Traduzione Leonardo Favia
Supervisione originale Greg Lockard
Impaginazione e lettering Federica Zampone con Officine Bolzoni
Lettering dell’edizione originale Steve Wands
Supervisione Francesco Savino Proofreading Vanessa Nascimbene
Volume stampato in quadricromia su carta Mondi IQ Print da 120 g/m2 per gli interni. Risguardi stampati in monocromia su carta Mondi IQ Print da 140 g/m2. Copertina stampata in quadricromia su carta Lecta GardaMatt Art da 130 g/m2. Font del fumetto: CCBrianBolland (Comicraft). Font del colophon: Divenire (C-A-S-T). Stampato nel gennaio 2026 presso Abo grafika d.o.o. - Lubiana (Slovenia).
Via Leopardi 8 – 20123 Milano chiedi@baopublishing.it – www.baopublishing.it Il logo di BAO Publishing è stato creato da Cliff Chiang. Titolo originale dell’opera: Tenement BONE ORCHARD (THE PASSAGEWAY, TEN THOUSAND BLACK FEATHERS, TENEMENT) is ™ and © 171 Studios & Andrea Sorrentino. All Rights Reserved. Published in the United States by Image Comics, Inc.: www.imagecomics.com. For the Italian edition: © 2026 BAO Publishing. All Rights Reserved. Per l’edizione italiana: © 2026 BAO Publishing. Tutti i diritti riservati. ISBN: 979-12-5621-235-4 PRIMA EDIZIONE CEO Caterina Marietti CCO Michele Foschini Redazione Leonardo Favia, Lorenzo Bolzoni, Francesco Savino, Sara Bottaini e Vanessa Nascimbene Ufficio stampa Daniela Odri Mazza e Chiara Calderone Contenuti digitali originali Giuditta Esposti Ufficio amministrativo Alessandro Virgara Ufficio commerciale Alessandro Boggiani
storia
JEFF LEMIRE disegni
ANDREA SORRENTINO colori
D AV I D S T E W A R T
Sette. Ce ne sono sette. Di questo sono quasi certo.
Ci sono sempre stati? O si sono aggregati nel tempo, giunti dai loro oscuri anfratti, un tempo estranei e ora legati da un gioco arcano?
Isaac
Amanda
Justin
Felix
Tanya
O è stato il luogo a unirli?
Bob
Gary
Che c’è, tanya? Ci mancano ancora tre canzoni.
È stabile, l’emorragia si è fermata. Diamogli dieci cc di tramadolo.
Ma è difficile vederlo.
Okay, ora levati dalle palle.
Ci sono tante cose che ogni giorno si mettono di mezzo.
Duplicate chiavi?
Basta, oggi non ce la faccio a suonare. io… devo andarmene.
Mille sul quarto cavallo, jet star.
Per due ore di parcheggio sono venti.
Quel luogo. Una volta che lo vedi è impossibile lasciarlo.
Piccole cose che attirano l’attenzione in altre piccole direzioni.
Ma se riesci a guardare oltre… se riesci a vedere davvero… oltre c’è solo il nulla… ed è lì che si trova il vero terrore.
Ed è lì che lui attende.
ehi! Ragazzino, che guardi?
Ma che ti prende?
stramboide del cazzo.
Sparisci! capito? Non startene qui tra i piedi.
Ehilà?
Ciao, tesoro… com’è andata al lavoro?
Oh, il solito…
Come va oggi?
È una buona giornata. Ed è in tempo per darle la cena, signor bob. in forno ce n’è anche per lei.
Grazie, lisa.
Prima di andare posso parlarle un attimo, signor bob? Uh, sì. Certo.
… non voglio dare problemi, lo sa…
Non è arrivato il pagamento di questa settimana. Lo sa che mi occuperei della signora vickie anche gratis, ma ho una famiglia…
Sì, be’… Certo. Senza di te saremmo persi, lisa.
Cavoli. Mi dispiace veramente, lisa. io… ho fatto dei bonifici e devo essermene dimenticato…
Ma certo, ci vediamo domattina.
Uhm, puoi aspettare una settimana? Una sola settimana e risolvo tutto. Te lo prometto.
A domattina, lisa.
Merda.
… sei mai uscita?
Eh? Ti ho chiesto se sei uscita, oggi, mamma. Hai fatto una passeggiata?
No, mio caro. Davano i miei programmi preferiti. E fuori fa freddo.
Devi prendere un po’ d’aria, mamma. Non ti fa bene stare seduta tutto il giorno.
Sto bene, tesoro.
Ho fatto la spesa. Ma che bravo.
C’è qualcuno alla porta.
Sì. Ci penso io, mamma. Ho detto che c’è qualcuno alla porta.
Ehi.
Ti avevo detto di non venire qui.
No. Questa è casa mia.
E dai, amico.
Ne hai oppure no?
…
È l’ultima volta. La prossima ci vediamo in cortile. Sì, sì… certo.
Sono serio, tanya. Ci sono delle regole.
Regole? Come no, scarface.
Prego.
sì, sì.
… volte te lo devo dire?!
Negli ultimi tempi non sento altro che chiasso e baccano ogni cazzo di giorno!
Stronzate! si sente tutto attraverso quei cazzo di muri!
Non fare il santarellino! Non so che cazzo fai lì dentro tutto il tempo, ma io lavoro di notte. E ho diritto a un po’ di silenzio quando cerco di dormire, cazzo! Quindi fai un po’ di fottuto silenzio!
Non c’è bisogno di usare un simile linguaggio, soprattutto davanti a un bambino.
Mi dispiace molto, signor chan. Non so cosa senta, ma non viene dal mio appartamento.
Mi dispiace per la scena, figliolo.
è okay.
Vivi in fondo al corridoio, no? Con tua madre?
Sì.
Ti avevo intravisto. io sono felix, come ti chiami?
isaac.
È un bel nome. i nomi hanno un potere, sai? Scommetto che vedi un sacco di cose, qui intorno. Vero, isaac?
io… devo rientrare.
Certo. Torna pure a casa, isaac. Piacere di averti conosciuto.
ciao, tesoro! Oggi sono arrivata prima io!
Ehi, cosa c’è?
isaac?
Posso andare in camera?
Va bene… sicuro che sia tutto a posto?
Sto bene.
Sette. Ce ne sono sette. Di questo sono quasi certo.
E più scavo, più sono certo che sia il posto a legarli.