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n.17 - 22 giugno 2009

Ancora Siena e poi il nulla

LA VERBENA NEL DESERTO


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l’E-ditoriale www.basketville.it Numero 17 – 22 giugno 2009 Direttore Responsabile FRANCO MONTORRO franco.montorro@basketville.it www.basketville.it è una testata registrata presso il Tribunale di Lucca e di proprietà di Media dell’Otto s.r.l. Via delle Ville, 1140/A 55100 Lucca Telefono +39 3202 119 119 E-mail: redazione@basketville.it Progetto Grafico Appunto Via Caduti per la Patria, 47 20050 Lesmo (MI) Telefono e fax +39 039 596724 www.appuntoweb.com Fotografie Agenzia Ciamillo-Castoria Autorizzazione del Tribunale di Lucca numero 894 del 16 marzo 2009

Dicevamo della verbena ma soprattutto del deserto Il canto della Verbena è quella nenia che rappresenta al meglio la senesità (“Viva la nostra Siena...”) e che viene eseguito e sentito come un inno prima, durante e dopo le gare della Montepaschi. La verbena è una bella pianta, diffusa in campi e giardini ma, nel basket italiano, di crescita curata in un panorama desertico. Il deserto della Serie A, Siena e poche altre escluse, che si “riduce” e non se ne abbia a male la malcapitata Milano ad una gara 4 di finale scudetto che è già finita sul 50-20 di metà partita. Ci siamo vergognati e indignati e l’Armani Jeans non c’entra, lo ripetiamo, perché fra le poche che una sua progettualità se l’è data e la vorrebbe portare avanti. E, replichiamo ancora, non se ne abbiano a male a Siena, dove – Minucci dixit – non sono stanchi di vincere, abituati come sono stati, per anni, a perdere., insistiamo ancora sul concetto che fa malissimo a tutti una Mens Sana così stravincente. Non è certo la Montepaschi che deve ridurre ambizioni per mettersi al pari degli altri e perdere qualche partita in più, ma non è certo quale club questa lezione l’abbia imparata. E non parliamo di realtà come Biella e Teramo, encomiabili ma di seconda fascia per Dna e sviluppo, ma del complesso delle grandi o presunte tali che da troppi anni si sono fatte piegare dai tormenti del “tutto e subito”, accumulando errori su errori ma partendo da quello base del rinnovamento a tutti i costi. Milano, Treviso, le due Bologna, Pesaro, Roma: non hanno un passato recente simile in molti punti e in alcuni casi sono state colpite dalla sorte in maniera particolare, ma non hanno avuto in comune nemmeno il tratto della continuità e infatti a parte la derelitta Fortitudo solo Siena dal 2004 ha giocato più di due finalissime consecutive. In questo inizio d’estate 2009, solo Milano e Treviso hanno confermato l’allenatore, solo Milano l’intera struttura tecnica e societaria. Chiusura ancora per Magister Minucci, nello specifico su Pianigiani: «Il futuro ci imporrebbe di cominciare un ricambio, ma faremo una scelta di continità almeno per il prossimo anno». E se il rischio calcolato della continuità è quello di chi è già al massimo e dunque ha tutto da perdere, perché non se lo prendono ben più ridotto certi che perdere lo hanno fatto da almeno tre anni a questa parte? La vita insegna che la fortuna non è solo di chi inventa, ma anche e soprattutto di chi sa copiare bene, legalmente, migliorando anzi l’idea di partenza. Idea che non ha nemmeno il copyright senese, ma pare che solo là abbiano registrato un brevetto che invece è di proprietà comune. Basta volerlo applicare.

Franco Montorro franco.montorro@basketville.it


basketville n째17 - 22 giugno 2009

sommario


Italia 6 Il trionfo di Siena di Franco Montorro 8 Bologna, la Virtus e Sabatini di Gianfranco Bina 10

Roma, resta Gentile di Andrea Ninetti

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Pesaro, ecco Dalmonte di Francesco Tadei

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Donne, il mercato di Roberto Perticaroli

18

Donne, Eugenio Dalmasson di Roberto Perticaroli

30

Donne, la riforma dei campionati di Roberto Perticaroli

International 12

Messina al Real di Franco Montorro

16 Europei femminili di Roberto Perticaroli

3 L’E-ditoriale 13 Playground Style 19 Play On/Off


Serie A

Luna Siena

Terzo trionfo consecutivo della Montepaschi. Tranquilli, non perderemo tempo a spiegarvi perché. E’ così chiaro e semplice che... Che quasi tutti provano a fare il contrario

di Franco Montorro La bravura nella continuità o la continuità nella bravura, giochi di parole per una realtà che non cambia da tre anni. E mentre Minucci e Stonerook salutano a quattro dita, la domanda più appropriata dovrebbe essere allora come ma gli scudetti consecutivi non sono sei, dal primo del 2004. La risposta semplice è che il primo della serie fu non certo casuale, ma per una società che ancora non aveva compiuto il definitivo salto di qualità e che infatti l’anno successivo commise alcuni errori (Myers, ad esempio). Dal 2006, invece, la perfezione non è stata raggiunta perché non esiste, però il processo di consolidamento e di crescita dei vari gruppi su cui si basa la Mens Sana Basket è continuato in maniera

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consistente e devastante per gli avversari in Italia. Avversari alla finestra, rassegnati da tre anni a leggere le stesse cose sul loro conto e su quello dell’Invincibile Armata biancoverde eppure da tre anni incapaci a cercare di limare il gap partendo da quel concetto di continuità che è alla base del successo senese. Facile a dirsi? Facile anche a farsi. Roma non è stata costruita in un giorno (ma quella del basket viene rifatta a ritmi da pollo di allevamento), ma la pazienza che ha avuto Siena non dovrebbe essere di difficile replica. E lasciate stare le voci gracchianti di chi attribuisce solo allo strapotere economico la ragione delle vittorie mensanine. Perché i soldi vanno comunque spesi bene e non mancano gli


Serie A

esempi recenti di sciali e azzardi e perché allora dovrebbero poi spiegarci per bene le avventure felici delle assai più parche (per dovere) Biella o Teramo. Ma son discorsi che si perdono negli ultimi clamori del trionfo Montepaschi e nel rumore di fondo dei dirigenti delle altre squadre che dovrebbero giustificare quanto fatto nel recente passato o motivare per quello che potrebbe essere il futuro prossimo. Vale invece la pena riprendere qualche frase lasciata da Ferdinando Minucci e che sarebbe da sottolineare mille volte. Ad esempio, quando alla Gazzetta dice: «Il mondo del basket è troppo chiuso ed autoreferenziale, dirigenti sono sempre i soliti con le solite idee e hanno una cultura da dirigente sportivo

e non da manager. Per questo l’ingresso di persone come Livio Proli (Armani Jeans, NdR) che, come me, viene da altre realtà, è positivo per tutti». Nota: come Pieraccioni, peraltro, lo ricordate? Il manager extrabasket che le società vollero in Lega per poi segarlo quasi subito dopo. Ancora Minucci: «Abbiamo il piacere di essere senesi che lavorano a Siena e hanno voglia di vincere nella nostra città». La società è senese, lo staff tecnico lo è in buona parte. I giocatori non lo sono, in larga parte non sono neppure italiani, eppure a questo modello si adeguano. Zitti tutti, a partire dai procuratori. Luna Siena è soprattutto questo. Per gli altri, ci sono quasi solo eclissi o meteore.

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Serie A

La Virtus fra Castelmaggiore e Cadriano Sei anni di era Sabatini all’epilogo, sei anni vissuti anche pericolosamente. Certo, senza mai annoiarsi. Forse... di Gianfranco Bina Epilogo di un’era in casa bianconera, contraddittoria nel suo essere tanto arida di soddisfazioni materiali quanto rigogliosa di significati? Già, perché se Sabatini sei anni fa non si fosse schierato contro la cavalleria istituzionale oggi non esisterebbe alcuna Virtus e quella “X” tracciata sul nome della società da un ignoto tifoso all’Arcoveggio sarebbe stata definitiva. All’epoca riuscì a catalizzare e catturare la fiducia di chi le speranze le aveva perdute nel miserabile tracollo del triennio madrigaliano, oggi il semplice cambio di proprietario frutterebbe alla V-nera un numero di abbonati di molto superiore a quello che otterrebbe con Sabatini ammiraglio. Aveva resistito a svariate burrasche, l’uomo di Cadriano, ma l’ultima tempesta è stata fatale: nulla ha potuto l’EuroChallenge, unico zuccherino nel catastrofico finale di stagione. Infin tirata troppo, la corda s’è spezzata. Per trovare un gradimento più basso di una proprietà virtussina bisogna risalire al predecessore, ma allora le ragioni erano ben più nitide ed evidenti. Troppo caciarone e soprattutto “povero” per essere

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gradito alla tifoseria bianconera oggi disposta in via quasi unanime a festeggiare il cambio al timone. Chi siano i cordatari è ancora un mistero, lo stesso portavoce e rappresentante – Stefano Tonelli – non ha la medesima notorietà dei Beatles o di Maradona, tuttavia l’entusiasmo è palpabile. “Zeru abunamenti”, “deve liberare l’ostaggio” le voci confuse, preci di folla infine ascoltate. Correva il 29 luglio del 2004, quando ebbe il giusto presagio: “ho conosciuto il mondo del basket, ma la passione sta scemando: ormai l´ho capito, i miei metodi e la mia persona non sono graditi a molti. […] Credo di essere stato utile per questa società, ma non credo di poter esserlo anche in futuro”. Furente perché la Virtus non era stata ammessa alla serie A, proprio nei giorni in cui la massima beneficiaria della sparizione bianconera dell’anno precedente, Messina, s’arrendeva al giudice economista. Spesso s’immischiò in faccende d’altri, soprattutto Reggio Calabria e Roseto, e se il ficcanasare nei conti altrui non fu comportamento da galateo, scrutando i destini di quelle squadre forse tutti i torti non li aveva. Il primo dei suoi numerosi nemici fu Prandi, all’epoca presidente di Lega; difficile trattenere


Serie A le risate quando in garauno con Montegranaro nel 2005 comparì in parterre l’orsacchiotto Henry 615: Henry come Enrico, il burocrate antagonista; 615 come i giorni trascorsi dal salvataggio della Virtus. Avvisaglie di popolarità in declino giunsero in occasione del primo derby disputato in casa Virtus dopo la risalita. Dalla reggia nel Dubai arrivò Henry d’Arrabbia, il cugino emiro del capostipite; palese l’identità del destinatario della presa in giro, ma Sabatini non fu soltanto subliminale nella comunicazione: “la nostra è un’ impresa, la loro pare un hobby. Non sono polemiche, ma considerazioni sobrie. Loro hanno ville sui colli, noi pianterreni a Castelmaggiore. Il contratto di Becirovic non sappiamo neanche come si scrive: Belinelli, che segna più di lui e tira meglio immagino prenderà di più, o no? Da qui, ecco perché i Ricchi e Poveri: spero canti tutto il Palamalaguti, magari anche Palumbi”. E i Ricchi e Poveri arrivarono davvero, a cantare. Con Forino ad avere il diritto di accesso al microfono di Terrieri per annunciare i biancoblu. Si abbassano gli indici di gradimento e s’arriva allo sventolio dei portafogli da parte dei tifosi (“quelli che a casa scopano poco e male”), gesto forse ispirato dalla storica mazzetta di banconote mostrata agli arbitri da Cazzola. Nonostante tutto la Virtus arriva in finale: partenza a rilento con Biella e il vulcanico proprietario inventa gli Happy Hour, festicciole al Cierrebi con giocatori e tifosi. L’umore migliora, e la squadra s’allena in pubblico, in Piazza Maggiore tra garauno e garadue di finale. Tutta sua, l’idea. Ma ci vuole poco per inciampare, il saliscendi stagionale precipita verso il basso con la gestione delle relazioni pubbliche con Markovski, Di Bella e Michelori. Si sale anche sul torpedone per le gite enogastronomiche: a parte Siena un po’ tutte le italiane le hanno fatte di recente, ma paragonare l’Eurolega a turismo culinario non ha fatto imbestialire solo il pubblico pagante, ma anche lo stesso Bertomeu. La squadra si sfalda ancora, nasce una Virtus born in the USA che il turismo l’ha fatto anche in Italia, non solo in Europa; quando l’audience è ai minimi storici e il momento della cessione pare ormai giunto, Sabba l’indomani di un derby perso convoca la stampa. Non molla, anzi rilancia, sale sul predellino e annuncia d’aver rilevato il PalaMalaguti, bramato da altri costruttori autentici o presunti. S’arriva a quest’anno, la squadra va bene e Sabba azzecca le sue mosse mediatiche. Se gli auguri “per i 25 anni della Vedovati” non avevano fatto ridere nessuno poco dopo la retrocessione scampata, le punzecchiature al dirimpettaio Sacrati (i panini ai tempi della firma di Koponen, la pista per l’aerotaxi di Gil)

fecero storcere il naso soltanto a qualche vecchio ortodosso. Fino a metà aprile, quando scaraventa una comprensibile ira nell’immediato dopopartita dell’infrasettimanale con Siena. Arriva il caterpillar, ovvero il penultimo atto. Poi i buoi scappati e nessun Happy Hour in grado di risollevare morale e sorrisi. Il pubblico non perdona le cinque sconfitte consecutive, la licenza triennale buttata e il palazzo conosce la desertificazione nei playoff; Sabba contro tutti, con eccessi da entrambe le parti. Fino all’ultimatum della A dilettanti giocata con i ragazzini in caso di poche tessere vendute. L’ultimo bluff, o forse l’ultimo regalo alla Virtus, per assicurare qualche centinaia di abbonamenti in più ai subentranti. Ma nell’immaginario virtussino l’uomo della salvezza è ormai un ricattatore e non si può ricucire il Gran Canyon con ago e filo. Chiunque siano i compratori, ormai deve passare la mano. Ci penserà la storia, a breve, a riabilitarlo.

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Serie A

Roma divorzia ma solo a metà La Virtus interrompe il rapporto con Bodiroga e conferma invece quello con Gentile. di Andrea Ninetti Dopo un assordante ed interminabile silenzio durato anche più del previsto, arrivano finalmente le prime mosse (per le parole bisognerà attendere almeno fino al 26 giugno, giorno in cui terminerà l’inibizione inflitta al Presidente Toti) della Virtus Roma, la stagione spartiacque che nasce sotto il peso del paventato ridimensionamento del budget e con il fardello del brusco divorzio da Bodiroga, consumatosi nella settimana appena trascorsa. L’addio al “cigno di Zrenjanin”, ufficialmente per motivi personali ma probabilmente figlio anche di alcune divergenze di vedute fra Dejan ed il numero uno giallorosso, priva Roma di un altro tassello di riferimento collocato negli anni passati, quando la società aveva deciso di puntare sull’esperienza internazionale di alcuni uomini (prima Pesic poi Repesa e lo stesso Bodiroga) per cercare di dar vita ad un gruppo dalla mentalità vincente in grado di raggiungere traguardi importanti. Dopo due stagioni intense vissute da giocatore ed altrettante come g.m., contraddistinte da alcune scelte notevoli come gli ingaggi di Gigli, Datome, Hutson e Jaaber ma anche da clamorosi flop (Brezec, Douglas, Golemac e la scommessa Jennings per limitarci all’ultimo campionato), arriva quindi la rottura, alla cui base c’è anche la volontà, da parte dell’ex nazionale serbo, di non lavorare con risorse finanziarie ridotte, giudicate insufficienti per puntellare un organico

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che dovrà affrontare ancora l’Eurolega, forte della licenza triennale appena messa in cassaforte. Il futuro GM, anche per dare un minimo di continuità al lavoro fin qui svolto, sarà con ogni probabilità Piergiorgio Bottai, che avrà il compito di costruire una Virtus giovane e frizzante. Un gruppo che ripartirà ancora dalla guida tecnica di Nando Gentile, la cui conferma sulla panchina mette fine a quella ridda di voci che si erano susseguite nel tentativo di indovinare chi sarebbe stato il suo eventuale successore nell’anno del rilancio. Il coach si è detto molto soddisfatto della fiducia accordatagli, dichiarando di garantire impegno, serietà e voglia di divertire ma non accennando minimamente alle strategie di mercato delle prossime settimane. Proprio nei giorni che verranno la Virtus sferrerà l’assalto decisivo per arrivare a Poeta, che verrebbe a Roma anche a piedi. Tra lui e la Lottomatica però c’è di mezzo il corposo buy-out che Toti dovrebbe versare nelle casse abruzzesi, una cifra alta ma trattabile e sulla quale le due società sono già al lavoro. Con il ritorno di Aradori e Crosariol, la pattuglia nazionale crescerebbe notevolmente dando una forte impronta italiana al parco giocatori, del quale dovrebbero ancora far parte Jaaber ed Hutson (si sta trattando per un biennale economicamente più sostanzioso) ma non Becirovic, il cui contratto è giudicato troppo oneroso vista il taglio economico in atto nel sodalizio giallorosso.


Serie A

Pesaro riparte da Dalmonte Stesso percorso di Sacripanti, dalla Brianza alle Marche. Ecco con quali progetti per la Scavolini Spar «Guardate, da oggi preferirei mi chiamaste Luca anziché coach». Il battesimo di Dalmonte alla corte della Scavolini nasce così L’imolese di quarantacinque anni non solo sostituisce Sacripanti finito a Caserta, ma fa lo stesso viaggio dalla Brianza alle Marche. «E’ un grande onore essere qui a Pesaro, una piazza e una città che vive di pallacanestro. Sarò affiancato da uno staff tecnico competente e di ottimo valore umano» esordisce il tecnico prima di passare alla sua idea di basket: «La mia idea di base è il concetto che il gruppo è centrale e poi viene il singolo. Il soggetto dominante è il “noi” abolendo assolutamente l’”io”. Credo nel sistema e nel gruppo, credo nel lavoro quotidiano, vi posso fare una sola promessa: darò sempre il massimo. Inoltre, da oggi, il ruolo dell’allenatore è anche quello di proteggere il gruppo mettendoci la faccia. La dedizione al sacrificio in difesa e la volontà di essere altruisti in attacco sarà la cartina tornasole del lavoro svolto quotidianamente in palestra». - L’unico individualismo sarà la responsabilizzazione nella difesa a uomo? «La difesa a uomo è quella che preferisco, non c’è dubbio, ma questo non vuol dire che non useremo mai la zona, anzi questa ci servirà per variare situazioni. Chiaramente la difesa a uomo significa sacrificio, sfida, voglia e volontà essendo la preferita». - Come procedere nella costruzione del gruppo? Sarà un roster lungo visto l’impegno europeo? «In questa situazione così embrionale tanto che ancora non si sa bene quale sia il budget a disposizione non si può dire molto, si cercherà di avere giocatori di talento che dovranno essere al servizio della squadra e complementari aiutando quelli con minor talento. Si ripartirà da Hicks e non è poco, ha dimostrato di poter essere utile

di Francesco Tadei in diversi aspetti del gioco e di avere il carattere necessario per essere una guida. Per la creazione della squadra in primis si procederà a creare un gruppo di italiani ed europei che sono più difficili da reperire nel mercato viste le regole, poi andremo a cercare gli americani dove c’è più scelta di qualità nella quantità cercando guardie che sappiano fare pick and roll. Ad ogni pezzo aggiunto al puzzle faremo valutazioni per incastrare al meglio quello successivo. Ci sono contatti con Maggioli, che ho avuto nella esperienza ad Avellino e che sarebbe un gran colpo. Con lui la mia motivazione sarebbe molto alta ma è una situazione difficile perché è sotto contratto e molto ricercato». - Ha fama di non essere un amicone dei giocatori... «Ci sono squadre che hanno vinto senza parlarsi. E’ necessario ci sia un rapporto tra persone al di là del ruolo e tra professionisti nel ruolo con le gerarchie chiare e definite, non credo sia necessario essere amici per lavorare bene».

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Spagna

Ettore, il galactico Con quello che è costato Cristiano Ronaldo si fanno tre squadre di vertice da Eurolega. Una potrà tornare ad essere il Real targato Messina? di Franco Montorro Ettore Messina ha firmato nella sala vip dello stadio Bernabeu il contratto da allenatore del Real Madrid: un triennale da 1.8 milioni di euro netti a stagione. Trasloca così da Mosca a Madrid con la stessa missione che l’aveva portato in Russia nel 2005: arrestare la decadenza di un grande club e riportarlo ai vertici, soprattutto a quelli europei. Perché è dal 1995 che la squadra castigliana non vince l’Eurolega, dopo esserci riuscita per sette volte in precedenza. E se nella Liga un paio di titoli in questo decennio sono arrivati, ma l’ultima Coppa di Spagna risale addirittura al 1993, la percezione generale è quella di un club meno competitivo di quanto consentirebbero le risorse. Così, mentre nel calcio il presidente Florentino Perez impazza e fa impazzire con le operazioni Kakà e Cristiano Ronaldo, nel basket la rifondazione madridista parte da uno dei fuoriclasse europei della panchina, Ettore Messina, appunto. Non il primo italiano ad allenare del Real: nel 1999 lo fece Sergio Scariolo, che vinse subito il campionato della Liga ed in seguito assunse anche la carica di direttore generale la sezione “baloncesto”. 
Operazione clamorosa quella di Messina, proporzionata a quelle fragorose di quelle del calciomercato.
 «Abbiamo impatti diversi sul mondo comune – dice Messina - e quando una società di calcio compie

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un’impresa, penso allo Zenit San Pietroburgo in Coppa Uefa, anche in un Paese tutto sommato più per il basket come è la Russia, l’eco è notevole. Fra i nostri mondi la differenza è data dalla visibilità. Economicamente parlando, dai diritti televisivi. Poi, anzi forse prima, dalla notorietà di quelli che si fanno vedere a tifare basket. Non esiste uomo politico che non si dichiari appassionato di calcio. Qualcuno, dopo, lo è anche di basket, ma non c’è paragone. Il calcio ha altri numeri e quelli relativi alle operazioni Ronaldo e Kakà non mi sorprendono. Certo, visto il momento di crisi generale possono sconcertare, ma immagino che la sezione calcio del Real abbia agito con un preciso ragionamento economico e non solo sull’onda della passionalità. Ci sono momenti di opportunità per certi piani e per certi investimenti e questo evidentemente lo è, per il Real». In Spagna fanno anche follìe sul mercato estero. Poi però,nel calcio sono campioni d’Europa, nel basket campioni del mondo e vicecampioni olimpici.
 «Il vero insegnamento è questo. Il segreto è nella cura della “cantera”, del vivaio, supportato dal senso di appartenenza di cui abbiamo parlato prima, per cui chi paga vuole vedere anche idoli locali e chi viene pagato per venire dall’estero deve essere anche maestro per i giovani locali che crescono insieme a lui». (nella foto, Messina a Madrid durante le Final Four 2008. Vinte)


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Donne

Mercato: eppur si muove…. Interessanti i movimenti registrati fino ad oggi nel massimo campionato femminile. Vediamo, squadra per squadra, come sono cambiate le 14 di A1 di Roberto Perticaroli Taranto: il ritorno di Brunson (probabile) sarà la novità più importante che sostituirà Prado e Bello con Sara Giauro e Gianolla. Acquistata Gatti da Napoli, probabilmente da girare in prestito altrove (Pomezia o Lucca in A2, Umbertide in A1 le destinazioni più probabili). Importante l’arrivo di Montagnino da Ribera, ipotesi di una quinta straniera esterna per allestire una squadra in grado di competere in Eurolega. Venezia: nuova guida tecnica con il “travaso”

di Eugenio Dalmasson dal settore maschile delle Reyer (vedi a pagina 18). Nuovo il pivot che sostituirà Hayden: Laura Harper, diversa da chi l’ha preceduta, avendo nell’agilità e nel dinamismo le sue doti migliori. Paparazzo sarà la lunga in attesa del recupero di Eva Giauro. Cirone continua ancora per un anno. Fassina rientrerà da Como, al posto di Carsson l’ala lettone Basko.

Schio: il ritorno di Ngoysa la novità più importante in casa arancione che ritrova dopo due anni il suo pivot francesce. Moro e Pastore saranno nuovamente la coppia di play, in uscita Ciampoli (nella foto: a Faenza?), si cerca una lunga per la panchina. Faenza: confermate Adriana e Erkic, al posto di Bjelica in arrivo da Villeneuve d’Asq Geraldine Robert, ala del 1984 di passaporto francese. Si cerca un pivot che sostituisca la deludente Gardner. Tra gli obiettivi Beatrice Sciacca (nella foto in maglia azzurra), uno degli oggetti del desiderio del mercato italiano la cerca anche Schio?) Par ma: Dopo una “vita”, un nuovo proprietario

per la panchina gialloblu, Stefano Michelini prende il posto di Maurizio Scanzani. Alle confermate Summerton e Screen, le novità straniere si chiamano Ines Ajanovici (già vista in Italia a Viterbo per due anni) e l’olandese Halman. In

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arrivo da Como per surrogare Zara la giovanissima play Elena Bestagno. Sempre per il futuro prelevata da Catania Alessandra Formica. Si cerca un’esterna italiana che sostituisca Zanoni con cui è in corso una complicata trattativa con il Geas.

Geas S.S.Giovanni: persa la coppia d’oro Penicheiro-Tillis, Roberto Galli (affiancato da quest’anno sulla panchina da Walter Montini in arrivo da Como) ha ben presto trovato le sostitute: la prima addirittura in Italia visto che al posto del play portoghese vestirà la divisa lombarda Nuria Martinez, lo scorso anno a Schio. Sotto le plance invece vicino alla confermata Machanghuana


Donne il pivot americano Bernice Mosby, reduce dal campionato francese. Potenziato il reparto italiano con l’arrivo da Pozzuoli di Debora Danzi.

Priolo: ancora un cantiere aperto la squadra

di Santino Coppa che, come ci ha confermato poche settimane a noi di Basketville, sta ancora delineando il proprio budget. Confermata Pascalau, l’acquisto più importante per il club sicilianpo sarà il recupero di Roberta Meneghel, lo scorso anno out per quasi tutta la stagione per infortunio e recuperata dopo un’estate in azzurro. Interesse per il pivot di Udine Filippi.

Comense: tante le novità in riva al lago. La più

interessante arriva senza dubbio da bordocampo: sulla panchina bianconera siederà infatti Dragomir Bukvic, coach serbo, nato a Belgrado 52 anni fa, in passato alla guida di squadre importanti come Stella Rossa e Partizan Belgrado. Confermate Smith, Aziz e Slavcheva, Stabile e Donvito sarà la coppia di play. Ancora incerto il destino di Invernizzi e Fazio.

Napoli: ancora nulla di definito da parte delle

società presieduta da Pasquale Panza. Ma si attendono notizie al più presto. Si cercherà di allestire una formazione giovane, forse molto giovane: queste le intenzioni manifestate dal numero napoletano nonché presidente della Lega Basket femminile.

Umber tide: tante le novità in Umbria. Newton e Bagnara e le più recenti che rispondono ai nomi di Consolini (da Lucca) Mohammed Aisha (pivot americano) e Mina Maksimovic (ala-pivot serba). In uscita Bonaldo, è tra le favorite per prendere l’enfant-prodige di Athena Roma Gorini. Interessa anche il play Gatti. Livor no: anche tra le fila labroniche (con Cinzia Piazza, coach della salvezza, confermata in panchina) parecchie novità. Confermate Balestra, Mariani e Bianucci, presa prestissimo la belga Carpreaux (play, vista di sfuggita quest’anno a Ribera) in arrivo da Pontedera Buzzanca e la polacca Babicka. Dopo il no di Gaither, continua la ricerca sul mercato extra-comunitarie per sitemare le posizioni vicine a canestro. Pozzuoli: ha messo a posto il quartetto straniero prima di tutti (Van Malderen e Walker ad affiancare le confermate Goryanova e Dixon), ora deve trovare un’italiana al posto di Silvia Favento. Per il resto, premio a Fulvio Palumbo per aver

in maniera davvero positiva chiuso per primo la squadra.

Cavezzo : com’è nella tradizione, niente voli

pindarici. Giancarlo Tampellini farà la squadra con i mezzi a disposizioni senza preoccuparsi del resto. Potrebbe chiudere il reparto esterne con i ritorni di Franciosi e Aleotti mentre le straniere saranno solo tre: alla confermata Mandache, si cercherà di affiancare l’ala-pivot tedesca Fikiel, lo scorso anno a Broni in A2. L’altra straniera sarà un pivot, preferibilmente giovane.

Pontedera: giungono notizie allarmanti e a volte (speriamo)incontrollate dalla Toscana. Dopo aver raggiunto l’agognata promozione in A1, ora sembrerebbe esistere qualche problema di budget per affrontare il massimo campionato. Intanto Buzzanca e Babicka si sono spostate a Livorno, Carretti non è più l’allenatore, Martiradonna probabilmente smette mentre Sarti è più fuori che dentro. Si attendono comunicazioni che sgombrano le nubi dal futuro di Pontedera. 15


Donne

Europei, che peccato! L’Italia di Ticchi va ko con la Grecia ed è la squadra ellenica a qualificarsi per i mondiali del 2010. In vantaggio di sei lunghezze dopo tre quarti, le azzurre subiscono il ritorno delle avversarie di Roberto Perticaroli Quella che ci siamo lasciati alle spalle è stata una delle settimane più intense della nazionale azzurra femminile, almeno nel recente. Incominciamo con il piede giusto battendo in maniera perentoria la Lituania e conquistando, A quattordici anni dall’argento di Brno, la qualificazione per un quarto di finale di un europeo. Con l’aria che tirava alla vigilia l’ingresso tra le prime otto in Europa era già visto come un mezzo successo. Ma l’appetito vien mangiando e si era creata una ragionevole positività nell’ambiente azzurro primo

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dell’incontro con la Spagna. Partenza forte (12-1 per Macchi e compagne) poi il ciclone iberico si abbatte sulle rappresentanti dello stivale italico, con un -19 finale bugiardo secondo tutti gli addetti ai lavori, anche perché le azzurre almeno per 30 minuti erano riuscite a rimanere in scia. E non contro un’avversaria qualsiasi, bensì con una delle squadre unanimemente ritenuta tra le più forti al mondo. Ma bisogna ancora giocare e lottare e se tecnicamente a questa squadra qualche appunto si può fare, nulla si può dire dal punto di vista


Donne caratteriale e della volontà. Lo dimostra la partita con la Lettonia in cui la squadra di Giampiero Ticchi è stata capace di rimettere in piedi una situazione disperata e poi è riuscita ad imporsi dopo un supplementare grazie a Chicca Macchi che ha messo in mostra tutto il meglio del suo sterminato repertorio. Finite diciotto lunghezze sotto, le ragazze italiane punto su punto fino a conquistare la vittoria che le permette di giocarsi la qualificazione al prossimo mondiale con la Grecia, squadra che ultimamente ci ha sempre battuto nelle occasione in cui l’abbiamo trovata nell’altra metà campo. E purtroppo anche a Riga è finita nello stesso modo pur controllando il match (senza ucciderlo però) per trenta minuti ma lasciando alla Grecia solo un quarto, l’ultimo, purtroppo quello decisivo. L’indigesta zona greca è stato un ostacolo insormontabile tra l’Italia ed i mondiali del 2010. Le azzurre chiudono al sesto posto, un risultato su cui in tanti avrebbero messo una firma in calce ma nel ritorno verso casa senza dubbio un nodo alla gola accompagnerà il gruppo azzurro. Giusta un’affermazione di coach Ticchi: «Siamo tra le migliori squadre dell’europeo visto che abbiamo incontrato tutte le quattro semifinaliste». E forse

proprio questo aumenta il rammarico per ciò che poteva essere e non è stato. Al ritorno in Italia ci sarà più tempo e la maggiore lucidità per bilanci e commenti. Su questa nazionale in pochi avrebbero scommesso ma poi ha messo in mostra un gioco a tratti piacevole, cuore, grinta e carattere. E poi non è colpa di Ticchi se nel reparto play eravamo ridotti ai minimi termini (tra rinunce ed infortuni, anche Corradini è stata costretta al forfait) il ruolo era quantitativamente risicato). E meno male che Cirone si è messa una mano sulla coscienza e ha detto “presente”. Signori, la nazionale è questa: a parte rare eccezioni, nei club i palloni decisivi li giocano le straniere ed in nazionale questo si nota. Ma bisogna vedere anche il mezzo bicchiere pieno: e questa squadra ha fatto già un mezzo miracolo, suscitare interesse, entusiasmo e curiosità. E non è poco. Per cronaca la vittoria finale è andata alla Francia che in finale ha battuto la Russia. Bronzo per la Spagna che nella “finalina” ha avuto la meglio sulla Bielorussia. Mvp del torneo (ahinoi!) la greca Maltsi, presente anche nel quintetto ideale della manifestazione insieme alle francesi Dumerc e Fruda, la lèttone Jekabsone e la russa Abrossimova.

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Donne

Una novità nella continuità Un volto nuovo sulla panchina della Reyer finalista scudetto: al posto di Massimo Riga, Eugenio Dalmasson, fino alla scorso anno sulla panchina della squadra maschile della stessa società di Roberto Perticaroli - Coach Dalmasson, benvenuto nel basket femminile. Quando e perché ha deciso di intraprendere questa nuova esperienza? «Quando mi è stata prospettata dalla società questa possibilità ho accettato. Perchè il progetto Reyer è unico in Italia abbracciando sia il maschile che il femminile. Per me, che ne faccio parte da tre anni, è l’evoluzione di una situazione. Con le ambizioni che ha questa società non potevo certo dire di no a questa proposta». - Con quale stato d’animo si avvicina a questa nuova fase della sua carriera? «Curiosità, umiltà e tante sensazioni forti. Ma anche con la consapevolezza di dover imparare molto e allo stesso tempo sapendo di avere anche molto da dare». - Vedendo da vicino la squadra lo scorso anno, cosa l’ha più colpita? «Oltre ai risultati anche una gran qualità di gioco, soprattutto nella prima parte di stagione. Mentre nella parte conclusiva la squadra ha saputo essere cinica al punto giusto vincendo due gare di grande pathos a Schio e giocando alla pari nelle quattro gare di finale nonostante la sconfitta. In sintesi grande competitività e potenzialità. - Quali differenze più evidenti tra basket femminile e basket maschile?

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« Al di là della differente fisicità, che è evidente, cambiano i tempi di esecuzione. Ma sotto l’aspetto tecnico-tattico non ravviso grosse differenze. Cambia invece il modo di gestire la comunicazione con le atlete. Lo considero un aspetto molto più delicato rispetto al maschile». - Cosa pensa di poter portare dal basket maschile nel basket femminile? «Mi piacerebbe trasferire più agonismo e fisicità. Senza trascurare però l’estro e la fantasia che molte giocatrici della Reyer già hanno. Vorrei abbinare bene questo mix per divertirsi e divertire». - Lo sa che prendendo una squadra che ha fatto la finale scudetto è più facile fare peggio che meglio? «Assolutamente si. Ma credo che di fronte ad una proposta del genere nessun allenatore che sia ambizioso si sarebbe lasciato sfuggire questa occasione. Inoltre va detto che anche quando ho accettato la panchina della Reyer maschile ho accettato una situazione di grande pressione “a vincere”». - Le caratteristiche che vorrebbe diventassero il marchio di fabbrica della sua Reyer? «Metodo nel lavoro, concretezza nell’affrontare ogni impegno e senso di appartenenza ad una società importante com’è la Reyer». (nella foto, Brugnaro, Dalmasson, Chinellato e Barbiero)


di Giuliano Mannini - Appunto

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Donne

A2 e B1: luci e ombre delle formule anti-crisi Una sola retrocessione dalla A1 alla A2 ed una sola promozione verso il primo campionato nazionale. Due le promozioni dalla B d’eccellenza. Tutto a causa della crisi di Roberto Perticaroli E’ stata una lunga attesa (fin troppo lunga, tenendo presente che la data di iscrizione è rimasta sempre quella del 7 luglio) ma la scorsa settimana finalmente sono state pubblicate date e formule di svolgimento per l’anno sportivo 2009/2010 relativi ai campionati di a2 e B d’eccellenza. Novità ci sono state, come potrete comodamente leggere nei prospetti che pubblichiamo, ma senz’altro diverse da quelle che ci si poteva aspettare inseguendo le sterminate voci di corridio che, soprattutto negli ultimi giorni, si sono rincorse. Dunque, una sola retrocessione dalla A1 alla A2 ed una sola promozione verso il primo campionato nazionale. Due le promozioni dalla B d’eccellenza: altrettante le squadre che fanno il cammino inverso, dall’A2 alla B. Il settore agonistico della Lega Basket femminile aveva chiesto di apportare delle modifiche rispetto alle decisioni prese nel Consiglio Federale del 15 maggio in cui veniva deliberata una diversa struttura dei campionati femminili, soprattutto per una rimodulazione più “soft” dell’ordinamento dei campionati, anche (anzi soprattutto verso che erano state formate delle commissioni “ad hoc”) in considerazione dell’attuale momento di crisi economica. Cosa

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dire? Speriamo che sia sufficiente almeno per questo, perché con queste formule non c’è dubbio che ci sarà un livellamento verso il basso non indifferente. Con poche promozioni e ancora meno retrocessioni parecchie società opteranno per un anno sabbatico senza impegnarsi più di tanto nell’allestimento della propria “rosa”. Se è la croce che bisogna abbracciare per ripianare i bilanci e rimettere in sesto la barca, ok. Dopo stagioni di champagne e ostriche, un anno a pane a acqua è il minino. Ad uno sport che in moltissimi casi ha viaggiato oltre le proprie forze, una fermata ai box può risultare salutare. A costo di sacrificare la qualità dei campionati. In giro è tutto un lacrimatoio, magari qualcuno “ci marcia” come si dice a Roma, ma la crisi si sente nell’aria.E forse le prime a non essersene accorte sono proprio le giocatrice. Non tutte certamente, ma alcune si. Intanto in A2 c’è curiosità per vedere il destino di Ribera e Viterbo, le due retrocesse. Viterbo, alle prese anche con problematiche legate all’utlizzo del Palamalè, potrebbe restituire il tiolo al Città Futura Roma, da cui lo ha preso lo scorso anno: un percorso inverso permesso dai regolamenti. Intanto la Virtus Spezia ha acquisito il titolo di A2 di Montichiari. E non è escluso possa essere l’unico trasferimento di titolo: soprattutto in B molto altro bolle in pentola.


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Il settore agonistico _ Pur confermando l’analisi fatta nel Consiglio Federale del 15 maggio u.s., nel quale veniva deliberato un diverso ordinamento dei campionati femminili; _ preso atto delle richieste arrivate da tutto il movimento per una più graduale rimodulazione dell’ordinamento dei campionati; _ tenuto conto delle argomentazioni rappresentate dalla Lega Basket Femminile; _ alla luce delle prevedibili conseguenze relative all’attuale momento di crisi economica; _ tenuto conto delle prevedibili ripercussioni sui bilanci delle società; propone al Consiglio Federale _ in accordo con i rappresentanti della LBF; _ per la stagione sportiva 2009/2010 di prevedere una formula di campionati che possa avere un impatto meno traumatico sulle società, attraverso la riduzione delle retrocessioni in tutti i campionati nazionali ed un aumento graduale dell’organico della serie B di Eccellenza per migliorare la loro distribuzione sul territorio; _ di avviare nel breve termine una serie di incontri con tutte le componenti del basket femminile per condividere un precorso che porti ad un nuovo ordinamento dei campionati e a nuove regolamentazioni per un migliore sviluppo dell’attività femminile; _ propone, quindi, la modifica parziale della delibera approvata al Consiglio Federale del 15 maggio prevedendo per la stagione sportiva 2010/2011 i seguenti organici dei campionati femminili: SERIE A1 – 14 SQUADRE (1 GIRONE) SERIE A2 – 28 SQUADRE (2 GIRONI) SERIE BE – 72 SQUADRE (6 GIRONI) Seguono le date e la formula di svolgimento per l’anno sportivo 2009/2010.

Ordinamento campionati femminili

Le date della serie A1 Femminile saranno oggetto di successiva comunicazione

Campionato Italiano Serie A2 Femminile ANDATA D D D D D D D D D D MAR D D

27 settembre 04 ottobre 18 ottobre 25 ottobre 1 novembre 08 novembre 15 novembre 22 novembre 29 novembre 06 dicembre 08 dicembre 13 dicembre 20 dicembre

G. RITORNO 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13

06 gennaio 10 gennaio 17 gennaio 24 gennaio 31 gennaio 07 febbraio 14 febbraio 21 febbraio 28 febbraio 07 marzo 14 marzo 21 marzo 28 marzo

2010 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2010

MER D D D D D D D D D D D D

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Play Off II fase MER S

Play Out

7 aprile 10 aprile

2010 2010

MAR 13 aprile D 18 aprile MER 21 aprile

2010 2010 2010

D D D

11 aprile 18 aprile 25 aprile

2010 2010 2010

Play Off II fase Semifinale D MER

D

25 aprile 28 aprile 2 maggio

2010 2010 2010

Finale S 8 maggio MAR 1 maggio 14 maggio V

Spareggio Promozione 17 maggio L GIO 20 maggio 23 maggio D

2010 2010 2010

2010 2010 2010

Campionato Italiano Serie B Eccellenza Femminile Fase Regolare G

ANDATA

D V D D D D D

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4 Ottobre 9 Ottobre 18 Ottobre 15 Ottobre Novembre 8 Novembre 15 Novembre

2009 2009 2009 2009 2009 2009 2009

1 2 3 4 5 6 7

RITORNO D D D D D Me D

22 Novembre 29 Novembre 6 Dicembre 13 Dicembre 20 Dicembre 6 Gennaio 10 Gennaio

2009 2009 2009 2009 2009 2010 2010


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Poule Promozione e Poule Retrocessione

G

ANDATA D D D D D

24 Gennaio 31 Gennaio 7 Febbraio 14 Febbraio 21 Febbraio

2010 2010 2010 2010 2010

1 2 3 4 5

RITORNO D D D D D

28 Febbraio 7 Marzo 14 Marzo 21 Marzo 28 Marzo

2010 2010 2010 2010 2010

Fase Finale

Play Off Quarti S 10 Aprile MAR 13 Aprile D

18 Aprile

2010 2010 2010

Play Out I Fase 10 Aprile S MAR 13 Aprile D

Play Off Semifinale D 25 Aprile MER 28 Aprile D

2010 2010 02 Maggio 2010

Play Off Finale D

09 Maggio 2010 MER 12 maggio 2010 S 1 5 maggio 2010

2010 2010 2010

18 Aprile

Play Out II Fase D 25 Aprile MER 28 Aprile D

2010 2010 02 Maggio 2010

Spareggio Promozione M S

1 9 maggio 2 2 maggio

2010 2010

Le date dei Play Off e dei Play Out potranno subire modifiche in caso di concomitanza con le Finali Nazionali Under 19.

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Campionato Italiano Femminile di Serie A1 Organico anno sportivo 09/10 Anno Organico iniziale Promosse dalla serie A/2 Retrocesse alla serie A/2 Organico sportivo 2010/11 09/10 14 1 1 14

Numero gironi unico

Squadre Ammesse A.S. 2009/2010 N.14 squadre: - le classificate dal 1° al 9° posto al termine della Fase Regolare del Campionato di Serie A1 stagione 2008/2009; - le 3 squadre vincenti i Play Out stagione 2008/2009; - le 2 squadre vincenti i Play-Off della Serie A2 stagione 2008/2009.

La Formula 1. Fase Regolare (Regular Season):

Girone all’italiana di 14 squadre con gare di A/R con la particolarità che la prima giornata stabilita in calendario sarà disputata in campo unico per tutte le squadre con partita di ritorno disputata nel campo della perdente (fatta eccezione per la squadra che eventualmente organizza la manifestazione).

2. Fase Finale

Play Off Scudetto: Sono ammesse ai Play Off Scudetto le prime 12 squadre classificate, dal 1° al 12° posto al termine della Fase Regolare, che si affronteranno in:

Ottavi di Finale al meglio delle due partite con il seguente accoppiamento:

gruppo 1

5 classificata c/ 12 classificata

gruppo 2

6 classificata c/ 12 classificata

gruppo 3

7 classificata c/ 12 classificata

gruppo 4

8 classificata c/ 12 classificata

La sequenza delle gare sarà : Fuori - Casa La squadra che giocherà in casa sarà quella che avrà avuto la migliore classifica nella Fase Regolare. Ammesso i risultato di pareggio nella prima o seconda gara.

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Quarti di Finale al meglio delle tre partite con il seguente accoppiamento:

gruppo 5

1 classificata c/ vincente gruppo 4

gruppo 6

2 classificata c/ vincente gruppo 3

gruppo 7

3 classificata c/ vincente gruppo 2

gruppo 8

4 classificata c/ vincente gruppo 1

La sequenza delle gare sarà : Casa - Fuori - Casa La squadra che giocherà in casa sarà quella che avrà avuto la migliore classifica nella Fase Regolare.

Semifinali al meglio delle tre partite secondo il seguente accoppiamento:

gruppo 9

vincente gruppo 5 c/ vincente gruppo 8

gruppo 10

vincente gruppo 6 c/ vincente gruppo 7

La sequenza delle gare sarà come nei Quarti di Finale

Finale Scudetto al meglio delle cinque partite fra le due squadre vincenti le semifinali. La sequenza delle gare sarà: Fuori - Casa – Casa - Fuori – Casa. La squadra che giocherà in casa sarà quella che avrà avuto la migliore classifica nella Fase Regolare. Alla squadra che vincerà tre gare su cinque verrà assegnato il titolo di Campione d’Italia 2009/2010.

Play-Out/Retrocessione:

Al termine della Regular Season retrocederà direttamente in Serie A2 la squadra classificatasi al 14° posto se la differenza con la squadra 13° classificata sarà pari o maggiore di 6 punti. Nel caso contrario la 13° classificata e la 14° classificata accederanno ai Play-Out e si affronteranno al meglio delle tre partite con la sequenza delle gare sarà : Casa - Fuori – Casa. La squadra che giocherà in casa sarà quella che avrà avuto la migliore classifica nella Fase Regolare. La squadra perdente i Play-Out sarà retrocessa in Serie A2.

Ammissione alla Serie A1 Anno 2010/2011 Squadre Ammesse n. 14 squadre n. 13 squadrec he hanno partecipato al Campionato di SerieA 1n ella regular season 2009/2010 e non sono retrocesse. n. 1s quadrap romossa dalla serieA 2n ella stagione 2009/10; 25


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Campionato Italiano Femminile di A2 Organico anno sportivo 09/10 Anno Organico Promosse Retrocesse Promosse Retrocesse Organico sportivo iniziale in A/1 dalla A/1 dalla B/E alla B/E 2010/11 09/10 28 1 1 2 2 28

Numero gironi 2 da 14

Squadre Ammesse A.S. 2009/2010 N.28 squadre divise in due gironi da 14 squadre ciascuno: -n.2 squadre retrocesse dalla serie A1 nella stagione 2008/09; -n.22 squadre che nella stagione 2008/09 hanno partecipato al campionato di serie A2 non promosse e retrocesse; -n.4 squadre promosse dalla serie B nella stagione 2008/09.

La Formula 1. Fase Regolare (Regular Season):

Le 28 squadre iscritte verranno suddivise in 2 gironi da 14, con incontri di A/R all’italiana.

2. Fase Finale

Play Off Promozione: Sono ammesse ai Play Off Promozione le prime 12 squadre classificate, dal 1° al 12° posto di ciascun girone al termine della Fase Regolare che si affronteranno in:

Ottavi di Finale al meglio delle due partite con il seguente accoppiamento:

gruppo 1

5 classificata c/ 12 classificata

gruppo 2

6 classificata c/ 12 classificata

gruppo 3

7 classificata c/ 12 classificata

gruppo 4

8 classificata c/ 12 classificata

La sequenza delle gare sarà : Fuori - Casa La squadra che giocherà in casa sarà quella che avrà avuto la migliore classifica nella Fase Regolare. Ammesso i risultato di pareggio nella prima o seconda gara. .

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Quarti di Finale al meglio delle tre partite con il seguente accoppiamento:

gruppo 5

1 classificata c/ vincente gruppo 4

gruppo 6

2 classificata c/ vincente gruppo 3

gruppo 7

3 classificata c/ vincente gruppo 2

gruppo 8

4 classificata c/ vincente gruppo 1

La sequenza delle gare sarà : Casa - Fuori - Casa La squadra che giocherà in casa sarà quella che avrà avuto la migliore classifica nella Fase Regolare.

Semifinali al meglio delle tre partite secondo il seguente accoppiamento:

gruppo 9

vincente gruppo 5 c/ vincente gruppo 8

gruppo 10

vincente gruppo 6 c/ vincente gruppo 7

La sequenza delle gare sarà come nei Quarti di Finale

Finale al meglio delle tre partite fra le due squadre vincenti le semifinali. La sequenza delle gare sarà: Casa - Fuori – Casa. La squadra che giocherà in casa sarà quella che avrà avuto la migliore classifica.

Spareggio Promozione al meglio delle tre partite fra le due squadre vincenti le finali. La squadra che giocherà la gara di andata in casa sarà quella che avrà ottenuto la migliore posizione di classifica al termine della fase di qualificazione, a parità di posizione di classifica si terrà conto del migliore quoziente canestri della poule promozione. L’eventuale gara tre si disputerà in campo neutro.

2. Play-Out/Retrocessione alla Serie B/Eccellenza 2010/11

Al termine della Regular Season retrocederà direttamente in Serie B/Ecc. la squadraclassificatasi al 14° posto di ciascun girone se la differenza con la squadra 13° classificata sarà pari o maggiore di 6 punti. Nel caso contrario la 13° classificata e la 14° classificata accederanno ai Play-Out e si affronteranno al meglio delle tre partite con la sequenza delle gare sarà : Casa - Fuori – Casa. La squadra che giocherà in casa sarà quella che avrà avuto la migliore classifica nella Fase Regolare. La squadra perdente i Play-Out sarà retrocessa in Serie B/Ecc.

Ammissione alla Serie A2 Anno 2010/2011 N.28 Squadre: n. 1s quadrar etrocessa dalla serieA 1n ella stagione 2009/10; n. 25 squadre che nella stagione 2009/10 hanno partecipato al campionato di serie A2 e non sono statep romosse in serieA 1e nons onos tate retrocesse in B/Ecc. ; n. 2 squadre vincenti il Campionato di Serie B/Ecc. 2009/2010.

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Campionato Italiano Femminile Serie B Eccellenza Organico anno sportivo 09/10 Anno Organico Promosse Retrocesse Promosse Retrocesse sportivo iniziale in A/2 dalla A/ 2 dalla B2 alla B2 09/10 64 2 2 12 4

Organico 2010/11 72

Numero gironi 6

Squadre Ammesse A.S. 2009/2010 N° 64 squadre: n° 52 squadre non retrocesse e non promosse della serie B eccellenza a.s. 2008/09 n° 4 squadre retrocesse dalla A2 a.s. 2008/09 n° 8 squadre promosse dalla B2 a.s. 2008/09

Formula di Svolgimento Le 64 squadre partecipanti verranno suddivise in 4 aree geografiche chiamate “raggruppamenti” composti da 16 squadre, ogni raggruppamento sarà diviso in 2 gironi formati con criterio di vicinanza geografica o di opportunità logistica, da n° 8 squadre.

Fase Regolare N°8 gironi all’italiana di 8 squadre ciascuno con gare di andata e ritorno. Le prime 5 classificate di ciascun girone accedono alla Poule promozione, le restanti accederanno alla Poule retrocessione.

Poule Promozione N° 4 gironi di 10 squadre ciascuno con gare di andata e ritorno solo con le squadre dell’altro girone dello stesso raggruppamento: le squadre si porteranno in dote in questa poule promozione i punti conquistati nella fase regolare dalle singole squadre con le altre 4 qualificate dello stesso girone.

Fase Finale Sono ammesse alla fase finale di play off le squadre classificate dal 1° all’8° posto al termine della Poule Promozione. Le squadre si incontreranno secondo gli accoppiamenti sotto riportati, con la sequenza casa, fuori, casa. La squadra che disputerà la prima e l’eventuale terza gara in casa sarà la meglio classificata della poule Promozione. La squadre vincenti, per ogni girone, i play off accederanno agli spareggi promozione per la serie A2 femminile a.s. 2010/2011.

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Play Off 1ª 8ª 4ª 5ª 3ª

LA VINCENTE ACCEDE ALLO SPAREGGIO PROMOZIONE

6ª 2ª 7ª

Spareggio Promozione Accederanno allo spareggio promozione le quattro squadre vincenti la finale dei play off dei singoli gironi e si affronteranno con gare di andata e ritorno secondo il seguente schema: VINC. PLAY OFF A - VINC. PLAY OFF B VINC. PLAY OFF C - VINC. PLAY OFF D La squadra che giocherà la gara di ritorno in casa sarà quella che avrà ottenuto la migliore posizione di classifica al termine della fase di qualificazione, a parità di posizione di classifica si terrà conto del migliore quoziente canestri della poule promozione. E’ ammesso il risultato di parità nella prima o seconda gara.

Poule retrocessione N° 4 gironi di 6 squadre ciascuno con gare di andata e ritorno. La squadra 6ª classificata di ciascun girone al termine della poule retrocessione, sarà retrocessa in serie B Regionale.

Promozioni alla Serie A2 a.s. 2010/11 N°2 Squadre vincenti gli spareggi promozion

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Retrocessioni al Campionato di Serie B a.s. 2010/11 Le quattro squadre classificate al 6° posto al termine della Poule Retrocessione.

Ammissione alla Serie B Anno 2010/11 AMMESSE n.72 SQUADRE: n. 2 squadre perdenti gli spareggi promozione a.s. 2009/2010 n.28 squadre perdenti i play off della serie B di Eccellenza a.s. 2009/2010 squadre provenienti dalla serie BE 2009/10. n. 8 squadre classificate al 9° e 10° posto al termine della poule promozione a.s. 2009/2010 n. 20 squadre classificate dal 1° al 5° posto della poule retrocessione a.s. 2009/2010 n.2 squadre retrocesse dalla A2 2009/10 n.12 squadre provenienti dalla B regionale 2009/10

Ammissione alla Serie B Anno 2010/2011 Ammesse n.72 Squadre: n. 2 squadre perdenti gli spareggi promozione a.s. 2009/2010 n.28 squadre perdenti i play off della serie B di Eccellenza a.s. 2009/2010 squadre provenienti dalla serie BE 2009/10. n. 8 squadre classificate al 9° e 10° posto al termine della poule promozione a.s. 2009/2010 n. 20 squadre classificate dal 1° al 5° posto della poule retrocessione a.s. 2009/2010 n.2s quadrer etrocesse dalla A2 2009/10 n.12 squadre provenienti dalla B regionale 2009/10

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Basketville # 17 - 22 giugno 2009