecoo, Changan e Mercedes-Benz, che hanno registrato risultati compresi tra 300 e 500 test drive ciascuno.
Un Autodromo Nazionale Monza vivo di entusiasmo
La quinta edizione di MIMO si è aperta venerdì con la cerimonia inaugurale presso la MIMO Hospitality dell'Autodromo Nazionale Monza, alla presenza di Andrea Levy, Presidente di MIMO Milano Monza Motor Show, Martina Riva , Assessora allo Sport, Turismo e Politiche Giovanili del Comune di Milano, e Carlo Abbà , Assessore al Commercio e Attività Produttive, Marketing Territoriale e Turismo del Comune di Monza, che hanno dato ufficialmente il via alla manifestazione con il tradizionale taglio del nastro nella giornata di venerdì 26 giugno.
Gli espositori protagonisti di MIMO 2026
Nei box dell'Autodromo migliaia di visitatori hanno scoperto le novità portate da Changan, Chery, iCAUR, Lepas, Omoda, Jaecoo, Tesla, Mercedes-Benz by Merbag, Recaro Automotive, Ares Atelier, BRS Motorsport, Team MRNC12 Racing with Ferrari e 777 Collection , insieme alle attività di Hard Rock
Cafe Milan, Cybex, Plenitude On The Road, Esercito Italiano e Aeronautica Militare .
Grande interesse hanno suscitato la World Premiere della SGT 55 , la nuova Changan Deepal S05 Ultra Hybrid , la spettacolare Giamaro Krafla , hypercar italiana da 2.157 CV, il Tesla Cybertruck , il robot umanoide Optimus, le vetture firmate Ares Atelier, le Ferrari da competizione del Team MRNC12 Racing with Ferrari e le preparazioni di BRS Motorsport.
Il Supercar Paddock e le Supercar Parade
Il Supercar Paddock è stato il cuore pulsante della manifestazione. Per tre giorni migliaia di appassionati hanno
affollato l'area dedicata alle vetture più esclusive del panorama automobilistico.
L'entusiasmo del pubblico ha raggiunto il suo momento più emozionante durante le Supercar Parade , che hanno visto la partecipazione di oltre 200 supercar di collezionisti e owner provenienti da tutta Italia, tra cui Ferrari, Lamborghini, McLaren, Porsche, Aston Martin, Maserati, BMW, Audi, Radical, Dallara, ARES.
Le vetture hanno sfilato ogni giorno sul circuito di Formula 1 e sulle leggendarie Sopraelevate dell'Autodromo Nazionale Monza, regalando uno spettacolo unico e trasformando il Tempio della Velocità in una grande passerella dedicata alla passione automobilistica.
Tre giorni di spettacolo in pista
Il programma dinamico di MIMO ha coinvolto migliaia di spettatori anche grazie alle attività in pista.
Grande successo hanno riscosso i Drift Show, che hanno richiamato il pubblico sulle tribune dell'Autodromo con spettacolari esibizioni di guida, mentre i Supercar Track Day hanno permesso ai proprietari delle vetture più performanti di vivere l'emozione del circuito di Monza.
La giornata conclusiva ha visto per la prima volta MIMO ospitare competizioni automobilistiche ufficiali, regalando agli appassionati un'intera giornata di motorsport con il GT3isti Challenge che ha ospitato la classe GT Open dedicata alle vetture GT, e la Lotus Speed Cup
Nella classe GT Open la vittoria è andata a Edoardo Pavia del


Team Marzialetti al volante della Ferrari 296 Challenge, facendo segnare il miglior tempo dell'intero weekend in 1'50"004. Alle sue spalle si è classificata la Lamborghini Huracán Super Trofeo con il secondo miglior tempo di giornata in 1'52"072
Il GT3isti Challenge , competizione riservata esclusivamente alle Porsche, ha visto la vittoria assoluta di Luigi Peroni al volante della Porsche 992 Cup , che ha fermato il cronometro in 1'52"277. Nella categoria riservata alle vetture stradali ha vinto Andrea Marchi con una Porsche 992 GT3 RS , facendo registrare il tempo di 1'55"053 . A dominare la Lotus Speed Cup è stato invece Mauro Epis a bordo della sua Lotus Exige 430 V6 , che ha fatto registrare il miglior tempo sul giro in 2’05’’375 .
Un festival da vivere
Per tutta la durata dell'evento il pubblico ha potuto vivere anche le attività dell' Electric Area by Plenitude, sperimentare la mobilità elettrica attraverso test drive ed esperienze immersive, assistere alle dimostrazioni del simulatore crash test di CYBEX , visitare gli spazi dell' Esercito Italiano e dell'Aeronautica Militare, oltre a trascorrere momenti di relax nell'area Hard Rock Cafe Milan , che ha proposto food experience e merchandising esclusivo co-brandizzato MIMO in edizione limitata.
Anche quest'anno Trenord, Mobility Partner della manifestazione, ha facilitato l'accesso all'Autodromo grazie al MIMO Day Pass , contribuendo a rendere ancora più semplice e sostenibile raggiungere l'evento con il trasporto pubblico.
Andrea Levy, Presidente di MIMO Milano Monza Motor Show, ha dichiarato:
«MIMO continua a crescere perché cresce la voglia delle persone di vivere l'automobile dal vivo. In questi tre giorni abbiamo visto entusiasmo, curiosità e tanta passione: famiglie, giovani, collezionisti e appassionati hanno condiviso gli stessi spazi, provato le auto, assistito alle gare e riempito le Supercar Parade. È questo lo spirito di MIMO: mettere insieme tutte le anime dell'automotive in un evento aperto a tutti. Grazie ai brand, ai partner, alle istituzioni e a tutto il team che ha reso possibile questa 5ª edizione».
La 5ª edizione di MIMO Milano Monza Motor Show si chiude confermando la forza di un evento che mette al centro il pubblico, la passione per l'automobile e l'esperienza diretta. Dalle anteprime mondiali ai test drive, dalle competizioni alle Supercar Parade, MIMO ha celebrato tutte le anime dell'automotive, trasformando ancora una volta l'Autodromo Nazionale Monza in un luogo di incontro tra industria, innovazione e passione.




573 millesimi per la prima vittoria nel Porsche Taycan Rush
A cura della Redazione
Il Porsche Taycan Rush Championship regala uno dei weekend più combattuti della stagione e incorona una nuova vincitrice. Sul circuito "Piero Taruffi" di Vallelunga è Federica Levy a conquistare il primo successo della sua carriera nella serie monomarca Porsche dedicata alle Taycan Turbo GT, precedendo il padre Andrea Levy al termine di una gara giocata sul filo dei decimi.
La pilota del Centro Porsche Padova ha chiuso il weekend con un tempo complessivo di 8'43"099, precedendo di appena 307 millesimi Andrea Levy (Centro Porsche Torino), secondo in 8'43"406. Sul terzo gradino del podio è salito Alessandro Adriani, portacolori del Centro Porsche Bari, con 8'43"672, a soli 573 millesimi dalla vetta. Un distacco minimo che testimonia l'elevato livello tecnico del campionato e l'equilibrio tra i protagonisti.
Dopo aver chiuso la giornata di sabato al secondo posto alle spalle di Andrea Levy, Federica ha costruito la rimonta nella seconda manche della domenica, facendo segnare una serie di giri estremamente competitivi e costanti. Il best lap di 1'44"149, insieme alla regolarità delle cinque migliori tornate, le ha permesso di conquistare la vittoria assoluta e regalare al Centro Porsche

Padova il primo successo nella storia del Porsche Taycan Rush Championship.
Andrea Levy ha confermato ancora una volta la propria competitività conquistando il secondo posto assoluto e imponendosi nella Manche 1, mentre Alessandro Adriani ha ottenuto la vittoria nella Manche 3, completando un fine settimana caratterizzato da continui cambi di leadership e prestazioni molto ravvicinate.
La doppietta della famiglia Levy rappresenta uno dei momenti simbolo della stagione 2026. Padre e figlia occupano infatti i primi due gradini del podio in una delle serie più innovative del panorama motorsport, confermando la crescita di Federica e la continuità di rendimento di Andrea, protagonisti fin dall'inizio del campionato.
Andrea Levy ha dichiarato: "Pensavo che il mio tempo potesse bastare per la vittoria, ma Federica nella seconda manche ha trovato un ritmo straordinario e ha meritato il successo. Sono davvero felice di condividere con lei questa doppietta: è un risultato speciale, sia
dal punto di vista sportivo sia personale. Ora il campionato diventa ancora più interessante."
Federica Levy ha commentato: "Sono davvero felice per questa prima vittoria nel Porsche Taycan Rush Championship. Dopo il secondo posto del sabato siamo riusciti a migliorare ulteriormente il passo nella giornata di domenica e questo risultato ripaga tutto il lavoro svolto con il team. Condividere il podio con mio padre rende questa vittoria ancora più emozionante."
Il Porsche Taycan Rush Championship è la prima serie europea dedicata alle Porsche Taycan Turbo GT con Weissach Package, le vetture di serie più potenti mai prodotte dalla Casa di Stoccarda. Con 1.108 CV, pneumatici Pirelli P Zero Trofeo RS, un'accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 2,3 secondi e da 0 a 200 km/h in 6,4 secondi, rappresentano il massimo della tecnologia elettrica
Porsche applicata al motorsport. Il format Time Attack premia la regolarità sulle cinque migliori tornate e non il singolo giro veloce: per questo motivo costanza, precisione e gestione della vettura risultano decisive tanto quanto la velocità assoluta.
La stagione 2026 di Andrea e Federica Levy è supportata da Autohome, la principale piattaforma automotive della Cina con oltre 160 milioni di utenti registrati, partner del Centro Porsche Torino e del Centro Porsche Padova. Attraverso contenuti dedicati e approfondimenti dopo ogni gara, Autohome contribuisce a promuovere il Porsche Taycan Rush Championship anche sul mercato internazionale, in particolare in Cina, oggi il principale mercato mondiale per la mobilità elettrica.
Con il successo di Vallelunga si riapre la lotta per il titolo del Porsche Taycan Rush Championship 2026. Andrea Levy, pilota del Centro Porsche Torino, conserva il comando della classifica generale con 49 punti, mentre Federica Levy, Centro Porsche Padova, grazie alla vittoria conquistata nel terzo round, accorcia le distanze portandosi a 44 punti. Alle loro spalle seguono Riccardo Tucci, Davide Nardilli, Ilarione Introna, Alessandro Adriani, Fausto Gasparetto, Andrea Bini, Luca Pagani, mentre Giorgio Cusimano e Massimiliano Venturi condividono la decima posizione. La stagione entrerà ora nella fase decisiva con gli ultimi due appuntamenti in calendario: Misano, il 19 e 20 settembre, e il gran finale del 31 ottobre e 1° novembre al Mugello Circuit, dove verrà assegnato il titolo 2026.



La crescita dell’eccellenza vinicola e agroalimentare
A cura della Redazione
A poco più di due anni dalla sua costituzione, Compagnia del Gusto Holding conferma l'accelerazione del proprio percorso di crescita nel settore delle eccellenze agroalimentari. L'ingresso di Cantine Romagnoli all'interno di Compagnia delle Vigne, la business unit dedicata al comparto vitivinicolo, rappresenta infatti un nuovo tassello nella costruzione di una piattaforma industriale che punta ad aggregare aziende caratterizzate da forte identità territoriale, qualità produttiva e potenziale di sviluppo sui mercati nazionali e internazionali.
Fondata nell'aprile 2024 su iniziativa della famiglia Cosulich insieme a un gruppo di manager e investitori con consolidata esperienza nei settori dell'asset management, del private equity e del food & beverage, Compagnia del Gusto nasce con l'obiettivo di creare un polo italiano delle eccellenze agroalimentari attraverso un modello di aggregazione fondato su capitali, competenze manageriali, sviluppo commerciale e valorizzazione dei territori.
Dopo la prima acquisizione nel comparto ittico perfezionata nel febbraio 2025, il progetto è entrato in una nuova fase di sviluppo. Oggi il gruppo conta 133 dipendenti e opera attraverso il quartier generale di Milano e sedi operative a Busto Arsizio (VA), Casale Monferrato (AL), Villò di Vigolzone (PC) e Sansego, in Croazia. Il portafoglio consolidato ha chiuso il 2025 con un fatturato di circa 32 milioni di euro, mentre il target per il 2026, considerando le operazioni in pipeline e in fase di integrazione, è pari a circa
70 milioni di euro.
"Compagnia del Gusto nasce con una visione industriale di lungo periodo: costruire una piattaforma capace di valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano attraverso un modello che coniuga crescita, managerializzazione e rispetto delle identità aziendali", dichiara Sergio Albarelli, Presidente di Compagnia del Gusto Holding. "Le acquisizioni realizzate finora confermano la validità di questo approccio e rappresentano la base su cui sviluppare ulteriormente il progetto nei prossimi anni".
Tre Business Unit, un'unica piattaforma di crescita
Il modello di Compagnia del Gusto si articola oggi in tre Business Unit complementari, costruite attorno a marchi e aziende accomunati da una forte identità produttiva e da un posizionamento premium.
Compagnia del Mare, dedicata alle eccellenze ittiche e alle specialità affumicate, rappresenta il primo verticale sviluppato dal gruppo. Ne fanno parte Fjord, realtà specializzata nell'importazione, lavorazione e distribuzione di salmone premium destinato ai canali professionali, e Sal Seafood, operatore focalizzato sull'importazione e distribuzione di salmone affumicato e specialità ittiche ad alto valore aggiunto. La business unit punta a diventare una delle principali piattaforme italiane nel settore ittico premium attraverso un modello integrato che combina approvvigionamento,
trasformazione, distribuzione e sviluppo di nuove categorie di prodotto.
Compagnia delle Vigne è la business unit dedicata al vino e all'enoturismo. Il portafoglio comprende Sansego Holding, realtà attiva nella produzione vitivinicola e nell'ospitalità enoturistica sull'isola croata di Susak (Sansego); la joint venture sviluppata con la famiglia Spadotto, finalizzata alla valorizzazione di produzioni vinicole ad alta identità territoriale; Arya, progetto orientato allo sviluppo e alla commercializzazione di vini premium a bassissimo contenuto alcolico sui mercati internazionali; e Cantine Romagnoli, storica cantina dei Colli Piacentini fondata nel 1857 e riconosciuta per la valorizzazione dei vitigni autoctoni e per la propria produzione di Metodo Classico. Attraverso queste realtà, Compagnia delle Vigne sta costruendo una piattaforma che integra produzione, distribuzione, enoturismo e sviluppo commerciale internazionale.
Compagnia dei Sapori, infine, è il verticale dedicato alle specialità alimentari artigianali italiane. Il primo tassello è rappresentato da Krumiri Rossi, storico marchio piemontese fondato a Casale Monferrato alla fine dell'Ottocento e considerato uno dei principali riferimenti nel segmento dei biscotti artigianali premium. Attorno a questa acquisizione, finalizzata di recente, il gruppo intende sviluppare un polo dedicato alle eccellenze gastronomiche regionali, includendo in prospettiva nuove realtà attive nei comparti dolciario,


conserviero e delle specialità agroalimentari ad alto valore aggiunto. Le tre Business Unit condividono una piattaforma centrale di competenze e servizi che comprende finanza, controllo di gestione, sistemi digitali e AI, procurement, risorse umane, ICT, attività legali e operazioni di M&A, mantenendo al contempo piena autonomia gestionale delle singole società.
L'obiettivo industriale è sviluppare sinergie commerciali, distributive e operative tra le diverse realtà del gruppo, generando economie di scala e creando nuove opportunità di crescita sia in Italia sia sui mercati internazionali.
Cantine Romagnoli: il nuovo pilastro di Compagnia delle Vigne
In questo percorso si inserisce l'ingresso di Cantine Romagnoli, storica realtà vitivinicola dei Colli Piacentini fondata nel 1857 a Villò di Vigolzone.
Con oltre 45 ettari vitati e una produzione fortemente legata ai vitigni autoctoni del territorio, tra cui Barbera, Croatina, Ortrugo e Malvasia, Romagnoli rappresenta uno dei marchi storici del panorama enologico piacentino e ha costruito negli anni un posizionamento distintivo nel segmento del Metodo Classico. L'operazione assume un valore che va oltre la singola acquisizione. Per Compagnia delle Vigne rappresenta infatti il primo pilastro operativo di una piattaforma vitivinicola che punta a svilupparsi attraverso l'aggregazione di aziende caratterizzate da forte heritage, identità territoriale e produzioni premium.
"L'ingresso di Romagnoli rafforza in modo significativo il progetto di Compagnia delle Vigne", commenta Ettore Nicoletto, CEO e
Partner di Compagnia del Gusto Holding. "Abbiamo individuato in questa realtà tutte le caratteristiche che ricerchiamo nelle aziende che entrano nel gruppo: storia, autenticità territoriale, qualità produttiva e importanti potenzialità di crescita. Il nostro obiettivo è accompagnarne lo sviluppo commerciale e organizzativo preservandone pienamente identità, tradizione e legame con il territorio".
L'acquisizione consente inoltre a Compagnia delle Vigne di affermare la propria presenza in una denominazione storica come quella dei Colli Piacentini e di ampliare il proprio portafoglio con una cantina riconosciuta per la qualità delle proprie produzioni e per il posizionamento nel Metodo Classico.
La prossima fase di sviluppo
Guardando ai prossimi anni, Compagnia del Gusto intende proseguire il percorso di crescita per linee esterne nelle tre Business Unit, mantenendo una rigorosa disciplina finanziaria e industriale.
Nel comparto vino, la strategia prevede il rafforzamento della presenza nei mercati internazionali, lo sviluppo di partnership nel settore dell'enoturismo e l'integrazione di ulteriori realtà produttive coerenti con il posizionamento premium della piattaforma.
Più in generale, il gruppo punta a costruire entro il 2030 una piattaforma agroalimentare capace di raggiungere circa 200 milioni di euro di fatturato, valorizzando marchi italiani ad alto potenziale attraverso investimenti, competenze manageriali e sviluppo commerciale.
Compagnia del Gusto Holding Spa è una realtà italiana attiva nell’investimento e nello sviluppo di marchi del settore food & beverage ad alto potenziale, con l’obiettivo di creare valore attraverso managerializzazione, integrazione industriale e sviluppo internazionale. Il gruppo opera con un approccio industriale di medio-lungo termine, focalizzato su brand iconici e nicchie ad elevato valore aggiunto. Compagnia del Gusto è un progetto ispirato e promosso dalla famiglia Cosulich e guidato da imprenditori e manager di altissimo profilo con esperienze consolidate nei settori finanziario, industriale e agricolo.





Chef Antonio Scotti e l’anima dell’isola portata in tavola
A cura della Redazione
Il ristorante Belvedere, espressione gastronomica del fascino senza tempo del cinque stelle Excelsior Belvedere Hotel & Spa del Gruppo Leohotels, inaugura la stagione 2026 e fissa un nuovo, importante tassello nel proprio percorso evolutivo.
Sotto la guida dello chef ischitano Antonio Scotti, classe ’83, la struttura consolida un itinerario culinario improntato a una cucina essenziale, nitida e profonda, capace di raccogliere l’eredità della grande tradizione isolana con un approccio chiaro che punta a un’assoluta pulizia del gusto. Al centro ci sono la qualità attenta della materia prima e la semplicità delle preparazioni per lasciar parlare gli ingredienti. «Senza una buona materia prima la mia cucina non ha ragion d’essere» dichiara lo chef Antonio Scotti. «Nei miei piatti non ci sono mai troppi ingredienti, perché mi piace che si sentano tutti i sapori. Amo lavorare in modo semplice, molto tradizionale, con piccolissimi accorgimenti»
La nuova carta per l’estate 2026 celebra questo manifesto attraverso un dialogo costante tra l’elemento marino e le suggestioni dell’entroterra. Lo chef rende omaggio alla sua isola, ma non trascura la Campania e più in generale, culla di straordinari prodotti.
Ad aprire il percorso, accanto a storici capisaldi come la melanzana fondente con pomodoro San Marzano, bufala e salsa al basilico,
debutta l’inedito ed elegante connubio del gambero rosso con lardo di Colonnata, crema di zucchine e lime, che sorprende per la grande armonia. I primi piatti mantengono salda l’identità gastronomica grazie a proposte come la pasta e patate in doppia consistenza con provola e cozze, o il raffinato risotto Carnaroli con baccalà mantecato, pesca del Vesuvio e polvere di limone.
Sui secondi, il filetto di pezzata rossa glassato al Taurasi, servito con chiodini e morbido di patate al tartufo, restituisce voce all’entroterra e bilancia la vocazione marina della cucina di Scotti. Quest’ultima trova la sua massima espressione in “Il mare comme vuò tu”, la formula che lascia all’ospite la libertà di comporre il proprio piatto scegliendo tra pescato del giorno, aragosta, astice, scampi o gamberi rossi, cotti secondo preferenza e proposti al peso, su prenotazione: un gesto di ospitalità per dar voce al cliente e alla qualità della materia prima.
Il legame con la memoria rurale dell’isola trova invece la sua massima espressione ne “Il Menù del Coniglio” (su prenotazione): un’esperienza in quattro portate, dal crostino con fegatini ai bucatini, fino al classico coniglio all’ischitana con patate, piperna ed altre erbe aromatiche locali, un racconto dell’anima più autentica di Ischia.
La vera spinta innovativa della stagione si concentra sul fine pasto, grazie a un potenziamento della proposta di pasticceria. Il pastry chef del ristorante Belvedere, Luigi Maione, ha sviluppato una carta dei dessert più audace, capace di evocare i ricordi d’infanzia ma caratterizzata da una tecnica molto contemporanea. L’emblema di questo nuovo corso è lo “Scrigno di cioccolato bianco con mousse di ciliege e babà al tè rosso su coulis di ciliege con vela di cioccolato”. Il dolce si struttura come una complessa architettura di consistenze e temperature, dove la dolcezza avvolgente del cioccolato accoglie la spinta acida della ciliegia e reinterpreta l’icona del babà napoletano attraverso una sofisticata infusione al tè rosso, elevando l’esperienza del fine dining ischitano. «Mi piace partire da un dolce della tradizione e portarlo dove nessuno se lo aspetta» racconta Luigi Maione. «Lo Scrigno nasce così: il babà resta babà, ma il tè rosso e la ciliegia lo spostano altrove. È il tipo di pasticceria che amo, quella che gioca con la memoria di chi la assaggia».
Il ristorante Belvedere accoglie ospiti residenti e non a colazione, pranzo e cena: dalla prima colazione con una selezione di prodotti d'eccellenza tra tradizione campana e cucina internazionale, fino alla cena. L’accoglienza è tra l’elegante salone e la grande terrazza con vista sul parco ed il mare, luogo di vero incanto all’imbrunire.
L’Excelsior Belvedere Hotel & Spa è il 5 stelle di punta del gruppo Leohotels Ischia della famiglia Leonessa, albergatori sull’isola da sessant’anni. Un buen retiro mediterraneo immerso nella quiete di un parco lussureggiante di alberi secolari, giardini fioriti e viali che conducono sino al mare. L’albergo nasce dall’ampliamento della storica villa ottocentesca di Lord James Nimmo nel centro di Ischia, conserva quello stile di insuperabile eleganza conferito dal Conte Micangeli ed è espressione della più autentica accoglienza ischitana. Il parco rigoglioso, le piscine di acqua termale, la bella spiaggia privata, la Oil + Spa con percorsi termali e trattamenti personalizzati e una proposta culinaria fuori dal comune sono i punti di forza dell’hotel che accoglie come una casa, con il suo fascino senza tempo che fa rivivere la Dolce Vita ischitana.












L’espansione globale di Nusr-Et Steakhouse: il nuovo ristorante all’interno dell'hotel St. Regis di Città del Messico segna la prima apertura in America Latina.
L’espansione a Dubai, Ibiza e Città del Messico
A cura della Redazione
Il rinomato brand internazionale di ristorazione Nusr-Et Steakhouse ha annunciato il prossimo capitolo della strategia di espansione: è pronto ad aprire una nuova sede all’interno dell’hotel St. Regis di Città del Messico nella primavera del 2026, segnando l’ingresso in America Latina. Prossime inaugurazioni anche a Ibiza e all’interno del Dubai Mall, due iconiche destinazioni internazionali.
Tra le aperture in programma, quella di Città del Messico si distingue come una tappa strategica fondamentale. Conosciuto per la sua selezione di carni premium e per il suo stile di servizio distintivo, l’arrivo di Nusr-Et in una delle principali capitali gastronomiche del mondo riflette la continua evoluzione del brand nel panorama globale del fine dining. La collaborazione con St. Regis Hotels sottolinea ulteriormente il posizionamento di Nusr-Et nel segmento internazionale del lusso.
A Ibiza, Nusr-Et porta l’esperienza e lo stile unico del marchio in una delle principali destinazioni del turismo internazionale, unendo sapori audaci allo spirito unico dell’isola.
Questi piani di espansione seguono il debutto di Nusr-Et Milan, primo ristorante in Italia che ha ricevuto un riscontro
estremamente positivo dal pubblico, il fondatore Nusret Gökçe ha sottolineato come la risposta positiva dei diversi mercati dimostri quanto la qualità e la filosofia di servizio di Nusr-Et risuonino su scala globale.
Saltbae Burger e The Dubai Mall
Il concept Saltbae Burger, si prepara a diventare protagonista in una delle location più iconiche di Dubai: The Dubai Mall. L’apertura, prevista per il 2026, rappresenta uno sviluppo ulteriore della crescita globale nel settore luxury fast-casual.
Con oltre 20 ristoranti in tre continenti e un team composto da più di 1.600 dipendenti, Nusr-Et Steakhouse continua a espandersi attraverso un approccio attentamente pianificato e misurato.
Fondata a Istanbul nel 2010 da Nusret Gökçe, la Nusr-Et Steakhouse nasce da una visione semplice ma vincente: quella di trasformare la ristorazione della carne in una vera e propria esperienza di ospitalità su scala globale. Un nome, quello del fondatore, che già di per sé esprime tutto il DNA del brand: le due lettere finali di Nusret corrispondono infatti alla parola “carne” in turco.
Con soli otto tavoli nel quartiere Etiler di Istanbul, il primo ristorante attrae immediatamente l’attenzione del pubblico per i pregiati tagli di carne proposti, il servizio carismatico e l’instancabile impegno verso la qualità. Dopo poco tempo i clienti iniziano a fare la fila e nel giro di qualche anno Nusr-Et conquista l’intera Turchia fino a varcarne i confini per sbarcare a Dubai, Abu Dhabi e non solo.
Nel 2017, la svolta: un breve video in cui Gökçe cosparge una bistecca di sale con il suo inconfondibile gesto diventa virale, consacrandolo con il soprannome di Salt Bae (Salt before anything else). La diffusione del contenuto amplifica in modo organico la filosofia già consolidata: un connubio di eccellenza e servizio, autenticità e intrattenimento.
Nel 2013, Nusr-Et accoglie come investitore Ferit Şahenk, figura imprenditoriale di grande rilievo nel panorama turco, favorendo l’espansione internazionale del brand. Nel 2022, a fronte di un ulteriore investimento da parte del fondo sovrano del Qatar, il valore dell’azienda raggiunge la quota di 1,4 miliardi di dollari.


Nato nella città turca di Erzurum e cresciuto a Istanbul, Nusret Gökçe si inserisce nel mondo del lavoro in giovane età, senza mai voltarsi indietro. Le difficoltà economiche lo costringono a rinunciare agli studi, ma sono la disciplina e la concentrazione a prendere il sopravvento una volta abbandonati i banchi di scuola.
Inizia il suo lavoro presso una macelleria, alzandosi all’alba e tornando a notte fonda, apprendendo l’arte di selezionare, tagliare, stagionare e cuocere la carne. Questi anni formativi hanno forgiato la sua instancabile etica del lavoro, e presto le basi della sua carriera si sono evolute in qualcosa di più grande.
Per più di 14 anni ha lavorato in uno dei gruppi di steakhouse più rigorosi della Turchia, offrendosi come volontario per tutti i turni più duri e cogliendo ogni opportunità che gli si presentava. A fine turno si intrufolava tra i fornelli per scoprire i segreti della cottura, dalla temperatura alle tempistiche, mentre fuori dal contesto lavorativo organizzava barbecue privati per la clientela più esigente, perfezionando sempre di più la delicata coesione tra prodotto, servizio e intrattenimento.
Con l’obiettivo di entrare in contatto con le tecniche e la materia prima migliori nel settore, si reca in Argentina e negli Stati Uniti spesso nelle circostanze più umili, senza conoscere la lingua e senza contatti in loco, semplicemente per osservare ogni dettaglio delle cucine, delle steakhouse e tornare a casa con un bagaglio di esperienze e una visione più ampia.
Il primo ristorante viene inaugurato nel quartiere di Etiler, a Istanbul, senza grandi cerimonie ma all’insegna dell’ospitalità più autentica, votata alla creazione di una comunità ancor prima che apparisse una singola pubblicità. Nel 2013 una collaborazione strategica accelera l’espansione del progetto in Turchia e nel Medio Oriente, fino a consentirgli di sbarcare poco tempo dopo negli Stati Uniti e in Europa. Ogni apertura ha segnato non solo una crescita, ma una pietra miliare nella trasformazione della visione di un macellaio in un fenomeno gastronomico.








Il nuovo punto di ritrovo dell'estate torinese
A cura della Redazione
Il Chiringuito di Al Velò , il bistrot all’interno dello storico Motovelodromo di Torino (Corso Casale 144), riapre la stagione degli aperitivi a bordo piscina nello spazio interno alla spettacolare pista ciclabile che un tempo vide sfrecciare Fausto Coppi e Gino Bartali. Oggi quell'area circonda un bello spazio verde dove rilassarsi mangiando e bevendo qualcosa in compagnia.
L'appuntamento fisso più caldo della settimana è fissato per tutti i venerdì della stagione estiva . Dalle 19, orario di chiusura della piscina, il Chiringuito ospiterà la Paella Sin Fin con show cooking all'aperto e paella illimitata a soli 18€ a persona (bevande escluse).
Con il Chiringuito, Al Velò diversifica la sua offerta, che include già colazione, pranzo, caffè, aperitivo e cena al bistrot interno, diventati un punto di riferimento per tutti coloro che cercano uno spazio in città immerso nel verde e che permetta di dimenticare la frenesia urbana. Entrambi i punti di ristoro – il Chiringuito e il Bistrot – saranno pienamente attivi e pronti ad accogliere i clienti durante tutto l'orario di apertura della piscina, dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 19, e oltre.
Una buona soluzione per chi cerca un pasto veloce ma gustoso o uno snack fresco direttamente a bordo piscina, il Chiringuito propone un menu snello e sfizioso: toast (cotto e formaggio o




speck e brie), piadine, focacce farcite, insalate fresche (Caprese con mozzarella di bufala o Mista con tonno e olive) e frutta di stagione.
Ad accompagnare la proposta gastronomica del Chiringuito, oltre a una carta cocktail estiva e una selezione di vini, non possono ovviamente mancare le birre artigianali alla spina Bosio Caratsch, primo Birrificio d'Italia dal 1845, prodotte dal birrificio Soralamà, fiore all'occhiello della proposta Al Velò, disponibili nelle quattro storiche versioni: Pils (bionda), Marzen (ambrata), Blanche e IPA.
Pensati appositamente per chi vive l'estate all'insegna dello sport e del relax, il Chiringuito propone anche tre divertenti e pratiche formule Box , perfette da condividere tra una partita e l'altra. Se siete reduci da una sfida sul campo, la Padel Box (20€) è perfetta per rinfrescarsi al tramonto grazie a 4 Powerade, 4 bottiglie d'acqua da mezzo litro e 4 asciugamani in omaggio. Per i momenti di puro relax c'è la Beach Box (38€), che comprende 4 drink a scelta tra Spritz, birra o bibita, accompagnati da 4 snack Fiorentini e 4 porzioni di frutta fresca di stagione. Infine, la Pool Lunch Box (26€) è la soluzione ideale per un pranzo leggero, con 2 proposte food a scelta tra toast, piadina o focaccia, abbinate a 2 drink e 2 porzioni di frutta.
Per chi preferisce una cena formale o un pranzo servito, il Bistrot Al Velò ha anche una proposta di servizio alla carta con un Menu in Edizione Speciale dedicato al Tour de France. Tra le specialità da condividere spiccano l'immancabile Vitello Tonnato tradizionale con capperi fritti e il Pane, Burro e Acciughe del Cantabrico con mousse di burro di centrifuga. I primi piatti esaltano la tradizione italiana con la pasta fresca del Pastificio Bolognese Muzzarelli (come le Orecchiette di grano arso con pomodorini gialli e rucola o i Rigatoni alla Carbonara). Per gli amanti della pasta, tutti i giovedì per tutto l'anno dalle 19.30, c'è la serata Pastalover con giro pasta a volontà a 15 euro a persona, bevande escluse. La proposta continua con pizze e focacce gourmet, zuppe fredde (come il Gazpacho o la vellutata di zucchine e menta), una ricca selezione di hamburger serviti con pane fresco fatto in casa (tra cui il "Velo Smash" e l'opzione Veggie) e secondi alla griglia. Inoltre, ogni settimana il menu include proposte di piatti regionali studiate per viaggiare in bicicletta attraverso tutto lo Stivale.

Cucina signature e ospitalità d'eccellenza nel cuore di Whitehall
A cura della Redazione
A partire da mercoledì 1° luglio il brand fa il suo debutto a Londra con un ristorante a Whitehall Place, all’interno del The OWO, lo storico Old War Office di Winston Churchill. Un’altra destinazione iconica per il brand di Buonocore Hospitality Group , che dopo Milano, Parigi, Paraggi, Porto Cervo e St. Moritz, segna un ulteriore e cruciale passo avanti nella presenza internazionale del marchio. Questa apertura nel Regno Unito consolida la strategia di sviluppo di Langosteria rafforzando il posizionamento nelle più importanti capitali europee, e il rapporto di fiducia che il Gruppo ha saputo costruire con il proprio pubblico.
«È un’emozione incredibile vedere che il viaggio di Langosteria, cominciato quasi vent’anni fa, oggi ci porta finalmente nel Regno Unito», afferma Enrico Buonocore, CEO & Founder di BHG. «Aprire in questa città è sempre stato uno dei miei più grandi sogni. Sono felice e orgoglioso di realizzarlo insieme alla mia squadra, portando il ritmo di Langosteria nel cuore di Londra».
Il nuovo ristorante è stato progettato dal designer italiano Carlo Samarati, che ha disegnato anche gli storici locali di Langosteria a Milano e Paraggi. A Londra, l’eccellenza del design italiano

sposa l’eredità storica del luogo, in un’atmosfera elegante e accogliente. Inconfondibilmente Langosteria.
Le cucine a vista si intravedono dalla zona bar, caratterizzata da un imponente bancone in travertino e noce canaletto, sormontato da uno scenografico soffitto a motivi concentrici. Da qui si sviluppa un corridoio che conduce alla Main Dining Room, e che da un lato presenta delle nicchie esposte alla luce del sole, dall'altro tavoli centrali per un'esperienza culinaria più dinamica. Entrambi gli spazi offrono una vista diretta sulle cantine dei vini, che fungono da quinte scenografiche da cui l'occhio segue naturalmente le pareti e i soffitti decorati.
Due ingressi conducono alla Historical Room , dove l'unicità dello spazio è evidente fin dal primo passo. Questa era la sede ufficiale delle riunioni del vecchio Ministero della Guerra (Old War Office), caratterizzata da camini in pietra e soffitti a stucco che testimoniano l'epoca storica in cui l'edificio è stato realizzato. Le pareti sono adornate con rivestimenti in seta interamente dipinti e ricamati a mano, che riprendono l'immaginario iconico di Langosteria portato e ambientato in Inghilterra.
La connessione visiva e materica tra questo spazio e la riservata Private Dining Room si esprime attraverso i rivestimenti verticali che incorniciano il famoso Messenger Wall, un tempo utilizzato per trasmettere i messaggi più riservati provenienti da ogni angolo dell'Impero Britannico.
Gli elementi decorativi mettono in mostra l'eccellenza dell'artigianato italiano: dal travertino al marmo Verde Alpi, passando per alcuni elementi bespoke prodotti in esclusiva per Langosteria, come le lampade in vetro di Murano di Venini o le sedute “limousine” di Medea.
Il menù di Langosteria Londra include piatti signature e nuove proposte, che spaziano da preparazioni alla Catalana o al Vapore, alla Brace o al Forno, passando per Crudi e Pasta. In carta icone di Langosteria come il King Crab Special Edition 2007, dedicato allo storico indirizzo di via Savona 10 o il Brittany Lobster “Spicy Blue” e creazioni pensate espressamente per la città.
Nel menu è dedicato un ampio spazio alla parte vegetale, con piatti quali Marinated beetroot salad, walnuts and pecorino, Crunchy potatoes à la minute e Roasted endives, champagne vinaigrette .
Alla guida di Langosteria Londra l’Head of Operations Michele Biassoni , supportato da un team aziendale composto da Erik Culzoni , Alessio Moretti, Sebastiano Vanni e Giorgio Cristiani. I dessert sono curati dal Corporate Pastry Chef Daniele Bonzi , mentre la selezione di vini da Valentina Bertini , Corporate Wine Manager del Gruppo.
Buonocore Hospitality Group è una azienda che sviluppa e crea brand nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità di alta gamma. La Maison Gastronomica riunisce una serie di brand presenti in destinazioni chiave a livello globale: il marchio capostipite Langosteria; Langosteria Ally’s Bar, Pepe e Bagni Fiore.
Langosteria, fondata nel 2007 da Enrico Buonocore, ha ristoranti a Milano, Parigi, Londra, Paraggi, Porto Cervo, St. Moritz. I ristoranti propongono una cucina contemporanea, basata sui migliori ingredienti di mare da ogni parte del mondo, in un’atmosfera dallo stile inconfondibile e sempre accogliente. A Langosteria, l’ospitalità si celebra in ogni dettaglio, attraverso una continua ricerca dell’eccellenza per creare esperienze indimenticabili.




Il nuovo “place to be” per ogni momento della giornata
A cura della Redazione
C'è una nuova insegna destinata a entrare nel ritmo quotidiano dell’estate milanese. Si chiama Bartolomeo e prende il nome dalla via e dal quartiere di via Bartolomeo Eustachi, scegliendo fin da subito di radicarsi nel tessuto urbano e nella sua dimensione più autentica: quella di un luogo vissuto, attraversato e condiviso. Più che una caffetteria, Bartolomeo nasce come uno spazio contemporaneo, informale ma curato, pensato per accompagnare la città durante tutto l’arco della giornata: dalla colazione al pranzo, dall’aperitivo fino alla sera. Un indirizzo di quartiere che unisce riconoscibilità e un linguaggio estetico preciso, dove fermarsi per un caffè, lavorare qualche ora, mangiare qualcosa di semplice e buono o incontrarsi in un’atmosfera rilassata.
Il progetto si fonda sull’idea di un’accoglienza spontanea e quotidiana, costruita attorno a una convivialità essenziale ma consapevole. L’ispirazione arriva dal mondo del camping, inteso come spazio di sosta e incontro: non un riferimento letterale, ma una suggestione culturale che diventa chiave di lettura per un’ospitalità libera, pratica e condivisa. Bartolomeo rilegge questa idea in chiave urbana e contemporanea, trasformandola in un’esperienza estetica e gastronomica coerente.
La proposta gastronomica segue la stessa direzione dello spazio: immediata, conviviale e contemporanea. Accanto alla caffetteria
tradizionale trovano posto specialità come Egg Coffee e Coconut Coffee , di ispirazione orientale, pensate per ampliare l’esperienza della colazione e delle pause quotidiane.
La mattina alterna proposte dolci e salate: toast con ricotta, pesche caramellate, miele e pistacchio oppure croffle con banana, burro d’arachidi e crema di nocciola.
A pranzo il menu si muove verso una dimensione brunch, con croffle – l'ibrido tra croissant e waffle nato in Corea del Sud – in versione dolce e salata e piatti essenziali ma curati, come pomodoro cuore di bue con salsa tonnata e capperi oppure salmone, crème fraîche e zucchine marinate al salmoriglio.
La sera Bartolomeo cambia ritmo e diventa uno spazio ancora più conviviale, con una selezione di piccoli piatti da condividere pensati per accompagnare aperitivi e dopocena in modo informale e rilassato.
L’identità del progetto si riflette pienamente negli interni, dove materiali, cromie e composizione costruiscono un ambiente riconoscibile e materico.
Il pavimento in graniglia veneziana diventa l’elemento generativo della palette, sviluppata tra avorio luminoso, ceruleo del soffitto, accenti neri e dettagli metallici. Le superfici si alternano tra mattoni dipinti in tonalità burro, legni scuri, elementi riflettenti e tessuti sospesi, mentre lampade in carta introducono un ritmo leggero e quasi etereo.
Il bancone, realizzato in lattice naturale, aggiunge una componente scultorea e contemporanea, diventando uno degli elementi distintivi dello spazio. Tavolini bordeaux, sedute eterogenee, panche e sgabelli contribuiscono a creare un ambiente volutamente dinamico e fluido. Lo specchio amplifica la profondità dello spazio, mentre il soffitto ceruleo definisce un segno cromatico forte e immediatamente riconoscibile. Ovunque affiorano richiami all'Asia, con pannelli leggeri, tendaggi e un'opera iconica di Nicolas Denino all'ingresso del locale.

All’esterno, il dehors interpreta il mondo del camping in chiave urbana: arredi informali, sdraio e tavolini definiscono uno spazio all'aperto pensato come naturale estensione del locale, per un totale di 40 coperti tra interni ed esterni.
L'interior project e l'art direction sono firmati da Anna Paola Loliva , architetta e fondatrice di Loliva Studio. La sua ricerca si muove tra architettura, progettazione di spazi, set design e art direction, con una costante attenzione ai materiali, alla composizione dell’immagine e alla sperimentazione visiva. Parallelamente all’attività progettuale insegna progettazione degli spazi espositivi presso lo IED – Istituto Europeo di Design.
Bartolomeo nasce dall’incontro tra Ugo Fava , Fabio Lucarelli , Martina Lucattelli, Benedetta Merlini e Gloria Cingolani, cinque professionisti con esperienze che spaziano dall’imprenditoria alla comunicazione, dagli eventi allo styling fino alla costruzione dell’identità dei brand.
Dalla convergenza di competenze diverse prende forma un progetto che ambisce a diventare un nuovo punto di riferimento per Milano: un luogo di quartiere con una forte identità contemporanea, dove design, cucina e ospitalità accompagnano il ritmo della città durante tutta la giornata.



Il nuovo Spazio Bollicine prende il volo
Ferrari Trento inaugura un nuovo Ferrari Spazio Bollicine all’interno dell’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, scegliendo il più importante hub italiano per un format dedicato a un pubblico internazionale, sofisticato e attento alla qualità. Situato proprio al di sopra delle boutique del lusso, nell’area extra Schengen del Terminal 3, il nuovo spazio nasce in collaborazione con Areas MyChef per offrire ai viaggiatori un’esperienza di ospitalità di alto livello che coniuga il mondo delle bollicine di montagna con la migliore tradizione gastronomica italiana. Il progetto esprime a 360 gradi l’identità della Casa. Gli interni valorizzano i codici visivi del marchio, a partire dall’iconico bianco e nero, colori simbolo di Ferrari Trento, in un ambiente dal design Made in Italy contemporaneo, impreziosito da arredi Molteni.
A cura della Redazione
Il nuovo Ferrari Spazio Bollicine introduce un modello inedito nel panorama della ristorazione aeroportuale, frutto della sinergia tra tre grandi interpreti della gastronomia italiana. Il talento di Edoardo Fumagalli, Chef stellato del ristorante Locanda Margon – parte del Gruppo Lunelli – incontra l’esperienza nel travel food di Michelangelo Citino, Executive Chef di Areas MyChef e vincitore del premio Best Airport Chef. L’offerta della colazione porta invece la firma di Iginio Massari, celebre interprete dell’arte pasticcera italiana.
A rendere l’esperienza ancora più distintiva contribuiscono
l’attenzione dedicata al servizio al tavolo e un accurato percorso di abbinamento tra piatti e calici, concepito per creare un dialogo armonioso tra proposta gastronomica e bollicine Trentodoc. Il menu offre una cucina profondamente legata ai territori del Belpaese e alla valorizzazione degli ingredienti. Le materie prime, accuratamente selezionate, sono il punto di partenza di un viaggio gastronomico nella tradizione italiana e laziale in particolare. Oltre a insalate e supplì, il menu propone un’esperienza di ristorazione completa che comprende una selezione di antipasti, primi, secondi e dessert.
Per questa nuova apertura, lo Chef Edoardo Fumagalli ha ideato la linea dei Tegamini: gustose focacce che possono costituire un pasto veloce, o, a spicchi, accompagnare un aperitivo. I Tegamini rappresentano una vera e propria celebrazione della tradizione gastronomica italiana e romana, reinterpretata con ingredienti di eccellenza. Tra i principali spiccano il Pecorino Romano DOP, la Porchetta di Ariccia IGP e i carciofi, ingredienti simbolo della cucina capitolina. I Tegamini, soffici e fragranti, sono serviti su un piatto in pietra ollare e ottone. Questo supporto è stato realizzato appositamente da Navarini 1958, storica realtà artigiana trentina specializzata nella lavorazione del rame, per mantenere caldo il lievitato.
L’esperienza degli ospiti è resa ancora più coinvolgente da una grande finestra affacciata sulla cucina, attraverso la quale è possibile osservare direttamente il lavoro della brigata. All’interno del nuovo spazio si ha l’opportunità di degustare al bicchiere l’intera collezione Ferrari, incluse prestigiose riserve, permettendo così ai viaggiatori di scoprire e vivere appieno la ricchezza e la varietà dei Trentodoc della Casa. Sono inoltre presenti altre etichette del Gruppo Lunelli: i vini trentini, toscani e umbri di Tenute Lunelli, le grappe Segnana e i soft drink di Tassoni, proposti in accattivanti cocktail, anche analcolici. L’offerta è completata da una selezione a rotazione di altri vini italiani.
“Il Ferrari Spazio Bollicine a Fiumicino vuole proporre nuovi modi per vivere le bollicine Ferrari Trentodoc e trasformare l’attesa in aeroporto in una pausa gourmet capace di raccontare il bello e il buono del nostro Paese», ha dichiarato Matteo Lunelli, Presidente e CEO di Ferrari Trento. «Essere presenti in un hub di rilevanza globale come questo ci consente di entrare in contatto con milioni di viaggiatori provenienti da tutto il mondo, offrendo loro un’esperienza delle nostre bollicine di montagna all’insegna dell’arte di vivere italiana”.
“Siamo lieti di proseguire la collaborazione con la famiglia Lunelli e con Ferrari Trento, un partner con cui abbiamo costruito negli anni una collaborazione solida, fondata sulla condivisione di valori, sulla fiducia reciproca e sulla volontà di cogliere nuove opportunità di sviluppo.” Ha commentato Sergio Castelli , Amministratore Delegato di Areas Italia . “L'apertura di questo nuovo punto vendita, e il ritorno, all'interno dell'aeroporto di Fiumicino rappresentano un traguardo significativo, che conferma la qualità del lavoro svolto insieme e la capacità della nostra
partnership di evolvere con successo. Essere presenti in uno dei più importanti hub aeroportuali d'Europa significa rafforzare la nostra presenza in un contesto di eccellenza e internazionale, offrendo a milioni di viaggiatori un'esperienza all'altezza delle loro aspettative. Questo nuovo progetto è il risultato di una visione condivisa e di una collaborazione che continua a generare valore per entrambe le aziende. Guardiamo al futuro con entusiasmo, certi che insieme a Ferrari Trento potremo raggiungere nuovi e ambiziosi traguardi.”
“Ferrari Spazio Bollicine rappresenta una sintesi dell'eccellenza italiana: un format distintivo che unisce grandi vini, cucina d'autore e ospitalità di alto livello – ha commentato Marilena Blasi, Chief Commercial Officer di Aeroporti di Roma –. Con questa apertura arricchiamo ulteriormente l'offerta premium del Leonardo da Vinci, confermando il nostro impegno nel valorizzare il Made in Italy e offrire ai passeggeri un'esperienza di viaggio sempre più distintiva.”
Fiumicino aveva visto, nel 2013, la prima apertura di un Ferrari Spazio Bollicine in aeroporto. Un format che aveva riscosso subito grande successo, a cui avevano infatti fatto seguito le aperture negli scali milanesi di Malpensa e Linate. A seguito della ridefinizione degli spazi aeroportuali, il Ferrari Spazio Bollicine di Roma torna ora ad occupare una posizione d’eccellenza nell’area più esclusiva dello scalo, in un ambiente più ampio pensato per esprimere al meglio l’ospitalità italiana.

• Apertura: tutti i giorni dalle 6.00 alle 23.00
• 70 coperti con servizio esclusivamente al tavolo
• 18 persone dedicate al progetto
• Menu firmato dagli chef Edoardo Fumagalli e Michelangelo Citino. Igino Massari per la colazione
• Possibilità di degustazione e acquisto per asporto delle principali etichette Ferrari Trento
• Terminal 3, piano 1 – Food Court
• Molteni
• Navarini 1958
• Samsung
• Robilant Associati
Il Gruppo Lunelli riunisce marchi simbolo dell’eccellenza del bere italiano, accomunati dalla ricerca della qualità e dalla valorizzazione del territorio. La storia della famiglia Lunelli inizia nel 1952 con l’acquisizione di Ferrari Trento, storica cantina fondata nel 1902 e oggi riferimento delle bollicine di alta gamma. Negli anni si aggiungono Segnana, Surgiva, Tenute Lunelli, Bisol1542 e, dal 2021, Tassoni, consolidando la leadership del Gruppo nel mondo delle bollicine e delle bevande di qualità.
Areas è tra i leader mondiali della ristorazione nel Travel Retail e opera in Europa, Stati Uniti e America Latina con circa 2.000 punti vendita tra aeroporti, stazioni, aree di servizio e location leisure. Serve ogni anno 350 milioni di clienti. In Italia opera come MyChef Ristorazione Commerciale S.p.A., con 170 punti vendita, presenza in 18 aeroporti, autostrade, stazioni ferroviarie, business center e fiere, impiegando circa 2.300 dipendenti.
Aeroporti di Roma (ADR), società del Gruppo Mundys, gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino. L’aeroporto Leonardo da Vinci è tra i principali hub europei, premiato con le 5 stelle Skytrax e riconosciuto più volte come miglior aeroporto d’Europa per la qualità dei servizi. Nel 2025 ha superato i 50 milioni di passeggeri. Nello stesso anno Ciampino ha ottenuto le 4 stelle Skytrax. Entrambi gli aeroporti hanno inoltre ricevuto il massimo riconoscimento ACI World per l’accessibilità.
begins with a Leap of faith, a step into the unknown.
ACCELERIAMO LA CRESCITA PROFESSIONALE DI CHI VIVE E AMA LO SPORT.
Il settore sportivo ha costante e crescente bisogno di reperire professionalità diverse e sempre più trasversali: attraverso i nostri corsi intendiamo offrire un servizio al settore formando soggetti in grado di rispondere alle esigenze di società, enti e istituzioni con contenuti altamente qualificanti e aderenti alle necessità aziendali. Il collegamento diretto col mondo del lavoro consentirà di cogliere opportunità di lavoro coerenti col percorso formativo di ciascun partecipante.
A cura della Redazione
Cento vini sempre disponibili al calice, un sistema intelligente che impara a conoscere (e riconoscere) i gusti dei clienti e un nuovo modo di vivere il vino, più libero, accessibile e personalizzato. È questo il concept di Reverso, il wine bar che introduce nel panorama italiano un format inedito e coniuga cultura enologica, innovazione tecnologica e convivialità.
Nato da un’idea di Francesco Baccaglini, Matteo Colafrancesco e Stefano Santi, Reverso propone contemporaneamente cento etichette in degustazione grazie a un sistema di smart wine dispenser che consente di scegliere in autonomia tra assaggio (25 ml), calice piccolo (75 ml) o grande (125 ml), tramite wine card o app dedicata.
Ispirato a locali internazionali già sperimentati a Londra, Amsterdam e Stoccarda, ma reinterpretati attraverso la cultura italiana dell’ospitalità, Reverso è nato con l’obiettivo di rendere il vino più democratico, abbattendo i limiti di accesso anche alle etichette più prestigiose e permettendo a tutti di degustare grandi vini in piena libertà, assecondando gusti, curiosità e budget.

La tecnologia è, quindi, uno strumento al servizio dell’esperienza. Il vero elemento distintivo del progetto Reverso è la capacità di costruire un percorso di degustazione personalizzato: il software registra preferenze e consumi, mentre un’applicazione dedicata, arricchita da contenuti multimediali e da un sommelier virtuale basato sull’AI, suggerisce vini “su misura”.
Accanto alla componente digitale resta comunque centrale il ruolo dei sommelier, che accompagnano gli ospiti nella scoperta delle etichette trasformando ogni degustazione in un momento di racconto e condivisione.
La cantina conta oltre millecinquecento bottiglie selezionate dal wine expert e sommelier Francesco Venezia , certificato WSET Level 3 e Sake Sommelier, che ha delineato una carta in continua evoluzione capace di spaziare dai grandi classici italiani e internazionali alle nuove scoperte, dai vini naturali alle etichette no e low alcol, sino a una selezione di sakè. I prezzi al calice vanno da 2 a 200 euro, rendendo accessibile tanto il vino quotidiano, quanto la degustazione di grandi etichette normalmente acquistabili solo in bottiglia. Una filosofia che interpreta pienamente la missione di Reverso: democratizzare il mondo del vino e offrire a ogni ospite
la libertà di esplorare senza barriere. Le bottiglie sono inoltre disponibili anche per l’acquisto da asporto e, in caso di acquisto dopo la degustazione, il costo dell’assaggio viene detratto dal prezzo finale.
La proposta gastronomica è pensata per dialogare con il vino. Il menu, firmato dallo chef Matteo Giovanoli, reinterpreta la tradizione milanese con contaminazioni contemporanee e internazionali, attraverso piatti e proposte stagionali studiati per accompagnare la degustazione.
Firmato da AEON Studio di Firenze, il progetto di interior traduce la filosofia di Reverso in ambienti eleganti e versatili: un’ampia sala luminosa dominato da uno scenografico lampadario di calici, una lounge dedicata alla degustazione e uno spazio eventi pensato per masterclass, presentazioni ed eventi privati.
L’innovazione del format ha già ottenuto un importante riconoscimento: The Wine Society, la società che detiene il marchio Reverso, si è classificata al primo posto tra le start-up innovative vincitrici della sedicesima edizione del Bando Incubatore d'Impresa “Dall'Idea all'Impresa”, promosso dalla Camera di Commercio di Como-Lecco in collaborazione con ComoNExT-Innovation Hub.
Grazie a Reverso il vino diventa un’esperienza costruita intorno alla persona: innovazione e competenza si incontrano per offrire un nuovo modo di degustare, conoscere e scegliere, mettendo al centro la libertà personale di esplorare il mondo del vino senza preconcetti né limiti.



A cura della Redazione
LMDV Capital insieme a Mario, Matteo e Francesco Miyakawa presentano Shirabi Gin , un nuovo progetto nel mondo degli spirits pensato come oggetto raro e intenzionale: un gin a tiratura volutamente ridotta, costruito attorno a un’idea di precisione, purezza e cura del dettaglio.
Shirabi nasce intorno al concetto di Kaizen, la costante ricerca giapponese della perfezione che si traduce in un’esperienza degustativa “di precisione”, guidata da intenzione e misura. La ricetta, creata insieme al noto distiller Yoichi Motoki , valorizza botaniche giapponesi rare, selezionate e lavorate con attenzione meticolosa per esprimere purezza, profondità e una silenziosa intensità. Il risultato di questa ricerca è valorizzato da una bottiglia unica: realizzata interamente in acciaio inossidabile, il materiale ideale per dar vita alla visione del designer di fama internazionale Kenya Hara , rappresenta al meglio il concept minimale della craftmanship nipponica e l’idea di un lusso misurato e moderno.
Shirabi Gin sceglie un posizionamento ultra-esclusivo per preservare coerenza e desiderabilità: la produzione è limitata a 5.000 bottiglie l’anno e l’assegnazione avverrà unicamente tramite prenotazione , con selezione e quantità controllate. La supervisione creativa è curata da Giovanni e Francesco

Bassan , che svilupperanno l’identità creativa del progetto con un linguaggio contemporaneo ed essenziale. Il lancio di Shirabi si inserisce in un progetto più ampio, un’ampia visione di lungo termine che ambisce a sviluppare i concetti di precisione ed esclusività esplorati con questo primo prodotto dando vita ad un nuovo punto di riferimento nel mondo dei fine Japanese spirits.
Il debutto: una private experience a Milano
Per segnare il debutto, Shirabi darà vita a una private experience a Milano nelle date 28 febbraio e 1° marzo presso una location esclusiva in Via Solferino 31 per 120 selezionatissimi ospiti. Il concept prevede un locale nascosto stile speakeasy dove vivere l’esperienza di un omakase bar, con un percorso di 45 minuti interamente guidato dall’iconico Yuzo Komai, Head Bartender del Centifolia di Tokyo: slot su prenotazione, cocktail tasting a base Shirabi, food pairing di alto livello e un impianto scenografico audio/luci pensato per amplificare l’esperienza.
Oltre a guidare la parte di mixology dell’esperienza, Yuzo Komai sarà ambassador di Shirabi nel mondo. Per la prima volta in Italia, le sue creazioni dialogheranno con una sequenza culinaria curata da Yoji Tokuyoshi della Bentoteca. In coerenza con la natura del progetto, la partecipazione alla private experience è esclusivamente su invito.
Aiutiamo le aziende più ambiziose a superare gli obiettivi di business e ad incrementare la cultura digitale.

Le nostre Business Unit


Aumentiamo le conversioni attraverso strategia e operatività.
Realizziamo eCommerce, Siti e Piattaforme digitali ad alta conversione.
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Creiamo percorsi formativi per manager e imprenditori che vogliono crescere nel digitale.

A cura della Redazione
Un investimento complessivo da 700 mila euro per risparmiare ogni anno 13 mila metri cubi d’acqua, l’equivalente di circa cinque piscine olimpioniche. Sono i numeri del nuovo progetto di riuso delle acque meteoriche avviato da HEINEKEN Italia nel birrificio di Massafra , realizzato in collaborazione con l’azienda pugliese Technoacque, con sede a Fasano (Brindisi).
Il birrificio tarantino, polo della produzione di birra per la Puglia e tutto il Sud, si conferma così all’avanguardia nella gestione idrica: già a fine 2025 ha superato l’obiettivo di 2,9 ettolitri di acqua per ettolitro di birra prodotto fissato da HEINEKEN Global per il 2030, attestandosi a 2,80 hl/hl.
In un territorio che frequentemente si confronta con crisi idriche e una piovosità bassa, il sito di Massafra è chiamato a rispondere a obiettivi più ambiziosi e si è posto un nuovo traguardo: ridurre i consumi sotto i 2,6 hl di acqua per hl di birra prodotto entro il 2030
Il nuovo sistema, progettato da Technoacque, prevede un impianto di affinamento e riutilizzo delle acque meteoriche di 1° pioggia del birrificio. L’acqua così recuperata sarà impiegata interamente nei processi tecnici del birrificio come il raffreddamento dei macchinari e i sistemi di lubrificazione, senza alcun contatto con il prodotto.

Il progetto rientra nella strategia globale di gestione responsabile delle risorse “Brew a Better World”, che mira a ridurre l’impatto idrico e ambientale delle attività del Gruppo entro il 2030.
Fondata nel 1983, Technoacque è specializzata nella progettazione di impianti per il trattamento e il riuso delle acque industriali. “Collaborare con una realtà come HEINEKEN Italia – afferma Francesco Sardella, Technical Manager di Technoacque – ci permette di mettere in campo le nostre soluzioni più avanzate, contribuendo a un modello industriale efficiente e sostenibile”.
L’investimento comprende 300 mila euro per l’impianto di filtrazione e 400 mila euro per i lavori civili necessari alla sua integrazione nel sito produttivo. Con questo intervento, Massafra consolida il proprio ruolo di laboratorio di innovazione sostenibile per HEINEKEN Italia, rafforzando l’impegno nella gestione responsabile delle risorse idriche in una delle zone più aride del Paese.
In un’ottica di trasparenza, il progetto includerà l’avvio un processo di verifica indipendente da parte di enti terzi, al fine di confermare la corrispondenza dei dati nel presente comunicato con i numeri effettivi che emergeranno a impianto attivo.
Heineken produce birra in Italia da oltre 50 anni, è presente sul territorio con i 4 birrifici di Comun Nuovo (BG), Assemini (CA), Massafra (TA) e Pollein (AO) e con un network distributivo - Partesa - specializzato nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca. che opera con centri logistici su tutto il territorio. Con più di 2.000 dipendenti, HEINEKEN è oggi il primo produttore di birra nel nostro Paese, dove produce e commercializza più di 7 milioni di ettolitri di birra, investendo in innovazione e sviluppo. Attraverso il piano “Brew a Better World” HEINEKEN integra la Sostenibilità al business, creando valore per l’azienda, la società e l’intero pianeta.






A cura di Christian Gaston Illan

Alessandro, il suo ingresso in Baldinini rappresenta un momento importante per un marchio simbolo del Made in Italy. Che responsabilità si prova nel contribuire a scrivere un nuovo capitolo di una storia così prestigiosa?
Entrare in Baldinini come azionista di minoranza e membro del Consiglio di Amministrazione significa assumersi una responsabilità importante. Quando un marchio ha oltre un secolo di storia non si può pensare di reinventarlo: bisogna comprenderne profondamente il DNA e riportarlo ad esprimere tutto il suo potenziale. Il nostro obiettivo non è semplicemente far crescere il fatturato, ma ricostruire valore nel lungo periodo, rafforzando il posizionamento internazionale del brand e restituendogli il ruolo che merita nel panorama dell'aspiring luxury italiano.
Nel suo percorso ha attraversato realtà internazionali e contesti in continua evoluzione. Qual è l'insegnamento più prezioso che porta oggi alla guida di Baldinini?
L'esperienza mi ha insegnato che il successo non dipende dalla velocità con cui si cambia, ma dalla chiarezza con cui si decide dove andare. Molte aziende cercano la crescita attraverso iniziative isolate; io credo invece che la crescita sia la conseguenza di
una strategia coerente, nella quale prodotto, distribuzione, comunicazione e organizzazione procedono nella stessa direzione. Quando tutto parla lo stesso linguaggio, il mercato lo percepisce immediatamente.
Ogni grande azienda ha un'identità forte. Quali valori di Baldinini l'hanno colpita fin dal primo giorno e quali desidera rafforzare nei prossimi anni?
Mi hanno colpito la qualità del prodotto e la credibilità che il marchio continua ad avere in molti mercati internazionali. Il nostro lavoro consiste nel valorizzare questi asset rendendoli più contemporanei. Vogliamo rafforzare l'identità del brand attraverso collezioni sempre più coerenti, una distribuzione più selettiva e un'esperienza cliente capace di trasmettere il valore autentico del Made in Italy.
Innovazione e tradizione vengono spesso presentate come opposti. Lei dimostra che possono convivere: qual è il segreto per trovare questo equilibrio?
Per un marchio storico l'innovazione non consiste nel rompere con il passato, ma nel renderlo rilevante per il presente. La
tradizione definisce chi sei; l'innovazione determina la tua capacità di continuare a competere. Oggi innovare significa sviluppare prodotti migliori, utilizzare tecnologie più evolute, interpretare nuovi linguaggi di comunicazione e costruire modelli distributivi più efficaci, mantenendo però intatti i valori che rendono unico il marchio.
Oggi i consumatori cercano autenticità oltre alla qualità. Come si conquista la fiducia di un pubblico sempre più attento ed esigente?
La fiducia nasce dalla coerenza. Un marchio deve mantenere ogni promessa che fa: nel prodotto, nel servizio, nella comunicazione e nell'esperienza d'acquisto. Oggi il consumatore riconosce immediatamente quando un brand è autentico e quando invece cerca semplicemente di seguire una tendenza. Per questo motivo abbiamo scelto di ripartire dalle basi: qualità, design, comfort e una chiara identità di marca.
Guardando al futuro, quale opportunità la entusiasma maggiormente per la crescita di Baldinini sui mercati internazionali?
Credo che esista uno spazio importante per quei marchi italiani capaci di coniugare heritage e contemporaneità. Il lusso sta diventando sempre più polarizzato e i consumatori cercano brand con una storia autentica e una forte identità. Baldinini possiede entrambe queste caratteristiche. La nostra sfida sarà costruire una crescita internazionale selettiva, rafforzando il retail diretto, consolidando i migliori partner multibrand e sviluppando una presenza digitale sempre più integrata con l'esperienza fisica.
L'intelligenza artificiale e il digitale stanno trasformando il business. Quale ruolo immagina avranno senza perdere il valore dell'esperienza e della creatività umana?
L'intelligenza artificiale rappresenta e rappresenterà uno dei più grandi acceleratori di competitività degli ultimi decenni. Aiuterà le aziende a comprendere meglio i consumatori, ottimizzare i processi e prendere decisioni più rapide. Ma nel nostro settore il valore continuerà a nascere dalle persone. La creatività, il gusto, la capacità di interpretare i cambiamenti culturali e costruire desiderabilità sono elementi che nessun algoritmo potrà sostituire. La tecnologia deve amplificare il talento umano, non rimpiazzarlo.
Da manager, cosa la rende più orgoglioso: un risultato economico, la crescita delle persone o la capacità di costruire una visione condivisa?
Le tre cose sono strettamente collegate. I risultati economici sono indispensabili perché misurano la qualità del lavoro svolto, ma arrivano solo quando esiste una squadra competente che condivide una visione chiara. Se dovessi scegliere, direi proprio la capacità di costruire una visione. È ciò che permette alle persone di prendere decisioni nella stessa direzione e trasformare una strategia in risultati concreti.
Beesness Magazine racconta imprenditori e leader che ispirano. Quale messaggio desidera lasciare ai giovani che sognano di costruire una carriera nel mondo del Made in Italy?
Direi loro di non innamorarsi delle posizioni, ma delle competenze. Oggi le carriere cambiano rapidamente, mentre la capacità di imparare, adattarsi e costruire valore rimane un vantaggio competitivo permanente. Il Made in Italy continuerà ad avere un ruolo centrale nel mondo se saprà unire cultura manifatturiera, innovazione e visione internazionale. Le opportunità ci sono, ma richiedono curiosità, disciplina e il coraggio di mettersi continuamente in discussione.


A cura della Redazione
Borsalino, storico marchio italiano simbolo di eccellenza artigianale e stile senza tempo, annuncia una partnership strategica con Essence Group, primario gruppo cinese attivo nel marketing e nella distribuzione di brand luxury, a supporto dello sviluppo a lungo termine del marchio nel mercato della Greater China . La collaborazione ha l’obiettivo di costruire una presenza solida e sostenibile attraverso un piano di crescita quinquennale, basato su una strategia graduale e guidata dal retail, pensata per generare valore di marca nel lungo termine. Il progetto prevede un approccio strutturato sia ai canali retail sia all’e-commerce, con lo sviluppo progressivo di boutique monomarca in location strategiche e nei principali hub del lusso.
Il percorso prenderà avvio con l’apertura del primo store ufficiale Borsalino a Shanghai, prevista per il primo semestre del 2026. Il punto vendita è destinato a diventare un riferimento chiave per l’affermazione del marchio nel mercato e un pilastro di una strategia omnicanale volta a rafforzare il dialogo tra esperienza fisica e digitale del brand. Parallelamente, l’e-commerce verrà sviluppato come fase successiva del progetto, attraverso il lancio di un flagship store

online Borsalino nel corso del 2026. Questa iniziativa consentirà di ampliare ulteriormente la presenza del marchio, arricchendo al contempo l’esperienza retail complessiva. La strategia digitale sarà supportata da un focus mirato su acquisizione clienti e brand storytelling sulle principali piattaforme locali, tra cui RED, Douyin e WeChat, rafforzando la visibilità del brand e la coerenza narrativa lungo i principali touchpoint digitali.
L’accordo rappresenta una tappa significativa nella strategia di espansione internazionale di Borsalino, riconoscendo la Cina come un mercato di primaria importanza strategica per il futuro del lusso globale. Grazie alla profonda conoscenza del mercato locale, all’esperienza consolidata nel segmento luxury e alla comprovata capacità di tradurre la strategia in un’esecuzione rigorosa e di alta qualità, Essence Group consentirà lo sviluppo di un modello di crescita selettivo, coerente e orientato al lungo periodo.
“La Greater China rappresenta un mercato strategico per il futuro di Borsalino ed è una tappa fondamentale nella nostra evoluzione come brand globale” dichiara Mauro Baglietto, Managing Director di Borsalino, “Questa partnership ci permette di investire in modo
strutturato nello sviluppo retail, con l’obiettivo di creare una rete di boutique monomarca in grado di esprimere in modo autentico il nostro heritage e di costruire una relazione diretta e duratura con i consumatori cinesi. Con Essence Group condividiamo una visione di crescita responsabile basata su qualità, coerenza e rispetto dell’identità del marchio”.
Alec Hou, Founder & CEO di Essence Group, commenta “Borsalino è una di quelle rare Maison la cui autorevolezza è immediatamente riconosciuta dai consumatori più attenti, anche attraverso culture diverse. Questa partnership si concentra sulla creazione di un framework di sviluppo di lungo termine che rispetti e tuteli l’heritage di Borsalino, traducendone al contempo la rilevanza per una nuova generazione di consumatori nella Greater China. In Essence ci consideriamo custodi del significato dei brand e siamo orgogliosi di accompagnare Borsalino in questo nuovo capitolo”.
La partnership segna l’inizio di una nuova fase di crescita per Borsalino, volta a rafforzarne l’identità globale e a coinvolgere un pubblico internazionale sempre più ampio, attento ad autenticità, savoir-faire e cultura del prodotto.


Dal 1857 Borsalino rappresenta la massima espressione dell’eccellenza italiana nella produzione di cappelli, con un savoir-faire artigiano che si tramanda di generazione in generazione. Oggi la tradizione della Casa di Alessandria si esprime attraverso un moderno concetto di bellezza che coniuga creatività, spirito d’innovazione e abilità manifatturiera. Borsalino fa parte di ChimHaeres Investment Holding, una società di investimento privata focalizzata sull'acquisizione e la gestione di marchi ambiziosi di lusso e lifestyle.
Essence Group è un gruppo specializzato in brand experience e distribuzione con sede a Shanghai, fondato nel 2000. Il gruppo collabora con importanti maison internazionali dei settori lusso, moda e beauty nella Greater China e nell’area APAC, operando nei campi della brand experience, dei contenuti e dell’influenza, oltre che nella distribuzione. Essence è riconosciuta per la capacità di costruire piattaforme di crescita culturalmente rilevanti, orientate all’esecuzione, che combinano chiarezza strategica, eccellenza retail e una visione di stewardship di lungo periodo in Asia.

A cura della Redazione
C’è chi entra in acqua all’alba, chi nella pausa pranzo, chi a fine giornata. E chi sceglie la domenica, per sé. È una nuova generazione di nuotatori che non cerca il podio, ma il benessere: i fitness swimmers . Nuotano per ritrovare equilibrio, per liberare la mente, per ricaricare il corpo. L’acqua diventa uno spazio personale, un rituale quotidiano. Non sono professionisti, ma sanno esattamente cosa vogliono: comfort che dura, materiali di qualità e performance affidabili, allenamento dopo allenamento.
Per loro, anche lo stile ha un ruolo centrale . Il costume non è solo un capo tecnico, ma un linguaggio personale. Linee essenziali o dettagli decisi, colori intensi o palette minimal: ogni scelta racconta un’attitudine, un modo di vivere la corsia.
A guidare questa evoluzione c’è anche una crescente attenzione alla sostenibilità. Allenarsi oggi significa fare scelte consapevoli, affidarsi a brand capaci di unire innovazione, responsabilità e rispetto per l’ambiente.
Da questa visione nasce la collezione arena SS26 dedicata ai fitness swimmers che vivono il nuoto come uno stile di vita .
Una collezione completamente rinnovata in design, shapes e costruzioni, pensata per offrire performance e stile in perfetto equilibrio.
Arena Feel: comfort evoluto e versatilità quotidiana
Tornano i costumi iconici con mesh panels, declinati in quattro modelli e tre colorazioni - black, sage e la nuova tonalità bordeaux. Realizzati in tessuti Sensitive® Fabrics di Eurojersey, con filato di nylon derivato da scarti industriali, offrono supporto differenziato, elasticità, rapida asciugatura e comfort, adattandosi alla silhouette senza costringere. I quattro diversi back amplificano versatilità e vestibilità.
All’interno della linea Feel, due modelli interpretano estetiche diverse ma complementari:
• Y-Line: minimal e deciso, monocromo bianco/nero con logo e tapes a contrasto, disponibile anche in versione due pezzi;
• Merydian: più femminile e sofisticato, con collo alto, multiping che valorizzano le forme, doppia apertura sul back e zip funzionale per la massima praticità.
Supporto mirato e silhouette valorizzata con la linea Shapewear
La linea Shapewear è pensata per chi desidera sentirsi sicura e sostenuta in acqua, con particolare attenzione alla parte superiore del corpo.
Silvia , uno dei modelli più rappresentativi, continua la sua evoluzione con nuove colorazioni. La grande novità è il costume
Linda , caratterizzato da tape elastico, power mesh e reggiseno interno con X-support: una costruzione studiata per armonizzare la figura senza costrizioni. Il cross back e le spalline regolabili assicurano comfort e libertà di movimento.
Tutti i costumi Shapewear sono realizzati con i tessuti Sensitive® Fabrics by Eurojersey, composti per il 68% da nylon riciclato, combinando proprietà modellanti, supporto elasticizzato e una leggerezza unica sulla pelle.
Con la collezione SS26, arena riafferma il suo impegno nel supportare una nuova cultura del nuoto: consapevole, performante e autentica, dove ogni allenamento è un momento dedicato a sé stessi.




A cura di Christian Gaston Illan

Marco Ligabue nasce a Correggio (RE) il 16 maggio 1970. Cantautore emiliano, già chitarrista e autore di testi e musiche per i RIO e per Little Taver & His Crazy Alligators, intraprende la carriera solista nel 2013.
Con oltre 81 mila follower su Instagram e 275 mila su Facebook, Marco Ligabue è oggi una delle voci più autentiche e amate del panorama cantautorale italiano. Il suo album d’esordio, Mare Dentro, raggiunge subito il 16° posto nella classifica FIMI, aprendo la strada ai successivi lavori discografici L.U.C.I. (Le Uniche Cose Importanti), Il mistero del DNA e Tra Via Emilia e blue jeans Le sue canzoni si distinguono per testi diretti e sinceri, capaci di affrontare temi sociali e personali con leggerezza e profondità. Questa cifra stilistica gli vale, nel 2015, il Premio Lunezia “per la capacità di saper cantare con un linguaggio diretto temi importanti della vita sociale italiana”, come dichiarato dal patron del premio, Stefano De Martino.
Cantautore atipico e trascinatore sul palco, Marco Ligabue vanta oltre 900 concerti all’attivo, risultando tra gli artisti più richiesti nelle piazze italiane. È inoltre terzino sinistro della Nazionale Italiana Cantanti.
Accanto all’attività musicale, collabora dal 1991 con il fratello Luciano Ligabue, curando il fan club e progetti legati alla comunicazione web. Durante il lockdown del 2020 è stato tra gli artisti più attivi sui social, con dirette quotidiane e iniziative discografiche che hanno mantenuto vivo il contatto con il pubblico. Nel 2021 pubblica il suo primo libro, “Salutami tuo fratello”, dal quale nasce lo showcase con il conduttore e autore televisivo Andrea Barbi . Lo spettacolo ottiene un grande successo, superando le 100 repliche in tutta Italia e dando vita a una collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, su iniziativa del Presidente Stefano Bonaccini, per la valorizzazione delle eccellenze locali: Marco Ligabue e Andrea Barbi vengono così nominati ambasciatori delle 44 DOP e IGP della loro regione.
Emiliano DOC, con il rock nel DNA, Marco Ligabue ha saputo conquistare il pubblico grazie alla sua capacità di unire energia, ironia e profondità. Ciò che lo distingue è la naturalezza con cui sa raccontare la vita, mantenendo sempre il sorriso e un legame autentico con chi lo ascolta.
Nella vita privata è l’orgoglioso papà di Viola e Diego.
A novembre 2025 pubblica l'album “M.A.P.S. - Manuale
Alternativo Per Sentire” disponibile in formato vinile per l'etichetta
M.O.M. S.r.l. (Music Overdrive Management) e distribuito
The Saifam Group / Artist First. “Una vita diversa” è il nuovo singolo di Marco Ligabue in rotazione radiofonica dal 13 febbraio 2026.
Marco, nelle sue canzoni si percepiscono autenticità, positività e tanta umanità. Qual è il valore che, in tutti questi anni di carriera, non ha mai voluto perdere?
Credo che il valore più importante sia proprio l’autenticità. Non ho mai cercato di essere qualcuno di diverso da quello che sono. Le canzoni, i concerti, gli incontri con le persone hanno senso solo se raccontano qualcosa di vero. Preferisco un’emozione sincera a qualsiasi effetto speciale. La musica, per me, è prima di tutto un modo per condividere la vita.
Dietro ogni artista c’è un viaggio fatto di emozioni, sacrifici e soddisfazioni. Guardandosi indietro, qual è il momento che oggi porta nel cuore con più affetto?
Ce ne sono tanti, ma quelli che porto nel cuore non sono necessariamente i più grandi. Sono i momenti in cui ho capito che una mia canzone era entrata nella vita di qualcuno. Quando una persona ti dice che un brano l’ha aiutata a superare un periodo difficile, ti rendi conto che la musica può fare davvero qualcosa di bello. Quella è la soddisfazione più grande. A questo si aggiungono le emozioni indimenticabili vissute sul palco, come a Mondo Ichnusa, quando sono riuscito a catturare e unire l'attenzione di tutto il pubblico in un unico grande coro. O come quando, quasi per gioco, ho deciso di scrivere il libro “Salutami tuo fratello” che ha poi riscosso un successo del tutto inaspettato.
Chi la conosce racconta di una persona disponibile, genuina e sempre vicina al suo pubblico. Quanto conta, per lei, rimanere fedele a sé stesso anche dopo tanti anni di carriera?
Conta tutto. Il pubblico se ne accorge subito se stai recitando una parte. Io sono lo stesso Marco quando salgo sul palco e quando scendo. Mi piace fermarmi a parlare, fare una foto, ascoltare una storia. È uno scambio continuo e credo che sia proprio questo il privilegio di fare il mio mestiere.
La sua musica riesce spesso a trasmettere energia e speranza. Cosa desidera che le persone portino con sé quando, finita una sua canzone, tornano alla loro quotidianità?
Mi piacerebbe che tornassero a casa con un sorriso in più o con la voglia di guardare le cose da un’altra prospettiva. Non penso che una canzone possa cambiare il mondo, ma può cambiare una giornata, regalare un po’ di coraggio o ricordarci che, anche nei momenti complicati, vale sempre la pena andare avanti.
Nel suo percorso avrà ricevuto tantissimi messaggi d’affetto. C’è un incontro con un fan o un episodio vissuto dopo un concerto che ancora oggi la emoziona quando ci ripensa?
Sì, ne ricordo tanti. Mi emoziona molto sentire l'incredibile risposta del pubblico dopo lo show. Spesso, alla fine dei concerti, le persone si avvicinano per dirmi che uno spettacolo così coinvolgente e di questo livello, nel loro paese, non si era davvero mai visto. È una gioia immensa vedere come la nostra energia sul palco riesca a travolgere tutti, anche grazie ai musicisti pazzeschi che mi accompagnano dando l'anima a ogni singola nota. Sapere di aver lasciato un segno così profondo è una grande responsabilità, ma anche un regalo enorme.
Guardando al futuro, quali nuovi progetti artistici o personali la entusiasmano di più? C’è qualche anticipazione che può condividere con i lettori di Beesness Magazine?
Sto vivendo un periodo molto creativo. È uscito M.A.P.S. –Manuale Alternativo Per Sentire, un disco a cui tengo tantissimo perché racconta due geografie: quella del mondo che ci circonda e quella del mondo che abbiamo dentro. Adesso non vedo l’ora di continuare a portarlo in giro dal vivo, perché è sul palco che le canzoni prendono davvero vita. Parallelamente, continuo con grande entusiasmo il progetto che porto avanti insieme ad Andrea Barbi: siamo ambasciatori delle 45 DOP e IGP dell’Emilia-Romagna, un viaggio straordinario che ci permette di raccontare le eccellenze della nostra terra, le storie delle persone che le producono e il valore delle tradizioni che rendono unico questo territorio. È un ruolo che sento molto mio, perché unisce la musica, il racconto e l’amore per le mie radici. Mi piace guardare avanti con curiosità, senza smettere di emozionarmi davanti a ogni nuovo progetto.
Se potesse lasciare un messaggio a un ragazzo o a una ragazza che sogna di vivere di musica, ma teme di non essere all’altezza, quale consiglio gli darebbe con il cuore?
Direi di non aspettare di sentirsi perfetti. Nessuno lo è. Studiate, impegnatevi, fate esperienza, suonate tanto e ovunque ma soprattutto non perdete la vostra identità. La musica non ha bisogno di copie: ha bisogno di persone vere. Ci saranno momenti difficili e porte che resteranno chiuse, ma se quello che fate nasce da una passione autentica, ogni passo avrà comunque un valore. E ricordatevi sempre che il successo più bello è poter fare quello che si ama senza smettere di essere sé stessi.


A cura della Redazione I nuovi progetti navali ad alta complessità del Gruppo
Somec S.p.A. (Euronext Milan: SOM), specializzata nell'ingegnerizzazione, produzione e messa in opera di progetti complessi chiavi in mano nell'ingegneria civile e navale, comunica l'acquisizione di nuove commesse per complessivi 54 milioni di euro. Si tratta di due distinti ordini, affidati da un primario gruppo cantieristico italiano, che riguardano la fornitura e l'installazione di sistemi vetrati su sette navi da crociera di nuova costruzione, destinate a due importanti compagnie di crociera internazionali.
Il primo ordine, del valore di 44 milioni di euro, riguarda la fornitura e l’installazione di sistemi vetrati su cinque navi da crociera per un’importante compagnia internazionale. L’intervento comprende la fornitura completa delle aree balcony delle cabine.
Il secondo ordine, anch’esso destinato ad una compagnia crocieristica internazionale, ha un valore di circa 10 milioni di euro e prevede la fornitura e la posa in opera di vetrate per le sale pubbliche di due nuove navi.
La natura degli interventi affidati a Somec riflette il ruolo centrale che gli elementi architettonici vetrati rivestono nelle navi di nuova concezione, dove trasparenza, luminosità e continuità visiva tra interno ed esterno sono diventati elementi progettuali distintivi.
Le attività operative relative ad entrambe le commesse prenderanno avvio nel 2027 e si concluderanno nel 2036, con ricadute economiche distribuite nell’intero arco temporale.
Questi nuovi contratti portano il valore complessivo degli ordini acquisiti e comunicati al mercato nel corso del primo semestre dell’esercizio 2026 a superare i 330 milioni di euro, con il contributo di tutte e tre le divisioni del Gruppo: Horizons, Talenta e Mestieri.
Il Presidente di Somec, Oscar Marchetto, dichiara: “Aver comunicato al mercato ordini per un valore superiore ai 330 milioni di euro nel solo primo semestre rappresenta un segnale tangibile della qualità del nostro posizionamento e della profondità della domanda internazionale nei diversi ambiti in cui operiamo. All’interno di questo scenario, pur in un contesto geopolitico che resta complesso, l’industria crocieristica internazionale continua ad esprimere una capacità di investimento davvero significativa ed una visione di lungo periodo, confermando un potenziale di sviluppo che si traduce in programmi concreti e pluriennali. Come Gruppo Somec siamo orgogliosi di mettere a disposizione persone e competenze al servizio di progetti che si contraddistinguono sempre di più per innovazione, sostenibilità e cura del dettaglio per il benessere e l’esperienza del passeggero”.
Il Gruppo Somec è leader specializzato nell'ingegnerizzazione, progettazione e realizzazione di progetti complessi chiavi in mano, in ambito civile e navale, operando attraverso tre divisioni: Horizons, sistemi ingegnerizzati di architetture navali e facciate civili; Talenta, sistemi e prodotti di cucine professionali; Mestieri, progettazione e creazione di interior personalizzati.
Le società del Gruppo operano in modo integrato e sinergico, secondo rigorosi standard di qualità e sicurezza e garantendo un alto grado di personalizzazione e un knowhow specifico sulla lavorazione dei diversi materiali, requisito fondamentale nei progetti ad alto valore aggiunto.
In oltre 40 anni di storia e attraverso rigorosi processi di certificazione e accreditamento, Somec ha raggiunto una reputazione di qualità e affidabilità operativa e finanziaria su scala globale.
Con sede a San Vendemiano (Treviso), il Gruppo è presente in 12 paesi e 3 continenti, impiegando oltre 1000 persone e con ricavi pari a 370 milioni di euro nel 2025.


Lo sguardo al futuro con un nuovo piano di sviluppo
A cura della Redazione
Merlo S.p.A., agenzia specializzata nell’organizzazione di grandi eventi corporate, ha celebrato il suo 40° anniversario con un evento esclusivo durante il quale oltre 500 ospiti hanno potuto vivere un’esperienza immersiva unica.
Un percorso iniziato nel 1986 dall'intuizione di Aldo Merlo insieme ai figli Fabio e Giulio, che ha visto la società anticipare le grandi trasformazioni del mercato della comunicazione, divenendone una dei principali attori.
Nata come Merlo Pubblicità S.n.c., l’azienda mosse i primi passi nel settore della cartellonistica pubblicitaria, firmando progetti per grandi eventi sportivi internazionali come i Mondiali di Atletica del 1987 e i Mondiali di Calcio del 1990. Negli anni successivi la società ampliò progressivamente il proprio business verso il mondo degli allestimenti. Un momento decisivo fu il 2000, con la realizzazione di uno stand per SMAU, tra le principali fiere europee dedicate alla new-economy : un’esperienza che segnò l’evoluzione dell’azienda da fornitore tecnico a partner diretto delle imprese

nella progettazione e realizzazione di eventi. Da quel percorso nacque Merlo S.p.A., a oggi capace di integrare competenze di organizzazione, regia esperienziale e comunicazione.
Per celebrare il traguardo dei 40 anni, Merlo S.p.A. ha organizzato presso Merlo Space un evento esclusivo, pensato come un viaggio immersivo attraverso cinque decenni di storia, costruito intorno a musica, performance, installazioni e momenti di partecipazione attiva.
La serata è stata anche l’occasione per presentare il nuovo approccio che l’azienda intende adottare in futuro: dopo aver chiuso il 2025 con 10,9 milioni di euro di ricavi, Merlo S.p.A. ha definito un piano di sviluppo che guarda ai prossimi anni con obiettivi di crescita importanti, 22 milioni di euro entro il 2028 e una visione ambiziosa di crescita per i prossimi 10 anni. Una traiettoria che Merlo prevede di alimentare sia con la crescita interna sia attraverso un percorso di sviluppo per linee esterne, mediante alleanze strategiche e partecipazioni in realtà complementari.
Il nuovo corso di Merlo S.p.A. si articola lungo tre direttrici principali: la prima riguarda il rafforzamento della governance con l’ingresso di figure manageriali dedicate a presidiare aree strategiche per la crescita; la seconda è l’innovazione tecnologica e la terza riguarda l’impatto dell’azienda sull’ambiente e la società con un percorso che porterà la società verso la certificazione B Corp. Un percorso di rinnovamento che Merlo sta alimentando con un investimento complessivo superiore al mezzo milione di euro solo nel 2026, secondo una logica strutturale di reinvestimento sistematico degli utili.
In questa prospettiva, i 40 anni non rappresentano solo un anniversario, ma l’inizio di una nuova fase imprenditoriale. Merlo
S.p.A. guarda al prossimo decennio con l’obiettivo di consolidare un modello di impresa esperienziale capace di integrare metodo, tecnologia e responsabilità.
“Quarant'anni rappresentano un traguardo importante” commenta Giulio Merlo, co-founder e Amministratore Delegato di Merlo S.p.A. “In questi decenni abbiamo costruito un patrimonio fatto di competenze, relazioni e capacità di interpretare l'evoluzione della comunicazione e degli eventi: oggi il mercato ci chiede di andare oltre il concetto tradizionale di evento e di progettare esperienze capaci di lasciare un impatto duraturo nelle persone. Per questo stiamo investendo nel rafforzamento della nostra organizzazione, nell'innovazione tecnologica e nella sostenibilità, con l'obiettivo di costruire un modello di impresa sempre più solido, scalabile e orientato al futuro. Il piano di crescita che abbiamo definito per i prossimi anni nasce da questa visione: continuare a innovare mantenendo la stessa passione imprenditoriale che ci accompagna dal 1986".


Merlo S.p.A. è un'agenzia italiana indipendente attiva nei settori della comunicazione e dell’organizzazione di grandi eventi corporate esperienziali. Fondata a Roma nel 1986 dalla famiglia Merlo, nel 2026 celebra 40 anni di attività sotto la guida di Giulio Merlo, Amministratore Delegato e socio fondatore con il fratello Fabio. Oggi Merlo S.p.A. è partner strategico di istituzioni e grandi brand internazionali, con un approccio tailor made che integra creatività, regia produttiva e rigore costruttivo. Il core business spazia dagli eventi live B2B (convention, lanci di prodotto, roadshow e incentive) ai progetti di interior design e visual communication. Con un fatturato consolidato superiore ai 12 milioni di euro, un team di oltre trenta collaboratori e una sede di 1.000 mq alle porte di Roma, Merlo S.p.A. sta completando la transizione da agenzia eventi a partner integrato di Experience & Communication, con un piano industriale orientato a raddoppiare la propria dimensione nel triennio, attraverso un percorso che integra crescita organica e sviluppo per linee esterne.


Meno call, più relazioni: dopo anni di overload digitale, i manager tornano a scegliere gli incontri in presenza come leva strategica di business.
A cura della Redazione
È il tempo della “reconnectivity”, il nuovo trend svelato dai dati della survey realizzata dal Noesis - Richmond Executive Observatory di Richmond Italia in collaborazione con Ipsos Doxa, dai quali emerge come il 99% dei manager riconosca il valore degli eventi B2B in presenza . Un dato che racconta il bisogno di tornare a vivere esperienze di lavoro condivise. Un cambio di paradigma che non rinnega il digitale, ma ne ridefinisce i confini, e che trova conferma anche nei dati di mercato che vedono il settore degli eventi B2B in forte crescita a livello globale (+67% nel prossimo decennio). “La reconnectivity rappresenta un nuovo modo di connettersi che unisce relazione, tempo di qualità e ispirazione. Le persone non cercano solo efficienza, ma esperienze che lascino un segno” afferma Federica Castioni, nuovo direttore marketing e comunicazione di Richmond Italia.
In un mondo del lavoro sempre più digitale, tra agende sovraccariche e videocall continue, le relazioni professionali rischiano di diventare sempre più rarefatte. È in questo contesto che sta emergendo e si sta affermando un nuovo trend: la “reconnectivity”. Un approccio che risponde all’esigenza dei
manager di tenere insieme connessione e intenzionalità, andando oltre la mera connettività digitale per riscoprire relazioni più autentiche e significative. La “reconnectivity” è il fenomeno individuato da Noesis -Richmond Executive Observatory, l’osservatorio di Richmond Italia, azienda leader nell’organizzazione di forum B2B con accesso privilegiato a una community di manager. L’osservatorio ha realizzato la survey. L’evoluzione delle priorità manageriali nell’era della trasformazione tecnologica e dell’incertezza globale in collaborazione con Ipsos Doxa, prima società di ricerche di mercato fondata in Italia. L’indagine nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura d’impresa sulle competenze manageriali e analizzare i cambiamenti che stanno ridefinendo il lavoro del futuro. Tra le priorità emerse, un dato è particolarmente significativo: il 99% dei manager riconosce il valore degli eventi di business in presenza, sempre più vissuti come esperienze capaci di unire lavoro, relazione e ispirazione. La “reconnectivity” punta così a ridefinire i contorni di una leadership concretamente presente, che rimette al centro l’incontro come leva di valore del lavoro. Un’attitudine che non rinnega il digitale, ma lo supera quando serve relazione vera, rispondendo a un’agenda sempre più frammentata e iperconnessa. Non un ritorno al passato, ma una scelta consapevole di tempo di qualità: una presenza che diventa intenzione, in contrapposizione all’always on che negli ultimi anni ha sicuramente accresciuto le interazioni, ma non necessariamente il valore delle relazioni umane.
La ricerca non solo evidenzia un consenso schiacciante sul valore degli eventi di business in presenza ma, più in particolare, racconta un cambio di paradigma: l’81% degli intervistati ritiene infatti che gli eventi di business in presenza rafforzino le relazioni professionali (percentuale che sale all’88% tra gli over 55) e creino nuove opportunità. Mentre il 69% considera la comunicazione migliore rispetto alle riunioni virtuali. Solo il 7% li trova costosi e difficili da organizzare. “Il confronto diretto e le esperienze immersive sono elementi chiave per la costruzione di fiducia tra i principali attori aziendali, gli eventi business to business si confermano quindi fondamentali per le aziende e il dato del 99%, così significativo, emerso dalla survey lo conferma – commenta Federica Castioni, nuovo direttore marketing e comunicazione di Richmond Italia – Dopo anni di overload digitale, i manager stanno riscoprendo il valore della presenza come scelta intenzionale, non come abitudine. È qui che nasce la reconnectivity: un nuovo modo di connettersi che unisce relazione, tempo di qualità e ispirazione. Arrivando dal mondo B2C, vedo un parallelo evidente: le persone non cercano solo efficienza, ma esperienze che lascino un segno. Oggi questa esigenza è diventata centrale anche nel business”.
In linea con il principio della “reconnectivity”, che rimette al centro l’incontro come leva di valore per il business, il settore degli eventi B2B mostra prospettive di crescita solide anche su scala globale. Le stime di Market Research Future indicano infatti, nel periodo 2025-2035, un tasso annuo composto di crescita (CAGR) del 5,25%, con un valore di mercato in aumento da
51,51 a 85,93 miliardi di dollari (+67%). Si tratta di un’evoluzione dinamica per il settore anche grazie al confezionamento di formati di eventi sempre più personalizzati e coinvolgenti. Nuovi modelli in cui i partecipanti non sono semplici partecipanti ma spesso contribuiscono in maniera attiva al successo dell’esperienza in sé, come racconta Benedetta Favara , direttore generale di Richmond Italia: “Alla luce delle previsioni di crescita, non si assiste soltanto a un’accelerazione del mercato, ma alla conferma di un cambiamento più profondo: la rinnovata scelta, da parte delle persone e delle organizzazioni, di tornare a incontrarsi fisicamente. In un contesto sempre più competitivo, le aziende investono in esperienze di evento distintive e ad alto valore, capaci di risuonare con il proprio pubblico di riferimento. Una direzione che riflette il riconoscimento crescente del valore delle interazioni faccia a faccia, sempre più centrali per rafforzare le relazioni, favorire la collaborazione e generare nuove opportunità di business”.


Chi vincerà nei prossimi anni non sarà chi costruisce l'AI più sofisticata, sarà chi la rende invisibile all'utente. La startup italiana yourang.ai punta proprio su questo: portare agenti vocali AI, automazione conversazionale e gestione integrata di chiamate, WhatsApp e workflow aziendali dentro la quotidianità di imprese e professionisti, con l’obiettivo di semplificare processi, migliorare la gestione dei clienti e aumentare produttività e conversioni. Questo vuol dire non solo trasformare l’intelligenza artificiale in un collega digitale capace di rispondere, qualificare lead, gestire clienti e coordinare processi, ma anche mettere nelle mani di una pizzeria, di uno studio dentistico o di un’agenzia immobiliare la stessa potenza operativa che fino a ieri era appannaggio esclusivo dei grandi call center. Non è più fantascienza, ma tecnologia già operativa, progettata per chi non ha un team IT dedicato e non vuole più perdere una chiamata, un lead o un’opportunità commerciale. Ce ne parla Fausto Pagliara, fondatore di yourang.ai.
"Multiagente che supera l'operatore umano": provocazione o punto di svolta?
È un fatto tecnico, non una provocazione. Nel 2026 gli agenti vocali AI hanno raggiunto latenze sotto i 500 millisecondi, riconoscono il tono emotivo del chiamante e adattano la conversazione in tempo reale. Questo significa che in tutte le attività dove conta velocità, costanza e capacità di gestire volumi,
l'AI è oggettivamente superiore. Un essere umano può gestire una chiamata alla volta. Il nostro sistema ne gestisce centinaia in parallelo, senza pause caffè e senza il lunedì mattina. Ma il vero punto di svolta non è tecnico, è economico. Fino a ieri queste tecnologie erano accessibili solo alle grandi corporation. Oggi una pizzeria, un dentista, un'agenzia immobiliare possono avere la stessa potenza operativa di un call center con 50 persone, a una frazione del costo. Questo è il vero cambio di paradigma: non è che l'AI sostituisce le persone, è che dà alle piccole imprese superpoteri che prima non potevano permettersi.
Voce, call center outbound e messaggistica: quanto è strategico presidiare tutti i canali? Il futuro è totalmente conversazionale? Il 68% degli italiani preferisce essere contattato dalle aziende tramite messaggi istantanei piuttosto che telefonate o e-mail. Il 91% usa WhatsApp ogni giorno. Questi non sono trend: sono comportamenti consolidati. Il problema è che la maggior parte delle aziende italiane ancora ragiona per canali separati. Un sistema per le chiamate, uno per le e-mail, magari WhatsApp gestito dal telefono personale di qualcuno. Il risultato è che il contesto si perde: il cliente racconta il suo problema al telefono, poi scrive su WhatsApp e deve ripetere tutto da capo. Noi abbiamo costruito un sistema dove la stessa intelligenza opera su voce e messaggistica con memoria condivisa. Se un cliente chiama alle 10 e poi scrive su WhatsApp alle 15, l'agente sa già di
cosa si è parlato. Il futuro non è "totalmente conversazionale" in senso astratto. Il futuro è che il cliente sceglie il canale e l'azienda è presente ovunque con la stessa qualità e lo stesso contesto. Chi non lo fa, perde clienti ogni giorno senza rendersene conto.
L'AI chiama per prima, qualifica, e l'umano interviene solo quando serve: team commerciali ibridi? Sì, e non è una previsione. È quello che già fanno i nostri clienti più avanzati. Il modello tradizionale del commerciale che passa mezza giornata a fare cold calling è morto. I dati di settore dicono che l'85% delle persone che finisce in segreteria non richiama. Significa che il tuo venditore sta bruciando ore per parlare con il vuoto. Con il nostro modulo outbound succede una cosa diversa. L'AI chiama, filtra le segreterie telefoniche, identifica chi risponde, qualifica l'interesse e quando il contatto è caldo passa la conversazione all'operatore umano con tutto il contesto già pronto su schermo. L'operatore parte dalla trattativa, non dalla presentazione. Il concetto di "team ibrido" è esattamente questo: l'AI si occupa del lavoro a volume, l'umano si occupa del lavoro a valore. Le aziende che l'hanno capito stanno vedendo i loro commerciali chiudere il doppio con metà dello sforzo.
WhatsApp come canale di vendita per le PMI: perché funziona? Cosa non ha capito il mercato?
Il dato che tutti citano è il 98% di tasso di apertura contro il

20% dell’e-mail. Ma il numero che conta davvero è un altro: il tasso di risposta. Su WhatsApp le persone rispondono. Il 60% interagisce con il messaggio. Con l’e-mail sei fortunato se arrivi al 2-3%. Perché? Perché WhatsApp è lo spazio personale. Non è la casella e-mail piena di newsletter che nessuno legge. Quando un messaggio arriva su WhatsApp, il cervello lo processa come un messaggio da qualcuno che conosci, non come pubblicità. È neurologia, non marketing.
Quello che il mercato non ha ancora capito è che WhatsApp non è un canale di comunicazione: è un canale di conversione. Con le API puoi mandare il catalogo prodotti, il cliente seleziona, paga, e riceve la conferma senza mai uscire dalla chat. Il 60% dei carrelli abbandonati viene recuperato con una notifica automatica su WhatsApp. Con l’e-mail quel carrello è perso per sempre. Perché le aziende continuano con l’e-mail? Per inerzia. Perché "si è sempre fatto così". E perché fino a oggi usare le WhatsApp Business API era complicato, costoso e richiedeva sviluppatori. Noi abbiamo tolto quella barriera: un'azienda parte in 15 giorni, numero cloud dedicato, canale ufficiale Meta, senza toccare una riga di codice. Quando elimini la complessità, l'adozione esplode.
Accesso a tecnologie complesse semplificato: è qui la vera competizione? Come ci siete riusciti?
Guardate cosa sta succedendo nel mercato globale dei voice agent: Salesforce, IBM, ElevenLabs stanno tutti costruendo piattaforme potentissime. Ma sono pensate per aziende con team IT dedicati, budget da centinaia di migliaia di euro e mesi di integrazione. L'Italia è fatta di 4,4 milioni di PMI. Aziende che non hanno un CTO, non hanno sviluppatori, e non possono aspettare 6 mesi per un'integrazione. La vera competizione non è su chi ha il modello linguistico migliore, è su chi riesce a portare queste tecnologie sulla scrivania di un imprenditore che oggi usa ancora il foglio Excel per gestire i clienti. Come ci siamo riusciti?
Con una scelta di design precisa: zero codice per l'utente finale. Tutta la complessità è sotto il cofano. Il nostro sistema sceglie automaticamente quale modello AI usare per ogni situazione, si collega a oltre 4.000 strumenti tramite API native, gestisce la telefonia cloud, e l'imprenditore vede solo una dashboard semplice con i numeri che contano. Chi vincerà nei prossimi anni non sarà chi costruisce l'AI più sofisticata, sarà chi la rende invisibile all'utente.
"Forza lavoro intelligente" scalabile: tra 3-5 anni come evolve il rapporto team umani/agenti AI? Quale sarà il vero vantaggio competitivo?
Il mercato degli agenti AI è proiettato a superare i 100 miliardi di dollari entro il 2032. Non è un'onda passeggera: è un cambiamento strutturale nel modo in cui le aziende operano. Tra 3-5 anni ogni azienda italiana, anche la più piccola, avrà agenti AI nel proprio organico. Non come progetto sperimentale, ma come componente operativa quotidiana. L'agente vocale gestirà il primo contatto, l'agente WhatsApp seguirà il post-vendita, l'agente outbound farà prospezione. Le persone si concentreranno su quello che l'AI
ancora non sa fare: leggere una situazione complessa, costruire fiducia in una trattativa difficile, prendere decisioni creative. Il vero vantaggio competitivo? Non saranno i dati, perché i dati li avranno tutti. Non saranno i modelli AI, perché quelli migliorano per tutti alla stessa velocità. Sarà l'integrazione tra sistemi e persone. L'azienda dove l'agente AI e l'operatore umano si passano il contesto come due colleghi che lavorano insieme da anni, dove il passaggio tra voce e WhatsApp è trasparente, dove ogni interazione alimenta la successiva. Quello è il vantaggio che nessuno potrà copiare facilmente. È esattamente quello che stiamo costruendo. E le aziende che lo adottano oggi avranno un vantaggio che tra tre anni sarà impossibile da colmare.







L'estate vista mare
A cura della Redazione
La giornata al mare perfetta? È fatta di natura, comfort e servizi impeccabili. Zero pensieri, solo relax, e il piacere di lasciarsi andare al ritmo lento dell’estate. Tutto questo è possibile al Marea Beach Club del Mare Hotel di Savona, storico punto di riferimento del Ponente Ligure, che accoglie sia gli ospiti dell’hotel sia i visitatori esterni, con diversi servizi per soddisfare ogni esigenza.
A pochi minuti dal centro storico di Savona, lungo uno dei litorali Bandiera Blu più belli della Liguria , il Marea Beach Club gode di una lunga spiaggia di sabbia finissima, una rarità per la costa savonese, a cui si arriva dopo aver attraversato un rigoglioso giardino tropicale che accompagna lo sguardo fino al mare, creando un’atmosfera esotica e rilassata, dove ogni dettaglio invita a rallentare e godersi il piacere della vacanza.
Qui la giornata inizia presto, quando la spiaggia è quasi deserta e avvolta in un silenzio magico. Ogni mercoledì mattina l’appuntamento è, infatti, con una lezione di yoga, mentre il venerdì si pratica pilates, per accompagnare il risveglio con un’esperienza rigenerante.
Il Beach Club dispone di ben centotrenta postazioni, riservati agli ospiti del Mare Hotel , ma disponibili anche per gli ospiti esterni: ampi ombrelloni, comodi lettini e quattro ampi gazebo diventano così il punto di partenza di una giornata scandita unicamente dal relax.
Due infinity pool con acqua di mare, una delle quali con idromassaggio, sono a disposizione degli ospiti per rilassarsi o tonificarsi con sessioni di acquagym. Il bar della spiaggia propone frutta fresca di stagione declinata in smoothies, centrifughe e frullati, perfetti per un fresco pieno di vitamine. Chi preferisce qualcosa di più sostanzioso può gustare panini gourmet, insalate, piatti freddi e altre proposte casual, ideali per un pranzo vista mare senza interrompere il piacere della giornata.
Sulla terrazza, ai tavoli della Spurcacciun-a, storico indirizzo della Riviera di Ponente, il menu valorizza il patrimonio gastronomico ligure con uno sguardo contemporaneo, mettendo al centro il territorio, la stagionalità e il pescato locale. Anche un pranzo veloce diventa un viaggio nei sapori della costa, tra acciughe ripiene alla ligure con gel di limone e maggiorana, crocchette di seppia con aiolì vegetale e wasabi, totanetti croccanti con maionese alle erbe aromatiche liguri, oppure raffinati plateaux con ostriche, crostacei e crudi.
Nei fine settimana (venerdì, sabato e domenica, dalle 14 alle 17) anche i più piccoli trovano il loro spazio grazie alle attività del Baby Club, permettendo ai genitori di concedersi qualche ora di assoluto relax.
Con il calare della sera il Beach Club cambia atmosfera. Le luci si fanno soffuse, la musica soul accompagna il tramonto e il Cocktail bar accompagna l’aperitivo con un calice di vino o un drink, mentre il cielo si tinge dei colori del tramonto.
La cena è l’occasione per tornare ai tavoli di A Spurcacciun-a e scoprire le proposte dello Chef Simone Perata che celebra il pescato locale e le eccellenze liguri con piatti come Gambero rosa di Savona con cuore di bue, gazpacho, pesto e sorbetto al limone e basilico; Calamaro cotto alla brace con asparago viola di Albenga e pesto di mandorle; Spaghettoni nel tradizionale Ciuppin ligure; Risotto allo zafferano di Quiliano con gambero rosa di Savona e agrumi o la Triglia in crosta di focaccia con salsa alla ligure. Completano la carta due percorsi degustazione: Brezza Marina, che propone una selezione dei piatti più rappresentativi del ristorante in tre portate, e Marea, un itinerario più articolato in sette passaggi.
Per chi preferisce lasciarsi conquistare dai sapori del Sol Levante, l’alternativa è il Sushi Beach, ristorante affacciato direttamente sul mare che reinterpreta la tradizione gastronomica giapponese con pesce freschissimo e le migliori materie prime del Mediterraneo. Segnalato nella Guida ai Migliori Ristoranti Sushi del Gambero Rosso, il Sushi Beach propone un menu che alterna i grandi classici della tradizione nipponica a creazioni originali come il New Style Gambero del Golfo con gambero viola di Sanremo, il Ceviche Roll, gli Hamachi Maki con ricciola marinata e fiammata, oltre a un’ampia selezione di sashimi, nigiri, tartare e ai piatti più iconici della cucina giapponese contemporanea, come bao, gyoza e tataki.
La serata si conclude guardando le stelle, sorseggiando un cocktail, e un unico desiderio: che sia già domani, per vivere un’altra giornata nella suggestiva atmosfera del Marea Beach Club.
Mare Hotel (****) è un hotel fronte mare a pochi minuti dal centro di Savona. Con sessantasette camere di diverse tipologie, offre un'esperienza che unisce relax, ospitalità e ottima cucina. La struttura dispone di un'ampia spiaggia privata di sabbia fine perfettamente attrezzata, infinity pool e una terrazza panoramica affacciata sul mare. L'offerta gastronomica si articola in due proposte: il ristorante A Spurcacciun-a, storica insegna e punto di riferimento del Ponente Ligure, guidato dallo chef Simone Perata, dove la tradizione ligure incontra creatività e gusto contemporaneo, e il Sushi Beach, che rilegge la cucina giapponese con pescato locale freschissimo e un tocco mediterraneo. www.marehotel.it




Lo scorso dicembre è entrata in funzione la nuova cabinovia 3S, oggi il più moderno impianto in Italia, destinato a cambiare radicalmente il modo di raggiungere uno dei punti panoramici più celebri delle Dolomiti.
Il Col Rodella rappresenta da sempre uno snodo fondamentale per la mobilità in quota, sia in inverno, grazie al collegamento con il comprensorio sciistico e il circuito del Sellaronda, sia in estate, come punto di accesso a sentieri, panorami e attività outdoor. La realizzazione del nuovo impianto risponde alla necessità di garantire un servizio più fluido, affidabile e capiente, eliminando le code e migliorando l’esperienza dei visitatori.
Addio alle code, più tempo per vivere la montagna
La nuova cabinovia consente di trasportare 2.200 persone all’ora, con un sistema a moto continuo che distribuisce in modo regolare l’afflusso dei passeggeri facendo dimenticare i lunghi tempi di attesa del passato. Un vantaggio concreto che si traduce in meno attese e più tempo a disposizione per sci, escursioni o semplicemente godersi il panorama. La nuova cabinovia trifune è dotata di 18 cabine, in futuro saranno 22, con spazio per 30 persone. Le cabine
viaggiano sospese su due funi portanti fisse, come su due binari, e sono mosse da un anello di fune traente che consente velocità elevate, mantenendo al tempo stesso un’eccellente stabilità anche in presenza di vento. Nelle stazioni, i veicoli rallentano automaticamente, permettendo un imbarco e uno sbarco agevoli per tutti, famiglie comprese. L’interno è progettato per offrire un elevato livello di comfort: sedili riscaldati, illuminazione curata, monitor informativi e comunicazione diretta con il personale di stazione.
Un viaggio che è già parte dell’esperienza
La salita al Col Rodella diventa essa stessa un momento da vivere. Le ampie cabine panoramiche in vero vetro regalano una vista spettacolare sulle Dolomiti, trasformando il percorso in un viaggio sospeso tra le montagne, comodamente seduti.
In inverno, la comodità del riscaldamento rende piacevole anche la partenza nelle giornate più fredde; in estate, la visione aperta sul paesaggio accompagna escursionisti, famiglie e amanti della montagna verso uno dei balconi naturali più suggestivi della valle.
La nuova cabinovia anche in estate diventa un’infrastruttura fondamentale per il turismo attivo. Alcune cabine sono
predisposte per il trasporto di deltaplani, mentre l’allestimento interno può essere adattato flessibilmente per biciclette, parapendii e attrezzatura sportiva, ampliando le possibilità di fruizione del Col Rodella anche nei mesi estivi.
Le stazioni sono state completamente ripensate per migliorare la funzionalità e ridurre l’impatto sul paesaggio rispetto al vecchio impianto. La stazione a monte è stata arretrata rispetto alla precedente, facilitando l’accesso diretto alle piste, gran parte delle strutture tecniche è interrata, mentre una nuova parte vetrata si affaccia verso Canazei. La stazione a valle, costruita alle spalle del parcheggio esistente, ospita la biglietteria, la scuola di sci, un deposito e il noleggio, offrendo ai visitatori un punto di riferimento unico e ben organizzato.
Il progetto ha posto particolare attenzione anche alla sostenibilità ambientale. Il calore prodotto dai motori viene recuperato per il riscaldamento delle stazioni, le stazioni sono silenziose e le vibrazioni lungo la linea sono ridotte al minimo. La gestione quotidiana è supportata da sistemi automatici per la pulizia delle cabine e la manutenzione dei sostegni, garantendo efficienza e continuità di servizio.
Un investimento per il futuro del turismo alpino
Per SITC Canazei Spa, l’apertura del nuovo impianto rappresenta un momento di grande orgoglio e un investimento strategico per il futuro del territorio. Come avvenne nel 1985 con la storica funivia, anche oggi l’obiettivo è offrire ai visitatori un’infrastruttura all’altezza del contesto dolomitico, capace di unire innovazione, comfort e rispetto per l’ambiente: il Col Rodella inaugura una nuova stagione, in cui il viaggio verso la cima su un impianto così inedito e innovativo diventa parte integrante dell’esperienza turistica in Val di Fassa.
Il Gruppo Doppelmayr rappresenta la qualità, la tecnologia e la leadership di mercato nella costruzione di impianti a fune per il trasporto di persone, materiali e soluzioni intralogistiche ad alta tecnologia con oltre 15.700 impianti realizzati nel mondo. Lo stabilimento italiano di Lana, in provincia di Bolzano, occupa 130 collaboratori e si concentra sugli impianti speciali, ovvero progetti unici per ogni commessa, con soluzioni particolarmente impressionanti ed impegnative che vengono realizzate in tutto il mondo.
Esercente: SITC Canazei SpA
Località: Canazei, TN (ITA)
Stazione motrice e magazzino: stazione a monte
Stazione tenditrice: stazione a valle
Lunghezza inclinata: 2,571 m
Dislivello: 980 m
Pendenza media: 41.50 %
Pendenza massima: 71.30 %
Capacità di ogni veicolo: 30 persone
Portata oraria massima: 2,812 p/h
Velocità massima: 8.0 m/s
Numero di veicoli: 18/22
Potenza installata: 1,115 kW
Diametro delle funi portanti: 62 mm
Diametro della fune traente: 52 mm


R Collection Hotels sta rafforzando la propria presenza sul Lago di Como. Qual è la visione che accompagna questa nuova fase di crescita del gruppo?
Crescere senza perdere identità
A cura della Redazione
R Collection Hotels è nata sul Lago di Como e qui affondano le radici della nostra storia. È quindi naturale che continuiamo a investire in questo territorio, ma sempre seguendo una filosofia ben precisa: non crescere semplicemente nel numero di strutture, bensì costruire un'offerta capace di interpretare le diverse anime del lago e delle sue destinazioni.
Negli anni abbiamo sviluppato esperienze complementari: Menaggio racconta un Lago di Como contemporaneo, cosmopolita e dinamico; Varenna custodisce il fascino della storia e del patrimonio paesaggistico; Bianca Relais, affacciato sul Lago di Annone, propone invece un rifugio gastronomico e di benessere, più raccolto e immerso nella natura. Con il ritorno della gestione di Palace Hotel ed Excelsior Barchetta nel centro di Como completiamo questa visione, aggiungendo anche l'esperienza della città, porta d'accesso internazionale al lago.
La nostra ambizione non è replicare un modello identico in ogni destinazione, ma valorizzare ciò che rende unico ogni luogo. Per questo ogni hotel nasce con una propria identità, profondamente legata al territorio, pur condividendo gli stessi valori che contraddistinguono R Collection Hotels: un'ospitalità autentica, un servizio attento, la cura dei dettagli e la volontà
di creare esperienze memorabili. Crediamo che la forza di un gruppo alberghiero risieda nella capacità di mettere in dialogo destinazioni diverse, offrendo modi differenti di vivere il territorio senza perdere coerenza nella qualità dell'accoglienza.
Le due nuove aperture rappresentano un passaggio importante. Quali saranno le principali caratteristiche delle nuove strutture e quale tipo di esperienza desiderate offrire agli ospiti?
Le nuove aperture rappresentano un'importante evoluzione del nostro percorso, ma non cambiano la nostra filosofia. In una destinazione sempre più attrattiva per le grandi catene internazionali e per i principali brand del lusso, continuiamo a credere nel valore di un'ospitalità italiana, indipendente e non standardizzata, frutto della visione di una famiglia imprenditoriale che continua a guidare direttamente lo sviluppo del gruppo. È questa la cifra distintiva di R Collection Hotels.
Sia Palace Hotel sia Excelsior Barchetta saranno interessati da un percorso di rebranding e da un periodo di chiusura dedicato a interventi di riqualificazione, con l'obiettivo di restituire a entrambe le strutture una personalità ancora più definita. Il Palace valorizzerà ulteriormente il proprio ruolo di grande icona liberty affacciata sul lungolago, un punto di riferimento per l'ospitalità della città. L'Excelsior Barchetta, invece, interpreterà una vocazione più urbana e contemporanea, diventando un hotel perfettamente integrato nel tessuto di Como, aggiungendo alla nostra offerta anche la dimensione urbana del lago, tra cultura, shopping e lifestyle.
Il nostro sguardo, però, va oltre il Lago di Como. Nell'autunno 2026 entreremo anche nel segmento dei serviced apartments con un nuovo edificio nel quartiere di Brera, a Milano. È un progetto che nasce dall'osservazione dell'evoluzione del mercato e delle esigenze dei viaggiatori contemporanei, sempre più alla ricerca di soluzioni flessibili, senza rinunciare ai servizi e agli standard qualitativi di un hotel. Anche in questo progetto interpretiamo l'evoluzione del mercato attraverso il nostro modo di fare ospitalità.
Riccardo Bortolotti assume il nuovo ruolo di Area General Manager Lago di Como. Quali saranno le sue principali responsabilità all'interno del gruppo?
La nomina di Riccardo Bortolotti rappresenta innanzitutto un esempio concreto del percorso di crescita che R Collection Hotels offre ai propri collaboratori. Crediamo fortemente nel valorizzare i talenti interni, dando alle persone la possibilità di confrontarsi con destinazioni diverse, ampliare le proprie competenze e assumere progressivamente ruoli di maggiore responsabilità.
Dopo gli eccellenti risultati ottenuti al Grand Hotel Bristol Spa Resort di Rapallo, culminati con il riconoscimento delle cinque stelle e l'ingresso dell'hotel in prestigiosi network internazionali come Virtuoso, è stato naturale affidargli una nuova sfida: accompagnare due opening strategici come Palace Hotel ed Excelsior Barchetta a Como e, al tempo stesso, assumere il coordinamento dell'area Lago di Como, supervisionando anche
le strutture di Menaggio e Varenna.
Si tratta di un incarico che riflette l'importanza strategica che il Lago di Como riveste oggi per il Gruppo e la volontà di accompagnarne lo sviluppo con una governance sempre più integrata.
Riccardo Bortolotti conosce profondamente il settore e il territorio. In che modo la sua esperienza potrà contribuire alla crescita e al coordinamento delle strutture sul Lago di Como?
La profonda conoscenza del territorio e del nostro modello di ospitalità permetteranno a Riccardo di accompagnare una fase di sviluppo particolarmente significativa per il Lago di Como. Il suo compito sarà quello di rafforzare le sinergie tra le strutture, coordinare i nuovi progetti e garantire una visione comune, assicurando standard qualitativi elevati senza rinunciare all'identità di ciascun hotel.
L'area sta vivendo un'importante evoluzione, con l'ingresso di nuove strutture nel portfolio e una crescente integrazione delle attività. In questo contesto è fondamentale una figura che sappia mettere a sistema competenze, processi e visione strategica, mantenendo al centro quello che distingue R Collection Hotels: un'ospitalità autentica, attenta ai dettagli e profondamente legata allo spirito del luogo.
Il benessere riguarda sempre più non soltanto gli ospiti, ma anche le persone che lavorano nelle strutture. In che modo il gruppo sostiene la formazione, la motivazione e la qualità della vita professionale dei propri collaboratori?
Per noi il benessere delle persone non è un progetto separato dall'ospitalità: è uno dei suoi presupposti. Siamo convinti che un'esperienza eccellente per gli ospiti nasca prima di tutto da collaboratori che lavorano in un ambiente stimolante, organizzato e attento alle loro esigenze.
Per questo investiamo costantemente nella formazione, collaborando con realtà di eccellenza come IATH – International Academy of Tourism and Hospitality di Cernobbio e favorendo percorsi di crescita interna che consentono ai collaboratori di fare esperienza in strutture e destinazioni diverse. La presenza di hotel stagionali e city hotel permette inoltre di incentivare la mobilità


interna, offrendo opportunità professionali continuative durante l'anno e ampliando il bagaglio di competenze delle nostre persone.
Accanto alla formazione investiamo anche nella qualità della vita lavorativa. Sul Lago di Como stiamo realizzando una nuova staff house a Menaggio, progettata da uno studio di architettura con particolare attenzione al benessere di chi la vivrà, che potrà ospitare oltre 200 collaboratori, oltre a un nuovo centro logistico a supporto delle strutture di Varenna.
Per noi crescere significa costruire un'organizzazione sempre più solida, capace di mettere le persone nelle migliori condizioni per esprimere il proprio talento. Perché la qualità dell'ospitalità nasce, prima di tutto, dalla qualità dell'ambiente di lavoro.
Il Vittoria Beach è ormai diventato un indirizzo iconico sul Lago di Como. Quali elementi hanno contribuito al suo successo e come intendete svilupparne ulteriormente l'identità e l'esperienza proposta agli ospiti?
Victoria Beach è riuscito a ritagliarsi un'identità molto riconoscibile perché propone un modo contemporaneo di vivere il Lago di Como. Non è soltanto un beach club, ma un luogo che accompagna gli ospiti durante tutta la giornata: dal relax in riva al lago all'aperitivo al tramonto, fino alle serate con musica dal vivo e proposte gastronomiche.
Continueremo a investire proprio in questa direzione, arricchendo il calendario di esperienze e mantenendo un equilibrio tra qualità dell'offerta, atmosfera informale e attenzione al servizio.
L'obiettivo è far sì che Victoria Beach continui a essere un punto di riferimento sia per gli ospiti internazionali sia per chi vive il territorio, contribuendo ad arricchire l'offerta esperienziale del Lago di Como.







EDICOLA GRAPPOLI
Piazzale Loreto, 7 - 20131 Milano
Cell: 347 4671845
E mail: edicolagrappoli@virgilio.it
EDICOLA LA ROSA GIUSEPPE
Piazza della Repubblica, 5 - 20121 Milano
Tel: 02 36585613
EDICOLA METRO LINEA ROSSA
Fermata Buonarroti - Milano
EDICOLA LARGO AUGUSTO
DI BENITES ZERPA ARIANA
Largo Augusto, 7 - 20122 Milano
Cell: 389 1944705
EDICOLA MANNELLI
DI MANNELLI FIORELLA
Piazza Duomo, 21 - 20123 Milano
Tel: 02 86463200
FRATELLO E FRATELLO EDICOLA
DI MATABBER SHAMIM
Piazza Fontana ang. Via Larga - 20122 Milano
Tel: 351 2109289
EDICOLA CENTRALE
Piazza Duca d’Aosta, 10 - 20122 Milano
E mail: sherif.tahoon@yahoo.com
CÀ SAGREDO HOTEL
Campo Santa Sofia, 4198/99
30121 Venezia
Tel: 041 2413111
E mail: info@casagredohotel.com
TOCQ HOTEL
Via Alessio di Tocqueville, 7/D
20154 Milano
Tel: 02 62071
E mail: info@tocq.it
HOTEL ARNICA
Via Cima Tosa, 32
38086 Madonna di Campiglio (TN)
Tel: 0465 442227
E mail: arnica@aristonarnica.it
Sito: www.aristonarnica.it
HOTEL ARISTON
Piazza Brenta Alta, 14
38086 Madonna di Campiglio (TN)
Tel: 0465 441070
E mail: info@aristonarnica.it
Sito: www.aristonarnica.it
EDICOLA CENTRALE
Piazza IV Novembre
20122 Milano
E mail: sherif.tahoon@yahoo.com



























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